RESOCONTO CO.RE. 12/12/2010
Inizio Lavori h 9.11
Sono presenti: Chiara Clementi, Giacomo Ebner, Fra Paolo Benanti, Maria Elena
Muscariello, Marco Malavasi, Alessandro Cosma, Chiara Francia, Nando Battiati,
Licia di Silvestro, Giancarlo Pennesi, Alessia Quinzi, Bernardo Cardenia, Celeste
Attenni, Fabrizio Gasparetto, Ilaria Ferrara, Ugo Benini, Alessandro Augello,
Daniela Di Donato, Maria Rosati, Marco Rosati, Mario Sica, Renzo Soncin,
Ubaldo Schiavi, Emanuela Bonino, Massimo Piermattei, Alice Zitella, Danilo
Borgia, Amaniele Tekie, Flaminia Carpoca, Mipelli Sabrina, Luca Radice, Daniele
Caldarelli.
Chiara
Clementi:
saluta
i
nuovi
arrivati:
responsabili
di
zona
La
Fenice e Pleiadi, i nuovi incaricati alle branche l/c ed e/g, i nuovi consiglieri generali.
Chiede a ciascuno di fare una breve presentazione di sé.
Alessandro Cosma: viene dal Roma 63, è scout da sempre e da un mese è RZ Auriga. È
uno storico dell'arte lavora alla galleria Corsini. Da ieri è dottore al “quadrato”. È
sposato da un anno e mezzo.
Celeste Attenni: Viene dal Roma 29, ha fatto parte della pattuglia sia regionale sia di
zona per la branca l/c, si è però dimessa ed è stata eletta RZ Pleiadi. In gruppo è capo
clan.
Alessia Quinzi: sposata con un figlio è scout da sempre. Il suo impegno in branca r/s è
finito e quindi ora ricopre il ruolo di RZ La Fenice. E' censita in zona perché il gruppo
di cui faceva parte ha chiuso. Lavora al comune di Roma ufficio contravvenzioni.
Massimo Piermattei: Nato e cresciuto a Viterbo ora si è sposato e vive ai Castelli.
Lavora all'università della Tuscia. E’ il nuovo incaricato alla branca E/G e fa parte del
gruppo Albano Castello 1.
Emanuela Bonino: è la nuova incaricata regionale alla branca L/C. E’ sposata con figli.
Il suo gruppo è il Roma 74, zona Auriga; è capo cerchio. Lavora in banca.
Ugo Benini: è il nuovo responsabile di zona SVA.
Chiara Clementi: illustra l'ordine del giorno:
- Convegno regionale:
o punto della situazione:
posto
bilancio
inviti (FSE, CNGEI, vescovi)
tavola rotonda: relatori e moderatore
animazione della serata
coinvolgimento dei clan per animare alcuni momenti
cena
o contenuti:
proposte delle coca
proposte delle zone
individuazione teste di serie per il torneo di Wimbledon
o istruzione lavori: assegnazione incarichi
-
Quore sul Consigliere regionale: momento di dibattito e confronto animato da
Ubaldo Schiavi e Marco Rosati su:
o ruolo del Co.Re., i suoi mandati e i rapporti con gli altri organismi regionali
o spunti emersi dalla presentazione fatta al Co.Re di maggio da Ubaldo e
Marco
-
Verifica assemblea regionale
-
Verifica del Progetto Nazionale animata dai Consiglieri Generali
Quore sul Consigliere regionale
Ubaldo Schiavi: Il Quore non deve essere una replica di ciò che già c’è (regolamenti e
statuti), ma deve rispecchiare le esigenze del Lazio; viene presentato tramite un
power point:
• cos'è il Co. Re. e cosa fa
• la figura del consigliere generale
• quali sono le componenti del Co.Re. e le loro relazioni con gli interlocutori
principali
Ubaldo chiede all'assemblea di arricchire il loro lavoro riflettendo divisi in gruppi
omogenei (RZ uomini, RZ donne, Incaricati alle branche, Settori, Consiglieri Generali)
su 2 temi:
• assodata la diversità di partecipazione al core dei diversi ruoli presenti,
individuare in ciascun gruppo di riferimento le specificità del proprio ruolo
• qual è il ruolo politico giocato dai Consiglieri Regionali all’interno della
democrazia associativa
Comitato – Marco Malavasi:
Specificità del ruolo del comitato:
• presentare i programmi e riferire delle attività di comitato, branche e settori
• presentare il bilancio
• dare informazioni alle zone, sia quelle che vengono dal livello regionale che dal
nazionale
• istruire i dibattiti e i temi trattati e fornire materiale
• chiedere un parere sull’odg e sui temi dell’assemblea e del convegno per istruire
meglio i lavori e avere una linea condivisa
• chiedere pareri su eventuali nomine
Specificità del ruolo dei RRRR:
• convocare, presiedere e gestire il Co.Re.
o dare la parola, dettare i tempi,…
o preparare la preghiera e il calendario orario
o dare il benvenuto e i saluti
Ruolo politico del comitato:
• fare cerniera tra i livelli associativi
• portare le istanze territoriali al nazionale
• fare volano sui progetti di zone e gruppi
• condividere linee comuni sul governo delle zone e della regione
Responsabili zona uomini - Ugo Benini
Il Responsabile di zona deve:
• essere capace di riportare le istanze e le emergenze delle zone, essere capace
di farsi sponsor verso la regione
• favorire le relazioni: qui dentro, prima di altri livelli, si possono favorire le
relazioni personali
• riportare in zona le proposte regionali e per far questo è fondamentale la
presenza: se siamo noi raccordi, dobbiamo essere presenti per poi
rappresentare
• spronare i RRRR e i consiglieri a relazionare su ciò che concerne il livello
nazionale.
RRZZ donne - Licia Di Silvestro:
• per ciò che concerne il ruolo ci sono capacità specifiche del ruolo femminile:
organizzazione, sintesi, focalizzazione e raggiungimento dell'obiettivo; quindi è
indispensabile la diarchia
• poi c’è il ruolo politico, poco riconosciuto a livello di zona, che è:
o portare in Co.Re. le istanze della zona
o coinvolgere le zone delle decisioni prese in Co.Re.
Incaricati alle branche - Massimo Piermattei:
• ruolo di collegamento tra la metodologica e l’attuazione dei programmi regionali
• ruolo politico: rispetto agli incaricati di settore noi siamo eletti in Assemblea,
quindi l'autonomia è più marcata, così come la partecipazione agli eventi della
regione; nostro compito è quindi portare la voce della branca perché venga
adeguatamente presa in considerazione
Settori Danilo Borgia:
• ruolo consultativo: competenze, specificità, rapporto regionale - nazionale;
compito dei settori è dare consigli nel loro campo di competenza specifico.
Consiglieri Generali Daniela Di Donato:
• parola chiave amplificatori: colleghiamo la regione al nazionale tramite il
consiglio generale. Siamo sicuramente meno vincolati all'attività sul territorio,
ma molto più ancorati al pensiero associativo; raccordiamo la regione al
nazionale dando una visione d'insieme. Partecipiamo attivamente avendo ruolo di
cerniera in ruoli diversi.
• il consiglio regionale non ha funzione deliberativa, ma solo consultiva; potere e
responsabilità sono maggiori rispetto allo statuto. È un luogo il Co.Re. definito
molto dal comitato.
Marco Rosati: chiede la documentazione ad ogni gruppo per redigere il documento di
sintesi.
Chiara Clementi: È vero che il Co.Re. è un luogo definito molto dal comitato. Il
comitato di questa regione utilizza il consiglio per raccogliere il sentire delle zone.
Alessandro: per rilanciare il dibattito sostiene che le modalità con cui lavora questo
consiglio non sono scontate, bisogna capire il perché questo consiglio si muove in
maniera diversa rispetto allo statuto.
Giacomo Ebner: chiede di fare esempi concreti
Daniele Caldarelli: sottolinea di essere innervosito dalle introduzioni ai suoi interventi
tacciati quali fastidiosi. E’ disposto là dove gli venga richiesto, a presentare le sue
dimissioni. Sostiene che quello che è stato detto da Alessandro è fondamentale: è lo
statuto che dice cosa il Co. Re. deve e non deve fare. Il libretto del Quore deve
essere solo il modus operandi. L'avanzo di potere si rimette all'assemblea regionale.
Questo consiglio si allarga troppo nelle sue competenze.
Ubaldo Schiavi: Prima di dare un giudizio etico su qualcosa va detto il fatto. Il totale
è diverso dalla somma delle parti. Se l’Assemblea regionale dice si e il Co.Re. dice no:
questo luogo ha facoltà di modificare ciò che dice l'assemblea?
Daniele Caldarelli: sottolinea che non ha facoltà
Ubaldo Schiavi: corregge facoltà in possibilità e sottolinea che si deve provare ad
utilizzare bene il ruolo politico che viene dato al Co.Re. indirizzandolo positivamente,
perché comunque in qualche modo il Co. Re. prende delle decisioni.
Chiara Clementi: E’ assolutamente d'accordo con Ubaldo sull’utilizzare bene il ruolo
politico che viene dato al Co.Re., perché i RRZZ riportano una sensibilità territoriale,
che nei fatti si dimostra rispondente alla realtà. Quindi tale organo ha il polso della
situazione.
Maria Rosati: credo che da una parte vada ristabilita la funzione statuaria. In Co.Re.
non si riporta l'esigenza delle zone. Negli anni si è trasformato il consiglio senza
prendere atto delle sue reali funzioni diventando così ad uso dei comitati. Sul libretto
va scritto che il Co.Re. ha questo ruolo ibrido. Il Co.Re. non può andare oltre lo
statuto. Le questioni spesso discusse sono di diritto dell'Assemblea. Ed ecco il perché
dell’ibrido. Il comitato dovrebbe dire per iscritto “chi siamo e cosa facciamo”. Se ne
discute e si tira giù un regolamento interno. Le branche sono elette in Co.Re..
Partecipano in comitato solo se previsto. Non partecipano al momento esecutivo. E
quindi scavalcano un ruolo.
Chiara Clementi: sottolinea che il Co.Re. non ha mai deliberato nulla, non si è mai
sostituito all'assemblea.
Fra Paolo Benanti: sottolinea che l’articolo 35 punto e dello Statuto recita: “il curare
il collegamento tra zone e centrale”. Sicuramente si è fatto un errore di sfocatura tra
i volontari e uno Stato: un'associazione di volontari, a differenza di uno Stato, non ha
delle regole che possono essere fatte rispettare per legge, ma va creato un consenso.
In una dinamica di consenso l'idea che arriva in assemblea, ha già trovato numerosi
altri luoghi di discussione e confronto durante il percorso che la porta all'assemblea.
Così il lavoro assembleare diviene più snello e consapevole. Se il percorso che porta
una proposta all'assemblea non trova luoghi dove poter creare consenso, il meccanismo
diventa farraginoso.
Daniele Caldarelli: chiede se è il comitato che dice ciò o se è un parere personale.
Fra Paolo Benanti: Precisa che questo è un suo intervento personale.
Giacomo Ebner: Bisogna diversificare le strutture, le sensibilità e le persone. Le
strutture hanno i loro ruoli, ma le scelte viaggiano sulla sensibilità; questo comitato
per propria sensibilità pensa che il consiglio è il suo primo collaboratore. Ovviamente
tutto viaggia sulle gambe delle persone. A tavolino si fanno gli elenchi e le verifiche,
ma se poi la rappresentanza viene meno non si raccoglie ciò che si semina.
Bernardo Cardenia: Gli fa piacere, a livello personale, avere un posto dove
confrontarsi, che è quello che si è cercato di costruire. In assemblea c'è la sensazione
che lo sfigato di turno, arrivi senza sapere che cosa gli verrà richiesto. Regole e
dinamiche ci sono e vanno rispettate, non giudica però male il modo di agire di questo
Co.Re.
Daniela Di Donato: rispetto al ruolo del Co.Re. non si hanno dinamiche sanzionatorie,
la dinamica è quella di B.P.. Va preso atto di una situazione modificata nel tempo. Va
verificato un eventuale riequilibrio dei ruoli. Se i risultati hanno presentato delle
anomalie, va posto il perché. L'assemblea è delegata: e questo la svuota. Cosa va fatto
nei confronti dell'assemblea?
Giacomo Ebner: continua a sostenere che il problema è il singolo e non un problema di
equilibrio tra strutture.
Sabrina Mipelli: non so dire se il Co.Re. è andato oltre; ciò che è certo è che
l'assemblea ha perso valore. Gli incaricati ai settori non hanno omogeneità tra di loro:
c'è chi è nominato e chi eletto, c'è chi non ha il suo referente nazionale.
Daniele Caldarelli: è dispiaciuto di intervenire di nuovo ma ci tiene a sottolineare che
anche se il dibattito risulta politicamente interessante, questo non è un gruppo di
amici, anche se siamo volontari ci diamo uno statuto. Le regole condivise
democraticamente lo rendono fiero di far parte di questa associazione. L'assemblea
regionale ha una responsabilità diretta nel comporre questo organo. L'assemblea non
va bene da tanto, perché nessuno la cura. Di chi è la responsabilità di governare
l'assemblea?
Chiara Clementi: la proposta di Maria di scrivere ciò che è il pensiero del comitato
riguardo al Co.Re. potrebbe essere un’occasione. Il problema della ridefinizione dei
compiti delle strutture non è nostro ma di molte regioni; anche tra consiglio nazionale
e consiglio generale c’è lo stesso problema. Alcune precisazioni:
• il comitato, comprese le branche, pensa che sia giusto rispondere all'assemblea
• le branche non scavalcano il loro ruolo: hanno autonomia perché sono elette, ma
ogni loro evento passa comunque dal comitato
• la cosa che riteniamo sicuramente importante è che l'assemblea sia istruita
bene perché i capi che arrivano siano più consapevoli
• il Co.Re. non è mai andato contro le decisioni dell'assemblea.
Passa la parola alla branca E/G e poi al settore internazionale.
Alessandro Augello: vorrei puntualizzare che: il comitato, nella misura in cui l'
assemblea delega il Co.Re in merito ai programmi (art 34 statuto), lo stesso comitato
risponde in prima istanza al Co. Re. e non all' assemblea.
Chiara Clementi ha convenuto.
Campo regionale di squadriglia
Massimo Piermattei: vi volevo relazionare sull'incontro capi E/G per il campo
regionale. Hanno partecipato 120 capi in rappresentanza di 60 gruppi. Le zone erano
tutte presenti tranne la Tuscia. È stato presentato il campo in plenaria (logistica,
bilancio e percorso di avvicinamento) e poi si è discusso in gruppi di lavoro. Siamo sui
1300 E/G. La proposta è quella di prorogare le iscrizioni fino al 20 gennaio. Abbiamo
costruito il bilancio pensando a 2000 iscritti, ma se abbiamo una buona
rappresentanza e riusciamo a stare nella cifra deliberata dall’assemblea comunque
partiamo anche con 1300 iscritti.
Maria Rosati: la data di chiusura delle iscrizioni è stata approvata dall’assemblea,
quindi come si procede nell’intento di cambiarla?
Chiara Clementi: legge la mozione: “Le iscrizioni vanno perfezionate entro fine
dicembre 2010”
Daniele Caldarelli: l'assemblea regionale dice entro il 31/12/2010 e quindi quella è la
data che va rispettata, premesso comunque che è un evento per ragazzi e quindi DEVE
essere fatto.
Chiara Clementi: bisogna anche tenere conto che è difficile stare nei tempi perché la
compilazione delle schede deve essere fatta dai ragazzi.
Maria Rosati: non si deve passare sopra il parere dell'assemblea.
Fra Paolo Benanti: sono i capi EG che ci chiedono di allungare i tempi.
Danilo Borgia: le regole e le strutture vanno rispettate, ma non si può lavorare da
aprile. Io sono molto attaccato alle strutture. Non si può cambiare secondo le
esigenze di ciascuno. Propone a gennaio assemblea straordinaria
Chiara Clementi: propone un’assemblea straordinaria durante il convegno capi a
Gennaio 2011.
Fra Paolo Benanti: attenzione non è la branca che chiede l’allungamento dei tempi ma i
capi E/G.
Luca Radice: la cosa che ci avete prospettato è reale o meno? Il bilancio come va? Le
date sono in relazione a ciò.
Tekie Amaniele: che si rispettino le strutture, ma va trovato un modo per far partire
l’evento.
Ugo Benini: se l'assemblea ha deciso prendiamone atto.
Chiara Francia: l'assemblea non ha deliberato una banalità perché in questa data ci
sono delle implicazioni complicatissime: un evento si deve fare o meno, con delle spese
o meno; dobbiamo sapere quanti siamo per sapere quanto costa. I capi E/G sono in
difetto; c'era un fermento mostruoso e poi si sono adagiati e non hanno fatto in
tempo ad iscriversi.
Ugo Benini: allora non si riaprono le iscrizioni, che sia il 31 dicembre.
Chiara Clementi: è stato presentato un bilancio basandosi su 2000 eg che pagano una
quota di 240 euro senza considerare nessun eventuale finanziamento. La condizione
per fare il campo è che non si aumenti la quota.
Danilo Borgia: se il numero dei ragazzi è rappresentativo, ma inferiore a 2000, si fa
comunque l’evento mantenendo la quota e ciò è positivo. Ma qualora ci sia qualcosa che
non va, una spesa imprevista, chi copre?
Chiara Clementi: la regione
Danilo Borgia: ci sono soldi o no?
Chiara Clementi: si userà il 5x1000
Giacomo Ebner: dipende da quant'è il buco
Danilo Borgia: come mai si chiede alle persone di spendere questi soldi in un periodo
come questo? I 2000 quindi vincolanti per il bilancio?
Chiara Clementi: non è detto che i 2000 siano vincolanti; se si riesca a mantenere
ferma la quota e a coprire le spese partiamo anche con meno di 2000 EG; la
preoccupazione di andare incontro alle famiglie è nata anche mercoledì a Comitato;
stiamo vedendo cosa si può fare.
Giacomo Ebner: comunque non lasciamo gli organizzatori in mare.
Maria Rosati: ho chiesto a Simone Thouverai cosa accadeva se non si arrivava alla
cifra prevista per l'evento; Simone Thouverai ha risposto che l'evento non si fa. Le
scadenze vanno rispettate, quindi secondo la mozione ci si iscrive fino al 31/12/2010;
se non ci sono i numeri l'evento non si fa.
Daniele Caldarelli: alla route per capi ai 23 iscritti è stato detto ci dispiace non si può
partire.
Giacomo Ebner: io non voglio appartenere a una regione dove le cicatrici non si
rimarginano mai. Cerchiamo di essere costruttivi. Il resto è noia.
Maria Rosati: non è noia è storia.
Bernardo Cardenia: è stato fatto un enorme errore di valutazione. I gruppi aprono ad
ottobre quindi le date sono sbagliate a monte.
Giacomo Ebner: fare le pulci è giusto, ma così non si costruisce
Bernardo Cardenia: è giusto tornare in assemblea. Vanno stabilite date e numeri.
Fabrizio Gasparetto: sono favorevole al campo. Secondo me uno strumento a doppia
lama è il contatore numerico on-line; il capo va lì e lascia cadere la cosa. Modifichiamo
il criterio d'iscrizione: prima il fax e poi la quota.
Chiara Clementi: il problema è avere la scheda dai ragazzi, quindi cambiare la modalità
di iscrizione non aiuta.
Nando Battiati: l'autonomia passa dal consiglio capi, per questo ho richiesto che i
tempi fossero prolungati; l'autonomia della squadriglia va preservata, quindi dateci un
po' di tempo in più. Anche se non si può andare contro l'assemblea.
Massimo Piermattei: non vogliamo fare il campo a tutti i costi, il percorso è comunque
valido anche se non si parte. L'8 dicembre abbiamo chiesto un numero effettivo ai
capi presenti; se non avessimo avuto un numero sufficiente non avremmo nemmeno
chiesto la proroga. I costi fissi diminuiscono anche in funzione del numero. Con i 230
euro possiamo rientrare anche sotto i 2000. Sicuramente non ci sarà un centesimo in
più. Condivido che l'assemblea voti in proposito.
Chiara Clementi: Esprimiamoci rispetto alla proroga delle iscrizioni; chi è favorevole a
fare un’assemblea straordinaria a gennaio? Ci interessa avere un’opinione del Co.Re.
anche se non vincolante.
Daniele Caldarelli: Chiara Clementi prenditi la responsabilità di convocare l’assemblea.
Quando si vota non è un incidente. La cosa viene approvata o bocciata su una proposta.
Giancarlo Pennesi: non si può continuare a fare eventi che non si concretizzano.
Questo è un evento per ragazzi: se li coinvolgiamo dobbiamo portarlo a termine.
Giacomo Ebner: per questo abbiamo chiesto il parere al consiglio
Giacomo Ebner: ho difficoltà a far rispettare il mio ruolo; ho chiesto il parere e devo
concludere
Alessandro: c'è stata una mozione per il numero?
Chiara Clementi: no, il numero degli iscritti non è bloccato da una mozione, ma rimane
bloccata la quota procapite.
Giacomo Ebner: chi è favorevole a prorogare o meno? Chi è favorevole che al 31 si
chiuda tutto?
La maggior parte è favorevole a trovare una soluzione (proroga delle iscrizioni almeno
fino al 31/12 o ancora più in là prevedendo un’assemblea): 23 favorevoli, 2 astenuti e 3
contrari.
Programma Internazionale – FB - varie
Alice Zitella internazionale: sono previsti dei concorsi, uno per ogni branca, sul tema
dell'acqua. Verranno date domani le indicazioni da giare ai gruppi
Danilo Borgia: per quanto riguarda il Thinking day abbiamo già l’ok dell’FSE, ci servono
i contatti di Masci e CNGEI; cercheremo di coinvolgere anche esponenti politici per
dare rilevanza all'evento. L’abbiamo strutturato sull'intera giornata; si svolgerà al
Circo Massimo. Riprenderemo il centenario del Guidismo che è passato molto
sottogamba; tutti hanno messo i distintivi del centenario dello scoutismo, ma pochi
questi del centenario del guidismo; i distintivi vanno messi tutti sulla camicia.
Chiara Clementi: Per ciò che concerne la comunicazione diamoci delle linee: mandate le
mail agli incaricati di branca, loro agli IABZ che a loro volta le manderanno ai capi
unità. Tutte le comunicazioni vanno passate o così o attraverso la newsletter
Fabrizio Gasparetto: chiede di inserire i responsabili di zona in copia alle email per gli
gli iabz.
Danilo Borgia: l'ultima notizia è quella del progetto accoglienza. Ci eravamo dati 60
giorni dall’assemblea per fare il censimento delle sedi. Con Mauro abbiamo fatto già un
censimento di basi, andremo on line il 31 gennaio. Chiediamo a chiunque abbia
competenze di siti internet e gestione database di prendere contatti con noi.
Sabrina Mipelli FB: 22 e 23 gennaio ci sarà un workshop aperto ai clan che vogliono
andare a Lourdes
Fra Paolo Benanti: 3 comunicazioni veloci
• Natale con gli universitari: il Santo Padre incontra i ragazzi giovedì 16
dicembre. Parla dei biglietti che sono a disposizioni in segreteria. Sempre per il
natale degli Universitari ci sono dei biglietti particolari per i sacerdoti; per
questi dovranno rivolgersi direttamente a lui.
• A Santa Cecilia, il 15 dicembre 2010, ci sarà il concerto per gli universitari
• Iniziativa pastorale: “Una cultura per la città”; attaccherà il programma in sede
Progetto nazionale
Daniela Di Donato: il punto di partenza è la verifica del progetto nazionale; vi
chiediamo di rispondere a 2 domande:
• frattura nella linea di continuità tra i progetti dei vari livelli
• quale progetto possiamo togliere e perché
Giancarlo Pennesi: la sintesi è che casseremo tutti
Renzo Soncin: progetto zona
Ubaldo Schiavi: La parola progetto ha un contenuto di strategia. Va eliminato il
progetto di zona perché la parte strategica non compete alle zone.
Nando Battiati: una cosa che si è notata è la discontinuità tra zona e regione; va
trovato un raccordo tra i progetti. I tempi non sono mai legati tra loro come facciamo
a farli coincidere? La proposta è di eliminare il progetto regionale perché i progetti di
zona sono quelli più calati sul territorio.
Chiara Francia: regionale e nazionale sono in comunicazione, ma sono per gli addetti ai
lavori. Il progetto regionale va semplificato. Pochi concetti chiari. La direzione deve
essere: meno cose ma più partecipate.
Fabrizio Gasparetto: L’azione educativa è solo del progetto educativo di gruppo, gli
altri riguardano i soci adulti. Il progetto nazionale va eliminato; delinea solo le linee
politiche.
Ubaldo Schiavi: è inutile che si fanno i progetti se poi gli organi sottostanti fanno
come vogliono. Indichiamo tre progetti chiave e poi lavoriamoci.
Maria Rosati: Il discorso dei progetti si lega alle strutture: chi fa che cosa. Le
discontinuità tra progetto di zona e regionale non esiste. La regione ha dei ruoli già
definiti. Chi verifica e attua il progetto regionale? Chi fa cosa? Idem per il nazionale:
si progetta si realizza si verifica tutto da solo? Non si può parlare di progetto a tutti i
livelli. Il nazionale è lontano dalla realtà dei capi. Non va cancellato, ma non si può
chiamare progetto. Il progetto educativo di gruppo fino a che punto funziona?
Chiara Clementi: Realmente servono il progetto di gruppo e quello di zona.
Ubaldo Schiavi: se noi trasformiamo il progetto nazionale in linee guida abbiamo una
guida per il programma, ma non un obbligo.
Daniela Di Donato: parte dal gruppo al nazionale. Si passa da un piano di concretezza
ad un piano di astrazione. L'associazione parlerà dei progetti nei prossimi 2 anni.
Facciamo delle proposte perché ciò si concretizzi.
ore 13.43 vengono interrotti i lavori per il pranzo e la S. Messa.
Molte persone vanno via; si osserva che forse conviene fare il core di mezza giornata
Si riprende alle ore 15.00 dopo la Santa Messa
Convegno regionale
Chiara Clementi: presenta le proposte di zona Ostiense per il Convegno:
• Centralità dell’esperienza
• La comunità capi
Nando Battiati: come zona hanno individuato alcune aree che sono quelle che
andranno a trattare anche nel loro progetto di zona:
• partecipazione e cittadinanza attiva
• identità di cattolici
• il discorso sullo sviluppo
Chiara Clementi: informa che da zona Ostiense é arrivata anche la richiesta di
soffermarsi sulla lettura delle emergenze educative dei bambini dai cinque agli otto
anni.
Il comitato, rileggendo l’analisi fatta, ha individuato alcuni temi tra cui c’erano anche
sviluppo, scouting e partecipazione e cittadinanza attiva, che sono già state proposte
anche dalle zone. Altre proposte sono:
• educare all'amore
• solidità dei capi rispetto alle scelte etiche
• coeducazione e diarchia
• lavorare per progetti
• tempo e vivibilità associativa
• legalità (visto che é stata proposta dall'assemblea andrà di default in finale)
Giacomo Ebner: specifica che rispetto al punto coeducazione e diarchia si voleva
sottolineare l'importanza delle donne nella società.
Marco Rosati: riporta alcune idee della zona Auriga; anche se non è più RZ ci ha
lavorato fino a poco tempo fa.
• l'educazione alla fede sotto l'aspetto sacramentale: i ragazzi che seguiamo
fanno spesso parallelamente un percorso di catechesi per i sacramenti; l'idea é
che lo scoutismo potrebbe proporre il percorso catechetico all'interno delle
attività.
• abbiamo pensato di dedicare maggior tempo all'educazione alla responsabilità e
all'autonomia, con gli occhi puntati ai ragazzi più a margini.
Chiara Clementi: ritiene che questo secondo punto sia rivolto ai ragazzi più che ai
capi; propone quindi di porre la questione nei termini di “cosa serve ad un capo per
poter educare all'autonomia e alla responsabilità”
Marco Malavasi: é perplesso sulle capacità di formazione catechetica dei capi e
quindi sullo spingersi in questa direzione verso le nostre Parrocchie.
Ugo Benini: cattolici lo siamo e siamo fortemente caratterizzati; se ci mettiamo
anche nell'ottica di essere formatori questo potrebbe complicarci la vita ed
aumentare fortemente il tempo richiesto per le attività; mi chiedo quanto veramente
ci convenga.
Ubaldo Schiavi: all'interno del nostro percorso abbiamo un progetto di formazione
catechetica. Ritiene che quello che deve passare alla parrocchie è che si può fare
catechesi non utilizzando necessariamente i testi del catechismo di Pio XII. Il nostro
percorso non si interrompe con la celebrazione del sacramento, ma si inserisce in un
percorso di vita affrontando il problema della dimensione cristiana in continuità con la
crescita della persona. Dal punto di vista del fare non cambierebbe nulla. Non andiamo
a chiedere ai parroci che ci diano qualcosa, ma ad offrire un servizio, in termini
qualitativamente diversi, che consenta una continuità della proposta.
Chiara Clementi: riassume i punti e apre la discussione prima di passare al voto.
• Politico: cittadinanza attiva e partecipazione
• Identità di cattolici
• Educare all'amore
• Solidità delle scelte etiche
• Coeducazione e diarchia
• Sviluppo
• Lettura ed approfondimento delle emergenze educative
• Bisogni dei bambini dai 5 agli 8 anni
• Co.Ca.
• Rimettere al centro l'esperienza e quindi lo scouting
• Tempo e vivibilità associativa
• Lavorare per progetti
• Iniziazione cristiana
Amaniele Tekie: ritiene che il primo punto, la partecipazione politica, sia molto utile e
risolverebbe anche una serie di situazioni in cui la regione é in difficoltà (vedi la
partecipazione alle assemblee).
Daniela Di Donato: propone di unire in un unico tema i due punti coeducazione e
diarchia ed educare all’amore. Occorre chiedersi che ruolo abbia la regione rispetto a
questi punti. Ritiene che dovremmo porci come interlocutori verso l'esterno. Ad
esempio l'assessore alle politiche giovanili potrebbe utilizzarci nel suo lavoro, ma di
fatto non pensa proprio come farlo.
Renzo Soncin: rispetto al punto 2 e al punto 7, dovremmo tenere in considerazione le
linee progettuali del prossimo decennio della CEI perché trattano proprio questi temi
e quindi ci fanno ritrovare già il lavoro fatto.
Si riflette sul punto tempo e vivibilità del servizio. E' una proposta del comitato che
viene fuori dalle necessità dei capi; è molto sentita dai capi giovani.
L'idea é quella di arrivare a quattro temi finali, quattro teste di serie che si
scontreranno solo nella fase finale. Per non rischiare che alcuni temi importanti
vengano eliminati, si decide di non accorpare i temi.
Marco Rosati: propone una sorta di pubblicizzazione dei temi durante il convegno.
Giacomo Ebner: questo può portare all'effetto bumerang. Il dubbio é come procedere
praticamente per evitare che i temi che vengono fuori siano scelti a caso o a
preferenza del singolo capo che sarà presente, invece che basandosi su un percorso
progettato e di analisi che arriva dall'azimut speciale.
Un’idea è quella di chiedere al relatore di fare nel suo intervento un collegamento con
l'analisi che é stata fatta. Il gioco presenta dei rischi, ma dall'altro lato permette a
ciascuno di sentirsi protagonista.
Chiara Clementi: si vota (ognuno ha a disposizione tre possibilità di voto)
(12 voti)
1. POLITICO:
a. ruolo regioni – interlocutori istituzioni
b. cittadinanza attiva e partecipazione
2. IDENTITA’ DI CATTOLICI
(2 voti)
3. EDUCARE ALL’AMORE
(2 voti)
4. SOLIDITA’ DELLE SCELTE ETICHE
(2 voti)
5. COEDUCAZIONE E DIARCHIA
(8 voti)
(3 voti)
6. SVILUPPO
7. EMERGENZE EDUCATIVE
(3 voti)
(1 voti)
8. BISOGNI DEI BAMBINI 5-8
9. CO.CA.
(0 voti)
10. ESPERIENZA SCOUTING
(2 voti)
11. TEMPO E VIVIBILITA’ ASSOCIATIVA
(8 voti)
12. PROGETTI
(0 voti)
(3 voti)
13. INIZIAZIONE CRISTIANA
14. LEGALITA’
(non è stata votata)
Le nostre teste di serie sono:
• LEGALITÀ
• POLITICO - CITTADINANZA ATTIVA - PARTECIPAZIONE
• COEDUCAZIONE E DIARCHIA
• TEMPO E VIVIBILITÀ ASSOCIATIVA
Chiara Clementi: riassume l'aspetto organizzativo del convegno. Si decide di fare la
cena al sacco.
Si comunica che ci sarà un tavolino del Roma 72 che venderà prodotti del commercio
equo e solidale in base ad un progetto che il Clan sta seguendo.
Ci saranno inoltre degli stand dei settori per farsi conoscere e uno di Buona Caccia
che chiederà un primo feedback del programma.
Marco Rosati si propone per fare il presidente del convegno.
I RZ saranno precettati per supportare i gruppi di lavoro.
Verifica Assemblea Regionale
Chiara Clementi: rispetto al bilancio, il comitato si assume la responsabilità di non
essersi accordato prima: Mauro si aspettava una mozione a parte da votare prima del
bilancio e che sarebbe andata a riempire le caselle vuote da lui già predisposte, gli
incaricati EG si aspettavano che Mauro avesse già inserito i numeri nel bilancio e che
loro dovessero fare solo una presentazione; saremo più precisi la prossima volta
chiarendoci meglio.
Daniela Di Donato: forse era meglio inserire questo momento esplicativo all'inizio e
non durante le mozioni. Chi ricopre il ruolo della presidenza dell'assemblea deve
mantenere un distacco in un certo senso istituzionale: la rispostaccia al Bracciano 1
non é stata tale. Ringrazia Simone per essersi assunto il doppio ruolo, però forse
questo alla fine non ha giocato a suo favore.
Amaniele Tekie: ribadisce il problema del fatto che il presidente non può presentare
mozioni; c'era la sua Cocapo Rosangela che avrebbe potuto svolgere questo compito.
Chiara Clementi: risponde subito che il problema era che Rosangela era stata al
CFM fino al giorno prima dell'assemblea e che in quella settimana avevano lavorato sul
bilancio, quindi poteva solo essere Simone a presentarlo.
Amaniele Tekie: ritiene che si é creato un precedente per le mozioni d'ordine: la
presidenza era interessata alla mozione d'ordine e questo si é percepito. La prossima
volta si correrà il rischio che il problema della mozione d'ordine si ripresenti e se non
verrà accettata si commenterà che é la è presidenza che non é interessata.
Il problema pranzo: i capi si sono lamentati del mancato rapporto qualità/prezzo e dei
tempi troppi lunghi per la distribuzione.
Giacomo Ebner: ribadisce l'importanza del rispetto del lavoro fatto dagli incaricati.
Si deve fare la critica, però ritiene che sia utile sottolineare anche le cose positive.
Questo non aiuta la gratificazione personale.
Chiara Clementi: é piaciuto molto il momento del sociologo, c'é stata una buona
partecipazione dei capi a livello non solo numerico ma anche in termini di
partecipazione. Sottolinea che vorrebbe che i membri del Co.Re. riportassero un
messaggio ai capi della regione: il problema del bilancio é stato risolto in totale ed
assoluta buona fede e lealtà; alcuni giovani capi che hanno pensato che erano stati
fatti appositamente dei magheggi e vanno rassicurati. La mozione d'ordine é stata
suggerita dal comitato mozioni che sentendosi la responsabilità di presentare una cosa
che era a vantaggio dei ragazzi ha cercato di trovare una soluzione; quindi la mozione
non è partita dalla presidenza. In ogni caso, anche qualora la presidenza fosse stata di
parte, non le piace il ragionamento che, siccome abbiamo sbagliato una volta, siamo
autorizzati a sbagliare sempre; richiama quindi alla responsabilità dei capi.
Giacomo Ebner: sottolinea che un intervento di un membro del Co.Re. ha un gran peso
e quindi quando si interviene in assemblea occorre pensarci.
Daniela Di Donato: ritiene che la votazione che é stata fatta non era assolutamente
necessaria. Inoltre ritiene che i Consiglieri Generali debbano essere anche un po'
formati sui regolamenti in modo da aiutare a partecipare chi è presente all'assemblea
e non sta capendo cosa succede. Sostiene l'importanza di invitare a tornare alla calma
quando ci sono queste complicazioni, ribadendo che nessuno é li per fregare, ma per
lavorare per la regione.
Giancarlo Pennesi: suggerisce una sorta di trapasso nozioni anche della presidenza e
del comitato mozioni, così che si possa essere sempre più formati.
Massimo Piermattei: le cose che sono state dette riguardo alla presentazione del
bilancio sono assolutamente condivise dalla pattuglia EG; hanno fatto una verifica
apposita. La consegna tardiva del bilancio é stata fatta solo perché era a quel
momento dell'ordine del giorno, ma era pronta dalla mattina e non hanno mandato il
bilancio prima perché si voleva presentare accuratamente tutte le spese per essere
trasparenti e alcune risposte sono arrivate tardi.
Alessandro Augello: ha apprezzato l'intervento del sociologo. Ritiene che Simone sia
stato assolutamente equo come presidente e non di parte; si dispiace di quello che ha
detto Amaniele.
Rispetto alla votazione del bilancio dell'evento, chiede di informarsi se un evento del
genere richieda che sia votato in assemblea.
Giacomo Ebner: informa inoltre che la critiche arrivate un po' da tutti é l'eccessivo
uso del power point.
Si chiude alle 17.17
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RESOCONTO CO.RE. 12/12/2010 Inizio Lavori h