AMICI DI DON ORIONE Mensile del Piccolo Cottolengo di Don Orione Genova una bella estate sassello: al centro l’ultima nata. La residenza estiva per gli ospiti del von pauer Spedizione in a.p. art. 2, comma 20/c legge n. 662/96 Filiale di Bergamo Anno XXXVIII N. 8 - Ottobre 1998 2 MOTIVI La fede è un evento... non una semplice convinzione o un sentimento lo rubo al card.I. Ratzinger (cfr. Il SaIallolletitolo della terra pag. 22), in una risposta data scrittore Peter Seewald, ma la percezione della cosa me la porto dentro da sempre e ritengo sia la direttrice fondamentale nel rapporto personale con Dio in qualsiasi esperienza religiosa. Innanzitutto va precisato il significato della parola “evento”, che significa qualcosa di accaduto o che accade, un fatto, una cosa. La definizione è importante per non relegare la fede all’ambito della conoscenza teorica o, peggio ancora, del sentimento spontaneo. L’argomento della fede è fra i più dibattuti, per l’importanza che riveste in tutti gli ambiti della vita umana, perché li coinvolge e li condiziona. Per noi cristiani questa concretezza è un’esigenza, dal momento che il Dio con il quale siamo chiamati a metterci in contatto è diventato “fisico” attraverso l’incarnazione. “E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Giov. 1,14). Il che è la realizzazione della previsione del profeta Isaia (7,14): “Ecco, la vergine concepirà un figlio, che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi”. Il “fatto” della fede è, appunto, il cambiamento reale prodotto in noi, nella vita, nella condotta, nei pensieri, negli affetti, nei desideri, nel rapporto con le persone e con le cose, derivante dal nostro contatto con Dio. E’ il diventare “altro”, diversi da come saremmo senza dialogo con Lui, che riconosciamo Signore e Padre. In questo senso la chiesa pone la “conversione” all’inizio della fede, cioè condizione per diventare fedeli, cristiani, e conversione è cambiamento dell’orientamento del cuore (“cor vertere”). E’ eloquente e chiarificante l’atteggiamento dei profeti che già nei tempi antichi proponevano la modalità e la necessità del cambiamento morale degli uomini, perché si potesse realizzare la religione vera, il legame che mette Dio in un rapporto trasformante e cambia il nostro cuore di “pietra in cuore di carne”. E S. Giovanni Battista, il precursore della nascita di Gesù, uomo - Dio, dopo aver gridato alto e forte, come più non si poteva, che si dovevano appianare i colli della superbia e ricoprire i fossati della malizia per rende- re possibile l’avvicinamento di Dio, proponeva il rito dell’immersione nell’acqua come il simbolo della purificazione, in attesa di essere rifatti nuovi dallo Spirito, tramite Gesù il Messia. Gesù, dunque, che realizza in modo perfetto il meraviglioso piano di Dio Padre di ricongiungere l’uomo al Suo Principio, è l’ideale dello “evento” della nostra fede, come trasformazione e “divinizzazione” dell’esistenza. In Lui avviene in modo naturale e fisico per l’identità della persona (il medesimo “io” soggetto responsabile di tutte le operazioni) nella reale distinzione della natura divina da quella umana, in noi succede in modo spirituale e psicologico, come tra due amanti, con il sopravvento dell’azione Divina, a causa dello strapotere dell’amore di Dio: all’uomo tocca, soprattutto, di lasciarsi amare consegnando la propria libertà al Bene Assoluto. In questa visione delle cose, una fede cri- stiana anche dichiarata non sarebbe autentica, se la nostra condotta morale fosse la stessa di coloro che negano di essere cristiani. Lo pensava anche Gesù: “non chi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno Dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt. 7,21), che equivale ad ammettere che la fede è un frutto, un contenuto di vita. A buona ragione, dunque, soprattutto al giorno d’oggi, in cui dilagano le più disparate e contradditorie forme di religiosità, si richiedono testimoni di vita più che predicatori. “Li rinoscerete dai loro frutti”, ribadiva Gesù perché “un albero buono dà frutti buoni ed un albero cattivo li dà cattivi” (Mt. 7,15-20). E un cristiano, dobbiamo dire noi, vive da cristiano, cioè secondo il Vangelo di Gesù. Non dobbiamo pensare che in campo religioso avvenga come in quello scientifico, dove la conoscenza e l’esercizio della teoria fa seguire una buona pratica. La moralità, cioè l’esercizio della volontà segue regole completamente diverse - senza affermare che non serve la conoscenza della religione cristiana, perché sarebbe falso, dobbiamo fare in modo che tale conoscenza vada di pari passo con una buona condotta di vita. Iddio non può essere percepito direttamente nè dai sensi, nè dall’intelletto, ci viene rivelato da Gesù - Figlio Dio, e questa perce- zione non passa attraverso la sola intelligenza, richiede tutto l’uomo: intelletto, volontà e sensi bene ordinati. Al riguardo Gesù insegnava: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti ed agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt. 11,25), come dire che la luce di Dio non può passare in un uomo dominato da passioni disordinate. Non vale neppure scusarsi che, essendo la fede anche un dono di Dio, se qualcuno non ce l’ha, è perché non gli è stata data. E’ un dono concesso a tutti, secondo le possibilità di ciascuno. Vivere bene per credere; sforzandosi a pregare per sperimentare la dolcezza della preghiera; cercare con la vita Iddio, per trovarLo. L’incontro sincero con Lui diventa l’evento di una esistenza: come per Abramo, come per Mosé, come per Maria di Nazaret, come per gli Apostoli, come per il buon ladrone, come per S. Francesco, come per Don Orione. Sia così anche per noi. E non pensiamo che non sono paragoni da farsi, perché l’infinita bontà di Dio non discrimina nessuno ed esige di realizzarsi in tutti. Se un problema esiste, è solo in noi, forse nel nostro poco coraggio di vivere appieno l’avventura della vita. Don Nino Zanichelli 4 CONOSCERCI E’ AMARCI 5 sonaggi principali, nei “comprimari” e in quelle fiumane di popolo che salivano pregando dalla Madonna del Pareto. Dicevamo di Don Aldo. Non molto tempo fa - ricorderete il servizio su alcune povertà brasiliane - dovette prolungare il suo soggiorno perché invitato dal Direttore Generale, quale persona che conobbe Don Orione, a parlare ai novizi e ai chierici delle nazioni ove siamo presenti in America Latina. Un preludio? A metà luglio un fax informava degli avvicendamenti nelle varie Provincie Religiose a seguito delle nuove nomine per il Consiglio Generale e, ciliegina finale: Don Aldo Viti maestro dei novizi a Bonoua. Il 31 agosto è partito, lasciandoci un poco orfani della sua umanità, della sua amicizia. Ci consola saperlo in un luogo che ama e per il quale ha lavorato: “Africa dice, Afri- Movimento laicale orionino. 13 giugno, primo incontro di Don Alesiani con la realtà genovese. Incontro di Don Vincenzo Alesiani con il Coordinamento del MLO MAESTRO DEI NOVIZI IN COSTA D’AVORIO ire di Don Aldo Viti é dire de che sembra lontana nei seD di un amico non solo per coli...”. Ma che è solo di quechi l’ha conosciuto di persona sto secolo. Fede nei due perma anche per chi da queste pagine ha potuto leggerlo nell’arco di sette anni, cioè durante i suoi sei anni di direttore provinciale e l’anno di vice direttore a Paverano. Un sacerdote settantacinquenne che non ha ancora perso il gusto giovanile d’entusiasmarsi per qualsiasi iniziativa nel campo del bene. L’ultimo suo lavoro fatto nei ritagli di tempo e in tutta fretta, forse presago della sua futura destinazione - perché fare il vice direttore e il cappellano al Paverano e il confessore domenicale al Santuario della Madonna della Guardia sul Figogna lascia molti tempi morti! - è stato un “libretto” che “è una raccolta di fatti, di storie vecchie e di personaggi messi insieme in qualche modo”. Un libretto di 190 pagine titolato: “DON ORIONE, MONS. MALFATTI E LA MADONNA DELLA GUARDIA”. Per dire del suo impatto diremo solo che un primo quantitativo consegnato al “Santuario principe della ligure terra” si è esaurito nell’arco di una mattinata. Non per capacità, ma perché disponibile a quella fretta di cui si diceva, ho letto almeno cinque volte tutto il materiale pubblicato e molto altro ancora. Per questo mi sento il meno adatto ad esprimere un giudizio sereno, distaccato. Perciò mi affido al primo commento che ho sentito: “E’ un libro scorrevole, di facile lettura. Vi si legge e respira una fe- MOVIMENTO LAIC ALE ORIONINO abato 13 giugno, Don VinS cenzo Alesiani, nuovo responsabile centrale del MLO, ca domanda” e “Don Orione in Africa”. E ci consola soprattutto sapere che non siamo però del tutto orfani; noi saremo ancora con lui e senz’altro qualche sua eco giungerà nuovamente sul nostro bollettino, o più precisamente qualche eco di spirito e di attività orionine. Le attuali tecnologie hanno annullato le distanze; da un capo all’altro del mondo ci si interpella in tempi reali. E se in quel noviziato squilla il telefono e risponde Don Aldo, non sentirai il solito “pronto”. Lui risponde (domani forse in francese e inglese, le due lingue dei suoi novizi): “Eccomi”, quasi un rieccheggiare scritturale nel quale avverti la stessa totale disponibilità. don aldo viti in una delle sue visite, da provinciale, in costa d’avorio; vi si è ora stabilito quale maestro dei novizi. ha incontrato alcuni componenti dei Coordinamenti locali del Paverano e del Boschetto per un saluto e una prima conoscenza. I rappresentanti dei diversi gruppi laicali hanno illustrato, brevemente, il cammino percorso dal movimento, le iniziative realizzate, i risultati ottenuti e, soprattutto, le difficoltà incontrate. Don Vincenzo, con un’immagine molto efficace, ha paragonato il MLO ad un cuore che riceve dai vari gruppi informazioni e ridona Comunione, senso di appartenenza con la famiglia di Don Orione INCONTRI e formazione al carisma orionino. Ha poi ricordato che Don Orione ha sempre “lavorato” con i laici, con molti dei quali ha stabilito rapporti profondi di amicizia, di fiducia e di rispettosa confidenza. Indicativa a tale proposito è una lettera che egli scrisse ai coniugi Generale Eugenio e Thea Beaud dell’Argentina, nell’ot- tobre del 1934. A conclusione delle riunioni, Don Alesiani ha espresso la propria disponibilità a partecipare ad altri incontri del MLO di Genova ed ha ricordato due iniziative già programmate: la preparazione delle nuove schede di formazione e gli Esercizi Spirituali a Montebello. A.M. Torre Domenica 25 ottobre, ore 10 raduno amici a paverano Dopo la festa a Camaldoli, questo incontro apre l’anno sociale che si annuncia con una novità. Il Rev.mo Don FERDINANDO DALL’OVO che celebrerà la S. Messa, sarà presentato da Don Zanichelli quale nuovo vice direttore del Paverano, in sostituzione di Don Viti, eletto Maestro dei novizi a Bonoua (Costa d’Avorio). La programmazione per l’immediato futuro e le notizie di famiglia saranno l’argomento principale del raduno. Per chi lo desidera è sempre possibile fermarsi al pranzo prenotandosi almeno tre giorni prima presso la nostra segreteria (Tel. 5229334). Sabato 31 ottobre, ore 10 s. Messa al cimitero di staglieno in suffragio degli amici e benefattori defunti Come ogni anno il Piccolo Cottolengo Genovese testimonia pubblicamente con questa celebrazione la gratitudine per quanti l’hanno aiutato a nascere e crescere in quello spirito di servizio che, mentre dà, si fa anche compartecipe della situazione degli “ultimi”, i prediletti di Cristo. Ed è piacevole constatare che un buon gruppetto di Amici ama partecipare alla funzione, accomunati nell’ideale orionino che ci fa sentire famiglia. E’ bello pensare oggi che, quando non saremo più, altri si raduneranno per suffragare la nostra anima. Non saranno solo i parenti, ma coloro che continuano a seminare un poco di bene come noi avevamo tentato di fare. Non un legame di sangue, ma una unione di sentimenti. 6 PROGETTO ED UC ATIVO 7 AFRIC A DICE - AFRIC A DOMANDA una giornata al don orione ari amici, gli alunni e le insegnanti delle classi V C della scuola elementare Pa- alain e dieudonnê lain (tre anni) e il fratelliA no Dieudonnê (5 anni), hanno trovato una mamma e pa Giovanni XXIII si complimentano con coloro che hanno collaborato alla realizzazione di uno spettacolo che ci ha permesso di godere di una lezione di tipo diverso. È stato molto bello assistere alla rappresentazione degli ospiti dell’Istituto perché le “attrici” sono riuscite a raccontare la vita di Suor Plautilla in modo simpatico, anche se collegata ad eventi storici drammatici. È stato commovente vedere l’impegno dimostrato da tutti. La mostra fotografica ci ha fatto poi riflettere sui cambiamenti che si sono verificati nella nostra città, ed è stato interessante riconoscere in quelle foto gli spazi del nostro quartiere. Ringraziamo tutti voi dell’opportunità che ci avete offerto e ci auguriamo che questo sia l’inizio di una piacevole collaborazione. Tutta la nostra simpatia. un papà in Giovanna e Roberto Franza di Sanremo, che il 12 agosto scorso sono rientrati dalla Costa d’Avorio, al termine di lunghe e non facili pratiche burocratiche per una adozione piena. I genitori dei piccoli, provenienti dal Burkina Faso, si erano trasferiti in Costa d’Avorio per lavoro. La mamma dei due bambini, morì, travolta da una vettura mentre tornava dallo stagno d’acqua con la classica bacinella sul capo di 35 litri; il padre, già unito ad altre due donne... legalmente, scomparve e non si ritrovò neppure a mezzo radio e stampa. Volatilizzato? Forse morto. Quando la mamma trovò la morte sulla strada, Alain aveva solo due mesi e fu raccolto dalle Suore poverelle di Bergamo ad Adiakè (20 Km. da Bonoua ove è il nostro centro missionario); Dieudonné ignoto a tutti, fu ritrovato denutrito, irriconoscibie, dopo due anni dalle stesse Suore presso uno... zio. Riuniti e raccomandati da don Aldo hanno potuto trovare amore e affetto... impossessandosi di Sanremo con la vivacità e la gioia di chi, a quell’età, ha già fatto un’intera via crucis. La Carità, diceva don Orione, l’amore soltanto salverà il mondo. Gli alunni e le insegnanti delle classi V “Giovanni XXIII” A questa lettera erano allegati quattro elaborati realizzati dagli alunni, tutti egualmente belli. Per darne un senso trascriviamo quello di Claudia C., scusandoci di non poterli ospitare in blocco. Lunedì 25 maggio, io e gli alunni della quinta, siamo andati a piedi al Don Orione per vedere uno spettacolo sceneggiato dalle ospiti dell’istituto che sono ragazze con molti problemi. Hanno sceneggiato uno spettacolo su una suora, suor Plautilla. Prima di andare a vedere lo spettacolo siamo andati all’ultimo piano dove le signorine che assistono le ragazze ci hanno fatto vedere le foto di Genova come era prima e noi dovevamo indovinare a quali zone si riferissero. Quindi abbiamo fatto merenda, siamo andati al teatro e, dopo qualche barzelletta, è iniziato lo spettacolo. Lo spettacolo era stato diviso in due tempi. Le ragazze hanno recitato divinamente. Suor M. Plautilla vista da T.P. (V D - Scuola Giovanni XXIII) La storia parlava di una ragazza che voleva farsi suora e che dopo tanti problemi è riuscita. Essa aiutava tutti e quando morì tutti la rimpiansero. Dopo ci siamo congratulati con le “attrici” e la protagonista, che ha pianto. Questo spettacolo mi ha fatto capire che loro hanno gravi problemi ma nonostante tutto si impegnano al massimo per superarli. Sono molto contenta di aver vissuto questa esperienza; è stata una “lezione” molto importante. Don Aldo alain e dieudonnê, due fratellini orfani della Costa d’Avorio, sono stati adottati dagli amici Roberto e Giovanna Franza di Sanremo (IM) grazie all’interessamento di Don Aldo Viti. COSTRUIAMO INSIEME nuova apparecchiatura di radiologia Fondo precedente Lire 89.899.000 PITTINO Evelina, in memoria di Franco Bellandi PODESTA’ Gioconda, in memoria del marito Dott. Luigi Podestà OTTICA FANNI GANDOLFO Eugenio NERI Maria Antonia, in memoria del fratello Bruno DE DOMENICO Maria Grazia DOLCINO Giuseppe MORI Assunta, in memoria dei propri defunti FERRARI Caterina AMICI DI DON ORIONE, Parrocchia S. Maria Assunta di Grotteria (RC), in memoria di Mons. Rocco Salinitro PANSECCHI Ennio, in memoria della mamma Totale 50.000 300.000 100.000 20.000 100.000 40.000 200.000 30.000 30.000 300.000 100.000 Lire 91.169.000 8 CRONAC A grandi lavori, grandi spese, grandi amici-benefattori abbandonati alla divina provvidenza l Piccolo Cottolengo e per gli adeguamenti delle Istrutture alle esigenze del tempo e per le nuove povertà che bussano alla porta con carattere di urgenza, è un cantiere permanente. Al PAVERANO il lavoro più grosso è quello del reparto San Camillo, al piano terra. I lavori prevedono di predisporre l’ospitalità per 29 posti letto al terzo piano: una residenza “protetta”; una ristrutturazione per la quale è previsto un contributo al 20% da parte della Regione. Vi sarà al piano bar attuale un vasto soggiorno all’aperto e in parte coperto, con vasi di fiori, ecc. Tutto secondo le non poche paverano, asilo: uno dei tanti piccoli interventi. prescrizioni e norme attuali. Nella zona piano terra (ov’é stato fino ad ora il San Camillo) sono previsti ambulatori nuovi, la radiologia rinnovata. La spesa prevista non sarà inferiore a lire 4 miliardi secondo quanto preventivato in gara d’appalto. La Ditta Ottonello ha previsto 410 giorni lavorativi. Per GE-CASTAGNA sono in progetto lavori di sopraelevazione di un piano del fabbricato a levante con la stessa tipologia dei piani sottostanti. Il reparto sarà destinato a coppie di anziani e anche a singoli. Si parla di una cifra attorno al miliardo e mezzo. A GE-CAMALDOLI sono in fase terminale i lavori di adeguamento alle strutture che dovranno accogliere circa trenta dimessi dalla casa manicomiale di Cogoleto. Come già detto, il Piccolo Cottolengo non ha potuto dare risposta negativa alla richiesta della Regione di accogliere un buon gruppo di malati psichici dimessi dagli ospedali psichiatrici di Cogoleto e Quarto. Non è sembrato opportuno trasferirli tutti in Emilia, lontano da qualche parente o dalla loro terra ligure. A BOGLIASCO, già sede del glorioso Istituto Famiglia Moresco, sta per essere terminata la ristrutturazione completa dei due edifici con adeguamento alla normativa in vigore oggi, anche per quanto riguarda la eliminazione delle barriere architettoniche. Nata per ragazzi che non avevano bisogno di ascensore, oggi si deve anche provvedere ai collega- menti verticali con ascensore e montalettighe. Un lavoro radicale, quasi un rifacimento ex novo. La struttura a ponente sarà finita con ottobre, la seconda parte entro l’anno. La spesa prevista è di tre miliardi e otto. Per questi grossi lavori verranno ricordati in modo appropriato alcuni insigni benefattori che hanno lasciato, per i poveri di Don Orione, denaro e qualche immobile. In particolare: il signor CORRADO SILVANO di Genova; l’Avvocato PORCILE ILARIO MATTIA di Genova, deceduto nel 1989; la Professoressa CORIO ANDRUETTO GIACINTA, nata a Torino nel 1911 e deceduta a Genova nel 1996: con il marito Prof. Arnaldo aveva stampato libri di testo di matematica per le scuole medie; la bogliasco, istituto famiglia moresco: manutenzione ordinaria?… la signora antonietta bellotti col marito (1953). Signora DANOVARO EDILIA di Genova, morta nel 1987: con il marito seguì per anni la vita del Cottolengo, portando personalmente, con regolare periodicità le offerte alla Direzione di Via Paverano; il Signor CANEPA SILVIO di Rapallo, deceduto nel 1996; la Signora RISSO MARIA LUISA morta nel 1994 all’età di 70 anni: curiosa una nota del testamento che dice: “Intestare un locale mettendo i nomi dei miei Sovrani Vittorio Emanuele III e la Regina Elena di Savoia”. Provvidenziale infine la donazione di tre appartamenti, a GE/Nervi, fatta al Piccolo Cottolengo dalla Signora BELLOTTI ANTONIETTA Ved. PORTALUPI, morta il 18/4/1997. Era vedova di un medico, il Dott. Silvio Portalupi e cognata di Mons. Santo Portalupi, Nunzio Apostolico in Brasile, Nicaraguia e Onduras, che fondò una Congregazione di Suore. “Chi dà al povero dà a Dio, e dalla mano di Dio riceverà la ricompensa”, diceva Don Orione. Così questi (ed altri) Benefattori sono oggi le “tasche della Provvidenza” per le esigenze attuali, preceduti da generosi nel passato e che avranno continuatori anche nel futuro. C’è sempre chi crede nella solidarietà in vita e dopo morte; a noi basta restare “abbandonati alla Divina Provvidenza” che si serve delle mani e del cuore degli uomini. …quest’ala del fabbricato suggerisce ben altro. Raduno di giugno del gruppo “AMICI” omenica 28 giugno, un D buon numero di Amici ha partecipato all’incontro presieduto da Don Carlo Matricardi, Direttore del Piccolo Cottolengo di Sanremo, che a Genova ha lavorato per molti anni. Durante la S. Messa, concelebrata da Don Nino Zanichelli, Don Matricardi ha guidato i presenti a riflettere sul brano del Vangelo della XIII Domenica del tempo ordinario, in cui Luca presenta Gesù che si dirige decisamente verso Gerusalemme, cioè verso la sua passione e morte. (Luca IX, 51-62). Egli ha aderito al piano del Padre e non si è tirato indietro, ha vissuto tale Sua adesione sino in fondo. Noi dobbiamo imparare da Lui: nella vita siamo chiamati a fare scelte orientate a Dio, guida- te dalla fede e a superare gli ostacoli che incontriamo sul nostro cammino per mantenerci fedeli agli impegni presi: la sequela di Gesù esige, infatti, coraggio, determinazione, rinuncia ai compromessi. Nel salone, dopo il tradizionale caffè, Don Zanichelli ha ringraziato Don Matricardi per aver accolto, ancora una volta, l’invito ad incontrare gli Amici genovesi. Facendo riferimento ad una lettera nella quale Don Orione indicava quale fondamento della vita e di tutta l’attività dei Piccoli Cottolengo la Devozione alla SS. Eucarestia, Don Carlo ha invitato tutti a fare altrettanto, cioé a mettere l’Eucarestia al centro della propria esistenza. Ha quindi ricordato la visita del Papa a Paverano il 22 da sinistra: Un affettuoso bentornato a Don angelo mugnai che dirigerà il pensionato maschile S. Benedetto di Via cellini 17, coadiuvato da fratel arnaldo sartini, entrambi con notevole passato “genovese”. Ed un benvenuto cordiale a don ferdinando dall’ovo al quale don viti ha passato testimone ed incarico. settembre 1985 e i doni che in quella occasione gli furono offerti: l’originale di una lunga lettera che Don Orione aveva scritto ai Confratelli polacchi, mettendo in evidenza le ragioni dell’amore al Vicario di Cristo e l’ultima bandiera dello Stato Pontificio donata dalla famiglia del Sen. Boggiano Pico. Don Matricardi ha accennato, infine, ai lavori di ristrutturazione del Piccolo Cottolengo di Sanremo e alla “Compagnia delle pietre”, ideata per offrire a tutti la possibilità di contribuire a tale opera. Il raduno si è concluso con alcune notizie “di famiglia”. Il presidente, signor Dagnino, ha parlato della gita a Sant’Alberto di Butrio organizzata dai Volontari e alla quale hanno partecipato numerosi amici ed ha accennato alla possibilità di una visita a Sassello. Sono stati anche ricordati l’incontro di alcuni rappresentanti dei laici che operano a Paverano e al Boschetto con Don Vincenzo Alesiani, nuovo responsabile centrale del MLO, ed il Corso di Esercizi Spirituali, per tutta la famiglia Orionina che si è tenuto a Montebello. la bella estate cosa curiosa. Don Orio- nell’arco di 40 anni, un’isola Ize”una ne non ha voluto le “vacan- felice tra il verde di grosse per i suoi preti e le sue querce e popolati castagneti. monache: “Da noi non esistono vacanze!... Don Bosco, il Cottolengo, Sant’Alfonso non hanno mai fatto villeggiature. Chi avesse bisogno di giorni di riposo lo dica con santa libertà al Superiore che gli destinerà una casa della Congregazione secondo il suo bisogno” (da una conversazione confidenziale del 1939, l’anno prima della sua Santa Morte). Ma, cambiando i tempi, le vacanze sono diventate una necessità per tutti, eccettuati i poveri; le statistiche ci dicono che 18 milioni circa di italiani non potranno avere alcun tipo di ferie... Però per i poveri, meglio per gli ospiti del Piccolo Cottolengo, la Divina Provvidenza ha voluto riservare la sorpresa di una bella vacanza. Anche quest’anno. A Sassello, presso Villa Periaschi, una tenuta di 67 ettari, dono della signorina Angela Badano, l’Opera Don Orione ha potuto realizzare, Diversi padiglioni si sono via via sistemati a dovere e quest’anno, a partire dal 1° luglio, sono andati su quasi tutti i reparti del Piccolo Cottolengo, a turno. Già il 10 luglio la Famiglia era pressoché al completo e poteva godersi il clima di Sassello, a 450 metri di altitudine. Per il reparto delle Beniamine si è rianimata la bella colonia di Sottocolle. A Sassello con quattro suore ed una quarantina di operatrici (personale sanitario, infermiere, servizi ausiliari) si è raggiunta la ragguardevole cifra di 250 persone, contando i componenti dei vari re- parti: S. Camillo, Beata Strata, Don Sterpi, Don Orione, Don Ugo, Don Nicco, Buone Figlie, San Gabriele. Gli ospiti di Camaldoli, in prevalenza del vivace gruppo dei “Giuseppini” hanno utilizzato quella che ormai è la loro villa, sempre a Villa Periaschi di Sassello. Accanto alla loro casa in una villetta bene esposta e ristrutturata a nuovo, per il secondo anno, vi han trovato ristoro gli ospiti del “Von Pauer” a turni di 10-15 persone, alcune delle quali non del tutto autosufficienti. Come vive la grande tribù Orionina? In serenità, in libertà (per quanto lo comportano i vari tipi di “clientela”), con canti e danze seroti- sottocolle: le beniamine davanti alla loro residenza estiva… …e dentro per il piacere del fotografo. Anna Maria Torre ne, grazie al contributo di gruppetti di volontari, ospiti della ex villa utilizzata un tempo per la lavorazione dei prodotti destinati all’Erboristeria Scarpari, anch’essa del Piccolo Cottolengo. Come ogni anno non è mancata la visita del nostro Cardinale Arcivescovo che ha voluto confortare con la sua presenza e il suo sorriso i vari ospiti. Diciamo una cosa bella. Da fare invidia. / sassello. la nuova casetta per gli ospiti del von pauer … animati e seguiti da personale specializzato. / riposo sotto una delle grandi querce la residenza estiva di camaldoli… …ed un suo gruppo di rappresentanza. volontari tra un gruppo di ospiti del paverano. / sabato 13 giugno i bambini della scuola materna hanno drammatizzato la fiaba di “cappuccetto rosso” in occasione della festa di fine anno scolastico. omar, simone, andrea ed alessia hanno frequentato il corso di nuoto svoltosi presso la Piscina andrea doria convenzionato con la scuola materna; eccoli sorridenti a fine corso con la loro medaglia. IN MEMORIA suor michelina dispensiera e la task force… / …e, talvolta, seduti. …che si sparpaglia sotto gli alberi, in piedi… Raccomandiamo alle preghiere dei nostri lettori gli amici, i benefattori e gli assistiti mancanti da poco o dei quali ricorre l’anniversario della morte: Sig.a Caterina Pedemonte, Sig.a Elisa Pescetto in Capurro, Avv. Domingo Rapallo, Mons. Raffaellangelo Palazzi, Sig.a Edelweiss Mark, Sig.a Fiorentina Rossi Magna, Sig.a Nelide Questa, Don Alberto Zambarbieri, Sig. Nilo Pozzi, Sig.a Rachele Prestini, Suor M. Onoria, Sig. Domenico Carpi, Sig. Pietro Ravano, Don Mario Schiavini, Sig. Giovanni Battista Franzoni, Sig.a Ines Vegni Minoliti, Dott. Santino Richeri, Can. Elia Marini, Don Giuseppe Dutto, Sig.a Lolla Marchese, Sig.a Maria Lanza, Sig.a Caterina Sappa, Cav. Rag. Enrico De Lucchi, Sig.a Angela Scrollavezza, Asp. Mauro Montagna, Sig. Raffaele Poggio, Sig.a Maria Brindasso, Suor M. Placida, Sig. Tito Gherardi, Sig.a Maria Rivelli Ved. Aureli, Sig.a Rachele Sciaccaluga, Don Giuseppe Masiero, Don Angelo Riva, Sig. Antonio Rossi, Sig. Luigi Bacigalupo, Cav. Giuseppe Capurro, Sig.a Tina Accame, Suor M. Eufrasia, Sig.a Maria Figari, Sig. Giuseppe Macciò, Don Severino Ghiglione, Sig. Ambrogio Salviati, Sig.a Artemisia Soracco Ved. Veloce, Sig.na Germaine Clerc, Sig. Virgilio Schiavini, Prof. Leonardo Grossi, Don Pietro Boselli, Comm. G.B. Chiarella, Sig.a Paola Solenghi, Sig.a Adele Carbone, Com.te Giuseppe Bancalari, Suor M. Deodata, Sig.a Angela Mantelli, Sig.a Giovanna Gambaro Ravano, Sig.a Anita Serra Galli, Sig.a Maria De Veris, Sig. Guido Sammito, Fratel Ambrogio Pavesi, M.se Mingo Raggio, Suor M. Gennara, Sig. Vincenzo De Marco, Don Pietro Parodi, Padre Raffaele Giachino, Sig. Angelo Tononi, Dott. Silvio Patrone, Sig. Ugo Cannella, Sig. Guglielmo Cortemiglia, Ing. Luigi Voena, Sig.a Adelina Torre in Sammito, Sig. Alessandro Bertuzzo, Sig. Pietro Schiavini, Sig.a Antonietta Avanzino, Sig.a Maria Salviati, Sig.a Anna Piazza Ved. Arena, Sig.a Raimondina Cervetti, Dott. Giovanni Casaccia, Don Albino Cesaro, Prof. Luigi Rolla, Sig. Domenico Canepa, Prof. Dott. Felice Geriola, Sig.a Luigia Folcio Ved. Turati, Sig.a Adalgisa Speroni, Don Pietro Andreani, Don Giuseppe Nava, Dott. Agostino Cogorno, Sig. Luigi Ameri, Dott. Ubaldo Zoboli, Prof.ssa Maura Faraggi, Cap. Giuseppe Caruso, Sig.a Benedetta Ravenna, Avv. Giuseppe Garaventa, C.te Camillo Gigli Molinari, Sig. Filippo Borni, Sig.a Dina Gandilio, Comm. Rag. Ferdinando Francardo, Sig.a Santa Chiappori, Sig.a Angela Guazzone Ghiazza, Cav. Armando Ferrari, Sig. Giacomo Bernardi, Sig.a Elena Costa, Sig.a Evelina Tanfulla Ved. Canini, Sig.a Lilla Lopez de Gonzalo, Sig. Vittorio Dapelo, Sig.a Linda D’Ancona, Asp. Alfredo Divano, Sig. Giobatta Casabone, Sig. Mario Resasco, Don Vittorio Cambiaso, Sig. Antonio Tacchino, Sig. Napoleone Zuccato, Sig. Vincenzo Sercia, Sig. Armando Brea, Sig. Pasquale Ruga, Sig.a Rosa Mangini, Sig.a Luisa Ottonello, Sig.a Cecilia Canova, Sig.a Rosa Anna Allarme, Sig.a Teresa Vecchio, Sig.a Maria Banci, Sig.a Anna De Negri, Sig.a Maria Bellanca, Don Lino Burzoni. 2 MOTIVI 5 MOVIMENTO LAIC ALE ORIONINO 4 COME AIU TARE IL PICCOLO COTTOLENGO AULE (L. 1.000.000) (concorre all’ordinaria manutenzione delle sedi del Piccolo Cottolengo) BORSA MISSIONARIA (L. 500.000) (concorre all’acquisto di materiale - protesi, carrozzelle, etc. - per le missioni) - Nobili GUGLIELMO, TERESA e GIOVANNI MONTALI - la figlia e sorella Vittoria - MARIA TERESA GAUDENZIO - la Sig.a Elisa Savant Gaudenzio BORSA FARMACEUTICA (L. 350.000) (concorre all’acquisto di medicinali, protesi e presidi sanitari ai nostri ospiti) COSTRUIAMO INSIEME ‘ AMARCI CONOSCERCI E 8 INCONTRI CRONAC A BORSA DI STUDIO (L. 200.000) (concorre a mantenere agi studi chi si prepara alla vita religiosa) BORSA DI PANE (L. 150.000) (integra la retta di chi non riesce ad arrivare alla quota stabilita) LETTINI (L. 100.000) (per la biancheria e il vestiario degli ospiti) - ENRICO CROVETTO e LEONILDA BORNIA - la Sig.a Anna Bonaventura - VIRGINIA SATTA - gli Amici dell’Università - Cav. DANILO TAVERNA- i Sigg.i Carlo e Giuseppina Casarico - ALBERTO PAYER - la moglie Vilma Bozzano - GIANNA BARDELLINI ATTOLINI - le Sigg.e Olga e Anna Trapani BANCHI (L. 50.000) (serve per l’acquisto e il riordino delle suppellettili) - MARIA GRAZIA FIORE - il marito Umberto Pace - RENATO BORZONE - la madre Giuditta, la moglie Gabriella e il figlio Achille - Dott. GIOVANNI SCOPESI - l’Amministrazione del Caseggiato di Via L. Vassallo 11 - Genova - ELISA MAJ BOTTAZZI - l’Amministrazione del Caseggiato di Via G. Bruno 6 - Genova - GINO VIANELLO e INES SERENA - il figlio Vittorio e la nuora Fernanda Creazzo - FRANCESCO CREAZZO e MARIA BERNOCCO - la figlia Fernanda e il genero Vittorio Vianello PER DONAZIONI E LASCITI Siccome avvengono degli inconvenienti nella procedura del disbrigo della pratica, si prega usare esclusivamente la seguente dicitura: «Lascio alla PROVINCIA RELIGIOSA SAN BENEDETTO DI DON ORIONE con sede in Genova - Via Paverano 55 - per l'assistenza degli anziani, ammalati, handicappati e per l'educazione e la riabilitazione dei giovani, in favore del dipendente PICCOLO COTTOLENGO DI DON ORIONE IN GENOVA». Rivista inviata a nome dei nostri assistiti in omaggio a benefattori, simpatizzanti, amici e a quanti ne facciano richiesta. 16143 GENOVA - Via Paverano, 55 - Tel. 5229.1 - Conto Cor. Post. N. 00201160 Autorizz. della Cancelleria del Trib. di Tortona in data 26-6-'61 - n. 42 del Reg. Direttore: Don NINO ZANICHELLI Responsabile: Sac. Carlo Matricardi Progetto grafico e impaginazione: Anna Mauri Stampa: Litonova s.r.l. - Gorle (Bergamo) Realizzazione a cura della Editrice Velar s.p.a. - Gorle (Bergamo) IN MEMORIA COME AIU TARE IL PICCOLO COTTOLENGO / /