REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
PRESIDENZA
Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna
ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI
I SERBATOI ARTIFICIALI DEL SISTEMA IDRICO
MULTISETTORIALE DELLA SARDEGNA
INDICATORI DI STATO
PER IL MONITORAGGIO E
IL PREALLARME DELLA SICCITÀ
Laboratorio “Temi strategici per la protezione dell’ambiente e la promozione di uno sviluppo territoriale
sostenibile dello spazio MED” – Bologna, 26 Novembre 2008
Ing. Roberto Silvano,
[email protected]
-
Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna
1
SARDEGNA
Altezze di Pioggia Annue (anno idrologico): Stazione Corongiu
950
900
CARATTERISTICHE IDROLOGICHE
850
800
Variabilità Temporale
750
Le serie di precipitazioni mostrano una elevata variabilità
temporale (l’anno “medio” praticamente non si verifica mai),
una persistenza significativa, fluttuazioni climatiche che
evidenziano la non stazionarietà della media.
700
650
(mm)
600
550
500
Variabilità Spaziale
450
400
Distribuzione spaziale dei periodi di siccità con indici territoriali
anche significativamente differenti.
350
300
Criticità della Trasformazione Afflussi-Deflussi
250
200
1860
1870
1880
1890
1900
1910
1920
Valori annui
1930
1940
1950
1960
Media generale
1970
1980
1990
2000
2010
Media 1868-69 / 1974-75
Altezze di Precipitazione
annua (mm)
- Stazione di Corongiu
(Sardegna SE) 1868 Media 1986-87 / 2001-02
Kernel - lambda=0.2
Kernel - lambda=0.06
2002
Trasformazione Afflussi-Deflussi
Altezze di defluso medie annue
(mm)
450
Legge: D=P*e
400
Bilancio idrologico medio in Sardegna 1922-1975
Afflussi 775 mm
-ETP/P
ETP=900 mm
Deflussi 245 mm
350
300
250
Bilancio idrologico medio 1985-2005
200
Riduzione delle precipitazioni: 20%
150
100
Afflussi 620 mm
50
Deflussi 145 mm
0
0
100
200
300
400
500
600
700
800
Altezze di Precipitazione medie annue (mm)
-
A variazioni dei valori medi di precipitazione corrispondono
variazioni percentualmente doppie di portate nei corsi d’acqua:
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900
1000
RIDUZIONE DEI DEFLUSSI: 40%
2
SARDEGNA
CARATTERISTICHE IDROLOGICHE
Deflussi
-

Le serie dei deflussi (ovvero delle portate dei corsi d’acqua) mostrano con evidenza gli effetti dei fenomeni illustrati in
precedenza e chiariscono l’importanza dei serbatoi artificiali per la regolazione pluriennale dei deflussi (trasferimento nel
tempo degli apporti naturali).

Nel grafico si riportano i dati della somma dei corsi d’acqua che interessano gli sbarramenti realizzati sul Medio Flumendosa,
uno dei più importanti sistemi di regolazione dell’isola; appare significativo, per cercare di “leggere” le caratteristiche
idrologiche, analizzare l’andamento della media mobile di ordine 7 (in giallo): si può rilevare che, nell’ambito degli oltre 80 anni
esaminati, la media di un settennio può presentarsi pari a circa 515 milioni di mc (valore massimo, settennio che precede il
1964) ovvero pari a circa 155 milioni di mc (valore minimo, settennio che precede il 2003).

Il settennio minimo vale circa il 57% in meno della media ottantennale, mentre quello massimo vale circa il 43% in più; è
evidente la criticità di tali comportamenti in relazione agli impatti sui volumi erogabili dai sistemi idrici, indicando la necessità di
governare tali sistemi con regole operative affidabili e giustamente cautelative per non mettere a rischio l’alimentazione
idropotabile e la struttura economica dei settori produttivi.
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3
Scarsità / Siccità
Dentro i possibili scenari di rischio per la definizione delle
erogazioni ammissibili è importante distinguere la scarsità
di risorse disponibili nel sistema dalla situazione di carenza
di infrastrutture per trasportarla, distribuirla o trattare
l’acqua. Tale situazione non si dovrebbe confondere con lo
scenario derivante dalla scarsità di risorsa disponibile.
-
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4
Coefficiente di Utilizzazione
Le più frequenti situazioni di crisi derivano da siccità
idrologiche. Le regioni mediterranee sono
caratterizzate da un elevato indice di stress.
Il rapporto tra:
Acqua usata
e
Risorsa media rinnovabile
non è lontano dall’unità.
-
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5
Conseguenze delle Siccità
• In queste regioni:
 Siccità idrologica > siccità gestionale
 Quando un sistema idrico non è in grado di soddisfare
le idroesigenze si determinano:
– Fallanze e Deficit – è necessario valutare la
probabilità di F&D, l’intensità, l’ampiezza
affidabilità, resilienza e vulnerabilità.
 E’ necessario addestrarsi a sviluppare la pianificazione
e la gestione di un WRS focalizzando l’attenzione sulle
siccità idrologiche che possono determinare siccità
operative, incidendo sull’affidabilità del sistema, con
speciale enfasi sull’anticipazione e valutazione del
rischio.
-
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6
Problemi di Decisione
 Decisione sull’attivazione (o no) delle procedure
previste dalla gestione delle siccità:
• Deficit anticipati: sono convenienti se i costi non sono funzioni
lineari dei deficit
 Problematiche:
Deficit anticipati producono costi quando essi potrebbero
non esistere
L’ordine di grandezza di tale “anticipo” può essere
dell’ordine di molti mesi o anche di anni: è una decisione
difficile da assumere dagli interessati
Percezione del rischio: non è facile da individuare.
Differenti individui e organizzazioni hanno differenti
percezioni: situazioni di conflitto
 Equilibrio tecnico e consenso dei soggetti interessati
-
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7
Analisi -Idrologia

Si deve valutare il futuro comportamento del sistema con l’idrologia futura
(scenari idrologici)

Si possono usare quali futuri scenari idrologici:
– L’idrologia storica osservata nel passato:
 Serie storiche per la pianificazione
 Intervalli parziali di tempo delle serie storiche per le analisi di breve
termine
– Serie sintetiche derivate delle serie storiche che devono preservare:
 Statistiche di base ad ogni punto del bacino
 Struttura di dipendenza temporale
 Struttura di dipendenza spaziale
 Statistiche degli eventi estremi (Siccità)
– Scenari multipli sintetici (anche a partire dai modelli meteorologici):
trasformazione da dati meteorologici a dati idrologici
-
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8
Simulare il Sistema
• Simulazione stocastica
– Simulazioni multiple con input casuali che
generano una distribuzione di probabilità
degli output – valutazione statistica delle
prestazioni
Progetti e
regole operative
FX(x)
FY(y)
Y
X
Serie temporali
di
input casuali
-
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Sistema
Serie temporali
di output casuali
9
IL SISTEMA IDRICO REGIONALE MULTISETTORIALE
Il sistema è costituito da:
•un insieme interconnesso di serbatoi artificiali e
traverse di derivazione (nodi risorsa);
•un insieme di centri di domanda: civili, agricole,
industriali, idroelettriche ed ambientali;
•un insieme di linee di collegamento tra i nodi
risorsa e di linee di collegamento tra nodi risorsa
e centri di domanda.
I nodi risorsa principali sono 58, di cui 24 traverse
e 34 serbatoi di regolazione, con capacità
complessiva attuale di circa 1,9 miliardi di m³.
I centri di domanda servono una popolazione di
1,6 milioni di abitanti, circa 180.000 ha attrezzati
per l’irrigazione e 11 zone industriali.
Tale sistema, basato sull’utilizzazione delle
risorse superficiali, rende disponibili circa il 75%
delle risorse idriche oggi utilizzate in Sardegna.
Mentre la restante quota del 25% è resa
disponibile da prelievi di risorse sotterranee.
-
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IL SISTEMA IDRICO REGIONALE MULTISETTORIALE
I PRINCIPALI SERBATOI ARTIFICIALI DELLA SARDEGNA
Risultati Conseguiti
I principali serbatoi artificiali della Sardegna
Volumi (milioni di mc)
Volumi utili per la regolazione dei deflussi
2400,00
2300,00
2200,00
2100,00
2000,00
1900,00
1800,00
1700,00
1600,00
1500,00
1400,00
1300,00
1200,00
1100,00
1000,00
900,00
800,00
700,00
600,00
500,00
400,00
300,00
200,00
100,00
0,00
Le dighe in esercizio in Sardegna, hanno una capacità di
regolazione potenziale di 2.267 milioni di m³ ed una capacità
autorizzata di 1.909 milioni di m³; il rapporto tra capacità
autorizzata e quella potenziale in percentuale vale l’81%;
incrementi al 2007
situazione al 1995
Capacità di invaso
Se si esclude la diga Cantoniera sul Tirso, recentemente
completata, i precedenti valori valgono: capacità potenziale
1.519 milioni di m³, capacità autorizzata 1.459 milioni di m³, con
una percentuale di efficienza del 96%;
Capacità autorizzata
Volumi (milioni di mc)
I principali serbatoi artificiali sistemi Tirso+Flumendosa
Volumi utili per la regolazione dei deflussi
1800,00
1700,00
1600,00
1500,00
1400,00
1300,00
1200,00
1100,00
1000,00
900,00
800,00
700,00
600,00
500,00
400,00
300,00
200,00
100,00
0,00
incrementi al 2007
situazione al 1995
Capacità di invaso
-
Capacità autorizzata
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La diga Cantoniera, opera di rilevanti dimensioni (748 milioni di
m³) che ha iniziato gli invasi sperimentali nel 2001-2002, ha già
conseguito l’autorizzazione per 450 milioni di m³;
I maggiori incrementi sia di capacità potenziale che di capacità
autorizzata sono stati conseguiti nell’aree centro meridionali
dell’isola (sistemi Tirso+Flumendosa), le più vulnerabili: la
capacità potenziale passa da 1.194 a 1.622 milioni di m³, con
un incremento del 35%, e la capacità autorizzata passa da 723
a 1.311 milioni di m³, con un incremento dell’81%;
Gli indicatori descritti in precedenza dimostrano il grande
lavoro effettuato sul progetto obiettivo “collaudo degli invasi”
che ha conseguito decisivi risultati, tanto da portare, come
detto, l’efficienza del complesso degli invasi (con esclusione di
“Cantoniera”), poco al di sotto del 100%.
11
IL SISTEMA IDRICO REGIONALE MULTISETTORIALE
I PRINCIPALI SERBATOI ARTIFICIALI DELLA SARDEGNA
Risultati Conseguiti
Capacità autorizzata attuale
Capacità autorizzata 1995
-

L’impegno sul lato dell’efficientamento delle infrastrutture è stato in qualche modo “premiato” in termini di apporti idrici. Gli ultimi
anni, a partire dal 2004, hanno avuto caratteristiche idrologiche indubbiamente positive, rispetto al decennio precedente: gli anni
non possono certamente essere definiti “magri” dal punto di vista dei deflussi anche se sono risultati più prossimi, dal basso, alla
media di lungo periodo che ai valori alti della serie storica osservata.

Tale comportamento ha comunque consentito di “sfruttare” pienamente la capacità di accumulo acquisita ed incrementare
significativamente le scorte idriche, offrendo così l’opportunità di impostare delle regole operative di gestione più conservative,
basate sulla regolazione pluriennale (almeno 4-5 anni) dei deflussi naturali e su ipotesi di consistenti riduzioni dei deflussi medi.
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IL SISTEMA IDRICO REGIONALE MULTISETTORIALE
BILANCIO Risorse-Fabbisogni
per differenti scenari idrologici
Problematiche
Il fenomeno delle fluttuazioni climatiche, caratterizzato dal problema, rilevante dal punto di vista degli
assetti degli strumenti di pianificazione, della non stazionarietà della media delle grandezze idrologiche,
determina, ovviamente, il problema della non stazionarietà del bilancio idrico tra risorse effettivamente
disponibili e fabbisogni potenziali.
Al fine di verificare gli impatti di tale fenomeno è stato predisposto un modello di simulazione del
sistema idrico regionale multisettoriale su base mensile, utilizzando come banco di prova l’idrologia
storica (utilizzata come base del Piano Acque della Sardegna della metà degli anni ’80 del secolo
scorso) osservata su oltre cinquanta anni (dal 1922, inizio delle osservazioni del Servizio Idrografico, al
1975).
Il medesimo modello è stato “fatto girare” con un diverso banco di prova, “riscalando” la serie 19221975, utilizzando i frattili storici ma imponendo i seguenti parametri statistici: media pari al 45% della
serie 22-75; scarto pari al 70% dello scarto 22-75 (distribuzione dei totali annui lognormale);
Ciò consente di verificare le diverse prestazioni di un sistema (impostato e realizzato nella quasi totalità
su ipotesi di perfetta stazionarietà dei parametri climatici, secondo i criteri del tempo) da un lato con
uno scenario analogo a quello assunto nei documenti progettuali e dall’altro lato con uno scenario
idrologico molto più critico e del tutto simile a quello che, almeno in Sardegna, appare una costante
degli ultimi 15-20 anni.
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IL SISTEMA IDRICO REGIONALE MULTISETTORIALE
BILANCIO Risorse-Fabbisogni
per differenti scenari idrologici
Serie storica Serie "22-75"
1922-1975
riscalata
Deflussi alle sezioni di
prelievo (traverse e invasi)
media annua
a
(milioni di mc)
media annua
Evaporazione dai laghi
b
(milioni di mc)
media annua
Erogazione al settore civile
c
(milioni di mc)
Erogazione al settore
media annua
d
industriale
(milioni di mc)
media annua
Erogazione al settore agricolo
e
(milioni di mc)
media annua
c+d+e f
Totale erogazioni
(milioni di mc)
media annua
Utilizzo idroelettrico esclusivo
g
(milioni di mc)
media annua
Rilasci ambientali
h
(milioni di mc)
media annua
Totale uscite
f+g+h i
(milioni di mc)
media annua
Somma uscite + evaporazione
i+b l
(milioni di mc)
media annua
Sfiori a mare
m
(milioni di mc)
Capacità di regolazione
Valore massimo di invaso
raggiunto nella simulazione
Valore minimo di invaso
raggiunto nella simulazione
3.407
1.547
166
151
228
228
63
63
666
444
957
735
142
10
170
77
1.269
823
1.435
974
1.973
572
(milioni di mc)
n
1.969
1.969
(milioni di mc)
o
1.969
1.963
(milioni di mc)
p
1.045
486
Rapporto capacità su deflussi
n/a
q
0,58
1,27
Coefficiente di utilizzazione
l/a
r
0,42
0,63
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I risultati mostrano che con l’idrologia storica 1922-1975
il bilancio tra risorse e fabbisogni potenziali attuali
(popolazione, aree attrezzate per l’irrigazione, aree
industriali) non solo sarebbe in pareggio ma
consentirebbe ulteriore sviluppi dell’utenza irrigua
(minimo invaso di oltre 1 miliardo di m³).
Mentre nello scenario idrologico più recente (serie
riscalata) si registra un deficit medio annuo di circa 220
milioni di m³ che si scarica di fatto quasi esclusivamente
sull’agricoltura, dopo aver praticamente azzerato l’uso
idroelettrico esclusivo.
Ciò impone una specifica attenzione nell’impostazione
delle regole di gestione in quanto la possibilità di
erogazione è inferiore alla domanda potenziale (conflitti
tra gli usi) e il registrarsi di possibili fluttuazioni
climatiche impone la costruzione di indicatori che, in
tempo reale, consentano di monitorare l’intero sistema.
Un altro aspetto da sottolineare è che tra i due scenari il
coefficiente di utilizzazione medio regionale passa dal
42% al 63%. Un valore così elevato dimostra
l’importanza della definizione di
regole operative
affidabili, indicando, comunque, un’alta vulnerabilità ed
una bassa resilienza del sistema di approvvigionamento
idrico regionale.
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OBIETTIVI DEL SISTEMA DI MONITORAGGIO
Monitorare la siccità mediante un sistema di indicatori che consentano
l’elaborazione di informazioni con periodicità temporale e per le diverse aree
territoriali;
Caratterizzare gli scenari dei bilanci risorse-fabbisogni, in atto e prevedibili nel
breve e medio termine, nei sistemi idrografici che compongono l'intero territorio
regionale, valutare i rischi e introdurre la siccità nella pianificazione generale:
gestione proattiva della siccità.
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15
METODOLOGIA PER L’ANALISI E LA MESSA A PUNTO DI UN SISTEMA DI INDICATORI
PER IL MONITORAGGIO E IL PREALLARME DELLA SICCITÀ
1.
Implementazione di un modello di simulazione dell’intero sistema regionale con passo temporale
mensile.
2.
Definizione della serie idrologica di input alle sezioni di interesse: serie storica 1922-1975 (serie SISS)
“riscalata” così da pervenire ad una serie, utilizzando i frattili storici, con media pari al 45% della serie
22-75 e lo scarto pari al 70% dello scarto 22-75 (distribuzione dei totali annui lognormale).
3.
Definizione dei volumi erogabili da ciascun sistema e sub-sistema con il modello di simulazione,
ottimizzando le regole di gestione e stabilendo una scorta minima nei serbatoi pari ad almeno un anno
della richiesta potabile.
4.
Generazione di serie sintetiche alle 58 sezioni di interesse di 500 anni: al fine di rispettare la correlazione
spaziale osservata sono state calcolate le componenti principali (trasformazione lineare dei dati
osservati) tra loro indipendenti; sono stati generati 500 anni di componenti principali; mediante
antitrasformazione delle componenti principali sono state generate le serie sintetiche di 500 anni alle
sezioni di interesse che rispettano i parametri imposti: medie, scarti e matrice di correlazione spaziale.
5.
Simulazione del sistema idrico multisettoriale regionale, con le serie sintetiche dei deflussi come
variabili di input e con le erogazioni e le variabili di stato come uscite della simulazione: fra queste
risulta di specifico interesse la serie sintetica dei volumi mensili di invaso ai 34 serbatoi di regolazione
estesa per 500 anni.
6.
Calcolo delle frequenze di non superamento dei volumi invasati nei singoli serbatoi (o della somma dei
volumi invasati in più serbatoi interconnessi) per ciascun mese dell’anno: INDICATORE DI STATO.
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I RISULTATI – COSTRUZIONE DEGLI INDICATORI
Frequenze mensili dei volumi di invaso
Tirso-Flumendosa
1200
0,9-1,0
0,8-0,9
0,7-0,8
0,6-0,7
0,5-0,6
0,4-0,5
0,3-0,4
0,2-0,3
0,1-0,2
0,0-0,1
Volumi (milioni di mc)
1000
800
600
400
200
0
O
N
D
G
F
M
A
M
G
L
A
S
Frequenze mensili dei volumi di invaso
Liscia
120
90-100%
Volumi (milioni di mc)
100
80-90%
70-80%
80
60-70%
50-60%
60
40-50%
30-40%
20-30%
40
10-20%
0-10%
20
0
O
-
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N
D
G
F
M
A
M
G
L
A
S
17
PIANO DI GESTIONE DELLE CRISI
MISURE DI MITIGAZIONE – AZIONI A BREVE TERMINE
Decisione sull’attivazione (o no) delle procedure previste dal piano
(fondamentale il ruolo degli indicatori);
Entrata in esercizio delle infrastrutture specializzate per le fasi di
emergenza;
Regole di gestione basate sui puntatori e sui rischi
dell’approvvigionamento:
attivare restrizioni e riduzioni;
attivare l’uso combinato di risorse superficiali e sotterranee;
integrare il piano di emergenza con altre misure di mitigazione.
-
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18
PIANO DI GESTIONE DELLE CRISI
PUNTATORI DI ALLERTA IN FUNZIONE DEGLI INDICATORI DI STATO
DEGLI INVASI
REGIME
ORDINARIO
(normalità)
I = 0,5 - 1
LIVELLO
DI VIGILANZA
(preallerta)
I = 0,3 - 0,5
e’ necessario monitorare i parametri climatici per stimare con prontezza l’innesco di
eventuali fluttuazioni; nel contempo è opportuno controllare i consumi portandoli ad un
primo livello di riduzione che non determina svantaggi agli utenti
LIVELLO
DI PERICOLO
(allerta)
I = 0,15 - 0,3
il livello di erogazione deve essere ridotto in media, secondo le categorie di priorità degli
usi, al fine di gestire in modo proattivo l’eventuale persistenza del periodo secco;
contestualmente devono essere attivate le previste misure di mitigazione;
LIVELLO
DI EMERGENZA
I = 0 - 0,15
-
gestione secondo gli indirizzi di pianificazione generale
in questo campo non si dovrebbe entrare, a seguito degli interventi di riduzione delle
erogazioni di cui ai punti precedenti, è necessario, comunque, attivare ulteriori
restrizioni nelle erogazioni; se si verificano livelli di emergenza e, in precedenza, le
misure previste sono state puntualmente osservate, tale evento potrebbe significare che
i parametri statistici delle serie si sono ulteriormente modificati e che quindi deve essere
rivalutata l’erogazione media ammissibile in regime ordinario
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19
Distribuzione territoriale dei volumi
autorizzati e dei volumi invasati
-
Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna
20
-
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21
gen-95
Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna
20
0
gen-95
mag-03
gen-03
set-02
mag-02
gen-02
set-01
mag-01
gen-01
set-00
mag-00
gen-00
set-99
mag-99
gen-99
set-98
mag-98
gen-98
set-97
mag-97
gen-97
set-96
mag-96
gen-96
set-95
mag-95
set-07
gen-08
mag-08
set-08
gen-08
mag-08
set-08
mag-07
mag-07
set-07
set-06
gen-07
gen-07
mag-06
mag-06
set-06
set-05
gen-06
mag-05
gen-06
mag-05
gen-05
set-05
set-04
gen-05
set-04
mag-04
40
mag-04
60
set-03
80
gen-04
100
gen-04
Volumi Invasati Sistema Gallura
(milioni di mc)
set-03
mag-03
gen-03
set-02
mag-02
gen-02
set-01
mag-01
gen-01
set-00
mag-00
120
gen-00
set-99
mag-99
gen-99
set-98
mag-98
gen-98
set-97
mag-97
gen-97
set-96
mag-96
gen-96
set-95
mag-95
Analisi storica degli indicatori di stato
1.00
Indicatori di stato del Sistema Gallura
0.90
0.80
0.70
0.60
0.50
0.40
0.30
0.20
0.10
0.00
22
gen-95
Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna
1000
800
600
400
200
0
gen-95
gen-04
set-03
mag-03
gen-03
set-02
mag-02
gen-02
set-01
mag-01
gen-01
set-00
mag-00
gen-00
set-99
mag-99
gen-99
set-98
mag-98
gen-98
set-97
mag-97
gen-97
set-96
mag-96
gen-96
set-95
mag-95
set-07
gen-08
mag-08
set-08
gen-08
mag-08
set-08
mag-07
mag-07
set-07
set-06
gen-07
gen-07
mag-06
mag-06
set-06
set-05
gen-06
mag-05
gen-06
mag-05
gen-05
set-05
set-04
gen-05
set-04
mag-04
Volumi Invasati Sistema Tirso-Flumendosa
(milioni di mc)
mag-04
gen-04
set-03
mag-03
gen-03
set-02
mag-02
gen-02
set-01
mag-01
gen-01
set-00
mag-00
gen-00
set-99
1200
mag-99
gen-99
set-98
mag-98
gen-98
set-97
mag-97
gen-97
set-96
mag-96
gen-96
set-95
mag-95
Analisi storica degli indicatori di stato
1.00
Indicatori di stato del Sistema Tirso-Flumendosa
0.90
0.80
0.70
0.60
0.50
0.40
0.30
0.20
0.10
0.00
23
RETE DELLE STAZIONI PLUVIOMETRICHE IN TEMPO REALE
UTILIZZATE PER IL MONITORAGGIO DELLA SICCITA’
-
Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna
24
INDICATORE DI SICCITA’ CLIMATICA
SPI - Standardized Precipitation Index (McKee, 1993)
L'indice SPI ha lo scopo di quantificare il deficit di precipitazione su scale dei tempi multiple (ad es.: 1, 3, 6, 12, 24 e
48 mesi). Ognuna di queste scale riflette l'impatto della siccità sulla disponibilità delle risorse idriche.
L'umidità del suolo risponde alle anomalie di precipitazione su scale temporali brevi, mentre le risorse sotterranee, i
fiumi e gli invasi rispondono su scale oggettivamente più lunghe.
L'indice SPI necessita per il suo calcolo dei soli dati di precipitazione.
Esso è calcolato considerando la deviazione della precipitazione
rispetto al suo valore medio su una data scala temporale, divisa per la
sua deviazione standard.
Dato che la precipitazione non è normalmente distribuita, almeno su
scale temporali minori dell'anno, viene eseguito un aggiustamento della
variabile in modo che lo SPI abbia distribuzione gaussiana con media
nulla e varianza unitaria.
Avere un indice con media e varianza fissata consente di confrontare i
valori dell'indice calcolati per diverse regioni e di considerare periodi
umidi e siccitosi nello stesso modo.
Al fine di rendere stabile il confronto, il valore medio e gli altri parametri
della distribuzione sono stimati sul primo sessantennio di osservazioni a
partire dal 1922.
Il dato di precipitazione per area idrografica è stato semplicemente
assunto pari al valor medio delle osservazioni delle stazioni situate
all’interno dell’area o prossime ai suoi confini.
-
Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna
25
SPI al 30 Settembre 2008
alle diverse scale temporali (1, 3, 6, 9, 12 mesi)
-
Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna
26
SPI al 30 Settembre 2008
alle diverse scale temporali (anno idrologico)
-
Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna
27
1922
-1
-1
-2
-2
-3
-3
-4
-4
Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna
2006
2003
2000
1997
1994
1991
1988
1985
1982
1979
1976
1973
1970
1967
1964
1961
0
1958
0
1955
1
1952
1
1949
2
1946
2
1943
3
1940
2-Tirso - INDICE SPI - Periodo SPI_12mesi+1anno - Situazione al 30/09/2008
1937
3
2006
2003
2000
1997
1994
1991
1988
1985
1982
1979
1976
1973
1970
1967
1964
1961
1958
1955
1952
1949
1946
1943
1940
1937
1934
1931
1928
-1
1934
2
1931
2
1925
3
1928
-3
1922
0
SPI
3
1925
SPI
2006
2003
2000
1997
1994
1991
1988
1985
1982
1979
1976
1973
1970
1967
1964
1961
1958
1955
1952
1949
1946
1943
1940
1937
1934
1931
1928
1925
1922
SPI
1
1922
2006
2003
2000
1997
1994
1991
1988
1985
1982
1979
1976
1973
1970
1967
1964
1961
1958
1955
1952
1949
1946
1943
1940
1937
1934
1931
1928
1925
SPI
2-Tirso - INDICE SPI - Periodo SPI_1_mese - Situazione al 30/09/2008
2-Tirso - INDICE SPI - Periodo SPI_12_mesi - Situazione al 30/09/2008
1
0
-1
-2
-2
-3
2-Tirso - INDICE SPI - Periodo SPI_12mesi+3anni - Situazione al 30/09/2008
28
-
Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna
29
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Slides intervento Giuseppe Canè - Fondi Europei 2007-2013