RASSEGNA
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SOMMARIO
03 Dicembre 2015
SEZIONE QUOTIDIANI
Ateneo Palermo
GdS – Intervista a Maurizio Carta. Rilevatori Meteo e sensori wireless. Il lampione si fa intelligente
La Repubblica – Licei privati, la rivincita. Gli ex allievi primeggiano agli esami universitari
La Repubblica – L’intervista. Cusimano: “In facoltà arrivano giovani senza le basi di italiano”
La Repubblica – L’intervista. Carta: “Le nozioni non bastano bisogna imparare a ragionare”
La Repubblica – Perché è inutile riesumare il fantasma di Villa Deliella
Altri Atenei
La Sicilia – Catania. Pronto Soccorso al Policlinico “Ora è questione di pochi mesi”
SEZIONE WEB
CataniaToday – Fud incontra l’Università di Palermo: l’azienda di Andrea Graziano diventa “Case
History”
Ansa.it – Teatro: migranti narrano le loro storie
Agi.it – Migranti: Africa in scena al “Biondo” di Palermo, tra fuga e sogni
LiveSicilia – Vecchioni a Palermo
LiveSicilia – Presentazione “Guida ai giardini pubblici di Palermo” di Rosanna Pirajno
GdS.it – Lutto. Università di Agrigento, è morto l’archeologo Nicola Bonacasa
OrizzonteScuola.it – Università: tutte le novità Erasmus +2016 in una conferenza a Milano
House organ dell’Ersu
IoStudioBlog – Recruiting Day per Ingegneria, Informatica, Matematica e Statistica
IoStudioBlog – Seminario Risk Management – con il patrocinio dell’Ersu
IoStudioBlog – Il San Saverio accoglie Zabùt
Ufficio Comunicazione Istituzionale - Responsabile per la Rassegna stampa Giusi Inzinna –[email protected]
Blog Unipa
Younipa – Santi Romano, venerdì speciali alla mensa universitaria
Younipa – Doppio lutto per il mondo accademico: Morti Nicola Bonacasa e Michele De Franchis
Ufficio Comunicazione Istituzionale - Responsabile per la Rassegna stampa Giusi Inzinna –[email protected]
GIORNALE DI SICILIA
Cronaca di Palermo
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SMART CITY
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di Tancredi Bua
RILEVATCRI V ETEO
E SE\SORI WIRELESS
IL LAMPIONE SI FA
INTELLIGENTE
uove tecnologie quindi nuovi impianti di illuminazione: impianti intelligenti per città intelligenti. E così il classico lampione, quello
che illumina le città dalla seconda metà del
Settecento, diventa un dispositivo in grado
di contenere più tecnologie. A Palermo il primo progetto
inserito nell'ottica più grande della «smart city», la città
intelligente, porta il nome di iNext. A lavorarci, insieme
al Cnr di Messina, l'università di Palermo, il Comune e
Amg, sono stati anche i professori Marco Beccali (docente di Fisica tecnica) e Maurizio Carta (docente di Urbanistica). Quest'ultimo è stato intervistato a Ditelo a Rgs.
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• S• Quand'è che avete cominciato a lavorare su
INext?
«Abbiamo iniiiato quasi tre anni fa, nel 2012. Il progetto
è stato finanziato dal Miur, il Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, nell'ambito del cosiddetto
Ponrec, il programma operativo nazionale sulla ricerca e
competitività. È un'iniziativa interessante per cominciare a sviluppare dei modelli di smart city. In questo progetto, in cui sono coinvolti anche il Cnr di Messina, la Italtel,
la Exalto, la Avens, la T.R.E. (Tozzi Renewable Energy,
ndr.) e la Muovosviluppo, promuoviamo la sperimentazione sui dispositivi intelligenti».
• ** Cioè?
«Più in generale, sì parla di affinamento dell'efficienza
energetica. In breve, consumare il minimo per ottenere
il massim o. Abhianio a che tare con pali polivalenti, cioè
pali che non si limitano a eregare luce. Offrono anche
dei servizi. Nella prima parte del progetto, è previsto appunto l'affinamento dell'efficienza energetica dei pali,
che danno una migliore resa, un'illuminazione più calda, a fronte di costi inferiori. La vera rivoluzione è la possibilità di comandare da remoto questi punti luce, rendendoli più efficienti in base alle condizioni di luce, a seconda delle varie necessità atmosferiche. Il palo avrebbe
anche un sensore di rnovi mento che rileva la presenza di
persone e capisce' quanta luce serva per illuminare sufficientemen te bene quell'area.Co sksi riducono moltissimo gli sprechi».
• •• Quali altri dispositivi possono essere inseriti in
uno dei pali progettati in iNext?
«Questi punti luce sono do Lati di diverse categorie di sen
sori. Per primi, abbiamo sperimentato quelli meteorolo gici. Abbiamo un sistema di centTaline meteo che sono
connesse al palo, che rilevano ad esempio la temperatura esterna. Successivamente, abbiamo pensato al monitoraggio Visivo, dunque a delle telecamere, che possono
essere utili per il controllo della mobilità, del traffico, per
la sicurezza nei quartieri Ma esistono anche sensori più
sofistí cati, per ril evare ad esempio il livello delle emissioni in un centro abitato. Questi pali, a loro volta, sono poi
connessi a una re le Interne L, ed è così che forniscono in
tempo reale informazioni sulla città».
• o• E 11 Comune di Palermo si è mostrato particolarmente interessato al progetto...
«SI, il Comune è partner su iNer sin dall'inizio. In fase
filiale ha manifestato Liti particolare apprezzamento, dichiarando anche la propria disponibilità ad altri approfondimenti. Al momento, l'università ha potuto sperimentare palo soltanto all'interno del campus di viale
delle Scienze»,
• so E adesso? Cosa succede ad iNext?
«Noi abbiamo terminato, realizzando tutto quello che ci
eravamo prefissati. La fase successiva del progetto è questo evento finale, a Capo d'Orlando, martedì 15 dicembre, durante il quale saranno presentati i risultati. Stian1.0 comunque continuando la sperirnen laz i one».
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IL DOLENTE DI URBANISTICA
D ELVATEN EO: STUDIO COMPLETATO,
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IN VIALE DELLE SCIENZE
Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
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L'istruzione
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Licei pnva i, la nvincita
Gli ex allievi primeggiano
• •
agli esami universitan
La ricerca della Fondazione Agnelli sulle scuole superiori
Il Don Bosco guida la classifica dei classici e degli scientifici ,
SALVO INTRAVAIA
L'Umberto I non è più il liceo classico cittadino che assicura la migliore preparazione in vista degli studi universitari. Quest'anno è stato superato dal Don Bosco
Ranchibile. Anche altri-prestigiosi classici e scientifici di Palermo sono costretti a
lasciare posizioni in classifica agli istituti
paritari. A sostenerlo è la Fondazione
Agnelli che da oggi mette a disposizione
di alunni, genitori e insegnanti la seconda edizione di Eduscopio, la banca dati
che consente di mettere a confronto le
performance universitarie degli studenti
diplomati nel 2010/11, 2011/12,
2012/13 e che permette di stilare una
classifica per indirizzo degli istituti di pro-
Lo studio analizza le performance
.
degli studenti dell'ateneo
I presidi degli istituti pubblici:
"I nostri ragazzi, secondi a nessuno"
venienza, con tanto di posizioni conquistate e perse rispetto al 2014. Ma i presidi
dei licei statali non ci stanno. In altre parole, non credono che i propri alunni siano
da meno rispetto a quelli che hanno frequentato gli istituti privati. In affetti,
nell'edizione 2015 di Eduscopio non mancano le sorprese che probabilmente saranno destinate ad aprire la discussione
tra i fan delle paritarie e quelli convinti
che la migliore preparazione venga assicurata ancora delle scuole di Stato. Il database consente di stilare classifiche per indirizzo scolastico. Tra i licei classici, lo
scorso anno, era l'Umberto I a primeggiare su tutti. Ma quest'anno la palma del migliore passa al Don Bosco di via Libertà.
Per Vito Lo Scrudato, preside dell'Umberto, «in città ci sono ottime istituzioni scolastiche che cercano di gareggiare tra loro
-per offrire la migliore preparazione possi-
bile. Anche se — continua — il riscontro
ottenuto dall'apertura dell'indirizzo internazionale in lingua tedesca ci fa pensare di essere sulla strada giusta. Ci impegneremo per ritornare in testa».
Tra i classici, il Garibaldi si piazza sul
terzo gradino e subito dopo troviamo
un'altra scuola paritaria: l'Altavilla. Il Me- .
li scivola al quinto posto, perdendo due posizioni. «Sicuramente — spiega a caldo
Francesca Vena, a capo del Meli — il tempo-scuola nelle paritarie è diverso rispetto a quello degli istituti statali e questo
può incidere anche sulla preparazione degli studenti: meno vincoli sugli orari dei
collaboratori scolastici, ad esempio, consentono di rimanere aperti più a lungo.
Sulla qualità dell'insegnamento non ho
invece dubbi: la scuola pubblica non ha
nulla da invidiare alle paritarie. E francamente non credo che i miei alunni all'università facciano peggio di quelli di qualsiasi altra scuola... Ai primi due posti della
classifica sui licei scientifici di Palermo
troviamo altrettante scuola private: il
Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
data 03/12/2015
la Repubblica PAuctoto
s e z L'istruzione
Don Bosco e per la prima volta il Santa Maria Ma7zarello. fl Cannizzaro, lo scorso anno in seconda posizione, si deve accontentare della terza piazza. «Non credo molto
nelle classifiche», confessa la preside dello scientifico Cannizzaro, Anna Maria Catalano, che avanza anche una critica:
«Non So quanto sia opportuno paragonare istituti con].800 studenti, che ne diplomano almeno 200 ogni anno, con istituti
molto più piccoli». Trai licei scientifici, Galilei, Benedetto Croce, Einstein e Basile seguono il Cannizzaro. Per comporre le singole classifiche, la Fondazione Agnelli ha
elaborato statisticamente un indice che
tiene conto dei voti conseguiti dalle manicede nelle materie universitarie superate
e il numero di crediti conquistati, con un
peso pari al 50 per cento peri due indicatori. Ma l'indice elaborato dalla Fondazione
Agnelli, che mette in rassegna le diverse
realtà scolastiche, non tiene conto del retroterra culturale ed economico di provenienia degli studenti- Per questa ragione
potrebbe non essere una misura della
qualità dell'insegnamento nelle diverse
scuole. Anche se fornisce una guidaalle famiglie che prima non c'era. Tra i licei linguistici è il Ninni Cassarà quello che assicura la migliore formazione per coloro
che proseguiranno con gli studi universitari. Mentre, tra i licei delle scienze umane a primeggiare è il Finocchlaro Aprile,
seguito dal Danilo Dolci di Brannaccio e
dal Regina Margherita. Eduscopio confronta le performance universitarie anche degli studenti che escono dagli istituti tecnici.
Consegnando la palma del migliore al
Pareto, tra gli istituti tecnici ad indirizzo
economico, e al Rutelli — primo anche lo
scorso anno — tra gli istituti tecnici ad in- dirizzo tecnologico. L'ex istituto per geometri si piazza prima del Parlatore, storico istituto cittadino da cui è uscita la maggior parte dei primi geometri palermitani.
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Classifica 2015
Tra parentesi la posizione del 2014
LICEO CLASSICO
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DON BOSCO RANCH' BI LE - Parita da
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CENTRO EDUCATIVO IGNAZIANO - Paritaria
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EDUCANDATO STATALE MARIA ADELAIDE
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VITTORIO EMANUELE II
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9 . IMERA - Paritarla
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BASI LE-IYALE0
LICEO DELLE SCIENZE UMANE
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DON BOSCO RANCHIBILE - Paritaria _. _.._.... {1)
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STANISLAO CANNIZZARO
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GALILEO GALI LEI
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BENEDETTO CROCE
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ALBERI EINSTEIN
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ERNESTO BASILE
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ALESSANDRO VOLTA
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CENTRO EDUCATIVO I .G.NAZ1ANQ . Pantar.12 ... (91
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GIUSEPPE GARIBALDI
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GIOVANNI MELI
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ISTITUTI» TECIWCO"ECONOMICO '
CAMILLO FINOCCHIARO APRILE
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DANILO DOLCI
REGINA MARGHERITA
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MANIA AGOSTINO DE COSMI
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NINNI CASSARÀ
REGINA MARGHERITA
DANILO DOLCI.
GIOVANNI AGOSTINO DE COSMI
CENTRO EDUCAT1V0 IGNAZIANO - Paritaria
JOHN MILTON - Paritaria
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VILFREDO PARETO
(1)
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MARIO RUTELLI
DAMIANI ALMEYOA-CRISPI
MARIO RUTELU
VITTORIO EMANUELE II
FILIPPO PARLATORE
ETTORE MAJORANA
DUCA ABRUZZI-LIBERO GRASSI
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IL METODO La Fondazione Agnelli ha stilato le singole classifiche in base a un indice che tiene conto delle performance universitarie
degli sederti usciti dalle diverse scuole. Lo score attribuito a ogni Istituto mette insieme la media del voti e del credili ottenuti,
normalizzati in una scala che ve da Da 100, dando un peso pari al 50 per cento a ognuno dei due indicatori
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data 03/12/2015
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LINTERVISTA /l
Cusimano: "In facoltà arrivano
giovani senza le basi di italiano"
GRAZIA LA PAGLIA
Professore Cusimano, ogni anno la
Fondazione Agnelli stila la classica
dei licei che formano meglio gli studenti per l'università. Cosa manca,
di solito, alle matricole?
-
«Mancano le basi di geografia e storia e spesso anche di italiano — afferma Girolamo Cusimano, presidente
della scuola di Scienze umanistiche
dell'ateneo di Palermo — Per questo
motivo sia io che i miei colleghi ci riteniamo mediamente insoddisfatti. Questi problemi non derivano dal liceo, ma
soprattutto dalle scuole precedenti.
Ciò crea problemi per affrontare le prime materie».
si possono incontrare insegnanti buoni
come altri con cui i ragazzi non si trovano bene».
Che cosa suggerisce per superare
questi problemi?
«I ragazzi dovrebbero leggere di più
ed essere più curiosi. Dovrebbero informarsi, guardare programmi televisivi
che informano seriamente. La responsabilità va anche alle famiglie. Non tutte sono uguali, certo, e le nozioni si imparano in classe. Ma aiutare i figli a leggere testi qualificati sarebbe importante non solo per migliorare la conoscenza dell'italiano, ma anche per allargare
i loro orizzonti».
E ai ragazzi, che consigli dà?
La responsabilità è dei docenti del liceo?
«Informatevi, seguite i notiziari. Ai
miei tempi avevamo solo l'atlante e sapevamo la geografia. Oggi ci sono anche le app dei cellulari e la televisione
bombarda di notizie, per esempio, sul
Medio Oriente. Come si fa a non sapere
dove si trovano questi paesi? Se sono
coscienti di avere lacune, però, non devono scoraggiarsi. Per migliorare basta la buona volontà».
«Può darsi, nella carriera scolastica
ORIPR6DUEIONE RISERVATA
Davanti a queste lacune, l'Università come interviene?
«Organizziamo appositi corsi, soprattutto di latino e italiano. Lo so, sembra assurdo, ma molti neodiplomati
hanno problemi con la struttura grammaticale della nostra lingua».
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la Repubblica PALEfoto
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L'INTERVISTA 12
Carta: "Le nozioni non bastano
bisogna imparare a ragionare"
Professore Carta, qual è mediamente il grado di preparazione delle matricole? Hanno basi sufficienti per
studiare Ingegneria o Economia?
intellettuale per capire come va il
mondo fuori dalle aule. Così, per loro
sarà più facile apprendere le materie
universitarie».
«Per fortuna sì. Ma ci sono sempre
alcune matricole che hanno lacune,
tuttavia i dati non sono allarmanti —
afferma Maurizio Carta, presidente
della scuola Politecnica dell'Universistà — Con i test di ingresso individuiamo subito eventuali carenze e interveniamo con gli Ofa, corsi specifici di recupero. I ragazzi vengono supportati
da tutor e recuperano le nozioni mancanti di matematica e fisica. Ma non è
solo questo che conta per poter affrontare i nostri corsi».
Tanti ragazzi, però, preferiscono
dedicarsi alle nozioni utili per superare i test di ammissione all'Università.
Ma tutto questo non dovrebbero
impararlo già al liceo?
«È vero, e per evitare tutto questo
contiamo di far partire, dal prossimo
anno, una selezione diversa. Le aspiranti matricole potranno sottoporsi a
un test online a partire da febbraio e
provarlo più volte. Dopo aver studiato
e dopo aver raggiunto un buon punteggio, potranno iscriversi ai nostri
corsi. Ci rendiamo conto che i ragazzi
si concentrano troppo sul punteggio,
trascurando la cura delle loro capacità. Non comprendono che, se sanno riflettere, potranno individuare la risposta corretta anche senza ricordare
una legge della fisica. Se tutto va bene, con il nuovo test online, elimineremo anche l'ansia che, spesso, li fa sbagliare».
«Certo. Ma la preparazione scolastica non basta: serve anche la curiosità
°RIPRODUZIONE RISERVATA
Quali altre conoscenze devono avere gli studenti?
«Non devono avere solo buone competenze nelle materie scientifiche.
Questo serve, certo, ma devono anche
essere capaci di ragionare sulle cose,
di avere un pensiero critico».
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gra.lp.
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I - XV
LA POLEMICA
Perché è inutile
riesumare
il fantasma
di Villa Deliella
La demolizione di Villa Deliella
ROSANNA PIRAINO
a presentazione della
proposta "Ricostruiamo
Villa Deliella" è stata, da
quel che sento, partecipata e
ricca di spunti sulle modalità
e finalità di una iniziativa che
ha scosso - e di questo bisogna dare atto ai proponenti la sonnolenta cultura palermitana delle trasformazioni
urbane. L'idea di ripagare la
città di uno sfregio patito,
quindi un gesto "politico"
che i proponenti si intestano,
si associa inevitabilmente alla figura di Ernesto Basile genfale artefice di un linguaggio che ha configurato la città moderna di inizio Novecento, di cui resta ben poco ma la
cui ri-considerazione ammanta l'operazione-ricostruzione
di un'aureola culturale che si
presume discostarsi dalla
"provocazione nostalgica"
nella quale gli sfavorevoli
all'idea avanzata la collocano.
Pur apprezzando, come
detto, l'intento degli architetti Giulia Argiroffi e Danilo
Maniscalco di focalizzare attenzioni su un luogo simbolo
L
della commistione-mafia-politica degli anni '50, proponendone in chiave risarcitoria il
ripristino basato sulle tavole
di progetto originarie, permangono le mie riserve sul
principio e sul metodo della
proposta.
SEGUE A PAGINA XV
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La Polemica
Commenti
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I - XV
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PERCHÈ È INUTILE RIFSUMARE
IL FANTASMA DI VILLA DELIELLA
<DALLA PRIMA DI CRONACA
ROSANNA PIWNO
N ul principio perché, nonostante si siano portati a sostegno esempi italiani e stranieri di ricostruzioni di
tutto rispetto e di incontrastato gradimento, nel caso in discussione si tratta essenzialmente di un "simbolo" che nulla avrebbe da aggiungere di utile e soprattutto di innovativo ad un "sistema città" in sofferenza, ove
si dispone di parecchi spazi e complessi inattivi e inutilizzati e invece difettano strutture che favoriscano aggregazione sociale e attività culturali - un auditorium, tanto per citare una mancanza molto sentita - e che poco si
gioverebbe del riscatto dall'affronto proditorio in assenza di una funzione che lo rivesta di significato. Senza
dubbio possedevano senso e significato profondi il
"com'era e dov'era" dei teatri la Fenice e Petruzzelli, alla cui assenza Venezia e Bari non intesero orgogliosamente e giustamente rassegnarsi, ma qui si tratta dicasa privata di famiglia aristocratica di inizio secolo, con i
suoi spazi gerarchicamente suddivisi e destinati ad usi
domestici che mal si adatterebbero ad altri usi e funzioni, specie se pubblici.
Neppure si dimostra eticamente accettabile il proposito, lanciato nell'incontro tra gli aderenti, di mantenere una scatola "a forma di" villa Deliella, svuotata della
distribuzione interna originaria per una organizzazione
spaziale più aderente ad esigenze di altra natura Si creerebbe il caso di un involucro finto, modello Las Vegas,
eretto per fare da "quinta urbana" in modalità più offensiva della offesa che si vorrebbe lavare. Inoltre, altri addetti ai lavori hanno nicchiato sulla riuscita - io mi sono
lanciata a chiamarla "aura" - di un manufatto che, non
disponendo il mercato edilizio moderno di materiali e
maestranze e persino dei macchinari che hanno prodotto "quelle" opere Liberty, mostrerebbe in ogni sua parte
una "attualità" di costruzione che mai si tradurrebbe in
"modernità", nel senso che vorremmo attribuire ad un
intervento urbanistico e architettonico dei nostri tempi, che sappia parlare un linguaggi8 colto e avanzato di
cui andare orgogliosi e fieri, e che dia alle nuove generazioni spazi e "modelli" culturalmente forti e motivati.
In merito alle modalità con cui la proposta si è presentata, ritengo che sia mancato proprio il dibattito pubbli-
S
proprio in quel luogo, perché la società dispone di energie e intelligenze capaci di guardare avanti per riscattarsi da mafie e malaffare, senza bisogno di riesumare fantasmi.
co che viene invece rivendicato, poiché non lo suscita
una proposta alla quale è chiesto di aderire in fiducia e i
sulle cui alternative, come è avvenuto, si spazia dal rigoroso ripristino tipologico alla libertà di barare all'interno. Sulla cerniera urbana irrisolta di piazza Crispi, dove
un parcheggio privato tiene il posto della delenda ateila, è giusto e indispensabile riaccendere l'attenzionedella città e soprattutto degli amministratori, chiedendo al
sindaco, che si dichiara interessato alla proposta, di risvegliare l'interesse per l'Architettura contemporanea
con l'A maiuscola di cui diede prova in un lontano 1989
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LA SICILIA
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Catania
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Intensa giornata catanese per l'assessore
regionale Gucciardi. Il rettore: «Alla Cittadella
siamo in dirittura d'arrivo». E sul San Marco:
«Ci vorrà una nuova riunione per decidere
chi gestirà il nuovo ospedale»
Pronto soccorso al Policlinico
«Ora è questione di pochi mesi»
GIUSEPPE BONACCORSI
«Nei primi mesi del 2016 saremo pronti per aprire il nuovo pronto soccorso
del Policlinico». La notizia arriva direttamente dal Rettore di Catania, Giacomo Pignataro. che ieri anche nella sua veste di presidente pro-tempo re del .
Coordinamento regionale delle università siciliane, ha incontrato nella sede
dell'Università l'assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi. Presente alla riunione anche il preside della Scuola di Medicina, prof. Francesco Basile.
Pignataro, in stretta collaborazione col direttore generale dell'azienda
Policlinco, Paolo Cantaro, nei mesi scorsi ha pianificato passo dopo passo le
procedure per giungere finalmente all'apertura del nuovo reparto che accrescerà il livello di assistenza sanitaria in città. E' da anni che si parla di un nuovo pronto soccorso al Policlinico, ma fino adesso tutte le procedure si erano
fermate dopo che il Policlinico aveva già speso qualcosa come 18 milioni per
realizzare il padiglione, compresa una moderna e sospesa elisuperfice per l'elisoccorso. Ma un moderno padiglione costato tanti soldi pubblici e finora rimasto inutilizzato per disposizioni regionali che non permettono a una
stessa azienda di potere avere due presidi di emergenza, non poteva restare
in un cassetto. E difatti mese dopo mese la vicenda cominciò a venire fuori
e oggi si è in dirittura d'arrivo. «Allo stato - aggiunge il rettore - si stanno completando le ultime gare per le attrezzature e gli arredi. Allo stesso tempo abbiamo inviato all'assessorato la dotazione organica che è all'esame dei tecnici. Penso che a breve sarà approvata e a questo punto saremo pronti all'apertura».
Il rettore ha affrontato con l'assessore regionale anche il delicato argomento del nuovo ospedale San Marco che presto dovrebbe essere ultimato. E sul
punto relativo alla gestione futura del moderno ospedale che allo stato è sotto le competenze dell'azienda Policlincico-Ove ha precisato: «l-lo detto all'assessore che uno degli aspetti da esaminare è proprio quello della gestione della nuova struttura sanitaria e come si organiìzerà l'attività del San Marco per
essere sfruttato il meglio possibile. L'incontro di oggi non può essere consi' _•to'sP'';.:',.'f,-,
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Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
LA SICILIA
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Catania
data
03/12/2015
pag
36
derato determinante. Ne sarà programmato un secondo nel più breve tempo, alla presenza anche del direttore generale Cantarlo che ha seguoto tutto
l'iter, per affrontare tutte le problematiche e condividere soluzioni che saranno strategiche per il futuro della sanità non soltanto della città, ma di buona parte della sua provincia».
Il rettore ha quindi parlato con Guccardi di altri temi importanti che riguardano la sanità universitaria: «Ho avuto modo di illustrare all'assessore - ha
spiegato -le importanti realizzazioni che sono in fase di completamento al.
'l'interno
dell'azienda Universitaria
e quindi, oltre all'iter sul pronto soccorso, ho illustrato gli step del completamento del cosiddetto serpentone del
presidio Rodolico. Queste realizzazioni cambieranno in maniera molto importante il volto dell'azienda ospedaliera universitaria catanese e saranno una
opportunità per migliorare l'efficacia e il posizionamento dell'azienda stessa. Allo stesso tempo è chiaro che non possiamo nasconderci alcune criticità
che esistono e che ho rappresentato all'assessore, a partire da quella della dimensioni delle strutture».
Nella riunione sono stati affrontati anche i temi generali del rapporto tra
università e servizio sanitario regionale: un rapporto che è stato riaffermato come "centrale" al fine di contribuire a innovare e migliorare l'efficacia dei
servizi resi ai cittadini. L'assessore Gucciardi e il rettore hanno, sottolineato
«l'importanza che la formazione dei medici e degli operatori sanitari riveste
per i processi di innovazione che interessano il nostro sistema sanitario regionale e, conseguentemente, l'impegno per sostenere tale formazione anche attraverso la ricerca di strumenti di supporto finanziari, quali quelli europei», da valutare congiuntamente all'assessore competente.
Università degli studi di Palermo — Servizio Stampa
Fud incontra l'Università di Palermo:
l'azienda di Andrea Graziano diventa un
'case history'
Redazione 2 Dicembre 2015
Non succede tutti i giorni che la ristorazione vada in cattedra, che un imprenditore venga
chiamato a raccontare il proprio successo e che protagonista di una lezione universitaria
diventi la storia di un locale che vende panini.
E’ successo ieri da FUD a Palermo, dove si è tenuto il Master in Economics Hospitality
Management and Food and Beverage organizzato dall’Università di Palermo in collaborazione con
la Florida International University e con Arces, alta scuola di formazione, coordinato dal
professor Giovanni Ruggieri.
Grazie all’invito del professor Marco Mancini, Business Manager del gruppo Almaviva, i ragazzi
ammessi al master dopo serrata selezione d'ingresso per l’individuazione di 30 futuri manager
nel settore, hanno fatto una lezione outdoor nel nuovo locale FUD in Piazza Olivella, dal
titolo “Persone di successo per aziende turistiche con servizi a valore aggiunto”.
Andrea Graziano ha ripercorso i 3 anni di storia di FUD,
FUD , dalla nascita alla costruzione del
brand, dalle strategie di comunicazione all’organizzazione del lavoro, dalla formazione del
personale al controllo qualità, dalla selezione
s elezione dei prodotti che compongono la sempre più
grande linea gastronomica FUD all’apertura della nuova sede a Palermo, fino al progetto del
nuovo locale che presto vedrà i natali sempre in quel di Catania.
Un percorso, quello di FUD, che si fonda soprattutto
soprat tutto sulle persone, su una schiera di oltre
100 giovani ragazzi, spesso senza esperienze nel settore, che dentro FUD ha trovato una strada
di successo. Proprio sulle persone e non su una strategia pubblicitaria, si è fondata l’idea
del lancio della nuova attività palermitana: una campagna di annunci di lavoro per la
selezione di oltre 40 persone per la nuova sede palermitana ha costituito la traccia di un tam
tam mediatico che ha stupito per efficacia e raggiungimento del target. Il racconto con un
video di
i tutta la selezione e una strategia di comunicazione social costante e attiva hanno
fatto da cassa di risonanza alla nuova apertura.
Il racconto dell’attività e del suo crescendo ha visto anche un’interessante e golosa fase di
degustazione in cui i corsisti
sti hanno assaggiato il gustosissimo “AM BURGHER” siciliano.
Un incontro per spiegare, come con un po’ di semplicità e tanta passione si possa creare
impresa, offrire lavoro e regalare esperienze e sogni in un luogo, come la Sicilia, dove tutto
sembra irrealizzabile
alizzabile e impossibile.
In conclusione, alcuni dei nuovi assunti hanno raccontato la loro esperienza, non senza
qualche momento di emozione; per molti di loro FUD ha significato un’ opportunità e una
speranza, dando un concreto esempio dell’importanza del
de l fondare un’ impresa sulle persone e
non sui numeri.
Teatro: migranti narrano le loro storie
Interpreti sono i giovani della scuola di italiano per stranieri
© ANSA
(ANSA) - PALERMO, 2 DIC - "Echi della lunga distanza" del regista e narratore iracheno Yousif Latif Jaralla, interpretato dai
giovani migranti che seguono i corsi alla Scuola di lingua italiana per stranieri dell'università di Palermo, inaugura il 3 dicembre alle
17 (ingresso libero), al teatro Biondo, l'anno accademico del dottorato in studi letterari, filologico-linguistici e storico culturali del
dipartimento di Scienze umanistiche. L'impianto scenico della rappresentazione è di Gaetano Cipolla.
Migranti: Africa in scena al 'Biondo' di
Palermo, tra fuga e sogni
20:23 02 DIC 2015
(AGI) - Palermo, 2 dic. - "Echi della lunga distanza": e' il titolo
dell'opera del regista e narratore iracheno Yousif Latif Jaralla,
interpretato dai giovani migranti africani che seguono i corsi di italiano
presso la "Scuola di lingua italiana per stranieri" dell'Universita' di
Palermo. Inaugurera', domani alle 17, al Teatro Biondo di Palermo,
l'anno accademico del "Dottorato in studi letterari, filologico-linguistici
e storico culturali" del Dipartimento di Scienze umanistiche. L'impianto
scenico della rappresentazione e' di Gaetano Cipolla. Lo spettacolo
racconta le storie vere di ragazze e ragazzi che hanno attraversato il
Mediterraneo per sfuggire alla guerra, alle persecuzioni, alla fame e
che, giunti a Palermo, hanno potuto partecipare ai laboratori di lettura,
traduzione e movimento Letture dopo lo sbarco: Ama Isele, Khalifa
Mohammed, Kirolos Kamel Zaher Bebawy, Amadou Kante, Saikou
Omar Sonko, Rosemary Aiyobalor, Joy Amadin, Lamin Sawo, Shoag
Miah, Ahmed Koyes, Peter Yousef Zaher Bibawi e Sadikur Rahman.
Una performance multimediale a piu' voci, per la regia di Yousif Latif
Jaralla, accompagnata dal violoncello di Riccardo Palumbo e dalla
elaborazione video delle foto di Antonio Gervasi. Un puzzle di storie
autentiche in una successione di voci e immagini che lascia senza
fiato. C'e' il sogno di una ragazza di aprire in Italia un negozio tutto
suo, cosi' da poter portare in Europa anche la madre, lasciata al di la'
delle coste libiche. Ma c'e' anche il ricordo drammatico di una
traversata di otto giorni trascorsi ad urlare "perche' si sperava che
dietro quel buio e dietro quel nulla in tumulto, ci fosse qualcuno". E
poi il ricordo doloroso di un uomo che urlava disperato mentre,
impotente, guardava annegare due donne. Echi della lunga distanza
e' teatro-verita', in cui gli attori sono i protagonisti reali delle storie
narrate, quasi tutti minori stranieri non accompagnati, giunti sulle
coste siciliane dalle loro terre di origine in fuga da guerre e poverta'.
"L'Africa salira' sul palco - spiega il regista Jaralla - per accompagnare
gli spettatori in un viaggio nei paesi di provenienza dei nostri giovani
attori, che sono i veri protagonisti delle storie. Le narrazioni saranno
esclusivamente nella lingua madre dei ragazzi: bangla, walof, bini,
francese, jola, inglese, una composizione vocale che ci restituisce
paesaggi e sonorita' di terre lontane, di tanti popoli, ma soprattutto ci
offre di prima mano le emozioni di viaggi della speranza e della
sopravvivenza intrapresi da donne e da ragazzi. Molti di essi non
sono arrivati e le loro storie ce le hanno riportate i compagni di viaggio
sopravvissuti". Ad arricchire il percorso narrativo contribuiranno le foto
di Antonio Gervasi e le musiche Riccardo Palumbo. (AGI) .
Vecchioni a Palermo
Taccuino 3 dicembre
Giovedì 03 Dicembre 2015 - 02:37
PALERMO - Facoltà di ingegneria, aula magna, ore 17:30 Incontro con Roberto Vecchioni su "Mercanti di luce: narrare la bellezza tra
padri e figli", ideato e proposto dall'associazione "Genitori e figli: istruzioni per l'uso" in collaborazione con il Cidi Palermo. Secondo
appuntamento del percorso formativo "Educare oggi".
Taccuino 3 dicembre
Avvenimenti previsti per oggi:
PALERMO - Spazio culturale della libreria Macaione, ore 17:30 Presentazione della "Guida ai giardini pubblici di Palermo" di Rosanna
Pirajno e Arturo Flaibani. Editop dalla onlus Salvare Palermo. Le fotografie del volume sono di Sandro Scalia e Turiana Ferrara. La
presentazione è affidata alla editor Beatrice Agnello e alla giornalista Marina Turco.
LUTTO
Università di Agrigento, è morto l'archeologo Nicola
Bonacasa
03 Dicembre 2015
Il ricordo di Castorina: «Determinante per l’apertura del Polo di Agrigento»
AGRIGENTO. Nicola Bonacasa, docente ed archeologo di fama
internazionale, si è spento nel tardo pomeriggio di lunedì. Il
docente, tra le altre cose, a lungo aveva curato i corsi di Beni
Culturali ed Archeologia ad Agrigento, ed aveva contributo in
maniera determinante alla fondazione del Polo universitario
agrigentino.
“Professore Emerito dell’Università degli Studi di Palermo,
Accademico dei Lincei, direttore – si legge in una nota diffusa ieri
da Ettore Castorina, coordinatore dei poli decentrati dell’Università
di Palermo, responsabile amministrativo del polo didattico di
Agrigento - per molti anni dell’Istituto di Archeologia dell’Università
degli Studi di Palermo, direttore delle missioni archeologiche in
Libia (Sabratha, Leptis Magna e Cirene) e in Egitto, è stato anche e
autore di innumerevoli pubblicazioni.
Negli anni è diventato un punto di riferimento per lo studio dell’arte
ellenistica dell’Alessandria tolemaica. Al professore Bonacasa – si
legge ancora nella nota - si deve l’avvio dell’indagine sistematica
del territorio di Himera, con pluriennali campagne di scavo da lui
dirette, concretizzatesi nella pubblicazione dei famosi Quaderni di
Himera”.
Università: tutte le novità Erasmus+ 2016 in una conferenza a Milano
di redazione
INDIRE - Quali sono le principali novità Erasmus+ 2016 per il mondo dell’università? Quali le scadenze? E in quali nuovi paesi
sarà possibile realizzare un periodo di studio con una borsa Erasmus+? Per rispondere a queste domande e fare una panoramica su
tutte le opportunità 2016 per il settore dell’Istruzione superiore (Università, Conservatori, Accademie di Belle Arti, Istituti Tecnici
Superiori) l’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa,
organizza il 3 e 4 dicembre a Milano due giornate informative.
“Con l’apertura nel 2015 a tutti i Continenti – afferma il Direttore dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE, Flaminio Galli – il
Programma Erasmus+ ha acquisito una portata globale. La grande novità del 2016 è l’allargamento della partecipazione anche ai
Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico. L’obiettivo del programma è soprattutto attrarre studenti e docenti verso le università europee,
sostenendole nella competizione con il mercato mondiale dell'istruzione superiore e allo stesso tempo ampliare il raggio di
destinazioni possibili per gli studenti ed i docenti d’Europa”.
L’incontro sarà ospitato dal Conservatorio Giuseppe Verdi e prevede la presenza dell’Autorità Nazionale Erasmus+ del Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, rappresentanti della Commissione Europea Direzione Generale Istruzione e Cultura e
dell’Agenzia Esecutiva (EACEA). Inoltre, contribuiranno alle due giornate i rappresentanti degli Uffici Erasmus di Serbia e
Kirghizistan. La prima giornata sarà dedicata alle informazioni di carattere generale con il supporto dei colleghi comunitari. Il 4
dicembre invece sarà specifica per gli addetti ai lavori, che lavoreranno in gruppi di lavoro incentrati sulle diverse attività di mobilità
e cooperazione transnazionale.
ERASMUS+ PER L’UNIVERSITA’: I DATI DELLA PARTECIPAZIONE
Dall'inizio del programma, nel 1987 fino ad oggi gli studenti universitari complessivamente coinvolti a livello europeo hanno
superato i 3 milioni e mezzo. L'Italia ha contribuito a questo record per il 10% ed è tra i quattro principali paesi per studenti in
partenza verso diverse destinazioni europee (dopo Spagna, Germania e Francia). Se si guarda all’accoglienza il nostro paese è al
quinto posto, poco dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, con circa 20.000 studenti europei ospitati nelle nostre università.
Nel 2014/2015, primo anno Erasmus+, c’è stato un boom di partenze con oltre 29.000 studenti e 2.500 tra docenti e personale
amministrativo in mobilità. Impennata nei tirocini dove si superano i 6mila studenti Erasmus+, traguardo importante dovuto anche
all'aumento degli istituti partecipanti. Nel 2015 infatti sono 214 gli istituti di istruzione superiore italiani e 19 i Consorzi titolari di
progetti Erasmus+ impegnati nel gestire la mobilità internazionale. Per quanto riguarda i flussi da/e verso i Paesi extraeuropei sono
41 gli istituti di istruzione superiore finanziati, 1.210 studenti in ingresso e 458 in uscita. L’area del mondo che ha suscitato maggiore
interesse da parte degli atenei italiani è stata l’America Latina mentre arriveranno soprattutto dai Paesi del Mediterraneo meridionale
studenti e docenti che realizzeranno periodi di studio o docenza negli atenei italiani o tirocini in imprese italiane (399). Gli atenei con
il maggior numero di studenti provenienti da quest’area sono l’Università di Messina con 84 studenti, La Sapienza di Roma e
l’Università di Palermo.
Recruiting Day per Ingegneria, Informatica, Matematica e
Statistica
Il Servizio Placement del COT,, in collaborazione con Business Integration Partners (Società di consulenza direzionale specializzata
nella Business Integration e Innovation), organizza un Recruiting Day per la selezione di: Neolaureati o
Laureandi in Ingegneria, Informatica, Matematica e Statistica per la sede di Milano.
Le competenze e i valori professionali richiesti sono: ottime capacità logiche, precisione, orientamento agli
agl i obiettivi e autonomia
organizzativa, ottime dote relazionali, predisposizione al teamworking e un inglese fluente.
Si offre un percorso di inserimento finalizzato all’assunzione dove i più giovani lavoreranno a stretto contatto con consulenti
senior in progetti relativi a: Controllo di gestione, Program Management, IT Governance, CRM e Operation presso aziende
leader nel settore.
Gli interessati dovranno presentarsi il 3 dicembre 2015 alle ore 9.30 presso l’Aula Capitò (Aula Consiglio) della Scuola
Politecnica (v.le delle Scienze, Edificio 7), con il proprio Curriculum vitae, per assistere alla presentazione dell’offerta ed inoltrare la
propria candidatura.
Seminario Risk Management – con il patrocinio dell’ERSU
Vivere Scienze della Formazione,, in collaborazione con l’associazione Vivere Medicina e con il patrocinio dell’ERSU – Ente
Regionale per il Diritto allo Studio,presenta
presenta il seminario “Risk Management in Sanità – Cosa è, chi coinvolge, perchè si deve
applicare” che si terrà giorno 2 e 3 Dicembre 2015 presso l’Aula A del Complesso Didattico Aule Nuove.
Tale seminario, rivolto particolarmente ai colleghi studenti di Scienze e tecniche Psicologiche,
Psicolo giche, agli studenti delle Professioni Sanitarie, di
Medicina e Chirurgia e Odontoiatria, sarà incentrato su tutte le tematiche inerenti al Risk Management e alla gestione del rischio clinico.
Durante il convegno infatti prenderanno parola alcune delle più autorevoli personalità del Risk Management delle realtà
ospedaliere palermitane e Docenti universitari che insieme approfondiranno gli aspetti più utili alla formazione dei futuri
professionisti che dovranno fronteggiare queste necessità;
necessità
Per questo motivo la partecipazione a tale evento darà diritto all’accreditamento
all’
di fino a 2 CFU per gli studenti delle
Professioni Sanitarie e agli studenti di Psicologia.
Alla fine del seminario sarà rilasciato un attestato di partecipazione utile all’accreditamento
to dei CFU alle giornate ritirabile presso
le nostre sedi site presso l’ex Facoltà di Scienze della Formazione (ed. 15, Casetta Vivere Scienze della Formazione) e presso
l’ex Facoltà di Medicina e Chirurgia, Complesso Aule Nuove (Via Parlavecchio n.3, Primo
Prim o Piano, il Martedì e Giovedì). Inoltre
sarà possibile verbalizzare l’attività sul libretto rosso per gli studenti di Medicina.
Il San Saverio accoglie Zabùt
Il centro di documentazione e studi delle lotte sociali inaugura in collaborazione con l’ERSU un nuovo spazio
alla residenza universitaria San Saverio. Nei locali dell’ ex videoteca, a primo piano, studenti e non solo,
potranno ancora fruire della raccolta cinematografica e musicale di dvd e vinili, ma anche della biblioteca e
dell’archivio storico documentario del centro.
I ragazzi di Zabùt si impegnano a tenere aperta la sala studio con accesso gratuito a internet aperta
tutti i giorni, dalle ore 10 alle 18.
Il programma dell’1 Dicembre, giorno di inaugurazione dei nuovi spazi, ha visto la presentazione del
Progetto Zabùt a partire dalle ore 17, la mostra fotografica “Lotte e Movimenti di ieri e di oggi” e un aperi
aperitivo
alle
ore
19.
In
conclusione,
un concerto in acustica con Matilde Politi.
Presente alla mostra un book sharing con il primo volume dei Quaderni di Zabùt, lavoro nato dal tentativo di
dare voce alle inchieste e alle documentazioni.
Zabùt è uno spazio di rigenerazione e attivazione della memoria. A Zabùt le storie non si conservano nella
forma mummificata e inerte del museo, ma si ri-prendono per liberarle e farle divampare. Sono le storie dei
briganti, dei contadini in rivolta, del proletariato sociale, dell’insorgenza territoriale. Le storie tenute fuori dai
libri e dai manuali, smarrite e sfigurate; domate, perché diventino inservibili. Zabùt si riappropria delle storie
espulse dalla storia. Il Centro di documentazione “Zabùt” è un progetto nato dalla n
necessità di ricostruire il
filo rosso che unisce le lotte succedutesi sul territorio siciliano, dal dopoguerra agli anni ’60-’70 e fino ai
nostri giorni. Il lavoro del Centro si fonda sulla centralità che la crisi del sistema economico capitalista
acquista in quanto fattore di accelerazione della conflittualità internazionalista e territoriale. Il Centro Zabùt fa
appello a quanti in tempi e luoghi diversi hanno preso, e prendono, parte alle lotte sociali, affinché
contribuiscano alla ricostruzione e al lavoro d’inchiesta e ricerca del tessuto storico e sociale che le
dinamiche del profitto continuamente tentano di lacerare. Solo ricomponendo la forza conoscitiva prodotta
dalle lotte si potrà generare una trasformazione dello stato di cose presente.
«Per noi di Zabùt è fondamentale mantenere attivo un centro di documentazione delle lotte sociali –dice
Gabriella Palermo, membro del gruppo–
gruppo Da anni il nostro lavoro di ricerca e di archivio si svolge all’interno
dei locali dell’università:la nostra sede precedente è stata la residenza universitaria ” SS. Nunziata”, e
adesso con la collaborazione
zione dell’ERSU ci insediamo al San Saverio per mantenere il contatto coi giovani a
cui prevalentemente ci rivolgiamo. Con gli eventi di oggi, la mostra, l’aperitivo e il concerto, inauguriamo i
nuovi spazi che ci sono stati dati in gestione, sperando di suscitare l’interesse degli studenti residenti nella
struttura e non solo».
dic
03
2015
Santi Romano, venerdì speciali alla mensa universitaria
di Younipa
Venerdì con menù speciali quelli dei prossimi fine settimana allamensa universitaria Santi Romano.
La Cot ristorazione ha preparato tante novità che si aggiungono ai normali pranzi.
Riportiamo la programmazione per i prossimi venerdì.
Venerdì 4 dicembre:
Street food (pane con milza, panelle, crocchette di patate) serviti al banco.
Venerdì 11 dicembre:
Laboratorio di pasticceria artigianale servito in sala.
Venerdì 18 dicembre:
Piatti tipici della Spagna con paella alla Valenciana e tortillas.
dic
03
2015
Doppio lutto per il mondo accademico: Morti Nicola Bonacasa e Michele
De Franchis
di Pino Grasso
Nel tardo pomeriggio di lunedì scorso è morto il professore Nicola Bonacasa, 84 anni, professore Emerito
dell’Università degli Studi di Palermo, Accademico dei Lincei, Direttore per molti anni dell’Istituto di Archeologia
dell’Università degli Studi di Palermo, Direttore delle missioni archeologiche in Libia (Sabratha, Leptis Magna e
Cirene) e in Egitto, e autore di innumerevoli pubblicazioni.
Negli anni è diventato un punto di riferimento per lo studio dell’arte ellenistica dell’Alessandria tolemaica. Al
Professore Bonacasa si deve l’avvio dell’indagine sistematica del territorio di Himera, con pluriennali campagne
di scavo da lui dirette concretizzatesi nella pubblicazione dei famosi Quaderni di Himera.
Nicola Bonacasa è stato l’artefice, insieme al Rettore pro-tempore dell’Ateneo di Palermo, prof. Ignazio
Melisenda Giambertoni, della nascita del Polo didattico di Agrigento, con l’istituzione nell’a.a. 1992/93 della
Scuola diretta a fini speciali per Operatori Tecnico Scientifici nel campo dei Beni Culturali-Settore Archeologico,
trasformatasi nel tempo dapprima in Diploma Universitario e successivamente nel Corso di laurea in
Conservazione dei Beni Culturali, di cui è stato Presidente. Corso di laurea da lui fortemente voluto, unico
all’atto della sua costituzione nel meridione d’Italia, massima espressione universitaria nel campo della tutela,
valorizzazione e conservazione dei beni culturali, modello ineguagliato per la didattica e la formazione delle
nuove generazioni in quello che è un patrimonio indiscusso del nostro Paese invidiatoci da tutto il mondo.
Il Professore, maestro da decenni di tanti giovani studenti, di valenti archeologi e docenti universitari,
lascia un grande vuoto non solo per le sue doti scientifiche e culturali, ma anche per l’alto rigore morale e
attaccamento alle istituzioni, di cui è stato per tutti un esempio indelebile. Le esequie hanno avuto luogo oggi 2
dicembre 2015, alle ore 10 nella Parrocchia Gesù, Maria e Giuseppe di via Ausonia, 2 a Palermo.
Morto anche il professore Michele De Franchis, 75 anni, già assistente ordinario e incaricato stabilizzato di
Analisi Matematica nella ex facoltà di Ingegneria. In quiescenza dal 2007. Le esequie si sono svolte oggi 2
dicembre 2015, nella cappella del Cimitero di Sant’Orsola a Palermo alle ore 12:00.
Il rettore, il Corpo accademico, gli studenti e il personale tecnico e amministrativo dell’Università di Palermo,
partecipano con profondo cordoglio al dolore dei familiari.
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