PROGETTI NON FINANZIATI
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SCHEDA DI PROGETTO
relativa al Programma finalizzato alla promozione di diritti e di
opportunità per l'infanzia e l'adolescenza
Titolo del progetto
TUTOR FAMILIARE
Responsabile della compilazione della scheda indicare il nominativo del
coordinatore tecnico del progetto
Nominativo: CANUTI SILVANA
Recapito telefonico: 3470177953
e-mail: [email protected]
fax: 0541 773362
Ente responsabile del progetto:
Associazione onlus CRESCERE INSIEME
Ente esecutore del progetto: indicare la denominazione dell'ente che gestisce
l'aspetto tecnico-scientifico del progetto.
Associazione onlus CRESCERE INSIEME
Composizione gruppo tecnico di coordinamento (specificare le qualifiche
professionali e l'ente di appartenenza dei componenti del gruppo tecnico)
Qualifica
Ente
PRESIDENTE
ASSOCIAZIONE CRESCERE INSIEME
VICEPRESIDENTE
ASSOCIAZIONE CRESCERE INSIEME
AMMINISTRATORE
ASSOCIAZIONE CRESCERE INSIEME
PSICOLOGA (TUTOR
ASSOCIAZIONE CRESCERE INSIEME
FAMILIARE)
ASSOCIAZIONE CRESCERE INSIEME
PSICOLOGA (A PROGETTO) COSTITUENDO COORDINAMENTO G.R.D. EMILIA
PEDAGOGISTA
ROMAGNA
Connessioni con gli altri interventi del Piano di zona (specificare quali sono
le connessioni con gli altri progetti del Piano)
Non esistono vere e proprie connessioni con altri interventi del Piano, bensì, ve ne sono
con i soggetti delle rete:
AUSL
COMUNI DELLA PROVINCIA DI RIMINI
ISTITUTI SCOLASTICI DELLA PROVINCIA DI RIMINI
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BO (FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE)
SEDE DI RIMINI
Area territoriale interessata e luoghi di realizzazione: indicare il comune o il
quartiere a cui il progetto si rivolge e le sedi in cui viene realizzato.
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Distretto di Rimini
Destinatari: indicare:
•
•
se minori la fascia d'età: 0-2 anni; 3-5 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17anni;
se adulti la categoria considerata: genitori; insegnanti; operatori; comunità locale;
altro (specificare).
Indicare infine il numero di destinatari che si intendono raggiungere con il progetto
Tipologia
Presenza sul
territorio di
riferimento
Minori 0-2 anni
Minori 3-5 anni
Minori 6-10 anni
Minori 11-13 anni
Minori 14-17 anni
Genitori
70/80 (*)
(dati AUSL Rimini)
Insegnanti
Operatori
Comunità locale
Altro (adulti con sindrome di Down)
Numero destinatari
potenziali che si
intendono
raggiungere con il
progetto
L’obiettivo è quello di
coprire tutta la
presenza sul territorio.
Poiché l’accesso al
Le famiglie delle
persone con sindrome servizio non è
automatico, ma avviene
di Down (**)
Gli insegnanti dei minori su specifica richiesta
delle famiglie è
coinvolti
abbastanza difficile
Idem
prevedere con
precisione il numero di
70/80 (*)
persone che si
(dati AUSL Rimini)
avvarranno di questa
figura professionale.
140/160
Totale
Di cui
Minori disabili dalla nascita alla età
70/80
adulta
minori con provvedimenti del Tribunale
per i minori
Minori con disagio conclamato
Minori stranieri altro (specificare)
La totalità
Totale soggetti in situazioni
particolari
Il lavoro portato avanti
negli ultimi due anni ci
fa stimare un
incremento delle
richieste dell’ordine del
40% su base annua.
(*) La stima delle persone con sindrome di Down residenti nella provincia di Rimini ci è
stata fornita dall’AUSL di Rimini. Mentre il numero riferito ai minori è abbastanza preciso,
quello riferito agli adulti è indicativo perché esistono persone adulte con sindrome di Down
non conosciute dai servizi.
(**) Il numero delle famiglie coincide ovviamente con quello dei minori e degli adulti
coinvolti. Va precisato che il servizio di Tutor Familiare non viene attivato in maniera
automatica, ma va esplicitamente richiesto dalle famiglie.
Data di avvio:
121
gennaio 2007
Progetto:
di consolidamento di un precedente progetto
Consolidare l’esperienza del tutor familiare come figura di sostegno alla
famiglia impegnata nel percorso di crescita dei propri figli, attraverso la
promozione di tutte le azioni e le prassi finalizzate ad una costruzione
condivisa del progetto di vita della persona disabile (con particolare
riferimento alla sindrome di Down)
Motivazione del progetto:
Il tutor familiare è figura professionale che svolge un ruolo di mediazione tra
famiglia e Istituzioni senza sostituirsi al ruolo dei genitori, e, avvalendosi di
competenze psico-pedagogiche, affianca la famiglia con continuità dalla
prima informazione (comunicazione di diagnosi severa) all’età adulta,
sostenendola, valorizzandone le capacità e assicurando la competenza per
essere interlocutore diretto, qualificato e corretto delle diverse realtà
istituzionali, realizzando soprattutto una interazione educativa efficace tra il
bambino ed il suo ambiente.
Il servizio sperimentale di tutoring a supporto delle famiglie, iniziato nell’anno
2005, è proseguito nell’anno 2006 per dare applicazione concreta ad un
modello di lavoro descritto in forma teorica nei diversi progetti adottati e
perseguiti dall’associazione. Il servizio di tutor familiare ha sperimentato un
lavoro di rete che ha posto in relazione i diversi protagonisti istituzionali
coinvolti nella pianificazione e nell´attuazione del progetto di vita.
Il “tutor familiare” come figura professionale dell’associazione, partecipa e
collabora attivamente alla realizzazione dei “Percorsi clinici e abilitativi per
persone con sindrome di Down”. Questo progetto, condiviso e promosso dalla
Azienda USL di Rimini in collaborazione con le associazioni di genitori di
persone con sindrome di Down (SD) della provincia di Rimini, si propone di
ottimizzare gli effetti educativi dell’ambiente e i necessari sostegni riabilitativi
e/o di facilitazione con le potenzialità della persona con SD. Intende
realizzare un percorso che tenga in considerazione la globalità della persona
e permetta di sperimentare forme di intervento efficaci a realizzare una
crescita globale sul piano cognitivo e sociale. Nel percorso sono esplicitati i
compiti e il ruolo del tutor familiare in particolare nella fase iniziale (è
componente del gruppo di lavoro per la comunicazione della diagnosi) e
nella fase evolutiva (è presente nella equipe multi disciplinare del Centro
Ritardo Mentale – CRM – dell’AUSL che effettua la valutazione del soggetto
con SD).
I collegamenti fra il lavoro del tutor all’interno delle strutture operative AUSL
(CRM) e le famiglie avviene attraverso rapporti individuali diretti e costanti e
attraverso incontri di gruppo (auto-mutuo aiuto)
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Obiettivi/risultati attesi:
• migliorare l’integrazione della persona con sindrome di Down dalla
nascita alla età adulta.
• Garantire alle famiglie con figli con SD lo svolgimento efficace del loro
ruolo genitoriale.
• Assicurare l’integrazione degli interventi degli enti che intervengono a
favore della persona disabile e delle loro famiglie ( AUSL, scuole, comuni,
associazioni)
Indicatori:
Gli indicatori per il monitoraggio e la valutazione dell’andamento del progetto
sono di tipo quantitativo:
• numero di famiglie che richiedono l’intervento del servizio tutor
familiare
• numero di minori che entrano nel percorso di valutazione/intervento
del centro ritardo mentale
• numero di incontri e numero partecipanti ai gruppi di auto-mutuo-aiuto
e di tipo qualitativo:
• consolidare le procedure di valutazione/intervento avviate dal Centro
di Ritardo Mentale l’anno precedente.
• Livello di gradimento espresso dai genitori nei racconti riportati sul
diario degli incontri di gruppo
Fasi operative:
AZIONI DEL TUTOR
• Risponde alle richieste individuali delle famiglie attraverso un contatto
diretto originato da esplicita richiesta di incontro, colloquio o visita
domiciliare
• Attiva un percorso idoneo al bisogno del singolo attraverso collegamenti
fra le diverse fonti di erogazione dei servizi
• Organizza e facilita l’azione di gruppi di auto mutuo aiuto
• Sensibilizza e predispone all’accoglienza in nuovi contesti di vita
(ambienti sportivi e di tempo libero)
• Facilita la sperimentazione di percorsi di autonomia per ragazzi e giovani
adulti.
METODOLOGIA DI LAVORO
La metodologia di lavoro del tutor è quella del lavoro di gruppo e di rete. I
contenuti e gli interventi sono da costruire in collaborazione con gli operatori
sanitari all’interno delle strutture che si fanno carico degli interventi
riabilitativi ed educativi del bambino ragazzo (Centro Ritardo Mentale presso
l’AUSL di Rimini).
L’esperienza ha evidenziato che per dare continuità agli interventi riabilitativi
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ed educativi e creare i collegamenti fra la famiglia e le istituzioni il tutor deve
essere inserito nella rete dei servizi del territorio.
Le aree di intervento dell’attività del tutor sono le seguenti:
1. attività rivolte ai genitori
• Consolidare la cultura e la pratica dell’auto mutuo aiuto
continuando gli incontri di gruppo.
• Facilitare la realizzazione di un libretto informativo a supporto dei
genitori dei nuovi nati (problematiche della comunicazione della
diagnosi).
2. attività nel Centro ritardo mentale (CRM)
• Proseguire come indicato nei “Percorsi clinici e abilitativi per
persone con sindrome di Down” il lavoro avviato nel Centro
Ritardo Mentale. Estendere la valutazione, impostazione e
verifica di programmi abilitativi ad un numero più ampio di
bambini.
3. interventi personalizzati
• Contatti con nuove famiglie, visite domiciliari, partecipazione del
tutor agli incontri di inizio e fine anno scolastico (G.L.H) con le
insegnanti e il referente territoriale.
4. aggiornamento,formazione e rapporti con le istituzioni.
• La partecipazione costante e attiva agli eventi che vengono
organizzati sul territorio permettono la conoscenza dello stato
attuale delle politiche socio culturali sulle quali poi è possibile
innestare l’azione di intervento a favore delle famiglie, dei
ragazzi e dei contesti che frequentano. E’ anche una modalità
per stabilire contatti e coordinare i propri interventi con gli altri
soggetti istituzionali. L’attivazione e lo sviluppo della rete
richiede la condivisione di un sistema culturale che si crea
proprio attraverso il confronto che si realizza nella
partecipazione a comuni eventi formativi.
5. monitoraggio del progetto nelle sue fasi.
COSTI:
Costi: indicare gli importi attribuiti;
Eventuali altri contributi: indicare la fonte di finanziamento e la quota attribuita.
Costo complessivo: € 20.000,00
Contributo programma finalizzato
Contributo E.L.:
Eventuali altri contributi : Attività di monitoraggio prevista e soggetti coinvolti:
Il processo di avanzamento degli interventi previsti nel progetto viene
monitorato con continuità dal tutor familiare che registra le azioni, le difficoltà
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e i successi, e li riporta in una Relazione Annuale delle attività, che
evidenzia anche le eventuali modifiche al progetto adottate in corso d’opera
e contiene le sue osservazioni e proposte di miglioramento.
Il monitoraggio dei percorsi di sviluppo dei singoli bambini viene svolto dal
tutor familiare in collaborazione con l’ equipe del CRM attraverso attività di
follow up
Attività di valutazione e soggetti coinvolti:
La valutazione dell’andamento del progetto e della sua efficacia viene
effettuata dal tutor familiare che monitora in continuo le attività che vengono
svolte e la loro congruità ai tempi e agli obiettivi. Se rileva margini di
inefficienza o di miglioramento il tutor predispone aggiornamenti al progetto,
alle attività o alle modalità di approccio alle singole attività, e li sottopone alla
discussione negli incontri col network per la loro eventuale adozione
Attività di documentazione prevista e soggetti coinvolti:
Materiale divulgativo e attestati di partecipazione a corsi, congressi,
iniziative formative sono conservati dal tutor e rese disponibili alle famiglie e
ai componenti il network.
I quaderni di gruppo sono conservati dai gruppi e resi disponibili su base
volontaria ad altre famiglie con le medesime problematiche.
Il libretto informativo a supporto dei genitori dei nuovi nati (problematiche
della comunicazione della diagnosi) sarà distribuito agli interessati a cura
dell’Ausl.
La relazione annuale del tutor viene distribuita ai componenti il network.
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SCHEDA DI PROGETTO
relativa al Programma finalizzato alla promozione di diritti e di
opportunità per l'infanzia e l'adolescenza
Titolo del progetto
FACCIAMO I COMPITI DIVERTENDOCI
Responsabile della compilazione della scheda indicare il nominativo del coordinatore
tecnico del progetto
Nominativo:M. GIOVANNA COLA
Recapito telefonico:349/5727648
fax: 0541/389019
e-mail:
Ente responsabile del progetto: indicare la denominazione dell’ente referente della gestione
amministrativa del progetto
ASSOC. DI PROM. SOCIALE "AZZURRO INSIEME"
Ente esecutore del progetto: indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto
tecnico-scientifico del progetto.
Associazione AZZURRO INSIEME
Composizione gruppo tecnico di coordinamento (specificare le qualifiche
professionali e l'ente di appartenenza dei componenti del gruppo tecnico)
Qualifica
Ente
M. GIOVANNA COLA
PRESIDENTE
LUIGI AULIZIO
COLLABORATORE SOCIO
FRANCO VELLA
DIPENDENTE
Connessioni con gli altri interventi del Piano d
i zona (specificare quali sono le connessioni con gli altri progetti del Piano)
DIRITTI E OPPORTUNITA' INFANZIA ADOLESCENZA
PREVENZIONE E RIDUZIONE DEL DISAGIO INTERCULTURA RELAZIONE CON LE FAMIGLIE
Area territoriale interessata e luoghi di realizzazione: indicare il comune o il
quartiere a cui il progetto si rivolge e le sedi in cui viene realizzato.
COMUNE DI RIMINI, Quartieri 1, 3, 6
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Destinatari: indicare:
• se minori la fascia d'età: 0-2 anni; 3-5 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17anni;
• se adulti la categoria considerata: genitori; insegnanti; operatori; comunità locale; altro (specificare).
Indicare infine il numero di destinatari che si intendono raggiungere con il progetto
Tipologia
Minori 0-2 anni
Minori 3-5 anni
Minori 6-10 anni
Minori 11-13 anni
Minori 14-17 anni
Genitori
Insegnanti
Operatori
Comunità locale
Altro (spcificare)
Totale
Di cui
Minori disabili
Minori con provvedimenti del Tribunale
per i minori
Minori con disagio conclamato
Minori stranieri altro (specificare)
Totale soggetti in situazioni
particolari
Presenza sul
territorio di
riferimento
Numero
destinatari
potenziali che si
intendono
raggiungere con
il progetto
10
12
8
40
20
3
25
3
5
15
25
Data di avvio:
15 GIUGNO 2007
Progetto:
di consolidamento di un precedente intervento (spiegare che cosa si va a
consolidare.)
di innovazione e/o sperimentazione (specificare in che cosa consiste l'aspetto
innovativo).
da 5 anni e, precedentemente da 14, l'Associazione svolge interventi estivi ed
annuali sulla popolazione giovanile ed adulta, finalizzata alla prevenzione e
riduzione del disagio sociale, culturale, psicologico.
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Motivazione del progetto: descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità,
le risorse sociali sulle quali poggia il progetto e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati
rilevati.
Si lavora sul piccolo gruppo per favorire la relazione, il tutoraggio psicologico ed
affettivo, la promozione di sè, il coinvolgimento delle famiglie. Vengono attuati
interventi di counseling sia scolastico che psicologico, il tutto in una veste di
spontaneità della relazione e rispetto delle individualità. Assumono importanza
determinante singoli progetti effettuati in funzione delle difficoltà, delle disabilità,
delle necessità di inclusione sociale. In questi anni, in particolare verso i ragazzi
stranieri, l'esperienza vissuta attraverso l'Associazione ha consentito di accelerare
e rendere costruttivo il processo di inclusione sociale. L'Associazione non grava
quanto a costi, proprio per favorire la partecipazione e l'accoglienza a ragazzi e
famiglie che sono appena giunte in Italia e che si trovano in difficoltà socioeconomica.
Obiettivi/risultati attesi: indicare gli obiettivi che il progetto si prefigge di conseguire, ovvero i
risultati delle attività previste dal progetto stesso.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
• i cambiamenti attesi,
- acquisizione di competenze linguistiche e metodo di studio
- senso si appartenenza sociale e culturale attraverso lo scambio di vissuti,
esplorazione del territorio, momenti di condivisione con le famiglie
- inclusione nell'abito di una rete di amicizie e punti di riferimento
- mediazione in caso di difficoltà con la scuola
- superamento del disagio
- attivazione delle risorse possedute
- aiuto in momenti particolari legati al vissuto dei coponenti familiari
Indicatori: gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di
descrivere la situazione che si prefigura in rapporto ai cambiamenti attesi e ai risultati che si intendono
raggiungere. Indicare, quindi, per ogni intervento quelle caratteristiche quantificabili che permettono di
misurare il grado di raggiungimento dell’obiettivo prefissato in rapporto ai risultati attesi. Esempi d'indicatori:
numero dei partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari
dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento,
numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento, esistenza o assenza di determinati
requisiti....
- quanto alle competenze linguistiche i risultati scolastici
- quanto alle competenze sociali, il grado di continuità nella partecipazione
- quanto all'inclusione sociale l'atteggiamento costruttivo piuttosto che di
isolamento/opposizione
- quanto alle dinamiche relazionali il permanere delle amicizie
- la relazione di aiuto alle famiglie ha assunto sia aspetti psicologici che concreti
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Fasi operative:
Modalità di coinvolgimento dei destinatari: indicare come si intendono raggiungere e coinvolgere i
destinatari
Attività previste: descrivere le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto il progetto e
indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere.
Metodologie di lavoro e strumenti previsti: indicare i percorsi e le strategie di lavoro, nonché i mezzi che
si intendono effettuare per realizzare in modo efficace il progetto.
I DESTINATARI sono coinvolti sia attraverso l'informazione pubblica che in
collaborazione con le scuole ed i quartieri,
LE ATTIVITA' PREVISTE, a partire dal 15 giugno fino al 16 settembre dalle 8 alle
16, proseguiranno poi anche nei pomeriggi del periodo scolastico, con cadenza di
3 alla settimana. Come METODOLOGIA DI LAVORO si utilizza l'apprendimento
cooperativo, il metodo di interazione che favorisca l'autonomia, il Feurestein per gli
aspetti cognitivi e modelli integrati per quelli psicologico-relazionali
Costi:
Costi: indicare gli importi attribuiti;
Eventuali altri contributi: indicare la fonte di finanziamento e la quota attribuita.
Costo complessivo: 20.000,00 Euro
Contributo programma finalizzato
Contributo E.L.:si richiedono 12.000,00 Euro
Eventuali altri contributi : -3.000,00 autofinanziamento 500,00 un quartiere
Attività di monitoraggio prevista e soggetti coinvolti: tale attività consiste
nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella
puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di
tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento
stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di
monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano.
A cadenza mensile e comunque in base alle necessità vi saranno incontri di
verifica e consolidamento del progetto. Si chiederà altresì una supervisione.
I risultati verranno monitorati attraverso schede individuali, interviste agli
interessati ed ai familiari, verifiche sui processi scolastici e di socializzazione.
Attività di valutazione e soggetti coinvolti: attraverso tale attività si devono constatare e
rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto
agli obiettivi raggiunti. E' un processo di costruzione di senso, di valore, svolto attraverso attività di ricerca
realizzate nell'ambito di un processo decisionale; è integrata alla progettazione ed implementazione poiché il
suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con
quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i momenti e
le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il
coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme.
L'Associazione intende svolgere la sua attività in rete con le altre esperienze del
territorio e con esse confontarsi durante il percorso dell'attività; a tal fine essa
partecipa alle esperienze di incontro e di progettazione con i vari Enti preposti e
con altre Associazione e Cooperative. La valutazione complessiva del progetto
ha quindi una sua naturale verifica nella realtà territoriale e si avvale altresì della
supervisione di un docente universitario.
129
Attività di documentazione prevista e soggetti coinvolti: tale attività consiste in
una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i
mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del
materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni.
Si intende documentare l'attività attraverso un registro dei partecipanti, un diario giornaliero, la
produzione di materiale documentario (foto, dvd, riprese). Vi è anche il coinvolgimento attivo
dei ragazzi i quali, sotto forma di interviste e domande a figure del loro vissuto, riescono a
produrre ateriale autobiografico e di gruppo molto interessante.
130
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Progetti non finanziati