n. 151 novembre 2009 distribuzione gratuita il mensile del vivere naturale assalto alla montagna influenza: chi si vaccina si ammala!? zamparini-city a grado sulle orme di darwin appuntamenti di novembre konrad n. 151 novembre 2009 Il numero di Konrad è dedicato al cantautore rock Gino D’Eliso: ama la musica, il silenzio, le parole ma non il fracasso. Per questo è stato aggredito e picchiato da una gang di teppistucoli figli dell’ignoranza. Come dice una canzone di Gino: Anni pesanti. SOMMARIO 4 Assalto alla montagna 5 Cinghiali urbani (II parte) Questo giornale è stato realizzato da un gruppo di esseri umani non infallibili, che cercano di scoprire cosa è successo nel mondo, spesso interrogando altre persone che a volte sono riluttanti a parlare, a volte oppongono un deciso ostruzionismo e in altre occasioni parlano troppo. I costi di Konrad sono interamente ricoperti dagli annunci e dalle inserzioni esplicitamente pubblicitarie. Ma la sua uscita sarebbe impossibile se tutta la redazione (direttore compreso) non collaborasse gratuitamente. 5 6 Influenza: chi si vaccina si ammala!? 7 Robin Hood: La realtà virtuale 8 Zamparini-City a Grado 9 Il paesaggio Un convegno sul verde pubblico 10 10 Il silenzio si fa grido Multivisione 2009 11 Spiagge pulite Marcia mondiale per la pace 12 Trasporti e ambiente: Ancora sulla mobilità urbana 13 Pedalando Sicurezza & Lavoro 14 Antartide: è arrivata l’estate 15 Libri: NOI di Evgenij Zamjàtin 16 Shalom: Pe, XVI lettera dell’alfabeto ebraico Konrad Mensile di informazione di Naturalcubo s.n.c. Redatto dall’Associazione Konrad via Corti 2a - 34123 Trieste Fax 1782090961 [email protected] - www.konradnews.it Aut. Trib. di Udine n. 485 del 5/9/80 Aut. fil. di Trieste Direttore editoriale: Roberto Valerio Direttore responsabile: Dario Predonzan Pubblicità: Alex Cibin cell. 340 4000934 [email protected] Hanno collaborato: Massimo Amodeo, Mariangela Barbiero, Roberto Barocchi, Mariagrazia Beinat, Nadia e Giacomo Bo, Nicola Bressi, Davide Casali, Michele Colucci, Luciano Comida, Stefano Crisafulli, Livio Dorigo, Ilaria Forte, Sergio Franco, Laura Genoni, Fausto Guerriero, Diego Manna, Luisella Pacco, Guido Pesante, Marco Segina, Claudio Siniscalchi, Ariella Sponza, Franco Toso, Edoardo Triscoli, Gianni Ursini, Roberto Valenti, Federica Veos, Severino Zannerini 11 17 Sapori del Carso Foto di copertina: Cerimonia Monastero Lunwu, foto di Franco Toso 19 Teatri di confine Grafica e stampa: Tip. Villaggio del Fanciullo - Opicina Trieste - [email protected] 18 Cinema 20 Alimentazione: L’inganno dei sensi 13 21 Sulle orme di Darwin 22 Aspettando “Marinella” La soffitta di “Mimì” 23 Cinofilia 24 Colonna vertebrale 27 Appuntamenti di novembre Puoi scaricare Konrad in formato pdf dal sito: www.konradnews.it 20 Stampato su carta riciclata Konrad non è responsabile della mancata pubblicazione degli annunci o di eventuali inesattezze. Konrad inoltre non si assume la responsabilità dei contenuti degli annunci e degli spazi pubblicitari. Il rinvenimento del giornale in luoghi non autorizzati non è di responsabilità dell’editore. è vietata la riproduzione e l’utilizzazione esterna del materiale qui pubblicato, salvo espressa autorizzazione scritta dell’Editore. Informativa sulla legge che tutela la privacy. In conformità della legge 675/96 sarà nostra cura inserire nell’archivio informatico della redazione i dati personali forniti, garantendone la massima riservatezza e utilizzandoli unicamente per l’invio del giornale. Ai sensi dell’art. 13 della legge 675/96 i dati potranno essere cancellati dietro semplice richiesta da inviare alla redazione. editoriale [email protected] Federalisti invertebrati Lo scorso agosto è entrata in vigore la legge n. 99 (“Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”), che tra l’altro stabilito le procedure per la scelta dei siti dove costruire nuove centrali nucleari (le 4 già programmate dal Governo più altre eventuali future). Procedure quanto mai centralistiche, che attribuiscono al Governo centrale ogni decisione sulla scelta delle aree in cui localizzare questi impianti e “militarizzano” i siti prescelti, esautorando Regioni ed enti locali da qualsiasi possibilità di intervenire nei processi decisionali. Si tratta di un’evidente forzatura, probabilmente incostituzionale, rispetto al ruolo delle autonomie locali in materia di energia e di territorio (l’urbanistica, va ricordato, è competenza “primaria ed esclusiva” delle Regioni a statuto speciale come il Friuli Venezia Giulia, con un ruolo importante anche per i Comuni). WWF, Greenpeace e Legambiente hanno perciò invitato i presidenti di tutte le Regioni a ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge in questione. Dodici (su 20) lo hanno fatto: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Molise (insieme rappresentano circa il 60 per cento del territorio nazionale). Altre, come Veneto, Sicilia e Sardegna, pur non ricorrendo, hanno formalmente manifestato la contrarietà ad ospitare centrali nucleari sul proprio territorio. Il Friuli Venezia Giulia brilla, insieme a poche altre Regioni, per la totale inerzia sull’argomento. Eppure la legge 99/2009 rappresenta un “vulnus” gravissimo rispetto ad ogni elementare principio federalista, e la classe politica del Friuli Venezia Giulia rigurgita di federalisti (a parole), tant’è che ogni occasione è buona per rivendicare la “specialità” regionale, quando si tratta ad esempio di derogare a norme statali e a Direttive europee in materia di protezione della natura, di caccia e uccellagione, per favorire questa o quella consorteria di interessi. è accaduto anche di recente: la legge regionale n. 13/2009 ha infatti riproposto pari pari una norma della precedente legge n. 6/2009, dichiarata incostituzionale, che ignora l’obbligo imposto dalla legislazione statale, la quale impone (dal 1992!) di destinare a protezione il 20-30 per cento del territorio agro-silvo-pastorale, anziché solo il 10 per cento come accade da noi. Tutto all’unico scopo di permettere ai cacciatori il “normale” svolgimento della stagione venatoria in corso. Il presidente Tondo e l’assessore Violino sanno benissimo che si andrà incontro ad una nuova bocciatura della Corte Costituzionale, ma che importa? La Corte ha tempi lunghi e intanto gli amici – ed elettori - con la doppietta sono contenti. Un caso di voto di scambio? Se invece sono in gioco i “poteri forti”, per esempio le multinazionali dell’energia, il discorso cambia. I federalisti nostrani si rivelano quindi – una volta di più – forti con i deboli e deboli (anzi, inesistenti) – con i forti. Federalisti invertebrati, insomma. Detto per inciso, emergono ogni tanto indiscrezioni (smentite, ma poi di nuovo riproposte), secondo cui tra i siti considerati dai tecnici governativi per il primo gruppo di centrali, ci sarebbe anche Monfalcone. In realtà è più verosimile che si stia pensando alla zona costiera di Fossalon (in Comune di Grado), già negli anni ’70 individuata dall’ENEL per la costruzione di una delle 20 centrali nucleari previste dal Piano Energetico Nazionale del 1975. I Comuni si opporranno? Poco importa alla nostra classe dirigente “federalista”: industriali e altre categorie economiche (forse anche i sindacati, come negli anni ’70?) sono favorevoli e tanto basta. Il Friuli Venezia Giulia è del resto la Regione che si è offerta, tramite il suo Presidente, di intervenire fattivamente nel raddoppio della centrale nucleare slovena di Krško, sostenendo anche le proposte del Governo italiano per uno “scambio” tra l’appoggio italiano a questo progetto e la rinuncia slovena ad opporsi al rigassificatore di Trieste - Zaule. C’è quindi della coerenza nei comportamenti dei vertici regionali… Almeno ci risparmiassero, però, le ricorrenti giaculatorie sulla difesa della specialità regionale, il federalismo, la sussidiarietà e quant’altro! Non rimane che sperare, da un lato, in un pronunciamento sollecito della Corte Costituzionale, che metta un freno alla follia dei nuclearisti d’Italia. Una follia che rischia di precipitare l’Italia nel baratro di una scelta energetica assurda, contraria ad ogni logica economica ed ambientale (in merito gran dovizia di documenti ed informazioni si trovano nei siti internet delle associazioni ambientaliste: WWF, Greenpeace, Legambiente, ecc.). Dall’altro lato, è sperabile che dai cittadini della cosiddetta “società civile” arrivi una risposta adeguata, su questa come su altre partite di grande rilevanza ambientale ed economica. Per esempio appoggiando concretamente – con firme, donazioni, impegno personale – campagne come quella contro il rigassificatore di Zaule (v. l’appello nuovamente pubblicato su questo numero Konrad): perché anche questo caso è in gioco il futuro delle comunità locali, di fronte a decisioni imposte dal Governo nell’esclusivo interesse di alcuni e con la complice acquiescenza di chi le comunità locali dovrebbe tutelare. Dario Predonzan appello ai volonterosi Come abbiamo documentato nell’inserto pubblicato sul Konrad di settembre, gli studi ambientali – e l’intera procedura di valutazione - per il rigassificatore di Trieste-Zaule sono stati “addomesticati”. È uno scandalo. Il decreto VIA del Governo può però ancora essere annullato con un ricorso al TAR, a patto che si riesca a mobilitare risorse umane e a raccogliere fondi per le azioni legali (che costano molto, alcune decine di migliaia di euro). Chi condivide questo obiettivo può contribuire finanziariamente, con donazioni sul c.c.p. n. 12559340 intestato a: Legambiente Trieste - Circolo verdazzurro, via Donizetti 5/a, 34133 Trieste. Per versamenti on-line il codice IBAN è: IT 64 I076 0102 2000 0001 2559 340 specificando sempre la causale: “Donazione pro spese azioni legali contro rigassificatore Trieste-Zaule”. Va ricordato che le donazioni ad associazioni riconosciute come ONLUS (qual è Legambiente) sono oneri per i quali è riconosciuta la detrazione d’imposta del 19% in sede di dichiarazione dei redditi (quadro E, Sezione I del modello 730). Occorre naturalmente anche la collaborazione di volontari per tutte le azioni utili allo scopo, ad es. distribuzione del numero speciale di “Konrad” con l’inserto sul rigassificatore in banchetti informativi, ecc. Chi è disponibile si rivolga a: Carlo Franzosini cell. 335 5208766, [email protected] 3 Konrad novembre 2009 Cerchi informazioni sul risparmio energetico? Adesso c’è l’ECOSPORTELLO! Punto informativo gratuito della Provincia di Trieste progettato e realizzato da Legambiente. Presso l’ECOSPORTELLO riceverai informazio- ni sugli aspetti normativi e sulle agevolazioni fiscali e tariffarie in materia di isolamento termico, sui finanziamenti bancari, sugli impianti solari fotovoltaici e termici e sul risparmio energetico attraverso l’impiego di apparecchiature a elevata tecnologia che possano garantire una riduzione dei consumi e nel contempo ottimizzare le prestazioni. Rendere le nostre abitazioni efficienti energeticamente vuol dire consumare meno energia a parità di confort, quindi risparmiare! è possibile ottenere questi risultati senza sacrifici, mantenendo lo stesso benessere nelle abitazioni, o addirittura migliorandolo. Oggi l’uso dell’energia negli edifici rappresenta circa il 40% della domanda finale di energia. è dunque inevitabile che a scelte energetiche attente corrispondano un risparmio in bolletta e un maggior benessere sociale. orario:martedì dalle 10.00 alle 12.00 venerdì dalle 17.00 alle 19.00 a Trieste in via Donizetti, 5/a telefono:366-5239111 fax: 040-9890553 e-mail: [email protected] www.legambientetrieste.it/Ecosportello.htm circolo verdeazzurro - trieste Servizio realizzato in collaborazione con Banca Popolare Etica e Arci Nuova Associazione Trieste assalto alla montagna Il Turismo sciistico: in un anno l’innevamento artificiale consuma una quantià d’acqua pari all’uso domestico di oltre 1 milione di persone La stagione invernale ripropone il tema del rapporto tra turismo sciistico e tutela degli ambienti di montagna: il problema va declinato sia in ambito generale, sia in ambito regionale: è quanto ci proponiamo di fare con la serie di articoli che inizia da questo numero di Konrad. Le Alpi ospitano circa 30.000 specie animali (di cui 400 sono specie di vertebrati stanziali) e circa 13.000 specie vegetali (di cui 4500 fanerogame); in questo territorio (considerando anche la Lavori in corso sul Monte Canin per la realizzazione di un collegamento in quota con Sella Prevala. 4 Konrad novembre 2009 zona prealpina) si riscontra la presenza di siti afferenti alle bioregioni alpina e continentale, di cui alla Direttiva 92/43/ CEE (Habitat), mentre lo stesso territorio montuoso è identificato come Ecoregione sulla base della procedura di perimetrazione approvata dalla International Union for Conservation of Nature (IUCN) e dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA). Sull’arco alpino sono distribuiti 4,7 milioni di posti letto censiti e 10.000 impianti di risalita; è qui che si concentra il 10% delle presenze turistiche mondiali (60 milioni di arrivi all’anno). Si pone dunque un rilevantissimo problema di compatibilità tra l’attività turistica, in particolare legata allo sci da discesa – che riveste un ruolo strategico nell’economia della montagna e che ha garantito ad alcune comunità la possibilità di mantenere il proprio radicamento geografico – e la salvaguardia di un irrinunciabile patrimonio ambientale e naturalistico. Se negli anni ’60 l’attività sciistica si presentava ancora in forme dimensionalmente circoscritte, a partire dagli anni ’80 si è assistito ad un’enorme espansione di questa pratica sportiva. Ciò ha comportato, da una parte, il dilatarsi dei demani sciabili e l’ammodernamento tecnologico degli impianti di risalita, dall’altra la diffusione dell’edificato, commerciale e residenziale, spesso al di fuori di qualsiasi forma di pianificazione controllata del territorio. Dagli anni ’90 il prodotto sci ha mostrato i segni di un’evidente “maturità” e dunque l’incapacità di alimentare, perlomeno nei termini conosciuti nei precedenti decenni, dinamiche di crescita del fatturato: tra il 1997 e il 2004 , infatti, si è assistito ad una riduzione del 24% degli sciatori, che non è stata più compensata. Lo sci deve inoltre fronteggiare l’insorgenza, rapidissima nel suo aggravarsi, di imponenti modificazioni climatiche: la riduzione della precipitazione nevosa ha raggiunto il 18,7% medio sull’arco alpino, ma nelle Alpi orientali veneto-friulane il 35%, con punte superiori al 50%, per esempio a Forni di Sopra (e a Cortina d’Ampezzo); un recente studio promosso dall’UNEP (United Nations Environment Programme) avverte che nel prossimo futuro una percentuale compresa tra il 37% e il 56% delle stazioni invernali potrebbe soffrire di un innevamento a tal punto ridotto da comprometterne la capacità di attirare turismo sciistico. La maturità del prodotto e il mutamento climatico hanno obbligato pubblico e privato all’accrescimento degli investimenti, specie fissi, con conseguente irrigidimento della struttura dei costi, e dunque a puntare su soluzioni sempre più gravemente impattanti per garantire la crescita del fatturato: assistiamo allora all’estensione della rete viaria di accesso alle stazioni sciistiche, all’allargamento e brutale modellamento delle piste per spianare avvallamenti, rilievi, contropendenze e pendenze eccessive, e renderle appetibili ad un pubblico di massa, scarsamente preparato sotto il profilo atletico e tecnico; al gigantismo degli impianti di arroccamento e degli skilift, per garantire tempi sempre più brevi di risalita; all’illuminazione delle piste per dilatarne i tempi di utilizzo; alla realizzazione di grandi parchi giochi sulla neve; all’ulteriore implementazione dell’offerta di servizi commerciali, di ristoro e, soprattutto, residenziali – considerati sempre più spesso la variabile decisiva per garantire il ritorno economico degli investimenti in strutture e in gestione degli impianti di risalita, in sé poco remunerativa, se non sistematicamente deficitaria: nelle prossime puntate esamineremo i casi dei progetti residenziali su Passo Pramollo e Zoncolan, esempi di cannibalizzazione edificatoria della montagna. Quanto alla neve artificiale, utilizzata a partire dagli anni ’70, per compensare eventi episodici di scarso innevamento, è ormai usata per allungare la stagione sciistica, e talora addirittura per garantirne la praticabilità: attualmente il consumo di acqua per l’innevamento artificiale a stagione sciistica, nell’arco alpino, varia da un minimo di 52 milioni di metri cubi d’acqua ad un massimo di 95 milioni (per utile riscontro, corrispondenti al consumo domestico annuo di oltre 1 milione di italiani) con pesanti conseguenze: - sulla disponibilità della risorsa in termini generali (tanto più sfruttata in condizione di scarsa nevosità e quindi, spesso, di scarse precipitazioni) e dunque sia sulla disponibilità della falda in loco, sia sulle disponibilità idriche superficiali e di falda a valle e anche a molti chilometri di distanza; - sul buono stato dei corpi idrici; - sull’inquinamento dei suoli; - sullo stato di specie e ambienti che sono legati alla disponibilità idrica sia in loco (in modo diretto, come torrenti, o indiretto, come torbiere), sia a distanza (approvvigionamento degli invasi piccoli e grandi e conseguenti alterazioni di tutti i cicli trofici delle specie animali e vegetali in qualche modo idrodipendenti); - sui costi di gestione degli impianti (un ettaro di neve artificiale costa circa 136.000 euro, nell’ambito dei quali, peraltro, il canone d’uso rappresenta una quota irrisoria: circa 11 euro all’anno). Tali aggressive politiche, unite ad un marketing altrettanto aggressivo, non hanno impedito che le stazioni più piccole, e dunque meno appetibili per dotazioni di piste e impianti, e quelle di più bassa quota o di più infelice esposizione, entrassero in grave sofferenza: è lecito supporre che se la difesa di queste stazioni non fosse legata a quella delle comunità locali da esse dipendenti e dunque non stimolasse cospicui investimenti pubblici, anche in Italia, e in Europa, avremmo assistito negli anni passati a quella imponente fase di chiusura degli impianti cui hanno assistito, nell’ultimo ventennio, gli Stati Uniti, lì dove 300 delle 800 stazioni sciistiche in esercizio sono state praticamente dismesse. Guido Pesante La Bottega delle Spezie erboristeria dott. Manuela Zippo spezie e tè dal mondo - cioccolate selezionate integratori alimentari - fitocosmesi via combi 12 - trieste - tel. 040 303555 cinghiali urbani (II parte) I cinghiali triestini, pur non essendo quelli originari, sono un tassello dell’ecosistema. Dal punto di vista della biologia della conservazione, però, le cose cambiano se proliferano a dismisura. sopra: Un particolare della caccia al cinghiale Calidonio da parte di Meleagro (sarcofago romano di età imperiale - Roma, Palazzo dei Conservatori) sotto: Cinghiali sul Carso Triestino 5 Konrad novembre 2009 Il cinghiale è una specie intelligente, adattabile e opportunista. Avendo nel suo corredo genetico pure l’eredità lasciatagli da qualche avo domestico o uso a essere alimentato, accetta di buon grado il cibo che gli Homo sapiens urbanizzati gli mettono a disposizione in zone dove non vi sono cacciatori o predatori. Così Trieste si trova ad avere una popolazione di oltre un centinaio di cinghiali quasi urbanizzati. È un fenomeno unico? Per il contrastante impatto sull’opinione pubblica e per il gran numero di animali, è un caso singolare, ma i cinghiali vivono oggi non lontani, ed esempio, pure dalle case di Genova, Torino, Barcellona e Berlino. Sono pericolosi? Se qualcuno ha paura di essere sbranato dai cinghiali quando esce di casa, allora si può senz’altro affermare che i cinghiali non sono pericolosi. Certo però, che un gran numero di cinghiali senza controllo non giova agli uomini e costituisce un danno per l’ambiente (ovvero per l’uomo, che in quell’ambiente e di quell’ambiente vive). Quali sono i danni? Il più evidente è l’impatto sull’agricoltura. Dalla notte dei tempi i cinghiali sono stati considerati una peste per i contadini. Quando attorno a Trieste i cinghiali hanno cominciato a danneggiare i vigneti, molti si sono stupiti. Eppure, da quando il cinghiale è riapparso, che gozzovigliasse nelle vigne era solo questione di tempo. Sette secoli prima di Cristo Omero (Iliade, libro IX) così riportava: “Un feroce cinghiale selvaggio, Calidonio zanna candida, prese a conciar male la vigna; molti alberi alti stendeva a terra, rovesci, con le radici e con la gloria dei frutti. L’uccise Melèagro, chiamando cacciatori da molte città e cani, che vinto non l’avrebbe con pochi mortali”. A quel tempo la caccia al cinghiale si risolveva in una rischiosa lotta con reti, bastoni, lance e spade: di sicuro non era un hobby domenicale. Anzi, l’eliminazione del cinghiale Erimanno (che, non a caso, “distruggeva i coltivi di re Euristeo”) era una delle 12 fatiche di Ercole. Non si può certo dire che, agli albori della storia, i cinghiali distruggessero i campi perché l’uomo non gli lasciava altro habitat. La soluzione è circondare i campi con recinzioni elettriche? Le recinzioni elettriche hanno dimostrato (se ben fatte e mantenute) di poter ridurre i danni quasi a zero. Ma non si possono recintare tutti i campi, soprattutto i piccoli giardini di chi coltiva per passione. Qui i danni non sono economici, ma sociali: vanno a colpire la qualità della vita delle persone. Mi hanno detto due anziani alla vista del loro giardino grufolato: “Non ci interessano i soldi! Ci interessa svegliarci alla mattina tra quei pochi fiori che abbiamo coltivato con amore per anni. Ci interessa raccogliere i nostri cetrioli. È il profumo di quei fiori e il sapore di quei frutti che i cinghiali ci hanno tolto. E non c’è denaro al mondo che possa ricomprarceli!”. Però chi vive in un appartamento in città non ha questi problemi. Certamente no. Però un gran numero di grossi animali selvatici a spasso per le strade è sempre un potenziale pericolo. Il 9 luglio di quest’anno, un cinghiale si è trovato nel traffico di Moncalieri. Improvvisamente terrorizzato da un rumore, ha ferito, travolgendole nella corsa, 4 persone (tra cui una mamma con bambino), prima di essere abbattuto. Non c’è scappato il morto solo perché era un giovane di soli 40 kg. Ogni anno vi sono migliaia di incidenti stradali, talvolta mortali pure per gli umani, provocati dalla fauna selvatica. È un rischio quasi inevitabile guidando tra i boschi. Autolesionistico portarselo in città. Ci può essere un rischio sanitario? Assodato il notevole incremento delle zecche (potenziali vettori di morbo di Lyme e encefaliti) nelle aree dove sostano i cinghiali, non vi sono altre evidenze. Tuttavia, il sistema immunitario dei suini poco differisce da quello umano. Pensiamo ai trapianti d’organi, all’“influenza suina”, alla brucellosi, all’idatidosi e ad altre malattie e parassitosi. Molto si può potenzialmente trasmettere dall’uomo al suino e viceversa. In città i cinghiali malati, mai eliminati da predatori, potrebbero diffondere eventuali patologie. Il principio di precauzione consiglia di minimizzare i contatti uomo - cinghiale. E i rischi per l’ambiente? Quelli sono chiari. Un bosco può produrre sino ad una certa quantità di biomassa (ghiande, foglie, fiori, ecc.) che, se viene mangiata dai cinghiali, è sottratta ad altri animali. Studi scientifici hanno dimostrato che i cinghiali possono ridurre dell’ 80% il numero di lombrichi, tuberi, bulbi, larve e invertebrati del suolo. Questo significa ridurre anche il numero degli uccelli canori, delle farfalle, delle api, ecc. I cinghiali sono una componente degli ecosistemi; ma dove proliferano incontrollati, per ogni 100 kg di cinghiale in più, vi sono quasi altrettanti kg di altri esseri viventi in meno. Talvolta i cinghiali possono anche far arrivare specie in più, soprattutto quelle dannose. Il troppo intenso grufolare crea infatti un disturbo dell’equilibrio dei suoli in cui si inseriscono bene specie vegetali banali o aliene, come l’ailanto e il senecione sudafricano (pianta allergenica, contaminante il latte e il miele). Lo stesso grufolare provoca, a lungo andare, dissesto idrogeologico, con erosione di suoli collinari, frane e smottamenti (la casistica è ampia, anche a Trieste). In sintesi, un eccessivo numero di cinghiali (come di altre specie opportuniste) impoverisce, indebolisce e banalizza gli ecosistemi. Che fare quindi? Più di ogni altra cosa: NON alimentare i cinghiali in alcun modo (come da ordinanze di molti sindaci), soprattutto presso le abitazioni. In assenza di predatori non resta poi che abbattere un certo numero di individui. In modo particolare quelli urbanizzati, che ormai difficilmente se ne andranno e continueranno a moltiplicarsi. Altrimenti, si continua anche a lasciare il campo ad esasperati che ricorrono a veleni, lacci e balestre, con sofferenze e danni maggiori per tutti. Non è meglio la cattura per poi spostarli altrove? Ammesso che sia più facile, tutti quelli disposti ad accogliere i cinghiali lo fanno solo pensando ai salami. è forse meglio una fine improvvisa e immediata, piuttosto che l’angoscia della cattura, lo stress della deportazione e la paura del nuovo ambiente precedente la macellazione finale. E la sterilizzazione? A parte i costi improponibili per ogni amministrazione, nei maschi sterilizzazione = castrazione. Io dubito che fare di un giovane maschio selvaggio un grassoccio eunuco, condannato ad un ergastolo di emarginazione e rifiuto da parte del branco, sia meglio di ucciderlo. Avevo specificato, nel precedente articolo (Konrad, ottobre 2009) di scrivere come biologo della conservazione. Aggiungo di non essere né un cacciatore, né un animalista e concludo con un indovinello: “Sono mammiferi intelligenti, adattabili, possono trasmettere malattie, vengono da fuori, con molto cibo e pochi nemici, li abbiamo attirati in città, hanno un morbido pelo, uno sguardo furbo e fanno molti teneri cuccioli. A che animali state pensando?” Io ai ratti! Ai ratti che Danilo Mainardi (Corriere della Sera 4.IX.09) accomuna a scarafaggi e cinghiali. Non ho mai letto di nessuno che si opponga, scandalizzato, alle derattizzazioni. Nicola Bressi influenza: chi si vaccina Il Ministro della Sanità Sacconi ha previsto un ordinativo di 48 milioni di dosi del nuovo vaccino contro il virus A N1H1, per vaccinare il 40% della popolazione. Questo vaccino contro l’influenza suina, preparato in tutta fretta, non ha test di sperimentazione e quindi non si conoscono efficacia e gradi di sicurezza. I virus influenzali I serbatoi dei virus A e B responsabili dell’influenza classica si trovano in Asia, in Cina, dove ci sono enormi allevamenti di maiali, e attraverso gli uccelli migratori arrivano da noi. Un istituto di Londra su delega dell’OMS, ha il compito a livello internazionale di individuare qual è il virus, così ogni anno già a febbraio, marzo si sa che tipo di virus e quindi di influenza avremo nell’inverno. L’influenza viaggia in questo modo Ci sono dei periodi inter-pandemici in cui le variazioni genetiche del virus sono minime, quindi colpiscono minor numero di persone perché la maggior parte è stata immunizzata. Poi a cicli si ha un picco, il virus subisce una mutazione, questo è il caso di quest’anno, il virus è diverso, gli anticorpi prodotti precedentemente non coprono più. La pandemia si riferisce al fatto che viene interessato un maggior numero di persone. Fino a questo momento i casi di influenza suina sono molto al di sotto di quelli causati da una comune influenza. Inferiori sono anche le complicazioni respiratorie, i ricoveri e i decessi. Il Sistema immunitario Il sistema immunitario è un sistema complesso ed ingegnoso di difesa sviluppato in migliaia di anni. I primi 4 anni di vita sono fondamentali per il suo sviluppo, come per una casa sono il progetto e le fondamenta. La maggior parte degli organismi che generano malattie, entrano nel corpo attraverso le mucose dell’apparato respiratorio, o dell’apparato digerente. Queste mucose già di per sé hanno un sistema immunitario efficace IGA per la produzione di anticorpi come prima linea di difesa del corpo. Quando iniettiamo un vaccino, questo arriva direttamente nel sangue: ciò significa che il sistema IGA, prima barriera di difesa, viene bypassato. Già questo può comportare un rischio, perché il nostro sistema di difesa può rispondere ad una stimolazione che comunque è forte, in maniera anomala, proprio perché viene bypassata la prima linea “del fronte”. Immaginate il fronte: prima linea il fronte, seconda linea le retrovie ecc.., immaginate che l’esercito nemico non si scontri con la prima linea, ma trovi un passaggio per cui va direttamente allo stato maggiore dove c’è il comando. Quando è arrivato là, se soccombe il comando, per via inversa poi crolla tutto. Se invece, come avviene di norma, supera la prima linea, poi supera la seconda, sì avanza sempre ed è dannoso, ma non è forte come alla partenza. Vaccino antinfluenzale - Cosa contiene? 6 Konrad novembre 2009 Una vaccinazione ci aiuta a costruire l’immunità nel nostro sistema di difesa nei confronti di vari organismi patogeni. Il vaccino contro l’influenza, oltre a virus morti e vivi attenuati, contiene anche un numero di altre sostanze: nicoletilenico che è l’antigelo, la formaldeide, il fenolo, poi troviamo antibiotici come neomicina e streptomicina che tra l’altro non si usano più. Per accelerare la produzione ma anche aumentare la risposta immunitario, molti vaccini contengono degli immuno-adiuvanti, perché da soli questi virus morti e attenuati, non riuscirebbero ad immunizzare. Gli adiuvanti utilizzati da Novartis e Glaxo, fornitori del vaccino H1N1 del 2009, sono alluminio e squalene (sigla MF59), sostanza non approvata dalla FDA. Tutta la letteratura scientifica su questo adiuvante è stata elaborata dagli scienziati che lavorano per il produttore, precludendo un’obiettiva valutazione di sicurezza. Il nostro sistema immunitario riconosce lo squalene come una molecola già presente nell’organismo, è presente nel cervello, nelle strutture del sistema nervoso. Oltre tutto noi lo consumiamo perché è presente nell’olio d’oliva, è una sostanza antiossidante positiva. Il sistema immunitario non solo lo riconosce, ma si avvale delle sue proprietà antiossidanti. Qual è allora la differenza? Dipende dal metodo con cui entra nell’organismo. Un conto che lo assumo come alimento e viene assorbito durante il passaggio del tubo digerente, un conto che lo metto direttamente alla sede del “capo di stato maggiore”. In questo caso l’ingresso anomalo produce una risposta del sistema immunitario contro lo squalene. Cosa succede? Se produce anticorpi contro lo squalene iniettato con il vaccino, comincia a produrre anticorpi anche contro lo squalene che è presente nel cervello e nelle strutture nervose. Si innesca il fenomeno autoimmune… il grave è che le conseguenze si conoscono già. I veterani della guerra del Golfo che hanno contratto la sindrome che porta questo nome, hanno avuto vaccini all’antrace che contenevano squalene. L’MF59 ora usato nel vaccino contro la febbre suina, fu un ingrediente non approvato nei vaccini sperimentali all’antrace. Militari che non erano andati nel golfo a combattere, ma che avevano fatto il vaccino presentavano la stessa sindrome: si è visto che il 98% aveva anticorpi contro lo squalene. La sindrome del Golfo descrive in realtà un quadro sintomatico caratteristico di una malattia autoimmune. “Oggi la vera pandemia da vaccinare è quella della paura, non certo quella dell’influenza... In realtà il virus H1N1 è un virus scarsamente aggressivo, quando si dice che una persona è deceduta in concomitanza con l’infezione del virus H1N1, si segnala che la persona è mancata CON il virus e non PER il virus. Si tratta di una differenza fondamentale, ma viene scarsamente rimarcata”. Il premio Nobel Rita Levi Montalcini ha ricevuto il suo riconoscimento nel 1986 per i suoi studi sul NGF, il fattore di crescita nervoso, che viene prodotto in grande quantità dall’organismo in condizioni di allarme per le proprie priorità vitali. La paura è una di queste condizioni e l’increzione di NGF, la cui crescita appare quasi palpabile tra la gente, può portare allo sviluppo di allergie ma soprattutto all’indebolimento del sistema immunitario, creando una sorta di circolo vizioso che potrebbe portare a facilitare l’infezione virale. Continuare a creare allarme contribuirà a rendere meno efficienti le difese immunitarie nei confronti di un virus come questo. (dal sito del dr A.Speciani immunologo www.eurosalus.com). La via della salute In medicina non convenzionale esiste una via di profilassi vaccino-simile, efficace ma scarsamente diffusa. Sappiamo che i sistemi biologi che compongono l’uomo, funzionano e comunicano attraverso una fitta rete di informazioni dell’ordine di quanti di energia. Il vaccino omeopatico contiene la sola informazione dei ceppi virali verso i quali vogliamo attivare un’immunizzazione, che sotto forma vibrazionale va a modulare la risposta immunitaria senza destabilizzare il centro del comando e senza effetti collaterali. Uno stile di vita sano, l’alimentazione corretta, l’uso di piante officinali con principi attivi immuno-tonici, la riduzione degli elementi stressogeni, buonsenso e soprattutto buonumore, tutelano la salute e rafforzano il sistema immunitario. Da quando le varie Cassandre hanno iniziato a prevedere scenari a dir poco apocalittici, sono successe due cose principali: la prima è che molti Stati, compreso il nostro, hanno speso fortune per immagazzinare il farmaco antinfluenzale Tamiflu, la cui tossicità pare superi la sua presunta efficacia. La seconda è che ogni occasione è buona per lanciare l’allarme pandemia e gettarsi nella corsa a chi esce per primo con il vaccino… non importa poi se non ci sarà il tempo sufficiente per sperimentarlo, l’importante è VENDERLO. Nel 1976 le autorità sanitarie americane annunciavano che un milione di cittadini sarebbero morti per un’imminente influenza suina, ma i fatti poi dimostrarono che la cifra prevista era leggermente esagerata, perché morì solo una persona. Fu dato il via ad una vaccinazione di massa, ma dopo due mesi, 500 persone vaccinate si ammalarono della Sindome GuillainBarré, una malattia neurologica paralizzante, e più di 30 persone morirono. Immediatamente, le autorità interruppero la campagna vaccinale e il governo americano fu poi costretto a pagare 93 milioni di dollari di risarcimento alle vittime del vaccino. Nel 2003 fu la volta della SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome). Gli esperti si ammala!? la vignetta di Colucci Robin Hood anche in quella occasione si precipitarono a sparare cifre: milioni di persone sarebbero morte in tutto il mondo. I dati aggiornati parlano di 251 persone decedute. Nel 2005 l’influenza aviaria fa la sua comparsa sulla scena. Si parlò della delirante cifra di 150 milioni di morti previsti. Fino al mese di aprile del 2008 le cifre ufficiali dei morti per l’influenza aviaria parlavano di 251 decessi. Il panico creatosi attorno all’aviaria è in parte dovuto al fatto che la WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) aveva qualche anno prima senten- 7 Konrad novembre 2009 ziato che proprio nel 2005 ci sarebbe stata la tanto attesa pandemia. Sta di fatto che non solo non ci fu la strage prevista, ma ci furono anche delle morti di cui pochi parlarono: otto giapponesi tra i 2 e i 17 anni persero la loro vita grazie proprio al Tamiflu (www.voanews.com). Dr.ssa Ilaria Forte Breve nota: Enrica Giorgetti, il direttore generale di Farmindustria, che rappresenta le case farmaceutiche italiane è la moglie del Ministro della Sanità Maurizio Sacconi Fonte http://anthraxvaccine.blogspot. com/2009/07/h1n1-vaccines-with-noveladjuvants.html - Rense.com, Vaccines, Autism, and Gulf War Syndrome, August 15, 2005. The American Journal of Pathology, the Endogenous Adjuvant Squalene Can Induce a Chronic T-Cell-Mediated Arthritis in Rats, 2000. www.vaclib.org/basic/adjuvants.htm www.autoimmune.com/SqualeneInVaccine. html www.autoimmune.com/GWSGen.html ScienceDirect.com, Experimental and Molecular Pathology, Volume 68, Issue 1, February 2000, Pages 55-64 www.sciencedirect.com/ www.whale.to/vaccine/adjuvants.html La realtà virtuale Stiamo assistendo, sempre più sbalorditi, a una rincorsa senza limiti a chi le spara più grosse. A livello nazionale un complotto “comunista” ha permesso a un manipolo di irriducibili di impadronirsi senza colpo ferire della Presidenza della Repubblica, della Corte Costituzionale, della stampa quotidiana e persino di influenzare la stampa estera, in modo da rovesciare l’Eletto, il Messia, l’uomo del “ghe pensi mi”, a dispetto della volontà del popolo sovrano. Il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, eletto nel 2006 a furor di popolo (sic!) con ben 58.333 voti a suo favore, contro 56.039 per il suo avversario, l’esordiente Ettore Rosato, si ritiene “Unto del Signore” non meno del suo referente nazionale, e quindi ha cucinato per la “sua” città un bel programmino che vede al primo posto la realizzazione nel golfo cittadino di un rigassificatore della multinazionale spagnola Gas Natural, che promette l’occupazione diretta di 300 unità (con picchi di 800) durante la sua costruzione e più di 70 unità dirette e 320 posti di lavoro indiretti una volta entrato in funzione. Accanto al magnificato rigassificatore, che distribuirà quindi a regime ben 1.200.000 Euro all’anno (essendo generosi) di salari diretti e indiretti, la Lucchini (controllata dalla multinazionale russa Severstal) vuole costruire una centrale termoelettrica da 400 MW, che guarda caso darà lavoro a 300 persone durante la sua costruzione e 30 addetti a regime, quindi distribuirà un monte salari molto più basso del rigassificatore. Il nostro Sindaco (altro uomo del “fazo tuto mi”) vuole quindi lasciare in eredità alla sua città (per fortuna lui è di Aiello del Friuli, tranquillo e pulito paese della bassa friulana), una coppia di impianti energetici produttori in permanenza di inquinamento del mare e dell’aria, che forse porteranno alla sparizione completa dei sardoni “barcolani”, vanto della cucina triestina e di atre specie viventi, oltre a rendere sempre meno salubre l’aria che tutti respiriamo. La realizzazione di questi impianti, negli auspici del Sindaco, dovrebbe essere ovviamente accompagnata dal funzionamento a pieno regime del termovalorizzatore (vulgo “inceneritore”) dell’ACEGAS-APS, che come abbiamo visto nello scorso numero brucia tutte le “scovazze” possibili e immaginabili, alla faccia della raccolta differenziata, per vendere a caro prezzo l’energia elettrica prodotta all’ENEL, in modo da distribuire ricchi dividendi ai comuni di Trieste e Padova suoi principali azionisti. Riportiamo alcuni brani di un articolo di Roberto Morelli intitolato “la battaglia della ferriera”, pubblicato l’ 8 aprile 2002 sul Corriere della Sera: “Il progetto prevede la dismissione del primo altoforno e dell’acciaieria entro il prossimo anno, per giungere alla chiusura totale e al riutilizzo delle aree nel 2011. Alla centrale elettrica esistente da 280 megawatt se ne affiancherà una nuova da 400. Entrambe saranno alimentate a metano, che giungerà liquefatto a meno 60 gradi su nave e verrà gassificato in un nuovo impianto fuori costa, dall’ ipotizzata capienza di un miliardo e mezzo di metri cubi. Una parte delle aree verrà riconvertita a banchina portuale. Il piano coinvolgerà quattro nuove società: una (Regione, Comune e porto) acquisterà da Lucchini e rivenderà impianti e aree, promuovendone la riqualificazione; una (Regione e Comune) prenderà in carico il personale; una (Acegas e Lucchini) costruirà e gestirà la nuova centrale; una (Acegas ed Eni) farà l’ impianto di gassificazione. Ai conti, per il momento, manca l’oste. … Il sindaco Dipiazza annuncia un referendum entro fine anno. Qualunque sia il progetto - dice - sarà troppo importante per essere calato dall’ alto. Deciderà la città”. Peccato che, quando conviene, questi bei proclami lasciano il tempo che trovano, tanto il popolo ha la memoria corta. Non contento dello scempio ambientale prodotto da questo bel quartetto di impianti affiancati l’uno all’altro dallo scalo Legnami al Porto industriale (non dimentichiamo che la Ferriera di Servola, che tutti a parole vogliono chiudere, produce nel frattempo ogni genere di schifezza), il Sindaco è riuscito ad imporre alla sua maggioranza in consiglio comunale un nuovo piano regolatore che vuole creare sul carso triestino grandi aree di intervento per insediamenti “turistico ricettivi”, rendendo inedificabili i piccoli lotti ancora disponibili per un’edilizia residenziale di casette e piccoli condominii. A questo punto viene spontaneo chiedersi se stiamo vivendo in una realtà virtuale dove la fantasia sfrenata di questi personaggi, che un voto democraticamente espresso ha posto al comando della nostra città e del nostro Paese, può esprimersi senza limiti nei modi più bizzarri e pericolosi, oppure se prevarrà il buon senso e lo stesso voto popolare che li ha portati al governo sarà in grado di mettere al loro posto dei pubblici amministratori dedicati al benessere dei loro elettori. Zamparini-city a Grado Una mega-operazione immobiliare rischia di compromettere la qualità della vita sull’”Isola d’oro” immagine di parte dell’area su cui sorgerebbe “Zamparini-city” Forse si chiamerà “Valle Cavarera Golf Resort & Village” o forse “Vivere in Laguna”, ma a Grado tutti la chiamano “Zamparini City”, dal nome dell’imprenditore di origini friulane che ha fondato la catena Mercatone Zeta ed è anche presidente del Palermo calcio. Si tratta di una nuova area di espansione che la società Monte Mare Grado S.r.l. – del Gruppo Zamparini appunto - prevede di realizzare nell’ex valle da pesca lagunare, sulla vasta superficie compresa tra la strada provinciale MonfalconeGrado e la laguna, di fronte a Grado COS’E’ L’ACCORDO DI PIANIFICAZIONE La legge 142/1990 sulle Autonomie locali aveva introdotto gli Accordi di Programma, per coordinare interventi e opere che coinvolgono più comuni, province e regioni, amministrazioni statali o altri soggetti pubblici. Una roba che riguarda solo gli Enti pubblici quindi? No, perché il TAR del Lazio (20.01.1995) ha sentenziato che i privati possono certamente partecipare alla definizione dell’accordo, offrendo il proprio contributo, con funzione collaborativa o chiarificatrice. Per la Legge sulla trasparenza (L. 241/1990) i privati possono partecipare al procedimento amministrativo, l’accordo di programma è un procedimento amministrativo, e quindi… Di più, la stessa “Legge sulla trasparenza” introduce gli “Accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento”, che “l’amministrazione procedente può concludere, (…) con gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo”. In quest’ultima tipologia di atti viene fatto rientrare l’ ”accordo di pianificazione”. Non avete capito nulla? Non preoccupatevi. Nel dibattito svoltosi lo scorso marzo nel Consiglio comunale di Grado l’Accordo di Pianificazione è stato spiegato più chiaramente. Questo strumento è nato nel 1990 ma già dagli anni ’60 la scuola di diritto urbanistico lombardo-veneta sosteneva che cittadini (e imprese) e amministrazioni pubbliche potessero contrattare tra loro in condizioni di parità. Gli strumenti urbanistici sono spesso frutto di opache contrattazioni tra ente pubblico e privati: con questo strumento innovativo l’accordo viene portato alla luce del sole e in ambito istituzionale. A garanzia di informazione e trasparenza si prevede che l’accordo passi al vaglio del Consiglio comunale. I Piani regolatori rappresentano una città disegnata, programmata e pianificata, ma la realtà è diversa e questi accordi vengono incontro alle richieste della città concreta. In teoria tutto bene. Ma quando da una parte c’è un piccolo comune (parliamo in generale e non del caso specifico di Grado), magari con le casse vuote e dei tecnici presi da mille problemi e dall’altro il grande gruppo economico, con stuoli di architetti, ingegneri e avvocati, ecco che la pianificazione contrattata mostra tutti i suoi limiti. Del resto i risultati della scuola urbanistica lombardo-veneta sono sotto gli occhi di tutti. 8 Konrad novembre 2009 Pineta. Un’area che ora si presenta in larga parte incolta, a canneto, rovi e tamerici, attraversata da canalette, con una fascia boscata in cui domina il pioppo bianco lungo la provinciale, dove si vedono alcuni edifici in stato di abbandono. Se consideriamo l’orlo della laguna di Grado, questa è una delle poche aree non coltivate, anche se in parte lo è stata in passato, e costituisce una zona di alimentazione per l’avifauna lagunare, aironi cenerini, aironi bianchi, garzette. I canali interni, che a causa dell’abbandono hanno formato dei piccoli stagni, sono frequentati dal tarabuso, dal chiurlo, dall’oca selvatica, oltre che da molte coppie di germano reale che vi nidificano ed è un’area di sosta per le gru durante la migrazione. E proprio nei canali sono numerose le tartarughe palustri (Emys orbicularis). Nelle zone cespugliose si incontra il beccamoschino ed è probabile la presenza dell’averla piccola, specie protetta dalle Direttive Europee. E’ poi zona di caccia durante l’inverno per l’albanella reale, l’albanella minore ed il falco di palude, che forse vi nidifica. Quale futuro si prospetta per questo territorio oggi forse poco attraente, ma che proprio grazie alla sua selvatichezza è così ricco di biodiversità? «Cemento per 500 milioni» sparava il Corriere della Sera del 15 marzo scorso, riportando la notizia di un volantino fatto circolare a Grado, «la più grande cementificazione che l’isola abbia mai visto». Un progetto migliorativo, ribattono sullo stesso giornale gli amministratori del comune, perché rispetto alle previsioni del Piano regolatore del 2004 i nuovi residenti saranno ridotti da 5.000 a 2.000, senza contare i posti di lavoro che si verranno a creare. Per ora possiamo descrivere il contenuto dell’Accordo di Pianificazione (vedi box), approvato dal Consiglio comunale di Grado nel marzo scorso. Una piccola parte di Valle Cavarera è già edificata: c’è un grande supermercato, altri locali commerciali in parte vuoti, villette a schiera e case con giardino e dietro una zona artigianale, in cui sono insediate solo 4 attività, di cui 2 veramente artigianali. Con incentivi regionali si spera di convincere queste imprese a trasferirsi a Fossalon. In questa zona quattro lotti verrebbero ceduti gratuitamente al Comune di Grado per realizzare “social housing” (16.261 metri cubi) ed edilizia convenzionata, interventi che soddisferebbero il fabbisogno abitativo dell’Isola per i prossimi 20 anni, vista la stagnante situazione demografica ed i tanti alloggi nuovi invenduti o sfitti, ad esempio nella vicina Valle Goppion. Al centro della nuova area di espansione si troverà il “borgo”, con caratteristiche legate alla tradizione locale, un grande viale con due piazze alle estremità, dove si concentreranno gli edifici più grandi, i servizi e le attività commerciali: complessivamente 75 negozi, dei quali 35 con la caratteristica dell’outlet, spiega al “ Piccolo” uno dei soci gradesi della Monte Mare Grado, Adriano Bernardis. Attorno una zona semi-estensiva, edifici residenziali moderni di bioarchitettura, attorniati da verde e laghetti. Ancora un po’ più in là le villette a schiera, tra il verde e non meglio definite “lagune artificiali”. Nelle zone estensive, infine, troveranno posto esclusive villette bifamiliari e villone, con ampi giardini con “interessanti e motivate proposte di carattere paesaggistico”. In tutto gli alloggi sarebbero 1.216 tra appartamenti, case e ville. Parcheggi, verde e strutture sportive e per il tempo libero saranno sovradimensionati rispetto agli standard previsti ed i gradesi avranno accesso a tutte queste strutture con uno sconto medio di €. 5,00. In cambio di questo beneficio, però, si stralciano le attrezzature scolastiche e d’interesse comune, pur previste dagli standard urbanistici. Una fascia della profondità di 50 metri di verde attrezzato sarà mantenuta lungo la strada provinciale Monfalcone-Grado ed un’altra fascia verde sarà in senso opposto, a tentare di unire laguna e mare, ovvero i Siti d’Importanza Comunitaria (SIC - Direttiva Habitat) e Zone di Protezione Speciale (ZPS - Direttiva Uccelli) della Laguna di Grado-Marano e del banco Mula di Muggia. Come corridoio ecologico tuttavia non sembra granché se – come sostiene il WWF – questa fascia verde a Sud confina con i condomini di Grado Pineta e a Nord non arriva nemmeno alla laguna. “L’espansione edilizia andrebbe ad aumentare la pressione antropica sui due sistemi ambientali già in sofferenza, interrompendo ancor di più il precario corridoio ecologico attualmente esistente”, insiste il WWF. Ci sarà poi un lussuoso albergone a 5 stelle, pare di 170-200 stanze, con annesse terme (e se passa una recente proposta di legge forse anche un casinò), con vista sulla laguna e l’Isola di Barbana e un nuovo campo da golf (ci serve proprio? ce n’è già uno a meno di un chilometro!). Dall’altra parte, verso Grado, si edificheranno un poliambulatorio-pronto soccorso e una casa di riposo per anziani. In mezzo piscine, palestre, attrezzature per lo sport ed il divertimento di grandi e piccini. In tutto fanno 394.342 nuovi metri cubi su 492.928 metri quadri, con l’insediamento di 1.972 persone (tutto il comune oggi ne conta 8.600). Attenzione però, il nuovo “Codice dell’edilizia” del Friuli Venezia Giulia permette di aumentare del 35% la cubatura delle aree residenziali e perciò i metri cubi potrebbero passare approssimativamente a 463.351 (e gli abitanti a 2.317!). Un ulteriore incremento di popolazione – sostiene il WWF - che contribuirà a far entrare in crisi strutturale il “Sistema Grado”. E’ proprio qui il problema: l’“Isola d’oro” è apprezzata da gradesi e turisti per la sua tranquillità e per la dimensione umana che ne mantiene alta la qualità della vita. Se nel giro di dieci anni tanti ce ne vorrebbero per concludere l’intervento - si aggiungono quasi un terzo di abitanti in più, il traffico e l’affollamento delle spiagge e delle strutture ricettive la trasformerebbe in una realtà caotica e invivibile. A quel punto il rischio è di perdere il turismo di qualità. Il piano dovrà affrontare ancora molti passaggi istituzionali, tra varianti urbanistiche, valutazioni d’impatto ambientale ecc. e non mancheranno le occasioni per discutere sull’opportunità di un intervento così mastodontico, nella speranza che con un po’ di buon senso lo si riporti a dimensioni più ragionevoli e sostenibili per Grado e per gli ecosistemi naturali coinvolti. Claudio Siniscalchi il paesaggio Un paesaggio naturale a Cala Gonone in Sardegna caratterizzato da grande bellezza e forte identità. Cos’è il paesaggio? Su cosa si dibattono varie scuole di pensiero. Alcuni lo definiscono come l’insieme di tutte le cose e delle relazioni fra di esse, confondendolo con l’universo. Per altri è il risultato dell’evoluzione della natura e delle modificazioni introdotte dall’uomo, il che è vero, ma non è una definizione, come non sarebbe la definizione di un’automobile dire che è il prodotto di una fabbrica di automobili (dovremmo dire invece che è un veicolo con delle ruote, ecc.). Altri ancora sostengono che è un territorio, ovvero una regione, ovvero l’insieme delle parti visibili di un territorio. I percettivisti, infine, sostengono che il paesaggio è l’insieme delle forme di un luogo e delle relazioni fra di esse. Ritengo che questa sia la definizione corretta. Vi sono anche definizioni ufficiali. Secondo la Convenzione europea del paesaggio esso “designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”. Questa definizione appare un compromesso per mettere d’accordo le varie tesi. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio, approvato con D.Lgs. 42/2004, all’art. 131 definisce il paesaggio “il territorio espressivo di identità, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni.” Mentre la Convenzione europea recepisce qualche modo anche il concetto percettivista, il Codice lo elimina del tutto. Che il paesaggio sia l’aspetto di un luogo, e non un luogo, lo dimostra il fatto che, quando nelle commissioni paesaggistiche si esamina il progetto di un edificio, si valuta se la sua forma sarebbe o no compatibile con quelle del luogo in cui si collocherà. Ma il Codice enuncia un concetto pienamente condivisibile: il paesaggio è espressione di identità di un luogo. Un buon paesaggio deve avere due qualità: essere bello ed essere identificativo del luogo. Certi luoghi possono avere anche un aspetto gradevole, ma essere privi di identità apparendo falsi oppure anonimi, cioè dei non-luoghi. Il “villaggio istroveneto” che si costruirà nella baia di Sistiana sarà anche gradevole agli occhi di persone sprovvedute, ma suonerà falso a quelli di chi ha un po’ di cultura estetica, perché nel Carso villaggi istroveneti non ne esistono. Vedremo nei prossimi numeri perché il paesaggio è importante per il nostro benessere e come fare per avere buoni paesaggi. Roberto Barocchi www.ilpaesaggio.eu un convegno sul verde pubblico 9 Konrad novembre 2009 Da ottobre a marzo squadre di feroci potatori trasformano, a Trieste, gli alberi dei viali cittadini in penosi scheletri, lasciando dei moncherini dei rami principali ed eliminando i rami secondari, quelli che in primavera dovrebbero produrre l’apparato fogliare. Succede poi che in vari giardini privati, per emulazione, amministratori di stabili o capicasa facciano lo stesso trattamento ai loro alberi (se fa el Comun, dovemo far anca noi), non rendendosi conto che queste potature estreme il Comune le fa solo nei viali, e non per scelta tecnica, ma per i timori del Sindaco che qualche ramo cada sulle persone. Per fortuna nei parchi pubblici gli alberi vengono ancora lasciati crescere rigogliosi. Gli alberi cittadini dovrebbero subire potature molto più leggere, dette di rimonda, e solo nella misura in cui occorra. Piuttosto sarebbe lecito aspettarsi dal Servizio del verde pubblico un monitoraggio più frequente e una manutenzione più assidua, che elimini i rami secchi, marcescenti e/o pericolanti, e non quella che l’ex presidente Bush chiamerebbe una guerra preventiva contro gli alberi. Capita poi che (ci riferiamo in particolare a Piazza Libertà), il Comune voglia sacrificare dei grandi alberi di un giardino storico per allargare una strada, in base a un progetto di cui non riu- sciamo a capire il senso, né sotto il profilo urbanistico ,né sotto quello della viabilità. Per portare a conoscenza della cittadinanza le problematiche legate al patrimonio arboreo , venerdì 27 novembre alle ore 16.30 si terrà un convegno presso il Circolo della Stampa in Corso Italia 13 a Trieste, dal titolo : L’albero in città, semplice costo o grande risorsa? Introdurranno Mariangela Barbiero dell’Associazione orticola del FVG “Tra Fiori e Piante” (www. trafioriepiante.it) e Roberto Barocchi del Club Triestebella (www. triestebella.it), già direttore dell’Ispettorato foreste di Trieste, aderenti al Comitato per la salvaguardia degli alberi di Piazza Libertà (www.sos-alberi-fvg.it). Interverranno il prof. Francesco Ferrini, presidente della Società Italiana di Arboricoltura e docente presso l’Università di Firenze, Giorgio Valvason, arboricoltore e dendrologo. Concluderà il dott. Andrea Maroè, direttore del verde pubblico di Udine Mariangela Barbiero e Roberto Barocchi per il Comitato di piazza Libertà il silenzio si fa grido Febbraio 2009. Monastero di Kumbun, provincia cinese del Gansu, altopiano del Tibet. Costruito nel luogo di nascita di Tsongkhapa, il grande riformatore del Buddismo tibetano e fondatore della scuola dei Berretti Gialli, annidato nel fondo di una valle fra cedri e ginepri, è il monastero tibetano più grande della Cina. Esposizione Tanka (foto Franco Toso) Mi trovo qui per la celebrazione del Losar. La festa che celebra il capodanno tibetano e che coincide con l’inizio dell’anno, commemora la vittoria di Buddha sulle forze dell’ignoranza e della paura. Voglio vivere questa esperienza di pace e spiritualità, così lontana dal mio mondo usuale e dalla sua frenesia. Voglio assaporare una devozione di altri tempi, profonda e sincera, percorso intimo che ogni tibetano sente di dover compiere . Migliaia di pellegrini, obbedendo ai tempi scanditi dal calendario tibetano, giungono qui dai villaggi più remoti dell’Altopiano mescolandosi ai monaci avvolti nel loro mantelli rossi. Le lunghe file si snodano lungo le strade e stradine che collegano i vari templi mentre nell’aria gelida e tersa si perdono i suoni delle migliaia di orazioni. C’è chi vi giunge carponi replicando instancabilmente la prostrazione tra la polvere ed il vento gelido alla ricerca della via verso la perfezione e la compassione universale, somma virtù del buddismo. Dentro, nelle sale di preghiera dei conventi, centinaia di monaci dalle teste rasate recitano i mantra in un’atmosfera di totale coinvolgimento. Fuori, devoti e pellegrini si mescolano e si confondono mentre eseguono i tredici giri rituali intorno al monastero facendo ruotare i mulini delle preghiere. L’atmosfera mi dona magia ed attrazione che mai ho provato in altri luoghi. Il sole tramonta e la temperatura scende a 15 gradi sotto lo zero. Improvvisamente compare l’esercito cinese, prima alcuni plotoni in tenuta antisommossa, poi migliaia di soldati che si schierano al ritmo di incessanti ordini gridati da zelanti ufficiali. Nel volgere di pochi minuti creano un incomprensibile cordone di sicurezza, assolutamente impenetrabile, assurdo, che obbliga i pellegrini a sostare in aree ben determinate ed a spostarsi lungo direttive precise. Per caso mi ritrovo tra i fotografi accreditati cinesi. Provo a rientrare tra i pellegrini, ma non mi riesce, non c’è nulla da fare. Chiedo il motivo di tale schieramento di forze che è assolutamente immotivato. Resto senza risposta. Non c’è alcun segno di tensione, nessuna criticità. I tibetani non rappresentano alcun pericolo, né per sé stessi né tanto meno per i rari turisti, figuriamoci per i cinesi. Dal monastero escono in processione le statue di burro che i monaci hanno preparato per lunghe ore nel corso delle giornate precedenti. Il grande monastero si accende lentamente della luce delle lampade votive alimentate dal burro di yak. La macchia rossa dei monaci issa i pezzi delle statue sino a comporre una sorta di straordinario altare il cui accesso è però assurdamente negato proprio a coloro che ne sono i destinatari, i pellegrini. Le divise verdi dell’esercito sono lì a testimoniare ancora una volta, laddove ce ne fosse bisogno, la dura campagna di Pechino contro le tradizioni religiose tibetane. Quest’anno le autorità cinesi hanno negato agli stranieri l’accesso alla cittadella monastica di Labrang, che ospitava la più grande manifestazione religiosa di tutto il Tibet. La giustificazione è stata che nell’anniversario dell’esilio del Dalai Lama esistevano i presupposti per azioni di contestazione. Nel rigido inverno dell’altopiano il silenzio di una nazione si fa grido di aiuto per non essere spazzato via dal gigante cinese. Ma il grido che ruggisce nel vento gelido non ha uditori pronti a tendere la mano ed il destino di un popolo, che richiama i fedeli a praticare la bontà e la compassione universale, appare inevitabilmente segnato. Franco Toso trieste incontra la multivisione 2009 Concerto “Ad un passo dal cielo” (foto Franco Toso) 10 Konrad novembre 2009 Le giornate sempre più corte e le atmosfere autunnali invitano a rallentare,lasciando spazio alla riflessione, ai ricordi ed al riproporsi di eventi oramai consolidati nel tempo. Anche quest’anno, la rassegna “Trieste incontra la Multivisione”, giunta all’ottava edizione, accompagnerà gli spettatori attraverso racconti, esperienze di viaggio e temi d’attualità, utilizzando una particolare forma di espressione artistica, che miscelando sapientemente l’immagine alla musica farà viaggiare la fantasia toccando le corde profonde delle emozioni. L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Merlino Multivisioni, con il sostegno del Comune di Trieste e della Fondazione CRT, si articolerà in tre serate nel mese di novembre presso il Teatro Don Bosco in via dell’Istria 53. Le serate, sono ad ingresso libero e iniziano alle ore 21. Nella prima serata di venerdì 13 novembre verranno presentati “Khumbu, la strada verso gli ottomila” di Ervin Skalamera, “Il rumore del silenzio” di Luigi Dorigo, “Mauritania: le biblioteche del deserto” di Giorgio Pavan e Rosa Salvi, “Un giorno a Donna Nook” di Valter Binotto, “Così vicini… così lontani“ di Claudio Tuti, “Sulle montagne incantate la magia della natura, tra i silenzi e le stagioni” di Fulvio Beltrando e “Acqua” di Roberto Tibaldi. La seconda serata di venerdì 20 novembre, sarà dedicata interamente al concerto multimediale “Ad un passo dal cielo”, dove la scenografia multivisiva di diversi autori, accompagnerà il quartetto d’archi Paul Klee di Padova attraverso un repertorio che andrà dal Novecento storico alla musica moderna. Infine, la serata di venerdì 27 novembre aprirà con “Carso: storia di un violino” di Merlino Multivisioni, per proseguire con “Il Rosa oltre le nuvole” diRoberto Valenti, Oreste e Odetta Ferretti che presenteranno “Laddak emotions”, “Cuba, tra tenerezza e nostalgia”, “Cina, i gioielli di Guizhou”, “Della Danza, una luce riflessa. Infine Claudio Tuti con “Il silenzio si fa grido” e Francesco Lopergolo che con “Le Ali ai sogni” chiuderanno, con grande coinvolgimento emozionale, la rassegna. Quest’anno alle serate di proiezione si affiancano le mostre fotografiche: “Attraverso l’Himalaya” di Giorgio Pavan, Ervin Skalamera, Franco Toso e Roberto Valenti e “L’anima del Tibet” di Franco Toso e Claudio Tuti. Racconti per immagini che coinvolgeranno gli spettatori sul problema del mantenimento della cultura tibetana, tema che ha ispirato gli stessi autori alla realizzazione del Calendario 2010 “L’anima del Tibet”. Informazioni dettagliate sul programma delle singole serate sono reperibili sul sito www.merlinomultivisioni.it “. Roberto Valenti spiagge pulite Domenica 20 settembre scorso, nell’ambito dell’operazione “Clean up the world” svoltasi su scala mondiale, è stata organizzata la pulizia delle spiagge di Sistiana e dell’Area Marina Protetta di Miramare, grazie alla partecipazione di alcuni volontari, appartenenti o meno ad associazioni ambientaliste. Sistiana: prima e dopo Sono stati riempiti complessivamente, nell’arco della mattinata, 19 sacchi di rifiuti, di cui 3 a Sistiana, 10 a Duino e 6 nella spiaggia della Riserva Marina. Detti sacchi sono poi stati trasportati negli appositi punti di smaltimento da un’imbarcazione denominata “Spazzamare”, messa a disposizione dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare. Per quanto riguarda la tipologia dei rifiuti raccolti a Sistiana, si è riscontrata una prevalenza di materiale abbandonato sulla spiaggia dai bagnanti (mozziconi di sigarette, bottigliette di plastica), mentre sulla spiaggia della Riserva Marina, in quanto interdetta alla balneazione, è stato raccolto prevalentemente materiale trasportato in seguito alle mareggiate. In quest’ultimo caso si tratta per la maggior parte di casse di polistirolo, usate dalle imbarcazioni da pesca. Per tale motivo, si è reso evidente che l’attività di sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente marino non può limitarsi agli interventi presso i soli bagnanti, ma deve coinvolgere anche altre categorie parimenti responsabili del degrado della costa, intervenendo presso le competenti autorità affinché svolgano l’apposita attività di vigilanza. Si fa presente comunque che il personale della Riserva Marina ha svolto negli ultimi anni un’attività sia di monitoraggio dei rifiuti piaggiati, sia di sensibilizzazione nei confronti dei bagnanti presso le spiagge di Santa Croce, Canovella e dei Filtri di Aurisina, valutando la conoscenza di base sul ciclo delle materie e la percezione del problema attraverso la somministrazione di questionari e organizzando laboratori di riciclo creativo per i più piccoli. Dal confronto effettuato sui rifiuti raccolti nel 2008 nelle spiagge di Santa Croce, dei Filtri e della Riserva Marina, è emerso che la composizione dei rifiuti raccolti varia a seconda della tipologia di spiaggia e in base al periodo dell’anno. La spiaggia di Santa Croce si è rivelata la più deturpata, con ben 24 Kg (300 g/m) di rifiuti raccolti nel luglio del 2008, per un totale di 1261 oggetti (15 ogni metro). Un po’ meglio la situazione ai Filtri (29 Kg, 200 g/m; 839 oggetti, 6 al metro), grazie alla maggior accessibilità alla spiaggia che permette una rimozione periodica più efficace dei rifiuti. Le due spiagge si sono rivelate simili per la tipologia del rifiuto spiaggiato, in prevalenza reste, le reti delle mitilicolture. Diversa la composizione dei rifiuti nella spiaggia della Riserva Marina, dove ne sono stati trovati 18 Kg (76 g/m; 997 oggetti, 4 al metro), costituiti principalmente dal polistirolo delle casse da pesca. I successivi monitoraggi autunnali hanno mostrato un aumento del quantitativo di rifiuti trovati nelle spiagge, soprattutto per quanto riguarda i Filtri e Santa Croce, libere ormai dai bagnanti e quindi lasciate maggiormente al proprio destino. Diversa anche la composizione del rifiuto spiaggiato in questo periodo, con un prevedibile calo della percentuale di rifiuti determinati dai bagnanti. Sulla pagine del Konrad informeremo sugli ulteriori sviluppi dell’attività svolta in tal senso dalla Riserva Marina, attività che prevede anche l’organizzazione periodica di manifestazioni di pulizia delle spiagge, allo scopo di tenere informata e coinvolgere l’opinione pubblica sul tema. Fausto Guerriero e Diego Manna marcia mondiale per la pace 11 Konrad novembre 2009 Un bel po’ di gente si è messa in marcia per creare coscienza rispetto alla pericolosa situazione ‘globale’ in cui ci troviamo: la violenza armata in campo politico internazionale; lo sconsiderato sfruttamento che avvelena le risorse della Terra; l’egoismo, la prepotenza, l’indifferenza che caratterizzano i rapporti umani. Un centinaio di persone faranno ‘staffetta’ attraverso tutti i continenti per dar voce alla maggioranza dei cittadini del mondo che sono contro la guerra e contro la violenza; migliaia di persone li affiancheranno per aiutare tutti gli individui ‘di buona volontà’ a risvegliare la propria coscienza ai valori di Pace, di nonviolenza, di rispetto reciproco e per l’ambiente; un milione di persone saranno attivamente coinvolte per fare del proprio meglio per esprimere e vivere questi valori. Lo scorso 2 ottobre, anniversario di nascita della ‘Grande Anima’ e Premio Nobel per la Pace Mahatma Gandhi, una dozzina di “Marciatori per la Pace” è partita dalla Nuova Zelanda per chiedere ai ‘potenti della Terra’ disarmo e non-aggressione. Altri li affiancheranno e sostituiranno via via in un percorso lungo l’Asia, l’Europa, l’Africa, le Americhe, unendosi alla gente ed alle iniziative locali per proporre Pace attraverso la musica, lo spettacolo, lo sport, la cultura, e la manifestazione di divertimento nella pacifica buona volontà. Tante personalità quali: il Dalai Lama, Rigoberta Menchù, Desmond Tutu; tanti personaggi importanti del mondo sportivo e dello spettacolo; migliaia e migliaia di individui animati dal desiderio di contribuire alla Pace hanno aderito a questo evento - incredibile ma vero! - che si concluderà il 2 gennaio 2010 ai piedi dell’Aconcagua. Come ci riguarda tutto questo? Amici! conoscenti! concittadini! La Marcia Mondiale per la Pace e la Non-violenza arriverà a Trieste sabato 7 novembre 2009! Potremo costruire tutti insieme un grandissimo ‘segno di Pace’ vivente, alle 15 in Piazza Unità. Nel pomeriggio poi, ed alla sera, seguiranno concerti e festa. Se volete saperne di più, se volete partecipare: www.marciamondiale.org Se poi desiderate esser tenuti al corrente, leggete Konrad: dall’interno dell’Equipe-Base della Marcia Mondiale per la Pace vi racconterò questa meravigliosa avventura, da New York all’Argentina! Un abbraccio a tutti, uno per uno, e arrivederci in Piazza Unità il 7 novembre! Ariella Sponza Trasporti e Ambiente Marcel Robert “NoAuto. Per la fine della civiltà dell’automobile”, Asterios editore, Trieste, 2009, 108 pagine, euro 12,00 Ancora sulla mobilità urbana Non ci stancheremo mai di ripetere che se non si risolve il problema della mobilità urbana in termini nuovi, la nostra vita come collettività è destinata a peggiorare. Città vicine e simili a noi per dimensioni e storia, come ad esempio Graz e Linz nella confinante Austria, vantano un trasporto pubblico, che vede il tram ai primi posti e, comunque, un’organizzazione della mobilità urbana assai superiore alla nostra. L’automobile non è la protagonista assoluta, i pedoni non sono penalizzati e il numero di cittadini morti ammazzati dalle auto è di gran lunga inferiore. è indubbio, e lo confermano le statistiche mondiali, che gli italiani siano abili automobilisti e ciò sembrerebbe in contraddizione con la strage continua provocata dalla guerra del traffico. Di guerra infatti si tratta, con morti e feriti e, anche in questo simile alla guerra, in gran parte giovani. Allora bisogna chiedersi se c’è qualcos’altro che non funziona. E qui entrano in ballo le responsabilità delle autorità, degli enti locali, della classe politica. Lo stato delle strade, per esempio, i difetti della manutenzione, l’incoscienza di tenere aperte le autostrade anche in presenza di nebbia, la scarsa o nulla presenza della polizia stradale. Tutti avranno notato quanto sono assordanti i motorini condotti a folle velocità da minorenni nelle strade della città. Ma le contravvenzioni e i (doverosi) sequestri sono ben pochi. Quasi tutta la vigilanza si concentra sui divieti di sosta, che sono, se vogliamo, i più innocui dal punto di vista della sicurezza. Non so se in altri Paesi non sia previsto alcun limite di età, come in Italia, per il rilascio della patente. Teoricamente, ma anche praticamente, da noi si può guidare anche da vegliardi. Ricordo di essere stato avvicinato un giorno da una persona più vicina ai novanta che agli ottanta, che mi chiese di spiegargli che cos’è un certificato anamnestico. Doveva presentarlo alla visita per il rinnovo della patente! Se il giovane eccede per velocità, l’anziano è pericoloso per la distrazione e, qualche volta, per la presunzione. Su questi temi Andrea Wehrenfennig mi ha segnalato un libretto di Marcel Robert intitolato “No auto. Per la fine della civiltà dell’automobile” (Asterios editore, 108 pagine, 12 €). Wehrenfennig nella sua introduzione all’edizione italiana tocca i vari punti del problema del trasporto pubblico urbano, fornendo cifre e formulando considerazioni di grande interesse, che non posso non segnalare ai nostri lettori. Particolarmente interessanti sono i dati che Wehrenfennig fornisce circa gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute. Egli testualmente scrive: “In Italia abbiamo a disposizione uno studio pianificato su 15 città italiane per un totale di 9 milioni e centomila abitanti, e altri studi di fonte ufficiale sull’impatto sanitario del PM10 e dell’ozono sulle popolazioni urbane di 13 grandi città italiane. Dal primo studio risulta che i limiti fissati dalle direttive europee per il 2010 avrebbero contribuito, se applicati, a risparmiare migliaia di decessi”. E il nostro autore prosegue: “Forse ancora più negativi, anche se meno considerati, sono gli effetti del traffico e del circolo vizioso “più auto – più pericoli – meno bambini a piedi” sulla ridotta mobilità e autonomia dei bambini. Come hanno constatato da tempo i Paesi di cultura anglosassone, la salute perduta si può riconquistare rinunciando all’auto, usando la bicicletta e i mezzi pubblici, ma sopra tutto andando a piedi al lavoro o a scuola”. In questa rubrica abbiamo già parlato del “pedibus”, ovvero gruppi di scolari che si recano a scuola a piedi con l’assistenza di qualche adulto . Tornando al lavoro del francese Marcel Robert, presentatoci da Wehrenfennig, osservo che il capitolo a mio parere più interessante è quello intitolato “come vivere senza auto”, di cui per apprezzarne il contenuto basterebbe riportare i titoli che precedono i vari argomenti trattati. Eccoli: abitare vicino a una rete di trasporto pubblico, utilizzare la bicicletta più spesso possibile, farsi recapitare gli acquisti tramite internet, procurarsi l’abbonamento ferroviario, pianificare gli spostamenti. E poi Robert racconta la realizzazione di un’utopia: un quartiere senza auto a Freiburg-in-Brisgau in Germania Il quartiere si chiama Vauban, con 5mila abitanti e 2mila alloggi, ovvero con una densità di un centinaio di alloggi per ettaro. Egli narra anche di altre utopie, per parlare delle quali ci manca lo spazio e di cui potremo discorrere in un prossimo futuro. Sergio Franco Erboristeria Parafarmacia Dott.ssa Alberti Calcedonia Scopri le novità dell’Erbolario: per ogni acquisto un gentile omaggio Via Timeus, 3 - 34125 Trieste - Tel. 040 371045 Banca Etica nella regione Friuli Venezia Giulia Promotori finanziari Alice Pesiri - Via Donizetti 5/A, Trieste - tel. 040 638472 - 347 2690400 - [email protected] Dario Francescutto - Via S.Francesco 37 - Udine - tel. 0432 500744 - [email protected] Punti informativi Gorizia – Referente Rita Calligaris (Staranzano) tel. 348 7722120 - [email protected] Pordenone – c/o “L’altra metà”, Via della Motta - tel. 0434 524228 - [email protected] Trieste – Via Donizetti 5/A - tel. 040 638472 - [email protected] - www.bancaetica.org/trieste Udine – Via San Francesco, 37 - tel. 0432 500744 - www.bancaetica.org/udine Tolmezzo – c/o Comunità di Rinascita - Via G.Bonanni 15 - tel 0433 40461 12 Konrad novembre 2009 Pedalando Da dove vengono tutte queste biciclette Bicicletta ornamentale ad Amsterdam (foto Irene Cibin) Se state leggendo queste righe, avete una bicicletta. O avete un interesse, morboso o meno, per esse. Si può dire che da un certo punto di vista, chi ha un mezzo a pedali condivide certi valori. Il mezzo è il messaggio, in questo caso, per quel che si tratta di velocità o di suo genere, di qualità più che quantità dello spostamento, di tipo di divertimento. Nel bene e nel male, chi va in bicicletta si differenzia, si sente qualcosa d’altro e come tale viene additato. Arrogante, egli (o ella) non emette gas di scarico nocivi, nonostante il possibile umorismo. Non chiede un elevato sacrificio di vite e non aderisce, almeno per il poco possibile, allo stile di vita iper-accelerato dei mezzi a motore. In questo senso, la bicicletta è il mezzo di spostamento più etico, perché il suo uso sottintende un sacco di cose. Intendevo scrivere queste righe per spiegare come viene fatta una bicicletta, dal punto di vista materiale, e lo farò da una prospettiva diversa. Nel momento in cui si pensa la bicicletta come mezzo superiore in qualità morali, non ci si rende conto che c’è una rimozione collettiva riguardante il fatto che, come molti altri oggetti, è una merce globalizzata. Un oggetto fatto per spostamenti piccoli e medi, all’interno di un ambiente naturale, in realtà attraversa il globo in varie direzioni. Viaggia nei container. Cosa portano? Portano telai di alluminio, leggero e rigido, o di acciaio, elastico, resistente e pesante. Talvolta carbonio, con tutti i vantaggi di un materiale programmabile nelle sue caratteristiche. Non ci chiediamo mai i costi ambientali ed umani di queste vaste produzioni orientali. Delle ruote e della componentistica. Sappiamo che vengono da est, e che costano poco. Oggi, lamentarsi che una bicicletta costi trecento euro (il minimo per una bicicletta dignitosa che funzioni), equivale a non ricordarsi che per padri e nonni comprare un mezzo simile voleva dire una paga o poco meno. Le biciclette erano fatte nel nostro paese, dal telaio ai componenti, erano montate da operai che parlavano la nostra lingua e di solito costruite per durare ben più del primo proprietario. Poi, come tutto, anche questo settore è stato globalizzato. Produzione di enormi numeri, trasferimento in occidente di tutti i componenti e qui solo montaggio e verniciatura. Noi non ci poniamo mai il problema, silenziati dai prezzi aggressivi. Ma, essendo gente che va in bicicletta, forse dovremmo. Forse dovremmo fare conoscenza degli artigiani rimasti che ancora producono qui, e parlo di quelli veri e non dei semplici assemblatori. Dovremmo riflettere sul fatto che una bicicletta fatta a mano almeno in territorio europeo, include paghe dignitose e rispetto almeno delle basilari norme ambientali. Questa è la differenza tra le bici di prezzo abbordabile e le bici inspiegabilmente costose. Vorrei porvi un piccolo esempio: ci sono una serie di artigiani tradizionali, che producono stupende biciclette in acciaio, come Masi o Tommaselli. Il motivo per cui non incontrate mai le loro bici, è che il 98% della loro produzione finisce in America, in Inghilterra o in altri paesi esteri. In Italia, troppo pochi capirebbero il valore di quelle biciclette che, come i diamanti, sono per sempre; e le loro imprese non riuscirebbero a reggere economicamente. D’altro canto molti marchi con sede in Italia propongono biciclette in carbonio monoscocca (che vuol dire che il telaio è un blocco unico), con la dicitura “Made in Italy”. Ma l’unico posto dove ci sono impianti capaci di costruire quei telai è Taiwan, la bici in Italia viene al limite assemblata. Tuttavia il carbonio è di gran moda e quelle bici spopolano. Ci si può riflettere, ci si può lamentare o si possono andare a cercare con la lanterna i pochi che seguono percorsi differenti. Per le biciclette, non esiste un equo e solidale come per i settori di consumo più ampio, come non esistono certificazioni di impatto ambientale per la produzione. E’ tutto un discorso che affonda nel marasma del prezzo e di una cultura ciclistica che non è veloce come lo sviluppo economico del settore. Massimo Amodeo sicurezza & lavoro “3,06” Persone o numeri? 13 Konrad novembre 2009 Sabato 28 Novembre alle ore 20.30 al Teatro Comunale di Monfalcone, spettacolo ad ingresso libero dell’Ass. CARICO SOSPESO dal titolo: 3,06. Molte energie diverse impegnate sul palco ma con un unico intento, tra le quali citiamo in ordine sparso, sperando di riportare la maggior parte dei protagonisti: Alessandra Franco, Sergio Giangaspero, Luca Sterle & The Rebus, The Soul Circus del maestro Massimo Devitor, Lucio Cosentino, il gruppo teatrale Daidaloi, come anche breakdance dei Partiti Crew, magie di luce e sabbia by Fabio&Max, immagini by ScattArte ed alcuni contributi video concessi gentilmente da Ascanio Celestini, il tutto affidato alla sapiente regia e direzione artistica di Luisa Vermiglio. Serata dunque, espressa in musica, teatro e molto altro ancora con un filo conduttore:la sicurezza e la dignità del lavoro. Perché allora 3,06? Quando muore una persona sul lavoro, nessuno dovrebbe potersi ritenere non chiamato in causa. Tutti nel proprio ambito possiamo fare la differenza – aziende: prevenire e formare, - politica: progettare ed incentivare – sindacati: tutelare e vigilare - organismi preposti, ognuno per la propria competenza: raccogliere dati, ispezionare, sanzionare – media: informare. Solo seri percorsi di formazione e prevenzione e non l’improvvisazione, possono limitare i danni di una piaga, quella degli infortuni e delle morti sul lavoro, che continua ad avere dimensioni allarmanti, ma della quale sembra, non ci si allarmi ed allerti abbastanza. Una piaga che nessuno ha la pazzia di credere di poter annullare, ma che possiamo contrastare con le nostre azioni, ogni giorno in una battaglia che non può permettersi rinvii. 3,06 è quindi la media matematica giornaliera di decessi sui nostri posti di lavoro, strage quotidiana rilevata dall’ultimo rapporto Inail sulle morti e gli infortuni. Un caloroso invito rivolto a tutti a contribuire alla riuscita della serata, per poter continuare a riaffermare il diritto all’integrità e alla dignità nei luoghi del lavoro, ancora troppo spesso violato. Con il patrocinio del Comune di Monfalcone, la collaborazione delle Ass. Esposti Amianto, ANMIL, Arci E.Curiel, da Donna a Donna, Periferia Nord Est, Banda Larga e del contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’Associazione Carico Sospeso [email protected] www.caricosospeso.it è arrivata l’estate Che dire, mentre a Trieste stanno arrivando i primi refoli di bora che puliscono e raffreddano l’aria, qui ai piedi del mondo fa caldo o meglio, dopo un anno passato in Antartide, penso che si possa avere il privilegio e l’ardire di definire caldi -32°C! Comunque sia, a parte la percezione relativa della temperatura, ormai il freddo, quello vero, ed il buio, sono solo un affascinante quanto insolito ricordo; per uscire non indosso più 3 paia di guanti e Abbigliamento estivo di Laura Genoni in Antartide due pile e, a questo punto, posso persino resistere all’esterno a viso scoperto nella speranza d’acquistare un po’ di quel colore bronzeo che solitamente sfoggiavo, per le vie della mia città, da maggio a settembre. L’estate antartica, che ho già vissuto un anno fa ed è stata la mia iniziazione a questi luoghi inesplorati e infiniti, ora assume una connotazione nuova. Questa stagione si apre con l’invasione degli “ultracorpi”, ovvero l’arrivo del personale della campagna estiva e dei futuri componenti del prossimo inverno a Concordia (DC6); come il sole, ormai onnipresente, riscalda le giornate così i nuovi arrivati ci riscaldano gli animi ed il clima all’interno della base! Alcuni ragazzi delle precedenti missioni invernali mi avevano descritto negativamente l’arrivo del personale estivo che veniva a rappresentare come una sorta d’intrusione e violazione di un delicato microcosmo; per me invece è stato come una ventata di aria fresca e pulita, priva di tutte le tensioni e le negatività che purtroppo si erano accumulate in un anno di isolamento e molto spesso di solitudine. Le persone che arrivano qui d’estate appartengono sostanzialmente a due categorie: i veterani ed i neofiti. I primi, nonostante la loro grande esperienza antartica, rimangono comunque ammutoliti di fronte ai nostri resoconti perché nessuno di loro ha mai affrontato l’inverno antartico e quindi gli risulta difficile immaginare come gli stessi luoghi che loro ben conoscono, pieni di luce, suoni e colori, possano divenire bui, silenziosi e incolori per molti mesi! I neofiti invece hanno uno sguardo ammirato verso tutto e tutti, e come bambini assetati di conoscenza ascoltano ogni cosa e seguono ovunque coloro che, appena conclusa questa avventura, hanno il difficile ed importante compito di illustrargliene sia pregi che difetti. La base si ripopola di persone, suoni ed emozioni; infatti assieme agli arrivi ci sono anche le prime partenze: il primo ad andarsene è stato Denis, l’astronomo. Spesso si dice che il valore e l’importanza di cose e persone la si riesce a percepire realmente solo quando queste vengono a mancare; il bello ed anche in un certo senso il brutto di passare un anno con solo 11 persone, in una finta realtà che non ha nessuna distrazione e possibilità di fuga, è proprio quello di riuscire, con un minimo di sensibilità ed interesse, a conoscere bene, come raramente accade, le persone con cui forzatamente si condivide tutto. Perciò quando uno dopo l’altro saluterò i miei compagni d’inverno, so benissimo chi non sentirò né rivedrò mai più e con chi invece manterrò un legame e mi potrò un giorno rincontrare. Ovvero, quelle rarissime persone che hanno saputo mostrare il loro vero carattere a dispetto della latente necessità di mascherare emozioni e sentimenti che questo luogo suggerisce e la gestione esterna tenta d’imporre; al pari della bianca neve che qui tutto copre e nasconde riuscendo a rendere quasi belli anche i container vecchi, arrugginiti e pieni di rifiuti che circondano la base! Un esempio per tutti è il rapporto instaurato con l’ormai amico Jonathan Zaccaria, ragazzo italo – francese addetto alla sala radio, al supporto informatico e ad alcuni esperimenti scientifici. La grande passione per l’Antartide che ci accomuna, Jonathan ha già trascorso un inverno alla base costiera francese di Dumont D’Urville (DDU), ha fatto sì che ci venisse naturale accompagnarci vicendevolmente durante le nostre uscite. La condivisione di questa passione (la voglia d’esplorare, d’immergersi in questa natura incontaminata e non perdere neanche un sorgere/tramonto del sole) ci ha resi forti di una grande carica sia fisica che spirituale, che è stata essenziale per vivere al meglio un impegno importante e difficile quale l’inverno antartico. Il nostro star bene assieme ha permesso di abbattere ogni pregiudizio (diversa nazionalità, sesso e cultura) cosicché, durante le nostre serate, Jonathan ha potuto imparare a cucire ed io a riprendere con la sua videocamera. Mai come in questo luogo può essere importante cercare e trovare un minimo d’intimità, di sentimenti più vivi e profondi della banale convivenza e sopportazione. È veramente rilevante avere qualcuno che, con un semplice gesto o frase, possa fornire un sostegno morale in modo naturale e spontaneo, come il vedere il sole a mezzanotte e le stelle a mezzogiorno! Qui a Concordia nascono amicizie che sono completamente diverse da quelle alle quali si è abituati; il vedersi ogni giorno in un contesto insolito e a volte ostile, consente l’istaurarsi, in un tempo relativamente breve, di un legame particolare che a volte permette di comunicare anche solo con uno sguardo. Legami di questo tipo li porterò, tra non molto, a casa con me, al pari delle passeggiate nel buio, delle ore passate a raccogliere campioni di neve, dell’attesa per il ritorno del sole e di tutte quelle cose che, per la loro straordinaria unicità, hanno un grande valore solamente in questo luogo! libreria minerva Via san nicolò 20 - Trieste 14 Konrad novembre 2009 tel. 040-369340 [email protected] www.libreria-minerva.it Laura Genoni Libri NOI di Evgenij Zamjàtin - La nostra rivoluzione [...] è stata l’ultima. E non ci può essere nessun’altra rivoluzione. Lo sanno tutti. L’aguzzo, ironico triangolo delle sopracciglia: - Mio caro: tu sei un matematico. E in più sei un filosofo matematico: dimmi l’ultimo numero. - Cioè? Io... io non capisco: quale ultimo numero? [...] questo è assurdo. Dal momento che il numero dei numeri è infinito, quale ultimo numero vuoi da me? - E tu quale ultima rivoluzione vuoi? Non c’è un’ultima rivoluzione, le rivoluzioni sono senza fine. Copertina del libro NOI (ed. Garzanti, 1973) Ogni romanzo ha il suo “pezzo da antologia”, breve ma rivelatore, quello che più degli altri brani mette il luce l’essenza stessa dell’opera. Questo è il pezzo da antologia di Noi, capolavoro di Evgenij Zamjàtin, uno degli scrittori più interessanti della letteratura russa contemporanea eppure uno dei meno noti. Se le rivoluzioni sono senza fine, non stupisce che, scritto tra il 1920 e il 1922, il romanzo sia stato osteggiato e censurato dal regime bolscevico, e infine quasi dimenticato. Il risultato è che, ancora oggi, chiedendo a qualcuno di citare un romanzo distopico di feroce satira al totalitarismo, tutti citino Il mondo nuovo (1932) di Aldus Huxley, La fattoria degli animali (1945) e 1984 (1949) di George Orwell, Fahrenheit 451 (1953) di Ray Bradbury, ma quasi nessuno ricordi Noi che pure è stato concepito molto prima e forse meglio, con uno stile particolare, ellittico, con frasi mozze che suggeriscono e non descrivono mai del tutto. Uno stile, ha detto qualcuno, mutuato dal cubismo. Forse la ragione di questa disparità di successo è così banale da risultare, se ci riflettiamo un momento, terribile: la maggior parte di noi non attribuisce valore (o comunque non ne attribuisce abbastanza) alla verità che venga espressa con troppo anticipo... Quando Zamjàtin scriveva, il totalitarismo, il controllo delle masse, l’uso della censura, la mannaia calata sulla cultura e sull’arte, non si erano ancora delineati né mostrati in tutta la loro tragica potenza. La gente, diciamo così, non era ancora spaventata a dovere. Fin troppo facile leggere, entusiasmarsi e decretare la fama dei libri che vennero dopo, quando il Male si stava compiendo o si era già compiuto; quando lo si toccava. Noi era stato scritto troppo presto. E questo, se da un lato ha negato a Zamjàtin la fortuna, dall’altro ne sancisce l’eccezionale merito. Nel romanzo, Zamjàtin immagina uno Stato Unico, che ormai esiste da mille anni, governato dal cosiddetto Benefattore e controllato dai Guardiani che reprimono qualsiasi tentativo dissidente. Gli uomini, che non hanno più un nome ma vengono designati solo con numeri, devono seguire una Tavola delle Ore che impone a tutti di compiere ogni gesto nello stesso istante. Persino all’amore ci si deve accostare solo nei modi e nei momenti stabiliti. Ciascuno è provvisto di una “cella”, e le celle costituiscono un enorme alveare umano. Il protagonista di è D-503, un matematico incaricato di costruire l’Integrale, un razzo che porterà nell’intero universo i principi dello Stato Unico ormai così ben consolidato sulla Terra. D-503 però si innamora di I-330, una giovane rivoluzionaria che fa parte di una associazione segreta che vorrebbe sovvertire lo Stato Unico. Grazie ai Guardiani, il Benefattore sventa il complotto. E non solo. Decide di sottoporre l’intera popolazione mondiale alla Grande Operazione: a ciascuno verrà rimosso il pezzettino di cervello dove ha sede l’immaginazione. Soltanto quando saranno privati della fantasia (elemento così pericoloso...), gli uomini potranno dirsi perfetti, ovvero perfettamente adatti al sistema. L’angosciante trama di Noi è la rappresentazione estrema e satirica di qualcosa che il regime bolscevico voleva veramente realizzare. Aleksej Gastev, il più famoso degli intellettuali della Proletkult, sognava di applicare alla vita quotidiana i metodi di produzione industriale di Taylor. Gastev creò la Lega del Tempo, i cui membri dovevano tenere delle cronotabelle sulle quali segnare l’esatto utilizzo di ogni minuto della giornata. Gastev scriveva: “In futuro non esisteranno più milioni di teste, ma una singola testa globale”. Evgenij Zamjàtin, nato nel 1884, aveva partecipato alla rivoluzione russa del 1905 e aveva salutato entusiasticamente quella d’Ottobre del 1917. Ma si rende subito conto che le cose non procedono come lui e altri avevano sognato. Si oppone con vigore al sistema di censura introdotto dal regime e i suoi lavori sono sempre più critici. Dichiara: “La vera letteratura può esistere solo quando è creata non da ufficiali diligenti e affidabili, ma da folli, eremiti, eretici, sognatori, ribelli e scettici”. Noi non viene pubblicato in Unione Sovietica. Nel 1923 viene letto durante una riunione dell’Unione degli Scrittori, provocando un putiferio. Viene invece pubblicato in inglese nel 1924 e in ceco nel 1927. Sempre più inviso alle alte sfere per la sua ostinazione a non voler piegare la testa, a Zamjàtin viene impedito di pubblicare nuove opere, e quelle già esistenti diventano proibite. È a questo punto che lo scrittore, considerando se stesso alla stregua di un condannato a morte, scrive una celebre lettera a Stalin. “Un condannato alla massima pena, l’autore di questa lettera, si rivolge a Voi con preghiera di commutargli tale pena. Il mio nome, verosimilmente, vi è noto. Per me come scrittore, è una condanna a morte la privazione della possibilità di scrivere [...]. So che ho la non comoda abitudine di dire non ciò che in quel dato momento è vantaggioso, ma quel che a me sembra la verità”. Zamjàtin conclude dicendosi consapevole che nemmeno l’esilio sarà facile da sopportare. “Ma anche nelle condizioni più difficili là non sarò condannato al silenzio, là sarò in condizione di scrivere e di pubblicare”. Anche grazie all’intercessione di Maksim Gork’ij, Stalin nel 1931 gli concede di lasciare la patria. Stabilitosi a Parigi, lo scrittore vive in condizioni misere fino alla morte, per infarto, nel 1937. Ironia del destino: il cimitero in cui riposa si affaccia su Rue de Stalingrad. Luisella Pacco Farmacia Alla Borsa Via San Giuliano, 35 - Pordenone tel./fax: 0434 28043 - [email protected] 15 Konrad novembre 2009 Trieste - Piazza della Borsa, 12 tel. 040 367967 - www.farmaciaallaborsa.it Shalom Pe, XVI lettera dell’alfabeto ebraico La lettera Pe rappresenta la parola e il silenzio, il suo valore numerico è 80. Si pronuncia P se ha il puntino (daghes) e F se non c’è l’ha. Possiamo vedere le due lettere: la prima viene usata all’interno delle parole mentre la seconda viene usata sempre alla fine della parola. La PE (bocca) è data all’uomo per servire lo scopo morale di usare la parola al servizio di Dio (Tefillah Zaka’). Il lutto è il momento del silenzio. Al silenzio si allude mangiando uova e lenticchie, che sono cibi rotondi che non hanno “bocca”. (Baba Basra 16b) Nell’alfabeto, la AIN precede la PE, dato che l’occhio percepisce e poi la bocca esprime il pensiero. C’è comunque un luogo dove la posizione di queste due lettere si inverte. La Kabbala nota che la PE è formata da una KAF ed una YOD. La KAF rappresenta KLI’ (contenitore), che contiene la YOD, ovvero la spiritualità. La YOD nella KAF rappresenta lo spirito contenuto nel corpo umano, oppure un uccello in gabbia (il Messia), oppure, ancora, i Dieci Comandamenti nell’Arca. (Magen David). Pronunciando la parola Poh significa “qui” avverbio di luogo che conferma l’idea: la nostra terra immediata cioè quella che sta immediatamente sotto i nostri piedi. La più classica espressione legata alla parola pe è Torà Shebe’al Pe (Torà orale), ossia l’insieme delle interpretazioni delle scritture date da Mosè oralmente, che per l’ebraico hanno l’importanza pari a quelle del testo scritto. Il ruolo della trasmissione orale è un punto centrale nell’ebraismo anche perché per anni prima della stesura del Talmud tutto veniva riportato oralmente. Infatti l’ebraismo come altre fa uso di istituzioni religiose ma l’insegnamento dei testi sacri non viene affidato solo ai maestri ma anche alla trasmissione importantissima fra padre e figlio. Anche questa puntata è finita spero che sia stato tutto chiaro aspetto vostri suggerimenti e domande a presto e Shalom, se avete dei dubbi non esitate a scrivermi cercherò di rispondervi. Davide Casali Dichiarazione universale dei diritti umani in arabo “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” Questo numero di Konrad propone il consueto primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani in arabo. Per la proibizione di rappresentare la divinità, i calligrafi arabi trasformarono la scrittura stessa in immagine portando così la loro arte calligrafica a livelli di eccellenza assoluta, riuscendo a trasformare l’atto di scrivere in un’arte quasi mistica. Usata oggi da quasi 200 milioni di persone, la lingua araba include una trentina di varietà linguistiche come l’egiziano, il marocchino, l’algerino ed il maghrebino. Festa degli alberi L’Associazione Eoh San organizza la Festa degli Alberi nelle giornate di venerdì 20, di sabato 21 e domenica 22 novembre all’interno del Parco Farneto e non solo, la novità di quest’anno è che, con molta probabilità, saremo anche in via Santa Caterina venerdì mattina e domenica pomeriggio in occasione della manifestazione che celebra il ventennale della Giornata dei Diritti d’Infanzia, con la mostra interattiva aperta a tutti “La nostra impronta sul mondo” nella sala espositiva della Libreria Borsatti. Il venerdì pomeriggio sarà dedicato ai ricreatori, alle ore 15.30, aperto a tutti, ingresso del Parco Farneto di v. Chiadino ang. v. Marchesetti, i bambini si esibiranno in una rappresentazione teatrale “Storia e storie del Bosco Farnedo, con replica domenica pomeriggio all’interno della struttura polifunzionale “Casa Serena”. Sabato mattina le prime classi della scuola primaria A. Padoa saranno impegnate in laboratori di educazione ambientale; la festa si apre a tutti alle ore 11.30 nel pratone adiacente al Ferdinandeo con la presentazione del libro “Il Bosco Farneto” curata da Diego Masiello, coordinatore del CDN di Basovizza, con le bolle giganti di sapone, seguirà un piccolo rinfresco. Domenica 22 novembre siete tutti invitati alla Giornata dedicata alla Pulizia del Boschetto, ritrovo alle ore 10 all’Archetto “Gloriette” nelle vicinanze del Ferdinandeo, oltre a pulire il Parco, Mario Ianevic, esperto micologo, ci mostrerà i funghi che crescono in questo specifico sottobosco. Emanuela Brianti responsabile Associazione Eoh San –Solo Amanti della Natura- Auto realizzazione e se r v izio a ll’umanità solo Meditazione - Ser vizio so ciale i Y Corsi d oga e cucina v e g e tariana Cene indiane per benefic en z a Ananda Marga Organizzazione Umanitaria 16 Konrad novembre 2009 Cordenons PN - Piazza San Pietro 10 Tel. 0434 931364 - Cell. 348 9035858 www.apnu.net SCOPRI A EREN Z DI LA FF prodotti biologici e biodinamici di qualità l’albero del pane trieste viale Miramare 27 tel. 040 421128 viale XX Settembre 39 tel. 040 636332 Sapori del Carso 2009 All’insegna della Frutta Sapori del Carso dal 17 ottobre all’8 novembre 2009. L’iniziativa dei ristoratori, panifici e negozi triestini e goriziani è all’insegna della frutta, con un ricco calendario di eventi, incontri, serate, mostre e degustazioni. Oltre agli ingredienti tradizionali (vino, olio, miele, formaggi, pane, dolci, caffè, birra), appariranno in tavola l’uva, i cachi, il sambuco, le mele cotogne, le nocciole... In tutti i locali quest’anno: il “piatto di Sapori del Carso 2009, gnocchi alle noci. Il pan de fighi invece in tutti i panifici, oltre agli altri tipi di pane e dolci alla frutta. In collaborazione con il circolo Fotovideo Trst 80, Juliet e triestèfotografia sono allestite sei mostre di fotografia nel centro civico e nei negozi di Opicina, da Daneu e Veto a Opicina, Guštin a Sgonico, Savron a Devincina e Sardoč a Precenico. Le guide di Curiosi di natura propongono le domeniche mattina 1, 8 e 15 novembre le escursioni “Natura e gastronomia” con possibilità di assaggio dei menù a prezzo di favore nelle “gostilne” convenzionate: info su www.curiosidinatura.it Nei locali e in libreria è disponibile la nuova Agenda dell’Adriatico 2010 dedicata alla frutta e con le ricette dei Sapori del Carso, curata nella parte gastronomica da Vesna Guštin. Si potrà assaporare i menù (prenotando) nei locali e acquistare all’angolo del prodotto tipico di tutti gli esercizi anche dopo il periodo e durante tutto l’anno. Sapori del Carso è realizzato dall’Unione regionale economica slovena (URES) con il contributo della Camera di Commercio di Trieste e della Provincia di Trieste. INFO. Recapiti esercizi, produttori, eventi: URES Trieste, via Cicerone 8, tel. 040 6724824, www.triesteturismo.net. Okusi Krasa 2009 V znamenju sadja Frutta ai Sapori del Carso a Gorizia da Primožič, composizione dell’ortofrutta Persè, le “confetture” di Mosetti e l’agenda “Agenda dell’Adriatico 2010” (ed. EST Trieste) Foto: Pierluigi Bumbaca Okusi Krasa od 17. oktobra do 8.novembra 2009. Tržaški in goriški gostinci, peki in trgovci prijejajo priljubljeno pobudo v znamenju sadja. Ta se odvija z bogatim sporedom dogodkov, večerov, razstav in degustacij. Ob jedeh in tipičnih proizvodih (vino, olje, med, sir, kruh, sladice, kava, pivo), boste dobili na mizi ali v trgovini še grozdje, kake, bezeg, kutine, lešnike... Letošnja novost je “Krožnik Okusi Krasa 2009” – njoki z orehi, ki se ga dobii v vsaki gostilni ter figov kruh, ki ga ponujajo vse pekarne. V sodelovanju s krožkom Fotovideo Trst 80, Juliet in triestèfotografia je postavljenih kar šest fotografskih razstav v občinski izpostavi in trgovinah na Opčinah, pri Danevu in Vetotu vedno na Opčinah, pri Guštinu v Zgoniku, Savronu v Devinščini ter Sardoču v Prečniku. Vodiči Curiosi di natura ponujajo ob nedeljah dopoldne, 1., 8., in 15.novembra, vodene ekskurzije »Narava in gastronomia«, po katerih boste lahko okusili jedilnike po ugodni ceni v danih gostilnah: info na www.curiosidinatura.it. V gostilnah in knjigarnah se dobi nov Jadranski koledar 2010 posvečen sadju in z recepti Okusov Krasa, pri katerem je prispevala gastronomski del Vesna Guštin. V tem odbobju in tudi naprej se bo lahko poskusilo jedi in kupilo proizvode v kotu tipičnih proizvodov v vseh sodelujočih obratih. Okuse Krasa prireja Slovensko deželno gospodarsko združenje (SDGZ) s prispevkom Trgovinske zbornice Trst in Pokrajine Trst. INFO. Jedilniki, obrati, proizvajalci in dogodki: SDGZ Trst, ulica Cicerone 8, tel. 040 6724824: www.triesteturismo.net Menù tipici nei locali El Fornel, Trieste Tel./Fax 0403220262, www.elforneltrieste.com Daneu, Opicina (TS) Tel./Fax 040211241, [email protected] Veto, Opicina TS) Tel./Fax 040211629 Valeria, Opicina (TS) Tel./Fax 040211204 Carso-Kras, Col (Monrupino) Tel./Fax 040 327113, www.ristorantecarso.it Križman, Repen (Monrupino) Tel. 040327115, www.hotelkrizman.eu Guštin, Sgonico - Tel./Fax 040229123 www.gustintrattoria.com Risto bar Grotta, Borgo Grotta Gigante (Sgonico) Tel. 040327330, [email protected] Savron, Devincina – Prosecco (TS) Tel. 040225592, [email protected] La Lampara, S.Croce (TS) Tel./Fax 040220352, www.la-lampara.net Il pettirosso, S.Croce (TS) Tel./Fax 040220619 Sardoč, Precenico (Duino Aurisina) Tel. 040200871, www.sardoc.eu Eden – Vanilija à la carte, Sistiana (Duino Aurisina) Tel. 0402907042, www.edensistiana.it 17 Konrad novembre 2009 Lokanda Devetak, S.Michele del Carso (Savogna d’Isonzo) Tel. 0481882488, www.devetak.com Alla Luna-Pri Luni, Gorizia Tel. 0481530374, [email protected] Primožič, Gorizia Tel. 048182117, Fax 0481548864 Rosenbar, Gorizia Tel./Fax 0481522700, www.rosenbar.it I prodotti nei negozi ed enoteche Bar Basso - Trieste, Via Coroneo 14/b, Tel. 040762693 Bar X - Trieste, Via Coroneo 11, Tel. 040634666 Il frutteto - Marchesich Claudio – Trieste, L.go Piave 3, Tel. 040360146 Enoteca Bischoff Trieste, Via Battisti 14 / Tel. 040630885 / Via Mazzini 21 / Tel. 040631422 La Portizza –Trieste, Piazza Borsa 5, Tel. 040365854 Salumeria Mezgec Ervino – Trieste, Via Risorta 1, Tel. 040308878 Caffè Vatta - Opicina (TS), Via Nazionale 38, Tel./Fax 040215313 Conad - Opicina (TS), Strada per Vienna 61, Tel. 040215433 Despar Slavec - Opicina (TS), Strada per Vienna 9/8, Tel. / Fax 040212197 Despar Slavec - Padriciano 37 (TS), Tel. 040226879 Vidiz & Kessler - Sgonico (TS), Via Stazione di Prosecco 5/b, Tel. 040251300 Alimentari Kukanja - Duino Aurisina (TS), Aurisina 106/b, Tel./ Fax 040200172 Qubik bar – Kinemax, Monfalcone (GO), Via Grado 54, Tel. / Fax 0481712020 Alimentari Mosetti, Gorizia, Via Crispi 6, Tel. / Fax 048182004 Pane e dolci nei panifici Ota - San Dorligo della Valle (TS), Bagnoli d.Rosandra 66, Tel. 040228669 Žetko Leo (ex Gasperi) – Trieste, Via Carducci 39, Tel. 040636244 Čok - Opicina (TS), Strada per Vienna 3, Tel. +38 040213645 Bukavec - Prosecco 160 (TS), Tel. 040225220 Starec - Prosecco 138 (TS), Tel. 040225257 Leghissa Bruna - Duino Aurisina (TS), Sistiana 41, Tel. 040299147 Il fornaio - Cozzutti Claudio - Gorizia, Via Garzarolli 195, Tel. 0481521522 Cinema Tre film per sognare UP - Il mio vicino Totoro - Ricky, una storia di amore e libertà Tra i recenti film di genere fantastico arrivati sugli schermi italiani, brilla come una stella di prima grandezza il surreale e divertente Ricky, una storia di amore e libertà di Francois Ozon, tratto dal romanzo di Rose Tremain (Moth - Falena) e distribuito in Italia dalla Teodora Film (che ha pure prodotto il film). Katie (Alexandra Lamy) è operaia in una fabbrica di prodotti chimici tossici, ha già una figlia, conosce Paco (Sergi Lopez) e dalla loro relazione nasce Ricky. La madre lo proteggerà da tutto e da tutti, nonostante le implumi ali di pollo che gli spuntano sulla schiena, accogliendolo come se un bimbo del tutto normale. Ma quando Ricky comincia a svolazzare in un supermercato diventando oggetto dello smodato interesse dei media, la vita della famiglia cambia. A risolvere i problemi (non vi dirò come) sarà proprio Ricky. Era da tanto tempo che una sorta di angelo non irrompeva sul grande schermo, eppure alcune sue raffigurazioni diedero vita a pellicole indimenticabili: basti pensare a La vita è meravigliosa di Frank Capra (1946) oppure a Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders (1987). Ricky è diviso in due parti: la prima realistica descrive le grigie esistenze di una donna che lavora in fabbrica e della sua figlia adolescente Quasi un film alla Ken Loach sulla classe operaia francese. Nella seconda parte irrompe a forza l´elemento fantastico: le ali del bambino sembrano il frutto di una mutazione genetica, una deformità congenita, ma poi ci si domanda come può volare con delle alucce così piccole. La risposta arriverà nella scena finale. Ma ora parliamo di UP di Peter Docter, ultimo prodotto della Pixar-Disney presentato a Cannes e Venezia come la più grande meraviglia del secolo. Secondo me si tratta di lodi esagerate, anche se il fascino del film è indubitabile: nell´America anni Trenta, Carl Friedicksen è un bambino occhialuto che sogna esplorazioni e viaggi avventurosi. Quando incontra Ellie, bambina che la pensa come lui, è amore a prima vista. I due cresceranno insieme, si sposeranno e vivranno felici, finchè lui resta vedovo in una casetta circondata da enormi cantieri edili e palazzinari che lo vogliono sfrattare e mandare in casa per vecchi. Fine del film? Macchè! Tutto questo succede nei primi 10 minuti. E dopo? Un Giovane Esploratore, figlio d´un diplomatico giapponese, bussa alla porta di Carl, che finalmente comincerà a realizzare il sogno della propria vita: legando al comignolo centinaia di palloncini, solleva la piccola casa di legno in mezzo ai colossi di cemento e vola via assieme al ragazzino. Girato in 3D, il film si può apprezzare anche in versione “normale” perché il senso del meraviglioso non viene ucciso se manca un paio di occhialetti polarizzati e la casa volante in mezzo ai grattacieli è uno dei momenti più poetici del film, ma pure il resto non scherza. Le scene di avventura nell´isolato altopiano del Venezuela con un uccello gigante multicolore, via di mezzo fra uno struzzo e una giraffa, sono assolutamente coinvolgenti ed esilaranti, e tutta la storia vibra di un amore per la vita veramente incredibile. Altra dimostrazione che i film d´animazione prodotti dalla Pixar di John Lasseter, da Toy Story a Bug´s Life, fino ai recenti Nemo e Wall-E, non sono solo gioielli di perfezione tecnica, ma anche storie perfette con personaggi che funzionano sceneggiature di ferro. Ancora un film: nel cinema del centro di Trieste dove si proiettava Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki, era attaccato in vetrina un manifesto: “Dopo Ponyo sulla scogliera, ecco l´ultimo capolavoro del maestro Miyazaki”. Beh, si tratta di una sonora fregnaccia, perché la pellicola è del lontano 1988, i distributori italiani non l´avevano mai presa in considerazione e arriva adesso solo in seguito al successo commerciale delle recenti opere del Maestro e grazie alla piccola Lucky Red. La trama: due bambine aspettano l´autobus al crepuscolo in una strada di campagna in mezzo al bosco, comincia a piovere. Potrebbe essere l´avvio di un horror, ma l´essere soprannaturale che irrompe sulla scena è assolutamente amichevole: Totoro, spirito della foresta, che si materializza sotto forma di gatto rosa, bipede, alto tre metri e rotondo come una palla. Le bambine lo conoscono già, non lo temono e anzi lo accolgono con gioia. Anche Totoro si mette ad aspettare l´autobus. E che razza di autobus! E´ il Gattobus, peloso col muso di gatto e 12 zampe che si muove a grande velocità, supera ogni ostacolo, assecondato dagli alberi che si scostano al suo passaggio, visibile solo a pochi previlegiati. Invitate da Totoro, le bambine salgono sul Gattobus, che le riporta a casa in pochi secondi. Ambientato nella campagna giapponese durante gli anni ´50, il film è un piccolo capolavoro minimalista, con le bambine Satsuki e Mei che convivere assieme a spiriti e creature fatate in una casa di campagna abitata dai fantasmi. Già vent´anni fa, Hayao Miyazaki raggiungeva grandi vette artistiche, ponendo le premesse per gli ulteriori traguardi internazionali. Il film piacque tanto al pubblico giapponese e ricevette tanti premi che Miyazaki decise di adottare Totoro come simbolo per il suo studio di animazione Ghibli. Sono veramente contento che Totoro sia arrivato pure in Italia. Era ora! Gianni Ursini Fantascienza e Sitges 18 Konrad novembre 2009 Science plus Fiction (festival internazionale del fantastico, linguaggi sperimentali, nuove tecnologie, cinema, tv, arti visive e spettacolo) si svolgerà al Cinecity di Trieste dal 22 al 28 novembre. Molti film arrivano dalla rassegna di Sitges, dove (coccolatissimo dagli organizzatori spagnoli) ero inviato speciale di “KONRAD“. Sitges è una cittadina turistica sulla costa catalana, 35 km da Barcellona: da 42 anni in ottobre atterra il Festival del Cinema Fantastico. In dodici giorni 125 lungometraggi più 50 corti, in maggioranza prodotti nel 2008-9, quasi tutti inediti in Italia, divisi in 17 sezioni. Alla fine, sono stati distribuiti più di trenta premi, troppi, ma da quelle parti si usa così. Ha stravinto quasi tutto Moon, esordio di Duncan Jones (figlio di David Bowie), co-produzione USA-GB: miglior film, regia, attore (Sam Rockwell) e sceneggiatura (Nathan Parker). Distribuito dalla Sony, Moon dovrebbe arrivare presto anche in Italia. In ogni caso lo vedremo in anteprima a Trieste e sembra che gli organizzatori, i nostri ragazzi della Cappella Underground, si siano dati un gran da fare per un’edizione interessantissima. Intanto, il Presidente della Giuria di Science plus Fiction sarà lo scrittore americano Bruce Sterling, tra i fondatori del “cyberpunk“, autore di romanzi fondamentali come La matrice spezzata e curatore della basilare antologia Mirrorshades. Tra I film già confermati: dal Giappone arriveranno la trilogia di culto manga 20th Century Boys e la sofisticata sf di The Clone Returns Home. Direttamente dal Sundance Festival One, dell’ ungherese Pater Sparrow tratta da un racconto di Stanislaw Lem. Da Sitges il giappo-russo-canadese First Squad: The Moment Of Truth, fantascienza ambientata nella Seconda Guerra Mondiale, mentre non mancheranno di stupire l’horror britannico-natalizio The Children e il nuovo film di Kazuaki Kiriya Goemon, di epoca medioevale, con protagonista un Robin Hood ninja dai superpoteri; lo spettacolare Banlieue 13 scritto da Luc Besson, il messicano 2033 diretto da Francisco Laresgoiti, che ci catapulterà in una dittatura del futuro. Come già annunciato, il Premio Urania d’Argento andrà al leggendario Roger Corman, regista e produttore che lanciò gente come Jack Nicholson e Francis Ford Coppola. Corman sarà ospite a Trieste, dove ritirerà il premio e presenterà alcuni film del suo ciclo ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe, nel bicentenario della nascita dello scrittore: verranno proposti diversi capolavori degli anni ‘60, I Vivi e i Morti , Il Pozzo e il Pendolo, I Maghi del Terrore e La Maschera della Morte Rossa. In piena notte, con la collaborazione della rivista Nocturno incontreremo uno registi di B–movie e western all’italiana, Enzo G.Castellari, considerato un maestro da Quentin Tarantino che lo omaggia nel recente Inglorious Bastards, con scene ispirate al vecchio Quel maledetto treno blindato. In programma molti altri eventi ancora da definire. Science plus Fiction è realizzata e promossa dalla Cappella Underground, con la collaborazione e il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (DGC), la Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia di Trieste, il Comune di Trieste, la Camera di Commercio di Trieste, l’Università di Trieste. G.U. Teatri di confine Da Edipo Re al Rossetti Edipo sul lettino Edipo Re: martedì 6 ottobre la stagione del Rossetti non poteva cominciare in modo più adatto. Adatto ai tempi in cui viviamo, nei quali ci si guarda attorno e nulla si vede se non vacuità. Adatto a una prima teatrale, con i suoi ornamenti di rose, politici in mostra, dame d’alto bordo e carabinieri col pennacchio. Antonio Calenda, direttore del teatro e regista di questa versione moderna della tragedia di Sofocle, prodotta dallo Stabile regionale con il Teatro degli Incamminati e il Teatro di Messina, affastella, com’è sua abitudine, una molteplicità di significati che si accumulano sopra il testo originale. Da questo calderone semantico, emergono due teorie fondamentali: quella del capro espiatorio di René Girard, e, soprattutto, la psicoanalisi di Sigmund Freud. Forse solo un attore come Franco Branciaroli poteva dar corpo a un magma così vasto e, infatti, si impossessano letteralmente di lui ben tre personaggi principali: Edipo, l’indovino Tiresia e la madre di Edipo, Giocasta. Accanto a Branciaroli vi sono Giancarlo Cortesi, Gianfranco Quero, Emanuele Fortunati, Alfonso Veneroso e gli otto coreuti del Teatro di Messina. Efficace la scenografia di Bisleri, uno spazio buio come l’inconscio del protagonista. Freud, che dalla tragedia di Sofocle mutuò una delle pietre angolari della psicoanalisi, quel complesso di Edipo che ormai tutti conosciamo, è l’ispiratore della rielaborazione compiuta da Calenda. Per fugare qualsiasi dubbio c’è, sia pure in legno, uno psicanalista sul palco. Se ne sta seduto, spalle alla platea, mentre Branciaroli/Edipo si tormenta su un lettino rosso. Già, proprio quel lettino reso celebre dalla terapia psicoanalitica. Anche se, più che da una nevrosi, sembra proprio che lo sventurato Edipo sia affetto da personalità multipla, perché in lui parlano più voci. L’indovino cieco Tiresia, ad esempio, che gli rivelerà quel nucleo di verità sepolta che Edipo stesso non conosce, cioè il fatto di aver ucciso il padre e di aver sposato la madre. Ma anche Giocasta, che costringe Branciaroli a una mise in tacchi rossi e guepière. A posteriori, sarebbe stato forse più coerente far sentire solo la voce di Giocasta, anche perché così l’effetto scivola nel grottesco. Alla fine della tragedia, dopo il suicidio della madre, Edipo si accieca, trafitto dai sensi di colpa e dalla sua stessa volontà di sapere. Un Remitur alla Contrada E se le donne andassero al potere? Sarebbe un vero e proprio ‘Remitùr’, come dice il titolo del nuovo spettacolo che ha aperto venerdì 9 ottobre, presso il Teatro Bobbio, la stagione 2009/2010 della Contrada. In realtà c’è anche una seconda parte del titolo, ‘Le donne al parlamento’, che richiama una delle due opere del grande commediografo greco Aristofane a cui la nuova produzione, firmata dal regista Francesco Macedonio e da Ugo Vicic, si è liberamente ispirata. L’altra è la celebre ‘Lisistrata’, ovvero, dal greco antico, ‘colei che scioglie gli eserciti’, una femminista ante litteram interpretata naturalmente da Ariella Reggio. Accanto a lei c’è Maria Grazia Plos, che veste i panni di Pallade Atena e di una delle ribelli più convinte. Entrambe capeggiano un gruppo di donne (Marzia Postogna, Paola Saitta, Ornella Serafini, Sara Zanni) decise a prendersi il potere. Vi sono poi anche gli uomini (Maurizio Zacchigna, Adriano Giraldi, Massimiliano Borghesi, Lorenzo Zuffi e Francesco Paolo Ferrara), ma non possono fare altro che aspettare e sperare che passi la buriana. Tutto nasce da una telefonata della dea Pallade Atena a un’umile fioraia triestina con l’intento di infonderle una coscienza di classe. La fioraia, che si chiama Maria Rosa Mughetti, si trasforma nella volitiva Lisi e, indossati gli attributi della dea, cioè un elmo e una lancia, parte per la rivoluzione. Ma non è nulla di violento: nonostante le facce feroci, i caschi, le scope e i megafoni le donne in subbuglio colpiscono gli uomini con un’arma ben più tagliente e sottile: lo sciopero del sesso. A differenza, però, delle antenate greche, non chiedono il potere per fermare le guerre, piuttosto frequenti all’epoca (anche se pure oggi non mancano...). Vogliono invece sostituire gli uomini per governare meglio il mondo, senza più inquinamenti, ingiustizie e violenze, soprattutto nei confronti delle donne stesse. Il tutto è ambientato a Trieste e il greco antico è diventato triestino ‘patocco’. Con un risultato sicuramente straniante e, a tratti, divertente. Stefano Crisafulli Sloterdijk: pensare l’ecologia “Il filosofo è colui che pratica l'arte della cultura”. Per molto tempo questa frase di Nietzsche ha influenzato Peter Sloterdijk, docente di estetica all'università di Karlsruhe e autore di alcune tra le più interessanti opere di filosofia degli ultimi anni, quali 'L'ultima sfera. Breve storia filosofica della globalizzazione' (2001) e 'Il mondo dentro il capitale' (2005). Sloterdijk è intervenuto domenica 20 settembre al festival Pordenonelegge, che si è svolto con grande successo di pubblico nella cittadina friulana, e ha esposto la sua concezione della filosofia nel corso di un'intervista curata da Giovanni Leghissa. L'incontro, dal titolo 'Prospettive del pensiero', si è tenuto in piazza San Marco. Quali sono stati, dunque, gli effetti della frase di Nietzsche sul pensiero di Sloterdijk? Lo sviluppo di una concezione della filosofia come esercizio di vita e, anche, come pungolo sociale. Lo studioso tedesco, interrogato sul versante ecologico del suo pensiero, ha affermato che nella civiltà occidentale c'è stato un cambiamento molto profondo negli ultimi cent'anni: 'Prima dell'era tecnologica, il rapporto tra natura e storia prevedeva che l'uomo fosse spettatore del suo dramma e che la natura, sullo sfondo, rimanesse stabile. Con l'avvento della grande tecnologia il rapporto è cambiato e oggi l'uomo interagisce con la natura ogni secondo che passa. Siamo la prima generazione a farlo, solo che questo è divenuto un problema'. Come quel miliardo di veicoli sulle strade che ogni giorno consumano benzina e inquinano. Ormai ogni individuo lascia la sua impronta sulla terra e la filosofia ha il compito di far riflettere sulle conseguenze di questo nuovo rapporto con la natura. Cambiando argomento, Sloterdijk ha poi rivelato il suo approccio molto critico al concetto di religione come viene inteso attualmente: 'Questa parola non descrive più come un tempo le diverse forme di esercizio spirituale interiore ed esteriore, oggi si abusa del termine, che indica piuttosto un esercizio di fanatismo. In realtà il ritorno massiccio delle religioni è dovuto alla fine della nostra fiducia nella società. Le persone si rifugiano nelle religioni come se queste fossero in grado di prevedere e risolvere i problemi'. S. C. Peter Sloterdijk Impianti elettrici a basso inquinamento elettromagnetico - biointerruttori PACIO IMPIANTI ELETTRICI di Michele Paccione 19 Konrad novembre 2009 Trieste - Via della Guardia, 14A Tel. 040 3481208 - Fax. 040 3472773 - cell. 337 543834 ESERCIZIO FARMACEUTICO dott. Marco Esposito FARMACI SENZA OBBLIGO DI RICETTA OMEOPATIA - ERBORISTERIA ARTICOLI SANITARI Misurazione della pressione, glicemia e colesterolo. Convenzionato A.S.S. per alimenti per celiaci Trieste - via Giulia, 61/a - tel 040 5708329 alimentazione Torta e foto di Irene Cibin Con e senza trucchi... 20 Konrad novembre 2009 L’inganno dei sensi Piccoli e grandi trucchi per ingannare il consumatore ingenuo e inconsapevole Madre natura ha dotato l’uomo, al pari della maggior parte degli animali, di cinque sensi (vista, udito, olfatto, tatto e gusto) con i quali scandagliare l’ambiente esterno alla ricerca di possibili pericoli e minacce per la sopravvivenza. In più rispetto agli animali, gli ha dato la capacità di ragionare sul bene e sul male. Grazie a questa, è possibile spesso riconoscere i limiti dei sensi e prendere una direzione diversa. Riguardo al cibo, da millenni gli animali riconoscono quello adatto loro attraverso i sensi, e l’uomo ha fatto altrettanto, aggiungendo, come dicevamo, la ragione quando necessario; un cibo era buono perché veniva riconosciuto prima di tutto attraverso i suoi profumi e colori, la sua forma, ed infine il gusto. Quando ad esempio un frutto era acido, significava che era andato a male. Un cereale poteva fare la muffa, il latte inacidiva, il vino diventava aceto e così via. L’uomo si è sempre fidato dei suoi sensi e della sua esperienza con il cibo e tale consapevolezza è presente ancora oggi nella sua scelta alimentare. Questo può diventare purtroppo un suo punto debole, perché con la tecnologia e la chimica moderna è possibile ingannare i sensi facendo passare per buono e salutare un cibo che invece presenta seri pericoli per la salute. Ne è un esempio un recente scandalo con i latticini, dove si commercializzavano formaggi scaduti, aggiungendo una sostanza chimica che ne mascherava il sapore. Oggi la chimica ha inventato sostanze per ogni necessità; esistono prodotti che alterano il gusto, il profumo, il colore, la consistenza, la durata di un alimento, confondendo i sensi del consumatore e commettendo a tutti gli effetti un inganno nei suoi confronti. Il primo senso ad essere ingannato è la vista; l’alimento appare più bello e attraente di quanto non sia veramente. A questo scopo esiste una famiglia di sostanze chimiche: sono i coloranti, che servono appunto per dare colore quando serve. Così, il salmone affumicato è più arancione, l’hamburger più rosso sanguigno, i gelati più ‘vivi’, le bevande più attraenti. L’inganno è sempre lo stesso: convincere gli occhi della genuinità del prodotto. Un esempio su tutti: lo sciroppo di menta dovrebbe essere bianco, ma in realtà è verde grazie ad un colorante, in modo che richiami la pianta della menta che è appunto verde. Gli occhi quindi vengono ingannati con i coloranti, ma anche con altre sostanze, come la lacca per far brillare le mele. L’olfatto è un altro senso facile da ingannare. Basta fare come alcuni supermercati, che immettono nell’aria condizionata il profumo sintetico di pane fresco, e la gente sente maggiormente la fame mentre fa la spesa e riempie il carrello. Allo stesso modo, i profumi sintetici vengono usati sulla frutta e la verdura (vi è mai capitato di comprare un melone profumatissimo che poi non sa di niente?), nei vini e in generale in tutti i cibi che di natura hanno un profumo forte. Il gusto è sicuramente il senso più importante per stabilire la genuinità di un alimento, e difatti qui si concentrano la maggior parte delle sostanze chimiche e quindi degli inganni. Stiamo parlando soprattutto dei cosiddetti ‘aromi’; ne esistono due categorie: A) aromi naturali – che di naturale non hanno nulla ma si chiamano così solo perché richiamano un sapore esistente in natura (ad esempio la vanillina). B) gli aromi chimici veri e propri (chiamati semplicemente ‘aromi’), che hanno sapori differenti e del tutto innaturali (ne sono un esempio le caramelle). A cosa servono tutti questi aromi? A dare gusto ad un cibo che diversamente sarebbe insapore a causa della lavorazione industriale o della bassa qualità delle materie prime. Troviamo quindi aromi nelle marmellate, nella cioccolata, nelle salse, nella pasticceria, nel dolciumi, nelle bevande, nei prodotti in scatola, nei gelati, nella carne e nel pesce confezionato, praticamente in quasi ogni prodotto industriale. Un’altra famiglia di sostanze chimiche particolari sono gli antiacidificanti (il più conosciuto è l’acido ascorbico). Queste sostanze impediscono che il cibo prenda un gusto acido man mano che va a male. In questo modo il consumatore rimane convinto di consumare un alimento sano e fresco. Tali sostanze sono presenti nelle marmellate, nelle passate di pomodoro, nei succhi di frutta, nei prodotti in scatola e in vetro (il mais ad esempio) e in generale in tutti i prodotti alimentari a lunga conservazione. Abbiamo ancora il tatto e l’udito: come è possibile ingannarli? Esistono sostanze chimiche che mantengono croccanti gli alimenti in modo che toccandoli appaiano freschi, ed esistono sostanze e strumenti che hanno l’unico scopo di fare un rumore che appaia familiare… L’elenco dei possibili inganni è quasi infinito e lo spazio a disposizione non ci permette di approfondire, però quanto detto basta per una semplice conclusione: il consumatore non può più fare affidamento sui suoi sensi per riconoscere un cibo sano e salutare, in quanto l’uomo ha trovato il modo per ingannarli. Ed ecco allora la ragione: madre natura ci ha dato questo ‘sesto’ senso, che ci permette di capire quando è presente un inganno. Come è possibile infatti che le mele acquistate in certi negozi brillino quando quelle appese agli alberi sono opache? Perché le marmellate fatte in casa hanno sempre colori diversi da quelle comprate? Invece di acquistare ingenuamente convinti dei messaggi pubblicitari o di come viene presentato il prodotto, ragioniamo e ci accorgeremo che ‘non è tutto oro quello che luccica!’, ed eviteremo così di introdurre nel nostro corpo sostanze chimiche molto spesso estremamente dannose per la salute. Nadia e Giacomo Bo www.ricerchedivita.it Cucina vegetariana e prodotti biologici Cena giapponese venerdì 27 novembre prenotate! 333 1070983 sulle orme di daRwin Alla ricerca dell’anello mancante in Montenegro. Lo iato tra l’ape carnica e la ligustica Ape carnica e ligustica 21 Konrad novembre 2009 Uno dei principali obbiettivi che il Circolo Istria si propone di conseguire con la costituzione del Parco della Concordia consiste nel recupero delle risorse genetiche autoctone del nostro territorio. Qualche risultato importante è già stato raggiunto. Infatti la pecora istriana detta anche carsolina, che fino a qualche anno fa si era ridotta ad una reliquia genetica con manifeste tare di consanguineità, oggi è una popolazione attiva. Questa esperienza è illustrata ampiamente in una pubblicazione del Circolo intitolata “l’Altopiano dei Cici: esperienze di recupero del territorio attraverso la pastorizia”. Oggi finalmente i primi esemplari del famoso Boscarin o Bovino podalico istriano con l’impiego delle più sofisticate e moderne tecnologie al servizio della società, pascolano sui colli di Capodistria. Tuttavia oggi il massimo impegno viene profuso nel recupero della nostra ape istiano-dalmatica, ecotipo consolidatosi nell’arco dei millenni nel suo areale d’origine rappresentato dalla sponda orientale dell’Adriatico e dalle isole del Quarnaro, e mirabilmente descritto già nella seconda metà dell’800 da Monsignor Moscardin di Cherso ed oggi gravemente minacciato da un diffuso inquinamento genetico. Questo nostro impegno, che si sviluppa secondo un progetto inserito nella misura 4 del PAL, è sostenuto dal WWF regionale e da Legambiente e ad esso collaborano il Dipartimento di Biologia dell’Università di Trieste ed il Laboratorio di Entomologia del Museo di Storia Naturale della nostra città; nei suoi confronti hanno manifestato grande interesse istituti di ricerca di Belgrado, Cattaro e dell’Università di Zagabria, che nell’Isola di Unie opera con le stesse finalità. Il progetto ha preso lo spunto dalla considerazione delle gravi perdite di colonie di api che si riscontrano a livello planetario e da un comunicato urgente diramato a conclusione del convegno Eurbee Breeding Group - Gruppo di coordinamento di miglioramento genetico delle api – svoltosi ad Ankara nel febbraio del 2008 con la partecipazione di tecnici di tutti i paesi europei, il quale dice: “I fattori che minacciano il tesoro della biodiversità delle popolazioni apistiche europee includono l’introduzione incontrollata di geni di altre razze nelle popolazioni indigene, le quali sono naturalmente adattate al loro ambiente. Di conseguenza ed in accordo con la convenzione di Rio sulla biodiversità, dovremmo agire per preservare le sottospecie di api mellifere ed i loro ecotipi come risorsa genetica per il futuro”. Abbiamo allora iniziato a monitorare con la collaborazione dell’UCODEP l’attuale situazione genetica apistica nel litorale orientale dell’Adriatico iniziando dalla penisola istriana. quindi verso la Dalmazia, Bosnia e Montenegro, in settembre raggiungeremo l’Albania. Il nostro viaggio nella Repubblica Srpska ed in Montenegro si è rivelato particolarmente interessante per l’accoglienza e la collaborazione ricevuta. Abbiamo raccolto numerosi esemplari di api presenti nelle diverse zone della regioni visitate, ma raccolto anche numerose notizie di esperienze apistiche maturate in quelle realtà, che ci hanno impo- sto approfondite riflessioni Nel corso di un incontro con tecnici ed apicoltori svoltosi in un moderno aviario, che però ricorda nelle sue strutture fondamentali quelle realizzate nel secolo IX presso i monasteri ortodossi, l’interprete viene punta da diverse api. Niente paura! Una energica strofinata con un’erba miracolosa e in pochi secondi scompare ogni segno di puntura. Plantago maior, essenza presente in abbondanza qui da noi, di cui oggi ignoriamo alcune importanti virtù. Il più anziano apicoltore della regione alla fine dell’incontro ci pone una domanda: “Perché la regina depone nelle cellette piccole da cui nasceranno api operaie uova fecondate ed in quelle più grandi uova non fecondate da cui nasceranno fuchi?” Tutti i nostri testi di apicoltura concordano nel dire che il diametro delle cellette costringa la regina ad assumere delle posizioni particolari che nel primo caso permetterebbero la discesa dello spermatozoo e quindi la fecondazione dell’uovo. Ciò non avverrebbe nel secondo caso. A questa risposta una seconda domanda: “Perché allora nella cella reale, da cui nascerà la regina che ha diametri maggiori di quella del fuco viene deposto un uovo fecondato?” Risposta generale: non lo sappiamo. Esclamazione: “Sapete poco voi tecnici ma fate troppo. Un po’ di maggior attenzione e modestia.” Livio Dorigo aspettando “marinella” Ovvero “L’Araba Fenice” di Trieste, Opera Lirica di Giuseppe Sinico La soffitta di “Mimì” Libretto della prima esecuzione 22 Konrad novembre 2009 Il Maestro Vito Levi, uno dei massimi storici musicali italiani scomparso alcuni anni fa, quando parlava della Marinella e del suo autore Giuseppe Sinico, ripeteva il famoso ed antico detto - citato da Lorenzo Da Ponte e musicato da Mozart nel Così Fan tutte - “E’ la fede delle donne... come l’Araba Fenice, che vi sia ciascun lo dice...”. E dopo questa battuta cambiava velocemente il tema della conversazione. Il motivo? È semplice, la strana e misteriosa avventura di un’opera lirica osannata appena scritta e poi velocemente scomparsa e dimenticata, un destino che ha accomunato tanti compositori da Vivaldi a Bach, a Boccherini e allo stesso Sinico. L’Opera Giocosa ha scovato, rispolverato “La Marinella”, e il suo Direttore Artistico ha trascritto e riscritto alcune parti mancanti con un lavoro che dura da anni. Il faticoso ma entusiasmante progetto musicale culminerà con l’esecuzione pubblica (in forma di Concerto), Domenica 3 Gennaio 20.10 alla Sala Tripcovich di Trieste. L’AUTORE - Giuseppe Sinico (Trieste 1836-1907) - proveniva da una famiglia di musicisti di discreta levatura, soprattutto esperti del canto corale. Dopo le prime esperienze presso il Teatro di Fiume il giovane Giuseppe diresse a Trieste la Scuola di canto del Barone Costantino de Reyer e le Cappelle musicali delle varie Chiese cittadine. Ma l’occasione della sua vita viene nel 1854, con la prima rappresentazione della Marinella. Opera lirica con un Prologo e tre Atti su testo di Pietro Welponer. La trama, simile al “Rigoletto”di Verdi, si ispira a V. Hugo, e l’azione si svolge a Trieste “intorno al 1500”, durante il periodo di occupazione della città da parte della Serenissima Repubblica di Venezia. Personaggi: FRANCESCO CAPPELLO, (Patrizio veneto), FALCO (gobbo, padre di) MARINELLA, BACCIO (famiglio dell’osteria di Falco), DONNA ELVIRA (dama veneziana), AGNESE (confidente di Marinella), PUGNALETTO (un banditore del Consiglio), CORO: Contadine, Pescatori, Cittadini, Dame, Cavalieri, Maschere, Armigeri, Popolo. IL PROLOGO – Si svolge nella “Piazza di Trieste” in una giornata di mercato; “Chi vuol le frutta o belle, chi compra freschi fior? Son colme le cestelle, hanno il più grato odor”. Rispondono i pescatori: Vivo guizzante è il pesce, venite al pescator, vè da canestri egli esce, e torna al mare ancor”. La rumorosa e splendida giornata viene interrotta dal suono della campana della città, annuncia che “le armi venete Duino han soggiogato e su Trieste avanzano sorpreso e disarmato”. Infatti il banditore grida che “Delle venete schiere imminente è l’arrivo, ognun s’appresti al duro assedio e s’armi a vigilar le mura...”. Infine il popolo decide di combattere “che Dio lo vuol” e in suo aiuto canta l’Inno a S.Giusto. “Viva S.Giusto trofeo di gloria, questo vessillo grida vittoria, se pochi siamo saremo gagliardi uniti tutti a un solo amor”. Ma fatica inutile, i veneziani entrano in città, sconfiggono le forze triestine e pongono l’assedio a Trieste. Marinella (soprano), protagonista dell’opera, fa il suo ingresso sulla scena con un Recitativo, Aria e Cabaletta di grande impegno tecnico vocale, con Agnese (mezzosoprano), sua dama di compagnia. Entra in scena l’innamorato segreto, ovvero il veneziano Francesco, che con Marinella canta un bellissimo duetto d’amore con stretta finale e cadenza. Ingresso del “cattivo”, ovvero Baccio, egli sta ricattando Falco, padre di Marinella, in quanto è stato testimone di un delitto da lui commesso, e forte di questo desidera, in cambio del silenzio, la mano di Marinella che segretamente ama, non ricambiato. Nelle campagne di Trieste si sta festeggiando la vendemmia: “E’ San Martino, spilla il nuovo, e che sia quello di Prosecco o Contovello che di note entrando va...” canta il coro virile durante tutta la brillante e popolare scena, intramezzata dai violenti interventi di Baccio. Il primo atto termina con un originale Duetto, Terzetto e Finale che vede protagonisti Baccio, Falco e Marinella, durante questo brano la verità viene a galla, e Marinella si sente tradita dallo stesso padre! (continua) Severino Zannerini Musica e medicina Soffitta, vecchia vetrinetta ripiena di tutto, anche di guide Touring Club, 2 Pinocchi, Ada Negri... un “Furioso”, Remondini di Bassano, scompleto!... E qualcosa di nuovo... si fa per dire... un volumetto del 1991... manca la copertina... ma lo sfoglio comunque con curiosità: Musica, medicina, il cranio di Beethoven, Chopin sul letto di morte (che allegria!), L’orecchio di Mozart (sì, sono tutte illustrazioni tra le pagine 142 e 143)... provo a sfogliare il testo qua e là... e man mano che leggo mi appassiono! Ma andiamo con ordine, dal principio... e leggo:“Alla memoria di mio padre, il dottor James Patrick O’Shea, un medico attento, paziente, partecipe. (Bene! ho scoperto almeno il cognome dell’autore). Sfoglio ancora, e leggo una dotta introduzione su “I compositori nella storia della medicina” che presumo sia il titolo del libro. Primo capitolo: Bach e Haendel (però… interessante... sapevo solo che erano morti ciechi!) Leggo: Bach... la leggenda vuole che sia stato seppellito sei passi prima dell’entrata di sinistra della chiesa (a Lipsia vicino alla Chiesa di S. Giovanni) e nel 1894 si decise di localizzare e riesumare i resti del grande compositore … (interessante... chissà cosa avranno trovato?)... Il 22 ottobre 1894 vennero rinvenute ed aperte 3 bare di quercia: in una c’era lo scheletro di un uomo anziano (sì, morì a 66 anni mi pare)... alto circa cm 170 e con un fisico robusto... (poteva essere lui!). Bach era un uomo che aveva sempre goduto di una buona salute, aveva solo un vizio: fumava la pipa in continuazione. Un anno prima di morire divenne cieco (copiava troppo la musica, penso...), l’artrite temporale può essere una possibile causa di questa sventura. Venne curato dall’infame Cavalier Taylor, lo stesso oculista di Haendel, con frequenti incisioni all’occhio, usando un unguento a base di mercurio, che provoca- rono frequenti emorragie accelerando il declino fisico del compositore. Haendel, il grande contemporaneo di Bach, invece, visse un po’ più a lungo del collega: morì il 14 aprile 1759 a 74 anni. Era stato “vittima” di uno svenimento mortale sei giorni prima, mentre assisteva a un’esecuzione del suo “Messia”. Trasportato a casa, morì senza essere più riuscito ad alzarsi dal letto. Era cosciente durante la malattia e l’11 aprile aggiunse un codicillo al testamento, dando istruzioni di esser sepolto nell’Abbazia di Westminster. Ancora oggi è sepolto lì. Haendel era un uomo più forte ma più volubile di Bach. Era capriccioso e golosissimo di cibo e bevande, ed era pure lui un gran fumatore di pipa. Con il passar degli anni la cecità divenne il suo principale problema... Fu operato da Taylor e – naturalmente - l’operazione non riuscì e rimase completamente cieco! (Complimenti Cavaliere Taylor!). - CODA - Sia Bach che Handel fumavano la pipa ed è probabile che questo abbia avuto una parte nel loro declino e nella morte, causando arteriosclerosi, e forse ipertensione (accidenti, dovrò stare più attenta!!... ma non fumo). E’ difficile essere precisi sulla morte di Haendel: è probabile che si sia trattato di infarto. Entrambi i due compositori vissero fino a un’età avanzata e si può dire che le malattie avute abbiano pesato meno di altri compositori. Bach scrisse una poesia sui piaceri del fumo, eccola: “Come me, questa pipa che brucia così fragrante / è fatta di nulla tranne terra ed argilla / Alla terra anch’io ritornerò / Cade e prima che abbia il tempo di pensare / Si spezza in due davanti ai miei occhi / In serbo per me c’è un destino simile / Sulla terra, per mare, a casa, all’estero / Fumo la mia pipa e adoro Dio.” (Che bella poesia!!, sono sicura che piacerà anche ai non fumatori!). Metto il segnalibro per le prossime letture. A pesca su http://www.youtube.com/watch?v=QTs0LNkseyE Send Me An Angel Down Kill It Kid cinofilia Poco più di vent’anni, inglesi, hanno il fuoco della musica. Si chiamano Kill It Kid e il loro primo disco lascia il segno: nulla, proprio nulla a che fare con le mode. Guardateli in studio o dal vivo, nulla proprio nulla a che fare con le mode usa e getta. Azzardo una previsione: dureranno perchè sono veri. Asia, femmina adulta rinunciata dal proprietario e presa in affido temporaneo dall’Associazione A proposito... di abbandoni La legge regionale n.39 del 1990 contiene le norme per la tutela degli animali domestici e la prevenzione del randagismo Nella fattispecie la legge prevede l’istituzione dell’anagrafe canina, alla quale tutti i proprietari di cani devono iscrivere il loro animale che verrà identificato tramite un codice di riconoscimento progressivo di 15 cifre (microchip) inserito sottopelle da un medico veterinario dell’A.S.L. locale o da un libero professionista che provvederà a comunicare i dati da inserire nell’anagrafe canina regionale. La legge prevede l’iscrizione dei cuccioli entro il terzo mese di vita; se invece si tratta di cani adulti non ancora iscritti, il termine massimo previsto è di 30 giorni dall’inizio della detenzione dell’animale. Se il cane viene adottato da un canile assistenziale o ceduto da un privato, ed è già provvisto di microchip, la situazione anagrafica dovrà comunque essere regolarizzata entro 30 giorni. Nella normativa è inoltre previsto l’obbligo di comunicare all’ufficio zoofilo del comune di residenza ed agli uffici dell’A.S.L., entro 15 giorni, la sottrazione, la cessione o la morte del cane, nonché qualsiasi variazione di indirizzo del proprietario. L’abbandono di un cane è sempre un atto crudele e degradante, che comporta non poche sofferenze. La legge condanna l’abbandono degli animali ed prevede sanzioni amministrative ai trasgressori. Nel caso in cui il proprietario non possa per seri motivi continuare a tenere il cane è prevista la “rinuncia”, previa richiesta scritta all’ufficio zoofilo del comune di appartenenza ed al settore veterinario dell’A.S.L. competente il quale, se accoglie la domanda, permette che il cane venga preso in consegna dal veterinario del canile sanitario e dopo pochi giorni trasferito presso le strutture private convenzionate. La rinuncia è sicuramente un atto più civile dell’abbandono,che spesso risulta essere fatale all’animale: ma non deve essere una scappatoia per liberarsi di un problema! Il trasferimento nel canile è un’esperienza devastante dal punto di vista psicologico per quelle bestiole abituare a vivere in famiglia: esse si ritrovano da un giorno all’altro gettate via come scarpe vecchie. Al fine di evitare inutili traumi e sofferenze, invitiamo coloro che intendono rinunciare al proprio cane, per validi e documentati motivi, a rivolgersi all’associazione di volontariato “Il Capofonte ONLUS”, ogni giorno dalle ore 9 alle ore 16, telefonando al numero 040 571623, [email protected] Mariagrazia Beinat Presidente Associazione Il Capofonte ONLUS Liberi dai pidocchi senza veleni La scuola è da non molto ricominciata e già si sente parlare di pidocchi. Volete una soluzione semplice e assolutamente innocua per liberarvene? L’ ho inventata un sabato sera, quando ho scoperto che sia i miei figli sia io li avevamo presi. Non avevamo nessuna intenzione di passare la notte in compagnia di quelle care bestiole. I miei capelli sono lunghi, molto folti e ondulati, per cui ho pensato che non sarebbe stato così facile. Ai ragazzi ho tosato i capelli e glieli ho cosparsi, usando un contenitore per il talco (ma va bene anche un colino) di argilla verde ventilata che avevo a casa. Questa credo abbia soffocato i parassiti ed ha seccato i capelli su cui erano attaccate le lendini, per cui per toglierle è stato sufficiente uno shampoo, durante il quale ho usato un pettinino per neonati a denti molto stretti. Quindi toccava a me: dopo aver cosparso di argilla il cuoio capel- Via del Pane Bianco, 16/A - Trieste - 040 8323711 23 Konrad novembre 2009 Lunedì-Venerdì: 9-18 Sabato: 9-12 solo su appuntamento con parcheggio privato luto e la chioma, ho avvolto la testa in una pellicola per alimenti ed ho lasciato in posa per un paio d’ore. Tolta la pellicola ho massaggiato per un po’ ed ho sciacquato abbondantemente, quindi ho applicato una cucchiaiata di balsamo non diluito e con pazienza ho pettinato accuratamente con il pettinino per neonati. Quando i figli mi hanno assicurato che non si vedeva più una lendine, ho sciacquato e lavato i capelli normalmente. Mi ero liberata anch’io. Per sicurezza abbiamo ripetuto l’operazione dopo due giorni, ma non c’era più niente da togliere. Necessario: Argilla verde ventilata – Shampoo – Balsamo - Pettine a denti stretti - Un po’ di pazienza. Federica Veos colonna vertebrale Mal di schiena per 4 ragazzi su 10 Lo indica uno studio internazionale. Ma solo in una minoranza di casi è « da curare» Quando si pensa al mal di schiena viene spontaneo il collegamento con persone che hanno superato la mezza età; che praticano lavori “pesanti” o che hanno un trascorso di attività intense o altro. In realtà si sa da dati statistici che questa patologia colpisce ancori di più le persone particolarmente sedentarie. Ciò che si ignora normalmente è la presenza di questo disturbo nei giovani ragazzi. Infatti in realtà anche gli adolescenti non sono immuni al disturbo, come segnala uno studio condotto in Spagna e Svizzera, pubblicato di recente sulla rivista Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine. Dalla ricerca è emerso che circa il 40 per cento degli adolescenti ha dolori alla schiena almeno una volta al mese, osservazione che lascia da pensare. La buona notizia è, però, che nella gran parte dei casi il mal di schiena ha un impatto minimo sulla vita dei ragazzi. Cioè non è così forte da far far loro delle rinunce nella vita quotidiana e non nella maggioranza dei casi non li obbliga a modificare stile o abitudine di vita. ADOLESCENTI E MAL DI SCHIENA – Nello studio sono stati presi in considerazione quasi 1.500 ragazzini di età compresa tra i 14 e i 15 anni, metà residenti a Barcellona e l’altra metà a Freiburg in Svizzera. A tutti è stato chiesto di compilare un questionario specifico per avere indicazioni sul mal di schiena ed eventuali dolori in altre parti del corpo. Ebbene: ben il 39,8% dei ragazzi ha riferito di soffrire di lombalgia almeno una volta al mese. In particolare il 42,6 per cento di questi giovani aveva solo mal di schiena, il 46,2 mal di schiena associato ad altri dolori, l’8,5 per cento mal di schiena associato a dolore a tutto il corpo e il 2,7 per cento problemi alla schiena non classificabili. Appurata la grande diffusione della lombalgia, i ricercatori si sono posti anche il problema di valutarne gli effetti sulla qualità di vita dei ragazzi. E qui il riscontro è stato fortunatamente positivo: nel 90 per cento dei casi i dolori non hanno avuto ripercussioni funzionali. Insomma i ragazzi hanno continuato a fare la loro vita senza grandi problemi. POSSIBILI CAUSE – Ma come mai gli adolescenti soffrono così spesso di mal di schiena? Le cause più frequenti di lombalgia nei giovani possono essere 24 Konrad novembre 2009 diverse; In genere il dolore è conseguenza di posture scorrette: i ragazzi oggi si muovono poco e stanno molto tempo davanti a Pc, televisione o alla scrivania a studiare. In alcuni casi ci può essere anche una tendenza alla cifosi aggravata dall’ astenia muscolare, causata appunto alla scarsa attività fisica praticata e dall’alimentazione spesso sbilanciata. Difatti ancora una delle piaghe della nostra epoca è il sovrappeso che può incidere negativamente sulla muscolatura e la struttura osteo-cartilaginea della schiena. Nei più piccoli i problemi alla schiena possono anche essere legati al sovraccarico per zaini troppo pesanti ma soprattutto se questi vengono portati male. In generale comunque si tratta quasi sempre di un mal di schiena basato su uno squilibrio diverso da quello dell’anziano, in cui è spesso chiamata in causa l’artrosi, ma abbastanza simile a quella dell’adulto, con protrusioni o nei peggiori casi, ernie discali». COME INTERVENIRE – «Sarebbe rischioso lanciare un allarme sociale solo perché il mal di schiena è così diffuso tra i giovani, anche perché il suo impatto “funzionale” è basso nel 90 per cento dei casi. Non sono necessarie misure restrittive in questa popolazione di ragazzi, bisogna solo incoraggiarli a condurre una vita fisicamente attiva ed evitare di “medicalizzare” un problema che forse non è così importante. L’attenzione va concentrata su quel 10 per cento di giovani in cui il mal di schiena ha ricadute importanti sulla qualità di vita». «Un mal di schiena frequente e invalidante, anche in un giovane, va interpretato come un avviso e non và sottovalutato. Il consiglio è quello di fare dei controlli: sarà poi lo specialista a indicare la strategia da seguire per controllare i dolori e riequilibrare la struttura vertebrale. Soprattutto attraverso un lavoro “attivo” da parte del giovane paziente, ed un educazione ergonomica e posturale che gli permetterà di riprendere le attività a cui a rinunciato. Di certo, come regola generale i giovani andrebbero incoraggiati a passare più tempo all’aria aperta a fare sport e meno ora davanti a computer e televisione». Il dolore comunque non è casuale e una causa anatomica e funzionale perché esso compare c’è ed è, nella stragrande maggioranza dei casi, facilmente individuabile con un’attenta Valutazione Funzionale Fisioterapica al termine della quale il paziente potrebbe anche in poche sedute, apprendere strategie da portare avanti in autonomia per riequilibrare la propria colonna con semplici esercizi specifici ed individualizzati. Dott. Ft. Marco Segina Favole a merenda Laboratori creativi sul Mare... con lieto fine (la merenda!!) Sulla scorta del successo sperimentato nelle ultime due estati con i laboratori creativi con i bambini sul tema del mare (Fiabe in riva al mare e CiP, Cuccioli in Parco) promossi grazie ad un finanziamento della Provincia di Trieste, la Riserva Marina di Miramare propone anche per la stagione invernale un appuntamento settimanale per non scordarsi che anche d’inverno il mare è pieno di pesci e di altri organismi che vanno rispettati e protetti. Ma l’autunno riserva una novità: un nuovo attore entra in gioco, e aiuterà a rifornire di forze i piccoli protagonisti dei laboratori: Coop Consumatori Nordest. Grazie a questa collaborazione tutta la fatica spesa per pensare, interpretare, costruire, disegnare e colorare i protagonisti delle favole, potrà essere poi recuperata grazie ad una ricca merenda... ricca, ma non troppo e neanche troppo poco: una merenda “perfetta” come quella che i bambini impareranno a creare grazie agli animatori della Coop, dei veri “esperti di merende”. La filosofia che ha portato a questa collaborazione è quella delle sensibilizzazione: l’intento comune infatti è offrire ai giovani protagonisti una chiave di lettura per guardare dentro le cose con occhio attento, sensibile e vigile: che si tratti quindi di pensare all’ambiente o alla alimentazione, l’importante è non dare nulla per scontato e stimolare la naturale curiosità dei bambini. Gli incontri si svolgono la domenica pomeriggio, presso il Castelletto di Miramare e sono aperti ai bambini delle scuole elementari. Il ritrovo è previsto alle ore 15 e il termine… dopo la merenda, ma comunque entro le ore le 17 – orario di chiusura dell’accesso al Parco da Grignano. Per partecipare è necessario prenotare, perché gli incontri verranno svolti solo al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti. Il costo è di 7€ a bambino, per prenotare, telefonare a 040 224147, interno 3. Calendario attività autunnali 2009 Domenica 8 novembre Laboratorio di lettura– “Una stella in fondo al mare” Domenica 15 novembreTombola del compleanno Domenica 22 novembreLaboratorio di lettura – “Gaetano il gabbiano” Domenica 29 novembreIl Calendario dei Bambini 2010 Domenica 6 novembre o Martedì 8 dicembre Laboratorio di lettura – “Sandy la sogliola” Domenica 13 dicembre Laboratorio natalizio Salute e qualità della vita AMeC, Associazione Medicina e Complessità, si è aggiudicata nel 2006 il primo Premio Tiziano Terzani per l’Umanizzazione della Medicina e attualmente svolge la sua attività col sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. Si occupa di approcci integrati alla salute e al benessere (alimentazione, medicine complementari quali omeopatia, agopuntura, nutripuntura ed altre) e di educazione alla salute attraverso convegni e seminari (www.amec.eu - tel 040 3499050) Presenterà prossimamente tre incontri: “Affinare l’espressione gestuale e sonora, favorire la qualità delle relazioni umane”, venerdì 30 ottobre, ore 15:30, presso l’Aula Magna della Scuola per Interpreti e Traduttori, via Filzi n. 14, Trieste. Fabio Burigana introduce Cristina Cuomo che si occupa di Fisiologia dello Sport e Psicopedagogia della Comunicazione. “Alimentazione e Salute 2 – Stili di vita e prevenzione del cancro”, venerdì 20 novembre, ore 15:30, presso la sala conferenze del MIB School of Management, Largo Caduti di Nasiriya n. 1 (già via Marchesetti, 6), Palazzo del Ferdinandeo. Il dott. Fabio Burigana introduce il prof. Franco Berrino e la dott.ssa Clelia De Giacomi. Il Punto di svolta, sabato 5 e domenica 6 dicembre, presso la sala conferenze del MIB School of Management, Largo Caduti di Nasiriya n. 1 (già via Marchesetti, 6), Palazzo del Ferdinandeo. Il primo incontro tratterà della valutazione delle disfunzioni della postura, del movimento e della voce. Tale approccio è risultato particolarmente utile a genitori ed educatori. Ed inoltre può essere considerato una tecnica di base per l’igiene della voce rivolta non solo ad addetti del settore (ad esempio cantanti e attori), ma anche a tutti noi che usiamo ogni giorno questo prezioso strumento. Nel corso dell’incontro del 5 e 6 dicembre questi aspetti saranno ulteriormente approfonditi con attività esperienziali e prove pratiche assieme al dr. Patrick Veret (www.human-voice.org) L’occasione sarà dedicata alla complessità: saranno presenti il prof. Ervin Laszlo, fondatore del Club di Budapest (www.club-of-budapest.it); il prof. Pier Mario Biava con i fattori di differenziazione cellulare, un importante appoggio alla terapia oncologica; il dr. Klaus-Peter Schlebusch, del gruppo del dr. Fritz Albert Popp (www.lifescientists. de/) che presenterà uno strumento innovativo in grado di evidenziare nel corpo delle linee che sembrano corrispondere perfettamente ai meridiani di agopuntura e che da la possibilità di rilevare eventuali disfunzioni. [email protected] Proprio alla prevenzione del cancro sarà dedicato infine l’incontro del 20 novembre www.apnu.net con il prof. Franco Berrino, illustre epidemiologo dell’istituto dei Tumori di Milano che parlerà dell’importanza della dieta nella prevenzione del cancro, fornendo Per informazioni importanti informazioni basate sui più recenti studi scientifici. e per iniziare un sostegno: 348 9035858 25 Konrad novembre 2009 Dr. Fabio Burigana, presidente AMeC per informazioni rivolgersi a Segreteria AMeC c/o Smile Tech srl via Valdirivo 19 - 34132 Trieste tel. 040 3499050 - fax 040 3487023, [email protected] - www.amec.eu Appuntamenti di novembre su www.konradnews.it i vostri annunci di dicembre e gennaio entro il 21 novembre Trieste 2-9-16-23-30 lunedì ingresso libero Meditazione di luce per la terra Un invito di cuore a tutti, e a chi si chiede il perchè dei cambiamenti in atto, dove stiamo andando, perchè siamo qui ora? Meditazione di Luce per il Passaggio della Terra e dell’ Umanità, guidata da Arleen, in connessione con altri gruppi e rete di luce del pianeta; l’ incontro sarà introdotto da una breve spiegazione a titolo informativo e dopo la meditazione seguirà un aggiornamento sullo stato attuale del passaggio di frequenza e cambiamento di coscienza della Terra. Ogni lunedì alle 20.30 all’Assoc. LAM-Il Sentiero in piazza Benco 4. Info ArtLight 347 2154583, [email protected] 3 martedì ingresso libero Risoluzione di problemi comportamentali Incontro a cura di Massimo Visintin e Costantino Di Iorio, addestratori del Girlos, esperti di psicologia canina. Alle 17.45 presso la Farmacia Alla Borsa, in piazza Della Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it 3 martedì ingresso libero I quattro elementi Guarire con terra, aria, calore e acqua. Conferenza alle ore 18 a L’arnia in piazza Goldoni 5. Info 040 660805. da mercoledì 4 a sabato 28 Serate a tema L’Associazione IAIA in collaborazione con il Ristorante Rimembriancor organizza delle Serate a tema intrattenimento e buona cucina. Programma del mese di Novembre 2009: 4 novembre 2009 serata triestina, 14 novembre 2009 Serata jazz, 20 novembre 2009 Serata sull’energia universale, 28 novembre 2009 Serata celtica. Info e prenotazioni 347 4867118 Ariella, www.iaiaerimembriancor.com 5 giovedì ingresso libero Corso gratuito: qigong Metodo Xiuzhendao Sono aperte le iscrizioni ai corsi di base gratuiti di qigong che si svolgeranno dai primi giorni di novembre presso l’Associazione il Giardino in via Lazzaretto Vecchio 19. Info 040 3223500, 333 4691092, www.shiatsuilgiardino.it 5 giovedì ingresso libero Attenti al cane Attenti al cane introduzione alla psicologia canina. Incontro formativo con Costantino Di Iorio e Massimo Visintin istruttori cinofili Gilros e con l’intervento della dott.ssa Carla Bertossi medico vetrinario Club Prolife. Dalle ore 18 alle 20 nell’aula Magna dell’Enaip di via dell’Istria 57. Info 040 215081, 338 4580964, 347 2351892, www.villaggiovacanzedelcane.com 5 giovedì ingresso libero La Ayurveda scienza della salute Incontro a cura del dottor Franco Basalisco, neurologo e della terapista ayurvedica Tiziana Roselli presso la Farmacia Alla Borsa in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it 5 giovedì ingresso libero Riscoprire i linguaggi interiori ALMA psicocorporea e ass. Synesis organizzano al NewAge Center di via Nordio 4, due incontri dal titolo: Corpo fisico, Corpo Mentale, Corpo Emotivo alle ore 17.30, Ascolto dei Linguaggi Interiori alle ore 18.45. 6 venerdì Corso per principianti di Tai Chi Chuan L’ENDAS - ASD Budo - Panta Rei organizza un corso di Tai Chi Chuan stile QinShanShi - 108 movimenti per principianti. Le lezioni si terranno ogni venerdì nella palestra piccola del Liceo Oberdan, via Besenghi, a partire da venerdì 6 novembre ore 20 con una lezionedimostrazione. Info 340 5080694. 6 venerdì ingresso libero Gourara trek: a piedi nel deserto dell’Algeria. Proiezione a dissolvenza incrociata di Tullio Conti, alle ore 20.30 all’Institute of Yogic Culture in via San Francesco 34. Info 040 635718. 7 sabato ingresso libero L’io sono: Il processo dell’individualizzazione dell’umanità e dei singoli, relatore dott. Leonardo Marchiori psichiatra presso il Servizio di Salute Mentale di Trento, membro della SIMA, presidente associazione Perseo. Organizza la Società Antroposofica presso il Circolo Ivan Grbec via di Servola, 124 ore 20 - Info 339 7809778, [email protected], www.rudolfsteiner.it 7-8 sabato e domenica Mediterraneo Folk Club Finestre del Mediterraneo, 9.a edizione, danze e cultura balcanica con Goran Mihajloch, Sabato dalle 16 alle 19 e Domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 alla Casa della Musica di via Capitelli 3. € 25. 7-8 sabato e domenica Merkaba I e II livello con Franz Winkler Sarà insegnata la famosa respirazione MerKaba di Drunvalo Melchisedek e argomenti del II livello. Il costo è di 150 euro. Caparra di 50 entro il 5 novembre al New Age Center, V. Nordio 4/C. Info 040 3721479. 9 lunedì Cani e gatti nelle nostre case I semplici, fondamentali passi per costruire un ottimo rapporto con i nostri animali. Ne parleremo, ogni secondo lunedì del mese, con Federica Veos. Ore 20,30. Sede da stabilire. Info 340 7342794. 9 lunedì ingresso libero Reiki-do Una via consapevole per l’evoluzione e non un mezzo di guarigione. Presentazione del seminario del 14-15/11 con Sauro Tronconi allievo del Rev. Hizuguchi e terzo Sensei in linea diretta dal 1932. Ass. Espande, alle ore 20.30 in via Coroneo 15. Info 380 7385996, www.reiki-do.it. 9 e 16 lunedì ingresso libero Psicologia in farmacia Servizio di consulenza gratuita con la dottoressa De Colle ore 17.30 presso la Farmacia Alla Borsa in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it 10 martedì ingresso libero Elaborazione del lutto La Società Antroposofica di Trieste organizza un incontro con il gruppo di sostegno per l’elaborazione del lutto, seguendo i testi di R.Steiner ”Morte sulla terra e vita nel cosmo” e “Formazione del destino e vita dopo la morte” in via Mazzini 30, I p - ore 18.15-19.45. Info 339 7809778, [email protected], www.rudolfsteiner.it 10 martedì ingresso libero Prevenire e curare l’influenza Prevenire e curare l’influenza, conferenza a cura di Walter Pansini, erborista, alle ore 18 a L’arnia in piazza Goldoni 5. Info 040 660805. dott. Majaron Leonarda Bilanciamento craniosacrale - Cromopuntura Test intolleranze alimentari - Fiori di Bach Dieta Psicosomatica Associazione Regionale Via San Lazzaro, 7 - Trieste Biodinamica Cranio Sacrale 347 6910549 www.bcstrieste.it Centro Trattamento e Formazione [email protected] 10 martedì ingresso libero 10 martedì ingresso libero 11 mercoledì ingresso libero 11 mercoledì ingresso libero 12 giovedì ingresso libero 12 giovedì ingresso libero Prevenire con pratiche di Yoga Ayurveda Terzo incontro di accompagnamento alla prevenzione con la conoscenza e le pratiche di yoga e ayurveda. In particolare praticheremo automassaggio al corpo e preparazione alla pratica di meditazione. Alle ore 18.30 al Joytinat Yoga Ayurveda via Venezian 20, www.joytinat-trieste.org Nutripuntura Ottimizzare la voce per migliorare la comunicazione attraverso il riequilibrio dei meridiani con la nutripuntura. Con il dottor Fabio Burigana, gastroenterologo, presidente dell’AMeC. Alle 17.45 presso la Farmacia Alla Borsa in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www. farmaciaallaborsa.it Un anima chiamata papà Presentazione del libro: Un anima chiamata papà, seguirà un incontro con l’autrice Flavia Segnan. Alle ore 18 al New Age Center in via Nordio 4/c. Associazione Delfino Blu. Ginecologia in farmacia Servizio di consulenza gratuita con la dottoressa Azzaroni alle ore 17.30 presso la Farmacia Alla Borsa in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www. farmaciaallaborsa.it Odontoiatria pediatrica Incontro a cura della dottoressa Luciana Alessio Bean odontoiatra e medico. Alle 17.45 presso la Farmacia Alla Borsa, in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www. farmaciaallaborsa.it Sos-cervello Campagna sociale di psicofarmaco-vigilanza. Incontro mensile condotto dal dr Marco Bertali. Dalle 18.45 alle 20.15-Punto informativo Banca Etica, via Donizetti 5/a. Info www.sos-cervello.it 12 giovedì Immersione nel suono del Gong Rilassamento profondo con Gong Planetari, campane tibetane ecc. Il suono primordiale OM del Gong entra nel corpo, massaggia ogni cellula, tutto il tuo Essere viene rinvigorito e armonizzato. Alle ore 20.30-22.30- € 15 Info Claudia 347 3319227, [email protected] 13 venerdì ingresso libero 13 venerdì ingresso libero 13 venerdì ingresso libero La scelta vegetariana Conferenza con Carmen Somaschi e Giuseppe Cocca, presidente e vicepresidente dell’Associazione Vegetariana Italiana e Paola Segurini responsabile nazionale della Lega anti-vivisezione insieme a Fulvio Tomsich Caruso, Susanna Beira e Marco Bertali. Alle ore 17-Biblioteca statale-L.go Papa Giovanni XXIII. Presentazione e lezione gratuita yoga Lezione gratuita di ginnastica psicofisica e rilassamento, metodo Ferriz-Ferriére. Ore 18 presso il Centro Culturale di Yoga Jnanakanda, via Mazzini 30, III piano. Info 040 390823, 333 4236902. Conosciamo quello che mangiamo Incontro sul tema Conosciamo veramente cio che mangiamo? Alle ore 18. Info 040 307363 Jolanda. Appuntamenti di novembre su www.konradnews.it i vostri annunci di dicembre e gennaio entro il 21 novembre Trieste 13 venerdì Alle 17.45 presso la Farmacia Alla Borsa in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it ingresso libero Equilibrio psico/fisico della donna Conferenza con il Dr. Emmanuel Dubois M.R.O.I. sulle tematiche dell’equilibrio psicofisico dell’universo femminile. Al centro L’Incontro in via San Francesco 34. Info Katia 346 6022065. 13 venerdì ingresso libero Omeopatia in farmacia Servizio di consulenza gratuita con la dottoressa Piscanec alle ore 18.15 presso la Farmacia Alla Borsa in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it 13 venerdì I tempi del cuore Si può unire l’emozione all’intelletto, il piacere del sentire alla soddisfazione della percezione di sé, per scoprire che i tempi del cuore sono i veri tempi della vita. Seminario serale con Sauro Tronconi. Info 380 7385996, www.trieste.espande.it. 14 sabato ingresso libero Veterinaria in farmacia Servizio di consulenza gratuita con la dottoressa Pussini alle ore 10.30 presso la Farmacia Alla Borsa in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it 14 sabato Reiki-do Seminario di I livello con Sauro Tronconi allievo del Rev. Hizuguchi e terzo Sensei in linea diretta dal 1932. Info 380 7385996, www.trieste.espande.it, www.reiki-do.it. 14 sabato Guida alla trasformazione planetaria Trasformazione planetaria e Risveglio ai mondi di Luce. Come vivere al meglio i passaggi di trasformazione in atto, nel corpo, nell’anima, nella vita quotidiana. Pratiche e meditazioni adatte a tutti; i sintomi del cambiamento, come integrarli in luce; l’ importanza del Respiro; Nutrimento fisico e dei piani sottili; In contrare sè stessi, la Co-creazione, i nostri talenti e potenzialità; Le Armoniche dell’ Essere, i Suoni di Luce, risonanza corporea e cellulare; la Via del Cuore, il potere del Verbo e il Linguaggio di Luce. Rinascere in Bellezza e nella Gioia! Seminario pratico applicato, dalle ore 16 alle 20, a cura di Arleen; presso Assoc. LAM-Il Sentiero, p.zza Benco 4. Info e iscrizioni ArtLight 347 2154583, [email protected] 14-15 sabato e domenica Theta Healing Orion Tecnique Tecnica di guarigione spirituale di Vianna Stibal. Accedendo all’onda theta possiamo cambiare la nostra realtà ed essere più felici ed in salute. Seminario con Laura Radicchio. Info e iscrizioni 349 8720915. 15 e 22 domenica Euritmia come parola visibile L’Ass. Agricoltura Biodinamica organizza due incontri mensili di Euritmia di gruppo e curativa individuale. Opicina via di Prosecco 109, ore 10-12. Info 333 7864810. 17 martedì ingresso libero Il segreto dei colori nell’arte Ore 19,30 Conferenza a cura dell’ artista Leonardo Calvo della Scuola Superiore d’Arte in Via Mazzini, 30 V° piano. Info 040 390823, 3334784293. 18 mercoledì ingresso libero Patologie invernali: immunizziamoci Rinforzare le difese immunitarie in modo naturale si può: con la terapia craniosacrale in sinergia a prodotti fitoterapici e omeopatici mirati. Parafarmacia S.Croce, 200 conferenza con la dott.Majaron alle 19.30. Necessaria prenotazione. Info 040 2209029, www.bcstrieste.it 18 mercoledì Corso di massaggio decontratturante Sette lezioni di massaggio base, eseguito con olio ed essenze, per sciogliere le tensioni muscolari e riequilibrare il sistema nervoso. Ogni mercoledì dalle 18 alle 20, presso Centro Yoga & Ayurveda, Via Filzi 6. Info 334 1559187 Sabrina. 19 giovedì ingresso libero 19 giovedì ingresso libero Il benessere viene dal corpo Il benessere della persona attravreso la tecnica cranio sacrale. Conferenza col dott Andrea Catanese alle 20.15 presso l’Ass. Rosa Bianca di via San Francesco 38. Info 339 7832686 Presentazione e lezione gratuita yoga Lezione gratuita di Ginnastica Psicofisica e Rilassamento, metodo Ferriz-Ferrière. Ore 19 presso il Centro Culturale di Yoga Jnanakanda, via Mazzini 30, III piano, Info 040 390823, 333 4236902. 20 venerdì ingresso libero Amec - alimentazione e salute 2 Il dott. Fabio Burigana introduce il dott. F. Berrino “Stile di vita e prevenzione del cancro” e la dott.ssa C.De Giacomi “Chi deve ritenersi ad alto rischio per familiarità di tumori e cosa può fare?”. Alle ore 15.30 al Palazzo del Ferdinandeo, largo Caduti di Nasiriya 1. Info 040 3499050, [email protected] 20 venerdì Mediterraneo Folk Club Il Quartetto di Mario Poletti si esibirà in concerto con brani tradizionali dell’area delle Alpi Occitane alla Casa della Musica di Via Capitelli 3, alle ore 20.30. Ingresso 3 euro. 20 venerdì ingresso libero La realtà intrecciata della meccanica quantistica. Incontro con Fabio Benatti, alle ore 20.30 all’Institute of Yogic Culture in via San Francesco 34. Info 040 635718, anche per non addetti ai lavori, ma dotati di... spirito yogico. 20 venerdì ingresso libero La jñana ed i suoi stati di coscienza Conferenza con il dott. Guido Marotta alle ore 19 al Centro Culturale di Yoga Jñanakanda in via Mazzini 30, III piano. Info 040 390823, 333 4236902. 16 lunedì ingresso libero 20 venerdì ingresso libero 17 martedì ingresso libero 20 venerdì ingresso libero La balbuzie e la gestione delle emozioni Come affrontare le difficoltà con un approccio olistico. Incontro tenuto dalla d.ssa Giulia Ghietti alle 20 in via Mazzini 30, III p. Info 339 6908654, www.lagrottadicristallo.ilcannocchiale.it Il messaggio delle malattie Le nostre malattie ci parlano di noi, con un linguaggio che spesso non riusciamo a capire. Comprendere la causa e il significato delle patologie ci aiuta ad entrare con coscienza nel cammino della guarigione. Alle ore 18 a L’Arnia in piazza Goldoni 5. Info 347 9775427 Giorgio Berdon. 17 martedì ingresso libero Influenza Prevenzione e cura. Relatore Walter Pansini, erborista. Difficoltà scolastiche? Aiutiamo i nostri figli con il metodo Tomatis, incontro gratuito su prenotazione con il dott. Pillinini presso Piazza Ospedale n.2 alle ore 18.30 (secondo piano, scala A). Info 333 3215490. 2012 anno di luce, la via del cuore 5° parte: Cosa accadrà nel 2012? I grossi cambiamenti a livello individuale, sociale e planetario, segnali del risveglio di coscienza e spirituale, del passaggio di frequenza, già in atto; questa meravigliosa opportunità di ascensione in 4° e 5° dimensione per la Terra e l’Umanità, attesa con gioia in seno alla Fratellanza Galattica di Luce. Messaggi di condivisione per vivere al meglio questi momenti di trasformazione interiore e nel quotidiano. Tema di approfondimento: La Terra e i Popoli Stellari, collaborazioni e contatti extraterrestri negli eventi storici planetari, la Nuova Terra e l’Alleanza Galattica. Conferenza a cura di Arleen, alle ore 20.15 all’Assoc. LAM-Il Sentiero in piazza Benco 4. Info ArtLight 347 2154583, [email protected] 21 sabato ingresso libero 21 sabato ingresso libero 21 sabato ingresso libero I bambini comunicano i loro diritti Incontro gratuito per bambini a cura del Comitato pro Fondazione ELIC, in collaborazione con il Comune di Trieste, area educazione, in occasione del 20° anniversario della dichiarazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Dalle ore 15.30 fino alle 17.30 in Via S. Caterina. Info 040 55273, 339 1026985. Il segreto dei colori nella pittura Ore 18 Seminario gratuito a cura dell’artista Leonardo Calvo della Scuola Superiore d’Arte Via Mazzini, 30 V° piano. Info 040 390823, 333 4784293. Erboristeria in farmacia Servizio di consulenza gratuita con Walter Pansini erborista ore 10.30 Piazza Della Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it 21-22 sabato e domenica I 5 ritmi di G. Roth Moving to Connect: la danza che unisce. Seminario con J. Kelly, condividete con noi quest’entusiasmante esperienza di energia in movimento ad Artinscena, via Coroneo 15. Info e prenotazione Eli Rota 335 6002734, [email protected] 22 domenica Cosmesi naturale fai-da-te Preparazione e prova di detergenti, creme, oli massaggio e maschere: il tutto facile, efficace, personalizzato e divertente. Con attestato. A cura di Susanna Berginc naturopata. Info 347 9842995. 24 martedì ingresso libero 24 martedì ingresso libero 26 giovedì ingresso libero 26 giovedì ingresso libero 27 venerdì ingresso libero 27 venerdì ingresso libero La terapia craniosacrale “Il ruolo della terapia Cranio Sacrale nelle medicine complementari”. Conferenza a cura del Dott. Diego Maggio BSc.(Hons) D.O.,CST-D, Presidente dell’Accademia Cranio-Sacrale Metodo Upledger di Trieste, insegnante internazionale e rappresentante dell’Upledger Institute -USA- del Dott. John Upledger. Presso L’ARNIA p.zza Goldoni 5. Info 040 660805. Dire di No Senza conflitti e sensi di colpa, non per egoismo ma per la salvaguardia del proprio equilibrio psicofisico. Incontro con la dottoressa Silene Piscanec, medico terapiaolistica e con la dottoressa Barbara Toros, psicologa psicoterapeuta. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it Nuovo e unico al mondo Kirlian check-up Analisi energetica fotografica. Puoi vedere il tuo stato fisico-psichico-emotivo e spirituale, avere utili e preziosi consigli per correggere e prevenire eventuali disarmonie. Conferenza con Prem Yatri alle ore 17.30 al New Age Center. Info 349 8720915. Ossigeno-ozono terapia Patologie, indicazioni e trattamenti. Con la dottoressa Luciana Alessio Bean odontoiatra e medico. Alle 17.45 presso la Farmacia Alla Borsa in piazza della Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it La voce, specchio delle emozioni Conversazione con Cristina Adriani e Roberta Ghietti Pulich, alle 20.30 presso l’Institute of Yogic Culture, via San Francesco 34. Info 040 635718. Natura 2009 corso base di Birdwatching. Primo incontro del corso della LIPU di Trieste per conoscere l’avifauna locale. Ore 18 e 30 presso la banca CCC/ZKB via Ricreatorio 2 Opicina (TS). Parcheggio. Info e iscrizioni 340 7399686, 328 6951039, [email protected] 28 sabato ingresso libero Odoiatria in farmacia Servizio di consulenza gratuita con la dottoressa Alessio Bean ore 10.30 Piazza Della Borsa 12. Info 040 367967, www.farmaciaallaborsa.it 28-29 sabato e domenica Mediterraneo Folk Club Finestre del Mediterraneo, 9.a edizione, danze e cultura greca con Nikos Kanellopoulos, Sabato dalle ore 16 alle 19 e Domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. € 25. 30 lunedì ingresso libero I 5 tibetani ass. Sinergie I cinque tibetani “la fonte della giovinezza” liberi incontri mensili con una serata dedicata all’apprendimento degli esercizi detti ”cinque riti”. Conduce Gianni Speranza. Alle ore 20 ass. Sinergie via Lazzaretto Vecchio 9. Per motivi di spazio bisogna prenotare con SMS al 339 1998074 o email [email protected] Il Linguaggio dei Tarocchi Con lo studio degli Arcani analizzeremo assieme, le immagini, i numeri e il loro significato, percorrendo così le tappe obbligatorie di ogni esistenza. Info consulti e corsi 347 1098771. Artlight: il canto, il suono, la voce L’uso del suono e della voce quale mezzo riequilibrante del benessere psicofisico; Rilevamento del proprio suono fondamentale o tonica individuale; Effetti e uso consapevole delle scale e intervalli musicali; Risonanza corporea e organi interni; Gestualità, voce e corpo; Canti, stili, espressione; Armonizzazione dei Chakra e dei corpi sottili; I suoni creatori di luce, forme e colori; Il Canto Armonico e Overtones. Lezioni individuali, frequenze e orari personalizzati; a richiesta si organizzano laboratori e seminari di gruppo. Info ArtLight 347 2154583, 040417119, [email protected] Associazione Enosis. Yoga Integrale Lezioni di Yoga Integrale secondo la Tradizione Antica. Lunedì alle ore 20, martedì ore 13.15, mercoledì ore 20, giovedì ore 19. Lezione di prova gratuita. Presso il centro Yoga & Ayurveda, via Filzi 6. Info 340 2768293, 347 0149218, 328 4717996, www.associazione-enosis.it Corso di massaggio olistico 2010 Con Laura Radicchio massoterapeuta e Master Reiki. Dal cuore attraverso le mani per l’equilibrio di corpomente e spirito. Iscrizioni entro il 1° dicembre. Info 349 8720915. Amnesty International Gruppo di Trieste Riunioni, aperte al pubblico, ogni secondo lunedì del mese dalle ore 17 alle 18.30, alla Biblioteca Statale di largo Papa Giovanni XXIII, 6. Info 040 291152, 328 0303069, www.amnesty.fv Studio Ariella Studio Ariella, Trieste, str. di Rozzol n. 69. Sensitiva con doti astrali e terapeutiche riceve su appuntamento. Info 040 2600779, www.studioariella.com Società Antroposofica di Trieste della Val Rosandra. Relatore: Matteo Skodler, naturalista. - Venerdì 11 dicembre: Gli uccelli del Biotopo dei laghetti delle Noghere. Relatore: Enrico Benussi, ornitologo Collaboratore scientifico Stazione Biologica Isola della Cona. - Venerdì 18 dicembre: Gli uccelli del golfo triestino. Relatore: Fabio Perco ornitologo - Direttore Stazione Biologica Isola della Cona ornitologo. Info e iscrizioni 340 7399686, 328 6951039, [email protected] Ass. Agricoltura Biodinamica Ass. Regionale Biodinamica Craniosacrale Costellazioni familiari Gorizia Ogni martedì 20-21.30 studio sul testo di R. Steiner “Apocalisse ed agire sacerdotale”. Ogni sabato 17.30-19 studio sul testo “Lo sviluppo occulto dell’uomo nelle sue quattro parti costitutive” di R.Steiner. Le attività sono gratuite presso la sede via Mazzini 30, I p. Info 339 7809778, [email protected], www.rudolfsteiner.it Ogni mercoledì 20-21.30 incontro con la Sezione di Biodinamica di Trieste e Gorizia sul testo di W.Cloos “L’anima della terra nell’alchimia delle stagioni” e “L’eterico” di E. Marti presso la sede via Mazzini 30, I piano. Info 333 7864810. L’Associazione Infinita Essenza dell’Amore organizza due giornate di costellazioni familiari con la dott. ssa Ylenia Harrison, sabato 7 novembre e sabato 5 dicembre. Info 347 1404116. Sensitiva Dotata di capacità medianiche ti mette in contatto con la tua parte non risolta offrendoti una chiave per ritrovare la serenità. Aiuto psicologico. Off.libera. Lina. Info 347 7498114. Corsi di massaggio olistico e base Iscrizioni al corso di massaggio olistico completo il 30 nov. Massaggio con coppette e berbero 7-8. Massaggio con pietre calde (hot stone) 21-22. Massaggio base inizio in gennaio. Info 329 7433685, 329 8875991, Studio Massaggi. Universi Paralleli Sab.19 e Dom 20 dicembre, “Universi Paralleli” - Programma breve del Sistema INOCHI®. Relatore: Maurizio Battistella, ideatore e fondatore del Sistema. Il corso è strettamente a numero chiuso! Sii curioso: visita il nostro sito www.inochi.it - per ulteriori informazioni sul sistema ! Per iscrizioni e info orari 338 7592945, 040 382045. Incontri con Legambiente Puoi trovarci ogni mercoledì dalle 18 alle 20 nella sede di via Donizetti, 5/a (presso il punto informativo dei soci di Trieste della Banca Popolare Etica). Circolo Verdeazzurro di Legambiente Trieste. Info 040 577013, 366 3430369, fax 040 9890553, info@ legambientetrieste.it - Segui le nostre iniziative su www. legambientetrieste.it News news news: Hiroshi Doi in Italia ! In occasione della visita di Hiroshi Doi (fondatore del sistema originale giapponese Gendai Reiki) la Gendai Reiki Italia propone un percorso agevolato per Insegnanti Reiki di altri sistemi che fossero interessati a ricevere il Master Gendai direttamente dal suo fondatore. Info 333 7240918, 349 3604929, [email protected], www.gendaireiki.it Natura 2009 corso base di Birdwatching - 27 novembre: inizia il Corso della LIPU di Trieste per conoscere l’avifauna locale. Alle ore 18.30 presso la banca CCC/ZKB, via Ricreatorio 2 Opicina. Parcheggio. - Venerdì 27 novembre: Il birdwatching e gli uccelli della città di Trieste (centro storico e parchi urbani). Relatore: Stefano Sava delegato della sezione LIPU di Trieste. - Giovedì 3 dicembre: Gli uccelli della Riserva naturale regionale La BCS associata alle Formazioni Nazionali ha ripreso la sua attività di formazione in Craniosacrale Integrato:ultimi posti disponibili. Info 347 6910549, info@ bcstrieste.it, www.bcstrieste.it www.craniosacrale.it 6 venerdì ingresso libero 12 giovedì ingresso libero 14 sabato ingresso libero 2° settennio: le origini dell’ansia Il 2° settennio di vita è la base della vita di sentimento. Conferenza a cura del Dott. Leonardo Marchiori. Laureato a Bologna, lavora da più di vent’anni come psichiatra ed attualmente è corresponsabile del Servizio di Salute Mentale di Trento. Fa parte della Società Italiana di Medicina Antroposofica. Chakra e sintomi Dare voce ai sintomi attraverso la lettura energetica dei chakra per raggiungere il benessere. Incontro con S. Passeri. alle ore 20 all’Associazione Delfino Blu in via 7 Giugno 8 a Ronchi dei Legionari. La scelta vegetariana Conferenza con Carmen Somaschi e Giuseppe Cocca presidente e vicepresidente dell’Associazione Vegetariana Italiana e Paola Segurini responsabile nazionale della Lega Anti-vivisezione assieme a Fulvio Tomsich Caruso, Susanna Beira e Marco Bertali. Alle ore 10 Sala conferenze CARIGO, via Carducci 5. 25 mercoledì Meditazione La meditazione non serve a fermare la mente ma ad osservare i propri processi mentali affinché il flusso caotico dei pensieri si attenui. Così è possibile incanalare l’energia della mente per renderla più vivace e capace di apprendere. Ass. Espande, ore 20.30, Cormons. Info 340 4194486, www.espande.it. 26 giovedì ingresso libero 28 sabato ingresso libero Costellazioni familiari Costellazioni Familiari. Conferenza con il dott. B. Caris alle ore 20 all’Associazione Delfino Blu in via 7 Giugno 8 a Ronchi dei Legionari. Carico sospeso presenta 3,06 Musica, teatro e molto ancora per ribadire sicurezza e dignità del lavoro. Alle ore 20.30 L’Associazione Carico Sospeso al Teatro Comunale di Monfalcone. Info 331 6294487, [email protected] www.caricosospeso.it Satya Istituto di Yoga organizza a Gorizia: corsi di Yoga Hatha-Raja il lunedì dalle ore 9 alle ore 10.30 e il martedì dalle ore 17.30 alle ore 19. Corso di qi gong (ginnastica tradizionale cinese) il giovedì dalle ore 17.30 alle ore 18.30, presso la palestra Spazio via Marega n° 26 Lucinico. Info 0481 32990. Conosci le migliori marche bio? erboristeria Il Fiore dell’arte di sanare del dott. Dario Blasich ERBE SALUTE ED ALTRO Essenze, fiori di Bach, aura-soma, incensi, cristalli, fitocosmesi, miele, alimenti biologici, libri ...le puoi trovare qui o g ni mese in offerta! Ronchi dei Legionari (Go) - via Carducci 21 - tel. 0481 475545 Appuntamenti di novembre su www.konradnews.it i vostri annunci di dicembre e gennaio entro il 21 novembre Gorizia Sensei in linea diretta dal 1932. Ore 20.30, palestrina del Palazzetto dello Sport, v. Botteri, Latisana. Info 380 7385996, www.reiki-do.it. a Ronchi dei Legionari: Corsi di Yoga Hatha-Raja ogni lunedì e mercoledì dalle ore 18 alle ore 19.30 e dalle ore 20 alle ore 21.30, ed ogni giovedì mattina dalle ore 9.30 alle ore 11, presso la palestra Corpo Libero via Roma n° 15. Info 0481 777737, Anna 0481 32990. 12 giovedì Satya Istituto di Yoga organizza Lavorare la lana cardata Sotto la guida di Mirella Zaffalon, si impara a realizzare tanti bei personaggi ed altro in lana cardata. 31 ottobre 7 novembre - 21 novembre. Dalle ore 9 alle ore 13. Info e adesioni 0481 67496 in orario scolastico. Pordenone 8 e 22 domenica Incontro con i Tarocchi di Marsiglia Corso base sull’uso e sul significato. Dalle 9 alle 13, presso la Bastia del Castello di Torre a Pordenone. Info 349 1623851, [email protected] 11 e 23 mercoledì ingresso libero Salute & benessere a 360° Cosa possiamo fare oggi per la nostra salute di domani? Con poche e semplici regole si può non solo prevenire ma anche migliorare la qualità della vita. Incontro alle ore 20. Info e partecipazione 349 4106099. 13 venerdì ingresso libero Influenza suina I misteri di un vaccino sperimentale anche su lavoratori dei servizi essenziali e donne in gravidanza. Partecipano: - Fabio Franchi medico, specialista in malattie infettive: Perplessità scientifiche - Walter Pansini, vice presidente dell’Alister e del Comilva: Cosa ci nascondono? - Luigi Locatelli, avvocato del diritto del lavoro: Possibili obblighi per i lavoratori e soluzioni. - è stata invitata l’Azienda Sanitaria pordenonese. Cordenons (PN), alle ore 20,30 al Teatro del Centro Aldo Moro via Traversagna 4. Info 348 9035858 Cristiano. ingresso libero Le dimensioni del sentire presentazione del corso, si sperimenterà la meditazione in movimento che porta alla consapevolezza rimanendo a contatto con i sensi del corpo e la sua danza. Ore 20.30, via Brenari. Info 0431 422147, www.deborasbaiz.it 13 venerdì ingresso libero 13 venerdì ingresso libero Chi sono io? L’eterna domanda che da sempre affascina l’uomo e lo attrae verso i valori più profondi. Incontro con Giacomo Bo per parlare di meditazione e ricerca interiore. Alle 20.30 all’Ass. Waira in via San Rocco 2. Info www.intensivodiilluminazione.it Apriamoci al sentire attraverso il cuore Conferenza esperienziale: il Reiki oltre le parole come introduzione al Seminario di attivazione al primo livello del 21-22 Novembre, a cura di L. Orso (Reiki Master). Ore 20.45 all’Ass. Gem in via Canova 13 a Feletto U. (UD). Info 0432 574002, www.nutrivita.it 13 venerdì Serata di meditazione Fratellanza Umana ed Unità Planetaria. Incontro, rivolto a tutti, per migliorare, con Antiche Meditazioni, le condizioni sottili Planetarie. Conferenza con il Dr.Ricchetti alle ore 21, alla Bioteca in via Villa Glori 41. Info 335 6083781. 14 sabato Raja Yoga -trasformazione delle emozioni Giornata esperenziale di Meditazione, rivolta a tutti, per contattare le nostre emozioni e migliorare la qualità della nostra vita. Seminario con il Dr. Ricchetti alla Bioteca in via Villa Glori 41. Info 335 6083781. 15 domenica 25 mercoledì Raja Yoga-distruttività e depressione Giornata esperenziale, rivolta a tutti, per modificare, con la Meditazione, la nostra distruttività e armonizzare gli aspetti emozionali della nostra vita. Info Dr. Ricchetti 335 6083781. 28 sabato Giornata di costellazioni familiari A Codroipo uno straordinario metodo per risolvere i problemi della vita come il rapporto di coppia, con i figli, il denaro e il lavoro, la salute. Info Giacomo Bo 0432 728071, www.lecostellazionifamiliari.net Corso di massaggio serale All’APS Centro Olos di via Fratelli Bandiera 17 ogni mercoledì sera per 8 settimane, corso di massaggio base amatoriale ed avviamento professionale. Partecipazione aperta a tutti. Info 334 9161209, www.centrolos.it Seminario di costellazioni familiari Una giornata per lavorare su se stessi con questo straordinario metodo che fa emergere e risolve le dinamiche responsabili dei problemi della vita. Negozio Gaia, via S. Giuliano 35. Info Giacomo Bo, 0432 728071. 28 sabato ingresso libero Incontro con Stefano Cagno La Lega per l’Abolizione della Caccia-Sez.Friuli Venezia Giulia-organizza un incontro con Stefano Cagno, autore del libro “Imparare dagli animali”. Sabato 28 ore 16, ex Convento di San Francesco. 15 domenica 16 lunedì ingresso libero Difese immunitarie Seminario Gratuito sulle difese immunitarie: La prevenzione come cura attraverso una sana nutrizione ed integrazione. Come e perché utilizzare Bio-Oligoalimenti nella nutrizione ortomolecolare. Il seminario si terrà dalle 9,30 alle 18,30 (pausa dalle 12,30 alle 14,30) a Lignano Pineta (UD) IN via dei Fiori 15 alla Pizzeria Alisei. Relatore Cristina Fabbris esperta di Bio-Oligoalimenti nella nutrizione ortomolecolare. Confermare la presenza alla Natural Point. Info 02 27007247, [email protected] Tantra counselling individuali e coppie 17 martedì Udine 19 giovedì ingresso libero 20 venerdì ingresso libero Per una sessualità sana e consapevole, maggiore autostima e benessere, relazioni appaganti e per sviluppare il proprio potenziale! Info 334 9161209, www.centrolos.it, www.tantralife.com 5 giovedì ingresso libero Serata aperta di costellazioni familiari Continuano con successo queste serate dove è possibile per tutti assistere a questo straordinario lavoro e parteciparvi in prima persona. Alle ore 20.30 all’Ass.ne Waira in via San Rocco 2. Info Giacomo Bo 0432 728071. 6 venerdì ingresso libero Reiki-do Una via consapevole per l’evoluzione e non un mezzo di guarigione. Presentazione del seminario del 14-15/11 con Sauro Tronconi allievo del Rev. Hizuguchi e terzo A cena con la salute Ritorna a grande richiesta la cena con Giacomo Bo per parlare di salute, alimentazione e stile di vita, tutti insieme a tavola con un menù gustoso e salutare. Info ristorante Arc di Sanmarc 0432 884140. Serata aperta di costellazioni familiari Prova questo metodo terapeutico per risolvere le dinamiche responsabili dei problemi della vita, dalla coppia alla famiglia, la salute, il lavoro. Alle ore 20.30 all’Ass.ne Waira in via San Rocco 2. Info Giacomo Bo 0432728071 Risveglio nella gioia del sé Queste serate saranno un percorso che si snoderà durante l’anno (ma che possono essere anche a sé stanti) in cui verranno proposte di volta in volta temi e strumenti diversi (Ilahinoor, Diksha, Meditazione dinamica, Danza) per stimolare ed esplorare da canali diversi la propria crescita e la propria dimensione spirituale, aprendo il cuore alla Gioia. Conduce Loredana Cassan, insegnate Yoga, Diksha Giver, operatrice P.M.T./F.A.A Alle ore 20.30 all’Ass. GEM in via Canova 13 a Feletto U. (UD). Info 0432 574002, www.nutrivita.it 27 venerdì ingresso libero Depressione e ansia L’approccio naturale alle problematiche del corpo e della psiche. Conferenza con Ilaria Forte, medico esperto in omeopatia, omotossicologia, naturopatia e Giuliana Cossettini, Naturopata, alle 20.40 all’Ass. GEM in via Canova 13 a Feletto Um. Info 0432 574002, www.nutrivita.it Ginnastica preventiva&mantenimento Corso contro i dolori muscolo-articolari ricorrenti, personalizzato su mini-gruppi (Personal Group Training), tenuto da esperto Scienze motorie e Orto Bionomy. Info e prova: NirmalaCentre 347 6052140. Cerchiamo Collaborazioni Professionali Per il nostro avviato centro di terapie nel campo del benessere, medicine naturali, discipline olistiche, salute psico-fisica e percorsi di crescita personale-aziendale in zona Udine cerchiamo liberi professionisti/collaboratori nel settore. Info 347 6052140. Spazi attrezzati per seminari o corsi Mettiamo a vostra disposizione presso noto centro salutistico in zona Udine, spazi attrezzati. Inviate un SMS al 346 6016012 per esser richiamati. Oneness Diksha/Ilahinoor Energie del risveglio, catalizzatori d’ogni percorso individuale. Serate diksha il 5 e 19 novembre alle ore 20.30 e diksha + ilahinoor il 28 novembre alle ore 16.30 al Circolo Colibrì in via Petrarca 10. Info e conferme 339 2414528. Tantra counselling individuali e coppie Per una sessualità sana e consapevole, maggiore autostima e benessere, relazioni appaganti e per sviluppare il proprio potenziale! Info 334 9161209, www.centrolos.it, www.tantralife.com News news news: Hiroshi Doi in Italia ! In occasione della visita di Hiroshi Doi (fondatore del sistema originale giapponese Gendai Reiki) la Gendai Reiki Italia propone un percorso agevolato per Insegnanti Reiki di altri sistemi che fossero interessati a ricevere il Master Gendai direttamente dal suo fondatore. Info 333 7240918, 3493604929, [email protected], www.gendaireiki.it Fuori Regione 21 sabato Bibione terme: tantra in acqua calda Incontri esperienziali per apprendere semplici ed efficaci tecniche di rilassamento, meditazione e benessere. Aperto a singles e coppie, non servono pre-requisiti nè capacità natatorie. Info 334 9161209, www.centrolos.it Nutrizione Saranno trattati, non l’aspetto vitaminico, calorico, proteico (aspetti reperibili ovunque) bensì il rapporto tra l’uomo e il cibo, il ruolo del nutrimento nella vita quotidiana, il ruolo dell’alimento in rapporto alle stagioni, a chi siamo, a quello che aspiriamo, al ruolo che determinati cibi hanno nell’evoluzione della volontà, della moralità, del pensiero e, naturalmente, anche al ruolo del cibo nella prevenzione e nella cura delle malattie. Corso sabato 12 e domenica 13 dicembre a Padova. Costo euro 200+IVA. Info 347 4126505, www.naturopatia-hermes.it Escursioni 15 domenica Yoga e natura escursione sul Carso triestino con Franco Salvi dell’Institute of Yogic Culture: ancora una domenica “con coscienza”. Info e adesioni 040 635718 (solo per motivi organizzativi!). Tel. (+39) 0444.230119 [email protected] 6 a edizione | www.benewellnessexpo.it ortolandesign.net Glucosamina 500 RE E I S S N E N E B O E I À Z IL I T A B I L O S C S DELLE ARTI FL E G Confezione da 100 capsule da 500mg Dosi consigliate: 1 o 2 capsule al giorno lucosamina osamina samina ina a 500 5 è un un integratore integra inte egra g ato o alimentare ore ali alim im mentare a base mentar b di le per ili trofismo o dei d tess tessuti suti e dell le articoglucosamina, utile delle lazioni, cioè per nutrire, sviluppare e sostenere ill funzionamento fisiologico delle cartilagini articolari. La glucosamina, una componente principale del tessuto connettivo, è molto apprezzata negli ambiti sportivi dove viene impiegata per favorire la mobilità degli arti, proteggere tendini e legamenti e dare flessibilità. In effetti, la rigenerazione delle cartilagini articolari è favorita dalla glucosamina, perciò si consiglia d’integrarla all’alimentazione, in presenza di dolori articolari ed incidenti specifici. La glucosamina fa parte dei glicosaminoglicani (GAGS), sostanze che forniscono il sostegno strutturale alle pareti dei vasi sanguigni. La glucosamina Natural Point è costituita da glucosamina solfato pura, senza aggiunta di additivi o di sostanze geneticamente modificate. Ricordiamo che per disturbi articolari di vario genere, possono essere di beneficio anche altri integratori specifici della nostra gamma, quali MSM e MQC. Anche la combinazione di glucosamina e Magnesio Supremo può rivelarsi particolarmente utile. In vendita nelle erboristerie, farmacie e negozi di alimentazione naturale. Natural Point srl via P. Mariani, 4 - 20128 Milano - tel. 02.27007247 - www.naturalpoint.it