IL RITORNO “E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi”. (Giovanni 14:3) LIBERA PUBBLICAZIONE CRISTIANA EVANGELICA A CUI TUTTI POSSONO PARTECIPARE, INTERCONFESSIONALE, ESPANSIONISTA, INDIPENDENTE DA OGNI CHIESA, GRATUITA, UTILE PER L’APERTURA MENTALE E SPIRITUALE, CON SCRITTI E COLLEGAMENTI SCELTI IN INTERNET1 Stampato in proprio da Renzo Ronca responsabile dell’Associazione di volontariato "Piccola Iniziativa Cristiana” Vetralla (VT) tel. 0339-2608825 e-mail: [email protected] http://digilander.iol.it/missionepic Giugno 2001 – n. 11 – il prossimo numero uscirà in Settembre e tratterà gli argomenti nel questionario in ultima pagina – partecipate! SOMMARIO DUE CHIACCHIERE DEL GIORNALAIO: Perché i salmoni – No hay tempo para Dios 1+1=0 …………….. TEMI RELIGIOSI LA PREGHIERA NELL’ETERNITÀ -prosecuzione (R.R.) ….……………………… CONOSCIAMO LA BIBBIA (J.C.V)……………….…………………………………. ELABORAZIONE LA PORNOGRAFIA E’ UN PECCATO? COME LIBERARSENE? (A.G.) ………... QUESTIONARIO COS’E’ CHE FA ESSERE UN UOMO PIU’ MALVAGIO DI UN ALTRO? (A.G. ) .. QUANDO DIO NON INTERVIENE PER SALVARCI, TALE ATTEGGIAMENTO SI PUÒ DEFINIRE SEMPRE UNA MANIFESTAZIONE DEL IL SUO INFINITO AMORE? (A.G.) ………………………………………………………………………….. LA BIBBIA CONTIENE LA PAROLA DI DIO O E’ LA PAROLA DI DIO? (A.G.) QUAL’E’ L’ORIGINE DEL MALE? (Marcello) ……………………………………… “CREDO LA RESURREZIONE DELLA CARNE…” (domanda di Adriana) POSTA Riferimenti alla liturgia cattolica, al concetto di “anima”, alla sostanza del “corpo”, a come potrebbe risorgere, ecc. (R.R.) ………………………………………………….. “ESISTE L’INFERNO?” (Domanda di Ermanno) ……………………………………. LETTERE A CUORE “NON HO PUNTI FERMI” (Loredana) - mail di “roccobanzi”- “Cara Loredana..” APERTO di Carmela, - “Che succede quando Dio ci guarda?” di Renzo. ……………………….. OCCULTO & COMP. NEW AGE IN BREVE …………………………………………………………………… CONOSCERE ZWINGLI HULDRYCH ………………………………………………………………… PSICOLOGIA PAURA DELLA PAURA (N.B.) ..……………………………………………………… SMOKE MOUNTAIN: UN PAESE INTERO CHE VIVE SU UNA DISCARICA DAL MONDO CARTA ECUMENICA PER L’EUROPA ……………………………………………. COMUNICATO FORMAZIONE DI UNO O PIU’ GRUPPI DI PREGHIERA A SOSTEGNO DI CHI IMPORTANTE NE ABBIA BISOGNO – VUOI VENIRE CON NOI? SPAZIO APERTO ANNUNCI ………………………………………………………………………………… CARO GIORNALAIO IL NUMERO DELLA “BESTIA” O DELLE “BESTIE”? ……………………………. PENSIERI POESIE POESIA GIAPPONESE …………………………………………………………………. SALUTAMOCI CON PAROLE DI DIO ……………………………………………………………………………. 2 3 7 12 13 14 16 16 18 22 23 25 26 27 27 28 29 30 30 30 1) NOTA PER CORRETTEZZA DELLA REDAZIONE: Noi scegliamo spesso in internet argomenti di crescita comune e li proponiamo riportando fedelmente testo, fonte e collegamenti. Questo dovrebbe essere un comportamento corretto e gradito sia ai lettori che agli scrittori. Pensiamo infatti che il diffondere idee, riflessioni, studi, aperture del cuore, domande ed altro, sia per tutti un bene: i talenti che Dio ci affida dovrebbero essere a disposizione di tutti, gratuitamente; tuttavia se qualcuno il cui lavoro è stato da noi riportato non è d’accordo, ce ne scusiamo, potrà comunicarcelo e sarà immediatamente tolto. DUE CHIACCHIERE DEL GIORNALAIO PERCHE’ I SALMONI Quante volte, parlando con amici e conoscenti, magari proponendo la lettura di qualche frase biblica, ci siamo sentiti dire “vorrei, ma non ho tempo…” A questi tiepidi cristiani dedichiamo le vignette seguenti, che ci ha inviato l’amico Mauro 3D’Angelo, evangelico da poco battezzato , che per lavoro è spesso in Sud America: Mi diceva un simpatico amico psicologo: “Ci deve essere qualcosa nella testa dei salmoni, in quel cervello –già piccolissimo- che li tiene fissati su un viaggio fatto al contrario, dal mare alle sorgenti dei fiumi, di cui non riescono a liberarsi. Tutta quella fatica a percorrere chilometri e chilometri contro corrente risalendo cascate, facendosi mangiare dagli orsi che li aspettano… per morire comunque. Che necessità c’è di fare tanta fatica? Non potrebbero deporre le uova lì dove sono?”. In effetti sembra che questi pesci abbiano quasi rifiutato l’evoluzione della specie con una fissità illogica.2 Ma a parte le bizzarrie della natura, vi sono delle “impuntature” che qualche volta prendiamo anche noi, quando con la mente ci fissiamo su un comportamento o su un modo di essere in maniera caparbia, costi quello che costi. E’ vero, per esempio, che essere cristiani significa andare contro corrente rispetto ad un mondo che va in disfacimento, ma facciamolo col buonsenso della riflessione! Nella psicologia questo “incaponirsi” in un ripetitivo comportamento ottuso si chiama “fissità funzionale”. Nella religione non ha un nome specifico, ma certo è un atteggiamento che impedisce l’apertura mentale e favorisce i fanatismi. Non è necessario infatti andare sempre contro corrente perché si finisce per andare poi “contro tutto e tutti”. Vigilare non è sempre stare con le armi in pugno in unno stato di tensione… non potremmo nemmeno reggere a tanto. Vi è invece uno stato di pace necessario per la nostra vita fisica e spirituale che dovremmo curare regolarmente. C’è il tempo di risalire cascate tempestose, come i salmoni, con gli orsi in agguato; ma c’è anche il tempo di sedersi in riva al fiume grande, tranquillo, lento… avete mai visto un fiume che sembra immobile? L’acqua scorre, ma in superficie nemmeno si nota… Ecco, pensiamo un poco a questa pace del Signore lasciandoci ogni tanto portare dalla dolce corrente della Provvidenza. A cominciare dalla prima, in alto a sinistra, c’è scritto: “troppo giovane… troppo innamorato.. troppo preoccupato.. troppo occupato… troppo vecchio.. troppo tardi.” 1+1=0 Che strana matematica quella celeste! Sulla terra se ad una cosa ne aggiungiamo un’altra otteniamo una somma precisa: 1+1=2, ma nel cielo non è così; si dovrebbe scrivere infatti 1+1=0. Infatti se uno vuole sommare la grazia di Dio alla ricchezza materiale, al successo mondano, al potere ecc. non ottiene la somma del tutto, ma perde questo e quello. (Simpatico esempio riportato nel corso di un culto da un pastore delle A.D.I. a Viterbo) NO HAY TIEMPO PARA DIOS 2 Fissismo Dottrina che afferma la fissità delle specie. (Contr. EVOLUZIONISMO.) [Enc. Rizzoli-Larousse] 3 Presso la Chiesa evangelica MIRES (Ministerio International Rocio del Espiritu Santo) 2 LA PREGHIERA NELL’ETERNITA’ (prosecuzione di “Il tempo terreno e il tempo di Dio” di Renzo Ronca) “.. gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alla loro preghiera”(1Pietro 3:12) Abbiamo detto: “Egli non è Dio dei morti, ma Dio dei viventi.”4 Ma che significa? Per capirlo dobbiamo tornare al nostro schemino e riprendere quanto dicevamo. Dal centro, luogo dove schematicamente abbiamo ipotizzato “lo sguardo di Dio”, ogni punto della circonferenza è alla stessa distanza. Se nella circonferenza ci mettiamo tutto il creato, ovvero le creature celesti, le galassie nello spazio, i pianeti, la terra, gli animali, le piante, gli uomini, Adamo, Elia, Mosè, me, voi… ebbene tutto, nello sguardo di Dio sarà un presente continuo e vivo. Cosa comporta tutto questo ai fini della preghiera?5 Che un qualsiasi pensiero rivolto a Dio dalla creazione ad oggi, da parte di ogni creatura, è sempre presente davanti a Lui, come la mia preghiera di adesso, la vostra di ieri, quella di Davide duemila anni fa. Allora è come se Dio vedesse la storia dell’universo e della terra in particolare, “in contemporanea”. L’origine della terra e la sua fine sono due “fatti”, due situazioni, che per noi terrestri sono lontanissime tra loro, distinte e irraggiungibili, ma che per l’Eterno sono vive e presenti, sullo stesso piano. Noi del passato possiamo avere solo un ricordo, ma Dio è vivo anche nel passato. Del futuro noi possiamo solo fare delle ipotesi, ma il Creatore è vivo anche nel futuro. Egli è anche qui, accanto a noi, mentre parliamo… La Sua creatività è sempre in atto,6 essendo Dio al di sopra del tempo, l’Eternità personificata. Esempi in cui i limitati tempi terreni vengono “perforati” da altri tempi li abbiamo nelle intuizioni, nelle rivelazioni da parte di Dio. Si hanno delle vere e proprie percezioni o finestre aperte su piani diversi delle situazioni che sono nello spazio-tempo davanti a Dio. Nelle Scritture prendiamo come esempio l’interessante episodio del ritorno dei 72 discepoli, i quali raccontano felici dei loro successi sugli spiriti maligni.7 Gesù dice una frase apparentemente strana, come un pezzetto di mosaico fuori posto che non sembra inserirsi bene nel disegno del loro presente: “Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore”. (Luca 10:18). Ecco cosa riporta il commentario della mia Bibbia8: “ […] il Signore condensa in questa grandiosa parola profetica, che riguarda così il passato come il futuro, il progresso e la consumazione della caduta di Satana». L'uso dell'imperfetto, indica chiaramente che la contemplazione in cui il suo spirito era impegnato, non abbracciava soltanto la missione dei discepoli, ma si estendeva molto al di là di quella.. […] fu una intuizione spirituale del Figliuol dell'uomo una scena che passava dinanzi agli occhi della sua mente, riempiendo il suo cuore di gioia, ad onta delle sofferenze che stavano in serbo per lui. Queste sue parole significano: «Osservando le vostre vittorie sugli emissari di Satana, si presentò alla mia vista uno spettacolo più maestoso ancora, cioè la rovina completa dello stesso Principe delle tenebre, e l'intera distruzione dell'usurpato suo regno, di cui i vostri successi non sono che il preludio». […] Come i flashback9 sono irruzioni del passato nel nostro presente, così possono avvenire le intuizioni, le rivelazioni di aspetti del futuro. Se siamo “in linea” con Dio entrambi questi fenomeni possono essere ordinati e ben inseriti nel nostro contesto di crescita. Se entriamo nella preghiera e specialmente in quella chiamata preghiera mistica10 allora entriamo in una dimensione slegata dal tempo, nella stessa eternità di Dio in cui ciò che siamo non è più ciò solo ciò che percepisce il nostro corpo fisico, ma è un insieme perfetto della sostanza di Dio. Se due si amano fanno qualsiasi cosa l’uno per l’altro. Nella preghiera è così tra la nostra anima ed il Signore. “…pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti; molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia. Elia era un uomo sottoposto alle stesse nostre passioni, eppure pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre degli angeli di Dio, e la caduta non produsse cambiamento alcuno nella sua natura fisica o metafisica perciò Paolo lo chiama «il principe della podestà dell'aria, lo spirito che opera al presente nei figliuoli della disubbidienza» Efesini 2:2, ed altrove dice che dobbiamo combattere non già «contro a sangue e carne, ma contro a' principati, contro alle potestà, contro ai rettori del mondo, e delle tenebre, di questo secolo, contro agli spiriti maligni nei luoghi celesti» Efesini 6:12. (Commentario Bibbia italiana on line di R. Wilson - ver. 4.03) 8 Commentario Bibbia italiana on line di R. Wilson - ver. 4.03 9 Letteralmente “lampi-indietro” sono scene retrospettive 10 In quella dove si passano i gradi della riflessione, poi della meditazione ed infine della contemplazione. Di questi argomenti parleremo a parte in maniera più approfondita. 4 Marco 12:25-27 Come già detto intendiamo per “preghiera” il rapporto, personale, rispettoso, profondo, intimo e diretto con Dio con parole semplici, sentite dal cuore. 6 Giovanni 5:17 Ma Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera sempre e anch'io opero» (CEI) 7 Non pochi oggidì negano l'esistenza di Satana, affermando che quel termine è usato solo figurativamente come la personificazione dell'elemento del male, ma ricordiamoci che Gesù, insegnando alle moltitudini, o ai soli discepoli, sempre parla di Satana come di una personalità distinta, e lo stesso fanno tutti gli scrittori sacri. In origine egli fu uno 5 3 anni e sei mesi. Poi pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto”. (Giacomo 5:16-18) Ma come “agiscono” le varie preghiere nell’eternità? Tornate al centro del cerchio. Immaginate per semplicità la ruota della bicicletta: al centro c’è “il mozzo” e intorno vi sono “i raggi”. Ogni raggio è una preghiera che arriva da un punto imprecisato del tempo e dello spazio al centro, cioè al Signore. Le preghiere sono movimenti d’amore tra due parti che desiderano essere unite. Ogni richiesta, ogni desiderio produce un mutamento del rapporto tra i due amanti (anima-Dio). Un cambiamento può riguardare una trasformazione spirituale nostra, di altri, ma anche un cambiamento fisico di situazioni circostanze e fatti. Il desiderio è uno stato di ardente tensione che cerca soddisfazione. Imprime uno “spostamento”, trasmette un movimento, un spinta all’oggetto amato; che, di rimando, asseconda e “risponde” con un altro movimento d’amore che ci avvolge e ci riempie. Le preghiere, come rapporto d’amore tra l’anima e Dio, essendo rapporti di movimenti, tensioni sublimi di forze in continua trasformazione, producono altri movimenti, altre situazioni di bene e d’amore. E’ in virtù di questi scambi d’amore che la nostra ipotetica ruota coi raggi può girare e la bicicletta muoversi verso una direzione. La direzione non può essere altro che Dio stesso Noi siamo assorbiti da Dio, non c’è un’altra direzione. La nostra anima, piccolo riflesso d’amore creato da Dio, può essere felice solo in Dio e non desidera altro che tornare e perdersi in Lui. Il movimento allora per semplicità potrà essere raffigurato in due modi: Modo terreno: I raggi della ruota sono continui movimenti d’amore scambievoli tra l’anima e Dio. Questi scambi generano un movimento di tutta la persona nel tempo lineare; come la ruota che gira e va in avanti, verso un futuro che non vede e che non sa, ma che tuttavia percepisce con la fede. Un movimento interiore-esteriore, un’attività, come fosse inserita in un disegno perfetto di cui fa parte. La persona non percepisce direttamente l’espansione spirituale in cui è inserita, ma ne può constatare gli effetti. E’ come la crescita della statura di un bambino: lui non si vede crescere direttamente ma ogni tanto “si ritrova cresciuto” senza sapere come. Modo celeste: Dalla circonferenza esterna raffigurante l’eterno presente davanti a Dio, prendiamo un momento qualsiasi di preghiera situato in un imprecisato spazio e in un momento qualsiasi del tempo; poi lo ingrandiamo con uno zoom, come in una lente d’ingrandimento. Nella parte ingrandita, dentro il quadrato, vedete in alto a sinistra il movimento d’amore reciproco tra anima e Dio (i raggi della ruota). Da questo scambievole rapporto nasce uno sviluppo meraviglioso: l’anima si espande. L’anima si espande nel rapporto d’amore sempre più forte e sempre arricchito di maggiore conoscenza. Dio per primo si è fatto uomo in Cristo e ci ha amati, “raccogliendoci” se così si può dire, dandoci “lo slancio”, il primo “tocco”, l’avvio, e il desiderio di ricambiare questo suo sublime primo gesto d’amore. Questo desiderio potenziale trova la capacità nel miracolo della rinascita con il dono dello Spirito Santo; ovvero la presenza stessa di una parte di Dio in noi, che ci guida, ci spinge, ci attrae e ci dà le indicazioni necessarie per continuare il cammino. Attraverso questo scambio sempre più “ravvicinato” la nostra anima si configura e si “trasfigura” a somiglianza dell’Amato. Il movimento celeste non sarà più solo “in avanti” allora, ma riguarderà TUTTE le direzioni. L’espansione spirituale agisce al presente, nel passato e nel futuro contemporaneamente. E’ come se il nostro cuore, sede dell’affetto tra noi e il Cristo, ad ogni battito allargasse il cerchio del tempo che abbiamo disegnato all’inizio e di pulsazione in pulsazione tendesse a raggiungere il raggio infinito dell’eternità. 4 maniera cosciente che in maniera “infusa”.15 Ma la nostra carne, la nostra persona fisica è molto fragile;16 non dimentichiamoci mai di non sopravvalutarci perché pur avendo questo tesoro spirituale non siamo altro che dei vasi di terracotta.17 Dovremo allora, ogni volta, considerare il punto di vista del nostro ragionamento, la prospettiva in cui esercitare il discorso chiedendoci in che modo sto parlando esprimendomi? E’ un’ipotesi spirituale o un ragionamento come essere umano? Vediamo subito nella pratica quanto abbiamo appena detto: cercando il punto di vista spirituale; riprendiamo la fig.2. Ricordiamoci che la circonferenza rappresenta l’eterno presente dove passato e futuro si incontrano. Pensiamo ai raggi che si congiungono al centro come alcune preghiere di Davide, dell’apostolo Paolo, di un salmista, mie, vostre e dei nostri nipoti che ancora devono nascere… Ebbene se la preghiera, come rapporto d’amore tra noi e Dio è slegata dal tempo allora può anche AGIRE fuori dal tempo. Voglio dire che se siamo in Dio (ovvero in questa unione d’amore abbiamo gli stessi pensieri, siamo di una sola volontà) allora possiamo anche pregare per qualcuno che non è nello stesso nostro tempo terreno. In pratica dunque, Gesù vive in noi e a somiglianza di Gesù, nostro Sacerdote, noi possiamo unirci a Lui in un preghiera di intercessione per la benedizione o la salvezza di una qualsiasi anima. Per esempio io conobbi una persona che morì purtroppo di un incidente automobilistico quando ero ragazzo. So che questo fatto è passato e che questa persona riposa nella morte in attesa del giorno del Signore. Ma questo che sto dicendo è un ragionamento umano, legato al tempo di oggi 19 marzo 2001. Se io mi metto a ricordare questa persona cara mentre sono in preghiera, staccato dal tempo, assieme al Signore, allora la preghiera sarà come un fulmine che bucherà i cieli e le dimensioni degli spazi e dei tempi e non farà a tempo ad essere pensata che subito sarà in Dio e subito sarà in efficacia di trasformazione. La mia unità con Dio, ottenuta dalla preghiera, mi permetterà (sempre secondo i limiti concessi dalla grazia di Dio) di avere gli stessi pensieri di Dio per mezzo dello Spirito Santo: Ma come sta scritto: «Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano». Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del suo Spirito, perché lo Spirito investiga ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi tra gli uomini, infatti “… perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, affinché, radicati e fondati nell'amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza, e conoscere l'amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio”. (Efesini 3:17-19) Convivono allora nella nostra persona entrambi i movimenti, quello terreno, lineare, in cui il passato è passato e del futuro deve venire; assieme a quello dell’espansione dove non c’è più né passato né futuro ma un eterno presente. E’ fondamentale rendersi conto che sono due piani completamente diversi, entrambi esistenti, ma che non dobbiamo confondere. Vediamo alcune prime considerazioni: Noi siamo esseri umani che si allenano a diventare spirituali. La trasformazione completa avverrà, a Dio piacendo, nel Suo giorno11, tuttavia per ora siamo esseri umani che vivono sulla terra, presi dalle leggi fisiche della terra, con un corpo carnale sottoposto alle normali fasi di crescita invecchiamento e morte. Il nostro spirito invece, toccato dal Signore che ha riconosciuto, accettato e voluto, vive ormai nello Spirito di Dio, decisamente “afferrato”12 e guidato. Sulle ali dello Spirito di Dio noi non abbiamo più confini temporali; mentre come essere terreni siamo legati alle leggi terrene. Sulla terra la fisica impone una velocità uno spazio ed un tempo correlati e precisi. Il tempo sulla terra è scandito dalla sua rotazione, dal sole, dalla luna, ecc. ma se ci trovassimo su un altro pianeta di una stella lontana misureremmo il tempo maniera diversa. Non esisterebbero più le ore e i giorni come li intendiamo noi. Ecco dunque che il tempo è solo una misura “relativa”, non assoluta. Potremmo dire che vi sono un’infinità di “tempi” diversi nelle varie galassie dello spazio. Tutti questi tempi legati al luogo fisico di appartenenza con cui ogni ipotetica creatura di ogni singolo pianeta deve fare i conti, non sussistono più se riferiti all’eternità di Dio, dove è Dio stesso il Tempo. Il Riferimento per eccellenza. La convivenza di queste due nature nella nostra persona non è semplice. Lo spirito nostro dall’accettazione del Signore13 viene direttamente plasmato dallo Spirito Santo14. Questo sia in 11 1Corinzi 15:51-52 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati 12 Filippesi 3:12 Non che io abbia già ottenuto il premio, o sia già arrivato al compimento, ma proseguo per poter afferrare il premio, poiché anch'io sono stato afferrato da Gesù Cristo. 13 Vedi per esempio l’episodio di Nicodemo in Giov.3, dove Gesù parla di rinascita in spirito. Questa accettazione si esprime di solito nel primo passo del battesimo. 14 2Corinzi 3:18 E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore. 15 Diretta, saltando l’aspetto cosciente raziocinante; questo infatti potrebbe esercitare un filtro, un freno eccessivo all’attività di Dio oppure potrebbe esaltarsi col rischio poi di insuperbirsi e perdersi. 16 Matteo 26:41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione, poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole 17 2Corinzi 4:7 Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l'eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi. 5 conosce le cose dell'uomo, se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così pure nessuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio. Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, affinché conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio. Di queste anche parliamo, non con parole insegnate dalla sapienza umana ma insegnate dallo Spirito Santo, esprimendo cose spirituali con parole spirituali. Or l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente. Ma colui che è spirituale giudica ogni cosa ed egli non è giudicato da alcuno. Infatti chi ha conosciuto la mente del Signore per poterlo ammaestrare? Or noi abbiamo la mente di Cristo. (1 Corinzi 2:9-16) Allora cosa posso “fare” ricordando una persona cara davanti al Creatore? Che altro se non pregare per lei? E da dove viene questo versamento d’amore verso quella persona se non da Dio stesso che è l’origine e il compimento dell’amore stesso? E’ una specie di dolce vortice d’amore che tutto trasforma in vita. Allora non c’è più distinzione tra me, il Signore, la persona ricordata, lo scambio d’amore che sta avvenendo… Il mio pensiero (per esempio “Signore benedici quella persona”) è perfettamente intonato ed inserito nella volontà di Dio se in quel momento il mio cuore me lo suggerisce e sicuramente qualcosa avviene nell’eternità per la persona ricordata. Non so come e quando questo avvenga però lo so, per fede e per comunicazione nel cuore. Che agli occhi della persona terrena sia impossibile pregare per chi è morto è logico; ma per la persona spirituale, saldamente unita allo Spirito di Dio nulla è impossibile. “e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo le cose che gli sono gradite” (1Giovanni 3:22). Pensiamo a chi è morto di gravi malattie o di morti violente o per suicidio. Ebbene io ho fiducia in Dio che le nostre preghiere possano ancora aiutarlo. Infatti credo che Dio stesso abbia verso queste anime una cura particolare e ce la voglia far conoscere permettendoci anche di partecipare al suo meraviglioso piano di salvezza. Ma fino a che punto possiamo “incidere” con la preghiera i fatti e le situazioni? Secondo me la preghiera è sempre in inserimento nell’attività salvifica e d’amore di Dio che non avrebbe limiti. Egli stesso però si è “imposto” per così dire, un limite, ovvero la libertà nostra, il libero arbitrio, la possibilità per ogni creatura di scegliere del proprio destino. La nostra preghiera allora, come ogni azione di Dio, si fermerà di fronte alla volontà diversa della persona di cui stiamo pregando. Non tutti si aprono alla conoscenza di Dio ed al Suo amore. Alcuni preferiscono credere in altre cose o non credere affatto. Se questa scelta è un inganno del maligno io posso pregare affinché l’inganno sia reso manifesto e la persona possa rendersi conto e operare una scelta equilibrata; ma se quella persona sceglie coscientemente di non voler ascoltare Dio, allora le mie preghiere possono ben poco. Questo non è certo per incapacità di Dio, ma per la suprema espressione dell’amore che è appunto il rispetto della volontà altrui, la libertà. Cari amici, per non rendere troppo pesante le nostre chiacchierate, per ora mi fermo qui.. Lodiamo insieme il Padre celeste che accoglie in ogni tempo chiunque a Lui si rivolge, con le parole di Davide: “A te, o DIO, spetta la lode in Sion; e saranno adempiuti i voti davanti a te. A te, che esaudisci la preghiera, verrà ogni creatura. I peccati mi avevano sopraffatto, ma tu provvedi il perdono per le nostre trasgressioni. Beato l'uomo che tu scegli e fai avvicinare a te, perché abiti nei tuoi cortili; noi saremo saziati dei beni della tua casa, delle cose sante del tuo tempio.” Salmo 65:1-4 Vorrei lasciare aperto questo argomento ponendo una domanda a me stesso e a voi, che a Dio piacendo svilupperemo in futuro: “Abbiamo parlato di ‘eternità’ come fosse ‘un tempo all’infinito’; ma ‘eternità’ e ‘tempo’ sono davvero così simili? Qual è la differenza, se c’è, tra questi due concetti?” PADRE PIO: DEVOZIONE IN NUMERI - (Da un trafiletto su “TV Sorrisi e canzoni”) i milioni di pellegrini che ogni anno visitano la tomba di Padre Pio 7 2.156 i gruppi di preghiera di Padre Pio in tutto il mondo i monumenti dedicati a Padre Pio in tutto il mondo 210 le biografie dedicate al Frate di Pietrelcina 200 3.000 i siti Internet I MILIARDI DI LIRE DEL GIRO D'AFFARI DELLA VENDITA DI IMMAGINI, 150 STATUE, SANTINI gli alberghi e le pensioni di San Giovanni Rotondo (26.000 abitanti) 96 i miliardi di lire spesi per la costruzione della nuova chiesa progettata da Renzo Piano 30 DOMANDA DELLA PIC: QUESTO CULTO ALLA CREATURA, PIACERA’ A DIO? 6 CONOSCIAMO LA BIBBIA Semplici consigli introduttivi alla conoscenza e all’uso della Bibbia liberamente tratti ed elaborati da “La Bibbia: 18 istruzioni per l’uso” di Jean Claude Verrecchia – Ediz. ADV –FI Ma che cos'è questo patto di cui si parla? Si tratta in realtà di un contratto stipulato fra Dio e il suo popolo, il popolo d'Israele. La Bibbia infatti è tutto tranne che un libro astratto. Essa non parla di Dio come i filosofi o i teologi. Quando lo fa è tramite la storia degli uomini. Raccontando la storia di un popolo e delle sue relazioni con Dio, l'Antico Testamento ci presenta in qualche modo un contratto di riferimento o un contratto tipo che può anche valere per il lettore. Il contratto è stato raramente rispettato dagli ebrei. Proprio questo è l'aspetto interessante altrimenti non ci sarebbe una storia, in tutti i sensi del termine. Quindi nell'Antico Testamento non si trovano soltanto i progetti di Dio, le sue direttive, ma anche i tradimenti dell'uomo, le sue sconfitte, le sue gioie e i suoi successi. L'Antico Testamento è come la storia d'amore di una coppia. I suoi contrasti sono frequenti. Non immaginate un rapporto all'acqua di rose. Nulla viene risparmiato al lettore. A volte dovrete accettare di prendere in testa un piatto che vola. In questo ci si renderà conto ancora meglio di quali siano le parti in causa. Poiché l'Antico Testamento racconta la storia del popolo ebraico, vengono citati soltanto i popoli più vicini. L'Antico Testamento non ha alcun motivo di preoccuparsi degli incas o dei cinesi. Non riporta la storia dell'umanità, ma solo la storia di quel popolo. Inoltre, in questa storia, viene preso in considerazione soprattutto ciò che si riferisce al patto suddetto e alle relazioni fra il popolo e Dio. Si dice a volte che la storia raccontata è sacra, non perche sia perfetta o descriva situazioni ideali, ma perché prende in considerazione essenzialmente ciò che è significativo in rapporto ai termini del patto. Tramite questa storia, che in partenza non è la mia, scopro Dio che agisce. Lo vedo reagire nei confronti dell'immoralità umana. Lo vedo prevenire, consigliare, educare, attendere, arrabbiarsi. Scopro anche l'uomo, nelle sue lotte, nelle sue resistenze, nei suoi tradimenti e nelle sue speranze. lo posso isolare le forze che fanno la sua storia, comprendere la ragione dei suoi errori, ispirarmi al- le sue vittorie. Questo è il quadro generale. La sala A è imponente. I libri sono classificati in varie sezioni, secondo la seguente collocazione: Avete appena acquistato una Bibbia. In realtà non avete acquistato un libro ma una biblioteca19 che contiene diverse decine di libri, secondo le versioni. In questo capitolo vi propongo una visita guidata in questa nostra Grande Biblioteca. Entrando nella struttura sorge spontanea una domanda: come sono classificati i documenti? I libri che compongono la Bibbia non sono dei capitoli di una stessa opera, scritti da un medesimo autore e nella stessa epoca. Questa biblioteca si è costituita in un lungo lasso di tempo (diversi secoli). Originariamente, ogni libro -dovremmo piuttosto dire ogni rotolo -sussisteva indipendentemente dagli altri. Il loro raggruppamento è stato realizzato solo più tardi. È assolutamente necessario tenere presente che la classificazione non è cronologica, ma per categorie. Ciò significa che i libri non sono stati classificati secondo la data di redazione ne secondo l'epoca che descrivono. Infatti dei libri che si riferiscono a uno stesso periodo possono risultare molto distanti gli uni dagli altri; libri scritti in epoche molto diverse possono trovarsi vicini. Ciò che ha prevalso nella classificazione è il genere letterario del libro, non il suo contenuto, o l'epoca a cui si riferisce o quella della sua redazione. La nostra Grande Biblioteca si divide in due sale molto vaste: l'Antico Testamento e il Nuovo Testamento. VISITA ALLA SALA A (ANTICO TESTAMENTO) Il termine «testamento», tradizionalmente utilizzato, è infelice. Oggi, un testamento è un documento ufficiale molto importante, che regola la procedura di successione di un individuo alla sua morte. Il temine latino testamentum, da cui deriva il nostro «testamento» traduce in realtà il vocabolo greco diathèke che ha il duplice significato di «testamento» e «patto». La nostra prima sala potrebbe benissimo chiamarsi sala dell'antico (o primo) patto, o più precisamente ancora sala che contiene i libri relativi al primo patto. Si percepirebbe così il carattere multiforme di questo primo insieme. Si eviterebbe anche un approccio che spesso è troppo riduttivo, come se l'insieme provenisse da un unico autore e fosse stato scritto in una stessa epoca e lingua. Ordine delle Bibbie basate20sulla versione greca detta dei “Settanta” 20 Versione greca detta “Septuaginta” o versione dei “Settanta” (LXX): è così chiamata perché secondo una leggenda contenuta nella “Lettera di Aristea” (2° Sec. a. C.) il Pentateuco sarebbe stato tradotto in greco da 72 anziani; 6 per ogni tribù di Israele, fatti venire dalla Palestina ad Alessandria d’Egitto sotto gli auspici di Tolomeo II Filadelfo (285-247 a.C.) […] Viene detta anche “Alessandrina” dal luogo dove fu scritta. […] – Nota tratta dal Dizionario Biblico – Claudiana, dove troverete ampie spiegazioni sulle lunghe traversìe delle tante traduzioni. 18 “Dottore di scienze religiose presso la facoltà di teologia protestante di Strasburgo è anche uno degli autori del “Dizionario enciclopedico della Bibbia”. Attualmente collabora alla preparazione di una nuova traduzione della Bibbia.” 19 Il termine Bibbia deriva dal greco ta biblìa che significa «i libri». Trascritto in latino bibìla venne considerato un femminile singolare, da cui deriva quindi la parola Bibbia in italiano. 7 Prima sezione -La legge o Pentateuco (nome attribuitogli da Tertulliano (155-222 d.C.), e designava inizialmente i cinque contenitori in cui erano inseriti i libri della legge) Sono libri introduttivi: da dove proviene il popolo che Dio ha scelto? Chi sono i padri fondatori? Dio come ha scelto questo popolo? Quali sono i termini del patto? Seconda sessione: Libri storici Fino ai libri dei Re si tratta essenzialmente della storia dell'insediamento del popolo ebraico in Palestina, prima sotto la guida di Giosuè, poi sotto quella dei Giudici come Samuele. Successivamente si instaurerà la monarchia, guidata dal ministero profetico di Elia ed Eliseo,. Si tratta anche della storia delle relazioni fra le dodici tribù e il racconto delle loro lotte interne. Esdra e Neemia (con Daniele nella versione ebraica) risentono del periodo doloroso, l'esilio, in cui sono stati composti. Ma il loro messaggio è ricco di speranza perché il popolo è ritornato in Palestina. Le Cronache riportano la storia dei re concentrandosi sul regno di Davide e dei suoi successori. Terza sessione: Libri poetici I primi tre libri di questa sezione costituiscono una sorta di antologia poetica in cui l'animo umano reagisce nei confronti delle circostanze della vita. Il Cantico dei Cantici, il Qoelet (nella vers. ebraica assieme al libro di Rut, le Lamentazioni ed Ester) vengono definiti con il termine ebraico megillot (i rotoli) .Essi venivano letti preferibilmente in occasione delle grandi feste religiose Quarta sessione: Libri profetici Tre grandi libri, Isaia, Geremia ed Ezechiele, introducono la parte essenzialmente profetica, seguiti da quelli che a volte sono stati definiti i dodici profeti minori, soltanto a causa della mole più limitata dei loro scritti. (Il testo dei dodici profeti minori ci è pervenuto in una raccolta unica, ma la loro classificazione può variare) Tutti questi libri contengono gli avvertimenti e i richiami di Dio. Spesso riguardano tempi difficili. Illustrano la realtà ma lasciano anche intravedere la speranza in un futuro migliore, in cui Dio ristabilirà tutte le cose. 8 Libri apocrifi (o deuterocanonici) Troveremo questi libri nelle Bibbie cattoliche e più raramente in quelle protestanti. Due di questi (Ester e Daniele) sono degli ampliamenti in greco di libri già esistenti in ebraico. Molto spesso, come i Maccabei che sono quasi gli unici documenti che si riferiscono alla rivolta ebraica (175-135 a.C.), questi libri presentano l'evoluzione dell'ebraismo nei tre secoli che precedono l'era cristiana. La Sapienza e il Siracide assomigliano al libro dei Proverbi. Baruc e la Lettera di Geremia utilizzano lo pseudonimo (uso del nome di un personaggio celebre) per esortare il popolo emetterlo in guardia dall'idolatria. Infine Giuditta e Tobia presentano, prendendo spunto da un personaggio, come Dio accordi la salvezza in situazioni molto difficili. VISITA ALLA SALA N (NUOVO TESTAMENTO) Il quadro in cui si inserisce il patto -il contratto di riferimento evocato per la prima sala -ha subìto un'evoluzione. Se nell'Antico Testamento si può dire che Dio abbia firmato un contratto con il popolo d'Israele, nel Nuovo Testamento Dio viene a vivere fra gli uomini nella persona di Gesù di Nazaret. Non ci sono più intermediari ma si stabilisce una relazione diretta, che trasforma tutto. Il Nuovo Testamento racconta questa incursione di Dio nella storia degli uomini. Questa sala contiene solo 27 libri, molti meno della prima. Ecco come sono classificati: Prima sezione -I Vangeli La vita di Gesù di Nazaret, vista da quattro autori diversi. Attenzione! I vangeli non sono delle biografie del Cristo, in questo caso sarebbe stato sufficiente un unico vangelo. Naturalmente riportano fatti storici, ma sempre nell'ottica della fede. Seconda sezione -Gli Atti degli Apostoli Una sezione per un solo libro, che in realtà è il secondo volume del vangelo di Luca. Si tratta del racconto delle origini del cristianesimo: le sue prime gioie, le sue prime crisi, la sua espansione in tutto il bacino del Mediterraneo. Terza sezione -Le lettere (o epistole) Neanche le lettere sono classificate cronologicamente, ma secondo la loro lunghezza, dalla più lunga alla più corta, almeno per quelle attribuite solitamente a Paolo. Le lettere del Nuovo Testamento, redatte principalmente da Paolo, Pietro e Giovanni, sono scritti di circostanza. Sono state poste delle domande agli apostoli ed essi hanno risposto; sono sorti dei problemi ed è stato necessario trovare una soluzione; sono stati dati degli avvertimenti perche si evidenziavano forme di eresia. Quarta sezione -L. Apocalisse di Giovanni Ancora una sezione per un solo libro non classificabile. L' Apocalisse è il libro della Bibbia più difficile da comprendere. Si presenta come la rivelazione di Ges ... ù Cristo, con simboli e visioni straordinarie . 9 Dio abbia creato ma, in definitiva, che Dio è all'origine di tutto. L 'epopea (come /'Iliade e /'Odissea) Almeno nei suoi primi capitoli il libro di Giosuè è una vera epopea che racconta la conquista della terra promessa: eroi valorosi, guerre, vittorie ma anche, a volte, sconfitte. Gli annali (come La Guerra del Peloponneso) L'ebraico utilizza un'espressione molto bella: «Iil bro di parole, atti e giorni» (cfr. 1 Re 14:19). Si potrà inserire in questa categoria letteraria la maggior parte dei libri dei Re che raccontano i fatti e le gesta dei re di Giuda e di Israele e i libri delle Cronache. Contrariamente agli annali reali del vicino oriente antico, e più tardi agli annali dei nostri re, quelli biblici raccontano non solo gli atti gloriosi ma anche gli errori. I SALMI La parola «salmo» deriva dal greco psalterion che significa «canto accompagnato dalla cetra». In altre parole quando aprite il libro dei Salmi, il libro più lungo della nostra Grande Biblioteca, sarà come aprire la partizione di un'opera musicale. Per essere più precisi avete davanti a voi 150 brani musicali de- stinati a essere cantati. Putroppo rimangono solo le parole. La musica è andata persa. È come se possedeste il libretto del Flauto magico senza la musica di Mozart! Naturalmente non potrete leggere i Salmi come il libro di Giosuè. In questa raccolta -una vera antologia composta in un periodo di più di mille anni -troviamo diversi tipi di salmi: I salmi di lode I salmi che appartengono a questo gruppo iniziano spesso con un verbo nella forma imperativa (cfr. Salmi 96, 98, 105, 106, 107). Poi vengono ricordati la grandezza di Dio e i suoi interventi positivi. Nell'ultima parte si evoca spesso la sorte dei nemici o degli oppositori. Altri salmi di questo genere sono stati scritti in prima persona, cioè da qualcuno che ha espresso la sua fiducia in Dio. l salmi regali Questi salmi hanno come soggetto il re o la fami- glia reale. Si evoca generalmente l'ascesa al trono del monarca. I salmi 2, 72 e soprattutto 110 appartengono a questa categoria. I cristiani li hanno spesso riletti attribuendo loro un significato messianico. l salmi di apparizione Spesso l'apparizione di Dio viene descritta in un contesto in cui si scatenano gli elementi naturali (fuoco, vento, terremoto, temporale). Si tratta generalmente di un Dio che viene presentato come un vincitore (o colui che ha permesso la vittoria). Il salmo 18 ne è un esempio. l salmi della città e del tempio In questi poemi si fa l'elogio di Gerusalemme e del tempio. Questi salmi erano probabilmente cantati in occasione dei viaggi dei pellegrini verso la città santa (cfr. Salmi 46, 76, 125, 137). l salmi di suppliche Sono degli SOS. Si potranno leggere le grida di dolore dell'uomo colpito dalla malattia, i lamenti dell'uomo minacciato o abbandonato, i gemiti dell'uomo vittima dei rimorsi, i timori dell'uomo minacciato da nemici potenti (cfr. 6, 13, 71, 102, 120). LE LETTERE Il genere epistolare caratterizza soprattutto il Nuovo Testamento. Le lettere costituiscono un terzo dei libri della sala N. Alcune lettere sono private, come quelle di Paolo a Filemone. Molti sono scritti occasionali, inviati a varie comunità. Leggere una lettera che non è stata indirizzata a voi è quasi come ritrovarvi in un posto in cui non siete stati invitati. Entrate quindi in punta di piedi. Fatevi presentare. Imparate a conoscere le UNA BIBLIOTECA INCOMPLETA La nostra Grande Biblioteca che abbiamo appena visitato non è una biblioteca nazionale che riunisce tutte le pubblicazioni dell'antico Israele e degli inizi del cristianesimo. Alcuni libri sono andati persi. Altri sono stati scartati. Altri addirittura non sono stati scritti. I libri persi dell' Antico Testamento L'Antico Testamento fa allusione a dei libri di cui abbiamo perso completamente le tracce: -il Libro del Giusto, citato in Giosuè 10:13 e in 2 Samuele 1:18; -il libro degli Atti di Salomone, citato in 1 Re 11:41; -il commentario del profeta Iddo, citato in 2 Cronache 13:22; -il commentario del libro dei Re, citato in 2 cronache 24:27. I libri eliminati dall' Antico Testamento: quadro storico del problema: Spesso in certi periodi di crisi si devono adottare misure drastiche. Ciò si verificò alla fine del I secolo dell'era cristiana. Il tempio di Gerusalemme, luogo prestigioso che era l'orgoglio degli ebrei e rappresentava il centro del loro culto, era stato distrutto dai romani nell'an- no 70. Erano passati molti anni senza che si fosse manifestato il desiderio di ricostruirlo. La fede ebraica era quindi minacciata di estinzione, tanto più che all'interno stesso dell'ebraismo si stava sviluppando velocemente una corrente: quella degli ebrei che avevano accettato Gesù di Nazaret […..] VARI GENERI LETTERARI È necessario ribadirlo: la classificazione dei libri della Bibbia non è cronologica ma è stata realizzata per categorie. Nella Bibbia si individuano vari generi letterari ed è in base a questo criterio che sono stati suddivisi i diversi libri, anche se tale classificazione spesso è poco chiara al lettore contemporaneo. Una lista completa di questi generi richiederebbe diverse pagine. Mi limiterò quindi all'essenziale. Per non rischiare di commettere gravi errori nella lettura e nella comprensione del testo ogni lettore della Bibbia deve capire a quale genere letterario appartiene n passo o n libro che sta esaminando. Non si può leggere La Guerra del Peloponneso di Tucidide come si leggono I Malavoglia di Verga; non si leggono I promessi sposi di Manzoni come si legge La trilogia della Fondazione di Asimov; non si legge neanche Dei delitti e delle pene di Beccaria come L 'Iliade e L'Odissea di Omero. Ecco i principali generi letterari che possiamo trovare nella nostra Grande Biblioteca. IL RACCONTO Il genere lettarario del racconto non è costante. Può assumere forme diverse. Si noterà fra l'altro: Il racconto eziologico (o delle origini) Esso spiega l'origine di un'abitudine odi un luogo. Le prime pagine della Bibbia, ad esempio, servono a spiegare l'origine del mondo, poi tramite la storia dei patriarchi quella del popolo ebraico. Questa spiegazione può utilizzare elementi storici, ma non mira a scrivere la storia, almeno non nel senso moderno del termine. Leggere le prime pagine della Genesi, per sapere come Dio ha creato il mondo, significa considerare il testo per ciò che non vuole dire. Il suo obiettivo non è quello di raccontare come 10 speranza. Non è facile comprenderli. Vengono utilizzati molti simboli. I nemici di Dio e del suo popolo sono bestie terribili. Un dragone orribile rappresenta le forze del male. L 'idolatria è simboleggiata da una prostituta. Per definire Dio, l'autore è limitato dalle parole. Non gli rimane che utilizzare questa grande quantità di simboli per tentare di far comprendere I 'indescrivibile. Per il lettore sarà fondamentale decodificare il testo non per fare il Nostradamus e pretendere di co- noscere il futuro, ma per scoprire il soggetto di questa rivelazione, il Cristo stesso. parti in causa. Non vi intromettete nella conversazione. Ascoltate e cercate di capire. Il genere epistolare è spesso complesso. Questa o quella lettera possono implicare altri generi letterari. È il caso, ad esempio, della lettera ai Filippesi che contiene un famoso inno alla gloria del Cristo (cfr. Filippesi 2 :6-11) . I VANGELI Il genere dei vangeli In origine la parola «vangelo» si riferiva all'annun- cio di una buona notizia, come la vittoria di un eser- cito. Il corridore di Maratona, partito verso Atene per annunciare la vittoria di Milziade sui persiani, fu un evangelista, un messaggero del vangelo, perche portava una buona notizia. Marco utilizza il termine «vangelo» all'inizio del suo libro. Conferma il significato del vocabolo che è già stato utilizzato da Paolo prima di lui. Il Vangelo è l'intervento liberatore di Dio nella persona di Gesù di Nazaret. È la vittoria sulle forze del male. Anche se il termine «vangelo» nel Nuovo Testamento non rin- via a questo genere letterario in quanto tale, a parti- re dal II secolo servirà per designare i quattro libri che raccontano questa venuta e la vittoria di Gesù. I quattro vangeli rivelano una ricchezza letteraria insospettata. Possiamo individuare vari generi: Discorsi Il più celebre dei discorsi di Gesù è la versione che dà Matteo del sermone sulla montagna (cfr. Matteo 5- 7) . Parabole Le parabole sono rivolte soprattutto ai discepoli di Gesù. Con semplici esempi, che sono tratti dalla vita quotidiana, vogliono esprimere, nonostante le difficoltà, la gioia della salvezza e la speranza del regno di Dio. Potete leggere anche le parabole del regno, riunite da Matteo nel capitolo 13 del suo vangelo. Racconti di miracoli Non si tratta di raccontare atti magici, ma di mo- strare che la parola di Gesù è decisiva per dominare la malattia, la morte o gli elementi naturali. I racconti dei miracoli sottolineano molto spesso quanto la fede di colui che ha beneficiato del miracolo sia sta- ta determinante. Essa è la causa scatenante21 Dialoghi Questa forma letteraria viene privilegiata nel quarto vangelo. Gli incontri fra Gesù e Nicodemo (cfr. Giovanni 3), Gesù e la donna samaritana (cfr. Giovanni 4) sono fra i più significativi. IL GENERE APOCALITTICO Ecco un genere letterario particolare, molto in voga in certi ambiti ebraici, fra il 200 a.C. e il I secolo della nostra era. Ne troviamo già delle tracce nell'Antico Testamento, in particolare nei libri di Daniele e Zaccaria Nel Nuovo Testamento, invece, si pensa evidentemente al libro che conclude la Bibbia, l'Apocalisse di Giovanni. Ma alcuni passi dei vangeli rivelano lo stesso genere, in particolare i discorsi sulla fine dei tempi comuni ai vangeli di Matteo (24), Marco (13) e Luca (21). In origine il termine «apocalisse» significava rivelazione. Questi testi rivelano l'opera di Dio nel pre- sente, nel passato e nel futuro. È il suo intervento nella storia dell'umanità. In definitiva è la figura del Cristo stesso. Le prime parole dell'Apocalisse di Giovanni sono significative: «La rivelazione di Gesù Cristo...» (Apo- calisse 1: 1 Luzzi) .Questi testi possono descrivere scene terribili, ma devono essere letti come un messaggio di ALCUNI CONSIGLI PER LA LETTURA Dopo aver visitato una biblioteca così grande e così varia, nasce il desiderio -spero irresistibile di iniziare immediatamente la lettura. Ecco alcuni con- sigli per l 'utilizzazione dei libri di questa nostra Grande Biblioteca. 1. Createvi un piano per la lettura La Bibbia non è un libro che deve essere letto tutto d'un fiato, dalla prima riga della Genesi all'ultima dell'Apocalisse. Ora sapete che la cronologia non viene rispettata per la classificazione dei libri. Ecco quindi una proposta di piano di lettura: -Introduzione al patto Genesi, Esodo, Giosuèo -periodo dei re e dei profeti 1 e 2 Samuele, 1 e 2 Re, Amos, Michea. -periodo della rlcmtruzlone Esdra, Neemia, Estero -L 'epoca del Messia Il vangelo di Marco. -tempo della chiesa Gli Atti degli Apostoli e le lettere (dalle più corte alle più lunghe) o -periodo della maturJzione e de1l'incontro Il vangelo di Giovanni. 2. Leggete la Bibbia senza preoccupazioni storiche o cronologiche Potete leggere i seguenti libri senza preoccuparvi dei problemi storici o cronologici: Giobbe, Salmi, Proverbi, Qoelet, Cantico dei Cantici. 3. Ponetevi sistematicamente la domanda del genere letterario Che cosa sto leggendo? Un poema, un'epopea, una parabola, un racconto eziologico (cioè delle origini)? Non è sempre facile rispondere a questo in- terrogativo fondamentale. Le Bibbie da studio ci daranno indicazioni molto utili. 4. Non esitate a gironzolare fuori dal percorso prestabilito Leggere la Bibbia deve essere essenzialmente un'esperienza di gioia e di libertà. Spesso, uscendo dai sentieri segnalati, si fanno le scoperte più belle. Avrete già compreso che la Bibbia è un libro straordinario per ricchezza e diversità. Purtroppo a volte lo riduciamo a un libro noioso e senza attrattive! Qualunque sia la vostra formazione, qualunque siano i vostri centri di interesse, sarebbe il colmo se nulla in questa straordinaria biblioteca non dovesse attrarre la vostra attenzione. La prima visita alla nostra Grande Biblioteca è terminata. BUONA LETTURA! 21 È talmente vero che in Luca 8:43-48 il miracolo si produce quasi contro la volontà di Gesù. 11 ELABORAZIONE QUESTIONARIO (RISPONDE ANGELO GALLIANI)22 LA PORNOGRAFIA È UN PECCATO? COME LIBERARSENE? La questione presenta numerosi aspetti, meritevoli di essere trattati singolarmente. A- Il concetto di "peccato" non può essere ricondotto ad una cosa, bensì ad un atteggiamento dell' animo umano. Come giustamente disse Gesù, in risposta ai super zelanti uomini religiosi del suo tempo, "Niente di ciò che entra nell'uomo dall'esterno può farlo diventare impuro. Piuttosto, è ciò che esce dal cuore che può rendere impuro un uomo" {Marco 7:15-16). Dunque non può essere una foto o un film o un libro a re11dermi "peccatore", ma I'atteggiamento con cui mi pongo davanti a tali cose. Questo discorso mi ricorda quel che successe ad un mio vecchio col- lega di lavoro. Egli, cattolico fervente, giunse quasi a litigare coi propri compagni d'ufficio a causa di uno di quei calendari tanto di moda oggi, riportanti foto di donne che "hanno caldo" in tutte le stagioni. Ebbene, mentre per lui quel calendario costituiva una continua minaccia alla sua integrità morale (motivo per cui voleva toglierlo), per i suoi compagni di stanza non era che un banale accessorio, su cui di tanto in tanto gettavano distrattamente 10 sguardo. B- Esiste in Natura qualcosa di "osceno", e che quindi non si debba guardare? Se rispondessimo di sì, come faremmo poi a non attribuire a Dio la responsabilità ( e quindi la colpa) di un tale misfatto? Per chiarire meglio il mio pensiero vorrei qui ricordare un famoso passo della Genesi, secondo cui Adamo ed Eva, in virtù della loro iniziale innocenza d'animo, "Erano nudi, ma non ne avevano vergogna" (Genesi 2:25). n concetto che qui emerge, pur nella sua semplicità, non è affatto banale. Si potrebbe dire che l'innocenza d'animo può rendere l'uomo sereno e inattaccabile di fronte a qualunque "oscenità". E' dunque la malizia la vera responsabile del peccato, e non la condizione di nudità, propria o altrui Con altre parole, anche l' apostolo Paolo illustra il medesimo concetto quando sostiene che "Tutto è puro per chi è puro" (Tito 1: 15), oppure quan- do afferma: "lo sono pienamente convinto, come ha detto il Signore Gesù, che niente è impuro di per se. Ma se qualcuno pensa che una determinata cosa sia impura, per lui lo è" (Romani 14: 14). Egli sostiene così il principio secondo cui la condizione di peccato non è codificabile in modo assoluto, ma dipende strettamente dalla coscienza, dalla conoscenza e dalla sensibilità individuali. C- Di primaria importanza, ai fini della valutazione spirituale di una data cosa, è anche il posto che essa occupa nella nostra vita. Infatti, a ben vedere, tutto può costituire per noi un "peccato", persino il lavoro, la famiglia, lo sport, gli affetti. ..Con ciò intendo affermare che può esserci qualcosa di perverso non tanto nella cosa in se, quanto nel ruolo che noi stessi le abbiamo asse- gnato. Anche cose apparentemente giuste od innocenti, dunque, possono diventare altrettanti idoli che, sostituendosi a Dio, dominano 22 Per chiunque volesse contattarlo ecco l’indirizzo: Via del Bricchetto, 9 – 00053 Civitavecchia (Roma) 12 e rovinano l' intera nostra esistenza. Certi eccessi, di stampo maniacale, possono perciò verificarsi a tutti i livelli e in tutti i campi della nostra vita, e non solo nella sfera della sessualità, reale o "irtuale che sia. D- La Bibbia, comunque, ci mette in guardia (~on chiarezza. Giovanni infatti scrive: "Questo è il mondo: voler soddisfare il proprio egoismo) accendersi di passione per tutto quel che si vede" ( 1 I\ Giov. 2: 16). Con tale affermazione vient:' stigmatizzata quella voglia sfrenata, cioè mai de- finitivamente soddisfatta, che può spingerci a vedere tutto ciò che riteniamo "bello", o "interes- sante", o "stimolante"... Questa "smania", che può avere per oggetto non solo la pornografia, ma anche le persone, gli spettacoli, i viaggi, le o}')ere d'arte, ecc., può facilmente diventare uno sco- po di vita. In tali casi diveniamo come malati tormentati da una "febbre" che non ha requie. Essa ci sospinge continuamente alla ricerca di nuove emozioni, senza le quali la quotidianità ci sembra grigia ed inutile. Causa di una situazione di questo genere è, ovviamente, il vuoto interiore cioè un ? esistenza vissuta senza Dio, Se}1ZR ideali e, quindi, solo in funzione di se stessi. E- Quanto detto ai punti precedenti non deve comunque indurci a tacere su un ulteriore aspetto della questione, anch'esso profondamente negativo: la mercificazione dell'essere umano. Oggi intorno alla pornografia fioriscono affari che ammontano a migliaia di miliardi e che coinvolgo- no milioni di persone (non tutte consenzienti!). L 'interesse economico, come purtroppo è ben noto, costituisce una forza schiacciante in grado di esercitare la sua nefasta pressione sugli ani- mi più deboli, sulle coscienze meno scrupolc\se, sulle tasche più vuote. ..Avviene così, col con- senso di un largo mercato (anche legale!), che tanti giovani, e persino tanti bambini, vengano trattati come oggetti, a volte fino al punto da far perdere loro ogni forma di dignità umana. Co- me avviene nel campo della prostituzione, tutto questo non sarebbe possibile se non ci fosse una vasta ed affezionata clientela, formata magari da tanti "rispettabili" ed insospettabili cittadini! ... F- Un ultimo punto penso sia il caso di spenderlo riguardo alla domanda sul come ci si possa eventualmente liberare dalla pornografia, intesa come in sana abitudine personale. n problema è simile a quello che si presenta quando ci si voglia liberare dalla droga, o dalle sigarette, o dall'uso di sostanze alcoliche, ecc. Dal punto di vista cristiano, ritengo che il vero obiettivo non sia tanto quello di effettuare una riforma morale delle nostre abitudini di vita (per quanto ciò possa essere socialmente e psicologicamente consigliabile). n vero obiettivo dell'uomo dovrebbe invece es- sere quello di vivere con una coscienza pura! Ebbene, la Bibbia e la nostra stessa esperienza insegnano che l' essere umano non è in grado di liberare se stesso, e che ogni sforzo di "svuotarsi" dal male è destinato a fallire. In realtà è solo la "pienezza" di Dio che può allontanare da noi ogni forma di male. La presenza in noi dl~1 suo Spirito e della sua Parola sono il miglior "antidoto" in assoluto per tenerci al sicuro da ogni forma di egoismo, di malvagità, di perversione. ..Per lottare contro il male l'unica strada possibile per noi è quella di credere in Gesù Cristo ed essere animati dal suo stesso amore. Così la nostra vita verrà trasformata in un meraviglioso e prezioso servizio a favore di quanti sono intorno a noi. (A.G.) COS ' È CHE FA ESSERE UN UOMO PIÙ MALVAGIO DI UN ALTRO ? Qui si potrebbe rispondere in due modi, ambedue corretti, a seconda che si dia alla "malvagità" un significato sociale o spirituale. Se la "malvagità" è intesa in senso sociale, se cioè è messa in relazione con la gravità dei crimini commessi (Codice Penale alla mano ), allora il diverso livello di "malvagità" non può che essere il risultato della intrinseca diversità umana. Se non esistono due individui esattamente identici fra loro ( considerando tutti i fattori che possono incidere sulla persona: genetici, caratteriali, psicolo gici, famigliari, sociali, culturali, storici, geografici. ..), non si vede perche il livello di "malvagità" dovrebbe essere lo stesso. Se invece la "malvagità" è intesa in senso spirituale, allora dobbiamo rivederne il concetto alla luce della parola di Dio. La Bibbia, infatti, molto recisamente afferma: "Non c'è nessun giusto, neppure uno" (Romani 3:10). "Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3 :23). Inoltre Gesù dichiara: "Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde" (Matteo 12:30). Queste affermazioni, a ben vedere, contrastano con la nostra esperienza quotidiana e con le idee che, in base ad essa, ci facciamo. Secondo Dio, dunque, sembrano esistere solo due categorie di persone: quelle che accolgono la Sua grazia liberante e rigeneratrice, .e coloro che invece non lo fanno. Nella parabola del giudizio (Matteo 25:31-46) l'umanità viene simbolicamente divisa in "pecore" e "capri": le prime vengono accolte da Dio, mentre i secondi vengono respinti, senza alcuna via di mezzo, senza nessuna delle numerose alternative che a noi sembrerebbero fare tanto comodo. .. Possiamo perciò concludere che esiste una notevole differenza di vedute tra noi e Dio riguardo a ciò che debba intendersi per "malvagità". Per convincersene ulteriormente, basti riflettere sui famosi Dieci Comandamenti, sintesi schematica della volontà di Dio, e confrontarli con la morale comune, o con le leggi umane. Noi avremmo mai messo sullo stesso piano il furto e il mancato rispetto verso i propri genitori, o l' omicidio e la mancata osservanza del giorno del riposo ? ...E nei nostri tribunali potrà mai essere accusato chi desidera la roba degli altri o si rifiuta di offrire il proprio culto aDio ? ...La verità, dunque, è che i nostri criteri di giudizio sono assai diversi da quelli del Signore. Ma questa, in fondo, è cosa nota. Gli effetti del peccato, infatti, non si evidenziano solo in certi comportamenti sbagliati, ma anche (per non dire soprattutto) nei valori e nei sentimenti da cui siamo permeati. Dunque facciamo attenzione quando, come il famoso fariseo della parabola (Luca 18:9-14) pensiamo di meritare qualcosa davanti a Dio, o ci sentiamo tanto migliori degli altri! (A.G.) “QUANDO DIO NON INTERVIENE PER SALVARE UN BAMBINO, UN ADULTO O UN VECCHIO, DA QUALSIASI TIPO DI SOFFERENZA FISICA O PSICOLOGICA (FAME, MALATTIA, VIOLENZE FISICHE, MORTE) TALE ATTEGGIAMENTO SI PUÒ DEFINIRE SEMPRE UNA MANIFESTAZIONE DEL IL SUO INFINITO AMORE?" Questa domanda solleva una volta ancora l’annoso alla morte della croce23, accettando su di se ciò problema della sofferenza, che per molti credenti che molti religiosi del suo tempo giudicarono uno risulta ancor più inaccettabile di quanto non sia per "s.capdalo"24. Anche Gesù, dunque, dovette fare i molti atei. Questa situazione, piuttosto paradossale conti (e che conti!) col problema della sofferenza. (lasciatemelo dire ), risulta da un superficiale Fra i tanti episodi citabili, oltre alla crocifissione ragionamento: "Se noi siamo creature di Dio, e in se stessa, ne possiamo ricordare, a titolo addirittura creature 'speciali', fatte 'a Sua immagine d'esempio, un paio. Il primo vede Gesù nel e somiglianza', e se Egli è un Dio d'amore, come deserto, alle prese con le più insidiose tentazioni. attestato dalla Bibbia, allora come si spiega che Ad un certo punto, dopo tanto digiunare, "ebbe Egli ci abbia abbandonato alla sofferenza?". Prima fame"25. Ora, potremmo dire, che male ci sarebbe di tentare di dare una possibile risposta, non sarà stato se Gesù, accettando i malèfici suggerimenti male fare una considerazione che ritengo che salivano alla sua mente, avesse deciso di essenziale. Gli Ebrei del 1° secolo non riuscirono trasformare una pietra in una bella pagnotta? ad accettare Gesù come il loro tanto atteso messia ..."Nessuno", forse diremmo noi. Invece Gesù perche, tra l'altro, Egli non corrispondeva alle loro respinse l'idea, perche essa, alle sue radici, aveva attese e alle loro speranze. In particolare essi un principio giudicato dallo stesso Gesù giudicarono inaccettabile l'idea che il messia inaccettabile: non è Dio che deve farsi servo potesse essere un uomo crocifisso: quale salvezza e dell'uomo. bensì è l'uomo che deve farsi servo di liberazione, infatti, poteva portare loro un Dio! ...Il secondo episodio, poi, vede Gesù nel condannato a morte!?. Ebbene, se noi ci definiamo Getsemani, alle prese con lo spettro della "cristiani" vuoI dire che, contrariamente a quei crocifissione e della morte. Era proprio nostri predecessori, dovremmo aver compreso l' opera di Dio, e che dovremmo perciò aver dato un senso e un valore alla sofferenza e alla morte del 23 Filippesi 2:5-8; nostro Signore Gesù Cristo. Pur avendo Egli la 24 l Corinzi 1:22-23; dignità di Dio, abbassò se stesso fino alla morte, e 25 Matteo 4:2; 13 necessario "bere" quel "calice" di sofferenza?26. Nel corso dell'accorata e tormentosa preghiera con cui Egli si pose davanti al Padre, Gesù sperimentò in se stesso la lotta furibonda tra due volontà contrapposte: la "sua" (umana) e quella del Padre (divina). Però anche in questo caso, come sappiamo, Gesù scelse di abbassare se stesso per rinunciare alle proprie "esigenze" di essere umano, perche queste si trovavano in contrasto col piano di Dio. Ebbene, questi episodi, pur non giustificando alcuna "teologia" della sofferenza ( cioè senza attribuire alla sofferenza in se alcuna valenza di santità, o di purezza, odi "merito", come spesso si è fatto in ambiente religioso ), ci inducono però ad assumere un atteggiamento mentale e una visione spirituale tali da non considerarla più uno "scandalo". In altri termini, la sofferenza è una dolorosa e, spesso, triste implicazione della nostra condizione umana ( e, più in generale, della condizione di tutte le creature viventi). Di tale implicazione si è fatto carico Dio stesso, e di questo bisogna dargli atto. Dio non si è presentato qui in terra in vesti da "Superman", ammantato di luce sublime, privo di ogni bisogno fisico o psicologico, al di sopra di ogni problema. ..Al contrario, la nostra fede in Cristo ci apre gli occhi e ci fa riconoscere, in Lui, Colui che per amore si è abbassato fino al nostro livello, condividendo ogni aspetto della nostra condizione. Quindi Gesù dovette affrontare le privazioni, le fatiche, le tentazioni, l'ingratitudine, le incomprensioni dei famigliari, le calunnie dei suoi oppositori, i tradimenti dei suoi amici. ..E dovette infine affrontare la prova estrema della Passione, che lo vide inerme, dolorante e sanguinante, nelle mani di una soldataglia sconosciuta, che oltretutto si faceva beffe di Lui. .. per cercare, dunque, una risposta alla sofferenza connessa alla nostra condizione umana, non possiamo allontanare il nostro sguardo da Gesù, ne da tutti coloro che, un po' come Lui, hanno accettato il peso della propria umanità (e di quella degli altri!) nel portare avanti il servizio che in cuor loro sentivano di svolgere. La nostra condizione di "creature" ci lega inevitabilmente al mondo fisico, e a tutto ciò che questo comporta. Nel mondo fisico, infatti, c'è la salute e la malattia, la nascita e la morte; c'è la gioia e la tristezza, la pace e l'inquietudine; c'è l'amore e l'odio, l' entusiasmo e la delusione, il caldo e il freddo, la luce e la tenebra. ..Tutto ciò, naturalmente, è legato alla nostra capacità di avere delle sensazioni, di provare dei sentimenti, di riflettere sulle cose. ..Se volessimo privarci di o gni sofferenza, dovremmo altresì rinunciare ad ogni soddisfazione e anche alla speranza stessa, che è l'estrema risorsadLchLsoffre. La-nostra vit.a-siyedrebbe c()5;L.ridotta a un insensibile ed insensato cammino verso un futuro senza attrattive, e attraverso un presente che ci lascerebbe nella più completa indifferenza. Ebbene, chi di noi vorrebbe una vita del genere!?.. Per finire, vorrei completare questo mio tentativo di risposta con l' affermare che se da un lato gli interventi "miracolosi" di Dio costituiscono pur sempre un ' eccezione nel quadro della sofferenza umana, dall' altro ciò non vuoI dire che Egli se ne stia "alla finestra" senza far nulla. Anzi, la sua Parola e il suo Amore, che vivono nei veri credenti, fanno della sua Chiesa una fonte di benedizioni per l'umanità intera. La Chiesa, infatti, è chiamata a continuare l' opera stessa di Gesù in favore di quanti vivono la loro esperienza di povertà, di oppressione, di emarginazione. ..Come Gesù si dimostrò solidale coi sofferenti, così dobbiamo essere anche noi, credenti di oggi. Dio, nonostante le imperfezioni e l'indegnità dell'uomo, vuole usare le nostre membra e tutte le nostre facoltà per "incarnarsi" in noi e raggiungere così con la massima concretezza quanti, in vari modi, hanno bisogno di Lui. Quindi, quando ci troviamo di fronte al nostro prossimo sofferente, esattamente come fece il "buon samaritano" della famosa parabola27, non stiamo ad interrogarci troppo, arrovellandoci intorno ad "alte riflessioni" teologiche, ma fermiamoci e ~restiamo soccorso, in relazione e in proporzione ai doni che Dio stesso ci ha affidato. In questo modo, la sofferenza (nostra ed altrui) non sarà più considerata come un "problema", bensì come il quotidiano banco di prova della nostra fede. (A.G.) 26 27 LA BIBBIA CONTIENE LA PAROLA DI DIO, O È LA PAROLA DI DIO? Darsi una valida risposta a questa domanda è d'importanza cruciale; non solo per districarsi fra le molteplici interpretazioni del testo biblico (talvolta in stridente contraddizione fra loro ), ma anche, e soprattutto, per dare alle Scritture il giusto ruolo nel rapporto fra uomo e Dio. E' facile comprendere, infatti, come da un diverso approccio alla Bibbia segua inevitabilmente una diversa comprensione della volontà di Dio, e quindi anche una diversa visione delle scelte da operare in rapporto al contesto in cui il singolo credente è inserito. Semplificando molto, si potrebbe dire che attualmente esistano due principali tipi di approccio alla Bibbia, molto diffusi a livello popolare sebbene siano opposti fra loro: quello cosiddetto “fondamentalista" e quello cosiddetto "liberale". Il primo, intendendo dare valore assoluto al testo in se stesso, lo inquadra e lo interpreta in modo rigido, dandogli un significato "oggettivo" che risulta però più legato al nostro punto di vista, che non a quello dei redattori e dei destinatari originari. Il secondo approccio, invece, tende a relativizzare molto il testo, come se questo fosse del tutto opinabile in quanto "opera dell'uomo". In sintesi, l'approccio Luca 22:42; 14 Luca 10:30-35 "fondamentalista" afferma che la Bibbia sia, in tutto e per tutto, "parola di Dio", e che pertanto essa debba essere presa "così com' è", senza alterarne neanche una virgola. Anzi, si giunge ad affermare che "essa soltanto" sia .parola di Dio. Pertanto, il vero credente sarebbe chiamato a sottomettersi completamente ad essa, uniformando il proprio pensiero e il proprio comportamento a quanto "è scritto". ..Invece, sempre in sintesi, l'approccio "liberale" afferma che solo l'uomo sia sede della verità, in virtù dello Spirito che Dio gli dona. Si giunge allora ad affermare che la vera rivelazione avvenga nel "cuore" dell'uomo, e che pertanto il testo biblico costituisca semplicemente un dato, un punto di riferimento, bensì utile, ma suscettibile anche di essere negato laddove le situazioni contingenti e "lo Spirito" lo richiedano. Quindi, secondo tale approccio, la Bibbia "contiene" la parola di ~io, ma tutto viene affidato alla capacità di discernimento del credente, il quale, a propria discrezione, può distinguere in essa gli insegnamenti "importanti" da quelli che invece possono ritenersi "superati"28 Da quanto espresso finora emerge con chiarezza che entrambi i tipi di approccio alle Scritture possono avere aspetti sia positivi che negativi. L 'approccio "fondamentalista" ha il vantaggio di mantenere nel credente una certa "diffidenza" sia nei confronti di se stesso, dei propri criteri di "bene" e di "giustizia", sia nei confronti dell'ideologia e della morale comuni, che in effetti si trovano in continuo cambiamento. Tale approccio ha però, secondo me, due gravi inconvenienti: uno è quello d'incoraggiare una lettura semplicistica del testo biblico, allontanando così il credente dal suo significato più vero e profondo; l' altro è quello di creare terreno fertile per l'intolleranza religiosa ed il fanatismo. Infatti dare alla nostra interpretazione biblica un valore "oggettivo" potrebbe farci sentire autorizzati ad intraprendere "crociate" contro tutti coloro che si dimostrassero dissenzienti! ...Per quanto riguarda, poi, l'approccio "liberale" alle Scritture, esso ha il vantaggio di "elasticizzarne" il testo, nel senso che certi antichi aspetti culturali e certe incongruenze storico-scientifiche (indubbiamente presenti) possono essere relativizzate, evitando così pericolosi "urti" su quegli "spigoli" dottrinali che renderebbero la Bibbia, ai giorni nostri, un testo anacronistico, se non addirittura controproducente. Lo svantaggio principale di tale approccio, sempre a mio parere, è costituito invece dal pericolo di scivolare lentamente verso un rovesciamento di rapporti: in tal caso non sarebbe più il testo a fornire una guida per il credente, bensì sarebbe quest'ultimo a "condizionare" il testo, facendogli dire solo quello che può risultare accettabile nell' ottica moderna. Giunti a questo punto, è chiaro come alla domanda iniziale non possa essere data una risposta semplicistica. Da un lato si potrebbe dire che Dio non ha parlato solo tramite la Bibbia, ma che essa costituisce un documento parziale intorno a ciò che Egli ha detto e fatto nel passato, rapportandosi coi personaggi e coi fatti della storia umana. Si potrebbe anzi aggiungere che la Bibbia non esiste per tacitare Dio: essa, al contrario, ci presenta Colui che "parla" in un modo per noi incontrollabile, Colui che ha manifestato più volte l'intenzione di voler essere l'unica vera Guida di chi gli si affida. Dare un valore "oggettivo" al testo biblico assumerebbe quindi il significato di un'inopportuna e pericolosa estromissione del Signore da questo prezioso ruolo. D'altra parte, però, va anche detto che la Bibbia ha un valore che travalica tutti i confini storici o culturali in cui noi inevitabilmente siamo e ci muoviamo; perciò non possiamo relativizzarla troppo, come se .in essa non ci fossero punti fermi. In realtà Dio non cambia; anzi, adire il vero, neanche l'uomo, considerato nella sua principale essenza, sembra cambiato in questi ultimi quattromila anni! ...Dunque la Bibbia, cioè questo "dialogo" fra Dio e l'uomo, può considerarsi ancora pienamente attuale, e perciò i suoi contenuti sono da ritenersi importanti anche per noi, credenti di oggi. Per finire, consideriamo un 'ulteriore questione, collegata alla domanda iniziale: che cos' è che fa della Bibbia un veicolo della Parola di. Dio? .Evidentemente, non la sua espressione linguistica (altrimenti non sarebbero possibili le traduzioni da una lingua all'altra) e neanche il suo significato soltanto (perche spesso uno stesso testo può assumere più significati, tutti assai validi). Anche il concetto di "verità rivelata" è da usare con cautela, perche non tutta la verità è esprimibile in parole: sono convinto che esistano molte verità al di sopra di ogni comprensione umana, e che perciò non troveranno mai alcun genere di formulazione. Dunque'? ..A mio parere la Bibbia diventa parola di Dio quando viene riconosciuta come tale da chi la legge, e questi ne risulta rinnovato, consolato, edificato. ..La vera parola di Dio, infatti, ci coinvolge in prima persona; si rivolge a ciascuno di noi dandoci del "tu", scuotendoci spesso dalla tranquillità artificiale delle nostre certezze. Per sperimentare la parola di Dio, quindi, occorre innanzitutto cercarla, e cercarla con tutto noi stessi. Se non cerchiamo Dio, allora la Bibbia è per noi un libro inutile; se invece Lo cerchiamo, la Bibbia ci insegnerà a riconoscerlo dovunque Egli decida di manifestarsi. (A.G.) 28 Dalle suddette due diverse modalità interpretative, manco a dirlo, sono nate le più accese polemiche, e tutt'oggi nel mondo cristiano molte energie (troppe?) vengono profuse in "battaglie" dottrinali che spesso risultano assai poco edificanti, per non dire di peggio. 15 QUESTIONARIO DA INTERNET Mail inviata da: [email protected] [Purtroppo non siamo riusciti a capire a quale domanda del questionario il nostro amico faceva riferimento; abbiamo provato a contattarlo ma non c’è stata risposta. Abbiamo deciso di inserirlo comunque anche perché il suo pensiero è positivo ed utile. Grazie di averci scritto amico pesciarell e torna ancora.] Soltanto chi fa la verità viene alla luce, a quel momento si apre un dibattito interiore, perchè deve essere disposto a credere, ogni ostacolo per la fede porta prima non riconoscere la fede stessa, poi ad indebolirla fino alla sua morte di fede cristiana. Non deve diventare un solitario colloquio ma avere fede,a sentire quel soffio che ci penetra dentro perchè ci dà vita, respiro e ci permette di esprimere in modo autentico la PAROLA DI DIO,non per nostra felicità ma per fare beneficenza agli altri, perciò è nella pratica assidua nel leggere il VANGELO che l'uomo nutre e si sazia sempre di più della sua fede, attraverso delle tappe ben preparate e nell'impararte nei sbagli passati. Amore per DIO è la via dell'amore per eccellenza, e se vogliamo abbiamo dei tesori ben nascosti: Il nostro tempo libero, il nostro cuore, il nostro sorriso, il nostro consiglio, la nostra cultura, la nostra pace, la nostra parola per convincere chi ha a dare a chi non ha. Rinunciamo a mettere la nostra sicurezza nei beni della terra e poggiamoci su L'ALTISSIMO.. mail inviata da Marcello: [email protected] alla domanda: Premesso che tutti gli uomini nascono con una natura corrotta COS’ E’ CHE FA ESSERE UN UOMO PIÙ MALVAGIO DI UN ALTRO? Radici ereditarie, sviluppo psicosomatico… QUAL È POI L’ORIGINE DEL MALE? (Domanda di Ermanno) Carissimo Renzo, ho letto la risposta di Angelo nel tuo sito, ed ho visto che le nostre posizioni non sono affatto distanti. Infatti scrive: "In primo luogo è doveroso rilevare che la stessa Bibbia non spiega esaurientemente il problema, ma semplicemente lo sposta (io dico la stessa cosa: -Non mi risulta che nella Bibbia sia spiegato chiaramente come è nato il demonio e cosa sia precisamente il "Male". Neppure Mosè nei suoi cinque libri da una spiegazione esauriente alla domanda: Perchè? C'è... e questo basta.- ). In essa, infatti, la corruzione del genere umano viene attribuita all'azione negativa del Maligno, ma la corruzione del Maligno (alias Lucifero) non viene spiegata a sua volta. (anche su questo argomento io scrivo: -Si presenta all'Uomo sotto forma di serpente, ma questo serpente è già "il Male" perchè la sua tentazione è subito diretta a screditare all'Uomo l'Iddio creatore e cercando, riuscendovi, di farlo passare per un bugiardo.-) Ho rivisto il testo che ti avevo spedito e l'ho modificato qua e là, per dargli una forma più scorrevole. Sperando che possa esserti utile in qualche modo ti saluto calorosamente. Un abbraccio fraterno. Marcello. domanda: -Perchè?- C'è... e questo basta. Si presenta all'Uomo sotto forma di serpente, ma questo serpente è già "il Male" perchè la sua tentazione è subito diretta a screditare all'Uomo l'Iddio creatore e cercando, riuscendovi, di farlo passare per un bugiardo. "Quel" serpente è già in contrapposizione a Dio, quindi la sua ribellione è precedente, o forse se non la sua ribellione perlomeno l'abbandono della strada che Iddio avrebbe voluto per lui. Il Male, o la capacità e possibilità di commettere il Male è quindi precedente all'incontro del serpente con l'essere umano. E scritto che: "... il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che l'Eterno Iddio aveva fatti" (Genesi 3:1), e questo ci può servire senz'altro a stabilire che "quel" serpente l'aveva creato Dio. Il serpente è creatura di Dio. Creandolo, Iddio l'ha dotato di maggior astuzia di tutti gli altri animali. Si può forse pensare che sia stata l'astuzia la causa della sua ribellione? Non l'astuzia in se stessa, ma l'astuzia usata a fin di male. E purtroppo il serpente era il più astuto di tutti. Il serpente usa subdolamente la sua astuzia: "Come! Iddio v'ha detto: non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino?" Dio non aveva loro detto di non mangiare nessun frutto degli alberi del giardino ma solo di non mangiare "quel" frutto. L'Apostolo Paolo nella prima epistola a Timoteo (cap 4:4) dice che: "Tutto quello che Dio ha creato è buono ..." Ne consegue che anche il serpente e anche la sua astuzia erano "cose buone"! Il serpente era uno degli animali dei campi che l'Eterno Iddio aveva fatti, quindi fu creato nel quinto giorno (Genesi 1:25), e dopo averli creati Dio "... vide che questo era buono". Alla creazione il serpente era buono. Ma come e perchè si è Grazie Marcello. In effetti, come sosteniamo da sempre, se siamo cristiani veri le nostre posizioni non devono, non possono essere troppo distanti. Anche i lettori potranno constatare come è bello, scorrevole e proficuo il continuare a trattare lo stesso tema pure se seguiamo denominazioni di chiese cristiane diverse. Lodiamo il Signore per questo ed andiamo avanti. Ecco l’interessante studio di Marcello che riportiamo subito. Ciao Marcello, aspettiamo da te altre riflessioni. Sia con te il Signore. Con l’occasione ricordiamo che ogni tanto aggiorniamo in internet l’elenco delle domande a cui chiunque può rispondere. Ecco l’indirizzo: Altre domande http://digilander.iol.it/mispic vengono aggiunte all’ultima pagina di ogni numero del giornalino in versione cartacea. Chiunque può aggiungerne delle altre o rispondere. Mi raccomando: nessuno dica “non sono capace”! RISPOSTA ALLA DOMANDA: Non mi risulta che nella Bibbia sia spiegato chiaramente come è nato il demonio e cosa sia precisamente il "Male". Neppure Mosè nei suoi cinque libri dà una spiegazione esauriente alla 16 insinuarsi nell’animo umano e ammaliare a tal punto che l’Uomo intorpidito e instupidito non riesce a risvegliarsi ... e commette il male, con tutti i guai che gliene derivano. Quindi il Male non può essere una specie di massa oscura che, come un buco nero, risucchia l’uomo nel suo interno. Asserire una cosa del genere, infatti, sarebbe sostenere che questa tal "cosa" (essendo appunto un "qualcosa") è stata creata da Dio, che ha creato tutto, e creato tutto per mezzo del Cristo. Iddio ha creato ogni cosa per mezzo di Cristo (come si legge infatti nei primi versi del Vangelo di Giovanni). In Cristo non c’è il Male (se ci fosse stato si sarebbe visto durante la sua vita), per cui: il Male non esiste. Non era forse scritto che: “Il Cristo soffrirebbe ...” ? E a causa di chi il Cristo soffrirebbe? Non è forse a causa di Giuda Iscariota? E di lui che dice il Cristo? Non dice forse: “Guai a quell’uomo per cui il Figliuol dell’Uomo è tradito. Meglio sarebbe per quell’uomo non essere mai nato” ? C’è colpa nel perseguire la causa del Male, farsene offuscare e ottenebrare la mente, ed è di questa colpa che dovrà esser reso conto a Dio. Altra domanda: la capacità e possibilità di "commettere" il Male è un ingrediente necessario al fine del nostro libero arbitrio? La non-esistenza del Male che cosa implica direttamente ? Implica la eterna capacità e possibilità di colui che esiste, sia esso Uomo o Angelo o qualunque altro essere creato dotato d’intelligenza, di poter scegliere di agire bene o male. Il Male è una possibilità collegata inevitabilmente e conseguentemente all’esercizio del libero arbitrio. Questa capacità e’ insita nell’essere intelligente quale elemento necessario al libero arbitrio, infatti, se non ho capacità di scelta come potrò dire di essere libero? Saro’ invece un automa o un vegetale. In questo l’intelligenza si libra in alto: nella capacità di scelta. La capacità di scelta non verrà mai meno, neppure dopo il ritorno di Cristo ed il ristabilimento del Suo Regno Divino su questa Terra di cui noi, esseri umani, vedremo i frutti, ma tale capacità verrà pressoché "disintegrata" dalla perfetta conoscenza che l’Uomo conseguirà delle conseguenze della scelta sbagliata, conoscenza perfetta che nessun inganno e nessuna menzogna potrebbe ottenebrare. Inganno e menzogna quali attuali mezzi necessari ad adombrare nella mente intelligente lo splendore della Luce Divina. trasformato, come e perchè ha usato la sua intelligenza contro Dio? S. Agostino sostiene che il male è la "perversione della volontà". Dice infatti: "Ricercando poi l'essenza della malvagità, trovai che non è una sostanza, ma la perversione della volontà." (Confessioni, VII-16). Questo deve essere chiaro: il serpente buono e diventato cattivo è colpevole della sua malvagità. Non può accampar pretesti, perchè presentandoglisi ( la malvagità ) egli non l'ha respinta ma riconosciutala l'ha accettata in sé. Egli è colpevole della sua malvagità. La domanda giusta forse è questa : Dio ha creato il Male ? Non ritengo probabile che Iddio abbia intenzionalmente creato il Male, ma più probabile che l'impossibilità dell'uomo di commettere il Male avrebbe messo l'Uomo in una condizione di ovattato oblìo che gli avrebbe impedito di essere veramente libero. Di fatto comunque, questa possibilità era preesistente nell'Uomo al morso del frutto, è proprio in funzione di tale possibilità che l'Uomo ... sbaglia. Si può forse sostenere che Iddio non abbia creato il Male ma che tale Male sia un qualcosa di esterno a Dio? Questa domanda è ancora peggio, perchè implica la non-totalità di Dio che avrebbe quindi un avversario a pari-merito. Si cade qui nell'eresia manichea. Ma eresia o no, noi vogliamo solo dilettarci in questo ragionamento e continuiamo. Se il Male è qualcosa di contrapposto a Dio come il giorno si contrappone alla notte e come un esercito si contrappone ad un altro allora tale Dio non è affatto Dio ma "un dio", che sarebbe limitato proprio perchè il tutto non gli appartiene (essendo solo "una parte"). Qui si può solo fare un salto di fede. "... E' egli lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? "(Marco 3:4). "L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore reca fuori il bene; e l'uomo malvagio, dal malvagio tesoro reca fuori il male; " (Luca 6:45). "quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; e quelli che hanno operato male, in risurrezion di giudicio." (Giovanni 5:29). Da nessuna di queste parole del Cristo è possibile ricavare che il Male sia un “qualcosa”. E’ vero invece il contrario: il Male è il fine di una volontaria (e sbagliata) scelta dell’intelligenza. Il Cristo ci insegna a pregare così : “Padre nostro ... liberaci dal male ...”. Io penso che il senso sia: liberaci dalla volontà di commettere il male. La libertà di commettere il male può essere allettante e spesso anche piacevole. La libertà di commettere il male può 17 POSTA “Credo…. la resurrezione della carne..” (risponde Renzo Ronca) Ci ha scritto la nostra amica cattolica Adriana in merito delle perplessità che le vengono in mente recitando la preghiera del “Credo” durante la Messa, nel punto dove dice: “credo nella resurrezione della carne..”. E’ normale per tutti i cristiani porsi delle domande su questo argomento, forse sarebbe sorprendente il contrario. Cerchiamo, per quanto possibile e in tutta modestia di approfondire insieme. Cara Adriana, per quanto non mi sia congeniale cercherò prima di risponderti in maniera “cattolica”, calandomi per quanto possibile nella dottrina della tua Chiesa, essendone tu stessa catechista, poi amplieremo l’argomento. Anche nel “Catechismo della Chiesa Cattolica”32 1)Problema liturgico-dottrinale cattolico: 29 troviamo, a nostro modestissimo avviso , una certa L’autorevole Dizionario biblico cattolico alla pag.164 dice: “Nel NT, come nell'AT, la carne non contraddizione: a parte il titolo che riporta “Parte si deve identificare con il corpo, né in senso Prima- La Professione Della Fede- Articolo 11 filosofico né quale componente materiale del corpo «Credo La Risurrezione Della Carne» (di nuovo stesso. La carne è il complesso psicofisico “la carne”?) è giustissimo dire: “Il « modo con dell'uomo, non in astratto, ma nella sua globalità cui avviene la risurrezione » supera le possibilità concretamente esistente, nella globalità dell'uomo della nostra immaginazione e del nostro intelletto; storico con il suo passato, con la sua concupiscenza è accessibile solo nella fede” (al punto100), ma è e il suo peccato.” Secondo questa interpretazione ardito poi cercare di regolarizzare il tutto ed “la carne” sarebbe legata al concetto di “mondanità imporre i soliti dogmi come nel punto 990: […]La e peccato” e come tale non potrebbe certo « risurrezione della carne » significa che, dopo la risorgere. Allora come mai si recita nel “Credo” morte, non ci sarà soltanto la vita dell'anima “credo la resurrezione della carne”? Che tu ti sia immortale, ma che anche i nostri « corpi mortali » sbagliata? Ho cercato in giro ma “Il Credo” riprenderanno vita.” cattolico dice proprio così: “Credo […]30 la Secondo noi la Chiesa Cattolica, come del resto resurrezione della carne, la vita eterna, amen” Ed bisogna dire anche altre chiese, ci prova ad essere il concetto mi pare chiaro, con “carne” qui si umile, ma poi si lascia prendere la mano ed intende il corpo. Ho cercato ancora ed ecco la espone non delle verità, ma semplicemente delle novità: Nell’”Ordinario della Messa31, nella parte interpretazioni come tante altre, imponendole ai sacrificale, prima dell’Offertorio, è detto così: fedeli. In questo modo è come se dicesse da una “Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del parte: “non possiamo sapere e capire”, e dall’altra mondo che verrà. Amen.” Qui “La resurrezione dei invece: “noi sappiamo tutto”; così si genera nei morti” esprime giustamente un concetto molto più fedeli stessi una sorta di confusione. Tanto per vasto. Dunque Adriana, il problema “liturgico- fare un esempio di dogma molto discusso, che dottrinale” si esaurirebbe solo nella scelta della “l’anima” sia immortale e viva dopo la morte in versione giusta da recitare durante il tuo culto ogni caso (che sia stata giudicata da Dio giusta o religioso. Sorprende che possano coesistere condannata come ingiusta) è solo una entrambe le versioni, una delle quali è interpretazione di una parte dei credenti. Non tutti evidentemente in contraddizione l’altra (salvo la pensano così (per inciso, anche se poco difficili equilibrismi teologici). importante, nemmeno noi, che non crediamo nel Temo che la Chiesa Cattolica dovrà decidersi a fare Limbo, nel Purgatorio e nell’Inferno33). una scelta tra ciò che insegna e ciò che fa Il nostro parere dunque cara Adriana, in epoca di professare ai fedeli a meno che -permettimi una “globalizzazione” e di “antenne radio vaticane” battuta bonaria secondo la nota riportata prima, troppo potenti che si devono giustamente nell’”Ordinario della Messa solenne” che si celebra ridimensionare, è che il monopolio cattolico la domenica- a meno che, dicevo, nei festivi non si abbassi un poco il martellamento delle sue facciano risorgere tutti i morti e nei giorni feriali il opinioni e lasci un cristiano spazio, in materia di fede anche alle opinioni di altre chiese. Speriamo resto della “carne”. che altri, come te, trovino il coraggio e sentano la necessità di informarsi. Tutto sarà più completo. Se non altro meno confuso e più ridimensionato 29 nella modestia. Grazie di averci scritto. Diz. Biblico John L. McKenzie, a cura di Bruno Maggioni, Aspettiamo altri interventi da te e dalla tua amica Cittadella editrice 30 (un saluto). Ora proseguiamo ancora “La professione di fede – Il credo” l’affascinante discorso da te introdotto: http://www.novena.it/credo.htm COS’È L’ANIMA? 31 ORDINARIO DELLA SANTA MESSA secondo l'Ordo Ci rendiamo conto che in merito vi sono fin troppe interpretazioni. Noi in questa sede ne avanziamo una, senza pretese, sintetizzandola al massimo, e lasciamo ai lettori il compito eventuale di amplificarla o Missae in vigore prima della attuale riforma liturgica [Missale Romanum promulgato con Decreto della Congregazione dei Sacri Riti del 23 giugno 1962, giusto il Motu Proprio Rubricarum instructum del Sommo Pontefice Giovanni XXIII del 23 luglio 1960] [Le parti esplicative e le indicazioni per i fedeli, tutte derivate dalle Rubricae Generales Missalis Romani, sono relative alla celebrazione della Santa Messa solenne (come si celebra la Domenica); indicazioni specifiche si troveranno nel corso del testo laddove si è ritenuto opportuno fornire qualche chiarimento supplementare.] http://www.unavox.it/SMessa_offe.htm 32 “Catechismo della Chiesa Cattolica” http://vaticano.cr.edu.mx/archive/catechism_it/p123a11_it.h tm 33 Sull’esistenza o meno dell’infermo amplieremo tra poco il discorso. 18 sopravvivenza automatica dell’anima individuale che entrerebbe, dopo la morte del corpo, in misteriose dimensioni dello spirito o si reincarnerebbe in nuovi individui. Questa posizione sta diventando popolare perché è una visione “ottimista” della realtà che darebbe speranza a tutti senza essere troppo impegnativa a livello etico, morale e religioso. […]”35 Ad accrescere questa concezione è la popolarità di sciocche trasmissioni legate agli angeli ed alle streghe che la TV (soprattutto di matrice americana) ci propina quasi giornalmente. Una specie di Pantheon36 del genere “New Age”37 dove alla fine tutto è come ci pare. In questo carrozzone ci sono purtroppo (senza rendersene conto) anche molti cristiani che hanno una visione generica e facilona di un dio che “essendo buono non potrà mai fare del male a nessuno e che perdonerà tutti di ogni religione ed anche gli atei, assorbendo tutti in se stesso”. Questo pensiero fin troppo “buonista” a nostro parere non sembra un pensiero biblico. Dice infatti l’Eterno:“Ecco, tutte le anime sono mie; tanto l'anima del padre come l'anima del figlio sono mie. L'anima che pecca morirà” (Ezechiele 18:4) DI CHE E’ FATTO IL CORPO? COME RISORGE? “E’ lo Spirito che vivifica, la carne non giova a nulla; le parole che vi dico sono spirito e vita”. (Giovanni 6:63) Gli insegnamenti di Dio contenuti nelle Scritture ed espressi per bocca dei profeti o scritti dagli evangelisti ci vengono comunicati attraverso un linguaggio che risente delle personalità degli scriventi e del tempo. Se per ipotesi il Signore volesse parlarci oggi, si servirebbe probabilmente di esempi legati alla nostra vita di persone del 2000. La nostra mente è un pochino più aperta (non molto di più, per la verità, abbiamo solo più conoscenze) e saremmo in grado di capire esempi sulla gravitazione, sulla meccanica quantistica, assieme all’”inconscio collettivo” di Jung, alle telecomunicazioni SMS e all’informatica. Teniamone conto dunque per affrontare parole come “carne”, “eternità”, “spirito”, ecc. Non si cambieranno certo i contenuti biblici, ma li potremo arricchire di maggiori spazi mentali. Allora, come cristiani, diamo per scontato che la resurrezione sia un fatto certo in cui crediamo. Parliamo un attimo del che cosa risorge e del come. Alla luce delle nuove conoscenze, di che è fatta veramente la nostra carne, il nostro corpo? 38 Pare sia composto di energia, cioè di luce. correggerla oppure di inviarci in aggiunta di altre eventuali interpretazioni. « E l’Eterno Iddio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale, e 1 ‘uomo divenne un’ anima vivente » ( Genesi 2: 7 ) « L ‘intero essere vostro, lo spirito, l’anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo » ( I Tessalonicesi 5: 23 ). “L‘uomo dunque è un composto di tre elementi essenziali: il corpo, lo spirito e l’anima. a) La materia cosmica, o polvere della terra, con la quale Dio formò l’organismo umano; b) L ‘alito vitale, o spirito, che il Creatore comunicò a questo organismo; c) L ‘anima vivente, risultato della precedente operazione.” (C. Gerber) E COME AVVIENE LA RESURREZIONE? Cominciamo subito col dire che con precisione nessuno lo sa. La Bibbia è un faro che illumina una parte precisa della strada, non tutta. Alcune zone prima e dopo rimangono nella penombra altre addirittura al buio. Per questo motivo, secondo il nostro modo di vedere, sarebbe bene cominciare con molta umiltà accettando un principio che ci pare fondamentale: Dio si rivela progressivamente. Volutamente preferiamo usare il verbo al presente “si rivela” e non al passato “si è rivelato”, perché, secondo noi, Dio non ha smesso di rivelarsi e la storia dell’uomo non è ancora giunta alla fine. Anche qui preferiamo non entriamo nello specifico delle innumerevoli interpretazioni che l’uomo da sulla vita eterna e la resurrezione, ne enunciamo solo quelle che ci sembrano linee principali: La soluzione materialista Il materialismo non crede ad una possibile sopravvivenza dell’essere umano (come spirito, anima e corpo, o le tre cose insieme, considera la morte come una fine, il termine del destino dell’uomo. La soluzione tradizionalista Secondo il tradizionalismo, che conta ancora numerosi aderenti, l’uomo è costituito da due elementi: il corpo, elemento transitorio destinato a ricevere l’anima; e l’anima, sostanza semplice, indivisibile, immateriale, fuori del tempo e dello spazio, dunque spirituale, incorruttibile, immortale. Questa teoria [enuncia] che alla morte l’anima si separi dal corpo evada o direttamente in paradiso, dove gode la perfetta beatitudine; o al purgatorio ( anticamera del paradiso) , dove per un periodo più o meno lungo espia i suoi peccati; o all’inferno, dove è condannata a soffrire eternamente. Quanto al modo d’unione tra il corpo e l’anima, è difficile pronunciarsi. Aristotele, San Tommaso d’Aquino, Cartesio e Leibniz, tra gli altri, hanno proposto interessanti ipotesi. La soluzione tradizionalista è molto antica. Ha le sue radici nella filosofia greca, quella di Platone in particolar modo. […] La soluzione condizionalista […] afferma che l’anima non è immortale per natura, ma che lo diviene facendo suoi i meriti che Cristo Gesù ha acquistato sulla croce; che non c’è né purgatorio né inferno ( nel senso di una sofferenza senza fine) ; che la morte è un sonno che precede sia la prima risurrezione, che fa entrare il giusto nella felicità eterna, sia la seconda risurrezione, che abbandona il malvagio all’esecuzione della sentenza (distruzione totale) pronunciata contro di lui.”34 (Questa è anche la soluzione che noi personalmente scegliamo). Vogliamo aggiungere anche una quarta “soluzione” molto più vasta di quanto possa sembrare: Un grossolano spiritualismo moderno che accontenta tutti. “[…] è il risorgente e popolare spiritualismo moderno. Esso propaganda la 34 35 Da un sermone del pastore Castellina della Chiesa svizzera riformata trovato in http://www.riforma.net/predicazioni/annate/1998/pr980412. htm 36 Pantheon, Roma Tempio romano dedicato a tutte le divinità (in greco pántheion significa "di tutti gli dei") [Enc Encarta] 37 Vedi nota in “Spiritismo & company” 38 E = mc2 Questa famosa formula di Einstein dove “E” indica l'energia posseduta da un corpo, “m” la sua massa e “c” la velocità della luce, indica un’equivalenza tra la massa di un corpo e la sua energia, secondo un rapporto rappresentato dal quadrato della velocità della luce. (Per chi vuole maggiori indicazioni abbastanza comprensibili senza scervellarsi nella “Teoria della relatività” consigliamo il sito http://members.xoom.it/einstein_a/energia.htm). “Dal tempo all’ternità” di C. Gerber Ed. AdV - FI 19 Energia. Nell'ambito della meccanica relativistica, ovvero per corpi che si muovono a velocità paragonabili a quelle della luce, energia e materia possono convertirsi l'una nell'altra, come si verifica nelle reazioni nucleari: nella fisica moderna dunque i due principi di conservazione dell'energia e della massa sono unificati. Materia Termine generale che designa qualunque corpo che occupi spazio e sia dotato di massa (quindi possegga gli attributi di gravità e inerzia). Dal punto di vista macroscopico la materia si presenta in tre stati di aggregazione diversi (solido, liquido e aeriforme), caratterizzati da proprietà fisiche differenti. Antimateria Materia costituita da antiparticelle, ossia da particelle elementari che, per certi aspetti, possono essere considerate le immagini speculari delle particelle che formano la materia ordinaria. Le antiparticelle sono in generale identiche alle corrispondenti particelle, ma hanno alcune proprietà fisiche (la più comune è la carica elettrica) opposte. Ad esempio, la particella di antimateria corrispondente all'elettroneè il positrone, che differisce dall'elettrone solo perchè possiede carica elettrica positiva. […] L'esistenza delle antiparticelle fu ipotizzata per la prima volta dal fisico britannico Paul Adrien Maurice Dirac, nell'ambito dei suoi studi sulla formulazione relativistica della meccanica quantistica. Nel 1928 […] Una questione importante per la fisica delle particelle e in generale per la cosmologiaè l'apparente mancanza di antiparticelle nell'universo. Il fatto che esse sulla Terra non esistano, o esistano solo per un tempo brevissimo, è comprensibile: infatti l'incontro di una particella e dell'antiparticella corrispondente dà origine al fenomeno dell'annichilazione, ovvero della scomparsa di materia e antimateria, che si convertono in energia. È possibile che esistano galassie molto lontane costituite da antimateria, ma non vi è modo diretto per confermare questa supposizione: la maggior parte delle informazioni sulle regioni più remote dell'universo ci giunge infatti sotto forma di fotoni che, tra le particelle elementari, hanno la peculiarità di essere identici alle loro antiparticelle e dunque non ci rivelano molto sulla natura della materia di cui sono fatte le sorgenti da cui provengono. Oggi l'opinione più diffusa fra gli scienziati è che, nei primissimi istanti di vita dell'universo, per qualche fenomeno non ancora compreso, le particelle siano riuscite a prevalere sulle antiparticelle, facendo scomparire l'antimateria, o confinandola in qualche regione remota dell'universo. [Enc. Encarta] Ora sulla base di queste conoscenze, proviamo ad inserire qualche insegnamento biblico: “Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come mai alcuni di voi dicono che non c'è la risurrezione dei morti? Se dunque non c'è la risurrezione dei morti, neppure Cristo è risuscitato. Ma se Cristo non è risuscitato, è dunque vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. Inoltre noi ci troveremo ad essere falsi testimoni di Dio, poiché abbiamo testimoniato di Dio, che egli ha risuscitato Cristo, mentre non l'avrebbe risuscitato, se veramente i morti non risuscitano. Se infatti i morti non risuscitano, neppure Cristo è stato risuscitato; ma se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede, voi siete ancora nei vostri peccati, e anche quelli che dormono in Cristo sono perduti. Se noi speriamo in Cristo solo in questa vita, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini.” (1Corinzi 15:12-19) E fin qui siamo tutti d’accordo. Ma proseguiamo: “Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, ed è la primizia di coloro che dormono”. (1Corinzi 15:20) Vedete? “la primizia”, perché sul suo esempio saranno poi resuscitati gli altri. “Infatti, siccome per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Perché, come tutti muoiono in Adamo, così tutti saranno vivificati in Cristo”. 1Corinzi 15:2122 Ma non in maniera casuale: vi è un ordine in quello che ci accadrà: “Ma ciascuno nel proprio ordine: Cristo la primizia, poi coloro che sono di Cristo alla sua venuta. Poi verrà la fine, quando rimetterà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo aver annientato ogni dominio, ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni, finché non abbia messo tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico che sarà distrutto è la morte. Dio infatti ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Quando però dice che ogni cosa gli è sottoposta, è chiaro che ne è eccettuato colui che gli ha sottoposto ogni cosa. E quando ogni cosa gli sarà sottoposta, allora il Figlio sarà anch'egli sottoposto a colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti”. (1Corinzi 15:23-28) 20 Ma con quale corpo? Immagino quante volte l’avranno chiesto anche a Paolo. Ecco cosa risponde l’apostolo: “Ma dirà qualcuno: «Come risuscitano i morti, e con quale corpo verranno?». Stolto!39 Quello che tu semini non è vivificato, se prima non muore. E quanto a quello che semini, tu non semini il corpo che ha da nascere, ma un granello ignudo, che può essere di frumento o di qualche altro seme. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme dà il suo proprio corpo. Non ogni carne è la stessa carne; ma altra è la carne degli uomini, altra la carne delle bestie, altra la carne dei pesci, altra la carne degli uccelli. Vi sono anche dei corpi celesti, e dei corpi terrestri, ma altra è la gloria dei celesti, altra quella dei terrestri. Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna ed altro lo splendore delle stelle, perché una stella differisce da un'altra stella in splendore. Così sarà pure la risurrezione dei morti; il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile. È seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita pieno di forza. È seminato corpo naturale, e risuscita corpo spirituale. Vi è corpo naturale, e vi è corpo spirituale”. (1Corinzi 15:35-44) Dunque come il seme è una cosa ben diversa dalla pianta così il nostro corpo terrestre è ben diverso da quello celeste. Per cui un dato è certo: nella resurrezione il corpo non sarà come è adesso. Nella resurrezione dobbiamo sforzarci di pensare a qualcosa di completamente diverso. Qui dobbiamo procedere con molta cautela. Paolo ebbe delle grandi rivelazioni40 che non sono 39 Stolto, sciocco. Non ci meravigli questo termine. Paolo usa spesso una tecnica narrativa molto efficace in cui propone dialoghi molto incisivi. A parte il suo carattere abbastanza vivace, pensiamo che qui il termine sia stato espresso in forma bonaria per sottolineare a dei fratelli amati l’estrema differenza tra il corpo terreno (che rimane terreno e no ha nulla a che vedere con la resurrezione) con il corpo risorto, che è celeste, del cielo, di caratteristiche completamente diverse, come vedremo continuando a leggere le sue bellissime parole. 40 “Certo il vantarsi non mi è di alcun giovamento; verrò quindi alle visioni e rivelazioni del Signore. Io conosco un accessibili a tutti. Egli sapeva quello che stava dicendo per esperienza diretta. Potrà capirlo bene chi ha avuto dal Signore aperture mistiche, ma nella maggior parte dei casi questa ricerca rimane pericolosa; infatti l’esoterismo41 e lo spiritismo42 si avvalgono proprio della molla della curiosità, del suo desiderio di conoscenza, insiti nell’uomo, per offrire immagini affascinanti e fuorvianti. Limitiamo ci dunque a riferimenti biblici: Gesù non ci dice molto ma ciò che accenna è significativo: (teniamo presente che la domanda, con un riferimento alle Scritture di Mosè, sul caso della donna che sposò sette mariti, gli fu rivolta dai Sadducei che non credevano nella resurrezione e volevano metterlo in difficoltà) Ma Gesù, rispondendo, disse loro: «Voi sbagliate, non comprendendo né le Scritture né la potenza di Dio. Nella risurrezione, infatti, né si sposano né sono date in moglie, ma essi saranno in cielo come gli angeli di Dio. Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto ciò che vi fu detto da Dio, quando disse: IO sono il Dio di Abrahamo, il Dio d'Isacco e di Giacobbe Dio non è il Dio dei morti, ma dei viventi»?. (Matteo 22:29-32) Anche qui, vedete, si fa riferimento ad un corpo spirituale, come gli angeli nei cieli; un corpo che non ha nulla a che vedere con quello che rivestiamo attualmente. Ma insomma, com’è questo corpo? “Sei giorni dopo Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte; e fu trasfigurato alla loro presenza: la sua faccia risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce”. (Matteo 17:1-2) “Dopo queste cose, apparve in altra forma a due di loro, che erano in cammino verso la campagna” (Marco 16:12) “Ora, la sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove erano radunati i discepoli erano serrate per paura dei Giudei, Gesù venne e si presentò là in mezzo, e disse loro: «Pace a voi!». E,43 detto questo, mostrò loro le sue mani e il costato . I discepoli dunque, vedendo il Signore, si rallegrarono”. (Giovanni 20:19-20) “Ma poiché essi non credevano ancora per la gioia ed erano pieni di meraviglia, egli disse loro: «Avete qui qualcosa da mangiare?».Ed essi gli diedero un pezzo di pesce arrostito e un favo di miele. Ed egli li prese e mangiò in loro presenza”. (Luca 24:4143) uomo in Cristo che, quattordici anni fa (se con il corpo o fuori del corpo non lo so, Dio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo. E so che quell'uomo (se con il corpo o senza il corpo, non lo so, Dio lo sa), fu rapito in paradiso e udì parole ineffabili, che non è lecito ad alcun uomo di proferire.” (2Corinzi 12:1-4 ) 41 Tendenza in alcune religioni a riservare una parte delle verità e degli insegnamenti soltanto a gruppi di eletti o di iniziati. (Zanichelli) 42 […] Pratica delle sedute spiritistiche, nelle quali, attraverso il medium, si prende contatto con gli spiriti e si determinano fenomeni paranormali. [..] Sistema mistico-religioso fondato sulla base dell'interpretazione di fenomeni medianici e paranormali rilevati, per la prima volta, ad Hydesville, presso New York, nel XIX sec. (Zanichelli) 43 Il corpo del Risorto era perfetto in tutto. Il segno delle ferite che Gesù mostra, come poi quello del mangiare ha solo la funzione di tranquillizzare i suoi discepoli impauriti. E’ un gesto d’amore, non una regola dei corpi risorti. 21 Pensate: un corpo splendente, luminoso, che può assumere diverse forme, che può materializzarsi anche “a porte chiuse”, che può mangiare, che si può toccare…. Un qualcosa di sconvolgente e meraviglioso. Ricordiamo ora quanto detto prima sulla conoscenza scientifica del corpo: energia… luce… ebbene, scusate se potrò sembrare semplicista, ma non è logico che Dio, Signore della Vita, sappia regolare le funzioni della massa, della luce e dell’energia in modo dinamico in base ai momenti ed alle esigenze? Il corpo risorto segue delle leggi diverse non sarà più la fisica terrena a limitarlo (gravità, termodinamica, ecc) ma un'altra legge, ben più ampia e meravigliosa, l’unica possibile: l’Amore di Dio che diventerà vita stessa ed azioni, creazione continua. ED I MORTI, ADESSO E DOPO LA RESURREZIONE… COME SI PUO’ CAPIRE QUELLO CHE AVVIENE? Sul “Soggiorno dei morti” esistono tantissimi studi e dimostrazioni che ora sarebbe troppo lungo riportare. Ci limiteremo ad un semplice esempio del nostro tempo: E’ d’uso ormai da diversi anni, con l’avvento dei computers, fare un esempio semplice ma abbastanza significativo sul come potrebbe avvenire la resurrezione: Ecco, io sto scrivendo questo articolo: in un qualsiasi momento posso concluderlo e spegnere il computer. Sembrerebbe una specie “morte” dell’argomento che sto trattando. Ma non è perso ciò che ho detto. Il contenuto –con degli appositi comandi- rimane memorizzato in un contenitore o “memoria”. Diciamo che rimane “in memoria” per tutto il tempo in cui non lo andrò a richiamare, riaccendendo il computer. Lo stesso vale pere tutti gli altri articoli scritti in precedenza. Ad un certo momento li “richiamo in memoria” e vado ad impaginarli dando loro una forma editoriale secondo una certa idea del giornale. Ecco, scusate l’esempio, ma forse il Padre nostro alla fine dei tempi non agirà in modo tanto dissimile: Egli ha per così dire “in memoria” la vita di tutte le persone “salvate”. Ha l’essenza della loro vita: il loro contenuto. Un contenuto “filtrato” da ogni peccato (se no sarebbe stato inutile aver avuto fede in Cristo). L’unica differenza è che io posso accedere il computer e richiamare “in vita” tutto quello che voglio in un qualsiasi momento, mentre Dio ha preferito stabilire un tempo in cui questo avverrà per tutti, simultaneamente. Ovviamente solo Lui conosce “le chiavi” di questo meccanismo e di questo tempo stabilito (col linguaggio tecnico diremmo “solo Lui conosce la “password” d’accesso). Quello che è certo è che Egli ci richiama. E lo fa richiamandoci “perfetti”, senza peccato, a somiglianza di come chiamò Gesù stesso, “primizia” di tutti i Suoi figli, tra i quali, per grazia, siamo anche noi se confidiamo in Lui. SI ALL’ESISTENZA DELL’INFERNO Dal cap. XXX del “Sommario della dottrina cristiana” di Louis Berkhof45 (Edimburgh: The Banner ESISTE L’INFERNO? (da una domanda di Ermanno) E qui ci colleghiamo alla domanda di Ermanno, sorpreso di come un evangelico come me possa non credere all’esistenza di “un luogo di sofferenza eterna (inferno, ades, geena, sceol, tartaro, ecc.)”. Ermanno ci invia, sempre in maniera corretta e fraterna, una copiosa lista di versetti, divisi ordinatamente, sui termini biblici di “pena eterna”, “sofferenza nell’inferno” “castigo proporzionato alla responsabilità di ciascuno”, sulla “durata dell’inferno”, ecc. Grazie fratello perché ravvivi sempre i nostri incontri. Parliamone pure. E’ importante premettere alcuni punti fondamentali che animano, per così dire, lo spirito de “Il Ritorno”: Nessuno qui fa proselitismo44 o vuole convincere altri della propria personale convinzione. Anzi critichiamo molto quelli che si ergono a giudici del mondo. Io poi, caro Ermanno, non sono assolutamente importante e rappresentativo. Invece pensiamo sia bene che idee diverse sulla fede, sulle interpretazioni bibliche (ed anche non bibliche, con una certa cautela), possano e debbano essere espresse per circolare liberamente: per me sono come un grande campo fiorito. Forse un poco selvaggio e disordinato in apparenza, ma a guardarlo bene, magari dall’alto, è l’uomo. L’uomo con le sue esagerazioni, contraddizioni, debolezze, bellezze, slanci e cadute. Ciò nonostante è l’uomo amato da Dio. Nessuno di noi può dire di essere giusto o di possedere la verità su tutto; tanto meno le nostre chiese (intese come organizzazioni) dai tanti nomi, sempre in disaccordo le une dalle altre… Secondo me caro Ermanno, dobbiamo fare un passo importante: mantenendo fermo per primo l’amore verso Dio, e mantenendo un’attitudine d’amore fraterno verso il nostro prossimo, ci dobbiamo slanciare verso uno sviluppo maturo della fede: secondo quanto dice Paolo: (Ebrei 6:1-3) “Perciò, lasciando l'insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno; e ciò faremo, se Dio lo permette”. Sulla base di questo grande insegnamento dunque, per ritornare alla tua domanda, ci limiteremo a trascrivere una delle interpretazioni di maggioranza, sull’esistenza dell’inferno ed una di minoranza che asserisce il contrario; entrambe, come vedrete, si fondano correttamente sulle Scritture bibliche. Credo che ognuno di noi, in coscienza, potrà riflettere e scegliere (se non l’ha già fatto) quella più affine al suo pensiero. Sono certo che eventuali differenze non ci impediranno di rimanere fratelli in Cristo. Almeno per noi è così. Tu sei d’accordo? of Truth Trust, 1974, traduzione di Paolo Castellina) La condizione finale degli empi. Gli empi verranno consegnati ad un luogo di punizione chiamato "inferno". Alcuni negano che l'inferno sia un luogo, ed affermano si tratti di una condizione. La bibbia però usa termini chiaramente locali. Essa parla, per esempio, di "fornace di fuoco" (Mt. 13:42), di "lago di fuoco" (Ap. 20:14,15), e di "prigione" (1 Pi. 3:19), tutti termini locali. In questo luogo essi saranno totalmente privati del divino favore, faranno esperienza di un eterno disturbo della vita, soffriranno reali dolori nella coscienza, angoscia e disperazione (Mt. 8:12,13; Mr. 9:47,48; Lu. 16:23,28; Ap. 14:10; 21:8). Vi saranno gradi di punizione (Mt. 11:22,24; Lu. 12:47,48; 20:47). E' evidente che la loro punizione sarà eterna. Alcuni lo negano, perché la parola "eterno" potrebbe significare un lungo periodo di tempo. Ciononostante questo non è il significato usuale della parola, e non c'è ragione di pensare che essa abbia quel significato quando viene applicata al castigo senza fine degli empi. Inoltre, pure altri termini vengono usati per indicare un castigo senza fine (Mr. 9:43,48; Lu. 16:26). NO ALL’ESISTENZA DELL’INFERNO La Bibbia non conosce il dogma delle pene eterne. Essa dichiara, più di cento volte, in termini chiari, che i malvagi saranno completamente distrutti: morranno, saranno soppressi, consumati, inceneriti, bruciati, divorati, sterminati, annientati, ecc. [..] I malvagi sono degni di morte { Romani I: 32) , di conseguenza indegni di vita eterna, poiche Dio serba la « vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene oprare cercano gloria e onore e immortalità » {Romani 2: 7; vedere Atti 13: 46, 48) .Ciò significa che essi non hanno la vita eterna, poiche questa la si ottiene solo grazie al sacrificio di Gesù accettato per fede: « Poiche Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinche chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna ». « Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l'ira di Dio resta sopra lui ». « Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo non ha la vita' ». « poiche il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore ». « Poiche questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io 10 risusciterò nell 'ultimo giorno » { Giovanni 3: 16; Giovanni 3: 36; I Giovanni 5: 12; Romani 6: 23; Giovanni 6: 40). 45 Louis Berkhof (1873-1957) è uno dei maggiori teologi sistematici della Chiesa Cristiana Riformata […] affrontò temi e problemi contemporanei, particolarmente quelli riguardanti la Chiesa e la società. La sua reputazione come teologo riformato si fonda quasi interamente sulla sua Teologia Sistematica (1941). Inizialmente pubblicata per i suoi studenti, l'opera divenne un libro di testo. Louis Berkhof dipende molto per la struttura e contenuto della sua teologia dal teologo olandese Johan Bavinck. Fu eletto presidente della prima assemblea del Sinodo Riformato Ecumenico (1946). 44 Il “fare proseliti” ovvero convertire gli altri alle proprie idee dando per scontato che appunto tutti gli altri siano sempre da convertire, sottintendendo di essere sempre nel giusto. 22 verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto » { II Tessalonicesi 1: 9,10; vedere anche Ebrei 10: 26,27 e Apocalisse 21: 8). A questa lista già lunga, potremmo aggiungere altri passi. [lungo elenco....] No, non esiste un inferno. Questa parola non si trova neppure nella Bibbia. O se c'è, si tratta di una traduzione inesatta di una parola che dev'essere resa con soggiorno dei morti. No, non ci sono pene eterne. I malvagi sono distrutti completamente. Anche Satana sparisce (Ebrei 2: 14), viene annientato. La morte stessa non è più {Isaia 25: 8; Apocalisse 20: 14; I Corinzi 15: 26): essa viene soppressa per sempre. È l'ultimo nemico, il più terribile, che capitola. E nella ritrovata armonia universale, Dio è tutto in tutti ( I Corinzi 15: 28) . Ciò vuoI dire che la soppressione, l'annientamento totale dell'essere è la condanna suprema, e che la risurrezione dei malvagi, semplice ritorno alla vita fisica, ha luogo solo per permettere a' Dio di eseguire su di loro il verdetto del suo giudizio { Giovanni 5: 29 ) . « L 'empio perirà per sempre come lo sterco suo; quelli che 10 vedevano diranno: "Dov'è?". Se ne volerà via come un sogno, e non si troverà più; dileguerà come una visione notturna » { Giobbe 20: 7, 8) . « Tu hai sgridate le nazioni, hai distrutto l'empio, hai cancellato il loro nome in sempiterno. È finita per il nemico! Son rovine perpetue! e delle città che tu hai distrutte perfìn la memoria è perita » { Salmo 9: 5, 6; vedere 21: 10; 34: 17; 37: 2,22,37,38). « Come sono stati distrutti in un momento, portati via, consumati per casi spaventevoli! ...poiche, ecco, quelli che s'allontanano da te periranno; tu distruggi chiunque, fornicando, ti abbandona » { Salmo 73: 19, 27; vedere 92: 9; 94: 23; 104: 35; 145: 20; Proverbi 2: 22). « Ecco, tutti quelli che si sono infiammati contro di te saranno svergognati e confusi; i tuoi avversari saranno ridotti a nulla, e periranno. Tu li cercherai, e non li troverai più quelli che contendevano teco; quelli che ti facevano guerra saranno come nulla, come cosa che più non è » {Isaia 41: Il, 12; vedere I: 28; 26: 11, 14). « L 'anima che pecca è quella che morrà » { Ezechiele 18: 20) . « poiche come voi avete bevuto sul mio monte santo, così berranno tutte le nazioni, del continuo; berranno, inghiottiranno, e saranno come se non fossero mai state » { Abdia 16) . « poiche, ecco, il giorno viene, ardente come una fornace; e tutti i superbi e chiunque opera empiamente saranno come stoppia; e il giorno che viene li divamperà, dice l'Eterno degli eserciti, e non lascerà loro ne radice ne ramo » {Malachia 4: 1; in alcune versioni 3: 19). « I quali saranno puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando Allora in conclusione, c’è o non c’è l’inferno? A costo di scandalizzare molti, la mia opinione di fondo è che non è indispensabile dare una risposta decisiva. Se mai sarebbe molto più importante domandarci se c’è o non c’è il Paradiso! Voglio dire che l’evangelizzazione cristiana è basata soprattutto sulla salvezza eterna. Dobbiamo parlare del Vangelo, della “buona novella”, cioè della possibilità per chiunque che accetti Gesù, di poter vivere la vita eterna in Cristo, con Dio. Guardare troppo cos’è la “non salvezza” potrà anche essere interessante ed utile, ma onestamente non lo ritengo decisivo per la vita eterna, basata come sappiamo sulla fede (e non sulla paura dell’inferno). Ma ripeto, questa è solo l’opinione mia, che ovviamente rimane discutibile. Diciamo, tanto per mettere d’accordo tutti, che sia con l’esistenza dell’inferno che con l’annullamento eterno dell’anima che pecca, ci troviamo di fronte ad una verità importante: sono entrambi “senza Dio”. Questo, in ultima analisi, ci pare è il significato essenziale. Lettere a cuore aperto… In questa rubrica, coordinata da Carmela, diamo spazio a chi, con coraggio e sincerità, riesce ad aprirci il proprio cuore. Potrete intervenire per consigliare, consolare, esortare, chiarire, gli stati d’animo che a volte ci vengono proposti. “Non ho punti fermi….” Di Loredana “E’ la confusione che ora regna nella mia vita. Non ho punti fermi a cui aggrapparmi. Il Signore mi ha parlato ma io non ho ascoltato perché mi è insopportabile questa sofferenza interiore. L’ho pregato di starmi vicino, l’ho pregato di darmi la pace, gli ho chiesto perché tutto questo mio vuoto interiore e ancora soffro, sono inquieta, depressa e stanca. La mia solitudine interiore mi mette sempre in confronto con gli altri e mi sento fragile e perdente. Come si fa a mettere la propria vita nelle mani del Signore? Quanta fede occorre? Come farò a capire di essere in pace o sulla strada giusta? Quali sono i segnali giusti da capire? Mi dovrei affidare a Lui, ma come capire e sentire la Sua mano?” mail inviata da [email protected] Cara sorella Loredana Gesù ti benedica. Il fatto stesso che tu chiedi come fare per mettere la tua vita nelle mani del Signore, significa per me che dall'alto Gesù sta guardando la tua sincerità, il tuo amore inverso di Lui e che hai già dato il cuore al Signore o almeno in 46 Avevamo già inserito le ultime domande di Loredana nel nostro questionario on line presente in internet. 23 parte. Un bambino che va alla prima elementare non sa quello che diventerà da grande attraverso la scuola, ma prosegue gli studi man mano che cresce. Gesù cresceva in statura in sapienza davanti a Dio e davanti agli uomini. Ricordati senza fede non si può piacere a Dio .Tu per fede hai dato il tuo cuore a Gesù,adesso attraverso il tuo muovere, la comunione con Lui, la preghiera intima con Lui, Egli ti ammaestrerà, e tu crescerai nella statura che Lui vorrà affinché porterai i frutti Suoi man mano che te li presenterà. Adoralo in Ispirito, personaggi oscuri a contatto con Gesù sono stati totalmente trasformati in poche ore vedi la samaritana, Zaccheo. Quest'ultimo un pubblicano e peccatore durante una cena con Gesù divenne figlio di Abrhamo. In lui c'è stato solo il desiderio insistente di vedere Gesù, quindi sali sul Sicomoro il resto l'ha fatto Gesù. Cosi è per chi si incammina nella strada dove passa il maestro. Noi non abbiamo fede lo rivela Gesù ai suoi discepoli, se voi aveste fede quanto.....potreste dire..... C'è bisogno di una fede ed è quella di Gesù, prendiamola volta per volta per Grazia affinché ci esaudisca. La storia ricordati si ripete nei cristiani di Cristo. Quando tu farai ciò che piace a Lui, e camminerai nelle Sue vie inizierai a sentire nel tuo cuore nella tua vita una pace una tranquillità al punto che qualunque cosa farai,mangerai attraverso il rendimento di grazie viene trasformato in benedizione cooperando al tuo bene. Quando quelli che sono più vicini a te ti perseguiteranno perché il tuo cammino è diverso dal loro allora e quando l'avversario cercherà di impedire i tuoi passi sei sulla strada giusta. Dio ti benedica in tutte le tue vie. Cara Loredana… (di Carmela) Loredana e Carmela si scambiano già una utile corrispondenza e, visto il tema particolarmente sentito da diverse persone, abbiamo pensato, ottenuto il dovuto permesso, di pubblicarne alcuni passi. Ci auguriamo che possa continuare sempre a questo ottimo livello. Loredana: “…anche la solitudine è dura, ma ora è così; è importante per me accettarmi, avere di nuovo la dignità, ritrovare i miei valori e la mia positività. Spero solo nel Signore e, come dici tu, la fiducia deve essere totale senza condizioni. La lettura della Bibbia è una volta alla settimana e mi fa bene dentro. Ritrovo qualcosa di mio ogni volta, e mi dà pace.” Carmela: Lo scopo della nostra vita è la riconciliazione con Dio, la nostra salvezza per la vita Eterna. Ed è questo il punto più importante, che non dobbiamo mai dimenticare e lo ripeto spesso nel mio cuore quando mi sento molto appesantita dai pesi di ogni giorno. E così con grandi sospiri, alzo gli occhi al cielo e continuo, spostando il mio sguardo verso Gesù e alle sue parole … “prendi la tua croce e seguimi” (Marco 10:21). Facendo sempre più spazio al nostro rapporto con Dio, troviamo la vera dimensione nella quale siamo proiettati. Condivido con te quando dici "leggo la Bibbia e mi fa bene dentro". La Parola del Signore è il vero cibo, che ci nutre con tutti con tutti gli elementi necessari per dare vita al nostro spirito ed avere forza. (Riferimento biblico:"chi viene a me non avrà più fame e chi berrà della mia acqua non avrà più sete”. La donna al pozzo quando Gesù dice "sono io che ti parlo" Giovanni 4 vers. 1-26) E' vero anche quando dici "ritrovo qualcosa di mio": questa frase mi colpisce in maniera particolare. E' una grande verità: se in Dio ritroviamo qualcosa di nostro è perché siamo di Dio. La nostra vita è nascosta in Cristo. Infatti troviamo la vera pace perché lo Spirito di Dio placa l'inquietudine della nostra anima. Ogni volta che siamo in pace con Dio ritroviamo la nostra vera pace… (riferimento biblico “venite a me voi che siete affaticati ed io vi darò riposo” Matteo 11:28). Loredana: “…combatto una lotta interiore con me stessa, mi sento dura, non mi lascio andare; a volte poi quando mi disarmo piango tanto, mi si scioglie il dolore dentro e vorrei trovare una spalla ma non c’è e mi rendo conto che sono sola..” Carmela: Comprendo la necessità che abbiamo di avere qualcuno vicino soprattutto quando attraversiamo dei momenti molto duri e poter avere così come dici tu una spalla su cui piangere; ma non troviamo nessuno. Non avere nessuno però non significa che siamo soli perché Dio è con noi. E' come dici tu: sono delle vere e proprie lotte interiori, dove è necessario viverle da soli. Attenzione a distinguerle dalle tentazioni. Dio non ci tenta, ma ci fa rendere conto dei nostri errori. Ci fa guardare in faccia la realtà dell'uomo senza di Lui. E non è nemmeno un despota. Al contrario, ci rende sempre partecipi nelle nostre scelte, rendendoci consapevoli di quello che stiamo facendo. E' giusto disarmarci e non porre resistenza a queste lotte, ma dobbiamo disarmarci solo davanti a Lui, perché solo Lui ci può difendere. Quando ci lasciamo andare al pianto, e sentiamo dentro il nostro cuore il dolore che si scioglie, come dici tu, abbiamo già trovato una spalla su cui piangere, perché è cominciata l'opera del Signore che prende posto nel nostro cuore. Loredana: “… mi alimento solo di speranza di poter ritrovare la vera me stessa, la serenità…” Carmela: Quando accettiamo il Signore, non ci alimentiamo più di speranza ma viviamo di certezza. Abbiamo veramente ritrovato noi stessi, la nostra serenità, la nostra positività perché, come giustamente dice Angelo, un nostro caro fratello in Cristo Gesù, "viviamo specchiandoci nell'Amore di Dio". Concludo la mia testimonianza nel Signore per la Sua Gloria pregando l'Eterno che arrivi al tuo cuore dandoti tutto ciò che può edificarti e farti crescere in Cristo. A presto. Un abbraccio. Carmela Una riflessione: che succede in noi quando il Signore si avvicina e ci guarda? (di Renzo) Quando il Signore ci guarda che succede nel nostro cuore? Non dico uno sguardo come quelli nostri di tutti i giorni, parlo di uno sguardo particolare, diretto, intenso, profondo che penetra nelle radici del nostro essere. Vorrei evidenziare due effetti: L’innamoramento e il ravvedimento. Li accenneremo in modo separato ma penso che la loro attività possa definirsi in contemporanea svolgendosi essi su due piani: sulla nostra parte più spirituale il primo e su quella più terrenaumana il secondo. 1) Avete mai visto un ragazzo entrare sicuro in una riunione di amici ed amiche ed uscirne poi 24 sconcertato, incerto, inquieto, tormentato, malinconico, perfino triste? Sapete di che sintomi si tratta? Quel ragazzo si è innamorato! Certamente una ragazzina gli ha “ferito” il cuore. Non c’è più nulla da fare quel “dolore interno” non gli darà pace fino a che… fino a che? C’era una bella canzone di una volta che diceva “Tu, che m’hai preso il cuor, sarai per me, il solo amor. No, non ti scorderò. Vivrò per te….” Ecco, quando qualcuno ci fa innamorare non possiamo capire razionalmente quello che ci succede, è come se ci avesse realmente preso un “pezzettino di cuore”; per cui non avremo pace fino a che i due cuori non saranno vicini. Una strana malattia che fa male e bene allo stesso tempo. Un dolore vero ma di cui nessun innamorato si priverebbe. Ora nel nostro spirito avviene qualcosa di simile quando il Signore si avvicina. Nel Cantico del Cantici abbiamo delle belle e poetiche immagini che simboleggiano l’amore tra la nostra anima e Dio: Cantico 4:9 Tu mi hai rapito il cuore, o mia sorella sposa mia; tu mi hai rapito il cuore con un solo sguardo dei tuoi occhi, con uno solo dei monili del tuo collo. Cantico 5:8 Io vi scongiuro, o figlie di Gerusalemme, se trovate il mio diletto, che gli direte? Ditegli che sono malata d'amore. Cantico 6:5 Distogli da me i tuoi occhi, perché mi turbano. L’innamoramento della nostra anima è un fatto straordinario che sconvolge tutta la nostra persona. Stranamente la coscienza psicologica, il raziocinio, è l’ultimo a capire quello che sta succedendo (come un papà, che un giorno vede per la prima volta il fidanzato della figlia in casa). Ci renderemo conto completamente di questo amore in una vicinissima fase successiva, quando i due “innamorati” –la nostra anima e lo Spirito di Diofinalmente si riveleranno l’uno all’altro in un abbandono senza più paure. Questa apertura o abbandono, che assomiglia ad una “resa incondizionata” da parte nostra, porterà pace nel nostro cuore ed una grande serenità; sospingerà inoltre la nostra nuova vita in un’attività creativa, fantasiosa, e dinamica . Questo “rinascere” in Cristo (generalmente nel battesimo-incontroaccettazione-consapevole di Gesù) sarà a sua volta solo il meraviglioso anticipo di una rinascita totale, spirituale, che avverrà quando saremo completamente trasformati, alla fine dei tempi. 2) Il secondo effetto che la vicinanza del Signore produce, soprattutto la prima volta, è il ravvedimento47. Gli effetti sono sconcertanti: ci sentiamo deboli e confusi, come dice il salmista: “Distogli il tuo sguardo da me, perché io possa riprendere forza” (Salmi 39:13). Ma seppure disagevole e sofferta, questa è la sicura opera di Dio che apre al perdono dei peccati: non c’è perdono senza ravvedimento. Non è uno stato piacevole ed assomiglia per certi versi alla tristezza, alla malinconia, al senso di colpa ed alla depressione… assomiglia, ma non è così! Impariamo a discernere: “Ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché siete stati rattristati a ravvedimento, poiché siete stati rattristati secondo Dio, affinché in nessuna cosa aveste a ricevere alcun danno da parte nostra. La tristezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza, che non ha rimpianto; ma la tristezza del mondo produce la morte. (2 Corinzi 7:9-10) Coraggio manca poco! Vi sono dunque degli stati d’animo “preparatori” diremo, all’ingresso personale di Gesù nel nostro cuore. Il non avere punti fermi è uno stato di grazia, uno stato perfetto per poter recepire in maniera matura il dono della fede. Ci si sente un po’ vacillanti, come su una passerella incerta legata tra le due sponde di un fiume, ma ecco che qualcuno ci dà subito la mano appena ci sentiamo mancare… Coraggio, il nostro incontro col Signore è vicino; consoliamoci sapendo che questi periodi non sono senza motivo. Sono necessari alla nostra rinascita perché nulla della nostra “vecchia persona” rimanga. Muore una personalità legata al mondo terreno ed una parte di noi muore con essa perché in effetti eravamo tutti così; forse ci farà un pochino male andandosene, ci lascerà disorientati perché “non troveremo più appoggi” ma se da una parte qualcosa muore, dall’altra sentiamo già l’arrivo di una creazione nuova in noi stessi. Il non trovare “nessun punto d’appoggio terreno”, lo ripeto, credetemi, è lo stato migliore per poter ricevere la grazia di Dio. Lodiamo il Signore allora e non veniamo meno nella speranza perché è davvero vicino! Ed anche noi, cari fratelli, preghiamo per Loredana perché l’amorevole presenza e trasformazione dello Spirito di Dio possa portarla alla comprensione ed alla affermazione della sua nuova persona. OCCULTO & COMPANY New Age in breve Amalgama sincretico48 di istanze spirituali, sociali e politiche che mirano alla trasformazione degli individui e della società grazie alla consapevolezza spirituale. Considerato come una nuova forma di paganesimo o gnosticismo49, il movimento affonda le proprie radici nella controcultura statunitense degli anni Sessanta del XX secolo, che rifiutava il materialismo a favore del 48 Sincretismo: 1 Fusione di elementi mitologici, culturali e dottrinari di varie religioni, anche in forme incoerenti. 2 Conciliazione arbitraria e acritica di dottrine filosofiche tra loro inconciliabili. (Diz. Zingarelli) 49 Gnosticismo: Indirizzo filosofico religioso, diffusosi nel II secolo d.C., secondo il quale è possibile attingere per via di ragione i motivi più profondi del Cristianesimo. (Diz. Zingarelli) 47 Attualmente il pastore Massimo Zangari sta tenendo uno studio su questo tema tutti i giovedì alle ore 18 presso la Chiesa evangelica ADI di Viterbo. L’ingresso è libero. 25 spazia dall’idea della sopravvivenza dell’anima a quella della resurrezione del corpo. Per l’induismo, il traguardo individuale definitivo è considerato l’assorbimento del sé nello “spirito universale”; il Buddismo promette il nirvana, lo stato di completa beatitudine coincidente con l’estinzione completa della personalità; nella religione dell’antico Egitto, l’accesso alla vita immortale dipendeva dal risultato dell’esame divino dei meriti individuali; nell’antica Grecia l’orfismo e il pitagorismo avevano sostenuto la tesi dell’immortalità dell’anima, riaffermata poi anche da Platone. Nel cristianesimo la dottrina dell’immortalità dell’anima, legata a un’antropologia di derivazione greca, ha dovuto confrontarsi con il più complesso concetto di resurrezione che propriamente definisce il destino del credente. In questo senso il dibattito attuale riguarda l’idea di continuità tra l’uomo storico e l’uomo che vive nella resurrezione di Gesù. Nell’ebraismo la resurrezione caratterizzerà il tempo della liberazione messianica che per alcuni è visto anche come il momento della riunificazione dell’anima con il corpo. Tuttavia sulle modalità della resurrezione non v’è accordo totale. Una situazione analoga troviamo nell’Islam, che usa il termine “resurrezione” per indicare il destino ultimo del credente e la vita con Dio (Enc. Encarta) misticismo orientale e anteponeva l’esperienza spirituale spontanea alla cultura ufficiale e alle Chiese istituzionali. Le tecniche di valorizzazione del sé e l’idea che l’individuo sia responsabile e capace di ogni cosa, dall’autoguarigione alla creazione del mondo, hanno trovato applicazione in ambito artistico, musicale, medico e sportivo, suscitando vivaci dibattiti. Nel corso degli anni Ottanta il pensiero olistico50, a cui si ispira la New Age, ha influenzato l’atteggiamento verso l’ambiente, la famiglia, il lavoro e la pace nel mondo. Idee spesso associate al movimento della New Age includono dottrine e pratiche come la reincarnazione51, il biofeedback52, l’alchimia53, lo yoga54, le arti marziali, l’occultismo, l’astrologia, la divinazione, l’agopuntura, i tarocchi, lo zen55, la mitologia e la chiaroveggenza.56 Immortalità: Dottrina comune a molte religioni; nelle diverse culture, tuttavia, essa assume forme diverse, e 50 Olismo [dal gr. ólos ‘tutto, intero’; 1963]· (biol.) Teoria secondo cui l'organismo costituisce una totalità organizzata non riconducibile alla semplice somma delle parti componenti. (Diz. Zingarelli) 51 Reincarnazione: In alcune religioni e scuole misticofilosofiche, il trasmigrare dell'anima, dopo la morte, in altro corpo, umano, animale o vegetale, più volte successivamente e con efficacia purificatoria, fino alla liberazione finale dal ciclo delle esistenze.(Diz. Zingarelli). Trasmigrazione o Reincarnazione: Passaggio dell'anima di un individuo, dopo la sua morte, da un corpo a un altro o da una forma di esistenza a un'altra; "trasmigrazione", "metempsicosi", "reincarnazione" o "rinascita" dell'anima in un corpo nuovo (specialmente un corpo umano) sono pressoché sinonimi. "Metamorfosi" e "resurrezione" non sono invece sinonimi di "trasmigrazione". Metamorfosi è la trasformazione di un essere vivente in un'altra forma o sostanza vivente (ad esempio la trasformazione di una persona in albero); la resurrezione, specialmente nella versione dottrinale cristiana, consiste nel ritorno del corpo alla vita dopo la morte. (Enc. Encarta) 52 Biofeedback: (psicol.) Tecnica che consente di acquisire il controllo di alcune funzioni fisiche quali il battito cardiaco, il grado di rilassamento e sim., tramite l'informazione immediata delle modificazioni ottenute, fornite da apparecchiature specifiche. (Dizion. Zingarelli) 53 Alchimia: [dall'ar. al-kimiya’ ‘pietra filosofale’; a. 1257] 1 Scienza empirica del passato, spesso a carattere magico, che tentò, tra l'altro, di trasformare i metalli meno pregiati in oro e di creare l'elisir di lunga vita mediante la pietra filosofale; da essa, per lenta evoluzione, è derivata la chimica. 54 Yoga: [vc. sanscrita, propr. ‘unione’, dal v. yunákti ‘congiunge’, di orig. indeur., come il lat. iungere ‘porre al giogo’; 1918] s. m. inv. 1 Sistema filosofico-religioso dell'India antica, che aspira alla mistica unione della propria essenza con l'Essere Supremo attraverso una tecnica propedeutica di dominio del corpo e dei sensi, con acquisizione di facoltà eccezionali e con potenziamento dei poteri paranormali. 2 Tecnica orientale di ginnastica della respirazione e dei movimenti. Hatha-yoga [vc. sans., propr. ‘yoga (V.) basato sull'esercizio fisico (hata)’] s. m. inv. · Forma di yoga che tende a raggiungere lo stato mistico attraverso il superamento delle sensazioni corporee, realizzato con la pratica di opportuni esercizi fisici e respiratori. (Diz Zingarelli) 55 Zen: [vc. giapp. di lontana orig. indiana (ant. indiano dhyanam ‘meditazione’, di ambito ristretto, attraverso il pali jhana ‘contemplazione’); 1929] Setta religiosa buddistica, di origine cinese, poi diffusa in Giappone, la quale rinuncia ad ogni speculazione intellettuale e ad ogni approfondimento conoscitivo e ritiene possibile l'illuminazione e la salvezza in condizioni eccezionali, provocate anche da stimoli fisici improvvisi e violenti. (Diz Zingarelli) 56 Chiaroveggenza: Capacità di vedere, con facoltà intellettive, ciò che gli altri non vedono o di prevedere il futuro (Diz Zingarelli) CONOSCERE Zwingli, Huldrych teologo e riformatore svizzero (Wildhaus 1484 - Kappel 1531) L’ADESIONE AI PRINCIPI DELLA RIFORMA: Papa Adriano VI, irritato dalla sua condotta, gli proibì di predicare dal pulpito e chiese alle autorità di Zurigo di condannarlo come eretico. Nel gennaio 1523 Zwingli si difese presentando la sua dottrina in 67 tesi, nelle quali affermò la supremazia delle Scritture sull'insegnamento della Chiesa, criticò il culto delle immagini, delle reliquie e dei santi e rifiutò il sacramento dell'Eucaristia e il celibato imposto ai sacerdoti; il consiglio cittadino si schierò con Zwingli, deliberando l'indipendenza del cantone di Zurigo dalla giurisdizione del vescovo di Costanza e aderendo così alla Riforma. Zwingli nel 1524 sottolineò la nuova situazione sposando Anna Reinhard, una vedova con cui fino ad allora aveva convissuto apertamente. Nel 1525 pubblicò la sua opera più importante, il Commentarius de vera et falsa religione, nel quale espose i lineamenti della sua riforma. In breve tempo, Zurigo divenne una teocrazia retta da Zwingli e dai suoi seguaci attraverso nuovi organi amministrativi: i monasteri furono trasformati in ospedali, dalle chiese vennero tolte le immagini sacre, si abolirono la Messa e la confessione. Nel 1529 i sostenitori di Lutero e di Zwingli organizzarono un incontro tra i due riformatori, noto come "colloquio di Marburgo", durante il quale venne dibattuto il problema della consustanziazione e della transustanziazione nell'Eucaristia; i contrasti, tuttavia, rimasero insoluti. Zwingli continuò la sua predicazione negli altri cantoni elvetici, sei dei quali aderirono alla Riforma, mentre gli altri cinque, tra i quali Friburgo e Lucerna, rimasero cattolici, creando una profonda divisione nella Confederazione. Nel 1529 l'ostilità tra cantoni cattolici e riformati si trasformò in guerra civile. Nel 1531, Zwingli, che era cappellano e portabandiera delle truppe che lo sostenevano, fu ferito nella battaglia di Kappel e poi ucciso dai cattolici vittoriosi. Dopo la sua morte la Riforma segnò il 26 passo: la Confederazione elvetica è tuttora divisa tra cantoni cattolici e cantoni protestanti. PSICOLOGIA il sito proposto: http://www.panteca.com/gea/07indi/07_13.htm PAURA DI AVER PAURA al mondo che possa giustificare il nostro non essere; il primo passo? Ammettere di avere paura: è un gesto di coraggio. (di Nicola Belotti) Nessuno al mondo, almeno una volta nella vita, riesce a sottrarsi ad una emozione molto particolare: la paura. Mi sono sempre posto questo problema tutte le volte che ho dovuto sostenere un esame, un incontro coinvolgente e tutte quelle situazioni cariche di ansia: paura di non farcela, di non essere all’altezza, di non poter dimostrare qualche cosa all’altro. Ho invidiato spesso le persone apparentemente sicure di sè, fredde, distaccate, e ho provato anche ad usare quei palliativi auto-pseudo-psico-terapeutici che si leggono a volte su qualche rivista: il risultato non è stato dei migliori soprattutto perchè non basta la facciata di un atteggiamento tranquillo per annullare il senso di smarrimento che la paura genera, la stretta allo stomaco, avvertire l’impotenza di fronte ad una situazione che ci sembra troppo grande per essere gestita. Crescere fa paura ma crescere, in parte, aiuta a vincerla nel momento in cui l’esperienza porta a vedere le cose in modo più ragionato e forse meno istintivo; è però vero che crescendo si è portati ad abbandonare i sogni ad occhi aperti che in gioventù portano ad inevitabili delusioni (per fortuna non è sempre detto) per la paura di soffrire ancora e questo in fondo non è un gran risultato perchè non è giusto fare a meno dei sogni. Il mio lavoro analitico, d’altronde, mi ha permesso di vedere più a fondo anche la mia paura e provare ad affrontarla con più determinazione ma mi ha anche spinto a ragionare sulle conseguenze. Non è certo facile o immediato leggere le proprie emozioni e tradurle in una reale voglia di cambiare le cose per se stessi; non è sempre facile sottrarsi alle leggi non scritte della società che l’educazione familiare, religiosa e scolastica in qualche modo ci trasmettono; non è sempre mancanza di coraggio e non è sempre giustificato decidere controcorrente o in modo tale da cambiare direzione ad un certo corso della nostra storia ma credo sia importante, estremamente importante, soffermarsi sulla posta in gioco: noi stessi. Abbiamo una vita sola e, anche per coloro che credono nella reincarnazione, non è giusto sprecare le opportunità che la vita ci offre ogni giorno se a fermarci è la paura, che spinge nella direzione opposta a quella verso la quale tende la nostra energia vitale57. Riconoscere questa energia potente dentro di noi è un’esperienza spesso dolorosa perché rompe quegli equilibri che in qualche modo ci lasciano nella tranquillità del giornaliero, nella stabilità dell’ordinario; cambiare è sempre uno sforzo perché vuol dire spezzare dinamiche conosciute ed affrontarne nuove e qui interviene il timore, la paura delle conseguenze. […] Non si può certo eliminare del tutto la paura ma sicuramente limitarne i danni perché non esiste alcuna ragione DAL MONDO TRISTE “NORMALITA’” IL SITO PROPOSTO: SMOKE MOUNTAIN – UN PAESE INTERO CHE VIVE SU UNA DISCARICA ACCANTO A MANILA (Immagini del famoso fotografo Sergio Ferraris tratte assieme al testo dal suo sito www.sergioferraris.it/smokey) Immagini di vita quotidiana di una comunità di rifiutati tra i rifiuti. Smokey Mountain è il più vecchio insediamento umano in una discarica di una metropoli, che si ricordi, la discarica prese l'aspetto attuale nel 1945, dopo la "liberazione" delle Filippine da parte degli Stati Uniti ed immediatamente si formò la comunità che ancora oggi ne abita le pendici. Smokey Mountain copre un' area di 25 ettari e forma una montagna di rifiuti alta quarantacinque metri, perennemente coperta di fumo per l'autocombustione degli stessi58. Tutti i venticinquemila abitanti di Smokey Mountain sono impegnati nel recupero e riciclaggio dei rifiuti. Tutte le attività, da quelle legate alla vita quotidiana e al lavoro vengono svolte nella discarica o nelle sue immediate vicinanze in condizioni igieniche pessime. Nessun presidio sanitario sorge all'interno della comunità, e per qualsiasi esigenza medica gli abitanti sono costretti a spostarsi di alcuni chilometri perdendo preziose giornate di lavoro. In questa situazione gli abitanti spesso non si curano se non in casi estremi, favorendo, complici le condizioni ambientali, infezioni e malattie di ogni genere. I selezionatori sono l'anello intermedio all'interno dell'economia di Smokey Mountain, il loro ruolo è quello di selezionare i rifiuti dopo la raccolta in modo di offrire ai grossisti un prodotto il più possibile omogeneo. Secondo le stime delle organizzazioni non governative il settanta per cento delle bambine di Smokey Mountain vengono instradate alla prostituzione entro i dodici anni. Per alcune addirittura andare a lavorare nei quartieri 59a luci rosse di Manila è un sogno. Gli scavangers sono contemporaneamente il primo ed ultimo elemento dell'economia di Smokey Mountain, il loro lavoro è alla base di tutte le attività della discarica ma il loro compenso è il più basso. Gli scavangers aspettano che i camion portino i rifiuti 57 Il termine “Energia vitale” ricorre spesso in vari ambienti di psicologia reichiana, in discipline orientali, esoteriche, ecc. Per noi cristiani tale energia è semplicemente l’opera creativa e salvifica di Dio che nel tramite dello Spirito Santo agisce e trasforma con amore la nostra persona (n.d.r.) 58 Da qui il nome appunto di “Smoke mountain” ovvero montagna che fuma, fumante” (n.d.r.) “Scavatori, raccoglitori, selezionatori” (n.d.r.) 59 27 freschi nei quali trovare più materiale, infatti sono pagati a peso, durante una giornata di lavoro solitamente raccolgono circa tra i trenta e i quaranta chili di materiale. Alcuni degli scavangers percorrono chilometri dietro ai caterpillar che rivoltano i rifiuti nella speranza di trovare materiali da recuperare. I bambini sono impiegati in maniera massiccia nell' attività di recupero dei rifiuti ma il loro lavoro viene valutato solo il cinquanta per cento di quello degli adulti. Le condizioni di vita dei bambini sono tra le peggiori. Spesso oltre le pessime condizioni igieniche in questi ultimi viene diagnosticata la denutrizione cronica . Nelle vicinanze della discarica non esiste alcuna scuola ed il tasso di analfabetismo è del 70 per cento. L'acqua, l'aria e il terreno sono perennemente impregnati di rifiuti, in un unico impasto che comprende anche gli esseri umani. Smokey Mountain è una ferita infetta nella coscienza di Manila, spesso i borghesi della città si recano alla discarica per effettuare della beneficenza che non influisce affatto sulle condizioni di vita reali della popolazione. Non esistono statistiche di alcun genere sulle condizioni sanitarie della popolazione di Smokey Mountain, le OnG stimano la vita media degli abitanti intorno ai quarantacinque anni. Vecchi e bambini sono addetti al peggiore dei lavori,quello della raccolta primaria dei rifiuti. Quasi tutti gli oggetti usati quotidianamente dagli abitanti di Smokey Mountain provengono dai rifiuti, le abitazioni stesse oltre a sorgere sulla discarica sono fabbricate con materiali di recupero. Ogni scavanger guadagna circa un dollaro al giorno ma il materiale da loro raccolto alI'uscita della discarica ha un valore più che triplicato. Tutti gli scavangers sono dei "liberi professionisti" che intrattengono 'liberi rapporti commerciali" con le ditte che si occupano della commercializzazione dei rifiuti estratti da Smoke Mountain. A Smokey Mountain esistono le differenze di classe, si parte dal capo villaggio che incassa percentuali su tutte le attività della comunità e vive in un relativo lusso rispetto a chi si procura il cibo direttamente dai rifiuti. Smokey Mountain è una trappola totale dalla quale è difficile. uscire, se non degradandosi ulteriormente, le uniche vie di uscita sono il crimine, la prostituzione, e naturalmente la morte. Le Filippine possiedono una storia di colonialismo continuato, che ha sradicato qualsiasi identità culturale autonoma, al punto che persino la lingua è inquinata dall' inglese. La cima della montagna di rifiuti a poco a poco diventa una distesa dove diventa difficile distinguere gli esseri umani dai rifiuti che li circondano . Tutte le abitazioni di Smokey Mountain, sono costruite con materiali di fortuna. L’unica cosa che si può essere certi di Uniti. trovar è una televisione accesa invariabilmente sintonizzata sul canale della Marina degli Stati [Quest’ultima immagine di un bambino che cammina quasi schiacciato da una lattina di un prodotto del nostro consumismo ci pare davvero significativa del tipo di società che siamo riusciti a costruire. Stasera, cari amici, rivolgiamo nelle nostre preghiere un pensiero anche per lui, come per tutte le persone che involontariamente, nella corsa al nostro benessere, dimentichiamo.] “Strasburgo – Carta ecumenica per “S l’Europa - Il 19 aprile si è aperto a l’Europa Strasburgo (Francia) l'Incontro Ecumenico Europeo, promosso dalla Conferenza delle chiese europee (KEK) e dal Consiglio delle conferenze episcopali europee (CCEE), a cui parteciperanno cento leader delle chiese europee e altrettanti giovani. Il tema proposto è il motto biblico "Io sarò con voi fino alla fine del mondo" (Matteo 28,20). Obiettivo dell'incontro è quello di creare un evento ecumenico in cui avvenga non solo un confronto fra le diverse confessioni cristiane, ma anche fra le diverse generazioni, riflettendo insieme sul futuro della fede nell'Europa del nuovo millennio. L'Incontro si è concluso domenica 22, quando i presidenti dei due organismi promotori, il metropolita ortodosso Jeremie di Parigi (KEK) e il cardinale Miloslav Vlk di Praga (CCEE) hanno firmato la "Carta ecumenica per l'Europa", una dichiarazione di impegno comune per i rapporti ecumenici e la testimonianza delle chiese nella società europea.”(Tratto da: http://www.avventisti.org/news -AdN Adventist News - n. 15 - anno IV) COMUNICATI DELLA NOSTRA PICCOLA INIZIATIVA CRISTIANA: c.p.39 – 01019 Vetralla (VT) – [email protected] VUOI VENIRE CON NOI? FORMAZIONE DI UNO O PIU’ GRUPPI DI PREGHIERA A SOSTEGNO DI CHI NE ABBIA BISOGNO: “Andate e predicate, dicendo: -il regno dei cieli è vicino-, guarite gli infermi, mondate i lebbrosi, risuscitate i morti, scacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. (Matteo 10:7-8) “Infatti, per la grazia che mi è stata data, dico a ciascuno che si trovi fra voi di non avere alcun concetto più alto di quello che conviene avere, ma di avere un concetto sobrio, secondo la misura della fede che Dio ha distribuito a ciascuno. Infatti, come in uno stesso corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno la medesima funzione, così noi, che siamo molti, siamo un medesimo corpo in Cristo, e ciascuno siamo membra l'uno dell'altro. Ora, avendo noi doni 28 vari modi o che abbiano bisogno di luce per prendere decisioni di una certa gravità. 3) Come ci si organizza? Un modo semplice potrebbe essere quello di un gruppetto fisso (2-3 persone) che operi all’interno della propria comunità quando necessario. Un altro modo più articolato potrebbe essere quello di aprirsi anche ad una certa “mobilità” disponendosi anche a spostarsi in base alle necessità; magari con un “appoggio di preghiera” costituito da chi non può o non si sente di spostarsi, ma che vuole sostenere nel raccoglimento della propria preghiera personale il gruppetto nella sua missione. 4) Cosa fare per aderire? Basta comunicarcelo (c’è anche un riferimento nel questionario) e potremo parlarne. Inutile dire che ogni vostro suggerimento ci sarà gradito e prezioso. Un saluto da Renzo e Carmela differenti secondo la grazia che ci è stata data, se abbiamo profezia, profetizziamo secondo la proporzione della fede; se di ministero, attendiamo al ministero; similmente il dottore attenda all'insegnamento; e colui che esorta, attenda all'esortare; colui che distribuisce, lo faccia con semplicità; colui che presiede, presieda con diligenza; colui che fa opere di pietà le faccia con gioia.” (Romani 12:3-8) Cari fratelli, il Signore ha messo da tempo nel nostro cuore un pensiero che potrebbe diventare progetto realizzabile e utile per la Sua gloria e per il bene comune. Ve lo esponiamo con semplicità, ma molto ci sarebbe da dire e da considerare perché questo progetto, è meglio dirlo subito, richiede impegno, dedizione, maturità di fede, grande umiltà, rispetto e soprattutto una vocazione specifica. Ora proponiamo una ipotesi (fin troppo sintetica) che vorremmo approfondire e curare insieme a quanti si sentono interessati: 1) Chi può partecipare a questo gruppetto di preghiera? «Chi di voi appartiene al suo popolo? L'Eterno, il suo DIO, sia con lui e parta!» Così diceva l’editto di Ciro (Cronache 36:23); questo significa che nelle cose di Dio nessuno, in ultima analisi, può fare delle regole per stabilire chi è degno di una cosa e chi di un’altra. E’ più una scelta personale da sviluppare in se stessi, con discernimento e maturità di fede valutando vocazioni e talenti personali. Noi siamo comunque presenti per aiutarvi in questa scelta che non deve essere improvvisata. Divideremmo tuttavia i partecipanti in due categorie: i “responsabili anziani” (evangelici, con una fede abbastanza matura ed equilibrata, battezzati non da poco tempo, che sentano una predisposizione a questa attività) e i più “giovani” che sentono nel loro cuore l’attrazione per questo tipo di missione. 2) A chi si rivolge? A tutti i fratelli che passano periodi difficili, che vengono provati duramente in “inter nos” UN RINGRAZIAMENTO AD ANGELO ED EUGENIO, che venendoci a trovare hanno ravvivato in noi la speranza e la fiducia nell’opera del Signore mentre passavamo un momento difficile. Un caro saluto a tutto gruppo di Civitavecchia per averci accolto fraternamente ed un vivo apprezzamento per le loro riunioni davvero cristiane ed ecumeniche. Essere dell’idea che tutti i cristiani siano fratelli, infatti, è molto facile; ma realizzarlo, incontrarsi, pregare insieme, come fanno da anni questi fratelli, di estrazioni diverse, vi assicuro che è molto più difficile; ci vogliono talenti e maturità di fede. UN SALUTO DI PACE alla Chiesa Evangelica Pentecostale (A.D.I.) di Viterbo ed al pastore ZANGARI MASSIMO, che con semplicità, affetto e fratellanza ci hanno accolti nel loro culto e con cui abbiamo passato un’ottimo primo maggio. SPAZIO APERTO Gli spazi offerti sono gratuiti. “Il Ritorno” declina ogni responsabilità sul contenuto che comunque non dovrà essere ambiguo o sconveniente. La redazione si riserva controlli ed adattamenti. Questa nota vale per tutte le rubriche. delle barriere ideologiche e per condividere sentimenti di amicizia verso animali. Via Minervini 2/R – 50018 Scandicci (FI) ANNUNCI Matilde, nostra carissima sorella di fede, da anni disabile a Verona, avrebbe piacere a scambiare Alberto, evangelico, desidera scambiare opinioni su dei malesseri molto diffusi: la depressione, l’ansia, l’angoscia, la paura, la difficoltà del vivere. Ecco la sua e-mail: albertob2000@yahoo opinioni o amicizia con persone paraplegiche. La sua e-mail è: [email protected] “Con TROVALAVIA in Internet è possibile fare un ricerca completa che include al momento 211 siti Ermanno Messina, detenuto, desidera scambiare corrispondenza per un confronto spirituale al di là 29 evangelici italiani. Inoltre è possibile fare una ricerca per categoria. Le categorie presenti sono attualmente: 1.:chiese-denominazioni 2.:organizzazioni-missioni; 3.:media-musica-arti; 4.:studio-insegnamento-dibattito; 5.:notizie-informazioni-comunione-preghiera; 6.:sostegno-sociale. http://www.trovalavia.net “ Dal mare, al largo, il vento viene soffiando; \ a Sumyoshi le bianche onde lavano \ i rami più bassi dei pini.\ (Minamoto-no-Tsunenobu) 4 Quando spengo il lume; \ tutto quel che c’era \ di colpo scompare: \ in me quel che rimane \ è solo il mio cuore. (Okuma Kotomichi 1798-1868) 5 Come ricordo [di me] \ cosa lascerò? \ I fiori [di ciliegio] in primavera, \ il cuculo dei monti [in estate] \ e foglie d’acero in autunno. Giù nel villaggio, \ s’ode il suono \ di flauti e tamburi: \ qui sulla montagna, intenso \ è il mormorio dei pini. (Riorwan 1757-1831)60 Caro Giornalaio… IL NUMERO DELLA “BESTIA” O DELLE “BESTIE”? Caro Giornalaio, come già ti ho detto ho contato il numero della bestia. Non sarò né il primo,né l'ultimo… […]…tirate le dovute somme avremo come totale esattamente 666 (seicentossantasei). Qualcuno disse che la matematica non è un'opinione,ma sta di fatto che la mia vuole solo essere un'opzione tra le tante. Fatemi sapere. Vostro Andrea Randighieri – e-mail: SALUTIAMOCI PAROLE DI DIO [email protected] Caro Andrea, che il personaggio politico da te individuato “puzzi di zolfo”, come dici tu, possiamo anche essere d’accordo. Che sia lui la bestia ci pare comunque un’offesa (per la bestia); non lo vediamo infatti in questa grande levatura; nonostante la sua abilità ed i suoi recenti successi ci sembra infatti molto più piccolo; e poi si vede anche. E’ più probabile che sia “usato” dalla bestia, come la maggior parte, se non tutti, dei politici e delle persone che cercano il potere personale. Dice infatti il diavolo: “..gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Io ti darò tutte queste cose se, prostrandoti a terra, mi adori». (Matteo 4:8-9). Una considerazione: tutte queste “bestie” non avrebbero nessun potere se noi confidassimo di più in Dio e meno nell’uomo. Se i politici si gonfiano tanto è perché il maligno si serve dalla nostra disattenzione. Un salutone dal tuo Giornalaio. CON L’edera sulla quercia (foto PIC) [Dice l’Eterno:] “Non c'è ira in me. Chi metterebbe in guerra contro di me rovi e pruni? Io muoverei contro di essi e li brucerei tutti insieme. Uno dovrebbe piuttosto aggrapparsi alla mia forza per fare pace con me, sì, per fare pace con me» PENSIERI, IMMAGINI, POESIE… Isaia 27:4-5 Infiorata a Scarperia (FI) Inviataci da Carla POESIA GAPPONESE 1 Era forse un sogno la primavera di Naniwa \ Nella provincia di Tsu? \ Sulle foglie secche delle canne Il vento passa. (Saigyo) 2 Se lo dimentico, \ o quale disperazione la sera! \ Io sola lo so [di amarlo] \ e passo [così] giorni e mesi. \ (Shikishi) 3 60 Vero nome:Yamamoto Eizo, bonzo (=sacerdote buddista n.d.r.) visse errando continuamente per tutto il paese, sempre in estrema povertà e semplicità. Ladciò versi vibranti di commovente simpatia. [La letteratura giapponese – MMuccioli] 30 QUESTIONARIO FACOLTATIVO DI ORIENTAMENTO PER LA STESURA DEL GIORNALE - ALLEGATO AL N.11 – GIUGNO 2001 Foglio da staccare e spedire alla Piccola Iniziativa Cristiana c.p.39 – 01019 Vetralla (VT) – Ricordiamo che su questi ed altri argomenti è possibile rispondere direttamente on line nel sito http://digilander.iol.it/mispic DOMANDE nuove a cui rispondere 1 Quand’è che si è fratelli in Cristo e quand’è che non lo si è più? Fino a che punto le differenze dottrinali possono dividerci? 2 Cos’è la mistica? E’ davvero possibile oggi “incontrare” Dio? 3 Fino a che punto la nostra fede? Quanta volontà interviene? Autoconvincimento e fede: come discernere? E’ alla portata di tutti la fede? 4 Eternità e tempo sono la stessa cosa? 5 “Salvezza per grazia”, “giustificazione per fede e non per opere”…che significa? 6 Il ritorno di Gesù: Sarà vero che ritorna? E poi, sarà un ritorno personale, universale.. o cosa? 7 Sono davvero libere le nostre azioni o “è già scritta” la nostra vita? 8 Enoc “fu portato in cielo senza passare attraverso la morte”; Mosè ed Elia compaiono sul monte accanto a Gesù. Come si spiega se “il giudizio” deve ancora venire? DOMANDE vecchie sempre valide 9 Cos’è l’amore? E’ collegato sempre alla speranza ed alla felicità? E’ sufficiente amare per essere “salvati”? 10 I discorsi sono belli ma nella pratica come si fa a non fare del male e a non riceverne? Vivere anche da cristiani, ma con grande sofferenza interiore è uno stato con cui uno nasce o è una conseguenza di qualcosa?(Alberto) 11 Qual è la frase più bella che avete sentito o detto nella vostra vita? E/0 quale è il fatto più significativo? 12 Qualcuno ha letto un testo interessante e ce ne vuole parlare? (Matilde) RUBRICHE 13 Domande per la rubrica “POSTA”, per il QUESTIONARIO, o TESTIMONIANZE UTILI sugli argomenti trattati. 14 Apriti con coraggio in: “LETTERE A CUORE APERTO” di Carmela. Ti ascolteremo. 15 Un po’ d’ironia? Scrivi a “CARO GIORNALAIO…” 16 ANNUNCI PERSONALI da pubblicare SERVIZI 17 CIRCUITO PIC-SMS. Gradirei RICEVERE SALTUARIAMENTE UN RIFERIMENTO BIBLICO da meditare (specificare numero cellulare oppure l’e-mail) 18 Vorrei SEGUIRE UNA CORRISPONDENZA PER AVVIARMI ALL’ESPANSIONE SPIRITUALE [introduzione alla meditazione biblica nei silenzi] (nome e indirizzo in stampatello) COMUNICAZIONI 19 Grazie, ma NON DESIDERO PIÙ RICEVERE “IL RITORNO” (nome e indirizzo) 20 Per favore INVIATE GRATUITAMENTE E REGOLARMENTE “IL RITORNO” ALLE SEGUENTI PERSONE: (a se stessi o anche ad amici, indicando nome e indirizzo in stampatello) 21 SUGGERIMENTI, CRITICHE, SCRITTI RELIGIOSI, POESIE, FOTO, VARIE ED EVENTUALI… 22 VORREI PARTECIPARE ALLA FORMAZIONE DEI GRUPPETTI DI PREGHIERA (per chi non ci conosce direttamente sarebbe opportuna una presentazione) 23 Questionario compilato da: (facoltativo) RISPOSTE 31 32