Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca
ISTITUTO COMPRENSIVO DI PASSIRANO
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REGOLAMENTO
ISTITUTO COMPRENSIVO
PASSIRANO
Approvato dal Consiglio di Istituto il 11/11/15 delibera n.289
Validità in corso
Regolamento Istituto
Pag. 1
INDICE
PARTE PRIMA
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
18.
19.
20.
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO
Disposizioni generali sul funzionamento degli organi collegiali
Programmazione delle attività degli organi collegiali
Svolgimento coordinato attività degli organi collegiali
Prima convocazione del consiglio di istituto
Elezione del presidente e del vicepresidente del consiglio di istituto
Elezione della giunta esecutiva
Elezione organo di garanzia
Convocazione del consiglio di istituto
Pubblicità degli atti
Norme sulla pubblicità delle sedute degli organi collegiali
Decadenza
Costituzione degli organi e validità delle delibere
Regolare svolgimento delle riunioni
Svolgimento dell’ordine del giorno
Inversione/ integrazione dell’ordine del giorno
Discussione e votazione delle proposte
Partecipazione dei rappresentanti istituzionali
Commissioni interne
Assenza del Presidente
Modifiche del regolamento
PARTE SECONDA
REGOLAMENTO D’ISTITUTO
CAP. I: CARTA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO
21.
22.
23.
24.
Rappresentanza e dirigenza
Ricevimento
Ruolo e competenze
Valorizzazione personale
25.
26.
27.
28.
29.
30.
31.
32.
33.
34.
35.
36.
37.
CAP. II : CARTA DEI DOCENTI
Vigilanza sugli alunni in entrata
Vigilanza durante l’intervallo
Vigilanza sugli alunni in uscita
Libertà d’insegnamento
Funzione docente
Compiti
Assenze insegnanti
Assenza dalle attività funzionali all’insegnamento
Domanda di cumulo impieghi
Libertà sindacali: assemblee sindacali e sciopero del personale della scuola
Regolamento in caso di sciopero del personale della scuola
Comportamento in caso di sciopero dei docenti
Criteri per assegnazione dei docenti alle classi ed ai plessi
Regolamento Istituto
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CAP. III: CARTA DEL PERSONALE ATA
38. Premessa
39. Il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi
40. Il personale amministrativo
41. Il collaboratore scolastico
CAP. IV CARTA DEI GENITORI
42. Partecipazione agli organi collegiali
43. Assemblee dei genitori
44. Collaborazione genitori-insegnanti
CAP. V: CARTA DEGLI STUDENTI
45. Osservanza orario
46. Ingresso e uscita dalla scuola
47. Assenze
48. Suddivisione alunni
49. Pulizia alunni
PARTE TERZA
REGOLAMENTO DI DISCIPLINA
50. Premessa
51. Diritti e doveri degli studenti
52. Sanzioni
53. Procedimento disciplinare
54. Impugnazioni
55. Organo di garanzia
56. Patto di corresponsabilità educativa (art. 3 DPR 235/2007)
PARTE QUARTA
VITA DELLA SCUOLA
57. Accesso all’edificio scolastico
58. Utilizzazione dei locali scolastici
59. Fogli informativi o pubblicità di terzi estranei alla scuola
60. Divieto di fumo
61. Divieto utilizzo telefoni cellulari e strumentazione tecnologica
62. Manutenzione locali scolastici
63. Sussidi didattici
64. Trasporti alunni
65. Criteri per la formazione delle classi
66. Criteri suddivisione alunni
67. Criteri di accoglienza degli alunni in caso di esubero
68. Servizio mensa
69. Palestra e attività ginnico- sportive
70. Accesso ai laboratori
71. Uso esterno della strumentazione tecnica
72. Uso degli strumenti di scrittura e duplicazione
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PARTE QUINTA
IGIENE E SALUTE, PREVENZIONE E SICUREZZA
73. Prevenzione e sicurezza
74. Pronto soccorso e somministrazione dei farmaci a scuola.
75. Pediculosi
76. Malattie infettive degli alunni
77. Informazione dei rischi
78. Assicurazione
PARTE SESTA
CRITERI PER LA PROGRAMMAZIONE E L’ATTUAZIONE DEI VIAGGI D’ISTRUZIONE E DELLE VISITE GUIDATE
79. Visite d’istruzione
PARTE SETTIMA
REGOLAMENTO SCUOLA SECONDARIA INDIRIZZO MUSICALE
80. Premessa
81. Strumenti
82. Finalità del corso ad indirizzo Musicale
83. Come si accede
84. Elenco idonei
85. Sessione riservata, suppletiva
86. Prima graduatoria provvisoria
87. Graduatoria definitiva e scorrimento
88. Durata del corso
99. Organizzazione della classe e delle lezioni di strumento
90. Impegno richiesto
91. Attività musicale
92. Comodato d’uso gratuito degli strumenti
PARTE OTTAVA
REGOLAMENTO PER L’UTILIZZO DELLA RETE INFORMATICA D'ISTITUTO
93. Norme generali
94. Policy d’istituto
95. Account
96. Internet
PARTE NONA
REGOLAMENTO PER L’UTILIZZO DEL REGISTRO ELETTRONICO
97. Premessa
98. Registro personale del docente
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99. Scelta delle applicazioni
100. Registro elettronico per le famiglie
PARTE DECIMA
ALLEGATI
A. Protocollo d’Intesa tra I.C.Passirano e Comuni di Passirano e Paderno
B. Protocollo ASL
C. Protocollo accoglienza
D. Protocollo servizio mensa
E. Patto educativo di corresponsabilità
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PARTE PRIMA
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO
VISTO l’art. 10, comma 3, lettera a) del T.U. 16/4/94, n. 297;
VISTI gli artt. 8 e 9 del DPR 8/3/99, n. 275;
VISTO il D.I. 01/02/2001, n. 44;
VISTI I D.Lgs. n. 297/94, D.Lgs 626/94
VISTA la Legge 59/97, DPR 275/99
VISTO il CCNL
VISTA la normativa vigente
VALUTATA l’opportunità di adottare un nuovo regolamento d’istituto, che va a sostituire integralmente quello attualmente in
vigore,
EMANA
il seguente regolamento che ha validità fino a nuova stesura, modifiche, aggiunte e/o cancellazioni ritenute necessarie od
opportune potranno essere deliberate dal Consiglio d’Istituto.
Alla prima assunzione di servizio nell’Istituto ogni docente è tenuto a prendere visione delle disposizioni contenute nel presente
documento, alle quali dovrà attenersi nello svolgimento delle proprie funzioni.
Il presente Regolamento è pubblicato all’albo dell’Istituto e sul sito dello stesso.
PREMESSA
La scuola è luogo di formazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica. È una
comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale informata ai valori democratici nella quale ognuno, con pari dignità e nella
diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle
potenzialità e il recupero delle situazioni di svantaggio in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione
Internazionale sui diritti dell’infanzia (del 20 novembre 1989) e con i principi generali dell’ordinamento italiano.
Il presente regolamento ha lo scopo di consentire l’ordinato svolgimento delle attività dell’Istituto e di assicurare l’attuazione
dei principi educativi e le decisioni degli organi collegiali della scuola per la crescita umana, civile, sociale e culturale degli
alunni. Le norme, accettate e fatte proprie da ciascuna componente della scuola, sono il necessario presupposto per lo sviluppo
dell’ Istituto comprensivo come comunità civile, sociale e culturale.
La scuola favorisce e promuove la formazione della persona e assicura il diritto allo studio garantito a tutti dalla Costituzione.
L'indirizzo culturale della scuola si fonda sui principi della Costituzione repubblicana, al fine di realizzare una scuola
democratica, dinamica, aperta al rinnovamento didattico - metodologico e ad iniziative di sperimentazione che tengano conto
delle esigenze degli studenti nel pieno rispetto della libertà di insegnamento e nell'ambito della legislazione vigente.
SCOPI E FINALITA’ DEL REGOLAMENTO
Scopo del presente regolamento è di disciplinare la vita interna dell’Istituto, di facilitare il coordinamento tra i vari organi
collegiali e di promuovere e realizzare la partecipazione alla gestione democratica di tutte le componenti scolastiche.
VALIDITA’ DEL REGOLAMENTO E MODIFICHE
Il presente regolamento ha carattere permanente e può essere modificato nel rispetto delle norme di legge con deliberazioni
adottate dai membri del Consiglio di Istituto in carica.
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Art. 1 - DISPOSIZIONI GENERALI SUL FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI
La convocazione degli organi collegiali deve essere disposta con un con congruo preavviso di massima non inferiore
ai cinque giorni rispetto alla data delle riunioni,
La convocazione deve essere effettuata con lettera diretta ai singoli membri dell’organo collegiale e mediante
affissione all’albo di ogni plesso di apposito avviso.
Per i casi urgenti la convocazione può essere fatta telefonicamente.
La lettera e l’avviso della convocazione devono indicare gli argomenti da trattare nella seduta dell’Organo
Collegiale. Di ogni seduta dell’Organo Collegiale viene redatto processo verbale, firmato dal Presidente e dal
Segretario, steso su apposito registro a pagine numerate. In casi di particolare gravità il Consiglio d’Istituto può
essere convocato con un preavviso (anche via mail) di 24 ore previa approvazione del Presidente.
Art. 2 – PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA’ DEGLI ORGANI COLLEGIALI
Il Consiglio d’Istituto programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie competenze, allo scopo di
realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando a date prestabilite, in
linea di massima, la discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere con certezza la necessità di adottare
decisioni, proposte o pareri.
Art. 3 – SVOLGIMENTO COORDINATO ATTIVITA’ DEGLI ORGANI COLLEGIALI
Ciascun organo collegiale opera in forma autonoma, ma coordinata, con gli altri organi collegiali che esercitano
competenze parallele, ma con rilevanza diversa, in determinate materie.
Art. 4 – PRIMA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO
La prima convocazione del Consiglio, immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri è disposta dal
Capo d’Istituto.
Art. 5 – ELEZIONE DEL PRESIDENTE E DEL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO.
Nella prima seduta, il Consiglio è presieduto dal Capo d’Istituto ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri
del Consiglio stesso, il proprio presidente.
L’elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori del Consiglio. E’ considerato eletto il genitore
che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, rapportata al numero dei componenti del Consiglio.
Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei
votanti, sempre che siano presenti alla seduta almeno la metà più uno dei componenti in carica.
Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un vicepresidente da votarsi tra i genitori componenti il Consiglio
stesso secondo le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente.
Art. 6 – ELEZIONE DELLA GIUNTA ESECUTIVA
Il Consiglio d’ Istituto elegge nel suo seno una giunta esecutiva, composta di un docente, di un impiegato
amministrativo o tecnico o ausiliario e di due genitori. Della giunta fanno parte di diritto il preside, che la presiede
ed ha la rappresentanza dell'istituto, ed il capo dei servizi di segreteria che svolge anche funzioni di segretario della
giunta stessa.
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Art. 7 – ELEZIONE ORGANO DI GARANZIA
Nella prima seduta del Consiglio viene eletto l’organo di garanzia composto da 3 genitori e 3 insegnanti, che è
presieduto dal Dirigente Scolastico.
Art. 8 - CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO
Il Consiglio è convocato dal Presidente del Consiglio stesso. Egli è tenuto a disporre la convocazione del Consiglio su
richiesta del Presidente della Giunta ovvero della maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio stesso.
Alle sedute del Consiglio d’Istituto possono assistere gli elettori delle componenti rappresentate nel Consiglio
medesimo; non è ammesso il pubblico, quando siano in discussione argomenti concernenti persone.
Art. 9 – PUBBLICITA’ DEGLI ATTI
La pubblicità degli atti del Consiglio d’Istituto, disciplinata dall’art. 27 del D.P.R. 31.05.74 n. 416, deve avvenire
mediante affissione in apposito albo di ciascun plesso dell’Istituto, della copia integrale sottoscritta e autenticata
delle delibere. L’affissione all’albo avviene entro il termine di 10 giorni dalla relativa seduta del Consiglio. La copia
delle deliberazioni deve rimanere esposta per un periodo di 15 giorni. Altri scritti preparatori sono depositati
nell’ufficio di Segreteria dell’istituto e per lo stesso periodo sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta e ne abbia i
requisiti (requisiti v. art. 11)
La copia delle deliberazioni, da affiggere all’albo, ed il verbale approvato è consegnata al Dirigente dal Segretario
del Consiglio; il Dirigente ne dispone l’affissione immediata e attesta in calce ad essa la data iniziale di affissione.
Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le delibere concernenti singole persone, salvo contraria richiesta
dell’interessato.
Art. 10 – NORME SULLA PUBBLICITA’ DELLE SEDUTE DEGLI ORGANI COLLEGIALI
I Consigli di istituto stabiliscono, in relazione all’accertamento del titolo di elettore e alla capienza ed idoneità dei
locali disponibili, tutte le norme atte ad assicurare la tempestiva formazione e l’ordinato svolgimento delle riunioni.
Art. 11 – DECADENZA
I membri eletti e quelli designati, i quali non intervengano, senza giustificati motivi, a tre sedute consecutive
dell’organo cui fanno parte, decadono dalla carica e vengono surrogati con le modalità previste dalla legge. Non si
ammettono giustificazioni per delega. Le giustificazioni devono essere presentate per iscritto non oltre i tre giorni
successivi alla data stabilita per la riunione.
Art. 12– COSTITUZIONE DEGLI ORGANI E VALIDITA’ DELLE DELIBERE
Il Consiglio d’Istituto è validamente costituito anche nel caso in cui tutte le componenti non abbiano espresso la
propria rappresentanza. Per la validità dell’adunanza del Consiglio d’Istituto è richiesta la presenza di almeno la
metà più uno dei componenti in carica. Le delibere sono adottate a maggioranza assoluta dei presenti. In caso di
parità prevale il voto del Presidente. La votazione è segreta solo quando si faccia questione di persone.
Art. 13 – REGOLARE SVOLGIMENTO DELLE RIUNIONI
Per il mantenimento dell’ordine il Presidente esercita gli stessi poteri a tal fine conferiti dalla Legge al Sindaco
quando presiede le riunioni del Consiglio Comunale. Qualora il comportamento del pubblico non consenta
l’ordinato svolgimento dei lavori e la libertà di discussione e di deliberazione, il Presidente dispone la sospensione
della seduta e la sua ulteriore prosecuzione in forma non pubblica.
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Art. 14 – SVOLGIMENTO DELL’ORDINE DEL GIORNO
Accertato il numero legale, il Presidente dichiara aperta la seduta, la quale, di regola ha inizio con la lettura del
processo verbale della seduta precedente.
Il verbale s’intende approvato senza alcuna votazione se nessun consigliere muove obiezioni. Occorrendo una
votazione, questa ha luogo per alzata di mano. Sul processo verbale è concesso prendere la parola solo per
proporre rettifiche ovvero per chiarire o correggere il pensiero espresso nella precedente seduta.
Art. 15 - INVERSIONE/INTEGRAZIONE DELL’ORDINE DEL GIORNO
Gli argomenti dell’ordine del giorno vengono trattati secondo l’ordine con cui sono stati scritti nell’avviso di
convocazione. Il Presidente può, tuttavia, proporre che l’ordine del giorno sia mutato, indicandone i motivi; la
proposta si ritiene accettata se nessuno si oppone.
Ciascun consigliere o un gruppo di consiglieri può proporre, all’inizio della seduta, l’aggiunta di argomenti all’ordine
del giorno, purché questi siano accettati a maggioranza dai due terzi dei presenti. In caso d’impossibilità ad
affrontare i nuovi argomenti essi verranno trattati nella seduta successiva. A tale scopo il Presidente fissa l’orario di
termine per la seduta.
Art. 16 – DISCUSSIONE E VOTAZIONE DELLE PROPOSTE
Sull’argomento di discussione il Presidente dà la prima parola all’eventuale relatore.
Si apre, poi, la discussione e il Presidente concede di intervenire ai consiglieri che chiedono la parola.
Il Consiglio prenderà in considerazione le proposte pervenute al Consiglio stesso se sottoscritte da almeno un terzo
dei genitori coinvolti (a livello di classe, plesso o istituto a seconda della delibera che si richiede al Consiglio).
Art. 17 – PARTECIPAZIONI DEI RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI
Il Consiglio d’Istituto stabilisce di volta in volta l’opportunità e le modalità con cui invitare a partecipare alle
proprie riunioni rappresentanti della Provincia, del Comune o dei Comuni interessati, dei loro organi di
decentramento democratico, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti o autonomi operanti nel
territorio, di esperti e di tecnici, al fine di approfondire l’esame di problemi riguardanti la vita e il funzionamento
della scuola che interessino anche le comunità locali o componenti sociali e sindacali operanti nelle comunità
stesse. Analogo invito può essere rivolto al Consiglio di Distretto Scolastico, ai rappresentanti dei Consigli di altri
comuni e Consigli d’Istituto.
Art. 18 – COMMISSIONI INTERNE
Qualora si presentino questioni o problemi specifici che richiedano un particolare lavoro di approfondimento e di
elaborazione, il Consiglio può disporre la formazione di commissioni di lavoro composte da persone designate dal
Consiglio a maggioranza assoluta dei presenti.
Dette persone possono anche far parte del Consiglio.
Art. 19 – ASSENZA DEL PRESIDENTE
In caso di assenza del Presidente, il Vice-Presidente svolge le sue funzioni. In assenza di entrambi la presidenza del
Consiglio spetta al consigliere più anziano di età.
Art. 20 – MODIFICHE REGOLAMENTO
Le norme previste dal presente regolamento non possono essere modificate se non con il voto favorevole della
maggioranza assoluta dei componenti.
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PARTE SECONDA
REGOLAMENTO D’ISTITUTO
CAP. I CARTA DEL DIRIGENTE
Art. 21- RAPPRESENTANZA E DIRIGENZA
Il dirigente scolastico rappresenta l’Istituto, dirige gli OO.CC., stipula contratti, convenzioni e accordi, nel rispetto
della normativa nazionale e in attuazione delle deliberazioni adottate dal Consiglio d’Istituto. Ha il compito di
vigilare che tra le varie componenti scolastiche e i singoli soggetti si stabiliscano relazionali interpersonali basate
sul rispetto e sulla valorizzazione reciproca.
Art. 22- RICEVIMENTO
ll dirigente scolastico riceve su appuntamento.
Art. 23- RUOLO E COMPETENZE
Dal Decreto Legislativo 30 Marzo 2001, n. 165, art.25 :
comma 2: “ Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell'istituzione, ne ha la legale rappresentanza, è
responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati deI servizio. Nel rispetto delle
competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di
coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare, il dirigente scolastico organizza l'attività
scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare delle relazioni sindacali.
Comma 3: Nell'esercizio delle competenze di cui al comma 2, il dirigente scolastico promuove gli interventi per
assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed
economiche del territorio, per l'esercizio della libertà di insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e
innovazione metodologica e didattica, per l'esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie e per
l'attuazione del diritto all'apprendimento da parte degli alunni.
Comma 4: Nell'ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, spetta al dirigente l'adozione dei
provvedimenti di gestione delle risorse e del personale.
Comma 5: Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente può avvalersi di
docenti da lui individuati ai quali possono essere delegati specifici compiti, ed è coadiuvato dal responsabile
amministrativo, che sovrintende, con autonomia operativa, nell'ambito delle direttive di massima impartite e degli
obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi ed ai servizi generali dell'istituzione scolastica, coordinando il relativo
personale.
Art. 24- VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE
Il dirigente scolastico cerca di valorizzare al massimo il personale Docente ed ATA promovendo iniziative atte a
migliorare la loro preparazione professionale.
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CAP. II CARTA DEI DOCENTI
Art. 25 – VIGILANZA SUGLI ALUNNI IN ENTRATA
Tutti gli alunni devono raggiungere la scuola pochi minuti prima (massimo 5) dell’inizio delle lezioni; coloro che
arrivano prima dell’orario stabilito possono accedere al cortile esterno all’edificio solo nel caso in cui sia attivato il
servizio comunale di accoglienza anticipata.
L’ingresso nell’edificio avviene al suono della campanella di inizio lezioni; gli alunni devono entrare nell’atrio
o nel corridoio comunicante con l’ingresso in modo ordinato, senza spingersi e senza schiamazzi, disponendosi
in fila, separati per classe, accolti e accompagnati in aula dal proprio docente della prima ora. Gli insegnanti di
classe sono quindi responsabili degli alunni dall’inizio delle lezioni fino all’uscita degli alunni.
In caso di ritardo o assenza momentanea di un docente, un collega disponibile o un collaboratore scolastico
si occupa della vigilanza.
Gli alunni che giungono a scuola dopo l’inizio delle lezioni sono ammessi in classe e sono tenuti alla
giustificazione del ritardo da parte dei genitori.
Gli insegnanti hanno l’obbligo di essere presenti a scuola cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni per vigilare
sugli alunni durante l’ingresso; hanno inoltre l’obbligo di vigilare sugli stessi all’uscita dalla scuola, durante la
ricreazione e comunque in ogni momento dell’attività scolastica dall’inizio delle lezioni al loro termine.
Ogni docente è responsabile della classe e dell’incolumità degli alunni a lui affidati. Pertanto è tenuto alla
puntualità e al rispetto dell’orario di servizio.
I docenti hanno cura di non lasciare mai, per nessun motivo, gli alunni da soli. Se un docente deve per
pochi minuti allontanarsi dalla propria classe occorre che avvisi un collaboratore scolastico
Al cambio d’ora i singoli docenti devono raggiungere con sollecitudine la propria scolaresca oppure
accompagnare gli alunni loro affidati nelle rispettive aule o locali (laboratori, aule attrezzate e palestra), in cui è
previsto lo svolgimento delle attività.
Ingresso nella scuola: tutti docenti in servizio alla prima ora sono tenuti a essere presenti cinque minuti prima del
suono della campanella. (art. 27 CCNL comma n.5);
Servizio mensa:
il docente assistente ha la responsabilità degli alunni a lui affidati, pertanto è suo compito vigilare con attenzione
sulla loro sicurezza;
i docenti assistenti contribuiscono a far rispettare il regolamento della mensa ed utilizzano l’interscuola come
momento formato.
Art. 26- VIGILANZA DURANTE L’INTERVALLO
L’intervallo ha la durata di 15 minuti nella scuola primaria e 10 minuti nella scuola secondaria.
La sorveglianza spetta al docente come da prospetto consegnato alla dirigenza (che garantisce il rapporto 1:28
/docente: alunni. I docenti che hanno 5 ore di servizio sono generalmente esonerati dall'incarico di sorveglianza
durante la ricreazione) il responsabile non può assentarsi dal luogo di sorveglianza di competenza se non per
esigenze improrogabili, nel qual caso deve trovare come sostituto un collega o un collaboratore scolastico,
senza che vi sia soluzione di continuità per la vigilanza.
Nel caso in cui l’intervallo avvenga all’interno dell’edificio scolastico, ogni classe o corso deve avere un proprio
spazio definito (corridoio, parte di corridoio o in aula se gli spazi non sono sufficienti) entro cui muoversi; non
è consentito agli alunni spostarsi in altri spazi diversi da quello stabilito per la propria classe o corso, poiché,
in tal caso, la vigilanza da parte dei docenti diventerebbe impossibile.
È consentito svolgere l’intervallo, quando il tempo lo consente, in cortile, accertandosi che questo sia cintato e
che i cancelli siano adeguatamente chiusi, in modo da evitare che gli alunni possano uscire ed esporsi al rischio
di incidenti o, in assenza di recinzioni e cancelli, che lo spazio prescelto non sia esposto a pericoli.
I collaboratori scolastici in servizio coadiuvano i docenti a compiere l’assistenza e il controllo con scrupolo e
vigile attenzione, specialmente nelle vicinanze dei servizi.
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Durante l’intervallo i docenti vigilano sull'intera classe e collaborano con i colleghi delle altre classi, compiendo
interventi educativi anche nei confronti di alunni di altre classi, qualora ciò si renda necessario. L’insegnante
può autonomamente decidere di svolgere l’intervallo nel corridoio di pertinenza o negli spazi esterni,
rispettando gli incarichi previsti nella tabella dei turni di assistenza.
E’ compito di ciascun docente invitare gli alunni a:
 utilizzare il cortile nel rispetto delle regole concordate;
 consumare la merenda e bere avendo cura di non sporcare aule e corridoi;
 accedere ai bagni senza schiamazzi ed avendo cura di mantenere la pulizia;
 non correre nei corridoi e non spingersi, né urlare.
Art. 27- VIGILANZA SUGLI ALUNNI IN USCITA
Ciascun docente, al termine dell’ultima ora di lezione, deve operare perché gli alunni escano dall’edificio
scolastico in modo ordinato, anche al fine di evitare rischi per i ragazzi.
In particolare deve:
 consentire agli alunni di prepararsi in classe qualche minuto prima del suono della campanella, garantendo
il silenzio;
 garantire che gli alunni scendano dal piano superiore con calma, al fine di evitare incidenti,
 accompagnare gli alunni fino all’esterno dell’edificio, al cancello e/o alla porta d’ingresso dell’edificio.
La scuola ed il personale scolastico non si assumono alcuna responsabilità per gli alunni che pervenissero
negli spazi adiacenti all'edificio scolastico prima e dopo l'orario di ingresso e di uscita. Il servizio dei trasporti
è effettuato dal Comune o chi per esso, senza responsabilità di custodia da parte del personale scolastico.
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Art. 28 – LIBERTA’ DI INSEGNAMENTO
Ai docenti è garantita la libertà d’insegnamento nel rispetto delle norme costituzionali, delle leggi dello Stato, della
coscienza morale e civile degli alunni.
Art. 29 – FUNZIONE DOCENTE
I docenti, oltre a svolgere il loro normale orario d’insegnamento, espletano le altre attività connesse con la
funzione docente.
In particolare essi curano il proprio aggiornamento culturale e professionale; partecipano alle riunioni degli organi
collegiali di cui fanno parte; partecipano alla realizzazione di iniziative educative deliberate dai competenti organi;
curano i rapporti con i genitori e gli alunni.
Art. 30 – COMPITI
I compiti da svolgere a casa hanno il duplice obiettivo di consolidare e interiorizzare le conoscenze apprese e di
esercitare le abilità e capacità acquisite a scuola. Pertanto gli studenti sono tenuti ad assolvere assiduamente gli
impegni di studio.
Art. 31 –ASSENZE INSEGNANTI
L’insegnante è tenuto a preavvisare in tempo utile il plesso di appartenenza quando, per legittimo impedimento,
non possa trovarsi sul luogo di lavoro in orario.
L’assenza per malattia deve essere comunicata tempestivamente telefonando in segreteria non oltre l’inizio
dell’orario di lavoro del giorno in cui essa si verifica, anche nel caso di eventuale prosecuzione di tale assenza.
-ogni docente è tenuto a comunicare in segreteria la propria assenza entro le 7.40 della giornata;
-la segreteria contatta il fiduciario che, in base alle disponibilità volontarie dichiarate al fiduciario stesso, organizza
la sostituzione. (In caso di assenza contemporanea del fiduciario, la segreteria chiama direttamente il supplente
resosi disponibile ed informa comunque il fiduciario).
Le ore di disponibilità per le supplenze a pagamento comunicate dai docenti all’inizio dell’anno ai fiduciari di plesso
diventano vincolanti per il docente stesso, che deve garantire la sua presenza qualora si presentasse la necessità di
cui sopra.
I fiduciari comunicheranno mensilmente alla segreteria (Sig. Mauro Barbieri) il conteggio mensile delle ore
effettuate a pagamento dai colleghi.
D.L. 101 convertito nella L. 125/13 (Legge di stabilità) ha normato che:
“Nel caso in cui l’ASSENZA PER MALATTIA abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni
specialistiche od esami diagnostici il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione, anche in
ordine all’orario, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione o
trasmessa da questi ultimi mediante posta elettronica“.
Le assenze in questione saranno trattate dall’amministrazione come assenze per malattia ai fini dell’applicazione
della relativa disciplina. Esse quindi devono essere considerate per la decurtazione retributiva ai fini dell’art. 71 c,1
del D.L. 112/08 e debbono essere calcolate quali giornate di malattia ai fini dell’applicazione dell’art. 71 c,2. Se
l’assenza per effettuare visite specialistiche, cure o esami diagnostici è imputata a malattia, tale GIORNO rientrerà
nel periodo di comporto (artt. 17 e 19 del CCNL 2007) e verrà applicata al dipendente la trattenuta.
La C.M. 30/96 e la Circolare del Ministero del lavoro 8/08 ribadiscono che, qualora il dipendente non voglia
imputare la visita specialistica a malattia, può sempre fruire dei PERMESSI PER MOTIVI PERSONALI E FAMILIARI (
artt. 15 e 19 del CCNL 2007) o PERMESSI BREVI a recupero (art. 16 CCNL 2007)
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Art. 32- ASSENZE DALLE ATTIVITA’ FUNZIONALI ALL’INSEGNAMENTO
Il piano annuale delle attività del collegio è obbligatorio per tutti i docenti (art.28/4 CCNL 07) e l’eventuale
assenza ad un’attività collegiale e quindi prevista in un giorno definitivo va giustificata come se fosse un’assenza
tipica attraverso permessi (per motivi personali, certificato medico…)o recuperata attraverso l’espletamento di
pari attività.
Art. 33- DOMANDA CUMULO IMPIEGHI (art. 508 D.L. n.297/1994, commi 10, 11 e 15.)
Il docente non può esercitare attività commerciali, industriali o professionali, né può assumere o
mantenere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro.
È consentito invece, previa autorizzazione del dirigente scolastico, esercitare "libere professioni che non
siano di pregiudizio all'assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente e siano compatibili con
l'orario di insegnamento e di servizio".
Art. 34 – LIBERTA’ SINDACALI: ASSEMBLEE SINDACALI E SCIOPERO DEL PERSONALE DELLA SCUOLA
Gli insegnanti hanno il diritto di partecipare alle assemblee sindacali anche nelle ore di lezione per 10 ore all’anno,
previa comunicazione di adesione al Capo di Istituto che provvederà alla sospensione delle lezioni. La segreteria
della scuola si preoccuperà di fornire un preavviso di almeno 5 giorni alle famiglie degli alunni.
Art. 35- REGOLAMENTO IN CASO DI SCIOPERO DEL PERSONALE DELLA SCUOLA
In caso di sciopero programmato, una volta pervenuta la comunicazione di sciopero da parte delle Organizzazioni
Sindacali, il Dirigente scolastico acquisisce la dichiarazione volontaria di adesione o di non adesione da parte del
personale.
Nel caso in cui la maggior parte del personale di un plesso non rilasci alcuna dichiarazione il Dirigente Scolastico dà
comunicazione generica alle famiglie almeno 5 giorni prima.
Nel caso in cui tutto il personale di un plesso rilasci dichiarazione di adesione/non adesione, il Dirigente scolastico
dà comunicazione precisa alle famiglie di ingresso e uscita classe per classe.
Si comunica inoltre che:
- i cancelli della scuola rimangono chiusi fino a 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni;
- l’insegnante della prima ora va ad accogliere gli alunni della sua classe direttamente sul cancello d’ingresso.
Nessun alunno può entrare nel cortile se non è presente l’insegnante della prima ora;
- l’entrata degli alunni a scuola, salvo diversa comunicazione inviata alle famiglie dal Dirigente, è ammessa solo alla
prima ora. Non è consentito accesso alla scuola nelle ore successive alla prima anche qualora gli insegnanti della
classe risultino poi presenti. Tali docenti infatti potrebbero essere impegnati nella sorveglianza degli alunni già
pervenuti nella scuola.
- gli alunni entrati nell’edificio scolastico, perché accolti dall’insegnante della prima ora, vi rimangono fino al
termine delle lezioni.
- gli insegnanti che non hanno aderito allo sciopero permangono all’interno del plesso per l’intero orario di servizio
della giornata.
I genitori devono verificare personalmente, il giorno dello sciopero, la presenza a scuola dell’insegnante della prima
ora. Si chiede la collaborazione di tutti i genitori affinché non pervengano nelle giornate di sciopero telefonate in
segreteria per accertare la presenza dei docenti della prima ora. Qualora gli alunni siano rimasti a casa il giorno
dello sciopero devono rientrare il giorno successivo con giustificazione dei genitori.
Art. 36 – COMPORTAMENTO IN CASO DI SCIOPERO DEI DOCENTI
In caso di sciopero dei docenti le famiglie vengono avvisate, di norma cinque giorni prima. I genitori devono
accompagnare i propri figli a scuola per verificare la regolarità delle lezioni. Alle classi che vengono autorizzate ad
entrare viene garantita la presenza dei docenti fino al termine delle lezioni. Il servizio mensa potrebbe essere
sospeso qualora il Dirigente Scolastico non riuscisse a garantirne la sorveglianza.
Gli alunni che si assentano nella giornata di sciopero dovranno ugualmente produrre una giustificazione scritta.
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Art. 37- CRITERI PER L’ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALLE CLASSI ED AI PLESSI
I Docenti vengono assegnati alle classi secondo i criteri seguenti (delibera C.D. del 7/09/09 n. 101):
1) tutela della classe:
- storia scolastica documentata
- alternanza insegnanti
- frequenti assenze del personale
- compromissione degli apprendimenti, problematiche comportamentali e relazionali.
2) equilibrio di presenze tra personale a T.D. ed a T.I.
3) rispetto delle competenze e professionalità
4) continuità sulla classe
5) eventuali proposte di parentela da evitare
6) eventuali richieste motivate da parte dell’insegnante se queste non pregiudicano i criteri di cui sopra. La
domanda di assegnazione diversa da quella prevista per continuità va presentata entro il 30 giugno.
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CAP. III CARTA DEL PERSONALE ATA
Art. 38- PREMESSA
Il personale amministrativo tecnico e ausiliario assolve alle funzioni amministrative, contabili, gestionali,
strumentali, operative e di sorveglianza connesse alle attività delle scuole, in rapporto di collaborazione con il
dirigente scolastico e il personale docente.
Il Contratto nazionale specifica gli obblighi del dipendente.
Art. 39- DSGA
Svolge attività lavorativa di rilevante complessità ed avente rilevanza esterna. Sovrintende, con autonomia
operativa, ai servizi generali amministrativo-contabili e ne cura l'organizzazione svolgendo funzioni di
coordinamento, promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati ed
agli indirizzi impartiti, al personale ATA, posto alle sue dirette dipendenze.
Organizza autonomamente l’attività del personale ATA nell’ambito delle direttive del dirigente scolastico.
Attribuisce al personale ATA, nell’ambito del piano delle attività, incarichi di natura organizzativa e le prestazioni
eccedenti l’orario d’obbligo, quando necessario.
Svolge con autonomia operativa e responsabilità diretta attività di istruzione, predisposizione e formalizzazione
degli atti amministrativi e contabili; è funzionario delegato, ufficiale rogante e consegnatario dei beni mobili.
Può svolgere attività di studio e di elaborazione di piani e programmi richiedenti specifica specializzazione
professionale, con attuativi. Può svolgere incarichi di attività tutoriale, di aggiornamento e formazione nei
confronti del personale. Possono essergli affidati incarichi ispettivi nell'ambito delle istituzioni scolastiche.
Art. 40- IL PERSONALE AMMINISTRATIVO
1.
Il ruolo del personale amministrativo è indispensabile anche come supporto all'azione didattica e la
valorizzazione delle loro competenze è decisiva per l'efficienza e l'efficacia del servizio e per il conseguimento
delle finalità educative.
2.
Cura i rapporti con l'utenza, nel rispetto delle disposizioni, in materia di trasparenza e di accesso alla
documentazione amministrativa, previste dalla legge.
3.
Collabora con i docenti.
4.
L’Organizzazione dell’ufficio di segreteria è di competenza del DSGA che stabilisce gli incarichi previo
accordo con il Dirigente Scolastico. La qualità del rapporto col pubblico e col personale è di fondamentale
importanza, in quanto esso contribuisce a determinare il clima educativo della scuola e a favorire il processo
comunicativo tra le diverse componenti che dentro o attorno alla scuola si muovono.
5.
Il personale amministrativo è tenuto al rispetto dell’orario di servizio. Della presenza in servizio fa fede
il cartellino.
6.
Rapporti interpersonali
Il personale ha il dovere di stabilire buoni rapporti con tutte le componenti scolastiche, fornendo, su richiesta,
un adeguato supporto informativo ed operativo in base alle necessità.
Art. 41- IL COLLABORATORE SCOLASTICO
Esegue, nell'ambito di specifiche istruzioni e con responsabilità connessa alla corretta esecuzione del proprio
lavoro, attività caratterizzata da procedure ben definite. E' addetto ai servizi generali della scuola con
compiti di accoglienza e di sorveglianza nei confronti degli alunni, nei periodi immediatamente antecedenti e
successivi all’orario delle attività didattiche e durante la ricreazione, e del pubblico; di pulizia dei locali, degli
spazi scolastici e degli arredi; di vigilanza sugli alunni, compresa l’ordinaria vigilanza e l’assistenza necessaria
durante il pasto nelle mense scolastiche, di custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici, di
collaborazione con i docenti. Presta ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell'accesso dalle
aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno e nell'uscita da esse, nonché nell’uso dei servizi igienici e
nella cura dell’igiene personale anche con riferimento alle attività previste dall'art. 46 del CCNL 02/05.
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1. I collaboratori scolastici sono tenuti a prestare servizio, salvo diverse disposizioni, nell’area di
competenza secondo le mansioni loro assegnate;
2. in ogni turno di lavoro i collaboratori scolastici devono accertare l'efficienza dei dispositivi di sicurezza,
individuali e collettivi, e la possibilità di utilizzarli con facilità;
3. indossano, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l'intero orario di lavoro;
4. devono essere presenti all'ingresso e all'uscita degli alunni;
5. sono facilmente reperibili da parte degli Insegnanti, per qualsiasi evenienza;
6. collaborano al complessivo funzionamento didattico e formativo;
7. favoriscono l'integrazione degli alunni portatori di handicap;
8. riaccompagnano nelle loro classi gli alunni che, al di fuori dell'intervallo e senza seri motivi, sostano nei
corridoi;
9. sorvegliano gli alunni in caso di uscita dalle classi, di ritardo, assenza, o allontanamento
momentaneo dell'insegnante;
10. il collaboratore scolastico, interviene con opportuni medicamenti in caso di lieve infortunio di un alunno
11. non si allontanano dal posto di servizio, tranne che per motivi autorizzati dal Direttore S.G.A. o dal Dirigente
Scolastico;
12. invitano tutte le persone estranee che non siano espressamente autorizzate dal Dirigente Scolastico a
uscire dalla Scuola. A tale proposito si terranno informati sugli orari di ricevimento dei genitori.
13. possono svolgere, su accertata disponibilità, funzione di accompagnatore durante i viaggi e le visite
d'istruzione;
14. ove accertino situazioni di disagio, di disorganizzazione o di pericolo, devono prontamente comunicarlo
al fiduciario del plesso;
15. orario di servizio:
L’orario di servizio del personale ATA viene definito dal Dirigente scolastico dopo la contrattazione
integrativa d’Istituto che ne fissa criteri e modalità. (art. 6 del CCNL comma 2, lettera i)
Il direttore dei servizi generali ed amministrativi, in accordo col Dirigente Scolastico, tenendo conto del
Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto, organizza gli orari e distribuisce le funzioni del personale ATA in base a
quanto concordato con le RSU
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CAP. IV CARTA DEI GENITORI
Art. 42 - PARTECIPAZIONE AGLI ORGANI COLLEGIALI
I genitori degli alunni hanno il dovere di partecipare agli organi collegiali in cui sono eletti.
I rappresentanti dei genitori nei CONSIGLI DI CLASSE ED INTERCLASSE hanno il compito di agevolare i rapporti tra
insegnanti e genitori, di formulare al Collegio dei Docenti proposte riguardanti l’azione educativa e didattica e le
iniziative di sperimentazione e di integrazione scolastica (inserimento handicappati, attività integrative per gruppi
di lavoro, classi aperte….), di esprimere il loro parere sull’adozione dei libri di testo.
I rappresentanti dei genitori del CONSIGLIO DI ISTITUTO insieme ai rappresentanti dei docenti e dei non docenti
hanno il compito di deliberare in ordine all’organizzazione e alla programmazione delle attività della scuola nei
limiti delle disponibilità di bilancio, nelle seguenti materie:
1. adozione del regolamento interno dell’istituto
2. acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico- scientifiche e dei sussidi didattici, compresi
quelli audiovisivi e le dotazioni librarie, e l’acquisto dei materiali di consumo occorrenti per le esercitazioni;
3. adattamento del calendario scolastico alle esigenze ambientali;
4. criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche,
extrascolastiche, delle visite guidate e dei viaggi d’istruzione;
5. promozione di contatti con altre scuole al fine di realizzare scambi di informazioni e di esperienze e di
intraprendere eventuali iniziative di collaborazione;
6. partecipazione dell’Istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo;
7. formulazione dei criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’adattamento dell’orario delle lezioni
e delle altre attività alle condizioni ambientali.
Tanto i rappresentanti nell’Interclasse quanto quelli nel Consiglio di Istituto hanno la facoltà di riunire
periodicamente i genitori che li hanno eletti per garantire in ogni caso uno scambio reciproco di idee e
informazioni.
Art. 43 – ASSEMBLEE DEI GENITORI
Allo scopo di mantenere vivo e proficuo l'affiatamento tra le famiglie e la scuola i genitori sono invitati ad
utilizzare al massimo le occasioni offerte partecipando alle assemblee di classe ed ai colloqui individuali con i
docenti nelle occasioni di ricevimento. Sono gradite e possibili anche altre forme di collaborazione o proposte
di riunioni suggerite dai genitori stessi.
I genitori possono riunirsi in assemblee, le quali possono essere di classe, di interclasse, di plesso, di Istituto.
Le assemblee dei genitori possono essere di classe, modulo, plesso. Qualora le assemblee si svolgano nei
locali dell’Istituto, la data, l'orario di svolgimento e l’ordine del giorno di ciascuna di esse devono essere
concordate ed autorizzate dal Dirigente Scolastico
a) Assemblea dei genitori di classe
1. L'Assemblea dei genitori della classe è presieduta da un genitore eletto nel Consiglio di Interclasse, Classe.
2. È convocata dal rappresentante eletto con preavviso di almeno cinque giorni. La convocazione può
essere richiesta:
a) dagli insegnanti;
b) da un quinto delle famiglie degli alunni della classe.
Procedura:
il delegato richiede per scritto l'autorizzazione a tenere l'assemblea e provvede, tramite la scuola, a
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-
diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l'ordine del giorno, l’orario e il luogo.
L’assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti.
Dei lavori dell'Assemblea viene redatto sintetico verbale, a cura di uno dei componenti.
Copia del verbale viene inviata alla Presidenza.
Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e gli insegnanti della classe.
b) Assemblea dei genitori di plesso, scuola
1. L'Assemblea di plesso è presieduta da uno dei genitori, componenti il Consiglio di
Interclasse, Classe, eletto dall'assemblea.
2. L'Assemblea è convocata da un rappresentante eletto, con preavviso di almeno cinque giorni.
3. La convocazione può essere richiesta:
a) da un terzo dei genitori componenti i Cons. di Interclasse, Classe;
b) dalla metà degli insegnanti di plesso/scuola;
c) da un quinto delle famiglie degli alunni del plesso/scuola.
La procedura è quella già esposta sopra.
Qualora le assemblee si svolgano nei locali della scuola, la data e l’orario di svolgimento di ciascuna di esse devono
essere comunicate di volta in volta agli uffici di segreteria per richiedere l’autorizzazione all’uso dei locali.
L’assemblea di Istituto è convocata dal Presidente del Consiglio di Istituto su richiesta della maggioranza degli
eletti.
Il Capo d’Istituto, su delega del Consiglio, autorizza la convocazione e garantisce l’affissione di avviso all’albo, se
viene richiesto.
Art. 44 – COLLABORAZIONE GENITORI – INSEGNANTI- STUDENTI
Si fa riferimento al Patto Educativo di Corresponsabilità.
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CAP. V CARTA DEGLI STUDENTI
Art. 45 – OSSERVANZA ORARIO
Tutti gli alunni sono tenuti all’osservanza dell’orario scolastico e possono accedere alla scuola cinque minuti prima
dell’inizio delle lezioni. Il ritardo è da considerarsi un evento eccezionale, si fa presente che qualora si verifichi tale
situazione, i genitori che portano i figli a scuola sono tenuti ad accompagnarli all’interno della scuola ed affidarli ai
collaboratori scolastici, giustificando il ritardo (Scuola Primaria). I genitori dovranno provvedere a fornire la
documentazione che giustifichi il ritardo. La frequenza non regolare e/o i reiterati ritardi senza giustificati motivi
sono causa di provvedimenti disciplinari avviati dal coordinatore di classe, dal fiduciario di plesso e dal Dirigente
scolastico (o suo delegato). A seconda della gravità si procederà a richiamo verbale, ammonizione scritta, fino a
sospensione in caso di comportamenti recidivi.
Art. 46 – INGRESSO E USCITA DALLA SCUOLA
Cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni verranno aperti i cancelli e gli alunni potranno entrare nel cortile/atrio
della scuola e, sotto la sorveglianza dei docenti, dovranno disporsi in fila secondo classi.
Al termine delle lezioni gli alunni si disporranno ordinatamente in fila per essere accompagnati dal docente
dell’ultima ora fino all’uscita (porta/cancello). L’uscita dovrà avvenire in modo ordinato, sotto la vigilanza del
personale docente e non docente in servizio.
Nel caso in cui non ci sia il genitore, o un adulto regolarmente delegato al ritiro dell’alunno al termine delle lezioni
e non esista agli atti liberatoria della famiglia che attesti la possibilità per l’alunno di compiere autonomamente il
tragitto scuola – casa vanno attivate le seguenti disposizioni:
- l’insegnante riaccompagna l’alunno nell’edificio scolastico e in accordo con il collaboratore scolastico si
attiva a rintracciare telefonicamente i genitori o altri familiari, tramite i numeri depositati nel fascicolo
personale;
- in caso di mancata comunicazione verranno avvisati la polizia locale o i carabinieri.
L’uscita degli alunni prima dell’orario previsto sarà autorizzata solo eccezionalmente dietro richiesta motivata dei
genitori. Il genitore o chi ne fa le veci deve comunque prelevare personalmente l’alunno.
In caso in cui il genitore fosse impossibilitato a ritirare il figlio personalmente, l’alunno potrà essere prelevato dalla
persona (purchè maggiorenne) designata dal genitore ed indicata sul libretto scolastico, previa fotocopia del
documento di identità da consegnare al collaboratore scolastico al momento del ritiro e firma sull’apposito registro
conservato a scuola.
Per improvviso malessere verranno avvisati i genitori che si presenteranno a ritirare il figlio. In nessun caso
verranno accompagnati alunni a casa da docenti o da personale ausiliario.
In caso di infortunio grave verranno avvisati i mezzi di pronto intervento.
Art. 47 – ASSENZE
Giustificazione delle assenze
Le assenze vanno registrate sul registro di classe,che fa fede per la valutazione della regolarità della frequenza.
Al rientro, indipendentemente dal numero di giorni, l’assenza deve essere giustificata per iscritto (libretto delle
assenze o diario). Le assenze frequenti e reiterate in particolari giorni devono essere segnalate al Consiglio di Classe
e al Dirigente scolastico per gli opportuni provvedimenti. Nella scuola secondaria, per superare l’anno scolastico, le
assenze non devono superare il 25% delle ore di lezione, salvo casi accertati e motivati o eccezionali (deroga
deliberata dal Collegio Docenti).
In caso di mancata presentazione della giustificazione dell’assenza, l’alunno verrà ammesso in classe e il giorno
seguente dovrà presentarla al docente della prima ora.
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Art. 48 – SUDDIVISIONE ALUNNI
Nell’impossibilità di sostituire un docente assente, gli alunni della classe vengono suddivisi, su disposizione del
docente fiduciario e, con l’ausilio dei collaboratori scolastici, accolti nelle altre classi del plesso rispettando il
numero massimo di alunni previsto in classe dalla normativa.
Art. 49 – PULIZIA ALUNNI
Tutti gli alunni sono tenuti a presentarsi puliti negli abiti e nella persona. In caso di prolungata negligenza il Capo
d’Istituto, informato dall’insegnante, richiama le famiglie all’adempimento del loro dovere.
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PARTE TERZA
REGOLAMENTO DI DISCIPLINA SECONDO IL D.P.R. 249798 E D.P.R 235/07
Art. 50- PREMESSA
Vita della comunità scolastica
La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo
sviluppo della coscienza critica.
La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla
crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli,
opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle
potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla
Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia fatta a New York il 20 novembre 1989 e
con i principi generali dell'ordinamento italiano.
La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo
progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo
della personalità dei giovani, anche attraverso l'educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione
dell'identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il
raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all'evoluzione delle conoscenze e all'inserimento
nella vita attiva.
La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul
rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di
ogni barriera ideologica, sociale e culturale.
Compito preminente della scuola è educare e formare, non punire; pertanto, le eventuali sanzioni da
comminare agli alunni in caso di trasgressione delle norme sopra indicate, si inseriscono nel più ampio processo
formativo. Esse vanno di volta in volta individuate, attraverso la mediazione dei docenti, in forma riparatrice
responsabilizzante.
Art. 51- DIRITTI- DOVERI DELLO STUDENTE
Diritti dello studente
La scuola, luogo di formazione e di educazione, si impegna a garantire allo studente i seguenti diritti:






formazione culturale volta a valorizzare l’identità di ciascuno, nel rispetto della pluralità delle idee e delle
inclinazioni personali
solidarietà fra i componenti della comunità scolastica
riservatezza nel trattamento dei dati personali e sensibili
informazione sulle norme che regolano la vita della scuola, nonché sulla valutazione che deve essere
trasparente e tempestiva, volta ad attivare il processo di autovalutazione al fine di individuare punti di
forza e di debolezza del processo formativo
libertà di apprendimento attraverso attività integrative curricolari (recupero, consolidamento,
potenziamento ) e/o aggiuntive ( laboratori).
rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono.
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Doveri dello studente
Durante il suo percorso scolastico lo studente si impegna a mantenere i seguenti comportamenti:
 frequenza regolare
 assolvimento agli impegni di studio
 atteggiamento rispettoso sia nei confronti dei pari sia nei confronti di tutto il personale che opera nella
scuola
 rispetto delle regole riguardanti l’organizzazione della scuola (entrata, uscita, cambio dell’ora, spostamenti
all’interno della struttura scolastica o all’esterno durante attività organizzate)
 rispetto delle norme riguardanti la sicurezza (L. 626/94 )
 utilizzo corretto di tutte le strutture/ sussidi sia personali sia collettivi
 condivisione della responsabilità nel mantenere accogliente l’ambiente scolastico
 utilizzo di un abbigliamento adeguato all’ambiente
Art. 52- SANZIONI
Il presente articolo si ispira alle disposizioni normative contenute nel DPR 249/1998, nel DPR n. 235 del 21
novembre 2007 e da ultimo nel D.M. n. 5 del 6 Gennaio 2009 e riguarda gli studenti della scuola secondaria di
primo grado.
Come dispone la normativa, anche nell’articolo dedicato alle sanzioni si vuole in primo luogo ribadire che compito
principale della nostra attività è rafforzare il senso di responsabilità individuale di bambini e ragazzi per consolidare
corrette linee di comportamento all’interno della comunità scolastica che si prefigge quindi di:
a) promuovere la partecipazione attiva e responsabile degli studenti e delle studentesse alla vita della scuola;
b) favorire una più matura consapevolezza critica dei loro diritti correlata alla scoperta dei doveri che vi sono
connessi;
c) assicurare la partecipazione più viva e globale alle attività di tutte le agenzie educative e formative., che sul
territorio intendono realizzare la piena maturità della persona.
Nel rispetto di questi principi, sono previste sanzioni per gli alunni che ostacolano il regolare andamento della
comunità scolastica. La responsabilità disciplinare è personale; nessuna sanzione può essere comminata senza aver
sentito lo studente in merito ai fatti che gli sono contestati.
La sanzione deve essere ispirata a un principio non repressivo-punitivo, ma educativo, anche attraverso
comportamenti attivi di natura riparatoria- risarcitoria . Può prevedere attività a favore della comunità scolastica.
In ogni caso non deve influire sulla valutazione del profitto, mentre influisce sulla valutazione del comportamento.
Si caratterizza inoltre per essere:
- tempestiva
- temporanea
- proporzionata alla mancanza
Il principio della riparazione del danno (per via monetaria e/o con prestazioni d’opera) vale anche nel caso di
danneggiamenti alle strutture che avvengano senza individuazione dei responsabili diretti. I soggetti coinvolti
(classe o insieme degli studenti di un corridoio, di un piano o dell’intero istituto) sono tenuti alla riparazione del
danno stesso.
Il primo livello di azione disciplinare nei confronti degli studenti consiste in richiami verbali o in ammonizioni scritte
riportate da ogni singolo docente sul diario dello studente o sul registro di classe. Richiami ed ammonizioni
segnalano ogni significativa mancanza relativa a:
a) relazioni con i docenti, con il personale della scuola e con i pari;
b) rispetto delle regole dell’istituzione scolastica previste nel Patto di corresponsabilità e nel Regolamento di
Istituto;
c) rispetto delle strutture dell’Istituto;
d) tali sanzioni disciplinari possono essere irrogate dal singolo docente, dal coordinatore della classe o dal
Dirigente scolastico. La facoltà di compiere richiami orali è attribuita anche al personale ATA (collaboratori
scolastici), esclusivamente in caso di offese personali o di danni apportati dagli studenti alle strutture ed al
patrimonio della scuola;
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e) frequenti richiami verbali e/o scritti relativi al mancato rispetto di persone, regole e strutture comporta il
voto minimo di comportamento <sette> assegnato dal consiglio di classe in occasione degli scrutini
intermedi o finali;
f) le azioni disciplinari nei confronti degli studenti tengono conto della gravità e della recidività delle infrazioni
commesse.
Prima di procedere all’irrogazione di una sanzione i docenti metteranno in atto ammonizioni e richiami verbali. In
caso di mancanze ripetute verrà applicata la sanzione di grado superiore.
A- AMMONIZIONE (da parte dei docenti) verbale e/o scritta sul diario e sul registro di classe
B- AMMONIZIONE (da parte del Dirigente Scolastico) verbale e/o scritta sul registro di classe
C- ALLONTANAMENTO DALLA COMUNITA’ SCOLASTICA (sospensione disposta dal Dirigente scolastico su
delibera del Consiglio di classe convocato, anche in seduta straordinaria, con la sola componente docente).
In un secondo momento avverrà la convocazione dei famigliari.
Nei periodi di allontanamento dello studente dalla comunità scolastica deve essere previsto, per quanto
possibile, un rapporto con lo studente e i suoi genitori. Inoltre si prevede la possibilità di convertire la
sanzione in attività a favore della comunità scolastica.
D- RISARCIMENTO DEL DANNO
Per mancanze che determinino danni al patrimonio scolastico o privato (monetario o con attività
socialmente utili) per i quali è individuata la responsabilità.
Le azioni disciplinari nei confronti degli studenti tengono conto della gravità e della recidività delle infrazioni
commesse secondo quanto riportato nella tabella seguente:
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DOVERI
MANCANZE
SANZIONI E AZIONI DI RESPONSABILIZZAZIONE
A= ammonizione dei docenti
B=ammonizione del Dirigente
C=allontanamento da scuola
D=risarcimento del danno
ORGANO COMPETENTE
Frequenza regolare
Assenze ripetute e non
motivate
A
Docente
Mancanza
di
collaborazione
nell’accertare la verità e la
responsabilità
A
Ammonizione con annotazione sul
diario
Comunicazione
scritta
e/o
telefonica alla famiglia
Ammonizione verbale e/o scritta
B
Ammonizione verbale e/o scritta
Dirigente Scol.
Non far firmare e/o non
consegnare
le
comunicazioni, le verifiche,
ecc.
A
Ammonizione verbale e/o scritta
Docente
A-B
Ammonizione scritta
Docente e/o Dirigente Scol.
Assolvimento degli impegni di
studio
Negligenza abituale
A
Ammonizione
Docente
A-B
Convocazione dei genitori
Docente e/o Dirigente
Rispetto dei regolamenti e delle
norme di sicurezza
Inosservanza
occasionale
A
Ammonizione
Docente
B
Ammonizione scritta
Dirigente
Sequestro delle apparecchiature,
successiva consegna ai genitori ed
eventuali sanzioni. (*)
Docente e Dirigente
A-B
Ammonizione
genitori
Ammonizione
genitori
Ammonizione
genitori
Ammonizione
genitori
Ammonizione
e/o convocazione dei
Docente/coordinatore di classe
e/o convocazione dei
Docente/coordinatore di classe
e/o convocazione dei
Docente/coordinatore di classe
e/o convocazione dei
Docente/coordinatore di classe
B
Comportamento corretto
segnalare episodi incivili
nel
Garantire la regolarità delle
comunicazioni scuola-famiglia
non
Seguire con attenzione tutte le
opportunità didattiche e rispetto
della riservatezza delle persone e
dell’ambiente scolastico
Utilizzare telefonini o altre
apparecchiature
elettroniche
Comportamento
corretto
e
collaborativo nell’ambito dello
svolgimento
dell’attività
didattica
Dimenticanze ripetute del
materiale scolastico
Disturbo
della
lezione/attività
Rifiuto a svolgere il
compito assegnato
Rifiuto a collaborare
A
Danneggiamento
volontario o colposo
A
Utilizzo corretto delle strutture,
delle strumentazioni e dei sussidi
didattici della scuola
Corresponsabilità nel rendere e
nel mantenere accoglienti gli
ambienti scolastici
Comportamento
educato
e
rispettoso nei confronti del
Dirigente, dei docenti, del
personale ATA e dei compagni
Disimpegno nella
degli
ambienti
danneggiamento
volontario
Linguaggio
offensivi
e/o
cura
o
gesti
Minacce
Aggressione verbale/fisica
A
A
A
Rispetto della legalità e della
convivenza civile
Regolamento Istituto
delle
Atti di violenza grave o
comunque
tali
da
ingenerare un elevato
allarme sociale
Docente
Docente
C
Allontanamento
scolastica (**)
D
Risarcimento del danno
Dirigente
A
Ammonizione
Docente
C
D
Allontanamento dalla
scolastica (**)
Risarcimento del danno
A
Ammonizione
Docente
B
Ammonizione
Dirigente
A-B
Ammonizione
C
Allontanamento
scolastica (**)
Ammonizione
dalla
dalla
B
Allontanamento
scolastica (**)
Ammonizione
D
Risarcimento del danno
C
Allontanamento
scolastica (***)
A-B
C
Mancato rispetto
proprietà altrui
Dirigente Scol.
dalla
comunità
comunità
Dirigente e Consiglio di classe
Dirigente e Consiglio di classe
Dirigente
Docente e Dirigente
comunità
Dirigente e Consiglio di classe
Docente e Dirigente
comunità
Dirigente e Consiglio di classe
Dirigente
dalla
Dirigente
comunità
Dirigente
Consiglio di classe Consiglio di Istituto
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(*) Le apparecchiature elettroniche vengono sequestrate senza le memorie contenenti dati personali (schede di
memoria, sim). Dall’ufficio di presidenza viene comunque garantita la riservatezza dei dati eventualmente
contenuti nelle memorie interne delle apparecchiature.
Oltre a rimandare ai principi generali contenuti nella direttiva (DIR. MIN. 15.03.07) si stabilisce che:
 È tassativamente vietato l’uso del cellulare in classe durante le ore di lezione, in quanto elemento di
disturbo dell’attività didattica. E’ tassativamente vietato ed è oggetto di sanzioni l’uso di cellulari o altri
dispositivi elettronici allo scopo di acquisire e/o divulgare immagini, filmati o registrazioni vocali (DIR. MIN.
n° 104 del 30.11.07)
 All’ingresso in aula gli alunni e gli insegnanti hanno l’obbligo di spegnere il telefono cellulare
 Nel caso che l’allievo non ottemperi a tale divieto, il docente presente in aula procederà al sequestro
temporaneo del telefonino che sarà consegnato al Dirigente scolastico o al suo vicario per la necessaria
custodia
 Nel contempo tale sequestro verrà annotato sul registro di classe ed i genitori dell’allievo dovranno ritirare
personalmente il cellulare sequestrato
 In caso di comportamento reiterato, il Consiglio di classe, sulla base delle norme del vigente regolamento
stabilirà eventuali sanzioni disciplinari aggiuntive, rientrando il comportamento dell’allievo tra quelli che
introducono turbativa e discontinuità nel processo educativo.
Nel caso di comportamenti non conformi ai doveri di cui sopra il Dirigente, il vicario, il coordinatore di classe si
attengono alla procedura seguente:
1- Il Dirigente o un docente delegato invita lo studente ad esporre le proprie ragioni
2- Il Dirigente o il docente delegato informa o convoca la famiglia tramite comunicazione scritta
dell’eventuale avvio di procedimento disciplinare
3- L’organo collegiale competente stabilisce la sanzione
(**) Le sanzioni di “Allontanamento dalla comunità scolastica” saranno valutate dall’Organo Collegiale competente
e incideranno sul voto di condotta, secondo il seguente prospetto:

Sospensione da 1 a 3 giorni (per episodi di gravità “lieve”):
voto 7 (se c’è stato ravvedimento) oppure voto 6 (senza ravvedimento)

Sospensione da 4 a 15 giorni (per episodi gravi):
voto 6 (se c’è stato ravvedimento) oppure voto 5 (senza ravvedimento)
Verrà valutata la possibilità di convertire la sanzione in attività in favore della comunità scolastica. La
commutazione della sanzione in attività a favore della scuola è possibile solo con il consenso dell’interessato. Tali
attività, individuate dall’organo sanzionante, non devono essere lesive della dignità e della personalità dell’alunno
e non devono esporre la scuola a responsabilità di alcuna natura. Esse possono consistere nello svolgimento
dell’attività di studio e di ricerca utili alla scuola, di riordino della mensa, della biblioteca o altro.
(***) Nei casi di recidiva, di atti di violenza grave o comunque connotati da una particolare gravità tale da
ingenerare un elevato allarme sociale, l’allontanamento (stabilito dal Consiglio d’Istituto) può essere superiore a 15
giorni e può prevedere l’esclusione dallo scrutinio finale. ( DPR 21 novembre 2007 n° 235 art. 4). La valutazione del
comportamento sarà quindi pari al voto 5.
Regolamento Istituto
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Art. 53- PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
Le sanzioni di tipo A sono inflitte dai docenti. Le ammonizioni scritte sul registro di classe devono essere
comunicate per iscritto, tramite diario, libretto personale o quaderno delle comunicazioni alle famiglie, che hanno
l’obbligo di vistare l’avviso. Dei provvedimenti più gravi dovrà essere informato il Dirigente scolastico. Se il docente
lo ritiene utile può chiedere la convocazione della famiglia.
Le sanzioni di tipo B vengono comunicate dal Dirigente scolastico per episodi di una certa gravità, di cui ha
conoscenza diretta oppure ne è informato da un Organo Collegiale, da uno o più docenti, dal personale ATA ecc.
Viene data comunicazione alla famiglia tramite lettera dalla direzione, con la quale può essere disposta
contestualmente la convocazione.
La sanzione di tipo C viene comunicata dal Dirigente scolastico su delibera del Consiglio di classe convocato in
composizione ristretta (solo docenti). L’allontanamento per un periodo superiore ai 15 giorni è disposto dal
Consiglio di Istituto.
Occorre tenere presente i seguenti aspetti:

L’allontanamento dalla Comunità scolastica, per gravi e reiterate infrazioni, di norma non può essere
superiore ai 15 giorni. Nei casi di recidiva, di atti di violenza grave o comunque connotati da una particolare
gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale, l’allontanamento può essere superiore ai 15 giorni e
può prevedere l’esclusione dallo scrutinio finale.
 Deve essere previsto per quanto possibile un rapporto con lo studente e la sua famiglia.
 Nei casi previsti dall’art. 4 comma 10 DPR n° 249/98 allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso
d’anno in altra scuola.
Norme di ordine generale riferite alle modalità di conduzione del procedimento disciplinare:
Il procedimento disciplinare a carico dello studente si configura come procedimento amministrativo e ad esso si
applica la legge n. 241/1990 e successive modifiche in tema di:
•
avvio del procedimento
Il procedimento va comunicato ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre
effetti o a cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento o debbano intervenire per legge. Nella
comunicazione sono comunicati: l´amministrazione competente, l´oggetto del procedimento promosso, l´ufficio e
la persona responsabili, la data entro cui si deve concludere il procedimento, i rimedi in caso di inerzia
dell´amministrazione.
•
formalizzazione dell´istruttoria
•
obbligo di motivazione e principio di proporzionalitá
•
obbligo di termine – conclusione (è necessario concludere il procedimento mediante l´adozione di un
provvedimento espresso) entro 30 giorni (l. 241/1990, art. 2, comma 2).
 L’avvio del procedimento è da notificare alla famiglia dell’alunno minore per iscritto.
 In tutti i casi in cui sia necessario proporre o irrogare una sanzione disciplinare, la decisione/deliberazione
deve essere assunta dall’organo competente solo dopo aver sentito le giustificazioni dell’alunno nei cui
confronti viene avviato il procedimento disciplinare.
 Le giustificazioni possono essere presentate anche per iscritto.
 L’alunno ha la possibilità di produrre prove o testimonianze a lui favorevoli (solo in caso di sanzione che
prevede l’allontanamento dalla scuola)
Regolamento Istituto
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 Il provvedimento adottato viene comunicato integralmente per iscritto alla famiglia dell’alunno.
Art. 54- IMPUGNAZIONI
Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse, entro quindici giorni dalla
comunicazione della loro irrogazione, all’apposito organo di garanzia all’interno della scuola, che decide nel
termine di dieci giorni.
Il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale decide in via definitiva sui reclami proposti contro le violazioni del
regolamento (Statuto delle studentesse e degli studenti) previsto dal DPR 14-06-1998 n° 249 3 integrato del DPR
21-11-2077 n° 235.
Art. 55- ORGANO DI GARANZIA
L’organo di garanzia è presieduto dal Dirigente scolastico ed è composto da un docente designato dal Consiglio di
Istituto e da due rappresentanti eletti dai genitori, membri effettivi. E’ prevista la designazione di un docente
membro supplente e l’elezione di due genitori membri supplenti, per i casi di eventuale incompatibilità dei membri
effettivi. In prima convocazione, per poter deliberare, l’organo deve essere “perfetto”; in seconda convocazione le
deliberazioni saranno valide se presenti alla seduta almeno la metà più uno dei membri.
L’organo di garanzia, inoltre, decide, su richiesta di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgono
all’interno della scuola in merito all’applicazione del presente regolamento.
1. L’Organo di garanzia interno della scuola è composto dal Dirigente scolastico, da un docente e da un
genitore indicati dal Consiglio d’Istituto.
Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte dei genitori all’Organo di Garanzia interno
che decide in via definitiva.
L’Organo di garanzia decide, su richiesta di chiunque vi abbia interesse, anche nei conflitti che sorgano all’interno
della scuola in merito all’applicazione del presente regolamento e dello Statuto delle studentesse e degli
studenti.
Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse, entro quindici giorni
dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola, istituito e
disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte almeno un rappresentante
eletto dagli studenti nella scuola secondaria superiore e dai genitori nella scuola m edia, che decide nel termine
di dieci giorni. Tale organo, di norma, è composto da un docente designato dal consiglio di istituto e, nella
scuola secondaria superiore, da un rappresentante eletto dagli studenti e da un rappresentante eletto dai
genitori, ovvero, nella scuola secondaria di primo grado da due rappresentanti eletti dai genitori, ed è
presieduto dal dirigente scolastico.
2. L'organo di garanzia decide, su richiesta degli studenti della scuola secondaria superiore o di chiunque
vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del
presente regolamento.
3. Il Direttore dell'ufficio scolastico regionale, o un dirigente da questi delegato, decide in via definitiva sui
reclami proposti dagli studenti della scuola secondaria superiore o da chiunque vi abbia interesse, contro le
violazioni del presente regolamento, anche contenute nei regolamenti degli istituti. La decisione è assunta
previo parere vincolante di un organo di garanzia regionale composto per la scuola secondaria superiore da due
studenti designati dal coordinamento regionale delle consulte provinciali degli studenti, da tre docenti e da un
genitore designati nell'ambito della comunità scolastica regionale, e presieduto dal Direttore dell'ufficio
scolastico regionale o da un suo delegato. Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri due
genitori.
4. L'organo di garanzia regionale, nel verificare la corretta applicazione della normativa e dei
Regolamento Istituto
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regolamenti,
svolge la sua attività istruttoria esclusivamente
sulla base dell'esame della
documentazione acquisita o di eventuali memorie scritte prodotte da chi propone il reclamo o
dall'Amministrazione.
5. Il parere di cui al comma 4 è reso entro il termine perentorio di trenta giorni. In caso di decorrenza del termine
senza che sia stato comunicato il parere, o senza che l'organo di cui al comma 3 abbia rappresentato
esigenze istruttorie, il direttore dell'ufficio scolastico regionale può decidere
indipendentemente dall'acquisizione del parere. Si applica il disposto di cui all'articolo 16, comma 4, della
legge 7 agosto 1990, n. 241.
6. Ciascun ufficio scolastico regionale individua, con apposito atto, le modalità più idonee di
designazione delle componenti dei docenti e dei genitori all'interno dell'organo di garanzia regionale al fine di
garantire un funzionamento costante ed efficiente dello stesso.
7. L'organo di garanzia resta in carica per due anni scolastici.
Art. 56- PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’ (ART. 3 DPR 235/2007) (cfr.Allegato E)
Viste le Scelte Educative dell’Istituto
Visto il Regolamento d’Istituto
Visto il D.M. n. 5843/A3 del 16 ottobre 2006 “Linee di indirizzo sulla cittadinanza
democratica e legalità”
Visti i D.P.R. n.249 del 24/6/1998 e D.P.R. n.235 del 21/11/2007 “Regolamento recante lo
Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria”
Visto il D.M. n.16 del 5 febbraio 2007 “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per
la prevenzione del bullismo”
Visto il D.M. n.30 del 15 marzo 2007 “Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo
di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di
sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti”
Viste le linee guida cyberbullismo
Regolamento Istituto
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PARTE IV
VITA DELLA SCUOLA
Art. 57 – ACCESSO ALL’EDIFICIO SCOLASTICO
E’ vietato l’ingresso nell’edificio scolastico di estranei non autorizzati dal Capo di Istituto durante le ore di lezione.
L’ingresso - durante l’orario delle lezioni - dei genitori che intendono conferire con l’insegnante è concesso, col
consenso degli insegnanti stessi, quando non impegnati nelle classi.
I collaboratori scolastici avranno cura di controllare che le porte e i cancelli esterni delle scuole rimangano chiusi
durante l’orario delle lezioni . Verranno aperti 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni e rimarranno aperti per 10
minuti.
Durante la consegna dei pasti della mensa e il ritiro del materiale utilizzato sarà sempre cura dei collaboratori
scolastici controllare che i cancelli siano aperti solo per il tempo necessario all’entrata e all’uscita del mezzo di
trasporto.
Art. 58 – UTILIZZAZIONE DEI LOCALI SCOLASTICI
L’utilizzazione dei locali scolastici comuni a tutte le classi ( palestra, aule per proiezioni, per attività manuali o
grafico – pittoriche plastiche, per psicomotricità e cosi via ) deve essere regolata all’inizio di ogni anno scolastico, al
momento della stesura degli orari didattici.
La temporanea concessione in uso di locali scolastici per manifestazioni culturali, sociali, umanitarie o sportive
(senza fine di lucro) organizzate da Enti o Associazioni, è autorizzata dall’Amministrazione Comunale e dal Capo di
Istituto previa verifica della coerenza con le finalità del POF e delle modalità di pulizia dei locali concessi in uso,
nonché la responsabilità per eventuali danni.
E’ esclusa la concessione di locali scolastici per manifestazioni politiche eccetto i casi nei quali le Amministrazioni
Comunali non abbiano sale civiche o altri locali a disposizione.
Gli insegnanti capogruppo o delegati ed ata, riferiranno alla Amministrazione Comunale eventuali carenze, dovute
a incauta gestione, riscontrate negli edifici.
Art. 59 – FOGLI INFORMATIVI (o pubblicità) DI TERZI ESTRANEI ALLA SCUOLA
I fogli informativi (o pubblicità) rivolti agli insegnanti possono essere distribuiti (salvo che non si ravvisino in tali
fogli violazioni di leggi vigenti) nella aule docenti.
Agli alunni potranno essere distribuiti i volantini provenienti:
 Dal Miur, Ust, Usr, Istituto comprensivo
 Dalle Amministrazioni comunali, che propongano attività delle stesse Amministrazioni
La distribuzione di tutto il materiale informativo e pubblicitario deve essere sempre vistata dal Dirigente Scolastico.
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Art. 60 – DIVIETO DI FUMO
In riferimento alle diverse leggi che disciplinano la possibilità di fumare nei locali pubblici , è VIETATO FUMARE in
tutti i locali scolastici ovvero sia in quelli destinati allo svolgimento delle attività didattiche sia nei cortili e
comunque all’interno del perimetro di pertinenza della scuola (L. 16/2003 art. 51).
Art. 61 – DIVIETO UTILIZZO DEI TELEFONI CELLULARI E STRUMENTAZIONE TECNOLOGICA
E’ fatto divieto a TUTTI i docenti di utilizzare il telefono cellulare in aula durante le ore di lezione e comunque
durante le ore di servizio.
AGLI ALUNNI E’ FATTO DIVIETO DURANTE TUTTO L’ORARIO DI PERMANENZA NELLA SCUOLA.
LA LIMITAZIONE VALE ANCHE PER GLI ALTRI STRUMENTI TECNOLOGICI FATTE SALVE AUTORIZZAZIONI AI FINI
DIDATTICI DA PARTE DEI DOCENTI.
Art. 62 – MANUTENZIONE LOCALI SCOLASTICI
Si fa riferimento al protocollo d’intesa fra l’Istituto e le amministrazioni comunali (anno 2015).
Art. 63 – SUSSIDI DIDATTICI
La pianificazione delle spese da effettuarsi con i fondi comunali o ministeriali da assegnare ad ogni plesso è
disposta dal Dirigente Scolastico, sulla base dei criteri stabiliti dal Consiglio di Istituto. (attività negoziale)
La scuola è fornita di sussidi per il lavoro educativo-didattico. I fruitori sono tenuti a curare il buon uso e la
conservazione dei sussidi.
Diritto d'autore
Il materiale cartaceo, audiovisivo ed informatico è sottoposto alla normativa sui diritti d'autore, quindi i
docenti si assumono ogni responsabilità sulla riproduzione e/o duplicazione dello stesso.
Art. 64 – TRASPORTI ALUNNI
Si fa riferimento al protocollo d’intesa fra l’Istituto e le amministrazioni comunali (anno 2015).
Art. 65 – CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI
Nei plessi ove occorra formare più classi prime al fine di ottenere classi eterogenee, si terranno in considerazione
le informazioni fornite dagli insegnanti di scuola materna e primaria e i seguenti criteri fissati da Consiglio di
Istituto:
a) eterogeneità delle classi per sesso, età e livelli di apprendimenti raggiunti;
b) distribuzione degli alunni nelle classi in modo tale che ognuno di essi possa avere almeno alcuni compagni della
sezione di provenienza o della stessa scuola;
c) valutazione delle informazioni acquisite nei colloqui con gli insegnanti di scuola materna e/o primaria;
d) valutazione dei suggerimenti di aggregazione o disaggregazione debitamente motivati dai genitori e insegnanti;
e) primo periodo di osservazione degli alunni suddivisi per “ gruppi mobili “ ( periodo di almeno 4 settimane ) solo
per le classi 1^ della scuola primaria;
In caso di sdoppiamento o soppressione delle classi occorrerà dare la precedenza alle dinamiche relazionali già
presenti nelle classi interessate.
Per l’inserimento nelle classi di alunni trasferiti da altre scuole si dovrà tenere conto non solo del criterio numerico
e della normativa vigente in materia di sicurezza, ma anche della presenza di alunni con difficoltà nelle classi
interessate.
Regolamento Istituto
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Per l’inserimento di alunni stranieri si fa riferimento al protocollo d’accoglienza approvato dal collegio docenti.
Gli alunni portatori di handicap verranno inseriti, ove possibile, non più di uno per classe e sulla base di specifici
progetti predisposti secondo le disposizioni della legge n°104/92 e secondo la normativa vigente.
Art. 66- CRITERI PER SUDDIVISIONE ALUNNI
Nell’impossibilità di sostituire un docente assente, gli alunni della classe vengono suddivisi, su disposizione del
docente fiduciario e, con l’ausilio dei collaboratori scolastici, accolti nelle altre classi del plesso rispettando il
numero massimo di alunni previsto dalla normativa.
Art. 67 CRITERI DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI IN CASO DI ESUBERO
Nella fase di iscrizione alla classe prima (primaria e secondaria), in caso di alunni in esubero, si applicano i criteri
seguenti:
ALUNNI RESIDENTI/ DOMICILIATI NEL COMUNE:
1) vengono accolte domande fino a disponibilità dei posti nelle classi già istituite e compatibilmente con la
capienza delle aule;
2) prioritariamente alunni residenti/domiciliati;
3) nella frazione in cui ha sede il plesso;
4) presenza di fratelli nello stesso plesso e in subordine nell’Istituto;
5) nel plesso più vicino rispetto alla residenza/domicilio;
6) nonni residenti nel Comune dell’Istituto;
7) sorteggio;
ALUNNI NON RESIDENTI/ DOMICILIATI NEL COMUNE.
8) vengono accolte domande fino a disponibilità dei posti nelle classi già istituite e compatibilmente con la
capienza delle aule;
9) alunni non residenti, ma in affido a genitori residenti;
10) viciniorietà del comune di residenza al comune per cui si richiede l’iscrizione;
11) sorteggio.
Art. 68 – SERVIZIO MENSA
Si fa riferimento ai regolamenti elaborati dalle Amministrazioni Comunali
Art. 69 – PALESTRA E ATTIVITA’ GINNICO-SPORTIVE
La palestra è utilizzata dai docenti dell’istituto per lo svolgimento della normale attività d’insegnamento. L’accesso
alla palestra è consentito solo con abiti sportivi, in particolare con adeguate scarpe da ginnastica, da calzare nello
spogliatoio. Negli spogliatoi, durante la lezione, è vietato l’accesso a chiunque. La dirigenza non risponde comunque
degli oggetti e dei valori smarriti o sottratti. La responsabilità delle attrezzature sportive è affidata a ciascun
docente, che ha il compito della ricognizione periodica del materiale esistente e verifica dello stato d’usura, della
segnalazione di eventuali danni ed atti vandalici e di eventuali esigenze di materiali.
Il docente di Educazione Fisica dovrà accompagnare gli allievi in palestra e riaccompagnarli in classe al termine
della lezione. Pertanto l’attività di educazione fisica in palestra deve terminare almeno cinque minuti prima del
cambio d’ora.
In caso di infortunio il docente attiverà la procedura di primo soccorso che prevede sempre il contatto telefonico
con la famiglia e la richiesta immediata di consulenza con il 118.
Il docente, di cui al comma precedente, compilerà in segreteria l’apposito modulo relazionando circa le cause che
hanno determinato l’infortunio, al fine di ottemperare all’obbligo della denuncia all’INAIL e all’assicurazione.
Regolamento Istituto
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Art. 70 – ACCESSO AI LABORATORI
Gli alunni potranno accedere ai laboratori solo se accompagnati dai docenti.
a) Uso dei laboratori e aule speciali:
1. I laboratori e le aule speciali sono assegnati dal Dirigente Scolastico all'inizio di ogni anno alla responsabilità
di un docente (fiduciario) che svolge funzioni di subconsegnatario ed ha il compito di mantenere una lista del
materiale disponibile, proporre interventi di manutenzione, ripristino, sostituzione di attrezzature, ecc...
2.Il collaboratore scolastico consegnatario delle chiavi di accesso e dei registri del laboratorio avrà cura di
annotare il calendario d'accesso allo stesso.
3. I d o c e n t i interessati c o n c o r d a n o i tempi di utilizzo da parte delle classi e con il Dirigente Scolastico le
modalità ed i criteri per l'utilizzo del laboratorio in attività extrascolastiche.
4. In caso di danni, manomissioni, furti alle attrezzature o ai locali il responsabile del laboratorio o meglio il
docente di turno, sono tenuti ad interrompere le attività se le condizioni di sicurezza lo richiedono e a
segnalare la situazione tempestivamente al responsabile per l'immediato ripristino delle condizioni di
efficienza e al fine di individuare eventuali responsabili.
5. L'orario di utilizzo dei laboratori e aule speciali sarà affisso a cura dei responsabili.
6. Le responsabilità inerenti all'uso dei laboratori e delle aule speciali, sia per quanto riguarda la fase
di preparazione delle attività sia per quella di realizzazione delle stesse con gli allievi, competono
all'insegnante di classe nei limiti della sua funzione di sorveglianza ed assistenza agli alunni.
7. I laboratori e le aule speciali devono essere lasciate in perfetto ordine.
8. L'insegnante avrà cura, all'inizio ed alla fine di ogni lezione, di verificare l'integrità di ogni singola
postazione e di ogni singolo strumento utilizzato. L'insegnante, qualora alla fine della lezione dovesse rilevare
danni che non erano presenti all'inizio, è tenuto a darne tempestiva comunicazione al responsabile.
9. Ogni insegnate dovrà prenotare l’utilizzo delle aule speciali almeno il giorno precedente alle attività
programmate per consentire una regolare calendarizzazione degli accessi.
b) Aule e strutture audiovisive:
L a prenotazione per l'utilizzazione delle aule audiovisivi dovrà avvenire solo limitatamente alla
settimana successiva. In caso di più richieste relative alla stessa ora di lezione, sarà data la precedenza
all'iniziativa deliberata in sede collegiale rispetto a quella attuata dal singolo docente e quindi alla classe che
ne ha usufruito un numero inferiore di volte e, in subordine, alla classe che ne ha usufruito in data anteriore.
Art. 71- USO ESTERNO DELLA STRUMENTAZIONE TECNICA
L'utilizzo esterno della strumentazione tecnica (macchine fotografiche, telecamere, portatili, sussidi vari,
ecc...) in dotazione alla scuola è autorizzato dal Dirigente Scolastico. Alla riconsegna dell'attrezzatura,
l'incaricato provvederà alla rapida verifica di funzionalità degli strumenti, prima di deporli.
Art. 72- USO DGELI STRUMENTI DI SCRITTURA E DUPLICAZIONE
1. Le attrezzature dell'Istituto per la stampa e la riproduzione (macchine da scrivere, fax, fotocopiatrice,
ciclostile, computer), oltre al primario uso didattico ed amministrativo, possono essere utilizzate da tutte le
componenti scolastiche per attività di esclusivo interesse della scuola. É escluso l'utilizzo degli strumenti della
scuola per scopi personali.
2. L'uso delle fotocopiatrici, per motivi di sicurezza e per evitare guasti, è riservato al personale incaricato.
3. I docenti devono consegnare al personale incaricato con anticipo di almeno un giorno il materiale da
riprodurre.
4. L'uso della fotocopiatrice è gratuito per il materiale didattico utilizzato dagli alunni e dagli insegnanti, nei
limiti degli stanziamenti di bilancio fissati annualmente.
5. Il materiale cartaceo è sottoposto alla normativa sui diritti d'autore, quindi i richiedenti si assumono ogni
responsabilità sulla riproduzione e/o duplicazione.
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PARTE V
IGIENE, SALUTE, PREVENZIONE E SICUREZZA D.lgs 81/08
Art. 73- PREVENZIONE E SICUREZZA
Per le norme di sicurezza si fa riferimento al D.lgs 81/08
Il RSPP dell’istituto, in collaborazione con i referenti di plesso per la sicurezza, nomina ogni anno i componenti le
squadre di emergenza per il primo soccorso e antincendio e predispone i piani di evacuazione delle scuole. Tutto il
personale scolastico è tenuto a visionare i piani di evacuazione che vengono quindi illustrati agli alunni. In ogni
plesso vengono effettuate almeno due prove di evacuazione a quadrimestre.
Art. 74 – PRONTO SOCCORSO E SOMMINISTRAZIONE DEI FARMACI A SCUOLA
In ogni plesso deve essere disponibile una cassetta di primo soccorso così come previsto dal Decreto 81/2008.
Per la somministrazione dei farmaci salvavita, in orario scolastico, si fa riferimento al Protocollo per la
somministrazione dei farmaci e la gestione di interventi connessi a patologie croniche a scuola sottoscritto
dall’Azienda Sanitaria Locale di Brescia e l’Ufficio Scolastico per la Lombardia, Ufficio XI Brescia il 15 aprile 2011.
Adempimenti in caso di infortuni alunni:
Se un alunno si fa male anche solo lievemente, è bene comunque avvisare i genitori dell’accaduto e
verificare che non vi siano complicazioni successive. Se un alunno si fa male al punto di dover essere
ricoverato al Pronto Soccorso, l’insegnante deve procedere immediatamente nel modo seguente:
a) chiamare un genitore (o in caso di assenza un parente stretto) dell’alunno perché venga informato e, se
possibile, perché provveda personalmente al ricovero;
b) se i genitori fossero assenti è necessario che un insegnante (o in caso di impossibilità oggettiva il
collaboratore scolastico) provveda ad accompagnare personalmente l’alunno, preoccupandosi che la propria
classe sia affidata ad un collega che ne diventa quindi responsabile (in caso di impossibilità gli alunni vengono
suddivisi tra le classi). In casi specifici il Dirigente Scolastico può autorizzare gli operatori del 112 ad assumersi la
responsabilità del trasporto dell’alunno presso l’ospedale, comunicandolo telefonicamente e tramite mail alla
stazione del 112 di Brescia;
c) se l’infortunio fosse gravissimo, al fine di evitare perdite di tempo che potrebbero risultare dannose, è
necessario telefonare al numero telefonico 112 per richiedere l’invio di un’ambulanza; del fatto vanno
avvisati immediatamente i genitori.
d) il docente, in caso di infortuni, è tenuto ad informare tempestivamente il dirigente scolastico e a
presentare una relazione dettagliata sull’accaduto, precisando quali sono stati i soggetti coinvolti, il luogo
preciso, il giorno, l’ora, le cause, i nominativi degli eventuali testimoni (alunni e docenti), la propria
collocazione spaziale e il proprio comportamento in qualità di responsabile della vigilanza;
e) interventi di pronto soccorso: s e un alunno si fa male lievemente, il collaboratore scolastico incaricato
ricorre ad opportuni medicamenti contenuti nell’apposita cassetta, di cui ogni plesso deve essere dotato;
f) gli insegnanti dovranno essere a conoscenza di eventuali casi di allergie (o di eventuali altri problemi
particolari relativi alle condizioni psico-fisiche degli alunni), in modo da poter intervenire adeguatamente in
caso di necessità; agli alunni che hanno allergie alimentari certificate, qualora usufruiscano del servizio
mensa, dovrà essere garantito un menu adeguato.
Art. 75 – PEDICULOSI
In caso di pediculosi accertata la scuola effettua segnalazione alle famiglie e mette in atto l’informativa prevista.
Regolamento Istituto
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Art. 76 – MALATTIE INFETTIVE DEGLI ALUNNI
L’insegnante che rilevi negli alunni segni sospetti di malattia infettiva deve avvertire immediatamente il genitore, il
quale assumerà il parere del medico curante.
Art. 77 – IINFORMAZIONE DEI RISCHI
Chiunque fra il personale riscontrasse nell’edificio situazioni di rischio per gli operatori o per gli alunni è tenuto ad
informare il Responsabile per la sicurezza del plesso o uno dei componenti delle squadre di emergenza, che invierà
comunicazione scritta, per gli interventi richiesti, al RSPP.
Art. 78 – ASSICURAZIONE
Gli alunni devono essere coperti da una polizza contro gli infortuni, per la responsabilità civile, e i viaggi
d’istruzione.
L’assicurazione dovrà coprire tutte le attività scolastiche comprese quelle integrative svolte sia dentro che fuori la
scuola e coprire il percorso casa- scuola.
Ogni anno, sulla base dei criteri definiti dal Consiglio d’Istituto, il Broker esamina le proposte di almeno cinque
compagnie assicuratrici scegliendo quella che offre le migliori condizioni e invita i genitori a sottoscriverla.
Regolamento Istituto
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PARTE SESTA
CRITERI PER LA PROGRAMMAZIONE E L’ATTUAZIONE DIE VIAGGI DI ISTRUZIONE E DELLE VISITE GUIDATE
Art. 79- VISITE D’ISTRUZIONE
La normativa attualmente in vigore DPR 275/99 e DPR 347/00
(http://archivio.pubblica.istruzione.it/didattica_museale/dpr275_1999.pdf)
ha dato completa autonomia alle istituzioni scolastiche anche in materia di uscite/visite guidate e viaggi di
istruzione, in Italia e all'estero. Pertanto, nel momento in cui la scuola organizza una qualsiasi uscita (da quelle di
un giorno agli stage piuttosto che le settimane bianche, i viaggi di integrazione culturale o connessi ad attività
sportive ecc.), le circolari emanate a suo tempo dal Ministero non hanno più valore prescrittivo, ma assumono solo
la funzione di suggerimenti di comportamento.
Di conseguenza, anche nelle condizioni generali assicurative riportate nel contratto stipulato da questo istituto con
la compagnia assicuratrice, NON si fa alcun riferimento al rapporto alunni /docenti ed è prevista (all’art. 35 del
medesimo contratto) la presenza di accompagnatori esterni siano essi genitori di alunni iscritti, personale in
quiescenza ed altri partecipanti.
Si fissano pertanto i seguenti punti:
Le visite guidate e i viaggi di istruzione devono essere autorizzati dal Consiglio di Istituto il quale può delegare il
Capo di Istituto a concedere tale autorizzazione, previo accertamento di tutte le condizioni richieste esplicitate dal
regolamento specifico.
I viaggi e le visite devono avere finalità culturali ed educative: “ ad esse si riconosce la finalità di integrazione della
normale attività scolastica o sul piano della formazione generale della personalità degli alunni o sul piano del
completamento delle preparazioni specifiche in vista del futuro ingresso nel mondo del lavoro ”.
Le visite guidate in orario scolastico all’interno del Comune possono essere effettuate nel momento in cui lo si
ritiene opportuno, previa comunicazione e previa autorizzazione firmata dai genitori.
E’ fatto divieto di effettuare le visite nei 30 giorni precedenti il termine delle lezioni ad eccezione di quelle
connesse ad attività previste in specifici periodi e non modificabili.
Si dà facoltà al Consiglio di concedere ulteriori deroghe ai limiti di presentazione delle domande nei casi la cui
eccezionalità lo faccia ritenere opportuno e comunque per progetti di rilevanza particolare e inseriti in
programmazioni pluriennali.
Il Consiglio autorizza:
 per le classi 1^-2^-3^ della scuola primaria: visite guidate in orario scolastico o della durata di un giorno.
 per le classi 4^-5^ della scuola primaria: visite guidate per una durata non superiore a giorni tre
 per la scuola secondaria di 1 grado: visite guidate di più giorni, fino ad un massimo di 6, nell’ambito
nazionale ed europeo.
 Visite e viaggi con adesione maggiore o uguale all’80%
A tutti questi criteri potranno essere applicate deroghe dal Consiglio d’Istituto a seguito di progetti particolari.
Per tutte le uscite è d’obbligo l’autorizzazione del genitore.
Le eventuali quote di contribuzione degli alunni dovranno essere ridotte al minimo; nessun alunno potrà essere
escluso per l’impossibilità di pagare la suddetta quota.
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Gli alunni non autorizzati dovranno comunque essere accolti a scuola e per loro saranno predisposte specifiche
attività, compatibilmente con le risorse disponibili, altrimenti saranno accolti in altra classe.
Ogni alunno dovrà essere munito di un documento di identificazione che sarà rilasciato dalla Segreteria dell’Istituto
Comprensivo previa consegna di una fototessera dell’interessato.
Ogni qualvolta viene organizzato un viaggio di istruzione gli insegnanti devono produrre i seguenti documenti
(come da modello predisposto):
 richiesta di autorizzazione al viaggio comprensiva di:
 elenco nominativi degli accompagnatori
 dichiarazioni sottoscritte circa l’assunzione dell’obbligo di vigilanza e di responsabilità
 preventivo di spesa e della disponibilità finanziaria a copertura con l’indicazione delle eventuali quote a carico
degli alunni
 programma analitico del viaggio
 dettagliata relazione degli obiettivi culturali e didattici dell’iniziativa
 la richiesta degli elenchi dei nominativi degli alunni partecipanti, distinti per classe di appartenenza
 le dichiarazioni di consenso delle famiglie
 la precisazione, per i viaggi organizzati all’estero, che tutti i partecipanti sono in possesso di documenti validi
per l’espatrio
 a conclusione del viaggio di istruzione va consegnata la relazione finale.
Di norma, salvo caso eccezionali, non è consentita la partecipazione di genitori; è’ prevista la partecipazione di
personale esterno anche in quiescenza a viaggi di istruzione, visite ed uscite didattiche in genere, senza limite
numerico.
Le uscite dovranno essere organizzate in ogni particolare.
Per i mezzi di trasporto, si consiglia l’uso del treno e si specifica quanto segue relativamente alle uscite didattiche
in cui si prevedel’utilizzo parziale/ integrale dei mezzi pubblici (treno, autobus di linea, ecc.) per ottemperare alle
clausole assicurative in essere.
Visita guidata con inizio e termine in orario scolastico
Nei casi in cui l’uscita didattica organizzata con mezzi pubblici dovesse svolgersi all’interno dell’orario
scolastico,essendo la responsabilità dei docenti accompagnatori, il ritrovo degli alunni dovrà essere a scuola con
successivo spostamento da e per la stazione (o alla fermata autobus) a piedi o con l’utilizzo del pullman. L’uscita
didattica inizierà e terminerà presso il plesso di appartenenza.
Visita guidata con inizio e termine al di fuori dall’orario scolastico (nuovo modello All.A)
Nei casi in cui l’uscita didattica organizzata con mezzi pubblici dovesse svolgersi al di fuori dell’orario scolastico
bisognerà seguire la seguente procedura:
- Inizio visita guidata: gli alunni verranno accompagnati dai genitori presso la stazione o la fermata autobus
indicati sul modello di richiesta autorizzazione all’uscita che il docente organizzatore presenterà al
Dirigente Scolastico.
- Termine visita guidata: il rientro ed il ritiro degli alunni da parte dei genitori avverrà nello stesso luogo in
cui gli stessi sono stati accompagnati alla partenza.
In questo modo la visita guidata inizierà e terminerà non da scuola, ma dalla stazione ferroviaria o dalla fermata
autobus di linea. Il docente organizzatore dovrà necessariamente specificarlo sul modello di richiesta
autorizzazione all’uscita didattica.
Questo garantisce la copertura assicurativa nel tragitto casa/stazione o fermata autobus e viceversa.
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PARTE SETTIMA
REGOLAMENTO SCUOLA SECONDARIA INDIRIZZO MUSICALE
Art. 80- PREMESSA:
Normativa vigente in materia di insegnamento dello strumento musicale nella scuola secondaria di 1° grado alla
data di adozione del presente Regolamento:
 D.M. 201/99 Corsi ad Indirizzo Musicale nella scuola media- Riconduzione e ordinamento- Istituzione classe
di concorso di “strumento musicale” nella scuola media;
 D.M. 235/99 Riconduzione ad ordinamento dei corsi sperimentali ad indirizzo musicale nella scuola media
ai sensi della L. 124/99 art.11 c.9;
 Normativa vigente in materia di iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado alla data di adozione del
presente Regolamento;
 POF dell’I.C. Passirano.
L’insegnamento strumentale costituisce integrazione interdisciplinare ed arricchimento dell’insegnamento
obbligatorio dell’educazione musicale nel più ampio quadro delle finalità della scuola secondaria di 1° grado e del
progetto complessivo di formazione della persona.
Esso concorre pertanto alla più consapevole appropriazione del linguaggio musicale, di cui fornisce all’alunno una
piena conoscenza, integrando i suoi aspetti tecnico-pratici con quelli teorico- lessicali- storici e culturali che insieme
costituiscono la complessiva valenza dell’educazione musicale; orienta quindi le finalità di quest’ultima anche in
funzione di un più adeguato apporto alle specifiche finalità dell’insegnamento strumentale stesso.
Il corso ad indirizzo Musicale è opzionale. La volontà di frequentare corsi ad Indirizzo Musicale è espressa all’atto
dell’iscrizione alla classe prima.
Il corso ad Indirizzo Musicale è inserito nel Piano dell’Offerta Formativa e permette agli iscritti di imparare a
suonare uno strumento musicale durante l’orario scolastico.
lo strumento è una disciplina curricolare a tutti gli effetti e viene quindi gestita e valutata come qualsiasi altra
materia. Esso ha durata di tre anni ed è parte integrante del piano di studio dello studente e materia dell’esame di
stato al termine del 1° ciclo d’istruzione; l’alunno che frequenta l’Indirizzo Musicale ha dunque una valutazione e
dovrà dimostrare, in sede d’esame di licenza, la competenza raggiunta nel triennio sia nel versante della pratica
esecutiva sia in quello teorico.
Art. 81- STRUMENTI
Gli strumenti musicali presenti nel corso ad Indirizzo Musicale dell’ I.C.Passirano sono:
FLAUTO TRAVERSO, CHITARRA, PIANOFORTE, PERCUSSIONI
Art. 82- FINALITA’ DEL CORSO AD INDIRIZZO MUSICALE





Promuovere lo sviluppo della “musicalità” intesa come insostituibile dimensione “espressivocomunicativa” di quella dotazione linguistica universale che è la musica, attraverso la pratica finalizzata
all’apprendimento dello strumento musicale;
promuovere la crescita artistico- culturale attraverso l’esperienza diretta della musica d’insieme (lezione di
orchestra settimanale, concerti…);
educare attraverso la pratica musicale al rispetto delle regole, alla cooperazione e all’importanza del ruolo
personale nel raggiungimento di un obiettivo comune;
divulgare sul territorio l’esperienza didattico- artistica (con rappresentazioni pubbliche in collaborazione
con enti e associazioni del territorio);
creare le basi necessarie al proseguimento degli studi musicali a più alti livelli, in raccordo col Liceo
Musicale e il Conservatorio di Musica.
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Art. 83- COME SI ACCEDE
L'ammissione al corso si effettua attraverso l’espletamento di una prova orientativo- attitudinale per la quale non
occorre che il candidato sappia suonare uno strumento, somministrata dalla Commissione composta dagli
insegnanti del corso Indirizzo Musicale a tutti gli alunni delle classi 5^ della scuola primaria dell’Istituto ed agli
alunni esterni, previa comunicazione firmata da parte delle famiglie.
L’alunno deve esprimere l’ordine di preferenza degli strumenti. Le preferenze espresse hanno valore indicativo e
orientativo, ma non vincolante. L’assegnazione dello strumento è decisa dalla Commissione sulla base della prova
orientativo- attitudinale.
Le inclinazioni, le capacità ritmico- melodiche, l’idoneità fisica, la motivazione, la scelta dello strumento, saranno
oggetto di attenta valutazione al fine di costituire classi di strumento equilibrate e numericamente omogenee.
Formalmente la prova di ammissione è così strutturata :
-
test di Bentley;
prove di intonazione e coordinazione ritmica;
valutazione attitudinale specifica per ognuno degli strumenti.
La sezione E ad Indirizzo Musicale può accogliere ogni anno un massimo di 24 alunni suddivisi tra i quattro
strumenti (6 alunni per ogni classe di strumento).
Per gli alunni con disabilità certificata, per i quali l’esperienza musicale rappresenta un aspetto fortemente
significativo in linea con il PEI di riferimento nel quale è codificato ed inserito il progetto musicale inteso come
fondamentale e peculiare per la centralità della persona, potrebbe essere reso possibile il proseguimento di tale
progetto nell’ordine di scuola successivo ad Indirizzo Musicale in continuità con il percorso avviato nella scuola
primaria, previa presentazione del progetto da parte degli insegnanti di classe, condivisione del medesimo con gli
insegnanti dell’Indirizzo Musicale e la famiglia, verifica di disponibilità didattica e di fattibilità. Gli alunni sono
considerati in aggiunta al numero massimo di 24; in caso di presentazione di più progetti, a parità di significatività,
si utilizzerà quale criterio di selezione il punteggio ottenuto nel test attitudinale.
La scuola predispone la prova orientativo-attitudinale entro il termine della data di scadenza delle iscrizioni e
comunque non oltre dieci giorni entro tale scadenza, come da circolare ministeriale. Le famiglie saranno informate
in tempo utile attraverso comunicazioni pubblicate sul sito istituzionale della scuola relativamente alla data, ora e
luogo di convocazione per la prova.
La commissione, al termine dei test attitudinali, attribuirà ai candidati un punteggio per ogni strumento. Gli esiti
della prova orientativo-attitudinale e l’assegnazione dello strumento vengono pubblicati sul sito istituzionale della
scuola. ENTRO 16 GENNAIO
Art. 84- ELENCO IDONEI
Sulla base dei punteggi ottenuti in ognuno dei 4 strumenti si andrà a costituire un elenco di alunni IDONEI che
verrà pubblicato sul sito istituzionale dell’Istituto Comprensivo.
Entro 2 giorni dalla data di pubblicazione è richiesta rinuncia scritta o conferma da parte della famiglia all’eventuale
frequenza dell’alunno al corso ad Indirizzo Musicale, utilizzando il modulo predisposto. I candidati risultati idonei
procedono all’iscrizione on line indicando l’ordine di preferenza in ognuno dei 4 strumenti .
Art. 85- SESSIONE RISERVATA , SUPPLETIVA
Non sono previste sessioni riservate per l’espletamento della prova attitudinale al di fuori delle sessioni ordinarie.
Gli alunni (sia interni all’Istituto Comprensivo che provenienti da altri Istituti) che risulteranno assenti nelle giornate
calendarizzate per l’espletamento della prova attitudinale o in caso di ulteriori domande pervenute entro i termini
di chiusura delle iscrizioni on line, saranno riconvocati in un’unica sessione suppletiva da espletarsi entro i dieci
giorni successivi alla data di chiusura delle iscrizioni.
Art. 86- PRIMA GRADUATORIA PROVVISORIA
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Al termine delle operazioni precedenti viene pubblicata sul sito istituzionale dell’Istituto Comprensivo una prima
graduatoria provvisoria.
Entro 2 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria provvisoria è ammessa rinuncia scritta da parte della
famiglia alla frequenza dell’alunno al corso ad Indirizzo Musicale, utilizzando il modulo predisposto.
Art. 87- GRADUATORIA DEFINITIVA E SCORRIMENTO
Al termine di tutte le operazioni, viene pubblicata la graduatoria definitiva.
Entro 2 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria definitiva è ammessa rinuncia scritta da parte della
famiglia alla frequenza dell’alunno al corso ad Indirizzo Musicale, utilizzando il modulo predisposto. In caso di
rinuncia, si procede allo scorrimento della graduatoria per completare la formazione della classe. In questo caso,
le famiglie interessate saranno avvisate telefonicamente o, in caso di impossibilità di contatto, tramite mail. Le
ulteriori rinunce sulla base dello scorrimento devono essere comunicate in forma scritta entro le 24 ore successive
alla comunicazione di scorrimento, utilizzando il modulo predisposto.
Art. 88- DURATA DEL CORSO
Trattandosi di materia curricolare, il corso ha durata triennale con frequenza obbligatoria e gratuita. Non è
possibile recedere dal corso o cambiare classe di strumento per tutta la durata del triennio. Non sono ammesse
rinunce al Corso di Strumento Musicale nelle classi seconde e terze se non per gravi e giustificati motivi di salute,
attraverso presentazione di certificato medico attestante l’impossibilità fisica allo studio dello strumento. Non
sono ammessi passaggi da uno strumento all’altro.
In caso di trasferimenti di alunni in altra scuola, il posto resosi disponibile non viene occupato.
Art. 89- ORGANIZZAZIONE DELLA CLASSE E DELLE LEZIONI DI STRUMENTO
Gli alunni del corso di strumento sono inseriti in un’unica sezione (E); le lezioni si svolgono dal lunedì al sabato
compreso e studiano come seconda lingua il francese.
Ogni alunno frequenta, oltre alle 30 ore antimeridiane, un tempo scuola aggiuntivo pomeridiano di 2,40 ore così
suddivise:
-una lezione individuale di strumento* di circa 40 minuti;
-una lezione di gruppo per classe di strumento (musica d’insieme, teoria e solfeggio, ear training...) di 1 ora;
-una lezione di orchestra con tutta la classe di appartenenza di 1 ora.
*Le lezioni di strumento sono tenute nell’orario pomeridiano dal lunedì al venerdì, collocate tra le 13,15 e le 18,30.
Gli orari delle lezioni individuali vengono concordati direttamente con il docente di strumento. Le assenze dalle
lezioni di strumento devono essere giustificate come per le altre materie e rientrano nel calcolo delle ore di
frequenza obbligatorie per la validità dell’anno scolastico.
Nei giorni di lunedì –mercoledì –venerdì è in funzione il servizio mensa.
Art. 90- IMPEGNO RICHIESTO
Similmente alle altre materie anche lo strumento musicale richiede un’applicazione costante e l’esercizio
quotidiano. L’impegno va di pari passo con le attitudini personali e con il livello di competenza ed è progressivo nel
tempo. Inizialmente si richiede un impegno domestico quotidiano di almeno 30 minuti.
Art. 91- ATTIVITA’ MUSICALE
La frequenza del corso ad Indirizzo Musicale comporta in corso d’anno lo svolgimento delle seguenti attività: saggi,
concerti, manifestazioni e concorsi musicali. Tali attività organizzate dalla scuola potranno richiedere per la loro
realizzazione la collaborazione delle famiglie.
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Art. 92- COMODATO D’USO GRATUITO DEGLI STRUMENTI
La scuola fornisce in comodato gratuito gli strumenti musicali per le classi di flauto, chitarra e percussioni. E’
previsto un contributo annuale di € 10 per le spese di manutenzione degli strumenti musicali.
Gli alunni frequentanti la classe di pianoforte, che non possiedono lo strumento a casa, hanno la possibilità di
esercitarsi a scuola, previo accordo con la Dirigenza e i docenti. Si esige da parte di tutti il massimo rispetto delle
costose attrezzature e degli strumenti: i danni arrecati per incuria o a seguito di comportamenti irresponsabili
dovranno essere risarciti a titolo personale.
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PARTE OTTAVA
REGOLAMENTO PER L’UTILIZZO DELLA RETE INFORMATICA D'ISTITUTO
Art. 93- NORME GENERALI
1. Ogni anno scolastico il Dirigente Scolastico individua i Responsabili della rete e dei laboratori d'informatica.
2. Il calendario delle lezioni con utilizzo dei laboratori e delle postazioni di informatica deve essere stabilito dagli
incaricati della stesura dell'orario all'inizio di ogni anno scolastico in coordinamento con il Responsabile.
3. L'accesso ai laboratori e/o alle postazioni di informatica in altri momenti deve essere autorizzato e
concordato con la D i r i g e n z a o con il Responsabile. I collaboratori scolastici riceveranno il calendario con
le autorizzazioni.
4. Quando si entra in laboratorio si deve accertare che tutto sia in ordine. Ove si riscontrassero
malfunzionamenti o mancanze ci si dovrà riferire prontamente, senza manipolare alcunché, al Responsabile o alla
Dirigenza.
5. La richiesta ed il conseguente spostamento di apparecchiature multimediali in altro laboratorio o in aula,
se non previsto nel piano orario di utilizzo, deve essere richiesto con congruo anticipo al Responsabile.
6. Gli allievi devono sistemare gli zaini in zona del laboratorio che non impedisca un regolare sfollamento e
non si arrechi danno agli impianti, altrimenti devono lasciarli fuori in corridoio.
7. Non è possibile cambiare di posto le tastiere, le stampanti, i mouse, le casse o qualunque altra
attrezzatura o stampato senza autorizzazione del Responsabile.
8. Il personale e gli allievi dovranno aver cura di rispettare le procedure corrette di accensione, di utilizzo e
di spegnimento delle macchine. Non è consentito consumare cibi e bevande nei laboratori.
9. E' possibile l'utilizzo di Pen Drive, Floppy-Disk, CD o DVD personali solo previa autorizzazione del
Responsabile.
10. Prima di uscire dal laboratorio occorre accertarsi che le sedie siano al loro posto, che non vi siano rifiuti e
che tutte le apparecchiature elettriche siano spente.
11. La violazione delle presenti norme potrà comportare la temporanea o permanente sospensione
dell'accesso ad internet e/o alle risorse informatiche.
Art. 94- POLICY D’ISTITUTO
1. Falsificazioni e imbrogli non sono comportamenti approvati dall'Istituzione Scolastica.
2. E' vietato cancellare o alterare file presenti in tutti gli hard disk delle macchine.
3. Gli utenti possono utilizzare le postazioni dell'Istituto per accedere in Internet solo per scopi didattici.
4. I software installati sono ad esclusivo uso didattico. Chiunque abbia bisogno di aggiornamenti o nuovi
applicativi da acquistare deve farne richiesta al Responsabile.
5. Non è possibile effettuare copie del software presente nelle postazioni salvo autorizzazione del
Responsabile e solo nel caso si tratti di free software.
6. Non è possibile utilizzare e/o installare software diverso da quello di cui la scuola è regolarmente dotata di
licenza di utilizzo. Si richiama l'osservanza delle norme per il rispetto del diritto d'autore e del copyright.
6. E' vietato adottare comportamenti che possano interferire con la privacy e con la libertà di espressione.
7. Non si devono inviare ad alcuno fotografie personali o filmati relativi ad amici o compagni.
8. E' vietato connettersi a siti proibiti.
9. Il software reperibile sulla rete può essere coperto da brevetti e/o vincoli di utilizzo di varia natura.
Chiedere sempre al Responsabile prima di scaricarlo, utilizzarlo, modificarlo o redistribuirlo in qualunque modo
e sotto qualunque forma.
10. E' vietato tentare di alterare le impostazioni standard delle macchine (computer).
11. E' vietato utilizzare le postazioni per arrecare molestie.
12. In rete occorre sempre rispettare tutti i vincoli di legge.
13. Comportamenti palesemente scorretti da parte di un utente, quali violare la sicurezza di archivi e computer
della rete, violare la privacy di altri utenti della rete leggendo o intercettando la posta elettronica loro destinata,
compromettere il funzionamento della rete e degli apparecchi che la costituiscono con programmi (virus,
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trojan horses, ecc.) costruiti appositamente, costituiscono dei veri e propri crimini elettronici e come tali sono
punibili.
Art. 95- ACCOUNT
1. Gli allievi accederanno alla rete tramite un account di classe o macchina e dei diritti da esso gestiti a cura del
Responsabile.
2. Il personale può acquisire il diritto all'accesso alla rete completo, locale o remoto, richiedendolo al
Responsabile previa autorizzazione del DS.
3. Verificata la disponibilità di prese per la connessione fisica e di indirizzi di rete, qualunque dipendente
dell'istituto può richiedere di connettere alla rete locale dell'Istituzione Scolastica altri calcolatori utili per le
proprie attività didattiche.
Art. 96- INTERNET
1. Il Responsabile coordina la configurazione del software di navigazione con limitazione ai siti proibiti.
2. E' vietato alterare le opzioni del software di navigazione.
3. L'utilizzo di Internet è disciplinato dal docente di classe; il servizio è comunque da utilizzare per soli scopi
didattici e di ricerca.
4. L'Istituzione Scolastica possiede un sito web per il quale è stato nominato un Referente. E' possibile
richiedere la pubblicazione sul sito di rubriche o pagine: la richiesta verrà vagliata ed eventualmente autorizzata
dal referente. La pubblicazione in rete di nomi o foto di allievi è possibile previa liberatoria da parte dei
genitori e possibilmente si cercherà di sfocare, con gli appositi software di ritocco fotografico, i volti.
5. Il referente del sito web dell'Istituzione ne assicura l’aggiornamento a intervalli regolari ravvicinati.
6. I docenti possono utilizzare i servizi di internet anche in orario extrascolastico dalle postazioni presenti
nell'aula docenti ma sempre ed esclusivamente per scopi didattici e non personali.
7. Chiedere sempre l’autorizzazione alla dirigenza prima di iscriversi a concorsi o simili o prima di riferire
l'indirizzo della scuola.
8. Riferire al Responsabile o al docente d'aula se qualcuno visualizza o invia immagini o contenuti che
infastidiscono.
9. Se qualcuno su internet chiede un incontro di persona, riferirlo al docente d'aula.
10. Il docente d'aula dà agli allievi chiare indicazioni su come devono utilizzare internet e li informerà che le loro
navigazioni saranno monitorate.
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PARTE NONA
REGOLAMENTO PER L’UTILIZZO DEL REGISTRO ELETTRONICO
Art. 97- PREMESSA
Con il decreto legge n. 95/2012 contenente “Disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica”,
convertito dalla legge n. 135/2012, viene dato un ulteriore impulso al processo di dematerializzazione che, nella
scuola riguarda:
le iscrizioni da effettuare con modalità on-line;
la pagella in formato elettronico, con la stessa validità legale del documento cartaceo, da rendere
disponibile
per le famiglie sul web o tramite posta elettronica o altra modalità digitale;
i registri on line;
l’invio delle comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico.
Che le scuole avrebbero dovuto attrezzarsi per proprio conto risultava chiaro dalla nota del ministero n.1682/2012
secondo cui l’anno scolastico 2012-2013avrebbe rappresentato un periodo di transizione durante il quale le scuole
si sarebbero attivate per realizzare al meglio il cambiamento.
In quella fase il ministero ha stipulato un accordo di massima aperto a tutti i fornitori di software che volessero
aderirvi, per la gestione delle attività delle segreterie amministrative e didattiche delle scuole, per garantire la
trasferibilità dei dati, generati dalle applicazioni che gestiscono i vari processi soggetti a dematerializzazione, verso
il sistema informativo centrale del ministero. Alle scuole è spettato, nell’esercizio della loro autonomia, di valutare
al meglio, sia dal punto di vista della funzionalità dei pacchetti sia dal punto di vista della convenienza economica,
le proposte disponibili, che una volta adottati sono divenuti vincolanti nella compilazione da parte dei docenti
relativamente a TUTTE LE SEZIONI cui il software si compone.
Art. 98- REGISTRO PERSONALE DEL DOCENTE
Il registro personale attraverso il quale il docente raccoglie le annotazioni sul processo di apprendimento degli
alunni, è un documento utile nelle operazioni del consiglio di classe in sede di espressione di scrutinio.
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 208196 del 1997 ha chiarito in modo definitivo che il registro di classe è
un atto pubblico “in quanto posto in essere dal pubblico ufficiale nell’esercizio della sua pubblica attività e
destinato a fornire la prova di fatti giuridicamente rilevanti, costitutivi di diritti e obblighi attraverso la quotidiana
annotazione della presenza”.
In caso di assenza del coordinatore di classe nel giorno degli scrutini, subentreranno: per la Scuola Secondaria il
docente segretario (con proprio codice e password), per la Scuola Primaria il docente di matematica (con proprio
codice e password) che ne faranno le veci.
Nei periodi di sospensione delle attività didattiche (festività natalizie e pasquali) il blocco del RE (Registro
Elettronico) verrà posticipato di n.6 giorni.
Art. 99- SCELTA DELLE APPLICAZIONI
La informatizzazione delle procedure scolastiche va ben al di là della semplice digitalizzazione dei registri cartacei e
consente:
di trattare le informazioni tipicamente presenti nel registro di classe e del professore (assenze, giustificazioni,
provvedimenti disciplinari, argomenti svolti, valutazioni, etc.)
di facilitare le comunicazioni con le famiglie mediante l’accesso riservato ad informazioni quali assenze degli
alunni, valutazioni, comunicazioni da parte dei docenti o della scuola, etc.
di realizzare un ambiente con nuove funzionalità rivolte alla didattica quali comunicazione dei compiti per casa,
messa a disposizione di materiale didattico, gestione dei compiti per casa e di classe, etc. fino alla realizzazione di
vere e proprie classi virtuali.
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Art. 100- REGISTRO ELETTRONICO PER LE FAMIGLIE
A partire dal mese di febbraio 2015 è offerta alle famiglie la possibilità della consultazione on line del RE (Registro
Elettronico) limitatamente all’area personale del proprio figlio, relativa ai giorni di assenza ed a i voti delle prove
scolastiche, caricati da parte dei docenti entro 15 gg. dall’espletamento delle prove stesse.
a) Per avviare la procedura (1^fase) è necessario che le famiglie ricevano l’ ID e la password di accesso (1 per
nucleo) che verrà loro comunicata all’indirizzo mail che cortesemente si chiede di indicare nel tagliando qui
riportato.
b) ESCLUSIVAMENTE nel caso di situazioni familiari in regime di separazione/divorzio/affido disgiunto del
minore in cui sia necessario l’invio di due password (una per la madre, una per il padre) si chiede di indicare
entrambe le mail.
Ultimata la fase di raccolta delle mail dei nuclei familiari viene di seguito indicata la procedura che le famiglie
dovranno seguire per ricevere l’ID UTENTE e la PASSWORD con cui potersi collegare al R.E.
1) Collegarsi al sito web www.axiositalia.com
2) Sul lato in altro a destra compare la finestra RE REGISTRO ELETTRONICO, cliccare su ACCESSO
3) Compaiono 3 finestre: NOME- CODICE FISCALE-INDIRIZZO: nella finestra NOME digitare PASSIRANO e
cliccare a destra su SELEZIONA
4) Cliccare a destra sul link FAMIGLIE nella tabella che riporta i dati dell’Istituto Comprensivo
5) Aggiungere nei PREFERITI la pagina che si visualizza
6) Cliccare sul rettangolo marrone R.E. REGISTRO ELETTRONICO- ACCESSO RISERVATO ALLE FAMIGLIE
7) Inserire nella finestra CODICE UTENTE/ INDIRIZZO MAIL l’indirizzo e-mail comunicato in segreteria e cliccare
su PASSWORD DIMENTICATA
8) A breve verrà comunicato nella casella di posta elettronica della vostra e-mail l’ID UTENTE e la PASSWORD
9) Per accedere al REGISTRO ELETTRONICO, tornare nella pagina web in cui si è inserita la propria e-mail
10) Inserire CODICE UTENTE e PASSWORD e premere LOGIN.
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PARTE DECIMA
ALLEGATI
ALL. A PROTOCOLLO D’INTESA
Protocollo d'intesa tra il Comune di Passirano, il Comune di Paderno Franciacorta e l'Istituto Comprensivo di
Passirano sulle responsabilità, competenze, modalità di funzionamento e risorse per le Scuole del territorio.
L’anno duemilaquindici il giorno sette del mese di luglio, presso le sedi dei contraenti
PREMESSO
che a seguito del Piano di dimensionamento, dell'autonomia didattica e dell'acquisizione della personalità
giuridica, l'Istituto Comprensivo di Passirano comprende sul territorio dei Comuni le seguenti scuole:
Scuola Primaria: plessi di Passirano, Camignone, Monterotondo e Paderno;
Scuola Secondaria di 1°grado: plessi di Passirano e Paderno;
che permangono in capo agli Enti locali le funzioni amministrative inerenti i servizi di assistenza scolastica;
che, a seguito del decentramento delle competenze dallo stato agli enti locali, sono state trasferite a questi ultimi
le competenze relative alla rete scolastica (DL n. 112/98);
che le istituzioni scolastiche singolarmente, collegate in rete o tra loro consorziate, realizzano ampliamenti
dell'offerta formativa che tengano conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico del
territorio comunale a favore dei propri alunni, e coordinandosi con le eventuali iniziative promosse dai Comuni
singolarmente o collegati con altre Amministrazioni, a favore della popolazione giovanile e degli adulti;
che la scuola mantiene una posizione autonoma rispetto al proprio progetto formativo (POF), aperta al
contributo di tutti, in un’ottica di sintesi fra le esigenze locali e gli obiettivi del sistema d’istruzione
CONSIDERATO
che è interesse comune garantire un’efficace, puntuale e corretta gestione del servizio scolastico riferito anche
all’educazione degli adulti;
che le parti intendono la scuola nella sua accezione più ampia e che nel rispetto delle singole autonomie, la
scuola è un sistema complesso formato dall’Istituto Statale e dai soggetti autonomi, senza alcuna
discriminazione, presenti sui territori comunali di Passirano e Paderno;
che in vista delle iscrizioni annuali, il consiglio d’Istituto delibera i criteri di accoglienza dei non residenti, fino
a disponibilità dei posti (C.M. 110 dicembre 2007 e C.M. 4 gennaio 2009);
che la scuola si riconosce nelle comunità di Passirano e Paderno, come soggetto che interagisce con tutte le
istituzioni pubbliche, con altre agenzie formative e con i soggetti d'impresa;
che, a tal fine, risulta opportuno sottoscrivere un’intesa per favorire lo svolgimento delle necessarie relazioni da
realizzarsi a livello locale tra l'Istituto Comprensivo e i Comuni di Passirano e Paderno, per individuare i servizi
necessari e le occorrenti risorse;
LE PARTI CONVENGONO SU QUANTO DI SEGUITO ARTICOLATO
Articolo 1 - Finalità del protocollo d'intesa
Con l’adozione del Protocollo d’intesa Il Comune di Passirano, il Comune di Paderno e l’Istituto Comprensivo
intendono individuare tra le Parti le responsabilità, le competenze, le modalità di funzionamento e le risorse
strutturali, strumentali ed umane per promuovere, migliorare e sviluppare il sistema scolastico sul territorio
nel rispetto delle autonomie di ogni istituzione.
Il Protocollo d’Intesa, fermo restando tra le Parti le reciproche competenze che derivano dalla
normativa di riferimento, si richiama ai principi della responsabilità, della sussidiarietà e della buona
amministrazione nell’interesse del cittadino e, in particolare, degli alunni e delle loro famiglie.
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Articolo 2 - Ruolo della scuola
La scuola riveste un ruolo cruciale rispetto alla vita dei bambini e dei ragazzi, delle loro famiglie e, quindi, della
comunità, per il presente e per il futuro, sia per gli aspetti di apprendimento e di istruzione che di educazione e
formazione. La scuola si impegna a collaborare attivamente con i Comuni di Passirano e Paderno in materia di
educazione e formazione prevista dalla normativa vigente.
Articolo 3 - Ruolo dell’Amministrazione
Le Amministrazioni Comunali, che si avvalgono della collaborazione ed organizzazione della scuola per
rispondere a quanto previsto dalla normativa in materia di formazione, si impegnano a sostenere lo sforzo della
scuola atto a favorire un positivo sviluppo scolastico sociale e individuale di tutti i bambini e ragazzi, in base al
principio delle pari opportunità.
Articolo 4 - Piano dell’Offerta Formativa
Ai sensi del DPR. 8 marzo 1999 n. 275 il Piano dell’Offerta Formativa è il documento fondamentale
costitutivo dell’identità culturale e progettuale dell'Istituto Comprensivo che esplicita la progettazione
curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro
autonomia.
Il P.O.F. è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi e riflette le
esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, anche tenendo conto della
programmazione territoriale dell’offerta di altre agenzie formative.
Attraverso il POF l'autonomia scolastica costruisce le condizioni giuridiche, organizzative, professionali e di
relazione per rendere flessibile l'attività educativa e per migliorarne così l'efficacia.
Il P.O.F. è elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e
delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal Consiglio di Istituto, tenuto conto delle
proposte e dei pareri formulati dagli organismi comunali e dai genitori attraverso gli organismi competenti.
L'Istituto Comprensivo individua gli obiettivi formativi e gli strumenti per raggiungerli e le procedure di
autovalutazione e di verifica.
Il P.O.F. è adottato dal Consiglio d’Istituto, reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all’atto
dell’iscrizione su richiesta e trasmesso per conoscenza ai Comuni di Passirano e Paderno Franciacorta.
In funzione del tema proposto, per permettere una collaborazione efficace con il territorio, le Amministrazioni,
le agenzie formative, le associazioni, saranno invitate a partecipare al Consiglio d’Istituto.
Articolo 5 - Rapporti con le scuole dell’Infanzia convenzionate e autonome e le agenzie formative del
territorio
I Comuni e l'Istituto Comprensivo, ognuno per le proprie competenze, promuovono e definiscono
rapporti di collaborazione attiva con le Scuole dell’infanzia autonome e le altre agenzie formative del
territorio.
Articolo 6 - Assistenza agli alunni con disabilità
L’attività di assistenza di base agli alunni con disabilità, per gli aspetti di competenza della Scuola, è
assicurata dai collaboratori scolastici dell'Istituto Comprensivo, nei limiti di quanto previsto dalla normativa
vigente.
Restano invece nella competenza dei Comuni i compiti di "assistenza ad personam" agli allievi con disabilità non
in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita, da svolgersi con personale qualificato sia
all’interno che all’esterno all’Istituzione scolastica. Tali figure sono individuate nel rispetto dell’accordo di
programma provinciale 2011/2016.
La quantificazione dell’Assistenza ad Personam, relativa ad ogni singola richiesta, verrà determinata previo
confronto tra l’Ente Locale e l’Istituto Comprensivo, così come la possibilità di confermare la continuità delle
figure professionali.
Al fine di conseguire il coordinamento degli interventi svolti dai Comuni a favore delle persone con disabilità
con i servizi sociali, sanitari, educativi, del tempo libero, di integrazione e di
occupazione operanti nell’ambito comunale, sono previsti periodici incontri tra il responsabile dei Servizi Sociali
comunali, della scuola, e di altre agenzie e enti presenti sul territorio.
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Articolo 7 - Alunni stranieri
I Comuni e l'Istituto Comprensivo, ognuno per le proprie competenze, promuovono specifiche iniziative di
accoglienza e di accompagnamento, finalizzate alla migliore integrazione degli alunni stranieri.
In particolare i Comuni, a seguito di specifiche disponibilità economiche, si impegnano a predisporre
interventi di alfabetizzazione a favore degli stranieri residenti nel proprio comune.
Articolo 8 - Educazione degli adulti
In base alle normative vigenti, le Parti si impegnano a promuovere e favorire iniziative nei confronti degli
adulti (vedi Scuola Civica di Educazione Permanente a Passirano), anche in collaborazione con altri enti e
agenzie formative, nel rispetto del principio della formazione continua e dell’educazione degli adulti.
Articolo 9 - Orientamento scolastico/professionale e prevenzione della dispersione scolastica
Le parti si impegnano a promuovere e sostenere iniziative di orientamento scolastico e o professionale,
finalizzate alle pari opportunità d’istruzione e alla prevenzione della dispersione scolastica. La scuola attiva
progetti specifici di orientamento, anche in rete di scuole; i Comuni, in base al D.Lgs 112/98, si impegnano
a concordare con la scuola e sostenere economicamente tali attività, nei limiti finanziari previsti nel “Piano
per il Diritto allo Studio”.
Articolo 10 - Qualità della vita nell’infanzia e adolescenza
I Comuni di Passirano e Paderno concordano con l’Istituto Comprensivo e sostengono specifici interventi, nei
limiti finanziari previsti nel “Piano per il Diritto allo Studio”, anche in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale
per la prevenzione del disagio.
Articolo 11 - Conoscenza e tutela del Territorio
Le parti si impegnano a promuovere e sostenere iniziative volte alla conoscenza e alla valorizzazione del
proprio territorio. In particolare i Comuni si impegnano a sostenere nel “Piano per il Diritto allo Studio”, progetti
inerenti il territorio.
Articolo 12 - Attività musicali
Le parti si impegnano a promuovere e sostenere, nei limiti finanziari previsti nel “Piano per il
Diritto allo Studio”, iniziative a carattere musicale rivolte a tutti gli alunni.
I Comuni si impegnano, tramite le Associazioni convenzionate, in sintonia con l’Istituto
Comprensivo, a sviluppare e sostenere economicamente il “Progetto musica” con interventi specifici di
educazione musicale rivolti agli alunni delle Scuole Primarie, a valutare altre forme di collaborazione e a sostenere
la sezione ad indirizzo musicale della Scuola Secondaria di primo grado
Articolo 13 - Attività in reti di scuole
La scuola si impegna ad attivare o aderire a progetti in rete di scuole finalizzati al miglioramento dell’offerta
formativa in accordo con gli Enti Locali.
I Comuni si impegnano a sostenere con continuità, nei limiti finanziari previsti nel “Piano per il Diritto allo
Studio, tali attività.
Articolo 14 - Gemellaggi e iniziative di solidarietà e scambio
I Comuni e l’Istituto Comprensivo si impegnano, nel rispetto delle proprie competenze e della propria
autonomia, ad informare le Parti e a sostenere reciprocamente, nei limiti finanziari previsti nel Piano per il
Diritto allo studio, i gemellaggi e le iniziative analoghe con altri Enti o con scuole pubbliche e private italiane e
straniere finalizzate a promuovere occasioni di incontro e di confronto tra alunni, genitori e docenti rispetto a
interventi di solidarietà, conoscenza reciproca, cooperazione, gemellaggio e scambio con specifiche realtà
esterne, anche a carattere Internazionale. Le Parti concordano, qualora necessario, il programma e
definiscono gli aspetti organizzativi, gestionali ed economici.
Articolo 15 - Diritto allo studio
I Comuni, richiamata la normativa statale e regionale, nei limiti delle disponibilità di bilancio, garantiscono a
tutti gli alunni e alle loro famiglie, nel pieno rispetto dei principi di inserimento sociale, i servizi e le
prestazioni del diritto allo studio, come meglio declinate nella presente intesa e nelle deliberazioni assunte
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dall'Amministrazione Comunale tramite gli Assessorati alla Pubblica Istruzione, alle Politiche Giovanili e Servizi
Sociali:
- servizio di trasporto (solo comune di Passirano);
- servizio di refezione scolastica;
- assistenza ad alunni con disabilità o di particolare disagio sociale, fisico o psichico;
- assistenza economica a favore delle famiglie a basso reddito;
- fornitura libri di testo (per le sole Scuole Primarie);
- finanziamento alla scuola per materiali, sussidi, progetti del P.O.F., spese di funzionamento o altre attività
concordate.
L'Istituto Comprensivo si impegna a segnalare ai competenti uffici Comunali eventuali situazione di
precarietà e/o disagio degli alunni e delle loro famiglie per accedere alle prestazioni erogate
dall'Amministrazione Comunale o da altri Enti ai sensi della normativa del diritto allo studio.
Articolo 16 - Finanziamento alla scuola
La scuola si impegna a richiedere il finanziamento del diritto allo studio entro il 30 giugno di ogni anno.
I Comuni e l’Istituto Comprensivo valuteranno in accordo le richieste presentate e le Amministrazioni
Comunali si impegnano a comunicare, possibilmente entro fine settembre il fondo stanziato e ad erogare il
finanziamento accordato alla scuola in tre rate, la prima entro il 30 ottobre, la seconda, entro il 31 marzo, per
un ammontare pari all’80% del finanziamento accordato; il saldo previa presentazione del Bilancio Consuntivo.
Articolo 17 - Servizi a domanda individuale
E’ a totale discrezione dei Comuni individuare le tipologie dei servizi scolastici comunali, tra cui la refezione,
l’accoglienza anticipata e il trasporto, che richiedono da parte dell’utenza il pagamento di rette.
Articolo 18 - Servizio Trasporto scolastico
Il Comune di Passirano si impegna ad organizzare il servizio di trasporto scolastico compatibilmente con le
disponibilita’ di bilancio.
L’ente valutera’ l’opportunita’ di erogare il servizio, tenendo conto dei costi derivanti dalla necessita’ di
armonizzare le esigenze dell’utenza con gli orari scolastici deliberati dal consiglio d’istituto.
E’ possibile istituire modalità alternative di andata e ritorno da scuola attraverso apposito progetto
denominato “PIEDIBUS”.
Articolo 19 - Vigilanza degli alunni extra orario scolastico
In relazione alle esigenze del trasporto scolastico di competenza comunale, il comune assicura brevi periodi di
accoglienza anticipata degli alunni delle scuole primarie.
E’ facoltà delle Amministrazioni comunali interessate attivare, con proprio personale o avvalendosi della
disponibilità di terzi, servizi di accoglienza anticipata degli alunni delle scuole primarie (per un massimo di 30
minuti antecedenti l’orari di inizio delle lezioni).
Articolo 20 - Servizio di refezione scolastica
I Comuni provvedono, con proprio personale ed eventualmente affidandolo a terzi, alla realizzazione e alla
gestione del servizio di refezione scolastica a favore degli alunni e del personale docente e non docente
(preposto alla sorveglianza) dell'Istituto Comprensivo.
I Comuni si obbligano ad assicurare il rispetto della normativa vigente (prescrizioni e procedure operative,
certificazioni sanitarie prescritte e altri adempimenti connessi) per il rispetto delle norme di igiene e di
sicurezza.
Ai Comuni spettano le sotto elencate competenze:
- ricevimento dei pasti;
- predisposizione del refettorio;
- preparazione dei tavoli per i pasti;
- scodellamento e distribuzione dei pasti;
- pulizia e riordino dei tavoli dopo i pasti;
- gestione dei rifiuti;
- lavaggio e riordino stoviglie.
Sono, invece, di competenza dell'Istituto Comprensivo:
la comunicazione giornaliera alla Ditta incaricata, del numero e della tipologia dei pasti necessari,
secondo le modalità organizzative concordate con l'Amministrazione Comunale;
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- l’ordinaria vigilanza e l’assistenza agli alunni durante la consumazione del pasto, ove occorra, in relazione a
specifiche esigenze;
- la pulizia dei locali scolastici adibiti a refettorio.
Eventuali compiti sopraelencati o non compresi nella presente intesa effettuati dal personale comunale o da
quello scolastico, al di fuori delle rispettive competenze, saranno oggetto di ulteriore accordo.
Articolo 21 - Commissione mensa
Vengono istituite due Commissioni mensa (una per Comune) composte dai rappresentanti dei genitori di utenti
del servizio, da docenti e personale A.T.A. dell’Istituzione Scolastica, eletti ogni tre anni, e dai rappresentanti
dell'Amministrazione Comunale. Le Commissioni mensa, dotate di un proprio regolamento, sono un organo
propositivo e consultivo allo scopo di monitorare complessivamente il servizio di refezione scolastica e di
essere propositive in merito ad iniziative di educazione alimentare.
Articolo 22 - Interventi di sussidio a favore degli studenti di scuola primaria e secondaria di 1° grado
La Regione Lombardia ha istituito il sistema dote scuola che racchiude in un unico strumento la pluralità dei
contributi regionali di supporto alle famiglie nelle spese sostenute per l’istruzione.
Gli studenti interessati, aventi i requisiti stabiliti dalla Regione e adeguatamente pubblicizzati dalle
Amministrazioni Comunali, potranno accedere ai benefici economici loro riservati.
Restano confermate le rispettive competenze e procedure dei Comuni e dell’Istituto Comprensivo, per
i libri di testo degli alunni della scuola primaria.
Articolo 23 - Ufficio Istruzione
L’Ufficio Istruzione di ciascun Comune è l'unità operativa competente ad assicurare i rapporti gestionali ed
organizzativi con l'Istituto Comprensivo, nonché a fornire ogni necessaria informazione per garantire le
attività scolastiche.
Articolo 24 - Biblioteca Civica e Istituto Comprensivo
Le Parti si impegnano ad individuare modalità per garantire sinergie tra la Biblioteca Civica e l’Istituzione
Scolastica, allo scopo di avvicinare gli alunni e l'intera popolazione alla lettura e alla ricerca, nonché a fornire
specifici materiali in tema di didattica al personale docente. A tal fine prima dell’inizio di ogni anno
scolastico Scuola e Biblioteca concordano le modalità organizzative e gestionali per raggiungere tali
obiettivi.
In questa ottica il Comune di Passirano si impegna a realizzare il “Progetto Biblioteca” mettendo a disposizione,
durante l’orario scolastico mattutino sulla base di un calendario e di un programma da concordare, il
servizio trasporto per le Scuole Primarie di Camignone e Monterotondo per le visite alla Biblioteca Civica.
Articolo 25 - Autonomia scolastica - Calendario e orario scolastico Riconosciuto il valore dell’autonomia
scolastica, è lasciata alla gestione autonoma delle varie scuole, in raccordo con gli Enti territoriali erogatori
dei servizi scolastici, la calendarizzazione dell’attività didattica tenendo conto della specifica delibera regionale.
L’Istituto Comprensivo si impegna a trasmettere, in tempi adeguati per l’organizzazione dei servizi connessi
all’attività didattica, il calendario scolastico.
L'orario scolastico e l'articolazione della settimana delle scuole di ogni ordine e grado farà riferimento alla
normativa di competenza delle singole istituzioni, dovrà essere preventivamente concordato con i Comuni al
fine di verificarne la rispondenza al servizio di trasporto e di ristorazione scolastica, e sarà definito entro la
fine del mese di giugno, per l’anno scolastico successivo.
Articolo 26 - Uso delle strutture scolastiche in periodi di interruzione delle attività didattiche
I Comuni e l'Istituto Comprensivo, subordinatamente all’emissione di appositi atti, autorizzano l’apertura delle
scuole in orario extra scolastico e durante i normali periodi di interruzione dell’attività didattica, allo scopo
di favorire lo sviluppo di attività educative, culturali, sociali e civili.
La Parte interessata all'organizzazione e alla gestione delle attività in orario extrascolastico si obbliga,
attraverso specifici accordi, a sostenere gli oneri relativi all'apertura e chiusura dei locali e alle pulizie, nonchè
alla copertura assicurativa.
Articolo 27 - Manutenzione ordinaria
I Comuni sono titolari degli interventi di manutenzione ordinaria a carico degli stabili adibiti alle attività
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scolastiche. Gli interventi possono essere realizzati dal personale comunale o affidati a terzi con modalità
organizzative tali da non ostacolare la normale attività didattica. I sopraluoghi e/o i piccoli interventi, tali da non
arrecare disturbo, possono essere effettuati anche durante le attività didattiche, previa comunicazione alla
segreteria dell’Istituto Comprensivo. I Comuni si impegnano a mettere a disposizione, durante l'anno
scolastico, personale qualificato che periodicamente provvederà agli interventi di piccola manutenzione. La
definizione, le modalità e l’entità degli interventi saranno concordati tra il Responsabile dell’Ufficio Tecnico
Comunale e l’ufficio di segreteria della scuola.
Il personale ausiliario della scuola provvede alla pulizia dei locali scolastici dopo gli interventi di manutenzione
ordinaria.
I Comuni provvedono alla manutenzione delle aree esterne di pertinenza degli edifici scolastici e la scuola
provvede alla pulizia delle stesse. In caso di nevicate la scuola provvede a rimuovere la neve che ostacola
l’accesso all’edificio scolastico, i comuni provvedono a fornire l’attrezzatura e il materiale idoneo.
Articolo 28 - Manutenzione straordinaria
I Comuni sono titolari degli interventi di manutenzione straordinaria a carico degli stabili adibiti alle attività
scolastiche e delle aree di pertinenza. Gli interventi possono essere realizzati dal personale comunale o
affidati a terzi con modalità organizzative tali da non ostacolare la normale attività didattica e da effettuare
generalmente durante la sospensione delle attività. I sopraluoghi possono essere effettuati anche durante le
attività didattiche, previa comunicazione alla segreteria dell’Istituto. Il piano di manutenzione straordinaria e di
riqualificazione edilizia e funzionale delle sedi sarà concordato con l'Istituto Comprensivo definendo, sulle
base delle risorse di bilancio, priorità degli interventi, modalità e tempi di esecuzione. I Comuni si
impegnano tramite il proprio Ufficio Tecnico, ad effettuare un'indagine sul patrimonio scolastico comunale, allo
scopo di individuare interventi di riqualificazione edilizia .
I Comuni provvedono alla rimozione di tutti i materiali relativi ai lavori di manutenzione straordinaria; per
gli interventi effettuati nel periodo estivo, la rimozione avviene di norma entro il 31 agosto.
Il personale individuato dall’Amministrazione Comunale provvede alla pulizia dei locali scolastici interessati dopo
ogni intervento di manutenzione straordinaria.
I Comuni si impegnano a far pervenire, all’inizio di ogni anno solare, l’elenco delle maestranze che effettueranno
gli interventi previsti.
Articolo 29 - Arredi, attrezzature e strumenti
E' compito dei Comuni, secondo gli stanziamenti di bilancio, predisporre gli acquisti e le forniture di arredi,
attrezzature e strumenti tecnologici per assicurare il normale funzionamento delle attività scolastiche.
Annualmente la segreteria scolastica predispone un elenco delle richieste da consegnare entro la fine
dell’anno scolastico al Comune affinché l’Amministrazione possa procedere agli acquisti entro l’avvio del nuovo
anno scolastico.
Arredi, attrezzature e strumenti forniti dal Comune sono di proprietà dello stesso che li affida in comodato
all’Istituto Comprensivo che ne risponde nei casi di danneggiamento e di improprio utilizzo.
Articolo 30 - Utenze
Sono di competenza dei Comuni tutte le spese relative all'allacciamento, manutenzione e gestione degli
impianti di riscaldamento, elettrici, idraulici, nonché il pagamento dei rispettivi consumi.
Sono compresi tra i consumi a carico dei Comuni quelli relativi alle utenze telefoniche, tra cui l'utilizzo di
Internet.
L’Istituto comprensivo assicura, richiamando il principio della buona amministrazione, un corretto utilizzo
di tali utenze, allo scopo di ridurre i costi di gestione e di evitarne un utilizzo improprio.
Articolo 31 - Prodotti per pulizie
I Comuni provvedono, all’interno del piano del diritto allo studio, allo stanziamento delle quote necessarie per
la pulizia degli edifici scolastici. Sono di competenza della scuola l’acquisto e la gestione annuale dei prodotti e
attrezzature.
Articolo 32 - Custodia dei locali, degli arredi e delle attrezzature
I Comuni affidano all'Istituto Comprensivo gli stabili e le relative pertinenze delle:
Scuola Primaria: plessi di Passirano, Camignone e Monterotondo;
Scuola Secondaria di primo grado di Passirano;
Scuola Primaria di Paderno;
Scuola Secondaria di primo grado di Paderno;
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che devono risultare idonei rispetto al funzionamento degli impianti, alla salubrità e sicurezza
dei locali, provvedendo durante il periodo delle vacanze alla manutenzione ordinaria e/o straordinaria,
compresi gli arredi e le attrezzature.
Le parti si impegnano periodicamente, e comunque entro il mese di giugno di ogni anno, ad effettuare
congiuntamente un sopraluogo dello stato dei locali, degli arredi e delle attrezzature.
Nel caso di manutenzione, tra le parti si concorderanno modalità e tempi di esecuzione, sulla base delle risorse
economiche stanziate sul Bilancio dell'Amministrazione Comunale. Periodicamente gli
Uffici Comunali
congiuntamente agli Uffici amministrativi dell'Istituto Comprensivo provvederanno alla verifica degli arredi e
delle attrezzature da richiedersi con le modalità di cui all’articolo 27.
L'Istituto Comprensivo si impegna tramite il proprio personale ad assicurare il corretto utilizzo e la salvaguardia
da uso improprio e/o vandalismi dei locali e delle cose ivi contenute. In caso di utilizzo locali per lo
svolgimento delle elezioni la responsabilità per l’uso degli stessi, della pulizia e della disinfezione dei servizi è
di competenza dell’Amministrazione Comunale
L’utilizzo dei locali da parte di persone esterne, per l’organizzazione di corsi, incontri, conferenze o altro,
sarà, di volta in volta, concordato tra Istituto Comprensivo e Comuni. Nella concessione per l’utilizzo dei locali
dovranno essere definite le modalità d’uso e l’assunzione di responsabilità. L’autorizzazione viene concessa
congiuntamente da Scuola e Amministrazione. Gli esterni si assumono la responsabilità dell’utilizzo dei locali
e attrezzature e rispondono dell’eventuale utilizzo improprio. In caso di utilizzo dei locali da parte
dell’Amministrazione Comunale la responsabilità della pulizia e la disinfezione dei servizi è di competenza
della stessa.
Articolo 33 - Sicurezza degli ambienti di lavoro
Ai Comuni spettano tutti gli oneri relativi all’assolvimento delle norme previste dalla normativa rispetto alla
sicurezza delle strutture. Il Dirigente Scolastico, nella sua veste di datore di lavoro, è responsabile degli
adempimenti di propria competenza nei termini previsti dalla normativa citata e successivi adeguamenti
(Decreto Legislativo 81 agosto 2008).
Articolo 34 - Comunicazioni agli alunni
L’Istituto Comprensivo assicura la distribuzione a tutti gli alunni delle Scuole di avvisi provenienti
dall’Amministrazione Comunale riguardanti i servizi scolastici (trasporti, mense, libri di testo, contributi, ecc.).
Assicura inoltre la distribuzione di tutti gli avvisi relativi ad iniziative dell’Amministrazione Comunale o
di Enti patrocinati dalla stessa, purchè privi di riferimenti economici (prezzi), in sintonia con il regolamento
predisposto dal Consiglio d’Istituto.
Articolo 35 - Convenzioni
Al fine di regolamentare i rapporti derivanti dallo svolgimento di specifiche attività individuate nel presente
protocollo d’intesa, le parti stipuleranno successivamente specifiche convenzioni per l'attivazione di singole
prestazioni. In tali convenzioni saranno ulteriormente dettagliati i servizi resi, e le relative modalità di
svolgimento, e sarà indicato il numero di unità che sono necessarie per l’effettuazione degli stessi servizi.
Articolo 36 - Validità e durata del protocollo
Il presente accordo produrrà effetti fino all’approvazione di nuovo accordo.
Letto dalle parti, le stesse ritengono il presente conforme alla loro volontà ed approvandone i contenuti lo
sottoscrivono con firma digitale ai sensi del comma 2-bis dell’articolo 15 della Legge 241/1990 (inserito dal DL
179/2012).
Per il Comune di Passirano
Il Sindaco Francesco Pasini
Per il Comune di Paderno Franciacorta
Il Sindaco Silvia Gares
Per l’Istituto Comprensivo di Passirano
Il Dirigente Scolastico Cristiana Ducoli
Regolamento Istituto
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ALL. B PROTOCOLLO ASL BRESCIA SOMMINISTRAZIONE FARMACI
PROTOCOLLO PER LA SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI E LA GESTIONE DI INTERVENTI CONNESSI A PATOLOGIE
CRONICHE A SCUOLA
Sottoscritto da
AZIENDA SANITARIA LOCALE DI BRESCIA e UFFICIO SCOLASTICO PER LA LOMBARDIA
UFFICIO XI – BRESCIA
in data 15 aprile 2011
ALLEGATI
scrizione del medico curante (pediatra di libera scelta o medico di medicina generale) alla
somministrazione di farmaci in ambito scolastico.
RIFERIMENTI NORMATIVI
necessitano di
somministrazione di farmaci in orario scolastico – MIUR e Ministero della Salute 25.11.2005
- Linee Guida sul diabete giovanile per favorire l’inserimento del
bambino diabetico in ambito scolastico
- Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale
Regolamento Istituto
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PROTOCOLLO PER LA SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI E LA GESTIONE DI INTERVENTI CONNESSI A PATOLOGIE
CRONICHE A SCUOLA
TRA
L’AZIENDA SANITARIA LOCALE DI BRESCIA, di seguito ASL, con sede legale in Brescia – Viale Duca degli Abruzzi, 15,
codice fiscale e partita IVA n. 03436310175, rappresentata dal Direttore Generale Dr. Carmelo Scarcella
e
L’UFFICIO SCOLASTICO TERRITORIALE, di seguito UST, con sede legale in Brescia – Via S. Antonio, 14 Mompiano,
codice fiscale n. 80049150172, rappresentato dal Dirigente Dr.ssa Maria Rosa Raimondi
Premesso che:
connessi a patologie acute e croniche sono da tempo all'attenzione delle istituzioni;
sulla centralità della persona e la conseguente consapevolezza
della priorità di tutelarne la salute e il benessere; pone altresì la necessità di adottare, in accordo tra i diversi attori,
un percorso d'intervento nelle singole situazioni;
tivo un Protocollo per la somministrazione dei farmaci a scuola, prodotto sulla base del “Progetto
Salute Scuola dell’Ospedale dei Bambini di Brescia”, concordato tra le Parti di cui sopra ed applicato nell’intero
territorio ASL;
nfermare che obiettivo principale del Protocollo è garantire il minor impatto possibile
della patologia e dei trattamenti connessi sulla qualità della vita del soggetto, anche nell’ambiente scolastico;
i applicazione del citato Protocollo, è necessario aggiornare
l’accordo attraverso una nuova condivisione del percorso, al fine di adottare modalità di intervento che, attraverso
la collaborazione e la condivisione di responsabilità tra tutti gli attori e le loro organizzazioni, permettano di
raggiungere l’obiettivo al di là di possibili carenze normative.
Preso atto che:
d’infanzia ed agli istituti di ogni ordine e grado. Le situazioni che si possono presentare sono riconducibili a:
1. emergenza imprevista in soggetto senza patologia nota;
2. manifestazione acuta correlata alla patologia cronica nota, che richiede interventi immediati;
3. terapia programmata ed improrogabile per il trattamento di patologia cronica;
l’ambito del primo soccorso aziendale dal D.Lgs. 81/08 e dal D.M.
388/03 e relativi indirizzi applicativi emanati nel gennaio 2005 dal Coordinamento Tecnico Interregionale della
Prevenzione nei Luoghi di Lavoro. Pertanto il presente Protocollo è definito per affrontare le situazioni che
rientrano nei soli casi 2. e 3.;
non croniche;
presente Protocollo, la proposta preliminare dello stesso è stata posta all’attenzione dei diversi Enti/Organizzazioni
di cui all’allegato 1, al fine di introdurre le opportune integrazioni e favorire la fattiva partecipazione delle diverse
componenti alla attuazione del Protocollo, nel rispetto delle proprie competenze;
- Azienda Regionale
Emergenza Urgenza, che valuterà l’eventuale necessità di intervento diretto.
Considerato che:
e, in ambito scolastico, necessitano di interventi connessi a patologie,
si configura generalmente come attività che non richiede il possesso di cognizioni specialistiche di tipo sanitario, né
l'esercizio di discrezionalità tecnica da parte dell'adulto che interviene;
specialista;
nell'ambito della più generale formazione prevista dal Decreto Legislativo 81/08 e dal D.M. 388/2003 in tema di
sicurezza nei luoghi di lavoro.
Regolamento Istituto
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Tutto ciò premesso
ASL e UST
convengono quanto segue:
Art. 1
Obiettivo del Protocollo
Permettere a tutti i bambini/ragazzi con patologie croniche che necessitano di interventi terapeutici programmati
in orario scolastico o di interventi in emergenza prevedibile, di vivere una vita la più normale possibile.
Art. 2
Percorso per la somministrazione di farmaci da parte di personale individuato dall’istituto scolastico
La somministrazione di farmaci per il trattamento di patologie croniche a scuola è riservata a situazioni eccezionali
ed improrogabili ed è organizzata secondo un percorso che, coinvolgendo il bambino/ragazzo, la famiglia, il medico
proponente, l’istituto scolastico, il medico curante ed il distretto socio sanitario, perviene alla definizione di
specifico progetto d'intervento. A tal fine ciascuna situazione proposta è oggetto di attento esame e confronto, se
necessario attraverso apposito incontro, tra tutti gli attori coinvolti, alla ricerca delle modalità di gestione più
appropriate.
Di seguito si illustrano le competenze dei singoli attori.
Regolamento Istituto
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Il dirigente scolastico:
orredata della prescrizione per la somministrazione rilasciata dal medico
di famiglia (allegato 3);
D.Lgs. 81/08 e D.M. 388/03), gli operatori scolastici (docenti, collaboratori scolastici) disponibili a somministrare i
farmaci. Il dirigente scolastico ha inoltre la possibilità, previo accordo con l’ufficio comunale preposto, di chiedere
la disponibilità di cui sopra al personale educativo/assistenziale comunale già operante nell’istituto. In assenza di
qualsiasi disponibilità, il dirigente scolastico chiede la collaborazione al direttore del distretto socio sanitario per
concordare un progetto d'intervento temporaneo e, allo stesso tempo, favorire lo sviluppo di disponibilità interne
all’istituto;
ministrazione dei farmaci
avvalendosi degli operatori individuati, opportunamente formati secondo quanto previsto nel successivo art. 4 e
della puntuale registrazione, su apposito diario, di ogni intervento effettuato (intervento, orario, dose, firma);
in occasione dei passaggi ad altra scuola, invita espressamente i genitori dello studente ad informare il dirigente
scolastico della scuola di destinazione e concorda la trasmissione della documentazione necessaria per la
continuità del progetto.
I genitori presentano richiesta al dirigente scolastico utilizzando il modulo (allegato 2) corredato della prescrizione
alla somministrazione rilasciata esclusivamente dal medico di famiglia (allegato 3). Si precisa che richiesta e
prescrizione hanno validità limitata all’anno scolastico nel corso del quale sono redatte. In caso di modifica della
terapia nel corso dell’anno, la precedente richiesta/prescrizione viene annullata e sostituita dalla nuova
richiesta/prescrizione.
Il medico di famiglia rilascia ai genitori, su loro richiesta ed eventualmente a seguito di proposta di medico
specialista, la prescrizione alla somministrazione del farmaco/i (allegato 3). I criteri a cui il medico di famiglia si
attiene nella prescrizione per la somministrazione di farmaci a scuola sono i seguenti:
modalità di somministrazione e di conservazione del farmaco;
Il modulo di prescrizione (allegato 3), deve contenere, esplicitati in modo chiaramente leggibile, senza possibilità
d'equivoci e/o errori:
- nome e cognome dell’alunno/a
- nome commerciale del farmaco
- dose da somministrare
- modalità di somministrazione e di conservazione del farmaco
- durata della terapia.
Il Distretto Socio Sanitario:
medico di famiglia interviene a facilitare il confronto tra attori ai fini di
individuare la soluzione più appropriata al caso;
ne in situazione” rivolta agli operatori scolastici, secondo
quanto previsto nel successivo art. 4 e senza oneri per la scuola e la famiglia
Art. 3
Gestione delle emergenze possibili, a seguito di patologie croniche in atto, che richiedono un intervento in urgenza
Alcune patologie croniche possono dare origine a manifestazioni acute per affrontare le quali è necessario
prevedere di mettere in atto opportuni interventi pianificati preliminarmente, effettuabili comunque anche da
personale non sanitario, secondo le indicazioni del medico di famiglia, redatte anche avvalendosi di apposite
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schede informative esemplificative (realizzate, in particolare, con la collaborazione degli specialisti dell’Ospedale
dei Bambini di Brescia) relative alle principali situazioni critiche:
Art. 4
Informazione e formazione del personale scolastico
Al momento della definizione del singolo progetto d’intervento, in accordo tra istituto, distretto socio sanitario e
genitori, deve essere organizzata una “formazione in situazione” a favore del personale che ha fornito la propria
disponibilità, anche valorizzando le figure del medico di famiglia e/o del medico specialista.
Nel caso un gruppo di istituti ritenesse di attivare, in merito all’argomento del presente Protocollo, percorsi di
formazione rivolti al personale individuato (già nominato come addetto al pronto soccorso ai sensi del D.Lgs. 81/08
e D.M. 388/03 e/o disponibile alla somministrazione di farmaci), è opportuno che l’iniziativa sia concordata con i
distretti competenti per territorio anche ai fini di una eventuale partecipazione di figure professionali e/o
specialistiche.
Art. 5
Gestione di casi particolari
Nei casi eccezionali - per particolarità della situazione socio-sanitaria del bambino e/o della famiglia e/o della
scuola - nei quali, nonostante gli opportuni interventi di informazione e formazione di cui sopra, permanesse
l’impossibilità di realizzare la somministrazione di farmaci da parte di personale non sanitario, il progetto
d’intervento sarà costituito da un Piano di Assistenza Individuale (PAI) e potrà prevedere il ricorso temporaneo al
credit quale strumento per la fornitura delle prestazioni sanitarie necessarie.
Il credit è attivato dall’Unità di Continuità Assistenziale Multidimensionale (UCAM) territorialmente competente
secondo le modalità in atto, con ricorso ad enti erogatori accreditati interni od esterni all’ASL.
Regolamento Istituto
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Art. 6
Auto-somministrazione dei farmaci
Fermo restando quanto già indicato nel presente Protocollo d'intesa, considerata la progressiva maggiore
autonomia degli studenti con il crescere dell'età, si conviene sulla possibilità di prevedere, laddove possibile ed in
accordo con la famiglia, l'auto-somministrazione dei farmaci ed il coinvolgimento dei diretti interessati nel progetto
d'intervento che li riguarda. L’accordo va formalizzato in apposita dichiarazione in cui famiglia e scuola si
impegnano a controllare e monitorare la corretta assunzione del farmaco da parte dell’alunno.
Art. 7
Valutazione e monitoraggio
E’ istituito apposito Comitato Tecnico con il compito di monitorare l’applicazione del presente Protocollo
attraverso la raccolta di dati, l’elaborazione della casistica, la predisposizione di materiale per la diffusione dei
risultati dell’intervento.
Del Comitato fanno parte un rappresentante dell’UST ed un rappresentante del Dipartimento Cure Primarie
dell’ASL con la partecipazione di un rappresentante dell’Ospedale dei Bambini di Brescia.
L’UST provvede alla raccolta dei dati (suddivisi per distretto e per tipologia di scuola) e li trasmette, al termine
dell’anno scolastico, al Dipartimento Cure Primarie dell’ASL.
Al fine di monitorare l’applicazione del protocollo sono raccolti:
pologia d’intervento messa in atto
Art. 8
Pubblicizzazione del Protocollo
Ciascuna delle organizzazioni che concordano il presente Protocollo si fa carico, per quanto di competenza,
dell’adeguata conoscenza ed applicazione dello stesso da parte del proprio personale/propri associati.
Art. 9
Periodo di validità del Protocollo
II presente accordo ha validità annuale a partire dalla data della stipula ed è soggetto a tacito rinnovo.
Il Comitato Tecnico di cui all’art. 7, per propria iniziativa o su richiesta di una delle parti firmatarie, può proporre
l’aggiornamento e/o integrazione del Protocollo anche in conseguenza di modifiche normative o di specifiche
necessità.
Brescia, lì 15 aprile 2011
Il Dirigente Il Direttore Generale
UST di Brescia ASL di Brescia
Dott.ssa Maria Rosa Raimondi Dott. Carmelo Scarcella
Regolamento Istituto
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Allegato n. 1
Enti e Organizzazioni alla cui attenzione è stata presentata la versione preliminare del Protocollo
del 30.04.10)
zzazioni sindacali del personale scolastico (incontri del maggio 2010 e gennaio 2011)
ivo comitato aziendale (seduta del 28.07.10)
– Azienda Regionale Emergenza Urgenza (comunicazione prot. n. 0059880 del 30.04.10).
Regolamento Istituto
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Allegato n. 2
RICHIESTA DI SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI IN ORARIO SCOLASTICO
DA COMPILARE A CURA DEI GENITORI DELL’ALUNNO E DA CONSEGNARE AL DIRIGENTE SCOLASTICO
I sottoscritti …………………………………………….……………………………………………
genitori di …………………………………………………………..
nato a…………………………………. il ………………………………………..
residente a …………………………… in via……………………………………
frequentante la classe ……… della Scuola …………………………………
sita a …………………..………. in via………………………………………..….
Essendo il minore affetto da ……………………………………………………
e constatata l’assoluta necessità, chiedono la somministrazione in ambito ed orario scolastico dei farmaci come da
allegata proposta del medico (MMG/PLS) rilasciata in data………………. dal Dr…………………………………………..
Si precisa che la somministrazione del farmaco è fattibile anche da parte di personale non sanitario adeguatamente
formato, di cui si autorizza fin d’ora l’intervento.
Acconsento al trattamento dei dati personali e sensibili ai sensi del D.lgs 196/03 (i dati sensibili sono i dati idonei a
rivelare lo stato di salute delle persone).
SI NO
Data……………
Firma dei genitori o di chi esercita la potestà genitoriale
………………………………… ………………………………..
Numeri di telefono utili:
• Genitori _________________________________________________
• Pediatra di libera scelta/Medico Curante _______________________
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Allegato n. 3
PRESCRIZIONE DEL MEDICO DI FAMIGLIA (PEDIATRA DI LIBERA SCELTA O MEDICO DI MEDICINA GENERALE) PER
LA SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI IN ORARIO SCOLASTICO
Vista la richiesta dei genitori e constatata l’assoluta necessità
SI PRESCRIVE
LA SOMMINISTRAZIONE IN ORARIO SCOLASTICO, DA PARTE DI PERSONALE NON SANITARIO, DEI FARMACI
SOTTOINDICATI ALL’ALUNNO/A
Cognome ……………………………………. Nome…………………………………………..
Data di nascita ……………………..Residente a …………………………………………….
in via ……………………………………. Telefono …………………………………………….
Classe ………………….. della Scuola ………………………………………………………..
sita a …………………………………. in via …………………………………………………..
Dirigente Scolastico ………………………………………………..……………………………
del seguente farmaco
Nome commerciale del farmaco …………………………………………………………….
Modalità di somministrazione ……………………………….. Dose ………………………..
Orario: … … … … Durata terapia (entro i limiti del singolo anno scolastico ………-.….)
dal……………………….. al……………………………..
Terapia di mantenimento: …….………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………..
Terapia in caso di manifestazioni acute (eventuale scheda per patologia allegata): ……
……………………………………………………………………………………………………..
Modalità di conservazione del farmaco: ………………………………………………………
Note …………………………………………………………….…………………………………
……………………………………………………………………………………………………..
Data ……………… Timbro e firma del Medico
……………………………..
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ALL.C PROTOCOLLO ACCOGLIENZA
PREMESSA
In questi ultimi anni il nostro territorio è divenuto sede di una società multietnica, in cui culture diverse si trovano a
convivere. Nella popolazione scolastica si rileva la presenza di alunni provenienti da circa venti Paesi differenti e
prevalentemente da Nord Africa, India e Pakistan.
Il nostro Istituto vuol essere luogo di confronto e scambio culturale, uno spazio di costruzione identitaria di tutti gli
alunni ed in particolare di quelli immigrati, di educazione alla cittadinanza che comprenda la dimensione
interculturale e si dia come obiettivi l’apertura, l’uguaglianza e la coesione sociale. Per perseguire tutto ciò è stata
attivata la Commissione Intercultura che, in collaborazione con i docenti, il personale della Segreteria e la
Dirigenza, s’impegna per facilitare l’accoglienza, l’inserimento, la prima alfabetizzazione dei neo-arrivati e i rapporti
con le loro famiglie. Inoltre coordina l’uso efficace delle risorse del Diritto allo Studio e del Forte Processo
Migratorio impegnandole nelle attività dei Laboratori di Prima e Seconda Alfabetizzazione, di Mediazione
Culturale/Linguistica e di acquisto di materiale didattico specifico per l’apprendimento della lingua italiana. Infine
partecipa ai lavori del Centro Territoriale per l’Intercultura di Chiari insieme a tante altre scuole della zona e
collabora costruttivamente con il Gruppo di Lavoro per l’Inclusività dell’Istituto.
Questo protocollo, che nasce con l’intento di pianificare le prime azioni da effettuare specificatamente per gli
alunni figli di migranti, è lo strumento di lavoro che contiene i principi e le procedure riguardanti l’iscrizione,
l’inserimento, l’alfabetizzazione e la socializzazione di questi minori, definendo compiti e ruoli degli operatori
scolastici e individuando gli elementi indispensabili per una buona prassi di accoglienza.
Lo stesso, seppur nella sua veste “normativa”, costituisce uno strumento di lavoro flessibile e deve essere
verificato periodicamente sulla base delle esperienze effettuate.
FINALITA’
Questo documento si propone di:
Definire pratiche condivise all’interno delle scuole in tema di accoglienza di alunni/e figli di migranti
-
Facilitare l’ingresso dei bambini/e di altra nazionalità nel sistema scolastico e sociale
-
Sostenere gli alunni/e neo-arrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto
-
Favorire un clima di accoglienza e di attenzione alle relazioni per facilitare l’integrazione
-
Costruire un contesto favorevole all’incontro con le altre culture e con le “storie di ogni bambino/a”
-
Promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuola e territorio sui temi dell’accoglienza e
dell’educazione interculturale nell’ottica di un sistema formativo integrato
LA COMMISSIONE INTERCULTURA
Il Collegio dei Docenti elegge a Settembre la Commissione Intercultura come sua articolazione (DPR 394/99).
COMPITI
- I suoi compiti sono di carattere gestionale e progettuale
Regolamento Istituto
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- Segnala l’impegno dell’Istituto in questo campo ed evidenzia l’assunzione collegiale di responsabilità
- Si riunisce al completo per progettare esperienze comuni, per monitorare l’esistente, per operare un raccordo
tra le diverse realtà e per gestire i rapporti con il territorio cercando di utilizzare al meglio le risorse pubbliche a
disposizione
COMPOSIZIONE
- Funzione strumentale che coordina la Commissione stessa
- quattro insegnanti della scuola Primaria
- due insegnanti della scuola Secondaria
INCONTRI
La Commissione si incontra periodicamente in base alle necessità, su convocazione della funzione strumentale e
mantiene contatti anche parziali in caso di nuovi arrivi o altre urgenze.
TAPPE DEL PERCORSO
ISCRIZIONE:
rappresenta un passo fondamentale del percorso d’accoglienza dell’alunno migrante e della sua famiglia.
In questo momento un incaricato del personale amministrativo di segreteria raccoglie tutte le informazioni e i
documenti utili (dati anagrafici, componenti del nucleo familiare, attestazione della scolarità pregressa, lingua
parlata in famiglia, ecc.) ed offre le informazioni basilari riguardanti il servizio scolastico, anche attraverso
pieghevoli predisposti (scelta IRC o attività alternativa, brochure POF , ecc.)
La funzione strumentale incontra la famiglia e compila un questionario bilingue che contiene dati anagrafici,
familiari, storia personale e scolastica, scelta dell’IRC o attività alternativa, da consegnare ai docenti che
accoglieranno l’alunno. Decide se per l’inserimento è necessario l’apporto di un mediatore linguistico/culturale e
lo comunica alla Segreteria.
ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE:
la funzione strumentale propone l’assegnazione ad una classe tenendo conto della scolarità pregressa in
relazione al sistema scolastico di provenienza e dell’età dell’alunno. Informa i docenti interessati, i quali decidono
la sezione di destinazione, previa analisi e mappatura della situazione delle singole classi, e avvisano la funzione
strumentale che stabilisce la data del primo inserimento.
PRIMA CONOSCENZA:
la funzione strumentale o un componente della Commissione Intercultura (meglio se del plesso che accoglierà il
bambino/a) presentano l’alunno/a ai coetanei di lingua madre che forniscono le fondamentali informazioni
sull’organizzazione scolastica, ai compagni, agli insegnanti di classe e gli mostrano gli ambienti scolastici.
Regolamento Istituto
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ACCOGLIENZA:
l’insegnante componente della Commissione Intercultura del plesso fornisce i materiali per le prime attività, gli
insegnanti di classe predispongono lavori di gruppo ed individuali per favorire la relazione, i compagni di classe
preparano materiale comunicativo funzionale possibilmente in lingua italiana e lingua madre dell’alunno/a
all’interno dell’aula e alcuni, designati dagli insegnanti, assumono il ruolo di tutor del neo-arrivato/ a.
PRIMA ALFABETIZZAZIONE:
l’insegnante alfabetizzatore, in accordo con le insegnanti di classe, prepara materiali e progetta attività per
l’apprendimento della lingua italiana da svolgere nel laboratorio, in aula e a casa. In sua assenza questo compito
viene assunto da un insegnante del team docente.
RISORSE UMANE ED ECONOMICHE
Oltre al personale della scuola, docente e non docente, che in sinergia collabora all’attuazione degli obiettivi di
questo protocollo, importante è la collaborazione “in rete”con le altre scuole del territorio (CTI3) con le quali
condividere esperienze, materiali e progetti, lo stretto dialogo con le amministrazioni comunali e la
collaborazione con agenzie educative esterne (cooperative sociali, associazioni di volontari/e…)
Determinante è l’incontro con esperti, l’attivazione e la partecipazione a specifici percorsi d’aggiornamento del
personale docente e non docente.
A sostegno di quanto sopra e per l’attuazione dei progetti auspicati vengono impegnate le risorse economiche
specificatamente destinate agli alunni figli di migranti dal “Piano diritto allo studio” delle amministrazioni
comunali e quelle derivanti da eventuali contributi regionali e statali (per esempio le “misure incentivanti per
progetti relativi alle aree a forte processo migratorio”).
VALUTAZIONE
L’inserimento degli alunni figli di migranti ha sempre comportato evidenti problemi in merito alla valutazione
degli apprendimenti sia per la mancanza di conoscenza dell’italiano come lingua di studio, sia per l’inserimento in
un percorso di studi già avviato e diverso da quello intrapreso nel paese d’origine, ma anche per i problemi di
integrazione che spesso impediscono l’instaurarsi di un clima sereno.
L’elaborazione di un percorso formativo non può che essere personalizzato, evitando di cadere in generalizzazioni
o in schemi validi per tutti. Va posta sicuramente attenzione alla cultura di provenienza dei minori, ma anche alle
capacità e alle caratteristiche individuali di ciascuno di essi, dato che le differenze inter-individuali sono
altrettanto e forse anche più rilevanti di quelle inter-culturali (rischio degli “stereotipi’).
Gli alunni migranti, che vanno visti innanzitutto come bambini e ragazzi, non sono tutti uguali: ognuno di essi ha
capacità, interessi, livelli di competenza e componenti di personalità propri. Al momento del loro presentarsi a
scuola i minori hanno già una loro storia culturale e differenti condizioni maturate nel caso di pregresso soggiorno
nel nostro Paese ( "…si devono distinguere i soggetti di recente immigrazione da quelli il cui arrivo è più remoto,
ricordava la C.M. 301/89).
Regolamento Istituto
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NORMATIVA DI RIFERIMENTO
-Art. 115,16 del T.U. 297/94
-C.M.85/04 Indicazioni per la valutazione degli alunni e certificazione delle competenze
-D.LGS. n.59/2004 art. 8 e 11
-DPR 275/99
-DPR 122/09
-Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati
- Prontuario per la somministrazione della prove INVALSI e relative circolari
- Art.45 del DPR n° 394/99
Comma 1
I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno.
L’iscrizione dei minori stranieri nelle scuole italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previste per i minori italiani. L’iscrizione può
essere richiesta in qualunque periodo dell’anno scolastico.
Comma 2
I minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico vengono iscritti d’ufficio alla classe corrispondente all’età anagrafica salvo che il Collegio Docenti deliberi
l’iscrizione ad una classe diversa tenendo conto:
a) dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza degli alunni, che può determinare l’iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore
rispetto a quella corrispondente all’età anagrafica
b) dell’accertamento delle competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno
c) del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel Paese di provenienza
d) del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno
Comma 3
Il Collegio Docenti formula proposte per la ripartizione nelle classi: la ripartizione va effettuata evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti
predominante la presenza di alunni stranieri.
Comma 4
Il Collegio Docenti definisce , in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri , il necessario adattamento dei programmi di insegnamento ;
allo scopo possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppo di alunni , per facilitare l’apprendimento della lingua italiana , utilizzando ,
ove possibile , le risorse professionali della scuola.
CRITERI DI VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI MIGRANTI
1. L’alunno deve essere valutato nelle discipline previste nel suo piano di studi personalizzato, come da D.R.R.
122/09 Art.1 C.9
2. Per gli alunni stranieri che non sono in grado di seguire la programmazione di classe ( Bes 3 )si deve elaborare
un piano di studi personalizzato nel quale siano indicati gli obiettivi minimi di apprendimento che saranno
sviluppati e le relative metodologie didattiche per la semplificazione dei contenuti/testi
3. Nel documento di valutazione si valuterà l’alunno in tutte le discipline. Solo per il primo quadrimestre e in casi
particolari, in cui vi sia l’impossibilità di collegare l’alunno ai contenuti relativi a talune discipline, per valide
motivazioni ( neo arrivato,…) si valuteranno solo le discipline attinenti al suo piano didattico personalizzato e si
riporterà la dicitura “ non valutabile” per quelle, temporaneamente, non incluse nel suo PDP.
4. Il giudizio sarà espresso in relazione agli obiettivi minimi del PDP dell’alunno. I giudizi esprimibili nel documento
i valutazione sono gli stessi previsti per gli altri alunni .
Regolamento Istituto
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5. Gli alunni che hanno acquisito una competenza minima della lingua italiana possono seguire la
programmazione della classe con eventuali semplificazioni di contenuti e/o metodologie, pertanto verranno
valutati con gli stessi criteri degli alunni della classe.
6. ESAME DI STATO CONCLUSIVO DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE:
Si fa riferimento alla normativa vigente.
ALCUNI CASI
IN ENTRATA: si acquisisce il nullaosta e la relativa scheda di valutazione, i cui voti concorrono a determinare la
media.
IN USCITA:
1. ALUNNI CHE NON HANNO PARTECIPATO A UNA O PIU’ ATTIVITA’ DISCIPLINARI PERCHE’ IMPEGNATI NEL
LABORATORIO DI ALFABETIZZAZIONE:
- non si esprime il giudizio sull’attività e si scrive la dicitura “Non ha partecipato all’attività per la priorità data al
laboratorio di alfabetizzazione linguistica”.
2. ALUNNI STRANIERI CHE SEGUONO LA PROGETTAZIONE DI CLASSE
- Vanno valutate le competenze specifiche relative alle diverse discipline con giudizi sintetici, prescindendo dalle
difficoltà / carenze linguistiche dell’alunno.
- Per la lingua italiana si fa riferimento alle rubriche ricavate dal “quadro europeo delle lingue” (fino al livello B2),
integrate con elementi di valorizzazione del processo (impegno, motivazione, approccio al compito, desiderio di
apprendere…).
- Per la valutazione delle abilità di studio, si fa riferimento a:
1. limiti dovuti alla non conoscenza della lingua italiana
2. progetto personalizzato che evidenzia gli obiettivi individuati per l’alunno
3. osservazioni sistematiche
OSSERVAZIONI FINALI
Questo documento, redatto dalla Commissione Intercultura e deliberato dal Collegio dei Docenti in continuità
con il documento precedente , si richiama alle principali normative nazionali in materia, agisce in coerenza con gli
obiettivi del P.O.F. d’Istituto, fa sue le esperienze del Centro Territoriale Intercultura di Chiari, completa e
sostituisce il protocollo precedente.
Allegato al presente protocollo: prove da somministrare agli alunni migranti.
Giugno 2015
ALL. D PROTOCOLLO SERVIZIO MENSA: disponibile sul sito istituzionale
Regolamento Istituto
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ALL. E PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’ SCUOLA- FAMIGLIA- STUDENTE
La scuola è una comunità educante nella quale convivono più soggetti, uniti da un obiettivo comune: quello di
educare, cioè di far crescere in maniera equilibrata ed armonica i giovani che fanno parte di questa comunità, di
svilupparne le capacità, favorirne la maturazione e la formazione umana e orientarli alle future scelte scolastiche.
I soggetti protagonisti della comunità sono:
� gli studenti, centro del motivo vero dell’esistenza di una scuola,
� le famiglie, titolari della responsabilità dell’intero progetto di crescita del giovane,
� la scuola stessa, intesa come organizzazione e come corpo docente, che deve costruire un suo progetto ed una
sua proposta educativa da condividere con gli altri soggetti.
Ogni società, ogni organizzazione, ogni gruppo sociale, per poter svilupparsi e raggiungere gli scopi per cui nasce,
deve avere sue regole, suoi principi, suoi obiettivi e metodi condivisi, deve avere, in sostanza, un suo “contratto
sociale”.
In ogni società ognuno ha un suo ruolo, deve svolgere funzioni precise, ha precisi diritti e doveri. Se questi ruoli,
questi principi e questi doveri vengono rispettati, la società riesce a raggiungere meglio gli obiettivi che si è
proposta.
Per il buon funzionamento della scuola e la migliore riuscita del comune progetto educativo, proponiamo alle
componenti fondamentali della nostra comunità un “patto”, cioè un insieme di principi, di regole e di
comportamenti che ciascuno di noi si impegna a rispettare per consentire a tutti di dare il meglio .
Questo patto va letto e volontariamente sottoscritto, innanzitutto dalla scuola, attraverso il Dirigente Scolastico,
ma anche dallo studente, per la sua parte, e dalla famiglia, per gli aspetti che la riguardano. Inoltre l’assunzione di
questo impegno ha validità per l’intero periodo di permanenza dell’alunno nell’istituzione scolastica.
LA SCUOLA SI IMPEGNA A…
1.
OFFERTA FORMATIVA
Rispettare i principi e le
finalità dichiarati nel POF:
- consultazione (una copia in
ogni plesso) – pubblicazione
(sul sito della scuola e sul sito
del comune) - distribuzione
(solo alle famiglie che ne
fanno richiesta).
LA FAMIGLIA SI IMPEGNA A…
L’ALUNNO SI IMPEGNA A…
Leggere, capire, accettare il
POF e collaborare con la
scuola nella sua realizzazione.
Con gradualita' e in rapporto alla
sua eta' si assume la
responsabilita' del proprio
processo formativo, in sintonia
con le figure adulte della scuola
e con le finalita' del pof.
Dare valore alla funzione
didattica/educativa della
scuola ed assegnarle la giusta
importanza in confronto alle
attività extrascolastiche.
Comportarsi correttamente con
compagni e adulti
Finalizzare ogni attività ed
iniziativa allo sviluppo della
persona ed al successo
formativo
2.
CLIMA DELLE RELAZIONI
Dare valore alla funzione
educativa della famiglia ed
assegnarle la giusta
importanza in confronto alle
attività extrascolastiche
Favorire un ambiente sereno e
adeguato al massimo sviluppo
delle capacità dell’alunno.
Educare i figli affinché
considerino la scuola e chi la
frequenta, bene di tutti da
rispettare e dove maturare
responsabilità.
Rispettare gli altri, evitando
offese verbali e/o fisiche
Utilizzare correttamente gli spazi
disponibili e il materiale di uso
comune
Accogliere/rispettare il punto di
vista degli altri e sostenere con
correttezza la propria opinione
Promuovere rapporti
interpersonali positivi
stabilendo regole condivise.
Regolamento Istituto
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3. PARTECIPAZIONE E
COMUNICAZIONE
Facilitare le comunicazioni con
le famiglie.
Laddove siano presenti
situazioni familiari particolari,
le modalità di comunicazione
verranno concordate con le
stesse.
Incoraggiare gli alunni ad
esprimere il proprio pensiero.
Favorire la presentazione di
proposte da parte di alunni e
genitori.
Fornire nei tempi stabiliti, agli
alunni ed alle famiglie,
comunicazioni esaurienti
relative agli aspetti significativi
della vita scolastica (criteri di
valutazione, programmazioni,
iniziative, progetti. )
Evitare di sovrapporre,
quando possibile, le riunioni
nei diversi ordini di scuola.
4. INTERVENTI EDUCATIVI E
DIDATTICI
Far acquisire agli alunni
competenze comportamentali
e sociali positive.
Favorire l’apprendimento
degli alunni e la loro
motivazione ad apprendere
utilizzando opportune
strategie didattiche.
Partecipare puntualmente ai
colloqui con gli insegnanti
concordando con gli stessi,
orari, spazi e modalità.
Fare proposte, rispondere agli
inviti e alle iniziative della
scuola collaborando in modo
attivo alla loro realizzazione
anche attraverso i
rappresentanti
democraticamente eletti.
Considerare l’insegnante
l’interlocutore prioritario per
risolvere eventuali problemi
scolastici.
Prendere parte alle attività
programmate con
partecipazione ed impegno.
Esprimere il proprio pensiero e
collaborare nella ricerca di
soluzioni a problemi con la guida
dell’adulto.
Consegnare ai genitori ogni
comunicazione ricevuta dalla
scuola e riportarla con la firma
per presa visione e far visionare
agli insegnanti ogni
comunicazione proveniente
dalla famiglia.
Controllare quotidianamente il
diario, firmare e restituire nei
tempi stabiliti le
comunicazioni per presa
visione.
Fare riferimento al
rappresentante di classe per
mantenere i contatti con la
scuola, se impossibilitati a
partecipare alle riunioni
programmate.
Cooperare con i docenti nella
realizzazione degli obiettivi
educativi e didattici.
Non esprimere eventuali
giudizi negativi sui docenti o
sul personale della scuola e sul
loro operato in presenza degli
alunni.
Conoscere e rispettare il
regolamento d’istituto per la
parte che compete loro.
Riflettere con adulti e compagni
sui comportamenti da tenere.
Rispettare le consegne ed
attenersi alle indicazioni
metodologiche degli insegnanti.
Rendere l’allievo protagonista
del proprio apprendimento.
Non esprimere giudizi negativi
sulle famiglie e sulle loro
modalità educative
5. ENTRATA-USCITA DALLA SCUOLA
Garantire la puntualità del
servizio scolastico e la
vigilanza.
Garantire la regolarità della
frequenza scolastica e la
puntualità del figlio/a.
Giustificare le eventuali
assenze e ritardi sul diario per
la scuola primaria,
sull’apposito libretto per la
scuola secondaria.
Rispettare l’ora di inizio delle
lezioni.
Entrare a scuola senza essere
accompagnati dai genitori, se
non nei casi concordati o di
ingresso fuori orario.
Garantire la presenza puntuale
all’uscita ed eventualmente
effettuare la delega ad altri
adulti.
Regolamento Istituto
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Sottoscrivere la dichiarazione
di responsabilità per
permettere l’uscita autonoma.
In caso di uscita anticipata il
genitore si impegna a ritirare
personalmente il figlio o ad
indicare eventuali persone
delegate a farlo.
6. ATTIVITA’ DIDATTICHE / LAVORO
SCOLASTICO
Rispettare i ritmi di
apprendimento dei singoli
alunni proponendo attività e
percorsi didattici adeguati.
Accordarsi tra insegnanti sulla
calendarizzazione delle
verifiche e, per quanto
possibile, sul carico del lavoro
da assegnare a casa.
Controllare e correggere con
regolarità i compiti svolti.
Progettare le uda, puntando
sulla qualità
dell'apprendimento e non
sulla quantità di informazioni.
Stimolare l’alunno a chiedere
chiarimenti.
7. VALUTAZIONE
Considerare l’errore senza
svalutare l’alunno.
Rivedere il percorso didattico,
qualora i risultati delle
verifiche riportino numerosi
insuccessi ( feedback )
Evitare di sostituirsi ai figli
nell’esecuzione dei compiti,
segnalarne piuttosto le
difficoltà riscontrate.
Svolgere puntualmente i compiti
assegnati.
Stimolare i figli ad eseguire i
compiti in modo sempre più
autonomo.
Fare in modo di avere tutto e
solo il materiale occorrente.
Aiutare i figli a pianificare gli
impegni e ad organizzare il
lavoro scolastico con ordine e
precisione.
Fornire al figlio tutto il
materiale scolastico
necessario all’attività didattica
e aiutarlo a gestirlo in modo
sempre più efficace e
responsabile.
Adottare nei confronti degli
errori un atteggiamento
costruttivo, in linea con quello
dei docenti.
Considerare l’errore come
opportunità di riflessione sul
proprio operato.
Collaborare per potenziare nel
figlio/a la consapevolezza
delle proprie risorse e dei
propri limiti
Riconoscere con l’aiuto
dell’adulto le proprie capacità, le
proprie conquiste ed i propri
limiti come occasione di crescita.
Partecipare all’incontro con gli
insegnanti della classe per
leggere, condividere e
eventualmente dettagliare e
integrare il patto … e
sottoscriverlo
Leggere con i propri genitori e
nella propria classe il patto … e
sottoscriverlo
Garantire la trasparenza della
valutazione.
8. PUBBLICIZZAZIONE, CONDIVISIONE
E VERIFICA DEL PATTO DI
CORRESPONSABILITA’
Approvato dal Collegio Docenti in data 21 dicembre 2010
All’inizio dell’anno scolastico
stabilire un momento di
incontro con i genitori della
classe per leggere, condividere
e eventualmente dettagliare e
integrare il patto … e
sottoscriverlo
Chiedere ai propri insegnanti le
ulteriori spiegazioni che fossero
necessarie.
Il Dirigente Scolastico__________________________________
Approvato dal Consiglio di Istituto in data 19 gennaio 2011
1)
Lo studente : NOME-COGNOME in stampato
-------------------------------------------------------------Firma------------------------------------------------------2)
I genitori : NOME-COGNOME in stampato
Madre :-------------------------------------------------------------Firma-------------------------------------------------------Padre :--------------------------------------------------------------
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