della diocesi di como
Periodico Settimanale | Poste Italiane S.P.A. | Sped. In Abbonamento Postale |
D.L. 353/2003 (Conv. In L. 27/02/2004 N° 46) Art. 1, Comma 1, Dcb Como
Anno XXXV - 2 aprile 2011 - € 1,20
Attualità
3
Italia
13
4
Como
Morbegno
15
Emergenze
che interpellano
la Chiesa
L’Aquila:
“Non perdiamo
la speranza”
L’affido familiare,
una sfida
per tutti
Il ministro
Matteoli in
Bassa Valtellina
iappone, Libia, SiG
ria, immigrati a
Lampedusa, libertà re-
due anni dal terreA
moto del 6 aprile
2009 nostra intervista a
n progetto di rete
U
per organizzare sei
incontri su un tema di
l responsabile delle
Isitato
Infrastrutture ha vii cantieri viabi-
ligiosa e temi etici.
Editoriale
La trappola
dei sondaggi
don Claudio Tracanna.
stringente attualità.
29
listici della zona.
Parigi. Al via il “Cortile dei Gentili”
di Gianni Borsa
L
e strade della politica estera
e quelle della politica interna
si incrociano, oggi più che
mai. E quando i governanti
devono assumere decisioni cruciali
che abbiano come sfondo lo scenario
internazionale, cercano dapprima lo
sguardo rassicurante dei sondaggisti:
mi converrà elettoralmente tale
decisione? porterà giovamento al
mio partito, alla mia coalizione, in
vista del prossimo ricorso alle urne?
Non occorre scandalizzarsi. La
politica attuale vive anche - talvolta
soprattutto - di sondaggi, dipende da
un’opinione pubblica sempre meno
legata a un partito o a una coalizione
e sempre più dipendente dalle notizie
dell’ultima ora, dalla dichiarazione
del tale ministro, dalle parole del
capo dell’opposizione. Alle elezioni
amministrative tedesche del 27
marzo, la cancelliera Angela Merkel,
il suo partito (Cdu) e i suoi alleati
(Fdp) hanno subito un significativo
arretramento di voti. Naturalmente
non si devono escludere ragioni
legate all’amministrazione degli
stessi länder, ma tutti i commentatori
hanno indicato nelle posizioni troppo
titubanti in politica estera i motivi
della bocciatura popolare. Mentre
l’Ue cercava una direzione comune su
Libia, energia nucleare (in relazione
a quanto accade in Giappone) e
governance economica, la Merkel
appariva incapace di imporre linee
politiche chiare, scavalcata dalle più
decise leadership di Parigi e Londra.
Completamente diverso il copione
interpretato, anche con una certa
spregiudicatezza, dall’ex alleato
di ferro, Nikolas Sarkozy. Dato in
netto calo nei sondaggi, l’inquilino
dell’Eliseo ha fatto di tutto per
mettersi alla testa dell’intervento antiGheddafi, riuscendo a trascinare il
britannico Cameron, lo statunitense
Obama e la Comunità internazionale.
Sarkozy non è stato al riparo da errori
e le sue “fughe in avanti” sono state
contestate da varie voci. Ma sul piano
della politica nazionale il presidente
francese potrà probabilmente lucrare
i vantaggi di tanta risolutezza. E gli
altri leader? C’è chi ha problemi
economici in casa propria (Grecia,
Irlanda e Portogallo, il cui premier José
Socrates è appena stato sfiduciato dal
Parlamento di Lisbona); chi fa i conti
con le turbolenze politiche (Zapatero
in Spagna, Berlusconi in Italia); chi
marcia più sicuro, forte, per ora, di un
consenso solido (ad esempio i governi
di Regno Unito, Ungheria, Polonia e
Paesi scandinavi). Ma certamente tutti
i premier scrutano gli alterni umori
del corpo elettorale. Uno dei più
noti sondaggisti italiani ed europei,
Nando Pagnoncelli, mette in guardia
da questa tendenza: “La politica che
insegue i sondaggi, le domande dei
cittadini, le loro paure, ottiene sì il
consenso immediato, ma ci consegna
un paese immobile, condannato alla
dilatazione del proprio presente”. E chi
governa non può fermarsi all’oggi.
Sagrato di Notre Dame a
Parigi, la sera del 25 marzo:
a conclusione della prima
manifestazione ufficiale del
“Cortile dei Gentili” - questo
nuovo suggestivo progetto
culturale della Santa Sede per
creare un incontro tra credenti e
non credenti - risuona la voce di
Benedetto XVI, presente con un
videomessaggio: «La questione
di Dio - dice - non deve essere
assente dai grandi interrogativi
del nostro tempo». 7
Sudan
L’eco delle rivolte
e lo sguardo al futuro
6
Libretto Benedizione
delle famiglie 2011
Chiesa locale
10
Un percorso per illustrare
il nuovo assetto diocesano
Como
17
Assistenza sanitaria: una
guida per cittadini stranieri
Sondrio
31
Incontro con padre Sorge
sul nuovo umanesimo
Per prenotare:
031-263533
da lunedì a venerdì,
dalle ore 9.00 alle ore 18.00
Idee e opinioni
2 Sabato, 2 aprile 2011
I
n questo tempo di quaresima
possono essere utili alcune
provocazioni del profeta
Amos e delle parole e azioni
di Gesù. Il profeta opera nel
regno del Nord, verso la metà
del secolo VIII. I santuari sono
anche troppo frequentati, ma
è una religione senza giustizia:
c’è chi possiede case lussuose,
chi ha case d’inverno e d’estate
mentre altri non hanno neppure
un mantello con cui coprirsi; le
figlie della povera gente sono
preda dei ricchi; gli usurai
imperversano e costringono
i poveri a impegnare persino
la propria persona; le imposte
governative sono talmente
esose da costringere i contadini
a frodare il fisco per poter
sopravvivere: ottima occasione
per farli passare ancora dal torto
e poterli spogliare ulteriormente.
Il povero ha sempre torto! Dalla
parte del povero ci sarebbe
la Legge di Dio, ma chi ha il
compito di spiegarla vive nel
benessere ed è, così, troppo
debole per condannare i ricchi
✎ FUORI DAL CORO |
di Arcangelo Bagni
C’è modo e modo di leggere la Parola:
le provocazioni del profeta e di Gesù
che affollano il tempio e offrono
vittime abbondanti. Accade
allora che i sacerdoti, la classe
dominante e il popolo fanno
analisi diverse e leggono in
altro modo la stessa Parola di
Dio rispetto al profeta. Come
è possibile? Il profeta cerca il
criterio di giusto e di ingiusto
non dalle leggi vigenti, ma
riflettendo su Dio e sull’Alleanza;
ecco perché la predicazione
del profeta ci offre una chiave
di lettura: gli altri derivano il
concetto di giusto e di ingiusto
a partire dal sistema sociale e
culturale in cui essi vivono; il
concetto di giustizia del profeta
non si limita a correggere il
sistema, ma lo costringe ad
aprirsi verso una nuova logica:
quella della giustizia che viene
da Dio. E veniamo alle azioni
e alle parole di Gesù. L’amore
di Dio -afferma Gesù- è verso i
rifiutati. Una prospettiva, questa,
che urta in modo particolare la
mentalità dei monaci esseni, ma
non solo di essi: “Stolti, pazzi,
deficienti, ciechi, storpi, zoppi,
sordi e minorati: nessuno di essi
può fare parte della comunità:
poiché angeli santi sono in essa...
Nessuno, colpito da qualche
impurità umana, può entrare
nell’assemblea di Dio...”. Ebbene,
l’azione di Gesù si muove nella
direzione opposta: va incontro
a quanti sono stati allontanati,
emarginati. Questa scelta ha un
preciso fondamento: Gesù si
richiama a un Dio diverso, ad
un amore di Dio diverso da cui
conseguono un nuovo concetto
e una nuova pratica di giustizia.
E’ sempre presente in ciascuno
dei credenti la tentazione di
usare due pesi e due misure:
una, la più intransigente, per gli
altri; l’altra più benevola, per
noi. “Perché guardi la pagliuzza
che è nell’occhio del tuo fratello
e non t’accorgi della trave che
è nel tuo? Come puoi dire al
tuo fratello….” (Lc 6,41-42). Il
testo ci propone un preciso
metodo: iniziare la riforma da
se stessi non è semplicemente
un fatto di coerenza. Neppure
semplicemente una esigenza
✎ Granaio / 6
COLPO D’OCCHIO | di Piero Isola
Malpensa: se il
turbante... turba!
I
n tempo di paure anche
un innocente turbante
può causare turbamenti.
Soprattutto ai responsabili
della sicurezza di un aeroporto.
Quanto è accaduto per due volte,
alla stessa persona, un indiano
di fede Sikh, alla Malpensa,
rischia di provocare un incidente
diplomatico tra India e Italia,
con il governo di New Delhi deciso
a presentare una risoluzione
all’Assemblea generale dell’Onu per
chiedere che in tutto il mondo sia
rispettato il turbante Sikh, simbolo
religioso per i fedeli di questa
comunità religiosa indiana, molto
diffusa nel Punjab dove è nata.
Particolarmente sfortunato
l’involontario protagonista della
storia, Amritinder Singh, allenatore
di golf di fede Sikh in viaggio in
Italia. Per due volte, nel giro di
due settimane, è incappato nei
controlli degli addetti alla sicurezza
dell’aeroporto milanese della
Malpensa, i quali gli hanno imposto
di sfilarsi il turbante e svolgerlo
Aforismi
■ Gómez Dávila
La storia, in quanto
prodotto di una
volontà divina, è
una molteplicità
di contingenze che
l’uomo, per placare
la propria angoscia,
pretende di trasformare
in necessità.
Nicolás Gómez Dávila
(Cajicá 1913 - Bogotá 1994)
Scrittore e aforista colombiano
In margine a un testo implicito,
Adelphi 2001, pagina 126
Un cittadino indiano è
stato fermato due volte
allo scalo di Malpensa
e costretto a sfilarsi il
turbante. Si rischia un
incidente diplomatico tra
India e Italia...
per tutta la sua lunghezza.
Una umiliazione doppia per
Amritinder, e non solo. Già al
primo episodio erano seguite
le energiche proteste del governo
indiano. L’ambasciatore italiano
a New Delhi aveva presentato le
scuse a nome dell’Italia. Adesso,
per il secondo episodio, i toni sono
diventati più accesi. “Un oltraggio alla
nazione”, ha commentato il ministro
degli Esteri indiano, denunciando
una seconda volta il caso al Senato
indiano, mentre i rappresentanti
dell’opposizione hanno accusato il
governo di non essere stato capace
d’impedire il ripetersi dell’insulto.
Occorre dire che il turbante è
“E
h, già... Io sono
ancora qua”. Vasco
Rossi è tornato.
Vicino ai sessanta, ma ancora
capace di prestare le parole
agli eterni adolescenti di cui
è sempre più piena la società.
Prestarle o prenderle a prestito,
perché questo è il gioco del
successo e dell’affare. Affiorano
domande che qualcuno
vorrebbe sepolte, domande
profonde. Ma il cantante
modenese butta là anche le
sue risposte, un po’ smozzicate
come è nel suo stile, ma
sufficienti ad intuire la china
su cui possono, purtroppo,
trascinare tanti entusiasti
fans del Blasco. Il quale canta
che “la vita che va e non va,
al diavolo non si vende, si
regala”. Vasco Rossi nelle vesti
di nuovo Giuda, che rinuncia
anche ai trenta denari? Mi
tornano alla mente le parole
di un altro Giuda, quello di
“Jesus Christ Superstar”, che
metteva al centro il dibattito su
Gesù: solo un uomo o il Figlio
di credibilità. Tanto meno
significa l’indifferenza verso le
strutture. E’ invece la condizione
indispensabile per creare dentro
di sé la possibilità di intuire la
verità, la giusta misura, i tempi e
i modi della critica “sovversiva e
liberante” di Gesù. Diversamente
c’è il rischio di ridurre la giustizia
di Dio e la sua logica al buon
senso umano e alle sue sagge
precauzioni! Prima di essere
predicata e proposta, la giustizia
evangelica va vissuta in prima
persona. E’ solo attraverso la
sua pratica che il credente potrà
rapportarsi in modo autentico
alle persone e alle cose. Proprio
perché diversa dalla giustizia
mondana (anzi, diametralmente
opposta ad essa), la giustizia
evangelica è debole; è proposta
e non imposizione. Ma la legge
della debolezza, del dono
incondizionato, del darsi per
donarsi e basta, è appunto il
cuore di questa stessa giustizia.
E proprio per questo non è
più legge, ma vangelo, lieta e
sorprendente notizia.
considerato dai fedeli Sikh un
simbolo religioso, da portare in
pubblico, perché serve a raccogliere
la barba e i capelli lasciati crescere
per non cambiare il corso della
natura, secondo uno dei cinque segni
distintivi imposti dalla loro religione.
Gli altri segni distintivi da portare
sono un pettine, un braccialetto di
ferro, un piccolo pugnale, pantaloni
corti al ginocchio. Al loro nome di
nascita i Sikh (“discepoli”, in lingua
indiana) aggiungono il titolo di Singh
(“leone”).
✎ Corsivo |
Se sei saggio, cercherai di essere non un
canale, ma una vasca. Il canale, infatti,
quasi contemporaneamente, riceve e riversa;
la vasca, invece, aspetta di essere piena e così
comunica dalla sua sovrabbondanza, senza
suo danno. (...) Purtroppo oggi abbiamo
nella Chiesa molti canali, e pochissime
vasche. Hanno tanta carità quelli per i quali
fluiscono a noi i doni celesti, che vogliono
trasmetterli prima ancora di averli ricevuti
pronti più a parlare che ad ascoltare,
disposti a insegnare quello che non hanno
imparato, bramosi di presiedere agli altri,
essi che non sono capaci di governare se
stessi. (...) Impara anche tu a non dare se non
dalla tua sovrabbondanza, né voler essere
più liberale di Dio stesso. La vasca imiti la
sorgente. Infatti, la stessa Fonte di vita, piena
in se stessa e piena di se stessa, erompendo e
salendo prima nei vicini segreti dei cieli, tutto
riempì di beni; e finalmente sfociò sulla terra
e con la sua sovrabbondanza salvò uomini e
giumenti, moltiplicando, la sua misericordia.
Prima riempì dentro e poi, traboccando
nelle innumerevoli manifestazioni della
sua misericordia, ha visitato la terra, l’ha
inebriata, rendendola oltremodo feconda.
Dunque, anche tu fa’ lo stesso. Riempi te
stesso dapprima e poi cercherai di effondere
al di fuori. Figlio, non effonderti tutto al di
fuori (Pr 3,21), dice Salomone; e l’Apostolo:
Per questo dobbiamo applicarci con maggior
impegno alle cose udite, per non esaurirci
fuori strada (Eb 2,1). Pensi dunque di
essere più santo di Paolo, più sapiente di
Salomone? E allora neanch’io penso di
poter essere arricchito da te che sei vuoto.
Se, infatti, tu sei cattivo con te stesso, per chi
sarai buono? Se puoi, aiutami con la tua
abbondanza; altrimenti pensa a te stesso.
BERNARDO DI CHIARAVALLE
Sermoni sul Cantico dei Cantici, XVIII, 3-4
di Agostino Clerici
“Eh, già, sono ancora qua” ma
“non c’è niente da cambiare”
di Dio? Giuda si dispiaceva che
Gesù fosse riuscito a mettere
“troppo Cielo nelle loro menti”
e lo invitava a ritornare sui suoi
passi, ad essere più prudente:
“Non vedi che dobbiamo stare
al nostro posto?”. Si rimane
sorpresi a trovare, ora, nella
canzone di Vasco Rossi - il
ribelle anticonformista per
antonomasia - l’affermazione
che “non c’è niente che non va,
non c’è niente da cambiare”.
Anche lui è diventato un
pensionato della rivoluzione?
Verrebbe da domandargli,
con le parole di una famosa
canzone di Venditti: “Ti sei
salvato o sei entrato in banca
pure tu?”. No - verrebbe da
rispondere - la rivoluzione
non c’entra proprio, perché
non è mai stata al centro di
una vera attenzione da parte
del cantautore modenese. Per
fare la rivoluzione ci vuole
un centro su cui fondarla e,
fosse anche il diavolo, la vita
non devi affatto regalargliela:
devi deciderla. Proprio ciò che
manca nei testi delle canzoni
di Vasco Rossi. E anche adesso,
sull’orlo dei sessant’anni, è
“ancora qua” e confessa che “ci
vuole fantasia, e allora che si
fa?” e invita “riprenditi la vita
che vuoi tu”, ma poi - dice lui “io resto sempre in bilico, più o
meno, su per giù... poi piango,
poi rido, poi non mi decido”.
Stupendo affresco di una lunga
generazione di gente che non
ha il coraggio di decidersi
per qualcosa o per qualcuno.
Crede che fare quello che si
vuole, vivere alla giornata a
colpi di “ti lovvo”, trascinare
i giorni e soprattutto le notti
senza lo scatto di un “più su”
faticoso e decisivo, sia il lascito
della forza superiore della
Natura. No, Dio non c’è. Per
forza. Egli, se lo riconosco, mi
domanda di decidermi per Lui.
Invece, per questa generazione
eternamente adolescenziale,
l’importante è stare in bilico,
non decidersi mai, tanto quello
che deve succedere, comunque
succederà, meglio stare sempre
“metà e metà”, “più o meno, su
per giù”. Per forza, poi, “non
c’è niente da cambiare”! Il
Blasco è “ancora qua”, con un
nuovo manifesto di relativismo,
buono per tutte le età. Sono
solo canzonette? Purtroppo
no. Queste sono “omelie”, che
lasciano il segno, non solo nelle
orecchie, ma anche nel cuore.
Attualità
Sabato, 2 aprile 2011
Guerra in Libia, profughi a Lampedusa
M
entre prosegue la guerra in Libia che vede contrapposti
il regime di Muammar Gheddafi ai ribelli decisi a portare
il paese verso la democrazia, ad Occidente si discute del
passaggio di consegne della missione Unified Protector, nuovo
nome da quando si è deciso che il coordinamento delle azioni militari
è responsabilità Nato. Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama
ha inoltre precisato che il definitivo spostamento di responsabilità
avverrà mercoledì. Per la Nato “non c’é alcun cambiamento politico,
né cambiamento di piani”. Lo ha
detto una portavoce della Nato
a proposito del passaggio del
comando delle operazioni dagli
americani all’Alleanza Atlantica
previsto per giovedì mattina. “In
questo momento - ha precisato
la portavoce - gli alleati stanno
trasferendo i mezzi. Non c’é alcun
ritardo. Spetta al comandante della
task force, gen. Buchard, annunciare
la piena capacità operativa. Ci
aspettiamo che lo faccia presto”. Dal
canto suo, il leader libico Muammar
Gheddafi, risponde alla politica
aggressiva dell’Occidente chiedendo
oltre alla tregua con i ribelli, anche
lo stop “all’offensiva barbara” della
coalizione, molto simile secondo
il colonnello “a quella di Hitler
in Europa”. Lunedì, intanto,
dall’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite, il Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano
ha sostenuto che l’intervento
militare in Libia non vuole
“esportare uno specifico modello
di democrazia ma promuovere e
proteggere i diritti fondamentali,
civili e politici, e le libertà
religiose, come pre-condizione
per l’autonoma realizzazione di
sistemi democratici”. Il fronte caldo
ell’ora più grave, i giapponesi hanno dato al
sul terreno dell’immigrazione
mondo una lezione formidabile di compostezza,
resta Lampedusa. In attesa che
determinazione e solidità. È quella che, con
mercoledì sei navi liberino l’isola
espressione efficace, è stata definita ‘la disciplina
dall’assedio dei migranti – martedì
del dolore’”: così il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei,
se ne contavano 6200 - la situazione
ha ricordato nella parte introduttiva della sua prolusione ai lavori
è al collasso: dopo la protesta delle
del Consiglio episcopale permanente aperto lunedì a Roma, la
donne, i cittadini hanno occupato
testimonianza del popolo giapponese colpito da una grave
il Comune. A promuovere, intanto,
catastrofe ambientale. Di fronte a questo evento eccezionale, ha
una strategia d’intervento unitario
sottolineato, “dovremmo riscoprire tutti il senso della nostra costitutiva
per Lampedusa è l’arcidiocesi di
finitezza, della intrinseca fragilità delle cose, e quindi sentirci più umili,
Agrigento che, in questo modo,
più vicini, più solidali”. Vari i temi affrontati nella prolusione. Dopo aver
intende dare il proprio contributo
notato come sia “strana l’idea che la conversione sia un atteggiamento
per far fronte all’emergenza
di debolezza, per psicologie tristi”, mentre in realtà rappresenti “il
dell’isola. L’iniziativa è stata
passaggio dall’opacità, dal grigiore,
presentata martedì ad Agrigento.
dall’ombra alla luce”, il cardinale ha
Come “segno di attenzione” a
Il Giappone
voluto tornare sulle recenti celebrazioni
Lampedusa e “vicinanza alla
del 150° dell’Unità d’Italia, ricordando
comunità cristiana”, l’arcivescovo,
colpito dal sisma
“la vocazione singolare che il Signore
mons. Francesco Montenegro, ha
ha mostrato una
Iddio, nella sua provvidenza, ha inteso
comunicato che celebrerà la Veglia
“disciplina del
assegnare a questa terra benedetta” e il
Pasquale non nella cattedrale di
contributo offerto alla sua costruzione
Agrigento ma nella parrocchia
dolore”. Il Bacino
come Paese unito dalle “innumerevoli
san Gerlando di Lampedusa.
del Mediterranio
storie di dedizione laicale e sacerdotale”.
Intanto un certo allarme profughi
è in fiamme, e a
A questo riguardo ha poi ammonito gli
si registra anche a Ventimiglia, sul
Lampedusa si vive
italiani dai rischi di soccombere alla
confine tra Italia e Francia: sono
“sindrome degli ‘arrivati’”, secondo cui
centinaia i tunisini che vorrebbero
una drammatica
“una volta che è stata raggiunta una certa
entrare nel Paese transalpino, che
“emergenza
soglia di benessere e sicurezza, debba
però prosegue nella politica dei
comunitaria”
i lavori del consiglio permanente della cei
venir meno la buona tensione che ci fa
respingimenti. Il villaggio della
essere vigili per non perdere proprio i
solidarietà allestito a Mineo,
valori che concorrono oggi a darci un
in provincia di Catania, ospita
suo assassinio per odio religioso. Sulla
per comportamenti e scelte che,
volto, e in passato hanno fatto la nostra
complessivamente circa 2 mila
sentenza della Corte europea dei diritti riguardando la vita e la morte, non
storia”.
extracomunitari di nazionalità
dell’uomo sul crocifisso, ha sottolineato possono restare affidate all’arbitrarietà
Circa la grave situazione in diversi Paesi
somala, eritrea, egiziana e tutti
che “il simbolo religioso non comporta
di alcuno. Non si tratta di mettere in
dell’Africa del Nord e del bacino del
richiedenti asilo. La tendopoli di
in sé una lesione dei diritti”, anzi è “un
campo provvedimenti intrusivi che oggi
Mediterraneo, in particolare il conflitto
Manduria, in Puglia, è un cantiere
elemento integrante l’identità italiana e,
ancora non ci sono – ha sottolineato
in atto in Libia, ha espresso l’auspicio di
aperto e martedì sono giunti
dunque, a questo punto anche europea”.
– ma di regolare piuttosto intrusioni
un “immediato superamento della fase
un migliaio di tunisini. Un’altra
Infine il cardinale ha parlato dei
già sperimentate, per le quali è stato
cruenta” anche per garantire “l’accesso
situazione che allarma il mondo è
temi etici e familiari, a partire dalle
possibile interrompere il sostegno
agli indispensabili soccorsi umanitari,
quella in Siria. Le ultime notizie
dichiarazioni anticipate di trattamento
vitale del cibo e dell’acqua. Chi non
in un quadro di giustizia”. Ha quindi
sembrano confermare che le
(Dat) in discussione alle Camere. A
comprende che il rischio di avallare
richiamato il fatto che “l’emergenza è
manifestazioni popolari dei giorni
questo riguardo ha detto che “si tratta
anche un solo caso di abuso, poiché la
‘comunitaria’, e va affrontata nell’ottica
scorsi hanno raggiunto un primo
infatti di porre limiti e vincoli precisi
vita è un bene non ripristinabile, non
di destinare risorse per uno sforzo di
risultato. Il governo di Mohammed
a quella ‘giurisprudenza creativa’ che
può non indurre tutti a molta, molta
sviluppo straordinario”. Sull’accoglienza
Naji al-Otari ha rassegnato le
cautela?”.
degli sfollati, ha fatto appello “all’apporto sta già introducendo autorizzazioni
dimissioni martedì nelle mani del
generoso delle singole Regioni”, oltre
presidente Bashar al-Assad. Nel
che “alla convergenza dell’Europa
Paese cresce l’attesa per il discorso
comunitaria”. Su Lampedusa e le
di Assad che entro mercoledì
migliaia di arrivi, ha detto che “l’attività
dovrebbe annunciare alcune
I casi del disagio presenti in Italia, in particolare l’emarginazione dei Rom,
lavorativa della piccola comunità rischia
importanti riforme: l’abrogazione
sono stati richiamati dal cardinale per ricordare l’esigenza di “piani graduali di
di finire seriamente compromessa,
della Legge d’emergenza in
accompagnamento” e d’integrazione. Ha quindi svolto riflessioni sul ruolo educativo
tra le crescenti preoccupazioni delle
vigore dal 1963, oltre a una legge
della scuola, pubblica e paritaria. Largo spazio ha voluto dedicare al dibattito politico
famiglie”. Il cardinale ha poi descritto
sulla stampa e una sui partiti
in corso, richiamando alcune evidenze nazionali: “Disoccupazione specialmente
le gravi minacce e gli attentanti
da attuare in corrispondenza
giovanile e femminile”, “differenziale tra Nord e Sud d’Italia”, produttività,
alla libertà religiosa, specie verso i
dell’emendamento dell’articolo n.
cristiani, in diversi Paesi, richiamando in imposizione ed evasione fiscale, corruzione e amministrazione della giustizia,
8 della Costituzione che assegna al
insicurezza del territorio e fabbisogno energetico. In merito ha detto che “più che di
particolare il ministro pakistano Bhatti,
Baath, al potere da 48 anni, il ruolo
scomuniche reciproche, la collettività ha bisogno di una seria dialettica”.
“ora martire” lo ha definito, dopo il
guida nel Paese.
Passaggio alla Nato
del coordinamento
delle operazioni in
Libia. Emergenza
a Lampedusa.
Dimissioni del
governo siriano.
Il card. Bagnasco al Consiglio permanente della Cei
una seria dialettica
“L’emergenza è ‘comunitaria’, e va affrontata nell’ottica di destinare risorse per
uno sforzo di sviluppo straordinario”. Urge l’apporto delle Regioni e dell’Europa.
“N
Vincere il disagio con l’educazione
3
Italia
4 Sabato, 2 aprile 2011
L’Aquila. A due anni dal terremoto. Don Tracanna: “Ricostruzione ancora ferma”.
I
l prossimo 6 aprile saranno passati due
anni ma a L’Aquila e nei Comuni colpiti
dal sisma il tempo sembra – per molti
aspetti – non essere passato. Erano le 3.32
della notte del 6 aprile 2009 quanto una
scossa di 5.8 gradi della scala Richter ha
colpito l’ Abruzzo uccidendo 308 persone
e causando oltre 60 mila sfollati. In vista
dell’anniversario abbiamo intervistato
don Claudio Tracanna, direttore di Vola, il
settimanale della diocesi di L’Aquila.
Don Claudio, com’è la situazione?
“Cercando di non essere pessimista ma
obiettivo, le cose stanno per tanti aspetti
più o meno come due anni fa, soprattutto
per quanto riguarda la ricostruzione. Nel
centro storico ha riaperto praticamente
solo il corso, manca un vero piano per la
ricostruzione. Attualmente stiamo vivendo
una crisi della politica con un Consiglio
comunale paralizzato e difficoltà di
collaborazione tra gli amministratori locali
e la Regione che, attraverso il presidente
Chiodi, ha il ruolo di commissario per
la ricostruzione. Problemi, però, ci sono
anche tra associazioni di categoria, tecnici
e costruttori. E’ un continuo polemizzare
e questo porta ad una paralisi decisionale
e alla difficoltà di essere compatti nei
confronti delle istituzioni nazionali”.
Uno stallo che riguarda anche il
recupero del ricco patrimonio artistico e
architettonico aquilano?
“Certo, due anni dopo si sta ancora
lavorando per rimuovere le macerie dal
Duomo e da tanti altri edifici. In occasione
del G8 a L’Aquila il governo aveva lanciato
una campagna per favorire l’adozione
dei monumenti da parte dei Paesi
partecipanti, ma ad oggi gli interventi sono
“Non perdiamo
la speranza”
La realtà in numeri
Al febbraio 2011 erano 401 le persone ancora
ospitate negli alberghi della costa abruzzese.
Altre 1300 sono alloggiate in alberghi e
caserme dell’aquilano. 13 mila persone sono
alloggiate negli appartamenti del progetto
CASE e 7 mila nelle “casette”. 14 mila vivono
in appartamenti presi in affitto e ricevono un
contributo statale. Questo significa che sono
39 mila le persone che non hanno ancora
potuto rientrare nella loro abitazione.
partiti solo in pochi edifici. Nel complesso
siamo ancora fermi alla fase di messa in
sicurezza salvo per alcuni edifici come la
basilica di San Bernardino”.
Per quanto riguarda gli sfollati?
“Ad oggi, pur avendo tutti una
sistemazione dignitosa, sono circa 23 mila
le persone ancora assistite oltre alle 15
mila ospitate negli edifici del Piano CASE
e nei MAP (Moduli Abitativi Provvisori).
Circa 1700 vivono ancora nelle strutture
temporanee, negli alberghi e nella
caserma di Coppito”.
Passata l’emergenza sfollati hanno
iniziato ad emergere problemi nuovi?
“E’ particolarmente sentita dalla gente la
necessità di avere spazi di aggregazione.
Con la Caritas si sta cercando di favorire
la nascita di centri per la comunità
soprattutto nei nuovi quartieri che ne sono
sprovvisti: alcuni sono nati ma anche qui
ci sono stati ritardi dovuti alla difficoltà
nel processo decisionale cittadino. Meglio
è andata, in questo senso, nei piccoli
Comuni della provincia”.
Qual è il ruolo della Chiesa in questo
contesto?
“Anche la Chiesa si è dovuta adattare ad
una realtà nuova. I parroci si sono trovati
a far fronte allo spopolamento di quartieri
e alla nascita di nuovi. Si cerca di stare
con la gente e fin dai primi mesi abbiamo
riattivato tutte le attività ordinarie.
Dall’altra parte, grazie anche ai contributi
del Ministero e della CEI, si è provveduto
alla messa in sicurezza delle chiese meno
danneggiate per permettere la riapertura.
In alcune parrocchie si continua, però, ad
utilizzare le tendostrutture”.
La gente come vive questa fase?
“La popolazione è stata fin dai primi
giorni molto paziente sopportando l’
immobilismo. Ora, però, in molti vedo un
senso di rassegnazione”.
In questo contesto quale può essere il
ruolo di un giornale come il vostro?
“Non è facile raccontare la realtà aquilana
perché si corre il rischio di parlare solo di
quello che non va, dimenticando, invece,
tanti piccoli segni positivi che esistono.
Noi tentiamo di farlo perché, pur non
mancando di denunciare i problemi, non
vogliamo uccidere la speranza”.
MICHELE LUPPI
Di fronte alla fine della vita. Medicina, filosofia e cura devono “lavorare” insieme.
D
ue fatti,
più. Cerca la relazione e la
apparentemente
vicinanza dei sani; chiede
diversi e lontani,
loro di farsi compagni di
meritano di essere
viaggio. Come è disumana
evidenziati. In Italia si sta
l’immagine di un malato
svolgendo il dibattito serrato
terminale sedato nelle sue
e delicato sul fine vita; l’aula
sofferenze, ma lasciato solo,
della Camera ha concluso
senza nessuno intorno.
la discussione generale sul
Solo perché non è stato
disegno di legge in materia
possibile guarirlo, solo
di dichiarazioni anticipate di
perché sta avvicinandosi
trattamento (Dat) e si prepara
alla morte, davanti a
al voto. Lunedì il card. Angelo
cui si è impreparati. La
Bagnasco, presidente della Cei,
morte: è come se fosse
ha ribadito la posizione della
un’altra dimensione,
Chiesa (vedi articolo a pagina
quotidianamente rimossa.
3). In Vaticano la Congregazione
E qui si evidenzia il secondo
per l’educazione cattolica ha
nodo: quello del significato
appena approvato una riforma
del morire. Che cosa è la
degli studi in materia filosofica.
morte? Se l’uomo ascolta
Che cosa avvicina i due eventi?
se stesso, senza preconcetti
Le questioni legate al fine vita
ideologici, avverte che non
non possono essere affrontate
può finire tutto, ma aspira
solo con i parametri scientifici
ad un’esistenza diversa, in
e, men che meno, con quelli
cui non c’è spazio per la
del sentimento. Occorre una
sofferenza e per il dolore.
lettura filosofica, l’unica capace
Dio ha messo nel cuore
di rispondere alle domande
di ognuno la certezza
ultime: che senso ha vivere?
dell’immortalità; non
Che senso ha morire? Che
può finire tutto così. La
Anche la riforma degli studi in materia filosofica ha qualcosa da
senso ha la sofferenza? La
filosofia, che è patrimonio
riforma degli studi filosofici
dell’umanità e di ciascuno,
aggiungere al dibattito in corso in Italia sulla legge del fine vita.
all’interno delle istituzioni
tiene viva la ricerca di un
ecclesiastiche è un segnale
compimento dell’esistenza
provvidenziale per dare respiro alle inedite
è priva di senso, non fosse altro perché è
senso, allora, è sbagliato, almeno in prima
nella vita oltre la morte. Che cosa si
domande, che si pongono oggi nei temi
un momento dell’esistenza della persona.
istanza, considerare la sofferenza come
può chiedere ad una legge? Poco, per la
bioetici. In questa prospettiva occorre
Sì la sofferenza “appartiene” a qualcuno,
un nemico; fa parte della vita umana e
verità, perché la sua forma è scarna ed
lasciarsi guidare dall’armonia dei saperi.
che la sta vivendo intensamente. Non è
può esercitare un influsso positivo. Detto
essenziale. Tuttavia, molto nella misura in
L’intervento tecnico, quello che prolunga la
semplicemente un fatto fisico, da affrontare questo, allora ci si deve rassegnare davanti
cui tiene conto che il pensiero occidentale
vita, divenendo accanimento terapeutico
con preparati chimici: è un fatto insieme
alla sofferenza? Non far nulla? Certo
ha permesso di raggiungere la civiltà, di
o quello che l’abbrevia, rivelandosi come
fisico e spirituale, perché la persona è
che no! La medicina possiede oggi tanti
cui beneficiamo, grazie ad una lettura
eutanasico si devono confrontare con il
“una cosa sola”. Perché soffrire? Perché si
trattamenti che hanno come scopo quello
metafisica dell’uomo. Fin dal tempo dei
significato della persona. Non un significato è uomini, capaci di assumere la sofferenza
di combattere la sofferenza, specialmente
greci, la cultura ha progredito, perché è stata
astratto, evidentemente, ma assolutamente
come un momento significativo della
quando questa diventa così forte da essere
capace di andare oltre il dato sensibile e
concreto: si è davanti ad una persona che
propria esistenza. Non di rado succede
quasi il vero male della persona: la malattia
considerare la dimensione spirituale della
soffre e che si avvicina al termine della
che la sofferenza guidi la persona a ridare
su cui concentrarsi. Le cure palliative sono
persona. Solo in epoca moderna si sono
propria esistenza. In particolare, due
il primato alle cose importanti della vita:
oggi ampiamente diffuse e praticate sia in
chiusi alla ragione gli spazi della spiritualità,
sono i nodi da considerare: la sofferenza
relazioni, affetti, contemplazione del
ospedale che a domicilio. Realisticamente
affermando che appartengono, tutt’al più,
e il significato del fine vita. Oggi, da non
creato, gratuità, etc. È un momento in
nessuno è condannato alla sofferenza.
alla fede. La legge non potrà esprimere la
poche parti, si considera la sofferenza
cui le cose, cui si dava tanta importanza
Naturalmente, esse non sono la risposta
ricchezza del lavoro della ragione, ma potrà
come un non-senso e il fine vita come la
perdono la loro consistenza, mentre quelle
completa alla sfida della sofferenza, perché
– anzi dovrà! – presupporlo.
fine dell’uomo. Eppure, la sofferenza non
veramente importanti emergono. In questo
la persona malata domanda qualcosa di
MARCO DOLDI
Il senso della sofferenza
Europa
Sabato, 2 aprile 2011
5
Consiglio Conferenze episcopali d’Europa. Intervista con il segretario generale
Duarte da Cunha, a quarant’anni dalla nascita dell’organismo delle Chiese europee.
Ccee: lo stile dell’incontro.
“L’
la definisce “un richiamo alla
realtà della cultura europea,
da sempre custode dei diritti
umani e promotrice della
libertà religiosa”. Una libertà
da difendere anche al proprio
interno “proteggendola nei
diversi Stati contro le forme, a
volte sottili, di discriminazione
e intolleranza di cui vengono
fatti oggetto i cristiani”. Di qui la
“soddisfazione per la sentenza
di Grande Chambre della Corte
di Strasburgo dello scorso
18 marzo sul crocifisso, un
pronunciamento significativo
non solo per l’Italia ma per
tutto il continente” e che “ha
inoltre ribadito che la libertà
religiosa deve essere custodita
a livello europeo, ma la sua
declinazione deve avvenire a
livello nazionale all’interno
di ogni singolo Stato”. Il Ccce
rivolge anche “uno sguardo
pre-politico e post-politico”
al percorso di integrazione
europeo. “A livello pre-politico
- spiega padre da Cunha - la
Chiesa intende accompagnare
Europa non
si dimentichi
della
preghiera
e del suo rapporto con Dio,
e i cristiani, a loro volta, non
dimentichino di pregare
per l’Europa”: è l’auspicio
formulato a SIR Europa da
padre Duarte da Cunha (a
destra nella foto), segretario
generale del Ccee (Consiglio
Conferenze episcopali
d’Europa) che il 25 marzo,
solennità dell’Annunciazione
di Maria e “data non casuale”,
osserva il segretario, ha
compiuto 40 anni. Abbiamo
chiesto a padre da Cunha un
sintetico bilancio dell’attività
svolta e un focus sulle future
linee di lavoro del Ccee per
il quale, precisa il segretario,
“anche dopo 40 anni la priorità
rimane il servizio alla fede”.
Un metodo “evangelico”.
“Dall’assemblea costitutiva
del 22-24 marzo 1971 a Roma
ha origine il Ccee, approvato
il 25 marzo dal prefetto della
Congregazione dei vescovi”,
spiega padre da Cunha
sottolineando che l’organismo
“è nato come un frutto del
Concilio Vaticano II, ispirato a
criteri di collegialità, amicizia
e mutua collaborazione tra i
vescovi, pastori della Chiesa
in Europa, per condividere le
preoccupazioni e l’attenzione
sulle questioni pastorali
e sociali più importanti e
delicate”. Un organismo “sorto
in un continente ancora diviso
ma che fin dalla sua origine
ha voluto respirare con due
polmoni perché per la Chiesa
l’Europa è grande e una”.
“Privilegiato da sempre - fa
notare il segretario - lo stile
dell’incontro per un confronto
su idee e progetti ma anche
per promuovere e rafforzare
i rapporti interpersonali
di amicizia; un metodo di
comunione in qualche modo
‘evangelico’. In questi 40
anni al centro del Ccee vi è
sempre stato l’impegno per
L’origine sta
nell’assemblea del
22-24 marzo 1971
a Roma, approvata
poi il 25 marzo.
l’evangelizzazione, un impegno
che proseguirà anche nel
futuro perché l’annuncio del
Vangelo e il compito di essere
pietre vive e presenti nella
società europea è la nostra
missione”.
Nuova evangelizzazione.
“L’attenzione del Ccee per la
nuova evangelizzazione, alla
quale saranno dedicati i due
incontri dei segretari generali
e degli addetti stampa del
prossimo giugno - prosegue
padre da Cunha -, appare già
nei nuovi statuti del 1995.
Un impegno che si declina in
diversi ambiti: l’ecumenismo; i
Belgio
A breve sentenza
su operazione
“Calice”
L
a Corte di cassazione
del Belgio renderà
noto a breve
la propria sentenza
sulla validità delle
perquisizioni effettuate
lo scorso 24 giugno
nell’arcivescovado di Malines-Bruxelles, nella cattedrale di
Malines e nell’abitazione del card. Godfried Danneels (nella
foto). Nell’ambito dell’operazione “Calice” e dei suoi risvolti
giudiziari, “il prossimo 5 aprile, in occasione dell’esame della
Corte di Cassazione sul ricorso presentato dall’avvocato del
card. Danneels, verrà scritto un nuovo episodio”, spiega una
nota pubblicata sul sito della Conferenza episcopale belga.
Alla fine dello scorso mese di dicembre, rammenta la nota,
la Corte d’appello di Bruxelles “aveva respinto le richieste
di ricusazione del giudice De Troy e di annullamento delle
perquisizioni nell’arcivescovado di Malines-Bruxelles e
nell’abitazione del card. Danneels” presentate dallo stesso
porporato, il quale aveva allora deciso di portare la questione
davanti all’alta giurisdizione.
rapporti con le altre religioni e
le Chiese degli altri continenti;
le migrazioni; la difesa della
persona, della vita e della
famiglia; le domande dei
giovani e il dialogo con loro; il
grande tema dell’educazione;
la questione dei rapporti
Chiesa-Stato, ossia tra le
Conferenze episcopali
nazionali e i relativi Paesi
alla luce della dottrina della
Chiesa e dell’evoluzione dei
processi sociali, culturali e
politici”. Settori nei quali “il
Ccee intende continuare ad
offrire il proprio contributo
di pensiero”. Ulteriori ambiti
di lavoro “l’ambiente, ossia
la responsabilità dell’uomo
verso il creato; la cultura
e l’utilizzo dei media per
l’evangelizzazione ma
anche per una migliore
comprensione di questa stessa
cultura, e ciò che - sottolinea
il segretario - chiamerei la
pastorale dell’intelligenza.
Ma oltre all’intelligenza la
bellezza: l’Europa, così ricca
di opere d’arte, deve ritornare
a coltivare l’autentica bellezza,
quella che non si limita
a suscitare emozioni ma
conduce alla verità”.
L’Europa deve
difendere la libertà
religiosa; dalle
dichiarazioni alle
misure politiche.
Lo sguardo sull’Europa. Con
riferimento alle persecuzioni
dei cristiani nel mondo e alla
dichiarazione a sostegno della
libertà di religione approvata
lo scorso 21 febbraio dal
Consiglio affari esteri Ue,
padre da Cunha afferma:
“L’Europa deve difendere la
libertà religiosa; mi auguro che
le dichiarazioni si traducano
in misure politiche concrete
ed efficaci che coinvolgano
ed impegnino gli Stati, al di
là dei loro interessi politici
ed economici, nella tutela di
questo diritto inalienabile”.
Richiamando la lettera inviata
dal Ccee e dalla Kek alla
baronessa Ashton, il segretario
gli sviluppi politico-economici
del continente, e quindi anche
il cammino di integrazione
volto a mantenere la pace,
promuovendo i valori del
rispetto della vita e della
persona, della solidarietà e
della giustizia che dovrebbero
ispirarlo e orientarlo”. “A livello
post-politico - conclude dobbiamo essere capaci di
esprimere un giudizio da
cristiani su questo percorso,
di essere coscienza critica in
grado di offrire un contributo
di riflessione e orientamento al
dibattito”.
SIR EUROPA
Portogallo:
i vescovi sulla crisi
I
l presidente della Conferenza episcopale portoghese (Cep),
mons. Jorge Ortiga (nella foto), si è detto “preoccupato
per la mancanza di stabilità politica nel Paese”, e il 24 marzo
ha lanciato un appello per “una maggiore trasparenza e un
chiarimento della situazione economica”. L’arcivescovo di Braga
ha parlato poche ore prima che
il primo ministro, José Socrates,
presentasse le proprie dimissioni al
di singoli presuli: il vescovo
presidente della Repubblica, Aníbal
di Guarda, mons. Manuel
Cavaco Silva, dopo che il Parlamento Felício si è detto “dispiaciuto
portoghese aveva di fatto bocciato
di vedere un Paese inerte”,
le misure contenute nel nuovo
ed ha richiamato i partiti ad
Programma di Stabilità e Crescita, il
abbandonare gli interessi
cosiddetto Pec4. Il presidente Cep
particolari: “È necessaria una
ha messo in discussione il reale
democrazia partecipativa,
miglioramento dei Programmi
un progetto comune attorno
approvati in precedenza, dai quali
al quale tutti si possano
“sono chiaramente emersi solo i
mobilitare, in cui il grande
sacrifici del popolo portoghese, ed
capitale sul quale costruire
in particolare quelli delle persone
il futuro sia quello delle
meno abbienti”. Nei giorni scorsi,vi
persone, e non quello delle
sono state altre prese di posizione
banche”. Sulla stessa linea
anche mons. António Vitalino,
vescovo di Beja: “Quando non
si ha fiducia in un governo
è fondamentale cambiare le
strategie economiche e sociali:
sono state presentate misure
dopo misure, senza chiarire
le finalità degli investimenti
e senza offrire riscontro dei
risultati ottenuti: i politici
devono comportarsi con meno
demagogia e con più chiarezza,
dimostrando che l’interesse
nazionale costituisce la loro
maggiore priorità”.
6
Mondo
Sabato, 2 aprile 2011
Notizie flash
■ Pakistan
Due fedeli uccisi per il
Corano incendiato in USA
Due fedeli uccisi, chiese attaccate,
copie della Bibbia bruciate: la comunità
cristiana pakistana è di nuovo vittima
delle violenze dei fondamentalisti
islamici, che hanno preso di mira
diversi luoghi di culto nel Paese. A
scatenare la violenza estremista, il
folle gesto – condannato a più riprese
dai cristiani in Pakistan e India – del
pastore Wayne Sapp, che lo scorso 20
marzo in Florida ha bruciato un Corano,
sotto la supervisione del predicatore
evangelico Terry Jones. L’escalation di
violenze ha innalzato l’allerta per la
sorte di Asia Bibi, simbolo degli abusi
commessi in nome della legge sulla
blasfemia. Il vescovo di Islamabad/
Rawalpindi definisce il reverendo Usa
un “fanatico” che promuove insieme
agli adepti una “ideologia violenta”, le
cui conseguenze si ripercuotono “sui
cristiani innocenti” del mondo.
intervista
A colloquio con
padre Angelo
Giorgetti
Superiore dei
comboniani
a Khartoum
Sudan:
l’eco delle
rivolte e
lo sguardo
al futuro
■ Myanmar
Terremoto e vittime
Operazioni di sostegno e assistenza
sono in corso in alcuni villaggi dello
stato orientale di Shan, colpiti venerdì
25 marzo da un terremoto di magnitudo
7 sulla scala Richter. Fonti umanitarie,
tra cui la Croce Rossa, riferiscono che i
morti potrebbero essere almeno 120. I
dati ufficiali riferiscono anche di oltre
100 feriti, 244 abitazioni, 9 edifici
governativi e 14 monasteri distrutti;
anche sette chiese cattoliche sono
andate totalmente distrutte, riferisce
l’agenzia stampa asiatica ‘Ucanews’.
R.D del Congo
No alle trivellazioni
nel parco Virunga
Il governo della Repubblica Democratica
del Congo ha respinto un’offerta della
compagnia petrolifera britannica Soco
International per effettuare delle
esplorazioni nel parco nazionale Virunga,
nell’est del Congo, habitat di molte specie
in via di estinzione tra cui i gorilla di
montagna: nel parco vivrebbero circa 200
dei 700 esemplari esistenti al mondo.
Altre esplorazioni sono in corso nell’est
congolese, nell’area del lago Albert.
■ Costa d’Avorio
Scontri anche nell’est
Nuovo scontri si sono registrati a
Duékoué, punto strategico nell’ovest
ivoriano non lontano dal confine con
la Liberia, tra l’ex-ribellione delle
Forze nuove (Fn) confluite nel nuovo
esercito di Ouattara, presidente eletto
ma non risconosciuto, e l’esercito
ancora agli ordini di Gbgabo, in teoria
presidente uscente. Da fine febbraio la
rivalità politica tra i due contendenti
della poltrona presidenziale si
è spostata anche nelle regioni
occidentali della Costa d’Avorio dove si
è aperto un fronte di combattimenti;
finora le forze pro Ouattara hanno
conquistato cinque località. Gli
sfollati sono un milione.
U
n futuro incerto attende il Sudan
agitato dai venti di riforma del Nord
Africa e in attesa di capire quale
sarà il suo futuro dopo la proclamazione,
prevista per il prossimo 9 luglio,
dell’indipendenza del Sud Sudan.
Nelle scorse settimane anche nella
capitale Khartoum si sono svolte alcune
manifestazioni di protesta organizzate
dai movimenti giovanili che chiedono al
presidente al-Bashir, al potere dal 1989,
riforme democratiche, lotta alla corruzione
e maggiori opportunità per il futuro.
“L’influenza dei movimenti democratici
in corso nel nord Africa e in particolare
nel vicino Egitto si sta facendo sentire”
spiega padre Angelo Giorgetti, Superiore
dei missionari comboniani a Khartoum.
“Attraverso i social network – racconta
il missionario – sono state organizzate
manifestazioni contro il governo ma la
repressione tempestiva e il controllo dei
mezzi di informazione ha permesso fino
ad ora di controllare la situazione”. A
rendere il contesto ancora più incerto è
la delicata situazione interna del Paese:
dopo una guerra durata oltre vent’anni il
Sud Sudan si appresta a diventare il 54°
stato dell’Africa. Un risultato frutto del
referendum svoltosi dal 9 al 16 gennaio
scorso e previsto dagli accordi che, nel
2005, misero fine ai combattimenti tra
il governo di Khartoum e i ribelli sudisti
del SPLM (Sudan People Liberation
Movement).
“Il governo del presidente al-Bashir –
continua il missionario – è così sotto
pressione da due parti: dai giovani dei
movimenti che chiedono maggiori libertà
democratiche, e dai partiti di opposizione
che accusano il presidente di aver perso
la battaglia con il ribelli
del Sud”. La situazione
potrebbe aggravarsi con la
crisi economica che rischia
di seguire la divisione
del Paese. Buona parte
dalle rendite del governo,
sotto forma di petrolio ma
anche di risorse agricole,
arriva, infatti, proprio dalle regioni del
Sud. Questo significa che la separazione
potrebbe avere importanti ricadute
sull’economia.
“La leadership del presidente – continua
padre Giorgetti – sembra quanto mai
indebolita perché oltre al sostegno
esterno (Bashir è accusato di genocidio
per la guerra in Darfur dalla Corte
Penale Internazionale ndr) rischia di
perdere anche quello del suo stesso
entourage. A non essere chiaro è, però,
quale potrebbe essere la deriva del Paese,
ovvero, se si andrà verso una maggior
democratizzazione oppure se prevarrà la
linea degli islamisti di al-Turabi (ex alleato
di al-Bashir ndr) che rappresentano la
principale opposizione politica”.
Molto dipenderà dagli accordi che
nord e sud riusciranno a trovare nei
prossimi mesi sulle questioni ancora
in sospeso come la demarcazione dei
confini tra i due Paesi, la contesa sulla
regione petrolifera di Abyei e la gestione
degli introiti petroliferi con i principali
giacimenti concentrati nel sud ma con
gli unici oleodotti che portano al nord
verso il Mar Rosso. Senza dimenticare
i problemi interni ai due Paesi: nel
nord con la guerra che, seppur a bassa
intensità, continua nella regione orientale
del Darfur, e al Sud dove si sono registrati
nelle scorse settimane alcuni scontri
tra l’esercito sudista e i ribelli fedeli al
generale dissidente George Athor negli
stati di Jonglei e Unity. La paura è che la
fine della lotta per l’indipendenza possa
riaccendere al Sud la lotta per il potere
tra le diverse etnie facendo intaccando
il clima di collaborazione che ha
contraddistinto il periodo di transizione.
Il futuro della Chiesa
I
l nord del Sudan rischia di
essere “scristianizzato”. Per
padre Giorgetti, si tratta di un
problema legato alla questione
della cittadinanza ancora irrisolto
in vista della prossima separazione
tra nord e sud Sudan. “Non è chiaro
– spiega padre Giorgetti – cosa
succederà ai cittadini sud sudanesi
che vivono al nord così come per i
nordisti che vivono a Sud. Fin da
prima del referendum abbiamo
assistito ad un esodo di sud sudanesi
dal nord. Le stime parlano di circa
250 mila persone già rientrate”. I
profughi sudisti, insieme ad altri
immigrati, rappresentano la quasi
totalità dei fedeli delle comunità
cristiane presenti nel nord Sudan
a maggioranza musulmana, quasi
due milioni di persone nella sola
Khartoum. “Quello che dobbiamo
capire – aggiunge il missionario–
è quale sarà lo status dei sudisti
dopo l’indipendenza. Saranno
considerato cittadini o stranieri che
dovranno richiedere un permesso
di soggiorno. Una volta perso il sud
(in prevalenza cristiano e animista)
in un nord quasi completamente
islamico la pressione sociale per i
cristiani potrebbe crescere. Non a
seguito di una persecuzione diretta
ma perché i cristiani rischiano di
essere tagliati fuori dalla società.
Già oggi è impensabile che un
cristiano si trovi ad occupare
posizioni di responsabilità o
comando su persone musulmane”.
Per questo, conclude, “ci chiediamo:
dopo l’indipendenza la Chiesa nel
nord sarà riconosciuta come realtà
di stranieri oppure di cittadini? In
gioco c’è il futuro della Chiesa in
Sudan”.
pagina a cura di
MICHELE LUPPI
La corsa agli aiuti nel
dramma del Giappone
“F
acciamo tutto quanto ci è
possibile” dice padre Daisuke
Narui, direttore di Caritas
Giappone. C’è la consapevolezza che
ogni sforzo è solo un piccolissimo
tassello nell’enormità dei bisogni, ma
c’è anche un grande senso di unità,
di solidarietà, di condivisione. A
Sendai è stato aperto nei giorni scorsi
un centro di aiuti per i sopravvissuti
del terremoto e dello tsunami.
Voluto dai vescovi di Sendai, Niigata,
Saitama e da Caritas Giappone, è un
riferimento per tutta l’azione della
piccola ma attiva Chiesa giapponese.
Il potente terremoto ha danneggiato
in particolare quattro province nella
diocesi di Sendai: Aomori, Iwate,
Miyagi e Fukushima. Nella città di
Sendai, molti edifici hanno resistito,
ma gli abitanti hanno paura e i rifugi
temporanei sono dunque ancora
in piena attività. Anche a livello
internazionale la mobilitazione è
stata grande, a partire proprio dalle
Caritas dell’Asia: Myanmar, Vietnam,
Singapore, Macao, Taiwan, ma anche
Corea, India e Pakistan. Caritas Italiana
ha messo a disposizione un primo
contributo ed ha lanciato una raccolta
fondi per continuare a sostenere gli
interventi di Caritas Giappone. Intanto
è salito a quasi 28 mila il bilancio delle
vittime e dei dispersi in Giappone. Lo
riferisce la polizia nazionale nipponica,
precisando che si contano 10.901 morti
certi e 17.649 dispersi. A far crescere la
tensione è, soprattutto, lo stato degli
impianti nucleari di Fukushima dove
la radioattività all’esterno del reattore
numero 2 ha registrato un balzo,
superando quota 1.000 millisievert/
ora. Lo rende noto la Tepco, la società
che gestisce l’impianto.
Per donazioni
La rete Caritas al lavoro.
Caritas Italiana ha messo a disposizione
un primo contributo ed ha lanciato una
raccolta fondi per continuare a sostenere
gli interventi di Caritas Giappone. Per
contribuire si possono inviare offerte a
Caritas Italiana tramite C/C POSTALE
N. 347013 specificando nella causale:
“Emergenza Giappone 2011”.
Per info www.caritasitaliana.it oppure
contattare la Caritas diocesana al 031304330.
Cultura
Cortile dei Gentili. Credenti e non hanno molte cose da dirsi.
Sabato, 2 aprile 2011
7
Novità in libreria
■ John Dickson
Ricerca su Gesù (San Paolo)
Cosa sappiamo su Gesù di Nazareth? Quali
sono le fonti e i documenti più attendibili?
Quali le discrepanze tra teologi e storici
sulla figura di Cristo? In questo libro
destinato al grande pubblico, John Dickson,
docente universitario e conduttore di
documentari, si propone di rispondere a
simili interrogativi (euro 16,00).
■ Romano Penna
Profili di Gesù (EDB)
Il vento del Concilio
A
conclusione della prima
dell’anelito agostiniano verso la
Il messaggio del Papa. tracce
manifestazione ufficiale e
verità (Conf. X, 27,38).
solenne del “Cortile dei Gentili”,
prospettiva del “Cortile dei Gentili”,
Nessuno è in cattedra, La
avvenuta a Parigi nei giorni 24
pur nuova nell’espressione e nello stile,
e 25 marzo, è stato trasmesso un breve
trae origine e linfa vitale dalla grande
neppure i credenti,
e intenso videomessaggio di Benedetto
lezione conciliare sul dialogo della Chiesa
XVI nel quale egli ha messo a fuoco
nel mondo contemporaneo. Con questa
ma
solo
la
verità
il senso di questo nuovo e suggestivo
formulazione si viene a indicare una
progetto culturale della Santa Sede.
struttura permanente, uno stato dell’essere
sinceramente
cercata,
Rivolgendosi ai circa diecimila giovani
credenti in rapporto con la dimensione
riuniti sul sagrato della stupenda
“altra”, quella dei non credenti, non massa
fonte
di
bellezza
cattedrale di Notre Dame di Parigi
da allontanare, perché già fuori dal tempio,
ha indicato con coraggio, proprio nel
ma da considerare in riferimento alla
e
di
felicità.
“cuore della Città dei Lumi”, nuove e
categoria del confine, del limite, della
promettenti vie di dialogo. Ha delineato
soglia, dal momento che il muro della
e aperto uno spazio ideale, che non appartiene in proprio a
separazione che era frammezzo, l’inimicizia, è stato abbattuto
nessuno, in cui è dato libero accesso a tutti coloro che aspirano
(Ef, 2,14-17) e ciò ha reso possibile un rapporto di vicinanza,
ad un mondo descritto con sei aggettivi di forte caratura:
una maggiore possibilità di scambio e di legami di amicizia
“Un mondo nuovo e più libero, più giusto e più solidale, più
e fraternità. Benedetto XVI esprime anche l’augurio che tutti
pacifico e più felice”, nel solco della solidificata storica triade
possano entrare nel tempio e pregare il Dio conosciuto per
della libertà, uguaglianza e fraternità.
fede da parte dei credenti ed elevare verso il “Dio Ignoto” i
Un progetto volto alla trasformazione concreta della realtà e
sentimenti del proprio cuore da parte dei non credenti. Nutre
non solo alla contemplazione di un’astratta verità. In questo
altresì la speranza che Dio, e lui solo, possa operare una
spazio “voi non credenti potete interpellare i credenti... Voi
fraternità ancora più piena in Cristo.
credenti potete dire...”. L’importante – sembra dire il Papa – è
Il messaggio del Papa non è un discorso sulla tolleranza
che vi parliate e diciate le vostre ragioni di credenti e di non
vicendevole, quasi una mutua benevola concessione per
credenti in modo che non cada nel vuoto la grande questione
un’utilità o convenienza comuni: “Credenti e non credenti
di Dio e della fede religiosa. Il Papa, intellettuale e teologo,
devono sentirsi liberi di essere tali, eguali nei loro diritti a
profondo conoscitore del pensiero contemporaneo, sa che il
vivere la propria vita personale e comunitaria restando fedeli
vero pericolo per la fede, non solo cristiana, è l’indifferenza, la alle proprie convinzioni e devono essere fratelli fra loro”.
banalizzazione, la riduzione in una delle forme residuali della A loro è indicato il compito di cercare “le vie di un dialogo
subcultura popolare, come è considerata da una certa cultura
precursore e profondo”, che sia di esemplarità per un nuovo
scientista radicale europea. Il mondo senza Dio sarebbe più
stile di vita e di rapporti. Credenti e non credenti, soprattutto
povero e buio e più difficile sarebbe la convivenza umana.
giovani, hanno molte cose da dirsi e comuni sfide del tempo
La fraternità e la pace tra gli uomini, pur nelle loro diversità,
presente da affrontare.
costituiscono il fondamento e l’intenzionalità del “Cortile”.
L’invito di Benedetto XVI oltrepassa i confini del tempio e del
Il Papa non ripete la “cattedra dei non credenti”, che a buon
suo cortile e bussa al cuore di tutti coloro che sono disposti ad
diritto si può considerare l’antesignana di questa iniziativa.
ascoltare una voce disinteressata, diversa dal frastuono che ci
A prescindere dalle intelligenti e sottili intenzioni del card.
accompagna e ci sommerge e si rivolge ai giovani invitandoli
Martini, infatti, l’iniziativa milanese può aver destato in
a Madrid, per la Gmg: “Non abbiate paura! Sulla strada che
alcuni il sospetto di aver posto in cattedra la non credenza.
percorrete insieme verso un mondo nuovo, siate cercatori
Nessuno è in cattedra, neppure i credenti, ma solo la verità
dell’Assoluto e cercatori di Dio, anche voi per i quali Dio è il
sinceramente cercata, fonte di bellezza e felicità. Non si fa
Dio ignoto”.
fatica a riconoscere in certi tratti del testo di Benedetto XVI
ELIO BROMURI
■ Una piacevole raccolta di articoli di Stefano Fontana
Chiesa e politica negli ultimi tre anni
“A
scolto il Papa perfino più di Enzo
Bianchi. Penso che l’ecologia riguardi
le foche e i panda, ma prima ancora
l’embrione umano e i bambini che chiedono di
nascere. Ritengo che Umberto Veronesi dovrebbe togliersi il camice da medico quando in Tv
dice che Dio non esiste. Il dialogo interreligioso
non mi ha fatto cessare di pregare perché gli altri si convertano al cattolicesimo. Credo ancora che il mondo non possa salvarsi, ma debba
essere salvato.Sono sicuro che da qualche parte c’è ancora un posto per Dio nel mondo. Sarò
ancora cattolico?”. Se lo domanda il giornalista
Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan sulla Dottrina sociale della Chiesa e consultore del Pontificio Consiglio della Giustizia e della pace (da
poco anche direttore del settimanale diocesano di Trieste Vita Nuova). Si sarà capito che il
linguaggio è salace e volutamente provocatorio.
Così come sono scoppiettanti le cento tappe del
libro, in cui Stefano Fontana raccoglie altrettante frecce giornalistiche che sono scoccate tra il 5
giugno 2007 e il 2 aprile 2010 su loccidentale.it,
giornale online diretto da Giancarlo Loquenzi.
Pagine scritte nel fervore della storia di questi anni, che spesso portano i segni della cronaca (come quando l’autore si sente sicuro, il 14 gennaio
2008, che all’univeristà romana della Sapienza “il
Papa andrà lo stesso e come a Regensburg terrà
un magnifico discorso”; in effetti, poi non ci andrà, ma il discorso sarà davvero magnifico!), ma
che sempre documentano la passione dell’autore e aiutano ad evitare quella smemoratezza
circa fatti, affermazioni, giudizi ancora recenti,
che purtroppo affligge l’uomo ipercomunicativo
ed il cattolico distratto. Il Papa è “scomodo”, perché è scomodo quanto egli dice. Anche dentro la
Chiesa, purtroppo... (ago.cle).
STEFANO FONTANA, L’età del Papa scomodo.
Chiesa e politica negli ultimi tre anni, Cantagalli, pagine 254, euro 16,00.
A differenza dei ritratti, i
profili di una persona
sono raffigurazioni brevi
e sintetiche dei caratteri
essenziali di un
personaggio, riprodotto
da angolazioni diverse.
Anche di Gesù è possibile
delineare tratti
fisionomici differenti, sia per i vari punti
di vista da cui si pone un ricercatore, sia
soprattutto per la complessità identitaria
propria del Maestro stesso. Le pagine del
volume del biblista Romano Penna si
accostano a Gesù a piccoli passi e da
angoli visuali diversi. Propongono esempi
che colgono qualche aspetto di una doppia
sfaccettatura: quella della sua identità
personale e quella degli effetti da lui
suscitati (euro 16,50).
■ M. Luisa Rigato
Discepole di Gesù (EDB)
Il filo rosso che
attraversa le pagine del
volume è l’osservazione
del modo di rapportarsi
alle donne da parte di
Gesù, così come viene
trasmesso dai Vangeli e
dagli scritti paolini. La
conclusione a cui lo
studio perviene è la seguente: Gesù ha
trattato le donne da discepole. Nulla di
più, nulla di meno: discepole come i
discepoli. Egli ha quindi posto le premesse
per la pari dignità tra i discepoli di
entrambi i sessi. I criteri del Maestro
furono recepiti nelle comunità originarie
dei suoi discepoli, talora con fatica e non
sempre in maniera uniforme (euro 11,00).
■ Alessandro Rocha
I “cinque sensi”
alla scuola di Gesù (Paoline)
Il libro passa in rassegna i cinque sensi della
persona umana: tatto,
gusto, olfatto, vista,
udito aggiungendone un
sesto, l’intuizione. La
guida in questo percorso
è Gesù, Verbo, Parola,
Poema, Maestro dei
sensi, Maestro in tutti i sensi: un uomo
che prova ed esprime emozioni. L’autore è
pastore della Chiesa Battista in Brasile
(euro 13,00).
■ W. Bergmann
Cosa possono imparare
i genitori da Gesù (San Paolo)
Amore, paura, rabbia,
ribellione, perdono,
vergogna, ricerca della
propria identità, sono
alcune delle sfide che un
genitore deve affrontare
nel rapportarsi con la
crescita e l’educazione dei
figli. Un libro fresco e
originale per aiutare i genitori a educare i
figli, ispirati dall’esempio di Gesù (euro
12,00).
a cura di Agostino Clerici
6 Sabato, 8 gennaio 2011
Italia
Cultura
8 Sabato, 2 aprile 2011
✎ Che cosa
leggere
è pensare
Il gesuita
francese Paul
Valadier contro
l’eclissi dello
spirituale
pensare di Gesù?
G
Lo spirituale
e la politica:
un rapporto
fecondo
“E
se la vita spirituale
fosse una delle
condizioni
fondamentali di
un’intensa vita sociale e politica?”.
È la conclusione di un breve ma
intenso lavoro del gesuita Paul
Valadier, uno dei massimi studiosi
di Nietzsche, dal titolo davvero
consono al dibattito di questi
tempi, “Lo spirituale e la politica”
(Lindau, 94 pagine, euro 12.50).
Basterebbe ragionare su quella frase
per riempire foreste di libri e per
fomentare anni di dibattiti, ma non
potendo attendere così tanto tempo,
possiamo benissimo accontentarci
di questo contributo, asciutta e
talvolta critica raccomandazione
dell’universo spirituale non solo in
teologia e in filosofia, ma anche – e
soprattutto – nella sfera del politico,
là dove, cioè, molti addetti ai lavori
vorrebbero toglierlo come dannoso
ed estraneo. In poco spazio, meno
di cento pagine, Valadier riesce a
darci il senso di una storia in cui
lo spirito è stato cacciato a pedate
o – al contrario – ha osato troppo.
Nel secondo caso, l’autore fa un
discorso piuttosto coraggioso, anche
se supportato dalla storiografia
e dal buon senso. Una aggressiva
promozione della sfera spirituale
nella cosa pubblica crea problemi,
di rigetto, di contrapposizione e
di fattibilità, come è accaduto nel
caso di Savonarola alla fine del
Quattrocento, quando con le sue
infuocate prediche fece l’errore di
identificare quello
Stato che si stava
costruendo a Firenze
dopo la cacciata dei
Medici con lo Stato
perfetto voluto da
Dio. Un errore che
avrebbe più tardi visto
in buona compagnia
il focoso predicatore, se si pensa
solo alla fascinazione subita da
Robespierre da parte del pensiero
di Rousseau. Pensiero affascinante
quanto si vuole per i suoi profondi
risvolti umani e palingenetici,
ma che staccando lo spirituale
della fede (in questo caso quella
cristiana) creava la paradossale
necessità di imporre una politica
dove interiorità e vita pubblica
fossero assolutamente consonanti
e virtuose, a costo di dover far fuori
chi non fosse coerente.
Il fatto è che a Valadier non
sfugge un altro paradosso della
sfera spirituale, quello della
spiritualizzazione a tutti i costi
come nel caso di alcune comunità
e di alcuni movimenti protestanti
e anche cattolici. Qui l’autore
affonda il bisturi con un discorso
piuttosto deciso: quando, anche
nel caso di discorsi di conversione
e di cammino in comunità, si tende
ad espellere il corporale come
peccaminoso, si fanno più danni
dei guai che si intendono curare:
citando Giovanni l’evangelista (“E
il Verbo si fece carne e venne ad
abitare in mezzo a noi”) Valadier
scrive che “una spiritualità che non
obbedisse a questo movimento di
assunzione della carne non sarebbe
in alcun modo fedele al movimento
adottato dal Creatore stesso
attraverso Gesù”.
Che c’entra la tendenza dualistica
e antimaterialistica di alcune
comunità con la politica? C’entra,
dice l’autore, perché quella
tendenza favorisce “una reticenza
ad assumere la propria incarnazione
o, in altri termini, ad accettare
le mediazioni o le deviazioni”.
L’emotivo prende la mano, diventa
assoluto e non accetta quelle
mediazioni che sono necessarie
alla cura e all’equilibrio delle
diverse componenti all’interno
della cosa pubblica. Anche perché,
scrive Valadier, “ci si accorge senza
fatica fino a che punto i movimenti
carismatici abbiano segnato un
affievolimento dell’impegno
politico propriamente detto di molti
cattolici”.
Non è solo l’ipertrofia dello
spirituale che preoccupa il filosofo.
C’è il problema del silenzio,
elemento fondamentale – anche
Gesù lo desiderava – per la ricerca
di quella verità che non ci è sempre
chiara. Per Valadier, le nuove forme
di incontro mediatico, in particolare
quelle della Rete, creano “rumore”,
accumulazione, apparente bagno
di comunicazione, che ci rendono
poi impossibile il ritorno a quella
solitudine necessaria soprattutto
a chi deve interrogarsi sulle
conseguenza delle proprie azioni,
dalla sfera professionale – si pensi
agli psichiatri e agli psicologi,
agli stessi insegnanti – a quella
politica, soprattutto quando i tempi
propongono appuntamenti in cui è
in ballo il futuro stesso dell’uomo.
Libretto davvero utile per capire
come lo spirituale, se inteso in senso
più vasto, possa essere motivo di
ragionevole incontro nella sfera del
politico, laddove il sospetto è che
esso sia stato eliminato per poter
meglio vendere prodotti tossici
anche per le coscienze, non solo per
i corpi.
MARCO TESTI
■ Un piccolo gioiello della “tradizione orale” toscana
Leggendario popolare delle figure sacre
D
alla più autentica tradizione popolare toscana, piccole perle di saggezza orale raccolte con cura dal professor Carlo Lapucci,
studioso e grande conoscitore della letteratura
della sua regione. Le Profacole, “come in Toscana
si dicono”, sono le parabole del popolo, storie dal
tono spesso ironico, che nascondono una riflessione profonda sul senso della vita e sui suoi interrogativi. I protagonisti sono figure dell’Antico
Testamento, la Sacra Famiglia e la coppia Cristo e
San Pietro, pellegrini sulla terra per osservare gli
uomini e capire come conducono le loro esistenze. La Madonna con Gesù Bambino, San Giuseppe, Gesù con i suoi apostoli sono rappresentati
in vesti quotidiane, immersi in un’ambientazione
contadina e rurale, e impegnati in attività semplici e comuni. Il Cristo adulto delle Profacole è
un personaggio umile e poco loquace che passa tra la gente e solo di rado si rivela o interviene per ammonire e correggere, ma attraverso le
sue azioni regala sempre preziosi insegnamenti.
Nelle sue peregrinazioni per il mondo Cristo invita gli uomini, e soprattutto l’incredulo Pietro,
ad accettare la vita e le sue misteriose contraddizioni, perché portatrici di un senso profondo
anche se oscuro alla mente degli uomini. San
Pietro è il suo interlocutore principale, tracciato
qui non tanto come il saggio e ieratico custode
del Paradiso, ma piuttosto come paradigma di
un’umanità fedele e insieme dubbiosa, a volte
fino alla ribellione, nei confronti di un disegno
che non comprende e cerca di aggirare con imbrogli e piccole furberie.
A chiudere il quadro non potevano mancare due
tipici personaggi dell’immaginario popolare di
qualunque tradizione: il Diavolo, qui sempre
sconfitto, dal Signore o dall’ingegno umano, e la
Morte, riluttante ad accettare il suo ingrato compito ma comunque necessaria e giusta.
CARLO LAPUCCI, Le Profacole. Leggendario popolare delle figure sacre, Cantagalli, pagine 414,
euro 24,00.
iovedì 24 marzo, l’appuntamento dei
“Dialoghi in Cattedrale”, promossi
dalla diocesi di Roma presso la
basilica papale di San Giovanni in Laterano,
è stato dedicato alla presentazione del libro
del Papa “Gesù di Nazareth. Dall’ingresso in
Gerusalemme fino alla Risurrezione”. Sono
intervenuti mons. Gerhard Ludwig Müller,
vescovo di Ratisbona, e Marcello Pera,
senatore della Repubblica.
“Rendere accessibile la figura di Gesù agli
uomini che rischiano di essere travolti dalle
bufere del tempo e della storia, è senz’altro
un’impresa che va di gran lunga al di là
della passione di un ex professore di teologia,
la cui occupazione preferita è quella di
scrivere libri”. È il parere espresso da mons.
Gerhard Ludwig Müller. “Perché qui
non si tratta di un ulteriore libro su Gesù
- ha chiarito il presule -. Si tratta invece di
occuparsi direttamente di Gesù stesso e,
tramite lui, del nostro rapporto con Dio”.
Secondo il vescovo, “con le sue capacità
intellettuali, il Papa potrebbe sbaragliare
le sofisticate riflessioni e analisi storiche
che, mediante una ricerca orientata sui
paradigmi del positivismo e del naturalismo
e con gli strumenti della filosofia critica e
della metodologia storico-critica, mirano
a dimostrare che la rivelazione di Dio in
Gesù Cristo non rappresenta un dato di
fatto storico”. Ma ecco, ha evidenziato mons.
Müller, che “ad affrontare l’apparentemente
invincibile ‘Golia del relativismo’,
intellettualmente e politicamente agguerrito
e potenziato a livello mediatico, si fa avanti
Davide, il pastore del popolo di Dio, senza
armi ma pieno di una imperturbabile
fiducia in Dio - ‘Nel nome del Signore’”. In
effetti, ha fatto notare il presule, “il linguaggio
e le argomentazioni di Benedetto XVI hanno
un tono semplice e dimesso, come quello di
Paolo. Non si tratta di prodursi in discorsi
brillanti, né di abbandonarsi al piacere
intellettuale della riflessione e della retorica,
bensì di diffondere l’annuncio di Dio e del suo
Regno: Gesù Cristo crocifisso e risorto”.
“Quale ruolo ha il cristianesimo nella
nostra vita? La questione viene sollevata
nel capitolo 7 sul processo a Gesù, in
particolare la sezione terza intitolata ‘Gesù
davanti a Pilato’”. Da questa domanda è
partito Marcello Pera. “Oggi che viviamo
nell’epoca della secolarizzazione - ha
affermato il senatore - siamo nella migliore
condizione per comprendere questo povero
governatore della Giudea. Esattamente
come Pilato, anche noi siamo impreparati al
problema della verità”. Di più: “Una corrente
di pensiero che nasce con la modernity
ci ha fornito una teoria consolatoria per
disfarcene: la verità - dice questa corrente di
pensiero - non compete alla politica, all’etica
e al diritto, che si organizzano secondo
categorie proprie, quali rispettivamente,
l’utile, il buono, il legale; la verità appartiene
alla scienza e a ciò che a riducibile al
metodo della prova scientifica. Perciò,
siccome l’utile, il buono e il legale non sono
oggetto di prova scientifica, la politica,
l’etica, il diritto non sono scienza, perciò
sono senza verità”. Nel linguaggio ordinario
odierno, ha osservato Pera, “il termine
‘pilatesco’ si applica in senso deteriore
a chi non si assume responsabilità”. Se è
cosi, allora pilatesco “è il laico moderno
che non si assume la responsabilità della
verità o perché la nega in assoluto o perché,
considerando tutte le verità equipollenti, non
si impegna su alcuna di esse”. Ma “Benedetto
XVI si oppone a questa conclusione”. Da
un lato, “si deve evitare ciò che altrove
Benedetto XVI e Giovanni Paolo II hanno
definito ‘la dittatura del relativismo’ (non
c’e alcuna verità), ma dall’altro lato occorre
ugualmente evitare ciò che potremmo
chiamare la ‘dittatura della verità’ (c’e una
sola verità) o, come dice Benedetto XVI, la
‘menzogna ideologica’ dei regimi oppressivi”.
Vita della Chiesa
Agenda
del Vescovo
Sabato, 2 aprile 2011
MACCIO DI VILLA GUARDIA. Santuario Trinità Misericordia
Un segno esteriore,
nessun evento miracolistico
«U
Venerdì 1 aprile
A Como, in Cattedrale, alle ore 20.30,
restituzione della visita pastorale della
Zona Prealpi.
Sabato 2
e domenica 3 aprile
Visita pastorale alla Zona Bassa
Valtellina: parrocchia di Traona.
Martedì 5 aprile
Ritiro del Clero per la Santa Pasqua;
in serata, a Como, Commissione per il
Diaconato Permanente.
Mercoledì 6 aprile
A Como, presso la basilica del
Crocifisso, Santa Messa con le
Forze dell’Ordine della provincia di
Como per il precetto pasquale; nel
pomeriggio colloqui con i seminaristi.
Giovedì 7 aprile
A Como, tutto il giorno, Consiglio
Episcopale.
Da venerdì 8
a domenica 10 aprile
Visita pastorale alla Zona Bassa
Valtellina: parrocchie di Buglio in
Monte, Villapinta, Ardenno.
n segno esteriore, nessun evento miracolistico, ma qualcosa da accogliere,
sulla quale pregare e per la quale dire grazie». Così don Luigi Savoldelli,
parroco a Maccio di Villa Guardia (Co) e rettore del santuario della
“Santissima Trinità Misericordia”, nella domenica dedicata al tema dell’acqua che
purifica e dona vita, ha parlato di alcuni fatti verificatesi, a partire dall’ottobre 2009,
nella parrocchiale. La chiesa di santa Maria Assunta dallo scorso 28 novembre (Prima
domenica di Avvento) è stata riconosciuta santuario diocesano in considerazione di
«particolari esperienze di preghiera del signor Gioacchino Genovese – si legge nel
decreto di elezione – e di momenti di intensa supplica», che vedono la partecipazione
numerosa di fedeli dal comasco ma
anche da fuori diocesi. Tutti fatti al vaglio occasioni di riflessione che parlavano
della misericordia come fiume che
di un’apposita commissione teologica
deve raggiungere ogni uomo (che si
diocesana formata da sei sacerdoti,
trattasse di acqua pura è circostanza
scelti in base alla loro competenza
confermata dalle analisi scientifiche
e all’incarico ricoperto. Inoltre, da
redatte dal Ris di Parma). «Oggi – spiega
giugno 2010, è stata informata anche
don Luigi – sono rimaste a testimonianza
la Congregazione per la Dottrina della
di quei fatti alcune macchie. Esclusa la
Fede, la quale ha inviato un protocollo
da seguire per la raccolta di informazioni possibilità di infiltrazioni e condensa,
in considerazione della conformazione
e testimonianze a verifica dei fatti
dell’altare, resta il segno sperimentato.
accaduti (del fascicolo sono entrati a
Quotidianamente – conclude –
far parte, tra l’altro, alcuni racconti di
accogliamo tantissime persone:
fedeli, materiale fotografico e il verbale
famiglie, giovani, adulti, sacerdoti,
di una visita psicologico-psichiatrica
religiosi e religiose. Il vero miracolo è
del signor Genovese). Durante alcuni
la conversione del cuore che ciascuno
di questi incontri molte persone hanno
può sperimentare e il desiderio di
visto, e qualcuno ha anche avuto modo
vivere una fede profonda. La pietà
di toccare con mano, la presenza di
popolare chiede di essere accolta e
gocce d’acqua sull’altare, durante
é professionisti, né professorini. Slogan tagliente, coniato da mons. Franco Giulio
Brambilla, vescovo ausiliario di Milano,
nell’incontro di aggiornamento del clero a Morbegno, martedì 22 marzo. Argomento affrontato:
la formazione dei laici. Facendo riferimento alle
esperienze non sempre felici di alcuni paesi esteri (la Germania, per esempio), mons. Brambilla
ha sottolineato la necessità di tenere saldamente
unite, nella formazione dei laici, le tre dimensioni classiche: teologica, pastorale, spirituale. Se
si rompe questo triplice intreccio, saltano fuori i
professorini della teologia, completamente avulsi
dalla vita concreta delle comunità cristiane, oppure i professionisti della pastorale, solerti funzionari poveri di idee e ricchi di attaccamento a
ruoli, incarichi, mansioni.
Se si vogliono evitare questi corto-circuiti, occorre ritornare alle suddette tre dimensioni. Mons.
Brambilla, tanto incisivo nel mettere in evidenza
le possibili storture di un cammino di formazione
Martedì 5 aprile è in programma il ritiro
spirituale. Il programma prevede: dalle ore
9.00 - ritrovo, preghiera - meditazione,
adorazione eucaristica; benedizione; alle
ore 13.00 - pranzo. I luoghi del ritiro
sono: Capiago (tel. 031-460484); Piona
(tel. 0341-940331); Colda (tel. 0342380160). Prenotazione del pranzo presso
le sedi entro venerdì 1 aprile.
Calendario Apostolato della preghiera:
il 6 aprile, ore 15.00: incontro di
formazione per animatori di Como e
parrocchie vicine sul tema “Il sacerdozio
comune dei battezzati” (presso l’istituto
Canossiano); il 14 aprile, ore 15.30:
adorazione eucaristica (in Santa Cecilia).
Dalla Curia
Don Aldo Tarabini, in accordo con il
Vescovo Diego e la comunità dei sacerdoti
del Santuario della Madonna di Tirano – che
esprimono stima, affetto e gratitudine per
l’impegno pastorale di questi anni svolto
con passione e grande umanità – lascia il
proprio servizio presso il Santuario tiranese
e, contestualmente, quello presso la
parrocchia di Baruffini. Don Aldo risiederà
presso la Casa per il Clero di Lenno.
rispettata, l’importante è indirizzarla
e guidarla». «In questi casi – disse oltre
un anno fa il vescovo monsignor Diego
Coletti durante la visita pastorale – credo
si debba evitare da un lato l’ingenuità
di chi pretende di sapere già e di poter
esprimere giudizi e valutazioni definitive
e dall’altro lo scetticismo che impedisce
di mettersi in ascolto di quanto potrebbe
essere ricevuto come dono di Dio.
Restiamo umili, attenti e prudenti,
evitando chiacchiere inutili, in un
atteggiamento di rispetto, preghiera
e discrezione. Rimaniamo in attesa di
capire e di giungere ad una valutazione
serena e obiettiva, come la Chiesa sa di
dover fare e fa, in casi di questo genere».
ENRICA LATTANZI
Nè professionisti, nè professorini...
N
Ritiro pasquale il 5 aprile
Incontri in aprile a Como
Il vero evento è la
conversione del cuore
che ciascuno sperimenta
per una fede profonda
■ L’aggiornamento del clero con monsignor Brambilla
■ Clero
■ Apostolato
9
del laicato, è risultato altrettanto efficace sul versante della proposta positiva. Cammini differenziati, quanto all’oggetto (formazione teologica,
abilitazione pastorale), ai tempi (corsi residenziali in forma seminariale, con un nucleo estivo e
diverse riprese lungo l’anno), al metodo (lezioni
frontali, laboratori), alla dislocazione territoriale
(parrocchia, comunità pastorali, vicariati, zone,
diocesi). Però con un obiettivo comune: la formazione della coscienza cristiana, nella forma
testimoniale di fronte al mondo e di servizio concreto alla comunità ecclesiale. Una chiamata di
corresponsabilità che ha nel calo numerico dei
preti non solo la sua necessità, ma anche l’occasione provvidenziale.
Una relazione-fiume, quella di mons. Brambilla,
fluente e apprezzata da un uditorio numeroso e
attento, che non ha disdegnato anche l’ottima accoglienza del Centro parrocchiale san Giuseppe
e della parrocchia di Morbegno.
d. A.R.
Parola fra noi
Domenica 3 aprile
C
hi ha colpa se uno nasce cieco? A chi far risalire il male del
mondo? Chi può sciogliere i nodi che legano il dolore al
peccato? Gesù nega che sia Dio l’autore del male e che la
disgrazia sia la sua medicina. Gesù lascia aperto l’inesplicabile
rapporto fra dolore e peccato. La sua risposta è l’invito a cambiar
vita. Per gli ebrei ogni malattia
era legata ad un peccato
1 Sam 1.4.6-7.10-13;
specifico; da qui la domanda:
se quell’uomo è nato cieco,
Ef 5, 8 - 14;
come può aver peccato ? Allora,
è colpa dei suoi genitori? Gesù
Gv 9, 1 - 41
capovolge questi ragionamenti
pseudo-religiosi, e offre un
vede la gratuità e l’onnipotenza
significato positivo: la malattia
dell’amore di Dio. Questo dice
manifesta le opere di Dio. E la
il Vangelo di oggi, dove Gesù
più grande delle malattie, la
parla alle folle come alla singola
morte di Gesù, manifesterà la
persona dell’uomo nato cieco
più grande delle opere di Dio,
e nel quale si rende presente
la risurrezione. Se si guarda la
la condizione dell’umanità. La
finitezza dell’uomo (miserie,
catena che inesorabilmente
malattie, peccati…), attraverso
lega il male alla colpa, in quanto
la luce della risurrezione, si
punizione o conseguenza
dell’agire umano, viene spezzata
dalla storia di salvezza che si
compie nella persona di Gesù.
Lui è il salvatore che nell’uomo
cieco incontra ogni uomo.
La nostra polvere incontra
la saliva del Figlio di Dio. È il
segno battesimale che da ciechi
e morti ci fa vedenti e vivi. Il
cieco non fa ragionamenti,
né speculazioni teologiche.
La sua testimonianza nasce
da un’esperienza, ha la forza
evidente dei fatti. Possiamo
credere non solo in Dio e nel
suo Figlio Gesù, ma anche nelle
infermità dell’uomo e nelle
opere buone che Dio compie
in esse. La fede è aprire gli
occhi sulla povertà dell’uomo
e sul bene che Dio gli vuole. Il
Vangelo di oggi, più che della
guarigione di un cieco, parla
della guarigione del cuore dal
buio in cui si trova, fin dalla
nascita, grazie allo sguardo di
Cristo.
ANGELO SCEPPACERCA
Vita diocesana
10 Sabato, 2 aprile 2011
Scheda pastorale/1
Chiesa diocesana in cammino
Comunità capaci di coinvolgere e di comunicare
Percorsi di riflessione comune
P
rende avvio da questo numero del
“Settimanale” un ciclo di interventi
sul “cantiere aperto” della pastorale
diocesana. La vita delle nostre comunità
appare, infatti, in evoluzione, e suscita
continuamente nuove sfide. Pensiamo
all’iniziazione cristiana, generazione di
nuovi figli alla fede da parte della Chiesa
Madre. Al grande tema della pastorale
integrata: le collaborazioni fra parrocchie
sullo stesso territorio, le comunità pastorali,
i nuovi vicariati in corso di definizione.
Pensiamo all’importanza decisiva dei
cammini di formazione per i laici (la
catechesi degli adulti, le diverse scuole di
pastorale, la scuola di teologia, la scuola
sociale), nell’ottica sempre più necessaria
e stimolante della corresponsabilità. E poi i
percorsi di preparazione al matrimonio, il
prezioso servizio degli uffici della pastorale
Il sig. Carlo e gli avvisi parrocchiali
A
volte mi è difficile decifrare gli avvisi esposti alle
porte delle Chiese. Dovrei
dire “della chiesa della mia Parrocchia”, ma in verità mi capita
di partecipare alle messe di almeno tre Parrocchie diverse. Non lo
farei se non fossi una volta qua
e una volta là in riferimento alle domeniche in cui andiamo a
trovare i nostri figli e nipoti e alla domenica al mese che condividiamo completamente con la
mamma. I suoi anni non le permettono più di spostarsi. Ho delle persone a cui appartengo, ma
non ho dei luoghi ai quali appartengo. Ho i miei cari che mi appartengono, ma oltre la mia famiglia nulla mi appartiene veramente. Il parroco dice che ci sono
i cristiani “pellegrini” che hanno
un camino di fede, i cristiani “vagabondi” che cercano qualcosa
qua e qualcosa là senza legami
particolari,e i cristiani “senza tetto” che non hanno nemmeno una
casa-comunità in cui ritrovarsi.
Io sono pellegrino dentro e vagabondo fuori.
Agli orari delle Messe vedo aggiunti quelli della catechesi, che
mi ostino a chiamare catechismo, pur sapendo che mi fa sentire vecchio il dire così. I miei nipoti hanno ragione quando mi
dicono che un conto è il libro e un
conto è lo stare in gruppo. Mi pia-
ce l’idea che anche i nonni siano
coinvolti quando i ragazzi hanno i loro appuntamenti. Giovedì
scorso Matteo ha ricevuto il vangelo in una celebrazione chiamata “Consegna”. Il parroco ha evidenziato che oggi nella chiesa i
ragazzi hanno bisogno di alcuni
adulti stabili che li accompagnino negli anni di crescita religiosa.
Così anche i nonni non sono solo
autisti. Mi va bene.
Quanto agli avvisi, esclusi i pellegrinaggi che hanno una data e
una meta, mi trovo in difficoltà
ad interpretarli. Confesso anche
un certo senso di colpa, pensando a tante persone che si danno
da fare per organizzare e a tante
altre, come me, che se ne vanno
casa con la memoria breve di un
avviso, o con un foglietto che per
settimane rimane piegato nella
tasca della giacca, per poi non
far nulla. La vita cristiana è anche fare qualcosa per qualcuno.
Molte proposte si rivolgono direttamente a me, perché non riguardano il fare per altri, ma il fare
per essere cristiano. Da poco ho
capito che la parola “formazione” significa questo e non… un
modo di disporsi, come quando
nell’esercito, da aviere, guardavo
gli aerei disporsi in cielo secondo particolari figure geometriche. Devo dirlo? Sono un cristiano ignorante e vorrei non esserlo.
diocesana, la realtà fantasiosa
dell’associazionismo laicale...
L’intento è offrire piste di lavoro e
di riflessione comune. Ad uso in
particolare dei membri dei consigli
pastorali, o comunque di coloro
che in maniera attiva e organica
collaborano nell’azione pastorale
della Chiesa (il nostro Vescovo ci
ha abituati a chiamarli la “comunità
apostolica”). Magari cercando di
partire da un punto di vista non
interno ma esterno: l’occhio di un
ipotetico osservatore che si affaccia
sulla vita delle nostre comunità,
mediamente estraneo alle sue forme
e ai suoi linguaggi, e tuttavia mosso
da qualcosa a metà fra il bisogno, la
curiosità e l’interesse. Ecco allora, in
questa pagina, anzitutto uno spunto
narrativo che illustri la questione
(il racconto del signor Carlo); poi
una scheda con alcune domande e
provocazioni per la discussione nei
gruppi; infine, a piè di pagina, alcuni
elementi assertivi di chiarificazione
e proposta. L’argomento che
affrontiamo oggi è quello del
volto accogliente delle nostre
comunità, in vista in particolare delle
proposte di iniziazione cristiana.
Successivamente, prima di Pasqua,
parleremo dei nuovi vicariati in
via di definizione e della figura
importante dei Vicari foranei, i cui
nominativi saranno resi noti dal
Vescovo il prossimo Giovedì Santo,
nel corso della Messa crismale.
pagina a cura
degli UFFICI PASTORALI
Scheda. Per il dialogo nei consigli pastorali
Uomo “avvisato”
mezzo salvato...
1. Carlo è un parrocchiano
senza parrocchia, un cristiano
che non rinuncia ad esserlo,
uno costretto a decidere tra
le esigenze della famiglia e le
esigenze della parrocchia. Le
parole del parroco gli restano
in mente, ma sente di non
appartenere a nessuna comunità
parrocchiale: passa da una
chiesa all’altra. Dentro il suo
cuore non ha smesso di cercare
e nella sua mente i pensieri si
rincorrono.
• Che cosa può fare una
comunità per le persone come
Carlo? Forse egli ha bisogno di
essere conosciuto e riconosciuto,
in qualche modo accolto. Come?
• Quando in noi nasce e cresce
il senso di appartenenza ad
una comunità? Come fare con la
mobilità dei nostri giorni?
2. Carlo si rende conto che
gli avvisi parrocchiali gli
portano un mondo religioso
e una serie di proposte che gli
sono sconosciute. I nipoti lo
Il libro dell’Esodo
Perchè una catechesi
degli adulti in chiave biblica
La catechesi, soprattutto degli adulti, è un approfondimento della fede considerata attraverso la
grande esperienza vissuta dalla Chiesa, che si caratterizza come conoscenza della Parola, come
celebrazione liturgica della stessa Parola e come
vita morale ispirata dalla Parola. Pertanto una catechesi biblica è solo un aspetto della catechesi
vera e propria, che si caratterizza come realtà più
ampia. La scelta di una proposta del genere per la nostra Diocesi è legata al fatto che
negli anni scorsi questo aspetto era stato un po’ messo in ombra, a favore di percorsi –
peraltro egregi – guidati da interessi di altro genere. Tuttavia anche la scelta biblica è
guidata da un riferimento molto evidente ai percorsi che la Diocesi sta proponendo:
l’iniziazione cristiana, la preparazione alla scelta matrimoniale e la vita che ne consegue,
considerati dentro il grande cammino dell’Anno Liturgico, che ha come centro la Veglia
pasquale. Per questo l’attenzione al libro della Genesi nei capp. 1-11 e l’attenzione
al libro dell’Esodo. Due documenti fondamentali per vivere la celebrazione liturgica
della Veglia. Per il prossimo anno la scelta del libro degli Atti degli Apostoli con l’esperienza della Parola che “corre” verso i confini del mondo, vuole accompagnare la
scelta di un anno pastorale sulla parola di Dio.
Il metodo è quello di un approfondimento esegetico essenziale, ma soprattutto quello di far nascere degli approfondimenti tematici legati alle esigenze e alla sensibilità
dei partecipanti.
correggono anche sul semplice
linguaggio del catechismo. La
sua intelligenza gli permette di
cogliere una novità sostanziale
nella vita della Chiesa di oggi: il
coinvolgimento delle famiglie
nell’iniziazione cristiana,
e perfino dei nonni, con la
vicinanza e la testimonianza.
Si fanno strada parole nuove
come “consegna”, “iniziazione
cristiana”, “catecumenato”.
• Come far conoscere a tutti i
parrocchiani le linee essenziali
della nuova iniziazione
cristiana? Forse occorre parlarne
raccontando maggiormente…
Che cosa di essenziale va detto?
• Accompagnare i bambini nella
crescita della loro vita cristiana
può essere una responsabilità
condivisa non solo dai catechisti,
dai preti e dai genitori, ma anche
dagli adulti e dai giovani presenti
alla Messa? Qualcuno dice che
basta coinvolgere la comunità
con simpatia. Come riuscire a
guardare alle nuove generazioni
con speranza e interesse?
3. Carlo riceve vari avvisi,
alcuni addirittura da metter in
tasca. Sente che c’è gente che si
impegna, mentre lui scantona.
Non gli manca la generosità.
Gli manca un sì sulle labbra.
In molte parrocchie è evidente
che gli avvisi non sono
principalmente una richiesta,
bensì una proposta per il bene di
chi ascolta.
È la proposta della formazione.
• Come dare avvisi parrocchiali
che possano suscitare
attenzione e coinvolgimento?
Forse potrebbe servire un
contatto più personalizzato.
Come diventare “apostoli
dell’invito”?
• Se formare la coscienza è un
imperativo della coscienza
stessa, desiderosa di autenticità,
come rendere esplicita questa
esigenza? Qualcuno è convinto
che il buon senso basti per
vivere. Per conoscere e amare
Gesù Cristo può bastare il buon
senso?
Iniziazione
cristiana
Don Battista Rinaldi, direttore dell’Ufficio per la
Catechesi, risponde alla
domanda: che cosa si intende per Iniziazione Cristiana secondo il modello
catecumenale?
«Si tratta di un percorso di
educazione alla fede in cui
non ci si prepara ai sacramenti, ma “attraverso” i
sacramenti. Ogni persona,
infatti, è generata alla fede
dalla celebrazione del mistero pasquale che si compie nella comunità durante
l’anno liturgico: dalla grande veglia pasquale, la “madre
di tutte le celebrazioni” fino
alla celebrazione del giorno
del Signore
a scadenza
settimanale.
Il cammino
di “iniziazione”, che per qualcuno è
già iniziato con il battesimo
da neonati, si realizza attraverso l’accompagnamento
da parte di adulti (famiglia,
padrini, catechisti, o altra
persona garante...) dentro
la vita della comunità che
ascolta la Parola, che celebra il “compiersi” della Parola, che testimonia e annuncia la stessa Parola in stile
missionario di apertura al
mondo e di fraternità verso
tutti gli uomini.
Il cammino inizia nei primi
anni di vita con un “primo
annuncio” ai genitori; prosegue con lo stesso primo
annuncio ai ragazzi che
iniziano il percorso; prevede
un tempo prolungato di apprendimento e sperimentazione della vita cristiana;
passa attraverso la celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione; si conclude con
un tempo di almeno un anno
di mistagogia: cioè un tempo in cui ognuno diventato
cristiano è aiutato a vivere
ciò che è diventato».
Pastorale Familiare
Sabato, 2 aprile 2011
pastorale familiare
Lo scorso 17 marzo
si è conclusa la terza
edizione della Scuola:
il Vescovo, le relazioni,
i progetti e linee per
il lavoro sul territorio
Per una
pastorale
con la
famiglia.
S
ono partiti presto, da tutti i punti
cardinali della Diocesi, da Grosio
e da Cittiglio, da Chiavenna e da
Bregnano; hanno viaggiato per
le strade ornate di tricolori alle finestre,
all’aprirsi di un giorno di festa per il
nostro Paese, il 17 marzo, per ritrovarsi
alle ore 9.30 a Como in Seminario. Sono
le 33 famiglie e gli 8 preti che hanno
partecipato alla III edizione della Scuola
per operatori di pastorale familiare,
radunati per la giornata conclusiva di
questa esperienza che li ha visti studiare,
condividere e crescere insieme per
2 anni. In questa giornata le famiglie
iscritte sono state accompagnate anche
dai loro parroci, che hanno promosso
e sostenuto la loro partecipazione
alla Scuola: sono venuti oggi per
condividere la gioia e i risultati di un
impegno portato a termine da questi
sposi; per confermare loro il desiderio
di camminare insieme nell’attuare
una pastorale con la famiglia e non
solo per la famiglia; per rallegrarsi
● Il nuovo biennio per
accompagnare il
percorso delle famiglie
anche con i preti che hanno
partecipato all’esperienza, per
una nuova competenza che, nei
diversi ambiti di collaborazione
sul territorio, potrà essere una
ricchezza per tutti.
La giornata è iniziata con un
momento di preghiera insieme al
Vescovo Diego, che ha stimolato
i partecipanti a costruire la
casa sulla roccia della parola di Dio,
ascoltata e messa in pratica; a portare
in casa segni chiari che li aiutino a
vivere la fede in Cristo nella dimensione
quotidiana e familiare (per questo il
Vescovo ha donato a tutti una copia
del Nuovo Testamento); ad essere di
casa, cioè appartenere a Gesù Cristo
con lo stesso legame profondo dei
legami familiari, non comportandosi
da “clienti” e da “estranei” nella nostra
esperienza di fede. Questa appartenenza
anima la nostra vita nella Chiesa: anche
in riferimento ai nascenti Vicariati,
da costruire insieme come luoghi di
condivisione fraterna e di testimonianza
cristiana.
Il Vescovo ha quindi consegnato
personalmente ai nuovi operatori
di pastorale familiare l’attestato di
partecipazione alla Scuola e insieme il
mandato della Diocesi.
La seconda parte della mattina ha visto
come protagonisti gli stessi partecipanti,
che si sono alternati al microfono
● Tante le risorse e i
progetti proposti dalla
pastorale diocesana
per presentare i loro “elaborati finali”,
relazioni sintetiche su 10 punti chiave
acquisiti nella Scuola: la teologia
nuziale, la logica dell’incarnazione, il
Matrimonio Sacramento, la spiritualità
coniugale, il rapporto tra sposi cristiani
e Chiesa, la reciprocità tra le vocazioni
(sposi, preti, consacrati), il compito
missionario degli sposi, Matrimonio
e dimensione escatologica della vita,
l’accompagnamento alle coppie nella
complessità delle situazioni concrete,
l’idea di pastorale familiare. Temi che
i partecipanti hanno saputo trattare
con competenza a partire dallo studio
e dalla rielaborazione personale delle
relazioni ascoltate durante i 2 anni del
loro percorso.
Don Luigi Savoldelli, Direttore
della Scuola, ha proposto una sintesi
conclusiva in 3 parole delle scoperte
fatte in questa esperienza: teologia
(studiare per conoscere Dio è bello
perché aiuta a conoscere l’uomo);
liturgia (abbiamo scoperto il valore
della celebrazione come incontro con il
Signore vivo); ortoprassia (vogliamo che
il nostro agire dia testimonianza della
grazia di cui viviamo).
Il pomeriggio si è aperto con una
coreografia che i bambini dei
partecipanti, con l’aiuto dei loro
animatori, hanno realizzato per
ricordare insieme la ricorrenza dei
● Il percorso prevede
momenti formativi
fino al prossimo 2013
La quarta edizione della
Scuola a “misura di famiglia”
L’
Ufficio diocesano per la pastorale
della famiglia ha messo in
cantiere un nuovo biennio
di formazione per gli operatori di
pastorale familiare. Per accompagnare
personalmente le famiglie nelle loro
diverse età e situazioni di vita; per
aiutarle ad affrontare le difficoltà e a
valorizzare le proprie risorse, in primo
luogo la grazia del Sacramento che è
il tesoro di ogni coppia cristiana; per
dare corpo ai progetti diocesani di
pastorale familiare (itinerario di fede
per i fidanzati; vicinanza alle persone
che vivono separazioni, divorzi o
nuove unioni; promozione di cammini
di spiritualità coniugale attraverso i
gruppi familiari) e agli altri progetti
che coinvolgono la famiglia come
protagonista (in primo luogo il nuovo
progetto diocesano di Iniziazione
Cristiana): per tutto questo occorrono
nuove persone che si affianchino a
chi già lavora sul campo; la Scuola è
l’opportunità per tradurre la propria
disponibilità in una reale competenza,
maturata attraverso un percorso
formativo specifico, in modo da poter
attuare interventi pastorali significativi.
Il programma della IV edizione della
Scuola comprende: una “settimana”
estiva dal 17 al 21 agosto 2011 a Ain
Karim - San Nicolò Valfurva (So);
quattro fine settimana tra novembre
2011 e aprile 2012 presso il seminario
diocesano a Muggiò (5-6 novembre
2011, 4-5 febbraio 2012, 3-4 marzo
2012, 21-22 aprile 2012); una seconda
“settimana” estiva ad agosto 2012; tre
fine settimana tra novembre 2012 e
aprile 2013; una giornata conclusiva con
il mandato del Vescovo (con la presenza
anche dei parroci).
Alla Scuola sono invitati coppie di sposi,
preti, consacrati, chiamati a condividere
lo studio, la preghiera, la riflessione, le
relazioni. Il depliant di presentazione
della Scuola sottolinea chiaramente
che l’esperienza non è riservata alle
famiglie “dal molto tempo libero”: sia
l’organizzazione sia i contenuti sono
pensati per le “famiglie del quotidiano”,
segnate dal poco tempo e dai molti
impegni, chiamate in primo luogo a
vivere fino in fondo la loro identità
cristiana.
La metodologia della scuola alterna
lezioni, laboratori in gruppo, consegne
per la rielaborazione personale. Tra
gli elementi qualificanti: la centralità
dell’esperienza spirituale e l’attenzione
alle dinamiche di gruppo.
Nel mese di aprile l’iniziativa sarà
presentata in tutte le zone della
Diocesi, alle Commissioni famiglia e a
tutte le persone interessate a partecipare,
a cura dei membri della Commissione
operativa diocesana.
150 anni dell’Unità d’Italia. Poi
l’attenzione si è concentrata sulle
ricadute nell’azione pastorale, a
partire dai “progetti di pastorale
familiare nella propria parrocchia”
che i partecipanti hanno preparato
per la giornata conclusiva. Un lavoro
di grande interesse che, come ha
sottolineato don Italo Mazzoni,
Direttore dell’Ufficio per la pastorale
della famiglia, merita di essere
realmente attuato.
Per questo don Italo ha proposto
ai partecipanti alcuni orientamenti
per una “buona pastorale familiare”:
la collaborazione in équipe; la
conoscenza dei progetti diocesani;
la collaborazione con persone
che si occupano di altri ambiti; la
formazione continua; la capacità di
esprimere quello che si è imparato
nel linguaggio della vita quotidiana.
Per i saluti finali Magda ed Enzo
Gusmeroli, responsabili diocesani
della Consulta di pastorale familiare,
hanno proposto un filmato realizzato
da don Renzo Bonetti (già direttore
dell’Ufficio Nazionale di pastorale
della famiglia della CEI e primo
relatore di questa Scuola), per
meditare ancora una volta insieme
sulla bellezza del Sacramento del
Matrimonio, dono grande da offrire
alla nostra Chiesa.
A.S.
■ Alcuni dati
Tre edizioni biennali
dal 2005 a oggi
La Scuola per operatori di pastorale
familiare è stata inaugurata nell’agosto
2005: finora ne sono state realizzate
3 edizioni biennali, la quarta partirà
nell’agosto 2011. In totale hanno
partecipato all’iniziativa 110 coppie di
sposi (con i loro figli) e 14 preti. Questi
sono i numeri relativi alla provenienza
dei partecipanti dalle varie zone della
Diocesi: Como Centro (16), Como Sud
(11), Prealpi (10), Bassa Comasca (17),
Valli Varesine (7), Bisbino (2), Lario (2),
Tremezzina (1), Tre Pievi (3), Grigne
(2), Valchiavenna (6), Bassa Valtellina
(19), Media Valtellina (10), Alta
Valtellina (3), Valtellina Superiore (1).
Tra i relatori della Scuola ci sono stati
nomi di rilevanza nazionale (don Renzo
Bonetti sul ministero pastorale degli
sposi e don Giorgio Mazzanti sulla
teologia nuziale), numerosi esperti della
nostra Diocesi e del nostro territorio
su temi teologici e antropologici
(nell’ultima edizione don Battista
Rinaldi, don Angelo Riva, don Paolo
Avinio, don Rinaldo Valpolini, don Italo
Mazzoni, prof.ssa Caterina Ostinelli,
dott. Lodovico Alfieri, dott.ssa Katia
Ascorti, dott. Paolo Piccinelli, counselor
Annalisa Gibotti, avv. Giovanna Riva
Astolfi, dott.ssa Raffaella Ratti) e
testimonianze di sposi impegnati nella
pastorale diocesana. Fondamentale il
ruolo dei giovani animatori che hanno
consentito agli sposi di vivere questo
cammino insieme ai figli (da 0 anni in
su).
11
Vita diocesana
12 Sabato, 2 aprile 2011
■ L’incontro con i giovani di Mello, Civo, Roncaglia, Caspano e Cevo
Insieme al Vescovo: “Yes, we can”
E
Diocesi Di como
Visita
Pastorale
rano oltre cinquanta giovani, dai volti attenti,
quelli che il nostro vescovo Diego ha incontrato nel pomeriggio di venerdì 25 marzo nella
sala-teatro dell’oratorio di Mello. Si trattava di una
nutrita rappresentanza di ragazzi e giovani dai 14
ai 19 anni, provenienti dalle parrocchie di Mello,
Civo, Roncaglia, Caspano e Cevo. Mons. Diego Coletti li ha accolti con un sorriso aperto e rassicurante e li ha salutati sottolineando l’importanza
di andare oltre il confine della propria parrocchia,
pur mantenendo forte il senso di appartenenza alla
propria comunità. Il gruppo dei ragazzi e dei giovani “Yes, we can”, nato in parrocchia a Mello da
alcuni mesi, ha animato l’incontro, proponendo ai
loro coetanei un momento di preghiera, due canti
e la lettura di un passo del Vangelo. E’ stato poi il
momento di una danza che il nostro vescovo ha
visibilmente apprezzato. Ma l’anima, il cuore del
pomeriggio sono state le parole che Mons. Diego
Coletti ha rivolto ai ragazzi e ai giovani. Parole chiare riferite alla vita dei teenager, al peso dei media
nella cultura moderna e soprattutto alla parola di
Dio. Il Vescovo ha parlato ai giovani della bellezza
del vangelo, puntando l’attenzione sul comandamento nuovo, il comandamento dell’amore: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Con il
suo linguaggio schietto e vivace ha lasciato molti
spunti di riflessione e due regali speciali. Il primo
è una frase di S.Agostino: “Ama e fa’ ciò che vuoi”,
che ha invitato i giovani a riflettere sul fatto che se
uno ama di un amore vero, di quello stesso amore
di Cristo Crocifisso, allora qualsiasi azione si possa
fare non può che essere buona. Il secondo regalo è
un bancomat speciale con il quale, come ha detto il
Vescovo, non si può “prelevare” ma solo “ versare”,
chiaramente non si parla di denaro! Sul retro si trova scritta una preghiera e mons. Coletti ha invitato
i presenti ad impararla a memoria.
A conclusione, foto di rito che sicuramente troverà
posto nei nostri oratori, ma già la giornata ha trovato posto nel cuore e nell’animo di chi ha condiviso
un pomeriggio con il nostro Vescovo.
Il Vescovo
a Piantedo:
“il bello di vivere
la domenica
in famiglia”
Diocesi Di como
Visita
Pastorale
Domenica 20 marzo mons. Diego Coletti
ha fatto visita alla Comunità di Piantedo
in Bassa Valtellina. Una giornata ricca
di incontri e di spunti di riflessione.
D
omenica 20 marzo dopo molta
attesa, preparativi e momenti di
preghiera mons. Diego Coletti ha
fatto il suo ingresso nella Parrocchia di
Santa Maria Nascente di Piantedo accolto
con forte entusiasmo e gioia dal parroco
don Silvano De Giobbi e da tutta la sua
popolazione.
La giornata è stata preceduta dall’incontro
serale del sabato, dove il Vescovo ha
incontrato la comunità apostolica e
ha richiamato con decisione e forza la
missione che la stessa comunità è tenuta
a svolgere. “Non siamo i migliori - incalza
mons. Coletti- ma i servitori degli altri,
dobbiamo dare e spendere la nostra
vita per gli altri, attraverso la riscoperta
dell’Amore verso Gesù e la lettura del
Vangelo e Buona Novella: solo questo ci
può fare sentire solidali come Chiesa”.
Come Gesù che amava parlare con le
parabole, il Vescovo ha paragonato il
regno dei cieli ad un grande lago posto in
una zona a clima temperato che, se non
possiede una fonte di calore, si ghiaccia,
per farci capire che nella comunità c’è
bisogno del calore del fuoco, dell’Amore
per Gesù che si trasforma poi in calore
per gli altri. Domenica mattina, dopo un
primo incontro privato con il parroco,
il Vescovo ha avuto l’occasione di fare
visita a due ammalati del paese per poi
giungere davanti al Municipio, dove il
sindaco, l’ Amministrazione comunale, i
gruppi della protezione civile, degli alpini
e sportivo e tutta la popolazione lo hanno
accolto al suono trionfale della Banda
musicale. Dopo il benvenuto, in corteo ci
si è recati verso l’oratorio abbellito per
l’occasione da numerose composizioni
floreali create da un gruppo di mamme e
nonne; qui è stata celebrata la S. Messa,
animata dalla presenza di numerosi
bambini, dalle voci del coro e dalla
Dal Vescovo il
richiamo a riscoprire
la centralità del
messaggio evangelico
e l’importanza di
riscoprirsi comunità,
a partire dalla
partecipazione alla
messa domenicale.
Da vivere insieme a
tutta la famiglia.
di La comunità
parrocchiale
presenza dei nostri anziani,
testimoni di una fede che
si tramanda alle nuove
generazioni. Durante l’omelia
il Vescovo, prendendo
spunto dal brano evangelico
della trasfigurazione, ha
sottolineato con forza la
necessità di mettersi in
ascolto di Gesù. Al termine,
dopo la solenne benedizione
della domenica e le foto
di gruppo, ci si è recati al
cimitero, dove, con viva
commozione, si è reso
omaggio a tutti i nostri
defunti, con un ricordo
particolare per i pastori della
nostra Comunità, ed è stato
recitato l’Angelus. La visita è
ripresa nel pomeriggio con
l’incontro con le famiglie.
Il Vescovo è stato accolto
festosamente dai bambini, i
quali lo hanno festeggiato con un canto
accompagnato dallo sventolio di nastri
colorati e gli hanno consegnato una
collana realizzata con le proprie mani,
composta da tanti cartoncini sui quali
ciascun bambino aveva precedentemente
scritto o disegnato un pensiero per il
Vescovo .
La giornata è proseguita all’interno
dell’Oratorio con l’incontro con gli adulti,
sul tema “ la famiglia cristiana vive la
domenica”, mentre i bambini hanno
giocato allegramente negli spazi esterni in
compagnia degli animatori dell’oratorio.
A conclusione tutta la popolazione
insieme al Vescovo, al convisitatore don
Flavio Ferodi e al parroco don Silvano ha
goduto di un piccolo momento di festa
preparato dal Gruppo Alpini e da tante
persone di buona volontà.
✎ Grazie!!!
“Famiglia-Domenica-Messa”: questa la
trilogia vincente proposta dal Vescovo!
Dobbiamo riscoprire la gioia e la voglia
di stare insieme bene: in famiglia e per
la famiglia dedicandole la Domenica e
la Messa. L’Amore vero è quello che si
dona (c’è più grande gioia nel donare che
nel ricevere) , è la sfida con l’assoluto
(l’amore gratuito e non a compiacenza).
Questo intenso e costruttivo intervento
è culminato con la celebrazione dei
Vespri presso il Santuario della BV della
Grazia e del Suffragio di Valpozzo dove
Mons. Vescovo ha posto, per mezzo di un
bambino, nelle mani della statua della
Vergine, un rosario, come segno di unità
nella preghiera.
Il saluto del nostro Vescovo si è arricchito
di un suo prossimo arrivederci, in
occasione della consacrazione della chiesa
parrocchiale, al termine dei lavori di
restauro.
E’ stata una giornata intensa e ricca di
emozioni, che ci ha permesso di godere
della presenza semplice e cordiale del
nostro pastore, che ci ha fatto gustare la
gioia della vita cristiana , che si fonda sul
mettere al centro della propria vita Gesù.
Cogliamo l’occasione per un particolare
ringraziamento al nostro parroco don
Silvano che da anni ci guida e ci sostiene
nel cammino di fede e di condivisione.
Grazie al Vescovo Diego perché attraverso
la sua visita la Comunità di Piantedo
ha riscoperto come è bello stare insieme
e fare gruppo. Questo è lo spirito che ci
ha animati nella giornata della visita
pastorale e ci auguriamo continui
ad animarci nel cammino pastorale
comunitario.
Vita diocesana
Sabato, 2 aprile 2011 13
Diocesi Di como
Visita
Pastorale
Mello e Civo. L’incontro con mons. Diego Coletti
■ Fotogallery
I giovani di Mello e Civo
■ Piantedo
Diocesi Di como
Visita
Pastorale
L’accoglienza dei bambini
Inflazione ai minimi
da cinquant’anni
I
l Vescovo Diego è stato accolto dalle comunità di Mello e di Civo con grande
gioia. Un applauso e il suono festoso delle campane ne han dato la certezza:
il Vescovo è giunto tra noi. Subito ha stretto mani, accarezzato bambini con
quel tratto distintivo che lo caratterizza: il suo amore e la sua semplicità. Tutta
la comunità, dai bambini agli anziani, dai confratelli agli alpini, alle coriste
in costume tradizionale, tutti attendevano il pastore con quell’impazienza di
chi aspetta un fratello lontano. I bambini della scuola materna parrocchiale,
accompagnati dalle insegnanti, lo aspettavano con indosso la maglietta con
scritto “Benvenuto Diego”, corredata da un cuore rosso, pulsante, dedicato al
Beato Guanella, al quale è stata dedicata la rappresentazione di venerdì sera
alla presenza del Vescovo. Dopo il saluto di accoglienza e la benedizione
iniziale, i fedeli si sono radunati in chiesa per la liturgia dell’Annunciazione.
Commentando il Vangelo, il Vescovo ha riflettuto sulle parole rivolte dall’Angelo
a Maria, una giovinetta di 16, 17 anni, che lì per lì non ne comprende il
significato. In quel giorno Maria diventa
portatrice della salvezza del mondo,
diventa piena di grazia. Non si deve
benedizione, segno della vicinanza
avere paura di Dio, di fare l’esperienza
ai fratelli più piccoli, coloro che
del suo amore. La grazia sta nel
incarnano in loro stessi l’immagine di
donare gratuitamente l’amore, senza
Gesù servo sofferente.
pretendere il contraccambio.
In serata si è svolta la splendida
Prima di concludere, il Vescovo, con
rappresentazione sulla figura di
il suo spirito paterno ha chiesto il
don Guanella, di cui parleremo
permesso, per evitare “una catastrofe”,
nell’articolo dedicato.
di allacciare le stringhe a una
Sabato pomeriggio, accolto dalla
bambinetta seduta in prima fila.
comunità di Civo, mons. Diego
Terminato il primo incontro della Visita, ha celebrato la Santa Messa
i bimbi della scuola materna hanno
nella parrocchiale di S. Andrea,
preso per mano il loro nuovo amico
soffermandosi ancora sull’amore di
Diego e lo hanno accompagnato alla
Dio, da saper donare agli altri, con
loro scuola dove hanno cantato una
l’auspicio che, come per don Guanella,
canzone, prima di pranzare con lui.
anche dalle nostre comunità possano
Nel pomeriggio ha incontrato i
scaturire sante vocazioni, perché il
ragazzi del catechismo, spiegando il
mondo ne ha urgente bisogno.
brano evangelico del Buon Pastore,
Domenica mattina ha presieduto a
sottoponendosi a tutte le domande che
Mello la Santa Messa e la processione
la fantasia dei bimbi poteva suggerire.
con la statua della Madonna. Uno dei
Poi la merenda insieme e l’incontro con
doni offerti, lo sgabello per mungere,
i giovani, ai quali ha parlato di amore,
strumento non certo comodo,
quello vero, quello donato sull’esempio
rappresenta l’orgoglio della comunità
di Gesù.
per le sue radici, e vuole farne
Al termine si è recato, in compagnia
partecipe anche il Vescovo Diego.
del parroco, a visitare alcuni ammalati,
Al termine della processione per le
per portare loro il suo conforto e la sua
vie del paese, colorate di fiori per
Rappresentazione
Continua la visita pastorale
alla zona Bassa Valtellina:
il Vescovo ha incontrato
le comunità di Civo e Mello.
Ma anche quelle di Cevo,
Roncaglia e Caspano.
la speciale occasione, il Vescovo
ha voluto elevare al Signore, per
intercessione di Maria, quattro
intenzioni che gli stanno molto a
cuore: la famiglia, la pace, quella vera,
le vocazioni e i sofferenti, nel corpo e
nello spirito.
Poi, a ricordo di questo intenso
momento di preghiera, ha voluto
donarci il rosario con cui ha pregato
durante la processione, perché
possa essere un segno di comunione
spirituale con lui, attraverso la
Mamma del Cielo.
La Visita è stata un vero evento di
grazia per tutti noi: ci ha rinvigoriti
nella fede, ci ha fatto riscoprire l’amore
di Dio per noi, ci ha incoraggiati alla
testimonianza del Vangelo, per essere
veri discepoli e testimoni dell’adesione
a Cristo e alla Chiesa. E possiamo
sperare che anche per lui il restare con
noi, sebbene per poco tempo, gli abbia
fatto gustare l’ospitalità e la genuinità
di comunità semplici come le nostre.
PAGINA A CURA
DELLA COMUNITA’ PARROCCHIALE
Dalla rappresentazione della vita del Beato
uno spunto di riflessione sull’amore come dono
In scena la vita di don Guanella
V
enerdì sera, in una chiesa parrocchiale gremita, il Vescovo ha assistito alla sacra rappresentazione “Così come te” sulla figura del Beato
Luigi Guanella. Una serata emozionante, carica di
spunti di riflessione. Dal battesimo alla minestra
per i poveri, dall’ordinazione alla solitudine a Olmo, da Pianello a Como, per arrivare a Traona, fino
al terremoto di Avezzano, la morte e, la risurrezione, cioè la rinascita del giovane americano William
Glisson. Grazie a questo miracolo, per don Guanella inizia il processo di canonizzazione, che si celebrerà il 23 ottobre. L’itinerario di preghiera e riflessione ha fatto pensare al significato dello spendere
tutto per gli altri. Gesù, nel capitolo 25 del Vangelo
di Matteo, ci dice: «Ho avuto fame e mi avete dato
da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete
vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e
siete venuti a trovarmi»… «In verità io vi dico: tutto
quello che avete fatto a uno solo di questi miei fra-
telli più piccoli, l’avete fatto a me».
Essere cristiani significa donare il proprio
amore all’altro senza pretendere nulla in
cambio, compiere la decisione ferma, libera, incondizionata di stare male, purché l’altro stia bene. Gesù non è venuto ad abolire
la legge antica, ma ci dà un comandamento
nuovo: amatevi gli uni gli altri come io ho
amato voi. È difficile, ma è proprio questo il
tratto distintivo del cristiano. L’amore vero,
disinteressato è stato al centro dell’intervento del Vescovo. Ci ha parlato di santità, ha
detto che è cosa nostra, cosa di popolo, ci
riguarda da vicino. Non dobbiamo pensare
che sia qualcosa di strano: tutti noi possiamo
essere santi. Non lo si diventa stando fermi,
ma lavorando e faticando per il bene dell’altro. Il sacerdote di Fraciscio ci illumina con il
suo esempio, nel suo tempo ha combattuto
la sua battaglia a favore dei bisognosi, dei fra-
telli più piccoli, di coloro che non hanno nulla da ricambiare. Proprio in questo sta l’essere beati: aiutare senza condizioni e limiti,
amando come Lui ha amato noi, solo così
si potrà essere cristiani veri, degni di essere
chiamati con questo nome. Nella lavanda
dei piedi Gesù si fa servo, e anche il Vescovo,
durante la rappresentazione, è stato invitato,
in una scena suggestiva, a lavare i piedi a una
giapponese e a un africano, simboli delle difficoltà di oggi. Ad ogni scena, inoltre, il bisogno di carità era rappresentato dal vecchietto del famoso episodio degli zuccherini, che
invitava un personaggio a stendere le mani.
Il nostro impegno è stato apprezzato dal Vescovo, che ci ha rivelato di aver scoperto una
comunità di alta qualità, fin dai primi istanti
di visita in mezzo a noi. E questo ci è di stimolo a continuare nel cammino intrapreso,
migliorandoci sempre di più.
ComoCronaca
Insieme
per cambiare
le regole
del gioco.
Le tappe
D
i seguito il programma degli
incontri di “Sfidaffido”, tutti
alle 20.30.
lunedì 2 maggio “L’affido: quando e
perché”. Sede: COMETA, via Madruzza
36, Como, tel. 031-520717
lunedì 16 maggio “L’accoglienza: il
bambino entra nella casa della famiglia
affidataria. I bisogni del bambino”.
Sede: ANFAA, presso la Cascina Massée,
via S. Antonino 4, Como - Albate, tel.
031-526587.
Sabato, 2 aprile 2011 15
lunedì 30 maggio “La famiglia di
origine del bambino nell’esperienza
dell’accoglienza”.
Sede: PROMESSA, c/o Comunità
Annunciata, viale Varese 19, Como, tel.
031-271116.
lunedì 13 giugno: “L’accoglienza
vissuta: le famiglie affidatarie
raccontano”. Sede: LE VIGNE, via
per Civiglio 52, Brunate (CO), tel.
031-364066.
lunedì 12 settembre
“Accompagnamento al distacco del
bambino dalla famiglia affidataria”.
Sede: ANFAA, Cascina Massée, via
S.Antonino 4, Albate, Como, tel.
031-526587.
lunedì 26 settembre: “L’accoglienza
come gioco di squadra: il sostegno
di servizi sociali e associazioni alla
famiglia”. Sede: COMETA, via Madruzza
36, Como, tel. 031-520717
22 ottobre incontro finale di verifica e
rilancio.
Sfidaffido. Un percorso di sensibilizzazione
SERVIZI
SOCIALI
A
ffido, una scelta
difficile, irrazionale,
faticosa. Ma
importante, necessaria,
preziosa. Accogliere in casa un
minore con alle spalle un vissuto
di disagio, trascuratezza, se non
di violenza o abuso, significa
aprire le porte ad un mondo
nuovo, fatto di dolori e gioie,
sogni e realtà, che si rincorrono,
continuamente. È una scelta
irrazionale perché viene dalla
pancia e va contro la logica e
naturale ricerca di stabilità che
ogni famiglia persegue. Significa
accogliere un minore per un
periodo indefinito, ma di cui la
legge stabilisce dei limiti, anche
se mai certi.
L’affido, però, è anche, e
soprattutto, una scelta preziosa,
necessaria, per restituire
equilibrio ad una società fragile.
La chiave, pur colma di limiti
da mettere a punto, per non far
mai mancare a un bambino il
sacrosanto diritto di crescere
in una famiglia in grado di
accompagnarlo, con semplicità,
Da
amore, fermezza, nel suo
cammino di crescita.
Predisporsi all’affido è una
sfida impegnativa, occorre
consapevolezza, disponibilità, serenità,
impegno, ma anche numeri. La domanda
di accoglienza è alta, ma le famiglie
disponibili sono ancora poche, troppo
poche. “Sfidaffido” è il percorso di
formazione sull’affidamento familiare
proposto dal Comune di Como, in accordo
con alcune realtà del territorio impegnate
su questo fronte. “Insieme per cambiare
le regole del gioco”, il sottotitolo di un
progetto che proprio sulla logica della
rete, dell’intesa tra pubblico e privato
sociale, fonda la sua originalità. Il primo
appuntamento, di questo viaggio, è
programmato per sabato 2 aprile presso la
Sala Stemmi del Comune di Como, dalle
10 alle 13. Una mattina per presentare il
percorso di formazione, itinerante, che
del distretto – il Servizio
Distrettuale Affidi di Como è
andato consolidandosi. Ciò
ha permesso di rilanciare
una cultura dell’accoglienza,
anche e soprattutto
rinsaldando i rapporti
con la rete territoriale.
La collaborazione con le
realtà presenti sul territorio
rappresenta una risorsa per
noi insostituibile».
Una prima campagna
condotta a sostegno
dell’affido familiare porta la
data del 2008. All’epoca le
nuove famiglie del distretto
interessate all’affido erano
7, numero salito a 20
nel 2008 e a 22 nel 2009.
“Sfidaffido” ha lo scopo
di incrementare questi
numeri, cercando anche
di tramutare il semplice
interesse in impegno
concreto. Il progetto fa
parte in un percorso
triennale (per un impegno
complessivo di 89.800 euro)
cofinanziato da Fondazione
maggio, sei incontri per mettere a nudo una tematica di grande
Cariplo (50 mila euro),
Comune di Como (33 mila
attualità. 56 i minori oggi in affido nel Distretto di Como
euro) e dagli altri partner.
L’obiettivo dell’ iniziativa è quello di consentire
Gli incontri in programma
alle famiglie interessate di conoscere meglio
C
O
R
S
O
D
I
F
O
R
M
A
Z
I
O
N
E
prenderà
il
via
dal
prossimo
mese
di
queste
cifre
va
aggiunta
un’altra
quindicina
avranno
luogo,
di volta in volta, in una
l’esperienza dell’affido, in tutti i suoi aspetti, e
maggio.
«La proposta
questo
cammino
di minori stranieri non accompagnati ospiti delle realtà dell’associazionismo familiare
di confrontarsi
con chidigià
l’ha vissuta
o la vive.–
Allo scopo
la formazione
presenterà
molteplici
ha spiegato
Franca
Gualdoni,
dirigente
dei
nella
S Ustruttura
L L ’ A“Puzzle”
F F I Ddi Tavernola.
A M E N T O del territorio aderenti al progetto. Ciascun
valenze:
informativa
e di
orientamento,
Servizi
Sociali
del
Comune
di
Como
– parte
Restando al distretto di Como attualmente
incontro sarà condotto da una psicologa
esperienziale, motivazionale e di conoscenza.
da una
necessità:
proporre
percorso
sono 56 i minori in affido, di cui 44
Alle serate interverranno famiglie
Accanto
alla trasmissione
di un
nozioni
teoriche, il
F A M (dunque
I L in famiglie
I A alRdi E esperta.
percorso propostoeprevede
il coinvolgimento
di sensibilizzazione
formazione
che
extrafamiliare
dell’associazione ospitante, che offriranno
delle strumenti
potenziali efamiglie
affidatarie
in un
fornisca
chiavi di
lettura per
fuori della stretta rete parentale) e 12
la loro testimonianza diretta sul tema.
cammino di conoscenza maturata tramite
una conoscenza reciproca della ricchezza
comprendere
a
fondo
il
senso
dell’affido,
intrafamiliare.
A conclusione del percorso formativo si
l’esperienza diretta, utilizzando tutte le
delle
diverse esperienze. Ciascun incontro
potenzialitàcosì
offerte
dalle diverse
associazioni
permettendo
a nuove
famiglie
di
Anfaa,
Cometa,
Promessa,
Vigne,edqueste
svolgerà un incontro (previsto per sabato
sarà
condotto
da una
psicologaLe
esperta
familiarialariane
già
impegnate nella pratica
interverranno
famiglie dell’associazione
affacciarsi
questo
mondo».
le
associazioni
comasche
che
hanno
22 ottobre) in cui le famiglie affidatarie, in
dell’affido. La realizzazione del “corso” di
ospitante
che alla
potranno
portaredellaprogetto,
loro
Un mondo
che,siloavvale
dicevamo,
bisogno
partecipato
costruzione
rete con le diverse associazioni, saranno
formazione
sia dellahaguida
di una
testimonianza vissuta sul tema.
psicologa
esperta
di aiuto,
nuove
forze. dell’argomento
A confermarlosia della
con il Servizio
Distrettuale
Affidi
invitate a confrontarsi relativamente
Ad’intesa
conclusione
del percorso
formativo
esperienza
di alcune ifamiglie
sidisvolgerà
un incontro
( previsto
sonocomprovata
i numeri. 52
sono attualmente
Como. Loro
sarannofinale
la “voce”
che
all’esperienza formativa svolta, così da
affidatarie. Quest’ultima infatti costituirà un
per
sabato 22 ottobre)
in cuitestimonianze
le famiglie
minori
dell’areaarricchimento
del distretto per
di Como
accompagnerà,
attraverso
e
trarne spunti di sviluppo per il futuro sul
significativo
le famiglie
affidatarie in rete con le diverse associazioni
interessateper
a vivere
la medesima
(25 comuni,
un totale
di 146esperienza.
mila 300
contributi,
questo
cammino
formativo.
valore dell’esperienza dell’affido.
saranno
invitate
a confrontarsi
relativamente
Il percorso
proposto
sarà itinerante
all’esperienza
formativa
per– trarne
abitanti)
inseriti
in comunità
(dunquepresso
«In questi ultimi
trefatta,
anni
spiegaspunti
Patrizia
Informazioni: Servizio Affidi (031-252646le singole realtà dell’associazionismo familiare
diMagretti,
sviluppo coordinatrice
dell’attività stessa,
e a quanto
potenzialmente
affidabili).
Di questitutte
ben le
dell’Uffici
di
50), o una delle associazioni aderenti.
del territorio, in
modo da valorizzare
condiviso all’interno della rete di famiglie sul
44 sono
residenti
nel comune
A
risorse
di sostegno
disponibilidi
e Como.
permettere
piano,
in rappresentanza
PAGINA A CURA DI MARCO GATTI
valore
dell’esperienza
dell’affido.del 25 Comuni
SfidAFFIDO
INSIEME
PERuna
CAMBIARE
SfidAFFIDO
L’affido...
sfida
INSIEME
PERGIOCO
CAMBIARE
LE REGOLE
DEL
LE REGOLE DEL GIOCO
g
r
a
f
i
c
a
Comune di Como
ANFAA
Cometa
Promessa
Le vigne
sERVIZIO aFFIDI
L’
L’
L’
L’
I
Anfaa, Associazione nazionale
famiglie adottive e affidatarie,
sezione provinciale di Como,
è attiva a Como dal 1968, con sede in
via S. Antonino 4. è un’associazione
di volontariato composta unicamente
da famiglie con esperienza di affido e
adozione nazionale e internazionale.
L’Anfaa organizza incontri di formazione
per coppie, singoli e famiglie
sull’affidamento familiare una volta
al mese (il lunedì sera alle ore 21).
Gli incontri sono condotti da famiglie
affidatarie con la presenza di una
psicologa. Inoltre da anni si è dotata
di un gruppo di auto aiuto per famiglie
affidatarie e adottive, che si riunisce
una volta al mese, mercoledì, alle ore
21. con la presenza di uno psicologo.
Informazioni :
telefonare
allo 031-526587,
oppure inviare una mail
a [email protected]
associazione Cometa è
un’esperienza di accoglienza ed
educazione di bambini, giovani
e famiglie attraverso la condivisione
della vita quotidiana. Molteplici i
campi d’azione: dall’affido di minori
in comunità familiare, all’affido etero
familiare nelle famiglie in rete, dal
pronto intervento per situazioni
di particolare urgenza e gravità,
all’affido diurno. Significativi i percorsi
sperimentali di accompagnamento
all’adozione di neonati, abbandonati
alla nascita. L’associazione organizza
incontri per promuovere l’esperienza
dell’accoglienza e mini corsi sull’affido,
sostegno e supporto alle famiglie
affidatarie attraverso spazi d’ascolto,
sostegno alle famiglie d’origine,
servizi per la cura dei legami familiari
e counseling familiare.
Informazioni: Mariagrazia Figini o
Daniela Somaini,
031-520717, associazione.
[email protected],
www.puntocometa.org.
associazione Promessa,
a seguito di un cammino
iniziato nel 1997 attorno alla
proposta di padre Luigi Bassetto si
costituisce formalmente nell’anno
2001. Il punto di forza associativo
è quello della rete di famiglie che
è di sostegno e collaborazione per
le dinamiche che l’affido solleva.
Attualmente l’associazione è costituita
da 14 famiglie - tra le quali 9 hanno
10 affidi familiari - e 2 religiosi. I
servizi offerti sono un incontro di
auto aiuto mensile il martedì sera con
uno psicologo; un incontro bimestrale
la domenica pomeriggio con una
psicologa; un incontro bimestrale,
sempre la domenica pomeriggio, di
natura associativa e di confronto sulle
problematiche dell’affido familiare.
Informazioni: Giovanni
Giambattista 335-5475171,
padre Paolo Di Ral 031-271116,
e-mail: [email protected],
www.digilander.libero.it/
promessa.como/
associazione “le Vigne” è
costituita da tre famiglie che
abitano una grande casa a
Brunate. Le famiglie si sostengono
vicendevolmente nel cercare di
rispondere ai bisogni del territorio.
L’associazione accoglie mamme,
giovani adulti o picccoli nuclei in
situazioni di semiautonomia. Bambini
e adolescenti sono accolti in affido
nelle famiglie. Presso l’associazione
si è costituito un gruppo di famiglie
interessate all’affido o che hanno
affidi in corso. Il gruppo ha finalità
di favorire il discernimento dei vissuti
e la comprensione delle dinamiche
legate all’affido. Si incontra una
volta al mese, abitualmente il sabato
mattina, è coordinato e sostenuto da
una psicologa del Servizio affidi del
Comune di Como.
Informazioni: Francesca Metzger
031-364066; Barbara Pirolo
031-223410, Solange Pace 031220157, e-mail: francesca.borsani
@famigliametzger.it
l Servizio distrettuale Affidi del
Piano di Zona di Como garantisce
ai nuclei affidatari la possibilità
di usufruire di percorsi di sostegno
individuale e/o di gruppo. la frequenza
degli incontri individuali è concordata
insieme all’operatore. Il gruppo,
condotto dalla psicologa del Servizio
Affidi. è composto da nuclei familiari
che hanno già avviato l’esperienza di
accoglienza. Il suo obiettivo è quello
di offrire uno spazio di riflessione,
condivisione e supporto al percorso
di affidamento. il gruppo si riunisce
con cadenza mensile (martedì, alle ore
24.45) a Como, presso il Centro Diurno
Disabili di via del Doss 3.
Informazioni: dott.ssa Rosaria
Bonifacio 338-8161558, e-mail:
[email protected]
ComoCronaca
16 Sabato, 2 aprile 2011
mo
Villa Ol
Ha ufficialmente aperto i battenti lo scorso 26 marzo.
Le opere ammirabili fino al 26 luglio
“Boldini e la Belle époque:
l’ottava grande mostra
“B
oldini e
la Belle
époque”.
Dallo
scorso 26 marzo (la serata
inaugurale di venerdì ha
visto la presenza di oltre
2000 persone) le sale della
settecentesca Villa Olmo
ospitano 60 capolavori
del pittore ferrarese,
accompagnate da altre
60 opere di alcuni dei
più importanti artisti di
fine Ottocento italiano,
tra cui De Nittis, Corcos,
Zandomeneghi e Signorini.
La mostra, curata da Sergio
Gaddi, assessore alla cultura
del Comune di Como, e
artisti”. Quello iniziato da
Giovanni Boldini nel 1864,
lasciando Ferrara alla volta
di Firenze, fu un viaggio
artistico di sola andata che
dal capoluogo toscano
lo condusse a Londra e,
infine, a Parigi, dove si
trasferì e risiedette fino alla
morte avvenuta nel 1931.
Parigi fu per Boldini la vera
mecca dell’arte e della vita
dove entrò in contatto con
gli ambienti più esclusivi
e ottenne il tanto atteso
benessere economico.
Como è giunta questo nuovo
appuntamento museale
dopo 7 anni di successi e
oltre 600.000 visitatori grazie
alle esposizioni dedicate
a Miró, Picasso, Magritte,
agli Impressionisti, a Klimt
e Schiele, all’Avanguardia
Russa e a Rubens. La mostra
sarà visitabile fino al 26
luglio. Anche quest’anno,
all’esposizione si affianca
come evento parallelo di
approfondimento didattico,
Esposti 60 capolavori
del pittore ferrarese,
accompagnati da altre
opere di noti artisti di
fine Ottocento italiano
da Tiziano Panconi, fra
i maggiori esperti della
pittura italiana dell’800,
è stata ideata e prodotta
dall’assessorato alla Cultura
del Comune di Como, con il
patrocinio del ministero per
i Beni e le Attività Culturali,
della Regione Lombardia e
con il sostegno di Unicredit
in qualità di main sponsor.
All’allestimento della
rassegna ha partecipato
quest’anno, offrendo
gratuitamente il proprio
contributo, anche
l’accademia Aldo Galli.
Se da un lato i capolavori
di Giovanni Boldini, come
Mademoiselle De Nemidoff
(1908), Nudo di giovane
donna semisdraiata (1863),
Femme au gants (1888),
Ritratto di Emiliana Concha
de Ossa (1901), permettono
di gettare una luce
sull’attività internazionale
di uno degli indiscussi
protagonisti dell’arte italiana
ed europea di fine ‘800-inizi
‘900, dall’altro, le altre opere
presenti consentiranno
di ripercorrere, a livello
figurativo, l’evoluzione
del gusto pittorico che si
diffuse in tutta Europa
e che rappresentò i
cambiamenti di questo
nuovo mondo, nei suoi
aspetti estetici più peculiari,
dall’emancipazione
dell’individuo alla crescita
della consapevolezza
femminile. «Il mito della
Belle Epoque si intreccia
con il genio di Giovanni
Boldini, - spiega il curatore
della mostra Sergio Gaddi
- l’energia creativa e la
fiducia ottimistica che
rivoluzionano la storia tra
Ottocento e Novecento
vengono esaltate dalla
velocità guizzante di una
pennellata inconfondibile,
che esprime la bellezza e la
Orari di visita
Orari: da martedì a giovedì: 9-20; da venerdì a domenica:
9 -22 (la biglietteria chiude un’ora prima); lunedì chiuso
BIGLIETTI Intero: 10 €; Ridotto: 8 € (visitatori oltre
65 anni e tra 6 e 18 anni, universitari fino a 26 anni,
gruppi di almeno 25 persone con ingresso gratuito per
l’accompagnatore, categorie convenzionate). Ridotto
scuole: 5 € (gruppi scolastici di almeno 25 persone con
ingresso gratuito per due accompagnatori); Gratuito:
bambini fino a 6 anni, disabili con accompagnatore.
Informazioni e prenotazioni: Ufficio gruppi e info: tel
031-571979, fax 031-3385561, www.grandimostrecomo.it
gioia di vivere. L’immensa
popolarità di Boldini
arriva fino in America, ed
i suoi modi aristocratici, la
vocazione per la mondanità,
il numero altissimo di liason
galanti e la frequentazione di
ambienti borghesi ne fanno
un punto di riferimento per
un significativo gruppo di
un progetto teatrale, a cura
di Teatro in Mostra di Como,
dal titolo Café Belle Époque.
La pièce è ambientata
in un caffè parigino; lì
viene narrata la vicenda
di Violetta e di Alfredo,
perfetti interpreti dello
spirito romantico della Belle
Époque.
Notizia flash
■ Carta sconto
Dal 4 aprile al via
la “rivoluzione”
Rinviato di un mese, è ormai alle
porte l’avvio del nuovo sistema di
acquisto a prezzo agevolato del
carburante, per i residenti nelle fasce
di confine delle province di Como,
Varese e Sondrio attraverso la CRS, la
Carta Regionale dei Servizi. A pochi
giorni dall’entrata in vigore della
nuova situazione, che comporterà la
definitiva uscita di scena della “Carta
sconto benzina”, introdotta nel 1997
dalla Regione Lombardia, sono stati
oltre 340mila i pin rilasciati nelle tre
province interessate anche se si stima
che le potenziali richieste dovrebbero
aggirarsi a quota 600.000. “Numeri
importanti che dimostrano l’efficacia
delle aperture straordinarie degli
sportelli provinciali delle Asl e delle
sedi territoriali di Regione Lombardia,
nonché della predisposizione e
attivazione di desk mobili, abilitati
al rilascio dei codici segreti” ha
sottolineato la stessa Regione. In
ogni caso, rispetto a quanto si è
visto nel mese di febbraio, in queste
ultime settimane agli sportelli non
si è verificata la ressa e le lunghe
colonne (piuttosto, negli ultimi tempi,
il fenomeno ha riguardato, almeno per
ciò che concerne il Comune di Como,
la presenza dei modelli 730 gratuiti
per la compilazione della dichiarazione
dei redditi 2010). L’entrata in funzione
della CRS per acquistare a prezzo
agevolato il carburante (rispetto
alla vecchia tessera il nuovo sistema
dovrebbe prevedere uno sconto
variabile a seconda delle mutazioni del
prezzo della benzina in Canton Ticino)
avverrà dunque tra qualche giorno
e da martedì 4 aprile sarà possibile
per i titolari di una tessera abilitata
allo sconto di segnalare, recandosi
di persona al proprio Comune di
residenza, i componenti del proprio
nucleo familiare ai quali desidera
estendere il beneficio. Il proprio
Comune, previa verifica dello stato di
famiglia del richiedente, abiliterà allo
sconto le CRS dei familiari per i quali è
stata fatta la richiesta esclusivamente
se inseriti nello stato di famiglia. Per
ulteriori informazioni: numero verde
800.030.606 oppure collegarsi al
sito: www.crs.regione.lombardia.it.
In quest’ultimo mese, nel frattempo,
sono proseguiti i controlli da parte
della Gestione Tributi della Regione
Lombardia e della Guardia di Finanza su
coloro che avrebbero utilizzato in modo
improprio la carta sconto benzina. Il
fenomeno ha interessato, per lo più,
abitanti della provincia di Sondrio
mentre i casi nel comasco sono risultati
alquanto limitati.
l.cl.
Alptransit. Completamente scavati 57 km di galleria
S. Gottardo: giù l’ultimo metro di roccia
I
l 23 marzo 2011 i minatori hanno scavato
l’ultimo metro di roccia del nuovo tunnel
del San Gottardo che ospiterà la galleria ferroviaria più lunga del mondo all’interno del
sistema Alptransit. Circa cinque mesi dopo la
caduta del diaframma nella canna est, entrambi i tubi a binario unico della Galleria di base
del San Gottardo sono stati completamente
scavati sulla lunghezza di 57 chilometri. Quasi per celebrare questo avvenimento, nonché
per illustrare prospettive e scenari futuri dovuti
ai nuovi collegamenti ferroviari ad alta velocità che permetteranno di rendere il treno un
mezzo di trasporto maggiormente competitivo
(oltre che in termini di tempo anche da punto
di vista ecologico) rispetto all’aereo, Lugano ha
ospitato il giorno dopo un convegno dedicato ad Alptransit al quale sono intervenuti rappresentanti del mondo politico, economico
ed istituzionale della Svizzera ma anche della
Lombardia. Tra i diversi relatori della giornata di lavori interessante è stato il pensiero ma-
nifestato dal Consigliere di Stato del Canton
Ticino, Marco Borradori: «Le infrastrutture di
trasporto modificano il grado di accessibilità
delle regioni. Se non ci trovassimo su un asse
di trasporto strategico per la Svizzera e per l’Europa, oggi saremmo probabilmente una vallata
relegata ai margini dello sviluppo. AlpTransit
rivaluterà invece la nostra collocazione nella
geografia dei trasporti e nelle dinamiche socioeconomiche. Migliorerà la nostra accessibilità
e quindi l’attrattiva per nuovi insediamenti di
carattere economico (penso in particolare ai
servizi e alla logistica, ma anche alla ricerca),
per il turismo e per la residenza. Dobbiamo saper coniugare questa opportunità con l’elevata
qualità di vita di cui oggi disponiamo e che ci
è invidiata da molte parti. Si tratta quindi di
creare e proporre iniziative adeguate per valorizzare, con equilibrio e intelligenza, le risorse
di cui disponiamo». Con la caduta del secondo
diaframma termina un’importante fase di costruzione. Cominciata nel 2001 nel comparto
sud di Bodio, questa fase è stata preparata già
a partire dal 1996 con la realizzazione dei cunicoli d’accesso di Amsteg, Sedrun, Faido e Bodio
e la costruzione a Sedrun di due pozzi profondi
800 m. Dei circa 152 km del sistema di tunnel
della Galleria di base del San Gottardo, inclusi
tutti i cunicoli e pozzi, il 56% circa è stato scavato con la fresatrice, mentre il 44% restante
con avanzamento tradizionale. In totale sono
stati trasportati fuori dalla montagna più di 28
milioni di tonnellate di roccia e massi. Alla fine
di maggio del 2016 AlpTransit San Gottardo SA
consegnerà alle Ferrovie Federali Svizzere la
galleria pronta per l’esercizio. Fino a quel momento i punti cardini delle attività si spostano
sul rivestimento interno, sull’equipaggiamento della costruzione grezza e sull’installazione
della tecnica ferroviaria. Parallelamente alle
ultime fasi di avanzamento e di costruzione
grezza, questi lavori sono già iniziati nei comparti di galleria terminati in precedenza.
l.cl.
ComoCronaca
Sabato, 2 aprile 2011 17
Sanità. Presentata a Como una guida in sei lingue per
aiutare gli stranieri ad orientarsi tra i servizi del territorio.
Assistenza sanitaria
senza frontiere
A
La distribuzione
Inglese, francese, spagnolo, turco, arabo e cinese.
Sono queste le lingue in cui è disponibile la
guida “l’assistenza sanitaria per tutti: guida per i
cittadini stranieri”, finanziata grazie ad un bando
della Regione Lombardia. L’iniziativa rientra nel
progetto HPH (Health Promoting Hospital) che mira
a migliorare la qualità dei servizi sanitari in tutta la
Regione. La guida, presentata la scorsa settimana
nella sede ASL di Como, è già attualmente in
distribuzione nei distretti sanitari della provincia.
● I nuovi dati forniti
dall’Osservatorio della
Regione Lombardia
iutare gli stranieri ad
orientarsi tra i servizi
offerti dal sistema sanitario
nazionale. Per questo l’Asl di Como,
in collaborazione con l’azienda
Ospedaliera S. Anna e l’associazione
Chance ha realizzato una guida
stampata in diverse lingue (inglese,
francese, spagnolo, turco, arabo
e cinese) con tutte le indicazioni
utili per accedere ai servizi del
territorio. Nelle stesse lingue – a
cui si aggiunge il rumeno – è stato
stampato anche un pieghevole
con tutte le informazioni utili per
orientarsi all’interno dell’Azienda
Ospedaliera S.Anna. L’idea
nasce dall’associazione Chance
che in città è attiva nel campo
dell’interculturalità. “Negli ultimi
anni – spiega il presidente di
Chance, Caterina de Camilli – ci
siamo concentrati nei settori della
scuola e della sanità, aspetti centrali
quando si parla di integrazione. Il
nostro obiettivo è quello di mettere
a conoscenza gli stranieri che
arrivano a Como di quelli che sono
i loro diritti e doveri. La sanità che,
● Diminuzione negli
arrivi. Tra gli uomini
8 su 10 sono regolari
nonostante qualche inevitabile
problema, rappresenta uno dei fiori
all’occhiello del nostro paese è,
però, un’organizzazione complessa
che non sempre viene capita con
chiarezza da chi arriva da paesi
lontani, dove, magari, non esiste
nemmeno un sistema sanitario”. La
guida presenta l’ “abc” della sanità.
A partire dall’iscrizione al sistema
sanitario fino alla prenotazione
degli esami. Per chiarire la necessità
di uno strumento come questo
è sufficiente guardare ai dati
sulla sanità in Lombardia forniti
dall’Osservatorio regionale per
l’integrazione e la multi etnicità. Nel
2009 la percentuale di degenze di
pazienti immigrati è cresciuta del
20%, passando dalle 94.816 del 2006
alle 113.993 del 2009. Nell’ultimo
quinquennio l’incremento dei
ricoveri in regime ordinario di
stranieri non è mai stato inferiore
al 4,5% annuo, così che nel 2009
la quota delle degenze attivate
da stranieri si attesta al 7,7% del
totale regionale (7,2% nel 2008).
“Uno strumento come questo –
● Oltre il 50 per cento ha
un lavoro stabile. Il 12,9
per cento è disoccupato
Immigrazione a Como
oltre i luoghi comuni
N
el 2010 per la prima volta nel
corso degli ultimi dieci anni
il flusso di immigrati verso
la Lombardia ha fatto registrare “un
notevole rallentamento della crescita”.
A renderlo noto, in attesa di sapere
quali potranno essere le conseguenze
delle crisi nord africane sui flussi
migratori, è l’Osservatorio Regionale
per l’integrazione e la multi etnicità
della Regione Lombardia che ha
recentemente pubblicato il rapporto
relativo al 2010.
IN LOMBARDIA
Tra il 1° luglio 2009 e il 1° luglio 2010
il numero di immigrati stranieri
arrivati in Lombardia è stato inferiore
allo stesso periodo tra il 2008 e il
2009 per ben 92mila unità (-83%).
Una diminuzione probabilmente
legata alla crisi economica. Il saldo è
comunque positivo con una crescita
della popolazione proveniente da Paesi
a forte pressione immigratoria stimata
in 1 milione e 188 mila unità (regolari
e non), 18 mila in più rispetto al primo
luglio del 2009. La Lombardia continua
così a raccogliere quasi un quarto del
totale dei presenti a livello nazionale,
valutato in 5,1 milioni di persone. In
Lombardia si contano, in media, circa
12 stranieri ogni cento residenti. Cala
drasticamente, invece, la componente
irregolare stimata in 113 mila (47mila
donne e 66mila uomini), ben 40,4
mila in meno (-26%) rispetto al 2009,
anno in cui si valutavano 153,4 mila
irregolari.
LA SITUAZIONE COMASCA
La provincia che ospita la principale
comunità di immigrati resta quella
di Milano con 424 mila presenze.
lombarda.
OLTRE I LUOGHI COMUNI
Dai dati emerge come la stragrande
maggioranza degli immigrati arrivati
in riva al Lario sia residente in
provincia e in possesso di regolare
permesso di soggiorno. In particolare
per gli uomini, 8 su 10, possiedono un
permesso di soggiorno per motivi di
lavoro. Gli irregolari, secondo le stime
dell’Osservatorio, sarebbero meno di
4 mila, in forte calo rispetto al 2009.
Un dato, invece, non molto superiore
rispetto al 2001 quando erano poco
più di tre mila. Per quanto riguarda
l’occupazione solo il 12,9% risulta
disoccupato, mentre oltre il 50% ha
un lavoro stabile (il 45% occupato a
tempo pieno e il 5,5% ha un lavoro
autonomo). L’8,7% è impiegato in
nero. La popolazione immigrata
presente in Lombardia vanta
comunque una discreta “anzianità”:
circa il 30% dichiara di essere in Italia
da più di dieci anni. Quanto alle
prospettive per l’immediato futuro,
l’85,9% delle donne e il 79,2% degli
uomini affermano di non essere
intenzionati a trasferirsi altrove.
Seguono Brescia (191mila), Bergamo
(137,9 mila), Varese (74mila), MonzaBrianza (71mila), Pavia e Mantova
(62mila). Sulle dodici province
lombarde Como con le sue 49 mila
presenze occupa l’ottavo posto davanti
a Cremona (47mila), Lecco (31mila),
Lodi (29mila) e Sondrio (9mila).
Negli ultimi dieci anni il numero di
migranti arrivati in provincia di Como
è passato dai 16 mila del 2001 ai 49
mila attuali con un aumento del 201%,
leggermente al di sopra della media
PROVENIENZE
Per quanto riguarda le provenienze
in Lombardia risiedono 181 diverse
nazionalità. La più grande comunità
è quella dei romeni, 160 mila, ma
in calo del 5% rispetto all’anno
precedente. Seguono Marocco (129
mila), Albania (117 mila) e Egitto
(76 mila). Le comunità che hanno
conosciuto nell’ultimo anno la
maggior crescita sono i pakistani (più
14,8%), moldavi (più 8%), cinesi e
filippini (entrambi più 7,5%).
spiega il direttore sanitario del
S.Anna, Giuseppe Brazzoli – non
rappresenta un’opportunità solo per
i cittadini stranieri ma un occasione
di miglioramento per tutti. Fornire
una miglior conoscenza dei
servizi e delle prassi per accedervi
agli stranieri significa in molti
casi anche limitare disservizi
agli sportelli e velocizzare la
prenotazione di visite ed esami, con
un beneficio per tutti”. Ampio spazio
viene dato all’elencazione dei diritti
garantiti dal nostro ordinamento
anche ai cittadini senza permesso
di soggiorno che godono comunque
di assistenza per quanto riguarda
le cure ambulatoriali e ospedaliere
urgenti, la tutela della gravidanza
e della maternità, tutela dei
minori, vaccinazioni e assistenza a
tossicodipendenti. La guida è stata
stampata in diecimila copie e sarà
distribuita dai distretti sanitari,
negli ambulatori dei medici di base,
nelle farmacie e nelle sedi di ASL e
S. Anna.
PAGINA A CURA DI
MICHELE LUPPI
Profughi libici
■ A Como
Continua il dibattito ma
occorre chiarezza nei termini.
M
entre Lampedusa scoppia, ci si continua
a chiedere dove e come potrebbero essere
ospitati eventuali profughi in arrivo a Como.
L’accordo siglato tra il Ministero dell’Interno
e le regioni, prevede, infatti, un piano per
la distribuzione sul territorio nazionale di
circa 50 mila profughi, provenienti dalla
Libia, con una ripartizione tra regioni pari
a mille profughi ogni milione di abitanti.
Questo significa che la Regione Lombardia
potrebbe arrivare a dover ospitare 9 mila
persone. Numeri che tengono conto solo delle
persone considerate richiedenti asilo e non
clandestini, una differenza semantica dietro cui
si sta giocando una vera e propria battaglia.
Secondo la linea sostenuta dal Ministero, i
15 mila profughi già arrivati dalla Tunisia,
sono, infatti, clandestini e quindi destinati al
rimpatrio. Per la loro accoglienza sono state
previste delle tendopoli che fungeranno da
CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione).
Ad arrivare a Como saranno, invece, eventuali
profughi (alcuni già arrivati a Lampedusa).
Uomini e donne che scappano dalla guerra. A
loro sarà concesso un permesso di soggiorno
provvisorio in qualità di richiedenti asilo
come previsto dalla legge italiana. Questo
significa che per loro non è possibile il
rimpatrio. Sulla loro eventuale collocazione
nella nostra provincia si erano fatte diverse
ipotesi nelle scorse settimane tutte al
vaglio del tavolo costituito per l’emergenza
dalla prefettura. Tra queste l’ex caserma di
Cavallasca – scartata per le pessime condizioni
- e la caserma de Cristoforis, inutilizzabile
per il parere negativo dell’esercito. L’ultima
possibilità ad essere scartata è stato l’ex
ospedale S. Anna di via Napoleona. Il direttore
sanitario, Giuseppe Brazzoli, ha espresso,
infatti, “oggettive difficoltà alla possibilità di
ospitare profughi vicino a strutture in cui si
svolgono abitualmente prestazione sanitarie”.
L’ex palazzina di radiologia, inoltre, “avrebbe
bisogno di interventi”. Rimane l’ex caserma
della Guardia di Finanza di Intimiano per cui
si era parlato di una capienza di 100-150
persone. Voci che hanno acceso il dibattito
tra l’amministrazione comunale, decisamente
contraria a questa soluzione, forte di una
petizione di cittadini, e altre associazioni
e cittadini che hanno, invece, espresso la
volontà di aprirsi all’ospitalità.
ComoCronaca
18 Sabato, 2 aprile 2011
la ricerca
I dati raccolti
da “Cittadinanzattiva”
forniscono un quadro
di costi rilevanti
e di notevole spreco
per le numerose “falle”
Servizio
idrico: una
rete che
fa... acqua
I
n Lombardia è Brescia in cui l’acqua
per uso domestico costa di più, con
una spesa media annua di 226 euro
(il dato è riferito al 2009), poco più
del doppio di quanto si paga a Milano
che, con i suoi 106 euro, è la città, in Italia,
dove in assoluto risulta più economico il
servizio idrico integrato.
Sono questi alcuni dati diffusi
dall’Osservatorio Prezzi & Tariffe di
“Cittadinanzattiva” (il movimento di
partecipazione civica che opera in Italia
e in Europa per la promozione e la tutela
dei diritti dei cittadini e dei consumatori)
nei giorni scorsi in coincidenza con la
celebrazione della Giornata mondiale
dell’acqua (celebrata il 22 marzo).
L’indagine è stata realizzata in tutti i
capoluoghi, relativamente all’anno 2009.
L’attenzione si è focalizzata sul servizio
idrico integrato per uso domestico
(acquedotto, canone di fognatura,
canone di depurazione, quota fissa o
ex nolo contatori). I dati sono riferiti
ad una famiglia tipo di tre persone con
un consumo annuo di 192 metri
cubi di acqua (in linea con quanto
calcolato dal Comitato di Vigilanza
sull’Uso delle Risorse Idriche), e
sono comprensivi di Iva al 10%.
In questo quadro Como, con una spesa
media annua di 178 euro si colloca
in una posizione intermedia a livello
regionale, in perfetta media lombarda,
e ben al di sotto della media nazionale
(pari a 270 euro). Tra le province più care,
che “sfondano” il tetto delle 200 euro,
oltre a Brescia, anche Mantova (216) e
Cremona (213). Dal 2008 al 2009 il costo
dell’acqua è mediamente aumentato in
Lombardia dell’1,7%. Nessuna variazione
per le province di Milano, Pavia, Varese e
Sondrio. + 1,1% l’incremento per Como
(da 176 a 178 euro). Da segnalare il
“pesante” balzo in avanti di Lecco
(+
14,9%), passata da una spesa di 134 euro a
famiglia del 2008 a 154 nel 2009.
«I cittadini chiedono responsabilità
riguardo l’uso e la gestione delle risorse
idriche – il commento di Antonio
Gaudioso, vicesegretario generale di
“Cittadinanzattiva” -. Di certo, l’escalation
senza freni delle tariffe dell’acqua,
che da anni registriamo in tutta Italia,
giustifica ampiamente la richiesta di
RISERVA NATURALE REGIONALE
“LAGO DI PIANO”
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E:
CORSO DI FOTOGRAFIA
AD ORIENTAMENTO NATURALISTICO
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dal 15 Maggio al 12 Giugno 2010
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Conoscere la natura per poterla
comprendere
Saperla rappresentare con le immagini
grazie alla fotografia naturalistica
✎ Quale svincolare le tariffe all’adeguatezza
della remunerazione del capitale
investito. Infatti, contrariamente alle
promesse ventilate in favore della
privatizzazione delle acque pubbliche, in
tutti i casi si è assistito, dopo alcuni mesi
dall’introduzione della gestione privata,
ad un aumento dei prezzi e delle tariffe.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con la
figuraccia seguita al recente stop da parte
dell’Unione Europea alle deroghe per i
livelli di potabilità delle acque potabili in
diverse zone del Paese”.
Interessanti anche i dati relativi alle “falle”
presenti nelle nostre reti: migliaia di litri
d’acqua potabile annualmente dispersi
a seguito dell’inefficienza delle tubature,
con segnali di peggioramento da un anno
all’altro. La regione italiana con la più alta
percentuale di dispersione lungo la rete
(sempre dati 2009) era il Molise (65%!),
seguita da Basilicata (58%) e Abruzzo
(45%). Ad occupare il posto migliore è
la Lombardia, con un, tutto sommato,
buon 17%. Sul territorio lombardo le
rete provinciale più lacunosa è di Varese,
con un livello di dispersione pari al 31%,
segue Cremona (29%) e più distanziata
Brescia (20%). La provincia di Como è al
14%.
qualità?
Cosa ne pensano gli italiani
rispetto alla qualità del servizio
idrico? Secondo la ricerca di
“Cittandinanzattiva”, condotta su
un campione accidentale di 1260
cittadini (44% proviene dal Sud,
il 32% dal Centro ed il 24% dal
Nord), gli italiani sembrerebbero
sufficientemente soddisfatti del
servizio così come viene loro erogato
e quindi dei relativi costi. Anche
se poi uno su due dichiara di non
bere abitudinariamente acqua del
rubinetto, preferendo la minerale.
In particolare, più di un italiano
su due (54%) dichiara di non bere
abitudinariamente acqua del
rubinetto, preferendo la minerale,
soprattutto a causa di cattivo sapore
(42%) e scarsa fiducia nei controlli
(uno su cinque non sa a chi spettano).
Con specifico riferimento al Sud la
diffidenza nei controlli (52%) è più
che doppia rispetto al Nord (23%)
e al Centro (15%), aree nelle quali,
viceversa, prevale il cattivo sapore
quale ostacolo principale ad un
quotidiano utilizzo dell’acqua da
rubinetto. La spesa media mensile
di acqua minerale è di 40 euro a
famiglia (48 euro al Sud). Per quanto
riguarda il livello di soddisfazione
complessiva nei confronti del Servizio
Idrico Integrato, quasi il 60% degli
intervistati si dichiara completamente
soddisfatto della quantità di acqua
disponibile e della continuità della
fornitura, il 48% della regolarità della
pressione, ma solo il 24% della qualità
dell’acqua.
Lago di Piano. Un concorso di fotografia per avvicinarsi
meglio alle meraviglie della natura
Occhi nel verde,
occhi nel blu
L
a Riserva Naturale Regionale
Lago di Piano con la Comunità
Montana Valli del Lario e
del Ceresio organizza un
corso di fotografia ad orientamento
naturalistico “Occhi nel verde, occhi
nel blù”, dal 9 aprile al 21 maggio 2011.
Il corso comprende cinque lezioni
teorico-pratiche della durata di
circa due ore, che si svolgeranno
presso la Sede della Riserva (via
Statale 117, Frazione Piano Porlezza,
Carlazzo) e all’interno del Biotopo
protetto, dalle ore 15.00 alle 17.00
(un’ora di teoria e una di pratica),
che si propongono di dare modo ai
partecipanti di imparare a “leggere”
l’ambiente naturale, riconoscere
gli elementi che costituiscono un
ecosistema, apprendere le tecniche
di avvicinamento alla fauna selvatica
e “incontrare” la natura attraverso la
creazione di immagini fotografiche di
elevato livello tecnico ed artistico. Le
lezioni saranno tenute dal fotografo
professionista Giovanni Salici e dal
guardiaparco Vincenzo Perin.
La quota di partecipazione al corso
è di 120 euro; il costo non include i
materiali fotografici.
Il programma nel dettaglio prevede:
Sabato 9 aprile: escursione dalla
Casa della Riserva lungo la sponda
nord del lago. Introduzione alla
fotografia: la luce, bilanciamento del
bianco, accenni sulla struttura delle
fotocamere. Conoscere per capire
e rispettare: le Aree protette, la Rete
Natura 2000; l’Ecomosaico della
Riserva Naturale Regionale e S.I.C.
Lago di Piano.
Sabato 16 aprile: escursione dalla
Casa della Riserva al Montecchio
Brione e ai prati e pascoli dell’area
occidentale della Riserva. I valori
fondamentali della fotografia: tempi e
diaframmi ISO, profondità di campo,
obiettivi, abbigliamento in natura. La
fauna selvatica: osservazione diretta
e indiretta, muoversi in natura ed
interpretarne i segni; le tecniche,
identificazione dei versi e dei canti.
Sabato 14 maggio: escursione dalla
Casa della Riserva lungo la sponda
nord del lago. La fotocamera digitale e
la macrofotografia: comandi, sensori,
schede di memoria, formati dei file,
attrezzatura macro e applicazioni. La
vegetazione: le formazioni forestali,
le fasce vegetazionali, la zonizzazione
e il processo di successione,
riconoscimento di arbusti e alberi,
realizzazione di un erbario.
Sabato 21 maggio: escursione dalla
Casa della Riserva sul lago con la barca
a remi per l’osservazione ornitologica
e la fotografia naturalistica.
L’osservazione faunistica a distanza:
silhouette, sagome e riconoscimento
della fauna ornitica.
Sabato 28 maggio: Escursione
di fotografica naturalistica dall’
Osservatorio Naturalistico lungo
la sponda sud del lago. Pratica
sul campo e ripasso, tecnica e
attrezzatura di camouflage mimetico.
Comportamento e attitudine in
natura. Chiusura del corso.
Iscrizioni: (obbligo di preiscrizione):
Riserva Naturale Regionale Lago
di Piano, tel. e fax: 0344-74961;
[email protected];
www.riservalagodipiano.it.
S. Fa.
ComoCronaca
ACSM-AGAM,
un impianto
all’avanguardia
Sabato, 2 aprile 2011 19
Foto William
Presentato, nei giorni scorsi, il nuovo
progetto di recupero energetico che riguarda
il termovalorizzatore della Guzza
U
n impegno costante per dotare
la città e la provincia di un
impianto di termovalorizzazione
sempre più potente, efficiente
e con impatti sull’ambiente sempre
minori. ACSM-AGAM ha presentato
nel corso di una conferenza stampa il
nuovo progetto di recupero energetico
che sta portando avanti sull’impianto
della Guzza. «Il termovalorizzatore di
Como è uno dei fiori all’occhiello del
nostro patrimonio industriale: non solo
provvede a bruciare i rifiuti non riciclabili
provenienti da gran parte della provincia
ma, grazie a questo processo, si genera
vapore utilizzato per produrre energia
Con gli interventi è
elettrica e per alimentare l’impianto di
teleriscaldamento. I nuovi interventi
possibile recuperare
permettono di recuperare ulteriormente
ulteriore energia termica energia termica dai fumi di combustione
dai fumi di combustione da destinare al teleriscaldamento», ha
esordito il presidente di ACSM-AGAM,
Umberto d’Alessandro. L’amministratore
di Silvia Fasana
delegato della società, Enrico Grigesi ha
sottolineato come questo ultimo intervento
abbia tutte le caratteristiche per essere
vincente, perché è economico (permette di risparmiare gas metano), energetico
(consente l’utilizzo di una maggiore quantità di energia) ed ecologico (causa
minori emissioni nell’atmosfera). Il direttore della Divisione Produzione, Andrea
Bighelli, è entrato nei dettagli, spiegando che la prima fase dei lavori, terminata
lo scorso ottobre, ha riguardato l’installazione sulla Linea 1 (quella più vecchia,
ma ristrutturata completamente nel 2009), di un complesso e tecnologico
sistema che permette di sfruttare la temperatura dei fumi di combustione per
recuperare ulteriore energia termica per il teleriscaldamento. In questi giorni sarà
effettuata una fermata programmata alla Linea 2 per permettere l’installazione
di questo circuito anche sulla seconda linea di termovalorizzazione. Questa
operazione, ha spiegato Bighelli «consente di ridurre in modo consistente i
costi per il consumo di gas metano “di integrazione” nella centrale che alimenta
il teleriscaldamento (meno 35%), di
ridurre i consumi specifici di energia
(meno 15%) e di acqua dall’acquedotto
(meno 35%) del termovalorizzatore e
di conseguenza la produzione di acque
reflue dell’impianto (meno 15%). Inoltre
viene aumentata l’efficienza energetica del
termovalorizzatore (più 60-70% dell’attuale
energia fornita al teleriscaldamento),
recuperando fino in fondo l’energia termica
disponibile e migliorando l’impatto
complessivo del sistema con la riduzione
delle emissioni di “gas serra”, quali l’anidride
carbonica e gli ossidi di azoto (meno
25-28%)». I lavori hanno comportato
un investimento di circa un milione e
seicento mila euro, con la previsione di
ammortizzare tale costo in un paio di anni.
Queste opere si aggiungono ad una lunga
serie di importanti lavori di adeguamento e
miglioramento effettuati negli ultimi anni:
nel 2004-2005 è stato installato un nuovo
sistema di trattamento delle emissioni in
atmosfera, con filtri di ultima generazione in
grado di trattare ed abbattere gli inquinanti
prodotti dalla combustione di qualsiasi
tipo di rifiuto, tra cui metalli pesanti, acidi,
diossine, oltre che gli ossidi di azoto e zolfo,
responsabili di patologie respiratorie e delle
piogge acide. Ad ulteriore garanzia, è stato
anche predisposto un sofisticato sistema di
Un concerto contro
la sindrome di Marfan
il concerto del Coro polifonico “La
Piana” di Verbania. La sindrome di
Marfan è una grave malattia genetica
causata da un’alterazione del tessuto
connettivo, ossia il tessuto che tiene
uniti i vari organi del corpo, che
provoca notevoli disturbi specialmente
al sistema scheletrico, ad occhi, vasi
sanguigni, polmoni, alle membrane
fibrose che ricoprono il cervello e
la spina dorsale, ma in particolare
all’apparato cardiovascolare con
problemi d’aneurisma, dissecazione
dell’aorta e di prolasso della valvola
mitrale. Non esiste ancora una terapia
specifica per questa malattia che se non
diagnosticata precocemente può portare
a morte improvvisa soprattutto tra i 25
e i 60 anni d’età. Le persone con tale
sindrome (in Italia sono circa 12.000 –
20.000) di solito sono più alte e magre
rispetto alla media e presentano corpo
sottile e braccia lunghe con pollice
allungato, petto carenato e piedi piatti. Il
primo appuntamento di questa settima
stagione concertistica è per sabato 9
Una rassegna concertistica, il 9 aprile, presso
la chiesa S. Maria Assunta di Dolzago (Lc)
O
Cultura
Un corso di lingua e cultura araba
con il Centro interculturale “Arcoiris”
CENTRO INTERCULTURALE ARCOIRIS
il laboratorio blu - como
ffrire un fiore di musica perché
tutti possano godere di un
momento di serenità e gioia
spirituale nella memoria del piccolo
Stefano, morto a soli quattro anni, e
a quanti soffrono della sindrome di
Marfan, è lo scopo della Rassegna
concertistica “Fiori Musicali”,
organizzata dall’Associazione Stefano –
Bambini e Marfan, che inizierà sabato
9 aprile alle ore 21 nella Chiesa Santa
Maria Assunta di Dolzago (Lecco) con
Corso di lingua
e cultura araba
Il corso si rivolge a chi vuole avvicinarsi o approfondire la lingua e la
cultura araba.
E’ strutturato su diversi livelli: principianti, intermedio e avanzato per la
durata complessiva di 20 ore.
Il corso si articola in 10 lezioni settimanali della durata di 2 ore.
Durante le lezioni insegnanti madrelingua sviluppano le quattro abilità
(parlare, ascoltare, leggere e scrivere) e introducono elementi culturali.
I corsi verranno attivati in base alle richieste e al raggiungimento di un
numero minimo di 4 partecipanti.
Il Centro interculturale “Arcoiris” propone, agli interessati, un corso di lingua
a cultura araba. Il corso si rivolge a chi vuole avvicinarsi o approfondire la
lingua e la cultura araba. E’ strutturato su diversi livelli: principianti, intermedio
e avanzato per la durata complessiva di 20 ore. Si articolerà in 10 lezioni settimanali della durata
di 2 ore. Durante le lezioni insegnanti madrelingua sviluppano le quattro abilità (parlare, ascoltare,
leggere e scrivere) e introducono elementi culturali. I corsi verranno attivati in base alle richieste e al
raggiungimento di un numero minimo di 4 partecipanti. Quota di frequenza: 165 (comprese le dispense).
Per informazioni: tel. 031-3312730, [email protected].
QUOTA DI FREQUENZA: 165,00 euro (compreso di dispense)
SCHEDA DI ISCRIZIONE
Da compilare e inviare via fax allo 031/3312750 o via mail a [email protected] oppure consegnare al Centro Interculturale
ArcoIris preso la segreteria delle Acli in Via Brambilla 35 a Como. Tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00
Per informazioni 031.3312730
Cognome ..........................................................................................................................................................................................
Nome ...............................................................................................................................................................................................
Residente a .....................................................................................................................................................................................
Telefono ...........................................................................................................................................................................................
E-mail ..............................................................................................................................................................................................
Firma............................................................................
PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI AI SENSI DEGLI ART. 13 E 23 D.LGS. 196/2003
Il sottoscritto, letto quanto sopra, ai sensi dell’art. 23 D. Lgs 196/2003, esprime il consenso affinché i propri dati personali
possano essere trattati, nel rispetto della legge sopra richiamata, per gli scopi indicati.
monitoraggio in continuo delle emissioni a
camino, con registrazione dei dati verificati
e controllati da Enti terzi come l’ARPA.
Nel 2008-2009 è stata completamente
ristrutturata la Linea 1, incrementando
la potenzialità dell’impianto a 100.000
tonnellate di rifiuti annui e circa 40.000
megawatt/ora di energia prodotti all’anno.
Nel 2010 è stato adottato su entrambe le
linee di combustione del termovalorizzatore
un sistema automatico di controllo
continuo della combustione. Ma l’impegno
dell’azienda per sviluppare ulteriormente
l’impianto e ridurne ancora di più l’impatto
continua: sono in previsione interventi di
potenziamento del sistema di trattamento
dei fumi di combustione, di potenziamento
del turboalternatore per incrementare
la produzione di energia elettrica e la
realizzazione di sistemi di accumulo
notturno di calore prodotto dall’impianto
(in funzione 24 ore su 24) per il
teleriscaldamento (in genere poco utilizzato
durante le ore notturne). Anche l’ulteriore
sviluppo della rete di teleriscaldamento
rientra nei progetti del gruppo ACSMAGAM: attualmente il servizio interessa
circa 120 utenze concentrate nella fascia
meridionale della città di Como, tra cui la
piscina di Muggiò, molti condomini, alcuni
impianti industriali e istituti scolastici.
aprile alle ore 21 presso la Chiesa Santa
Maria Assunta di Dolzago. Ospite il Coro
polifonico “La Piana” di Verbania diretto
dal maestro Fausto Fenice. Nato nel
1982, il coro, attualmente formato da sole
voci femminili, vanta una ricca attività
concertistica con la partecipazione a
concorsi e rassegne prestigiose in Italia
e all’estero, e ha ottenuto riconoscimenti
quali il primo premio al Concorso
Musicale Internazionale “Paul Harris
2005” di Milano. Il programma della
serata prevede pezzi per voci sole
e accompagnate dall’ organo con il
maestro Silvano Arioli. I brani spaziano
dal canto gregoriano a Gounod, Listz,
Mendelssonh, Martini, per approdare
ad un nutrito repertorio preparato
appositamente per questa formazione
dal maestro Fenice. Il concerto
rappresenta un appuntamento da non
perdere per chi ama la buona musica e
vuole sostenere la ricerca scientifica che
rappresenta l’unica arma per sconfiggere
la sindrome di Marfan.
Paolo Borghi
Como
comocuore
Como Turistica
e la Festa di Primavera
Visita guidata alla mostra
“Boldini e la Belle époque”
Dal 16 aprile all’8 maggio il Consorzio Como Turistica riproporrà la Festa di Primavera. La manifestazione sarà in particolare
dedicata all’anniversario dell’Unità
d’Italia. Sede della festa sarà l’area
sotto al Broletto che si porterà allo
stesso livello di piazza Duomo.
L´Associazione ComoCuore Onlus organizza – per
sabato 28 maggio alle 16 – una visita guidata
dall’assessore comunale alla Cultura Sergio Gaddi alla
mostra “Boldini e la Belle époque” allestita presso
la splendida Villa Olmo a Como.
Per informazioni e prenotazioni, gli associati devono
rivolgersi in sede (via Rovelli 8, tel. 031-278862)
o consultare il sito Internet www.comocuore.org.
ComoCronaca
20 Sabato, 2 aprile 2011
Salute
Un convegno, in programma all’Hotel Palace il 2 aprile
per formare il personale addetto all’assistenza
Crescono gli anziani
diabetici nelle RSA
U
na giornata di studio
per dotare medici
e operatori sanitari
degli strumenti
necessari per curare e
assistere ospiti diabetici
presso le case di riposo
della provincia di Como.
“L’assistenza al paziente
diabetico in RSA: dalla
diagnosi, al trattamento
anche insulinico, al followup”, è questo il titolo del
convegno in programma
il prossimo 2 aprile presso
l’hotel Palace di Como,
Lungo Lario Trieste 16.
Prende così il via, anche
sul territorio lariano,
promossa a Cremona e
precede quella che avrà
luogo a Brescia il prossimo
maggio. Cercheremo
così di toccare tutte le
province. Il diabete nelle
RSA rappresenta un
settore ancora non molto
conosciuto sotto il profilo
epidemiologico, ma che,
per ragioni demografiche
e sociali, negli ultimi anni
ha dato segni di notevole
espansione e per questo
richiederà una attenzione
sempre più urgente».
Oggi il 6% della popolazione
è affetta da diabete. 30 mila
sono dunque i diabetici
in provincia di Como. Ne
è inoltre affetto il 20%
degli anziani ricoverati
nelle RSA della provincia
(53 accreditate, per un
totale di 4517 posti letto, e
altrettante non accreditate,
con un numero di posti letto
leggermente inferiore). Vale
tra i 1000 e 1500 anziani
bisognosi di cure ad hoc.
Circa il 20%
degli ospiti presenti
nella case di riposo
della provincia è affetto
da diabete di tipo 2
un ambizioso progetto
lanciato dall’Associazione
Medici Diabetologi
della Lombardia, che ha
tra i suoi scopi proprio
quello di garantire cure
personalizzate agli anziani
ricoverati in strutture
protette e affetti, in special
modo, dal diabete mellito di
tipo 2, quello cioè più legato
a stili di vita non appropriati
(alimentazione corretta
e attività fisica riducono
il rischio di contrarre la
malattia del 60%).
«Il progressivo
invecchiamento della
durata della vita –
spiega Paolo Mascetti,
vicepresiedente della
Provincia di Como,
medico diabetologo -,
che si osserva in tutti i
paesi industrializzati, ha
ricadute socio-sanitarie
importanti: l’aumento del
numero dei soggetti anziani
significa anche l’aumento
di patologie cronicodegenerative tipiche di
questa età, tra cui un
posto di assoluto rilievo è
occupato dal diabete mellito
di tipo 2. Il problema del
diabete nell’anziano merita
un’attenzione particolare
anche per i gravi rischi
di mortalità dei soggetti
anziani». Una patologia
insidiosa, invalidante,
con gravi conseguenze di
carattere cardio-vascolare,
che, affiancata ad altri
problemi legati all’età,
richiede duplice attenzione
e cura. «Per questo occorre
offrire al personale medico
che opera all’interno delle
RSA – ha spiegato Simona
Saladini, assessore ai Servizi
Sociali della Provincia di
Como – occasioni formative,
come il convegno del 2
aprile, così da metterli
nelle condizioni di far stare
Il più subdolo
Per diabete mellito di tipo 2 si intende un disordine
metabolico caratterizzato dall’alta concentrazione del
glucosio nel sangue e una di insulinoresistenza. Tra i fattori
ambientali che lo causano hanno un’importanza preminente
l’obesità e l’inattività fisica, anche l’età favorisce la comparsa
di questa forma di diabete poiché essa si accompagna
ad una riduzione fisiologica della sensibilità dei tessuti
periferici all’insulina, dovuta alla diminuzione di ormoni
che aumentano la permeabilità delle cellule al glucosio quali
ad esempio il testosterone In genere passano dai 4 ai 6 anni
prima che venga diagnosticato. Da diabete di tipo 2 è affetto
circa il 94% dei diabetici.
meglio gli ospiti malati,
personalizzando le terapie».
«L’appuntamento del
2 aprile - spiega Luigi
Sciangula, attuale
vicedirettore dell’AMD
lombarda (ma ne diventerà
direttore dal prossimo
mese di giugno - segue
ad un’iniziativa analoga
La Giornata
Nazionale UILDM
Torna, dall’1 al 3 aprile, l’appuntamento
di sensibilizzazione sulla distrofia muscolare
V
enerdì 1, sabato 2 e domenica 3
aprile torna - sotto l’Alto Patrocinato
della Presidenza della Repubblica- la
settima edizione della Giornata Nazionale
UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia
Muscolare). In più di 500 piazze italiane
sarà possibile trovare l’ormai nota farfallina
di peluche, quest’anno nella versione
tricolore, per celebrare l’anniversario
dell’unità italiana, e ripiena di ovetti di
cioccolato, che verrà distribuita da diversi
volontari per un’offerta di 5 euro che
Il convegno del 2 aprile
è riservato a 40 operatori
sanitari di cui 20 medici
responsabili dell’assistenza
nelle RSA e 20 infermieri
professionali delle RSA.
Per saperne di più: Mara
Romcaglia, mroncaglia@
fmrweb.it, 349-0725955.
M. Ga.
contribuirà a sostenere le attività a favore
delle persone affette da distrofia muscolare.
Le iniziative in programma per la settima
Giornata Nazionale UILDM avranno un
carattere molto speciale, in quanto questa
edizione della manifestazione coincide
con i cinquant’anni dalla costituzione
dell’associazione (1961-2011) attiva
contro le distrofie e le altre malattie
neuromuscolari. Queste ultime sono
patologie genetiche caratterizzate dalla
progressiva degenerazione e indebolimento
dei muscoli volontari e nelle forme più gravi
la persona che ne è colpita perde via via la
capacità di camminare e stare in piedi, anche
in giovane età. Il ricavato della vendita degli
ovetti andrà quest’anno a sostegno della
nascita del Centro Clinico polifunzionale
Nemo Sud, nuovo punto di riferimento per
le persone con malattie neuromuscolari e
le loro famiglie. Il progetto intende portare
i servizi il più possibile vicino alle persone,
per assisterle nelle diverse esigenze nel
modo più adeguato ed evitando loro lunghi
e problematici viaggi attraverso la penisola.
Anche la città di Como (con il patrocinio
Notizie flash
■ Accanto
“Il tempo che resta”,
quinta edizione
Promuovere iniziative e attività di cura,
formazione e servizi che abbiano per
oggetto i bisogni e le problematiche
dei malati oncologici, AIDS o altre
malattie non guaribili è la mission della
Associazione Accanto onlus, attiva
con i suoi volontari all’Hospice San
Martino di Como e oggi presente sul
territorio con un servizio di assistenza
domiciliare. L’associazione propone
per il quinto anno consecutivo la
rassegna cinematografica “Il tempo che
resta”, l’obiettivo è sensibilizzare e
promuovere sul territorio la cultura del
“prendersi cura” del malato nelle ultime
fasi della sua vita.
Perché scegliere il cinema e il teatro
per parlare di questi argomenti? Le
immagini dei film o uno spettacolo
teatrale possono arrivare laddove le
parole non riescono ma soprattutto
offrire un importante spunto di
riflessione su argomenti considerati
tabù come la malattia e la morte. I
temi affrontati sul grande schermo o
sul palco sono infatti attinenti con
quelli portati avanti dall’Associazione
e affrontati quotidianamente in
Hospice e nel servizio di assistenza
domiciliare: la malattia, l’attesa della
morte e il bisogno di fare i conti
con tutto ciò che rimane in sospeso
(gli affetti, i rancori, gli incontri
mancati, il desiderio di trasmettere
alle persone che restano la propria
storia), e ancora il “prendersi cura” e
l’accompagnamento alla fine vita.
Gli incontri della rassegna “Il tempo
che resta” diventano quindi una
preziosa occasione per stimolare nuove
persone a diventare volontari. La
figura del volontario per Accanto è una
risorsa importante che lavora in équipe
con le figure professionali per riuscire
a migliorare, pur in una situazione
difficile e problematica come quella
terminale, la qualità di vita del malato
e della sua famiglia.
La rassegna “Il tempo che resta”
prevede quest’anno tre appuntamenti:
giovedì 31 marzo cinema Astra, ore
21, “Departures”, regia Yojiro Takita,
Giappone 2008 (Oscar 2009 Premio
Miglior Film Straniero);
giovedì 7 aprile, cinema Astra
ore 21, “La forza della mente”,
regia Mike Nichols, Stati Uniti 2001
(dall’omonima commedia vincitrice del
Premio Pulitzer 1999);
giovedì 14 aprile, aditorium don
Guanella, ore 21, “Il vangelo secondo
Pilato”, regia Christian Poggioni, con
Christian Poggioni e Simone Mauri,
scenografia e costumi Ambra Rinaldo
Per informazioni: Associazione Accanto
onlus – Amici dell’Hospice San Martino,
www.accanto-onlus.it
del Comune) e l’intero territorio provinciale
contribuiranno a rendere grande questa
manifestazione che, con lo slogan “Dispiega
le mie ali contro ogni barriera”, si ripropone
di sensibilizzare sempre più persone alle
problematiche della distrofia muscolare.
A Como, UILDM è attiva da 40 anni, a
sostegno delle persone e delle loro famiglie.
«Organizziamo tutto l’anno momenti di
incontro, gite, vacanze estive, cineforum spiega Luisella Anzani, presidente UILDM
sez. Como - che permettono alle persone
di trascorrere piacevoli momenti di
socializzazione e alle famiglie di essere un
poco alleggerite nell’assistenza quotidiana».
Attraverso una sinergia di interventi, la
sezione comasca garantisce anche assistenza
qualificata alle persone affette da patologie
neuromuscolari: attraverso la consulenza
psicologica per distrofici e familiari e con la
segnalazione dei centri clinici qualificati per
la diagnosi e il trattamento delle distrofie
muscolari, in collaborazione con l’ospedale
Valduce di Como e “Villa Berta” di Costa
Masnada (Lc). Per informazioni: UILDM
Como 031.542940; www.uildmcomo.org
ComoCronaca
Al via i
festeggiamenti,
la scorsa settimana,
con una conferenza
di don Andrea Straffi
Sabato, 2 aprile 2011 21
S. Anna di Caslino,
i 75 anni del santuario
L’intervento
di don Andrea
Straffi
L
a parrocchia di Sant’Anna in
Caslino al Piano, sotto la guida del
parroco, don Alfredo Nicolardi,
sabato 26 marzo, ha dato il via ai
festeggiamenti del 75° anniversario di
consacrazione del suo santuario, avvenuto
il 16 luglio 1936 da parte del vescovo mons.
Alessandro Macchi, su sollecitazione
dell’allora parroco don Angelo Cattaneo,
“cappellano segreto extra urbem” del Papa,
con una serata dedicata alla Santa sia
dal punto di vista spirituale sia da quello
artistico.
Ospite d’onore e relatore don Andrea Straffi,
responsabile dell’arte sacra in diocesi,
che coinvolgendo i numerosi ragazzi
intervenuti e conquistando i presenti con le
sue esposizioni e proiezioni, ha spaziato da
Michelangelo a Giotto con l’Annunciazione
a S. Anna della Cappella degli Scrovegni,
dalla Chiesa di Argegno a quella di Scaria,
ove ovunque è rappresentata la Santa e ha
saputo far emergere la sua
dolcezza di madre e la sua
bellezza matura, esaltata da
molti artisti.
Il materiale presentato sarà
oggetto di una mostra per la
ricorrenza di luglio.
La devozione a Sant’Anna
da parte dei Caslinesi è assai
remota: era già viva nella
vecchia chiesa di San Remigio,
demolita negli anni Cinquanta.
Devozione che i fedeli
esternavano invocando la santa
prima davanti a un quadro
poi davanti alla statua posta
su un altare a lei dedicato. La
parrocchia eretta con decreto del Vescovo
Archi il 30 novembre 1916 con territorio
smembrato da San Siro in Lomazzo tenne
l’intitolazione a San Remigio fino agli anni
Ottanta, quando don Lorenzo Stella ne
chiese il cambio portandola a Sant’Anna.
Dal cielo, San Remigio, ora raffigurato su un
dipinto nel santuario, protegga ancora i suoi
caslinesi!
Virginio Castelli
Pastorale universitaria. Testimonianze, racconti,
esperienze. Una rubrica dal mondo accademico
Università Cattolica,
interlocutore aperto
Universo
università
P
ubblichiamo di seguito l’articolo di una
delle due ragazze comasche che hanno
conseguito le borse di studio dell’Istituto
Giuseppe Toniolo di Studi Superiori per
quest’Anno Accademico 2010/2011.
Raffaella ci testimonia la gioia e l’entusiasmo
per la sua nuova esperienza di una giovane
matricola che fa i primi passi nel mondo
universitario e che si è conquistata con
merito la grande possibilità della borsa di
studio offerta dall’Università Cattolica del
Sacro Cuore di Milano.
Alla prossima settimana,
L’equipe di Pastorale Universitaria
[email protected]
www.facebook.com/home.php
Buona lettura!
Don Andrea Messaggi
e l’equipe di Pastorale Universitaria
F
requento il primo anno della
facoltà di Scienze Linguistiche
all’Università Cattolica di Milano
e quasi non ci credevo quando,
qualche mese fa, l’Istituto Toniolo (ente
fondatore dell’Università Cattolica) mi
ha comunicato la vincita di una borsa di
studio di 2500€. Infatti, avevo partecipato
alla prova pensando di non avere alcuna
possibilità, sia per il numero elevato di
candidati sia perché, dopo l’esperienza
del liceo, ormai non credevo più alla
meritocrazia.
La prova si è svolta il 5 giugno 2010 in
sei sedi diverse e consisteva in una serie
di domande chiuse e aperte di cultura
generale; inoltre, venivano considerati i
voti ottenuti in terza e quarta superiore. In
novembre, poi, sono stati resi noti i nomi
dei cinquanta beneficiari e l’assegnazione
ufficiale è avvenuta in occasione del
seminario “Un’idea di libertà”, tenutosi
il 26 novembre per celebrare i 90 anni
dell’Istituto Toniolo. Il seminario,
che si è svolto nella sede milanese di
Largo Gemelli, ha visto la presenza del
cardinale Dionigi Tettamanzi in qualità
di presidente dell’Istituto Toniolo, del
Magnifico Rettore Lorenzo Ornaghi e
dell’assistente ecclesiastico generale
dell’Università Cattolica mons. Lanza;
inoltre i vari relatori (storici e demografi)
hanno scavato nella storia di Giuseppe
Toniolo, dell’Istituto e dell’Università
dal 1920 ad oggi, mettendo in luce
l’importanza della volontà di dare vita e
di alimentare un’istituzione che sia luogo
di elaborazione, ricerca e formazione non
solo a livello culturale ma anche a livello
della profonda umanità dell’individuo.
L’Università Cattolica, infatti, da sempre
ha voluto ed è riuscita coraggiosamente ad
essere un centro di promozione di idee e
di confronto non univoco di orientamenti,
in cui poter scoprire anche l’attualità delle
questioni religiose. Tutto questo rispecchia
pienamente quello che ho trovato io in
questi primi mesi nella mia Università.
Devo ammettere che quando mi sono
immatricolata, pur essendo convinta della
mia scelta, serbavo un po’ di pregiudizi, in
particolare sull’impostazione dell’Ateneo;
pregiudizi che sono stati sfatati dopo
pochissimo tempo in quanto ho trovato
❚❚ Giornata di apertura per la materna di Cavallasca
Un “Asilo a porte a x te”
U
n appuntamento speciale. L’associazione Scuola Materna di Cavallasca
festeggia i 15 anni di vita organizzando, per il prossimo 9 aprile, una giornata di apertura al territorio che sarà intitolata
“Asilo a porte a x te”. «“Asilo a porte a x te” –
spiegano i membri del Consiglio di amministrazione dell’associazione - sta a significare
una giornata in cui la scuola rimarrà aperta,
dalle 9 del mattino alle 9 del pomeriggio, alla visita di tutti coloro che, non direttamente
coinvolti come utenti nell’attività scolastica,
vorranno avere la possibilità di conoscere più
da vicino il lavoro prezioso che viene svolto
dalla nostra istituzione. Una opportunità per
noi per destare l’interesse della comunità rispetto a questo importante ambito di impegno. Di base come oggetto della visita della
popolazione ci saranno le aule aperte, con
esposizione di lavori dei bambini e varia documentazione delle numerose attività didat-
tiche, tra cui un video filmato della giornata scolastica tipo. Inoltre varie iniziative
ludico-ricreative-culturali riempiranno il
pomeriggio di grandi e piccini. Non ultima
è prevista anche una breve cerimonia per
il 15esimo di fondazione dell’associazione
che da aprile 1996 gestisce la scuola stessa,
cerimonia con la quale presenteremo la
ristampa di una pubblicazione del 1976 sulla storia e la figura di don Angelo Mazza, già
parroco di Cavallasca, appassionato fautore
e sostenitore della scuola materna del paese,
scritta in occasione della sua morte, esattamente 35 anni fa. In essa si narra dell’avvincente, intensa esperienza e delle tante opere
di una persona che molto ha dato alla nostra
comunità. “Ebbe una particolare predilezione per i bambini… in essi vedeva i virgulti che
sarebbero diventati un giorno querce…”, molto
amò e tanto si spese per l’asilo di allora, tanto
che la Scuola dell’Infanzia di oggi è la stessa
che lui, con grande lungimiranza, aveva pensato, progettato e costruito. In questo modo lo
vogliamo ricordare a tutti quelli che lo hanno
incontrato e far conoscere alle nuove generazioni, così che gli uni e gli altri lo abbiano
ad esempio e ne possano ricavare spunti di
entusiasmo per la continua avventura della
nostra scuola».
nell’Università Cattolica un interlocutore
moderno, dinamico e aperto a tutto.
Ho riscontrato questo anche nel mio
specifico corso di laurea e, in particolare,
nel curriculum da me scelto, “Esperto
Linguistico per le Relazioni Internazionali”,
che prevede sia lo studio delle lingue
(ma non della letteratura) sia lo studio
di materie politologiche. Inoltre, dato
il mio indirizzo di studi, potrò sfruttare
sicuramente la borsa di studio che l’Istituto
Toniolo mi ha offerto per approfondire
lo studio della lingua cinese in Cina,
esperienza fondamentale per la mia
crescita personale e culturale.
Sono sicura che l’Università Cattolica
saprà prepararmi in ogni aspetto per il mio
futuro professionale ma anche umano e
che, alla fine dei miei studi, sarò soddisfatta
delle mie scelte come lo sono ora. Per
concludere, vorrei ringraziare mons.
Diego Coletti e don Andrea Messaggi che,
chiedendomi di scrivere questo articolo, mi
hanno permesso non solo di parlare della
mia esperienza ma anche di raccontare un
po’ di questa grande Università.
Raffaella Lecchi
Notizia flash
■ Cavallasca
Isabella Bossi Fedrigotti
presenta il suo libro
COMUNE
DI CAVALLASCA
Assessorato alla Cultura
Biblioteca comunale
Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice
e giornalista del Corriere della Sera,
sarà
a Cavallasca
lunedì 4 aprile,
Isabella
Bossi Fedrigotti
Incontro con l'autore
la casa
è vuota
alleSeore
20.45,
per la presentazione
del suo libro “Se la casa è vuota”.
L’ingresso è libero.
I legami familiari.
Il rapporto tra genitori e figli attraverso lo strumento della storia.
Villa Imbonati
Cavallasca
4 Aprile
ore 20.45
2011
ComoCronaca
Notizie flash
■ S. Abbondio
Vita, devozione
e iconografia
età
Solidari
Foto
William
L’
A.S.C.I.
(Associazione per
la Solidarietà e
la Cooperazione
Internazionale) “Don
Guanella” ONLUS, in
collaborazione con il
gruppo dei Cooperatori
Guanelliani di Chiavenna,
organizza per domenica
3 aprile, alle ore 13.00,
un pranzo di beneficenza
con piatti tipici locali
presso il “Crotto Deserto”
di Chiavenna (Casa Don
Guanella). Seguirà la
presentazione del video
“Il giorno e la notte di
Kinshasa” del regista
Scopo del progetto
è quello di offrire ai
ragazzi di strada già
ospiti del Centro spazi
di crescita autonoma
Massimiliano Troiani.
Sarà presente don Adriano
Folonaro, direttore del
Centro Missionario
Guanelliano di Como.
Il ricavato sarà devoluto
per una particolare
iniziativa missionaria nella
Repubblica Democratica
del Congo. Chiediamo
al presidente di A.S.C.I.,
Giuliana Abbate, di
spiegarci di cosa si tratta.
«L’A.S.C.I. “Don Guanella
è una realtà laicale di
ispirazione guanelliana
che dal 1992 associa
persone sensibili al
tema della cooperazione
internazionale in appoggio
alle Missioni sostenute
dall’Opera Don Guanella,
che ha come impegno
quello di servire i poveri
in tutte le parti del mondo.
Come impegno concreto
per questa Quaresima
vogliamo rilanciare il
Casa della Giovane:
gli appartamenti
La Casa della Giovane “Irma Meda” di
Ponte Chiasso invita all’inaugurazione
degli appartamenti ristrutturati destinati
all’accoglienza. L’apuntamento è per
venerdì 8 aprile alle ore 18 in via Bellinzona
243, a Ponte Chiasso.
Il programma prevede: la benedizione
degli appartamenti da parte di don
Carlo Puricelli, parroco di Ponte Chiasso;
intitolazione appartamenti a “Don Renzo
Beretta”, martire della carità; intervento
della autorità presneti; rinfresco presso la
Casa della Giovane di via Catenazzi 20.
■ Violenza
Mi aspetto rispetto
Sono stati ricevuti lunedì scorso, a
Palazzo Cernezzi, nella sala consiliare,
i 14 studenti della classe V G (Grafica)
dell’Ipsia Ripamonti che nel corso
di questi mesi hanno lavorato alla
campagna di comunicazione di “Mi
aspetto rispetto” il progetto di
prevenzione della violenza di genere
dalla preadolescenza all’età adulta.
“Mi aspetto rispetto” prosegue il
cammino avviato con il Progetto
Aurora e prosegue il percorso di
formazione e di promozione di azioni
per la prevenzione della violenza
di genere: coinvolgerà nella prima
fase in interventi di formazione e
laboratori 500 ragazzi dai 13 ai 18
anni delle scuole di Como insieme ai
loro insegnanti e si rivolgerà nella
seconda fase all’intera popolazione
della provincia di Como, attraverso una
campagna di comunicazione sociale
multimediale che sarà ideata dai
ragazzi stessi. Si potenzierà il percorso
di formazione anche attraverso
specifici seminari aperti a tutti, due
trasmissioni televisive ed altrettanti
spettacoli teatrali. Il primo spettacolo
“Biancaneve ha le mutande di pizzo”
andrà in scena il 15 aprile e sarà
preceduto dal seminario “Le relazioni in
adolescenza tra amore e cattiveria” al
Teatro Sociale il 4 aprile alle 20.30.
Un pranzo di solidarietà a Chiavenna per sostenere
il progetto “Decido il mio futuro” di fratel Mauro
Il cuore di don Guanella
batte anche a Kinshasa
L’associazione culturale “Mondo
Turistico” e il Centro Studi –
Fondazione “Nicolò Rusca”, in
collaborazione con l’Unione Provinciale
Commercio Turismo Servizi di Como,
propongono per lunedì 4 aprile, alle ore
16.30, presso la sala “Arti e Mestieri”
dell’UPCTS (via Ballarini 12, Como),
l’incontro “L’iconografia di S. Abbondio
nelle opere d’arte comasche”, a cura
di don Andrea Straffi. Sabato 9 aprile,
alle 14.30, è prevista invece una visita
guidata alla chiesa di S. Abbondio a
Mezzegra, a cura di Marta Miuzzo. I
due appuntamenti fanno parte del ciclo
“S. Abbondio Vescovo: vita devozione
ed arte del santo patrono di Como”,
rivolto a guide turistiche, insegnanti,
appassionati di arte e storia.
La partecipazione a ciascun
incontro è gratuita per le guide ed
accompagnatori di Mondo Turistico e
gli iscritti a UPCTS; per gli altri è di
5 euro. Per iscrizioni e informazioni:
Mondo Turistico 339.4163108; e-mail:
[email protected].
Ponte Chiasso
Sabato, 2 aprile 2011 23
sostegno ad un importante
progetto che ci sta molto
a cuore, dal titolo “Decido
il mio futuro” portato
avanti da fratel Mauro
Cecchinato a Kinshasa.
Scopo del progetto è quello
di offrire ai ragazzi di
strada già ospiti del centro
educativo di Esengo (Casa
della gioia), la possibilità
di raggiungere una certa
autonomia mettendo
loro a disposizione una
piccola abitazione dove
poter iniziare una vita
in autonomia. Una casa
semplice, come tante in
Congo, fatta di lamiera
e legno, di tre metri per
cinque. Per questo serve
acquistare i materiali, legno
e lamiere, chiodi e viti, porte
e piccole finestre, il cemento
per fare il pavimento e
del materiale per isolare
la lamiera ed evitare così
che la casa diventi un
“forno”. È necessario inoltre
fornire un piccolo arredo:
un letto, un materasso,
un tavolino, un armadio
per i vestiti, la dispensa,
un braciere per cucinare,
un catino per lavarsi e per
lavare gli abiti, due piatti,
bicchieri, forchette…,ovvero
l’indispensabile per poter
iniziare».
Il progetto delle “case in
lamiera”, già proposto lo
scorso anno, ha avuto molti
apprezzamenti e sostegni,
ma fa sapere Fratel Mauro
da Kinshasa che in questi
ultimi mesi le richieste
sono aumentate, perché
sono falliti i tentativi di
reinserimento di molti
ragazzi nel nucleo familiare
di provenienza e i fondi per
fronteggiare la situazione
scarseggiano. Scrive il
religioso guanelliano dalla
capitale congolese: «Una
casa in lamiera per noi è già
una grande realizzazione. È
il segno che la vita dei nostri
ragazzi può continuare
a sperare. Vuole essere
un invito a sostenere “le
decisioni” importanti che
alcuni ragazzi di strada
stanno prendendo. È
il modo per dare vita e
significato ai loro sogni, è
il modo per farli diventare
ciò che desiderano». E
lancia un appello: «Siamo
certi che la Provvidenza
non verrà meno, aiutateci
a sensibilizzare più
persone possibili e fate
conoscere questa esigenza».
Un appello raccolto
prontamente da A.S.C.I.
con la mobilitazione
per la raccolta di fondi,
anche con l’iniziativa del
pranzo a Chiavenna. Per
informazioni, offerte di
contributi e prenotazioni
del pranzo: Giuliana
333.3123425; Gabriella
0342.687474 – 347.3537586;
e-mail: chiavenna.asci@
guanelliani.it. La segreteria
dell’ASCI è a Como, in via
Tommaso Grossi 18, tel.
031-296787; e-mail: asci.
[email protected].
silvia fasana
◆ Due appuntamenti
Silenzio
e carità con
don Guanella
S
abato 2 aprile presso il Santuario del Sacro Cuore di via Tommaso Grossi a Como, si terrà la “Discoteca del Silenzio”, il
tradizionale appuntamento di adorazione eucaristica notturna, proposto dal Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile (C.G.P.G) e
giunto alla sua decima edizione. L’inizio è alle
ore 20.30, con la celebrazione della S. Messa
vespertina; seguirà l’esposizione del SS. Sacramento e l’animazione spirituale proposta
dai giovani Guanelliani con preghiere, canti,
ritornelli, lettura di brani di don Guanella e di
frasi tratte dalla Parola di Dio della Domenica.
Poi, dalle 23.00, il silenzio, la meditazione e
la preghiera personale, fino alle 4.00 della
domenica mattina. Alle 24.00 sarà recitato il Santo Rosario per tutte le famiglie, in
particolare per quelle in difficoltà.
Domenica 3 aprile prosegue inoltre l’iniziativa, sempre proposta dal Centro
Guanelliano di Pastorale Giovanile, della “Domenica della Carità”: un momento
di incontro con gli ospiti della RSA “Don
Guanella” di Como e la celebrazione insie-
me dell’Eucaristia domenicale delle ore 10.30
presso la cappella interna alla struttura (con
entrata da via Guanella), seguita dall’aperitivo e da canti. L’invito a partecipare è rivolto
a tutti. Il ritrovo è alle 9.30 presso la cappella.
Per informazioni ci si può rivolgere alla segreteria del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile, via L. Guanella, 13 Como; tel.
031.296783; e-mail: [email protected]. (s.fa.)
ComoCronaca
24 Sabato, 2 aprile 2011
Oltre confine. Curiosità di 150 anni fa
Il bassorilievo di Vincenzo Vela nel piedestallo del monumento a Garibaldi a Como. Il primo personaggio
da sinistra è il colonnello Arcioni ed il secondo è lo stesso scultore autoritratto.
Anche il Cantone a noi
vicino svolse un ruolo
fondamentale in epoca
risorgimentale. Territorio
molto legato alla Lombardia
per approvvigionarsi
P
rima di riprendere la
narrazione di episodi ed
eventi risorgimentali in area
comasca, o di presentare altri
protagonisti di quella stagione storica,
pare opportuno inserire una divagazione
“importante” per parlare del ruolo avuto
dal Canton Ticino e dai ticinesi nel
Risorgimento.
Da sempre, il Canton Ticino – già prima
della sua indipendenza, conquistata
grazie a Napoleone nel 1803 – viveva in
necessaria simbiosi con la Lombardia,
Il Risorgimento
in Ticino
da cui dipendeva per il “pane” in
senso letterale, giacché il rifornimento
annonario del frumento da secoli vi
arrivava dalla pianura lombarda.
La stagione risorgimentale, dalla prima
ora, coinvolse il Canton Ticino, dove
già dagli anni ’20, e soprattutto dagli
anni ’30, quando la rivoluzione aveva
portato al governo i radicali liberali al
posto dei conservatori, là riparavano gli
esuli politici lombardi e non, per lo più
carbonari mazziniani, come i milanesi
fratelli Ciani e lo stesso Giuseppe
Mazzini. Erano la Tipografia Ruggia e la
Stamperia della Svizzera Italiana degli
stessi Ciani, impiantate a Lugano, a
stampare quegli scritti di propaganda
delle delle idee liberali e antiaustriache,
che – conrabbandati a Como e a Milano
– tenevano viva clandestinamente la
fiamma ideale delle libertà costituzionali
e dell’indipendenza dallo straniero. Poi
si sarebbe aggiunta la Tipografia Elvetica
di Capolago, dove lavorava quel Luigi
Dottesio, già impiegato comunale di
Como, che nel 1851 fu arrestato al valico
di Maslianico, condannato a morte e
impiccato a Venezia. Già in precedenti
puntate si è accennato pure ai convegni
dei patrioti del Lombardo-Veneto a
Chiasso.
Non era facile per le autorità ticinesi
barcamenarsi tra l’asilo politico ai
cospiratori politici italiani e le ritorsioni
del governo austriaco milanese, tant’è
che nel 1837 furono costrette ad
espellere il Mazzini, che dovette andare
in Inghilterra.
Gli incartamenti dei processi politici
nell’Archivio di Stato di Milano citano tra
le persone pericolose del Canton Ticino
per le sue idee liberali anche un “don
Bernasconi” (Giorgio, di Mendrisio);
mentre il “chierico Battaglini” (poi
Dopo la campagna del 1848
... e fu anche
terra di asilo
divenuto uno dei più fieri anticlericali
tra i politici ticinesi) compare con altri
svizzeri tra i volontari mazziniani,
che avevano tentato nel 1834 il moto
insurrezionale in Savoia.
Quando scoppiò l’insurrezione nel
marzo 1848 la Svizzera dichiarò la
neutralità e mandò ai confini una
compagnia di gendarmi, comandati
nel settore di Chiasso dal tenente
Lurati di Lugano, per non permettere
sconfinamenti di truppe in territorio
elvetico. In quei giorni erano i croati,
stremati dalla fame, che tentavano
di riparare oltre confine tra Monte
Olimpino e Drezzo, tanto che nei
giorni 22-23 marzo il governo ticinese
dovette rinforzare il controllo militare.
Solamente la notte del 23 marzo, però, ci
fu uno scambio di fucilate tra svizzeri e
croati a Ronago.
D’oltre confine, però, era venuta a dar
man forte ai patrioti comaschi una
colonna di volontari ticinesi, guidata
dal colonnello Antonio Arcioni. Tra
quei combattenti c’era come ufficiale
un Antonio Tamanti di Mendrisio, che
poi – trasferitosi a Ronago, dove costruì
una villa – sarebbe stato il primo sindaco
del paese dal 1860, oltre che consigliere
provinciale dal 1860 al 1863. Ma il
più illustre ticinese tra quelle file era
Vincenzo Vela, lo scultore di Ligornetto,
che nel bassorilievo posto sul piedestallo
del monumento a Garibaldi in Piazza
Vittoria a Como, da lui realizzato, volle
raffigurare la resa degli Austriaci il 22
marzo 1848, di cui fu testimone diretto,
ponendovi in primo piano da sinistra
il suo comandante Arcioni, e, al suo
fianco in seconda posizione, sé stesso, a
perenne memoria del contributo dato
allora dai ticinesi alla causa italiana.
Né, finite le Cinque Giornate, quei
generosi rimpatriarono. A loro si
aggiunsero molti volontari comaschi (tra
gli altri, oltre al citato Luigi Dottesio, ci
furono l’ing. Angelo Testoni di Olgiate
e l’ing. G.B. Bernasconi di Como), che
sotto il comando dell’Arcioni si recarono
a combattere in Trentino, e poi – dopo
l’armistizio Salasco – andarono a
difendere Venezia sul ponte di Marghera,
fino alla resa nel 1849 per il colera e la
fame (“sul ponte sventola, bandiera
bianca”).
A sinsitra Il proclama
di Radeztky per il cordone
militare nel 1851.
Qui sotto L’ing. Angelo
Testoni, di Olgiate
Comasco, volontario
con i ticinesi
nella colonna Arcioni
D
Migliaia furono i
opo il disastroso
compimento della campagna combattenti lombardi e i
del 1848 il Canton Ticino
fuggiaschi milanesi accolti
diede asilo politico ai
oltre confine con le loro
combattenti lombardi e a migliaia
di fuggiaschi milanesi con le loro
famiglie dopo il disastroso
famiglie: furono circa 20.000 i
compimento della
profughi di tutte le estrazioni sociali,
che trovarono soccorso al di là
campagna quarantottina
della frontiera. Enormi furono gli
sforzi della Svizzera per organizzare e assicurare loro
cordone militare,
l’assistenza, oltre che per difendere i loro diritti politici.
stanziando lungo
Non bastò l’amnistia a far rientrare in patria i disertori
il confine migliaia
dall’esercito austriaco o tutti i patrioti combattenti.
di soldati.
Carlo Cattaneo, che durante le Cinque Giornate aveva
Per alloggiare gli ufficiali furono requisite le case
presieduto a Milano il comitato di guerra, sarebbe
padronali di campagna dei signori di Como nei paesi di
rimasto per sempre a Castagnola, dove morì nel 1869,
confine; le truppe furono accampate. E quando nel 1853
dopo avere insegnato filosofia presso il Liceo di Lugano
il Ticino espulse 22 frati cappuccini lombardi, sospettati
dal 1852 al 1864. A Lugano nell’agosto 1848 era riparato
di essere filoaustriaci, il governo milanese rispose con
anche Giuseppe Mazzini, che vi preparò i moti della
il blocco commerciale del Cantone e con l’espulsione
Valle Intelvi, che fallirono, per i quali fu condannato
dalla Lombardia di 6.000 ticinesi che avevano attività
Andrea Brenta, fucilato a Camerlata presso S. Carpoforo.
economiche a Milano o in territorio lombardo.
Nacquero così tensioni fra il governo ticinese e il
Evidentemente l’Austria voleva condizionare la politica
restaurato governo austriaco a Milano.
interna ticinese, per provocare la caduta del governo
I vicini svizzeri erano combattuti tra la difesa umanitaria
liberale antiaustriaco e favorire l’ascesa al governo dei
dei diritti dei profughi e la ritorsione austriaca, che
conservatori filoaustriaci. Perciò il prezzo pagato dal
minacciava il blocco commerciale. Per controllare le
Canton Ticino per il Risorgimento italiano fu enorme, in
frontiere il maresciallo Radeztky nel marzo 1851 pose un
termini economici e sociali.
Ma i rapporti politici ebbero pesanti riflessi anche sui
rapporti religiosi, giacché quasi tutto il Canton Ticino
(Lugano, Bellinzona, Locarno e pievi varie con 183
parrocchie) ricadeva allora in diocesi di Como, ed in
parte (Val Blenio, Leventina, Riviera e Capriasca con
53 parrocchie) in diocesi di Milano. Le tensioni tra
il governo ticinese e il vescovo di Como (anche per
la soppressione di conventi per ospitare i profughi
politici italiani), e poi con la Santa Sede, furono alte e
si trascinarono per decenni, fino al progressivo distacco
del Ticino dalle diocesi di Como e di Milano, dapprima
come amministrazione apostolica aggregata alla diocesi
di Basilea, poi – solamente dal 22 marzo 1971 – come
vera e propria diocesi autonoma.
Mario Mascetti/7
ComoCronaca
Sabato, 2 aprile 2011 25
Prolezza-Menaggio-Luino. Fu punto di raccordo di tre laghi: Lario, Ceresio
e Verbano, il tratto comasco fu inaugurato nel 1884
Nostalgia di una ferrovia...
“N
onno, mi
racconti quella
bella fiaba
della fatina
che un tempo andava su e giù
sbuffando nel mezzo delle
nostre verdi montagne e dove
guardava innamorata l’angolo
del nostro azzurro lago fino
alla punta di Balbianello?”
Questa per i nostri figli,
nipoti e pronipoti è solo una
bella storia. Per tanti nonni,
invece, ha rappresentato una
realtà vissuta nella loro prima
gioventù. Stiamo parlando
della ferrovia dei “Tre laghi”:
Menaggio - Porlezza - Luino,
ossia Lario - Ceresio - Verbano.
Con regio decreto del 24
marzo 1881 di re Umberto I,
il ministero dell’agricoltura
industria e commercio ministro
Luigi Miceli, autorizzava la
Banca della Svizzera italiana,
con sede a Lugano, a finanziare
quel progetto che era nato da
un decennio, e cioè collegare
con una ferrovia Lugano con
Menaggio verso est e con
Luino verso ovest, unendosi
così a quella del Gottardo
per il nord Europa. Un lavoro
febbrile durato solo pochi
anni in quanto già l’8 ottobre
1884 veniva ufficialmente
inaugurato il tratto Porlezza
- Menaggio. La delegazione
italo-Svizzera era partita
da Lugano alle ore 10.30, in
piroscafo, di retta a Porlezza
per salire sul treno con le
carrozze addobbate luccicanti
e raggiungere, in poco più di
30 minuti, Menaggio, dove
una grande folla attendeva
salutando la sbuffante
locomotiva a vapore.
Un avvio così travolgente che
il treno arrivò a fare fino a sei
corse giornaliere e di tratto
in meno di un’ora. Il flusso,
specie da oltre confine, fu
enorme sul Lario, attraverso la
valle del Senagra. Le genti del
nord arrivarono sempre più
numerose per conoscere ed
ammirare le tante bellezze del
nostro territorio, scegliendo in
tanti il Lario come loro seconda
maggio del 1938. Un mese
di ininterrotto lavoro per
l’amatissimo treno con
varie corse supplementari
straordinarie per permettere
ai singoli, a gruppi, ad
associazioni di raggiungere
Menaggio e partecipare al
grandioso avvenimento
religioso culminato con
la solenne benedizione
eucaristica papale in centro
largo sul grande piroscafo
Concordia, attorniato dalla
flotta lacuale al completo, dal
Patria, al Plinio, etc., con oltre
90 corpi musicali e bandistici
provenienti dalla vasta diocesi
di Sant’Abbondio, occupanti
le carrozze del trenino, tutto
inghirlandato con i fiori più
belli della riviera lariana, in
un osanna interminabile. E
poi lentamente l’inevitabile
declino ed abbandono nel
1939…
Qualche giorno fa sulle rive
del lago del piano di Porlezza
percorrendo la pista ciclabile
che si snoda lungo il tracciato
della vecchia ferrovia ci siamo
voltati ancora una volta, quasi
per dare la precedenza alla
sbuffante ciminiera di quella
Fu un inizio
travolgente, tale
che il treno arrivò a
fare fino a sei corse
giornaliere
dimora.
Con la ferrovia il lavoro
transfrontliero ebbe un
incremento vertiginoso e
specialmente la manodopera
qualificata trovò stabile lavoro,
migliorando sensibilmente il
tenore di vita delle famiglie.
Tutto questo per oltre mezzo
secolo fino a quando ebbe
il sopravvento l’arrivo delle
quattro ruote e l’apertura della
linea carrozzabile Menaggio Lugano che avrebbe segnato
la fine della ferrovia non più
preferita dai turisti e pendolari.
Eppure nel pieno della sua
attività, fine ‘800 - inizio ‘900,
si parlava di unire Menaggio
con lo scalo strategico di
Como - Ponte Chiasso e con
lo scalo intermedio di Colico,
in tal modo anche la sponda
occidentale del Lario sarebbe
stata elettrificata.
Tale progetto era fortemente
sostenuto dalla Camera
di Commercio di Como,
dall’ing. Giulio Rubini,
donghese, già ministro del
Tesoro nei governi Saracco e
Salandra e poi ministro dei
Lavori Pubblici del governo
Sonnino; dall’ing. Giorgio
Enrico Falck, pure donghese,
fondatore della spa “Acciaierie
e Ferriere Lombarde” con il
suo stabilimento siderurgico
di Dongo ed i cui prodotti
dovevano raggiungere, via lago,
lo scalo ferroviario di Como
La Società Storica
Altolariana
Una realtà nata nel 2010 per salvaguardare
e custodire la memoria dell’Alto Lago
U
na realtà per salvaguardare e
custodire la memoria dell’alto lago.
È la Società Storica Altolariana,
nata ufficialmente il 14 aprile 2010 con la
firma dell’atto costitutivo e dello statuto,
con sede in Gravedona, via Al Castello n.
7. Soci fondatori sono stati il dott. Enrico
Della Fonte (presidente), dott. Giovanni De
Lorenzi, dott. ssa Norita Spelzini, rag. Vittorio
Comalini, prof. ssa Pieralda Albonico.
L’associazione “ha come scopo principale
quello di studiare e valorizzare la storia e le
San Giovanni.
La Società Lariana, allora molto
attiva, gestiva tutto il traffico
commerciale e passeggeri da
Colico a Como e non voleva la
ferrovia che ne avrebbe fatto
direttamente concorrenza.
Decise così di indire, dopo
tante sedute, un’assemblea
straordinaria presso l’hotel
Menaggio. Con tanta sorpresa
prevalsero i soci favorevoli a
mantenere la via lacuale è così
tramontò definitivamente il
collegamento ferroviario sul
versante occidentale del Lario,
a differenza di quello orientale.
Fu uno sbaglio. L’ultimo
glorioso viaggio del trenino
Menaggio-Porlezza, e ricordato
ancora dai nonni a distanza
di oltre settant’anni, fu quello
effettuato in occasione
del congresso eucaristico
diocesano tenutosi nel
memorie delle terre lariane, con particolare
attenzione all’area nord occidentale e
della bassa Valtellina, di rendere pubblico
il risultato del proprio operato attraverso
incontri, convegni e pubblicazioni e di
promuovere iniziative volte a conservare
il patrimonio culturale locale”. Uno degli
scopi dell’associazione è quello di salvare
dalla distruzione o dispersione gli archivi
privati, sensibilizzando la popolazione in
tal senso e studiando i modi più idonei
per la conservazione e la tutela di questo
patrimonio che si va via via disperdendo.
L’associazione intende dialogare con le
benemerite e già affermate società storiche
del Comasco, della Valtellina e Valchiavenna
e del Lecchese, proponendosi come centro
di coordinamento per gli studi sul territorio
altolariano in relazione a quelli limitrofi.
Ma anche intende contattare analoghe
associazioni sul territorio nazionale per
favorire gli scambi culturali.
I risultati delle ricerche saranno divulgati su
un Bollettino annuale che i soci riceveranno,
come comunemente avviene per le Società
Storiche, e attraverso eventuali altre
L’ultimo “glorioso”
viaggio del trenino
“MenaggioPorlezza”
fu nel 1938
locomotiva a vapore che
ha rappresentato una parte
veramente importante della
storia del territorio lariano,
ricordato anche da Antonio
Fogazzaro nel suo romanzo
“Piccolo mondo antico”
quando Piero Maironi, nel
piccolo scompartimento del
trenino, nei suoi cupi pensieri
ritornava alla sua Valsolda
piangendo la sua struggente
creaturina... “Ombretta
sdegnosa”.
gianni moralli
pubblicazioni se Enti pubblici o privati
ne daranno l’opportunità contribuendo a
sostenerne gli oneri.
Saranno invitati a collaborare eminenti
studiosi e ricercatori di provata
professionalità ma anche coloro che si
stanno cimentando con rigore scientifico nel
campo della ricerca storica locale.
Al fine di svolgere le proprie attività,
l’associazione si avvale in modo
determinante delle prestazioni personali,
volontarie, dirette e gratuite dei propri Soci.
Oltre ai soci fondatori, possono diventare
soci tutti coloro (privati o enti) che si
riconoscono negli scopi dell’associazione
e chiedono di aderire ad essa. L’adesione
è a tempo indeterminato, fermo restando
in ogni caso il diritto di recesso. La quota
d’iscrizione annuale è di 20 euro e può
essere versata sul numero conto corrente
postale della Società 8362924. Per
informazioni contattare i numeri: 034485583, 333-4313892, 339-2589867 o inviare
una mail agli indirizzi: enrico.della.fonte@
alice.it - [email protected] - norita.s@
alice.it.
Sport
26 Sabato, 2 aprile 2011
La più grande del capoluogo. “Palestra” della Como Nuoto
Nuova vittoria:
4-2 sul Pavia
R
ealizzata dal Comune di Como
nel 1981 e da allora conosciuta
in tutta Italia come “terreno
di allenamento” della più
importante società natatoria della città,
ovvero della Como Nuoto, la piscina
Olimpica di Muggiò rappresenta uno
dei fiori all’occhiello dell’impiantistica
sportiva cittadina. Si tratta infatti della
piscina più grande della città e l’unica
che può vantare le dimensioni atte ad
ospitare eventi sportivi di primaria
categoria. Nelle sue acque, che vengono
utilizzate oltre che per il nuoto e per
la pratica della pallanuoto, anche per
imparare ad andare in canoa, nonché
per apprendere i primi rudimenti
dell’attività di sub/apnea, si sono allenati
atleti che hanno contribuito a scrivere
pagine importanti nella storia sportiva
italiana. Ci riferiamo, in particolar
modo a Marco Gerini, già portiere della
Realizzata nel 1981
rappresenta uno dei
fiori all’occhiello
dell’impiantistica sportiva
cittadina. Olimpica, è
l’unica in grado di ospitare,
in città, eventi sportivi
di prima categoria
Como Nuoto ed estremo difensore della
nazionale italiana (tra cui le Olimpiadi di
Atlanta del 1996) nonché di società più
volte vincitrici di campionati tricolori;
Lorenzo Vismara, pluri-campione
nazionale nei 50 e 100 mt. stile libero
negli anni ‘90 (anche lui più volte atleta
mondiale ed olimpico) e Federica
Stefanelli, stella del nuoto sincronizzato,
selezionata per la nazionale italiana
negli anni 2000 (ha partecipato alle
olimpiadi di Atene nel 2004). Gestita per
anni direttamente dal Comune di Como,
la piscina Olimpica di Muggiò dal 2005
è sotto la responsabilità del Comitato
Regionale Lombardo della FIN, la
Federazione italiana nuoto. L’ultimo
rinnovo della convenzione risale al
mese di gennaio del 2010 e assicura la
gestione della piscina di Piazza Azzurri
d’Italia fino al prossimo mese di giugno.
Come sottolineato dalle stesse società
sportive che usufruiscono dell’impianto,
proprio il controllo diretto da parte della
Federazione Nuoto, è stato alla base dei
successi raccolti dai sodalizi comaschi
negli ultimi anni. La Federazione, infatti,
ha come obiettivo principale non solo
Calcio
Lazzago: torneo
di solidarietà
La società C.S. Ardisci e spera 1906 con il patrocinio del Comune di Como organizza fino
all’11 maggio, presso il centro sportivo Piero
Russolillo di Lazzago, la 14° edizione del torneo
“Piero Russolillo a.m.” riservato alle categorie
esordienti (’96 – ‘97). L’occasione sarà anche
quella per sostenere il progetto “Aiutaci ad aiutare”. Infatti durante il torneo verrà effettuata
una raccolta fondi a fini umanitari devoluta
all’associazione S.O.S. INDIA CHIAMA “bambini orfani dell’India”. Le finali si terranno domenica 11 maggio 2008 e in contemporanea
verrà disputato un torneo di calcio a 5 tra una
rappresentativa di amministratori comunali,
la FILCA cooperative e l’associazione “Ardisci
e Spera amici di Piero”.
Notizie flash
■ Como
Prosegue il momento vincente del
Como che domenica ha sconfitto per
4-2 il Pavia ed ora si trova ad un solo
punto addirittura dalla zona play-off.
La squadra azzurra, guidata ancora
in panchina da Alex Brunner per le
squalifiche inflitte alla coppia ufficiale
dei tecnici Brevi-Garavaglia, ha
realizzato due gol nei primi 11 minuti
di gioco con Germinale prima di subire
la rimonta ospite arrivata con un gol
a metà primo tempo ed uno dopo soli
120 secondi della ripresa. I lariani,
però, non si sono disuniti e grazie ad
un penalty di Franco e ad una rete di
Lacarra hanno portato altri punti alla
loro classifica. Ora il Como è atteso
da due ostiche trasferte consecutive
rispettivamente a Bassano ed a
Cremona.
■ Casate
La piscina
di Muggiò
gli interessi degli utenti o dei corsisti
bensì anche le necessità delle società
sportive alle quali il Comitato guarda
sempre con estrema attenzione.
Infatti il riuscire a conciliare il nuoto
libero, i corsi di nuoto e di acquagym,
con gli allenamenti, praticamente
giornalieri dal lunedì al venerdì,
non è compito facile considerando
il grande numero di discipline e la
presenza costante di atleti più grandi
che la frequentano quotidianamente
(le sedute sono invece limitate ad
alcuni giorni settimanali per i più
piccolini). La sapiente suddivisione
degli orari alla base dell’ottimo
rapporto tra la FIN e le società
sportive non è stata affatto trascurata
dal Comune di Como, che in questi
anni ha sempre manifestato grande
soddisfazione nei confronti di un
partner affidabile e competente nella
gestione di questo impianto sportivo.
Staremo ora a vedere se il prossimo
mese di giugno questa storia sarà
destinata a proseguire.
pagina a cura
di luigi clerici
I numeri della piscina
Dati tecnici: dimensioni m. 50x22,
profondità da m 1.80 a 4.50; impianto
coperto, otto corsie
Servizi: spogliatoi, docce, ambulatorio, tribuna, bar, sala stampa, ascensore
Attività: la piscina è aperta per corsi di nuoto, acquagym, società sportive, gare di
nuoto e pallanuoto.
Livigno
La proposta: intitolare
lo stadio del ghiaccio
a Gosetto e Luraghi
Intitolare lo stadio del ghiaccio di
Casate a Stefano Gosetto ed Alfredo
Luraghi, due giocatori che hanno
vestito per anni la casacca dell’HC
Como nel quarantesimo anniversario
di partecipazione della compagine
hockeyistica cittadina ad un
campionato di questa appassionante
disciplina sportiva. E’ questa la
proposta di Luca Gaffuri, capogruppo
del PD in Consiglio Regionale. Stefano
Gosetto è scomparso nel 1985 in un
incidente stradale. Abitava a meno di
50 metri in linea d’aria dallo stadio di
Casate ed insieme ai cosiddetti “ragazzi
di via Orazio” ha scritto le prime
pagine dell’hockey Como a cavallo tra
gli anni ’70 ed ’80. Alfredo Luraghi,
invece, è stato il portiere degli anni
’90 dell’HC Como che ha permesso agli
azzurri di scrivere nuove entusiasmanti
pagine di sport contribuendo alla
seconda partecipazione degli azzurri in
massima serie.
Sport e disabilità
Ciclismo
Ciaspoleda:
oltre 400
partecipanti
Medaglie per l’Osha.
Down: vademecum
Tappa comasca
per il Giro di
Handbike
S
O
D
ono stati oltre 400 i
partecipanti che si sono
cimentati lungo tutta la
piana centrale di Livigno nella
tradizionale “Ciaspoleda”.
Davanti a loro i cani da slitta del
Centro Husky Village di Arnoga
che hanno fatto da apripista
alla gara. In campo maschile
ha vinto in meno di mezz’ora
il bergamasco Davide Milesi
(Orobie G.S.), maratoneta di
fama internazionale che lo
scorso anno ha partecipato
alla gara dimostrativa con le
ciaspole durante le Olimpiadi
di Vancouver 2010. Tra le
donne vittoria per la capitana
della Nazionale di Corsa in
Montagna, Maria Grazia
Roberti.
ttimi risultati sono stati conseguiti dagli atleti delle
società comasche Osha-Asp e Briantea ai campionati
italiani di nuoto in casca corta che si sono disputati
a Tortona. L’Osha-Asp ha conquistato 40 medaglie (25 ori,
8 argenti e 7 bronzi), con domini assoluti nelle staffette maschili grazie alle prestazioni di Gianluigi Franchetto, Samuele Serino, Oscar Pellegrini, Federico Tiranti, Marzio Perlini,
Mattia Micheletti e Massimiliano Jermi.
e persone con disabilità intellettiva e relazionale
possono fare attività sportiva, anche a livello agonistico, perché “essere differenti è normale anche
nello sport”. È quanto recita lo slogan sulla copertina del
vademecum “Orientamenti sulla pratica sportiva per gli
atleti con sindrome di down”, a cura di CoorDown (Coordinamento nazionale delle associazioni delle persone
con sindrome di down) e Fisdir, la Federazione italiana
sport disabilità intellettiva e relazionale. Il vademecum ha
lo scopo di fornire informazioni alle famiglie e alle varie
associazioni che si occupano di disabilità con indicazioni
di natura medica, legislativa e con tutti i riferimenti utili
per avviare la pratica sportiva.
L
ieci tappe per il
secondo Giro d’Italia di
Handbike con un arrivo
anche in provincia di Como, a
Bregnano, presentato la scorsa
settimana a Somma Lombardo
(Varese). Entusiasti i numerosi
sostenitori. Il Giro d’Italia di
Handbike 2011 toccherà ben sei
regioni nell’arco di cinque mesi.
La prima tappa si svolgerà a
Loreto, in provincia di Ancona,
domenica 10 aprile, poi il Giro
farà tappa a Desenzano (BS),
Marina di Massa (MS), Somma
Lombardo (VA), Solbiate/
Olgiate Olona (VA), Bregnano
(CO) il 26 giugno, Fossano (CN),
Pordenone, Sulmona (AQ) e
si concluderà ad Alba (CN)
domenica 28 agosto.
Sondrio Cronaca
28 Sabato, 2 aprile 2011
Incontro a Sondrio. Serata di discussione sull’articolato testo di Floriana Valenti.
L
a scorsa settimana
durata tre giorni, era la
un folto pubblico
Messa, su cui cattolici e
ha partecipato alla
protestanti erano divisi: in
presentazione presso
quella chiesa erano presenti
la sala Vitali del Credito
circa quattrocento cattolici,
Valtellinese a Sondrio, sponsor
ognuno col suo spadino,
con la sua Fondazione del
e una folla di evangelici
libro di Floriana Valenti,
armata di schioppi,
“Le dispute teologiche
particolari che ci dicono
tra cattolici e riformati
come si intendevano questi
nella Rezia del tardo
confronti. «La diatriba
Cinquecento”. Come relatori
finì con l’imposizione del
sono intervenuti monsignor
silenzio sulle parti “per
Valerio Modenesi, arciprete
il bene della pace e della
emerito della Collegiata, lo
pubblica tranquillità”.
storico chiavennasco Guido
Anche qui non interessava il
Scaramellini, don Augusto
risultato della disquisizione
Bormolini, docente di storia
teologica, anche se in tutte
della Chiesa.
e tre le dispute furono
Monsignor Modenesi ha
chiamati a fronteggiarsi il
ricordato la passione che ha
fior fiore dei teologi cattolici
guidato l’autrice nella ricerca e
e dei ministri protestanti».
la generosa dedizione di tanti
Infine, Scaramellini ha
collaboratori, oltre alla preziosa
richiamato l’attenzione sul
consulenza, in passato, di
fatto che, «A deteriorare
esperti come don Peppino
i rapporti tra cattolici e
Cerfoglia, don Tarcisio Salice,
protestanti era intervenuto
don Giovanni Da Prada e don
un decreto della dieta
Abramo Levi, che tutti hanno
grigione del 1557 che
scritto sull’arciprete di Sondrio
favoriva la componente
Nicolò Rusca. Un pensiero
riformata ingiungendo che,
riconoscente anche per mons.
ovunque ci fossero almeno
Saverio Xeres, che oltre ad
due famiglie protestanti,
aver accompagnato la nascita
una chiesa cattolica dovesse
Particolare attenzione è stata dedicata alla figura di Nicolò Rusca;
del Centro Studi dedicato
essere ceduta al culto dei
proprio a Nicolò Rusca, ne
il testo è un’occasione di conoscenza del passato per comprendere l’oggi riformati (o, addirittura,
ha curato e presentato la
se la chiesa era una sola,
corposa documentazione della
si doveva spartire con la
“positio” alla Congregazione romana dei
Scaramellini, invece, ha spiegato che le
ciascuno “pro domo sua”, come spesso
nuova confessione e, come non bastasse,
Santi. Mons. Modenesi ha poi definito
dispute avvenivano anzitutto a scopo
avviene ancora nei talk show televisivi.
fu introdotto l’obbligo di mantenere i
preziosa la pubblicazione delle dispute
propagandistico, non per giungere
A Tirano, le cose andarono in maniera un
predicatori protestanti a spese della
teologiche di Sondrio, Tirano e Piuro,
a condividere un risultato, né per
po’ differente: anzitutto la disputa durò
comunità stessa, ndr.). Si consideri che i
sul Mistero dell’Eucarestia, la Parola di
confrontare le interpretazioni evangeliche. due anni, dapprima in ambito privato, poi
protestanti erano una minoranza, come
Dio, il primato di Pietro, per aver dato
Le prime due, tenute rispettivamente nel
in Pretorio con l’intervento del podestà
a Piuro, dove su un migliaio di abitanti, i
l’opportunità di «scoprire metodi e stile
1592 a Sondrio e nel 1595 a Tirano, hanno
grigione. Tra sospensioni e riprese, anche
riformati erano una quarantina. Tuttavia
di un’apologetica della fede cristiana
avuto un’occasione privata, nata dalla
questa discussione si concluse senza
- ha concluso - in Valchiavenna non si
cattolica per certi versi lontana dal
controversia tra il pastore protestante e
un vincitore, ma col governo grigione
arrivò mai a uno scontro come invece
nostro sentire, ma argomenti sempre in
il prete cattolico su chi poteva assistere
(protestante) che multò il parroco di
accadde in Valtellina nel 1620 con la
discussione. Un lavoro prezioso perché
una persona malata. La prima ha avuto
Tirano Simone Cabasso per aver parlato
sollevazione ricordata con il nome di
offre una sguardo davvero suggestivo sulla
come oggetto il primato del Papa,
male di Calvino».
“sacro macello”, dove in una notte furono
persona dell’arciprete Rusca, figura nobile
argomento che ancora oggi divide cattolici A Piuro per la prima volta la disputa si
massacrati quattrocento protestanti. Ma
per preparazione teologica e coraggio
e protestanti. «Si dibatté a lungo - ha
celebrò in una chiesa cattolica, quella
anche in questo caso, la religione fu niente
apostolico, testimone della fede cattolica
spiegato Scaramellini -, ma alla fine non
piccola e decentrata di San Giovanni
più che un pretesto, tanto è vero che la
vissuta alla luce del Concilio di Trento, che ci furono né vinti, né vincitori e tutti
Battista in Scilano, che nel 1618 finì
maggioranza degli uccisi erano protestanti
presto ci auguriamo di venerare tra i santi
rimasero sulle loro posizioni. Fu solo un
sepolta con tutto il borgo dalla tragica
locali: si colse l’occasione per regolare i
della nostra Chiesa».
po’ di propaganda per fare proselitismo
frana. Argomento della discussione,
conti in sospeso tra gente del posto».
Le dispute teologiche
A partire dal confronto. Guardando al futuro.
Indicazioni per il
dialogo ecumenico.
R
iprendendo l’osservazione di
Scaramellini che una visione
realmente storica si ha cercando
di interpretare i fatti il più possibile alla
luce del modo di pensare del tempo, don
Augusto Bormolini ha ricordato che le
dispute sono avvenute nel clima della
Controriforma tridentina. «Dall’una
e dall’altra parte - ha spiegato - c’era
rigidità nelle tesi, perché la tolleranza
non esisteva. Il termine stesso “disputa”
significa pensare diversamente, quindi
polemizzare e contrapporsi all’altro. Del
resto, i riformati che vi partecipavano
per lo più erano ex monaci, ex frati
carmelitani o cappuccini, giunti in
Valtellina dall’Italia e, perciò, come
ogni convertito, avevano posizioni più
rigide per aver cambiato confessione
religiosa. A leggere i testi, impressiona
l’alto livello culturale sia dei preti cattolici,
che dei pastori protestanti: conoscevano
benissimo le Scritture, i Padri della
Chiesa, gli autori contemporanei, le lingue
latina, greca ed ebraica. Il Rusca aveva
studiato a Pavia, a Roma e a Milano al
Collegio Elvetico e a 27 anni fu nominato
arciprete a Sondrio; Scipione Calandrino
era di qualche anno più anziano. Tuttavia,
Il dibattito vero
poggia su identità
forti che vogliono
confrontarsi,
ciascuno cosciente
del valore della
propria tradizione.
di qualunque tema
discutessero, più che
di esegesi della Parola
di Dio, si trattava di
eis-egesi, cioè coi
propri pregiudizi
strumentalizzavano
la Parola, per creare
consenso e rafforzare
la propria parte. Il
fatto che le dispute
avvenissero in piazza,
in tribunale o in chiesa
e che poi fossero
trascritte, mostra l’intento catechetico, di
presentare a cattolici e riformati le verità
di ciascuno. Né dobbiamo dimenticare
che tali momenti più che incontri erano
scontri dialettici, con tesi, antitesi e
accuse reciproche. Un clima del genere è
continuato fino al Concilio Vaticano II, e
in certi casi perdura ancora, quindi questo
libro ci dovrebbe insegnare a vedere che
anche l’altro è portatore di una parte di
verità, perché la verità è per tutti un ideale
da conquistare».
E, poiché si è citato il libro di Balthasar,
La Verità è sinfonica, val la pena riportare
ciò che egli vi scriveva all’inizio degli
anni ‘70: “Che la verità
cristiana è sinfonica è forse
la cosa che oggi con più
urgenza va annunciata
e caldeggiata. Sinfonia
non è affatto sinonimo di
armonia sdolcinata, priva
di forza. La grande musica
è sempre drammatica,
crea continuamente delle tensioni e le
risolve a un livello più alto. La dissonanza
però non è cacofonia. Non è neppure
l’unico mezzo per tenere viva la tensione
sinfonica. Mozart dà alle sue melodie più
semplici... qualche cosa di così morbido,
di così reciprocamente interdipendente
che la forza... sembra che promani da
una inesauribile riserva di tensione
spirituale... La riserva della Chiesa è
la ‘profondità della ricchezza di Dio’
in Gesù Cristo, che sta nel cuore della
Chiesa stessa. La Chiesa faccia di tutto
perché questa pienezza si esprima in un
inesauribile pluralismo, che promana
irresistibilmente dalla sua unità”. Questo
perché sia chiaro che il dialogo vero
poggia su identità forti che vogliono
confrontarsi, ciascuno cosciente del
valore della propria tradizione. Altrimenti,
il rischio, che è ben più di un rischio,
è di cadere in una sorta di irenismo,
dove va bene tutto e il contrario di tutto,
soprattutto nell’incontro con le religioni
non cristiane.
Nell’intervento di chiusura, l’autrice
Floriana Valenti ha anzitutto riportato
le parole del pastore di Poschiavo
Carlo Papacella, che dopo aver letto il
suo libro, ha auspicato che “Ci possa
insegnare qualcosa per il nostro tempo,
per imparare a camminare insieme in
uno spirito fraterno, pur nella diversità
delle posizioni teologiche”. Valenti ha
poi ricordato le difficoltà affrontate
nella stesura del libro e chi l’ha aiutata
e sostenuta, aggiungendo anche alcuni
particolari sulle dispute.
pagina a cura di ANGELO REPI
Sondrio Cronaca
Sabato, 2 aprile 2011 29
Il ministro Matteoli in Valtellina
Le infrastrutture:
una vera priorità
«H
Il titolare delle
o sorvolato in
elicottero queste
Infrastrutture ha prima
zone, bellissime, ma
visitato il cantiere dove si
così povere di infrastrutture e
sta realizzando il primo
ho potuto vedere dall’alto che
non sarebbe intelligente, anzi,
stralcio, primo lotto, della
sarebbe addirittura criminale
Statale 38, poi ha parlato
non completare la nuova opera,
visto quello che è stato fatto
del futuro del territorio
finora». Ha usato proprio un
termine forte come questo il ministro Altero Matteoli privilegiato quindi la bassa valle? Dirottando qui
anche gli stanziamenti per l’altra opera molto
nella visita che ha compiuto in Valtellina lunedì 28
necessaria, cioè la tangenziale di Tirano»? Ha chiesto
marzo. Da parte del rappresentante del Governo,
un po’ maliziosamente una giornalista. Le cose
quindi, non è venuta solo la garanzia dei fondi
non stanno propriamente in questi termini, hanno
(tanto sospirati), necessari per prolungare la nuova
risposto il ministro Matteoli e l’assessore Cattaneo.
superstrada nel tratto che attraversa Morbegno, ma
L’attraversamento di Morbegno risulta più maturo e
anche la consapevolezza che si tratta di un’opera
fondamentale per la funzionalità dell’intera opera;
fondamentale, in un territorio che è rimasto finora
contemporaneamente, però, si offre la garanzia che
piuttosto trascurato. Il Ministro delle Infrastrutture
verrà realizzato anche l’importante opera di Tirano.
e dei Trasporti, accompagnato dal suo vice Roberto
Il presidente dell’Anas Pietro Ciucci, da parte sua,
Castelli («gestiamo insieme il Ministero con grande
ha dichiarato che i lavori del tratto Colico-Cosio
amicizia – ha dichiarato»), dal presidente dell’Anas
procedono bene; anche il problema della cave dalle
Pietro Ciucci e dall’assessore regionale Raffaele
quali attingere i materiali verrà presto risolto, in
Cattaneo, nella giornata di lunedì ha visitato
modo che l’opera dovrebbe essere pronta per l’estate
dapprima il cantiere della nuova superstrada, a
del 2012. Viva soddisfazione è stata espressa dai
Delebio, poi ha tenuto un incontro con la stampa
parlamentari e dai consiglieri regionali valtellinesi,
e con numerosi amministratori locali, presso la
dal sindaco di Morbegno Alba Rapella a nome di tutti
sede della Comunità Montana di Morbegno. «Si è
Aler Sondrio:
nel fine
settimana
incontro sulla
differenziata
Aler Sondrio aderisce alla Giornata
ecologica “Puliamo a casa nostra,
atto sesto” del prossimo 3 aprile nel
capoluogo valtellinese e promuove,
insieme a Secam e associazione Ava,
un incontro pubblico fissato per sabato
2 aprile alle ore 15.00 all’Auditorium
“La Piastra” in largo Sindelfingen,
sul tema “Raccolta differenziata,
che fare?”. «L’obiettivo principale
dell’incontro - dice il presidente
Aler Gildo De Gianni - è quello di
gli amministratori e, in particolare, dal Presidente
della Provincia Massimo Sertori. «Questa non è la
strada della Valtellina, ma è la strada per la Valtellina
- ha affermato -. Da qui transitano ogni anno due
milioni di turisti, che rappresentano la voce più
importante per la nostra economia. Una strada più
scorrevole, inoltre, significa anche maggiore sicurezza
per gli automobilisti». Da parte di tutti gli intervenuti
è stata sottolineata la grande collaborazione che si è
avuta fra il ministero, l’Anas, gli Enti locali e la Camera
di Commercio, che si sono adoperati per raccogliere
circa la metà dei fondi necessari. «Questo territorio
sta ricevendo molto – ha affermato l’assessore
regionale Cattaneo – perchè i suoi amministratori
non si sono fermati alle lamentele e alle critiche, ma
si sono rimboccati le maniche ed hanno lavorato con
grande impegno per la realizzazione dell’opera».
CIRILLO RUFFONI
sensibilizzare la coscienza pubblica
alle tematiche ecologiche nell’intento
di fondare i presupposti di un modello
di vita da perseguire tutto l’anno. Per
questo saranno proiettate diapositive
che consentiranno di approfondire
il meccanismo della raccolta
differenziata. Il proposito è che tutti
possiamo partecipare in modo attivo
e personale alla tutela e alla difesa
del patrimonio naturale, a cominciare
dalla nostra abitazione e dal nostro
univale onlus. Il corso inizierà l’8 aprile e finirà a maggio.
Formazione per i nuovi
volontari in oncologia
L’
associazione Univale Onlus organizza e promuove il corso di formazione
dal titolo “Un ponte per un sorriso”. Il corso avrà inizio venerdì 8 aprile e
terminerà venerdì 27 maggio, i sette incontri si terranno a Sondrio dalle
ore 17.30 alle ore 19.00, presso la sede della Cooperativa Nicolò Rusca in via
Carducci, 12, tranne l’ultimo, del 27 maggio, che si svolgerà presso la sede di
Univale in via Stelvio, 10 a Sondrio.
Il corso è rivolto a persone che vogliono avvicinarsi al mondo del volontariato e a
persone che già svolgono questo tipo di attività. È pensato anche come occasione
di crescita personale per tutti coloro i quali desiderano affacciarsi al volontariato in
favore di pazienti oncologici.
adulto. Il corso è stato organizzato
Il percorso formativo prevede
all’interno di un progetto finanziato con
l’approfondimento delle dimensioni
il contributo della Regione Lombardia,
psicologiche e relazionali, garantirà
in collaborazione con Lavops e con il
le basi teoriche e metodologiche per
supporto della dott.ssa Federica Forni,
prestare un’opera di volontariato
psicologa e psicoterapeuta.
efficace e consapevole attraverso
Al termine del percorso verranno
l’apprendimento di importanti nozioni
attivati colloqui e percorsi individuali
sull’etica e la privacy. A conclusione
finalizzati all’inserimento nelle varie
della prima parte di preparazione
attività di volontariato dell’associazione.
teorica, seguirà un tirocinio praticoTre, in modo specifico, i progetti che
formativo che garantirà ai corsisti la
verranno presi in considerazione.
supervisione psicologica. Gli ambiti
Innanzitutto l’assistenza ai malati
in cui i volontari potranno rendersi
oncologici e alle loro famiglie, con
disponibili saranno molteplici ed
speciale attenzione ai bambini: viaggi
altrettanto diversificate le attività
protetti, aiuto psicologico ed economico
che potranno essere rese a favore di
al malato ed ai suoi familiari, sostegno
questa delicata utenza. Sarà possibile
didattico ai pazienti in età scolare
affacciarsi all’area dell’oncologia
(progetto scuola a distanza), supporto
pediatrica come al paziente oncologico
Tre i progetti in cui si
chiederà disponibilità:
famiglia, Casa Fabrizio
e presso l’Ospedale
alle mamme in terapia (progetto help
mamme), accompagnamento nel
disbrigo delle pratiche burocratiche
legate alla patologia (richieste di
congedi, invalidità, protesi, etc.). Poi
“Casa Fabrizio”: ospitalità dei pazienti
residenti in zone disagiate, in terapia
presso l’Ospedale del capoluogo;
accoglienza e sostegno dei pazienti
disabili presso la “Casa”. Infine il
volontariato in ospedale: formazione
di volontari per l’assistenza ai malati in
terapia presso il presidio di Sondrio o in
altri centri di cura. La partecipazione
è gratuita. La preiscrizione è
obbligatoria telefonando ai numeri:
392-0719001 oppure 0342-211343 o
inviando una e-mail: [email protected].
E.L.
condominio». Aler sostiene l’ormai
consolidato appuntamento che ha preso
il via nel 1991 e che è un’occasione per
ricordare l’importanza dell’ambiente che
ci circonda. Il programma di sabato 2
aprile prevede: alle ore 15.00 i saluti
del presidente Ava Mario Cecchini,
poi l’intervento del presidente Aler e
Secam Gildo De Gianni, alle ore 15.30
la proiezione di diapositive sulla
raccolta differenziata e alle ore 16.30
il dibattito e le conclusioni.
■ Tirano
Domenica la Messa
in diretta dal Santuario
Domenica 3 aprile, a partire dalle ore
10.00, sul canale televisivo Rete 4,
sarà trasmessa in diretta la Santa Mesa
dal Santuario della Madonna di Tirano.
■ Sondrio
Incontro con Rialti sulla
speranza in Amleto...
Il Centro Culturale e Sociale Don
Minzoni e il Liceo Pio XII di Sondrio
promuovono giovedì 7 aprile alle
20.45, presso la sala Besta, un
incontro con Edoardo Rialti, studioso,
traduttore e saggista di letteratura
inglese, sul tema: “Che capolavoro
è l’uomo!” – Il cammino della
speranza nell’Amleto di Shakespeare.
■ Sondrio
Presentazione del libro
di papa Benedetto XVI
Martedì 5 aprile, alle ore 21.00, a
Sondrio, presso l’Oratorio del Sacro
Cuore, ci sarà la presentazione del
libro di papa Benedetto XVI “Gesù di
Nazareth: dall’ingresso a Gerusalemme
alla Risurrezione”, interviene don Ezio
Prato, docente presso il Seminario
diocesano.
Valchiavenna
30 Sabato, 2 aprile 2011
La «Carovana
Antimafie» arriva
a Chiavenna
■ Madesimo
A lezione di sicurezza
sulla neve con la GdF
Giovani alpinisti a lezione di sicurezza
con le Fiamme gialle. Nella mattinata
di domenica, 28 bambini della sezione
di Menaggio del Cai hanno assistito alla
lezione a cielo aperto sulla sicurezza
in montagna tenuta dagli uomini del
Soccorso alpino della Guardia di finanza
di Madesimo. Sulla neve della località
Fondovalle i piccoli alpinisti hanno
ascoltato gli insegnamenti degli esperti
sulla prevenzione degli incidenti e sulle
tecniche di auto soccorso. Tra i momenti
più divertenti della giornata e, al tempo
stesso, importanti sul piano formativo
ci sono state le ricerche effettuate con
l’Arva e con l’aiuto delle unità cinofile.
Alla lezione ha preso parte, oltre allo
staff del Sagf di Madesimo, anche il
tenente delle Fiamme gialle di Chiavenna
Federico Antonio Fenu. L’evento fa
parte di un più ampio contesto di
promozione fra le giovani generazioni
di una cultura della montagna più
sicura. L’attività avviata dalla Guardia di
Finanza si sviluppa in piena promozione
di una cultura della prevenzione e della
consapevolezza dei militari che operano
in alta montagna. Si tratta di iniziative
particolarmente utili, visto che i pericoli
non riguardano soltanto gli sciatori che
salgono in alta quota con le pelli, ma
sempre più spesso - come avvenuto nei
giorni scorsi in Valtellina - interessano
anche le persone che si spostano con le
motoslitte, oppure con le ciaspole.
s.bar.
Tre giorni per riflettere e approfondire temi
che riguardano la difesa dell’onestà e della
legalità, importanti per tutti e ovunque.
Da venerdì 1
a lunedì 4 aprile
si susseguiranno una
serie di manifestazioni
e attività che cercheranno
di coinvolgere soprattutto
i più giovani.
■ Madesimo
Marco Confortola
racconta «lo sport è vita»
Doppio incontro con Marco Confortola
a Madesimo. Sabato 26 l’alpinista
valtellinese è stato protagonista
di due appuntamenti promossi
dall’amministrazione comunale in
collaborazione con il Cai Vallespluga
e l’associazione “Lo sport è vita”. Le
iniziative si sono tenute nella sala
convegni della palazzina dei servizi di
Madesimo. Nel pomeriggio Confortola
ha incontrato i ragazzi nel corso di
“Viviamo con lo sport!”, un’ottima
occasione per capire come avvicinarsi
allo sport e capirne l’importanza. «C’è
una stagione per ricevere e una stagione
per dare - spiega l’alpinista di Santa
Caterina Valfurva -. Lo sport ha avuto
un ruolo determinante nella mia vita: mi
ha permesso di crescere con valori solidi
e improntati al rispetto degli altri, al
sacrificio e anche alla capacità di godere
di quello che facevo. Devo questo anche
a tutte quelle persone che, quando ero
giovane, hanno dedicato tempo, energia
e passione per aiutare me e i miei
compagni a scoprire lo sport. Per questa
ragione oggi, avendo avuto la fortuna di
essere diventato un alpinista conosciuto,
vorrei poter trasmettere ai ragazzi quella
stessa disponibilità e passione che ho
ricevuto dagli altri. Questa la ragione
per cui nel 2005 è nata l’associazione
“Lo sport è vita”». Alla sera invece,
l’incontro per tutti “Ricominciamo in
punta di piedi...” Marco Confortola
ha ripercorso con video e racconti la
tremenda vicenda della spedizione del K2,
dove morirono 8 persone. Un’occasione
per riflettere sulle priorità dell’uomo, e
sulla sua capacità di trovare la forza di
sopravvivere nelle situazioni più estreme.
s.bar.
■ Madesimo
Tutti sulla neve: cento
anni di gare di sci
“Tutti sulla neve” è il motto di apertura
del primo dei 20 pannelli della mostra
documentaria curata dal Touring Club
Italiano Visitabile presso il Mu.Vi.S di
Campodolcino e la Sala Carducci della
Palazzina Servizi di Madesimo, la mostra
celebra 100 anni di sci in Vallespluga.
L
a carovana antimafie torna
anche quest’anno in provincia
di Sondrio, come nelle passate
edizioni. La tappa principale, scelta dal
“Tavolo Interassociativo Provinciale”,
sarà Chiavenna. La manifestazione
della carovana antimafie organizzata
da numerose associazioni della
società civile italiana e provinciale, è
un’occasione di incontro e confronto
sul vasto fenomeno della criminalità
organizzata in Italia e nel resto del mondo. Visto il carattere planetario delle
mafie quest’anno la carovana non girerà solo l’Italia ma arriverà anche in altri
sei paesi dell’Europa: Svizzera, Francia, Albania, Bosnia, Serbia, Bulgaria.
Momenti salienti della Carovana saranno i passaggi del testimone da tappa a
tappa, rappresentati fisicamente dall’arrivo e dalla partenza dei due furgoni
con a bordo i carovanieri, ovvero i “narratori” designati del lavoro di antimafia
sociale, momento previsto in un incontro con le istituzioni per domenica 3
aprile alle ore 10.30. Per quanto riguarda la tappa della provincia di Sondrio il
gruppo delle associazioni che fanno riferimento al tavolo provinciale hanno
deciso di proporre come testimonial Jole Garuti (tra i fondatori di Libera)
per il suo storico impegno nella promozione della legalità. Aderiscono
alla carovana antimafie a livello provinciale: Arci Comitato Provinciale di
Sondrio, Acli, Anpi, Cisl, Cgil, Lavops, Punto pace, Usciamo dal silenzio
«Ultima Cena»:
serata a Chiavenna
Tutto su “L’Ultima Cena” di Leonardo da Vinci.
L’International Inner Wheel Club di Colico
organizza per venerdì 1 aprile a Chiavenna
un incontro con don Andrea Straffi dedicato
alle verità storiche e alle fantasie esoteriche
riguardanti il celebre dipinto su intonaco
realizzato da Leonardo alle fine del ‘400. L’Ultima
Cena è un dipinto parietale a tempera grassa
Sondrio, Agenzia per la Pace, Società
Democratica Operaia Chiavenna, Asma,
Centro di Documentazione Rigoberta
Menchù, cooperativa sociale Nisida,
Cooperativa Lotta contro l’emarginazione,
cooperativa sociale La Quercia. Gli
eventi sono aperti a tutti: il 1 aprile, il
2 aprile e il 3 aprile a Chiavenna e il 4
aprile a Sondrio. Le iniziative organizzate
aiuteranno a sensibilizzare sulla necessità
di acquisire una cultura della legalità e della
cittadinanza attiva, promuovendo l’unione
fra società civile e istituzioni in un fronte
comune, capace di sviluppare coscienza
e responsabilità a partire da un rapporto
organico con le nuove generazioni.
Il programma della carovana antimafie
nella tappa in Valtellina e Valchiavenna è il
seguente. Venerdì 1 aprile, a Chiavenna,
Cisl e Siulp presentano due momenti
nell’ambito del percorso di responsabilità
sociale, legalità e solidarietà proposti dal
“Progetto San Francesco”: alle ore 9.00
alla Comunità Montana Valchiavenna la
piantumazione albero della legalità; alle
ore 10.00 presso il teatro della “Società
Operaja” incontro col parroco antimafia
Antonio Garau e presentazione del
progetto “La carta di Morbegno”; alle ore
20.45 presso il Circolo “Locos Club” in via
Chiarelli, incontro sull’infiltrazione mafiosa
nel mondo del lavoro in Lombardia saranno
presenti i rappresentanti sindacali di Cgil e
Cisl.
Sabato 2 aprile, a Chiavenna, dalle ore
8.00 alle ore 10.00, presso il teatro “Società
Operaja”, in via Chiarelli, Jole Garuti
incontra gli studenti delle scuole medie con
proiezione film sulla legalità;
a seguire, un intervento musicale a cura
di Patrizia Pili (voce) e Antonello Iannello
(chitarra); dalle ore 11.00 alle ore 13.00:
Jole Garuti incontra gli studenti delle scuole
medie superiori con proiezione film sulla
legalità.
Domenica 3 aprile, a Chiavenna, alle ore
10.30, presso l’ex Convento dei Cappuccini,
in via Cappuccini, arrivo della carovana e
incontro con associazioni e istituzioni locali;
alle ore 13.00, presso l’Ostello al Deserto,
pranzo comune con i prodotti delle terre
confiscate alle mafie, in collaborazione con
le Cooperative Sociali Nisida e La Quercia.
Per prenotazioni telefonare a Cristian
Pavioni (numero 392-1847167).
Lunedì 4 aprile, a Sondrio: dalle ore 9.00
alle ore 11.00 la “Carovana” incontra i
detenuti del carcere del capoluogo.
conservato nell’ex-refettorio del convento
adiacente il santuario di Santa Maria delle
Grazie a Milano. Il dipinto, probabilmente la
rappresentazione del cenacolo di Gesù più
famosa, è stato negli anni scorsi al centro
di un appassionato dibattito in seguito alla
pubblicazione del romanzo di Dan Brown “Il
Codice da Vinci” e alla sua singolare lettura
del significato della presenza e della posizione
degli Apostoli. La serata organizzata in
collaborazione con la Caritas di Chiavenna,
che presenterà le sue attività, avrà inizio alle
ore 21.00 al Cineteatro Victoria.
◆ Chiavenna e il Touring
Guida per una
città ad altezza
dei bambini
C
hiavenna turistica vista dai bambini. È
curato dalla chiavennasca Michela Barbusca il progetto realizzato all’interno
del sito del Touring Giovani e intitolato “La
città all’altezza dei bambini. Un metro sul livello del Mera”, Il percorso, oggetto della tesi
di Bachelor in Comunicazione visiva all’università Supsi di Lugano di Michela Barbusca,
è partito da una domanda che ha raccolto l’attenzione di cinquanta alunni: dove porteresti
un amico che non ha mai visitato Chiavenna?
«I bambini visitano le località turistiche insieme ai propri genitori, ma raramente hanno a
disposizione strutture e percorsi pensati ap-
positamente per loro. Oggi è possibile proporre opportunità costruite proprio sulla
base delle loro attitudini e aspettative, valorizzando tutti gli ambienti che raccolgono l’attenzione di chi vive, da abitante o
da turista, “la città all’altezza dei bambini”.
Monumenti e vie del centro storico, spazi
per il tempo libero e angoli nascosti e suggestivi del territorio comunale, raggiungibili a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, diventano i punti di interesse di guide e progetti dedicati ai giovanissimi, da
promuovere anche in occasioni di eventi
nella città. A Chiavenna è stato sviluppato
un progetto che permette agli studenti delle
scuole dell’infanzia di visitare la propria città
e di guidare i coetanei nella scoperta del territorio. Le risposte sono state lo stimolo iniziale per la progettazione del libro-gioco “Un
metro sul livello del Mera”. Una guida turistica
della città che permette ai visitatori di costruire il proprio percorso in città e nei dintorni
utilizzando le 60 schede del libro. « L’esperienza di Chiavenna rappresenta un modello utilizzabile in altre realtà, sia per bambini
residenti, sia per piccoli turisti». Il progetto
ha una pagina Internet all’interno dei sito di
Touring Giovani e una pagina Facebook.
Sondrio Cronaca
Incontro a Sondrio. Con padre Bartolomeo Sorge
Il mondo di oggi:
sfida per i cristiani.
«H
a preso vigore
al posto delle
ideologie
del ‘900 una
cultura libertaria che alimenta
la nuova ideologia tecnocratica
e ne è alimentata: l’uomo oggi
è come ubriacato dal potere
di cui dispone. Grazie alle
risorse della scienza e della
tecnica, l’uomo è convinto
di essere il solo autore di se
stesso, padrone della sua vita
e della società. La convinzione
di essere autosufficiente e di
riuscire a eliminare il male
presente nella storia solo con
la propria azione, lo ha indotto
a fare coincidere la felicità e la
salvezza con forme immanenti
di benessere materiale e di
azione sociale». Queste parole
riprese dall’enciclica “Caritas
in Veritate” di papa Benedetto
XVI vanno a premessa della
relazione tenuta a Sondrio lo
scorso 14 marzo presso il teatro
salesiano dal gesuita padre
Secondo il gesuita
la radice storica
dei problemi
contemporanei
va cercata in una
crisi strutturale
della società.
Bartolomeo Sorge sul tema
“Il mondo di oggi: una sfida
per il cristianesimo”, seconda
delle quattro conferenze
promosse dall’Opera salesiana
in collaborazione con il Circolo
Acli. Lo storico direttore delle
riviste “Aggiornamenti sociali”
e “Civiltà Cattolica” ha definito
questi nostri tempi come
tempi di grande smarrimento
e dolorosa incertezza, perché
vedono il tracollo dei valori
fondanti della nostra civiltà.
Nella prima parte del suo
intervento, Sorge ha dato un
nome alla crisi che il nostro
Paese attraversa insieme a tutto
l’Occidente, rintracciandone
le radici storiche. «Non è
una crisi congiunturale,
legata alle condizioni del
momento», ha spiegato, «ma
una crisi strutturale della
società, paragonabile per i
mutamenti che porterà ai tre
grandiosi avvenimenti che
hanno modificato l’evoluzione
della storia dell’uomo negli
ultimi duemila anni: la fine
dell’impero romano, la
scoperta delle nuove terre,
la rivoluzione francese».
Oggi stiamo, dunque,
drammaticamente assistendo
alla fine della civiltà industriale
e navighiamo a vista nel mare
magno di questa nuova civiltà
tecnologica che ha mandato in
frantumi le strutture culturali
su cui il mondo moderno
si è retto finora. «La nostra
generazione vive la fine del
mondo che ha espresso due
grandi ideologie secolari: il
socialismo reale ispirato al
marxismo, imploso con la
caduta del muro di Berlino nel
1989 e il capitalismo liberale
fondato sulle leggi del mercato,
esploso nel 2008 insieme alla
bolla finanziaria», ha spiegato
Sorge. Non solo, il secolo
scorso ha anche segnato la fine
della cosiddetta terza via della
da dove ripartire
Innanzitutto si deve
riscoprire il senso della
vita come un dono a cui
siamo stati chiamati;
il punto di riferimento
è la “Caritas in Veritate”
Ora si deve
costruire
un nuovo
umanesimo.
C
ostruire un nuovo umanesimo,
dunque. È questa la sfida che
tutti dobbiamo con coraggio
raccogliere. «Per costruire
il nuovo, dobbiamo ripartire dalla
profonda consapevolezza che la vita
umana è un dono. Questa è l’esperienza
primordiale che fanno tutti gli
uomini», ha ripreso padre Bartolomeo.
«Nessuno di noi ha scelto la vita, ma
noi tutti siamo stati chiamati alla vita.
Dobbiamo, dunque, essere consapevoli
che la vita è un dono e una vocazione
e che la nostra felicità sta nel compiere
la nostra vocazione, raccogliendola con
gratitudine».
Dopo aver fatto questa premessa,
padre Sorge ha ripreso quanto scritto
dal papa nella “Caritas in Veritate”,
spiegando che il nuovo umanesimo va
rifondato su tre solidi pilastri. Il primo
è la libertà responsabile sul piano
etico. «Attraverso la globalizzazione, il
mercato come meccanismo di scambio
ha imposto il suo modo di pensare e
di agire, la sua scala di valori di
comportamento. Ma ciascuno
di noi ha bisogno di amare e di
essere amato e se ciò non accade
non si realizza come persona.
Non si può, quindi, definire la vita
umana in termini di produzione e di
profitto, perché la persona umana
si realizza nella gratuità del dono.
Perché noi siamo esseri in relazione
e per vivere abbiamo bisogno l’uno
dell’altro», ha spiegato.
Noi tutti, dunque, siamo chiamati
da Dio ad essere persone libere,
attive, responsabili e solidali, capaci
di prendersi cura del bene comune.
Rispettosi ognuno della libertà
dell’altro, intesa come capacità di
operare scelte di cui ognuno deve
assumersi la responsabilità, e della
dignità di ciascuno, perché ognuno
ha risorse che possono contribuire
allo sviluppo di sé e di tutti. Perchè,
come scrive papa Benedetto, ognuno
è “sempre capace di dare qualcosa agli
altri».
Il secondo pilastro è la fraternità sul
piano sociale. La fraternità intesa come
pratica della carità nella verità significa
amare l’umanità con un amore gratuito,
che impegna ogni persona a dare prima
ancora di ricevere. In questo contesto
l’enciclica è esplicita nel richiedere la
conversione dei cuori di ognuno. Per
giungere a riconoscere che la moralità
non sta tanto nel possesso o no di
un bene, ma nel suo uso che deve
essere finalizzato al bene comune.
La fraternità, assunta e vissuta con
responsabilità, alimenta una vita di
comunione e di condivisione, sostiene
la dedizione di sé agli altri, al loro
bene, al bene di tutti. E questo, mentre
svolgiamo le normali attività della
nostra vita quotidiana. Si tratta, invece,
di un comportamento virtuoso, che
anima e informa di sé ogni attività, sia
caritativa che istituzionale, mediante
il quale si persegue il bene comune
della comunità politica nazionale
e mondiale. La fraternità, pertanto,
qualifica moralmente sia l’offerta di
un’elemosina al povero sia lo scambio
di beni e di servizi, sia il business, sia
l’equa distribuzione del reddito.
Il terzo pilastro è la reciprocità sul
piano politico. Ciò vuol dire costruire
una società nella quale la persona sia
messa al centro nei fatti. La persona
deve essere il punto di partenza e
Sabato, 2 aprile 2011 31
cristianità che si fondava sul pensiero
di Jacques Maritain. Al suo posto, si
è aperta la grande strada segnata dal
Concilio Vaticano II».
Per meglio tracciare il quadro
del presente, padre Sorge si è
affidato alla Caritas in Veritate. In
questa enciclica, ha detto, il papa
fa una critica molto profonda
dell’ideologia tecnocratica che
è diventata il pensiero unico
dominante. «Pensiamo tutti allo
stesso modo, siamo tutti “grigi”,
perché questa cultura ci fa valutare
le cose solamente in base all’utilità e
all’efficienza», ha detto. «L’ideologia
tecnocratica ha come unico
significato il profitto, valuta l’essere
umano solo in base all’utilità e
all’efficienza produttiva e lo scarta
nel momento in cui non risponde
più a queste richieste. Il giudizio
etico è subordinato all’innovazione
tecnologica e al consenso sociale,
manipolato dalla propaganda del
pensiero unico globale, viziato
dal suo intrinseco utilitarismo
materialistico». Ma il bene comune
universale, la giustizia e la pace non
possono affermarsi quando l’azione
sociale è dominata e pervasa da
orientamenti consumistici e nichilisti
che inducono atteggiamenti e stili di
vita egoistici e predatori.
Il mondo di oggi è dunque una sfida e
non solo per il cristianesimo: questa
cultura che corrode i principi su cui
si fonda la civiltà umana va sostituita
con un nuovo umanesimo fondato
su alcuni principi essenziali di natura
etica, culturale, sociale e politica.
pagina a cura
di MILLY GUALTERONI
di ritorno di tutte le scelte che si
compiono e questo è possibile
solo se si mantiene l’occhio fisso
alla ricerca di un bene che supera
l’egoismo particolare, cioè il bene
comune.
La risposta del cristianesimo
all’ideologia tecnocratica basata
sul profitto è, dunque, quella di una
società che vede l’intero mercato
e ogni forma di impresa come una
realtà a tutto tondo, chiamate ad
aprirsi alla gratuità, affinché il
contratto e il dono siano forme di
reciprocità alleate per una società
più civile e non in conflitto tra di
loro. Perché se l’economia è attività
umana, non è mai eticamente e
antropologicamente neutrale. O
costruisce rapporti di giustizia e
di caritas o li distrugge. Non esiste
alternativa. Per questo il progresso
umano non può prescindere dalla
relazione dell’uomo con Dio.
Sorge ha, quindi, parlato dell’altra
sfida che il XXI secolo pone a tutti gli
uomini, il confronto con la diversità,
il rapporto con l’altro che è diverso
da noi. «Se volete sapere qual è la
vostra maturità umana chiedetevi
se siete capaci di vivere uniti con
il diverso rispettandolo», ha detto.
«Una città xenofoba ed egoista è
una città profondamente immatura.
Oggi, dobbiamo imparare è vivere
uniti rispettandoci nella diversità. È
difficile, ma è il compito che questi
tempi ci chiedono, sapendo che il
pluralismo non è un ostacolo, ma
una ricchezza», Per dare un forte
esempio di capacità di unione nella
diversità ha ricordato i padri della
nostra Costituzione. «Tante volte
mi chiedo come hanno fatto i padri
costituenti a mettersi d’accordo sui
fondamentali principi etici della
nostra carta repubblicana. Come
hanno fatto uomini così diversi
come Togliatti, De Gasperi, Nenni,
Dossetti, La Malfa a trovare un
accordo? ». La risposta è una sola:
ci sono riusciti perché hanno avuto
la forza di andare al di là delle
fortissime barriere ideologiche e
rimanendo diversi si sono uniti,
superando l’interesse particolare
per definire insieme i fondamenti
etici per il bene comune di tutti i
cittadini.
Sondrio Cultura
32 Sabato, 2 aprile 2011
ma
i
s
e
r
a
Qu
Gli incontri con don Straffi promossi dalla Collegiata di Sondrio.
Dai «Cristogrammi» alle
figure del «Volto dei volti».
P
er la Quaresima la parrocchia
dei Santi Gervasio e Protasio
a Sondrio ha promosso presso
l’oratorio Sacro Cuore un ciclo
di conferenze tenute da don Andrea
Straffi, responsabile dell’Ufficio
Inventariazione dei Beni Culturali
della Diocesi di Como. L’argomento
del primo incontro, Il Mistero visibile
- Il volto di Cristo nell’arte, è stato
un interessantissimo excursus dai
primi secoli dopo Cristo alla tela
caravaggesca raffigurante la Cattura
di Cristo nell’orto degli ulivi, un volo
attraverso i secoli alla ricerca del Volto
dei Volti con un intento interpretativo
dal punto di vista religioso, teologico e
quaresimale, desiderio di conoscenza
così espresso dal salmista nella Bibbia
L’anima mia ha sete di Dio: quando
vedrò il suo volto? (Salmo 42). La
tradizione ebraica - ripresa da quella
islamica - da sempre proibisce di farsi
immagini di Dio (Deuteronomio V),
né di ciò che è sulla terra, né sotto la
terra per non fare concorrenza a Dio
e per non crearsi degli idoli (Esodo,
20); per questo motivo entrambe le
religioni non hanno una tradizione
artistica figurativa. Con il Mistero
dell’Incarnazione di Cristo l’uomo non
ha più dovuto cercare Dio, perché Dio
stesso si è rivelato.
La colonna del Portico della Gloria
a Santiago di Compostela (fine XII
secolo) bene esprime questa verità:
il Volto di Dio che ci viene incontro
è Cristo, che noi abbiamo visto: “E il
Verbo si fece carne / e venne ad abitare
in mezzo a noi; / e noi vedemmo la
sua gloria, / gloria come di unigenito
dal Padre...” (Gv. 1, 14). «L’ansia di
vedere Dio si compie in Gesù - ha
● L’analisi è partita dal
Madylion per arrivare
alla Sindone
chiosato don Straffi -, immagine del
Dio invisibile, come Lo definisce san
Paolo. E, dunque, avendolo visto,
possiamo anche rappresentarlo».
L’origine del culto del Volto Santo in
Occidente data dal XIII secolo quando
in San Pietro a Roma si cominciò a
venerare l’immagine del volto di Cristo
impresso sul velo della Veronica (gli
studiosi l’identificano con un’icona
tardo bizantina ivi conservata). Per
tutto il Medioevo vedere quel volto era
un’emozione grande come oggi vedere
la Sindone e numerosi pellegrini
venivano a venerarla da tutta Italia e
dall’estero. Dante nella Commedia
(Paradiso XXXI, vv. 103-108) e Petrarca
nel Canzoniere (sonetto XVI, Movesi
il vecchierel) ce lo testimoniano.
Ma come possiamo conoscere le
fattezze del volto di Gesù, se nei
● Tanti gli esempi anche
in piccole realtà
poco conosciute
Vangeli canonici non ne troviamo
la descrizione? Come si è arrivati
a raffigurarLo col viso affusolato, i
capelli lunghi e lisci divisi da una
scriminatura, la barba non troppo
lunga, gli occhi scuri e profondi?
Agli inizi del cristianesimo nelle
catacombe si usavano i simboli
del mondo pagano riletti in chiave
cristiana: il pesce, poiché le lettere
greche del nome ichthýs (pesce)
formano l’acronimo di Iesous Christos
Theou Yios Soter, Gesù Cristo, Figlio
di Dio Salvatore; l’ancora, che ha la
forma della croce, è simbolo della
salvezza; il monogramma di Cristo, il
Chrismòn, si compone di due grandi
lettere sovrapposte, “X” e “P”, che
sono le due lettere iniziali del nome
Christos, Cristo, spesso con ai lati
“A”, alfa, e “Ω”, omega, prima e ultima
lettera dell’alfabeto greco, simboli del
principio e della fine: Io sono l’Alfa
e l’Omega, il Principio e la Fine (Gv.
Apocalisse 21,6), ecc.
Più tardi Gesù compare raffigurato,
come nel sarcofago di Giunio Basso
(sec. IV, Museo del Tesoro di San
Pietro): nel Maestro, giovane e senza
barba, che consegna a Pietro e Paolo
il rotolo della Legge, è raffigurata la
giovinezza perenne, la vita eterna di
Cristo, il Vivente. Allo stesso modo,
nella lunetta sopra l’ingresso del
mausoleo di Galla Placidia (V sec.,
Ravenna) è Cristo-Buon Pastore,
giovane glabro, con le insegne della
regalità (manto purpureo e veste
d’oro), appoggiato alla Croce e
circondato da un gregge proteso verso
di Lui, a significare “Io conosco le mie
pecore e le mie pecore conoscono
Me”. In Sant’Apollinare Nuovo (sec.
VI, Ravenna), c’è il volto di Cristo sia
giovane, sia con la barba, a raffigurare
l’uno la vera e piena divinità, l’altro
vera e piena umanità, temi fortemente
dibattuti nei concili di Efeso e
Calcedonia. Al V sec. risale anche
la splendida icona del monastero di
Santa Caterina sul Sinai, eseguita con
la tecnica ad encausto. Qui Cristo
benedicente è del tutto differente
dalle icone orientali: è il ritratto di
un uomo vivo di grande espressività.
L’asimmetria differenzia la parte
destra del volto da quella sinistra, per
rendere evidente il mistero di Cristo
vero uomo e vero Dio, sintesi visiva
dei primi concili ecumenici sopra
ricordati. Altrettanto plausibile è
l’interpretazione che la parte sinistra,
più dolce e dallo sguardo più sereno,
rappresenti Cristo misericordioso;
quella di destra, più severa, il
Cristo giusto giudice della fine dei
tempi, lettura avallata dalla mano
benedicente a sinistra e dalla mano
che stringe il Vangelo a destra: il volto
di Cristo è il volto di Colui che è giusto
e misericordioso.
pagina a cura di
PIERANGELO MELGARA
● Rappresentazione e
teologia si intrecciano
indissolubilmente
Il volto di Cristo nella
storia dell’arte occidentale
T
ra le icone orientali Acheropite,
“non fatte da mano d’uomo”,
don Straffi si è soffermato sul
Mandylion, il santo fazzoletto,
reliquia conservata nella città di Edessa
già dal V secolo e considerata l’immagine
più sacra del volto di Cristo. «È forse il
reperto antico più interessante e per
alcuni storici è la Sindone ripiegata - ha
spiegato -. Tra l’altro, paragonando l’icona
del Sinai col negativo della Sindone, sono
oltre duecento i punti di corrispondenza,
così che è assai probabile che chi ha
dipinto l’icona conoscesse il santo
lenzuolo».
Venendo in Italia, nella piccola chiesa di
Santa Maria foris Portas a Castelseprio
si trova uno stupendo affresco del
volto di Cristo che per molti aspetti
richiama il volto del Sinai; forse è opera
di un pittore bizantino o siriano in fuga
dall’iconoclastia, una delle rarissime
opere bizantine in occidente dell’VIII-IX
sec.
Dopo l’XI sec. l’arte occidentale si
differenzia radicalmente da quella
bizantina e, pur mantenendo valenze
simboliche, diventa molto più narrativa,
umana ed emozionale. Ad esempio,
nella Cappella degli Scrovegni a
Padova, sec. XIV - come tutte le chiese
primitive rigorosamente orientata con
l’abside rivolta a est -, l’altare è sovrastato
dall’arco trionfale con l’Annunciazione,
tema particolare per questa chiesa,
perché consacrata proprio il 25 marzo e
dedicata al Mistero dell’Incarnazione. Al
centro dell’arco trionfale, dipinto su una
tavola-sportello incernierata con cardini
alla parete muraria, è il Padre Eterno
in trono (il basamento è in prospettiva
rovesciata come nelle icone, a dire
che il cielo si è aperto verso l’uomo,
ndr.) che invia l’arcangelo Gabriele a
portare l’annuncio a Maria. Il Padre ha
i tratti giovanili del Figlio per rendere
visivamente ciò che Gesù ha rivelato: “Chi
vede Me vede il Padre”. Il 25 marzo, festa
dell’Annunciazione, lo sportello veniva
aperto e da lì il sole illuminava sulla
controfacciata il volto di Cristo giudice,
severo e misericordioso nel giorno del
Giudizio universale. Sulla sua aureola
dorata tre specchi rotondi riflettevano
la luce del sole, illuminando i fedeli
nell’aula a significare che il volto di Cristo
è luce della storia, luce che illumina
il cammino degli uomini. Sulla parete
sud, tra le altre, è la scena
movimentata e convulsa
del bacio di Giuda: il profilo
di Cristo è uno dei più belli
della storia dell’arte, perfetto
da tutti i punti di vista. Per
contrasto, la sua bellezza
accentua la bruttezza
ributtante del traditore, il cui
aspetto è mostruosamente
scimmiesco (nel bestiario
medievale la scimmia è
l’animale diabolico per
eccellenza).
Tralasciando molte altre
opere, ricordiamo la Cattura di Cristo
nell’Orto degli Ulivi di Caravaggio.
Torna il tema del bacio di Giuda: anche
Caravaggio gioca sul contrasto tra la
bellezza del volto di Cristo, inondato
di luce, e la bruttezza di Giuda; qui
l’apostolo Giovanni fugge gridando e il
suo mantello sembra una quinta teatrale
dietro i volti di Cristo e di Giuda. Le dita
intrecciate delle mani di Cristo esprimono
obbedienza, sottomissione, accettazione
della volontà del Padre. A destra, oltre i
soldati dall’armatura lucente, un giovane
sembra mettersi in punta di piedi e alzare
la lampada per riuscire a vedere il volto di
Cristo. È dei più straordinari autoritratti
di Caravaggio, raffiguratosi quale “novello
Diogene” alla ricerca dell’Uomo Cristo:
così lo definisce uno dei più grandi critici
d’arte italiani del ‘900, Roberto Longhi,
che più si è avvicinato a carpire il segreto
di questo genio così tormentato, così
pieno di peccato e di contraddizioni,
eppure così penetrato dal desiderio di
conoscere il volto di Cristo. A concludere
il percorso è stata recitata la preghiera
di papa Benedetto XVI al Volto Santo di
Gesù.
Sondrio Cronaca
■ Serata di approfondimento all’oratorio di Delebio
Ricordando papa Giovanni Paolo II
L’
oratorio “Giovanni Paolo II” di Delebio ha visto la presenza, giovedì 24
marzo, di Paolo Viana, giornalista di
“Avvenire”, e Agnese Pellegrini, giornalista
de “Il Sole 24 Ore”, per un incontro pubblico
promosso dal Circolo culturale dell’Oratorio delebiese dal tema “Giovanni Paolo II, il
Papa dei giovani”. I relatori hanno fatto memoria, al numeroso pubblico presente, delle
Giornate Mondiali della Gioventù volute da
papa Wojtyla facendo conoscere la loro diretta esperienza d’inviati speciali nelle Gmg,
tracciando, in sintesi, la storia e gli itinerari dei raggruppamenti dei giovani che, negli
anni, hanno accolto l’invito del Papa a partecipare con lui a questi straordinari incontri realizzati in ogni parte del mondo. Paolo
Viana, ha ripercorso gli incontri del pontefice con i giovani, ricordando che quanto è
avvenuto in ogni raduno è stato un convergere di migliaia di volti, di ogni estrazione
sociale, culturale e di provenienza associativa e non, che hanno voluto incontrarsi con
il Papa. In ogni raduno il Giovanni Paolo II
ha trasmesso il volto giovane della Chiesa
che cammina con i giovani che si pongono
domande e ricevono, nello stesso tempo, risposte concrete che ruotano attorno a Cristo,
alla Chiesa, al Papa. Il relatore si è soffermato
su ogni utile elemento rilevato dai messaggi del Pontefice, nella diversità espressa in
ognuno di essi, coinvolgendo i giovani, in
prima persona, nell’annuncio del messaggio di Cristo e della Chiesa che cerca di dare
risposte alle sfide del futuro, trasmettendo
convinzioni chiare e profonde da condividere. Agnese Pellegrini, aiutata da filmati
sulle Gmg, ha manifestato il suo ardore, ancora presente nel cuore, di ciò che è stata la
sua esperienza diretta, in particolare come
addetta stampa al raduno di Tor Vergata a
Roma. Ha ripercorso con profonde analisi i
messaggi che il Papa ha voluto far conoscere
a ogni raduno a ogni giovane. La giornalista
ha fatto rivivere il pellegrinaggio Mondiale
della Gioventù, partito da piazza San Pietro
nel 1985 sotto la guida della Croce e che ha
sostato in ogni parte del mondo. La serata si
è terminata con la canzone di Amedeo Minghi “Un uomo venuto da molto lontano”, accompagnata da emozionanti immagini del
pontificato di Giovanni Paolo II.
AZIONE CATTOLICA DI DELEBIO
A Tirano per San Giuseppe
C
si vuole evitare la percezione
di una malattia sentita come
ghettizzante e che mette in
fuorigioco. Non a caso è stata scelta
questa tecnica; «creare ognuno le
piastrelle dà possibilità a tutti di
intervenire; difatti la cornice di piastrelle
più esterna è stata realizzata disegnando
i volti di chi ha lavorato e poste in modo
speculare mentre la scena centrale
mostra l’apparizione dell’angelo a
Giuseppe attanagliato dai dubbi. C’è
una caraffa per l’acqua che simboleggia
la vita poiché sognando è vivere e il
sogno è vita. Io cerco di condividere il
sogno coi ragazzi e scoprire l’amore». E
se il pannello fornisce già un notevole
apporto alla santella, spiega l’artista:
«il nostro desiderio sarebbe quello di
completare la trilogia per le tre nicchie».
E, con uno sguardo alla santella in
generale, Falciani rileva che «sarebbe
più bello se ci fossero dei cartelli
esplicatifi anche in funzione turistica.
Il progetto iniziale – spiega l’artista –
prevedeva che per il 19 marzo si sarebbe
inaugurato congiuntamente anche il
restauro della santella e della statua del
santo, cosa che poi per mancanza di
Una mostra dedicata alla
condizione femminile
Durante la scorsa settimana, nelle
sale espositive di Palazzo Martinengo
a Sondrio, è rimasta aperta la mostra
itinerante “Donna Oggi”, in cui la donna è
protagonista come artista e soggetto delle
48 opere realizzate da altrettante artiste
di club Soroptimist italiani. Nella rassegna
dipinti, sculture e ceramiche, gioielli
ed elaborazioni in computer grafica e
fotografia, hanno interpretato le molteplici
sfumature della condizione della donna.
Il progetto, curato dallo storico dell’arte
Stefania Severi e ideato dal Club Tiber di
Roma per i sessant’anni del Soroptimist
Italia, è stato premiato dal presidente
Giorgio Napolitano. Nella mostra, il tema
del viaggio è stato interpretato dai giovani
architetti Giulia Dell’Unto, Giancarlo
Beltramo e Andrea Cavagnolo, creando per
il visitatore un itinerario con drappi di
carta che si srotolano come in un percorso
e vecchi bauli che raccolgono le opere
scultoree. Al termine del giro per l’Italia,
le opere donate dalle artiste saranno
messe all’asta e il ricavato, unito a quello
della vendita dei cataloghi, sarà devoluto
per ricostruire il Mubac, il museo dei
bambini dell’Aquila.
Presentazione del
progetto con il carcere
fondi non è stato più possibile fare. Il
gruppo invece ha lavorato volentieri ed
ha avuto il contributo del Kiwanis club
di Tirano». Il sodalizio in effetti non è
nuovo ad interventi di valorizzazione
del patrimonio locale a vantaggio della
comunità e dei turisti che negli ultimi
tempi sempre più scelgono di visitare
Tirano col suo santuario. Per rimanere
circoscritti al solo comune di Tirano,
ricorda Falciani, «il Kiwanis ha finanziato
i lavori della santella di Porta milanese
e restaurato la chiesetta dell’Angelo
custode». Tornando al “Paese di
terracotta” il gruppo ha avuto comunque
già altri importanti riconoscimenti di
tutto rispetto. «Questo è il secondo
pannello realizzato, il primo è stato
fatto per la scuole infermieri a Faedo,
di dimensioni più piccole e dedicato
alla memoria di Giuseppina Vanotti e
posato in occasione delle lauree 2010
e ricevendo i complimenti dei docenti
della Bicocca presenti alla cerimonia».
ROBERT WALTER NAZZARI
■ Si preannunciano tagli per il ciclo della primaria
Preoccupante la situazione scuola
«L
a comunità di Valtellina e Valchiavenna
non merita i tagli da lacrime e sangue che
per il prossimo anno scolastico si annunciano per i cicli della primaria». Non usano la diplomazia i rappresentanti sindacali della Cisl per
descrivere la situazione che potrebbe profilarsi
per il 2011-2012. «Pur non essendoci ancora nulla
di definitivo – dicono ancora dalla Cisl – la preoccupazione è d’obbligo: i contatti con la direzione
scolastica regionale, la Regione Lombardia e l’Ente Provincia di Sondrio sono costanti. Riconosciamo alle istituzioni di essere sensibili ai problemi
sollevati, così come positivo è stato l’impegno assunto di verificare quanto potrebbe accadere e di
prospettare interventi opportuni». Il grido di allarme lanciato dal sindacato riguarda il venir meno
delle risorse e il ridimensionamento di organici e
servizi che, applicato matematicamente a Valtellina e Valchiavenna, avrebbe conseguenze gravi.
Accanto ai problemi condivisi con il resto d’Italia,
come il mancato riconoscimento del tempo pie-
■ Sondrio
■ Piateda
Terracotta
da veri artisti
ollocato in occasione della
ricorrenza di san Giuseppe,
il pannello che ricorda il
momento in cui Giuseppe si convince
a prendere con sé Maria ha un
valore che va oltre quello che vuole
rappresentare. Alla santella l’opera
è arrivata, non dimentica del 150°
anniversario dell’Unità, che viene
ricordata in una piastrella. «Questo
pannello rappresenta il terzo anno di
attività del gruppo del Centro psicosociale “Paese di terracotta”»; spiega
Michele Falciani autore della scena
centrale e che ha diretto il gruppo
nell’esecuzione delle tessere che
ne fanno da contorno . Un gruppo
speciale, «misto e diversificato
per età, con una provenienza
che va da Sondrio a Tresivio; da
Tirano a Bormio». Il pannello
offre un modo per ridare fiducia a
soggetti in difficoltà; «attraverso la
ceramica – continua Falciani – si è
cercato di motivare il gruppo con
una partecipazione più attiva al
territorio». L’obiettivo è chiaro, con il
coinvolgimento del gruppo in lavori
che impegnano e responsabilizzano
Sabato, 2 aprile 2011 33
no o l’aumento degli oneri in capo agli enti locali
per i servizi di trasporto, in un territorio completamente montano, e con numeri ben lontani da
quelli dei centri urbani, nelle primarie della provincia di Sondrio si assisterebbe a un deciso taglio
agli insegnanti, all’obbligo di pendolarismo per i
più piccoli pur di rispettare gli standard dei plessi
scolastici, la costituzione di numerose pluriclassi
e fortissime limitazioni del sostegno per i bambini disabili. Al momento si profila la possibilità di
un taglio di una decina di classi che non rispetterebbero il tetto minimo di almento quindici alunni per classe. «Per la nostra provincia – conclude
la Cisl – l’effetto sarebbe dirompente, con conseguenze negative su insegnanti, famiglie, bambini».
Nei giorni scorsi allarme aveva creato la notizia di
un “riorientamento” per alcuni studenti dell’Istituto Pasquale Saraceno di Morbegno, in numero eccedente rispetto alla quantità di ragazzi che
potevano essere iscritti alla scuola (sempre per
rispettare i nuovi standard ministeriali richiesti).
Venerdì 8 aprile a Piateda, presso la
Sala Multimediale, alle ore 20.45,
il progetto “Il filo di Arianna”, in
collaborazione con l’associazione culturale
“Ghirù” e con il patrocinio del Comune
di Piateda, propone “Cercare in carcere
libertà”, una serata di presentazione della
pubblicazione “Sotto lo stesso cielo ma
in gabbie diverse” realizzata dai detenuti
del carcere di Sondrio. Interverranno
a presentare la pubblicazione alcuni
dei volontari che hanno partecipato al
progetto: Francesco Racchetti, Angelo
Marveggio, Elena Riva e Marina Martinelli.
■ Sondrio
Premiazione delle tesi
sull’affido familiare
Avrà luogo mercoledì 13 aprile alle
ore 17.30, presso la Sala Consiliare
“Michele Melazzini” a Palazzo Muzio,
la cerimonia di assegnazione del premio
per tesi di laurea sulla famiglia della
Fondazione “Anna e Michele Melazzini”.
Ad aggiudicarsi la sesta edizione, ex
aequo, Cristina Braga per la tesi “Essere
fratelli in affido: una ricerca esplorativa
multistrumento” ed Elena Canzi per la tesi
“La scelta adottiva. Un’analisi esplorativa
delle coppie in attesa di adozione
internazionale”. Le tesi saranno illustrate
dalle autrici nel corso della premiazione. .
■ Stelvio
Accordo Iulm-Pirovano
per workshop formativi
L’Università Iulm di Milano e Pirovano
Stelvio hanno firmato una convenzione
per la promozione di alcuni workshop e
corsi di formazione in turismo, marketing,
comunicazione, nuove tecnologie e lingue.
“Non rattristiamoci di averla persa,
ma ringraziamo di averla avuta”
(sant’Agostino).
I Vicari foranei, i preti, i religiosi e le
religiose della Zona Pastorale “Media
Valtellina” profondamente addolorati
per la prematura scomparsa di
suor Isabella Chinosi
si uniscono al dolore e alle preghiere
delle Suore salesiane di Sondrio.
Spettacoli
34 Sabato, 2 aprile 2011
✎ il telecomando |
Scelti per voi
Le conseguenze
dell’amore
Un film di Paolo Sorrentino.
Con Toni Servillo e Olivia Magnani.
ITA 2004, 100 minuti.
Titta Di Girolamo ha cinquant’anni,
vive da otto anni in un albergo
di una cittadina del Canton Ticino lontano dalla famiglia,
apparentemente facoltoso ma senza alcuna esibizione di
ricchezza. È un uomo che nasconde un segreto che emergerà a
poco a poco anche grazie al progressivo innamoramento per la
ragazza del bar dell’hotel. Il secondo film di Sorrentino merita
tutte le attenuanti che vanno concesse all’opera seconda ma non
convince. Se in “L’uomo in più” scorreva la vita, anche se quella
circoscritta dell’ambiente calcistico, qui ci troviamo di fronte a
un film così ‘recitato’ da suonare falso. Con i pensieri e le battute
costruiti a tavolino che, a volte, nemmeno un grande attore come
Servillo riesce a sostenere. La raffinatezza stilistica sul piano visivo
viene così a contatto con personaggi come (ad esempio) i due ex
proprietari dell’albergo ridotti a vivere in una stanza dello stesso.
Sembrano leggere, non ‘dire’ le battute. Comunque da vedere.
Lunedì 4 aprile, Iris 21,10.
Domenica 3. F.d.Spirito. C5,
8,50. Testimoni della fede:
p. Jean-Marie, giardiniere di
Tibhirine. Racconti di vita, Rai3,
12,55. I nostri figli adolescenti. I
giardini di pietra, La7, 13,55. Film
drammatico di Coppola sulla
pietà verso i morti del Vietnam.
Cristoforo Colombo, Tv2000,
15,00. Film tv. Un medico in
famiglia 7, Rai1,21,30. Fiction.
Report, Rai3, 21,30. La banda del
buco. La situazione delle cave
in Italia. Giovanni Paolo II un
pellegrinaggio lungo 27 anni.
Tv2000, 21,15. Doc. Il senso della
vita, C5, 21,10. Varietà con Bonolis
tra il serio e il faceto. Cosmo, Rai3,
23,35. Nuovo programma condotto
da Barbara Serra si occupa di
spionaggio.
Lunedì 4. Il buco nero: la
mafia, Rai Storia 21,00. Doc. Il
commissario Montalbano, Rai1,
21,10. L’età del dubbio. L’infedele,
La7, 21,10. Attualità. In fuga per tre,
Rai3, 21,05. Commedia divertente
con Martin Short. Le conseguenze
dell’amore, Iris, 21,10. Film di
peso e di pregio di P. Sorentino
sulla mafia. Ben recitato da Tony
Servillo.
Martedì 5. Risorgimento
delle scienze Rai storia, 21,00.
Documenti. Ris Roma 2, C5, 21,10.
Buona fiction investigativa. Tutti
giù per terra, Rai5, 21,00. Film
sul malessere generazionale. Una
sera d’Ottobre, Rai1, 21,10. Fiction.
Giulia studentessa incontra per
caso Alessandro…
Mercoledì 6. Chi l’ha visto?, Rai3,
21,05. Attualità. Centocinquanta.
Rai1, 21,10. Spettacolo con Baudo
e Vespa. La guerra dei Roses, Iris,
21,10. Film sulla copia che scoppia,
anzi si fa la guerra. Cinico e
divertente. Le iene show, It1, 21,10.
Sempre pungenti. Gattaca, R4,
0,30. Ottimo film di fantascienza su
temi molto attuali.
Giovedì 7. Lassù qualcuno
Non chiamatela
Radio Londra
G
iornalisticamente parlando, la
distanza tra Giuliano Ferrara ed Enzo
Biagi è abissale. Non è questione
solo di stile e di taglia, ma di coscienza
della professione. Il giornalista, in quanto
tale, svolge un mestiere che si caratterizza
per essere al servizio del pubblico: la sua
missione è quella di aiutare le persone
a capire meglio il “cosa”, il “come” e il
“perché” dei fatti del mondo. Soltanto
previa dovuta spiegazione, ha senso
esprimere interpretazioni e giudizi, per
quanto faziosi. Lungo questo discrimine
si sviluppa la differenza sostanziale fra
“Qui Radio Londra” condotta da Ferrara
dal lunedì al venerdì su RaiUno dopo
il Tg1 della sera, e “Il Fatto” che Enzo
Biagi condusse fra il gennaio 1995 e il
maggio 2002 nella stessa fascia oraria di
larghissimo ascolto. La collocazione in
palinsesto è l’unico punto in comune fra
i due programmi, tutto il resto rimarca
profondamente la diversità di scopi e di
presenza in video del direttore del “Foglio”,
ingombrante in tutti i sensi.
Nel suo programma Biagi intervistava
l’uomo del giorno o proponeva un tema
di attualità per il dibattito fra diversi ospiti.
Lo stile – inconfondibile – era quello delle
interviste che avevano fatto la sua fortuna
e la sua fama anche sulla carta stampata.
Il resto lo facevano gli ospiti. Ferrara,
invece, si produce in un monologo su
argomenti di attualità, che lo vede
impegnato a dire quello che vuole per
tutto lo spazio del programma. Il suo è
un ritorno in video: tra il 1989 e il 1994
aveva condotto un’analoga trasmissione
chiamata soltanto “Radio Londra”, dalle
20.25 alle 20.30 prima su Canale 5 e poi
su Italia 1, terminata nel 1994 a causa
della sua discesa in politica tra le fila del
neonato “partito” Forza Italia. Anche il
programma di Biagi fu chiuso per motivi
politici, perché il centrodestra lo accusò
di faziosità. I censori concentrarono i
loro strali in particolare su due interviste:
una a Indro Montanelli, che paragonò
Berlusconi a una sorta di virus che gli
italiani dovevano contrarre per sviluppare
gli eventuali anticorpi, l’altra a Roberto
Benigni, che ironizzò da par suo sulla
campagna elettorale della Casa delle
Libertà. E così l’anziano ma lucidissimo
giornalista fu sollevato dall’incarico,
nonostante gli ascolti sempre lusinghieri
e il diffuso apprezzamento per “Il Fatto”,
oltre che per una carriera ineguagliabile.
Di Ferrara non stupisce la vis polemica,
sulla quale lui ha costruito parte delle
sue fortune, né si vuole escludere che
vi possano essere spazi di commento
da parte di noti giornalisti in televisione
in orari di largo ascolto. Il problema è
che la Rai è una tv pubblica e dovrebbe,
quindi, garantire un servizio ai cittadini di
di Tiziano Raffaini
è impazzito, La7, 13,55. Non
perdetevi questo piccolo film
che vi farà ridere con la sua
demenzialità intelligente.
Bordertown, Iris,21,05. Thriller.
Una giornalista Usa indaga sulla
violenza contro le donne in una
città di frontiera. Un medico in
famiglia 7, Rai 1, 21,10. Fiction.
Vittime, Rai1, 2,45. Documentario.
Venerdì 8. Zelig, C5, 21,10. Varietà
con Bisio. The reader, Rai3 21,05.
Film drammatico. Per adulti
con Ralph Fiennes e K. Winslet.
Michael Palin new Europe, Rai5,
22,05. Documentario BBC. Viaggio
nei paesi dell’est.
Sabato 9. La piccola principessa,
It1.19,15. Bel film per ragazzi
La caduta degli dei, Rai storia
21,00. Doc. Tv Talk, Rai3, 14,50.
Cristoforo colombo, Tv2000, 21,00.
Fiction. Ultima parte Ulisse, Rai3,
21,30. Gli splendori della Grecia
antica. Documentario. Tg2 dossier,
Rai2, 23,35. Attualità.
■ Oltre Confine
Venerdì 8 aprile al via
il Lugano Festival 2011
qualunque ordine, grado e fede politica,
anche in forza della corresponsione da
parte loro del canone annuale. Ma le
simpatie politiche di Ferrara – come, del
resto, quelle del direttore del Tg1 Augusto
Minzolini – sono dichiaratamente a favore
di Berlusconi, come lo è l’orientamento
di fondo dei suoi monologhi, quasi
sempre filogovernativi. Questo è
servizio pubblico? “Radio Londra” era
l’insieme dei programmi radiofonici
trasmessi dall’inglese Bbc e indirizzati
alle popolazioni europee continentali,
a partire dal settembre 1938. La fortuna
di queste trasmissioni fu dovuta alla
decisione del ministro di Guerra
britannico di non gestire direttamente
gli spazi della propaganda e di affidarli,
invece, a un ente autonomo come la
Bbc, allora già famosa per il proprio
stile giornalistico capace di separare
nettamente le notizie dai commenti. La
trasmissione di Ferrara si muove su un
binario decisamente diverso.
Del programma di Biagi si sente ancora
la mancanza, di quello di Ferrara non si
sentiva il bisogno.
HOMO VIDENS
(al.ci.) Venerdì 8 aprile (ore 20.30 –
ingresso 70/30 frsv), nel Palazzo dei
Congressi, s’inaugura “Lugano Festival
2011”. Sul palco la prestigiosa
Orchestra della Svizzera Italiana,
una splendida realtà culturale del
Canton Ticino, diretta per l’occasione
da Ion Marin. Solista della serata
il pianista Vadim Rudenko che
interpreta il “Concerto n. 1, op.
23” per pianoforte e orchestra” di
Ciaikovskij. Completano il programma
la “Sinfonia n. 8” (“Incompiuta”)
di Schubert e le “Variazioni su
un tema di Haydn” di Brahms. Il
concerto ciaikovskijano è fra i più
amati dal pubblico. A una tecnica
trascendentale si affiancano momenti
di felice ispirazione che mettono
in risalto l’animo del compositore.
Il primo movimento è concepito
secondo la consueta “Forma-Sonata”,
il secondo – “Andantino semplice” – è
sostanzialmente una “romanza”, nel
terzo (“Allegro con fuoco”) prevalgono
i caratteri di una danza russa.
commedia
storico
Drammatico
commedia
animazione
I fantastici viaggi di Gulliver
Il discorso del re
Non lasciarmi
Manuale d’amore 3
L’illusionista
Lo scrittore di viaggi, Gulliver, accetta
un lavoro alle Bermuda, ma finisce
sull’isola di Lilliput, dove troneggia sui
piccoli abitanti. Il film, adattamento
moderno del noto romanzo, manca però
di ogni minima sfumatura di critica
sociale presente invece nel libro.
Il film sarà proiettato nella sala della
comunità di Livigno il 2 e 3 aprile.
L’impegno di Re Giorgio VI per superare
una balbuzie nervosa con l’aiuto del
logopedista Lionel Logue. Vincitore di
4 premi Oscar tra cui quelli per miglior
film.
Storia ambientata in una realtà in
cui alcuni ragazzi sfortunati vengono
messi al mondo ed allevati per fornire
riserve di organi. Il film è un thriller
soffuso, cadenzato, con tinte fosche e
angoscianti. Non manca, però, di offrire
una critica di fondo sulle conseguenze
di un progresso scientifico senza
regole. A Sondrio dal 1 al 6 aprile.
Con la partecipazione straordinaria
di Robert De Niro, il terzo - e forse
meno riuscito - capitolo del manuale
focalizza lo sguardo sulle diverse
età dell’amore. Regia di Giovanni
Veronesi.
Il film sarà proiettato nella sala
della comunità di Chiavenna dal 2
al 4 aprile.
Nella metà degli anni cinquanta un
illusionista in crisi vede sfuggiore
il proprio pubblico, con l’emergere
delle rock-star, e si vede costretto ad
accettare incarichi sempre più tristi e
indegni di lui.
Il film nelle sale della Comunità.
All’Astra di Como dal 1 al 3 aprile.
A Menaggio dall’1 al 7 aprile.
Il film andrà in scena all’Astra di
Como dal 4 al 6 aprile.
Lettere e Rubriche
PAROLE
PAROLE / 84
Categoria
Categorico
Deriva dal solito greco antico; nel
linguaggio comune significa “insieme
distinto di cose o persone”. Ma nel
linguaggio della filosofia di Emmanuel
Kant significa “forma a priori della
conoscenza”. Faceva parte della
filosofia della conoscenza, ovvero
della “gnoseologia” del filosofo di
Konigsberg, in Prussia orientale
(oggi Kaliningrad, annessa alla
Russia). Secondo lui noi uomini
conosciamo, per natura, attraverso
● La Chiesa sappia offrire
● I missionari portino
alle nuove generazioni
Cristo a quanti ancora
ragioni di vita e di speranza
non lo conoscono
Sabato, 2 aprile 2011 35
dodici “categorie”, come, ad
esempio: numero, tempo, spazio,
causa, effetto, ecc. Di conseguenza
l’aggettivo “categorico” significa
“immediatamente evidente perché
innato, incontestabile, inesorabile.
Ne faceva largo uso Benito Mussolini,
nella sua retorica da dittatore.
Emmanuel Kant collocava la sua
gnoseologia nell’ambito della “ragione
pura”, nella quale le idee sono
“chiare e distinte”, immediatamente
● Lo Spirito Santo dia
consolazione a coloro che
vivono nella solitudine
Apostolato della preghiera
Aprile 2011
Intenzione generale
La Chiesa sappia offrire
alle nuove generazioni
ragioni di vita e di speranza.
N
ella storia della Chiesa, i santi
e i martiri hanno attinto dalla
Croce gloriosa di Cristo la forza
per essere fedeli a Dio fino al dono di
se stessi; nella fede hanno trovato la
forza per vincere le proprie debolezze
e superare ogni avversità. Infatti, come
dice l’apostolo Giovanni, “chi è che
vince il mondo se non chi crede che
Gesù è il Figlio di Dio?”. E la vittoria che
nasce dalla fede è quella dell’amore.
Quanti cristiani sono stati e sono una
testimonianza vivente della forza
della fede che si esprime nella carità:
sono stati artigiani di pace, promotori
di giustizia, animatori di un mondo
più umano, un mondo secondo Dio;
si sono impegnati nei vari ambiti
della vita sociale, con competenza
e professionalità, contribuendo
efficacemente al bene di tutti. La carità
che scaturisce dalla fede li ha condotti
ad una testimonianza molto concreta,
negli atti e nelle parole: Cristo non è un
bene solo per noi stessi, è il bene più
prezioso che abbiamo da condividere
con gli altri.
(Benedetto XVI, Messaggio
per la XXVI Giornata Mondiale
della Gioventù 2011)
ma rischia di essere vana e infeconda.
(Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, n. 76)
Intenzione missionaria
ll’uomo contemporaneo, non di
rado tormentato tra l’angoscia
e la speranza, prostrato dal
senso dei suoi limiti e assalito da
aspirazioni senza confini, la Beata
Vergine Maria, contemplata nella
sua vicenda evangelica e nella realtà
che già possiede nella Città di Dio,
offre una visione serena e una parola
rassicurante: la vittoria della speranza
sull’angoscia, della comunione sulla
solitudine, della pace sul turbamento,
della gioia e della bellezza sul tedio
e la nausea, delle prospettive eterne
su quelle temporali, della vita sulla
morte”. Sono parole che illuminano il
nostro cammino, anche quando sembra
svanire il senso della speranza e la
certezza della guarigione.
(Benedetto XVI, febbraio 2007)
I missionari portino Cristo
a quanti ancora non lo conoscono.
I
l mondo, che nonostante
innumerevoli segni di rifiuto di
Dio, paradossalmente lo cerca
attraverso vie inaspettate e ne sente
dolorosamente il bisogno, reclama
evangelizzatori che gli parlino di un
Dio, che essi conoscano e che sia a loro
familiare, come se vedessero l’Invisibile.
Il mondo esige e si aspetta da noi
semplicità di vita, spirito di preghiera,
carità verso tutti e specialmente verso i
piccoli e i poveri, ubbidienza e umiltà,
distacco da noi stessi e rinuncia. Senza
questo contrassegno di santità, la nostra
parola difficilmente si aprirà la strada
nel cuore dell’uomo del nostro tempo,
Intenzione dei vescovi
Lo Spirito Santo dia consolazione
a coloro che vivono
nella solitudine e nell’angoscia.
A
❚❚ L’informatore giuridico / 117
evidenti nella loro razionalità. Invece
la “ragione pratica” ha per oggetto
argomenti percepiti con il “cuore”,
piuttosto che con la fredda razionalità.
Il “cielo stellato” al di sopra; la “legge
morale” dentro il cuore di ogni uomo.
Legge che prescrive: “tratta ogni
persona come fine, mai come mezzo”.
Perché non lo ricordano i cosiddetti
“laici”, che considerano Kant maestro
dell’etica “laica”?
ATTILIO SANGIANI
✎ Dall’unità a oggi
C
aro Direttore, nella ricorrenza
dell’unità del nostro sempre amato
e bel Paese, mi sia consentito
esprimere una forte riconoscenza verso tutti
coloro che hanno contribuito a realizzare,
seppure con diverse visioni ideologiche,
questo grande giorno, nonostante ci si trova
ancora oggi di fronte a delle difficoltà per
completare e rendere definitiva l’opera di
unificazione. Dover riflettere su quei giorni
e pensare a ciò che hanno fatto i nostri avi
e quanto sangue hanno versato e quante
atroci fatiche hanno dovuto superare, non
è certamente cosa tanto facile. Ma, grazie a
numerose vicende che in questi giorni sono
state opportunamente ricordate, si giunse
infine nel 1861 alla proclamazione del tanto
atteso Regno d’Italia con il coronamento,
nel 1870, di Roma capitale. Per raggiungere
questo scopo è stata necessaria una lunga
e drammatica missione di pacificazione
con altri Stati e, specialmente, con la
stessa Chiesa cattolica. Oggi, quando
manifestiamo per i problemi del nostro
tempo, rischiamo di dimenticare tutta la
nostra storia, tanto ricca di avvenimenti,
e di considerare come remoti tutti quei
sentimenti, che spesso hanno poco a che
vedere con la modernità attuale.
Invece, la memoria è essenziale.
GIANNI NOLI
Lettere al direttore
posta V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como
fax
031.3109325
mail
[email protected]
-
a cura di VITTORIO RUSCONI
Tassazione degli immobili di interesse storico
L’
Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Servizi
ai Contribuenti con sua Risoluzione n. 28/E del
9.3.2011 è intervenuta in tema di dichiarazione dei
redditi circa la tassazione dei cosiddetti immobili
dichiarati di interesse storico.
In riferimento ai beni immobili concorrenti alla determinazione del reddito fondiario, l’Agenzia delle Entrate chiarisce
le corrette modalità di esposizione nel quadro dei fabbricati
dei dati relativi ad immobili dichiarati di interesse storico e/o
artistico concessi in locazione.
Per tale fattispecie il reddito è determinato, secondo le disposizioni dettate dall’art 11, comma 2, della Legge 30.12.1991, n.
413, mediante l’applicazione della minore tra le tariffe d’estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella
quale è collocato il fabbricato (“2. In ogni caso, il reddito
degli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico,
ai sensi dell’articolo 3 della legge 1° giugno 1939, n. 1089,
e successive modificazioni e integrazioni, è determinato
mediante l’applicazione della minore tra le tariffe d’estimo
previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale
Editrice de Il Settimanale
della Diocesi Soc. Coop. a r.l.
Sede (direzione, redazione
e amministrazione):
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Missaglia (Lc)
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è collocato il fabbricato.”).
Tale norma ha dato luogo a dubbi di natura interpretativa in relazione ai quali vi è stato un consolidamento
della giurisprudenza della Suprema Corte nelle ultime
pronunce emanate in materia nel corso del 2005.
In sintesi la Cassazione ha concluso che le sopra citate
peculiari modalità di determinazione del reddito previste dalla Legge n. 413 del 1991 siano riferibili agli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico, ai sensi
dell’articolo 3 della legge 1.6.1939, n. 1089 (“Il ministro
per l’educazione nazionale notifica in forma amministrativa ai privati proprietari, possessori o detentori a
qualsiasi titolo, le cose indicate nell’art. 1 che siano di
interesse particolarmente importante. Trattandosi di
immobili per natura o di pertinenze, si applicano le norme di cui al secondo comma dell’articolo precedente.
L’elenco delle cose mobili, delle quali si è notificato l’interesse particolarmente importante, è conservato presso il ministero dell’educazione nazionale e copie dello
stesso sono depositate presso le prefetture del regno.
Direttore responsabile: Agostino Clerici
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con la circolare n. 2/E del 17 gennaio 2006.
Conseguentemente, con la risoluzione n. 28/E del 9.3.2011
l’Agenzia delle Entrate ha disposto che per i contribuenti
titolari di diritti reali sui predetti immobili concessi in locazione, è confermata la possibilità di compilare il quadro dei
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colonna 2 (utilizzo) il codice residuale 9.
In coerenza con tali istruzioni, è prevista l’incompatibilità
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