MAGNESIA S. PELLEGRINO
. « Purgante piá w^t.,
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MüNIcSaI
to Abril, 37
7
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COLOMAU
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QUARESIIMALE
— "Memento, homo",
che sei polvere e puoi
scoppiare da un momento
alFaltro.
$200
Anno XXX ¦
N. 1.340 ¦ S. Paolo, 29 Febbr^T936
- Uffici: Rua José Bonifácio. 110 - 2.'Sobreloia
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TENERE
"Magnesia
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FLACONCINO
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Calcinata C. Erba"
IL LASSATIVO IDEALE
IL PURGANTE MIGLIORE
RINFRESCANTE DELL'APPARECCHIO DIGESTIVO
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— II primo che 1'aiuta a rialzarsi é un uomo morto!
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— Ridillo, ridillo un po'. cííe il rasoio
"Pop" é il migliore dei mondo?!
CONSULTO
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LEI: Senti questo canto? E" un "usignolo?".
LUI: — No, cara. E* la mia asma.
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IA PÁZIÀNTE (distiàtta): — Chi é primo?
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(HAPfO/
COMPOSTO E IMPRESSO NA TYP. NAPOLI - RUA VICTORIA N.° 03 — TELEPH. 4- 201)4
1. — Non illudcrti
GRAVATA/
che, a vendo cono.se i 11 to
Proprietário
ADDONAMENTI:
U P P I C I:
una donna tu le abbia
CALCADO/
OAETANO ORISTALDI
APPETITOSO, anno.. 20)
R.
JOSÉ'
BONIFÁCIO, 110
conosciuto tutte.
Responsabl o
LUSSORIOSO, anno.. 50$
2.» SOBRELOJA
Le donne sono come ÀNTONINO OARBONARO
SATIRIACO, o nno... 100$
TEL. 2-0525
le madreviti: ògni tanto
ce n'é qualcuna che gira
fi.Joioõrino/* 2\
NUMERO:
in senso inverso.
ANNO XXX
9ۋjs
éf
f/yêãfojTi
S. Paolo, 29 Febbraio, 1936 S. Paolo.. 200 réis
2. —- Non preoecupur- NUMERO 1.340
%2*moj chdpeoj/ot>
Altri stati. 300 réis
ti mai de? ia psicologia
med/da^s*
delle donne di cui ti interessi.
Le donne sono come
le bambole meccaniche.
Quando ti metti in capo
di vedere come sono fatte dentro, finisci per
guastarle.
8.— Non temere mai
le donne che plangono.
Temi quelle che non
piangono mai.
Sono le uniche che,
qualche volta, riescono a
íai- piangere te.
"Dormir; "Hai
male alVocchio?"; "Sei
* * *
4. —— Non prendere
"Sei tu?"; "Ti
mai le donne con eccessei messo il cappotqui?"; "Sei
_ Domande cretine, quesie. Domande errsiva leggerezza.
to?";
caduto?"; "Ti sei tagliato i ca- Une
tutie, che uno teoria di rompiscatolc
"Stai mangiando?"; "Come?...
Lo donne sono come
pelli?";
cóntinuano
quotidianamente a formulaic,
Je malattie: certUne riePiove?!".
in attesa che qualcuno si decida a dare ad
sei a vincerá, certe altre ti' portano alia tomEcco le domande cretine.
ognuna di esse Ia risposta adeguata e inba.
* # #
telligente che li renda piú cauti in avve5. — Non smarrirti
 parte Ia prima, che é Ia piú comune e nire.
per abitudinc dietro gli
"Dormi?". "Si!". "Hai
artifíci.
che ha per risultato di destare Vinterpelmale alVoc"No:
Ricórdati che molte
chio?".
lato, se cestui sta realmente dormendo, o
mi sono fasciato cosi perché
volte Fainore é fatto ándi provocare una risposta ancora piú cre- mia zia va a lezione di stenografia". "Sei
che d'amore.
tina delia domanda, quale é il "no" con cui guir.^No, ti sbagli: sono a Napoli". "Sei
6.— Ogni donna nuova che conosci lácera
egli assicura Vinterrogante di essere anco- iu?".. "No, sono mio nonno". "Ti sei mesuna trama al fil0 delia
ra desto — a parte Ia prima domanda, ven- so il cappotto?"... "Questo?... Má questo
tua vita.
un cappotto: questo ê vn archibuche non sono per- non é "Stai
gono poi tutte le altre,
7. — Dif fida sempre
"Hai
tanto meno idiote.
delle donne che con vermangiando?". "Io? Ma ii pamale alVocchio?" gio!".
sando
teco usano
il
vuol sapere il babbeo, quando tu ti esibisci re? Mi sto infilando i pedalini". "Come?...
"voi".
in pubblico con una benda alta quattro Piove?...". "Ma che piove! Ti pare? Come
Spesso ció non é un
palmi che ti recinge il capo e ti inibisce ti salta in testa? Pensa che se piovesse
atteggia mento di graziocompletamente Ia visuale dal lato destro, davvero ci vorrebbe almeno un salame cosa corifildenza, ma é indice delFabitudine che
o dal sinistro che sia. "Sei qui?" chiede me te, per andarsene in giro con Vombrelesse hanno di intratíeValtro babbeo, quando ti vede giungere al lo e con Vimpermeabile bagnato...".
nersi con piú uomini in
luogo di convegno. "Sei tu?" dice il terzo
una volta.
8. —- Non chiedere
imbecille, quando ogni dubbio cir ca Ia tua
¦mai un "si" ad una doupersonalitá é dato fin troppo largamente
na, come uni mendico le
dissipato dalla tua stessa presenza, dal
chiederebbe una nionesuono delia tua você, o dallo spintone che
ta.
iGlé il caso che ella.
assestato per Ia sua domanda insulgli hai
"Ti
d/?a a te Ia moneta e disa.
sei messo il cappotto?" indaga il
ca di si al mendico.
sciagurato,
quarto
quando ti vede scompa- Sof fia il vento, furiere di tempera,
9. — Non credere alie
rire per tre quarti sotto un soprabito an- ed urla per le scale e nel ladrone,
laerime femminf i.
II planto é, spesso, per
che troppo vistoso. "Sei caduto?" si inte- eon lubiica e funerea ostina' iore;. Ia donna un suo partico_
ressa il quinto scemo, quando ancora, mez- . che i nervi .a poço a poço mi rimes ta.
lare modo di ridere a
zo indolenzito, stai cercando un punto di
4
spese di un uomo.
"Ti
10. — Non sofisticaappoggio per risollevarti.
sei tagliato Eimpio d'acqua, mfincòmbe sulla testa
re sul passato dcllc don% çapelli?", interroga il sedo fresconc, un nero, enciclopédico ncbbionc,
ni.
quando gli appari con Ia testa rasala fin da cui, pesante, il primo gocciolo^c
Pensa che se cgualsotto
Ia pelle, tanto da mostrare qua e lá sulla grondaia a imbâlsámar ^appr.ta.
inente sòiisticasái sul
i segni che ha lasciato sul tuo nudo crânio
pastiecio cho stai assa"Stai mangiando?" E' un
porando, con moita proia
maechina
tonditrice.
attimo; poi, pleno, il temporale
habilita arriveresti fino
domanda
il
settimo
tu
a
cretino,
mentre
scoppia:
gorgheg-gria 1'acqua a lunr.nello
ali'oca di cui esso prinbocea plena trangugi il tuo polpettone, o nel mezzo delia piazza principale;
oipaTmente si compone.
w
le domande cretine
temporale
ÀNTONINO CANTARÈLLA
(in Arte, Nino Cantáride)
Ia tua minestra di broecoli. Come?... Pioi-e?", vuol sapere infine Vottavo disgraziato, mentre tu deponi in un angolo Vombr ello goeciolante e ti liberi a fatiea deiVimpermeabile che M si é incollato sulle
spalle.
Io mi sgomènto e al Cielo faccio appello,
che, se non é il prelúdio universais
é, senza dubbio alcuno, un fortunello.
CLARETTA WEISS
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1
a
DOLOUMI
^E' molto diffusa e qua&i lncoercibile la tendenza di amicarsi i bamblni, dando loro
do"ci, caramelle, o .blscottl.
Questa abitudlne che sembra
innocente, deve essere combattuta per mezzo dl una lenace propaganda educativa,
perchó tali sostanze date fuori
oro, oltre a pregiudicare l'appetito, perturbano il chimismo
gastro^íntestinale, provocando,
indigestionl e diarree dl maggiore o minore gravita.
Perchó il bambino abbia appetito e gli organi digestivi in
perfetto funzionamento é indispensabile che l'organismo
riceva gli alimenti a ora fisea. astenendosi da tali dolci e
coníetti.
Questi do"ciumi non fanno
male solo quando sono preparati a domicilio o comprati in
rn.{?e di fiducia e usati in fine
di ,past0 o in ore che non pregiudicano il necessário riposo
dell'appa:ato digestivo.
'Le vittime di disturbi gastro - intestinal!,
siano esse
adulti,
devono esbambini o
sere sottomesse ad una dieta
scrupolosa acciocchô il maio
non si complichi.
dn questi casi, le compresse
di ETdoformio delia Casa
Bayer sono quanto mai indicate, perché fanno cessare
prontamente le deiezioni liquide, protegendo la mucosa
intestinale da altre complicazfoni.
*
*
OOMMEMORAZIOKE
DI ADUA
(Domani 1.° marzo, nella
Chiesa dei Sacro Cuore di Gesú (Alameda Glette) sara celebrata alie ore 9 ant. una
Messa in memória dei oaduti
nella battaglia di Adua dei 1.°
marzo 1896.
Invito tutti i connazionaii
ad assistere alia cerimonia
che dai presenti gloriosi avvenimenti acquista un piú alto
signifioato.
•Le rappresentanze delle associazioni italiano sono pregate di intervenire co'le rispettive bandiere.
II Regio Console Gènerale
Of.) G. Castruccio
*
*
IL NUOVO CONDIRETTORE
DELLA BANCA FR.
E ITAJLIANA
•A bordo deli"'Oceania", accompagnato dalla sua signora.
e giunto a Santos il signor
Taddeo Ginsberg. nuovó condirettore delia Banca F:ancese e Italiana in S. Pao"o.
•Airegregio funzionario il
nostro cordiale benvenuto.
*
*
LO SPETTACOLO
DBLL'"IST. MÉDIO"
Riceviamo e pubblichiamo:
Ora che il Carnevale é scappato via, e le maschere ormai
riposano fra pa'lottole di naftalina e spighe di lava.nda, ecco che si presenta piú tempo
per dire "Allora, si va a vedere "Addio Giovinezza?".
Tra uno starnuto, d'un pio
raffreddore di veglione, tra un
u
n
n
ooei mm m CO
dolorino alia testa ed un altro
alio stomaco, ecco che sl dirá
"si, andiamo!".
E slamó sicuri che verreto
tutti a, sentirei, provando cosi
ancora patriotticamente il vostro borseUino mezzo floscio
ed anêmico dalle pazzie carnevalesche.
Bisogna, 0 italiani, che ci
aiutate tutti quanti iij questa
nostra fatica, e non ci pote te
mancare per esaurire 11 teatro. Lo spettacolo sara interessantissimo ed "Addio Giovinezza!" specialmente avrá
un'attrattiva particolare, poiché ci sara anche la cara e
gèntíle musichetta dei nostro
Pietri, tolta dáU/operetya orno.
nima. Siamo sicuri dei nostro
modesto successo, e di divertirvi per davvero, poiché vi offriremo tutto rentusiasmo e
la gioia che la nostra anima
di neo-dilettantissimi, vi P'xó
dare con sinceritá.
GLI UOMINI DELLA NOTTE
O
la filodrammaüca sociale. diretta da Guido Bussi.
#
*
*
IL BALLO MASOHERATO
AL CIROOLO ITALIANO
Magnífico per concorso, per
animazlone e per riechezza di
addobbi, il grande bailo mascherato dl lunedí será al Circolo Italiano.
Alie cinque dei mattino
una gran íolla continuava ancora a fare un baccan0 indiavolato da non dirsi.
Al bel trattenimento organizzato con ogni cura non poteva arridere un maggiore suecesso.
• Poço prima di mezzanotte
vennero assegnati i premi alie
migliori maschere, cosi distribuiti:
1.° prêmio, una statuetta di
terracotta dello scultore De
Giusto. alia Sig.ra Orga Masueci Costabile "Abissina ita-
ii
Ras L. V. Jowahnetty
Ministro delia guerra delia '
"FanfuMa".
#
avrá luogo la será stessa, allej
avrá- luogo la será dei 29, alie
ore 19 e mezzo. II sigg. Consi-i!
glieri sono vivamente pregati
di non mancare.
í
// pasqwno
E' un giornale umoristico potente,
il vero toecasana d'ogni guaio,
e un altro non ce rtê per fare il paio:
questo é almeno il giudizio delia gente,
e che il giudizio sia senza impostura,
lo prova la sua enorme tiratura.
Pensate che per noi.non c'é
stato, quesfanno il Çarneva.le; eppure siamo giovani al
massimo ventenni.. pieni di vita e di voglia di .divertirsi;
abbiamo lavorato per questo
spettacolo incessantemente e
ci siamo allontanati dalla consueta allegria carnevalesca,
per non buscarei una raucedine o un rafíréddore coi fiocchi.
"Vi
consigliamo di non aspettare gli ultimi giorni per acquistare gl'ingressi, poiché, ed
é lógico, che i posti migliori
sono i primi ad andar via.
I bigliettl si trovano in vendita presso: Istituto Médio
Dante Alighieri (Al. Jahú,
84); Bar Viaducto (Rua Direita, 15): Circo* o Italiano
(Rua São >Luiz, 19); Ass. Reruci (Rua Formosa — Casa
Del Prete) ai seguenti prezzi:
"Prizas"; 69$000; Camaro"Poltronas",
46$000;
tes",
"Balcão",
95200;
115500;
Galleria, 3§500.
IL COMTTATO
*
*
*
MUSE ITALICHE
Per il 14 e 15 marzo p. v.
al Teatro Municipale — finora impedito — é annunziata
rappresentazione
la doppia
delia commedia comico-sentimentale in 3 atti "í Tre Seritimentali" di Sandro Camasio
§ Nino Berrini per parte dei-
*
liana".
2.'° prêmio, orologetto da
alia sig.na Idea Romeo,
poiso,
"Arlecchino".
3.° prêmio, borsa per signora, alia signorina Nair Trevisioli, "Contadina".
4.° .prêmio, spruzzatore, alia
sig.na Amalia Cusano, "pigiama".
5.° prêmio, portaprofumi,
alia sig.ra Ameris Cardilli de
Piro, "Bandiera Brasiliana".
6.° prêmio, portacipria, alia
sig.na Ohita Finocchi, "Giapponese".
#
*
IST. MÉDIO D. AIíIGHIERI
Gli esami delle classi Intermedie dei Ginnasio Brasíliano e Italiano, dei Corso Commerciale, e di Abilitazione
Técnica avranno Inizio il giorno 2 marzo, alie ore 8.
II diário delle varie prove é
esposto airalbo dell'Istitu-to.
#
#
*
U..V. I.
Questa
"Unione
será, 29 corr., la
Viaggiatori Italiani"
riceverá nella sua sede sócia-le, a R. Santa. Ephigenia n.
31, la visita dei Regio Console Gènerale d*Italia, Comm.
Giuseppe Castruccio.
Tutti i soei che si trovano
in San Paolo sono vivamente
pregati di trovarsi in sede alie
ore 20 o mezzo al fine di porgere il saluto al loro Presidente Onorario.
*
DA SCAFUTO
€on 1'ultima posta 1'Agen-;
zia Scafuto — R. 3 de Dezem-'
bro, 5 — ha ricevuto tutte le
riviste italiane, come ^'"Illu-,
strazione 'Italiana", la "Domenica dei Corriere", la "Tribuna lllustrata", il "Romanzo
Mensile", ecc.
*
#
COMPLEANNO .
L'altro ieri.ha festeggiato il
suo quiarto anniversario natalizio il piccolo Arnaldo, figlio-;
dei nostro amico Costabile!
Leonardo.
T nostri migliori auguri.
*
*
PUBBLIOAZIONI RICEVUTE
"Revista Popular de Hygiene" — Riceviamo 11 n.D 5 di
questa pubblicazione mensile
diretta dal sig. Eurico Santos
che contiene interessanti ar licoli di igiene, di letteratura-e
di varietá.
"Almanach do Capivarol"
— II "Laboratório do Capi-^
varol" di Rio de Janeiro, dir.
retto dal farmacista-chimico
Carlos Barbosa Leite, ha editato in bella.veste tipográfica,
un almianacco per l'anno cor-:
rente, rieco di illustrazioni,
aneddoti, notizie, ricetté per
uso doméstico, ecc.
CALZATURE
SOLO
NAPOLI
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Bi^Í'//ivSi^jjKv^
INSONNIA
Prcoccupazioni...
idee
fi.sse... e il :01111o che
non yvene... L'"ADALINA" é, in questi casi,
provv'dcnziale* rida .'a
calma ai nervi, dá un
scnno naturale e un
destarsi tranquillo.
non
LmADALJNA"
causa disturbi di nessun genere.
ADAUNA
\\miWi
mtdmmr^°
*fl
WIm^^W^m^rWi
hMrjjfl
Ikd
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^rL* W aW^ W\v
BAYER
oriicaria
c
Riflessioni alte, late
profonde:
Siamo a quaresma.
*
"\\V
#
1
AO ALCANCE DE
TODO CAVALHEIRO
Giá, oggi siamo in qunresima, come ieri eravamo in
carnevale.
*
-x- .
A Cíncvra, che 6 su un
1í7í?o, la Pace é sempre piú in
alto marc.
-X-
*
Che cosa vedete al momento in cui viene esegu to
un goal emozionante? —• chiesporti\ro
de un giornalista
non
6).
(CapodagMo
Toh, la schiena dei signoro grasso che vi sta d'.ivanti.
SCHACbLVGH,OBERT'^CIA.
alio si>ettaco"o che daranno gli
cx-alunni delPIstituto Médio
Dante Allglúeri, il 7 dei próssimo Marzo.
*
*
*
Chi lia fatto il corso, e
Con la scusa delle festo non ha il coraggio di vedete
carnascialesche, nessun gior= "Addio, giovinezza", puó canale per uso estorno italiano Tar9J, le bretePc e ripetere:
si é pubblicato, compresa la "Addio, patriottismo"!
•x- * *
"Fanfulla", e non escluso 11
"Corriere".
Giovanott', bisnipoti di
"Pasquino",
San. Cornelia, segnate a fuoco i noMa il
per
cota Mulugheta, 6 puntualc
ini degli assenti, è noiappli=
me un imperatore.
cheremo Ioro le sanzioni fino
alia settima generazione.'„
* *
.
¦
*
*
Peró al di lá e al di so"Fanfulla":
Dal
pra degli eteaml pettegolezzi
"Ecco i primi premi delia
coloniali a prezzo di criisi, o
estratta
pronipoti di Numa Pompilio, LOtteria di' * S. Paolo,
íieri;
.
nott tralasciaté di Intervénire
*
*
. .
t
¦
-R.DIRFITA/K5-18.
"Tobias 78, li.ÒOOi? — Tota'e 724:087$."
Ma questo signor Tobias
non potrebbe insegnarci questo nuovo método di lotteria?
*
*
Ma tra tanti guai, abb amo una consolazione, che é
anche una speranza: "spes ultima dea":
Fino alPora di entrare in
maechina nessun banchetto in
vista.
*
*
A Losanna, come riferiscono i giornali, un dentsta,
certo Zipelyng, dorme da circa due mesi. Tutti i mediei,
chiamati a consulto, non han
saputo spiegare 1'arcano.
Per quella Desta di ras Kas-
sa, ío spiegh.àmo noi: avrá
letto per isbag"io un'articolo
di Bruttus.
*
*
#
— A propósito, clie ora é?
E' 1'ora italiana.
Ma che! E' Porá di fiinnmola!
-x-
¦>'.-
*
Prima di chudere, riferia-mo ció che il nosíro solertc
correspondente da Rio ci te'cfona per posta aérea.
Tutto le donne abissinc
dice il Prof. De Piro — ne
fanno di cotte e di crudè.
Giá — risponde Nunzio,
il greco — io preferisco le...
copte!
E buon pro'!
•
•¦
^^frd&l
..
'ír-
1
1
a
LA PRiljMA
iSalubro — dlage un vlaggiatore mottendò :a testa fuori dal finest:ino.
Incantevole — tggliniso
un altro.
Sbagllate-tutti e duo, —
disse il Cav. -.Zamiimluro ---*
Biamo all'Alto.'dá Serra!
*
#
EPIGRAMMA
Qui, pel medico Valente.
pássegger pietqfco, prega:
Ei spiró serenamente, \
con Taiuto cTun collega.
| -xPIOCOLE STORIE
NATURALI
Nella giungla.
II marito delia, pantera, (geloso, ricontando le maechia
alia moglie che torna dal cinematografo) ~ Questa.pelle
maculata... VogljO vedere se
qua"cuno ti ha dato un pizzicotto!
*
*
IL QUADKETTO STORIÍO
Nerone: — Tigeüino, consigliami un regalo adatto alTonomastico di Poppea.
Tigellino: — Un reggipetto.
jt
jt
i&
s
u
n
Ia valigia delle indie
* # #
IL NUOVO SAPER VIVERE
La fretta delia vita moderna sosplnge talvolta anche lo
persone piú forntuliste fuor
dei binario delle convenlenze:
queste infrazioni si verificano
alia mensa
particolarmente
domestica, dove di rado capita
di vedere commeusali che, piú
freüolosi o piú rapidi, mangiano nn piatto mentre altri
si indugiano sul 1 'altro. -Per ri*
.portare a! a naturale osservanza. dei dettami di galatea,
inia Lega Americana ha. stabilito appositi corsi dove i
commensali tornano ad alienarsi a mangiar tutti assieme
sotto la guida di una troupe
di giras, le quali mangiano In
perfetto sincronismo contando "uno-duee—tre-e...v etc,
[acendo
dodici
esattamente
battute di denti per boceonè.
Ogni dieci boceoni,
il commen'
sale berra. I beoni potranno
alzare il gomito in quattro
témpi;
In questi pranzi sincronizzati ahche la.convevsazione do-
vrá seguire le leggi stabilite;
ogni commensale dispari potrá esprimere ogni 48 secondi
nn'oplnlono personale da si.
nistra a destrate ognuno pari
una da destra a sinistra, cosi
da ottenere la piú rítmica c
coreografica convorsazione.
# *
#
L'ANEB>DOTO SEMISTORICO
La prima volta che la mamma di Antonietta Poisson sorprese la figlia con un amante,
dette in escandescenze.
Tu?! —gridó. — Tu,
che io credevo una ragazza
modeüo!
iMa la futura marchesa di
Pompadour aveva giá uno spirito pieno di risorse.
Sí! — esclamó. — Sono
veramente un modello... ed é
perció che pensavo appunto di
farne qualche piceola copia!
, *
* #
IL RACCONTINO
DELLA SETTIMANA
Distrázione fatale! — II visconte Gaston de La Potiniére, uno dei piú noti "vitaioli"
parigini, usava ricevere le sue
OROSOOPO
(ÜO Febbraio-7 Marzo)
Filosofi, non dánno
peso alTavvorsitá:
se ricchezze non hanno,
avran felicita.
igensiã Pfííiiü
Pubblicitá in tutti i
giornali dei Brasile
Abbonamenti
DISEGNI E "CLICHÊS"
R. S. Bento, 5-Sb.
Tel. 2-1255
Caseíla Postale, 2135
S. PAULO
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La signora d'umor giulivo e franco
si recava a sciar sul Monte Bianco;
perse il marito e con gentil pensiero
a sciar si reco sul Monte Ner o!
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Rua Alvares Penteado, 25 — S. PAULO
-o-
innumerl amanti in una "garzoniera" attrezzata come gabinetto medico. Allorchó qualcho marito o amante geloso si
recava a bussare, 11 visconte
con sangue freddo si vestlva
rapidamente e si disponeva áá
auscultare la gentlle compagna in deshablllé, con grande
attenzione c'inica.
Ma quando ebbe per amante la bella 'Dolores, moglie doi
piú terrlblle marito dei rione,
il suo sangue freddo rimasí?
. .
un po' acosso.
. Un giorno, infatti, si udí un
batter furioso alia porta. Subito il visconte prese le con*
suete misure, mentre la carneriera introduceva il geloso
consorte.
Dica trentatré... — cominció Gaston con la massima
serietá.
Ma un riso terribilmente in.
crédulo dietro di lui, lo fece
trasalire e agghiacciare.
Vi faccio notare, dottore, — diceva il signor De Terribilis, — che avete messo io
stetoscopio per reggervi i calzoni e che state ascoltando con
le bretelle.
* #
ANEDDOTO RUSSO
lin un giorno rigidissimo di
inverno, il commissario dei
nopolo Souhanoff incontra per
le vie di Mosca il compagno
Tchitchinoff, alto dignitario al
par idi lui, e nota con sorpresa che 1'amico passeggia con
due berretti: uno ben calcato
fino alie orecchie, 1'altro in
mano.
Ma sarai pazzo, a passeggiare con due berretti? —
gli chiede.
Ma no, amico mio — risponde Tchitchinoff — non
sono matto per niente. Tengo
il berrettó in testa per riguardarmi dal freddo, e 1'altro, ml
serve per salutare i conoscenti che incontro.
* #
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L'ULTIMA
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Per diversi interes,
contro 1'Italia ades,
sono alleati in mas
i rossi, i russi e i ras!
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una poesia inédita
gabriele d'annunzio
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li.
A costo di... non essere creduti, siamo riusciti a procurarei la prima versione — mai staaipata —- dei poemetto ad Elena di Zancle, contenuto nel libro (poco) segreto di G. d'A. Come i
lettori vedranno, pur essendo tutta un'altra cosa
da 'quella edita, questa versione inédita la ricorda grandemente per Ia puritá delle immagiui,
per la chiarezza delle citazioni e per il fatto che
se ne poteva fare benissimo a meno, dato che dei
grandíssimo Poeta eaistevano giá altre... cosuece
sufficienti a consacrarlo airimmortalitá.
.
.
11
r.
I
Elena, nel mio libro cento e cento
e cento e cento pagine son viete,
si che davvero dal numero cento
yiata sembra tal fonte alia mia sete.
Fiutan le nari un lezzo di bisogno
d'evadere, dalVlnfimo, nel sogno.
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UUNIONE CHE A TUTTI SODDISFA
|J NIÃO é la marca di caffé
piú saporito c aromatico e
dello zuechero piú puro dei mercato. Constatate un fatto molto
impoitante: in tutti gli stabrlimenti di generi alimentari, troverete il Caffé e lo Zuechero
União. Questa enorme popolaritá é anche una garanzia.
Canteró, se risuoni un'ora grande,
la lande delle mie stirpi divine.
Oggi xl tuo reggipetto e le mutande
canlo, mentre trascorrono le orine
e nel suono dei mio carme segreto
s'ode il ghigno di Pólline e di Peto.
O prole dei cobiánchico Diurno,
lirica che la mia femina incensi,
a guisa d'Hernia incinta di Saturno
ti manco un senso e avesti cinque sensi.
Nel leggere quei versi, Euclide stesso
chiude il volume mormorando: Cesso.
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^&&m<&^
^jw^vXvXsvx^. ;-.>. v.v.-.-. .'i-zx-y
Per te, biforc venere ecumênica
vergar volevo le precluse pagine,
quasi Phetoente, su la carta igienica,
sciolto Vafflato de la scaturagine;
ma precipite caddi, paro paro,
nel verso che tradisce il fren d'acciaro.
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Una grande Companhia garantisce
la quaütíl o la purezza dei
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¦
CÁFFE' E ZUCCHERO
'<è'.-È:..::í--':
'S'
Tho dipinta nel verso coi tuoi macri
lombi ed i fianchi onusti, tutta ignuda
china sul... come dire? sui lavacri.
In tal guisa 1'immagine fu cruda
che se Vudiva il folgorante Iddio
ritrasformava in te la vacca Io.
"^^•^^^^f^^iiíiiiA/ifr^Till'^^- ¦'nlrfàrrÍrAê*'^\ré^t-r?é^^
tDAMt*
amiiiiiiiiimiiiiiiiiiiiiiiiiniiiiaimuiuiimiii
SPESA
INDISPENSABILE
Helena, se il mio canto archimandrato
facesse ai tuo precordio indigestione,
púrgalo deWimmondo col sol Fato
di Soda, cKera figlia d Mosciardone.
Elena, indossa questo mio cilizio,
e di' se non f.'ho fatto un bel servizio!
Per copia conforme
IL POVETA DI TURNO
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"OASA GOMES" —
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— E' ora di finirla? Ho coniprato qnssti fazzoletti per
eviíare che ogni volta che passa un soldato italiano vi
spogliate e sventoliate Ia camicia!
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LA CUSTODE: — Vai a prerdere qualche altra foglia di carta igienica: non
vecli che sta per finire !
i! mondo alia rovescia
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¦¦
Jl grosso autobus, impazicn,tito, percosse due o tre volte
il suolo con una delle sue ruorivolto
to posteriori, quindi,
ad un vecchio "camarão" elie
gli stava accanto:
Roba da matti! — o.clamo, la.nc.ando lampi dai
fari — é mezz'ora che sto qui
ad aspettare e non é passala
ancora nemmeno v.na signora
grassa!
Giá — fece il vecchio
"camarão". — Giá... Che disservizio...
Poi, improvvisamente:
Ma siamo certi che é qui
]a fermata delle signore grause? — domando, guardando?!
intorno.
II grosso autobus sorrise di
commisei-azione.
E non lo vede ehe c'é il
cartello? — d.isse. — Legga:
"Fermata signore grasse numero 15, 18 e 20"... E' tanto
chiaro...
.Sbufíó, tornando a percuotere due o tre volte il suolo
con una delle sue ruote posteriori.
few..í'"¦.?/•?
— IL fatto ó — continuo in
tono irritato — ehe il servizio é fatto malissimo... In
mezz'ora che sto qua sono
passati tre vecchi signori numero 5, quattro grassoni numero 9, tre modiste numero fi
e nemmeno una signora gras•sa... E questo suecede tutti i
giorni... E se, per eombinazione, arriva una signora grassa,
arriva piena...
Ii vecchio "camarão" sospiró.
— A chi lo dice! — esclamó melanconicamente. E
come se non bastasse, ci sono
delle signore grasse che invece di fermarsi davanti ai cartello si vanno a fermare qualtro o einque mefcri piú in lã...
Non par liam o poi delle nuove
signore grasse a ehiusura automatica che non si sa come
prenderle...
II grosso autobus aguzzó i
fari.
Oh. finalmente! — esclamó. — Arriva una signora
grassa... Era tempo!
— Den den, den den, deu
n
___I ______
______
den — faceva la signora grassa. E avanzava strisciando i
piedi sul selciato e lanciando.
di tanto in tanto, nuvole di
gas pestilenziale dalla parte
posteriore.
Ci voleva tanto! — brontolo il vecchio tram.
La signora grassa eseguí
un'elegante curva e arrivata
davanti ai cartello indicatore
si fermó tutta íremente. II
grosso autobus fece una corsetta per abbordarla.
Deposito — disse seccamente la signora grassa. — E
ripartí scampanellando.
II grosso autobus e il vecchio tram si guardarono.
Roba da matti! — mormorarono fra i denti.
VIEMME
Hanno scoperto la zona dei
icervello ehe produce la eattiveria e meircé la quale ogni
uomo ha il diritto di essere
piú o meno delinqüente.
In Rússia, uno scisnzato,
ha scoperto questo e prosaguendo nei suoi mirabili studi
ha trovato il modo di cambiare in pio francescano ogni
temibile bandito: . una suechiatina alia zona pericolosa
con una speclale siringa, e
colui che magari uccise, soassino una banca, avvelenó il
próprio 'bene f attore, piangerá
di fcmerezza dinanzi ad una
mosca- senza ali e sara indicatissimo per amministrare
ibeni di un vecchio signore
solo e pairalitico.
Seoondo il medico russo,
basterá sottoporre tutti igli
uomini ad una sempüce oura,
e addio delitti, addio soprusi,
addio galere: in ipoco tempo
tutto questo non sara ehe un
triste rioordo.
Speriamo che di lá da certe
Alpi.se la facciano in massa.
Io alia cura, ci sto, sono
súbito disposto ia. farmi suechiare quella ignobile particina con la quale chissá
quante mascalzonate mi appresto a fare ai mio prossimo: ma ad una condizione,
di essere ben sicuro che la
cura se la facciano tutti, nessuno escluso, nemmeno Menesini che scrive sottodettato,
meno che meno chi ha trovato la cura.
Perché si capisce facilmente che se rimane uno solo,
diciamo cosi, col globo guasto, quelli che seno idiventati
buoni, dove andranno a finire?
* *
VOLETE FORZA E SALUTE?
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*
Quando uno é buono, é
.buono e... deve essere buono.
Vi portano via il portafoglio,
vi.sofflano"gli affari. vi tradiscono... Se ci avete il globo
delia cattiveda intatto ecco
che quialche cosa potrebbe ritorceria anche voi, ma se
siete buono, che volete fare?
Eipeto: ci sto, ama voglio
essere garantito: perché finr .
ché ho quella cattiveriola ^
mia, me la cavo lo stesso, ed
é, mi dispiace confessarlo, la
cosa .nella quale in fondo io
ci conto «di piú.
E poi un'altra cosa: il Pairadiso me lo voglio guadia*'
gnare, ché mi;, secçherébbe
moltissimo neiraldilá, essere
ricevuto con i sorrisi cori i
quali si ricevono gli, sçrocco- ,
ni.
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A dei Mazzo
___í diáâ
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PORZIONE
PER
DUE
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Ció che é buono
é sempre ammirato
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Ma perché non la fermi? Non hai coraggio|?
No, no, la fermo; basta che facciamo a mezzo.
iiimiiiiuiiliii'
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^'""^"M.T'?!'""
nfoni e
j> NeUa stanza da l.tto di
due giovani sposi. Tutto
é nuovo, ogni oggetto é
i
appena inaugura to;
mobili si conoscono poco fra loro. Perció con~ servano e si dicono quel
che pensano.
L'ARMADIO — Sono graziõsi i nostri padroni, non ti
pare?
IL CASSETTONE — Quali
padroni ?
L'ARMADIO — Gli sposini, diamine !
IL CASSETTONE — Perche, sorio loro i nostri padroni ? Devi «.ssere male
informato. Di tutto me stesso, sue no un tiretto appartiene agli siposi. Tutto
il resto é ancora proprietá
dei negoziante.
LA POLTRONA — Ho capito, séi stato \ comprato a
Tí__i*P
L'ÀRMADI0 — E' inutile
fare sottigliezze ! Se é cosi',
allora il vero padrone nostro chi>a chi é ! Oli sposi
hanno comprato i mobili a
rate dal negoziante, ma il
negoziante li ha eomprati a
sua volta con pagamento a
sesranta giorni dal .f abbricante; il qual*? dal canto suo
ha. acquistato il materiale
rón •'. pagamento a sei mesi
data.1..
IL MATERASSO —- Insomma a noi altri hon ci ha
pagati ancora nessuno...
LA TOLETTA — ' Che ci
hai, il jçingriiozzo ?
$/4.-
Sy9l
Tí
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fle
HiW^Ê^^^^^S
^^b_l V"^___rv
yfjl^M^^^^
_-¦¦¦_______-__
ne
g r c
IL MATERASSO — Non.'
sono io. Ma ho un peso qui
sullo stomaco che mi va su
e giu'...
LA TOLETTA — . Non si
deve dir male dei padroni!
E pensare che essi dicono
tanto bene di te e che _?ei
una buona lana...
LA RETE DEL LETTO —
Intanto il materasso se la
sconta con me ! Invece deila rete di un letto, mi
sembra di essere diventata
la reta di una iporta di calcio: mi tocca incassare certi palloni...
LARMADIO — Ma, voialtre, spalliere: avete freddo ? Vedo che tremate !
IL CASSETTONE — Avranno paura che il padrone se le venga a iriprendere.
Anche esse sono state cedute a rate. Fammi il piacere,
tu, falle stare un po' ferme... mi fanno venire un
giramento di cassetti...
L'ARMADIO — Stai freseo. Quella é una poltrona,
figurati se si smuove !
LA POLTRONA -*- E poi
iche cos'é questo modo d'offendere ? A rate, a rate...
Qui dentro tutti siamo stati
eomprati a rate. Chi hon i
lo é stato, scagli la prima
pietra.
IL COMODINO (scaglia la
sua pietra che si spezza in
terra con frágore).
L'ARMADIÒ — Come, il
comodino non é stato dunque acquistato a rate ?
IL COMODINO — Io si',
ma la pietra Tho tirata roer
conto di un amico che ho,
qui dentro di me e che é
stato comprato tutto in
contanti!
Le Cãmíáe
Mappin
... per un assieme di circostanze che le ha
fatte inimitabili — taglio, disegni, stile e
qualitá — sono le camicie preferite dagli
uomini a cui 1'arté di vestire si traduce
sempre in una naturale e permanente
espressione di buon gusto.
V. S. cerchi di conoscere i
seguenti tipi per la stagione:
*
CAMICIA "SPORT", mezza manica, con chiusura "Zip", o bottoni, in bianco o nuovi QAA
u£tty
toni di pastello
CAMICIA in fine crepe bianco o colori uniti,
discreti, pugni semplici, eolletto ameri- QO£
cano
U&IJ
CAMICIA "POLO" in jersey di seta, con chiusura "Zip" o bottoni, due toni di azzurro JhÇlGl
T_0(Jp
e in cenere e beige
CAMHICIA "DERBY" in finíssimo tessuto |
"Eredtweed", colori sobri, eolletto e pu- CCé
™"Ç
gni moderni
CEAVATTE "LA WOLLY"
!
Linda collezione arrivata recentemente
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c
sciocchezzaio
coloni a I e
I bei versi.
Sono di Tina Capriolo, e si
'ntitolano: •
LA FORTUNA DEL TAFANO
Un giorno a un ospite
disse ii Tafano:
Ti svelo ?ubito
qual'é 1'arcano:
S'ó rieca" e cômoda
la casa mia,
lo debbo a un premio
di lotteria! —
L'altro risposegM
con>imbarazzo:
Questa... é una reggia
non é' un palazzo...
Tappeti soffici
quadri... divani...
crepan d'invidia
tutti i Tafani.
E quando guardano
dal lucernario
gridano estatici:
Che Taíanario!
•x- # ..
I nostri coileghi delia preclara confratella "Fanfulla"
sono stati sempre un vero
esempio di sempificazione, e
sull cr i abilitá in questa ra.
ra dote si raccontano le cose
pia imen .
Un giorno un corrispondente, • v'ruo in un paese dell'inter"o dove imperversava una
epidemia si affrettó a telegrafare í'accaduto al giornale,
specificando il nome dei tre
che erano morti per primi in
termini:
questi
"Michele Santiago
virgo'a,
Joaquim Lopez virgola, Aurelio Garcia virgola, uccisi dalla
terribile epidemia".
11 giorno seguente, "La Fanfu.la" portava la seguente testata:
"I tre fratelli Virgo"a uecisi dalFepidemia a Manilla".
*
*
*
Le grandi tragedie sinteti¦
chei 1 .'
*¦
foche
in
ia
n
'
1
e s i1i o
* #
Sudavano, russando
le ciurme tr amor tit e
ne Vorgia d/acquaviie.
•
# *
Al "Restaurante Palhaço"
(dove non solo ride 10 stomaco, ma ride anche, a crepapancia il passante che ti ci vede .
entrare), al "Restaurante Palhaço", dunque si serviva una
abbondantissima porzione di
coniglio per' 2?. Arturo Capodaglio, incuriosito, chiese al '
proprietário se la vivanda consistesse soltanto di coniglio.
No, c'é anche un poco di
altra carne — rispose Paduia.
E di che bestia?
Di cavallo.
E per favore, qual'é la |
quantitá dei cavallo, e qualequella dei coniglio?
Oh, la proporzione é
esattamente delia meta per la'.
meta.
Ecco: piú precisamente,
adoperiamo mezzo cavallo per
ogni mezz0 coniglio.
N. d. R. — toutile aggiungere che quello che Paduia
chiama cavallo, generalmente
é "burro", inabi.e alle fatiche
di guerra.
o
•.;..¦¦
¦•/
Ezio Moncassoli, nel suo ultimo viaggio in patria, s'é preso il disturbo di compilare un
"Diário", ad uso dei
posteri.
Eccone qualche brano:
6 settembre — Àbbiamo
traversato 1'equatore alle 4 in
punto. Clara l'ha fotografato.
Oioé?.
1
'
Per gli incubi roventi.
de i vicoli di Giava, \
un fachiro suonava>: -'À
incantando i serpenti,
iritmi liquefatti
ad uso ed a delizia
de i piecoli mulatti
ebridi liquerizia.
# #
"Ogni albero
di fico si riempiva
di fichi secchi. E ..il sole, che bruciava,
di castãgne arrostite ricopriva
i castani de Visola di Giava.
* #
"Pe le
strade, le, case e le pagode,
se non si dava il ghiaccio alle gallinè,
soffrivano tálménte, poverine,
che andavano facendo Vova sode..." *
IL VITELLO — ilh! Iiiiih!
IL CANE — Perché piangi?
IL VITELLO — Perché ho
Htigato col Maiale. Gli ho detto che era ún porco e iui m'ha
risposto...
IL CANE — Che ti ha risposto?
IL VITELLO — Ih! Iiiiih!
Mi ha íisposto: figlio d'una
Vacca!
TELA
#
o
-,
#
* *
E il sole crepitava,
ossidro di passione,
. su Visola di Giava
che, trágico gelato,
¦di crema, é di limone,
squagliava dolcemente
nel sogno arroventato
dei maré incandescente.
.
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:'!¦
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ARGANTE FANNUCCHI
tura in perfetto stato, tranne
in un punto:. il copertone- d*
una.ruota anteriore presenta
un largo squarcio.
E' stato un epecio di
bottiglia — spiega cândidamente Coppola.
—' Potevi anche evitarlo!
— osserva Garbarino, un po*
seccato.
Non potevo vederlo —
risponde Coppola, — perché
la bottiglia era in tasca ad un
viandante.
*
* *
La
barzelletta
E' dei carciofo Cario Paveportenha
Ugliengo):
#
# #
(stock
si, e s'intitola:
El gran fabricante de maSUSCETTIBILITA'
Etto/e Ga: barino presta la
Personag^i
própria automobile al dott." quinitas de afeitar de Boston,
mister Sam Cushman, habia
IL VITELLO.
Gigi Coppola. Dopo qualche
IL' CANE.
ora Coppola. torna con la vet-i asociado a la firma a uno úe
sus viejos empleados de gran
valor desde ei punto de vista
comercial.
1 e frasi i m m o r t a li
Desgraciadamente, ei nuovo
«ócio tenía un grave defecto;
La fiala di profumo
ei ue aüuenaist;, en '.& converdelia contessa Betta
eación.de lo que no era suyo
nias .quo lii parte, asi que,
cadde dalla toeletta
;tf
cuando
se referia a la razón
e in mille pezzi ando,
"mi casa", "mi
social,
decía
•ma il caso volle.
"mi
comercio",
provvido,
correo", "mi
che tutto il contenuto
depósito", etc, etc.
Y tanto que, al fin, un dia
colasse in un panciuto
mister Cushman, fastidiadocálice rococó.
acabo por decirle:
Esclamó allor la dama con fervore:
—!Me parece que usted
— Tutto é perduto fuorché Vodore.
exagera un poco, amigo mio!
ÍSiempre "yo", siempre "mi"!
Acuérdese de vez en cuando
,.í .t
ADOLFO CALLIERA
de
decir "nuestro".
¦te*TOÍ_ '.
En ei fondo, ei hombre no
C.-.V.-
era maio y aceptó facilmente
la lección y, una buena manana entro todo preocupado al
despacho de su consocio y le
dijo en tono confidencial:
—^1'Qué
desgracia amigo
Cushman! !Ahora si que estamos fritos! !Si supiese usted
lo que acaba de ocurrirnos!...
—?Qué ?'Qué sucede?!!! —
interrogo Ueno de ânsia ei
otro.
—!Que la dactijógrafa está
en vias de hacernos papás!...
GLI UOMINI DEL GIORNO
__^*_flíwi_v íl a' ws ¦ -t ta _______
Dejacc Anjou Pocy
Ex Governatore delia "Fanfolia Tropicale".
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¦»!¦:
ilSlIln-i
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«.«'.,«
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I DRAMMI DELLA VITA
Personaggi
II Negus.
Alcuni minisfcri analfabeti
Un ministro che sa léggere
Un messaggero.
ATTO UNICO
II negus — II messagger
s'avanzi.
II messaggero — Maestá
(s'inchina e consegna un
plico)...
II Negus — II me._.3agger
se ne vada. Vediamo che c'é
di buono in questo progetto.
A voi, signor ministro degli
Esteri...
II ministro degli Esteri
(prende il documento) —
Accidenti! E' scritto in una
strana lingua.
II Negus — Voi, allora, signor Ministro degli Interni...
II Ministro degli Interni
Mi parrebbe di mancare
di riguardo ial mio collega
d-egli Esteri...
II Negus — Ho capito: ordino al Ministro deiristruzione di léggere e tradurrs.
II Ministro dell-Istruzione
Obbedisco !
(s'immerge
nella lettura).
II Negus — Ebbene?
II Ministro deiristruziono
Un momsnto, Maestá.
II Negus — Traducete !
íl Ministro delFIstruzione
Non é mica facile...
II Negus — Insomma, che
c'é in «cotesto progetto ? C'é
Roma ?
íl Ministro deirinterno —
Non c'é.
II Negus — Maleéetti !
Allora ci sara Milano...
•II Ministro (dopo avere
rifótto attentamente) — A
dire il vero, non5 >c'é neppure
Milano.
vil Negus — Ho caipito: mi
hanno dato Napoli e Paler-
mo-
II Ministro (fa cenni di
diniego).
II Negus — Ma é orribile!
a
.
il progetto respinto
Altri Ministri — Una vera
indecenza!
II Negus — E' inaccettabile. A meno che non ci sia
una forte indennitá...
II Ministro delllstrUzione
(fa sempre ccnno di no).
II Negus -r- E chi mi paga
i danni dell'invasione? A
quanto amrnontano ?
II Ministro delle Finanze
-— Ecco qua: sono dieci miliardi, senza contare i danni per le strade costruits,
per le scuole aperte, per i
pozzi, per le cure alia popolazione, per le dlsinfezioni...
II Negus — Danni enormi!
II Ministro delia Guerra —
Per non dire che nel solo
Tigrai abbiamo avuto oltre
due miliardi di pulei e altri
insi.tti barbaramente sterminati...
II Negus — Sia risiposto
súbito che respingianio il
progetto.
II Ministro dcli'Istruzione
Qui dice che il Tigrai rimane allltalia.
II Negus — Che dicono le
popolazioni ?
II Ministro delllnterno —
Non gli par varo.
II Negus — E io dioo: non
un palmo dei Tigrai alFItalia.
II Ministro dr&li Esteri —
Non sara una frase troppo
recisa ?...
II Negus — Ho detto e ni- .
peto: non un palmo dei Tigrai! Vuol dire che, se do-,
vre-mo cedere, spiegheremo
•che si trattava d'un palmo ,
sulla carta geográfica, scala
1=500.000.
Ministri (in coro) —
Questa é una bella astuzia.
II Ministro delia Guerra
Allora continuiamo a
combattere ?
II Negus — Piu- che mai:
pruttosto che oedere, ci riimplacabilmente
tireremo
fino airultimo uomo.
(Sioario).
11
. •
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¦
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cumpre o promettido
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de Rei não volta atraz".
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Tockev-Club
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TRA LE QUINTE
Una veechia dama coloniale,
ancora in vena di avventure
amorose, conversava in tono
languid0 oon 1'lntraprendente
M..° Belardi, che, con tutta rassegnazione, la stava ascoltando:
,
;
Caro Belardi — diceva
1'arzilla dama — Io adoro i
poeti! So sapeste! Quando ero
molto giovane un gran poeta
s'innamoró follemente di me!
E il noto Maestro:
Sara stato Ludovico Arlosto!
-x- #
Nino Cascarella aveva rice•vuto la visita deli'amico Mingardo in camerino verso la fine di una commedia gialla in
cui ©gli, protagonista colpevole, finisce con 1'uccidersi in
scena.
Fu cosi cli© 1'amico ad un
tratto si senti rivolgere da Nino questa stranissima frase:
Caro Mingardo, aspettami qui: vado ad ammazzarmi
e torno súbito!
¦x*
*
#
Renato Tignani, il noto comico é andato a villeggiare a
Santos, dove abita in una villetta con giardino.
Un mattino, accingendosi a
far colazióne, vide su' la tavola un innafíiatoio:
Che significa quesfaggeggio qui sopra? — domandó alia sua simpática sposina.
E quella candidamente:
—i Cé il sal© dentro: la saliera non la trovo piíi!
*
i
¦
puto cho vostra mogli© ha avuto un parto bigemino. Maschi
o femmine?
Credo che uno sia maschio © 1'altra una femminu
— dice Trucchi non molto sicuro di sé! — Ma puó essere
anche viceversa!
*
#
Fapere storiche.
Una será Mario Piazzi doveva dir© il seguente provérbio:
"Chi di gatto nasc©, convien
ch© pigli topi"; ma al momento. opportuno, ©eco ch© Piazzi
inciampa nelle parole, e so
n'esce con questa frase: "Chi
di "natto gaace, conviene ch©
tigli popi".
Oh, oh! — esclama fort© Giorgina (Marchiani, trattanendo uno scoppio di risa.' \
E Piazzi pronto:
Signora, scusate, non potet© capire: si tratta di un
provei hio romeno!
E il pubblico non s'aceorse
di nulla.
*
*
¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦.
Jk.
#
*
Dopo la rappresentazion»""* di
"Eva", Aurora Aboim era ixiribonda per 1'acerba critica
fatta dal "Fanfulla".
E ,si sfogava con Malavota:
Avçte letto quello ch©
scritto
c'é
qui? E' un affronto, uu'ingiustizia, una stroncatura insensata. •
Non prendetevela, amica
—
la consolo Malavota —
mia
quei critico insensato non ha
un'idea própria nel cervello.
Ha detto né piú né meno quei!0 ch© dicono tutti!
*
Dedé Mercedes, l'infaticabile © travolgente, ha avuto due
gemelli.
Congratulazioni, Trucchi
— gli disse Rizzetti — ho sa*
ii
ri
t
s
Salvator© Siddivó riceve la
inaspettata visita di un feroce
creditore.
Buongiorno, signor Cavaliere.
_ Buongiorno!
.Sente cho caldo?
Non lo sento!
Oome, non sente il caldo?
No! Lo sentivo, ma adesso non piíi, perché lei m'ha
fatto veniré il sudore freddo!
*
*
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«f#«
Attraent© su tutti 1 punti di
vista appare il programma
turfistico che il veterano Jockey Clube fará realizzare domani nel Prado da Moóca.
Verranno disputate 10 equilibrate corse, fna cui si distacca il Grande Premio "14 de
Março" con la dotazione di 25
contos al vincitor© e su un
percorso di 2.400 metri. Maimará, Borba Gato, Requiebro
e Bramador, sono i quatro
valorosi "craoks" che si presentano per disputara questa
importante corsa, e dato le loro magnifiche condizioni di
una
allenamento offriranno
al
traemozionante
lotta
il
favoBorba
Gato
é
guardo.
rito dei pubblico e crediamo
che difficilmente perderá; Re-
t
1
á
i
quiebro si presonta come il diretto avversario di Borba Gato. Bramador, essendo assai
veloce ó da tomersi, © puó assai bene piazzarsi. Maimará,
che fará il suo debutto alia
Moóca vien preceduto da Rio
con buona fama, quindi non é
difficile vederlo vincitore.
La prima corsa avrá luogo
alle ore 13.30 precise e con
qua'unque tempo."Pasquino"
i
Al lettori dei
"palpites":
nostri
1.» corsa: Sahy - Rosina14
rio - Osmunda
2." corsa: Mtarlm - Chi14
liad - Legiolave
FranItanguá
3." corsa:
1*3
ceza - Japão
Caru4." corsa: Ibiuna
12
na - Sonadora
Knox
5.a corsa: Ourives
34
Tupaceretan
Valde6." corsa: Ogro
23
negro - Zulamita ....
7." corsa: Dime - Cauto
31
Baguassú
8." corsa: Norah - Capu2*1
cino - Rush
Gato
Borba
9." corsa:
23
Requiôbro - Bramador
Tro10.a corsa: Saromy
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íéa - Bochita
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dal diario di un paz/o
—*^%~r
Non me ne va bene una. Ve
ramente il destino si accanisce coi suoi colpi su di me. Si
ha un belPessere tetragoni ai
colpi di fortuna, come Dante,
ma a un certo punto Ia pazienza scappa. Eb, no, io non
ho Ia sopportazione delTAlighieri! Abbiamo parecchi punti di contatto, ma questo no.
Io a un certo punto dico: basta! Io mi ribelo! Io protesto! Io non sono Dante, sono
Bartolomeo!
L'altro giorno volevo andare -a fare una sorpresa ali'A
•dalgisa che é in campagna, in
un paesetto vicino, dove non
si va con Ia ferrovia, ma con
Ia corriera dei servizio automobilistico. Siccome Ia corriera passa poço lontano da casa
mia, mi sono alzato di buon
mattino e, invece di andare fino alia stazione di partenza,
l'ho aspettata a mezza strada.
Era ancora presto — per
paura di perder Ia corsa ero
uscito con notevole anticipo
— e mi son messo ad- aspettar
lá, corriera seduto sulla vali-gia. Speriamo — pensavo —
che mi veda e si fermi. Finalmente Ia corriera spunta. Balzo in piedi e le fo cenno di
fermársi con le braccia. Si ferma. Salgo. Partiamo. So tanto
a mezza strada m'é balenato
davanti agli occhi delia mente
1'atroce veritá: Ia valigia era
rimasta sul marciapiede!
Volevo tornare indietro, ma
il guidatore delia corriera non
se n'ó '.dato per inteso. Alia
prima fermata sono sceso e ho
.fatto segno a una maechina
che veniva in senso inverso.
Quelle carogne non si sono
nemmeno «fermati, che il cielo
li strafulmini. Forse, se ero
una ragazzetta, si fermavano
senza farsi tanto pregave, e
magarl eran loro a pregarmi
di salire su. In conclusione ho
dovuto aspettar o Ia corriera
che fa Ia corsa inversa, perché
nemmeno un motociclista s'ó
voluto fermare (e sa il cielo
con che animo mi sarei ag
grappato dietro 11 sellino!).
Tornato in cittá, sono disceso
dalla corriera próprio li dov'ero salito. Guardo, cerco, ma
si, delia valigia nemmeno ia
ombra.
I bottegai intorno, naturalmente, non ne sapevano niente. Figuriamoci se quei messeri avrebbero avuto il pensiero gentile di darmi un occhio alia valigia.
Ho ás,pettato un pezzetto,
nella speranza di veiderla passare, ma poi ci ho rinunziato
e Ia conclusione é stata che in
vece di fare Ia gita che m'ero
ripromesso, ho mangiato veleno.
Ódio tutti e tutto.
BARTOLOMEO CORNABO'
(non sono nemmeno cavaliere)
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— Quella volta che ti sorpresi con Alfredo mi giurasti' che non Tavresti fatto
— E infatti questo si chiama Arturo...
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ffieddoii^&rippe;
Gu a r a i n a
Pu^goleite
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Non deprime il cuore j
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Lassa nte e purgai
purgatívo ideale |
VV*.,!.
F-IA
>
Il signore mi perdoni —
disse Peter, Timpeccabile maggiordomo, avvicinando il pane
abbrustolito ai:a tazza di Jack,
il bandito gentiluomo — il signore non mi sem-bra di buon
umore.
I Jack, li bandito gentiluomo,
scrolló malincon.icamente il
capo.
Certo, vecchio mio! -r~.
disse. — E' un anno che dó
inutilmente la caccia a Jim
Wiker. e non riesco mai ad
a.verl0 fra le mani! Ho speso
circa cinquecentomila dollari;
ho perduto afiar! per vari milioni; ho visto uecidere dodi.
ci.' uomini delia mia gang énon sono riuscito ad impadronirmi di lui.
¦— II signore ci riuscirá, il
signore mi perdoni!... — disse Peter, 1'impeccabile mag-
ALFAIATARIA
aFULOO"
4- ¦ ,J.
^S-í*
jack il bandito gentiluomo
giordomo.— II signore é sempre riuscito,-presto o tardí, a
fare ció che si éra préfisso.
Speriamo, Peter — disse Jack, il bandito gentiluomo. — Fate sapere, comun-l
que,, ai nostri uomini, che io
daró centomila dollari a chi!
ruiscirl a portarmi la testa)
dei mio aborrito rivale.
Peter, 1'impeccabile maggiordomo, non pote fare a raeno, davanti alPentitá delia ci¦fra, di trangugiare la saliva.
Si inchinó profundamente,
diçendo;
Si, signore!... II signore-stia tranquillo...
Lo squillo dei campanello
gli tronco la frase a mezzo.
Egli resto indeciso.
Andate, andate purê a
vedere chi é — disse Jack, il
bandito gentiluomo, accendendo una sigaretta.
Peter, rimpeccabile maggiordomo, usei cèrimoniosamente, ma due minuti dopo
rientró, senza nemmeno bussare alia porta, tras-figurato,
ansante, rosso come un peperone.
Signore — barbuglió ¦—
oh sigriore...' il signore non
indovinerá íriai chi c'é.v
E chi é mai venuto? —
chiese stupito da tanta, emozione, Jack, il bandito .gentiluomo.
Jim Wiker — riueci a
ba.bettare Peter, ,1'impeccábile,
maggiondomo. — Jim Wiker
in persona., .
A"<
. Jack, il bandito gentiluomo,
contrasse i muscoli. dei volto.
FatelQ passare —- disse.
e lásciateci solü... - .
UN
Peter, 1'impeccabile maggoirdomo eseguí Pordine poi
corse a suonare 1'adunata degli uomini delia gang.
¦Come essi furono tutti riuniti in cortile egli li guidó fino alia porta dello studio ove
Jim Wiker e Jack, il bandito
gentiluomo, stavano discutendo.
Ne mise. un manipolo a
guardiã; piazzó una mitragiiatrice pesante in fondo al
corridoio, scagLionó gli altri
uomini lungò lo scalone, fino
airingresso dei palazzo, presso il quale fece puntare un
cannoncino da campagna.
Stavolta — gridó agli
uomini delia gang — i centomila dollari sono nostri!
Cli parve che trascorresse
un tempo interminabile prima che la porta dello studio
di Jack, il bandito gentiluomo, si aprisse. Finalmente la
vide girare sui cardini e Talta figura di Jack, il banduo
gentiluomo, si inquadró sui
vanò.
Jack, lo sguardo corrueciato, volse gli occhi intorno.
Che significa tutto ció?
— chiese con ira.
Ma... signore... il signore mi perdoni... — disse Peter, 1 'impeccabile maggiordonio.
.: — Presentate. le armi! - urló Jack, il.bandito gentiluomo, agli uomãni appostati. —
E guai a chi si muove.
iPoi íe' cenno a Jim Wiker
che dignitosamente raggiuuse
.l'uscita e scomparve.
Solo allora Jack, il bandito
gentiluomo, si. accasció su una
C XV LI CE
poltrona, mordendosi le mani.
II signore mi perdoni —
piagnucoló Peter, 1'impeccabile
maggiordomo. — Ma perché?..
Non avremo mai piú un'occasione simile!...
Idiota!... — urló Jack,
il bandito gentiluomo. — Era
in casa mia, capite!... L'ospite é sacro!...
•E si abbatté svenuto al suolo.
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CONTRO LA FORZA NON CE' RESISTENZA
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L'ARBITRO: —Uno...
due...
tre... quattro...
UL BOXEUR OADUTO: — Quell'altro c'é
PATlfiH
MU ¦¦¦';(.. A
ancora?
L'ARBITR0:
COLCH/fo™ ARMAÇÃO
«M0LLA> MMENMS
— Sf.
IL
^^^^H^H
BOXEUR CADUTO: — Allora contnui
purê a contare, porché
íiconosco che il mio avvcrsario fa uso dei TONICO BAYER.
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mente^la^tS'
de. indeforhabiliOADÉ, DURABILIDADE
HYGIENE E ECONOMIA
. h
MAS BOAS CASAS
DC HA HO
' ira
¦ "Pasquino Coloniale")
Mí.Pg Çm (Micronde
Questa é l'ora dei Tasquino,
che tutti a seo Uni) o
perché va vicino.
Attenzione! Attenzionel
Trasmettiamo la scena di
un signore che ordina il pollo
in un ristorante.
Siamo al primo minuto. II
ristorantd é affollato. Persone eleganti. Belle signore. Si.
gnore appetitose. Signore otlime. ij signore é solo ad un
tavolo. In questo momento ha
finito il brodo. Ecco che il camei-ieie si avvicina al tavolo
dei signore. II cameriere dice:
"Apprtsso, che
cosa comanda?".
Sian.o ora al terzo minuto.
II signore é .incerto. E' pensieroso.
Non
sa
decidersi.
Guarda la lista. Il cameriere
propone dei poHo. II signore
é titubante. Dice: "Veramente questo pollo...". ,11 cameriere dice che é ottimo. Dice:
"Pollo eccezionale". II signore cede. Dice: "E va bene...".
Dice: "iMi porti il pollo".
Eccoci al quarto minuto. II
signore si guarda intorno. Ecco che arriva il cameriere.
Porta il pollo al signore. II signore guarda ,il piatto. Arriccia ilnaso. Mormora: "E ade3sò ti ci vogiio a mangiarlo!".
Mormora: "Almeno, se non ci
fosse nessuno lo mangerei con
le mani". Attenzione! In que-.
sto preciso momento il signore ha pveso i1 coltello e la forchetta,. Esita per un attimo
guardando il pollo. • Cerca il
pimto da colpiro. Magnífico!
II signore há portato con decisione'e rapi.dita il primo col.
DAI
PIEDI
po. L'azione non é stata fortunata perché il pollo gli é
schizzato fuori dei piatto. II
signore si guarda intorno. Alcune signore lo guardano. Sorridono. Sorridono con ironia.
Ironia eccezionale. Ironia vantaggiosa. La mlgliore ironia
ai prezzi migliori.
Siamo all'ottavo minuto. II
signore é sempre alie prese col
polo. Da tre minuti ogli cerca di piazzare il colpo decisivo senza riuscirvi. 11 pollo ó
duríssimo. II signore mormora: "Accidenti a quando l'ho
ordinato!". II signore tenta di
prendere di sorpresa il pollo.
Egli muove a. un nuovo attacco. Parte deciso. L'azione é
stata caratterizzata da una
straordinaria rapiditá. II signore, peró, sbaglia di poço
poiché il pollo sfugge da aotto il coltello e la forchetta e
va fuori dei piatto. L'azione
S.PAULOC^i
EXPOSICÀCT^^
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PEPMAHENTE
MtfSETTI RAPHAEL L FILHOS
FABRICA*
ESCRIPTORIO. R. CLAUDINO PINTO. 19-23
provoca 1'ilaritá del'e signore
dei tavolo accanto. Il signore
é.disorientato. 9uda. Suda'abbondantemente. Grosse gocce
di
sudore grimperlano
la
fronte. Qualche goccia gli casea dalla fronte e va a finire
nel piatto.
Al quattordicesimo minuto
il signore tenta portare un
nuovo attacco. L'azione é stata veloce ma imprecisa. Infatti il pollo sfugge e il signore
colpisce.il piatto col coltello.
II coltello, spinto con violen-,
za eccezionale, per poço nón
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^ V
spezzã ii piatto. Una sorda im.
precazione dei signore al quindicesim0 minuto, segue uu
nuovo tentativo, che peró visne annullato dalla tenace resistenza dei pollo. II signore
si guarda ancora intorno: le
bele signore dei tavolo accanto lo guardano e sorridono
ironicamente. II signore sospende 1'azione. Forse é prostrato dalla sforzo. Dunque, le.
sua forte resistenza sarebbe
fiaccata? No... Non possíaino
crede'rlo. >Ecco infatti che il signore si é deciso a portare uu
nuovo attacco. Ma che... Attenzioné'! II colpo di scena é
straordinario! Ul signore, con
azione travolgente, ha posato
colteHo e forchetta, e con tutte e due le mani ba afferrato
un pezzo di pollo. Ecco che si
porta comodamente il pollo
alia bocca. Le signore vicine
sembrano scandalizzate. Una
signora dice: "Ghe roba!".
Un'altra mormora: "Che villano!". II signore dá un poderoso morso al pollo, e, rivolto
alli
scandalizzate,
signore
"Alia faccia vomormora:
stra!".
¦Signore e signori, al ristorante ordinate la polenta, non
il pollo.
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II vecchietto asmatico
4ai piedi piatti si isso faticosamcnte .•.ulPautobus e,
con passo strascicante, si
introdusse n-ílla cors.a deserta-,
Un signore grasso, calvo -s
con la pancia a pera, che
stava sedufco in fondo alia
vettura, vicino all'u.scita, si
alzó di scatto coma se avesiia avuto una molla sotto le natiche e saltelló alia
volta dei nuovo venuto.
ConfcEmporan&a mente un
commendatore con la spilla
di brillanti e gli oechi di
pernice, si levo in piedi dal
posto dove stava ssduto -3 si
avvicinó al vecchietto as-matico.
Prego, si metta a sede—
.ce
i__li -dis.se cortYsemente.
Le ,cedo il mio posto —
dichiaró ,al vecchietto il
signora grasso -e calvo premurosamente.
Grazie — ansimó il
vecchietto perplexo,
Prego — replico il commendatore.
No: prego io — interloqui' il signore grasso con la
pancia a pera — io mi sono
VENDONSI
Ricette nuove per vini
nazionali che pos_ono gareggiaTe con vini stranieri,
utilizzando le vinacce per
vino fino da pasto. I— Per
diminuire il gusto e 1'odoré
di fragola.
Fare 1'enocianina: (Colorante naturale dei vino).
- Vini bianchi finissimi. Vini di canna e frutta.
Birra fina che non lascia
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u
n
n
il peggio òel meglio
alzato prima e il diritto di
cadere il pasto é mio I
—- Obbligatissimo... — so_piró il vecchietto asmatico
— Ma io...
Non insista — protesto
il commendatore pestandoa
terra un piede e facendo
una smorfia per via degli
oechi di pernice — Io ho
offerto' il mio posto per iprimo e non intando rinunciare al diritto di precedenza !
Ma lo le dichiaro che
sono stato il primo a vedere questo vecchietto asmatico ! — sostenns con energia il signore grasso, dandosi una manata sulla pancia a pera — Perché adesso
lei mi vuol cambiare le carte in tavola?
__adi come parla ! — si
impèirmali- il comn_ehdatore piecato — Io non caimbio
nulla. Le dico che questo
vecchietto deve prendere il
mio posto, perché glie l'ho
offerto prima di lei, e basta!
Ma é un bel prepotente lei, sa ? — sbraitó il si-
duto al mio posto, o l',avrá
da fare con me !...
Grazie, fa nulla — lo
gnore grasso, diventando interruippesonoil vecchietto —
arrivato.
çaonazzo per rindignazion-3 Oramai
— Fattorino ! Favorisca teArrivato un corno —
stimoniare che io ho visto esplosero ad una você il siquesto vecchio invalido pri- gnore grasso ed il commenma dl ogni altro qui dentro. datore — Non se ne .andrá
Non sono un vecchiet- cosi', dopo áverci tratti in
to invalido ! — esplose il inganno. Lei é un vecchietvecchietto
asmatico, con to e deve accettare un povocê acuta — E se lei non sto a sedere ! E si vergogni!
fosse una botte di igrasso le Trattare cosi' delle pensono
darei la lezione che si me- piu' giovani di lei!
rita!
Ebbene, me ne infischio
II signore calvo e con la
sbraitó il vecchietto —
pancia a pera si mostro voglio stare in piedi alia
mertificato : — Sia buono! faccia. di tutti i giovani deiimploro con accento sup- la terra !
plice.
Pezzo di mas-.alzone —
•— Prenda il mio posto !
Da stamattina non l'ho po- urló il signore grasso coltuto CEdere ancora a nessu- pendo col ginoechio il vecchietto nel basso ventre —
no!
Davvero ? — disse il Ti insegno io a fare il vecvecchietto con compr-ensio- chio perbane!
E' un b;l farabutto lei
ne — Allora, per farle piaaggiunse il commendatocere...
Piacere un corno — e- re — aff=r-rando i vecchietsplose il commendatore ro- to .asmatico par il fondo dei
teando gli oechi ed i pugni pantaloni
e spingendolo
— Io non tollíro favoritiverso 1'uscita — E' meglio
smi! Lei dev=3 mettersi se- che si levi dai piedi!
che faccia hai ?
Quando gli scienziati non
hanno altro di meglio da fare,
vanno a cercare col lumicino
un argomento qualsiasi per...
opatare (si può dire cosi, signor Me-né-sí, neh?) il grosso
dei pubblico e fa dire di loro:
ma guarda che potenza di sp!rito d'osservazione!
E' il caso dei prof. Max Saschener dei'.Istituto antropológico di Amburgo il quale ha
scoperto niente di meno che
ogni popolo ha fa laccia che
si merita; ossia "paese che
vai faccia che trovi"; o, in al
tri ter mini piú comprensibili,
che la conformazione delia
faccia dell'üomo é strettamente legata a! posto dove abita,
sicché per rendersi ragione
delle differenti confoimazioni
facciali degli uomini bisogna
andare sulla... faccia dei luògo dove essi hanno dimora e
studiarli "de visu".
II professore ha corredato
3a sua >dotta relazione, teste
pubb icata, su tale fenômeno
antropológico non' ancora da
SATISFAZ
FORTIFICA
¦
¦
alt i studiato e risolto, con
documenti inoppugnabi-i, ai
quali il nostro fisiognomista
di turno aggiunge i seguenti:
I montanari, costretti a salire e camminare fra le roccie, hanno il naso allMnsú e la
testa balzana; viceversa cooro che vivono in pianura hanno il viso aperto •> la fronte
spianata. Va poi da sé che se
nella pianura si coltiva ii riso, questo fa parte dei carat
tere di chi vi abita e si rivela
per mezzo dei riso abbondante
sulla bocea e negli oechi.
Dove é svüuppata Pórtico1.-
CHI
VUOL
tura, sono numerose le testo
di rapa e i nasi a peperone,
mentre nei paesi vinicoli questi sono normalmente paona7ni, e nelle rogioni rieche di
minerali fioriscono faeeie di
bronzo cuori d'oro e tempre
adamantine.
Altri segni caratteristici sono: la íronte bassa per il. Belgio e 1'OIanda, gli oechi ci"estrini per il Cile, gli oechi di
triglia pei paesi marini, la faccia fresca per le regioni nordiche, le orecchie lunghe per
gli abitanti deliMsola Asinaria; e finalmente nei paesi di
grande commercio come l'America, e in genere dove risiedono
i.
gli anglo-sassoni,
orecchie da mercante.
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CARNASODALESCO — Il
carnevale, oltre il 30IU0 senso
dl bagnato, di úmido, di appiccicaticcio — ha lasciato
stâVolta, in tutto il mondo,
un vago senso di delusione.
Dal giorno in cui la politica
ha mónopolizzato la follia, e
gli arlecchinl si trovan tutti
ai vari governl dei globo terracqueo — la tradizionale festa é in assoluta decadenza.
"í
Quando
governi aderiranno
—
da quello russo a
tutti,
quello delia Libéria, — alia
Societá delle Nazioni, allora,
chi vorrá assistere al Carnevale, alFautentico e tradizionale Carnevale. sara obbligato a recarsi a Ginevra.
OIRCOLINO — La festa al
Circolo ó stata, come al soi¦brillantissima.
to,
Albeto
Bohfiglioli, nella, sua divisa
d'Uíficiale di Marina, faceva
un figurone — il dott. Raffaele Parisi, con i suoi uragani di
córiandoli, ha fatto un frege,
que não te digo nada — Adofo Calliera, in una quebrada
elettrizzante, modulava:
rv-
Segure meu bem,
Segure na mão,
Não deixe partir o cordão...
II quale cordão, naturalmente, era "puchado dal ciclonico Niní Cuoco, baliza, ovverosla staííetta, Nino Augusto
Goeta, che, per sembrare un
,po' piú grasso, fingeva di
asciugarsi con un fazzoletto di
finíssimo filo, un ipotetico sudd.ré. Nino Augusto cantava,
cantava, cantava:
-E não te quero
' E não
'E "não te quero
te quero
,E não te quero
minchia
chegou
minchia
chegou-
i
n
o
n
põooo
spletatamente gil occasl d'ambo i sessl, mentre Rosário Pagano ed Eugênio Cupolo, trinceratl discretamente dietro un
inespugnabile tavolo, succhiavano placidamente la loro 85.*
Guaraná gelada.
Impermeabili all'universa'e
irresl.3tibile tic, rimanevano
intanto Vittorio Lambertini,
Silvio Oarlini, il Presidente
Nicastro ed il Segretario Garbarino. II dott. Coppola, impalato come una guardiã svizzera, era irreprensibile. Le
sue labbra rimanevano sor: ate, ma nel frêmito che a volto
lievemente le scuoteva s'indovinava il ritornello:
Quem
foi
que
Foi seu Cabral
Foi seu Cabral...
descobriu o
[Brasil?
— Alia faccia dei lazzo! E
non aveva altre remunerabüi
attitudini, quel lusitano? —
Commentava seríssimo Silvio
Pangaro.
Quel broccolone di Menesini, che per 1'occasione aveva
abbandonato al suo triste destino ii nostro venerando collega L. V. Giovannetti, delia
nostra piú che mai preclara
"Fanfulla",
confra.tella
era
commosso come un Niagara,
mentre, con la você rotta dai
singhiozzi ed il chilometrico
canninha verde
de Pqrtugal,
canninha verde
de Portugal...
El ia Belli, il Cav. Graziani,
Gaetano Zammataro, ed alti
giovineelli, in qualche ora,
consumarono tutt0 lo stock di
lanciaproi.fu.EQi, . bersag-liando
corpo in eplletticho convulsionl, raccontava la storla dl non
so bene quale Colombina (o
Plerrot?) che, per il suo Piorrot (o Co:ombina?)
Acabou chorando
Acabou chorandooooo...
Ferroni (B. F. I.), Lima e
Giancoli (B. I. B.) portavano
1'allegra nota bancaria a quel
funerale delia serietá. E tutti,
dimentichi delle umane mlserie, dei pericolo gial'.o, e deila famosa poesia di Lorenzo
Stecchetti
(Quando lettrice
mia, quando vedrai — impazzar per le strade il carnevale
oh, non scordarti, non scordarti mai — che dopo il carneval, c'é la camblale) tutti
si divertivano a crepapiedi.
Benissimo — ed al"a faccia
dei palazzo!
Colônia!
Facendo nostre le parole
storiche dei venerando collega
Ellevú, noi, passandoti la punta delia lingua ai lobi, ti sussurriam0 all'orecchio:
— Cosi ti volevamo vedere
o Vergine Folie!
L. V. GIOVANNETTI — Lo
domandi a quel brocconcello
di Meitésini.
MAESTRO CANTOR MENESINI — Broccolo? Mai ietto! II Pasquino certe cose non
le scrive. E se tornano a rife-
signora
p
m
bem
ma1...
bem
mal...
O louco! — Nino Augusto!
Da un ciuiffo di stilizzatissime muliebri maschere, che
'coro,
il nostro
gli facevano
Signor Direttore (che Iddio
eccètera éccetéra, eternamente
— e il benp con la palia!)
con la sua você dolce come
quella di Danie'e Serra do
Map, soavemente modulava:
A
Já
A
Já
u
q
:¦ t\;'Utf\(?'\
-.
se siete intelligente
¦ •,
-
.
-
-.
-
¦
¦
1
e
15
rlrve.o, tomate a non crederci.
MAIÍTUSCELLI — 500.
HOVIO — Avete visto che
bella dlfferenza tra il slmpaticsslmo bailo al Circolo e quel
mortorlo dei Club Italiota?
RADIOFILO — Il Cav. Pasquale Fratta ha fatto un figurono col suo ladiodi^corso.
De! resto, per affermare le sue
sp!endide qualitá oratorie, non
cccorreva questa ultima prova.
COLONIALE — Da quel
che abbiamo sentito dire, il
Console Comm. Giuseppe Castruccio, "está de parabéns"
negli amblenti coloniali. Quel
che la Colônia voleva sapere,
era chi fosse il padrone, e chi
il sotto. Del resto, questa precisazione é parte essenzialô
dei sistema gerarchico. La
dualltá é una peronospera cha
non ImperverBa solt-anto n^l
vigneti coloniali. E quando si
trova qualche agricoltore che
sa convenientemente doá^ire il
solfato di rame — ottimo: II
Comm. Castruccio, con il suo
carattere rígido e la sua lineare condotta, va conquistando sempre piú 'a simpatia colon'ale. Vedrete ch'egli finirá
con 1'essere un console di quelli veramente rispettato.
MICHELICONFF/TTARO
NO — Abbiamo per voi un
bello esemplare delle poesie
complete di Lorenzo Stecohetti/al seco^o XIX Olinto Guerrini. Lo volete?
AUTOMOBILISTA — Non
siete sócio deH'Agap? Sieto un
bel fesso! Telefonate súbito
(2-7243) chiedendo informazoini.
GAETANO PAR ELLO -—
Allora? Poi dite che siamo
cattivi cattivi!
-CONNAEIONALE — Roma.
ni e liguri, veneti, brasilischi
e piemontesi, siculi e lombardi. sardi e romagnoli, tripolini e napo^etani, corsi, dalmati
e nizzardi, valdostani, abruzzesi e savoiardi, somali ed
abissini, toscani e mezzi toscani, il "Pasquino Coloniale"
é il giornale che tutti leggcno,
perché a «tutti piace. Se sapete leggere, leggetelo. Se non
sapete leggere, fatevelo leggere. Se non ve 7o sanno leggere, guardatene le figure come
fa Pierino, e fateci sopra una
piccola. pugna in una parola
sola, come ugualmente fí? Pielino quando gli avviene di trovarsi sotto il naso una fotografia di Greta Scopa che brínca con 'Clark Gable, de marido e de mulher.
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é Ia rivista per il vostro salotto
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Ia donna e gli indumenti
La donna a quindici anni, se é prestante,
rassomiglia a una maglia assai pesante,
che tu non puoi — convienine — indossare,
senza pungerti un póco, né sudare.
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P
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SIccome era mia ferm& imr
pressiono cho la porta dl casa
fosso stata chlusa a chiave
ipolto accuratamente, eosí non
tu senza sorpresà çhò senti!
che qualcuno entrava.
Mani in alto — comanmio
vlsltatore. — Era un
dó il
idal
viso rotondo e daluomo
mite,
con gli oechiali
1'aspetto
e probabilmente calvo.
Guardai attentamente tutte
e due le .sue mani e notai che
ín nessuna delle due si vedeva un'arma. Egli segui il niio
sguardo, guardo anche lui, e
çubito emi.se un'esclamazione
di disappunto e cominció a
taçercare nelle sue numerose
sche.
., •
,.
— Accidehtl, hò dimentícaI
to la rivoltella!... — balbettó.
Feci un gesto di superioritá.
Non c'é niente da seusanvi, ragazzo mio — lo rassicurai — giacché immagino
che non siate un ladro di mestiere.
No, solo una vocazione
tardiva — spiegó — sono uno
stagnino a riposo.
Me lo immaginavo. E anèhe un pochino distratto, no?
Sospiró.
— Oh, — ammise — non é
j
facile insegnare giochi nuovi
al vecchio cane!
Volse uno sguardo esperto
su quelli dei miei beni che eraiiO; in,vista, e quindi li poso
sulla mia persona.
, — Penso che pot.remmo coiriinciare .dal pòrtàfoglíó. —
disse infine — e poi, se avete
anche qualche gioiello...
Mi 0'PPongo! — obiettai
vigorosamente. — Non posso
jammettere di esser derubato
da un ladro che ha avuto l'imperdonabile negligenza di dijnenticare le sue armi da fuoco. 'Se devo esserlo, insisto
perché mi si trátti in regola.
Se non siete in grado di fare
ún lavoro come si deve, mi rifiuto dj.jasciarvelo fare sii
questi teríhini di accomodáinentij. E questo é quanto!
. E bàttei la mano sul távolo per meglio marcare la mia
decisipne.
t — E' 1'incapacitâ come la
yostra quel\a qhe rqvina',. il
commercio, di qúalunque genere sia. Non avete orgoglio
professionale, ragazzo mio?
II. ladro abbassó il capo.
—
Avete ragione. "E soncr
:(i
contento che 1'abbiate detto.
A.ccomodare i tubi delia ca. paera da bagno é un affare, e
rubare é un altro.
•i,i'j'iTi_ff*M"*'
questa lieta novella vi dó
;— Oh, non c'é poi tanta
difíerenza!... — ossetvai ricordando i conti che avevo ricevuto da una certa ditta per
alcune rlparazloni alia mia
vasca da bagno.
Ora ,il ladro mi sembraya
moíto imbarazzato sul da farsl*
— Vi dico io che Cosa faro,
— disse infine — torneró domani será.
reste un favore? 0'ó un rubinetto nella camera da bagno
che fa acqua. Vorreste vederlo?
— E' vero che ho abbandonato il mio mestiere da molto tempo, — disse — e che
la mano non é piú tanto sicura, ma posso provare.
Provo, . e fortunatamente
per me, riuscí. Mentre lui lae
vorava
chiacchieravamò,
un ladro ines perio
fllli
f
ben presto la nostra conversazione divenne amichevo,'.e.
Sentite un po', -.— chiesi
a un certo punto -7- io credevo che lá porta d'ingresso fosse chiusa, e chiusa sicuramente. 'Come diavolo siete entvato?
Posso aprire una serratura qúalunque in uh batter
d'occhio rispose non senza orgoglio professionale. — Del
resto non avete che venire con
me, e vedere.
Usei di casa e chiuse la porta dietro di sé.
dispiace, ma ho giá
un impegno — risposi cortesemente ma con íermezza —
peró, mercoledí será non ho
nulla da fare.
Bene, allora diremo mercoledí. Troppo presto alle dieci?
Facciamo dieci e mezzo
— suggerii. — Egli fece un
cenno d'assenso e giá <si dispo,
neva ad andarsene, quando
fui colpito da un'idea.
Sentite un po', giacché
siete qui, — dissi — mi fá-
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Provato ad aprire, —
dal
di fuori — per condisse
vlncervi che é chiusa a chiave.
Provai ad aprire, ma la porta resistette.
E adesso, eccomi che
vengo! — annunció, e dopo
pochi istanti egli aveva aperto
la porta ed era di fronte a me.
Ml sentivo ancora scettico.
Chi mi dice che non abbiate una chiave falsa, e che
là vostra sia tutta àbilitá?...
— insinuai. Egli apparve offeso dalla mia insinuazione.
Venite íuorl anche voi
con me, questa volta, — mi
rispose freddamehte — e vedreto. \
Lo seguii íuori ed egli sbatté la porta dietro di noi.
¦—. Spero che ora non dimenticherete tutfad un tratto come si fa, —dissi in tono
di scherno — perché oltre a
tutto sono aenza chiavi, e le
finestre sono chiuse dal di
dentro.
Mi guardo con un sorriso
divenuto improvvisamente malevolo.
Non avete chiavi?
Non le ho.
Mi guardo ancora daTalto
in basso, ostentando visibilmente di occuparsi fLél mio pigiama. Quindi sorrise, poi rise apertamente, ppi singhiozzó
dal gran ridere, infine si batté le mani sulle cosçe.
Ah, bellissima!... -ft*
ebottó. — Star qui tutta la
notte, vestito. in. questo,modo
e con le pantofole! Tutta la
notte!..,. Ah,...ah,, ah!
Ero sbâíordito.
•—JVIa... ma non penserete
dávvero di lasciarmi qui sul
sério, eh?... — dissi Tabbrivídendo perché una folata d'aria
fresca mi aveva raggiunto.
_ ,Ah, ah, questa si che è
meravigliosa!, — rise ancora.
— Buona notte, allora. E arrivederci a mercoledí, alle die.•.
ci e mezzo!
E i&e ne ando emettendo alte risate offensivé e abbandpnando mo. ad una iiotte fredda e miserabile.
*
# #
Ora siamo a mercoledí será.
Mentre sto scrivendo, un fiicile é a.ppoggiato alia mia porta, ingegnosamente legato ad
una corda... iSe un certo ladro
che fu giá stagnino apre la
porta, ira pochi minuti, credo
che si troverá al piú presto
senza la parte superioré delia
testa.
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