N. 5 - anno XXV
Ottobre-Novembre
2012
In Cammino...
Comunità pastorale VISITAZIONE DI MARIA VERGINE
“Jump” l’anno della Fede
pag. 2
Vent’anni di ordinazione sacerdotale
pag. 3
Diario di un sacerdote dopo 20 anni
pag. 4-5
Gruppo missionario: Essere cristiano, perseguitato e martire, oggi come allora
pag. 6
Grazie
pag. 7
Suor Roselia della Santa Croce ricorda il 25esimo della professione
religiosa
Una parlata tra amici: suor Maria Livia Milesi
pag. 8
Congratulazione 1987-2012
Notizie utili della Comunità Pastorale “Visitazione di Maria Vergine”
pag. 9
Le ricette di suor Roselia: Quiche porri e formaggio
Il Sicomoro: iscrizioni anno 2013-2014
pag. 10
La scuola cambia look
pag. 11
Linea Verde: gruppo “under 14”
pag. 12
Un nuovo santo per i nostri giorni: San Giovanni Battista Piamarta
pag. 13
Biglietto di saluto di don Carlos M. Chavarría
Orari S. Messe e S. Confessioni
pag. 14
La valle delle Amache
pag. 15
Dall’archivio parrocchiale della Comunità Pastorale
Battesimi, Matrimoni e Funerali: dal 20 maggio al 29 settembre 2012
pag. 16
1
Informatore
Parrocchiale
Avviso sacro,
ciclostilato in proprio,
distribuzione gratuita
IN CAMMINO . . .
E’ l’anno della fede!
OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
Ecco l’annuncio del papa per la chiesa universale e quindi per ciascuno di noi.
Che novità! E’ la reazione che mi è nata spontanea nella mente e nel cuore. Tutta la nostra vita di chiesa, di gruppi e di comunità è improntata sul cammino di fede, sul tentativo di dare ad essa un fondamento e un contenuto sempre più veri e solidi.
Tutto sempre ci parla della fede e nasce dalla fede. Le nostre giornate sono la volontà di
dare carne alla fiducia che cerchiamo sempre di mettere in Dio.
A questo punto mi sono accorto che l’invito del papa è qualcosa di straordinario.
E’ l’invito ad andare alle sorgenti, a tornare alle origini e a ridare fondamento a tutta la
nostra vita.
Mi è piaciuto molto leggere il messaggio di Benedetto XVI per l’indizione di questo anno. Ci chiede di tornare alla bellezza e alla gioia della nostra fede. Prima ancora di ogni
contenuto, ricerca, attività ed esperienza siamo riportati a ritornare alla bellezza
dell’incontro con Gesù. La fede è prima di tutto un mettersi con gioia dietro al Signore
per dare valore e significato alla nostra vita.
Che bella idea che ha avuto il nostro papa, è una possibilità che possiamo e dobbiamo
sfruttare fino in fondo.
A questo proposito mi fa piacere raccontarvi i sentimenti che ho vissuto nella festa degli
oratori perché sono nati proprio dal percepire quanto è vero l’amore del Signore che si
manifesta nel cuore e nella storia dei nostri ragazzi e quanto sono davvero speciali nel
vivere la bellezza della loro fede che rimane di fatto ancora oggi un’esperienza contagiosa.
Ho avuto la fortuna di ascoltarli raccontare le loro esperienze di volontariato raccogliendo la loro gioia, le loro emozioni, i dubbi e le domande. I nostri giovani anche questa estate, da soli o in gruppo, hanno servito, amato, accolto e incontrato.
Sono stati capaci di riflettere e di agire, di ascoltare e parlare, di aiutare e lasciarsi educare. I nostri giovani hanno fatto bello il loro tempo lasciando che sia la luce di Cristo a
illuminare il mondo attraverso le loro parole e soprattutto le loro mani.
Grazie carissimi perché sempre e ancora una volta mi avete riempito il cuore.
Sono stato contentissimo di sentire l’entusiasmo della gente e dei ragazzi per le feste che
abbiamo vissuto. “Siamo stati bene”, “mia figlia si è divertita tantissimo”, “gli animatori
sono stati proprio bravi”, “è stato proprio divertente”, sono solo alcune della frasi che
ho raccolto in questi giorni.
A queste voglio aggiungere anche le mie…Grazie ragazzi!!!!
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso bella la festa facendoci sentire tutti a casa,
in famiglia!
Il Signore ci ha parlato e si è fatto vivo e presente, saltiamo tra le sue braccia!!!
JUMP!!!!!
don Andrea
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Vent’anni di ordinazione sacerdotale
“L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo
dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5b).
Guardando al cammino percorso non posso se non
ringraziare il Signore per i tanti doni ricevuti, per le
tante persone incontrate, per i tanti fratelli con cui
ho avuto la grazia di condividere il dono del sacerdozio, stimolato dalla bellezza e dalla gioiosità del
loro esempio.
Davvero il Signore non ha mai smesso di riversare
nel mio cuore il dono del suo amore! E se anche il
mondo sembra essere diventato indifferente o addirittura chiuso alla sua azione, sono certo che lo Spirito Santo troverà il modo di indicarmi le vie più
adatte per continuare a fare della mia povera esistenza la testimonianza e il riflesso del suo amore
che vuole raggiungere il cuore di ogni persona di
buona volontà.
A 20 anni di distanza dalla mia ordinazione sacerdotale questa frase “programmatica” assume uno
spessore di verità che non avrei mai immaginato
all’inizio del mio cammino.
Davvero il Signore mi è stato vicino con il suo amore in tanti anni di servizio alla chiesa, prima a
stretto contatto con i giovani degli oratori alla cui
cura sono stato destinato nei primi anni e ora nella
realtà più complessa ed impegnativa della comunità
pastorale. Nonostante i miei tanti limiti, le mie paure ed anche gli sbagli, il Signore non ha mai smesso
di incoraggiarmi e di infondere nel mio cuore la
certezza del suo amore. Attraverso l’ascolto quotidiano della sua parola, prima meditata e pregata
nell’esperienza spirituale, poi vissuta nel servizio
pastorale e condivisa nell’incontro con fratelli e
sorelle di fede, ho potuto constatare come lo Spirito
Santo non smette di operare segretamente nel cuore
di ogni persona. L’esercizio della preghiera vissuta
nella liturgia ha sempre confermato l’azione dello
Spirito Santo nel quotidiano della mia esperienza. Il
presiedere alla sua azione, soprattutto nei sacramenti dell’eucaristia e della riconciliazione, mi ha
sempre più persuaso che a portare avanti le cose e a
diffondere il Regno dei cieli, nonostante e talvolta
“attraverso” il mio limite, è sempre stata l’azione di
grazia del Signore.
Quante persone aspettano da me che sia per loro
“strumento” per l’incontro con Dio, immagine umile e disponibile del Verbo che si è fatto carne, che
ha assunto una natura povera per poter giungere al
cuore di ogni uomo e riversarvi in pienezza l’amore
trinitario! Pregate perché sia sempre all’altezza di
questo compito e fedele al dono ricevuto: comunicare a tutti il desiderio di amore di Dio e non tanto i
miei desideri umani.
don Claudio Dell’Orto
Con quante persone, giovani e meno giovani, ho
potuto condividere la gioia della sovrabbondanza
dell’amore di Dio! In questi anni di ministero mi
sono sempre sentito amato dal Signore attraverso la
concretezza di tanti rapporti vissuti soprattutto nella
costanza di un servizio o nella discrezione di un
dialogo. Il dono del ministero vissuto così mi ha
. . . .IN CAMMINO
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OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
portato sempre di più a considerare la pastorale non
solo la fucina di attività o azioni più o meno geniali
e adatte a soddisfare i bisogni di tanti, ma soprattutto occasione d’incontro con fratelli e sorelle desiderosi soprattutto di fare del Signore il motivo della
loro gioia ed il senso della propria vita.
Questa frase di San Paolo sta all’inizio del mio
cammino sacerdotale. Quando la scelsi 20 anni fa
il riferimento era all’esperienza di crescita nella
fede che aveva caratterizzato il mio cammino nei
12 anni di formazione seminaristica e più in generale a quello che era stata la cura ricevuta nel corso
della mia giovane vita dalla famiglia e dalla comunità parrocchiale dove la mia fede era germinata e
poi sbocciata nella chiamata al sacerdozio.
OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
IN CAMMINO . . .
DIARIO DI UN SACERDOTE DOPO 20 ANNI…
Se dovessi sintetizzare la mia esperienza cristiana e sacerdotale
di questi ultimi vent’anni, mi ritroverei pienamente in ciò che dice S.
Ignazio di Loyola all’inizio del suo
libretto “Esercizi Spirituali”: “scopo
dell’uomo è lodare e servire Dio”,
inteso non come un Moloch o un
Giove a cui doversi immolare e
sacrificare ogni giorno, ma come
un “TU” che salva, libera, chiama e
ama. Queste righe vogliono perciò
essere semplicemente alcune riflessioni di condivisione
dell’esperienze umane e cristiane
vissute lungo questi 46 anni di vita,
con lo scopo non di fare degli
“amarcord”, ma rivivere con gli altri
nella fiducia la fedele presenza di
Gesù nella vita delle persone.
La mia vocazione è iniziata nella
mia famiglia, a Milano, con la scelta dei miei genitori di farmi battezzare e portandomi poi a Messa fin
da bambino, soprattutto nelle elementari quando era cominciata
“Dottrina” (era due volte alla settimana…). Poi però ha trovato un
contesto comunitario più ampio: un
grande oratorio della periferia Sud
di Milano (nel quartiere Stadera,
molto noto alla stampa locale…)
che ai tempi, quando non c’era
ancora una parrocchia successivamente sorta, era di quasi 20.000
abitanti.
Ho cominciato però a frequentare
seriamente l’oratorio in terza media. Prima ero solo chierichetto e
avevo un po’ paura ad andare in
quanto c’erano dei ragazzi più
grandi di me, un po’ violenti e prepotenti con noi più piccoli, e non
mi fidavo ad entrare nei campi da
gioco…. In terza media ho cominciato a venire un po’ “trascinato”
dal mio responsabile del gruppo
chierichetti, che era diventato educatore proprio della terza media (ai
tempi rigorosamente solo maschile
perché gli oratori erano distinti e
solo qualche volta collaboranti…).
La professione di fede fu una tappa molto sentita. Ricordo che non
volevo farla perché non mi sentivo
pronto, pur avendo fatto tutte le
attività del gruppo (catechesi settimanale, messe, confessioni, ritiri,
raccolte della carta, tornei a calcio
e basket contro i “nemici” del gruppo superiore…). Fu il mio coadiutore dell’oratorio, don Aldo Geran-
zani (ora Rettore del Collegio S.
Carlo di Milano), a farmi capire che
era solo una tappa di inizio della
mia vita e non un traguardo. Con
lui, in alcuni momenti, mi confidai
anche sui primi pensieri della vita,
sul futuro, su temi vocazionali un
po’ generici che ogni tanto, in maniera confusa e adolescenziale, mi
passavano per la mente. Con lui
mi capitava di parlare anche di
altre questioni come la famiglia,
l’affettività, la vita di oratorio.
Certamente però è stato un ragazzo più grande di me, Maurizio, a
farmi da educatore e “tirarmi dietro” un po’ su tutto. Col suo modo
coinvolgente e totalizzante portava
il sottoscritto ed altri adolescenti a
tutte le cose che il “don” proponeva. Ai tempi non c’era la frequenza
obbligatoria per gli universitari e
così c’era più tempo da trascorrere
insieme. Sulle iniziative
dell’oratorio non c’era comunque
possibilità di “bigiare” o contestare
e, in ogni caso, c’era un bel gruppo giovani che si fidava e
“trainava”…
In quarta superiore cominciai a
fare degli incontri vocazionali in
seminario perché alcune parole
che avevo letto nel vangelo (“Vieni
e vedi”) durante l’estate avevano
rimesso in discussione la mia vita.
Non sapevo infatti cosa dovevo
fare di me stesso, non capivo se la
mia vita era utile, se ero capace di
fare qualcosa. Avvertivo dentro di
me una chiamata a stare vicino a
Gesù, a essere suo amico, ma
avevo paura della modalità che,
intuivo, lui mi proponeva, quella
del sacerdozio. Non capivo perché
e perché proprio me. Dopo questi
incontri vocazionali “carbonari” (la
mia famiglia non sapeva nulla e
neanche i miei amici) a 18 anni
entrai in seminario, con l’obiettivo
non tanto di diventar prete ma di
capire qual era la mia vocazione.
Durante quegli anni ho avuto modo di conoscere sacerdoti veramente bravi, appassionati di Gesù
e disponibili completamente alla
vita di Chiesa. Ho avuto poi modo
di fare altre amicizie, conoscendo
ad esempio don Claudio, con cui
studiavo soprattutto durante gli
esami e con cui passavo alcune
pause di studio nel pomeriggio.
L’esperienza spirituale più forte fu
4
però il mese ignaziano, nell’agosto
del 1990, un mese
di totale e assoluto
isolamento, nel silenzio e nella
preghiera, guidato da un gesuita,
in cui capii veramente con la mente e con il cuore cosa significa fare
solo la volontà di Dio nella propria
vita e come essere sempre discepolo di Gesù per il suo Regno.
Il 13 giugno 1992 venni ordinato
sacerdote in Duomo e il 14 giugno
celebrai la mia prima Messa nella
parrocchia di origine, S. Maria Annunciata in Chiesa Rossa (non per
motivi politici … ma per la presenza di un’antica e piccola chiesetta
del 988 avente i mattoni rossi).
In seguito ricevetti la mia prima
destinazione pastorale a Milano,
nella parrocchia S. Lucia, a Quarto
Oggiaro (con me venne a vivere
mia nonna paterna Lidia, già 78
enne, l’unica rimasta).
Non nego che ebbi un po’ paura di
questo incarico all’inizio. Il rettore
del seminario però mi disse “Tu
provieni dallo Stadera, non temere…”. Nei fatti ebbe ragione. Furono sette anni difficili ma bellissimi.
I tanti problemi sociali e culturali
stimolavano ancora di più il mio
impegno missionario. Furono tante
le iniziative di fede: momenti di
ritiro, adorazioni serali, scuola della parola, campiscuola, pellegrinaggi; anche come impegno sociale, riuscimmo come oratorio a fare
cose significative: riaprire una piscina chiusa inspiegabilmente da 7
anni “per manutenzioni”, organizzare un primo dibattito sociopolitico con candidati di ispirazione
cristiana presenti in diverse liste
(c’era ancora “l’unità politica dei
cattolici” nel 1994… ricordo quante
critiche anche da confratelli ricevetti per quella iniziativa di “rottura”
culturale fatta con i giovani…..),
costituire un’associazione di strada
per il recupero dei ragazzi in stato
di dispersione scolastica. Lì imparai l’importanza di stare immerso
nei problemi della gente, avvertendo come il sacerdote possa essere
guida anche offrendo eticamente
una via evangelica ai problemi
sociali degli uomini. Mi feci le ossa
con tutti e tutto, dai giovani agli
anziani, dai ragazzi “normali” ai
tossicodipendenti, dai credenti agli
lunni dai 18 ai 30 anni (soprattutto
cinesi e ragazzi dell’Est). In più
c’erano le attività della parrocchia
vera e propria (la festa dell’11/2,
quando venivano migliaia di pellegrini da tutta Milano per la ricorrenza dell’apparizione della Madonna
a Lourdes….) e il decanato… C’era
insomma da farsi girare la testa….
Era molto bello, da un punto di vista sacerdotale, passare il tempo in
confessionale in basilica, accogliendo tutti coloro che volevano
riconciliarsi con Dio. Ascoltando le
confessioni, un prete, impara molto
a capire il cuore degli uomini…. Il
mio parroco, don Pino Penuti (ora
ospite in “Casa Famiglia” a Ospitaletto) era stato sempre attento a
raccomandarmi questo aspetto di
vita sacerdotale e devo dargliene
pienamente atto. Ci furono poi importanti esperienze formative fatte
con i giovani: pellegrinaggi a Lourdes (annuale), Assisi, Siena, Turchia, le GMG di Roma e Colonia,
un campo di lavoro in Bulgaria,
l’incontro di Taizè a Parigi. E fu
po s s ib i l e f ar e p o i d i ve rs e
“sperimentazioni” pastorali sia nel
campo dell’iniziazione cristiana che
del post-cresima, che in decanato.
Nel maggio del 2003 purtroppo
mancò mia nonna. Pur essendo
rimasto solo, la mia famiglia e tutti i
parrocchiani colmarono con grande
affetto il vuoto lasciato.
Gli anni passati a S. Maria di Lourdes, pur nella frenesia di questa
specie di “holding pastorale”, furono ricchi di soddisfazioni personali.
Ma non vedo in questi il vero guadagno del mio ministero. Le vere
ricchezze erano sentire ogni giorno
il centuplo di Gesù nell’abbandono
che rinnovavo a Lui nel silenzio
della preghiera, l’andare ad ascoltare la Parola di Dio dai gesuiti di
Villapizzone con p. Silvano Fausti,
il ritirarmi ogni tanto nel monastero
di Vertemate con chi aveva fatto
del silenzio il motto della sua vita, il
sentire la gioia di crescere nella vita
di Chiesa in parrocchia con laici
veramente adulti e preparati, il vivere veramente la comunione con un
respiro ampio collaborando con
tutte le aggregazioni ecclesiali (ero
confessore di diverse “Memores” di
Comunione e Liberazione che abitavano in parrocchia, come anche
assistente di Azione Cattolica e
referente scuot per l’Agesci). Ringrazio veramente Dio di essere
stato tanto amato da lui e dalla
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gente.
Nel 2006 venni destinato a fare il
parroco a SS. Salvatore a Cormano
e, contemporaneamente, responsabile della pastorale giovanile anche
di S. Vincenzo di Brusuglio. Ricordo quel sabato mattina di maggio
quando don Carlo Faccendini (che
io ancora non conoscevo) mi convocò nel suo studio a Sesto San
Giovanni per comunicarmi questa
decisione e mi chiese riserbo su
tutto e con tutti. Quando poi tornai
a casa ricordo che rimasi a guardare per circa 2 ore il soffitto, come
nel vuoto, perso… In me infatti
c’era molto smarrimento e senso di
inadeguatezza. Soprattutto la delicatezza della situazione pastorale
che il vicario episcopale mi aveva
descritto mi aveva seriamente creato un senso di sbigottimento e timore. In seguito l’inizio fu però più
“normale”…. Non voglio però dilungarmi nel raccontare come ho vissuto e attualmente vivo questi miei
anni a Cormano. E’ storia troppo
recente per essere rivista con distacco. Mi sono ritrovato infatti a
fare spesso il parroco non come
avrei voluto, ma come la nuova
situazione richiedeva di fare,
“provando” in certi momenti strade,
e ritentando altre strade ancora
l’anno successivo.
Ho con me bravi collaboratori che
mi vogliono bene e mi aiutano.
Nessun “yesman”, ma solo persone
motivate nel Vangelo e nella vita di
Chiesa. Pur dovendo correggere
ogni volta il tragitto come un navigatore satellitare, avverto con chiarezza che la Grazia di Dio esiste
proprio in queste esperienze di ministero certamente “atipiche”.
L’icona della lavanda dei piedi è
quella che più mi si è stampata nel
cuore in questi anni. Ho capito che
dare la vita per la Chiesa di Gesù è
come dare la vita in famiglia, con la
propria moglie e i propri figli. Ho
trovato confermato il motto di S.
Paolo (scelto dalla nostra classe
per l’ordinazione del ’92) che nulla
può veramente separarmi
dall’amore di Cristo, anche quando
la vita di Chiesa o degli uomini è in
tempesta.
Lì, il Signore, si avvicina a tutti noi
e dice ancora: “Coraggio, sono io,
non abbiate paura”.
Con grande riconoscenza a tutti
Don Marco Borghi
. . . .IN CAMMINO
OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
atei, dalla gente del Nord a quella
del Sud, ricercando ogni volta il
primato di Dio nella vita delle persone anche quando queste non
rispondono a Dio. Pur essendoci
tante persone di grande livello, lì
compresi l’importanza di stare con
gli “ultimi” della società senza retorica, cercando di dare sempre il
massimo nella missione affidatami
da Gesù. La mia umanità e la mia
spiritualità erano state incalcolabilmente arricchite da questa prima
esperienza di frontiera, pur avendomi anche logorato per tanti aspetti
pastorali veramente “borderline”.
Avevo infatti capito che il Signore si
incarnava ancora oggi nella vita del
popolo semplice e umile.
La seconda destinazione fu completamente diversa, quasi diametralmente opposta. Fui mandato
nell’oratorio di S. Maria di Lourdes
a Milano, una grande parrocchiasantuario voluta dal Card. Ferrari a
fine Ottocento e importante riferimento anche per le altre parrocchie
della città. Anche qui iniziai con
“timore e tremore”: alla domenica,
ad esempio, alla messa delle ore
10, in basilica, si predicava a 1000
persone presenti circa, di cui almeno 250 ragazzi… E il mio predecessore era un grande oratore, contrariamente al sottoscritto, solitamente
un po’ confuso ed emotivo... Sentivo molto la sproporzione fra le mie
capacità e le virtù umane e spirituali che la parrocchia richiedeva. Il
numero di attività da seguire era
impressionante: 250 bambini alla
catechesi dell’iniziazione cristiana,
80 ragazzi di seconda e terza media, 70 adolescenti, 40 giovani, un
gruppo sportivo di 300 atleti, 25
catechiste, 20 educatori, oratori
distinti in maschile e femminile, insegnamento della religione cattolica nelle superiori, attività economiche dell’oratorio autonome rispetto
alla parrocchia. In più si riuscì a
fondare con i giovani altri gruppi
d’interesse, soprattutto nel campo
caritativo: volontari per la ricreazione dei bambini all’ospedale Buzzi, il
gruppo per le persone “Senza Fissa Dimora” (ogni domenica venivano circa 120 persone con problemi
di grave emarginazione a cui si offriva una colazione e un po’
d’ascolto), il gruppo doposcuola
(soprattutto insegnanti adulti). Si
riuscì a costituire anche una scuola
d’italiano per stranieri, con la presenza di circa 100-120 giovani a-
IN CAMMINO . . .
ESSERE CRISTIANO, PERSEGUITATO E MARTIRE,
OGGI COME ALLORA
OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
Quando ascoltiamo il termine
"martire", in particolare se lo associamo a cristiano, siamo portati più a
pensare a fatti del passato, ad accadimenti storici riportati negli "Atti
degli apostoli" o in qualche altro testo religioso; raramente ci viene da
pensare che l'appartenere alla comunità cristiana può portare, ancora
oggi, a forti discriminazioni, fino alla
perdita della vita.
Noi viviamo in una condizione privilegiata che ci consente ampia libertà di
scelta ed di pensiero, anche se, purtroppo e spesso, questa condizione ci
porta più al'indifferenza o peggio alla
perdita di identità e quindi all'incapacità di dare testimonianza.
Noi usiamo le parole discriminazione,
persecuzione e ingiustizia, più che
altro, per lamentarci del "capo", dei
colleghi, dei genitori, dei figli, e contro "tutto quello che ci va storto", ...
Eppure, in base alle statistiche
(Agenzia Fides) sui martiri cristiani
del XXI secolo, solo negli ultimi cinque anni, gli operatori religiosi che
hanno perso la vita sono più di cento; una media di 25 all'anno, purtroppo in continuità con quanto registrato nel secolo precedente.
Ma anche sfogliando i giornali, di
quest'ultimo anno, ci saremo accorti
che, sempre più, intere comunità
cristiane sono sottoposte a discriminazione, soprusi e purtroppo anche
alla morte.
Questi cristiani, appartengono a
quella «nube di militi ignoti della
grande causa di Dio» (la definizione
è di Giovanni Paolo II), dei quali –
come pure nota l’agenzia vaticana –
«non si conoscerà mai il nome, ma
che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede
in Cristo».
In alcuni paesi più che in altri, basti
pensare al Medio Oriente, al Pakistan, alla Nigeria e
non solo.
Il quadro è sicuramente più complesso e va contestualizzato, caso per
caso, ma con il solo intento di far
memoria e vicinanza, in questo Ottobre missionario, riprendo alcuni trafiletti giornalistici sulla sofferenza a
cui sono sottoposte le comunità cristiane in tanti luoghi del mondo:
NIGERIA - tre morti in un attacco terroristico alla chiesa cristiana (La Stampa, 23/09/2012)
Un kamikaze si è fatto esplodere a
Bauchi nel nord del paese, uccidendo
due innocenti e ferendo decine di
fedeli
Sono una donna e un bambino di
otto anni ad avere perso la vita
nell'attentato kamikaze messo a segno oggi davanti a una chiesa cattolica a Bauchi, capitale dello Stato omonimo, nel nord musulmano della
Nigeria. Lo ha indicato la Croce rossa.
L'attacco non è stato rivendicato, ma
ricorda precedenti attentati compiuti
dal gruppo islamista Boko Haram,
ritenuto responsabile della morte di
1.400 persone dal 2010 nel nord e
nel centro del paese.
MEDIO ORIENTE - Titolo Articolo
I cristiani diventano ostaggi della
guerra
siriana
( A vv e n i r e ,
25/09/2012)
?
Immagine pagina
Didascalia immagine
Contenuto Articolo
Due giorni di rastrellamenti casa per
casa. Una sorta di “pulizia etnica” nei
campi e fra le casupole del villaggio
di Rableh, situato al confine con il
Libano, nella Siria occidentale: lunedì
il primo maxi-sequestro di 150 persone, ieri altri 130 civili fermati mentre erano al lavoro nei campi durante
l’annuale raccolta delle mele: prelevati per strada a forza da bande armate e caricati su camion e pickup....
Ore di angoscia per tutta la popolazione ... I rastrellamenti stanno terrorizzando in particolare la piccola
comunità di Rableh dove lunedì tre
cristiani, che erano stati
sequestrati
Quello che facciamo è soltanto
una goccia nell’oceano.
Ma se non ci fosse quella goccia
6
nel villaggio di Said Naya, sono stati
ritrovati uccisi sul bordo di una strada.
NIGERIA - strage di cristiani: diciannove uccisi in chiesa (Il Sole
24 Ore, 08/08/2012)
La violenza anticristiana torna a colpire la Nigeria, dove lunedì, durante
una funzione serale, diciannove persone sono state uccise da terroristi
armati che hanno fatto irruzione in
una chiesa evangelica e sparato sui
fedeli. L'attacco, l'ennesimo nel Paese africano, segue di poche settimane il mancato attentato a un'altra
chiesa da parte di un kamikaze, e
anche se non è stato ancora rivendicato, le modalità e la scelta delle
vittime sembrano portare le indagini
verso gli estremisti di Boko Haram
che dall'inizio dell'anno hanno commesso attentati in cui sono rimaste
uccise 800 persone, delle quali oltre
150 di religione cristiana ...
Il racconto di un testimone parla di
una decina di uomini armati che avrebbero bloccato gli ingressi della
chiesa prima di cominciare a sparare
sui fedeli.
PAKISTAN - Una speranza per
Rimsha e le troppe albe tristi di
Asia (Avvenire, 04/09/2012)
C’è da dolersi perché in Pakistan una
ragazzi-na disabile mentale è rinchiusa nella cella di un carce-re per adulti
da quasi tre setti-mane sulla base di
un’accusa fa-sulla. C’è da stupirsi
perché l’i-mam che ha costruito questa falsità è stato arrestato sabato
scorso, senza però che ciò spingesse
il giudice a porre rimedio immediatamente, scarcerando la piccola Rimsha. E non c’è molto da meravigliarsi se il capo degli u-lema ha
invece chiesto che la giovane venga
su-bito rimessa in libertà.
Ma è proprio nel nostro essere cristiani che troviamo la consolazione e
se ne è fatto interprete Benedetto
XVI, nel discorso "Urbi ed Orbi" pronunciato questa Pasqua: << ... Gesù, è qualcuno di cui ci possiamo
fidare in modo assoluto, ..., perché il
Risorto non appartiene al passato,
ma è presente oggi, vivo. Cristo è
speranza e conforto in modo particolare per le comunità cristiane che
maggiormente sono provate a causa
della fede da discriminazioni e persecuzioni. ... >>
A cura di
Maurizio Bossi
Sappiamo che i vostri nuovi incarichi saranno in altre Comunità Pastorali: a Masnago – Varese (suor Angela) e Paderno d’Adda (suor Moira). Per questo motivo vogliamo
augurarvi un buon cammino nelle nuove comunità. Cercate sempre di essere una risorsa per gli altri, utile al disegno di Dio, mettendo con umiltà al servizio del Vangelo
tutte le doti, nella certezza che è solo nella Chiesa che la vocazione alla vita religiosa
prende senso. Quanto più ci sarà spirito di ascolto, quanto più non si porterà avanti
un progetto proprio ma quello di Dio e della Chiesa, quanto più l’umanità cercherà di
essere segnata dai tratti del Signore e libera da ogni protagonismo, quanto più le doti
di genere che il Signore ha messo nella creazione saranno donate agli altri, tanto più saremo stati discepoli di Gesù e si sarà anticipata la venuta del Regno con la nostra vita.
Vi ringraziamo sinceramente per tutto quello che avete fatto
per noi e vi assicuriamo la nostra preghiera perché il Signore
porti a compimento l’opera che ha iniziato in voi.
Come si dice in gergo scout, buona strada, suor Angela e suor
Moira!
Il parroco
Don Marco Borghi
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Sono sempre un po’ mesti i saluti alle persone, quando si tratta di partenze.
Vengono in mente tante esperienze vissute insieme, tanti momenti in cui la vita ci ha
regalato qualcosa.
Con questo articolo voglio salutare a nome della Comunità Pastorale “Visitazione di
Maria Vergine” suor Angela Magnoli e suor Moira Scimmi, che hanno condiviso cinque anni della loro vita religiosa in mezzo a noi. Sono stati anni molto intensi ed impegnativi. La costituzione della comunità pastorale è stata certamente laboriosa (qui come in ogni altro posto) e il cammino si è spesso rivelato più in salita rispetto al previsto.
Non mi sembra utile fare “bilanci pastorali” dopo questo periodo.
L’esperienza è ancora talmente fresca e viva che si rischierebbe di non essere oggettivi
nella valutazione.
Preferisco guardare al cammino di fede fatto insieme, al servizio alle comunità fatto
con dedizione, all’obbedienza vissuta come fedeltà ad una scelta di vita. Queste sono
forse le cose più importanti che devono rimanere. L’ascolto della Parola e la sua declinazione nei cammini educativi delle famiglie, dei ragazzi e degli adulti, la celebrazione dei sacramenti, la vita comunitaria fatta di tante occasioni grandi e piccole lasciano un segno in tutti noi, nella certezza che c’era sempre il Signore Gesù con noi, anche
quando i nostri occhi non lo riconoscevano….
IN CAMMINO . . .
31 ottobre 1987 – Anoia Sup. (RC) – 22 settembre 2012
+ Ave Maria!
Ringrazio Iddio di avermi chiamata alla vita religiosa.
Lo lodo per questi 25 anni passati al servizio della Chiesa e per la Chiesa.
Ringrazio in particolare le comunità di Brusuglio e di Cormano le quali per 16 anni
sono state le mie compagne di viaggio.
Ringrazio anche la comunità di Ospitaletto che mi ha accolta da un anno.
Durante questa mia lunga presenza, e mi stanno anche oggi sostenendo facendo
sì che voi tutti siate diventati parte importante della mia vita.
Siete stati un aiuto prezioso per raggiungere questo importante traguardo del mio
cammino e della mia vita consacrata.
Vi chiedo ancora il vostro caro sostegno: GRAZIE!
la vostra continua preghiera e il vostro affetto mi hanno aiutato
Vorrei affidarvi il pensiero che ho voluto riportare
OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
sulla mia immaginetta di ricordo di questo mio anniversario.
Suor Roselia
“la croce non è esaltazione della sofferenza e del dolore,
ma è vita, salvezza, inizio, segnale che l’aggressione e l’odio hanno perso.
Nella croce Dio ci perdona tutto…
Quando si parla tra amici tutto si cerca di raccontare.… ma lasciando all’altro la possibilità di esprimersi. A voi carissimi della PARROCCHIA di Ospitaletto con la mia famiglia di origine, devo tutta la
mia Vocazione e la mia storia di fede ,sorta tra la vita di Oratorio e le simpatiche marachelle alle suore
e ai preti , quanti bei ricordi che sicuramente ai giovani di oggi sembrano cose della” Luna”!.
La chiamata alla vita religiosa non è un sentire una voce , ma sperimentare ogni giorno come Gesù ti
appartiene e si fa in te Persona da CONOSCERE, AMARE,VIVERE
Ho scelto di consacrarmi a questa vita, ovvero Lui mi ha scelto e con il tempo ho compreso che Gesù
che non vedo,ma è vivo in me, mi fa sperimentare la sua Presenza, a volte difficile, ma reale.
Rendo GRAZIE a Gesù con GIOIA che per 25 anni ho sperimentato Lui e chiedo di essere fedele al
suo AMORE CHE AMA DA SEMPRE .
A coloro che hanno scelto una vita insieme e in particolare ai giovani che sono alla RICERCA ...auguro di sperimentare la GIOIA di AMARE CON QUALITA’E APRIRE GLI OCCHI DEL
CUORE ALLA FEDE.
APRIRE GLI OCCHI ALLA FEDE E’ INCONTRARE LA PERSONA DI GESU’
CON AFFETTO E SIMPATIA
Suor Maria Livia Milesi
8
LE SUORE CHE CELEBRANO
IL LORO 25° ANNIVERSARIO
DI VITA RELIGIOSA
Suor Antonia del Divino Volto di Gesù
Suor Emma di Gesù Sacramentato
Suor Carmelita di Gesù Crocifisso
Suor Lourdes del Sacro Cuore di Gesù
Suor Florinda di Maria Ausiliatrice
Suor Marina di Gesù Crocifisso
Suor Loreto della Madre di Dio
Suor Lucina del Corpo Eucaristico di
Gesù
Suor Roselia della Santa Croce
Suor Rowena
della Madonna del Perpetua Soccorso
Suor Leonisa del Sacro Cuore di Gesù
Suor Luz di Gesù Crocifisso
Suor Sonifa dei Santissimi Cuori
di Gesù e Maria
Suor Benita del Bambino Gesù
Suor Nelda del Sacro Cuore di Gesù
Suor Concepcion della Vergine
Addolorata
Comunità Pastorale “Visitazione di Maria Vergine”
PARROCCHIE SS. SALVATORE (Cormano) - S. VINCENZO D.M. (Brusuglio) - BUON PASTORE (Ospitaletto)
Parrocchia SS. Salvatore - Cormano - ORARI UFFICI: mercoledì e venerdì ore 9.30÷12.30
Don Marco Borghi (parroco): Via Roma, 6 Cormano - tel/fax. 0245499663 (cell. 3387793694)
e-mail: [email protected] - [email protected]
Don Claudio Dell’Orto (Vicario parroco): Via Comasinella, 6 - Brusuglio - tel. 0236687755 (cell. 3478408560)
e-mail: [email protected]
Don Andrea Mellera (Vicario oratorio): Via D’Annunzio 9, Ospitaletto - tel/fax 0266302514 (cell. 3471871296)
e-mail: [email protected] - Oratorio: 3451696258
Don Massimo Fumagalli (residente con I. P.): Via Comasinella, 6 - Brusuglio - tel. 0236687756 (cell. 3479226191)
e-mail: [email protected]
Suore di Brusuglio: Via Beccaria 7, tel. 0236687273 - fax. 0236687274 (sr. Roselia, sr. Rowena, sr. Marisielle, sr. Silvia)
e-mail: [email protected]
Suore di Cormano: Via Roma 10, tel. 0287392652
Oratorio di Cormano: cell. 3472354358
Centro d’ascolto Caritas (Via Roma 6): cell. 3282345684
Suore di Ospitaletto: Via Alfieri (sr. Roselia 3466314105, [email protected] -
. . . .IN CAMMINO
9
OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
Suor Jiasmin di Gesù Crocifisso
IN CAMMINO . . .
QUICHE PORRI E FORMAGGIO
ingredienti:
OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
-
un rotolo di pasta sfoglia
l cipolla finemente tagliata
500 gr di porri tagliati in listarelle sottili
4 uova e 2 dl di panna da cucina
200 gr di formaggi a pasta dura che fonde (esempio fontina), grattugiato grossolanamente
sale e pepe
 Foderare una teglia con la pasta sfoglia (avendo di mettere la carta forno)
 far rosolare la cipolla e il porro (nel burro o nell'olio), lasciare intiepidire.
 In una ciotola mescolare le uova, la panna, i formaggi, sale e pepe e aggiungere i porri
 Disporre il tutto sulla pasta sfoglia e mettere in forno 40 min. a 220 gradi.
Si informano le famiglie della nostra Comunità Pastorale
che sono aperte le iscrizioni anno 2013 – 2014 per il
Centro Prima Infanzia Serenidò e c ’ è ancora possibilità di inserimenti per l ’ anno in corso 2012 - 2013.
Il Serenidò , gestito dall ’ associazione di solidarietà
familiare
“ I L SICOMORO ” , svolge un servizio di nido mattutino
per bambini dai 12 ai 36 mesi.
Si trova in via Tiziano 6 in alcuni locali della Scuola Materna Paritaria Parrocchiale San Tarcisio; gli orari sono
dalle 8 alle 12 , da ottobre a giugno con possibilità di
estensione al mese di luglio.
Si fa presente inoltre che per quei bambini che avessero già compiuto adesso 15 mesi è possibile effettuare
inserimenti da marzo 2012.
L’ Associazione Il Sicomoro è regolarmente iscritta all’apposito registro
delle Associazioni di Solidarietà Familiare della Regione Lombardia, secondo quanto previsto dalle legge regionale 23/99 sulle Politiche Regionali a sostegno della Famiglia, e
all’albo delle Associazioni del Comune di Cormano. Per poter svolgere
questo servizio l’Associazione possiede la “licenza d’uso” rilasciata dalla
ASL3 di Monza e “l’autorizzazione al
funzionamento” rilasciata Comune di
Cormano; nell’anno 2010 l’ associazione ha ottenuto dalla Commissione
Nidi dell’ Ambito Territoriale di Cinisello Balsamo , che riunisce i comuni
di Cormano, Bresso, Cinisello Balsamo e Cusano Milanino, la qualifica di
servizio “accreditato” .
Per contatti scrivere email a : [email protected] oppure telefonare al n° 02-6150246 chiedendo della responsabile Sig.ra Nadia
10
Finalmente ci siamo riusciti!
Sabato 19 maggio anche i genitori della scuola elementare 1° Maggio di Ospitaletto di Cormano,
dopo quelli della scuola XXV Aprile, hanno ottenuto il permesso di accedere negli ambienti scolastici e imbiancare le aule dove i loro figli trascorrono la maggior parte delle loro giornate.
È stato un bel fine settimana: iniziato il venerdì pomeriggio con l’aiuto dei bambini e dei maestri,
che hanno fatto trovare i banchi già fuori dalle aule, e proseguito nel tardo pomeriggio con le
mamme, che hanno preparato i locali per l’imbiancatura del giorno successivo, è stato concluso il
sabato dai papà, che hanno ridato alle aule il loro aspetto decoroso.
Il lavoro delle mamme è stato notevole, avendo dovuto svuotare completamente le aule, proteggere con cellophane e scotch i pavimenti, le lavagne e tutto quanto poteva essere sporcato dalla pittura, acquistata, insieme ai materiali per l'imbiancatura, dal Comune.
Il sabato dalle 8 alle 18,30 i papà hanno provveduto a dare almeno un paio di mani di tempera e
smalto a plafoni e pareti, non tralasciando i caloriferi. I più veloci e generosi hanno rimesso a nuovo anche i bagni. Le classi più fortunate avevano in squadra un imbianchino professionista, che ha
velocizzato il lavoro migliorandone al contempo la qualità.
Il sabato pomeriggio e la domenica mattina sono state pulite le aule, i banchi, le sedie, i vetri, riposizionate le tende (lavate) e sono state riordinate le aule cercando di mettere tutto come era stato
trovato.
Non è mancato il ringraziamento e l’aiuto dei bidelli e di qualche bambino che non poteva essere
lasciato a casa dai genitori impegnati in questo lavoro.
È stata una bella (e faticosa) esperienza che ha favorito la nascita o il rafforzamento dell’amicizia
tra coloro che si sono ritrovati per lavorare insieme. Esperienza che ci ha fatto sentire la scuola un
po’ più “nostra”.
È stato anche incoraggiante notare la presenza attiva di qualche maestra e vedere papà di qualche
classe con maggior numero di genitori, andare ad aiutare papà di altre classi … L’episodio più
bello credo sia stato quello di vedere un’aula imbiancata completamente da vari papà e mamme di
altre classi, con l’aiuto delle bidelle, per compensare l’assenza dei genitori di quella classe.
Si è respirato un clima sereno ed entusiasta, essendo tutti consapevoli di fare qualcosa di bello e
utile per i nostri bambini.
Comprendo che in linea di principio molti (io compreso) non siano d’accordo nel fornire un servizio che dovrebbe essere garantito dalle tasse abitualmente pagate, però credo che in questo caso il
bene e la salute dei bambini abbiano avuto il sopravvento sull’ideologia di fondo.
È stato sicuramente un importante segno di partecipazione, che credo e spero faccia comprendere a scuola e
Comune l’importanza di un servizio adeguato in tutte
le sue sfaccettature.
Il mio auspicio è che il gesto dei genitori volonterosi
sia di stimolo perché tutti (genitori, scuola, Comune)
possano lavorare insieme nella stessa direzione, con
l’unico scopo di ottenere il meglio per le nostre generazioni future.
Gabriele Castelli
(Comitato Genitori)
. . . .IN CAMMINO
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OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
LA SCUOLA CAMBIA LOOK
GIUGNO 2011:
IL GRUPPO “UNDER 14” DI CALCIO A 7
VINCE LE FINALI
DEL TORNEO PRIMAVERILE CSI
OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
IN CAMMINO . . .
E’ trascorso quasi un anno e mezzo da quando il
gruppo calcio Under 14 vinse le Finali del Campionato Primaverile di categoria il 12 giugno 2011 a
coronamento di un campionato esaltante.
L’occasione dei festeggiamenti per il trentennale
della nostra società ci offre oggi l’opportunità di
ricordare con affetto e con grande passione emotiva
un evento che rimarrà sempre nel cuore di tutti noi.
affrontare le difficoltà tipiche dei gruppi misti che
devono incontrare squadre interamente composte
da giocatori della categoria limite (1997). Nonostante ciò questi ragazzi non si sono scoraggiati e al
contrario hanno saputo trovare in questa difficoltà
motivazioni e forza interiore per compattarsi, fino a
superare se stessi, per raggiungere un traguardo
ambizioso a coronamento di anni di lavoro.
Questo gruppo, plasmato dapprima nell’ambito
della scuola calcio fino al trionfo del giugno dello
scorso anno, è stato allenato con pazienza e preparazione competente da Roberto Giammarino (detto
“Billo” n.d.r.), con il valido supporto tecnico di
Andrea Mascheroni e di Angelo Ballabio, che ha
curato l’allenamento dei portieri. Il lavoro metodico e sagace di queste persone, supportato da genitori collaborativi, vivaci e molto compatti, ha condotto questi ragazzi per mano dalle sconfitte faticose rimediate nei primi anni, fino a vincere dapprima nel 2009 come under 12 il 6° Torneo “Don Alessandro” di Seveso, per poi giungere alla galoppata trionfale dello scorso anno.
Alcuni genitori rammentano ancora con emozione
la Finale disputata contro l’Aspis Magma il 12
Giugno 2011 presso il Centro Vismara, con esito
rocambolesco. I nostri ragazzi, forse per la tensione
emotiva, nel primo tempo erano sotto di 2 reti a 0,
ma nel secondo tempo hanno saputo far ricorso a
tutte le loro energie pareggiando una partita incredibile terminata con la vittoria ai calci di rigore per
6 a 4.
Questa esperienza ci fa capire ancora una volta che
i successi di una squadra non nascono dal nulla, ma
sono il frutto di una programmazione seria e di
un’applicazione motivata di tutti i protagonisti partendo dagli allenatori con i loro giocatori, senza
trascurare il contributo costruttivo dei genitori.
Senza questa sinergia, specie a livello giovanile, il
lavoro diventa certamente più arduo.
Il gruppo Under 14 del 2011 era composto da ragazzi di età diverse (1997 e 1998) ed ha dovuto
Al termine di questa esaltante avventura i ragazzi
del “97” hanno voluto provare un’esperienza diversa giocando, nell’attuale stagione, in un campionato a 11 FIGC, presso altre società. Anche queste
sono esperienze che certamente serviranno loro per
trovare stimoli nuovi, per conoscere ragazzi e realtà
diverse, e crescere quindi come persone.
L’auspicio di tutta la nostra società è che questi
ragazzi possano raggiungere, come fecero in passato altri giocatori e giocatrici di Linea Verde, traguardi importanti e ambiziosi senza dimenticare i
preziosi insegnamenti di chi in questi anni ha saputo tenerli per mano con affetto e profonda amicizia.
Questi ragazzi sanno bene che le porte di Linea
Verde sono sempre aperte per accogliere tutti i giovani sportivi che desiderano
incontrare nuovi amici, per formare
nuovi gruppi vincenti sul campo e nella
vita.
Buon compleanno
Linea Verde!!!
Franco Piva
12
Un nuovo santo per i nostri giorni:
San Giovanni Battista Piamarta
Giovanni Battista Piamarta nasce a Brescia il 26 novembre 1841 da una famiglia
povera. Orfano di madre a 9 anni, cresce vivacissimo nei vicoli dei rioni popolari
della città, trovando un sostegno educativo nel nonno materno e nell'oratorio, che
affinano la sua sensibilità e la sua straordinaria generosità.
La sua adolescenza è difficile ma, grazie al parroco di Vallio Terme (Bs), che ne
scopre la vocazione, può incominciare il cammino verso il sacerdozio.Ordinato
sacerdote il 24 dicembre 1865, svolge dapprima il suo ministero sacerdotale a Carzago Riviera, a Bedizzole e nella parrocchia di Sant’Alessandro a Brescia. In seguito diventa parroco di Pavone Mella. Le prime esperienze oratoriane sono per lui
una preziosa possibilità di conoscere da vicino la gioventù alle prese con il duro
mondo delle fabbriche della nascente industria bresciana. Nei 13 anni di fecondo
apostolato coglie risultati ammirabili e la grande ammirazione dei suoi ragazzi.
Seppur con enormi difficoltà, dal 1888 la crescita degli “artigianelli” non si ferma più, si moltiplicano i fabbricati ed
i laboratori e i giovani ricevono una preparazione tecnica, religiosa e umana ovunque riconosciuta. Pochi anni dopo,
rivolge la sua sollecitudine anche al mondo dell'agricoltura, dando origine, con padre Giovanni Bonsignori, alla
Colonia Agricola di Remedello (Brescia), allo scopo di ridare vitalità e dignità al mondo agricolo e rimediare alla
piaga dell'emigrazione. Attorno a padre Piamarta si radunano presto alcuni religiosi, che condividono gli ideali e le
fatiche della sua missione.
Nel marzo del 1900 nasce così la Famiglia Religiosa, composta da sacerdoti e laici dediti all’educazione dei giovani:
Padre Piamarta diventa il fondatore della Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth, che continua ancora oggi
la sua opera.
Giovanni Piamarta muore il 25 aprile 1913 a Remedello, al termine di una vita tutta spesa al servizio di Dio e dei
giovani.
Dal 1926 la sua salma riposa nella chiesa dell’Istituto Artigianelli, da lui stesso costruita. Nel 1986 la Chiesa ne ha
riconosciuto l'eroicità delle virtù e il 12 ottobre 1997 Papa Giovanni Paolo II lo ha dichiarato "beato".
La celebrazione liturgica è il 26 aprile.
Domenica 21 ottobre Benedetto lo ha canonizzato, iscrivendolo nel libro dei Santi.
Una sua reliquia è stata donata alla nostra Comunità dalla sua Congregazione ed è custodita insieme a quelle degli
altri Santi Educatori.
I Santi non vivono solo in Dio, ma continuano a vivere nelle loro opere, nei loro insegnamenti, nella memoria di
coloro che li hanno conosciuti, nel cuore dei beneficiati. Padre Piamarta ha lasciato una Famiglia religiosa che continua la sua opera, coltiva la sua memoria, lo rende vivo agendo secondo il suo spirito. Nel suo testamento, aveva
assicurato di accompagnare i continuatori della sua opera “dal seno di Gesù benedetto” e prevedeva la “continua
progressiva prosperità” di quanto aveva iniziato.
Dopo cento anni Padre Piamarta opera tra i giovani, in Italia, in Brasile, in Cile, in Angola, in Mozambico, nei
centri di accoglienza, nei centri di formazione professionale, nell'assistenza ai “meninos de rua”, nei quartieri più
poveri, nelle scuole, nelle parrocchie. Sempre con i giovani e per i giovani. Sempre all'insegna del programma evangelico:
“Tutto quello che avete fatto a uno di questi più piccoli, lo avrete Fatto a me”.
a cura di Francesco Mascheroni
. . . .IN CAMMINO
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OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
Nel 1886 lascia la parrocchia di Pavone Mella, per tornare a Brescia e dedicarsi a realizzare un’opera da tempo pensata e sognata: colpito dall'abbandono spirituale e dalla perdita della fede di tanti giovani e ragazzi che confluivano
in città a cercare lavoro, egli, poverissimo ma fiducioso nell'aiuto di Dio, per offrire loro una sicura preparazione
professionale e cristiana, il 3 dicembre avvia l’Istituto Artigianelli con l’aiuto di monsignor Pietro Capretti, figura
eminente del clero bresciano.
IN CAMMINO . . .
Quando sono arrivato la prima volta
a Cormano mi sono trovato con una
comunità accogliente, che dal primo
momento mi ha fatto sentire a casa.
In questo poco tempo che ho condiviso
con voi, ho fatto delle vere amicizie.
Biglietto di saluto
Vi raccomando di restare sempre così, con l’anima aperta per accogliere a
tutti. Questa è una grande testimonianza e un segno dell’universalità
della Chiesa, siamo parte della stessa
famiglia, anche se siamo di tante di-
Carissimi amici
della Comunità Pastorale
“Visitazione di Maria Vergine”:
OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
verse nazioni.
Ringrazio don Marco, il vostro parroco, per sua amicizia e per la fiducia che a
posto in me. Ringrazio don Claudio, don Andrea e don Massimo per la loro
amicizia e per la loro testimonianza di fedeltà alla Chiesa. Avete dei bravi sacerdoti, prendetevi cura di loro. Ringrazio le suore che fanno un servizio silenzioso e umile per il Regno di Dio. Insomma, ringrazio tutta la comunità
che mi ha accolto e che ha condiviso con me. Vi porterò sempre nel mio cuore
e nella mia preghiera. Se non ci troviamo di nuovo in questo mondo, sicuramente ci troveremo nel Cielo. Uniti nella preghiera, vi saluto affettuosamente.
Don Carlos M. Chavarría
ORARI S. MESSE E SANTE CONFESSIONI
Parrocchia
Feriali
Sabato
Domenica
BRUSUGLIO
S. Vincenzo D.M.
18.00
(al martedì ore 9.00)
18.00
S. Confessioni ore 17.00
10.30
S. Confessioni prima della S. Messa
CORMANO
S.S. Salvatore
7.55
(al martedì ore 16.00 a
Villa Flora)
17.30
S. Confessioni ore 16.30
8.30 - 10.00 - 17.30
S. Confessioni prima delle S. Messe
OSPITALETTO
Buon Pastore
8.30
18.00
S. Confessioni ore 17.00
9.30 - 11.00 - 18.00
S. Confessioni prima delle S. Messe
14
San Salvador si trova nella “Valle dell’Amache”
Gli “indios” avevano assegnato questo nome perchè spesso è colpita dai terremoti, con una percentuale di un terremoto ogni 13 anni.
Possiamo dire che è una terra abbastanza “movimentata”.
Prima dell’arrivo degli spagnoli, San Salvador aveva il nome di “Cuscatlán” che in lingua “náhuatl” significa “Terra della gioia”. Una delle tribù che abitava in quelle terre erano i “Pipiles” che significa
“Bambino”. Loro sono stati espulsi del territorio dei “Mayas” per avere provocato una rivoluzione. Questi
sono i nostri antenati. Penso che per questo, il coraggio e l’accoglienza siano due virtù dei salvadoriani.
Gli spagnoli arrivano nel 1524. Quello stesso anno fondano la città di San Salvador. L’indipendenza dagli
spagnoli è acquistata il 15 settembre 1821. La diocesi di San Salvador fu creata per il Papa Gregorio XVI
nel 1842 e, nel 1913 fu elevata alla dignità d’Arcidiocesi per il Papa Pio IX. In comparazione con la bimillenaria storia dell’arcidiocesi di Milano, San Salvador sembrerebbe una bambinella.
Questo è un piccolissimo riassunto della storia della mia terra. Per scrivere questo brano ho dovuto ricordare un po’ ciò che mi hanno insegnato nella scuola elementare.
La Chiesa di San Salvador, in questi novantanove anni di vita, ha avuto una storia intensa. In tempo della colonizzazione, la chiesa difendeva gli Indios dalle ingiustizie e dall’oppressione degli spagnoli.
Dopo l’indipendenza ha sofferto la persecuzione, frutto dell’idee della rivoluzione francese che erano applicate duramente dal governo.
Negli anni ‘70 arriva la persecuzione per motivi politici, dovuta alla difesa instancabile che la
chiesa faceva degli operai e delle persone più povere. Nelli anni ’80 si scrive una delle pagine più tristi, e
alla stesso tempo, più gloriose della Chiesa di San Salvador. Il 24 marzo 1980 è ucciso da un cecchino
l’Arcivescovo Óscar Arnulfo Romero mentre celebrava la Messa. L’assassinio è avvenuto al momento
dell’offertorio. Quando si offrono il pane e il vino a Dio, l’arcivescovo Romero offriva la sua vita
sull’altare. Dopo questo crimine, sono cominciati tredici anni di sanguinosa guerra civile, in cui la persecuzione della chiesa non trovava tregua. Fin dalla sua nascita, la Chiesa di San Salvador ha avuto un forte
segno di martirio.
Adesso la Chiesa di San Salvador vive un tempo di tranquillità. Un tempo in cui la chiesa cerca di
guarire le ferite causate nella società per tanti anni di conflitto.
La Chiesa di San Salvador è una chiesa viva, povera, però piena di gioia. Una Chiesa che affronta
tutti i suoi problemi con la speranza posta nelle promesse del Signore. Una Chiesa che non dimentica il
suo segno del martirio e cerca d’avere uno sguardo di fede verso il futuro. È, anche, una Chiesa giovane,
dove i ragazzi trovano una parola di speranza e d’incoraggiamento.
È una Chiesa anziana dove le persone maggiori trovano accoglienza è rispetto. È una Chiesa piccola, che prende sul serio le parole del Signore che dice il Regno dei cieli è per chi è piccolo come un
bambino. In somma, è una Chiesa che sempre sta in missione. Si mi chiedesse una parola per descrivere la
Chiesa di San Salvador potrebbe dire senza timore che è una “famiglia”.
Don Carlos Chavarria
. . . .IN CAMMINO
15
OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
Quando Don Marco mi ha chiesto di scrivere un piccolo
racconto della chiesa di San Salvador mi è successa la stessa cosa di Sant’Agostino quando gli hanno domandato su che è il
tempo.
Agostino diceva che lui sapeva cosa è il tempo, però se
gli chiedevano di spiegare cosa è non riusciva a farlo.
Da simile modo, io so cosa è la chiesa di San Salvador,
ma se mi chiedono di esprimere ciò che è, non trovo la forma di
cominciare.
Poichè si deve cominciare di qualcuna parte, ho deciso di
farlo con un aneddoto.
IN CAMMINO . . .
DAGLI ARCHIVI PARROCCHIALI:
DAL 20 MAGGIO AL 29 SETTEMBRE 2012
Battesimi Cormano: Ruggieri Beatrice Maria Vittoria, De Marinis Melissa, Riviera Edoardo, Provenzale Andrea, Notaro
Nicole, Zanelli Francesco, Zanelli Giulia,
David Gabriele, Camarchio Mattia, Palma
Quishpe Pier Anima, Polignieri Federico,
Pilatti Laura, Antonucci Alessio, Cherchi
Cecilia, Cairati Flavio, Pasquali Rosa.
Matrimoni Cormano: Paiatto Igor - Rossi Stefania, Zanirato
Piero - Shpani Lindita Maria, Guccio Matteo - Derosa Sonia, Tosoni
Fabio - Faletti Alessandra.
Matrimonio Ospitaletto: Vitali Marco - Pizzolato Dania Rita,
Naglieri Luca - Trogu Simona.
Battesimi Ospitaletto: Alessandrini
Matrimonio Brusuglio: Recupero Fabio - Deiana Monica, De
Daniele Glenn, Trabattoni Claudio, Porro
Daniel, Chiollo Aurora, Zorzella Giorgio,
Locatelli Gabriele, Khayal Priscilla, Mattia
Davide, Caldana Emma, Spada Lorenzo
Fernando, Tarantino Valentina, Venturi
Tartari Anna Vittoria.
Funerali Cormano: Brambilla Antonio, Congedi Alessandra,
Battesimi Brusuglio: Calabrese Fabio, Perego Eleonora, Asnaghi Nicolò,
Russo Enzo, Vimercati Samuel.
Lorenzo Alberto - Negri Eleonora.
Marzorati Iride, Sarti Pierina, Loria Gioacchino, Minuzzo Elda, Volontè Carlo, Venturini Lina, Ghezzi Renzo, Artusa Nazzareno, Faccin
Massimo, Bortolotto Egidio, Ghirello Marisa, La Notte Angela, Lainati
Enrica, Molteni Angelo, Anzani Gabriella, Cocola Pantaleo, Crapanzano Giovanna, Colombi Mauro.
OTTOBRE-NOVEMBRE 2012
Funerali Ospitaletto: Redaelli Anacleta, Grossi Erminio, Di
Bartolomeo Luigia, Taschera Armando Giuseppe, Palluotto Alfredo Mario Vincenzo, De Bari Maria, Meanti Santa,
Guarnaschelli Mario, Zaletti Vittorina, Di Carlo Giuseppina, Arnaboldi Emilia, Lorusso Giacomo, Galimberti suor
Rosa.
Funerali Brusuglio: Ripamonti Giuseppe, Repossi Rosa, Loreto Mario, Ciufalo Pasquale, Bianchi Carla, Robuschi Teresina, Donato Marcello, Ghidini Battista, Salmistraro Giorgio, Annuiti Giacomina, D’Acunto Emilio.
Questo numero dell'Informatore Parrocchiale “In Cammino...” è stato realizzato con il contributo di:
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s i t o i n t e rn e t : w w w . t e c n o i n d a g i n i . i t
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Sede legale: Statale dei Giovi, 136
20032 Cormano ( MI ) Tel. 02.61.52.371
Fax 02.66.30.97.87
e-mail: [email protected]
TIPOGRAFIA AGA Via Villoresi, 7
Loredana Zani
Amministrazioni Condominiali
Via Po n. 66 – Cormano (MI)
Tel. 345 7096497
e-mail: [email protected]
CANCELLERIA BLO ITALIA - Via Marconi, 31
tel. 0266301565 ( R.A. ) - sito internet: www.bloitalia.it
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In cammino n°5 2012 - Parrocchia S. Vincenzo (Brusuglio)