DEL POPOLO
LAVOCE
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n° 4
Lode 1
di Francesca Bernacchia
Non va di moda l’inutilità, e la lode a Dio è decisamente inutile, non produttiva ed
anche illogica, poiché Dio è già cantato da innumerevoli schiere di creature angeliche.
Ma è proprio tale mancanza di utile che rende l’atto prezioso, come uno spreco offerto
a chi non sarà mai eguagliato dal valore dell’offerta stessa.
È questa la gioia di Dio che circola nei cieli? La lode è giustizia verso la bellezza,
soprattutto la bellezza ignorata. Che cosa può maggiormente spingere il cuore, se non
la constatazione che colui che continua a elargire è ignorato, incompreso, non visto,
come inezia a fianco della quale passare senza peso? Eppure i cieli continuano a disegnare
tramonti, la terra continua a ruotare instancabile per darci stabilità, gli elementi non cessano
di mescolarsi e distinguersi per nutrire ogni cosa, uno sguardo continua a coprire con l’ombra il
nostro cammino non rettilineo e strano. È in questo “continuare” che si registra la meraviglia. Al di
là di ogni pur legittimo dubbio di inesistenza.
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SETTIMANALE
SETTIMANAL
SETTIMANA
NALE DIOCESANO
FEDE - LEALTÀ - CORAGGIO
BRESCIA 28 GENNAIO 2011
Vivendo
con lui
A pochi giorni dall’annuncio della beatificazione
di Giovanni Paolo II, il card. Giovanni Battista Re, bresciano
e per molti anni stretto collaboratore del Papa polacco,
traccia per “Voce” il profilo del grande Pontefice
che sarà elevato il 1° maggio 2011 agli onori degli altari
sommario
Il fatto
4
La notte può coprire un fiore, non il suo profumo
(E. Oliviero)
La beatificazione di Giovanni Paolo II.
Quel ponte tra cielo e terra
04
“Il coraggio di vivere”:
Emanuele Turelli
racconta la storia
di Nedo Fiano
di Giovanni Battista Re
Popoli e continenti
Cei. La società,
comunità educante
07
a cura di M.Michela Nicolais
Ecclesia
Oratori.
Una missione da rinnovare
17
di Gabriele Bazzoli
Paesi e parrocchie
La speranza
è il motore della Leonessa
22
di Luciano Febbrari
Don Antonioli:
le stagioni della fede
31
di Ermete Giorgi
Donne allo sbando senza compagnia
35
di Michele Sorice
Paolo VI. Pregare non è solo
muovere le labbra
38
di Antonello Miuri
Economia e lavoro
Formazione e lavoro
per lo sviluppo
«
Corsivo di Angelo Onger
Cultura e comunicazione
Perché stare nella rete?
Se lo chiede Benedetto XVI
Parte da Darfo Boario Terme la terza stagione de “Il coraggio di vivere” il monologo, scritto e interpretato da Emanuele Turelli, che racconta la storia di Nedo Fiano, ebreo italiano,
reduce dal campo di sterminio di Auschwitz e da altri sei campi, fra cui quello di Buchenwald, dove fu liberato, dopo oltre un anno di prigionia, dalle truppe americane, l’11 aprile
del 1945. La terza stagione ha richiamato l’interesse di istituti scolastici, associazioni e enti locali. Il monologo di Turelli ha esordito il 22 gennaio a Darfo Boario Terme, nel plesso
scolastico “Darfo 2” davanti al pubblico studentesco. Il giorno della memoria (27 gennaio)
Turelli ha raccontato “Il coraggio di vivere” agli studenti di Bagnolo Mella e in prima serata
(ore 20.45) a Cellatica nel Palazzo della Cultura. La sera successiva il monologo va in scena
nel teatro parrocchiale di San Pancrazio a Palazzolo, mentre sabato 29, alle 10 del mattino, sarà la volta del teatro parrocchiale di Gavardo, per il pubblico studentesco; in replica
il giorno successivo (domenica 30 gennaio, ore 16.30, auditorium Zane) nell’ambito delle
iniziative volte a ricordare il bombardamento che costò decine di vite umane alla comunità
gavardese. Sabato 5 febbraio, altre due tappe: alle 10 del mattino Turelli racconterà il suo
monologo ai ragazzi delle scuole medie di Ospitaletto, mentre in serata, sempre al Teatro
Agorà, sarà la volta del pubblico adulto, alle ore 21. Chiusura prevista in Valle Camonica, a
Piancogno (teatro parrocchiale, ore 21) venerdì 11 febbraio. Turelli racconta le vicende di
Nedo Fiano in forma diretta e coinvolgente, proponendo un prodotto che inquadra il periodo storico ma che fa leva sulla storia di Nedo e dei suoi cari prima a Firenze, poi al carcere
delle Murate, poi a Fossoli, poi a Auschwitz, poi a Stutthoff, Stoccarda, Krawinkel, Oudhroff
e Bunchenwald, nel periodo compreso fra il 1938 e il 22 aprile del 1945.
49
di Mario Nicoliello
Se fossi un credulone direi che su villa S. Martino di Arcore grava il malocchio. Acquisita
dalla famiglia Casati-Stampa nell’Ottocento,
l’ultimo rampollo, il marchese Camillo, morì
suicida a Roma, nel 1970, dopo avere ucciso
la moglie e il giovane amante. L’ereditiera,
la figlia Anna Maria, avendo nel frattempo
lasciato l’Italia, decise di vendere l’intera
proprietà San Martino nel 1974 con la mediazione del suo legale l’avvocato Cesare
Previti all’allora imprenditore edile Silvio
Berlusconi (la villa, era valutata per il solo
bene immobile per circa 1.700 milioni di lire) in cambio della cifra, molto inferiore alla valutazione, di 500 milioni di lire in titoli
azionari (di società non quotate in borsa),
pagamento dilazionato nel tempo. L’ereditiera non riuscì a monetizzare, se non con
un accordo con gli stessi Previti e Berlusco-
ni (nel corso dell’affare diventati compagni
di merende), che riacquistarono i titoli per
250 milioni, ossia la metà di quanto era stato pattuito.
Adesso è diventata il teatro del bunga bunga, spettacolo di uno squallore devastante.
Ma non è che fuori l’aria che si respira sia
migliore. Sul “Corriere della Sera” di mercoledì 19 gennaio, in prima pagina, è stato pubblicato un commento in cui Piero
Ostellino, già direttore del quotidiano, con
la preoccupazione di difendere “l’immagine e la dignità del Paese”, ha scritto: “Una
donna che sia consapevole di essere seduta
sulla propria fortuna e ne faccia – diciamo
così – partecipe chi può concretarla non è
automaticamente una prostituta. Il mondo
è pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l’indulgenza all’esame
Sport
Brescia calcio.
Tre punti per credere nella salvezza
LA VOCE DEL POPOLO
51
di Alessio Andreoli
Cara Voce
54
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2
Buone notizie
editoriale
di Adriano Bianchi
Icone di vita buona
Brescia:
l’Opal propone
la 2ª rassegna
cinematografica
Qual è la relazione tra conflitti e migrazioni di popoli? Ci possono essere vari modi per affrontare un discorso importante e di grande impatto socio-emotivo come questo e, scegliere di parlare di tutto ciò attraverso l’universale linguaggio cinematografico può essere una
soluzione davvero innovativa. “Migrazioni forzate e conflitti – Storie di persone e di armi”
è il titolo della rassegna cinematografica proposta dall’Osservatorio permanente sulle armi
leggere di Brescia. L’Opal è una onlus promossa da diverse realtà dell’associazionismo, tra
cui la Consulta della Pace del Comune di Brescia, la Commissione diocesana “Giustizia e Pace”, il Gruppo Armi e Disarmo dell’Università Cattolica, il Centro Saveriano di animazione
missionaria, unitesi a favore della pace per diffondere informazioni scientifiche sulla produzione e il commercio delle cosiddette “armi leggere”. Per la 2ª edizione della sua rassegna cinematografica Opal ha scelto di proporre, nei quattro sabati di febbraio, la visione di
documentari in lingua originale (sottotitolati), ambientati in vari Paesi toccati da conflitti e
conseguenti migrazioni. Ad ogni proiezione, farà seguito, la testimonianza diretta di uomini
e donne che hanno vissuto “sulla loro pelle” la fuga da Paesi in guerra e che hanno dovuto
affrontare un difficile processo di integrazione in altri Paesi ed altre società. Durante la prima
serata, prevista per sabato 5 febbraio, verrà proiettato il film tedesco Tarifa Trafic, al quale
seguiranno, sabato 12, Lost Boys Of Sudan, sabato 19, Rata Nece Biti e, infine, sabato 26, il
documentario italiano Stanze. Ogni proiezione, ad ingresso gratuito, avrà inizio alle 20.30
presso il teatro dell’Oratorio di Cristo Re a Brescia. Ad anticipare la rassegna, lo spettacolo
multimediale “Prima che cadano le foglie”, che sarà portato in scena dall’Associazione Culturale Teatro Dioniso, sabato 29 gennaio, alle 20.45, nella chiesa bresciana di San Cristo. (l.d.p.)
o al capo ufficio per fare carriera. Avere trasformato in prostitute le ragazze che frequentavano casa
Berlusconi, non è stata (solo) un’operazione giudiziaria, bensì (anche) una violazione della dignità
di donne la cui sola colpa era quella di aver fatto,
eventualmente, uso del proprio corpo”.
Ho riletto questo passaggio perché non credevo
ai miei occhi. Se fossi una donna avrei qualcosa
da spiegare a Ostellino, a proposito di dignità. Da
uomo vorrei capire che differenza c’è fra l’uso del
corpo per interessi vari e la prostituzione. Senza
alcuna pretesa morale (chi se ne preoccupa più?),
ma solo per capirsi. Intanto il giorno dopo il “Corriere” ha offerto il contorno con un servizio intitolato “I parenti (ambiziosi) delle ragazze di Arcore”.
Con i fratello che dice a una delle frequentatrici
di Arcore: “Quello ci risolve tanti problemi a tutti, a mamma, a te e a me”. E il papà che rincara:
“Mia figlia morosa di Silvio? Magari fosse, magari
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n. 184 - 1/12/1961
fosse!”. E un altro papà che rimbrotta la figliola:
“Ti sei vista passare davanti questa e quest’altra,
e Giada, e Isabella e Cristina, ma svegliati!”. Commenta l’autore del pezzo: “Le carte dell’inchiesta
su Ruby Rubacuori parlano come un trattatello
di sociologia e disegnano famiglie italiane a metà strada tra ambizione e disperazione, voglia di
scorciatoia e bisogno di ossigeno (…) nello specchio deformante e amorale dei tempi moderni”.
In questo panorama la magistratura non c’entra
nulla. Stiamo solo assistendo a una discesa agli inferi, una regressione nel buio delle menti e delle
coscienze. Veronica Lario ne aveva parlato anzitempo con lucidità: “Quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore. E tutto in nome
del potere. Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo e la notorietà e per
una strana alchimia, il Paese tutto concede e tutto giustifica al suo imperatore” (28 aprile 2009).
Associato
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sociali
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La testata “La Voce del Popolo”
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Associato
FEDERAZIONE ITALIANA
SETTIMANALI CATTOLICI
VOCE•MEDIA
La suora del mio asilo era madre Teresina, una canossiana
tutta d’un pezzo. Visse al mio paese per lungo tempo;
insegnò a generazioni di bambini a tenere le mani giunte,
le risposte del catechismo in vista della prima Comunione
e a non far attaccare l’ostia consacrata al palato. La rividi
in occasione della mia prima Messa, orgogliosa come tutte
le suore che possono dire di aver accompagnato un loro
bambino all’altare. Suor Celinia, dorotea di Cemmo, era una
specie di folletto sempre in movimento. Per noi ragazzi era il
gioco, il canto e l’amore per l’oratorio. Un’oratorio da sentire
come casa, dove stare bene, dove essere protagonisti della
vita della comunità. Suor Aldina, invece, mi fece scoprire
l’esistenza dei poveri. Per un breve tratto accompagnò la mia
adolescenza. Il suo costante desiderio di tornare in Argentina
mi fece incontrare il mistero di un Dio il cui abbraccio
d’amore racchiude il mondo intero. Come lei suor Giuliana
che ancora oggi vive la sua missione nel Congo dilaniato
dalla guerra. A suor Annamaria, monaca in Assisi, devo
l’ergersi prepotente della forza della preghiera e il germe di
una chiamata del Signore che poteva essere vera anche per
me. A suor Antonella e suor Viatrice il tempo della decisione.
Dolcezza e vicinanza nel discernimento, coraggio e sostegno
nel timore di affidare la vita al progetto di Dio. Con suor
Giovanna ho condiviso l’amicizia, la creatività e l’entusiasmo
del primo tempo della sequela, la fantasia del progettare
insieme e la gioia del servire i piccoli. Di suor Terenzia ho nel
cuore la maternità e l’accoglienza familiare. Di suor Tersilla e
suor Luciana, il ricordo tanti piccoli passi di collaborazione.
A suor Lucilla, che è già in Paradiso, debbo la certezza di un
appoggio sicuro nella corresponsabilità educativa e l’aiuto
fraterno nell’imparare ad essere prete. In suor Enza e nelle
sue sorelle leggo l’attualità di una vita ancora affascinante
per tante giovani. In suor Maria e suor Erminia godo la cura
umile e discreta per la vita dei sacerdoti che, nella Chiesa
bresciana, dagli anni del Seminario a quelli della malattia
e della vecchiaia non è ancora venuta meno. Queste icone
stupende di vita buona secondo il Vangelo sono in mezzo
a noi. Per me hanno i volti che vi ho raccontato, per molti
quelli dei tanti religiosi, religiose, consacrati e consacrate
incontrati nella vita. Amici, testimoni, educatori. La loro
esistenza ci parla. Ce lo ricordano i Vescovi nel messaggio
per la Giornata della vita consacrata del prossimo 2 febbraio:
“Non ci si educa alla vita buona del Vangelo in astratto, ma
coinvolgendosi con Cristo, lasciandosi attrarre dalla sua
persona, seguendo la sua dolce presenza”. Così di queste
suore e consacrati che ci rammentano il dono totale di sé e
la conformazione al Risorto non possiamo che essere grati
al Signore. La loro vita secondo il Vangelo rappresenta “una
sfida profetica – dicono i Vescovi – una vera e propria ‘terapia
spirituale’ per il nostro tempo. L’uomo, che ha un bisogno
insopprimibile di essere amato e di amare, trova – continua
il messaggio – nella testimonianza gioiosa della castità un
riferimento sicuro per imparare a ordinare gli affetti alla
verità dell’amore, liberandosi dall’idolatria dell’istinto; nella
povertà evangelica, egli si educa a riconoscere in Dio la
nostra vera ricchezza, che ci libera dal materialismo avido di
possesso e ci fa imparare la solidarietà con chi è nel bisogno;
nell’obbedienza, la libertà viene educata a riconoscere che
il proprio autentico sviluppo sta solo nell’uscire da se stessi,
nella ricerca costante della verità e della volontà di Dio,
che è “una volontà amica, benevola, che vuole la nostra
realizzazione”. Non sono parole, sono volti a cui dobbiamo,
forse, quel poco di vita buona che siamo capaci di vivere.
04
Il fatto
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Il card. Giovanni Battista Re, uno dei più
stretti collaboratori di Karol Wojtyla, traccia
un ritratto di Giovanni Paolo II: un papa
che già in vita ha saputo dimostrare, con la
coerenza tra predicazione e azione, che la
santità era ed è una via percorribile
da ogni uomo. In queste pagine anche la
testimonianza di chi questa santità l’ha
toccata con mano
Giovanni Paolo II e il card. Re a Borno nel luglio 1998 e, a sinistra, i suoi funerali
Testimonianza Giovanni Paolo II, che sarà beatificato il 1° maggio, nel ricordo del card. Re
Quel ponte tra cielo e terra
U
card. Giovanni Battista Re
Una delle celebrazioni religiose più
attese di questo 2011 sarà la beatificazione di Giovanni Paolo II. Negli
ultimi dieci secoli nessun Papa ha
innalzato agli onori degli altari il suo
immediato predecessore. La celerità con cui, per Giovanni Paolo II, è
stata portata a termine la complessa procedura è stata possibile perché Benedetto XVI aveva dispensato
dalla norma che impediva di iniziare
l’iter prima che fossero passati cinque anni dalla morte. Certamente
poi ha facilitato le cose l’esemplarità della vita e la vasta fama di santità che Karol Wojtyla godeva. Come
data per la cerimonia di beatificazione è stata scelta domenica 1 maggio,
ottava di Pasqua, perché è la festa
della Divina Misericordia, celebrazione liturgica istituita proprio da
Giovanni Paolo II. Karol Wojtyla è
rimasto nel cuore della gente. La luce dei suoi insegnamenti e della sua
testimonianza personale non si è
spenta con la morte, ma continua ad
illuminare il cammino dell’umanità.
Giovanni Paolo II è un papa che non
muore, soprattutto nel cuore dei bresciani, grazie anche alle cinque volte che è stato in terra bresciana. Nel
1982 e nel 1998 a Brescia, due volte
in Adamello (una a sciare e una per
celebrare la Messa per gli alpini) e
una a Borno. Giovanni Paolo II appartiene ai giganti della storia. Suo
grande merito è di avere risvegliato
nel mondo il senso religioso. Ha fatto capire che non si possono limitare gli orizzonti dell’uomo a questa
terra. Ha insegnato che la coscienza
“in cui l’uomo si trova solo con Dio
e scopre una legge scritta nel cuore”
(Gaudium et spes, 16) conferisce
un’altissima dignità all’uomo e alla
donna, che nessuno può strappare
o sopprimere, e che ognuno è obbligato a seguire. Ha avuto fiducia
nella forza delle istanze spirituali e
morali ed ha sempre messo al centro la persona umana, con la sua intangibile dignità e libertà. E questa
centralità della persona umana ha
saputo non solo difenderla col vigore che ha caratterizzato il suo ministero apostolico, ma l’ha testimoniata con l’esempio eloquente della
sua profonda umanità, che aveva il
fascino di una personalità completa.
Egli, inoltre, ha saputo congiungere
un profondo e penetrante realismo
storico con uno sguardo illuminato
dalla fede. Perciò ha saputo scorgere l’azione di Dio nella trama degli
avvenimenti ed ha saputo influire da
protagonista sul corso degli eventi,
incidendo nella storia, come ha affermato lo stesso Gorbaciov; ma la
prima e fondamentale caratteristica
del suo pontificato è stata religiosa.
Il movente di tutto il pontificato, il
motivo ispiratore di tutte le iniziative intraprese fu religioso: tutti gli
sforzi del Papa miravano a fare rientrare Dio da protagonista in questo
mondo. Il motivo per cui Giovanni
Paolo II era contro il comunismo era
un motivo non politico, ma religioso: egli operò con coraggio contro
un sistema che professava l’ateismo
e perseguitava la Chiesa, e in pari
tempo opprimeva l’uomo, negandogli piena libertà. Era religioso il
motivo che ispirava il Papa e faceva seguito alle parole vibranti da lui
pronunciate nella prima celebrazione in piazza San Pietro: “Non abbiate
paura! Aprite le porte a Cristo!”. La
Divina Provvidenza mi ha concesso
la gioia e il privilegio di essere vicino al papa Giovanni Paolo II dall’inizio del suo pontificato fino alla fine.
Vivendo vicino a lui, molte erano le
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
05
Giovanni Paolo II e la terra bresciana
Un legame sempre più forte
L’ha ricordato anche il card. Giovanni Battista Re in queste pagine: i bresciani, pure a più di cinque anni dalla morte, sono ancora profondamente
legati a Giovanni Paolo II. Un legame che, probabilmente, si è alimentato anche delle cinque visite che Karol Wojtyla ha riservato alla terra bresciana. La prima è del 1982. Sono passati appena quattro anni dalla sua
elezione e Giovanni Paolo II visita Brescia per rendere omaggio alla terra
e alla Chiesa del suo predecessore Paolo VI. Una visita che si rinnova 16
anni più tardi (il 19 e 20 settembre 1998), con un nuovo incontro per la
beatificazione di Giuseppe Tovini e per la chiusura dell’Anno montiniano.
Tra queste due visite vi sono altri tre contatti tra la terra bresciana e il Papa
che il 1° maggio prossimo sarà beatificato. Due lo videro sulle nevi dell’Adamello: una prima volta, nel 1984, per coltivare la sua grande passione per
lo sci e la seconda per presiedere, nel luglio del 1988, il pellegrinaggio
degli Alpini. Nel luglio del 1998, infine, Giovanni Paolo II fu ospite della
comunità parrocchiale di Borno. Brescia, la sua terra, la sua gente hanno
ricambiato questo affetto. Il legame è destinato a rinnovarsi anche in occasione della beatificazione del 1° maggio prossimo. Brevivet sta infatti
lavorando a una doppia proposta per favorire la presenza di tanti bresciani a Roma. un pellegrinaggio in pullman di 3 giorni (dal 30 aprile al 2
maggio), oppure in treno con partenza il 30 aprile e il rientro l’1 maggio.
Suor Erika
Più che la paura poté l’Amore
cose che colpivano, su tutte, però,
l’intensità della sua preghiera. Una
preghiera profonda e intimamente
personale, e in pari tempo legata alle tradizioni e alla pietà della Chiesa.
Attirava l’attenzione il modo in cui
egli si abbandonava alla preghiera:
si notava in lui un trasporto che gli
era connaturale e che lo assorbiva
come se non avesse impegni urgenti
che lo chiamassero alla vita attiva. Il
suo atteggiamento nella preghiera era
raccolto e, in pari tempo, naturale e
sciolto: testimonianza, questa, di una
comunione con Dio intensamente radicata nel suo animo; espressione di
una preghiera convinta, gustata, vissuta. Commuoveva la facilità, la spontaneità, la prontezza con le quali egli passava dal contatto umano con le folle
al raccoglimento del colloquio intimo
con Dio. Quando era raccolto in preghiera, ciò che succedeva attorno a lui
sembrava non toccarlo e non riguardarlo, tanto si immergeva nell’abbandono in Dio. Egli si preparava ai vari
incontri, che avrebbe avuto in giornata o nella settimana, pregando. Prima
di ogni decisione importante Giovanni
Paolo II vi pregava sopra a lungo. Più
importante era la decisione, più prolungata era la preghiera. Nella sua vita
vi era un’ammirevole sintesi fra preghiera ed azione. Giovanni Paolo II è
stato un grande uomo, un grande Papa
e un grande santo. Grande come uomo: aveva una straordinaria ricchezza
di umanità. Aveva profondità di pensiero, con un impianto filosofico e, in
pari tempo, era un mistico che aveva
dentro di sé una forte tensione spirituale. Era poi molto attento alle vicende e alle inquietudini degli uomini ed
aveva una grande capacità di apprezzare e godere le bellezze della natura,
dell’arte, della letteratura, del calore
delle amicizie, delle conquiste umane.
Un grande Papa: è stato il primo pontefice a compiere il giro del mondo,
proponendosi ovunque come seminatore di speranza. È il primo Papa a
entrare in sinagoga; il primo a visitare una moschea e a parlare a una
folla di musulmani (in Marocco). Un
Papa che ha saputo compiere il suo
ministero di confermare i fratelli nella fede, visitando e incoraggiando le
comunità cristiane sparse nei cinque
continenti. Un comunicatore nato,
che ha realizzato una infinità di cose
ed ha aperto vasti orizzonti davanti al
cammino della Chiesa. Gian Franco
Svidercoschi, con espressione audace, ha scritto che Giovanni Paolo II
“ha accorciato la distanza fra il cielo e la terra”, nel senso che ha fatto
molto per aiutare gli uomini ad incontrarsi con Dio. Un grande santo:
fu un uomo tutto di Dio. Sì, il grido
nato tra la folla ai suoi funerali: “santo subito”, manifestò la convinzione
che c’è nel cuore di molte persone.
In lui vi era una perfetta coerenza
fra ciò che diceva, ciò che pensava,
ciò che faceva e ciò che era. Giovanni Paolo II ha indicato a tutti la via
della verità e dei valori morali e spirituali, come unica strada che può
assicurare un futuro più umano, più
giusto e più pacifico.
“Roma-Tor Vergata, 20 agosto del 2000. Avevo 20 anni! Tornare a quei
giorni della Giornata mondiale della gioventù è per me fare memoria del
mio personale colpo di testa. A parlare in questo modo è suor Erika. “Quel
colpo di testa che mi ha fatto fare la pazzia di ‘mollare tutto’ (lavoro, famiglia, prospettive di matrimonio e quant’altro) – continua – e seguire,
fidarmi, dare credito, alla promessa di quel Nazareno che scavalcando i
secoli mi ha raggiunto proprio in quel giorno assolato. Il Nazareno che,
ancora oggi, non ha smesso di guardare negli occhi la gente pronunciando il suo affascinante ‘Seguimi’”. Tale fascino le giungeva dalle labbra di
un vecchio Papa, ma così meravigliosamente innamorato della gioventù:
“Se qualcuno di voi, cari ragazzi e ragazze, avverte in sé la chiamata del
Signore a donarsi totalmente a Lui per amarlo ‘con cuore indiviso’ (cfr. 1
Cor 7,34), non si lasci frenare dal dubbio o dalla paura. Dica con coraggio
il proprio ‘sì’ senza riserve, fidandosi di Lui che è fedele in ogni sua promessa” (dall’omelia di Giovanni Paolo II). “La mia prima reazione, dato
che aveva fatto centro – è ancora il ricordo di suor Erika – è stata di rispondere ‘No, Signore! Non io! Non sono fatta per essere suora!’”. “Ma
– parafrasa la religiosa – più che la paura poté l’Amore. Ed eccomi oggi,
suora pia discepola del Divin Maestro, da quasi cinque anni. La ‘sfida’ di
allora fu quella di intraprendere un’avventura che non sapevo dove mi
avrebbe condotta. Oggi, la sfida è quella di rimanere nel suo Amore”.
Stefano Fontana
Tra milioni parlava proprio a me
“Quando sei all’inizio del tuo cammino di fede non hai le idee chiare su
cosa realmente ti stia accadendo. Quella che fino a poco tempo prima era
solo una confusa e ostinata inquietudine, iniettata nel tuo cuore dagli episodi della vita, diventa, grazie all’incontro con uomini di fede, una possibilità” A parlare è Stefano Fontana, che a giugno riceverà l’ordinazione
sacerdotale. Il suo è un racconto di chi ha incontrato nel proprio cammino
persone che l’hanno aiutato a comprendere la sua chiamata. “Tra queste
persone – racconta ancora – vi è un uomo, che non ho conosciuto direttamente, ma che ha colorato con le sue parole quel disegno che ancora non
vedevo”. Nel 2000 viene invitato da un amico a partecipare alla Gmg di
Roma. “Non pensavo – continua – che sarebbe stato il momento decisivo
per il mio incontro con Cristo”. Il clima di quei giorni gli fece scoprire che
si può pregare pur essendo giovani, e senza vergognarsene. “Ma soprattutto incontrai Giovanni Paolo II – ricorda Stefano Fontana –. Parlava a
milioni, eppure sembrava che si rivolgesse proprio a me. La sua voce decisa
penetrava nel punto giusto della mia coscienza. Sembrava conoscerla. E mi
ripeteva: è Gesù che cercate quando sognate di felicità! è Lui che suscita
in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande…”. Parla volentieri il seminarista ormai prossimo al sacerdozio di un’esperienza che
ha cambiato la rotta della sua vita. Da quegli eventi e incontri si è dipanato un lungo cammino di fede che l’ha portato a entrare in Seminario.
06
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Opinioni
di Marco Deriu
Comunicazioni
Squallore, non satira
Chissà che cosa ci ha trovato da ridere Michele Santoro, accompagnato
dall’approvazione compiaciuta del pubblico presente, quando, al termine
dell’ultima puntata di “Annozero” (RaiDue, giovedì 20 gennaio), ha presentato la solita rassegna di vignette sui fatti di attualità. Vauro ha ancora una volta dimostrato la sua faziosità e la sua volontà di deridere o,
peggio, offendere la Chiesa e il Papa. Il disegnino incriminato (chiamarlo
vignetta sarebbe un’offesa verso chi la satira la sa fare con buon gusto ed
efficacia) raffigurava Benedetto XVI che, parlando di Berlusconi, diceva:
“Se a lui piacciono tanto le minorenni, può sempre farsi prete”. Il riferimento evidente è all’inchiesta in corso sulle inopportune frequentazioni
serali del presidente del Consiglio e agli scandali relativi ai casi di pedofilia accaduti anche all’interno della Chiesa. Il comportamento quantomeno disinvolto di Berlusconi e della sua corte nei presunti “festini” ad
Arcore – al di là degli eventuali reati, che spetta alla magistratura perseguire – è moralmente da condannare senza alcun dubbio. Ma la via scelta
da Vauro con questo disegnino è sbagliata in tutto e per tutto. Non vale
nascondersi dietro il diritto di satira per affermare la libertà assoluta di
dire o far dire impunemente a incolpevoli protagonisti ciò che si vuole.
Il genere satirico ha precise regole di forma e di contenuto: non deve oltrepassare il limite della continenza, non deve tradursi in una gratuita
aggressione all’onorabilità e al decoro altrui, non deve procedere al linciaggio morale di una persona. In particolare la vignetta, pur offrendo
rappresentazioni surreali, non deve mai astrarsi dalla realtà fino al punto di attribuire fatti non veri, né venir meno al rispetto dei valori fondamentali esponendo al ludibrio l’immagine pubblica di una persona o di
una categoria sociale. Non può nutrirsi impunemente di ignoranza e di
menzogna. Sono principi fondamentali dell’etica della comunicazione, riaffermati anche a livello giuridico da vari pronunciamenti della Corte di
Cassazione che nessuno, comunque la pensi, può certamente discutere.
Né si può tralasciare l’intento di carattere moralistico, oltre che comico,
che dovrebbe essere proprio del genere satirico, legato alla sua funzione
di “castigare ridendo mores”, cioè d’indicare all’opinione pubblica aspetti
o comportamenti criticabili al fine di ottenere un esito finale di carattere
etico, quindi correttivo verso il bene. L’intervento di Vauro si è sviluppato
assai lontano da queste linee direttrici e anche dagli obblighi di servizio
pubblico che la Rai deve adempiere senza deroghe, in quanto televisione
di Stato. Quegli obblighi che, tanto nelle carte di autoregolamentazione
quanto nel contratto di servizio stipulato con il ministero dello Sviluppo
economico, non prevedono il diritto di offendere qualcuno inutilmente
e pubblicamente attraverso un mezzo tanto potente come la televisione.
di Gabriele Bazzoli
Giovani
Il curato dell’oratorio
Ancora una volta, sono due chiacchierate informali a suggerirmi lo spunto per queste righe. Al termine di un incontro di formazione ascolto una
ragazza diciassettenne tessere le lodi del suo curato: una stima infinita,
condita dalla percezione di un legame di grande umanità, “Anche se alcuni miei amici si lamentano – mi diceva – lui continua a stimolarli perché non li vuole lì a far niente!”. Gli chiedo: “Dimmi perché sei così entusiasta del tuo curato?” “Perché si vede che ci vuole bene: lui c’è sempre,
se vai in oratorio sei sicura che lo trovi”. Esserci, un verbo che precede
ogni speculazione teologico–pedagogica su ruoli ed approcci educativi.
Mi capita poi a cena un giovane vicino di casa, in vena di aperture del
cuore mi racconta che, secondo lui, oggi non sarebbe com’è se non fosse
stato per il suo curato di tanti anni fa. Non è che ci andasse d’accordo, è
che tutte le sere in oratorio lo incontrava: una correzione, una battuta,
un rimprovero, un incoraggiamento: “Se facevo una cavolata sapevo che
avrei sbattuto. E non la rifacevo.” Esserci. Anch’io ripenso ai miei curati di oratorio: grandi preti nelle loro differenze, che mi hanno mostrato
come il luogo oratorio fosse così importante perché abitato dalla loro
presenza (che mostrava quella del Signore e accompagnava le molte altre figure educative). La prima estate in cui mi sono trovato con i miei
compagni animatori senza curato (non avevamo diciott’anni) ricordo che,
non sapendo bene come fare, abbiamo passato tutto il grest all’oratorio.
Arrivavamo alle 8 per sistemare e programmare, mangiavamo una pizza
(non erano ancora i tempi delle mense), ci fermavamo dopo la riunione
animatori. Non avevamo capito tutto di educazione, ma che bisognava
esserci, sempre, quello l’avevamo capito. E allora è la festa di San Giovanni Bosco che mi suggerisce, per una volta, questa piccola lode alla grande
figura del curato dell’oratorio che, fortunatamente, nella nostra diocesi
è ancora ben rappresentata: per coloro che non sanno tirare un calcio al
pallone, ma d’inverno sono lì a giocare con i loro ragazzi; a quelli che sanno commentare Teilhard de Chardin, ma durante la predica della messa
dei bambini iniziano con una storiella ebraica o cinese; a quelli che odiano la montagna, ma seguono in tenda i loro scout per uscite improbabili; a quelli che si sentono portati per l’arte e l’espressività e accettano di
dipingere un murales del grest con i loro ragazzi; a quei curati a cui piace dormire, ma s’inventano la preghiera quaresimale per gli adolescenti
col krapfen prima che prendano il pullman per andare a scuola; a quelli
che si sorbiscono la filippica delle mamme che vogliono fare la festa di
compleanno del figlio, spiegando che l’oratorio è un’altra cosa; a quelli
che se vai in oratorio li trovi, a quelli che ci sono, a quelli che fanno come don Bosco: grazie di cuore!
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Popoli e continenti
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07
Cei Intervento del card. Bagnasco
La società,
comunità
educante
Il Paese superi la convulsa fase che vede miscelarsi
in modo sempre più minaccioso la debolezza etica
con la fibrillazione politica e istituzionale
I
a cura di M.Michela Nicolais
Il card. Angelo Bagnasco nella sua
prolusione alla riunione del Consiglio permanente della Cei del 24
gennaio ad Ancona ha auspicato
che “il nostro Paese superi, in modo
rapido e definitivo, la convulsa fase
che vede miscelarsi in modo sempre
più minaccioso la debolezza etica
con la fibrillazione politica e istituzionale”. “La vita di una democrazia
– ha ammonito il Cardinale – poggia
sulla capacità da parte di ciascuno
di auto-limitarsi”. È la religione ad
aiutare la persona a distinguere tra
l’assenza di costrizioni e il compor-
tarsi secondo i doveri della coscienza”, ha affermato il Presidente della
Cei spiegando come è “l’apertura al
trascendente” che rende la persona
“capace di scegliere il bene anziché
il male”, che “per una società è la
direzione primordiale e insostituibile”. “La crisi economica e finanziaria che, a partire dal 2009, ha investito in pratica il mondo intero non
è finita”, anzi esistono “famiglie in
grande allarme e comprensibile sofferenza”, nonostante i “segnali di ripresa e di innovazione”. È l’analisi
del card. Bagnasco, che ha parlato
anche di “senso di spaesamento”
che è “necessario ascoltare”. Come
esempio, ha citato la contestazione
studentesca del dicembre scorso,
fatto che “merita una riflessione non
scontata” nonostante gli “innesti di
violenza e di grave devastazione”.
“La disoccupazione giovanile è un
dramma per l’intera società”, ha ammonito il Cardinale, secondo il quale “il mondo degli adulti è in debito
di futuro” nei confronti dei giovani,
che “non vogliono essere accarezzati come degli eterni adolescenti, desiderano essere considerati responsabili e quindi trattati con serietà,
ma chiedono di non sentirsi soli”.
In Italia, “si stava vivendo al di sopra delle proprie possibilità”. È uno
degli effetti della “cultura della seduzione”, tipica del consumismo,
che ha permesso l’affermarsi di
“un’idea balzana della vita, secondo
cui tutto è a portata di mano, basta
prenderlo”. Per invertire la tendenza, c’è bisogno di “un’alfabetizzazione etica”: di qui l’attualità della “sfida educativa”, che metta soprattutto i giovani in guardia da “una rappresentazione fasulla dell’esistenza,
volta a perseguire un successo basato sull’artificiosità, la scalata furba,
il guadagno facile, l’ostentazione e
il mercimonio di sé”.
“Bisogna che il Paese ringiovanisca,
torni a crescere dal punto di vista
culturale e quindi anche economico, battendo i catastrofismi”, perché
“cambiare in meglio si può e si deve”. Si è conclusa con un messaggio
di speranza la prolusione del card.
Bagnasco, in cui ha fatto notare che
“un Paese complesso richiede saggezza e virtù”. Per i Vescovi italiani,
“la società nel suo complesso è chiamata a essere comunità educante”,
poiché “se si ingannano i giovani,
se si trasmettono ideali bacati cioè
guasti dal di dentro, se li si induce a
rincorrere miraggi scintillanti quanto illusori, si finisce per trasmettere
un senso distorcente della realtà”.
Sul piano politico, il card. Bagnasco ha esortato a una “riabilitazione
culturale della famiglia”, attraverso
“una politica familiare preveggente,
che mantenga la famiglia fondata
sul matrimonio tra uomo e donna,
e aperta alla vita, quale base per rilanciare il Paese”.
Il giorno della memoria
Zingari: la tragedia di ieri e l’esclusione di oggi
Il 15 settembre 1935 venivano promulgate le leggi
razziali di Norimberga: iniziava così un percorso di
segregazione, di deportazione e di sterminio di due
popoli in Europa, ebrei e zingari, che si concluderà
dieci anni dopo, nel 1945. Se a tutti è noto il drammatico percorso di sterminio di almeno 6 milioni di
ebrei (denominato Shoah), è meno noto che l’altro
popolo sterminato, con oltre 500mila morti, è stato
quello dei rom e sinti. Questo genocidio del popolo
rom e sinto in Europa è stato denominato Porrajmos,
divoramento. In questo termine, si è voluto sottolineare la scomparsa silenziosa, quasi fossero stati
divorati dalla terra, di migliaia di bambini, donne e
uomini rom e sinti: Kulmhof, Bialystok e soprattutto Auschwitz sono i campi di concentramento dove
troveranno la morte. A Torino, l’Associazione italiana
zingari oggi (Aizo), presenta in questi giorni una mostra itinerante con immagini e testi che raccontano
questa tragedia razziale. Il film “Libertè” del grande
regista francese Tony Gitlif, che presenta il dramma
dello sterminio razziale rom, arriva a Roma. L’artista
rom Bruno Morelli ad Avezzano presenta una mostra nel Giorno della memoria (27 gennaio) dal titolo
“Porraimos”: in tante città d’Italia, nelle scuole, nelle associazioni si ricorda il dramma di una violenza
razziale mostruosa. È un Giorno per pensare, quello
della memoria, per non dimenticare tutti i tasselli di
una pagina vergognosa del ‘900 europeo. Forse oggi
nei confronti dei rom e sinti non c’è la furia omicida e
razziale; forse è comune lo sdegno per una violenza
e una ferocia che non hanno risparmiato neppure i
bambini. Non è lontana, però, anche oggi dal sentire
comune la discriminazione nei confronti di un popolo
che, in Italia, conta 120mila persone, di cui la metà
sono minori. Da tanti si ritengono inutili azioni sociali e percorsi di accompagnamento e integrazione;
troppi invocano misure di espulsione nei confronti di
famiglie e persone in cammino da un campo all’al-
tro; spesse volte l’opinione pubblica ha manifestato
dissenso per politiche specifiche sulla casa e il lavoro
per favorire il protagonismo dei rom e sinti. Troppi
pregiudizi, discriminazioni – come ricorda il rapporto
Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali)
di quest’anno – segnano profondamente il popolo
dei rom e dei sinti: chi li considera solo ladri, altri sequestratori di bambini, altri usurai, altri ancora violenti, altri analfabeti, accattoni solo per citare alcuni
stereotipi. In realtà, anche in questo popolo ci sono
studenti, lavoratori appassionati, vocazioni religiose,
famiglie che amano la vita, uomini e donne di fede,
persone di cultura, musicisti, artisti straordinari. Il
Giorno della memoria dovrebbe diventare anche ricorrenza in cui ci si ricorda di questi fratelli, perché
non siano esclusi dalla città, non rimangano solo sulla
porta della Chiesa, ma siano un tassello importante
di un’Italia che vuole essere unita, di una storia da
costruire insieme. (Giancarlo Perego)
08
Popoli e continenti Mondo
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Russia Attentato all’aeroporto
La repressione
non ferma
il terrorismo
Almeno 35 persone hanno perso la vita e circa
130 sono rimaste ferite. Ad appena 10 mesi
dall’attentato alla metro, il 29 marzo 2010,
Mosca è ormai tristemente abituata a essere
colpita al cuore dai terroristi
P
“Profondo dolore e ferma riprovazione” ha espresso Benedetto XVI
per “il grave atto di violenza” avvenuto lunedì 24 gennaio all’aeroporto di Domodedovo. In un telegramma inviato al presidente Dmitri Medvedev, il Pontefice assicura
“fervide preghiere per le vite stroncate” e “un particolare pensiero a
quanti sono rimasti feriti”. Almeno 35 persone hanno perso la vita
e circa 130 sono rimaste ferite. Ad
appena 10 mesi dall’attentato alla
metro, il 29 marzo 2010, Mosca è
ormai tristemente abituata a essere colpita al cuore dal terrorismo.
a cura di Renato Longhi
L’aeroporto di Mosca dopo l’attentato
Ma il primo e più grande attacco a
uno scalo aereo nella storia di Russia, quello avvenuto a Domodedovo, pone direttamente sotto accusa intelligence e forze di sicurezza
nazionali. Come da copione anche
stavolta è arrivata pronta la spiegazione delle autorità: si tratterebbe
di un attentato kamikaze, portato
a termine da caucasici. Le ricostruzioni parlano di un attentatore dai
tratti arabi. Da tempo le autorità
russe accusano i mercenari arabi
di sostenere la sempre più frammentata ribellione nel Caucaso del
Nord. Lontano dall’attenzione del
mondo, i servizi segreti russi conducono una guerra segreta e sempre più violenta contro i ribelli di
quelle regioni. Le tattiche sono le
stesse usate in Cecenia: chiunque
sospettato di legami con i terroristi rischia di venire rapito, torturato per estorcergli informazioni e,
nella maggior parte dei casi, ucciso. Pochi arrivano a un processo, e
quasi nessuno vi sopravvive. I russi sono fermamente convinti che
questo sia l’unico modo per sconfiggere i terroristi: con la forza. Ma
è sempre più evidente che la violenza e la repressione, decimando
i ranghi degli estremisti, aiutano i
loro leader a trovare nuove reclute, giovani, facilmente indottrinabili e mosse da un misto pericoloso di vendetta e dogmi religiosi. La
Russia che si sveglia dopo la nuova strage è una Russia più inquieta
soprattutto alla luce del fatto che
l’attentato era quasi annunciato:
le forze di sicurezza hanno rivelato che sapevano dell’imminenza di
un atto contro uno degli aeroporti a
Mosca. Sarebbero state addirittura
sulle tracce di tre sospetti che però
sono riusciti a introdursi a Domodedovo e a osservare l’esplosione
Anche in Egitto la popolazione in piazza
Una protesta contro la rielezione di Mubarak
Dopo l’Algeria e la Tunisia la protesta popolare si è spostata in Egitto. Da qualche giorno gli oppositori del presidente Mubarak sono scesi in piazza. Motivo ufficiale
delle manifestazioni è la richiesta di riforma economiche
e sociale. In realtà, come qualcuno afferma a mezza voce il motivo reale è scongiurare che il presidente in carica che si sta avviando a fine mandato possa lasciare la
guida del Paese al figlio. “Le forze dell’ordine, schierate
nei punti nevralgici della capitale non hanno impedito le
manifestazioni. C’è stata qualche scintilla, qualche tafferuglio, ma l’ordine dato agli agenti è quello di non raccogliere provocazioni, e lasciar sfogare il malcontento, per
evitare che la situazione degeneri. Le informazioni sono
state date dall’agenzia Misna al Cairo che ha descritto
l’atmosfera nella capitale nella giornata delle proteste
contro il regime, ribattezzata “la giornata della collera”.
Convocati nelle piazze delle principali città del Paese,
migliaia di manifestanti, diverse fonti hanno parlato di
15mila persone solo nella capitale, hanno risposto agli
appelli alla contestazione fatti circolare nei giorni scorsi
su internet. Proteste contro il governo sono registrate
anche nelle città di Mansura, nel Delta, a Ismailiya, lungo il canale di Suez, ad Alessandria, sul Mediterraneo e
a Rafah, al confine con la Striscia di Gaza, dove la gente
ha sfilato in corteo con bandiere dell’Egitto, cantando
slogan che inneggiavano alla protesta tunisina e ostentando cartelloni sarcastici con la scritta “Dopo Ben Ali,
chi sarà il prossimo?”. All’università di Giza, quando la
polizia ha cercato di reprimere le manifestazioni degli
studenti con l’uso di idranti e gas lacrimogeni, i docenti
hanno deciso di unirsi ai cortei in programma davanti
alla Corte suprema e alla sede del National democratic mouvement (Ndp), partito al potere. Ingenti dispiegamenti delle forze di sicurezza, hanno riportato i siti
d’informazione egiziani, sono stati schierati anche nei
quartieri residenziali di Maadi e Mohandesin. “Ancora
una volta – ha osservato la fonte della Misna – sono stati protagonisti i mass media, dalla pagina su Facebook
dedicata a Khaled Said, attivista ucciso dalla polizia
egiziana, ai numerosi internauti che dal cellulare
tramite twitter e blog hanno aggiornato costantemente sull’evoluzione di una protesta che pare essere solo agli inizi”.
Salario minimo, fine della legislazione di emergenza e limite a due soli mandati dell’incarico presidenziale: queste le richieste degli attivisti, i quali hanno
domandato inoltre le dimissioni del ministro dell’Interno, Habib al-Adly, e la condanna delle violenze
di cui accusano le forze di sicurezza. E proprio il titolare del dicastero dell’Interno, in un’intervista al
quotidiano filogovernativo Ahram, aveva bocciato la
protesta, affermando che “non avrà alcun impatto”.
Al Adli aveva anche assicurato il pugno di ferro contro coloro che “esprimono le loro idee illegalmente”.
Per mantenere l’ordine, il Ministero ha disposto uno
spiegamento di forze di sicurezza senza precedenti,
con 20mila agenti mobilitati nel centro della città.
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
09
Libano
Mikati nuovo capo del governo
provoca tensioni nel Paese
del loro complice prima di dileguarsi. Uno smacco per il governo
e per un Paese dove i controlli di
sicurezza sono ossessivi. Lo stesso
presidente Medvedev, annunciando
un regime di sicurezza speciale, ha
ammesso che finora le misure antiterrorismo non sono state applicate correttamente. Alcuni analisti
non escludono una guerra sotterranea tra forze di sicurezza. Altri che
si tratti di un segnale: per richiamare al Cremlino l’uomo forte, Vladimir Putin, indebolendo Medvedev,
apparso impotente sotto i riflettori della tv.
Gli egiziani in piazza al Cairo
Reazioni internazionali
Un vento freddo
sulla pace
Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha affermato che gli
Usa “sono al fianco del popolo della
Russia in questo momento di dolore
e di lutto e porgono cordoglio e solidarietà mentre prosegue la lotta in
cui molti di noi sono impegnati a far
fronte alla minaccia del terrorismo
internazionale”. I ministri degli Esteri
del G8 hanno condannato “l’attacco
barbaro” e hanno espresso la volontà
di “lavorare insieme per combattere
e prevenire il terrorismo”. Aprendo
lunedì 24 gennaio, nel pomeriggio,
a Strasburgo la sessione invernale (24 – 28 gennaio) dell’assemblea
parlamentare del Consiglio d’Europa
(Apce), Thorbjørn Jagland, segretario
generale del CdE, ha rivolto un pensiero alle 35 vittime e ai circa 170 feriti dell’attentato kamikaze che poco
prima aveva colpito l’aeroporto moscovita di Domodevodo. Il segretario generale ha sottolineato il ruolo
cruciale del Consiglio d’Europa e l’importanza della sua riforma che mira
all’esercizio di un’azione politica su
scala paneuropea. “Un vento freddo
– ha affermato – soffia sull’Europa”
e “la nostra missione consiste nel
salvaguardare le fondamenta morali e giuridiche dell’unità europea,
tra gli Stati e i popoli, le culture e le
religioni”. Jagland ha aggiunto che
in Europa non dovrebbero esistere
“cittadini di seconda classe”.
Il movimento filosiriano Hezbollah entra nel governo libanese e in Libano esplode la protesta dei sunniti, mentre gli Usa guardano con preoccupazione all’evoluzione politica di questo delicatissimo anello del
gioco mediorientale. Il presidente libanese, Michel Sleiman, ha nominato come primo ministro il candidato sostenuto da Hezbollah, Najib
Mikati. Il magnate delle telecomunicazioni, un sunnita di 55 anni, ha
già avviato le consultazioni per la formazione del governo e ha invitato “tutte le fazioni libanesi a superare le divergenze”. Sleiman ha conferito l’incarico a Mikati dopo un incontro con i gruppi parlamentari in
cui ha verificato che dispone di una maggioranza in Parlamento: a suo
favore si sono schierati 68 dei 128 membri dell’assemblea.
Mikati, milionario, laureato a Harvard, tycoon delle telecomunicazioni,
primo ministro del governo che nel 2005 portò alle elezioni che sancirono la fine del dominio siriano nel Paese è un sunnita – lo deve essere,
secondo la Costituzione, il primo ministro – come la maggioranza dei
libanesi, tradizionalmente legati al partito di Hariri, del quale si dichiara “fratello”, ma è anche amico personale del presidente siriano Bashar
al-Assad. La sua indicazione da parte di Hezbollah, movimento sciita, e
dei suoi alleati – ai quali col suo ennesimo cambio di casacca si è unito
il leader druso Walid Joumblatt – ha avuto molteplici scopi: creare un
corto circuito nella maggioranza sunnita, offrire al Paese un volto considerato moderato, tranquillizzare per quanto possibile l’Arabia Saudita e gli alleati occidentali dell’ormai ex premier, visto che Mikati ha
interessi anche a Riyadh. Che, per ora, tace. E mentre gli Stati Uniti si
“riservano il giudizio” su un esecutivo espresso da un partito che essi
collocano tra i gruppi terroristici, la Francia ricorda che il Libano è un
Paese la cui indipendenza va salvaguardata.
Fin dal momento della sua candidatura, Mikati si è definito “di moderazione e accordo”. “Non vedo – ha aggiunto – la mia candidatura come un
sfida nei confronti di nessuno”. Hariri gli ha replicato, sottolineando la
sua indicazione da parte di Hezbollah. Il Partito di Dio, da parte sua, ha
detto di volere un governo di unità nazionale. Al momento per lo meno
del tutto improbabile. E Mikati, a quanto si dice, starebbe pensando a
un esecutivo composto di “tecnici”.
Ma la nomina ha provocato immediatamente la protesta dei sunniti che
considerano Mikati un traditore per essersi candidato per conto del gruppo
radicale sciita di Hezbollah, “usurpando” un posto che in base alla spartizione dei poteri in Libano spetta a un candidato espressione dei sunniti. I
sostenitori del primo ministro uscente, il filo-occidentale Saad Hairi, sono
scesi nelle strade contro il movimento sciita di Hezbollah. A Tripoli sono
stati dati alle fiamme copertoni d’auto e bloccate le strade. I dimostranti
hanno assaltato e distrutto un furgone dell’emittente del Qatar al Jazeera
e hanno preso di mira anche mezzi di altri network televisivi considerati
vicini a Hezbollah. Manifestazioni ci sono anche a Beirut e a Sidone. Tra i
primi impegni, il nuovo governo avrà il dossier del Tribunale speciale per
il Libano. Voluto dal Consiglio di sicurezza per indagare sull’assassinio di
Rafic Hariri, ex premier e padre di Saad, il Tribunale ha ricevuto dal procuratore i nomi degli accusati, ufficialmente segreti.
Il nuovo primo ministro libanese
10
Popoli e continenti Europa
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
+Unione europea Oltre i confini
I disordini
in Africa
Democrazia e sviluppo non possono essere
disgiunti; pace e giustizia vanno costruite insieme.
Sono valori e patrimoni concreti cui nessun
popolo libero intende rinunciare
I
di Gianni Borsa
Il presidente del Parlamento europeo, il polacco Jerzy Busek (a destra) e il commissario europeo per il multilinguismo Leonard Orban
“Il tempo delle colonie non è finito”. Una frase, risuonata il 17 gennaio nell’emiciclo del Parlamento Ue,
ha richiamato l’Europa a un esame
di coscienza. La deputata francese
Marie-Christine Vergiat si riferiva
in particolare alla situazione della
Tunisia, ma anche dell’Algeria, avvertendo peraltro che “ci possono
essere sommosse analoghe in tutto
il Maghreb”.
L’aumento dei prezzi alimentari, la
mancanza di lavoro e la mancanza
di una vera e propria democrazia,
stanno mobilitando le piazze dei due
Paesi nordafricani. Ma cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni o
nei prossimi mesi? La stessa assemblea dell’Unione ribadisce un messaggio forte: democrazia e sviluppo
non possono essere disgiunti; pace e
giustizia vanno costruite insieme. Il
rispetto dei diritti dell’uomo, la legalità, il benessere materiale sono va-
lori e patrimoni concreti cui nessun
popolo, libero di pensare e di esprimersi, intende rinunciare.
Per questa ragione la sirena d’allarme non si ferma sulle coste africane del Mediterraneo. E proprio il
Parlamento europeo lo conferma
nella sessione del 17-20 gennaio a
Strasburgo. I deputati, che rappresentano 500 milioni di cittadini di
27 Stati, hanno posto nel calendario
dei lavori varie situazioni di questo
genere, diverse fra loro ma altrettanto importanti e delicate. In aula si discute – auspicando posizioni
comuni e azioni coerenti sul piano
politico, diplomatico ed economico
– di Haiti e dei modestissimi interventi per la ricostruzione registrabili
a un anno dal terremoto, con la popolazione piegata da fame, malattie,
speranze negate.
I deputati si concentrano ugualmente sulla sicurezza nel Sahel, sul
dopo referendum in Sud Sudan, sui
rapporti con la Libia del dittatore
Gheddafi, che crea problemi non
solo all’Europa specie per quanto
attiene i fenomeni migratori.
Volgendo lo sguardo in particolare
ai diritti umani, a Strasburgo ci si
concentra su vari casi di violazioni in Iran, Pakistan, Brasile (il nodo
della mancata estradizione del terrorista italiano Cesare Battisti). Più
ampiamente si affronta il tema delle
violazioni alla libertà religiosa, con
un’attenzione peculiare alle violenze
subìte dai cristiani nel mondo, con
un dibattito alla presenza dell’Alto
rappresentante per la politica estera
Catherine Ashton, espressamente invitata dal presidente dell’assemblea
Jerzy Buzek, e con il voto di una risoluzione.
Ma i problemi non esistono solo
fuori dai confini del vecchio continente. L’Ue si sta concentrando sul
caso-Bielorussia, denunciando gli
abusi del dittatore Alexsandr Lukashenko e sostenendo l’impegno
e le tesi delle opposizioni politiche
attive nel Paese nonostante una feroce repressione. Le leggi del mercato, dei commerci, degli approvvigionamenti energetici (soprattutto il
gas), a volte offuscano la chiarezza
politica, ma sembra che l’Ue in questa fase stia a poco a poco maturando una nuova consapevolezza: non è
più il tempo di tollerare gli sfregi ai
diritti delle persone per salvaguardare gli affari.
Di sicuro la strada da compiere sarà
lunga: basti pensare ai continui corteggiamenti verso potenze economiche come Cina e Russia, che dei diritti umani e della democrazia reale
fanno troppo spesso carta straccia.
Ma se l’Europa ha una coscienza, e
se ha un’anima, lo deve dimostrare
anche su questo fronte.
Parlamento europeo
Un importante passo avanti per i diritti dei pazienti in Europa
“Un importante passo avanti per i diritti dei pazienti in Europa”. John Dalli, commissario Ue alla salute,
commenta favorevolmente il voto con il quale il Parlamento europeo si è espresso, nella sessione di metà gennaio, a favore della direttiva per l’assistenza
sanitaria transfrontaliera. “La direttiva fa chiarezza
sul diritto dei cittadini di accedere a cure sicure di
buona qualità in tutti i Paesi dell’Unione e di esserne
rimborsati”. La direttiva (che riguarda non soltanto
i prestatori pubblici di cure, ma anche quelli privati) è il risultato di un accordo tra Parlamento e Consiglio Ue, il quale deve ora dare un’ultima formale
approvazione: gli Stati membri avranno poi 30 mesi
di tempo per apportare le necessarie modifiche alla
loro legislazione nazionale. Le nuove norme stabili-
scono, come ha spiegato la relatrice dell’Euroassemblea, Françoise Grossetête, che “i cittadini dell’Unione possono essere rimborsati per l’assistenza medica
che ricevono in un altro Stato membro, a condizione
che il trattamento e i costi siano coperti dal sistema
sanitario nel loro Paese”. Le autorità possono peraltro esigere “che i pazienti richiedano un’autorizzazione preventiva per i trattamenti che necessitano
di un ricovero ospedaliero”. Il sostegno dell’Emiciclo
è stato ampio e la parlamentare francese ha dichiarato: “È una bella vittoria per i diritti dei cittadini e
dei pazienti. Anche così l’Europa dimostra di essere
vicina alle persone e alle loro esigenze”. La relatrice ha chiarito: “Farsi visitare, operare o ricoverare
all’estero diventerà un vantaggio soprattutto per i
pazienti inseriti in lunghe liste d’attesa o quelli che
hanno bisogno di cure specialistiche che non esistono nel loro Paese”. Grossetête ha aggiunto: “Un dato comune a tutta Europa è che la maggior parte
dei pazienti preferisce ricevere cure nel suo Paese e
attualmente solo l’1% dei bilanci sanitari è speso in
cure transfrontaliere”. Una cifra che si aggira sui 10
miliardi di euro. Tali innovazioni non riguarderanno
però la tessera europea di assicurazione malattia che
continuerà a restare valida per i cittadini che hanno
bisogno di un trattamento urgente quando sono in
viaggio in un altro Paese. L’obiettivo fondamentale
di questo normativa è quello di ridurre le diseguaglianze in campo medico tra un Paese e l’altro, persino tra una regione e l’altra.
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
11
Germania
La via della riconciliazione
“Dobbiamo percorrere insieme la via della riconciliazione”. Lo ha affermato
mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk),
annunciando che la Chiesa cattolica tedesca finanzierà un volontario tedesco
che presterà la propria opera nel memoriale dell’Olocausto di Yad Vashem
in Israele. “Come Chiesa cattolica intendiamo dare un segno per cooperare
all’elaborazione della storia” perché “il passato non può essere dimenticato”, ha affermato Zollitsch. Infatti, “l’Olocausto non può mai essere negato
da alcuno” e “dobbiamo fare di tutto per contrastare le nuove tendenze antisemite diffuse nella nostra società”. L’iniziativa della Dbk è stata accolta con
soddisfazione da Irena Steinfeldt, responsabile dell’ufficio “Giusti dei popoli”
del memoriale: “Con la visita a Yad Vashem nell’anno passato, l’arcivescovo
Zollitsch ha confermato l’importanza del confronto con un passato difficile.
Svizzera
Una Quaresima diversa
Dall’inizio alla fine della vita
Con il patrocinio del Consiglio d’Europa si terrà dal 1° al 5 febbraio a Strasburgo il 1° Forum europeo di bioetica (Feb) “Dall’inizio alla fine della vita. L’umano mi riguarda”. “Cinque giorni di condivisione e confronto tra specialisti e pubblico – spiegano i promotori
– per pensare l’Uomo di fronte ai progressi della scienza e delle tecniche che toccano il
suo corpo”, perché “la bioetica non è una torre d’avorio ma riguarda tutti”. Il programma prevede 14 dibattiti e la presenza di 60 relatori, incontri culturali e una giornata dedicata ai giovani. Tra i temi sul tappeto il fine vita, il sostegno degli anziani e il loro ruolo nella comunità civile e, più in generale, “i principi che fondano le scelte in materia di
bioetica e i valori con i quali è tenuta a confrontarsi una società pluriculturale come la
nostra”, proseguono gli organizzatori convinti che occorra “garantire a tutti pari accesso
alle cure” e pieno rispetto della “dignità del corpo umano”. Ad aprire il Forum martedì
1° febbraio sarà Israël Nisand, fondatore e vicepresidente del Forum europeo di bioetica. Il “Forum dei giovani” si svolgerà presso il Consiglio d’Europa mercoledì 2 febbraio .
Sempre il 2 febbraio, presso l’emiciclo del Consiglio regionale d’Alsazia, è in programma
l’incontro “Parole di religioni”. Filo conduttore “Onora il padre e la madre”. Interverranno René Guttman, gran rabbino di Strasburgo e del Basso Reno e membro Consiglio
scientifico Feb; mons. Christian Kratz, vescovo ausiliare di Strasburgo e delegato della
Conferenza episcopale di Francia presso la Comece (Commissione episcopati Comunità
europea); il teologo protestante Karsten Lehmkühler (Università di Strasburgo); l’imam
Dielloul Seddiki, direttore Istituto teologia della Grande moschea di Parigi; e O. Reigen
Wang Genh, presidente Unione buddisti di Francia. Il 3 febbraio Maud de Boer-Buquicchio, segretario generale aggiunto del CdE aprirà una tavola rotonda su “Invecchiare in
Europa, quali percezioni, quali pratiche?”.
“Estrazione mineraria: un affare indigesto”: è il tema della campagna della
Quaresima 2011, promossa da vari organismi cristiani, che si aprirà il 9 marzo,
mercoledì delle Ceneri, per arrivare sino alla Pasqua del 24 aprile in Svizzera.
Si tratta di una campagna tesa a sensibilizzare gli svizzeri sullo sfruttamento delle risorse minerarie dei Paesi in via di sviluppo e in particolare di quelli
africani. L’iniziativa ecumenica, di durata pluriennale, coinvolge anche il diritto all’alimentazione e alla sicurezza alimentare, messa a repentaglio dallo
sfruttamento del sottosuolo. Aziende senza scrupoli, americane, cinesi e anche svizzere, affermano i promotori della campagna, sfruttano e impoveriscono intere popolazioni. Contestualmente la campagna intende chiedere al
Governo federale di “sviluppare un quadro politico coerente e trasparente in
materia di commercio internazionale e di diritti umani”.
Commissione europea
Per favorire le attività di ricerca
Ridurre gli adempimenti burocratici a favore delle attività di ricerca. È
quanto propone la Commissione europea, che ha adottato misure intese “a stimolare la partecipazione al Settimo programma quadro” e “a
renderlo più accessibile ai migliori ricercatori e alle imprese più innovative, in particolare le piccole e medie imprese”. Tali misure entreranno
in vigore immediatamente e “permetteranno alle migliaia di ricercatori e poli di eccellenza che già beneficiano di finanziamenti comunitari di risparmiare tempo e di dedicarsi al cuore della loro attività, ossia
realizzare una ricerca e un’innovazione di livello mondiale per rafforzare la crescita e l’occupazione e migliorare la qualità di vita”, afferma
la responsabile per la ricerca, Máire Geoghegan-Quinn. “Ci auguriamo
di stimolare una partecipazione più forte e qualificata, come quella di
imprese dinamiche che non riescono a far fronte a vincoli burocratici
eccessivi. Ma è solo un inizio, perché la Commissione ha già proposto
modifiche delle regole per finanziare i programmi” comuni.
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LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Angelo Paglia
(Brescia 1681-1763)
Si forma alla scuola del padre, Francesco, pittore e scrittore
assai noto alla fine del Seicento. La sua pittura raffinata e
raddolcita mostra i caratteri del primo barocchetto bresciano
molto influenzato dalla pittura veneziana coeva
“Le Virtù Teologali con un santo francescano” (1728).
Castel Mella, San Siro.
L’unica
incertezza
di Giuseppe Fusari
Il Vangelo
della domenica
IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Dal Vangelo secondo Matteo (5, 1-12)
Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a
sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si
mise a parlare e insegnava loro dicendo:
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame
e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi
perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni
sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la
vostra ricompensa nei cieli.
È inutile soffermarsi ancora una volta sul carattere paradossale delle beatitudini, inutile sottolineare come
esprimano un’idea del mondo al contrario di quello che
il mondo era e continua a essere. Gesù non dice che il
mondo deve cambiare. Dice solo che è beato chi crede
che questo sia possibile, anzi, beato chi fa in modo che
lo sia. È la constatazione che tutto quello che è vinto per
il mondo non lo è per Dio. E questa non è una vendetta di Dio, non è un riscatto. È piuttosto una possibilità.
È la possibilità di chi è vinto di accorgersi di non poter
bastare a se stesso. Tutte le beatitudini hanno come
sfondo quello di essere dalla parte della debolezza, della
mancanza. Non c’è posizione dominante, non sicurezza di avere la meglio. Ma tutto, allo stesso tempo, non è
– paradossalmente – virtù dei vinti, ma comprensione
profonda di uno stato: non poveri solamente, ma poveri
nello spirito, non puri, ma puri di cuore, non perseguitati,
ma perseguitati per la giustizia (del Regno, si aggiunge).
Gesù non parla ai vinti della terra, non propone un riscatto a chi non fa parte della metà dominante. Può essere
anche questo ma, principalmente, la sua beatitudine è
per chi può accorgersi che qualcosa gli manca, e questo
qualcosa è la dinamica che muove la venuta del Regno
di Dio. Così le insufficienze materiali e morali diventano
l’immagine dell’insufficienza più profonda, della povertà
di fede e del respiro corto davanti all’operare secondo
il disegno di Dio. Pace, misericordia, giustizia: aspirazioni di tutti i tempi. Ma qui Gesù le orienta tutte verso
un piano più alto: verso il futuro di Dio nel quale è fon-
damentale la nostra incertezza, l’unica incertezza possibile, quella cioè del poter essere autosufficienti davanti
a Dio e agli uomini. Solo questa incertezza è ammessa.
E da qui può sbucare il germoglio della fede, dell’altra
certezza, quella che non sta in noi, nelle nostre mani
ma nel futuro di Dio. Altrimenti la tentazione potrebbe
essere quella di voler noi realizzare il Regno di Dio, con
le nostre certezze, anche certezze di fede, farci poveri e
misericordiosi e operatori di pace e assetati e affamati.
E arrivare a sentirci protagonisti del Regno, attori del
dono invece che capaci di accoglierlo. Far realizzare il
Regno. È una tentazione più vicina di quanto possiamo
aspettarci. E accade ogni volta che crediamo di avere
Dio dalla nostra parte. La fondamentale certezza, contro all’unica incertezza. Eppure la beatitudine di Gesù,
così come si legge, è un dono e non una conquista. Che
non significa stare passivi ad aspettare, ma accorgersi
che è il nostro interiore spirituale che deve maturare per
potersi accorgere che il dono è già presente, è qui per noi
e che si compie quando accettiamo la nostra strutturale incertezza. Paradossale come il compiersi delle cose
nella natura, nel seme che il contadino getta nel terreno
e che cresce indipendentemente da lui, ma che dà frutto; paradossale come tutto quello che cambia davvero
le cose e non con la forza. È il paradosso di Dio del quale ci accorgiamo quando le nostre certezze e le nostre
forze diventano insufficienti. È il seme della speranza
come dono e come promessa, non come rivendicazione
e pretesa. È il futuro (presente) di Dio.
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
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Ecclesia
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Benedetto XVI Alla Rota romana
Il diritto di sposarsi
e le convinzioni
T
di Marco Doldi
Tra gli impegni più gravosi, che spettano a un parroco, c’è quello della preparazione al matrimonio dei fidanzati.
Momento molto bello della vita pastorale, ma non facile. Spesso, si avvicinano persone che non hanno alcuna
esperienza di vita comunitaria, sono
credenti a modo loro, con l’unico desiderio di sposarsi. A questo punto il
pastore, giustamente, è preoccupato
di accompagnare il meglio possibile i
giovani al matrimonio, ma sa di dover
compiere scelte prioritarie, tra cui la
più importante è quella della formazione. Terminata questa, penserà a
preparare con i fidanzati una bella celebrazione, che sia espressione della
gioia di sposarsi.
Tra la preparazione e la celebrazione del matrimonio, però, c’è un altro
passo di rilievo: quello dell’istruzione
della pratica matrimoniale. Quale posto si dà a questo momento? Talvolta,
l’esperienza rivela che è vissuto come
un peso! Sembra quasi una caduta di
stile: dopo aver parlato a lungo del significato della scelta matrimoniale, si
finisce a fare documenti, quasi non ci
si fidasse delle intenzioni dei fidanzati.
Dove è finito l’amore, che tutti muove?
Così, la pratica matrimoniale è presentata e vissuta come una formalità per
accontentare le istituzioni. Forse i toni
sono un poco esagerati, ma qualcosa
di simile avviene. Lo ha notato Benedetto XVI, incontrando il 23 gennaio i
membri della Rota romana in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario. In questa occasione, tra l’altro,
ha parlato dell’esame dei promessi
sposi, svolto dal parroco. Con chiarezza ha ricordato che lo scopo è giuridico: accertare che nulla si opponga alla
valida e lecita celebrazione delle nozze. “Giuridico – ha precisato – non vuol
dire però formalistico, come se fosse
un passaggio burocratico consistente
nel compilare un modulo sulla base di
domande rituali”. Invece, lo ha descritto come un’occasione pastorale unica
– da valorizzare con tutta la serietà e
l’attenzione che richiede – nella quale,
attraverso un dialogo pieno di rispetto
e di cordialità, il pastore cerca di aiutare la persona a porsi seriamente dinanzi alla verità su se stessa e sulla propria
vocazione umana e cristiana al matrimonio. In questo senso il dialogo, che
deve essere condotto separatamente
con ciascuno dei due fidanzati – senza
sminuire la convenienza di altri colloqui con la coppia – richiede un clima di
piena sincerità, nel quale si dovrebbe
far leva sul fatto che gli stessi contraenti sono i primi interessati e i primi
obbligati in coscienza a celebrare un
matrimonio valido.
La dimensione giuridica nella preparazione al matrimonio non è, dunque,
una sovrastruttura rispetto all’esperienza unica dell’amore; non è una formalità senza significato. Certamente, è
un momento faticoso, ma è anche un
aiuto insostituibile. Talvolta, infatti, la
scelta di sposarsi è intesa in termini
meramente soggettivi, se non privatistici; ci si sposa perché ci si sente di
farlo, si sceglie il modo in cui farlo e
si inventa la vita matrimoniale. Spesso, la fantasia conduce alle soluzioni e
ai progetti più originali. Il matrimonio
cristiano, invece, è la scelta personale di accogliere il progetto di Dio, che
precede ogni altro progetto di vita. La
sfera giuridica è necessaria, in quanto
aiuta i fidanzati a mettere da parte impulsi emotivi o ragioni superficiali, che
non permetteranno loro di assumere
responsabilità che non sapranno poi
onorare. Aiuta a riconoscere che l’inclinazione naturale a sposarsi possiede contenuti oggettivi imprescindibili,
quali l’unità, la fedeltà, l’indissolubilità. Contenuti, che danno garanzia di
riuscita al progetto, perché costituiscono una soglia da non oltrepassare, pena lo scadimento dell’amore. In
questo senso il diritto matrimoniale
non è un ostacolo alla pastorale, ma è
uno strumento indispensabile, di cui il
parroco deve sapientemente avvalersi.
In questa prospettiva deve essere
adeguatamente compresa anche la
domanda a sposarsi, che i fidanzati
rivolgono.
Questa, si dice, è espressione di un
diritto naturale, che non dovrebbe
essere contrastato. Ora, il diritto a
sposarsi, deve essere adeguatamente inteso. Non si tratta, cioè, di una
pretesa soggettiva che debba essere
soddisfatta dai pastori mediante un
mero riconoscimento formale, indipendentemente dal contenuto effettivo dell’unione. “Il diritto a contrarre
matrimonio – ha ricordato il Papa –
presuppone che si possa e si intenda celebrarlo davvero, dunque nella
verità della sua essenza così come
è insegnata dalla Chiesa. Nessuno
può vantare il diritto a una cerimonia nuziale”. Se mancano i requisiti
necessari o non vi è la maturità sufficiente, non si dà diritto di sposarsi.
“Lo ius connubii, infatti, si riferisce
al diritto di celebrare un autentico
matrimonio”.
Il diritto, se ben presentato, offre alla
coscienza personale quei contenuti
necessari, con i quali ciascuno può
confrontarsi e giungere a una decisione veramente matura, ponendo
basi solide alla riuscita del progetto.
Anche di queste la grazia ha bisogno!
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Ecclesia Chiesa bresciana
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Settimanali cattolici Rinnovo cariche
Il primo laico
presidente
della Fisc
Il proposito di un percorso ideale da costruire
attorno ad alcune parole chiave come amicizia,
comunione, condivisione, pensiero e riflessione
F
Francesco Zanotti, direttore del “Corriere Cesenate” (Cesena-Sarsina), è
il nuovo presidente della Fisc (la Federazione cui fanno capo 188 testate
diocesane) per il triennio 2011-2013.
Eletto dal Consiglio nazionale riunito
il 20 gennaio a Roma per la prima volta
dopo la XVI assemblea nazionale dello
scorso novembre, è il primo presidente laico a guidare la Federazione dalla
sua costituzione, nel 1966. Rivolgendosi al Consiglio nazionale, il nuovo
presidente ha espresso ‘gratitudine’
per l’incarico affidatogli, ricordando i
suoi predecessori, in mondo particolare don Giorgio Zucchelli che ha guidato la Fisc negli ultimi sei anni. Durante il Consiglio sono state rinnovate
anche le altre cariche dell’esecutivo:
don Antonio Rizzolo (“Gazzetta d’Alba”) vicepresidente vicario, don Bru-
a cura di Vincenzo Corrado
no Cescon (“Il Popolo”, ConcordiaPordenone) vicepresidente, Francesca Cipolloni (“Emmaus”, Macerata)
segretaria e Carmine Mellone (“Agire”, Salerno) tesoriere. Con Francesco Zanotti tracciamo alcune “linee
d’impegno” della Fisc per il prossimo
triennio.
Per la prima volta un laico alla guida della Federazione...
Sono commosso, ma anche onorato
per questo incarico. Tali sentimenti mi
stanno accompagnando sin dal primo
momento in cui si è profilato questo
nuovo percorso per me. Ho in mente
i tanti direttori sacerdoti, conosciuti in questi anni: figure straordinarie
di educatori e maestri, ai quali devo
tanto e che ho sempre guardato con
stima. Poi non dimentico i laici che
fanno parte della storia della Fisc:
Il nuovo Presidente della Fisc
Giovanni Fallani, con la sua ironia e
arguzia, e Alberto Migone, dal pensiero profondo. A tutte queste persone
sono infinitamente grato. Per questo
sono convinto che è importante tornare alle radici della Federazione e
valorizzare il cammino già percorso,
con lo sguardo volto al futuro.
Può tracciare un percorso ideale
per il prossimo triennio?
Un percorso ideale si può costruire
attorno ad alcune parole chiave: proseguire, amicizia, comunione ecclesiale, condivisione, pensiero e riflessione, responsabilità e speranza, umiltà.
Prima di tutto è necessario proseguire
nel solco dei fondatori e di chi ci ha
preceduto. In secondo luogo l’amicizia, che è uno dei grandi pilastri della
Federazione. Ancora, comunione ecclesiale, che è molto più di una sintonia d’intenti. Poi la condivisione: nella
Fisc si condivide la vita, un tratto di
strada da percorrere insieme. Quindi
il pensiero e la riflessione, indispensabili per affrontare il presente e prepararsi al futuro. Altri tratti caratteristici
sono la responsabilità e la speranza:
la prima deve guidare il nostro lavoro,
la seconda lo deve illuminare. Infine
l’umiltà: chi vuole essere il primo si
faccia servitore.
Le nuove piattaforme tecnologiche stanno modificando radicalmente il modo di fare informazione. Quale futuro per i settimanali
diocesani?
La sfida delle nuove tecnologie c’interpella. Circa la metà dei nostri giornali è dotata di un sito internet; alcuni sono esclusivamente on line e altri
vi arriveranno. Nel messaggio per la
Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2009, il Papa ha definito
internet un grande dono per l’umanità. Per i settimanali è una frontiera
dalla quale non si può prescindere.
Abbiamo il dovere di sfruttare quanto la tecnica ci mette a disposizione,
senza per questo abdicare a uno spirito critico verso un utilizzo spesso
fuorviante dei new media. I giornali di
carta avranno sempre un loro ruolo,
ma le forme di utilizzo cambieranno,
forse anche molto velocemente. Non
possiamo farci trovare impreparati”.
2 febbraio: festa della presentazione e della vita consacrata
Per il rinnovo dell’impegno vocazionale
Il Vescovo ha indirizzato alle consacrate e ai consacrati della Chiesa che è in Brescia il seguente messaggio:
“Nella festa della Presentazione di Gesù al Tempio il
Signore si manifesta ancora una volta come Luce che
illumina la nostra vita e quella di ogni uomo. È questa
l’occasione per incontrarci e pregare insieme, ringraziando Dio perché con la sua chiamata continua a illuminare il nostro cammino, orientandoci al dono di noi
stessi. Invochiamo il Signore, la Luce che si è resa visibile nel Natale; professiamo la nostra disponibilità a seguire il Cristo nella sua Pasqua di morte e risurrezione;
rinnoviamo il nostro impegno a vivere gioiosamente la
nostra vocazione, per diventare ‘un cuore solo e un’anima sola’ per la forza dello Spirito Santo”. Nella circostanza, verrà rinnovata la fedeltà a Dio e alla Chiesa e
saranno celebrati gli anniversari significativi di consacrazione al Signore.
Mercoledì 2 febbraio, la cerimonia avrà inizio alle ore
17 in Duomo Vecchio; in processione i partecipanti si
trasferiranno in Cattedrale per la celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo, mons. Luciano Monari.
Le offerte per la carità del Vescovo, saranno raccolte in
un cesto grande posto nella navata centrale della Cattedrale, durante la processione d’ingresso. Si possono
invitare parenti e amici, giovani e famiglie, tutti quelli
che vogliono condividere la preghiera e la riflessione
sul significato della vita consacrata nella Chiesa. I ceri
per i monasteri e per le infermerie saranno consegnati
da mons. Mauro Orsatti al termine della celebrazione.
Venerdì 11 febbraio alle ore 21 nel Santuario di S. Maria delle Grazie, ci sarà una serata di preghiera indirizzata ai giovani. Si rifletterà insieme sul tema della vita
consacrata, a partire dal brano “Vi prenderò con me”
(Gv 14,1-21). Sarà presente il Vescovo.
Brevi
LA VOCE DEL POPOLO
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Compagnia S. Angela per i sacerdoti
Educare i giovani
all’amore casto
Padre Pietro Turati
Ogni anno la Compagnia di S. Angela in occasione della festa della
Santa Fondatrice promuove un incontro sacerdotale su temi di particolare rilievo nell’azione pastorale. A un anno dalla proclamazione di
S. Angela a patrona secondaria di Brescia, si è ritenuto di grande utilità riflettere su un tema caratteristico del carisma mericiano, che appartiene alla novità di vita introdotta dal Figlio di Dio con la sua incarnazione. Pertanto si rifletterà su “Educare i giovani all’amore casto.
Come annunciare oggi il Vangelo della verginità”. L’incontro si terrà
nella cripta del Santuario di S. Angela (via Crispi, 19-23) lunedì 7 febbraio alle ore 9.30, con il seguente ordine del giorno: ore 9.30 recita
di Lodi. Saluto della Superiora. Ore 10 Relazioni di don Sergio Passeri su “La verginità: ha ancora senso oggi? Sfide e profezia di una vita
vergine” e di don Diego Facchetti su “Non tutti capiscono questa parola (Mt 19,11). L’educazione all’amore nella proposta cristiana di vita”.
Ore 11.30 Comunicazioni di don Francesco Pedrazzi su “Il tema dell’affettività nell’Icfr” e di don Giovanni Milesi su “L’educazione all’affettività nelle Linee diocesane per un progetto pastorale dei preadolescenti
e degli adolescenti”. Conclusioni. Ore 12.15 Pranzo (chi desidera partecipare è pregato di telefonare al n. 03047230).
Virle Treponti Padre Pietro Turati
Ricordo
di un martire
D
a cura di Lucio Corbò
Da venerdì 4 febbraio a domenica 6
febbraio si svolgeranno alcune iniziative promosse dal segretariato Missioni francescane lombarde dei Frati
minori e dall’Ufficio missionario della diocesi di Brescia per ricordare, a
distanza di vent’anni, il sacrificio del
missionario martire, p. Pietro Turati.
Nato a Nuvolera nel 1919, p. Pietro
visse sempre a Virle Treponti. A sedici anni entrò nell’Ordine dei Frati minori francescani di Lombardia.
Dopo essere stato ordinato sacerdote
dal Beato cardinal Ildefonso Shuster,
arcivescovo di Milano, seguendo la
sua irresistibile vocazione missionaria, nel 1948 raggiunse Mogadiscio,
in Somalia e per 43 anni testimoniò il
Vangelo in quel difficile Paese totalmente mussulmano. Per il suo amore verso i poveri – soprattutto verso i
malati del lebbrosario di Gelib – per il
suo spirito di sacrificio e di preghiera,
era chiamato dalla popolazione locale
il “santone bianco”. Martire della fede, venne ucciso vicino al lebbrosario
di Gelib l’8 febbraio 1991, donando la
propria vita per testimoniare nel mondo islamico il Signore Gesù, unico Salvatore degli uomini.
Le celebrazioni prevedono venerdì 4
febbraio alle ore 20.30 un incontro–
dibattito presso l’auditorium Franciscanum del convento S. Gaetano (via
Callegari, 11, Brescia) su “Islam e cristianesimo: esperienze di dialogo nel
Corno d’Africa e a Brescia”. Introduce
p. Francesco Bravi, ministro provinciale dei Frati minori lombardi; intervengono mons. Giorgio Bertin, francescano, vescovo di Gibuti in Somalia, il dott. Franco Valenti, presidente
Fondazione Guido Piccini; presenta
don Raffaele Donneschi, direttore Ufficio missionario diocesano.
Sabato 5 febbraio alle ore 20.15 concerto presso la chiesa parrocchiale di
Virle Treponti. Verrà eseguito il Requiem in Re minore, KV 626 di Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)
con Sonia Corsini, soprano; Raffaella Vianello, mezzosoprano; Moreno
Finotelli, tenore; Antonio De Gobbi,
basso; “Ars Cantica Choir” di Milano,
maestro del coro Marco Berrini; orchestra C. Coccia di Novara, direttore
Renato Beretta. Domenica 6 febbraio
nella stessa chiesa parrocchiale commemorazione liturgica della morte di
p. Turati, con la Messa alle ore 10.30
presieduta da. mons. Giorgio Bertin,
ofm, vescovo di Gibuti e della Somalia. Verrà anche presentato un libro
su p. Pietro Turati.
Si ricorda inoltre un altro appuntamento: giovedì 24 marzo giornata di
preghiera e digiuno per i missionari
martiri con una veglia di preghiera
presieduta dal vescovo Luciano Monari alle ore 20.30 nella Cattedrale di
Brescia.
Presentazione del Vescovo
La “Verbum Domini”
di papa Benedetto XVI
Giovedì 10 febbraio il vescovo Luciano presenterà l’esortazione postsinodale di Benedetto XVI Verbum Domini “sulla Parola di Dio nella vita
e nella missione della Chiesa”. È una grande opportunità per conoscere
le finalità e i contenuti di questo documento pontificio, anche in considerazione della competenza del Vescovo di Brescia in campo biblico.
L’appuntamento è al Centro pastorale Paolo VI, alle ore 20.45. L’intervento, aperto a tutti, presenta un particolare interesse per i sacerdoti, i catechisti, gli insegnanti di religione e gli operatori pastorali. Lo
scorso 30 settembre ha visto la luce un nuovo importante documento
pontificio. Si tratta di un testo, firmato dal Papa, elaborato a partire
dai lavori del Sinodo dei Vescovi. Il Sinodo è un’assemblea dei rappresentanti dell’episcopato cattolico che ha il compito di aiutare il Papa
nel suo servizio della Chiesa universale. Si tratta quindi di un organo
‘consultivo’, ma di grande valore perché rappresenta uno strumento di
esercizio della collegialità episcopale. L’esortazione Verbum Domini è il
documento che il Papa ha elaborato a partire dalle Proposizioni prodotte dai lavori dell’ultimo Sinodo dei Vescovi, che si è tenuto in Vaticano nell’ottobre 2008 con il tema: “La Parola di Dio nella vita e nella
missione della Chiesa”.
Diocesi, Ucid e Sfisp
Imprenditorialità responsabile,
un percorso formativo
La diocesi di Brescia, l’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti) e
la Sfisp (Scuola formazione impegno sociale politico) promuovono un
percorso formativo biennale “Marcolini-Tovini” sul tema “Imprenditorialità responsabile”. Il percorso è rivolto a un massimo di 30 giovani
laureandi e neo-laureati. Gli 11 incontri, per un totale di 33 ore, si tengono tutti di mercoledì, dalle ore 17.30 alle ore 20.30, presso il Centro pastorale Paolo VI in via G. Calini 30 a Brescia. Il metodo formativo
adottato si ripromette di ottenere un effettivo trasferimento di esperienza ai partecipanti, che saranno successivamente impegnati, in autunno, in attività di stage presso le organizzazioni designate (aziende,
associazioni, ecc.), per un totale di 27 ore. La quota di iscrizione annuale è fissata in 150 euro e va versata alla prima serata del corso. Sono
previste 10 borse a copertura totale e 10 a copertura parziale dei costi,
elargite a totale discrezionalità della direzione della scuola, coordinata dal prof. Gianfranco Tosini. L’esito della domanda verrà comunicato
agli interessati via e.mail. L’iscrizione e l’eventuale richiesta di borsa di
studio vanno effettuate via e.mail corredandolo con il proprio curriculum vitae ai seguenti indirizzi: [email protected]; fabio.lavini@a2a.
eu entro venerdì 11 febbraio 2011
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Ecclesia Chiesa bresciana
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
S. Francesco di Sales Incontro con il Vescovo
La parola
tra eccessi
e afasia
L’annuale festa del patrono degli operatori della
comunicazione ha offerto spunti di riflessione
sull’attualità sociale, culturale e politica
S
San Francesco di Sales è il protettore
dei giornalisti e degli operatori della
comunicazione in generale. La sua
festa cade il 24 gennaio e per l’occasione il Vescovo è solito incontrare i
rappresentanti del mondo dei mass
media. È avvenuto anche quest’anno, lunedì di questa settimana, al
Centro pastorale Paolo VI. L’evento
si è aperto con la celebrazione della Santa Messa presieduta da mons.
Luciano Monari e concelebrata con
il vicario generale mons. Gianfranco
Mascher, don Adriano Bianchi, don
Giuseppe Mensi, don Italo Uberti,
don Cesare Verzini. Nell’omelia il Vescovo ha commentato le letture del
giorno che proponevano un brano
della lettera agli Ebrei sul sacerdozio eterno di Cristo, che ha offerto in
sacrificio il suo sangue per la salvez-
di Angelo Onger
za di tutti gli uomini e su un brano
del Vangelo di Marco che racconta
dello scontro fra Satana e lo stesso
Figlio di Dio, metafora dello scontro
permanente tra il bene e il male, tra
la verità e la menzogna.
Nella successiva conferenza stampa il Vescovo, con una scelta innovativa rispetto agli anni precedenti,
ha fatto un’introduzione dedicata al
tema della parola e del suo uso nella società contemporanea. A questo
intervento verrà dedicato un servizio nelle pagine di cultura in uno
dei prossimi numeri di “Voce”. Qui
ci soffermiamo sul dialogo che è
seguito tra il Vescovo e i giornalisti. Molte le domande e quindi molti
gli argomenti affrontati. Si è discusso sulla parola, evocando gli opposti estremismi fra l’abuso e l’afasia,
Un’immagine della conferenza stampa del Vescovo
entrambi segni di una deficienza di
equilibrio del pensiero. Mons. Monari ha insistito sulla necessità di una
costante autocoscienza che si fondi sulla preoccupazione di liberarsi dai risentimenti e dai pregiudizi,
per accogliere e usare la parola nel
segno della ricerca della verità. Alla
domanda perché nella nostra società prevalga l’uso della parola come
strumento di lotta e di contrapposizione, il Vescovo ha risposto che ci
vorrebbero competenze adeguate e
giusti tempi di riflessione per esaminare a fondo l’involuzione che si
è determinata negli anni.
Si è parlato naturalmente dello scandalo all’ordine del giorno e riguardante il Presidente del Consiglio,
rispetto al quale il Vescovo ha ribadito il giudizio etico chiaro, in senso
negativo, ma ha aggiunto che poi c’è
un intrecciarsi di altre componenti
(politiche, giudiziarie) sulle quali si
devono fare valutazioni pertinenti.
Resta il fatto che la gestione della
cosa pubblica esige comportamenti virtuosi.
Altro argomento di discussione è
stato il magistero della Chiesa e, in
particolare, il ruolo e il livello delle
proposte omiletiche. Mons. Monari
ha evidenziato come ci sia una costante scorrettezza dei mass media
nei confronti del magistero del Papa, a causa della tendenza a focalizzare l’attenzione su alcuni passaggi
“pungenti” dei suoi messaggi, trascurando i contenuti essenziali di quanto propone.
Quanto alle omelie ha detto di non
essere contentissimo del livello generale delle stesse, ma ha anche posto l’accento sulle caratteristiche
che devono connotare la predicazione a partire dallo stretto legame
con le letture bibliche: l’omelia non
è né una catechesi né una conferenza sull’attualità, ma serve per spiegare quello che il Signore vuole dire
alla comunità, non fargli dire quello
che pensa il predicatore. Un esempio chiaro in questo senso lo offre lo
stesso Papa che usa linguaggi e percorsi molto diversi fra le omelie e i
messaggi di altro genere.
Il 29 gennaio un convegno presso l’Università cattolica
Le donne e la Chiesa bresciana
Sabato 29 gennaio, a partire dalle 14.30 si terrà presso
l’Aula magna dell’Università cattolica il convegno “Le
donne e la Chiesa bresciana” organizzato dal Coordinamento femminile delle aggregazioni ecclesiali della
diocesi di Brescia che opera dal 2003, unite dalla medesima volontà di proporre un’azione di promozione
femminile ispirata ai valori cristiani. Il convegno, rifacendosi a una storica tradizione bresciana, si inserisce
simbolicamente nell’ambito della ricorrenza di S. Angela Merici, vuole essere il primo di un appuntamento annuale di riflessione sul movimento femminile cattolico.
Il convegno aprirà con una parte storica nella quale il
prof. G.Pietro Belotti parlerà di S. Angela Merici quale
esempio di umanesimo bresciano al femminile; a seguire la professoressa E. Selmi, trattando la spiritualità femminile tra misticismo e devozione, porterà gli esempi
di Maria Maddalena Martinengo ed Elisabetta Girelli.
Chiuderanno la prima parte dell’incontro Tina Leonzi
e Doralice Vivetti che parleranno rispettivamente delle esperienze di Progetto donna e Gruppo promozione
donna che hanno rappresentato tra gli anni ‘70 e ‘90
del secolo scorso un importante punto di riferimento
a livello nazionale del pensiero femminile cattolico.La
seconda parte del convegno sarà, invece, dedicata a
una tavola rotonda sull’esistenza o meno, oggi, di un
pensiero femminile cattolico unitario. Coordinate dalla giornalista Anna Della Moretta interverranno Giulia Paola Di Nicola, direttrice della rivista “Prospettiva
persona”, Valeria Boldini, già direttrice de “La Voce del
Popolo” e Annachiara Valle neo direttrice della rivista
“Madre”. L’incontro sarà preceduto in mattinata, per
chi lo desidera e su prenotazione, dalla visita guidata
gratuita ai luoghi di S. Angela e da un pranzo a Casa
S. Angela. Info tel 0303757965.
Brevi
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
17
Anniversario
Messa per mons. Franceschetti
Nel sesto anniversario della morte di mons. Gennaro Franceschetti, familiari e amici lo ricordano e invitano a unirsi a loro nella celebrazione eucaristica fissata per giovedì 3 febbraio alle ore 18.30 nella chiesa del Centro
pastorale Paolo VI. La Messa sarà presieduta dall’arcivescovo di Palermo,
card. Paolo Romeo.
S. Maria della Vittoria
La reliquia di S. Geltrude
Nei giorni 3,4, 5, 6 febbraio è programmato un pellegrinaggio della reliquia di Santa Geltrude Comensoli presso la parrocchia di Santa Maria della Vittoria in città. La reliquia arriverà in parrocchia venerdì 4 alle 20.30.
Per gli animatori vocazionali
Nel segno di S. Gianna Beretta
Un momento dell’assemblea
Oratori Assemblea diocesana
Una missione
da rinnovare
E
di Gabriele Bazzoli
Erano 120 gli oratori rappresentati sabato 22 gennaio a Casa Foresti per la
prima assemblea diocesana degli oratori. Prima assemblea nel senso che la
storia degli oratori bresciani compie
un nuovo passo nella direzione di un
maggiore coordinamento e condivisione progettuale. Gli oratori bresciani sono chiamati a essere soci dell’Associazione centro oratori bresciani, in
modo da costruire un cammino partecipato. La prima assemblea non è stata
quindi solo un momento celebrativo,
ma ha unito la dimensione più strettamente istituzionale della vita associativa, con l’elezione del Consiglio di amministrazione dell’Associazione a un
momento formativo, con tre prospettive interessanti sul ruolo degli oratori
nel contesto sociale odierno. Don Samuele Marelli, direttore della Fondazione degli oratori milanesi, attingendo dall’esperienza della diocesi ambrosiana, ha evidenziato l’importanza
del ruolo dei laici in oratorio e insistito
sul tema di un più stretto collegamento e scambio tra oratori. Mauro Bignami, formatore ed esperto nazionale di
pastorale giovanile, ha voluto concentrare il proprio intervento sull’attualità dell’oratorio. Il vescovo Luciano
ha voluto sostenere il cammino degli
oratori bresciani: “È il regalo di questa
Associazione che intende arricchire la
partecipazione di tanti oratori bresciani al lavoro comune, la progettazione,
il confronto, la verifica del lavoro svolto. Sono anch’io convinto che si tratta
di un passo importante per dare futuro
a questa straordinaria istituzione della
quale tutti sentono il bisogno e oggi,
credo, ancora di più di qualche anno
fa, ma che, naturalmente, ha bisogno
di trasformazioni grosse se vuole resistere alla sfida del tempo. Che gli oratori bresciani si associno, che imparino a condividere la programmazione,
l’attuazione dei percorsi formativi, la
verifica, permette di irrobustire la rete educativa, quindi grazie a tutti voi e
un augurio sincero per il vostro cammino, per il vostro bene e per il bene
di tutta la diocesi”. A conclusione degli interventi e dopo un breve dibattito, l’elezione delle cariche ha dato il
via al rinnovato cammino del Centro
oratori bresciani, con una modalità
democratica e partecipata che sarà
punto fermo dei prossimi passi della
vita associativa.
Il nuovo Consiglio di amministrazione dell’Associazione centro oratori
bresciani, eletto dai 66 soci votanti,
è così composto: don Agostino Bagliani, don Gabriele Banderini, don
Alessandro Cremonesi, don Andrea
Giovita, Simone Rivaldi, Carla Pietroboni (nominata dal Vescovo) e don
Marco Mori che, a norma di Statuto,
mantiene la carica di presidente e legale rappresentante.
Nella programmazione annuale diffusa nelle parrocchie, il tema della lettera pastorale viene declinato anche nelle tre assemblee diocesane dedicate agli animatori vocazionali, ai giovani e a quanti hanno a cuore la
propria e l’altrui vocazione, “a servizio dell’unità”. La seconda è prevista
per mercoledì 9 febbraio alle ore 20.30 presso il Centro pastorale Paolo VI
sul tema “Parrocchia: grembo di tutte le vocazioni”. È previsto l’intervento dei familiari di Santa Gianna Beretta Molla (Gianna Emanuela, la figlia
che Santa Gianna ha dato alla luce donando la sua vita, e Franca, oggi
consacrata dell’ordo virginum, che ha avuto Santa Gianna come educatrice). Sarà occasione per riscoprire che la santità …è a portata di mano per
tutte le vocazioni, e che è un cammino da fare insieme.
Sant’Afra in città
La festa di San Giovanni Bosco
Gli oratori di Sant’Afra e Santa Maria in Calchera vogliono festeggiare
San Giovanni Bosco riflettendo su temi di fondamentale importanza quali
l’educazione e l’aiuto alle giovani generazioni. Questi gli appuntamenti
che si terranno presso il salone e l’oratorio Sant’Afra, in vicolo dell’Ortaglia 6 in città: venerdì 28 gennaio, ore 20.45: conferenza sul tema “Il metodo educativo di don Bosco e la sua attualità”, con il prof. Giuseppe Bellinardi. Sabato 29 gennaio, ore 20.45: testimonianza di missione e solidarietà “Haiti, dare voce a chi non ha voce”, la dott.ssa Antonella Bertolotti,
medico volontario ad Haiti, con l’associazione “Intermed-onlus”. Domenica 30 gennaio, alle 10.30 la Santa Messa nella parrocchia di Sant’Afra per
tutti i ragazzi e nel pomeriggio, alle 15.30 i giochi per bambini e ragazzi,
sulla vita di San Giovanni Bosco.
Quarto modulo
Per animatori dei cineforum
Segnaliamo l’inizio del quarto modulo del Corso per animatori della comunicazione e della cultura “Oltre la visione. Introduzione alla metodologia del Cineforum nelle Sale della comunità”. Il titolo del modulo
è “Film ed educazione: testo e pretesto”. Si svolge nei mesi di febbraio
(14, 21, 28) e marzo (7 e 14) presso il Centro pastorale Paolo VI Brescia
(via Gezio Calini, 30), alla sera dalle 20.30 alle 22.30. Iscrizioni presso Voce Sas: e-mail: [email protected] Tel. 030-44250 (chiedere di Mauro Toninelli). Non è necessario aver partecipato ai moduli precedenti.
In memoria
Agnese Maifredi
È mancata, improvvisamente, il 27 dicembre 2010 Agnese Maifredi. Aveva 87 anni e risiedeva in città, nella parrocchia del Buon Pastore. Durante
la celebrazione del funerale, il parroco don Franco Pelizzari l’ha ricordata
così: “È stata una parrocchiana attiva, sempre disponibile alla collaborazione, piena di fede, generosa. Si può dire che ha svolto il suo ruolo nella
Chiesa, partecipando al ministero sacerdotale del fratello don Giuseppe
che è stato per una quindicina di anni addetto alla nostra comunità parrocchiale. Nelle parrocchie precedenti alla nostra, come Presegno e Caionvico, dove don Giuseppe fu parroco, la sorella è stata animatrice dell’Ac,
della scuola di vita familiare e di altre attività inerenti alla vita parrocchiale. Da noi ha svolto il compito di catechista per una trentina d’anni”. Ha
concluso dicendo che l’amore di Dio “ha guidato la vita della nostra sorella Agnese”, che “ha largamente seminato per il Regno di Dio”.
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LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Ecclesia Agenda
Agenda del Vescovo
Venerdì 28 gennaio
Ore 17.30 – Brescia – S. Messa per gli insegnanti di religione in Cattedrale.
Eremo SS. Pietro e Paolo di Bienno
Appuntamenti mese di febbraio
Domenica 6: festa di Santa Dorotea, ore 15 concerto; ore 16.30 Santa Messa
di ringraziamento per le Suore Dorotee dell’Eremo animata dalla corale San
Faustino di Darfo. Lunedì 7- 14 – 21 - 28: Corso per catechisti, ore 20. Mercoledì 9: ritiro per le donne, ore 9-15; preghiera semplice, ore 20-22. Giovedì
10: Ritiro per i sacerdoti, ore 9.30. Sabato 12 : Scuola di formazione all’impegno sociale e politico dalle 9 alle 12; ritiro per le religiose e le consacrate, con
monsignor Cesare Polvara, ore 9-15; Santa Messa per i figli in cielo, ore 16.30.
Giovedì 17: Unione apostolica del clero – Uac, ore 10.30; gruppo Galilea, ore
20. Domenica 20: Incontro vocazionale per le ragazze; Incontro di spiritualità per giovani, ore 18-19.30; inizio Settimana teologico-pastorale per i sacerdoti (fino al 25). Sabato 26: scuola di formazione all’impegno sociale e politico
dalle 9 alle 12. Domenica 27: In ascolto della Parola, lectio divina per giovani
e adulti (9.15-12; crediti Idrc).
Eremo di Montecastello
Appuntamenti mese di febbraio
Laici (giovani e adulti): domenica 6, dalle 9 alle 17, ritiro spirituale: lectio
divina con la Parola di Dio della liturgia eucaristica del giorno. Donne: martedì 1, dalle 10 alle 16.30, ritiro spirituale: lectio divina con la Parola di Dio che
verrà ascoltata nella liturgia eucaristica della domenica successiva. Presbiteri e religiosi: mercoledì 9, a Barbarano, presso il convento dei Frati Cappuccini, ritiro spirituale per il presbiterio e i religiosi delle due zone gardesane XVI
e XVII. Il servizio della Parola è offerto da mons. Franco Bretoni, il ministero
della riconciliazione dai Frati della Comunità. Fidanzati della zona XVI: domenica 20, dalle 9.30 alle 17, secondo ritiro spirituale per le coppie di fidanzati
che si preparano alla celebrazione cristiana del matrimonio. Esercizi spirituali prossimi: per laici, dalla serata di venerdì 29 aprile al pranzo di domenica 1° maggio, don Dino Capra e le Suore dell’Eremo animano l’esercizio spirituale della lectio divina della Bibbia dei capitoli 10-11 degli Atti degli Apostoli:
“Avrete forza dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni fino ai confini della terra”. Per informazioni: Eremo di Montecastello, Tignale s/Garda (Bs) Tel 0365
760255 – Fax 0365 760055 E-mail: [email protected]; Internet:
www.montecastello.org
Vantiniano e Basilica delle Grazie
Preghiera per i bambini mai nati
Sabato 5 febbraio presso il Cimitero vantiniano, alle ore 15.30, si tiene la preghiera per la vita sulle tombe dei bimbi mai nati (aborti naturali). Come ogni
prima domenica del mese, il 6 gennaio, alle ore 16 nella Basilica delle Grazie si
celebra la S. Messa animata dal Movimento per la vita.
Valtrompia
Movimento per la vita
Sabato 5 febbraio, per iniziativa del Movimento per la vita della Valtrompia, si
svolgerà la tradizionale veglia per la vita con la partecipazione del vescovo Luciano. Alle ore 20 è prevista la benedizione dei malati dell’ospedale di Gardone
V.T., cui seguirà il trasferimento in processione alla chiesa di Santa Maria degli
Angeli dove si svolgerà la veglia. Info: cell 335695941.
Istituto salesiano di Chiari
Festa di San Giovanni Bosco
Lunedì 31 gennaio, in occasione della festa di San Giovanni Bosco, l’Istituto
salesiano San Bernardino di Chiari invita alla celebrazione eucaristica delle
ore 9.30 che sarà presieduta dal card. Ennio Antonelli, presidente
del Pontificio consiglio per la famiglia.
Sabato 29 gennaio
Ore 9.30 – Brescia – Cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario presso il
Palazzo di giustizia.
Ore 17.30 – Brescia – S. Messa nel 68º anniversario della battaglia di Nikolajewka.
Domenica 30 gennaio
Ore 10 – Montirone – S. Messa.
Ore 17 – Tremosine – S. Messa.
Lunedì 31 gennaio
Ore 20.30 – Ospitaletto – S. Messa per la festa di San Giovanni Bosco.
Martedì 1° febbraio
Ore 20.45 – Brescia – Incontro presso la parrocchia di S. Angela Merici.
Mercoledì 2 febbraio
Ore 17 – Brescia – S. Messa per i consacrati in Cattedrale.
Giovedì 3 febbraio
Visita ai sacerdoti della zona XXVI di Bagnolo Mella.
Consiglio pastorale diocesano
Sessione sulla Chiesa ministeriale
Sabato 5 febbraio presso il Centro pastorale Paolo VI a Brescia, dalle ore 9.30
alle ore 16.30, si riunisce il Consiglio pastorale diocesano, con il seguente
ordine del giorno: ore 9.30 Preghiera iniziale; ore 10 Relazione introduttiva:
su “Per una Chiesa ministeriale” (prof. Marco Vergottini); ore 11.30 Inizio
dei lavori di gruppo; ore 14.30 ripresa dei lavori di gruppo; ore 15.30 Confronto in assemblea; ore 16 Comunicazioni varie; ore 16.30 Conclusione.
Apostolato della preghiera
Intenzioni del mese di febbraio
Nel mese di febbraio (che invita all’impegno per la vita, per i malati e alla preghiera per la vita consacrata) sono state affidate all’Adp le seguenti
intenzioni (che trasmettiamo in forma abbreviata):
Generale: Perché la famiglia sia rispettata e sia riconosciuto il suo contributo insostituibile per l’intera società.
Missionaria: Perché le comunità cristiane sappiano testimoniare la presenza di Cristo accanto ai sofferenti.
Dei Vescovi: Perché lo Spirito Santo ci renda capaci di incarnare in ogni situazione i valori del Vangelo.
Del Vescovo Luciano per l’anno 2010/11: Perché sacerdoti, consacrati e
laici crescano nella collaborazione reciproca per divenire sempre più “una
cosa sola” in Cristo.
Entro fine febbraio si raccolgono le adesioni al pellegrinaggio a Paray-leMonial, Ars e Taizé. Informazioni presso l’Ufficio vocazioni della Curia diocesana, l’assistente Adp don Diego e la presidente Adp Anna Maria Guarneri.
Villa Pace di Gussago
Scuola della Parola: la Genesi
A Villa Pace di Gussago inizia il secondo ciclo della scuola della Parola di
Dio. È un cammino permanente aperto a tutti coloro che desiderano leggere e comprendere il testo biblico nella sua integralità, per una migliore
conoscenza e per una appropriazione spirituale. Il secondo ciclo è dedicato
alla Genesi con i seguenti appuntamenti sempre al lunedì: 31 gennaio, 7
febbraio, 14 febbraio, 21 febbraio, 28 febbraio, 7 marzo. Guida gli incontri:
don Flavio Dalla Vecchia, docente di Sacra Scrittura. Modalità: dopo una
presentazione generale del Libro, si affrontano le sezioni che lo compongono. Ogni incontro prevede due momenti: la spiegazione della sezione e
il dialogo con il relatore. Il percorso sarà accompagnato da schede Gli incontri si tengono dalle ore 20.30 alle ore 22.30.
Per i sacerdoti
Settimana teologico-pastorale
Dal 20 al 25 febbraio si svolgerà presso l’eremo dei SS. Pietro e Paolo la settimana teologico-pastorale per i sacerdoti sul tema: “Ministero del presbitero e processi educativi”. La prossima settimana ricorderemo il programma della settimana. Le iscrizioni si ricevono in Curia, al numero telefonico
30.3722229/260.
Caritas
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
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Nuova sede dell’Ottavo Giorno L’intervento del vescovo Monari
Scelta pastorale delle relazioni
La futura piattaforma vuole essere una delle risposte (“Una mano di carità. La carità in una mano”)
alle persone che si trovano in una situazione critica a livello economico-finanziario
pagina a cura di Chiara Buizza
In occasione della conferenza stampa (21 gennaio 2011) per l’aggiornamento delle iniziative di
“Mano Fraterna” e l’inaugurazione della nuova
sede dell’Ottavo Giorno presso l’Ortomercato,
il vescovo Luciano ha sottolineato lo specifico
della Caritas: la scelta pastorale delle relazioni. Di seguito alcuni stralci del suo appassionato intervento.
La Caritas “ha prima di tutto un impegno educativo, educativo non vuol dire che è un impegno a parole, ma deve stimolare le persone a
diventare le une per le altre, motivo di sicurezza, a creare legami di fiducia e quindi anche di
collaborazione e disponibilità immediata. Per
questo ci vogliono delle strutture ampie, diocesane, zonali, parrocchiali, perché le realtà e i
bisogni hanno questa dimensione, ma la Caritas
non è la Caritas diocesana: è la Caritas diocesana come animatrice di tutte le Caritas zonali,
parrocchiali e come stimolo a quella creazione
di quei rapporti, di reti, di solidarietà, che devono prendere le persone nel loro quotidiano, nel
loro vissuto […]. Di fronte a uno sconosciuto,
inevitabilmente faccio fatica a chiedere, ma se
invece il cammino della solidarietà passa attraverso i rapporti di caseggiato, di quartiere, di
conoscenza quotidiana, ci si aiuta a vicenda:
una volta ha bisogno uno, una volta ha bisogno
l’altro. È questo che rende vincente i rapporti
tra le persone e la solidarietà. […]
Nel Vangelo una delle frasi più belle è quella
che viene chiamata “regola d’oro”: “fa agli altri
quello che vuoi sia fatto a te”. Ed è una regola
sorprendente e bella, perché è creativa: non dice
“fai agli altri queste 27 cose che ti spiego”, ma
“fa agli altri quello che vuoi sia fatto a te”; man
mano che prendi coscienza di te stesso, di desideri, necessità, sogni ecc, prendi coscienza delle
tante cose che devi donare, perché man mano
che capisci un bisogno nuovo, capisci anche un
dono nuovo che sei chiamato a fare. Ed è una
legge creativa, che diventa tanto più esigente,
quanto più l’uomo diventa maturo, umano: più
un uomo diventa umano, più si rende conto di
dovere donare […].
A me piacerebbe che la Caritas ci aiutasse a fare così, è facile dirlo con le parole, più difficile
è che diventi “abito del cuore”, questo richiede
delle esperienze: bisogna fare l’esperienza della
responsabilità, della comunicazione per renderci conto che questo è davvero umano, ci rende
più uomini in senso buono, in senso grande, e
che quindi vale la pena di essere custodito, di essere arricchito. Che la Caritas ci aiuti in questo,
con le parole che dice, con il vangelo che spiega,
con le esperienze che ci fa fare: le esperienze di
solidarietà sono una scuola straordinaria […].
Debbo ringraziare l’Ortomercato, la Caritas e i
suoi collaboratori, tutti coloro che collaborano
a questi progetti, e sono un numero notevole di
istituzioni, e dovrei ringraziare tutti quelli che
vivono una solidarietà sotterranea, che nessuno
verrà mai a conoscere, ma che costituiscono il
tessuto di umanità nella nostra società. Abbiamo
tanti difetti, tanti egoismi ma c’è tanta umanità
nei nostri rapporti e ci sono tanti gesti di solidarietà che sono immediati, che non verranno
mai scritti da nessuna parte, ma che permettono
alla società di funzionare meglio, alle persone
di essere più sicure e serene e sono anche queste le persone da ringraziare, senza sapere chi
sono, ma il Signore lo sa”.
Caleidociclo della carità
Per far bene il bene
Da questa pagina, nei numeri scorsi, hanno trovato voce le esperienze della Caritas parrocchiale della
Volta (settembre), della Caritas interparrocchiale di
Montichiari (ottobre), dell’associazione Rut di Sarezzo (novembre), del Progetto microcredito di Caritas
diocesana (dicembre): quattro esperienze accomunate
dalla bellezza e dalla fatica del “so|stare”, a partire dalle “tracce di comunità” indicate dal vescovo Luciano
nel Convegno diocesano delle Caritas parrocchiali (29
aprile 2010). “Con Dio”, “nella comunità”, “tra tutti”,
“consegnati” ovvero quattro tracce per rileggere l’essere e l’operare della Caritas o, con le parole di padre
Giacomo Costa al convegno, per “far bene il bene”.
“Se non si sosta, se non si prende del tempo, il ‘fare
del bene’ rischia spesso di essere infecondo, se non
dannoso, rispondendo magari soltanto all’emozione
o all’istinto di andare incontro alle persone che sono
nel bisogno. Se pensiamo alla figura del samaritano,
vediamo che, non si è fermato soltanto all’emozione,
ma la sua compassione è diventata attiva: ha saputo
portare l’uomo incappato nei briganti alle persone
giuste, l’ha inserito in una rete che gli ha permesso di
guarire. Non è stata soltanto l’emozione a permettere
di rispondere ad un bisogno! Aggiungo: ‘fare bene il
bene’, non è solo rispondere ad un bisogno (magari
con un sorriso, perché noi della Caritas, lo facciamo
in modo più gentile rispetto ai servizi sociali!). Se fare la carità fosse rispondere a un bisogno, in un certo
senso, i poveri sarebbero considerati un oggetto del
nostro lavoro (noi dobbiamo fare delle cose per loro).
I poveri non sono oggetti a cui noi ci rivolgiamo, ma
soggetti di un cambiamento. Riconoscere veramente
la loro dignità è la base perché siano portati ad assumere con noi la responsabilità di costruire un altro
tipo di società. È difficile, ma deve essere chiaro che
questo è il centro! Fare la carità è la dinamica di tutta
la comunità: la povertà è un nostro problema, perché
se qualcuno sta male il problema è nostro! Carità è:
far crescere tutti, attivare persone e processi, dar vita a una tessitura di legami, di relazioni”. In questa
prospettiva “sostare” può permettere di passare dal
servizio come soddisfazione di un bisogno alla costruzione di comunità di carità. I materiali “Nella carità…
riscoprirsi comunità” si possono scaricare da www.
brescia.caritas.it oppure richiedere a: 030. 3757746.
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LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
CSV
BRESCIA VOLONTARIATO
Anno europeo Riflessione
Il volontariato non sia un alibi
Occasioni e rischi di un anno che l’Europa ha intitolato al volontariato. La speranza è che si possano
registrare dei risultati migliori rispetto al recente passato dove sono rimaste solo le intenzioni
pagina a cura di Nicola Migliorati
L’Anno europeo dedicato alla lotta contro la povertà ha da qualche settimana passato il testimone all’Anno europeo del volontariato. Il filo
rosso delle buone intenzioni che lega l’intitolazione degli anni da parte dell’Unione europea
non è quindi stato spezzato, la speranza è però
che il 2011 faccia registrare risultati migliori rispetto al suo recente passato.
La lotta alla povertà è probabilmente stata vissuta come contesa titanica, partita contro un avversario che fa segnare – secondo le diverse statistiche che si susseguono – 140 milioni di poveri
nell’intero continente, 80 all’interno dei 27 Stati
membri. Numeri che entrano in casa attraverso
le tv, i giornali, internet – con la potenza delle
immagini spesso ben più eloquenti dei racconti
– ma che ormai abbiamo imparato a lasciare sullo sfondo, figli di una sensazione sbagliata che
sente di abitudinarietà e di inevitabilità.
Una situazione che invece viene combattuta, o
almeno arginata, nella nostra città come nel resto d’Europa, da una parte di quei 100 milioni
di volontari dichiarati nelle ricerche che presentano l’attuale Anno europeo. C’è però un forte
rischio: che questo movimento disomogeneo
di persone volenterose diventi una scusante ,
l’ultima ruota del carro su cui le Istituzioni possano rovesciare mancanze e inefficienze. Usciamo (usciamo?) certo da un periodo difficile in
cui economie europee sono crollate insieme al
castello della finanza ed altre vivono costantemente su una graticola logorante; nel momento in cui scrivo l’Ansa rilancia l’ultimo rapporto mensile dell’Osservatorio occupazione della
Commissione Ue secondo cui perdurano “condizioni del mercato del lavoro ‘deboli’ e una disoccupazione ancora molto elevata, che tra i
giovani a fine 2010 ha raggiunto livelli record.
Disoccupazione giovanile che anche in Italia resta molto più alta della media Ue”.
In questo contesto la Caritas italiana denuncia
un taglio di due miliardi di euro alle politiche
sociali. Ecco allora che il pericolo citato più
sopra diventa reale: una grossa fetta di emarginazione e di cittadinanza debole viene in gran
parte affidata al volontariato sociale che risponde come può, spesso egregiamente, ma che non
ha struttura e “capienza” per combattere il disagio di 140 milioni di poveri, dei malati, degli
anziani, di chi fa fatica ad andare avanti da solo.
L’Anno europeo del volontariato funzionerà se
agirà da pungolo non solo verso la popolazione, ma in maggior misura verso i governi degli
Stati membri.
Per quel che ci riguarda c’è la ormai solita pressione per la stabilizzazione del 5xmille e il riconoscimento di un ruolo adeguato per il volontariato e per il non profit in genere. Non ci sono
molte cose da inventare se non l’applicazione
di quella legge 328 del 2000, Legge quadro per
la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, che da 10 anni definisce
un modello di gestione ed offerta dei servizi
basata su una collaborazione attiva fra pubblico e Terzo settore.
Se i convegni, le feste, le manifestazioni, le iniziative che verranno messe in campo in questo
2011 riusciranno a portare l’attenzione e alcune
scelte politiche nella direzione auspicata, quei
numeri, quelle immagini, quei 140 milioni di poveri, diventeranno meno abitudinari e forse non
li penseremo più così inevitabili.
Soccorso Pubblico Franciacorta promuove un corso
Formazione per il primo soccorso
Se succede un incidente o un evento imprevisto
non siamo sempre in grado di sapere cosa fare.
Per ovviare a questi problemi il Soccorso Pubblico
Franciacorta, con sede a Rodengo Saiano via Brescia 4/a, organizza un corso di primo soccorso rivolto alla cittadinanza.
Il corso è aperto a persone maggiorenni e sarà tenuto da istruttori dell’associazione tutti i martedì
e venerdì alle ore 20.30 a partire dall’11 febbraio.
Quante volte in famiglia, sul lavoro, durante il
tempo libero, avremmo voluto essere più utile agli
altri intervenendo in caso di necessità?
Anche un banale incidente domestico se non soccorso tempestivamente può trasformarsi in un
evento drammatico. Il corso intende aiutare il cit-
tadino ad apprendere le nozioni di base del primo
soccorso che gli permetteranno di essere più tranquillo e sicuro di fronte all’emergenza, più utile
al prossimo. Al termine degli incontri si potrà scegliere se collaborare con l’associazione in qualità
di volontario proseguendo nella formazione fino
all’ottenimento della certificazione di soccorritore in emergenza.
Il corso della durata di 40 ore sarà suddiviso in
una parte teorica e, per consolidare le nozioni
acquisite, in una parte di pratica con l’ausilio di
presidi sanitari.
Per informazioni, è possibile contattare il numero telefonico 3357630659, oppure accedere al sito
internet www.soccorsopubblicofranciacorta.com.
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Paesi e parrocchie
[email protected]
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Capodimonte Aspetti pastorali
Una comunità
che continua
a crescere
Il parroco don Fulvio Bresciani descrive
la realtà di questa parrocchia (nel Comune
di Castenedolo) dove le proposte ecclesiali
sono le uniche occasioni per rinsaldare
un legame e l’identità nella fede
L’interno della chiesa
A proposito di emergenza educativa
Sulle orme di San Giovanni Bosco
In contemporanea con le altre parrocchie della zona, a Capodimonte prosegue
il cammino di iniziazione cristiana, un’opportunità importante per ridestare l’attenzione educativa dei genitori. Si registra una buona partecipazione, anche se è
purtroppo significativa la “quasi totale assenza dei papà. Sono poche le coppie –
spiega don Fulvio – che partecipano. I padri sono i grandi assenti come se fossero
assenti dall’educazione religiosa. È anche vero che consegniamo degli strumenti
per permettere un approfondimento a casa”. La stessa difficoltà l’ha riscontrata
anche in campo scolastico, dove ha insegnato (al liceo Leonardo) fino allo scorso giugno. Nel mondo della scuola ha imparato che “è indispensabile la presenza
chiara ed esplicita del messaggio cristiano. Dopo la cresima vengono espropriati
di quello che hanno ricevuto e di quanto è stato seminato; deve esserci una presenza che si contrappone al laicismo e allo scientismo della scuola di Stato”. In
poco tempo i ragazzi diventano “scettici”, perché la fede e la ragione vengono
poste in contraddizione. A proposito di giovani, in oratorio il Parroco sta portando avanti alcune iniziative, anche se non sempre si riesce a coinvolgere il maggior
numero di ragazzi. Poi succede anche che, dopo l’anno della mistagogia, molte
parrocchie si ritrovino in difficoltà perché non si sentono sufficientemente aiutate;
si sentono un po’ abbandonate senza in pratica sapere cosa fare. Non mancano gli
appuntamenti estivi come il grest organizzato (sul piano della formazione degli
educatori) in collaborazione con l’oratorio di Borgosatollo. Sono una ventina gli
adolescenti che prestano il loro servizio durante il grest: a tutti don Fulvio regala
una gita-premio al Meeting di Rimini dell’amicizia tra i popoli, un “appuntamento
culturale e sportivo molto efficace ed educativo”. La parrocchia di Capodimonte è
dedicata a San Giovanni Bosco (in diocesi sono solo due: Capodimonte e Rovato),
di cui il 31 gennaio ricorre la memoria liturgica. Il suo messaggio è ancora attuale e si può sintetizzare bene nella formula A+B-C (amici più buoni meno cattivi):
“Sembra una banalità – precisa don Bresciani – ma non lo è”. Chi come don Fulvio
porta dentro una passione educativa non è certo insensibile ai nuovi social network (Facebook, Twitter e altri ancora) dei ragazzi dove “gira tanta aggressività
e una violenza verbale inimmaginabile. Pur avendo tanti amici nel profilo, manca
quel tipo di educazione che ci permette di essere più buoni”. Alla domanda da
cosa è data questa aggressività, il Parroco non ha dubbi: dall’insicurezza. Per la
festa di San Giovanni Bosco (è stato distribuito ai più piccoli un volumetto che ne
ripercorre le gesta) sono state pensate due serate (sabato 29 gennaio e sabato 5
febbraio) per adolescenti e anziani: i primi dopo il momento di convivialità si sfidano nei giochi, i secondi si affrontano a carte. Domenica 6 febbraio, infine, è in
programma nel tardo pomeriggio una commedia dialettale.
U
Una piccola frazione di Castenedolo
dove la parrocchia senza alcuna esagerazione rappresenta il motore della
comunità. Capodimonte è anche questo. Un tempo era meta delle famiglie
nobili che “fuggivano” dalla città per
andare in campagna, oggi è meta prescelta per la tranquillità e per la vicinanza alla città. Già negli anni ‘30 l’intuizione di un curato di Castenedolo,
don Angelo Chiappa, poi parroco a
Borgosatollo, previde un moltiplicarsi
di presenze, e perciò la necessità di case e di villaggi e l’erezione di un tempio
che sembrava esagerato nelle dimensioni, rispetto alla realtà campagnola
di allora. I fatti gli avrebbero poi dato
ragione. I parrocchiani si diedero da
Don Fulvio Bresciani
di Luciano Zanardini
fare per costruire il tempio e l’annesso
oratorio, e poi l’asilo gestito dalle suore Canossiane che di domenica fungeva da oratorio femminile. I più anziani
ricordano la figura di don Luigi Duranti (1946-1957). Lì dal 2003 opera don
Fulvio Bresciani, parroco carismatico
e intraprendente con un trascorso di
oltre 30 anni di insegnamento scolastico. Tra qualche anno prenderà forma
l’unità pastorale con le parrocchie di
Castenedolo e Capodimonte, ma sarà
indispensabile, come conferma don
Fulvio, una coooperazione tra sacerdoti soprattutto per la pastorale giovanile”. Il Parroco quando è arrivato ha
dovuto fare i conti con gli ambienti fatiscenti e, grazie anche alla generosità
della comunità, ha messo mano a una
serie di interventi significativi: fra questi si ricordano il rifacimento del tetto
della chiesa e la decorazione della facciata, solo per citarne alcuni. Un gruppo di giovani genitori, inoltre, gestisce
il campo da calcio che viene utilizzato
per le attività giovanili e affittato nelle
ore serali. Ma non è finita. Il prossimo
passo sarà quello di rifare il tetto della
canonica e dell’oratorio; per realizzare questo intervento è già arrivato il
via libera della Curia alla cessione di
un piccolo rustico di proprietà della
parrocchia. Sul piano pastorale don
Bresciani descrive la sua parrocchia
in crescita, nella quale la dimensione
umana è visibile e che può usufruire
– in una calma piatta – della vivacità
delle proposte che arrivano dall’ambito ecclesiale. A fine agosto-inizio
settembre i fedeli vivono la settimana
della comunità con il coinvolgimento e
l’aiuto degli Alpini e dell’Aido.
22
Paesi e parrocchie Città e hinterland
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Brescia Santi Patroni
La speranza
è il motore
della Leonessa
Fino ad aprile 2011 la Confraternita dei Santi
Faustino e Giovita ha elaborato un calendario
di iniziative che coinvolgono Brescia e provincia.
Sullo sfondo San Benedetto con “Et noli
contristari”, un invito a non cedere allo sconforto
A
Alla preghiera e allo studio per affrontare la quotidianità si accompagna la speranza, la capacità sempre sulle orme della regola di San
Benedetto (Ora et labora et lege et
noli contristari) di guardare al futuro con occhi diversi. È proprio la
speranza la parola che fa da sfondo
alla festa dei Santi Faustino e Giovita, patroni della terra di Brescia.
Dopo la scelta degli scorsi anni di
riflettere sul tema del lavoro, della
preghiera e della necessità di studiare e dotarsi degli strumenti per
rapportarsi con il mondo e saperne
valutare criticamente le sollecitazioni, diviene importante – soprat-
di Luciano Febbrari
tutto in un momento storico difficile – approfondire le suggestioni che derivano dall’ultima parte
dell’esortazione benedettina, quella di non disperare (et noli contristari). L’invito del Santo di Norcia,
che visse in un periodo contrassegnato da violenze e carestie, è sempre più attuale. Il suo modello di
vita fu ripreso anche da chi viveva
fuori dalle abbazie. La proposta di
San Benedetto segnò anche la storia di Brescia e del suo territorio
dove la dimensione spirituale si
caratterizza anche per la dedizione
al lavoro (una sorta di religiosità
laica). Nell’invito a non disperare
Don Armando Nolli
sono coinvolti in prima persona i
giovani, chiamati alla responsabilità nella costruzione del domani.
Con rinnovata fiducia la neonata
Confraternita dei Santi Faustino e
Giovita (presieduta da don Armando Nolli, parroco di San Faustino),
che ha al suo interno i rappresentanti delle massime istituzioni cittadine, ha pensato a un calendario
di iniziative (da gennaio ad aprile
2011 ovvero da Sant’Angela Merici a San Benedetto passando per i
Patroni) per trasformare Brescia in
una città per i giovani. L’aspirazione è quella di poter arrivare a una
settimana di Festival per i giovani.
Nel frattempo sono stati pensati diversi appuntamenti, alcuni di
questi dedicati al mondo giovanile.
In vicolo San Zenone 4 sabato 29
gennaio alle 17 viene inaugurata la
mostra “Et noli contristari” curata
dall’associazione per l’arte Le Stel-
le: resta aperta, fino al 15 febbraio,
dalle 16 alle 19. Don Antonio Zani
presenta (il 3 febbraio alle 18.15
nella libreria dell’Università cattolica di via Trieste) il volume “Mistero Cuore Speranza. Invito alla
spiritualità ortodossa” di Vladimir
Zelinski. Don Zani, docente di patrologia e teologia orientale presso
la facoltà teologica dell’Italia settentrionale, illustra la più recente
opera del sacerdote ortodosso russo, docente di lingua e civiltà russa presso la Cattolica; l’iniziativa è
curata dalla Ccdc, la Cooperativa
cattolico-democratica di cultura.
Dal 5 al 13 febbraio la pastorale giovanile del centro storico ha ideato
(l’allestimento è di Matteo Zubani)
la mostra fotografica “Cari giovani
del secolo che inizia…”: Giovanni
Paolo ai giovani. Martedì 8 febbraio alle 17 i giovani ricercatori della Fondazione Brescia Musei inau-
Palazzo Loggia
Capitolium, edilizia sociale e centro sociale
Capitolium, edilizia sociale e centro sociale. Sono
questi alcuni dei temi illustrati, nell’ormai tradizionale appuntamento settimanale, dal sindaco Adriano Paroli, dal vice-sindaco Fabio Rolfi e dagli assessori Mario Labolani e Giorgio Maione, dedicato alle
delibere e alle comunicazioni varate dalla Giunta
comunale. Sull’area del Capitolium l’assessore ai Lavori pubblici Labolani ha ricordato il protocollo di
intesa stipulato nel 2008 con il Ministero per la risistemazione dell’area archeologica e ha confermato l’istituzione di un tavolo di lavoro con l’obiettivo
puntato alla riapertura al pubblico prevista nel 2012.
Una cifra importante, per un totale di 656mila euro,
è stata destinata ad opere straordinarie da eseguire
sulle strutture, Villa Elisa, Istituti Arvedi 1 e 2, Achille Papa, Villa Palazzoli e Villa De Asmundis, gestite
da Brescia Solidale o direttamente dai Servizi sociali e affidate ai Lavori pubblici. La Giunta ha inoltre
stanziato 70mila euro per fare nella ex scuola Sorelli
la sede unica del Centro sociale della Circoscrizione
Centro: un unico polo che racchiuda tutte le compagini assistenziali oggi sparse sul territorio del quartiere Carmine. “L’obiettivo – ha spiegato l’assessore
alla Famiglia, Maione – è portare in un unico luogo
l’attività delle assistenti sociali che oggi operano su
sedi diverse. In questo modo si realizzerà un presidio completo e più funzionale per gli utenti che andrà peraltro a liberare spazi, che si possono rivelare
preziosi per le attività del quartiere”.
Un altro fronte riguarda la sperimentazione, in vigore dall’inizio dell’anno, dei nuovi criteri per la
compilazione delle liste d’attesa delle case di riposo. “Finora l’accesso alle Rsa – ha spiegato Maione
– avveniva rispettando il criterio cronologico delle
richieste. Tale principio verrà sostituito da quello di
gravità della condizione di non autosufficienza del
richiedente”. Le nuove regole, per ora sperimentali,
diverranno regolamento e hanno portato finora a
18 nuovi ingressi. Confermata per un altro anno la
presenza del presidio dei Vigili del fuoco in via Borgosatollo, strategica per la vicinanza ad autostrada
e tangenziali. “Un impegno – ha precisato il vice-sindaco Rolfi – di 200mila euro per la sede decentrata
istituita con convenzione triennale nel 2008 che garantisce interventi più rapidi ed efficaci in una vasta
area dell’hinterland bresciano”.
La Giunta ha infine voluto testimoniare la propria
vicinanza all’associazione “Cucina&Amicizia”, la cui
sede di via Flero è stata oggetto, per la terza volta, di
un furto. Rolfi, come aveva fatto sapere all’indomani
dell’ignobile gesto, ha comunicato la disponibilità di
una somma di 15mila euro destinata a riacquistare
il materiale sottratto, attrezzature professionali per
cucinare e alimenti, necessario per preparare i pasti caldi distribuiti dall’associazione “Camper Emergenza” ai poveri e agli emarginati e per la messa in
sicurezza della struttura. (v.b.)
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
23
L’esperienza di Dutur Kaos
Un sorriso in corsia
La chiesa di San Faustino
gurano la mostra “I Santi Faustino
e Giovita nelle testimonianze dei
musei cittadini”: un percorso che
testimonia il costante affetto della
città per i suoi Santi Patroni. Sempre l’8 febbraio, ma alle 20.45, la sala della biblioteca dell’Università di
via San Faustino ospita l’intervento
del vescovo bresciano di Palestrina, mons. Domenico Sigalini, che
si sofferma sul tema “I giovani sono/hanno speranza?”.
Torna anche il concerto dei Santi
Faustino e Giovita al Grande con
l’orchestra Filarmonica italiana:
mercoledì 16 febbraio alle 21 con
le musiche di Mozart. Il programma delle celebrazioni religiose sarà
riportato nelle prossime settimane, ma va anticipato il recupero di
un’antica tradizione: i responsabili
della città affidavano ai monaci la
cera; in cambio l’abate portava al
sindaco un galero rosso (un berret-
to cardinalizio): il cappello simboleggia la protezione. Fra le iniziative, merita una menzione la delegazione del Fai che domenica 27
marzo in italiano, inglese, francese, ucraino e arabo farà conoscere
una parte di Brescia (il monastero
dei Santi Faustino e Giovita, oggi
sede dell’Università, e la Basilica
dei Santi) ai nuovi residenti, ai cittadini immigrati, portatori di culture diverse. Anche e soprattutto da
queste nuove generazioni passa il
cambiamento di una città che vuole
essere sempre più europea, aperta
e in continua crescita.
Gli eventi si allargano anche a tutto il territorio, basti pensare che
sono 14 le parrocchie dedicate ai
Santi Faustino e Giovita. Il calendario completo degli incontri si può
consultare sul sito del Comune di
Brescia. Per informazioni, www.
comune.brescia.it.
Non è semplice portare un sorriso a chi soffre. Se partiamo da questo
semplice assunto, non si può non valorizzare l’impegno settimanale (ogni
domenica a partire dalle 14.30) di circa 70 persone che gratuitamente indossano gli abiti del clown, entrano all’Ospedale civile e cercano di divertire i piccoli pazienti ricoverati nei reparti di pediatria. Ovviamente non
tutte le patologie sono uguali e, quindi, bisogna anche avere una buona preparazione psicologica. L’associazione bresciana è nata nel 2002 e
ha la sua sede presso l’oratorio di Sant’Antonio. Un gruppo di persone
unite dal desiderio di dedicare parte del loro tempo libero mettendosi a
disposizione degli altri, soprattutto dei meno fortunati; cerchiamo di diffondere la nostra allegria attraverso bizzarri palloncini, strabilianti bolle di sapone, giochi di prestigio e magie di ogni genere, in un ambiente
che apparentemente è l’opposto ovvero le stanze dei bambini ricoverati in ospedale, nei reparti di pediatria del Civile. L’idea di indossare un
camice bianco decorato con disegni, stoffe e pupazzi e di inventarsi un
nome di fantasia (Birba e Latte in polvere, solo per citarne due) è stata
fin dagli esordi accolta con entusiasmo da tutti i componenti. Per autofinanziarsi, ma soprattutto per fare gruppo (componente essenziale per
essere efficaci davanti ai ragazzi), organizzano anche degli spettacoli teatrali: sabato 26 febbraio alle 20.30 nella Sala della comunità di Provaglio
d’Iseo mettono in scena il cartone animato “Madagascar”; l’ingresso è
libero. Spesso sono chiamati anche da alcuni Comuni o enti per allestire
dei momenti di gioco in occasione di alcune feste o manifestazioni. Nella formazione continua rientra anche l’apprendimento sul campo con la
breve esperienza maturata con i clown del circo lo scorso novembre. Risulta molto interessante anche il progetto che è stato elaborato con una
classe terza, indirizzo socio-pedagogico, delle Canossiane: lo scorso anno
è stato affrontato il tema della geriatria con la visita anche alle Case di
riposo, mentre quest’anno toccherà alla scuola audiofonetica di Mompiano. Parallelamente seguono alcuni incontri per sapere come meglio
comportarsi in certi casi. A settembre inizia un nuovo corso (otto incontri) per formare dei nuovi clown, chi fosse interessato può mandare una
segnalazione direttamente sul sito www.duturkaos.it. Ogni persona sarà
contattata per un colloquio, anche perché il servizio che si va a compiere
è importante. Il segreto? Quello di divertire, divertendosi. Ovviamente il
primo requisito essenziale è di sapersi mettere in gioco.
Gli Alpini ricordano il 68° anniversario
Fare memoria di Nikolajewka
Sabato 29 gennaio è in programma la celebrazione del 68° anniversario della
Battaglia di Nikolajewka. Alle 14, presso la scuola Nikolajewka di Mompiano, è
in programma la cerimonia commemorativa; alle 15.30 nel salone Vanvitelliano
c’è un evento sul tema dei prigionieri di guerra nella Campagna di Russia. Alle
16.50 in piazza Loggia gli onori ai Caduti, mentre alle 17.10 in corteo da piazza
della Loggia a piazza Paolo VI. Alle 17.30 il vescovo Monari celebra la Messa
in Duomo in suffragio di tutti i Caduti. La manifestazione ha coinvolto, come
consuetudine, anche gli studenti: in particolare nella mattinata di sabato 29
alle 10 alla scuola media “Tridentina” (alla presenza della fanfara Tridentina)
e alla “Pascoli” (alla presenza del coro “Alte Cime” della sezione di Brescia).
Fondazione San Benedetto
Una giovane a Bruxelles
Mario Mauro, europarlamentare, già vicepresidente del Parlamento europeo, attualmente presidente dell’Intergruppo per l’economia sociale e
delegato dell’Osce contro razzismo e xenofobia, accoglierà nel suo ufficio
una promettente studentessa bresciana della Fondazione San Benedetto per uno stage di tre mesi a Bruxelles. Elena Rabolli Pansera, 21 anni e
iscritta al secondo anno di scienze politiche, è una dei 500 studenti che in
questi cinque anni si sono diplomati alla Scuola di sussidiarietà della Fondazione, nata per volontà di Graziano Tarantini. Elena, che dal 28 gennaio sarà al lavoro nella capitale belga, ha già alle spalle un’esperienza di
rappresentante degli studenti in Senato accademico e una padronanza
dell’inglese e del francese, frutto di un anno negli Usa alle scuole superiori e di alcuni mesi a Parigi all’Alliance Française. È la terza studentessa della Fondazione che affronterà l’esperienza nell’ufficio di Bruxelles
dell’on. Mauro e molti sono gli studenti pronti a partire per altri stage
all’estero. “È stata una sorpresa – racconta Elena – non riesco ancora a
credere che mi sia stata data questa possibilità e che tra qualche giorno
sarò nel cuore dell’Europa a lavorare per l’on. Mauro che – continua la
studentessa – conosco e ammiro per la sua appassionata difesa delle minoranze religiose e in particolare dei cristiani”.
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Paesi e parrocchie Bassa
Brevi
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
25
Manerbio
A teatro in oratorio
per dare spazio alla persona
Da febbraio a maggio, ogni mercoledì dalle 20.30 alle 22.30, nell’auditorium
dell’oratorio San Filippo Neri, il “laboratorio teatrale 2011 codice T.E.A.T.R.O.”
condotto da Paola Cannizzaro e Michele Beltrami. L’iniziativa è realizzata dalla
cooperativa sociale “All’ombra del Baobab”. Info: 3475707725 o 0309381161.
San Paolo
Iniziative per la pace
Borgosatollo Sei incontri dall’8 febbraio
Si rinnova
l’impegno
socio-politico
L
La società, la Costituzione italiana,
la libertà, l’uomo nella società, la legalità e i tempi e i modi della politica
ovvero sei incontri per conoscere,
approfondire e dialogare su alcune
tematiche politiche e sociali. L’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune, porta le firme dell’Azione cattolica, delle Acli e del Comitato per la
pace. Il percorso socio-politico (da
febbraio a dicembre) inizia martedì
8 febbraio con il collega Angelo Onger, che analizza la società italiana
attraverso i cambiamenti e le evoluzioni degli ultimi 50 anni e tratteggia l’identikit della realtà contemporanea. Il 29 marzo tocca, invece,
all’avv. Mario Gorlani presentare la
Costituzione, spesso oggetto di richieste di revisione o adeguamento. Il concetto di libertà viene, invece, affrontato il 12 maggio dal prof.
Luca Ghisleri, presidente del Meic
(Movimento ecclesiale di impegno
culturale). Il 13 settembre al centro
del dibattito c’è l’uomo nella società,
mentre il 25 ottobre Pierpaolo Lanni
spiega la legalità. Il percorso si con-
Weekend pieno di iniziative a San Paolo per concludere il mese di gennaio dedicato alla pace. Sabato 29, infatti, presso la chiesa parrocchiale della
frazione Scarpizzolo alle ore 20.45 verrà eseguito dai locali pueri cantores
un concerto per la pace. Domenica 30, invece, si terrà nel pomeriggio un
“laboratorio della pace” dedicato ai bambini. Successivamente, alle ore
18, è stata organizzata, sull’esempio di quella di Assisi, una piccola “marcia della pace” che si snoderà per le vie del paese fino ad arrivare nella
chiesa parrocchiale di San Paolo dove, alle ore 19, una solenne funzione,
celebrata dal parroco don Alfredo Savoldi, concluderà il programma delle
manifestazioni. (f.u.)
Borgosatollo
“Uomini di Dio”
Venerdì 28 gennaio alle 21 presso il teatro comunale è in programma
la proiezione (ingresso libero) di “Uomini di Dio”: la pellicola narra la
storia del rapimento dei monaci benedettini del monastero di Tibhirine
avvenuto nel 1996 in Algeria. Sabato 5 febbraio alle 21, sempre presso
il teatro comunale, padre Lino Colosio, priore della comunità dei monaci trappisti “Madonna dell’Unione” di Boschi (Mondovì), incontra la
comunità. Sarà l’occasione per conoscere meglio i protagonisti del film
“Uomini di Dio” e le loro scelte.
di Luigi Zameli
Montichiari
Prorogata la mostra di Cattaneo
clude il 6 dicembre con i tempi e i
modi della politica. Sullo sfondo del
percorso l’esortazione fatta da Benedetto XVI in occasione della 46ª
Settimana sociale, perché la Chiesa
ha scelto di scommettere sulla priorità della sfida educativa: “Si tratta
di spendersi – questo l’auspicio di
Benedetto XVI – nella formazione
di coscienze cristiane mature, cioè
aliene dall’egoismo, dalla cupidigia
dei beni e dalla bramosia di carriera
e, invece, coerenti con la fede professata, conoscitrici delle dinamiche
culturali e sociali di questo tempo e
capaci di assumere responsabilità
pubbliche con competenza professionale e spirito di servizio. L’impegno socio-politico, con le risorse
spirituali e le attitudini che richiede,
rimane una vocazione alta, a cui la
Chiesa invita a rispondere con umiltà e determinazione”. Gli incontri,
che si tengono presso la biblioteca
comunale di Borgosatollo in piazza
Castello dalle ore 20.30, sono aperti
a tutti. Per informazioni, [email protected].
Il grande successo ottenuto sino ad ora ha indotto il Comune e MontichiariMusei, enti organizzatori, a prorogare di un ulteriore mese, sino al 26 febbraio,
la mostra di Tullio Cattaneo, vincitore della XX edizione del Premio Treccani
degli Alfieri. La notizia è stata data durante una conferenza stampa indetta
nei giorni scorsi a Palazzo Tabarino, sede dell’esposizione. “Sono particolarmente soddisfatta del folto pubblico che ha assiepato le sale della mostra – ha
dichiarato il sindaco Elena Zanola – e per questo motivo si è deciso di offrire
un’ulteriore opportunità di visita a coloro che ancora non fossero passati ad
ammirare le oltre 60 splendide opere di Cattaneo, due delle quali acquistate dal Comune, le quali entreranno a far parte della Collezione Treccani”. Il
Premio, quest’anno, taglia il traguardo dei quattro lustri e prosegue nella ricerca della qualità. Nato nel 1960, era stato sospeso dal 1979 al 1998, quindi
ha ripreso con edizioni di prestigio aumentando di importanza e diventando
biennale. La mostra, curata da Paolo Sacchini, rimane aperta, come detto, sino al 26 febbraio, con i seguenti orari: dal martedì al sabato dalle 9 alle 13 e
dalle 15 alle 18, ad ingresso libero. Per ulteriori informazioni si può visitare il
sito www.montichiarimusei.it o chiamare la segreteria di Palazzo Tabarino al
numero 030/9650455. (f.m.)
26
Paesi e parrocchie Bassa
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Inchiesta La Voce della Bassa Bresciana
Sottovoce
“Botteghe”
di qualità
Come si vive in centro? Vi presentiamo la realtà
di Orzinuovi che occupa una posizione strategica
Q
Quello della qualità della vita è diventato, soprattutto negli ultimi tempi, un
argomento su cui abbondano le analisi
ma fanno difetto le sintesi. Una tesi largamente sostenuta è che oggi il poter
vivere in un piccolo centro piuttosto
che in una grande città sia, per la qualità della vita, un bel vantaggio. Tutto
vero: un piccolo centro consente ancora (forse) la creazione di quella rete
di relazioni sociali, di rapporti di buon
vicinato indispensabili per il vivere bene. Molti altri sono i fattori che vanno
elencati fra le note positive del vivere
nei piccoli centri. C’è però un aspetto,
non secondario, che qualche problema lo crea: quello della presenza dei
servizi. Sempre più frequentemente
si legge di proteste di paesi piccoli e
piccolissimi per la dismissione di importanti servizi come, per esempio, le
di Massimo Venturelli
La prima pagina di gennaio
scuole e gli uffici postali. C’è un altro
disservizio che, con la progressiva affermazione della grande distribuzione
(che nel Bresciano ha ormai raggiunto
record europei se non mondiali di concentrazione, ndr.), è andato facendosi
sempre più pesante: quello della chiusura dei piccoli negozi di paese. Sino a
qualche anno fa non c’era, anche nella
Bassa, paese che non presentasse nella sua via o nella sua piazza centrale
piccoli esercizi commerciali in grado
di soddisfare tutti i bisogni. Il fornaio,
il macellaio, il droghiere, la latteria, la
farmacia diventavano il percorso obbligato di una quotidianità che si alimentava anche dei rapporti che nascevano in queste botteghe. C’era un
legame di familiarità, quasi di mutuo
aiuto (chi non ricorda i libretti su cui
il panettiere o il macellaio annotava-
no gli acquisti della massaia che poi
passava a pagare a fine settimana o a
fine mese?) che legava il negoziante al
cliente. Nelle botteghe dei centri storici passava tutta la vita di un paese.
I tempi sono andati progressivamente mutando. È giunta la stagione che
ha forzatamente considerati obsoleti i
piccoli negozi a scapito dell’attrattiva
dei grandi centri commerciali, capaci
di diventare le nuove piazze di riferimento. Con il progressivo invecchiamento della popolazione qualcuno si
è accorto che avere fuori dall’uscio di
casa il fornaio semplificava la vita. E
così anche le istituzioni che avevano
sposato la filosofia dei grandi centri
commerciali hanno fatto marcia indietro, prodigandosi in iniziative per
recuperare quanto ormai perso o per
cercare di dare ossigeno a chi, tenace-
Il centro è ancora una presenza viva all’interno della comunità. Nonostante tutto la Bassa bresciana da
questo punto di vista è abbastanza fortunata. Basta
attraversare in auto alcuni dei suoi centri grandi e
piccoli per vedere come sia ancora considerevole
il numero dei piccoli esercizi commerciali presenti.
Certo, rispetto al passato, è magari cambiata la loro
tipologia. Ma ancora resistono; la piazza di Orzinuovi è un esempio lampante anche se i problemi
non mancano e le difficoltà sono sempre più consistenti. Importanti riconoscimenti a chi tenacemente
difende il suo esercizio commerciale arrivano anche
dalla Regione che da qualche anno ha istituito il
premio per i negozi storici individuandone un buon
numero anche nella Bassa. Nel 2010 sono stati premiati a Milzano “1905 Il Duca Minimo” nel settore
ristorazione e a Orzivecchi la “Salumeria salumi e
formaggi di Battaglia”: il commercio al dettaglio
di carni e di prodotti a base di carne.
mente, ogni giorno ha continuato ad
alzare la saracinesca della propria attività. Nello specifico andiamo a Orzinuovi. L’elegante passerella di negozi
e bar di piazza Vittorio Emanuele e la
posizione strategica a metà tra Brescia
e Cremona sono due degli ingredienti che hanno reso Orzinuovi il distretto commerciale più importante della
Bassa. Eppure la concorrenza della
grande distribuzione getta non poche
ombre sul destino delle attività storiche, accerchiate dai centri commerciali che spuntano ovunque nei paesi
limitrofi. Per sostenere i commercianti
del centro, l’amministrazione comunale è intervenuta con l’assegnazione di fondi per ristrutturare i locali e
organizzando una fitta rete di eventi
in collaborazione con le associazioni
di categoria, i sindacati e la Pro loco.
Brevi
Capriano del Colle
Ghedi
L’Aquilone vola in alto
“Religioni d’Oriente”
L’asilo nido “Aquilone” di Fenili Belasi è decollato. Solo lo scorso anno il Comune di
Capriano del Colle aveva attivato, in forma sperimentale, un servizio di asilo nido e
l’esperienza era stata appoggiata dall’oratorio. All’inizio i bambini che frequentavano
il nido erano soltanto quattro. Ma entro la fine dell’anno, sulla base delle iscrizioni,
i bambini diventeranno 10. “Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati
circa due anni fa – ha riferito l’assessore Agostino Carrieri –. Per incrementare i servizi
di supporto alle famiglie, questa amministrazione comunale, che fra qualche mese conclude il suo mandato, ha voluto finanziarie e creare questo nuovo servizio per andare
incontro alla richiesta delle famiglie”. La sede di Fenili Belasi può ospitare sino ad un
massimo di 16 bambini che possono frequentare sia part time, cioè mezza giornata, che
a tempo pieno. A occuparsi della gestione è la cooperativa “Tempo Libero” di Brescia.
C’è una diffusa ignoranza dei contenuti religiosi, figurarsi se
in questione ci sono realtà lontane da noi caratterizzate da
culture e storie molto differenti. La parrocchia di Ghedi con
la commissione per la pastorale sociale propone “Conoscere per dialogare”: si tratta di un percorso di formazione al
dialogo interculturale e interreligioso. Mercoledì 2 febbraio
don Pierluigi Pizzamiglio, docente di teologia all’Università
cattolica di Brescia, già missionario in Bangladesh, affronta
il tema “Le religioni d’Oriente”. L’appuntamento è in programma alle ore 20.30 presso la Casa del giovane. L’incontro
è aperto a tutti.
Brevi
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
27
Ucid della Bassa bresciana
“Il bicchiere mezzo pieno,
dite qualcosa di cristiano”
Montirone A settembre aumentano le sezioni
L’asilo guarda
con fiducia
al futuro
Q
Qualche mese fa sembrava solo
un sogno; oggi è una bella realtà.
Stiamo parlando della riapertura
dell’asilo infantile di Montirone.
“Per tanti genitori che credono nelle
scuole cattoliche questa riapertura
è un sogno e un sollievo – ha riferito Agostino Spagnoli, presidente
dell’associazione di genitori cattolici Santa Maria Crocifissa. Un sogno perché veder risorgere il nostro asilo è una grande emozione;
un sollievo perché molti di noi portano i loro figli in scuole cattoliche
di altri Comuni”.
La struttura, un tempo gestita dalle suore Ancelle della Carita è stata riaperta dopo 25 anni di chiusura. Attualmente la scuola è aperta
e funzionante, con una sezione di
bambini. Ma dal prossimo anno
scolastico le sezioni saranno due.
Chi fosse interessato ad iscrivere i
propri figli può farlo chiamando il
335-5315729. “Se questa scuola ha
ripreso a funzionare – ha proseguito
il presidente – il merito va al lavoro
dei genitori della succitata associazione con i quali hanno collaborato
di Maria Teresa Marchioni
le suore Ancelle della Carità, la parrocchia e l’amministrazione comunale. Quello che ha portato alla riapertura della nostra scuola materna
è stato un percorso molto difficile,
costellato di varie difficoltà, indifferenza e pure critiche di persone
che contestavano la riapertura di
una scuola cattolica nel nostro paese. Ma siamo riusciti comunque a
raggiungere questo obiettivo. Tra i
componenti dell’Associazione c’è
una convinzione: la scuola non è
nata per contrapporsi o fare concorrenza alle altre scuole, ma per
coesistere e dare una pari opportunità di scelta di istruzione cattolica
alle nostre giovani famiglie e alle
future generazioni”. Un ringraziamento particolare, chiude Agostino Spagnoli, “va alla famiglia Lechi,
che anni fa donò alle suore Ancelle della Carità l’incantevole posto
dove sorge ora la scuola dell’infanzia. La comunità di Montirone sarà
sempre grata alla reverenda Madre
superiore Carmela Zaninoni e a tutto il consiglio della congregazione
delle Ancelle della Carità”.
Il 10 agosto 1894 a Manerbio avvenne la fondazione della Cassa Rurale per iniziativa di don Pietro Piazza e don Eugenio Casaghi, primo presidente di quella
realta che affrontò i problemi dell’epoca. Era il tempo della Rerum Novarum
di Leone XIII che diede impulso alla cooperazione anche nel credito. La sede
fu posta in una stanza dell’oratorio. Passato più di un secolo, l’evento è stato
ricordato nel corso del convegno della sezione Ucid della Bassa Bresciana coordinato dal presidente Giuseppe Pozzi: “Il bicchiere mezzo pieno. Dite qualcosa
di cristiano”. Ancora all’oratorio per dibattere l’attualità con l’intervento di
Marco Vitale, esperto d’impresa, che analizzando la situazione attuale spiega
come “la corruzione è parte integrante della cultura dei partiti ed è discesa,
con maggiori o minori resistenze, nella società “. Vitale ha ricordato De Gasperi, Sturzo, Mazzolari, Dossetti, “cattolici dimenticati nominati con senso di
timore” nell’affermare che è possibile nuovo sviluppo per il recupero dell’occupazione valorizzando la media e piccola impresa e impostando la ricerca
per rendere il nostro mercato competitivo in settori quali la meccanica di precisione, l’agricoltura, l’agroalimentare e l’enogastronomia, comparti di grandissimo interesse. Ma è indispensabile “dire qualcosa di cristiano” recuperare
normalità di fondo nei rapporti tra politica e cattolici. Una risposta è venuta
da Alberto Cavalli, sottosegretario del presidente all’Università e ricerca della
Lombardia, il quale ha riferito di recenti provvedimenti regionali destinati a
imprese della rete dei programmi aerospaziali e della chimica nei quali pubblico e privato sono affiancati nell’investire per la ricerca. Programmi per il
territorio sono stati illustrati dai direttori degli istituti bancari Fabio Codeluppi dell’Agrobresciano, e Luigi Pettinati di Cassapadana, che ha informato del
prossimo viaggio in Cina organizzato dalla fondazione Dominato Leonense per
una trentina di titolari di piccole imprese, premessa al soggiorno nella Bassa
di operatori cinesi interessati a conoscere le esperienze del territorio. Altri interventi: la presidente provinciale dell’Ucid, Pia Cittadini (“Attenzione alle nostre radici e al magistero della Chiesa”) e don Giuseppe Castellanelli (“Insieme
nell’autonomia di gruppi e associazioni nella Chiesa che è sinfonia di idee”).
Bagnolo Mella
Marinoni pronto a ripartire
A febbraio, 82 anni, 42 dei quali passati in Africa, in Burundi, come libero
volontario, falegname ma anche muratore, meccanico, idraulico: Guido
Marinoni, arrivato a Bagnolo a Santa Lucia, sta già pensando alle valigie
da preparare per febbraio. Conterranno una smerigliatrice, due mole, una
macchina per fare le chiavi, altra ferramenta e 4 punte per la combinata
della falegnameria di suor Candida, che ha 400 handicappati da gestire.
Guido Marinoni da sempre va e viene dal Burundi con la lista del materiale
occorrente. A Mugutu, nella nuova missione costruita dalle Suore Operaie
di Botticino, con suor Ignazia Ferrari, 75 anni da Caino in qualità di capomastro, un’opera poderosa costata due anni di lavoro e per la quale anche
“Cuore Amico” si è speso generosamente. Guido è anima della falegnameria, che è parte integrante della struttura, nella quale ha costruito tutto
l’arredo della missione: sedie, panche, tavoli, armadi, banchi della scuola.
Guido però a Mugutu è riferimento fondamentale anche perché qui sta
per prendere il via la scuola per falegnameria: quattro aule, un centinaio
di allievi. Negli oltre 40 anni di Burundi, dopo una lunga permanenza a
Kiremba, Guido Marinoni ha fatto crescere un centinaio di falegnami, una
ventina di muratori e qualche meccanico, senza contare quelli che gli sono
stati uccisi nei vari scontri interetnici. (l.a.)
Guido Marinoni
28
Paesi e parrocchie Valtrompia
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Inzino Riconoscimento nazionale ad Assisi
Sport
in oratorio,
che passione
L’Uso vanta un primato invidiabile: dal 1948 a
oggi ha educato migliaia di ragazzi. Il sodalizio è
stato premiato con il “Discobolo d’oro al merito”
Q
di Edmondo Bertussi
Quando lo sport è una risposta alla
passione educativa. L’Uso (Unione
sportiva oratorio) di Inzino vanta
un primato invidiabile: è stata fondata nel marzo 1948 e ha il numero 9 di iscrizione al Csi. Nel 2002
Ginetto Pedersoli da quarant’anni
impegnato, giocatore, allenatore,
dirigente, presidente per 17 anni,
ora presidente onorario, ha ricevuto ad Assisi il “Discobolo d’oro
al merito” assegnato alla società,
uno dei più alti attestati nazionali
per coloro che nel corso degli anni
abbiano generosamente dedicato
un’ampia parte della loro vita al Csi
e ai suoi ideali sportivo-educativi.
Arriva così anche un riconoscimento ufficiale per una grande storia
che continua, pezzo importante di
quella dell’intera comunità inzinese e non solo: lo stemma a buona
ragione è quello storico riprodotto sul frontespizio dello statuto di
Valtrompia del 1576 e attuale della
Comunità montana.
Una realtà che nel 1948 andava ben
al di là del puro fatto sportivo: allora il calcio, oltre alle corse a piedi
era l’unica attività possibile grazie
appunto agli oratori attenti a unire
La squadra under 10 dell’Uso Inzino
momenti di divertimento e di educazione. Lì la “mens sana” contava più dell’ “in corpore sano”: se
non si era andati alla Messa domenicale succedeva di dover saltare
la partita.
Attaccata alle sue radici, l’Uso Inzino, sicuramente, grazie all’entusiasmo dei dirigenti, dei giocatori
e della tifoseria, con il quale sono
state e vengono superate tante difficoltà, ancora oggi è rimasta un
punto di riferimento e modello di
organizzazione per i gruppi sportivi dei Comuni limitrofi.
La società vede impegnate oltre
150 persone e ora è presieduta
(dal 2007) da Pierfrancesco Palini con vice Gianpietro Ramanzin e
rappresentante ecclesiastico don
Giorgio Houry.
Come augurio di buon anno alla
sua comunità, ha curato una bella pubblicazione a colori col titolo “Le figurine”: dopo un sintetico
elenco di dirigenza e staff impegnati (dagli allenatori ai magazzinieri), ne riassume brevemente la
storia, e ne dà l’immagine simpatica con la “figurina” degli atleti di
tutte le sue squadre della stagio-
ne 2010/2011: le cinque di calcio
(open, juniores, under 14, under
10, scuola calcio), pallavolo femminile (fondata nel 1998 e già vincitrice di due coppe “Disciplina”) e
ultima novità la Kick Boxing (misto
di “contatti” da pugilato e karate
con casco e guantoni).
Insieme foto storiche di squadre
mitiche di calcio degli anni 60/70:
periodo d’oro con sei campionati vinti come “Dilettanti” (cinque
consecutivi) e quattro di “Allievi”.
Le sue ultime vittorie risalgono al
1991 con la squadra “Allievi”, nel
1996/1997 con i “Giovanissimi” e
nel 2007, con la categoria “Open”.
È stato realizzato da Roberto Favalli, responsabile dell’aggiornatissimo sito internet www.usoinzino.it e c’è il progetto di una storia
completa: è in corso la ricerca dei
documenti .
Ricordare i nomi di una storia che
ha come motto “amicizia, rispetto
e condivisione” è riduttivo, ma uno
è doveroso: don Nicola Bragadina
che (accanto al Coro Inzino, al Teatro e ad altre iniziative) negli anni Sessanta realizzò l’invidiato impianto di illuminazione del campo.
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LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
29
Ponte Zanano Dal giugno 2009
Palco Libero:
esordienti
a teatro
Alcuni giovani, provenienti da varie esperienze
culturali e teatrali, hanno ideato una realtà
che vuole coinvolgere anche gli spettatori
U
Una scatola magica d’improvvisazioni e di intrattenimento artistico, rifugio e scena per esordienti traballanti,
intrepidi talenti locali. Tutto questo è
Palco Libero. Ma cos’è Palco Libero?
Innanzitutto, è il nome scelto nel giugno 2009 da 12 giovani valtriumplini
per la loro compagnia teatrale che si
riunisce a Ponte Zanano nella sede
dell’associazione Treatro. Una preferenza nominativa che rispecchia soprattutto l’idea fondamentale della
loro filosofia. La spinta iniziale alla
realizzazione del progetto è scaturita
dalla nascita di una compagnia teatra-
di Daniela Fedrigo
le di giovani valtrumplini, provenienti
da varie esperienze teatrali e culturali
in genere: la compagnia è composta da
laureati in materie umanistiche: lettere, archeologia, filosofia, beni culturali, dams), per la messa in scena di un
testo originale rappresentato al Cinema Teatro di Inzino il 13 giugno 2009.
Molti di quei componenti hanno poi
iniziato una più stretta collaborazione
con l’associazione culturale Treatro
che li aveva seguiti nella realizzazione
della pièce. Un principio di base che
per tutta questa stagione sarà molto
più sentito rispetto all’anno scorso: “Il
nostro palco non ha un limite – spiega
uno dei ragazzi – l’intento è di riuscire
a coinvolgere anche gli spettatori, invitandoli a intervenire nello spettacolo qualora volessero offrire la propria
partecipazione. Quest’anno puntiamo
parecchio sull’improvvisazione e sulla
collaborazione di tutti affinché ciascuno si senta fisicamente parte di ciò che
lo circonda”. Il palco non è quindi uno
sterile schermo, anzi si può arricchire
grazie agli astanti che sono chiamati
a formare un pubblico interattivo. Ad
esempio, una tra le recenti serate allestite da Palco Libero aveva come tema
le Città Invisibili: i personaggi cercavano di rievocare tramite i gesti una città a loro piacimento, posizionandosi
letteralmente qua e là tra il pubblico
così da invitare la persona accanto a
fare altrettanto per costruire uno spettacolo sempre più ricco. Ritroviamo
Lumezzane
La differenziata raggiunge l’umido
Già da quest’inizio 2011 è stata programmata l’iniziativa ecologica che in primavera porterà all’attivazione del servizio di raccolta differenziata della Forsu
(Frazione organica dei rifiuti solidi urbani). “Lumezzane – dice l’assessore all’Ambiente Andrea Capuzzi
– aderirà in questo modo alla proposta della Provincia
per la raccolta dell’organico, che la società Aprica ha
messo a punto già da tempo. Tutto il rifiuto organico verrà conferito a un impianto di compostaggio a
Bagnolo Mella, consentendo così la riduzione dei rifiuti indifferenziati che la gente porta nei cassonetti
grigi. In sostanza a tutte le famiglie lumezzanesi verrà distribuito gratuitamente il kit per la separazione
in casa dei rifiuti organici (in genere scarti da cucina),
composto da un cestello e da una ventina di sacchetti
biodegradabili appositamente studiati per la raccolta di questo genere di rifiuti e in numero sufficiente
a coprire il fabbisogno dei primi mesi. A consegnare
il kit e spiegare il funzionamento dell’iniziativa il kit
saranno persone conosciute che fanno parte delle associazioni presenti sul territorio – continua Andrea
Capuzzi –; una raccolta che, oltre alle circa 9.300 famiglie lumezzanesi, interesserà anche un centinaio di
utenze commerciali produttrici di scarti organici: ortofrutta, mense, supermercati, la clinica Maugeri e la
residenza Le Rondini”. Un’iniziativa che intende favorire lo sviluppo di una coscienza ecologica e che sarà
favorita anche dal posizionamento di 80 nuovi cassonetti di color marrone (ciascuno con un volume di 2,4
metri cubi), dove le persone dovranno portare il sacchetto pieno. Nel complesso, l’attivazione del servizio
ha comportato un impegno di 170mila euro dei quali
35mila euro erogati dal Comune (derivanti in parte da
accantonamenti sulle tariffe rifiuti degli anni precedent), 15mila euro a carico del gestore del servizio di
igiene urbana Aprica e i restanti 120mila euro come
contributo dell’assessorato provinciale all’Ambiente.
“Riteniamo che oltre ai benefici ambientali – chiude
l’assessore Capuzzi –, vi sarà anche un beneficio economico per la popolazione, in considerazione del fatto che la parte di rifiuti organici si attesta attorno al
30% degli attuali rifiuti indifferenziati. Tutto ciò consentirà la diminuzione di questi ultimi, con la conseguente diminuzione anche del numero dei cassonetti
grigi. Un’iniziativa che consideriamo di fondamentale
importanza per Lumezzane e che da qui alla prossima
primavera cercheremo di far conoscere, allestendo gazebo informativi durante i mercati settimanali, distribuendo dépliant esplicativi e organizzando incontri
presso gli istituti scolastici”. (a.a.)
tale filosofia anche in Rotopalco, la
rivista pubblicata ad opera di Palco
Libero, dove ognuno ha la possibilità
di scrivere, di inviare disegni o poesie
e di contribuire alla buona riuscita del
numero. La stagione di Palco Libero
continua quindi sulla scia del coinvolgimento e della collaborazione: in programma a breve anche uno spettacolo
su Pasolini, nel quale i ragazzi contano
di impegnarsi per regalarci una serata
leggermente diversa, più seria e meno
improvvisata: “Intendiamo non solo
citarlo, ma anche creare un contatto
diretto col suo pensiero, mettendone
in scena la funzione tramite un corpo:
per l’appunto, il contatto diretto con
il pubblico”.
Per saperne di più su Palco Libero è
possibile contattare il gruppo su Facebook o visitare il sito www.palcolibero.it.
30
Paesi e parrocchie Valle Camonica
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Capo di Ponte Comunità montana
Il turismo
a una svolta
Gli Stati generali hanno evidenziato che più che
un servizio è necessario proporre un’esperienza
C
Capo di Ponte ha ospitato due giorni di “Stati generali del turismo”, per
parlare, approfondire, coordinare e
trovare soluzioni al tema forte del
turismo. L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Comunità montana di Valle Camonica che, tramite
l’assessore Antonella Rivadossi, ha
saputo schierare una folta rappresentativa nazionale e internazionale
di veri esperti che si sono alternati
a ragionare, documentare e proporre iniziative per il futuro turistico
di una delle più belle valli alpine.
“Diverse esperienze per un comune accordo”, recitava la proposta
intorno alla quale hanno ragionato
in molti. Tra questi, il prof. Giancarlo Dall’ Ara, docente di marketing
del turismo a Perugia, che nel suo
intervento sul “Marketing dei ser-
di Franco Garattini
Il monastero benedettino a Capo di Ponte
vizi” sempre più in crisi perché, ha
affermato “...Più del servizio è importante proporre un‘esperienza.
È sempre più chiaro che il turista
deve poter percepire l’anima di un
paesaggio attraverso il racconto di
operatori che sanno risvegliare lo
sguardo curioso del viandante...”. Di
“Risorse del paesaggio” ha poi parlato Marcella Schmidt, docente di
geografia presso la facoltà di Scienze della Formazione di Milano, che
ha descritto il percorso dell’uomo
rispetto alla montagna come luogo
di forte valenza simbolico-spirituale.
Isabelle Baugè, docente alla Technische Universität di Berlino e l’architetto Roberto Maggioni, titolare
del Maggioni Tourist Marketing di
Berlino hanno portato l’esperienza
tedesca e francese, evidenziando la
necessità di un’offerta riconoscibile, continuativa e rispondente alle
promesse. Infine il ricercatore multimediale, Boris Savoldelli, ha trattato la presenza turistica sul “Web”,
da cui emerge sostanzialmente il
senso di smarrimento da parte del
navigatore virtuale alla ricerca di
proposte serie e rispondenti. Servono, quindi, strumenti di controllo
e di superiore armonizzazione del
prodotto comunicato, che non può
esimersi dall’esprimersi anche in
molte lingue del mondo. L’incontro
di Capo di Ponte è stato aperto da
un work-shop nel quale operatori di
vari settori turistici della Valle hanno incontrato gli esperti. Il risultato
di partecipazione non è mancato e
nemmeno l’ottimo livello complessivo: ora tocca ai soggetti pubblici,
Regione Lombardia, Provincia di
Brescia, Comunità montana e Bim
di Vallecamonica, oltre agli Amministratori locali, fare quadrato con gli
imprenditori privati con lo scopo di
fare sistema per promuovere il territorio camuno. Lo hanno ben sottolineato il console del Touring Club
per Brescia Giuliano Terzi e l’assessore al Commercio e Turismo della
Regione Lombardia Stefano Maullu che ha sottolineato l’esigenza di
rafforzare l’azione di promozione
turistica regionale che si basa sulla
sussidiarietà e sulla valorizzazione
dei marchi tipici locali. Il futuro, si
è detto ancora, dovrà saper sfruttare
tutto il meglio, partendo dalle nuove
tecnologie con prenotazioni on line
e informazioni sui telefoni cellulari
e sui palmari.
Brevi
Comunità montana
Breno
Le incisioni bloccano Terna
“La Bèla de Bré”
È incominciato, anche se procede un po’ a rilento, l’interramento delle linee aeree Terna ad alta tensione in Valcamonica. Ne ha dato notizia in Comunità montana Fabio Angelo Fanetti, assessore alle Grandi infrastrutture, innovazione tecnologica, industria,
artigianato. Da sistemare sottoterra quasi 50 chilometri entro la scadenza del 2012.
Giovan Battista Sangalli è il funzionario responsabile che continua a monitorare l’operazione e a pungolare le imprese incaricate del lavoro. Ma, per esempio, la Soprintendenza archeologica di Milano, tra Forno d’Allione e Cedegolo ha individuato un’area
estesa di rocce con possibili incisioni preistoriche: bisognerà pensare a una variante di
tracciato previsto. Una volta rimossi i tralicci bisognerà vigilare che venga tolto anche
il basamento in cemento. E per le molte linee della bassa Valle? Si tratterà. Per adesso
tocca solo alla parte alta.
Comune di Breno, Comitato pro casa albergo anziani, in collaborazione con Pro loco e Centro culturale teatro camuno, Comunità
montana, Bim, Fondazione “Ente Celeri” organizzano per il 27, 28
e 29 di gennaio la prima edizione de “La Bèla de Bré”, un concorso
dedicato alle giovani donne dai 15 ai 25 anni. La manifestazione
intende rievocare l’antica consuetudine del “Giüedè de le Bèle”
(Giovedì delle belle): quindi bancarelle, degustazioni, elezione della
più bella, mostra fotografica di Battista Sedani, conversazione storico-folkloristica di Franca Avancini Pezzotti e una finale cena benefica. La festa fa rivivere un’antica e gentile tradizione, cui fa cenno anche padre Gregorio Brunelli nel suo “Curiosi Trattenimenti”.
Brevi
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
31
L’opera costerà 386 milioni di euro
Il traforo del Mortirolo:
dopo le parole, l’ora dei fatti
Ponte di Legno Pubblicazione
Don Antonioli:
le stagioni
della fede
È
È uscito il volume “Don Giovanni
Antonioli: le stagioni del cuore e
della fede” (“Piccolifuochi”, Esine)
di Elisabetta Massoli. La prefazione è stata affidata a mons. Gabriele
Filippini che ricorda la lunga collaborazione di don Giovanni con “La
Voce del Popolo” (1972-1992), definendolo “una delle figure più belle e luminose del clero bresciano
del Novecento” e ancora: “Un prete completo e affascinante”. Nella
brevissima introduzione l’autrice
dice d’aver utilizzato, per attendere
alla sua ricerca, la fonte della collezione dei bollettini parrocchiali
di Ponte di Legno. Don Antonioli
(Monno, 1917 - Esine, 1992) fu infatti parroco della cittadina dell’alta Valcamonica dal 1947 al 1979.
Un’infanzia povera, ma particolarmente arricchita da una dolcissima figura materna, dal singolare
contributo di una nonna dagli insegnamenti sapienziali, dall’esempio onesto e laborioso del padre.
Dopo le elementari entra nel Seminario diocesano: viene ordinato
sacerdote, dal vescovo mons. Gia-
pagina a cura di Ermete Giorgi
cinto Tredici, nel giugno 1941, in
piena Seconda guerra mondiale.
Viene destinato curato a Ponte di
Legno e qui conosce Giovan Battista Montini. È attivo nelle “Fiamme
Verdi”, movimento bresciano della Resistenza. Nel 1946 è parroco
a Pezzo; nel 1947 viene nominato
parroco di Ponte di Legno, incarico che rivestirà sino al 1979. Nel
1952 conosce e diventa amico di
padre Stanislao Breton, dottore alla Sorbona e docente di Metafisica
all’Istituto cattolico di Parigi. Durante la sua vita il Nostro ha scritto molto; qualche titolo: “Uomo tra
gli uomini” (1966), “Mestiere, ministero, mistero” (1979), “L’ospite più
strano” (1983), “Il mio prossimo, il
mio paradiso” (1986). Col passare
del tempo riesce a incarnare in sé
le beatitudini: povertà, mitezza,
misericordia, umiltà. Ma è ormai
il momento della visita degli ospiti più strani: la malattia e il dolore.
Nel 1970 gli viene diagnosticato il
morbo di Parkinson. Viene trasferito, come rettore, nella stupenda
chiesa di Santa Maria in Esine.
Ma allora questo benedetto traforo del Mortirolo (di cui peraltro si parla da
una vita) si fa, o non si fa? L’assessore provinciale bresciano (e camuno) Corrado Ghirardelli e il suo omologo valtellinese Pierpaolo Corradini, giovani e pieni
di entusiasmo, giurano di sì; l’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Raffaele Cattaneo, invece, sembra frenare: è necessaria una seria analisi
dei costi-ricavi, occorre puntare sulla cattura di forme nuove di finanziamento, non ha più senso aspettarsi sovvenzioni statali, erogazioni regionali, sussidi europei. Una cosa – dopo tanti confronti, controversie, dibattiti – sembra
certa: se si farà, il tunnel sarà senz’altro ferroviario. L’idea della galleria autostradale pare tramontata. L’opera costerà all’incirca 386 milioni di euro. Questa la radiografia della situazione emersa dall’incontro di Boario Terme, nel
corso del quale è stato presentato lo studio di fattibilità per il collegamento
Valcamonica-Valtellina tramite una galleria di circa 14 chilometri da scavarsi ai piedi del Mortirolo. Con la firma di un apposito protocollo d’intesa, nel
2010 le amministrazioni provinciali di Brescia e di Sondrio si sono impegnate
a definire uno scenario infrastrutturale sostenibile per realizzare il manufatto, sulla scorta dei risultati degli studi effettuati negli ultimi decenni per conto di vari committenti (Regione, Provincia, Comunità montana, ecc.). È stata
formulata una proposta di fattibilità tecnica, secondo la specifica prospettiva
di minimo impatto ambientale e territoriale, ridotta occupazione del suolo, limitate interferenze con le aree e le attività antropiche di fondovalle. Qualche
dato tecnico: tunnel principale e galleria parallela di servizio e sicurezza, scavati con fresa circolare; doppio scartamento coassiale, per permettere il transito
fino a Edolo dei convogli della ferrovia Retica (il trenino rosso del Bernina, da
poco patrocinato dall’Unesco come patrimonio culturale dell’umanità); tempi
di percorrenza di 12/14 minuti; possibilità di treni-navetta con servizio auto;
tempi di trasporto auto di circa 25 minuti, sul modello del tunnel del Vareina;
eventuali sviluppi ulteriori tramite una connessione attraverso il Tonale all’esistente ferrovia Trento-Malé-Marilleva 900; prosecuzione della ferrovia oltre
Tirano, verso Bormio; necessità di almeno 2.300 passeggeri medi giornalieri.
Pubblicazione
“Itinera” è in rete
È un’autorevole rivista nota in Valcamonica e fuori. Si occupa di illustrare le bellezze della vallata soprattutto coll’intento di proporsi come strumento didattico per una eventuale visita al territorio camuno.
Il fondatore-direttore Luigi Domenighini, con i suoi collaboratori, è
profondamente convinto che “…il turismo culturale e in particolare il
turismo scolastico costituiscano un campo in cui valga la pena di impegnare le energie e le sinergie degli enti, degli organismi e dei singoli
che abbiano la concreta volontà di far conoscere l’immenso patrimonio
che la Valle racchiude”.
Nata nel 1998, la pubblicazione è felicemente entrata nel suo 13° anno
di vita; sono stati pubblicati 10 fascicoli e per terminare il progetto manca soltanto ancora il numero 11. I primi numeri sono esauriti: si è però
pensato di ovviare mettendo tutti i fascicoli in rete; gli itinerari quindi
sono scaricabili dal sito internet www.voli.bs.it/itinera. Dopo le monografie rivolte a musei, incisioni rupestri, centri di educazione ambientale e agriturismo, castelli, torri e fortificazioni, Valcamonica preistorica
e romana, architettura e pittura, Romanino, Callisto Piazza, Paolo da
Caylina, sculture lignee, parchi naturalistici, la penultima pubblicazione
è stata dedicata alle “Settimane bianche”.
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Paesi e parrocchie Sebino Franciacorta
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Lettera aperta Eucaristia domenicale
Cari genitori,
la messa
è una priorità
I sacerdoti di Bornato, Calino, Cazzago
e Pedrocca hanno preso carta e penna e
hanno scritto alle loro comunità cristiane
La parrocchiale di Bornato
I
di Luciano Febbrari
I ragazzi partecipano all’iniziazione
cristiana, ma non alla Santa Messa
domenicale. Siamo in Franciacorta, ma il discorso potrebbe essere
esteso a gran parte del territorio. Di
recente i sacerdoti di Bornato, Calino, Cazzago e Pedrocca hanno letto
uno scritto durante le Sante Messe per chiamare alla responsabilità i genitori. Sì, si può definire una
chiamata alla responsabilità, non
una semplice presa di posizione. Le
parole dei sacerdoti vogliono essere uno “stimolo a ripensare alla nostra vita di fede, dentro quella grande e affascinante responsabilità di
essere educatori anche nella fede”.
La questione è seria e interroga la
famiglia in quanto tale; il termine
utilizzato è “preoccupazione”.
“Pur considerando che per alcuni
il luogo della partecipazione alla
Messa non sia la propria parrocchia, perché si trovano dai nonni,
alcuni vanno ai Santuari o partecipano a manifestazioni religiose...
riteniamo che per tanti la domenica
non sia proprio il giorno del Signore prescritto nel comandamento:
‘Ricordati di santificare le feste’”.
Spesso sulla scelta di non parte-
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cipare alla Santa Messa incide “la
pigrizia o l’anteporre al Signore
altre occupazioni”. La questione è
proprio tutta in questa considerazione, cioè se queste occupazioni
“tolgono la precedenza al Signore,
allore forse Gesù non è proprio il
‘cuore’ della vita cristiana”. Certo
la responsabilità ultima non è da
ascrivere ai bambini, anche perché le parole di educatori e catechisti rischiano di cadere nel vuoto
se il padre e la madre non vanno a
Messa. Difficile, quindi, raccomandare la partecipazione, quando il
contesto in cui vivono più tempo
(la famiglia) non favorisce questo
impegno. “Ecco perché abbiamo
pensato − scrivono don Andrea,
don Paolo, don Luigi e don Elio −
a questa lettera: per invitarvi a riconsiderare, se necessario, le scelte fatte in famiglia. La Messa, come
testimonianza di fede e di amore a
Gesù, non dovrebbe mai mancare.
Al primo posto l’incontro con Gesù
nel sacramento dell’eucaristia, poi
tutto quello che, pur essendo buono e bello e valido, trae valore solo
dal fatto che è dono di Dio per noi”.
Essere educatori nella fede non è
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¼
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e non può essere un gioco. A maggior ragione in comunità che si dicono con convinzione cristiane,
speriamo non solo per tradizione.
La sfida oggi è proprio quella lanciata dal nuovo cammino di iniziazione cristiana, che è nato proprio
per rinnovare sì lo stile dell’annuncio della catechesi, ma soprattutto
per coinvolgere i genitori in prima
persona, per renderli coprotagonisti del percorso di crescita dei loro
figli nella fede. La chiusura della
missiva è un richiamo alla speranza “di condividere sempre di più la
grande e bella gioia di essere educatori nella fede”.
Come abbiamo scritto in apertura
molto probabilmente la riflessione
portata avanti a Bornato, Calino,
Cazzago e Pedrocca trova casi similari in tutta la diocesi e interroga
tutte le comunità parrocchiali. Sono diverse le realtà che hanno messo all’attenzione dei loro consigli
pastorali la centralità dell’eucaristia domenicale, partendo proprio
dalle ultime due lettere pastorali
del vescovo Monari “Un solo pane, un unico corpo” e “Tutti siano
una sola cosa”.
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Brevi
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
33
Erbusco
Il debutto della Scuola italiana
di potatura della vite
Gussago Otto appuntamenti
Averoldi,
patrimonio
da riscoprire
O
Otto incontri per riscoprire la figura di “Giulio Antonio Averoldi”.
Otto incontri che si svilupperanno
in un percorso culturale di mostre
visite e escursioni lungo un intero
anno. Il sipario sul ricco calendario di eventi si aprirà il prossimo 28
febbraio, quando la conferenza “Le
scelte passioni: Gussago riscopre
la figura di Giulio Antonio Averoldi”, darà il via alla serie di eventi
coordinati da Vittorio Nichilo nati
dalla collaborazione tre l’Amministrazione comunale gussaghese, la
Fondazione Civiltà Bresciana e le
delegazioni di Brescia e della Franciacorta del Fai.
“Il valore aggiunto di questa serie
di appuntamenti – ha sottolineato
il sindaco di Gussago Lucia Lazzari –, oltre a quello di valorizzare il
patrimonio gussaghese, è quello di
vedere una profonda sinergia tra le
associazioni e i diversi assessorati
coinvolti”.
“Averoldi è una figura che merita
di essere riscoperta – ha spiegato
il curatore Vittorio Nichilo –, una
figura che ha vissuto per lungo
La Scuola italiana di potatura della vite, itinerante e unica nel suo genere non
solo in Italia ma a livello internazionale, apre la sua unica sede lombarda in
Franciacorta, nella tenuta Bellavista di Erbusco, in partnership con Terra Moretti. I corsi si svolgeranno dal 3 al 5 febbraio: la mattina si terrà la parte teorica e nel pomeriggio quella pratica in vigna per gli interventi sul legno in
fase di potatura. Seguiranno altre lezioni in tarda primavera, per la gestione
del verde. Creata dai due tecnici friulani Marco Simonit e Pier Paolo Sirch,
i Preparatori d’uva, dopo oltre 20 anni di lavoro sperimentale nei vigneti di
tutt’Italia, la Scuola italiana di potatura della vite è un centro di formazione
permanente, aperto a viticoltori e non. Una scuola itinerante, con sedi nelle
principali regioni del vino italiane, istituita in collaborazione con prestigiose
università e istituti di ricerca interessati al Metodo Simonit&Sirch di potatura
dolce della vite: Terra Moretti è l’unico partner privato ad affiancarsi in questo percorso di ricerca e ad istituire presso un’azienda del gruppo (Bellavista
appunto, che da anni applica nelle sue vigne il Metodo Simonit&Sirch), una
sede permanente della Scuola. L’obiettivo della Scuola è quello di recuperare
l’antico mestiere del potatore che, come un chirurgo, decide il destino della
vite con interventi il più possibile rispettosi della salute della pianta, i quali permettono addirittura di raddoppiarne l’età. Spesso infatti le viti si ammalano
per una dissennata impostazione delle potature che fanno diffondere, in misura esponenziale, le infezioni del legno. Per informazioni e iscrizioni : www.
simonitesirch.it e mail: [email protected], tel. 0432.752417.
Palazzolo
Incontri sul territorio per il Pgt
Essendo in fase avanzata il procedimento per la redazione del nuovo Piano
di governo del territorio, l’assessorato all’Urbanistica organizza degli incontri
(sempre alle ore 21) rivolti alla cittadinanza per presentare il lavoro svolto e la
bozza di Piano ormai predisposta. Ecco il calendario: il 2 febbraio presso la Sala
civica del Comune (ingresso da via Torre del Popolo n. 2) sono attesi i quartieri di Piazza e Riva; il 9 febbraio il quartiere San Giuseppe presso l’oratorio di
San Giuseppe; il 16 febbraio San Pancrazio presso il Centro diurno integrato;
il 23 febbraio San Rocco presso l’oratorio di San Rocco; il 2 marzo Sacro Cuore
all’oratorio; il 9 marzo Mura nel Polo Culturale (Lungo Oglio C. Battisti, n. 17).
di Davide Lorenzini
Rovato
Monoteismi e violenza
tempo a Gussago e da qui restava in contatto con tutta Europa,
attraverso le proprie passioni di
botanica, numismatica, pittura e
letteratura”.
Il primo appuntamento come già ricordato è la conferenza del 28 febbraio in programma alle 20.30 nella
chiesa di San Lorenzo a cui parteciperanno oltre a Nichilo, Massimo
Tedeschi e Mariella Annibale. Nel
weekend del 26 e 27 marzo sarà
invece possibile visitare Palazzo
Averoldi, mentre il 10 aprile sarà la
volta di alcune chiese locali tra cui
l’Antica Pieve. Nel mese di maggio
invece il 7 è in programma un concerto di musica barocca e il 21 la
conferenza con don Giuseppe Fusari su Andrea Celesti pittore caro
all’Averoldi.
Sarà infine il mese di settembre a
concludere la rassegna con una
visita alle colline delle “terre del
conte Giulio” del 17 e 18 settembre,
l’incontro con la scrittrice di giardinaggio Nadia Nicoletti di sabato
24 e la mostra “Inchiostro rose e
tulipani” di domenica 25.
All’interno di “Cristiani nella città”, il percorso culturale e formativo promosso da Azione cattolica, Acli, Caritas, Laici Giuseppini Marelliani e il
convento dell’Annunciata, mons. Giacomo Canobbio riflette su “Monoteismi e violenza”. Sul tavolo del dibattito ci sono alcune domande: le
religioni monoteiste (cristianesimo, ebraismo, islam) rifacendosi alla Verità, posseggono in sé le radici di totalitarismo e violenza? Quali sono le
condizioni per un dialogo? Qual è il significato di “Libertà religiosa”? Può
essere “Via per la pace?”. L’incontro, patrocinato dal Comune da “Progetti di Pace” e con l’adesione del “Tavolo per la pace Franciacorta-Montorfano”, è in programma giovedì 3 febbraio alle 20.30 in Municipio nel
Salone del pianoforte. L’iniziativa si inserisce nel mese della pace e della
Giornata della ,emoria. Nei mesi di marzo e di aprile il percorso “Cristiani
nella città” ospita una serie di appuntamenti, partendo dal tema “Nuove narrazioni per costruire umanità”. Intervengono Pierpaolo Triani (17
marzo), Luciano Corradini (24 marzo), Renato Zaltieri (31 marzo) e Giacomo Paris (7 aprile): nuove narrazioni, la Costituzione, la disoccupazione e la crisi del lavoro, l’evasione fiscale e racconti di vita. Le serate, con
inizio alle 20.30, si svolgono presso l’oratorio di Rovato in via S. Orsola.
Mons. Giacomo Canobbio
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Paesi e parrocchie Garda Valsabbia
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Comunità del Garda Ottenuto il finanziamento
L’obiettivo
è la mobilità
a impatto zero
La Fondazione Cariplo aveva indetto
il bando “Promuovere forme di mobilità
sostenibile alternative all’auto privata”
L
L’attenzione verso l’inquinamento atmosferico e acustico e i relativi effetti
sulla salute umana è in forte crescita.
Altrettanto rilevante è il fenomeno
degli incidenti stradali in città, le cui
vittime sono per lo più gli utenti della
strada più vulnerabili, ovvero pedoni
e ciclisti. È necessario quindi ripensare la mobilità urbana. Promuovere la
mobilità sostenibile significa attuare
misure e interventi finalizzati alla riduzione del traffico privato in favore di
quello collettivo e soprattutto offrire
di Vittorio Bertoni
un ventaglio di soluzioni innovative,
quali il car-pooling, il car-sharing, il trasporto intermodale e il bike sharing,
alle esigenze individuali di mobilità,
in grado di modificare abitudini consolidate riducendo significativamente
la propensione all’uso dell’autovettura
privata. Per contribuire a dare risposte efficaci a queste problematiche la
Fondazione Cariplo ha indetto il bando “Promuovere forme di mobilità sostenibile alternative all’auto privata”,
nell’ambito del quale la Comunità del
Garda, in qualità di soggetto capofila, ha ottenuto un finanziamento di
127mila euro per la realizzazione del
progetto “Mobilità alternativa e sostenibile”. L’importante iniziativa coinvolge il territorio delle colline moreniche
mantovane con i Comuni di Cavriana, Medole, Monzambano, Ponti sul
Mincio, Solferino e Volta Mantovana
e guarda al futuro dell’intera regione
gardesana. Tra i principali obiettivi del
progetto: la definizione di un piano
della mobilità sostenibile a misura del
territorio interessato, la realizzazione
di alcuni interventi operativi, quali sistemi di bike-sharing, velo-stazioni e
ciclo-officine, il coinvolgimento attivo di diversi portatori di interesse e
l’adozione di una efficace azione di
promozione e di comunicazione con
l’utilizzo di adeguati strumenti informativi, quali siti internet, cartine e segnaletica. “Il progetto cerca di intervenire – spiega Aventino Frau, presidente dell’ente gardesano – su un’area che
sempre maggiormente sta definendo
una comune visione strategica, attenta
a promuovere le sinergie e che vuole
affrontare in maniera organica anche
il tema ambientale. L’attrattività che
quest’area vuole rappresentare nei
confronti del sistema di offerta turistica e culturale dell’intero bacino gardesano si vuole sposare con la filosofia
di un basso impatto e costo ambientale. In questa logica la rete di percorsi ciclabili e pedonali potrà facilitare i
trasferimenti ma anche valorizzare il
territorio e promuovere una cultura
attenta alle relazioni umane”.
Brevi
Desenzano
Strada dei vini
Lo sportello antiusura
Il rilancio per il 2011
Conoscere per non rischiare. Questo lo scopo dell’incontro promosso per sabato 5 febbraio alle
10 nella Sala Brunelli del Comune di Desenzano dall’assessorato ai Servizi sociali e dalla Fondazione Beato G. Tovini di Verona, sul tema del microcredito antiusura. Il Comune gardesano ha
rinnovato la convenzione sottoscritta con la Fondazione per attivare uno sportello che offre
gratuitamente ascolto e consulenza per evitare di entrare nel tunnel dell’usura. L’erogazione
del prestito, che viene concesso dopo un percorso di accompagnamento e attivazione delle capacità di auto-aiuto, prevede tassi di interesse e spese di istruttoria inferiori a quelle di mercato.
Se l’istruttoria ha esito favorevole lo sportello svolge anche un ruolo di accompagnamento alla
restituzione. Nell’ultimo anno sono stati erogati tramite le banche convenzionate 21 prestiti
per complessivi 99.500 euro. Lo sportello antiusura per il Basso Garda riceve su appuntamento (tel. 0459276213) presso l’Abbazia di Maguzzano il lunedì e il martedì dalle 9.30 alle 12.30.
La Strada dei vini e dei sapori del Garda chiude il 2010 con un bilancio positivo e rilancia per il 2011 con un programma ricco di iniziative. Sono entrati nell’associazione 12 nuove realtà, portando
a un centinaio il totale degli iscritti, tra aziende, fondazioni e Comuni e sono stati approvati dalla Regione Lombardia importanti
progetti di promozione turistica con un finanziamento pari al 90%.
“La nostra Strada – spiega la presidente, Nicoletta Manestrini – è
la prima in graduatoria su 18 domande presentate in Regione.
L’importante riconoscimento, anche sotto l’aspetto economico,
ci permetterà di valorizzare sempre meglio le attività e i prodotti
del nostro territorio”. Informazioni sul sito www.stradadeivini.it.
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Cultura
e comunicazione
[email protected]
La conferenza stampa di presentazione del messaggio del Papa
N
di Michele Sorice
Nel momento in cui l’economia si interroga sul valore monetario dei social media e alcuni governi pensano
a pericolose quanto inapplicabili censure alla rete internet, la Chiesa individua nelle nuove tecnologie della comunicazione un modo nuovo di stabilire relazioni, in cui convivono rischi
e opportunità. “Le nuove tecnologie
non stanno cambiando solo il modo
di comunicare, ma la comunicazione
in se stessa”. Lo scrive papa Benedetto XVI nel suo messaggio in occasione della 45ª Giornata mondiale delle
comunicazioni sociali.
Le nuove forme della comunicazione – il web 2.0, in particolare – conducono verso “un nuovo modo di
apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e
di costruire comunione”. La rete, e i
social network in particolare, rappresentano strumenti che, se usati con
saggezza, possono contribuire alla
crescita umana e favorire la logica
del dialogo.
Ma esistono anche rischi, connaturati alla comunicazione digitale: la sua
parzialità e, con essa – osserva il Papa
– “il rischio di cadere in una sorta di
costruzione dell’immagine di sé, che
può indulgere all’autocompiacimento”. Quante volte l’amicizia in rete è
solo narcisistica esposizione senza
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Comunicazioni sociali Il messaggio
Perché stare
nella rete?
Se lo chiede
Benedetto XVI
Il 24 gennaio si festeggia San Francesco di
Sales, il patrono dei giornalisti. E alle ore
12 di questo giorno il Santo Padre rilascia
annualmente il suo messaggio per la Giornata
mondiale delle comunicazioni sociali.
Pubblichiamo l’opinione di Michele Sorice,
docente di sociologia della comunicazione
e di comunicazione politica nella Luiss, la
Libera università internazionale degli studi
sociali Guido Carli di Roma
vera volontà di entrare in relazione
con l’altro?
Eppure – ci ricorda ancora papa Benedetto – le nuove tecnologie sono
una grande opportunità perché “permettono alle persone di incontrarsi
oltre i confini dello spazio e delle stesse culture, inaugurando così un intero
nuovo mondo di potenziali amicizie”.
A patto ovviamente che sappiamo tenere alta l’attenzione e comprendere
che “quando le persone si scambiano
informazioni, stanno già condividendo se stesse, la loro visione del mondo, le loro speranze, i loro ideali”.
Benedetto XVI non si limita a descrivere l’esistente ma prende posizione:
da qui l’invito ai cristiani a stare nella
rete, “non semplicemente per soddisfare il desiderio di essere presenti,
ma perché questa rete è parte integrante della vita umana”. L’esperienza
del web 2.0, ha modificato il linguaggio, le dinamiche della soggettività, i
meccanismi dei rapporti sociali e le
forme della cittadinanza. Alla logica
dell’accesso – alla base del valore del
servizio pubblico nei primi anni del
broadcasting – si affianca quella della partecipazione. La produzione dei
contenuti e il loro consumo non sono
più momenti separati: nuove forme di
creatività e di partecipazione, persino
nuovi modi di fare informazione “dal
basso” sono presenti e costituiscono
un cambiamento positivo. “II web sta
contribuendo allo sviluppo di nuove
e più complesse forme di coscienza
intellettuale e spirituale, di consapevolezza condivisa”.
Al tempo stesso, tuttavia, bisogna rifuggire da un ottimismo acritico che
non consideri i rischi che pure ci sono: a partire dalle forme di controllo
monopolistico sulla rete e sui suoi
contenuti. Il Papa è molto chiaro: “Il
web non diventi uno strumento che
riduce le persone a categorie, che
cerca di manipolarle emotivamente
o che permette a chi è potente di monopolizzare le opinioni altrui”.
Sbaglieremmo se pensassimo che
comunicare il Vangelo attraverso i
nuovi media significhi semplicemente inserire contenuti religiosi: non è
questione di contenuti (non solo) ma
anche di stili e modalità comunicative come “testimoniare con coerenza,
nel proprio profilo e nel modo di comunicare, scelte, preferenze, giudizi
che siano coerenti con il Vangelo”.
La Chiesa, in sostanza, sceglie di stare a fianco delle donne e degli uomini del nostro tempo e di partecipare
a quel bisogno di comunicazione e di
ricerca di senso “che emerge anche
nella partecipazione massiccia ai vari
social network”.
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Cultura e comunicazione Famiglia
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
“È la bellezza e la forza dell’amore a dare
pienezza di senso alla vita e a tradursi in spirito di sacrificio, dedizione generosa e accompagnamento assiduo. Pensiamo con riconoscenza alle tante famiglie che accudiscono nelle loro case i familiari anziani e agli
sposi che, talvolta anche in ristrettezze economiche, accolgono con slancio nuove creature. Guardiamo con affetto ai genitori che,
con grande pazienza, accompagnano i figli
adolescenti nella crescita umana e spirituale
e li orientano con profonda tenerezza verso
ciò che è giusto e buono”.
Giornata per la vita Il messaggio dei Vescovi
L’educazione è la sfida
e il compito urgente per tutti
E
“Educare alla pienezza della vita” è
il titolo del messaggio del Consiglio
episcopale permanente per la 33a
Giornata nazionale per la vita che
sarà celebrata domenica 6 febbraio
2011. Ecco il testo del messaggio:
L’educazione è la sfida e il compito
urgente a cui tutti siamo chiamati,
ciascuno secondo il ruolo proprio e
la specifica vocazione. Auspichiamo
e vogliamo impegnarci per educare
alla pienezza della vita, sostenendo
e facendo crescere, a partire dalle
nuove generazioni, una cultura della vita che la accolga e la custodisca
dal concepimento al suo termine naturale e che la favorisca sempre, anche quando è debole e bisognosa di
aiuto. Come osserva papa Benedetto
XVI, “alla radice della crisi dell’educazione c’è una crisi di fiducia nella vita” (Lettera alla diocesi e alla
città di Roma sul compito urgente
dell’educazione, 21 gennaio 2008).
Con preoccupante frequenza, la
cronaca riferisce episodi di efferata
violenza: creature a cui è impedito di
nascere, esistenze brutalmente spezzate, anziani abbandonati, vittime di
incidenti sulla strada e sul lavoro.
Cogliamo in questo il segno di un’estenuazione della cultura della vita, l’unica capace di educare al rispetto e alla
cura di essa in ogni stagione e particolarmente nelle sue espressioni più
fragili. Il fattore più inquietante è l’assuefazione: tutto pare ormai normale
e lascia intravedere un’umanità sorda al grido di chi non può difendersi.
Smarrito il senso di Dio, l’uomo smarrisce se stesso: “l’oblio di Dio rende
opaca la creatura stessa” (Gaudium
et spes, n. 36). Occorre perciò una
svolta culturale, propiziata dai nu-
merosi e confortanti segnali di speranza, germi di un’autentica civiltà
dell’amore, presenti nella Chiesa e
nella società italiana. Tanti uomini e
donne di buona volontà, giovani, laici, sacerdoti e persone consacrate,
sono fortemente impegnati a difendere e promuovere la vita. Grazie a
loro anche quest’anno molte donne,
seppur in condizioni disagiate, saranno messe in condizione di accogliere la vita che nasce, sconfiggendo la
tentazione dell’aborto. Vogliamo di
cuore ringraziare le famiglie, le parrocchie, gli istituti religiosi, i consultori d’ispirazione cristiana e tutte le associazioni che giorno dopo
giorno si adoperano per sostenere
la vita nascente, tendendo la mano
a chi è in difficoltà e da solo non riuscirebbe a fare fronte agli impegni
che essa comporta. Quest’azione di
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
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Moica I programmi del 2011
Il ruolo della donna
nelle difficoltà del tempo
di Emma Bettinardi
Le iniziative diocesane
In occasione della Giornata per la vita l’Ufficio famiglia, l’Ufficio pastorale della salute e
l’Ufficio vocazioni promuovono una serie di iniziative: giovedì 3 febbraio alle ore 10 presso il dipartimento di ostetricia e ginecologia della Fondazione Poliambulanza è prevista la
visita di mons. Gianfranco Mascher, vicario generale; sabato 5 febbraio alle ore 15.30 presso il Cimitero vantiniano, preghiera per i bimbi mai nati e alle ore 20 “Accendi la vita” con
l’accensione di un cero sul davanzale di casa, e la recita della preghiera per la vita; domenica 6 febbraio alle ore 16, presso il Santuario della Madonna delle Grazie, S. Messa per la
vita presieduta dal vescovo Luciano Monari.
I monasteri di vita contemplativa si uniranno alla celebrazione della Giornata con la preghiera per la vita in giorni particolari. Negli orari consueti di preghiera si invitano i fedeli
a partecipare. Questo il calendario: lunedì 31 gennaio monastero delle Clarisse di Bienno;
martedì 1 febbraio monastero delle Clarisse di Lovere; mercoledì 2 febbraio monastero
della visitazione di Salò; giovedì 3 febbraio monastero delle Carmelitane scalze; venerdì
4 febbraio monastero della Visitazione di Brescia; sabato 5 febbraio monastero del Buon
Pastore; domenica 6 febbraio alle ore 20 presso il monastero delle Cappuccine di Brescia
preghiera guidata dal direttore dell’Ufficio famiglia. È prevista inoltre un’esperienza segno presso la parrocchia di Padergnone, con questo programma: martedì 1 febbraio alle
ore 20.30 tavola rotonda sulla vita; giovedì 3 febbraio alle ore 20.30 adorazione eucaristica; domenica 6 febbraio S. Messe animate dal Movimento per la vita di Brescia e festa per
la vita in oratorio nel pomeriggio.
sostegno verso la vita che nasce, per
essere davvero feconda, esige un
contesto ecclesiale propizio, come
pure interventi sociali e legislativi
mirati. Occorre diffondere un nuovo
umanesimo, educando ogni persona
di buona volontà, e in particolare le
giovani generazioni, a guardare alla
vita come al dono più alto che Dio ha
fatto all’umanità. “L’uomo – afferma
Benedetto XVI – è veramente creato
per ciò che è grande, per l’infinito. Il
desiderio della vita più grande è un
segno del fatto che ci ha creati Lui,
che portiamo la sua ‘impronta’. Dio
è vita, e per questo ogni creatura tende alla vita; in modo unico e speciale
la persona umana, fatta ad immagine
di Dio, aspira all’amore, alla gioia e
alla pace” (Messaggio per la XXVI
Giornata mondiale della gioventù
2011). È proprio la bellezza e la forza
dell’amore a dare pienezza di senso
alla vita e a tradursi in spirito di sacrificio, dedizione generosa e accompagnamento assiduo. Pensiamo con
riconoscenza alle tante famiglie che
accudiscono nelle loro case i familiari anziani e agli sposi che, talvolta anche in ristrettezze economiche,
accolgono con slancio nuove creature. Guardiamo con affetto ai genitori
che, con grande pazienza, accompagnano i figli adolescenti nella cresci-
ta umana e spirituale e li orientano
con profonda tenerezza verso ciò
che è giusto e buono. Ci piace sottolineare il contributo di quei nonni
che, con abnegazione, si affiancano
alle nuove generazioni educandole
alla sapienza e aiutandole a discernere, alla luce della loro esperienza,
ciò che conta davvero. Oltre le mura della propria casa, molti giovani
incontrano autentici maestri di vita:
sono i sacerdoti che si spendono per
le comunità loro affidate, esprimendo
la paternità di Dio verso i piccoli e i
poveri; sono gli insegnanti che, con
passione e competenza, introducono al mistero della vita, facendo della scuola un’esperienza generativa e
un luogo di vera educazione. Anche
a loro diciamo grazie. Ogni ambiente
umano, animato da un’adeguata azione educativa, può divenire fecondo e
far rifiorire la vita. È necessario, però,
che l’anelito alla fraternità, posto nel
profondo del cuore di ogni uomo, sia
illuminato dalla consapevolezza della
figliolanza e dalla gratitudine per un
dono così grande, dando ali al desiderio di pienezza di senso dell’esistenza umana. Il nostro stile di vita, contraddistinto dall’impegno per il dono
di sé, diventa così un inno di lode e ci
rende seminatori di speranza in questi tempi difficili ed entusiasmanti.
Le casalinghe bresciane sono organizzate, energiche e solidali. Questo quanto
emerge dal bilancio annuale del Moica, Movimento italiano casalinghe da quasi
trenta anni attivo sul territorio. L’associazione omonima, che a Brescia conta 1.100
iscritte e che da qui è partita per poi diffondersi in tutta Italia raggiungendo
la quota di 117 sedi, si è riunita martedì 18 gennaio per fare il punto di quanto finora fatto, sugli obiettivi raggiunti, e per presentare i progetti per il 2011.
La presidente nazionale e fondatrice del movimento, la bresciana Tina Leonzi
che proprio nel 2010 ha spento le 80 candeline festeggiata dal gruppo, ha presentato un bilancio molto positivo delle attività svolte nell’anno appena concluso
con il successo pieno dei 21 incontri culturali promossi, suddivisi per tematiche
quali arte, famiglia, amicizia, svolti nella città. Molte le attività messe in campo
dalle donne grazie a “Tempo prezioso” la banca del tempo, ovvero un sistema
di scambio di competenze e abilità che ha visto avviarsi corsi di lingue, sartoria
e di manualità creativa. Orecchini, collane e altri piccoli bijou sono stati realizzati dalle donne, insieme, impiegando in maniera costruttiva i tempi che per le
casalinghe possono essere insidiati dalla solitudine che, dice la signora Leonzi,
spesso porta alla depressione. I piccoli manufatti vengono poi venduti e il ricavato inviato ad un’associazione benefica del Brasile. Con particolare orgoglio le
signore del Moica rivendicano il ruolo sociale ed educativo che le donne hanno
sempre avuto e che continuano ad avere, lo fanno con la concretezza di uno
“Sportello di ascolto psicologico per minori e giovani”, inaugurato nel 2010 con
il co-finanziamento dalla Regione Lombardia, dove due psicologhe mettono la
loro professionalità a disposizione di ragazzi e genitori. Con il “Punto famiglia”,
anche lo sportello è situato presso il Borgo Wührer dove il Moica ha posto una
seconda sede. Prima di presentare i progetti per il nuovo anno, Tina Leonzi ha
sottolineato con affetto e soddisfazione che, sempre nel 2010, la quinta edizione del concorso letterario nazionale indetto dal movimento è stato vinto per la
prima volta da una bresciana, Ida Ambrosiani residente a Chiari e presente in
sala, che con la poesia “Notturno in piazza delle Erbe” si è meritatamente aggiudicata il primo premio. Iniziative di grande spessore sociale e culturale sono
state pianificate dal gruppo per l’anno appena iniziato. Un calendario denso
di iniziative che va da gennaio a giugno. Letture condivise per avviare alla pas-
sione per la poesia saranno tenute dalla signora Antonia Oria Duccoli, poetessa
camuna, il tema delle donne nei media vedrà la presenza di alcune giornaliste
bresciane; e molti altri temi dove centrale è, ovviamente, il ruolo della donna in
un tempo difficile che sembra aver dimenticato le passate lotte per la conquista
del rispetto e del valore del ruolo femminile; incontri e dibattiti che spazieranno
dalle celebrazioni per l’Unità d’Italia alla riscoperta dei ‘giochi di una volta’, ma
che non mancheranno mai di momenti conviviali per conoscersi e stare insieme,
unico vero mezzo per poter aiutare chi è in difficoltà. La presentazione si è conclusa con il tradizionale thè delle cinque, un momento di pausa per ricaricarsi e
confrontare le nuove idee da mettere in circolo nel 2011.
Istituto Pro Familia
Riflessioni sulla vita familiare
L’Istituto Pro Familia propone una serie di incontri di riflessione sulla vita familiare. Il programma è il seguente: sabato 5 febbraio “I conflitti di coppia:
quali composizioni?”, relatore il prof. Luigi Pati; sabato 19 febbraio “La famiglia dinanzi alle difficoltà di apprendimento scolastico”, relatore dott.ssa
Monica Amadini; sabato 26 marzo “Il valore dell’obbedienza nella vita familiare”, relatore il prof. Domenico Simeone; sabato 9 aprile “Tornare a parlare d’amore nella coppia: il valore dei sentimenti e delle emozioni”, relatore
il prof. Giancarlo Tamanza. Sede degli incontri: Istituto Pro Familia, via Lama
61, Brescia. Orario: dalle 15 alle 18.
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Cultura e comunicazione Eventi
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Fiumicello Matel e diocesi insieme per Paolo VI
“Pregare non è
solo muovere
le labbra”
Il 4 e il 5 febbraio nella Sala della comunità
Arcobaleno sarà proposta l’anteprima
del nuovo spettacolo su papa Montini
M
di Antonello Miuri
Matel-PalaBrescia, in collaborazione con la Curia diocesana Ufficio
comunicazioni sociali e Ufficio oratori e pastorale giovanile presenta in
prima assoluta venerdì 4 febbraio
(replica sabato 5 febbraio) alle ore
20.45 presso la Sala della comunità teatro Arcobaleno di Fiumicello
(via Luciano Manara, 26 - Brescia)
lo spettacolo teatrale “Pregare non
è solo muovere le labbra - Il Novecento di Paolo VI”. Venerdì 4 febbraio alle 10 sarà proposta una rappresentazione speciale per sacerdoti e
rappresentanti delle Sale della comunità.
Si tratta della prima parte di un progetto triennale, denominato “In parole e opere”, che Matel-PalaBrescia
propone per raccontare, attraverso
il teatro, tre personalità significative
della Chiesa bresciana, tre persone
che con carismi diversi, sono esempi
di come la Parola di Cristo si incarna nelle opere dell’uomo. Giovanni
Battista Montini, papa Paolo VI è
la figura irrinunciabile e doverosa
che inaugura questa trilogia. “A noi
resteranno le omissioni − racconta
Vittorio Pedrali, direttore artistico
del PalaBrescia e ideatore del pro-
Papa Paolo VI
getto − perché non si può riassumere una vita come quella di Paolo VI
in un’ora o poco più”.
“Pregare non è solo muovere le labbra” si è sviluppato dopo una lunga
fase di ricerca storico-documentale
condotta da Carlo Susa. Sono stati
identificati i documenti e gli studi
presumibilmente più interessanti
riguardanti papa Montini; si è potuto contare su interviste ad alcuni “testimoni privilegiati” che, per
ruolo, studi e amore per l’uomo e
per il Pontefice hanno conosciuto
in modo approfondito Paolo VI. “Il
mio lavoro è stato quello – racconta
il professor Susa – di filtrare i documenti; il taglio è stato il papato e la
brescianità”.
Partendo dalla ricerca storica Mariano Dammacco, anche regista, ha
composto un testo drammaturgico
che si ispira al teatro di narrazione:
“La forma è quella di un uomo che
racconta ad altri, mentre il contenuto è arricchito con alcune immagini di momenti importanti del suo
papato come la visita in Terra Santa o in India”. Davide Pini Carenzi,
solo in scena, accompagna il pubblico alla scoperta di Paolo VI: dal
Montini seminarista negli oratori
bresciani al Montini arcivescovo di
Milano fino al Montini papa, con la
conduzione dello storico Concilio
Vaticano II. Con la consapevolezza
che non si può comprimere una vita
in poco più di un’ora, “Pregare non
è solo muovere le labbra” non vuol
essere una lezione di storia e nemmeno la ricerca di un’impossibile
biografia teatrale, ma il tentativo di
raccontare qualcosa di colui che ha
tenuto dritta la barra della Chiesa in
un secolo decisamente complicato.
Un invito a guardarlo di nuovo negli occhi.
Soddisfatti don Adriano Bianchi,
direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi, e don
Marco Mori, direttore dell’Ufficio
oratori e pastorale giovanile che evidenziano entrambi l’opportunità che
la gente delle parrocchie e i giovani degli oratori possano conoscere
meglio questa figura che era vicina
ai problemi della modernità.
Lo spettacolo è a ingresso libero e
gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni:
PalaBrescia 030.348888 – [email protected]
Brescia
Idra: la seconda stagione guarda al territorio
Dallo spettacolo “La giocatrice”
La Stagione teatrale “Idra” si terrà anche quest’anno nel Teatro comunale in via Casazza 46. Gli appuntamenti si distribuiscono nell’arco di cinque mesi fino all’11 giugno e rispetto
alla passata stagione sono quasi raddoppiati. Molte le novità a partire dal giorno della messa in scena, il venerdì, nella
persuasione che i tempi siano maturi per una offerta teatrale
che non cada solo di sabato. Nuove sono anche le sezioni in
cui è divisa la stagione, per un totale di 21 eventi in otto progetti tematici differenti. Grande attenzione è posta al territorio dal quale prendono vita i progetti “Premio delle arti Lidia
Petroni”, la sezione “Dop” (le migliori produzioni bresciane),
la sessione “Prospettive” (che presenta le nuove coproduzioni della Residenza), e quella “Itm” (una giornata dedicata al
risultato dei cinque laboratori teatrali organizzati dall’Istituto
teatrale multidisciplinare). La Residenza si mantiene attenta
alle tematiche sociali cogenti con il progetto “Sorrisi liberati”
nella sezione “Cantieri sociali” che affronta il problema sempre drammaticamente vivo della violenza sui minori all’interno
del nucleo familiare. Le sezioni “Impro” e il “Bando urgenze”
sono, infine, quelle che hanno la funzione di portare le istanze del territorio bresciano su un piano nazionale visto che il
“Bando” ormai arrivato alla sua terza edizione è diventato
un punto certo della nuova drammaturgia italiana mentre il
progetto “Impro” vuol far conoscere le nuove tendenze della
creazione artistica. A fronte di tante novità resta invariato il
costo del biglietto: 7 euro (ridotto a 1 euro per ragazzi sotto i
22 anni e per i residenti nella Circoscrizione nord). Info e dettaglio spettacoli: www.teatroinverso.it
Brevi
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
39
Teatro
Con “Proposta”, la cultura
in Valle punta sui giovani
Massimiliano Finazzer Flory in scena
Tra le più significative iniziative culturali offerte ai valtrumplini c’è senza dubbio
“Proposta” che, anche per questa 28ª edizione, è caratterizzata dalla volontà
di rivolgersi a un pubblico eterogeneo, senza mai perdere di vista tematiche
sensibili alle questioni sociali. Attorno al nome di richiamo della rassegna, Angela Finocchiaro, troviamo infatti una serie di proposte che avvicinano al tema
dell’Unità d’Italia o questioni legate al disagio; spettacoli di teatro civile, e progetti per le famiglie, adatti anche ai più piccoli. Per il “sociale” è in calendario
una serata dedicata alla questione sempre attuale della violenza sulle donne.
Novità di quest’anno sono due serate di “Palco libero” organizzate in collaborazione con Novaexpress – una realtà artistica giovanile del territorio – per
ricordare Pier Paolo Pasolini e la strage di piazza Loggia. Nell’edizione 2011
rientra anche l’offerta di un laboratorio teatrale, condotto dall’attrice Lucilla
Giagnoni, aperto a tutti. La volontà che sottende le scelte artistiche, come sempre, è quella di prediligere compagnie di giovani per dare un volto e soprattutto una voce a una generazione sempre più naufraga. Info: www.treatro.it
Brescia Teatro Grande
Finazzer Flory
per Mahler
Il 31 gennaio il Massimo ospita l’unica
tappa lombarda della tournée italiana
L
Lunedì 31 gennaio, al Teatro Grande,
si terrà l’unica tappa lombarda della
tournée italiana, “Il tempo di Gustav
Mahler” diretto da e con Massimiliano Finazzer Flory.
La rappresentazione, che vede la partecipazione del filosofo della musica
Quirino Principe, ripercorre la biografia del compositore attraverso il corpus delle lettere e altri scritti soffermandosi, tra gli altri temi, sulla morte
piuttosto che sulla crisi di Vienna e del
mondo mitteleuropeo o sul rapporto
tra la musica e la filosofia del tempo,
uno dei periodi più decisivi e complessi della nascente modernità.
L’originale antologia prevede la lettura
di poesie e lettere dello stesso Mahler
accompagnata da suggestioni tratte
dalle sinfonie e dai lieder, sulle quali
prenderanno forma le coreografie di
Gilda Gelati, prima ballerina del Corpo di ballo del teatro alla Scala. Alle
note del pianoforte si accompagnano
le esecuzioni alla tromba di Gianni
Dallaturca.
“Con un’illuminazione profetica Gustav Mahler affermava: ‘Verrà un tempo in cui i viventi si accorgeranno di
di Bruno Leoni
essere rappresentati, descritti e identificati dalla mia musica e capiranno
che essa è in loro da sempre’. E questo
è il suo tempo – spiega Massimiliano
Finazzer Flory –. Lo spettacolo, realizzato in occasione dei 100 anni dalla
morte del compositore, ruota intorno
a due figure: un uomo solitario che vaga per l’universo e un bambino in attesa del padre, entrambi alla ricerca di
una Natura perduta. In scena, il volto
di Mahler e una duplice voce: quella di
un uomo che ha molto combattuto intimamente e profondamente sofferto
senza patria, straniero talora perfino a
se stesso, e quella di un uomo che attraverso la musica soddisfa la propria
libertà interiore”.
Lo spettacolo è offerto gratuitamente
al pubblico grazie alla collaborazione
tra l’assessorato alla Cultura del Comune di Brescia e la Fondazione del
Teatro Grande. È stata inoltre attivata una collaborazione con il Conservatorio di musica “L. Marenzio” che
consentirà agli studenti interessati
all’evento di poter richiedere i coupon
per lo spettacolo direttamente alla biblioteca dell’istituto.
Angela Finocchiaro (ph. Claudio Iannone)
Brescia
Inaugurazione allo Studio Dama
Viene inaugurata sabato 29 gennaio a Palazzo Martinengo la personale di
Giovanni Lamberti “Forma del lavoro - Energia della materia”, a cura di Paolo
Bolpagni, organizzata nell’ambito delle iniziative proposte dallo Studio Arte
Dama. Lamberti esprime un’arte che abbina l’armonia assoluta delle geometrie
con l’utilizzo di materiali di origine industriale: resine, acciaio, radiatori, scarti
di torniture. È un inno al lavoro e alla proverbiale operosità bresciana. Fino al
10 febbraio tutti i giorni escluso il lunedì dalle ore 10 alle 17. Ingresso libero.
Concesio S. Andrea
La storia del cabaret italiano
Il cabaret italiano rivivrà venerdì 4 febbraio (ore 20.45) all’auditorium S. Monchieri in motivi, gesti, sfumature divertenti che ne hanno fatto un’icona della leggerezza nel mondo. “Alla ricerca del cabaret italiano” è il titolo dello
spettacolo che vedrà Flora Zanetti far da voce narrante e filo conduttore fra
immagini, racconti e filmati in un’alternanza sottile con la musica di Enrico
Mantovani (chitarra), Mauro Bonatti (fisarmonica) e la voce di Alessandro
Adami (cantante dei “Corrente di ali”) alla scoperta di un genere che parte
dal XIX secolo e giunge sino alle moderne divagazioni di Gaber e Jannacci.
Brescia
Al Calini si ricorda l’Unità d’Italia
Sabato 29 gennaio dalle 10 alle 12, presso il liceo scientifico “A. Calini”, si terrà
un incontro pubblico di grande interesse e suggestione, una riflessione sugli
ideali di pace e di uguaglianza nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’incontro sarà anche l’occasione per presentare il lavoro svolto dalla classe 5G sul
diario manoscritto “Passatempo e rimembranze, 1859-1860” del garibaldino
Giuseppe Molinelli (di cui Ettore Paganuzzi, già preside del “Calini” negli anni
1954-1970, era nipote in linea materna), medaglia d’argento al valor militare nella sanguinosa “battaglia del Volturno o di Capua” del 1° ottobre 1860.
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Cultura e comunicazione Leggere e conoscere
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Brescia
Tra bozzetti, dipinti, sculture e installazioni
Il Nuovo Futurismo
di Innocente
alla Fondazione
Berardelli
L
La Fondazione Berardelli dedica
un’antologica a Innocente, artista del
Nuovo Futurismo, presentando alcune opere realizzate a partire dagli anni
’80. Curata da Melania Gazzotti e Nicole Zanoletti, la mostra espone bozzetti,
dipinti, sculture in lamiera e installazioni. Un artista a 360 gradi, il cui lavoro è caratterizzato dall’uso deciso del
colore, presenza forte sia nella pittura
che nelle installazioni, accompagnato
da una dose di ironia, che rimane una
costante della sua opera nel corso degli anni. Nato a Verona nel 1948, Innocente si trasferisce a Milano nel 1983
e collabora con il gallerista Luciano
Inga-Pin alla costituzione del gruppo
a
di Luca Bressanini
denominato Nuovo Futurismo, movimento che nasce ufficialmente nel
1984, che trae spunto dall’Avanguardia storica italiana, dalla Pop Art, dal
Neo Dada, tenendo presente i cambiamenti avvenuti nel mondo della
comunicazione di massa. L’esposizione si apre con 42 bozzetti dipinti tra
il 1980 e il 1983 su cartoncino, opere
nelle quali Innocente sembra guardare al secondo futurismo di Fortunato
Depero; la fantasia dell’artista si traduce come in un bambino in giochi di
libero movimento e sperimentazione,
coniugando colori e forme geometriche per realizzare autoritratti, teste,
aeroplani, automobili, pesci. Interes-
Innocente, “A prescindere”, installazione (1999)
sante installazione è il “Monumento ai
caduti”, realizzato nel 1996 in occasione della XII Quadriennale di Roma, un
ready made nel quale vengono assemblati oggetti diversi a formare una colonna in cima alla quale un televisore
trasmette un video girato tra gli ossari
di San Martino della Battaglia e Custoza al quale si alternano scaffali di un
supermercato colmi di prodotti. Una
denuncia nei confronti della società
del consumo, il cui degrado è rappresentato dal parallelismo fra teschio e
prodotto. Polemica messa in evidenza
anche in “A prescindere”, installazione
costituita da nove sculture in piombo
ricoperte da pezzi di plastica, figure
umane messe appese a testa in giù a
dei tubi. La pesantezza del piombo,
che rappresenta la fatica e il lavoro,
si contrappone ai pezzi di plastica abbandonata, simbolo del consumismo.
Una provocazione portava avanti in
maniera piuttosto macabra, che in
parte ricorda i “Bimbi impiccati” a un
albero a Milano di Maurizio Cattelan.
L’essere umano, dunque, privo di libertà, schiacciato dal peso di un mondo
senza moralità che tende a mitizzare il
nulla; libertà che l’artista identifica attraverso “Vespasiano”, opera in lamiera smaltata che riproduce una semplice latrina pubblica, luogo in cui poter
recuperare il valore del dialogo e della
socializzazione, smascherando ipocrisie e falsi miti. Con la serie di cartoline
postali settimanali, ispirate ai giochi
della settimana enigmistica, l’artista
avanza invece una critica al livellamento culturale proposto dai mezzi
di comunicazione di massa e dai quiz,
che mettono sullo stesso piano l’alta
cultura e quella populistica, costituita da un sapere nozionistico privo di
coscienza. Fino al 5 marzo, da martedì a venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle
15.30 alle 19.30; sabato dalle 10 alle
12 e dalle 15 alle 19.30.
Voce Libri
Esperienza
di conversione
GIUSEPPE CASALE
PAOLINE, MILANO 2010,
EURO 10,00
Per essere testimoni credibili di Gesù
Cristo, oggi non basta più vivere come
“cristiani sociologici”, cristiani cioè che
di Cristo sanno poco o nulla, fermi solo
alle poche nozioni del catechismo appreso per la Prima Comunione o alle
reminiscenze sollecitate dalle tradizionali feste religiose. Bisogna incontrare
di nuovo Gesù, sentirlo presente nella
propria vita come Salvatore, mettersi alla sua “sequela”. In una parola,
occorre operare nella propria vita di
credenti un passaggio decisivo, una
“seconda conversione”. Gli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola possono senz’altro apportare un contributo
determinante per questa svolta decisiva. Pensato come una sorta di introduzione e guida alla lettura degli Esercizi
ignaziani, questo libro si sofferma su di
essi, mettendone in evidenza soprattutto il loro dinamismo nella linea della “libertà per amore” (l’indifferenza
ignaziana), della sempre più intensa
conformità e comunione con Cristo e
della totale adesione all’amore di Dio,
vissuto nella quotidianità.
La chiamavan
Cappuccetto...
OTTAVIO DE CARLI
LA SCUOLA, BRESCIA 2010
Questo particolare progetto si compone di un volume illustrato che presenta
una divertente riscrittura della fiaba di
Cappuccetto Rosso e di un cd musicale
che contiene la rilettura dell’opera con
voci di attori professionisti e musiche e
canzoni originali. Una proposta nuova
per riscoprire un classico in una chiave completamente diversa. Una delle
fiabe più amate narrata all’insegna del
sorriso, con una protagonista “assai
cocciutella”, un lupaccio rozzo e decisamente ridicolo, un’arzilla nonnina
piena di acciacchi, un guardiacaccia
che scopre un’improvvisa vocazione di
ostetrico, un simpatico e stravagante
postino, e un doppio finale a sorpresa… L’insolita e geniale rilettura, realizzata con una musica coinvolgente
e un testo ricco di trovate originali e
spiritose, offre un prezioso contributo
al genere poco frequentato della fiaba
musicale. Mettetevi comodi sulle poltrone, lo spasso è assicurato… adulti
compresi! Testo di Ottavio De Carli,
musica di Domenico Clapasson e illustrazioni di Fabio Roveyaz.
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Calendario delle mostre
Museo Ken Damy
Corsetto Sant’Agata, 22 – Brescia
“Giacomelli&Migliori” è l’esposizione di una serie di
fotografie provenienti da collezioni private di Nino
Migliori e Mario Giacomelli, artisti entrambi legati al
Neorealismo. Migliori si trova a essere con Veronesi,
Grignani, Munari e pochissimi altri, uno dei pochi operatori che nel nostro Paese prosegue la ricerca delle
avanguardie sul fronte della riflessione sui linguaggi
dell’immagine. A 11 anni dalla sua scomparsa, Giacomelli è ricordato per aver saputo giungere alla fotografia astratta in un periodo dominato dal realismo.
Le sue immagini sono caratterizzate da un bianco e
nero molto contrastato e rappresentano un mondo
ugualmente diviso tra amore e sofferenza nelle quali la realtà viene trasfigurata in idee e sensazioni, sia
che si tratti di paesaggi che di lavori a sfondo sociale. Fino al 12 febbraio, da giovedì a sabato dalle ore
15.30 alle 19.30.
Ab Arte
Vicolo San Nicola, 6 – Brescia
“Una storia bestiale”. Curata da Riccardo Prevosti, in
mostra le opere di Maria Grazia Filetto. L’artista ci presenta il suo rapporto con il mondo animale attraverso
l’immaginario in un bestiario frutto della propria creatività, legando la molteplicità del segno calcografico
alla poesia e alla denuncia, in un percorso espositivo
che va dal 1978 al 2000. Fino al 26 febbraio, giovedì
dalle 15.30 alle 19.30, venerdì e sabato dalle 9.30 alle
12.30 e dalle 15.30 alle 19.30.
Fabio Paris Art Gallery
Via Monti, 13 – Brescia
“Order and Progress” è la prima personale italiana
dell’artista olandese Rosa Menkman. Il suo lavoro si
concentra su artefatti visivi creati sfruttando gli incidenti di visualizzazione frequenti nei media digitali.
Le sue opere sono il risultato di glitch, compressioni, feedback e altre forme di “rumore”. Normalmente percepiti come esperienze negative, nel lavoro di
Menkman questi incidenti vengono enfatizzati nelle
loro conseguenze positive e, al contempo, esplorati
Le amicizie
riuscite
JACQUELINE KELEN
SAN PAOLO, MILANO 2010,
EURO 14,50
nella loro valenza metaforica e semantica. Immagini
che esplicitano la propria natura drammatica, deteriorandosi sotto l’attacco di tagli improvvisi, sgranature, erratici blocchi di pixel, striature, e dal violento
riemergere della componente cromatica. Fino al 25
febbraio, da lunedì a sabato dalle 15 alle 19. Festivi
su appuntamento.
Galleria Maurer Zilioli
Via Trieste, 42/b – Brescia
“Limbo”, in mostra le opere dell’artista romana Silvia
Beltrami, che con abilità e fantasia si dedica alla realizzazione di collages usando carta da parati o giornali
su cartone o tele intonacate per creare le sue composizioni dinamiche e vitali. Al centro dell’attenzione un
nuovo gruppo di opere dell’artista, mai esposto, ispirato dal ritmo vitale del Limbo e del Rave che possiamo interpretare come una metafora della crescente
accelerazione della nostra vita. Inaugurazione sabato
29 gennaio, ore 18.30. Apertura da mercoledì a sabato
dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30.
Wave Photogallery
Via Trieste, 32/a – Brescia
Tre mostre alla Wavephotogallery: “Palermo” espone
alcuni scatti del fotografo Nicola Cicognani, il quale ci
presenta da vicino i mille volti di Palermo, città crocevia tra oriente e occidente, nella quale si incontrano
etnie e culture diverse. Una città dove affiorano, dalle
pareti scrostate e semi abbattute, i vissuti delle persone che hanno nel tempo occupato quegli spazi, i loro
sogni, i loro gesti e gli oggetti quotidiani che raccontano questa città più di tante parole; “Mannequin”
mette in mostra le fotografie di Alex Tibaldo, in cui
l’obiettivo si focalizza sulla dimensione sociale e oggettiva della donna; dall’immaginario sociale a quello
culturale, con una personale riflessione figurativa sul
corpo femminile; “Swimming-pool portraits” presenta
invece i lavori di Alex Ten Napel, fotografo olandese
che immortala volti stupiti, timorosi, curiosi, sereni e
impertinenti, ripresi nell’acqua di una piscina, a esplorare la varietà infinita delle espressioni umane. Fino
al 3 febbraio, da martedì a domenica dalle 14 alle 20.
L’amicizia spirituale, eredità del mondo
greco, è stata praticata come una virtù
fin dai primi secoli del cristianesimo. Non
di rado essa si è trasformata in emulazione, sia per migliorare la vita sulla terra,
sia come cammino verso il cielo. L’amicizia è infatti all’origine della fondazione
di ordini, di slanci missionari, di scambi
epistolari e opere di mistica. Il volume è
organizzato in tre parti – l’amicizia spirituale al maschile, l’amicizia spirituale tra
donne e l’amicizia spirituale fra uomo e
donna – dove vengono presentati brevi
ma incisivi ritratti di cristiani la cui amicizia è stata feconda per sé e per gli altri.
Fra le coppie di amici famose che il lettore
ritroverà: Girolamo e Paola, Francesco e
Chiara, Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro, Teresa d’Avila e Giovanni della
Croce, Vincenzo de’ Paoli e Luisa di Marillac, Hans Urs von Balthasar e Adrienne von Speyr. Jacqueline Kelen da più di
vent’anni lavora per France-Culture e tiene conferenze e seminari sulla comunicazione in pubblico nelle scuole superiori.
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Grandi opere grandi,
alla Galleria Agnellini
“Opere grandi,
grandi opere” alla
galleria Agnellini
Arte Moderna espone i capolavori di 12
artisti di fama internazionale: Miquel
Barcelò, Sam Francis, Subodh Gupta,
Georges Mathieu,
Robert Rauschenberg, Ravinder Reddy, Gino Severini,
Thukral&Tagra, Jacques Villeglè, Andy
Un’opera di Jacques Villeglè
Warhol, Zhang Xiaogang, Feng Zhengjie. Curata da Dominique Stella, la mostra copre un arco cronologico che va da dagli anni ’50 a oggi, ed è un’occasione di confronto tra cultura artistica occidentale
e quella orientale, rappresentata da due giovani
artisti cinesi. Opere di grandi dimensioni, come
suggerisce il titolo, il cui significato sta nell’intento
di sottolineare l’atto creativo dell’artista, slegato
da qualsiasi tipo di committenza. Un nuovo tipo
di arte che si allontana dalle monumentali opere
del passato, spesso di intento celebrativo e subordinate al potere. Come osserva Stella, maestri come Pollock, Rotko o Motherwell rivendicano una
libertà di creazione e non devono rivolgersi a un
soggetto esterno come fonte d’ispirazione. Pollockiano è senza dubbio Sam Francis, esponente di
un espressionismo astratto che utilizza il colore
spontaneamente, realizzando opere a macchie,
utilizzando diverse tecniche tra cui il dripping e il
tachismo, nome che fa riferimento al caso. Importanza del gesto che si evince in particolar modo in
Boulevard Haussmann di Jacques Villeglè, manifesti lacerati e incollati su tela, tentativo da parte
dell’artista di esprimere l’idea di libertà attraverso
un segno aggressivo e privo di qualsiasi idea preconcetta. Fino al 26 febbraio, da martedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. (l.b.)
Naftali
il narratore...
ISAAC B. SINGER
SALANI EDITORE, MILANO 2010
EURO 12,00
“Oggi siamo qua che viviamo, ma domani il nostro oggi sarà soltanto una
storia. Il mondo intero, l’intera vita
dell’uomo, sono un’unica lunga storia”. Sono le parole di Reb Zebulun
vecchio libraio ambulante che col suo
carico di merce preziosa e le sue storie
convince il giovane Naftali, protagonista del primo racconto di questa raccolta, a intraprendere lo stesso mestiere di
girovago venditore di libri e narratore
di storie. E certamente lo stesso Isaac
Bashevis Singer deve aver incontrato
sul suo percorso un Reb Zebulun che
lo incoraggiasse a farsi cantore, specialmente con i suoi racconti pieni di
concretezza che, nel 1978, gli valsero
il traguardo più ambito per uno scrittore, il Nobel per la letteratura. Anche
da questo libro traspare il gusto per i
personaggi, i motivi pittoreschi e il fantastico che l’autore utilizza per evocare
così ogni volta il miscuglio di tenerezza
e di bestialità, di bene e male di cui è
fatta la vita. (recensione di Luca Bianchetti per conto della Libreria Ferrata)
42
Cultura e comunicazione
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Televisione Come cambiano i programmi
Insinna,
re Mida televisivo,
guida La Corrida
D
Da ormai un mese La Corrida sta confermando
con i suoi alti ascolti le scommesse di Canale
Cinque, in primis le speranze del produttore
tv Marina Donato, vedova del grande Corrado,
l’inventore e conduttore del programma dalla
sua nascita radiofonica nel 1968 fino alla decima stagione televisiva del 1997.
Dopo numerose edizioni sotto la guida di Gerry Scotti, lo show viene riproposto nel 2011 in
una nuova forma: un enorme studio, con scenografie sfavillanti, e un nuovo conduttore,
Flavio Insinna, personaggio televisivo a 360
gradi, partito dal teatro e approdato in tv grazie a numerose fiction negli anni passati ma
soprattutto grazie alla conduzione del quiz
“Affari tuoi”, trampolino di lancio nazionalpopolare che lo ha sistemato definitivamente
nel pantheon dei presentatori televisivi italiani.
La sua prima esperienza in casa Mediaset promette bene: le puntate de La Corrida hanno
finora superato sempre i cinque milioni di telespettatori. In verità bisogna ammettere che
l’impresa non è difficile, considerando che il
sabato sera la tv generalista ha ben poche alternative da offrire nell’ambito del varietà.
Dilettanti allo sbaraglio presentati da un “conduttore allo sbaraglio”, come ama definirsi lo
stesso Insinna. La sua personalità coinvolge
e catalizza, è quel carisma tipico degli attori
adottati dalla tv. Sul suo personaggio, proposto come una caratteristica distintiva e dominante del programma, fanno leva i produttori
e gli impresari di Canale Cinque. Traducendo
in uno slogan: La Corrida, ovviamente, ma
presentata da Flavio Insinna. E i dilettanti?
I dilettanti sono sempre allo sbaraglio come
30 anni fa, ma i tempi sono cambiati: dopo un
decennio di reality e talent show, il pubblico è
ormai avvezzo al “tipo qualunque” che si esibisce in tv senza pensarci due volte. L’esibizione
naïf delle “macchiette” è stata proprio sdoganata da programmi cult come la stessa Corrida, che negli anni ’80 trovava la sua perfetta
collocazione nei ruspanti canali commerciali
del biscione. Oggi quindi serve un ingrediente
in più, il “dilettante allo sbaraglio” non basta
da solo per creare audience, deve diventare
la spalla comica di Insinna mattatore, che manipola i suoi concorrenti in gag e sketch ben
preparati, intrattenendoli prima, durante e
di Alberto Averoldi
dopo l’esibizione. Un atteggiamento molto invadente, quello di un padrone di casa che non
ha capito di avere ospiti o, meglio, che sa di
avere ospiti tutto sommato banali e che deve
metterci del suo per portare a casa la puntata. Nulla a che vedere con le sobrie e attonite
introduzioni di Corrado (e proprio per questo
molto divertenti), che lasciava il dovuto spazio ai suoi dilettanti, commentandoli durante
l’esibizione semplicemente con la sua mimica
facciale, seduto in disparte. Il vero protagonista era sempre il concorrente, geniale o imbarazzante che fosse.
Ma i tempi cambiano, il varietà non è più ospite
indiscusso nelle case della gente, ora la tv deve inseguire i trend che essa stessa ha inventato, per ritrovare i telespettatori. La Corrida
del 2011 affidata a Flavio Insinna vuole quindi
perdere il suo carattere di kermesse popolare
per diventare uno show nazionale a tutto tondo, un varietà come altri. Insinna domina la
scena come se fosse ancora sul set di “Affari
tuoi”, si esibisce in un “one man show” che di
sicuro snatura l’impostazione del programma,
ma che frutta molti ascolti: ormai il pubblico
della Corrida è il pubblico di Flavio Insinna.
SAB
Fx, h. 6.05
BORIS
Canale Sky 131. Divertente serie tv italiana che racconta con
ironia non-sense le avventure
di una troupe televisiva alle
prese con la produzione di
un’improbabile soap opera…
Discovery Channel, h. 13.00
COM’È FATTO
Canale Sky 401. Interessanti
e divertenti documentari che
spiegano in pochi minuti il lavoro tecnologico e ingegneristico che serve per costruire
oggetti di uso comune.
Rete Quattro, h. 15.15
PERRY MASON –
FIORI D’ARANCIO
Film tv con Raymond Burr. Una
ragazza chiede a Mason di difendere suo padre, accusato di
aver assassinato un organizzatore di campagne elettorali...
Tv2000, h. 16.10
IL VANGELO DELLA DOMENICA
Rubrica a cura di Marinella
Perroni, studiosa delle Scritture. La lettura del Vangelo
del giorno dopo, seguita da
un breve ma profondo commento.
Tv2000, h. 18.30
CONTROVENTO
Monica Mondo conduce un
interessante momento di approfondimento su questioni
sociali, culturali, morali. L’intento del programma è quello
di offrire un diverso punto di
vista riguardo ad aspetti della
vita sui quali sembra sia stata
già detta l’ultima parola.
Italia Uno, h. 21.10
SPIDER MAN
Ben riuscita trasposizione cinematografica del famoso
fumetto della Marvel. Peter
Parker è un timido studente
di New York, che viene punto
da un ragno geneticamente
mutato, acquistando straordinari poteri. Decide di metterli
a disposizione dei più deboli.
Ottimi effetti speciali e bella
sceneggiatura.
Flavio Insinna
DOM
Rai Uno, h. 10.30
A SUA IMMAGINE
Rosario Carello presenta un
approfondimento sulla religione cattolica in Italia e nel
mondo: storia, attualità e prospettive future.
Rai Tre, h. 11.20
TGR MEDITERRANEO
Rubrica settimanale dedicata
al bacino del Mediterraneo:
le culture, la politica e l’economia dei Paesi che vi si affacciano. In questa puntata
si parlerà di drusi, seguaci di
un’antica religione presenti
in Libano, Palestina, Giordania e Siria.
Rai Tre, h. 18.00
PER UN PUGNO DI LIBRI
Quiz-game dedicato alla passione per la lettura: due squadre di liceali si affrontano rispondendo a domande che
vertono su un opera letteraria. Spicca la personalità del
conduttore Neri Marcorè.
La 7, h. 20.30
IN ONDA
Luisella Costamagna e Luca
Telese affrontano l’attualità
italiana intervistando esponenti del mondo politico e
culturale.
Tv2000, h. 20.50
LA COMPAGNIA DEL LIBRO
Saverio Simonelli ci accompagna alla scoperta della lettura,
presentandoci le ultime novità letterarie nazionali e internazionali. Aggiornamenti su
fiere e manifestazioni legate
all’industria del libro
Rai Tre, h. 21.30
PRESA DIRETTA
Comincia una nuova edizione
del settimanale di approfondimento giornalistico curato
e condotto da Riccarco Iacona. Ogni puntata presenta casi irrisolti o misteriosi
legati alla politica e all’economia italiana. Nel primo
appuntamento le indagini
sull’omicidio di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica (Sa),
ucciso lo scorso settembre in
un agguato.
Telecomando
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
43
LUN
MAR
MER
GIOV
VEN
Rai Due, h. 7.00
CARTOON FLAKES
Lo spazio dedicato da Rai Due
all’intrattenimento dei più
piccoli. Una serie di accattivanti cartoni animati di ultima generazione.
Rai Tre, h. 8.00
LA STORIA SIAMO NOI
Interessanti documentari storici che raccontano e approfondiscono i fatti decisivi del
secolo scorso, dagli eventi
bellici, alle vite dei personaggi pubblici. Presenta Giovanni Minoli.
La 7, h. 7.00
OMNIBUS
Iniziare la giornata con l’informazione: dopo la rassegna
stampa quotidiana i giornalisti della redazione del telegiornale conducono un’interessante arena politica dedicata ai problemi dell’attualità italiana.
Rai Tre, h. 11.00
APPRESCINDERE
Michele Mirabella conduce
una rubrica quotidiana che si
occupa dei piccoli grandi problemi dell’Italia. Il tema della
puntata verterà sul rapporto
che gli italiani hanno con le
votazioni politiche.
Rai Due, h. 9.15
TGR MONTAGNE
Appuntamento settimanale con la rubrica dedicata al
mondo della montagna italiana: le risorse, la bellezza, i
personaggi, la vita che si incontra sul nostro territorio.
Rai Due, h. 9.30
PROTESTANTESIMO
Rubrica religiosa che dà voce alle comunità evangeliche
presenti sul territorio italiano.
La storia e l’attualità del pensiero protestante.
Tv2000, h. 17.00
LA GRANDE MUSICA
Tv2000 propone ogni giorno
per tutta la mattina e in tarda serata numerosi concerti di
musica classica, realizzati dalle migliori orchestre filarmoniche internazionali, dirette
dai grandi nomi della musica.
Current, h. 20.20
PASSAPAROLA
Canale Sky 130. L’appuntamento settimanale del giornalista Marco Travaglio è dedicato ai problemi e ai misteri
della politica italiana.
Tv2000, h. 21.00
TG TG
Il tg dei telegiornali nazionali: in mezz’ora i giornalisti di
Tv2000 analizzano le scalette dei tg nazionali appena
conclusi e valutano le scelte
attuate, insieme a esperti di
comunicazione televisiva e
sociologi.
Rete Quattro, h. 23.20
IL TEXANO
DAGLI OCCHI DI GHIACCIO
Un classico dei film western,
di e con Clint Eastwood. Josey
Wales è un tranquillo contadino che ha perso la famiglia
in un agguato per mano dei
nordisti. Arruolatosi nelle file dei sudisti, al termine della guerra di Secessione non
accetta di deporre le armi e
attraversa il Paese da est a
ovest per farsi giustizia.
Rete Quattro, h. 8.50
HUNTER
Telefilm americano ambientato a Los Angeles: le indagini
di Rick Hunter, detective della
squadra omicidi della polizia.
Rai Tre, h. 14.50
TGR LEONARDO
Le notizie più interessanti dal
mondo della scienza e della
tecnologia. Le ultime scoperte e i nuovi traguardi da raggiungere.
Tv2000, h. 18.30
FORMATO FAMIGLIA
Interessante talk-show dedicato alle famiglie. Arianna
Ciampoli e Antonio Soviero
studiano la società in cui viviamo e cercano di capire, insieme ai numerosi ospiti, quali
direzioni sta prendendo il pianeta famiglia in Italia.
La 7, h. 20.30
OTTO E MEZZO
Lilli Gruber ospita in studio
esponenti del mondo politico,
economico e culturale italiano, per discutere su problemi
di attualità e sul destino istituzionale dell’Italia.
Italia Uno, h. 24.00
PULP FICTION
Peccato per l’orario di programmazione: la pellicola
firmata da Quentin Tarantino e Palma d’Oro al Festival
di Cannes nel 1994 è un piccolo gioiello del cinema. Le
storie, incredibili e quotidiane, di alcuni delinquenti di
Los Angeles, si intrecciano in
un perfetto disegno assoluto,
evanescenti e spietate allo
stesso tempo. Alta scuola di
sceneggiatura e fotografia.
Rai Due, h. 13.50
TG2 MEDICINA 33
Una rubrica quotidiana dedicata alla scienza applicata
alla medicina. Aggiornamenti sulle ultime scoperte e sperimentazioni. Consigli e prevenzione.
Rai Due, h. 16.10
LA SIGNORA IN GIALLO
Un classico dei telefilm gialli:
Angela Lansbury interpreta
la scrittrice Jessica Fletcher,
alle prese con casi di omicidio. In questa puntata è Jessica stessa a essere accusata
ingiustamente di diffamazione e ricatto. Inizia le indagini
per scagionarsi…
La 7, h. 18.00
MAC GYVER
Le avventure incredibili di
un ex agente segreto in difesa dei più deboli. In onda le
puntate della seconda serie.
Sky Uno, h. 20.00
DAVID LETTERMAN SHOW
Canale Sky 109. Il comico
e anchorman David Letterman spara a zero sulla società americana, fra divertenti
gag e interviste a personaggi
di spicco dello showbiz internazionale.
Rete Quattro, h. 21.10
PRIMA TI SPOSO,
POI TI ROVINO
Divertente e ironica commedia diretta dai fratelli Cohen,
con George Clooney e Catherine Zeta-Jones. Un avvocato divorzista riesce a vincere
una causa contro un’affascinante femme fatale a caccia di eredità. La donna si
vendicherà seducendolo, ma
anche l’amore è in agguato.
Ottimo cast per una storia
divertente.
Rai Tre, h. 12.45
LE STORIE – DIARIO ITALIANO
Il giornalista Corrado Augias
torna anche per questa stagione ad analizzare l’Italia e
gli italiani in un interessante
talk-show.
Rete Quattro, h. 16.50
LA LUNGA STRADA
VERSO CASA
Pellicola del 1990 con Whoopi Goldberg. La segregazione
razziale dei neri d’America:
una donna di colore accudisce la bambina di una famiglia di bianchi. Ogni giorno
deve fare i conti con il razzismo della gente. Ma qualcosa
sta per cambiare…
Rete Quattro, h. 20.30
WALKER TEXAS RANGER
Continuano le avventure dei
ranger che a forza di calci e
mosse di full-contact tengono pulite le strade americane.
Rete Quattro, h. 21.10
ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO
Un classico della commedia
“birra e salsicce” di Bud Spencer e Terence Hill: due nemici-amici vincono in una gara
d’auto una splendida dunebuggy. Ma i delinquenti del
posto la distruggono, e qualcuno dovrà ripagarla…
Canale Cinque, h. 21.10
IL BAMBINO
CON IL PIGIAMA A RIGHE
Un film del 2008 sulla Shoah,
che racconta lo sterminio degli Ebrei visto dagli occhi ancora liberi di un bambino, figlio di un ufficiale nazista in
forze nei pressi di un campo
di concentramento. L’amicizia con un bambino ebreo e
l’incapacità di immaginare e
riconoscere la crudeltà a cui è
sottoposto. Da vedere.
Rai Due, h. 9.45
CANTIERI D’ITALIA
Una rubrica a favore dell’integrazione culturale in Italia.
La puntata di oggi: “L’italiano di base per costruire la cittadinanza”.
Rai Uno, h. 11.05
OCCHIO ALLA SPESA
Alessandro Di Pietro presenta
un appuntamento quotidiano che si occupa dei consumatori italiani: in ogni puntata vengono presentate le
caratteristiche di un alimento di uso comune e scopriremo come scegliere sempre la
qualità. Oggi si parla dei prodotti Dop.
Rete Quattro, h. 16.30
CIMARRON
Film western con Glenn Ford.
America, fine Ottocento. Il
pioniere Cimarron cerca di
conquistare un pezzo di terra
per sé e la sua famiglia. Non
riuscendovi, decide di fondare un giornale di denuncia a
favore dei coloni, suscitando
troppo scalpore…
Rai Tre, h. 01.10
CULT BOOK
Settimanale di cultura dedicato alla letteratura di tutti i tempi. Il conduttore Stas
Gawronski legge dei brani
tratti da “I fiori del male” di
Charles Baudelaire.
Rai Quattro, h. 21.10
IL REGNO DEL FUOCO
Ottimo film d’azione e fantascienza con Matthew McConaughey e Christian Bale. In seguito
al ritorno dei draghi sulla Terra,
l’umanità è stata distrutta dalla loro potenza. Solo alcuni sopravvissuti vivono nascondendosi dagli attacchi quotidiani.
Ma un forestiero afferma di
avere un segreto per distruggerli… azione ed effetti speciali
per gli amanti del genere.
44
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Cultura e comunicazione Radio e Media
PalaBrescia A tu per tu con Fresu, al Palabrescia il 2 febbraio con Benni
Musica che emoziona
M
Mercoledì 2 febbraio alle 21 al PalaBrescia si apre la sezione “Universi e
linguaggi” con uno spettacolo in anteprima nazionale nato dal duo Stefano
Benni e Paolo Fresu.
Il primo è autore di testi, guidato dal
ritmo della musica jazz; il secondo è il
trombettista più famoso d’Italia; insieme costituiscono un mix del tutto originale. Per info sullo spettacolo www.
palabrescia.it. Prezzi del biglietto da
12 a 37 euro, aumentati di un euro la
sera dello spettacolo.
Abbiamo intervistato in esclusiva per
“Voce” Paolo Fresu da Parigi dove in
questi giorni si trova per lavoro.
Brescia fortunata, visto che tu
e Stefano Benni inizierete la
tournée di un nuovo progetto proprio dal PalaBrescia. Cosa dobbiamo aspettarci?
Un testo bellissimo ed esilarante scritto appositamente da Stefano Benni ed
una musica originale costruita appositamente per quello spettacolo. Insomma, più che un reading…
Cosa vi ha spinto a collaborare?
Con Stefano ci siamo conosciuti molti
anni fa. Credo che sia stata galeotta la
Sardegna alla quale lui, come me del
resto, è molto legato. Ricordo di avere fatto con lui una lettura improvvisata a Cagliari e di avere scoperto una
serie di interessi comuni. È da allora
che, ogni tanto, ci ritroviamo sui palchi per collaborare assieme ma, al di
la di questo, sono come molti di noi un
di Mauro Toninelli
accanito lettore dei suoi libri e lui è un
conoscitore ed appassionato di jazz.
Che cosa significa essere il trombettista più famoso in Italia?
Ammesso che ciò sia vero significa
essere spinti a fare sempre meglio ed
a fare sempre di più. È una sorta di
condanna estremamente piacevole
ed invitante. La difficoltà non è arrivare al centro delle cose ma riuscire
a starci dentro.
Il suono della tua tromba ha la
forza di un racconto, accompagna
per mano l’ascoltatore quasi fosse
una narrazione. Cosa pensi quando suoni?
Penso per colori ed emozioni. Perche
penso che se la musica non procura
un’emozione evidente non serve. Se
poi sono sul palco con Stefano penso
non solo al suono della sua voce ma
all’altro suono che è quello del racconto che così si fa musica.
Si dice che la musica sia ricca di
magia. Qual è la magia della musica per te?
La magia della musica è l’inatteso e
l’inaspettato che la rende diversa ogni
giorno. Ma la magia è anche il palpabile (seppure non sempre) senso di comunione con se stessi, con i compagni
di viaggio e con il pubblico. È magia
perché queste cose non sono scontate
e non sempre accadono. Magia è dunque l’apparire e lo scomparire.
Se Paolo Fresu dovesse definirsi tramite una sua musica, quale
sceglierebbe?
Personalmente non sceglierei una musica ma sceglierei un suono che la traduce in altro.
Programmazione
LA SANTA MESSA IN TV
La S. Messa prefestiva che Teletutto, Telenord e
Super TV trasmettono alle ore 18.30 del sabato, è ripresa dalla parrocchia di S. Maria Assunta in Gussago.
LA BUONA NOVELLA
Il commento al Vangelo è di don Giuseppe Fusari. Dal 16 gennaio ospitiamo la nuova rubrica
“Luoghi per lo spirito”. Con Michele Peli di Brevivet vi guidiamo alla scoperta di nuovi itinerari
di fede. Il programma, prodotto da VoceMedia
e curato da Betty Cattaneo, va in onda anche su
Radio Voce Camuna la domenica alle 8; Ecz la domenica alle 15; Radio Claronda la domenica alle
16 (1ª parte) e il lunedì alle 17 (2ª parte); Radio
Basilica Verolanuova la domenica alle 10.30 (1ª
parte) e alle 13.30 (2ª parte); Radio Ponte Manerbio la domenica alle 12.30; Radio Raphaël
la domenica alle 9 (1ª parte) e alle 13 (2ª parte).
VOCE MATTINA
Il contenitore in diretta, condotto da Marco
Vignoletti, si presenta ricco di nuovi appuntamenti. Ogni lunedì alle 11.15 “Voce ai bresciani”: sondaggi per le vie della città sui temi del
momento con Elisa Bassini. Tra le altre rubriche,
“A tu per tu” con la psicologa Anna Grasso Rossetti, “I mille volti di Brescia” con Giacomo Danesi, “Cose di musica” col critico Ricky Barone,
lo spazio dedicato al cinema e collegamenti in
“presa diretta” per raccontare ciò che accade in
città e provincia.
VOX POPULI
Dal lunedì al venerdì potete partecipare al nostro sondaggio quotidiano dedicato ai più importanti temi di attualità, in collaborazione col
giornale on line lavocedelpopolo.it. Al termine
di “Belli dentro” i risultati finali.
Paolo Fresu
PalaBrescia Unica data, sabato 5 febbraio alle ore 21
Aterballetto porta in scena “Certe notti”
La prestigiosa compagnia di fama internazionale Aterballetto
porta in scena le canzoni e le poesie della rockstar emiliana
Luciano Ligabue con dialoghi tratti dal film “Radiofreccia”.
La musica che esce da una radio e rompe il silenzio provocato dal rumore sordo e monotono del motore, i raggi dei fari
che tagliano l’oscurità e concedono un passaggio attraverso il
paesaggio che si nasconde dietro il velo della notte. La danza
alterna assoli, incontri di piccoli gruppi, pezzi d’insieme dove
il complesso giovane di Aterballetto, coreografato da Mauro
Bigonzetti, mostra tutta la sua capacità, perizia tecnica e forza espressiva, fino a un secco virtuosismo, incrociando canzoni come Vivo morto o X, Buonanotte all’Italia, Piccola stella
senza cielo, Bar Mario, Hai un momento Dio?, Certe notti con
le riflessioni dure, “acide”, a volte surreali di Lettere d’amore
nel frigo. Uno spettacolo di grande appeal che vive di tensioni, desideri, fughe, contrasti ed erotismo e che rappresenta
al momento la data unica di danza al PalaBrescia di via Ziziola. Data unica ma, come si diceva, di eccellenza, considerata
la compagnia in scena. Aterballetto è considerata, infatti, la
principale Compagnia di produzione e distribuzione di spettacoli di danza oggi in Italia e la prima realtà stabile di balletto al di fuori delle Fondazioni liriche. Nata nel 1979 è formata
da danzatori solisti in grado di affrontare tutti gli stili. Dopo
Amedeo Amodio, che l’ha diretta per quasi 18 anni, dal 1997
al 2007 la direzione artistica è stata affidata a Mauro Bigonzetti, coreografo di fama internazionale e proprio per assicurare
il maggiore impegno creativo al suo talento, dal febbraio del
2008, Bigonzetti ha assunto il ruolo di coreografo principale
mentre la direzione artistica è stata affidata a Cristina Bozzolini, già prima ballerina stabile del Maggio musicale fiorentino.
Biglietti interi in prevendita: Poltronissima Gold 37 euro; prima
poltrona e prima galleria 27 euro. Info: www.palabrescia.it.
LA BUONA NOTIZIA
Gli argomenti trattati: l’incontro del Vescovo con
i giornalisti; il trasferimento dell’8° giorno della Caritas; l’assemblea diocesana degli oratori;
la settimana educativa a Monticelli. La rubrica
“4 parole” è con Vittorio Pedrali sullo spettacolo “Pregare non è solo muovere le labbra”. La
Buona Notizia va in onda: la domenica alle 13
su Teletutto e alle 20 su Telenord; su Super TV
la domenica e il martedì alle 20; su Più Valli TV
la domenica alle 8; su Teleboario la domenica
alle 8.15 e alle 10.
BELLI DENTRO
È tornato a grande richiesta il programma preserale condotto da Carlo Zaniboni e Fabrizio Gorni.
Circa due ore di diretta, dal lunedì al venerdì alle
17.10. Tra canzoni, giochi ospiti in diretta e sondaggi, il modo più piacevole di finire la giornata lavorativa. Al termine va in onda Zona relax,
col meglio della musica “morbida” non stop.
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
SABATO
Via Callegari, 6 - Brescia
Tel. 030 3774592 - 3383636104
Fax 030 3757897
e-mail: [email protected]
Le nostre frequenze
Città e Provincia 88.300
Franciacorta 88.500
Lago d’Iseo 88.400 - 93.500
Alta Valle Camonica 88.050
Lago di Garda 88.200
Bassa Valle Sabbia 88.400 - 88.25
Bassa Valle Camonica 88.200
Media Valle Camonica 88.300
Alta Valle Sabbia 88.500
Valle Trompia 88.500
6.00 Ecclesia
7.00 Gr
7.05 Pane per il viaggio - pensieri di saggezza e di fede di H. Nouwen - con don Adriano Bianchi
7.15 Il nuovo numero del settimanale La Voce del Popolo
7.35 Rassegna stampa da inBlu
8.00 Gr Radio Vaticana
9.00 Gr
- Voce mattina con Tony Marano
(prima parte)
11.00 Gr
- Voce mattina (seconda parte)
12.00 Gr Radio Vaticana
13.00 Gr
- Radio Voce greatest hits
18.00 Gr
18.50 Pane per il viaggio (replica)
18.55 Zona relax
19.30 Gr Radio Vaticana
19.50 Zona relax
20,50 Diretta sport
Perugia-Basket Brescia
21.00 Disco Story
DOMENICA
7.00 Mattina italiana - Il risveglio
tutto da cantare...
9.00 La Buona Novella a cura di
Betty Cattaneo - 1ª parte
- Commento al Vangelo di don
Giuseppe Fusari
- Sette giorni in diocesi con Angelo Onger
- Primo Piano
10.00 S. Messa dalla Cattedrale
11.00 La Buona Novella 2ª parte
- Ecclesia in collaborazione con
l’Ufficio pastorale della scuola
- Luoghi per lo spirito con Michele Peli
- Vite dei santi in breve a cura
di padre Antonio Sicari
- L’agenda della settimana
12.00 Recita dell’Angelus
12,20 Diretta sport
14.00 Gr Radio Vaticana
19.30 Gr Radio Vaticana
Dal lunedì al venerdì
GR Nazionali dalle 7 alle 18
Gr Radio Vaticana ore 8 e ore 19.30
GR Locali 10.30 11.30 12.30 13.30 15.30
Radio ECZ
Via XV giugno, 4
25014 Castenedolo (Bs)
Tel. 0302731444 Fax 0302130911
www.radioecz.it
[email protected]
Visita il nostro sito oppure telefona ai nostri numeri
per individuare, tra le oltre 60 frequenze di ECZ, quella
che corrisponde alla tua parrocchia
S. Messe: Dal lunedì al venerdì 9.03 - 19.03;
sabato 19.00; domenica 9.00 - 10.30 - 18.00
Se preferisci ascolta quelle messe in onda dalla
tua parrocchia sulle nostre frequenze
Radio Voce
Camuna
Via Mazzini, 92 - 25043 Breno (Bs)
Tel. 0364.22342 fax 0364 320906
e-mail: [email protected]
[email protected]
www.vocecamuna.it
Informazione locale
ECZ GIORNALE: Dal lunedì al venerdì alle 12.30 - 13.30 - 19.40.
BLOCK NOTES: Gli appuntamenti di città e provincia
Dal lunedì al venerdì: Mattino 10.03 - 11.03 - 12.03.
Pomeriggio: 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30. Il sabato alle
12.30 - 13.30 - 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30.
COSA C’È DA VEDERE: Le iniziative teatrali, cinematografiche
e musicali di città e provincia
Dal lunedì al venerdì alle 12.37 - 13.37 - 19.47
DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ
6.00 Ecclesia
6.30 S. Messa
6.55 Pane per il viaggio - pensieri di saggezza e di fede di H. Nouwen - con don Adriano Bianchi
7.15 L’apertura con Mario Ricci
7.25 Rassegna stampa nazionale
7.55 Pane per il viaggio (replica)
8.15 L’apertura (2ª parte)
9.15 Brescia in diretta - fatti e
personaggi in primo piano a cura
di Mario Leombruno
10.10 Voce mattina con Marco
Vignoletti
10.15 L’agenda: appuntamenti
e spettacoli
10.50 Il mercatino
12.15 Cinema mon amour
- Voce trailer
12.50 L’informalavoro
14.05 100% Brescia
15.00 Pomeriggio inBlu
17.10 Belli dentro
18.50 Pane per il viaggio (replica)
18.55 Zona relax
19.30 Gr Radio Vaticana
- Zona relax
21.00 La musica della sera
- lun: La reserva de Pedro
- mar: Alta rotazione con Alessandro Gardenato
- mer: Brescia music play con Ricky Barone
- gio: Voce live
- ven: Soul power con Aldo Rizzo
- sab: Disco Story
22.00 Effetto notte
Bienvenida America latina Martedì 20.05
Informazione liturgico-pastorale Mercoledì 10.09
Voce alle Acli (ultimo del mese) Mercoledì 11.09
Giovedì insieme Giovedì 10.09
Insieme… all’Opera! Venerdì 10.09
Con le ruote... sotto i piedi! Venerdì 11.09
Cucina e tradizione Venerdì 12.15
Amico liscio Sabato 9.03
La buona novella Domenica 15.00
Rubriche
Popoli tra sogni e speranze Lunedì 10.09
Oggi parliamo di… Lunedì 11.30
Fuori Gioco! Lunedì 18.00
Letture Martedì 10.09
Sul filo della memoria Martedì 10.40
Vocegiornale notiziario radiofonico principale
dal lunedì al sabato alle 8.30 - 12.30 - 18.30 - 22.30.
VoceFlash notizie in breve dal lunedì al sabato
alle 11 - 14 - 16 - 20 - 23.45.
Rassegna stampa quotidiana appuntamento
con le prime pagine dei quotidiani dal lunedì al sabato alle 9.30.
Almanacco previsioni del tempo.
Pensiero religioso. ecc. dal lunedì al sabato alle 8.
Stremadès storia e varia cultura locale venerdì
alle 17 e domenica alle 11.
Terza pagina attualità culturale. Mercoledì alle 17.
Una proposta musicale al giorno programma musicale
dal lunedì al sabato alle 13.
Titoli di coda striscia musicale con voci differenti ogni volta. Tutti
i giorni dalle 20 alle 22.
E poi ancora Mercatino (10.20 - 12.20 - 18.20); Corsi & Concorsi
(7.30 - 12.45 - 18.45); Vivilavalle (9 - 12 - 18); ecc.
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Cultura e comunicazione Sala della comunità
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Cinema “Qualunquemente”,
con il personaggio di Antonio Albanese
La morale
capovolta
di Cetto
Il protagonista è una macchietta dei tempi nostri:
come altri personaggi della galleria espressionista
di Albanese, anche quando provoca la risata
fa correre un brivido lungo la schiena
Antonio Albanese sul set di “Qualunquemente”
PROGRAMMAZIONE
Il super-malvagio, geniale e diabolico Megamind sta tentando di
conquistare la Terra da più di 20 anni ma, ogni volta, è ostacolato
dal suo acerrimo nemico, il supereroe Metro Man. Il tutto cambia il
giorno in cui Megamind uccide accidentalmente Metro Man mentre
è alle prese con uno dei suoi diabolici piani. Trovandosi d’improvviso
senza un nemico da sconfiggere, il cattivo genio decide che l’unica
maniera per non annoiarsi è creare un nuovo super rivale. Quest’ultimo è migliore, più grande e più forte rispetto a Metro Man. E quando comincia ad intraprendere la propria guerra per distruggere il
mondo, Megamind dovrà prendere una decisione: potrà sconfiggere la propria creazione diabolica? Potrà l’uomo più intelligente del
mondo fare la scelta giusta per una volta? Potrà il cattivo genio invertire i ruoli e diventare l’eroe della sua stessa storia?
American life
di Sam Mendes
Qualunquemente
di Giulio Manfredonia
Megamind
di Tom McGrath
Sala della comunità
SERENO – BRESCIA, VILL. SERENO:
sabato 29 dicembre ore 20.45; domenica 30 dicembre ore 20.45; lunedì 21 dicembre ore 20.45.
Sala della comunità
GLORIA – MONTICHIARI: sabato
29 gennaio ore 21.00; domenica
30 gennaio ore 15.00, 21.00; lunedì 31 gennaio ore 21.00.
Sale della comunità
SERENO – BRESCIA, VILL. SERENO: domenica 30 gennaio ore 15.00; SALA DELLA COMUNITÀ – LUMEZZANE
SAN SEBASTIANO: domenica 30 gennaio ore 15.00, 18.00, 20.45; AURORA – PAVONE MELLA: venerdì 28
gennaio ore 20.45; sabato 29 gennaio ore 20.45; domenica 30 gennaio ore 15.30, 20.30; AURORA – PONTE
CAFFARO: sabato 29 gennaio ore 21.00; domenica 30 gennaio ore 30 gennaio ore 16.00, 21.00; SEBINO –
SALE MARASINO: sabato 29 gennaio ore 20.45; domenica 30 gennaio ore 16.00, 20.45; CORALLO – VILLANUOVA: domenica 30 gennaio ore 14.30; ITALIA – LONATO: domenica 30 gennaio ore 15.00.
Nata nel 1959, Sammy, è una
tartaruga marina che durante i
suoi “primi” cinquant’anni, non
ha fatto altro che viaggiare per
il mondo, attraversando tutti gli
oceani e cercando di scampare
alla più grande minaccia di questo secolo per le specie marine
(ma non solo)... il riscaldamento globale.
Flynn Rider, il bandito più ricercato e più affascinante del regno,
si ritrova costretto a stringere un
patto con una ragazza dai lunghissimi capelli d’oro che vive
imprigionata all’interno di una
torre. Grazie al suo bell’aspetto,
il baldo fuorilegge ha sempre
avuto vita facile. Ma una volta
rifugiatosi nella misteriosa torre la buona sorte sembra avergli voltato le spalle per sempre...
Le avventure di Sammy – Il passaggio segreto
di Ben Stassen
Rapunzel – L’intreccio della torre
di Nathan Greno, Byron Howard
In un mondo migliore
di Susanne Bier
Sale della comunità
SAN FILIPPO NERI – COLLEBEATO (in digitale con microcinema): sabato
29 gennaio ore 21.00; domenica 30 gennaio ore 15.00, 17.30; AURORA
– PALAZZOLO: domenica 30 gennaio ore 16.00, 20.30.
Sale della comunità
SANTA GIULIA – BRESCIA, VILL. PREALPINO: domenica 30 gennaio ore
15.00, 17.00; INZINO – INZINO: sabato 29 gennaio ore 20.30; domenica
30 gennaio ore 15.00.
Sala della comunità
SANTA GIULIA – BRESCIA, VILL.
PREALPINO: domenica 30 gennaio ore 20.45; martedì 1 febbraio
ore 20.45.
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
F
di Nicola Rocchi
Finora avevamo conosciuto l’uomo:
Cetto La Qualunque, il mostruoso politico creato da Antonio Albanese con
lo sceneggiatore Piero Guerrera. Volgare, cinico, delinquente sfacciato dal
linguaggio sulfureo, Cetto esibisce con
orgoglio la propria immoralità. È una
macchietta dei tempi nostri: come altri
personaggi della galleria espressionista di Albanese, anche quando provoca
la risata fa correre un brivido lungo la
schiena. La scelta, sulla carta rischiosa,
di renderlo protagonista di un film ha
permesso di allargare il quadro all’ambiente che lo circonda: moglie, figlio,
casa, amici e nemici, tutti immersi in
una realtà morale capovolta nella quale
la violazione è la regola che la legalità
si ostina a voler infrangere.
Il meglio di “Qualunquemente” è proprio nella parte iniziale, quando il regista Giulio Manfredonia accompagna
gli spettatori alla scoperta del mondo
di Cetto. Ritornato nella sua Marina di
Sopra, in Calabria, dopo qualche anno
di latitanza, Cetto si trova alle prese
con “scandalosi” cambiamenti. Il suo
villaggio turistico abusivo è fatto oggetto di inchieste giudiziarie. L’onesto
insegnante Giovanni De Santis (Salva-
tore Cantalupo) si è candidato a sindaco. Perfino il ragioniere che gestisce i
conti di Cetto deve ogni tanto versare
qualche euro al fisco (ma le tasse, ammonisce il nostro, “sono come la droga:
paghi una volta per provare e magari
ci prendi gusto”).
I guai lo seguono anche tra le mura domestiche. Nella straordinaria casa zeppa di ritratti del capofamiglia e invasa
da ogni sorta di paccottiglia (è la vera
villa di un riccone, scovata alle porte di
Roma), la moglie non gradisce la consorte ausiliaria che Cetto si è portato
dall’estero. Il figlio Melo, poi, è un ragazzino timido che indossa addirittura il casco quando va in motorino (e la
sua “rieducazione” è forse la parte più
agghiacciante). A Cetto non resta che
candidarsi a sindaco, facendo campagna elettorale a modo suo per ripristinare l’illegalità minacciata.
Checco, addetto alla sicurezza
di una discoteca della Brianza, si
trova inserito ad ingrossare le fila
della Security del Duomo di Milano in un periodo in cui la richiesta
di vigilanza è aumentata a causa
del pericolo di attentati. Nel frattempo si innamora di Farah, una
studentessa straniera di architettura... Le capacità intellettuali di
Checco e la vera identità della sua
ragazza saranno una minaccia per
il patrimonio artistico italiano…
47
Albanese – che non è solo un comico
ma anche un attore vero e bravo – tiene
la scena per un’ora e mezzo senza strafare: perfino contenendo l’esuberanza
del personaggio che, nella quotidianità della sua cafonaggine, finisce col
risultare ancora più inquietante. Il regista ha evocato Fantozzi, collocando
Cetto La Qualunque nel pantheon delle maschere italiane che amplificano
nel grottesco le nostre miserie. Il suo
film però picchia un po’ più duro, pur
nell’apparente leggerezza di uno stile
che mescola in modo colorito l’estetica dei cartoon, il western all’italiana,
il genere mafioso.
È efficace nel creare il quadro d’insieme, meno nel tener desta l’attenzione
sulla storia: anche perché non tutti i
comprimari (in particolare l’“esperto
elettorale” di Sergio Rubini) appaiono
all’altezza del protagonista.
La nuova pellicola è basata sul terzo dei sette libri della serie di Lewis
“Le Cronache di Narnia”. Edmund e
Lucy Pevensie, con il cugino Eustace,
vengono inghiottiti in un quadro e
portati a Narnia sulla fantastica imbarcazione, e lì si uniscono al re Caspian e al topo guerriero Reepicheep
in una missione da cui dipende il destino della stessa Narnia. Vincendo le
proprie grandi tentazioni, gli arditi
viaggiatori toccano isole misteriose,
si scontrano con creature magiche...
Che bella giornata
di Gennaro Nunziante
Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero
di Michael Aptedù
Natale in Sudafrica
di Neri Parenti
Sala della comunità
SAN LUIGI – LODRINO: sabato 29 gennaio ore 20.30; domenica 30 gennaio ore 20.30; LUX – LUMEZZANE PIEVE: domenica 30 gennaio ore
15.30, 18.00, 20.30; lunedì 31 gennaio ore 20.30; ASTRA – LUMEZZANE
S. APOLLONIO: sabato 29 gennaio ore 20.30; domenica 30 gennaio ore
14.30, 17.30, 20.30; SPLENDOR – ODOLO: sabato 29 gennaio ore 20.30;
domenica 30 gennaio ore 20.45.
Sale della comunità
SAN GIOVANNI BOSCO – BIENNO: sabato 29 gennaio ore 20.30; domenica 30 gennaio ore 15.30; SAN GIOVANNI BOSCO – EDOLO: venerdì 28
gennaio ore 20.45; sabato 29 gennaio ore 20.45; domenica 30 gennaio
ore 20.45; DON BOSCO – PONTOGLIO: domenica 30 gennaio ore 16.15.
Sala della comunità
PAOLO VI – PREVALLE: sabato 29
gennaio ore 20.30; domenica 30
gennaio ore 15.30; CORALLO –
VILLANUOVA: sabato 29 gennaio
ore 20.30; domenica 30 gennaio
ore 20.30.
CINEFORUM
Uomini di Dio
di Xavier Beauvois
Sale della comunità
TEATRO COMUNALE – BORGOSATOLLO: venerdì 28 gennaio
ore 20.30; SAN GIOVANNI BOSCO – EDOLO: lunedì 31 gennaio ore 20.45; SALA DELLA COMUNITÀ – MARONE: giovedì 27
Vi presento i nostri
di Paul Weitz
Adèle e l’enigma del faraone
di Luc Besson
Harry Potter e i doni...
di David Yates
Sala della comunità
IDEAL – CASTENEDOLO: sabato
29 gennaio ore 21.00; domenica
30 gennaio ore 21.00.
Sala della comunità
PAOLO VI – DESENZANO: domenica 30 gennaio ore 15.00.
Sala della comunità
CRYSTAL – LOVERE: domenica 30
gennaio ore 15.00.
gennaio ore 20.45; sabato 29
gennaio ore 20.45; domenica 30
gennaio ore 20.45
14 kilometros
di Gerardo Olivares
Sala della comunità
AURORA – PALAZZOLO: venerdì
28 gennaio ore 20.45
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LA VOCE
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Segni che parlano
di Giancarlo Paris, ofm conv.
Una monaca clarissa a Faenza è morta. Si chiama suor Vittoria. Le sorelle hanno preparato il feretro nella chiesa del monastero dove tutti possono entrare per una preghiera.
Il corpo è composto in una cassa semplice adagiata sul pavimento. L’abito da monaca
dice la sua vocazione. Le mani intrecciate in grembo stringono la corona del rosario per
ricordarci una vita vissuta nella preghiera e nella meditazione della vita di Cristo. I piedi
sono nudi, perché si trova davanti al roveto ardente dell’Amore che arde e non consuma.
Il suo corpo è coperto da un bianco tulle da sposa: davanti a lei lo Sposo nel simbolo del
cero pasquale. Il suo volto accenna un sorriso e il capo è leggermente rialzato, quasi proteso a ricevere o a donare un bacio. Quando i segni sono discreti, parlano e ci aiutano a entrare
e a partecipare al Mistero. Così anche la morte che ci fa paura, diventa un’attesa, un incontro, un
bacio dato e ricevuto. Il “felicissimo bacio della Sua bocca”, scrive Santa Chiara alla nobile Agnese di
Praga che lascerà onori e ricchezze per donarsi interamente allo Sposo.
SETTIMANALE DIOCESANO
FEDE - LEALTÀ - CORAGGIO
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LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Economia e lavoro
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49
Brescia La relazione di Giuseppe Bertagna
Formazione
e lavoro
per lo sviluppo
La Fondazione Micheletti, in collaborazione
con Assti e con il Politecnico di Milano, ha
organizzato il convegno “Scienza, tecnica e
industria nei 150 anni di Unità d’Italia”.
In primo piano il rapporto tra scuole e imprese
C
Centocinquanta anni dall’Unità di Italia, una lunga storia di un Paese capace di diventare una delle prime potenze mondiali, partendo quasi dal nulla.
A questo poderoso sviluppo hanno
contribuito nomi che, al giorno d’oggi, paiono quasi sconosciuti, ma che
in realtà negli anni immediatamente
successivi all’unificazione hanno fornito un apporto decisivo all’industrializzazione del Paese.
Per mettere in risalto il contributo
fondamentale, e tuttora forse non ade-
150 anni dopo
Gli artefici
dell’evoluzione
dell’Italia
di Mario Nicoliello
guatamente valorizzato, che scienziati,
tecnici, inventori hanno dato allo sviluppo del processo unitario e all’affermazione dell’Italia quale Paese moderno, economicamente progredito, dotato di un’importante base manifatturiera nonostante le carenze strutturali,
la Fondazione Luigi Micheletti – l’ente
promotore del Museo dell’industria e
del lavoro di Brescia – in collaborazione con Assti (Associazione per la
storia della scienza e della tecnica in
Italia nell’età dell’industrializzazione
di Milano) e il Politecnico di Milano
e con il contributo della Fondazione
comunità bresciana ha organizzato nei
giorni scorsi una giornata di studio dedicata a “Scienza, tecnica e industria
nei 150 anni di Unità d’Italia”.
Duplice a parere degli organizzatori
è stato lo scopo del convegno. Da un
lato “dimostrare che l’approccio storico consente un dialogo fecondo tra
cultura scientifica e cultura umanistica”, dall’altro “fornire, al mondo della scuola e alle imprese, materiale e
spunti di riflessione per un rinnovato
incontro tra cultura e industria, indispensabile per affrontare la globalizzazione e le nuove sfide imposte dalla
crisi economica”. Per raggiungere questi obiettivi, il dibattito è stato introdotto dalla relazione di Giuseppe Bertagna, docente di Pedagogia all’università di Bergamo, dedicata al rapporto
tra scuole e imprese. Punto centrale
del discorso è stato un nuovo modo di
fare scuola, basato sulla capacità sia
Nel 1961, in occasione del Centenario dell’unificazione nazionale, tra le diverse iniziative realizzate ci fu anche un album
di figurine, che ripercorreva i cambiamenti avvenuti nel Paese nell’ultimo secolo. Nella raccolta c’era anche un’intera pagina dedicata allo sviluppo economico, dove campeggiavano figurine delle prime fabbriche, dei mezzi di trasporto del
tempo e delle fonti energetiche maggiormente in voga. Per i
150 dell’Unità al momento non è stata programmata una iniziativa simile pertanto, durante il convegno organizzato dalla
Fondazione Micheletti, Vittorio Marchis, docente al Politecnico di Torino, ha provato a immaginare quali volti potrebbero
essere raffigurati sulle figurine che intendessero rievocare l’industrializzazione del nostro Paese. Infatti, come è stato osservato durante la mattinata di studi da Carlo Giacomo Lacaita,
docente alla Statale di Milano, il Risorgimento non è stato soltanto quello dell’Europa degli Stati liberali, ma “anche quello
del processo di industrializzazione”. L’Italia si è modernizzata
sfruttando il confronto tra opinioni, la mobilità delle persone,
gli scambi culturali con gli altri Paesi d’Europa. Protagonisti di
questo “fermento culturale”, sono stati dirigenti che hanno
di riflettere sia di elaborare processi e
conseguentemente di creare un dialogo duraturo tra istituzione scolastica e
mondo imprenditoriale, con quest’ultimo che deve anzi diventare “una vera e
propria scuola, costituendo una risorsa formativa su cui puntare”. Secondo
Bertagna la vera sfida consiste perciò
nel “collegare la scuola e l’impresa non
con l’alternanza scuola lavoro, come
fossero cose separate, o con gli stage
nei quali si osserva quello che gli altri
fanno, ma nell’idea di un’impresa come scuola. A queste condizioni non è
sprecata l’occasione di un apprendistato formativo”. Citando Rousseau,
il docente ha ribadito come occorra
evitare che i giovani “prima si limitino
a studiare argomenti prettamente teorici, e successivamente siano gettati
nel mondo del lavoro senza la minima esperienza”. Formazione e lavoro,
dunque, come due facce della stessa
medaglia, che insieme possono contribuire allo sviluppo della persona.
seguito un percorso formativo di natura politecnica. Nell’album di figurine immaginario Marchis ha inserito personaggi
che frequentarono il Politecnico di Torino. Primo fra tutti Quintino Sella, che prima di diventare un economista e ricoprire la
carica di ministro delle Finanze, è stato un ingegnere minerario. Poi a seguire Tommaso Agudio, protagonista della prima
esposizione torinese del 1884, importante momento di rinascita del capoluogo piemontese, già da qualche anno non più
Capitale d’Italia. Per finire Marchis ha proposto anche i volti
di Camillo Olivetti, fondatore dell’omonima impresa, e Emma
Strada, prima donna laureata in Ingegneria in Italia.
Numerosi sono stati gli scienziati, i tecnici e gli inventori che
hanno contribuito sia all’unificazione sia alla modernizzazione del Paese. Andrea Silvestri, docente al Politecnico di Milano
ha proposto brevi flash su alcuni laureati nell’ateneo milanese
verso la fine del XIX secolo o nei primi decenni del XX secolo:
Francesco Brioschi, Giuseppe Colombo, Giovanni Battista Pirelli, Alberto Riva, Ettore Paladini, Giulio Primetti, Carlo Emilio
Gadda, Agostino Rocca, Maria Artini, primo ingegnere elettrotecnico donna italiano.
50
Economia e lavoro
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Agricoltura Al Centro fiera di Montichiari
La Fiera
zootecnica
scalda i motori
La manifestazione, che si terrà dall’11 al 13
febbraio, è punto di riferimento del comparto
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Dall’11 al 13 febbraio, il Centro fiera del Garda ospita la Fiera agricola
zootecnica italiana. Giunta alla sua
83ª edizione, la rassegna che di fatto
inaugura il calendario delle manifesaztioni fieristiche del 2011. La manifestazione (forse la più importante
del comparto nel panorama nazionale) proporrà un panorama completo
del settore agricolo, con tematiche e
contenuti innovativi ad alto impatto
mediatico, consentendo l’opportunità di relazione diretta tra produttore/
espositore ed operatore/visitatore, in
di Franco Piovani
un contesto di fiera dinamica e coinvolgente per l’intero comparto agricolo e zootecnico nazionale ed internazionale. Nel programma l’Open Holstein Show europea dedicata agli allevamenti di Frisona, organizzata dalle
Associazioni provinciali allevatori di
Verona e Brescia, dall’Associazione
nazionale frisona italiana - Anafi, in
collaborazione con il Centro fiera del
Garda di Montichiari e Veronafiere,
nell’ottica di un’alternanza che vede
negli anni dispari il confronto internazionale nel Bresciano, mentre negli
anni pari a Verona. Per gli allevatori
italiani si tratterà di difendere il titolo, conquistato nel febbraio dell’anno scorso a Fieragricola dall’azienda
agricola Errera Holsteins di Borgoforte, in provincia di Mantova.
Nell’ambito della Fiera agricola zootecnica italiana, ampio spazio sarà assicurato anche ai giovani conduttori
dell’Agafi, la sezione appunto junior
dell’associazione di razza Frisona. Un
momento importante, che coinvolge
direttamente nella punteggiatura e
nella valutazione degli animali, gli studenti degli istituti agrari di tutta Italia.
Importanti specifici momenti di valorizzazione delle produzioni made
in Italy, con lo stand e gli animali del
mondo Aia e Italialleva, chiavi strategiche per promuovere la filiera
nazionale e al contempo garantire il
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consumatore finale sul fronte della
provenienza. Riflettori accesi anche
sulla suinicoltura, che nel quadrilatero Brescia, Mantova, Cremona e Lodi
ha una punta avanzata per la salumeria di qualità.
La Fiera agricola zootecnica italiana
di Montichiari porta nel cuore della
pianura padana un evento lungo un
intero weekend in grado di catalizzare l’attenzione del comparto primario, con espositori, convegni ed
eventi legati alla meccanizzazione, la
mangimistica, le agro-energie, i mezzi
tecnici, la veterinaria e la zootecnia
da reddito.
Fra i temi dei convegni gli aspetti della Pac dopo il 2013, il reddito nelle
stalle da latte, il rilancio della suinicoltura, le nuove frontiere delle energie rinnovabili.
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Sport
51
Calcio Un francobollo per il Centenario
Tre punti
per credere
nella salvezza
[email protected]
C
La grinta di capitan Possanzini
Contro i veneti, il primo di una serie di
scontri diretti da vincere assolutamente per
allontanarsi dal penultimo posto in classifica.
Senza pensare al mercato di riparazione,
piuttosto deludente, che si chiuderà lunedì
31. Collegamenti in diretta sulle frequenze di
Radio Voce (Fm 88.3-88.5). Nel frattempo
è in arrivo a giugno un francobollo celebrativo
per il Centenario (1911-2011)
Comunque vada, non sarà un successo. La data ultima di chiusura
del mercato di riparazione è fissata alle 19 di lunedì 31 ma in casa
Brescia si registra malumore per
una sessione invernale piuttosto
deludente. Anche se Gianluca Nani, secondo un sondaggio, è stato
eletto secondo miglior direttore
sportivo di tutte le società di calcio
professionistiche. E pensare che
l’inizio, con l’arrivo di Lanzafame
dopo appena due giorni dall’apertura dei saldi, sembrava promettente. Invece no: perfino mister
Beretta ha continuato per tutto il
tempo a sostenere l’efficacia di un
gruppo che, nel caso dovesse restare lo stesso, ha tutte le carte in
regola per salvarsi senza operare
stravolgimenti. A patto, però, che
venga sfoltita notevolmente la rosa. E l’ultima settimana del mercato ha messo in secondo piano il
ricordo di un giocatore che se n’è
andato già da nove anni. Stiamo
parlando dello “Sceriffo” Vittorio
Mero. Lo scorso 23 gennaio il pensiero è andato a lui, a quel terribile
incidente automobilistico del 2002
che lo ha strappato al calcio e alla
vita. All’affetto della sua famiglia
e dei suoi cari. Il Brescia Calcio
ha ritirato la maglia numero 13 in
suo onore ed ogni anno gli intitola un torneo riservato alle giovani
promesse. In mezzo a tutto ciò, la
stretta attualità non lascia scampo
alle Rondinelle.
Contro il Chievo Verona (terza giornata di ritorno, domenica alle 12,30
con collegamenti in diretta sugli
88.3-88.5 di Radio Voce) c’è bisogno di una vittoria pesante. È uno
scontro diretto e in casa c’è da invertire la rotta negativa della prima
parte di campionato. Il penultimo
posto in classifica, ad una sola lunghezza dalla zona salvezza, rende
le cose molto più difficili. Anche
perché mercoledì 2 febbraio si va
nella Capitale, sponda Roma, per
di Alessio Andreoli
quella che è considerata una “missione impossibile”. Nel giro di un
mese, ci si gioca la permanenza in
serie A. Dopo la Roma, sarà tempo
di ospitare la Lazio (domenica 13),
trasferta con la rinata Udinese sette giorni dopo, il Lecce in casa (27
febbraio). Il tutto prima del trittico terribile Napoli-Inter-Juventus.
Pensare ad una partita per volta,
l’obiettivo di Caracciolo e compagni. E proprio l’Airone, appena cinque reti all’attivo, è stato al centro
di diverse trattative di mercato con
tanto di pista inglese. Il 31 gennaio
è dietro l’angolo, il tempo stringe
e non lo si può lasciare andare anche perché in avanti le scelte sono
già state fatte e soprattutto perché
l’emergenza è a centrocampo, non
nel reparto avanzato (seppur si segna con il contagocce e l’infortunio di Eder abbia fatto tremare la
dirigenza di via Bazoli). Sotto con
il Chievo, dunque, domenica 30 al
Rigamonti. Il secondo di una serie
di scontri diretti che vanno sportivamente “rivendicati”. Non ci sarà
Sereni fra i pali; piena fiducia ad
Arcari, giocatore che lo scorso anno proprio nella seconda parte di
campionato è stato fra gli artefici
del ritorno in serie A. Mancherà
Berardi, fermato per un turno dal
giudice sportivo (al suo posto potrebbe rivedersi Zambelli). A proposito di rientri, Bega ha scontato il turno di squalifica così come
Diamanti. Su quest’ultimo – però
– pesa il forte attacco influenzale
che lo ha colpito. Febbre smaltita
da Zoboli e Vass, per il resto tutto
da copione con il reparto avanzato
che dovrebbe riproporre la coppia
Possanzini-Lanzafame al fianco di
Caracciolo.
Infine i festeggimanti per il Centenario (1911-2011): l’Azienda Filatelica di Stato di San Marino ha
anuunciato l’emissione di un francobollo celebrativo a partire da
giugno.
52
Sport
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Atletica
Protagonista un imprenditore di Gussago
Dieci maratone
no-stop
nel deserto
Stefano Miglietti tenterà l’impresa: ha scelto
le sabbie dell’Egitto (tra il Deserto bianco e il
Gran mare di sabbia) per migliorare il record
P
Per gli amici è soprannominato “il
Miglio”. Stefano Miglietti, bresciano
di Gussago, è pronto a una nuova impresa: correre 10 maratone, senza fermarsi, tra il Deserto bianco egiziano e
il Gran Mare di Sabbia. Quest’ultimo
è già stato attraversato in solitaria da
Stefano nel gennaio del 2006. Ben 421
i km che l’atleta franciacortino – classe 1967 – dovrà percorrere su terreno
sabbioso cercando di coprire questa
distanza nel minor tempo possibile.
Padre di tre figli, lavora come imprenditore da quando ha 23 anni. Lasciato
il tennis si dedica al rugby. L’amore per
la natura lo porta poi a scegliere l’alpinismo e lo sci-alpinismo, lo sport che
più racchiude in sé le caratteristiche
che lo interessano e lo stimolano. Scala buona parte dei 4000 metri delle Alpi
italiane e svizzere. Nel 2003 partecipa
alla manifestazione “Susitna 100”, nota
gara podistica che si tiene a febbraio
di Mario Ricci
in Alaska e che copre un itinerario di
160 km tra i ghiacci. Qui si qualifica
al quinto posto. Nel 2003 fonda l’Associazione “Avventurando” per condividere la passione per l’avventura e
la natura insieme ad alcuni strettissimi amici. Nel febbraio 2005 partecipa
alla competizione Yukon Artic Ultra,
corsa in mezzo ai ghiacci del Canada,
vincendola. A gennaio 2006 attraversa
il deserto egiziano Gran mare di sabbia
in completa autosufficienza. Per realizzare questa avventura Stefano si è
trainato per tutto il deserto uno speciale carrettino con ruote, contenente
scorte di acqua, cibo e attrezzature di
sopravvivenza. A oggi nessun uomo ha
mai attraversato un deserto di sabbia
così esteso in questo modo. A dicembre, poi, attraversa il deserto egiziano
“Gilf Kebir” percorrendo un tragitto
di 340 km in soli tre giorni e cinque
ore ad una velocità media oraria di 9
Al centro, Stefano Miglietti
km/h. A febbraio 2007 vince insieme
all’amico Ghidoni l’edizione 2007 della Yukon Arctic Ultra e stabilendo il
record assoluto della gara. In soli cinque giorni e sei ore, hanno percorso
insieme l’intero tragitto della categoria
“300 miglia” in condizioni ambientali
veramente avverse e trainandosi una
slitta del peso di 20 km. Il termometro in quei giorni ha registrato spesso
temperature di 40 gradi sotto zero. A
settembre 2008 attraversa in solitaria il
deserto egiziano detto “Kharafish” che
divide l’oasi di Farafra dall’oasi di Dakhla. Un terreno di sola sabbia e dune,
mai attraversato da nessuno a piedi. Il
Kharafish è il quinto deserto attraversato a piedi da Stefano. Questa volta
l’attraversata è avvenuta in velocità,
riposandosi il meno possibile e marciando anche di notte. L’obiettivo di
Stefano Miglietti è di portare a termine
questa impresa, cercando di stare al di
sotto del suo record attuale di 72 ore.
La maratona no-stop verrà effettuata
nel corso di quest’ultima settimana di
gennaio. La partenza da Brescia, con
destinazione Egitto, è avvenuta giovedì 27, mentre il rientro è previsto per
il 3 febbraio.
Pallanuoto Brixia
In Coppa
per brindare
Brixia Leonessa torna in vasca
mercoledì 2 febbraio per la
gara di ritorno dei quarti di
finale della Coppa Len. Grazie alla sconfitta di misura in
occasione della gara d’andata (7-6), le calottine biancoazzurre inseguono il passaggio del turno al PalaSystema
contro il Marsiglia.
Fischio d’inizio alle ore 20
(l’ingresso nell’impianto di
via Rodi è gratuito). Alla Brixia basterà vincere con due
gol di scarto per accedere alle semifinali del torneo vinto
in precedenza nel 2002, 2003
e 2006. Assente il solo Rath,
per il resto tutti recuperati
da influenze e acciacchi vari. Questi gli altri incontri in
programma (fra parentesi i
risultati dell’andata): AteneKoper (8-12), Oradea-Honved
(9-12) e Budapest-Savona (105). (al.an.)
Centro Sportivo Italiano
Desenzano Ciclismo e calcio
La Coppa
di Sant’Angela
di Michele Bresciani
Sta diventando una classica del mese di gennaio la
coppa Sant’Angela Merici, organizzata nelle vicinanze della festa patronale di Desenzano dall’Uso Duomo in collaborazione con il Csi Brescia. Ciclismo,
calcio giovanile e calcio femminile hanno animato
il fine settimana del basso Garda. Le due ruote hanno affrontato un tracciato bello dal punto di vista
tecnico e paesaggistico, disegnato anche quest’anno da Egidio Vertua, che si snoda per 6,3 km tra i
colli Reciago e Pusonaro e le paludi del Vallio, nei
pressi dell’ospedale della cittadina gardesana. Ben
117 i corridori al via, in aumento rispetto allo scorso anno anche perché la giornata è stata veramente
splendida, con un sole di quelli che non si vedevano da qualche tempo. La corsa non ha avuto storia:
anche quest’anno Fabio Pasquali (M1, Nuova Pata
Team Arka) ha conquistato il trofeo facendo il vuoto sin dalle fasi iniziali, nonostante un tentativo di
resistenza di Bazzani (Zaina Club) il quale si è però
dovuto arrendere all’allungo dell’avversario sulle
strade del Mericianum. Questi i rilievi al passaggio
di località Ca’ del Diaol, nel punto più elevato del
circuito: al primo giro Pasquali e Bazzani sono tran-
sitati insieme con un distacco di circa 20’’ sulla coppia di inseguitori Fappani – Colombo. Al secondo
giro il distacco tra il primo ed il secondo diventa di
quasi mezzo minuto, con gli inseguitori a rosicchiare qualcosa su Bazzani e al terzo passaggio il ritardo
degli inseguitori sull’uomo in fuga supera il minuto.
Oltre al ciclismo, come detto, hanno arricchito la
festa patronale di Desenzano due tornei riservati
al calcio giovanile e femminile. Il XXX torneo Ato
Gas ha visto competere le squadre della categoria
Top Junior del calcio a 7. A conquistare il trofeo è
stato il Ponte san Marco, che ha battuto in finale i
padroni di casa del Duomo per 2-0 (Plebani e Nika
i marcatori). Al terzo posto si è classificato il Rivoltella, vincitore della finalina sul Castelmella. Capocannonieri del torneo, ex-aequo, Scalvini del Rivoltella e Baronio del Castelmella. Il torneo femminile
ha registrato le partecipazioni di Duomo, Novagli,
Prevalle e San Francesco. Proprio quest’ultimo si
è aggiudicato il successo battendo le desenzanesi
nella finale per 4-1, con la tripletta della Germani.
In casa San Francesco è andato anche il premio
del capocannoniere, con Bellandi autrice di cinque
reti nel corso della manifestazione. Al terzo posto
sono arrivate le ragazze del Prevalle, impostesi su
Novagli per 3-0.
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
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Ginnastica artistica
e judo sugli scudi
Sarà un fine settimana importante quello
che si apprestano a vivere gli atleti di judo
e ginnastica artistica, pronti a dare il meglio
per scalare i podi provinciali.
I judoka calcheranno il tatami a partire dalle
9.30 di domenica al palazzetto comunale di
Roncadelle in occasione della seconda gara
provinciale targata Csi. I primi a cimentarsi
negli incontri in Ne Waza (lotta a terra) saranno ragazzi e fanciulli (9.30), bambini di
5 anni (10.30) e bambini (11). Solo gli esordienti (sul tatami dalle 12) combatteranno
in Taci Waza (lotta in piedi).
I ginnasti si esibiranno davanti ai giudici
arancioblu in corpo libero, trave e volteggio
a partire da sabato. Ad aprire la due giorni della seconda gara provinciale saranno
pulcine, lupette e tigrotte junior e large,
in gara dalle 15.15. Due ore più tardi sarà
la volta di allieve e ragazze large. Domenica mattina largo a ragazze, junior e maschi medium alle 9.15, seguiti alle 11 dalle
allieve medium e alle 13.20 dalle tigrotte
medium. Chiuderanno il sipario sull’evento pulcine e lupette medium alle 16.10. Il
calendario stagionale della ginnastica artistica vivrà la sua tappa successiva il 19 e 20
febbraio a Canneto sull’Oglio in occasione
della prima prova regionale. La seconda, invece, sarà in terra bresciana – a Gottolengo – il 9 e 10 aprile. Maggio, invece, sarà il
mese del trofeo Planet Gym, in programma
domenica 22 a Pavone Mella, poi largo al
Gran premio nazionale di Lignano Sabbiadoro dal 9 al 13 giugno.
Calcio giovanile, basket e sci
In campo a Bovezzo
Sabato 22 gennaio è iniziato l’VIII torneo indoor di
calcio giovanile che animerà l’oratorio e il palazzetto
dello sport di Bovezzo fino a domenica 30 gennaio.
In campo 30 formazioni di bambini suddivise in 4 tornei per anno di nascita (dal 2000 al 2003). Oltre alla
competizione c’è stato spazio per la riflessione. Dopo
l’incontro che ha visto il giocatore del Brescia Marco
Zambelli raccontare il suo percorso dall’oratorio alla
serie A ad adolescenti e giovani, questa sera sarà la
volta di don Elio Cesari – delegato per la pastorale giovanile dei Salesiani del nord Italia – che incontrerà genitori e collaboratori dell’oratorio parlando dell’oratorio come di una realtà di oggi e una scommessa
per domani. La manifestazione offre spunti in grado
di far respirare il vero profumo dello sport. Il ricavato
del torneo “Una squadra per la vita” sarà devoluto
all’Abe, associazione che aiuta i bambini emopatici.
Basket. La prima gara del girone di ritorno dà il via
alla fuga verso le finali provinciali. Nel girone arancione Team 87 difende il primato dilagando a Monticelli Brusati (91-52). Mascalzoni Sebini tengono il passo
della capolista imponendosi sui Jackals 95-56, mentre
Torbole rafforza la sua posizione sul terzo gradino
del podio espugnando Ome con un 59-41. In questa
giornata la sfida più equilibrata è stata Volta-Virtus,
vinta dai mantovani 60 a 54. Nel girone blu la capolista Basket Pallata deve sudare parecchio per avere
la meglio sui Senior (61-57). I Panthers passeggiano
contro Bovezzo (72-56), New Basket si schioda dall’ultimo posto e agguanta Botticino (67-56), mentre Smv
cade sotto i colpi del S. Luigi Gonzaga: finisce 64-73.
Sci. 120 atleti hanno preso parte allo slalom gigante di
Montecampione. A stabilire il miglior tempo assoluto
è stato Maxime Mazzola (Pol. Grignaghe). Il maggior
numero di vittorie individuali premia lo Sci Cai Edolo,
mentre lo Sci Club Pisogne si è confermato primo nella
graduatoria di società. Conferma il primo posto nella
categoria adulti il portabandiera del Montorfano Ski
Team Simone Bignotti. La compagine bresciana sorride
anche con Veronica Loda, bronzo nelle senior femminili. La terza prova sarà domenica al Passo del Tonale.
Formazione. Il 19 e 20 febbraio Coverciano ospita un
master dedicato all’organizzazione del sistema sportivo italiano. Sono cento i posti disponibili per i dirigenti. Per informazioni www.csi-net.it.
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LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Condannare il peccato,
non il peccatore
Egr. direttore,
i fatti politici degli ultimi tempi inducono ad interrogarsi, in modo sempre
più stringente, su quale sia il modo di
atteggiarsi al loro cospetto. Scandalizzarsi o provare compassione? Credo che i fatti personali che riguardano
direttamente un uomo che è anche il
Presidente del Consiglio (e che perciò
stesso sono fatti “politici”) ci inducano a riflettere aldilà e oltre le reazioni di “pancia” di cui l’etere è colmo e
che altro non fanno che colludere colpevolmente con coloro che “alla pancia” da sempre parlano. Collusione
che finisce per lasciar terminare ogni
ragionamento con vissuti, più o meno
espressi, del tipo “così fan tutti”, “non
si salva più nessuno”, “non esiste la
verità”, “dove andremo a finire”. Condannare o scandalizzarsi, dunque? Oso
dire che nessuno dei due è un comportamento cristianamente accettabile.
Ed entrambi sono diversissimi dall’indignarsi. Colui che condanna e si scandalizza immette nell’azione un tale pathos personalizzante che finisce per diventare una competizione nella quale
colui che condanna ritiene se stesso
migliore del condannato. In questo
modo, si riproduce in sedicesimo da
un lato la competizione tra i discepoli
di Gesù su “chi è il migliore”, dall’altro
si incorre inevitabilmente nel peccato
“della trave e della pagliuzza” evange-
liche. Nel novero, giusto per guardare
la mia, di trave, mi ci metto anch’io, a
iniziare da tutte le volte che “mi sono
sfuggite” battute o battutine di chiaro
stampo maschilista, più o meno velatamente irridenti al genere femminile. Dunque, come posso “permettermi” di esprimermi in merito, io che
per primo sono un peccatore? Ecco,
credo che qui intervenga l’indignazione, che a mio avviso è parente stretta
della “compassione”. Rilevo la necessità non tanto che si parta all’attacco
di un uomo che evidentemente non sta
bene, in primis con se stesso. E occorrerebbe che, in positivo, si parlasse di
“indignazione” verso modelli di riferimento che vanno incistandosi e che
occorre riconoscere nel loro pervasivo nuocere a tutta l’umanità, peraltro
“redenta”. Così, una volta riconosciuto
obiettivamente il pericolo, combattere
con la positività del proprio operare.
Parlo nel concreto degli atteggiamenti
e dei comportamenti di famiglie e di
comunità che si attrezzino meglio per
trascorrere il tempo della vita comune cercando di stimolare al loro interno il confronto, l’armonia; immagino
giornate che contengano in sé l’idea di
una temporalità amorosa come dono
di Dio, che si contrapponga a un’idea
del tempo che scorre sempre uguale
a se stesso, come fosse un contenitore da riempire angosciati dalla paura
del vuoto (della morte?). I cristiani sono chiamati a vagheggiare qualcosa di
ben più profondo e di meno contingen-
Cara Voce
[email protected]
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te del reclamare “elezioni subito!”. Siamo chiamati alla “vera rivoluzione” (la
conversione) che sta alle elezioni come il farmaco salvavita al sintomatico.
Auspico, per concludere, che aldilà dei
risvolti politico/partitici che verranno
e verso i quali occorrerà prendere una
posizione attiva, i presunti comportamenti del Presidente del Consiglio mi
inducano, ogni giorno, a vigilare sulla
mia personale quota di solitudine affettiva, quella che potrebbe indurmi a
considerare il femminile come sem-
plice appendice o propaggine e non
invece a prenderne consapevolezza
in qualità di “compagna” e di “aiuto”.
Come dire, che c’è da far voti perché,
dentro ognuno di noi, eros non arrivi a prevaricare, pervertendolo, agape. Questo è anche l’augurio che mi
sento, fraternamente, di rivolgere al
nostro Presidente del Consiglio: che
l’illuminazione della Grazia gli consenta di uscire da quella che ha tutti i
connotati di una mortifera solitudine.
Giammaria Manerba
29 gennaio 1916
Durante la Prima guerra mondiale Parigi
viene bombardata dagli zeppelin tedeschi
per la prima volta
30 gennaio 1948
Muore, per mano di un fanatico indù,
Gandhi, il “Mahatma”, teorico della non
violenza e protagonista della lotta per
l’indipendenza dell’India
Omnibus
Avvenimenti
28 gennaio 1949
A seguito del Congresso dell’Aja viene
costituito il Consiglio d’Europa con sede
a Strasburgo
Le ricette della settimana
Acciughe al forno
Baccalà alla panna
Ingredienti: 800 grammi di acciughe, 3 spicchi di aglio, 4 cipolle
rosse di Tropea, 5 filetti d’acciughe sott’olio, pangrattato, prezzemolo, basilico, 60 grammi di burro, olio extravergine d’oliva,
sale, pepe.
Ingredienti: 600 grammi di baccalà ammollato, farina, mezza
cipolla, 50 cl di latte, 25 cl di panna liquida, prezzemolo, burro,
olio extravergine d’oliva, sale.
Preparazione: Mondare e lavare le acciughe. Preparare un soffritto con olio e burro, e un trito di cipolle, aglio, prezzemolo e
basilico. In una pirofila, alternare uno strato di acciughe e uno
di soffritto, fino a esaurimento degli ingredienti. Finire con uno
strato di acciughe, coprire di pangrattato. Condire con olio e
infornare per circa mezz’ora in forno preriscaldato a 180 gradi.
Preparazione: Diliscare il baccalà, farlo a pezzi regolari e friggerlo velocemente, infarinato, in olio bollente. Scolarlo e metterlo in una pirofila unta di burro. Soffriggere la cipolla tritata
in 25 g di burro, bagnatela col latte e farla bollire moderatamente 10 minuti. Versare il prezzemolo tritato sul baccalà, insieme alla cipolla. Cuocere in forno caldo a 200 gradi circa 40
minuti. Bagnarlo con la panna a metà cottura e servire caldo.
LA VOCE DEL POPOLO
28 GENNAIO 2011
Sorpresa e stupore
Egr. direttore,
credo che tanti come me siano rimasti “di stucco” per la dedica dell’intera
copertina al Presidente del Consiglio
proprio mentre si accavallano notizie
sconcertanti sulla sua vita privata. Capisco che “Voce” va messa in stampa a
metà settimana quando e card. Bertone e Papa non avevano ancora espresso con linguaggio diplomatico il loro
richiamo. Non si tratta di divisioni tra
sinistra e destra; si tratta solo di non
aiutare i lettori a vedersi proposto come campione una persona che è andata oltre la “moralità comune”: ossia
un nucleo condiviso di forme di rispetto per sé e per gli altri. Trattandosi poi
di un Capo di governo credo che il suo
comportamento abbia un riscontro negativo anche sulla nazione intera. Con
questo messaggio – una copertina è un
messaggio più forte dell’articolo che lo
segue – credo davvero che confonda le
idee a molti affezionati lettori di “Voce”
come me. In fondo ci stiamo chiedendo
storditi perché non si è reso disponibile
a difendersi in tribunale.
Angelo Chiappa
Difendere la vita, sempre
Egr. direttore,
tutti si sono (giustamente) rallegrati
della fresca notizia che la ditta farmaceutica italiana da cui viene sintetizzato
il Pentothal (la sostanza usata, in com-
binazione con altre due, per l’iniezione
letale sui condannati a morte nelle carceri americane) smetterà di produrlo,
provocando di fatto (almeno per parecchio tempo) la sospensione di tutte
le esecuzioni in programma negli Usa.
Ma i paladini delle meritorie campagne
contro la pena di morte, scenderanno in
campo con lo stesso zelo per chiedere
ad altre case farmaceutiche di smettere
di produrre la Ru486 e tutti gli altri farmaci usati per gli aborti volontari, che
non sono altro che pure e semplici esecuzioni capitali di innocenti?
Adriana Pozzi
La piaga della lebbra
Egr. direttore,
domenica 30 gennaio si ripete l’annuale
appuntamento che ha lo scopo di evidenziare le difficili condizioni dei malati di lebbra ed è quindi necessario sensibilizzare le nostre coscienze per modificare le scelte di vita di ogni giorno
secondo le esigenze del Vangelo. Come
sappiamo, la lebbra è una malattia odiosa perché nasce dalla povertà e dal facile contagio, sfigura l’integrità del corpo,
provocando fortissimi dolori. Oltre alla
sofferenza fisica, questi malati, soffrono anche l’emarginazione della società. I lebbrosi nel mondo superano i 10
milioni. Da diversi anni questo numero
rimane pressoché invariato perché le
circa 250mila guarigioni nell’arco di un
anno, equivalgono ai nuovi contagiati.
Di fronte a questi dati, viene spontaneo
porsi la domanda: cosa possiamo fare
per sconfiggere questa grave malattia?
Per rispondere a questo interrogativo ci
viene in aiuto San Paolo facendoci riflettere su questa frase: “È indegno partecipare alla Messa e rimanere indifferenti
verso i fratelli che soffrono”. Se questa
esortazione di San Paolo venisse accolta
da tutti quelli che partecipano all’Eucaristia, la lebbra avrebbe gli anni contati,
e noi qualche responsabilità in meno.
Gianfranco Bertoglio
Una beatificazione attesa
Egr. direttore,
quando ho appreso la notizia della beatificazione di Giovanni Paolo II, mi sono rallegrato. Con la sua decisione Benedetto XVI, che non ha mai mostrato
dubbi sulla santità del predecessore,
del quale fu per oltre un ventennio fedele e prezioso collaboratore, ratifica
quello slogan che gruppi ben organizzati di fedeli lanciarono il giorno dei
funerali di Wojtyla: “Santo subito”. In
effetti la grande impressione che fece
la morte del Pontefice, e l’ininterrotto
pellegrinaggio alla sua tomba, mostrano come esista e sia diffusa la sua fama
di santità. Non vorrei, però, che si creassero dei confronti tra i vari Pontificati, in quanto ogni Papa va riletto alla luce del contesto storico in cui è vissuto.
Certo di Giovanni Paolo II mi ricorderò
la sua spiritualità e il suo straordinario
esempio di accettazione del dolore.
Lettera firmata
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Spettacolo con “Voce”
Vinci due biglietti per “Certe notti” con Aterballetto, lo show con
le canzoni di Ligabue il 5 febbraio
alle 21 al PalaBrescia. Vinci anche
due biglietti per il musical “Il libro
della giungla” promosso da Faustini al PalaBrescia il 6 febbraio alle 16. Spedisci il tagliando entro il
28 gennaio a “Spettacolo con ‘Voce’” presso “La Voce del Popolo”
in via Callegari 6, 25121, Brescia.
Cristian Vedovello e Vanessa Beretta hanno vinto i biglietti per
“80 voglia di ‘80”.
…“Certe notti”
…“Il libro della giungla”
Nome
Cognome
Telefono
IN COLLABORAZIONE CON:
VOCESAS
31 gennaio 1953
In Olanda e in Belgio un imponente muro
d’acqua si abbatte sulle dighe allagando il
territorio e causando 1800 morti
1° febbraio 1896
A Torino viene rappresentata per la prima volta “La Bohème” di Giacomo Puccini
2 febbraio 1943
Con la resa della VI armata del feldmaresciallo Friedrich Paulus ha termine la battaglia di Stalingrado
3 febbraio 1957
Prende avvio sulla rete Rai Programma
Nazionale il contenitore “Carosello”
L’esperto risponde a cura delle Acli Bresciane
Auguri
D.: Sono un insegnante e andrò in pensione dal prossimo settembre, ho già presentato domanda di pensione ed ho anche rassegnato le dimissioni. La segreteria
della mia scuola, però, mi dice che devo confermarle con una nuova procedura informatica. Volevo sapere come dovevo comportarmi.
Ospitaletto
R.: In effetti, in base al D. M. n. 99 del 28.12.2010 e alla Circolare Ministeriale n.
100 del 29.12.2010, pur avendo già rassegnato le dimissioni è necessario che le confermi entro l’11 febbraio tramite la procedura web Polis disponibile sul sito internet www.istruzione.it, dopo aver provveduto a dotarsi della casella di posta elettronica istituzionale – con dominio “istruzione.it” – della relativa password e del
codice personale definitivo.
95 anni per Paola
Il 24 gennaio Paola Gazzoli vedova
Bergomi ha compiuto 95 anni. Storica abbonata di “Voce”, legge ancora
abitualmente il settimanale. È stata
festeggiata dal fratello, dalla sorella
e dalle rispettive famiglie (figli, nuore, generi, nipoti e pronipoti). Anche
la redazione si unisce agli auguri per
il traguardo raggiunto.
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LA VOCE - Uso Inzino Asd