La “riforma Gelmini”
nella Scuola Secondaria
I primi passi della
“riforma”
– La legge 133/08 (la finanziaria
d’estate), nella quale si
deliberano gli 8 miliardi di tagli
– Schema del piano programmatico del Ministero
dell’Istruzione, ovvero la “nuova” scuola pensata dalla
Gelmini e Tremonti
– La legge 169/08 (Legge Gelmini), che istituisce il maestro
unico, la materia costituzione e cittadinanza, la valutazione
in decimi e il voto in condotta
Il 5 in condotta
La L 30/10/2008 n.169 stabilisce all'art.2 c. 3: "La votazione sul comportamento
degli studenti, attribuita dal consiglio di classe, concorre alla valutazione
complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non
ammissione al successivo anno di corso e all'esame conclusivo del ciclo."
Il 16 gennaio 2009 esce il DM n.5 che stabilisce le condizioni che portano al 5 in
condotta. In particolare: "[...] la valutazione insufficiente del comportamento deve
scaturire da un giudizio del Consiglio di classe, esclusivamente in presenza di
comportamenti di particolare gravità…che comportino l’allontanamento
temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per periodi superiori a 15
giorni [...]." Lo Schema di regolamento abroga esplicitamente il DM n.5 e
all'art.7 c.2 stabilisce che: "La valutazione del comportamento con voto inferiore a
sei decimi è decisa dal consiglio di classe nei confronti dell’alunno cui sia stata
precedentemente irrogata una sanzione disciplinare e al quale si possa attribuire
la responsabilità dei comportamenti previsti dai commi..." Questi commi si
riferiscono sia a comportamenti particolarmente gravi che quelli che riguardano
mancanze ai seguenti doveri: “1. frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere
assiduamente agli impegni di studio.2. avere nei confronti del capo d'istituto, dei
docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto,
anche formale, che chiedono per se stessi. 5. utilizzare correttamente le strutture,
i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da
non arrecare danni al patrimonio della scuola.”
I tagli
Il 23/2/2009 l’Istat rende note le "Spese
sostenute dalle amministrazioni“. Solo in
Germania e Grecia la spesa per l'istruzione è
percentualmente più bassa rispetto all'Italia,
tutti gli altri 13 paesi dell'Ue spendono di più.
Il dato è del 2007 e non tiene conto della
“riforma”, ma sottolinea che dal 2000 ad oggi
la spesa per la scuola pubblica è in calo. Oggi,
è a pari al 9,6 per cento della spesa
complessiva. I 15 paesi dell'Ue dirottano
sull'Istruzione in media il 10,5 per cento della
spesa complessiva.
Questi dati sembrano destinati a peggiorare,
con tagli per quasi 8 miliardi alla scuola (quasi
tutti sul personale) e oltre 1,5 sull'università.
L’ Italia spende troppo per l’Istruzione?
Le novità introdotte dagli schemi di
regolamento approvati dal consiglio dei
ministri del 18 dicembre 2008
Il 18 dicembre 2008
Il Consiglio dei Ministri ha approvato 4 schemi di regolamenti ai sensi
dell’articolo 64, comma 4, della legge del 6 agosto 2008, n.133.
I primi due, riguardanti:
1.Norme per la riorganizzazione della rete
scolastica ed efficace utilizzo delle risorse
umane della scuola
2.Revisione dell’assetto ordinamentale,
organizzativo e didattico della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione
Sono legge dal 27 febbraio 2009, con la firma del Presidente della
Repubblica, dopo aver completato l’iter legislativo, che prevede il parere,
obbligatorio ma non vincolante, della Conferenza Stato regioni e del
CNPI. Entrambi questi organismi avevano espresso parere negativo.
Il parere del CNPI:
Critica fortemente la scelta di fondo del Regolamento che lede il
principio dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche
Rileva che, nel prospettare un’ampia offerta di tempi scuola, si possano
“alimentare nelle famiglie aspettative che, in assenza di congrue e
correlate risorse, potranno difficilmente essere soddisfatte mettendo la
scuola nella difficile situazione di dover riorientare le scelte e
riorganizzare l’offerta”.
Si delinea un quadro formativo che:
• compromette l’efficacia dell’offerta
formativa nella scuola dell’infanzia e
nel primo ciclo di istruzione,
• lede la dignità dell’istituzione
scolastica pubblica,
• non garantisce pari opportunità di
offerta e di scelta sul territorio
nazionale.
Schema di regolamento recante
“Norme per la riorganizzazione della rete scolastica ed
efficace utilizzo delle risorse umane della scuola”,
ai sensi dell’articolo 64, comma 4, della legge 6/8/2008, n. 133”
1. Stabilisce le condizioni di esistenza di Istituti autonomi e
dei plessi e sezioni staccate
2. Indica il numero minimo e massimo indispensabile per la
formazione delle classi in ogni ordine di scuola
Per diventare o continuare ad essere un’istituzione scolastica autonoma è
necessario aver avuto negli ultimi 5 anni non meno di 500 e non più di 900
alunni (il limite massimo non si applica in aree ad alta densità demografica)
Il rapporto alunni per classe verrà
incrementato. Nella secondaria
superiore 27 sarà il numero minimo
(oggi 15) per la costituzione delle
prime classi elevabile a 30 (oggi 25),
più un eventuale 10% per i “resti”.
Le seconde e le successive devono essere in numero pari a quello
delle prime e successive dell’anno precedente. Se però il numero
medio di alunni per classe è inferiore a 22 si accorpano le classi
secondo i nuovi criteri delle classi prime.
L’“efficace utilizzo delle risorse umane”?
Schema di regolamento recante
“Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della
scuola dell’infanzia e del I ciclo d’istruzione”
Delinea l’orario scolastico per la scuola dell’infanzia, per la scuola primaria, per
le medie.
Sostanziale novità è, per quello che riguarda la Secondaria di I grado, si
istituiscono due modelli orari: il tempo normale (30 ore sett.) e il tempo
prolungato (36-40 ore sett.); quest’ultimo è vincolato agli organici assegnati ad
ogni scuola per l’anno scolastico 2008-2009.
Altra novità: l’insegnamento dell’inglese potenziato.
I due modelli orari
Italiano, Storia, Geografia
9
Italiano, Storia, Geografia
15
approfondimento in materie
letterarie
1
approfondimento
1o2
Matematica e Scienze
6
Matematica e Scienze
9
Tecnologia
2
Tecnologia
2
Inglese
3
Inglese
3
Seconda lingua comunitaria
2
Seconda lingua comunitaria
2
Arte e immagine
2
Arte e immagine
2
Scienze motorie e sportive
2
Scienze motorie e sportive
2
Musica
2
Musica
2
Religione cattolica
1
Religione cattolica
1
Scuole Superiori
La riforma in due tempi.
La prima parte è contenuta nei schemi 2 di regolamento già
descritti. Sono già legge (dal 27 febbraio) e, se non ci saranno
“ripensamenti”, produrranno i loro effetti già a partire dal
settembre 2009
• L’innalzamento del rapporto
alunni/classi dello 0,4, oltre al
sovraffollamento, produrrà la
riduzione di 5.093 docenti. Ci
saranno 2.400 classi in meno, cioè
circa 52.000 alunni da ricollocare.
• La riconduzione di tutte le cattedre
a 18 ore porterà alla riduzione di
7.000 docenti.
Una riflessione sul sovraffollamento
Non c’è motivazione didattica per la scelta di
costituire classi di 27/30 studenti, con possibilità
di un ulteriore incremento del 10%. Lo scopo è il
taglio di 5.093 docenti, ma a che prezzo?
Trascuriamo i problemi dei nuovi disoccupati,
ignoriamo che in una classe di 33 alunni è
impossibile svolgere una lezione decente…
Ma possiamo ancora una volta trascurare la sicurezza?
Quante volte ancora dovremo
invocare l’imprevedibile fatalità prima
di comprendere che le tragedie vanno
prevenute? In classi con 33 alunni,
con meno professori e meno bidelli la
sicurezza è un optional al quale
abbiamo deciso di rinunciare.
Una possibile indagine
Con le nuove “Norme per un razionale utilizzo…” le classi potranno avere anche
33 alunni, ma restano in vigore le norme in materia di sicurezza.
In particolare il punto 5 del decreto 26 agosto 1992 del Ministero
dell'Interno: «Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica»
indica un limite massimo di 26 alunni per classe.
Il D. Interministeriale 18/12/1975 indica
gli spazi minimi vitali per garantire la
funzionalità dei locali scolastici, pari a
1,96mq per alunno nelle classi delle
scuole superiori. Nell’istituto Gandhi le
aule più grandi raggiungono i 52mq. Non
potrebbero quindi contenere più di 26
alunni.
Perché non misurare le nostre classi e immaginarle con 33 alunni?
Il “secondo tempo della riforma”
Il 18 dicembre 2008 il Consiglio dei Ministri, oltre ai due già descritti, ha
approvato altri 2 schemi di regolamenti, che dovrebbero entrare in
vigore dal settembre 2010, riguardano:
- Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico
dei Licei
- Revisione dell’assetto degli Istituti Tecnici
Per 84.000 classi su 118.000 l’orario settimanale sarà ridotto
mediamente di 3 ore, ottenendo un taglio di 14.000 docenti.
Le magiche alchimie
Sia lo schema di regolamento per i nuovi Licei che quello per gli Istituti
Tecnici sono introdotti da una “Relazione illustrativa” nella quale si
elencano i pregi della “riforma”. Da questi documenti si evince che il la
riduzione media di 3 ore settimanali si ottiene mediante un aumento
delle ore di Italiano, Storia, Latino, Matematica, Inglese, ecc… e delle
attività laboratoriali…
La “riforma” propone 6 licei:
• Il liceo artistico, in cui confluiscono il liceo
artistico esistente e tutti gli indirizzi degli
attuali Istituti d’Arte. Ha 3 indirizzi: Arti
Figurative, Architettura Design e Ambiente,
Audiovisivo Multimedia Scenografia.
• Il liceo classico, dove confluiscono sia il
“classico tradizionale” che tutte le
sperimentazioni sviluppatesi in questi anni.
• Il liceo scientifico, terrà conto (si scrive) di
quanto di buono è emerso dal PNI
• Il liceo linguistico, che si sostituisce a tutte le sperimentazioni di tipo
linguistico.
• Il liceo musicale e coreutico, in due sezioni (musicale e coreutica), nelle
quali confluiscono gli attuali Conservatori.
• Il liceo delle scienze umane, si sostituisce all’Istituto Magistrale e alle
relative sperimentazioni (socio – psico – pedagogico)
La cancellazione di ogni sperimentazione
Gli orari dei Licei
I piani degli studi dei Nuovi Licei si articolano in due aree:
•1) Attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti – Orario
medio settimanale;
•2) Insegnamenti attivabili sulla base del Piano dell’Offerta Formativa
nei limiti dell’ organico assegnato all’istituzione scolastica, tenuto
conto delle richieste degli studenti e delle famiglie.
• Per i licei classico, linguistico,
scientifico e delle scienze umane
l’orario obbligatorio è fissato in 30
ore medie settimanali.
• Per il liceo artistico, si prevedono
34 ore nel primo biennio e di 35
ore nel secondo biennio e nel
quinto anno.
• Il liceo musicale e coreutico
propone 32 ore obbligatorie.
PIANO DEGLI STUDI del LICEO CLASSICO
(a confronto con il Manzoni di Lecco, indirizzo Arte)
1° Biennio
1°
2° Biennio
2°
3°
V anno
4°
5°
Attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti – Orario medio settimanale
Lingua e letteratura italiana (invariato)
5
5
4
4
4
Lingua e cultura latina
(invariato)
5
5
4
4
4
Lingua e cultura greca
(invariato)
4
4
3
3
3
Lingua inglese
(perde 3 ore)
3
3
2 (-1)
2 (-1)
2 (-1)
Storia
(invariato)
2
2
3
3
3
Geografia
(invariato)
2
2
Filosofia
(invariato)
3
3
3
3
3
3
2 (+2)
2
2 (-1)
Matematica* con elementi di inform. (perde 2 ore)
Fisica
3 (-1)
3 (-1)
(guadagna 1 ora)
Scienze naturali** Biologia, Chimica e Scienze (+1)
2 (+2)
2 (+2)
2 (-2)
2 (-1)
2
Storia dell’arte
(perde 5 ore)
1 (-1)
1 (-1)
1 (-1)
1 (-1)
1 (-1)
Scienze motorie e sportive
(invariato)
2
2
2
2
2
1
1
1
1
1
30
30
30 (-2)
30 (-3)
30 (-3)
Religione cattolica o Attività alternative (invariato)
Totale ore
Insegnamenti attivabili sulla base del Piano dell’Offerta Formativa nei limiti del contingente di organico assegnato
all’istituzione scolastica, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie: Lingua straniera 2,
Musica, Elementi di diritto ed economia, Approfondimenti nelle discipline obbligatorie.
Discipline del piano di studi
LICEO ARTISTICO indirizzo ARTI FIGURATIVE
(in parentesi l’Artistico “Villa Reale- ISA” di Monza,
progetto “Leonardo”, indirizzo figurativo)
Ore settimanali per anno di corso
1° Biennio
2° biennio
V a.
1°
2°
3°
4°
5°
Lingua e letteratura italiana
4 (5)
4 (5)
4 (3)
4 (3)
4 (3)
+1
Lingua inglese
2 (3)
2 (3)
2 (3)
2 (3)
2 (3)
-5
Lingua straniera 2 (nuova disciplina)
2 (0)
2 (0)
2 (0)
2 (0)
2 (0)
+ 10
Storia – Filosofia (sommando le 2 discipline)
2 (2)
2 (2)
3 (4)
3 (4)
3 (4)
-3
Matematica con elementi di informatica
2 (4)
2 (4)
3 (3)
3 (3)
3 (3)
-4
Scienze naturali (sommando Biol., Chim. E Scienze)
0 (3)
0 (3)
2 (3)
2 (3)
2 (0)
-6
Fisica (scompare)
0 (2)
0 (2)
0 (2)
0 (2)
0 (2)
- 10
0 (2)
0 (2)
0 (2)
-6
3 (3)
3 (3)
3 (3)
-
-
-
-
-
Diritto (scompare)
Storia dell’arte
3 (3)
3 (3)
3 (3)
3 (3)
4 (4)
4 (4)
Discipline geometriche
3 (4)
3 (4)
0 (2)
0 (2)
-
-6
Discipline plastiche
3 (4)
3 (4)
4 (4)
4 (4)
4 (6)
-4
3 (0)
3 (0)
-
-
-
+6
Scienze motorie e sportive
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
-
Religione cattolica o Attività alternative
1 (1)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
-
Lab. D. figurazione (a confronto con Ed. Visiva)
-
-
5 (2)
5 (2)
5 (3)
+8
Discipline grafiche e pittoriche
-
-
4 (4)
4 (4)
4 (6)
-2
34 (40)
34 (40)
35 (38)
35 (38)
35 (38)
- 693
Disc. Grafiche e pitt.
(considerandole insieme non si
hanno variazioni)
Laboratorio artistico
Discipline audiovisive
(nuova disciplina)
Totale ore
Alcune considerazioni sull’Artistico
Ha 3 indirizzi: Arti Figurative, Architettura Design e Ambiente, Audiovisivo
Multimedia Scenografia, nei quali confluiscono il liceo artistico esistente e tutti
gli indirizzi degli attuali Istituti d’Arte.
Negli schemi di regolamento il Ministero indica nella “didattica laboratoriale e
lo studio dell’inglese le principali novità”.
A noi pare invece evidente il
contrario,
Nei 5 anni saranno cancellate
complessivamente 693 ore
lo studio dell’Inglese perde un’ora a
settimana (165 ore in totale), più o
meno come Scienze e Matematica.
Spariscono il Diritto e la Fisica e si
introduce lo studio della seconda
lingua comunitaria. Nel complesso
non ci sono variazioni significative
nella discipline “di indirizzo”.
Ore settimanali per anno di corso
Discipline del piano di studi
LICEO DELLE SCIENZE UMANE (in parentesi Il
1° Biennio
2° biennio
V a.
Liceo delle Scienze Sociali “Porta” di Monza)
1°
2°
3°
4°
5°
Lingua e letteratura italiana
4 (4)
4 (4)
4 (4)
4 (4)
4 (4)
-
Lingua e cultura latina (nuova disciplina)
4 (0)
4 (0)
3 (0)
3 (0)
3 (0)
+ 17
Lingua inglese
3 (3)
3 (3)
2 (3*)
2 (3*)
2 (3*)
-
Lingua straniera 2
3 (2)
3 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
+2
Storia
2 (3*)
2 (3*)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
-
Geografia (nuova disciplina)
2 (0)
2 (0)
-
-
-
+4
-
-
3 (3)
3 (3)
3 (3)
-
3 (0)
3 (0)
-
-
-
+6
-
-
3 (0)
3 (0)
3 (0)
+9
0 (4)
0 (4)
0 (5*)
0 (5*)
0 (5*)
- 23
Matematica - Fisica
3 (4)
3 (4)
4 (3)
4 (3)
4 (3)
+1
Scienze naturali
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
-
Diritto ed Economia (scompare)
0 (2*)
0 (2*)
0 (2)
0 (2)
0 (2)
- 10
Storia dell’arte (linguaggi non verbali: Arte)
1 (2)
1 (2)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
-2
Musica (linguaggi non verbali: Musica)
0 (2)
0 (2)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
-4
Scienze motorie e sportive
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
-
Religione cattolica o Attività alternative
1 (1)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
-
30 (30)
30 (30)
30 (30)
30 (30)
30 (30)
-
Filosofia
Pedagogia (nuova disciplina)
Scienze umane (n. disciplina)
Scienze sociali (scompare)
Totale ore
( insieme si perdono
mediamente
quasi 2 ore a
settimana)
LICEO DELLE SCIENZE UMANE
(a confronto con Il Liceo delle Scienze Sociali “Carlo
Porta” di Monza)
•Apparentemente nel complesso non
c’è un taglio di ore, ma va notato che
si perdono complessivamente 165
ore di compresenza: una a settimana
nel primo biennio (vedi * StoriaDiritto) e una a settimana per i
restanti 3 anni (vedi * Inglese –
Scienze Sociali). Ancora più evidente
è la “scelta culturale” che porta ad
investire sullo studio del Latino a
scapito delle discipline
professionalizzanti (Diritto e Scienze
Sociali).
•Il Ministero sottolinea che “si
valorizza il dialogo tra le scienze
umane e i diversi saperi”.
Discipline del piano di studi
Ore settimanali per anno di corso
1° Biennio
2° biennio
1°
2°
3°
4°
5°
Lingua e letteratura italiana
4 (5)
4 (5)
4 (4)
4 (4)
4 (4)
Lingua e cultura latina
3 (4)
3 (4)
Lingua inglese*
4 (3)
4 (3)
4 (4)
4 (4)
4 (4)
+2
Lingua straniera 2*
4 (4)
4 (4)
4 (5)
4 (5)
4 (5)
-3
Lingua straniera 3*
4 (0)
4 (0)
5 (5)
5 (5)
5 (6)
+7
Storia
2 (2)
2 (2)
2 (3)
2 (3)
2 (3)
-3
Geografia
2 (2)
2 (2)
-
-
-
-
-
-
2 (2)
2 (3)
2 (3)
-2
3 (4)
3 (4)
3 (3)
3 (3)
3 (3)
-2
Scienze naturali*** (sommando le 3 discipline)
0 (3)
0 (3)
2 (4)
2 (3)
2 (2)
-9
Storia dell’arte
1 (0)
1 (0)
0 (1)
0 (1)
0 (1)
-1
Musica (scompare)
0 (3)
0 (2)
-
-
-
-5
Diritto (scompare)
0 (2)
0 (2)
-
-
-
-4
Scienze motorie e sportive
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
-
Religione cattolica o Attività alternative
1 (1)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
-
30 (34)
30
(34)
30
(35)
30
(35)
30 (35)
- 759
LICEO LINGUISTICO (in parentesi il Linguistico
“Greppi” di Monticello Brianza)
Filosofia
Matematica** - Fisica
(sommando le 2 discipline)
Totale ore
*Sono comprese 33 ore annuali di conversazione
col docente di madrelingua
V a.
-2
-2
Ore settimanali per anno di corso
Indirizzo Grafico
Discipline (ad eccezione di Ed. Fisica e Religione)
1°
2°
3°
4°
5°
Differ.
Italiano
4 (5)
4 (5)
4 (3)
4 (3)
4 (3)
+1
Storia (cittadinanza e costituzione)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
-
Inglese
3 (3)
3 (3)
3 (2)
3 (2)
3 (2)
+3
Tecnologie informatiche
3 (0)
-
-
-
-
+3
Matematica (con Informatica al biennio)
4 (4)
4 (4)
3 (3)
3 (3)
3 (3)
-
-
-
1 (0)
1 (0)
-
+2
Fisica e Informatica (scienze integr.-fisica)
3 (3)
3 (3)
-
-
-
-
Scienze della Natura
3 (3)
3 (3)
-
-
-
-
-
3 (0)
-
-
-
+3
Diritto ed Economia
2 (0)
2 (0)
0 (2)
0 (2)
-
-
Filosofia (scompare)
-
-
0 (2)
0 (2)
0 (2)
-6
Storia dell'Arte (scompare)
0 (3)
0 (3)
0 (3)
0 (3)
0 (4)
-16
Tecn. d Arti Grafiche (tecnol e tecn. d. rap. Graf.)
3 (0)
3 (0)
0 (3)
0 (3)
0 (4)
-4
Tecnologie della comunicazione
2 (0)
2 (0)
-
-
-
+4
Teoria della comunicazione
-
-
2 (0)
3 (0)
-
+5
Progettazione e Lab (progettazione multimediale)
-
-
4 (4)
3 (5)
4 (7)
-5
Tecnologia dei processi di produzione
-
-
4 (0)
4 (0)
3 (0)
+11
Organizz. e gestione processi produttivi
-
-
-
-
4 (0)
+4
Tecniche Grafiche (scompare)
0 (2)
0 (2)
0 (3)
0 (3)
0 (4)
-14
Educazione Visiva (scompare)
0 (4)
0 (4)
0 (3)
0 (2)
0 (2)
-15
Disegno Geometrico (scompare)
0 (4)
0 (4)
0 (3)
0 (3)
-
-10
-
-
6 (0)
6 (0)
6 (0)
+18
32 (36)
32 (36)
32 (36)
32 (36)
32 (36)
- 660
Complementi di matematica
Scienze e tecnologie applicate
Laboratori tecnici
Totale ore
Discipline del piano di studi
“Amministrazione” a confronto con l’IGEA
Ore settimanali per anno di corso
1°
2°
3°
4°
5°
Differ.
Italiano
4 (4)
4 (4)
4 (3)
4 (3)
4 (3)
+3
Storia (cittadinanza e costituzione)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
-
Geografia (economica)
3 (0)
3 (0)
0 (3)
0 (2)
0 (3)
-2
Inglese
3 (4)
3 (4)
3 (3)
3 (3)
3 (3)
-2
Seconda lingua comunitaria
3 (4)
3 (4)
3 (3)
3 (3)
3 (3)
-2
Trattamento testi e dati (scompare)
0 (3)
0 (3)
-
-
-
-6
Matematica (con Lab. Di Informatica)
4 (5)
4 (5)
3 (5)
3 (4)
3 (3)
-5
Matematica e Informatica
2 (0)
2 (0)
1 (0)
1 (0)
-
+6
Scienze integrate (Fisica)
2 (0)
-
-
-
-
+2
-
2 (0)
-
-
-
+2
Scienze integrate (della natura)
2 (3)
2 (3)
-
-
-
-2
Scienze della materia e Lab. (scompare)
0 (4)
0 (4)
-
-
-
-6
Diritto ed economia
2 (2)
2 (2)
-
-
-
-
-
-
3 (3)
3 (3)
3 (3)
-
2 (2)
2 (2)
7 (7)
8 (10)
8 (9)
-3
Economia politica
-
-
3 (3)
2 (2)
3 (0)
+3
Scienza delle finanze (scompare)
-
-
-
-
0 (3)
-3
Educazione Fisica
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
-
Religione/att. alternativa
1 (1)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
-
32 (36)
32 (36)
32 (35)
32 (35)
32 (35)
- 561
Scienze integrate (Chimica)
Diritto
Economia aziendale
Totale ore
Discipline del piano di studi
Amministrazione a confronto con l’ERICA
Ore settimanali per anno di corso
1°
2°
3°
4°
5°
Differ.
Italiano
4 (5)
4 (5)
4 (4)
4 (4)
4 (4)
-2
Storia (cittadinanza e costituzione)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
-
Geografia (economica-antropica)
3 (0)
3 (0)
0 (2)
0 (2)
0 (2)
-
Inglese
3 (4)
3 (4)
3 (5)
3 (5)
3 (5)
-8
Seconda lingua comunitaria
3 (5)
3 (5)
3 (5)
3 (5)
3 (5)
- 10
Terza lingua straniera (scompare)
-
-
0 (5)
0 (4)
0 (4)
- 13
Trattamento testi e dati (scompare)
0 (2)
0 (2)
-
-
-
-4
Matematica (con Lab. Di Informatica)
4 (4)
4 (4)
3 (3)
3 (3)
3 (3)
-
Matematica e Informatica
2 (0)
2 (0)
1 (0)
1 (0)
-
+6
Scienze integrate (Fisica)
2 (0)
-
-
-
-
+2
-
2 (0)
-
-
-
+2
Scienze integrate (della natura)
2 (3)
2 (3)
-
-
-
-2
Scienze della materia e Lab. (scompare)
0 (4)
0 (4)
-
-
-
-8
Diritto ed economia
2 (2)
2 (2)
-
-
-
-
Diritto
-
-
3 (0)
3 (0)
3 (0)
+9
Arte e territorio (scompare)
-
-
0 (2)
0 (2)
0 (2)
-6
2 (0)
2 (0)
7 (5)
8 (6)
8 (6)
+ 10
Economia politica
-
-
3 (0)
2 (0)
3 (0)
+8
Educazione Fisica
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
2 (2)
-
Religione/att. alternativa
1 (1)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
1 (1)
-
32 (34)
32 (34)
32 (36)
32 (36)
32 (36)
- 528
Scienze integrate (Chimica)
Economia aziendale
Totale ore
Esame di Stato
AMMISSIONE ALL'ESAME DI STATO. Colpi di scena a ripetizione!
Per l'anno in corso l'ammissione all'esame di Stato è regolata dal Decreto
Ministeriale n.42 del 22 maggio 2007 e dalla legge n.169/08. Per essere
ammessi è necessario avere la media del sei e almeno sei in condotta. Il
voto in condotta contribuisce alla determinazione del credito scolastico.
Tutto questo è contenuto nell'Ordinanza Ministeriale n. 40 dell'8 aprile
2009.
Precedentemente lo schema di
regolamento sulla valutazione
approvato dal Consiglio dei
Ministri il 13 marzo 2009,
prevedeva al minimo il sei in
condotta e in tutte le materie
per assere ammessi all'esame
di Stato.
I Ministri ci hanno ripensato!
E per le Università?
Tre sono i punti principali della riforma contenuti nella 133/2008
Il taglio dei finanziamenti agli Atenei del 20% (in 5 anni 1 miliardo 441,5
milioni di euro in meno) (Art. 66). Secondo il mondo accademico, il
minore investimento per l’Università si tradurrebbe in una bassa qualità
della didattica e della ricerca (già poco competitiva nel panorama
europeo) e nell’aumento delle tasse per gli studenti.
La possibilità di trasformazione degli Atenei da enti pubblici a fondazioni
private (Art. 16). Privatizzando l’Università lo Stato rischia di
disinteressarsi di un servizio pubblico costituzionalmente garantito (Art.
33) e fa riferimento a un modello economico-sociale molto diverso da
quello italiano e più simile a quello anglosassone.
Il blocco del turnover al 20% (su dieci pensionamenti le assunzioni
potranno essere solo due) (Art. 66). La riduzione del numero dei docenti
corrisponde principalmente a tre conseguenze: l’impossibilità di accesso
dei giovani ricercatori alla carriera universitaria, la fuga di cervelli
all’estero e l’invecchiamento ulteriore della classe dei docenti.
Università. Come è andata a finire?
Nel Decreto legge n° 180 del 10/11/2008, approvato il 7/1/2009, recante
disposizioni urgenti sul diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la
qualità del sistema universitario e della ricerca, vengono introdotte
alcune novità sui bilanci d'ateneo e nuove regole per assunzioni e
concorsi. Il blocco del turn-over viene portato al 50%.
Il ministro Gelmini aveva dichiarato
guerra alle “università fantasma”,
nella riforma non c’è però nessun
cenno alla chiusura delle sedi
universitarie con pochi iscritti.
Sabato 11 aprile 2009 la Gelmini
interviene all’inaugurazioni del nuovo
centro universitario di Edolo, 4291
abitanti, in provincia di Brescia…
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La "riforma Gelmini"