Tesi di Veronica Galafassi
Mina anni ’50 & ’60
un’analisi semiotica
Relatore: Prof. Paolo JACHIA
Correlatore: Prof. Giampaolo AZZONI
Università degli Studi di Pavia
Anno 2005/2006
L’Esordio
Il Musichiere - 1959
Università degli Studi di Pavia
Anno 2005/2006
Debutto a Sanremo
Università degli Studi di Pavia
Anno 2005/2006
Recitar - cantando
Mina appartiene alla contro-canzone, ci vuole una grande tecnica, padronanza,
senso della novità per riuscire a differenziarsi lei pratica un recitar-cantando tutto
suo.
Il gesto non è solo vocale passa attraverso il corpo: canta con gli occhi, la bocca, le
braccia, diventa una relazione che oltre a sentirsi si vede anche.
Ci sono segni di piccola fenomenologia elementare di efficacia, degli elementi
ricorrenti e riconoscibili: il gioco degli occhi nel loro chiudersi o spalancarsi, il
torcersi delle mani, il tentacolari delle braccia, lo scuotimento della chioma
multicolore.
Per non parlare delle “mises”: dalla celeberrima minigonna che esalta la vivacità
delle gambe, ai “lunghi” di insistita semplicità.
La teatralità di Mina la ritroviamo nella puntuale e brillante adeguatezza del gesto
rispetto alla canzone cantata. Il tutto è però istintivo, non studiato, non provato:
espressioni, gesti, movimenti.
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Anno 2005/2006
Programmi TV
Canzonissima 1968
Canzonissima 1960
Sentimentale 1960
Sabato Sera1967
Studio Uno 1966
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Anno 2005/2006
Il personaggio MINA
Sulla Signora Mazzini la cantante, la donna, la mamma è stato scritto e detto
davvero di tutto.
Lo statuto del suo essere artista, si colloca al confine incerto tra Arte e Kitsch.
Con i suoi eccessi e con la sua straordinaria vitalità, la vediamo in un campo incerto
e frastagliato, per la prima volta un artista attraversa il Kitsch per affermare la
propria identità e realtà d'artista.
Nasce come cantante interprete di brani altrui, adotta le canzoni più belle, o almeno
quelle che le piacevano di più, ha avuto il compito di rendere accessibili canzoni
che sarebbero state solo per un élite.
Mina è una cantante per tutti, una vera cantante popolare la sua ricchezza
proviene dalla capacità di parlare a forme di sensibilità diverse grazie alla sua
forma di teatralità e sincerità dove regna sovrano il gioco, legato alla sua
femminilità considerata tecnica artistica e teatrale che permea tutte le sue canzoni.
Era la voce di un’artista straordinaria se pur non abbia scritto quasi nessuna delle
canzoni che ha poi cantato noi ci troviamo a dire invece che la canzone è di Mina,
Mina rifà ogni volta Mina.
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Anno 2005/2006
Moda: acconciature, trucco, sopracciglia
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Anno 2005/2006
Innovazione sociale
La sua animosa interpretazione dei brani, affiancata all’urlo della canzone rendono
la Mina esordiente il simbolo di una generazione vogliosa di esprimersi attraverso
nuove forme. Dalle incisioni in lingua inglese alla sua prima produzione italiana
emerge l’utilizzo della fisicità vocale a finalità comunicativa.
Riappropriarsi di un movimento e una voce cosi forti che provochino in chi l’ascolta
un piacere o un rifiuto è la risposta ad una società disorientata che cerca se stessa
nella sua ricostruzione e che inizia a prepararsi su quei presupposti che spingono
verso conflitti di classe che di lì a poco si svilupperanno.
C’è un pubblico genuino che ascolta e partecipa, l’urlo agita i sensi, scuote la
sensualità giovanile, promuove applausi, incita l’entusiasmo che porta
all’identificazione con il linguaggio aprendo la possibilità di una comunicazione
sintetica ed essenziale con il mondo dei sentimenti, è qualcosa di diverso, le mani
di Mina si agitano nel vuoto, i suoi occhi grandi ed ammiccanti percorrono la
melodia trasmettono gioia e aggressività; Mina restituisce alle cantanti l’uso delle
braccia, una vera e propria danza, ma uno schock per il pubblico non abituato a
tanta grinta.
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Rapporto con la stampa
La sua popolarità è ormai enorme, successi televisivi, pubblicità nei caroselli,
partecipazioni a film, e alla radio il tutto sempre preceduto dalla sua voce, messa in
mostra nei grandi Festival. Come per tutti quelli che arrivano in alto dal basso
cominciano ad affiorare cattiverie. I suoi veri o presunti flirt scandalizzano i
benpensanti, il suo successo così repentino fa invidia a molti dei suoi colleghi meno
dotati vocalmente (e non solo!). I giornalisti sono pronti a saltarle addosso e tentare
di buttarla giù dal piedistallo su cui hanno contribuito ad innalzarla.
Il momento nero arriva al Festival di Sanremo nel 1961 i suoi rapporti con la stampa
si raffreddano capisce che non ci si può fidare di tutti, da allora diminuiranno i
rapporti con i giornalisti. La stampa alternerà all’osanna momenti di pettegolezzo.
Nel 1963 la sua relazione, già molto chiacchierata, con un uomo sposato, l’attore
Corrado Pani, porta alla nascita del figlio Massimiliano, chiamato familiarmente
“Paciughino”, questa maternità le causerà una forzata quarantena da parte della TV
mentre la stampa più bigotta l’accusa e addita come peccatrice pubblica.
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Anno 2005/2006
Il paradosso del ritiro
L’assenza della sua immagine ha aumentato l’importanza del suo ruolo presso il
pubblico più affezionato, l’allontanamento dell’amata accresce l’amore in chi
rimane. C’è nel ritiro di Mina, un accentuarsi del suo status di “idolo”, il suo
silenzio, la sua immobilità anzichè scoraggiare, stimolano fantasia, curiosità.
Il dissociarsi dall’immagine pubblica aumenta il desiderio della sua presenza,
intenzionalmente o no è da anni la “Diva assente”.
Mina ha iniziato la sua carriera perché cantare la divertiva, di questo successo
però ne subì le controindicazioni: non tanto il terrore angoscioso della folla o
l’ipotetica impossibilità di avere una vita privata,ma soffriva di non poter andare per
la strada a fare la spesa, di non poter star sola con se stessa in mezzo alla gente,
di non passare inosservata, di non poter essere libera dal suo personaggio fino al
punto di non poter scegliere abiti ineleganti o abbuffarsi con i suoi piatti preferiti.
Un conflitto pesante tra persona privata e personaggio pubblico, la prima fini
con l’uccidere il secondo o con il soffocarne tutte le pubbliche manifestazioni.
Nel 1974 l’ultimo show televisivo, nel 1978 il commiato.
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Ultima apparizione
Mille e Una Luce 1978
Programma estivo del primo canale , in onda da sabato 1° luglio al 30
settembre 1978, condotto da Claudio Lippi con la partecipazione di
Luciano de Crescenzo. MINA canta nella sigla di chiusura, registrata
presso la Bussola di Viareggio, la canzone “Ancora, Ancora, Ancora”
che dalla seconda puntata venne trasmessa a colori e in versione
censurata. Infatti vennero ridotti nell'immagine alcuni primi piani della
bocca. Questa è stata in assoluto l'ultima volta che Mina è apparsa
ufficialmente in televisione
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