In copertina SOMMARIO Un presepio speciale Si, quest’anno si è ripetuta l’iniziativa dell’anno scorso. A realizzare il presepio in Chiesa sono state le famiglie con i loro figli e la giovane Cinzia, ma ha una particolarità tutta sua, invece del solito muschio ha fatto la comparsa la sabbia in tutta la superficie della composizione, con al centro la capanna molto illuminata, a voler significare che la luce di Cristo, oltrepassa i confini del privato e si allarga per tutta l’estensione dell’universo per portare luce a chi l’accoglie e trova in essa operosità feconda. Durante la progettazione e la realizzazione da parte di genitori e figli, al notare in tutti con la gioia di vedere concretizzarsi il loro progetto, ho provato una vera soddisfazione, perché ho potuto toccare con mano che quando ci mettiamo a disposizione del Signore, non mancano mai i risultati. E’ stato un regalo per tutta comunità, una testimonianza d’amore che ha certamente arricchito tutti. Come sempre la parola che in questi casi abbiamo sulle labbra è la parola “grazie”, ma non deve essere considerata come un espediente per assolvere un dovere di riconoscenza e tutto finisce lì, bensì una partecipazione, una condivisione che diventi messaggio a quanti hanno necessità di riprendere un cammino che, per tanti motivi, hanno interrotto. 1 Un presepio speciale Giubileo straordinario Il Vangelo della gioia Il coraggio della testimonianza Con Maria alla porta della M.. Dopo il Concilio La Madonna preferita dell’Islam.. Il Corano attinge dalla Bibbia Il calendario della scuola L’angolino della Parrocchia IV Rassegna di arte sacra I miracoli dell’amore La famiglia fondata sul matrimonio L’avvocato Rosa Mondo trasannese La legge sulle unioni civili Al via la sperimentazione del... Sulle onde del suono Tutti concordi sulla E78. L’ho vista! L’ho vista! La pagina della poesia L’ ABC della nutrizione Condividiamo un augurio ... Informatutto 1 2 3 4 6 8 10 12 14 16 18 19 20 21 22 24 25 26 27 28 29 30 31 32 L’Olivo .Febbraio 2015 Mensile d’informazione della comunità cristiana di Trasanni 2numero 1 Febbraio 2016 L’Olivo foglio di collegamento autorizzazione del tribunale di Urbino n.90/80 del 16.05.80 conto corrente postale n. 11202611 Direttore Responsabile Don Ezio Feduzi tel. 0722/320240 Direzione Redazione Casa Parrocchiale 61020, Trasanni, PU e - mail [email protected] Collaboratori Sebastiano Angelini Maria Carobini Alceo Caroni Antonio Cipollini Maria Laura Fraternali Maria Luisa Comandini Liviana Duchi Roberto Innocenti Donatella Ottavi Tarcisio Mosconi Sergio Pretelli Sauro Teodori Maria II Vallanti Paola Minerba Progetto Grafico Angelini Sebastiano Argalia Silvia Bianchi Fausto Giancarlo Cerioni Stampa AGE Arti grafiche Editoriali Urbino Chiuso in redazione Febbraio 2016 L’Olivo - Febbraio 2016 2 La gioia del Vangelo L’annuncio di papa Francesco (Continuazione dal n. 74) Nelle grandi città si può osservare un tessuto connettivo in cui gruppi di persone condividono le medesime modalità di sognare la vita e immaginari simili e si costituiscono in nuovi settori umani, in territori culturali, in città invisibili. Svariate forme culturali convivono di fatto, ma esercitano molte volte pratiche di segregazione e di violenza. La Chiesa è chiamata a porsi al servizio di un dialogo difficile. D’altra parte, vi sono cittadini che ottengono i mezzi adeguati per lo sviluppo della vita personale e familiare, però sono moltissimi i “non cittadini”, i “cittadini a metà” o gli “avanzi urbani”. La città produce una sorta di permanente ambivalenza, perché, mentre offre ai suoi cittadini infinite possibilità, appaiono anche numerose difficoltà per il pieno sviluppo della vita di molti. Questa contraddizione provoca sofferenze laceranti. In molte parti del mondo, le città sono scenari di proteste di massa dove migliaia di abitanti reclamano libertà, partecipazione, giustizia e varie rivendicazioni che, se non vengono adeguatamente interpretate, non si potranno mettere a tacere con la forza. 75. Non possiamo ignorare che nelle città facilmente si incrementano il traffico di droga e di persone, l’abuso e lo sfruttamento di minori, l’abbandono di anziani e malati, varie forme di corruzione e di criminalità. Al tempo stesso, quello che potrebbe essere un prezioso spazio di incontro e di solidarietà, spesso si trasforma nel luogo della fuga e della sfiducia reciproca. Le case e i quartieri si costruiscono più per isolare e proteggere che per collegare e integrare. La proclamazione del Vangelo sarà una base per ristabilire la dignità della vita umana in questi contesti, perché Gesù vuole spargere nelle città vita in abbondanza (cfr Gv 10,10). 3 Il senso unitario e completo della vita umana che il Vangelo propone è il miglior rimedio ai mali della città, sebbene dobbiamo considerare che un programma e uno stile uniforme e rigido di evangelizzazione non sono adatti per questa realtà. Ma vivere fino in fondo ciò che è umano e introdursi nel cuore delle sfide come fermento di testimonianza, in qualsiasi cultura, in qualsiasi città, migliora il cristiano e feconda la città. II. Tentazioni degli operatori pastorali 76. Sento una gratitudine immensa per l’impegno di tutti coloro che lavorano nella Chiesa. Non voglio soffermarmi ora ad esporre le attività dei diversi operatori pastorali, dai vescovi fino al più umile e nascosto dei servizi ecclesiali. Mi piacerebbe piuttosto riflettere sulle sfide che tutti loro devono affrontare nel contesto dell’attuale cultura globalizzata. Però, devo dire in primo luogo e come dovere di giustizia, che l’apporto della Chiesa nel mondo attuale è enorme. Il nostro dolore e la nostra vergogna per i peccati di alcuni membri della Chiesa, e per i propri, non devono far dimenticare quanti cristiani danno la vita per amore: aiutano tanta gente a curarsi o a morire in pace in precari ospedali, o accompagnano le persone rese schiave da diverse dipendenze nei luoghi più poveri della Terra, o si prodigano nell’educazione di bambini e giovani, o si prendono cura di anziani abbandonati da tutti, o cercano di comunicare valori in ambienti ostili, o si dedicano in molti altri modi, che mostrano l’immenso amore per l’umanità ispiratoci dal Dio fatto uomo. Ringrazio per il bell’esempio che mi danno tanti cristiani che offrono la loro vita e il loro tempo con gioia. Questa testimonianza mi fa tanto bene e mi sostiene nella mia personale aspirazione a superare l’egoismo per spendermi di più. 77. Ciononostante, come figli di questa epoca, tutti siamo in qualche modo sotto l’influsso della cultura attuale globalizzata, che, pur presentandoci valori e nuove possibilità, può anche limitarci, condizionarci e persino farci ammalare. (continua nel prossimo numero) L’Olivo .Febbraio 2015 Il coraggio della testimonianza Noi siamo dei piccoli esseri che viviamo in una società complessa e molte volte ci sentiamo sommersi dalle difficoltà che sorgono come macigni davanti alle nostre aspirazioni, ai nostri sogni di essere operatori qualificati con un nostro apporto di sostanza. Non dico di voler emergere, ma di saper fare fronte con dignità alle problematiche che ci si presentano. Nella nostra epoca, ricca di tante scoperte in vari campi, ma anche dominata da fatti negativi, dovremmo sentirci protetti dalle leggi, affiancati e sorretti dalle Istituzioni che costituiscono l’ossatura dello Stato ed hanno come supporto il Parlamento dove siedono personaggi eletti dal popolo e quindi con tutta la facoltà di agire a largo raggio, di varare leggi che tengano conto della dignità della persona a iniziare dai più deboli e a beneficio di tutta la comunità. Nonostante queste provvidenze esistenti a beneficio della persona, sono molti a dover subire ingiustizie in un decadimento dei grandi valori, decadimento che fa perdere la nobiltà di chi ha come compito di servire ed anche di chi viene servito in qualunque posto si trovi nella società. In una situazione del genere occorre avere le idee chiare almeno su punti cardine che riguardano il nostro destino. Destino che si fa maestro di vita, di comportamento, di fecondità nell’operare il bene dal singolo e dalla società. La religione, che sin dalle origini della comparsa dell’uomo sulla terra, è stata l’asso portante del suo agire, è ancora il punto chiave che abbraccia l’uomo nella sua complessità. E’ necessario prima di L’Olivo - Febbraio 2016 EDITORIALE tutto avere le idee chiare sulla religione in cui diciamo di credere, perché essa fa parte del nostro quotidiano in quanto sentiamo il bisogno di avere protezione nelle nostre difficoltà e guai se in certi casi non potessimo rivolgerci a qualcuno. Noi occidentali, con poche eccezioni, diciamo di credere in Gesù Cristo, Figlio di Dio, venuto nel mondo a rivelarci l’amore di Dio per noi e a presentare Se stesso come Dio che si sacrifica sul patibolo di una croce per redimere tutta l’umanità. Abbiamo le idee chiare sulla religione che diciamo di professare? Chi è per noi Gesù Cristo, il Quale, per più di trent’anni ha camminato sulle nostre strade, ha rivelato la paternità amorevole di Dio, ha compiuto miracoli e si è sacrificato per noi sulla croce,? Come lo sentiamo presente nella nostra quotidianità? Se siamo certi che ogni giorno ci cammina accanto con il Suo amore senza limiti, pronto sempre a pagare i nostri debiti, a caricarci sulle Sue spalle, qualora ne avessimo bisogno, ci vergogniamo della Sua presenza, cerchiamo di nasconderla a chi incontriamo per timore di fare brutta figura o di mortificare, con lui o con lei, il rapporto di lavoro o di amicizia? Apriamo gli occhi sui mezzi di comunicazione, leggiamo la stampa e troviamo con stupore, ma anche con disagio che all’arrivo di compagni di viaggio che non conoscono Gesù o hanno un’idea imprecisa su di Lui, chi dovrebbe mostrare con gioia questa presenza nella quotidianità di ogni manifestazione privata e pubblica come patrimonio di ricchezza incal- 4 colabile, cerca di nasconderlo come se fosse un peso ingombrante. Un dubbio mi attraversa la mente ed è questo: che alcuni uomini e alcune donne dichiarati uomini e donne di cultura operanti in settori importanti, come le scuole di ogni ordine e grado, in fatto di conoscenza della religione che dicono di professare, siano davvero mancanti e siano pure mancanti della conoscenza delle religioni che professano i loro compagni di viaggio che, con il fenomeno dell’emigrazione di massa acquistano un’importanza da non trascurare. I fatti, ai quali abbiamo assistito in prossimità del Natale anche alla buona gente che vive la propria fede con il patrimonio di conoscenza della religione che professa, acquisito quando era bambina, hanno destato non poco disagio. Siamo infatti arrivati all’assurdo che per avere buone relazioni con i musulmani è bene non parlare di Gesù Cristo. Non abbiamo timore di aprire il Corano, il libro sacro dei musulmani e troveremo la figura di Gesù molte volte descritta con grande attenzione e rispetto e posta al di sopra dell’essere umano. Al versetto 253 del secondo capitolo ( i capitoli nel Corano vengono chiamati “Sure”) leggiamo che Dio, dopo aver parlato nei versi precedenti dei profeti come messaggeri divini, dice che fra essi c’è chi parlò con Dio e questi è Gesù. “Così demmo a Gesù, Figlio di Maria, prove chiare e Lo confermammo con lo Spirito di Santità”. Ai versetti 45, 46 della III Sura leggiamo: “ O Maria, Iddio Ti annunzia la buona novella di una Parola che viene da Lui, e il cui nome sarà Cristo Gesù, Figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’altro e uno dei più vicini a Dio. Ed Egli parlerà agli uomini dalla culla come un adulto....” 5 Nella mia edizione del Corano, “parola” scritta con la P maiuscola ed anche senza volerlo, mi pare di leggere il Vangelo di Giovanni quando scrive:” In principio era la Parola e la Parola si fece carne”. Mi sento rafforzato in questa idea, quando leggo che alla domanda di Maria che vuol restare vergine ” ...come potrò avere un figlio se non m’ha toccata alcun uomo? Rispose l’Angelo: eppure Dio crea ciò ch’Ei vuole: allorché ha deciso una cosa non ha che dire: Sii! ed essa è”. E’ dunque chiaro per il Corano che Gesù non ha un padre umano, perché per ben due volte esprime con chiarezza la verginità di Maria. Il Gesù, nato da Maria, ha il potere anche di guarire il cieco nato, il lebbroso, persino di risuscitare i morti. Al versetto 55 continua il discorso di Dio sulle qualità di Gesù. “O Gesù - è sempre Dio che parla - io ti farò morire e poi t’innalzerò sino a me, e ti purificherò dagli infedeli fino al dì della Resurrezione...” Al versetto 110 della V Sura, ripete quanto già detto nella seconda ma aggiunge un particolare importante:”O Gesù, Figlio di Maria, ricorda il mio favore verso di Te e verso la Madre Tua, quando io Ti confermai con lo Spirito Santo e Tu parlasti alla gente dalla culla...” Ogni volta che ascolto certi discorsi o leggo notizie sui giornali, di cristiani che hanno timore di parlare di Gesù, di mostrare che veramente credono alla Sua divinità, che è l’unica ricchezza in questa società che ha ormai una civiltà solo di facciata, per tutto quello che accade, provo davvero un senso di vergogna, di povertà intellettuale, perché manca il coraggio della testimonianza senza del quale siamo certamente in perdita non solo come cristiani ma anche come cittadini. L’Olivo .Febbraio 2015 L’Olivo - Febbraio 2016 6 7 L’Olivo .Febbraio 2015 Dopo il CONCILIO RUMINANDO LA PAROLA 13/B Dopo il Concilio Scelte di vita parrocchiale Maggio 1985 GESU’ MEDIATORE (pomeriggio comunitario di preghiera) (continuazione dal numero precedente) Dopo aver sentenziato “Dio nessuno l’ha mai visto”, Giovanni continua dicendo: “Ma il Figlio Unigenito che è nel seno del Padre, Lui ce lo ha rivelato” (Gv. 1,18). E’ il messaggio tipico del cristianesimo, cioè: a DIO possiamo arrivare ATTRAVERSO CRISTO e SOLTANTO ATTRAVERSO LUI: GESU’ E’ IL PONTE costruito da Dio stesso, GESU’ E’ L’UNICO MEDIATORE. a) Tutti i libri del Nuovo Testamento non fanno che questa verità di fondo 06ripetere Settembre 2014 - Santuario e ogni scrittore sacro la esprime con termini diversi: + Paolo: “E’ Cristo che ci dà il coraggio di avvicinarci in piena fiducia a Dio per la fede in Lui” (Ef. 3,12). Centinaia, centinaia di volte, nelle sue lettere, ad ogni riga, quasi con monotonia, Paolo ripete: “IN Cristo – PER Cristo – PER MEZZO di Cristo – ATTRAVERSO Cristo” (es. Rom. 5,621; 2Cor. 5,11-21; Gal. 3,27-28: Ef. 1-5; Col. 1,28; 1Tess.4,16). Paolo usa anche un’immagine che conosciamo molto bene; dice che Cristo è il CAPO del corpo che siamo noi (v. 1Cor. 12,12-27; Ef. 4,11-16). Il capo è quello che dà vita, consistenza, identità, direzione, orientamento a tutto il corpo. + GLI ATTI DEGLI APOSTOLI portano un altro paragone: “Gesù è la pietra che scartata da voi costruttori è diventata testata d’angolo. In nessun altro c’è salvezza. Non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto L’Olivo - Febbraio 2016 il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” (At. 4,11-12). + Giovanni ha un’altra immagine.” Io sono la VITE, voi i tralci: come il tralcio non può dar frutto da sé stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me……. perché senza di me non potete far nulla” (Gv. 15,1-5). Non dice “qualcosa”, “poco”, ma “nulla”. Giovanni propone ancora nella sua Prima Lettera un altro paragone: “Se abbiamo peccato non disperiamo, perché presso il Padre abbiamo UN AVVOCATO” (1 Gv.2,1) (cfr. pure Rom. 8,37). + E LA LETTERA AGLI EBREI, raccogliendo in sintesi teologica tutte queste affermazioni parla di Cristo come UN UNICO MEDIATORE, UNICO SACERDOTE, UNICO PONTEFICE. Pontefice è un nome che è formato da due parole latine: pontem-facere = fare ponte. GESU’ E’ IL PONTE UNICO ED UNIVERSALE attraverso il quale l’uomo può incontrare Dio e attraverso il quale Dio si fa presente all’uomo. Fuori di Cristo per l’uomo non c’è possibilità alcuna di avvicinarsi a Dio e di salvarsi. “La salvezza appartiene al nostro Dio e all’Agnello” è l’affermazione completa dell’Apocalisse (7,10). Questo è il grande PIANO DI DIO. E’ cantato da Paolo nel famoso inno di Efesini 1,3-10: “Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci ad essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo figlio diletto, nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha abbondantemente riversata su di 8 noi con ogni sapienza e intelligenza, poiché Egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto, nella sua benevolenza, aveva in Lui prestabilito per realizzarne alla pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra”. b) In che modo Cristo fa da ponte tra noi e Dio? + Prima di tutto per l’INCARNAZIONE stessa; perché nella sua Persona unisce la natura umana e la natura divina. I due pilastri che formano la personalità del Cristo affondano nella divinità e nell’umanità. Ma bisogna notare che è la sua umanità che è rivolta verso di noi, è la sua umanità che forma il pilastro, attraverso il quale noi possiamo arrampicarci ed arrivare a Dio. E’ toccando l’umanità di Cristo che noi tocchiamo la divinità. E’ toccando Gesù-uomo che noi tocchiamo Dio. Cioè è attraverso l’umanità di Cristo che noi possiamo raggiungere Dio e salvarci. Nel Vangelo questo è espresso concretamente attraverso vari episodi. Ricordiamo la donna che aveva perdite irregolari di sangue: ha una intuizione di fede: “Se lo tocco, mi salvo, vengo guarita”, nonostante il pregiudizio degli ebrei che dicevano che le donne in questa situazione rendevano impuri gli altri. Lei pensa: “No, non renderò impuro Lui; ma Lui purificherà e guarirà me” e lo tocca. Il Vangelo di Marco e di Luca parlano di “una potenza che esce dal Cristo” (Mc. 5,2534; Lc. 8,43-48). + Giovanni conferma: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (v. Gv. 6). E’ il contatto con la sua carne, con il suo sangue, con la sua umanità, che ci dà la vita eterna. (Una parentesi: soltanto se concepiamo Dio 9 non come una Persona sola ma come Uno solo in Tre Persone possiamo comprendere questo. Le verità della fede sono talmente collegate che, se non le vediamo insieme, non riusciamo a sentirle logiche. Soltanto perché Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo è comprensibile che il Figlio fattosi uomo, riesca a creare il ponte tra l’uomo e il Padre). + ma l’arcata dell’incarnazione è sostenuta da un altro pilastro. Infatti abbiamo detto che non è soltanto per natura che l’uomo non riesce a raggiungere Dio, ma è anche per il peccato che ha scavato un solco abissale tra noi e Lui. Ebbene: Cristo ha distrutto il peccato con la morte in Croce. Possiamo dire che il ponte si regge sulla Gianluca CROCE DIAntonino, GESU’. Giacomo “Cristo èemorto per noi….. siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio Suo” (cfr. Rom. 5,8-11). “Egli è la nostra pace…. (ha riconciliato) tutti e due (ebrei e pagani) con Dio in un solo corpo per mezzo della croce distruggendo in sé stesso l’inimicizia…. per mezzo di Lui possiamo presentarci gli uni e gli altri, al Padre in un solo spirito” (Ef.2,11-18). “Uno solo è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato sé stesso in riscatto per tutti” (1 Tim. 2,5-6). (cfr. pure 1 Tes.5,9-10; Col. 1,19-20). c) Tiriamo allora ALCUNE CONSEGUENZE del fatto che Cristo è l’unico mediatore tra noi e Dio, e mediatore universale. + Allora anche nello sforzo razionale per arrivare a Dio attraverso la creazione, passiamo attraverso Cristo. Giovanni dice nel suo Vangelo: “Tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di Lui nulla è stato fatto” (G.1,3). Tarcisio Moroni L’Olivo .Febbraio 2015 La Madonna, prediletta dell’Islam Ricordata nel Corano in 76 versetti e in 13 sure. Il nome di Maria si legge esplicitamente 34 volte di cui 24 associato con il nome di Gesù Nel gennaio di due anni fa usciva un mio libro dal titolo “Cara Titty”, nel quale, tra le altre risposte a domande che ogni tanto mi sentivo rivolgere sulla religione, c’era anche quella sull’Islam e fu per tale occasione che acquistai una copia del Corano con alcune pubblicazioni di commento. E’ stata per me una vera sorpresa nel trovare in questo libro che i musulmani dicono venuto dal cielo per mezzo dell’Arcangelo Gabriele, tanti riferimenti al Vecchio e al Nuovo Testamento con qualche notizia ripescata nei Vangeli apocrifi. Ma ciò che mi ha incuriosito a leggere il Corano e a cercare commenti di esperti sono stati i numerosi richiami alla Madonna, Mamma inseparabile di Gesù, Suo Figlio. Così, pur nella mia pochezza intelletuale e alunno di poco conto di tanti maestri, mi sono permesso riportare alcune note su questa pubblicazione che ora con un po’ di audacia trasmetto a voi, cari lettori, perché possiate notare come anche i musulmani sono devoti della Madonna. Incominciamo dalla nascita di Maria. Nella Sura III, ai versetti 33-34 leggiamo: “In verità Iddio ha eletto Adamo e Noé e la gente d’Abramo e la gente d Imran sopra tutto il creato - come progenie gli uni degli altri e dio sa ed ascolta”. Con il versetto 35 inizia la storia della Madonna con la chiamata della moglie di Imran che per Maometto è la madre della Madonna. (dobbiamo fare subito un appunto perché “Imran”, in arabo “Amran” è il padre di Mosè L’Olivo - Febbraio 2016 e di Aronne. come mai questo richiamo a personaggi così lontani? E perché per meglio identificarla, Maria, al versetto 28 della sura 19 viene chiamata sorella di Aronne?) Sembra che, interrogato in proposito, Maometto abbia risposto: “Gli antichi usavano dare alle persone nomi che, richiamavano quelli degli Immagine della Madonna con Gesù Bambino nella culla sotto una palma di datteri, dopo il parto, realizzata nella chiesa di Cristo Re a Trasanni dall’egiziano Ali Kamal, di religione musulmana, nell’anno 1975, 10 Apostoli o delle persone pie che li avevano preceduti”. Fatta questa precisazione, ritorniamo a quando la moglie di Imran ( non siamo riusciti a sapere chi è) disse al Signore: “O Signore! Io voto a Te ciò che è nel mio seno che Tu sei Colui che ascolta e conosce! E quando la partorì disse: Signore! Ecco ho partorito una femmina” ( Ma Dio sapeva meglio di lei chi aveva partorito).. Il maschio non è come una femmina, ma io l’ho chiamata Maria e la metto sotto la Tua protezione, Lei e la Sua Progenie, contro satana il reietto”(III sura, versetti 35-36). In queste parole mi sembra di trovare il richiamo all’espressione divina del Libro della Genesi, quando Dio disse al serpente - satana - che ha tentato Eva e l’ha portata al peccato: “Porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la Sua Stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu Le insidierai il calcagno” ( Gn.3,5) Sotto la protezione di Dio, contro satana, il reietto , non c’è solo Lei, la Madonna, la “tutta santa” come viene chiamata al versetto 75 della V sura, ma anche la Sua Progenie, cioé Gesù, Se noi prendiamo in mano il papiro di Bodmer, troviamo un’altra descrizione sulla nascita della Madonna che va sotto il nome di “apocalisse di Giacomo”. Anna, la moglie di Gioacchino, sterile, supplica il Signore, perché ascolti la sua preghiera: “Come hai benedetto la madre di Sara e le hai dato un figlio, Isacco.... Ed ecco apparire un angelo del Signore dicendo: “Anna, Anna, il Signore ha ascoltato la tua supplica. Concepirai e genererai e si parlerà della tua discendenza er tutta l’ecumene... Ed Anna disse: “Viva il Signore Dio - sia maschio o femmina - lo condurrò in dono al Signore mio Dio e sarà al servizio di Lui tutti 11 i giorni della sua vita”. E si compirono i mesi di Lei e partorì e chiese all’ostetrica: “Che cosa ho partorito? E l’ostetrica rispose: Una femmina E Anna disse: “ L’anima mia ha esaltato questo giorno”E si compirono tutti i giorni della purificazione e diede il nome di “Maria”. Ho voluto riportare i due testi, perché nella sostanza si equivalgono e presentano una realtà della quale i Vangeli riconosciuti dalla Chiesa, non ne parlano, ma che certamente hanno una loro importanza, se non altro per dimostrare che Maometto nella sua predicazione ha anche attinto ai Vangeli apocrifi. Così è per la presentazione di Maria al Tempio e Sua dimora nel Tempio. Nella III sura, al versetto 37 leggiamo che il Signore accettò il dono della moglie di Imran e Zaccaria, sacerdote del Tempio, pose Maria sotto la sua protezione “Zaccaria La prese sotto la sua tutela e ogni volta che Zaccaria entrava da Lei nel Santuario, vi trovava cibo e diceva: O Maria, donde viene questo?” Ed Ella rispondeva: “Mi viene da Dio, perché Dio dà la Sua provvidenza a chi vuole”. Dai Vangeli apocrifi leggiamo: “Quando la bimba compì tre anni, Gioacchino disse: invitiamo le figlie degli ebrei, quelle che sono pure: ognuna prenda una lampada e sia accesa, affinché non si volti indietro e il suo cuore non sia trattenuto prigioniero (lungi) dal Tempio del Signore” E così fecero fino a quando salirono al Tempio del Signore. Ed il sacerdote l’abbracciò e La benedisse e disse: “Il Signore Dio ha magnificato il tuo nome in tutte le generazioni”. E Maria entrò nel Tempio del Signore come una colomba: era curata e riceveva cibo dalla mano di un angelo”. (Continua nel prossimo numero) L’Olivo .Febbraio 2015 Il Corano attinge anche ai testi sacri della Bibbia, non solo dell’Antico Testamen Dell Antico Testamento Il peccato originale nella Genesi e nel Corano Dal libro la Genesi Dal Corano: VII Sura - versetti 19 - 26 Cap. 2, v. 15 -Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo coltivasse e lo custodisse. 16.Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti». Cap. 3 , v. 1 Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E’ vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». 2 Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3 ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». 4 Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! 5 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male».6 Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. 7 Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. 8 Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. 9 Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». 10 Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».11 Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».......... 19. “ E tu, o Adsmo, abita con la tua sposa il Giardino e mangiate donde vorrete, ma non avvicinateci a quest’albero commettendo così iniquità”. 20. Ma Satana sussurrò ad essi nel cuore per mostrare loro le loro vergogne fin’allora coperte agli occhi loro e disse: Il vostro Signore v’a proibito d’accostarvi a questo albero, solo perché non abbiate a diventare angeli e vivere in eterno”. 21. E giurò loro: “In verità io son per voi un consigliere sincero”. 22. Li trascinò così in errore, e quando ebbero gustato i frutti dell’albero, apparvero loro le loro vergogne, e presero a coprirsi con foglie del Giardino. E li chiamò il loro Signore dicendo: “Non v’avevo proibito di accostarvi a quell’albero e non avevo forse detto che Satana è il vostro chiaro nemico?” 23. Risposero: “O Signor nostro! Abbiamo fatto torto a noi stessi: se Tu non ci perdoni e non hai pietà di noi, andremo in perdizione!” 24. Rispose Iddio:”Scendete di qui, nemici gli uni per gli altri: avrete sulla terra una sede e ne godrete i frutti fino a tempo determinato”. 25 E ancora disse: “su di essa vivrete, su di essa morrete e da essa serete tratti fuori”. 26. O figli di Adamo! V’abbiam donato vesti che copron le vostre vergogne e piume; ma il vestito della pietà è di tutto questo migliore; è questo uno dei segni di Dio a ché essi riflettano. L’Olivo - Febbraio 2016 12 nto ma anche del nuovo. Evidenziamo alcuni testi mettendoli a confronto. Del Nuovo Testamento l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria Vangelo di Luca cap. 1 , versetti 26 - 36 Corano - Sura 19 , versetti 16 - 26 26 Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». 29 A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30 L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. 34 Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36 - Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37- nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. 16. E nel libro ricorda Maria, quando si appartò dalla sua gente in un luogo d’oriente. 17. ed essa prese a proteggersi da loro, un velo. Noi le inviamo il Nostro Spirito che apparve a lei sotto forma di uomo perfetto... 18. Ella gli disse: “io mi rifugio nel Misericordioso, avanti a te, se tu sei timorato di Dio!” - 19. Le disse: “Io sono il Messaggero del tuo Signore per donarti un fanciullo purissimo”. 20. “ Come potrò avere un figlio, rispose Maria, se nessun uomo m’ha toccata mai, e non sono una donna cattiva?”. 21. Disse: “ Così sarà. Perché il tuo Signore ha detto: “Cosa facile è questa per me”, e noi , per certo faremo di Lui un Segno per gli uomini, un atto di clemenza Nostra: questa è cosa decretata”. 22. Ed essa concepì e s’appartò con il frutto del suo seno in un luogo lontano. 23 Ora le doglie del parto la spinsero presso il tronco d’una palma e disse: “Oh fossi morta prima, oh fossi ora una cosa dimenticata e obliata!” 24. E la chiamò una Voce di sotto la palma:”Non rattristarti, ché il Signore ha fatto sgorgare un ruscello ai tuoi piedi: - 25 scuoti verso di te il tronco della palma e questa farà cadere su te datteri freschi e maturi. 26. Mangiane dunque e bevi e asciuga gli occhi tuoi! E se tu vedessi qualcuno digli: “Ho fatto voto al Misericordioso di digiunare e non parlerò oggi ad alcun uomo”. 13 L’Olivo .Febbraio 2015 Una delle tante realizzazioni dei corsi pomeridiani tenuti nella Scuola Primaria di Trasanni IL CALENDARIO 2016 Associazione “Alveare” “I dodici fratelli 2016” Laboratorio di arte A cura di Cerioni Giancarlo. Anche quest’anno i bambini della scuola primaria di Trasanni che frequentano il rientro pomeridiano, sotto la guida di Giancarlo, vogliono presentarvi le loro “opere” pubblicate nel calendario 2016. “Il calendario è il risultato di una serie di disegni che mi servono per trasmettere ai bambini le varie tecniche pittoriche. Questa per me é un’esperienza molto gratificante perché vedo bambini distratti che prestano la loro attenzione nel maneggiare un pennello, bambini irrequieti che si tranquillizzano davanti un pezzo di legno da lavorare, bambini grandi che insegnano ai più piccoli ciò che hanno appreso in precedenza, bambini che ti aspettano e ti accolgono con gioia. Speriamo di presentarvi nei prossimi mesi altri lavoretti e di condividere i nostri risultati”. Giancarlo L’Olivo - Febbraio 2016 14 FEBBRAIO GENNAIO MAGGIO GIUGNO SETTEMBRE OTTOBRE 15 MARZO LUGLIO NOVEMBRE APRILE AGOSTO DICEMBRE L’Olivo .Febbraio 2015 L’ANGOLINO DELLA PARROCCHIA Una iniziativa da apprezzare e condividere Le nostre catechiste, con quella premura che le distingue, per venire incontro al desiderio del parroco di far seguire la Santa Messa con la partecipazione più attenta, a tutti, ma in modo particolare ai bambini e ai ragazzi che, nel periodo degli incontri di catechesi domenicale in parrocchia, la frequentano in gran numero, hanno preso l’iniziativa di spiegare con la maggior ampiezza possibile le varie parti della Liturgia eucaristica, dotando ogni bambino di un libretto molto semplice, ma contenente tutte le domande e risposte facenti parte del Sacro Rito. Aiutandoli a rispondere in modo da formare un coro omogeneo, senza corse e senza ritardi, per rendere più efficace l’armonia della preghiera. Ciascuna catechista negli incontri dei gruppi, nelle proprie aule ha portato i suoi ragazzi a conoscenza di tutti gli arredi sacri, poi li ha portati in chiesa a vedere con i propri occhi, l’altare con la pietra sacra dove sono le reliquie dei martiri, il tabernacolo dove Gesù, nel Santissimo Sacramento, vive per noi e con noi, il calice dove il vino diventerà Sangue di Gesù, la patena con l’ostia grande che, nella Consacrazione, diventerà il Corpo di Gesù, il corporale, panno bianco di lino inamidato che preserva le sacre specie per ogni eventuale disguido. Marisa si è presa l’impegno per alcune domeniche di illustrare i vari momenti della Messa con brevissimi accenni e possiamo dire che sin dal primo momento ha trovato grande attenzione non solo da parte dei piccoli, ma anche degli adulti che erano digiuni di molte realtà. Già possiamo notare i primi risultati: i ragazzi seguono il libretto, fanno le pause rchieste nella recita del Gloria, del Credo, delle preghiere L’Olivo - Febbraio 2016 dei fedeli e in altre risposte più semplici. Ciò ha portato anche gli altri partecipanti alla Santa Messa a una maggiore attenzione. In ogni Messa vi sono i canti: ingresso, offertorio, Comunione, canto finale. Mentre alla prima Messa non vi sono problemi, perché i ragazzi non ci sono, come pure nella Messa nella Chiesina della Madre di Dio del Seghetto, la presenza dei ragazzi è minima, nella Messa delle 11,15 abbiamo la frequenza quasi totale dei nostri ragazzi. E’ da apprezzare lo sforzo che fa il Maestro per coinvolgere tutti al canto corale, perché è molto importante che i ragazzi cantino. Fa piacere che le catechiste conoscano i testi degli inni e ne spieghino il contenuto con larghezza ai ragazzi. Così il canto diventa veramente “la preghiera eccellente” che porta nel cuore la gioia e aiuta i piccoli a seguire la Messa con vera soddisfazione di essere partecipi del grande Mistero. Vorrei ricordare che la Messa ha termine dopo il canto finale e dopo che il sacerdote ha dato il saluto finale: Andate in pace. 16 L’incontro delle famiglie in preparazione alla Pasqua Dopo 60 anni ( era la pasqua del 1956 - ero venuto infatti il 2 ottobre dell’anno prima), ricordo benissimo: andavo a piedi sulle stradine bianche delle nostre colline con il secchiello dell’acqua e un piccolo libro di preghiere a “benedire” tutte le stanze della casa, le stalle, i capanni e la cuccia del cane, perché tutti avevano diritto di essere benedetti. Era una vera festa nella allora civiltà contadina, in preparazione alla quale le donne tiravano a lustro tutti gli ambienti dalla cucina ( in pochi avevano la sala di ricevimento) alle camere dove esponevano le sopracoperte migliori. Gli uomini s’interessavano della stalla e dei porcili della bassa corte. Il capo famiglia prendeva il secchiello dalle mie mani e mi faceva “strada” ovunque dovessi andare. Si pregava insieme con devozione e ci si augurava di poter vivere a lungo nella pace del Signore, ricordando anche i defunti, per i quali c’era una preghiera particolare. Prepariamoci tutti all’incontro. 17 In questi anni quante cose sono cambiate, quanti di allora sono morti o trasferiti; sono passati tanti su queste strade ed hanno abitato queste case che nel frattempo sono state abbellite e poi ne sono nate delle nuove, oh, tante nuove! E poi siete arrivati voi con la vostra giovinezza, i vostri sogni, le esigenze nuove in un passaggio di costume che davvero si può definire “epocale”. Il primo marzo, se Dio vorrà, con la speranza di riuscire, riprenderò il mio “viaggio” con il pensiero e la preghiera come allora e il desiderio di servire perché lo sento come un dovere a cui non posso mancare. Ma più di allora ho bisogno di voi, del vostro aiuto, della vostra comprensione e so che non mancherà,, vi ringrazio affidandovi ancora una volta a Colei che ci è Madre tenerissima, piena d’amore. Il Sacramento della Riconciliazione L’undici gennaio si sono riuniti i genitori dei ragazzini che riceveranno il Sacramento dell’Eucaristia il 29 maggio, festa del “Corpo del Signore” e dopo la presentazione da parte della catechista dell’iniziativa sulla Santa Messa, si è fatto il punto sul Sacramento della Riconciliazione , per il quale la catechista ha già iniziato il suo programma. E’ necessario che tutta la famiglia si prepari a tale appuntamento perché abbia tutta quell’importanza che merita e serva anche ai genitori per fare una riflessione su come loro stessi, per il loro cammino spirituale tengono in considerazione questo Sacramento, perché si sta perdendo il concetto di peccato e di conseguenza si diventa insensibli al richiamo della propria coscienza e come si deve essere purificati per ricevere il Signore nel proprio cuore. Come per tutto il cammino spirituale dei ragazzi è importantissimo il comportamento dei genitori, così il principio vale in modo particolare per i Sacramenti. Ricordiamoci che la delicatezza di coscienza rivela la nobiltà della persona e segna senz’altro il profitto spirituale che ne deriva nel ricevere il Sacramento. L’Olivo .Febbraio 2015 Il CENTRO MARIANO della Fondazione “IL PELLICANO” ORGANIZZA LA IV RASSEGNA DI ARTE SACRA per l’anno 2017 TEMA LA VISITA DEI PASTORI E L’ADORAZIONE DEI MAGI con la possibilità di scegliere il primo tema, il secondo, o tutti due I testi del Vangelo sono Luca, cap. 2 versetto 16 “Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino che giaceva nella mangiatoia” Matteo, cap. 2, versetto 11 “Entrati nella casa videro il Bambino con Sua Madre e prostratisi Lo adorarono”. Regolamento La rassegna è aperta a tutti gli artisti italiani e stranieri, agli studenti delle Accademie di Belle Arti e dei Licei artistici. Le opere di pittura, scultura, ceramica, ecc. debbono essere uniche e la misura massima consentita è 50 x 70. Dovranno pervenire al Centro Mariano Piazzale Cristo Re - Trasanni (PU), entro e non oltre il 31 gennaio 2017 corredate da 3 foto ( meglio se in DVD ) dell’opera, dalla descrizione dell’opera e da un brevissimo curriculum dell’artista. La mostra resterà aperta dal giorno dell’inaugurazione si- L’Olivo - Febbraio 2016 no al 31 maggio, festa della Visita di Maria a Santa Elisabetta. Tutte le opere verranno inserite in un catalogo a colori. Tra esse la Commissione sceglierà tre opere che verranno premiate il giorno dell’inaugurazione della rassegna con euro mille cadauna e resteranno di proprietà della fondazione. Troveranno posto nel Museo del Centro Mariano di Arte Sacra contemporanea. Le opere non premiate dovranno essere ritirate dopo il 31 maggio 2017. A tutti gli artisti verrà offerto un catalogo di tutte le opere. Auguri di buon lavoro. 18 Consigli di lettura I miracoli dell’amore di Maria Laura Fraternali Blaise Meredith, monsignore del Vaticano, incaricato di condurre indagini relative ai processi di canonizzazione, mai avrebbe pensato di dover svolgere il suo ultimo compito in uno sperduto paese della Calabria. Ricopriva una posizione influente all’interno della Chiesa romana e conduceva una vita comoda, anche se grigia e monotona. Il carcinoma che gli era stato recentemente diagnosticato gli lasciava pochi mesi di vita e l’immagine della morte imminente incuteva nel prelato un vivo terrore. Gemello Minore era un paesino annidato in cima a un cocuzzolo, la vita era ai limiti della sopravvivenza: la povertà, le malattie, la mancanza di risorse, la fame minavano le condizioni dei suoi abitanti aggravate dalla situazione devastante del secondo dopoguerra. In tale scenario la fede in Dio diveniva un’ancora di salvezza cui aggrapparsi, gli uomini «vi si avvinghiavano con una logica feroce perché in quella fede si affondavano le radici stesse della dignità umana e se l’avessero perduta sarebbero diventati veramente ciò che di già sembravano a gran parte del mondo: animali per aspetto e per abitudini». In questo contesto si diffonde e consolida il culto di Giacomo Nerone, un uomo dall’identità sconosciuta improvvisamente comparso nel paesino dove si prodigò in tutti i modi a favore della popolazione. Best seller di Morris West, L’avvocato del diavolo segnò nel 1959 il primo grande successo dello scrittore australiano. Di grande rilievo i personaggi della storia, delineati tutti con sapiente perizia e indagine psicologica. Aldo Meyer, il dottore ebreo, giunto in paese come confinato politico, è un liberale che ha visto miseramente naufragare i suoi progetti di rinnovamento per la fiera opposizione di una mentalità antiquata e superstiziosa. Nina Sanduzzi è la donna di Giacomo Nerone a cui ha 19 dato un figlio; una persona temprata dalle vicende dell’esistenza,concreta che ha mantenuto intatti valori e sentimenti. Sull’altra sponda personaggi dal comportamento falso, ma assolutamente realistici quali la Contessa e il pittore Nicholas Black, Un ruolo decisivo è ricoperto dal vescovo Aurelio di Valenta che sarà all’origine della trasformazione interiore del prelato romano. Maestro, ma soprattutto amico, sarà lui a descrivere a Meredith la nuova realtà in cui si trova catapultato; sarà lui, soprattutto, ad accoglierlo come persona proponendogli il coinvolgimento totale con la realtà. Il male di Meredith avanza impietosamente fino a condurlo alla morte, ma con gli stessi ritmi incalzanti avanza l’inchiesta, avanza il coinvolgimento con un’umanità chiusa in se stessa, omertosa in un luogo inospitale e selvaggio. E Meredith cambia, come cambiano i personaggi con cui stringe relazioni. Il cardinal Marotta della Curia Romana che gli aveva affidato la missione, a conclusione della vicenda, riflettendo su questa svolta, osserva a proposito dello straordinario edificio della Chiesa che «le sue pietre sono i poveri, gli umili, gli ignoranti, i peccatori e chiunque è capace di amore, dimenticati forse dai principi, ma non dimenticati da Dio». La sapienza narrativa e la prosa nitida e fluida contribuiscono alla piacevolezza e all’apprezzamento della lettura. L’Olivo .Febbraio 2015 “La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al “sogno” di Dio e della Sua Chiesa per la salvezza dell’umanità” Stralci del discorso ai Componenti del Tribunle della Sacra Rota ...”Accanto alla definizione della Rota Romana quale Tribunale della famiglia, vorrei porre in risalto l’altra prerogativa, che cioè essa è il Tribunale della verità del vincolo sacro. E questi due aspetti sono complementari. La Chiesa, infatti, può mostrare l’indefettibile amore misericordioso di Dio verso le famiglie, in particolare quelle ferite dal peccato e dalle prove della vita, e insieme proclamare l’irrinunciabile verità del matrimonio secondo il disegno di Dio. Questo servizio è affidato primariamente al Papa e ai Vescovi. . Nel percorso sinodale sul tema della famiglia, che il Signore ci ha concesso di realizzare nei due anni scorsi, abbiamo potuto compiere, in spirito e stile di effettiva collegialità, un approfondito discernimento sapienziale, grazie al quale la Chiesa ha – tra l’altro – indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione. Con questo stesso atteggiamento spirituale e pastorale, la vostra attività, sia nel giudicare sia nel contribuire alla formazione permanente, assiste e promuove l’opus veritatis. Quando la Chiesa, tramite il vostro servizio, si propone di dichiarare la verità sul matrimonio nel caso concreto, per il bene dei fedeli, al tempo stesso tiene sempre presente che quanti, per libera scelta o per infelici circostanze della vita,[2] vivono in uno stato oggettivo di errore, continuano ad essere oggetto dell’amore misericordioso di Cristo e perciò della Chiesa stessa..... La famiglia e la Chiesa, su piani diversi, concorrono ad accompagnare l’essere umano verso il fine della sua esistenza. E lo fanno certamente con gli insegnamenti che trasmettono, ma anche con la loro stessa natura di comunità di amore e di vita. Infatti, se la famiglia si può ben dire “chiesa domestica”, alla Chiesa si applica giustamente il titolo di fami- L’Olivo - Febbraio 2016 Di S.S. Papa Francesco glia di Dio. Pertanto «lo “spirito famigliare” è una carta costituzionale per la Chiesa: così il cristianesimo deve apparire, e così deve essere. È scritto a chiare lettere: “Voi che un tempo eravate lontani – dice san Paolo – […] non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio” (Ef 2,19). La Chiesa è e deve essere la famiglia di Dio»E proprio perché è madre e maestra, la Chiesa sa che, tra i cristiani, alcuni hanno una fede forte, formata dalla carità, rafforzata dalla buona catechesi e nutrita dalla preghiera e dalla vita sacramentale, mentre altri hanno una fede debole, trascurata, non formata, poco educata, o dimenticata. È bene ribadire con chiarezza che la qualità della fede non è condizione essenziale del consenso matrimoniale, che, secondo la dottrina di sempre, può essere minato solo a livello naturale (cfr CIC, can. 1055 § 1 e 2). Infatti, l’habitus fidei è infuso nel momento del Battesimo e continua ad avere influsso misterioso nell’anima, anche quando la fede non è stata sviluppata e psicologicamente sembra essere assente. Non è raro che i nubendi, spinti al vero matrimonio dall’instinctus naturae, nel momento della celebrazione abbiano una coscienza limitata della pienezza del progetto di Dio, e solamente dopo, nella vita di famiglia, scoprano tutto ciò che Dio Creatore e Redentore ha stabilito per loro. Le mancanze della formazione nella fede e anche l’errore circa l’unità, l’indissolubilità e la dignità sacramentale del matrimonio viziano il consenso matrimoniale soltanto se determinano la volontà (cfr CIC, can. 1099). Proprio per questo gli errori che riguardano la sacramentalità del matrimonio devono essere valutati molto attentamente.... Cari fratelli, il tempo che viviamo è molto impegnativo sia per le famiglie, sia per noi pastori che siamo chiamati ad accompagnarle. La Madonna e san Giuseppe ottengano alla Chiesa di crescere nello spirito di famiglia e alle famiglie di sentirsi sempre più parte viva e attiva del popolo di Dio”. 20 L’AVVOCATO ROSA Avv.Merika Carigi ESEMPI DI TESTAMENTO OLOGRAFO Io sottoscritto ……………………………… nato a ……………… il …………… Esempi di introduzione nel pieno possesso delle mie capacità mentali, con il presente testamento revoco ed annullo ogni mia precedente disposizione e ………… oppure nel pieno possesso delle mie capacità mentali con il presente testamento nomino erede universale di tutti i miei beni presenti e futuri il signor / la signora ……………………… oppure nelle mie piene facoltà di intendere e volere, ****** Esempi di disposizioni testamentarie dispongo che, dopo la mia morte, la casa situata in via ………………, n. ……, piano ………, interno ……… nel comune di ………… provincia …………. vada a ……………………… oppure nomino mia moglie …………………, mio figlio …………………, etc., eredi universali dei miei beni. oppure nomino mia moglie usufruttuaria di tutti i miei averi e proprietari i miei figli. oppure lego il fabbricato / il terreno / la somma di € ……… a mio figlio, a mia moglie, etc. oltre a quanto gli spetta per legge. oppure dispongo che, alla mia morte, la quota disponibile dei miei beni vada a.................................................. 21 …………………… oppure lascio a mio figlio …………… in usufrutto e alla di lui figlia ………………… in nuda proprietà, l’appartamento sito in ……………… a ……………, composto di ………………………… Data ………… Firma del testatore …………………………………… RICORDA Requisiti essenziali per la validità del testamento olografo sono: l’autografia, cioè la completa stesura di tutte le sue parti ad opera del testatore, senza l’ausilio di altri né di mezzi meccanici. Qualora manchi l’autografia il testamento è nullo. la presenza della data, cioè giorno-mese-anno (non è necessaria l’indicazione del luogo). Essa infatti dando un riferimento cronologico preciso consente di stabilire, in presenza di più testamenti non compatibili tra loro, quale sia l’ultimo, e quindi quale produca i suoi effetti. Inoltre, in caso di contestazioni legate alla capacità di intendere e di volere del testatore, consente di risalire al momento preciso di redazione del testamento. la sottoscrizione, cioè la firma in calce alle disposizioni. Naturalmente anche la firma deve essere di pugno del testatore. Abitualmente la sottoscrizione avviene con l’apposizione del nome e del cognome, anche se non necessariamente: la sottoscrizione deve rendere possibile con certezza l’identificazione della persona che ha scritto il testamento, quindi è valida la sottoscrizione con pseudonimo o vezzeggiativo, se in tal modo era conosciuta la persona. AVV. MERIKA CARIGI Tel: 0722 350610 Fax: 0722 327246 E-mail: [email protected] L’Olivo .Febbraio 2015 L’Olivo - Febbraio 2016 22 C’era una volta una strada… così potrebbe iniziare il mio intervento oggi, ma sembrerebbe l’inizio di una favola, ma che favola non è, perché veramente una volta c’era una strada che portava in Urbino, e che ora in più punti è tornata ad essere campo, come era secoli fa. Anche per far capire a chi non è nativo di Trasanni cominciamo dall’inizio. Fino a circa duecento anni fa, la strada provinciale che porta ad Urbino non esisteva. L’appalto per la costruzione dell’ultimo tratto della provinciale Pesaro-Urbino, porta la data del 17.04.1806. Tutte le strade che c’erano partivano dal torrente Apsa, risalivano le colline, e portavano ai singoli poderi. Le strade servivano principalmente per andare al molino per macinare il grano, e poiché vicino a molti mulini c’era anche il “fabbro”, per curare gli attrezzi, falci, zappe, ecc, e gli animali, infatti il fabbro oltre alla “magona” aveva anche il “travaglio” Un esempio di queste strade si può vedere nella strada per Col.onna, per Castelboccione, per S. Pancrazio, la stessa strada della lottizzazione di Cal Mazzante ricalca una di quelle vecchie stradine. I Contadini, però avevano necessità di portare i loro prodotti, uova, pollame, frutta e verdura, al mercato cittadino, allora o passavano lungo il torrente Apsa, via molto disagevole, dove si poteva passare solo o a piedi o al massimo in compagnia di un mulo, oppure nella strada che passava, come usava allora sulla cresta delle colline. La strada che portava da Pesaro a Urbino, passava da Montefabbri, Colbordolo, Pallino fino ad Urbino. Passare in quella strada era molto lunga e disagevole, infatti bisognava arrivare a Ca’ l’Agnello, allora usavano la strada che da 23 Trasanni, percorrendo la cresta delle colline arriva alle porte di Urbino. La strada partiva dal Molino dei Trasanni, quello che i vecchi residenti di Trasanni conoscevano come “Il molino di Scopa”, saliva verso le poche case del paese (case dei “casanti”, le persone che non erano “contadini” o “possidenti”), l’attuale Vicolo antico. Come si può vedere dalla foto pubblicata nella pagina accanto, che risale alla fine degli anni ’60, dalla piazza Luglio 1944 la stradina sale verso casa Saracca, vi passa davanti e prosegue verso Cal Mazzante di sotto e di sopra per continuare verso Cal Magnano e uscire a Castaccolo del Lago, nei pressi del costruendo Santuario del Sacro Cuore, alle porte di Urbino. Dopo la costruzione della nuova provinciale è caduto sempre più in disuso l’utilizzo di questa strada, fino a che alcuni tratti sono ritornati ad essere campo: All’epoca della fotografia ho percorso per l’ultima volta quella stradina, e già allora vi era un tratto che tornava ad essere campo. Avendo capito che si correva il rischio di perdere quella strada, da subito mi sono mosso per interessare l’Amministrazione Comunale affinché si prodigasse che la strada non venisse chiusa, sia dai banchi del consiglio comunale, per il periodo in cui sono stato consigliere, sia dalle pagine di questo giornale, ma inutilmente, ma ritenevo allora e più ancora ritengo ora che la strada servirebbe ancora visto che il traffico sulla provinciale è sempre più intenso, e a volte bisogna rimanere a lungo in lunghe code con passo di lumaca, quindi una strada alternativa sarebbe davvero necessaria, ed ancora una volta, richiedo all’Amministrazione comunale di intervenire e vedere la possibilità di ripristinare la vecchia strada intercomunale. L’Olivo .Febbraio 2015 Il punto politico La legge sulle unioni civili di Sergio Pretelli L’Unione Europea segnala che in Italia c’è una fascia di cittadini priva di diritti il cui riconoscimento è condizione essenziale per rimanere all’interno del Consiglio d’Europa. Fra l’altro è l’unico paese della Comunità sprovvisto di questa legge specifica. Il Governo Renzi si è impegnato a colmare la lacuna. Il disegno di legge sulle unioni civili ossia tra persone dello stesso sesso, preparato dalla senatrice del Pd Monica Cirinnà, comincerà il suo iter parlamentare al Senato, il 28 gennaio 2016. Il punto più controverso è l’art. 5, quello delle adozioni (stepchild adoption) da parte dei padri o delle madri non biologici. Adozione possibile, secondo il Cirinnà, anche nel caso di non disconoscimento da parte del genitore vero. Così il figlio adottato, se non intervengono modifiche nel disegno di legge, rischia di avere due padri o due madri: il genitore biologico ed il genitore adottivo. Il mondo cattolico è in fibrillazione. Non può accettare questa confusione, ed ha indetto, per sottolineare le sue ragioni e come cassa di risonanza, un Family day, il 30 gennaio, promosso dalle Associazioni cattoliche laiche. Non dalla chiesa ufficiale. Papa Francesco è convinto che la perdita di credibilità della Chiesa in Italia sia dovuta alla sua contiguità col Potere. E’ bene quindi evitare le possibili collusioni con invito specifico ai laici di riprendere iniziative e responsabilità. Il messaggio del Papa sul tema è comunque chiaro. Dice Papa Francesco: “nel percorso sinodale sul tema della famiglia abbiamo potuto compiere un approfondito discernimento sapienziale, grazie al quale la Chiesa ha indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. L’Olivo - Febbraio 2016 Esplicito è stato anche il card. Bassetti, arcivescovo di Perugia: “Le Unioni civili vanno riconosciute in quanto tali, omosessuali compresi, ma non devono essere equiparate al Matrimonio”. E per le adozioni ci vogliono un uomo e una donna. Partecipare al Family day è cosa buona, per affermare i principi dell’etica cristiana, non per contrapporsi a qualcuno, ma per cantare la bellezza della famiglia voluta da Dio. In linea in ciò con papa Francesco che sostiene in ogni occasione “Noi siamo per includere, per accogliere con misericordia, non per dividere: per erigere ponti, non muri”. Il Governo Renzi non ha una maggioranza precostituita. Più volte, da queste colonne, abbiamo segnalato le sue maggioranze variabili. In questo caso per esempio, il Movimento 5 stelle si è pronunciato a favore di quel disegno di legge (purchè non venga alterato). E diventerebbe decisivo. Anche perché nel PD, un partito plurale, una minoranza cattolica lo disapprova e potrebbe non votarlo. A meno che non si trasformi l’adozione in un affido rinforzato che duri fino al compimento della maggiore età dell’adottato (senza il rinnovo dell’adozione ogni due anni, come previsto dal disegno di legge della parlamentare Pd). A 18 anni il ragazzo o ragazza deciderà se scegliere o meno l’adozione nella famiglia che lo ha accolto. Data la delicatezza e la complessità della questione, dice Renzi, sarà il Parlamento a decidere, sul disegno di legge e sugli emendamenti che verranno eventualmente accolti, ed ogni senatore e deputato, nella espressione del voto, risponderà alla propria coscienza. Con la raccomandazione, aggiungiamo noi, che i parlamentari non tengano in conto solo la maggioranza del Governo e del Parlamento, ma anche quella del paese che viene da una storia millenaria, della quale la famiglia tradizionale, composta di un padre e una madre, ne è stata il perno e il grande fondamento. Evitando il rischio di lacerare ulteriormente il paese che faticosamente annaspa per uscire dalla crisi economica e da quella culturale che è ancor più preoccupante. 24 IN... FORMAZIONE IN...FORMAZIONE Fondazione EnAIP Rimini Al via la sperimentazione del sistema duale nella nostra regione di Sergio Baldantoni Con il DGR n° 5 dell’11 gennaio 2016, la Regione Marche ha deliberato lo schema del protocollo di intesa per la realizzazione della sperimentazione del sistema duale, che vede coinvolto anche l’EnAIP di Rimini, sede di Trasanni di Urbino. Per meglio comprendere i temi trattati, considerata l’innovazione e vista l’importanza del progetto, voglio riportare alcuni stralci di un articolo dei sigg. di Ruggero Cefalo e Patrik Vesan: “Il 13 gennaio 2016 il Ministero del Lavoro ha reso noto che il Sottosegretario di Stato al Lavoro, Luigi Bobba, e dagli Assessori regionali alla Formazione hanno sottoscritto dei protocolli di intesa finalizzati a dare il via a quella che è stata definita, con una certa enfasi, la sperimentazione della «via italiana al sistema duale». Si tratta di una misura importante volta a promuovere, attraverso modalità differenti di alternanza scuola-lavoro, la formazione dei giovani e una più agevole transizione dall’educazione al mondo del lavoro. Questi protocolli rappresentano uno degli strumenti attuativi del Jobs Act ed in particolare dei decreti legislativi 81 e 150. Il duplice obiettivo perseguito è infatti quello di favorire l’occupabilità dei giovani e rendere concreta la possibilità di conseguire un titolo di studio, anche attraverso un contratto di apprendistato di I e III livello. L’avvio della sperimentazione segue l’accordo sottoscritto lo scorso 24 settembre in sede di Conferenza Stato–Regioni . Tale accordo, che rappresenta anche un tentativo di coordinamento delle riforme avviate con il Jobs Act e la Buona Scuola, coinvolgerà nel biennio 2015/2016 60.000 studenti e 300 centri di formazione professionale. 25 I giovani partecipanti alla sperimentazione potranno conseguire gli stessi titoli di studio acquisibili nell’IeFP regionale con percorsi formativi che prevedono un’effettiva alternanza scuola--lavoro, realizzata attraverso le modalità del contratto di apprendistato formativo di primo livello e dell’alternanza «rafforzata” di 400 ore annue a partire dal secondo anno del percorso di istruzione e formazione professionale. Contestualmente il Governo ha sottolineato la volontà di rilanciare il sistema di formazione e istruzione professionale in Italia, rafforzandone i legami con il mondo delle imprese grazie a un significativo aumento delle ore di formazione in azienda e alle risorse finanziarie messe a disposizione Per le imprese, infine, sono previsti possibili incentivi per abbattere i costi derivanti dall’impiego di tutor aziendali, che si affiancano ad altre agevolazioni previste dai provvedimenti attuativi del Jobs Act quali «l’azzeramento della retribuzione per la formazione in aula per l’apprendistato formativo, una diminuzione della remunerazione degli apprendisti al 10% ( della retribuzione) per la formazione svolta in azienda, l’abolizione del contributo previsto a carico dei datori di lavoro in caso di licenziamento dell’apprendista, lo sgravio dal pagamento dei contributi per l’ASPI rivolto alle imprese artigiane, la cancellazione della contribuzione dello 0.30% per la formazione continua e, infine, viene dimezzata l’aliquota di contribuzione del 10% portandola al 5% per le imprese con più di nove dipendenti» . Non bisogna infine dimenticare che il progetto si fonda sull’utilizzo di tre strumenti (apprendistato di I livello, alternanza scuola-lavoro in azienda o alternanza in impresa formativa simulata), tra i quali l’apprendistato scolastico o formativo rappresenta quello più completo, come dimostra l’esperienza tedesca. Un elemento centrale per stabilire i connotati della «via italiana al sistema duale» sarà quindi valutare l’effettiva distribuzione degli studenti nei tre percorsi possibili, il ruolo giocato dall’apprendistato e l’effettivo impegno dei centri di formazione e delle aziende coinvolte nella sperimentazione”. Per ulteriori informazioni e chiarimenti, è possibile inviare un’e-mail all’indirizzo: [email protected] oppure visitare la sezione “Corsi in svolgimento”, del sito della Fondazione: www.enaiprimini.eu L’Olivo .Febbraio 2015 Sulle onde del suono A cura di Innocenti Roberto Sarà la X2 Records a spedire sugli scaffali e sulle piattaforme online, il prossimo primo aprile, “Super”, il nuovo album dello storico duo synth pop britannico composto da Neil Tennant e Chris Lowe: l’ideale successore di “Electric” del 2013 è stato prodotto sotto la supervisione di Stuart Price, vecchia conoscenza dei Pet Shop Boys in passato già chiamato in cabina di regia da, tra gli altri, New Order e Killers. Il disco sarà anticipato dal singolo “The pop kids”, che preluderà alla presentazione dal vivo del nuovo lavoro, fissata per i prossimi 20, 21, 22 e 23 luglio presso la prestigiosa Royal Opera House di Londra.Intervistato da Radio Beats 1 in occasione dell’uscita del suo nuovo album, il cantante e pianista di Pinner ha rivelato di essere al lavoro con Lady Gaga alla realizzazione del nuovo album della popstar newyorkese, ideale seguito di “Artpop” del 2013: Lavorerò con Gaga: ho sentito due pezzi, e sono killer. Sono proprio delle grandi canzoni. E’ come se fosse tornata alle origini, a roba come ‘You and I’ e quella ‘alla Bruce Springsteen’, come la chiamo io , Bad romance. La voce di “Poker face” ha un rapporto piuttosto stretto con Elton John, per il quale ha fatto da madrina al primo figlio Zachary: stando alle ultime indiscrezioni emerse al proposito, Lady Gaga starebbe lavorando al proprio nuovo disco che potrebbe essere pubblicato già entro la fine dell’anno con la collaborazione dei produttori Red One e Mark Ronson. Los Angeles, primi anni ‘70: cinque persone siedono assieme in una sauna: Glenn Frey, Don Henley, Jackson Browne, David Geffen e Ned Doheny. Geffen sta parlando ai suoi amici dei piani per la sua etichetta, la Asylum Records. “Voglio che rimanga piccola, che non abbia più artisti di quanto possa contenere questa sauna”. La scena è raccontata da Barney Hoskyns in “Hotel California”, stupendo libro sulla scena del Laurel L’Olivo - Febbraio 2016 Canyon, tra fine anni ’60 e primi anni ’70. La fine è nota: Geffen creerà una delle maggiori etichette di successo di tutti i tempi (venduta per oltre mezzo miliardo di dollari negli anni ’90), grazie soprattutto a Frey ed Henley, ovvero quel mostro a due teste chiamato Eagles; il loro “Their Greatest Hits (1971–1975)” del ’76 è uno dei dischi più venduti di tutti i tempi, oltre 30 milioni di copie. Eppure, dopo la morte di Glenn Frey, non leggerete sui social network ricordi accorati come quelli per Lemmy o David Bowie.Lemmy? Molti conoscevano solo “Ace of spades”, eppure incarnava l’idea stessa di rock rasgressivo, integro e sfacciato. Bowie? Uno dei più grandi di sempre, eppure è arrivato al 1° posto delle classifiche statunitensi solo dopo la morte. L’artista, sempre un passo avanti agli altri. Certo, le classifiche non sono un metro di giudizio. Anzi, spesso sono l’opposto. Gli Eagles? Per molti sono semplicemente un gruppo “commerciale”. C’è un grosso fraintendimento, nei discorsi e sui giudizi che si leggono spesso sul rock e si basa sull’idea di autenticità. “Il vero rock è autentico, spontaneo”, non è “commerciale” come se poi ci fosse qualcuno che fa musica per non venderla. Nessun rocker è davvero autentico. Non lo è Springsteen, non lo era Lemmy, non lo erano di certo gli Eagles: i rocker sono dei personaggi. Bowie ha portato all’estremo questa dimensione, rendendola grandiosa e artistica. Nel libro di Hoskyns si parla di Neil Young, Joni Mitchell, Byrds, CS&N, Jackson Browne, Randy Newman. Tutti nomi che hanno condiviso uno spazio e un tempo e che nell’immaginario rock hanno un nome e una rilevanza ben maggiore degli Eagles. Gli Eagles hanno prodotto una serie di album e di canzoni che fanno parte dell’immaginario rock tanto quanto quelle dei nomi citati qua sopra. Non erano autentici, no, e non erano simpatici: erano ambiziosi. Una macchina da guerra del rock, a cui si potrebbero applicare molte delle critiche che si fanno a certo pop, ovvero di essere troppo “pensato”, poco spontaneo. Ma, al di là di questo, hanno inventato e incarnato alla perfezione, con le loro canzoni, una certa idea di rock, e un suono, quello “laid back” e disimpegnato della California del sud, lontano mille miglia da quello “peace & love” della California del nord. Ma questo non significa che le canzoni degli Eagles debbano avere un posto. 26 TUTTI CONCORDI SULLA E78 DA FARE ADESSO MA DIVENTANDO UNA SS IL PERICOLO SARA’ INEVITABILE di Sauro Teodori Negli ultimi mesi c’è stata una forte accelerazione per la superstrada Fano – Grosseto. A luglio 2015 il nuovo Presidente della Regione Marche informò i cittadini, suo malgrado, che per la E 78 non vi era un euro stanziato; Contrariamente a quanto veniva affermato dalla Giunta regionale precedente. La notizia creò un forte malcontento immediato da parte di cittadini di tutto il comprensorio della medio – alta Val Metauro, che improvvisamente si sentirono presi per i fondelli in continuità da quasi trent’ anni. Un tunnel lungo sei chilometri era incompiuto alla Guinza da quasi venticinque anni, che poi diventò famoso negli ultimi anni, a livello nazionale, per le manifestazioni sul sito con utenti e politici regionali. A fine estate 2015 vari incontri si sono susseguiti a Fermignano, Urbino e Fano con politici nazionali, Camilla Fabbri e Riccardo Nencini, Vice Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, con il Governatore Ceriscioli, i quali riportarono improvvisamente in auge la Fano – Grosseto. Questa superstrada “sa da fè”, come e con quali soldi? Ora, sarà l’ANAS ad interessarsi dell’ intero tracciato da Santo Stefano di Gaifa (Canavaccio) a Selci Lama in Umbria con l’intersezione direttamente sulla E 45, Perugia – Cesena. Costo dell’ intero tracciato, ma radicalmente modificato rispetto al precedente progetto redatto dalla Provincia di Pesaro – Urbino, è di circa 750 milioni di euro. Gli utenti del nostro territorio collinare-montano fino a ieri hanno sognato una superstrada a quattro corsie da Canavaccio a Selci Lama con l’innesto sulla E 45 per poi proseguire in continuità sull’ A1 ad Arezzo per Firenze, e Siena Grosseto. Di contro, la situazione che si andrà a delineare è leggermente diversa, con l’ipotetica cifra di 750 milioni la superstrada subirà una repentina cura dimagrante. Da Canavaccio fino Mercatello sul Metauro (37,5 Km) ci sarà un ampliamento, tipo bretella per Urbino, della strada provinciale (da SP a S-Statale) esistente. Alla Guinza saranno destinati i maggiori finanziamenti con la realizzazione del secondo tunnel e la messa a norma di quello esistente, oltre 400 milioni. Interventi ulteriori per l’area umbra per l’innesto dell’ arteria stradale, sempre a due corsie con fla E45 a Selci - Lama. 27 I 94 chilometri da realizzare in parte alcuni già finanziati della Fano – Grosseto, di 270 Km, il nuovo studio di fattibilità (2015), è stata suddivisa in quattro Lotti: Lotto 1 Siena; Lotto 2 Arezzo; Lotto 3 Le Ville Parnacciano - la Guinza; Lotto 4 Mercatello sul Metauro – Santo Stefano di Gaifa. Da quanto esposto, due considerazioni: 1) Secondo alcuni politici e tecnici “super intenditori” di traffico veicolare, con la completa realizzazione della Quadrilatero (Ancona – Perugia; Foligno – Civitanova Marche) la nostra E 78, lato marchigiano, passerà in secondo piano con un traffico poco più dell’attuale, quindi lo studio di fattibilità realizzato con due ampie corsie, saranno sufficienti. Secondo questi intenditori i veicoli e tir che dall’ area tirrenica e A1 dovranno attraversare l’Appennino per Ancona – Pescara utilizzeranno la Quadrilatero a quattro corsie. 2) Considerazione personale ma anche di alcuni operatori locali, contrariamente a quanto decantato da altri il tratto marchigiano (due corsie) della E 78 subirà un carico veicolare inimmaginabile, perché questa superstrada, ridimensionata dalla politica, il tracciato diventerà più breve, Livorno-Ancona, sia per l’utenza leggera che pesante. Senza troppa enfasi ma potremmo affermare che il bacino viario che dovrebbe coinvolgere secondo noi la E78, potrebbe abbracciare l’area tirrenica da GenovaLivorno a Grosseto, passando per Firenze da un lato e Fano – Ancona – Pescara sul fronte marchigiano, tutto lungo la Val Metauro. Provo a ripeterlo fino alla nausea, il collegamento Mercatello – Selci Lama, con gallerie incluse una priorità assoluta, 1,7 miliardi il costo con le quattro corsie. Ciò una lungimiranza europea di viabilità economica, culturale e turistica irrinunciabile per l’area Tosco-Umbro-Marchigiana. La politica quella dei fatti concreti, poi, (2019) dovrebbe recuperare investimenti da due miliardi per il completamento dell’ intera opera Mercatello - Santo Stefano di Gaifa utilizzando un progetto della ex Provincia di Pesaro-Urbino, operativo ed accettato dalle comunità locali, ma oggi, da cittadini realisti e ben radicati sul territorio…soltanto parole al vento. L’Olivo .Febbraio 2015 “L’HO VISTA, L’HO VISTA!” Apparizione della Madonna ad Giovedì 20 gennaio 1842 verso le 12.45, il giovane Alfonso Ratisbonne accompagna, per pura cortesia, l’amico Teodoro de Bussière nella Chiesa di S. Andrea delle Fratte in Roma. Mentre l’amico è in colloquio con il Parroco, Alfonso visita curioso, con sguardo freddo ed indifferente la Chiesa, dove si stanno facendo i preparativi per il funerale del conte di Laferronnays. Passati non più di 10 minuti, rientrato in Chiesa, l’amico Teodoro trova Alfonso inginocchiato davanti alla cappella di S. Michele, profondamente assorto, quasi in estasi. «Ho dovuto toccarlo tre o quattro volte – scrive due giorni dopo al fratello di Alfonso – e poi finalmente volse verso di me la faccia bagnata di lacrime, con le mani giunte e con un’espressione impossibile a rendersi... Poi estrasse dal petto la Medaglia Miracolosa, la coprì di baci e di lacrime e proferì queste parole: “Ah! Come sono felice, quanto è buono Dio, che pienezza di grazia e di felicità!”». Passata la commozione del momento, Alfonso viene accompagnato prima in albergo e poi nella Chiesa del Gesù, dal Padre Filippo Villefort che gli ordina di raccontare quanto ha visto e sperimentato. Alfonso, stringendo in mano la Medaglia Miracolosa, con commozione la bacia ed esclama: “L’ho vista, l’ho vista, l’ho vista!”. A stento poi, dominando la forte emozione, continua il suo racconto: «Stavo da poco in Chiesa, quando all’improvviso l’intero edificio è scomparso dai miei occhi, e non ho visto che una sola cappella sfolgorante di luce. In quello splendore è apparsa, in piedi, sull’altare, grande, fulgida, piena di maestà e di dolcezza, la Vergine Maria, così come è nella Medaglia Miracolosa. Una forza irresistibile mi ha spinto verso di Lei. La Vergine mi ha fatto segno con la mano di inginocchiarmi e sembrava volesse dirmi: “Così va bene!”. «Alla presenza della SS. Vergine, quantunque non mi dicesse una parola, compresi l’orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato, la bellezza della Religione Cattolica: in una parola capii tutto!» Lei non ha parlato, ma io ho compreso tutto!» L’Olivo - Febbraio 2016 Alfonso Ratisbonne - 20 gennaio 1842 Il 31 gennaio, nella Chiesa del Gesù, Alfonso Ratisbonne fa la sua abiura pubblica tra le mani del Cardinale Patrizi e riceve il Battesimo, prendendo anche il nome Maria. Diventerà Gesuita, Sacerdote e lavorerà con il fratello P. Teodoro, anche lui convertito, fondatore della Congregazione di Nostra Signora di Sion in Gerusalemme. Alfonso Ratisbonne, penultimo di dieci figli, appartiene ad una famiglia ebrea di banchieri molto facoltosa, ma il cui senso religioso della tradizione ebraica e la fede nell’unico Dio si erano assai affievoliti, cedendo il posto all’interesse per il denaro. Dopo la conversione del fratello Teodoro aveva in odio anche la religione cattolica. ma aveva accettato di portare al collo l’immagine della Madonna miracolosa che in quel tempo aveva avuto una straordinaria diffusione. 28 La pagina della poesia A cura di Maria Luisa Comandini L’odore dell’erba “Natale” Un angelo è sceso dal cielo Così ha parlato Caro Gesù per protestare con questo mondo che non sa più amare Ti prego anche Tu non scioperare. Sciopera il manager e l’impiegato l’operaio e l’avvocato; per la crisi del lavoro ed il crollo del mercato. Certo qui l’amore manca e la terra è tanto stanca. Se avesse soltanto un Tuo sorriso si muterebbe in paradiso. Tu Gesù che stai a sentire, Ti prego, affrettati a venire per portare la speranza. Dona la forza a tanta gente di essere più riconoscente, sarà più sereno il domani se tutti i popoli si tringeranno le mani, Buon Natale a tutti! Ti porto l’odore dell’erba il canto degli uccelli il profumo dei fiori L’erba fresca del primo mattino il primo raggio di sole il frutto della terra il canto del gallo la profondità dello spazio la dolcezza dell’aria il calore della terra la pace dello spirito e l’amore di Do e poi ha aperto le ali e mi ha lasciato Renato Veronesi, Ferrara Maria Luisa Comandini 29 L’Olivo .Febbraio 2015 L’ ABC della nutrizione Guida all’alimentazione della famiglia Gruppo 2: latte e derivati di Alceo Caroni (segue dal numero precedente) Quando si parla di latte, senz’altra specificazione, si intende quello vaccino, prodotto dalla mucca. Nel caso si tratti di latte prodotto da altri animali, si aggiunge il nome della specie di provenienza (di pecora, di capra, di bufala ecc.) Il latte è necessario ai neonati e ai bambini per crescere, ma anche gli adulti ne hanno bisogno per mantenere le proprie ossa e i propri denti in buono stato di calcificazione. Infatti, il calcio contenuto nel latte e nei suoi prodotti derivati è il nutriente più significativo di questo gruppo di alimenti. Il latte contiene oltre 1 g di calcio per litro, mentre il formaggio ne contiene percentualmente di più in proporzione al fattore di concentrazione latte-formaggio (quantità di latte necessaria per ottenere il formaggio) e alla tecnologia di preparazione. Similmente, nei formaggi duri e stagionati, il quantitativo di calcio può risultare 10 volte più elevato di quello presente nel latte, a parità di peso. Nel caso riconosciuto di intolleranza al lattosio, si può fare ricorso ai latti “delattosati” , cioè enzimaticamente predigerite, che esistono in commercio. Talvolta è possibile abituarsi gradualmente al latte, consumandone all’inizio piccole quantità e poi quantità sempre maggiori in modo da adattare l’organismo ad esso, provocando la comparsa degli enzimi digestivi specifici (lattasi), in grado di scindere il lattosio, e quindi di digerirlo. Nei casi di intolleranza alle proteine del latte si può anche far ricorso a sostituti vegetali, come il “latte di soia”, che viene prodotto partendo dalla soia, ma che non contiene lo zucchero e le proteine tipiche del latte, pur avendo aspetto e valore proteico simili. Oltre al calcio, gli alimenti di questo gruppo apportano quantità rilevanti di proteine di alto valore biologico. I formaggi ne contengono quantità maggiori, proporzionalmente al fattore di concentrazione latte-formaggio: per esempio, 100 g di formaggio stagionato contengono 30-35 g di proteine, mentre i latticini ne contengono 20 g circa. Se l’uso del latte è il sistema più ovvio per introdurre i nutrienti importanti del gruppo (calcio e proteine), vi sono diverse altre opportunità, rappresentate essenzialmente dal consumo dello yogurt e dei formaggi. Questi prodotti costiruiscono una valida alternativa anche nella situazione di intolleranza al latte, in quanto contengono poco lattosio (yogurt) o non ne contengono affatto (formaggio), pur avendo lo stesso contenuto di calcio, proteine e vitamine (yogurt) o un contenuto assai più elevato (formaggi). Meno valida come sostituzione del latte è la panna, in quanto ottenuta prevalentemente dalla parte grassa del latte. Gruppo 2: Latte e Derivati -Linea guida per una sana alimentazione Regolarmente (ogni giorno) Latte parzialmente scremato o scremato, yogurt magro o semigrasso, formaggi freschi e magri (mozzarella, scamorza, ecc.), formaggi fusi non grassi, yogurt alla frutta. Moderatamente (2-3 volte la settimana) Formaggi a pasta dura(groviera, provolone, caciocavallo ecc.). Raramente (1 volta la settimana o meno) Burrini, mascarpone, dessert e budini pronti a base di latte, gelati e creme industriali, panna. (Segue al prossimo numero) L’Olivo - Febbraio 2016 30 CONDIVIDIAMO UN AUGURIO PER L’ANNO 2016 DA PARTE DELLA RIFLESSIONE DI UN GIOVANE VENTENNE di Marisa Martini Quest’anno due spunti di riflessione……………. “ La fe-li-ci-tà”, sì, la felicità, a proposito di felicità, cercatela tutti i giorni, continuamente, anzi se leggete questa cosa mettetevi in cerca della felicità, ora, in questo momento stesso, perché è lì, ce l’avete , ce l’abbiamo, l’hanno data a tutti noi, ce l’hanno data in regalo, in dote, ed era così bella che l’abbiamo nascosta come fanno i cani con l’osso, e molti di noi l’hanno nascosta così bene che non ci ricordiamo dove l’abbiamo messa, ma ce l’abbiamo, ce l’avete. Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima, buttate tutto all’aria , i cassetti, i comodini, vedrete che esce fuori. C’è la felicità, provate a voltarvi, di scatto magari, la pigliate di sorpresa, ma è lì, dobbiamo pensarci sempre….. alla felicità e anche se lei qualche volta si dimentica di noi, non dobbiamo mai dimenticarci di lei…………….. Cogliete in ogni istante di vita quel frammento di felicità, non fatevelo rubare dal grigiore della rabbia, o della incomprensione, perché la vita è troppo breve per farci alienare da ciò e poi un’ultima cosa…………..un ultimo pensiero: A-MAR-SI………….ma il tempo passa, e il problema fondamentale dell’uomo è rimasto lo stesso, solo che adesso è diventato molto più urgente. Affrettiamoci ad amare, noi amiamo sempre troppo poco o troppo tardi…………affrettiamoci ad AMARE, perché al tramonto della VITA saremo giudicati sull’amore, perché non esiste AMORE SPRECATO, e perché non esiste un’emozione più grande di sentire che la nostra VITA dipende totalmente dall’altra persona, che non bastiamo a noi stessi e perché tutte le cose contengono un presentimento di AMORE, anche le cose inanimate, e perché il fasciame di tutta la creazione è AMORE, e l’amore combacia con la felicità. Quindi AMATE E SARETE FELICI. M.P.. 31 L’Olivo .Febbraio 2015 INFORMATUTTO FARMACIE Comunale - Via Puccinotti tel. 0722/2251 Ricciarelli - tel.0722/2808 Lamedica - P.le Repubblica tel. 0722/329829 Nuova di Vanni v. Gramsci tel. 0722/320031 Lucciarini -Portico Garibaldi tel. 0722/2781 Carloni Stefano - Pieve di C. tel. 0722/345201 Vecchietti - tel. 0722/53613 Zeppi - Gallo tel. 0722/52215 AMBULATORIO Dott.ssa Lucia Mussoni tel. ambulatorio 0722/329631 tel. casa 0722/ 329842 cell. 3381773542 lunedì ore 17 - 19 martedì ore 17 - 19 giovedi a Urbino in Via Raffaello ore 16 - 17 venerdì ore 8,30 - 10 sabato ore 8 - 10 NUMERI UTILI NOTA Ormai parecchie famiglie hanno la posta elettronica; sarebbe importante che facessero conoscere in parrocchia la loro e - mail. Si agevolerebbe non poco il lavoro di comunicazione anche per i semplici avvisi. Grazie. Soccorso pubblico tel. 113 Pronto intervento tel. 118 Carabinieri tel. 112 Vigili del fuoco tel. 115 Guar. medica tel.0722/301927 Pol. strad. tel. 0722/300592 Comune centr. 0722/3091 Parrocchia. 0722/320240 ATTIVITA’ PARROCCHIALI S. Messa - domenica Chiesa di Cristo Re - ore 8,15 - 11,15 Chiesa del Seghetto - ore 9,15 S. Messa dal lunedì al sabato : ore 16,30 Catechismo dei bambini tutte le domeniche alle ore 10 Incontro con i genitori dei bambini di 1a Comunione e di Cresima, da concordarsi volta per volta, alle ore 20.30 l’ultimo venerdì del mese ore 16.30 sino al cambio dell’orario L’Olivo - Febbraio 2016 GRAZIE A CHI ci aiuta a mantenere questo parcot Hanno offerto: Signora Mimi Mussoni - Rimini Prof. Antonio Pilato - Milano Spanò Domenico - Milano Vitaliano Salvatore - Arcene (BG) Lombardo Angela Maria - Caltagrone Prof.ssa Vancini Gianna - Ferrara Luana Zazzeroni - Urbino Artista Igina Galeazzi Biriaco - Firenze Galeazzi Grazia - Torino Bognetti Ivano ed amici - Brembate Ticino Renato Veronesi - Ferrara 25.00 25.00 12.00 50.00 50.00 50.00 10.00 40,00 20,00 100,00 10,00 UN VIVISSIMO GRAZIE Dal 10 febbraio siamo in Quaresima Il periodo quaresimale, proprio perché invita alla preghiera, alla penitenza e al digiuno, costituisce una occasione provvidenziale per rendere più viva e salda la nostra speranza. La preghiera alimenta la speranza, perché nulla più del pregare con fede esprime la realtà di Dio nella nostra vita. Anche nella solitudine della prova più dura, niente e nessuno possono impedirmi di rivolgermi al Padre, “nel segreto” del mio cuore, dove Lui solo “vede”, come dice Gesù nel Vangelo (cfr Mt 6,4.6.18). La preghiera di supplica colma di speranza è il leit motiv della Quaresima, e ci fa sperimentare Dio quale unica àncora di salvezza. Pur quando è collettiva, la preghiera del popolo di Dio è voce di un cuore solo e di un’anima sola, è dialogo “a tu per tu”, 32