progetto Decanato Venezia - Parrocchia SS. Redentore, Milano - Disponibile anche online su www.parrocchiaredentore.it n°3 Marzo 2015 44° ANNO di Comunità aperta Monsignor Piero Denna 4/7/1934 - 2/2/2015 “Ora puoi lasciare o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perchè i miei occhi hanno visto la tua salvezza preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele ” Lc 2, 22. In Questo Numero ✔ Saluto a don Piero ✔ Dalla penna di don Natale ✔ Dalle ‘nostre’ missioni Come è nata la chiesa di Rajshai ✔Un sacchetto di Riso ✔Calendario parrocchiale Tutti gli appuntamenti del mese ✔Nella vigna del Signore ✔Cammino Quaresimale ✔I Restauri continuano La volta della Madonna di Loreto ✔ Sintesi di Atlantide ✔Freschi di stampa ✔ Chi arriva, chi si sposa, chi ci lascia ✔ ✔La Crice di Cristo Amore e Gioia ✔Indirizzi utili ✔INSERTO in ricordo di don Piero ella Festa della Presentazione del Signore, don Piero ci ha lasciato. N Con affetto e riconoscenza immensi per gli oltre trentasei anni di paternità spirituale la comunità parrocchiale del SS. Redentore in Milano lo accompagna insieme alle moltissime persone che lo hanno amato. Trovate un inserto speciale all’interno con i discorsi di commiato. La Quaresima e l’eredità di don Piero Nonsoloclero L di don Natale ’ultimo sogno di don Piero per la nostra Parrocchia è stato certamente quello di costruire ponti tra Parrocchia e territorio. In parrocchia puoi vivere esperienze di comunione, nel territorio condividi la vita quotidiana con familiari o colleghi: se prendi coscienza di essere battezzato, senza che ci sia chi ti spinge, ti fai ponte per rendere comunitaria la vita della gente. L’essere ponte ci ricorda l’appello alla nuova Alleanza dei profeti quali Geremia o Ezechiele: “porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: «Conoscete il Signore», perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande” (Ger 31,34). “Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo” (Ez 36,26). A questa nuova Alleanza si riferisce Gesù nell’ultima cena, attirando tutti ➲ Segue nella prossima pagina Anno 1994: l’allora parroco don Piero in visita a Rajshai, Bangladesh per inaugurare il villaggio di casette “SS. Redentore”. ➲ Segue dalla prima pagina a sé sotto la croce. E’ un sogno bellissimo che tende a vincere la solitudine o l’anonimato che sembra pennellare di grigio la s,uperficie dell’esistenza, anche di quella milanese. Don Piero ha sintetizzato in questo progetto la sua saggia esperienza di cristianesimo non formale ma di sostanza. Possiamo raccogliere questa eredità e assumerla come progetto pastorale per i prossimi anni. Questo intento ci libera da un problema annoso, quello di delegare il clero per le funzioni spirituali e riservare ai laici le funzioni di carattere pratico. Per esempio, noi preti facciamo una esperienza molto intensa di incontro con persone sempre nuove, a partire dalle occasioni che la vita riserva: può trattarsi di un lutto che fa sorgere interrogativi critici, o di una nuova nascita che predispone a vedere Dio in ogni evento. E’ un’esperienza spirituale perché si tratta di manifestazioni di “Alleanza” tra Dio e l’umanità. Forse una volta queste esperienze erano solo riservate al clero ma oggi dobbiamo dire “nonsoloclero” chiedendoci: come è possibile che molta più gente venga coinvolta in questa alleanza? Questa domanda definisce il compito della Parrocchia. Il problema sembra complicarsi se pensiamo che occorre disponibilità non solo a essere ponte o protagonisti, ma anche ad accettare che altri siano ponte che ci collegano alla comunità. Nel caso della visita alle persone ammalate, portando magari il dono dell’Eucaristia, occorre non solo che ci siano laici disponibili a essere Ministri dell’Eucaristia, ma anche ammalati che accettino la visita di un laico anche se non è un consacrato. Ogni ponte richiede che entrambi gli accessi siano aperti. In quaresima rifletteremo su questo aspetto della “Chiesa nonsoloclero” lasciandoci educare dal cammino di preparazione del nuovo Consiglio Pastorale, la cui elezione avverrà in primavera in tutte le parrocchie della Diocesi. Il Consiglio Pastorale sta in carica quattro anni e ha come compito la realizzazione del progetto pastorale della Parrocchia. Se il progetto è quello di gettare Come è nata la Chiesa a Rajshai Dalle Nostre Missioni L a nostra parrocchia sostiene da molti anni la missione di Rajshai, in Bangladesh, appoggiando l’opera delle suore missionarie di Maria Bambina e in particolare la costruzione di casette in muratura, in grado di ospitare una famiglia e di resistere ai tifoni e alle alluvioni che periodicamente causano la distruzione di edifici di paglia e legno. Pochi forse ricordano che ormai molti anni fa, nel 1994, l’allora nostro parroco don Piero con i responsabili del nostro gruppo missionario si recò a Rajshai per inaugurare un villaggio di casette che si chiamò e tutt’ora si chiama “SS. Redentore”. Pochi forse ricordano che una suora di Maria Bambina, suor Silvia Gallina, fu determinante nel portare la chiesa a Rajshai. Fu proprio lei, insieme a padre Paolo Ciceri del PIME, a fondare, nel 1987 quella che è, a tutt’oggi, l’unica parrocchia cattolica di Rajshai (circa 750.000 abitanti in prevalenza musulmani o animisti) Come fu intitolata quella chiesa? Naturalmente al SS. Redentore proprio perponti, partiamo dalle fondamenta: che si susciti passione per la Chiesa e per la gente. Il primo passo per eleggere il nuovo Consiglio non è quello organizzativo ma quello del cuore, il cuore nuovo della nuova Alleanza. Non si tratterà di convincere gli svogliati perché si assumano un inutile peso che altri tendono a scansare. Abbandoniamo definitivamente questa triste visione di Chiesa che vede il clero come protagonista solitario e il laico come esecutore forzato ed entriamo nella dimensione familiare della comunità in cui si condividono le gioie e le fatiche. La visione ariosa della Chiesa che don Piero ci ha lasciato ci renderà lieto questo cammino. Don Natale ché per la sua fondazione e la costruzione della chiesa l’aiuto della nostra parrocchia è stato fondamentale. In questi tempi di particolare riflessione e preghiera, mi sembra bello ricordare queste cose e soprattutto l’attenzione e l’affetto con cui il nostro carissimo don Piero, da poco scomparso, ha sempre seguito l’opera del gruppo missionario. L’attenzione e la cura per la missione è alla base dell’azione della chiesa, portare a tutti la “gioia del Vangelo” è compito dei cristiani. Perciò un grande grazie a lui e ai suoi insegnamenti e ai parrocchiani che in tanti anni non hanno mai fatto mancare il loro sostegno a questa e alle altre “nostre” missioni in una vicinanza spirituale con la preghiera, e materiale con il sostegno economico. Per concludere lascio la parola a Papa Francesco: “Il Vangelo invita prima di tutto a rispondere al Dio che ci ama e che ci salva, riconoscendolo negli altri e uscendo da se stessi per cercare il bene di tutti”. Annalisa Morelli CALENDARIO PARROCCHIALE Marzo Domenica 1 II domenica di Quaresima alle 11.00, in oratorio, 4° incontro per genitori ”La casa del Pellicano” Mercoledì 4 alle 16.00 Esercizi spirituali Venerdì 5 1° venerdì del mese – celebrazione della Via Crucis Domenica 8 III domenica di Quaresima Martedì 10 alle 20.45 in Duomo, via Crucis (zona I) Mercoledì 11 alle 16.00 Esercizi spirituali Venerdì 13 alle 18.00 Incontro volontari Casa Accoglienza Domenica 15 IV domenica di Quaresima Lunedì 16 alle 18.00 Caritas Parrocchiale Mercoledì 18 alle 16.00 Esercizi spirituali alle 21.00 Consiglio Pastorale Parrocchiale Giovedì 19 San Giuseppe Domenica 22 V domenica di Quaresima alle 11.00, in oratorio, 5°incontro per genitori “La casa del Pellicano” Martedì 24 memoria dei missionari martiri Venerdì 27 Celebrazione penitenziale Domenica 29 Domenica delle Palme Gesto di condivisione quaresimale IL TUO DIGIUNO PER CHI HA FAME Prendi un sacchetto di riso che troverai in chiesa davanti all’altare della Parola e consumalo a casa pensando che per molte persone un pugno di riso è il pasto di una giornata e dona il corrispettivo della tua cena per una di queste intenzioni: ☛ Sostegno ad alcune famiglie in difficoltà attraverso la Conferenza San Vincenzo. ☛Sostegno per migliorare lo stato nutrizionale dei bambini e della comunità del Distretto di Maxixe in Mozambico. Il Ritiro Spirituale parrocchiale 7 febbraio 2015. Nella vigna del Signore I l Consiglio Pastorale Parrocchiale nella Sessione del 22/10/2014 aveva deliberato di predisporre due o tre incontri nell’anno 2015 per la formazione permanente degli Operatori parrocchiali, aperti alla Parrocchia intera per allargare la base di coloro che possono fruire di questi preziosi insegnamenti e per affiancare i fedeli attualmente impegnati nelle varie attività della nostra realtà. Il primo di questi incontri si è tenuto nel pomeriggio del 7 Febbraio, in Chiesa, nella Cappella del Sacro Cuore, sotto forma di Ritiro spirituale rivolto a tutti, adolescenti, giovani, adulti e anziani, avente come tema il secondo pilastro della Comunità cristiana: la comunione e la condivisione fraterna. La meditazione tenuta dal nostro Don Luigi Parisi è stata preceduta dalla lettura del brano di Vangelo (Gv. 17) “La preghiera di Gesù”, nella quale poco prima della Sua Passione Egli esprime il Suo Amore e la Sua preoccupazione per tutti i Suoi seguaci, anche quelli futuri, e il desiderio di riunirli tutti in comunione nell’ unità celeste. E’ la stessa comunione che c’è all’interno della Trinità, e che grazie al Mistero divino coinvolge potenzialmente tutti noi. Il Concilio Vaticano II dice in proposito che “la Chiesa è il luogo che vive e manifesta la comunione” e San Giovanni Paolo II nella “Novo millennio ineunte” aggiunge che si deve “fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione”. L’idea dei 4 pilastri della Comunità cristiana, proposta dal Card. Martini nel Sinodo diocesano di 20 anni fa, e ripresa recentemente dall’Arc. Scola come modello per la “Comunità educante” delle nostre Parrocchie, si basa sul Cap. 2 degli Atti degli Apostoli (At 2,42). Citiamo ancora in proposito Giovanni Paolo II: “Si deve imparare a vivere la comunione, con spiritualità, con uno sguardo del cuore posato sul Mistero della Trinità e sul volto dei fratelli che ci stanno accanto”. La priorità del cristiano è quella di attingere alla vita di Dio, di cui l’Eucarestia costituisce il cordone ombelicale. Bisogna pensare che Gesù è sempre con noi, basta raccogliere il suo invito: “Io sto alla porta e busso” (Ap 3,30). Entrando in Chiesa si deve fare con convinzione il segno della croce, che ci richiama al Mistero trinitario, pensando quanti cristiani nel mondo vivono oggi il martirio nel nome di Cristo. Dobbiamo essere pronti ad una conversione profonda e autentica, ricordando che nulla è impossibile a Dio, come per quella di S. Paolo avvenuta sulla strada di Damasco (At 9,3). Ci è stato detto che la Chiesa è il corpo di Cristo. Non è un modo di dire, ma una verità di Fede. Noi siamo invitati a farne parte a pieno titolo, a rendere esplicite le relazioni che ci sono tra di noi, col volontariato in spirito di servizio, con la comprensione fraterna, col perdono amorevole. Si deve poi valorizzare il Fonte Battesimale, che ci ricorda il nostro Battesimo, il momento in cui siamo diventati cristiani in comunione con gli altri. Non dobbiamo isolarci: non è il mio, ma il nostro Gesù! Negli Atti degli Apostoli si dice che le prime Comunità cristiane vivevano in comunione di beni. Dobbiamo riflettere bene su questo aspetto: i beni che abbiamo ricevuto non sono nostri e non possiamo quindi tenerli egoisticamente per noi. La dottrina sociale della Chiesa parla da molto tempo di condivisione dei beni con i meno abbienti, rammentando che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Che il Signore ci converta anche in ciò, facendoci sentire come nostra l’urgenza di aiutare anche economicamente i fratelli in difficoltà. La Chiesa usa i fondi che riceve per poveri, malati, persone sole o abbandonate; “la spiritualità cristiana è fatta di carne e di sangue”. Bisogna poi credere fermamente alla Comunione dei Santi e alla vita eterna, cosa che si avverte “non molto sentita” dai fedeli. La comunione coi Santi e coi nostri defunti, che dobbiamo sentire sempre vicini, ci educa a non avere paura della morte, che è solo un passaggio all’altra vita promessa da Gesù. Don Luigi alla fine ci ha posto una domanda, da meditare singolarmente in silenzio e da discutere poi con gli altri in piccoli Gruppi: “Quale di questi aspetti: comunione con la Trinità, con i fratelli o come apertura nella cattolicità ai cristiani separati, ci è più congeniale, quale meno e cosa manca per capirne bene tutti gli aspetti?”. Un compito non facile, che, anche dopo la riunione in Gruppi, ci ha fatto capire che il cammino da compiere verso la comunione è ancora lungo e irto di difficoltà. Il ritiro si è concluso con la S. Messa comunitaria delle 18,30. Lasciandoci, ci siamo ripromessi tutti un maggior impegno, confidando nell’aiuto della Grazia divina, convinti che è necessario e importante il rendersi disponibili, con dedizione e costanza, per eventuali incarichi parrocchiali, come ad esempio quelli prossimi per una chiamata a partecipare alle elezioni come membri del futuro Consiglio Pastorale. Roberto Bosisio La Chiesa comunità educante Il cammino della Quaresima 2015 PREGHIERA - ASCOLTO della PAROLA - FORMAZIONE PREGHIERA PERSONALE ☛ Preghiera quotidiana personale o in famiglia (con il foglietto settimanale o il libretto della quaresima che trovi al banco buona stampa). ☛ Una S. Messa settimanale nei giorni feriali. Preghiera con la diocesi MEDITAZIONE SULLA VIA CRUCIS “Innalzato da terra attirerò tutti a me” Martedì 3 – 10 – 17 – 24 marzo in DUOMO alle ore 20.45 e trasmessa tramite tv, radio e internet ESERCIZI SPIRITUALI ADULTI ☛ Ogni Mercoledì 16.00 – 17.00, in cappella (senza la S. Messa) Tema: La Chiesa ci educa Predicatore: P. Aldo Magni (Camilliano) ☛ Ogni Giovedì 21.00 – 22.30, in chiesa “Passi di Vangelo” Lectio sul Vangelo domenicale Predicatore: don Enrico / don Natale LA GIORNATA DEL VENERDÌ - VIA CRUCIS ☛ Nei venerdì di quaresima, quaresima secondo il rito ambrosiano, non celebreremo la S. Messa ☛ ore 7.15 - 9.30 - 16.00 18.30 ci sarà la Via Crucis ☛ Via Crucis per i ragazzi: ogni venerdì alle ore 17.30 in oratorio ☛ Venerdì Santo ore 21.00: VIA CRUCIS su CORSO BUENOS AIRES con le parrocchie del Decanato RESTAURATA LA STATUA DELLA MADONNA DI LORETO A gli inizi di quest’anno gli addetti alla nostra Chiesa hanno segnalato qualche inconveniente sulla statua della Madonna di Loreto. Più esattamente c’erano diverse macchie, derivanti da perdite di vernice, sulla terracotta della statua che ne deturpavano l’estetica: alcune sul mantello della Madonna, una sbucciatura sul ginocchio e abrasioni sulla guancia e sulla mano di Gesù bambino, la perdita di colore dorato sul globo retto nella Sua mano sinistra, incrinature sul piedistallo con gli angioletti, e doratura sbiadita delle loro ali. Dopo accurata verifica si è deciso di procedere rapidamente in merito per non aggravarne lo stato. La restauratrice, già attiva in Chiesa per la statua del Cristo del tabernacolo, ha risanato le parti ammalorate e riportato la statua al suo aspetto consueto, pronta per essere nuovamente ammirata e venerata dai devoti fedeli. RB La visita di Papa Francesco in Turchia Sintesi di Atlantide Un estratto dal giornale di opinione che viene esposto all’interno della nostra chiesa e sul sito web della parrocchia; temi che affrontano e discutono l’attualità che ci circonda, perchè talvolta soffermarsi e approfondire il pensiero aiuta la fede e la nostra coscienza. T ra i gesti che hanno richiamato l’attenzione dei media durante il viaggio di Papa Francesco nello scorso mese di novembre, vi è stato il rapporto con il patriarca d’oriente Bartolomeo. Bergoglio ha compiuto un segno davvero straordinario: chinare il capo per chiedere una benedizione, dicendo: “Santi “Santità, benedica me e la Chiesa di Roma”. Bartolomeo è rimasto fermo e in silenzio e, al ripetersi della richiesta del Papa, si è avvicinato e quel capo chino e lo ha baciato con commozione. Poi l’abbraccio fraterno e un ultimo gesto, con Bartolomeo che ha baciato la mano del Papa, mentre questi tentava di ritirarla. Per comprendere appieno il significato di tutto questo occorre rispolverare le Freschi di stampa I libri consigliati in questa rubrica sono disponibili al Banco della Buona Stampa situato in chiesa. Marco D’Agostino A DIO COSA IMPORTA DI ME? Edizioni San Paolo pp. 128, € 12,00 Per cosa ti serve un Dio così? Se lo invochi, non ti ascolta. Se lo bestemmi, ti puniscono. In ogni caso sembra sempre che ti debba arrangiare da solo. Il fischio lungo e assordante di un arbitro. La vergogna per uno sbaglio clamoroso. Gabriella Pacco FIORI DI MANGO Edizioni Segno pp. 232, € 15,00 Ci sembra che siano loro a crescere in noi, io penso che noi cresciamo in loro. La loro infanzia perduta ma gioiosa è anche la nostra. E così ci innamoriamo dei loro sogni, rubandone, di nascosto, la magia. ragioni della fratture e delle diversità con gli ortodossi, partendo dalla domanda: cosa ci differenzia dai cattolici d’oriente? Pur partendo da presupposti teologici comuni, si sono stratificate nel corso dei secoli differenze che toccano i principi fondamentali di ciascuna Chiesa, oltre che alcuni aspetti liturgici. Per comprendere come si sia arrivati a queste differenze, occorre ricercarne le radici storiche che hanno portato alla divisione delle due Chiese, convenzionalmente riferite al “Grande Scisma” del 1054, anno in cui il Papa Leone IX scomunica il patriarca Michele I Cerulario e quest’ultimo risponde con un proprio anatema, scomunicando il Papa. Alla base delle reciproche scomuniche, vengono tradizionalmente collocate due dispute: la disputa sul primato (anche giurisdizionale) del Vescovo di Roma che, al tempo dello scisma era anche di natura politica, vista la coincidenza tra potere temporale e potere spirituale nella persona del Papa; e la disputa trinitaria sulla natura dello Spirito Santo. Nella formulazione originaria del Credo, che risale al primo concilio di Nicea (325), lo Spirito Santo Jeorge Mario Bergoglio CHI SONO I GESUITI EMI Edizioni pp. 128, € 12,00 Perché sant’Ignazio di Loyola ha fondato i gesuiti? Voleva riunificare due dimensioni che la modernità, segnata dalla Riforma di Calvino, aveva disgiunto: il cuore e la ragione, il pensiero e le emozioni. I testi di papa Francesco, presentati al lettore italiano. Martin Steffens PICCOLO TRATTATO SULLA GIOIA Edizioni Messaggero Padova pp. 136, € 14,00 Un libro sul consenso a un’esistenza che riceviamo da altri. Da un «sì» alla vita dipendono la gioia e la capacità per un futuro più giusto e felice. DALL’ARCHIVIO PARROCCHIALE Si sono sposati in Cristo: Alessandra Debora Armanni e Emanuel Benedetti Gemma Maria Romano e Marco Toriselli Ci hanno preceduto nella casa del Padre : Due momenti della visita di Papa Bergoglio in Turchia: la Dichiarazione congiunta di Papa Francesco e del Patriarca Bartolomeo; espressa ferma intenzione di promuovere la piena unità di fede tra cristiani cattolici e ortodossi. Sotto: il Pontefice a Istanbul all’incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. procede dal Padre: è solo in una successiva versione del 381 che viene aggiunto ‘e dal figlio’. Da qui derivano due interpretazioni incompatibili: quella ortodossa “procede dal Padre attraverso il Figlio”, e quella cattolica “procede dal Padre e dal Figlio”. Questa seconda interpretazione non è ammessa dalla chiesa Ortodossa, che non può accettare la “processione” dello Spirito dal Padre e del Figlio, perché ciò minerebbe la monarchia del Padre che è alla base dell’equilibrio trinitario della teologia ortodossa. Le nostre divisioni dalla Chiesa Ortodossa sono dunque nate per questioni dogmatiche, ma fortemente influenzate da antiche questioni politiche. Come rileggere, pertanto, i gesti di Papa Francesco nel suo viaggio in Turchia? Il suo chinare il capo per ricevere la benedizione del Patriarca ortodosso Ada Maria Negrini di anni Antonietta Sgobbi “ Giuseppina Longoni “ Giuliana Robecchi-Brivio“ Mons. Piero Denna “ Maria Introna “ Vincenzo Pizzo “ Angelo Alpigiani “ Mario Gaeta “ 91 99 77 86 80 81 73 87 89 sembra un richiamo alla promessa di pace dei discepoli di Cristo posti all’origine della Chiesa di Roma e di quella di Costantinopoli – Pietro e Andrea, fratelli di sangue trasformati in fratelli nella fede e nella carità dall’incontro con Gesù – e un invito a considerare la pari dignità delle due confessioni. In questo senso, la grande apertura del Papa ci sollecita a riflettere e a interrogarci sul sentire comune con i Cristiani Ortodossi. E forse, potremmo scoprirci già meno lontani e pronti a cercare un futuro di comunità, intesa come ‘fratellanza’ e non come sottomissione. La redazione di Atlantide Cineforum Cinema PALESTRINA Via Palestrina, 7 Milano CINEFORUM DEL GIOVEDÌ Proiezione pomeridiana ore 17.00, € 5,00. Proiezione serale con presentazione e dibattito ore 21.00, € 7,00. Abbonamenti: Pom. € 56, Serale € 72. 12 marzo LE MERAVIGLIE di Alice Rohrwacher con M. Lungu, S. Louwyck. Dramm. durata 111 min. - Italia 2014. IL PALESTRINA DEI PICCOLI Rassegna di film per famiglie sabato pomeriggio. Unico spettacolo ore 16.00. € 4 26 febbraio AMERICAN HUSTLE di David O. Russell on C. Bale, A. Adams. Dramm. 138 min. USA 2013. 19 marzo DALLAS BUYER CLUB di JeanMarc Vallée con M. McConaughey, J. Leto. Dramm. durata 117 min. - USA 2013. 5 marzo LEI di Spike Jonze con J. Phoenix, S. Johansson. Comm. 126 min. - USA 2013. 26 marzo NEBRASKA di Alexander Payne con B. Dern, W. Forte. Dramm. durata 115 min. - USA 2013. 14 marzo MINUSCULE LA VALLE DELLE FORMICHE PERDUTE di Hélène Giraud. Animaz. 89 min. Francia, Belgio 2013. 28 marzo BIG HERO 6 di Don Hall, Animaz. 102 min. - USA 2014. a i o i G e e r o m A = ù S E G L La Croce di Cristo a vera gioia cristiana non è sentimentalismo, ma nasce dal coraggio di vivere l’Amore per Gesù passando dalla Croce per poi avere la sua gioia. Poi tutto viene di conseguenza: conoscerlo, seguirlo, imitarlo, amarlo e perciò amare gli “altri” come Gesù stesso ci ha insegnato, amandoci fino a morire per noi. Ma non finisce così, Gesù muore, ma, dopo tre giorni, resuscita perché Egli è vero uomo ma anche vero Dio ed è questa fede e fiducia in Cristo che ci fa cristiani e ci dona la speranza contro ogni speranza, cioè la certezza della vita eterna. Se qualche volta vi siete soffermati ad osservare un dipinto che raffigura il Cristo Amore e Gioia crocifisso, morente con il volto e lo sguardo rivolti al cielo ad implorare, a pregare il Padre Suo nell’ultimo istante, come non amarlo?! Ci ha donato la Sua vita e da allora non siamo più soli, Egli è sempre con noi, se lo vogliamo e siamo figli, fratelli, creature di un Dio che ci è Padre e che ci ama tanto da averci donato Suo Figlio per salvarci. Tutto questo dà senso alla nostra vita terrena, che diventa una preparazione alla vita eterna, quella beata. Amore e gioia però passano dal dolore e dalla morte, non solo del corpo ma, a volte, anche dello spirito. “Morte” è tutto quello che ci allontana da Gesù e che non ci PARROCCHIA SS. REDENTORE - Numeri e Indirizzi Utili Orari S. Messe Feriali: 7.15 - 9.30 - 16.00 (escluso settembre)- 18.30 Prefestivi: 18.30 Festivi: 8.30 - 10.00 - 11.00 - 12.15 - 18.30 www.parrocchiaredentore.it SCUOLA MATERNA Direzione Tel. 02 6704677 Fax 02 66986082 Suore Comunità 02 6704677 Segreteria Parrocchiale 9.30-12.00 da lunedì a sabato 15.30 - 18.30 solo il mercoledì Tel. 02 6694498 Fax 02 6697251 Sagrestia 02 87240491 [email protected] ORATORIO [email protected] da lun. a sab: 16.00-19.00. Domenica: 11.00-12.00 e 16.0019.00. Tel. 02 36756109 Centro Ascolto Caritas Martedì e Giovedì: 16.00-18.00 Tel. 02 6705181 Casa Accoglienza 02 87240490 Associazione GRATIS 02 87241923 SACERDOTI Don Natale Castelli (Parroco) 02 6694498 347 8517657 [email protected] Don Alessandro Noseda (Vicario) 02 67384112 328 8861369 Don Luigi Parisi (Residente) 02 67384113 Don Enrico Crisostomo (Residente) 328 5877901 fa “alzare” senza esitare, come fece Levi, dal banco delle imposte, quando Gesù gli disse: “Seguimi” (Vangelo Mc 2,13-14). Anche a noi oggi Gesù dice “Seguimi” e per farlo però dobbiamo essere capaci di lasciarci alle spalle tutte quelle cose: ricchezze, piaceri, egoismi… che ci appesantiscono e ci fanno deviare dalla strada che Gesù ci indica dicendoci “Seguimi”. La “Croce” fa paura a tutti, ma Gesù vi è salito per noi, per amor nostro, allora come non seguirlo?! Per salvare la nostra vita dalla desolazione dell’assenza di Dio è necessario partire dalla Croce. Ci sono stati anni in cui anch’io ho portato la Croce e devo dire che se Gesù non mi avesse aiutata non credo ce l’avrei fatta tanto era pesante e dolorosa; ma ora che il mio dolore si è un poco attenuato, proprio grazie all’Amore di Gesù, confesso di avere un po’ di timore al pensiero di riabbracciare la Sua Croce, ma amo Gesù con tutto il cuore e so che vuole il mio bene, perciò sia fatta la Sua Volontà. Emma Della Valle Mella progetto di Comunità Aperta Parrocchia SS. Redentore via L. Palestrina 5 - Milano Direttore responsabile Margherita Faustinelli Per contatti: [email protected] Registrato presso il Tribunale di Milano n° 426 del 19-11-1971 Stampa Sady Francinetti Snc, Milano. progetto Ricordo di don Piero INSERTO SPECIALE Il ‘nostro’ caro e compianto don Piero, Canonico maggiore effettivo della Basilica di Sant’ Ambrogio a Milano è volato in cielo il 2 febbraio 2015. Indimenticato parroco per trentuno anni, dal 1978 al 2009 presso la nostra parrocchia, è stato anche Decano del Decanato “Venezia” a Milano e Pro Prefetto e Prefetto della “Prefettura Milano Est”; membro della Commissione Arcivescovile per le nuove forme di ministerialità laicale, membro della Commissione Arcivescovile per le onorificenze pontificie. Nato a Busto Arsizio (Va) il 4 luglio 1934 e ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 28 giugno 1957, mons. Piero Denna, ha anche insegnato presso il Seminario di Masnago, poi è stato vicario La lettera del Cardinale parrocchiale, a Rho e a Sesto San Giovanni. Con questo inserto riportiamo le omelie e i discorsi tenutisi alle Angelo Scola ai fedeli sue esequie. Prossimamente, ci sarà un numero speciale del SS. Redentore commemorativo del nostro giornale, a lui dedicato da staccare e arissimi fedeli, sono conservare. L’Omelia del Cardinale Dionigi Tettamanzi L La Parola di Dio fa luce sui significati più profondi della nostra vita e morte a prima lettura (Mt 27,45-52) ci porta sul Calvario ai piedi della croce. Siamo immersi nel buio (“A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio”). Il buio rimanda, come segno, al turbamento/ paura/angoscia, alla sofferenza, al dolore. Il nostro cuore oggi è nel buio: il presbiterio diocesano che perde un sacerdote umile, determinato, generoso, la comunità parrocchiale che don Piero ha amato, servito, guidato come pastore illuminato, buono e coraggioso. Questo buio è squarciato dal “gridò a gran voce” di Gesù: ”Elì, Elì, lemà sabactàni”(Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?) Un grido non di disperazione, ma di abbandono e affidamento al Padre: possiamo fare nostro questo grido dicendo il nostro sì alla misteriosa e amorosa volontà di Dio: un atto di adorazione della volontà del Signore. - La seconda lettura (Lc 22,7-20,24,30) ci parla della Pasqua, tanto attesa da Gesù e della sua preparazione. La Pasqua è la sintesi, il compimento di tutta la vita e della missione di Gesù in obbedienza alla volontà del Padre. In questa luce pasquale possiamo rivisitare il senso più vero e grande del vivere quotidiano di don Piero: - con la celebrazione della S. Messa: è il dono più prezioso che don Piero (e con lui ogni sacerdote), assicura ai fedeli e agli uomini tutti, senza alcuna distinzione, per la loro salvezza. Il sacerdote è necessario per la nostra vita! - con una vita segnata dal servizio, come amore e dono di sé in continuità, in spirito di apertura a tutti, specialmente ai più bisognosi, favorendo l’incontro, la comunione, la riconciliazione, la corresponsabilità (la parola di Gesù dice: ”Chi è più grande tra voi diventi come il più piccolo. Io sto in mezzo a voi come colui che serve”). - La terza lettura (Gv 20, 19-23) è invito a professare la nostra fede nella vita eterna. Siamo nel Cenacolo dalle porte chiuse, che lasciano però passare Gesù il Risorto, che fa scoppiare la gioia più grande nei discepoli (“E i discepoli gioirono nel vedere il Signore”). Gesù Risorto è principio di vita eterna: una vita che non conosce dolore e morte, che non conosce tramonto: una vita tutta incentrata in Cristo e nel suo amore. Preghiamo con umiltà e fiducia perché questa gioia sia il tesoro più prezioso che l’amore misericordioso del Signore offre al nostro carissimo don Piero per sempre. C vicino al vostro cordoglio per la scomparsa di mons. Piero Denna e mi unisco a tutti voi nell’elevare la preghiera cristiana di suffragio. Il ministero di don Piero è strettamente legato alla vostra comunità del SS. Redentore. Infatti, dopo i primi incarichi a Masnago, a Rho e a Sesto San Giovanni, nel 1978 assunse la responsabilità della vostra parrocchia, dove scelse di rimanere anche quando rimise il mandato continuando a dedicarsi alla direzione spirituale e alle confessioni. In tutti questi anni avete avuto modo di apprezzare la sua grande fedeltà al ministero sacerdotale: diretto, semplice e gioioso, con un tocco di ironia che poteva alleggerire situazioni apparentemente difficili, disponibile all’ascolto e all’accoglienza verso chi gli chiedeva consiglio e aiuto nel cammino della vita come, ad esempio, i giovani sposi. Don Piero si era prodigato in tanti modi per il bene della comunità, ristrutturando le opere parrocchiali, costruendo l’oratorio, istituendo una casa di accoglienza per i parenti degli ammalati. Della sua testimonianza del messaggio del Vangelo non possiamo dimenticare poi la sua grande passione missionaria, che faceva di lui un servo buono e fedele. Ringraziamo un’ultima volta don Piero per il suo insegnamento e per i tanti doni trasmessi alla nostra Chiesa e affidiamolo alla Misericordia del Padre. Con affetto, invoco su tutti voi la benedizione del Signore. INSERTO SPECIALE progetto La famiglia di don Piero S ono il fratello minore di don Piero; eravamo ben sette figli di cui cinque fratelli e due sorelle. Qualche anno fa è deceduta la sorella maggiore, ora è venuto a mancare anche don Piero. Per noi è una grave perdita, perché la sua presenza in mezzo a noi significava un gioioso punto d’incontro e di unità familiare. Ci rimane, purtroppo, un vuoto incolmabile. Certamente, la sua seconda famiglia era questa Comunità della Parrocchia del SS. Redentore, ove prima come Parroco e poi come Residente, ha prestato la sua Il saluto del CCP C Ci Mancherai missione con dedizione ed orgoglio. Ora, a nome dei familiari di don Piero, porgo i sentiti ringraziamenti a Sua Eminenza, il Cardinale Dionigi Tettamanzi, che ha desiderato presiedere i funerali di don Piero, suo compagno di classe in seminario. I nostri ringraziamenti sono estesi a tutte le autorità religiose: Sacerdoti, Suore, Associazioni ed ai Consigli Parrocchiali; nonché alle autorità civili presenti, ai medici, infermieri ed assistenti, che lo hanno curato ed assistito sino alla fine. Un particolare ringraziamento al Parroco don Natale ed a don Luigi, che ci hanno aiutati, sostenuti e confortati in questo difficile periodo; senza dimenticare il Parroco don Giulio di Sacconago di Busto Arsizio, suo paese nativo, che invitava periodicamente don Piero ad un rimpatrio, per celebrare la Santa Messa in occasione di alcune ricorrenze religiose. Infine, il doveroso ringraziamento va a tutta la Comunità Parrocchiale del SS. Redentore, che ha affettuosamente e con stima condiviso con lui i molti anni della sua vita. Grazie a tutti. Alberto Denna poteva deluderlo. E’ stato per tutti l’Uomo dell’Accoglienza, con una particolare attenzione alle coppie in via di formazione, prima nei corsi per fidanzati, poi nella loro vita coniugale e nella nascita dei figli, esortando, infondendo sicurezza, consolando. Diceva spesso che bisogna curare l’amore all’interno della coppia per avere famiglie solide e serene, in grado di affrontare le difficoltà della vita. ll Gruppo famiglia, che don Piero seguiva, si è sentito aiutato nel costruire le fondamenta delle proprie case sulla roccia, come punto di partenza per il cammino di vita di sposi e di famiglie nella conoscenza e nell’amicizia del Signore. Dal suo desiderio di aiutare le famiglie dei malati è nata la Casa d’Accoglienza, che da 25 anni ospita le persone che arrivano a Milano per affrontare cure che non riescono ad avere nelle loro città, un fiore all’occhiello della nostra Parrocchia, uno splendido frutto della Carità da lui ispirata. Gli ospiti e i volontari che vi operano sono stati da lui accompagnati paternamente per questo lungo periodo e, con affetto filiale, si augurano di sentirne ancora la benefica presenza. Ricordiamo anche il sostegno dato al Centro d’Ascolto della Caritas parrocchiale per l’aiuto alle varie fragilità umane, dei poveri, degli anziani, dei malati, degli immigrati, e alle Missioni, per non dimenticare le emergenze delle terre lontane. Anche dal lato pratico la sua attività è stata notevole con la ristrutturazione di buona parte dell’area parrocchiale, con la ricostruzione dell’Oratorio e del Cinema Palestrina, con i restauri della Chiesa e delle opere in essa conservate. Ha voluto poi fortemente che la Scuola Materna restasse alla Parrocchia, mantenendo la presenza delle Suore Rosmininiane, conservando questa importante attività di scuola cristiana nel nostro quartiere. Negli ultimi tempi don Piero si era dedicato con impeto giovanile al progetto di ricucire i rapporti tra la Chiesa e il territorio che la circonda, cercando di spingere i fedeli praticanti, che come noi frequentano la Parrocchia, a farsi “ponte” nei loro condomini, nelle scuole, sui posti di lavoro, nella vita di tutti i giorni, per dedicarsi davvero alla nostra missione di cristiani, cioè quella di annunciare a tutti la lieta novella. Il progetto non è ancora decollato, ma certamente gli faremo cosa gradita se ci impegneremo a promuoverlo come se lui fosse ancora al nostro fianco. Per tutto questo grazie ancora da tutti noi, che serberemo il suo ricordo nei nostri cuori. Con affetto. Roberto Bosisio, Segretario Consiglio Pastorale Alleanza, Libertà, Fedeltà aro don Piero, un grazie di cuore, a nome del Consiglio Pastorale Parrocchiale e di quanti hanno avuto l’opportunità di fare la sua conoscenza, per quanto ha saputo dare alla Parrocchia del SS. Redentore, guidandola per ben 31 anni come Parroco ed assistendola poi come saggio Consigliere negli ultimi 5 anni, sempre con profonda dedizione, grande sagacia, fine sensibilità e soprattutto con tanto amore. Si è involato in punta di piedi nel giorno della presentazione di Gesù al tempio, chiedendo al buon Dio come Simeone di essere lasciato andare con la stessa luce di Fede negli occhi. Ci sentiamo un po’ orfani dei suoi consigli anche se siamo certi troverà il modo per ispirarci al meglio anche da lassù. Vengono a mente quelle tre parole del suo motto di vita “Alleanza, libertà, fedeltà”, che ripeteva spesso per indicarci la via da seguire per essere buoni cristiani e cioè: scegliere di accettare l’alleanza col nostro Dio in piena libertà di decisione, ma poi essere coerentemente fedeli nel seguire i suoi comandamenti, in particolare quello dell’Amore verso di Lui e verso il prossimo. Ciò derivava dalla sua profonda e personale conoscenza di Gesù, che sentiva come inesauribile fonte di gioia. All’inizio delle omelie diceva, per rammentarcelo, che non si doveva andare a Messa solo per soddisfare un precetto, ma perché Gesù ci invitava personalmente all’Assemblea dell’Eucarestia domenicale e non si