progetto
Decanato Venezia - Parrocchia SS. Redentore, Milano - Disponibile anche online su www.parrocchiaredentore.it
n°3 Marzo 2015
44°
ANNO
di Comunità aperta
Monsignor Piero Denna 4/7/1934 - 2/2/2015
“Ora puoi lasciare
o Signore,
che il tuo servo
vada in pace
secondo la tua parola,
perchè i miei occhi hanno visto
la tua salvezza preparata da te
davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti e gloria
del tuo popolo, Israele ” Lc 2, 22.
In Questo Numero
✔ Saluto a don Piero
✔ Dalla penna di don Natale
✔ Dalle ‘nostre’ missioni
Come è nata la chiesa di Rajshai
✔Un sacchetto di Riso
✔Calendario parrocchiale
Tutti gli appuntamenti del mese
✔Nella vigna del Signore
✔Cammino Quaresimale
✔I Restauri continuano
La volta della Madonna di Loreto
✔ Sintesi di Atlantide
✔Freschi di stampa
✔
Chi
arriva, chi si sposa, chi ci lascia
✔
✔La Crice di Cristo
Amore e Gioia
✔Indirizzi utili
✔INSERTO in ricordo di don Piero
ella Festa della Presentazione del Signore, don Piero ci ha lasciato.
N
Con affetto e riconoscenza immensi per gli oltre trentasei anni di
paternità spirituale la comunità parrocchiale del SS. Redentore in Milano
lo accompagna insieme alle moltissime persone che lo hanno amato.
Trovate un inserto speciale all’interno con i discorsi di commiato.
La Quaresima e l’eredità di don Piero
Nonsoloclero
L
di don Natale
’ultimo sogno di don Piero per
la nostra Parrocchia è stato
certamente quello di costruire
ponti tra Parrocchia e territorio. In
parrocchia puoi vivere esperienze
di comunione, nel territorio
condividi la vita quotidiana con
familiari o colleghi: se prendi
coscienza di essere battezzato,
senza che ci sia chi ti spinge, ti
fai ponte per rendere comunitaria
la vita della gente. L’essere ponte
ci ricorda l’appello alla nuova
Alleanza dei profeti quali Geremia
o Ezechiele: “porrò la mia legge
dentro di loro, la scriverò sul loro
cuore. Allora io sarò il loro Dio ed
essi saranno il mio popolo. Non
dovranno più istruirsi l’un l’altro,
dicendo: «Conoscete il Signore»,
perché tutti mi conosceranno,
dal più piccolo al più grande”
(Ger 31,34). “Vi darò un cuore
nuovo, metterò dentro di voi uno
spirito nuovo” (Ez 36,26). A questa
nuova Alleanza si riferisce Gesù
nell’ultima cena, attirando tutti
➲ Segue nella prossima pagina
Anno 1994:
l’allora
parroco don
Piero in visita
a Rajshai,
Bangladesh
per
inaugurare il
villaggio di
casette “SS.
Redentore”.
➲ Segue dalla prima pagina
a sé sotto la croce. E’ un sogno
bellissimo che tende a vincere la
solitudine o l’anonimato che sembra
pennellare di grigio la s,uperficie
dell’esistenza, anche di quella
milanese. Don Piero ha sintetizzato
in questo progetto la sua saggia
esperienza di cristianesimo non
formale ma di sostanza. Possiamo
raccogliere questa eredità e
assumerla come progetto pastorale
per i prossimi anni.
Questo intento ci libera da un
problema annoso, quello di
delegare il clero per le funzioni
spirituali e riservare ai laici le
funzioni di carattere pratico.
Per esempio, noi preti facciamo
una esperienza molto intensa di
incontro con persone sempre
nuove, a partire dalle occasioni che
la vita riserva: può trattarsi di un
lutto che fa sorgere interrogativi
critici, o di una nuova nascita che
predispone a vedere Dio in ogni
evento. E’ un’esperienza spirituale
perché si tratta di manifestazioni
di “Alleanza” tra Dio e l’umanità.
Forse una volta queste esperienze
erano solo riservate al clero ma
oggi dobbiamo dire “nonsoloclero”
chiedendoci: come è possibile che
molta più gente venga coinvolta
in questa alleanza? Questa
domanda definisce il compito della
Parrocchia. Il problema sembra
complicarsi se pensiamo che
occorre disponibilità non solo
a essere ponte o protagonisti,
ma anche ad accettare che altri
siano ponte che ci collegano alla
comunità. Nel caso della visita alle
persone ammalate, portando magari
il dono dell’Eucaristia, occorre non
solo che ci siano laici disponibili a
essere Ministri dell’Eucaristia, ma
anche ammalati che accettino la
visita di un laico anche se non è un
consacrato. Ogni ponte richiede che
entrambi gli accessi siano aperti.
In quaresima rifletteremo su questo
aspetto della “Chiesa nonsoloclero”
lasciandoci educare dal cammino di
preparazione del nuovo Consiglio
Pastorale, la cui elezione avverrà
in primavera in tutte le parrocchie
della Diocesi. Il Consiglio Pastorale
sta in carica quattro anni e ha
come compito la realizzazione del
progetto pastorale della Parrocchia.
Se il progetto è quello di gettare
Come
è nata la Chiesa
a Rajshai
Dalle Nostre Missioni
L
a nostra parrocchia sostiene da
molti anni la missione di Rajshai, in
Bangladesh, appoggiando l’opera delle
suore missionarie di Maria Bambina e
in particolare la costruzione di casette
in muratura, in grado di ospitare una
famiglia e di resistere ai tifoni e alle alluvioni che periodicamente causano la
distruzione di edifici di paglia e legno.
Pochi forse ricordano che ormai molti
anni fa, nel 1994, l’allora nostro parroco
don Piero con i responsabili del nostro
gruppo missionario si recò a Rajshai
per inaugurare un villaggio di casette
che si chiamò e tutt’ora si chiama “SS.
Redentore”.
Pochi forse ricordano che una suora
di Maria Bambina, suor Silvia Gallina,
fu determinante nel portare la chiesa a
Rajshai. Fu proprio lei, insieme a padre
Paolo Ciceri del PIME, a fondare, nel
1987 quella che è, a tutt’oggi, l’unica
parrocchia cattolica di Rajshai (circa
750.000 abitanti in prevalenza musulmani o animisti)
Come fu intitolata quella chiesa? Naturalmente al SS. Redentore proprio perponti, partiamo dalle fondamenta:
che si susciti passione per la Chiesa
e per la gente. Il primo passo per
eleggere il nuovo Consiglio non
è quello organizzativo ma quello
del cuore, il cuore nuovo della
nuova Alleanza. Non si tratterà di
convincere gli svogliati perché si
assumano un inutile peso che altri
tendono a scansare. Abbandoniamo
definitivamente questa triste visione
di Chiesa che vede il clero come
protagonista solitario e il laico come
esecutore forzato ed entriamo nella
dimensione familiare della comunità
in cui si condividono le gioie e
le fatiche. La visione ariosa della
Chiesa che don Piero ci ha lasciato
ci renderà lieto questo cammino.
Don Natale
ché per la sua fondazione e la costruzione della chiesa l’aiuto della nostra
parrocchia è stato fondamentale.
In questi tempi di particolare riflessione
e preghiera, mi sembra bello ricordare
queste cose e soprattutto l’attenzione e
l’affetto con cui il nostro carissimo don
Piero, da poco scomparso, ha sempre
seguito l’opera del gruppo missionario.
L’attenzione e la cura per la missione è
alla base dell’azione della chiesa, portare a tutti la “gioia del Vangelo” è compito
dei cristiani. Perciò un grande grazie a
lui e ai suoi insegnamenti e ai parrocchiani che in tanti anni non hanno mai
fatto mancare il loro sostegno a questa
e alle altre “nostre” missioni in una vicinanza spirituale con la preghiera, e
materiale con il sostegno economico.
Per concludere lascio la parola a Papa
Francesco: “Il Vangelo invita prima di
tutto a rispondere al Dio che ci ama e
che ci salva, riconoscendolo negli altri
e uscendo da se stessi per cercare il
bene di tutti”.
Annalisa Morelli
CALENDARIO
PARROCCHIALE
Marzo
Domenica 1 II domenica di Quaresima
alle 11.00, in oratorio, 4° incontro per
genitori ”La casa del Pellicano”
Mercoledì 4 alle 16.00 Esercizi spirituali
Venerdì 5 1° venerdì del mese –
celebrazione della Via Crucis
Domenica 8 III domenica di Quaresima
Martedì 10 alle 20.45 in Duomo, via
Crucis (zona I)
Mercoledì 11 alle 16.00 Esercizi spirituali
Venerdì 13 alle 18.00 Incontro volontari
Casa Accoglienza
Domenica 15 IV domenica di Quaresima
Lunedì 16 alle 18.00 Caritas Parrocchiale
Mercoledì 18 alle 16.00 Esercizi spirituali
alle 21.00 Consiglio Pastorale
Parrocchiale
Giovedì 19 San Giuseppe
Domenica 22 V domenica di Quaresima
alle 11.00, in oratorio, 5°incontro per
genitori “La casa del Pellicano”
Martedì 24 memoria dei missionari martiri
Venerdì 27 Celebrazione penitenziale
Domenica 29 Domenica delle Palme
Gesto di condivisione
quaresimale
IL TUO DIGIUNO
PER CHI HA FAME
Prendi un sacchetto di riso che
troverai in chiesa davanti all’altare
della Parola e consumalo a casa
pensando che per molte persone
un pugno di riso è il pasto di una
giornata e dona il corrispettivo della tua cena per una di queste
intenzioni:
☛ Sostegno ad alcune famiglie in difficoltà attraverso la
Conferenza San Vincenzo.
☛Sostegno per migliorare lo stato nutrizionale dei bambini e
della comunità del Distretto di Maxixe in Mozambico.
Il Ritiro Spirituale
parrocchiale 7 febbraio 2015.
Nella vigna del Signore
I
l Consiglio Pastorale Parrocchiale
nella Sessione del 22/10/2014
aveva deliberato di predisporre due
o tre incontri nell’anno 2015 per
la formazione permanente degli
Operatori parrocchiali, aperti alla
Parrocchia intera per allargare la base
di coloro che possono fruire di questi
preziosi insegnamenti e per affiancare
i fedeli attualmente impegnati nelle
varie attività della nostra realtà.
Il primo di questi incontri si è tenuto nel
pomeriggio del 7 Febbraio, in Chiesa,
nella Cappella del Sacro Cuore, sotto
forma di Ritiro spirituale rivolto a tutti,
adolescenti, giovani, adulti e anziani,
avente come tema il secondo pilastro
della Comunità cristiana: la comunione
e la condivisione fraterna.
La meditazione tenuta dal nostro
Don Luigi Parisi è stata preceduta
dalla lettura del brano di Vangelo
(Gv. 17) “La preghiera di Gesù”,
nella quale poco prima della Sua
Passione Egli esprime il Suo Amore
e la Sua preoccupazione per tutti i
Suoi seguaci, anche quelli futuri, e il
desiderio di riunirli tutti in comunione
nell’ unità celeste.
E’ la stessa comunione che c’è
all’interno della Trinità, e che
grazie al Mistero divino coinvolge
potenzialmente tutti noi. Il Concilio
Vaticano II dice in proposito che “la
Chiesa è il luogo che vive e manifesta
la comunione” e San Giovanni Paolo
II nella “Novo millennio ineunte”
aggiunge che si deve “fare della
Chiesa la casa e la scuola della
comunione”. L’idea dei 4 pilastri della
Comunità cristiana, proposta dal
Card. Martini nel Sinodo diocesano
di 20 anni fa, e ripresa recentemente
dall’Arc. Scola come modello per la
“Comunità educante” delle nostre
Parrocchie, si basa sul Cap.
2 degli Atti degli Apostoli (At
2,42). Citiamo ancora in
proposito Giovanni Paolo
II: “Si deve imparare a
vivere la comunione, con
spiritualità, con uno sguardo del cuore
posato sul Mistero della Trinità e sul
volto dei fratelli che ci stanno accanto”.
La priorità del cristiano è quella
di attingere alla vita di Dio, di cui
l’Eucarestia costituisce il cordone
ombelicale. Bisogna pensare che
Gesù è sempre con noi, basta
raccogliere il suo invito: “Io sto alla
porta e busso” (Ap 3,30). Entrando in
Chiesa si deve fare con convinzione
il segno della croce, che ci richiama
al Mistero trinitario, pensando quanti
cristiani nel mondo vivono oggi il
martirio nel nome di Cristo. Dobbiamo
essere pronti ad una conversione
profonda e autentica, ricordando
che nulla è impossibile a Dio, come
per quella di S. Paolo avvenuta sulla
strada di Damasco (At 9,3).
Ci è stato detto che la Chiesa è il
corpo di Cristo. Non è un modo di
dire, ma una verità di Fede. Noi siamo
invitati a farne parte a pieno titolo,
a rendere esplicite le relazioni che
ci sono tra di noi, col volontariato in
spirito di servizio, con la comprensione
fraterna, col perdono amorevole.
Si deve poi valorizzare il Fonte
Battesimale, che ci ricorda il nostro
Battesimo, il momento in cui siamo
diventati cristiani in comunione con gli
altri. Non dobbiamo isolarci: non è il
mio, ma il nostro Gesù!
Negli Atti degli Apostoli si dice che le
prime Comunità cristiane vivevano
in comunione di beni. Dobbiamo
riflettere bene su questo aspetto: i
beni che abbiamo ricevuto non sono
nostri e non possiamo quindi tenerli
egoisticamente per noi. La dottrina
sociale della Chiesa parla da molto
tempo di condivisione dei beni con
i meno abbienti, rammentando
che c’è più gioia nel dare che nel
ricevere. Che il Signore ci converta
anche in ciò, facendoci sentire come
nostra l’urgenza di aiutare anche
economicamente i fratelli in difficoltà.
La Chiesa usa i fondi che riceve
per poveri, malati, persone sole o
abbandonate; “la spiritualità cristiana è
fatta di carne e di sangue”.
Bisogna poi credere fermamente alla
Comunione dei Santi e alla vita eterna,
cosa che si avverte “non molto sentita”
dai fedeli. La comunione coi Santi
e coi nostri defunti, che dobbiamo
sentire sempre vicini, ci educa a non
avere paura della morte, che è solo un
passaggio all’altra vita promessa da
Gesù.
Don Luigi alla fine ci ha posto una
domanda, da meditare singolarmente
in silenzio e da discutere poi con
gli altri in piccoli Gruppi: “Quale di
questi aspetti: comunione con la
Trinità, con i fratelli o come apertura
nella cattolicità ai cristiani separati,
ci è più congeniale, quale meno e
cosa manca per capirne bene tutti gli
aspetti?”.
Un compito non facile, che, anche
dopo la riunione in Gruppi, ci ha fatto
capire che il cammino da compiere
verso la comunione è ancora lungo e
irto di difficoltà.
Il ritiro si è concluso con la S. Messa
comunitaria delle 18,30.
Lasciandoci, ci siamo ripromessi tutti
un maggior impegno, confidando
nell’aiuto della Grazia divina, convinti
che è necessario e importante il
rendersi disponibili, con dedizione
e costanza, per eventuali incarichi
parrocchiali, come ad esempio
quelli prossimi per una chiamata
a partecipare alle elezioni come
membri del futuro Consiglio
Pastorale.
Roberto Bosisio
La Chiesa
comunità educante
Il cammino della Quaresima 2015
PREGHIERA - ASCOLTO della PAROLA - FORMAZIONE
PREGHIERA PERSONALE
☛ Preghiera quotidiana personale o in famiglia
(con il foglietto settimanale o il libretto della quaresima che trovi al banco buona stampa).
☛ Una S. Messa settimanale nei giorni feriali.
Preghiera con la diocesi
MEDITAZIONE SULLA VIA CRUCIS
“Innalzato da terra attirerò tutti a me”
Martedì 3 – 10 – 17 – 24 marzo
in DUOMO alle ore 20.45
e trasmessa tramite tv, radio e internet
ESERCIZI SPIRITUALI ADULTI
☛ Ogni Mercoledì
16.00 – 17.00, in cappella (senza la S. Messa)
Tema: La Chiesa ci educa
Predicatore: P. Aldo Magni (Camilliano)
☛ Ogni Giovedì
21.00 – 22.30, in chiesa
“Passi di Vangelo”
Lectio sul Vangelo domenicale
Predicatore: don Enrico / don Natale
LA GIORNATA DEL VENERDÌ - VIA CRUCIS
☛ Nei venerdì di quaresima,
quaresima
secondo il rito ambrosiano,
non celebreremo la S. Messa
☛ ore 7.15 - 9.30 - 16.00 18.30 ci sarà la
Via Crucis
☛ Via Crucis per i
ragazzi: ogni venerdì alle ore
17.30 in oratorio
☛ Venerdì Santo ore
21.00: VIA CRUCIS su
CORSO BUENOS AIRES
con le parrocchie del
Decanato
RESTAURATA
LA STATUA DELLA
MADONNA DI LORETO
A
gli inizi di
quest’anno gli
addetti alla nostra Chiesa
hanno segnalato qualche
inconveniente sulla
statua della Madonna di
Loreto. Più esattamente
c’erano diverse
macchie, derivanti da
perdite di vernice, sulla
terracotta della statua
che ne deturpavano
l’estetica: alcune sul
mantello della Madonna,
una sbucciatura sul
ginocchio e abrasioni
sulla guancia e sulla
mano di Gesù bambino,
la perdita di colore
dorato sul globo retto nella Sua
mano sinistra, incrinature sul
piedistallo con gli angioletti, e
doratura sbiadita delle loro ali.
Dopo accurata verifica si è deciso
di procedere rapidamente in
merito per non aggravarne lo
stato. La restauratrice, già attiva
in Chiesa per la statua del Cristo
del tabernacolo, ha risanato le
parti ammalorate e riportato la
statua al suo aspetto consueto,
pronta per essere nuovamente
ammirata e venerata dai devoti
fedeli.
RB
La visita
di Papa Francesco
in Turchia
Sintesi di Atlantide
Un estratto dal giornale di opinione
che viene esposto all’interno
della nostra chiesa e sul sito
web della parrocchia; temi che
affrontano e discutono l’attualità
che ci circonda, perchè talvolta
soffermarsi e approfondire il
pensiero aiuta la fede e la nostra
coscienza.
T
ra i gesti che hanno richiamato
l’attenzione dei media durante il
viaggio di Papa Francesco nello scorso
mese di novembre, vi è stato il rapporto con il patriarca d’oriente Bartolomeo.
Bergoglio ha compiuto un segno davvero straordinario: chinare il capo per chiedere una benedizione, dicendo: “Santi
“Santità, benedica me e la Chiesa di Roma”.
Bartolomeo è rimasto fermo e in silenzio
e, al ripetersi della richiesta del Papa,
si è avvicinato e quel capo chino e lo
ha baciato con commozione. Poi l’abbraccio fraterno e un ultimo gesto, con
Bartolomeo che ha baciato la mano del
Papa, mentre questi tentava di ritirarla.
Per comprendere appieno il significato
di tutto questo occorre rispolverare le
Freschi di stampa
I libri consigliati in questa rubrica sono disponibili
al Banco della Buona Stampa situato in chiesa.
Marco D’Agostino
A DIO COSA IMPORTA
DI ME?
Edizioni San Paolo
pp. 128, € 12,00
Per cosa ti serve un Dio
così? Se lo invochi, non ti
ascolta. Se lo bestemmi,
ti puniscono. In ogni
caso sembra sempre
che ti debba arrangiare
da solo. Il fischio lungo
e assordante di un
arbitro. La vergogna per
uno sbaglio clamoroso.
Gabriella
Pacco
FIORI DI
MANGO
Edizioni Segno
pp. 232,
€ 15,00
Ci sembra che siano loro
a crescere in noi, io penso
che noi cresciamo in loro.
La loro infanzia perduta ma
gioiosa è anche la nostra.
E così ci innamoriamo dei
loro sogni, rubandone, di
nascosto, la magia.
ragioni della fratture e delle diversità
con gli ortodossi, partendo dalla domanda: cosa ci differenzia dai cattolici
d’oriente? Pur partendo da presupposti teologici comuni, si sono stratificate nel corso dei secoli differenze che
toccano i principi fondamentali di ciascuna Chiesa, oltre che alcuni aspetti
liturgici. Per comprendere come si sia
arrivati a queste differenze, occorre ricercarne le radici storiche che hanno
portato alla divisione delle due Chiese,
convenzionalmente riferite al “Grande
Scisma” del 1054, anno in cui il Papa
Leone IX scomunica il patriarca Michele I Cerulario e quest’ultimo risponde con un proprio anatema, scomunicando il Papa.
Alla base delle reciproche scomuniche, vengono tradizionalmente collocate due dispute: la disputa sul primato (anche giurisdizionale) del Vescovo
di Roma che, al tempo dello scisma
era anche di natura politica, vista la
coincidenza tra potere temporale e potere spirituale nella persona del Papa;
e la disputa trinitaria sulla natura dello
Spirito Santo. Nella formulazione originaria del Credo, che risale al primo
concilio di Nicea (325), lo Spirito Santo
Jeorge Mario Bergoglio
CHI SONO I GESUITI
EMI Edizioni
pp. 128, € 12,00
Perché sant’Ignazio
di Loyola ha fondato i
gesuiti? Voleva riunificare
due dimensioni che la
modernità, segnata dalla
Riforma di Calvino, aveva
disgiunto: il cuore e la
ragione, il pensiero e le
emozioni. I testi di papa
Francesco, presentati al
lettore italiano.
Martin Steffens
PICCOLO TRATTATO
SULLA GIOIA
Edizioni Messaggero
Padova pp. 136, € 14,00
Un libro sul consenso a
un’esistenza che riceviamo
da altri. Da un «sì» alla vita
dipendono la gioia e la
capacità per un futuro più
giusto e felice.
DALL’ARCHIVIO
PARROCCHIALE
Si sono sposati in Cristo:
Alessandra Debora Armanni
e Emanuel Benedetti
Gemma Maria Romano
e Marco Toriselli
Ci hanno preceduto
nella casa del Padre :
Due momenti della visita di Papa
Bergoglio in Turchia:
la Dichiarazione congiunta di Papa
Francesco e del Patriarca Bartolomeo;
espressa ferma intenzione di
promuovere la piena unità di fede tra
cristiani cattolici e ortodossi.
Sotto: il Pontefice a Istanbul
all’incontro con il presidente turco
Recep Tayyip Erdogan.
procede dal Padre: è solo in una successiva versione del 381 che viene aggiunto ‘e dal figlio’. Da qui derivano due
interpretazioni incompatibili: quella ortodossa “procede dal Padre attraverso
il Figlio”, e quella cattolica “procede
dal Padre e dal Figlio”. Questa seconda interpretazione non è ammessa
dalla chiesa Ortodossa, che non può
accettare la “processione” dello Spirito
dal Padre e del Figlio, perché ciò minerebbe la monarchia del Padre che è
alla base dell’equilibrio trinitario della
teologia ortodossa. Le nostre divisioni
dalla Chiesa Ortodossa sono dunque
nate per questioni dogmatiche, ma
fortemente influenzate da antiche questioni politiche.
Come rileggere, pertanto, i gesti di
Papa Francesco nel suo viaggio in Turchia? Il suo chinare il capo per ricevere
la benedizione del Patriarca ortodosso
Ada Maria Negrini di anni
Antonietta Sgobbi
“
Giuseppina Longoni
“
Giuliana Robecchi-Brivio“
Mons. Piero Denna
“
Maria Introna
“
Vincenzo Pizzo
“
Angelo Alpigiani
“
Mario Gaeta
“
91
99
77
86
80
81
73
87
89
sembra un richiamo alla promessa di
pace dei discepoli di Cristo posti all’origine della Chiesa di Roma e di quella
di Costantinopoli – Pietro e Andrea,
fratelli di sangue trasformati in fratelli
nella fede e nella carità dall’incontro
con Gesù – e un invito a considerare
la pari dignità delle due confessioni. In
questo senso, la grande apertura del
Papa ci sollecita a riflettere e a interrogarci sul sentire comune con i Cristiani
Ortodossi. E forse, potremmo scoprirci
già meno lontani e pronti a cercare un
futuro di comunità, intesa come ‘fratellanza’ e non come sottomissione.
La redazione di Atlantide
Cineforum
Cinema PALESTRINA
Via Palestrina, 7 Milano
CINEFORUM DEL GIOVEDÌ Proiezione
pomeridiana ore 17.00, € 5,00.
Proiezione serale con presentazione e
dibattito ore 21.00, € 7,00.
Abbonamenti: Pom. € 56, Serale € 72.
12 marzo LE MERAVIGLIE di Alice
Rohrwacher con M. Lungu, S. Louwyck.
Dramm. durata 111 min. - Italia 2014.
IL PALESTRINA DEI PICCOLI Rassegna
di film per famiglie sabato pomeriggio.
Unico spettacolo ore 16.00. € 4
26 febbraio AMERICAN HUSTLE di
David O. Russell on C. Bale, A. Adams.
Dramm. 138 min. USA 2013.
19 marzo DALLAS BUYER CLUB di JeanMarc Vallée con M. McConaughey, J. Leto.
Dramm. durata 117 min. - USA 2013.
5 marzo LEI di Spike Jonze con J.
Phoenix, S. Johansson. Comm. 126 min.
- USA 2013.
26 marzo NEBRASKA di Alexander Payne
con B. Dern, W. Forte. Dramm. durata 115
min. - USA 2013.
14 marzo MINUSCULE LA VALLE
DELLE FORMICHE PERDUTE di
Hélène Giraud. Animaz. 89 min. Francia, Belgio 2013.
28 marzo BIG HERO 6 di Don Hall,
Animaz. 102 min. - USA 2014.
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La Croce di Cristo
a vera gioia cristiana non è sentimentalismo, ma nasce dal coraggio
di vivere l’Amore per Gesù passando dalla
Croce per poi avere la sua gioia. Poi tutto
viene di conseguenza: conoscerlo, seguirlo, imitarlo, amarlo e perciò amare gli “altri”
come Gesù stesso ci ha insegnato, amandoci fino a morire per noi.
Ma non finisce così, Gesù muore, ma,
dopo tre giorni, resuscita perché Egli è
vero uomo ma anche vero Dio ed è questa
fede e fiducia in Cristo che ci fa cristiani e
ci dona la speranza contro ogni speranza,
cioè la certezza della vita eterna.
Se qualche volta vi siete soffermati ad
osservare un dipinto che raffigura il Cristo
Amore e Gioia
crocifisso, morente con il volto e lo sguardo rivolti al cielo ad implorare, a pregare
il Padre Suo nell’ultimo istante, come non
amarlo?!
Ci ha donato la Sua vita e da allora non
siamo più soli, Egli è sempre con noi, se lo
vogliamo e siamo figli, fratelli, creature di
un Dio che ci è Padre e che ci ama tanto
da averci donato Suo Figlio per salvarci.
Tutto questo dà senso alla nostra vita terrena, che diventa una preparazione alla
vita eterna, quella beata.
Amore e gioia però passano dal dolore e
dalla morte, non solo del corpo ma, a volte, anche dello spirito. “Morte” è tutto quello che ci allontana da Gesù e che non ci
PARROCCHIA SS. REDENTORE - Numeri e Indirizzi Utili
Orari S. Messe
Feriali: 7.15 - 9.30 - 16.00 (escluso
settembre)- 18.30 Prefestivi: 18.30
Festivi: 8.30 - 10.00 - 11.00 - 12.15 - 18.30
www.parrocchiaredentore.it
SCUOLA MATERNA
Direzione Tel. 02 6704677
Fax 02 66986082
Suore Comunità 02 6704677
Segreteria Parrocchiale
9.30-12.00 da lunedì a sabato
15.30 - 18.30 solo il mercoledì
Tel. 02 6694498 Fax 02 6697251
Sagrestia 02 87240491
[email protected]
ORATORIO
[email protected]
da lun. a sab: 16.00-19.00.
Domenica: 11.00-12.00 e 16.0019.00. Tel. 02 36756109
Centro Ascolto Caritas
Martedì e Giovedì: 16.00-18.00
Tel. 02 6705181
Casa Accoglienza
02 87240490
Associazione GRATIS
02 87241923
SACERDOTI
Don Natale Castelli (Parroco)
02 6694498 347 8517657
[email protected]
Don Alessandro Noseda (Vicario)
02 67384112 328 8861369
Don Luigi Parisi (Residente)
02 67384113
Don Enrico Crisostomo
(Residente) 328 5877901
fa “alzare” senza esitare, come fece Levi,
dal banco delle imposte, quando Gesù gli
disse: “Seguimi” (Vangelo Mc 2,13-14).
Anche a noi oggi Gesù dice “Seguimi” e
per farlo però dobbiamo essere capaci di
lasciarci alle spalle tutte quelle cose: ricchezze, piaceri, egoismi… che ci appesantiscono e ci fanno deviare dalla strada
che Gesù ci indica dicendoci “Seguimi”.
La “Croce” fa paura a tutti, ma Gesù vi
è salito per noi, per amor nostro, allora
come non seguirlo?!
Per salvare la nostra vita dalla desolazione dell’assenza di Dio è necessario partire
dalla Croce.
Ci sono stati anni in cui anch’io ho portato
la Croce e devo dire che se Gesù non mi
avesse aiutata non credo ce l’avrei fatta
tanto era pesante e dolorosa; ma ora che
il mio dolore si è un poco attenuato, proprio grazie all’Amore di Gesù, confesso di
avere un po’ di timore al pensiero di riabbracciare la Sua Croce, ma amo Gesù con
tutto il cuore e so che vuole il mio bene,
perciò sia fatta la Sua Volontà.
Emma Della Valle Mella
progetto
di Comunità Aperta
Parrocchia SS. Redentore
via L. Palestrina 5 - Milano
Direttore responsabile
Margherita Faustinelli
Per contatti:
[email protected]
Registrato presso il Tribunale
di Milano n° 426 del 19-11-1971
Stampa Sady Francinetti Snc, Milano.
progetto Ricordo di don Piero
INSERTO SPECIALE
Il ‘nostro’ caro e compianto don Piero, Canonico maggiore effettivo della Basilica
di Sant’ Ambrogio a Milano è volato in cielo il 2 febbraio 2015.
Indimenticato parroco per trentuno anni, dal 1978 al 2009 presso la nostra parrocchia,
è stato anche Decano del Decanato “Venezia” a Milano e Pro Prefetto e Prefetto della
“Prefettura Milano Est”; membro della Commissione Arcivescovile per le nuove forme
di ministerialità laicale, membro della Commissione Arcivescovile per le onorificenze
pontificie. Nato a Busto Arsizio (Va) il 4 luglio 1934 e ordinato sacerdote nel Duomo di
Milano il 28 giugno 1957, mons. Piero Denna, ha
anche insegnato presso il Seminario di Masnago, poi è stato vicario
La lettera del Cardinale
parrocchiale, a Rho e a Sesto San Giovanni.
Con questo inserto riportiamo le omelie e i discorsi tenutisi alle
Angelo Scola ai fedeli
sue esequie. Prossimamente, ci sarà un numero speciale
del SS. Redentore
commemorativo del nostro giornale, a lui dedicato da staccare e
arissimi fedeli, sono
conservare.
L’Omelia del Cardinale Dionigi Tettamanzi
L
La Parola di Dio fa
luce sui significati
più profondi della
nostra vita e morte
a prima lettura (Mt 27,45-52) ci porta
sul Calvario ai piedi della croce.
Siamo immersi nel buio (“A mezzogiorno
si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del
pomeriggio”).
Il buio rimanda, come segno, al turbamento/
paura/angoscia, alla sofferenza, al dolore.
Il nostro cuore oggi è nel buio: il presbiterio
diocesano che perde un sacerdote umile,
determinato, generoso, la comunità
parrocchiale che don Piero ha amato,
servito, guidato come pastore illuminato,
buono e coraggioso.
Questo buio è squarciato dal “gridò a gran
voce” di Gesù: ”Elì, Elì, lemà sabactàni”(Dio
mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?)
Un grido non di disperazione, ma di
abbandono e affidamento al Padre:
possiamo fare nostro questo grido dicendo il
nostro sì alla misteriosa e amorosa volontà
di Dio: un atto di adorazione della volontà
del Signore.
- La seconda lettura (Lc 22,7-20,24,30) ci
parla della Pasqua, tanto attesa da Gesù
e della sua preparazione. La Pasqua è la
sintesi, il compimento di tutta la vita e della
missione di Gesù in obbedienza alla volontà
del Padre.
In questa luce pasquale possiamo rivisitare
il senso più vero e grande del vivere
quotidiano di don Piero:
- con la celebrazione della S. Messa: è il
dono più prezioso che don Piero (e con lui
ogni sacerdote), assicura ai fedeli e agli
uomini tutti, senza alcuna distinzione, per la
loro salvezza. Il sacerdote è necessario per
la nostra vita!
- con una vita segnata dal servizio,
come amore e dono di sé in continuità,
in spirito di apertura a tutti, specialmente
ai più bisognosi, favorendo l’incontro,
la comunione, la riconciliazione, la
corresponsabilità (la parola di Gesù dice:
”Chi è più grande tra voi diventi come il più
piccolo. Io sto in mezzo a voi come colui
che serve”).
- La terza lettura (Gv 20, 19-23) è invito a
professare la nostra fede nella vita eterna.
Siamo nel Cenacolo dalle porte chiuse,
che lasciano però passare Gesù il Risorto,
che fa scoppiare la gioia più grande nei
discepoli (“E i discepoli gioirono nel vedere
il Signore”). Gesù Risorto è principio di vita
eterna: una vita che non conosce dolore e
morte, che non conosce tramonto: una vita
tutta incentrata in Cristo e nel suo amore.
Preghiamo con umiltà e fiducia perché
questa gioia sia il tesoro più prezioso che
l’amore misericordioso del Signore offre al
nostro carissimo don Piero per sempre.
C
vicino al vostro cordoglio
per la scomparsa di mons.
Piero Denna e mi unisco a tutti voi
nell’elevare la preghiera cristiana di
suffragio. Il ministero di don Piero
è strettamente legato alla vostra
comunità del SS. Redentore. Infatti,
dopo i primi incarichi a Masnago,
a Rho e a Sesto San Giovanni, nel
1978 assunse la responsabilità della
vostra parrocchia, dove scelse di
rimanere anche quando rimise il
mandato continuando a dedicarsi alla
direzione spirituale e alle confessioni.
In tutti questi anni avete avuto
modo di apprezzare la sua grande
fedeltà al ministero sacerdotale:
diretto, semplice e gioioso, con
un tocco di ironia che poteva
alleggerire situazioni apparentemente
difficili, disponibile all’ascolto e
all’accoglienza verso chi gli chiedeva
consiglio e aiuto nel cammino della
vita come, ad esempio, i giovani
sposi. Don Piero si era prodigato in
tanti modi per il bene della comunità,
ristrutturando le opere parrocchiali,
costruendo l’oratorio, istituendo una
casa di accoglienza per i parenti degli
ammalati.
Della sua testimonianza del
messaggio del Vangelo non
possiamo dimenticare poi la sua
grande passione missionaria, che
faceva di lui un servo buono e fedele.
Ringraziamo un’ultima volta don
Piero per il suo insegnamento e per
i tanti doni trasmessi alla nostra
Chiesa e affidiamolo alla Misericordia
del Padre. Con affetto, invoco su tutti
voi la benedizione del Signore.
INSERTO SPECIALE
progetto
La famiglia di don Piero
S
ono il fratello minore di don Piero;
eravamo ben sette figli di cui cinque
fratelli e due sorelle. Qualche anno fa
è deceduta la sorella maggiore, ora è
venuto a mancare anche don Piero.
Per noi è una grave perdita, perché la
sua presenza in mezzo a noi significava
un gioioso punto d’incontro e di unità
familiare. Ci rimane, purtroppo, un vuoto
incolmabile.
Certamente, la sua seconda famiglia era
questa Comunità della Parrocchia del SS.
Redentore, ove prima come Parroco e
poi come Residente, ha prestato la sua
Il saluto del CCP
C
Ci Mancherai
missione con dedizione ed orgoglio.
Ora, a nome dei familiari di don
Piero, porgo i sentiti ringraziamenti a
Sua Eminenza, il Cardinale Dionigi
Tettamanzi, che ha desiderato presiedere
i funerali di don Piero, suo compagno di
classe in seminario.
I nostri ringraziamenti sono estesi a tutte
le autorità religiose: Sacerdoti, Suore,
Associazioni ed ai Consigli Parrocchiali;
nonché alle autorità civili presenti, ai
medici, infermieri ed assistenti, che lo
hanno curato ed assistito sino alla fine.
Un particolare ringraziamento al Parroco
don Natale ed a don Luigi, che ci hanno
aiutati, sostenuti e confortati in questo
difficile periodo; senza dimenticare il
Parroco don Giulio di Sacconago di
Busto Arsizio, suo paese nativo, che
invitava periodicamente don Piero ad un
rimpatrio, per celebrare la Santa Messa in
occasione di alcune ricorrenze religiose.
Infine, il doveroso ringraziamento va a
tutta la Comunità Parrocchiale del SS.
Redentore, che ha affettuosamente e con
stima condiviso con lui i molti anni della
sua vita. Grazie a tutti.
Alberto Denna
poteva deluderlo.
E’ stato per tutti l’Uomo dell’Accoglienza,
con una particolare attenzione alle coppie
in via di formazione, prima nei corsi per
fidanzati, poi nella loro vita coniugale
e nella nascita dei figli, esortando,
infondendo sicurezza, consolando.
Diceva spesso che bisogna curare
l’amore all’interno della coppia per avere
famiglie solide e serene, in grado di
affrontare le difficoltà della vita.
ll Gruppo famiglia, che don Piero
seguiva, si è sentito aiutato nel costruire
le fondamenta delle proprie case sulla
roccia, come punto di partenza per il
cammino di vita di sposi e di famiglie nella
conoscenza e nell’amicizia del Signore.
Dal suo desiderio di aiutare le famiglie dei
malati è nata la Casa d’Accoglienza, che
da 25 anni ospita le persone che arrivano
a Milano per affrontare cure che non
riescono ad avere nelle loro città, un fiore
all’occhiello della nostra Parrocchia, uno
splendido frutto della Carità da lui ispirata.
Gli ospiti e i volontari che vi operano sono
stati da lui accompagnati paternamente
per questo lungo periodo e, con affetto
filiale, si augurano di sentirne ancora la
benefica presenza.
Ricordiamo anche il sostegno dato
al Centro d’Ascolto della Caritas
parrocchiale per l’aiuto alle varie fragilità
umane, dei poveri, degli anziani, dei
malati, degli immigrati, e alle Missioni, per
non dimenticare le emergenze delle terre
lontane.
Anche dal lato pratico la sua attività è
stata notevole con la ristrutturazione di
buona parte dell’area parrocchiale, con la
ricostruzione dell’Oratorio e del Cinema
Palestrina, con i restauri della Chiesa e
delle opere in essa conservate. Ha voluto
poi fortemente che la Scuola Materna
restasse alla Parrocchia, mantenendo
la presenza delle Suore Rosmininiane,
conservando questa importante attività di
scuola cristiana nel nostro quartiere.
Negli ultimi tempi don Piero si era
dedicato con impeto giovanile al progetto
di ricucire i rapporti tra la Chiesa e il
territorio che la circonda, cercando di
spingere i fedeli praticanti, che come noi
frequentano la Parrocchia, a farsi “ponte”
nei loro condomini, nelle scuole, sui posti
di lavoro, nella vita di tutti i giorni, per
dedicarsi davvero alla nostra missione di
cristiani, cioè quella di annunciare a tutti
la lieta novella. Il progetto non è ancora
decollato, ma certamente gli faremo cosa
gradita se ci impegneremo a promuoverlo
come se lui fosse ancora al nostro fianco.
Per tutto questo grazie ancora da tutti noi,
che serberemo il suo ricordo nei nostri
cuori. Con affetto.
Roberto Bosisio,
Segretario Consiglio Pastorale
Alleanza, Libertà, Fedeltà
aro don Piero,
un grazie di cuore, a nome del
Consiglio Pastorale Parrocchiale e di
quanti hanno avuto l’opportunità di fare la
sua conoscenza, per quanto ha saputo
dare alla Parrocchia del SS. Redentore,
guidandola per ben 31 anni come
Parroco ed assistendola poi come saggio
Consigliere negli ultimi 5 anni, sempre
con profonda dedizione, grande sagacia,
fine sensibilità e soprattutto con tanto
amore.
Si è involato in punta di piedi nel giorno
della presentazione di Gesù al tempio,
chiedendo al buon Dio come Simeone di
essere lasciato andare con la stessa luce
di Fede negli occhi. Ci sentiamo un po’
orfani dei suoi consigli anche se siamo
certi troverà il modo per ispirarci al meglio
anche da lassù.
Vengono a mente quelle tre parole
del suo motto di vita “Alleanza, libertà,
fedeltà”, che ripeteva spesso per indicarci
la via da seguire per essere buoni
cristiani e cioè: scegliere di accettare
l’alleanza col nostro Dio in piena libertà di
decisione, ma poi essere coerentemente
fedeli nel seguire i suoi comandamenti,
in particolare quello dell’Amore verso di
Lui e verso il prossimo. Ciò derivava dalla
sua profonda e personale conoscenza
di Gesù, che sentiva come inesauribile
fonte di gioia. All’inizio delle omelie
diceva, per rammentarcelo, che non
si doveva andare a Messa solo per
soddisfare un precetto, ma perché Gesù
ci invitava personalmente all’Assemblea
dell’Eucarestia domenicale e non si
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di don Natale - Parrocchia SS. Redentore