Piano dell’offerta formativa
2 0 1 1 -2 0 1 3
REVISIONE 2013-14
Delibera del Collegio docenti del 14 GIUGNO 2013, 5 E 20 SETTEMBRE
2013
Adottato dal Consiglio di Istituto con delibera n._28_ del 9 ottobre 2013
SEDE CENTRALE: VIA NAPOLI - NOCERA INFERIORE (SA) - TEL. 0815175999 - FAX 0815170491
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PROFESSIONALE STATALE PER I SERVIZI ENOGASTRONOMICI E DELL'OSPITALITÀ ALBERGHIERA "DOMENICO REA"
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SOMMARIO
Copertina
Pag.1
Delibera di adozione
Pag. 3-5
Il contesto
Pag. 6
Per cominciare …
Pag. 7
Obiettivi formativi
Pag. 7
Lo sfondo psicopedagogico e didattico e le scelte
Pag. 8 - 12
Obiettivi del POF – descrittori
Pag. 13 – 14
Indicatori di qualità
Pag. 15 – 16
Il curricolo obbligatorio di scuola
Pag. 17 - 19
Corso Serale
Pag. 20 – 26
L’extracurricolo
Pag. 27 – 29
Programmazione didattica – criteri ed orientamenti
Pag. 30 – 32
Valutazione e verifica – criteri ed orientamenti
Pag. 33 – 42
Valutazione alunni diversamente abili
Pag. 43 – 46
Piano annuale di inclusività
Pag. 47 – 66
Recupero delle insufficienze e verifiche finali
Pag. 67 –68
Organismi di coordinamento didattico ed organizzativo
Pag. 69 - 71
Organismi di rappresentanza degli studenti
Pag. 72
Informazione ai genitori – criteri ed orientamenti
Pag. 73
Gli alunni – criteri e orientamenti per le relazioni
Pag. 74 –75
Adozione libri di testo
Pag. 76
Formazione del personale
Pag. 77
Accordi –intese- convenzioni –partenariati
Pag. 78
Funzionigramma
Pag. 79
Coordinatori e referenti
Pag. 80-81
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DELIBERA D'ADOZIONE
Il Consiglio di Istituto nella seduta del 4 luglio 2013
Il Consiglio di istituto
-
Presa visione della bozza del testo “indirizzi per l’offerta formativa e l’attività amministrativa e
gestionale” , come allegata al presente verbale;
-
Visto l’art. 3 c.3 del DPR 275/99
-
Dopo ampia discussione
Unanimemente delibera
Indirizzi generali per l’offerta formativa e l’attività amministrativa e gestionale ai sensi e per gli effetti
dell’art. 3 DPR 275/99 - Raccomandazioni del Consiglio di Istituto al Collegio docenti
Il Collegio Docenti nella revisione del piano dell’offerta formativa terrà conto:
1. Indirizzi generali per l’ offerta formativa e l’ attività della scuola
Premessa:
Il Consiglio di Istituto prende atto e condivide il diffuso malessere diffusosi nella Scuola in generale, e nei
professionali in particolare, successivamente all’emanazione del riordino, in ordine alle seguenti
problematiche:
a. Sottovalutazione dell’attività tecnico pratica con riduzione dei tempi settimanali di
esercitazioni laboratoriali
b. Ulteriore e consistente riduzione del personale tecnico e di supporto che procurerà serio
nocumento al regolare ed efficace funzionamento della attività formativa
c. L’assenza del settore formazione professionale della Regione Campania in ordine alla
disciplina del sistema regionale dell’IeFP, fortemente connesso con il ruolo e la funzione
dell’istruzione professionale statale
A tanto,va ulteriormente considerato:
d. La mobilità e la flessibilità del mercato del lavoro che crea nuovi bisogni e nuove figure
professionali
e. i dati connessi alla dispersione scolastica
f. i dati derivanti dagli scrutini finali che segnalano diffuse, gravi, e talvolta irreparabili,
carenze degli studenti nelle discipline di base ( matematica e 1.a lingua straniera) e nelle
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discipline di indirizzo ( scienze degli alimenti e 2.a lingua straniera, alle quali si aggiunge
per le classi 4 e 5 economia aziendale)
g. l’incremento di laboratori (gli ultimi in ordine di tempo: quello linguistico e quello
scientifico)
Tanto evidenziato, questo Organo ritiene che si debba intervenire su questi settori:
a. tempo scuola – tempo degli apprendimenti – tempo dell’insegnamento – tempo necessario :
 Il tempo scuola settimanale va distribuito su cinque giorni, prevedendo anche rientri o
prolungamenti pomeridiani fino alle ore 16.00-16.30 il martedì per il primo biennio e il
giovedì per il secondo biennio: sembrano queste le condizioni organizzative minime per
determinarne la qualità e l’efficacia, unitamente ad un avvicendamento orario dei docenti
rispettoso dell’apprendere e dell’insegnare.
 durata dell’ora di lezione a 60 minuti e solo nei giorni martedì e giovedì una riduzione di 5
minuti per la sesta, settima e ottava ora, in considerazione dell’orario dei mezzi pubblici
 Il monte ore annuo complessivo non può scendere al di sotto,
i. Per le classi dalla 1a alla 4a, a 1056 ore annue (32 ore settimanali x 33 settimane )
ii. Per le classi 5a h. 990 annue (30 ore settimanali x 33 settimane) alle quali
aggiungere le 132 ore annue di alternanza scuola lavoro
 IeFP: intervenire con integrazione del tempo scuola per quei gruppi di studenti che hanno
richiesto di sostenere l’esame di qualifica, come da progetto inviato al settore Formazione
professionale della Regione Campania
b. Curricolo nazionale e curricolo locale –: rafforzare la cultura e la storia locale, quella direttamente
connessa agli aspetti professionalizzanti che va valorizzata per alimentare la memoria di un
passato che “crea” e ispira il presente. Nel definire la percentuale di integrazione si raccomanda di
differenziarne la quota tra le classi del biennio e quelle successive e svilupparne il percorso
verticale.
c. Scuola, territorio, professione:
 attenzione particolare a tessere rapporti con la cultura e le imprese del territorio, per
orientare, accompagnare gli studenti nel mondo del lavoro
 vanno messe al servizio del territorio le esperienze professionali per determinare
opportunità di confronto, di partecipazione, di sviluppo: attività e corsi, lingue straniere,
informatica, cucina, sala, anche destinati ad esterni, possono costituire occasione e
motivo per migliorare l’integrazione della scuola con il territorio;
 è necessario rafforzare e coltivare l’incontro continuo con il mondo del lavoro e
dell’impresa
d. dimensione dell’accoglienza e della cura - rapporto scuola famiglia:
 attenzione particolare da prestare agli studenti del biennio e a quanti sono in svantaggio
e difficoltà
 va curato il rapporto scuola famiglia con apposite iniziative di sostegno, counsuelling, di
partecipazione attiva a specifiche iniziative; comunicazioni scuola –famiglia anche
utilizzando le tecnologie via web
e. Attività di arricchimento e di ampliamento del curricolo:.
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Vanno incrementate le ore del curricolo, con iniziative extra curricolari, intese a:
I.
Integrare l’offerta formativa con iniziative di approfondimento professionale per le classi 3 ^,
finalizzate anche a far acquisire crediti formativi, oltre che per lo specifico percorso IeFP
II. Integrare l’offerta formativa con iniziative di approfondimento a carattere gestionale interno a
carico delle classi quarte e quinte finalizzate anche a far acquisire crediti formativi
III. Integrare l’offerta formativa con iniziative a sostegno degli studenti in situazioni di difficoltà
IV. Integrare l'offerta formativa con la partecipazione ai Campionati Studenteschi per l'attività motoria
e sportiva
V. suddividere il tempo degli apprendimenti/insegnamento in periodi diversi per intensità e durata,
anche in relazione ai debiti formativi.
f. Dimensione professionale e professionalizzante
 Bisogna migliorare ed elevare gli esiti di apprendimento in generale e le competenze
nelle lingue straniere e nella gestione aziendale.
 Le competenze in lingua straniera vanno sottoposte a certificazione esterna
 Vanno preordinate e sostenute esperienze di stage formativi in Italia ed nella Unione
Europea connotate da qualità ed efficacia
 Va promosso un contatto e un incontro continuo con il mondo del lavoro e dell’impresa
 Alternanza scuola-lavoro: incrementare i tempi di alternanza; lasciarla sviluppare sulla
base di specifico progetto del consiglio di classe; lasciala svolgere in tempi e periodi non
coincidenti con le attività curricolari; selezionare le aziende presso cui gli studenti vanno
in stage. Riconsiderare la valutazione conclusiva del percorso.
g. Dimensione della cittadinanza :
 va sostenuto ed accompagnato uno sviluppo del rispetto dei principi e dei valori di
cittadinanza attiva e di cittadinanza europea, anche partecipando a specifici progetti
selezionati sulla base della loro utilità e valore formativo
 va insistito per uno sviluppo qualitativo degli organi di rappresentanza e di autogoverno
degli studenti
 vanno promosse e sostenute iniziative di incontro degli studenti con altre esperienze
Raccomandazioni del Consiglio di Istituto al Dirigente Scolastico
in ordine alle scelte generali di gestione e amministrazione
In ordine alla attività amministrativa e gestionale, il d.s. terrà conto, oltre che degli indirizzi predetti, delle
seguenti
2. scelte generali di gestione e di amministrazione
a.
utilizzare e valorizzare le risorse, professionali e strumentali a disposizione , per assicurare la più
alta qualità del servizio all’utenza;
b. alla luce degli ulteriori tagli, organizzare i servizi amministrativi ed ausiliari in modo funzionale al
tempo scuola soprattutto per supportare efficacemente la didattica e venire incontro alle
esigenze dell’utenza
c.
Rafforzare il servizio di comunicazione e di informazione via internet
d. Avviare attività di negoziazione per offrire e accogliere servizi di qualità.
e.
Assicurare già all’inizio delle attività didattiche la disponibilità di materiali e sussidi richiesti dai
docenti
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IL CONTESTO
La Valle del Sarno costituisce un’area omogenea sia dal punto di vista geografico
che economico: a questa dimensione appartiene il nome tradizionale dell’area
come Agro Nocerino Sarnese.
Sulla superficie complessiva di oltre 173 kmq., abita una popolazione di oltre 277.000 abitanti (al
censimento 2001) con una densità elevata pari a 1567 abitanti per kmq.: questo è già da solo segno di
insediamenti consolidati che hanno trovato nell’acqua e nella particolare qualità dei suoli il loro elemento
di forza. Ne è venuto fuori negli anni una vera e propria filiera del settore agroalimentare, centrata sulla
trasformazione industriale in conserve e derivati e che si sviluppa, a monte, con la presenza di imprese
meccaniche e metal meccaniche per la costruzione di macchine industriali e di a vuoti a banda stagnata.
Gli anni più recenti hanno comunque visto emergere un dato negativo nel settore, determinato dalla
estesa riduzione dell’utilizzo del classico prodotto locale, sostituito da specie diverse o extralocali,
importate da altre aree produttrici. Questo fattore critico si aggiunge ad un’altra caratteristica –
strutturale – del settore, quella di essere costituito in prevalenza da industrie monoprodotto a scarso
valore aggiunto e poco propense all’innovazione.
Questo insieme di elementi, strutturali e contingenti, non poteva non determinare effetti diretti
sull’occupazione: un tasso di occupazione, in quasi tutti i Comuni dell’area, più basso 8di 3-4 punti) di
quello provinciale, ed tasso di disoccupazione molto più alto di quello provinciale (21,50%): solo
Bracigliano (15,29), Castel S.Giorgio (19,18) e Roccapiemonte (19,32) ne sono al di sotto. Ancora più
pesante il dato sulla disoccupazione giovanile: la media provinciale dice del 55,89 % di giovani disoccupati
; se ne distaccano in modo significativo solo Bracigliano (39,25) e Castel San Giorgio (51,81).Negli ultimi
anni si è andata determinando una diffusa crisi economica, per il cui superamento il Governo centrale ha
dato vita alla “Patto Territoriale dell’Agro S.p.A.”, che doveva essere una struttura di eccellenza per la
promozione di un incremento diffuso (verso tutti), generalizzato (in tutti gli aspetti) e continuo (nel
tempo) della qualità della vita caratterizzante la Valle. Ad essa si affiancano diverse azioni atte a puntare
sull'innovazione e la ricerca: la Regione Campania, ha promosso la creazione di Centri Regionali di
Competenza al fine di creare un sistema della ricerca in grado di dialogare con il mondo delle imprese e di
trasferire competenze scientifiche e tecnologiche al settore produttivo campano, e la Stazione
Sperimentale per l'industria delle conserve alimentari di Angri, un ente pubblico economico di ricerca
applicata, sotto la vigilanza del Ministero delle Attività Produttive, con lo scopo specifico di promuovere il
progresso tecnico dell'industria italiana della conservazione degli alimenti.
Da parte sua il “Patto” ha dato vita ad una serie di iniziative atte a valorizzare risorse significative
dell’Agro, anche queste determinatasi a motivo della morfologia del territorio e della sua origine antica :
una guida ricchissima con una sezione dedicata ad ognuno dei Comuni dell’area, con numerose foto, una
mappa del centro cittadino, notizie storiche, informazioni sui luoghi di culto e i monumenti da veder,
preziose indicazioni sulle tipicità locali e sulle principali manifestazioni religiose e folkloristiche, e la
proposta- che è diventata realtà accolta dai Comuni dell’area- di un Parco per il Sarno, con l’obbiettivo
affascinante di riportare il Sarno agli antichi splendori. Un territorio così ricco merita di essere conosciuto
da tutti i suoi cittadini, sia perché esso diventi oggetto di una domanda culturale dalla dimensione
crescente e possa essere volano ad una riqualificazione del territorio.
Ed infatti il recupero di tanti beni di carattere architettonico e storico-culturale può anche costituire
occasione, con la conoscenza dei momenti alti della storia di Nocera e di tutta la Valle, di recupero di
dignità di una terra troppo spesso accostata a fenomeni di criminalità organizzata.
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In questa opera – innanzitutto culturale – la scuola ha una parte decisiva!
PER COMINCIARE...
Il piano dell’offerta formativa di una Scuola, di ogni scuola, se da una lato è chiamato a rappresentarne
l’identità compatibile con il contesto territoriale e con le connotazioni ordinamentali e di indirizzo,
dall’altra ha l’onere di delinearne il “ pensare pedagogico” , quell’ordito educativo che richiama alla
coerenza/congruenza l’impegno formativo di tutti e di ciascuno con le finalità educative , con la funzione
formativa delle discipline, con una visione unitaria e non frammentata della cultura, con una didattica
attenta ai modi di apprendere dei giovani, con un costrutto relazionale positivo e motivante, con un
assetto organizzativo che adegui spazi, tempi, risorse, servizi alla funzione di istruzione, formazione,
orientamento.
Il quadro che ne emerge offre non soltanto paradigmi generali di riferimento. Esso rappresenta infatti lo
sforzo e la sfida da compiere per delineare e determinare possibili connessioni, cessioni, prestiti,
integrazioni formative oggi tanto necessarie e non più rinviabili per poter efficacemente innovare forme,
modelli e modalità di insegnamento/apprendimento, di organizzazione della didattica, di valutazione
degli esiti formativi.
PER NAVIGARE: ANCORAGGI, PORTI E VELE
1. GLI OBIETTIVI FORMATIVI
0.1 La nostra scuola assume integralmente come obiettivi formativi per l’intero quinquennio le
competenze chiavi di cittadinanza come declinate nell’allegato 2 al Documento tecnico che accompagna
il Decreto Ministeriale del 22 agosto 2007.
Inoltre fa proprie le indicazioni di cui all’Allegato 1, sempre dello stesso decreto, relativo ai saperi ed alle
competenze per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione.
A tal fine, i documenti licenziati dai gruppi di lavoro e dai dipartimenti costituiscono elemento di
riferimento per la programmazione degli itinerari di lavoro dei singoli docenti e dei Consigli di classe. Le
programmazioni didattiche e curricolari collegiali dei Consigli di classe del 1° biennio,perciò,
svilupperanno – nel conteso dell’autonomia didattica di ciascun docente – in maniera integrata, organica
e concreta gli obiettivi formativi ed i coordinamento tra conoscenze ed abilità, come definite nel citato
documento.
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2. LO SFONDO PSICOPEDAGOGICO E
DIDATTICO
LE SCELTE
0.2 LE IDEE DEL PROGETTO -
LE SCELTE EDUCATIVE DI FONDO
0.2a - il sistema formativo
in cui sono immersi gli studenti si caratterizza per la fitta e articolata rete di presenze e di relazioni che
coinvolgono le famiglie, la scuola, la parrocchia, il gruppo di pari, l'organizzazione sportiva, le associazioni,
la piazza, la multimedialità, la televisione, il pub... Un sistema formativo,tuttavia, sempre più sfilacciato
che subisce costantemente la concorrenza del sub sistema massmediologico sempre più interferente con
l’universo dei riferimenti valoriali e comportamentali.
D’altra parte, il puntuale ricorrere alla Scuola nella sempre più ampia delega formativa non trova riscontro
in un riconoscimento sociale adeguato che ancor più non comprende né condivide i riti e le forme
attraverso cui la scuola riesce( quanto riesce) a intervenire.
Siamo anche convinti che l’impegno della scuola possa e debba essere meglio orientato,organizzato e
condotto non solo, o non tanto, per qualificare efficacemente l’azione intesa a far utilizzare e rielaborare
il precedente percorso scolastico degli studenti, a valorizzarne e sostenerne la progressiva autonomia ed
indipendenza , la sua esperienza extrascolastica sempre più densa di incontri, emozioni e scelte per
accompagnarlo e guidarlo verso competenze solide, integrate e capaci di evolversi ulteriormente.
Il progetto della scuola deve condurre gli studenti a riprovare la passione e l’emozione per la conoscenza;
deve aiutare gli studenti a riconoscere e gustare le emozioni ed sentimenti, nell’apprendere come nelle
relazioni; deve restituire agli studenti il senso delle regole e della passione civile, le cui radici sono nei
principi etico-sociali che alimentano ogni vivere civile.
In concreto, riteniamo che ogni giovane vada aiutato - auspicabilmente fin da subito -a costruirsi un
"pieno" di affetti, di buone relazioni, di interessi forti, di passioni e di valori civili e morali in modo tale
che, ove capitasse l'occasione per essere "deviante", non trovi il "vuoto". Su questo scenario la Scuola
deve spendersi,ove possibile, anche al di là dell'ambito delle proprie competenze e compiti.
0.2b – qualche idea su chi è una persona è per noi
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Per noi persona è il soggetto dotato di una identità-singolarità-unicità che ne fa l’essere unico, irripetibile,
unitario e in cui agiscono in maniera originale, sinergica, non isolabile la dimensione cognitiva, emotivoaffettiva, fisio-psichica, volitiva, spirituale. Tutte le persone, ogni persona dovrà essere soggetto ed
oggetto di specifica attenzione perché
 possa trovarsi ed inserirsi (sia aiutato ad inserirsi) in un contesto di relazioni umane affettivamente
pregnanti ed adeguate all'età ed ai bisogni;
 possa fare incontri significativi con la cultura ed i suoi strumenti;
 venga rispettato il suo sentire ed accompagnato adeguatamente e singolarmente il suo sviluppo
individuale, riconoscendogli il diritto alla diversità;
 gli vengano riconosciuti e apprezzati adeguatamente i progressi compiuti.
0.2c - come pensiamo si apprende e il modello didattico che pensiamo di attuare
A scuola si va per imparare a capire, per essere aiutati a "partecipare in maniera sempre più consapevole
alla cultura e alla vita sociale ... " Naturalmente ciò è possibile garantirlo in tantissimi modi. La storia della
scuola e dell'insegnamento sono ricchissime di esempi di azioni formative, talvolta estreme, da quelle
caratterizzate da forme accentuate di spontaneismo ad altre rigorosamente attente a trasmettere cultura
e comportamenti. Ci interessa,invece, un’idea di apprendimento sostenuta dalla ricerca scientifica e
psicopedagogica piuttosto che da posizioni ideologiche.
Pensiamo che l'apprendere ed il capire consistano sostanzialmente:
apprendere è ogni esperienza che lascia in noi delle tracce che si orientano, si approfondiscono
e si articolano sempre più ad ogni ripetizione dell’esperienza, magari differenziandosi e lasciando
emergere altri elementi che risultano essere "novità". lnsomma, le esperienze formano e rafforzano
nella mente uno schema generale, uno "script", un copione nel quale si inseriscono, si integrano le
novità che, a loro volta, si costituiscono,in tanti casi, come "esperienze primordiali" da articolare ed
approfondire, orientare.
Naturalmente queste "esperienze" di apprendimento possono essere occasionali, spontanee, a carattere
intenzionale.
La scuola si spende prevalentemente su quest'ultimo piano, proponendo esperienze che vanno sotto il
nome di attività di apprendimento: ascoltare una spiegazione, stilare un menù dietetico con relativa
tabella calorica e calcolo dei costi; analizzare e commentare un testo poetico, di prosa, una relazione
tecnica; chiedere perché avviene quel fenomeno,provare a “farlo riavvenire”, osservarne l’evoluzione,
ipotizzare una spiegazione, generalizzarne la “legge” “ il principio”; risolvere un problema algebrico,
calcolare e disegnare una parabola, predisporre una fattura; prestare attenzione ad un compagno
disabile; conoscere, comprendere il significato di alcune regole di comportamento, saperne dare la
motivazione, viverle ed applicarle e quant'altro...
Capire, invece, consiste principalmente in un percorso... cognitivo cosiddetto a spirale, che connette
in un circolo virtuoso l' esperienza pregressa dello studente, la curiosità emozionata di fronte ad una
questione “già nota”, ma nel contempo “nuova”, il desiderio di venirne a capo, la necessità di
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"parlarne", l'elaborazione di un modello interpretativo,magari non convenzionale appartenente alla
sua esperienza.Dunque, un percorso cognitivo-emozionale in grado di condurre lo studente a
confrontare il suo sapere con il modello disciplinare codificato e a riorganizzare la conoscenza.
La scuola si spende prevalentemente a far capire: usa cioè strumenti come le discipline/le materie per
tutelare e valorizzare il senso del crescere di ciascuno, vale a dire cominciare e/o continuare a provare
gioia e stupore di fronte a qualcosa che prima non sapeva o non sapeva fare e faceva in modo improprio o
imperfetto; a provare soddisfazione ed autostima di fronte a un progetto che riesce a realizzare, di fronte
ad un problema che è riuscito a risolvere, ad una spiegazione che riesce a darsi da se stesso…
Insomma, un processo di arricchimento cognitivo che non può non avvenire che in un contesto
connotato, anche affettivamente, da momenti "forti", gratificanti , emotivamente pregnanti; come da
momenti "deboli" o “difficili”, dal punto di vista della riuscita,della comprensione, dell'interesse,
dell'impegno, dell'affettività. Noi riteniamo che questi "momenti" vadano tradotti nella scuola in una serie
di opportunità, di incontri – non necessariamente preordinati - che interpellano primariamente il docente
- anche nella dimensione organizzativa della didattica oltre che nella didattica stessa - mobilitandolo a
coordinare strategie metodologiche e strumenti operativi per determinare il miglior contesto di
apprendimento e di tutorato cognitivo.
0.2d – un’ idea sull'impianto disciplinare- qualche contromisura
L'apprendere ed il capire , come illustrato in precedenza, non avrebbero la possibilità di mettersi in corsa
se ogni volta che ci si rapporta con il mondo, per coglierne e comprenderne qualche aspetto, non si
stabilisse da quale punto di vista guardare. In ogni disciplina o sistema simbolico è possibile distinguere
tre livelli che si succedono e si integrano reciprocamente:
il primo inerisce i tanti modi di guardare, di mettere in forma il mondo, lo stile simbolico/concettuale
di quella disciplina, insomma come viene rappresentato e "raccontato " il mondo e le cose, senza
alcuna frammentazione, distinzione…disciplinare
il secondo riguarda le strutture concettuali disciplinari, vale a dire i nodi fondanti, le regole che ne
presidiano la rappresentazione( la grammatica e la sintassi di ciascuna disciplina), le informazioni, le
tecniche e le procedure ;
il terzo attiene alle teorie esplicative con il loro sviluppo storico;alla “filosofia” disciplinare;alla
singolarità-specificità proprie di ciascuna disciplina.
Se il primo livello, più vicino all’approccio pre-disciplinare della scuola dell’infanzia e della scuola primaria,
il secondo ed il terzo livello interpellano direttamente la scuola secondaria che dovrà preoccuparsi di
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innestare, su quel sedimento originario sia pure essenziale , le strutture concettuali e i pacchetti
informativi più importanti.
Dunque, se la scuola dell’infanzia e primaria aiuteranno gli scolari a guardare il mondo da diversi punti di
vista, senza grossi affanni sulla quantità di nozioni da apprendere e sulle “appartenenze” disciplinari per
non procurarne disorientamento e scissione, siamo consapevoli che la scuola secondaria, in particolare di
secondo grado, debba invece preoccuparsi - nel contesto di una distinzione disciplinare che, purtroppo, si
è fatta irragionevolmente spinta e frammentata - di approfondire, rafforzare ed ampliare conoscenze ed
abilità.
Dunque, i sistemi simbolico culturali, le discipline o materie che si voglia dire, si costituiscono come
strumenti da utilizzare in funzione dell'apprendimento. Essi non sono soltanto contenitori rigidi di
nozioni, ma campi organizzati del sapere, rappresentazioni semplificate ed artificiali del dominio
disciplinare che, pur nella loro specificità ed autonomia epistemologica, scontano una sostanziale
reciproca interdipendenza , un comune, fondamentale assetto formale: concetti di base , regole e
forme espressive e principi metodologici , modalità e procedure di indagine.
I docenti, cui è richiesto il sicuro possesso della struttura disciplinare e dell’approccio metodologico,
devono poter "accompagnare " gli studenti a "viaggiare" progressivamente tra le discipline veri e propri
"teatri cognitivi”, ciascuno con il proprio integrato ruolo, per coglierne le specificità e, nel contempo, i
rimandi, gli intrecci, gli echi che si riverberano tra un teatro e l'altro.
Deve essere chiaro che più si distingue, si frammenta, si sovrappone tanto più complessa, frammentata,
disomogenea sarà l’attività di insegnamento e di apprendimento.
Evidentemente, si dovrà insegnare ciò che serve per imparare ad apprendere anche autonomamente.
Questa è la grande sfida cui è chiamata la scuola tutta, quella secondaria in particolare ed è la
prospettiva che dobbiamo impegnarci costantemente ad assumere anche in sede progettazione per
assi, nel ruolo da affidare ai dipartimenti disciplinari (da non confinare più in zone burocraticoamministrative), nella redazione del curricolo verticale di scuola, nella programmazione didattica.
0.2e – la nostra idea di organizzazione
Quanto precedentemente detto non avrebbe gambe se non trovasse concreta attuazione in un coerente
ed efficace modello organizzativo da costruire e realizzare in progress, con riguardo anche alla complessa
articolazione dell’indirizzo scolastico. L'organizzazione, pertanto, va considerata come un aspetto non
residuale nè secondario della didattica.
L'uso degli spazi e dei laboratori, l'articolazione dei tempi, l'impiego efficace delle risorse professionali,
strumentali, territoriali - vanno pensati in costante rapporto, di coerenza funzionale, con i principi
pedagogici e metodologici assunti, con gli obiettivi formativi individuati. Si apprende poco e male se
spazi, organizzati e non, e tempi non vengono piegati alle esigenze dell’apprendimento, ai bisogni
formativi degli studenti, operando,ove occorra, anche il ribaltamento del rapporto teoria-pratica. Il
fare ed il riflettere sul fare rendono concreta l’interdipendenza tra pensiero ed azione, facendo
pensare… le mani (per dirla con la Montessori) reclamando la riflessione dopo aver fatto.
0.2f – l’idea che ci siamo fatti della programmazione Non v'è dubbio che la programmazione, anche alla
luce delle numerose considerazioni critiche ed ai ripensamenti su di essa, sia lo strumento - ormai
saldamente radicato – che gli insegnanti usano per trovare sicurezze circa il percorso da svolgere per
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sentirsi affrancati dall'improvvisazione. Tuttavia, la sua funzione, prevalentemente orientata alla
sistematicità disciplinare indugia troppo sui contenuti, poco sui “prodotti”, trascurando di considerare i
molteplici processi che si attivano nella relazione educativa, quelli che vanno attivati per migliorarne la
qualità, le relazioni tra discipline, la centralità del fare . Infatti, non si può trascurare che quando si fa
costruzione della conoscenza la programmazione è soltanto uno degli elementi che interagiscono nel
processo didattico.
Dunque, la programmazione non va impiegata per distribuire conoscenze, ma per delineare, tracciati,
percorsi, mappe di lavoro - tra loro integrati e correlati anche in termini di spazio e tempo – senza
ignorare le competenze e conoscenze che un alunno, nell'età considerata, possiede/dovrebbe
possedere.
Il nostro "modello" in costruzione va a caratterizzarsi come:
a) itinerario da percorrere in senso circolare . (allontanamenti e costanti ritorni)
b) itinerario aperto, da regolare costantemente nel Consiglio di Classe attraverso i momenti della verifica
dei prodotti e dei processi di insegnamento - apprendimento
c) itinerario che preveda apprendimenti di cose da sapere e da saper fare tra loro interdipendenti
d) itinerario che sia attento alle condizioni in cui avvengono le esperienze ed ai processi che si attivano
e) itinerario pluridisciplinare collegabile verticalmente ed orizzontalmente e che si lasci orientare anche
dalle esperienze da condurre/condotte.
0.2g – l’ idea che abbiamo di valutazione
La nostra idea di valutazione chiaramente si sostanzia per la sua funzione ricognitivo/certificativa dei
punti di partenza e di arrivo e per quella formativo/regolativa attenta ai processi attivati, alla dimensione
meta-cognitiva dell'apprendimento, all'insegnamento.
Le cose di fatto non stanno poi così. Nella pratica didattica sembra prevalere l'atteggiamento di verificare
in prevalenza le prestazioni connesse sapere ed il saper fare.
l'impegno sarà quello che i progressi, le difficoltà, le carenze, i processi relativi possano essere
adeguatamente rievocati, riesaminati, analizzati, ricostruiti, socializzati per orientare, sostenere,
guidare la valutazione - sia in senso sommativo che formativo/regolativa – oltre che naturalmente
l’attività di insegnamento
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3. OBIETTIVI DEL POF
I DESCRITTORI
Obiettivo 3.a
Migliorare le condizioni delle relazioni educative,la qualità del servizio
1. curare le relazioni educative e professionali perche si determini un clima socialmente
positivo,orientato al confronto,alla collaborazione,alla condivisione ed integrazione delle
responsabilità,al benessere,alla reciprocità ;
2. coinvolgere i genitori e gli studenti nell’assunzione di responsabilità, nella consapevole definizione
e sottoscrizione del Patto Educativo Corresponsabilità, nel costruire forme di collaborazione e di
partecipazione attiva;
3. coordinare,anche con figure specifiche,l’intero quadro progettuale ed organizzativo,favorendo la
continuità orizzontale e verticale;
4. sviluppare,nel contesto del curricolo obbligatorio, l’integrazione tra quello nazionale e locale;
5. integrare e migliorare la dotazione dei sussidi :librari, tecnologici, didattici;
6. migliorare l’attività di ampliamento ed arricchimento dell’offerta formativa,sia curricolare che
extracurricolare ;
7. potenziare ed ampliare l’articolazione accoglienza ed ospitalità
8. stipulare accordi,intese,convenzioni che rafforzino,qualifichino,orientino l’attività di
collaborazione e di integrazione formativa con altre Istituzioni,Enti ,sia pubblici che privati,purché
le loro finalità non siano in contrasto con l’opera formativa della Scuola.
Obiettivo 3.b
Curare le situazioni di apprendimento, ivi comprese quelle che manifestano disagi e difficoltà, quelle di
alternanza scuola-lavoro e di approfondimento professionale.
1. organizzare contesti di apprendimento significativi e motivanti, che privilegino una didattica che
adotti :

l’approccio problematico ;

la dimensione attiva e cooperativa dell’apprendimento;

modalità e strumenti per far conseguire agli studenti una graduale autonomia cognitiva e di
studio

la tendenza a rendere consapevoli gli alunni dei risultati attesi ;
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2. utilizzare ogni spazio disponibile utilizzabile per esperienze attive e laboratoriali;
3. organizzare percorsi di apprendimento che siano attenti agli stili ed ai tempi di apprendimento degli
alunni: la lentezza nella didattica sia una costante di riferimento ;
4. aggregare le discipline in quattro aree/assi , non trascurando di cogliere e realizzare possibili
collegamenti e rapporti tra discipline aprendosi a
cessioni ed appropriazioni
di
concetti,contenuti,procedure tra una disciplina e l’altra;
5. curare la dimensione transnazionale della formazione: stage e scambi con paesi dell’Unione europea
Obiettivo 3.c
Impiegare le risorse professionali in maniera efficace e funzionale ai bisogni formativi
1. utilizzare le risorse interne - i loro tempi di lavoro (ore di completamento, ore a disposizione,
disponibilità ad impegni aggiuntivi – e gli esperti esterni ( di documentata e verificabile competenze
ed esperienze nel campo culturale e professionale) per l’efficace conseguimento degli obiettivi
formativi e la realizzazione delle attività previste nel POF.
2. nteragire e collaborare con le risorse presenti sul territorio ,insaturando rapporti di cooperazione e
di collaborazione;
Obiettivo 3,d
Sviluppare e migliorare costantemente il curricolo di scuola, a partire dalle classi del 1° biennio
1.
costruire il curricolo di competenze e conoscenze della scuola per orientare l’attività di
programmazione,verifica e valutazione degli alunni, a cominciare dal 1° biennio;
2.
migliorare il modello di programmazione didattica selezionando moduli didattici specifici ,comuni e
trasversali a una o più discipline;
3.
migliorare gli strumenti di documentazione e di rilevazione in uso,rendendoli sempre disponibili per
la consultazione ai genitori degli alunni,per quelle parti a cui direttamente sono interessati;
4.
sottoporre e condividere ai/con i genitori degli alunni il Patto Educativo Corresponsabilità
informandoli in itinere sui processi di sviluppo e di apprendimento,sugli eventuali e necessari
percorsi di recupero.
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4.INDICATORI DI QUALITÀ DEL POF
4.a – dimensione dell’ educativo
4.a1 relazionalità – interpersonalità: si fa riferimento alle
caratteristiche della relazione e agli stili educativi degli
insegnanti ed in particolare: al livello di disponibilità, di
ascolto, di protezione, di aiuto, di incoraggiamento, di
tutorato
dell’insegnante verso l’alunno, evitando
impostazioni esclusivamente impositive quanto permissive.
4.b – dimensione del progetto didattico
4.b1 essenzialità: si fa riferimento alla gestione equilibrata e distesa dei tempi nella giornata e settimana
scolastica:
- alla necessità di alleggerire il carico cognitivo degli studenti, cioè all’impiego di qualsiasi tecnica e
strumentazione che possa rendere attivo e partecipativo l’apprendimento. Insomma, una didattica lenta
per recuperare la connessione positiva che esiste tra lentezza e memoria (il grado di lentezza è
direttamente proporzionale all’intensità della memoria- Kundera,la lentezza), tratto distintivo di una
personalizzazione dei processi di costruzione delle conoscenze e dei saperi scolastici e che dà modo a
ognuno di riconoscersi nel cammino che sta compiendo;
- alla necessità di alternare momenti intensi di impegno a momenti di cura, all’ascolto, al dialogo, alle
conversazioni, insomma ai “tempi deboli” che rivestono un ruolo formativo di grande rilievo e diventano
tonificanti per la tenuta psicofisica;
- alla capacità di attenzione ai differenti stili e tempi di apprendimento degli alunni, alla eterogeneità dei
bisogni, ai diversi tipi di intelligenza per poi favorire percorsi di apprendimento differenziati, per attivare
tempestivamente forme di recupero come percorsi di eccellenza ed efficaci stili di insegnamento
4.c – dimensione organizzativa
4.c1 flessibilità: si fa riferimento alle capacità gestionali ed organizzative dei docenti da coordinare nel
Consiglio di classe e nella quotidianità della classe, con riguardo all’uso degli spazi,
all’integrazione/collegamento dei percorsi di lavoro, all’uso dei tempi e dei laboratori
4.c2 adeguato e pieno impiego delle risorse: si fa riferimento all’impiego delle risorse professionali e di
supporto sia nella dimensione temporale ( es. co-presenze) che nella loro efficace articolazione ed uso;
alle risorse tecniche e professionali (le persone giuste al posto giusto); alle risorse strumentali nella loro
efficacia, assiduità, pertinenza, integrazione.
4.c3 condizioni ambientali: si fa riferimento alle condizioni di vivibilità degli ambienti ma anche alla loro
articolazione, funzionale all’apprendimento, allo scambio, alla reciprocità relazionale, alla cooperazione,
alla dimensione transazionale.
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4.c4 clima organizzativo: si fa riferimento ai rapporti professionali all’interno del Consiglio di classe, alla
condivisione di regole, alla flessibilità nell’uso degli spazi, dei tempi, delle relazioni,ai collegamenti
disciplinari, alla tempestività degli interventi.
4.d – dimensione tecnico/gestionale
4.d1 correttezza, celerità, trasparenza dei procedimenti tecnico – amministrativi: si fa riferimento alla
formazione degli atti, alla loro pubblicità, alla tempestività con cui gli atti stessi sono resi disponibili per
l’utenza;al rispetto dei tempi e delle scadenze in ordine al settore amministrativo e contabile.
4e – livello economico/gestionale
4.e1 correttezza, trasparenza: rispetto dei principi fondamentali dell’azione amministrativa
4.e2 finanziamenti esterni: si fa riferimento all’azione di coinvolgimento nel miglioramento del servizio
scolastico di agenzie, imprese, enti che, senza alcun lucro, sostengono ed incentivano con risorse
finanziarie, disponibilità di competenze, l'impegno della scuola.
4f – livello dell’immagine
4.f1credibilità, fiducia: si fa riferimento all’apprezzamento che la scuola riceve dall’utenza e dalle
istituzioni, dal grado e dall’intensità con cui ci si rivolge alla scuola per essere consigliati, orientati, per
richiedere interventi e collaborazione.
4.f2 passaggio delle informazioni: si fa riferimento alla cura del sito web,alle altre variabili informative
utilizzate, alla tempestività delle informazioni pubblicate, come e quanto vengono conosciute,alla
chiarezza ed efficacia delle iniziative e degli impegni della scuola.
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5. IL CURRICOLO OBBLIGATORIO
DI SCUOLA
5.a Il curricolo della nostra Scuola, a mente
dell’art. 8 del DPR 275/99 che regolamenta
nello specifico, è così articolato:
 Nodi fondanti di ciascuna disciplina,
sviluppati in senso verticale(dalla 1.a alla 5.a classe). Il lavoro è stato curato dai singoli
dipartimenti disciplinari ed è aperto ad attività di manutenzione in progress a cura degli stessi.
 Percorsi formativi del 1° e del 2° biennio di istruzione obbligatoria sviluppati per aree disciplinari e
declinati per conoscenze/abilità e competenze.
Questi due documenti sono parte integrante del POF nella forma di allegato e sono strumenti di
lavoro dei Dipartimenti e dei Consigli di classe.
 Le programmazioni didattico-educative trimestrali dei Consigli di classe predisposte in forma di
tabella a doppia entrata che sono assunte in forma di allegato ai rispettivi verbali dei Consigli di
classe.
Il curricolo è sottoposto a costante costruzione e manutenzione ed è affidata dal Collegio dei docenti ad
un gruppo di lavoro così composto:
 Responsabili dei dipartimenti disciplinari
 Coordinatori di classe
Il gruppo al suo interno può articolarsi per biennio e per triennio.
5.b Il curricolo della scuola viene arricchito altresì dai seguenti progetti:
1. Progetti di potenziamento attività professionalizzanti, con simulazioni aziendali (serate a tema
con apertura al territorio, sviluppo di itinerari turistici, anche a servizio del territorio).Ed ancora
brevi ed intensi stage in aziende convenzionate, seminari tenuti da esperti di particolare
competenza ed esperienza. In allegato il format progettuale che ciascun Consiglio di classe
definirà negli aspetti organizzativi.
2. Attività di potenziamento per le classi 3^ IeFP: simulazioni aziendali, stage, visite aziendali,
potenziamento di percorsi curricolari in ore aggiuntive. Si fa riferimento al progetto inviato alla
Regione Campania settore istruzione e formazione professionale.
3. Iniziative dei consigli di Classe relativamente alle attività del progetto Cittadinanza e Costituzione
come ad esempio: Celebrazione della giornata della memoria e del ricordo; visite guidate a
Istituzioni e a Testimonianze: Si fa riferimento al piano di lavoro della funzione strumentale
specifica.
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4. Pollice verde: potenziamento dell’offerta formativa , simulazioni aziendali interne ed esterne
curate da docenti per e con gli studenti diversamente abili delle classi 3^-4^5^
5. Piano delle attività alternative all’IRC (come da allegato)
6. Servizi esterni commissionati da Enti ed Istituzioni, a cura delle classi del triennio
7. Alternanza scuola-lavoro per le classi 3^ 4^ e 5^. Con il DPR 87/2010 sono mutate le condizioni ed
i contenuti dei percorsi surrogatori. Gli stessi sono ricondotti ad ordinamento ed in questo quadro
la scuola sarà impegnata a:
a. Potenziare i percorsi di alternanza da 66 ore a 132 ore annue per le classi 3^ 5^ e 4^
b. Predisporre una progettazione che preveda interventi di orientamento, anche a cura di
esperti, interni ed esterni, su tematiche di approfondimento professionale. il progetto è
allegato
5.c Il curricolo di scuola viene integrato ed arricchito dalle seguenti educazioni che interpellano
ciascuna area disciplinare.
Cittadinanza e Costituzione di cui al recente Decreto del Ministro dell’istruzione. Il percorso si innesta sul
progetto di educazione al bene comune, avviato nei precedenti anni scolastici . La definizione del
percorso, sulla base di Linee guida concordate, è a carico di ciascun Consiglio di classe.
Educazione alla salute/alimentare
Nella nostra società si manifestano nuove forme di disagio e di malessere che spesso conducono i più
giovani ad assumere atteggiamenti,comportamenti ed abitudini che producono gravi danni alla propria
salute,fisica e psichica.
La scuola, che ne ha colto tutta la rilevanza,si muove su due direttrici fondamentali ,intese a promuove il
bene-essere degli alunni e a valorizzarne i “talenti” : acquisire una positiva identità personale e abitudini
corrette ,sia dal punto di vista alimentare che igienico sanitario. Un docente referente per tale settore ne
assumerà il coordinamento ed il carico progettuale ed organizzativo, con priorità all’implementazione nel
curricolo obbligatorio di Scienze degli alimenti e Laboratori di cucina e sala.
Educazione ambientale
Gli alunni, soprattutto attraverso i percorsi del Curricolo Locale si fanno esploratori della storia,delle
cultura del proprio paese,delle caratteristiche fisico-geografiche,economiche dei luoghi in cui vivono. Chi
sa e conosce matura atteggiamenti e comportamenti maturi , responsabili e rispettosi nei confronti non
solo del suo ambiente di vita.
Educazione stradale
L’acquisizione di comportamenti corretti e responsabili e la conoscenza delle fondamentali norme del
Codice della strada sono gli obiettivi primari .Un cittadino è tale se prende consapevolezza
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dell’importanza di regolare la vita associata ,di conoscerne norme e regole e ,soprattutto,di rispettarle a
cominciare dalla più giovane età.
Educazione alla sicurezza
La formazione e la diffusione tra i ragazzi di una aperta e corretta coscienza di Protezione civile –attenta
alla propria ed alla altrui sicurezza – è l’obiettivo fondamentale di questo percorso formativo. Anche le
recenti novità introdotte dal D.l.gvo 81/2008 orientano per attività intese a fornire corrette informazioni
su come fronteggiare situazioni di emergenza e su come evitare i rischi per la propria e l’altrui sicurezza.
Sono previste esercitazioni specifiche ed interventi delle Organizzazioni preposte alla Protezione Civile. In
tale contesto andrà individuata la figura del Coordinatore dell’emergenza e dei Preposti.
Progetto “una biblioteca per ogni classe”
L’emergenza formativa di avvicinare gli studenti alla lettura ed alla comprensione, alla riflessione critica
non può essere risolta con i libri di testo. L’avvicinamento e l’incontro con autori, con bibliotecari e con
libri costituirà l’occasione per accompagnare gli studenti a nutrire curiosità e passioni, e a “calcare le
scene polverose delle biblioteche” In allegato il progetto, che fa capo all’esperienza di “amico libro”
promossa del MIUR.
Progetto “segnali 3” percorsi di prevenzione dalle dipendenze, in rete con le Scuole Secondarie di 2°
grado “ Liceo Scientifico Sensale”, le Scuole medie “ De Lorenzo- Solimena” e “Genovesi”, e con i
seguenti Enti : Comune di Nocera Inferiore, Comando territoriale dei CC, La tenda, Sert ASL SA!
I percorsi formativi predetti costituiscono integrazione ed arricchimento del curricolo obbligatorio a
cura dei Consigli di Classe.
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6. CORSO SERALE
AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
1. ASPETTI GENERALI
I corsi serali ideati per rispondere alle esigenze di un utente adulto che intende rientrare nel sistema
formativo, prevedono percorsi didattici flessibili, che li differenziano sensibilmente dai corsi previsti per
l'utenza diurna. Le loro peculiarità si possono individuare in questi cinque punti fondamentali:
- riconoscimento di crediti formali, professionali e personali;
- uso di metodologie didattiche specifiche per gli adulti;
- impianto modulare dell'attività didattica;
- flessibilità dei percorsi formativi.
1.2. CHI PUO’ ISCRIVERSI

lavoratori maggiorenni;

persone maggiorenni non inserite in attività lavorative che siano uscite dai percorsi scolastici dopo
la scuola media;

persone maggiorenni allontanate dalla scuola superiore prima di terminare il percorso scolastico
che si erano inizialmente prefissato;

persone che, in possesso di diploma o qualifica di scuola professionale, vogliano riconvertirlo in
altre specializzazioni equipollenti;

persone maggiorenni che vivono situazioni familiari che non gli permettono la frequenza diurna
delle lezioni;

persone maggiorenni iscritte al Centro per l'impiego che vogliano acquisire una formazione
professionale idonea a inserirsi nel mondo del lavoro seguendo le richieste del territorio;

persone maggiorenni inserite nel mondo del lavoro con contratti a tempo determinato che
intendano integrare il proprio ruolo lavorativo con una formazione professionale idonea a facilitare
la futura ricerca di attività lavorative.
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1.3. ORARIO SETTIMANALE
Il carico orario delle classi attivate è di 28 ore, invece delle 32 delle classi dei corsi diurni.
L'attività didattica si svolge dal lunedì al venerdì a partire dalle ore 15.30 fino alle ore 21.30.
ORARIO SETTIMANALE CLASSI CORSO SERALE
Tra parentesi le ore nelle quali è prevista la compresenza del docente teorico e tecnico-pratico.
AREA COMUNE
CL. 1
CL 2
A050 ITALIANO
3
3
3
A050 STORIA
1
1
1
A019 DIRITTO Ec.
2
A346 INGLESE
3
3
A047 MATEMATICA
3
3
3
3
A060 BIOLOGIA
2
TOTALE ORE
14
10
10
CL 1
CL.2
AREA INDIRIZZO
A049 FISICA
CL. 3 CUC
CL.3 SALA
CL.3 CUC
CL. 4^
CL.3 SALA
1
A060CHIMICA
1
A246 FRANCESE
2
3
3
C500 LAB.CUCINA
3(+3)
9
0
6
C510 LAB.SALA
3(+3)
0
9
3
C520 LAB RICEVIM.
2
A057 SC. CULT ALIM
2
A017 DIRITTO TECN GESTIONE
TOTALE ORE
13
RIEPILOGO ORE
2
2(+1)
3
3
17
17
1°BIENNIO
2° BIENNIO
AREA COMUNE
14
10
AREA INDIRIZZO
13
17
TOTALE ORE SETTIMANALI
27
27
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2. RICONOSCIMENTO CREDITI
Il riconoscimento di crediti permette di abbreviare, talvolta in modo significativo, l'intero ciclo di studi. Il
Consiglio di Classe è l'organo collegiale che delibera l'eventuale riconoscimento dei crediti, in base alla
tabella valutativa deliberata dal Collegio dei Docenti. I crediti costituiscono il riconoscimento di
competenze già possedute dallo studente, acquisite in seguito a
- studi compiuti e certificati da titoli conseguiti in istituti statali, o legalmente riconosciuti, nonché
certificazioni europee (crediti formali);
- esperienze maturate in ambito lavorativo, o in percorsi della formazione professionale, o in studi
personali coerenti con le competenze previste dalla programmazione modulare (crediti professionali o
personali).
2.1 RICONOSCIMENTO CREDITI FORMALI
La prassi individuata per la richiesta del riconoscimento dei crediti formali e della loro determinazione è la
seguente:
- alla domanda di credito formale deve essere allegata idonea certificazione;
- possono essere riconosciuti solamente i crediti formali derivanti da studi compiuti, e certificati, presso
istituti statali o legalmente riconosciuti;
- le certificazioni europee e regionali sono riconosciute come credito formale nella disciplina di
riferimento per i livelli attestati.
Nel caso dei crediti formali, il riconoscimento viene formalizzato dal Consiglio di Classe sulla base della
documentazione presentata dallo studente. Le domande di riconoscimento dei crediti formali vanno
presentate in segreteria, a cura dello studente, tenuto conto di quanto previsto dal Curricolo di Scuola.
2.2. RICONOSCIMENTO CREDITI PROFESSIONALI E PERSONALI
La prassi individuata per l'accertamento di competenze acquisite con studi compatibili o in ambito
lavorativo ai fini che esse costituiscano credito capitalizzabile è la seguente:
A seguito di richiesta, al Consiglio di Classe spetta la verifica di accertamento ed il riconoscimento delle
competenze. Le modalità di verifica oltre che la documentazione prodotta, si esplicano su deliberazione
del Consiglio sottoponendo il candidato ad una o più prove, tenuto conto di quanto previsto dal Curricolo
di Scuola.
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Linee GUIDA PER IL RICONOSCIMENTO E LA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI
Con il fine di tutelare il diritto della persona a capitalizzare e spendere le proprie acquisizioni professionali
è necessario far corrispondere a quel diritto l’obbligo per il sistema di istruzione di effettuare scelte
compatibili con quelle adottate dagli altri sistemi.
Questo rapporto tra diritti tutelati e obblighi che ne conseguono si realizza anche attraverso una serie di
azioni:
• la valorizzazione dei nuovi principi di occupabilità e adattabilità dei lavoratori (processo di Lussemburgo)
ripresi nei recenti 23 orientamenti integrati comunitari;
• la valorizzazione dei dispositivi di registrazione che consentano la capitalizzazione degli apprendimenti
finalizzata alla spendibilità verso il sistema formativo/educativo e verso il sistema lavoro e il loro
trasferimento tra livelli istituzionali – regionale, nazionale, transnazionale – diversi;
• la realizzazione di sistemi di formazione orientati al lifelong learning come fattore fondamentale per
aumentare la competitività e la crescita, per favorire forme di sviluppo sostenibile e per incrementare la
coesione sociale (Lisbona 2000).
La proposta di Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alle competenze chiave
per l’apprendimento permanente COM(2005)548 def, il documento di lavoro della Commissione Europea
“Verso un quadro europeo delle certificazioni professionali per la formazione lungo l’arco della vita”
SEC(2005) 957 e la definizione, da parte della stessa Commissione Europea del sistema comune di
riconoscimento dei crediti di apprendimento “ECVET - European Credit in Vocational and Educational
Training” hanno tracciato le linee di lavoro per gli Stati con riguardo al quadro comune di riconoscimento
di crediti e dei titoli.
In coerenza con il quadro ora delineato e non ultimi i Decreti del P.R. 87,88,89 relativi al riordino della
scuola secondaria di 2° grado, alla luce del Sistema europeo per l’accumulazione ed il trasferimento dei
crediti ( si veda glossario allegato) si definisce quanto segue:
1.
Per credito formativo si intende il valore attribuibile ad apprendimenti comunque acquisiti da un
individuo, riconosciuto ai fini dell’accesso ai percorsi serali di istruzione professionale
determinandone la personalizzazione e/o la riduzione della durata
2. Per riconoscimento dei crediti si intende il procedimento di natura pubblica, svolto in conformità
a quanto disposto norme vigenti in materia di riconoscimenti di crediti formativi , che porta alla
messa in trasparenza ed alla valutazione degli apprendimenti maturati da un individuo, con
riferimento alla specifica azione formativa rispetto alla quale i crediti stessi sono richiesti.
3. Crediti formali: sono crediti maturati nei sistemi dell’istruzione e della formazione il cui esito è
una certificazione formale. Derivano da apprendimento intenzionale.
4. Crediti informali: sono crediti maturati in ambiti lavorativi e nell’apprendistato o che derivano da
apprendimento che si realizza, in genere non intenzionalmente, quando gli individui acquisiscono
conoscenze e abilità o atteggiamenti attraverso l'interazione sociale.
5. Crediti non formali: sono crediti che derivano da apprendimento intenzionale che si realizza in
contesti organizzati al di fuori dai sistemi istituzionali di istruzione e formazione e che
normalmente non produce una certificazione.
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PROCEDURE DI RICONOSCIMENTO DEI CREDITI
Il procedimento di riconoscimento dei crediti nell’ambito dei Corsi serali va svolto in conformità ai
seguenti standard minimi di attuazione.
1.
Pubblicizzazione
Questa Scuola dichiara l’obbligo di indicare in tutte le attività di pubblicizzazione la possibilità di
riconoscimento dei crediti, precisando gli eventuali limiti di esercizio.
Costituiscono in particolare elementi obbligatori-.
a.
l’indicazione dei modi e dei termini di richiesta da parte dei beneficiari interessati
b.
le modalità attraverso cui gli stessi possono richiedere informazioni aggiuntive.
A tal fine la Scuola predispone , contestualmente all’avvio della pubblicizzazione, la modulistica necessaria
ai fini del procedimento, in conformità con gli standard documentali.
2. Informazione
La Scuola dichiara l’obbligo di svolgere attività di informazione sul riconoscimento dei crediti formativi
durante l’accoglienza dei potenziali partecipanti all’attività formativa – precedentemente e
successivamente alla loro eventuale iscrizione – in modo da consentire loro un corretto esercizio del
proprio diritto. Tale attività viene svolta anche da personale non in possesso della specifica competenza
di assistenza al riconoscimento dei crediti formativi purché dotato di sufficiente conoscenza dei principali
aspetti del procedimento e supportato da materiali scritti, inclusa la modulistica necessaria ai fini del
procedimento.
L’informazione metterà in evidenza il significato dei crediti in termini di:
a. diritto individuale di accesso all'apprendimento;
b. l’articolazione e le modalità di conduzione del procedimento di riconoscimento;
c. la natura degli impegni assunti dall'individuo cui i crediti sono riconosciuti, anche rispetto alla
personalizzazione del percorso;
d. i servizi garantiti dalla Scuola
3. Presentazione della richiesta di riconoscimento
La richiesta di riconoscimento dei crediti formativi è ricevibile da parte della Scuola – servizi dell’ Area
Didattica entro il termine di iscrizione all’attività formativa, contestualmente o successivamente alla
avvenuta iscrizione da parte del richiedente. A tal fine la Scuola definisce al 30 giugno dell’anno
scolastico di iscrizione il termine entro il quale vengono ricevute le richieste relative al riconoscimento
dei crediti maturati.
La richiesta, redatta in carta libera e sottoscritta in originale dal richiedente, deve essere conforme al
relativo standard documentale, pre-compilato dalla Scuola per i campi previsti. La richiesta va
accompagnata da un curriculum vitae conforme allo standard predisposto dalla Scuola unitamente alla
documentazione probante il possesso dei titoli ed esperienze maturate. E’ ammesso il completamento e
l’integrazione della documentazione anche in fasi successive, purché precedenti alla procedura di
riconoscimento dei crediti avviata dall’apposita Commissione. La formulazione della richiesta e
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l’eventuale redazione del curriculum vitae conforme possono essere assistite, su richiesta dello studente,
dal docente tutor di riferimento del corso serale.
Tutta la documentazione costituente la richiesta è soggetta alle norme vigenti sulla tutela della privacy ed
è organizzata dalla Scuola in un apposito “Dossier individuale di riconoscimento dei crediti”, ad
attuazione degli obblighi sulla tracciabilità del procedimento.
4.
Valutazione degli apprendimenti a fini di riconoscimento dei crediti
La valutazione degli apprendimenti viene operata da apposita Commissione costituita dai componenti del
Consiglio di classe del Corso serale di riferimento e da tre componenti del C.T.S. della Scuola ed è
presieduta dal dirigente scolastico.
Essa è finalizzata a considerare:
a. i crediti di accesso/ di ammissione, antecedentemente dallo svolgimento delle eventuali prove di
verifica, secondo modalità organizzative atte a consentirne al candidato l’accesso non discriminato;
b. i crediti connessi alla definizione della frequenza
La Commissione, sulla base del numero delle richieste di riconoscimento, definisce il calendario dei lavori,
che è comunicato agli interessati in tempo utile per la loro eventuale audizione.
L’attività di valutazione è svolta attraverso il seguente iter procedurale:
esame preventivo, anche non collegiale, dei singoli “Dossier di credito”, contenenti la richiesta, il
curriculum vitae, l’eventuale documentazione aggiuntiva presentata dal richiedente;
eventuale audizione collegiale del richiedente intesa a richiedere chiarimenti in merito alle informazioni
esposte, rivolte alla migliore comprensione del loro significato rispetto al processo di valutazione;
formulazione della valutazione da parte dei membri della Commissione e della conseguente proposta di
riconoscimento dei crediti richiesti, accompagnata dagli eventuali debiti;
Il Consiglio di classe/ la Commissione ove ravvisi l’insufficienza degli elementi di giudizio, soprattutto nel
caso di riconoscimenti di crediti non formali ed informali, dispone
a.
supplementi informativi, anche attraverso una nuova audizione;
b. La partecipazione dell’interessato ad una prova specifica di valutazione degli apprendimenti
rivolta ad accertare l’effettivo possesso dei crediti formativi
Le richieste sono avanzate allo studente in modo formale e motivato, accompagnate dalla fissazione di un
termine prescrittivo per la ricezione della risposta e/o per la partecipazione all’attività valutativa. In caso
di non adempimento, la valutazione è svolta sulla base delle informazioni disponibili. Degli esiti delle
eventuali prove di valutazione è tenuta documentazione funzionale alla tracciabilità del processo svolto.
Sulla base degli esiti acquisiti, Il Consiglio di classe/la Commissione completa la propria attività valutativa
e formula la proposta di riconoscimento dei crediti, accompagnata dagli eventuali debiti.
5. Comunicazione al richiedente, definizione del progetto formativo individualizzato e del patto
formativo
Successivamente al riconoscimento formale dei crediti di frequenza la scuola comunica al richiedente gli
esiti della valutazione ed i crediti riconosciuti, inclusi gli eventuali debiti assegnati. A tal fine, il docente
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tutor di riferimento di classe predispone, con la partecipazione dello studente, il progetto formativo
individualizzato, indicando, in modo conforme allo standard documentale, le azioni di accompagnamento,
il supporto all’apprendimento individuale necessarie ai fini del recupero di eventuali debiti formativi
rispetto ai quali vengono definiti:
a. le unità/i moduli/i segmenti oggetto di recupero
b. Le modalità di recupero
c. I tempi assegnati e le modalità di verifica valutazione del superamento del debito
In caso di riconoscimento di crediti, invece, vengono precisati:
d.
le unità/i moduli/i segmenti oggetto di dispensa di frequenza e di prova;
e. le unità/i moduli/i segmenti oggetto di sola dispensa di frequenza e le conseguenti modalità di
effettuazione della prova di valutazione degli apprendimenti, in coerenza con l'articolazione del
corso.
Il Consiglio di classe successivamente alla approvazione del piano come sopra predisposto, procede alla
convocazione dei singoli partecipanti interessati sottoponendo gli specifici progetti formativi
individualizzati e ne richiede la sottoscrizione per accettazione, condizione necessaria per l’effettivo
esercizio dei crediti. In caso di rinuncia anche parziale ai crediti riconosciuti e/o di non accettazione delle
azioni di accompagnamento e supporto all’apprendimento individuale, necessarie ai fini del recupero di
eventuali debiti formativi, il beneficiario rilascia al soggetto attuatore apposita dichiarazione, perdendo in
modo irrevocabile il diritto di accesso al corso e/o di riduzione della sua frequenza. Il progetto formativo
individualizzato sottoscritto per accettazione o la dichiarazione di rinuncia vanno archiviati dalla
segreteria scolastica nel dossier individuale di riconoscimento.
DELIBERA
DEL COLLEGIO DOCENTI
DEL 20 GIUGNO 2013
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7. L’EXTRACURRICOLO DI SCUOLA
AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
Le attività di ampliamento dell’offerta formativa intendono offrire agli studenti, ai loro genitori, ai
docenti, al territorio occasioni di incontro con iniziative che rafforzino, da un lato, il ruolo formativo
proprio della Scuola e la sua vocazione professionale; dall’altro si propongano come occasioni di incontro
non formalizzate per valorizzare attitudini ed interessi non altrimenti coltivabili.
A tal fine, esse si connotano:
- opzionali-facoltative, svolgentesi in orario pomeridiano Al di fuori del normale orario scolastico e sono
riservate agli studenti interni. Esse concorrono alla valutazione finale, anche ai fini del credito scolastico;
- obbligatorie, svolgentesi sempre in orario pomeridiano e sono riservate agli studenti stranieri ed agli
studenti con insufficienze ;
- attività long life learning, riservate agli adulti (docenti, genitori, esterni).
7.1 Sono programmate le seguenti attività opzionali-facoltative:
 Attività di simulazione aziendale
riservata prioritariamente agli studenti delle classi 3^ e 4^ 5^- viene promossa su iniziativa dei
Consigli di classe, all’interno del progetto di alternanza scuola lavoro – Per i periodi di alternanza si fa
riferimento al progetto allegato deliberato dal Collegio docenti del 20 settembre 2013.
 Attività di recupero e di sostegno per gli studenti con insufficienze promossa su iniziativa
dei Consigli di classe;
 PON 2007-2013 – progetti finanziati – progetti da programmare
o
Interventi di prevenzione della dispersione
o
Stage all’estero ed in Italia per studenti del triennio
o
Potenziamento e preparazione per concorsi
 Attività di potenziamento culturale e professionale a tema

progetto Leonardo: Stage aziendale all’estero per 10 alunni in Paesi europei di lingua inglese e
tedesca. La partecipazione è riservata a studenti meritevoli delle classi 4^. Il progetto e in
collaborazione con l’ente di formazione CESFOR-ROMA

Pollice verde, attività di potenziamento, consolidamento e di approfondimento professionale
riservato agli studenti diversamente abili. Saranno sviluppati i seguenti nuclei tematici:
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-
1° Modulo: La gelateria”
-
2° Modulo: “La cioccolateria”
-
3° Modulo: “Finger food”
-
4° Modulo: “Arte bianca”
-
5° Modulo: “ Zuppa e minestre tipiche”
-
6° Modulo: “La pasticceria mignon”
“AL RISTORANTE DI CITTADINI SPECIALI” Il progetto prevede la realizzazione di serate in cui la
scuola apre la sala ristorante al pubblico per offrire, di volta in volta, degustazioni diverse , ad es.:
formaggi e vini o primi piatti, o bruschetteria, ecc.). I nostri allievi D.A., impegnati nei diversi ruoli
professionali (accoglienza, servizio di sala, preparazione delle degustazioni), avranno l’opportunità
di mettersi in gioco al di fuori dei laboratori (ambienti lavorativi protetti), a diretto contatto con il
pubblico e vivere così, l’emozione della ‘diretta’, ma anche di prestare la massima attenzione al
compito. E’ necessario che le simulate di questo tipo integrino l’attività didattica tradizionale per
poter offrire opportunità formative differenziate e complementari indispensabili per un organico
sviluppo personale e professionale. Il progetto ha delle ulteriori finalità: mira non solo a sollevare
l’interesse, ma anche la riflessione circa le problematiche legate al non facile processo di
inserimento dei ragazzi diversamente abili nel mondo del lavoro.
 Attività di potenziamento professionale riservate agli studenti delle classi del 1° bienni e
delle classi terze in preparazione dell’esame di qualifica . Si vede il progetto relativo alll IeFP.
 "La tradizione gastronomica della cucina napoletana" competenze di base riservato
prioritariamente agli studenti dell’ opzione Pasticceria. Il corso di gastronomia combinato
mette insieme i vari aspetti della tradizione gastronomica della Campania e di Napoli in
particolare, i numerosi e gustosi prodotti tipici, l'arte del cucinarli e l'abilità di far nascere da
ingredienti semplici e genuini piatti prelibati, il tutto accompagnato da vini di antica
tradizione.
 Percorso professionale nella pasticceria – riservato agli studenti dei corsi di enogastronomia
consentire anche a chi ha privilegiato il percorso di cucina, i fondamenti della pasticceria che
sappiano rispondere alle attuali esigenze del settore grazie all'acquisizione di una padronanza
di base delle tecniche operative e di una adeguata conoscenza teorico/pratica delle discipline
culinarie.
 Corso base di primo livello "Arte bianca" Nel corso si imparano le tecniche specifiche per
produrre una vera pizza napoletana con il metodo STG. Scelta delle farine giuste, tempi e
modalità di lievitazione, lavorazione dell'impasto, accensione del forno a legna e regolazione
della temperatura giusta, modalità di cottura della pizza, le diverse tipologie di pizza.
 Vino e dintorni: percorso di sommellerie con la Fimar - Confesercenti
7.2 Sono possibili le seguenti attività attività long life learning riservate ad esterni:
 corso amatoriale di sala- bar
 corso amatoriale di cucina, pasticceria, gelateria e decorazione
I corsi sono a numero chiuso riservati agli esterni. I costi previsti sono a carico dei partecipanti.
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7.3 VISITE GUIDATE E DI STUDIO
Per le classi 1^ e 2^. Sono previsti percorsi che si concludono nella giornata, preferibilmente
nell’ambito della regione o di quelle immediatamente limitrofe. Per una rappresentanza delle classi 2^
visita guidata al Senato della Repubblica.
Per le classi 3^ sono previste visite guidate e di studio non superiori a tre giorni e che potranno
articoleranno percorsi enogastronomici e percorsi culturali;
Per le classi 4^ e 5^ sono prevedibili visite guidate e di studio con contenuto professionale e
culturale
Non vanno programmate viaggi e visite all’estero se non quelli previsti e finanziati nell’ambito della
mobilità transazionale.
Le proposte devono essere formulate dai Consigli di classe entro il 30 novembre allo scopo di
definire un calendario completo delle visite progettate da tutte le classi di Istituto. Le proposte vanno
formulate utilizzando il modello che sarà messo a disposizione dei Coordinatori dei Consigli di classi.
7.4 EVENTI – MANIFESTAZIONI – CONCORSI
- I Cortili della storia tra medioevo e rinascimento
- Sapori e Saperi
- Accoglienza dei partner europei
- Orientasud
- Manifestazioni intermedie e finali Pollice verde
- Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico- Paestum
- Concorsi e gare di stretta attinenza professionale e/o culturale, anche su iniziativa del singolo
docente, approvate dal Consiglio di classe
La partecipazione alle attività ed agli eventi del presente paragrafo è subordinata alla stesura della scheda
progetto, alla valutazione della congruità e dell’entità della spesa, alla fonte di finanziamento,
all’approvazione degli OO.CC. e del Dirigente scolastico,per le parti di rispettiva pertinenza.
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8. PROGRAMMAZIONE DIDATTICA
CRITERI ED ORIENTAMENTI
8.1 La P.D. ha una comune e condivisa base progettuale del percorso formativo costituita da :
Obiettivi formativi ed i livelli essenziali di prestazione definiti dal sistema nazionale dell’istruzione(cfr
documento tecnico…), le cosiddette Competenze attese ovvero il profilo d’uscita Curricolo disciplinare
o syllabus delle competenze .
Per le classi successive alla 2^ il riferimento è costituito dai programmi vigenti, da documenti elaborati dai
gruppi di lavoro come richiamati al precedente punto 3.
Ai predetti documenti i docenti si attengono per la progettazione dei percorsi e per la costante azione di
verifica/valutazione degli apprendimenti .
Un riguardo particolare al curricolo delle classi del 1.o biennio con adeguamento dei percorsi di cui
all’allegato Documento tecnico, alla luce dello studio e delle proposte conclusive dei gruppo
dipartimentali e deliberate dal Collegio docenti .
In tale contesto, i docenti redigeranno il proprio piano di lavoro, da confrontare e condividere secondo la
fasi e le sequenze appresso indicate. In tale quadro la programmazione didattica va a caratterizzarsi per :
la fattibilità: correlando testo e contesto ,il progettabile ed il realizzabile, pensando a percorsi adeguati
alla realtà ed al profilo di entrata e di uscita dello studente;
la integrabilità: aperta cioè ad un periodico adeguamento e non chiusa ad ulteriori integrazioni, sia con il
curricolo locale che con altri progetti previsti dal POF
La programmazione didattica pertanto dovrà:
 rendere operativo il percorso formativo unitario e coordinato come definito dal Consiglio di classe
e,ove necessario, differenziato anche rispetto a singoli gruppi di alunni,specificandone i risultati
attesi ;
 utilizzare le discipline ,aggregate per assi/aree, come strumenti per orientare i percorsi formativi ;
 adottare principi e criteri metodologici coerenti ai modi di apprendere degli studenti ed ai
caratteri della disciplina.
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8.2 I criteri metodologici di riferimento :
 va organizzato l'ambiente di apprendimento, sia interno che esterno alla scuola,come teatro
cognitivo, nel senso che il viaggio nel sapere che gli studenti compiono va fatto guardare da punti
di vista diversi, in situazioni non soltanto teoriche;
 va determinato un clima di curiosità e di attesa nei confronti del mondo, delle idee, dei concetti,
delle abilità...;
 vanno determinate le condizioni,anche emotivo-affettive, perché lo studente possa vivere,
discutere, sperimentare, riflettere, generalizzare,lavorare con i pari, gli insegnanti, eventuali
esperti, in un clima di aperta collaborazione;
 va riconosciuto quel 5% di buono che, comunque, c'è in ciascuno e su di esso bisogna investire;
 la programmazione va considerata come una ideale "valigetta" in cui collocare «sorprese»
cognitive, cioè moduli o unità di apprendimento problemiche, domande per animare discussioni
,per svolgere ricerche, per esercitare/rafforzare abilità e conoscenze … ;
 viene favorito in ogni circostanza e per qualsiasi problema il "negoziato" linguistico con/tra gli
alunni, aprendo-animando discussioni, lavorando senza fretta con/sulle loro opinioni,
consentendo il costante esercizio dell’espressione linguistica, anche nel corso delle attività
tecnico/pratiche ;
 non ritenere mai concluso, né archiviato un argomento, una ipotesi....Giungere ad un modello
interpretativo, sia pure provvisorio, da confrontare con la scienza e per ritornarvi in altre
occasioni, da altri punti di vista, favorendo la graduale ristrutturazione del processo di conoscenza
e di adattamento delle idee ai fatti;
 comprendere/rispettare lo stile cognitivo dello studente cioè i suoi modi di apprendere;
 utilizzare i diversi “mediatori” dell’apprendimento- visivo,manipolativo, simbolico,analogico – ove
possibile in maniera integrata e non alternativa
8.3 Modi e Tempi della programmazione didattica
La programmazione didattica va articolata sui seguenti livelli e tempi :
Livello 1
- programmazione ad evoluzione verticale, caratterizzata dalla modularità dei percorsi di apprendimento,
a cura dei dipartimenti disciplinari, di carattere pluriennale :

biennio comune

triennio
- programmazione integrata a cura dei dipartimenti disciplinari orientata a coordinare e collegare i
percorsi formativi sulla base dei seguenti criteri:
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
moduli didattici di sicura specificità disciplinare

Moduli didattici affini ed integrabili quanto a contenuti, strumenti di indagine,competenze
- programmazione del Consiglio di classe i cui caratteri fondamentali sono costituiti dalle seguenti
connotazioni:

Elevati livelli di integrazione e di coordinamento disciplinare dei moduli didattici

Adeguamento dei percorsi ai livelli della classe

Definizione e coordinamento organizzativo quanto a spazi, tempi, uso dei laboratori e delle
attrezzature.
8.4 I tempi della programmazione
Programmazione didattica pluri-annuale di dipartimento disciplinare ad inizio anno scolastico
Programmazione didattica annuale del Consiglio di classe entro il 30 ottobre - dopo il confronto tra gli
insegnanti riguardo l’accertamento dei requisiti d’ingresso e la situazione delle classi – esplicita gli itinerari
di lavoro sotto forma di moduli didattici secondo la specificità disciplinare, l’affinità ed i legami
pluridisciplinari;
Programmazione didattica quadrimestrale del Consiglio di Classe piegata alle esigenze della classe, e
tenuto conto del lavoro preparatorio, in seduta comune, individuerà gli itinerari e i contenuti di lavoro, le
collaborazioni, le cessioni ed i prestiti, gli spazi, i tempi, i modi di valutazione; l’ organizzazione del lavoro
con gli alunni, individuale e per gruppi; le azioni di sostegno e di recupero, i materiali e le risorse da
impegnare .
I NOSTRI ALUNNI IN GIRO PER L'EUROPA
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9.VALUTAZIONE E VERIFICA DEGLI ESITI
CRITERI ED ORIENTAMENTI
Modalità e criteri per assicurare omogeneità, equità, trasparenza della valutazione
(adottati ex art. 1 c. 5 DPR 122/2009)
Gli art. 2 e 3 del D.L. 137 del 1 settembre 2008, convertito con modificazioni nella legge 169 del 30
ottobre 2008, introducono significativi cambiamenti nel sistema di valutazione periodica ed annuale sia
degli apprendimenti che del comportamento. Il successivo Regolamento, previsto al comma 5 dell’art. 3
citato, recentemente emanato con DPR del 22 giugno 2009 n.122 ne specifica finalità,modalità ed
obiettivi. Per una adeguata informazione si sintetizzano i primari riferimenti normativi.
8. PARTE PRIMA : FONTI NORMATIVE DI RIFERIMENTO
A. Legge 30 ottobre 2008 n.169
Valutazione del comportamento art. 2 c. 1-2-3
1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica
24giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli
studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene
valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica,
anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni
scolastiche anche fuori dalla propria sede.
2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è effettuata mediante
l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal Consiglio di Classe,
concorre alla valutazione complessiva dello studente, e determina se inferiore ai sei decimi, la non
ammissione al successivo anno di corso ed all’esame conclusivo del ciclo.
Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con
decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sono specificati i criteri da correlare alla
particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore ai sei decimi nonché eventuali
modalità applicative del presente articolo.
Valutazione del rendimento: art 3 c. 2-3-4
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Non introduce significative novità per la scuola secondaria di 2° grado che da sempre ha espresso la
valutazione del rendimento con voto numerico espresso in decimi.
B.
Decreto
del
Presidente
della
Repubblica
21
novembre
2007,
n.
235
Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno
1998, n. 249, concernente lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria – Art.1 si
veda in allegato
C. D.M. 22 agosto 2007 n. 139 – Regolamento recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di
istruzione SI VEDA IN ALLEGATO
D. Decreto L.vo 15 aprile 2005 n.77 – Alternanza scuola-lavoro Art. 4 (Organizzazione dei percorsi in
alternanza)SI VEDA IN ALLEGATO
E. DPR 22 giugno 2009 n. 122 – Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la
valutazione degli alunni – SI VEDA IN ALLEGATO (sintesi)
8. PARTE SECONDA – IMPLICAZIONI e RICADUTE NEL POF
A. La valutazione è espressione rilevante della funzione docente e
della autonomia didattica delle scuole. E’ strettamente connessa
all’attività progettuale, didattico-organizzativa, relazionale del
singolo docente e degli organismi collegiali.
B. Una valutazione trasparente e tempestiva è un diritto dello
studente e della sua famiglia ed è finalizzata ad innescare processi
di autovalutazione intesi a far prendere consapevolezza delle carenze, dei livelli di conoscenza, delle
potenzialità e dei possibili miglioramenti.
C. Informazione tempestiva anche con l’uso delle moderne tecnologie. (SCUOLANEXT ha questo scopo),
si pone come risorsa per la relazione efficace con le famiglie.
D. I dati e le informazioni sul comportamento e sugli apprendimenti di ciascun alunno, vanno rilevati con
vari strumenti (osservazioni occasionali e sistematiche,conversazioni, interrogazioni, varie tipologie di
prove scritte, test standardizzati, etc.) rispetto ai quali le modalità di valutazione dovranno essere
coerenti e permettere all’allievo di conoscere lo stato della propria preparazione e le carenze.
E. Anche gli esperti esterni o i docenti interni impegnati in attività di ampliamento ed arricchimento
dell’offerta formativa( terza area, attività corale,esperienze di alternanza…)sono tenuti a rilevare e a
fornire al Consiglio di classe elementi conoscitivi relativi all’interesse, all’impegno manifestato, al profitto
conseguito.
F. Attenzione specifica viene riservata alla valutazione degli alunni con particolari bisogni educativi
(alunni in situazione di disabilità, con diagnosi di dislessia , di nazionalità non italiana neoimmigrati, con
svantaggio …..). La novità interessa gli studenti con disturbi specifici di apprendimento con l’adozione di
misure compensative( distensione dei tempi di lavoro e di apprendimento,ad esempio) e dispensative
(brani da studiare segmentati, verifiche non orali, ad esempio)
G. Criteri di valutazione del comportamento trasparenti e chiari, con riguardo particolare ai doveri dello
studente ed alla graduale irrogazione delle sanzioni disciplinari, come definite nel Regolamento di Istituto
H. VALIDITA’ DELL’ANNO SCOLASTICO AI FINI DELL’AMMISSIONE AGLI ESAMI DI STATO ED ALLA CLASSE SUCCESSIVA.
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La CM n. 20/2011, che richiama gli art. 2 e 14 del DPR122/2009 concernente la valutazione, ha precisato
che, per la validità dell’a.s. ai fini della valutazione degli alunni nella scuola secondaria di primo e secondo
grado, il limite minimo di presenza è il monte ore di lezioni che consiste nell’orario complessivo di tutte le
discipline.
Relativamente al corrente anno scolastico 2013_14 – ordinato su 35 settimane di lezione – il monte ore
complessivo di lezione per le classi 5a( vecchio ordinamento) è pari a 1050ore ( 35 settimane x 30 ore
settimanali). Il limite minimo di presenza, corrispondente ai ¾ del predetto monte orario, è pari a 788 ore.
Per le classi prime, seconde, terze e quarte (nuovo ordinamento) il monte orario complessivo annuo di
lezione è pari a 1.120 ore( 35 settimane x 32 ore settimanali). Il limite minimo di presenza, corrispondente
ai ¾ del predetto monte orario, è pari a 840 ore
Presenze al di sotto del limite minimo predetto pregiudicano la possibilità di procedere alla valutazione
degli studenti.
MONTE ORE ANNUALE
•
L’anno scolastico corrente è ordinato su 35 settimane
–
CLASSI: 1a - 2 a - 3 a - 4 a
•
35 settimane x 32 ore settimanali = ore annue 1.120
•
Limite minimo di presenze = 840 ore annue ( ¾ di 1120)
•
Limite massimo di assenze = 280 ore annue ( 45 giorni circa)
–
CLASSI : 5 a
•
35 settimane x 30 ore settimanali = 1050 ore annue
•
Limite minimo di presenza= 788 ore annue( ¾ di 1050)
•
Limite massimo di assenze = 262 ore annue ( 43 giorni circa)
Il collegio dei docenti ha confermato i criteri generali e le fattispecie che legittimano eventuali deroghe al
limite minimo di presenza:
Assenze documentate e continuative per :
-
Gravi motivi di salute adeguatamente documentati
-
Terapie e cure programmate e documentate
-
Donazioni di sangue documentate
-
Festività religiose previste nell’ambito degli accordi Stato Italiano-Confessioni religiose
-
Partecipazione ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni riconosciute
dal CONI
8. PARTE TERZA :CRITERI PER LA VALUTAZIONE PERIODICA
8.1 VALUTAZIONE DELL’APPRENDIMENTO
La valutazione degli apprendimenti nelle varie discipline prende in
considerazione TRE aspetti: il
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Profitto, l’Impegno e l’ Interesse.
Il PROFITTO è inteso come acquisizione, riorganizzazione e utilizzo efficace ed autonomo di conoscenze e
abilità in situazioni e/o problemi significativi. Gli indicatori di valutazione delle varie discipline sono
contenuti nelle progettazioni del Consiglio di classe di appartenenza e sono raccordate, per il primo
biennio, con le Linee Guida per lo sviluppo del curricolo, per le altre classi con i Programmi vigenti.
L’IMPEGNO e l’INTERESSE sono intesi come attenzione, cura e consuetudine nello studio, nello
svolgimento dei compiti e nell’utilizzo appropriato del materiale scolastico, nella partecipazione alla vita
scolastica.
a. Gli esiti di apprendimento vanno rilevati :

in modo continuativo a cura di ogni docente durante ciascuna unità di lavoro

in prospettiva formativa , durante e a conclusione di ciascuna unità di lavoro, dando luogo a
periodi di recupero, di consolidamento, di approfondimento in relazione alla situazione della
classe e, ove necessario, di singoli studenti;

in modo sommativo a conclusione del trimestre e del quadrimestre
b. La rilevazione degli esiti avviene tramite
 prove di profitto strutturate (schede,questionari a risposta aperta e/o a scelta multipla)

prove di profitto semi-strutturate con risposte a completamento
 prove libere
 colloqui,compiti scritti,relazioni,interrogazioni,lavori di gruppo,visite guidate
 attenta attività di osservazione degli atteggiamenti, dei comportamenti rispetto agli impegni e allo
studio.
.Gli alunni – per un positivo sviluppo dell’autonomia, della responsabilità, dello studio – in occasione di
prove e di verifiche devono essere preventivamente e chiaramente informati su argomenti, tipologia e
obiettivi della prova.
Successivamente alla correzione/valutazione, per sviluppare le capacità di autovalutazione sul proprio
apprendimento, l’esito va comunicato e motivato allo studente tempestivamente anche per
accompagnare e sostenere eventuali attività da svolgere per migliorare i risultati.
In presenza di esito negativo generalizzato di una verifica , l’insegnante procede ad un adeguamento
dell’itinerario didattico nei suoi aspetti metodologici , contenutistici e organizzativi e alla riproposizione
della prova.
c. I risultati delle prove di verifica in itinere e le annotazioni osservative vanno registrate su apposito
documento : Il giornale dell’insegnante(cartaceo) ed in via sperimentale on line con Scuolanext- in modo
da consentire alle famiglie di verificare periodicamente l’andamento dell’apprendimento e l’impegno.
Al termine del quadrimestre vengono rilasciati alle famiglie gli appositi pagellini. Anche il verbale del
Consiglio di classe rappresenta uno strumento di particolare rilevanza per annotare i processi di
apprendimento, gli esiti, le iniziative assunte, per la classe e per il singolo. Relativamente agli scrutini
sono resi disponibili appositi format dei verbali.
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d. Criteri comuni per le annotazioni e per la formulazione del giudizio valutativo
La valutazione dell’alunno ha lo scopo di accertare il raggiungimento degli obiettivi previsti nel contesto
del processo educativo. Dunque, non è distintamente isolabile l’accertamento del saper e saper far dagli
aspetti connessi all’ essere ; anzi per la sua valenza formativa, la valutazione si configura come tappa e
feedback dei processi attivati e dei risultati conseguiti per migliorare l’offerta formativa.
A tal fine i docenti ed il Consiglio di classe terranno conto ,soprattutto per l’attribuzione di debiti scolastici
e per la formulazione del giudizio di non ammissione alla classe successiva,di tutti i dati delle verifiche e
delle osservazioni condotte ,segnalando con linguaggio chiaro ed in equivoco :

il livello di accettabilità o meno delle competenze conseguite

le conoscenze e le abilità accertate(cosa sa e sa fare)

le carenze/le lacune colmate e /o da colmare

le iniziative di sostegno e recupero assunte ed i relativi esiti

il comportamento,la disponibilità ad apprendere

il numero di assenze e dei ritardi

le sanzioni disciplinari
e. Tempi della valutazione
1° quadrimestre: 16 settembre – 31 gennaio
2° quadrimestre: 1 febbraio - 07 giugno
Sono previsti tempi di informazione del rendimento intermedi destinati alle famiglie degli studenti, con
cadenza coincidente con la meta del quadrimestre . Essi favoriranno l’attività di informazione periodica
delle famiglie fissata con analoga cadenza.
f. L’attività di recupero per gli studenti in difficoltà non può essere rinviata ai soli tempi istituzionalizzati
né limitata ad essi. Pertanto, già nel corso di ogni quadrimestre il singolo docente e/o il Consiglio di classe
dovranno prevedere interventi di recupero destinati a gruppi di studenti in difficoltà:

con ore aggiuntive al normale orario delle lezioni, impiegando
prioritariamente docenti tenuti al completamento dell’orario di
cattedra, raggruppando studenti provenienti da classi parallele
con analoghe carenze;

nel corso della normale attività curricolare, programmando
una o più pause nello sviluppo del percorso, all’interno della
stessa classe.
I corsi di recupero istituzionalizzati, previsti dalla norma in vigore e nei
limiti della disponibilità i risorse, che il Consiglio di classe decide
eventualmente di attivare, a seguito di carenze ed insufficienze gravi
accertate al termine del 1° e/o del 2° quadrimestre, si potranno tenere
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entro gennaio; entro aprile.
In ordine ai casi di sospensione del giudizio finale con attribuzione di massimo tre debiti scolastici ,di cui
non più di due discipline con scritto e orale, i corsi di recupero vengono fissati dal 20 giugno al 15 luglio.
I relativi Consigli di classe intesi a definire il superamento o meno dell’insufficienza saranno calendarizzati
sulla base della deliberazione del Collegio docenti.
g. SCRUTINI QUADRIMESTRALI nonché Attività di informazione ai Coordinatori dei Consigli da parte di
esperti interni ed esterni incaricati di attività di ampliamento/ arricchimento dell’offerta formativa
Lo scrutinio di fine quadrimestre per gli alunni della classe è effettuato dai docenti contitolari della classe
costituenti il Consiglio di Classe, compreso l’insegnante di sostegno.
Per gli interventi didattici di alfabetizzazione degli studenti stranieri, la valutazione è effettuata tramite
scheda articolata riferita ai progressi negli apprendimenti di Lingua Italiana e in matematica, nella
partecipazione e nell’impegno. Per dette attività, come per altre svolgentesi in orario aggiuntivo
pomeridiano o antimeridiano il docente interno , se titolare di altra classe, l’esperto esterno consegnano
all’insegnante coordinatore della classe – almeno una settimana prima dello scrutinio - la proposta di
valutazione tenendo conto di profitto, partecipazione e impegno .
In sede di scrutinio quadrimestrale il voto di profitto proposto dai docenti delle discipline della classe fa
riferimento:
- al profitto, desumibile dagli esiti di verifiche, interrogazioni esercizi orali e scritti, osservazioni
sistematiche ed, ove previsto, integrato dalle valutazioni relative alle attività di arricchimento ed
ampliamento dell’o.f.;
- all’interesse e alla partecipazione alle attività scolastiche, ivi comprese quelle di ampliamento ed
arricchimento dell’offerta formativa;
- all’impegno nello studio
- al progresso individuale
Il voto di condotta è proposto dal docente coordinatore; la valutazione massima/minima va assegnata
all’unanimità.
Per assicurare una corretta e trasparente documentazione i docenti cureranno con diligenza la redazione
del Registro personale e annoteranno in esso progressivamente, senza segni crittografici, i voti/giudizi di
profitto attribuiti agli alunni.
h. VALUTAZIONE DELLE ATTIVITÀ OPZIONALI/facoltative/obbligatorie
La partecipazione alle attività opzionali/ facoltative/obbligatorie, ivi comprese quelle connesse alla
all’alternanza scuola lavoro – area degli stage, i corsi di recupero anche in itinere,il corso di lingua italiana
per stranieri ed ogni altra attività opzionale prevista dal POF sarà valutata in relazione a:
a) Impegno/interesse, b) responsabilità e partecipazione, c)profitto rispetto alle abilità/conoscenze
acquisite
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La valutazione complessiva avverrà a condizione che la frequenza dell’alunno avvenga per almeno il 70%
delle ore previste ed espressa con la consueta scala numerica.
La valutazione delle attività di recupero e/o di consolidamento faranno riferimento alla valutazione
curriculare delle rispettive discipline.
3.2 Valutazione del profitto: tabella di corrispondenza
Si adotta una scala decimale all’interno della quale si descrivono le valutazioni dal 3 al 10:
VOTO
DESCRITTORE
Non
classificato
Nessun elemento significativo per poter formulare una valutazione adeguata ( alunno di
recente immigrazione impegnato in attività di alfabetizzazione; assenze prolungate e
giustificate/non giustificate, di recente iscrizione…)
3-4
Gravissime carenze riguardanti sia conoscenze che abilità di applicazione di regole e
procedure, pur di fronte ad interventi individualizzati e attività di recupero. Carente anche
l’esercizio delle abilità tecnico professionali. Disimpegno grave e protratto.
5
Conoscenze frammentarie. Manifesta superficialità nella applicazione ed utilizzo di regole,
strumenti e procedure. Le competenze espressive, di produzione e rielaborazione
manifestano superficialità di conoscenze ed abilità. Risolve, se assistito ed orientato,
problemi e questioni. Le competenze tecnico professionali sono esercitate con
approssimazione. Impegno incostante.
6
Comprende e conosce in maniera essenziale argomenti e questioni. Sa con qualche
incertezza applicare, regole, tecniche e procedure. Il livello di produzione e di
rielaborazione personale è caratterizzato da essenzialità ed estrema sintesi. L’esercizio
delle competenze tecnico professionali è accettabile. Impegno complessivamente costante.
7
E’ capace di studio autonomo. Conosce gli elementi fondanti delle discipline. Sa applicare
ed utilizzare con correttezza regole e tecniche apprese. Sa esprimersi con proprietà
lessicale e discrete capacità di sintesi. Le competenze tecnico professionali sono
correttamente esercitate. L’impegno è costante; l’interesse è vivo.
8
E’ capace di studio autonomo; comprende e conosce gli argomenti sviluppati nell’attività
didattica; sa applicare ed utilizzare con sicurezza tecniche, strumenti, regole, procedure; sa
effettuare collegamenti ed inferenze tra discipline, regole, procedure; sa rielaborare ed
esprimersi con capacità di sintesi e buona proprietà di linguaggio ; sa risolvere problemi e
questioni. Buone le competenze tecnico professionali esercitate con riflessività.
Significativo l’impegno e l’ interesse anche per attività extracurricolari.
9/10
E’ capace di studio autonomo ; comprende e conosce con spirito critico gli argomenti
sviluppati nell’attività didattica; sa rielaborare in autonomia e con sicurezza conoscenze ed
abilità ;sa effettuare significativi collegamenti ed inferenze tra discipline, regole, procedure;
sa rielaborare in maniera critica e personale; sa esprimersi con ottime capacità di sintesi e
ricchezza di linguaggio. le competenze tecnico professionali vengono rielaborate in
maniera originale, innovativa e creativa. Significativo l’impegno e l’interesse anche per
attività extracurricolari.
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Tale quadro viene adeguato in relazione ad alunni con bisogni educativi particolari (con disabilità,
dislessia, svantaggio socio-culturale, di recente immigrazione…)
3.3 LA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO
Indicatori e descrittori per la rilevazione della condotta.
COMPORTAMENTO
 Rispetto del Regolamento d’Istituto
 Autocontrollo e buona educazione nelle relazioni interpersonali
 Rispetto e responsabilità nel comportamento verso tutti i componenti della comunità
scolastica
 Correttezza dei comportamenti, anche durante le verifiche programmate e non
 Corretto utilizzo delle strutture, degli strumenti e dei materiali nel rispetto delle norme sulla
sicurezza
 Partecipazione costante alle lezioni con la dotazione di materiale occorrente
FREQUENZA
 Regolarità nella frequenza
 Livelli di assenze e ritardi giustificati e, ove occorra, documentati
 Assenze/ritardi, con riguardo particolare a quelli coincidenti con le verifiche e valutazioni
 Omissione o ritardo nelle dovute giustifiche
VOLONTA’ ED IMPEGNO

Responsabilità e collaborazione nelle attività didattiche

Disponibilità , attenzione, partecipazione agli impegni formativi

Impegno e costanza nello studio a casa; rispetto alle consegne

Capacità di autoregolazione e autonoma volontà di impegno e di recupero delle carenze
Tabella di corrispondenza tra valutazione decimale, indicatori e descrittori
Sono considerate valutazioni positive i voti 10, 9, 8, relativamente ad una scala discendente che
rappresenta i diversi livelli di correttezza in rapporto agli indicatori prescritti.
I voti 7 e 6, invece, denotano, pur all’interno di una soglia di accettabilità, situazioni problematiche
rilevate sulla assiduità alle lezioni, determinate da richiami verbali, note scritte o sanzioni disciplinari per
infrazioni al Regolamento d’Istituto.
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L’eventuale valutazione di insufficienza, indicata con voto 5 e inferiore, segnala comportamenti e
situazioni particolarmente gravi, con profili anche penali, sanzionate nei modi previsti dal Regolamento
di Istituto.
Detta valutazione, nello scrutinio finale, comporta la non promozione all’anno successivo o la non
ammissione agli esami di stato. Per la gravità del provvedimento, l’insufficienza sarà sempre adeguata
motivata e verbalizzata dal Consiglio di classe.
Griglia di corrispondenza tra il voto assegnato e i descrittori del comportamento
INDICATORI
VOTO
Comportamento –
Frequenza –
Volontà - impegno - relazionalità
Descrittori
Descrittori
Descrittori
nessuna infrazione al
Regolamento
Frequenza costante e
regolare; pochissime
assenze,sempre giustificate e
documentate. Rarissimi ritardi
sempre giustificati.
Comportamenti e atteggiamenti di
studio, di partecipazione
responsabili, collaborativi,
propositivi
Comportamento sempre
corretto;
nessuna infrazione al
Regolamento
Frequenza costante e regolare
(max 10-15 assenze annue
sempre giustificate); qualche
ritardo alla prima ora.
Comportamenti e atteggiamenti di
studio caratterizzati da
apprezzabile responsabilità,
partecipazione e impegno, anche
nello studio individuale
Comportamento adeguato, ma
vivace, nessuna infrazione al
regolamento
Frequenza regolare (da 15 a
20 assenze annue sempre
giustificate); non più di sei
ritardi annui; qualche ritardo
nelle giustificazione delle
assenze
Comportamenti e atteggiamenti di
studio e partecipazione positivi,
generalmente adeguati agli
impegni richiesti
Comportamento non sempre
corretto:
Frequenza non sempre
regolare: da 21 a 30 assenze
annue spesso ingiustificate;
ritardi ripetuti, oltre la soglia
massima prevista dal
Regolamento di Istituto, non
sempre giustificati;
Comportamenti e atteggiamenti di
studio caratterizzati da incostanza,
superficialità, impegno occasionale
e strategico.
Frequenza irregolare :oltre le
30 assenze spesso
ingiustificate; numerosi e
sistematici ritardi, ben oltre la
soglia massima prevista dal
Regolamento di Istituto,
solitamente pretestuosi ed
ingiustificati
Comportamenti e atteggiamenti di
studio caratterizzati da
disinteresse, ripetute mancanze e
omissioni negli impegni; attività di
studio molto carente
Comportamento esemplare;
10
9
8
richiami verbali e note scritte.
7
6
Infrazioni non gravi sanzionate
come da Regolamento, ma
senza allontanamento dalle
lezioni.
Comportamento spesso
scorretto: numerose infrazioni
al Regolamento con sanzioni
e/o allontanamento dalle
lezioni inferiori a 15 gg.
Conflittuali le relazioni
interpersonali
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La presenza anche di una sola descrizione negativa in uno degli indicatori può comportare, a giudizio
motivato del Consiglio, l’attribuzione del voto di condotta corrispondente
Valutazione insufficiente
VOTO
5…
Comportamento
Comportamenti
ripetutamente scorretti e
gravi sanzionati con
allontanamento dalla
comunità scolastica superiore
a 15 gg.; Contrastanti e
conflittuali relazioni
interpersonali. Mancata
progressione/cambiamenti o
miglioramenti nel
comportamento e nel
percorso di crescita e
maturazione anche a fronte
di sanzioni di natura
educativa irrogate
Frequenza
Volontà - impegno - relazionalità
Numerosi periodi di assenza,
oltre i 40 giorni annui,
solitamente ingiustificati
Atteggiamenti di studio
caratterizzati da totale disinteresse
e passività.
Sistematici e continui ritardi,
, ben oltre la soglia massima
prevista dal Regolamento di
Istituto, sempre pretestuosi
ed ingiustificati;
continue e ripetute mancanze e
omissioni nell’impegno
Il predetto documento è stato deliberato dal COLLEGIO DEI DOCENTI DEL 15 OTTOBRE 2009 e viene
incluso integralmente nel P.O.F. annualità 2013/14 senza ulteriori modifiche
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9. VALUTAZIONE ALUNNI
DIVERSAMENTE ABILI
La legge 517/ 77 prevede, all’art. 2, che la scuola ponga in
atto forme di integrazione a favore di alunni portatori di
handicap con la prestazione di insegnanti specializzati.
A tal fine, l’attività di integrazione deve essere preceduta
da un'organizzazione pianificata che può essere sintetizzata in tre fasi principali:
a) - fase dell’orientamento, con inizio già dalla classe terza della scuola secondaria di primo grado
per consentire ad ogni soggetto di affrontare l’inserimento nella vita sociale con un ruolo “adulto”
attraverso lo sviluppo ottimale di tutte le sue potenzialità, la valutazione dell’ambiente in cui vive
e delle risorse ivi presenti, l’acquisizione di una capacità decisionale orientata alla realizzazione
delle sue aspirazioni;
b) fase dell’accoglienza, l’ingresso nella nuova realtà scolastica è un momento importante per gli
allievi, il punto chiave di questo approccio è nella lettura del gruppo classe come organismo
costituito da più elementi, coinvolti in relazioni multiple a diversi livelli di complessità;
c) fase dell’inserimento, la parte predominante di questa fase riguarda la stesura del progetto
educativo individualizzato o personalizzato (PEI /PEP), sia esso divergente o attinente alla
programmazione di classe.
Il termine personalizzato è impiegato nella convinzione che questo aggettivo possa sottolineare con più
forza un intervento intenzionale e mirato per quella specifica persona in situazione di handicap.
Il P.E.P. costituisce l'esplicitazione pianificata di tutti gli interventi superando un’ottica prettamente
scolastica, in chiave più ampiamente educativa.
La sua compilazione fa prevedere:
1) la dichiarazione dei compiti e delle funzioni;
2) la definizione dei tempi e dei modi;
3) l’organizzazione precisa del lavoro in équipe.
Svolgimento dei programmi
I programmi di tutti gli ordini delle scuole secondarie di II grado, con le diverse specificità, tendono al
conseguimento di un livello di formazione anche professionale che dà luogo al rilascio di un titolo di
studio avente valore legale.
L’integrazione scolastica di alunni con handicap deve tener conto di ciò e non può quindi limitarsi alla
semplice "socializzazione in presenza ", ma deve garantire, di regola, apprendimenti globalmente
rapportabili all’insegnamento impartito a tutti gli alunni di quel determinato indirizzo di studi.
Conseguentemente gli alunni con minorazioni fisiche e sensoriali non sono dispensati dallo
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svolgimento di alcuna parte dei programmi, salvo che non sia necessario far svolgere attività equipollenti.
Valutazione alunni Diversamente abili
La valutazione degli allievi diversamente abili, per il suo carattere formativo ed educativo e per l’azione
di stimolo che esercita, avrà sempre luogo.
Si farà riferimento al recente Regolamento sulla Valutazione ( DPR 122/2009 artt. 9 e 10) nonché all’art.15
dell’OM 90/2001 con riferimento alle prove di esame ed alla valutazione finale.
Ulteriore riferimento è costituito dalle Linee guida per l’integrazione scolastica.
Per gli studenti sopradetti, ad avvio dell’anno scolastico o comunque non oltre il 30 ottobre dell’anno di
riferimento, il Consiglio di classe, alla luce della diagnosi e del profilo dinamico funzionale, nonché degli
elementi forniti dalla famiglia e dal docente di sostegno, nel corso di apposito incontro, definisce il PEI. Il
Piano può essere conforme o meno alle Indicazioni ministeriali previste per la classe. Qualora il Consiglio
dovesse decidere di adottare un percorso e la conseguente valutazione differenziata deve darne
immediata notizia alla famiglia, fissandole un termine entro il quale manifestare il formale assenso; se
quest’ultimo venisse meno per la data fissata, la modalità valutativa proposta dal Consiglio di classe, si
intende accettata. In caso di diniego, l’alunno è valutato alla stregua degli altri studenti.
Gli alunni valutati in modo differenziato, come sopra specificato, possono partecipare agli esami di
qualifica professionale e di stato, svolgendo prove differenziate, omogenee al percorso svolto, finalizzate
al solo rilascio dell’attestazione delle competenze e delle abilità acquisite.
Tale attestazione può costituire, in particolare quando il piano educativo personalizzato prevede
esperienze di orientamento, di tirocinio, di stages, di inserimento lavorativo, un credito formativo,
spendibile nella frequenza di corsi di formazione professionale nell’ambito degli accordi tra l’ Ufficio
scolastico regionale e la Regione Campania.
Il Consiglio di classe, in sede di valutazione quadrimestrale e finale, sulla scorta del piano educativo
individualizzato a suo tempo predisposto con la partecipazione dei genitori nei modi e nei tempi previsti
dalla C.M. n. 258 / 83,

esamina gli elementi di giudizio forniti da ciascun insegnante sui livelli di apprendimento
conseguiti anche attraverso attività di integrazione e di sostegno,

verifica i risultati complessivi in relazione agli obiettivi prefissati dal PEI e, quindi,

valuta se e a quale livello gli stessi siano stati raggiunti.
Qualora, i risultati prefissati dal PEI o dai programmi semplificati e diversificati non siano stati raggiunti, il
Consiglio di classe, fermo restando l’obbligo della relazione di cui al paragrafo 8 della C.M. n. 262 del 22 /
09 /1988, delibera : la ripetenza della classe frequentata con conseguente revisione degli obiettivi del PEI.
Non potrà, comunque, essere preclusa ad un alunno portatore di handicap l’iscrizione e la frequenza
anche per la terza volta alla stessa classe.
Gli alunni in situazione di handicap che svolgano piani educativi individualizzati differenziati, ripetenti la
terza classe degli istituti professionali, possono frequentare, nel quadro dei principi generali stabiliti
dall’art. 312 e seguenti del D. leg. Vo 297 / 1994 lezioni ed attività della classe successiva, sulla base di un
progetto che può prevedere anche percorsi integrati di istruzione e formazione professionale, con la
conseguente acquisizione del relativo credito formativo – concordato dai rispettivi Consigli di classe al fine
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del raggiungimento degli obiettivi educativi e del pieno sviluppo della persona, in attuazione del diritto
allo studio costituzionalmente garantito.
In sede di valutazione per l’ammissione agli esami di qualifica, gli alunni in situazione di handicap psichico,
non ammessi a detti esami, potranno ripetere l’ultimo anno del corso di studi frequentato , ovvero
richiedere il rilascio dell’attestato di frequenza di cui alla C. M. n. 262 del 22 / 09 / 1988 , che , pur non
producendo effetti legali, potrà essere utilizzato per l’accesso alla formazione professionale, previe intese
dell’USR o degli USP con le Regioni.
In sede di valutazione finale, il Consiglio della classe frequentata da alunni con handicap dovrà stilare una
relazione che tenga conto del PEI e delle notizie fornite da ciascun insegnante.
Tale relazione dovrà indicare per quali discipline siano stati adottati particolari accorgimenti didattici,
quali attività integrative e di sostegno siano state svolte, anche eventualmente in sostituzione parziale dei
contenuti programmatici di alcune discipline. Sulla base di tutti gli elementi sopra indicati, possono essere
predisposte prove valutative differenziate per gli alunni con handicap psichico coerenti con il livello degli
insegnamenti impartiti e idonee a valutare il progresso dell’allievo in rapporto con le sue potenziali
attitudini e con le finalità dei programmi complessivi del biennio o del successivo triennio di ciascun
ordine di scuola.
Per gli alunni con piano differenziato, in calce alla pagella, deve essere apposta la seguente annotazione :
"la valutazione è riferita al PEP e non ai programmi ministeriali ed è adottata ai sensi dell’art 15
dell'O.M. n. 90 del 21 maggio 2001 e dell’artt. 9 e 10 del DPR122/2009 ".
Tali alunni così valutati, non possono essere ammessi agli esami di qualifica, ma possono ripetere l’ultimo
anno o richiedere il rilascio di attestato di frequenza (C. M. 262 del 22 / 09 / 88 utile per l’accesso alla
formazione professionale regionale).
Valutazione alunni con DSA
Per gli studenti con bisogni educativi speciali (DSA), in particolare per il trattamento della dislessia, si fa
riferimento alla legge 8 ottobre n. 170 e alle Linee guida (DM 5669 del 12 luglio 2011). Ai fini della
valutazione, il riferimento normativo è costituito dall’art.10 del DPR 122/2009.
ATTIVITA’ DI AMPLIAMENTO E ARRICCHIMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA DESTINATA AGLI STUDENTI
D.A. DA SVOLGERSI IN ORARIO AGGIUNTIVO:
La presenza di un rilevante numero di allievi diversabili comporta l’esigenza di definire dei percorsi
formativi mirati alla promozione della loro integrazione scolastica e sociale al fine di realizzare una
effettiva dimensione inclusiva della Scuola. La scelta di metodologie e strategie didattiche specifiche in un
contesto efficace ed efficiente, consente all’allievo diversabile di pervenire all’acquisizione di conoscenze,
competenze ed abilità spendibili in ambito personale, sociale e lavorativo.
Le iniziative aggiuntive inserite nel POF per l’anno scolastico 2013/2014 ,sono:
“POLLICE VERDE, 7 ed.”
Giunto alla sesta edizione, si propone come fine ultimo il potenziamento
dei percorsi di integrazione dei ragazzi D.A. attraverso le attività pratiche
dei laboratori di cucina e di sala. In una delle vanelle presenti nell’Istituto,
dove è stato allestito in pianta stabile l’orto delle erbe aromatiche e delle
spezie, si semineranno nuove erbe e spezie. Inoltre, saranno sviluppati i
seguenti nuclei tematici:
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“AL RISTORANTE DI CITTADINI
SPECIALI”
- 1° Modulo: La gelateria”
- 2° Modulo: “La cioccolateria”
- 3° Modulo: “Finger food”
- 4° Modulo: “Arte bianca”
- 5° Modulo: “ Zuppa e minestre tipiche”
- 6° Modulo: “La pasticceria mignon”
Il progetto prevede la realizzazione di serate in cui la scuola apre la sala
ristorante al pubblico per offrire, di volta in volta, degustazioni diverse ,
ad es.: formaggi e vini o primi piatti, o bruschetteria, ecc.). I nostri allievi
D.A., impegnati nei diversi ruoli professionali (accoglienza, servizio di sala,
preparazione delle degustazioni), avranno l’opportunità di mettersi in
gioco al di fuori dei laboratori (ambienti lavorativi protetti), a diretto
contatto con il pubblico e vivere così, l’emozione della ‘diretta’, ma anche
di prestare la massima attenzione al compito. E’ necessario che le
simulate di questo tipo integrino l’attività didattica tradizionale per poter
offrire opportunità formative differenziate e complementari indispensabili
per un organico sviluppo personale e professionale. Il progetto ha delle
ulteriori finalità: mira non solo a sollevare l’interesse, ma anche la
riflessione circa le problematiche legate al non facile processo di
inserimento dei ragazzi diversamente abili nel mondo del lavoro.
Ciò che preme sottolineare è che ogni ipotesi di progetto è strettamente legata all’altra, in modo da
offrire possibilità formative a 360° nel settore professionale, consapevoli che una reale integrazione non
può limitarsi ad una “socializzazione in presenza”, ma interessa più direttamente i saperi e i contenuti
della classe, opportunamente semplificati e costruiti a misura del singolo allievo.
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PIANO ANNUALE DI INCLUSIVITA' - A.S. 2013/2014
Deliberato dal C.D. del 14 giugno 2013
PREMESSA
1. SENSO DELL’INTEGRAZIONE
Nella vita, spesso, ci si trova prigionieri dei propri limiti, a volte per difficoltà oggettive insite nella
natura del limite stesso,a volte per mancanza di fiducia nei propri mezzi. In alcune situazioni quei limiti così
invalicabili si dissolvono miracolosamente, ci aprono la strada per nuove esperienze e migliorano le nostre
condizioni di vita. Molte volte, però quel miracolo non è casuale, ma frutto di una valida crescita personale
e di una progressiva acquisizione di fiducia in se stessi. Tale percezione spinge tutti gli operatori
dell’IPSSEOA a considerare i limiti non come fardello da portare in segno di ‘riconoscimento’ delle proprie
difficoltà, ma come un traguardo da superare, come un obiettivo perpetuamente rinnovabile.
E’ proprio nella consapevolezza che si possa sempre andare al di là del limite, che si possa sempre
ricercare e conquistare una condizione migliore di vita che l’IPSSEOA di Nocera Inferiore fa riferimento a
un modello di integrazione che consideri le diverse abilità come risorsa capace di migliorare la qualità della
formazione per l’opportunità che offre di educare alla solidarietà, all’accettazione e alla migliore
comprensione di se stessi e della diversità.
LE FINALITA'
I percorsi scolastici per gli alunni con bisogni educativi speciali (BES) che frequentano il nostro Istituto
hanno le seguenti finalità:
•
Valorizzare e sostenere tutti gli allievi in difficoltà e guidarli all’affermazione delle loro potenzialità
e al superamento dei propri limiti;
• Favorire i processi di integrazione e di formazione adatti ad ogni allievo;
• Costruire, insieme ai ragazzi ed alle famiglie, un progetto di vita che sviluppi l’autonomia
personale e sociale e risulti orientativo rispetto al mondo del lavoro.
IL TEAM
Per attuare gli interventi educativi nei confronti degli allievi in difficoltà, nella scuola, oltre agli insegnanti
specializzati operano:
•
•
•
•
•
•
•
•
Un insegnante referente per le problematiche dell’handicap;
un insegnante referente per i disturbi specifici dell'apprendimento (DSA)
Un gruppo di lavoro per l’handicap costituito da:
Dirigente Scolastico;
Insegnanti di sostegno;
Una rappresentanza di insegnanti curriculari;
Genitori degli allievi con bisogni educativi speciali;
Operatori socio-sanitari.
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1 - QUALE DOCUMENTAZIONE PER L'ALUNNO D.A.?
CERTIFICAZIONE Riporta la
Diagnosi clinica;
(di competenza
specialistica)
P.D.F. - Profilo dinamico
funzionale: descrive la situazione,
le potenzialità del soggetto e gli
obiettivi concordati.
(di competenza degli specialisti,
operatori scolastici e famiglia)
DIAGNOSI FUNZIONALE: descrive
la situazione del soggetto per assi
(di competenza specialistica)
2 - PRESA VISIONE DELLA DOCUMENTAZIONE
DISPONIBILE:
P.E.I. - Piano educativo
individualizzato: è uno strumento
descrittivo ed operativo. descrive
la situazione, le potenzialità del
soggetto e gli obiettivi
concordati.
(di competenza degli, operatori
scolastici e sottoscritto
dall'equipe socio-sanitaria e
famiglia)
A cura del coordinatore, del docente di
sostegno, e su richiesta, dei docenti
componenti il C. d. c.
COUNSELING
• Diagnosi clinica e funzionale;
• Profilo dinamico - funzionale;
• Piano educativo individualizzato.
(in formaAssistente
strettamente
riservata addetto.
in
UFFICIO •DIDATTICA:
amministrativo
quanto
dati
sensibili)
Su autorizzazione del D. S.
A CHI RICHIEDERLA?
Referente D. A.
Consulenza psicopedagogica.
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3 - QUALE DOCUMENTAZIONE PER L'ALUNNO D. S. A.?
CERTIFICAZIONE
Dietro segnalazione della
scuola, la famiglia si attiverà
per l'intervento specialistico.
(di competenza
specialistica)
P.D.P. – Piano didattico personalizzato.
Descrive il funzionamento delle abilità di
lettura, scrittura e calcolo; le strategie e i
metodi
di
insegnamento,
le
misure
dispensative e gli strumenti compensativi, le
strategie e gli strumenti utilizzati dall’alunno.
(di competenza degli operatori scolastici e
famiglia)
COUNSELING
Referente D. S. A.
Consulenza psico-pedagogica.
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4 - QUALE INTERVENTO PER L'ALUNNO B. E. S.?
Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012
"Strumenti d'intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per
l'inclusione scolastica".
La direttiva del 27 dicembre 2012 è certamente un documento di notevole importanza perché completa, in
sostanza, il quadro italiano dell’inclusione scolastica. Tale direttiva estende il campo di intervento e di
responsabilità delle istituzioni scolastiche all'intera area dei B.E.S. , ossia anche a quegli alunni che non
siano
certificabili
ne
con
disabilità,
né
con
DSA,
ma
che
abbiano
difficoltà di apprendimento dovute a svantaggio personale, familiare e socio-ambientale. Pertanto, tutti gli
studenti hanno diritto alla personalizzazione degli apprendimenti, quindi, i C.d.c. hanno il compito di
individuare i casi in cui si rende opportuna e necessaria l'adozione di una didattica personalizzata.
Il gruppo di lavoro ha costruito nuovi strumenti di comunicazione e
documentazione utilizzando il linguaggio ICF.
Aspetti biologici
Culturali
Ambientali
L'interazione di questi fattori dà origine a stati di benessere e/o
difficoltà
Contesti sociali e
familiari
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CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO (ICF)
Il modello introdotto dall’ ICF, bio-psico-sociale, prende in considerazione i molteplici aspetti
di una persona, correlando la condizione di salute (strutture e funzioni corporee) e le
condizioni culturali, sociali e personali (fattori contestuali).
Il contesto assume valore prioritario e i suoi elementi possono essere qualificati come
“facilitatori”
qualora favoriscano l’attività e la partecipazione della persona, o
“barriere”,qualora ostacolino l’attività e la partecipazione della persona, determinando così
una condizione di
BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE
(Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012)
5 - GLI STRUMENTI PER L'ALUNNO B. E. S.
SCHEDA DI OSSERVAZIONE/RILEVAZIONE
Comunicazioni e confronto con il
D.S.
Permette agli insegnanti di descrivere la
partecipazione dell’allievo alle attività
scolastiche rilevando i fattori che
influenzano la sua performance.
(di competenza di tutti i docenti
componenti il C.d classe - da compilarsi
entro il 30 ottobre)
Comunicazione alla famiglia
P.D.P. – Piano didattico personalizzato.
Si definiscono, si monitorano e documentano le strategie più idonee e i
criteri di valutazione.
(diNcompetenza
operatori
scolastici
)
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APOLI - NOCERA degli
INFERIORE
(SA) - TEL
. 081 5175999
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6 - RACCOLTA INFORMAZIONI ED ELEMENTI
INFORMALI DI CONOSCENZA
FAMIGLIA
- SCUOLA/ CLASSE DI
PROVENIENZA VALUTAZIONE
APPRENDIMENTI
PREGRESSI
COLLEGHI
PROGRAMMAZIONI
PRECEDENTI
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7 - CONOSCENZA ASPETTI ORGANIZZATIVI E RISORSE DELLA SCUOLA
SCELTE DIDATTICHE:
indicatori qualità
dell'inclusione;
P.O.F
criteri di valutazione.
SCELTE EDUCATIVE
CURRICULARI:
progetti per l'inclusione.
SCELTE ORGANIZZATIVE: ruoli e funzioni
del referente;
gruppo di lavoro:
G.L.I. - gruppo di lavoro per l'inclusione
Dopo la presentazione della documentazione utile all’iscrizione, l’inserimento dell’allievo avviene
attraverso un progetto di accoglienza che rispetti le seguenti fasi:



Rapporto di continuità tra la scuola media inferiore e la scuola media superiore;
Contatti con la famiglia;
Analisi della situazione e concordanza tra Scuola, Famiglia e ASL, ai fini della stesura di un Piano
Educativo Individualizzato (P.E.I.) che può essere:
1. con obiettivi minimi e diversificato per tempi e mezzi (si consegue il diploma di qualifica e
il superamento dell’Esame di Stato);
2. differenziato, costruito prestando attenzione all’area prossimale di sviluppo dell’allievo (si
consegue una certificazione delle competenze acquisite)
Perché il P.E.I. sia funzionale all’inserimento, è fondamentale una stretta collaborazione tra gli
insegnanti della classe che, nella definizione degli obiettivi, dovranno soffermarsi sul livello di
sviluppo attuale dell’allievo e il livello di sviluppo potenziale che può essere raggiunto con
l’intervento didattico.
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RAPPORTI SCUOLA – FAMIGLIA
Un ruolo significativo sarà rappresentato dalla qualità della comunicazione con le famiglie; spesso i
genitori con un figlio disabile presentano fragilità emotive e reazioni ansiogene che ostacolano un proficuo
scambio di informazioni utili alla crescita dello studente. Si rende pertanto necessario attivare e
programmare azioni di aiuto-sostegno alle famiglie, non solo per impostare una efficace comunicazione,
ma anche per fornire un reale supporto psicologico al pesante e spesso sofferto ruolo di genitore con figlio
con handicap.
A tal fine, la Scuola propone per le famiglie spazi di riflessione e di condivisione, inoltre prevede incontri
periodici finalizzati al coinvolgimento delle famiglie nella realtà scolastica e nella progettazione educativa
e didattica.
2. IL CONTESTO
Nel nostro Istituto l’attività di inclusione è organizzata secondo le seguenti modalità:



azione di integrazione preventiva, orientamento in entrata attraverso incontri presso le scuole di
provenienza, nell’istituto con le famiglie, i ragazzi, gli operatori;
osservazione e analisi dei bisogni educativi dell’allievo e inserimento nella classe;
assegnazione di un monte ore di sostegno con criteri stabiliti dal GLI (modificabile in itinere).
- Modalita’ di intervento:






il contesto classe;
momenti di lavoro individualizzato o per piccoli gruppi;
all’esterno, attraverso visite guidate o iniziative parascolastiche;
progetti di sviluppo e di potenziamento delle abilità scolastiche;
progetti di sviluppo delle abilità sociali;
attività di laboratorio.
- Spazi
-
l’aula, spazio privilegiato che permette di appagare il bisogno di “normalità”, di appartenenza, di
sentirsi considerati e trattati alla stessa stregua degli altri e, nel contempo, il bisogno di
“specialità” che risponde alla necessità di avere un’identità, di sentirsi diversi dagli altri, con
caratteristiche proprie che rendono unico un soggetto rispetto ad un altro;
-
laboratori integrati per favorire l’acquisizione di abilità professionali spendibili nel mondo del
lavoro;
SEDE CENTRALE: VIA NAPOLI - NOCERA INFERIORE (SA) - TEL. 081 5175999 - FAX 081 5170491 SUCCURSALE: VIA SCARANO NOCERA INFERIORE (SA) - TEL. 081 5179627 - FAX 081 928348
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-
il territorio. L’agro nocerino-sarnese è dotato di varie risorse che potrebbero essere utilizzate in
modo coordinato per sviluppare attività didattiche, di integrazione socio-terapeutica e di
inserimento lavorativo. In questa prospettiva, è necessario costruire percorsi che sfruttino le
possibili sinergie fra queste diverse risorse locali nell’ambito di un patto territoriale che veda
coinvolte la scuola, le cooperative che operano nel settore della disabilità, gli enti locali e l’azienda
sanitaria locale.
I NOSTRI STUDENTI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
CLASSE PRIMA
COGNOME E NOME
…Omissis…
D. A.
DIAGNOSI
X
Deficit cognitivo-prestazionale. Scarso disturbo di
apprendimento. Importante inibizione relazionale.
X
Deficit cognitivo di grado medio con disabilità di
apprendimento. Difficoltà prassiche. Disturbo
emotivo-affettivo.
X
Sindrome autistica. Mediocre chiusura relazionale.
Limitato utilizzo del linguaggio e delle autonomie
personali. Attiva comportamenti di evitamento.
X
Disturbo generalizzato
comorbilità con R.M.
X
Deficit
cognitivo-prestazionale.
scolastiche strumentali di base.
X
Modesto deficit cognitivo-prestazionale
X
Deficit cognitivo di grado lieve con secondaria
disabilità dell'apprendimento.
X
Disturbo
dell'apprendimento
scolastico.
Problematiche psico-affettive. Deficit cognitivo di
grado lieve.
di
D. S. A.
tipo
autistico
B. E. S.
in
Competenze
X
X
X
X
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Totale alunni classi I
D. A.
D.S.A.
8
5
B.E.S.
Allo stato attuale non ci sono casi
segnalati
CLASSE SECONDA
COGNOME E NOME
D. A.
DIAGNOSI
D. S. A.
X
Ritardo cognitivo lieve. Non padroneggia
competenze scolastiche compatibili con età
cronologica. Limitato bagaglio di esperienze e
informazioni
X
Ipocausia neurosensoriale profonda bilaterale.
Impianto cocleare.
X
Disturbo dell'apprendimento scolastico in soggetto
con quadro cognitivo borderline.
X
Lieve deficit cognitivo-prestazionale. Limitata
motivazione all'apprendimento scolastico.
X
Deficit
cognitivo-prestazionale
Importante inibizione relazionale.
X
Disturbo dell'apprendimento scolastico in soggetto
con quasdro cognitivo borderline ed epilessia in
trattamento farmacologico.
X
Difficoltà di apprendimento in soggetto con livello
cognitivo borderline e inibizione emotiva.
X
Epilessia trattata farmacologicamente. Deficit
cognitivo-prestazionale. P.C.I. e prevalente
espressione emiparetica sx. Necessita di assistenza
fisica.
X
Sindrome autistica. Non padroneggia competenze
scolastiche strumentali: Limitate abilità di
B. E. S.
(Q.I=50).
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autonomia personale ed integrative. Linguaggio
ipostrutturato. Discreta socialità. Necessita di
assistenza fisica.
X
X
X
X
X
X
X
Totale alunni classi II
D. A.
D.S.A.
9
7
B.E.S.
E' in fase di attuazione l'attività di
rilevazione e monitoraggio.
CLASSE TERZA
COGNOME E NOME
D. A.
DIAGNOSI
X
Deficit cognitivo in soggetto con tratti distrofici.
Secondario
disturbo
del
linguaggio
e
dell'apprendimento.
X
Disturbo dell'apprendimento e della coordinazione
in paziente con esiti di intervento per asportazione
cisti aracnoidea dell'encefalo panto-cerebellare dx.
X
Deficit cognitivo di grado medio-grave in soggetto
con sindrome di Down.
X
Deficit cognitivo-prestazionale lieve. Difficoltà in
ambito logico-matematico.
X
Ritardo mentale di grado medio-grave. Secondario
disturbo del linguaggio e dell'apprendimento.
D. S. A.
B. E. S.
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Disturbo
relazionale.
prestazionale.
X
Ritardo
cognitivo-
Deficit cognitivo-prestazionale con particolare
compromissione degli apprendimenti scolastici.
Ipostimolazione ambientale. Immaturità del
carattere.
X
X
Ritardo mentale grave con secondario disturbo del
linguaggio e dell'apprendimento in soggetto con
sindrome di Down.
X
Immaturità di grado medio. Non ha abilità
scolastiche strumentali. Gestisce i caratteri
alfabetici con le inferenze continue dell'adulto di
riferimento. Può leggere parole bisillabe ad alta
frequenza d'uso.
X
Totale alunni classi III
D. A.
D.S.A.
9
1
B.E.S.
E' in fase di attuazione l'attività di
rilevazione e monitoraggio.
CLASSE QUARTA
COGNOME E NOME
D. A.
DIAGNOSI
X
Deficit cognitivo-prestazionale e difficoltà di
apprendimento in soggetto appartenente ad
ambiente svantaggiato.
X
Deficit prestazionale in soggetto con quadro
cognitivo borderline. Gravi carenze socio-culturali.
X
Disturbo generalizzato dello sviluppo (sindrome
autistica). Disturbo del linguaggio, della relazione
e dell'adattamento. Deficit dell'autonomia.
D. S. A.
B. E. S.
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X
Disturbo del linguaggio e dell'apprendimento.
X
Difficoltà di apprendimento in soggetto con grave
instabilità
psicomotoria
e
disturbo
del
comportamento.
X
Deficit cognitivo-prestazionale in soggetto con
gravi deprivazioni socio-ambientali. Secondaria
difficoltà di apprendimento.
X
Insufficienza mentale di grado lieve
X
Disturbo dell'attenzione, dell'apprendimento e del
comportamento.
Acquisizioni
scolastiche
condizionate dal deficit attentivo. Limitata
autonomia nell'utilizzo strumentale di quanto
appreso.
X
Totale alunni classi IV
D. A.
D.S.A.
8
1
B.E.S.
E' in fase di attuazione l'attività di
rilevazione e monitoraggio.
CLASSE QUINTA
COGNOME E NOME
D. A.
DIAGNOSI
D. S. A.
X
Sindrome di Down: Deficit intellettivo di grado
medio-grave.
X
Disturbo affettivo-relazionale.
apprendimento.
Difficoltà
di
X
Deficit cognitivo-prestazionale. Emiparesi
Epilessia controllata farmacologicamente.
sx.
X
Ritardo mentale di grado medio in soggetto con
turbe comportamentali e secondario disturbo
B. E. S.
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dell'apprendimento.
X
Disturbo dell'apprendimento con difficoltà nel
padroneggiare le competenze acquisite.
X
Ritardo mentale di grado medio con disabilità
dell'apprendimento.
X
Disturbo dell'apprendimento con difficoltà
relazionale. Tendenza all'isolamento. Disturbo del
linguaggio e deficit cognitivo.
X
Totale alunni classi V
D. A.
7
D.S.A.
1
B.E.S.
E' in fase di attuazione l'attività di
rilevazione e monitoraggio.
Totale alunni con bisogni educativi speciali
D. A.
D.S.A.
B.E.S.
41
15
0
Per gli alunni certificati DSA, sono state fornite le indicazioni generali per i D.S.A. (difficoltà specifiche di
apprendimento – Dislessia), nonché le strategie didattiche e gli strumenti compensativi e dispensativi utili
per migliorare le abilità degli allievi (come da riferimento normativo, art. 10 DPR 122/2009).
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SCHEMA RIASSUNTIVO DELLE TIPOLOGIE DI HANDICAP
CLASSI
TIPOLOGIA
I
II
Sindrome di Down
Sindrome autistica
III
IV
2
2
Soggetto borderline
1
V
TOTALE
1
3
1
3
4
1
4
Ritardo mentale
1
1
4
1
3
10
Deficit cognitivo - prestazionale
6
3
4
3
2
18
Disturbi affettivo - relazionali
4
3
1
1
2
11
Deficit attentivo
Disturbi secondari del linguaggio
1
1
Disturbi del comportamento
Epilessia
2
Deficit sensoriale
1
Difficoltà prassiche
Emiparesi
Disturbi dell'apprendimento
3
2
1
7
1
2
1
4
1
3
1
1
1
1
Instabilità psicomotoria
Svantaggio socio - culturale
1
1
1
2
1
1
3
4
Tutti gli allievi presentano disturbi dell’apprendimento
di grado lieve, medio e grave.
Dall’analisi del quadro riassuntivo si evince che ci sono diversi allievi in situazione di gravità ai quali si
affiancano studenti che presentano disturbi di attenzione, di comportamento, di iperattività, di relazione
affettiva. Si sottolinea, inoltre, che in molti allievi sono presenti contemporaneamente più patologie.
Perciò, appare indispensabile valorizzare il lavoro di squadra e puntare su alcuni aspetti fondamentali:
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


DIDATTICI, che permettono agli allievi diversamente abili di avere una parte attiva nelle attività;
SOCIALI, che permettono allo studente di rimanere coinvolto in attività con i compagni, mettendo
in atto comportamenti adeguati nel contesto in cui viene espresso ed aumentando la probabilità
dell’emissione di comportamenti adeguati in altre situazioni al di fuori di quelle scolastiche,
PARALLELI, che consistono nel far praticare allo studente attività individualizzate all’interno della
classe.
Tutte le attività all'esterno dell'aula devono essere condivise con il C.d.C. e programmate nel piano
educativo individualizzato
RAGGRUPPAMENTI PER PATOLOGIE E GRAVITA’
Il numero piuttosto elevato di alunni D. A. iscritti nel nostro Istituto e la volontà di migliorare la qualità
dell’offerta formativa, inducono a rimodulare gli interventi specializzati e a programmare delle attività che
coinvolgano più ragazzi raggruppati per patologia, gravità e classi parallele.
E’ possibile individuare una serie di obiettivi comuni per tutti gli allievi con difficoltà comportamentali e
con difficoltà di apprendimento
OBIETTIVI PREVISTI
ALUNNI CON DIFFICOLTA’ COMPORTAMENTALI
ALUNNI CON DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO

Rispettare le regole

potenziare le capacità strumentali di lettoscrittura.

Incrementare l’autonomia personale

Migliorare la capacità narrativa

Abbassare il livello di ansia

Ampliare il lessico

Incrementare l’autostima

Potenziare la capacità logica

Contenere l’iperattività

Contenere l’aggressività
Inoltre, saranno costituiti piccoli gruppi formati da allievi di classi parallele per svolgere attività di
potenziamento della pratica laboratoriale, poichè si ritiene che la soluzione di tipo esperenziale costituisca
il canale preferenziale per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, in quanto, attraverso la pratica,
attraverso l'esperienza individuale e di gruppo, tende a realizzare, sulla base di quelle già compiute, nuove
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esperienze valide e necessarie per favorire lo sviluppo armonico della personalità e per realizzare una
sempre maggiore autonomia.
Le attività per gruppi saranno svolte da tutti gli allievi che seguono una programmazione individualizzata.
Sarà possibile indicare l’elenco nominativo dei suddetti gruppi dopo la stesura dell’orario delle lezioni.
LE SCELTE
Opzioni organizzative e metodologia generale per gli allievi D.A.
d) CLASSI PRIME: Nell’organizzazione delle attività di sostegno si prevedono tre fasi principali: fase
dell’orientamento, con inizio già dalla classe terza della scuola secondaria di primo grado per
consentire ad ogni soggetto di affrontare l’inserimento nella vita sociale con un ruolo “adulto”
attraverso lo sviluppo ottimale di tutte le sue potenzialità, la valutazione dell’ambiente in cui vive
e delle risorse ivi presenti, l’acquisizione di una capacità decisionale orientata alla realizzazione
delle sue aspirazioni; fase dell’accoglienza, l’ingresso nella nuova realtà scolastica è un momento
importante per gli allievi, il punto chiave di questo approccio è nella lettura del gruppo classe
come organismo costituito da più elementi, coinvolti in relazioni multiple a diversi livelli di
complessità; fase dell’inserimento, la parte predominante di questa fase riguarda la stesura della
programmazione personalizzata, sia essa divergente o attinente alla programmazione di classe.
e) CLASSI SECONDE: è previsto un orientamento interno che guidi gli allievi nella scelta del corso di
monoennio più confacente alle loro attitudini.
f)
CLASSI TERZE: continua l’orientamento interno per guidare gli allievi nella scelta del corso postqualifica più idoneo alle capacità ed alle loro aspettative lavorative.
g) CLASSI QUARTE. è necessaria una nuova fase di accoglienza perché il gruppo classe è costituito ex
novo;
h) CLASSI QUINTE: continua l’orientamento interno per guidare l’allievo nell’approccio al mondo del
lavoro.
La metodologia verte su alcuni aspetti fondamentali:
1) la responsabilità organizzativa, la scuola attuerà tutte le procedure possibili per rimuovere gli
ostacoli di natura architettonica, adattare gli orari di lezione, la composizione del gruppo classe.
2) La presenza di risorse aggiuntive, oltre la comune dotazione di insegnanti curriculari e di
sostegno, in funzione dei bisogni educativi specifici dell’allievo diversabile, nella classe possono
intervenire anche operatori con professionalità diverse da quella docente.
3) La cooperazione scuola-famiglia, la partecipazione attiva delle famiglie con le quali si condividono
processi decisionali e scelte operative.
4) Il coinvolgimento diretto del Dirigente Scolastico, l’integrazione non viene delegata, ma seguita
personalmente dal D.S.
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5) Comportamento cooperativo tra gli insegnanti di sostegno e curriculari, non vi è l’esercizio della
delega e gli insegnanti operano come gruppo di conduzione della classe.
6) Tutorato, per sperimentare forme di aiuto reciproco e di rispetto l'uno per l’altro.
Le attività didattiche:
Si mantiene un collegamento tematico tra l’attività didattica della classe e l’insegnamento
individualizzato. Il grado di partecipazione varia.
Adattamenti didattici: sono diretti a raggiungere la partecipazione attiva e sociale in classe e a fornire
insegnamento sugli obiettivi di apprendimento individualizzati.
Strategie di partecipazione sociale: mirano a mantenere la connessione con il gruppo tramite la
partecipazione sociale, anche senza arrivare ad una partecipazione didattica attiva.
Attività parallele, lo studente sta insieme ai compagni, ma lavora individualmente. L’insegnante
specializzato mantiene il collegamento con la lezione di classe anche se la partecipazione sociale è minima.
ATTIVITA’ DI AMPLIAMENTO E ARRICCHIMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA DA SVOLGERSI IN ORARIO
AGGIUNTIVO:
La presenza di un rilevante numero di allievi diversabili comporta l’esigenza di definire dei percorsi
formativi mirati alla promozione della loro integrazione scolastica e sociale al fine di realizzare una
effettiva dimensione inclusiva della Scuola. La scelta di metodologie e strategie didattiche specifiche in un
contesto efficace ed efficiente, consente all’allievo D. A. di pervenire all’acquisizione di conoscenze,
competenze ed abilità spendibili in ambito personale, sociale e lavorativo.
I progetti per l’anno scolastico 2013/2014 devono essere strutturati come indicato di seguito:




Destinatari: allievi D.A. e/o D. S. A. - B. E. S.
A più firme;
Sviluppati secondo lo schema: "Chi fa" - "Che cosa" - "Dove" - "Quando" - Strumenti Obiettivi:
- Potenziamento delle attività professionali;
- Generalizzazione degli apprendimenti:
- Consolidamento e rafforzamento delle attitudini e delle buone condotte.
Ciò che preme sottolineare è che ogni ipotesi di progetto deve offrire possibilità formative a 360°,
consapevoli che una reale inclusione non può limitarsi ad una “socializzazione in presenza”, ma interessa
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più direttamente i saperi e i contenuti della classe, opportunamente semplificati e costruiti a misura del
singolo allievo.
4. IL PIANO E LA VALUTAZIONE
Gli studenti vengono accolti dai docenti del Consiglio di Classe, del quale fa parte a pieno titolo il docente
specializzato. Il C.d.C. è responsabile dell’azione formativa dell’alunno disabile, dal momento della
programmazione fino a quello della valutazione finale e collabora all’elaborazione dei documenti
conoscitivi e progettuali che lo riguardano (P.E.I. e P.D.F.).
Le finalità e gli obiettivi del piano educativo – didattico annuale di ogni C.d.C. valgono anche per gli alunni
D.A. che sono in grado di seguire tale percorso, seppure con modalità e tempi diversi. Qualora il C.d.C.
ritenesse necessario predisporre un P.E.I. differenziato, con obiettivi non conformi o, comunque, non
globalmente riconducibili ai Programmi Ministeriali, ottenuto il formale assenso della famiglia, sulla base
del P.D.F. e tenendo conto delle effettive risorse dello studente, saranno programmati obiettivi didattici e
contenuti culturali diversificati, ma comunque agganciati alla programmazione di classe.
In ogni caso, gli alunni D.A.:



Opereranno prevalentemente all’interno della classe e verranno coinvolti nelle attività, compresi i
lavori di gruppo;
Disporranno, se necessario, di schede semplificative dei contenuti affrontati dalla classe e/o di
eserciziari adeguati ai livelli cognitivi individuali e ai tempi di apprendimento;
Parteciperanno a progetti individuali e/o collettivi finalizzati alla realizzazione di percorsi di
integrazione e di formazione, anche professionale.
LA VALUTAZIONE
La valutazione degli allievi disabili, per il suo carattere formativo ed educativo e per l’azione di stimolo che
esercita, avrà sempre luogo.
Dopo un primo periodo di inserimento scolastico, il C.d.c. propone alla famiglia il tipo di valutazione che
ritiene possa essere più adeguata. Nonostante questa proposta, alla famiglia è lasciata la possibilità di
scegliere la valutazione più opportuna, consapevole che tale scelta non pregiudica la possibilità di
avvalersi dell’aiuto dell’insegnante di sostegno. Se questa scelta non concorda con la proposta del C.d.c.,
la famiglia dovrà compilare l’apposito modello di non assenso e dovrà comunicarlo al D.S. entro i termini
stabiliti.
Agli alunni saranno proposte le prove alle scadenze prestabilite e con le modalità fissate nel P.E.I.. Nel caso
di un P.E.I. differenziato, si procederà alla valutazione dell’apprendimento considerando i risultati del
percorso formativo e, in fase di scrutinio finale, si delibererà l’ammissione alla frequenza della classe
successiva o la ripetenza . Quest’ultima è utile soprattutto per il 3° anno considerato l’indirizzo di studi del
nostro Istituto al fine di permettere ai ragazzi un maggiore potenziamento delle loro abilità.
Per la scuola superiore sono possibili due tipi di valutazione:
a) uguale a quella di tutti gli alunni se lo studente in situazione di handicap segue la
programmazione della classe;
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b) differenziata se lo studente in situazione di handicap segue una programmazione diversa e
costruita sulle sue reali capacità.
Nel caso di programmazione differenziata, in calce alla pagella compare la seguente dicitura: “ la
presente votazione è riferita al P.E.I. e non ai programmi ministeriali ed è adottata ai sensi dell’art. 15
dell’O.M. n. 90 del 21 maggio 2001”
I voti hanno valore legale solo ai fini della prosecuzione degli studi per il raggiungimento degli obiettivi del
P.E.I
INTERVENTI DI INTEGRAZIONE DEI DOCENTI CURRICULARI
Laddove non sia necessaria la programmazione di attività differenziate ed individuali al di fuori della
classe, le attività di sostegno dovranno svolgersi in classe o in gruppo.
A tale scopo, i docenti di classe, in collaborazione con i docenti di sostegno, dovranno provvedere a:
a) l’individuazione degli obiettivi minimi disciplinari, indispensabili per la programmazione
individualizzata degli insegnanti di sostegno e per la corretta valutazione dei progressi degli alunni
disabili;
b) la progettazione, il monitoraggio e la valutazione dei programmi per obiettivi minimi svolti dagli
alunni diversamente abili, in particolare durante le ore non coperte dai docenti di sostegno;
c) la programmazione di attività di insegnamento e di recupero in gruppi interni alla classe;
d) la programmazione di momenti di analisi e discussione dei diversi stili di apprendimento e metodi
di studio degli allievi.
E’ necessario, inoltre, che il docente favorisca la vicinanza e assegni compagni che aiutino l’alunno con
disabilità e che crei un clima relazionale accogliente e sereno, fattore ineludibile per una equilibrata ed
armonica crescita e per un efficace sviluppo della personalità.
INTERVENTI DI INTEGRAZIONE DEL PERSONALE ATA
I collaboratori scolastici partecipano all’integrazione degli allievi diversabili secondo i seguenti compiti:
a) In caso di malore, svolgono funzioni di vigilanza e presidio in attesa dell’intervento specialistico;
b) forniscono aiuto e assistenza agli studenti diversabili all’ingresso e all’uscita e negli spostamenti
all’interno dell’istituto.
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10. RECUPERO INSUFFICIENZE
MATURATE IN CORSO D'ANNO
AZIONI DI SOSTEGNO - VERIFICHE
FINALI
- Le attività sono regolamentate dal
Decreto
Ministeriale 3 ottobre 2007, n. 80 che si richiama.
ORGANIZZAZIONE CORSI DI SOSTEGNO E DI RECUPERO
Ad alunni e genitori dovrà essere illustrata con chiarezza l'attività proposta e i suoi obiettivi:
- La frequenza all'attività di sostegno e recupero è un obbligo per lo studente e una modalità di verifica, a
disposizione del docente per valutare i progressi dell’attività di insegnamento-apprendimento;
- Ai corsi di recupero sono ammessi, a seguito di deliberazione dei Consigli di classe, gli alunni che hanno
conseguito delle valutazioni gravemente insufficienti e che non hanno un numero di assenze superiori ad
¼ dell’orario annuale personalizzato.
Le attività di sostegno e recupero dovranno essere realizzate attraverso soluzioni organizzative e
didattiche diverse, in una ricchezza di esperienze attraverso cui articolare il percorso formativo finalizzato
ad innalzare il tasso di successo scolastico.
Saranno messe in campo:
- Attività ricorrenti rivolte alla classe nel suo insieme di "pausa didattica" in cui si rallenta lo sviluppo della
programmazione per recuperare e consolidare le conoscenze
- Attività rivolte a piccoli gruppi (o singoli) in itinere;
I singoli consigli di classe stabiliranno i tempi, la durata e le verifiche, come deliberato in collegio dei
docenti
Azioni di sostegno e di verifica predisposte dall’Istituto
Saranno partecipate, per iscritto ,alle famiglie degli studenti coinvolti nei piani sia le modalità di
erogazione sia gli esiti delle verifiche
- Durata degli interventi: non inferiore a 15 ore, estendibile a 20 ore, in orario extracurricolare;
- Destinatari: Studenti singoli/gruppi (15, max 20) di studenti con carenze omogenee nelle stesse
discipline, provenienti anche da classi parallele;
- Partecipazione: obbligatoria per gli studenti identificati, a meno di rinuncia scritta inoltrata dai genitori.
Anche in questo caso però, non decadrà l’obbligo per lo studente di sottoporsi a verifica;
- Organizzazione Recupero: a carico della Scuola, con la seguente temporizzazione:
SEDE CENTRALE: VIA NAPOLI - NOCERA INFERIORE (SA) - TEL. 081 5175999 - FAX 081 5170491 SUCCURSALE: VIA SCARANO NOCERA INFERIORE (SA) - TEL. 081 5179627 - FAX 081 928348
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STITUTO PROFESSIONALE STATALE PER I SERVIZI ENOGASTRONOMICI E DELL'OSPITALITÀ ALBERGHIERA "DOMENICO REA"

Entro la fine del mese di gennaio, gli alunni in ritardo saranno sottoposti ad una verifica ulteriore
(preceduta da una pausa didattica);

Nel caso in cui vi sia la necessità di recuperare le lacune non colmate durante l’anno, sono previsti
ulteriori interventi di recupero;

il Consiglio di classe continuerà a coinvolgere l’allievo in azioni di recupero e, alla fine dell’anno, in
assenza di miglioramento, delibererà per la non ammissione all’anno successivo.
Indicazioni metodologiche ed organizzative per le attività dette :

per le iniziative di recupero sia curricolari che extracurricolari, a cura dei Coordinatori dei Consigli
di classe, dovranno essere informati i genitori degli alunni interessati circa le motivazioni, i risultati
attesi, i contenuti,la durata,il periodo di svolgimento;

Saranno assicurate anche da docenti non appartenenti al Consiglio della classe;

Verranno costituiti piccoli gruppi di alunni, anche di classi diverse, con analoghe carenze,sia pure
con livelli differenziati di competenze, per favorire un apprendimento cooperativo;

Verrà privilegiata una didattica breve
: individuazione delle insufficienze e delle
carenze,determinazione delle priorità ,predisposizione di interventi intensivi e mirati,verifica dei
risultati conseguiti,informazione ai genitori,riavvio eventuale del percorso;

Strategie didattiche : tutoring ,apprendimento cooperativo

Strumenti operativi : Schede autocorrettive,workbook,libri di testo alternativi, materiali didattici
integrativi(sussidi e materiali audiovisivi,software dedicato etc…), ripetizione di argomenti e
presentazione collettiva,lavoro di gruppo

in orario curricolare ,l’attività di recupero destinata a piccoli gruppi di alunni ( max 7 )può
coincidere – contemporanemente - con quella di consolidamento o di valorizzazione
dell’eccellenza da destinare a gruppi più ampi di studenti,e va curata anche da uno dei docenti
tenuti al completamento d’orario ;

in orario extracurricolare ,fermo restanti i piccoli gruppi, viene adeguatamente programmata
Tutte le azioni predette troveranno annotazione essenziale nel Giornale del professore e, in seduta
consiliare, nel verbale del Consiglio anche con riguardo agli esiti dell’ attività.
ALUNNI CON INSUFFICIENZE – predisposizione prove
- Per coloro che abbiano riportato gravi insufficienze in una o più discipline saranno comunicati i processi
didattici e di verifica , predisposti all’uopo:
Modalità: Colloquio per le discipline orali, prova scritta e colloquio, per le discipline scritte o di indirizzo;
Docenti: la docenza sarà affidata ai docenti della disciplina.
Documenti: Per fronteggiare possibili contestazioni sugli esiti delle prove, le verifiche saranno
documentate, registrate e custodite.
Per gli studenti che allo scrutinio finale riportassero insufficienze tali da determinare la sospensione del
giudizio, sarà data preventivamente comunicazione scritta alle famiglie.
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11. ORGANISMI DI
COORDINAMENTO DIDATTICO
ED ORGANIZZATIVO,
INTERNI AL COLLEGIO DOCENTI
I DIPARTIMENTI
Il Collegio dei Docenti procede alla programmazione didattico-educativa articolandosi in gruppi di docenti
suddivisi per ASSI ED DIPARTIMENTI disciplinari.
Elenco dei dipartimenti:
ASSI
LINGUISTICO
STORICO ECONOMICOSOCIALE
MATEMATICOSCIENTIFICO
TECNICO
SCIENTIFICO
DISCIPLINE
LINGUA ITALIANA
LINGUE STRANIERE
STORIA
ARTE
IRC
Dipartimento
Dipartimento
Dipartimento
Dipartimento
Dipartimento
Dipartimento
1
2
3
4
5
6
SCIENZE ALIM.CHIMICA
CUCINA
SALA
EDUC. FISICA
PSICOCOMUN.
RICEVIMENTO
GEOGR.ECONO
MICA
LINGUA
STORIA
ARTE
IRC
ITaL.
LINGUE
STRANIERE
DIRITTO
ECONOM.AZ.GEOGRAF.ECON.MATEMATICA
FISICA
SCIENZE TERRA
SCIENZA ALIMENTI
LABORATORI CUCINA
SALA
RICEVIMENTO
DIRITTO
ECONOM.AZ.GEOGRAFIA EC.
MATEMATICA
FISICA
SCIENZE TERRA
L'attività di coordinamento di ciascun dipartimento è affidata ad un docente nominato all'inizio dell'anno
dal dirigente scolastico, su designazione del dipartimento, in relazione alle esperienze acquisite negli anni
precedenti ed alle capacità di organizzare e promuovere attività di lavoro.
Compiti del coordinatore di dipartimento sono:
- presiedere le sedute;
- indirizzare i docenti verso gli orientamenti metodologici della scuola;
- affidare la verbalizzazione delle sedute;
- riferire alla presidenza i bisogni del gruppo docente;
- offrire indicazioni e materiali di orientamento ai nuovi docenti;
- impegnarsi affinché i materiali e le esperienze degli anni precedenti costituiscano sempre un patrimonio
“vivo” di tutto il gruppo;
- promuovere l’individuazione di percorsi multi e interdisciplinari.
Gli incontri dei dipartimenti di materia avvengono quando se ne presenti la necessità e comunque sulla
base del calendario annuale delle attività allegato
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Compiti del dipartimento:
- analisi e discussione del Piano dell’Offerta Formativa;
- progettazione e programmazione delle attività individuate nel P.O.F.;
- organizzazione delle attività integrative dell’offerta formativa;
- proposte riguardanti l'autonomia didattico-organizzativa;
- scelta dei test d’ingresso;
- individuazione degli obiettivi formativi;
- individuazione degli obiettivi disciplinari declinati in termini di comportamenti attesi;
- elaborazione curricolo;
- individuazione e definizione dei moduli e delle unità didattiche;
- aggiornamento dei contenuti disciplinari e delle metodologie utilizzate;
- elaborazione della programmazione didattica disciplinare ed individuazione di aree
multidisciplinari e/o interdisciplinari;
- proposte di acquisto di sussidi didattici;
- individuazione degli strumenti di verifica;
- programmazione delle attività dell’area di approfondimento;
- programmazione delle attività di orientamento;
- programmazione delle attività per il sostegno e/o il recupero;
- coordinamento prove interdisciplinari e prove finali per gli esami di qualifica;
- proposte adozioni libri di testo;
- individuazione dei criteri di valutazione e dei criteri per la formulazione dei giudizi
complessivi;
- verifica delle attività integrative dell’offerta formativa;
IL CONSIGLIO DI CLASSE
É composto dai docenti di ogni singola classe, da due rappresentanti degli studenti, da due rappresentanti
dei genitori della classe.
É presieduto dal Dirigente scolastico o dal coordinatore designato se delegato.
Al Consiglio di classe con la sola presenza dei docenti spetta:
- la realizzazione del coordinamento didattico e del rapporto interdisciplinare;
- la condivisione , pur nella loro libertà d’insegnamento, dei modelli didattici e delle opzioni
metodologiche anche ai fini della progettazione di percorsi didattici multidisciplinari;
- la valutazione periodica e finale degli alunni.
Al Consiglio di classe con la presenza di tutte le componenti spetta:
− esaminare l’andamento didattico generale;
− formulare al Collegio dei docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica, ad iniziative di
sperimentazione, all’adozione dei libri di testo;
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- adozione di provvedimenti disciplinari
− agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori e alunni.
Il Coordinatore di classe
Il Coordinatore nell’ambito del Consiglio di classe ha un ruolo di guida nel favorire il rapporto e la
comunicazione tra i membri e nel rendere proficuo il lavoro; egli cura in modo particolare i rapporti tra gli
alunni, i loro genitori e il Consiglio di classe:
- riferisce agli alunni, dopo ogni Consiglio di classe, la valutazione complessiva riportatae li avverte, come
classe o singolarmente, dei problemi che possono essere stati riscontrati;
- interviene a supporto della motivazione dello studente, per orientare, rafforzare o dare avvio a processi
di riorientamento;
- si fa tramite tra gli alunni e la Presidenza o gli altri insegnanti del Consiglio di classe, ogni volta che se ne
presenti la necessità;
- avverte formalmente i genitori di quegli alunni segnalatisi per assenze, ritardi e scadente impegno e
risultati, nonché per gli interventi di recupero predisposti, gli esiti finali;
- cerca, o con l'organizzare appuntamenti con altri insegnanti, o attraverso la propria informazione
complessiva, di venire incontro, per quanto riguarda i colloqui, a quei genitori che non hanno la possibilità
di usufruire delle ore di ricevimento ordinarie;
Il Coordinatore costituisce un preciso punto di riferimento sia per i docenti che per il Capo d’istituto
relativamente a questioni di natura didattico-educativa nonché pratico- organizzativa inerenti la classe
stessa. Sarà altresì responsabile di tutti i necessari adempimenti formali quali la raccolta delle
programmazioni individuali, delle relazioni, verbalizzazioni…
I Consigli di classe nella loro pienezza, quando cioè sono "aperti" ai rappresentanti di genitori e studenti,
costituiscono uno dei momenti privilegiati per stabilire una comunicazione efficace tra docenti, alunni,
famiglie.
Nel Consiglio il coordinatore, dopo avere dato una breve sintesi sull'andamento didattico disciplinare della
classe, cede la parola a genitori e studenti, che presentano temi di discussione, problemi, richieste di
spiegazioni, o comunque le loro osservazioni sia su ciò che è stato detto, sia su quello che capita nella
classe.
Questa attività di coordinamento è affidata ad un docente della classe, nominato all'inizio
dell'anno dal dirigente scolastico su designazione del Consiglio e in relazione alle esperienze acquisite
negli anni precedenti ed alle capacità di organizzare e promuovere attività di lavoro.
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12. ORGANISMI DI RAPPRESENTANZA DEGLI
STUDENTI
LE ASSEMBLEE STUDENTESCHE
Sono regolamentate dallo Statuto degli studenti e delle
studentesse nonché dal Regolamento di Istituto ai quali si rimanda.
IL COMITATO STUDENTESCO
Il comitato studentesco è l’espressione dei rappresentanti degli studenti nei Consigli di classe, la cui
costituzione e funzionamento sono regolamentate dal Regolamento di Istituto a cui si rimanda. Il
Comitato studentesco, integrato con i rappresentanti degli studenti nel Consiglio d’istituto, formula
proposte ed esprime pareri in ordine alle iniziative complementari ed integrative volte a realizzare la
funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile. Per lo svolgimento delle sue
attività il Comitato adotta un regolamento interno, promuove attività di autofinanziamento ed esprime un
gruppo di gestione per un'ordinata realizzazione delle iniziative complementari ed integrative.
Non sono però applicabili a tale comitato le particolari agevolazioni che la legge prevede per le assemblee
studentesche di classe o di istituto: cioè la possibilità di svolgere dibattiti in ore coincidenti con l’orario
delle lezioni e di organizzare dibattiti con la partecipazione di esperti. Tuttavia, compatibilmente con la
disponibilità di locali e con le esigenze di funzionamento della scuola, il dirigente scolastico, previa
deliberazione del Consiglio d'istituto, potrà consentire, di volta in volta, l’uso di un locale scolastico per le
riunioni del comitato studentesco, da tenersi fuori dell’orario delle lezioni.Il Comitato si può articolare in
gruppi di lavoro e commissioni.
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13. INFORMAZIONE AI GENITORI
CRITERI ED ORIENTAMENTI
13.1 Informazione ai genitori
I genitori degli alunni ,nel rispetto delle norme che tutelano la privacy, possono chiedere di incontrare il
dirigente e i docenti nei giorni e nelle ore previste. Essi possono altresì chiedere di accedere a tutta la
documentazione valutativa che direttamente interessa i propri figli.
13.2 Incontri programmati : al termine del BIMESTRE E DEL QUADRIMESTRE, i docenti di ciascuna
classe/sezione ,nel corso di apposito incontro,incontrano ed informano i genitori di ciascun alunno dei
progressi compiuti,delle difficoltà emerse,delle azioni intraprese o da intraprendere.
I predetti incontri sono calendarizzati nel Piano Annuale. I coordinatori di classe ne daranno notizia ai
genitori tramite i loro figli.
13.3 Informazione sulla valutazione intermedia e finale :
Il pagellino/la pagella - che rispettivamente esprimono in forma chiara, sintetica, esplicita i risultati ed i
progressi conseguiti dall’alunno - vengono consegnate ed illustrate :
1. informazione intermedia bimestrale – pagellino : 25 novembre 2013 per Via Napoli ore 16,30; 27
novembre 2013 succursale ore 16,30;
2. informazione fine 1° quadrimestre: 4 febbraio 2014 Succursale ore 16,30 ; 6 febbraio 2014 via
Scarano ore 16,30
3. informazione intermedia bimestrale – pagellino: 11 sprile 2014 Via Napoli ore 17.00; 14 aprile
2014 Succursale 17.00
4. informazione scrutinio finale: 14 giugno 2014 ore 09.00 Via Napoli e Succursale - il Coordinatore
incontra i genitori degli studenti non ammessi o con sospensione di giudizio e provvede ad
informarli adeguatamente .
5. pubblicazione degli esiti finali all’albo di Via Napoli: 16 giugno 2014 ore 13.00 .
13.4 Incontri non programmati : ogni docente riceve i genitori ogni settimana in un’ora ed un giorno
fissato, non coincidente con il proprio orario delle lezioni, come tabella pubblicata sul sito web.
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14. GLI ALUNNI
CRITERI ED ORIENTAMENTI
14.1 ATTIVITA’ DI CURA, DI ACCOGLIENZA E CONOSCENZA
14.1.1 durante il primo mese di scuola le attività saranno prevalentemente dedicate ad attività di
conoscenza degli studenti: accertamento delle competenze culturali, sociali e relazionali; loro modi di
apprendere e di interagire; incontri con testimoni della scuola(studenti delle classi successive) in ordine
ad esperienze scolastiche e professionali particolarmente significative professionali, ai modi di organizzare
lo studio; incontri con testimoni significativi del mondo del lavoro, della cultura, delle arti.
14.1.2 Nel corso della giornata scolastica, tra la terza e la quarta ora di lezione, il docente presente
consentirà momenti, sia pure brevi nell’ordine dei 10 minuti, di ricreazione all’interno dell’aula. Il martedì
per il biennio comune e il giovedì per il secondo biennio i docenti della sesta ora consentiranno 15 minuti
di pausa che si prolungheranno per altri 10 minuti della settima ora per consumare il pranzo al sacco.
14.1.3 Il contrasto del bullismo sarà esercitato con attenta e costante attività di vigilanza ed un servizio di
ascolto e di sostegno alla persona, alla famiglia. Continuerà, pertanto, il funzionamento per una volta a
settimana dello sportello di ascolto a cura di personale esperto.
14.1.4 Per coordinare le specifiche ed ulteriori iniziative, anche di partecipazione, tra cui l’elezione dei
rappresentanti di classe e di istituto ed insediamento del comitato studentesco; incontri con testimoni
significativi sui temi della “cittadinanza”, del “senso del vivere”,con rappresentanti del mondo del lavoro;
programmazione delle attività del comitato,delle assemblee, dei gruppi di lavoro
14.1.5 a tali fini, è designata una funzione strumentale specifica, affiancata da un gruppo di lavoro, a
sostegno delle attività degli studenti
14.2 CONTINUITA’,ORIENTAMENTO E SCELTA
14.2.1 costituzione della commissione continuità ed orientamento,coordinata da una funzione
strumentale, che avrà il compito di promuovere e realizzare :
 Iniziative di orientamento per gli studenti del biennio e del biennio post-qualifica
 in corso d’anno,incontri tra insegnanti e tra alunni delle classi terminali ed iniziali per
accompagnare e facilitare il passaggio, migliorare il coordinamento dei curricoli;
 attività di incontro con studenti e docenti delle scuole medie non soltanto limitate alle classi
terze ipotizzando anche percorsi temporanei di lavoro e di scambio
 attività di incontro con l’orientamento universitario, il mondo del lavoro e della cultura
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14.3 ATTIVITA’ di Integrazione scolastica degli alunni D.A.
Per la migliore integrazione scolastica ,la scuola attiva le
seguenti strutture di riferimento :

Gruppo di lavoro per la INCLUSIVITA’ : è composto
dai rappresentanti dei docenti di sostegno in servizio
e dei docenti delle classi che accolgono persone
disabili; dal consulente della scuola; dal responsabile
dei servizi sociali del Comune,dal rappresentante
dell’ASL ove designati. E’ presieduto dal Dirigente
scolastico o da un suo delegato. Ha il compito di curare ,con l’integrazione di varie competenze ,
l’elaborazione e la verifica del P.E.i. ed i livelli di coerenza con il Piano dell’Offerta Formativa .Nella
fase di elaborazione del PEP il gruppo è integrato dalla presenza dei genitori dell’alunno
interessato. In allegato il piano della inclusività

Sezione didattica dell’Ufficio di Segreteria con il compito di curare gli aspetti amministrativi
connessi .
Una parola sull’ utilizzazione dell’insegnante di sostegno. Non va assolutamente banalizzata nel “recinto”
del “ docente unico per l’alunno unico “. Il suo impiego professionale è di fatto integrante e non
aggiuntiva. La sua azione si incardina all’interno della classe in cui è accolto l’alunno d.a. e vanno
valorizzate anche a profitto dell’intera classe le sue competenze nel settore della didattica differenziata.
Insomma, una contitolarità piena, non “congelata”, ma aperta sull’andamento generale ed individuale del
gruppo classe e dei vari gruppi di apprendimento.
In concreto, la competenza dell’insegnante di sostegno sarà utilizzata
- “orizzontalmente” affidandole l’alunno d.a. sia durante le attività della classe sia per interventi
individualizzati;
- “ verticalmente” affidandole la responsabilità anche di un piccolo gruppo di studenti, della stessa
classe o di classi diverse, da seguire nelle attività di un laboratorio o in attività di recupero, utilizzando al
meglio sussidi,spazi ed attrezzature, ivi comprese le stazioni multimediali dedicate con il software
specifico.
L’articolazione delle attività, la suddivisione degli incarichi verrà definita nel Consiglio di classe nel corso
dell’attività di programmazione bimestrale.
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15. ADOZIONE DEI LIBRI DI TESTO
In attuazione dell’art. 1 comma 63 della Legge Finanziaria dell’anno 2007, le scuole hanno
potuto accedere a consistenti risorse economiche per dotarsi di strumenti informatici per
un migliore sviluppo della didattica.
Questa circostanza consentirà alle singole Istituzioni scolastiche di lavorare allo sviluppo dei contenuti
didattici digitali, di renderli disponibili e parimenti, accedere a quelli elaborati da omologhe istituzioni.
La circolare ministeriale n. 16 del 10 febbraio 2009 detta, per l’anno scolastico 2009/2010,
criteri, tempi e procedure e invita al rispetto dei seguenti vincoli:
- Adozione del libro di testo – Cadenza: sei anni.
- Non modificabilità della scelta nell’arco dei sei anni.
- Attuazione della scelta nell’ambito dei testi a stampa, che l’editore si impegnerà a non modificare per
cinque anni (fatta salva l’eventualità di un’edizione scaricabile on line, o mista).
- Il passaggio progressivo a testi on line o misti a partire dalle adozioni dell’a.s. 2009/2013
L’onere per l’acquisto dei testi scolastici deve risultare contenuto e quindi il meno gravoso
possibile per le famiglie.
Deve essere in ogni caso evitata l’adozione dei testi che, giudicati di pari valore didattico, siano più costosi
e più pesanti. Non può essere prescritto l’acquisto di libri dei quali la lettura nel corso dell’anno sia
soltanto consigliata o suggerita.
Nel caso di classi di nuova istituzione all’inizio dell’anno scolastico, cui si riferiscono le adozioni già
deliberate, i docenti sceglieranno liberamente i testi tra quelli in corso di adozione nelle classi parallele.
Non è consentito sostituire il libro di testo adottato a seguito di deliberazione del Collegio
dei docenti.
É bene che nella fase preliminare del procedimento i Collegi dei docenti prevedano apposite
modalità di valutazione dei contenuti dei testi in uso e dei testi proposti, promuovendo la costituzione di
comitati misti ( docenti, genitori, studenti ) o di altri momenti collegiali di valutazione o di appositi
dipartimenti di area disciplinare.
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15. LA FORMAZIONE DEL PERSONALE
La formazione del personale deriva dai seguenti
bisogni:
15.1 sostenere il personale docente nel settore della didattica e dell’aggiornamento disciplinare
quello ata nello specifico settore di competenza
e
15.1.1 Attività:
Finanziamento fondi strutturali 2007- 2013:
-
completamento dei progetti finanziati per il 2013
-
Progettazione a partecipazione al PON FESR ASSE II OBIETTIVO C 1,C3,C5 relativamente al
miglioramento della vivibilità degli ambienti scolastici e per l’ecosostenibilità
-
Partecipazione ad ulteriori avvisi progettuali
15.1.2 Attività obbligatorie ai sensi dell’art. 20 del D.Lgvo 80/2008
FINANZIAMENTO LEGGE 440/97 E LEGGE 626/94 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI
 formazione/informazione sulle norme riguardanti la sicurezza sul lavoro e sul trattamento dei
dati (tutto il personale) 6 ore
 sicurezza ed emergenza: autoformazione con strumentazione multimediale del coordinatore
dell’emergenza e dell’addetto agli impianti tecnologici; dei preposti( docenti di e.f.; docenti di
sostegno,docenti addetti ai viaggi/visite di studio; docenti e studenti in stage; dsga; docenti
responsabili di sede; itp;) 12 ore
 formazione dell’unità di prevenzione e protezione antincendio (riservata al personale ATA):
autoformazione con strumentazione multimediale 12 ore + esame per il patentino
 formazione dell’unità di primo soccorso, riservata al personale docente n.12 ed ATA n.20,
ore 12
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16. ACCORDI – INTESE –
CONVENZIONI - PARTENARIATI
Accordi:
Aziende disponibili ad accogliere studenti per l’attività di stage
Educazione degli adulti – intesa con CTP presso SMS “Genovesi” Nocera Inferiore assolvimento
obbligo di istruzione adulti
Confindustria – Salerno, accordo per le attività di orientamento e formazione professionale
Partenariati per le attività transnazionali:
UTEC di Marne la Vallée
Faculté des metieres – Essonne - Evry
Repubblica CECA : S S S S Stredni Skola Spolecneho Stravovani - Ostrava
Norvegia: Thor Heyerdahl videregaende skole - Larwik
SEDE CENTRALE: VIA NAPOLI - NOCERA INFERIORE (SA) - TEL. 081 5175999 - FAX 081 5170491 SUCCURSALE: VIA SCARANO NOCERA INFERIORE (SA) - TEL. 081 5179627 - FAX 081 928348
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IISTITUTO
PROFESSIONALE STATALE PER I SERVIZI ENOGASTRONOMICI E DELL'OSPITALITÀ ALBERGHIERA "DOMENICO REA"
STITUTO PROFESSIONALE STATALE PER I SERVIZI ENOGASTRONOMICI E DELL'OSPITALITÀ ALBERGHIERA "DOMENICO REA"
FUNZIONIGRAMMA
Cognome e nome
Funzione
Compiti e competenze/deleghe
Vincenzo Petrosino
Dirigente Scolastico
Proprie
Antonietta D’Urso
Collaboratore del D.S.
Vicario, come da atto a parte;
responsabile dello staff
Antonio Campitiello
Collaboratore del D.S.
Responsabile coordinatore settore
tecnico-professionale ed eventi
Antonietta Modestino
Direttore dei Servizi Generali
Amministrativi
Proprie
Prof. Lorenzo Rispoli
Funzione Strumentale 1
servizio ai docenti – didattica
Funzione Strumentale 2
Prof. Antonio Pizzarelli
agli studenti
Coordinamento delle attività
progettuali ed organizzative del
corso serale
Sostegno all’attività dei docenti con
riguardo particolare al
coordinamento dei percorsi di
cittadinanza e costituzione.
Prof. Filomena Di Flumeri
Funzione Strumentale 3
partenariati e progetti europei
di mobilità
Coordinamento dei rapporti di
partenariato e dei progetti europei
connessi alla mobilità
transnazionale
Prof. Giuseppina D’Arienzo
Funzione Strumentale 4
alternanza scuola lavoro
Coordinamento attività di
programmazione e realizzazione dei
progetti di alternanza
Funzione Strumentale 5
orientamento degli studenti in
ingresso e degli studenti interni.
Coordinamento attività di sostegno
agli studenti con riguardo
particolare all’orientamento degli
studenti in ingresso nel passaggio
1°/2° ciclo e degli studenti interni
delle classi seconde per la scelta del
percorso di specializzazione.
Funzione Strumentale 6
comunicazione e sito web
Sostegno ai docenti, all’utenza, ai
cittadini con riguardo particolare
all’informazione comunicazione
tramite il sito web della scuola.
Prof. Carmela Basile
Prof. Carlo Cascone
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PROFESSIONALE STATALE PER I SERVIZI ENOGASTRONOMICI E DELL'OSPITALITÀ ALBERGHIERA "DOMENICO REA"
STITUTO PROFESSIONALE STATALE PER I SERVIZI ENOGASTRONOMICI E DELL'OSPITALITÀ ALBERGHIERA "DOMENICO REA"
COORDINATORI DEI CONSIGLI DI CLASSE
CLAS
SE
COGNOME
NOME
CLASSE
COGNOME
NOME
1A
Prof . FERRI
ANTONIETTA
2A
Prof . GRIMALDI
ADRIANA
1B
Prof. D’ANZILIO
BRUNA
2B
Prof . ACERRA
ANNUNZIATA
1C
Prof. VUOLO
TERESA
2C
Prof . CASCONE
CARLO
1D
Prof. DE FILIPPO
DOMENICO
2D
Prof . MANZI
MICHELE
1E
Prof AMATO
FILIPPO
2E
Prof . COLELLA BISOGNO
RITA ROSA
1F
Prof . FERRAIOLI
BRUNO
2F
Prof AMBROSIO
FILIPPO
1G
Prof . IANNONE
RAFFAELE
2G
Prof . MANZI
EUGENIO
1H
Prof. PISANI
MARIA ROSARIA
2H
Prof. VILLANI
FILOMENA ANNA
1I
Prof GUERRASIO
CLELIA
2I
Prof . TREZZA
ROSARIA
1L
Prof. LA PIETRA
DOMENICO
2L
Prof. NAPOLI
VINCENZO
1M
Prof . SERIO
EMILIA
2M
Prof . RUSSO
MARIANO
1N
Prof. AVOSSA
DANIELA
2N
Prof . SPINELLI
MARIA CRISTINA
1O
Prof. DI FILIPPO
SABINA
2O
Prof . GALIBARDI
RAFFAELE
1P
Prof. CAPPUCCIO
UGO
1Q
Prof. NARDO
ANNA MARIA
3 AK
Prof BASILE
CARMELA
4 AK
Prof . DI FLUMERI
FILOMENA
3 BK
Prof . GENCO
ANGELIDA
4 BK
Prof FASOLINO
ANTONIETTA
3 CK
Prof. CALVANESE
ROSANNA
4 CK
Prof . ESPOSITO
GIUSEPPINA
3 DK
Prof. CAPALDO
ELISABETTA
4 DK
Prof. ZITO
NICOLA
3 AR
Prof . LA TORRACA
ELENA
4 AS
Prof. MASTRANDREA
ALESSANDRA
3 AS
Prof . D’ARIENZO
GIUSEPPINA
4 BS
Prof. ANSELMO
GIOVANNI
3 BS
Prof . RISPOLI
LORENZO
4 AP
Prof .MASULLO
ANTONIO
3 CS
Prof . ATTANASIO
VINCENZO
4 AR
Prof . CELENTA
ANGELINA
3 AP
Prof . DI GIUDA
ANGELA
SERALE
5A TST
Prof. D'URSO
ANTONIETTA
2P
Prof. SALSANO
MASSIMO
5B TST
Prof . PICCOLO
ANNA
3 EK
Prof. PISAPIA
ARIANNA
5A TSR
Prof . NOSCHESEI
ELVIRA
3 FK
Prof. NOZZOLINO
ALFONSO
5C TSR
Prof. PIZZARELLI
ANTONIO
4 EK
Prof. RISPOLI
LORENZO
5D TSR
Prof . FALZONE
LUCIANA
5E TSR
Prof. CAMPITIELLO
ANTONIO
5F TSR
Prof. MORCHIO
CONCETTA
SEDE CENTRALE: VIA NAPOLI - NOCERA INFERIORE (SA) - TEL. 081 5175999 - FAX 081 5170491 SUCCURSALE: VIA SCARANO NOCERA INFERIORE (SA) - TEL. 081 5179627 - FAX 081 928348
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PROFESSIONALE STATALE PER I SERVIZI ENOGASTRONOMICI E DELL'OSPITALITÀ ALBERGHIERA "DOMENICO REA"
STITUTO PROFESSIONALE STATALE PER I SERVIZI ENOGASTRONOMICI E DELL'OSPITALITÀ ALBERGHIERA "DOMENICO REA"
REFERENTI
REFERENZA
COGNOME
NOME
Disturbi specifici di apprendimento
Califano
Rosalba
Prove invalsi 2014
Genco
Angelida
Educazione alimentare
De Simone
Rosanna
Indagine sostanze psicotrope
Pizzarelli
Antonio
Referente per le attività di accoglienza e di ricevimento
Iannone
Raffaele
Coordinamento delle spese dei laboratori tecnico pratici
Amato
Filippo
Referente Gruppo H
Villani
Franca
Referente autovalutazione
Fasolino
Antonietta
COORDINATORI DIPARTIMENTI ED ATTIVITÀ
Dipartimento linguistico
Ferri
Antonietta
Dipartimento lingue straniere
Fasolino
Antonietta
Dipartimento matematica/scienze
Zito
Nicola
Dipartimento diritto –economia
Basile
Carmela
Dipartimento tecnico-pretico-scientifico
Campitiello
Antonio
Dipartimento ed. fisica e comunicazione
Iannone
Raffaele
SEDE CENTRALE: VIA NAPOLI - NOCERA INFERIORE (SA) - TEL. 081 5175999 - FAX 081 5170491 SUCCURSALE: VIA SCARANO NOCERA INFERIORE (SA) - TEL. 081 5179627 - FAX 081 928348
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POF 2013 - IPSSEOA "Domenico Rea"