AMICI DI DON ORIONE
Mensile del Piccolo Cottolengo di Don Orione Genova
una bella estate
sassello: al centro
l’ultima nata.
La residenza estiva
per gli ospiti
del von pauer
Spedizione in a.p.
art. 2, comma 20/c
legge n. 662/96
Filiale di Bergamo
Anno XXXVIII
N. 8 - Ottobre 1998
2
MOTIVI
La fede è un evento...
non una semplice convinzione o un sentimento
lo rubo al card.I. Ratzinger (cfr. Il SaIallolletitolo
della terra pag. 22), in una risposta data
scrittore Peter Seewald, ma la percezione
della cosa me la porto dentro da sempre e ritengo sia la direttrice fondamentale nel rapporto personale con Dio in qualsiasi esperienza religiosa. Innanzitutto va precisato il significato della parola “evento”, che significa qualcosa di accaduto o che accade, un fatto, una
cosa. La definizione è importante per non relegare la fede all’ambito della conoscenza
teorica o, peggio ancora, del sentimento
spontaneo.
L’argomento della fede è fra i più dibattuti,
per l’importanza che riveste in tutti gli ambiti
della vita umana, perché li coinvolge e li condiziona.
Per noi cristiani questa concretezza è un’esigenza, dal momento che il Dio con il quale
siamo chiamati a metterci in contatto è diventato “fisico” attraverso l’incarnazione. “E il
verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Giov. 1,14).
Il che è la realizzazione della previsione del
profeta Isaia (7,14): “Ecco, la vergine concepirà un figlio, che sarà chiamato Emmanuele,
che significa Dio con noi”. Il “fatto” della fede
è, appunto, il cambiamento reale prodotto in
noi, nella vita, nella condotta, nei pensieri, negli affetti, nei desideri, nel rapporto con le
persone e con le cose, derivante dal nostro
contatto con Dio. E’ il diventare “altro”, diversi da come saremmo senza dialogo con
Lui, che riconosciamo Signore e Padre. In
questo senso la chiesa pone la “conversione”
all’inizio della fede, cioè condizione per diventare fedeli, cristiani, e conversione è cambiamento dell’orientamento del cuore (“cor
vertere”). E’ eloquente e chiarificante l’atteggiamento dei profeti che già nei tempi antichi
proponevano la modalità e la necessità del
cambiamento morale degli uomini, perché si
potesse realizzare la religione vera, il legame
che mette Dio in un rapporto trasformante e
cambia il nostro cuore di “pietra in cuore di
carne”. E S. Giovanni Battista, il precursore
della nascita di Gesù, uomo - Dio, dopo aver
gridato alto e forte, come più non si poteva,
che si dovevano appianare i colli della superbia e ricoprire i fossati della malizia per rende-
re possibile l’avvicinamento di Dio, proponeva il rito dell’immersione nell’acqua come il
simbolo della purificazione, in attesa di essere
rifatti nuovi dallo Spirito, tramite Gesù il Messia.
Gesù, dunque, che realizza in modo perfetto il meraviglioso piano di Dio Padre di ricongiungere l’uomo al Suo Principio, è l’ideale dello “evento” della nostra fede, come trasformazione e “divinizzazione” dell’esistenza. In Lui avviene in modo naturale e fisico per l’identità della persona (il medesimo
“io” soggetto responsabile di tutte le operazioni) nella reale distinzione della natura divina da quella umana, in noi succede in modo
spirituale e psicologico, come tra due amanti, con il sopravvento dell’azione Divina, a
causa dello strapotere dell’amore di Dio: all’uomo tocca, soprattutto, di lasciarsi amare
consegnando la propria libertà al Bene Assoluto.
In questa visione delle cose, una fede cri-
stiana anche dichiarata non sarebbe autentica, se la nostra condotta morale fosse la stessa di coloro che negano di essere cristiani. Lo
pensava anche Gesù: “non chi dice: Signore,
Signore, entrerà nel regno Dei Cieli, ma chi fa
la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt.
7,21), che equivale ad ammettere che la fede
è un frutto, un contenuto di vita. A buona ragione, dunque, soprattutto al giorno d’oggi,
in cui dilagano le più disparate e contradditorie forme di religiosità, si richiedono testimoni
di vita più che predicatori. “Li rinoscerete dai
loro frutti”, ribadiva Gesù perché “un albero
buono dà frutti buoni ed un albero cattivo li
dà cattivi” (Mt. 7,15-20).
E un cristiano, dobbiamo dire noi, vive da
cristiano, cioè secondo il Vangelo di Gesù.
Non dobbiamo pensare che in campo religioso avvenga come in quello scientifico, dove la
conoscenza e l’esercizio della teoria fa seguire una buona pratica. La moralità, cioè l’esercizio della volontà segue regole completamente diverse - senza affermare che non serve la conoscenza della religione cristiana, perché sarebbe falso, dobbiamo fare in modo
che tale conoscenza vada di pari passo con
una buona condotta di vita.
Iddio non può essere percepito direttamente nè dai sensi, nè dall’intelletto, ci viene
rivelato da Gesù - Figlio Dio, e questa perce-
zione non passa attraverso la sola intelligenza,
richiede tutto l’uomo: intelletto, volontà e
sensi bene ordinati. Al riguardo Gesù insegnava: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste
queste cose ai sapienti ed agli intelligenti e le
hai rivelate ai piccoli” (Mt. 11,25), come dire
che la luce di Dio non può passare in un uomo
dominato da passioni disordinate.
Non vale neppure scusarsi che, essendo la
fede anche un dono di Dio, se qualcuno non
ce l’ha, è perché non gli è stata data. E’ un dono concesso a tutti, secondo le possibilità di
ciascuno.
Vivere bene per credere; sforzandosi a pregare per sperimentare la dolcezza della preghiera; cercare con la vita Iddio, per trovarLo.
L’incontro sincero con Lui diventa l’evento
di una esistenza: come per Abramo, come per
Mosé, come per Maria di Nazaret, come per
gli Apostoli, come per il buon ladrone, come
per S. Francesco, come per Don Orione.
Sia così anche per noi. E non pensiamo che
non sono paragoni da farsi, perché l’infinita
bontà di Dio non discrimina nessuno ed esige
di realizzarsi in tutti. Se un problema esiste, è
solo in noi, forse nel nostro poco coraggio di
vivere appieno l’avventura della vita.
Don Nino Zanichelli
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CONOSCERCI E’ AMARCI
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sonaggi principali, nei “comprimari” e in quelle fiumane di
popolo che salivano pregando dalla Madonna del Pareto.
Dicevamo di Don Aldo.
Non molto tempo fa - ricorderete il servizio su alcune povertà brasiliane - dovette prolungare il suo soggiorno perché invitato dal Direttore Generale, quale persona che conobbe Don Orione, a parlare
ai novizi e ai chierici delle nazioni ove siamo presenti in
America Latina. Un preludio?
A metà luglio un fax informava degli avvicendamenti
nelle varie Provincie Religiose
a seguito delle nuove nomine
per il Consiglio Generale e, ciliegina finale: Don Aldo Viti
maestro dei novizi a Bonoua.
Il 31 agosto è partito, lasciandoci un poco orfani della
sua umanità, della sua amicizia. Ci consola saperlo in un
luogo che ama e per il quale
ha lavorato: “Africa dice, Afri-
Movimento
laicale orionino.
13 giugno, primo incontro
di Don Alesiani
con la realtà genovese.
Incontro di Don Vincenzo Alesiani
con il Coordinamento del MLO
MAESTRO DEI NOVIZI
IN COSTA D’AVORIO
ire di Don Aldo Viti é dire de che sembra lontana nei seD
di un amico non solo per coli...”. Ma che è solo di quechi l’ha conosciuto di persona sto secolo. Fede nei due perma anche per chi da queste
pagine ha potuto leggerlo
nell’arco di sette anni, cioè
durante i suoi sei anni di direttore provinciale e l’anno di vice direttore a Paverano.
Un sacerdote settantacinquenne che non ha ancora
perso il gusto giovanile d’entusiasmarsi per qualsiasi iniziativa nel campo del bene. L’ultimo suo lavoro fatto nei ritagli di tempo e in tutta fretta,
forse presago della sua futura
destinazione - perché fare il vice direttore e il cappellano al
Paverano e il confessore domenicale al Santuario della
Madonna della Guardia sul Figogna lascia molti tempi morti! - è stato un “libretto” che
“è una raccolta di fatti, di storie vecchie e di personaggi
messi insieme in qualche modo”. Un libretto di 190 pagine
titolato: “DON ORIONE,
MONS. MALFATTI E LA MADONNA DELLA GUARDIA”.
Per dire del suo impatto diremo solo che un primo quantitativo consegnato al “Santuario principe della ligure terra”
si è esaurito nell’arco di una
mattinata.
Non per capacità, ma perché disponibile a quella fretta
di cui si diceva, ho letto almeno cinque volte tutto il materiale pubblicato e molto altro
ancora. Per questo mi sento il
meno adatto ad esprimere un
giudizio sereno, distaccato.
Perciò mi affido al primo commento che ho sentito: “E’ un
libro scorrevole, di facile lettura. Vi si legge e respira una fe-
MOVIMENTO LAIC ALE ORIONINO
abato 13 giugno, Don VinS
cenzo Alesiani, nuovo responsabile centrale del MLO,
ca domanda” e “Don Orione
in Africa”. E ci consola soprattutto sapere che non siamo
però del tutto orfani; noi saremo ancora con lui e senz’altro
qualche sua eco giungerà
nuovamente sul nostro bollettino, o più precisamente qualche eco di spirito e di attività
orionine.
Le attuali tecnologie hanno
annullato le distanze; da un
capo all’altro del mondo ci si
interpella in tempi reali. E se in
quel noviziato squilla il telefono e risponde Don Aldo, non
sentirai il solito “pronto”. Lui
risponde (domani forse in
francese e inglese, le due lingue dei suoi novizi): “Eccomi”, quasi un rieccheggiare
scritturale nel quale avverti la
stessa totale disponibilità.
don aldo viti in una delle sue
visite, da provinciale, in costa
d’avorio; vi si è ora stabilito
quale maestro dei novizi.
ha incontrato alcuni componenti dei Coordinamenti locali
del Paverano e del Boschetto
per un saluto e una prima conoscenza.
I rappresentanti dei diversi
gruppi laicali hanno illustrato,
brevemente, il cammino percorso dal movimento, le iniziative realizzate, i risultati ottenuti e, soprattutto, le difficoltà
incontrate.
Don Vincenzo, con un’immagine molto efficace, ha paragonato il MLO ad un cuore
che riceve dai vari gruppi
informazioni e ridona Comunione, senso di appartenenza
con la famiglia di Don Orione
INCONTRI
e formazione al carisma orionino.
Ha poi ricordato che Don
Orione ha sempre “lavorato”
con i laici, con molti dei quali
ha stabilito rapporti profondi
di amicizia, di fiducia e di rispettosa confidenza. Indicativa a tale proposito è una lettera che egli scrisse ai coniugi
Generale Eugenio e Thea
Beaud dell’Argentina, nell’ot-
tobre del 1934.
A conclusione delle riunioni, Don Alesiani ha espresso la
propria disponibilità a partecipare ad altri incontri del MLO
di Genova ed ha ricordato
due iniziative già programmate: la preparazione delle nuove schede di formazione e gli
Esercizi Spirituali a Montebello.
A.M. Torre
Domenica 25 ottobre, ore 10
raduno amici a paverano
Dopo la festa a Camaldoli, questo incontro apre l’anno sociale che si annuncia con una
novità. Il Rev.mo
Don FERDINANDO DALL’OVO
che celebrerà la S. Messa, sarà presentato da Don Zanichelli quale nuovo vice direttore del
Paverano, in sostituzione di Don Viti, eletto Maestro dei novizi a Bonoua (Costa d’Avorio).
La programmazione per l’immediato futuro e le notizie di famiglia saranno l’argomento
principale del raduno.
Per chi lo desidera è sempre possibile fermarsi al pranzo prenotandosi almeno tre giorni
prima presso la nostra segreteria (Tel. 5229334).
Sabato 31 ottobre, ore 10
s. Messa al cimitero di staglieno in suffragio
degli amici e benefattori defunti
Come ogni anno il Piccolo Cottolengo Genovese testimonia pubblicamente con questa
celebrazione la gratitudine per quanti l’hanno aiutato a nascere e crescere in quello spirito di
servizio che, mentre dà, si fa anche compartecipe della situazione degli “ultimi”, i prediletti
di Cristo.
Ed è piacevole constatare che un buon gruppetto di Amici ama partecipare alla funzione,
accomunati nell’ideale orionino che ci fa sentire famiglia. E’ bello pensare oggi che, quando
non saremo più, altri si raduneranno per suffragare la nostra anima. Non saranno solo i parenti, ma coloro che continuano a seminare un poco di bene come noi avevamo tentato di
fare. Non un legame di sangue, ma una unione di sentimenti.
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PROGETTO ED UC ATIVO
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AFRIC A DICE - AFRIC A DOMANDA
una giornata al don orione
ari amici, gli alunni e le insegnanti delle classi V
C
della scuola elementare Pa-
alain e dieudonnê
lain (tre anni) e il fratelliA
no Dieudonnê (5 anni),
hanno trovato una mamma e
pa Giovanni XXIII si complimentano con coloro che
hanno collaborato alla realizzazione di uno spettacolo
che ci ha permesso di godere di una lezione di tipo diverso.
È stato molto bello assistere alla rappresentazione
degli ospiti dell’Istituto perché le “attrici” sono riuscite
a raccontare la vita di Suor
Plautilla in modo simpatico,
anche se collegata ad eventi
storici drammatici. È stato
commovente vedere l’impegno dimostrato da tutti.
La mostra fotografica ci
ha fatto poi riflettere sui
cambiamenti che si sono verificati nella nostra città, ed è
stato interessante riconoscere in quelle foto gli spazi del
nostro quartiere. Ringraziamo tutti voi dell’opportunità
che ci avete offerto e ci auguriamo che questo sia l’inizio di una piacevole collaborazione.
Tutta la nostra simpatia.
un papà in Giovanna e Roberto Franza di Sanremo,
che il 12 agosto scorso sono
rientrati dalla Costa d’Avorio, al termine di lunghe e
non facili pratiche burocratiche per una adozione piena.
I genitori dei piccoli, provenienti dal Burkina Faso, si
erano trasferiti in Costa d’Avorio per lavoro.
La mamma dei due bambini, morì, travolta da una
vettura mentre tornava dallo
stagno d’acqua con la classica bacinella sul capo di 35 litri; il padre, già unito ad altre
due donne... legalmente,
scomparve e non si ritrovò
neppure a mezzo radio e
stampa. Volatilizzato? Forse
morto.
Quando la mamma trovò
la morte sulla strada, Alain
aveva solo due mesi e fu raccolto dalle Suore poverelle
di Bergamo ad Adiakè (20
Km. da Bonoua ove è il nostro centro missionario);
Dieudonné ignoto a tutti, fu
ritrovato denutrito, irriconoscibie, dopo due anni dalle
stesse Suore presso uno...
zio.
Riuniti e raccomandati da
don Aldo hanno potuto trovare amore e affetto... impossessandosi di Sanremo
con la vivacità e la gioia di
chi, a quell’età, ha già fatto
un’intera via crucis.
La Carità, diceva don
Orione, l’amore soltanto salverà il mondo.
Gli alunni
e le insegnanti
delle classi V
“Giovanni XXIII”
A questa lettera erano
allegati quattro elaborati
realizzati dagli alunni, tutti
egualmente belli. Per darne un senso trascriviamo
quello di Claudia C., scusandoci di non poterli ospitare in blocco.
Lunedì 25 maggio, io e gli
alunni della quinta, siamo
andati a piedi al Don Orione
per vedere uno spettacolo
sceneggiato dalle ospiti dell’istituto che sono ragazze
con molti problemi. Hanno
sceneggiato uno spettacolo
su una suora, suor Plautilla.
Prima di andare a vedere
lo spettacolo siamo andati
all’ultimo piano dove le signorine che assistono le ragazze ci hanno fatto vedere
le foto di Genova come era
prima e noi dovevamo indovinare a quali zone si riferissero. Quindi abbiamo fatto
merenda, siamo andati al
teatro e, dopo qualche barzelletta, è iniziato lo spettacolo.
Lo spettacolo era stato diviso in due tempi. Le ragazze
hanno recitato divinamente.
Suor M. Plautilla vista da T.P.
(V D - Scuola Giovanni XXIII)
La storia parlava di una ragazza che voleva farsi suora
e che dopo tanti problemi è
riuscita. Essa aiutava tutti e
quando morì tutti la rimpiansero.
Dopo ci siamo congratulati con le “attrici” e la protagonista, che ha pianto. Questo spettacolo mi ha fatto
capire che loro hanno gravi
problemi ma nonostante tutto si impegnano al massimo
per superarli. Sono molto
contenta di aver vissuto questa esperienza; è stata una
“lezione” molto importante.
Don Aldo
alain e dieudonnê, due fratellini orfani della Costa d’Avorio,
sono stati adottati dagli amici Roberto e Giovanna Franza
di Sanremo (IM) grazie all’interessamento di Don Aldo Viti.
COSTRUIAMO
INSIEME
nuova
apparecchiatura
di radiologia
Fondo precedente
Lire 89.899.000
PITTINO Evelina, in memoria di Franco Bellandi
PODESTA’ Gioconda, in memoria
del marito Dott. Luigi Podestà
OTTICA FANNI
GANDOLFO Eugenio
NERI Maria Antonia,
in memoria del fratello Bruno
DE DOMENICO Maria Grazia
DOLCINO Giuseppe
MORI Assunta, in memoria dei propri defunti
FERRARI Caterina
AMICI DI DON ORIONE, Parrocchia
S. Maria Assunta di Grotteria (RC),
in memoria di Mons. Rocco Salinitro
PANSECCHI Ennio, in memoria della mamma
Totale
50.000
300.000
100.000
20.000
100.000
40.000
200.000
30.000
30.000
300.000
100.000
Lire 91.169.000
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CRONAC A
grandi lavori, grandi spese, grandi amici-benefattori
abbandonati
alla divina provvidenza
l Piccolo Cottolengo e per
gli adeguamenti delle
Istrutture
alle esigenze del
tempo e per le nuove povertà che bussano alla porta
con carattere di urgenza, è
un cantiere permanente.
Al PAVERANO il lavoro
più grosso è quello del reparto San Camillo, al piano
terra. I lavori prevedono di
predisporre l’ospitalità per
29 posti letto al terzo piano:
una residenza “protetta”;
una ristrutturazione per la
quale è previsto un contributo al 20% da parte della
Regione. Vi sarà al piano bar
attuale un vasto soggiorno
all’aperto e in parte coperto, con vasi di fiori, ecc. Tutto secondo le non poche
paverano, asilo: uno dei
tanti piccoli interventi.
prescrizioni e norme attuali.
Nella zona piano terra
(ov’é stato fino ad ora il San
Camillo) sono previsti ambulatori nuovi, la radiologia rinnovata. La spesa prevista
non sarà inferiore a lire 4 miliardi secondo quanto preventivato in gara d’appalto.
La Ditta Ottonello ha previsto 410 giorni lavorativi.
Per GE-CASTAGNA sono
in progetto lavori di sopraelevazione di un piano del
fabbricato a levante con la
stessa tipologia dei piani
sottostanti. Il reparto sarà
destinato a coppie di anziani
e anche a singoli. Si parla di
una cifra attorno al miliardo
e mezzo.
A GE-CAMALDOLI sono
in fase terminale i lavori di
adeguamento alle strutture
che dovranno accogliere circa trenta dimessi dalla casa
manicomiale di Cogoleto.
Come già detto, il Piccolo
Cottolengo non ha potuto
dare risposta negativa alla richiesta della Regione di accogliere un buon gruppo di
malati psichici dimessi dagli
ospedali psichiatrici di Cogoleto e Quarto. Non è
sembrato opportuno trasferirli tutti in Emilia, lontano da
qualche parente o dalla loro
terra ligure.
A BOGLIASCO, già sede
del glorioso Istituto Famiglia
Moresco, sta per essere terminata la ristrutturazione
completa dei due edifici con
adeguamento alla normativa in vigore oggi, anche per
quanto riguarda la eliminazione delle barriere architettoniche. Nata per ragazzi
che non avevano bisogno di
ascensore, oggi si deve anche provvedere ai collega-
menti verticali con
ascensore e montalettighe. Un lavoro radicale, quasi
un rifacimento ex
novo. La struttura a
ponente sarà finita
con ottobre, la seconda parte entro
l’anno. La spesa
prevista è di tre miliardi e otto.
Per questi grossi
lavori verranno ricordati in modo appropriato alcuni insigni
benefattori che hanno lasciato, per i poveri di Don Orione,
denaro e qualche immobile.
In particolare: il signor
CORRADO SILVANO di Genova; l’Avvocato PORCILE
ILARIO MATTIA di Genova,
deceduto nel 1989; la Professoressa CORIO ANDRUETTO GIACINTA, nata a
Torino nel 1911 e deceduta a
Genova nel 1996: con il marito Prof. Arnaldo aveva stampato libri di testo di matematica per le scuole medie; la
bogliasco,
istituto famiglia moresco:
manutenzione ordinaria?…
la signora antonietta
bellotti col marito (1953).
Signora DANOVARO EDILIA
di Genova, morta nel 1987:
con il marito seguì per anni la
vita del Cottolengo, portando personalmente, con regolare periodicità le offerte
alla Direzione di Via Paverano; il Signor CANEPA SILVIO
di Rapallo, deceduto nel
1996; la Signora RISSO MARIA LUISA morta nel 1994 all’età di 70 anni: curiosa una
nota del testamento che dice: “Intestare un locale mettendo i nomi dei miei Sovrani
Vittorio Emanuele III e la Regina Elena di Savoia”.
Provvidenziale infine la
donazione di tre appartamenti, a GE/Nervi, fatta al
Piccolo Cottolengo dalla Signora BELLOTTI ANTONIETTA Ved. PORTALUPI,
morta il 18/4/1997. Era vedova di un medico, il Dott.
Silvio Portalupi e cognata di
Mons. Santo Portalupi, Nunzio Apostolico in Brasile, Nicaraguia e Onduras, che
fondò una Congregazione
di Suore.
“Chi dà al povero dà a
Dio, e dalla mano di Dio riceverà la ricompensa”, diceva Don Orione. Così questi
(ed altri) Benefattori sono
oggi le “tasche della Provvidenza” per le esigenze attuali, preceduti da generosi
nel passato e che avranno
continuatori anche nel futuro. C’è sempre chi crede nella solidarietà in vita e dopo
morte; a noi basta restare
“abbandonati alla Divina
Provvidenza” che si serve
delle mani e del cuore degli
uomini.
…quest’ala del fabbricato
suggerisce ben altro.
Raduno di giugno del gruppo “AMICI”
omenica 28 giugno, un
D
buon numero di Amici
ha partecipato all’incontro
presieduto da Don Carlo Matricardi, Direttore del Piccolo
Cottolengo di Sanremo, che
a Genova ha lavorato per
molti anni.
Durante la S. Messa, concelebrata da Don Nino Zanichelli, Don Matricardi ha guidato i presenti a riflettere sul
brano del Vangelo della XIII
Domenica del tempo ordinario, in cui Luca presenta Gesù
che si dirige decisamente
verso Gerusalemme, cioè
verso la sua passione e morte. (Luca IX, 51-62).
Egli ha aderito al piano del
Padre e non si è tirato indietro, ha vissuto tale Sua adesione sino in fondo. Noi dobbiamo imparare da Lui: nella
vita siamo chiamati a fare
scelte orientate a Dio, guida-
te dalla fede e a superare gli
ostacoli che incontriamo sul
nostro cammino per mantenerci fedeli agli impegni presi: la sequela di Gesù esige,
infatti, coraggio, determinazione, rinuncia ai compromessi.
Nel salone, dopo il tradizionale caffè, Don Zanichelli
ha ringraziato Don Matricardi
per aver accolto, ancora una
volta, l’invito ad incontrare gli
Amici genovesi.
Facendo riferimento ad
una lettera nella quale Don
Orione indicava quale fondamento della vita e di tutta
l’attività dei Piccoli Cottolengo la Devozione alla SS. Eucarestia, Don Carlo ha invitato tutti a fare altrettanto, cioé
a mettere l’Eucarestia al centro della propria esistenza.
Ha quindi ricordato la visita del Papa a Paverano il 22
da sinistra:
Un affettuoso
bentornato a
Don angelo mugnai
che dirigerà il pensionato
maschile S. Benedetto
di Via cellini 17,
coadiuvato da
fratel arnaldo sartini,
entrambi con notevole
passato “genovese”.
Ed un benvenuto cordiale
a don ferdinando
dall’ovo al quale don viti
ha passato testimone
ed incarico.
settembre 1985 e i doni che
in quella occasione gli furono
offerti: l’originale di una lunga lettera che Don Orione
aveva scritto ai Confratelli
polacchi, mettendo in evidenza le ragioni dell’amore al
Vicario di Cristo e l’ultima
bandiera dello Stato Pontificio donata dalla famiglia del
Sen. Boggiano Pico. Don Matricardi ha accennato, infine,
ai lavori di ristrutturazione
del Piccolo Cottolengo di
Sanremo e alla “Compagnia
delle pietre”, ideata per offrire a tutti la possibilità di contribuire a tale opera.
Il raduno si è concluso con
alcune notizie “di famiglia”. Il
presidente, signor Dagnino,
ha parlato della gita a
Sant’Alberto di Butrio organizzata dai Volontari e alla
quale hanno partecipato numerosi amici ed ha accennato alla possibilità di una visita
a Sassello.
Sono stati anche ricordati
l’incontro di alcuni rappresentanti dei laici che operano
a Paverano e al Boschetto
con Don Vincenzo Alesiani,
nuovo responsabile centrale
del MLO, ed il Corso di Esercizi Spirituali, per tutta la famiglia Orionina che si è tenuto a Montebello.
la bella estate
cosa curiosa. Don Orio- nell’arco di 40 anni, un’isola
Ize”una
ne non ha voluto le “vacan- felice tra il verde di grosse
per i suoi preti e le sue querce e popolati castagneti.
monache: “Da noi non esistono vacanze!... Don Bosco, il
Cottolengo, Sant’Alfonso non
hanno mai fatto villeggiature.
Chi avesse bisogno di giorni
di riposo lo dica con santa libertà al Superiore che gli destinerà una casa della Congregazione secondo il suo bisogno” (da una conversazione
confidenziale del 1939, l’anno
prima della sua Santa Morte).
Ma, cambiando i tempi, le
vacanze sono diventate una
necessità per tutti, eccettuati
i poveri; le statistiche ci dicono che 18 milioni circa di italiani non potranno avere alcun tipo di ferie...
Però per i poveri, meglio
per gli ospiti del Piccolo Cottolengo, la Divina Provvidenza ha voluto riservare la sorpresa di una bella vacanza.
Anche quest’anno.
A Sassello, presso Villa Periaschi, una tenuta di 67 ettari, dono della signorina Angela Badano, l’Opera Don
Orione ha potuto realizzare,
Diversi padiglioni si sono
via via sistemati a dovere e
quest’anno, a partire dal 1°
luglio, sono andati su quasi
tutti i reparti del Piccolo Cottolengo, a turno. Già il 10 luglio la Famiglia era pressoché
al completo e poteva godersi
il clima di Sassello, a 450 metri di altitudine.
Per il reparto delle Beniamine si è rianimata la bella
colonia di Sottocolle. A Sassello con quattro suore ed
una quarantina di operatrici
(personale sanitario, infermiere, servizi ausiliari) si è
raggiunta la ragguardevole
cifra di 250 persone, contando i componenti dei vari re-
parti: S. Camillo, Beata Strata, Don Sterpi, Don Orione,
Don Ugo, Don Nicco, Buone
Figlie, San Gabriele.
Gli ospiti di Camaldoli, in
prevalenza del vivace gruppo
dei “Giuseppini” hanno utilizzato quella che ormai è la
loro villa, sempre a Villa Periaschi di Sassello.
Accanto alla loro casa in
una villetta bene esposta e ristrutturata a nuovo, per il secondo anno, vi han trovato ristoro gli ospiti del “Von
Pauer” a turni di 10-15 persone, alcune delle quali non del
tutto autosufficienti.
Come vive la grande tribù
Orionina? In serenità, in libertà (per quanto lo comportano i vari tipi di “clientela”), con canti e danze seroti-
sottocolle:
le beniamine davanti alla
loro residenza estiva…
…e dentro per
il piacere del fotografo.
Anna Maria Torre
ne, grazie al contributo di
gruppetti di volontari, ospiti
della ex villa utilizzata un
tempo per la lavorazione dei
prodotti destinati all’Erboristeria Scarpari, anch’essa del
Piccolo Cottolengo.
Come ogni anno non è
mancata la visita del nostro
Cardinale Arcivescovo che ha
voluto confortare con la sua
presenza e il suo sorriso i vari
ospiti.
Diciamo una cosa bella.
Da fare invidia.
/
sassello.
la nuova casetta
per gli ospiti del von pauer
… animati e seguiti
da personale specializzato.
/
riposo sotto una
delle grandi querce
la residenza estiva di
camaldoli…
…ed un suo gruppo
di rappresentanza.
volontari tra un
gruppo di ospiti del
paverano.
/
sabato 13 giugno
i bambini della scuola materna hanno drammatizzato
la fiaba di “cappuccetto rosso”
in occasione della festa di fine anno scolastico.
omar, simone, andrea ed alessia
hanno frequentato
il corso di nuoto svoltosi
presso la Piscina andrea doria
convenzionato con la scuola
materna; eccoli sorridenti a fine
corso con la loro medaglia.
IN MEMORIA
suor michelina dispensiera
e la task force…
/
…e, talvolta, seduti.
…che si sparpaglia
sotto gli alberi,
in piedi…
Raccomandiamo alle preghiere dei nostri lettori gli
amici, i benefattori e gli assistiti mancanti da poco o dei
quali ricorre l’anniversario
della morte: Sig.a Caterina
Pedemonte, Sig.a Elisa Pescetto in Capurro, Avv. Domingo Rapallo, Mons. Raffaellangelo Palazzi, Sig.a
Edelweiss Mark, Sig.a Fiorentina Rossi Magna, Sig.a Nelide Questa, Don Alberto Zambarbieri, Sig. Nilo Pozzi, Sig.a
Rachele Prestini, Suor M.
Onoria, Sig. Domenico Carpi,
Sig. Pietro Ravano, Don Mario Schiavini, Sig. Giovanni
Battista Franzoni, Sig.a Ines
Vegni Minoliti, Dott. Santino
Richeri, Can. Elia Marini, Don
Giuseppe Dutto, Sig.a Lolla
Marchese, Sig.a Maria Lanza,
Sig.a Caterina Sappa, Cav.
Rag. Enrico De Lucchi, Sig.a
Angela Scrollavezza, Asp.
Mauro Montagna, Sig. Raffaele Poggio, Sig.a Maria
Brindasso, Suor M. Placida,
Sig. Tito Gherardi, Sig.a Maria Rivelli Ved. Aureli, Sig.a
Rachele Sciaccaluga, Don
Giuseppe Masiero, Don Angelo Riva, Sig. Antonio Rossi,
Sig. Luigi Bacigalupo, Cav.
Giuseppe Capurro, Sig.a Tina
Accame, Suor M. Eufrasia,
Sig.a Maria Figari, Sig. Giuseppe Macciò, Don Severino
Ghiglione, Sig. Ambrogio Salviati, Sig.a Artemisia Soracco
Ved. Veloce, Sig.na Germaine
Clerc, Sig. Virgilio Schiavini,
Prof. Leonardo Grossi, Don
Pietro Boselli, Comm. G.B.
Chiarella, Sig.a Paola Solenghi, Sig.a Adele Carbone,
Com.te Giuseppe Bancalari,
Suor M. Deodata, Sig.a Angela Mantelli, Sig.a Giovanna
Gambaro Ravano, Sig.a Anita
Serra Galli, Sig.a Maria De
Veris, Sig. Guido Sammito,
Fratel Ambrogio Pavesi, M.se
Mingo Raggio, Suor M. Gennara, Sig. Vincenzo De Marco, Don Pietro Parodi, Padre
Raffaele Giachino, Sig. Angelo Tononi, Dott. Silvio Patrone, Sig. Ugo Cannella, Sig.
Guglielmo Cortemiglia, Ing.
Luigi Voena, Sig.a Adelina
Torre in Sammito, Sig. Alessandro Bertuzzo, Sig. Pietro
Schiavini, Sig.a Antonietta
Avanzino, Sig.a Maria Salviati,
Sig.a Anna Piazza Ved. Arena,
Sig.a Raimondina Cervetti,
Dott. Giovanni Casaccia, Don
Albino Cesaro, Prof. Luigi
Rolla, Sig. Domenico Canepa, Prof. Dott. Felice Geriola,
Sig.a Luigia Folcio Ved. Turati, Sig.a Adalgisa Speroni,
Don Pietro Andreani, Don
Giuseppe Nava, Dott. Agostino Cogorno, Sig. Luigi Ameri,
Dott. Ubaldo Zoboli, Prof.ssa
Maura Faraggi, Cap. Giuseppe Caruso, Sig.a Benedetta
Ravenna, Avv. Giuseppe Garaventa, C.te Camillo Gigli
Molinari, Sig. Filippo Borni,
Sig.a Dina Gandilio, Comm.
Rag. Ferdinando Francardo,
Sig.a Santa Chiappori, Sig.a
Angela Guazzone Ghiazza,
Cav. Armando Ferrari, Sig.
Giacomo Bernardi, Sig.a Elena Costa, Sig.a Evelina Tanfulla Ved. Canini, Sig.a Lilla Lopez de Gonzalo, Sig. Vittorio
Dapelo, Sig.a Linda D’Ancona, Asp. Alfredo Divano, Sig.
Giobatta Casabone, Sig. Mario Resasco, Don Vittorio
Cambiaso, Sig. Antonio Tacchino, Sig. Napoleone Zuccato, Sig. Vincenzo Sercia, Sig.
Armando Brea, Sig. Pasquale
Ruga, Sig.a Rosa Mangini,
Sig.a Luisa Ottonello, Sig.a
Cecilia Canova, Sig.a Rosa
Anna Allarme, Sig.a Teresa
Vecchio, Sig.a Maria Banci,
Sig.a Anna De Negri, Sig.a
Maria Bellanca, Don Lino Burzoni.
2
MOTIVI
5
MOVIMENTO LAIC ALE ORIONINO
4
COME AIU TARE IL PICCOLO COTTOLENGO
AULE (L. 1.000.000)
(concorre all’ordinaria manutenzione delle sedi del Piccolo Cottolengo)
BORSA MISSIONARIA (L. 500.000)
(concorre all’acquisto di materiale - protesi, carrozzelle, etc. - per le missioni)
- Nobili GUGLIELMO, TERESA e GIOVANNI MONTALI - la figlia e sorella Vittoria
- MARIA TERESA GAUDENZIO - la Sig.a Elisa Savant Gaudenzio
BORSA FARMACEUTICA (L. 350.000)
(concorre all’acquisto di medicinali, protesi e presidi sanitari ai nostri ospiti)
COSTRUIAMO
INSIEME
‘ AMARCI
CONOSCERCI E
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INCONTRI
CRONAC A
BORSA DI STUDIO (L. 200.000)
(concorre a mantenere agi studi chi si prepara alla vita religiosa)
BORSA DI PANE (L. 150.000)
(integra la retta di chi non riesce ad arrivare alla quota stabilita)
LETTINI (L. 100.000)
(per la biancheria e il vestiario degli ospiti)
- ENRICO CROVETTO e LEONILDA BORNIA - la Sig.a Anna Bonaventura
- VIRGINIA SATTA - gli Amici dell’Università
- Cav. DANILO TAVERNA- i Sigg.i Carlo e Giuseppina Casarico
- ALBERTO PAYER - la moglie Vilma Bozzano
- GIANNA BARDELLINI ATTOLINI - le Sigg.e Olga e Anna Trapani
BANCHI (L. 50.000)
(serve per l’acquisto e il riordino delle suppellettili)
- MARIA GRAZIA FIORE - il marito Umberto Pace
- RENATO BORZONE - la madre Giuditta, la moglie Gabriella e il figlio Achille
- Dott. GIOVANNI SCOPESI - l’Amministrazione del Caseggiato
di Via L. Vassallo 11 - Genova
- ELISA MAJ BOTTAZZI - l’Amministrazione del Caseggiato di Via G. Bruno 6 - Genova
- GINO VIANELLO e INES SERENA - il figlio Vittorio e la nuora Fernanda Creazzo
- FRANCESCO CREAZZO e MARIA BERNOCCO - la figlia Fernanda
e il genero Vittorio Vianello
PER DONAZIONI E LASCITI
Siccome avvengono degli inconvenienti nella
procedura del disbrigo della pratica, si prega
usare esclusivamente la seguente dicitura:
«Lascio alla PROVINCIA RELIGIOSA SAN BENEDETTO DI DON ORIONE con sede in Genova - Via Paverano 55 - per l'assistenza degli anziani, ammalati, handicappati e per l'educazione e la riabilitazione dei giovani, in favore del dipendente PICCOLO COTTOLENGO DI DON ORIONE IN GENOVA».
Rivista inviata a nome dei nostri assistiti
in omaggio a benefattori, simpatizzanti, amici
e a quanti ne facciano richiesta.
16143 GENOVA - Via Paverano, 55 - Tel. 5229.1
- Conto Cor. Post. N. 00201160
Autorizz. della Cancelleria del Trib. di Tortona
in data 26-6-'61 - n. 42 del Reg.
Direttore: Don NINO ZANICHELLI
Responsabile: Sac. Carlo Matricardi
Progetto grafico e impaginazione: Anna Mauri
Stampa: Litonova s.r.l. - Gorle (Bergamo)
Realizzazione a cura della
Editrice Velar s.p.a. - Gorle (Bergamo)
IN MEMORIA
COME AIU TARE IL PICCOLO COTTOLENGO
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AMICI ottobre 98 - Il Piccolo Cottolengo Genovese