N° 4 Gennaio 2008 Anno XXVI N° 219 N O T I Z I AR I O M.A.S.C.I. Prato Il loggiato del Santuario della Madonna del Sasso, meta dell’uscita di gennaio Informazioni, programmi, attività, a cura del Movimento Adulti Scouts Cattolici Pratesi - Piazza Mercatale 149 , Prato - Stampato in proprio www.masciprato.com Catechesi 2007/08 Finalità: fare comunità con il creato Promuovere stili di vita improntati ad essenzialità e rispetto dell’ambiente Calendario del mese di gennaio 2008 Venerdi 11, ore 21,15 In sede, riunione di comunità - Tema: le risorse naturali. Presentazione e discussione sulle ricerche che ognuno ha fatto in proprio e conclusioni operative. Domenica 13 “Camminare insieme”, 4° appuntamento, Vedi programma a pag. 6. 3. IL PECCATO Venerdi 18, ore 21,15 In sede, riunione di comunità. Riunione di verifica del cammino della Comunità nei primi 4 mesi. E’ importante essere presenti. DAL LIBRO DELLA GENESI 3,1-24 Venerdi 25, ore 21,15 In sede, riunione di catechesi con P. Gino. Tema: Il peccato (la caduta). Vedi a pag. 2. Domenica 27 Tombola missionaria in S.Agostino, a favore delle missioni dei Padri Sacramentini. La preparazione è a cura del Gruppo Missioni e di quanti si dichiareranno disponibili a collaborare. I particolari verranno decisi durante le riunioni di comunità. Per turni di mensa di gennaio, vedi a pag. 5 BUON ANNO E BUONA EPIFANIA Un’insolita storia della Befana (da raccontare ai nipotini) LA LEGGENDA DELLA BEFANA Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino. Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli. Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani. Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai. Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù. 1 Alla luce della Parola di Dio consideriamo le conseguenze del peccato sul creato e sulle relazioni umane 1 Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E` vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». 2 Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3 ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». 4 Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! 5 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». 6 Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. 7 Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. 8 Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. 9 Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». 10 Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». 11 Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». 12 Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». 13 Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». 14 Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. 15 Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». 16 Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze con dolore partorirai figli. 2 Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà». 17 All'uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. 18 Spine e cardi produrrà per te e mangerai l'erba campestre. 19 Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finchè tornerai alla terra, perchè da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!». 20 L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi. 21 Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì. 22 Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!». 23 Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. 24 Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita. TRACCIA DI RIFLESSIONE SULLA PAROLA ASCOLTATA: Come avvertiamo il peccato e il mistero del male? Il male sarà vinto. Il diavolo non è una divinità La Parola di Dio ci assicura che colui che chiamiamo “diavolo”, non è una divinità in concorrenza con Dio. Se fosse cosi avremo molto da temere. Dio rimane sempre il solo e unico Dio, Signore della creazione. Il male può essere vinto e un giorno sarà vinto per sempre. Nel libro della Genesi Satana è presentato attraverso la figura di un serpente che seduce e inganna l’uomo. La Parola di Dio ci vuol dire che c’è qualcosa che ci induce al male con sottile astuzia, e che ci porta a scambiare la verità con la menzogna. Ognuno di noi ne fa esperienza lungo la strada della propria vita. Siamo tentati ad allontanarci dalla comunione con Dio, a credere che non siamo amati o che non siamo mai stati degni di amore. Allora di conseguenza siamo condotti a cercare altre soluzioni che possano riempire il nostro vuoto, fino a farci cadere nell’illusione di poter fare da soli, senza Dio. Le dinamiche del peccato: menzogna e autosufficienza Teniamo presente che il racconto del peccato di Adamo ed Eva non descrive un singolo peccato particolare, ma la dinamica di ogni situazione di peccato presente nella nostra vita. La Parola di Dio ci aiuta ad esserne consapevoli perché non ci lasciamo ingannare e perché possiamo invece camminare sulla via del vero bene. La dinamica del peccato è descritta con grande finezza psicologica e ci fa vedere come c’è un progressivo coinvolgimento di tutto l’uomo nelle sue facoltà: prima il pensiero, la mente (cf. il dialogo col serpente, vv 1-5), poi i sentimenti, il cuore (“vide che era buono… gradito… desiderabile” v. 6a), infine l’azione, la volontà (“prese del suo frutto e ne mangiò” v. 6 b). 3 C’è quindi un cammino che ci conduce al male, dove è richiesta una nostra progressiva adesione. E’ come un lasciarsi coinvolgere dentro una spirale di falsità che genera frutti cattivi. Il Salmo 7, al versetto 15 esprime sinteticamente questa dinamica: “L’empio produce ingiustizia, concepisce malizia, partorisce menzogna”. Possiamo infatti osservare come all’inizio nel dialogo tra il serpente ed Eva c’è un distorcere la realtà e il creare una menzogna. La Parola di Dio stessa viene travisata come se ci fosse proibita ogni possibilità di felicità: «E` vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?» (v. 1). Una volta creato il conflitto con Dio, facendocelo sentire come falso e invidioso della nostra realizzazione, siamo poi spinti a provare a fare da Dio, a sentirsi come lui, decidendo da noi ciò che e bene e ciò che è male, dandoci l’illusione di poter essere immortali: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male» (vv. 4-5). Ciò che segue, il coinvolgimento affettivo e l’azione del mangiare il frutto proibito, sono conseguenza di questa opzione fondamentale a cui l’uomo aderisce quando decide di non sentirsi più creatura ma abbandonando Dio come unico Signore accetta invece di assolutizzare se stesso o le cose create. Dall’illusione alla speranza Il peccato si rivela un’illusione e porta ad aprire gli occhi sulla propria povertà e inconsistenza. In questo senso dobbiamo interpretare la vergogna e il nascondimento di Adamo ed Eva. Essi illusi di poter divenire come Dio percepiscono invece tutta la loro fragilità; si sentono “nudi”, secondo il linguaggio biblico (cf v.7). Tuttavia in questa situazione di peccato vediamo come sin dall’inizio Dio non abbandona mai l’uomo. Egli continua a venirgli incontro. Dio viene a passeggiare nel giardino, anche se la comunione con lui è stata ormai rotta (cf v 8). Dio ancora una volta cerca e chiama l‘uomo entrando in dialogo con lui: “Adamo dove sei?” (v 9). In questa domanda possiamo sentire risuonare tutta la misericordia di un Dio che ci è sempre Padre, e non si stanca di amarci. Nel dialogo con Dio l’uomo riconosce la propria colpa, supera il tentativo di scaricare le propria responsabilità sugli altri, e riconoscendo la propria fragilità si apre alla benevolenza di Dio (cf vv. 9-13). Nei versetti che seguono le conseguenze del peccato sono descritte dal racconto come un inquinamento che coinvolge ogni cosa. Il peccato infatti apre le porte a dinamiche di male a catena, influendo su tutto e su tutti; il peccato non solo produce la rottura della comunione con Dio, espressa nella cacciata dal Paradiso, ma anche il deteriorarsi dei rapporti della coppia, verso i figli, nel lavoro, verso la natura, e la morte stessa è vista come ritorno inesorabile alla polvere da cui si è stati tratti (cf. vv. 16-24). Malgrado questo tuttavia Dio continua ad essere fedele alla sua bontà. C’è sin dall’inizio una promessa che echeggia per l’uomo e per tutto il creato; c’è un esodo che comincia a delinearsi nella certezza che il bene vincerà sul male. Il male sarà vinto, schiacciato dal seme di una donna (cf. vv. 14-15). 4 Camminare insieme Per la fede cristiana questo seme di vittoria raffigura il Messia, il Cristo, nato da Maria, nuova Eva. Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, in lui siamo stati creati, redenti e ora siamo santificati. Egli è anche l’uomo nuovo, che obbediente a Dio vince il male e porta a compimento il regno di amore voluto da Dio sin dalla creazione del mondo. In Cristo siamo chiamati a partecipare a questa speranza CI POSSIAMO DOMANDARE: • Siamo consapevoli che Dio è più grande della forza del male? Ci lasciamo forse a volte prendere dalla sfiducia e cerchiamo sicurezze fuori della fede cristiana magari in forme magiche o di superstizione? • Conosciamo le dinamiche del peccato che abitano nel nostro cuore? Come facciamo fronte alla tentazione? • Malgrado i nostri peccati crediamo nel perdono di Dio e nella forza del suo amore? Teniamo presente anche ciò che è stato detto nell’incontro formativo a gruppi sullo stesso tema; in vista anche di arrivare a delle scelte operative in un prossimo incontro. P. Gino MENSA DI VIA DEL CARMINE Turni del mese di Gennaio • • • • • • • • MERCOLEDI’ 2 LUNEDI’ 7 MARTEDI’ 8 MARTEDI’ 15 MERCOLEDI’ 16 LUNEDI’ 21 MARTEDI’ 22 MARTEDI’ 29 EGISTO E PAOLA G. GIORGIO G. E UBALDA P. ROBERTO F. ANNA P. RAFFAELLA E GIULIANO D. M. ELENA T. E FIORITA L. PAOLO G. ROMANO D. Questo quanto è emerso nella riunione dei volontari del 20 novembre scorso: • Probabile installazione di alcune telecamere nella sala mensa. • Maggior controllo sulle tessere degli utenti. • Ricerca di sicurezza attraverso controlli. • Serietà da parte dei volontari nell’adempiere al servizio e alla comunicazione per tempo di eventuali assenze. 5 4° appuntamento Domenica 13 gennaio 2008 Dall’Alberaccio al Santuario della Madonna del Sasso L’altare maggiore Ritrovo ore 8,30 sul piazzale antistante la Chiesa della Sacra Famiglia (Ponte Petrino) • In auto ci sposteremo fino all’Alberaccio, sulla S.P.84 che collega la Faentina a Santa Brigida.(percorso in auto.- Prato – Calenzano- via di Morello – Pratolino – S.P.102 di Montesenario, fino a Casa al Vento. Prendere a dx fino ad incrociare la Faentina. • Alla rotonda, sotto Vetta alla Croce, procedere dritto per imboccare la S.P.84: l’Alberaccio si trova a poche centinaia di metri dopo l’incrocio. Tempo occorrente 40 minuti. • Dall’Alberaccio vi sono tre percorsi, che portano al santuario della Madonna del Sasso. All’andata percorreremo il sentiero n.1,ed al ritorno il sentiero 8°A. • Ambedue i percorsi sono per tutti, non ci sono grossi dislivelli da superare, ed il fondo è buono..Lasceremo l’8°A per il ritorno, perché è quasi pianeggiante, in parte su stradella forestale ed in parte su strada asfaltata. • Tempo occorrente per il percorso a piedi all’andata ed al ritorno 1 ora e mezzo circa. Alle ore 11 saremo certamente già arrivati al santuario, e potremo partecipare alla S. Messa celebrata dai frati. Essendo possibile arrivare in auto fino al santuario, può partecipare all’uscita anche chi non può camminare. Potremo pregare, sederci a tavola e ascoltare insieme la Parola sul creato! Ho già preso accordi per utilizzare la cucina. Con un contributo di 7 euro a testa (10 euro per chi non prenota), potremo preparare una pasta calda, e dare vino e caffè. Ognuno porterà qualcosa da condividere per il secondo. Tolte le spese e l’offerta da dare al santuario, rimarrà anche qualche euro per l’autofinanziamento. Prenotare telefonando a Paola (055 8878194) o ad Anna (0574 693090) entro il 10 gennaio. Nel primo pomeriggio Don Silvano ci farà una piccola meditazione sulla spiritualità del creato. Il ritorno è previsto intorno alle 16. Egisto 6 Inquinamento Occorre fare due considerazioni preliminari: 1) l’esigenza di beni e servizi per l’uomo del XXI secolo non ha precedenti nella storia, ed è proprio sull’aumento costante dei consumi che si fonda lo stato di salute delle economie; 2) ogni attività umana, dalla grande scala della produzione industriale alla microscala individuale delle piccole attività quotidiane, rilascia sostanze chimiche che prima o poi confluiscono nella grande discarica che è la biosfera. Se abbiniamo queste due considerazioni emerge chiaro il fatto che gli uomini, sia per la crescita numerica che per la crescita delle loro esigenze, col tempo sembrano destinati ad esercitare un impatto sempre più aggressivo nei confronti dell’ambiente. Quest’ultimo rappresenta il volto scomodo dello sviluppo; se l’umanità fosse in grado di imparare dai propri errori, oggi i paesi emergenti si avvierebbero lungo “percorsi puliti” di sviluppo, e non si limiterebbero a ripercorrere le esperienze discutibili delle società opulente dell’ultimo cinquantennio, con il relativo carico ambientale. Purtroppo i percorsi virtuosi sono anche quelli più costosi ed oggi per tre miliardi di indiani e cinesi la cosa più importante è accelerare al massimo lo sviluppo senza perdere tempo e denaro in attenzioni particolari per le conseguenze ambientali e sanitarie. L’adozione dell’industrializzazione, come via più breve ad un rapido sviluppo economico, porta con sé il trasferimento in grande scala, dai Paesi sviluppati, di tecnologie spesso superate e sporche. In senso stretto il termine inquinamento è riferito all’immissione in un ambiente di sostanze chimiche estranee, capaci di alterarlo in modo apprezzabile dal punto di vista fisico, chimico, biologico ed ecologico. L’inquinamento può avere origine naturale (grandi incendi forestali, eruzioni vulcaniche, ecc) o antropica: guerre (ad esempio l’uso di armi all’uranio impoverito), trasporti (versamenti accidentali di petrolio in mare da petroliere), uso di tecnologie industriali obsolete (ad es. problemi ambientali che derivano dall’uso di risorse naturali in proporzioni superiori alla loro capacità rigenerativa, o dalla sovrapproduzione di rifiuti o, ancora, dal cattivo trattamento dei rifiuti stessi). L’industrializzazione moderna e una economia fondata sulla continua incentivazione dei consumi di beni e servizi non sempre indispensabili, spesso promuove sprechi e cattivi stili di vita (utilizzo smodato del mezzo di trasporto privato, produzione crescente di rifiuti, ecc). Il risultato è una pressione crescente sull’ambiente dovuta a carichi crescenti di sostanze di ogni tipo immesse nell’aria, nell’acqua e nel suolo, l’esposizioni alle quali può determinare effetti nocivi sulla salute. 7 In teoria tutte le attività e l’ambiente costruito dall’uomo hanno costituito e costituiscono inquinamento dell’ambiente naturale, in quanto interagiscono con lo stesso e ne mutano la sua conformazione originaria. In pratica, se il costruito è in armonia con la struttura naturale, come lo è stato per millenni, si crea un nuovo sistema in equilibrio, che non danneggia il primitivo stato, ma anzi può portare ad una valorizzazione dell’ambiente in se. Esistono un inquinamento a livello locale e uno a livello globale. In passato si pensava che solo il primo costituisse un problema: Per esempio la combustione del carbone produce un fumo che in concentrazioni sufficienti può essere un pericolo per la salute. La teoria era che quando l’inquinante fosse sufficientemente diluito non potesse causare danni. Negli ultimi decenni ci si è resi conto che alcuni tipi di inquinamento costituiscono un problema globale. Per esempio l’attività umana, soprattutto i test nucleari, hanno consistentemente alzato il livello di radiazione di fondo in tutto il mondo, cosa che può portare a problemi di salute umana. a cura di Roberto LA FELICITA’ Un padre stava tentando di leggere il giornale, ma il figlioletto continuava a disturbarlo. Ormai stanco, il padre strappò un foglio - che mostrava la mappa del mondo -, lo fece in vari pezzi e lo consegnò al figlio. "Ecco, adesso hai qualcosa da fare. Ti ho appena dato una mappa del mondo e voglio vedere se riesci a montarlo esattamente com'è." Riprese la lettura del suo giornale, convinto che il bambino sarebbe stato occupato per il resto della giornata. Quindici minuti dopo, però, il ragazzino tornò con la mappa. "La mamma ti ha insegnato la geografia?" domandò il padre, stupefatto. "Non so che cos'è", rispose il bambino. “Ma dall'altro lato del foglio c'era la fotografia di un uomo. E, una volta che sono riuscito a ricostruire l'uomo, ho ricostruito anche il mondo." Paulo Coelho 8 COME SALVARSI DAL COMPLESSO O SINDROME DI PALINURO di Cesare Cavalleri Gira su internet una storiella che a mia volta giro ai lettori perché divertente e istruttiva. Ecco qua: la SADAE (Sindrome di Attenzione Deficiente Attivata dall’Età) si manifesta così: • “Decido di lavare la macchina. Andando verso il garage vedo che c’è posta sul tavolino dell’ingresso. • Decido di dare un’occhiata alle lettere prima di lavare la macchina. • • • • • • • • • • Lascio le chiavi della macchina sul tavolino, vado a buttare le buste vuote e la pubblicità nel bidone della spazzatura e mi rendo conto che è pieno. Decido di lasciare le lettere, tra le quali una fattura, sul tavolino e andare a svuotare il bidone nel contenitore. Tiro fuori dalla tasca il libretto di assegni per pagare la fattura e vedo che ne è rimasto uno solo. Vado nello studio a prenderne un altro e vedo sul tavolo la Coca Cola che stavo bevendo e di cui mi ero dimenticata. Prendo la lattina perché non si rovesci sulle carte e noto che si sta scaldando, perciò ... decido di portarla in frigo. Andando in cucina osservo che il vaso da fiori sul comò dell’entrata è senz’acqua. Lascio la Coca Cola sopra il comò e scopro gli occhiali per leggere che stavo cercando da tutta la mattina. Decido di portarli sul mio scrittoio nello studio e poi mettere acqua ai fiori. Porto gli occhiali in studio, riempio una caraffa in cucina e, subito, vedo il telecomando. Qualcuno lo aveva lasciato sul tavolo di cucina. Mi ricordo che ieri sera lo stavamo cercando come matti. Decido di portarlo in salotto, dove deve stare, dopo che avrò messo acqua ai fiori. Verso un pochino di acqua ai fiori e la maggior parte finisce per terra. 9 • Pertanto, torno in cucina, lascio il telecomando sul tavolo, prendo gli stracci per asciugare l’acqua. • Vado in entrata, cercando di ricordare cosa volevo fare con quegli stracci … Alla fine della serata la macchina non è lavata, non ho pagato la fattura, il bidone della spazzatura è pieno, c’è una lattina di Coca Cola calda sul comò, i fiori sono senz’acqua, c’è un solo assegno nel mio libretto, non riesco a trovare il telecomando, né gli occhiali per vedere da vicino, c’è una brutta macchia sul parquet dell’entrata e non ho la minima idea di dove sono le chiavi della macchina. Mi soffermo a pensare come può essere che senza aver fatto niente in tutta la giornata sia stata continuamente in movimento e mi senta tanto stanca”. Simpatica vero? In effetti la SADAE può colpire ad ogni età, e il nostro tempo frettoloso, avido, vorace, ne moltiplica gli effetti. Per stare sul classico la SADAE è una variante del complesso di Palinuro, dal nome del nocchiero di Ulisse che si lascia cadere dalla nave quando il porto è ormai in vista. Il complesso di Palinuro denota la caduta di interesse che talvolta sopraggiunge quando un traguardo è a portata di mano. L’instabilità, il non portare a termine, il cominciare cento cose per non concluderne nessuna può diventare pericoloso. Per non fare la fine di Palinuro, e per metterla sull’ascetico, conviene seguire il consiglio di Josemaria Escrivà de Balaguer: Vuoi davvero essere santo? Compi il piccolo dovere d’ogni momento: fa’ quello che devi e stai in quello che fai”. Ho riportato questa amena storiella perché ha molti riscontri veritieri in tanti di noi (non solo donne e non solo anziani) e in particolare perché porta una sua bella morale. Purtroppo anch’io sono abbastanza colpita da questa sindrome che, a casa mia, si chiama “’effetto domino”, oppure “Uh! … ormai che ci sono..!”. Ne sanno qualcosa il mio cellulare e il mio portatile che vivono ormai in forsennata simbiosi a causa delle continue chiamate che si fanno nella disperata ricerca fra loro, perché uno dei due sbadatamente scordato negli anfratti più impensati della mia abitazione mentre mi accingevo a fare la cosa successiva a quella che intendevo invece fare per prima. Anna 10 Mario Bini riprende la sua collaborazione inviandoci un suo articolo. LEOPOLDO PIERAGNOLI, UNA PRESENZA SCOUT E POLITICA IN PRATO Sul Tirreno del 19.8.2007, nella pagina della Provincia, ho letto un trafiletto che diceva “Intitolate una strada a Leopoldo Pieragnoli”:tale iniziativa era partita dal Presidente della Comunità Montana Val di Bisenzio Marco Ciani che noi del Masci conosciamo per la disponibilità e collaborazione dimostrata verso le nostre attività svolte nel campo scout Riccardo Pagnini all’Alpe di Cavarzano. Questo evento mi ha dato motivo di approfondire ulteriormente la personalità di questo cristiano, pratese di adozione, impegnato sia in politica che nello scoutismo e che ha lasciato il mondo un po’ migliore di come l’aveva trovato. I dati, le informazioni, le attività svolte dal Pieragnoli, detto dagli amici POLDINO, sono tratte da due libri che in questa occasione ho riletto. Essi sono “La presenza cattolica in Prato“ revisionato da un ex scout, Prof Claudio Caponi, e “Storia dell’ASCI pratese 1923-1974” scritto dal Magister Roberto Fedi . LEOPOLDO PIERAGNOLI nasce a Cavarzano nel 1900, viene battezzato dal parroco di allora Don Guglielmo Calcagnini, il medesimo che aveva officiati il matrimonio dei suoi genitori. Gravita intorno alla Parrocchia ed a otto anni diventa chierichetto. La maestra del paese, vedendo le capacità del ragazzo, dopo un colloquio con i genitori li convince a farlo studiare e a 12 anni Leopoldo entra nel collegio dei Servi di Maria a Montesenario, venendo ammesso al primo anno di ginnasio. Al termine della scuola, a 19 anni è cittadino di Prato; inizia a collaborare con un gruppo di giovani cattolici pratesi che danno vita al circolo GIUSEPPE TONIOLO, aggregandolo alla Gioventù Cattolica Italiana. Tale luogo di incontro doveva essere qualcosa che lo distinguesse da tutti gli altri per azioni, preghiera e sacrificio. Di questo circolo hanno fatto parte fra gli altri diverse persone che mi permetto di ricordare come il Notaio Giuseppe Pasquetti, il Prof.Vanno Vannucchi, il rag. Otello Bini, e Idelfo Mannelli. Nel 1923 il Pieragnoli entra fare parte del Movimento scout e in modo del tutto occasionale. Un giorno alcuni giovani del circolo arrivano in sede,in cattedrale, e raccontano di aver avuto un incontro non proprio amichevole con dei giovani che dicevano di appartenere al G.E.I. Da qui l’interessamento e l’approfondimento. In breve si forma il primo Reparto alla parrocchia di Santa Maria delle Carceri con Cappellano Don Franco Franchi. Nel 1925 un ramo del reparto si stacca e si trasferisce presso il circolo nel Duomo con cappellano Don Francesco Picardi e responsabile il Pieragnoli. Nel 1925, in occasione dell’anno Santo, una rappresentanza del PRATO I va a Roma; in ricordo di tale esperienza formativa si pensa 11 di installare una croce sui monti intorno a Prato: non a caso fu scelta l’Alpe di Cavarzano come luogo di ricordo; fu costruita una croce in legno e l’assistente del Reparto Don Franchi celebrò la messa; fu fatto anche l’alza bandiera.Tale costruzione è quella in ferro che si incontra ora sul pianoro dell’Alpe, ove si incontrano i sentieri di Poggio di Petto, di Montepiano e delle Scalette. Nel 1927 fu aperto un terzo reparto nella parrocchia di S. Agostino denominato Pierino Del piano, con istruttore Ennio Biagiotti e cappellano don Antonio Frati. Il nome di tale reparto è legato ad uno scout torinese diciannovenne ucciso il 3.12.1919 per aver gridato ”viva l’Italia” in risposta alla sfida dei dimostranti rossi (Tratto dal libro di Mario Mazza—Una vita per i Giovani). Nel 1928 il 22 Aprile il Commissariato Centrale ordina lo scioglimento degli Esploratori per contrasti con il movimento fascista. Don Picardi e il Pieragnoli raccolgono il materiale del Prato2 per quando verrà la rinascita. L’impegno del Pieragnoli verso il sociale e verso gli altri si amplia; nel 1934 fa parte come Presidente del Consiglio Diocesano. L’impegno nella politica lo prende sempre di più e fa parte del partito popolare; fa parte anche del movimento sindacale pratese. Scoppia la guerra; l impegno politico nella D.C. gli fa assumere posizioni sempre più elevate di responsabilità. Nel periodo della resistenza fa parte della Commissione Annonaria che presiede alla distribuzione dei viveri per fronteggiare le carestie alimentari. Fa parte del C.N.L.(Comitato di liberazione nazionale) che aveva sede nel Monastero di San Niccolò, ove fra l’altro vivevano in clandestinità molti rifugiati politici. Nella Giunta Comunale del 6.9.1944, dopo la liberazione, il Pieragnoli è assessore alle finanze come membro di provenienza D.C; questo incarico dà il senso di come fosse capace, disponibile e preparato il nostro Poldino . Nel 1943, in agosto, lo scoutismo rinasce; oltre al materiale presso la cattedrale del Prato 2, il Pieragnoli compra la stoffa per nuove divise; i militari inglesi forniscono i pezzi di cinghia ed i ragazzi raccolsero in Galceti i bossoli di obici che Luigi Tarli fuse e trasformò in fibbie. Nell’agosto del 1945 i reparti in Prato erano 11 e fra questi: • Prato II, presso la Cattedrale con assistente Don Mario Pacinotti • Prato III in S.Agostino con assistente Don Luigi Vannucchi • Prato IV a Coiano con assistente Don Milton Nesi • Prato XIII a S .Bartolomeo con assistente Don Marcello Del Gigia. • Prato I Spirito Santo con assisetnte Don Ubaldo Mascii. Nel 1946 il Commissario Pratese Pieragnoli è costretto a lasciare la direzione dello scoutismo pratese per gli impegni politici che lo assorbono completamente e la carica viene ricoperta dal Dr. Ennio Biagiotti, rientrato da poco dalla prigionia in Germania. Il Pieragnoli partecipa alla formazione dell’ACLI la cui assistenza era affidata a Don Milton Nesi. Fu di supporto notevole a tale iniziativa e collaborò con diversi scritti sull’Osservatore Toscano diretto dal medesimo prete. 12 Nella primavera del 1946 si svolsero le elezioni amministrative in Prato; fra gli eletti della D.C troviamo anche il Pieragnoli. Come membro dell’opposizione ebbe modo di intervenire su tutti gli argomenti scottanti del periodo fra i quali l’erigendo ospedale, il piano regolatore. la fiera annuale, mozioni sulla pace. Nel 1951 con le nuove elezioni amministrative viene rieletto al Consiglio Comunale per il 2° mandato. Nel 1953 al culmine della sua parabola politica, lascia Prato ed emigra in Brasile raggiungendo il Fratello Aldo che si era trasferito a San Paolo per lavoro fin dal 1948, Dell’attività svolta a San Paolo si sa poco, ma anche in quell’ambiente porta il suo spirito d’iniziativa scout e la mentalità cristiana: organizza nella Parrocchia di Nostra Senhora de Conceiçao gruppi giovanili di studio del Vangelo e del catechismo alla luce della Rerum Novarum. Nel 1980 rientra a Prato; sostenuto ed invogliato da Silvano Bambagioni scrive le sue memorie che saranno pubblicate dalla libreria di Marcello Gori. Il 24 ottobre 1985 al suo funerale effettuato in San Domenico ci fu una moltitudine di persone e le sue onoranze funebri furono commemorate dal suo amico Luigi Caiazza. Mi piace concludere il pensiero del Pieragnoli con quello che lui stesso ha scritto al riguardo della politica che mi sembra molto attuale e pertinente in un momento come il nostro. “Non sono andato a cercare la politica, si è insinuata nella mia vita, mi è piaciuta, mi ha sedotto e l’ho abbracciata. Da volontario e dilettante mi ci sono trovato e ci sono rimasto un certo tempo, non propriamente con le mani in mano. Ho fatto ”politica” ma non mi sono trasformato in un “politico”. Mario • • • Carrefour n. 4 : Fraternità internazionale dello scautismo e del guidismo • • • ********** ASSEMBLEA DI MONTESILVANO 18/21 ottobre 2007 Risultati dei lavori dei Carrefour Continua l’elencazione dei risultati dei carrefour di Montesilvano; anche questi riportano commenti e suggerimenti in merito alla Mondialità. Carrefour n. 3 : L’immigrazione Il tema dell’immigrazione è strettamente collegato dal punto di vista culturale a quello del dialogo interreligioso ed ai valori universali: • Richiesta di una severa applicazione delle leggi esistenti e, se insufficiente, individuare opportune normative per il ripristino ed il mantenimento della legalità nel paese.. 13 Individuare politiche nazionali e locali per l’integrazione dei cittadini extracomunitari, in particolare nei settori scolastico (medie e superiori), formazione al lavoro e abitazione. Si invita il MASCI nazionale a sviluppare linee guida per le Comunità affinché le complessità dell’immigrazione con una corretta conoscenza di: - Provenienza geografica - Religione - Usi e costumi - Tradizioni culturali - Livello di cultura. Si invita inoltre il MASCI nazionale a promuovere scambi culturali ed incontri di tipo interreligioso collegati anche al tema ell’immigrazione con gruppi scout di ogni associazione ed internazionali, specie europei. • • • Il movimento viene da alcune esperienze recentissime di fraternità mondiale: l’incontro di Acireale e la partecipazione al Jamboree. Queste due esperienze si aggiungono a molte altre che si sono svolte nelle varie regioni o gruppi di regioni. Queste hanno lasciato una traccia profonda nel movimento indicando alcuni spunti per le linee programmatiche dei prossimi tre anni. Il MASCI fa parte dello ISGF ed occorre prendere coscienza di questa appartenenza che costituisce un forte punto di partenza per la fraternità degli Scout Adulti. Occorre un uso adeguato dei mezzi d’informazione, anche e soprattutto di quelli già esistenti, sia Strade Aperte che il bollettino ISGF. Inoltre è auspicabile una intensa e assidua partecipazione ai vari eventi internazionali che vengono proposti alle nostre comunità. Esperienze passate di contatti tra comunità nazionali ed internazionali (gemellaggi o esperienze tipo quella dell’Alpe Adria) dovrebbero poter intensificare lo scambio ed arricchimento che viene dal contatto tra culture diverse. La realtà locale del nostro paese in questi ultimi decenni ci mostra la presenza di molti stranieri, tra cui diversi con esperienza di vita scout nei loro paesi. Questi vanno cercati, conosciuti e contattati perché costituiscono un patrimonio enorme per l’accrescimento culturale delle nostre comunità. Tra questi, quelli con esperienza scout, possono essere “ambasciatori” presso le loro comunità presenti nel nostro paese. L’esperienza della partecipazione al Jamboree 2007 ha mostrato che il MASCI può contribuire notevolmente alla fratellanza mondiale e si auspica sia l’ingresso del nostro movimento nella FIS (analogamente a quanto già avvenuto in altri paesi), sia la sollecitazione per un Jamboree in Italia (2019?). 14