n. 151 novembre 2009 distribuzione gratuita
il mensile del vivere naturale
assalto alla montagna
influenza: chi si vaccina si ammala!?
zamparini-city a grado
sulle orme di darwin
appuntamenti di novembre
konrad n. 151
novembre 2009
Il numero di Konrad
è dedicato al
cantautore rock
Gino D’Eliso: ama
la musica, il silenzio,
le parole ma non il
fracasso. Per questo
è stato aggredito e picchiato da una gang di
teppistucoli figli dell’ignoranza.
Come dice una canzone di Gino:
Anni pesanti.
SOMMARIO
4 Assalto alla montagna
5 Cinghiali urbani (II parte)
Questo giornale è stato realizzato da un gruppo di esseri umani non infallibili,
che cercano di scoprire cosa è successo nel mondo, spesso interrogando
altre persone che a volte sono riluttanti a parlare, a volte oppongono un
deciso ostruzionismo e in altre occasioni parlano troppo.
I costi di Konrad sono interamente ricoperti dagli annunci e dalle inserzioni
esplicitamente pubblicitarie. Ma la sua uscita sarebbe impossibile se tutta la
redazione (direttore compreso) non collaborasse gratuitamente.
5
6 Influenza: chi si vaccina
si ammala!?
7 Robin Hood: La realtà virtuale
8 Zamparini-City a Grado
9 Il paesaggio
Un convegno sul verde
pubblico
10
10 Il silenzio si fa grido
Multivisione 2009
11 Spiagge pulite
Marcia mondiale per la pace
12 Trasporti e ambiente:
Ancora sulla mobilità urbana
13 Pedalando
Sicurezza & Lavoro
14 Antartide: è arrivata l’estate
15 Libri: NOI di Evgenij Zamjàtin
16 Shalom: Pe, XVI lettera
dell’alfabeto ebraico
Konrad
Mensile di informazione
di Naturalcubo s.n.c.
Redatto dall’Associazione Konrad
via Corti 2a - 34123 Trieste
Fax 1782090961
[email protected] - www.konradnews.it
Aut. Trib. di Udine n. 485
del 5/9/80 Aut. fil. di Trieste
Direttore editoriale: Roberto Valerio
Direttore responsabile: Dario Predonzan
Pubblicità:
Alex Cibin
cell. 340 4000934
[email protected]
Hanno collaborato:
Massimo Amodeo, Mariangela Barbiero,
Roberto Barocchi, Mariagrazia Beinat,
Nadia e Giacomo Bo, Nicola Bressi, Davide
Casali, Michele Colucci, Luciano Comida,
Stefano Crisafulli, Livio Dorigo, Ilaria Forte,
Sergio Franco, Laura Genoni, Fausto
Guerriero, Diego Manna, Luisella Pacco,
Guido Pesante, Marco Segina, Claudio
Siniscalchi, Ariella Sponza, Franco Toso,
Edoardo Triscoli, Gianni Ursini, Roberto
Valenti, Federica Veos, Severino Zannerini
11
17 Sapori del Carso
Foto di copertina:
Cerimonia Monastero Lunwu,
foto di Franco Toso
19 Teatri di confine
Grafica e stampa:
Tip. Villaggio del Fanciullo - Opicina
Trieste - [email protected]
18 Cinema
20 Alimentazione:
L’inganno dei sensi
13
21 Sulle orme di Darwin
22 Aspettando “Marinella”
La soffitta di “Mimì”
23 Cinofilia
24 Colonna vertebrale
27 Appuntamenti di novembre
Puoi scaricare Konrad in formato
pdf dal sito: www.konradnews.it
20
Stampato su carta riciclata
Konrad non è responsabile della mancata
pubblicazione degli annunci o di eventuali
inesattezze.
Konrad inoltre non si assume la responsabilità
dei contenuti degli annunci e degli spazi
pubblicitari. Il rinvenimento del giornale in
luoghi non autorizzati non è di responsabilità
dell’editore.
è vietata la riproduzione e l’utilizzazione
esterna del materiale qui pubblicato, salvo
espressa autorizzazione scritta dell’Editore.
Informativa sulla legge che tutela la privacy.
In conformità della legge 675/96 sarà nostra
cura inserire nell’archivio informatico della
redazione i dati personali forniti, garantendone
la massima riservatezza e utilizzandoli
unicamente per l’invio del giornale. Ai sensi
dell’art. 13 della legge 675/96 i dati potranno
essere cancellati dietro semplice richiesta da
inviare alla redazione.
editoriale [email protected]
Federalisti invertebrati
Lo scorso agosto è entrata in vigore la legge n. 99 (“Disposizioni per lo sviluppo e
l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”), che tra l’altro stabilito le
procedure per la scelta dei siti dove costruire nuove centrali nucleari (le 4 già programmate dal Governo
più altre eventuali future). Procedure quanto mai centralistiche, che attribuiscono al Governo centrale
ogni decisione sulla scelta delle aree in cui localizzare questi impianti e “militarizzano” i siti prescelti,
esautorando Regioni ed enti locali da qualsiasi possibilità di intervenire nei processi decisionali. Si tratta
di un’evidente forzatura, probabilmente incostituzionale, rispetto al ruolo delle autonomie locali in
materia di energia e di territorio (l’urbanistica, va ricordato, è competenza “primaria ed esclusiva” delle
Regioni a statuto speciale come il Friuli Venezia Giulia, con un ruolo importante anche per i Comuni).
WWF, Greenpeace e Legambiente hanno perciò invitato i presidenti di tutte le Regioni a ricorrere alla
Corte Costituzionale contro la legge in questione. Dodici (su 20) lo hanno fatto: Basilicata, Calabria,
Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Molise (insieme
rappresentano circa il 60 per cento del territorio nazionale). Altre, come Veneto, Sicilia e Sardegna, pur
non ricorrendo, hanno formalmente manifestato la contrarietà ad ospitare centrali nucleari sul proprio
territorio. Il Friuli Venezia Giulia brilla, insieme a poche altre Regioni, per la totale inerzia sull’argomento.
Eppure la legge 99/2009 rappresenta un “vulnus” gravissimo rispetto ad ogni elementare principio
federalista, e la classe politica del Friuli Venezia Giulia rigurgita di federalisti (a parole), tant’è che ogni
occasione è buona per rivendicare la “specialità” regionale, quando si tratta ad esempio di derogare
a norme statali e a Direttive europee in materia di protezione della natura, di caccia e uccellagione,
per favorire questa o quella consorteria di interessi. è accaduto anche di recente: la legge regionale
n. 13/2009 ha infatti riproposto pari pari una norma della precedente legge n. 6/2009, dichiarata
incostituzionale, che ignora l’obbligo imposto dalla legislazione statale, la quale impone (dal 1992!)
di destinare a protezione il 20-30 per cento del territorio agro-silvo-pastorale, anziché solo il 10 per
cento come accade da noi. Tutto all’unico scopo di permettere ai cacciatori il “normale” svolgimento
della stagione venatoria in corso. Il presidente Tondo e l’assessore Violino sanno benissimo che si andrà
incontro ad una nuova bocciatura della Corte Costituzionale, ma che importa? La Corte ha tempi lunghi
e intanto gli amici – ed elettori - con la doppietta sono contenti. Un caso di voto di scambio?
Se invece sono in gioco i “poteri forti”, per esempio le multinazionali dell’energia, il discorso cambia. I
federalisti nostrani si rivelano quindi – una volta di più – forti con i deboli e deboli (anzi, inesistenti) –
con i forti. Federalisti invertebrati, insomma.
Detto per inciso, emergono ogni tanto indiscrezioni (smentite, ma poi di nuovo riproposte), secondo cui
tra i siti considerati dai tecnici governativi per il primo gruppo di centrali, ci sarebbe anche Monfalcone.
In realtà è più verosimile che si stia pensando alla zona costiera di Fossalon (in Comune di Grado), già
negli anni ’70 individuata dall’ENEL per la costruzione di una delle 20 centrali nucleari previste dal
Piano Energetico Nazionale del 1975. I Comuni si opporranno? Poco importa alla nostra classe dirigente
“federalista”: industriali e altre categorie economiche (forse anche i sindacati, come negli anni ’70?)
sono favorevoli e tanto basta. Il Friuli Venezia Giulia è del resto la Regione che si è offerta, tramite il
suo Presidente, di intervenire fattivamente nel raddoppio della centrale nucleare slovena di Krško,
sostenendo anche le proposte del Governo italiano per uno “scambio” tra l’appoggio italiano a questo
progetto e la rinuncia slovena ad opporsi al rigassificatore di Trieste - Zaule. C’è quindi della coerenza
nei comportamenti dei vertici regionali… Almeno ci risparmiassero, però, le ricorrenti giaculatorie sulla
difesa della specialità regionale, il federalismo, la sussidiarietà e quant’altro! Non rimane che sperare,
da un lato, in un pronunciamento sollecito della Corte Costituzionale, che metta un freno alla follia dei
nuclearisti d’Italia. Una follia che rischia di precipitare l’Italia nel baratro di una scelta energetica assurda,
contraria ad ogni logica economica ed ambientale (in merito gran dovizia di documenti ed informazioni
si trovano nei siti internet delle associazioni ambientaliste: WWF, Greenpeace, Legambiente, ecc.).
Dall’altro lato, è sperabile che dai cittadini della cosiddetta “società civile” arrivi una risposta adeguata,
su questa come su altre partite di grande rilevanza ambientale ed economica.
Per esempio appoggiando concretamente – con firme, donazioni, impegno personale – campagne
come quella contro il rigassificatore di Zaule (v. l’appello nuovamente pubblicato su questo numero
Konrad): perché anche questo caso è in gioco il futuro delle comunità locali, di fronte a decisioni
imposte dal Governo nell’esclusivo interesse di alcuni e con la complice acquiescenza di chi le comunità
locali dovrebbe tutelare.
Dario Predonzan
appello ai volonterosi
Come abbiamo documentato nell’inserto pubblicato sul Konrad di settembre, gli studi ambientali – e
l’intera procedura di valutazione - per il rigassificatore di Trieste-Zaule sono stati “addomesticati”. È uno
scandalo. Il decreto VIA del Governo può però ancora essere annullato con un ricorso al TAR, a patto che si
riesca a mobilitare risorse umane e a raccogliere fondi per le azioni legali (che costano molto, alcune decine
di migliaia di euro). Chi condivide questo obiettivo può contribuire finanziariamente, con donazioni sul
c.c.p. n. 12559340 intestato a: Legambiente Trieste - Circolo verdazzurro, via Donizetti 5/a, 34133 Trieste.
Per versamenti on-line il codice IBAN è: IT 64 I076 0102 2000 0001 2559 340 specificando sempre la causale:
“Donazione pro spese azioni legali contro rigassificatore Trieste-Zaule”. Va ricordato che le donazioni
ad associazioni riconosciute come ONLUS (qual è Legambiente) sono oneri per i quali è riconosciuta
la detrazione d’imposta del 19% in sede di dichiarazione dei redditi (quadro E, Sezione I del modello
730). Occorre naturalmente anche la collaborazione di volontari per tutte le azioni utili allo scopo, ad es.
distribuzione del numero speciale di “Konrad” con l’inserto sul rigassificatore in banchetti informativi, ecc.
Chi è disponibile si rivolga a: Carlo Franzosini cell. 335 5208766, [email protected]
3 Konrad novembre 2009
Cerchi informazioni
sul risparmio energetico?
Adesso c’è
l’ECOSPORTELLO!
Punto informativo gratuito della Provincia di Trieste
progettato e realizzato da Legambiente.
Presso l’ECOSPORTELLO riceverai informazio-
ni sugli aspetti normativi e sulle agevolazioni
fiscali e tariffarie in materia di isolamento termico, sui finanziamenti bancari, sugli impianti solari fotovoltaici e termici e sul risparmio
energetico attraverso l’impiego di apparecchiature a elevata tecnologia che possano garantire una riduzione dei consumi e nel contempo
ottimizzare le prestazioni.
Rendere le nostre abitazioni efficienti energeticamente vuol dire consumare meno energia
a parità di confort, quindi risparmiare! è possibile ottenere questi risultati senza sacrifici,
mantenendo lo stesso benessere nelle abitazioni, o addirittura migliorandolo. Oggi l’uso
dell’energia negli edifici rappresenta circa il
40% della domanda finale di energia. è dunque inevitabile che a scelte energetiche attente
corrispondano un risparmio in bolletta e un
maggior benessere sociale.
orario:martedì dalle 10.00 alle 12.00
venerdì dalle 17.00 alle 19.00
a Trieste in via Donizetti, 5/a
telefono:366-5239111
fax:
040-9890553
e-mail: [email protected]
www.legambientetrieste.it/Ecosportello.htm
circolo verdeazzurro - trieste
Servizio realizzato in collaborazione con Banca
Popolare Etica e Arci Nuova Associazione Trieste
assalto alla montagna
Il Turismo sciistico: in un anno l’innevamento artificiale consuma una
quantià d’acqua pari all’uso domestico di oltre 1 milione di persone
La stagione invernale ripropone il tema
del rapporto tra turismo sciistico e tutela
degli ambienti di montagna: il problema
va declinato sia in ambito generale, sia in
ambito regionale: è quanto ci proponiamo di fare con la serie di articoli che
inizia da questo numero di Konrad.
Le Alpi ospitano circa 30.000 specie
animali (di cui 400 sono specie di
vertebrati stanziali) e circa 13.000 specie
vegetali (di cui 4500 fanerogame); in
questo territorio (considerando anche la
Lavori in corso sul
Monte Canin per la
realizzazione di un
collegamento in quota
con Sella Prevala.
4 Konrad novembre 2009
zona prealpina) si riscontra la presenza
di siti afferenti alle bioregioni alpina e
continentale, di cui alla Direttiva 92/43/
CEE (Habitat), mentre lo stesso territorio
montuoso è identificato come Ecoregione sulla base della procedura di perimetrazione approvata dalla International
Union for Conservation of Nature (IUCN)
e dall’Agenzia Europea per l’Ambiente
(EEA).
Sull’arco alpino sono distribuiti 4,7 milioni di posti letto censiti e 10.000 impianti
di risalita; è qui che si concentra il 10%
delle presenze turistiche mondiali (60
milioni di arrivi all’anno).
Si pone dunque un rilevantissimo
problema di compatibilità tra l’attività
turistica, in particolare legata allo sci da
discesa – che riveste un ruolo strategico
nell’economia della montagna e che ha
garantito ad alcune comunità la possibilità di mantenere il proprio radicamento
geografico – e la salvaguardia di un
irrinunciabile patrimonio ambientale e
naturalistico.
Se negli anni ’60 l’attività sciistica si
presentava ancora in forme dimensionalmente circoscritte, a partire dagli anni
’80 si è assistito ad un’enorme espansione di questa pratica sportiva.
Ciò ha comportato, da una parte, il
dilatarsi dei demani sciabili e l’ammodernamento tecnologico degli impianti di
risalita, dall’altra la diffusione dell’edificato, commerciale e residenziale, spesso al
di fuori di qualsiasi forma di pianificazione controllata del territorio.
Dagli anni ’90 il prodotto sci ha mostrato
i segni di un’evidente “maturità” e dunque l’incapacità di alimentare, perlomeno nei termini conosciuti nei precedenti
decenni, dinamiche di crescita del
fatturato: tra il 1997 e il 2004 , infatti, si è
assistito ad una riduzione del 24% degli
sciatori, che non è stata più compensata.
Lo sci deve inoltre fronteggiare l’insorgenza, rapidissima nel suo aggravarsi, di
imponenti modificazioni climatiche: la
riduzione della precipitazione nevosa ha
raggiunto il 18,7% medio sull’arco alpino,
ma nelle Alpi orientali veneto-friulane
il 35%, con punte superiori al 50%, per
esempio a Forni di Sopra (e a Cortina
d’Ampezzo); un recente studio promosso
dall’UNEP (United Nations Environment
Programme) avverte che nel prossimo
futuro una percentuale compresa tra
il 37% e il 56% delle stazioni invernali
potrebbe soffrire di un innevamento a
tal punto ridotto da comprometterne la
capacità di attirare turismo sciistico.
La maturità del prodotto e il mutamento
climatico hanno obbligato pubblico e
privato all’accrescimento degli investimenti, specie fissi, con conseguente
irrigidimento della struttura dei costi, e
dunque a puntare su soluzioni sempre
più gravemente impattanti per garantire
la crescita del fatturato: assistiamo allora
all’estensione della rete viaria di accesso
alle stazioni sciistiche, all’allargamento
e brutale modellamento delle piste per
spianare avvallamenti, rilievi, contropendenze e pendenze eccessive, e renderle
appetibili ad un pubblico di massa,
scarsamente preparato sotto il profilo
atletico e tecnico; al gigantismo degli
impianti di arroccamento e degli skilift,
per garantire tempi sempre più brevi di
risalita; all’illuminazione delle piste per
dilatarne i tempi di utilizzo; alla realizzazione di grandi parchi giochi sulla neve;
all’ulteriore implementazione dell’offerta di servizi commerciali, di ristoro e,
soprattutto, residenziali – considerati
sempre più spesso la variabile decisiva
per garantire il ritorno economico degli
investimenti in strutture e in gestione
degli impianti di risalita, in sé poco
remunerativa, se non sistematicamente
deficitaria: nelle prossime puntate esamineremo i casi dei progetti residenziali
su Passo Pramollo e Zoncolan, esempi
di cannibalizzazione edificatoria della
montagna.
Quanto alla neve artificiale, utilizzata a
partire dagli anni ’70, per compensare
eventi episodici di scarso innevamento, è
ormai usata per allungare la stagione sciistica, e talora addirittura per garantirne
la praticabilità: attualmente il consumo
di acqua per l’innevamento artificiale a
stagione sciistica, nell’arco alpino, varia
da un minimo di 52 milioni di metri cubi
d’acqua ad un massimo di 95 milioni (per
utile riscontro, corrispondenti al consumo domestico annuo di oltre 1 milione
di italiani) con pesanti conseguenze:
- sulla disponibilità della risorsa in termini generali (tanto più sfruttata in condizione di scarsa nevosità e quindi, spesso,
di scarse precipitazioni) e dunque sia
sulla disponibilità della falda in loco, sia
sulle disponibilità idriche superficiali e di
falda a valle e anche a molti chilometri di
distanza;
- sul buono stato dei corpi idrici;
- sull’inquinamento dei suoli;
- sullo stato di specie e ambienti che
sono legati alla disponibilità idrica sia in
loco (in modo diretto, come torrenti, o
indiretto, come torbiere), sia a distanza
(approvvigionamento degli invasi piccoli
e grandi e conseguenti alterazioni di tutti
i cicli trofici delle specie animali e vegetali in qualche modo idrodipendenti);
- sui costi di gestione degli impianti
(un ettaro di neve artificiale costa circa
136.000 euro, nell’ambito dei quali,
peraltro, il canone d’uso rappresenta una
quota irrisoria: circa 11 euro all’anno).
Tali aggressive politiche, unite ad un
marketing altrettanto aggressivo, non
hanno impedito che le stazioni più
piccole, e dunque meno appetibili per
dotazioni di piste e impianti, e quelle di
più bassa quota o di più infelice esposizione, entrassero in grave sofferenza: è
lecito supporre che se la difesa di queste
stazioni non fosse legata a quella delle
comunità locali da esse dipendenti e
dunque non stimolasse cospicui investimenti pubblici, anche in Italia, e in Europa, avremmo assistito negli anni passati
a quella imponente fase di chiusura degli
impianti cui hanno assistito, nell’ultimo
ventennio, gli Stati Uniti, lì dove 300
delle 800 stazioni sciistiche in esercizio
sono state praticamente dismesse.
Guido Pesante
La Bottega delle Spezie
erboristeria
dott. Manuela Zippo
spezie e tè dal mondo - cioccolate selezionate
integratori alimentari - fitocosmesi
via combi 12 - trieste - tel. 040 303555
cinghiali urbani
(II parte)
I cinghiali triestini, pur non essendo quelli originari, sono un tassello
dell’ecosistema. Dal punto di vista della biologia della conservazione,
però, le cose cambiano se proliferano a dismisura.
sopra:
Un particolare della
caccia al cinghiale
Calidonio da parte di
Meleagro (sarcofago
romano di età imperiale
- Roma, Palazzo dei
Conservatori)
sotto:
Cinghiali sul Carso
Triestino
5 Konrad novembre 2009
Il cinghiale è una specie intelligente,
adattabile e opportunista. Avendo nel
suo corredo genetico pure l’eredità lasciatagli da qualche avo domestico o uso a
essere alimentato, accetta di buon grado
il cibo che gli Homo sapiens urbanizzati gli
mettono a disposizione in zone dove non
vi sono cacciatori o predatori. Così Trieste
si trova ad avere una popolazione di oltre
un centinaio di cinghiali quasi urbanizzati.
È un fenomeno unico?
Per il contrastante
impatto sull’opinione
pubblica e per il gran
numero di animali, è
un caso singolare, ma
i cinghiali vivono oggi
non lontani, ed esempio, pure dalle case
di Genova, Torino, Barcellona e Berlino.
Sono pericolosi?
Se qualcuno ha paura
di essere sbranato dai
cinghiali quando esce
di casa, allora si può
senz’altro affermare
che i cinghiali non
sono pericolosi. Certo
però, che un gran
numero di cinghiali
senza controllo non
giova agli uomini
e costituisce un danno per l’ambiente
(ovvero per l’uomo, che in quell’ambiente
e di quell’ambiente vive).
Quali sono i danni?
Il più evidente è l’impatto sull’agricoltura.
Dalla notte dei tempi i cinghiali sono stati
considerati una peste per i contadini.
Quando attorno a Trieste i cinghiali hanno cominciato a danneggiare i vigneti,
molti si sono stupiti. Eppure, da quando il
cinghiale è riapparso, che gozzovigliasse
nelle vigne era solo questione di tempo.
Sette secoli prima di Cristo Omero (Iliade,
libro IX) così riportava: “Un feroce cinghiale
selvaggio, Calidonio zanna candida, prese
a conciar male la vigna; molti alberi alti
stendeva a terra, rovesci, con le radici e
con la gloria dei frutti. L’uccise Melèagro,
chiamando cacciatori da molte città e cani,
che vinto non l’avrebbe con pochi mortali”.
A quel tempo la caccia al cinghiale si
risolveva in una rischiosa lotta con reti,
bastoni, lance e spade: di sicuro non era
un hobby domenicale. Anzi, l’eliminazione del cinghiale Erimanno (che, non a
caso, “distruggeva i coltivi di re Euristeo”)
era una delle 12 fatiche di Ercole. Non si
può certo dire che, agli albori della storia,
i cinghiali distruggessero i campi perché
l’uomo non gli lasciava altro habitat.
La soluzione è circondare i campi con
recinzioni elettriche?
Le recinzioni elettriche hanno dimostrato
(se ben fatte e mantenute) di poter ridurre i danni quasi a zero. Ma non si possono
recintare tutti i campi, soprattutto i piccoli
giardini di chi coltiva per passione. Qui
i danni non sono economici, ma sociali:
vanno a colpire la qualità della vita delle
persone. Mi hanno detto due anziani alla
vista del loro giardino grufolato: “Non ci
interessano i soldi! Ci interessa svegliarci
alla mattina tra quei pochi fiori che abbiamo coltivato con amore per anni. Ci interessa raccogliere i nostri cetrioli. È il profumo
di quei fiori e il sapore di quei frutti che i
cinghiali ci hanno tolto. E non c’è denaro al
mondo che possa ricomprarceli!”.
Però chi vive in un appartamento in città
non ha questi problemi.
Certamente no. Però un gran numero di
grossi animali selvatici a spasso per le
strade è sempre un potenziale pericolo.
Il 9 luglio di quest’anno, un cinghiale
si è trovato nel traffico di Moncalieri.
Improvvisamente terrorizzato da un
rumore, ha ferito, travolgendole nella
corsa, 4 persone (tra cui una mamma con
bambino), prima di essere abbattuto.
Non c’è scappato il morto solo perché
era un giovane di soli 40 kg. Ogni anno vi
sono migliaia di incidenti stradali, talvolta
mortali pure per gli umani, provocati
dalla fauna selvatica. È un rischio quasi
inevitabile guidando tra i boschi. Autolesionistico portarselo in città.
Ci può essere un rischio sanitario?
Assodato il notevole incremento delle
zecche (potenziali vettori di morbo di
Lyme e encefaliti) nelle aree dove sostano
i cinghiali, non vi sono altre evidenze.
Tuttavia, il sistema immunitario dei suini
poco differisce da quello umano. Pensiamo ai trapianti d’organi, all’“influenza
suina”, alla brucellosi, all’idatidosi e ad
altre malattie e parassitosi. Molto si può
potenzialmente trasmettere dall’uomo al
suino e viceversa. In città i cinghiali malati, mai eliminati da predatori, potrebbero
diffondere eventuali patologie. Il principio di precauzione consiglia di minimizzare i contatti uomo - cinghiale.
E i rischi per l’ambiente?
Quelli sono chiari. Un bosco può produrre
sino ad una certa quantità di biomassa
(ghiande, foglie, fiori, ecc.) che, se viene
mangiata dai cinghiali, è sottratta ad altri
animali. Studi scientifici hanno dimostrato che i cinghiali possono ridurre dell’
80% il numero di lombrichi, tuberi, bulbi,
larve e invertebrati del suolo. Questo
significa ridurre anche il numero degli
uccelli canori, delle farfalle, delle api, ecc.
I cinghiali sono una componente degli
ecosistemi; ma dove proliferano incontrollati, per ogni 100 kg di cinghiale in più,
vi sono quasi altrettanti kg di altri esseri
viventi in meno.
Talvolta i cinghiali possono anche far
arrivare specie in più, soprattutto quelle
dannose. Il troppo intenso grufolare crea
infatti un disturbo dell’equilibrio dei suoli
in cui si inseriscono bene specie vegetali
banali o aliene, come l’ailanto e il senecione sudafricano (pianta allergenica,
contaminante il latte e il miele).
Lo stesso grufolare provoca, a lungo andare, dissesto idrogeologico, con erosione
di suoli collinari, frane e smottamenti (la
casistica è ampia, anche a Trieste).
In sintesi, un eccessivo numero di cinghiali (come di altre specie opportuniste)
impoverisce, indebolisce e banalizza gli
ecosistemi.
Che fare quindi?
Più di ogni altra cosa: NON alimentare i
cinghiali in alcun modo (come da ordinanze di molti sindaci), soprattutto presso
le abitazioni. In assenza di predatori non
resta poi che abbattere un certo numero
di individui. In modo particolare quelli
urbanizzati, che ormai difficilmente se ne
andranno e continueranno a moltiplicarsi.
Altrimenti, si continua anche a lasciare
il campo ad esasperati che ricorrono a
veleni, lacci e balestre, con sofferenze e
danni maggiori per tutti.
Non è meglio la cattura per poi spostarli
altrove?
Ammesso che sia più facile, tutti quelli
disposti ad accogliere i cinghiali lo fanno
solo pensando ai salami. è forse meglio
una fine improvvisa e immediata, piuttosto che l’angoscia della cattura, lo stress
della deportazione e la paura del nuovo
ambiente precedente la macellazione
finale.
E la sterilizzazione?
A parte i costi improponibili per ogni
amministrazione, nei maschi sterilizzazione = castrazione. Io dubito che fare di un
giovane maschio selvaggio un grassoccio
eunuco, condannato ad un ergastolo
di emarginazione e rifiuto da parte del
branco, sia meglio di ucciderlo.
Avevo specificato, nel precedente articolo
(Konrad, ottobre 2009) di scrivere come
biologo della conservazione. Aggiungo di
non essere né un cacciatore, né un animalista e concludo con un indovinello: “Sono
mammiferi intelligenti, adattabili, possono
trasmettere malattie, vengono da fuori, con
molto cibo e pochi nemici, li abbiamo attirati in città, hanno un morbido pelo, uno
sguardo furbo e fanno molti teneri cuccioli.
A che animali state pensando?”
Io ai ratti! Ai ratti che Danilo Mainardi
(Corriere della Sera 4.IX.09) accomuna a
scarafaggi e cinghiali. Non ho mai letto di
nessuno che si opponga, scandalizzato,
alle derattizzazioni.
Nicola Bressi
influenza: chi si vaccina
Il Ministro della Sanità Sacconi ha previsto
un ordinativo di 48 milioni di dosi del nuovo
vaccino contro il virus A N1H1, per vaccinare
il 40% della popolazione. Questo vaccino
contro l’influenza suina, preparato in tutta
fretta, non ha test di sperimentazione e
quindi non si conoscono efficacia e gradi di
sicurezza.
I virus influenzali
I serbatoi dei virus A e B responsabili
dell’influenza classica si trovano in Asia,
in Cina, dove ci sono enormi allevamenti
di maiali, e attraverso gli uccelli migratori
arrivano da noi. Un istituto di Londra su
delega dell’OMS, ha il compito a livello
internazionale di individuare qual è il
virus, così ogni anno già a febbraio, marzo
si sa che tipo di virus e quindi di influenza
avremo nell’inverno.
L’influenza viaggia in questo modo
Ci sono dei periodi inter-pandemici in
cui le variazioni genetiche del virus sono
minime, quindi colpiscono minor numero
di persone perché la maggior parte è stata
immunizzata. Poi a cicli si ha un picco, il
virus subisce una mutazione, questo è il
caso di quest’anno, il virus è diverso, gli
anticorpi prodotti precedentemente non
coprono più. La pandemia si riferisce al
fatto che viene interessato un maggior
numero di persone.
Fino a questo momento i casi di influenza suina sono molto al di sotto di quelli
causati da una comune influenza. Inferiori
sono anche le complicazioni respiratorie, i
ricoveri e i decessi.
Il Sistema immunitario
Il sistema immunitario è un sistema complesso ed ingegnoso di difesa sviluppato
in migliaia di anni. I primi 4 anni di vita
sono fondamentali per il suo sviluppo,
come per una casa sono il progetto e le
fondamenta.
La maggior parte degli organismi che
generano malattie, entrano nel corpo
attraverso le mucose dell’apparato respiratorio, o dell’apparato digerente. Queste
mucose già di per sé hanno un sistema
immunitario efficace IGA per la produzione di anticorpi come prima linea di difesa
del corpo. Quando iniettiamo un vaccino,
questo arriva direttamente nel sangue: ciò
significa che il sistema IGA, prima barriera
di difesa, viene bypassato. Già questo può
comportare un rischio, perché il nostro
sistema di difesa può rispondere ad una
stimolazione che comunque è forte, in
maniera anomala, proprio perché viene
bypassata la prima linea “del fronte”.
Immaginate il fronte: prima linea il fronte,
seconda linea le retrovie ecc.., immaginate
che l’esercito nemico non si scontri con la
prima linea, ma trovi un passaggio per cui
va direttamente allo stato maggiore dove
c’è il comando. Quando è arrivato là, se
soccombe il comando, per via inversa poi
crolla tutto. Se invece, come avviene di
norma, supera la prima linea, poi supera la
seconda, sì avanza sempre ed è dannoso,
ma non è forte come alla partenza.
Vaccino antinfluenzale - Cosa contiene?
6 Konrad novembre 2009
Una vaccinazione ci aiuta a costruire
l’immunità nel nostro sistema di difesa nei
confronti di vari organismi patogeni.
Il vaccino contro l’influenza, oltre a virus
morti e vivi attenuati, contiene anche un
numero di altre sostanze: nicoletilenico
che è l’antigelo, la formaldeide, il fenolo,
poi troviamo antibiotici come neomicina e streptomicina che tra l’altro non si
usano più. Per accelerare la produzione
ma anche aumentare la risposta immunitario, molti vaccini contengono degli
immuno-adiuvanti, perché da soli questi
virus morti e attenuati, non riuscirebbero
ad immunizzare.
Gli adiuvanti utilizzati da Novartis e Glaxo,
fornitori del vaccino H1N1 del 2009,
sono alluminio e squalene (sigla MF59),
sostanza non approvata dalla FDA. Tutta la
letteratura scientifica su questo adiuvante è stata elaborata dagli scienziati che
lavorano per il produttore, precludendo
un’obiettiva valutazione di sicurezza.
Il nostro sistema immunitario riconosce lo
squalene come una molecola già presente
nell’organismo, è presente nel cervello,
nelle strutture del sistema nervoso. Oltre
tutto noi lo consumiamo perché è presente nell’olio d’oliva, è una sostanza antiossidante positiva. Il sistema immunitario non
solo lo riconosce, ma si avvale delle sue
proprietà antiossidanti.
Qual è allora la differenza?
Dipende dal metodo con cui entra
nell’organismo. Un conto che lo assumo
come alimento e viene assorbito durante
il passaggio del tubo digerente, un conto
che lo metto direttamente alla sede
del “capo di stato maggiore”. In questo
caso l’ingresso anomalo produce una
risposta del sistema immunitario contro
lo squalene. Cosa succede? Se produce
anticorpi contro lo squalene iniettato con
il vaccino, comincia a produrre anticorpi
anche contro lo squalene che è presente
nel cervello e nelle strutture nervose. Si innesca il fenomeno autoimmune… il grave
è che le conseguenze si conoscono già. I
veterani della guerra del Golfo che hanno
contratto la sindrome che porta questo
nome, hanno avuto vaccini all’antrace che
contenevano squalene. L’MF59 ora usato
nel vaccino contro la febbre suina, fu un
ingrediente non approvato nei vaccini
sperimentali all’antrace. Militari che non
erano andati nel golfo a combattere, ma
che avevano fatto il vaccino presentavano
la stessa sindrome: si è visto che il 98%
aveva anticorpi contro lo squalene. La
sindrome del Golfo descrive in realtà un
quadro sintomatico caratteristico di una
malattia autoimmune.
“Oggi la vera pandemia da vaccinare
è quella della paura, non certo quella
dell’influenza... In realtà il virus H1N1 è
un virus scarsamente aggressivo, quando
si dice che una persona è deceduta in
concomitanza con l’infezione del virus
H1N1, si segnala che la persona è mancata
CON il virus e non PER il virus. Si tratta di
una differenza fondamentale, ma viene
scarsamente rimarcata”.
Il premio Nobel Rita Levi Montalcini ha
ricevuto il suo riconoscimento nel 1986
per i suoi studi sul NGF, il fattore di crescita nervoso, che viene prodotto in grande
quantità dall’organismo in condizioni di
allarme per le proprie priorità vitali. La
paura è una di queste condizioni e l’increzione di NGF, la cui crescita appare quasi
palpabile tra la gente, può portare allo
sviluppo di allergie ma soprattutto all’indebolimento del sistema immunitario,
creando una sorta di circolo vizioso che
potrebbe portare a facilitare l’infezione
virale. Continuare a creare allarme contribuirà a rendere meno efficienti le difese
immunitarie nei confronti di un virus
come questo. (dal sito del dr A.Speciani
immunologo www.eurosalus.com).
La via della salute
In medicina non convenzionale esiste una
via di profilassi vaccino-simile, efficace
ma scarsamente diffusa. Sappiamo che i
sistemi biologi che compongono l’uomo,
funzionano e comunicano attraverso una
fitta rete di informazioni dell’ordine di
quanti di energia. Il vaccino omeopatico
contiene la sola informazione dei ceppi
virali verso i quali vogliamo attivare un’immunizzazione, che sotto forma vibrazionale va a modulare la risposta immunitaria
senza destabilizzare il centro del comando
e senza effetti collaterali.
Uno stile di vita sano, l’alimentazione
corretta, l’uso di piante officinali con
principi attivi immuno-tonici, la riduzione
degli elementi stressogeni, buonsenso e
soprattutto buonumore, tutelano la salute
e rafforzano il sistema immunitario.
Da quando le varie Cassandre hanno
iniziato a prevedere scenari a dir poco
apocalittici, sono successe due cose
principali:
la prima è che molti Stati, compreso il nostro, hanno speso fortune per immagazzinare il farmaco antinfluenzale Tamiflu,
la cui tossicità pare superi la sua presunta
efficacia.
La seconda è che ogni occasione è buona
per lanciare l’allarme pandemia e gettarsi
nella corsa a chi esce per primo con il
vaccino… non importa poi se non ci sarà
il tempo sufficiente per sperimentarlo,
l’importante è VENDERLO.
Nel 1976 le autorità sanitarie americane
annunciavano che un milione di cittadini
sarebbero morti per un’imminente influenza suina, ma i fatti poi dimostrarono
che la cifra prevista era leggermente esagerata, perché morì solo una persona. Fu
dato il via ad una vaccinazione di massa,
ma dopo due mesi, 500 persone vaccinate
si ammalarono della Sindome GuillainBarré, una malattia neurologica paralizzante, e più di 30 persone morirono.
Immediatamente, le autorità interruppero
la campagna vaccinale e il governo americano fu poi costretto a pagare 93 milioni
di dollari di risarcimento alle vittime del
vaccino.
Nel 2003 fu la volta della SARS (Severe
Acute Respiratory Syndrome). Gli esperti
si ammala!?
la vignetta di Colucci
Robin Hood
anche in quella occasione si precipitarono
a sparare cifre: milioni di persone sarebbero morte in tutto il mondo. I dati aggiornati parlano di 251 persone decedute.
Nel 2005 l’influenza aviaria fa la sua comparsa sulla scena. Si parlò della delirante
cifra di 150 milioni di morti previsti. Fino
al mese di aprile del 2008 le cifre ufficiali
dei morti per l’influenza aviaria parlavano
di 251 decessi. Il panico creatosi attorno
all’aviaria è in parte dovuto al fatto che
la WHO (Organizzazione Mondiale della
Sanità) aveva qualche anno prima senten-
7 Konrad novembre 2009
ziato che proprio nel 2005 ci sarebbe stata
la tanto attesa pandemia. Sta di fatto che
non solo non ci fu la strage prevista, ma
ci furono anche delle morti di cui pochi
parlarono: otto giapponesi tra i 2 e i 17
anni persero la loro vita grazie proprio al
Tamiflu (www.voanews.com).
Dr.ssa Ilaria Forte
Breve nota: Enrica Giorgetti, il direttore generale di
Farmindustria, che rappresenta le case farmaceutiche italiane è la moglie del Ministro della Sanità
Maurizio Sacconi
Fonte
http://anthraxvaccine.blogspot.
com/2009/07/h1n1-vaccines-with-noveladjuvants.html
- Rense.com, Vaccines, Autism, and Gulf War
Syndrome, August 15, 2005.
The American Journal of Pathology, the
Endogenous Adjuvant Squalene Can Induce
a Chronic T-Cell-Mediated Arthritis in Rats,
2000.
www.vaclib.org/basic/adjuvants.htm
www.autoimmune.com/SqualeneInVaccine.
html
www.autoimmune.com/GWSGen.html
ScienceDirect.com, Experimental and
Molecular Pathology, Volume 68, Issue 1,
February 2000, Pages 55-64
www.sciencedirect.com/
www.whale.to/vaccine/adjuvants.html
La realtà virtuale
Stiamo assistendo, sempre più sbalorditi, a una rincorsa senza
limiti a chi le spara più grosse.
A livello nazionale un complotto “comunista” ha permesso a un
manipolo di irriducibili di impadronirsi senza colpo ferire della
Presidenza della Repubblica, della Corte Costituzionale, della
stampa quotidiana e persino di influenzare la stampa estera, in
modo da rovesciare l’Eletto, il Messia, l’uomo del “ghe pensi mi”,
a dispetto della volontà del popolo sovrano.
Il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, eletto nel 2006 a furor
di popolo (sic!) con ben 58.333 voti a suo favore, contro 56.039
per il suo avversario, l’esordiente Ettore Rosato, si ritiene “Unto
del Signore” non meno del suo referente nazionale, e quindi ha
cucinato per la “sua” città un bel programmino che vede al primo
posto la realizzazione nel golfo cittadino di un rigassificatore
della multinazionale spagnola Gas Natural, che promette l’occupazione diretta di 300 unità (con picchi di 800) durante la sua
costruzione e più di 70 unità dirette e 320 posti di lavoro indiretti
una volta entrato in funzione.
Accanto al magnificato rigassificatore, che distribuirà quindi a
regime ben 1.200.000 Euro all’anno (essendo generosi) di salari
diretti e indiretti, la Lucchini (controllata dalla multinazionale
russa Severstal) vuole costruire una centrale termoelettrica da
400 MW, che guarda caso darà lavoro a 300 persone durante
la sua costruzione e 30 addetti a regime, quindi distribuirà un
monte salari molto più basso del rigassificatore.
Il nostro Sindaco (altro uomo del “fazo tuto mi”) vuole quindi
lasciare in eredità alla sua città (per fortuna lui è di Aiello del
Friuli, tranquillo e pulito paese della bassa friulana), una coppia
di impianti energetici produttori in permanenza di inquinamento del mare e dell’aria, che forse porteranno alla sparizione
completa dei sardoni “barcolani”, vanto della cucina triestina e
di atre specie viventi, oltre a rendere sempre meno salubre l’aria
che tutti respiriamo.
La realizzazione di questi impianti, negli auspici del Sindaco,
dovrebbe essere ovviamente accompagnata dal funzionamento
a pieno regime del termovalorizzatore (vulgo “inceneritore”)
dell’ACEGAS-APS, che come abbiamo visto nello scorso numero
brucia tutte le “scovazze” possibili e immaginabili, alla faccia
della raccolta differenziata, per vendere a caro prezzo l’energia
elettrica prodotta all’ENEL, in modo da distribuire ricchi dividendi ai comuni di Trieste e Padova suoi principali azionisti.
Riportiamo alcuni brani di un articolo di Roberto Morelli
intitolato “la battaglia della ferriera”, pubblicato l’ 8 aprile 2002
sul Corriere della Sera: “Il progetto prevede la dismissione
del primo altoforno e dell’acciaieria entro il prossimo anno,
per giungere alla chiusura totale e al riutilizzo delle aree nel
2011. Alla centrale elettrica esistente da 280 megawatt se ne
affiancherà una nuova da 400. Entrambe saranno alimentate
a metano, che giungerà liquefatto a meno 60 gradi su nave e
verrà gassificato in un nuovo impianto fuori costa, dall’ ipotizzata capienza di un miliardo e mezzo di metri cubi. Una parte
delle aree verrà riconvertita a banchina portuale. Il piano coinvolgerà quattro nuove società: una (Regione, Comune e porto)
acquisterà da Lucchini e rivenderà impianti e aree, promuovendone la riqualificazione; una (Regione e Comune) prenderà
in carico il personale; una (Acegas e Lucchini) costruirà e
gestirà la nuova centrale; una (Acegas ed Eni) farà l’ impianto
di gassificazione. Ai conti, per il momento, manca l’oste. … Il
sindaco Dipiazza annuncia un referendum entro fine anno.
Qualunque sia il progetto - dice - sarà troppo importante per
essere calato dall’ alto. Deciderà la città”.
Peccato che, quando conviene, questi bei proclami lasciano il
tempo che trovano, tanto il popolo ha la memoria corta.
Non contento dello scempio ambientale prodotto da questo bel
quartetto di impianti affiancati l’uno all’altro dallo scalo Legnami
al Porto industriale (non dimentichiamo che la Ferriera di Servola, che tutti a parole vogliono chiudere, produce nel frattempo
ogni genere di schifezza), il Sindaco è riuscito ad imporre alla sua
maggioranza in consiglio comunale un nuovo piano regolatore
che vuole creare sul carso triestino grandi aree di intervento per
insediamenti “turistico ricettivi”, rendendo inedificabili i piccoli
lotti ancora disponibili per un’edilizia residenziale di casette e
piccoli condominii.
A questo punto viene spontaneo chiedersi se stiamo vivendo in
una realtà virtuale dove la fantasia sfrenata di questi personaggi,
che un voto democraticamente espresso ha posto al comando
della nostra città e del nostro Paese, può esprimersi senza limiti
nei modi più bizzarri e pericolosi, oppure se prevarrà il buon
senso e lo stesso voto popolare che li ha portati al governo sarà
in grado di mettere al loro posto dei pubblici amministratori
dedicati al benessere dei loro elettori.
Zamparini-city a Grado
Una mega-operazione immobiliare rischia di compromettere
la qualità della vita sull’”Isola d’oro”
immagine di parte
dell’area su cui
sorgerebbe
“Zamparini-city”
Forse si chiamerà “Valle Cavarera Golf
Resort & Village” o forse “Vivere in
Laguna”, ma a Grado tutti la chiamano
“Zamparini City”, dal nome dell’imprenditore di origini friulane che ha fondato
la catena Mercatone Zeta ed è anche
presidente del Palermo calcio. Si tratta
di una nuova area di espansione che
la società Monte Mare Grado S.r.l. – del
Gruppo Zamparini appunto - prevede
di realizzare nell’ex valle da pesca lagunare, sulla vasta superficie compresa
tra la strada provinciale MonfalconeGrado e la laguna, di fronte a Grado
COS’E’ L’ACCORDO DI PIANIFICAZIONE
La legge 142/1990 sulle Autonomie locali aveva introdotto gli Accordi di
Programma, per coordinare interventi e opere che coinvolgono più comuni,
province e regioni, amministrazioni statali o altri soggetti pubblici. Una
roba che riguarda solo gli Enti pubblici quindi? No, perché il TAR del Lazio
(20.01.1995) ha sentenziato che i privati possono certamente partecipare
alla definizione dell’accordo, offrendo il proprio contributo, con funzione
collaborativa o chiarificatrice. Per la Legge sulla trasparenza (L. 241/1990)
i privati possono partecipare al procedimento amministrativo, l’accordo di
programma è un procedimento amministrativo, e quindi… Di più, la stessa
“Legge sulla trasparenza” introduce gli “Accordi integrativi o sostitutivi del
provvedimento”, che “l’amministrazione procedente può concludere, (…) con gli
interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento
finale ovvero in sostituzione di questo”. In quest’ultima tipologia di atti viene
fatto rientrare l’ ”accordo di pianificazione”.
Non avete capito nulla? Non preoccupatevi.
Nel dibattito svoltosi lo scorso marzo nel Consiglio comunale di Grado l’Accordo di Pianificazione è stato spiegato più chiaramente. Questo strumento è nato nel 1990 ma già
dagli anni ’60 la scuola di diritto urbanistico lombardo-veneta sosteneva che cittadini
(e imprese) e amministrazioni pubbliche potessero contrattare tra loro in condizioni
di parità. Gli strumenti urbanistici sono spesso frutto di opache contrattazioni tra ente
pubblico e privati: con questo strumento innovativo l’accordo viene portato alla luce
del sole e in ambito istituzionale. A garanzia di informazione e trasparenza si prevede
che l’accordo passi al vaglio del Consiglio comunale. I Piani regolatori rappresentano
una città disegnata, programmata e pianificata, ma la realtà è diversa e questi accordi
vengono incontro alle richieste della città concreta. In teoria tutto bene. Ma quando
da una parte c’è un piccolo comune (parliamo in generale e non del caso specifico di
Grado), magari con le casse vuote e dei tecnici presi da mille problemi e dall’altro il
grande gruppo economico, con stuoli di architetti, ingegneri e avvocati, ecco che la
pianificazione contrattata mostra tutti i suoi limiti. Del resto i risultati della scuola
urbanistica lombardo-veneta sono sotto gli occhi di tutti.
8 Konrad novembre 2009
Pineta. Un’area che ora si presenta in
larga parte incolta, a canneto, rovi e
tamerici, attraversata da canalette,
con una fascia boscata in cui domina
il pioppo bianco lungo la provinciale,
dove si vedono alcuni edifici in stato di
abbandono.
Se consideriamo l’orlo della laguna di
Grado, questa è una delle poche aree
non coltivate, anche se in parte lo è stata in passato, e costituisce una zona di
alimentazione per l’avifauna lagunare,
aironi cenerini, aironi bianchi, garzette.
I canali interni, che a causa dell’abbandono hanno formato dei piccoli
stagni, sono frequentati dal tarabuso,
dal chiurlo, dall’oca selvatica, oltre che
da molte coppie di germano reale che
vi nidificano ed è un’area di sosta per
le gru durante la migrazione. E proprio
nei canali sono numerose le tartarughe palustri (Emys orbicularis). Nelle
zone cespugliose si incontra il beccamoschino ed è probabile la presenza
dell’averla piccola, specie protetta dalle
Direttive Europee. E’ poi zona di caccia
durante l’inverno per l’albanella reale,
l’albanella minore ed il falco di palude,
che forse vi nidifica.
Quale futuro si prospetta per questo
territorio oggi forse poco attraente, ma
che proprio grazie alla sua selvatichezza è così ricco di biodiversità?
«Cemento per 500 milioni» sparava il
Corriere della Sera del 15 marzo scorso,
riportando la notizia di un volantino
fatto circolare a Grado, «la più grande
cementificazione che l’isola abbia mai
visto». Un progetto migliorativo, ribattono sullo stesso giornale gli amministratori del comune, perché rispetto
alle previsioni del Piano regolatore del
2004 i nuovi residenti saranno ridotti
da 5.000 a 2.000, senza contare i posti
di lavoro che si verranno a creare.
Per ora possiamo descrivere il contenuto dell’Accordo di Pianificazione (vedi
box), approvato dal Consiglio comunale di Grado nel marzo scorso.
Una piccola parte di Valle Cavarera è
già edificata: c’è un grande supermercato, altri locali commerciali in parte
vuoti, villette a schiera e case con giardino e dietro una zona artigianale, in
cui sono insediate solo 4 attività, di cui
2 veramente artigianali. Con incentivi
regionali si spera di convincere queste
imprese a trasferirsi a Fossalon. In questa zona quattro lotti verrebbero ceduti
gratuitamente al Comune di Grado
per realizzare “social housing” (16.261
metri cubi) ed edilizia convenzionata,
interventi che soddisferebbero il fabbisogno abitativo dell’Isola per i prossimi
20 anni, vista la stagnante situazione
demografica ed i tanti alloggi nuovi invenduti o sfitti, ad esempio nella vicina
Valle Goppion.
Al centro della nuova area di espansione si troverà il “borgo”, con caratteristiche legate alla tradizione locale,
un grande viale con due piazze alle
estremità, dove si concentreranno gli
edifici più grandi, i servizi e le attività
commerciali: complessivamente 75
negozi, dei quali 35 con la caratteristica
dell’outlet, spiega al “ Piccolo” uno dei
soci gradesi della Monte Mare Grado,
Adriano Bernardis. Attorno una zona
semi-estensiva, edifici residenziali
moderni di bioarchitettura, attorniati
da verde e laghetti. Ancora un po’ più
in là le villette a schiera, tra il verde e
non meglio definite “lagune artificiali”.
Nelle zone estensive, infine, troveranno
posto esclusive villette bifamiliari e villone, con ampi giardini con “interessanti
e motivate proposte di carattere paesaggistico”. In tutto gli alloggi sarebbero
1.216 tra appartamenti, case e ville.
Parcheggi, verde e strutture sportive
e per il tempo libero saranno sovradimensionati rispetto agli standard
previsti ed i gradesi avranno accesso a
tutte queste strutture con uno sconto
medio di €. 5,00. In cambio di questo
beneficio, però, si stralciano le attrezzature scolastiche e d’interesse comune,
pur previste dagli standard urbanistici.
Una fascia della profondità di 50 metri
di verde attrezzato sarà mantenuta
lungo la strada provinciale Monfalcone-Grado ed un’altra fascia verde sarà
in senso opposto, a tentare di unire
laguna e mare, ovvero i Siti d’Importanza Comunitaria (SIC - Direttiva
Habitat) e Zone di Protezione Speciale
(ZPS - Direttiva Uccelli) della Laguna
di Grado-Marano e del banco Mula
di Muggia. Come corridoio ecologico
tuttavia non sembra granché se – come
sostiene il WWF – questa fascia verde a
Sud confina con i condomini di Grado
Pineta e a Nord non arriva nemmeno alla laguna. “L’espansione edilizia
andrebbe ad aumentare la pressione
antropica sui due sistemi ambientali già
in sofferenza, interrompendo ancor di più
il precario corridoio ecologico attualmente esistente”, insiste il WWF.
Ci sarà poi un lussuoso albergone a
5 stelle, pare di 170-200 stanze, con
annesse terme (e se passa una recente
proposta di legge forse anche un casinò), con vista sulla laguna e l’Isola di
Barbana e un nuovo campo da golf (ci
serve proprio? ce n’è già uno a meno di
un chilometro!). Dall’altra parte, verso
Grado, si edificheranno un poliambulatorio-pronto soccorso e una casa di
riposo per anziani. In mezzo piscine,
palestre, attrezzature per lo sport ed
il divertimento di grandi e piccini. In
tutto fanno 394.342 nuovi metri cubi su
492.928 metri quadri, con l’insediamento di 1.972 persone (tutto il comune
oggi ne conta 8.600). Attenzione però,
il nuovo “Codice dell’edilizia” del Friuli
Venezia Giulia permette di aumentare
del 35% la cubatura delle aree residenziali e perciò i metri cubi potrebbero passare approssimativamente
a 463.351 (e gli abitanti a 2.317!). Un
ulteriore incremento di popolazione –
sostiene il WWF - che contribuirà a far
entrare in crisi strutturale il “Sistema
Grado”.
E’ proprio qui il problema: l’“Isola d’oro”
è apprezzata da gradesi e turisti per
la sua tranquillità e per la dimensione
umana che ne mantiene alta la qualità
della vita. Se nel giro di dieci anni tanti ce ne vorrebbero per concludere
l’intervento - si aggiungono quasi
un terzo di abitanti in più, il traffico
e l’affollamento delle spiagge e delle
strutture ricettive la trasformerebbe in
una realtà caotica e invivibile. A quel
punto il rischio è di perdere il turismo
di qualità.
Il piano dovrà affrontare ancora molti
passaggi istituzionali, tra varianti urbanistiche, valutazioni d’impatto
ambientale ecc. e non mancheranno le
occasioni per discutere sull’opportunità
di un intervento così mastodontico,
nella speranza che con un po’ di buon
senso lo si riporti a dimensioni più ragionevoli e sostenibili per Grado e per
gli ecosistemi naturali coinvolti.
Claudio Siniscalchi
il paesaggio
Un paesaggio naturale
a Cala Gonone in
Sardegna caratterizzato
da grande bellezza e
forte identità.
Cos’è il paesaggio?
Su cosa si dibattono varie scuole di pensiero. Alcuni lo definiscono come l’insieme di
tutte le cose e delle relazioni fra di esse, confondendolo con l’universo. Per altri è il
risultato dell’evoluzione della natura e delle modificazioni introdotte dall’uomo, il che è
vero, ma non è una definizione, come non sarebbe la definizione di un’automobile dire
che è il prodotto di una fabbrica di automobili (dovremmo dire invece che è un veicolo
con delle ruote, ecc.). Altri ancora sostengono che è un territorio, ovvero una regione,
ovvero l’insieme delle parti visibili di un territorio. I percettivisti, infine, sostengono che
il paesaggio è l’insieme delle forme di un luogo e delle relazioni fra di esse. Ritengo che
questa sia la definizione corretta.
Vi sono anche definizioni ufficiali. Secondo la Convenzione europea del paesaggio esso
“designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il
cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”. Questa definizione appare un compromesso per
mettere d’accordo le varie tesi.
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio, approvato con D.Lgs. 42/2004, all’art. 131 definisce il paesaggio “il territorio espressivo di
identità, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni.” Mentre la Convenzione europea recepisce
qualche modo anche il concetto percettivista, il Codice lo elimina del tutto.
Che il paesaggio sia l’aspetto di un luogo, e non un luogo, lo dimostra il fatto che, quando nelle commissioni paesaggistiche si esamina il progetto di un edificio, si valuta se la sua forma sarebbe o no compatibile con quelle del luogo in cui si collocherà.
Ma il Codice enuncia un concetto pienamente condivisibile: il paesaggio è espressione di identità di un luogo. Un buon paesaggio deve
avere due qualità: essere bello ed essere identificativo del luogo. Certi luoghi possono avere anche un aspetto gradevole, ma essere privi
di identità apparendo falsi oppure anonimi, cioè dei non-luoghi. Il “villaggio istroveneto” che si costruirà nella baia di Sistiana sarà anche
gradevole agli occhi di persone sprovvedute, ma suonerà falso a quelli di chi ha un po’ di cultura estetica, perché nel Carso villaggi istroveneti non ne esistono.
Vedremo nei prossimi numeri perché il paesaggio è importante per il nostro benessere e come fare per avere buoni paesaggi.
Roberto Barocchi
www.ilpaesaggio.eu
un convegno
sul verde pubblico
9 Konrad novembre 2009
Da ottobre a marzo squadre di feroci potatori trasformano, a
Trieste, gli alberi dei viali cittadini in penosi scheletri, lasciando
dei moncherini dei rami principali ed eliminando i rami secondari, quelli che in primavera dovrebbero produrre l’apparato
fogliare. Succede poi che in vari giardini privati, per emulazione,
amministratori di stabili o capicasa facciano lo stesso trattamento ai loro alberi (se fa el Comun, dovemo far anca noi), non
rendendosi conto che queste potature estreme il Comune le fa
solo nei viali, e non per scelta tecnica, ma per i timori del Sindaco che qualche ramo cada sulle persone. Per fortuna nei parchi
pubblici gli alberi vengono ancora lasciati crescere rigogliosi. Gli
alberi cittadini dovrebbero subire potature molto più leggere,
dette di rimonda, e solo nella misura in cui occorra. Piuttosto
sarebbe lecito aspettarsi dal Servizio del verde pubblico un monitoraggio più frequente e una manutenzione più assidua, che
elimini i rami secchi, marcescenti e/o pericolanti, e non quella
che l’ex presidente Bush chiamerebbe una guerra preventiva
contro gli alberi.
Capita poi che (ci riferiamo in particolare a Piazza Libertà), il
Comune voglia sacrificare dei grandi alberi di un giardino storico
per allargare una strada, in base a un progetto di cui non riu-
sciamo a capire il senso, né sotto il profilo urbanistico ,né sotto
quello della viabilità.
Per portare a conoscenza della cittadinanza le problematiche
legate al patrimonio arboreo , venerdì 27 novembre alle ore
16.30 si terrà un convegno presso il Circolo della Stampa in
Corso Italia 13 a Trieste, dal titolo : L’albero in città, semplice
costo o grande risorsa? Introdurranno Mariangela Barbiero
dell’Associazione orticola del FVG “Tra Fiori e Piante” (www.
trafioriepiante.it) e Roberto Barocchi del Club Triestebella (www.
triestebella.it), già direttore dell’Ispettorato foreste di Trieste,
aderenti al Comitato per la salvaguardia degli alberi di Piazza
Libertà (www.sos-alberi-fvg.it). Interverranno il prof. Francesco
Ferrini, presidente della Società Italiana di Arboricoltura e docente presso l’Università di Firenze, Giorgio Valvason, arboricoltore e dendrologo. Concluderà il dott. Andrea Maroè, direttore
del verde pubblico di Udine
Mariangela Barbiero
e Roberto Barocchi
per il Comitato di piazza Libertà
il silenzio si fa grido
Febbraio 2009. Monastero di Kumbun,
provincia cinese del Gansu, altopiano
del Tibet. Costruito nel luogo di nascita
di Tsongkhapa, il grande riformatore del
Buddismo tibetano e fondatore della
scuola dei Berretti Gialli, annidato nel
fondo di una valle fra cedri e ginepri, è
il monastero tibetano più grande della
Cina.
Esposizione Tanka
(foto Franco Toso)
Mi trovo qui per la celebrazione del Losar.
La festa che celebra il capodanno tibetano e che coincide con l’inizio dell’anno,
commemora la vittoria di Buddha sulle
forze dell’ignoranza e della paura.
Voglio vivere questa esperienza di pace e
spiritualità, così lontana dal mio mondo usuale e dalla sua frenesia. Voglio
assaporare una devozione di altri tempi,
profonda e sincera, percorso intimo che
ogni tibetano sente di dover compiere .
Migliaia di pellegrini, obbedendo ai tempi
scanditi dal calendario tibetano, giungono qui dai villaggi più remoti dell’Altopiano mescolandosi ai monaci avvolti
nel loro mantelli rossi. Le lunghe file si
snodano lungo le strade e stradine che
collegano i vari templi mentre nell’aria
gelida e tersa si perdono i suoni delle migliaia di orazioni. C’è chi vi giunge carponi
replicando instancabilmente la prostrazione tra la polvere ed il vento gelido alla
ricerca della via verso la perfezione e la
compassione universale, somma virtù del
buddismo. Dentro, nelle sale di preghiera
dei conventi, centinaia di monaci dalle teste rasate recitano i mantra in un’atmosfera di totale coinvolgimento. Fuori, devoti
e pellegrini si mescolano e si confondono
mentre eseguono i tredici giri rituali
intorno al monastero facendo ruotare
i mulini delle preghiere. L’atmosfera mi
dona magia ed attrazione che mai ho
provato in altri luoghi. Il sole tramonta e
la temperatura scende a 15 gradi sotto lo
zero. Improvvisamente compare l’esercito
cinese, prima alcuni plotoni in tenuta
antisommossa, poi migliaia di soldati che
si schierano al ritmo di incessanti ordini
gridati da zelanti ufficiali. Nel volgere di
pochi minuti creano un incomprensibile
cordone di sicurezza, assolutamente
impenetrabile, assurdo, che obbliga i pellegrini a sostare in aree ben determinate
ed a spostarsi lungo direttive precise. Per
caso mi ritrovo tra i fotografi accreditati
cinesi. Provo a rientrare tra i pellegrini,
ma non mi riesce, non c’è nulla da fare.
Chiedo il motivo di tale schieramento di
forze che è assolutamente immotivato.
Resto senza risposta. Non c’è alcun segno
di tensione, nessuna criticità. I tibetani
non rappresentano alcun pericolo, né per
sé stessi né tanto meno per i rari turisti,
figuriamoci per i cinesi.
Dal monastero escono in processione
le statue di burro che i monaci hanno
preparato per lunghe ore nel corso delle
giornate precedenti. Il grande monastero
si accende lentamente della luce delle
lampade votive alimentate dal burro di
yak. La macchia rossa dei monaci issa i
pezzi delle statue sino a comporre una
sorta di straordinario altare il cui accesso
è però assurdamente negato proprio a
coloro che ne sono i destinatari, i pellegrini. Le divise verdi dell’esercito sono lì
a testimoniare ancora una volta, laddove
ce ne fosse bisogno, la dura campagna
di Pechino contro le tradizioni religiose
tibetane. Quest’anno le autorità cinesi
hanno negato agli stranieri l’accesso
alla cittadella monastica di Labrang, che
ospitava la più grande manifestazione
religiosa di tutto il Tibet. La giustificazione
è stata che nell’anniversario dell’esilio del
Dalai Lama esistevano i presupposti per
azioni di contestazione.
Nel rigido inverno dell’altopiano il silenzio
di una nazione si fa grido di aiuto per non
essere spazzato via dal gigante cinese. Ma
il grido che ruggisce nel vento gelido non
ha uditori pronti a tendere la mano ed il
destino di un popolo, che richiama i fedeli
a praticare la bontà e la compassione universale, appare inevitabilmente segnato.
Franco Toso
trieste incontra la multivisione 2009
Concerto
“Ad un passo dal cielo”
(foto Franco Toso)
10 Konrad novembre 2009
Le giornate sempre più corte e le atmosfere autunnali invitano a rallentare,lasciando
spazio alla riflessione, ai ricordi ed al riproporsi di eventi oramai consolidati nel tempo. Anche quest’anno, la rassegna “Trieste incontra la Multivisione”, giunta all’ottava
edizione, accompagnerà gli spettatori attraverso racconti, esperienze di viaggio e
temi d’attualità, utilizzando una particolare forma di espressione artistica, che miscelando sapientemente l’immagine alla musica farà viaggiare la fantasia toccando
le corde profonde delle emozioni. L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale
Merlino Multivisioni, con il sostegno del Comune di Trieste e della Fondazione CRT,
si articolerà in tre serate nel mese di novembre presso il Teatro Don Bosco in via
dell’Istria 53. Le serate, sono ad ingresso libero e iniziano alle ore 21. Nella prima
serata di venerdì 13 novembre verranno presentati “Khumbu, la strada verso gli
ottomila” di Ervin Skalamera, “Il rumore del silenzio” di Luigi Dorigo, “Mauritania: le
biblioteche del deserto” di Giorgio Pavan e Rosa Salvi, “Un giorno a Donna Nook” di
Valter Binotto, “Così vicini… così lontani“ di Claudio Tuti, “Sulle montagne incantate
la magia della natura, tra i silenzi e le stagioni” di Fulvio Beltrando e “Acqua” di Roberto Tibaldi.
La seconda serata di venerdì 20 novembre, sarà dedicata interamente al concerto
multimediale “Ad un passo dal cielo”, dove la scenografia multivisiva di diversi autori, accompagnerà il quartetto d’archi Paul Klee
di Padova attraverso un repertorio che andrà dal Novecento storico alla musica moderna. Infine, la serata di venerdì 27 novembre
aprirà con “Carso: storia di un violino” di Merlino Multivisioni, per proseguire con “Il Rosa oltre le nuvole” diRoberto Valenti, Oreste e
Odetta Ferretti che presenteranno “Laddak emotions”, “Cuba, tra tenerezza e nostalgia”, “Cina, i gioielli di Guizhou”, “Della Danza, una
luce riflessa. Infine Claudio Tuti con “Il silenzio si fa grido” e Francesco Lopergolo che con “Le Ali ai sogni” chiuderanno, con grande
coinvolgimento emozionale, la rassegna. Quest’anno alle serate di proiezione si affiancano le mostre fotografiche: “Attraverso l’Himalaya” di Giorgio Pavan, Ervin Skalamera, Franco Toso e Roberto Valenti e “L’anima del Tibet” di Franco Toso e Claudio Tuti. Racconti
per immagini che coinvolgeranno gli spettatori sul problema del mantenimento della cultura tibetana, tema che ha ispirato gli stessi
autori alla realizzazione del Calendario 2010 “L’anima del Tibet”.
Informazioni dettagliate sul programma delle singole serate sono reperibili sul sito www.merlinomultivisioni.it “.
Roberto Valenti
spiagge pulite
Domenica 20 settembre scorso, nell’ambito dell’operazione “Clean
up the world” svoltasi su scala mondiale, è stata organizzata la
pulizia delle spiagge di Sistiana e dell’Area Marina Protetta di Miramare, grazie alla partecipazione di alcuni volontari, appartenenti o
meno ad associazioni ambientaliste.
Sistiana:
prima e dopo
Sono stati riempiti complessivamente, nell’arco della mattinata,
19 sacchi di rifiuti, di cui 3 a Sistiana, 10 a Duino e 6 nella spiaggia
della Riserva Marina. Detti sacchi sono poi stati trasportati negli
appositi punti di smaltimento da un’imbarcazione denominata
“Spazzamare”, messa a disposizione dal Ministero dell’Ambiente
della Tutela del Territorio e del Mare. Per quanto riguarda la tipologia dei rifiuti raccolti a Sistiana, si è riscontrata una prevalenza di
materiale abbandonato sulla spiaggia dai bagnanti (mozziconi di
sigarette, bottigliette di plastica), mentre sulla spiaggia della Riserva Marina, in quanto interdetta alla balneazione, è stato raccolto
prevalentemente materiale trasportato in seguito alle mareggiate.
In quest’ultimo caso si tratta per la maggior parte di casse di polistirolo, usate dalle imbarcazioni da pesca. Per tale motivo, si è reso
evidente che l’attività di sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente
marino non può limitarsi agli interventi presso i soli bagnanti, ma
deve coinvolgere anche altre categorie parimenti responsabili del
degrado della costa, intervenendo presso le competenti autorità
affinché svolgano l’apposita attività di vigilanza. Si fa presente
comunque che il personale della Riserva Marina ha svolto negli
ultimi anni un’attività sia di monitoraggio dei rifiuti piaggiati, sia
di sensibilizzazione nei confronti dei bagnanti presso le spiagge
di Santa Croce, Canovella e dei Filtri di Aurisina, valutando la
conoscenza di base sul ciclo delle materie e la percezione del
problema attraverso la somministrazione di questionari e organizzando laboratori di riciclo creativo per i più piccoli. Dal confronto
effettuato sui rifiuti raccolti nel 2008 nelle spiagge di Santa Croce,
dei Filtri e della Riserva Marina, è emerso che la composizione dei
rifiuti raccolti varia a seconda della tipologia di spiaggia e in base
al periodo dell’anno. La spiaggia di Santa Croce si è rivelata la più
deturpata, con ben 24 Kg (300 g/m) di rifiuti raccolti nel luglio del
2008, per un totale di 1261 oggetti (15 ogni metro). Un po’ meglio
la situazione ai Filtri (29 Kg, 200 g/m; 839 oggetti, 6 al metro),
grazie alla maggior accessibilità alla spiaggia che permette una
rimozione periodica più efficace dei rifiuti. Le due spiagge si sono
rivelate simili per la tipologia del rifiuto spiaggiato, in prevalenza
reste, le reti delle mitilicolture. Diversa la composizione dei rifiuti
nella spiaggia della Riserva Marina, dove ne sono stati trovati 18
Kg (76 g/m; 997 oggetti, 4 al metro), costituiti principalmente dal
polistirolo delle casse da pesca. I successivi monitoraggi autunnali
hanno mostrato un aumento del quantitativo di rifiuti trovati nelle
spiagge, soprattutto per quanto riguarda i Filtri e Santa Croce, libere ormai dai bagnanti e quindi lasciate maggiormente al proprio
destino. Diversa anche la composizione del rifiuto spiaggiato in
questo periodo, con un prevedibile calo della percentuale di rifiuti
determinati dai bagnanti. Sulla pagine del Konrad informeremo
sugli ulteriori sviluppi dell’attività svolta in tal senso dalla Riserva
Marina, attività che prevede anche l’organizzazione periodica di
manifestazioni di pulizia delle spiagge, allo scopo di tenere informata e coinvolgere l’opinione pubblica sul tema.
Fausto Guerriero e Diego Manna
marcia mondiale per la pace
11 Konrad novembre 2009
Un bel po’ di gente si è messa in marcia per creare coscienza
rispetto alla pericolosa situazione ‘globale’ in cui ci troviamo: la
violenza armata in campo politico internazionale; lo sconsiderato sfruttamento che avvelena le risorse della Terra; l’egoismo, la
prepotenza, l’indifferenza che caratterizzano i rapporti umani.
Un centinaio di persone faranno ‘staffetta’ attraverso tutti i
continenti per dar voce alla maggioranza dei cittadini del
mondo che sono contro la guerra e contro la violenza; migliaia
di persone li affiancheranno per aiutare tutti gli individui ‘di buona volontà’ a risvegliare la propria coscienza ai valori di Pace, di nonviolenza, di rispetto reciproco e per l’ambiente; un milione di persone saranno attivamente coinvolte per fare del proprio meglio
per esprimere e vivere questi valori.
Lo scorso 2 ottobre, anniversario di nascita della ‘Grande Anima’ e Premio Nobel per la Pace Mahatma Gandhi, una dozzina di “Marciatori per la Pace” è partita dalla Nuova Zelanda per chiedere ai ‘potenti della Terra’ disarmo e non-aggressione.
Altri li affiancheranno e sostituiranno via via in un percorso lungo l’Asia, l’Europa, l’Africa, le Americhe, unendosi alla gente ed alle
iniziative locali per proporre Pace attraverso la musica, lo spettacolo, lo sport, la cultura, e la manifestazione di divertimento nella
pacifica buona volontà.
Tante personalità quali: il Dalai Lama, Rigoberta Menchù, Desmond Tutu; tanti personaggi importanti del mondo sportivo e dello
spettacolo; migliaia e migliaia di individui animati dal desiderio di contribuire alla Pace hanno aderito a questo evento - incredibile
ma vero! - che si concluderà il 2 gennaio 2010 ai piedi dell’Aconcagua.
Come ci riguarda tutto questo?
Amici! conoscenti! concittadini! La Marcia Mondiale per la Pace e la Non-violenza arriverà a Trieste sabato 7 novembre 2009! Potremo costruire tutti insieme un grandissimo ‘segno di Pace’ vivente, alle 15 in Piazza Unità.
Nel pomeriggio poi, ed alla sera, seguiranno concerti e festa.
Se volete saperne di più, se volete partecipare: www.marciamondiale.org
Se poi desiderate esser tenuti al corrente, leggete Konrad: dall’interno dell’Equipe-Base della Marcia Mondiale per la Pace vi racconterò questa meravigliosa avventura, da New York all’Argentina!
Un abbraccio a tutti, uno per uno, e arrivederci in Piazza Unità il 7 novembre!
Ariella Sponza
Trasporti e Ambiente
Marcel Robert
“NoAuto. Per la
fine della civiltà
dell’automobile”,
Asterios editore,
Trieste, 2009,
108 pagine,
euro 12,00
Ancora sulla mobilità urbana
Non ci stancheremo mai di ripetere che se non si risolve il problema della mobilità urbana in
termini nuovi, la nostra vita come collettività è destinata a
peggiorare.
Città vicine e simili a noi per dimensioni e storia, come ad esempio Graz e Linz nella confinante Austria, vantano un trasporto
pubblico, che vede il tram ai primi posti e, comunque, un’organizzazione della mobilità urbana assai superiore alla nostra.
L’automobile non è la protagonista assoluta, i pedoni non sono
penalizzati e il numero di cittadini morti ammazzati dalle auto è
di gran lunga inferiore.
è indubbio, e lo confermano le statistiche mondiali, che gli italiani siano abili automobilisti e ciò sembrerebbe in
contraddizione con la strage continua provocata
dalla guerra del traffico. Di guerra infatti si tratta,
con morti e feriti e, anche in questo simile alla
guerra, in gran parte giovani. Allora bisogna
chiedersi se c’è qualcos’altro che non funziona.
E qui entrano in ballo le responsabilità delle
autorità, degli enti locali, della classe politica.
Lo stato delle strade, per esempio, i difetti della
manutenzione, l’incoscienza di tenere aperte
le autostrade anche in presenza di nebbia, la
scarsa o nulla presenza della polizia stradale.
Tutti avranno notato quanto sono assordanti i
motorini condotti a folle velocità da minorenni
nelle strade della città. Ma le contravvenzioni
e i (doverosi) sequestri sono ben pochi. Quasi
tutta la vigilanza si concentra sui divieti di sosta,
che sono, se vogliamo, i più innocui dal punto di
vista della sicurezza.
Non so se in altri Paesi non sia previsto alcun
limite di età, come in Italia, per il rilascio della
patente. Teoricamente, ma anche praticamente, da noi si può
guidare anche da vegliardi. Ricordo di essere stato avvicinato
un giorno da una persona più vicina ai novanta che agli ottanta,
che mi chiese di spiegargli che cos’è un certificato anamnestico.
Doveva presentarlo alla visita per il rinnovo della patente! Se il
giovane eccede per velocità, l’anziano è pericoloso per la distrazione e, qualche volta, per la presunzione.
Su questi temi Andrea Wehrenfennig mi ha segnalato un libretto
di Marcel Robert intitolato “No auto. Per la fine della civiltà
dell’automobile” (Asterios editore, 108 pagine, 12 €). Wehrenfennig nella sua introduzione all’edizione italiana tocca i vari punti
del problema del trasporto pubblico urbano, fornendo cifre e
formulando considerazioni di grande interesse, che non posso
non segnalare ai nostri lettori. Particolarmente interessanti sono
i dati che Wehrenfennig fornisce circa gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute. Egli testualmente scrive: “In Italia
abbiamo a disposizione uno studio pianificato su 15 città italiane per un totale di 9 milioni e centomila abitanti, e altri studi di
fonte ufficiale sull’impatto sanitario del PM10 e dell’ozono sulle
popolazioni urbane di 13 grandi città italiane. Dal primo studio
risulta che i limiti fissati dalle direttive europee per il 2010 avrebbero contribuito, se applicati, a risparmiare migliaia di decessi”.
E il nostro autore prosegue: “Forse ancora più negativi, anche se
meno considerati, sono gli effetti del traffico e del circolo vizioso
“più auto – più pericoli – meno bambini a piedi” sulla ridotta
mobilità e autonomia dei bambini. Come hanno constatato da
tempo i Paesi di cultura anglosassone, la salute perduta si può
riconquistare rinunciando all’auto, usando la bicicletta e i mezzi
pubblici, ma sopra tutto andando a piedi al lavoro o a scuola”.
In questa rubrica abbiamo già parlato del “pedibus”, ovvero
gruppi di scolari che si recano a scuola a piedi con l’assistenza di
qualche adulto .
Tornando al lavoro del francese Marcel Robert, presentatoci
da Wehrenfennig, osservo che il capitolo a mio parere più
interessante è quello intitolato “come vivere senza auto”, di cui
per apprezzarne il contenuto basterebbe riportare i titoli che
precedono i vari argomenti trattati.
Eccoli: abitare vicino a una rete di trasporto pubblico, utilizzare
la bicicletta più spesso possibile, farsi recapitare gli acquisti tramite internet, procurarsi l’abbonamento ferroviario, pianificare
gli spostamenti. E poi Robert racconta la realizzazione di un’utopia: un quartiere senza auto a Freiburg-in-Brisgau in Germania
Il quartiere si chiama Vauban, con 5mila abitanti e 2mila alloggi,
ovvero con una densità di un centinaio di alloggi per ettaro. Egli
narra anche di altre utopie, per parlare delle quali ci manca lo
spazio e di cui potremo discorrere in un prossimo futuro.
Sergio Franco
Erboristeria
Parafarmacia
Dott.ssa Alberti Calcedonia
Scopri le novità dell’Erbolario:
per ogni acquisto un gentile omaggio
Via Timeus, 3 - 34125 Trieste - Tel. 040 371045
Banca Etica
nella regione Friuli Venezia Giulia
Promotori finanziari
Alice Pesiri - Via Donizetti 5/A, Trieste - tel. 040 638472 - 347 2690400 - [email protected]
Dario Francescutto - Via S.Francesco 37 - Udine - tel. 0432 500744 - [email protected]
Punti informativi
Gorizia – Referente Rita Calligaris (Staranzano) tel. 348 7722120 - [email protected]
Pordenone – c/o “L’altra metà”, Via della Motta - tel. 0434 524228 - [email protected]
Trieste – Via Donizetti 5/A - tel. 040 638472 - [email protected] - www.bancaetica.org/trieste
Udine – Via San Francesco, 37 - tel. 0432 500744 - www.bancaetica.org/udine
Tolmezzo – c/o Comunità di Rinascita - Via G.Bonanni 15 - tel 0433 40461
12 Konrad novembre 2009
Pedalando
Da dove vengono tutte queste biciclette
Bicicletta ornamentale
ad Amsterdam
(foto Irene Cibin)
Se state leggendo queste righe, avete una bicicletta. O avete un
interesse, morboso o meno, per esse. Si può dire che da un certo
punto di vista, chi ha un mezzo a pedali condivide certi valori.
Il mezzo è il messaggio, in questo caso, per quel che si tratta
di velocità o di suo genere, di qualità più che quantità dello
spostamento, di tipo di divertimento. Nel bene e nel male, chi va
in bicicletta si differenzia, si sente qualcosa d’altro e come tale
viene additato.
Arrogante, egli
(o ella) non
emette gas di
scarico nocivi,
nonostante il
possibile umorismo. Non chiede un elevato
sacrificio di vite
e non aderisce,
almeno per il
poco possibile,
allo stile di vita
iper-accelerato
dei mezzi a
motore. In
questo senso, la
bicicletta è il mezzo di spostamento più etico, perché il suo uso
sottintende un sacco di cose.
Intendevo scrivere queste righe per spiegare come viene fatta
una bicicletta, dal punto di vista materiale, e lo farò da una
prospettiva diversa.
Nel momento in cui si pensa la bicicletta come mezzo superiore
in qualità morali, non ci si rende conto che c’è una rimozione
collettiva riguardante il fatto che, come molti altri oggetti, è una
merce globalizzata. Un oggetto fatto per spostamenti piccoli e
medi, all’interno di un ambiente naturale, in realtà attraversa il
globo in varie direzioni. Viaggia nei container. Cosa portano?
Portano telai di alluminio, leggero e rigido, o di acciaio, elastico,
resistente e pesante. Talvolta carbonio, con tutti i vantaggi di
un materiale programmabile nelle sue caratteristiche. Non ci
chiediamo mai i costi ambientali ed umani di queste vaste produzioni orientali. Delle ruote e della componentistica. Sappiamo
che vengono da est, e che costano poco. Oggi, lamentarsi che
una bicicletta costi trecento euro (il minimo per una bicicletta
dignitosa che funzioni), equivale a non ricordarsi che per padri
e nonni comprare un mezzo simile voleva dire una paga o poco
meno. Le biciclette erano fatte nel nostro paese, dal telaio ai
componenti, erano montate da operai che parlavano la nostra
lingua e di solito costruite per durare ben più del primo proprietario. Poi, come tutto, anche questo settore è stato globalizzato.
Produzione di enormi numeri, trasferimento in occidente di tutti
i componenti e qui solo montaggio e verniciatura.
Noi non ci poniamo mai il problema, silenziati dai prezzi aggressivi. Ma, essendo gente che va in bicicletta, forse dovremmo.
Forse dovremmo fare conoscenza degli artigiani rimasti che
ancora producono qui, e parlo di quelli veri e non dei semplici
assemblatori. Dovremmo riflettere sul fatto che una bicicletta
fatta a mano almeno in territorio europeo, include paghe dignitose e rispetto almeno delle basilari norme ambientali. Questa è
la differenza tra le bici di prezzo abbordabile e le bici inspiegabilmente costose.
Vorrei porvi un piccolo esempio: ci sono una serie di artigiani
tradizionali, che producono stupende biciclette in acciaio, come
Masi o Tommaselli. Il motivo per cui non incontrate mai le loro
bici, è che il 98% della loro produzione finisce in America, in Inghilterra o in altri paesi esteri. In Italia, troppo pochi capirebbero
il valore di quelle biciclette che, come i diamanti, sono per sempre; e le loro imprese non riuscirebbero a reggere economicamente. D’altro canto molti marchi con sede in Italia propongono
biciclette in carbonio monoscocca (che vuol dire che il telaio è
un blocco unico), con la dicitura “Made in Italy”. Ma l’unico posto
dove ci sono impianti capaci di costruire quei telai è Taiwan, la
bici in Italia viene al limite assemblata. Tuttavia il carbonio è di
gran moda e quelle bici spopolano.
Ci si può riflettere, ci si può lamentare o si possono andare a cercare con la lanterna i pochi che seguono percorsi differenti. Per
le biciclette, non esiste un equo e solidale come per i settori di
consumo più ampio, come non esistono certificazioni di impatto
ambientale per la produzione. E’ tutto un discorso che affonda
nel marasma del prezzo e di una cultura ciclistica che non è
veloce come lo sviluppo economico del settore.
Massimo Amodeo
sicurezza & lavoro
“3,06” Persone o numeri?
13 Konrad novembre 2009
Sabato 28 Novembre alle ore 20.30 al Teatro Comunale di Monfalcone, spettacolo ad
ingresso libero dell’Ass. CARICO SOSPESO
dal titolo: 3,06.
Molte energie diverse impegnate sul palco ma con un unico intento, tra le quali
citiamo in ordine sparso, sperando di riportare la maggior parte dei protagonisti:
Alessandra Franco, Sergio Giangaspero,
Luca Sterle & The Rebus, The Soul Circus
del maestro Massimo Devitor, Lucio Cosentino, il gruppo teatrale Daidaloi, come
anche breakdance dei Partiti Crew, magie
di luce e sabbia by Fabio&Max, immagini
by ScattArte ed alcuni contributi video
concessi gentilmente da Ascanio Celestini, il tutto affidato alla sapiente regia e
direzione artistica di Luisa Vermiglio.
Serata dunque, espressa in musica,
teatro e molto altro ancora con un filo
conduttore:la sicurezza e la dignità del
lavoro. Perché allora 3,06?
Quando muore una persona sul lavoro,
nessuno dovrebbe potersi ritenere non
chiamato in causa. Tutti nel proprio ambito possiamo fare la differenza – aziende:
prevenire e formare, - politica: progettare ed incentivare – sindacati: tutelare
e vigilare - organismi preposti, ognuno
per la propria competenza: raccogliere
dati, ispezionare, sanzionare – media:
informare.
Solo seri percorsi di formazione e prevenzione e non l’improvvisazione, possono
limitare i danni di una piaga, quella degli
infortuni e delle morti sul lavoro, che
continua ad avere dimensioni allarmanti,
ma della quale sembra, non ci si allarmi
ed allerti abbastanza.
Una piaga che nessuno ha la pazzia
di credere di poter annullare, ma che
possiamo contrastare con le nostre azioni,
ogni giorno in una battaglia che non può
permettersi rinvii.
3,06 è quindi la media matematica giornaliera di decessi sui nostri posti di lavoro,
strage quotidiana rilevata dall’ultimo
rapporto Inail sulle morti e gli infortuni.
Un caloroso invito rivolto a tutti a contribuire alla riuscita della serata, per poter
continuare a riaffermare il diritto all’integrità e alla dignità nei luoghi del lavoro,
ancora troppo spesso violato.
Con il patrocinio del Comune di Monfalcone, la collaborazione delle Ass. Esposti
Amianto, ANMIL, Arci E.Curiel, da Donna
a Donna, Periferia Nord Est, Banda Larga
e del contributo della Regione Autonoma
Friuli Venezia Giulia.
L’Associazione Carico Sospeso
[email protected]
www.caricosospeso.it
è arrivata l’estate
Che dire, mentre a Trieste stanno arrivando i primi refoli di bora che puliscono e
raffreddano l’aria, qui ai piedi del mondo
fa caldo o meglio, dopo un anno passato
in Antartide, penso che si possa avere il
privilegio e l’ardire di definire caldi -32°C!
Comunque sia, a parte la percezione
relativa della temperatura, ormai il freddo, quello vero, ed il buio, sono solo un
affascinante quanto insolito ricordo; per
uscire non indosso più 3 paia di guanti e
Abbigliamento estivo
di Laura Genoni
in Antartide
due pile e, a questo punto, posso persino
resistere all’esterno a viso scoperto nella
speranza d’acquistare un po’ di quel
colore bronzeo che solitamente sfoggiavo, per le vie della mia città, da maggio
a settembre. L’estate antartica, che ho
già vissuto un anno fa ed è stata la mia
iniziazione a questi luoghi inesplorati e
infiniti, ora assume una connotazione
nuova. Questa stagione si apre con l’invasione degli “ultracorpi”, ovvero l’arrivo
del personale della campagna estiva e dei
futuri componenti del prossimo inverno a
Concordia (DC6); come il sole, ormai onnipresente, riscalda le giornate così i nuovi
arrivati ci riscaldano gli animi ed il clima
all’interno della base! Alcuni ragazzi delle
precedenti missioni invernali mi avevano
descritto negativamente l’arrivo del personale estivo che veniva a rappresentare
come una sorta d’intrusione e violazione
di un delicato microcosmo; per me invece
è stato come una ventata di aria fresca e
pulita, priva di tutte le tensioni e le negatività che purtroppo si erano accumulate
in un anno di isolamento e molto spesso
di solitudine.
Le persone che arrivano qui d’estate
appartengono sostanzialmente a due
categorie: i veterani ed i neofiti. I primi,
nonostante la loro grande esperienza
antartica, rimangono comunque ammutoliti di fronte ai nostri resoconti perché
nessuno di loro ha mai affrontato l’inverno antartico e quindi gli risulta difficile
immaginare come gli stessi luoghi che
loro ben conoscono, pieni di luce, suoni
e colori, possano divenire bui, silenziosi e
incolori per molti mesi!
I neofiti invece hanno uno sguardo
ammirato verso tutto e tutti, e come
bambini assetati di conoscenza ascoltano
ogni cosa e seguono ovunque coloro
che, appena conclusa questa avventura,
hanno il difficile ed importante compito
di illustrargliene sia pregi che difetti.
La base si ripopola di persone, suoni ed
emozioni; infatti assieme agli arrivi ci
sono anche le prime partenze: il primo
ad andarsene è stato Denis, l’astronomo.
Spesso si dice che il valore e l’importanza
di cose e persone la si riesce a percepire
realmente solo quando queste vengono
a mancare; il bello ed anche in un certo
senso il brutto di passare un anno con
solo 11 persone, in una finta realtà che
non ha nessuna distrazione e possibilità
di fuga, è proprio quello di riuscire, con
un minimo di sensibilità ed interesse, a
conoscere bene, come raramente accade,
le persone con cui forzatamente si condivide tutto.
Perciò quando uno dopo l’altro saluterò
i miei compagni d’inverno, so benissimo
chi non sentirò né rivedrò mai più e con
chi invece manterrò un legame e mi potrò
un giorno rincontrare. Ovvero, quelle
rarissime persone che hanno saputo
mostrare il loro vero carattere a dispetto
della latente necessità di mascherare
emozioni e sentimenti che questo luogo
suggerisce e la gestione esterna tenta
d’imporre; al pari della bianca neve che
qui tutto copre e nasconde riuscendo
a rendere quasi belli anche i container
vecchi, arrugginiti e pieni di rifiuti che
circondano la base!
Un esempio per tutti è il rapporto instaurato con l’ormai amico Jonathan Zaccaria,
ragazzo italo – francese addetto alla sala
radio, al supporto informatico e ad alcuni
esperimenti scientifici.
La grande passione per l’Antartide che
ci accomuna, Jonathan ha già trascorso
un inverno alla base costiera francese di
Dumont D’Urville (DDU), ha fatto sì che
ci venisse naturale accompagnarci vicendevolmente durante le nostre uscite. La
condivisione di questa passione (la voglia
d’esplorare, d’immergersi in questa natura
incontaminata e non perdere neanche un
sorgere/tramonto del sole) ci ha resi forti
di una grande carica sia fisica che spirituale, che è stata essenziale per vivere al
meglio un impegno importante e difficile
quale l’inverno antartico.
Il nostro star bene assieme ha permesso
di abbattere ogni pregiudizio (diversa
nazionalità, sesso e cultura) cosicché, durante le nostre serate, Jonathan ha potuto
imparare a cucire ed io a riprendere con
la sua videocamera. Mai come in questo
luogo può essere importante cercare e
trovare un minimo d’intimità, di sentimenti più vivi e profondi della banale
convivenza e sopportazione. È veramente
rilevante avere qualcuno che, con un
semplice gesto o frase, possa fornire
un sostegno morale in modo naturale e
spontaneo, come il vedere il sole a mezzanotte e le stelle a mezzogiorno!
Qui a Concordia nascono amicizie che
sono completamente diverse da quelle
alle quali si è abituati; il vedersi ogni
giorno in un contesto insolito e a volte
ostile, consente l’istaurarsi, in un tempo
relativamente breve, di un legame particolare che a volte permette di comunicare anche solo con uno sguardo.
Legami di questo tipo li porterò, tra
non molto, a casa con me, al pari delle
passeggiate nel buio, delle ore passate a
raccogliere campioni di neve, dell’attesa
per il ritorno del sole e di tutte quelle
cose che, per la loro straordinaria unicità,
hanno un grande valore solamente in
questo luogo!
libreria minerva
Via san nicolò 20 - Trieste
14 Konrad novembre 2009
tel. 040-369340
[email protected]
www.libreria-minerva.it
Laura Genoni
Libri
NOI di Evgenij Zamjàtin
- La nostra rivoluzione [...] è stata l’ultima. E non ci può essere
nessun’altra rivoluzione. Lo sanno tutti.
L’aguzzo, ironico triangolo delle sopracciglia: - Mio caro: tu sei un
matematico. E in più sei un filosofo matematico: dimmi l’ultimo
numero.
- Cioè? Io... io non capisco: quale ultimo numero? [...] questo è
assurdo. Dal momento che il numero dei numeri è infinito, quale
ultimo numero vuoi da me?
- E tu quale ultima rivoluzione vuoi? Non c’è un’ultima rivoluzione, le rivoluzioni sono senza fine.
Copertina del libro NOI
(ed. Garzanti, 1973)
Ogni romanzo ha il suo “pezzo da antologia”, breve
ma rivelatore, quello che più degli altri brani mette il
luce l’essenza stessa dell’opera. Questo è il pezzo da
antologia di Noi, capolavoro di Evgenij Zamjàtin, uno
degli scrittori più interessanti della letteratura russa
contemporanea eppure uno dei meno noti.
Se le rivoluzioni sono senza fine, non stupisce che,
scritto tra il 1920 e il 1922, il romanzo sia stato osteggiato e censurato dal regime bolscevico, e infine
quasi dimenticato.
Il risultato è che, ancora oggi, chiedendo a qualcuno di citare un romanzo distopico di feroce satira
al totalitarismo, tutti citino Il mondo nuovo (1932)
di Aldus Huxley, La fattoria degli animali (1945) e
1984 (1949) di George Orwell, Fahrenheit 451 (1953)
di Ray Bradbury, ma quasi nessuno ricordi Noi che
pure è stato concepito molto prima e forse meglio,
con uno stile particolare, ellittico, con frasi mozze che
suggeriscono e non descrivono mai del tutto. Uno
stile, ha detto qualcuno, mutuato dal cubismo.
Forse la ragione di questa disparità di successo è così banale da
risultare, se ci riflettiamo un momento, terribile: la maggior parte
di noi non attribuisce valore (o comunque non ne attribuisce
abbastanza) alla verità che venga espressa con troppo anticipo...
Quando Zamjàtin scriveva, il totalitarismo, il controllo delle masse, l’uso della censura, la mannaia calata sulla cultura e sull’arte,
non si erano ancora delineati né mostrati in tutta la loro tragica
potenza. La gente, diciamo così, non era ancora spaventata a dovere. Fin troppo facile leggere, entusiasmarsi e decretare la fama
dei libri che vennero dopo, quando il Male si stava compiendo o
si era già compiuto; quando lo si toccava.
Noi era stato scritto troppo presto. E questo, se da un lato ha
negato a Zamjàtin la fortuna, dall’altro ne sancisce l’eccezionale
merito. Nel romanzo, Zamjàtin immagina uno Stato Unico, che
ormai esiste da mille anni, governato dal cosiddetto Benefattore
e controllato dai Guardiani che reprimono qualsiasi tentativo
dissidente. Gli uomini, che non hanno più un nome ma vengono
designati solo con numeri, devono seguire una Tavola delle Ore
che impone a tutti di compiere ogni gesto nello stesso istante. Persino all’amore ci si deve accostare solo nei modi e nei
momenti stabiliti. Ciascuno è provvisto di una “cella”, e le celle
costituiscono un enorme alveare umano.
Il protagonista di è D-503, un matematico incaricato di costruire
l’Integrale, un razzo che porterà nell’intero universo i principi
dello Stato Unico ormai così ben consolidato sulla Terra.
D-503 però si innamora di I-330, una giovane rivoluzionaria
che fa parte di una associazione segreta che vorrebbe sovvertire lo Stato Unico. Grazie ai Guardiani, il Benefattore sventa il
complotto. E non solo. Decide di sottoporre l’intera popolazione
mondiale alla Grande Operazione: a ciascuno verrà rimosso il
pezzettino di cervello dove ha sede l’immaginazione. Soltanto
quando saranno privati della fantasia (elemento così pericoloso...), gli uomini potranno dirsi perfetti, ovvero perfettamente
adatti al sistema. L’angosciante trama di Noi è la rappresentazione estrema e satirica di qualcosa che il regime bolscevico voleva
veramente realizzare. Aleksej Gastev, il più famoso degli intellettuali della Proletkult, sognava di applicare alla vita quotidiana i
metodi di produzione industriale di Taylor. Gastev creò la Lega
del Tempo, i cui membri dovevano tenere delle cronotabelle
sulle quali segnare l’esatto utilizzo di ogni minuto della giornata.
Gastev scriveva: “In futuro non esisteranno più milioni di teste,
ma una singola testa globale”.
Evgenij Zamjàtin, nato nel 1884, aveva partecipato alla rivoluzione russa del 1905 e aveva salutato entusiasticamente quella
d’Ottobre del 1917. Ma si rende subito conto che le cose non
procedono come lui e altri avevano sognato. Si oppone con
vigore al sistema di censura introdotto dal regime e i suoi lavori
sono sempre più critici. Dichiara: “La vera letteratura può esistere
solo quando è creata non da ufficiali diligenti e affidabili, ma da
folli, eremiti, eretici, sognatori, ribelli e scettici”.
Noi non viene pubblicato in Unione Sovietica. Nel 1923 viene
letto durante una riunione dell’Unione degli Scrittori, provocando un putiferio. Viene invece pubblicato in inglese nel 1924
e in ceco nel 1927. Sempre più inviso alle alte sfere per la sua
ostinazione a non voler piegare la testa, a Zamjàtin viene impedito di pubblicare nuove opere, e quelle già esistenti diventano
proibite. È a questo punto che lo scrittore, considerando se
stesso alla stregua di un condannato a morte, scrive una celebre
lettera a Stalin.
“Un condannato alla massima pena, l’autore di questa lettera,
si rivolge a Voi con preghiera di commutargli tale pena. Il mio
nome, verosimilmente, vi è noto. Per me come scrittore, è una
condanna a morte la privazione della possibilità di scrivere [...].
So che ho la non comoda abitudine di dire non ciò che in quel
dato momento è vantaggioso, ma quel che a me sembra la
verità”. Zamjàtin conclude dicendosi consapevole che nemmeno
l’esilio sarà facile da sopportare. “Ma anche nelle condizioni più
difficili là non sarò condannato al silenzio, là sarò in condizione
di scrivere e di pubblicare”.
Anche grazie all’intercessione di Maksim Gork’ij, Stalin nel 1931
gli concede di lasciare la patria. Stabilitosi a Parigi, lo scrittore
vive in condizioni misere fino alla morte, per infarto, nel 1937.
Ironia del destino: il cimitero in cui riposa si affaccia su Rue de
Stalingrad.
Luisella Pacco
Farmacia Alla Borsa
Via San Giuliano, 35 - Pordenone
tel./fax: 0434 28043 - [email protected]
15 Konrad novembre 2009
Trieste - Piazza della Borsa, 12
tel. 040 367967 - www.farmaciaallaborsa.it
Shalom
Pe, XVI lettera dell’alfabeto ebraico
La lettera Pe rappresenta la parola e il silenzio, il suo valore numerico è 80.
Si pronuncia P se ha il puntino (daghes) e F
se non c’è l’ha.
Possiamo vedere le due lettere: la prima
viene usata all’interno delle parole mentre
la seconda viene usata sempre alla fine
della parola.
La PE (bocca) è data all’uomo per servire lo scopo morale di usare la parola al servizio di Dio (Tefillah Zaka’). Il lutto è il momento
del silenzio. Al silenzio si allude mangiando uova e lenticchie,
che sono cibi rotondi che non hanno “bocca”. (Baba Basra 16b)
Nell’alfabeto, la AIN precede la PE, dato che l’occhio percepisce e
poi la bocca esprime il pensiero. C’è comunque un luogo dove la
posizione di queste due lettere si inverte.
La Kabbala nota che la PE è formata da una KAF ed una YOD. La
KAF rappresenta KLI’ (contenitore), che contiene la YOD, ovvero
la spiritualità. La YOD nella KAF rappresenta lo spirito contenuto
nel corpo umano, oppure un uccello in gabbia (il Messia), oppure, ancora, i Dieci Comandamenti nell’Arca. (Magen David).
Pronunciando la parola Poh significa “qui” avverbio di luogo che
conferma l’idea: la nostra terra immediata cioè quella che sta
immediatamente sotto i nostri piedi.
La più classica espressione legata alla parola pe è Torà Shebe’al
Pe (Torà orale), ossia l’insieme delle interpretazioni delle scritture
date da Mosè oralmente, che per l’ebraico hanno l’importanza
pari a quelle del testo scritto. Il ruolo della trasmissione orale è
un punto centrale nell’ebraismo anche perché per anni prima
della stesura del Talmud tutto veniva riportato oralmente. Infatti
l’ebraismo come altre fa uso di istituzioni religiose ma l’insegnamento dei testi sacri non viene affidato solo ai maestri ma anche
alla trasmissione importantissima fra padre e figlio.
Anche questa puntata è finita spero che sia stato tutto chiaro
aspetto vostri suggerimenti e domande a presto e Shalom, se
avete dei dubbi non esitate a scrivermi cercherò di rispondervi.
Davide Casali
Dichiarazione universale dei diritti umani in arabo
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e
devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”
Questo numero di Konrad propone il consueto primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani in arabo. Per la
proibizione di rappresentare la divinità, i calligrafi arabi trasformarono la scrittura stessa in immagine portando così la loro arte
calligrafica a livelli di eccellenza assoluta, riuscendo a trasformare l’atto di scrivere in un’arte quasi mistica. Usata oggi da quasi
200 milioni di persone, la lingua araba include una trentina di varietà linguistiche come l’egiziano, il marocchino, l’algerino ed il
maghrebino.
Festa degli alberi
L’Associazione Eoh San organizza la Festa degli Alberi nelle giornate di venerdì 20, di sabato 21 e domenica 22 novembre all’interno
del Parco Farneto e non solo, la novità di quest’anno è che, con molta probabilità, saremo anche in via Santa Caterina venerdì mattina e domenica pomeriggio in occasione della manifestazione che celebra il ventennale della Giornata dei Diritti d’Infanzia, con la
mostra interattiva aperta a tutti “La nostra impronta sul mondo” nella sala espositiva della Libreria Borsatti.
Il venerdì pomeriggio sarà dedicato ai ricreatori, alle ore 15.30, aperto a tutti, ingresso del Parco Farneto di v.
Chiadino ang. v. Marchesetti, i bambini si esibiranno in una rappresentazione teatrale “Storia e storie del Bosco
Farnedo, con replica domenica pomeriggio all’interno della struttura polifunzionale “Casa Serena”. Sabato mattina
le prime classi della scuola primaria A. Padoa saranno impegnate in laboratori di educazione ambientale; la festa si
apre a tutti alle ore 11.30 nel pratone adiacente al Ferdinandeo con la presentazione del libro “Il Bosco Farneto” curata da Diego Masiello, coordinatore del CDN di Basovizza, con le bolle giganti di sapone, seguirà un piccolo
rinfresco. Domenica 22 novembre siete tutti invitati alla Giornata dedicata alla Pulizia del Boschetto, ritrovo
alle ore 10 all’Archetto “Gloriette” nelle vicinanze del Ferdinandeo, oltre a pulire il Parco, Mario Ianevic, esperto
micologo, ci mostrerà i funghi che crescono in questo specifico sottobosco.
Emanuela Brianti
responsabile Associazione Eoh San –Solo Amanti della Natura-
Auto
realizzazione e se
r v izio a
ll’umanità
solo
Meditazione - Ser
vizio so
ciale
i Y
Corsi d oga e cucina
v
e
g
e
tariana
Cene indiane per
benefic
en z a
Ananda Marga
Organizzazione Umanitaria
16 Konrad novembre 2009
Cordenons PN - Piazza San Pietro 10
Tel. 0434 931364 - Cell. 348 9035858
www.apnu.net
SCOPRI A
EREN Z
DI
LA FF
prodotti
biologici e
biodinamici
di qualità
l’albero del pane
trieste
viale Miramare 27
tel. 040 421128
viale XX Settembre 39
tel. 040 636332
Sapori del Carso 2009
All’insegna della Frutta
Sapori del Carso dal 17 ottobre all’8 novembre 2009.
L’iniziativa dei ristoratori, panifici e negozi triestini e goriziani è all’insegna della frutta, con un ricco calendario di eventi, incontri, serate, mostre e degustazioni. Oltre agli ingredienti tradizionali (vino, olio, miele, formaggi, pane, dolci, caffè, birra), appariranno in tavola l’uva, i cachi, il sambuco, le mele cotogne, le nocciole...
In tutti i locali quest’anno: il “piatto di Sapori del Carso 2009, gnocchi alle noci.
Il pan de fighi invece in tutti i panifici, oltre agli altri tipi di pane e dolci alla frutta.
In collaborazione con il circolo Fotovideo Trst 80, Juliet e triestèfotografia sono allestite sei mostre di fotografia nel centro civico
e nei negozi di Opicina, da Daneu e Veto a Opicina, Guštin a Sgonico, Savron a Devincina e Sardoč a Precenico.
Le guide di Curiosi di natura propongono le domeniche mattina 1, 8 e 15 novembre le escursioni “Natura e gastronomia” con
possibilità di assaggio dei menù a prezzo di favore nelle “gostilne” convenzionate: info su www.curiosidinatura.it
Nei locali e in libreria è disponibile la nuova Agenda dell’Adriatico 2010 dedicata alla frutta e con le ricette dei Sapori del Carso,
curata nella parte gastronomica da Vesna Guštin. Si potrà assaporare i menù (prenotando) nei locali e acquistare all’angolo del
prodotto tipico di tutti gli esercizi anche dopo il periodo e durante tutto l’anno.
Sapori del Carso è realizzato dall’Unione regionale economica slovena (URES) con il contributo della Camera di Commercio
di Trieste e della Provincia di Trieste.
INFO. Recapiti esercizi, produttori, eventi: URES Trieste, via Cicerone 8, tel. 040 6724824, www.triesteturismo.net.
Okusi Krasa 2009
V znamenju sadja
Frutta ai Sapori del Carso a Gorizia da Primožič, composizione dell’ortofrutta Persè,
le “confetture” di Mosetti e l’agenda “Agenda dell’Adriatico 2010” (ed. EST Trieste)
Foto: Pierluigi Bumbaca
Okusi Krasa od 17. oktobra do 8.novembra 2009.
Tržaški in goriški gostinci, peki in trgovci prijejajo priljubljeno pobudo v znamenju sadja. Ta se odvija z bogatim sporedom dogodkov,
večerov, razstav in degustacij. Ob jedeh in tipičnih proizvodih (vino,
olje, med, sir, kruh, sladice, kava, pivo), boste dobili na mizi ali v
trgovini še grozdje, kake, bezeg, kutine, lešnike...
Letošnja novost je “Krožnik Okusi Krasa 2009” – njoki z orehi, ki se
ga dobii v vsaki gostilni ter figov kruh, ki ga ponujajo vse pekarne.
V sodelovanju s krožkom Fotovideo Trst 80, Juliet in
triestèfotografia je postavljenih kar šest fotografskih razstav v
občinski izpostavi in trgovinah na Opčinah, pri Danevu in Vetotu
vedno na Opčinah, pri Guštinu v Zgoniku, Savronu v Devinščini
ter Sardoču v Prečniku.
Vodiči Curiosi di natura ponujajo ob nedeljah dopoldne,
1., 8., in 15.novembra, vodene ekskurzije »Narava in
gastronomia«, po katerih boste lahko okusili jedilnike po ugodni
ceni v danih gostilnah: info na www.curiosidinatura.it.
V gostilnah in knjigarnah se dobi nov Jadranski koledar 2010 posvečen sadju in z recepti Okusov Krasa, pri katerem je prispevala gastronomski del Vesna
Guštin. V tem odbobju in tudi naprej se bo lahko poskusilo jedi in kupilo proizvode v kotu tipičnih proizvodov v vseh sodelujočih obratih.
Okuse Krasa prireja Slovensko deželno gospodarsko združenje (SDGZ) s prispevkom Trgovinske zbornice Trst in Pokrajine Trst.
INFO. Jedilniki, obrati, proizvajalci in dogodki: SDGZ Trst, ulica Cicerone 8, tel. 040 6724824: www.triesteturismo.net
Menù tipici nei locali
El Fornel, Trieste Tel./Fax 0403220262,
www.elforneltrieste.com
Daneu, Opicina (TS) Tel./Fax 040211241,
[email protected]
Veto, Opicina TS) Tel./Fax 040211629
Valeria, Opicina (TS) Tel./Fax 040211204
Carso-Kras, Col (Monrupino)
Tel./Fax 040 327113, www.ristorantecarso.it
Križman, Repen (Monrupino)
Tel. 040327115, www.hotelkrizman.eu
Guštin, Sgonico - Tel./Fax 040229123
www.gustintrattoria.com
Risto bar Grotta, Borgo Grotta Gigante
(Sgonico) Tel. 040327330,
[email protected]
Savron, Devincina – Prosecco (TS)
Tel. 040225592, [email protected]
La Lampara, S.Croce (TS)
Tel./Fax 040220352, www.la-lampara.net
Il pettirosso, S.Croce (TS) Tel./Fax 040220619
Sardoč, Precenico (Duino Aurisina)
Tel. 040200871, www.sardoc.eu
Eden – Vanilija à la carte, Sistiana (Duino
Aurisina) Tel. 0402907042, www.edensistiana.it
17 Konrad novembre 2009
Lokanda Devetak, S.Michele del Carso (Savogna
d’Isonzo) Tel. 0481882488, www.devetak.com
Alla Luna-Pri Luni, Gorizia
Tel. 0481530374, [email protected]
Primožič, Gorizia
Tel. 048182117, Fax 0481548864
Rosenbar, Gorizia
Tel./Fax 0481522700, www.rosenbar.it
I prodotti nei negozi ed enoteche
Bar Basso - Trieste, Via Coroneo 14/b,
Tel. 040762693
Bar X - Trieste, Via Coroneo 11, Tel. 040634666
Il frutteto - Marchesich Claudio – Trieste,
L.go Piave 3, Tel. 040360146
Enoteca Bischoff Trieste, Via Battisti 14 / Tel.
040630885 / Via Mazzini 21 / Tel. 040631422
La Portizza –Trieste, Piazza Borsa 5,
Tel. 040365854
Salumeria Mezgec Ervino – Trieste,
Via Risorta 1, Tel. 040308878
Caffè Vatta - Opicina (TS),
Via Nazionale 38, Tel./Fax 040215313
Conad - Opicina (TS), Strada per Vienna 61,
Tel. 040215433
Despar Slavec - Opicina (TS),
Strada per Vienna 9/8, Tel. / Fax 040212197
Despar Slavec - Padriciano 37 (TS), Tel. 040226879
Vidiz & Kessler - Sgonico (TS),
Via Stazione di Prosecco 5/b, Tel. 040251300
Alimentari Kukanja - Duino Aurisina (TS),
Aurisina 106/b, Tel./ Fax 040200172
Qubik bar – Kinemax, Monfalcone (GO),
Via Grado 54, Tel. / Fax 0481712020
Alimentari Mosetti, Gorizia, Via Crispi 6,
Tel. / Fax 048182004
Pane e dolci nei panifici
Ota - San Dorligo della Valle (TS), Bagnoli
d.Rosandra 66, Tel. 040228669
Žetko Leo (ex Gasperi) – Trieste, Via Carducci 39,
Tel. 040636244
Čok - Opicina (TS), Strada per Vienna 3,
Tel. +38 040213645
Bukavec - Prosecco 160 (TS), Tel. 040225220
Starec - Prosecco 138 (TS), Tel. 040225257
Leghissa Bruna - Duino Aurisina (TS), Sistiana 41,
Tel. 040299147
Il fornaio - Cozzutti Claudio - Gorizia,
Via Garzarolli 195, Tel. 0481521522
Cinema
Tre film per sognare
UP - Il mio vicino Totoro - Ricky, una storia di amore e libertà
Tra i recenti film di genere fantastico arrivati sugli schermi italiani,
brilla come una stella di prima grandezza il surreale e divertente
Ricky, una storia di amore e libertà di Francois Ozon, tratto dal
romanzo di Rose Tremain (Moth - Falena) e distribuito in Italia
dalla Teodora Film (che ha pure prodotto il film). Katie (Alexandra
Lamy) è operaia in una fabbrica di prodotti chimici tossici, ha già
una figlia, conosce Paco (Sergi Lopez) e dalla loro relazione nasce
Ricky. La madre lo proteggerà da tutto e da tutti, nonostante le
implumi ali di pollo che gli spuntano sulla schiena, accogliendolo
come se un bimbo del tutto normale. Ma quando Ricky comincia a svolazzare in un supermercato diventando oggetto dello
smodato interesse dei media, la vita della famiglia cambia. A
risolvere i problemi (non vi dirò come) sarà proprio Ricky. Era da
tanto tempo che una sorta di angelo non irrompeva sul grande
schermo, eppure alcune sue raffigurazioni diedero vita a pellicole
indimenticabili: basti pensare a La vita è meravigliosa di Frank
Capra (1946) oppure a Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders
(1987). Ricky è diviso in due parti: la prima realistica descrive
le grigie esistenze di una donna che lavora in fabbrica e della
sua figlia adolescente Quasi un film alla Ken Loach sulla classe
operaia francese. Nella seconda parte irrompe a forza l´elemento
fantastico: le ali del bambino sembrano il frutto di una mutazione
genetica, una deformità congenita, ma poi ci si domanda come
può volare con delle alucce così piccole. La risposta arriverà
nella scena finale. Ma ora parliamo di UP di Peter Docter, ultimo
prodotto della Pixar-Disney presentato a Cannes e Venezia come
la più grande meraviglia del secolo. Secondo me si tratta di lodi
esagerate, anche se il fascino del film è indubitabile: nell´America
anni Trenta, Carl Friedicksen è un bambino occhialuto che sogna
esplorazioni e viaggi avventurosi. Quando incontra Ellie, bambina
che la pensa come lui, è amore a prima vista. I due cresceranno
insieme, si sposeranno e vivranno felici, finchè lui resta vedovo in
una casetta circondata da enormi cantieri edili e palazzinari che
lo vogliono sfrattare e mandare in casa per vecchi. Fine del film?
Macchè! Tutto questo succede nei primi 10 minuti. E dopo? Un
Giovane Esploratore, figlio d´un diplomatico giapponese, bussa
alla porta di Carl, che finalmente comincerà a realizzare il sogno
della propria vita: legando al comignolo centinaia di palloncini,
solleva la piccola casa di legno in mezzo ai colossi di cemento e
vola via assieme al ragazzino. Girato in 3D, il film si può apprezzare anche in versione “normale” perché il senso del meraviglioso
non viene ucciso se manca un paio di occhialetti polarizzati e la
casa volante in mezzo ai grattacieli è uno dei momenti più poetici
del film, ma pure il resto non scherza. Le scene di avventura
nell´isolato altopiano del Venezuela con un uccello gigante multicolore, via di mezzo fra uno struzzo e una giraffa, sono assolutamente coinvolgenti ed esilaranti, e tutta la storia vibra di un amore per la vita veramente incredibile. Altra dimostrazione che i film
d´animazione prodotti dalla Pixar di John Lasseter, da Toy Story a
Bug´s Life, fino ai recenti Nemo e Wall-E, non sono solo gioielli di
perfezione tecnica, ma anche storie perfette con personaggi che
funzionano sceneggiature di ferro. Ancora un film: nel cinema del
centro di Trieste dove si proiettava Il mio vicino Totoro di Hayao
Miyazaki, era attaccato in vetrina un manifesto: “Dopo Ponyo sulla
scogliera, ecco l´ultimo capolavoro del maestro Miyazaki”. Beh, si
tratta di una sonora fregnaccia, perché la pellicola è del lontano
1988, i distributori italiani non l´avevano mai presa in considerazione e arriva adesso solo in seguito al successo commerciale
delle recenti opere del Maestro e grazie alla piccola Lucky Red.
La trama: due bambine aspettano l´autobus al crepuscolo in una
strada di campagna in mezzo al bosco, comincia a piovere. Potrebbe essere l´avvio di un horror, ma l´essere soprannaturale che
irrompe sulla scena è assolutamente amichevole: Totoro, spirito
della foresta, che si materializza sotto forma di gatto rosa, bipede,
alto tre metri e rotondo come una palla. Le bambine lo conoscono già, non lo temono e anzi lo accolgono con gioia. Anche
Totoro si mette ad aspettare l´autobus. E che razza di autobus! E´
il Gattobus, peloso col muso di gatto e 12 zampe che si muove a
grande velocità, supera ogni ostacolo, assecondato dagli alberi
che si scostano al suo passaggio, visibile solo a pochi previlegiati.
Invitate da Totoro, le bambine salgono sul Gattobus, che le riporta
a casa in pochi secondi. Ambientato nella campagna giapponese
durante gli anni ´50, il film è un piccolo capolavoro minimalista,
con le bambine Satsuki e Mei che convivere assieme a spiriti e
creature fatate in una casa di campagna abitata dai fantasmi. Già
vent´anni fa, Hayao Miyazaki raggiungeva grandi vette artistiche,
ponendo le premesse per gli ulteriori traguardi internazionali. Il
film piacque tanto al pubblico giapponese e ricevette tanti premi
che Miyazaki decise di adottare Totoro come simbolo per il suo
studio di animazione Ghibli. Sono veramente contento che Totoro
sia arrivato pure in Italia. Era ora!
Gianni Ursini
Fantascienza e Sitges
18 Konrad novembre 2009
Science plus Fiction (festival internazionale del fantastico, linguaggi sperimentali, nuove tecnologie, cinema, tv, arti visive e spettacolo) si svolgerà al Cinecity di Trieste dal 22 al 28 novembre.
Molti film arrivano dalla rassegna di Sitges, dove (coccolatissimo dagli organizzatori spagnoli) ero inviato speciale di “KONRAD“.
Sitges è una cittadina turistica sulla costa catalana, 35 km da Barcellona: da 42 anni in ottobre atterra il Festival del Cinema Fantastico. In dodici giorni 125 lungometraggi più 50 corti, in maggioranza prodotti nel 2008-9, quasi tutti inediti in Italia, divisi in 17 sezioni.
Alla fine, sono stati distribuiti più di trenta premi, troppi, ma da quelle parti si usa così. Ha stravinto quasi tutto Moon, esordio di Duncan Jones (figlio di David Bowie), co-produzione USA-GB: miglior film, regia, attore (Sam Rockwell) e sceneggiatura (Nathan Parker).
Distribuito dalla Sony, Moon dovrebbe arrivare presto anche in Italia. In ogni caso lo vedremo in anteprima a Trieste e sembra che
gli organizzatori, i nostri ragazzi della Cappella Underground, si siano dati un gran da fare per un’edizione interessantissima. Intanto,
il Presidente della Giuria di Science plus Fiction sarà lo scrittore americano Bruce Sterling, tra i fondatori del “cyberpunk“, autore
di romanzi fondamentali come La matrice spezzata e curatore della basilare antologia Mirrorshades. Tra I film già confermati: dal
Giappone arriveranno la trilogia di culto manga 20th Century Boys e la sofisticata sf di The Clone Returns Home. Direttamente dal
Sundance Festival One, dell’ ungherese Pater Sparrow tratta da un racconto di Stanislaw Lem. Da Sitges il giappo-russo-canadese
First Squad: The Moment Of Truth, fantascienza ambientata nella Seconda Guerra Mondiale, mentre non mancheranno di stupire
l’horror britannico-natalizio The Children e il nuovo film di Kazuaki Kiriya Goemon, di epoca medioevale, con protagonista un Robin
Hood ninja dai superpoteri; lo spettacolare Banlieue 13 scritto da Luc Besson, il messicano 2033 diretto da Francisco Laresgoiti, che
ci catapulterà in una dittatura del futuro. Come già annunciato, il Premio Urania d’Argento andrà al leggendario Roger Corman, regista e produttore che lanciò gente come Jack Nicholson e Francis Ford Coppola. Corman sarà ospite a Trieste, dove ritirerà il premio e
presenterà alcuni film del suo ciclo ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe, nel bicentenario della nascita dello scrittore: verranno proposti diversi capolavori degli anni ‘60, I Vivi e i Morti , Il Pozzo e il Pendolo, I Maghi del Terrore e La Maschera della Morte Rossa. In
piena notte, con la collaborazione della rivista Nocturno incontreremo uno registi di B–movie e western all’italiana, Enzo G.Castellari,
considerato un maestro da Quentin Tarantino che lo omaggia nel recente Inglorious Bastards, con scene ispirate al vecchio Quel
maledetto treno blindato. In programma molti altri eventi ancora da definire.
Science plus Fiction è realizzata e promossa dalla Cappella Underground, con la collaborazione e il sostegno del Ministero per i Beni
e le Attività Culturali (DGC), la Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia di Trieste, il Comune di Trieste, la Camera di Commercio di
Trieste, l’Università di Trieste.
G.U.
Teatri di confine
Da Edipo Re al Rossetti
Edipo sul lettino
Edipo Re: martedì 6 ottobre la stagione del Rossetti non poteva
cominciare in modo più adatto. Adatto ai tempi in cui viviamo, nei
quali ci si guarda attorno e nulla si vede se non vacuità. Adatto a
una prima teatrale, con i suoi ornamenti di rose, politici in mostra,
dame d’alto bordo e carabinieri col pennacchio. Antonio Calenda,
direttore del teatro e regista di questa versione moderna della
tragedia di Sofocle, prodotta dallo Stabile regionale con il Teatro
degli Incamminati e il Teatro di Messina, affastella, com’è sua
abitudine, una molteplicità di significati che si accumulano sopra
il testo originale. Da questo calderone semantico, emergono due
teorie fondamentali: quella del capro espiatorio di René Girard, e,
soprattutto, la psicoanalisi di Sigmund Freud. Forse solo un attore
come Franco Branciaroli poteva dar corpo a un magma
così vasto e, infatti, si impossessano letteralmente di lui
ben tre personaggi principali: Edipo, l’indovino Tiresia
e la madre di Edipo, Giocasta. Accanto a Branciaroli vi
sono Giancarlo Cortesi, Gianfranco Quero, Emanuele
Fortunati, Alfonso Veneroso e gli otto coreuti del Teatro
di Messina. Efficace la scenografia di Bisleri, uno spazio
buio come l’inconscio del protagonista.
Freud, che dalla tragedia di Sofocle mutuò una delle
pietre angolari della psicoanalisi, quel complesso di
Edipo che ormai tutti conosciamo, è l’ispiratore della rielaborazione
compiuta da Calenda. Per fugare qualsiasi dubbio c’è, sia pure
in legno, uno psicanalista sul palco. Se ne sta seduto, spalle alla
platea, mentre Branciaroli/Edipo si tormenta su un lettino rosso. Già,
proprio quel lettino reso celebre dalla terapia psicoanalitica. Anche
se, più che da una nevrosi, sembra proprio che lo sventurato Edipo
sia affetto da personalità multipla, perché in lui parlano più voci.
L’indovino cieco Tiresia, ad esempio, che gli rivelerà quel nucleo
di verità sepolta che Edipo stesso non conosce, cioè il fatto di aver
ucciso il padre e di aver sposato la madre. Ma anche Giocasta,
che costringe Branciaroli a una mise in tacchi rossi e guepière. A
posteriori, sarebbe stato forse più coerente far sentire solo la voce di
Giocasta, anche perché così l’effetto scivola nel grottesco. Alla fine
della tragedia, dopo il suicidio della madre, Edipo si accieca, trafitto
dai sensi di colpa e dalla sua stessa volontà di sapere.
Un Remitur
alla Contrada
E se le donne andassero al potere? Sarebbe un vero e proprio
‘Remitùr’, come dice il titolo del nuovo spettacolo che ha aperto
venerdì 9 ottobre, presso il Teatro Bobbio, la stagione 2009/2010
della Contrada. In realtà c’è anche una seconda parte del titolo,
‘Le donne al parlamento’, che richiama una delle due opere
del grande commediografo greco Aristofane a cui la nuova
produzione, firmata dal regista Francesco Macedonio e da Ugo
Vicic, si è liberamente ispirata. L’altra è la celebre ‘Lisistrata’,
ovvero, dal greco antico, ‘colei che scioglie gli eserciti’, una
femminista ante litteram interpretata naturalmente da Ariella
Reggio. Accanto a lei c’è Maria Grazia Plos, che veste i panni
di Pallade Atena e di una delle ribelli più convinte. Entrambe
capeggiano un gruppo di donne (Marzia Postogna, Paola
Saitta, Ornella Serafini, Sara Zanni) decise a prendersi il potere.
Vi sono poi anche gli uomini (Maurizio Zacchigna, Adriano
Giraldi, Massimiliano Borghesi, Lorenzo Zuffi e Francesco Paolo
Ferrara), ma non possono fare altro che aspettare e sperare che
passi la buriana. Tutto nasce da una telefonata della dea Pallade
Atena a un’umile fioraia triestina con l’intento di infonderle
una coscienza di classe. La fioraia, che si chiama Maria Rosa
Mughetti, si trasforma nella volitiva Lisi e, indossati gli attributi
della dea, cioè un elmo e una lancia, parte per la rivoluzione.
Ma non è nulla di violento: nonostante le facce feroci, i caschi, le
scope e i megafoni le donne in subbuglio colpiscono gli uomini
con un’arma ben più tagliente e sottile: lo sciopero del sesso. A
differenza, però, delle antenate greche, non chiedono il potere
per fermare le guerre, piuttosto frequenti all’epoca (anche
se pure oggi non mancano...). Vogliono invece sostituire gli
uomini per governare meglio il mondo, senza più inquinamenti,
ingiustizie e violenze, soprattutto nei confronti delle donne
stesse. Il tutto è ambientato a Trieste e il greco antico è diventato
triestino ‘patocco’. Con un risultato sicuramente straniante e, a
tratti, divertente.
Stefano Crisafulli
Sloterdijk: pensare l’ecologia
“Il filosofo è colui che pratica l'arte della cultura”. Per molto tempo questa frase di Nietzsche ha influenzato
Peter Sloterdijk, docente di estetica all'università di Karlsruhe e autore di alcune tra le più interessanti opere
di filosofia degli ultimi anni, quali 'L'ultima sfera. Breve storia filosofica della globalizzazione' (2001) e 'Il
mondo dentro il capitale' (2005). Sloterdijk è intervenuto domenica 20 settembre al festival Pordenonelegge, che si è svolto con grande successo di pubblico nella cittadina friulana, e ha esposto la sua concezione
della filosofia nel corso di un'intervista curata da Giovanni Leghissa. L'incontro, dal titolo 'Prospettive del
pensiero', si è tenuto in piazza San Marco. Quali sono stati, dunque, gli effetti della frase di Nietzsche sul
pensiero di Sloterdijk? Lo sviluppo di una concezione della filosofia come esercizio di vita e, anche, come
pungolo sociale. Lo studioso tedesco, interrogato sul versante ecologico del suo pensiero, ha affermato che
nella civiltà occidentale c'è stato un cambiamento molto profondo negli ultimi cent'anni: 'Prima dell'era
tecnologica, il rapporto tra natura e storia prevedeva che l'uomo fosse spettatore del suo dramma e che
la natura, sullo sfondo, rimanesse stabile. Con l'avvento della grande tecnologia il rapporto è cambiato e
oggi l'uomo interagisce con la natura ogni secondo che passa. Siamo la prima generazione a farlo, solo che
questo è divenuto un problema'. Come quel miliardo di veicoli sulle strade che ogni giorno consumano
benzina e inquinano. Ormai ogni individuo lascia la sua impronta sulla terra e la filosofia ha il compito di far
riflettere sulle conseguenze di questo nuovo rapporto con la natura. Cambiando argomento, Sloterdijk ha
poi rivelato il suo approccio molto critico al concetto di religione come viene inteso attualmente: 'Questa
parola non descrive più come un tempo le diverse forme di esercizio spirituale interiore ed esteriore, oggi si
abusa del termine, che indica piuttosto un esercizio di fanatismo. In realtà il ritorno massiccio delle religioni
è dovuto alla fine della nostra fiducia nella società. Le persone si rifugiano nelle religioni come se queste
fossero in grado di prevedere e risolvere i problemi'.
S. C.
Peter Sloterdijk
Impianti elettrici a basso inquinamento
elettromagnetico - biointerruttori
PACIO IMPIANTI ELETTRICI
di Michele Paccione
19 Konrad novembre 2009
Trieste - Via della Guardia, 14A
Tel. 040 3481208 - Fax. 040 3472773 - cell. 337 543834
ESERCIZIO FARMACEUTICO
dott. Marco Esposito
FARMACI SENZA OBBLIGO DI RICETTA
OMEOPATIA - ERBORISTERIA
ARTICOLI SANITARI
Misurazione della pressione, glicemia e colesterolo.
Convenzionato A.S.S. per alimenti per celiaci
Trieste - via Giulia, 61/a - tel 040 5708329
alimentazione
Torta e foto di Irene Cibin
Con e senza trucchi...
20 Konrad novembre 2009
L’inganno dei sensi
Piccoli e grandi trucchi per ingannare il consumatore
ingenuo e inconsapevole
Madre natura ha dotato l’uomo, al pari della maggior parte degli
animali, di cinque sensi (vista, udito, olfatto, tatto e gusto) con
i quali scandagliare l’ambiente esterno alla ricerca di possibili pericoli e minacce per
la sopravvivenza. In
più rispetto agli animali, gli ha dato la
capacità di ragionare
sul bene e sul male.
Grazie a questa, è
possibile spesso riconoscere i limiti dei
sensi e prendere una
direzione diversa.
Riguardo al cibo, da
millenni gli animali
riconoscono quello
adatto loro attraverso i sensi, e l’uomo
ha fatto altrettanto,
aggiungendo, come
dicevamo, la ragione
quando necessario;
un cibo era buono
perché veniva riconosciuto prima di
tutto attraverso i suoi
profumi e colori, la
sua forma, ed infine
il gusto. Quando ad
esempio un frutto
era acido, significava
che era andato a
male. Un cereale
poteva fare la muffa, il latte inacidiva, il vino diventava aceto e
così via.
L’uomo si è sempre fidato dei suoi sensi e della sua esperienza
con il cibo e tale consapevolezza è presente ancora oggi nella
sua scelta alimentare.
Questo può diventare purtroppo un suo punto debole, perché
con la tecnologia e la chimica moderna è possibile ingannare i
sensi facendo passare per buono e salutare un cibo che invece
presenta seri pericoli per la salute.
Ne è un esempio un recente scandalo con i latticini, dove si commercializzavano formaggi scaduti, aggiungendo una sostanza
chimica che ne mascherava il sapore.
Oggi la chimica ha inventato sostanze per ogni necessità;
esistono prodotti che alterano il gusto, il profumo, il colore, la
consistenza, la durata di un alimento, confondendo i sensi del
consumatore e commettendo a tutti gli effetti un inganno nei
suoi confronti.
Il primo senso ad essere ingannato è la vista; l’alimento appare
più bello e attraente di quanto non sia veramente. A questo scopo esiste una famiglia di sostanze chimiche: sono i coloranti, che
servono appunto per dare colore quando serve. Così, il salmone
affumicato è più arancione, l’hamburger più rosso sanguigno,
i gelati più ‘vivi’, le bevande più attraenti. L’inganno è sempre
lo stesso: convincere gli occhi della genuinità del prodotto. Un
esempio su tutti: lo sciroppo di menta dovrebbe essere bianco,
ma in realtà è verde grazie ad un colorante, in modo che richiami
la pianta della menta che è appunto verde.
Gli occhi quindi vengono ingannati con i coloranti, ma anche
con altre sostanze, come la lacca per far brillare le mele.
L’olfatto è un altro senso facile da ingannare. Basta fare come
alcuni supermercati, che immettono nell’aria condizionata il profumo sintetico di pane fresco, e la gente sente maggiormente la
fame mentre fa la spesa e riempie il carrello. Allo stesso modo, i
profumi sintetici vengono usati sulla frutta e la verdura (vi è mai
capitato di comprare un melone profumatissimo che poi non
sa di niente?), nei vini e in generale in tutti i cibi che di natura
hanno un profumo forte.
Il gusto è sicuramente il senso più importante per stabilire la
genuinità di un alimento, e difatti qui si concentrano la maggior
parte delle sostanze chimiche e quindi degli inganni. Stiamo
parlando soprattutto dei cosiddetti ‘aromi’; ne esistono due categorie: A) aromi naturali – che di naturale non hanno nulla ma
si chiamano così solo perché richiamano un sapore esistente in
natura (ad esempio la vanillina). B) gli aromi chimici veri e propri
(chiamati semplicemente ‘aromi’), che hanno sapori differenti e
del tutto innaturali (ne sono un esempio le caramelle).
A cosa servono tutti questi aromi? A dare gusto ad un cibo che
diversamente sarebbe insapore a causa della lavorazione industriale o della bassa qualità delle materie prime. Troviamo quindi
aromi nelle marmellate, nella cioccolata, nelle salse, nella pasticceria, nel dolciumi, nelle bevande, nei prodotti in scatola, nei gelati, nella carne e nel pesce confezionato, praticamente in quasi
ogni prodotto industriale. Un’altra famiglia di sostanze chimiche
particolari sono gli antiacidificanti (il più conosciuto è l’acido
ascorbico). Queste sostanze impediscono che il cibo prenda
un gusto acido man mano che va a male. In questo modo il
consumatore rimane convinto di consumare un alimento sano
e fresco. Tali sostanze sono presenti nelle marmellate, nelle
passate di pomodoro, nei succhi di frutta, nei prodotti in scatola
e in vetro (il mais ad esempio) e in generale in tutti i prodotti
alimentari a lunga conservazione. Abbiamo ancora il tatto e
l’udito: come è possibile ingannarli? Esistono sostanze chimiche
che mantengono croccanti gli alimenti in modo che toccandoli
appaiano freschi, ed esistono sostanze e strumenti che hanno
l’unico scopo di fare un rumore che appaia familiare…
L’elenco dei possibili inganni è quasi infinito e lo spazio a disposizione non ci permette di approfondire, però quanto detto
basta per una semplice conclusione: il consumatore non può più
fare affidamento sui suoi sensi per riconoscere un cibo sano e
salutare, in quanto l’uomo ha trovato il modo per ingannarli.
Ed ecco allora la ragione: madre natura ci ha dato questo ‘sesto’
senso, che ci permette di capire quando è presente un inganno.
Come è possibile infatti che le mele acquistate in certi negozi
brillino quando quelle appese agli alberi sono opache? Perché
le marmellate fatte in casa hanno sempre colori diversi da quelle
comprate?
Invece di acquistare ingenuamente convinti dei messaggi
pubblicitari o di come viene presentato il prodotto, ragioniamo
e ci accorgeremo che ‘non è tutto oro quello che luccica!’, ed
eviteremo così di introdurre nel nostro corpo sostanze chimiche
molto spesso estremamente dannose per la salute.
Nadia e Giacomo Bo
www.ricerchedivita.it
Cucina vegetariana
e prodotti biologici
Cena giapponese
venerdì 27 novembre
prenotate!
333 1070983
sulle orme di daRwin
Alla ricerca dell’anello mancante in Montenegro.
Lo iato tra l’ape carnica e la ligustica
Ape carnica
e ligustica
21 Konrad novembre 2009
Uno dei principali obbiettivi che il Circolo Istria
si propone di conseguire con la costituzione del
Parco della Concordia consiste nel recupero delle
risorse genetiche autoctone del nostro territorio.
Qualche risultato importante è già stato raggiunto.
Infatti la pecora istriana detta anche carsolina, che
fino a qualche anno fa si era ridotta ad una reliquia
genetica con manifeste tare di consanguineità, oggi
è una popolazione attiva. Questa esperienza è illustrata ampiamente in una pubblicazione del Circolo
intitolata “l’Altopiano dei Cici: esperienze di recupero
del territorio attraverso la pastorizia”. Oggi finalmente i primi esemplari del famoso Boscarin o Bovino
podalico istriano con l’impiego delle più sofisticate
e moderne tecnologie al servizio della società,
pascolano sui colli di Capodistria. Tuttavia oggi il
massimo impegno viene profuso nel recupero della
nostra ape istiano-dalmatica, ecotipo consolidatosi nell’arco dei millenni nel suo areale d’origine rappresentato
dalla sponda orientale dell’Adriatico e dalle isole del Quarnaro,
e mirabilmente descritto già nella seconda metà dell’800 da
Monsignor Moscardin di Cherso ed oggi gravemente minacciato
da un diffuso inquinamento genetico. Questo nostro impegno,
che si sviluppa secondo un progetto inserito nella misura 4 del
PAL, è sostenuto dal WWF regionale e da Legambiente e ad esso
collaborano il Dipartimento di Biologia dell’Università di Trieste
ed il Laboratorio di Entomologia del Museo di Storia Naturale
della nostra città; nei suoi confronti hanno manifestato grande
interesse istituti di ricerca di Belgrado, Cattaro e dell’Università di
Zagabria, che nell’Isola di Unie opera con le stesse finalità. Il progetto ha preso lo spunto dalla considerazione delle gravi perdite
di colonie di api che si riscontrano a livello planetario e da un comunicato urgente diramato a conclusione del convegno Eurbee
Breeding Group - Gruppo di coordinamento di miglioramento
genetico delle api – svoltosi ad Ankara nel febbraio del 2008 con
la partecipazione di tecnici di tutti i paesi europei, il quale dice: “I
fattori che minacciano il tesoro della biodiversità delle popolazioni apistiche europee includono l’introduzione incontrollata
di geni di altre razze nelle popolazioni indigene, le quali sono
naturalmente adattate al loro ambiente. Di conseguenza ed in
accordo con la convenzione di Rio sulla biodiversità, dovremmo
agire per preservare le sottospecie di api mellifere ed i loro ecotipi come risorsa genetica per il futuro”. Abbiamo allora iniziato a
monitorare con la collaborazione dell’UCODEP l’attuale situazione
genetica apistica nel litorale orientale dell’Adriatico iniziando dalla penisola istriana. quindi verso la Dalmazia, Bosnia e Montenegro, in settembre raggiungeremo l’Albania. Il nostro viaggio nella
Repubblica Srpska ed in Montenegro si è rivelato particolarmente
interessante per l’accoglienza e la collaborazione ricevuta. Abbiamo raccolto numerosi esemplari di api presenti nelle diverse
zone della regioni visitate, ma raccolto anche numerose notizie di
esperienze apistiche maturate in quelle realtà, che ci hanno impo-
sto approfondite riflessioni Nel corso di un incontro con tecnici ed
apicoltori svoltosi in un moderno aviario, che però ricorda nelle
sue strutture fondamentali quelle realizzate nel secolo IX presso
i monasteri ortodossi, l’interprete viene punta da diverse api.
Niente paura! Una energica strofinata con un’erba miracolosa e in
pochi secondi scompare ogni segno di puntura. Plantago maior,
essenza presente in abbondanza qui da noi, di cui oggi ignoriamo
alcune importanti virtù. Il più anziano apicoltore della regione
alla fine dell’incontro ci pone una domanda: “Perché la regina
depone nelle cellette piccole da cui nasceranno api operaie uova
fecondate ed in quelle più grandi uova non fecondate da cui
nasceranno fuchi?” Tutti i nostri testi di apicoltura concordano nel
dire che il diametro delle cellette costringa la regina ad assumere
delle posizioni particolari che nel primo caso permetterebbero la
discesa dello spermatozoo e quindi la fecondazione dell’uovo. Ciò
non avverrebbe nel secondo caso. A questa risposta una seconda
domanda: “Perché allora nella cella reale, da cui nascerà la regina
che ha diametri maggiori di quella del fuco viene deposto un
uovo fecondato?” Risposta generale: non lo sappiamo. Esclamazione: “Sapete poco voi tecnici ma fate troppo. Un po’ di maggior
attenzione e modestia.”
Livio Dorigo
aspettando “marinella”
Ovvero “L’Araba Fenice” di Trieste, Opera Lirica di Giuseppe Sinico
La soffitta di “Mimì”
Libretto della prima
esecuzione
22 Konrad novembre 2009
Il Maestro Vito Levi, uno dei massimi storici
musicali italiani scomparso alcuni anni
fa, quando parlava della Marinella e del
suo autore Giuseppe Sinico, ripeteva il
famoso ed antico detto - citato da Lorenzo
Da Ponte e musicato da Mozart nel Così
Fan tutte - “E’ la fede
delle donne... come
l’Araba Fenice, che vi
sia ciascun lo dice...”. E
dopo questa battuta
cambiava velocemente
il tema della conversazione. Il motivo? È
semplice, la strana e
misteriosa avventura
di un’opera lirica osannata appena scritta
e poi velocemente
scomparsa e dimenticata, un destino che
ha accomunato tanti
compositori da Vivaldi
a Bach, a Boccherini
e allo stesso Sinico.
L’Opera Giocosa ha
scovato, rispolverato
“La Marinella”, e il suo
Direttore Artistico ha
trascritto e riscritto alcune parti mancanti
con un lavoro che dura da anni. Il faticoso
ma entusiasmante progetto musicale
culminerà con l’esecuzione pubblica (in
forma di Concerto), Domenica 3 Gennaio
20.10 alla Sala Tripcovich di Trieste. L’AUTORE - Giuseppe Sinico (Trieste 1836-1907)
- proveniva da una famiglia di musicisti di
discreta levatura, soprattutto esperti del
canto corale. Dopo le prime esperienze
presso il Teatro di Fiume il giovane Giuseppe diresse a Trieste la Scuola di canto del
Barone Costantino de Reyer e le Cappelle
musicali delle varie Chiese cittadine. Ma
l’occasione della sua vita viene nel 1854,
con la prima rappresentazione della
Marinella. Opera lirica con un Prologo e tre
Atti su testo di Pietro Welponer. La trama,
simile al “Rigoletto”di Verdi, si ispira a V.
Hugo, e l’azione si svolge a Trieste “intorno
al 1500”, durante il periodo di occupazione
della città da parte della Serenissima Repubblica di Venezia. Personaggi: FRANCESCO CAPPELLO, (Patrizio veneto), FALCO
(gobbo, padre di) MARINELLA, BACCIO (famiglio dell’osteria di Falco), DONNA ELVIRA
(dama veneziana), AGNESE (confidente di
Marinella), PUGNALETTO (un banditore
del Consiglio), CORO: Contadine, Pescatori,
Cittadini, Dame, Cavalieri, Maschere,
Armigeri, Popolo. IL PROLOGO – Si svolge
nella “Piazza di Trieste” in una giornata
di mercato; “Chi vuol le frutta o belle, chi
compra freschi fior? Son colme le cestelle,
hanno il più grato odor”. Rispondono i
pescatori: Vivo guizzante è il pesce, venite
al pescator, vè da canestri egli esce, e torna
al mare ancor”. La rumorosa e splendida
giornata viene interrotta dal suono della
campana della città, annuncia che “le armi
venete Duino han soggiogato e su Trieste
avanzano sorpreso e disarmato”. Infatti il
banditore grida che “Delle venete schiere
imminente è l’arrivo, ognun s’appresti al
duro assedio e s’armi a vigilar le mura...”.
Infine il popolo decide di combattere “che
Dio lo vuol” e in suo aiuto canta l’Inno a
S.Giusto. “Viva S.Giusto trofeo di gloria,
questo vessillo grida vittoria, se pochi
siamo saremo gagliardi uniti tutti a un solo
amor”. Ma fatica inutile, i veneziani entrano
in città, sconfiggono le forze triestine e
pongono l’assedio a Trieste. Marinella
(soprano), protagonista dell’opera, fa il suo
ingresso sulla scena con un Recitativo, Aria
e Cabaletta di grande impegno tecnico
vocale, con Agnese (mezzosoprano),
sua dama di compagnia. Entra in scena
l’innamorato segreto, ovvero il veneziano
Francesco, che con Marinella canta un bellissimo duetto d’amore con stretta finale
e cadenza. Ingresso del “cattivo”, ovvero
Baccio, egli sta ricattando Falco, padre di
Marinella, in quanto è stato testimone
di un delitto da lui commesso, e forte di
questo desidera, in cambio del silenzio, la
mano di Marinella che segretamente ama,
non ricambiato. Nelle campagne di Trieste
si sta festeggiando la vendemmia: “E’ San
Martino, spilla il nuovo, e che sia quello di
Prosecco o Contovello che di note entrando va...” canta il coro virile durante tutta la
brillante e popolare scena, intramezzata
dai violenti interventi di Baccio. Il primo
atto termina con un originale Duetto,
Terzetto e Finale che vede protagonisti
Baccio, Falco e Marinella, durante questo
brano la verità viene a galla, e Marinella si
sente tradita dallo stesso padre! (continua)
Severino Zannerini
Musica e medicina
Soffitta, vecchia vetrinetta ripiena di tutto, anche di guide Touring
Club, 2 Pinocchi, Ada Negri... un “Furioso”, Remondini di Bassano,
scompleto!... E qualcosa di nuovo... si fa per dire... un volumetto del
1991... manca la copertina... ma lo sfoglio comunque con curiosità:
Musica, medicina, il cranio di Beethoven, Chopin sul letto di morte
(che allegria!), L’orecchio di Mozart (sì, sono tutte illustrazioni tra le
pagine 142 e 143)... provo a sfogliare il testo qua e là... e man mano
che leggo mi appassiono! Ma andiamo con ordine, dal principio...
e leggo:“Alla memoria di mio padre, il dottor James Patrick O’Shea,
un medico attento, paziente, partecipe. (Bene! ho scoperto almeno
il cognome dell’autore). Sfoglio ancora, e leggo una dotta introduzione su “I compositori nella storia della medicina” che presumo sia
il titolo del libro.
Primo capitolo: Bach e Haendel (però… interessante... sapevo solo
che erano morti ciechi!) Leggo: Bach... la leggenda vuole che sia
stato seppellito sei passi prima dell’entrata di sinistra della chiesa
(a Lipsia vicino alla Chiesa di S. Giovanni) e nel 1894 si decise di
localizzare e riesumare i resti del grande compositore … (interessante... chissà cosa avranno trovato?)... Il 22 ottobre 1894 vennero
rinvenute ed aperte 3 bare di quercia: in una c’era lo scheletro di un
uomo anziano (sì, morì a 66 anni mi pare)... alto circa cm 170 e con
un fisico robusto... (poteva essere lui!). Bach era un uomo che aveva
sempre goduto di una buona salute, aveva solo un vizio: fumava
la pipa in continuazione. Un anno prima di morire divenne cieco
(copiava troppo la musica, penso...), l’artrite temporale può essere
una possibile causa di questa sventura. Venne curato dall’infame
Cavalier Taylor, lo stesso oculista di Haendel, con frequenti incisioni
all’occhio, usando un unguento a base di mercurio, che provoca-
rono frequenti emorragie accelerando il declino fisico del compositore. Haendel, il grande contemporaneo di Bach, invece, visse
un po’ più a lungo del collega: morì il 14 aprile 1759 a 74 anni. Era
stato “vittima” di uno svenimento mortale sei giorni prima, mentre
assisteva a un’esecuzione del suo “Messia”. Trasportato a casa, morì
senza essere più riuscito ad alzarsi dal letto. Era cosciente durante
la malattia e l’11 aprile aggiunse un codicillo al testamento, dando
istruzioni di esser sepolto nell’Abbazia di Westminster. Ancora oggi
è sepolto lì. Haendel era un uomo più forte ma più volubile di Bach.
Era capriccioso e golosissimo di cibo e bevande, ed era pure lui un
gran fumatore di pipa. Con il passar degli anni la cecità divenne il
suo principale problema... Fu operato da Taylor e – naturalmente
- l’operazione non riuscì e rimase completamente cieco! (Complimenti Cavaliere Taylor!). - CODA - Sia Bach che Handel fumavano
la pipa ed è probabile che questo abbia avuto una parte nel loro
declino e nella morte, causando arteriosclerosi, e forse ipertensione
(accidenti, dovrò stare più attenta!!... ma non fumo). E’ difficile
essere precisi sulla morte di Haendel: è probabile che si sia trattato
di infarto. Entrambi i due compositori vissero fino a un’età avanzata
e si può dire che le malattie avute abbiano pesato meno di altri
compositori. Bach scrisse una poesia sui piaceri del fumo, eccola:
“Come me, questa pipa che brucia così fragrante / è fatta di nulla
tranne terra ed argilla / Alla terra anch’io ritornerò / Cade e prima
che abbia il tempo di pensare / Si spezza in due davanti ai miei
occhi / In serbo per me c’è un destino simile / Sulla terra, per mare, a
casa, all’estero / Fumo la mia pipa e adoro Dio.” (Che bella poesia!!,
sono sicura che piacerà anche ai non fumatori!). Metto il segnalibro
per le prossime letture.
A pesca su
http://www.youtube.com/watch?v=QTs0LNkseyE
Send Me An Angel Down
Kill It Kid
cinofilia
Poco più di vent’anni, inglesi, hanno il fuoco della musica.
Si chiamano Kill It Kid e il loro primo disco lascia il segno: nulla, proprio nulla a che
fare con le mode. Guardateli in studio o dal vivo, nulla proprio nulla a che fare con
le mode usa e getta.
Azzardo una previsione: dureranno perchè sono veri.
Asia, femmina
adulta rinunciata dal
proprietario e presa
in affido temporaneo
dall’Associazione
A proposito... di abbandoni
La legge regionale n.39 del 1990 contiene le norme per la tutela
degli animali domestici e la prevenzione del randagismo
Nella fattispecie la legge prevede l’istituzione dell’anagrafe
canina, alla quale tutti i proprietari di cani devono iscrivere il loro
animale che verrà identificato tramite un codice di riconoscimento progressivo di 15 cifre (microchip) inserito sottopelle da
un medico veterinario dell’A.S.L. locale o da un libero professionista che provvederà a comunicare i dati da inserire nell’anagrafe canina regionale.
La legge prevede l’iscrizione dei
cuccioli entro il terzo mese di
vita; se invece si tratta di cani
adulti non ancora iscritti, il termine massimo previsto è di 30
giorni dall’inizio della detenzione dell’animale.
Se il cane viene adottato da un
canile assistenziale o ceduto da
un privato, ed è già provvisto
di microchip, la situazione anagrafica dovrà comunque essere
regolarizzata entro 30 giorni.
Nella normativa è inoltre previsto l’obbligo di comunicare
all’ufficio zoofilo del comune di
residenza ed agli uffici dell’A.S.L., entro 15 giorni, la sottrazione,
la cessione o la morte del cane, nonché qualsiasi variazione di
indirizzo del proprietario.
L’abbandono di un cane è sempre un atto crudele e degradante, che comporta non poche sofferenze. La legge condanna
l’abbandono degli animali ed prevede sanzioni amministrative
ai trasgressori. Nel caso in cui il proprietario non possa per seri
motivi continuare a tenere il cane è prevista la “rinuncia”, previa
richiesta scritta all’ufficio zoofilo del comune di appartenenza ed
al settore veterinario dell’A.S.L. competente il quale, se accoglie
la domanda, permette che il cane venga preso in consegna dal
veterinario del canile sanitario e dopo pochi giorni trasferito
presso le strutture private convenzionate.
La rinuncia è sicuramente un atto più civile dell’abbandono,che
spesso risulta essere fatale all’animale: ma non deve essere una
scappatoia per liberarsi di un problema!
Il trasferimento nel canile è un’esperienza devastante dal punto
di vista psicologico per quelle bestiole abituare a vivere in
famiglia: esse si ritrovano da un giorno all’altro gettate via come
scarpe vecchie.
Al fine di evitare inutili traumi e sofferenze, invitiamo coloro che
intendono rinunciare al proprio cane, per validi e documentati
motivi, a rivolgersi all’associazione di volontariato “Il Capofonte
ONLUS”, ogni giorno dalle ore 9 alle ore 16, telefonando al numero 040 571623, [email protected]
Mariagrazia Beinat
Presidente Associazione Il Capofonte ONLUS
Liberi dai pidocchi senza veleni
La scuola è da non molto ricominciata e già si sente parlare di pidocchi. Volete una soluzione semplice e assolutamente innocua
per liberarvene?
L’ ho inventata un sabato sera, quando ho scoperto che sia i miei
figli sia io li avevamo presi. Non avevamo nessuna intenzione di
passare la notte in compagnia di quelle care bestiole.
I miei capelli sono lunghi, molto folti e ondulati, per cui ho
pensato che non sarebbe stato così facile. Ai ragazzi ho tosato i
capelli e glieli ho cosparsi, usando un contenitore per il talco (ma
va bene anche un colino) di argilla verde ventilata che avevo a
casa. Questa credo abbia soffocato i parassiti ed ha seccato i capelli su cui erano attaccate le lendini, per cui per toglierle è stato
sufficiente uno shampoo, durante il quale ho usato un pettinino
per neonati a denti molto stretti.
Quindi toccava a me: dopo aver cosparso di argilla il cuoio capel-
Via del Pane Bianco, 16/A - Trieste - 040 8323711
23 Konrad novembre 2009
Lunedì-Venerdì: 9-18 Sabato: 9-12 solo su appuntamento
con parcheggio privato
luto e la chioma, ho avvolto la testa in una pellicola per alimenti
ed ho lasciato in posa per un paio d’ore.
Tolta la pellicola ho massaggiato per un po’ ed ho sciacquato abbondantemente, quindi ho applicato una cucchiaiata di balsamo
non diluito e con pazienza ho pettinato accuratamente con il
pettinino per neonati.
Quando i figli mi hanno assicurato che non si vedeva più una
lendine, ho sciacquato e lavato i capelli normalmente. Mi ero
liberata anch’io.
Per sicurezza abbiamo ripetuto l’operazione dopo due giorni, ma
non c’era più niente da togliere.
Necessario: Argilla verde ventilata – Shampoo – Balsamo - Pettine a denti stretti - Un po’ di pazienza.
Federica Veos
colonna vertebrale
Mal di schiena per 4 ragazzi su 10
Lo indica uno studio internazionale.
Ma solo in una minoranza di casi è « da curare»
Quando si pensa al mal di schiena viene spontaneo
il collegamento con persone che hanno superato la
mezza età; che praticano lavori “pesanti” o che hanno
un trascorso di attività intense o altro. In realtà si sa da
dati statistici che questa patologia colpisce ancori di
più le persone particolarmente sedentarie. Ciò che si
ignora normalmente è la presenza di questo disturbo
nei giovani ragazzi. Infatti in realtà anche gli adolescenti non sono immuni al disturbo, come segnala uno
studio condotto in Spagna e Svizzera, pubblicato di
recente sulla rivista Archives of Pediatrics & Adolescent
Medicine. Dalla ricerca è emerso che circa il 40 per
cento degli adolescenti ha dolori alla schiena almeno
una volta al mese, osservazione che lascia da pensare.
La buona notizia è, però, che nella gran parte dei casi
il mal di schiena ha un impatto minimo sulla vita dei
ragazzi.
Cioè non è così forte da far far loro delle rinunce nella
vita quotidiana e non nella maggioranza dei casi non li
obbliga a modificare stile o abitudine di vita.
ADOLESCENTI E MAL DI SCHIENA
– Nello studio sono stati presi in considerazione quasi 1.500 ragazzini di
età compresa tra i 14 e i 15 anni, metà
residenti a Barcellona e l’altra metà
a Freiburg in Svizzera. A tutti è stato
chiesto di compilare un questionario
specifico per avere indicazioni sul mal
di schiena ed eventuali dolori in altre
parti del corpo. Ebbene: ben il 39,8%
dei ragazzi ha riferito di soffrire di lombalgia almeno una volta al mese. In
particolare il 42,6 per cento di questi
giovani aveva solo mal di schiena, il
46,2 mal di schiena associato ad altri
dolori, l’8,5 per cento mal di schiena
associato a dolore a tutto il corpo e
il 2,7 per cento problemi alla schiena
non classificabili. Appurata la grande diffusione della
lombalgia, i ricercatori si sono posti anche il problema
di valutarne gli effetti sulla qualità di vita dei ragazzi. E
qui il riscontro è stato fortunatamente positivo: nel 90
per cento dei casi i dolori non hanno avuto ripercussioni funzionali. Insomma i ragazzi hanno continuato a
fare la loro vita senza grandi problemi.
POSSIBILI CAUSE – Ma come mai gli adolescenti
soffrono così spesso di mal di schiena? Le cause più
frequenti di lombalgia nei giovani possono essere
24 Konrad novembre 2009
diverse; In genere il dolore è conseguenza di posture
scorrette: i ragazzi oggi si muovono poco e stanno
molto tempo davanti a Pc, televisione o alla scrivania a studiare. In alcuni casi ci può essere anche una
tendenza alla cifosi aggravata dall’ astenia muscolare,
causata appunto alla scarsa attività fisica praticata e
dall’alimentazione spesso sbilanciata. Difatti ancora
una delle piaghe della nostra epoca è il sovrappeso
che può incidere negativamente sulla muscolatura e
la struttura osteo-cartilaginea della schiena. Nei più
piccoli i problemi alla schiena possono anche essere
legati al sovraccarico per zaini troppo pesanti ma soprattutto se questi vengono portati male. In generale
comunque si tratta quasi sempre di un mal di schiena
basato su uno squilibrio diverso da quello dell’anziano,
in cui è spesso chiamata in causa l’artrosi, ma abbastanza simile a quella dell’adulto, con protrusioni o nei
peggiori casi, ernie discali».
COME INTERVENIRE – «Sarebbe rischioso lanciare
un allarme sociale solo perché il mal di schiena è
così diffuso tra i giovani, anche perché il suo impatto
“funzionale” è basso nel 90 per cento dei casi. Non
sono necessarie misure restrittive in questa popolazione di ragazzi, bisogna solo incoraggiarli a condurre
una vita fisicamente attiva ed evitare di “medicalizzare” un problema che forse non è così importante.
L’attenzione va concentrata su quel 10 per cento di
giovani in cui il mal di schiena ha ricadute importanti
sulla qualità di vita». «Un mal di schiena frequente e
invalidante, anche in un giovane, va interpretato come
un avviso e non và sottovalutato. Il consiglio è quello
di fare dei controlli: sarà poi lo specialista a indicare la
strategia da seguire per controllare i dolori e riequilibrare la struttura vertebrale. Soprattutto attraverso
un lavoro “attivo” da parte del giovane paziente, ed un
educazione ergonomica e posturale che gli permetterà di riprendere le attività a cui a rinunciato. Di certo,
come regola generale i giovani andrebbero incoraggiati a passare più tempo all’aria aperta a fare sport e
meno ora davanti a computer e televisione». Il dolore
comunque non è casuale e una causa anatomica e
funzionale perché esso compare c’è ed è, nella stragrande maggioranza dei casi, facilmente individuabile
con un’attenta Valutazione Funzionale Fisioterapica
al termine della quale il paziente potrebbe anche in
poche sedute, apprendere strategie da portare avanti
in autonomia per riequilibrare la propria colonna con
semplici esercizi specifici ed individualizzati.
Dott. Ft. Marco Segina
Favole a merenda
Laboratori creativi sul Mare... con lieto fine (la merenda!!)
Sulla scorta del successo
sperimentato nelle
ultime due estati con i
laboratori creativi con
i bambini sul tema del
mare (Fiabe in riva al
mare e CiP, Cuccioli in
Parco) promossi grazie
ad un finanziamento
della Provincia di Trieste,
la Riserva Marina di
Miramare propone
anche per la stagione
invernale un appuntamento settimanale per
non scordarsi che anche
d’inverno il mare è pieno
di pesci e di altri organismi che vanno rispettati e protetti. Ma
l’autunno riserva una novità: un nuovo attore entra in gioco,
e aiuterà a rifornire di forze i piccoli protagonisti dei laboratori:
Coop Consumatori Nordest.
Grazie a questa collaborazione tutta la fatica spesa per pensare,
interpretare, costruire, disegnare e colorare i protagonisti delle
favole, potrà essere poi recuperata grazie ad una ricca merenda...
ricca, ma non troppo e neanche troppo poco: una merenda “perfetta” come quella che i bambini impareranno a creare grazie
agli animatori della Coop, dei veri “esperti di merende”.
La filosofia che ha portato a questa collaborazione è quella delle
sensibilizzazione: l’intento comune infatti è offrire ai giovani
protagonisti una chiave di lettura per guardare dentro le
cose con occhio attento, sensibile e vigile: che si tratti quindi
di pensare all’ambiente o alla alimentazione, l’importante è
non dare nulla per scontato e stimolare la naturale curiosità
dei bambini.
Gli incontri si svolgono la domenica pomeriggio, presso il
Castelletto di Miramare e sono aperti ai bambini delle scuole
elementari.
Il ritrovo è previsto alle ore 15 e il termine… dopo la merenda,
ma comunque entro le ore le 17 – orario di chiusura dell’accesso
al Parco da Grignano. Per partecipare è necessario prenotare,
perché gli incontri verranno svolti solo al raggiungimento di un
numero minimo di partecipanti. Il costo è di 7€ a bambino, per
prenotare, telefonare a 040 224147, interno 3.
Calendario attività autunnali 2009
Domenica 8 novembre Laboratorio di lettura– “Una stella in fondo al mare”
Domenica 15 novembreTombola del compleanno
Domenica 22 novembreLaboratorio di lettura – “Gaetano il gabbiano”
Domenica 29 novembreIl Calendario dei Bambini 2010
Domenica 6 novembre
o Martedì 8 dicembre Laboratorio di lettura – “Sandy la sogliola”
Domenica 13 dicembre Laboratorio natalizio
Salute e qualità della vita
AMeC, Associazione Medicina e Complessità, si è aggiudicata
nel 2006 il primo Premio Tiziano Terzani per l’Umanizzazione
della Medicina e attualmente svolge la sua attività col sostegno
della Regione Friuli Venezia Giulia. Si occupa di approcci
integrati alla salute e al benessere (alimentazione, medicine
complementari quali omeopatia, agopuntura, nutripuntura ed altre) e di educazione alla salute attraverso convegni e seminari
(www.amec.eu - tel 040 3499050)
Presenterà prossimamente tre incontri:
“Affinare l’espressione gestuale e sonora, favorire la qualità delle relazioni umane”, venerdì 30 ottobre, ore 15:30, presso l’Aula
Magna della Scuola per Interpreti e Traduttori, via Filzi n. 14, Trieste. Fabio Burigana introduce Cristina Cuomo che si occupa di Fisiologia dello Sport e Psicopedagogia della Comunicazione.
“Alimentazione e Salute 2 – Stili di vita e prevenzione del cancro”, venerdì 20 novembre, ore 15:30, presso la sala conferenze del
MIB School of Management, Largo Caduti di Nasiriya n. 1 (già via Marchesetti, 6), Palazzo del Ferdinandeo. Il dott. Fabio Burigana
introduce il prof. Franco Berrino e la dott.ssa Clelia De Giacomi.
Il Punto di svolta, sabato 5 e domenica 6 dicembre, presso la sala conferenze del MIB School of Management, Largo Caduti di Nasiriya n. 1 (già via Marchesetti, 6), Palazzo del Ferdinandeo.
Il primo incontro tratterà della valutazione delle disfunzioni della postura, del movimento e della voce. Tale approccio è risultato
particolarmente utile a genitori ed educatori. Ed inoltre può essere considerato una tecnica di base per l’igiene della voce rivolta non
solo ad addetti del settore (ad esempio cantanti e attori), ma anche a tutti noi che
usiamo ogni giorno questo prezioso strumento.
Nel corso dell’incontro del 5 e 6 dicembre questi aspetti saranno ulteriormente
approfonditi con attività esperienziali e prove pratiche assieme al dr. Patrick Veret
(www.human-voice.org)
L’occasione sarà dedicata alla complessità: saranno presenti il prof. Ervin Laszlo, fondatore del Club di Budapest (www.club-of-budapest.it); il prof. Pier Mario Biava con i
fattori di differenziazione cellulare, un importante appoggio alla terapia oncologica;
il dr. Klaus-Peter Schlebusch, del gruppo del dr. Fritz Albert Popp (www.lifescientists.
de/) che presenterà uno strumento innovativo in grado di evidenziare nel corpo
delle linee che sembrano corrispondere perfettamente ai meridiani di agopuntura e
che da la possibilità di rilevare eventuali disfunzioni.
[email protected]
Proprio alla prevenzione del cancro sarà dedicato infine l’incontro del 20 novembre
www.apnu.net
con il prof. Franco Berrino, illustre epidemiologo dell’istituto dei Tumori di Milano
che parlerà dell’importanza della dieta nella prevenzione del cancro, fornendo
Per informazioni
importanti informazioni basate sui più recenti studi scientifici.
e per iniziare un sostegno:
348 9035858
25 Konrad novembre 2009
Dr. Fabio Burigana, presidente AMeC
per informazioni rivolgersi a Segreteria AMeC c/o Smile Tech srl
via Valdirivo 19 - 34132 Trieste
tel. 040 3499050 - fax 040 3487023, [email protected] - www.amec.eu
Appuntamenti di novembre
su www.konradnews.it i vostri annunci di dicembre e gennaio entro il 21 novembre
Trieste
2-9-16-23-30 lunedì
ingresso libero
Meditazione di luce per la terra
Un invito di cuore a tutti, e a chi si chiede il perchè dei
cambiamenti in atto, dove stiamo andando, perchè siamo
qui ora? Meditazione di Luce per il Passaggio della Terra
e dell’ Umanità, guidata da Arleen, in connessione con
altri gruppi e rete di luce del pianeta; l’ incontro sarà
introdotto da una breve spiegazione a titolo informativo
e dopo la meditazione seguirà un aggiornamento sullo
stato attuale del passaggio di frequenza e cambiamento
di coscienza della Terra. Ogni lunedì alle 20.30 all’Assoc.
LAM-Il Sentiero in piazza Benco 4. Info ArtLight 347
2154583, [email protected]
3 martedì
ingresso libero
Risoluzione di problemi comportamentali
Incontro a cura di Massimo Visintin e Costantino Di Iorio,
addestratori del Girlos, esperti di psicologia canina. Alle
17.45 presso la Farmacia Alla Borsa, in piazza Della
Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it
3 martedì
ingresso libero
I quattro elementi
Guarire con terra, aria, calore e acqua. Conferenza alle
ore 18 a L’arnia in piazza Goldoni 5. Info 040 660805.
da mercoledì 4 a sabato 28
Serate a tema
L’Associazione IAIA in collaborazione con il Ristorante
Rimembriancor organizza delle Serate a tema
intrattenimento e buona cucina. Programma del mese di
Novembre 2009: 4 novembre 2009 serata triestina,
14 novembre 2009 Serata jazz, 20 novembre 2009
Serata sull’energia universale, 28 novembre 2009
Serata celtica. Info e prenotazioni 347 4867118 Ariella,
www.iaiaerimembriancor.com
5 giovedì
ingresso libero
Corso gratuito: qigong Metodo Xiuzhendao
Sono aperte le iscrizioni ai corsi di base gratuiti di qigong
che si svolgeranno dai primi giorni di novembre presso
l’Associazione il Giardino in via Lazzaretto Vecchio 19.
Info 040 3223500, 333 4691092, www.shiatsuilgiardino.it
5 giovedì
ingresso libero
Attenti al cane
Attenti al cane introduzione alla psicologia canina.
Incontro formativo con Costantino Di Iorio e Massimo
Visintin istruttori cinofili Gilros e con l’intervento della
dott.ssa Carla Bertossi medico vetrinario Club Prolife.
Dalle ore 18 alle 20 nell’aula Magna dell’Enaip di via
dell’Istria 57. Info 040 215081, 338 4580964, 347
2351892, www.villaggiovacanzedelcane.com
5 giovedì
ingresso libero
La Ayurveda scienza della salute
Incontro a cura del dottor Franco Basalisco, neurologo
e della terapista ayurvedica Tiziana Roselli presso la
Farmacia Alla Borsa in piazza della Borsa 12. Info 040
367967, www.farmaciaallaborsa.it
5 giovedì
ingresso libero
Riscoprire i linguaggi interiori
ALMA psicocorporea e ass. Synesis organizzano al
NewAge Center di via Nordio 4, due incontri dal titolo:
Corpo fisico, Corpo Mentale, Corpo Emotivo alle ore
17.30, Ascolto dei Linguaggi Interiori alle ore 18.45.
6 venerdì
Corso per principianti di Tai Chi Chuan
L’ENDAS - ASD Budo - Panta Rei organizza un corso
di Tai Chi Chuan stile QinShanShi - 108 movimenti per
principianti. Le lezioni si terranno ogni venerdì nella
palestra piccola del Liceo Oberdan, via Besenghi, a
partire da venerdì 6 novembre ore 20 con una lezionedimostrazione. Info 340 5080694.
6 venerdì
ingresso libero
Gourara trek: a piedi nel deserto
dell’Algeria. Proiezione a dissolvenza incrociata di Tullio
Conti, alle ore 20.30 all’Institute of Yogic Culture in via
San Francesco 34. Info 040 635718.
7 sabato
ingresso libero
L’io sono:
Il processo dell’individualizzazione dell’umanità e dei
singoli, relatore dott. Leonardo Marchiori psichiatra
presso il Servizio di Salute Mentale di Trento, membro
della SIMA, presidente associazione Perseo. Organizza
la Società Antroposofica presso il Circolo Ivan Grbec
via di Servola, 124 ore 20 - Info 339 7809778,
[email protected], www.rudolfsteiner.it
7-8 sabato e domenica
Mediterraneo Folk Club
Finestre del Mediterraneo, 9.a edizione, danze e cultura
balcanica con Goran Mihajloch, Sabato dalle 16 alle 19
e Domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 alla Casa
della Musica di via Capitelli 3. € 25.
7-8 sabato e domenica
Merkaba I e II livello con Franz Winkler
Sarà insegnata la famosa respirazione MerKaba di
Drunvalo Melchisedek e argomenti del II livello. Il costo
è di 150 euro. Caparra di 50 entro il 5 novembre al New
Age Center, V. Nordio 4/C. Info 040 3721479.
9 lunedì
Cani e gatti nelle nostre case
I semplici, fondamentali passi per costruire un ottimo
rapporto con i nostri animali. Ne parleremo, ogni
secondo lunedì del mese, con Federica Veos. Ore 20,30.
Sede da stabilire. Info 340 7342794.
9 lunedì
ingresso libero
Reiki-do
Una via consapevole per l’evoluzione e non un mezzo
di guarigione. Presentazione del seminario del 14-15/11
con Sauro Tronconi allievo del Rev. Hizuguchi e terzo
Sensei in linea diretta dal 1932. Ass. Espande,
alle ore 20.30 in via Coroneo 15. Info 380 7385996,
www.reiki-do.it.
9 e 16 lunedì ingresso libero
Psicologia in farmacia
Servizio di consulenza gratuita con la dottoressa De Colle
ore 17.30 presso la Farmacia Alla Borsa in piazza della
Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it
10 martedì
ingresso libero
Elaborazione del lutto
La Società Antroposofica di Trieste organizza un incontro
con il gruppo di sostegno per l’elaborazione del lutto,
seguendo i testi di R.Steiner ”Morte sulla terra e vita nel
cosmo” e “Formazione del destino e vita dopo la morte”
in via Mazzini 30, I p - ore 18.15-19.45.
Info 339 7809778, [email protected],
www.rudolfsteiner.it
10 martedì
ingresso libero
Prevenire e curare l’influenza
Prevenire e curare l’influenza, conferenza a cura di
Walter Pansini, erborista, alle ore 18 a L’arnia in piazza
Goldoni 5. Info 040 660805.
dott. Majaron Leonarda
Bilanciamento craniosacrale - Cromopuntura
Test intolleranze alimentari - Fiori di Bach
Dieta Psicosomatica
Associazione Regionale
Via San Lazzaro, 7 - Trieste
Biodinamica Cranio Sacrale
347 6910549 www.bcstrieste.it
Centro Trattamento e Formazione
[email protected]
10 martedì
ingresso libero
10 martedì
ingresso libero
11 mercoledì
ingresso libero
11 mercoledì
ingresso libero
12 giovedì
ingresso libero
12 giovedì
ingresso libero
Prevenire con pratiche di Yoga Ayurveda
Terzo incontro di accompagnamento alla prevenzione
con la conoscenza e le pratiche di yoga e ayurveda.
In particolare praticheremo automassaggio al corpo e
preparazione alla pratica di meditazione. Alle ore 18.30
al Joytinat Yoga Ayurveda via Venezian 20,
www.joytinat-trieste.org
Nutripuntura
Ottimizzare la voce per migliorare la comunicazione
attraverso il riequilibrio dei meridiani con la nutripuntura.
Con il dottor Fabio Burigana, gastroenterologo,
presidente dell’AMeC. Alle 17.45 presso la Farmacia Alla
Borsa in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www.
farmaciaallaborsa.it
Un anima chiamata papà
Presentazione del libro: Un anima chiamata papà,
seguirà un incontro con l’autrice Flavia Segnan. Alle ore
18 al New Age Center in via Nordio 4/c. Associazione
Delfino Blu.
Ginecologia in farmacia
Servizio di consulenza gratuita con la dottoressa
Azzaroni alle ore 17.30 presso la Farmacia Alla Borsa
in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www.
farmaciaallaborsa.it
Odontoiatria pediatrica
Incontro a cura della dottoressa Luciana Alessio Bean
odontoiatra e medico. Alle 17.45 presso la Farmacia Alla
Borsa, in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www.
farmaciaallaborsa.it
Sos-cervello
Campagna sociale di psicofarmaco-vigilanza. Incontro
mensile condotto dal dr Marco Bertali. Dalle 18.45 alle
20.15-Punto informativo Banca Etica, via Donizetti 5/a.
Info www.sos-cervello.it
12 giovedì
Immersione nel suono del Gong
Rilassamento profondo con Gong Planetari, campane
tibetane ecc. Il suono primordiale OM del Gong entra nel
corpo, massaggia ogni cellula, tutto il tuo Essere viene
rinvigorito e armonizzato. Alle ore 20.30-22.30- € 15 Info Claudia 347 3319227, [email protected]
13 venerdì
ingresso libero
13 venerdì
ingresso libero
13 venerdì
ingresso libero
La scelta vegetariana
Conferenza con Carmen Somaschi e Giuseppe
Cocca, presidente e vicepresidente dell’Associazione
Vegetariana Italiana e Paola Segurini responsabile
nazionale della Lega anti-vivisezione insieme a Fulvio
Tomsich Caruso, Susanna Beira e Marco Bertali. Alle ore
17-Biblioteca statale-L.go Papa Giovanni XXIII.
Presentazione e lezione gratuita yoga
Lezione gratuita di ginnastica psicofisica e rilassamento,
metodo Ferriz-Ferriére. Ore 18 presso il Centro Culturale
di Yoga Jnanakanda, via Mazzini 30, III piano. Info 040
390823, 333 4236902.
Conosciamo quello che mangiamo
Incontro sul tema Conosciamo veramente cio che
mangiamo? Alle ore 18. Info 040 307363 Jolanda.
Appuntamenti di novembre
su www.konradnews.it i vostri annunci di dicembre e gennaio entro il 21 novembre
Trieste
13 venerdì
Alle 17.45 presso la Farmacia Alla Borsa in piazza della
Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it
ingresso libero
Equilibrio psico/fisico della donna
Conferenza con il Dr. Emmanuel Dubois M.R.O.I.
sulle tematiche dell’equilibrio psicofisico dell’universo
femminile. Al centro L’Incontro in via San Francesco 34.
Info Katia 346 6022065.
13 venerdì
ingresso libero
Omeopatia in farmacia
Servizio di consulenza gratuita con la dottoressa
Piscanec alle ore 18.15 presso la Farmacia Alla Borsa in
piazza della Borsa 12. Info 040 367967,
www.farmaciaallaborsa.it
13 venerdì
I tempi del cuore
Si può unire l’emozione all’intelletto, il piacere del
sentire alla soddisfazione della percezione di sé, per
scoprire che i tempi del cuore sono i veri tempi della vita.
Seminario serale con Sauro Tronconi. Info 380 7385996,
www.trieste.espande.it.
14 sabato
ingresso libero
Veterinaria in farmacia
Servizio di consulenza gratuita con la dottoressa Pussini
alle ore 10.30 presso la Farmacia Alla Borsa in piazza
della Borsa 12. Info 040 367967,
www.farmaciaallaborsa.it
14 sabato
Reiki-do
Seminario di I livello con Sauro Tronconi allievo del Rev.
Hizuguchi e terzo Sensei in linea diretta dal 1932. Info
380 7385996, www.trieste.espande.it, www.reiki-do.it.
14 sabato
Guida alla trasformazione planetaria
Trasformazione planetaria e Risveglio ai mondi di Luce.
Come vivere al meglio i passaggi di trasformazione
in atto, nel corpo, nell’anima, nella vita quotidiana.
Pratiche e meditazioni adatte a tutti; i sintomi del
cambiamento, come integrarli in luce; l’ importanza del
Respiro; Nutrimento fisico e dei piani sottili; In contrare
sè stessi, la Co-creazione, i nostri talenti e potenzialità;
Le Armoniche dell’ Essere, i Suoni di Luce, risonanza
corporea e cellulare; la Via del Cuore, il potere del
Verbo e il Linguaggio di Luce. Rinascere in Bellezza e
nella Gioia! Seminario pratico applicato, dalle ore 16
alle 20, a cura di Arleen; presso Assoc. LAM-Il Sentiero,
p.zza Benco 4. Info e iscrizioni ArtLight 347 2154583,
[email protected]
14-15 sabato e domenica
Theta Healing Orion Tecnique
Tecnica di guarigione spirituale di Vianna Stibal.
Accedendo all’onda theta possiamo cambiare la nostra
realtà ed essere più felici ed in salute. Seminario con
Laura Radicchio. Info e iscrizioni 349 8720915.
15 e 22 domenica
Euritmia come parola visibile
L’Ass. Agricoltura Biodinamica organizza due incontri
mensili di Euritmia di gruppo e curativa individuale.
Opicina via di Prosecco 109, ore 10-12.
Info 333 7864810.
17 martedì
ingresso libero
Il segreto dei colori nell’arte
Ore 19,30 Conferenza a cura dell’ artista Leonardo
Calvo della Scuola Superiore d’Arte in Via Mazzini, 30 V°
piano. Info 040 390823, 3334784293.
18 mercoledì
ingresso libero
Patologie invernali: immunizziamoci
Rinforzare le difese immunitarie in modo naturale si
può: con la terapia craniosacrale in sinergia a prodotti
fitoterapici e omeopatici mirati. Parafarmacia S.Croce,
200 conferenza con la dott.Majaron alle 19.30.
Necessaria prenotazione. Info 040 2209029,
www.bcstrieste.it
18 mercoledì
Corso di massaggio decontratturante
Sette lezioni di massaggio base, eseguito con olio
ed essenze, per sciogliere le tensioni muscolari e
riequilibrare il sistema nervoso. Ogni mercoledì dalle 18
alle 20, presso Centro Yoga & Ayurveda, Via Filzi 6.
Info 334 1559187 Sabrina.
19 giovedì
ingresso libero
19 giovedì
ingresso libero
Il benessere viene dal corpo
Il benessere della persona attravreso la tecnica cranio
sacrale. Conferenza col dott Andrea Catanese alle 20.15
presso l’Ass. Rosa Bianca di via San Francesco 38.
Info 339 7832686
Presentazione e lezione gratuita yoga
Lezione gratuita di Ginnastica Psicofisica e
Rilassamento, metodo Ferriz-Ferrière. Ore 19 presso il
Centro Culturale di Yoga Jnanakanda, via Mazzini 30, III
piano, Info 040 390823, 333 4236902.
20 venerdì
ingresso libero
Amec - alimentazione e salute 2
Il dott. Fabio Burigana introduce il dott. F. Berrino “Stile
di vita e prevenzione del cancro” e la dott.ssa C.De
Giacomi “Chi deve ritenersi ad alto rischio per familiarità
di tumori e cosa può fare?”. Alle ore 15.30 al Palazzo
del Ferdinandeo, largo Caduti di Nasiriya 1. Info 040
3499050, [email protected]
20 venerdì
Mediterraneo Folk Club
Il Quartetto di Mario Poletti si esibirà in concerto con
brani tradizionali dell’area delle Alpi Occitane alla Casa
della Musica di Via Capitelli 3, alle ore 20.30.
Ingresso 3 euro.
20 venerdì
ingresso libero
La realtà intrecciata
della meccanica quantistica. Incontro con Fabio Benatti,
alle ore 20.30 all’Institute of Yogic Culture in via San
Francesco 34. Info 040 635718, anche per non addetti ai
lavori, ma dotati di... spirito yogico.
20 venerdì
ingresso libero
La jñana ed i suoi stati di coscienza
Conferenza con il dott. Guido Marotta alle ore 19 al
Centro Culturale di Yoga Jñanakanda in via Mazzini 30,
III piano. Info 040 390823, 333 4236902.
16 lunedì
ingresso libero
20 venerdì
ingresso libero
17 martedì
ingresso libero
20 venerdì
ingresso libero
La balbuzie e la gestione delle emozioni
Come affrontare le difficoltà con un approccio olistico.
Incontro tenuto dalla d.ssa Giulia Ghietti alle 20 in via
Mazzini 30, III p. Info 339 6908654,
www.lagrottadicristallo.ilcannocchiale.it
Il messaggio delle malattie
Le nostre malattie ci parlano di noi, con un linguaggio
che spesso non riusciamo a capire. Comprendere la
causa e il significato delle patologie ci aiuta ad entrare
con coscienza nel cammino della guarigione. Alle ore 18
a L’Arnia in piazza Goldoni 5. Info 347 9775427 Giorgio
Berdon.
17 martedì
ingresso libero
Influenza
Prevenzione e cura. Relatore Walter Pansini, erborista.
Difficoltà scolastiche?
Aiutiamo i nostri figli con il metodo Tomatis, incontro
gratuito su prenotazione con il dott. Pillinini presso
Piazza Ospedale n.2 alle ore 18.30 (secondo piano,
scala A). Info 333 3215490.
2012 anno di luce, la via del cuore
5° parte: Cosa accadrà nel 2012? I grossi cambiamenti
a livello individuale, sociale e planetario, segnali del
risveglio di coscienza e spirituale, del passaggio di
frequenza, già in atto; questa meravigliosa opportunità
di ascensione in 4° e 5° dimensione per la Terra e
l’Umanità, attesa con gioia in seno alla Fratellanza
Galattica di Luce. Messaggi di condivisione per vivere al
meglio questi momenti di trasformazione interiore e nel
quotidiano. Tema di approfondimento: La Terra e i Popoli
Stellari, collaborazioni e contatti extraterrestri negli eventi
storici planetari, la Nuova Terra e l’Alleanza Galattica.
Conferenza a cura di Arleen, alle ore 20.15 all’Assoc.
LAM-Il Sentiero in piazza Benco 4. Info ArtLight 347
2154583, [email protected]
21 sabato
ingresso libero
21 sabato
ingresso libero
21 sabato
ingresso libero
I bambini comunicano i loro diritti
Incontro gratuito per bambini a cura del Comitato pro
Fondazione ELIC, in collaborazione con il Comune
di Trieste, area educazione, in occasione del 20°
anniversario della dichiarazione dei diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza. Dalle ore 15.30 fino alle 17.30 in Via S.
Caterina. Info 040 55273, 339 1026985.
Il segreto dei colori nella pittura
Ore 18 Seminario gratuito a cura dell’artista Leonardo
Calvo della Scuola Superiore d’Arte Via Mazzini, 30 V°
piano. Info 040 390823, 333 4784293.
Erboristeria in farmacia
Servizio di consulenza gratuita con Walter Pansini
erborista ore 10.30 Piazza Della Borsa 12. Info 040
367967, www.farmaciaallaborsa.it
21-22 sabato e domenica
I 5 ritmi di G. Roth
Moving to Connect: la danza che unisce. Seminario
con J. Kelly, condividete con noi quest’entusiasmante
esperienza di energia in movimento ad Artinscena, via
Coroneo 15. Info e prenotazione Eli Rota 335 6002734,
[email protected]
22 domenica
Cosmesi naturale fai-da-te
Preparazione e prova di detergenti, creme, oli massaggio
e maschere: il tutto facile, efficace, personalizzato e
divertente. Con attestato. A cura di Susanna Berginc
naturopata. Info 347 9842995.
24 martedì
ingresso libero
24 martedì
ingresso libero
26 giovedì
ingresso libero
26 giovedì
ingresso libero
27 venerdì
ingresso libero
27 venerdì
ingresso libero
La terapia craniosacrale
“Il ruolo della terapia Cranio Sacrale nelle medicine
complementari”. Conferenza a cura del Dott.
Diego Maggio BSc.(Hons) D.O.,CST-D, Presidente
dell’Accademia Cranio-Sacrale Metodo Upledger di
Trieste, insegnante internazionale e rappresentante
dell’Upledger Institute -USA- del Dott. John Upledger.
Presso L’ARNIA p.zza Goldoni 5. Info 040 660805.
Dire di No
Senza conflitti e sensi di colpa, non per egoismo ma per
la salvaguardia del proprio equilibrio psicofisico. Incontro
con la dottoressa Silene Piscanec, medico terapiaolistica e con la dottoressa Barbara Toros, psicologa
psicoterapeuta. Info 040 367967,
www.farmaciaallaborsa.it
Nuovo e unico al mondo Kirlian check-up
Analisi energetica fotografica. Puoi vedere il tuo stato
fisico-psichico-emotivo e spirituale, avere utili e preziosi
consigli per correggere e prevenire eventuali disarmonie.
Conferenza con Prem Yatri alle ore 17.30 al New Age
Center. Info 349 8720915.
Ossigeno-ozono terapia
Patologie, indicazioni e trattamenti. Con la dottoressa
Luciana Alessio Bean odontoiatra e medico. Alle 17.45
presso la Farmacia Alla Borsa in piazza della Borsa 12.
Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it
La voce, specchio delle emozioni
Conversazione con Cristina Adriani e Roberta Ghietti
Pulich, alle 20.30 presso l’Institute of Yogic Culture, via
San Francesco 34. Info 040 635718.
Natura 2009 corso base di Birdwatching.
Primo incontro del corso della LIPU di Trieste per
conoscere l’avifauna locale. Ore 18 e 30 presso la banca
CCC/ZKB via Ricreatorio 2 Opicina (TS). Parcheggio.
Info e iscrizioni 340 7399686, 328 6951039,
[email protected]
28 sabato
ingresso libero
Odoiatria in farmacia
Servizio di consulenza gratuita con la dottoressa Alessio
Bean ore 10.30 Piazza Della Borsa 12. Info 040 367967,
www.farmaciaallaborsa.it
28-29 sabato e domenica
Mediterraneo Folk Club
Finestre del Mediterraneo, 9.a edizione, danze e cultura
greca con Nikos Kanellopoulos, Sabato dalle ore 16 alle
19 e Domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
€ 25.
30 lunedì
ingresso libero
I 5 tibetani ass. Sinergie
I cinque tibetani “la fonte della giovinezza” liberi incontri
mensili con una serata dedicata all’apprendimento degli
esercizi detti ”cinque riti”. Conduce Gianni Speranza. Alle
ore 20 ass. Sinergie via Lazzaretto Vecchio 9. Per motivi
di spazio bisogna prenotare con SMS al 339 1998074 o
email [email protected]
Il Linguaggio dei Tarocchi
Con lo studio degli Arcani analizzeremo assieme, le
immagini, i numeri e il loro significato, percorrendo così
le tappe obbligatorie di ogni esistenza. Info consulti e
corsi 347 1098771.
Artlight: il canto, il suono, la voce
L’uso del suono e della voce quale mezzo riequilibrante
del benessere psicofisico; Rilevamento del proprio
suono fondamentale o tonica individuale; Effetti e
uso consapevole delle scale e intervalli musicali;
Risonanza corporea e organi interni; Gestualità, voce
e corpo; Canti, stili, espressione; Armonizzazione
dei Chakra e dei corpi sottili; I suoni creatori di luce,
forme e colori; Il Canto Armonico e Overtones. Lezioni
individuali, frequenze e orari personalizzati; a richiesta si
organizzano laboratori e seminari di gruppo. Info ArtLight
347 2154583, 040417119, [email protected]
Associazione Enosis.
Yoga Integrale
Lezioni di Yoga Integrale secondo la Tradizione Antica.
Lunedì alle ore 20, martedì ore 13.15, mercoledì ore
20, giovedì ore 19. Lezione di prova gratuita. Presso il
centro Yoga & Ayurveda, via Filzi 6. Info 340 2768293,
347 0149218, 328 4717996, www.associazione-enosis.it
Corso di massaggio olistico 2010
Con Laura Radicchio massoterapeuta e Master Reiki.
Dal cuore attraverso le mani per l’equilibrio di corpomente e spirito. Iscrizioni entro il 1° dicembre.
Info 349 8720915.
Amnesty International
Gruppo di Trieste
Riunioni, aperte al pubblico, ogni secondo lunedì del
mese dalle ore 17 alle 18.30, alla Biblioteca Statale
di largo Papa Giovanni XXIII, 6. Info 040 291152, 328
0303069, www.amnesty.fv
Studio Ariella
Studio Ariella, Trieste, str. di Rozzol n. 69. Sensitiva con
doti astrali e terapeutiche riceve su appuntamento. Info
040 2600779, www.studioariella.com
Società Antroposofica di Trieste
della Val Rosandra. Relatore: Matteo Skodler, naturalista.
- Venerdì 11 dicembre: Gli uccelli del Biotopo dei laghetti
delle Noghere. Relatore: Enrico Benussi, ornitologo Collaboratore scientifico Stazione Biologica Isola della
Cona. - Venerdì 18 dicembre: Gli uccelli del golfo triestino.
Relatore: Fabio Perco ornitologo - Direttore Stazione
Biologica Isola della Cona ornitologo. Info e iscrizioni 340
7399686, 328 6951039, [email protected]
Ass. Agricoltura Biodinamica
Ass. Regionale Biodinamica Craniosacrale
Costellazioni familiari
Gorizia
Ogni martedì 20-21.30 studio sul testo di R. Steiner
“Apocalisse ed agire sacerdotale”. Ogni sabato 17.30-19
studio sul testo “Lo sviluppo occulto dell’uomo nelle sue
quattro parti costitutive” di R.Steiner. Le attività sono
gratuite presso la sede via Mazzini 30, I p.
Info 339 7809778, [email protected],
www.rudolfsteiner.it
Ogni mercoledì 20-21.30 incontro con la Sezione di
Biodinamica di Trieste e Gorizia sul testo di W.Cloos
“L’anima della terra nell’alchimia delle stagioni” e
“L’eterico” di E. Marti presso la sede via Mazzini 30, I
piano. Info 333 7864810.
L’Associazione Infinita Essenza dell’Amore organizza
due giornate di costellazioni familiari con la dott.
ssa Ylenia Harrison, sabato 7 novembre e sabato 5
dicembre. Info 347 1404116.
Sensitiva
Dotata di capacità medianiche ti mette in contatto con la
tua parte non risolta offrendoti una chiave per ritrovare la
serenità. Aiuto psicologico. Off.libera. Lina.
Info 347 7498114.
Corsi di massaggio olistico e base
Iscrizioni al corso di massaggio olistico completo il 30
nov. Massaggio con coppette e berbero 7-8. Massaggio
con pietre calde (hot stone) 21-22. Massaggio base
inizio in gennaio. Info 329 7433685, 329 8875991,
Studio Massaggi.
Universi Paralleli
Sab.19 e Dom 20 dicembre, “Universi Paralleli”
- Programma breve del Sistema INOCHI®.
Relatore: Maurizio Battistella, ideatore e fondatore del
Sistema. Il corso è strettamente a numero chiuso! Sii
curioso: visita il nostro sito www.inochi.it - per ulteriori
informazioni sul sistema ! Per iscrizioni e info orari 338
7592945, 040 382045.
Incontri con Legambiente
Puoi trovarci ogni mercoledì dalle 18 alle 20 nella
sede di via Donizetti, 5/a (presso il punto informativo
dei soci di Trieste della Banca Popolare Etica).
Circolo Verdeazzurro di Legambiente Trieste. Info
040 577013, 366 3430369, fax 040 9890553, info@
legambientetrieste.it - Segui le nostre iniziative su www.
legambientetrieste.it
News news news: Hiroshi Doi in Italia !
In occasione della visita di Hiroshi Doi (fondatore
del sistema originale giapponese Gendai Reiki) la
Gendai Reiki Italia propone un percorso agevolato per
Insegnanti Reiki di altri sistemi che fossero interessati a
ricevere il Master Gendai direttamente dal suo fondatore.
Info 333 7240918, 349 3604929, [email protected],
www.gendaireiki.it
Natura 2009 corso base di Birdwatching
- 27 novembre: inizia il Corso della LIPU di Trieste per
conoscere l’avifauna locale. Alle ore 18.30 presso la banca
CCC/ZKB, via Ricreatorio 2 Opicina. Parcheggio. - Venerdì
27 novembre: Il birdwatching e gli uccelli della città di
Trieste (centro storico e parchi urbani). Relatore: Stefano
Sava delegato della sezione LIPU di Trieste. - Giovedì
3 dicembre: Gli uccelli della Riserva naturale regionale
La BCS associata alle Formazioni Nazionali ha
ripreso la sua attività di formazione in Craniosacrale
Integrato:ultimi posti disponibili. Info 347 6910549, info@
bcstrieste.it, www.bcstrieste.it www.craniosacrale.it
6 venerdì
ingresso libero
12 giovedì
ingresso libero
14 sabato
ingresso libero
2° settennio: le origini dell’ansia
Il 2° settennio di vita è la base della vita di sentimento.
Conferenza a cura del Dott. Leonardo Marchiori.
Laureato a Bologna, lavora da più di vent’anni come
psichiatra ed attualmente è corresponsabile del Servizio
di Salute Mentale di Trento. Fa parte della Società
Italiana di Medicina Antroposofica.
Chakra e sintomi
Dare voce ai sintomi attraverso la lettura energetica dei
chakra per raggiungere il benessere. Incontro con S.
Passeri. alle ore 20 all’Associazione Delfino Blu in via 7
Giugno 8 a Ronchi dei Legionari.
La scelta vegetariana
Conferenza con Carmen Somaschi e Giuseppe
Cocca presidente e vicepresidente dell’Associazione
Vegetariana Italiana e Paola Segurini responsabile
nazionale della Lega Anti-vivisezione assieme a Fulvio
Tomsich Caruso, Susanna Beira e Marco Bertali. Alle ore
10 Sala conferenze CARIGO, via Carducci 5.
25 mercoledì
Meditazione
La meditazione non serve a fermare la mente ma
ad osservare i propri processi mentali affinché il
flusso caotico dei pensieri si attenui. Così è possibile
incanalare l’energia della mente per renderla più vivace
e capace di apprendere. Ass. Espande, ore 20.30,
Cormons. Info 340 4194486, www.espande.it.
26 giovedì
ingresso libero
28 sabato
ingresso libero
Costellazioni familiari
Costellazioni Familiari. Conferenza con il dott. B. Caris
alle ore 20 all’Associazione Delfino Blu in via 7 Giugno 8
a Ronchi dei Legionari.
Carico sospeso presenta 3,06
Musica, teatro e molto ancora per ribadire sicurezza e
dignità del lavoro. Alle ore 20.30 L’Associazione Carico
Sospeso al Teatro Comunale di Monfalcone. Info 331
6294487, [email protected] www.caricosospeso.it
Satya Istituto di Yoga organizza
a Gorizia: corsi di Yoga Hatha-Raja il lunedì dalle ore
9 alle ore 10.30 e il martedì dalle ore 17.30 alle ore
19. Corso di qi gong (ginnastica tradizionale cinese) il
giovedì dalle ore 17.30 alle ore 18.30, presso la palestra
Spazio via Marega n° 26 Lucinico. Info 0481 32990.
Conosci le migliori marche bio?
erboristeria
Il Fiore dell’arte di sanare
del dott. Dario Blasich
ERBE SALUTE ED ALTRO
Essenze, fiori di Bach, aura-soma, incensi, cristalli,
fitocosmesi, miele, alimenti biologici, libri
...le puoi trovare qui o g ni mese in offerta!
Ronchi dei Legionari (Go) - via Carducci 21 - tel. 0481 475545
Appuntamenti di novembre
su www.konradnews.it i vostri annunci di dicembre e gennaio entro il 21 novembre
Gorizia
Sensei in linea diretta dal 1932. Ore 20.30, palestrina
del Palazzetto dello Sport, v. Botteri, Latisana. Info 380
7385996, www.reiki-do.it.
a Ronchi dei Legionari: Corsi di Yoga Hatha-Raja ogni
lunedì e mercoledì dalle ore 18 alle ore 19.30 e dalle ore
20 alle ore 21.30, ed ogni giovedì mattina dalle ore 9.30
alle ore 11, presso la palestra Corpo Libero via Roma n°
15. Info 0481 777737, Anna 0481 32990.
12 giovedì
Satya Istituto di Yoga organizza
Lavorare la lana cardata
Sotto la guida di Mirella Zaffalon, si impara a realizzare
tanti bei personaggi ed altro in lana cardata. 31 ottobre 7 novembre - 21 novembre. Dalle ore 9 alle ore 13.
Info e adesioni 0481 67496 in orario scolastico.
Pordenone
8 e 22 domenica
Incontro con i Tarocchi di Marsiglia
Corso base sull’uso e sul significato. Dalle 9 alle 13,
presso la Bastia del Castello di Torre a Pordenone. Info
349 1623851, [email protected]
11 e 23 mercoledì ingresso libero
Salute & benessere a 360°
Cosa possiamo fare oggi per la nostra salute di domani?
Con poche e semplici regole si può non solo prevenire
ma anche migliorare la qualità della vita. Incontro alle ore
20. Info e partecipazione 349 4106099.
13 venerdì
ingresso libero
Influenza suina
I misteri di un vaccino sperimentale anche su lavoratori
dei servizi essenziali e donne in gravidanza. Partecipano:
- Fabio Franchi medico, specialista in malattie infettive:
Perplessità scientifiche - Walter Pansini, vice presidente
dell’Alister e del Comilva: Cosa ci nascondono? - Luigi
Locatelli, avvocato del diritto del lavoro: Possibili obblighi
per i lavoratori e soluzioni. - è stata invitata l’Azienda
Sanitaria pordenonese. Cordenons (PN), alle ore 20,30
al Teatro del Centro Aldo Moro via Traversagna 4. Info
348 9035858 Cristiano.
ingresso libero
Le dimensioni del sentire
presentazione del corso, si sperimenterà la meditazione
in movimento che porta alla consapevolezza rimanendo
a contatto con i sensi del corpo e la sua danza. Ore
20.30, via Brenari. Info 0431 422147, www.deborasbaiz.it
13 venerdì
ingresso libero
13 venerdì
ingresso libero
Chi sono io? L’eterna domanda
che da sempre affascina l’uomo e lo attrae verso i valori
più profondi. Incontro con Giacomo Bo per parlare di
meditazione e ricerca interiore. Alle 20.30 all’Ass. Waira
in via San Rocco 2. Info www.intensivodiilluminazione.it
Apriamoci al sentire attraverso il cuore
Conferenza esperienziale: il Reiki oltre le parole come
introduzione al Seminario di attivazione al primo livello
del 21-22 Novembre, a cura di L. Orso (Reiki Master).
Ore 20.45 all’Ass. Gem in via Canova 13 a Feletto U.
(UD). Info 0432 574002, www.nutrivita.it
13 venerdì
Serata di meditazione
Fratellanza Umana ed Unità Planetaria. Incontro,
rivolto a tutti, per migliorare, con Antiche Meditazioni,
le condizioni sottili Planetarie. Conferenza con il
Dr.Ricchetti alle ore 21, alla Bioteca in via Villa Glori 41.
Info 335 6083781.
14 sabato
Raja Yoga -trasformazione delle emozioni
Giornata esperenziale di Meditazione, rivolta a tutti, per
contattare le nostre emozioni e migliorare la qualità della
nostra vita. Seminario con il Dr. Ricchetti alla Bioteca in
via Villa Glori 41. Info 335 6083781.
15 domenica
25 mercoledì
Raja Yoga-distruttività e depressione
Giornata esperenziale, rivolta a tutti, per modificare, con la
Meditazione, la nostra distruttività e armonizzare gli aspetti
emozionali della nostra vita. Info Dr. Ricchetti 335 6083781.
28 sabato
Giornata di costellazioni familiari
A Codroipo uno straordinario metodo per risolvere i
problemi della vita come il rapporto di coppia, con i figli, il
denaro e il lavoro, la salute. Info Giacomo Bo
0432 728071, www.lecostellazionifamiliari.net
Corso di massaggio serale
All’APS Centro Olos di via Fratelli Bandiera 17 ogni
mercoledì sera per 8 settimane, corso di massaggio base
amatoriale ed avviamento professionale. Partecipazione
aperta a tutti. Info 334 9161209, www.centrolos.it
Seminario di costellazioni familiari
Una giornata per lavorare su se stessi con questo
straordinario metodo che fa emergere e risolve le
dinamiche responsabili dei problemi della vita. Negozio
Gaia, via S. Giuliano 35. Info Giacomo Bo, 0432 728071.
28 sabato
ingresso libero
Incontro con Stefano Cagno
La Lega per l’Abolizione della Caccia-Sez.Friuli Venezia
Giulia-organizza un incontro con Stefano Cagno, autore
del libro “Imparare dagli animali”. Sabato 28 ore 16, ex
Convento di San Francesco.
15 domenica
16 lunedì
ingresso libero
Difese immunitarie
Seminario Gratuito sulle difese immunitarie: La
prevenzione come cura attraverso una sana
nutrizione ed integrazione. Come e perché utilizzare
Bio-Oligoalimenti nella nutrizione ortomolecolare. Il
seminario si terrà dalle 9,30 alle 18,30 (pausa dalle
12,30 alle 14,30) a Lignano Pineta (UD) IN via dei Fiori
15 alla Pizzeria Alisei. Relatore Cristina Fabbris esperta
di Bio-Oligoalimenti nella nutrizione ortomolecolare.
Confermare la presenza alla Natural Point.
Info 02 27007247, [email protected]
Tantra counselling individuali e coppie
17 martedì
Udine
19 giovedì
ingresso libero
20 venerdì
ingresso libero
Per una sessualità sana e consapevole, maggiore
autostima e benessere, relazioni appaganti e per
sviluppare il proprio potenziale! Info 334 9161209,
www.centrolos.it, www.tantralife.com
5 giovedì
ingresso libero
Serata aperta di costellazioni familiari
Continuano con successo queste serate dove è possibile
per tutti assistere a questo straordinario lavoro e
parteciparvi in prima persona. Alle ore 20.30 all’Ass.ne
Waira in via San Rocco 2. Info Giacomo Bo 0432 728071.
6 venerdì
ingresso libero
Reiki-do
Una via consapevole per l’evoluzione e non un mezzo
di guarigione. Presentazione del seminario del 14-15/11
con Sauro Tronconi allievo del Rev. Hizuguchi e terzo
A cena con la salute
Ritorna a grande richiesta la cena con Giacomo Bo
per parlare di salute, alimentazione e stile di vita, tutti
insieme a tavola con un menù gustoso e salutare. Info
ristorante Arc di Sanmarc 0432 884140.
Serata aperta di costellazioni familiari
Prova questo metodo terapeutico per risolvere le
dinamiche responsabili dei problemi della vita, dalla
coppia alla famiglia, la salute, il lavoro. Alle ore 20.30
all’Ass.ne Waira in via San Rocco 2.
Info Giacomo Bo 0432728071
Risveglio nella gioia del sé
Queste serate saranno un percorso che si snoderà
durante l’anno (ma che possono essere anche a sé
stanti) in cui verranno proposte di volta in volta temi
e strumenti diversi (Ilahinoor, Diksha, Meditazione
dinamica, Danza) per stimolare ed esplorare da canali
diversi la propria crescita e la propria dimensione
spirituale, aprendo il cuore alla Gioia. Conduce Loredana
Cassan, insegnate Yoga, Diksha Giver, operatrice
P.M.T./F.A.A Alle ore 20.30 all’Ass. GEM in via Canova
13 a Feletto U. (UD). Info 0432 574002, www.nutrivita.it
27 venerdì
ingresso libero
Depressione e ansia
L’approccio naturale alle problematiche del corpo e della
psiche. Conferenza con Ilaria Forte, medico esperto
in omeopatia, omotossicologia, naturopatia e Giuliana
Cossettini, Naturopata, alle 20.40 all’Ass. GEM in via
Canova 13 a Feletto Um. Info 0432 574002,
www.nutrivita.it
Ginnastica preventiva&mantenimento
Corso contro i dolori muscolo-articolari ricorrenti,
personalizzato su mini-gruppi (Personal Group Training),
tenuto da esperto Scienze motorie e Orto Bionomy. Info
e prova: NirmalaCentre 347 6052140.
Cerchiamo Collaborazioni Professionali
Per il nostro avviato centro di terapie nel campo del
benessere, medicine naturali, discipline olistiche, salute
psico-fisica e percorsi di crescita personale-aziendale in
zona Udine cerchiamo liberi professionisti/collaboratori
nel settore. Info 347 6052140.
Spazi attrezzati per seminari o corsi
Mettiamo a vostra disposizione presso noto centro
salutistico in zona Udine, spazi attrezzati. Inviate un SMS
al 346 6016012 per esser richiamati.
Oneness Diksha/Ilahinoor
Energie del risveglio, catalizzatori d’ogni percorso
individuale. Serate diksha il 5 e 19 novembre alle ore
20.30 e diksha + ilahinoor il 28 novembre alle ore 16.30
al Circolo Colibrì in via Petrarca 10.
Info e conferme 339 2414528.
Tantra counselling individuali e coppie
Per una sessualità sana e consapevole, maggiore
autostima e benessere, relazioni appaganti e per
sviluppare il proprio potenziale! Info 334 9161209,
www.centrolos.it, www.tantralife.com
News news news: Hiroshi Doi in Italia !
In occasione della visita di Hiroshi Doi (fondatore
del sistema originale giapponese Gendai Reiki) la
Gendai Reiki Italia propone un percorso agevolato per
Insegnanti Reiki di altri sistemi che fossero interessati
a ricevere il Master Gendai direttamente dal suo
fondatore. Info 333 7240918, 3493604929,
[email protected], www.gendaireiki.it
Fuori Regione
21 sabato
Bibione terme: tantra in acqua calda
Incontri esperienziali per apprendere semplici ed efficaci
tecniche di rilassamento, meditazione e benessere.
Aperto a singles e coppie, non servono pre-requisiti nè
capacità natatorie. Info 334 9161209, www.centrolos.it
Nutrizione
Saranno trattati, non l’aspetto vitaminico, calorico,
proteico (aspetti reperibili ovunque) bensì il rapporto
tra l’uomo e il cibo, il ruolo del nutrimento nella vita
quotidiana, il ruolo dell’alimento in rapporto alle stagioni,
a chi siamo, a quello che aspiriamo, al ruolo che
determinati cibi hanno nell’evoluzione della volontà, della
moralità, del pensiero e, naturalmente, anche al ruolo del
cibo nella prevenzione e nella cura delle malattie. Corso
sabato 12 e domenica 13 dicembre a Padova. Costo euro
200+IVA. Info 347 4126505, www.naturopatia-hermes.it
Escursioni
15 domenica
Yoga e natura
escursione sul Carso triestino con Franco Salvi
dell’Institute of Yogic Culture: ancora una domenica “con
coscienza”. Info e adesioni 040 635718 (solo per motivi
organizzativi!).
Tel. (+39) 0444.230119
[email protected]
6 a edizione |
www.benewellnessexpo.it
ortolandesign.net
Glucosamina
500
RE
E
I
S
S
N
E
N
E
B
O
E
I
À
Z
IL I T
A
B
I
L
O
S
C
S
DELLE ARTI
FL E
G
Confezione
da 100 capsule
da 500mg
Dosi consigliate:
1 o 2 capsule
al giorno
lucosamina
osamina
samina
ina
a 500
5 è un
un integratore
integra
inte
egra
g ato
o alimentare
ore
ali
alim
im
mentare a base
mentar
b
di
le per ili trofismo
o dei
d tess
tessuti
suti e dell
le articoglucosamina, utile
delle
lazioni, cioè per nutrire, sviluppare e sostenere ill funzionamento fisiologico delle cartilagini articolari.
La glucosamina, una componente principale del tessuto
connettivo, è molto apprezzata negli ambiti sportivi dove
viene impiegata per favorire la mobilità degli arti, proteggere
tendini e legamenti e dare flessibilità. In effetti, la rigenerazione delle cartilagini articolari è favorita dalla glucosamina,
perciò si consiglia d’integrarla all’alimentazione, in presenza
di dolori articolari ed incidenti specifici.
La glucosamina fa parte dei glicosaminoglicani (GAGS),
sostanze che forniscono il sostegno strutturale alle pareti
dei vasi sanguigni.
La glucosamina Natural Point è costituita da glucosamina
solfato pura, senza aggiunta di additivi o di sostanze
geneticamente modificate.
Ricordiamo che per disturbi articolari di vario genere,
possono essere di beneficio anche altri integratori specifici
della nostra gamma, quali MSM e MQC.
Anche la combinazione di glucosamina e Magnesio
Supremo può rivelarsi particolarmente utile.
In vendita nelle erboristerie, farmacie e negozi di alimentazione naturale.
Natural Point srl
via P. Mariani, 4 - 20128 Milano - tel. 02.27007247 - www.naturalpoint.it
Scarica

assalto alla montagna influenza: chi si vaccina si ammala!?