24 Trieste cronaca in breve acegasaps Nuovocantiere inviaCommerciale ■■ DaieriinviaCommerciale 131efinoal 6marzoè stato apertoun nuovocantiere di AcegasAps,per lavoridi manutenzioneallarete delgasin seguitoaunadispersione. Per permetterel’esecuzionedei lavorièstatodispostoil restringimentodella carreggiata. IL PICCOLO MERCOLEDÌ 5 MARZO 2014 SISTIANA-PADRICIANO Al museo ferroviario “marisagiorgetti” dasabato Camionperdeilcarico Trattochiusoper 2ore Presentazione di “Binari d’Europa” Premioperartee dirittiumani Mostraarcheologica inQuestura ■■ TrattoSistiana-Padriciano delraccordoautostradale 13 chiusoaltrafficoperunpaiod’ore, ieri,indirezioneVenezia,per l’effettuazionedelleoperazioni di puliziadella stradacausaperdita dicaricodapartedi unmezzo pesanteincorrispondenzadella galleriadi Prosecco.Iltrafficoè statomomentaneamente deviato,inuscita,sullosvincolodi Prosecco,conrientroaSgonico. ■■ Venerdì alle 17, al Museo Ferroviariodi Trieste Campo Marzio,verrà presentatoil libro"Binari d'Europa" di RomanoVecchiet, direttore dellaBiblioteca Civica "Joppi" di Udine, a cura di Elvio Guagnini dell'Universitàdegli studi di Trieste. Nel suo libretto "Binari d'Europa"racconta i viaggi i in Europae in Africa. ■■ Venerdìalle 11,nella salastampa comunaledi largo Granatieri2, conferenzastampa di presentazionedelPremio internazionale MarisaGiorgetti. L’iniziativa, allasuaseconda edizione,unisce letteratura,artee dirittiumani.Il Premio,chesi avvalediuna giuria dicui fannopartescrittori, critici letterarie personalità di rilievodel mondodella culturae dell'impegno socialee civile,intendedare visibilitàa chi, inogni partedelmondo,pur essendorimasto poco notoper condizionamentigeografici,socialio politici,abbia prodottoopereletterarie dipregiosul tema specificodelle migrazionie deldialogo interculturale(Sezioneletteraria) oabbia agitoinmodo significativoecon percorsiinnovativiper la promozionedei dirittiumani(Sezionedirittiumani). Verrannoresi notiiquattrovincitori dell'edizione 2014. ■■ Nell’ambito delleiniziative promossedallaQuesturadall’8al 16marzosaràospitata nell’atrio dellastessaQuestura unamostra diarcheologiasperimentalesulle Legioniromanenelperiodo imperialedenominata“Aquile d’oro–Uominidiferro–LaLegio VIFerrata nelI sec.d.C.”. Inaugurazionealle17 disabato.La mostrasaràvisitabiletuttiigiorni, festivicompresi,conorario9-19. Faro, addio riapertura. Fondi in pericolo La presidente della Provincia Bassa Poropat è furibonda con la Marina. «Una follia se perdiamo i 60mila euro di contributo» di Fabio Dorigo Un monumento ai marinai Caduti nella Grande Guerra Il Faro della Vittoria è un’opera imponente (alta 67,85 metri) e comprende due importanti funzioni: commemorare i marinai Caduti nella Prima guerra mondiale e guidare la navigazione notturna nel Golfo di Trieste. La parte ornamentale è completata, in basso, dalla potente figura del Marinaio Ignoto, opera di Giovanni Mayer, realizzata dal maestro scalpellino Regolo Salandini con l’impiego di 100 tonnellate di pietra di Orsera. Sotto la statua è affissa l’ancora del cacciatorpediniere “Audace” (prima nave italiana a entrare nel porto di Trieste il 3 novembre 1918). «Dopo sette anni di chiusura totale e alcuni restauri, il Faro è stato riaperto al pubblico il 18 maggio 1986, grazie all’interessamento della Provincia di Trieste e col concorso dell’allora Azienda Autonoma di Turismo e Soggiorno. Attualmente è possibile accedere anche al secondo anello della struttura. Il Faro della Vittoria dipende dal Ministero della Difesa ed è tenuto aperto al pubblico grazie ad una convenzione con la Provincia di Trieste La convenzione è in fase di rinnovo». Il sito della Provincia di Trieste illude i visitatori. Indica persino il modo «come arrivare con i mezzi pubblici» (da piazza Oberdan, Trieste, con gli autobus n˚ 42, 44 e 46). Ma poi taglia ogni speranza: «Al momento la struttura è chiusa». E non aprirà neppure il primo aprile come annunciato lo scorso ottobre dalla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat. Il pesce di aprile, insomma, è servito con largo anticipo. a fase di rinnovo della convenzione con il ministero della Difesa dura da novembre. A rischio c’è il finanziamento europeo di 60mila euro ottenuto su un progetto transfrontaliero per iniziative legata al centenario della Grande Guerra. Il Faro della Vittoria, infatti, è un monumento ai marinai caduti nel ’15-18. Il finan- ‘‘ DATA FISSATA Per il primo aprile doveva essere restituito al pubblico, ma dal Comando non è mai arrivata indietro la convenzione firmata Il Faro della Vittoria. A rischio la prevista riapertura di aprile ziamento serva a riqualificare l’ingresso: dalla risistemazione del cancello ai servizi igienici, dall’ascensore alle barriere architettoniche. Ma non si può fare nulla senza la nuova convenzione. Ferma da tre mesi. Non si sa dove. «A fine novembre avevano chiuso il documento con tutte le richieste di Marina Fari di Venezia, modifiche e contromodifiche - spiega la presidente di Palazzo Galatti -. La con- segnalazione di “trieste mobile” venzione era stata inviata per la firma ai vertici della Marina. A tutt’oggi non ho avuto ancora risposta». Un silenzio, in questo caso, che non vale come assenso. E il Faro della Vittoria rischia di perdere un’altra volta la scommessa sulla sua riapertura. E non c’è neppure centenario della Grande Guerra che tenga. La preoccupazione c’è, tanto che il 26 febbraio la presidente della Provincia ha preso carta e penna ha in- viato una lettera a La Spezia al comandante in capo del Dipartimento Marina Militare Alto Tirreno, ammiraglio di squadra Andrea Toscano. «In questa nota gli chiedo di dar corso alla firma della convenzione anche perché c’è in sospeso un finanziamento da 60mila euro della Comunità europea. Finchè non ho firmato la convenzione non ho titolo per intervenire sul rifacimento del portone di ingresso. Noi siamo pron- to a partire con i lavoro, ma finchè non c’è la convenzione non posso intervenire. E neppure inoltrare la richiesta alla Soprintendenza. C’è anche il rischio di perdere questo finanziamento. Una follia». Non c’è luce, insomma, sulla data di riapertura del Faro di Trieste che a questo punto rischia anche di modificare il calendario delle iniziative in programma per il centenario della Prima Guerra Mondiale di cui il Faro era parte integrante. «Non so cosa dire. È una casa veramente incredibile. Abbiamo condiviso in incontri quasi settimanale tutte le parti tecniche della nuova convenzione. L’abbiamo inviata a fine novembre per al firma. E siamo già a marzo». La promessa riapertura per il primo aprile? «Non so cosa dirle - allarga le braccia Maria Teresa Bassa Poropat -. Noi abbiamo questa data che peraltro era stata condivisa dal comandante Caporizzi (Marina Fari). Ma se non ho la convenzione firmata non posso fare niente. Sono bloccata. Ferma». L’ottimismo di ottobre si e spento. Una storia molto italiana quella del Faro di Trieste. «Non so proprio cosa dire. Questa convenzione vista e rivista, correzioni e controcorrezioni. È inspiegabile il ritardo. Siamo ancora qua, fermi, con un sollecito inviato il 26 febbraio e ancora senza risposta». ©RIPRODUZIONERISERVATA Venerdì l’inaugurazione con “la Grande bellezza” Cassonetti dei rifiuti sul percorso Pedibus La Cappella Underground riapre l’Ariston Il sindaco: «Li rimuoveremo in tempi rapidi» Cosolini: «Un piccolo segno che si può fare» Twitter, il popolare social network dei “cinguetii”, mette anche in contatto cittadini e amministratori locali, aiutando qualche volta a risolvere, almeno in teoria, i problemi in tempo reale. Un esempio è giunto ieri, con uno scambio di “tweet” tra “Trieste Mobile”, il network di associazioni creato nel 2011 in occasione della Settimana della mobilità, e il sindaco Roberto Cosolini. L’associazione ha infatti inviato la foto che pubblichiamo a fianco, sottolineando la presenza di cassonetti dei rifiuti sul percorso del Pedibus, il bus virtuale dedicato agli scolari. Il sindaco ha risposto dopo pochi minuti, ringraziando il sodalizio per la segnalazione e annunciando la rimozione, in breve tempo, dei bottini e il monitoraggio di tutta la rete del Pedibus. Il giornale garantirà la “supervisione” dell’operazione. Il Pedibus è composto dai bambini che vanno a scuola e da due La fotografia inviata al primo cittadino adulti, un “autista” e un controllore”. I bambini devono farsi trovare puntuali alla fermata, indossando una pettorina ad alta visibilità. L’adulto “controllore” compila un “giornale di bordo” segnando i bambini presenti ad ogni viaggio. I genitori responsabili di ogni singolo Piedibus, ne garantiscono l’avvio e il mantenimento. Al progetto hanno da- to adesione la Scuola primaria Virgilio Giotti, la Scuola primaria Filzi-Grego, il Ricreatorio comunale Cobolli e il “Fonda Savio”. In tre anni sono stati coinvolti circa 900 bambini; 150 genitori hanno prestato collaborazione effettiva e 400 genitori hanno partecipato a eventi collaterali (feste, mostre, Marcialonga, rilievi e progettazione). «‘Ndemo in cine». Detto, fatto. La Cappella Underground non ha perso tempo. Adottato come slogan il titolo di un libro pubblicato alla fine degli anni ’90 dal grande critico cinematografico triestino Tullio Kezich si è presentata ieri mattina in viale Romolo Gessi per prendere possesso dell’Ariston cinema d’essai. Daniele Terzoli, presidente della Cappella Underground, ha ricevuto le chiavi del cinema dalla mani del proprietario Mario de Luyk poi ha effettuato un primo sopralluogo assieme al precedente gestore, Isidoro Brizzi. Lo storico cinema sarà d’ora in poi gestito in prima persona dal cineclub triestino che quest’anno festeggia il 45esimo anniversario della sua fondazione. L’inaugurazione? Venerdì sera, alle 20.30. «Sarà La grande bellezza ad inaugurare la nuova vita del cinema Ariston targata La Cappella Underground. Di nuovo su grande Il presidente della Cappella Underground Daniele Terzoli riapre l’Ariston schermo ad ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili, per festeggiare con noi questo importante traguardo. Non servono presentazioni per questo film che ha fatto vincere a Paolo Sorrentino il premio Oscar. Serve solo tutto il vostro entusiasmo per festeggiare con voi» si legge sulla pagina facebook della Cappella Underground che intanto incassa i complimenti e gli auguri di molti cinefili triestini. A partire dal sindaco di Trieste Roberto Cosolini: «La Cappella Underground ha preso in gestione il cinema Ariston: un piccolo grande segno che si può fare! In bocca al lupo per questa nuova avventura!».