IL RITORNO
“E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me,
affinché dove sono io siate anche voi”. (Giovanni 14:3)
LIBERA PUBBLICAZIONE CRISTIANA EVANGELICA A CUI TUTTI POSSONO
PARTECIPARE, INTERCONFESSIONALE, ESPANSIONISTA, INDIPENDENTE DA OGNI
CHIESA, GRATUITA, UTILE PER L’APERTURA MENTALE E SPIRITUALE, CON
SCRITTI E COLLEGAMENTI SCELTI IN INTERNET1
Stampato in proprio da Renzo Ronca responsabile dell’Associazione di volontariato "Piccola
Iniziativa Cristiana” Vetralla (VT)
tel. 0339-2608825
e-mail: [email protected]
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Giugno 2001 – n. 11 – il prossimo numero uscirà in Settembre e tratterà gli argomenti nel
questionario in ultima pagina – partecipate!
SOMMARIO
DUE CHIACCHIERE DEL GIORNALAIO: Perché i salmoni – No hay tempo para Dios 1+1=0 ……………..
TEMI RELIGIOSI
LA PREGHIERA NELL’ETERNITÀ -prosecuzione (R.R.) ….………………………
CONOSCIAMO LA BIBBIA (J.C.V)……………….………………………………….
ELABORAZIONE
LA PORNOGRAFIA E’ UN PECCATO? COME LIBERARSENE? (A.G.) ………...
QUESTIONARIO
COS’E’ CHE FA ESSERE UN UOMO PIU’ MALVAGIO DI UN ALTRO? (A.G. ) ..
QUANDO DIO NON INTERVIENE PER SALVARCI, TALE ATTEGGIAMENTO
SI PUÒ DEFINIRE SEMPRE UNA MANIFESTAZIONE DEL IL SUO INFINITO
AMORE? (A.G.) …………………………………………………………………………..
LA BIBBIA CONTIENE LA PAROLA DI DIO O E’ LA PAROLA DI DIO? (A.G.)
QUAL’E’ L’ORIGINE DEL MALE? (Marcello) ………………………………………
“CREDO LA RESURREZIONE DELLA CARNE…” (domanda di Adriana)
POSTA
Riferimenti alla liturgia cattolica, al concetto di “anima”, alla sostanza del “corpo”,
a come potrebbe risorgere, ecc. (R.R.) …………………………………………………..
“ESISTE L’INFERNO?” (Domanda di Ermanno) …………………………………….
LETTERE A CUORE “NON HO PUNTI FERMI” (Loredana) - mail di “roccobanzi”- “Cara Loredana..”
APERTO
di Carmela, - “Che succede quando Dio ci guarda?” di Renzo. ………………………..
OCCULTO & COMP. NEW AGE IN BREVE ……………………………………………………………………
CONOSCERE
ZWINGLI HULDRYCH …………………………………………………………………
PSICOLOGIA
PAURA DELLA PAURA (N.B.) ..………………………………………………………
SMOKE MOUNTAIN: UN PAESE INTERO CHE VIVE SU UNA DISCARICA DAL MONDO
CARTA ECUMENICA PER L’EUROPA …………………………………………….
COMUNICATO
FORMAZIONE DI UNO O PIU’ GRUPPI DI PREGHIERA A SOSTEGNO DI CHI
IMPORTANTE
NE ABBIA BISOGNO – VUOI VENIRE CON NOI?
SPAZIO APERTO
ANNUNCI …………………………………………………………………………………
CARO GIORNALAIO IL NUMERO DELLA “BESTIA” O DELLE “BESTIE”? …………………………….
PENSIERI POESIE
POESIA GIAPPONESE ………………………………………………………………….
SALUTAMOCI CON PAROLE DI DIO …………………………………………………………………………….
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1) NOTA PER CORRETTEZZA DELLA REDAZIONE: Noi scegliamo spesso in internet argomenti di crescita comune e li proponiamo
riportando fedelmente testo, fonte e collegamenti. Questo dovrebbe essere un comportamento corretto e gradito sia ai lettori che agli scrittori.
Pensiamo infatti che il diffondere idee, riflessioni, studi, aperture del cuore, domande ed altro, sia per tutti un bene: i talenti che Dio ci affida
dovrebbero essere a disposizione di tutti, gratuitamente; tuttavia se qualcuno il cui lavoro è stato da noi riportato non è d’accordo, ce ne
scusiamo, potrà comunicarcelo e sarà immediatamente tolto.
DUE CHIACCHIERE DEL GIORNALAIO
PERCHE’ I SALMONI
Quante volte, parlando con amici e conoscenti,
magari proponendo la lettura di qualche frase
biblica, ci siamo sentiti dire “vorrei, ma non ho
tempo…” A questi tiepidi cristiani dedichiamo le
vignette seguenti, che ci ha inviato l’amico
Mauro 3D’Angelo, evangelico da poco
battezzato , che per lavoro è spesso in Sud
America:
Mi diceva un simpatico amico psicologo: “Ci
deve essere qualcosa nella testa dei salmoni, in
quel cervello –già piccolissimo- che li tiene
fissati su un viaggio fatto al contrario, dal mare
alle sorgenti dei fiumi, di cui non riescono a
liberarsi. Tutta quella fatica a percorrere
chilometri e chilometri contro corrente risalendo
cascate, facendosi mangiare dagli orsi che li
aspettano… per morire comunque. Che necessità
c’è di fare tanta fatica? Non potrebbero deporre
le uova lì dove sono?”. In effetti sembra che
questi pesci abbiano quasi rifiutato l’evoluzione
della specie con una fissità illogica.2 Ma a parte
le bizzarrie della natura, vi sono delle
“impuntature” che qualche volta prendiamo
anche noi, quando con la mente ci fissiamo su un
comportamento o su un modo di essere in
maniera caparbia, costi quello che costi. E’ vero,
per esempio, che essere cristiani significa andare
contro corrente rispetto ad un mondo che va in
disfacimento, ma facciamolo col buonsenso della
riflessione! Nella psicologia questo “incaponirsi”
in un ripetitivo comportamento ottuso si chiama
“fissità funzionale”. Nella religione non ha un
nome specifico, ma certo è un atteggiamento che
impedisce l’apertura mentale e favorisce i
fanatismi. Non è necessario infatti andare sempre
contro corrente perché si finisce per andare poi
“contro tutto e tutti”. Vigilare non è sempre stare
con le armi in pugno in unno stato di tensione…
non potremmo nemmeno reggere a tanto. Vi è
invece uno stato di pace necessario per la nostra
vita fisica e spirituale che dovremmo curare
regolarmente. C’è il tempo di risalire cascate
tempestose, come i salmoni, con gli orsi in
agguato; ma c’è anche il tempo di sedersi in riva
al fiume grande, tranquillo, lento… avete mai
visto un fiume che sembra immobile? L’acqua
scorre, ma in superficie nemmeno si nota…
Ecco, pensiamo un poco a questa pace del
Signore lasciandoci ogni tanto portare dalla
dolce corrente della Provvidenza.
A cominciare dalla prima, in alto a sinistra, c’è
scritto: “troppo giovane… troppo innamorato..
troppo preoccupato.. troppo occupato… troppo
vecchio.. troppo tardi.”
1+1=0
Che strana matematica quella celeste!
Sulla terra se ad una cosa ne aggiungiamo
un’altra otteniamo una somma precisa: 1+1=2,
ma nel cielo non è così; si dovrebbe scrivere
infatti 1+1=0. Infatti se uno vuole sommare la
grazia di Dio alla ricchezza materiale, al
successo mondano, al potere ecc. non ottiene la
somma del tutto, ma perde questo e quello.
(Simpatico esempio riportato nel corso di un culto da un pastore
delle A.D.I. a Viterbo)
NO HAY TIEMPO PARA DIOS
2
Fissismo Dottrina che afferma la fissità delle specie.
(Contr. EVOLUZIONISMO.) [Enc. Rizzoli-Larousse]
3
Presso la Chiesa evangelica MIRES (Ministerio
International Rocio del Espiritu Santo)
2
LA PREGHIERA NELL’ETERNITA’
(prosecuzione di “Il tempo terreno e il tempo di Dio” di Renzo Ronca)
“.. gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alla loro preghiera”(1Pietro 3:12)
Abbiamo detto: “Egli non è Dio dei morti, ma Dio
dei viventi.”4 Ma che significa? Per capirlo
dobbiamo tornare al nostro schemino e riprendere
quanto dicevamo.
Dal centro, luogo dove
schematicamente
abbiamo ipotizzato “lo
sguardo di Dio”, ogni
punto della circonferenza
è alla stessa distanza. Se
nella circonferenza ci
mettiamo tutto il creato,
ovvero le creature celesti,
le galassie nello spazio, i
pianeti, la terra, gli
animali, le piante, gli uomini, Adamo, Elia, Mosè,
me, voi… ebbene tutto, nello sguardo di Dio sarà
un presente continuo e vivo. Cosa comporta tutto
questo ai fini della preghiera?5 Che un qualsiasi
pensiero rivolto a Dio dalla creazione ad oggi, da
parte di ogni creatura, è sempre presente davanti a
Lui, come la mia preghiera di adesso, la vostra di
ieri, quella di Davide duemila anni fa.
Allora è come se Dio vedesse la storia
dell’universo e della terra in particolare, “in
contemporanea”. L’origine della terra e la sua fine
sono due “fatti”, due situazioni, che per noi
terrestri sono lontanissime tra loro, distinte e
irraggiungibili, ma che per l’Eterno sono vive e
presenti, sullo stesso piano. Noi del passato
possiamo avere solo un ricordo, ma Dio è vivo
anche nel passato. Del futuro noi possiamo solo
fare delle ipotesi, ma il Creatore è vivo anche nel
futuro. Egli è anche qui, accanto a noi, mentre
parliamo… La Sua creatività è sempre in atto,6
essendo Dio al di sopra del tempo, l’Eternità
personificata.
Esempi in cui i limitati tempi terreni vengono
“perforati” da altri tempi li abbiamo nelle
intuizioni, nelle rivelazioni da parte di Dio. Si
hanno delle vere e proprie percezioni o finestre
aperte su piani diversi delle situazioni che sono
nello spazio-tempo davanti a Dio. Nelle Scritture
prendiamo come esempio l’interessante episodio
del ritorno dei 72 discepoli, i quali raccontano
felici dei loro successi sugli spiriti maligni.7 Gesù
dice una frase apparentemente strana, come un
pezzetto di mosaico fuori posto che non sembra
inserirsi bene nel disegno del loro presente: “Ed
egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal
cielo come una folgore”. (Luca 10:18). Ecco cosa
riporta il commentario della mia Bibbia8:
“ […] il Signore condensa in questa grandiosa parola
profetica, che riguarda così il passato come il futuro, il
progresso e la consumazione della caduta di Satana». L'uso
dell'imperfetto, indica chiaramente che la contemplazione
in cui il suo spirito era impegnato, non abbracciava soltanto
la missione dei discepoli, ma si estendeva molto al di là di
quella.. […] fu una intuizione spirituale del Figliuol
dell'uomo una scena che passava dinanzi agli occhi della
sua mente, riempiendo il suo cuore di gioia, ad onta delle
sofferenze che stavano in serbo per lui. Queste sue parole
significano: «Osservando le vostre vittorie sugli emissari di
Satana, si presentò alla mia vista uno spettacolo più
maestoso ancora, cioè la rovina completa dello stesso
Principe delle tenebre, e l'intera distruzione dell'usurpato
suo regno, di cui i vostri successi non sono che il preludio».
[…]
Come i flashback9 sono irruzioni del passato nel
nostro presente, così possono avvenire le
intuizioni, le rivelazioni di aspetti del futuro. Se
siamo “in linea” con Dio entrambi questi
fenomeni possono essere ordinati e ben inseriti
nel nostro contesto di crescita. Se entriamo nella
preghiera e specialmente in quella chiamata
preghiera mistica10 allora entriamo in una
dimensione slegata dal tempo, nella stessa
eternità di Dio in cui ciò che siamo non è più ciò
solo ciò che percepisce il nostro corpo fisico, ma
è un insieme perfetto della sostanza di Dio. Se
due si amano fanno qualsiasi cosa l’uno per
l’altro. Nella preghiera è così tra la nostra anima
ed il Signore.
“…pregate gli uni per gli altri, affinché siate
guariti; molto può la preghiera del giusto, fatta
con efficacia. Elia era un uomo sottoposto alle
stesse nostre passioni, eppure pregò intensamente
che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre
degli angeli di Dio, e la caduta non produsse cambiamento
alcuno nella sua natura fisica o metafisica perciò Paolo lo
chiama «il principe della podestà dell'aria, lo spirito che
opera al presente nei figliuoli della disubbidienza» Efesini
2:2, ed altrove dice che dobbiamo combattere non già
«contro a sangue e carne, ma contro a' principati, contro
alle potestà, contro ai rettori del mondo, e delle tenebre, di
questo secolo, contro agli spiriti maligni nei luoghi celesti»
Efesini 6:12. (Commentario Bibbia italiana on line di R.
Wilson - ver. 4.03)
8
Commentario Bibbia italiana on line di R. Wilson - ver.
4.03
9
Letteralmente “lampi-indietro” sono scene retrospettive
10
In quella dove si passano i gradi della riflessione, poi
della meditazione ed infine della contemplazione. Di questi
argomenti parleremo a parte in maniera più approfondita.
4
Marco 12:25-27
Come già detto intendiamo per “preghiera” il rapporto,
personale, rispettoso, profondo, intimo e diretto con Dio con
parole semplici, sentite dal cuore.
6
Giovanni 5:17 Ma Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera
sempre e anch'io opero» (CEI)
7
Non pochi oggidì negano l'esistenza di Satana, affermando
che quel termine è usato solo figurativamente come la
personificazione dell'elemento del male, ma ricordiamoci
che Gesù, insegnando alle moltitudini, o ai soli discepoli,
sempre parla di Satana come di una personalità distinta, e lo
stesso fanno tutti gli scrittori sacri. In origine egli fu uno
5
3
anni e sei mesi. Poi pregò di nuovo, e il cielo
diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto”.
(Giacomo 5:16-18)
Ma come “agiscono” le varie preghiere
nell’eternità? Tornate al centro del cerchio.
Immaginate per semplicità la ruota della
bicicletta: al centro c’è “il mozzo” e intorno vi
sono “i raggi”.
Ogni raggio è una preghiera che arriva da un punto imprecisato del tempo e
dello spazio al centro, cioè al Signore. Le preghiere sono movimenti d’amore
tra due parti che desiderano essere unite. Ogni richiesta, ogni desiderio produce
un mutamento del rapporto tra i due amanti (anima-Dio). Un cambiamento può
riguardare una trasformazione spirituale nostra, di altri, ma anche un
cambiamento fisico di situazioni circostanze e fatti. Il desiderio è uno stato di
ardente tensione che cerca soddisfazione. Imprime uno “spostamento”,
trasmette un movimento, un spinta all’oggetto amato; che, di rimando,
asseconda e “risponde” con un altro movimento d’amore che ci avvolge e ci
riempie. Le preghiere, come rapporto d’amore tra l’anima e Dio, essendo
rapporti di movimenti, tensioni sublimi di forze in continua trasformazione, producono altri movimenti,
altre situazioni di bene e d’amore. E’ in virtù di questi scambi d’amore che la nostra ipotetica ruota coi
raggi può girare e la bicicletta muoversi verso una direzione. La direzione non può essere altro che Dio
stesso Noi siamo assorbiti da Dio, non c’è un’altra direzione. La nostra anima, piccolo riflesso d’amore
creato da Dio, può essere felice solo in Dio e non desidera altro che tornare e perdersi in Lui. Il
movimento allora per semplicità potrà essere raffigurato in due
modi:
Modo terreno: I raggi della ruota sono continui movimenti
d’amore scambievoli tra l’anima e Dio. Questi scambi
generano un movimento di tutta la persona nel tempo lineare;
come la ruota che gira e va in avanti, verso un futuro che non
vede e che non sa, ma che tuttavia percepisce con la fede. Un
movimento interiore-esteriore, un’attività, come fosse inserita
in un disegno perfetto di cui fa parte. La persona non
percepisce direttamente l’espansione spirituale in cui è inserita,
ma ne può constatare gli effetti. E’ come la crescita della
statura di un bambino: lui non si vede crescere direttamente ma
ogni tanto “si ritrova cresciuto” senza sapere come.
Modo celeste: Dalla circonferenza esterna
raffigurante l’eterno presente davanti a
Dio, prendiamo un momento qualsiasi di
preghiera situato in un imprecisato spazio e
in un momento qualsiasi del tempo; poi lo
ingrandiamo con uno zoom, come in una
lente d’ingrandimento. Nella parte
ingrandita, dentro il quadrato, vedete in
alto a sinistra il movimento d’amore
reciproco tra anima e Dio (i raggi della
ruota). Da questo scambievole rapporto
nasce uno sviluppo meraviglioso: l’anima
si espande.
L’anima si espande nel rapporto d’amore sempre
più forte e sempre arricchito di maggiore
conoscenza. Dio per primo si è fatto uomo in
Cristo e ci ha amati, “raccogliendoci” se così si
può dire, dandoci “lo slancio”, il primo “tocco”,
l’avvio, e il desiderio di ricambiare questo suo
sublime primo gesto d’amore. Questo desiderio
potenziale trova la capacità nel miracolo della
rinascita con il dono dello Spirito Santo; ovvero la
presenza stessa di una parte di Dio in noi, che ci
guida, ci spinge, ci attrae e ci dà le indicazioni
necessarie per continuare il cammino. Attraverso
questo scambio sempre più “ravvicinato” la
nostra anima si configura e si “trasfigura” a
somiglianza dell’Amato. Il movimento celeste
non sarà più solo “in avanti” allora, ma riguarderà
TUTTE le direzioni. L’espansione spirituale
agisce al presente, nel passato e nel futuro
contemporaneamente. E’ come se il nostro cuore,
sede dell’affetto tra noi e il Cristo, ad ogni battito
allargasse il cerchio del tempo che abbiamo
disegnato all’inizio e di pulsazione in pulsazione
tendesse a raggiungere il raggio infinito
dell’eternità.
4
maniera cosciente che in maniera “infusa”.15 Ma
la nostra carne, la nostra persona fisica è molto
fragile;16 non dimentichiamoci mai di non
sopravvalutarci perché pur avendo questo tesoro
spirituale non siamo altro che dei vasi di
terracotta.17
Dovremo allora, ogni volta, considerare il punto
di vista del nostro ragionamento, la prospettiva in
cui esercitare il discorso chiedendoci in che modo
sto parlando esprimendomi? E’ un’ipotesi
spirituale o un ragionamento come essere umano?
Vediamo subito nella pratica quanto abbiamo
appena detto: cercando il punto di vista spirituale;
riprendiamo la fig.2. Ricordiamoci che la
circonferenza rappresenta l’eterno presente dove
passato e futuro si incontrano. Pensiamo ai raggi
che si congiungono al centro come alcune
preghiere di Davide, dell’apostolo Paolo, di un
salmista, mie, vostre e dei nostri nipoti che ancora
devono nascere… Ebbene se la preghiera, come
rapporto d’amore tra noi e Dio è slegata dal
tempo allora può anche AGIRE fuori dal tempo.
Voglio dire che se siamo in Dio (ovvero in questa
unione d’amore abbiamo gli stessi pensieri, siamo
di una sola volontà) allora possiamo anche
pregare per qualcuno che non è nello stesso
nostro tempo terreno. In pratica dunque, Gesù
vive in noi e a somiglianza di Gesù, nostro
Sacerdote, noi possiamo unirci a Lui in un
preghiera di intercessione per la benedizione o la
salvezza di una qualsiasi anima. Per esempio io
conobbi una persona che morì purtroppo di un
incidente automobilistico quando ero ragazzo. So
che questo fatto è passato e che questa persona
riposa nella morte in attesa del giorno del
Signore. Ma questo che sto dicendo è un
ragionamento umano, legato al tempo di oggi 19
marzo 2001. Se io mi metto a ricordare questa
persona cara mentre sono in preghiera, staccato
dal tempo, assieme al Signore, allora la preghiera
sarà come un fulmine che bucherà i cieli e le
dimensioni degli spazi e dei tempi e non farà a
tempo ad essere pensata che subito sarà in Dio e
subito sarà in efficacia di trasformazione. La mia
unità con Dio, ottenuta dalla preghiera, mi
permetterà (sempre secondo i limiti concessi dalla
grazia di Dio) di avere gli stessi pensieri di Dio
per mezzo dello Spirito Santo:
Ma come sta scritto: «Le cose che occhio non ha
visto e che orecchio non ha udito e che non sono
salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha
preparato per quelli che lo amano». Dio però le
ha rivelate a noi per mezzo del suo Spirito,
perché lo Spirito investiga ogni cosa, anche le
profondità di Dio. Chi tra gli uomini, infatti
“… perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo
della fede, affinché, radicati e fondati nell'amore,
possiate comprendere con tutti i santi quale sia la
larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza, e
conoscere l'amore di Cristo che sopravanza ogni
conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la
pienezza di Dio”. (Efesini 3:17-19)
Convivono allora nella nostra persona entrambi i
movimenti, quello terreno, lineare, in cui il passato
è passato e del futuro deve venire; assieme a
quello dell’espansione dove non c’è più né passato
né futuro ma un eterno presente. E’ fondamentale
rendersi conto che sono due piani completamente
diversi, entrambi esistenti, ma che non dobbiamo
confondere.
Vediamo
alcune
prime
considerazioni:
Noi siamo esseri umani che si allenano a diventare
spirituali. La trasformazione completa avverrà, a
Dio piacendo, nel Suo giorno11, tuttavia per ora
siamo esseri umani che vivono sulla terra, presi
dalle leggi fisiche della terra, con un corpo carnale
sottoposto alle normali fasi di crescita
invecchiamento e morte.
Il nostro spirito invece, toccato dal Signore che ha
riconosciuto, accettato e voluto, vive ormai nello
Spirito di Dio, decisamente “afferrato”12 e guidato.
Sulle ali dello Spirito di Dio noi non abbiamo più
confini temporali; mentre come essere terreni
siamo legati alle leggi terrene. Sulla terra la fisica
impone una velocità uno spazio ed un tempo
correlati e precisi. Il tempo sulla terra è scandito
dalla sua rotazione, dal sole, dalla luna, ecc. ma se
ci trovassimo su un altro pianeta di una stella
lontana misureremmo il tempo maniera diversa.
Non esisterebbero più le ore e i giorni come li
intendiamo noi. Ecco dunque che il tempo è solo
una misura “relativa”, non assoluta. Potremmo
dire che vi sono un’infinità di “tempi” diversi nelle
varie galassie dello spazio. Tutti questi tempi
legati al luogo fisico di appartenenza con cui ogni
ipotetica creatura di ogni singolo pianeta deve fare
i conti, non sussistono più se riferiti all’eternità di
Dio, dove è Dio stesso il Tempo. Il Riferimento
per eccellenza.
La convivenza di queste due nature nella nostra
persona non è semplice. Lo spirito nostro
dall’accettazione del Signore13 viene direttamente
plasmato dallo Spirito Santo14. Questo sia in
11
1Corinzi 15:51-52 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti
morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, in un
batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; la tromba infatti
suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo
mutati
12
Filippesi 3:12 Non che io abbia già ottenuto il premio, o
sia già arrivato al compimento, ma proseguo per poter
afferrare il premio, poiché anch'io sono stato afferrato da
Gesù Cristo.
13
Vedi per esempio l’episodio di Nicodemo in Giov.3, dove
Gesù parla di rinascita in spirito. Questa accettazione si
esprime di solito nel primo passo del battesimo.
14
2Corinzi 3:18 E noi tutti, contemplando a faccia scoperta
come in uno specchio la gloria del Signore, siamo
trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come
per lo Spirito del Signore.
15
Diretta, saltando l’aspetto cosciente raziocinante; questo
infatti potrebbe esercitare un filtro, un freno eccessivo
all’attività di Dio oppure potrebbe esaltarsi col rischio poi
di insuperbirsi e perdersi.
16
Matteo 26:41 Vegliate e pregate, per non cadere in
tentazione, poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole
17
2Corinzi 4:7 Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di
terra, affinché l'eccellenza di questa potenza sia di Dio e
non da noi.
5
conosce le cose dell'uomo, se non lo spirito
dell'uomo che è in lui? Così pure nessuno conosce
le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio. Ora noi
non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo
Spirito che viene da Dio, affinché conosciamo le
cose che ci sono state donate da Dio. Di queste
anche parliamo, non con parole insegnate dalla
sapienza umana ma insegnate dallo Spirito Santo,
esprimendo cose spirituali con parole spirituali.
Or l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito
di Dio, perché sono follia per lui, e non le può
conoscere, poiché si giudicano spiritualmente. Ma
colui che è spirituale giudica ogni cosa ed egli
non è giudicato da alcuno. Infatti chi ha
conosciuto la mente del Signore per poterlo
ammaestrare? Or noi abbiamo la mente di Cristo.
(1 Corinzi 2:9-16)
Allora cosa posso “fare” ricordando una persona
cara davanti al Creatore? Che altro se non pregare
per lei? E da dove viene questo versamento
d’amore verso quella persona se non da Dio stesso
che è l’origine e il compimento dell’amore stesso?
E’ una specie di dolce vortice d’amore che tutto
trasforma in vita. Allora non c’è più distinzione tra
me, il Signore, la persona ricordata, lo scambio
d’amore che sta avvenendo… Il mio pensiero (per
esempio “Signore benedici quella persona”) è
perfettamente intonato ed inserito nella volontà di
Dio se in quel momento il mio cuore me lo
suggerisce e sicuramente qualcosa avviene
nell’eternità per la persona ricordata. Non so come
e quando questo avvenga però lo so, per fede e
per comunicazione nel cuore. Che agli occhi della
persona terrena sia impossibile pregare per chi è
morto è logico; ma per la persona spirituale,
saldamente unita allo Spirito di Dio nulla è
impossibile.
“e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui,
perché osserviamo i suoi comandamenti e
facciamo le cose che gli sono gradite” (1Giovanni
3:22). Pensiamo a chi è morto di gravi malattie o
di morti violente o per suicidio. Ebbene io ho
fiducia in Dio che le nostre preghiere possano
ancora aiutarlo. Infatti credo che Dio stesso abbia
verso queste anime una cura particolare e ce la
voglia far conoscere permettendoci anche di
partecipare al suo meraviglioso piano di salvezza.
Ma fino a che punto possiamo “incidere” con
la preghiera i fatti e le situazioni? Secondo me
la preghiera è sempre in inserimento nell’attività
salvifica e d’amore di Dio che non avrebbe limiti.
Egli stesso però si è “imposto” per così dire, un
limite, ovvero la libertà nostra, il libero arbitrio,
la possibilità per ogni creatura di scegliere del
proprio destino. La nostra preghiera allora, come
ogni azione di Dio, si fermerà di fronte alla
volontà diversa della persona di cui stiamo
pregando. Non tutti si aprono alla conoscenza di
Dio ed al Suo amore. Alcuni preferiscono credere
in altre cose o non credere affatto. Se questa
scelta è un inganno del maligno io posso pregare
affinché l’inganno sia reso manifesto e la persona
possa rendersi conto e operare una scelta
equilibrata; ma se quella persona sceglie
coscientemente di non voler ascoltare Dio, allora
le mie preghiere possono ben poco. Questo non è
certo per incapacità di Dio, ma per la suprema
espressione dell’amore che è appunto il rispetto
della volontà altrui, la libertà.
Cari amici, per non rendere troppo pesante le
nostre chiacchierate, per ora mi fermo qui..
Lodiamo insieme il Padre celeste che accoglie in
ogni tempo chiunque a Lui si rivolge, con le
parole di Davide:
“A te, o DIO, spetta la lode in Sion; e saranno
adempiuti i voti davanti a te. A te, che esaudisci
la preghiera, verrà ogni creatura. I peccati mi
avevano sopraffatto, ma tu provvedi il perdono
per le nostre trasgressioni. Beato l'uomo che tu
scegli e fai avvicinare a te, perché abiti nei tuoi
cortili; noi saremo saziati dei beni della tua casa,
delle cose sante del tuo tempio.” Salmo 65:1-4
Vorrei lasciare aperto questo argomento ponendo
una domanda a me stesso e a voi, che a Dio
piacendo svilupperemo in futuro: “Abbiamo
parlato di ‘eternità’ come fosse ‘un tempo
all’infinito’; ma ‘eternità’ e ‘tempo’ sono
davvero così simili? Qual è la differenza, se c’è,
tra questi due concetti?”
PADRE PIO: DEVOZIONE IN NUMERI - (Da un trafiletto su “TV Sorrisi e canzoni”)
i milioni di pellegrini che ogni anno visitano la tomba di Padre Pio
7
2.156 i gruppi di preghiera di Padre Pio in tutto il mondo
i monumenti dedicati a Padre Pio in tutto il mondo
210
le biografie dedicate al Frate di Pietrelcina
200
3.000 i siti Internet
I MILIARDI DI LIRE DEL GIRO D'AFFARI DELLA VENDITA DI IMMAGINI,
150
STATUE, SANTINI
gli alberghi e le pensioni di San Giovanni Rotondo (26.000 abitanti)
96
i miliardi di lire spesi per la costruzione della nuova chiesa progettata da Renzo Piano
30
DOMANDA DELLA PIC: QUESTO CULTO ALLA CREATURA, PIACERA’ A DIO?
6
CONOSCIAMO LA BIBBIA
Semplici consigli introduttivi alla conoscenza e
all’uso della Bibbia liberamente tratti ed elaborati
da “La Bibbia: 18
istruzioni per l’uso” di Jean
Claude Verrecchia – Ediz. ADV –FI
Ma che cos'è questo patto di cui si parla? Si
tratta in realtà di un contratto stipulato fra Dio e
il suo popolo, il popolo d'Israele. La Bibbia
infatti è tutto tranne che un libro astratto. Essa
non parla di Dio come i filosofi o i teologi.
Quando lo fa è tramite la storia degli uomini.
Raccontando la storia di un popolo e delle sue
relazioni con Dio, l'Antico Testamento ci
presenta in qualche modo un contratto di
riferimento o un contratto tipo che può anche
valere per il lettore. Il contratto è stato raramente
rispettato dagli ebrei. Proprio questo è l'aspetto
interessante altrimenti non ci sarebbe una storia,
in tutti i sensi del termine. Quindi nell'Antico
Testamento non si trovano soltanto i progetti di
Dio, le sue direttive, ma anche i tradimenti
dell'uomo, le sue sconfitte, le sue gioie e i suoi
successi. L'Antico Testamento è come la storia
d'amore di una coppia. I suoi contrasti sono
frequenti. Non immaginate un rapporto all'acqua
di rose. Nulla viene risparmiato al lettore. A
volte dovrete accettare di prendere in testa un
piatto che vola. In questo ci si renderà conto
ancora meglio di quali siano le parti in causa.
Poiché l'Antico Testamento racconta la storia del
popolo ebraico, vengono citati soltanto i popoli
più vicini. L'Antico Testamento non ha alcun
motivo di preoccuparsi degli incas o dei cinesi.
Non riporta la storia dell'umanità, ma solo la
storia di quel popolo. Inoltre, in questa storia,
viene preso in considerazione soprattutto ciò che
si riferisce al patto suddetto e alle relazioni fra il
popolo e Dio. Si dice a volte che la storia
raccontata è sacra, non perche sia perfetta o
descriva situazioni ideali, ma perché prende in
considerazione essenzialmente ciò che è
significativo in rapporto ai termini del patto.
Tramite questa storia, che in partenza non è la
mia, scopro Dio che agisce. Lo vedo reagire nei
confronti dell'immoralità umana. Lo vedo
prevenire, consigliare, educare, attendere,
arrabbiarsi. Scopro anche l'uomo, nelle sue lotte, nelle sue resistenze, nei suoi tradimenti e
nelle sue speranze. lo posso isolare le forze che
fanno la sua storia, comprendere la ragione dei
suoi errori, ispirarmi al- le sue vittorie. Questo è
il quadro generale. La sala A è imponente. I libri
sono classificati in varie sezioni, secondo la
seguente collocazione:
Avete appena acquistato una Bibbia. In realtà non
avete acquistato un libro ma una biblioteca19
che contiene diverse decine di libri, secondo le
versioni. In questo capitolo vi propongo una visita
guidata in questa nostra Grande Biblioteca.
Entrando nella struttura sorge spontanea una
domanda: come sono classificati i documenti? I
libri che compongono la Bibbia non sono dei
capitoli di una stessa opera, scritti da un medesimo
autore e nella stessa epoca. Questa biblioteca si è
costituita in un lungo lasso di tempo (diversi
secoli). Originariamente, ogni libro -dovremmo
piuttosto
dire
ogni
rotolo
-sussisteva
indipendentemente
dagli
altri.
Il
loro
raggruppamento è stato realizzato solo più tardi. È
assolutamente necessario tenere presente che la
classificazione non è cronologica, ma per
categorie. Ciò significa che i libri non sono stati
classificati secondo la data di redazione ne secondo
l'epoca che descrivono. Infatti dei libri che si
riferiscono a uno stesso periodo possono risultare
molto distanti gli uni dagli altri; libri scritti in
epoche molto diverse possono trovarsi vicini. Ciò
che ha prevalso nella classificazione è il genere
letterario del libro, non il suo contenuto, o l'epoca a
cui si riferisce o quella della sua redazione. La
nostra Grande Biblioteca si divide in due sale
molto vaste: l'Antico Testamento e il Nuovo
Testamento.
VISITA ALLA SALA A
(ANTICO TESTAMENTO)
Il
termine
«testamento»,
tradizionalmente
utilizzato, è infelice. Oggi, un testamento è un
documento ufficiale molto importante, che regola
la procedura di successione di un individuo alla sua
morte. Il temine latino testamentum, da cui deriva
il nostro «testamento» traduce in realtà il vocabolo
greco diathèke che ha il duplice significato di
«testamento» e «patto». La nostra prima sala
potrebbe benissimo chiamarsi sala dell'antico (o
primo) patto, o più precisamente ancora sala che
contiene i libri relativi al primo patto. Si
percepirebbe così il carattere multiforme di questo
primo insieme. Si eviterebbe anche un approccio
che spesso è troppo riduttivo, come se l'insieme
provenisse da un unico autore e fosse stato scritto
in una stessa epoca e lingua.
Ordine delle Bibbie basate20sulla versione
greca detta dei “Settanta”
20
Versione greca detta “Septuaginta” o versione dei
“Settanta” (LXX): è così chiamata perché secondo una
leggenda contenuta nella “Lettera di Aristea” (2° Sec. a.
C.) il Pentateuco sarebbe stato tradotto in greco da 72
anziani; 6 per ogni tribù di Israele, fatti venire dalla
Palestina ad Alessandria d’Egitto sotto gli auspici di
Tolomeo II Filadelfo (285-247 a.C.) […] Viene detta
anche “Alessandrina” dal luogo dove fu scritta. […] –
Nota tratta dal Dizionario Biblico – Claudiana, dove
troverete ampie spiegazioni sulle lunghe traversìe delle
tante traduzioni.
18
“Dottore di scienze religiose presso la facoltà di teologia
protestante di Strasburgo è anche uno degli autori del
“Dizionario enciclopedico della Bibbia”. Attualmente
collabora alla preparazione di una nuova traduzione della
Bibbia.”
19
Il termine Bibbia deriva dal greco ta biblìa che significa «i
libri». Trascritto in latino bibìla venne considerato un
femminile singolare, da cui deriva quindi la parola Bibbia in
italiano.
7
Prima sezione -La legge o Pentateuco (nome attribuitogli da Tertulliano (155-222 d.C.), e designava
inizialmente i cinque contenitori in cui erano inseriti i libri della legge)
Sono libri introduttivi: da dove proviene il popolo che Dio ha scelto? Chi
sono i padri fondatori? Dio come ha scelto questo popolo? Quali sono i
termini del patto?
Seconda sessione: Libri storici
Fino ai libri dei Re si tratta essenzialmente
della storia dell'insediamento del popolo
ebraico in Palestina, prima sotto la guida
di Giosuè, poi sotto quella dei Giudici come
Samuele. Successivamente si instaurerà la
monarchia, guidata dal ministero profetico
di Elia ed Eliseo,. Si tratta anche della
storia delle relazioni fra le dodici tribù e il
racconto delle loro lotte interne. Esdra e
Neemia (con Daniele nella versione
ebraica) risentono del periodo doloroso,
l'esilio, in cui sono stati composti. Ma il
loro messaggio è ricco di speranza perché
il popolo è ritornato in Palestina. Le
Cronache riportano la storia dei re
concentrandosi sul regno di Davide e dei
suoi successori.
Terza sessione: Libri poetici
I primi tre libri di questa sezione costituiscono una sorta di
antologia poetica in cui l'animo umano reagisce nei confronti
delle circostanze della vita. Il Cantico dei Cantici, il Qoelet
(nella vers. ebraica assieme al libro di Rut, le Lamentazioni ed
Ester) vengono definiti con il termine ebraico megillot (i rotoli)
.Essi venivano letti preferibilmente in occasione delle grandi
feste religiose
Quarta sessione: Libri profetici
Tre grandi libri, Isaia, Geremia ed
Ezechiele, introducono la parte
essenzialmente profetica, seguiti da
quelli che a volte sono stati definiti i
dodici profeti minori, soltanto a causa
della mole più limitata dei loro scritti.
(Il testo dei dodici profeti minori ci è
pervenuto in una raccolta unica, ma la
loro classificazione può variare) Tutti
questi libri contengono gli avvertimenti
e i richiami di Dio. Spesso riguardano
tempi difficili. Illustrano la realtà ma
lasciano anche intravedere la speranza
in un futuro migliore, in cui Dio
ristabilirà tutte le cose.
8
Libri apocrifi (o deuterocanonici)
Troveremo questi libri nelle Bibbie cattoliche e più
raramente in quelle protestanti. Due di questi
(Ester e Daniele) sono degli ampliamenti in greco
di libri già esistenti in ebraico. Molto spesso, come
i Maccabei che sono quasi gli unici documenti che
si riferiscono alla rivolta ebraica (175-135 a.C.),
questi libri presentano l'evoluzione dell'ebraismo
nei tre secoli che precedono l'era cristiana. La
Sapienza e il Siracide assomigliano al libro dei
Proverbi. Baruc e la Lettera di Geremia utilizzano
lo pseudonimo (uso del nome di un personaggio
celebre) per esortare il popolo emetterlo in guardia dall'idolatria. Infine Giuditta e Tobia presentano,
prendendo spunto da un personaggio, come Dio accordi la salvezza in situazioni molto difficili.
VISITA ALLA SALA N (NUOVO TESTAMENTO)
Il quadro in cui si inserisce il patto -il contratto di riferimento evocato per la prima sala -ha subìto
un'evoluzione. Se nell'Antico Testamento si può dire che Dio abbia firmato un contratto con il popolo
d'Israele, nel Nuovo Testamento Dio viene a vivere fra gli uomini nella persona di Gesù di Nazaret. Non
ci sono più intermediari ma si stabilisce una relazione diretta, che trasforma tutto. Il Nuovo Testamento
racconta questa incursione di Dio nella storia degli uomini. Questa sala contiene solo 27 libri, molti
meno della prima. Ecco come sono classificati:
Prima sezione -I Vangeli
La vita di Gesù di Nazaret, vista da quattro autori diversi. Attenzione! I vangeli
non sono delle biografie del Cristo, in questo caso sarebbe stato sufficiente un
unico vangelo. Naturalmente riportano fatti storici, ma sempre nell'ottica della
fede.
Seconda sezione -Gli Atti degli Apostoli
Una sezione per un solo libro, che in realtà è il secondo volume del vangelo di Luca. Si tratta del racconto
delle origini del cristianesimo: le sue prime gioie, le sue prime crisi, la sua espansione in tutto il bacino
del Mediterraneo.
Terza sezione -Le lettere (o epistole)
Neanche le lettere sono classificate cronologicamente, ma
secondo la loro lunghezza, dalla più lunga alla più corta,
almeno per quelle attribuite solitamente a Paolo.
Le lettere del Nuovo Testamento, redatte principalmente da
Paolo, Pietro e Giovanni, sono scritti di circostanza. Sono
state poste delle domande agli apostoli ed essi hanno
risposto; sono sorti dei problemi ed è stato necessario
trovare una soluzione; sono stati dati degli avvertimenti
perche si evidenziavano forme di eresia.
Quarta sezione -L. Apocalisse di Giovanni
Ancora una sezione per un solo libro non classificabile. L' Apocalisse è il libro
della Bibbia più difficile da comprendere. Si presenta come la rivelazione di
Ges
... ù Cristo, con simboli e visioni straordinarie .
9
Dio abbia creato ma, in definitiva, che Dio è
all'origine di tutto.
L 'epopea (come /'Iliade e /'Odissea) Almeno nei
suoi primi capitoli il libro di Giosuè è una vera
epopea che racconta la conquista della terra
promessa: eroi valorosi, guerre, vittorie ma
anche, a volte, sconfitte.
Gli annali (come La Guerra del Peloponneso)
L'ebraico utilizza un'espressione molto bella: «Iil bro di parole, atti e giorni» (cfr. 1 Re 14:19). Si
potrà inserire in questa categoria letteraria la
maggior parte dei libri dei Re che raccontano i
fatti e le gesta dei re di Giuda e di Israele e i libri
delle Cronache. Contrariamente agli annali reali
del vicino oriente antico, e più tardi agli annali
dei nostri re, quelli biblici raccontano non solo
gli atti gloriosi ma anche gli errori.
I SALMI
La parola «salmo» deriva dal greco psalterion
che significa «canto accompagnato dalla cetra».
In altre parole quando aprite il libro dei Salmi, il
libro più lungo della nostra Grande Biblioteca,
sarà come aprire la partizione di un'opera
musicale. Per essere più precisi avete davanti a
voi 150 brani musicali de- stinati a essere cantati.
Putroppo rimangono solo le parole. La musica è
andata persa. È come se possedeste il libretto del
Flauto magico senza la musica di Mozart!
Naturalmente non potrete leggere i Salmi come il
libro di Giosuè. In questa raccolta -una vera
antologia composta in un periodo di più di mille
anni -troviamo diversi tipi di salmi: I salmi di
lode I salmi che appartengono a questo gruppo
iniziano spesso con un verbo nella forma
imperativa (cfr. Salmi 96, 98, 105, 106, 107). Poi
vengono ricordati la grandezza di Dio e i suoi
interventi positivi. Nell'ultima parte si evoca
spesso la sorte dei nemici o degli oppositori.
Altri salmi di questo genere sono stati scritti in
prima persona, cioè da qualcuno che ha espresso
la sua fiducia in Dio.
l salmi regali Questi salmi hanno come soggetto
il re o la fami- glia reale. Si evoca generalmente
l'ascesa al trono del monarca. I salmi 2, 72 e
soprattutto 110 appartengono a questa categoria.
I cristiani li hanno spesso riletti attribuendo loro
un significato messianico. l salmi di apparizione
Spesso l'apparizione di Dio viene descritta in un
contesto in cui si scatenano gli elementi naturali
(fuoco, vento, terremoto, temporale). Si tratta
generalmente di un Dio che viene presentato
come un vincitore (o colui che ha permesso la
vittoria). Il salmo 18 ne è un esempio. l salmi
della città e del tempio In questi poemi si fa
l'elogio di Gerusalemme e del tempio. Questi
salmi erano probabilmente cantati in occasione
dei viaggi dei pellegrini verso la città santa (cfr.
Salmi 46, 76, 125, 137). l salmi di suppliche
Sono degli SOS. Si potranno leggere le grida di
dolore dell'uomo colpito dalla malattia, i lamenti
dell'uomo minacciato o abbandonato, i gemiti
dell'uomo vittima dei rimorsi, i timori dell'uomo
minacciato da nemici potenti (cfr. 6, 13, 71, 102,
120).
LE LETTERE
Il genere epistolare caratterizza soprattutto il
Nuovo Testamento. Le lettere costituiscono un
terzo dei libri della sala N. Alcune lettere sono
private, come quelle di Paolo a Filemone. Molti
sono scritti occasionali, inviati a varie comunità.
Leggere una lettera che non è stata indirizzata a
voi è quasi come ritrovarvi in un posto in cui non
siete stati invitati. Entrate quindi in punta di
piedi. Fatevi presentare. Imparate a conoscere le
UNA BIBLIOTECA INCOMPLETA
La nostra Grande Biblioteca che abbiamo
appena visitato non è una biblioteca nazionale
che riunisce tutte le pubblicazioni dell'antico
Israele e degli inizi del cristianesimo. Alcuni
libri sono andati persi. Altri sono stati scartati.
Altri addirittura non sono stati scritti.
I libri persi dell' Antico Testamento L'Antico
Testamento fa allusione a dei libri di cui
abbiamo perso completamente le tracce: -il Libro
del Giusto, citato in Giosuè 10:13 e in 2 Samuele
1:18; -il libro degli Atti di Salomone, citato in 1
Re 11:41; -il commentario del profeta Iddo,
citato in 2 Cronache 13:22; -il commentario del
libro dei Re, citato in 2 cronache 24:27.
I libri eliminati dall' Antico Testamento: quadro
storico del problema: Spesso in certi periodi di
crisi si devono adottare misure drastiche. Ciò si
verificò alla fine del I secolo dell'era cristiana. Il
tempio di Gerusalemme, luogo prestigioso che
era l'orgoglio degli ebrei e rappresentava il
centro del loro culto, era stato distrutto dai
romani nell'an- no 70. Erano passati molti anni
senza che si fosse manifestato il desiderio di
ricostruirlo. La fede ebraica era quindi
minacciata di estinzione, tanto più che all'interno
stesso dell'ebraismo si stava sviluppando
velocemente una corrente: quella degli ebrei che
avevano accettato Gesù di Nazaret […..]
VARI GENERI LETTERARI
È necessario ribadirlo: la classificazione dei libri
della Bibbia non è cronologica ma è stata
realizzata per categorie. Nella Bibbia si
individuano vari generi letterari ed è in base a
questo criterio che sono stati suddivisi i diversi
libri, anche se tale classificazione spesso è poco
chiara al lettore contemporaneo.
Una lista completa di questi generi
richiederebbe diverse pagine. Mi limiterò quindi
all'essenziale. Per non rischiare di commettere
gravi errori nella lettura e nella comprensione
del testo ogni lettore della Bibbia deve capire a
quale genere letterario appartiene n passo o n
libro che sta esaminando.
Non si può leggere La Guerra del Peloponneso
di Tucidide come si leggono I Malavoglia di
Verga; non si leggono I promessi sposi di
Manzoni come si legge La trilogia della
Fondazione di Asimov; non si legge neanche Dei
delitti e delle pene di Beccaria come L 'Iliade e
L'Odissea di Omero. Ecco i principali generi
letterari che possiamo trovare nella nostra
Grande Biblioteca.
IL RACCONTO
Il genere lettarario del racconto non è costante.
Può assumere forme diverse. Si noterà fra l'altro:
Il racconto eziologico (o delle origini)
Esso spiega l'origine di un'abitudine odi un luogo. Le prime pagine della Bibbia, ad esempio,
servono a spiegare l'origine del mondo, poi
tramite la storia dei patriarchi quella del popolo
ebraico. Questa spiegazione può utilizzare
elementi storici, ma non mira a scrivere la storia,
almeno non nel senso moderno del termine.
Leggere le prime pagine della Genesi, per sapere
come Dio ha creato il mondo, significa
considerare il testo per ciò che non vuole dire. Il
suo obiettivo non è quello di raccontare come
10
speranza. Non è facile comprenderli. Vengono
utilizzati molti simboli. I nemici di Dio e del suo
popolo sono bestie terribili. Un dragone orribile
rappresenta le forze del male. L 'idolatria è
simboleggiata da una prostituta. Per definire
Dio, l'autore è limitato dalle parole. Non gli
rimane che utilizzare questa grande quantità di
simboli per tentare di far comprendere I
'indescrivibile. Per il lettore sarà fondamentale
decodificare il testo non per fare il Nostradamus
e pretendere di co- noscere il futuro, ma per
scoprire il soggetto di questa rivelazione, il
Cristo stesso.
parti in causa. Non vi intromettete nella
conversazione. Ascoltate e cercate di capire. Il
genere epistolare è spesso complesso. Questa o
quella lettera possono implicare altri generi
letterari. È il caso, ad esempio, della lettera ai
Filippesi che contiene un famoso inno alla gloria
del Cristo (cfr. Filippesi 2 :6-11) .
I VANGELI
Il genere dei vangeli In origine la parola
«vangelo» si riferiva all'annun- cio di una buona
notizia, come la vittoria di un eser- cito. Il
corridore di Maratona, partito verso Atene per
annunciare la vittoria di Milziade sui persiani, fu
un evangelista, un messaggero del vangelo,
perche portava una buona notizia. Marco
utilizza il termine «vangelo» all'inizio del suo
libro. Conferma il significato del vocabolo che è
già stato utilizzato da Paolo prima di lui. Il
Vangelo è l'intervento liberatore di Dio nella
persona di Gesù di Nazaret. È la vittoria sulle
forze del male. Anche se il termine «vangelo» nel
Nuovo Testamento non rin- via a questo genere
letterario in quanto tale, a parti- re dal II secolo
servirà per designare i quattro libri che
raccontano questa venuta e la vittoria di Gesù. I
quattro vangeli rivelano una ricchezza letteraria
insospettata. Possiamo individuare vari generi:
Discorsi Il più celebre dei discorsi di Gesù è la
versione che dà Matteo del sermone sulla
montagna (cfr. Matteo 5- 7) .
Parabole Le parabole sono rivolte soprattutto ai
discepoli di Gesù. Con semplici esempi, che
sono tratti dalla vita quotidiana, vogliono
esprimere, nonostante le difficoltà, la gioia della
salvezza e la speranza del regno di Dio. Potete
leggere anche le parabole del regno, riunite da
Matteo nel capitolo 13 del suo vangelo.
Racconti di miracoli Non si tratta di raccontare
atti magici, ma di mo- strare che la parola di
Gesù è decisiva per dominare la malattia, la
morte o gli elementi naturali. I racconti dei
miracoli sottolineano molto spesso quanto la
fede di colui che ha beneficiato del miracolo sia
sta- ta determinante. Essa è la causa scatenante21
Dialoghi Questa forma letteraria viene
privilegiata nel quarto vangelo. Gli incontri fra
Gesù e Nicodemo (cfr. Giovanni 3), Gesù e la
donna samaritana (cfr. Giovanni 4) sono fra i più
significativi.
IL GENERE APOCALITTICO
Ecco un genere letterario particolare, molto in
voga in certi ambiti ebraici, fra il 200 a.C. e il I
secolo della nostra era. Ne troviamo già delle
tracce nell'Antico Testamento, in particolare nei
libri di Daniele e Zaccaria Nel Nuovo
Testamento, invece, si pensa evidentemente al
libro che conclude la Bibbia, l'Apocalisse di
Giovanni. Ma alcuni passi dei vangeli rivelano
lo stesso genere, in particolare i discorsi sulla
fine dei tempi comuni ai vangeli di Matteo (24),
Marco (13) e Luca (21). In origine il termine
«apocalisse» significava rivelazione. Questi testi
rivelano l'opera di Dio nel pre- sente, nel
passato e nel futuro. È il suo intervento nella
storia dell'umanità. In definitiva è la figura del
Cristo stesso. Le prime parole dell'Apocalisse di
Giovanni sono significative: «La rivelazione di
Gesù Cristo...» (Apo- calisse 1: 1 Luzzi) .Questi
testi possono descrivere scene terribili, ma
devono essere letti come un messaggio di
ALCUNI CONSIGLI PER LA LETTURA
Dopo aver visitato una biblioteca così grande e
così varia, nasce il desiderio -spero irresistibile di iniziare immediatamente la lettura. Ecco
alcuni con- sigli per l 'utilizzazione dei libri di
questa nostra Grande Biblioteca.
1. Createvi un piano per la lettura
La Bibbia non è un libro che deve essere letto
tutto d'un fiato, dalla prima riga della Genesi
all'ultima dell'Apocalisse. Ora sapete che la
cronologia non viene rispettata per la
classificazione dei libri. Ecco quindi una
proposta di piano di lettura:
-Introduzione al patto Genesi, Esodo, Giosuèo
-periodo dei re e dei profeti 1 e 2 Samuele, 1 e 2
Re, Amos, Michea.
-periodo della rlcmtruzlone Esdra, Neemia,
Estero
-L 'epoca del Messia Il vangelo di Marco.
-tempo della chiesa Gli Atti degli Apostoli e le
lettere (dalle più corte alle più lunghe) o
-periodo della maturJzione e de1l'incontro Il
vangelo di Giovanni.
2. Leggete la Bibbia senza preoccupazioni
storiche o cronologiche
Potete leggere i seguenti libri senza preoccuparvi
dei problemi storici o cronologici: Giobbe,
Salmi, Proverbi, Qoelet, Cantico dei Cantici.
3. Ponetevi sistematicamente la domanda del
genere letterario
Che cosa sto leggendo? Un poema, un'epopea,
una parabola, un racconto eziologico (cioè delle
origini)? Non è sempre facile rispondere a questo
in- terrogativo fondamentale. Le Bibbie da
studio ci daranno indicazioni molto utili.
4. Non esitate a gironzolare fuori dal percorso
prestabilito
Leggere la Bibbia deve essere essenzialmente
un'esperienza di gioia e di libertà. Spesso,
uscendo dai sentieri segnalati, si fanno le
scoperte più belle. Avrete già compreso che la
Bibbia è un libro straordinario per ricchezza e
diversità. Purtroppo a volte lo riduciamo a un
libro noioso e senza attrattive! Qualunque sia la
vostra formazione, qualunque siano i vostri
centri di interesse, sarebbe il colmo se nulla in
questa straordinaria biblioteca non dovesse
attrarre la vostra attenzione. La prima visita alla
nostra Grande Biblioteca è terminata.
BUONA LETTURA!
21
È talmente vero che in Luca 8:43-48 il miracolo si
produce quasi contro la volontà di Gesù.
11
ELABORAZIONE
QUESTIONARIO
(RISPONDE ANGELO GALLIANI)22
LA PORNOGRAFIA È UN PECCATO?
COME LIBERARSENE?
La questione presenta numerosi aspetti, meritevoli di essere
trattati singolarmente.
A- Il concetto di "peccato" non può essere ricondotto ad una
cosa, bensì ad un atteggiamento dell' animo umano. Come
giustamente disse Gesù, in risposta ai super zelanti uomini
religiosi del suo tempo, "Niente di ciò che entra nell'uomo
dall'esterno può farlo diventare impuro. Piuttosto, è ciò che
esce dal cuore che può rendere impuro un uomo" {Marco
7:15-16). Dunque non può essere una foto o un film o un
libro a re11dermi "peccatore", ma I'atteggiamento con cui
mi pongo davanti a tali cose. Questo discorso mi ricorda
quel che successe ad un mio vecchio col- lega di lavoro.
Egli, cattolico fervente, giunse quasi a litigare coi propri
compagni d'ufficio a causa di uno di quei calendari tanto di
moda oggi, riportanti foto di donne che "hanno caldo" in
tutte le stagioni. Ebbene, mentre per lui quel calendario
costituiva una continua minaccia alla sua integrità morale
(motivo per cui voleva toglierlo), per i suoi compagni di
stanza non era che un banale accessorio, su cui di tanto in
tanto gettavano distrattamente 10 sguardo.
B- Esiste in Natura qualcosa di "osceno", e che quindi non
si debba guardare? Se rispondessimo di sì, come faremmo
poi a non attribuire a Dio la responsabilità ( e quindi la
colpa) di un tale misfatto? Per chiarire meglio il mio
pensiero vorrei qui ricordare un famoso passo della Genesi,
secondo cui Adamo ed Eva, in virtù della loro iniziale
innocenza d'animo, "Erano nudi, ma non ne avevano
vergogna" (Genesi 2:25). n concetto che qui emerge, pur
nella sua semplicità, non è affatto banale. Si potrebbe dire
che l'innocenza d'animo può rendere l'uomo sereno e
inattaccabile di fronte a qualunque "oscenità". E' dunque la
malizia la vera responsabile del peccato, e non la condizione
di nudità, propria o altrui Con altre parole, anche l' apostolo
Paolo illustra il medesimo concetto quando sostiene che
"Tutto è puro per chi è puro" (Tito 1: 15), oppure quan- do
afferma: "lo sono pienamente convinto, come ha detto il
Signore Gesù, che niente è impuro di per se. Ma se
qualcuno pensa che una determinata cosa sia impura, per lui
lo è" (Romani 14: 14). Egli sostiene così il principio
secondo cui la condizione di peccato non è codificabile in
modo assoluto, ma dipende strettamente dalla coscienza,
dalla conoscenza e dalla sensibilità individuali.
C- Di primaria importanza, ai fini della valutazione
spirituale di una data cosa, è anche il posto che essa occupa
nella nostra vita. Infatti, a ben vedere, tutto può costituire per
noi un "peccato", persino il lavoro, la famiglia, lo sport, gli
affetti. ..Con ciò intendo affermare che può esserci qualcosa
di perverso non tanto nella cosa in se, quanto nel ruolo che
noi stessi le abbiamo asse- gnato. Anche cose
apparentemente giuste od innocenti, dunque, possono
diventare altrettanti idoli che, sostituendosi a Dio, dominano
22
Per chiunque volesse contattarlo ecco l’indirizzo: Via del
Bricchetto, 9 – 00053 Civitavecchia (Roma)
12
e rovinano l' intera nostra esistenza. Certi eccessi, di
stampo maniacale, possono perciò verificarsi a tutti i livelli
e in tutti i campi della nostra vita, e non solo nella sfera
della sessualità, reale o "irtuale che sia.
D- La Bibbia, comunque, ci mette in guardia (~on
chiarezza. Giovanni infatti scrive: "Questo è il mondo:
voler soddisfare il proprio egoismo) accendersi di passione
per tutto quel che si vede" ( 1 I\ Giov. 2: 16). Con tale
affermazione vient:' stigmatizzata quella voglia sfrenata,
cioè mai de- finitivamente soddisfatta, che può spingerci a
vedere tutto ciò che riteniamo "bello", o "interes- sante", o
"stimolante"... Questa "smania", che può avere per oggetto
non solo la pornografia, ma anche le persone, gli spettacoli,
i viaggi, le o}')ere d'arte, ecc., può facilmente diventare uno
sco- po di vita. In tali casi diveniamo come malati
tormentati da una "febbre" che non ha requie. Essa ci
sospinge continuamente alla ricerca di nuove emozioni,
senza le quali la quotidianità ci sembra grigia ed inutile.
Causa di una situazione di questo genere è, ovviamente, il
vuoto interiore cioè un ? esistenza vissuta senza Dio,
Se}1ZR ideali e, quindi, solo in funzione di se stessi.
E- Quanto detto ai punti precedenti non deve comunque
indurci a tacere su un ulteriore aspetto della questione,
anch'esso profondamente negativo: la mercificazione
dell'essere umano. Oggi intorno alla pornografia fioriscono
affari che ammontano a migliaia di miliardi e che
coinvolgo- no milioni di persone (non tutte consenzienti!).
L 'interesse economico, come purtroppo è ben noto,
costituisce una forza schiacciante in grado di esercitare la
sua nefasta pressione sugli ani- mi più deboli, sulle
coscienze meno scrupolc\se, sulle tasche più vuote.
..Avviene così, col con- senso di un largo mercato (anche
legale!), che tanti giovani, e persino tanti bambini, vengano
trattati come oggetti, a volte fino al punto da far perdere
loro ogni forma di dignità umana. Co- me avviene nel
campo della prostituzione, tutto questo non sarebbe
possibile se non ci fosse una vasta ed affezionata clientela,
formata magari da tanti "rispettabili" ed insospettabili
cittadini! ...
F- Un ultimo punto penso sia il caso di spenderlo riguardo
alla domanda sul come ci si possa eventualmente liberare
dalla pornografia, intesa come in sana abitudine personale.
n problema è simile a quello che si presenta quando ci si
voglia liberare dalla droga, o dalle sigarette, o dall'uso di
sostanze alcoliche, ecc. Dal punto di vista cristiano, ritengo
che il vero obiettivo non sia tanto quello di effettuare una
riforma morale delle nostre abitudini di vita (per quanto ciò
possa essere socialmente e psicologicamente
consigliabile). n vero obiettivo dell'uomo dovrebbe invece
es- sere quello di vivere con una coscienza pura! Ebbene,
la Bibbia e la nostra stessa esperienza insegnano che l'
essere umano non è in grado di liberare se stesso, e che
ogni sforzo di "svuotarsi" dal male è destinato a fallire. In
realtà è solo la "pienezza" di Dio che può allontanare da
noi ogni forma di male. La presenza in noi dl~1 suo Spirito
e della sua Parola sono il miglior "antidoto" in assoluto per
tenerci al sicuro da ogni forma di egoismo, di malvagità, di
perversione. ..Per lottare contro il male l'unica strada
possibile per noi è quella di credere in Gesù Cristo ed
essere animati dal suo stesso amore. Così la nostra vita
verrà trasformata in un meraviglioso e prezioso servizio a
favore di quanti sono intorno a noi. (A.G.)
COS ' È CHE FA ESSERE UN UOMO PIÙ MALVAGIO DI UN ALTRO ?
Qui si potrebbe rispondere in due modi, ambedue
corretti, a seconda che si dia alla "malvagità" un
significato sociale o spirituale. Se la "malvagità" è
intesa in senso sociale, se cioè è messa in relazione
con la gravità dei crimini commessi (Codice Penale
alla mano ), allora il diverso livello di "malvagità"
non può che essere il risultato della intrinseca
diversità umana. Se non esistono due individui
esattamente identici fra loro ( considerando tutti i
fattori che possono incidere sulla persona: genetici,
caratteriali, psicolo gici, famigliari, sociali,
culturali, storici, geografici. ..), non si vede perche
il livello di "malvagità" dovrebbe essere lo stesso.
Se invece la "malvagità" è intesa in senso
spirituale, allora dobbiamo rivederne il concetto
alla luce della parola di Dio. La Bibbia, infatti,
molto recisamente afferma: "Non c'è nessun giusto,
neppure uno" (Romani 3:10). "Tutti hanno peccato
e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3 :23).
Inoltre Gesù dichiara: "Chi non è con me è contro
di me, e chi non raccoglie con me disperde"
(Matteo 12:30). Queste affermazioni, a ben vedere,
contrastano con la nostra esperienza quotidiana e
con le idee che, in base ad essa, ci facciamo.
Secondo Dio, dunque, sembrano esistere solo due
categorie di persone: quelle che accolgono la Sua
grazia liberante e rigeneratrice, .e coloro che invece
non lo fanno. Nella parabola del giudizio (Matteo
25:31-46) l'umanità viene simbolicamente divisa in
"pecore" e "capri": le prime vengono accolte da
Dio, mentre i secondi vengono respinti, senza
alcuna via di mezzo, senza nessuna delle
numerose alternative che a noi sembrerebbero fare
tanto comodo. ..
Possiamo perciò concludere che esiste una
notevole differenza di vedute tra noi e Dio
riguardo a ciò che debba intendersi per
"malvagità". Per convincersene ulteriormente,
basti riflettere sui famosi Dieci Comandamenti,
sintesi schematica della volontà di Dio, e
confrontarli con la morale comune, o con le leggi
umane. Noi avremmo mai messo sullo stesso
piano il furto e il mancato rispetto verso i propri
genitori, o l' omicidio e la mancata osservanza del
giorno del riposo ? ...E nei nostri tribunali potrà
mai essere accusato chi desidera la roba degli altri
o si rifiuta di offrire il proprio culto aDio ? ...La
verità, dunque, è che i nostri criteri di giudizio
sono assai diversi da quelli del Signore. Ma
questa, in fondo, è cosa nota. Gli effetti del
peccato, infatti, non si evidenziano solo in certi
comportamenti sbagliati, ma anche (per non dire
soprattutto) nei valori e nei sentimenti da cui
siamo permeati. Dunque facciamo attenzione
quando, come il famoso fariseo della parabola
(Luca 18:9-14) pensiamo di meritare qualcosa
davanti a Dio, o ci sentiamo tanto migliori degli
altri! (A.G.)
“QUANDO DIO NON INTERVIENE PER SALVARE UN BAMBINO, UN ADULTO O UN
VECCHIO, DA QUALSIASI TIPO DI SOFFERENZA FISICA O PSICOLOGICA (FAME,
MALATTIA, VIOLENZE FISICHE, MORTE) TALE ATTEGGIAMENTO SI PUÒ DEFINIRE
SEMPRE UNA MANIFESTAZIONE DEL IL SUO INFINITO AMORE?"
Questa domanda solleva una volta ancora l’annoso
alla morte della croce23, accettando su di se ciò
problema della sofferenza, che per molti credenti
che molti religiosi del suo tempo giudicarono uno
risulta ancor più inaccettabile di quanto non sia per
"s.capdalo"24. Anche Gesù, dunque, dovette fare i
molti atei. Questa situazione, piuttosto paradossale
conti (e che conti!) col problema della sofferenza.
(lasciatemelo dire ), risulta da un superficiale
Fra i tanti episodi citabili, oltre alla crocifissione
ragionamento: "Se noi siamo creature di Dio, e
in se stessa, ne possiamo ricordare, a titolo
addirittura creature 'speciali', fatte 'a Sua immagine
d'esempio, un paio. Il primo vede Gesù nel
e somiglianza', e se Egli è un Dio d'amore, come
deserto, alle prese con le più insidiose tentazioni.
attestato dalla Bibbia, allora come si spiega che
Ad un certo punto, dopo tanto digiunare, "ebbe
Egli ci abbia abbandonato alla sofferenza?". Prima
fame"25. Ora, potremmo dire, che male ci sarebbe
di tentare di dare una possibile risposta, non sarà
stato se Gesù, accettando i malèfici suggerimenti
male fare una considerazione che ritengo
che salivano alla sua mente, avesse deciso di
essenziale. Gli Ebrei del 1° secolo non riuscirono
trasformare una pietra in una bella pagnotta?
ad accettare Gesù come il loro tanto atteso messia
..."Nessuno", forse diremmo noi. Invece Gesù
perche, tra l'altro, Egli non corrispondeva alle loro
respinse l'idea, perche essa, alle sue radici, aveva
attese e alle loro speranze. In particolare essi
un principio giudicato dallo stesso Gesù
giudicarono inaccettabile l'idea che il messia
inaccettabile: non è Dio che deve farsi servo
potesse essere un uomo crocifisso: quale salvezza e
dell'uomo. bensì è l'uomo che deve farsi servo di
liberazione, infatti, poteva portare loro un
Dio! ...Il secondo episodio, poi, vede Gesù nel
condannato a morte!?. Ebbene, se noi ci definiamo
Getsemani, alle prese con lo spettro della
"cristiani" vuoI dire che, contrariamente a quei
crocifissione e della morte. Era proprio
nostri predecessori, dovremmo aver compreso l'
opera di Dio, e che dovremmo perciò aver dato un
senso e un valore alla sofferenza e alla morte del
23
Filippesi 2:5-8;
nostro Signore Gesù Cristo. Pur avendo Egli la
24
l Corinzi 1:22-23;
dignità di Dio, abbassò se stesso fino alla morte, e
25
Matteo 4:2;
13
necessario "bere" quel "calice" di sofferenza?26.
Nel corso dell'accorata e tormentosa preghiera con
cui Egli si pose davanti al Padre, Gesù sperimentò
in se stesso la lotta furibonda tra due volontà
contrapposte: la "sua" (umana) e quella del Padre
(divina). Però anche in questo caso, come
sappiamo, Gesù scelse di abbassare se stesso per
rinunciare alle proprie "esigenze" di essere umano,
perche queste si trovavano in contrasto col piano di
Dio.
Ebbene, questi episodi, pur non giustificando
alcuna "teologia" della sofferenza ( cioè senza
attribuire alla sofferenza in se alcuna valenza di
santità, o di purezza, odi "merito", come spesso si è
fatto in ambiente religioso ), ci inducono però ad
assumere un atteggiamento mentale e una visione
spirituale tali da non considerarla più uno
"scandalo". In altri termini, la sofferenza è una
dolorosa e, spesso, triste implicazione della nostra
condizione umana ( e, più in generale, della
condizione di tutte le creature viventi). Di tale
implicazione si è fatto carico Dio stesso, e di
questo bisogna dargli atto. Dio non si è presentato
qui in terra in vesti da "Superman", ammantato di
luce sublime, privo di ogni bisogno fisico o
psicologico, al di sopra di ogni problema. ..Al
contrario, la nostra fede in Cristo ci apre gli occhi e
ci fa riconoscere, in Lui, Colui che per amore si è
abbassato fino al nostro livello, condividendo ogni
aspetto della nostra condizione. Quindi Gesù
dovette affrontare le privazioni, le fatiche, le
tentazioni, l'ingratitudine, le incomprensioni dei
famigliari, le calunnie dei suoi oppositori, i
tradimenti dei suoi amici. ..E dovette infine
affrontare la prova estrema della Passione, che lo
vide inerme, dolorante e sanguinante, nelle mani di
una soldataglia sconosciuta, che oltretutto si faceva
beffe di Lui. .. per cercare, dunque, una risposta
alla sofferenza connessa alla nostra condizione
umana, non possiamo allontanare il nostro sguardo
da Gesù, ne da tutti coloro che, un po' come Lui,
hanno accettato il peso della propria umanità (e di
quella degli altri!) nel portare avanti il servizio che
in cuor loro sentivano di svolgere. La nostra
condizione di "creature" ci lega inevitabilmente al
mondo fisico, e a tutto ciò che questo comporta.
Nel mondo fisico, infatti, c'è la salute e la malattia,
la nascita e la morte; c'è la gioia e la tristezza, la
pace e l'inquietudine; c'è l'amore e l'odio, l'
entusiasmo e la delusione, il caldo e il freddo, la
luce e la tenebra. ..Tutto ciò, naturalmente, è legato
alla nostra capacità di avere delle sensazioni, di
provare dei sentimenti, di riflettere sulle cose. ..Se
volessimo privarci di o gni sofferenza, dovremmo
altresì rinunciare ad ogni soddisfazione e anche alla
speranza stessa, che è l'estrema risorsadLchLsoffre.
La-nostra
vit.a-siyedrebbe
c()5;L.ridotta a un insensibile ed insensato
cammino verso un futuro senza attrattive, e
attraverso un presente che ci lascerebbe nella più
completa indifferenza. Ebbene, chi di noi
vorrebbe una vita del genere!?..
Per finire, vorrei completare questo mio tentativo
di risposta con l' affermare che se da un lato gli
interventi "miracolosi" di Dio costituiscono pur
sempre un ' eccezione nel quadro della sofferenza
umana, dall' altro ciò non vuoI dire che Egli se ne
stia "alla finestra" senza far nulla. Anzi, la sua
Parola e il suo Amore, che vivono nei veri
credenti, fanno della sua Chiesa una fonte di
benedizioni per l'umanità intera. La Chiesa,
infatti, è chiamata a continuare l' opera stessa di
Gesù in favore di quanti vivono la loro esperienza
di povertà, di oppressione, di emarginazione.
..Come Gesù si dimostrò solidale coi sofferenti,
così dobbiamo essere anche noi, credenti di oggi.
Dio, nonostante le imperfezioni e l'indegnità
dell'uomo, vuole usare le nostre membra e tutte le
nostre facoltà per "incarnarsi" in noi e
raggiungere così con la massima concretezza
quanti, in vari modi, hanno bisogno di Lui.
Quindi, quando ci troviamo di fronte al nostro
prossimo sofferente, esattamente come fece il
"buon samaritano" della famosa parabola27, non
stiamo ad interrogarci troppo, arrovellandoci
intorno ad "alte riflessioni" teologiche, ma
fermiamoci e ~restiamo soccorso, in relazione e
in proporzione ai doni che Dio stesso ci ha
affidato. In questo modo, la sofferenza (nostra ed
altrui) non sarà più considerata come un
"problema", bensì come il quotidiano banco di
prova della nostra fede. (A.G.)
26
27
LA BIBBIA CONTIENE LA PAROLA
DI DIO, O È LA PAROLA DI DIO?
Darsi una valida risposta a questa domanda è
d'importanza cruciale; non solo per districarsi fra
le molteplici interpretazioni del testo biblico
(talvolta in stridente contraddizione fra loro ), ma
anche, e soprattutto, per dare alle Scritture il
giusto ruolo nel rapporto fra uomo e Dio. E' facile
comprendere, infatti, come da un diverso
approccio alla Bibbia segua inevitabilmente una
diversa comprensione della volontà di Dio, e
quindi anche una diversa visione delle scelte da
operare in rapporto al contesto in cui il singolo
credente è inserito. Semplificando molto, si
potrebbe dire che attualmente esistano due
principali tipi di approccio alla Bibbia, molto
diffusi a livello popolare sebbene siano opposti
fra loro: quello cosiddetto “fondamentalista" e
quello cosiddetto "liberale". Il primo, intendendo
dare valore assoluto al testo in se stesso, lo
inquadra e lo interpreta in modo rigido, dandogli
un significato "oggettivo" che risulta però più
legato al nostro punto di vista, che non a quello
dei redattori e dei destinatari originari. Il secondo
approccio, invece, tende a relativizzare molto il
testo, come se questo fosse del tutto opinabile in
quanto "opera dell'uomo". In sintesi, l'approccio
Luca 22:42;
14
Luca 10:30-35
"fondamentalista" afferma che la Bibbia sia, in
tutto e per tutto, "parola di Dio", e che pertanto
essa debba essere presa "così com' è", senza
alterarne neanche una virgola. Anzi, si giunge ad
affermare che "essa soltanto" sia .parola di Dio.
Pertanto, il vero credente sarebbe chiamato a
sottomettersi completamente ad essa, uniformando
il proprio pensiero e il proprio comportamento a
quanto "è scritto". ..Invece, sempre in sintesi,
l'approccio "liberale" afferma che solo l'uomo sia
sede della verità, in virtù dello Spirito che Dio gli
dona. Si giunge allora ad affermare che la vera
rivelazione avvenga nel "cuore" dell'uomo, e che
pertanto il testo biblico costituisca semplicemente
un dato, un punto di riferimento, bensì utile, ma
suscettibile anche di essere negato laddove le
situazioni contingenti e "lo Spirito" lo richiedano.
Quindi, secondo tale approccio, la Bibbia
"contiene" la parola di ~io, ma tutto viene affidato
alla capacità di discernimento del credente, il
quale, a propria discrezione, può distinguere in essa
gli insegnamenti "importanti" da quelli che invece
possono ritenersi "superati"28 Da quanto espresso
finora emerge con chiarezza che entrambi i tipi di
approccio alle Scritture possono avere aspetti sia
positivi
che
negativi.
L
'approccio
"fondamentalista" ha il vantaggio di mantenere nel
credente una certa "diffidenza" sia nei confronti di
se stesso, dei propri criteri di "bene" e di
"giustizia", sia nei confronti dell'ideologia e della
morale comuni, che in effetti si trovano in continuo
cambiamento. Tale approccio ha però, secondo me,
due gravi inconvenienti: uno è quello
d'incoraggiare una lettura semplicistica del testo
biblico, allontanando così il credente dal suo
significato più vero e profondo; l' altro è quello di
creare terreno fertile per l'intolleranza religiosa ed
il fanatismo. Infatti dare alla nostra interpretazione
biblica un valore "oggettivo" potrebbe farci sentire
autorizzati ad intraprendere "crociate" contro tutti
coloro che si dimostrassero dissenzienti! ...Per
quanto riguarda, poi, l'approccio "liberale" alle
Scritture, esso ha il vantaggio di "elasticizzarne" il
testo, nel senso che certi antichi aspetti culturali e
certe
incongruenze
storico-scientifiche
(indubbiamente
presenti)
possono
essere
relativizzate, evitando così pericolosi "urti" su
quegli "spigoli" dottrinali che renderebbero la
Bibbia, ai giorni nostri, un testo anacronistico, se
non addirittura controproducente. Lo svantaggio
principale di tale approccio, sempre a mio parere, è
costituito invece dal pericolo di scivolare
lentamente verso un rovesciamento di rapporti: in
tal caso non sarebbe più il testo a fornire una guida
per il credente, bensì sarebbe quest'ultimo a
"condizionare" il testo, facendogli dire solo quello
che può risultare accettabile nell' ottica moderna.
Giunti a questo punto, è chiaro come alla
domanda iniziale non possa essere data una
risposta semplicistica. Da un lato si potrebbe dire
che Dio non ha parlato solo tramite la Bibbia, ma
che essa costituisce un documento parziale
intorno a ciò che Egli ha detto e fatto nel passato,
rapportandosi coi personaggi e coi fatti della
storia umana. Si potrebbe anzi aggiungere che la
Bibbia non esiste per tacitare Dio: essa, al
contrario, ci presenta Colui che "parla" in un
modo per noi incontrollabile, Colui che ha
manifestato più volte l'intenzione di voler essere
l'unica vera Guida di chi gli si affida. Dare un
valore "oggettivo" al testo biblico assumerebbe
quindi il significato di un'inopportuna e
pericolosa estromissione del Signore da questo
prezioso ruolo. D'altra parte, però, va anche detto
che la Bibbia ha un valore che travalica tutti i
confini storici o culturali in cui noi
inevitabilmente siamo e ci muoviamo; perciò non
possiamo relativizzarla troppo, come se .in essa
non ci fossero punti fermi. In realtà Dio non
cambia; anzi, adire il vero, neanche l'uomo,
considerato nella sua principale essenza, sembra
cambiato in questi ultimi quattromila anni!
...Dunque la Bibbia, cioè questo "dialogo" fra Dio
e l'uomo, può considerarsi ancora pienamente
attuale, e perciò i suoi contenuti sono da ritenersi
importanti anche per noi, credenti di oggi. Per
finire, consideriamo un 'ulteriore questione,
collegata alla domanda iniziale: che cos' è che fa
della Bibbia un veicolo della Parola di. Dio?
.Evidentemente, non la sua espressione
linguistica (altrimenti non sarebbero possibili le
traduzioni da una lingua all'altra) e neanche il suo
significato soltanto (perche spesso uno stesso
testo può assumere più significati, tutti assai
validi). Anche il concetto di "verità rivelata" è da
usare con cautela, perche non tutta la verità è
esprimibile in parole: sono convinto che esistano
molte verità al di sopra di ogni comprensione
umana, e che perciò non troveranno mai alcun
genere di formulazione. Dunque'? ..A mio parere
la Bibbia diventa parola di Dio quando viene
riconosciuta come tale da chi la legge, e questi ne
risulta rinnovato, consolato, edificato. ..La vera
parola di Dio, infatti, ci coinvolge in prima
persona; si rivolge a ciascuno di noi dandoci del
"tu", scuotendoci spesso dalla tranquillità
artificiale delle nostre certezze. Per sperimentare
la parola di Dio, quindi, occorre innanzitutto
cercarla, e cercarla con tutto noi stessi. Se non
cerchiamo Dio, allora la Bibbia è per noi un libro
inutile; se invece Lo cerchiamo, la Bibbia ci
insegnerà a riconoscerlo dovunque Egli decida di
manifestarsi. (A.G.)
28
Dalle suddette due diverse modalità interpretative, manco a
dirlo, sono nate le più accese polemiche, e tutt'oggi nel
mondo cristiano molte energie (troppe?) vengono profuse in
"battaglie" dottrinali che spesso risultano assai poco
edificanti, per non dire di peggio.
15
QUESTIONARIO DA INTERNET
Mail inviata da: [email protected]
[Purtroppo non siamo riusciti a capire a quale
domanda del questionario il nostro amico faceva
riferimento; abbiamo provato a contattarlo ma non c’è
stata risposta. Abbiamo deciso di inserirlo comunque
anche perché il suo pensiero è positivo ed utile. Grazie
di averci scritto amico pesciarell e torna ancora.]
Soltanto chi fa la verità viene alla luce, a quel momento
si apre un dibattito interiore, perchè deve essere
disposto a credere, ogni ostacolo per la fede porta prima
non riconoscere la fede stessa, poi ad indebolirla fino
alla sua morte di fede cristiana. Non deve diventare un
solitario colloquio ma avere fede,a sentire quel soffio
che ci penetra dentro perchè ci dà vita, respiro e ci
permette di esprimere in modo autentico la PAROLA
DI DIO,non per nostra felicità ma per fare beneficenza
agli altri, perciò è nella pratica assidua nel leggere il
VANGELO che l'uomo nutre e si sazia sempre di più
della sua fede, attraverso delle tappe ben preparate e
nell'impararte nei sbagli passati. Amore per DIO è la
via dell'amore per eccellenza, e se vogliamo abbiamo
dei tesori ben nascosti: Il nostro tempo libero, il nostro
cuore, il nostro sorriso, il nostro consiglio, la nostra
cultura, la nostra pace, la nostra parola per
convincere chi ha a dare a chi non ha. Rinunciamo a
mettere la nostra sicurezza nei beni della terra e
poggiamoci su L'ALTISSIMO..
mail inviata da Marcello: [email protected] alla domanda:
Premesso che tutti gli uomini nascono con una natura corrotta COS’ E’ CHE FA ESSERE UN UOMO
PIÙ MALVAGIO DI UN ALTRO? Radici ereditarie, sviluppo psicosomatico… QUAL È POI L’ORIGINE
DEL MALE? (Domanda di Ermanno)
Carissimo Renzo, ho letto la risposta di Angelo nel tuo
sito, ed ho visto che le nostre posizioni non sono affatto
distanti. Infatti scrive: "In primo luogo è doveroso
rilevare che la stessa Bibbia non spiega
esaurientemente il problema, ma semplicemente lo
sposta (io dico la stessa cosa: -Non mi risulta che nella
Bibbia sia spiegato chiaramente come è nato il demonio
e cosa sia precisamente il "Male". Neppure Mosè nei
suoi cinque libri da una spiegazione esauriente alla
domanda: Perchè? C'è... e questo basta.- ). In essa,
infatti, la corruzione del genere umano viene attribuita
all'azione negativa del Maligno, ma la corruzione del
Maligno (alias Lucifero) non viene spiegata a sua volta.
(anche su questo argomento io scrivo: -Si presenta
all'Uomo sotto forma di serpente, ma questo serpente è
già "il Male" perchè la sua tentazione è subito diretta a
screditare all'Uomo l'Iddio creatore e cercando,
riuscendovi, di farlo passare per un bugiardo.-) Ho
rivisto il testo che ti avevo spedito e l'ho modificato qua
e là, per dargli una forma più scorrevole. Sperando che
possa esserti utile in qualche modo ti saluto
calorosamente. Un abbraccio fraterno. Marcello.
domanda: -Perchè?- C'è... e questo basta. Si
presenta all'Uomo sotto forma di serpente, ma
questo serpente è già "il Male" perchè la sua
tentazione è subito diretta a screditare all'Uomo
l'Iddio creatore e cercando, riuscendovi, di farlo
passare per un bugiardo. "Quel" serpente è già in
contrapposizione a Dio, quindi la sua ribellione è
precedente, o forse se non la sua ribellione
perlomeno l'abbandono della strada che Iddio
avrebbe voluto per lui. Il Male, o la capacità e
possibilità di commettere il Male è quindi
precedente all'incontro del serpente con l'essere
umano. E scritto che: "... il serpente era il più
astuto di tutti gli animali dei campi che l'Eterno
Iddio aveva fatti" (Genesi 3:1), e questo ci può
servire senz'altro a stabilire che "quel" serpente
l'aveva creato Dio. Il serpente è creatura di Dio.
Creandolo, Iddio l'ha dotato di maggior astuzia di
tutti gli altri animali. Si può forse pensare che sia
stata l'astuzia la causa della sua ribellione? Non
l'astuzia in se stessa, ma l'astuzia usata a fin di
male. E purtroppo il serpente era il più astuto di
tutti. Il serpente usa subdolamente la sua astuzia:
"Come! Iddio v'ha detto: non mangiate del frutto
di tutti gli alberi del giardino?" Dio non aveva
loro detto di non mangiare nessun frutto degli
alberi del giardino ma solo di non mangiare "quel"
frutto. L'Apostolo Paolo nella prima epistola a
Timoteo (cap 4:4) dice che: "Tutto quello che Dio
ha creato è buono ..." Ne consegue che anche il
serpente e anche la sua astuzia erano "cose buone"!
Il serpente era uno degli animali dei campi che
l'Eterno Iddio aveva fatti, quindi fu creato nel
quinto giorno (Genesi 1:25), e dopo averli creati
Dio "... vide che questo era buono". Alla creazione
il serpente era buono. Ma come e perchè si è
Grazie Marcello. In effetti, come sosteniamo da
sempre, se siamo cristiani veri le nostre posizioni
non devono, non possono essere troppo distanti.
Anche i lettori potranno constatare come è bello,
scorrevole e proficuo il continuare a trattare lo
stesso tema pure se seguiamo denominazioni di
chiese cristiane diverse. Lodiamo il Signore per
questo ed andiamo avanti. Ecco l’interessante
studio di Marcello che riportiamo subito. Ciao
Marcello, aspettiamo da te altre riflessioni. Sia con
te il Signore.
Con l’occasione ricordiamo che ogni tanto
aggiorniamo in internet l’elenco delle domande a
cui chiunque può rispondere. Ecco l’indirizzo:
Altre
domande
http://digilander.iol.it/mispic
vengono aggiunte all’ultima pagina di ogni
numero del giornalino in versione cartacea.
Chiunque può aggiungerne delle altre o
rispondere. Mi raccomando: nessuno dica “non
sono capace”!
RISPOSTA ALLA DOMANDA:
Non mi risulta che nella Bibbia sia spiegato
chiaramente come è nato il demonio e cosa sia
precisamente il "Male". Neppure Mosè nei suoi
cinque libri dà una spiegazione esauriente alla
16
insinuarsi nell’animo umano e ammaliare a tal
punto che l’Uomo intorpidito e instupidito non
riesce a risvegliarsi ... e commette il male, con tutti
i guai che gliene derivano. Quindi il Male non può
essere una specie di massa oscura che, come un
buco nero, risucchia l’uomo nel suo interno.
Asserire una cosa del genere, infatti, sarebbe
sostenere che questa tal "cosa" (essendo appunto
un "qualcosa") è stata creata da Dio, che ha creato
tutto, e creato tutto per mezzo del Cristo. Iddio ha
creato ogni cosa per mezzo di Cristo (come si
legge infatti nei primi versi del Vangelo di
Giovanni). In Cristo non c’è il Male (se ci fosse
stato si sarebbe visto durante la sua vita), per cui: il
Male non esiste. Non era forse scritto che: “Il
Cristo soffrirebbe ...” ? E a causa di chi il Cristo
soffrirebbe? Non è forse a causa di Giuda
Iscariota?
E di lui che dice il Cristo? Non dice forse: “Guai a
quell’uomo per cui il Figliuol dell’Uomo è tradito.
Meglio sarebbe per quell’uomo non essere mai
nato” ? C’è colpa nel perseguire la causa del
Male, farsene offuscare e ottenebrare la mente, ed
è di questa colpa che dovrà esser reso conto a Dio.
Altra domanda: la capacità e possibilità di
"commettere" il Male è un ingrediente necessario
al fine del nostro libero arbitrio? La non-esistenza
del Male che cosa implica direttamente ? Implica
la eterna capacità e possibilità di colui che esiste,
sia esso Uomo o Angelo o qualunque altro essere
creato dotato d’intelligenza, di poter scegliere di
agire bene o male. Il Male è una possibilità
collegata inevitabilmente e conseguentemente
all’esercizio del libero arbitrio. Questa capacità e’
insita nell’essere intelligente quale elemento
necessario al libero arbitrio, infatti, se non ho
capacità di scelta come potrò dire di essere libero?
Saro’ invece un automa o un vegetale. In questo
l’intelligenza si libra in alto: nella capacità di
scelta. La capacità di scelta non verrà mai meno,
neppure dopo il ritorno di Cristo ed il
ristabilimento del Suo Regno Divino su questa
Terra di cui noi, esseri umani, vedremo i frutti, ma
tale capacità verrà pressoché "disintegrata" dalla
perfetta conoscenza che l’Uomo conseguirà delle
conseguenze della scelta sbagliata, conoscenza
perfetta che nessun inganno e nessuna menzogna
potrebbe ottenebrare. Inganno e menzogna quali
attuali mezzi necessari ad adombrare nella mente
intelligente lo splendore della Luce Divina.
trasformato, come e perchè ha usato la sua
intelligenza contro Dio? S. Agostino sostiene che il
male è la "perversione della volontà". Dice infatti:
"Ricercando poi l'essenza della malvagità, trovai
che non è una sostanza, ma la perversione della
volontà." (Confessioni, VII-16). Questo deve essere
chiaro: il serpente buono e diventato cattivo è
colpevole della sua malvagità. Non può accampar
pretesti, perchè presentandoglisi ( la malvagità )
egli non l'ha respinta ma riconosciutala l'ha
accettata in sé. Egli è colpevole della sua
malvagità. La domanda giusta forse è questa : Dio
ha creato il Male ?
Non ritengo probabile che Iddio abbia
intenzionalmente creato il Male, ma più probabile
che l'impossibilità dell'uomo di commettere il Male
avrebbe messo l'Uomo in una condizione di
ovattato oblìo che gli avrebbe impedito di essere
veramente libero. Di fatto comunque, questa
possibilità era preesistente nell'Uomo al morso del
frutto, è proprio in funzione di tale possibilità che
l'Uomo ... sbaglia. Si può forse sostenere che Iddio
non abbia creato il Male ma che tale Male sia un
qualcosa di esterno a Dio? Questa domanda è
ancora peggio, perchè implica la non-totalità di Dio
che avrebbe quindi un avversario a pari-merito. Si
cade qui nell'eresia manichea. Ma eresia o no, noi
vogliamo solo dilettarci in questo ragionamento e
continuiamo. Se il Male è qualcosa di contrapposto
a Dio come il giorno si contrappone alla notte e
come un esercito si contrappone ad un altro allora
tale Dio non è affatto Dio ma "un dio", che sarebbe
limitato proprio perchè il tutto non gli appartiene
(essendo solo "una parte"). Qui si può solo fare un
salto di fede. "... E' egli lecito, in giorno di sabato,
di far del bene o di far del male? "(Marco 3:4).
"L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore reca
fuori il bene; e l'uomo malvagio, dal malvagio
tesoro reca fuori il male; " (Luca 6:45). "quelli che
hanno operato bene, in risurrezione di vita; e
quelli che hanno operato male, in risurrezion di
giudicio." (Giovanni 5:29). Da nessuna di queste
parole del Cristo è possibile ricavare che il Male
sia un “qualcosa”. E’ vero invece il contrario: il
Male è il fine di una volontaria (e sbagliata) scelta
dell’intelligenza. Il Cristo ci insegna a pregare così
: “Padre nostro ... liberaci dal male ...”.
Io penso che il senso sia: liberaci dalla volontà di
commettere il male. La libertà di commettere il
male può essere allettante e spesso anche
piacevole. La libertà di commettere il male può
17
POSTA
“Credo…. la resurrezione della carne..”
(risponde Renzo Ronca)
Ci ha scritto la nostra amica cattolica Adriana in merito delle perplessità che le vengono in mente
recitando la preghiera del “Credo” durante la Messa, nel punto dove dice: “credo nella resurrezione
della carne..”. E’ normale per tutti i cristiani porsi delle domande su questo argomento, forse sarebbe
sorprendente il contrario. Cerchiamo, per quanto possibile e in tutta modestia di approfondire insieme.
Cara Adriana, per quanto non mi sia congeniale cercherò prima di risponderti in maniera “cattolica”,
calandomi per quanto possibile nella dottrina della tua Chiesa, essendone tu stessa catechista, poi
amplieremo l’argomento.
Anche nel “Catechismo della Chiesa Cattolica”32
1)Problema
liturgico-dottrinale
cattolico:
29
troviamo, a nostro modestissimo avviso , una certa
L’autorevole Dizionario biblico cattolico alla
pag.164 dice: “Nel NT, come nell'AT, la carne non contraddizione: a parte il titolo che riporta “Parte
si deve identificare con il corpo, né in senso
Prima- La Professione Della Fede- Articolo 11
filosofico né quale componente materiale del corpo «Credo La Risurrezione Della Carne» (di nuovo
stesso. La carne è il complesso psicofisico “la carne”?) è giustissimo dire: “Il « modo con
dell'uomo, non in astratto, ma nella sua globalità cui avviene la risurrezione » supera le possibilità
concretamente esistente, nella globalità dell'uomo
della nostra immaginazione e del nostro intelletto;
storico con il suo passato, con la sua concupiscenza è accessibile solo nella fede” (al punto100), ma è
e il suo peccato.” Secondo questa interpretazione ardito poi cercare di regolarizzare il tutto ed
“la carne” sarebbe legata al concetto di “mondanità imporre i soliti dogmi come nel punto 990: […]La
e peccato” e come tale non potrebbe certo « risurrezione della carne » significa che, dopo la
risorgere. Allora come mai si recita nel “Credo” morte, non ci sarà soltanto la vita dell'anima
“credo la resurrezione della carne”? Che tu ti sia immortale, ma che anche i nostri « corpi mortali »
sbagliata? Ho cercato in giro ma “Il Credo” riprenderanno vita.”
cattolico dice proprio così: “Credo […]30 la Secondo noi la Chiesa Cattolica, come del resto
resurrezione della carne, la vita eterna, amen” Ed bisogna dire anche altre chiese, ci prova ad essere
il concetto mi pare chiaro, con “carne” qui si umile, ma poi si lascia prendere la mano ed
intende il corpo. Ho cercato ancora
ed ecco la espone non delle verità, ma semplicemente delle
novità: Nell’”Ordinario della Messa31, nella parte
interpretazioni come tante altre, imponendole ai
sacrificale, prima dell’Offertorio, è detto così: fedeli. In questo modo è come se dicesse da una
“Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del parte: “non possiamo sapere e capire”, e dall’altra
mondo che verrà. Amen.” Qui “La resurrezione dei invece: “noi sappiamo tutto”; così si genera nei
morti” esprime giustamente un concetto molto più fedeli stessi una sorta di confusione. Tanto per
vasto. Dunque Adriana, il problema “liturgico- fare un esempio di dogma molto discusso, che
dottrinale” si esaurirebbe solo nella scelta della “l’anima” sia immortale e viva dopo la morte in
versione giusta da recitare durante il tuo culto ogni caso (che sia stata giudicata da Dio giusta o
religioso. Sorprende che possano coesistere
condannata come ingiusta) è solo una
entrambe le versioni, una delle quali è interpretazione di una parte dei credenti. Non tutti
evidentemente in contraddizione l’altra (salvo la pensano così (per inciso, anche se poco
difficili equilibrismi teologici).
importante, nemmeno noi, che non crediamo nel
Temo che la Chiesa Cattolica dovrà decidersi a fare Limbo, nel Purgatorio e nell’Inferno33).
una scelta tra ciò che insegna e ciò che fa Il nostro parere dunque cara Adriana, in epoca di
professare ai fedeli a meno che -permettimi una “globalizzazione” e di “antenne radio vaticane”
battuta bonaria secondo la nota riportata prima, troppo potenti che si devono giustamente
nell’”Ordinario della Messa solenne” che si celebra ridimensionare, è che il monopolio cattolico
la domenica- a meno che, dicevo, nei festivi non si abbassi un poco il martellamento delle sue
facciano risorgere tutti i morti e nei giorni feriali il opinioni e lasci un cristiano spazio, in materia di
fede anche alle opinioni di altre chiese. Speriamo
resto della “carne”.
che altri, come te, trovino il coraggio e sentano la
necessità di informarsi. Tutto sarà più completo.
Se non altro meno confuso e più ridimensionato
29
nella modestia. Grazie di averci scritto.
Diz. Biblico John L. McKenzie, a cura di Bruno Maggioni,
Aspettiamo altri interventi da te e dalla tua amica
Cittadella editrice
30
(un
saluto).
Ora
proseguiamo
ancora
“La professione di fede – Il credo” l’affascinante
discorso
da
te
introdotto:
http://www.novena.it/credo.htm
COS’È L’ANIMA?
31
ORDINARIO DELLA SANTA MESSA secondo l'Ordo
Ci rendiamo conto che in merito vi sono fin troppe
interpretazioni. Noi in questa sede ne avanziamo una,
senza pretese, sintetizzandola al massimo, e lasciamo
ai lettori il compito eventuale di amplificarla o
Missae in vigore prima della attuale riforma liturgica
[Missale Romanum promulgato con Decreto della
Congregazione dei Sacri Riti del 23 giugno 1962, giusto il
Motu Proprio Rubricarum instructum del Sommo Pontefice
Giovanni XXIII del 23 luglio 1960] [Le parti esplicative e le
indicazioni per i fedeli, tutte derivate dalle Rubricae
Generales Missalis Romani, sono relative alla celebrazione
della Santa Messa solenne (come si celebra la Domenica);
indicazioni specifiche si troveranno nel corso del testo
laddove si è ritenuto opportuno fornire qualche chiarimento
supplementare.] http://www.unavox.it/SMessa_offe.htm
32
“Catechismo della Chiesa Cattolica”
http://vaticano.cr.edu.mx/archive/catechism_it/p123a11_it.h
tm
33
Sull’esistenza o meno dell’infermo amplieremo tra poco il
discorso.
18
sopravvivenza automatica dell’anima individuale
che entrerebbe, dopo la morte del corpo, in
misteriose dimensioni dello spirito o si
reincarnerebbe in nuovi individui. Questa
posizione sta diventando popolare perché è una
visione “ottimista” della realtà che darebbe
speranza a tutti senza essere troppo impegnativa
a
livello etico, morale e religioso. […]”35
Ad accrescere questa concezione è la popolarità di
sciocche trasmissioni legate agli angeli ed alle
streghe che la TV (soprattutto di matrice
americana) ci propina
quasi giornalmente. Una
specie di Pantheon36 del genere “New Age”37
dove alla fine tutto è come ci pare. In questo
carrozzone ci sono purtroppo (senza rendersene
conto) anche molti cristiani che hanno una visione
generica e facilona di un dio che “essendo buono
non potrà mai fare del male a nessuno e che
perdonerà tutti di ogni religione ed anche gli atei,
assorbendo tutti in se stesso”.
Questo pensiero fin troppo “buonista” a nostro
parere non sembra un pensiero biblico. Dice
infatti l’Eterno:“Ecco, tutte le anime sono mie;
tanto l'anima del padre come l'anima del figlio
sono mie. L'anima che pecca morirà” (Ezechiele
18:4)
DI CHE E’ FATTO IL CORPO? COME
RISORGE?
“E’ lo Spirito che vivifica, la carne non giova a
nulla; le parole che vi dico sono spirito e vita”.
(Giovanni 6:63)
Gli insegnamenti di Dio contenuti nelle Scritture
ed espressi per bocca dei profeti o scritti dagli
evangelisti ci vengono comunicati attraverso un
linguaggio che risente delle personalità degli
scriventi e del tempo. Se per ipotesi il Signore
volesse parlarci oggi, si servirebbe probabilmente
di esempi legati alla nostra vita di persone del
2000. La nostra mente è un pochino più aperta
(non molto di più, per la verità, abbiamo solo più
conoscenze) e saremmo in grado di capire esempi
sulla gravitazione, sulla meccanica quantistica,
assieme all’”inconscio collettivo” di Jung, alle
telecomunicazioni SMS e all’informatica.
Teniamone conto dunque per affrontare parole
come “carne”, “eternità”, “spirito”, ecc. Non si
cambieranno certo i contenuti biblici, ma li
potremo arricchire di maggiori spazi mentali.
Allora, come cristiani, diamo per scontato che la
resurrezione sia un fatto certo in cui crediamo.
Parliamo un attimo del che cosa risorge e del
come. Alla luce delle nuove conoscenze, di che è
fatta veramente la nostra carne, il nostro corpo? 38
Pare sia composto di energia, cioè di luce.
correggerla oppure di inviarci in aggiunta di altre
eventuali interpretazioni.
« E l’Eterno Iddio formò l’uomo dalla polvere
della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale, e 1
‘uomo divenne un’ anima vivente » ( Genesi 2: 7 )
« L ‘intero essere vostro, lo spirito, l’anima ed il
corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta
del Signor nostro Gesù Cristo » ( I Tessalonicesi 5:
23 ). “L‘uomo dunque è un composto di tre
elementi essenziali: il corpo, lo spirito e l’anima.
a) La materia cosmica, o polvere della terra, con la
quale Dio formò l’organismo umano; b) L ‘alito
vitale, o spirito, che il Creatore comunicò a questo
organismo; c) L ‘anima vivente, risultato della
precedente operazione.” (C. Gerber)
E COME AVVIENE LA RESURREZIONE?
Cominciamo subito col dire che con precisione
nessuno lo sa. La Bibbia è un faro che illumina una
parte precisa della strada, non tutta. Alcune zone
prima e dopo rimangono nella penombra altre
addirittura al buio. Per questo motivo, secondo il
nostro modo di vedere, sarebbe bene cominciare
con molta umiltà accettando un principio che ci
pare fondamentale: Dio si rivela progressivamente.
Volutamente preferiamo usare il verbo al presente
“si rivela” e non al passato “si è rivelato”, perché,
secondo noi, Dio non ha smesso di rivelarsi e la
storia dell’uomo non è ancora giunta alla fine.
Anche qui preferiamo non entriamo nello specifico
delle innumerevoli interpretazioni che l’uomo da
sulla vita eterna e la resurrezione, ne enunciamo
solo quelle che ci sembrano linee principali:
La soluzione materialista Il materialismo non
crede ad una possibile sopravvivenza dell’essere
umano (come spirito, anima e corpo, o le tre cose
insieme, considera la morte come una fine, il
termine del destino dell’uomo.
La soluzione tradizionalista Secondo il
tradizionalismo, che conta ancora numerosi
aderenti, l’uomo è costituito da due elementi: il
corpo, elemento transitorio destinato a ricevere
l’anima; e l’anima, sostanza semplice, indivisibile,
immateriale, fuori del tempo e dello spazio, dunque
spirituale, incorruttibile, immortale. Questa teoria
[enuncia] che alla morte l’anima si separi dal corpo
evada o direttamente in paradiso, dove gode la
perfetta beatitudine; o al purgatorio ( anticamera
del paradiso) , dove per un periodo più o meno
lungo espia i suoi peccati; o all’inferno, dove è
condannata a soffrire eternamente. Quanto al modo
d’unione tra il corpo e l’anima, è difficile
pronunciarsi. Aristotele, San Tommaso d’Aquino,
Cartesio e Leibniz, tra gli altri, hanno proposto
interessanti ipotesi. La soluzione tradizionalista è
molto antica. Ha le sue radici nella filosofia greca,
quella di Platone in particolar modo. […]
La soluzione condizionalista […] afferma che
l’anima non è immortale per natura, ma che lo
diviene facendo suoi i meriti che Cristo Gesù ha
acquistato sulla croce; che non c’è né purgatorio né
inferno ( nel senso di una sofferenza senza fine) ;
che la morte è un sonno che precede sia la prima
risurrezione, che fa entrare il giusto nella felicità
eterna, sia la seconda risurrezione, che abbandona
il malvagio all’esecuzione della sentenza
(distruzione totale) pronunciata contro di lui.”34
(Questa è anche la soluzione che noi personalmente
scegliamo). Vogliamo aggiungere anche una quarta
“soluzione” molto più vasta di quanto possa
sembrare:
Un grossolano spiritualismo moderno che
accontenta tutti. “[…] è il risorgente e popolare
spiritualismo moderno. Esso propaganda la
34
35
Da un sermone del pastore Castellina della Chiesa
svizzera riformata trovato in
http://www.riforma.net/predicazioni/annate/1998/pr980412.
htm
36
Pantheon, Roma Tempio romano dedicato a tutte le
divinità (in greco pántheion significa "di tutti gli dei") [Enc
Encarta]
37
Vedi nota
in “Spiritismo & company”
38
E = mc2 Questa famosa formula di Einstein dove “E”
indica l'energia posseduta da un corpo, “m” la sua massa e
“c” la velocità della luce, indica un’equivalenza tra la massa
di un corpo e la sua energia, secondo un rapporto
rappresentato dal quadrato della velocità della luce. (Per chi
vuole maggiori indicazioni abbastanza comprensibili senza
scervellarsi nella “Teoria della relatività” consigliamo il sito
http://members.xoom.it/einstein_a/energia.htm).
“Dal tempo all’ternità” di C. Gerber Ed. AdV - FI
19
Energia. Nell'ambito della meccanica relativistica, ovvero per corpi che si muovono a velocità paragonabili a quelle
della luce, energia e materia possono convertirsi l'una nell'altra, come si verifica nelle reazioni nucleari: nella fisica
moderna dunque i due principi di conservazione dell'energia e della massa sono unificati. Materia Termine
generale che designa qualunque corpo che occupi spazio e sia dotato di massa (quindi possegga gli attributi di
gravità e inerzia). Dal punto di vista macroscopico la materia si presenta in tre stati di aggregazione diversi (solido,
liquido e aeriforme), caratterizzati da proprietà fisiche differenti. Antimateria Materia costituita da antiparticelle,
ossia da particelle elementari che, per certi aspetti, possono essere considerate le immagini speculari delle
particelle che formano la materia ordinaria. Le antiparticelle sono in generale identiche alle corrispondenti
particelle, ma hanno alcune proprietà fisiche (la più comune è la carica elettrica) opposte. Ad esempio, la particella
di antimateria corrispondente all'elettroneè il positrone, che differisce dall'elettrone solo perchè possiede carica
elettrica positiva. […] L'esistenza delle antiparticelle fu ipotizzata per la prima volta dal fisico britannico Paul Adrien
Maurice Dirac, nell'ambito dei suoi studi sulla formulazione relativistica della meccanica quantistica. Nel 1928 […]
Una questione importante per la fisica delle particelle e in generale per la cosmologiaè l'apparente mancanza di
antiparticelle nell'universo. Il fatto che esse sulla Terra non esistano, o esistano solo per un tempo brevissimo, è
comprensibile: infatti l'incontro di una particella e dell'antiparticella corrispondente dà origine al fenomeno
dell'annichilazione, ovvero della scomparsa di materia e antimateria, che si convertono in energia. È possibile che
esistano galassie molto lontane costituite da antimateria, ma non vi è modo diretto per confermare questa
supposizione: la maggior parte delle informazioni sulle regioni più remote dell'universo ci giunge infatti sotto forma
di fotoni che, tra le particelle elementari, hanno la peculiarità di essere identici alle loro antiparticelle e dunque non
ci rivelano molto sulla natura della materia di cui sono fatte le sorgenti da cui provengono. Oggi l'opinione più
diffusa fra gli scienziati è che, nei primissimi istanti di vita dell'universo, per qualche fenomeno non ancora
compreso, le particelle siano riuscite a prevalere sulle antiparticelle, facendo scomparire l'antimateria, o
confinandola in qualche regione remota dell'universo. [Enc. Encarta]
Ora sulla base di queste conoscenze, proviamo ad
inserire qualche insegnamento biblico:
“Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai
morti, come mai alcuni di voi dicono che non c'è la
risurrezione dei morti? Se dunque non c'è la
risurrezione dei morti, neppure Cristo è risuscitato.
Ma se Cristo non è risuscitato, è dunque vana la
nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede.
Inoltre noi ci troveremo ad essere falsi testimoni di
Dio, poiché abbiamo testimoniato di Dio, che egli
ha risuscitato Cristo, mentre non l'avrebbe
risuscitato, se veramente i morti non risuscitano. Se
infatti i morti non risuscitano, neppure Cristo è
stato risuscitato; ma se Cristo non è stato
risuscitato, vana è la vostra fede, voi siete ancora
nei vostri peccati, e anche quelli che dormono in
Cristo sono perduti. Se noi speriamo in Cristo solo
in questa vita, noi siamo i più miserabili di tutti gli
uomini.” (1Corinzi 15:12-19)
E fin qui siamo tutti d’accordo. Ma proseguiamo:
“Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, ed è la
primizia di coloro che dormono”. (1Corinzi 15:20)
Vedete? “la primizia”, perché sul suo esempio
saranno poi resuscitati gli altri. “Infatti, siccome per
mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per
mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei
morti. Perché, come tutti muoiono in Adamo, così
tutti saranno vivificati in Cristo”. 1Corinzi 15:2122
Ma non in maniera casuale: vi è un ordine in
quello che ci accadrà: “Ma ciascuno nel proprio
ordine: Cristo la primizia, poi coloro che sono di
Cristo alla sua venuta. Poi verrà la fine, quando
rimetterà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo
aver annientato ogni dominio, ogni potestà e
potenza. Bisogna infatti che egli regni, finché non
abbia messo tutti i nemici sotto i suoi piedi.
L'ultimo nemico che sarà distrutto è la morte. Dio
infatti ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Quando
però dice che ogni cosa gli è sottoposta, è chiaro
che ne è eccettuato colui che gli ha sottoposto ogni
cosa. E quando ogni cosa gli sarà sottoposta, allora
il Figlio sarà anch'egli sottoposto a colui che gli ha
sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti”.
(1Corinzi 15:23-28)
20
Ma con quale corpo? Immagino quante volte
l’avranno chiesto anche a Paolo. Ecco cosa
risponde l’apostolo:
“Ma dirà qualcuno: «Come risuscitano
i morti, e
con quale corpo verranno?». Stolto!39 Quello che
tu semini non è vivificato, se prima non muore. E
quanto a quello che semini, tu non semini il corpo
che ha da nascere, ma un granello ignudo, che
può essere di frumento o di qualche altro seme. E
Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun
seme dà il suo proprio corpo. Non ogni carne è la
stessa carne; ma altra è la carne degli uomini,
altra la carne delle bestie, altra la carne dei
pesci, altra la carne degli uccelli. Vi sono anche
dei corpi celesti, e dei corpi terrestri, ma altra è
la gloria dei celesti, altra quella dei terrestri.
Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore
della luna ed altro lo splendore delle stelle,
perché una stella differisce da un'altra stella in
splendore. Così sarà pure la risurrezione dei
morti; il corpo è seminato corruttibile e risuscita
incorruttibile. È seminato ignobile e risuscita
glorioso; è seminato debole e risuscita pieno di
forza. È seminato corpo naturale, e risuscita
corpo spirituale. Vi è corpo naturale, e vi è corpo
spirituale”. (1Corinzi 15:35-44)
Dunque come il seme è una cosa ben diversa
dalla pianta così il nostro corpo terrestre è ben
diverso da quello celeste. Per cui un dato è certo:
nella resurrezione il corpo non sarà come è
adesso. Nella resurrezione dobbiamo sforzarci
di pensare a qualcosa di completamente
diverso.
Qui dobbiamo procedere con molta
cautela. Paolo
ebbe delle grandi rivelazioni40 che non sono
39
Stolto, sciocco. Non ci meravigli questo termine. Paolo
usa spesso una tecnica narrativa molto efficace in cui
propone dialoghi molto incisivi. A parte il suo carattere
abbastanza vivace, pensiamo che qui il termine sia stato
espresso in forma bonaria per sottolineare a dei fratelli
amati l’estrema differenza tra il corpo terreno (che rimane
terreno e no ha nulla a che vedere con la resurrezione) con
il corpo risorto, che è celeste, del cielo, di caratteristiche
completamente diverse, come vedremo continuando a
leggere le sue bellissime parole.
40
“Certo il vantarsi non mi è di alcun giovamento; verrò
quindi alle visioni e rivelazioni del Signore. Io conosco un
accessibili a tutti. Egli sapeva quello che stava
dicendo per esperienza diretta. Potrà capirlo bene
chi ha avuto dal Signore aperture mistiche, ma nella
maggior parte dei casi questa
ricerca rimane
pericolosa; infatti l’esoterismo41 e lo spiritismo42 si
avvalgono proprio della molla della curiosità, del
suo desiderio di conoscenza, insiti nell’uomo, per
offrire immagini affascinanti e fuorvianti.
Limitiamo ci dunque a riferimenti biblici: Gesù non
ci dice molto ma ciò che accenna è significativo:
(teniamo presente che la domanda, con un
riferimento alle Scritture di Mosè, sul caso della
donna che sposò sette mariti, gli fu rivolta dai
Sadducei che non credevano nella resurrezione e
volevano metterlo in difficoltà)
Ma Gesù, rispondendo, disse loro: «Voi sbagliate,
non comprendendo né le Scritture né la potenza di
Dio. Nella risurrezione, infatti, né si sposano né
sono date in moglie, ma essi saranno in cielo come
gli angeli di Dio. Quanto poi alla risurrezione dei
morti, non avete letto ciò che vi fu detto da Dio,
quando disse: IO sono il Dio di Abrahamo, il Dio
d'Isacco e di Giacobbe Dio non è il Dio dei morti,
ma dei viventi»?. (Matteo 22:29-32)
Anche qui, vedete, si fa riferimento ad un corpo
spirituale, come gli angeli nei cieli; un corpo che
non ha nulla a che vedere con quello che rivestiamo
attualmente. Ma insomma, com’è questo corpo?
“Sei giorni dopo Gesù prese con sé Pietro,
Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse
sopra un alto monte, in disparte; e fu trasfigurato
alla loro presenza: la sua faccia risplendette come
il sole e le sue vesti divennero candide come la
luce”. (Matteo 17:1-2)
“Dopo queste cose, apparve in altra forma a due di
loro, che erano in cammino verso la campagna”
(Marco 16:12)
“Ora, la sera di quello stesso giorno, il primo della
settimana, mentre le porte del luogo dove erano
radunati i discepoli erano serrate per paura dei
Giudei, Gesù venne e si presentò là in mezzo, e
disse loro: «Pace a voi!». E,43 detto questo, mostrò
loro le sue mani e il costato . I discepoli dunque,
vedendo il Signore, si rallegrarono”. (Giovanni
20:19-20)
“Ma poiché essi non credevano ancora per la gioia
ed erano pieni di meraviglia, egli disse loro: «Avete
qui qualcosa da mangiare?».Ed essi gli diedero un
pezzo di pesce arrostito e un favo di miele. Ed egli
li prese e mangiò in loro presenza”. (Luca 24:4143)
uomo in Cristo che, quattordici anni fa (se con il corpo o fuori
del corpo non lo so, Dio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo. E
so che quell'uomo (se con il corpo o senza il corpo, non lo so,
Dio lo sa), fu rapito in paradiso e udì parole ineffabili, che
non è lecito ad alcun uomo di proferire.” (2Corinzi 12:1-4 )
41
Tendenza in alcune religioni a riservare una parte delle
verità e degli insegnamenti soltanto a gruppi di eletti o di
iniziati. (Zanichelli)
42
[…] Pratica delle sedute spiritistiche, nelle quali, attraverso
il medium, si prende contatto con gli spiriti e si determinano
fenomeni paranormali. [..] Sistema mistico-religioso fondato
sulla base dell'interpretazione di fenomeni medianici e
paranormali rilevati, per la prima volta, ad Hydesville, presso
New York, nel XIX sec. (Zanichelli)
43
Il corpo del Risorto era perfetto in tutto. Il segno delle ferite
che Gesù mostra, come poi quello del mangiare ha solo la
funzione di tranquillizzare i suoi discepoli impauriti. E’ un
gesto d’amore, non una regola dei corpi risorti.
21
Pensate: un corpo splendente, luminoso, che può
assumere diverse forme, che può materializzarsi
anche “a porte chiuse”, che può mangiare, che si
può toccare…. Un qualcosa di sconvolgente e
meraviglioso. Ricordiamo ora quanto detto prima
sulla conoscenza scientifica del corpo: energia…
luce… ebbene, scusate se potrò sembrare
semplicista, ma non è logico che Dio, Signore
della Vita, sappia regolare le funzioni della
massa, della luce e dell’energia in modo dinamico
in base ai momenti ed alle esigenze? Il corpo
risorto segue delle leggi diverse non sarà più la
fisica terrena a limitarlo (gravità, termodinamica,
ecc) ma un'altra legge, ben più ampia e
meravigliosa, l’unica possibile: l’Amore di Dio
che diventerà vita stessa ed azioni, creazione
continua.
ED I MORTI, ADESSO E DOPO LA
RESURREZIONE…
COME
SI
PUO’
CAPIRE QUELLO CHE AVVIENE? Sul
“Soggiorno dei morti” esistono tantissimi studi e
dimostrazioni che ora sarebbe troppo lungo
riportare. Ci limiteremo ad un semplice
esempio del nostro tempo: E’ d’uso ormai da
diversi anni, con l’avvento dei computers, fare un
esempio semplice ma abbastanza significativo sul
come potrebbe avvenire la resurrezione: Ecco, io
sto scrivendo questo articolo: in un qualsiasi
momento posso concluderlo e spegnere il
computer. Sembrerebbe una specie “morte”
dell’argomento che sto trattando. Ma non è perso
ciò che ho detto. Il contenuto –con degli appositi
comandi- rimane memorizzato in un contenitore o
“memoria”. Diciamo che rimane “in memoria”
per tutto il tempo in cui non lo andrò a
richiamare, riaccendendo il computer. Lo stesso
vale pere tutti
gli altri articoli scritti in
precedenza. Ad un certo momento li “richiamo in
memoria” e vado ad impaginarli dando loro una
forma editoriale secondo una certa idea del
giornale. Ecco, scusate l’esempio, ma forse il
Padre nostro alla fine dei tempi non agirà in
modo tanto dissimile: Egli ha per così dire “in
memoria” la vita di tutte le persone “salvate”. Ha
l’essenza della loro vita: il loro contenuto. Un
contenuto “filtrato” da ogni peccato (se no
sarebbe stato inutile aver avuto fede in Cristo).
L’unica differenza è che io posso accedere il
computer e richiamare “in vita” tutto quello che
voglio in un qualsiasi momento, mentre Dio ha
preferito stabilire un tempo in cui questo avverrà
per tutti, simultaneamente. Ovviamente solo Lui
conosce “le chiavi” di questo meccanismo e di
questo tempo stabilito (col linguaggio tecnico
diremmo “solo Lui conosce la “password”
d’accesso). Quello che è certo è che Egli ci
richiama. E lo fa richiamandoci “perfetti”, senza
peccato, a somiglianza di come chiamò Gesù
stesso, “primizia” di tutti i Suoi figli, tra i quali,
per grazia, siamo anche noi se confidiamo in Lui.
SI ALL’ESISTENZA DELL’INFERNO
Dal cap. XXX del “Sommario
della dottrina
cristiana” di Louis Berkhof45 (Edimburgh: The Banner
ESISTE L’INFERNO?
(da una domanda di Ermanno)
E qui ci colleghiamo alla domanda di Ermanno,
sorpreso di come un evangelico come me possa
non credere all’esistenza di “un luogo di sofferenza
eterna (inferno, ades, geena, sceol, tartaro, ecc.)”.
Ermanno ci invia, sempre in maniera corretta e
fraterna, una copiosa lista di versetti, divisi
ordinatamente, sui termini biblici di “pena eterna”,
“sofferenza nell’inferno” “castigo proporzionato
alla responsabilità di ciascuno”, sulla “durata
dell’inferno”, ecc. Grazie fratello perché ravvivi
sempre i nostri incontri. Parliamone pure.
E’ importante premettere alcuni punti
fondamentali che animano, per così dire, lo spirito
de “Il Ritorno”: Nessuno qui fa proselitismo44 o
vuole convincere altri della propria personale
convinzione. Anzi critichiamo molto quelli che si
ergono a giudici del mondo. Io poi, caro Ermanno,
non
sono
assolutamente
importante
e
rappresentativo. Invece pensiamo sia bene che idee
diverse sulla fede, sulle interpretazioni bibliche (ed
anche non bibliche, con una certa cautela), possano
e debbano essere espresse per circolare
liberamente: per me sono come un grande campo
fiorito. Forse un poco selvaggio e disordinato in
apparenza, ma a guardarlo bene, magari dall’alto, è
l’uomo. L’uomo con le sue esagerazioni,
contraddizioni, debolezze, bellezze, slanci e cadute.
Ciò nonostante è l’uomo amato da Dio. Nessuno di
noi può dire di essere giusto o di possedere la
verità su tutto; tanto meno le nostre chiese (intese
come organizzazioni) dai tanti nomi, sempre in
disaccordo le une dalle altre… Secondo me caro
Ermanno, dobbiamo fare un passo importante:
mantenendo fermo per primo l’amore verso Dio, e
mantenendo un’attitudine d’amore fraterno verso il
nostro prossimo, ci dobbiamo slanciare verso uno
sviluppo maturo della fede: secondo quanto dice
Paolo: (Ebrei 6:1-3) “Perciò, lasciando
l'insegnamento elementare su Cristo, tendiamo
alla perfezione, senza porre di nuovo il
fondamento del ravvedimento dalle opere morte e
della fede in Dio, della dottrina dei battesimi,
dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei
morti e del giudizio eterno; e ciò faremo, se Dio lo
permette”.
Sulla base di questo grande insegnamento dunque,
per ritornare alla tua domanda, ci limiteremo a
trascrivere
una
delle
interpretazioni
di
maggioranza, sull’esistenza dell’inferno ed una di
minoranza che asserisce il contrario; entrambe,
come vedrete, si fondano correttamente sulle
Scritture bibliche. Credo che ognuno di noi, in
coscienza, potrà riflettere e scegliere (se non l’ha
già fatto) quella più affine al suo pensiero. Sono
certo che eventuali differenze non ci impediranno
di rimanere fratelli in Cristo. Almeno per noi è
così. Tu sei d’accordo?
of Truth Trust, 1974, traduzione di Paolo Castellina)
La condizione finale degli empi. Gli empi verranno
consegnati ad un luogo di punizione chiamato
"inferno". Alcuni negano che l'inferno sia un luogo, ed
affermano si tratti di una condizione. La bibbia però
usa termini chiaramente locali. Essa parla, per
esempio, di "fornace di fuoco" (Mt. 13:42), di "lago di
fuoco" (Ap. 20:14,15), e di "prigione" (1 Pi. 3:19), tutti
termini locali. In questo luogo essi saranno totalmente
privati del divino favore, faranno esperienza di un
eterno disturbo della vita, soffriranno reali dolori nella
coscienza, angoscia e disperazione (Mt. 8:12,13; Mr.
9:47,48; Lu. 16:23,28; Ap. 14:10; 21:8). Vi saranno
gradi di punizione (Mt. 11:22,24; Lu. 12:47,48; 20:47).
E' evidente che la loro punizione sarà eterna. Alcuni lo
negano, perché la parola "eterno" potrebbe significare
un lungo periodo di tempo. Ciononostante questo non
è il significato usuale della parola, e non c'è ragione di
pensare che essa abbia quel significato quando viene
applicata al castigo senza fine degli empi. Inoltre, pure
altri termini vengono usati per indicare un castigo
senza fine (Mr. 9:43,48; Lu. 16:26).
NO ALL’ESISTENZA DELL’INFERNO
La Bibbia non conosce il dogma delle pene eterne.
Essa dichiara, più di cento volte, in termini chiari,
che i malvagi saranno completamente distrutti:
morranno,
saranno
soppressi,
consumati,
inceneriti, bruciati, divorati, sterminati, annientati,
ecc. [..] I malvagi sono degni di morte { Romani I:
32) , di conseguenza indegni di vita eterna, poiche
Dio serba la « vita eterna a quelli che con la
perseveranza nel bene oprare cercano gloria e
onore e immortalità » {Romani 2: 7; vedere Atti
13: 46, 48) .Ciò significa che essi non hanno la
vita eterna, poiche questa la si ottiene solo grazie
al sacrificio di Gesù accettato per fede: « Poiche
Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo
unigenito Figliuolo, affinche chiunque crede in lui
non perisca, ma abbia vita eterna ». « Chi crede
nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di
credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l'ira di
Dio resta sopra lui ». « Chi ha il Figliuolo ha la
vita; chi non ha il Figliuolo non ha la vita' ». «
poiche il salario del peccato è la morte; ma il dono
di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro
Signore ». « Poiche questa è la volontà del Padre
mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede
in lui, abbia vita eterna; e io 10 risusciterò nell
'ultimo giorno » { Giovanni 3: 16; Giovanni 3: 36;
I Giovanni 5: 12; Romani 6: 23; Giovanni 6: 40).
45
Louis Berkhof (1873-1957) è uno dei maggiori teologi
sistematici della Chiesa Cristiana Riformata […] affrontò
temi e problemi contemporanei, particolarmente quelli
riguardanti la Chiesa e la società. La sua reputazione come
teologo riformato si fonda quasi interamente sulla sua
Teologia Sistematica (1941). Inizialmente pubblicata per i
suoi studenti, l'opera divenne un libro di testo. Louis
Berkhof dipende molto per la struttura e contenuto della sua
teologia dal teologo olandese Johan Bavinck. Fu eletto
presidente della prima assemblea del Sinodo Riformato
Ecumenico (1946).
44
Il “fare proseliti” ovvero convertire gli altri alle proprie
idee dando per scontato che appunto tutti gli altri siano
sempre da convertire, sottintendendo di essere sempre nel
giusto.
22
verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi
santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto
» { II Tessalonicesi 1: 9,10; vedere anche Ebrei
10: 26,27 e Apocalisse 21: 8). A questa lista già
lunga, potremmo aggiungere altri passi. [lungo
elenco....] No, non esiste un inferno. Questa parola
non si trova neppure nella Bibbia. O se c'è, si
tratta di una traduzione inesatta di una parola che
dev'essere resa con soggiorno dei morti. No, non
ci sono pene eterne. I malvagi sono distrutti
completamente. Anche Satana sparisce (Ebrei 2:
14), viene annientato. La morte stessa non è più
{Isaia 25: 8; Apocalisse 20: 14; I Corinzi 15: 26):
essa viene soppressa per sempre. È l'ultimo
nemico, il più terribile, che capitola. E nella
ritrovata armonia universale, Dio è tutto in tutti ( I
Corinzi 15: 28) .
Ciò vuoI dire che la soppressione, l'annientamento
totale dell'essere è la condanna suprema, e che la
risurrezione dei malvagi, semplice ritorno alla vita
fisica, ha luogo solo per permettere a' Dio di
eseguire su di loro il verdetto del suo giudizio {
Giovanni 5: 29 ) . « L 'empio perirà per sempre
come lo sterco suo; quelli che 10 vedevano
diranno: "Dov'è?". Se ne volerà via come un sogno,
e non si troverà più; dileguerà come una visione
notturna » { Giobbe 20: 7, 8) . « Tu hai sgridate le
nazioni, hai distrutto l'empio, hai cancellato il loro
nome in sempiterno. È finita per il nemico! Son
rovine perpetue! e delle città che tu hai distrutte
perfìn la memoria è perita » { Salmo 9: 5, 6; vedere
21: 10; 34: 17; 37: 2,22,37,38). « Come sono stati
distrutti in un momento, portati via, consumati per
casi spaventevoli! ...poiche, ecco, quelli che
s'allontanano da te periranno; tu distruggi
chiunque, fornicando, ti abbandona » { Salmo 73:
19, 27; vedere 92: 9; 94: 23; 104: 35; 145: 20;
Proverbi 2: 22). « Ecco, tutti quelli che si sono
infiammati contro di te saranno svergognati e
confusi; i tuoi avversari saranno ridotti a nulla, e
periranno. Tu li cercherai, e non li troverai più
quelli che contendevano teco; quelli che ti
facevano guerra saranno come nulla, come cosa
che più non è » {Isaia 41: Il, 12; vedere I: 28; 26:
11, 14). « L 'anima che pecca è quella che morrà »
{ Ezechiele 18: 20) . « poiche come voi avete
bevuto sul mio monte santo, così berranno tutte le
nazioni, del continuo; berranno, inghiottiranno, e
saranno come se non fossero mai state » { Abdia
16) . « poiche, ecco, il giorno viene, ardente come
una fornace; e tutti i superbi e chiunque opera
empiamente saranno come stoppia; e il giorno che
viene li divamperà, dice l'Eterno degli eserciti, e
non lascerà loro ne radice ne ramo » {Malachia 4:
1; in alcune versioni 3: 19). « I quali saranno
puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza
del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando
Allora in conclusione, c’è o non c’è l’inferno?
A costo di scandalizzare molti, la mia opinione di
fondo è che non è indispensabile dare una risposta
decisiva. Se mai sarebbe molto più importante
domandarci se c’è o non c’è il Paradiso! Voglio
dire che l’evangelizzazione cristiana è basata
soprattutto sulla salvezza eterna. Dobbiamo
parlare del Vangelo, della “buona novella”, cioè
della possibilità per chiunque che accetti Gesù, di
poter vivere la vita eterna in Cristo, con Dio.
Guardare troppo cos’è la “non salvezza” potrà
anche essere interessante ed utile, ma onestamente
non lo ritengo decisivo per la vita eterna, basata
come sappiamo sulla fede (e non sulla paura
dell’inferno). Ma ripeto, questa è solo l’opinione
mia, che ovviamente rimane discutibile. Diciamo,
tanto per mettere d’accordo tutti, che sia con
l’esistenza dell’inferno che con l’annullamento
eterno dell’anima che pecca, ci troviamo di fronte
ad una verità importante: sono entrambi “senza
Dio”. Questo, in ultima analisi, ci pare è il
significato essenziale.
Lettere a cuore aperto…
In questa rubrica, coordinata da Carmela, diamo spazio a chi, con coraggio e sincerità, riesce ad aprirci il
proprio cuore. Potrete intervenire per consigliare, consolare, esortare, chiarire, gli stati d’animo che a volte ci
vengono proposti.
“Non ho punti fermi….” Di Loredana
“E’ la confusione che ora regna nella mia vita. Non ho punti fermi a cui aggrapparmi. Il Signore mi ha
parlato ma io non ho ascoltato perché mi è insopportabile questa sofferenza interiore. L’ho pregato di
starmi vicino, l’ho pregato di darmi la pace, gli ho chiesto perché tutto questo mio vuoto interiore e
ancora soffro, sono inquieta, depressa e stanca. La mia solitudine interiore mi mette sempre in confronto
con gli altri e mi sento fragile e perdente. Come si fa a mettere la propria vita nelle mani del Signore?
Quanta fede occorre? Come farò a capire di essere in pace o sulla strada giusta? Quali sono i segnali
giusti da capire? Mi dovrei affidare a Lui, ma come capire e sentire la Sua mano?”
mail inviata da [email protected]
Cara sorella Loredana Gesù ti benedica. Il fatto stesso
che tu chiedi come fare per mettere la tua vita nelle
mani del Signore, significa per me che dall'alto Gesù
sta guardando la tua sincerità, il tuo amore inverso di
Lui e che hai già dato il cuore al Signore o almeno in
46
Avevamo già inserito le ultime domande di Loredana nel
nostro questionario on line presente in internet.
23
parte. Un bambino che va alla prima elementare non
sa quello che diventerà da grande attraverso la
scuola, ma prosegue gli studi man mano che cresce.
Gesù cresceva in statura in sapienza davanti a Dio e
davanti agli uomini. Ricordati senza fede non si può
piacere a Dio .Tu per fede hai dato il tuo cuore a
Gesù,adesso attraverso il tuo muovere, la comunione
con Lui, la preghiera intima con Lui, Egli ti
ammaestrerà, e tu crescerai nella statura che Lui
vorrà affinché porterai i frutti Suoi man mano che te
li presenterà. Adoralo in Ispirito, personaggi oscuri a
contatto con Gesù sono stati totalmente trasformati in
poche ore vedi la samaritana, Zaccheo. Quest'ultimo
un pubblicano e peccatore durante una cena con Gesù
divenne figlio di Abrhamo. In lui c'è stato solo il
desiderio insistente di vedere Gesù, quindi sali sul
Sicomoro il resto l'ha fatto Gesù. Cosi è per chi si
incammina nella strada dove passa il maestro. Noi non
abbiamo fede lo rivela Gesù ai suoi discepoli, se voi
aveste fede quanto.....potreste dire..... C'è bisogno di
una fede ed è quella di Gesù, prendiamola volta per
volta per Grazia affinché ci esaudisca. La storia
ricordati si ripete nei cristiani di Cristo. Quando tu
farai ciò che piace a Lui, e camminerai nelle Sue vie
inizierai a sentire nel tuo cuore nella tua vita una
pace una tranquillità al punto che qualunque cosa
farai,mangerai attraverso il rendimento di grazie
viene trasformato in benedizione cooperando al tuo
bene. Quando quelli che sono più vicini a te ti
perseguiteranno perché il tuo cammino è diverso dal
loro allora e quando l'avversario cercherà di impedire
i tuoi passi sei sulla strada giusta. Dio ti benedica in
tutte le tue vie.
Cara Loredana… (di Carmela)
Loredana e Carmela si scambiano già una utile corrispondenza e, visto il tema particolarmente sentito da diverse
persone, abbiamo pensato, ottenuto il dovuto permesso, di pubblicarne alcuni passi. Ci auguriamo che possa
continuare sempre a questo ottimo livello.
Loredana: “…anche la solitudine è dura, ma ora è così;
è importante per me accettarmi, avere di nuovo la
dignità, ritrovare i miei valori e la mia positività. Spero
solo nel Signore e, come dici tu, la fiducia deve essere
totale senza condizioni. La lettura della Bibbia è una
volta alla settimana e mi fa bene dentro. Ritrovo
qualcosa di mio ogni volta, e mi dà pace.”
Carmela: Lo scopo della nostra vita è la riconciliazione
con Dio, la nostra salvezza per la vita Eterna. Ed è questo
il punto più importante, che non dobbiamo mai
dimenticare e lo ripeto spesso nel mio cuore quando mi
sento molto appesantita dai pesi di ogni giorno. E così
con grandi sospiri, alzo gli occhi al cielo e continuo,
spostando il mio sguardo verso Gesù e alle sue parole …
“prendi la tua croce e seguimi” (Marco 10:21). Facendo
sempre più spazio al nostro rapporto con Dio, troviamo
la vera dimensione nella quale siamo proiettati.
Condivido con te quando dici "leggo la Bibbia e mi fa
bene dentro". La Parola del Signore è il vero cibo, che ci
nutre con tutti con tutti gli elementi necessari per dare
vita al nostro spirito ed avere forza. (Riferimento
biblico:"chi viene a me non avrà più fame e chi berrà
della mia acqua non avrà più sete”. La donna al pozzo
quando Gesù dice "sono io che ti parlo" Giovanni 4
vers. 1-26) E' vero anche quando dici "ritrovo qualcosa
di mio": questa frase mi colpisce in maniera particolare.
E' una grande verità: se in Dio ritroviamo qualcosa di
nostro è perché siamo di Dio. La nostra vita è nascosta in
Cristo. Infatti troviamo la vera pace perché lo Spirito di
Dio placa l'inquietudine della nostra anima. Ogni volta
che siamo in pace con Dio ritroviamo la nostra vera
pace… (riferimento biblico “venite a me voi che siete
affaticati ed io vi darò riposo” Matteo 11:28).
Loredana: “…combatto una lotta interiore con me
stessa, mi sento dura, non mi lascio andare; a volte poi
quando mi disarmo piango tanto, mi si scioglie il dolore
dentro e vorrei trovare una spalla ma non c’è e mi
rendo conto che sono sola..”
Carmela: Comprendo la necessità che abbiamo di
avere qualcuno vicino soprattutto quando attraversiamo
dei momenti molto duri e poter avere così come dici tu
una spalla su cui piangere; ma non troviamo nessuno.
Non avere nessuno però non significa che siamo soli
perché Dio è con noi. E' come dici tu: sono delle vere e
proprie lotte interiori, dove è necessario viverle da soli.
Attenzione a distinguerle dalle tentazioni. Dio non ci
tenta, ma ci fa rendere conto dei nostri errori. Ci fa
guardare in faccia la realtà dell'uomo senza di Lui. E
non è nemmeno un despota. Al contrario, ci rende
sempre partecipi nelle nostre scelte, rendendoci
consapevoli di quello che stiamo facendo. E' giusto
disarmarci e non porre resistenza a queste lotte, ma
dobbiamo disarmarci solo davanti a Lui, perché solo
Lui ci può difendere. Quando ci lasciamo andare al
pianto, e sentiamo dentro il nostro cuore il dolore che si
scioglie, come dici tu, abbiamo già trovato una spalla su
cui piangere, perché è cominciata l'opera del Signore
che prende posto nel nostro cuore.
Loredana: “… mi alimento solo di speranza di poter
ritrovare la vera me stessa, la serenità…”
Carmela: Quando accettiamo il Signore, non ci
alimentiamo più di speranza ma viviamo di certezza.
Abbiamo veramente ritrovato noi stessi, la nostra
serenità, la nostra positività perché, come giustamente
dice Angelo, un nostro caro fratello in Cristo Gesù,
"viviamo specchiandoci nell'Amore di Dio".
Concludo la mia testimonianza nel Signore per la Sua
Gloria pregando l'Eterno che arrivi al tuo cuore dandoti
tutto ciò che può edificarti e farti crescere in Cristo. A
presto. Un abbraccio. Carmela
Una riflessione: che succede in noi quando il Signore si avvicina e ci guarda? (di Renzo)
Quando il Signore ci guarda che succede nel nostro
cuore? Non dico uno sguardo come quelli nostri di
tutti i giorni, parlo di uno sguardo particolare,
diretto, intenso, profondo che penetra nelle radici
del nostro essere. Vorrei evidenziare due effetti:
L’innamoramento e il ravvedimento.
Li accenneremo in modo separato ma penso che la
loro attività possa definirsi in contemporanea
svolgendosi essi su due piani: sulla nostra parte
più spirituale il primo e su quella più terrenaumana il secondo.
1) Avete mai visto un ragazzo entrare sicuro in
una riunione di amici ed amiche ed uscirne poi
24
sconcertato,
incerto,
inquieto,
tormentato,
malinconico, perfino triste? Sapete di che sintomi
si tratta? Quel ragazzo si è innamorato!
Certamente una ragazzina gli ha “ferito” il cuore.
Non c’è più nulla da fare quel “dolore interno” non
gli darà pace fino a che… fino a che? C’era una
bella canzone di una volta che diceva “Tu, che
m’hai preso il cuor, sarai per me, il solo amor. No,
non ti scorderò. Vivrò per te….” Ecco, quando
qualcuno ci fa innamorare non possiamo capire
razionalmente quello che ci succede, è come se ci
avesse realmente preso un “pezzettino di cuore”;
per cui non avremo pace fino a che i due cuori non
saranno vicini. Una strana malattia che fa male e
bene allo stesso tempo. Un dolore vero ma di cui
nessun innamorato si priverebbe. Ora nel nostro
spirito avviene qualcosa di simile quando il
Signore si avvicina. Nel Cantico del Cantici
abbiamo delle belle e poetiche immagini che
simboleggiano l’amore tra la nostra anima e Dio:
Cantico 4:9 Tu mi hai rapito il cuore, o mia
sorella sposa mia; tu mi hai rapito il cuore con un
solo sguardo dei tuoi occhi, con uno solo dei
monili del tuo collo. Cantico 5:8 Io vi scongiuro, o
figlie di Gerusalemme, se trovate il mio diletto, che
gli direte? Ditegli che sono malata d'amore.
Cantico 6:5 Distogli da me i tuoi occhi, perché mi
turbano.
L’innamoramento della nostra anima è un fatto
straordinario che sconvolge tutta la nostra persona.
Stranamente la coscienza psicologica, il raziocinio,
è l’ultimo a capire quello che sta succedendo
(come un papà, che un giorno vede per la prima
volta il fidanzato della figlia in casa). Ci renderemo
conto completamente di questo amore in una
vicinissima fase successiva, quando i due
“innamorati” –la nostra anima e lo Spirito di Diofinalmente si riveleranno l’uno all’altro in un
abbandono senza più paure. Questa apertura o
abbandono, che assomiglia ad una “resa
incondizionata” da parte nostra, porterà pace nel
nostro cuore ed una grande serenità; sospingerà
inoltre la nostra nuova vita in un’attività creativa,
fantasiosa, e dinamica . Questo “rinascere” in
Cristo (generalmente nel battesimo-incontroaccettazione-consapevole di Gesù) sarà a sua volta
solo il meraviglioso anticipo di una rinascita totale,
spirituale, che
avverrà quando saremo
completamente trasformati, alla fine dei tempi.
2) Il secondo effetto che la vicinanza del Signore
produce, soprattutto la prima volta, è il
ravvedimento47. Gli effetti sono sconcertanti: ci
sentiamo deboli e confusi, come dice il salmista:
“Distogli il tuo sguardo da me, perché io possa
riprendere forza” (Salmi 39:13).
Ma seppure disagevole e sofferta, questa è la sicura
opera di Dio che apre al perdono dei peccati: non
c’è perdono senza ravvedimento. Non è uno stato
piacevole ed assomiglia per certi versi alla
tristezza, alla malinconia, al senso di colpa ed alla
depressione… assomiglia, ma non è così!
Impariamo a discernere: “Ora mi rallegro, non
perché siete stati rattristati, ma perché siete stati
rattristati a ravvedimento, poiché siete stati
rattristati secondo Dio, affinché in nessuna cosa
aveste a ricevere alcun danno da parte nostra. La
tristezza
secondo
Dio
infatti
produce
ravvedimento a salvezza, che non ha rimpianto;
ma la tristezza del mondo produce la morte. (2
Corinzi 7:9-10)
Coraggio manca poco! Vi sono dunque degli
stati d’animo “preparatori” diremo, all’ingresso
personale di Gesù nel nostro cuore. Il non avere
punti fermi è uno stato di grazia, uno stato perfetto
per poter recepire in maniera matura il dono della
fede. Ci si sente un po’ vacillanti, come su una
passerella incerta legata tra le due sponde di un
fiume, ma ecco che qualcuno ci dà subito la mano
appena ci sentiamo mancare… Coraggio, il nostro
incontro col Signore è vicino; consoliamoci
sapendo che questi periodi non sono senza
motivo. Sono necessari alla nostra rinascita
perché nulla della nostra “vecchia persona”
rimanga. Muore una personalità legata al mondo
terreno ed una parte di noi muore con essa perché
in effetti eravamo tutti così; forse ci farà un
pochino male andandosene, ci lascerà disorientati
perché “non troveremo più appoggi” ma se da una
parte qualcosa muore, dall’altra sentiamo già
l’arrivo di una creazione nuova in noi stessi. Il
non trovare “nessun punto d’appoggio terreno”, lo
ripeto, credetemi, è lo stato migliore per poter
ricevere la grazia di Dio. Lodiamo il Signore
allora e non veniamo meno nella speranza perché
è davvero vicino!
Ed anche noi, cari fratelli, preghiamo per
Loredana perché l’amorevole presenza e
trasformazione dello Spirito di Dio possa portarla
alla comprensione ed alla affermazione della sua
nuova persona.
OCCULTO
&
COMPANY
New Age in breve
Amalgama sincretico48 di istanze spirituali, sociali e
politiche che mirano alla trasformazione degli individui
e della società grazie alla consapevolezza spirituale.
Considerato come una nuova forma di paganesimo o
gnosticismo49, il movimento affonda le proprie radici
nella controcultura statunitense degli anni Sessanta del
XX secolo, che rifiutava il materialismo a favore del
48
Sincretismo: 1 Fusione di elementi mitologici, culturali e
dottrinari di varie religioni, anche in forme incoerenti. 2
Conciliazione arbitraria e acritica di dottrine filosofiche tra
loro inconciliabili. (Diz. Zingarelli)
49
Gnosticismo: Indirizzo filosofico religioso, diffusosi nel
II secolo d.C., secondo il quale è possibile attingere per via
di ragione i motivi più profondi del Cristianesimo. (Diz.
Zingarelli)
47
Attualmente il pastore Massimo Zangari sta tenendo uno
studio su questo tema tutti i giovedì alle ore 18 presso la
Chiesa evangelica ADI di Viterbo. L’ingresso è libero.
25
spazia dall’idea della sopravvivenza dell’anima a quella
della resurrezione del corpo. Per l’induismo, il
traguardo individuale definitivo è considerato
l’assorbimento del sé nello “spirito universale”; il
Buddismo promette il nirvana, lo stato di completa
beatitudine coincidente con l’estinzione completa della
personalità; nella religione dell’antico Egitto,
l’accesso alla vita immortale dipendeva dal risultato
dell’esame divino dei meriti individuali; nell’antica
Grecia l’orfismo e il pitagorismo avevano sostenuto la
tesi dell’immortalità dell’anima, riaffermata poi anche
da Platone.
Nel cristianesimo la dottrina
dell’immortalità dell’anima, legata a un’antropologia di
derivazione greca, ha dovuto confrontarsi con il più
complesso concetto di resurrezione che propriamente
definisce il destino del credente. In questo senso il
dibattito attuale riguarda l’idea di continuità tra l’uomo
storico e l’uomo che vive nella resurrezione di Gesù.
Nell’ebraismo la resurrezione caratterizzerà il tempo
della liberazione messianica che per alcuni è visto
anche come il momento della riunificazione dell’anima
con il corpo. Tuttavia sulle modalità della resurrezione
non v’è accordo totale.
Una situazione analoga
troviamo nell’Islam, che usa il termine “resurrezione”
per indicare il destino ultimo del credente e la vita con
Dio (Enc. Encarta)
misticismo orientale e anteponeva l’esperienza spirituale
spontanea alla cultura ufficiale e alle Chiese istituzionali.
Le tecniche di valorizzazione del sé e l’idea che
l’individuo sia responsabile e capace di ogni cosa,
dall’autoguarigione alla creazione del mondo, hanno
trovato applicazione in ambito artistico, musicale,
medico e sportivo, suscitando vivaci dibattiti. Nel corso
degli anni Ottanta il pensiero olistico50, a cui si ispira la
New Age, ha influenzato l’atteggiamento verso
l’ambiente, la famiglia, il lavoro e la pace nel mondo.
Idee spesso associate al movimento della New Age
includono dottrine e pratiche come la reincarnazione51,
il biofeedback52, l’alchimia53, lo yoga54, le arti marziali,
l’occultismo, l’astrologia, la divinazione, l’agopuntura, i
tarocchi, lo zen55, la mitologia e la chiaroveggenza.56
Immortalità: Dottrina comune a molte religioni; nelle
diverse culture, tuttavia, essa assume forme diverse, e
50
Olismo [dal gr. ólos ‘tutto, intero’; 1963]· (biol.) Teoria
secondo cui l'organismo costituisce una totalità organizzata
non riconducibile alla semplice somma delle parti
componenti. (Diz. Zingarelli)
51
Reincarnazione: In alcune religioni e scuole misticofilosofiche, il trasmigrare dell'anima, dopo la morte, in altro
corpo, umano, animale o vegetale, più volte successivamente
e con efficacia purificatoria, fino alla liberazione finale dal
ciclo delle esistenze.(Diz. Zingarelli). Trasmigrazione o
Reincarnazione: Passaggio dell'anima di un individuo, dopo
la sua morte, da un corpo a un altro o da una forma di
esistenza a un'altra; "trasmigrazione", "metempsicosi",
"reincarnazione" o "rinascita" dell'anima in un corpo nuovo
(specialmente un corpo umano) sono pressoché sinonimi.
"Metamorfosi" e "resurrezione" non sono invece sinonimi di
"trasmigrazione". Metamorfosi è la trasformazione di un
essere vivente in un'altra forma o sostanza vivente (ad
esempio la trasformazione di una persona in albero); la
resurrezione, specialmente nella versione dottrinale cristiana,
consiste nel ritorno del corpo alla vita dopo la morte. (Enc.
Encarta)
52
Biofeedback: (psicol.) Tecnica che consente di acquisire il
controllo di alcune funzioni fisiche quali il battito cardiaco, il
grado di rilassamento e sim., tramite l'informazione
immediata delle modificazioni ottenute, fornite da
apparecchiature specifiche. (Dizion. Zingarelli)
53
Alchimia: [dall'ar. al-kimiya’ ‘pietra filosofale’; a. 1257] 1
Scienza empirica del passato, spesso a carattere magico, che
tentò, tra l'altro, di trasformare i metalli meno pregiati in oro
e di creare l'elisir di lunga vita mediante la pietra filosofale;
da essa, per lenta evoluzione, è derivata la chimica.
54
Yoga: [vc. sanscrita, propr. ‘unione’, dal v. yunákti
‘congiunge’, di orig. indeur., come il lat. iungere ‘porre al
giogo’; 1918] s. m. inv. 1 Sistema filosofico-religioso
dell'India antica, che aspira alla mistica unione della propria
essenza con l'Essere Supremo attraverso una tecnica
propedeutica di dominio del corpo e dei sensi, con
acquisizione di facoltà eccezionali e con potenziamento dei
poteri paranormali. 2 Tecnica orientale di ginnastica della
respirazione e dei movimenti. Hatha-yoga [vc. sans., propr.
‘yoga (V.) basato sull'esercizio fisico (hata)’] s. m. inv. ·
Forma di yoga che tende a raggiungere lo stato mistico
attraverso il superamento delle sensazioni corporee,
realizzato con la pratica di opportuni esercizi fisici e
respiratori. (Diz Zingarelli)
55
Zen: [vc. giapp. di lontana orig. indiana (ant. indiano
dhyanam ‘meditazione’, di ambito ristretto, attraverso il pali
jhana ‘contemplazione’); 1929] Setta religiosa buddistica, di
origine cinese, poi diffusa in Giappone, la quale rinuncia ad
ogni speculazione intellettuale e ad ogni approfondimento
conoscitivo e ritiene possibile l'illuminazione e la salvezza in
condizioni eccezionali, provocate anche da stimoli fisici
improvvisi e violenti. (Diz Zingarelli)
56
Chiaroveggenza: Capacità di vedere, con facoltà
intellettive, ciò che gli altri non vedono o di prevedere il
futuro (Diz Zingarelli)
CONOSCERE
Zwingli, Huldrych
teologo e riformatore svizzero
(Wildhaus 1484 - Kappel 1531)
L’ADESIONE AI PRINCIPI DELLA RIFORMA: Papa Adriano VI,
irritato dalla sua condotta, gli proibì di predicare dal pulpito e
chiese alle autorità di Zurigo di condannarlo come eretico.
Nel gennaio 1523 Zwingli si difese presentando la sua
dottrina in 67 tesi, nelle quali affermò la supremazia delle
Scritture sull'insegnamento della Chiesa, criticò il culto delle
immagini, delle reliquie e dei santi e rifiutò il sacramento
dell'Eucaristia e il celibato imposto ai sacerdoti; il consiglio
cittadino si schierò con Zwingli, deliberando l'indipendenza
del cantone di Zurigo dalla giurisdizione del vescovo di
Costanza e aderendo così alla Riforma. Zwingli nel 1524
sottolineò la nuova situazione sposando Anna Reinhard, una
vedova con cui fino ad allora aveva convissuto apertamente.
Nel 1525 pubblicò la sua opera più importante, il
Commentarius de vera et falsa religione, nel quale espose i
lineamenti della sua riforma. In breve tempo, Zurigo divenne
una teocrazia retta da Zwingli e dai suoi seguaci attraverso
nuovi organi amministrativi: i monasteri furono trasformati in
ospedali, dalle chiese vennero tolte le immagini sacre, si
abolirono la Messa e la confessione. Nel 1529 i sostenitori di
Lutero e di Zwingli organizzarono un incontro tra i due
riformatori, noto come "colloquio di Marburgo", durante il
quale venne dibattuto il problema della consustanziazione e
della transustanziazione nell'Eucaristia; i contrasti, tuttavia,
rimasero insoluti. Zwingli continuò la sua predicazione negli
altri cantoni elvetici, sei dei quali aderirono alla Riforma,
mentre gli altri cinque, tra i quali Friburgo e Lucerna,
rimasero cattolici, creando una profonda divisione nella
Confederazione. Nel 1529 l'ostilità tra cantoni cattolici e
riformati si trasformò in guerra civile. Nel 1531, Zwingli, che
era cappellano e portabandiera delle truppe che lo
sostenevano, fu ferito nella battaglia di Kappel e poi ucciso
dai cattolici vittoriosi. Dopo la sua morte la Riforma segnò il
26
passo: la Confederazione elvetica è tuttora divisa tra cantoni
cattolici e cantoni protestanti.
PSICOLOGIA il sito proposto: http://www.panteca.com/gea/07indi/07_13.htm
PAURA DI AVER PAURA
al mondo che possa giustificare il nostro non
essere; il primo passo? Ammettere di avere paura:
è un gesto di coraggio. (di Nicola Belotti)
Nessuno al mondo, almeno una
volta nella vita, riesce a sottrarsi ad una emozione
molto particolare: la paura. Mi sono sempre posto
questo problema tutte le volte che ho dovuto
sostenere un esame, un incontro coinvolgente e
tutte quelle situazioni cariche di ansia: paura di
non farcela, di non essere all’altezza, di non poter
dimostrare qualche cosa all’altro. Ho invidiato
spesso le persone apparentemente sicure di sè,
fredde, distaccate, e ho provato anche ad usare
quei palliativi auto-pseudo-psico-terapeutici che si
leggono a volte su qualche rivista: il risultato non
è stato dei migliori soprattutto perchè non basta la
facciata di un atteggiamento tranquillo per
annullare il senso di smarrimento che la paura
genera, la stretta allo stomaco, avvertire
l’impotenza di fronte ad una situazione che ci
sembra troppo grande per essere gestita. Crescere
fa paura ma crescere, in parte, aiuta a vincerla nel
momento in cui l’esperienza porta a vedere le cose
in modo più ragionato e forse meno istintivo; è
però vero che crescendo si è portati ad
abbandonare i sogni ad occhi aperti che in
gioventù portano ad inevitabili delusioni (per
fortuna non è sempre detto) per la paura di soffrire
ancora e questo in fondo non è un gran risultato
perchè non è giusto fare a meno dei sogni. Il mio
lavoro analitico, d’altronde, mi ha permesso di
vedere più a fondo anche la mia paura e provare ad
affrontarla con più determinazione ma mi ha anche
spinto a ragionare sulle conseguenze. Non è certo
facile o immediato leggere le proprie emozioni e
tradurle in una reale voglia di cambiare le cose per
se stessi; non è sempre facile sottrarsi alle leggi
non scritte della società che l’educazione
familiare, religiosa e scolastica in qualche modo ci
trasmettono; non è sempre mancanza di coraggio e
non è sempre giustificato decidere controcorrente
o in modo tale da cambiare direzione ad un certo
corso della nostra storia ma credo sia importante,
estremamente importante, soffermarsi sulla posta
in gioco: noi stessi. Abbiamo una vita sola e,
anche per coloro che credono nella reincarnazione,
non è giusto sprecare le opportunità che la vita ci
offre ogni giorno se a fermarci è la paura, che
spinge nella direzione opposta a quella
verso la
quale tende la nostra energia vitale57. Riconoscere
questa energia potente dentro di noi è
un’esperienza spesso dolorosa perché rompe
quegli equilibri che in qualche modo ci lasciano
nella tranquillità del giornaliero, nella stabilità
dell’ordinario; cambiare è sempre uno sforzo
perché vuol dire spezzare dinamiche conosciute ed
affrontarne nuove e qui interviene il timore, la
paura delle conseguenze. […] Non si può certo
eliminare del tutto la paura ma sicuramente
limitarne i danni perché non esiste alcuna ragione
DAL MONDO
TRISTE “NORMALITA’”
IL SITO PROPOSTO: SMOKE MOUNTAIN –
UN PAESE INTERO CHE VIVE SU UNA
DISCARICA ACCANTO A MANILA
(Immagini del famoso fotografo Sergio Ferraris
tratte assieme al testo dal suo sito
www.sergioferraris.it/smokey)
Immagini di vita quotidiana di una comunità di
rifiutati tra i rifiuti. Smokey Mountain è il più
vecchio insediamento umano in una discarica di
una metropoli, che si ricordi, la discarica prese
l'aspetto attuale nel 1945, dopo la "liberazione"
delle Filippine da parte
degli Stati Uniti ed
immediatamente si formò
la comunità che ancora
oggi ne abita le pendici.
Smokey Mountain copre
un' area di 25 ettari e
forma una montagna di rifiuti alta quarantacinque
metri, perennemente coperta di
fumo per
l'autocombustione degli stessi58. Tutti i
venticinquemila abitanti di Smokey Mountain sono
impegnati nel recupero e riciclaggio dei rifiuti.
Tutte le attività, da
quelle legate alla vita
quotidiana e al lavoro
vengono svolte nella
discarica o nelle sue
immediate vicinanze in
condizioni
igieniche
pessime. Nessun presidio sanitario sorge all'interno
della comunità, e per qualsiasi esigenza medica gli
abitanti sono costretti a spostarsi di alcuni
chilometri perdendo preziose giornate di lavoro. In
questa situazione gli abitanti spesso non si curano
se non in casi estremi, favorendo, complici le
condizioni ambientali, infezioni e malattie di ogni
genere. I selezionatori sono l'anello intermedio
all'interno dell'economia di Smokey Mountain, il
loro ruolo è quello di selezionare i rifiuti dopo la
raccolta in modo di offrire ai grossisti un prodotto
il più possibile omogeneo. Secondo le stime delle
organizzazioni non governative il settanta per
cento delle bambine di Smokey Mountain vengono
instradate alla prostituzione entro i dodici anni. Per
alcune addirittura andare a lavorare nei quartieri 59a
luci rosse di Manila è un sogno. Gli scavangers
sono contemporaneamente il primo ed ultimo
elemento dell'economia di Smokey Mountain, il
loro lavoro è alla base di tutte le attività della
discarica ma il loro compenso è il più basso. Gli
scavangers aspettano che i camion portino i rifiuti
57
Il termine “Energia vitale” ricorre spesso in vari ambienti
di psicologia reichiana, in discipline orientali, esoteriche,
ecc. Per noi cristiani tale energia è semplicemente l’opera
creativa e salvifica di Dio che nel tramite dello Spirito
Santo agisce e trasforma con amore la nostra persona (n.d.r.)
58
Da qui il nome appunto di “Smoke mountain” ovvero
montagna che fuma, fumante” (n.d.r.)
“Scavatori, raccoglitori, selezionatori” (n.d.r.)
59
27
freschi nei quali trovare più materiale, infatti sono
pagati a peso, durante una giornata di lavoro
solitamente raccolgono circa tra i trenta e i
quaranta chili di materiale. Alcuni degli
scavangers percorrono chilometri dietro ai
caterpillar che rivoltano i rifiuti nella speranza di
trovare materiali da recuperare.
I bambini sono impiegati in maniera massiccia
nell' attività di recupero dei
rifiuti ma il loro lavoro viene
valutato solo il cinquanta per
cento di quello degli adulti.
Le condizioni di vita dei
bambini sono tra le peggiori.
Spesso oltre le pessime condizioni igieniche in
questi ultimi viene diagnosticata la denutrizione
cronica .
Nelle
vicinanze
della
discarica non esiste alcuna
scuola ed il tasso di
analfabetismo è del 70 per
cento. L'acqua, l'aria e il
terreno sono perennemente
impregnati di rifiuti, in un unico impasto che
comprende anche gli esseri umani.
Smokey Mountain è una ferita infetta nella
coscienza di Manila, spesso i borghesi della città si
recano alla discarica per effettuare della
beneficenza che non influisce affatto sulle
condizioni di vita reali della popolazione. Non
esistono statistiche di alcun genere sulle
condizioni sanitarie della popolazione di Smokey
Mountain, le OnG stimano la vita media degli
abitanti intorno ai quarantacinque anni. Vecchi e
bambini sono addetti al peggiore dei lavori,quello
della raccolta primaria dei rifiuti. Quasi tutti gli
oggetti usati quotidianamente dagli abitanti di
Smokey Mountain provengono dai rifiuti, le
abitazioni stesse oltre a sorgere sulla discarica
sono fabbricate con materiali di recupero. Ogni
scavanger guadagna circa un
dollaro al giorno ma il materiale
da loro raccolto alI'uscita della
discarica ha un valore più che
triplicato. Tutti gli scavangers
sono dei "liberi professionisti"
che intrattengono 'liberi rapporti
commerciali" con le ditte che si
occupano
della
commercializzazione dei rifiuti
estratti da Smoke Mountain. A
Smokey Mountain esistono le differenze di classe,
si parte dal capo villaggio che incassa percentuali
su tutte le attività della comunità e vive in un
relativo lusso rispetto a chi si procura il cibo
direttamente dai rifiuti. Smokey Mountain è una
trappola totale dalla quale è difficile. uscire, se non
degradandosi ulteriormente, le uniche vie di uscita
sono il crimine, la prostituzione, e naturalmente la
morte.
Le Filippine possiedono una storia di colonialismo
continuato, che ha sradicato qualsiasi identità
culturale autonoma, al punto che persino la lingua
è inquinata dall' inglese. La cima della montagna
di rifiuti a poco a poco diventa una distesa dove
diventa difficile distinguere gli esseri umani dai
rifiuti che li circondano . Tutte le abitazioni di
Smokey Mountain, sono costruite con materiali di
fortuna. L’unica cosa che si può essere certi di
Uniti.
trovar è una televisione
accesa
invariabilmente
sintonizzata sul canale
della Marina degli Stati
[Quest’ultima immagine di un
bambino che cammina quasi
schiacciato da una lattina di un
prodotto del nostro consumismo ci
pare davvero significativa del tipo
di società che siamo riusciti a
costruire. Stasera, cari amici,
rivolgiamo nelle nostre preghiere
un pensiero anche per lui, come
per
tutte
le
persone
che
involontariamente, nella corsa al
nostro benessere, dimentichiamo.]
“Strasburgo – Carta ecumenica per
“S
l’Europa - Il 19 aprile si è aperto a
l’Europa
Strasburgo (Francia) l'Incontro Ecumenico
Europeo, promosso dalla Conferenza delle chiese
europee (KEK) e dal Consiglio delle conferenze
episcopali europee (CCEE), a cui parteciperanno
cento leader delle chiese europee e altrettanti
giovani. Il tema proposto è il motto biblico "Io
sarò con voi fino alla fine del mondo" (Matteo
28,20). Obiettivo dell'incontro è quello di creare
un evento ecumenico in cui avvenga non solo un
confronto fra le diverse confessioni cristiane, ma
anche fra le diverse generazioni, riflettendo
insieme sul futuro della fede nell'Europa del
nuovo millennio. L'Incontro si è concluso
domenica 22, quando i presidenti dei due
organismi promotori, il metropolita ortodosso
Jeremie di Parigi (KEK) e il cardinale Miloslav Vlk
di Praga (CCEE) hanno firmato la "Carta
ecumenica per l'Europa", una dichiarazione di
impegno comune per i rapporti ecumenici e la
testimonianza
delle
chiese
nella
società
europea.”(Tratto da: http://www.avventisti.org/news -AdN
Adventist News - n. 15 - anno IV)
COMUNICATI DELLA NOSTRA PICCOLA
INIZIATIVA CRISTIANA:
c.p.39 – 01019 Vetralla (VT) – [email protected]
VUOI VENIRE CON NOI?
FORMAZIONE DI UNO O PIU’ GRUPPI DI
PREGHIERA A SOSTEGNO DI CHI NE
ABBIA BISOGNO:
“Andate e predicate, dicendo: -il regno dei cieli è
vicino-, guarite gli infermi, mondate i lebbrosi,
risuscitate i morti, scacciate i demoni;
gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.
(Matteo 10:7-8)
“Infatti, per la grazia che mi è stata data, dico a
ciascuno che si trovi fra voi di non avere alcun
concetto più alto di quello che conviene avere, ma
di avere un concetto sobrio, secondo la misura
della fede che Dio ha distribuito a ciascuno.
Infatti, come in uno stesso corpo abbiamo molte
membra e tutte le membra non hanno la medesima
funzione, così noi, che siamo molti, siamo un
medesimo corpo in Cristo, e ciascuno siamo
membra l'uno dell'altro. Ora, avendo noi doni
28
vari modi o che abbiano bisogno di luce per
prendere decisioni di una certa gravità.
3) Come ci si organizza? Un modo semplice
potrebbe essere quello di un gruppetto fisso (2-3
persone) che operi all’interno della propria
comunità quando necessario. Un altro modo più
articolato potrebbe essere quello di aprirsi anche
ad una certa “mobilità” disponendosi anche a
spostarsi in base alle necessità; magari con un
“appoggio di preghiera” costituito da chi non può o
non si sente di spostarsi, ma che vuole sostenere
nel raccoglimento della propria preghiera
personale il gruppetto nella sua missione.
4) Cosa fare per aderire? Basta comunicarcelo
(c’è anche un riferimento nel questionario) e
potremo parlarne. Inutile dire che ogni vostro
suggerimento ci sarà gradito e prezioso. Un saluto
da Renzo e Carmela
differenti secondo la grazia che ci è stata data, se
abbiamo profezia, profetizziamo secondo la
proporzione della fede; se di ministero,
attendiamo al ministero; similmente il dottore
attenda all'insegnamento; e colui che esorta,
attenda all'esortare; colui che distribuisce, lo
faccia con semplicità; colui che presiede, presieda
con diligenza; colui che fa opere di pietà le faccia
con gioia.” (Romani 12:3-8)
Cari fratelli, il Signore ha messo da tempo nel
nostro cuore un pensiero che potrebbe diventare
progetto realizzabile e utile per la Sua gloria e per
il bene comune. Ve lo esponiamo con semplicità,
ma molto ci sarebbe da dire e da considerare
perché questo progetto, è meglio dirlo subito,
richiede impegno, dedizione, maturità di fede,
grande umiltà, rispetto e soprattutto una vocazione
specifica. Ora proponiamo una ipotesi (fin troppo
sintetica) che vorremmo approfondire e curare
insieme a quanti si sentono interessati:
1) Chi può partecipare a questo gruppetto di
preghiera? «Chi di voi appartiene al suo popolo?
L'Eterno, il suo DIO, sia con lui e parta!» Così
diceva l’editto di Ciro (Cronache 36:23); questo
significa che nelle cose di Dio nessuno, in ultima
analisi, può fare delle regole per stabilire chi è
degno di una cosa e chi di un’altra. E’ più una
scelta personale da sviluppare in se stessi, con
discernimento e maturità di fede valutando
vocazioni e talenti personali. Noi siamo comunque
presenti per aiutarvi in questa scelta che non deve
essere improvvisata. Divideremmo tuttavia i
partecipanti in due categorie: i “responsabili
anziani” (evangelici, con una fede abbastanza
matura ed equilibrata, battezzati non da poco
tempo, che sentano una predisposizione a questa
attività) e i più “giovani” che sentono nel loro
cuore l’attrazione per questo tipo di missione.
2) A chi si rivolge? A tutti i fratelli che passano
periodi difficili, che vengono provati duramente in
“inter nos”
UN RINGRAZIAMENTO AD ANGELO ED
EUGENIO, che venendoci a trovare hanno
ravvivato in noi la speranza e la fiducia nell’opera
del Signore mentre passavamo un momento
difficile. Un caro saluto a tutto gruppo di
Civitavecchia per averci accolto fraternamente ed
un vivo apprezzamento per le loro riunioni
davvero cristiane ed ecumeniche. Essere dell’idea
che tutti i cristiani siano fratelli, infatti, è molto
facile; ma realizzarlo, incontrarsi, pregare insieme,
come fanno da anni questi fratelli, di estrazioni
diverse, vi assicuro che è molto più difficile; ci
vogliono talenti e maturità di fede.
UN SALUTO DI PACE alla Chiesa Evangelica
Pentecostale (A.D.I.) di Viterbo ed al pastore
ZANGARI MASSIMO, che con semplicità,
affetto e fratellanza ci hanno accolti nel loro culto
e con cui abbiamo passato un’ottimo primo
maggio.
SPAZIO APERTO
Gli spazi offerti sono gratuiti. “Il Ritorno” declina ogni responsabilità sul contenuto che comunque non dovrà essere
ambiguo o sconveniente. La redazione si riserva controlli ed adattamenti. Questa nota vale per tutte le rubriche.
delle barriere ideologiche e per condividere
sentimenti di amicizia verso animali. Via
Minervini 2/R – 50018 Scandicci (FI)
ANNUNCI
Matilde, nostra carissima sorella di fede, da anni
disabile a Verona, avrebbe piacere a scambiare
Alberto, evangelico, desidera scambiare opinioni
su dei malesseri molto diffusi: la depressione,
l’ansia, l’angoscia, la paura, la difficoltà del
vivere. Ecco la sua e-mail: albertob2000@yahoo
opinioni o amicizia con persone paraplegiche. La
sua e-mail è: [email protected]
“Con TROVALAVIA in Internet è possibile fare un
ricerca completa che include al momento 211 siti
Ermanno Messina, detenuto, desidera scambiare
corrispondenza per un confronto spirituale al di là
29
evangelici italiani. Inoltre è possibile fare una ricerca
per categoria. Le categorie presenti sono attualmente:
1.:chiese-denominazioni
2.:organizzazioni-missioni;
3.:media-musica-arti; 4.:studio-insegnamento-dibattito;
5.:notizie-informazioni-comunione-preghiera;
6.:sostegno-sociale. http://www.trovalavia.net “
Dal mare, al largo, il vento viene soffiando; \ a
Sumyoshi le bianche onde lavano \ i rami più
bassi dei pini.\ (Minamoto-no-Tsunenobu)
4
Quando spengo il lume; \ tutto quel che c’era \ di
colpo scompare: \ in me quel che rimane \ è solo il
mio cuore. (Okuma Kotomichi 1798-1868)
5
Come ricordo [di me] \ cosa lascerò? \ I fiori [di
ciliegio] in primavera, \ il cuculo dei monti [in
estate] \ e foglie d’acero in autunno.
Giù nel villaggio, \ s’ode il suono \ di flauti e
tamburi: \ qui sulla montagna, intenso \ è il
mormorio dei pini. (Riorwan 1757-1831)60
Caro Giornalaio…
IL NUMERO DELLA “BESTIA” O DELLE “BESTIE”?
Caro Giornalaio, come già ti ho detto ho contato il
numero della bestia. Non sarò né il primo,né l'ultimo…
[…]…tirate le dovute somme avremo come totale
esattamente 666 (seicentossantasei). Qualcuno disse
che la matematica non è un'opinione,ma sta di fatto
che la mia vuole solo essere un'opzione tra le tante.
Fatemi sapere. Vostro Andrea Randighieri – e-mail:
SALUTIAMOCI
PAROLE DI DIO
[email protected]
Caro Andrea, che il personaggio politico da te
individuato “puzzi di zolfo”, come dici tu,
possiamo anche essere d’accordo. Che sia lui la
bestia ci pare comunque un’offesa (per la bestia);
non lo vediamo infatti in questa grande levatura;
nonostante la sua abilità ed i suoi recenti successi
ci sembra infatti molto più piccolo; e poi si vede
anche. E’ più probabile che sia “usato” dalla
bestia, come la maggior parte, se non tutti, dei
politici e delle persone che cercano il potere
personale. Dice infatti il diavolo: “..gli mostrò
tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse:
«Io ti darò tutte queste cose se, prostrandoti a
terra, mi adori». (Matteo 4:8-9).
Una considerazione: tutte queste “bestie” non
avrebbero nessun potere se noi confidassimo di
più in Dio e meno nell’uomo. Se i politici si
gonfiano tanto è perché il maligno si serve dalla
nostra disattenzione. Un salutone dal tuo
Giornalaio.
CON
L’edera sulla quercia
(foto PIC)
[Dice l’Eterno:] “Non c'è ira in me. Chi
metterebbe in guerra contro di me rovi
e pruni? Io muoverei contro di essi e li
brucerei tutti insieme.
Uno dovrebbe piuttosto aggrapparsi
alla mia forza per fare pace con me, sì,
per fare pace con me»
PENSIERI, IMMAGINI,
POESIE…
Isaia 27:4-5
Infiorata a Scarperia (FI)
Inviataci da Carla
POESIA
GAPPONESE
1
Era forse un sogno la primavera di Naniwa \ Nella
provincia di Tsu? \ Sulle foglie secche delle canne
Il vento passa. (Saigyo)
2
Se lo dimentico, \ o quale disperazione la sera! \
Io sola lo so [di amarlo] \ e passo [così] giorni e
mesi. \ (Shikishi)
3
60
Vero nome:Yamamoto Eizo, bonzo (=sacerdote buddista
n.d.r.) visse errando continuamente per tutto il paese, sempre
in estrema povertà e semplicità. Ladciò versi vibranti di
commovente simpatia. [La letteratura giapponese – MMuccioli]
30
QUESTIONARIO FACOLTATIVO DI ORIENTAMENTO PER LA
STESURA DEL GIORNALE - ALLEGATO AL N.11 – GIUGNO 2001
Foglio da staccare e spedire alla Piccola Iniziativa Cristiana c.p.39 – 01019 Vetralla (VT) –
Ricordiamo che su questi ed altri argomenti è possibile rispondere direttamente on line nel sito
http://digilander.iol.it/mispic
DOMANDE nuove a cui rispondere
1 Quand’è che si è fratelli in Cristo e quand’è che non lo si è più? Fino a che punto le differenze
dottrinali possono dividerci?
2 Cos’è la mistica? E’ davvero possibile oggi “incontrare” Dio?
3 Fino a che punto la nostra fede? Quanta volontà interviene? Autoconvincimento e fede: come
discernere? E’ alla portata di tutti la fede?
4 Eternità e tempo sono la stessa cosa?
5 “Salvezza per grazia”, “giustificazione per fede e non per opere”…che significa?
6 Il ritorno di Gesù: Sarà vero che ritorna? E poi, sarà un ritorno personale, universale.. o cosa?
7 Sono davvero libere le nostre azioni o “è già scritta” la nostra vita?
8 Enoc “fu portato in cielo senza passare attraverso la morte”; Mosè ed Elia compaiono sul monte
accanto a Gesù. Come si spiega se “il giudizio” deve ancora venire?
DOMANDE vecchie sempre valide
9 Cos’è l’amore? E’ collegato sempre alla speranza ed alla felicità? E’ sufficiente amare per
essere “salvati”?
10 I discorsi sono belli ma nella pratica come si fa a non fare del male e a non riceverne? Vivere
anche da cristiani, ma con grande sofferenza interiore è uno stato con cui uno nasce o è una
conseguenza di qualcosa?(Alberto)
11 Qual è la frase più bella che avete sentito o detto nella vostra vita? E/0 quale è il fatto più
significativo?
12 Qualcuno ha letto un testo interessante e ce ne vuole parlare? (Matilde)
RUBRICHE
13 Domande per la rubrica “POSTA”, per il QUESTIONARIO, o TESTIMONIANZE UTILI
sugli argomenti trattati.
14 Apriti con coraggio in: “LETTERE A CUORE APERTO” di Carmela. Ti ascolteremo.
15 Un po’ d’ironia? Scrivi a “CARO GIORNALAIO…”
16 ANNUNCI PERSONALI da pubblicare
SERVIZI
17 CIRCUITO PIC-SMS. Gradirei RICEVERE SALTUARIAMENTE UN RIFERIMENTO
BIBLICO da meditare (specificare numero cellulare oppure l’e-mail)
18 Vorrei SEGUIRE UNA CORRISPONDENZA PER AVVIARMI ALL’ESPANSIONE
SPIRITUALE [introduzione alla meditazione biblica nei silenzi] (nome e indirizzo in
stampatello)
COMUNICAZIONI
19 Grazie, ma NON DESIDERO PIÙ RICEVERE “IL RITORNO” (nome e indirizzo)
20 Per favore INVIATE GRATUITAMENTE E REGOLARMENTE “IL RITORNO” ALLE
SEGUENTI PERSONE: (a se stessi o anche ad amici, indicando nome e indirizzo in
stampatello)
21 SUGGERIMENTI, CRITICHE, SCRITTI RELIGIOSI, POESIE, FOTO, VARIE ED
EVENTUALI…
22 VORREI PARTECIPARE ALLA FORMAZIONE DEI GRUPPETTI DI PREGHIERA (per chi
non ci conosce direttamente sarebbe opportuna una presentazione)
23 Questionario compilato da: (facoltativo)
RISPOSTE
31
32
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