della diocesi di como Periodico Settimanale | Poste Italiane S.P.A. | Sped. In Abbonamento Postale | D.L. 353/2003 (Conv. In L. 27/02/2004 N° 46) Art. 1, Comma 1, Dcb Como Anno XXXV - 2 aprile 2011 - € 1,20 Attualità 3 Italia 13 4 Como Morbegno 15 Emergenze che interpellano la Chiesa L’Aquila: “Non perdiamo la speranza” L’affido familiare, una sfida per tutti Il ministro Matteoli in Bassa Valtellina iappone, Libia, SiG ria, immigrati a Lampedusa, libertà re- due anni dal terreA moto del 6 aprile 2009 nostra intervista a n progetto di rete U per organizzare sei incontri su un tema di l responsabile delle Isitato Infrastrutture ha vii cantieri viabi- ligiosa e temi etici. Editoriale La trappola dei sondaggi don Claudio Tracanna. stringente attualità. 29 listici della zona. Parigi. Al via il “Cortile dei Gentili” di Gianni Borsa L e strade della politica estera e quelle della politica interna si incrociano, oggi più che mai. E quando i governanti devono assumere decisioni cruciali che abbiano come sfondo lo scenario internazionale, cercano dapprima lo sguardo rassicurante dei sondaggisti: mi converrà elettoralmente tale decisione? porterà giovamento al mio partito, alla mia coalizione, in vista del prossimo ricorso alle urne? Non occorre scandalizzarsi. La politica attuale vive anche - talvolta soprattutto - di sondaggi, dipende da un’opinione pubblica sempre meno legata a un partito o a una coalizione e sempre più dipendente dalle notizie dell’ultima ora, dalla dichiarazione del tale ministro, dalle parole del capo dell’opposizione. Alle elezioni amministrative tedesche del 27 marzo, la cancelliera Angela Merkel, il suo partito (Cdu) e i suoi alleati (Fdp) hanno subito un significativo arretramento di voti. Naturalmente non si devono escludere ragioni legate all’amministrazione degli stessi länder, ma tutti i commentatori hanno indicato nelle posizioni troppo titubanti in politica estera i motivi della bocciatura popolare. Mentre l’Ue cercava una direzione comune su Libia, energia nucleare (in relazione a quanto accade in Giappone) e governance economica, la Merkel appariva incapace di imporre linee politiche chiare, scavalcata dalle più decise leadership di Parigi e Londra. Completamente diverso il copione interpretato, anche con una certa spregiudicatezza, dall’ex alleato di ferro, Nikolas Sarkozy. Dato in netto calo nei sondaggi, l’inquilino dell’Eliseo ha fatto di tutto per mettersi alla testa dell’intervento antiGheddafi, riuscendo a trascinare il britannico Cameron, lo statunitense Obama e la Comunità internazionale. Sarkozy non è stato al riparo da errori e le sue “fughe in avanti” sono state contestate da varie voci. Ma sul piano della politica nazionale il presidente francese potrà probabilmente lucrare i vantaggi di tanta risolutezza. E gli altri leader? C’è chi ha problemi economici in casa propria (Grecia, Irlanda e Portogallo, il cui premier José Socrates è appena stato sfiduciato dal Parlamento di Lisbona); chi fa i conti con le turbolenze politiche (Zapatero in Spagna, Berlusconi in Italia); chi marcia più sicuro, forte, per ora, di un consenso solido (ad esempio i governi di Regno Unito, Ungheria, Polonia e Paesi scandinavi). Ma certamente tutti i premier scrutano gli alterni umori del corpo elettorale. Uno dei più noti sondaggisti italiani ed europei, Nando Pagnoncelli, mette in guardia da questa tendenza: “La politica che insegue i sondaggi, le domande dei cittadini, le loro paure, ottiene sì il consenso immediato, ma ci consegna un paese immobile, condannato alla dilatazione del proprio presente”. E chi governa non può fermarsi all’oggi. Sagrato di Notre Dame a Parigi, la sera del 25 marzo: a conclusione della prima manifestazione ufficiale del “Cortile dei Gentili” - questo nuovo suggestivo progetto culturale della Santa Sede per creare un incontro tra credenti e non credenti - risuona la voce di Benedetto XVI, presente con un videomessaggio: «La questione di Dio - dice - non deve essere assente dai grandi interrogativi del nostro tempo». 7 Sudan L’eco delle rivolte e lo sguardo al futuro 6 Libretto Benedizione delle famiglie 2011 Chiesa locale 10 Un percorso per illustrare il nuovo assetto diocesano Como 17 Assistenza sanitaria: una guida per cittadini stranieri Sondrio 31 Incontro con padre Sorge sul nuovo umanesimo Per prenotare: 031-263533 da lunedì a venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 Idee e opinioni 2 Sabato, 2 aprile 2011 I n questo tempo di quaresima possono essere utili alcune provocazioni del profeta Amos e delle parole e azioni di Gesù. Il profeta opera nel regno del Nord, verso la metà del secolo VIII. I santuari sono anche troppo frequentati, ma è una religione senza giustizia: c’è chi possiede case lussuose, chi ha case d’inverno e d’estate mentre altri non hanno neppure un mantello con cui coprirsi; le figlie della povera gente sono preda dei ricchi; gli usurai imperversano e costringono i poveri a impegnare persino la propria persona; le imposte governative sono talmente esose da costringere i contadini a frodare il fisco per poter sopravvivere: ottima occasione per farli passare ancora dal torto e poterli spogliare ulteriormente. Il povero ha sempre torto! Dalla parte del povero ci sarebbe la Legge di Dio, ma chi ha il compito di spiegarla vive nel benessere ed è, così, troppo debole per condannare i ricchi ✎ FUORI DAL CORO | di Arcangelo Bagni C’è modo e modo di leggere la Parola: le provocazioni del profeta e di Gesù che affollano il tempio e offrono vittime abbondanti. Accade allora che i sacerdoti, la classe dominante e il popolo fanno analisi diverse e leggono in altro modo la stessa Parola di Dio rispetto al profeta. Come è possibile? Il profeta cerca il criterio di giusto e di ingiusto non dalle leggi vigenti, ma riflettendo su Dio e sull’Alleanza; ecco perché la predicazione del profeta ci offre una chiave di lettura: gli altri derivano il concetto di giusto e di ingiusto a partire dal sistema sociale e culturale in cui essi vivono; il concetto di giustizia del profeta non si limita a correggere il sistema, ma lo costringe ad aprirsi verso una nuova logica: quella della giustizia che viene da Dio. E veniamo alle azioni e alle parole di Gesù. L’amore di Dio -afferma Gesù- è verso i rifiutati. Una prospettiva, questa, che urta in modo particolare la mentalità dei monaci esseni, ma non solo di essi: “Stolti, pazzi, deficienti, ciechi, storpi, zoppi, sordi e minorati: nessuno di essi può fare parte della comunità: poiché angeli santi sono in essa... Nessuno, colpito da qualche impurità umana, può entrare nell’assemblea di Dio...”. Ebbene, l’azione di Gesù si muove nella direzione opposta: va incontro a quanti sono stati allontanati, emarginati. Questa scelta ha un preciso fondamento: Gesù si richiama a un Dio diverso, ad un amore di Dio diverso da cui conseguono un nuovo concetto e una nuova pratica di giustizia. E’ sempre presente in ciascuno dei credenti la tentazione di usare due pesi e due misure: una, la più intransigente, per gli altri; l’altra più benevola, per noi. “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello….” (Lc 6,41-42). Il testo ci propone un preciso metodo: iniziare la riforma da se stessi non è semplicemente un fatto di coerenza. Neppure semplicemente una esigenza ✎ Granaio / 6 COLPO D’OCCHIO | di Piero Isola Malpensa: se il turbante... turba! I n tempo di paure anche un innocente turbante può causare turbamenti. Soprattutto ai responsabili della sicurezza di un aeroporto. Quanto è accaduto per due volte, alla stessa persona, un indiano di fede Sikh, alla Malpensa, rischia di provocare un incidente diplomatico tra India e Italia, con il governo di New Delhi deciso a presentare una risoluzione all’Assemblea generale dell’Onu per chiedere che in tutto il mondo sia rispettato il turbante Sikh, simbolo religioso per i fedeli di questa comunità religiosa indiana, molto diffusa nel Punjab dove è nata. Particolarmente sfortunato l’involontario protagonista della storia, Amritinder Singh, allenatore di golf di fede Sikh in viaggio in Italia. Per due volte, nel giro di due settimane, è incappato nei controlli degli addetti alla sicurezza dell’aeroporto milanese della Malpensa, i quali gli hanno imposto di sfilarsi il turbante e svolgerlo Aforismi ■ Gómez Dávila La storia, in quanto prodotto di una volontà divina, è una molteplicità di contingenze che l’uomo, per placare la propria angoscia, pretende di trasformare in necessità. Nicolás Gómez Dávila (Cajicá 1913 - Bogotá 1994) Scrittore e aforista colombiano In margine a un testo implicito, Adelphi 2001, pagina 126 Un cittadino indiano è stato fermato due volte allo scalo di Malpensa e costretto a sfilarsi il turbante. Si rischia un incidente diplomatico tra India e Italia... per tutta la sua lunghezza. Una umiliazione doppia per Amritinder, e non solo. Già al primo episodio erano seguite le energiche proteste del governo indiano. L’ambasciatore italiano a New Delhi aveva presentato le scuse a nome dell’Italia. Adesso, per il secondo episodio, i toni sono diventati più accesi. “Un oltraggio alla nazione”, ha commentato il ministro degli Esteri indiano, denunciando una seconda volta il caso al Senato indiano, mentre i rappresentanti dell’opposizione hanno accusato il governo di non essere stato capace d’impedire il ripetersi dell’insulto. Occorre dire che il turbante è “E h, già... Io sono ancora qua”. Vasco Rossi è tornato. Vicino ai sessanta, ma ancora capace di prestare le parole agli eterni adolescenti di cui è sempre più piena la società. Prestarle o prenderle a prestito, perché questo è il gioco del successo e dell’affare. Affiorano domande che qualcuno vorrebbe sepolte, domande profonde. Ma il cantante modenese butta là anche le sue risposte, un po’ smozzicate come è nel suo stile, ma sufficienti ad intuire la china su cui possono, purtroppo, trascinare tanti entusiasti fans del Blasco. Il quale canta che “la vita che va e non va, al diavolo non si vende, si regala”. Vasco Rossi nelle vesti di nuovo Giuda, che rinuncia anche ai trenta denari? Mi tornano alla mente le parole di un altro Giuda, quello di “Jesus Christ Superstar”, che metteva al centro il dibattito su Gesù: solo un uomo o il Figlio di credibilità. Tanto meno significa l’indifferenza verso le strutture. E’ invece la condizione indispensabile per creare dentro di sé la possibilità di intuire la verità, la giusta misura, i tempi e i modi della critica “sovversiva e liberante” di Gesù. Diversamente c’è il rischio di ridurre la giustizia di Dio e la sua logica al buon senso umano e alle sue sagge precauzioni! Prima di essere predicata e proposta, la giustizia evangelica va vissuta in prima persona. E’ solo attraverso la sua pratica che il credente potrà rapportarsi in modo autentico alle persone e alle cose. Proprio perché diversa dalla giustizia mondana (anzi, diametralmente opposta ad essa), la giustizia evangelica è debole; è proposta e non imposizione. Ma la legge della debolezza, del dono incondizionato, del darsi per donarsi e basta, è appunto il cuore di questa stessa giustizia. E proprio per questo non è più legge, ma vangelo, lieta e sorprendente notizia. considerato dai fedeli Sikh un simbolo religioso, da portare in pubblico, perché serve a raccogliere la barba e i capelli lasciati crescere per non cambiare il corso della natura, secondo uno dei cinque segni distintivi imposti dalla loro religione. Gli altri segni distintivi da portare sono un pettine, un braccialetto di ferro, un piccolo pugnale, pantaloni corti al ginocchio. Al loro nome di nascita i Sikh (“discepoli”, in lingua indiana) aggiungono il titolo di Singh (“leone”). ✎ Corsivo | Se sei saggio, cercherai di essere non un canale, ma una vasca. Il canale, infatti, quasi contemporaneamente, riceve e riversa; la vasca, invece, aspetta di essere piena e così comunica dalla sua sovrabbondanza, senza suo danno. (...) Purtroppo oggi abbiamo nella Chiesa molti canali, e pochissime vasche. Hanno tanta carità quelli per i quali fluiscono a noi i doni celesti, che vogliono trasmetterli prima ancora di averli ricevuti pronti più a parlare che ad ascoltare, disposti a insegnare quello che non hanno imparato, bramosi di presiedere agli altri, essi che non sono capaci di governare se stessi. (...) Impara anche tu a non dare se non dalla tua sovrabbondanza, né voler essere più liberale di Dio stesso. La vasca imiti la sorgente. Infatti, la stessa Fonte di vita, piena in se stessa e piena di se stessa, erompendo e salendo prima nei vicini segreti dei cieli, tutto riempì di beni; e finalmente sfociò sulla terra e con la sua sovrabbondanza salvò uomini e giumenti, moltiplicando, la sua misericordia. Prima riempì dentro e poi, traboccando nelle innumerevoli manifestazioni della sua misericordia, ha visitato la terra, l’ha inebriata, rendendola oltremodo feconda. Dunque, anche tu fa’ lo stesso. Riempi te stesso dapprima e poi cercherai di effondere al di fuori. Figlio, non effonderti tutto al di fuori (Pr 3,21), dice Salomone; e l’Apostolo: Per questo dobbiamo applicarci con maggior impegno alle cose udite, per non esaurirci fuori strada (Eb 2,1). Pensi dunque di essere più santo di Paolo, più sapiente di Salomone? E allora neanch’io penso di poter essere arricchito da te che sei vuoto. Se, infatti, tu sei cattivo con te stesso, per chi sarai buono? Se puoi, aiutami con la tua abbondanza; altrimenti pensa a te stesso. BERNARDO DI CHIARAVALLE Sermoni sul Cantico dei Cantici, XVIII, 3-4 di Agostino Clerici “Eh, già, sono ancora qua” ma “non c’è niente da cambiare” di Dio? Giuda si dispiaceva che Gesù fosse riuscito a mettere “troppo Cielo nelle loro menti” e lo invitava a ritornare sui suoi passi, ad essere più prudente: “Non vedi che dobbiamo stare al nostro posto?”. Si rimane sorpresi a trovare, ora, nella canzone di Vasco Rossi - il ribelle anticonformista per antonomasia - l’affermazione che “non c’è niente che non va, non c’è niente da cambiare”. Anche lui è diventato un pensionato della rivoluzione? Verrebbe da domandargli, con le parole di una famosa canzone di Venditti: “Ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?”. No - verrebbe da rispondere - la rivoluzione non c’entra proprio, perché non è mai stata al centro di una vera attenzione da parte del cantautore modenese. Per fare la rivoluzione ci vuole un centro su cui fondarla e, fosse anche il diavolo, la vita non devi affatto regalargliela: devi deciderla. Proprio ciò che manca nei testi delle canzoni di Vasco Rossi. E anche adesso, sull’orlo dei sessant’anni, è “ancora qua” e confessa che “ci vuole fantasia, e allora che si fa?” e invita “riprenditi la vita che vuoi tu”, ma poi - dice lui “io resto sempre in bilico, più o meno, su per giù... poi piango, poi rido, poi non mi decido”. Stupendo affresco di una lunga generazione di gente che non ha il coraggio di decidersi per qualcosa o per qualcuno. Crede che fare quello che si vuole, vivere alla giornata a colpi di “ti lovvo”, trascinare i giorni e soprattutto le notti senza lo scatto di un “più su” faticoso e decisivo, sia il lascito della forza superiore della Natura. No, Dio non c’è. Per forza. Egli, se lo riconosco, mi domanda di decidermi per Lui. Invece, per questa generazione eternamente adolescenziale, l’importante è stare in bilico, non decidersi mai, tanto quello che deve succedere, comunque succederà, meglio stare sempre “metà e metà”, “più o meno, su per giù”. Per forza, poi, “non c’è niente da cambiare”! Il Blasco è “ancora qua”, con un nuovo manifesto di relativismo, buono per tutte le età. Sono solo canzonette? Purtroppo no. Queste sono “omelie”, che lasciano il segno, non solo nelle orecchie, ma anche nel cuore. Attualità Sabato, 2 aprile 2011 Guerra in Libia, profughi a Lampedusa M entre prosegue la guerra in Libia che vede contrapposti il regime di Muammar Gheddafi ai ribelli decisi a portare il paese verso la democrazia, ad Occidente si discute del passaggio di consegne della missione Unified Protector, nuovo nome da quando si è deciso che il coordinamento delle azioni militari è responsabilità Nato. Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha inoltre precisato che il definitivo spostamento di responsabilità avverrà mercoledì. Per la Nato “non c’é alcun cambiamento politico, né cambiamento di piani”. Lo ha detto una portavoce della Nato a proposito del passaggio del comando delle operazioni dagli americani all’Alleanza Atlantica previsto per giovedì mattina. “In questo momento - ha precisato la portavoce - gli alleati stanno trasferendo i mezzi. Non c’é alcun ritardo. Spetta al comandante della task force, gen. Buchard, annunciare la piena capacità operativa. Ci aspettiamo che lo faccia presto”. Dal canto suo, il leader libico Muammar Gheddafi, risponde alla politica aggressiva dell’Occidente chiedendo oltre alla tregua con i ribelli, anche lo stop “all’offensiva barbara” della coalizione, molto simile secondo il colonnello “a quella di Hitler in Europa”. Lunedì, intanto, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sostenuto che l’intervento militare in Libia non vuole “esportare uno specifico modello di democrazia ma promuovere e proteggere i diritti fondamentali, civili e politici, e le libertà religiose, come pre-condizione per l’autonoma realizzazione di sistemi democratici”. Il fronte caldo ell’ora più grave, i giapponesi hanno dato al sul terreno dell’immigrazione mondo una lezione formidabile di compostezza, resta Lampedusa. In attesa che determinazione e solidità. È quella che, con mercoledì sei navi liberino l’isola espressione efficace, è stata definita ‘la disciplina dall’assedio dei migranti – martedì del dolore’”: così il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, se ne contavano 6200 - la situazione ha ricordato nella parte introduttiva della sua prolusione ai lavori è al collasso: dopo la protesta delle del Consiglio episcopale permanente aperto lunedì a Roma, la donne, i cittadini hanno occupato testimonianza del popolo giapponese colpito da una grave il Comune. A promuovere, intanto, catastrofe ambientale. Di fronte a questo evento eccezionale, ha una strategia d’intervento unitario sottolineato, “dovremmo riscoprire tutti il senso della nostra costitutiva per Lampedusa è l’arcidiocesi di finitezza, della intrinseca fragilità delle cose, e quindi sentirci più umili, Agrigento che, in questo modo, più vicini, più solidali”. Vari i temi affrontati nella prolusione. Dopo aver intende dare il proprio contributo notato come sia “strana l’idea che la conversione sia un atteggiamento per far fronte all’emergenza di debolezza, per psicologie tristi”, mentre in realtà rappresenti “il dell’isola. L’iniziativa è stata passaggio dall’opacità, dal grigiore, presentata martedì ad Agrigento. dall’ombra alla luce”, il cardinale ha Come “segno di attenzione” a Il Giappone voluto tornare sulle recenti celebrazioni Lampedusa e “vicinanza alla del 150° dell’Unità d’Italia, ricordando comunità cristiana”, l’arcivescovo, colpito dal sisma “la vocazione singolare che il Signore mons. Francesco Montenegro, ha ha mostrato una Iddio, nella sua provvidenza, ha inteso comunicato che celebrerà la Veglia “disciplina del assegnare a questa terra benedetta” e il Pasquale non nella cattedrale di contributo offerto alla sua costruzione Agrigento ma nella parrocchia dolore”. Il Bacino come Paese unito dalle “innumerevoli san Gerlando di Lampedusa. del Mediterranio storie di dedizione laicale e sacerdotale”. Intanto un certo allarme profughi è in fiamme, e a A questo riguardo ha poi ammonito gli si registra anche a Ventimiglia, sul Lampedusa si vive italiani dai rischi di soccombere alla confine tra Italia e Francia: sono “sindrome degli ‘arrivati’”, secondo cui centinaia i tunisini che vorrebbero una drammatica “una volta che è stata raggiunta una certa entrare nel Paese transalpino, che “emergenza soglia di benessere e sicurezza, debba però prosegue nella politica dei comunitaria” i lavori del consiglio permanente della cei venir meno la buona tensione che ci fa respingimenti. Il villaggio della essere vigili per non perdere proprio i solidarietà allestito a Mineo, valori che concorrono oggi a darci un in provincia di Catania, ospita suo assassinio per odio religioso. Sulla per comportamenti e scelte che, volto, e in passato hanno fatto la nostra complessivamente circa 2 mila sentenza della Corte europea dei diritti riguardando la vita e la morte, non storia”. extracomunitari di nazionalità dell’uomo sul crocifisso, ha sottolineato possono restare affidate all’arbitrarietà Circa la grave situazione in diversi Paesi somala, eritrea, egiziana e tutti che “il simbolo religioso non comporta di alcuno. Non si tratta di mettere in dell’Africa del Nord e del bacino del richiedenti asilo. La tendopoli di in sé una lesione dei diritti”, anzi è “un campo provvedimenti intrusivi che oggi Mediterraneo, in particolare il conflitto Manduria, in Puglia, è un cantiere elemento integrante l’identità italiana e, ancora non ci sono – ha sottolineato in atto in Libia, ha espresso l’auspicio di aperto e martedì sono giunti dunque, a questo punto anche europea”. – ma di regolare piuttosto intrusioni un “immediato superamento della fase un migliaio di tunisini. Un’altra Infine il cardinale ha parlato dei già sperimentate, per le quali è stato cruenta” anche per garantire “l’accesso situazione che allarma il mondo è temi etici e familiari, a partire dalle possibile interrompere il sostegno agli indispensabili soccorsi umanitari, quella in Siria. Le ultime notizie dichiarazioni anticipate di trattamento vitale del cibo e dell’acqua. Chi non in un quadro di giustizia”. Ha quindi sembrano confermare che le (Dat) in discussione alle Camere. A comprende che il rischio di avallare richiamato il fatto che “l’emergenza è manifestazioni popolari dei giorni questo riguardo ha detto che “si tratta anche un solo caso di abuso, poiché la ‘comunitaria’, e va affrontata nell’ottica scorsi hanno raggiunto un primo infatti di porre limiti e vincoli precisi vita è un bene non ripristinabile, non di destinare risorse per uno sforzo di risultato. Il governo di Mohammed a quella ‘giurisprudenza creativa’ che può non indurre tutti a molta, molta sviluppo straordinario”. Sull’accoglienza Naji al-Otari ha rassegnato le cautela?”. degli sfollati, ha fatto appello “all’apporto sta già introducendo autorizzazioni dimissioni martedì nelle mani del generoso delle singole Regioni”, oltre presidente Bashar al-Assad. Nel che “alla convergenza dell’Europa Paese cresce l’attesa per il discorso comunitaria”. Su Lampedusa e le di Assad che entro mercoledì migliaia di arrivi, ha detto che “l’attività dovrebbe annunciare alcune I casi del disagio presenti in Italia, in particolare l’emarginazione dei Rom, lavorativa della piccola comunità rischia importanti riforme: l’abrogazione sono stati richiamati dal cardinale per ricordare l’esigenza di “piani graduali di di finire seriamente compromessa, della Legge d’emergenza in accompagnamento” e d’integrazione. Ha quindi svolto riflessioni sul ruolo educativo tra le crescenti preoccupazioni delle vigore dal 1963, oltre a una legge della scuola, pubblica e paritaria. Largo spazio ha voluto dedicare al dibattito politico famiglie”. Il cardinale ha poi descritto sulla stampa e una sui partiti in corso, richiamando alcune evidenze nazionali: “Disoccupazione specialmente le gravi minacce e gli attentanti da attuare in corrispondenza giovanile e femminile”, “differenziale tra Nord e Sud d’Italia”, produttività, alla libertà religiosa, specie verso i dell’emendamento dell’articolo n. cristiani, in diversi Paesi, richiamando in imposizione ed evasione fiscale, corruzione e amministrazione della giustizia, 8 della Costituzione che assegna al insicurezza del territorio e fabbisogno energetico. In merito ha detto che “più che di particolare il ministro pakistano Bhatti, Baath, al potere da 48 anni, il ruolo scomuniche reciproche, la collettività ha bisogno di una seria dialettica”. “ora martire” lo ha definito, dopo il guida nel Paese. Passaggio alla Nato del coordinamento delle operazioni in Libia. Emergenza a Lampedusa. Dimissioni del governo siriano. Il card. Bagnasco al Consiglio permanente della Cei una seria dialettica “L’emergenza è ‘comunitaria’, e va affrontata nell’ottica di destinare risorse per uno sforzo di sviluppo straordinario”. Urge l’apporto delle Regioni e dell’Europa. “N Vincere il disagio con l’educazione 3 Italia 4 Sabato, 2 aprile 2011 L’Aquila. A due anni dal terremoto. Don Tracanna: “Ricostruzione ancora ferma”. I l prossimo 6 aprile saranno passati due anni ma a L’Aquila e nei Comuni colpiti dal sisma il tempo sembra – per molti aspetti – non essere passato. Erano le 3.32 della notte del 6 aprile 2009 quanto una scossa di 5.8 gradi della scala Richter ha colpito l’ Abruzzo uccidendo 308 persone e causando oltre 60 mila sfollati. In vista dell’anniversario abbiamo intervistato don Claudio Tracanna, direttore di Vola, il settimanale della diocesi di L’Aquila. Don Claudio, com’è la situazione? “Cercando di non essere pessimista ma obiettivo, le cose stanno per tanti aspetti più o meno come due anni fa, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione. Nel centro storico ha riaperto praticamente solo il corso, manca un vero piano per la ricostruzione. Attualmente stiamo vivendo una crisi della politica con un Consiglio comunale paralizzato e difficoltà di collaborazione tra gli amministratori locali e la Regione che, attraverso il presidente Chiodi, ha il ruolo di commissario per la ricostruzione. Problemi, però, ci sono anche tra associazioni di categoria, tecnici e costruttori. E’ un continuo polemizzare e questo porta ad una paralisi decisionale e alla difficoltà di essere compatti nei confronti delle istituzioni nazionali”. Uno stallo che riguarda anche il recupero del ricco patrimonio artistico e architettonico aquilano? “Certo, due anni dopo si sta ancora lavorando per rimuovere le macerie dal Duomo e da tanti altri edifici. In occasione del G8 a L’Aquila il governo aveva lanciato una campagna per favorire l’adozione dei monumenti da parte dei Paesi partecipanti, ma ad oggi gli interventi sono “Non perdiamo la speranza” La realtà in numeri Al febbraio 2011 erano 401 le persone ancora ospitate negli alberghi della costa abruzzese. Altre 1300 sono alloggiate in alberghi e caserme dell’aquilano. 13 mila persone sono alloggiate negli appartamenti del progetto CASE e 7 mila nelle “casette”. 14 mila vivono in appartamenti presi in affitto e ricevono un contributo statale. Questo significa che sono 39 mila le persone che non hanno ancora potuto rientrare nella loro abitazione. partiti solo in pochi edifici. Nel complesso siamo ancora fermi alla fase di messa in sicurezza salvo per alcuni edifici come la basilica di San Bernardino”. Per quanto riguarda gli sfollati? “Ad oggi, pur avendo tutti una sistemazione dignitosa, sono circa 23 mila le persone ancora assistite oltre alle 15 mila ospitate negli edifici del Piano CASE e nei MAP (Moduli Abitativi Provvisori). Circa 1700 vivono ancora nelle strutture temporanee, negli alberghi e nella caserma di Coppito”. Passata l’emergenza sfollati hanno iniziato ad emergere problemi nuovi? “E’ particolarmente sentita dalla gente la necessità di avere spazi di aggregazione. Con la Caritas si sta cercando di favorire la nascita di centri per la comunità soprattutto nei nuovi quartieri che ne sono sprovvisti: alcuni sono nati ma anche qui ci sono stati ritardi dovuti alla difficoltà nel processo decisionale cittadino. Meglio è andata, in questo senso, nei piccoli Comuni della provincia”. Qual è il ruolo della Chiesa in questo contesto? “Anche la Chiesa si è dovuta adattare ad una realtà nuova. I parroci si sono trovati a far fronte allo spopolamento di quartieri e alla nascita di nuovi. Si cerca di stare con la gente e fin dai primi mesi abbiamo riattivato tutte le attività ordinarie. Dall’altra parte, grazie anche ai contributi del Ministero e della CEI, si è provveduto alla messa in sicurezza delle chiese meno danneggiate per permettere la riapertura. In alcune parrocchie si continua, però, ad utilizzare le tendostrutture”. La gente come vive questa fase? “La popolazione è stata fin dai primi giorni molto paziente sopportando l’ immobilismo. Ora, però, in molti vedo un senso di rassegnazione”. In questo contesto quale può essere il ruolo di un giornale come il vostro? “Non è facile raccontare la realtà aquilana perché si corre il rischio di parlare solo di quello che non va, dimenticando, invece, tanti piccoli segni positivi che esistono. Noi tentiamo di farlo perché, pur non mancando di denunciare i problemi, non vogliamo uccidere la speranza”. MICHELE LUPPI Di fronte alla fine della vita. Medicina, filosofia e cura devono “lavorare” insieme. D ue fatti, più. Cerca la relazione e la apparentemente vicinanza dei sani; chiede diversi e lontani, loro di farsi compagni di meritano di essere viaggio. Come è disumana evidenziati. In Italia si sta l’immagine di un malato svolgendo il dibattito serrato terminale sedato nelle sue e delicato sul fine vita; l’aula sofferenze, ma lasciato solo, della Camera ha concluso senza nessuno intorno. la discussione generale sul Solo perché non è stato disegno di legge in materia possibile guarirlo, solo di dichiarazioni anticipate di perché sta avvicinandosi trattamento (Dat) e si prepara alla morte, davanti a al voto. Lunedì il card. Angelo cui si è impreparati. La Bagnasco, presidente della Cei, morte: è come se fosse ha ribadito la posizione della un’altra dimensione, Chiesa (vedi articolo a pagina quotidianamente rimossa. 3). In Vaticano la Congregazione E qui si evidenzia il secondo per l’educazione cattolica ha nodo: quello del significato appena approvato una riforma del morire. Che cosa è la degli studi in materia filosofica. morte? Se l’uomo ascolta Che cosa avvicina i due eventi? se stesso, senza preconcetti Le questioni legate al fine vita ideologici, avverte che non non possono essere affrontate può finire tutto, ma aspira solo con i parametri scientifici ad un’esistenza diversa, in e, men che meno, con quelli cui non c’è spazio per la del sentimento. Occorre una sofferenza e per il dolore. lettura filosofica, l’unica capace Dio ha messo nel cuore di rispondere alle domande di ognuno la certezza ultime: che senso ha vivere? dell’immortalità; non Che senso ha morire? Che può finire tutto così. La Anche la riforma degli studi in materia filosofica ha qualcosa da senso ha la sofferenza? La filosofia, che è patrimonio riforma degli studi filosofici dell’umanità e di ciascuno, aggiungere al dibattito in corso in Italia sulla legge del fine vita. all’interno delle istituzioni tiene viva la ricerca di un ecclesiastiche è un segnale compimento dell’esistenza provvidenziale per dare respiro alle inedite è priva di senso, non fosse altro perché è senso, allora, è sbagliato, almeno in prima nella vita oltre la morte. Che cosa si domande, che si pongono oggi nei temi un momento dell’esistenza della persona. istanza, considerare la sofferenza come può chiedere ad una legge? Poco, per la bioetici. In questa prospettiva occorre Sì la sofferenza “appartiene” a qualcuno, un nemico; fa parte della vita umana e verità, perché la sua forma è scarna ed lasciarsi guidare dall’armonia dei saperi. che la sta vivendo intensamente. Non è può esercitare un influsso positivo. Detto essenziale. Tuttavia, molto nella misura in L’intervento tecnico, quello che prolunga la semplicemente un fatto fisico, da affrontare questo, allora ci si deve rassegnare davanti cui tiene conto che il pensiero occidentale vita, divenendo accanimento terapeutico con preparati chimici: è un fatto insieme alla sofferenza? Non far nulla? Certo ha permesso di raggiungere la civiltà, di o quello che l’abbrevia, rivelandosi come fisico e spirituale, perché la persona è che no! La medicina possiede oggi tanti cui beneficiamo, grazie ad una lettura eutanasico si devono confrontare con il “una cosa sola”. Perché soffrire? Perché si trattamenti che hanno come scopo quello metafisica dell’uomo. Fin dal tempo dei significato della persona. Non un significato è uomini, capaci di assumere la sofferenza di combattere la sofferenza, specialmente greci, la cultura ha progredito, perché è stata astratto, evidentemente, ma assolutamente come un momento significativo della quando questa diventa così forte da essere capace di andare oltre il dato sensibile e concreto: si è davanti ad una persona che propria esistenza. Non di rado succede quasi il vero male della persona: la malattia considerare la dimensione spirituale della soffre e che si avvicina al termine della che la sofferenza guidi la persona a ridare su cui concentrarsi. Le cure palliative sono persona. Solo in epoca moderna si sono propria esistenza. In particolare, due il primato alle cose importanti della vita: oggi ampiamente diffuse e praticate sia in chiusi alla ragione gli spazi della spiritualità, sono i nodi da considerare: la sofferenza relazioni, affetti, contemplazione del ospedale che a domicilio. Realisticamente affermando che appartengono, tutt’al più, e il significato del fine vita. Oggi, da non creato, gratuità, etc. È un momento in nessuno è condannato alla sofferenza. alla fede. La legge non potrà esprimere la poche parti, si considera la sofferenza cui le cose, cui si dava tanta importanza Naturalmente, esse non sono la risposta ricchezza del lavoro della ragione, ma potrà come un non-senso e il fine vita come la perdono la loro consistenza, mentre quelle completa alla sfida della sofferenza, perché – anzi dovrà! – presupporlo. fine dell’uomo. Eppure, la sofferenza non veramente importanti emergono. In questo la persona malata domanda qualcosa di MARCO DOLDI Il senso della sofferenza Europa Sabato, 2 aprile 2011 5 Consiglio Conferenze episcopali d’Europa. Intervista con il segretario generale Duarte da Cunha, a quarant’anni dalla nascita dell’organismo delle Chiese europee. Ccee: lo stile dell’incontro. “L’ la definisce “un richiamo alla realtà della cultura europea, da sempre custode dei diritti umani e promotrice della libertà religiosa”. Una libertà da difendere anche al proprio interno “proteggendola nei diversi Stati contro le forme, a volte sottili, di discriminazione e intolleranza di cui vengono fatti oggetto i cristiani”. Di qui la “soddisfazione per la sentenza di Grande Chambre della Corte di Strasburgo dello scorso 18 marzo sul crocifisso, un pronunciamento significativo non solo per l’Italia ma per tutto il continente” e che “ha inoltre ribadito che la libertà religiosa deve essere custodita a livello europeo, ma la sua declinazione deve avvenire a livello nazionale all’interno di ogni singolo Stato”. Il Ccce rivolge anche “uno sguardo pre-politico e post-politico” al percorso di integrazione europeo. “A livello pre-politico - spiega padre da Cunha - la Chiesa intende accompagnare Europa non si dimentichi della preghiera e del suo rapporto con Dio, e i cristiani, a loro volta, non dimentichino di pregare per l’Europa”: è l’auspicio formulato a SIR Europa da padre Duarte da Cunha (a destra nella foto), segretario generale del Ccee (Consiglio Conferenze episcopali d’Europa) che il 25 marzo, solennità dell’Annunciazione di Maria e “data non casuale”, osserva il segretario, ha compiuto 40 anni. Abbiamo chiesto a padre da Cunha un sintetico bilancio dell’attività svolta e un focus sulle future linee di lavoro del Ccee per il quale, precisa il segretario, “anche dopo 40 anni la priorità rimane il servizio alla fede”. Un metodo “evangelico”. “Dall’assemblea costitutiva del 22-24 marzo 1971 a Roma ha origine il Ccee, approvato il 25 marzo dal prefetto della Congregazione dei vescovi”, spiega padre da Cunha sottolineando che l’organismo “è nato come un frutto del Concilio Vaticano II, ispirato a criteri di collegialità, amicizia e mutua collaborazione tra i vescovi, pastori della Chiesa in Europa, per condividere le preoccupazioni e l’attenzione sulle questioni pastorali e sociali più importanti e delicate”. Un organismo “sorto in un continente ancora diviso ma che fin dalla sua origine ha voluto respirare con due polmoni perché per la Chiesa l’Europa è grande e una”. “Privilegiato da sempre - fa notare il segretario - lo stile dell’incontro per un confronto su idee e progetti ma anche per promuovere e rafforzare i rapporti interpersonali di amicizia; un metodo di comunione in qualche modo ‘evangelico’. In questi 40 anni al centro del Ccee vi è sempre stato l’impegno per L’origine sta nell’assemblea del 22-24 marzo 1971 a Roma, approvata poi il 25 marzo. l’evangelizzazione, un impegno che proseguirà anche nel futuro perché l’annuncio del Vangelo e il compito di essere pietre vive e presenti nella società europea è la nostra missione”. Nuova evangelizzazione. “L’attenzione del Ccee per la nuova evangelizzazione, alla quale saranno dedicati i due incontri dei segretari generali e degli addetti stampa del prossimo giugno - prosegue padre da Cunha -, appare già nei nuovi statuti del 1995. Un impegno che si declina in diversi ambiti: l’ecumenismo; i Belgio A breve sentenza su operazione “Calice” L a Corte di cassazione del Belgio renderà noto a breve la propria sentenza sulla validità delle perquisizioni effettuate lo scorso 24 giugno nell’arcivescovado di Malines-Bruxelles, nella cattedrale di Malines e nell’abitazione del card. Godfried Danneels (nella foto). Nell’ambito dell’operazione “Calice” e dei suoi risvolti giudiziari, “il prossimo 5 aprile, in occasione dell’esame della Corte di Cassazione sul ricorso presentato dall’avvocato del card. Danneels, verrà scritto un nuovo episodio”, spiega una nota pubblicata sul sito della Conferenza episcopale belga. Alla fine dello scorso mese di dicembre, rammenta la nota, la Corte d’appello di Bruxelles “aveva respinto le richieste di ricusazione del giudice De Troy e di annullamento delle perquisizioni nell’arcivescovado di Malines-Bruxelles e nell’abitazione del card. Danneels” presentate dallo stesso porporato, il quale aveva allora deciso di portare la questione davanti all’alta giurisdizione. rapporti con le altre religioni e le Chiese degli altri continenti; le migrazioni; la difesa della persona, della vita e della famiglia; le domande dei giovani e il dialogo con loro; il grande tema dell’educazione; la questione dei rapporti Chiesa-Stato, ossia tra le Conferenze episcopali nazionali e i relativi Paesi alla luce della dottrina della Chiesa e dell’evoluzione dei processi sociali, culturali e politici”. Settori nei quali “il Ccee intende continuare ad offrire il proprio contributo di pensiero”. Ulteriori ambiti di lavoro “l’ambiente, ossia la responsabilità dell’uomo verso il creato; la cultura e l’utilizzo dei media per l’evangelizzazione ma anche per una migliore comprensione di questa stessa cultura, e ciò che - sottolinea il segretario - chiamerei la pastorale dell’intelligenza. Ma oltre all’intelligenza la bellezza: l’Europa, così ricca di opere d’arte, deve ritornare a coltivare l’autentica bellezza, quella che non si limita a suscitare emozioni ma conduce alla verità”. L’Europa deve difendere la libertà religiosa; dalle dichiarazioni alle misure politiche. Lo sguardo sull’Europa. Con riferimento alle persecuzioni dei cristiani nel mondo e alla dichiarazione a sostegno della libertà di religione approvata lo scorso 21 febbraio dal Consiglio affari esteri Ue, padre da Cunha afferma: “L’Europa deve difendere la libertà religiosa; mi auguro che le dichiarazioni si traducano in misure politiche concrete ed efficaci che coinvolgano ed impegnino gli Stati, al di là dei loro interessi politici ed economici, nella tutela di questo diritto inalienabile”. Richiamando la lettera inviata dal Ccee e dalla Kek alla baronessa Ashton, il segretario gli sviluppi politico-economici del continente, e quindi anche il cammino di integrazione volto a mantenere la pace, promuovendo i valori del rispetto della vita e della persona, della solidarietà e della giustizia che dovrebbero ispirarlo e orientarlo”. “A livello post-politico - conclude dobbiamo essere capaci di esprimere un giudizio da cristiani su questo percorso, di essere coscienza critica in grado di offrire un contributo di riflessione e orientamento al dibattito”. SIR EUROPA Portogallo: i vescovi sulla crisi I l presidente della Conferenza episcopale portoghese (Cep), mons. Jorge Ortiga (nella foto), si è detto “preoccupato per la mancanza di stabilità politica nel Paese”, e il 24 marzo ha lanciato un appello per “una maggiore trasparenza e un chiarimento della situazione economica”. L’arcivescovo di Braga ha parlato poche ore prima che il primo ministro, José Socrates, presentasse le proprie dimissioni al di singoli presuli: il vescovo presidente della Repubblica, Aníbal di Guarda, mons. Manuel Cavaco Silva, dopo che il Parlamento Felício si è detto “dispiaciuto portoghese aveva di fatto bocciato di vedere un Paese inerte”, le misure contenute nel nuovo ed ha richiamato i partiti ad Programma di Stabilità e Crescita, il abbandonare gli interessi cosiddetto Pec4. Il presidente Cep particolari: “È necessaria una ha messo in discussione il reale democrazia partecipativa, miglioramento dei Programmi un progetto comune attorno approvati in precedenza, dai quali al quale tutti si possano “sono chiaramente emersi solo i mobilitare, in cui il grande sacrifici del popolo portoghese, ed capitale sul quale costruire in particolare quelli delle persone il futuro sia quello delle meno abbienti”. Nei giorni scorsi,vi persone, e non quello delle sono state altre prese di posizione banche”. Sulla stessa linea anche mons. António Vitalino, vescovo di Beja: “Quando non si ha fiducia in un governo è fondamentale cambiare le strategie economiche e sociali: sono state presentate misure dopo misure, senza chiarire le finalità degli investimenti e senza offrire riscontro dei risultati ottenuti: i politici devono comportarsi con meno demagogia e con più chiarezza, dimostrando che l’interesse nazionale costituisce la loro maggiore priorità”. 6 Mondo Sabato, 2 aprile 2011 Notizie flash ■ Pakistan Due fedeli uccisi per il Corano incendiato in USA Due fedeli uccisi, chiese attaccate, copie della Bibbia bruciate: la comunità cristiana pakistana è di nuovo vittima delle violenze dei fondamentalisti islamici, che hanno preso di mira diversi luoghi di culto nel Paese. A scatenare la violenza estremista, il folle gesto – condannato a più riprese dai cristiani in Pakistan e India – del pastore Wayne Sapp, che lo scorso 20 marzo in Florida ha bruciato un Corano, sotto la supervisione del predicatore evangelico Terry Jones. L’escalation di violenze ha innalzato l’allerta per la sorte di Asia Bibi, simbolo degli abusi commessi in nome della legge sulla blasfemia. Il vescovo di Islamabad/ Rawalpindi definisce il reverendo Usa un “fanatico” che promuove insieme agli adepti una “ideologia violenta”, le cui conseguenze si ripercuotono “sui cristiani innocenti” del mondo. intervista A colloquio con padre Angelo Giorgetti Superiore dei comboniani a Khartoum Sudan: l’eco delle rivolte e lo sguardo al futuro ■ Myanmar Terremoto e vittime Operazioni di sostegno e assistenza sono in corso in alcuni villaggi dello stato orientale di Shan, colpiti venerdì 25 marzo da un terremoto di magnitudo 7 sulla scala Richter. Fonti umanitarie, tra cui la Croce Rossa, riferiscono che i morti potrebbero essere almeno 120. I dati ufficiali riferiscono anche di oltre 100 feriti, 244 abitazioni, 9 edifici governativi e 14 monasteri distrutti; anche sette chiese cattoliche sono andate totalmente distrutte, riferisce l’agenzia stampa asiatica ‘Ucanews’. R.D del Congo No alle trivellazioni nel parco Virunga Il governo della Repubblica Democratica del Congo ha respinto un’offerta della compagnia petrolifera britannica Soco International per effettuare delle esplorazioni nel parco nazionale Virunga, nell’est del Congo, habitat di molte specie in via di estinzione tra cui i gorilla di montagna: nel parco vivrebbero circa 200 dei 700 esemplari esistenti al mondo. Altre esplorazioni sono in corso nell’est congolese, nell’area del lago Albert. ■ Costa d’Avorio Scontri anche nell’est Nuovo scontri si sono registrati a Duékoué, punto strategico nell’ovest ivoriano non lontano dal confine con la Liberia, tra l’ex-ribellione delle Forze nuove (Fn) confluite nel nuovo esercito di Ouattara, presidente eletto ma non risconosciuto, e l’esercito ancora agli ordini di Gbgabo, in teoria presidente uscente. Da fine febbraio la rivalità politica tra i due contendenti della poltrona presidenziale si è spostata anche nelle regioni occidentali della Costa d’Avorio dove si è aperto un fronte di combattimenti; finora le forze pro Ouattara hanno conquistato cinque località. Gli sfollati sono un milione. U n futuro incerto attende il Sudan agitato dai venti di riforma del Nord Africa e in attesa di capire quale sarà il suo futuro dopo la proclamazione, prevista per il prossimo 9 luglio, dell’indipendenza del Sud Sudan. Nelle scorse settimane anche nella capitale Khartoum si sono svolte alcune manifestazioni di protesta organizzate dai movimenti giovanili che chiedono al presidente al-Bashir, al potere dal 1989, riforme democratiche, lotta alla corruzione e maggiori opportunità per il futuro. “L’influenza dei movimenti democratici in corso nel nord Africa e in particolare nel vicino Egitto si sta facendo sentire” spiega padre Angelo Giorgetti, Superiore dei missionari comboniani a Khartoum. “Attraverso i social network – racconta il missionario – sono state organizzate manifestazioni contro il governo ma la repressione tempestiva e il controllo dei mezzi di informazione ha permesso fino ad ora di controllare la situazione”. A rendere il contesto ancora più incerto è la delicata situazione interna del Paese: dopo una guerra durata oltre vent’anni il Sud Sudan si appresta a diventare il 54° stato dell’Africa. Un risultato frutto del referendum svoltosi dal 9 al 16 gennaio scorso e previsto dagli accordi che, nel 2005, misero fine ai combattimenti tra il governo di Khartoum e i ribelli sudisti del SPLM (Sudan People Liberation Movement). “Il governo del presidente al-Bashir – continua il missionario – è così sotto pressione da due parti: dai giovani dei movimenti che chiedono maggiori libertà democratiche, e dai partiti di opposizione che accusano il presidente di aver perso la battaglia con il ribelli del Sud”. La situazione potrebbe aggravarsi con la crisi economica che rischia di seguire la divisione del Paese. Buona parte dalle rendite del governo, sotto forma di petrolio ma anche di risorse agricole, arriva, infatti, proprio dalle regioni del Sud. Questo significa che la separazione potrebbe avere importanti ricadute sull’economia. “La leadership del presidente – continua padre Giorgetti – sembra quanto mai indebolita perché oltre al sostegno esterno (Bashir è accusato di genocidio per la guerra in Darfur dalla Corte Penale Internazionale ndr) rischia di perdere anche quello del suo stesso entourage. A non essere chiaro è, però, quale potrebbe essere la deriva del Paese, ovvero, se si andrà verso una maggior democratizzazione oppure se prevarrà la linea degli islamisti di al-Turabi (ex alleato di al-Bashir ndr) che rappresentano la principale opposizione politica”. Molto dipenderà dagli accordi che nord e sud riusciranno a trovare nei prossimi mesi sulle questioni ancora in sospeso come la demarcazione dei confini tra i due Paesi, la contesa sulla regione petrolifera di Abyei e la gestione degli introiti petroliferi con i principali giacimenti concentrati nel sud ma con gli unici oleodotti che portano al nord verso il Mar Rosso. Senza dimenticare i problemi interni ai due Paesi: nel nord con la guerra che, seppur a bassa intensità, continua nella regione orientale del Darfur, e al Sud dove si sono registrati nelle scorse settimane alcuni scontri tra l’esercito sudista e i ribelli fedeli al generale dissidente George Athor negli stati di Jonglei e Unity. La paura è che la fine della lotta per l’indipendenza possa riaccendere al Sud la lotta per il potere tra le diverse etnie facendo intaccando il clima di collaborazione che ha contraddistinto il periodo di transizione. Il futuro della Chiesa I l nord del Sudan rischia di essere “scristianizzato”. Per padre Giorgetti, si tratta di un problema legato alla questione della cittadinanza ancora irrisolto in vista della prossima separazione tra nord e sud Sudan. “Non è chiaro – spiega padre Giorgetti – cosa succederà ai cittadini sud sudanesi che vivono al nord così come per i nordisti che vivono a Sud. Fin da prima del referendum abbiamo assistito ad un esodo di sud sudanesi dal nord. Le stime parlano di circa 250 mila persone già rientrate”. I profughi sudisti, insieme ad altri immigrati, rappresentano la quasi totalità dei fedeli delle comunità cristiane presenti nel nord Sudan a maggioranza musulmana, quasi due milioni di persone nella sola Khartoum. “Quello che dobbiamo capire – aggiunge il missionario– è quale sarà lo status dei sudisti dopo l’indipendenza. Saranno considerato cittadini o stranieri che dovranno richiedere un permesso di soggiorno. Una volta perso il sud (in prevalenza cristiano e animista) in un nord quasi completamente islamico la pressione sociale per i cristiani potrebbe crescere. Non a seguito di una persecuzione diretta ma perché i cristiani rischiano di essere tagliati fuori dalla società. Già oggi è impensabile che un cristiano si trovi ad occupare posizioni di responsabilità o comando su persone musulmane”. Per questo, conclude, “ci chiediamo: dopo l’indipendenza la Chiesa nel nord sarà riconosciuta come realtà di stranieri oppure di cittadini? In gioco c’è il futuro della Chiesa in Sudan”. pagina a cura di MICHELE LUPPI La corsa agli aiuti nel dramma del Giappone “F acciamo tutto quanto ci è possibile” dice padre Daisuke Narui, direttore di Caritas Giappone. C’è la consapevolezza che ogni sforzo è solo un piccolissimo tassello nell’enormità dei bisogni, ma c’è anche un grande senso di unità, di solidarietà, di condivisione. A Sendai è stato aperto nei giorni scorsi un centro di aiuti per i sopravvissuti del terremoto e dello tsunami. Voluto dai vescovi di Sendai, Niigata, Saitama e da Caritas Giappone, è un riferimento per tutta l’azione della piccola ma attiva Chiesa giapponese. Il potente terremoto ha danneggiato in particolare quattro province nella diocesi di Sendai: Aomori, Iwate, Miyagi e Fukushima. Nella città di Sendai, molti edifici hanno resistito, ma gli abitanti hanno paura e i rifugi temporanei sono dunque ancora in piena attività. Anche a livello internazionale la mobilitazione è stata grande, a partire proprio dalle Caritas dell’Asia: Myanmar, Vietnam, Singapore, Macao, Taiwan, ma anche Corea, India e Pakistan. Caritas Italiana ha messo a disposizione un primo contributo ed ha lanciato una raccolta fondi per continuare a sostenere gli interventi di Caritas Giappone. Intanto è salito a quasi 28 mila il bilancio delle vittime e dei dispersi in Giappone. Lo riferisce la polizia nazionale nipponica, precisando che si contano 10.901 morti certi e 17.649 dispersi. A far crescere la tensione è, soprattutto, lo stato degli impianti nucleari di Fukushima dove la radioattività all’esterno del reattore numero 2 ha registrato un balzo, superando quota 1.000 millisievert/ ora. Lo rende noto la Tepco, la società che gestisce l’impianto. Per donazioni La rete Caritas al lavoro. Caritas Italiana ha messo a disposizione un primo contributo ed ha lanciato una raccolta fondi per continuare a sostenere gli interventi di Caritas Giappone. Per contribuire si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: “Emergenza Giappone 2011”. Per info www.caritasitaliana.it oppure contattare la Caritas diocesana al 031304330. Cultura Cortile dei Gentili. Credenti e non hanno molte cose da dirsi. Sabato, 2 aprile 2011 7 Novità in libreria ■ John Dickson Ricerca su Gesù (San Paolo) Cosa sappiamo su Gesù di Nazareth? Quali sono le fonti e i documenti più attendibili? Quali le discrepanze tra teologi e storici sulla figura di Cristo? In questo libro destinato al grande pubblico, John Dickson, docente universitario e conduttore di documentari, si propone di rispondere a simili interrogativi (euro 16,00). ■ Romano Penna Profili di Gesù (EDB) Il vento del Concilio A conclusione della prima dell’anelito agostiniano verso la Il messaggio del Papa. tracce manifestazione ufficiale e verità (Conf. X, 27,38). solenne del “Cortile dei Gentili”, prospettiva del “Cortile dei Gentili”, Nessuno è in cattedra, La avvenuta a Parigi nei giorni 24 pur nuova nell’espressione e nello stile, e 25 marzo, è stato trasmesso un breve trae origine e linfa vitale dalla grande neppure i credenti, e intenso videomessaggio di Benedetto lezione conciliare sul dialogo della Chiesa XVI nel quale egli ha messo a fuoco nel mondo contemporaneo. Con questa ma solo la verità il senso di questo nuovo e suggestivo formulazione si viene a indicare una progetto culturale della Santa Sede. struttura permanente, uno stato dell’essere sinceramente cercata, Rivolgendosi ai circa diecimila giovani credenti in rapporto con la dimensione riuniti sul sagrato della stupenda “altra”, quella dei non credenti, non massa fonte di bellezza cattedrale di Notre Dame di Parigi da allontanare, perché già fuori dal tempio, ha indicato con coraggio, proprio nel ma da considerare in riferimento alla e di felicità. “cuore della Città dei Lumi”, nuove e categoria del confine, del limite, della promettenti vie di dialogo. Ha delineato soglia, dal momento che il muro della e aperto uno spazio ideale, che non appartiene in proprio a separazione che era frammezzo, l’inimicizia, è stato abbattuto nessuno, in cui è dato libero accesso a tutti coloro che aspirano (Ef, 2,14-17) e ciò ha reso possibile un rapporto di vicinanza, ad un mondo descritto con sei aggettivi di forte caratura: una maggiore possibilità di scambio e di legami di amicizia “Un mondo nuovo e più libero, più giusto e più solidale, più e fraternità. Benedetto XVI esprime anche l’augurio che tutti pacifico e più felice”, nel solco della solidificata storica triade possano entrare nel tempio e pregare il Dio conosciuto per della libertà, uguaglianza e fraternità. fede da parte dei credenti ed elevare verso il “Dio Ignoto” i Un progetto volto alla trasformazione concreta della realtà e sentimenti del proprio cuore da parte dei non credenti. Nutre non solo alla contemplazione di un’astratta verità. In questo altresì la speranza che Dio, e lui solo, possa operare una spazio “voi non credenti potete interpellare i credenti... Voi fraternità ancora più piena in Cristo. credenti potete dire...”. L’importante – sembra dire il Papa – è Il messaggio del Papa non è un discorso sulla tolleranza che vi parliate e diciate le vostre ragioni di credenti e di non vicendevole, quasi una mutua benevola concessione per credenti in modo che non cada nel vuoto la grande questione un’utilità o convenienza comuni: “Credenti e non credenti di Dio e della fede religiosa. Il Papa, intellettuale e teologo, devono sentirsi liberi di essere tali, eguali nei loro diritti a profondo conoscitore del pensiero contemporaneo, sa che il vivere la propria vita personale e comunitaria restando fedeli vero pericolo per la fede, non solo cristiana, è l’indifferenza, la alle proprie convinzioni e devono essere fratelli fra loro”. banalizzazione, la riduzione in una delle forme residuali della A loro è indicato il compito di cercare “le vie di un dialogo subcultura popolare, come è considerata da una certa cultura precursore e profondo”, che sia di esemplarità per un nuovo scientista radicale europea. Il mondo senza Dio sarebbe più stile di vita e di rapporti. Credenti e non credenti, soprattutto povero e buio e più difficile sarebbe la convivenza umana. giovani, hanno molte cose da dirsi e comuni sfide del tempo La fraternità e la pace tra gli uomini, pur nelle loro diversità, presente da affrontare. costituiscono il fondamento e l’intenzionalità del “Cortile”. L’invito di Benedetto XVI oltrepassa i confini del tempio e del Il Papa non ripete la “cattedra dei non credenti”, che a buon suo cortile e bussa al cuore di tutti coloro che sono disposti ad diritto si può considerare l’antesignana di questa iniziativa. ascoltare una voce disinteressata, diversa dal frastuono che ci A prescindere dalle intelligenti e sottili intenzioni del card. accompagna e ci sommerge e si rivolge ai giovani invitandoli Martini, infatti, l’iniziativa milanese può aver destato in a Madrid, per la Gmg: “Non abbiate paura! Sulla strada che alcuni il sospetto di aver posto in cattedra la non credenza. percorrete insieme verso un mondo nuovo, siate cercatori Nessuno è in cattedra, neppure i credenti, ma solo la verità dell’Assoluto e cercatori di Dio, anche voi per i quali Dio è il sinceramente cercata, fonte di bellezza e felicità. Non si fa Dio ignoto”. fatica a riconoscere in certi tratti del testo di Benedetto XVI ELIO BROMURI ■ Una piacevole raccolta di articoli di Stefano Fontana Chiesa e politica negli ultimi tre anni “A scolto il Papa perfino più di Enzo Bianchi. Penso che l’ecologia riguardi le foche e i panda, ma prima ancora l’embrione umano e i bambini che chiedono di nascere. Ritengo che Umberto Veronesi dovrebbe togliersi il camice da medico quando in Tv dice che Dio non esiste. Il dialogo interreligioso non mi ha fatto cessare di pregare perché gli altri si convertano al cattolicesimo. Credo ancora che il mondo non possa salvarsi, ma debba essere salvato.Sono sicuro che da qualche parte c’è ancora un posto per Dio nel mondo. Sarò ancora cattolico?”. Se lo domanda il giornalista Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan sulla Dottrina sociale della Chiesa e consultore del Pontificio Consiglio della Giustizia e della pace (da poco anche direttore del settimanale diocesano di Trieste Vita Nuova). Si sarà capito che il linguaggio è salace e volutamente provocatorio. Così come sono scoppiettanti le cento tappe del libro, in cui Stefano Fontana raccoglie altrettante frecce giornalistiche che sono scoccate tra il 5 giugno 2007 e il 2 aprile 2010 su loccidentale.it, giornale online diretto da Giancarlo Loquenzi. Pagine scritte nel fervore della storia di questi anni, che spesso portano i segni della cronaca (come quando l’autore si sente sicuro, il 14 gennaio 2008, che all’univeristà romana della Sapienza “il Papa andrà lo stesso e come a Regensburg terrà un magnifico discorso”; in effetti, poi non ci andrà, ma il discorso sarà davvero magnifico!), ma che sempre documentano la passione dell’autore e aiutano ad evitare quella smemoratezza circa fatti, affermazioni, giudizi ancora recenti, che purtroppo affligge l’uomo ipercomunicativo ed il cattolico distratto. Il Papa è “scomodo”, perché è scomodo quanto egli dice. Anche dentro la Chiesa, purtroppo... (ago.cle). STEFANO FONTANA, L’età del Papa scomodo. Chiesa e politica negli ultimi tre anni, Cantagalli, pagine 254, euro 16,00. A differenza dei ritratti, i profili di una persona sono raffigurazioni brevi e sintetiche dei caratteri essenziali di un personaggio, riprodotto da angolazioni diverse. Anche di Gesù è possibile delineare tratti fisionomici differenti, sia per i vari punti di vista da cui si pone un ricercatore, sia soprattutto per la complessità identitaria propria del Maestro stesso. Le pagine del volume del biblista Romano Penna si accostano a Gesù a piccoli passi e da angoli visuali diversi. Propongono esempi che colgono qualche aspetto di una doppia sfaccettatura: quella della sua identità personale e quella degli effetti da lui suscitati (euro 16,50). ■ M. Luisa Rigato Discepole di Gesù (EDB) Il filo rosso che attraversa le pagine del volume è l’osservazione del modo di rapportarsi alle donne da parte di Gesù, così come viene trasmesso dai Vangeli e dagli scritti paolini. La conclusione a cui lo studio perviene è la seguente: Gesù ha trattato le donne da discepole. Nulla di più, nulla di meno: discepole come i discepoli. Egli ha quindi posto le premesse per la pari dignità tra i discepoli di entrambi i sessi. I criteri del Maestro furono recepiti nelle comunità originarie dei suoi discepoli, talora con fatica e non sempre in maniera uniforme (euro 11,00). ■ Alessandro Rocha I “cinque sensi” alla scuola di Gesù (Paoline) Il libro passa in rassegna i cinque sensi della persona umana: tatto, gusto, olfatto, vista, udito aggiungendone un sesto, l’intuizione. La guida in questo percorso è Gesù, Verbo, Parola, Poema, Maestro dei sensi, Maestro in tutti i sensi: un uomo che prova ed esprime emozioni. L’autore è pastore della Chiesa Battista in Brasile (euro 13,00). ■ W. Bergmann Cosa possono imparare i genitori da Gesù (San Paolo) Amore, paura, rabbia, ribellione, perdono, vergogna, ricerca della propria identità, sono alcune delle sfide che un genitore deve affrontare nel rapportarsi con la crescita e l’educazione dei figli. Un libro fresco e originale per aiutare i genitori a educare i figli, ispirati dall’esempio di Gesù (euro 12,00). a cura di Agostino Clerici 6 Sabato, 8 gennaio 2011 Italia Cultura 8 Sabato, 2 aprile 2011 ✎ Che cosa leggere è pensare Il gesuita francese Paul Valadier contro l’eclissi dello spirituale pensare di Gesù? G Lo spirituale e la politica: un rapporto fecondo “E se la vita spirituale fosse una delle condizioni fondamentali di un’intensa vita sociale e politica?”. È la conclusione di un breve ma intenso lavoro del gesuita Paul Valadier, uno dei massimi studiosi di Nietzsche, dal titolo davvero consono al dibattito di questi tempi, “Lo spirituale e la politica” (Lindau, 94 pagine, euro 12.50). Basterebbe ragionare su quella frase per riempire foreste di libri e per fomentare anni di dibattiti, ma non potendo attendere così tanto tempo, possiamo benissimo accontentarci di questo contributo, asciutta e talvolta critica raccomandazione dell’universo spirituale non solo in teologia e in filosofia, ma anche – e soprattutto – nella sfera del politico, là dove, cioè, molti addetti ai lavori vorrebbero toglierlo come dannoso ed estraneo. In poco spazio, meno di cento pagine, Valadier riesce a darci il senso di una storia in cui lo spirito è stato cacciato a pedate o – al contrario – ha osato troppo. Nel secondo caso, l’autore fa un discorso piuttosto coraggioso, anche se supportato dalla storiografia e dal buon senso. Una aggressiva promozione della sfera spirituale nella cosa pubblica crea problemi, di rigetto, di contrapposizione e di fattibilità, come è accaduto nel caso di Savonarola alla fine del Quattrocento, quando con le sue infuocate prediche fece l’errore di identificare quello Stato che si stava costruendo a Firenze dopo la cacciata dei Medici con lo Stato perfetto voluto da Dio. Un errore che avrebbe più tardi visto in buona compagnia il focoso predicatore, se si pensa solo alla fascinazione subita da Robespierre da parte del pensiero di Rousseau. Pensiero affascinante quanto si vuole per i suoi profondi risvolti umani e palingenetici, ma che staccando lo spirituale della fede (in questo caso quella cristiana) creava la paradossale necessità di imporre una politica dove interiorità e vita pubblica fossero assolutamente consonanti e virtuose, a costo di dover far fuori chi non fosse coerente. Il fatto è che a Valadier non sfugge un altro paradosso della sfera spirituale, quello della spiritualizzazione a tutti i costi come nel caso di alcune comunità e di alcuni movimenti protestanti e anche cattolici. Qui l’autore affonda il bisturi con un discorso piuttosto deciso: quando, anche nel caso di discorsi di conversione e di cammino in comunità, si tende ad espellere il corporale come peccaminoso, si fanno più danni dei guai che si intendono curare: citando Giovanni l’evangelista (“E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”) Valadier scrive che “una spiritualità che non obbedisse a questo movimento di assunzione della carne non sarebbe in alcun modo fedele al movimento adottato dal Creatore stesso attraverso Gesù”. Che c’entra la tendenza dualistica e antimaterialistica di alcune comunità con la politica? C’entra, dice l’autore, perché quella tendenza favorisce “una reticenza ad assumere la propria incarnazione o, in altri termini, ad accettare le mediazioni o le deviazioni”. L’emotivo prende la mano, diventa assoluto e non accetta quelle mediazioni che sono necessarie alla cura e all’equilibrio delle diverse componenti all’interno della cosa pubblica. Anche perché, scrive Valadier, “ci si accorge senza fatica fino a che punto i movimenti carismatici abbiano segnato un affievolimento dell’impegno politico propriamente detto di molti cattolici”. Non è solo l’ipertrofia dello spirituale che preoccupa il filosofo. C’è il problema del silenzio, elemento fondamentale – anche Gesù lo desiderava – per la ricerca di quella verità che non ci è sempre chiara. Per Valadier, le nuove forme di incontro mediatico, in particolare quelle della Rete, creano “rumore”, accumulazione, apparente bagno di comunicazione, che ci rendono poi impossibile il ritorno a quella solitudine necessaria soprattutto a chi deve interrogarsi sulle conseguenza delle proprie azioni, dalla sfera professionale – si pensi agli psichiatri e agli psicologi, agli stessi insegnanti – a quella politica, soprattutto quando i tempi propongono appuntamenti in cui è in ballo il futuro stesso dell’uomo. Libretto davvero utile per capire come lo spirituale, se inteso in senso più vasto, possa essere motivo di ragionevole incontro nella sfera del politico, laddove il sospetto è che esso sia stato eliminato per poter meglio vendere prodotti tossici anche per le coscienze, non solo per i corpi. MARCO TESTI ■ Un piccolo gioiello della “tradizione orale” toscana Leggendario popolare delle figure sacre D alla più autentica tradizione popolare toscana, piccole perle di saggezza orale raccolte con cura dal professor Carlo Lapucci, studioso e grande conoscitore della letteratura della sua regione. Le Profacole, “come in Toscana si dicono”, sono le parabole del popolo, storie dal tono spesso ironico, che nascondono una riflessione profonda sul senso della vita e sui suoi interrogativi. I protagonisti sono figure dell’Antico Testamento, la Sacra Famiglia e la coppia Cristo e San Pietro, pellegrini sulla terra per osservare gli uomini e capire come conducono le loro esistenze. La Madonna con Gesù Bambino, San Giuseppe, Gesù con i suoi apostoli sono rappresentati in vesti quotidiane, immersi in un’ambientazione contadina e rurale, e impegnati in attività semplici e comuni. Il Cristo adulto delle Profacole è un personaggio umile e poco loquace che passa tra la gente e solo di rado si rivela o interviene per ammonire e correggere, ma attraverso le sue azioni regala sempre preziosi insegnamenti. Nelle sue peregrinazioni per il mondo Cristo invita gli uomini, e soprattutto l’incredulo Pietro, ad accettare la vita e le sue misteriose contraddizioni, perché portatrici di un senso profondo anche se oscuro alla mente degli uomini. San Pietro è il suo interlocutore principale, tracciato qui non tanto come il saggio e ieratico custode del Paradiso, ma piuttosto come paradigma di un’umanità fedele e insieme dubbiosa, a volte fino alla ribellione, nei confronti di un disegno che non comprende e cerca di aggirare con imbrogli e piccole furberie. A chiudere il quadro non potevano mancare due tipici personaggi dell’immaginario popolare di qualunque tradizione: il Diavolo, qui sempre sconfitto, dal Signore o dall’ingegno umano, e la Morte, riluttante ad accettare il suo ingrato compito ma comunque necessaria e giusta. CARLO LAPUCCI, Le Profacole. Leggendario popolare delle figure sacre, Cantagalli, pagine 414, euro 24,00. iovedì 24 marzo, l’appuntamento dei “Dialoghi in Cattedrale”, promossi dalla diocesi di Roma presso la basilica papale di San Giovanni in Laterano, è stato dedicato alla presentazione del libro del Papa “Gesù di Nazareth. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla Risurrezione”. Sono intervenuti mons. Gerhard Ludwig Müller, vescovo di Ratisbona, e Marcello Pera, senatore della Repubblica. “Rendere accessibile la figura di Gesù agli uomini che rischiano di essere travolti dalle bufere del tempo e della storia, è senz’altro un’impresa che va di gran lunga al di là della passione di un ex professore di teologia, la cui occupazione preferita è quella di scrivere libri”. È il parere espresso da mons. Gerhard Ludwig Müller. “Perché qui non si tratta di un ulteriore libro su Gesù - ha chiarito il presule -. Si tratta invece di occuparsi direttamente di Gesù stesso e, tramite lui, del nostro rapporto con Dio”. Secondo il vescovo, “con le sue capacità intellettuali, il Papa potrebbe sbaragliare le sofisticate riflessioni e analisi storiche che, mediante una ricerca orientata sui paradigmi del positivismo e del naturalismo e con gli strumenti della filosofia critica e della metodologia storico-critica, mirano a dimostrare che la rivelazione di Dio in Gesù Cristo non rappresenta un dato di fatto storico”. Ma ecco, ha evidenziato mons. Müller, che “ad affrontare l’apparentemente invincibile ‘Golia del relativismo’, intellettualmente e politicamente agguerrito e potenziato a livello mediatico, si fa avanti Davide, il pastore del popolo di Dio, senza armi ma pieno di una imperturbabile fiducia in Dio - ‘Nel nome del Signore’”. In effetti, ha fatto notare il presule, “il linguaggio e le argomentazioni di Benedetto XVI hanno un tono semplice e dimesso, come quello di Paolo. Non si tratta di prodursi in discorsi brillanti, né di abbandonarsi al piacere intellettuale della riflessione e della retorica, bensì di diffondere l’annuncio di Dio e del suo Regno: Gesù Cristo crocifisso e risorto”. “Quale ruolo ha il cristianesimo nella nostra vita? La questione viene sollevata nel capitolo 7 sul processo a Gesù, in particolare la sezione terza intitolata ‘Gesù davanti a Pilato’”. Da questa domanda è partito Marcello Pera. “Oggi che viviamo nell’epoca della secolarizzazione - ha affermato il senatore - siamo nella migliore condizione per comprendere questo povero governatore della Giudea. Esattamente come Pilato, anche noi siamo impreparati al problema della verità”. Di più: “Una corrente di pensiero che nasce con la modernity ci ha fornito una teoria consolatoria per disfarcene: la verità - dice questa corrente di pensiero - non compete alla politica, all’etica e al diritto, che si organizzano secondo categorie proprie, quali rispettivamente, l’utile, il buono, il legale; la verità appartiene alla scienza e a ciò che a riducibile al metodo della prova scientifica. Perciò, siccome l’utile, il buono e il legale non sono oggetto di prova scientifica, la politica, l’etica, il diritto non sono scienza, perciò sono senza verità”. Nel linguaggio ordinario odierno, ha osservato Pera, “il termine ‘pilatesco’ si applica in senso deteriore a chi non si assume responsabilità”. Se è cosi, allora pilatesco “è il laico moderno che non si assume la responsabilità della verità o perché la nega in assoluto o perché, considerando tutte le verità equipollenti, non si impegna su alcuna di esse”. Ma “Benedetto XVI si oppone a questa conclusione”. Da un lato, “si deve evitare ciò che altrove Benedetto XVI e Giovanni Paolo II hanno definito ‘la dittatura del relativismo’ (non c’e alcuna verità), ma dall’altro lato occorre ugualmente evitare ciò che potremmo chiamare la ‘dittatura della verità’ (c’e una sola verità) o, come dice Benedetto XVI, la ‘menzogna ideologica’ dei regimi oppressivi”. Vita della Chiesa Agenda del Vescovo Sabato, 2 aprile 2011 MACCIO DI VILLA GUARDIA. Santuario Trinità Misericordia Un segno esteriore, nessun evento miracolistico «U Venerdì 1 aprile A Como, in Cattedrale, alle ore 20.30, restituzione della visita pastorale della Zona Prealpi. Sabato 2 e domenica 3 aprile Visita pastorale alla Zona Bassa Valtellina: parrocchia di Traona. Martedì 5 aprile Ritiro del Clero per la Santa Pasqua; in serata, a Como, Commissione per il Diaconato Permanente. Mercoledì 6 aprile A Como, presso la basilica del Crocifisso, Santa Messa con le Forze dell’Ordine della provincia di Como per il precetto pasquale; nel pomeriggio colloqui con i seminaristi. Giovedì 7 aprile A Como, tutto il giorno, Consiglio Episcopale. Da venerdì 8 a domenica 10 aprile Visita pastorale alla Zona Bassa Valtellina: parrocchie di Buglio in Monte, Villapinta, Ardenno. n segno esteriore, nessun evento miracolistico, ma qualcosa da accogliere, sulla quale pregare e per la quale dire grazie». Così don Luigi Savoldelli, parroco a Maccio di Villa Guardia (Co) e rettore del santuario della “Santissima Trinità Misericordia”, nella domenica dedicata al tema dell’acqua che purifica e dona vita, ha parlato di alcuni fatti verificatesi, a partire dall’ottobre 2009, nella parrocchiale. La chiesa di santa Maria Assunta dallo scorso 28 novembre (Prima domenica di Avvento) è stata riconosciuta santuario diocesano in considerazione di «particolari esperienze di preghiera del signor Gioacchino Genovese – si legge nel decreto di elezione – e di momenti di intensa supplica», che vedono la partecipazione numerosa di fedeli dal comasco ma anche da fuori diocesi. Tutti fatti al vaglio occasioni di riflessione che parlavano della misericordia come fiume che di un’apposita commissione teologica deve raggiungere ogni uomo (che si diocesana formata da sei sacerdoti, trattasse di acqua pura è circostanza scelti in base alla loro competenza confermata dalle analisi scientifiche e all’incarico ricoperto. Inoltre, da redatte dal Ris di Parma). «Oggi – spiega giugno 2010, è stata informata anche don Luigi – sono rimaste a testimonianza la Congregazione per la Dottrina della di quei fatti alcune macchie. Esclusa la Fede, la quale ha inviato un protocollo da seguire per la raccolta di informazioni possibilità di infiltrazioni e condensa, in considerazione della conformazione e testimonianze a verifica dei fatti dell’altare, resta il segno sperimentato. accaduti (del fascicolo sono entrati a Quotidianamente – conclude – far parte, tra l’altro, alcuni racconti di accogliamo tantissime persone: fedeli, materiale fotografico e il verbale famiglie, giovani, adulti, sacerdoti, di una visita psicologico-psichiatrica religiosi e religiose. Il vero miracolo è del signor Genovese). Durante alcuni la conversione del cuore che ciascuno di questi incontri molte persone hanno può sperimentare e il desiderio di visto, e qualcuno ha anche avuto modo vivere una fede profonda. La pietà di toccare con mano, la presenza di popolare chiede di essere accolta e gocce d’acqua sull’altare, durante é professionisti, né professorini. Slogan tagliente, coniato da mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo ausiliario di Milano, nell’incontro di aggiornamento del clero a Morbegno, martedì 22 marzo. Argomento affrontato: la formazione dei laici. Facendo riferimento alle esperienze non sempre felici di alcuni paesi esteri (la Germania, per esempio), mons. Brambilla ha sottolineato la necessità di tenere saldamente unite, nella formazione dei laici, le tre dimensioni classiche: teologica, pastorale, spirituale. Se si rompe questo triplice intreccio, saltano fuori i professorini della teologia, completamente avulsi dalla vita concreta delle comunità cristiane, oppure i professionisti della pastorale, solerti funzionari poveri di idee e ricchi di attaccamento a ruoli, incarichi, mansioni. Se si vogliono evitare questi corto-circuiti, occorre ritornare alle suddette tre dimensioni. Mons. Brambilla, tanto incisivo nel mettere in evidenza le possibili storture di un cammino di formazione Martedì 5 aprile è in programma il ritiro spirituale. Il programma prevede: dalle ore 9.00 - ritrovo, preghiera - meditazione, adorazione eucaristica; benedizione; alle ore 13.00 - pranzo. I luoghi del ritiro sono: Capiago (tel. 031-460484); Piona (tel. 0341-940331); Colda (tel. 0342380160). Prenotazione del pranzo presso le sedi entro venerdì 1 aprile. Calendario Apostolato della preghiera: il 6 aprile, ore 15.00: incontro di formazione per animatori di Como e parrocchie vicine sul tema “Il sacerdozio comune dei battezzati” (presso l’istituto Canossiano); il 14 aprile, ore 15.30: adorazione eucaristica (in Santa Cecilia). Dalla Curia Don Aldo Tarabini, in accordo con il Vescovo Diego e la comunità dei sacerdoti del Santuario della Madonna di Tirano – che esprimono stima, affetto e gratitudine per l’impegno pastorale di questi anni svolto con passione e grande umanità – lascia il proprio servizio presso il Santuario tiranese e, contestualmente, quello presso la parrocchia di Baruffini. Don Aldo risiederà presso la Casa per il Clero di Lenno. rispettata, l’importante è indirizzarla e guidarla». «In questi casi – disse oltre un anno fa il vescovo monsignor Diego Coletti durante la visita pastorale – credo si debba evitare da un lato l’ingenuità di chi pretende di sapere già e di poter esprimere giudizi e valutazioni definitive e dall’altro lo scetticismo che impedisce di mettersi in ascolto di quanto potrebbe essere ricevuto come dono di Dio. Restiamo umili, attenti e prudenti, evitando chiacchiere inutili, in un atteggiamento di rispetto, preghiera e discrezione. Rimaniamo in attesa di capire e di giungere ad una valutazione serena e obiettiva, come la Chiesa sa di dover fare e fa, in casi di questo genere». ENRICA LATTANZI Nè professionisti, nè professorini... N Ritiro pasquale il 5 aprile Incontri in aprile a Como Il vero evento è la conversione del cuore che ciascuno sperimenta per una fede profonda ■ L’aggiornamento del clero con monsignor Brambilla ■ Clero ■ Apostolato 9 del laicato, è risultato altrettanto efficace sul versante della proposta positiva. Cammini differenziati, quanto all’oggetto (formazione teologica, abilitazione pastorale), ai tempi (corsi residenziali in forma seminariale, con un nucleo estivo e diverse riprese lungo l’anno), al metodo (lezioni frontali, laboratori), alla dislocazione territoriale (parrocchia, comunità pastorali, vicariati, zone, diocesi). Però con un obiettivo comune: la formazione della coscienza cristiana, nella forma testimoniale di fronte al mondo e di servizio concreto alla comunità ecclesiale. Una chiamata di corresponsabilità che ha nel calo numerico dei preti non solo la sua necessità, ma anche l’occasione provvidenziale. Una relazione-fiume, quella di mons. Brambilla, fluente e apprezzata da un uditorio numeroso e attento, che non ha disdegnato anche l’ottima accoglienza del Centro parrocchiale san Giuseppe e della parrocchia di Morbegno. d. A.R. Parola fra noi Domenica 3 aprile C hi ha colpa se uno nasce cieco? A chi far risalire il male del mondo? Chi può sciogliere i nodi che legano il dolore al peccato? Gesù nega che sia Dio l’autore del male e che la disgrazia sia la sua medicina. Gesù lascia aperto l’inesplicabile rapporto fra dolore e peccato. La sua risposta è l’invito a cambiar vita. Per gli ebrei ogni malattia era legata ad un peccato 1 Sam 1.4.6-7.10-13; specifico; da qui la domanda: se quell’uomo è nato cieco, Ef 5, 8 - 14; come può aver peccato ? Allora, è colpa dei suoi genitori? Gesù Gv 9, 1 - 41 capovolge questi ragionamenti pseudo-religiosi, e offre un vede la gratuità e l’onnipotenza significato positivo: la malattia dell’amore di Dio. Questo dice manifesta le opere di Dio. E la il Vangelo di oggi, dove Gesù più grande delle malattie, la parla alle folle come alla singola morte di Gesù, manifesterà la persona dell’uomo nato cieco più grande delle opere di Dio, e nel quale si rende presente la risurrezione. Se si guarda la la condizione dell’umanità. La finitezza dell’uomo (miserie, catena che inesorabilmente malattie, peccati…), attraverso lega il male alla colpa, in quanto la luce della risurrezione, si punizione o conseguenza dell’agire umano, viene spezzata dalla storia di salvezza che si compie nella persona di Gesù. Lui è il salvatore che nell’uomo cieco incontra ogni uomo. La nostra polvere incontra la saliva del Figlio di Dio. È il segno battesimale che da ciechi e morti ci fa vedenti e vivi. Il cieco non fa ragionamenti, né speculazioni teologiche. La sua testimonianza nasce da un’esperienza, ha la forza evidente dei fatti. Possiamo credere non solo in Dio e nel suo Figlio Gesù, ma anche nelle infermità dell’uomo e nelle opere buone che Dio compie in esse. La fede è aprire gli occhi sulla povertà dell’uomo e sul bene che Dio gli vuole. Il Vangelo di oggi, più che della guarigione di un cieco, parla della guarigione del cuore dal buio in cui si trova, fin dalla nascita, grazie allo sguardo di Cristo. ANGELO SCEPPACERCA Vita diocesana 10 Sabato, 2 aprile 2011 Scheda pastorale/1 Chiesa diocesana in cammino Comunità capaci di coinvolgere e di comunicare Percorsi di riflessione comune P rende avvio da questo numero del “Settimanale” un ciclo di interventi sul “cantiere aperto” della pastorale diocesana. La vita delle nostre comunità appare, infatti, in evoluzione, e suscita continuamente nuove sfide. Pensiamo all’iniziazione cristiana, generazione di nuovi figli alla fede da parte della Chiesa Madre. Al grande tema della pastorale integrata: le collaborazioni fra parrocchie sullo stesso territorio, le comunità pastorali, i nuovi vicariati in corso di definizione. Pensiamo all’importanza decisiva dei cammini di formazione per i laici (la catechesi degli adulti, le diverse scuole di pastorale, la scuola di teologia, la scuola sociale), nell’ottica sempre più necessaria e stimolante della corresponsabilità. E poi i percorsi di preparazione al matrimonio, il prezioso servizio degli uffici della pastorale Il sig. Carlo e gli avvisi parrocchiali A volte mi è difficile decifrare gli avvisi esposti alle porte delle Chiese. Dovrei dire “della chiesa della mia Parrocchia”, ma in verità mi capita di partecipare alle messe di almeno tre Parrocchie diverse. Non lo farei se non fossi una volta qua e una volta là in riferimento alle domeniche in cui andiamo a trovare i nostri figli e nipoti e alla domenica al mese che condividiamo completamente con la mamma. I suoi anni non le permettono più di spostarsi. Ho delle persone a cui appartengo, ma non ho dei luoghi ai quali appartengo. Ho i miei cari che mi appartengono, ma oltre la mia famiglia nulla mi appartiene veramente. Il parroco dice che ci sono i cristiani “pellegrini” che hanno un camino di fede, i cristiani “vagabondi” che cercano qualcosa qua e qualcosa là senza legami particolari,e i cristiani “senza tetto” che non hanno nemmeno una casa-comunità in cui ritrovarsi. Io sono pellegrino dentro e vagabondo fuori. Agli orari delle Messe vedo aggiunti quelli della catechesi, che mi ostino a chiamare catechismo, pur sapendo che mi fa sentire vecchio il dire così. I miei nipoti hanno ragione quando mi dicono che un conto è il libro e un conto è lo stare in gruppo. Mi pia- ce l’idea che anche i nonni siano coinvolti quando i ragazzi hanno i loro appuntamenti. Giovedì scorso Matteo ha ricevuto il vangelo in una celebrazione chiamata “Consegna”. Il parroco ha evidenziato che oggi nella chiesa i ragazzi hanno bisogno di alcuni adulti stabili che li accompagnino negli anni di crescita religiosa. Così anche i nonni non sono solo autisti. Mi va bene. Quanto agli avvisi, esclusi i pellegrinaggi che hanno una data e una meta, mi trovo in difficoltà ad interpretarli. Confesso anche un certo senso di colpa, pensando a tante persone che si danno da fare per organizzare e a tante altre, come me, che se ne vanno casa con la memoria breve di un avviso, o con un foglietto che per settimane rimane piegato nella tasca della giacca, per poi non far nulla. La vita cristiana è anche fare qualcosa per qualcuno. Molte proposte si rivolgono direttamente a me, perché non riguardano il fare per altri, ma il fare per essere cristiano. Da poco ho capito che la parola “formazione” significa questo e non… un modo di disporsi, come quando nell’esercito, da aviere, guardavo gli aerei disporsi in cielo secondo particolari figure geometriche. Devo dirlo? Sono un cristiano ignorante e vorrei non esserlo. diocesana, la realtà fantasiosa dell’associazionismo laicale... L’intento è offrire piste di lavoro e di riflessione comune. Ad uso in particolare dei membri dei consigli pastorali, o comunque di coloro che in maniera attiva e organica collaborano nell’azione pastorale della Chiesa (il nostro Vescovo ci ha abituati a chiamarli la “comunità apostolica”). Magari cercando di partire da un punto di vista non interno ma esterno: l’occhio di un ipotetico osservatore che si affaccia sulla vita delle nostre comunità, mediamente estraneo alle sue forme e ai suoi linguaggi, e tuttavia mosso da qualcosa a metà fra il bisogno, la curiosità e l’interesse. Ecco allora, in questa pagina, anzitutto uno spunto narrativo che illustri la questione (il racconto del signor Carlo); poi una scheda con alcune domande e provocazioni per la discussione nei gruppi; infine, a piè di pagina, alcuni elementi assertivi di chiarificazione e proposta. L’argomento che affrontiamo oggi è quello del volto accogliente delle nostre comunità, in vista in particolare delle proposte di iniziazione cristiana. Successivamente, prima di Pasqua, parleremo dei nuovi vicariati in via di definizione e della figura importante dei Vicari foranei, i cui nominativi saranno resi noti dal Vescovo il prossimo Giovedì Santo, nel corso della Messa crismale. pagina a cura degli UFFICI PASTORALI Scheda. Per il dialogo nei consigli pastorali Uomo “avvisato” mezzo salvato... 1. Carlo è un parrocchiano senza parrocchia, un cristiano che non rinuncia ad esserlo, uno costretto a decidere tra le esigenze della famiglia e le esigenze della parrocchia. Le parole del parroco gli restano in mente, ma sente di non appartenere a nessuna comunità parrocchiale: passa da una chiesa all’altra. Dentro il suo cuore non ha smesso di cercare e nella sua mente i pensieri si rincorrono. • Che cosa può fare una comunità per le persone come Carlo? Forse egli ha bisogno di essere conosciuto e riconosciuto, in qualche modo accolto. Come? • Quando in noi nasce e cresce il senso di appartenenza ad una comunità? Come fare con la mobilità dei nostri giorni? 2. Carlo si rende conto che gli avvisi parrocchiali gli portano un mondo religioso e una serie di proposte che gli sono sconosciute. I nipoti lo Il libro dell’Esodo Perchè una catechesi degli adulti in chiave biblica La catechesi, soprattutto degli adulti, è un approfondimento della fede considerata attraverso la grande esperienza vissuta dalla Chiesa, che si caratterizza come conoscenza della Parola, come celebrazione liturgica della stessa Parola e come vita morale ispirata dalla Parola. Pertanto una catechesi biblica è solo un aspetto della catechesi vera e propria, che si caratterizza come realtà più ampia. La scelta di una proposta del genere per la nostra Diocesi è legata al fatto che negli anni scorsi questo aspetto era stato un po’ messo in ombra, a favore di percorsi – peraltro egregi – guidati da interessi di altro genere. Tuttavia anche la scelta biblica è guidata da un riferimento molto evidente ai percorsi che la Diocesi sta proponendo: l’iniziazione cristiana, la preparazione alla scelta matrimoniale e la vita che ne consegue, considerati dentro il grande cammino dell’Anno Liturgico, che ha come centro la Veglia pasquale. Per questo l’attenzione al libro della Genesi nei capp. 1-11 e l’attenzione al libro dell’Esodo. Due documenti fondamentali per vivere la celebrazione liturgica della Veglia. Per il prossimo anno la scelta del libro degli Atti degli Apostoli con l’esperienza della Parola che “corre” verso i confini del mondo, vuole accompagnare la scelta di un anno pastorale sulla parola di Dio. Il metodo è quello di un approfondimento esegetico essenziale, ma soprattutto quello di far nascere degli approfondimenti tematici legati alle esigenze e alla sensibilità dei partecipanti. correggono anche sul semplice linguaggio del catechismo. La sua intelligenza gli permette di cogliere una novità sostanziale nella vita della Chiesa di oggi: il coinvolgimento delle famiglie nell’iniziazione cristiana, e perfino dei nonni, con la vicinanza e la testimonianza. Si fanno strada parole nuove come “consegna”, “iniziazione cristiana”, “catecumenato”. • Come far conoscere a tutti i parrocchiani le linee essenziali della nuova iniziazione cristiana? Forse occorre parlarne raccontando maggiormente… Che cosa di essenziale va detto? • Accompagnare i bambini nella crescita della loro vita cristiana può essere una responsabilità condivisa non solo dai catechisti, dai preti e dai genitori, ma anche dagli adulti e dai giovani presenti alla Messa? Qualcuno dice che basta coinvolgere la comunità con simpatia. Come riuscire a guardare alle nuove generazioni con speranza e interesse? 3. Carlo riceve vari avvisi, alcuni addirittura da metter in tasca. Sente che c’è gente che si impegna, mentre lui scantona. Non gli manca la generosità. Gli manca un sì sulle labbra. In molte parrocchie è evidente che gli avvisi non sono principalmente una richiesta, bensì una proposta per il bene di chi ascolta. È la proposta della formazione. • Come dare avvisi parrocchiali che possano suscitare attenzione e coinvolgimento? Forse potrebbe servire un contatto più personalizzato. Come diventare “apostoli dell’invito”? • Se formare la coscienza è un imperativo della coscienza stessa, desiderosa di autenticità, come rendere esplicita questa esigenza? Qualcuno è convinto che il buon senso basti per vivere. Per conoscere e amare Gesù Cristo può bastare il buon senso? Iniziazione cristiana Don Battista Rinaldi, direttore dell’Ufficio per la Catechesi, risponde alla domanda: che cosa si intende per Iniziazione Cristiana secondo il modello catecumenale? «Si tratta di un percorso di educazione alla fede in cui non ci si prepara ai sacramenti, ma “attraverso” i sacramenti. Ogni persona, infatti, è generata alla fede dalla celebrazione del mistero pasquale che si compie nella comunità durante l’anno liturgico: dalla grande veglia pasquale, la “madre di tutte le celebrazioni” fino alla celebrazione del giorno del Signore a scadenza settimanale. Il cammino di “iniziazione”, che per qualcuno è già iniziato con il battesimo da neonati, si realizza attraverso l’accompagnamento da parte di adulti (famiglia, padrini, catechisti, o altra persona garante...) dentro la vita della comunità che ascolta la Parola, che celebra il “compiersi” della Parola, che testimonia e annuncia la stessa Parola in stile missionario di apertura al mondo e di fraternità verso tutti gli uomini. Il cammino inizia nei primi anni di vita con un “primo annuncio” ai genitori; prosegue con lo stesso primo annuncio ai ragazzi che iniziano il percorso; prevede un tempo prolungato di apprendimento e sperimentazione della vita cristiana; passa attraverso la celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione; si conclude con un tempo di almeno un anno di mistagogia: cioè un tempo in cui ognuno diventato cristiano è aiutato a vivere ciò che è diventato». Pastorale Familiare Sabato, 2 aprile 2011 pastorale familiare Lo scorso 17 marzo si è conclusa la terza edizione della Scuola: il Vescovo, le relazioni, i progetti e linee per il lavoro sul territorio Per una pastorale con la famiglia. S ono partiti presto, da tutti i punti cardinali della Diocesi, da Grosio e da Cittiglio, da Chiavenna e da Bregnano; hanno viaggiato per le strade ornate di tricolori alle finestre, all’aprirsi di un giorno di festa per il nostro Paese, il 17 marzo, per ritrovarsi alle ore 9.30 a Como in Seminario. Sono le 33 famiglie e gli 8 preti che hanno partecipato alla III edizione della Scuola per operatori di pastorale familiare, radunati per la giornata conclusiva di questa esperienza che li ha visti studiare, condividere e crescere insieme per 2 anni. In questa giornata le famiglie iscritte sono state accompagnate anche dai loro parroci, che hanno promosso e sostenuto la loro partecipazione alla Scuola: sono venuti oggi per condividere la gioia e i risultati di un impegno portato a termine da questi sposi; per confermare loro il desiderio di camminare insieme nell’attuare una pastorale con la famiglia e non solo per la famiglia; per rallegrarsi ● Il nuovo biennio per accompagnare il percorso delle famiglie anche con i preti che hanno partecipato all’esperienza, per una nuova competenza che, nei diversi ambiti di collaborazione sul territorio, potrà essere una ricchezza per tutti. La giornata è iniziata con un momento di preghiera insieme al Vescovo Diego, che ha stimolato i partecipanti a costruire la casa sulla roccia della parola di Dio, ascoltata e messa in pratica; a portare in casa segni chiari che li aiutino a vivere la fede in Cristo nella dimensione quotidiana e familiare (per questo il Vescovo ha donato a tutti una copia del Nuovo Testamento); ad essere di casa, cioè appartenere a Gesù Cristo con lo stesso legame profondo dei legami familiari, non comportandosi da “clienti” e da “estranei” nella nostra esperienza di fede. Questa appartenenza anima la nostra vita nella Chiesa: anche in riferimento ai nascenti Vicariati, da costruire insieme come luoghi di condivisione fraterna e di testimonianza cristiana. Il Vescovo ha quindi consegnato personalmente ai nuovi operatori di pastorale familiare l’attestato di partecipazione alla Scuola e insieme il mandato della Diocesi. La seconda parte della mattina ha visto come protagonisti gli stessi partecipanti, che si sono alternati al microfono ● Tante le risorse e i progetti proposti dalla pastorale diocesana per presentare i loro “elaborati finali”, relazioni sintetiche su 10 punti chiave acquisiti nella Scuola: la teologia nuziale, la logica dell’incarnazione, il Matrimonio Sacramento, la spiritualità coniugale, il rapporto tra sposi cristiani e Chiesa, la reciprocità tra le vocazioni (sposi, preti, consacrati), il compito missionario degli sposi, Matrimonio e dimensione escatologica della vita, l’accompagnamento alle coppie nella complessità delle situazioni concrete, l’idea di pastorale familiare. Temi che i partecipanti hanno saputo trattare con competenza a partire dallo studio e dalla rielaborazione personale delle relazioni ascoltate durante i 2 anni del loro percorso. Don Luigi Savoldelli, Direttore della Scuola, ha proposto una sintesi conclusiva in 3 parole delle scoperte fatte in questa esperienza: teologia (studiare per conoscere Dio è bello perché aiuta a conoscere l’uomo); liturgia (abbiamo scoperto il valore della celebrazione come incontro con il Signore vivo); ortoprassia (vogliamo che il nostro agire dia testimonianza della grazia di cui viviamo). Il pomeriggio si è aperto con una coreografia che i bambini dei partecipanti, con l’aiuto dei loro animatori, hanno realizzato per ricordare insieme la ricorrenza dei ● Il percorso prevede momenti formativi fino al prossimo 2013 La quarta edizione della Scuola a “misura di famiglia” L’ Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia ha messo in cantiere un nuovo biennio di formazione per gli operatori di pastorale familiare. Per accompagnare personalmente le famiglie nelle loro diverse età e situazioni di vita; per aiutarle ad affrontare le difficoltà e a valorizzare le proprie risorse, in primo luogo la grazia del Sacramento che è il tesoro di ogni coppia cristiana; per dare corpo ai progetti diocesani di pastorale familiare (itinerario di fede per i fidanzati; vicinanza alle persone che vivono separazioni, divorzi o nuove unioni; promozione di cammini di spiritualità coniugale attraverso i gruppi familiari) e agli altri progetti che coinvolgono la famiglia come protagonista (in primo luogo il nuovo progetto diocesano di Iniziazione Cristiana): per tutto questo occorrono nuove persone che si affianchino a chi già lavora sul campo; la Scuola è l’opportunità per tradurre la propria disponibilità in una reale competenza, maturata attraverso un percorso formativo specifico, in modo da poter attuare interventi pastorali significativi. Il programma della IV edizione della Scuola comprende: una “settimana” estiva dal 17 al 21 agosto 2011 a Ain Karim - San Nicolò Valfurva (So); quattro fine settimana tra novembre 2011 e aprile 2012 presso il seminario diocesano a Muggiò (5-6 novembre 2011, 4-5 febbraio 2012, 3-4 marzo 2012, 21-22 aprile 2012); una seconda “settimana” estiva ad agosto 2012; tre fine settimana tra novembre 2012 e aprile 2013; una giornata conclusiva con il mandato del Vescovo (con la presenza anche dei parroci). Alla Scuola sono invitati coppie di sposi, preti, consacrati, chiamati a condividere lo studio, la preghiera, la riflessione, le relazioni. Il depliant di presentazione della Scuola sottolinea chiaramente che l’esperienza non è riservata alle famiglie “dal molto tempo libero”: sia l’organizzazione sia i contenuti sono pensati per le “famiglie del quotidiano”, segnate dal poco tempo e dai molti impegni, chiamate in primo luogo a vivere fino in fondo la loro identità cristiana. La metodologia della scuola alterna lezioni, laboratori in gruppo, consegne per la rielaborazione personale. Tra gli elementi qualificanti: la centralità dell’esperienza spirituale e l’attenzione alle dinamiche di gruppo. Nel mese di aprile l’iniziativa sarà presentata in tutte le zone della Diocesi, alle Commissioni famiglia e a tutte le persone interessate a partecipare, a cura dei membri della Commissione operativa diocesana. 150 anni dell’Unità d’Italia. Poi l’attenzione si è concentrata sulle ricadute nell’azione pastorale, a partire dai “progetti di pastorale familiare nella propria parrocchia” che i partecipanti hanno preparato per la giornata conclusiva. Un lavoro di grande interesse che, come ha sottolineato don Italo Mazzoni, Direttore dell’Ufficio per la pastorale della famiglia, merita di essere realmente attuato. Per questo don Italo ha proposto ai partecipanti alcuni orientamenti per una “buona pastorale familiare”: la collaborazione in équipe; la conoscenza dei progetti diocesani; la collaborazione con persone che si occupano di altri ambiti; la formazione continua; la capacità di esprimere quello che si è imparato nel linguaggio della vita quotidiana. Per i saluti finali Magda ed Enzo Gusmeroli, responsabili diocesani della Consulta di pastorale familiare, hanno proposto un filmato realizzato da don Renzo Bonetti (già direttore dell’Ufficio Nazionale di pastorale della famiglia della CEI e primo relatore di questa Scuola), per meditare ancora una volta insieme sulla bellezza del Sacramento del Matrimonio, dono grande da offrire alla nostra Chiesa. A.S. ■ Alcuni dati Tre edizioni biennali dal 2005 a oggi La Scuola per operatori di pastorale familiare è stata inaugurata nell’agosto 2005: finora ne sono state realizzate 3 edizioni biennali, la quarta partirà nell’agosto 2011. In totale hanno partecipato all’iniziativa 110 coppie di sposi (con i loro figli) e 14 preti. Questi sono i numeri relativi alla provenienza dei partecipanti dalle varie zone della Diocesi: Como Centro (16), Como Sud (11), Prealpi (10), Bassa Comasca (17), Valli Varesine (7), Bisbino (2), Lario (2), Tremezzina (1), Tre Pievi (3), Grigne (2), Valchiavenna (6), Bassa Valtellina (19), Media Valtellina (10), Alta Valtellina (3), Valtellina Superiore (1). Tra i relatori della Scuola ci sono stati nomi di rilevanza nazionale (don Renzo Bonetti sul ministero pastorale degli sposi e don Giorgio Mazzanti sulla teologia nuziale), numerosi esperti della nostra Diocesi e del nostro territorio su temi teologici e antropologici (nell’ultima edizione don Battista Rinaldi, don Angelo Riva, don Paolo Avinio, don Rinaldo Valpolini, don Italo Mazzoni, prof.ssa Caterina Ostinelli, dott. Lodovico Alfieri, dott.ssa Katia Ascorti, dott. Paolo Piccinelli, counselor Annalisa Gibotti, avv. Giovanna Riva Astolfi, dott.ssa Raffaella Ratti) e testimonianze di sposi impegnati nella pastorale diocesana. Fondamentale il ruolo dei giovani animatori che hanno consentito agli sposi di vivere questo cammino insieme ai figli (da 0 anni in su). 11 Vita diocesana 12 Sabato, 2 aprile 2011 ■ L’incontro con i giovani di Mello, Civo, Roncaglia, Caspano e Cevo Insieme al Vescovo: “Yes, we can” E Diocesi Di como Visita Pastorale rano oltre cinquanta giovani, dai volti attenti, quelli che il nostro vescovo Diego ha incontrato nel pomeriggio di venerdì 25 marzo nella sala-teatro dell’oratorio di Mello. Si trattava di una nutrita rappresentanza di ragazzi e giovani dai 14 ai 19 anni, provenienti dalle parrocchie di Mello, Civo, Roncaglia, Caspano e Cevo. Mons. Diego Coletti li ha accolti con un sorriso aperto e rassicurante e li ha salutati sottolineando l’importanza di andare oltre il confine della propria parrocchia, pur mantenendo forte il senso di appartenenza alla propria comunità. Il gruppo dei ragazzi e dei giovani “Yes, we can”, nato in parrocchia a Mello da alcuni mesi, ha animato l’incontro, proponendo ai loro coetanei un momento di preghiera, due canti e la lettura di un passo del Vangelo. E’ stato poi il momento di una danza che il nostro vescovo ha visibilmente apprezzato. Ma l’anima, il cuore del pomeriggio sono state le parole che Mons. Diego Coletti ha rivolto ai ragazzi e ai giovani. Parole chiare riferite alla vita dei teenager, al peso dei media nella cultura moderna e soprattutto alla parola di Dio. Il Vescovo ha parlato ai giovani della bellezza del vangelo, puntando l’attenzione sul comandamento nuovo, il comandamento dell’amore: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Con il suo linguaggio schietto e vivace ha lasciato molti spunti di riflessione e due regali speciali. Il primo è una frase di S.Agostino: “Ama e fa’ ciò che vuoi”, che ha invitato i giovani a riflettere sul fatto che se uno ama di un amore vero, di quello stesso amore di Cristo Crocifisso, allora qualsiasi azione si possa fare non può che essere buona. Il secondo regalo è un bancomat speciale con il quale, come ha detto il Vescovo, non si può “prelevare” ma solo “ versare”, chiaramente non si parla di denaro! Sul retro si trova scritta una preghiera e mons. Coletti ha invitato i presenti ad impararla a memoria. A conclusione, foto di rito che sicuramente troverà posto nei nostri oratori, ma già la giornata ha trovato posto nel cuore e nell’animo di chi ha condiviso un pomeriggio con il nostro Vescovo. Il Vescovo a Piantedo: “il bello di vivere la domenica in famiglia” Diocesi Di como Visita Pastorale Domenica 20 marzo mons. Diego Coletti ha fatto visita alla Comunità di Piantedo in Bassa Valtellina. Una giornata ricca di incontri e di spunti di riflessione. D omenica 20 marzo dopo molta attesa, preparativi e momenti di preghiera mons. Diego Coletti ha fatto il suo ingresso nella Parrocchia di Santa Maria Nascente di Piantedo accolto con forte entusiasmo e gioia dal parroco don Silvano De Giobbi e da tutta la sua popolazione. La giornata è stata preceduta dall’incontro serale del sabato, dove il Vescovo ha incontrato la comunità apostolica e ha richiamato con decisione e forza la missione che la stessa comunità è tenuta a svolgere. “Non siamo i migliori - incalza mons. Coletti- ma i servitori degli altri, dobbiamo dare e spendere la nostra vita per gli altri, attraverso la riscoperta dell’Amore verso Gesù e la lettura del Vangelo e Buona Novella: solo questo ci può fare sentire solidali come Chiesa”. Come Gesù che amava parlare con le parabole, il Vescovo ha paragonato il regno dei cieli ad un grande lago posto in una zona a clima temperato che, se non possiede una fonte di calore, si ghiaccia, per farci capire che nella comunità c’è bisogno del calore del fuoco, dell’Amore per Gesù che si trasforma poi in calore per gli altri. Domenica mattina, dopo un primo incontro privato con il parroco, il Vescovo ha avuto l’occasione di fare visita a due ammalati del paese per poi giungere davanti al Municipio, dove il sindaco, l’ Amministrazione comunale, i gruppi della protezione civile, degli alpini e sportivo e tutta la popolazione lo hanno accolto al suono trionfale della Banda musicale. Dopo il benvenuto, in corteo ci si è recati verso l’oratorio abbellito per l’occasione da numerose composizioni floreali create da un gruppo di mamme e nonne; qui è stata celebrata la S. Messa, animata dalla presenza di numerosi bambini, dalle voci del coro e dalla Dal Vescovo il richiamo a riscoprire la centralità del messaggio evangelico e l’importanza di riscoprirsi comunità, a partire dalla partecipazione alla messa domenicale. Da vivere insieme a tutta la famiglia. di La comunità parrocchiale presenza dei nostri anziani, testimoni di una fede che si tramanda alle nuove generazioni. Durante l’omelia il Vescovo, prendendo spunto dal brano evangelico della trasfigurazione, ha sottolineato con forza la necessità di mettersi in ascolto di Gesù. Al termine, dopo la solenne benedizione della domenica e le foto di gruppo, ci si è recati al cimitero, dove, con viva commozione, si è reso omaggio a tutti i nostri defunti, con un ricordo particolare per i pastori della nostra Comunità, ed è stato recitato l’Angelus. La visita è ripresa nel pomeriggio con l’incontro con le famiglie. Il Vescovo è stato accolto festosamente dai bambini, i quali lo hanno festeggiato con un canto accompagnato dallo sventolio di nastri colorati e gli hanno consegnato una collana realizzata con le proprie mani, composta da tanti cartoncini sui quali ciascun bambino aveva precedentemente scritto o disegnato un pensiero per il Vescovo . La giornata è proseguita all’interno dell’Oratorio con l’incontro con gli adulti, sul tema “ la famiglia cristiana vive la domenica”, mentre i bambini hanno giocato allegramente negli spazi esterni in compagnia degli animatori dell’oratorio. A conclusione tutta la popolazione insieme al Vescovo, al convisitatore don Flavio Ferodi e al parroco don Silvano ha goduto di un piccolo momento di festa preparato dal Gruppo Alpini e da tante persone di buona volontà. ✎ Grazie!!! “Famiglia-Domenica-Messa”: questa la trilogia vincente proposta dal Vescovo! Dobbiamo riscoprire la gioia e la voglia di stare insieme bene: in famiglia e per la famiglia dedicandole la Domenica e la Messa. L’Amore vero è quello che si dona (c’è più grande gioia nel donare che nel ricevere) , è la sfida con l’assoluto (l’amore gratuito e non a compiacenza). Questo intenso e costruttivo intervento è culminato con la celebrazione dei Vespri presso il Santuario della BV della Grazia e del Suffragio di Valpozzo dove Mons. Vescovo ha posto, per mezzo di un bambino, nelle mani della statua della Vergine, un rosario, come segno di unità nella preghiera. Il saluto del nostro Vescovo si è arricchito di un suo prossimo arrivederci, in occasione della consacrazione della chiesa parrocchiale, al termine dei lavori di restauro. E’ stata una giornata intensa e ricca di emozioni, che ci ha permesso di godere della presenza semplice e cordiale del nostro pastore, che ci ha fatto gustare la gioia della vita cristiana , che si fonda sul mettere al centro della propria vita Gesù. Cogliamo l’occasione per un particolare ringraziamento al nostro parroco don Silvano che da anni ci guida e ci sostiene nel cammino di fede e di condivisione. Grazie al Vescovo Diego perché attraverso la sua visita la Comunità di Piantedo ha riscoperto come è bello stare insieme e fare gruppo. Questo è lo spirito che ci ha animati nella giornata della visita pastorale e ci auguriamo continui ad animarci nel cammino pastorale comunitario. Vita diocesana Sabato, 2 aprile 2011 13 Diocesi Di como Visita Pastorale Mello e Civo. L’incontro con mons. Diego Coletti ■ Fotogallery I giovani di Mello e Civo ■ Piantedo Diocesi Di como Visita Pastorale L’accoglienza dei bambini Inflazione ai minimi da cinquant’anni I l Vescovo Diego è stato accolto dalle comunità di Mello e di Civo con grande gioia. Un applauso e il suono festoso delle campane ne han dato la certezza: il Vescovo è giunto tra noi. Subito ha stretto mani, accarezzato bambini con quel tratto distintivo che lo caratterizza: il suo amore e la sua semplicità. Tutta la comunità, dai bambini agli anziani, dai confratelli agli alpini, alle coriste in costume tradizionale, tutti attendevano il pastore con quell’impazienza di chi aspetta un fratello lontano. I bambini della scuola materna parrocchiale, accompagnati dalle insegnanti, lo aspettavano con indosso la maglietta con scritto “Benvenuto Diego”, corredata da un cuore rosso, pulsante, dedicato al Beato Guanella, al quale è stata dedicata la rappresentazione di venerdì sera alla presenza del Vescovo. Dopo il saluto di accoglienza e la benedizione iniziale, i fedeli si sono radunati in chiesa per la liturgia dell’Annunciazione. Commentando il Vangelo, il Vescovo ha riflettuto sulle parole rivolte dall’Angelo a Maria, una giovinetta di 16, 17 anni, che lì per lì non ne comprende il significato. In quel giorno Maria diventa portatrice della salvezza del mondo, diventa piena di grazia. Non si deve benedizione, segno della vicinanza avere paura di Dio, di fare l’esperienza ai fratelli più piccoli, coloro che del suo amore. La grazia sta nel incarnano in loro stessi l’immagine di donare gratuitamente l’amore, senza Gesù servo sofferente. pretendere il contraccambio. In serata si è svolta la splendida Prima di concludere, il Vescovo, con rappresentazione sulla figura di il suo spirito paterno ha chiesto il don Guanella, di cui parleremo permesso, per evitare “una catastrofe”, nell’articolo dedicato. di allacciare le stringhe a una Sabato pomeriggio, accolto dalla bambinetta seduta in prima fila. comunità di Civo, mons. Diego Terminato il primo incontro della Visita, ha celebrato la Santa Messa i bimbi della scuola materna hanno nella parrocchiale di S. Andrea, preso per mano il loro nuovo amico soffermandosi ancora sull’amore di Diego e lo hanno accompagnato alla Dio, da saper donare agli altri, con loro scuola dove hanno cantato una l’auspicio che, come per don Guanella, canzone, prima di pranzare con lui. anche dalle nostre comunità possano Nel pomeriggio ha incontrato i scaturire sante vocazioni, perché il ragazzi del catechismo, spiegando il mondo ne ha urgente bisogno. brano evangelico del Buon Pastore, Domenica mattina ha presieduto a sottoponendosi a tutte le domande che Mello la Santa Messa e la processione la fantasia dei bimbi poteva suggerire. con la statua della Madonna. Uno dei Poi la merenda insieme e l’incontro con doni offerti, lo sgabello per mungere, i giovani, ai quali ha parlato di amore, strumento non certo comodo, quello vero, quello donato sull’esempio rappresenta l’orgoglio della comunità di Gesù. per le sue radici, e vuole farne Al termine si è recato, in compagnia partecipe anche il Vescovo Diego. del parroco, a visitare alcuni ammalati, Al termine della processione per le per portare loro il suo conforto e la sua vie del paese, colorate di fiori per Rappresentazione Continua la visita pastorale alla zona Bassa Valtellina: il Vescovo ha incontrato le comunità di Civo e Mello. Ma anche quelle di Cevo, Roncaglia e Caspano. la speciale occasione, il Vescovo ha voluto elevare al Signore, per intercessione di Maria, quattro intenzioni che gli stanno molto a cuore: la famiglia, la pace, quella vera, le vocazioni e i sofferenti, nel corpo e nello spirito. Poi, a ricordo di questo intenso momento di preghiera, ha voluto donarci il rosario con cui ha pregato durante la processione, perché possa essere un segno di comunione spirituale con lui, attraverso la Mamma del Cielo. La Visita è stata un vero evento di grazia per tutti noi: ci ha rinvigoriti nella fede, ci ha fatto riscoprire l’amore di Dio per noi, ci ha incoraggiati alla testimonianza del Vangelo, per essere veri discepoli e testimoni dell’adesione a Cristo e alla Chiesa. E possiamo sperare che anche per lui il restare con noi, sebbene per poco tempo, gli abbia fatto gustare l’ospitalità e la genuinità di comunità semplici come le nostre. PAGINA A CURA DELLA COMUNITA’ PARROCCHIALE Dalla rappresentazione della vita del Beato uno spunto di riflessione sull’amore come dono In scena la vita di don Guanella V enerdì sera, in una chiesa parrocchiale gremita, il Vescovo ha assistito alla sacra rappresentazione “Così come te” sulla figura del Beato Luigi Guanella. Una serata emozionante, carica di spunti di riflessione. Dal battesimo alla minestra per i poveri, dall’ordinazione alla solitudine a Olmo, da Pianello a Como, per arrivare a Traona, fino al terremoto di Avezzano, la morte e, la risurrezione, cioè la rinascita del giovane americano William Glisson. Grazie a questo miracolo, per don Guanella inizia il processo di canonizzazione, che si celebrerà il 23 ottobre. L’itinerario di preghiera e riflessione ha fatto pensare al significato dello spendere tutto per gli altri. Gesù, nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo, ci dice: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi»… «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fra- telli più piccoli, l’avete fatto a me». Essere cristiani significa donare il proprio amore all’altro senza pretendere nulla in cambio, compiere la decisione ferma, libera, incondizionata di stare male, purché l’altro stia bene. Gesù non è venuto ad abolire la legge antica, ma ci dà un comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. È difficile, ma è proprio questo il tratto distintivo del cristiano. L’amore vero, disinteressato è stato al centro dell’intervento del Vescovo. Ci ha parlato di santità, ha detto che è cosa nostra, cosa di popolo, ci riguarda da vicino. Non dobbiamo pensare che sia qualcosa di strano: tutti noi possiamo essere santi. Non lo si diventa stando fermi, ma lavorando e faticando per il bene dell’altro. Il sacerdote di Fraciscio ci illumina con il suo esempio, nel suo tempo ha combattuto la sua battaglia a favore dei bisognosi, dei fra- telli più piccoli, di coloro che non hanno nulla da ricambiare. Proprio in questo sta l’essere beati: aiutare senza condizioni e limiti, amando come Lui ha amato noi, solo così si potrà essere cristiani veri, degni di essere chiamati con questo nome. Nella lavanda dei piedi Gesù si fa servo, e anche il Vescovo, durante la rappresentazione, è stato invitato, in una scena suggestiva, a lavare i piedi a una giapponese e a un africano, simboli delle difficoltà di oggi. Ad ogni scena, inoltre, il bisogno di carità era rappresentato dal vecchietto del famoso episodio degli zuccherini, che invitava un personaggio a stendere le mani. Il nostro impegno è stato apprezzato dal Vescovo, che ci ha rivelato di aver scoperto una comunità di alta qualità, fin dai primi istanti di visita in mezzo a noi. E questo ci è di stimolo a continuare nel cammino intrapreso, migliorandoci sempre di più. ComoCronaca Insieme per cambiare le regole del gioco. Le tappe D i seguito il programma degli incontri di “Sfidaffido”, tutti alle 20.30. lunedì 2 maggio “L’affido: quando e perché”. Sede: COMETA, via Madruzza 36, Como, tel. 031-520717 lunedì 16 maggio “L’accoglienza: il bambino entra nella casa della famiglia affidataria. I bisogni del bambino”. Sede: ANFAA, presso la Cascina Massée, via S. Antonino 4, Como - Albate, tel. 031-526587. Sabato, 2 aprile 2011 15 lunedì 30 maggio “La famiglia di origine del bambino nell’esperienza dell’accoglienza”. Sede: PROMESSA, c/o Comunità Annunciata, viale Varese 19, Como, tel. 031-271116. lunedì 13 giugno: “L’accoglienza vissuta: le famiglie affidatarie raccontano”. Sede: LE VIGNE, via per Civiglio 52, Brunate (CO), tel. 031-364066. lunedì 12 settembre “Accompagnamento al distacco del bambino dalla famiglia affidataria”. Sede: ANFAA, Cascina Massée, via S.Antonino 4, Albate, Como, tel. 031-526587. lunedì 26 settembre: “L’accoglienza come gioco di squadra: il sostegno di servizi sociali e associazioni alla famiglia”. Sede: COMETA, via Madruzza 36, Como, tel. 031-520717 22 ottobre incontro finale di verifica e rilancio. Sfidaffido. Un percorso di sensibilizzazione SERVIZI SOCIALI A ffido, una scelta difficile, irrazionale, faticosa. Ma importante, necessaria, preziosa. Accogliere in casa un minore con alle spalle un vissuto di disagio, trascuratezza, se non di violenza o abuso, significa aprire le porte ad un mondo nuovo, fatto di dolori e gioie, sogni e realtà, che si rincorrono, continuamente. È una scelta irrazionale perché viene dalla pancia e va contro la logica e naturale ricerca di stabilità che ogni famiglia persegue. Significa accogliere un minore per un periodo indefinito, ma di cui la legge stabilisce dei limiti, anche se mai certi. L’affido, però, è anche, e soprattutto, una scelta preziosa, necessaria, per restituire equilibrio ad una società fragile. La chiave, pur colma di limiti da mettere a punto, per non far mai mancare a un bambino il sacrosanto diritto di crescere in una famiglia in grado di accompagnarlo, con semplicità, Da amore, fermezza, nel suo cammino di crescita. Predisporsi all’affido è una sfida impegnativa, occorre consapevolezza, disponibilità, serenità, impegno, ma anche numeri. La domanda di accoglienza è alta, ma le famiglie disponibili sono ancora poche, troppo poche. “Sfidaffido” è il percorso di formazione sull’affidamento familiare proposto dal Comune di Como, in accordo con alcune realtà del territorio impegnate su questo fronte. “Insieme per cambiare le regole del gioco”, il sottotitolo di un progetto che proprio sulla logica della rete, dell’intesa tra pubblico e privato sociale, fonda la sua originalità. Il primo appuntamento, di questo viaggio, è programmato per sabato 2 aprile presso la Sala Stemmi del Comune di Como, dalle 10 alle 13. Una mattina per presentare il percorso di formazione, itinerante, che del distretto – il Servizio Distrettuale Affidi di Como è andato consolidandosi. Ciò ha permesso di rilanciare una cultura dell’accoglienza, anche e soprattutto rinsaldando i rapporti con la rete territoriale. La collaborazione con le realtà presenti sul territorio rappresenta una risorsa per noi insostituibile». Una prima campagna condotta a sostegno dell’affido familiare porta la data del 2008. All’epoca le nuove famiglie del distretto interessate all’affido erano 7, numero salito a 20 nel 2008 e a 22 nel 2009. “Sfidaffido” ha lo scopo di incrementare questi numeri, cercando anche di tramutare il semplice interesse in impegno concreto. Il progetto fa parte in un percorso triennale (per un impegno complessivo di 89.800 euro) cofinanziato da Fondazione maggio, sei incontri per mettere a nudo una tematica di grande Cariplo (50 mila euro), Comune di Como (33 mila attualità. 56 i minori oggi in affido nel Distretto di Como euro) e dagli altri partner. L’obiettivo dell’ iniziativa è quello di consentire Gli incontri in programma alle famiglie interessate di conoscere meglio C O R S O D I F O R M A Z I O N E prenderà il via dal prossimo mese di queste cifre va aggiunta un’altra quindicina avranno luogo, di volta in volta, in una l’esperienza dell’affido, in tutti i suoi aspetti, e maggio. «La proposta questo cammino di minori stranieri non accompagnati ospiti delle realtà dell’associazionismo familiare di confrontarsi con chidigià l’ha vissuta o la vive.– Allo scopo la formazione presenterà molteplici ha spiegato Franca Gualdoni, dirigente dei nella S Ustruttura L L ’ A“Puzzle” F F I Ddi Tavernola. A M E N T O del territorio aderenti al progetto. Ciascun valenze: informativa e di orientamento, Servizi Sociali del Comune di Como – parte Restando al distretto di Como attualmente incontro sarà condotto da una psicologa esperienziale, motivazionale e di conoscenza. da una necessità: proporre percorso sono 56 i minori in affido, di cui 44 Alle serate interverranno famiglie Accanto alla trasmissione di un nozioni teoriche, il F A M (dunque I L in famiglie I A alRdi E esperta. percorso propostoeprevede il coinvolgimento di sensibilizzazione formazione che extrafamiliare dell’associazione ospitante, che offriranno delle strumenti potenziali efamiglie affidatarie in un fornisca chiavi di lettura per fuori della stretta rete parentale) e 12 la loro testimonianza diretta sul tema. cammino di conoscenza maturata tramite una conoscenza reciproca della ricchezza comprendere a fondo il senso dell’affido, intrafamiliare. A conclusione del percorso formativo si l’esperienza diretta, utilizzando tutte le delle diverse esperienze. Ciascun incontro potenzialitàcosì offerte dalle diverse associazioni permettendo a nuove famiglie di Anfaa, Cometa, Promessa, Vigne,edqueste svolgerà un incontro (previsto per sabato sarà condotto da una psicologaLe esperta familiarialariane già impegnate nella pratica interverranno famiglie dell’associazione affacciarsi questo mondo». le associazioni comasche che hanno 22 ottobre) in cui le famiglie affidatarie, in dell’affido. La realizzazione del “corso” di ospitante che alla potranno portaredellaprogetto, loro Un mondo che,siloavvale dicevamo, bisogno partecipato costruzione rete con le diverse associazioni, saranno formazione sia dellahaguida di una testimonianza vissuta sul tema. psicologa esperta di aiuto, nuove forze. dell’argomento A confermarlosia della con il Servizio Distrettuale Affidi invitate a confrontarsi relativamente Ad’intesa conclusione del percorso formativo esperienza di alcune ifamiglie sidisvolgerà un incontro ( previsto sonocomprovata i numeri. 52 sono attualmente Como. Loro sarannofinale la “voce” che all’esperienza formativa svolta, così da affidatarie. Quest’ultima infatti costituirà un per sabato 22 ottobre) in cuitestimonianze le famiglie minori dell’areaarricchimento del distretto per di Como accompagnerà, attraverso e trarne spunti di sviluppo per il futuro sul significativo le famiglie affidatarie in rete con le diverse associazioni interessateper a vivere la medesima (25 comuni, un totale di 146esperienza. mila 300 contributi, questo cammino formativo. valore dell’esperienza dell’affido. saranno invitate a confrontarsi relativamente Il percorso proposto sarà itinerante all’esperienza formativa per– trarne abitanti) inseriti in comunità (dunquepresso «In questi ultimi trefatta, anni spiegaspunti Patrizia Informazioni: Servizio Affidi (031-252646le singole realtà dell’associazionismo familiare diMagretti, sviluppo coordinatrice dell’attività stessa, e a quanto potenzialmente affidabili). Di questitutte ben le dell’Uffici di 50), o una delle associazioni aderenti. del territorio, in modo da valorizzare condiviso all’interno della rete di famiglie sul 44 sono residenti nel comune A risorse di sostegno disponibilidi e Como. permettere piano, in rappresentanza PAGINA A CURA DI MARCO GATTI valore dell’esperienza dell’affido.del 25 Comuni SfidAFFIDO INSIEME PERuna CAMBIARE SfidAFFIDO L’affido... sfida INSIEME PERGIOCO CAMBIARE LE REGOLE DEL LE REGOLE DEL GIOCO g r a f i c a Comune di Como ANFAA Cometa Promessa Le vigne sERVIZIO aFFIDI L’ L’ L’ L’ I Anfaa, Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie, sezione provinciale di Como, è attiva a Como dal 1968, con sede in via S. Antonino 4. è un’associazione di volontariato composta unicamente da famiglie con esperienza di affido e adozione nazionale e internazionale. L’Anfaa organizza incontri di formazione per coppie, singoli e famiglie sull’affidamento familiare una volta al mese (il lunedì sera alle ore 21). Gli incontri sono condotti da famiglie affidatarie con la presenza di una psicologa. Inoltre da anni si è dotata di un gruppo di auto aiuto per famiglie affidatarie e adottive, che si riunisce una volta al mese, mercoledì, alle ore 21. con la presenza di uno psicologo. Informazioni : telefonare allo 031-526587, oppure inviare una mail a [email protected] associazione Cometa è un’esperienza di accoglienza ed educazione di bambini, giovani e famiglie attraverso la condivisione della vita quotidiana. Molteplici i campi d’azione: dall’affido di minori in comunità familiare, all’affido etero familiare nelle famiglie in rete, dal pronto intervento per situazioni di particolare urgenza e gravità, all’affido diurno. Significativi i percorsi sperimentali di accompagnamento all’adozione di neonati, abbandonati alla nascita. L’associazione organizza incontri per promuovere l’esperienza dell’accoglienza e mini corsi sull’affido, sostegno e supporto alle famiglie affidatarie attraverso spazi d’ascolto, sostegno alle famiglie d’origine, servizi per la cura dei legami familiari e counseling familiare. Informazioni: Mariagrazia Figini o Daniela Somaini, 031-520717, associazione. [email protected], www.puntocometa.org. associazione Promessa, a seguito di un cammino iniziato nel 1997 attorno alla proposta di padre Luigi Bassetto si costituisce formalmente nell’anno 2001. Il punto di forza associativo è quello della rete di famiglie che è di sostegno e collaborazione per le dinamiche che l’affido solleva. Attualmente l’associazione è costituita da 14 famiglie - tra le quali 9 hanno 10 affidi familiari - e 2 religiosi. I servizi offerti sono un incontro di auto aiuto mensile il martedì sera con uno psicologo; un incontro bimestrale la domenica pomeriggio con una psicologa; un incontro bimestrale, sempre la domenica pomeriggio, di natura associativa e di confronto sulle problematiche dell’affido familiare. Informazioni: Giovanni Giambattista 335-5475171, padre Paolo Di Ral 031-271116, e-mail: [email protected], www.digilander.libero.it/ promessa.como/ associazione “le Vigne” è costituita da tre famiglie che abitano una grande casa a Brunate. Le famiglie si sostengono vicendevolmente nel cercare di rispondere ai bisogni del territorio. L’associazione accoglie mamme, giovani adulti o picccoli nuclei in situazioni di semiautonomia. Bambini e adolescenti sono accolti in affido nelle famiglie. Presso l’associazione si è costituito un gruppo di famiglie interessate all’affido o che hanno affidi in corso. Il gruppo ha finalità di favorire il discernimento dei vissuti e la comprensione delle dinamiche legate all’affido. Si incontra una volta al mese, abitualmente il sabato mattina, è coordinato e sostenuto da una psicologa del Servizio affidi del Comune di Como. Informazioni: Francesca Metzger 031-364066; Barbara Pirolo 031-223410, Solange Pace 031220157, e-mail: francesca.borsani @famigliametzger.it l Servizio distrettuale Affidi del Piano di Zona di Como garantisce ai nuclei affidatari la possibilità di usufruire di percorsi di sostegno individuale e/o di gruppo. la frequenza degli incontri individuali è concordata insieme all’operatore. Il gruppo, condotto dalla psicologa del Servizio Affidi. è composto da nuclei familiari che hanno già avviato l’esperienza di accoglienza. Il suo obiettivo è quello di offrire uno spazio di riflessione, condivisione e supporto al percorso di affidamento. il gruppo si riunisce con cadenza mensile (martedì, alle ore 24.45) a Como, presso il Centro Diurno Disabili di via del Doss 3. Informazioni: dott.ssa Rosaria Bonifacio 338-8161558, e-mail: [email protected] ComoCronaca 16 Sabato, 2 aprile 2011 mo Villa Ol Ha ufficialmente aperto i battenti lo scorso 26 marzo. Le opere ammirabili fino al 26 luglio “Boldini e la Belle époque: l’ottava grande mostra “B oldini e la Belle époque”. Dallo scorso 26 marzo (la serata inaugurale di venerdì ha visto la presenza di oltre 2000 persone) le sale della settecentesca Villa Olmo ospitano 60 capolavori del pittore ferrarese, accompagnate da altre 60 opere di alcuni dei più importanti artisti di fine Ottocento italiano, tra cui De Nittis, Corcos, Zandomeneghi e Signorini. La mostra, curata da Sergio Gaddi, assessore alla cultura del Comune di Como, e artisti”. Quello iniziato da Giovanni Boldini nel 1864, lasciando Ferrara alla volta di Firenze, fu un viaggio artistico di sola andata che dal capoluogo toscano lo condusse a Londra e, infine, a Parigi, dove si trasferì e risiedette fino alla morte avvenuta nel 1931. Parigi fu per Boldini la vera mecca dell’arte e della vita dove entrò in contatto con gli ambienti più esclusivi e ottenne il tanto atteso benessere economico. Como è giunta questo nuovo appuntamento museale dopo 7 anni di successi e oltre 600.000 visitatori grazie alle esposizioni dedicate a Miró, Picasso, Magritte, agli Impressionisti, a Klimt e Schiele, all’Avanguardia Russa e a Rubens. La mostra sarà visitabile fino al 26 luglio. Anche quest’anno, all’esposizione si affianca come evento parallelo di approfondimento didattico, Esposti 60 capolavori del pittore ferrarese, accompagnati da altre opere di noti artisti di fine Ottocento italiano da Tiziano Panconi, fra i maggiori esperti della pittura italiana dell’800, è stata ideata e prodotta dall’assessorato alla Cultura del Comune di Como, con il patrocinio del ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lombardia e con il sostegno di Unicredit in qualità di main sponsor. All’allestimento della rassegna ha partecipato quest’anno, offrendo gratuitamente il proprio contributo, anche l’accademia Aldo Galli. Se da un lato i capolavori di Giovanni Boldini, come Mademoiselle De Nemidoff (1908), Nudo di giovane donna semisdraiata (1863), Femme au gants (1888), Ritratto di Emiliana Concha de Ossa (1901), permettono di gettare una luce sull’attività internazionale di uno degli indiscussi protagonisti dell’arte italiana ed europea di fine ‘800-inizi ‘900, dall’altro, le altre opere presenti consentiranno di ripercorrere, a livello figurativo, l’evoluzione del gusto pittorico che si diffuse in tutta Europa e che rappresentò i cambiamenti di questo nuovo mondo, nei suoi aspetti estetici più peculiari, dall’emancipazione dell’individuo alla crescita della consapevolezza femminile. «Il mito della Belle Epoque si intreccia con il genio di Giovanni Boldini, - spiega il curatore della mostra Sergio Gaddi - l’energia creativa e la fiducia ottimistica che rivoluzionano la storia tra Ottocento e Novecento vengono esaltate dalla velocità guizzante di una pennellata inconfondibile, che esprime la bellezza e la Orari di visita Orari: da martedì a giovedì: 9-20; da venerdì a domenica: 9 -22 (la biglietteria chiude un’ora prima); lunedì chiuso BIGLIETTI Intero: 10 €; Ridotto: 8 € (visitatori oltre 65 anni e tra 6 e 18 anni, universitari fino a 26 anni, gruppi di almeno 25 persone con ingresso gratuito per l’accompagnatore, categorie convenzionate). Ridotto scuole: 5 € (gruppi scolastici di almeno 25 persone con ingresso gratuito per due accompagnatori); Gratuito: bambini fino a 6 anni, disabili con accompagnatore. Informazioni e prenotazioni: Ufficio gruppi e info: tel 031-571979, fax 031-3385561, www.grandimostrecomo.it gioia di vivere. L’immensa popolarità di Boldini arriva fino in America, ed i suoi modi aristocratici, la vocazione per la mondanità, il numero altissimo di liason galanti e la frequentazione di ambienti borghesi ne fanno un punto di riferimento per un significativo gruppo di un progetto teatrale, a cura di Teatro in Mostra di Como, dal titolo Café Belle Époque. La pièce è ambientata in un caffè parigino; lì viene narrata la vicenda di Violetta e di Alfredo, perfetti interpreti dello spirito romantico della Belle Époque. Notizia flash ■ Carta sconto Dal 4 aprile al via la “rivoluzione” Rinviato di un mese, è ormai alle porte l’avvio del nuovo sistema di acquisto a prezzo agevolato del carburante, per i residenti nelle fasce di confine delle province di Como, Varese e Sondrio attraverso la CRS, la Carta Regionale dei Servizi. A pochi giorni dall’entrata in vigore della nuova situazione, che comporterà la definitiva uscita di scena della “Carta sconto benzina”, introdotta nel 1997 dalla Regione Lombardia, sono stati oltre 340mila i pin rilasciati nelle tre province interessate anche se si stima che le potenziali richieste dovrebbero aggirarsi a quota 600.000. “Numeri importanti che dimostrano l’efficacia delle aperture straordinarie degli sportelli provinciali delle Asl e delle sedi territoriali di Regione Lombardia, nonché della predisposizione e attivazione di desk mobili, abilitati al rilascio dei codici segreti” ha sottolineato la stessa Regione. In ogni caso, rispetto a quanto si è visto nel mese di febbraio, in queste ultime settimane agli sportelli non si è verificata la ressa e le lunghe colonne (piuttosto, negli ultimi tempi, il fenomeno ha riguardato, almeno per ciò che concerne il Comune di Como, la presenza dei modelli 730 gratuiti per la compilazione della dichiarazione dei redditi 2010). L’entrata in funzione della CRS per acquistare a prezzo agevolato il carburante (rispetto alla vecchia tessera il nuovo sistema dovrebbe prevedere uno sconto variabile a seconda delle mutazioni del prezzo della benzina in Canton Ticino) avverrà dunque tra qualche giorno e da martedì 4 aprile sarà possibile per i titolari di una tessera abilitata allo sconto di segnalare, recandosi di persona al proprio Comune di residenza, i componenti del proprio nucleo familiare ai quali desidera estendere il beneficio. Il proprio Comune, previa verifica dello stato di famiglia del richiedente, abiliterà allo sconto le CRS dei familiari per i quali è stata fatta la richiesta esclusivamente se inseriti nello stato di famiglia. Per ulteriori informazioni: numero verde 800.030.606 oppure collegarsi al sito: www.crs.regione.lombardia.it. In quest’ultimo mese, nel frattempo, sono proseguiti i controlli da parte della Gestione Tributi della Regione Lombardia e della Guardia di Finanza su coloro che avrebbero utilizzato in modo improprio la carta sconto benzina. Il fenomeno ha interessato, per lo più, abitanti della provincia di Sondrio mentre i casi nel comasco sono risultati alquanto limitati. l.cl. Alptransit. Completamente scavati 57 km di galleria S. Gottardo: giù l’ultimo metro di roccia I l 23 marzo 2011 i minatori hanno scavato l’ultimo metro di roccia del nuovo tunnel del San Gottardo che ospiterà la galleria ferroviaria più lunga del mondo all’interno del sistema Alptransit. Circa cinque mesi dopo la caduta del diaframma nella canna est, entrambi i tubi a binario unico della Galleria di base del San Gottardo sono stati completamente scavati sulla lunghezza di 57 chilometri. Quasi per celebrare questo avvenimento, nonché per illustrare prospettive e scenari futuri dovuti ai nuovi collegamenti ferroviari ad alta velocità che permetteranno di rendere il treno un mezzo di trasporto maggiormente competitivo (oltre che in termini di tempo anche da punto di vista ecologico) rispetto all’aereo, Lugano ha ospitato il giorno dopo un convegno dedicato ad Alptransit al quale sono intervenuti rappresentanti del mondo politico, economico ed istituzionale della Svizzera ma anche della Lombardia. Tra i diversi relatori della giornata di lavori interessante è stato il pensiero ma- nifestato dal Consigliere di Stato del Canton Ticino, Marco Borradori: «Le infrastrutture di trasporto modificano il grado di accessibilità delle regioni. Se non ci trovassimo su un asse di trasporto strategico per la Svizzera e per l’Europa, oggi saremmo probabilmente una vallata relegata ai margini dello sviluppo. AlpTransit rivaluterà invece la nostra collocazione nella geografia dei trasporti e nelle dinamiche socioeconomiche. Migliorerà la nostra accessibilità e quindi l’attrattiva per nuovi insediamenti di carattere economico (penso in particolare ai servizi e alla logistica, ma anche alla ricerca), per il turismo e per la residenza. Dobbiamo saper coniugare questa opportunità con l’elevata qualità di vita di cui oggi disponiamo e che ci è invidiata da molte parti. Si tratta quindi di creare e proporre iniziative adeguate per valorizzare, con equilibrio e intelligenza, le risorse di cui disponiamo». Con la caduta del secondo diaframma termina un’importante fase di costruzione. Cominciata nel 2001 nel comparto sud di Bodio, questa fase è stata preparata già a partire dal 1996 con la realizzazione dei cunicoli d’accesso di Amsteg, Sedrun, Faido e Bodio e la costruzione a Sedrun di due pozzi profondi 800 m. Dei circa 152 km del sistema di tunnel della Galleria di base del San Gottardo, inclusi tutti i cunicoli e pozzi, il 56% circa è stato scavato con la fresatrice, mentre il 44% restante con avanzamento tradizionale. In totale sono stati trasportati fuori dalla montagna più di 28 milioni di tonnellate di roccia e massi. Alla fine di maggio del 2016 AlpTransit San Gottardo SA consegnerà alle Ferrovie Federali Svizzere la galleria pronta per l’esercizio. Fino a quel momento i punti cardini delle attività si spostano sul rivestimento interno, sull’equipaggiamento della costruzione grezza e sull’installazione della tecnica ferroviaria. Parallelamente alle ultime fasi di avanzamento e di costruzione grezza, questi lavori sono già iniziati nei comparti di galleria terminati in precedenza. l.cl. ComoCronaca Sabato, 2 aprile 2011 17 Sanità. Presentata a Como una guida in sei lingue per aiutare gli stranieri ad orientarsi tra i servizi del territorio. Assistenza sanitaria senza frontiere A La distribuzione Inglese, francese, spagnolo, turco, arabo e cinese. Sono queste le lingue in cui è disponibile la guida “l’assistenza sanitaria per tutti: guida per i cittadini stranieri”, finanziata grazie ad un bando della Regione Lombardia. L’iniziativa rientra nel progetto HPH (Health Promoting Hospital) che mira a migliorare la qualità dei servizi sanitari in tutta la Regione. La guida, presentata la scorsa settimana nella sede ASL di Como, è già attualmente in distribuzione nei distretti sanitari della provincia. ● I nuovi dati forniti dall’Osservatorio della Regione Lombardia iutare gli stranieri ad orientarsi tra i servizi offerti dal sistema sanitario nazionale. Per questo l’Asl di Como, in collaborazione con l’azienda Ospedaliera S. Anna e l’associazione Chance ha realizzato una guida stampata in diverse lingue (inglese, francese, spagnolo, turco, arabo e cinese) con tutte le indicazioni utili per accedere ai servizi del territorio. Nelle stesse lingue – a cui si aggiunge il rumeno – è stato stampato anche un pieghevole con tutte le informazioni utili per orientarsi all’interno dell’Azienda Ospedaliera S.Anna. L’idea nasce dall’associazione Chance che in città è attiva nel campo dell’interculturalità. “Negli ultimi anni – spiega il presidente di Chance, Caterina de Camilli – ci siamo concentrati nei settori della scuola e della sanità, aspetti centrali quando si parla di integrazione. Il nostro obiettivo è quello di mettere a conoscenza gli stranieri che arrivano a Como di quelli che sono i loro diritti e doveri. La sanità che, ● Diminuzione negli arrivi. Tra gli uomini 8 su 10 sono regolari nonostante qualche inevitabile problema, rappresenta uno dei fiori all’occhiello del nostro paese è, però, un’organizzazione complessa che non sempre viene capita con chiarezza da chi arriva da paesi lontani, dove, magari, non esiste nemmeno un sistema sanitario”. La guida presenta l’ “abc” della sanità. A partire dall’iscrizione al sistema sanitario fino alla prenotazione degli esami. Per chiarire la necessità di uno strumento come questo è sufficiente guardare ai dati sulla sanità in Lombardia forniti dall’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multi etnicità. Nel 2009 la percentuale di degenze di pazienti immigrati è cresciuta del 20%, passando dalle 94.816 del 2006 alle 113.993 del 2009. Nell’ultimo quinquennio l’incremento dei ricoveri in regime ordinario di stranieri non è mai stato inferiore al 4,5% annuo, così che nel 2009 la quota delle degenze attivate da stranieri si attesta al 7,7% del totale regionale (7,2% nel 2008). “Uno strumento come questo – ● Oltre il 50 per cento ha un lavoro stabile. Il 12,9 per cento è disoccupato Immigrazione a Como oltre i luoghi comuni N el 2010 per la prima volta nel corso degli ultimi dieci anni il flusso di immigrati verso la Lombardia ha fatto registrare “un notevole rallentamento della crescita”. A renderlo noto, in attesa di sapere quali potranno essere le conseguenze delle crisi nord africane sui flussi migratori, è l’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multi etnicità della Regione Lombardia che ha recentemente pubblicato il rapporto relativo al 2010. IN LOMBARDIA Tra il 1° luglio 2009 e il 1° luglio 2010 il numero di immigrati stranieri arrivati in Lombardia è stato inferiore allo stesso periodo tra il 2008 e il 2009 per ben 92mila unità (-83%). Una diminuzione probabilmente legata alla crisi economica. Il saldo è comunque positivo con una crescita della popolazione proveniente da Paesi a forte pressione immigratoria stimata in 1 milione e 188 mila unità (regolari e non), 18 mila in più rispetto al primo luglio del 2009. La Lombardia continua così a raccogliere quasi un quarto del totale dei presenti a livello nazionale, valutato in 5,1 milioni di persone. In Lombardia si contano, in media, circa 12 stranieri ogni cento residenti. Cala drasticamente, invece, la componente irregolare stimata in 113 mila (47mila donne e 66mila uomini), ben 40,4 mila in meno (-26%) rispetto al 2009, anno in cui si valutavano 153,4 mila irregolari. LA SITUAZIONE COMASCA La provincia che ospita la principale comunità di immigrati resta quella di Milano con 424 mila presenze. lombarda. OLTRE I LUOGHI COMUNI Dai dati emerge come la stragrande maggioranza degli immigrati arrivati in riva al Lario sia residente in provincia e in possesso di regolare permesso di soggiorno. In particolare per gli uomini, 8 su 10, possiedono un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Gli irregolari, secondo le stime dell’Osservatorio, sarebbero meno di 4 mila, in forte calo rispetto al 2009. Un dato, invece, non molto superiore rispetto al 2001 quando erano poco più di tre mila. Per quanto riguarda l’occupazione solo il 12,9% risulta disoccupato, mentre oltre il 50% ha un lavoro stabile (il 45% occupato a tempo pieno e il 5,5% ha un lavoro autonomo). L’8,7% è impiegato in nero. La popolazione immigrata presente in Lombardia vanta comunque una discreta “anzianità”: circa il 30% dichiara di essere in Italia da più di dieci anni. Quanto alle prospettive per l’immediato futuro, l’85,9% delle donne e il 79,2% degli uomini affermano di non essere intenzionati a trasferirsi altrove. Seguono Brescia (191mila), Bergamo (137,9 mila), Varese (74mila), MonzaBrianza (71mila), Pavia e Mantova (62mila). Sulle dodici province lombarde Como con le sue 49 mila presenze occupa l’ottavo posto davanti a Cremona (47mila), Lecco (31mila), Lodi (29mila) e Sondrio (9mila). Negli ultimi dieci anni il numero di migranti arrivati in provincia di Como è passato dai 16 mila del 2001 ai 49 mila attuali con un aumento del 201%, leggermente al di sopra della media PROVENIENZE Per quanto riguarda le provenienze in Lombardia risiedono 181 diverse nazionalità. La più grande comunità è quella dei romeni, 160 mila, ma in calo del 5% rispetto all’anno precedente. Seguono Marocco (129 mila), Albania (117 mila) e Egitto (76 mila). Le comunità che hanno conosciuto nell’ultimo anno la maggior crescita sono i pakistani (più 14,8%), moldavi (più 8%), cinesi e filippini (entrambi più 7,5%). spiega il direttore sanitario del S.Anna, Giuseppe Brazzoli – non rappresenta un’opportunità solo per i cittadini stranieri ma un occasione di miglioramento per tutti. Fornire una miglior conoscenza dei servizi e delle prassi per accedervi agli stranieri significa in molti casi anche limitare disservizi agli sportelli e velocizzare la prenotazione di visite ed esami, con un beneficio per tutti”. Ampio spazio viene dato all’elencazione dei diritti garantiti dal nostro ordinamento anche ai cittadini senza permesso di soggiorno che godono comunque di assistenza per quanto riguarda le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti, la tutela della gravidanza e della maternità, tutela dei minori, vaccinazioni e assistenza a tossicodipendenti. La guida è stata stampata in diecimila copie e sarà distribuita dai distretti sanitari, negli ambulatori dei medici di base, nelle farmacie e nelle sedi di ASL e S. Anna. PAGINA A CURA DI MICHELE LUPPI Profughi libici ■ A Como Continua il dibattito ma occorre chiarezza nei termini. M entre Lampedusa scoppia, ci si continua a chiedere dove e come potrebbero essere ospitati eventuali profughi in arrivo a Como. L’accordo siglato tra il Ministero dell’Interno e le regioni, prevede, infatti, un piano per la distribuzione sul territorio nazionale di circa 50 mila profughi, provenienti dalla Libia, con una ripartizione tra regioni pari a mille profughi ogni milione di abitanti. Questo significa che la Regione Lombardia potrebbe arrivare a dover ospitare 9 mila persone. Numeri che tengono conto solo delle persone considerate richiedenti asilo e non clandestini, una differenza semantica dietro cui si sta giocando una vera e propria battaglia. Secondo la linea sostenuta dal Ministero, i 15 mila profughi già arrivati dalla Tunisia, sono, infatti, clandestini e quindi destinati al rimpatrio. Per la loro accoglienza sono state previste delle tendopoli che fungeranno da CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione). Ad arrivare a Como saranno, invece, eventuali profughi (alcuni già arrivati a Lampedusa). Uomini e donne che scappano dalla guerra. A loro sarà concesso un permesso di soggiorno provvisorio in qualità di richiedenti asilo come previsto dalla legge italiana. Questo significa che per loro non è possibile il rimpatrio. Sulla loro eventuale collocazione nella nostra provincia si erano fatte diverse ipotesi nelle scorse settimane tutte al vaglio del tavolo costituito per l’emergenza dalla prefettura. Tra queste l’ex caserma di Cavallasca – scartata per le pessime condizioni - e la caserma de Cristoforis, inutilizzabile per il parere negativo dell’esercito. L’ultima possibilità ad essere scartata è stato l’ex ospedale S. Anna di via Napoleona. Il direttore sanitario, Giuseppe Brazzoli, ha espresso, infatti, “oggettive difficoltà alla possibilità di ospitare profughi vicino a strutture in cui si svolgono abitualmente prestazione sanitarie”. L’ex palazzina di radiologia, inoltre, “avrebbe bisogno di interventi”. Rimane l’ex caserma della Guardia di Finanza di Intimiano per cui si era parlato di una capienza di 100-150 persone. Voci che hanno acceso il dibattito tra l’amministrazione comunale, decisamente contraria a questa soluzione, forte di una petizione di cittadini, e altre associazioni e cittadini che hanno, invece, espresso la volontà di aprirsi all’ospitalità. ComoCronaca 18 Sabato, 2 aprile 2011 la ricerca I dati raccolti da “Cittadinanzattiva” forniscono un quadro di costi rilevanti e di notevole spreco per le numerose “falle” Servizio idrico: una rete che fa... acqua I n Lombardia è Brescia in cui l’acqua per uso domestico costa di più, con una spesa media annua di 226 euro (il dato è riferito al 2009), poco più del doppio di quanto si paga a Milano che, con i suoi 106 euro, è la città, in Italia, dove in assoluto risulta più economico il servizio idrico integrato. Sono questi alcuni dati diffusi dall’Osservatorio Prezzi & Tariffe di “Cittadinanzattiva” (il movimento di partecipazione civica che opera in Italia e in Europa per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori) nei giorni scorsi in coincidenza con la celebrazione della Giornata mondiale dell’acqua (celebrata il 22 marzo). L’indagine è stata realizzata in tutti i capoluoghi, relativamente all’anno 2009. L’attenzione si è focalizzata sul servizio idrico integrato per uso domestico (acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa o ex nolo contatori). I dati sono riferiti ad una famiglia tipo di tre persone con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua (in linea con quanto calcolato dal Comitato di Vigilanza sull’Uso delle Risorse Idriche), e sono comprensivi di Iva al 10%. In questo quadro Como, con una spesa media annua di 178 euro si colloca in una posizione intermedia a livello regionale, in perfetta media lombarda, e ben al di sotto della media nazionale (pari a 270 euro). Tra le province più care, che “sfondano” il tetto delle 200 euro, oltre a Brescia, anche Mantova (216) e Cremona (213). Dal 2008 al 2009 il costo dell’acqua è mediamente aumentato in Lombardia dell’1,7%. Nessuna variazione per le province di Milano, Pavia, Varese e Sondrio. + 1,1% l’incremento per Como (da 176 a 178 euro). Da segnalare il “pesante” balzo in avanti di Lecco (+ 14,9%), passata da una spesa di 134 euro a famiglia del 2008 a 154 nel 2009. «I cittadini chiedono responsabilità riguardo l’uso e la gestione delle risorse idriche – il commento di Antonio Gaudioso, vicesegretario generale di “Cittadinanzattiva” -. Di certo, l’escalation senza freni delle tariffe dell’acqua, che da anni registriamo in tutta Italia, giustifica ampiamente la richiesta di RISERVA NATURALE REGIONALE “LAGO DI PIANO” m E: CORSO DI FOTOGRAFIA AD ORIENTAMENTO NATURALISTICO OCCHI NEL VERDE OCCHI NEL BLU dal 15 Maggio al 12 Giugno 2010 photo © GiovanniSalici.com Conoscere la natura per poterla comprendere Saperla rappresentare con le immagini grazie alla fotografia naturalistica ✎ Quale svincolare le tariffe all’adeguatezza della remunerazione del capitale investito. Infatti, contrariamente alle promesse ventilate in favore della privatizzazione delle acque pubbliche, in tutti i casi si è assistito, dopo alcuni mesi dall’introduzione della gestione privata, ad un aumento dei prezzi e delle tariffe. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con la figuraccia seguita al recente stop da parte dell’Unione Europea alle deroghe per i livelli di potabilità delle acque potabili in diverse zone del Paese”. Interessanti anche i dati relativi alle “falle” presenti nelle nostre reti: migliaia di litri d’acqua potabile annualmente dispersi a seguito dell’inefficienza delle tubature, con segnali di peggioramento da un anno all’altro. La regione italiana con la più alta percentuale di dispersione lungo la rete (sempre dati 2009) era il Molise (65%!), seguita da Basilicata (58%) e Abruzzo (45%). Ad occupare il posto migliore è la Lombardia, con un, tutto sommato, buon 17%. Sul territorio lombardo le rete provinciale più lacunosa è di Varese, con un livello di dispersione pari al 31%, segue Cremona (29%) e più distanziata Brescia (20%). La provincia di Como è al 14%. qualità? Cosa ne pensano gli italiani rispetto alla qualità del servizio idrico? Secondo la ricerca di “Cittandinanzattiva”, condotta su un campione accidentale di 1260 cittadini (44% proviene dal Sud, il 32% dal Centro ed il 24% dal Nord), gli italiani sembrerebbero sufficientemente soddisfatti del servizio così come viene loro erogato e quindi dei relativi costi. Anche se poi uno su due dichiara di non bere abitudinariamente acqua del rubinetto, preferendo la minerale. In particolare, più di un italiano su due (54%) dichiara di non bere abitudinariamente acqua del rubinetto, preferendo la minerale, soprattutto a causa di cattivo sapore (42%) e scarsa fiducia nei controlli (uno su cinque non sa a chi spettano). Con specifico riferimento al Sud la diffidenza nei controlli (52%) è più che doppia rispetto al Nord (23%) e al Centro (15%), aree nelle quali, viceversa, prevale il cattivo sapore quale ostacolo principale ad un quotidiano utilizzo dell’acqua da rubinetto. La spesa media mensile di acqua minerale è di 40 euro a famiglia (48 euro al Sud). Per quanto riguarda il livello di soddisfazione complessiva nei confronti del Servizio Idrico Integrato, quasi il 60% degli intervistati si dichiara completamente soddisfatto della quantità di acqua disponibile e della continuità della fornitura, il 48% della regolarità della pressione, ma solo il 24% della qualità dell’acqua. Lago di Piano. Un concorso di fotografia per avvicinarsi meglio alle meraviglie della natura Occhi nel verde, occhi nel blu L a Riserva Naturale Regionale Lago di Piano con la Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio organizza un corso di fotografia ad orientamento naturalistico “Occhi nel verde, occhi nel blù”, dal 9 aprile al 21 maggio 2011. Il corso comprende cinque lezioni teorico-pratiche della durata di circa due ore, che si svolgeranno presso la Sede della Riserva (via Statale 117, Frazione Piano Porlezza, Carlazzo) e all’interno del Biotopo protetto, dalle ore 15.00 alle 17.00 (un’ora di teoria e una di pratica), che si propongono di dare modo ai partecipanti di imparare a “leggere” l’ambiente naturale, riconoscere gli elementi che costituiscono un ecosistema, apprendere le tecniche di avvicinamento alla fauna selvatica e “incontrare” la natura attraverso la creazione di immagini fotografiche di elevato livello tecnico ed artistico. Le lezioni saranno tenute dal fotografo professionista Giovanni Salici e dal guardiaparco Vincenzo Perin. La quota di partecipazione al corso è di 120 euro; il costo non include i materiali fotografici. Il programma nel dettaglio prevede: Sabato 9 aprile: escursione dalla Casa della Riserva lungo la sponda nord del lago. Introduzione alla fotografia: la luce, bilanciamento del bianco, accenni sulla struttura delle fotocamere. Conoscere per capire e rispettare: le Aree protette, la Rete Natura 2000; l’Ecomosaico della Riserva Naturale Regionale e S.I.C. Lago di Piano. Sabato 16 aprile: escursione dalla Casa della Riserva al Montecchio Brione e ai prati e pascoli dell’area occidentale della Riserva. I valori fondamentali della fotografia: tempi e diaframmi ISO, profondità di campo, obiettivi, abbigliamento in natura. La fauna selvatica: osservazione diretta e indiretta, muoversi in natura ed interpretarne i segni; le tecniche, identificazione dei versi e dei canti. Sabato 14 maggio: escursione dalla Casa della Riserva lungo la sponda nord del lago. La fotocamera digitale e la macrofotografia: comandi, sensori, schede di memoria, formati dei file, attrezzatura macro e applicazioni. La vegetazione: le formazioni forestali, le fasce vegetazionali, la zonizzazione e il processo di successione, riconoscimento di arbusti e alberi, realizzazione di un erbario. Sabato 21 maggio: escursione dalla Casa della Riserva sul lago con la barca a remi per l’osservazione ornitologica e la fotografia naturalistica. L’osservazione faunistica a distanza: silhouette, sagome e riconoscimento della fauna ornitica. Sabato 28 maggio: Escursione di fotografica naturalistica dall’ Osservatorio Naturalistico lungo la sponda sud del lago. Pratica sul campo e ripasso, tecnica e attrezzatura di camouflage mimetico. Comportamento e attitudine in natura. Chiusura del corso. Iscrizioni: (obbligo di preiscrizione): Riserva Naturale Regionale Lago di Piano, tel. e fax: 0344-74961; [email protected]; www.riservalagodipiano.it. S. Fa. ComoCronaca ACSM-AGAM, un impianto all’avanguardia Sabato, 2 aprile 2011 19 Foto William Presentato, nei giorni scorsi, il nuovo progetto di recupero energetico che riguarda il termovalorizzatore della Guzza U n impegno costante per dotare la città e la provincia di un impianto di termovalorizzazione sempre più potente, efficiente e con impatti sull’ambiente sempre minori. ACSM-AGAM ha presentato nel corso di una conferenza stampa il nuovo progetto di recupero energetico che sta portando avanti sull’impianto della Guzza. «Il termovalorizzatore di Como è uno dei fiori all’occhiello del nostro patrimonio industriale: non solo provvede a bruciare i rifiuti non riciclabili provenienti da gran parte della provincia ma, grazie a questo processo, si genera vapore utilizzato per produrre energia Con gli interventi è elettrica e per alimentare l’impianto di teleriscaldamento. I nuovi interventi possibile recuperare permettono di recuperare ulteriormente ulteriore energia termica energia termica dai fumi di combustione dai fumi di combustione da destinare al teleriscaldamento», ha esordito il presidente di ACSM-AGAM, Umberto d’Alessandro. L’amministratore di Silvia Fasana delegato della società, Enrico Grigesi ha sottolineato come questo ultimo intervento abbia tutte le caratteristiche per essere vincente, perché è economico (permette di risparmiare gas metano), energetico (consente l’utilizzo di una maggiore quantità di energia) ed ecologico (causa minori emissioni nell’atmosfera). Il direttore della Divisione Produzione, Andrea Bighelli, è entrato nei dettagli, spiegando che la prima fase dei lavori, terminata lo scorso ottobre, ha riguardato l’installazione sulla Linea 1 (quella più vecchia, ma ristrutturata completamente nel 2009), di un complesso e tecnologico sistema che permette di sfruttare la temperatura dei fumi di combustione per recuperare ulteriore energia termica per il teleriscaldamento. In questi giorni sarà effettuata una fermata programmata alla Linea 2 per permettere l’installazione di questo circuito anche sulla seconda linea di termovalorizzazione. Questa operazione, ha spiegato Bighelli «consente di ridurre in modo consistente i costi per il consumo di gas metano “di integrazione” nella centrale che alimenta il teleriscaldamento (meno 35%), di ridurre i consumi specifici di energia (meno 15%) e di acqua dall’acquedotto (meno 35%) del termovalorizzatore e di conseguenza la produzione di acque reflue dell’impianto (meno 15%). Inoltre viene aumentata l’efficienza energetica del termovalorizzatore (più 60-70% dell’attuale energia fornita al teleriscaldamento), recuperando fino in fondo l’energia termica disponibile e migliorando l’impatto complessivo del sistema con la riduzione delle emissioni di “gas serra”, quali l’anidride carbonica e gli ossidi di azoto (meno 25-28%)». I lavori hanno comportato un investimento di circa un milione e seicento mila euro, con la previsione di ammortizzare tale costo in un paio di anni. Queste opere si aggiungono ad una lunga serie di importanti lavori di adeguamento e miglioramento effettuati negli ultimi anni: nel 2004-2005 è stato installato un nuovo sistema di trattamento delle emissioni in atmosfera, con filtri di ultima generazione in grado di trattare ed abbattere gli inquinanti prodotti dalla combustione di qualsiasi tipo di rifiuto, tra cui metalli pesanti, acidi, diossine, oltre che gli ossidi di azoto e zolfo, responsabili di patologie respiratorie e delle piogge acide. Ad ulteriore garanzia, è stato anche predisposto un sofisticato sistema di Un concerto contro la sindrome di Marfan il concerto del Coro polifonico “La Piana” di Verbania. La sindrome di Marfan è una grave malattia genetica causata da un’alterazione del tessuto connettivo, ossia il tessuto che tiene uniti i vari organi del corpo, che provoca notevoli disturbi specialmente al sistema scheletrico, ad occhi, vasi sanguigni, polmoni, alle membrane fibrose che ricoprono il cervello e la spina dorsale, ma in particolare all’apparato cardiovascolare con problemi d’aneurisma, dissecazione dell’aorta e di prolasso della valvola mitrale. Non esiste ancora una terapia specifica per questa malattia che se non diagnosticata precocemente può portare a morte improvvisa soprattutto tra i 25 e i 60 anni d’età. Le persone con tale sindrome (in Italia sono circa 12.000 – 20.000) di solito sono più alte e magre rispetto alla media e presentano corpo sottile e braccia lunghe con pollice allungato, petto carenato e piedi piatti. Il primo appuntamento di questa settima stagione concertistica è per sabato 9 Una rassegna concertistica, il 9 aprile, presso la chiesa S. Maria Assunta di Dolzago (Lc) O Cultura Un corso di lingua e cultura araba con il Centro interculturale “Arcoiris” CENTRO INTERCULTURALE ARCOIRIS il laboratorio blu - como ffrire un fiore di musica perché tutti possano godere di un momento di serenità e gioia spirituale nella memoria del piccolo Stefano, morto a soli quattro anni, e a quanti soffrono della sindrome di Marfan, è lo scopo della Rassegna concertistica “Fiori Musicali”, organizzata dall’Associazione Stefano – Bambini e Marfan, che inizierà sabato 9 aprile alle ore 21 nella Chiesa Santa Maria Assunta di Dolzago (Lecco) con Corso di lingua e cultura araba Il corso si rivolge a chi vuole avvicinarsi o approfondire la lingua e la cultura araba. E’ strutturato su diversi livelli: principianti, intermedio e avanzato per la durata complessiva di 20 ore. Il corso si articola in 10 lezioni settimanali della durata di 2 ore. Durante le lezioni insegnanti madrelingua sviluppano le quattro abilità (parlare, ascoltare, leggere e scrivere) e introducono elementi culturali. I corsi verranno attivati in base alle richieste e al raggiungimento di un numero minimo di 4 partecipanti. Il Centro interculturale “Arcoiris” propone, agli interessati, un corso di lingua a cultura araba. Il corso si rivolge a chi vuole avvicinarsi o approfondire la lingua e la cultura araba. E’ strutturato su diversi livelli: principianti, intermedio e avanzato per la durata complessiva di 20 ore. Si articolerà in 10 lezioni settimanali della durata di 2 ore. Durante le lezioni insegnanti madrelingua sviluppano le quattro abilità (parlare, ascoltare, leggere e scrivere) e introducono elementi culturali. I corsi verranno attivati in base alle richieste e al raggiungimento di un numero minimo di 4 partecipanti. Quota di frequenza: 165 (comprese le dispense). Per informazioni: tel. 031-3312730, [email protected]. QUOTA DI FREQUENZA: 165,00 euro (compreso di dispense) SCHEDA DI ISCRIZIONE Da compilare e inviare via fax allo 031/3312750 o via mail a [email protected] oppure consegnare al Centro Interculturale ArcoIris preso la segreteria delle Acli in Via Brambilla 35 a Como. Tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 Per informazioni 031.3312730 Cognome .......................................................................................................................................................................................... Nome ............................................................................................................................................................................................... Residente a ..................................................................................................................................................................................... Telefono ........................................................................................................................................................................................... E-mail .............................................................................................................................................................................................. Firma............................................................................ PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI AI SENSI DEGLI ART. 13 E 23 D.LGS. 196/2003 Il sottoscritto, letto quanto sopra, ai sensi dell’art. 23 D. Lgs 196/2003, esprime il consenso affinché i propri dati personali possano essere trattati, nel rispetto della legge sopra richiamata, per gli scopi indicati. monitoraggio in continuo delle emissioni a camino, con registrazione dei dati verificati e controllati da Enti terzi come l’ARPA. Nel 2008-2009 è stata completamente ristrutturata la Linea 1, incrementando la potenzialità dell’impianto a 100.000 tonnellate di rifiuti annui e circa 40.000 megawatt/ora di energia prodotti all’anno. Nel 2010 è stato adottato su entrambe le linee di combustione del termovalorizzatore un sistema automatico di controllo continuo della combustione. Ma l’impegno dell’azienda per sviluppare ulteriormente l’impianto e ridurne ancora di più l’impatto continua: sono in previsione interventi di potenziamento del sistema di trattamento dei fumi di combustione, di potenziamento del turboalternatore per incrementare la produzione di energia elettrica e la realizzazione di sistemi di accumulo notturno di calore prodotto dall’impianto (in funzione 24 ore su 24) per il teleriscaldamento (in genere poco utilizzato durante le ore notturne). Anche l’ulteriore sviluppo della rete di teleriscaldamento rientra nei progetti del gruppo ACSMAGAM: attualmente il servizio interessa circa 120 utenze concentrate nella fascia meridionale della città di Como, tra cui la piscina di Muggiò, molti condomini, alcuni impianti industriali e istituti scolastici. aprile alle ore 21 presso la Chiesa Santa Maria Assunta di Dolzago. Ospite il Coro polifonico “La Piana” di Verbania diretto dal maestro Fausto Fenice. Nato nel 1982, il coro, attualmente formato da sole voci femminili, vanta una ricca attività concertistica con la partecipazione a concorsi e rassegne prestigiose in Italia e all’estero, e ha ottenuto riconoscimenti quali il primo premio al Concorso Musicale Internazionale “Paul Harris 2005” di Milano. Il programma della serata prevede pezzi per voci sole e accompagnate dall’ organo con il maestro Silvano Arioli. I brani spaziano dal canto gregoriano a Gounod, Listz, Mendelssonh, Martini, per approdare ad un nutrito repertorio preparato appositamente per questa formazione dal maestro Fenice. Il concerto rappresenta un appuntamento da non perdere per chi ama la buona musica e vuole sostenere la ricerca scientifica che rappresenta l’unica arma per sconfiggere la sindrome di Marfan. Paolo Borghi Como comocuore Como Turistica e la Festa di Primavera Visita guidata alla mostra “Boldini e la Belle époque” Dal 16 aprile all’8 maggio il Consorzio Como Turistica riproporrà la Festa di Primavera. La manifestazione sarà in particolare dedicata all’anniversario dell’Unità d’Italia. Sede della festa sarà l’area sotto al Broletto che si porterà allo stesso livello di piazza Duomo. L´Associazione ComoCuore Onlus organizza – per sabato 28 maggio alle 16 – una visita guidata dall’assessore comunale alla Cultura Sergio Gaddi alla mostra “Boldini e la Belle époque” allestita presso la splendida Villa Olmo a Como. Per informazioni e prenotazioni, gli associati devono rivolgersi in sede (via Rovelli 8, tel. 031-278862) o consultare il sito Internet www.comocuore.org. ComoCronaca 20 Sabato, 2 aprile 2011 Salute Un convegno, in programma all’Hotel Palace il 2 aprile per formare il personale addetto all’assistenza Crescono gli anziani diabetici nelle RSA U na giornata di studio per dotare medici e operatori sanitari degli strumenti necessari per curare e assistere ospiti diabetici presso le case di riposo della provincia di Como. “L’assistenza al paziente diabetico in RSA: dalla diagnosi, al trattamento anche insulinico, al followup”, è questo il titolo del convegno in programma il prossimo 2 aprile presso l’hotel Palace di Como, Lungo Lario Trieste 16. Prende così il via, anche sul territorio lariano, promossa a Cremona e precede quella che avrà luogo a Brescia il prossimo maggio. Cercheremo così di toccare tutte le province. Il diabete nelle RSA rappresenta un settore ancora non molto conosciuto sotto il profilo epidemiologico, ma che, per ragioni demografiche e sociali, negli ultimi anni ha dato segni di notevole espansione e per questo richiederà una attenzione sempre più urgente». Oggi il 6% della popolazione è affetta da diabete. 30 mila sono dunque i diabetici in provincia di Como. Ne è inoltre affetto il 20% degli anziani ricoverati nelle RSA della provincia (53 accreditate, per un totale di 4517 posti letto, e altrettante non accreditate, con un numero di posti letto leggermente inferiore). Vale tra i 1000 e 1500 anziani bisognosi di cure ad hoc. Circa il 20% degli ospiti presenti nella case di riposo della provincia è affetto da diabete di tipo 2 un ambizioso progetto lanciato dall’Associazione Medici Diabetologi della Lombardia, che ha tra i suoi scopi proprio quello di garantire cure personalizzate agli anziani ricoverati in strutture protette e affetti, in special modo, dal diabete mellito di tipo 2, quello cioè più legato a stili di vita non appropriati (alimentazione corretta e attività fisica riducono il rischio di contrarre la malattia del 60%). «Il progressivo invecchiamento della durata della vita – spiega Paolo Mascetti, vicepresiedente della Provincia di Como, medico diabetologo -, che si osserva in tutti i paesi industrializzati, ha ricadute socio-sanitarie importanti: l’aumento del numero dei soggetti anziani significa anche l’aumento di patologie cronicodegenerative tipiche di questa età, tra cui un posto di assoluto rilievo è occupato dal diabete mellito di tipo 2. Il problema del diabete nell’anziano merita un’attenzione particolare anche per i gravi rischi di mortalità dei soggetti anziani». Una patologia insidiosa, invalidante, con gravi conseguenze di carattere cardio-vascolare, che, affiancata ad altri problemi legati all’età, richiede duplice attenzione e cura. «Per questo occorre offrire al personale medico che opera all’interno delle RSA – ha spiegato Simona Saladini, assessore ai Servizi Sociali della Provincia di Como – occasioni formative, come il convegno del 2 aprile, così da metterli nelle condizioni di far stare Il più subdolo Per diabete mellito di tipo 2 si intende un disordine metabolico caratterizzato dall’alta concentrazione del glucosio nel sangue e una di insulinoresistenza. Tra i fattori ambientali che lo causano hanno un’importanza preminente l’obesità e l’inattività fisica, anche l’età favorisce la comparsa di questa forma di diabete poiché essa si accompagna ad una riduzione fisiologica della sensibilità dei tessuti periferici all’insulina, dovuta alla diminuzione di ormoni che aumentano la permeabilità delle cellule al glucosio quali ad esempio il testosterone In genere passano dai 4 ai 6 anni prima che venga diagnosticato. Da diabete di tipo 2 è affetto circa il 94% dei diabetici. meglio gli ospiti malati, personalizzando le terapie». «L’appuntamento del 2 aprile - spiega Luigi Sciangula, attuale vicedirettore dell’AMD lombarda (ma ne diventerà direttore dal prossimo mese di giugno - segue ad un’iniziativa analoga La Giornata Nazionale UILDM Torna, dall’1 al 3 aprile, l’appuntamento di sensibilizzazione sulla distrofia muscolare V enerdì 1, sabato 2 e domenica 3 aprile torna - sotto l’Alto Patrocinato della Presidenza della Repubblica- la settima edizione della Giornata Nazionale UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare). In più di 500 piazze italiane sarà possibile trovare l’ormai nota farfallina di peluche, quest’anno nella versione tricolore, per celebrare l’anniversario dell’unità italiana, e ripiena di ovetti di cioccolato, che verrà distribuita da diversi volontari per un’offerta di 5 euro che Il convegno del 2 aprile è riservato a 40 operatori sanitari di cui 20 medici responsabili dell’assistenza nelle RSA e 20 infermieri professionali delle RSA. Per saperne di più: Mara Romcaglia, mroncaglia@ fmrweb.it, 349-0725955. M. Ga. contribuirà a sostenere le attività a favore delle persone affette da distrofia muscolare. Le iniziative in programma per la settima Giornata Nazionale UILDM avranno un carattere molto speciale, in quanto questa edizione della manifestazione coincide con i cinquant’anni dalla costituzione dell’associazione (1961-2011) attiva contro le distrofie e le altre malattie neuromuscolari. Queste ultime sono patologie genetiche caratterizzate dalla progressiva degenerazione e indebolimento dei muscoli volontari e nelle forme più gravi la persona che ne è colpita perde via via la capacità di camminare e stare in piedi, anche in giovane età. Il ricavato della vendita degli ovetti andrà quest’anno a sostegno della nascita del Centro Clinico polifunzionale Nemo Sud, nuovo punto di riferimento per le persone con malattie neuromuscolari e le loro famiglie. Il progetto intende portare i servizi il più possibile vicino alle persone, per assisterle nelle diverse esigenze nel modo più adeguato ed evitando loro lunghi e problematici viaggi attraverso la penisola. Anche la città di Como (con il patrocinio Notizie flash ■ Accanto “Il tempo che resta”, quinta edizione Promuovere iniziative e attività di cura, formazione e servizi che abbiano per oggetto i bisogni e le problematiche dei malati oncologici, AIDS o altre malattie non guaribili è la mission della Associazione Accanto onlus, attiva con i suoi volontari all’Hospice San Martino di Como e oggi presente sul territorio con un servizio di assistenza domiciliare. L’associazione propone per il quinto anno consecutivo la rassegna cinematografica “Il tempo che resta”, l’obiettivo è sensibilizzare e promuovere sul territorio la cultura del “prendersi cura” del malato nelle ultime fasi della sua vita. Perché scegliere il cinema e il teatro per parlare di questi argomenti? Le immagini dei film o uno spettacolo teatrale possono arrivare laddove le parole non riescono ma soprattutto offrire un importante spunto di riflessione su argomenti considerati tabù come la malattia e la morte. I temi affrontati sul grande schermo o sul palco sono infatti attinenti con quelli portati avanti dall’Associazione e affrontati quotidianamente in Hospice e nel servizio di assistenza domiciliare: la malattia, l’attesa della morte e il bisogno di fare i conti con tutto ciò che rimane in sospeso (gli affetti, i rancori, gli incontri mancati, il desiderio di trasmettere alle persone che restano la propria storia), e ancora il “prendersi cura” e l’accompagnamento alla fine vita. Gli incontri della rassegna “Il tempo che resta” diventano quindi una preziosa occasione per stimolare nuove persone a diventare volontari. La figura del volontario per Accanto è una risorsa importante che lavora in équipe con le figure professionali per riuscire a migliorare, pur in una situazione difficile e problematica come quella terminale, la qualità di vita del malato e della sua famiglia. La rassegna “Il tempo che resta” prevede quest’anno tre appuntamenti: giovedì 31 marzo cinema Astra, ore 21, “Departures”, regia Yojiro Takita, Giappone 2008 (Oscar 2009 Premio Miglior Film Straniero); giovedì 7 aprile, cinema Astra ore 21, “La forza della mente”, regia Mike Nichols, Stati Uniti 2001 (dall’omonima commedia vincitrice del Premio Pulitzer 1999); giovedì 14 aprile, aditorium don Guanella, ore 21, “Il vangelo secondo Pilato”, regia Christian Poggioni, con Christian Poggioni e Simone Mauri, scenografia e costumi Ambra Rinaldo Per informazioni: Associazione Accanto onlus – Amici dell’Hospice San Martino, www.accanto-onlus.it del Comune) e l’intero territorio provinciale contribuiranno a rendere grande questa manifestazione che, con lo slogan “Dispiega le mie ali contro ogni barriera”, si ripropone di sensibilizzare sempre più persone alle problematiche della distrofia muscolare. A Como, UILDM è attiva da 40 anni, a sostegno delle persone e delle loro famiglie. «Organizziamo tutto l’anno momenti di incontro, gite, vacanze estive, cineforum spiega Luisella Anzani, presidente UILDM sez. Como - che permettono alle persone di trascorrere piacevoli momenti di socializzazione e alle famiglie di essere un poco alleggerite nell’assistenza quotidiana». Attraverso una sinergia di interventi, la sezione comasca garantisce anche assistenza qualificata alle persone affette da patologie neuromuscolari: attraverso la consulenza psicologica per distrofici e familiari e con la segnalazione dei centri clinici qualificati per la diagnosi e il trattamento delle distrofie muscolari, in collaborazione con l’ospedale Valduce di Como e “Villa Berta” di Costa Masnada (Lc). Per informazioni: UILDM Como 031.542940; www.uildmcomo.org ComoCronaca Al via i festeggiamenti, la scorsa settimana, con una conferenza di don Andrea Straffi Sabato, 2 aprile 2011 21 S. Anna di Caslino, i 75 anni del santuario L’intervento di don Andrea Straffi L a parrocchia di Sant’Anna in Caslino al Piano, sotto la guida del parroco, don Alfredo Nicolardi, sabato 26 marzo, ha dato il via ai festeggiamenti del 75° anniversario di consacrazione del suo santuario, avvenuto il 16 luglio 1936 da parte del vescovo mons. Alessandro Macchi, su sollecitazione dell’allora parroco don Angelo Cattaneo, “cappellano segreto extra urbem” del Papa, con una serata dedicata alla Santa sia dal punto di vista spirituale sia da quello artistico. Ospite d’onore e relatore don Andrea Straffi, responsabile dell’arte sacra in diocesi, che coinvolgendo i numerosi ragazzi intervenuti e conquistando i presenti con le sue esposizioni e proiezioni, ha spaziato da Michelangelo a Giotto con l’Annunciazione a S. Anna della Cappella degli Scrovegni, dalla Chiesa di Argegno a quella di Scaria, ove ovunque è rappresentata la Santa e ha saputo far emergere la sua dolcezza di madre e la sua bellezza matura, esaltata da molti artisti. Il materiale presentato sarà oggetto di una mostra per la ricorrenza di luglio. La devozione a Sant’Anna da parte dei Caslinesi è assai remota: era già viva nella vecchia chiesa di San Remigio, demolita negli anni Cinquanta. Devozione che i fedeli esternavano invocando la santa prima davanti a un quadro poi davanti alla statua posta su un altare a lei dedicato. La parrocchia eretta con decreto del Vescovo Archi il 30 novembre 1916 con territorio smembrato da San Siro in Lomazzo tenne l’intitolazione a San Remigio fino agli anni Ottanta, quando don Lorenzo Stella ne chiese il cambio portandola a Sant’Anna. Dal cielo, San Remigio, ora raffigurato su un dipinto nel santuario, protegga ancora i suoi caslinesi! Virginio Castelli Pastorale universitaria. Testimonianze, racconti, esperienze. Una rubrica dal mondo accademico Università Cattolica, interlocutore aperto Universo università P ubblichiamo di seguito l’articolo di una delle due ragazze comasche che hanno conseguito le borse di studio dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori per quest’Anno Accademico 2010/2011. Raffaella ci testimonia la gioia e l’entusiasmo per la sua nuova esperienza di una giovane matricola che fa i primi passi nel mondo universitario e che si è conquistata con merito la grande possibilità della borsa di studio offerta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Alla prossima settimana, L’equipe di Pastorale Universitaria [email protected] www.facebook.com/home.php Buona lettura! Don Andrea Messaggi e l’equipe di Pastorale Universitaria F requento il primo anno della facoltà di Scienze Linguistiche all’Università Cattolica di Milano e quasi non ci credevo quando, qualche mese fa, l’Istituto Toniolo (ente fondatore dell’Università Cattolica) mi ha comunicato la vincita di una borsa di studio di 2500€. Infatti, avevo partecipato alla prova pensando di non avere alcuna possibilità, sia per il numero elevato di candidati sia perché, dopo l’esperienza del liceo, ormai non credevo più alla meritocrazia. La prova si è svolta il 5 giugno 2010 in sei sedi diverse e consisteva in una serie di domande chiuse e aperte di cultura generale; inoltre, venivano considerati i voti ottenuti in terza e quarta superiore. In novembre, poi, sono stati resi noti i nomi dei cinquanta beneficiari e l’assegnazione ufficiale è avvenuta in occasione del seminario “Un’idea di libertà”, tenutosi il 26 novembre per celebrare i 90 anni dell’Istituto Toniolo. Il seminario, che si è svolto nella sede milanese di Largo Gemelli, ha visto la presenza del cardinale Dionigi Tettamanzi in qualità di presidente dell’Istituto Toniolo, del Magnifico Rettore Lorenzo Ornaghi e dell’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica mons. Lanza; inoltre i vari relatori (storici e demografi) hanno scavato nella storia di Giuseppe Toniolo, dell’Istituto e dell’Università dal 1920 ad oggi, mettendo in luce l’importanza della volontà di dare vita e di alimentare un’istituzione che sia luogo di elaborazione, ricerca e formazione non solo a livello culturale ma anche a livello della profonda umanità dell’individuo. L’Università Cattolica, infatti, da sempre ha voluto ed è riuscita coraggiosamente ad essere un centro di promozione di idee e di confronto non univoco di orientamenti, in cui poter scoprire anche l’attualità delle questioni religiose. Tutto questo rispecchia pienamente quello che ho trovato io in questi primi mesi nella mia Università. Devo ammettere che quando mi sono immatricolata, pur essendo convinta della mia scelta, serbavo un po’ di pregiudizi, in particolare sull’impostazione dell’Ateneo; pregiudizi che sono stati sfatati dopo pochissimo tempo in quanto ho trovato ❚❚ Giornata di apertura per la materna di Cavallasca Un “Asilo a porte a x te” U n appuntamento speciale. L’associazione Scuola Materna di Cavallasca festeggia i 15 anni di vita organizzando, per il prossimo 9 aprile, una giornata di apertura al territorio che sarà intitolata “Asilo a porte a x te”. «“Asilo a porte a x te” – spiegano i membri del Consiglio di amministrazione dell’associazione - sta a significare una giornata in cui la scuola rimarrà aperta, dalle 9 del mattino alle 9 del pomeriggio, alla visita di tutti coloro che, non direttamente coinvolti come utenti nell’attività scolastica, vorranno avere la possibilità di conoscere più da vicino il lavoro prezioso che viene svolto dalla nostra istituzione. Una opportunità per noi per destare l’interesse della comunità rispetto a questo importante ambito di impegno. Di base come oggetto della visita della popolazione ci saranno le aule aperte, con esposizione di lavori dei bambini e varia documentazione delle numerose attività didat- tiche, tra cui un video filmato della giornata scolastica tipo. Inoltre varie iniziative ludico-ricreative-culturali riempiranno il pomeriggio di grandi e piccini. Non ultima è prevista anche una breve cerimonia per il 15esimo di fondazione dell’associazione che da aprile 1996 gestisce la scuola stessa, cerimonia con la quale presenteremo la ristampa di una pubblicazione del 1976 sulla storia e la figura di don Angelo Mazza, già parroco di Cavallasca, appassionato fautore e sostenitore della scuola materna del paese, scritta in occasione della sua morte, esattamente 35 anni fa. In essa si narra dell’avvincente, intensa esperienza e delle tante opere di una persona che molto ha dato alla nostra comunità. “Ebbe una particolare predilezione per i bambini… in essi vedeva i virgulti che sarebbero diventati un giorno querce…”, molto amò e tanto si spese per l’asilo di allora, tanto che la Scuola dell’Infanzia di oggi è la stessa che lui, con grande lungimiranza, aveva pensato, progettato e costruito. In questo modo lo vogliamo ricordare a tutti quelli che lo hanno incontrato e far conoscere alle nuove generazioni, così che gli uni e gli altri lo abbiano ad esempio e ne possano ricavare spunti di entusiasmo per la continua avventura della nostra scuola». nell’Università Cattolica un interlocutore moderno, dinamico e aperto a tutto. Ho riscontrato questo anche nel mio specifico corso di laurea e, in particolare, nel curriculum da me scelto, “Esperto Linguistico per le Relazioni Internazionali”, che prevede sia lo studio delle lingue (ma non della letteratura) sia lo studio di materie politologiche. Inoltre, dato il mio indirizzo di studi, potrò sfruttare sicuramente la borsa di studio che l’Istituto Toniolo mi ha offerto per approfondire lo studio della lingua cinese in Cina, esperienza fondamentale per la mia crescita personale e culturale. Sono sicura che l’Università Cattolica saprà prepararmi in ogni aspetto per il mio futuro professionale ma anche umano e che, alla fine dei miei studi, sarò soddisfatta delle mie scelte come lo sono ora. Per concludere, vorrei ringraziare mons. Diego Coletti e don Andrea Messaggi che, chiedendomi di scrivere questo articolo, mi hanno permesso non solo di parlare della mia esperienza ma anche di raccontare un po’ di questa grande Università. Raffaella Lecchi Notizia flash ■ Cavallasca Isabella Bossi Fedrigotti presenta il suo libro COMUNE DI CAVALLASCA Assessorato alla Cultura Biblioteca comunale Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice e giornalista del Corriere della Sera, sarà a Cavallasca lunedì 4 aprile, Isabella Bossi Fedrigotti Incontro con l'autore la casa è vuota alleSeore 20.45, per la presentazione del suo libro “Se la casa è vuota”. L’ingresso è libero. I legami familiari. Il rapporto tra genitori e figli attraverso lo strumento della storia. Villa Imbonati Cavallasca 4 Aprile ore 20.45 2011 ComoCronaca Notizie flash ■ S. Abbondio Vita, devozione e iconografia età Solidari Foto William L’ A.S.C.I. (Associazione per la Solidarietà e la Cooperazione Internazionale) “Don Guanella” ONLUS, in collaborazione con il gruppo dei Cooperatori Guanelliani di Chiavenna, organizza per domenica 3 aprile, alle ore 13.00, un pranzo di beneficenza con piatti tipici locali presso il “Crotto Deserto” di Chiavenna (Casa Don Guanella). Seguirà la presentazione del video “Il giorno e la notte di Kinshasa” del regista Scopo del progetto è quello di offrire ai ragazzi di strada già ospiti del Centro spazi di crescita autonoma Massimiliano Troiani. Sarà presente don Adriano Folonaro, direttore del Centro Missionario Guanelliano di Como. Il ricavato sarà devoluto per una particolare iniziativa missionaria nella Repubblica Democratica del Congo. Chiediamo al presidente di A.S.C.I., Giuliana Abbate, di spiegarci di cosa si tratta. «L’A.S.C.I. “Don Guanella è una realtà laicale di ispirazione guanelliana che dal 1992 associa persone sensibili al tema della cooperazione internazionale in appoggio alle Missioni sostenute dall’Opera Don Guanella, che ha come impegno quello di servire i poveri in tutte le parti del mondo. Come impegno concreto per questa Quaresima vogliamo rilanciare il Casa della Giovane: gli appartamenti La Casa della Giovane “Irma Meda” di Ponte Chiasso invita all’inaugurazione degli appartamenti ristrutturati destinati all’accoglienza. L’apuntamento è per venerdì 8 aprile alle ore 18 in via Bellinzona 243, a Ponte Chiasso. Il programma prevede: la benedizione degli appartamenti da parte di don Carlo Puricelli, parroco di Ponte Chiasso; intitolazione appartamenti a “Don Renzo Beretta”, martire della carità; intervento della autorità presneti; rinfresco presso la Casa della Giovane di via Catenazzi 20. ■ Violenza Mi aspetto rispetto Sono stati ricevuti lunedì scorso, a Palazzo Cernezzi, nella sala consiliare, i 14 studenti della classe V G (Grafica) dell’Ipsia Ripamonti che nel corso di questi mesi hanno lavorato alla campagna di comunicazione di “Mi aspetto rispetto” il progetto di prevenzione della violenza di genere dalla preadolescenza all’età adulta. “Mi aspetto rispetto” prosegue il cammino avviato con il Progetto Aurora e prosegue il percorso di formazione e di promozione di azioni per la prevenzione della violenza di genere: coinvolgerà nella prima fase in interventi di formazione e laboratori 500 ragazzi dai 13 ai 18 anni delle scuole di Como insieme ai loro insegnanti e si rivolgerà nella seconda fase all’intera popolazione della provincia di Como, attraverso una campagna di comunicazione sociale multimediale che sarà ideata dai ragazzi stessi. Si potenzierà il percorso di formazione anche attraverso specifici seminari aperti a tutti, due trasmissioni televisive ed altrettanti spettacoli teatrali. Il primo spettacolo “Biancaneve ha le mutande di pizzo” andrà in scena il 15 aprile e sarà preceduto dal seminario “Le relazioni in adolescenza tra amore e cattiveria” al Teatro Sociale il 4 aprile alle 20.30. Un pranzo di solidarietà a Chiavenna per sostenere il progetto “Decido il mio futuro” di fratel Mauro Il cuore di don Guanella batte anche a Kinshasa L’associazione culturale “Mondo Turistico” e il Centro Studi – Fondazione “Nicolò Rusca”, in collaborazione con l’Unione Provinciale Commercio Turismo Servizi di Como, propongono per lunedì 4 aprile, alle ore 16.30, presso la sala “Arti e Mestieri” dell’UPCTS (via Ballarini 12, Como), l’incontro “L’iconografia di S. Abbondio nelle opere d’arte comasche”, a cura di don Andrea Straffi. Sabato 9 aprile, alle 14.30, è prevista invece una visita guidata alla chiesa di S. Abbondio a Mezzegra, a cura di Marta Miuzzo. I due appuntamenti fanno parte del ciclo “S. Abbondio Vescovo: vita devozione ed arte del santo patrono di Como”, rivolto a guide turistiche, insegnanti, appassionati di arte e storia. La partecipazione a ciascun incontro è gratuita per le guide ed accompagnatori di Mondo Turistico e gli iscritti a UPCTS; per gli altri è di 5 euro. Per iscrizioni e informazioni: Mondo Turistico 339.4163108; e-mail: [email protected]. Ponte Chiasso Sabato, 2 aprile 2011 23 sostegno ad un importante progetto che ci sta molto a cuore, dal titolo “Decido il mio futuro” portato avanti da fratel Mauro Cecchinato a Kinshasa. Scopo del progetto è quello di offrire ai ragazzi di strada già ospiti del centro educativo di Esengo (Casa della gioia), la possibilità di raggiungere una certa autonomia mettendo loro a disposizione una piccola abitazione dove poter iniziare una vita in autonomia. Una casa semplice, come tante in Congo, fatta di lamiera e legno, di tre metri per cinque. Per questo serve acquistare i materiali, legno e lamiere, chiodi e viti, porte e piccole finestre, il cemento per fare il pavimento e del materiale per isolare la lamiera ed evitare così che la casa diventi un “forno”. È necessario inoltre fornire un piccolo arredo: un letto, un materasso, un tavolino, un armadio per i vestiti, la dispensa, un braciere per cucinare, un catino per lavarsi e per lavare gli abiti, due piatti, bicchieri, forchette…,ovvero l’indispensabile per poter iniziare». Il progetto delle “case in lamiera”, già proposto lo scorso anno, ha avuto molti apprezzamenti e sostegni, ma fa sapere Fratel Mauro da Kinshasa che in questi ultimi mesi le richieste sono aumentate, perché sono falliti i tentativi di reinserimento di molti ragazzi nel nucleo familiare di provenienza e i fondi per fronteggiare la situazione scarseggiano. Scrive il religioso guanelliano dalla capitale congolese: «Una casa in lamiera per noi è già una grande realizzazione. È il segno che la vita dei nostri ragazzi può continuare a sperare. Vuole essere un invito a sostenere “le decisioni” importanti che alcuni ragazzi di strada stanno prendendo. È il modo per dare vita e significato ai loro sogni, è il modo per farli diventare ciò che desiderano». E lancia un appello: «Siamo certi che la Provvidenza non verrà meno, aiutateci a sensibilizzare più persone possibili e fate conoscere questa esigenza». Un appello raccolto prontamente da A.S.C.I. con la mobilitazione per la raccolta di fondi, anche con l’iniziativa del pranzo a Chiavenna. Per informazioni, offerte di contributi e prenotazioni del pranzo: Giuliana 333.3123425; Gabriella 0342.687474 – 347.3537586; e-mail: chiavenna.asci@ guanelliani.it. La segreteria dell’ASCI è a Como, in via Tommaso Grossi 18, tel. 031-296787; e-mail: asci. [email protected]. silvia fasana ◆ Due appuntamenti Silenzio e carità con don Guanella S abato 2 aprile presso il Santuario del Sacro Cuore di via Tommaso Grossi a Como, si terrà la “Discoteca del Silenzio”, il tradizionale appuntamento di adorazione eucaristica notturna, proposto dal Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile (C.G.P.G) e giunto alla sua decima edizione. L’inizio è alle ore 20.30, con la celebrazione della S. Messa vespertina; seguirà l’esposizione del SS. Sacramento e l’animazione spirituale proposta dai giovani Guanelliani con preghiere, canti, ritornelli, lettura di brani di don Guanella e di frasi tratte dalla Parola di Dio della Domenica. Poi, dalle 23.00, il silenzio, la meditazione e la preghiera personale, fino alle 4.00 della domenica mattina. Alle 24.00 sarà recitato il Santo Rosario per tutte le famiglie, in particolare per quelle in difficoltà. Domenica 3 aprile prosegue inoltre l’iniziativa, sempre proposta dal Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile, della “Domenica della Carità”: un momento di incontro con gli ospiti della RSA “Don Guanella” di Como e la celebrazione insie- me dell’Eucaristia domenicale delle ore 10.30 presso la cappella interna alla struttura (con entrata da via Guanella), seguita dall’aperitivo e da canti. L’invito a partecipare è rivolto a tutti. Il ritrovo è alle 9.30 presso la cappella. Per informazioni ci si può rivolgere alla segreteria del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile, via L. Guanella, 13 Como; tel. 031.296783; e-mail: [email protected]. (s.fa.) ComoCronaca 24 Sabato, 2 aprile 2011 Oltre confine. Curiosità di 150 anni fa Il bassorilievo di Vincenzo Vela nel piedestallo del monumento a Garibaldi a Como. Il primo personaggio da sinistra è il colonnello Arcioni ed il secondo è lo stesso scultore autoritratto. Anche il Cantone a noi vicino svolse un ruolo fondamentale in epoca risorgimentale. Territorio molto legato alla Lombardia per approvvigionarsi P rima di riprendere la narrazione di episodi ed eventi risorgimentali in area comasca, o di presentare altri protagonisti di quella stagione storica, pare opportuno inserire una divagazione “importante” per parlare del ruolo avuto dal Canton Ticino e dai ticinesi nel Risorgimento. Da sempre, il Canton Ticino – già prima della sua indipendenza, conquistata grazie a Napoleone nel 1803 – viveva in necessaria simbiosi con la Lombardia, Il Risorgimento in Ticino da cui dipendeva per il “pane” in senso letterale, giacché il rifornimento annonario del frumento da secoli vi arrivava dalla pianura lombarda. La stagione risorgimentale, dalla prima ora, coinvolse il Canton Ticino, dove già dagli anni ’20, e soprattutto dagli anni ’30, quando la rivoluzione aveva portato al governo i radicali liberali al posto dei conservatori, là riparavano gli esuli politici lombardi e non, per lo più carbonari mazziniani, come i milanesi fratelli Ciani e lo stesso Giuseppe Mazzini. Erano la Tipografia Ruggia e la Stamperia della Svizzera Italiana degli stessi Ciani, impiantate a Lugano, a stampare quegli scritti di propaganda delle delle idee liberali e antiaustriache, che – conrabbandati a Como e a Milano – tenevano viva clandestinamente la fiamma ideale delle libertà costituzionali e dell’indipendenza dallo straniero. Poi si sarebbe aggiunta la Tipografia Elvetica di Capolago, dove lavorava quel Luigi Dottesio, già impiegato comunale di Como, che nel 1851 fu arrestato al valico di Maslianico, condannato a morte e impiccato a Venezia. Già in precedenti puntate si è accennato pure ai convegni dei patrioti del Lombardo-Veneto a Chiasso. Non era facile per le autorità ticinesi barcamenarsi tra l’asilo politico ai cospiratori politici italiani e le ritorsioni del governo austriaco milanese, tant’è che nel 1837 furono costrette ad espellere il Mazzini, che dovette andare in Inghilterra. Gli incartamenti dei processi politici nell’Archivio di Stato di Milano citano tra le persone pericolose del Canton Ticino per le sue idee liberali anche un “don Bernasconi” (Giorgio, di Mendrisio); mentre il “chierico Battaglini” (poi Dopo la campagna del 1848 ... e fu anche terra di asilo divenuto uno dei più fieri anticlericali tra i politici ticinesi) compare con altri svizzeri tra i volontari mazziniani, che avevano tentato nel 1834 il moto insurrezionale in Savoia. Quando scoppiò l’insurrezione nel marzo 1848 la Svizzera dichiarò la neutralità e mandò ai confini una compagnia di gendarmi, comandati nel settore di Chiasso dal tenente Lurati di Lugano, per non permettere sconfinamenti di truppe in territorio elvetico. In quei giorni erano i croati, stremati dalla fame, che tentavano di riparare oltre confine tra Monte Olimpino e Drezzo, tanto che nei giorni 22-23 marzo il governo ticinese dovette rinforzare il controllo militare. Solamente la notte del 23 marzo, però, ci fu uno scambio di fucilate tra svizzeri e croati a Ronago. D’oltre confine, però, era venuta a dar man forte ai patrioti comaschi una colonna di volontari ticinesi, guidata dal colonnello Antonio Arcioni. Tra quei combattenti c’era come ufficiale un Antonio Tamanti di Mendrisio, che poi – trasferitosi a Ronago, dove costruì una villa – sarebbe stato il primo sindaco del paese dal 1860, oltre che consigliere provinciale dal 1860 al 1863. Ma il più illustre ticinese tra quelle file era Vincenzo Vela, lo scultore di Ligornetto, che nel bassorilievo posto sul piedestallo del monumento a Garibaldi in Piazza Vittoria a Como, da lui realizzato, volle raffigurare la resa degli Austriaci il 22 marzo 1848, di cui fu testimone diretto, ponendovi in primo piano da sinistra il suo comandante Arcioni, e, al suo fianco in seconda posizione, sé stesso, a perenne memoria del contributo dato allora dai ticinesi alla causa italiana. Né, finite le Cinque Giornate, quei generosi rimpatriarono. A loro si aggiunsero molti volontari comaschi (tra gli altri, oltre al citato Luigi Dottesio, ci furono l’ing. Angelo Testoni di Olgiate e l’ing. G.B. Bernasconi di Como), che sotto il comando dell’Arcioni si recarono a combattere in Trentino, e poi – dopo l’armistizio Salasco – andarono a difendere Venezia sul ponte di Marghera, fino alla resa nel 1849 per il colera e la fame (“sul ponte sventola, bandiera bianca”). A sinsitra Il proclama di Radeztky per il cordone militare nel 1851. Qui sotto L’ing. Angelo Testoni, di Olgiate Comasco, volontario con i ticinesi nella colonna Arcioni D Migliaia furono i opo il disastroso compimento della campagna combattenti lombardi e i del 1848 il Canton Ticino fuggiaschi milanesi accolti diede asilo politico ai oltre confine con le loro combattenti lombardi e a migliaia di fuggiaschi milanesi con le loro famiglie dopo il disastroso famiglie: furono circa 20.000 i compimento della profughi di tutte le estrazioni sociali, che trovarono soccorso al di là campagna quarantottina della frontiera. Enormi furono gli sforzi della Svizzera per organizzare e assicurare loro cordone militare, l’assistenza, oltre che per difendere i loro diritti politici. stanziando lungo Non bastò l’amnistia a far rientrare in patria i disertori il confine migliaia dall’esercito austriaco o tutti i patrioti combattenti. di soldati. Carlo Cattaneo, che durante le Cinque Giornate aveva Per alloggiare gli ufficiali furono requisite le case presieduto a Milano il comitato di guerra, sarebbe padronali di campagna dei signori di Como nei paesi di rimasto per sempre a Castagnola, dove morì nel 1869, confine; le truppe furono accampate. E quando nel 1853 dopo avere insegnato filosofia presso il Liceo di Lugano il Ticino espulse 22 frati cappuccini lombardi, sospettati dal 1852 al 1864. A Lugano nell’agosto 1848 era riparato di essere filoaustriaci, il governo milanese rispose con anche Giuseppe Mazzini, che vi preparò i moti della il blocco commerciale del Cantone e con l’espulsione Valle Intelvi, che fallirono, per i quali fu condannato dalla Lombardia di 6.000 ticinesi che avevano attività Andrea Brenta, fucilato a Camerlata presso S. Carpoforo. economiche a Milano o in territorio lombardo. Nacquero così tensioni fra il governo ticinese e il Evidentemente l’Austria voleva condizionare la politica restaurato governo austriaco a Milano. interna ticinese, per provocare la caduta del governo I vicini svizzeri erano combattuti tra la difesa umanitaria liberale antiaustriaco e favorire l’ascesa al governo dei dei diritti dei profughi e la ritorsione austriaca, che conservatori filoaustriaci. Perciò il prezzo pagato dal minacciava il blocco commerciale. Per controllare le Canton Ticino per il Risorgimento italiano fu enorme, in frontiere il maresciallo Radeztky nel marzo 1851 pose un termini economici e sociali. Ma i rapporti politici ebbero pesanti riflessi anche sui rapporti religiosi, giacché quasi tutto il Canton Ticino (Lugano, Bellinzona, Locarno e pievi varie con 183 parrocchie) ricadeva allora in diocesi di Como, ed in parte (Val Blenio, Leventina, Riviera e Capriasca con 53 parrocchie) in diocesi di Milano. Le tensioni tra il governo ticinese e il vescovo di Como (anche per la soppressione di conventi per ospitare i profughi politici italiani), e poi con la Santa Sede, furono alte e si trascinarono per decenni, fino al progressivo distacco del Ticino dalle diocesi di Como e di Milano, dapprima come amministrazione apostolica aggregata alla diocesi di Basilea, poi – solamente dal 22 marzo 1971 – come vera e propria diocesi autonoma. Mario Mascetti/7 ComoCronaca Sabato, 2 aprile 2011 25 Prolezza-Menaggio-Luino. Fu punto di raccordo di tre laghi: Lario, Ceresio e Verbano, il tratto comasco fu inaugurato nel 1884 Nostalgia di una ferrovia... “N onno, mi racconti quella bella fiaba della fatina che un tempo andava su e giù sbuffando nel mezzo delle nostre verdi montagne e dove guardava innamorata l’angolo del nostro azzurro lago fino alla punta di Balbianello?” Questa per i nostri figli, nipoti e pronipoti è solo una bella storia. Per tanti nonni, invece, ha rappresentato una realtà vissuta nella loro prima gioventù. Stiamo parlando della ferrovia dei “Tre laghi”: Menaggio - Porlezza - Luino, ossia Lario - Ceresio - Verbano. Con regio decreto del 24 marzo 1881 di re Umberto I, il ministero dell’agricoltura industria e commercio ministro Luigi Miceli, autorizzava la Banca della Svizzera italiana, con sede a Lugano, a finanziare quel progetto che era nato da un decennio, e cioè collegare con una ferrovia Lugano con Menaggio verso est e con Luino verso ovest, unendosi così a quella del Gottardo per il nord Europa. Un lavoro febbrile durato solo pochi anni in quanto già l’8 ottobre 1884 veniva ufficialmente inaugurato il tratto Porlezza - Menaggio. La delegazione italo-Svizzera era partita da Lugano alle ore 10.30, in piroscafo, di retta a Porlezza per salire sul treno con le carrozze addobbate luccicanti e raggiungere, in poco più di 30 minuti, Menaggio, dove una grande folla attendeva salutando la sbuffante locomotiva a vapore. Un avvio così travolgente che il treno arrivò a fare fino a sei corse giornaliere e di tratto in meno di un’ora. Il flusso, specie da oltre confine, fu enorme sul Lario, attraverso la valle del Senagra. Le genti del nord arrivarono sempre più numerose per conoscere ed ammirare le tante bellezze del nostro territorio, scegliendo in tanti il Lario come loro seconda maggio del 1938. Un mese di ininterrotto lavoro per l’amatissimo treno con varie corse supplementari straordinarie per permettere ai singoli, a gruppi, ad associazioni di raggiungere Menaggio e partecipare al grandioso avvenimento religioso culminato con la solenne benedizione eucaristica papale in centro largo sul grande piroscafo Concordia, attorniato dalla flotta lacuale al completo, dal Patria, al Plinio, etc., con oltre 90 corpi musicali e bandistici provenienti dalla vasta diocesi di Sant’Abbondio, occupanti le carrozze del trenino, tutto inghirlandato con i fiori più belli della riviera lariana, in un osanna interminabile. E poi lentamente l’inevitabile declino ed abbandono nel 1939… Qualche giorno fa sulle rive del lago del piano di Porlezza percorrendo la pista ciclabile che si snoda lungo il tracciato della vecchia ferrovia ci siamo voltati ancora una volta, quasi per dare la precedenza alla sbuffante ciminiera di quella Fu un inizio travolgente, tale che il treno arrivò a fare fino a sei corse giornaliere dimora. Con la ferrovia il lavoro transfrontliero ebbe un incremento vertiginoso e specialmente la manodopera qualificata trovò stabile lavoro, migliorando sensibilmente il tenore di vita delle famiglie. Tutto questo per oltre mezzo secolo fino a quando ebbe il sopravvento l’arrivo delle quattro ruote e l’apertura della linea carrozzabile Menaggio Lugano che avrebbe segnato la fine della ferrovia non più preferita dai turisti e pendolari. Eppure nel pieno della sua attività, fine ‘800 - inizio ‘900, si parlava di unire Menaggio con lo scalo strategico di Como - Ponte Chiasso e con lo scalo intermedio di Colico, in tal modo anche la sponda occidentale del Lario sarebbe stata elettrificata. Tale progetto era fortemente sostenuto dalla Camera di Commercio di Como, dall’ing. Giulio Rubini, donghese, già ministro del Tesoro nei governi Saracco e Salandra e poi ministro dei Lavori Pubblici del governo Sonnino; dall’ing. Giorgio Enrico Falck, pure donghese, fondatore della spa “Acciaierie e Ferriere Lombarde” con il suo stabilimento siderurgico di Dongo ed i cui prodotti dovevano raggiungere, via lago, lo scalo ferroviario di Como La Società Storica Altolariana Una realtà nata nel 2010 per salvaguardare e custodire la memoria dell’Alto Lago U na realtà per salvaguardare e custodire la memoria dell’alto lago. È la Società Storica Altolariana, nata ufficialmente il 14 aprile 2010 con la firma dell’atto costitutivo e dello statuto, con sede in Gravedona, via Al Castello n. 7. Soci fondatori sono stati il dott. Enrico Della Fonte (presidente), dott. Giovanni De Lorenzi, dott. ssa Norita Spelzini, rag. Vittorio Comalini, prof. ssa Pieralda Albonico. L’associazione “ha come scopo principale quello di studiare e valorizzare la storia e le San Giovanni. La Società Lariana, allora molto attiva, gestiva tutto il traffico commerciale e passeggeri da Colico a Como e non voleva la ferrovia che ne avrebbe fatto direttamente concorrenza. Decise così di indire, dopo tante sedute, un’assemblea straordinaria presso l’hotel Menaggio. Con tanta sorpresa prevalsero i soci favorevoli a mantenere la via lacuale è così tramontò definitivamente il collegamento ferroviario sul versante occidentale del Lario, a differenza di quello orientale. Fu uno sbaglio. L’ultimo glorioso viaggio del trenino Menaggio-Porlezza, e ricordato ancora dai nonni a distanza di oltre settant’anni, fu quello effettuato in occasione del congresso eucaristico diocesano tenutosi nel memorie delle terre lariane, con particolare attenzione all’area nord occidentale e della bassa Valtellina, di rendere pubblico il risultato del proprio operato attraverso incontri, convegni e pubblicazioni e di promuovere iniziative volte a conservare il patrimonio culturale locale”. Uno degli scopi dell’associazione è quello di salvare dalla distruzione o dispersione gli archivi privati, sensibilizzando la popolazione in tal senso e studiando i modi più idonei per la conservazione e la tutela di questo patrimonio che si va via via disperdendo. L’associazione intende dialogare con le benemerite e già affermate società storiche del Comasco, della Valtellina e Valchiavenna e del Lecchese, proponendosi come centro di coordinamento per gli studi sul territorio altolariano in relazione a quelli limitrofi. Ma anche intende contattare analoghe associazioni sul territorio nazionale per favorire gli scambi culturali. I risultati delle ricerche saranno divulgati su un Bollettino annuale che i soci riceveranno, come comunemente avviene per le Società Storiche, e attraverso eventuali altre L’ultimo “glorioso” viaggio del trenino “MenaggioPorlezza” fu nel 1938 locomotiva a vapore che ha rappresentato una parte veramente importante della storia del territorio lariano, ricordato anche da Antonio Fogazzaro nel suo romanzo “Piccolo mondo antico” quando Piero Maironi, nel piccolo scompartimento del trenino, nei suoi cupi pensieri ritornava alla sua Valsolda piangendo la sua struggente creaturina... “Ombretta sdegnosa”. gianni moralli pubblicazioni se Enti pubblici o privati ne daranno l’opportunità contribuendo a sostenerne gli oneri. Saranno invitati a collaborare eminenti studiosi e ricercatori di provata professionalità ma anche coloro che si stanno cimentando con rigore scientifico nel campo della ricerca storica locale. Al fine di svolgere le proprie attività, l’associazione si avvale in modo determinante delle prestazioni personali, volontarie, dirette e gratuite dei propri Soci. Oltre ai soci fondatori, possono diventare soci tutti coloro (privati o enti) che si riconoscono negli scopi dell’associazione e chiedono di aderire ad essa. L’adesione è a tempo indeterminato, fermo restando in ogni caso il diritto di recesso. La quota d’iscrizione annuale è di 20 euro e può essere versata sul numero conto corrente postale della Società 8362924. Per informazioni contattare i numeri: 034485583, 333-4313892, 339-2589867 o inviare una mail agli indirizzi: enrico.della.fonte@ alice.it - [email protected] - norita.s@ alice.it. Sport 26 Sabato, 2 aprile 2011 La più grande del capoluogo. “Palestra” della Como Nuoto Nuova vittoria: 4-2 sul Pavia R ealizzata dal Comune di Como nel 1981 e da allora conosciuta in tutta Italia come “terreno di allenamento” della più importante società natatoria della città, ovvero della Como Nuoto, la piscina Olimpica di Muggiò rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’impiantistica sportiva cittadina. Si tratta infatti della piscina più grande della città e l’unica che può vantare le dimensioni atte ad ospitare eventi sportivi di primaria categoria. Nelle sue acque, che vengono utilizzate oltre che per il nuoto e per la pratica della pallanuoto, anche per imparare ad andare in canoa, nonché per apprendere i primi rudimenti dell’attività di sub/apnea, si sono allenati atleti che hanno contribuito a scrivere pagine importanti nella storia sportiva italiana. Ci riferiamo, in particolar modo a Marco Gerini, già portiere della Realizzata nel 1981 rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’impiantistica sportiva cittadina. Olimpica, è l’unica in grado di ospitare, in città, eventi sportivi di prima categoria Como Nuoto ed estremo difensore della nazionale italiana (tra cui le Olimpiadi di Atlanta del 1996) nonché di società più volte vincitrici di campionati tricolori; Lorenzo Vismara, pluri-campione nazionale nei 50 e 100 mt. stile libero negli anni ‘90 (anche lui più volte atleta mondiale ed olimpico) e Federica Stefanelli, stella del nuoto sincronizzato, selezionata per la nazionale italiana negli anni 2000 (ha partecipato alle olimpiadi di Atene nel 2004). Gestita per anni direttamente dal Comune di Como, la piscina Olimpica di Muggiò dal 2005 è sotto la responsabilità del Comitato Regionale Lombardo della FIN, la Federazione italiana nuoto. L’ultimo rinnovo della convenzione risale al mese di gennaio del 2010 e assicura la gestione della piscina di Piazza Azzurri d’Italia fino al prossimo mese di giugno. Come sottolineato dalle stesse società sportive che usufruiscono dell’impianto, proprio il controllo diretto da parte della Federazione Nuoto, è stato alla base dei successi raccolti dai sodalizi comaschi negli ultimi anni. La Federazione, infatti, ha come obiettivo principale non solo Calcio Lazzago: torneo di solidarietà La società C.S. Ardisci e spera 1906 con il patrocinio del Comune di Como organizza fino all’11 maggio, presso il centro sportivo Piero Russolillo di Lazzago, la 14° edizione del torneo “Piero Russolillo a.m.” riservato alle categorie esordienti (’96 – ‘97). L’occasione sarà anche quella per sostenere il progetto “Aiutaci ad aiutare”. Infatti durante il torneo verrà effettuata una raccolta fondi a fini umanitari devoluta all’associazione S.O.S. INDIA CHIAMA “bambini orfani dell’India”. Le finali si terranno domenica 11 maggio 2008 e in contemporanea verrà disputato un torneo di calcio a 5 tra una rappresentativa di amministratori comunali, la FILCA cooperative e l’associazione “Ardisci e Spera amici di Piero”. Notizie flash ■ Como Prosegue il momento vincente del Como che domenica ha sconfitto per 4-2 il Pavia ed ora si trova ad un solo punto addirittura dalla zona play-off. La squadra azzurra, guidata ancora in panchina da Alex Brunner per le squalifiche inflitte alla coppia ufficiale dei tecnici Brevi-Garavaglia, ha realizzato due gol nei primi 11 minuti di gioco con Germinale prima di subire la rimonta ospite arrivata con un gol a metà primo tempo ed uno dopo soli 120 secondi della ripresa. I lariani, però, non si sono disuniti e grazie ad un penalty di Franco e ad una rete di Lacarra hanno portato altri punti alla loro classifica. Ora il Como è atteso da due ostiche trasferte consecutive rispettivamente a Bassano ed a Cremona. ■ Casate La piscina di Muggiò gli interessi degli utenti o dei corsisti bensì anche le necessità delle società sportive alle quali il Comitato guarda sempre con estrema attenzione. Infatti il riuscire a conciliare il nuoto libero, i corsi di nuoto e di acquagym, con gli allenamenti, praticamente giornalieri dal lunedì al venerdì, non è compito facile considerando il grande numero di discipline e la presenza costante di atleti più grandi che la frequentano quotidianamente (le sedute sono invece limitate ad alcuni giorni settimanali per i più piccolini). La sapiente suddivisione degli orari alla base dell’ottimo rapporto tra la FIN e le società sportive non è stata affatto trascurata dal Comune di Como, che in questi anni ha sempre manifestato grande soddisfazione nei confronti di un partner affidabile e competente nella gestione di questo impianto sportivo. Staremo ora a vedere se il prossimo mese di giugno questa storia sarà destinata a proseguire. pagina a cura di luigi clerici I numeri della piscina Dati tecnici: dimensioni m. 50x22, profondità da m 1.80 a 4.50; impianto coperto, otto corsie Servizi: spogliatoi, docce, ambulatorio, tribuna, bar, sala stampa, ascensore Attività: la piscina è aperta per corsi di nuoto, acquagym, società sportive, gare di nuoto e pallanuoto. Livigno La proposta: intitolare lo stadio del ghiaccio a Gosetto e Luraghi Intitolare lo stadio del ghiaccio di Casate a Stefano Gosetto ed Alfredo Luraghi, due giocatori che hanno vestito per anni la casacca dell’HC Como nel quarantesimo anniversario di partecipazione della compagine hockeyistica cittadina ad un campionato di questa appassionante disciplina sportiva. E’ questa la proposta di Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale. Stefano Gosetto è scomparso nel 1985 in un incidente stradale. Abitava a meno di 50 metri in linea d’aria dallo stadio di Casate ed insieme ai cosiddetti “ragazzi di via Orazio” ha scritto le prime pagine dell’hockey Como a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80. Alfredo Luraghi, invece, è stato il portiere degli anni ’90 dell’HC Como che ha permesso agli azzurri di scrivere nuove entusiasmanti pagine di sport contribuendo alla seconda partecipazione degli azzurri in massima serie. Sport e disabilità Ciclismo Ciaspoleda: oltre 400 partecipanti Medaglie per l’Osha. Down: vademecum Tappa comasca per il Giro di Handbike S O D ono stati oltre 400 i partecipanti che si sono cimentati lungo tutta la piana centrale di Livigno nella tradizionale “Ciaspoleda”. Davanti a loro i cani da slitta del Centro Husky Village di Arnoga che hanno fatto da apripista alla gara. In campo maschile ha vinto in meno di mezz’ora il bergamasco Davide Milesi (Orobie G.S.), maratoneta di fama internazionale che lo scorso anno ha partecipato alla gara dimostrativa con le ciaspole durante le Olimpiadi di Vancouver 2010. Tra le donne vittoria per la capitana della Nazionale di Corsa in Montagna, Maria Grazia Roberti. ttimi risultati sono stati conseguiti dagli atleti delle società comasche Osha-Asp e Briantea ai campionati italiani di nuoto in casca corta che si sono disputati a Tortona. L’Osha-Asp ha conquistato 40 medaglie (25 ori, 8 argenti e 7 bronzi), con domini assoluti nelle staffette maschili grazie alle prestazioni di Gianluigi Franchetto, Samuele Serino, Oscar Pellegrini, Federico Tiranti, Marzio Perlini, Mattia Micheletti e Massimiliano Jermi. e persone con disabilità intellettiva e relazionale possono fare attività sportiva, anche a livello agonistico, perché “essere differenti è normale anche nello sport”. È quanto recita lo slogan sulla copertina del vademecum “Orientamenti sulla pratica sportiva per gli atleti con sindrome di down”, a cura di CoorDown (Coordinamento nazionale delle associazioni delle persone con sindrome di down) e Fisdir, la Federazione italiana sport disabilità intellettiva e relazionale. Il vademecum ha lo scopo di fornire informazioni alle famiglie e alle varie associazioni che si occupano di disabilità con indicazioni di natura medica, legislativa e con tutti i riferimenti utili per avviare la pratica sportiva. L ieci tappe per il secondo Giro d’Italia di Handbike con un arrivo anche in provincia di Como, a Bregnano, presentato la scorsa settimana a Somma Lombardo (Varese). Entusiasti i numerosi sostenitori. Il Giro d’Italia di Handbike 2011 toccherà ben sei regioni nell’arco di cinque mesi. La prima tappa si svolgerà a Loreto, in provincia di Ancona, domenica 10 aprile, poi il Giro farà tappa a Desenzano (BS), Marina di Massa (MS), Somma Lombardo (VA), Solbiate/ Olgiate Olona (VA), Bregnano (CO) il 26 giugno, Fossano (CN), Pordenone, Sulmona (AQ) e si concluderà ad Alba (CN) domenica 28 agosto. Sondrio Cronaca 28 Sabato, 2 aprile 2011 Incontro a Sondrio. Serata di discussione sull’articolato testo di Floriana Valenti. L a scorsa settimana durata tre giorni, era la un folto pubblico Messa, su cui cattolici e ha partecipato alla protestanti erano divisi: in presentazione presso quella chiesa erano presenti la sala Vitali del Credito circa quattrocento cattolici, Valtellinese a Sondrio, sponsor ognuno col suo spadino, con la sua Fondazione del e una folla di evangelici libro di Floriana Valenti, armata di schioppi, “Le dispute teologiche particolari che ci dicono tra cattolici e riformati come si intendevano questi nella Rezia del tardo confronti. «La diatriba Cinquecento”. Come relatori finì con l’imposizione del sono intervenuti monsignor silenzio sulle parti “per Valerio Modenesi, arciprete il bene della pace e della emerito della Collegiata, lo pubblica tranquillità”. storico chiavennasco Guido Anche qui non interessava il Scaramellini, don Augusto risultato della disquisizione Bormolini, docente di storia teologica, anche se in tutte della Chiesa. e tre le dispute furono Monsignor Modenesi ha chiamati a fronteggiarsi il ricordato la passione che ha fior fiore dei teologi cattolici guidato l’autrice nella ricerca e e dei ministri protestanti». la generosa dedizione di tanti Infine, Scaramellini ha collaboratori, oltre alla preziosa richiamato l’attenzione sul consulenza, in passato, di fatto che, «A deteriorare esperti come don Peppino i rapporti tra cattolici e Cerfoglia, don Tarcisio Salice, protestanti era intervenuto don Giovanni Da Prada e don un decreto della dieta Abramo Levi, che tutti hanno grigione del 1557 che scritto sull’arciprete di Sondrio favoriva la componente Nicolò Rusca. Un pensiero riformata ingiungendo che, riconoscente anche per mons. ovunque ci fossero almeno Saverio Xeres, che oltre ad due famiglie protestanti, aver accompagnato la nascita una chiesa cattolica dovesse Particolare attenzione è stata dedicata alla figura di Nicolò Rusca; del Centro Studi dedicato essere ceduta al culto dei proprio a Nicolò Rusca, ne il testo è un’occasione di conoscenza del passato per comprendere l’oggi riformati (o, addirittura, ha curato e presentato la se la chiesa era una sola, corposa documentazione della si doveva spartire con la “positio” alla Congregazione romana dei Scaramellini, invece, ha spiegato che le ciascuno “pro domo sua”, come spesso nuova confessione e, come non bastasse, Santi. Mons. Modenesi ha poi definito dispute avvenivano anzitutto a scopo avviene ancora nei talk show televisivi. fu introdotto l’obbligo di mantenere i preziosa la pubblicazione delle dispute propagandistico, non per giungere A Tirano, le cose andarono in maniera un predicatori protestanti a spese della teologiche di Sondrio, Tirano e Piuro, a condividere un risultato, né per po’ differente: anzitutto la disputa durò comunità stessa, ndr.). Si consideri che i sul Mistero dell’Eucarestia, la Parola di confrontare le interpretazioni evangeliche. due anni, dapprima in ambito privato, poi protestanti erano una minoranza, come Dio, il primato di Pietro, per aver dato Le prime due, tenute rispettivamente nel in Pretorio con l’intervento del podestà a Piuro, dove su un migliaio di abitanti, i l’opportunità di «scoprire metodi e stile 1592 a Sondrio e nel 1595 a Tirano, hanno grigione. Tra sospensioni e riprese, anche riformati erano una quarantina. Tuttavia di un’apologetica della fede cristiana avuto un’occasione privata, nata dalla questa discussione si concluse senza - ha concluso - in Valchiavenna non si cattolica per certi versi lontana dal controversia tra il pastore protestante e un vincitore, ma col governo grigione arrivò mai a uno scontro come invece nostro sentire, ma argomenti sempre in il prete cattolico su chi poteva assistere (protestante) che multò il parroco di accadde in Valtellina nel 1620 con la discussione. Un lavoro prezioso perché una persona malata. La prima ha avuto Tirano Simone Cabasso per aver parlato sollevazione ricordata con il nome di offre una sguardo davvero suggestivo sulla come oggetto il primato del Papa, male di Calvino». “sacro macello”, dove in una notte furono persona dell’arciprete Rusca, figura nobile argomento che ancora oggi divide cattolici A Piuro per la prima volta la disputa si massacrati quattrocento protestanti. Ma per preparazione teologica e coraggio e protestanti. «Si dibatté a lungo - ha celebrò in una chiesa cattolica, quella anche in questo caso, la religione fu niente apostolico, testimone della fede cattolica spiegato Scaramellini -, ma alla fine non piccola e decentrata di San Giovanni più che un pretesto, tanto è vero che la vissuta alla luce del Concilio di Trento, che ci furono né vinti, né vincitori e tutti Battista in Scilano, che nel 1618 finì maggioranza degli uccisi erano protestanti presto ci auguriamo di venerare tra i santi rimasero sulle loro posizioni. Fu solo un sepolta con tutto il borgo dalla tragica locali: si colse l’occasione per regolare i della nostra Chiesa». po’ di propaganda per fare proselitismo frana. Argomento della discussione, conti in sospeso tra gente del posto». Le dispute teologiche A partire dal confronto. Guardando al futuro. Indicazioni per il dialogo ecumenico. R iprendendo l’osservazione di Scaramellini che una visione realmente storica si ha cercando di interpretare i fatti il più possibile alla luce del modo di pensare del tempo, don Augusto Bormolini ha ricordato che le dispute sono avvenute nel clima della Controriforma tridentina. «Dall’una e dall’altra parte - ha spiegato - c’era rigidità nelle tesi, perché la tolleranza non esisteva. Il termine stesso “disputa” significa pensare diversamente, quindi polemizzare e contrapporsi all’altro. Del resto, i riformati che vi partecipavano per lo più erano ex monaci, ex frati carmelitani o cappuccini, giunti in Valtellina dall’Italia e, perciò, come ogni convertito, avevano posizioni più rigide per aver cambiato confessione religiosa. A leggere i testi, impressiona l’alto livello culturale sia dei preti cattolici, che dei pastori protestanti: conoscevano benissimo le Scritture, i Padri della Chiesa, gli autori contemporanei, le lingue latina, greca ed ebraica. Il Rusca aveva studiato a Pavia, a Roma e a Milano al Collegio Elvetico e a 27 anni fu nominato arciprete a Sondrio; Scipione Calandrino era di qualche anno più anziano. Tuttavia, Il dibattito vero poggia su identità forti che vogliono confrontarsi, ciascuno cosciente del valore della propria tradizione. di qualunque tema discutessero, più che di esegesi della Parola di Dio, si trattava di eis-egesi, cioè coi propri pregiudizi strumentalizzavano la Parola, per creare consenso e rafforzare la propria parte. Il fatto che le dispute avvenissero in piazza, in tribunale o in chiesa e che poi fossero trascritte, mostra l’intento catechetico, di presentare a cattolici e riformati le verità di ciascuno. Né dobbiamo dimenticare che tali momenti più che incontri erano scontri dialettici, con tesi, antitesi e accuse reciproche. Un clima del genere è continuato fino al Concilio Vaticano II, e in certi casi perdura ancora, quindi questo libro ci dovrebbe insegnare a vedere che anche l’altro è portatore di una parte di verità, perché la verità è per tutti un ideale da conquistare». E, poiché si è citato il libro di Balthasar, La Verità è sinfonica, val la pena riportare ciò che egli vi scriveva all’inizio degli anni ‘70: “Che la verità cristiana è sinfonica è forse la cosa che oggi con più urgenza va annunciata e caldeggiata. Sinfonia non è affatto sinonimo di armonia sdolcinata, priva di forza. La grande musica è sempre drammatica, crea continuamente delle tensioni e le risolve a un livello più alto. La dissonanza però non è cacofonia. Non è neppure l’unico mezzo per tenere viva la tensione sinfonica. Mozart dà alle sue melodie più semplici... qualche cosa di così morbido, di così reciprocamente interdipendente che la forza... sembra che promani da una inesauribile riserva di tensione spirituale... La riserva della Chiesa è la ‘profondità della ricchezza di Dio’ in Gesù Cristo, che sta nel cuore della Chiesa stessa. La Chiesa faccia di tutto perché questa pienezza si esprima in un inesauribile pluralismo, che promana irresistibilmente dalla sua unità”. Questo perché sia chiaro che il dialogo vero poggia su identità forti che vogliono confrontarsi, ciascuno cosciente del valore della propria tradizione. Altrimenti, il rischio, che è ben più di un rischio, è di cadere in una sorta di irenismo, dove va bene tutto e il contrario di tutto, soprattutto nell’incontro con le religioni non cristiane. Nell’intervento di chiusura, l’autrice Floriana Valenti ha anzitutto riportato le parole del pastore di Poschiavo Carlo Papacella, che dopo aver letto il suo libro, ha auspicato che “Ci possa insegnare qualcosa per il nostro tempo, per imparare a camminare insieme in uno spirito fraterno, pur nella diversità delle posizioni teologiche”. Valenti ha poi ricordato le difficoltà affrontate nella stesura del libro e chi l’ha aiutata e sostenuta, aggiungendo anche alcuni particolari sulle dispute. pagina a cura di ANGELO REPI Sondrio Cronaca Sabato, 2 aprile 2011 29 Il ministro Matteoli in Valtellina Le infrastrutture: una vera priorità «H Il titolare delle o sorvolato in elicottero queste Infrastrutture ha prima zone, bellissime, ma visitato il cantiere dove si così povere di infrastrutture e sta realizzando il primo ho potuto vedere dall’alto che non sarebbe intelligente, anzi, stralcio, primo lotto, della sarebbe addirittura criminale Statale 38, poi ha parlato non completare la nuova opera, visto quello che è stato fatto del futuro del territorio finora». Ha usato proprio un termine forte come questo il ministro Altero Matteoli privilegiato quindi la bassa valle? Dirottando qui anche gli stanziamenti per l’altra opera molto nella visita che ha compiuto in Valtellina lunedì 28 necessaria, cioè la tangenziale di Tirano»? Ha chiesto marzo. Da parte del rappresentante del Governo, un po’ maliziosamente una giornalista. Le cose quindi, non è venuta solo la garanzia dei fondi non stanno propriamente in questi termini, hanno (tanto sospirati), necessari per prolungare la nuova risposto il ministro Matteoli e l’assessore Cattaneo. superstrada nel tratto che attraversa Morbegno, ma L’attraversamento di Morbegno risulta più maturo e anche la consapevolezza che si tratta di un’opera fondamentale per la funzionalità dell’intera opera; fondamentale, in un territorio che è rimasto finora contemporaneamente, però, si offre la garanzia che piuttosto trascurato. Il Ministro delle Infrastrutture verrà realizzato anche l’importante opera di Tirano. e dei Trasporti, accompagnato dal suo vice Roberto Il presidente dell’Anas Pietro Ciucci, da parte sua, Castelli («gestiamo insieme il Ministero con grande ha dichiarato che i lavori del tratto Colico-Cosio amicizia – ha dichiarato»), dal presidente dell’Anas procedono bene; anche il problema della cave dalle Pietro Ciucci e dall’assessore regionale Raffaele quali attingere i materiali verrà presto risolto, in Cattaneo, nella giornata di lunedì ha visitato modo che l’opera dovrebbe essere pronta per l’estate dapprima il cantiere della nuova superstrada, a del 2012. Viva soddisfazione è stata espressa dai Delebio, poi ha tenuto un incontro con la stampa parlamentari e dai consiglieri regionali valtellinesi, e con numerosi amministratori locali, presso la dal sindaco di Morbegno Alba Rapella a nome di tutti sede della Comunità Montana di Morbegno. «Si è Aler Sondrio: nel fine settimana incontro sulla differenziata Aler Sondrio aderisce alla Giornata ecologica “Puliamo a casa nostra, atto sesto” del prossimo 3 aprile nel capoluogo valtellinese e promuove, insieme a Secam e associazione Ava, un incontro pubblico fissato per sabato 2 aprile alle ore 15.00 all’Auditorium “La Piastra” in largo Sindelfingen, sul tema “Raccolta differenziata, che fare?”. «L’obiettivo principale dell’incontro - dice il presidente Aler Gildo De Gianni - è quello di gli amministratori e, in particolare, dal Presidente della Provincia Massimo Sertori. «Questa non è la strada della Valtellina, ma è la strada per la Valtellina - ha affermato -. Da qui transitano ogni anno due milioni di turisti, che rappresentano la voce più importante per la nostra economia. Una strada più scorrevole, inoltre, significa anche maggiore sicurezza per gli automobilisti». Da parte di tutti gli intervenuti è stata sottolineata la grande collaborazione che si è avuta fra il ministero, l’Anas, gli Enti locali e la Camera di Commercio, che si sono adoperati per raccogliere circa la metà dei fondi necessari. «Questo territorio sta ricevendo molto – ha affermato l’assessore regionale Cattaneo – perchè i suoi amministratori non si sono fermati alle lamentele e alle critiche, ma si sono rimboccati le maniche ed hanno lavorato con grande impegno per la realizzazione dell’opera». CIRILLO RUFFONI sensibilizzare la coscienza pubblica alle tematiche ecologiche nell’intento di fondare i presupposti di un modello di vita da perseguire tutto l’anno. Per questo saranno proiettate diapositive che consentiranno di approfondire il meccanismo della raccolta differenziata. Il proposito è che tutti possiamo partecipare in modo attivo e personale alla tutela e alla difesa del patrimonio naturale, a cominciare dalla nostra abitazione e dal nostro univale onlus. Il corso inizierà l’8 aprile e finirà a maggio. Formazione per i nuovi volontari in oncologia L’ associazione Univale Onlus organizza e promuove il corso di formazione dal titolo “Un ponte per un sorriso”. Il corso avrà inizio venerdì 8 aprile e terminerà venerdì 27 maggio, i sette incontri si terranno a Sondrio dalle ore 17.30 alle ore 19.00, presso la sede della Cooperativa Nicolò Rusca in via Carducci, 12, tranne l’ultimo, del 27 maggio, che si svolgerà presso la sede di Univale in via Stelvio, 10 a Sondrio. Il corso è rivolto a persone che vogliono avvicinarsi al mondo del volontariato e a persone che già svolgono questo tipo di attività. È pensato anche come occasione di crescita personale per tutti coloro i quali desiderano affacciarsi al volontariato in favore di pazienti oncologici. adulto. Il corso è stato organizzato Il percorso formativo prevede all’interno di un progetto finanziato con l’approfondimento delle dimensioni il contributo della Regione Lombardia, psicologiche e relazionali, garantirà in collaborazione con Lavops e con il le basi teoriche e metodologiche per supporto della dott.ssa Federica Forni, prestare un’opera di volontariato psicologa e psicoterapeuta. efficace e consapevole attraverso Al termine del percorso verranno l’apprendimento di importanti nozioni attivati colloqui e percorsi individuali sull’etica e la privacy. A conclusione finalizzati all’inserimento nelle varie della prima parte di preparazione attività di volontariato dell’associazione. teorica, seguirà un tirocinio praticoTre, in modo specifico, i progetti che formativo che garantirà ai corsisti la verranno presi in considerazione. supervisione psicologica. Gli ambiti Innanzitutto l’assistenza ai malati in cui i volontari potranno rendersi oncologici e alle loro famiglie, con disponibili saranno molteplici ed speciale attenzione ai bambini: viaggi altrettanto diversificate le attività protetti, aiuto psicologico ed economico che potranno essere rese a favore di al malato ed ai suoi familiari, sostegno questa delicata utenza. Sarà possibile didattico ai pazienti in età scolare affacciarsi all’area dell’oncologia (progetto scuola a distanza), supporto pediatrica come al paziente oncologico Tre i progetti in cui si chiederà disponibilità: famiglia, Casa Fabrizio e presso l’Ospedale alle mamme in terapia (progetto help mamme), accompagnamento nel disbrigo delle pratiche burocratiche legate alla patologia (richieste di congedi, invalidità, protesi, etc.). Poi “Casa Fabrizio”: ospitalità dei pazienti residenti in zone disagiate, in terapia presso l’Ospedale del capoluogo; accoglienza e sostegno dei pazienti disabili presso la “Casa”. Infine il volontariato in ospedale: formazione di volontari per l’assistenza ai malati in terapia presso il presidio di Sondrio o in altri centri di cura. La partecipazione è gratuita. La preiscrizione è obbligatoria telefonando ai numeri: 392-0719001 oppure 0342-211343 o inviando una e-mail: [email protected]. E.L. condominio». Aler sostiene l’ormai consolidato appuntamento che ha preso il via nel 1991 e che è un’occasione per ricordare l’importanza dell’ambiente che ci circonda. Il programma di sabato 2 aprile prevede: alle ore 15.00 i saluti del presidente Ava Mario Cecchini, poi l’intervento del presidente Aler e Secam Gildo De Gianni, alle ore 15.30 la proiezione di diapositive sulla raccolta differenziata e alle ore 16.30 il dibattito e le conclusioni. ■ Tirano Domenica la Messa in diretta dal Santuario Domenica 3 aprile, a partire dalle ore 10.00, sul canale televisivo Rete 4, sarà trasmessa in diretta la Santa Mesa dal Santuario della Madonna di Tirano. ■ Sondrio Incontro con Rialti sulla speranza in Amleto... Il Centro Culturale e Sociale Don Minzoni e il Liceo Pio XII di Sondrio promuovono giovedì 7 aprile alle 20.45, presso la sala Besta, un incontro con Edoardo Rialti, studioso, traduttore e saggista di letteratura inglese, sul tema: “Che capolavoro è l’uomo!” – Il cammino della speranza nell’Amleto di Shakespeare. ■ Sondrio Presentazione del libro di papa Benedetto XVI Martedì 5 aprile, alle ore 21.00, a Sondrio, presso l’Oratorio del Sacro Cuore, ci sarà la presentazione del libro di papa Benedetto XVI “Gesù di Nazareth: dall’ingresso a Gerusalemme alla Risurrezione”, interviene don Ezio Prato, docente presso il Seminario diocesano. Valchiavenna 30 Sabato, 2 aprile 2011 La «Carovana Antimafie» arriva a Chiavenna ■ Madesimo A lezione di sicurezza sulla neve con la GdF Giovani alpinisti a lezione di sicurezza con le Fiamme gialle. Nella mattinata di domenica, 28 bambini della sezione di Menaggio del Cai hanno assistito alla lezione a cielo aperto sulla sicurezza in montagna tenuta dagli uomini del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Madesimo. Sulla neve della località Fondovalle i piccoli alpinisti hanno ascoltato gli insegnamenti degli esperti sulla prevenzione degli incidenti e sulle tecniche di auto soccorso. Tra i momenti più divertenti della giornata e, al tempo stesso, importanti sul piano formativo ci sono state le ricerche effettuate con l’Arva e con l’aiuto delle unità cinofile. Alla lezione ha preso parte, oltre allo staff del Sagf di Madesimo, anche il tenente delle Fiamme gialle di Chiavenna Federico Antonio Fenu. L’evento fa parte di un più ampio contesto di promozione fra le giovani generazioni di una cultura della montagna più sicura. L’attività avviata dalla Guardia di Finanza si sviluppa in piena promozione di una cultura della prevenzione e della consapevolezza dei militari che operano in alta montagna. Si tratta di iniziative particolarmente utili, visto che i pericoli non riguardano soltanto gli sciatori che salgono in alta quota con le pelli, ma sempre più spesso - come avvenuto nei giorni scorsi in Valtellina - interessano anche le persone che si spostano con le motoslitte, oppure con le ciaspole. s.bar. Tre giorni per riflettere e approfondire temi che riguardano la difesa dell’onestà e della legalità, importanti per tutti e ovunque. Da venerdì 1 a lunedì 4 aprile si susseguiranno una serie di manifestazioni e attività che cercheranno di coinvolgere soprattutto i più giovani. ■ Madesimo Marco Confortola racconta «lo sport è vita» Doppio incontro con Marco Confortola a Madesimo. Sabato 26 l’alpinista valtellinese è stato protagonista di due appuntamenti promossi dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Cai Vallespluga e l’associazione “Lo sport è vita”. Le iniziative si sono tenute nella sala convegni della palazzina dei servizi di Madesimo. Nel pomeriggio Confortola ha incontrato i ragazzi nel corso di “Viviamo con lo sport!”, un’ottima occasione per capire come avvicinarsi allo sport e capirne l’importanza. «C’è una stagione per ricevere e una stagione per dare - spiega l’alpinista di Santa Caterina Valfurva -. Lo sport ha avuto un ruolo determinante nella mia vita: mi ha permesso di crescere con valori solidi e improntati al rispetto degli altri, al sacrificio e anche alla capacità di godere di quello che facevo. Devo questo anche a tutte quelle persone che, quando ero giovane, hanno dedicato tempo, energia e passione per aiutare me e i miei compagni a scoprire lo sport. Per questa ragione oggi, avendo avuto la fortuna di essere diventato un alpinista conosciuto, vorrei poter trasmettere ai ragazzi quella stessa disponibilità e passione che ho ricevuto dagli altri. Questa la ragione per cui nel 2005 è nata l’associazione “Lo sport è vita”». Alla sera invece, l’incontro per tutti “Ricominciamo in punta di piedi...” Marco Confortola ha ripercorso con video e racconti la tremenda vicenda della spedizione del K2, dove morirono 8 persone. Un’occasione per riflettere sulle priorità dell’uomo, e sulla sua capacità di trovare la forza di sopravvivere nelle situazioni più estreme. s.bar. ■ Madesimo Tutti sulla neve: cento anni di gare di sci “Tutti sulla neve” è il motto di apertura del primo dei 20 pannelli della mostra documentaria curata dal Touring Club Italiano Visitabile presso il Mu.Vi.S di Campodolcino e la Sala Carducci della Palazzina Servizi di Madesimo, la mostra celebra 100 anni di sci in Vallespluga. L a carovana antimafie torna anche quest’anno in provincia di Sondrio, come nelle passate edizioni. La tappa principale, scelta dal “Tavolo Interassociativo Provinciale”, sarà Chiavenna. La manifestazione della carovana antimafie organizzata da numerose associazioni della società civile italiana e provinciale, è un’occasione di incontro e confronto sul vasto fenomeno della criminalità organizzata in Italia e nel resto del mondo. Visto il carattere planetario delle mafie quest’anno la carovana non girerà solo l’Italia ma arriverà anche in altri sei paesi dell’Europa: Svizzera, Francia, Albania, Bosnia, Serbia, Bulgaria. Momenti salienti della Carovana saranno i passaggi del testimone da tappa a tappa, rappresentati fisicamente dall’arrivo e dalla partenza dei due furgoni con a bordo i carovanieri, ovvero i “narratori” designati del lavoro di antimafia sociale, momento previsto in un incontro con le istituzioni per domenica 3 aprile alle ore 10.30. Per quanto riguarda la tappa della provincia di Sondrio il gruppo delle associazioni che fanno riferimento al tavolo provinciale hanno deciso di proporre come testimonial Jole Garuti (tra i fondatori di Libera) per il suo storico impegno nella promozione della legalità. Aderiscono alla carovana antimafie a livello provinciale: Arci Comitato Provinciale di Sondrio, Acli, Anpi, Cisl, Cgil, Lavops, Punto pace, Usciamo dal silenzio «Ultima Cena»: serata a Chiavenna Tutto su “L’Ultima Cena” di Leonardo da Vinci. L’International Inner Wheel Club di Colico organizza per venerdì 1 aprile a Chiavenna un incontro con don Andrea Straffi dedicato alle verità storiche e alle fantasie esoteriche riguardanti il celebre dipinto su intonaco realizzato da Leonardo alle fine del ‘400. L’Ultima Cena è un dipinto parietale a tempera grassa Sondrio, Agenzia per la Pace, Società Democratica Operaia Chiavenna, Asma, Centro di Documentazione Rigoberta Menchù, cooperativa sociale Nisida, Cooperativa Lotta contro l’emarginazione, cooperativa sociale La Quercia. Gli eventi sono aperti a tutti: il 1 aprile, il 2 aprile e il 3 aprile a Chiavenna e il 4 aprile a Sondrio. Le iniziative organizzate aiuteranno a sensibilizzare sulla necessità di acquisire una cultura della legalità e della cittadinanza attiva, promuovendo l’unione fra società civile e istituzioni in un fronte comune, capace di sviluppare coscienza e responsabilità a partire da un rapporto organico con le nuove generazioni. Il programma della carovana antimafie nella tappa in Valtellina e Valchiavenna è il seguente. Venerdì 1 aprile, a Chiavenna, Cisl e Siulp presentano due momenti nell’ambito del percorso di responsabilità sociale, legalità e solidarietà proposti dal “Progetto San Francesco”: alle ore 9.00 alla Comunità Montana Valchiavenna la piantumazione albero della legalità; alle ore 10.00 presso il teatro della “Società Operaja” incontro col parroco antimafia Antonio Garau e presentazione del progetto “La carta di Morbegno”; alle ore 20.45 presso il Circolo “Locos Club” in via Chiarelli, incontro sull’infiltrazione mafiosa nel mondo del lavoro in Lombardia saranno presenti i rappresentanti sindacali di Cgil e Cisl. Sabato 2 aprile, a Chiavenna, dalle ore 8.00 alle ore 10.00, presso il teatro “Società Operaja”, in via Chiarelli, Jole Garuti incontra gli studenti delle scuole medie con proiezione film sulla legalità; a seguire, un intervento musicale a cura di Patrizia Pili (voce) e Antonello Iannello (chitarra); dalle ore 11.00 alle ore 13.00: Jole Garuti incontra gli studenti delle scuole medie superiori con proiezione film sulla legalità. Domenica 3 aprile, a Chiavenna, alle ore 10.30, presso l’ex Convento dei Cappuccini, in via Cappuccini, arrivo della carovana e incontro con associazioni e istituzioni locali; alle ore 13.00, presso l’Ostello al Deserto, pranzo comune con i prodotti delle terre confiscate alle mafie, in collaborazione con le Cooperative Sociali Nisida e La Quercia. Per prenotazioni telefonare a Cristian Pavioni (numero 392-1847167). Lunedì 4 aprile, a Sondrio: dalle ore 9.00 alle ore 11.00 la “Carovana” incontra i detenuti del carcere del capoluogo. conservato nell’ex-refettorio del convento adiacente il santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano. Il dipinto, probabilmente la rappresentazione del cenacolo di Gesù più famosa, è stato negli anni scorsi al centro di un appassionato dibattito in seguito alla pubblicazione del romanzo di Dan Brown “Il Codice da Vinci” e alla sua singolare lettura del significato della presenza e della posizione degli Apostoli. La serata organizzata in collaborazione con la Caritas di Chiavenna, che presenterà le sue attività, avrà inizio alle ore 21.00 al Cineteatro Victoria. ◆ Chiavenna e il Touring Guida per una città ad altezza dei bambini C hiavenna turistica vista dai bambini. È curato dalla chiavennasca Michela Barbusca il progetto realizzato all’interno del sito del Touring Giovani e intitolato “La città all’altezza dei bambini. Un metro sul livello del Mera”, Il percorso, oggetto della tesi di Bachelor in Comunicazione visiva all’università Supsi di Lugano di Michela Barbusca, è partito da una domanda che ha raccolto l’attenzione di cinquanta alunni: dove porteresti un amico che non ha mai visitato Chiavenna? «I bambini visitano le località turistiche insieme ai propri genitori, ma raramente hanno a disposizione strutture e percorsi pensati ap- positamente per loro. Oggi è possibile proporre opportunità costruite proprio sulla base delle loro attitudini e aspettative, valorizzando tutti gli ambienti che raccolgono l’attenzione di chi vive, da abitante o da turista, “la città all’altezza dei bambini”. Monumenti e vie del centro storico, spazi per il tempo libero e angoli nascosti e suggestivi del territorio comunale, raggiungibili a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, diventano i punti di interesse di guide e progetti dedicati ai giovanissimi, da promuovere anche in occasioni di eventi nella città. A Chiavenna è stato sviluppato un progetto che permette agli studenti delle scuole dell’infanzia di visitare la propria città e di guidare i coetanei nella scoperta del territorio. Le risposte sono state lo stimolo iniziale per la progettazione del libro-gioco “Un metro sul livello del Mera”. Una guida turistica della città che permette ai visitatori di costruire il proprio percorso in città e nei dintorni utilizzando le 60 schede del libro. « L’esperienza di Chiavenna rappresenta un modello utilizzabile in altre realtà, sia per bambini residenti, sia per piccoli turisti». Il progetto ha una pagina Internet all’interno dei sito di Touring Giovani e una pagina Facebook. Sondrio Cronaca Incontro a Sondrio. Con padre Bartolomeo Sorge Il mondo di oggi: sfida per i cristiani. «H a preso vigore al posto delle ideologie del ‘900 una cultura libertaria che alimenta la nuova ideologia tecnocratica e ne è alimentata: l’uomo oggi è come ubriacato dal potere di cui dispone. Grazie alle risorse della scienza e della tecnica, l’uomo è convinto di essere il solo autore di se stesso, padrone della sua vita e della società. La convinzione di essere autosufficiente e di riuscire a eliminare il male presente nella storia solo con la propria azione, lo ha indotto a fare coincidere la felicità e la salvezza con forme immanenti di benessere materiale e di azione sociale». Queste parole riprese dall’enciclica “Caritas in Veritate” di papa Benedetto XVI vanno a premessa della relazione tenuta a Sondrio lo scorso 14 marzo presso il teatro salesiano dal gesuita padre Secondo il gesuita la radice storica dei problemi contemporanei va cercata in una crisi strutturale della società. Bartolomeo Sorge sul tema “Il mondo di oggi: una sfida per il cristianesimo”, seconda delle quattro conferenze promosse dall’Opera salesiana in collaborazione con il Circolo Acli. Lo storico direttore delle riviste “Aggiornamenti sociali” e “Civiltà Cattolica” ha definito questi nostri tempi come tempi di grande smarrimento e dolorosa incertezza, perché vedono il tracollo dei valori fondanti della nostra civiltà. Nella prima parte del suo intervento, Sorge ha dato un nome alla crisi che il nostro Paese attraversa insieme a tutto l’Occidente, rintracciandone le radici storiche. «Non è una crisi congiunturale, legata alle condizioni del momento», ha spiegato, «ma una crisi strutturale della società, paragonabile per i mutamenti che porterà ai tre grandiosi avvenimenti che hanno modificato l’evoluzione della storia dell’uomo negli ultimi duemila anni: la fine dell’impero romano, la scoperta delle nuove terre, la rivoluzione francese». Oggi stiamo, dunque, drammaticamente assistendo alla fine della civiltà industriale e navighiamo a vista nel mare magno di questa nuova civiltà tecnologica che ha mandato in frantumi le strutture culturali su cui il mondo moderno si è retto finora. «La nostra generazione vive la fine del mondo che ha espresso due grandi ideologie secolari: il socialismo reale ispirato al marxismo, imploso con la caduta del muro di Berlino nel 1989 e il capitalismo liberale fondato sulle leggi del mercato, esploso nel 2008 insieme alla bolla finanziaria», ha spiegato Sorge. Non solo, il secolo scorso ha anche segnato la fine della cosiddetta terza via della da dove ripartire Innanzitutto si deve riscoprire il senso della vita come un dono a cui siamo stati chiamati; il punto di riferimento è la “Caritas in Veritate” Ora si deve costruire un nuovo umanesimo. C ostruire un nuovo umanesimo, dunque. È questa la sfida che tutti dobbiamo con coraggio raccogliere. «Per costruire il nuovo, dobbiamo ripartire dalla profonda consapevolezza che la vita umana è un dono. Questa è l’esperienza primordiale che fanno tutti gli uomini», ha ripreso padre Bartolomeo. «Nessuno di noi ha scelto la vita, ma noi tutti siamo stati chiamati alla vita. Dobbiamo, dunque, essere consapevoli che la vita è un dono e una vocazione e che la nostra felicità sta nel compiere la nostra vocazione, raccogliendola con gratitudine». Dopo aver fatto questa premessa, padre Sorge ha ripreso quanto scritto dal papa nella “Caritas in Veritate”, spiegando che il nuovo umanesimo va rifondato su tre solidi pilastri. Il primo è la libertà responsabile sul piano etico. «Attraverso la globalizzazione, il mercato come meccanismo di scambio ha imposto il suo modo di pensare e di agire, la sua scala di valori di comportamento. Ma ciascuno di noi ha bisogno di amare e di essere amato e se ciò non accade non si realizza come persona. Non si può, quindi, definire la vita umana in termini di produzione e di profitto, perché la persona umana si realizza nella gratuità del dono. Perché noi siamo esseri in relazione e per vivere abbiamo bisogno l’uno dell’altro», ha spiegato. Noi tutti, dunque, siamo chiamati da Dio ad essere persone libere, attive, responsabili e solidali, capaci di prendersi cura del bene comune. Rispettosi ognuno della libertà dell’altro, intesa come capacità di operare scelte di cui ognuno deve assumersi la responsabilità, e della dignità di ciascuno, perché ognuno ha risorse che possono contribuire allo sviluppo di sé e di tutti. Perchè, come scrive papa Benedetto, ognuno è “sempre capace di dare qualcosa agli altri». Il secondo pilastro è la fraternità sul piano sociale. La fraternità intesa come pratica della carità nella verità significa amare l’umanità con un amore gratuito, che impegna ogni persona a dare prima ancora di ricevere. In questo contesto l’enciclica è esplicita nel richiedere la conversione dei cuori di ognuno. Per giungere a riconoscere che la moralità non sta tanto nel possesso o no di un bene, ma nel suo uso che deve essere finalizzato al bene comune. La fraternità, assunta e vissuta con responsabilità, alimenta una vita di comunione e di condivisione, sostiene la dedizione di sé agli altri, al loro bene, al bene di tutti. E questo, mentre svolgiamo le normali attività della nostra vita quotidiana. Si tratta, invece, di un comportamento virtuoso, che anima e informa di sé ogni attività, sia caritativa che istituzionale, mediante il quale si persegue il bene comune della comunità politica nazionale e mondiale. La fraternità, pertanto, qualifica moralmente sia l’offerta di un’elemosina al povero sia lo scambio di beni e di servizi, sia il business, sia l’equa distribuzione del reddito. Il terzo pilastro è la reciprocità sul piano politico. Ciò vuol dire costruire una società nella quale la persona sia messa al centro nei fatti. La persona deve essere il punto di partenza e Sabato, 2 aprile 2011 31 cristianità che si fondava sul pensiero di Jacques Maritain. Al suo posto, si è aperta la grande strada segnata dal Concilio Vaticano II». Per meglio tracciare il quadro del presente, padre Sorge si è affidato alla Caritas in Veritate. In questa enciclica, ha detto, il papa fa una critica molto profonda dell’ideologia tecnocratica che è diventata il pensiero unico dominante. «Pensiamo tutti allo stesso modo, siamo tutti “grigi”, perché questa cultura ci fa valutare le cose solamente in base all’utilità e all’efficienza», ha detto. «L’ideologia tecnocratica ha come unico significato il profitto, valuta l’essere umano solo in base all’utilità e all’efficienza produttiva e lo scarta nel momento in cui non risponde più a queste richieste. Il giudizio etico è subordinato all’innovazione tecnologica e al consenso sociale, manipolato dalla propaganda del pensiero unico globale, viziato dal suo intrinseco utilitarismo materialistico». Ma il bene comune universale, la giustizia e la pace non possono affermarsi quando l’azione sociale è dominata e pervasa da orientamenti consumistici e nichilisti che inducono atteggiamenti e stili di vita egoistici e predatori. Il mondo di oggi è dunque una sfida e non solo per il cristianesimo: questa cultura che corrode i principi su cui si fonda la civiltà umana va sostituita con un nuovo umanesimo fondato su alcuni principi essenziali di natura etica, culturale, sociale e politica. pagina a cura di MILLY GUALTERONI di ritorno di tutte le scelte che si compiono e questo è possibile solo se si mantiene l’occhio fisso alla ricerca di un bene che supera l’egoismo particolare, cioè il bene comune. La risposta del cristianesimo all’ideologia tecnocratica basata sul profitto è, dunque, quella di una società che vede l’intero mercato e ogni forma di impresa come una realtà a tutto tondo, chiamate ad aprirsi alla gratuità, affinché il contratto e il dono siano forme di reciprocità alleate per una società più civile e non in conflitto tra di loro. Perché se l’economia è attività umana, non è mai eticamente e antropologicamente neutrale. O costruisce rapporti di giustizia e di caritas o li distrugge. Non esiste alternativa. Per questo il progresso umano non può prescindere dalla relazione dell’uomo con Dio. Sorge ha, quindi, parlato dell’altra sfida che il XXI secolo pone a tutti gli uomini, il confronto con la diversità, il rapporto con l’altro che è diverso da noi. «Se volete sapere qual è la vostra maturità umana chiedetevi se siete capaci di vivere uniti con il diverso rispettandolo», ha detto. «Una città xenofoba ed egoista è una città profondamente immatura. Oggi, dobbiamo imparare è vivere uniti rispettandoci nella diversità. È difficile, ma è il compito che questi tempi ci chiedono, sapendo che il pluralismo non è un ostacolo, ma una ricchezza», Per dare un forte esempio di capacità di unione nella diversità ha ricordato i padri della nostra Costituzione. «Tante volte mi chiedo come hanno fatto i padri costituenti a mettersi d’accordo sui fondamentali principi etici della nostra carta repubblicana. Come hanno fatto uomini così diversi come Togliatti, De Gasperi, Nenni, Dossetti, La Malfa a trovare un accordo? ». La risposta è una sola: ci sono riusciti perché hanno avuto la forza di andare al di là delle fortissime barriere ideologiche e rimanendo diversi si sono uniti, superando l’interesse particolare per definire insieme i fondamenti etici per il bene comune di tutti i cittadini. Sondrio Cultura 32 Sabato, 2 aprile 2011 ma i s e r a Qu Gli incontri con don Straffi promossi dalla Collegiata di Sondrio. Dai «Cristogrammi» alle figure del «Volto dei volti». P er la Quaresima la parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio a Sondrio ha promosso presso l’oratorio Sacro Cuore un ciclo di conferenze tenute da don Andrea Straffi, responsabile dell’Ufficio Inventariazione dei Beni Culturali della Diocesi di Como. L’argomento del primo incontro, Il Mistero visibile - Il volto di Cristo nell’arte, è stato un interessantissimo excursus dai primi secoli dopo Cristo alla tela caravaggesca raffigurante la Cattura di Cristo nell’orto degli ulivi, un volo attraverso i secoli alla ricerca del Volto dei Volti con un intento interpretativo dal punto di vista religioso, teologico e quaresimale, desiderio di conoscenza così espresso dal salmista nella Bibbia L’anima mia ha sete di Dio: quando vedrò il suo volto? (Salmo 42). La tradizione ebraica - ripresa da quella islamica - da sempre proibisce di farsi immagini di Dio (Deuteronomio V), né di ciò che è sulla terra, né sotto la terra per non fare concorrenza a Dio e per non crearsi degli idoli (Esodo, 20); per questo motivo entrambe le religioni non hanno una tradizione artistica figurativa. Con il Mistero dell’Incarnazione di Cristo l’uomo non ha più dovuto cercare Dio, perché Dio stesso si è rivelato. La colonna del Portico della Gloria a Santiago di Compostela (fine XII secolo) bene esprime questa verità: il Volto di Dio che ci viene incontro è Cristo, che noi abbiamo visto: “E il Verbo si fece carne / e venne ad abitare in mezzo a noi; / e noi vedemmo la sua gloria, / gloria come di unigenito dal Padre...” (Gv. 1, 14). «L’ansia di vedere Dio si compie in Gesù - ha ● L’analisi è partita dal Madylion per arrivare alla Sindone chiosato don Straffi -, immagine del Dio invisibile, come Lo definisce san Paolo. E, dunque, avendolo visto, possiamo anche rappresentarlo». L’origine del culto del Volto Santo in Occidente data dal XIII secolo quando in San Pietro a Roma si cominciò a venerare l’immagine del volto di Cristo impresso sul velo della Veronica (gli studiosi l’identificano con un’icona tardo bizantina ivi conservata). Per tutto il Medioevo vedere quel volto era un’emozione grande come oggi vedere la Sindone e numerosi pellegrini venivano a venerarla da tutta Italia e dall’estero. Dante nella Commedia (Paradiso XXXI, vv. 103-108) e Petrarca nel Canzoniere (sonetto XVI, Movesi il vecchierel) ce lo testimoniano. Ma come possiamo conoscere le fattezze del volto di Gesù, se nei ● Tanti gli esempi anche in piccole realtà poco conosciute Vangeli canonici non ne troviamo la descrizione? Come si è arrivati a raffigurarLo col viso affusolato, i capelli lunghi e lisci divisi da una scriminatura, la barba non troppo lunga, gli occhi scuri e profondi? Agli inizi del cristianesimo nelle catacombe si usavano i simboli del mondo pagano riletti in chiave cristiana: il pesce, poiché le lettere greche del nome ichthýs (pesce) formano l’acronimo di Iesous Christos Theou Yios Soter, Gesù Cristo, Figlio di Dio Salvatore; l’ancora, che ha la forma della croce, è simbolo della salvezza; il monogramma di Cristo, il Chrismòn, si compone di due grandi lettere sovrapposte, “X” e “P”, che sono le due lettere iniziali del nome Christos, Cristo, spesso con ai lati “A”, alfa, e “Ω”, omega, prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, simboli del principio e della fine: Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine (Gv. Apocalisse 21,6), ecc. Più tardi Gesù compare raffigurato, come nel sarcofago di Giunio Basso (sec. IV, Museo del Tesoro di San Pietro): nel Maestro, giovane e senza barba, che consegna a Pietro e Paolo il rotolo della Legge, è raffigurata la giovinezza perenne, la vita eterna di Cristo, il Vivente. Allo stesso modo, nella lunetta sopra l’ingresso del mausoleo di Galla Placidia (V sec., Ravenna) è Cristo-Buon Pastore, giovane glabro, con le insegne della regalità (manto purpureo e veste d’oro), appoggiato alla Croce e circondato da un gregge proteso verso di Lui, a significare “Io conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono Me”. In Sant’Apollinare Nuovo (sec. VI, Ravenna), c’è il volto di Cristo sia giovane, sia con la barba, a raffigurare l’uno la vera e piena divinità, l’altro vera e piena umanità, temi fortemente dibattuti nei concili di Efeso e Calcedonia. Al V sec. risale anche la splendida icona del monastero di Santa Caterina sul Sinai, eseguita con la tecnica ad encausto. Qui Cristo benedicente è del tutto differente dalle icone orientali: è il ritratto di un uomo vivo di grande espressività. L’asimmetria differenzia la parte destra del volto da quella sinistra, per rendere evidente il mistero di Cristo vero uomo e vero Dio, sintesi visiva dei primi concili ecumenici sopra ricordati. Altrettanto plausibile è l’interpretazione che la parte sinistra, più dolce e dallo sguardo più sereno, rappresenti Cristo misericordioso; quella di destra, più severa, il Cristo giusto giudice della fine dei tempi, lettura avallata dalla mano benedicente a sinistra e dalla mano che stringe il Vangelo a destra: il volto di Cristo è il volto di Colui che è giusto e misericordioso. pagina a cura di PIERANGELO MELGARA ● Rappresentazione e teologia si intrecciano indissolubilmente Il volto di Cristo nella storia dell’arte occidentale T ra le icone orientali Acheropite, “non fatte da mano d’uomo”, don Straffi si è soffermato sul Mandylion, il santo fazzoletto, reliquia conservata nella città di Edessa già dal V secolo e considerata l’immagine più sacra del volto di Cristo. «È forse il reperto antico più interessante e per alcuni storici è la Sindone ripiegata - ha spiegato -. Tra l’altro, paragonando l’icona del Sinai col negativo della Sindone, sono oltre duecento i punti di corrispondenza, così che è assai probabile che chi ha dipinto l’icona conoscesse il santo lenzuolo». Venendo in Italia, nella piccola chiesa di Santa Maria foris Portas a Castelseprio si trova uno stupendo affresco del volto di Cristo che per molti aspetti richiama il volto del Sinai; forse è opera di un pittore bizantino o siriano in fuga dall’iconoclastia, una delle rarissime opere bizantine in occidente dell’VIII-IX sec. Dopo l’XI sec. l’arte occidentale si differenzia radicalmente da quella bizantina e, pur mantenendo valenze simboliche, diventa molto più narrativa, umana ed emozionale. Ad esempio, nella Cappella degli Scrovegni a Padova, sec. XIV - come tutte le chiese primitive rigorosamente orientata con l’abside rivolta a est -, l’altare è sovrastato dall’arco trionfale con l’Annunciazione, tema particolare per questa chiesa, perché consacrata proprio il 25 marzo e dedicata al Mistero dell’Incarnazione. Al centro dell’arco trionfale, dipinto su una tavola-sportello incernierata con cardini alla parete muraria, è il Padre Eterno in trono (il basamento è in prospettiva rovesciata come nelle icone, a dire che il cielo si è aperto verso l’uomo, ndr.) che invia l’arcangelo Gabriele a portare l’annuncio a Maria. Il Padre ha i tratti giovanili del Figlio per rendere visivamente ciò che Gesù ha rivelato: “Chi vede Me vede il Padre”. Il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, lo sportello veniva aperto e da lì il sole illuminava sulla controfacciata il volto di Cristo giudice, severo e misericordioso nel giorno del Giudizio universale. Sulla sua aureola dorata tre specchi rotondi riflettevano la luce del sole, illuminando i fedeli nell’aula a significare che il volto di Cristo è luce della storia, luce che illumina il cammino degli uomini. Sulla parete sud, tra le altre, è la scena movimentata e convulsa del bacio di Giuda: il profilo di Cristo è uno dei più belli della storia dell’arte, perfetto da tutti i punti di vista. Per contrasto, la sua bellezza accentua la bruttezza ributtante del traditore, il cui aspetto è mostruosamente scimmiesco (nel bestiario medievale la scimmia è l’animale diabolico per eccellenza). Tralasciando molte altre opere, ricordiamo la Cattura di Cristo nell’Orto degli Ulivi di Caravaggio. Torna il tema del bacio di Giuda: anche Caravaggio gioca sul contrasto tra la bellezza del volto di Cristo, inondato di luce, e la bruttezza di Giuda; qui l’apostolo Giovanni fugge gridando e il suo mantello sembra una quinta teatrale dietro i volti di Cristo e di Giuda. Le dita intrecciate delle mani di Cristo esprimono obbedienza, sottomissione, accettazione della volontà del Padre. A destra, oltre i soldati dall’armatura lucente, un giovane sembra mettersi in punta di piedi e alzare la lampada per riuscire a vedere il volto di Cristo. È dei più straordinari autoritratti di Caravaggio, raffiguratosi quale “novello Diogene” alla ricerca dell’Uomo Cristo: così lo definisce uno dei più grandi critici d’arte italiani del ‘900, Roberto Longhi, che più si è avvicinato a carpire il segreto di questo genio così tormentato, così pieno di peccato e di contraddizioni, eppure così penetrato dal desiderio di conoscere il volto di Cristo. A concludere il percorso è stata recitata la preghiera di papa Benedetto XVI al Volto Santo di Gesù. Sondrio Cronaca ■ Serata di approfondimento all’oratorio di Delebio Ricordando papa Giovanni Paolo II L’ oratorio “Giovanni Paolo II” di Delebio ha visto la presenza, giovedì 24 marzo, di Paolo Viana, giornalista di “Avvenire”, e Agnese Pellegrini, giornalista de “Il Sole 24 Ore”, per un incontro pubblico promosso dal Circolo culturale dell’Oratorio delebiese dal tema “Giovanni Paolo II, il Papa dei giovani”. I relatori hanno fatto memoria, al numeroso pubblico presente, delle Giornate Mondiali della Gioventù volute da papa Wojtyla facendo conoscere la loro diretta esperienza d’inviati speciali nelle Gmg, tracciando, in sintesi, la storia e gli itinerari dei raggruppamenti dei giovani che, negli anni, hanno accolto l’invito del Papa a partecipare con lui a questi straordinari incontri realizzati in ogni parte del mondo. Paolo Viana, ha ripercorso gli incontri del pontefice con i giovani, ricordando che quanto è avvenuto in ogni raduno è stato un convergere di migliaia di volti, di ogni estrazione sociale, culturale e di provenienza associativa e non, che hanno voluto incontrarsi con il Papa. In ogni raduno il Giovanni Paolo II ha trasmesso il volto giovane della Chiesa che cammina con i giovani che si pongono domande e ricevono, nello stesso tempo, risposte concrete che ruotano attorno a Cristo, alla Chiesa, al Papa. Il relatore si è soffermato su ogni utile elemento rilevato dai messaggi del Pontefice, nella diversità espressa in ognuno di essi, coinvolgendo i giovani, in prima persona, nell’annuncio del messaggio di Cristo e della Chiesa che cerca di dare risposte alle sfide del futuro, trasmettendo convinzioni chiare e profonde da condividere. Agnese Pellegrini, aiutata da filmati sulle Gmg, ha manifestato il suo ardore, ancora presente nel cuore, di ciò che è stata la sua esperienza diretta, in particolare come addetta stampa al raduno di Tor Vergata a Roma. Ha ripercorso con profonde analisi i messaggi che il Papa ha voluto far conoscere a ogni raduno a ogni giovane. La giornalista ha fatto rivivere il pellegrinaggio Mondiale della Gioventù, partito da piazza San Pietro nel 1985 sotto la guida della Croce e che ha sostato in ogni parte del mondo. La serata si è terminata con la canzone di Amedeo Minghi “Un uomo venuto da molto lontano”, accompagnata da emozionanti immagini del pontificato di Giovanni Paolo II. AZIONE CATTOLICA DI DELEBIO A Tirano per San Giuseppe C si vuole evitare la percezione di una malattia sentita come ghettizzante e che mette in fuorigioco. Non a caso è stata scelta questa tecnica; «creare ognuno le piastrelle dà possibilità a tutti di intervenire; difatti la cornice di piastrelle più esterna è stata realizzata disegnando i volti di chi ha lavorato e poste in modo speculare mentre la scena centrale mostra l’apparizione dell’angelo a Giuseppe attanagliato dai dubbi. C’è una caraffa per l’acqua che simboleggia la vita poiché sognando è vivere e il sogno è vita. Io cerco di condividere il sogno coi ragazzi e scoprire l’amore». E se il pannello fornisce già un notevole apporto alla santella, spiega l’artista: «il nostro desiderio sarebbe quello di completare la trilogia per le tre nicchie». E, con uno sguardo alla santella in generale, Falciani rileva che «sarebbe più bello se ci fossero dei cartelli esplicatifi anche in funzione turistica. Il progetto iniziale – spiega l’artista – prevedeva che per il 19 marzo si sarebbe inaugurato congiuntamente anche il restauro della santella e della statua del santo, cosa che poi per mancanza di Una mostra dedicata alla condizione femminile Durante la scorsa settimana, nelle sale espositive di Palazzo Martinengo a Sondrio, è rimasta aperta la mostra itinerante “Donna Oggi”, in cui la donna è protagonista come artista e soggetto delle 48 opere realizzate da altrettante artiste di club Soroptimist italiani. Nella rassegna dipinti, sculture e ceramiche, gioielli ed elaborazioni in computer grafica e fotografia, hanno interpretato le molteplici sfumature della condizione della donna. Il progetto, curato dallo storico dell’arte Stefania Severi e ideato dal Club Tiber di Roma per i sessant’anni del Soroptimist Italia, è stato premiato dal presidente Giorgio Napolitano. Nella mostra, il tema del viaggio è stato interpretato dai giovani architetti Giulia Dell’Unto, Giancarlo Beltramo e Andrea Cavagnolo, creando per il visitatore un itinerario con drappi di carta che si srotolano come in un percorso e vecchi bauli che raccolgono le opere scultoree. Al termine del giro per l’Italia, le opere donate dalle artiste saranno messe all’asta e il ricavato, unito a quello della vendita dei cataloghi, sarà devoluto per ricostruire il Mubac, il museo dei bambini dell’Aquila. Presentazione del progetto con il carcere fondi non è stato più possibile fare. Il gruppo invece ha lavorato volentieri ed ha avuto il contributo del Kiwanis club di Tirano». Il sodalizio in effetti non è nuovo ad interventi di valorizzazione del patrimonio locale a vantaggio della comunità e dei turisti che negli ultimi tempi sempre più scelgono di visitare Tirano col suo santuario. Per rimanere circoscritti al solo comune di Tirano, ricorda Falciani, «il Kiwanis ha finanziato i lavori della santella di Porta milanese e restaurato la chiesetta dell’Angelo custode». Tornando al “Paese di terracotta” il gruppo ha avuto comunque già altri importanti riconoscimenti di tutto rispetto. «Questo è il secondo pannello realizzato, il primo è stato fatto per la scuole infermieri a Faedo, di dimensioni più piccole e dedicato alla memoria di Giuseppina Vanotti e posato in occasione delle lauree 2010 e ricevendo i complimenti dei docenti della Bicocca presenti alla cerimonia». ROBERT WALTER NAZZARI ■ Si preannunciano tagli per il ciclo della primaria Preoccupante la situazione scuola «L a comunità di Valtellina e Valchiavenna non merita i tagli da lacrime e sangue che per il prossimo anno scolastico si annunciano per i cicli della primaria». Non usano la diplomazia i rappresentanti sindacali della Cisl per descrivere la situazione che potrebbe profilarsi per il 2011-2012. «Pur non essendoci ancora nulla di definitivo – dicono ancora dalla Cisl – la preoccupazione è d’obbligo: i contatti con la direzione scolastica regionale, la Regione Lombardia e l’Ente Provincia di Sondrio sono costanti. Riconosciamo alle istituzioni di essere sensibili ai problemi sollevati, così come positivo è stato l’impegno assunto di verificare quanto potrebbe accadere e di prospettare interventi opportuni». Il grido di allarme lanciato dal sindacato riguarda il venir meno delle risorse e il ridimensionamento di organici e servizi che, applicato matematicamente a Valtellina e Valchiavenna, avrebbe conseguenze gravi. Accanto ai problemi condivisi con il resto d’Italia, come il mancato riconoscimento del tempo pie- ■ Sondrio ■ Piateda Terracotta da veri artisti ollocato in occasione della ricorrenza di san Giuseppe, il pannello che ricorda il momento in cui Giuseppe si convince a prendere con sé Maria ha un valore che va oltre quello che vuole rappresentare. Alla santella l’opera è arrivata, non dimentica del 150° anniversario dell’Unità, che viene ricordata in una piastrella. «Questo pannello rappresenta il terzo anno di attività del gruppo del Centro psicosociale “Paese di terracotta”»; spiega Michele Falciani autore della scena centrale e che ha diretto il gruppo nell’esecuzione delle tessere che ne fanno da contorno . Un gruppo speciale, «misto e diversificato per età, con una provenienza che va da Sondrio a Tresivio; da Tirano a Bormio». Il pannello offre un modo per ridare fiducia a soggetti in difficoltà; «attraverso la ceramica – continua Falciani – si è cercato di motivare il gruppo con una partecipazione più attiva al territorio». L’obiettivo è chiaro, con il coinvolgimento del gruppo in lavori che impegnano e responsabilizzano Sabato, 2 aprile 2011 33 no o l’aumento degli oneri in capo agli enti locali per i servizi di trasporto, in un territorio completamente montano, e con numeri ben lontani da quelli dei centri urbani, nelle primarie della provincia di Sondrio si assisterebbe a un deciso taglio agli insegnanti, all’obbligo di pendolarismo per i più piccoli pur di rispettare gli standard dei plessi scolastici, la costituzione di numerose pluriclassi e fortissime limitazioni del sostegno per i bambini disabili. Al momento si profila la possibilità di un taglio di una decina di classi che non rispetterebbero il tetto minimo di almento quindici alunni per classe. «Per la nostra provincia – conclude la Cisl – l’effetto sarebbe dirompente, con conseguenze negative su insegnanti, famiglie, bambini». Nei giorni scorsi allarme aveva creato la notizia di un “riorientamento” per alcuni studenti dell’Istituto Pasquale Saraceno di Morbegno, in numero eccedente rispetto alla quantità di ragazzi che potevano essere iscritti alla scuola (sempre per rispettare i nuovi standard ministeriali richiesti). Venerdì 8 aprile a Piateda, presso la Sala Multimediale, alle ore 20.45, il progetto “Il filo di Arianna”, in collaborazione con l’associazione culturale “Ghirù” e con il patrocinio del Comune di Piateda, propone “Cercare in carcere libertà”, una serata di presentazione della pubblicazione “Sotto lo stesso cielo ma in gabbie diverse” realizzata dai detenuti del carcere di Sondrio. Interverranno a presentare la pubblicazione alcuni dei volontari che hanno partecipato al progetto: Francesco Racchetti, Angelo Marveggio, Elena Riva e Marina Martinelli. ■ Sondrio Premiazione delle tesi sull’affido familiare Avrà luogo mercoledì 13 aprile alle ore 17.30, presso la Sala Consiliare “Michele Melazzini” a Palazzo Muzio, la cerimonia di assegnazione del premio per tesi di laurea sulla famiglia della Fondazione “Anna e Michele Melazzini”. Ad aggiudicarsi la sesta edizione, ex aequo, Cristina Braga per la tesi “Essere fratelli in affido: una ricerca esplorativa multistrumento” ed Elena Canzi per la tesi “La scelta adottiva. Un’analisi esplorativa delle coppie in attesa di adozione internazionale”. Le tesi saranno illustrate dalle autrici nel corso della premiazione. . ■ Stelvio Accordo Iulm-Pirovano per workshop formativi L’Università Iulm di Milano e Pirovano Stelvio hanno firmato una convenzione per la promozione di alcuni workshop e corsi di formazione in turismo, marketing, comunicazione, nuove tecnologie e lingue. “Non rattristiamoci di averla persa, ma ringraziamo di averla avuta” (sant’Agostino). I Vicari foranei, i preti, i religiosi e le religiose della Zona Pastorale “Media Valtellina” profondamente addolorati per la prematura scomparsa di suor Isabella Chinosi si uniscono al dolore e alle preghiere delle Suore salesiane di Sondrio. Spettacoli 34 Sabato, 2 aprile 2011 ✎ il telecomando | Scelti per voi Le conseguenze dell’amore Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo e Olivia Magnani. ITA 2004, 100 minuti. Titta Di Girolamo ha cinquant’anni, vive da otto anni in un albergo di una cittadina del Canton Ticino lontano dalla famiglia, apparentemente facoltoso ma senza alcuna esibizione di ricchezza. È un uomo che nasconde un segreto che emergerà a poco a poco anche grazie al progressivo innamoramento per la ragazza del bar dell’hotel. Il secondo film di Sorrentino merita tutte le attenuanti che vanno concesse all’opera seconda ma non convince. Se in “L’uomo in più” scorreva la vita, anche se quella circoscritta dell’ambiente calcistico, qui ci troviamo di fronte a un film così ‘recitato’ da suonare falso. Con i pensieri e le battute costruiti a tavolino che, a volte, nemmeno un grande attore come Servillo riesce a sostenere. La raffinatezza stilistica sul piano visivo viene così a contatto con personaggi come (ad esempio) i due ex proprietari dell’albergo ridotti a vivere in una stanza dello stesso. Sembrano leggere, non ‘dire’ le battute. Comunque da vedere. Lunedì 4 aprile, Iris 21,10. Domenica 3. F.d.Spirito. C5, 8,50. Testimoni della fede: p. Jean-Marie, giardiniere di Tibhirine. Racconti di vita, Rai3, 12,55. I nostri figli adolescenti. I giardini di pietra, La7, 13,55. Film drammatico di Coppola sulla pietà verso i morti del Vietnam. Cristoforo Colombo, Tv2000, 15,00. Film tv. Un medico in famiglia 7, Rai1,21,30. Fiction. Report, Rai3, 21,30. La banda del buco. La situazione delle cave in Italia. Giovanni Paolo II un pellegrinaggio lungo 27 anni. Tv2000, 21,15. Doc. Il senso della vita, C5, 21,10. Varietà con Bonolis tra il serio e il faceto. Cosmo, Rai3, 23,35. Nuovo programma condotto da Barbara Serra si occupa di spionaggio. Lunedì 4. Il buco nero: la mafia, Rai Storia 21,00. Doc. Il commissario Montalbano, Rai1, 21,10. L’età del dubbio. L’infedele, La7, 21,10. Attualità. In fuga per tre, Rai3, 21,05. Commedia divertente con Martin Short. Le conseguenze dell’amore, Iris, 21,10. Film di peso e di pregio di P. Sorentino sulla mafia. Ben recitato da Tony Servillo. Martedì 5. Risorgimento delle scienze Rai storia, 21,00. Documenti. Ris Roma 2, C5, 21,10. Buona fiction investigativa. Tutti giù per terra, Rai5, 21,00. Film sul malessere generazionale. Una sera d’Ottobre, Rai1, 21,10. Fiction. Giulia studentessa incontra per caso Alessandro… Mercoledì 6. Chi l’ha visto?, Rai3, 21,05. Attualità. Centocinquanta. Rai1, 21,10. Spettacolo con Baudo e Vespa. La guerra dei Roses, Iris, 21,10. Film sulla copia che scoppia, anzi si fa la guerra. Cinico e divertente. Le iene show, It1, 21,10. Sempre pungenti. Gattaca, R4, 0,30. Ottimo film di fantascienza su temi molto attuali. Giovedì 7. Lassù qualcuno Non chiamatela Radio Londra G iornalisticamente parlando, la distanza tra Giuliano Ferrara ed Enzo Biagi è abissale. Non è questione solo di stile e di taglia, ma di coscienza della professione. Il giornalista, in quanto tale, svolge un mestiere che si caratterizza per essere al servizio del pubblico: la sua missione è quella di aiutare le persone a capire meglio il “cosa”, il “come” e il “perché” dei fatti del mondo. Soltanto previa dovuta spiegazione, ha senso esprimere interpretazioni e giudizi, per quanto faziosi. Lungo questo discrimine si sviluppa la differenza sostanziale fra “Qui Radio Londra” condotta da Ferrara dal lunedì al venerdì su RaiUno dopo il Tg1 della sera, e “Il Fatto” che Enzo Biagi condusse fra il gennaio 1995 e il maggio 2002 nella stessa fascia oraria di larghissimo ascolto. La collocazione in palinsesto è l’unico punto in comune fra i due programmi, tutto il resto rimarca profondamente la diversità di scopi e di presenza in video del direttore del “Foglio”, ingombrante in tutti i sensi. Nel suo programma Biagi intervistava l’uomo del giorno o proponeva un tema di attualità per il dibattito fra diversi ospiti. Lo stile – inconfondibile – era quello delle interviste che avevano fatto la sua fortuna e la sua fama anche sulla carta stampata. Il resto lo facevano gli ospiti. Ferrara, invece, si produce in un monologo su argomenti di attualità, che lo vede impegnato a dire quello che vuole per tutto lo spazio del programma. Il suo è un ritorno in video: tra il 1989 e il 1994 aveva condotto un’analoga trasmissione chiamata soltanto “Radio Londra”, dalle 20.25 alle 20.30 prima su Canale 5 e poi su Italia 1, terminata nel 1994 a causa della sua discesa in politica tra le fila del neonato “partito” Forza Italia. Anche il programma di Biagi fu chiuso per motivi politici, perché il centrodestra lo accusò di faziosità. I censori concentrarono i loro strali in particolare su due interviste: una a Indro Montanelli, che paragonò Berlusconi a una sorta di virus che gli italiani dovevano contrarre per sviluppare gli eventuali anticorpi, l’altra a Roberto Benigni, che ironizzò da par suo sulla campagna elettorale della Casa delle Libertà. E così l’anziano ma lucidissimo giornalista fu sollevato dall’incarico, nonostante gli ascolti sempre lusinghieri e il diffuso apprezzamento per “Il Fatto”, oltre che per una carriera ineguagliabile. Di Ferrara non stupisce la vis polemica, sulla quale lui ha costruito parte delle sue fortune, né si vuole escludere che vi possano essere spazi di commento da parte di noti giornalisti in televisione in orari di largo ascolto. Il problema è che la Rai è una tv pubblica e dovrebbe, quindi, garantire un servizio ai cittadini di di Tiziano Raffaini è impazzito, La7, 13,55. Non perdetevi questo piccolo film che vi farà ridere con la sua demenzialità intelligente. Bordertown, Iris,21,05. Thriller. Una giornalista Usa indaga sulla violenza contro le donne in una città di frontiera. Un medico in famiglia 7, Rai 1, 21,10. Fiction. Vittime, Rai1, 2,45. Documentario. Venerdì 8. Zelig, C5, 21,10. Varietà con Bisio. The reader, Rai3 21,05. Film drammatico. Per adulti con Ralph Fiennes e K. Winslet. Michael Palin new Europe, Rai5, 22,05. Documentario BBC. Viaggio nei paesi dell’est. Sabato 9. La piccola principessa, It1.19,15. Bel film per ragazzi La caduta degli dei, Rai storia 21,00. Doc. Tv Talk, Rai3, 14,50. Cristoforo colombo, Tv2000, 21,00. Fiction. Ultima parte Ulisse, Rai3, 21,30. Gli splendori della Grecia antica. Documentario. Tg2 dossier, Rai2, 23,35. Attualità. ■ Oltre Confine Venerdì 8 aprile al via il Lugano Festival 2011 qualunque ordine, grado e fede politica, anche in forza della corresponsione da parte loro del canone annuale. Ma le simpatie politiche di Ferrara – come, del resto, quelle del direttore del Tg1 Augusto Minzolini – sono dichiaratamente a favore di Berlusconi, come lo è l’orientamento di fondo dei suoi monologhi, quasi sempre filogovernativi. Questo è servizio pubblico? “Radio Londra” era l’insieme dei programmi radiofonici trasmessi dall’inglese Bbc e indirizzati alle popolazioni europee continentali, a partire dal settembre 1938. La fortuna di queste trasmissioni fu dovuta alla decisione del ministro di Guerra britannico di non gestire direttamente gli spazi della propaganda e di affidarli, invece, a un ente autonomo come la Bbc, allora già famosa per il proprio stile giornalistico capace di separare nettamente le notizie dai commenti. La trasmissione di Ferrara si muove su un binario decisamente diverso. Del programma di Biagi si sente ancora la mancanza, di quello di Ferrara non si sentiva il bisogno. HOMO VIDENS (al.ci.) Venerdì 8 aprile (ore 20.30 – ingresso 70/30 frsv), nel Palazzo dei Congressi, s’inaugura “Lugano Festival 2011”. Sul palco la prestigiosa Orchestra della Svizzera Italiana, una splendida realtà culturale del Canton Ticino, diretta per l’occasione da Ion Marin. Solista della serata il pianista Vadim Rudenko che interpreta il “Concerto n. 1, op. 23” per pianoforte e orchestra” di Ciaikovskij. Completano il programma la “Sinfonia n. 8” (“Incompiuta”) di Schubert e le “Variazioni su un tema di Haydn” di Brahms. Il concerto ciaikovskijano è fra i più amati dal pubblico. A una tecnica trascendentale si affiancano momenti di felice ispirazione che mettono in risalto l’animo del compositore. Il primo movimento è concepito secondo la consueta “Forma-Sonata”, il secondo – “Andantino semplice” – è sostanzialmente una “romanza”, nel terzo (“Allegro con fuoco”) prevalgono i caratteri di una danza russa. commedia storico Drammatico commedia animazione I fantastici viaggi di Gulliver Il discorso del re Non lasciarmi Manuale d’amore 3 L’illusionista Lo scrittore di viaggi, Gulliver, accetta un lavoro alle Bermuda, ma finisce sull’isola di Lilliput, dove troneggia sui piccoli abitanti. Il film, adattamento moderno del noto romanzo, manca però di ogni minima sfumatura di critica sociale presente invece nel libro. Il film sarà proiettato nella sala della comunità di Livigno il 2 e 3 aprile. L’impegno di Re Giorgio VI per superare una balbuzie nervosa con l’aiuto del logopedista Lionel Logue. Vincitore di 4 premi Oscar tra cui quelli per miglior film. Storia ambientata in una realtà in cui alcuni ragazzi sfortunati vengono messi al mondo ed allevati per fornire riserve di organi. Il film è un thriller soffuso, cadenzato, con tinte fosche e angoscianti. Non manca, però, di offrire una critica di fondo sulle conseguenze di un progresso scientifico senza regole. A Sondrio dal 1 al 6 aprile. Con la partecipazione straordinaria di Robert De Niro, il terzo - e forse meno riuscito - capitolo del manuale focalizza lo sguardo sulle diverse età dell’amore. Regia di Giovanni Veronesi. Il film sarà proiettato nella sala della comunità di Chiavenna dal 2 al 4 aprile. Nella metà degli anni cinquanta un illusionista in crisi vede sfuggiore il proprio pubblico, con l’emergere delle rock-star, e si vede costretto ad accettare incarichi sempre più tristi e indegni di lui. Il film nelle sale della Comunità. All’Astra di Como dal 1 al 3 aprile. A Menaggio dall’1 al 7 aprile. Il film andrà in scena all’Astra di Como dal 4 al 6 aprile. Lettere e Rubriche PAROLE PAROLE / 84 Categoria Categorico Deriva dal solito greco antico; nel linguaggio comune significa “insieme distinto di cose o persone”. Ma nel linguaggio della filosofia di Emmanuel Kant significa “forma a priori della conoscenza”. Faceva parte della filosofia della conoscenza, ovvero della “gnoseologia” del filosofo di Konigsberg, in Prussia orientale (oggi Kaliningrad, annessa alla Russia). Secondo lui noi uomini conosciamo, per natura, attraverso ● La Chiesa sappia offrire ● I missionari portino alle nuove generazioni Cristo a quanti ancora ragioni di vita e di speranza non lo conoscono Sabato, 2 aprile 2011 35 dodici “categorie”, come, ad esempio: numero, tempo, spazio, causa, effetto, ecc. Di conseguenza l’aggettivo “categorico” significa “immediatamente evidente perché innato, incontestabile, inesorabile. Ne faceva largo uso Benito Mussolini, nella sua retorica da dittatore. Emmanuel Kant collocava la sua gnoseologia nell’ambito della “ragione pura”, nella quale le idee sono “chiare e distinte”, immediatamente ● Lo Spirito Santo dia consolazione a coloro che vivono nella solitudine Apostolato della preghiera Aprile 2011 Intenzione generale La Chiesa sappia offrire alle nuove generazioni ragioni di vita e di speranza. N ella storia della Chiesa, i santi e i martiri hanno attinto dalla Croce gloriosa di Cristo la forza per essere fedeli a Dio fino al dono di se stessi; nella fede hanno trovato la forza per vincere le proprie debolezze e superare ogni avversità. Infatti, come dice l’apostolo Giovanni, “chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?”. E la vittoria che nasce dalla fede è quella dell’amore. Quanti cristiani sono stati e sono una testimonianza vivente della forza della fede che si esprime nella carità: sono stati artigiani di pace, promotori di giustizia, animatori di un mondo più umano, un mondo secondo Dio; si sono impegnati nei vari ambiti della vita sociale, con competenza e professionalità, contribuendo efficacemente al bene di tutti. La carità che scaturisce dalla fede li ha condotti ad una testimonianza molto concreta, negli atti e nelle parole: Cristo non è un bene solo per noi stessi, è il bene più prezioso che abbiamo da condividere con gli altri. (Benedetto XVI, Messaggio per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2011) ma rischia di essere vana e infeconda. (Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, n. 76) Intenzione missionaria ll’uomo contemporaneo, non di rado tormentato tra l’angoscia e la speranza, prostrato dal senso dei suoi limiti e assalito da aspirazioni senza confini, la Beata Vergine Maria, contemplata nella sua vicenda evangelica e nella realtà che già possiede nella Città di Dio, offre una visione serena e una parola rassicurante: la vittoria della speranza sull’angoscia, della comunione sulla solitudine, della pace sul turbamento, della gioia e della bellezza sul tedio e la nausea, delle prospettive eterne su quelle temporali, della vita sulla morte”. Sono parole che illuminano il nostro cammino, anche quando sembra svanire il senso della speranza e la certezza della guarigione. (Benedetto XVI, febbraio 2007) I missionari portino Cristo a quanti ancora non lo conoscono. I l mondo, che nonostante innumerevoli segni di rifiuto di Dio, paradossalmente lo cerca attraverso vie inaspettate e ne sente dolorosamente il bisogno, reclama evangelizzatori che gli parlino di un Dio, che essi conoscano e che sia a loro familiare, come se vedessero l’Invisibile. Il mondo esige e si aspetta da noi semplicità di vita, spirito di preghiera, carità verso tutti e specialmente verso i piccoli e i poveri, ubbidienza e umiltà, distacco da noi stessi e rinuncia. Senza questo contrassegno di santità, la nostra parola difficilmente si aprirà la strada nel cuore dell’uomo del nostro tempo, Intenzione dei vescovi Lo Spirito Santo dia consolazione a coloro che vivono nella solitudine e nell’angoscia. A ❚❚ L’informatore giuridico / 117 evidenti nella loro razionalità. Invece la “ragione pratica” ha per oggetto argomenti percepiti con il “cuore”, piuttosto che con la fredda razionalità. Il “cielo stellato” al di sopra; la “legge morale” dentro il cuore di ogni uomo. Legge che prescrive: “tratta ogni persona come fine, mai come mezzo”. Perché non lo ricordano i cosiddetti “laici”, che considerano Kant maestro dell’etica “laica”? ATTILIO SANGIANI ✎ Dall’unità a oggi C aro Direttore, nella ricorrenza dell’unità del nostro sempre amato e bel Paese, mi sia consentito esprimere una forte riconoscenza verso tutti coloro che hanno contribuito a realizzare, seppure con diverse visioni ideologiche, questo grande giorno, nonostante ci si trova ancora oggi di fronte a delle difficoltà per completare e rendere definitiva l’opera di unificazione. Dover riflettere su quei giorni e pensare a ciò che hanno fatto i nostri avi e quanto sangue hanno versato e quante atroci fatiche hanno dovuto superare, non è certamente cosa tanto facile. Ma, grazie a numerose vicende che in questi giorni sono state opportunamente ricordate, si giunse infine nel 1861 alla proclamazione del tanto atteso Regno d’Italia con il coronamento, nel 1870, di Roma capitale. Per raggiungere questo scopo è stata necessaria una lunga e drammatica missione di pacificazione con altri Stati e, specialmente, con la stessa Chiesa cattolica. Oggi, quando manifestiamo per i problemi del nostro tempo, rischiamo di dimenticare tutta la nostra storia, tanto ricca di avvenimenti, e di considerare come remoti tutti quei sentimenti, che spesso hanno poco a che vedere con la modernità attuale. Invece, la memoria è essenziale. GIANNI NOLI Lettere al direttore posta V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como fax 031.3109325 mail [email protected] - a cura di VITTORIO RUSCONI Tassazione degli immobili di interesse storico L’ Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti con sua Risoluzione n. 28/E del 9.3.2011 è intervenuta in tema di dichiarazione dei redditi circa la tassazione dei cosiddetti immobili dichiarati di interesse storico. In riferimento ai beni immobili concorrenti alla determinazione del reddito fondiario, l’Agenzia delle Entrate chiarisce le corrette modalità di esposizione nel quadro dei fabbricati dei dati relativi ad immobili dichiarati di interesse storico e/o artistico concessi in locazione. Per tale fattispecie il reddito è determinato, secondo le disposizioni dettate dall’art 11, comma 2, della Legge 30.12.1991, n. 413, mediante l’applicazione della minore tra le tariffe d’estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è collocato il fabbricato (“2. In ogni caso, il reddito degli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico, ai sensi dell’articolo 3 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, e successive modificazioni e integrazioni, è determinato mediante l’applicazione della minore tra le tariffe d’estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale Editrice de Il Settimanale della Diocesi Soc. Coop. a r.l. Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti, 8 - 22100 Como Telefono 031-26.35.33 Fax Redazione 031-30.00.33 E-mail Redazione [email protected] Fax Segreteria 031-31.09.325 E-mail Segreteria [email protected] conto corrente postale n. 20059226 intestato a: Il Settimanale della Diocesi di Como Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio Telefono e Fax 0342-21.00.43 E-mail [email protected] Stampa: A. G. Bellavite S.r.l. Missaglia (Lc) Registrazione Tribunale di Como numero 24/76 del 23.12.1976 Pubblicità: è collocato il fabbricato.”). Tale norma ha dato luogo a dubbi di natura interpretativa in relazione ai quali vi è stato un consolidamento della giurisprudenza della Suprema Corte nelle ultime pronunce emanate in materia nel corso del 2005. In sintesi la Cassazione ha concluso che le sopra citate peculiari modalità di determinazione del reddito previste dalla Legge n. 413 del 1991 siano riferibili agli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico, ai sensi dell’articolo 3 della legge 1.6.1939, n. 1089 (“Il ministro per l’educazione nazionale notifica in forma amministrativa ai privati proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo, le cose indicate nell’art. 1 che siano di interesse particolarmente importante. Trattandosi di immobili per natura o di pertinenze, si applicano le norme di cui al secondo comma dell’articolo precedente. L’elenco delle cose mobili, delle quali si è notificato l’interesse particolarmente importante, è conservato presso il ministero dell’educazione nazionale e copie dello stesso sono depositate presso le prefetture del regno. Direttore responsabile: Agostino Clerici La Provincia Essepiemme Pubblicità Via Pasquale Paoli, 21 - 22100 Como Telefono 031-58.22.11 Fax 031-52.64.50 Tariffe: euro 31 a modulo commerciale Prezzo abbonamenti 2011: Annuale euro 50 Europeo ed extraeuropeo euro 50 più spese postali La testata Il settimanale della diocesi di Como fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250. Questo giornale è associato alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) e all’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) Chiunque abbia interesse può prenderne visione.”), tanto se si tratti di immobili concessi in locazione ad uso abitativo quanto se si tratti di locazioni ad uso diverso. L’Agenzia delle Entrate ha preso atto di detta interpretazione con la circolare n. 2/E del 17 gennaio 2006. Conseguentemente, con la risoluzione n. 28/E del 9.3.2011 l’Agenzia delle Entrate ha disposto che per i contribuenti titolari di diritti reali sui predetti immobili concessi in locazione, è confermata la possibilità di compilare il quadro dei redditi dei fabbricati dei modelli 730/2011 e UNICO/2011 senza indicare l’importo del canone di locazione, limitandosi ad inserire gli altri dati ed indicando, ovviamente, nella colonna 2 (utilizzo) il codice residuale 9. In coerenza con tali istruzioni, è prevista l’incompatibilità tra il codice di utilizzo 9 e l’indicazione del canone di locazione sia nei prodotti di compilazione messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, sia nelle procedure di controllo, che nelle specifiche tecniche che dettano i criteri per la predisposizione dei prodotti di compilazione predisposti da parte di privati. 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