UN APPROFONDIMENTO SUL TURISMO INTERNAZIONALE (2)
Economie di scala, mercati non concorrenziali, turismo
internazionale
Finora abbiamo studiato come la specializzazione ed i flussi turistici sono originati da
vantaggi comparati (in termini di differenti dotazioni di risorse, lavoro
qualificato/non qualificato o differenti tecnologie)
• Ora consideriamo il ruolo delle economie di scala e l’esistenza di mercati non
concorrenziali (nei modelli precedenti abbiamo considerato rendimenti costanti e
mercati perfettamente concorrenziali)
• In effetti, molti settori sono caratterizzati dalla presenza di economie di scala (che
derivano da rendimenti di scala crescenti)
– La produzione è tanto più efficiente, quanto maggiore è la scala di produzione. I
motivi dei rendimenti di scala crescenti sono:
- la presenza di indivisibilità tecniche
- le economie di specializzazione
Economie di scala, mercati non concorrenziali, turismo
internazionale (2)

In presenza di rendimenti di scala crescenti:
• il livello di produzione aumenta in misura più che proporzionale rispetto all’aumento
nell’impiego di tutti i fattori
• i costi medi decrescono all’aumentare delle dimensioni di mercato.
• Il mercato si amplia, le imprese si ingrandiscono producendo servizi a prezzi più bassi, i
consumatori si avvantaggiano di maggiore varietà nei servizi venduti a prezzi più bassi
• Le economie di scala possono essere:
– Interne
• Il costo unitario dipende dalle dimensioni della singola impresa, ma non
necessariamente da quelle del settore nel suo complesso.
• Le imprese grandi hanno un vantaggio di costo sulle imprese piccole e questo
favorisce l’instaurarsi di condizioni di mercato non concorrenziali.
– Esterne
• Il costo unitario dipende dalle dimensioni del settore, ma non necessariamente da
quelle delle singole imprese.
• Un settore consiste tipicamente di tante piccole imprese ed è compatibile con la
concorrenza perfetta.
– Entrambi i tipi di economie di scala sono cause importanti di commercio
internazionale.
Economie di scala, mercati non concorrenziali, turismo
internazionale (3)
Un esempio di rendimenti di scala crescenti (economie di scala interne):
Output
Input lavoro
totale
Input lavoro
medio
Salario
Costo medio
5
10
2
30
60
10
15
1,5
30
45
20
25
1,25
30
37,5
40
40
1
30
30
Quello che è evidente è che affinché l’output raddoppi non è
necessario che raddoppino le ore di lavoro.
A parità di salario questo comporta una diminuzione del
costo medio, man mano che la produzione aumenta
Economie di scala, mercati non concorrenziali, turismo
internazionale (4)
• La presenza di economie di scala è una caratteristica specifica che
le tecnologie hanno in alcuni settori
• In presenza di settori con economie di scala le imprese trovano
vantaggioso ingrandirsi, pertanto siamo in presenza di :
• Concorrenza imperfetta
– Le imprese sono consapevoli di poter influenzare il prezzo dei
loro prodotti.
• Sanno che possono vendere di più soltanto riducendo il loro
prezzo.
– Ogni impresa si considera come “price maker”, che seleziona il
prezzo del suo prodotto, piuttosto che come “price taker”.
Economie di scala, mercati non concorrenziali, turismo
internazionale (5)
•Concorrenza monopolistica
– E’ una forma di mercato intermedia tra la concorrenza perfetta
ed il monopolio puro, di cui abbiamo già parlato diffusamente nella
parte micro del corso
– Le imprese sono numerose, però vendono prodotti eterogenei
(differenziati) per i quali, entro certi limiti possono decidere loro i
prezzi e comportarsi quindi da monopolisti
–Tuttavia a differenza di un monopolista puro soffrono della
concorrenza di altre imprese che hanno libero accesso al mercato
–Nel breve periodo, esse riescono a realizzare profitti grazie al
comportamento monopolistico
–Questi profitti attirano altre imprese: la maggiore concorrenza fa
diminuire i profitti fino ad annullarli
–Nel lungo periodo i profitti si annullano e i prezzi sono uguali ai
costi medi
Economie di scala, mercati non concorrenziali, turismo
internazionale (6)
Applicazione del modello di concorrenza monopolistica all’analisi flussi turistici
internazionali:
•Supponiamo di avere un certo numero di tour operator che operano in regime di
concorrenza monopolistica all’interno dei propri confini nazionali
•Immaginiamo che i due paesi siano Italia e Francia
• All’interno di questi due paesi i t.o. operano strategie di differenziazione orizzontale
del prodotto vendendo vacanze balneari ciascuno all’interno dei propri confini
nazionali;
•Ciascun t.o. offre una tipologia di vacanza balneare diversa che si caratterizza
soprattutto per la varietà orizzontale lungo i servizi
•Ristorazione: menù vegetariano-menù pesce
•Attività Ricreative: Sport marini – sport terrestri
•La tecnologia che usano queste imprese ha rendimenti di scala crescenti: se si
confrontassero con un mercato più ampio (maggiore domanda) potrebbero comprare
software statistici di previsione della domanda turistica più affidabili, questo
permetterebbe loro di fare contratti con vari alberghi di tipo “vuoto per pieno”
abbassando notevolmente i costi medi
Economie di scala, mercati non concorrenziali, turismo
internazionale (7)
•In un mercato aperto le imprese operanti con tecnologie che godono di
economie di scala possono:
– Ciascuna impresa produce di più, specializzandosi nella produzione di
una vacanza, ad un prezzo medio inferiore, grazie alle economie di
scala
– Nel mercato allargato l’insieme delle imprese offre nel complesso una
maggiore varietà di tipologie di vacanza balneare ai consumatori,
– Ad esempio i t.o. italiani vendono vacanze balneari con una maggiore
presenza di sport-terrestri e maggiore varietà dei menù di pesce
– i t.o. francesi vendono vacanze balneari con una maggiore presenza di
sport-marini e maggiore varietà dei menù vegetariani
– Quindi, in presenza di imprese e/o settori con economie di scala
l’integrazione del mercato offre vantaggi reciproci anche in assenza di
differenze rilevanti nella dotazione di risorse o di tecnologia
Specializzazione turistica e turismo intra-industriale o
turismo orizzontale
– Dobbiamo far interagire i rendimenti di scala con i vantaggi comparati (es. dotazioni
fattoriali).
– Nel caso in cui ci fosse solo concorrenza perfetta i flussi degli scambi sono chiari:
• ci sono due paesi: A (relativamente abbondante in lavoro qualificato) e B
(relativamente abbondante in lavoro non qualificato)
• esistono due segmenti turistici: tour operator (intensivo di lavoro qualificato) e
alberghi/ristoranti (intensivo di lavoro non qualificato)
• In assenza di rendimenti crescenti A esporta servizi t.o. mentre i suoi turisti vanno
in vacanza presso B, mentre i turisti di B acquistano servizi t.o. da A per andare in
vacanza nel loro stesso paese
A
(abbondante SL)
B
(abbondante UL)
Servizi T.O.
Servizi Alb. e Rist.
Specializzazione turistica e turismo intra-industriale o
turismo orizzontale (2)
– Ora invece il settore dei tour operator, ma anche quello di ricettività e
ristorazione sono settori con rendimenti crescenti (concorrenza monopolistica),
allora il turismo internazionale sarà formato da due componenti:
• turismo intra-industriale
– Turisti che optano per una varietà all’interno dello stesso servizio
turistico (come conseguenza della domanda di prodotti differenziati che
rende impossibile ad A soddisfare tutte le richieste per t.o., e a B
soddisfare tutte le richieste per alberghi e ristoranti)
• turismo inter-industriale
– lo scambio di servizi t.o. contro quello di alb.&Rist. (come conseguenza
del vantaggio comparato derivante dalla diversa dotazione di fattori)
A
(abbondante SL)
Servizi T.O.
Turismo
interindustriale
B
A
B
(abbondante UL)
Servizi Alb. e Rist.
B
A
Turismo
intraindustriale
MODELLO CENTRO-PERIFERIA COME SPIEGAZIONE
DEI FLUSSI TURISTICI INTERNAZIONALI
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Tale modello è stato formulato dal premio Nobel 2008 Paul Krugman e spiega la
concentrazione geografica delle attività produttive come funzione di accidenti
storici e cause endogene (costi di trasporto ed economie di scala esterne)
Economisti del turismo hanno usato tale modello per spiegare perché le imprese
turistiche possono concentrarsi tutte in un luogo e non in altri, servendo i turisticonsumatori di tutti i luoghi, oppure perché si distribuiscono uniformemente sul
territorio
Dewailly e Flament con il loro libro “Geografia del turismo e delle attività
ricreative”, uscito nel 1996, usano questo modello per individuare centri e periferie
del turismo internazionale
In altri termini servendosi del modello Centro-Periferia per interpretare i flussi
turistici internazionali, spiegano l’esistenza di spazi ricettivi (concentrazione in
alcuni paesi di strutture ricettive turistiche e attività ricreative) spazi di partenza
(paesi da dove principalmente parte il turismo outgoing) e spazi attraversati.
Il modello di Krugman è usato per spiegare la concentrazione/diffusione
dell’industria in due regioni dello stesso paese
Può essere tuttavia facilmente esteso a due diversi stati nazionali dove si concentra
l’industria turistica
MODELLO CENTRO-PERIFERIA COME SPIEGAZIONE
DEI FLUSSI TURISTICI INTERNAZIONALI (2)
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•
•
•
A
B
Costa
Est
Una spiegazione estremamente semplificata può essere la seguente:
Immaginiamo due località turistiche balneari Costa Ovest (posta nel paese A, che
d’ora in poi chiameremo Ovest) e Costa Est (posta nel Paese B, chiameremo Est)
Costa
Ovest
•
•
Ammettiamo che la popolazione N sia equamente divisa tra le due località
turistiche, la domanda turistica sia costante (trascuriamo elasticità) e che ciascun
individuo/turista domandi una unità di prodotto turistico
Quindi la domanda totale di turismo è N, ad Ovest N/2 e ad Est N/2
Un turista di Ovest (O), se vuole andare al mare ad Est (E) deve sostenere un costo
di trasporto t , lo stesso vale per un turista di Est
Il costo di produzione dei servizi turistici si compone di una parte fissa F e di una
parte variabile che dipende dal numero di presenze P, quindi
CT = F + a P
MODELLO CENTRO-PERIFERIA COME SPIEGAZIONE
DEI FLUSSI TURISTICI INTERNAZIONALI (3)
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Questa funzione di costo lineare evidenzia come il costo medio dipenda dalle
economie di scala, in particolare economie di scala esterne, e tende a diminuire
quando aumenta P
CM = F/P + a
Assumiamo inoltre che le imprese operino in un mercato di concorrenza
monopolistica dove in equilibrio i prezzi della vacanza saranno uguali ai costi medi
v=CM
Possiamo ora iniziare:
Caso 1 tutte le imprese turistiche si concentrano ad ovest, le presenze Povest=N,
quindi in equilibrio i turisti di ovest pagheranno
vO/O= F/N + a
Mentre i turisti che vengono da est avranno anche il costo di trasporto
vE/O= F/N + a + t
Caso 2 tutte le imprese turistiche si concentrano ad est, le presenze Pest=N, quindi in
equilibrio i turisti di est pagheranno
vE/E= F/N + a
Mentre i turisti che vengono da ovest avranno anche il costo di trasporto
vO/E= F/N + a + t
MODELLO CENTRO-PERIFERIA COME SPIEGAZIONE
DEI FLUSSI TURISTICI INTERNAZIONALI (4)
•
Caso 3 le imprese turistiche si distribuiscono metà ad ovest e metà ad est
•
Le presenze turistiche saranno allora Povest=Pest=N/2, i turisti non avrebbero costi di
trasporto, ma per le imprese si dimezzano le presenze pertanto il costo medio fisso
raddoppia
vO/O= 2F/N + a
vE/E= 2F/N + a
Si realizza quindi una sorta di trade-off tra economie di scala e costi di trasporto
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•
•
Esiste una forza centripeta che tende a far concentrare le imprese solo in un luogo e
che dipende dalle economie di scala esterne
Esiste poi una forza centrifuga che tende a farle distribuire sul territorio e che
dipende dai costi di trasporto
E’ intuibile che le imprese si spostano, cioè si trovano diffuse nelle due coste, e
quindi nei due paesi, se i costi di trasporto sono più importanti dei costi fissi medi
Se accade il contrario, allora il raggiungimento di economie esterne è più
importante dei costi di trasporto e le imprese rimangono tutte concentrate in un
paese (paese A, costa ovest; oppure paese B, costa est)
MODELLO CENTRO-PERIFERIA COME SPIEGAZIONE
DEI FLUSSI TURISTICI INTERNAZIONALI (5)
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Immaginiamo di essere nel caso 1: imprese turistiche tutte concentrate a ovest:
Si può raggiungere un equilibrio in questa situazione, cioè le imprese tutte
concentrate a ovest non si vorranno spostare ad est, se il prezzo che poi devono
applicare da est per i turisti dell’est è maggiore di quello che devono applicare da
ovest per i turisti dell’est il che vale a dire
• vE/E>vE/O che equivale a
• 2F/N + a > F/N + a + t
• Questo si verifica se
• F/N>t
Se il costo fisso medio delle imprese che si spostano ad est è superiore al costo di
trasporto, allora tutte le imprese rimangono a ovest
Se invece F/N<t, allora parte delle imprese si spostano ad est
Esistono quindi tre possibili equilibri 1) tutte ad ovest; 2) tutte ad est; 3) metà ad est
e metà ad ovest.
Mentre per determinare concentrazione od equi-distribuzione conta l’entità delle
economie di scala (soprattutto economie esterne) e dei costi di trasporto
Per vedere, quando è conveniente la concentrazione, se questa si avrà ad est o ad
ovest conta la storia, cioè gli accidenti storici (dove per prima si sono localizzate le
imprese)
MODELLO CENTRO-PERIFERIA COME SPIEGAZIONE
DEI FLUSSI TURISTICI INTERNAZIONALI (6)
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In questo caso estremamente semplificato non si sono considerate le risorse
naturali/culturali delle varie località
Quando esiste una distribuzione asimmetrica di queste ultime, allora esse entrano in
gioco nella concentrazione delle imprese turistiche e dei flussi turistici
Quando si crea un equilibrio con concentrazione geografica, abbiamo un centro
turistico (dove vi sono imprese e flussi turistici in entrata) ed una periferia turistica
dove si verificano flussi turistici in uscita
Quando applichiamo il modello centro-periferia alla geografia turistica
internazionale possiamo avere paesi con diversi centri turistici dove un ruolo
importante è giocato non solo dalla presenza di risorse territoriali/naturali/culturali
ma anche dai costi di trasporto ed economie esterne
Abbiamo già detto che i paesi si presentano come centri turistici internazionali
specializzati (con prevalenza di turismo incoming), paesi che costituiscono periferie
turistiche (prevalenza di turismo outgoing).
Questa geografia del turismo internazionale, descritta come equilibrio centroperiferia, non è immutabile.
Se si verifica un cambiamento nei costi di trasporto oppure una diminuzione dei
rendimenti da economie esterne (fenomeni di congestione-degrado ambientale) le
imprese possono disinvestire e spostarsi da un’altra parte
IL TURISMO SOSTENIBILE
“La stessa regola autodistruttiva del calcolo finanziario governa ogni altro aspetto
della vita. Distruggiamo le campagne perché le bellezze naturali non hanno valore
economico. Probabilmente saremmo capaci di fermare il sole e le stelle perché non
ci
danno
alcun
dividendo
”
(John M. Keynes).
•Complessità della relazione tra uomo, attività economica ed ambiente
•Anche il turismo, essendo una attività economica importante, ha un impatto
sull’ambiente
•Il problema centrale è che nella relazione tra turismo e ambiente, gli effetti che il
primo esercita sul secondo non passano per il sistema dei prezzi e per i mercati
•Molto spesso gli effetti riguardano risorse naturalistiche, storico-architettoniche o
culturali che sono beni pubblici
•Il turismo può produrre esternalità negative su queste risorse: le attività dei turisti
e/o delle imprese turistiche producono una diminuzione del benessere di altre
persone (altri turisti o residenti nella destinazione turistica) senza che questa azione
interferisca con il sistema dei prezzi e con i mercati
IL TURISMO E ESTERNALITA’
Le esternalità che il turismo produce sull’ambiente possono svilupparsi lungo due
direttrici:
Estenalità lungo lo spazio, ma nello stesso tempo:
Esternalità che riguardano tipologie diverse di turismo, quindi esternalità che un
certo tipo di turisti produce su altri tipi di turisti
Esternalità che i turisti producono sui residenti (queste possono essere positive nel
caso del turismo friendly, o negative)
Esternalità intertemporali:
Esternalità intertemporali tra turisti. Turismo in genere si dice insostenibile a livello
ambientale quando l’attività dei turisti oggi compromette la possibilità nel futuro
che altri turisti facciano la stessa esperienza turistica (degrado delle risorse
naturalistiche principali attrattive del turismo).
Esternalità intertemporale tra turisti presenti e comunità ospitante futura. In questo
caso si parla soprattutto di degrado delle risorse socio-culturali della comunità
ospitante. Si pensi ad un paese in via di sviluppo dove il turismo di massa
incrementi corruzione, prostituzione, criminalità.
IL DIBATTITO SULLA RELAZIONE TRA TURISMO E AMBIENTE
• L’evoluzione della relazione tra turismo ed ambiente:
• Relazione complessa e dinamica
• Tra turismo e ambiente esistono tre differenti forme di interrelazione: (i) la
coesistenza; (ii) il conflitto; (iii) la simbiosi.
• Anni ‘50 e ‘60: “Un'importante caratteristica dell'industria del turismo e della
ricreazione è che essa non contribuisce o non dovrebbe contribuire alla distruzione
delle risorse naturali” (Zierer, 1952).
• Anni ‘70: primi studi sugli effetti tra turismo e ambiente
Cohen (1978) identifica i fattori da cui dipende il degrado ambientale dovuto
al turismo: (i) l'intensità dello sfruttamento turistico della risorsa naturale; (ii)
la resilienza dell'ecosistema (capacità a mantenere costante la sua produttività
quando è sottoposto a shocks); (iii) l'orizzonte economico dei decisori locali,
pubblici e privati; (iv) i caratteri evolutivi della domanda dei turisti.
IL DIBATTITO SULLA RELAZIONE TRA TURISMO E AMBIENTE (SEGUE)
• Anni ‘80: Dichiarazione di Manila che riconosce i danni ambientali provocati
dal turismo.
•Parallelamente cresce l’attenzione all’ambiente ed alle sue relazioni con le attività
economiche (Mathieson e Wall per il turismo):
• Anni ‘90: l’idea di sostenibilità:
Rapporto Brundtland (Our Common Future) “lo sviluppo sostenibile è quello
sviluppo che soddisfa le necessità (meet the need) della generazione presente senza
compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare a loro volta le
proprie necessità”.
•Noi non riceviamo la terra in eredità dai nostri padri, ma la prendiamo in
prestito dai nostri figli.
•Conferenza di Rio e Agenda 21
E’ in questi anni che nasce l’idea di un turismo verde e delle vacanze ecologiche
•Nel Duemila: crescita del turismo responsabile: comportamenti individuali a difesa
dell’ambiente naturale e sociale;
•Responsabilità sociale d’impresa;
•Presa di coscienza del turista, consumo critico
IL TURISMO SOSTENIBILE
Turismo sostenibile: quell'attività turistica in grado di soddisfare i bisogni
presenti dei turisti, dell'industria turistica e delle popolazioni ospitanti
senza compromettere la soddisfazione dei bisogni delle generazioni future.
"[quel turismo] che è economicamente praticabile ma che non
distrugge le risorse sulle quali il futuro del turismo dipende,
particolarmente l'ambiente fisico e la fabbrica sociale della comunità
ospite" (Swarbrooke, 1999).
• Dimensione sociale, ambientale, economica
• Esperienza di incontro con l’altro che modifica il sé
•Non immobilismo / Non dipendenza
•Incontro tanto più conflittuale maggiori sono le differenze di reddito (vedi
turismo nei PVS)
•Effetti sul turista ed effetti sui residenti
IL TURISMO SOSTENIBILE (SEGUE)
• Tipologia di turismo ed impatto socio-culturale:
(i) Turisti esploratori; (ii) Turisti di massa; (iii) Turisti charter
• Esistenza di un triplice conflitto distributivo
• Tra popolazione locale e turisti;
• Tra diversi soggetti della popolazione locale;
• Tra generazione presente e generazione futura.
• Ruolo cruciale della popolazione locale nella soluzione del
problema della sostenibilità
• Elemento ancora più importante negli anni della globalizzazione
I DIVERSI ASPETTI DEL TURISMO ETICO
• Turismo responsabile: processo di autoselezione da parte del turista di
attività di turismo rispettose e sostenibili
• Espressione dal lato della domanda del bisogno di turismo
sostenibile.
• Forma di "consumo critico" che va ben oltre il semplice momento
del viaggio e si può esprimere anche attraverso attività di boicottaggio
• Eco-turismo: il desiderio di visitare le popolazioni indigene e gli
ecosistemi, flora e fauna, nel loro stato naturale.
• Turismo legato al desiderio di vedere conservati gli ecosistemi e
migliorata la qualità della vita delle popolazioni locali
•Turismo che paga un “sovrapprezzo" che implicitamente incorpora il
costo della protezione ambientale.
•Alcuni studiosi notano che l’esperienza della visita aumenta la
propensione dei turisti a contribuire alla conservazione dell’ambiente
I DIVERSI ASPETTI DEL TURISMO ETICO (SEGUE)
•Effetti positivi: l’ecoturismo aumenta la propensione dei turisti a
contribuire alla conservazione dell'ambiente, anche alla fine del viaggio,
mettendo in moto un circolo virtuoso di sviluppo turistico e di
sostenibilità ambientale;
• Effetti negativi: molti progetti di sviluppo turistico possono non essere
sostenibili se rompono l'equilibrio di un ecosistema “fragile”.Alcuni
critici dell’ecoturismo rilevano che alcuni tour operator non sono
realmente rispettosi dell’ambiente e con la promozione di alcune
tipologie di eco-turismo distruggono proprio quelle risorse che dicono
di voler preservare (Cooper et al., 2002)
• Turismo sociale: attività turistiche che favoriscono l'incontro e la
socializzazione tra le persone, tra i popoli (anche quelli più svantaggiati),
rispondendo ad un diffuso bisogno di relazioni.
•Risposte del sistema turistico: politiche di demarketing, deseasoning,
codice etico del turismo
•Dal turista - cliente al turista - viaggiatore
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Lezione 10 - accounts.unipg>it