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AV V E N T U R E N E L M O N D O • S P E C I A L E R A I D
Patagonia Raid
Dos cuernos
por diez motociclistas
Il nostro
primo raid in
Patagonia
lungo la catena
andina
Testo e foto di Andrea Capra
n Patagonia non ci si va certo per caso, se poi si decide di farlo in sella ad una moto il tutto acquista un ulteriore fascino.I paesaggi e gli ambienti sono molto vari:vulcani,foreste di conifere,ghiacciai,lande desolate,fiordi e montagne. È una lunga discesa da nord a sud continuando a passare da un versante all’altro della cordigliera. Spesso si lambisce il mare e le altitudini raggiunte non
sono mai eccessive. È un viaggio impegnativo per le lunghe percorrenze, per fortuna agevolato dalle tante ore di
luce a disposizione. È stata lunga da Talcahuano fino a Ushuaia: 4700 km, per una buona metà su sterrato (o ripìo
come lo chiamano da quelle parti).
Abbiamo percorso quasi tutta la Carrettera Austral così
selvaggia e polverosa fino a costeggiare il Lago General
Carrera con il suo splendido colore blu. Il Passo Rodolfo
Roballos ci ha portato nelle lande desolate della Patagonia Argentina, dove ad attenderci c’eranono il vento fortissimo e i ghiaioni della Ruta 40.Guidando sbandati di bolina manco fossimo in barca a vela, siamo giunti al cospetto di due montagne bellissime: il Fitz Roy e il Cerro Torre, quest’ultimo considerata dagli alpinisti una delle vette
più difficili da scalare.
Poi il Parco Los Glaciares con l’affascinante Perito Moreno e le Torres del Paine in Cile. Lo Stretto di Magellano
l’abbiamo attraversato in compagnia di pinguini e delfini
ed eccoci arrivare alla fine del mondo, a Ushuaia, dove finisce anche la Ruta 3 (per la cronaca sono 17.848 Km dall’Alaska)!
I
90
1°VE 26-DIC
MILANO- MADRID - SANTIAGO
da Venezia con voli Iberia. Ci ritroviamo a Madrid. I voli
Iberia sono sempre in ritardo, tant’è che il partecipante
da Venezia rischia di perdere il volo per Santiago.
2° SA 27-DIC
SANTIAGO - CONCEPCION - TALCAHUANO
Arriviamo a Santiago in orario; è obbligatorio far dogana
poiché Concepcion non è “attrezzata” per l’arrivo di voli
internazionali. Questo significa che bisogna ritirare i bagagli anche se hanno già l’etichetta per la destinazione finale: i bagagli vengono controllati (controllo importazione generi alimentari) dopodiché possono essere re-imbarcati ai banchi check-in della LAN. Impieghiamo il tempo di transito per pranzare, io vado a cambiare un po’ di
soldi, c’è un cambio in aeroporto, non ha tassi eccezionali, ma visto che arriviamo a Talcahuano di sabato è meglio
avere qualche soldo per il gruppo in valuta locale.
Volo per Concepcion, all’arrivo dovrebbe esserci un minibus mandato dal proprietario dell’hotel France, ma non
c’è traccia.Contrattiamo sul posto un minibus (15000 PC)
che ci porti fino all’hotel France. In dieci minuti siamo a
Talcahuano dove ci sistemiamo in albergo.Io e Alessandro
Forzoni (capogruppo del viaggio parallelo) prendiamo
contatto con l’agenzia di dogana (Agencia de Aduanas Edmundo Muñoz Flores) e con lo spedizioniere (MSC Chile). Sembra vi sia un problema sulla bolla di spedizione (il
cosiddetto B/L, Bill of Landing) ma ci assicurano che per
lunedì mattina sarà tutto a posto.
L
E G E N D A
:
„k TOT = Tempo totale di percorrenza con soste e visite, KM = Distanza percorsa, „k MOV =
Tempo in movimento (solo mezzi, senza soste),
MEDIA MOV = Velocità media di spostamento
con il mezzo
Andiamo a cena in un ristorante vicino al mercato del pesce, cena a base di pesce molto buono.
3° DO 28-DIC
TALCAHUANO - PUNTA TUMBES - TALCAHUANO
Giornata libera, è domenica decidiamo di andare a Punta
Tumbes, villaggio di pescatori a poca distanza da Talcahuano. Dopo la colazione in albergo e dopo la riunione iniziale del viaggio (casse, cassiere, itinerario, ecc.) prendiamo il bus pubblico sul lungomare e scendiamo al capolinea.Punta Tumbes è un simpatico villaggio con piccole casette colorate in riva al mare, dove l’attività della pesca la
fa da padrone, infatti è pieno di banchetti del pesce, che è
possibile gustare sul posto (granchi e conchiglie crudi
aperti sul momento).Vi sono inoltre numerose zone dove vengono messe a essiccare delle alghe che verranno
vendute principalmente al Giappone.Non contenti andiamo a pranzo da Tia Eli che ci indicano come il miglior ristorante del paese, in effetti durante il corso del pranzo il
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locale si riempirà completamente. Gustiamo pesce fritto
e altri piatti ad un prezzo veramente basso. Usciti dal ristorante ci incamminiamo lungo la strada del ritorno inerpicandoci sulla salita dietro Tumbes. In cima decidiamo di
aspettare il primo bus per rientrate a Talcahuano.
Decidiamo di cambiare posto per la cena, pertanto ci avventuriamo a piedi nella via principale di Talcahuano. I ristoranti sono quasi tutti chiusi essendo domenica, veniamo fermati da una pattuglia di Carabineros che ci invita
ad allontanarci da quella zona (è il centro di Talcahuano)
in quanto pericoloso; ci consigliano un posto per cenare
un po’ distante, mentre camminiamo vediamo che in pratica ci stanno scortando fino a destinazione (forse per avere la commissione dal ristorante? Comunque molto premurosi). Cena niente di che, andiamo a letto, domani ci
aspetta lo sdoganamento. Nel frattempo sono arrivati i
mezzi di supporto.
4° LU 29-DIC
TALCAHUANO - SBARCO VEICOLI - ANGOL MOTO
„k TOT: 3h 19m KM 170 „k MOV: 2h 47m
MEDIA MOV: 61,1 km/h
Colazione in albergo. La mattina va via tra cambio dei soldi per pagare le spese di dogana, il movimentaggio e le assicurazioni dei container. Nel frattempo facciamo un sacco di telefonate a Livorno e a Santiago: il B/L che doveva
essere corretto non va ancora bene, a San Vicente non
fanno nulla se non arriva l’autorizzazione da Santiago.Chiamiamo la MSC a Livorno e sembra che la situazione si
sblocchi, andiamo alla MSC di San Vicente ma anche l’agenzia di dogana fa il suo creando confusione e ponendo
ulteriori difficoltà nell’intestazione del B/L. Io e Alessandro siamo praticamente in ostaggio, ma ci piazziamo alle
spalle dei funzionari della MSC e non so se per disperazione o perché si rendono conto della situazione imbarazzante, alla fine acconsentono al movimentaggio e all’apertura dei container.
Tiriamo fuori le moto, attacchiamo le batterie, la dogana
ispeziona i numeri di telaio e motore sul carnet e il contenuto dei bagagli caricati nei container. Solo uno dei due
minibus è stato autorizzato ad entrare nell’aera doganale
e su questo carichiamo tutto il materiale.
Tornati in albergo, ci organizziamo per la partenza.Tutti
fremono per lasciare Talcahuano e così decidiamo di andare ad Angol.Uscire da Talcahuano non è facile ma alla fine imbocchiamo la strada giusta anche se senza il minibus
(lo ritroveremo ad Angol).
La strada è bella e costeggia il Rio Bìobio, addentrandosi
in un paesaggio di rocce rosse e boschi di conifere. Dopo
Santa Juana c’è un pedaggio da pagare (1500 PC/moto). In
tre ore siamo ad Angol, ritroviamo il nostro autista insieme all’altro gruppo e andiamo all’hostal che ci ha trovato
Yuri, il proprietario dell’Hotel France di Talcahuano. Non
c’è posto per ambedue i gruppi, pertanto veniamo portati in un altro hostal più fuori mano e decisamente più fatiscente.Torniamo in centro e vado all’Hotel Duhatao, tiImpietosa e ...
ghiaiosa Ruta 40
ro un sacco sul prezzo e riesco a trovare posto per tutti
e 10. L’albergo è decisamente bello.
A cena andiamo a cena da Mastike, buono ed economico,
ma lenti.
5° MA 30-DICANGOL - CURACAUTIN - P.N. CONGUILLIO - MALIPEUCO - VILLARICA - PUCON MOTO
„k TOT: 8h 46m KM 326 „k MOV: 6h 00m
MEDIA MOV: 54,2 km/h
Partiamo alle 8.45 in quanto Juan è in ritardo. Ci fermiamo a fare benzina dopodiché puntiamo verso Collipulli.
Qui ci immettiamo sulla Ruta Nacional 5 fino a Victoria:
in uscita si paga un pedaggio di 100 PC a moto. Da qui si
va verso Curacautin dove, dopo una pausa benzina e caffè, ci dirigiamo alla volta del Parque Nacional Conguillio.
Inizia lo sterrato,il paesaggio è dominato dal Volcan Llama
e dalle rocce nere di chiara origine vulcanica.
Giungiamo al Lago Conguillio alle 12.40, poi proseguiamo
fino a Malipeuco dove ci fermiamo per pranzo e benzina.
Ripartiamo alle 15.00 e ci dividiamo:in 6 dopo Cunco vanno per Los Laureles,Villarica e costeggiando l’omonimo
lago giungono fino a Pucon. I restanti 4 decidono di fare
una variante verso l’Argentina per tornare sulla strada
asfaltata a Currarehue e da lì rientrate a Pucon.
A Pucon scopro da Juan che la prenotazione fatta da Rossana è stata misteriosamente cancellata.Troviamo posto
all’Hospedaje Sonia, di fronte alla stazione dei Carabineros, il che ci tranquillizza sulla sicurezza delle moto.A cena andiamo al Suiza,buono;durante la cena ricevo una telefonata da Alessandro che mi racconta dei problemi avuti alla frontiera Argentina con alcuni pezzi di ricambio e
mi prega di recuperare quanto lasciato in frontiera.
6° ME 31-DIC
PUCON - PASO MAMUIL MALAL
SAN MARTIN DE LOS ANDES
RUTA DE LOS SIETE LAGOS - VILLA LA ANGOSTURA - SAN CARLOS DE BARILOCHE MOTO
„k TOT: 11h 26m KM 392 „k MOV: 6h 33m
MEDIA MOV: 59,7 km/h
La partenza avviene solo alle 9.00 poiché andiamo da un
gommista a cambiare le gomme del Transalp che ha problemi sullo sterrato. Dopo Currarehue si va verso il passo Mamuil Malal e inizia lo sterrato. Incontriamo i primi
ghiaioni, sullo sfondo ci fa compagnia il Vulcano Lanin passando in mezzo alle foreste di araucarie.Arrivati alla frontiera cilena, recuperiamo quanto lasciato dall’altro gruppo, carichiamo le gomme di scorta sulle moto (in questo
modo sono considerate materiale di scorta per la singola moto e non pezzi di ricambio “contrabbandati”).Le pratiche in Cile sono relativamente brevi,il doganiere mi spiega come deve essere compilato in uscita il carnet. In Argentina le pratiche sono lunghissime, in particolar modo
l’inserimento dei dati dei veicoli a terminale da parte dei
funzionari doganali (dopodiché si firma il modulo stampato). Ne usciamo in 2 ore e 20 minuti. Scendendo verso la
R.N. 23 troviamo l’asfalto molto prima di quando
indicato dalle carte.A Malleo ci immettiamo sulla strada che ci porta a San
Martin de Los Andes dove ci fermiamo per cambiare i soldi,
bere qualcosa e fare benzina.
Io chiamo a Bariloche per
avvisare che stiamo arrivando anche se un po’ in
ritardo.
Dopo San Martin inizia la
Ruta de Los Siete Lagos,
un percorso molto bello
che porta fino a San Car-
Patagonia Raid
lo de Bariloche quasi tutto asfaltato fatta eccezione per il
tratto da Pichi Traful a Villa La Angostura.
Arriviamo a Bariloche che sono già le 19.30, purtroppo
perdiamo parecchio tempo a trovare l’ostello che avevo
prenotato che risulta abbastanza fuori dal centro. Qualche mugugno sulla sistemazione, ma è l’ultimo dell’anno e
siamo veramente stanchi. Per cena andiamo a poca distanza dall’ostello in un ristorante piuttosto carino ma
completamente vuoto; invitiamo anche in nostro autista.
Il menù dell’ultimo dell’anno è ricercato e accompagnato
da buon vino per 60 USD a testa.
7° GI 01-GEN
SAN CARLOS DE BARILOCHE - EL BOLSON
CHOLILA - P.N. LOS ALERCES - TREVELIN
FUTALEUFU MOTO
„k TOT: 11h 24m KM 381 „k MOV: 6h 28m
MEDIA MOV: 58,8 km/h
Colazione in ostello, uscendo da Bariloche andiamo verso El Bolson. C’è poca gente in giro in quanto è il primo
dell’anno: Juan vorrebbe anche cambiare una gomma poiché continua a sgonfiarsi,ma è tutto chiuso.Saltiamo il Lago Puelo,dopo Epuyen inizia lo sterrato che porta a Cholila. La fantomatica capanna di Butch Cassidy e Sundance
Kid è prima del paese, noi lo scopriamo solo al benzinaio
del paese e nessuno è interessato a tornare indietro per
vederla.Fatta benzina partiamo alla volta del P.N.Los Alerces, ma al bivio subito dopo il benzinaio vanno tutti a sinistra, mentre bisogna andare a destra. Solo in tre ci accorgiamo dell’errore, gli altri arrivano fino all’immissione
sulla RN40 prima di accorgersene. In due si avviano verso il parco, io rimango ad aspettare gli altri che ho fatto
seguire da Juan. Dopo 2 ore eccoli di ritorno, ripartiamo
verso il parco e in mezz’ora siamo all’ingresso; il paesaggio è molto affascinante, sulla strada ci fermiamo a fare
molte foto anche se il tempo è poco a causa della deviazione. Uscendo dal parco a Villa Futaleufquen ritroviamo
l’asfalto che però si interrompe a una decina di km da Trevelin. Qui commettiamo una leggerezza: non tutti fanno
benzina pensando che in Cile la troveremo a Futaleufu,anche Juan è della stessa idea.
Saliamo verso Futaleufu giungendo alla frontiera Argentina alle 18.00, pratiche doganali discretamente rapide e alle 19.45 siamo a Futaleufu.
Questo è uno dei tre posti dove avevo chiesto a Rossana
di trovarmi una sistemazione; anche qui ovviamente nulla. Giriamo un po’ per il paese finché non troviamo posto
all’Hospedaje Posada Ely, carino. Purtroppo si concretizza
la certezza che non ci sono benzinai.
Io e Juan andiamo alla ricerca di benzina bussando alle case che di solito ne tengono di scorta ma niente. Il punto
di rifornimento più vicino è Palena, ma comporterebbe
una significativa deviazione;a questo si aggiunge il fatto che
la Carretera Austral da La Junta a Puyuhuapi viene chiusa
per lavori dalle 10 alle 14. Studiamo tutta una serie di alternative, tra le quali mandare Juan a far rifornimento a
Palena con le taniche; per fortuna notte tempo arriva a
Futaleufu uno degli “spacciatori” abituali di carburante e
riusciamo a recuperare gasolio per il minibus e 20 l di benzina per le moto.
In tutto questo i proprietari dell’Hospedaje si danno un
gran da fare e sono molto carini, ad un certo punto provano a darci la benzina della loro auto ferma,ma purtroppo
non riusciamo a trovare un tubo per adescarla.
Dedichiamo parte della sera alla manutenzione delle moto, poi a cena.
8°VE 02-GEN
FUTALEUFU - VILLA S.TA LUCIA - LA JUNTA - PUYUHUAPI - PUERTO CHACABUCO
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Patagonia Raid
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PUERTO AISEN MOTO
„k TOT: 12h 53m KM 429 „k MOV: 8h 09m
MEDIA MOV: 52,5 km/h
Riusciamo a partire per le 6.40 (previsto 6.30) per la giornata a mio parere più bella dal punto di vista della strada.
La discesa lungo il Rio Futaleufu è spettacolare con il blu
intensissimo dell’acqua e la polvere vulcanica del Chaiten
che ancora ricopre alberi e rocce.
Alle 8.12 ci immettiamo sulla Carretera Austral a Villa Santa Lucia per giungere poi alle 9.30 a La Junta dove finalmente troviamo la benzina. Ci immettiamo nel tratto
“chiuso per lavori” alle 10.00 in punto, ma riscontriamo
che non vi sono lavori: infatti la gente del luogo al benzinaio ci ha raccontato che i lavori si sono interratti prima
di Natale e da allora non sono più ricominciati.Alle 11.00
siamo a Puyuhuapi, ci fermiamo per un caffè e lasciamo il
materiale dell’altro gruppo. Puyuhuapi, ridente paesino all’estremità di un fiordo è abitato da una nutrita comunità
di tedeschi, che non parlano neanche tanto bene lo spagnolo nonostante la lunga permanenza in Cile. Partiamo
alla volta del Ventisquero Colgante nel P.N. Queulat, purtroppo manchiamo il bivio e il gruppo non è neanche tanto interessato alla visita. Prima del bivio per Puerto Cisnes troviamo un altro tratto con ghiaioni; a Villa Amenegual ci fermiamo per risposarci. A Manihuales facciamo
benzina dopodiché puntiamo su Puerto Aisen. Abbiamo
deciso di pernottare qui in quanto speriamo di trovare
posto per l’escursione alla Laguna San Rafael (si effettua
una sola volata alla settimana e di sabato). Preso possesso delle Cabañas Los Arrayanes,in tre andiamo fino a Puerto Chacabuco all’agenzia Catamaranes del Sur.Purtroppo
non c’è posto, quindi un po’ scornati torniamo a Puerto
Aisen: qui perdiamo un po’ di tempo cercando di cambiare un po’ di soldi (nessuno cambia più di 50 o 100 dollari e a tassi piuttosto sconvenienti) e un posto per la cena
(Isla Verde buono ma caro).
9° SA 03-GEN
PUERTO AISEN - COIHAIQUE - VILLA CERRO CASTILLO - PUERTO RIO TRANQUILO - PUERTO
BERTRAND MOTO
„k TOT: 11h 04m KM 366 „k MOV: 6h 13m
MEDIA MOV: 56,3 km/h
Lasciamo Puerto Aisen dopo aver fatto colazione nelle nostre cabañas.Alcuni sbagliano strada,altri vanno avanti,nella confusione Juan (che dovrebbe sempre essere l’ultimo)
non si accorge che manca una moto. Quando ce ne accorgiamo, un paio ritornano a cercarlo, gli altri vanno a
Coihaique. Una caduta da fermo ha fatto spostare la leva
del freno che perciò rimane tirato. Ci vorranno un paio
d’ore per capire il problema e ricompattare il gruppo.Partendo da Coihaique, attenzione a non sbagliare strada:
quando arrivate agli incroci la Carretera Austral è quella
che sembra la meno importante; in ogni caso dovreste
sempre trovare i cartelli lungo il ciglio che recano il numero 5.
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Si iniziano a incontrare le prime montagne, a Villa Cerro Castillo inizia lo sterrato e man mano
ci si avvicina al Lago General Carrera: paesaggio molto bello con foreste di alberi dall’aspetto spettrale (zona Bahia Murta).Una caduta in curva causa una lesione ad una caviglia che in seguito si rivelerà peggiore del
previsto: infatti durante la sosta a Puerto Rio Tranquilo il pilota patirà parecchio la rimozione dello stivale.
Il Lago General Carrera ha un colore
veramente splendido e il tratto dopo
Puerto Rio Tranquilo sembra una prova speciale tant’è che un po’ tutti si godono la “cavalcata”.
Superato il Rio Baker (emissario del
General Carrera) svoltiamo a sud verso
Puerto Bertrand, dove ci sono delle cabañas che mi hanno consigliato a Puerto
Rio Tranquilo (ultimo posto che avevo chiesto a Rossana: anche qui nulla).
Alloggiamo alle Cabañas Rapidas del Rio Baker
che sui trovano in riva al fiume in corrispondenza
dell’inizio del fiume che risulta essere il più lungo del Cile. Ci sistemiamo in 3 cabañas con stanze doppie, bagno,
cucina e salottino. Un posto veramente bello, vale la pena
fermarsi; uno fa pure il bagno nel fiume. Cena presso le
cabañas.
10° DO 04-GEN
PUERTO BERTRAND - PASO RODOLFO
ROBALLOS - YPOLITO YRIGOYEN
BAJO CARACOLES MOTO
„k TOT: 10h 00m KM 244 „k MOV: 5h 11m
MEDIA MOV: 47,1 km/h
Oggi si rientra in Argentina. Costeggiando ancora il Rio
Baker arriviamo alla deviazione per il confine. La strada è
chiusa da un cancello e non c’è un’indicazione che aiuti a
trovarla. Preferiamo aspettare di chiedere a qualcuno del
luogo prima di imboccarla, ma sulla Carretera non passa
molta gente.Avuta la conferma della strada ci addentriamo verso il Paso Rodolfo Roballos, la strada è molto poco battuta e per questo in buone condizioni; ai lati vediamo un sacco di guanachi.
Alle 10.30 siamo alla frontiera cilena, c’è un vento fortissimo e dobbiamo svuotare le taniche di benzina nei serbatoi perché temiamo che facciano storie. La dogana cilena è discretamente veloce anche se è un solo doganiere a fare tutto.Arrivati alla dogana argentina inizia un’interminabile trafila di trascrizioni con carta carbone eseguita da due doganieri che si distinguono per il loro acume e la loro scaltrezza. Record 2.20 h di frontiera! Decidiamo di non puntare direttamente su Bajo Caracoles ma
scendere verso Ypolito Yrigoyen per andare a vedere il Lago Posadas. Si passa in mezzo ad un paesaggio simile alle
saline con grandi formazioni bianche intervallate da rocce rossastre.Su un riporBenzina... dove capita
to di sabbia finissima lungo una curva battezzo
anche io la mia moto,senza gravi conseguenze.Arrivati a Ypolito Yrigoyen,
scopriamo che il Lago
Posadas è ancora più distante dalla parte opposta rispetto alla nostra
destinazione finale; nessuna ha voglia di fare strada in più, pertanto cerchiamo qualcosa da bere
Il M.te Fitz Roy
(non
c’è veramente nulla in questo posto) e ripartiamo per Bajo Caracoles. La strada diventa noiosa e
cominciamo a sperimentare il vento che incontreremo
sulla Ruta 40. Arriviamo a Bajo Caracoles, un gruppo di
quattro edifici con una pompa di benzina.
Avevo prenotato dall’Italia, provo a farmi fare un po’ di
sconto, ma niente: il prezzo è decisamente superiore a
quello che abbiamo pagato finora, i proprietari se ne approfittano su tutto, sono veramente scortesi.Altro fenomeno strano: per riempire due taniche da 20 litri vanno
45 l di benzina; siccome i proprietari della pompa di benzina sono gli stessi dell’hotel mi insospettisco e li convinco a fare una misura con una bottiglia di plastica: stavolta
hanno ragione loro, evidentemente le taniche hanno un
volume sbagliato. Comunque infastidito da questo “monopolio” faccio un giro ed entro all’hostal Ruta 40: qui mi
intrattengo con il proprietario il quale mi parla di tutti i
lavori che sta per fare per migliorare la ricettività dell’hostal;è anche il proprietario dell’Estancia Los Nires che sta
ai piedi del Cerro San Lorenzo, la montagna più alta della
provincia di Santa Cruz (me lo avrà ripetuto almeno 10
volte!). Ho riportato nella sezione apposita i suoi riferimenti perché onestamente mi è risultato più simpatico e
mi è sembrato più onesto, anche se il posto è più spartano dell’hotel dove abbiamo alloggiato (non pensate a chissà cosa). Per contattarlo c’è solo un indirizzo e-mail, in
quanto l’unico telefono a Bajo Caracoles indovinate chi
ce l’ha?
Cena all’hotel, sufficiente; durante la notte il vento soffia
fortissimo.
11° LU 05-GEN
BAJO CARACOLES
TRES LAGOS - EL CHALTEN MOTO
„k TOT: 11h 06m KM 471 „k MOV: 7h 03m
MEDIA MOV: 66,6 km/h
Ci svegliamo per andare a far colazione al bar (il prezzo
della colazione servita era anche questo esorbitante!),ma
questo è letteralmente invaso da un bus di turisti, infatti
Bajo Caracoles vive di questo:i bus si fermano per far benzina e i turisti si rifocillano all’autogrill (il bar dell’hotel).
Partiamo alle 8.30 e ci immettiamo sulla Ruta 40, il fondo
è abbastanza regolare nella prima parte, continua a farci
compagnia questo fortissimo vento laterale.Dopo un cen-
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tinaio di chilometri troviamo addirittura l’asfalto e un po’
ci rallegriamo, ma non sappiamo ancora cosa ci aspetta:
dopo il bivio per Gobernador Gregores finisce l’asfalto e
per livellare la strada sono state stese grandi quantità di
ghiaia. La guida è veramente difficoltosa e ci sono parecchie cadute: ad un certo punto saremo costretti a caricare una moto sul mezzo di supporto.Arriviamo al bivio di
Tres Lagos e svoltiamo a sinistra per entrare in paese. Ci
fermiamo a rifocillarci nell’unico “locale” aperto. Ritornati al bivio proseguiamo per El Chalten senza vedere la stradina sulla destra che porta al benzinaio (senza insegna!).
Perdiamo parecchio tempo tra andare avanti cercando invano il benzinaio, un po’ ci sfilacciamo, ma abbiamo assolutamente bisogno di fare rifornimento. Da Tres Lagos fino a El Chalten, dove inizia a piovigginare, la strada è tutta asfaltata.Ci sistemiamo nell’albergue dell’Arco Iris,molto spartano, ma almeno è tutto per noi.
Cena alla Fonda Patagonica Aonikenk che ci soddisfa, tant’è che ci torneremo. L’Arco Iris da quest’anno non fa più
servizio di ristorazione, ma da solo la colazione.
12° MA 06-GEN
EL CHALTEN
TREK FITZ ROY - EL CHALTEN PIEDI
„k TOT: 6h 39m KM 17,2 „k MOV: 4h 16m
MEDIA MOV: 4,0 km/h
Finalmente una giornata di sosta, ci voleva proprio. Ottima colazione all’Arco Iris, poi partiamo con calma per il
Fitz Roy,ci facciamo dare uno strappo da Juan in fondo alla strada San Martin dove inizia il sentiero.Saliamo con calma facendo molte foto, non saliamo fino al mirador, ma ci
fermiamo al Campamento Poincenot (prima dell’ultimo
strappo). Ridiscendendo passiamo dalla Laguna Capri. Pomeriggio libero a El Chalten,indago su un posto per la cena, ma sono tutti molto cari.Andiamo a El Muro dove ci
troviamo bene, mangiando una grigliata mista.
13° ME 07-GEN
EL CHALTEN
TREK CERRO TORRE - EL CHALTEN PIEDI
„k TOT: 5h 14m KM 18,7 „k MOV: 4h 11m
MEDIA MOV: 4,5 km/h
Partiamo un po’ prima perché oggi vogliamo arrivare alla
Laguna Torres,infatti sembra che sia la giornata buona per
vedere il Cerro Torre dopo quasi un mese che è coperto
dalle nubi e anche i tentativi di ascensione sono falliti. In
poco meno di tre ore siamo alla Laguna, ma ci fermiamo
poco perché il vento anche qui è piuttosto forte. Rientriamo a El Chalten lungo lo stesso sentiero e per cena
ritorniamo all’Aonikenk.
14° GI 08-GEN
EL CHALTEN - EL CALAFATE
MOTO
„k TOT: 4h 08m KM 219 „k MOV: 3h 04m
MEDIA MOV: 71,1 km/h
Mattinata dedicata al trasferimento a El Calafate. Qui dopo esserci sistemati all’hostal,dedichiamo il pomeriggio al
cambio dei soldi (è da San Martin de Los Andes che non
riusciamo a comprare Pesos Argentini) e a organizzare le
escursioni al Perito Moreno per il giorno successivo.
In 5 decidiamo di fare la ramponata con Hyelo y Aventura (350 PA/pax) mentre gli altri 5 decidono di fare la navigazione sul Brazo Norte del Lago Argentino (Upsala,
Spegazzini e Onelli).A seguire andremo a vedere il ghiacciaio anche dalle passerelle. Facciamo un po’ di shopping
e la spesa per il pranzo al sacco del giorno dopo. Proviamo a organizzare i trasferimenti fino al ghiacciaio (che si
trova a circa 60 km da El Calafate) con il minibus, ma Juan
ci dice che non ha l’autorizzazione per trasportare passeggeri. Useremo le nostre moto.
Cena a Las Barricas dietro l’hostal che ci ha attirato con
un cordero asado molto invitante in vetrina.
15°VE 09-GEN
EL CALAFATE - P.N. LOS
GLACIARES - EL CALAFATE
MOTO+BARCA+PIEDI
„k TOT: 9h 48m KM 146 „k MOV: 2h 06m
MEDIA MOV: 73,0 km/h
Partenza a orari differenti per le due escursioni.Alle 8.10
per la ramponata, alle 8.45 siamo all’ingresso del P.N. Los
Glaciares dove si paga.Alle 9.20 arriviamo all’imbarcadero dove aspettiamo una ventina di minuti prima di salire
sulla barca che ci porta dall’altro lato del Brazo Sur. Qui
c’è un rifugio dove veniamo riforniti di guanti e possiamo
lasciare gli zainetti. Briefing dove ci danno un po’ di notizie sul ghiacciaio; dopodiché si cammina sulla spiaggia fino
ad arrivare all’inizio del ghiaccio.Siamo molto fortunati ed
assistiamo ad un importante distacco dal fronte del ghiacciaio.
Ci mettono i ramponi ai piedi e ci spiegano come si cammina sul ghiaccio. Giro di un paio d’ore, dopodiché si rientra al rifugio per il pranzo al sacco. Si attende la barca
per il ritorno, riprendiamo le moto e andiamo alle passerelle da dove si vedono ambedue i fronti del ghiacciaio che
separano i due bracci del Lago Argentino. Sulla via del ritorno incrociamo i nostri compagni che stanno andando
verso le passerelle.
Cena a La Lechuza a base di pizza,sentiamo molto la mancanza dei carboidrati.
16° SA 10-GEN
EL CALAFATE - ESPERANZA
CHANCA CARRERA - CERRO CASTILLO - P.N.
TORRES DEL PAINE MOTO
„k TOT: 10h 05m KM 380 „k MOV: 5h 22m
MEDIA MOV: 70,6 km/h
Partiamo da El Calafate alle 7.30, a El Cerrito alcuni decidono allungare passando da Esperanza,gli altri tagliano lungo la strada sterrata, le notizie che avevamo sconsigliavano di fare questa scorciatoia, a quanto pare non è così ridotta male. Alle 12.20 arriviamo a Chanca Carrera alla
frontiera argentina, passiamo poi a quella Cilena a Cerro
Castillo; qui è l’unico posto dove ci hanno controllato i
bagagli alla ricerca di frutta, formaggio, ecc. Io ho due mele che dichiaro e cerco di buttare (sapevo che non c’era
verso di tenerle), ma il doganiere vuole a tutti i costi arrivare a sequestrarmele lui! Sosta per spuntino e benzina
a Cerro Castillo.
Dopo 1.10 h giungo alla Guarderia Laguna Amarga, gli altri si sono persi,hanno sbagliato strada,ecc.li aspetto quasi un’ora.Intanto mi informo sull’ingresso al P.N.Torres del
Paine e scopro (incredibile ma con tutto quello che avevo
letto questa cosa non ero riuscito a capirla) che c’è una
strada che porta fino al Rifugio che ho prenotato (Torres Norte): è dissestata
ma per le nostre moto non vi
sono proprio problemi.
Finalmente ci avviamo verso il rifugio dove ci sistemiamo in una camerata
da 8 + 2 ulteriori letti.
Il posto è bellissimo
con vista sulle Torres.
A cena si va nel
Rifugio di fronte (più moderno ma anche
più brutto)
dove si
pranza a
menù
fisso.
Patagonia Raid
17° DO 11-GEN
P.N.TORRES DEL PAINE TREK MIRADOR LAS TORRES
P.N.TORRES DEL PAINE PIEDI
„k TOT: 7h 27m KM 20,1 „k MOV: 5h 04m
MEDIA MOV: 4,0 km/h
Dopo la colazione partiamo alla volta del Mirador Torres,
bisogna andare verso l’Hostaria Torres (albergo con ristorante), dove finisce la strada e da lì parte il sentiero. Si
passa per il rifugio El Chileno, dove si può dormire, campeggiare e fare dei giri a cavallo.L’ultimo strappo sulla morena è abbastanza duro, ma in mezz’oretta si fa. Bellissima
vista delle Torres dal mirador con tanto di lago alla base
delle stesse.Discesa per lo stesso sentiero.Relax fuori dal
rifugio con tramonto e cena nel solito Torres Grande.
18° LU 12-GEN
P.N.TORRES DEL PAINE
LAGO GREY - CUEVA DEL MILODON
PUERTO NATALES MOTO
„k TOT: 7h 41m KM 180 „k MOV: 3h 40m
MEDIA MOV: 49,1 km/h
Partiamo dal rifugio con per un giro in moto nel parco.Alle 10.30 siamo al parcheggio del Salto Grande, qui uno si
accorge di aver dimenticato qualcosa al rifugio e torna indietro; gli altri nel frattempo visitano la cascata, non molto alta ma imponente per la portata (in realtà è il collegamento fra due laghi). Continuiamo il tour fermandoci a fare foto un po’ ovunque, seguendo la strada a sud dei laghi.
Per pranzo decidiamo di fermarci all’Hostaria Grey dove,
come prevedibile, ci salassano per un panino e una birra.
Io decido di provare ad andare a vedere da vicino gli iceberg del Lago Grey, anche se se ne vedono pochi.Tra andata e ritorno dall’Hostaria contate almeno 1.30 h, io faccio un po’ di corsa ma la spiaggia è bella e ci si trova proprio di fronte al ghiacciaio (anche se un po’ lontano).
Lasciamo il parco seguendo la strada che punta verso
Puerto Natales senza passare di nuovo da Cerro Castillo.
È appena stata sistemata e ci sono un po’ di riporti di ghiaia,
ma comunque in buone condizioni e con poco traffico. Ci
fermiamo alla Cueva del Milodon, non vale la pena andarci apposta, ma desta curiosità ripensando al primo capitolo di “In Patagonia” di Chatwin.
Arriviamo in fretta a Puerto Natales, ma perdiamo tempo perché riusciamo a finire la benzina in una stazione di
servizio! Ci sistemiamo al Loreto Belen, molto carino e
accogliente.
A cena andiamo alla Picada de Carlitos (buono). Puerto
Natales è una cittadina a mio parere affascinante anche se
non ha attrattive particolari. Dopo cena decidiamo di fare due passi e nonostante ci perdiamo in alcune viette secondarie, non vi è sentore di pericolo.
Los Alerces
93
(03-102) Articoli+Tac
19-09-2009
Patagonia Raid
15:27
Pagina 94
AV V E N T U R E N E L M O N D O • S P E C I A L E R A I D
19° MA 13-GEN
PUERTO NATALES - FERRY
PRIMERA ANGOSTURA - CERRO SOMBRERO
ONAISIN - SAN SEBASTIAN MOTO+FERRY+MOTO
„k TOT: 11h 42m KM 562 „k MOV: 7h 06m
MEDIA MOV: 78,6 km/h
Partiamo di buon ora perché vogliamo andare alla Pinguinera Seno Otoway e poi portarci avanti per diminuire la
tappa dell’ultimo giorno.Infatti abbiamo deciso di non dormire a Punta Arenas e conseguentemente ho disdetto la
prenotazione che avevo fatto. Sulla strada per Punta Arenas il primo benzinaio si trova poco prima del bivio per la
Primera Angostura. Ci fermiamo per un caffè poi proseguiamo verso sud. La strada che porta alla pinguinera si
trova in corrispondenza di un posto di polizia; in realtà
scopriamo che è chiusa perché il proprietario di un’estancia attraversata ha impedito il transito. Per accedere
alla pingui nera occorre fare altri 40 km per la maggior
parte di sterrato.Viste le condizioni delle nostre gomme
e la necessità di portarci avanti il più possibile, decidiamo
a malincuore di rinunciare.Andiamo verso la Primera Angostura, al Termial San Gregorio le due moto col serbatoio piccolo fanno rifornimento; passiamo davanti all’Estancia San Gregorio (nessuno si ferma …) e arriviamo al
bivio che porta verso il traghetto. Siamo fortunati e riusciamo a imbarcarci subito compreso il minibus.Traversata in compagnia di delfini e pinguini.Sbarchiamo sulla Terra del Fuoco e ci fermiamo per uno spuntino.
Puntiamo verso Cerro Sombrero dove facciamo benzina
e chiediamo informazioni sulla strada migliore per San Sebastian. Ci dicono che è meglio passare per Onaisin in
quanto c’è meno traffico pesante anche se la strada è più
lunga. Così facciamo e alle 19.00 siamo alla frontiera cilena. Poco prima mi fermo a chiedere se c’è posto per dormire, ma alla fine tutti vogliono ancora andare avanti (sarà che c’è un sole …).Alle 20.00 abbiamo finito anche la
frontiera Argentina, andiamo un po’ avanti cercando San
Sebastian finché non ci accorgiamo che il paese in realtà
è costituito dal benzinaio e dal Motel ACA (Automovil
Club Argentino) a ridosso della frontiera. Rio Grande è
troppo lontano (80 km) quindi torniamo indietro al motel. La sistemazione è buona nelle stanze del corpo principale, mentre è spartana nel casupole fuori.Anche la cena è obbligata, non essendovi nient’altro.
20° ME 14-GEN
SAN SEBASTIAN
RIO GRANDE - PASO GARIBALDI - USHUAIA
MOTO
„k TOT: 9h 27m KM 364 „k MOV: 5h 13m
MEDIA MOV: 69,8 km/h
Partiamo e per la prima volta … piove! Il paesaggio è particolare, si costeggia l’oceano, il terreno è piuttosto piatto, ogni tanto spunta un pozzo di estrazione del petrolio.
Superato Rio Grande il tempo migliora, si inizia a salire di
quota e si entra in una zona di boschi. Qui una moto inizia a fare le bizze, va per qualche km poi si ferma. Proviamo di tutto,smontiamo buona parte del motore,ma niente.Alla fine rassegnati carichiamo la moto sul minibus.
Alle 14.30 siamo a Tolhuin dove facciamo benzina e uno
spuntino. Ripartiamo per il Paso Garibaldi dove ci fermiamo per le foto: la strada è oramai tutta asfaltata. Scendendo verso Ushuaia il tempo si fa cupo e inizia a piovere seriamente.Abbiamo appuntamento all’agenzia di dogana per la consegna dei documenti, ma decidiamo di fare prima un salto al Parco Lapataia dove finisce la Ruta 3.
L’ingresso al Parco è abbastanza costoso, la cosa che fa
specie è che dopo una certa ora non controllano più (se
non ricordo male dopo le 20.00) e l’accesso è libero.
Arriviamo fino alla fine della strada, qualche foto e ritorniamo a Ushuaia all’ufficio della Tamic. Anche se ufficialmente chiuso riusciamo a lasciare i documenti (libretto
94
moto, passaporto e modulo d’ingresso del veicolo in ingresso in Argentina) per farne le fotocopie.
Andiamo da Teodoro e Maria dove ci sistemiamo; poi per
cena andiamo con il minibus in centro a Ushuaia a La Casa De Los Mariscos (buono a base di pesce).
21° GI 15-GEN USHUAIA - IMBARCO VEICOLI
Giornata dedicata all’imbarco dei veicoli. La mattina andiamo alla dogana dove autentichiamo le fotocopie dei documenti fatte il giorno prima.Ci danno appuntamento nel
pomeriggio per far entrare le moto nell’area doganale.
Spendiamo la mattinata in shopping e pranzo sulla Avenida San Martin (via centrale di Ushuaia). C’è anche da pagare la Tamic per la spese di movimentaggio e dogana: il
conto è piuttosto salato (1770 USD) e si può pagare solo in PA o USD,pertanto raccolgo i soldi tra i partecipanti
e trovo un’agenzia di cambio che mi faccia la conversione
da Euro a USD.Alle 14.30 portiamo le moto nel piazzale
della dogana, piove e il doganiere non ha molta voglia di
bagnarsi, pertanto controlla solo una decina di moto su
22 prima di stufarsi. Riempiamo i container, vengono apposti i sigilli e torniamo in albergo.
Cena con centolla da Teodoro e Maria, poi alcuni di noi
decidono di uscire, andiamo da Ramos Generales, locale
ricavato in un vecchio magazzino, molto bello e con musica dal vivo.
22°VE 16-GEN
USHUAIA - SANTIAGO AEREO
La quantità di paesaggi e luoghi visitati durante il viaggio è
tale e tanta che la stanchezza del viaggio, complice anche
la pioggia, ci spinge ad aspettare l’ora di andare in aeroporto in albergo da Teodoro e Maria.Con due viaggi il minibus ci porta all’aeroporto che è a 10 minuti dall’albergo.Il volo per Santiago è lungo poiché fa scalo a Punta Arenas con obbligo di scendere per i passeggeri: la cosa divertente è che il motivo è far dogana, ma ci dicono anche
che il bagaglio a mano può essere lasciato a bordo!
Atterrati a Santiago, subito dopo l’ulteriore dogana prima
ancora di uscire, c’è un’agenzia che fornisce taxi minibus,
sia riservati che in condivisione. Ne prendo 2 riservati ed
esco;all’esterno ci sono altri tassisti che forniscono il medesimo servizio,prendo il biglietto di uno da utilizzare per
il giorno dopo.
L’albergo, un po’ fatiscente ma secondo me certamente
affascinante, non è di gradimento per tutto il gruppo.Andiamo a cena in un ristorante di pesce abbastanza vicino
all’albergo.
La polverosa e selvaggia
Carrettera Austral
23° SA 17-GEN
SANTIAGO - MADRID AEREO
Dopo colazione ci avviamo a piedi verso la Plaza de Armas, passiamo in rassegna il palazzo della Moneda, la Cattedrale, la Casa Colorada, la Basilica della Merced e infine
ci dirigiamo verso il Cerro Santa Lucia (parco). Per pranzo ci sparpagliamo, ci ritroviamo in albergo per le 16.00.
Ho prenotato 2 minivan per l’aeroporto e in 20 minuti
siamo agli imbarchi.Volo notturno per Madrid.
24° DO 18-GEN
MADRID
MILANO/ROMA/VENEZIA/NIZZA AEREO
Atterraggio a Madrid.Voli per le destinazioni finali:Milano,
Roma,Venezia, Nizza.
PA RT E C I PA N T I A L R A I D E M OTO
CAPRA Andrea
SACCO Roberto
VIRGILI Giuseppe
BAROZZI Giancarlo
BORTONE Franco
GHINELLI Alessandro
SETTI Claudio
GAMBERINI Lorenzo
CONSIGLI Pierpaolo
BRIGANTI Mara
HONDA AFRICA TWIN 750
YAMAHA XTE 600
BMW F 650
HONDA TRANSALP
KTM 450 EXC
BMW R1200GS
BMW R1200GS
BMW 1150 ADVENTURE
BMW R 1200 GS
AL SEGUITO
PARTECIPANTI AL RAID Gruppo A. Forzoni e MOTO
gruppo parallelo a quello di Capra che ha effettuato una
deviazione in Argentina prima di arrivare in Patagonia. La
relazione sarà pubblicata prossimamente.
FORZONI Alessandro
CARTIA Claudio
CIOCCI Andrea
FERRI Marco
RADINI TEDESCHI Giacomo
BARIASCHI Marco
MARIANI MARINI Sergio
GAGLIARDI Simone
VECCHIO Claudio
MANDURINO Giuseppe
CAMPI Massimo
COLACINO Angelo
RIONDINO Giovanni
GRIGION Elena
PULIERI Maria Novella
POZZI Emanuela
BOGA Mara
BMW GS1150 ADVENTURE
BMW GS1200 ADVENTURE
BMW GS1150 ADVENTURE
KTM 640 ADVENTURE
BMW GS1200
HONDA AFRICA TWIN
BMW GS 1150 ADVENTURE
BMW GS1200 ADVENTURE
YAMAHA TENERE'
BMW R 80 GS
BMW HP2
BMW GS1200
BMW GS1150 ADVENTURE
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