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marzo 2008
65
Periodico
bimestrale
di cultura,
informazione
e dibattito
Direttore responsabile Federico Rossi_ _Redazione: Sergio Gollino, Paolo Isola, Irma Londero, Piera Londero, Gianni Tonetto, Roberto Urbani_ _A questo numero hanno collaborato: Lorenzo Londero, Maria Copetti, Sandro Venturini, Sandro Cargnelutti e tanti altri amici_ _A tutti un sentito grazie! _ _Aut.Tribunale di Udine 10/92 del 6/4/1992_ _Stampato su carta riciclata presso: Rosso
Grafica e Stampa via Osoppo 135 - Gemona del Friuli_ _Proprietà: Associazione culturale Pense e Maravee, via Sottocastello 81 - 33013 Gemona del Friuli - UD_ _Consegnato in Tipografia il
17/03/2008_ _Tiratura: 5.000 copie_ _Distribuzione: spedizione in a.p.- art. 1 D.L. 353/2003 - Poste Italiane spa - Udine_
PENSE EMARAVE E
Anno 17 - n. 1
sommario
L’inserto:
David Maria Turoldo:
testimonianze inedite
Elezioni politiche
e amministrative
Facciamoci una
bella passeggiata!
Giovani talenti:
Il Sfuei:
Lucia e Ruben, glorie Amnesty: 8 marzo
per il mondo
il terrore dentro casa
La solitudine
della (vecchia) politica
ELEZIONI
2
Il valore del voto
...contro la tentazione del non voto
nutile negarlo, dopo la
grande speranza del camIbiamento,
di una politica
“normale” dopo anni di
populismo, dopo la doccia
fredda del pareggio uscito
dalle urne, dopo due anni di
piccolo e faticoso cabotaggio, di mille compromessi
che hanno soffocato la tensione ideale, di sostanziale
rinuncia a tutti i grandi temi
ideali (l’allargamento dei
diritti civili, una nuova etica
politica, il passaggio da una
politica della paura ad una
politica della speranza), di
politici narcisi più attenti
alla difesa della propria
identità che a governare il
paese, la voglia di votare è
probabilmente ai minimi
storici, la tentazione di
“farsi da parte”, rinunciando a illudersi, è forte e giustificata.
Però….., se non ci lasciamo
sedurre dal “cupio dissolvi” che sempre si agita al
fondo dell’idealismo deluso, le ragioni del voto sono
sempre forti e convincenti.
Innanzitutto il non voto,
anche se animato dalle
migliori intenzioni, è, nei
risultati, inevitabilmente
qualunquista: rinforza l’idea che “i politici sono tutti
eguali”, che la politica può
solo essere sporca (e sono
proprio i politici “sporchi”
a gongolare quando gli elettori rinunciano a fare distinzioni). L’indignazione è una
potente molla di cambiamento, ma non quando
diventa rinuncia a ragionare
e a scegliere.
La delusione per quello che
non è stato fatto, non deve
farci dimenticare che è,
anche, ilfrutto di una brut-
Manifesti
pseudoelettorali:
vogliono assicurarci
o assicurarsi di farsi
votare?
tissima legge eletterola.
Prodi aveva una macchina
senza benzina. Ci siamo
lamentati di Mastella e
della Binetti? Ma in un
governo con una maggioranza solida non avrebbero
contato quasi nulla.
La delusione per questi due
anni non deve farci dimenticare l’indignazione per i
cinque anni precedenti.
Vogliamo, non votando,
regalare alla destra populista non solo la vittoria (non
sicura, ma certo possibile e
forse probabile) ma anche
una maggioranza tale da
governare senza controlli e
contrappesi? Questa maggioranza l’ha già avuta
nella scorsa legislatura, e
abbiamo visto che uso ne è
stato fatto, un parlamento
che per cinque anni ha votato quasi solo leggi per risolvere i problemi del premier
(tanto che non ha trovato
nemmeno il tempo di mantenere la promessa di
abbassare le tasse), una
legge elettorale fatta,
dichiaratamente, al solo
scopo di impedire al nuovo
governo di governare, una
nuova Costituzione che, se
non fosse stata bocciata dai
cittadini, avrebbe reso il
paese ingovernabile. Chi
era indignato allora, vuole
altri cinque anni così?
Infine, pur con molte ambiguità, per la prima volta
dopo tanti anni negli ultimi
mesi il panorama politico
sta mutando profondamente, con nuove aggregazioni
e con l’abbandono delle
ammucchiate elettorali.
Partecipare è la prima elementare regola per alimentare il cambiamento; la partecipazione al voto è dunque
fondamentale
se
vogliamo cambiare la politica, ma in questo caso è
altrettanto
importane
discernere a chi accordare
la propria fiducia. Se la
politica può cambiare,
dipende anche da ciascuno di noi.
Riflessioni sulle elezioni regionali
ono alle porte anche le elezioni politiche
regionali che vedono contrapposti il Presidente uscente Riccardo Illy (centro sinistra) e lo sfidante Renzo Tondo (centro
destra). I gemonesi in lizza sono tre: Virgilio
Disetti per il Partito Democratico e Moreno
Casani per la Sinistra Arcobaleno che
sostengono Illy e Claudio Sandruvi in lizza
con Renzo Tondo.
S
Nel frattempo a Gemona, la giunta nata dalla
crisi politica della maggioranza uscita vincitrice dalle elezioni, ha deciso con la verifica
di febbraio di portare a termine il mandato
fino alla naturale scadenza del 2009.
ran movimento si è registrato inoltre in
casa del neonato Partito Democratico:
sabato 9 febbraio, si è tenuta l’assemblea
del Partito a Gemona. Erano presenti 80
persone circa. Dopo la presentazione dei
candidati, con le urne aperte fino a sera, in
280 hanno votato i 15 componenti del
nuovo direttivo. Oltre ad alcune persone già
attive in politica, in particolare nelle formazioni della Margherita e dei DS, si sono candidate e sono state elette anche persone
nuove interessate forse a mettersi in gioco in
un partito nuovo. I piu’ votati sono risultati:
Bianca Marini, Sandro Venturini, Patat
Luisa, Mauro Vale e D’Angelo Paola. Giacomino Dorotea è stato, successivamente,
eletto Segretario dal nuovo direttivo all’unanimità. Tutti si sono dichiarati d’accordo
sulla necessità di operare scelte di rinnovamento della politica nei metodi e nelle persone. Questo sentire è stato anche condiviso
dai nuovi circoli del partito nel circondario.
I primi problemi sono sorti con le candidatu-
G
re alle regionali: la maggior parte dei consiglieri uscenti della Margherita e dei DS sono
stati confermati dal livello regionale, compreso Virgilio Disetti. Il circolo di Gemona
del PD, unitamente ad altri circoli del circondario, aveva espresso invece la necessità
di marcare un avvicendamento nelle candidature. Virgilio Disetti, ha dichiarato sul
Gazzettino «Rispetto alle persone che si
lamentano sulla mia candidatura, non so chi
siano e non mi interessa. Quello che mi interessa è parlare alla gente di tutto quello che
ho fatto in questi anni».
Minor travaglio, almeno apparente, si è registrato con la nascita del Partito delle
Libertà, nuovo partito deciso da Silvio Berlusconi in risposta alla nascita del PD. Su
questo versante a rappresentare il PDL alle
regionali, dopo 30 anni di attività trascorsa
in Comune e in Provincia, sarà Claudio Sandruvi.
due maggiori partiti di Gemona candidano
pertanto due politici di lungo corso che
insieme sommano più di 50 anni trascorsi in
politica nelle Istituzioni.
Ma perchè Gemona riesce ad esprimere solo
Moreno Casani come nuovo candidato?
Perché è così avara di nuove risorse? Perchè
il ricambio è così difficile?
Si sente quasi nostalgia delle vecchie scuole
di partito che riuscivano a mediare tra i professionisti navigati e giovani leve che cercavano di emergere.
I vecchi politici dovrebbero lasciare lo spazio ai giovani. La loro esperienza può tornare utile, ad esempio, al servizio del volontariato.
I
3
LETTERE
Il simbolo che manca ai gemonesi
Dopo l’ennesimo centro commerciale
entile redazione, vorrei
condividere con voi alcune riflessioni e pensieri liberi
che mi sto ponendo in merito
a Gemona. In diverse occasioni mi è capitato di dover tracciare a grandi linee gli aspetti
caratteristici o le particolarità
di Gemona; alla domanda
legittima di chi non la conosce: "Cosa c'è da vedere?"
quello che posso rispondere è
un triste: "Poco". Non voglio
snocciolare semplicemente
quello che mi sembra non
funzioni, non ci sia, o si faccia finta di non vedere. Non
voglio che queste parole risultino essere sterili lamentele
circostanziali. Ma sento che è
il momento di prendere
coscienza del potere d'azione
che ogni singolo cittadino può
avere a partire da una realtà
comunale. Quando decidiamo
di andare da qualche parte del
mondo e scegliamo una meta
in genere lo facciamo sulla
base di quello che questa stessa meta avrà da offrici. E
molto spesso scegliamo la
caratteristica.
Scegliamo,
cioè, quello che fa di un luogo
G
qualcosa di speciale. Ho
avuto la fortuna di viaggiare e
vedere come in molte altre
realtà esista una valorizzazione e tutela del territorio, un
orgoglio di appartenenza
positivo e costruttivo. Sentito
da tutti. Sono realtà in cui ci si
ferma perché ci si sente appagati da una particolare atmosfera, perché unica... e ne
resta il ricordo, a volte per
una vita. Quello che mi chiedo è: ma perché a Gemona,
pur essendoci le potenzialità
per rendere questa cittadina
unica, non si fa niente per
valorizzarla? Perché nessuno
(o quasi nessuno) si lamenta
quando chi sceglie per noi
commette clamorosi errori?
Dove e chi sono i gemonesi?
Pochi giorni fa è stato inaugurato l'ennesimo centro commerciale. A Gemona. Perché?
Qualcuno ne sentiva la necessità? Sì, forse qualcuno. Ma
non penso la maggior parte
dei gemonesi. Per giustificare
questo tipo di opere si parla di
creazione di nuovi posti di
lavoro, di riassorbimento, di
dinamicizzazione del contesto
cittadino. Questa è la grande e
geniale soluzione che si è riusciti a trovare? Questo il lungimirante progetto? Sappiamo tutti che il destino dei
negozi all'interno dei centri
commerciali è solitamente di
breve durata. A volte sono
solo dei buchi neri dal punto
di vista economico. Purtroppo
molto spesso di questi tempi.
E quindi le mie domande: non
sarà semplicemente che di
centri commerciali impersonali ce ne sono troppi per un
mercato che è sempre lo stesso? Perché, se si vuole
rischiare così tanto, non si
rischia davvero su qualcosa di
innovativo e soprattutto di
lunga durata? Perché non
riconvertire l'area in spazi di
ricerca per le imprese locali
(vedi il positivo esempio dell'area di Amaro), o destinare i
locali a giovani imprese
costrette a pagare affitti troppo alti? Per quanto ne so la
manifattura è stato un simbolo di riscatto. E' stata spesso il
fulcro lavorativo per molti
gemonesi e un motivo di radicamento sociale. Per quello
Rinnovamento: in attesa di evoluzione
che posso immaginare questo
complesso commerciale non
sostituirà niente di tutto ciò.
Non creerà nuova occupazione duratura e non renderà di
certo Gemona più interessante. Non sarà altro che l'ennesimo, anonimo e triste simbolo di questa economia malata
e della politica d'interesse.
Mi dispiace profondamente
leggere sul vostro periodico
dei continui sprechi, delle
inefficienze, dei folli progetti
comunali, delle ingiustificate
scelte urbane, ma ciò che più
mi rattrista è l'indifferenza di
tutti noi di fronte alle ingiustizie che la nostra città subisce.
Il mio pensiero è che ai gemonesi manchi il simbolo sotto
al quale unirsi e trovare forza.
Ed è lo stesso simbolo che
giace fra le erbacce da 31
anni... Forse la domanda giusta è: a chi conviene tutto ciò?
In ogni caso, colgo l'occasione per augurare a tutti voi
buone feste e, come sempre,
buon lavoro! mandi,
zàira
4
UNA CITTA’ A MISURA DI BAMBINO
Alimentazione e stili di vita
A Gemona su 1116 bambini/ragazzi tra i 5 e i 13 anni 146 (il 13%) sono in sovrappeso
Quali sono le cause e quali i possibili rimedi? Abbiamo
cominciato a parlarne insieme, insegnanti, genitori e operatori dell’ASS n.3 interrogandoci su alcuni aspetti che riportiamo.
Perché fare educazione alimentare?
Alcuni dati ci fanno riflettere.
sproporzione di modi
tra i fatti che cambiano lo stile di
vita e le parole di una campagna
informativa
Inoltre viviamo in una sorta di eterno conflitto: accanto ad
un continuo stimolo a consumare alimenti c’è un continuo
martellamento di divieti, che alimenta questa psicosi nutrizionale.
Rischi associati
all’obesità
Malattie cardiovascolari
Diabete
Problemi ortopedici
Problemi psicologici
Nel mondo occidentale accessibilità e disponibilità di cibo
sono in aumento, mentre diminuiscono necessità e propensione a compiere attività fisica.
L’obesità tende a manifestarsi nei contesti sociali più deboli accentuando in questo modo i dislivelli, anche perché le
classi sociali meno abbienti hanno maggiore difficoltà ad
avere accesso all’informazione sui corretti stili di vita e gli
alimenti più economici sono quelli più ricchi di grassi e
zuccheri.
L’educazione alimentare è, nel mondo, la lotta di Davide
contro Golia (finora Davide ha perso).
tra il linguaggio “seduttivo” della
pubblicità e il linguaggio “prescrittivo” dell’educazione alimentare
E’ stato più volte analizzato il rapporto tra sovrappeso e televisione (pubblicità + sedentarietà).
Prevalenza del fattore di
rischio %
Ore giornaliere passate
davanti alla TV tra 5 e 15
anni e sovrappeso a 26 anni
ragazzi in sovrappeso
Nei paesi occidentali alimentarsi non è più una necessità ma
uno “stile”, che segue mode e crea tendenze; tutto ciò è ben
noto all’industria ed alla pubblicità.
Il 30% dei bambini e dei ragazzi italiani è in sovrappeso.
IL 15-16% ha già superato la soglia
dell’obesità.
Un bambino obeso ha una forte probabilità di mantenere questa condizione da adulto.
Oltre il 60% dei bambini in sovrappeso sarà un giovane adulto con gli
stessi problemi.
La prevalenza dell’obesità è cresciuta di almeno 3 volte rispetto al 1980.
sproporzione di forze
sproporzione di mezzi tra le campagne pubblicitarie dei
giganti dell’agro-alimentare, del
fast-food, del soft-drink e le
campagne istituzionali
Nel mondo:
* siamo in 6 miliardi di persone
* produciamo cibo per 12 miliardi di persone
* 800 milioni di persone muoiono di fame
* 2 miliardi di persone sono sottoalimentate
Perché parlare di obesità?
C’è inoltre una notevole sproporzione in campo:
Un’indagine europea ha evidenziato che se un adolescente guardasse la TV
per 2
ore al giorno (in Italia lo fa ore <1 1-2 2-3 >3
per oltre 3) assorbirebbe
33500 spot dei quali 5200 riferiti ad alimenti e bibite (in Italia 7800).
Sotto si riportano alcuni dati relativi a messaggi pubblicitari
di prodotti alimentari andati in onda in orari in cui i bambini
e ragazzi sono di fronte alla TV (cosiddetta “fascia protetta”)
nell’arco di un mese.
Questa guerra contro le multinazionali alimentari è una lotta
impari, che vale comunque la pena di essere combattuta, perché qualche battaglia può essere vinta.
Dobbiamo impegnare il maggior numero di risorse possibili
per diminuire la sedentarietà e aumentare in tutti i modi l’attività fisica. E’ importante trovare il tempo di parlarne insieme per trovare insieme soluzioni.
Il prossimo appuntamento che insegnanti, genitori, operatori ASS si sono dati, ma aperto naturalmente a tutte le persone interessate, è con la Dottoressa Silvana Cremaschi Neuropsichiatra infantile su “Alimentazione, comunicazione
e affettività” martedì 22 aprile.
Spot televisivi "alimentari" durante la fascia protetta (ore 16-19)
In Italia, in un mese, 1256 spot, 77% trasmessi dalle reti commerciali, 23% trasmessi dalle reti pubbliche, uno
spot ogni 5 minuti
416 spot
349 spot
206 spot
176 spot
67 spot
42 spot
(I dati riportati sono stati forniti dal Dipartimento di prevenzione e dal Servizio di pediatria dell'ASS n. 3 Alto Friuli)
5
INTERVENTI
Facciamoci una bella passeggiata!
Una città può diventare un bel posto, basta porsi obiettivi un po' più elevati
n giorno, mentre tornavo a casa in treno, mi è
capitato di sedermi di fianco
a due signore che stavano
conversando. Non essendo
un ficcanaso, in circostanze
normali non mi sarei interessato al loro discorso, ma ero
seduto lì e non ho potuto fare
a meno di sentire quello che
dicevano. Una delle due
stava raccontando che, abitando sulla statale, lavorando durante il giorno, dovendo prendere la macchina
anche per andare a prendere
il pane, non uscendo la sera
perché troppo stanca, non
conosceva nessuno dei suoi
vicini, che vita sociale poteva fare!? Non frequentava
neanche le chiese! Doveva
per forza stare davanti alla
televisione! Questa asserzione mi ha fatto scattare una
molla nel cervello (difatti mi
sono perso il resto del
discorso), e mi sono chiesto:
ma cosa sta succedendo?
L’uomo non era un animale
sociale, almeno secondo
piero angela? Perché la
nostra vita sociale dev’essere la tv? Al di là delle strumentalizzazioni a riguardo, è
innegabile che molti nostri
comportamenti siano riconducibili a quel mezzo di
comunicazione. A cosa mi
riferisco?
Guardiamoci
attorno: ognuno di noi vuole
dimostrare di essere “più”
degli altri, “più” alla moda,
“più” benvoluto, “più”
importante, “più” ricco ecc.
Se il nostro essere “sociali”
U
si riduce a fissare uno schermo, quando torniamo nella
vita reale per forza di cose
adottiamo i comportamenti
visti lì. Secondo il dizionario, una “città” è un insediamento umano stabile, ma
tale definizione non implica
né la “legge della giungla”,
né l’individualismo/isolamento. Anzi, si può dire che
vivendo nella stessa zona, le
persone che vi abitano
potrebbero
rapportarsi,
anche per un fatto di sopravvivenza, in un modo più
simile all’approccio proposto nelle comunità. Collaborare è più difficile, ma dà
migliori risultati, piuttosto
che sgomitare per arrivare
primi. Esempio palese di
quanto siamo indifferenti
agli altri: decine di SUV
(sembrano
moltiplicarsi
come conigli!), che trasportano quasi sempre solo l’autista, e servono alle mamme
e ai papà per andare ad
accompagnare il figlioletto a
scuola (poco importa se questa si trova a due passi). A
tutti sarà capitato di osservare all’uscita delle scuole l’incredibile agglomerato di veicoli che si forma nei cortili e
dintorni. Questo comporta,
oltre al fastidioso ingorgo, e
quindi a una serie di tensioni
tra gli autisti, un impressionante emissione di gas di
scarico nell’aria, che è di
tutti anche se per il momento
non si paga. La cosa divertente è che siamo tutti in
buona fede. Mi spiego: nes-
suno vuole che il proprio
figlio prenda freddo, o vada
in macchina con sconosciuti
che non si sa mai di sti tempi
cosa può succedere, o che si
ammali. Ma muovendo
ognuno la propria macchina
(che per procedimenti incredibilmente complessi sta
diventando sempre più simile a un camion che a un’automobile), cadiamo in uno
spaventoso circolo vizioso.
Stiamo facendo ammalare i
bambini (vedesi i casi di
asma dilaganti o le influenze
sempre più frequenti, chi ha
a che fare con bambini lo
sa), stiamo rendendo più
pericoloso girare per le strade (+auto, +pericolo per la
strada, -persone a piedi, men
che meno bambini), siamo
più nervosi (a tutti capita di
incontrare gli imbecilli in
macchina, e chissà perché
sono sempre gli altri a guidare male), siamo più stanchi
la sera e quindi viviamo di
meno con gli altri e di più
con la televisione, che ci
propone un mondo verosimile in cui crediamo e dei
modelli di comportamento
che adottiamo più o meno
volontariamente.
Siamo
ancora in tempo per fermare
tutto questo? Perché non riusciamo a pensare a noi stessi
come membri di una comunità, visto che comunque
ogni nostra azione, seppur in
minima parte, influisce
anche sulle persone che ci
stanno attorno? Perché non
organizzare macchinate di
bambini per il ritorno dalle
scuole? O accompagnarli a
piedi? Perché non cercare
dei modi per stare in compagnia invece di stare ognuno
in casa sua? C’è un po’ questa idea, che “gli altri vogliono mangiarmi, quindi o
scappo o li mangio prima
io”. Le numerose associazioni presenti a Gemona, che si
impegnano per migliorare le
cose, testimoniano che non è
così. Che una città può
diventare un bel posto, basta
solo collaborare un po’ di più
e porsi obiettivi un po’ più
elevati
del
“sembrare
migliore degli altri”. In due
parole, Essere Umani.
Allora, cosa state aspettando? Facciamoci una bella
passeggiata!
francesco patat
vignetta di daniele missoni
[e-mail: [email protected]]
LICHTBILDFETISCHIMUS
In mostra presso Le
Monelle le opere del
fotografo di Vienna
Gregorius Grey
Appuntamento con la fotografia e la moda nel centro
storico di Gemona. "Lichtbildfetischismus - Feticismo
per immagini o feticismo
delle immagini?" è il titolo
della mostra fotografica dell'artista viennese Gregorius
Grey, che rimarrà in esposizione sino al 30 aprile 2008.
Nella galleria di palazzo "Di
Piazza-Crapiz" sono ospitati, nello stesso periodo, dei
maniquen firmati dal negozio d'abbigliamento Sartor's
di Tolmezzo. Nato a Vienna
nel 1978, dove vive e lavora, questo giovane artista fa
la sua prima comparsa sulla
scena culturale austriaca
alla fine degli anni '90 come
attore, narratore e regista.
Approdato alla fotografia
nel 2003, dimostra una spiccata propensione per le persone, i nudi, i soggetti di
moda fino alla sperimentazione surreale.
SCUOLA
6
Progetto “Giro giro tondo”
La pratica psicomotoria a sostegno della genitorialità
are i genitori è forse uno
dei compiti più impegnativi, una sfida continua nell’intento di crescere gli adulti di domani.
Per sostenere la genitorialità,
al termine dello scorso gennaio la Direzione Didattica
di Gemona ha attuato il progetto “L’albero del fare Giro giro tondo, laboratorio
sulla relazione genitori-figli
attraverso il gioco”.
Ciò è stato possibile grazie
al finanziamento del Servizio Sociale dei Comuni dell’A.S.S. n. 3 “Alto Friuli” (il
progetto fa parte del Piano di
Zona triennale) e al contributo economico e di risorse
umane e materiali messo a
disposizione dalla scuola.
Si è trattato di un percorso
per trenta genitori e i loro
bambini della scuola dell’infanzia del Circolo di Gemona, condotto dalla psicomotricista dott. Sandra Maran-
F
ex libris
Non andare
dove ti porta
la strada.
Va' piuttosto
dove non c'è strada,
e lascia una traccia.
Ralph Waldo Emerson
zana.
I trenta bimbi iscritti sono
stati divisi in tre gruppi omogenei per età.
Il percorso è stato così strutturato: un primo incontro
formativo per i soli genitori,
tre incontri in palestra “genitori e figli”, un secondo
appuntamento formativo,
quattro incontri in palestra
“genitori e figli” e un incontro conclusivo.
Ai genitori è stata offerta la
possibilità di giocare con i
propri figli nella palestra
della scuola dell’infanzia di
Piovega, un’ora a settimana
in orario extrascolastico,
seguiti dalla psicomotricista.
Questo tipo di esperienza è
stata proposta per offrire ai
genitori un nuovo modo di
“leggere” i propri figli,
imparando a comprenderli
nella loro espressione più
spontanea: il gioco e il movimento
Può sembrare riduttivo sapere che durante le sedute si è
semplicemente giocato, ma
ciò è stato un significativo
momento di crescita educativa per le ventisette mamme e
i tre papà e un investimento
relazionale molto forte.
Adulti e bambini hanno
apprezzato molto il progetto,
che si è concluso alla fine
dello scorso marzo.
Dai questionari di gradimento compilati dai genitori, è
chiaramente emersa la
volontà di far proseguire
questa esperienza e la proposta di attivare percorsi di psicomotricità anche durante il
primo anno della scuola primaria, per accompagnare i
bambini e le bambine nel
delicato momento di passaggio e di inserimento nella
nuova realtà scolastica.
Dopo un’attenta lettura dei
risultati dei questionari e
considerato che nella prima
attuazione del progetto sono
stati esclusi una ventina di
genitori con i loro figli, (i
laboratori erano a numero
chiuso e i fondi insufficienti
per accogliere tutte le richieste), la scuola ha risposto
preparando la seconda edizione di “Giro giro tondo”
inoltrando una richiesta di
contributo al Comune di
Gemona. L’amministrazione
comunale si è dimostrata
sensibile e ha finanziato
l’acquisto di cuscinoni in
gomma piuma e materiali di
psicomotricità per attrezzare
uno spazio adeguato per la
prosecuzione del progetto
con la possibilità di estenderlo anche nella scuola primaria.
Visto il positivo coinvolgimento dei partecipanti, l’i-
730/2008
dea è di seguire la strada
intrapresa a sostegno della
genitorialità, anche grazie
all’attenzione del Servizio
Sociale dei Comuni dell’A.S.S. che finanzierà anche
il prossimo anno questo progetto.
Lia Carlin
Referente del progetto
RED/2008
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TERRITORIO
7
Contis di mont
Colezion di fùfignis e matetâs
Ledis, anni ‘50.
i racconta di questo fatto accaduto
nello stavolo di Copetti in Ledis
(quello già sepolto dalla valanga del
1909). Maleute, zia di Tilio Paschin,
nubile e timorata di Dio, sentendo che
uno dei Copetti proponeva di portare la
manza alla monta col toro, che si trovava nella stalla presso lo stavolo di
Scugjelars (Cuelams) o di Tichigne,
intervenne subito “A no si insegne ches
porcaris a manze” E andava avanti
indietro pregando sul libri di Messe,
affinché la manza rimanesse incinta
(plene) e …vergine. I Copetti (Quartutis) mimavano spesso la scena facendosi grosse e grasse risate.
S
Ledis, anni ‘20.
rima della prima guerra mondiale il
P
legname veniva trasportato a valle
con la tecnica delle stue (la stua, dal
tedesco Stauen, era un bacino artificiale d’acqua fatto con piccole costruzioni
di sasso o di legname da potersi svuotare: vi si radunava il legname tagliato e
aperto lo sbarramento, vi si faceva fluitare il legname a valle).
Dopo la guerra la ditta Pittini introdusse l’uso della teleferica.
Si racconta che un tal Michêl di Maiaron, tipo particolare che viveva a
“modo suo”, aveva chiesto a Pittini di
lavorare per loro, in bosco. Avendo
ricevuto un diniego, per ritorsione
tagliò la traente della teleferica mentre
Pietro Pittini si trovava nel cestello.
Pietro rimase appeso sopra l’avvalamento di Rio Moede alla confluenza
della Venzonassa, per tutta la giornata e
per tutta la notte, in attesa che venisse
riparata la fune. Non solo, Michêl diede
fuoco anche a delle
cataste di legna. La
misura fu ritenuta
colma. Venne portato
all’ospedale psichiatrico di San Daniele.
Fuggì subito e, si dice,
arrivò a casa prima di
coloro che lo avevano
accompagnato in Ospedale. La Direzione dell’Ospedale Psichiatrico
decise di alzare di un
metro il muro di cinta
per evitare altre fughe.
Da qui il detto famoso a
Venzone: “Tu seis come
chel cal a fat alzâ di un
metro il mûr”.
Alla fine la ditta Pittini,
rassegnata, lo assunse.
Renato Sachete, negli anni 80, si è prodigato a sistemare il Crist di Siere e il
Crist che si trova agli inizi della strada
per San Agnese. Ivo Boezio lo ha, ultimamente, sistemato e abbellito e, Rine
(proprietaria del terreno) lo ringrazia
moltissimo “per questo piacere che
allieta la percorrenza del sentiero che
porta a san Agnese”.
Plan di Zucat
i ricordate, cari lettori, l’articolo di
PM che ricordava l’omicidio di
Meni Nole? Negli articoli dell’epoca si
nominavano sia il luogo dell’efferato
delitto “il plan di Zucat” sia un sentiero nei pressi: il troi dal Predi. Infatti
l’articolo della “Patrie” il 6 di febbraio
del 1905 recitava: “Ad un’ora di cammino da Stallis, sur un fianco sinistro
del Monte Glemine havvi il cosi detto
Plan di Zucat, posizione per nulla pericolosa, circondata da piccoli boschi di
noccioli, avente una estensione di circa
20 metri quadrati.”
Ma dove si trovano? Li potete identificare nella foto accanto. Il plan di Zucat
è ricoperto dal bosco e il Troi dal Predi,
è presente solo in tracce. Il sentiero era
molto frequentato nell’’800 e agli inizi
del ‘900. Permetteva di salire rapidamente, da Godo, ,nella valle del Glemineit e in Siere. In diverse occasioni
mentre percorrevo la valle ho potuto
incontrare Renzo Tuti di Gemona
intento a sistemare il vecchio sentiero
che corre sotto la creste del Glemine.
Da solo. Mi dicono che ha ripristinato
anche altri sentieri. I vecchi sentieri, se
risistemati con “buon senso”, aiutano a
mantenere la memoria e le vecchie
identità dei luoghi.
V
Le icone del Cristo
n sella Foredor una volta c’era il
“Crist” che si trovava, sotto la sella
in direzione di Vedronza, in prossimità
della così detta “strada comunale di
Pers”. La quota più
bassa era stata scelta
probabilmente per
proteggere dal vento i
viandanti o i contadini che si fermavano
sudati per ristorarsi,
riposarsi o pregare.
L’aveva messo lì e
anche in Pozzolons,
Zuan di Lor (Zonte),
bisnonno di Velio
Copetti e padre di
Borec.
Nel 1987
Renato Sachete lo ha
restaurato. Recentemente il “Crist” è
stato spostato dalla
sua sede e collocato
più vicino alla Sella.
Perché?
I
COSE PUBBLICHE
8
Sistemazione via Dante
La risposta dell’Assessore G.P. Londero
reg.ma Redazione, dopo
aver letto l'articolo
"Sistemazione di via Dante,
quanto ci costi" a firma di
Lorenzo Londero "la talpa",
debbo precisare quanto
segue.
Come riportato nell'articolo,
nel maggio 2007 è stato
approvato il progetto definitivo. Il quadro economico,
allegato allo stesso, rispetto
al progetto preliminare
approvato il 26 maggio
2004 ovvero tre anni prima,
riporta per lavori ad appalto
€ 807.031,33 in luogo di €
737.410,00, € 48.500,00 per
espropri in luogo di €
13.160,00 inizialmente previsti, € 126.000,00 per forniture in Amm.ne diretta in
luogo di € 21.840,00, ed €
116.605,47 per spese tecniche generali invece di €
105.814,68 previste nel progetto preliminare.
Queste sono le cifre, e non
solo l'estrapolazione di alcune voci, in quanto ritengo
corretto fornire tutte le
informazioni onde evitare
equivoci fraintendimenti.
La Giunta Comunale, dopo
aver esaminato il progetto
definitivo, che rispetto al
progetto preliminare approvato nel 2004, contemplava
maggiori spese per lavori e
per forniture pari ad €
173.781,33, maggiori oneri
per
espropri
per
€
P
35.340,00, maggiori spese
tecniche per € 10.790,79 ha
formalmente approvato il
progetto.
Le spese tecniche generali
per i vari livelli di progettazione, per il coordinamento
per la sicurezza, per la direzione dei lavori, contabilità
e misura degli stessi, comprensive di IVA, ammontano quindi a circa il 14% dell'importo dei lavori ad
appalto.
I passaggi, quali la predisposizione del disciplinare
di incarico, la verifica degli
onorari, la validazione del
progetto, sono attribuiti per
Legge al R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento), evitando qualsiasi ingerenza da parte dell'organo
politico che svolge funzioni
di programmazione. Nel
presente caso, l'ing. Edoardo
Vales R.U.P., ha precisato
alla Giunta Comunale nel
dettaglio in proposito alla
questione sollevata dall'articolista relativamente alle
spese di progettazione.
Per conto della Giunta
Comunale tengo a ribadire il
corretto svolgimento dell'approvazione del progetto,
valutato l'aumento delle
spese tecniche generali contenuto in € 10.790,79 a fronte del considerevole aumento delle somme per i lavori
sopra riportato.
Iob Silvano & C. Gemona del Friuli
Non solo, con la presente,
rendo partecipi i lettori
nostri concittadini, della
volontà già manifestata in
Giunta e presso gli Uffici di
non voler incrementare l'importo previsto per le spese
tecniche, attribuendo possibilmente il compito della
Direzione dei Lavori a personale interno, ottenendo in
tal caso delle economie.
Sulla lungaggine dei tempi,
vista la programmazione
dell'opera nel 2002 e l'approvazione del preliminare
nel 2004, debbo anche ricordare che questa giunta è in
carica solo dal febbraio
2007 e nel maggio 2007 è
stato approvato il progetto
definitivo. Nei mesi successivi sono stati compiuti tutti
i passaggi per giungere
all'approvazione del progetto esecutivo ed al conseguente appalto dell'opera.
Per quanto riguarda la
richiesta del parere alla
SoprIntendenza, la scorsa
estate c'è stato un incontro
con il funzionario della stessa onde concordare modalità
di intervento e tipologie dei
materiali, ed è stato inoltrato
il progetto definitivo per il
necessario parere, giunto nel
mese di gennaio 2008.
Attualmente il professionista sta redigendo il progetto
esecutivo.
Ringraziando per l'ospitalità
che vorrete riservare porgo
distinti saluti.
Gemona, febbraio 2008
Arch. GianPaolo Londero
Assessore Opere Pubbliche
Comune di Gemona
pprezziamo le precisazioni dell'Assessore volte
a "rendere partecipi i lettori
nostri concittadini" della
volontà di informarli sull'uso
trasparente dei soldi pubblici.
Prendiamo atto che la
responsabilità dei tempi lunghi fra la programmazione
dell'opera (anno 2002:
Giunta Disetti) e l'approvazione del progetto definitivo
(maggio 2007) va attribuita
non all'attuale Assessore alle
Opere Pubbliche, ma ad
altre Giunte e ad altri Assessori. Prendiamo altresì atto
che, pur tenendo conto del
giustificato aumento di €
10.790,79 delle spese tecniche, l’Assessore non chiarisce i motivi del restante
incremento fino a €
53.600,00 delle spese di progettazione non comprensive,
peraltro, della Direzione dei
lavori.
Resta, infine, immutata e
improcrastinabile l'esigenza
di riorganizzare l'apparato
tecnico progettuale del settore comunale Opere Pubbliche al fine di ridurre sensibilmente i tempi di esecuzione delle stesse e, di conseguenza, i relativi costi.
La Redazione (d'intesa con
Lorenzo Londero)
A
COSE PUBBLICHE
9
Lorenzo
la
talpa
di Lorenzo Londero “flec”
1
A.S.S. n. 3
sarà soppressa?
Gemona convochi i nuovi Consiglieri regionali
dell'Alto Friuli!
L’accorpamento delle elezioni politiche e regionali, anticipate al 13 e 14 aprile, non
ha consentito al Consiglio
regionale di approvare la
riforma del Servizio sanitario che prevedeva, fra l’altro,
la riduzione a tre delle attuali sei Aziende sanitarie operanti in Regione.
La Conferenza dei Sindaci
dell’Alto Friuli e il Consiglio
comunale di Gemona hanno
più volte espresso posizioni
critiche su questa riforma
perché la stessa:
1) non modifica il limite dei
250 posti letto, né altri parametri minimi di dotazione
per l’esistenza di un ospedale, parametri che non si ritrovano in diversi ospedali di
rete della nostra Regione;
2) non abroga l’articolo 21
della legge 13/1995, col
quale si era definita la
sostanziale chiusura degli
ospedali di Gemona, Cividale, Maniago e Sacile;
3) non affronta in modo efficace il problema delle liste
di attesa; a tal proposito non
si prevede né la fissazione
periodica di un minimo di
prestazioni sanitarie gratuite
prima che i medici possano
svolgere la libera attività nell’ospedale, né si incentiva il
funzionamento delle diagnostiche (TAC, RMN, ecc.) su
più turni compreso il sabato;
4) viene limitato il ruolo di
indirizzo e di controllo
attualmente svolto dalla
Conferenza dei Sindaci di
ogni Azienda sanitaria.
Per questi e altri motivi il
Consiglio comunale di
Gemona, in data 25.10.2007,
votò all’unanimità un documento in cui:
confermò la contrarietà alla
creazione di un’Azienda
sanitaria provinciale unica,
che presuppone la soppressione dell’Azienda n. 3 dell’Alto Friuli con sede a
Gemona;
impegnò altresì il Sindaco a
convocare un Consiglio
comunale aperto con la presenza di tutti i Consiglieri
regionali dell’Alto Friuli, in
tempi brevi.
Quest’ultimo impegno non è
stato mantenuto; sollecitiamo
il Sindaco a convocare i
nuovi eletti Consiglieri regionali dell’Alto Friuli invitandoli a pronunciarsi pubblicamente sulla prossima riforma
sanitaria regionale.
2
Troppo lenti
i lavori pubblici
comunali: urgono interventi!
Dalla stampa locale del
Marzo 2007 si era appreso
che:
entro il Settembre 2007 partiranno i lavori di via Dante,
di piazzetta Silans e di piazza del Ferro;
entro il 2007 via S. Pietro
sarà completamente ristrutturata, con la sistemazione
anche dell’area da destinare
a sagre.
Nessuna di queste promesse
è stata mantenuta.
Recentemente la Giunta
comunale:
ha prorogato al 20.03.2009
il termine dei lavori di
ristrutturazione di via Cjampon (il cui progetto definitivo fu approvato nel Maggio
2000);
ha approvato il progetto esecutivo dei lavori di asfaltatura delle strade di penetrazione del P.I.P. (Piano Insediamenti Produttivi); questa
asfaltatura era stata prevista
e finanziata nel 2003.
Il Consiglio comunale di
Gemona, nella seduta del
18.02.2008, ha approvato,
fra l’altro, il programma di
incarichi di studio, di ricerca
e di consulenza per l’anno
2008; vi si prevede anche la
nomina di un esperto in
materia di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani;
questi dovrà redarre uno studio di fattibilità atto a razionalizzare il servizio e i relativi costi.
Visti i tempi (estremamente
lunghi) di esecuzione delle
opere pubbliche, la Giunta
non può sottovalutare questo
problema e dovrà adottare
provvedimenti che migliorino l’efficacia dell’apparato
tecnico comunale.
Inoltre, nel programma di
incarichi di consulenze a
soggetti estranei all’Amministrazione, pare urgente
inserire la figura di un tecnico che coordini e acceleri
l’esecuzione dei lavori pubblici
programmati
dal
Comune.
3
Ex G.M.:
il bowling non è
attività produttiva!
L’area industriale dell’ex
Gemona Manifatture è ancora vuota. Dopo oltre due anni
e mezzo dalla chiusura della
fabbrica tessile, l’impegno
allora assunto dalla Regione
e dal dott. Carlo Burgi
(amministratore
delegato
della G.M.) di “ favorire
nuovi insediamenti produttivi nel sito” non è stato mantenuto.
Dalla Regione non è pervenuta nessuna motivazione su
quell’impegno
disatteso;
neppure il concittadino Consigliere regionale Disetti ha
risposto alle nostre ripetute
sollecitazioni.
Il dott. Burgi, invece, ha
avanzato l’ipotesi di destinare gli oltre 20 mila metri quadri di area industriale dismessa a “uffici, residenze e attività ludiche (un cinema multisala e un bowling)” (Messaggero Veneto del 2 e 9
marzo 2008).
Con l’impegno di nuovi
insediamenti produttivi si era
espressa la volontà di creare
nuovi posti di lavoro (per
donne e giovani) per produrre ricchezza, non per
consumarla giocando al
bowling.
Ci permettiamo di ricordarlo
anche ai Consiglieri comunali di Gemona quando
saranno chiamati a decidere
dell’utilizzazione futura di
quest’area.
10
CINETECA
L’archivio cinema del Friuli V. G.
Il 29 marzo l’inaugurazione e un convegno delle cineteche
a Cineteca del Friuli e
il Friuli Venezia Giulia
hanno il nuovo archivio dei
film. La struttura, situata
nella zona artigianale del
Comune di Gemona, è tra
le più all'avanguardia in
Europa. Con l'inaugurazione ufficiale sono previsti
due incontri - tra le maggiori cineteche nazionali e
con le cineteche dei paesi
europei più vicini - entrambi volti a rafforzare la collaborazione e gli scambi tra
le varie istituzioni.
Realizzato con un contributo
decennale
della
Regione di 1 milione e 200
mila Euro (cui si è aggiunto un ulteriore finanziamento di 250 mila Euro per
l'ultimazione dei lavori), il
deposito potrà contenere e
conservare nelle migliori
condizioni cinquantamila
pellicole, incluse quelle su
L
supporto particolarmente
instabile o facilmente deteriorabile. Questo significa
che oltre a custodire gli
attuali ottomila titoli acquisiti in trent'anni di attività
dalla Cineteca del Friuli
(più di 4000 film di finzione di corto e lungometraggio, in 16mm e 35mm, e
3500 documentari e cinegiornali), l'archivio darà
alloggio - come previsto
dalla recente legge regionale sul cinema a tutti i
materiali filmici della
Regione precedentemente
sistemati nell'ex sede della
Cineteca Regionale a Trieste.
Potrà inoltre ospitare film
appartenenti ad archivi
pubblici e privati, della
regione e delle regioni
limitrofe, che non dispongono di un luogo dove
mantenerli in sicurezza.
Cari lettori i dati del vostro indirizzo sono stati tratti dalle
liste elettorali del 2008 regolarmente richieste al Comune di
Gemona del Friuli. Informiamo voi e tutti gli elettori di
Gemona, come previsto dal D.Lgs. n. 196/2003, che i vostri
dati verranno utilizzati soltanto per la spedizione del periodico Pense e Maravee. In caso di non assenso all’utilizzo di
questi dati e, quindi, per la loro cancellazione o per usufruire degli altri diritti previsti dal decreto citato potete scriverci o mandare un'e-mail a: [email protected].
Batteria abbandonata sul Tagliamento. Si legge: “Tenere
lontano dai bambini... acido corrosivo...gas esplosivi...”. E’
da criminali abbandonare ancora rifiuti così, anche perché lo
smaltimento è gratuito (basta portarli presso la ricicleria di
Via S.Daniele) e il piombo è pienamente riciclabile.
Dopo l'accordo sottoscritto
da tempo con la Regione
Veneto, in base al quale
sono già stati trasferiti
circa duecento titoli appartenenti alla Mediateca di
Mestre-Venezia, sono in
corso contatti e trattative
con altre istituzioni.
Si tratta dunque di un passo
avanti
estremamente
importante per la salvaguardia e la valorizzazione
del patrimonio cinematografico, di quello regionale
in particolare ma non solo.
"Strutture di questo tipo
non nascono tutti i giorni"
precisa il direttore della
Cineteca Livio Jacob, "in
Italia ve ne sono solo un
paio di simili e siamo all'avanguardia anche in Europa. Per la Cineteca si tratta
di un traguardo e allo stesso tempo di un ulteriore
impegno, anche in ragione
della funzione di "polo di
riferimento regionale per le
attività di ricerca, raccolta,
catalogazione, studio, conservazione, valorizzazione
e deposito legale del patrimonio filmico e audiovisivo del Friuli Venezia e Giulia" che le è stata riconosciuta e affidata dalla legge
regionale sul cinema.
Motivo di orgoglio sono
anche il progetto del nuovo
deposito, realizzato dagli
architetti
pordenonesi
Michele De Mattio e Giuliana Raffin, a cui hanno
partecipato in qualità di
consulenti alcuni tra i maggiori esperti al mondo in
materia di conservazione
quali Paolo Cherchi Usai e
David Francis, e l'eco-compatibilità della struttura,
dotata di un sistema di
riscaldamento geotermico
e di pannelli fotovoltaici.
INVERNO
16
Gemona sotto l’albero...
pagina a cura di Maria Copetti
Come ogni anno Gemona è stata protagonista di numerosi eventi organizzati dal Comune, dalla Pro
Glemona, dalle diverse associazioni, dalle Parrocchie, dagli esercenti… in programma concerti, presentazioni di libri, mostre, momenti dall'atmosfera natalizia rivolti ai bambini, ma non solo … e talune novità!
Ecco solo alcune di queste strenne trovate sotto l'albero!
...omaggio a Pre Toni Beline
emona ha voluto tributare
un intero pomeriggio a
G
don Antonio Bellina (19412007) e alla sua opera letteraria. E’ successo sabato 15
dicembre. Questo omaggio a
Pre Toni Beline, insigne sostenitore della cultura e della lingua friulana, è stato proposto
dall’Associazione
S.A.C.
Valentino Ostermann e curato da Gianfrancesco Gubiani.
Al di là del convegno, a cui
sono intervenuti, oltre al
magnifico Rettore dell’Università di Udine, prof. Furio Honsell, anche esimi rappresentanti della cultura friulana, è stata
inaugurata, presso il Museo
della Pieve, la mostra delle 70
opere scritte da don Antorio
Bellina ed è seguita in duomo
l’audiodiffusione della supplica E Madone de pietât, dedicata al Vesperbild di Venzone,
paese nativo di Pre Toni; questo brano poetico, letto dall’attore Massimo Somaglino, fu
trasmesso alla radio nel 1996
dalla RAI di Trieste nel programma Cuant che la tiere a
trime. Il pomeriggio si è concluso con una Messa officiata
in friulano dal Parroco di Venzone. E’ da sottolineare l’impegno con cui l’Associazione
sta portando avanti i suoi propositi statutari con, ad esempio, la catalogazione dei reperti archeologici ritrovati sul
colle del castello, con lo scavo
nel sito della chiesa di Santa
Maria la Bella (Sant’Anna),
con delle interessantissime
conferenze-dibattito, come
quella su La chiesa ed il controllo del dissenso, con per
tema l’Inquisizione in Italia e
in Friuli (relatore Andrea Del
Col – 31/10/2007), e I templari in Friuli (relatore Pier Carlo
Begotti – 19/12/2007), quest’ultima in collaborazione con
il Gruppo per la ricostruzione
della Chiesa di Santa Maria la
Bella.
...il Medîli di Taboghe
ell’ambito di Seradis
Nostranis, l’AssociaN
zione Taboga 13 ha presentato la farsa in friulano L’avocat e la lujanie e, per la
sera dell’Epifania, il Presepe vivente con l’arrivo dei
Re Magi, animato dai bambini della borgata, dagli artigiani nelle loro botteghe, da un
piccolo gregge di pecore e da
un simpatico asinello. E’ poi
seguita l’accensione del
Medîli, antica usanza molto
diffusa in tutti il Friuli, chiamata anche Pignarûl, Pan e
Vin, la Femenate, la Foghera… L’Epifania è l’ultimo di
quel ciclo di giorni noto
come il ciclo dei dodici giorni, che inizia il 25 dicembre
per finire il 6 gennaio. E’
questo un periodo, che vede
il continuo sovrapporsi di
arcaiche tradizioni pagane ad
altre, più recenti, cristiane. Il
sapere popolare vuole questo
periodo quale vera e propria
proiezione anticipata dell’anno entrante. Questi tipici
rituali di passaggio hanno per
comune denominatore il
fuoco purificatore e liberatore, che distrugge quanto c’è
di più vecchio e inutile, cancellando così simbolicamente il vecchio anno e permettendo alla comunità di
cominciare purificata un
nuovo ciclo annuale. Dalla
direzione del fumo si traggono gli auspici: se ‘l fum al và
a sorêli jevât, cjape ‘l sac e
và al marcjât, ma se ‘l fum
al và a sorêli a mont, cjape ‘l
sac e và pal mont. Se il
Pignarûl Grant di Tarcento ha
visto il fumo andare in ogni
dove, che sta ad indicare
un’annata turbolenta, al
Medîli di Taboga il fumo è
andato decisamente a sorêli
jevât, segno che il 2008 sarà
un anno ricco e fecondo. Tra
il numeroso pubblico girava
pure una spiritosa Befana!
...la cultura in sagra
uesta è la prerogativa,
che l’Associazion Borc
di Plovie si è data per la Fieste di Sante Lussie. Il programma si è presentato molto
vario con iniziative di ogni
tipo (teatro, musica, gare
sportive, il mercatino di
Santa Lucia,…). Una serata è
stata riservata al cinema friulano con la proiezione dei filmati della serie Farcadice,
diari di viaç di Carlo Della
Vedova e Luca Peresson:
Charleroi (2006) e Umkomaas (2007), cioè l’emigrazione dei friulani nelle
miniere del Belgio e nelle
fabbriche del Sudafrica, raccontata dagli stessi protagonisti e dai loro discendenti.
Questa serie è iniziata con un
documentario sull’Argentina
(Colonia Caroya) ed è in fase
di montaggio quello realizzato in Canada. Questi filmati
fanno rivivere appieno tutti i
sentimenti contrastanti del-
Q
l’emigrazione: i sacrifici, le
difficoltà, a volte le umiliazioni, …, ma anche la gioia
di ritrovarsi tra compaesani,
la nostalgia del paese, il piacere di parlare la propria lingua… In una sala gremita di
pubblico, la serata di multivisione, curata dal Gruppo
Fotografico Gemonese, è
stata un vero successo. E’
incredibile come questo dissolversi di immagini sulle
note di una qualche melodia
possa regalare vera poesia.
Infine, gustosissimo è stato
lo spettacolo pomeridiano
con i burattini di Pierpaolo
Di Giusto. Magicamente dei
pupazzi di pezza prendono
vita, coinvolgendo i piccoli
spettatori nelle loro avventure tra brividi di paura e acclami, tra risate e consigli. Un
plauso all’Associazion Borc
di Plovie per il lavoro svolto
e un invito a perseverare su
questa strada!
… Chocolando in Tour
n’Epifania diversa questa del 2008! I figuranti
U
del corteo storico della
Messa del Tallero hanno sfilato tra gli stand di Chocolando in Tour. Per la prima
volta è approdata a Gemona
La Festa del Cioccolato
Artigianale, patrocinata dal
Comune e dalla Pro Glemona, ad animare con golose
bancarelle il Centro Storico
gemonese nel week end dell’Epifania. Seppur il tempo
piovoso non sia stato molto
clemente (anche il Mercatino
delle Pulci e del Libro Usato
ha contato la presenza di
appena un paio di espositori),
la partecipazione a questa
manifestazione è stata discreta, soprattutto la domenica
pomeriggio, quando il sole
ha fatto capolino. E’ simpatico e giusto ricordare che lo
stand di Molfetta (BA) aveva
coniato per l’occasione dei
“cioccolatosissimi” talleri di
Maria Antonietta, mentre in
qualche altro si potevano trovare impressionati su tavolette di cioccolato i principali
monumenti di Gemona. In
questi tre giorni c’è stata
anche l’occasione di ascoltare dell’ottima musica nella
loggia del Palazzo Botòn. Ma
anche la cultura non è mancata con la presentazione del
documentario Nûfcent di
Dorino Minigutti (già proiettato a Gemona nel dicembre
2005 proprio dal Borc di Plovie e lo scorso marzo dalla
Cineteca del Friuli, nell’ambito di un ciclo di incontri e
proiezioni sul Friuli). A fare
da testimonial dell’evento è
stata invitata la nota campionessa di sci di fondo Gabriella Paruzzi. Questa prima edizione è partita un po’ in sordina, ma è pur sempre lodevole il tentativo di proporre
nuovi eventi, nuove idee,
nuove iniziative.
UN CJANTON PAI CONTADINS
17
Colture ogm, opportunità o imbroglio?
In questi ultimi mesi stiamo assistendo al braccio di ferro tra gli
schieramenti opposti sulla liberalizzazione delle colture OGM. Nel
frattempo, le case sementiere produttrici, accusano di demagogia i
sostenitori contrari
l settore primario, da
quando è storia, risulta il
più succube alle leggi di
domanda e offerta del mercato, impossibilitato ad adeguare i ricavi ai continui rincari
del costo di produzione sostenuto. Basti solo pensare che
le quotazioni dei cereali e
altre “commodities”, fino
all’anno scorso, risultavano
pressoché in linea con quelle
di vent’anni fa, seppur
accompagnate da costante
crescita dei costi d’impresa,
quali concimi, gasolio, contributi previdenziali e tutto il
resto. Un andamento a forbice
del bilancio, dove il divario
tra costi e ricavi risulta sempre più sottile e solo con i
“numeri” si resiste, ma gli
investimenti costano e se
troppo azzardati, mandano
l’azienda con “i piedi all’aria”. Rimane quindi una sola
alternativa: produrre di più, a
parità di superficie. L’utile
d’impresa si azzera sotto i
120 q.li per ettaro di mais,
guai se non si raggiungono
rese di 35-40 q.li ad ettaro per
la soja o 55-60 q.li/ha per il
frumento.
A questo punto verrebbe da
dire: benvenuti OGM. Con il
mais btk, resistente alla piralide, non sarà più necessario
l’intervento con inquinanti e
costosi trattamenti insetticidi
o la rinuncia di una parte di
produzione. E si potrà dire
addio anche al martellante
problema delle aflatossine,
terribili sostanze cancerogene, conseguenza di questa
patologia. Si potrà poi seminare la soja resistente al
gliphosate (un dissecante non
selettivo ndr.), che permetterebbe il contenimento delle
malerbe con maggior praticità
e costi decisamente inferiori
all’utilizzo delle tradizionali
I
tecniche di controllo delle
infestanti. Una favola..... Proprio ciò che adesso serve per
ottenere un ridimensionamento dell’ utile conseguibile. E
in più, se le cose vanno bene,
ci si potrà accontentare di
prezzi inferiori, perché si produrrà con minori costi.
Mi hanno insegnato che non
tutto ciò che luccica è oro e
che ogni medaglia ha il suo
rovescio.
Un esempio: molte aziende
conservano parte della produzione di soja dell’anno precedente come semente per le
semine di secondo raccolto.
Non si potrà fare. Il caso
risulta simile a quello di un
agricoltore canadese, condannato in seguito a querela da
parte di una importante casa
produttrice di sementi OGM,
per aver riseminato un “pò di
soja”, recuperata dalla produzione nei suoi fondi, che però
risultavano contaminati da
colture OGM, coltivate in
zone limitrofe. Le sementi
OGM sono protette da una
specie di “copyright”: più o
meno come una canzone di
Lucio Battisti, chi vuole usarla, deve pagare la SIAE, cioè
i diritti d’autore. Alcuni
movimenti ambientalisti condannano dal punto di vista
etico, l’etichettatura e la proprietà di una forma di vita,
anche se a mio parere, questo
sarebbe il minore dei mali
rispetto a quello che potrebbe
succedere.
Il governo Indiano si sta
preoccupando per la tutela dei
suoi agricoltori. Sta studiando
un metodo per brevettare le
varietà di riso attualmente
coltivate in India, prima che i
contadini indiani si trovino
costretti a dover utilizzare (e
pagare) sementi di riso OGM,
in quanto con il tempo diverrebbero le uniche disponibili.
Dobbiamo tener presente
anche un particolare. I
migliori tecnici e ricercatori
vengono ingaggiati proprio
dalle grandi imprese produttrici, mentre quelli che lavorano per gli organi di controllo, sono sottopagati e spesso
privi di strutture per svolgere
in modo adeguato il loro
lavoro. A titolo di esempio: ci
sono voluti decenni prima
che si potesse dimostrare che
vari prodotti fitosanitari
risultavano cancerogeni e
quindi si rendeva necessaria
la revoca. Ma nel frattempo,
quanto hanno incassato le
industrie che li producevano?
Non mi risulta che parte di
questi introiti sia finito in un
“fondo di solidarietà” a titolo
di risarcimento, per quelli
che ne hanno subito le conseguenze...
Nel caso venisse concessa la
coltivazione di OGM vengono promessi alcuni obblighi
per gli utilizzatori, ad esempio la stipula di contratti assicurativi per danni verso terzi.
Infatti la vicinanza di tali colture a chi effettua coltivazioni
tradizionali o, peggio ancora,
biologiche, potrebbe creare
Fioreria
Emidia Manzano
Via Roma, 252
tel. 0432 970692
33013 Gemona del Friuli
e-mail: [email protected]
seri problemi di inquinamento genetico e determinare,
quindi, la perdita dei requisiti.
Ok, ma quale assicurazione
riuscirebbe a risarcire un
danno di questo tipo se ciò
avvenisse durante un lungo
processo di recupero di un
vecchio genotipo?
Questa vicenda non ricorda
forse quelle famose coperture
per capannoni dal nome pressoché “eterno”, che oggigiorno risultano un palla al piede,
il cui solo smaltimento costa
più del ripristino con materiali tradizionali? Ma anche se lo
volessimo, come si potrà dire
“no” alle colture OGM se
Paesi terzi li consentiranno
spiazzando i mercati dei Paesi
contrari con prezzi inferiori?
Sarà resa disponibile al consumatore una tracciabilità che
consenta di poter rinunciare
all’acquisto di un prodotto di
derivazione OGM?
A questo punto risulta giustificato fare demagogia, non
per creare conflitti, ma solo
per rendere più chiaro ciò a
cui andiamo incontro. Ricordiamoci che con la genetica
non si scherza, non si torna
più indietro, ma forse c’è
qualcuno che ha già in mano
l’antidoto per farlo e rimarrà
latitante fino a quando si prospetterà l’occasione per trarne
lauti profitti. Come sempre,
mettendo le mani nelle tasche
degli agricoltori, dopo averli
illusi per l’ennesima volta.
Zamolo Pierantonio
GIOVANI TALENTI
18
Giovani gemonesi, glorie per il mondo
La violinista Lucia Zazzaro e il ballerino classico Ruben De Monte
Questa volta mi concedo una
piccola digressione dalla mia
solita rubrica di arti figurative Giovani Artisti. Parlerò
comunque di giovani e
comunque di arte: la musica
e la danza nelle loro forme
più classiche. Si tratta di due
giovani gemonesi che con il
loro talento, la loro tenacia,
la loro disciplina, stanno portando con orgoglio il nome di
Gemona in giro per il mondo.
ucia Zazzaro è nata a
Gemona nell’agosto del
1986 e abita nella campagna
della Taviele. Lucia è una
ragazza semplice, acqua e
sapone, che da più di dieci
anni vive in simbiosi con il
suo violino, con quelle sette
note che l’hanno conquistata
fin dall’età di nove anni,
quando in terza elementare,
nella scuola primaria di Piovega, la sua insegnante propose un laboratorio musicale.
Lucia rimase rapita dal violino, da quello strumento che
più di ogni altro si avvicina
alle tonalità della voce
umana, uno strumento, si
potrebbe dire, che “parla” al
cuore. Impara le prime nozioni da Cristina Zanolla a
Gemona. In seguito, vista la
sua grande passione, la famiglia la iscrive al Conservatorio Statale J. Tomadini di
Udine, dove ha così la possibilità di frequentare le scuole
medie e il conservatorio nella
stessa struttura. Lucia mi dice
che non è stato per lei un
grosso sacrificio andare a
Udine tutti i giorni già dal-
L
l’età di undici anni, sebbene
le sia dispiaciuto perdere le
amicizie dell’infanzia e il
contatto con il territorio, che
tuttavia ha recuperato in questi ultimi anni. Ha poi frequentato il liceo classico J.
Stellini, proseguendo nel
contempo gli studi al conservatorio. E’ stato difficile conciliare liceo e musica, soprattutto nel biennio del ginnasio, ma ce l’ha fatta ed ora è
iscritta al terzo anno del
corso di scienze e tecnologie
dell’ambiente e della natura
della Facoltà di Agraria dell’Università di Udine.
Attualmente frequenta il
secondo anno del triennio
sperimentale del conservatorio, significa cioè che è ad un
passo dalla Laurea di Primo
Livello, che spera di conseguire entro l’anno; poi le
mancheranno ancora due
anni per la Laurea in Conservatorio vera e propria. Il suo
strumento è il violino, ma
suona anche il pianoforte e la
viola. Collabora attivamente
con l’orchestra del conservatorio. Ha suonato al teatro G.
Verdi di Trieste nell’opera
Rigoletto, diretta dal M° D.
Oren, con i cori Musicanova
di Magnano in Riviera, Lis
Vilis di Coia di Tarcento e
dell’Accademia Musicale
Culturale Harmonia di Cividale del Friuli. Ha all’attivo
numerosi saggi con quartetti,
formazioni da camera, concerti aperitivo e pomeriggi
musicali. Nel dicembre 2006
è risultata vincitrice del concorso, indetto dal conservato-
rio, per il prestito, della durata di un anno, del prestigioso
violino Sergio Peresson,
costruito da questo famoso
liutaio friulano.
Grazie ad una collaborazione
tra il conservatorio e la scuola di musica di Houston,
superate le audizioni, nel
mese di giugno 2007 con altri
tre italiani è volata negli Stati
Uniti dove ha partecipato al
Texas Music Festival, frequentando importanti stage
orchestrali con maestri internazionali, unendo quindi studio e concerti sia da camera
sia con un’orchestra di ben
cento elementi (età media 25
anni) provenienti da tutto il
mondo, ad un livello altissimo di preparazione: “E’ stato
il top, un’esperienza bellissima, che può succedere una
sola volta nella vita e a me è
capitata”.
Grazie al Progetto Erasmus
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8.30 - 12.30
8.30 - 12.30
15.30 - 19.30
9.00 - 12.30
alla fine del 2007 ha trascorso 3 mesi di studio a Vilnius
in Lituania, dove ha colto
soprattutto la determinazione
e l’applicazione ferrea con
cui in quel Paese i giovani si
dedicano alla musica.
Lucia suona in media 4/5 ore
al giorno, ma: “Non c’è mai
la perfezione, il traguardo è
sempre molto lontano. Le difficoltà del violino sono nell’uso dell’arco e della mano
sinistra, ma anche nell’interpretazione storica, epocale di
un autore. Ho molti autori
preferiti da Bach a Brahms,
per non parlare di Beethoven, che ha composto un concerto per violino eccezionale.
Ma alla fine suonando i pezzi
colgo la bellezza di ognuno e
mi emoziono.” E il futuro?
“Non si può vivere di sola
musica o meglio in Italia succede a pochi, perché s’investe poco in questo settore,
non come nei Paesi dell’Est,
in Germania e in Austria, per
rimanere in Europa. Il mio
sogno sarebbe suonare in
una bella orchestra; da sola
ancora non me la sento per
una questione di tensione,
che devo impegnarmi a vincere. Mi piacerebbe insegnare musica, perché trovo
inconcepibile che le persone
non sappiano suonare uno
strumento musicale: ascoltare è bello, ma conoscere ciò
che si ascolta lo è anco-
GIOVANI TALENTI
19
ra di più. Spero che a Gemona ci possa essere un giorno
una struttura adeguata, un
auditorium, anche per concerti di musica classica senza
dover andare in duomo o al
Glemonensis, che vanno
benissimo, ma non è la stessa
cosa…”. Con la speranza che
tutto ciò accada… Intanto si
possono ascoltare Lucia e il
suo violino anche nel gruppo
Sonoro, che propone cover
italiane e straniere: teneteli
d’occhio, sono proprio bravi!
ltimamente molti gemonesi hanno imparato a
conoscerlo leggendo della
sua bravura e dei suoi sogni
sia sulla stampa locale quanto su quella nazionale, dal
Corriere della Sera a Famiglia Cristiana, e pure in tv,
sia sulle reti RAI quanto su
quelle di Mediaset. Sto parlando di Ruben De Monte,
nato a Gemona nel febbraio
del 1991 e abitante tal Borc
di Vile.
All’età di quattro anni Ruben
frequenta già i corsi della
Società Ginnastica Gemonese, attività che pratica con
passione e, tra qualche gara,
anche a livello interregionale, e la scuola, frequentata
sempre con profitto, a undici
anni Ruben giunge ad un
bivio, influenzato anche dalla
trasmissione televisiva Amici
di Maria De Filippi: la ginnastica o la danza? Opta per la
seconda e s’iscrive alla Scuola di Danza di Marina Forgiarini. Marina lo prende
sotto la sua ala protettrice
forse perché sente che in quel
bambino c’è qualcosa in più
e se lei gli dedica tempo e
attenzione, Ruben ricambia
con impegno e tenacia. Ecco
quindi che Ruben termina la
scuola media inferiore e deve
scegliere un indirizzo scolastico. Marina gli suggerisce
di provare l’audizione per
entrare alla Scuola di Danza
Il Balletto di Castelfranco
Veneto, che gli dà l’opportunità di frequentare le regolari
lezioni al Liceo Scientifico la
mattina e la scuola di danza il
pomeriggio. Nel 2004 infatti
si è avuta la creazione del
Liceo Scientifico della
Comunicazione ad Opzione
U
Coreutica (= dell’arte della
danza), nato dalla convenzione tra Il Balletto e il Liceo
Parificato Maria Assunta di
Castelfranco. Gli studenti di
fuori città sono alloggiati in
un internato e seguiti a tempo
pieno da una “governante”,
mentre Susanna Plaino, direttrice da sempre della scuola
di ballo, ricopre il ruolo di
tutor. Ruben supera l’audizione e nel settembre del
2005 inizia la sua avventura
tra libri e teoremi, scarpette e
calzamaglia. Il sacrificio è
enorme, come si può ben
pensare, ma la passione è tale
che la fatica diventa cosa
secondaria; davanti ci sono
mete, spettacoli, soddisfazioni…
E di soddisfazioni Ruben ne
sta raccogliendo parecchie. A
Faenza si è tenuta lo scorso
dicembre la selezione europea del Youth America
Grand Prix, uno dei contest
di danza classica e contemporanea più ambiti e difficili
a livello internazionale. Oltre
ad un elenco lunghissimo di
premi e menzioni, Il Balletto
ha vinto il primo e il secondo
premio della categoria
ensemble, tra i cui interpreti
c’è anche Ruben De Monte.
Quindi dal 16 al 21 aprile
Ruben sarà a New York a ballare davanti ad un’importante
giuria, con il desiderio di vincere il primo premio assieme
ai suoi compagni. A Ruben
però sono state assegnate
anche quattro borse di studio
per: la Hamburg Academy di
Amburgo, la Royal Ballet
School di Londra, la John
Cranko School di Stoccarda,
ma più che altro per la American Ballet School di New
York (Summer Intensive
Course). Stoccarda e New
York sono le mete più ambite. Sorge però il problema
delle spese, in quanto la
borsa di studio copre solo
quelle dei corsi presso queste
prestigiose scuole, mentre
tutte le altre (viaggio A/R,
vitto e alloggio) sono a carico
della famiglia. La direttrice
della scuola di ballo si è prodigata in tutti i modi in un’ardua opera di sensibilizzazione, mandando comunicati
stampa a varie testate, spe-
rando in qualche sponsorizzazione
da
parte di grosse
ditte private, e
invitando gli
enti pubblici
(anche
il
Comune
di
Gemona) ad
istituire borse
di studio speciali, perché
“…Ruben
è
venuto
a
Castelfranco
per
potersi
preparare
e
così realizzare
il suo sogno di
diventare un
ballerino professionista…
Ruben ha un
grande talento,
è serio, “pulito”, rispettoso
ed è bravo sia
a danza che a
scuola…”.
A quanto pare,
Ruben potrà
rincorrere il
suo sogno in
parte grazie ad
uno sponsor
privato,
ma
anche a varie
iniziative locaRuben De Monte ne "Il Corsaro"
li.
fotografia di Stefano Silingardi
Ho chiesto a
Ruben quali sono i suoi articolo: “Ci terrei molto a
sogni: “Intanto mi piacereb- ringraziare i miei genitori,
be raggiungere il professio- Marina Forgiarini, che mi ha
nismo e poi si vedrà.” E le spinto a frequentare questa
sue paure? “E’ troppa la scuola, Susanna Plaino e il
voglia di andare avanti; certe mio insegnante Elias Garcia
volte ho paura di non riusci- Herrera. E’ grazie a loro che
re, ma sono determinato con sto vivendo queste belle emome stesso e devo provare e zioni.”
riprovare finché non sono Ruben è un ragazzo schivo, è
soddisfatto. Ballare per me è perfino imbarazzato da quanuna continua sfida a supera- to gli sta capitando in questi
re le difficoltà e ne sono ripa- ultimi mesi. Personalmente
gato dalle soddisfazioni che gli auguro di realizzare questi
provo poi sul palcoscenico.” sogni, di volare negli U.S.A.,
Questo ragazzo si concede di diventare un professionista
poco, solo qualche week end della danza, di rendere orgoa casa, sempre che non ci gliosi i gemonesi di questo
siano spettacoli da provare o loro concittadino, ma gli
da rappresentare, e qualche auguro anche di rimanere
uscita con gli amici della sempre sé stesso, quello che è
scuola. Il tempo libero è sempre stato, perché è sopratpochissimo, lo studio è rele- tutto questo che stimo di lui,
gato alle ore serali e notturne. oltre al suo indiscutibile
Gli ho chiesto cosa desidera talento.
Maria Copetti
che io scriva di lui in questo
LETTERE&LIBRI
20
LETTERE: EMIGRAZIONE
ANCORA SUL LIBRO DELLA PELLEGRINI
Dalla lontana Australia
Contis dal prât incjantât
… è giunta questa lettera di
Mariute la Miole. Tre poesie di Maria Marchetti in
Sabot erano state inserite
nel Lunari 2007 di P&M,
mentre la sua biografia è
stata pubblicata nel numero 61 - maggio 2007.
atale 2007 - Gent.
Sig.a Maria, siamo a
Natale e il mio pensiero
ripassa veloce le tappe più
significative
dell’anno
2007, tra le quali, con un
senso di gioia, vedo e
rileggo sul libretto di
Pense e Maravee la biografia della mia vita. Mi
ha fatto piacere l’esser
N
Solidarietà
Con la vendita dei libri La
profuga e Conche Glemone
‘a ere… di Lea Nicli D’Andrea (P&M n°60 – marzo
2007), messi a disposizione
dal figlio Alessandro D’Andrea, sono stati raccolti
280,00 €, che verranno
devoluti alle missioni delle
Suore Francescane nella
Repubblica Centrafricana, a
ricordo dell’affetto che
legava l’autrice alle suore.
Si ringrazia per la collaborazione Nerina Londero
della cartolibreria Il Papiro
e Anna Maria Campana
della libreria Il Pensiero.
stata ricordata, così, senza
accorgermi, sono rientrata
nel ricordo di tante persone, che mi furono amiche,
compagne di lavoro o solo
conoscenti.
Quando ricevo Pense e
Maravee, leggo e assorbo
ogni novità su Gemona,
cercando nella mia memoria di ricordare luoghi,
persone, strade, ma alle
volte mi rendo conto che è
difficile retrocedere nelle
tracce del passato.
Ammiro il vostro lavoro e
mi congratulo con Lei e il
suo team per tutte le informazioni, che portate all’emigrante.
Per un momento ci sembra
di respirare l’aria di
Gemona e ci ritroviamo in
mezzo a voi, ancora giovani, ancora festosi, ancora
con tante speranze… e tra
queste c’è il rivedere il
nostro castello ricostruito
in tutta la sua magnificenza, simbolo e orgoglio dei
Gemonesi.
Assieme a Lei mi permetto
di salutare tutti i Gemonesi
con l’augurio di un Buon
Natale e un prosperoso
Anno Nuovo. RicordandoLa affettuosamente
Maria Marchetti in Sabot
lla presentazione del
libro Contis dal prât
incjantât (1/12/2007 - vedi
anche P&M n°64 del dicembre 2007)), l’autrice, Giuliana Pellegrini, dopo i ringraziamenti ai vari collaboratori e all’amministrazione
comunale, nella persona del
Vicesindaco
Mariolina
Patat, si espresse in questo
modo.
“… O vuei ben a nestre tiere,
ogni clap al fevele, ogni troi;
ogni cjanton mi conte des
animis che a son passadis,
dai siums che son restâts
ingredeâts intai arbui, intes
niulis, intai mûrs de fature
dal vivi di ognidun.
Lant atôr pe l’Italie o ai
discurvierzût che un grum di
lôr a pensin al Friûl come a
un puest là vie insom,
dongje dai confins, lontan.
Cualchidun s’impense dal
taramot.
Ju lassi dî, daspò o tâchi a
fevelâ la marilenghe.
O conti dai suns profonts,
antics, dal sisteme di scrivi,
dal fat che marilenghe nol è
dome scrivi in maniere diferente, ma al è un codiç di
vite, une regule regalade dai
nestris vons. Cemût puedistu
fâ di mancul di pensâ a
sagece di tancj dets furlans;
mi ven cumò il prin colp di
manarie nol fâs colâ l’arbul,
la scjele no va lontane dal
A
çoc, vivint s’impare a vivi,
sarà ce che Diu volarà…
Cussì, vinars passât a Varese, il president dal Fogolâr
Furlan mi dîs: “Fevele di ce
che tu vûs, ma fevelimi par
furlan” e alore o ai dit dal
timp, des stradis, … di ce
vuelistu cjacarâ cuntun che
no si cognòs? Daspo o sin
lâts indenant cui discors.
Non vevi mai pensât a ce
tant afiet che a àn i nestris
fradis furlans ator pal mont
pe nestre lenghe, pe nestre
culture, culture che no fâs
bocjis, che si vistis scuasit
simpri di umiltât. Jo o sei
braurose di jessi furlane.
Dutis lis mês contis a son
leadis a nestre tiere, ai
nestris lûcs. O sai che dulà
che al è un prât a son ancje
lis sôs creaturis, ma chestis
a son plui bielis: a son furlanis. E a viodin intune altre
maniere, a vivin cun rispiet,
come che o fasin nô. Mi plâs
pensâ che a puedin puartâ
un moment di serenitât, un
lamp di contentece, un fregul di gjonde. Mi àn
domandât se mi risulte miôr
scrivi par talian o par furlan. O ai rispuindût che no
cjâti dificoltât a scrivi par
talian, ma che o preferis
esprimimi in marilenghe,
parcè che la marilenghe e je
la lenghe de anime e dai
siums.”
Onoranze Funebri
Ospedaletto di Gemona - Reperibilità continuata al
0432 983517
Appalto comunale recupero salme
Comprendendo le complicazioni dovute ad un continuo aumento
dei prezzi, vogliamo portare a conoscenza dei cittadini di Gemona
che la nostra azienda si vuole impegnare a garantire un servizio
funebre completo e decoroso a
EURO 1950,00
21
METEOROLOGIA
Il 2007, l’anno più caldo
ra abbiamo la conferma: la media delle temperature massime di tutto il
2007 è stata di 19,95°, mai
così alta dal 1938. Nel grafi-
O
sia ad un sensibile aumento,
mentre la tendenza delle
temperature minime sia
verso la diminuzione: la differenza tra le minime e le
massime tende quindi ad
aumentare.
Un grazie ad Andrea Venturini
e Massimo Marchetti per la
collaborazione.
Temperature minime e massime
Media climatica temperature '77-'06
Piogge giornaliere
T. C°
19
co che riporta la media
annuale delle temperature
degli ultimi 70 anni possiamo notare come la tendenza
delle temperature massime
16
P. mm
180
160
140
13
120
10
100
7
4
80
1
60
-2
40
-5
20
-8
1
4
7
10 13 16 19 22 25 28 31
Dicembre 2007
3
6
9
12 15 18 21 24 27 30
Gennaio 2008
2
5
8
11 14 17 20 23 26
0
Febbraio 2008
Auguri Pieri
Media annuale delle temperature 1938 - 2007
Gii
22
20
18
16
14
temperature minime
temperature massime
12
tendenza temp. minime
tendenza temp. massime
10
8
6
1938 1943 1948 1953 1958 1963 1968 1973 1978 1983 1988 1993 1998 2003
uguri a Pieri Gii per i suoi 80 anni e grande simpatia per il
A
suo aiutante Andrea, cinque anni e mezzo, appassionato di
animali e molto amico della mucca "Maschera” che si intravvede nella foto. La mamma di Andrea è contenta della passione del figlio e la ritiene molto piu' utile e salutare della televisione. Pieri è il contadino gemonese piu' anziano: ta stale al à ancjemò 8 vacjis e un torel.
Contenitore di integratori energetici abbandonato sulla
strada per Sant’Agnese. Spiace constatare che chi ha
assunto “energia rapida” non abbia assunto anche una
buona dose di “buon senso a lento rilascio”!
22
LETTERE
TRA DOLORE E SPERANZE
Riflessioni da un letto di ospedale
N
el suo “De Profundis” il compianto Pre Antoni Beline
(mancato proprio quest’anno [nel 2007]) ha scritto che
prima o poi ognuno di noi si dovrà confrontare con la morte e
con la malattia che di solito la precede. E’ una realtà cui nessuno può sfuggire. Ma Pre Antoni ha scritto anche che non si deve
pensare che la malattia sia la cosa peggiore di questo mondo.
Spesso è la salute che fa emergere il peggio di noi, come la prepotenza, l’invidia, la bramosia, la violenza. La malattia fa emergere il meglio di noi come la pazienza, la solidarietà, la spiritualità, la sensibilità….. Anche se ogni malato è povero. Qualche volta di amici, qualche volta di speranza. Però è anche ricco
di tempo per riflettere, per pregare e per intraprendere quel
viaggio lungo e impegnativo verso il suo profondo e ultimo
destino. E, per ironia della sorte, proprio mentre stavo leggendo il “De Profundis”, lo scorso mese di agosto mi è stato diagnosticato (e in seguito eradicato, dopo due delicati interventi
chirurgici) un tumore maligno. Durante la mia lunga degenza in
ospedale ho riflettuto sul fatto che ogni cultura ha il suo modo
di affrontare la malattia, la sofferenza e il dolore. Alla fine il
viaggio alla ricerca di una cura risolutiva si trasforma in un
viaggio interiore alle radici divine dell’uomo. E’ questo che ci
comunica Tiziano Terzani nel suo “Un altro giro di giostra”,
ma lui ci insegna anche che niente succede per caso nelle nostre
vite e che la cura di tutte le cure è quella di cambiare punto di
vista, di cambiare se stessi e dare in tal modo il proprio contri-
buto alla speranza in un mondo migliore, ma anche ci insegna a
credere che i miracoli esistono veramente, solo che ognuno
deve essere l’artefice del proprio.
E leggere “La città della gioia”, il grande romanzo di Dominique Lapierre, ha avuto per me l’effetto di un farmaco antidolorifico. Le sofferenze di Hasari Pal (l’uomo cavallo) hanno
fatto sì che i miei dolori fossero più sopportabili. E ha lenito i
miei dolori anche il solo fatto di pensare a tutti gli abitanti della
“Città della gioia”, una bidonville di Calcutta, vero e proprio
inferno di miseria e degradazione, nel quale cercano di sopravvivere in mezzo a fame e malattie, tra la merda che scorre a
fiumi, ma soprattutto solidali gli uni con gli altri.
Non voglio dilungarmi oltre, né approfittare dell'ospitalità concessami gentilmente da Pense e Maravee per esternare e rendere pubblici i soliti ringraziamenti di rito (anche se doverosi), ma
vorrei tanto mi fosse consentito qui ricordare la giovane infermiera dell'ospedale San Michele di Gemona che --dopo avermi
sorpreso in lacrime, accarezzandomi e senza dire una parola,
ma con un grande slancio di empatia-ha saputo alleviare non
solo i miei dolori, ma soprattutto le mie paure e la mia solitudine. Vorrei tanto citarne il nome, ma preferisco custodirlo nel
mio cuore.
Mandi e ogni ben a ducj
Claudio Gobbi
A proposito di don Giuseppe Marchetti …
Lussemburgo agosto 1956
Carlo Venturini ha fatto pervenire alla redazione di P&M una
serie di fotografie, che lo riproducono nelle varie fasi della realizzazione del busto in bronzo di Pra Bepo Miôl, collocato nell’atrio d’ingresso dell’Istituto G. Marchetti. Era l'anno 1990.
Carpentieri, muratori e falegnami tutti di Gemona al lavoro in Lussemburgo nello stesso mese della tragedia diMarcinelle. Si riconoscono diversi Forgiarini (Vale), Bizi,
Patat, Piemonte, e altri. Foto di Patat Emilio
CARTOLIBRERIA COCCINELLA
Cartolibreria Coccinella sas
di Marina Lepore & C.
Via Dante Alighieri 213
Gemona del Friuli
tel/fax 0432.981305
[email protected]
PAGINA DEL COORDINAMENTO
DELLE ASSOCIAZIONI CULTURALI E DI
VOLONTARIATO SOCIALE DI GEMONA
Associazioni aderenti al Coordinamento:
A.C.A.T. (sezione di Gemona), A.T.Sa.M. - Associazione Tutela Salute
Mentale, A.V.U.L.S.S. (sezione di Gemona), Amici del Laboratorio
Internazionale della Comunicazione, Amnesty International - Gruppo
Italia 143, Associazione Musicologi, Buteghe dal Mont - Glemone,
Gruppo Caritas della Parrocchia di S. Maria Assunta, Centro Giovanile Parrocchiale Glemonensis, C.A.V. - Centro Aiuto alla Vita, C.I.D.I.
della Carnia e del Gemonese, Clape di Culture Patrie dal Friûl, Comitato per la Costituzione, Comitato per la Solidarietà di Osoppo, Friûl
Adventures - Fiore (Osoppo), Gruppo Scout AGESCI Gemona 1,
Gruppo Special - Amici si può, Gruppo “Un blanc e un neri“, Pense e
Maravee Associazione Culturale., A.U.S.E.R., Associazione SAC
V.Osterman.
Amnesty International: 8 marzo 2008
“Il terrore dentro casa - La violenza domestica nel mondo”
roppo a lungo la violenza contro le
donne, in modo particolare la violenza domestica, è rimasta nascosta,
ignorata ed esclusa dall’agenda dei
diritti umani nonostante la sua preoccupante diffusione. Troppo a lungo è stata
considerata una questione privata da
nascondere, per vergogna, tra le mura
domestiche.
Al contrario, essa rappresenta una
grave violazione dei diritti umani di
donne e ragazze e come tale deve essere affrontata. Per questo Amnesty International (AI), nell’ambito della sua
campagna mondiale “Mai più violenza
sulle donne”, richiama gli Stati ai propri obblighi internazionali di agire per
prevenire, reprimere e punire la violenza domestica e per garantire una riparazione adeguata alle vittime.
Al tempo stesso, AI sostiene il lavoro
fondamentale e insostituibile svolto
ormai da decenni dalle associazioni,
dai centri antiviolenza, dalle case rifugio, dai servizi medici e legali e da
tutte le donne e gli uomini che con
coraggio e dedizione lottano contro la
violenza sulle donne e per l’affermazione dei loro diritti in
tutto il mondo.
La situazione mondiale è assai
variegata e per un approfondimento rimandiamo al rapporto:
“Il terrore dentro casa. La violenza domestica nel mondo”
EGA editore, che può essere
richiesto al n. 0432 974179.
er quanto riguarda l’Italia AI
segue con attenzione gli sviluppi normativi e monitora i dati
sulla violenza domestica in Italia. Secondo il rapporto EuresAnsa 2006 su L’omicidio volontario in Italia, «la famiglia continua (…) a costituire per la
donna il luogo a più elevato
rischio di omicidi (…)» e «tra
tutte le donne uccise in Italia, in
media sette su 10 trovano la
T
morte proprio per mano di un familiare o di un partner (ben il 71,5% nel
2005, il 69,9% nel 2004)».
Secondo l’indagine campionaria conclusa dall’Istat nel febbraio 2007 su
Violenza e maltrattamenti contro le
donne dentro e fuori la famiglia, in Italia un terzo delle donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni (il 31,9%, ossia
sei milioni e 743 mila) ha subito “violenza fisica” o “violenza sessuale” nel
corso della propria vita.
Il 14,3% delle donne che hanno un
rapporto di coppia in corso o ne hanno
avuto uno in precedenza, è stato vittima almeno una volta di violenza fisica
o sessuale commessa dal partner o ex
partner. Nella loro vita, circa il 4,8%
delle donne ha subito uno stupro o un
tentato stupro, di cui il partner o ex
partner è responsabile nella maggioranza dei casi (69,7%). Nei restanti,
l’autore della violenza è quasi sempre
un amico, un parente, un collega o
comunque un conoscente e solo il
6,2% degli stupri è opera di uno sconosciuto.
“Dai tre ai novantatre anni....
P
le donne subiscono stupri”
Secondo lo stesso rapporto oltre due
milioni e 77 mila donne (il 18% del
totale) hanno subito qualche forma di
stalking, cioè, nella definizione dell’Istat, “comportamenti persecutori” tenuti dal partner che hanno colpito le
donne “al momento della separazione”
e che le hanno “particolarmente spaventate”; come i casi in cui il partner o
ex partner ha cercato insistentemente di
parlare con la donna contro la sua
volontà, ha chiesto ripetutamente
appuntamenti per incontrarla, l’ha
aspettata fuori casa, scuola o lavoro,
l’ha seguita o spiata.
Nel 92,5% dei casi le violenze domestiche non vengono denunciate. Oltre un
terzo delle donne che hanno subito
abusi da parte del partner o ex partner
non ne ha parlato con nessuno; inoltre
risulta che solamente il 2,8% delle
donne che hanno subito episodi ripetuti di abusi si sia rivolto a un centro antiviolenza.
Soltanto il 18,2% delle donne che
hanno subito violenza fisica o sessuale
in ambito familiare la considera un
reato e solo il 44% “qualcosa di
sbagliato”.
A livello normativo, la legge 5
aprile 2001 n. 154, Misure contro la violenza nelle relazioni
familiari, prevede una serie di
azioni per tutelare tutti quei
soggetti che nell’ambito domestico subiscono sottomissioni e
violenze, non solo fisiche ma
anche morali, quali minacce,
intimidazioni, pressioni e
molestie psicologiche. Sia in
ambito penale che civile è previsto “l’allontanamento dalla
casa familiare” del soggetto
violento, laddove «la condotta
del coniuge o di altro convivente è causa di grave pregiudizio
all’integrità fisica o morale
ovvero alla libertà dell’altro
coniuge o convivente».
Associazione
culturale
PENSEE MARAVEE
Prepariamoci
al futuro
del Friuli Venezia Giulia - onlus
I rifiuti
Scenari futuri: finalità, principi e gestione nella bozza
di testo Unico approvato dal Parlamento Europeo.
Laboratorio delle buone pratiche: come ridurre, a
livello locale, la produzione di rifiuti e imballaggi
(principio di prevenzione); come fare bene il compostaggio domestico, come riconoscere le plastiche e
gestirle correttamente.
Confrontiamoci: seminario aperto su “La gestione dei
rifiuti nella provincia di Udine, a un anno di distanza
dalla crisi. Cosa è cambiato?”
I TEMI
Il paesaggio della pedemontana
L’Europa
Approccio normativo all’ambiente osservando l’Eu- Escursione guidata con lettura integrata del territorio
ropa; il VI° programma di azione ambientale; i mille sotto il profilo paesaggistico, geo-morfologico e naturalistico, con particolare attenzione alle reti d’acqua.
volti dello sviluppo sostenibile.
Sporchiamoci le mani
L’Italia
Il nuovo Codice dell’ambiente: principi, struttura e Intervento sul territorio realizzando anche a Gemona
contenuti. Le novità per cittadini, Pubbliche Ammini- l’iniziativa “Puliamo il mondo”, il più grande appuntamento mondiale di volontariato ambientale.
strazioni e imprese.
Il Friuli V.G.
La pianificazione territoriale in FVG: dal Piano Ter- Il programma verrà presentato a Gemona giovedì 24 apriritoriale Regionale (PTR) alla pianificazione comu- le presso la sala della Comunità Montana alle h.20.30. I
singoli interventi, alcuni dei quali aperti al pubblico, si
nale: aspetti metodologici e di contenuto, criticità. La effettueranno nel mese di maggio e giugno e si concludevalutazione ambientale strategica al PTR. Il ruolo del- ranno a settembre; i relatori sono esperti dei temi trattati ed
l’informazione ambientale e della partecipazione.
è stata inoltre assicurata la partecipazione di Edo Ronchi
L’energia
già Ministro dell’Ambiente.
Politiche energetiche e ambiente: dal protocollo di Chi è interessato a partecipare o collaborare trasmetta una
Kyoto a …. m’illumino di meno. Le scelte locali: il mail a [email protected] e [email protected]
ruolo degli Enti Locali e dei cittadini nella promozio- oppure telefoni a Sandro Cargnelutti ore serali (0432
970307).
ne dell’efficienza e delle fonti rinnovabili.
L’Associazione culturale Pense e Marvee e Legambiente del FVG organizzano, a Gemona, un corso di avvicinamento alle tematiche dell’ambiente e della sostenibilità. L’iniziativa, gratuita, è finalizzata a migliorare la
conoscenza delle persone e promuovere una partecipazione attiva e consapevole alla tutela e gestione delle
risorse del territorio. Non solo trasmissione di conoscenze, quindi, ma confronto, laboratori pratici, uscite, l’organizzazione di un seminario e, per concludere, un intervento sul territorio.
5 x mille
Iniziative del Coordinamento delle Associazioni Culturali e di Volontariato Sociale - Gemona del Friuli
Sostenerci non ti costa nulla!
“I COLORI DEL VENTO” 2008
SUL MOD. 730 PUOI DARE IL 5 PER MILLE A P&M
Con la prossima dichiarazione dei redditi (730 e
mod. Unico) potete sostenere Pense e Maravee
senza spendere nulla: basta
indicare la nostra come
associazione a cui dare il 5
per mille scrivendo nell’apposita casella il
codice fiscale di P&M
91002600301
A voi non costa nulla, a noi
un piccolo aiuto. Tutti i
fondi raccolti saranno devoluti in progetti di solidarietà.
Infine, poiché l'Associazione Pense e Maravee è una
ONLUS, tutte le sottoscrizioni
effettuate
dal
28/11/2005 sono deducibili
dal reddito complessivo.
Informate di tutto questo chi
vi fa la dichiarazione dei
redditi.
Per maggiori informazioni
consultate il sito
www.pensemaravee.it.
Filo conduttore della manifestazione: la Costituzione in
occasione del 60° anniversario
GIORNATE DEL VOLONTARIATO incontri a tema
sulla legalità/giustizia, vecchie e nuove povertà, responsabilità, violazione dei diritti umani in Cina, a cura delle
associazioni.
FESTA DEGLI AQUILONI 4 maggio
- caratterizzazione dei banchetti delle associazioni che
“adotteranno” anche un principio/articolo della Costituzione;
- sostegno al Progetto Bolivia (collaborazione tra la Diocesi di Cochabamba e la Parrocchia di S. Maria Assunta);
- mostra Energeticamente a cura di Pense&Maravee;
- svolgimento di giochi per i bambini a cura dei volontari
della Parrocchia di S. Maria Assunta..
Pense e Maravee è una voce libera e pluralista: sostieni la sua autonomia con il tuo contributo
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