Contiene I.R.
XXIV
ASSEMBLEA
NAZIONALE
A LITTORIO
E A GIACINTO
UN GRAZIE
PER
IL SERVIZIO
RESO
MONTESILVANO
18-21 OTTOBRE
2007
Strade Aperte n. 10/2007
STRADE APERTE
Anno 49 – OTTOBRE 2007, n. 10
Periodico mensile del Masci (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) di educazione permanente, proposta e confronto
CONSIGLIO DI DIREZIONE
Presidente Nazionale: Littorio Prezioso
A.E. Nazionale: p. Federico Lombardi
Segretario Nazionale: Giacinto Bona
Direttore Responsabile: Pio Cerocchi
Direttore: Francesco Marchetti
Via Piave 1ª Traversa, 6
88046 Lamezia Terme
Tel. 0968.27445 – Cell. 339.6133506
E-mail: [email protected]
IN REDAZIONE:
2
Alberto Albertini
Via Della Torre, 4 – 30174 Mestre/Venezia
Tel. e Fax casa 041.985083
Cell. 348.7074780
E-mail: [email protected]
Adriana Chirizzi
Via S.Vincenzo de Paoli, 24 – 00152 ROMA
Tel. e Fax casa: 06.5826648
E-mail: [email protected]
Franco Nerbi
Via del Capricorno, 3
00055 Ladispoli (Roma)
Cell. 333.5759400
Giovanni Sosi
Via G. Modena, 46 – 38065 Mori
Tel. 0464.910923 – Cell. 348.6023912
E-mail: [email protected]
Collabora per l’illustrazione grafica:
Alberto Rustichelli
Via G. Leopardi 6 – 41012 Carpi
Tel. 059.698453 – Cell. 349.1038805
E-mail: [email protected]
Composizione grafica e stampa:
T. Zaramella Real. Graf. s.n.c.
Caselle di Selvazzano (PD)
E-mail: [email protected]
EDITORIALE
Dalle alte cime alle ampie spiagge, le stesse parole…
Francesco Marchetti
CENTENARIO DEL MOVIMENTO SCOUT
Una estate internazionale (album fotografico)
Armonia, gioia e… Jambo Lorena Accollettati
Mario Sica
Esame di ammissione: il MASCI a Hylands Park
Una estate MASCI (album fotografico)
1°Alpe Adria Jamborette Paolo Modotti
Con i sassolini dei ricordi… Ester Čebelica
Fiamma dello Spirito Scout e Guida – Italia
Mario Sica
Da Mario Sica, un grazie a tutti
Fiamma scout… una emozione che corre Luigi Donadio
Cracovia, sesta conferenza europea Claudia Vittori
Pellegrinaggio a Lourdes presieduto da Mons. Bregantini
Associato all’U.S.P.I.
Tiratura: Copie 5.000
QUESTO NUMERO È STATO SPEDITO
DALL’UFFICIO POSTALE DI PADOVA CENTRALE
IN DATA: 10 SETTEMBRE 2007
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VITA DEL MOVIMENTO
10 anniversario route natura Lombardia Anita Cremonesi
Ugo Cattaneo
La Comunità di Trecate festeggia i 20 anni di attività
La patt. EPC MASCI Messina
Sull’Etna il campo regionale Alta Squadriglia
Pellegrinaggio sulla via Francigena Sergio Puleo
AGESCI-CNGEI MASCI
Centenario dello scoutismo: l’esperienza di Verona
Trifoglio dell’amicizia: Aosta-L’Aquila-Merano Giovanni Alberini
I gruppi scout di Alghero
Alghero per il centenario dello scoutismo
Gabriella De Apollonia Polesel
Ricordi ed emozioni del “Campo di Ferragosto”
Devo ammetterlo: provo invidia Elpidio Caroni
La Co.Ca. Murano 1°
In ricordo di Sergio Bigaglia (Giorgio)
Conto consuntivo al 31 dicembre 2006
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LA CONTROCOPERTINA
OSSERVARE LA LEGGE SCOUT…
Iscritto al Tribunale di Roma
al n° 6920/59 del 30/05/1959
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ASSEMBLEA NAZIONALE DI MONTESILVANO
Benvenuti a Montesilvano Littorio Prezioso
La relazione dell’A.E.N. p. Federico Lombardi S.J.
Profili candidati alla presidenza nazionale
Profili candidati alla segreteria nazionale
Profili candidati al consiglio nazionale
Profili candidati a revisore dei conti
Regolamento della assemblea nazionale
Programma della assemblea nazionale
Editore, amministrazione e pubblicità:
Strade Aperte Soc. coop. a.R.L.,
via Picardi, 6 – 00197 Roma,
tel. 06/8077377 – fax 06/8077647
Abbonamento a 11 numeri:
Euro 26 da versare sul ccp. n.75364000 intestato: Strade Aperte, coop a.r.l. Via Picardi, 6
– 00197 Roma
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SCRITTI IN MEMORIA DI CARLO E ROLANDO
Un nano sulle spalle di giganti
Francesco Marchetti
Claudio Gentili
Se non diventiamo come bambini
Caro Carlo “arrivederci” Riccardo Della Rocca
Buona Strada Carlo Paolo Linati
Alberto Albertini
Parlare di Rolando è come parlare di un fratello
Dai “semi” di Genova è nato un fiore
Iscritta al Registro Registro degli operatori di
comunicazione al n. 4363
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La Partenza, lo si è detto tante volte, implica delle scelte. Ma le scelte sono
inevitabilmente destinate ad essere riformulate, ma mano che si avanza nella vita e che si affrontano nuovi problemi. Pensare il contrario oltre che irrealistico sarebbe come immaginare che gli uomini siano fatti di marmo, fissi ed
immutabili ed in definitiva insensibili al cambiamento delle stagioni della vita.
C’è qualcosa che invece che non dovrebbe cambiare mai da parte di chi prende la Partenza: l’impegno ad osservare la Promessa e la Legge scout. Sbagliano di grosso, ed hanno capito ben poco del loro essere scout, coloro che
pensano che la Legge Scout sia qualcosa che riguarda solo il periodo della vita in cui portiamo i calzoncini corti. Gli impegni espressi dalla legge scout devono essere un marchio di fuoco impresso nell’anima, una “follia” del cuore
da non abbandonare mai.
ROBERTO COCIANCICH, Passi nel vento, Nuova Fiordaliso, 2004
IN COPERTINA: Un grazie a Littorio Prezioso e a Giacinto Bona per il ser vizio svolto
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È L’alba…
Arde ancora il braciere, acceso nella notte con il fuoco della “Fiamma dello Spirito Scout e Guida”…
Nel silenzio si diffonde il suono del corno
Kudu…
Le mani destre si alzano, il pollice piegato sul mignolo, le altre tre dita distese in
alto: dalle alte cime alle grandi spiagge,
risuonano le stesse parole: «Con l’aiuto di
Dio… prometto sul mio onore… di fare del
mio meglio…»
La serena compostezza del vecchio Akela, oggi A/S
del MASCI, che ripete a memoria quel “… prometto
sul mio onore di fare del mio meglio…”, la commozione dei due sposi, che indossano con orgoglio il
fazzollettone, come i loro figli, la
giovanile fierezza dei Rover, la
gioia contagiosa degli esploratori e delle zampe tenere, mentre
rinnovano la Promessa… tutto
questo e altro ancora, in una miscela di sincera commozione, è
stata “l’Alba del Centenario”.
Una cerimonia che in oltre 250
località d’Italia, come in tutto il
mondo, allo spuntar del sole del
primo Agosto, ha ribadito lo stesso immutabile impegno. Sono stati quasi 40 milioni sparsi in 216
paesi del mondo, gli scout che,
nella ricorrenza del primo campo
Strade Aperte n. 10/2007
Francesco Marchetti
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Editoriale
Dalle alte cime
alle ampie spiagge,
le stesse parole…
scout tenutosi nell’isola di Brownsea il primo agosto 1907, hanno rinnovato la promessa durante la
cerimonia dell’Alba che è durata un giorno intero,
seguendo l’alba intorno al mondo; ma le stime ci dicono che nel corso di questi primi cento anni, sono
stati almeno 500 milioni, gli uomini e le donne che,
“con l’aiuto di Dio” hanno pronunciato lo stesso impegno e fedeltà agli ideali scout. Il rinnovo della Promessa, all’alba del secondo centenario, ha moltiplicato per milioni di volte la stessa promessa; infatti celebrare il centenario del Movimento Scout è
stato il nostro modo di ribadire un impegno solenne, con semplicità e senza retorica: “lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato”. No, non abbiamo solo commemorato il passato, ma gettato lo
sguardo al futuro. Come è stato detto più volte, non
abbiamo celebrato il tramonto di un secolo, ma l’alba di una nuova avventura, tutta da vivere. Infatti festeggiare il centenario del Movimento Scout è stato anche il “compleanno” della nostra scelta scout,
della Promessa di ognuno di noi: Come ci impegnamo a viverla?
La Promessa, diceva Mons Andrea Ghetti (Baden),
“è una rivoluzione, un cambiamento violento nella
nostra vita”. La Promessa, tuttavia, non ci rende dei
ribelli, in lotta violenta con il mondo grigio e qualunquista dei nostri giorni, essa piuttosto ci rende
servi ed operai: Uomini e Donne curiosi di esplorare il mondo perché convinti che il bene – almeno per
un piccolo 5% - si trova in ogni piega della nostra società, e noi scout ci siamo impegnati, con la nostra
Promessa, a spargere un po’ di questo bene, incontrato e raccolto, anche dove apparentemente non
ce n’è. Facciamo quindi del 2007 e dell’Assemblea
Nazionale di Montesilvano, una tappa da cui ripartire. Impegnamoci seriamente a migliorare le nostre
relazioni con “l’altro”, superando le barriere della
diversità, dovute al genere, alla religione, alle capacità fisiche o mentali, alle condizioni sociali o economiche, alla cultura, all’appar tenere ad altra associazione, all’orientamento politico o a qualsiasi
altra ragione.
Mettiamoci in cammino…
Strade Aperte n. 10/2007
Fiamma dello spirito scout e guida
Jamboree del centenario
Centenario del Movimento Scout
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UNA ESTATE INT
TERNAZIONALE…
Strade Aperte n. 10/2007
Jamborette Alpe Adria, Cesclans (UD)
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Centenario del Movimento Scout
VI Conferenza europea di Cracovia
Strade Aperte n. 10/2007
Centenario del Movimento Scout
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Armonia, gioia e…
Jambo
Lorena Accollettati
Se, all’inizio di quest’anno, qualcuno mi avesse detto che avrei
par tecipato al Jamboree del
Centenario, avrei risposto: Impossibile. Ma, come ha scritto
il nostro fondatore B.P., si può
dare un calcio alle prime due
lettere ed anche un sogno si
può avverare. Tutto è iniziato
alla fine di maggio, quando ormai la scadenza per l’iscrizione era prossima. I miei familiari leggevano nel mio volto il desiderio di partecipare a questo evento unico,
ma sapevano anche che senza il loro appoggio e la loro spinta, non avrei mai preso una tale iniziativa.
Così, una sera, complice un’amica, davanti ad una
fumante pizza, la decisione è maturata; nel giro di
due giorni l’iscrizione inviata ed il dado ormai tratto.Subito però sono arrivati i dubbi: sarei stata in grado di affrontare un’avventura così forte, diversa dalle solite? Rimanere lontana dalla mia famiglia per oltre due settimane? Condividere il piccolo spazio di
una tenda con persone che conoscevo a malapena?
Vincere le difficoltà di una lingua studiata molti anni
fa sui libri di scuola e mai utilizzata?
Più si avvicinava il momento della partenza e più le
preoccupazioni crescevano e, per di più, le notizie
meteo dal Regno Unito, non erano incoraggianti. Molte volte sono stata tentata di
rinunciare, ma alla fine ho pensato che questa poteva essere un’occasione per giocarmi
in un ruolo di cui avevo sentito più volte parlare nei discorsi di amici e delle mie figlie,
ed allora ho iniziato a preparare lo zaino.
Descrivere tutto quello che è avvenuto durante quei diciassette giorni è impossibile, ma cer-
cherò di cogliere solo alcune emozioni, le più forti.L’armonia e l’unità che il piccolo gruppo del MASCI è riuscito a creare intorno a se, forse è stato il dono più
grande di tutta questa avventura. Persone che non si
conoscevano, con età diverse, esperienze assolutamente non paragonabili, si sono ritrovate a condividere momenti di preghiera ed esperienze, intorno ad un
cerchio, fatto di tronchi di legno, recuperati dal vicino
bosco, con alle spalle due bandiere che sventolavano,
quella del Masci e quella dello Spirit Flame, illuminate
la sera da una piccola candela, ed accerchiate da tende verdi: le nostri dimore notturne.Cogliere negli occhi
di adulti con i capelli bianchi e tanta vita già alle spalle, la stessa gioia ed entusiasmo del fanciullo che si
trova di fronte immagini di ragazzi legati da una fratellanza senza confini; mi riempie ancora di commozione.Sapersi adattare sempre con il sorriso sulle labbra,
al disagio di un servizio reso a tutta la comunità del
Jamboree, ragazzi ed adulti, che
non sempre era entusiasmante ed a volte anche estremamente pesante, sia per gli orari sia per la difficoltà fisica che
questi procuravano; mi ha fatto capire che la mia scelta di
partire alla volta di Hylands Park
è stata vincente.Abbiamo vissuto momenti festosi come la
cerimonia di apertura e di chiusura del Jamboree al suono della canzone Jambo Hello, suonata in continuazione e vedendo esibizioni portate dalle parti più svariate del pianeta. Abbiamo camminato insieme al contingente italiano e mischiato le nostre camicie grigie a quelle azzurre e verdi delle associazioni giovanili nazionali. Siamo diventati per molti ragazzi e capi, partiti insieme a
noi, dei riferimenti: quegli adulti a cui rivolgersi per un
aiuto ed un consiglio. L’alba della Promessa ci ha visto fare servizio sull’Arena, ed insieme agli altri 40.000
scout presenti l’abbiamo rinnovata con le lacrime agli
occhi, consci del momento unico ed irripetibile che stavamo vivendo. Sono tornata a casa con lo zaino molto
più pesante, non solo di gadgets e di fazzolettoni con
le firme di ragazzi ed adulti mai incontrati prima, ma soprattutto carico di ricordi ed emozioni che il tempo non
potrà affievolire. Riguardando a casa le migliaia di fotografie fatte durante quei giorni, per ognuna di esse,
avverto nostalgia per quello che
stavo vivendo e provando mentre venivano scattate.Ma per tutto questo devo ringraziare la mia
famiglia, i miei nuovi e vecchi
amici e soprattutto il Signore
per l’opportunità che mi ha voluto concedere e, lo faccio con
tre parole che, nel mio cuore,
simboleggeranno per sempre
questo Jamboree: armonia, gioia
e Jambo.
Una trentina di adulti scout in cerchio: che c’è di strano? Pregano e cantano insieme: è normale. Dormono sotto tenda: anche questo è banale. Si aiutano
l’un l’altro, e al mattino si separano, ciascuno diretto al suo servizio: è così che si fa. Già, ma tutto questo ha luogo al Jamboree del Centenario, al più grande Jamboree di tutti i tempi. E allora si scopre che
si tratta di una prima assoluta. Già da qualche Jamboree la categoria degli IST – International Service
Teams, gli adulti in servizio al Jamboree – ha assunto
una sua fisionomia; ma per la prima volta al Jamboree di Hylands Park sono presenti adulti scout come tali
(non solo Capi o ex-Capi o Rover/Scolte), in forza di un accordo tra OMMS e AISG. E quindi per la prima volta è presente,
come tale, il MASCI, che più
di ogni altra associazione di
adulti ha voluto applicare questo accordo.
Come tutti i partecipanti al Jamboree, anche gli adulti del MASCI hanno scoperto il fascino
di questa immensa ed unica
marmellata di ragazzi di 150
paesi, che solo lo scautismo è
capace di chiamare ogni quattro anni a condividere un’avventura basata su cose concrete da fare, ma anche
su valori ideali condivisi: un mondo, una Promessa.
E quindi anche gli adulti del MASCI hanno vissuto le
cerimonie dell’apertura, dell’Alba dello Scautismo,
della chiusura, e con i quarantamila partecipanti hanno rinnovato la loro Promessa scout. Come tutti gli altri – forse con un pizzico di adattabilità in meno, ma
con molto slancio e molto più merito – hanno vissuto i normali disagi della vita di campo, dalla fila ai servizi o alla mensa, al delizioso (?) pranzo al sacco di
mezzogiorno, ai lunghi percorsi a piedi, che per tre
Strade Aperte n. 10/2007
Mario Sica
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Centenario del Movimento Scout
Esame
di ammissione:
il MASCI
a Hylands Park
giorni (tre soli, per fortuna) è stato anche necessario
fare sotto una pioggerellina tipicamente inglese, che
riduceva ogni percorso ad una distesa di mota sdrucciolevole. Ma in più, la trentina di adulti del MASCI
hanno vissuto, come gli altri IST, la dimensione del
servizio. Servizi molto diversi, quelli a cui erano adibiti: pochi fortunati a contatto coi ragazzi, altri con i
visitatori, altri ancora nei servizi propriamente detti
del Jamboree, come le mense o i bar. Alcuni servizi
assegnati avendo presenti l’età e i talenti dell’adulto
scout, molti altri forse assegnati a casaccio: ma, come ci insegna Guy de la Rigaudie (Stella in alto mare) si può servire Iddio anche pelando patate, e si aiuta il Jamboree anche imparando a versare la birra senza fare schiuma… Ciascuno, in quello che faceva, ci
ha messo il cuore: che poi è l’unico modo di riuscire
in ciò che si fa. Lo stile, l’umiltà, la serietà assoluta
con cui gli adulti del MASCI hanno saputo svolgere il
loro servizio hanno finito per imporsi. Molti hanno avuto diritto a quei piccoli riconoscimenti formali di cui
gli inglesi hanno il segreto e che fanno piacere, soprattutto quando, come in molti casi, sono stati riservati ai nostri e a pochi altri.
Senza che molti degli adulti MASCI lo immaginassero, almeno in partenza, il loro servizio ha dato una
spinta importante sia all’AISG nei suoi rapporti con
l’OMMS, sia al MASCI nei sui rapporti con l’AGESCI.
In una riunione tra Martine Lévy ed il Segretario Generale dell’OMMS Eduardo Missoni, cui chi scrive ha
preso parte, è stato concordato che, in occasione
dei prossimi Jamboree mondiali, l’accordo OMMS-AISG
sarà messo per iscritto e maggiormente pubblicizzato e utilizzato. E i responsabili dell’AGESCI sono stati colpiti dalla
presenza e dallo stile del MASCI. Stanno maturando i tempi di un rapporto istituzionale
tra lo scautismo dei giovani e
quello degli adulti. Per questo
ho parlato di esame di ammissione superato. Certo, può
sembrare strano che all’età
nostra dobbiamo ancora fare
gli esami. Ma ricordiamoci della commedia di Eduardo De Filippo: Gli esami non finiscono
mai. È un buon motto, anche per gli adulti.
Sia sul piano internazionale che su quello italiano,
lo scautismo degli adulti si è presentato al Jamboree, non in una dimensione nostalgica e rievocativa
di ex-allievi o ex-combattenti, ma come una componente autonoma e legittima del Movimento, in grado
di fornire un suo contributo concreto e reale. Acquista così sostanza il motto che pure stenta a farsi
strada su entrambi i livelli, ma che deve animarci per
l’avvenire: “Tre organizzazioni (OMMS, AMGE, AISG),
un Movimento”.
Strade Aperte n. 10/2007
Centenario del Movimento Scout
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U N A E S TAT E M A S C I …
Campo di Re Laurino – Collalbo di Renon (BZ)
Rinnovo della promessa a Lourds
Campo di ferragosto – Argentario (GR)
Questo è il titolo che la Fraternità scout Alpe Adria ha dato al mini campo che si è tenuto presso il Villaggio scout
“Aldo Braida” di Cesclans (UD). È stato un evento atipico
e sperimentale perchè ha coinvolto sia nella organizzazione che nella sua realizzazione Adulti Scout di 4 nazioni (Sloveni, Austriaci, Croati e Italiani) con tutte le difficoltà che le diverse lingue presentavano. Non è stata scelta di proposito una lingua comune (come l’inglese) proprio perchè ognuno potesse esprimersi nella propria lingua: per questo abbiamo preparato un libretto in cui tutte le attività, i canti, le preghiere e le varie notizie sono
state riportate nella lingua di ciascun componente. Dal
giovedì sera che eravamo in 77 siamo passati ai 126 della domenica. Tutto il Campo è stato improntato alla conoscenza reciproca ed i risultati sono stati al di sopra di
ogni più rosea aspettativa. Ora possiamo dire, con cognizione di causa, che la Fraternità Internazionale cui B.P.
ha sempre auspicato quale antidoto a lotte e guerre si
può realizzare: basta la buona volontà ed un pò di coraggio per tentare nuove strade di condivisione. Non mi dilungo sui particolari perchè nella testimonianza di Ester
(già Vice Presidente del BOKSS sloveno): qui sotto riportata, si possono trovare.Credo che questa esperienza possa essere esportata anche in altri eventi e serva a dare
nuovo respiro al nostro Movimento.
Paolo Modotti
Con i sassolini dei ricordi
sto costruendo un mosaico…
Sono tanti e belli i ricordi. Vanno e vengono come in un
film. Sfilano davanti agli occhi. Su questo film ricordo i volti e le frasi che sono state dette nei vari momenti delle
giornate trascorse assieme. Le risate,le lacrime, gli abbracci, i saluti, i canti ed i balli. Le colazioni fatte assieme, i pranzi e le cene, i percorsi fatti per scoprire il terri-
Strade Aperte n. 10/2007
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Centenario del Movimento Scout
1° Alpe Adria
jamborette
Fraternità nella
diversità
torio attorno a Cesclans. Le conversazioni in paese con
la gente del luogo, le notti di pioggia e i rifugi improvvisati. I nostri meravigliosi scambi tra diverse culture, la testimonianza di Richard e dei danzerini della Val di Resia.
A Cesclans abbiamo costruito il “nostro” Villaggio ed esso è diventato al nostra casa. Tutto il paese ci ha accolti
con il cuore e le braccia aperte. l’accoglienza è iniziata il
giovedì pomeriggio, alla fine eravamo in 126. Tutto, ma
proprio tutto, si svolgeva in quattro lingue e proprio per
questo credo possa definirsi un Campo “storico”, il 1° Alpe Adria scout jamborette. Già la prima sera noi sloveni
abbiamo acceso il primo fuoco di bivacco: fino a notte abbiamo cantato e ballato, per finire poi con la nostra bella
canzone della “buona notte” che parla dell’Angelo Custode. Era la nostra serata. Venerdì mattina c’è stata l’apertura ufficiale del Campo con l’alza bandiera dove un
leggera brezza faceva sventolare le nostre bandiere ed in
sottofondo si sentiva l’Inno alla Gioia; poi è giunta la Fiamma dello Spirito degli Scout e delle Guide con cui è stata
accesa una lampada che ci ha accompagnato per tutto il
Jamborette, da brividi. In mattinata, suddivisi in sei squadriglie miste, abbiamo conosciuto il territorio di Cesclans:
per strada abbiamo raccolto fragoline, lamponi, funghi e
correvamo dietro alle farfalle; abbiamo scoperto simpatici angolini e sopratutto fatto amicizia tra noi. Durante il
percorso, come richiesto, abbiamo fatto delle composizioni con rami, fiori e foglie. Sabato è stato il giorno del
“mercato”: ogni nazione e regione ha allestito un piccolo
stand dove veniva presentato il proprio territorio con le
sue bellezze, la sua cultura e la sua cucina, rallegrati dal
suono di una fisarmonica, di un’armonica a bocca e della “tamburica” (una specie di mandolino) che invitavano
a danzare assieme a danzerini vestiti con il costume sloveno. Abbiamo degustato la gubana slovena, il prosciutto croato, i bigoli all’”arna” italiani (pasta fresca con sugo di anatra) e le salsicce austriache; c’era anche il banco delle Poste Italiane con cartolina stampata per l’occasione e l’annullo speciale dell’evento. non mancava neppure una stazione radio dei radioamatori di Udine che si
è collegata con numerosi paesi europei. Richard ci ha poi
raccontato la sua esperienza personale e del suo pellegrinaggio della Pace da Gerusalemme a Santiago di Compostella, che ha occorso quasi due anni, due ore e mezza che sono sembrate pochi minuti, tanto era l’attenzione. Al fuoco di bivacco abbiamo ballato e imitato le danze della Val di Resia come ci insegnavano i danzerini del
Gruppo Folk della Val di Resia che sono venuti a trovarci.
Domenica, tutta la grande famiglia scout si è radunata per
la S. Messa Internazionale che è stata dedicata al nostro
amatissimo Vescovo Alojz Šuštar morto venerdì 29 giugno a Ljubliana. Eravamo tanti ed ognuno con la preghiera nel cuore, nella propria lingua, rivolta allo stesso Dio
ringraziava di tutti questi bei momenti trascorsi assieme.
Noi sloveni abbiamo lasciato a Cesclans un grande cuore di legno e dentro ci abbiamo messo tutti i nostri cuori
con il grande desiderio di rivederci l’anno prossimo al 2°
Jamborette Alpe Adria.
Ester Čebelica (Ape Operaia)
dell’Alpe Adria, BOKSS FUÎINE
Strade Aperte n. 10/2007
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Fiamma dello Spirito
Scout e Guida –
Italia
Mario Sica
Membro del Comitato Mondiale ISGF-AISG
LA FIAMMA DELLO SPIRITO SCOUT E GUIDA,
PARTITA DA NYERI IN KENIA, È ARRIVATA A
BROWNSEA
Centenario del Movimento Scout
La “Fiamma dello Spirito Scout e Guida”, accesa
sulla tomba del Fondatore dello scautismo il 22
febbraio 2007, dopo 159 giorni, è arrivata a Brownsea il 31 luglio, vigilia dell’“Alba Scout”. L’operazione Fiamma dello Spirito Scout e Guida, è nata
da un’iniziativa ISGF-AISG (L’Amicizia Internazionale Scout e Guida) con coordinamento mondiale
di: Rigmor Lauridsen, Mario Sica e Leny Doelman,
membri del Comitato Mondiale ISGF. L’operazione
“Fiamma Scout” ha voluto simbolicamente ribadire che lo spirito del fondatore Baden-Powell anima
tuttora for temente il Movimento, e il fuoco che essa ha por tato a Brownsea, ha voluto ricordare un
altro “fuoco”, che acceso da un generale e venti
ragazzi cento anni fa, ha sparso le sue fiamme nel
mondo intero.
In Italia la “Pattuglia Nazionale Organizzativa” è stata composta da:
• Alberto Albertini
MASCI Comitato esecutivo (Coordinatore)
• Franco Nerbi
MASCI B.P.Park
• Elio Caruso
FIS-AGESCI B.P.Park
• Massimiliano Vinci
MASCI Lazio
• Egisto Gori
MASCI Comitato Esecutivo
• Sandro Repaci
FIS-AGESCI Comitato Centenario
• Lorena Accollettati
MASCI responsabile sito WEB nazionale
DA MARIO SICA, UN GRAZIE A TUTTI
La Fiamma in Italia, dal 23 giugno al 10 luglio, non è
stata solo un successo: è stata un grande successo.
Ha avuto dappertutto accoglienze travolgenti. Ha agito
come rivelatore del tanto scautismo che c’è nella società italiana e che non riusciamo a raccogliere e valorizzare (quanti, dai carabinieri agli agenti della Polstrada ai Prefetti della Repubblica, ci hanno rivelato di
avere un passato scout!). Ha provocato discorsi importanti (il discorso di Rosa Calipari in Campidoglio, le
omelie del Card. Martino a B.P. Park e dell’Arcivescovo Plotti a Pisa). Ha ricordato a tutti che l’ideale scout
è valido ora ed in futuro, solo che continuiamo a portarlo nel cuore. Di questo successo italiano il merito va
a centinaia, forse a migliaia di persone, perché un’impresa del genere è sempre un gioco di squadra. Ma
buona parte del merito (non diamo percentuali, non è
generoso) va a chi la Fiamma l’ha coordinata, con grande abilità, entusiasmo ed un pizzico di “scapigliatezza”, e soprattutto mettendoci, ancora una volta, l’ingrediente che fa riuscire tutte le imprese, e cioè il cuore.
Nel mese di febbraio il Segretario Regionale del MASCI Emilia Romagna, Claudio BISSI, mi chiese se ero
disponibile, come responsabile, ad organizzare il passaggio della Fiamma Scout nella nostra regione, accettai con entusiasmo ma anche con un po’ di timore. Scelsi come collaboratori Gabriele Sarti del Rimini 3° (con il quale avevo in precedenza organizzato un
San Giorgio interregionale e poi per la Diocesi di Rimini il pre-congresso di Verona) e Marcello Benini della mia stessa Comunità, il Cesena 1°, di cui conoscevo l’abilità nel risolvere i problemi tecnici che si
sarebbero presentati lungo il percorso. Inizialmente,
tuttavia, il problema maggiore fu quello di coinvolgere, in maniera convinta e solidale, i gruppi AGESCI,
CNGEI, FSE e MASCI nell’operazione “fiamma Scout”.
Dopo i primi contatti deludenti, man mano che passava il tempo, incominciai a vedere qualche cosa di
concreto. Con vari suggerimenti, proposte e consigli,
iniziammo a realizzare, volantini, a tenere contatti telefonici con i vari capi gruppo o responsabili di zona,
a stampare cartelli da mettere sulle auto, a costruire il “supporto” per il trasporto della lanterna in bicicletta, ed infine acquistare lampade, olio, stoppini,
lampeggiatore per auto… insomma tutto il materiale
necessario. Inviammo le lettere ai Sindaci, agli sponsor, alle ditte che potevano
aiutarci a realizzare l’avventura emozionante, di trasportare la Fiamma Scout
lungo le strade dell’Emilia
Romagna.
La data di partenza, prevista per il 1 Luglio 2007 alle ore 08.00 e dipendeva
dall’arrivo alla darsena di
Rimini della barca a vela,
degli scout nautici di Rimini, proveniente dal porto di
Bari. I tempi di percorrenza erano stati calcolai al se-
([email protected])
Strade Aperte n. 10/2007
Luigi Donadio
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Centenario del Movimento Scout
Fiamma Scout…
Un’emozione
che corre
condo, ma per qualche contrattempo, invece che alle 08.00, partimmo alle ore 09.00; tuttavia grazie
anche alla Comunità di Svignano S/R, il tempo fu recuperato largamente con nostro sollievo. A Cesena
centro, la lampada, portata in bici da un lupetto, cadde e dovemmo fare di tutto per rimontare il supporto. A Forlì giungemmo con circa 30’ di anticipo accolti da un delegato del Sindaco, e fortunatamente
alcuni A.S. ci prestarono 2 lanterne poiché le nostre
bruciavano stoppini senza consumare combustibile.
Qualche imprevisto non manca mai!. Ma il viaggio
proseguì.
Ad Imola, percorremmo le vie principali in un clima festoso, favorito dalla presenza dell’ AGESCI e facemmo tappa di volta in volta presso le sedi dei gruppi
scout dove i giovani attendevano con ansia l’ arrivo
della Fiamma.Il loro entusiasmo contagiava anche alcuni diversamente abili, visibilmente emozionati al nostro passaggio. A Castel S. Pietro Terme, invece, fu
indimenticabile l’ inaugurazione della nuova sede MASCI – AGESCI, alla presenza Sindaco, testimonianza
tangibile della longevità dello scoutismo mondiale.
Passammo solo di sfuggita a Bologna, essendoci molte zone a Traffico limitato. Fuori Bologna fummo raggiunti da 4 scout dell’ FSE che presero in consegna
la lampada e la portarono sino a Zola Predosa.Qui
fummo accolti in una vecchia villa in fase di ristrutturazione, dove si svolgeva il festival “JAZZ & WINE”.
Al secondo giorno, molti gruppi di lupetti/coccinelle
e scout/guide ci attendevano ai margini della strada
per accendere la fiamma. La delusione prevista inizialmente andava a sciamare e tutto sembrava andasse molto bene. La sera, a Fidenza eravamo attesi in piazza da moltissime persone, sindaco e gruppi scout per una cerimonia e alla fine fummo condotti
presso una chiesa nella quale depositammo la Fiamma e ci organizzammo per pernottare. La Comunità
MASCI ci festeggiò offrendo un ricco buffet.
A Pontenure, pochi chilometri da Piacenza, ci sorprese, ancora una volta, la calorosa partecipazione
di giovani all’evento, fuori la chiesa, con il loro assistente spirituale ed altri che intonavano canzoni del
repertorio scoutistico per festeggiare il centenario.
A Piacenza l’ arrivo fu accolto da 250/300 scout, alla presenza delle autorità
comunali, avvenne la cerimonia del passaggio della
Fiamma, dalla regione E.R.
alla Lombardia.
Tutto il percorso, fatto per
alcuni tratti in bici e da podisti, è stata una indicibile
emozione che, ancora oggi,
provo. Ringrazio le Comunità e tutti i Gruppi per l’accoglienza, l’ ospitalità e la
collaborazione manifestata.
Strade Aperte n. 10/2007
Centenario del Movimento Scout
12
Cracovia
20 giugno 2007
Sesta conferenza
europea
Claudia Vittori
La 6° Conferenza della Regione europea I.S.G.F. A.I.A.S.G., ha portato un gruppo di adulti scout e guide, provenienti da varie parti d’ Italia., in terra polacca. Alcuni di noi hanno fatto un tour pre-conferenza,
perfettamente organizzato da Gigi Di Russo, che ci ha
fatto conoscere diversi aspetti della realtà polacca. La
visita della miniera di sale di Wieliczka illustra un aspetto storico e sociale,unito ad una religiosità che si esprime anche con la costruzione di una grande chiesa al
suo interno,con statue a carattere religioso e storico,
con scene di lavoro di quando la miniera era in funzione.Ci siamo poi immersi in una natura verde e boscosa nella discesa in canoe sul fiume Dunajec. Abbiamo
vissuto una esperienza di fede attraverso i luoghi della profonda spiritualità polacca. Indimenticabile la visita del Santuario di Czestochowa, dove la Madonna Nera, dipinta, secondo la tradizione, da San Luca, richiama folle di fedeli sulla collina calcarea di Jasna Gora
(clarus mons), al cui interno abbiamo potuto ammirare la Via Crucis, in 18 quadri, dipinta dal pittore polacco Jerzy Duda Gracz, che ha ritratto in modo leggibile
Gesù ed i testimoni della Sua Passione. La visita del
Santuario della Misericordia Divina a Lagiewniki, col
culto della suora mistica Santa Faustina, della Catte-
drale di Cracovia, della casa natale del papa polacco
a Wadovice sono stati momenti indimenticabili. Il percorrere il quartiere ebraico di Kazimierz e l’entrata nell’unica sinagoga ancora in funzione ci hanno immerso
nella dimensione storica della tragedia ebraica. Non
meno sconvolgente è stato passare vicino alla piazza
cosiddetta “delle sedie”,che ricorda l’assenza di chi
non è più presente La guida Pietro ci ha guidato con
competenza, alla comprensione di ciò che è stata la
storia del ventesimo secolo ed in particolare della seconda guerra mondiale.per la nazione polacca, ed ha
messo in evidenza non solo la tragedia degli ebrei in
terra polacca ma anche le sofferenze sopportate sotto la dittatura sovietica. Le figure del padre Massimiliano Kolbe, fondatore della milizia dell’Immacolata e
martire nel campo di sterminio nazista di Auschwitz, e
del Papa polacco Giovanni Paolo II, eroe civile e guida
spirituale in patria, sono stati simboli di una spiritualità religiosa mai sopita e di una consapevolezza storica della propria identità da parte del popolo polacco.
È evidente la profonda differenza tra la religiosità polacca e la nostra; il vivere la fede nei termini di ostilità
nel blocco sovietico, ha portato a conservarne gli elementi più tradizionali, ad aggrapparvici per riceverne
forza. Anche lo scautismo, dalla resistenza silente di
un tempo, vive ora pienamente la sua vita. I giovani nelle chiese,in sinagoga, danno testimonianza di una fede tradizionale.
Nel corso della conferenza il gruppo italiano ha visitato il campo di Auschwitz-Birkenau, il luogo della Memoria ed il Museo. A Birkenau, siamo stati guidati al
Memoriale dai coniugi Levy nella preghiera, prima in
lingua ebraica, poi in inglese, in francese ed in italiano (grazie alla traduzione di Maria Elena Tercinod
della Comunità di Prato). Molti anni sono trascorsi
da quei tristi giorni in cui uomini imbevuti di ferocia
nazista hanno ucciso fratelli colpevoli di nulla se non
di essere ebrei, zingari, intellettuali, partigiani della
resistenza al nazismo-fascismo, provenienti da molti paesi europei. Nessuna parola può esprimere l’angoscia al vedere ciò che è stato: le baracche, il filo
spinato dove passava la corrente elettrica, il muro
delle fucilazioni, il patibolo multiplo, la cella di punizione dove quattro poveri prigionieri erano costretti
dallo spazio a trascorrere in piedi tutta la notte., la
cella dove una candela ricorda l’offerta della vita di
Padre Kolbe, i forni crematori, le camere a gas, le foto di bimbi, donne ed anziani avviati inconsapevoli a
morte. Tremendo è vedere ciò che dai prigionieri è
stato raccolto dalla persecuzione lì, nel campo: occhiali, scarpe, valigie, pettini, capelli che un disegno
diabolico voleva riutilizzare; ed i binari delle ferrovie
che morivano lì, e l’assurda insegna all’ingresso del
campo di sterminio“ARBEIT MACHT FREI”.
La conferenza è stata piena di esperienza collettiva.
L’inaugurazione, nella sede della City Hall, con il passaggio delle bandiere, scandito dal trombettiere che
cadenza il loro ingresso, i saluti ufficiali del presidente della Regione europea Werner Weilguny, del sinda-
Presieduto da Mons. Giancarlo Bregantini
Vescovo di Locri - Gerace
co di Cracovia, della presidente dell’I.S.G.F.-A.I.S.G.
mondiale Martine Levy, del presidente dell’associazione scout polacca, il senso di fratellanza e appartenenza
scout che ci unisce per costruire un mondo migliore sono stati elementi significativi dei partecipanti, non solo italiani. Da una riunione del gruppo italiano, guidato
da Riccardo, è sorta la domanda di quale sia la responsabilità dello scoutismo adulto europeo rispetto
allo scoutismo mondiale, quale apporto si cerchi di dare al nostro futuro, forti dell’esperienza, per molti già
vissuta ad Acireale, ed al futuro dei prossimi incontri.
La scritta “Duc in altum” sul frontone del palcoscenico del teatro di Cracovia, in cui si è svolto lo spettacolo folkloristico di canti e danze tradizionali slave, è
significativo per la responsabilità di noi tutti nella costruzione “della città dell’uomo”. I quattro delegati italiani (Riccardo Della Rocca, capo delegazione, Anna
Ponzecchi, Nuccia Zannini e Claudia Vittori, che redige il presente articolo), hanno contribuito ad approvare la Costituzione europea dell’ I.S.G.F.-A.I.S.G., a
bocciare la proposta del tedesco come terza lingua ufficiale in aggiunta a quelle di inglese e francese.
La delegazione italiana ha presentato un invito a dare un taglio più profondo alle future conferenze europee, per esempio ad occuparsi della natura, dell’ambiente, della cooperazione internazionale, a favorire il sorgere dell’ I.S.G.F-A.I.S.G. nei paesi in via
di sviluppo, della pace nel mondo ed ha auspicato
che le riunioni inizino con riflessioni mattutine secondo
un metodo interculturale ed interreligioso. Si è discusso di sviluppare il website della regione europa;
è stata portata a conoscenza l’agenda della riunione
dell’Europa del sud. Inoltre sono state date alcune
notizie sul Jamboree 2007 a Brownsea Island. Si è
svolta la votazione per la scelta, fra Vienna e Cipro,
della prossima sede della conferenza della Regione
europea, nel 2010; la scelta è caduta su Cipro.
La chiusura finale della conferenza con i saluti, con
l’ingresso delle bandiere, accompagnata dal suono
della tromba, ha ribadito la solennità di una cerimonia non formale ma profondamente sentita. Arrivederci a Cipro 2010 per la 7.a Conferenza europea.
Un pellegrinaggio molto originale perché fatto di tre
componenti apparentemente difficili da comporre:
i pellegrini, gli ammalati e gli scout.
In realtà la sapienza degli organizzatori, la mano del
Signore, l’animazione dei sacerdoti ha permesso una
sintesi molto bella. I giovani si sono innestati con i
malati, i malati hanno dato vigore ai pellegrini ed insieme si è creata una bella fusione, Maria ne è stato il simbolo. Le funzioni ben guidate, il clima di allegria e l’esperienza hanno risolto i nostri problemi,
tutto è stato di grande aiuto, perciò credo che ciascuno porterà un pezzetto di cielo tornando da Lourdes, è quello che auguro a tutti voi”.
Stazione di Lourdes 2 agosto 2007 Mons. Giancarlo Bregantini,
Vescovo.
Strade Aperte n. 10/2007
Con treno scuola
per rovers e scolte
28 luglio – 3 agosto 2007
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Centenario del Movimento Scout
Pellegrinaggio
a Lourdes
Strade Aperte n. 10/2007
Scritti in memoria di Carlo e Rolando
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Un nano sulle spalle di giganti
Se non diventiamo come bambini…
Quando, sul finire del 2004, seppi che il Presidente
ed il Segretario Nazionale, congiuntamente, avevano fatto il mio nome come responsabile editoriale di
Strade Aperte, ebbi un moto di smarrimento – sono
un medico e non un giornalista – pensai. Poi da scout
decisi di affrontare la sfida, e la prima cosa che mi
sembrò utile fare, fu di andarmi a rileggere i vecchi
numeri di Strade Aperte, per cercare di rubare il mestiere a chi prima e più di me. E fu lì che pagina dopo pagina, editoriale dopo editoriale, incontrai, in maniera virtuale ma profonda, Carlo Guarnirei e Rolando Sadocchi. Littorio in un suo editoriale scriveva: È
ovvio, infatti, che ognuno di noi, nel servire, non presta solo le mani, ma anche il cervello per pensare
ed il cuore per sentire e “nel suo passaggio in questo mondo lascia dietro di sé una traccia, che altri
possono seguire”. E così è certamente stato per Carlo e Rolando nel loro servizio a Strade Aperte. Al termine della lettura dei loro articoli, infatti, mi venne
spontaneo pensare, quello che poi dissi in sede di
presentazione del programma editoriale in Consiglio
Nazionale: “…riandando alla storia della nostra rivista, rileggendo gli editoriali dei tanti direttori che
si sono succeduti dal 1959 ad oggi, la sensazione
che ho provato è di essere un nano sulle spalle di
giganti con in più la responsabilità che ha un nano
- proprio perché innalzato sulle spalle di un gigante
- di guardare più in alto e più lontano del gigante
stesso…” Qualcuno in quella sede, facendogli velo
l’amicizia nei miei confronti, ebbe a dire che l’espressione gli piaceva, ma gli pareva non corrispondente alla realtà, io credevo allora e credo ancor più
oggi, dopo tre anni di servizio al giornale, che quella espressione, dipingesse solo la verità. Che poi io,
forte della esperienza di Carlo e di Rolando, delle loro critiche (penso ad una riunione sulla stampa tenutasi a Firenze), ma anche dei loro incoraggiamenti (penso alle telefonate intercorse con Carlo per programmare i suoi, unanimemente apprezzati, articoliintervista sulla modifica della costituzione e con Rolando per valutare e programmare gli articoli che, intendeva inviarmi), che poi io, dicevo, abbia saputo
vedere più lontano… non so.
In questo momento non penso a fare bilanci e tanto
meno confronti, mi sento solo più povero, come più
povero è certamente il Movimento, e le uniche parole che mi vengono alla mente solo le stesse che
scrissi su queste pagine in un’altra occasione: Noi
“Sentinelle della Sera” non piangiamo, perché, in
virtù del Cristo, crocifisso e risorto, siamo certi nella fede che, quando la natura si dissolve e finisce il
tempo… inizia l’eternità.
Sentinella, quando resta della notte…
Cari fratelli, anch’io insieme a Laura, desidero rendere testimonianza alla memoria di Carlo e di Rolando che ci hanno lasciato quasi nelle stesse ore.
Ho avuto l’opportunità’ di incontrare Carlo a Roma,
per l’ultima volta il 2 agosto, poco prima che fosse
chiamato alla casa del Padre. Carlo era ormai consumato dalla malattia, ma conservava negli occhi la
fierezza e la tenacia che lo hanno accompagnato per
tutta la vita. Gli ho stretto le mani insieme a Laura.
Gli ho parlato del Centenario dello scautismo e del
rinnovo della promessa al Circo Massimo il giorno
prima, il 1 agosto. E ho sentito la sua voglia di vivere e anche la forza della malattia con cui aveva combattuto come un leone per lunghi mesi. Ho visto la
cura e la tenerezza dei figli che lo accudivano e la
forza d’animo e la vicinanza amorevole di Laura, la
sua attaccatissima moglie. Di lui ricordo la tenacia
e il rigore della militanza nello scautismo adulto. Ricordo anche gli anni stupendi in cui col suo vigore,
la sua passione per la ragione, la sua voglia di costruire ha animato una delle più belle stagioni dello
scautismo adulto. Con Rolando ho avuto un contatto continuo non solo negli anni in cui era segretario
regionale e membro del CN, ma anche dopo. Ci siamo incontrati più volte quando la malattia aveva cominciato a farsi più aggressiva. Di Rolando ricordo la
voglia di fare dello scautismo una scuola di vita, le
Francesco Marchetti
Strade Aperte n. 10/2007
giornate stupende della Assemblea Nazionale del Cavallino, da lui fortemente voluta come indimenticabile segretario regionale del Veneto, la voglia di far
spazio ai giovani. Negli ultimi anni Rolando mi ha chiesto più volta di collaborare alla rivista della sua parrocchia di cui era infaticabile animatore. Ed è continuato un intenso dialogo fatto di ricerca della verità
e di amore per la Chiesa. Voglio ricordare insieme
Rolando e Carlo, cosi diversi nel modo di vedere le
cose ma cosi simili nel fare dello scautismo il centro della vita e di vivere lo scautismo come servizio.
Di entrambi ricordo lo spirito di fanciulli. E se non diventiamo come bambini (e lo scautismo è un grande
gioco che fa diventare bambini anche gli adulti) restiamo vittime del cinismo e del vuoto di valori. Siano rese grazie al Signore Dio onnipotente autore della vita e a Gesù Cristo vincitore della morte. Che il
Signore accolga Carlo e Rolando nelle sue braccia
misericordiose e dia a Laura e a Ida la forza per credere che l’amore è più forte della morte.
Caro Carlo, “arrivederci”
Arrivederci a te amico con il quale ho condiviso più
o meno cinquant’anni di strada.
Strada fatta di molti momenti di gioco e di festa: come dimenticare quando sul terrazzo di casa tua tutta la Comunità Capi festeggiò la vittoria dell’Italia sulla Germania ai Campionati mondiali del ’70? O le tante feste di Carnevale dove con Maria Laura siete stati maestri di maschere e di ballo? O le partite a “Teresina” a casa di Romano e Giulia? Ti ho conosciuto quando eri un affascinante Capo Reparto e poi
Maestro dei Novizi dove hai messo a disposizione
dei ragazzi tutta la tua abilità tecnica e la tua arte
nella scienza dei boschi: ti ricordo quando insegnavi a costruirevi kajak sulle rive del Fondillo o quando
durante una Route di Pasqua, traversando i Simbruini
innevati, passammo insieme la notte in rifugi di fortuna dei pastori.
Con te ho condiviso l’esperienza di una Comunità Capi un po’ eretica ma appassionata che anticipò la
stagione della nascita dell’AGESCI; stagione che tu
hai vissuto intensamente dedicando tutte le tue energie alla Pattuglia Nazionale R/S, alla Formazione Capi ed alla stampa associativa; sono stati anni di grande impegno ed entusiasmo, ed avevamo la consapevolezza che, con mezzi poveri, stavamo insieme
costruendo collettivamente una grande proposta per
i giovani del nostro tempo.
Poi, a metà degli anni ’80, ancora insieme, pensammo
che era tempo di lasciare il movimento giovanile per
una nuova avventura nel mondo degli adulti. Decidemmo così di entrare nel MASCI.
In questi ultimi 20 anni, con il tuo stile semplice e
dolce, ma nello stesso tempo fermo e determinato,
hai contribuito al cammino di tutto il movimento, dedicandoti in particolare a Strade Aperte facendone
un giornale stimolante e provocatorio, aperto al dibattito ed al confronto, strumento reale di Educazione Permanente. Il tuo impegno è entrato in tutti i momenti decisivi della vita del movimento anche nel ruolo di Segretario Regionale del Lazio.
Desidero sottolineare due aspetti caratteristici del
tuo impegno che testimoniano della tua intramontabile curiosità: il gusto delle statistiche dove ricercavi nei dati e nelle serie storiche i punti di forza e di
debolezza del movimento, ed il gusto per la storia
per scoprire i nodi e le radici del nostro cammino.
Oggi il tuo libro sulla storia del Movimento mondiale
dello scoutismo degli adulti è letto in tutti i paesi ove
è presente il Movimento.
Oggi è giunto il momento di dirti “arrivederci”; da oggi
dobbiamo fare a meno della tua operosità e della tua
acuta intelligenza; non sentiremo più la tua espressione
“po..porca l’oca” che contraddistingueva i tuoi momenti
di maggiore tensione, ma, siamo certi che avremo sempre il conforto della tua preghiera. Non sei tu oggi ad
aver bisogno della nostra preghiera, perché per l’infinita misericordia del Signore ma anche per la tua rettitudine ed onestà, nella gloria pregherai per noi.
Caro Carlo, è certamente grande il vuoto da te lasciato ma ho il conforto di aver goduto della tua amicizia Voglio dirti ancora arrivederci perché come dice la nostra bella canzone “..ci rivedremo un dì”, ti
ricorderò sempre come quell’uomo scout che BP definiva “..a suo agio in un salotto, insostituibile in un
naufragio”
Ciao Carlo
Riccardo Della Rocca
Scritti in memoria di Carlo e Rolando
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Claudio Gentili
Strade Aperte n. 10/2007
Scritti in memoria di Carlo e Rolando
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Buona Strada Carlo
Signore Gesù, siamo qui per salutare Carlo nel giorno della sua partenza, la sua definitiva Partenza, sulla strada che lo porterà al Grande Cerchio finale di
tutte le guide e di tutti gli scout, giovani e adulti, che
in questi cento anni “sono tornati a casa”.Per Loro
ti preghiamo. Ascoltaci, Signore.
Eravamo abbastanza numerosi, la mattina del 7 agosto, nella parrocchia delle Trinità, a Roma, per le esequie di Carlo Guarnieri. Quel giorno molti adulti scout
erano in servizio al Jamboree del Centenario, alcuni
erano in vacanza con le famiglie. La celebrazione della Eucaristia, con sei sacerdoti presenti fra cui Padre
Federico, fu un momento di grande commozione, per
la famiglia, per chi l’aveva conosciuto, per tutti noi.
Avevo conosciuto Carlo negli anni in cui facevamo parte del Comitato Esecutivo, dal 1992 al 1995. Avevo
conosciuto anche Maria Laura, e i figli Stefano e Mauro, quando andavo a Roma per le riunioni del Consiglio Nazionale, o quando la famiglia Guarnieri veniva
in Lombardia a trovare la nuora e le nipotine, figlie di
Stefano, che vive a Monza. Ma il momento in cui ebbi modo di conoscerne le qualità e la capacità di rapporto umano fu il periodo in cui Carlo fu direttore di
“Strade Aperte”. Furono anni di intensa collaborazione, di impegno continuo, di confronto fra punti di vista
diversi, anche di contrasti, ma soprattutto anni di vera fraternità, di rispetto reciproco, in cui insieme si faceva “del proprio meglio” per una rivista nazionale che
fosse non solo un notiziario, ma un sguardo sul mondo e momento di educazione adulta. Erano gli anni del
“fare strada nelle tre c”, cuore, creato, città: uno slogan nato alla fine degli
anni novanta, che ancora adesso da qualcuno viene ripetuto. Ricordo le riserve di Carlo (da me condivise), anzi l’avversione nei riguardi di questo slogan,
poi codificato nello Statuto nazionale del MASCI, e divenuto per qualcuno un programma. Ricordo il rifiuto di Carlo
verso ogni slogan di successo, di ogni af fermazione trionfalistica e
retorica nei confronti
dello scoutismo e del
movimento: dietro la ricerca di un illusorio efficientismo e di una visibilità di stile mediatico adottata dal movi-
mento, Carlo scorgeva la scelta “politica” di sopprimere, all’interno del movimento stesso, ogni confronto
di idee, ogni dibattito, scorgeva la rinuncia a qualunque apertura al mondo, e la scelta di uno stile di lavoro che pochi anni dopo avremmo chiamato autoreferenzialità. Forse da Carlo ho imparato la capacità di
confronto, lo sforzo di ascoltare il punto di vista degli
altri, la disponibilità per ogni impegno di servizio anche se non gradito; ho imparato ad “ascoltare il mondo”, prima di pensare a cosa “fare” per lasciarlo un
po’ migliore. Avevo visto Carlo nel gennaio di quest’anno, quando la sua malattia stava già avanzando;
e nel salutarci, anche senza parole, ci eravamo dati
appuntamento al Grande Cerchio finale delle guide e
degli scout che sono “tornati a casa”.
Paolo Linati
Parlare di Rolando
è parlare di un fratello…
Essere scout una volta è diventarlo per sempre, “semel scout semper scout”, la sua vocazione adulta allo scautismo non è stata meno efficace di quella dei
ragazzi che iniziano quest’avventura da bimbi. Rolando ha iniziato questa avventura qui in Veneto, dando vita piano piano alla sua comunità…
Per me parlare di Rolando è parlare di un fratello maggiore con il quale ho camminato sotto la pioggia, sotto il sole e nelle giornate incerte, collaborando anche
nel lavoro. Tutto nasce con l’incontro mondiale di Montegrotto, da qui il grande progetto di realizzare un B.P.
Park qui nei colli Euganei: permessi, concessioni, progetti realizzati insieme per fare di villa Draghi il parco
per gli scout che volessero venire in Italia, il progetto
si incaglia perchè, come spesso accade, manca un coraggio politico da parte degli amministratori. Ma come
spesso accade tutte queste difficoltà ci danno più forza, Rolando, Segretario Regionale, propone il Veneto
per l’assemblea Nazionale del Cavallino.
Poi la possibilità di creare la nuova redazione di Strade Aperte, Rolando si propone come impaginatore e
responsabile della redazione “Vita del Movimento”, è
subito un successo, con impegno e il proverbiale coraggio, si lancia nell’avventura: acquista un computer
Apple, impara presto. Noi due ci trovavamo ogni inizio
del mese nel suo studio per verificare e vagliare tutte
le 32 pagine della rivista. La redazione era diffusa nel
territorio, gli articoli giungevano alla redazione con il
nuovo metodo: quello informatico. Rolando, entusiasta
impaginava sino a tardi alla sera, verificava e scanerizzava. L’impegno era grande ma ancora più grande è
stata la sua passione, credeva fortemente a quello che
faceva, nonostante tutto. Mi continuava a dire “tu fai
poi vedrai che ti seguiranno…” ha sempre avuto ragione. L’idea di Rolando per il Giubileo del 2000 della
“Carissimo Albert
ormai ci sentiamo talmente di rado che rischiamo di
non riconoscerci più. È la vita, ma mi rimane odioso rivolgermi a te solo quando ho qualche bisogno e sò che
con te lo troverò al 99%. Così farò una cosa peggiore
prima di tutto: ti racconterò, anche se velocemente le
mie disavventure di salute. Scusami perché credo che
qualche notizia ti sia arrivata, ma vorrei io darti l’esatta situazione. Il male che mi assilla da 18 anni sta, progredendo anche se lentamente per fortuna, e mi ha invaso la parte sinistra della gola, una vertebra e la parte superiore sl polmone sinistro. Non è una metastasi
classica, perché si sviluppa su qualche linfonodo a caso e solo nel mediastino sinistro.Come sai, sono seguito dall’ I.E.O. Istituto Europeo di Oncologia del Prof
Veronesi, e questo è importante per il mio possibile futuro, perché ci sono tante sperimentazioni in corso e
con una di queste, forse la più importante, ho iniziato
a Cesena, per conto dell’IEO,dal 21 Maggio la terapia
che consiste in applicazioni a 1/2 flebo, di Somatostatina in abbinamento con un nuovo farmaco radioat-
Strade Aperte n. 10/2007
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Scritti in memoria di Carlo e Rolando
Croce di Panisacco è stata superba. Le situazioni e le
opportunità mano a mano che il tempo passava sono
cambiate, la redazione è cambiata, ma anche se deluso, non mollava e mi ha dato lo sprone per una foglio di collegamento del MASCI Veneto, “Esplorare”, redatto con il solito metodo, con entusiasmo e spirito di
servizio. Nel frattempo si è messo al servizio della parrocchia, ha curato il foglio parrocchiale con entusiasmo
e tecnologia all’avanguardia. Potrei continuare molto a
parlare di lui perchè non è possibile descrivere quello
che Rolando ha significato per la mia formazione, si
può solo intuirlo, vi offro uno stralcio delle sue ultime
riflessioni…
Alberto Albertini
tivo recettoriale, Y90 (isotopo 90 dell’ ITTRIO) che mi
stà dando grandi speranze perché la terapia vale solo
per chi ha recettori ed io ne ho moltissimi. Il farmaco
non dà grandi effetti collaterali, quindi le speranze sono buone almeno per una regressione parziale ed un
blocco successivo della crescita, con possibilità in futuro di ripetere la terapia. Attualmente la terapia consiste in quattro applicazioni da eseguire ogni due mesi. Il prossimo lo avrò il 23 Luglio. Contemporaneamente, presso l’Istituto dei Tumori di Milano stanno
esaminando la possibilità di un inserimento in una sperimentazione di secondo livello a carattere internazionale, nel caso che i risultati dell’Y90 non sia molto efficace.Queste per me sono le belle notizie. La brutta è
che da metà marzo sono cominciati dolori nella parte
sinistra della testa, del collo e della spalla che mi costringono a cure antalgiche specifiche e queste non mi
consentono di fare il giramondo! Non sto poi così malaccio. Il problema più grande è che non posso appoggiare la testa al cuscino e sono costretto a dormire in
poltrona in posizione eretta! Mi sto abituando.
Ci vuole pazienza perché i risultati sia funzionali che
sintomatici si cominceranno a vedere, almeno così
dicono, dopo la seconda applicazione. Adesso basta. Con questo non voglio che tu sia triste, ma una
preghierina in più, magari, può fare la differenza. Come saprai adesso io e Ida siamo rimasti soli perché
Laura si sposò in Settembre scorso, ma non possiamo dire di soffrire di solitudine perché a casa nostra c’è un carosello di figli come non mai. Così spendo il mio tempo al computer per fare lavoretti per la
Parrocchia e altri, che mi fanno passare il tempo in
modo proficuo per me e gli altri.
… Voi come state? Raccontami anche qualcosa di
te e di voi tutti. Mi servirà per tenermi attaccato agli
amici e sentirmi sempre tra voi. Nel Masci come procede? Ho visto che la rivista ha avuto un miglioramento. Cosa combini?? Grazie Albert e un grosso abbraccio a te, Paola ed i “ragazzi”
Ciao Rolando
Strade Aperte n. 10/2007
Assemblea Nazionale di Montesilvano
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dividono gli stessi ideali, le stesse attese. Il mondo
ci chiede che le sue strade siano percorse da uomini, radicati nel presente, che sappiano leggere i disegni di Dio e farsi suo sguardo e sua voce nel concreto delle vicende umane. Camminare è tipico degli annunciatori, degli esploratori e dei profeti, è usciLittorio Prezioso re da un luogo conosciuto per portarsi altrove, come
espressione di una dimensione più umana e più liPresidente Nazionale bera, in una avventura, che per noi ha l’urgenza delle idee, della giustizia e della realizzazione di un mondo migliore.
La strada, che si presenta sempre diversa, piena di
incognite, di bivi, di ostacoli da superare, arricchisce
di energie ed esperienze l’adulto scout che la percorre con fiducia: “lasciarsi formare dalla strada”,
quindi accettare in nome di Dio, tutto ciò che essa
ci presenta, tutti gli incidenti che la costeggiano”.
Chi si mette in cammino, si muove verso una meta,
un fine, un orizzonte. Lungo la strada si ha infiL’Assemblea nazionale, che celebriamo, coinne la piena realizzazione di questo nostro esA
cide con la memoria storica del primo Censere comunità. Essa richiede servizio recitenario dello Scautismo nel mondo. Qui a
proco, condivisione delle stesse fatiche,
MONTESILVANO
Montesilvano, invitati ancora a “giocare”
delle stesse gioie ed educa alla carità.
VEDREMO INSIEME
la nostra parte, a confermare il coraggio
Aiutare il fratello stanco, dare una parodell’impegno, coltiveremo sentimenti for- “UN NUOVO CIELO E UNA la di conforto a chi è assalito dallo scoti per alzare lo sguardo, faremo memoria
raggiamento, genera in tutti un forte senNUOVA TERRA”
e rinnoveremo una Promessa a convertiso di amicizia, di fratellanza. Una santa
re il cuore, per “far in modo che sia l’Amoamicizia priva di interessi, fatta di recipro(AP 21,1)
re a guidare le nostre azioni ed i nostri penca carità, di mutuo soccorso, di azioni genesieri.. “ ed “essere felici”, amando e servendo
rose che danno nuovo slancio verso l’incarnaDio ed il prossimo. Abbiamo fatto strada attraverso zione di un vero spirito di servizio.
incontri di comunità, assemblee regionali e convegni Insieme, a Montesilvano, in Assemblea, la comunità
nazionali, condiviso attività con le associazioni gio- delle comunità, c’interrogheremo, individueremo pervanili e sperimentato lo scautismo da adulti e le sue corsi, obiettivi, nuove mete per il nostro andare. L’As“coordinate educative” per coltivare la speranza di semblea è infatti un convenire per riflettere insieme
un mondo e di un uomo nuovo.
e un richiamare comuni responsabilità per costruire
“E vanno pel tratturo antico al piano…”
il futuro. E il futuro si costruisce con il dialogo, con
Sono i pastori d’Abruzzo che procedono sul tratturo, la ricerca comune, che si nutre di un vocabolario da
strade non tracciate dall’uomo, ma formatesi attra- condividere nella verità e nella gioia dell’incontro.
verso il passaggio secolare dei greggi, tracce sulle L’Assemblea ci porta all’incontro…
quali si cammina con rispetto, mentre si avverte il Occorre immaginare, attraverso gli incerti segni del
significato di un’esperienza umana, che attraversa il presente, il mondo nuovo che verrà. Saremo capaci,
tempo, come se le orme richiamassero in noi la me- noi adulti scout, di leggerlo per costruire il futuro? Il
moria e la memoria entrasse in noi dai piedi. Come compianto Giovanni Paolo II ci ricordava, sul sagraappunto il nostro percorso di rivisitazione dello scau- to della Basilica di San Pietro, in una giornata piena
tismo, in quest’anno particolare del Centenario..!
di sole, nel suo ultimo incontro con noi, in occasioL’adulto scout, che guarda avanti non può dimenti- ne del nostro Cinquantenario, che “niente ci è imcare il suo passato; fa memoria per ripartire, immerso possibile!” È l’ottimismo di Dio sull’umanità. Dio dinella civiltà “dell’usa e getta”, potrebbe credere che ce all’uomo: rispondi al desiderio di pienezza che hai
la memoria non abbia valore e il futuro sia troppo in- dentro di te; ti farà comprendere il senso del camcerto. Ma in lui, in noi la nostalgia del camminare ri- mino. È una sfida che il Movimento ha raccolto e, domane come desiderio di esplorare nuovi orizzonti. po gli incontri di Acireale, Genova, Locri ed Assisi,
Camminare è una coordinata educativa fondamen- ora ci offre un’altra opportunità per riflettere ed elatale per noi scout. Siamo qui per riscoprire la bel- borare insieme una proposta concreta, che ci perlezza di un’esperienza comune e per immaginare il metterà di “guardare più lontano”!
futuro. Verso dove si cammina? Qual è il senso del A Montesilvano vedremo insieme “un nuovo cielo e
nostro camminare?
una nuova terra” (Ap 21,1)
Sentiamo di dover dare un significato al nostro pas- Niente è “impossibile”, Dio è garante di ogni nostra
so, in compagnia degli uomini e delle donne che con- impresa. Buona Assemblea!
Benvenuti a
Montesilvano
un mondo di pace, rifiutando ogni tentazione di uso del
potere e dell’immagine per imporre agli altri noi stessi, le nostre idee o i nostri interessi. Dobbiamo saper
trovare e radicare la nostra spiritualità nel quotiAbbiamo camminato insieme, in questi ultidiano e nei momenti critici della vita, così da
RECUPERARE
mi tre anni, sulla scia delle “tre consegne”
poterla testimoniare in modo semplice e credi Giovanni Paolo II, sulla strada della sanIL TEMPO E PRATICARE dibile. Oggi ci sono tanti modi di vivere la litità, in comunione con i pastori della Chiebertà che sono lontani dai valori del VanLA CARITÀ
sa con tutti i fratelli di fede e con le altre aggelo. Per questo motivo dobbiamo essere cregregazioni ecclesiali, portando da laici il fermento
dibili, non tanto con le parole, ma con i fatti condel Vangelo nelle case, nelle scuole, nei luoghi di la- creti ed essere alternativi rispetto alle forze che domivoro e del tempo libero. Il popolo del MASCI affonda nano la cultura del nostro tempo. Ma non sarà suffiancora le sue radici nella tradizione cristiana della no- ciente migliorare le competenze per agire, dovremo anstra gente ed ha cercato di sfuggire alla prova della fe- dare più in profondità e arrivare alla conversione. Quede posta dalla cultura secolarizzata moderna. La no- sto è, infatti, il cuore della progressione personale cristra “scelta cristiana” da il senso ed aiuta a capire il stiana, perché per un cristiano la fede adulta significa
messaggio scout e a viverlo. Il metodo educativo scout vivere in uno stato di conversione permanente, metpossiede ricchezze implicite ed esplicite evangeliche, tersi di fronte a Dio come ad un Padre e confessare i
e sempre presenta Gesù come il Capo, come il Mae- peccati.
stro, come Colui da seguire e scoprire lungo le attività Sono contento di far parte del MASCI perché il nopiù importanti e più caratteristiche. Lo Scautismo è “un stro movimento non mette al primo posto il fare e
cammino di santità”, ha fatto fiorire vocazioni sacer- l’apparire, ma considera valore essenziale il quotidotali e religiose ed offre anche all’adulto una conti- diano, la vita semplice, i rapporti tra le persone. Vinua proposta religiosa e cristiana proprio attraverso il viamo fino in fondo questa vocazione.
metodo che inizia dal “fare” per arrivare al pensare, Sogno, infatti, che gli adulti scout sappiano sempre
scoprire, e quindi anche a volere vivere un rapporto per- praticare la carità, amare custodire il creato, recusonale col Cristo. C’è proprio da ringraziare il Signore perare il tempo per donarlo agli altri, costruire un
per il dono dello scautismo nel quale molti possono tro- mondo fraterno, in cui la pace poggi sul fondamenvare la pista che li conduce a scoprire, amare e servi- to della giustizia.
re Dio ed il prossimo! Gli adulti scout – credo - hanno
saputo cogliere l’immensa ricchezza spirituale dello
scoutismo e l’hanno accolto come un grande dono. L’educazione cristiana, però, è sempre e per tutti una grande sfida. Bisogna recuperare una grande umiltà nella
percezione dei nostri limiti e rimetterci all’infinita tenerezza di Dio. Vivere la fede è per tutti un impegno
mai finito, anzi è ridestare continuamente il bisogno di
un più e di un meglio che viene solo da. Dio. Il nostro
modo di vivere nel mondo deve essere fatto sempre di
sostanza e non di apparenza, di realtà concrete e non
di ricerca di immagine. Dio scruta i nostri cuori e ci giudicherà sulle nostre opere. Noi dovremmo continuare
ad annunciare il Vangelo tenendo i piedi saldi su questa terra, lavorando con le nostre mani per costruire
Strade Aperte n. 10/2007
p. Federico Lombardi S.J.
19
Assemblea Nazionale di Montesilvano
La relazione
dell’A.E. Nazionale
Strade Aperte n. 10/2007
Assemblea Nazionale di Montesilvano
20
Candidati
all’incarico di
Presidente Nazionale
dell’umanità, l’incontro con maestri che mi hanno indicato la strada, l’incontro con profeti che mi hanno messo in guardia dagli “idoli”, l’incontro con sacerdoti che
mi hanno accompagnato all’incontro con Cristo morto e
risorto per la salvezza di tutti gli uomini, l’incontro con
pastori che mi hanno accolto nella Chiesa di Cristo ricordandomi che questa Chiesa dei santi è Chiesa di tutti ma è soprattutto Chiesa dei poveri e dei peccatori.
DELLA ROCCA RICCARDO
Quando il Segretario Nazionale mi
ha chiesto di scrivere un mio breve profilo mi è venuto in mente il
prologo dell’opera “I Pagliacci”. Mi
sono in ogni modo chiesto cosa
può maggiormente interessare agli
Adulti Scout dei miei sessantasette
anni di vita.Credo che Adulti Scout
interessi la mia esperienza scout.
Ho fatto la Promessa da Lupetto
nella risorta ASCI nel 1947, da allora non ho più abbandonato l’avventura scout. Dopo aver
fatto il lupetto, l’esploratore, il rover, ancora molto giovane ho cominciato quell’esperienza di capo prima nella
Branca Esploratori e poi definitivamente nella Branca Rover che ha segnato tutta la mia vita di uomo, di cittadino, di credente.Ho vissuto tutte le vicende associative
dell’ASCI prima e dell’AGESCI poi, assumendomi anche
delle responsabilità associative in particolare come Responsabile Nazionale della Branca Rover e come Responsabile Regionale del Lazio. Ho terminato la mia esperienza nello scoutismo giovanile dopo la stupenda avventura della Route Nazionale R/S ai Piani di Pezza dove Giovanni Paolo II forse per la prima volta ci incoraggiò
a portare la forza ed il messaggio dello scoutismo nel
mondo. In quegli anni mi sono innamorato dello scoutismo degli adulti avendo riflettuto insieme ad amici cari
che””…la strada continua, e va percorsa insieme…” Sicuramente l’esperienza più significativa nel MASCI è quella della vita di comunità, ma ho fatto l’Incaricato Nazionale al Servizio, il Segretario Nazionale, e più di recente
il Consiglio Nazionale mi ha indicato come membro del
Comitato Mondiale dell’ISGF dove per due anni ho avuto
l’incarico di Presidente. In questi ultimi anni mi è stato
chiesto di mettere a disposizione la mia esperienza in
qualità di Segretario Internazionale. Ma questo è solo un
freddo elenco di eventi dietro ognuna delle quali c’è l’incontro con donne e uomini, con amici fedeli che mi hanno mostrato le speranze e le sofferenze di tanta parte
MARCHETTI FRANCESCO
Ho 62 anni, sono nato in Romagna a Cervia (RA). da genitori originari di Ferrara. Attualmente risiedo in Calabria a Lamezia T. Dal
punto di vista professionale, mi
sono laureato in Medicina e specializzato in Dermatologia presso
la facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
(sede di Roma) e oggi, come Professore a Contratto, insegno nella stessa facoltà. Dal 1974 sono sposato con Rosalba,
anche lei nel MASCI, non abbiamo figli. La mia avventura scout inizia a 15 anni, nel 1960, anno in cui nasce
il primo gruppo scout di Lamezia T. Nel 1963 ho partecipato all’11° Jamborre tenutosi in Grecia, svolgendo
servizio presso il Presidio Sanitario del contingente Italiano. Nel 1968 ho preso la Partenza e nello stesso anno, insieme ad altri amici, ho fondato a Lamezia T. la
prima Comunità MASCI della città. Sono stato Magister
della mia comunità, quindi ho svolto servizio in regione
come incaricato stampa, dando vita al giornale regionale [email protected] ed al sito Web regionale. Dal 2002
al 2004 ho svolto ser vizio come redattore di Strade
Aperte per la sezione “città”e successivamente dalla
fine del 2004 a tutto oggi sono stato chiamato a svolgere il compito di direttore editoriale della rivista. Negli
stessi anni ho fatto parte della Pattuglia Nazionale dei
Seminari di Animazione. Sono Socio del Centro Studi e
documentazione scout Mario Mazza e collaboro alla realizzazione di Tracce La rivista della Associazione. Questo è quello che in breve posso dirvi di me stesso. Posso solo aggiungere che, nella perfetta coscienza che in
un movimento scout non ci si candida ad un incarico,
ma si viene chiamati a svolgere un servizio, la mia è
una accettazione di candidatura che ha come orizzonte
certo la “legge”, la “Promessa” ed il “Patto Comunitario”, un modo di pensare al nostro Movimento in chiave di “ascolto e condivisione” di percorsi nuovi con “le
nuove generazioni” del Movimento, e di impegno a stimolare sempre più tra gli A/S virtù difficili ma doverose per degli scout: il senso della giustizia e della legalità, la lealtà e la sobrietà, l’amicizia e la fraternità, il
vigore morale e la letizia del cuore. Concludo ringraziando le regioni che mi hanno proposto alla Presidenza, onorando il mio essere scout con la loro fiducia, da
parte mia, se anche il Movimento riterrà di chiedermi
questo servizio, prometto “di fare del mio meglio”.
ALBERTINI ALBERTO – Mi si chiede di dare un profilo della mia persona; penso sia importante, in questi casi, sottolineare il percorso
scout. Sono nato in una famiglia di
scout e sono stato lupetto, esploratore, rover e capo. Ho sposato
Paola che è la mia musa ispiratrice, incontrata attraverso quella meravigliosa agenzia matrimoniale che
è lo scautismo, condividiamo, ora, la vita con Giovanna e
Marco. Nel movimento sono stato segretario Regionale
del Veneto, svolgo attività di redazione per Strade Aperte,
ho collaborato a molte attività del Comitato Esecutivo Nazionale, quest’anno ho seguito l’operazione Fiamma dello Spirito Scout e Guida Italia in quanto mi occupo del settore sviluppo. Io e Paola ci siamo innamorati del MASCI
perchè per noi è evidente che lo scautismo del prossimo
centenario passa attraverso adulti consapevoli, testimoni credibili, annunciatori e costruttori di Pace. Dicono di
me: “Alberto Albertini, cinquantenne, sposato con Paola,
con due figli. Scout da quando muove i primi passi. Infaticabile rover e educatore. Incontra il Masci al Congresso
di Venezia e se ne innamora. Da allora la novità è la sua
ossessione. Partecipa alle sedute del Consiglio nazionale con un grembiule per ricordare che scautismo è servire. Usa il telefono con parsimonia, come mezzo di educazione scout. Ha uno spirito irrequieto e creativo. Ha in
mente un MASCI che prenda il largo”.
CIOFFI LUIGI – A 13 anni, nel
1965,sono entrato a far parte della famiglia scout, ora ne ho 54 e
credo di poter affermare che le scelte più importanti della mia vita sono state influenzate dal mio cammino scout. All’inizio degli anni ’70,
da Rover, avvertii il bisogno di vivere più consapevolmente l’esperienza di fede. Furono anni impor-
TARENZI TRIPOLISI LUCIANA – Sono nata nell’anno 1937 a Lodi –
Ho avuto esperienze di lavoro per
diversi anni come segretaria dell’Ufficio Relazioni Pubbliche dell’E.N.I. a S. Donato Milanese, in
seguito mi sono sposata con Ennio ed abbiamo avuto 5 figli. Non
ho avuto esperienze di scautismo
giovanile, ma ho seguito i miei figli
durante tutto il loro cammino di crescita nello scautismo.
Ora ho 5 nipoti 2 dei quali già frequentano l’AGESCI nel
Lodi 1°. Da circa 17 anni dedico il mio tempo libero al MASCI affiancandomi ad adulti scout di lunga esperienza, in
un continuo lavoro sempre più impegnativo. Seguire le attività regionali, gli incontri nazionali, conoscere la realtà
europea di Grossarl per diversi anni, partecipare alle Conferenze Mondiali di Montegrotto e di Lillehammer in Norvegia, all’incontro del Mediterraneo, mi hanno permesso
di conoscere le possibilità che questo movimento può offrire alle persone adulte, responsabili e desiderose di rimettersi in gioco con le proprie capacità. Ho sperimentato l’incarico di Magister prima e Segretaria Regionale per
due mandati, poi, ed ora sono Co-Magister con Rosella ex
–scout entrata da poco nella nostra comunità, ma desiderosa di lavorare nel MASCI. È importante dare spazio a
nuovi iscritti affinché il MASCI si rinnovi nel suo cammino
educativo. Segretaria Nazionale, un impegno molto gravoso e, con tutto il rispetto e l’ammirazione per i miei predecessori, dare una mano a portare avanti questo compito è pur sempre un segno di amicizia.
Strade Aperte n. 10/2007
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Assemblea Nazionale di Montesilvano
Candidati
all’incarico di
Segretario Nazionale
tanti per la mia formazione. Con un gruppo di amici costituimmo una “comunità di base” che, all’inizio della sua
esperienza, si caratterizzò per lo studio approfondito dei
documenti conciliari, per la vita comunitaria vissuta attorno all’Eucaristia, per la pubblicazione di un settimanale, a diffusione nazionale, dall’ambiziosa testata “Metànoia”. In quegl’anni il mio tempo lo dividevo fra gli impegni universitari, il servizio associativo e la comunità di base. Ma ben presto gli interessi si ampliarono. “Servire”,
il motto della branca R/S, l’impegno dei cattolici per la costruzione del Regno (ora e qui), il buon cittadino auspicato da BP, ma anche gli insegnamenti di don Lorenzo Milani, furono alla base della mia scelta di impegnarmi nel
sindacato. Attività che ho svolto per oltre 15 anni e che
ho lasciato, da segretario nazionale, perché diventava
sempre più difficile mantenere un minimo di coerenza fra
valori affermati e prassi quotidiana. Nonostante il gravoso impegno sindacale, ho continuato il mio servizio in Agesci, sia come capo unità che come “quadro” associativo.
Come capo ho svolto servizio in tutte le branche, come
“quadro” mi sono occupato prevalentemente di formazione capi. Sono stato per alcuni anni responsabile regionale di fo.ca., componente la pattuglia nazionale, capo campo regionale e nazionale. Sono stato Consigliere
Generale sino al 2004. Nel 2002 ho fondato una comunità MASCI nella quale, da adulto, continuo a vivere, con
altri, la più affascinante avventura: lo scautismo.
Strade Aperte n. 10/2007
Candidati
all’incarico di
Consigliere Nazionale
BONASEGALE VIRGINIA
ARESTI GIORGIO
Assemblea Nazionale di Montesilvano
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sono stato responsabile del progetto nazionale
Co.Ge. e nell’ultima A.N. di Fiuggi sono stato eletto Consigliere Nazionale.
Ho due grandi sogni, il primo, poter intensificare i
rappor ti tra il MASCI e le associazioni scout giovanili ed il secondo, scrivere la storia dello scoutismo della mia regione. Sarebbe bello che questo
secondo sogno fosse fatto proprio anche da altre
regioni e perché no come uno dei progetti nazionali per il prossimo triennio.
Appar tengo alla Comunità Roma 12 fin dal 1986 di cui sono stato il primo Magister. Sono scout dall’età di otto anni
fino ad assumere la responsabilità di capo repar to, capo
branco, maestro dei novizi, capo clan, capo gruppo. Sono stato segretario regionale del Lazio e consigliere nazionale con
l’incarico alla “Formazione e
Sviluppo”. Sono favorevole ad accogliere tutte le
riflessioni, anche quelle che si contrastano, cer to
che in ognuna può accendersi una sollecitazione
utile.
Occorre, però, che ci sia anche una capacità di fare sintesi per prendere le giuste e oppor tune azioni concrete. Non è, quindi, sufficiente lo scambio
di esperienze; è necessario favorire lo scambio di
opinioni.
BIAGIOLI ENRICO
Nato a Perugia nel 1947, sposato con Silvia, anche lei nel
M.A.S.C.I, abbiamo un figlio
Riccardo. Sono Responsabile
Commerciale di una ditta che
produce profilati, a fine anno
andrò in pensione. Dal 1960
faccio par te della famiglia dello scautismo dove ho militato
prima come scout e poi come
capo nelle varie branche prima
dell’ASCI. e poi dell’AGESCI. Nel 1997 sono entrato nel MASCI. dove ho svolto, l’incarico di S.R.,
Sono nata a Magenta (MI) nel
1949 e sono entrata nello scoutismo a 18 anni, nel Noviziato
scheftaines dell’A.S.C.I., Capo
Branco nel 1971 e nelle diverse unità per circa 10 anni.
Nel 1981 aderisco alla comunità Masci che viene costituita
a Magenta e collaboro con i segretari regionali nei settori Stampa e Sviluppo. Nel 1987 sono
eletta Segretaria Regionale della Lombardia e rieletta nel 1997. Dopo l’assemblea nazionale di Rimini
ho fatto parte del Comitato Esecutivo come membro
cooptato, per il Settore Organizzazione. Laureata in
Scienze Politiche, ho lavorato per oltre 35 anni presso il Comune di Magenta in qualità di dirigente del
Settore Servizi alla Persona. Da pochi giorni sono in
pensione e mi rimetto a disposizione del MASCI con
l’entusiasmo di sempre.
BORDIN NICOLETTA
Sono nata a Roma il 29-03-1947
e vivo a Guidonia (RM). Ho forti legami affettivi con il Veneto,
terra di origine dei miei genitori, e ho respirato Scoutismo fin
dalla nascita, con un papà scout
e capo dal 1922.
Sono stata guida e poi capo riparto nell’AGI e la mia Promessa risale al 23-04-1960. Sono
entrata nel MASCI nel 1985 e
attualmente sono magister e … delegata a vita!
Insegnante di Scuola Materna finalmente in pensione, ho anche una laurea in Scienze Naturali, che
mi ha dato basi scientifiche per amare, contemplare e rispettare profondamente il Creato. Sono un po’
pigra, ma amo disegnare, tagliare, incollare, riciclare, ricamare a punto croce, cucinare e collezionare
tartarughe.
COSTANTINO NUCCIO
Sono nato a Carlentini (Sr) nel
1949, sposato con Teresa (ex
Capo Fuoco), abbiamo due figlie Veronica e Valentina ed abitiamo a Catania. La mia vita
scout è iniziata come lupetto
nel 1955. Nel “72” divenni Capo e in seguito ho ricoperto tutti i ruoli nelle varie branche.
Conobbi il MASCI nel lontano
“64” quando, per diventare
“esploratore scelto”, feci una tesina sul Movimento
degli adulti scout. Ci rincontrammo nel 1989, quando sono entrato nella Comunità MASCI di Gravina
di Catania, dove sono stato Magister per sei anni.
Ora da cinque sono il Segretario Regionale del MASCI Sicilia. Il 2 Giugno 2005, sono stato nominato “Cavaliere della Repubblica” per meriti, cosa inaspettata, ma in realtà divenni Cavaliere in difesa
dei più deboli quando feci la mia promessa scout.
Molti di Voi mi conoscono, sanno che il mio essere scout, può, se lo volete, dare un contributo di
idee e di ser vizio al Movimento.
DI CICCO DINO
Sono nato a Genova nel ’43, poi mi sono trasferito a Napoli, dove mi sono diplomato in ragioneria
e laureato in Economia e Commercio.Sono sposa-
LAGANÀ MARIO
Di professione medico chirurgo, è esper to nel campo dell’Emergenza e delle attività medico-legali. È dal 1958 che “fa
lo scout”. In ASCI prima, in AGESCI poi, e dal 1982 nel MASCI
di Reggio Calabria, Si interessa di formazione, di vita familiare, ma principalmente è un
Foulard Bianco e nel ruolo di
Direttore dell’Opera Pellegrinaggi, da più di 10 anni organizza il “treno scout”
a Lourdes che ha consentito a tanti scout di vivere una for te esperienza di fede.
Nel prossimo Consiglio Nazionale, si ripromette,
nel caso venga eletto, di dare il suo contributo alla rivisitazione del cammino di “Educazione Permanente” dell’Adulto Scout, nonché alla riflessione sulla Comunità, cellula del Movimento, che, pur
nella sua autonomia, è elemento por tante dell’unità del Movimento.
MAGATTI BRUNO
Nato a Como nel 1951. Lupetto
nel ’61 nel Como 1°. Capo unità
poi capogruppo. Promotore della Comunità MASCI a Como.
Laureato in fisica a Pavia, specializzato a Bologna e Milano.
Sposato con Donata, 5 figli tutti scout. Insegna nei licei dal
’74; da anni vicepreside e gestore della Qualità. Ha collaborato col Seminario minore
diocesano per 24 anni. Già presidente di una coo-
Strade Aperte n. 10/2007
Anni 57 Ufficiale Superiore M.M.
Ha percorso tutta l’esperienza
scout nel movimento giovanile
prima “ASCI” poi “AGESCI”.
Promessa nell’anno 1957.
Brevettato Capo Branco ed Animatore di Comunità.
Nel MASCI è stato Magister.
Coordinatore della zona e Incaricato Regionale alla formazione e sviluppo per sei anni.
Consigliere Nazionale nel triennio 2004/2007.
Componente la Commissione Formazione e Sviluppo. Accettando la candidatura a Consigliere Nazionale per il triennio 2007/2010, intende por tare a termine il progetto iniziato, riguardante la “Formazione degli AA.SS. e lo Sviluppo del Movimento”. Rilanciare fortemente i legami con il movimento
giovanile, sottolineare la nostra appar tenenza alla Chiesa e favorire il nostro impegno per il territorio.
to con Patrizia, con tre figli, tutti e tre con trascorsi scout. Sono dirigente industriale attualmente in pensione. Ho conosciuto lo scautismo nei primi
anni 50, ma non sono mai entrato, in gioventù in gruppi scout.
Ho ripreso contatto con lo scautismo con il mio trasferimento
a Rivoli, in Piemonte, par tecipando attivamente all’acquisto
ed alla sistemazione della Casa Scout di Exilles,
impresa che seguo tuttora con la mia Comunità Masci Rivoli 1, di cui sono stato Magister dalla sua
nascita. Sono successivamente stato eletto Segretario regionale del Piemonte incarico che svolgo tuttora.
23
Assemblea Nazionale di Montesilvano
CINGOLANI ALEARDO MARIA
Strade Aperte n. 10/2007
Assemblea Nazionale di Montesilvano
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perativa non-profit e per breve tempo nella presidenza provinciale ACLI. Attivo nella promozione e
divulgazione della cultura scientifica, collabora col
Centro Studi Scientifici A. Volta. È autore di pubblicazioni e curatore di mostre ed esposizioni riguardanti Alessandro Volta. Per 13 anni Consigliere comunale a Como.
MONDIN SONIA
Ho 44 anni e da 22 Resp.
Amm.va, Fin.ria e del Pers. di
4 aziende. Con mio marito Giorgio, siamo di “Macondo” ass.
che promuove l’incontro tra i
popoli e la nostra casa è aperta all’accoglienza.
Ivan e David sono i nostri figli.
I miei Maestri di vita invece: d.
Tonino B., d. L. Milani, d. G.
Stoppiglia.
Dopo aver ricoper to vari ruoli in AGESCI, Magister
e Consigliere Nazionale nel MASCI, oso dire che lo
scautismo è un’avventura stupenda! Nel ser vizio
di C.N. con le persone che ho incontrato ed ho collaborato mi è stata data la possibilità di dare poco e di ricevere molto.
Ho condiviso con la Pattuglia coordinata dall’incaricato al Ser vizio i campi sui temi delle Disuguaglianze.
Grazie al Veneto e alle regioni che mi candidano
scommettendo ancora sulla mia persona. Continuo
a pensare ad un MASCI “fresco e giovane” e non
mi riferisco all’età!
NALIN GIUSEPPE
Sono nato a Roma nel 1949.
attualmente sono impiegato di
stato c/o Ministero Beni Attività Culturali dal 1984, per tramite della futura moglie, Capo
in ser vizio del Gruppo AGESCI
Roma 122, ho incominciato a
frequentare l’ambiente scout.
Dal 1994, avendo i figli iscritti allo stesso gruppo, sono stato “cooptato” come cambusiere. Dal 2001 sono iscritto al MASCI Roma 14°
e, in questa veste, ho par tecipato con assiduità ai
consigli regionali alle assemblee e alle manifestazioni nazionali. Nell’ottobre 2006, dopo aver frequentato negli anni 2004-2005-2006 i seminari di
animazione di 1°, 2° e 3° tempo ho pronunciato la
Promessa scout.
NARDI NICOLA
Molti mi conoscono. Per gli altri, anche essi tanti, elenco
qualche dato. Sono un informatico dal lontano 1960 e, da
dirigente organizzativo, sono
andato in pensione. Sposato
con Grazia abbiamo avuto tre
figli tutti scout in Agesci. Io,
cresciuto nell’Asci, ed approdato al Masci ho maturato le
esperienze di Magister e di Segr. Regionale. Sono stato eletto nel 1986 Consigliere Nazionale e, successivamente, sono stato
Consigliere responsabile all’Organizzazione e poi
ai Seminari di Animazione.A Venezia sono stato
eletto Segretario Nazionale e,di seguito, Incaricato Nazionale presso l’ Ufficio “per i problemi Sociali ed il Lavoro” della C.E.I. vivendo l’annuncio
del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa.
Oggi, Magister del Pozzuoli 1, mi dichiaro pronto a
ser vire in questo triennio vigilando sugli annunciati
profondi mutamenti di indirizzo.
PIGNATTI PAOLO
Sono nato a Carpi (Modena)
nel 1947 – Lupetto e Scout negli anni 60 – Nel MASCI ormai
da più di 20 anni sono stato
parte attiva nel movimento nel
triennio 1998-2001 quale Consigliere Nazionale incaricato
per Stile e Metodo.
Per vari anni membro della Pattuglia dei Seminari di Animazione ho cercato di “giocare”
assieme a tanti amici, in tutta Italia, l’avventura
dello scoutismo adulto, guidando la mia canoa e
arricchendo il mio zaino.
Sposato con Franca che da moglie “paziente” accetta le mie pazzie, con tre figli grandi ormai “quasi” autonomi, senza più lavoro e un po’ di tempo
disponibile, mi è tornata la voglia di riprendere a
“giocare“ insieme.
Le mie passioni: informatica, lettura, catechesi e
poesia.
PISONI LUCIANO
Sono nato nel 1943 a Bergamo, ho lavorato come
tecnico nell’industria chimica, dirigente d’azienda
ed ora pensionato. Nello scautismo, sono stato
scout e rover, ho ricoper to i ruoli di Capo Branco,
ROCCA MARIO
60 anni, ingegnere. Scout da
sempre. Sposato con Matilde,
insegnante, anche lei nello
scoutismo da sempre, due figli grandi. Impegnato in attività
di catechesi famigliare, e in
scuole di preghiera (Cuneo).
Appassionato di montagna. Tra
i fondatori della Comunità MASCI Genova Città. Per quattro
anni incaricato fede MASCI Liguria, di recente corresponsabile nella preparazione e nella gestione dell’Evento di Genova per il
Centenario. Par tecipazione a tutte le assemblee
nazionali in qualità di delegato a par tire dall’assemblea straordinaria di Loreto e poi a Brucoli,
Montesilvano, Rimini, Fiuggi, Torre Canne ed agli
eventi di Genova e di Assisi per il Centenario.
Eletto Consigliere Nazionale a Fiuggi, vissuta con
entusiasmo e spirito di servizio l’esperienza in Consiglio Nazionale nel primo triennio del nuovo statuto. Molto è il lavoro da fare.
TILLI BEPPE
Cari amici e fratelli, un mio profilo è già stato pubblicato sul
n.8/2004 di S.A. quando mi
candidaste per la prima volta
al C.N., ove in effetti ho servito in questi ultimi tre anni anche come vicepresidente. Una
esperienza che mi ha arricchito; se poi abbia giovato anche
al Movimento e perciò meriti
di essere proseguita spetta a
voi deciderlo. Buona strada a tutti.
È nato cinquantuno anni fa a
Jesi, dove vive e lavora come
architetto. Sposato ha due figli scout.
Uno degli obiettivi principali della propria vita è cercare di contribuire a migliorare cristianamente il mondo e crede che lo
scoutismo aiuti a farlo concretamente e non da soli.
È nel MASCI con la moglie Luigina dal 1997, anno della fondazione della Comunità di Jesi, di cui è stato magister dal 2004 al
2006.
Ha par tecipato a Seminari di Animazione, a Feste
delle Comunità, ad Assemblee ed all’Incontro del
Mediterraneo 2006; dal 2004 è entrato a far parte della Comunità dei Foulard Bianchi.
Le esperienze maturate hanno contribuito a convincerlo dell’attualità dei principi e delle leggi dello scoutismo, utili per affrontare le nuove problematiche ambientali e culturali alla luce della Parola di Dio.
Strade Aperte n. 10/2007
TITTARELLI ERMANNO
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TORRE ATTILIO
Anni 60. Sposato con Liliana,
due figli. In pensione dal 1° luglio di quest’anno. Nell’ASCI
dal 1958 al 1968. Nel MASCI
dal 1982.
Magister della Comunità Potenza dal 1991 al 1997, periodo in cui la Basilicata esce
dall’isolamento regionale incentivando i propri iscritti al
coinvolgimento nelle attività
preposte a livello centrale. A tutto raggio le iniziative por tate avanti in quel periodo: Vita all’aper to,
catechesi e soprattutto Ser vizio, con la nascita dell’Associazione Lucana per la lotta alla fibrosi Cistica, tuttora punto di riferimento per la qualità dei
ser vizi offer ti agli ammalati della propria regione
e di quelle limitrofe.
Dal 2000 al 2006 Segretario Regionale dopo essere passato da diverse esperienze come referente per la famiglia, per il Ser vizio e per lo Sviluppo.
Vorrebbe un MASCI meno burocratico in cui le persone si ritrovino in maniera naturale per continuare a vivere con spontaneità questa meravigliosa avventura.
Assemblea Nazionale di Montesilvano
incaricato provinciale di Branca Lupetti, Capo Ripar to, Capo Gruppo e Magister di Comunità M.A.S.C.I.
Ho ideato e realizzato l’impresa nazionale” Via Francigena
e Vie Romee” per ripristinare
le antiche vie di pellegrinaggio
in Italia e proporre momenti di
riscoperta della spiritualità della strada anche agli A.S. Su
STRADE APERTE ho ripor tato periodicamente tutti
gli eventi significativi e dettagliati dell’impresa. Molti A.S. e Comunità hanno ritrovato il valore del camminare alla maniera scout.
Strade Aperte n. 10/2007
TOSCANI JERMAN LILIANA
Sono nata a Trieste nel 1948.
Sono stata guida e poi capo Riparto nell’Agi. Sono sposata e
ho una figlia. La mia formazione
scout mi ha aiutata ad affrontare le difficoltà per conciliare la
vita familiare con il lavoro. Ora
sono in pensione. Faccio parte
del MASCI dal 1996 e sono stata Magister. La realtà della mia
città multiculturale e multireligiosa, logorata però da molteplici tensioni non ancora sopite, mi ha stimolato ad impegnarmi nell’iniziativa della “Luce della Pace di Betlemme”. In questo
ambito curo in particolare l’aspetto ecumenico e interreligioso. Sono inoltre impegnata nel coordinamento
del “tavolo interassociativo” favorendo il dialogo tra
le numerose Associazioni scout presenti in città.
servizio, alle attività della Regione Puglia. Ha partecipato alla Commissione Statuto Nazionale, per l’attuale nuova impostazione del movimento.
VITALE ENZO
Nato a Casagiove (ce) il 16.07.56
dott. Commercialista già’ ASCI
(dal 1966) poi Agesci infine
MASCI dal 1985. Consigliere
di amministrazione e revisore
contabile di varie società, compresa bcc di casagiove. Già assessore comunale alle finanze
comune di Casagiove dal 2001
al 2004. Già magister della comunità MASCI Casagiove.
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ZIN FRANCESCO
Assemblea Nazionale di Montesilvano
TRITTO GIOVANNI
È nato a Molfetta nel 1944. Sposato con Rita, padre di 3 figli e
nonno di Giosuè. Segretario Comunale in diversi Comuni della
provincia di Perugia, Foggia, Bari e BAT, attualmente lavora al Comune di Taranto. Promessa Asci
nel 1957, ha prestato servizio
soprattutto nella branca Rover
conseguendo la prima nomina a
capo (World Badge) a Molfetta.
Nel 1974, come consigliere ASCI della Regione Puglia,
ha sostenuto la nascita dell’AGESCI. Al rientro dall’Umbria ha partecipato alla costituzione della zona
AGESCI “Bari Nord”. Nel 1982, con la nomina a Vescovo di Don Tonino Bello ed incoraggiato dalle sue parole, ha iniziato una nuova esperienza nel MASCI. Ha
collaborato, quale incaricato regionale della pattuglia
Nato cinquantotto anni fa in un
Comune del padovano, risiedo
con la famiglia ad Abano Terme (PD).Sono sposato e padre
di una ragazza impegnata anch’essa nello scoutismo. Presto la mia attività lavorativa nel
settore amministrativo presso
una Azienda pubblica regionale. Ho incontrato il movimento
scoutistico in età adulta, attraverso il percorso di mia figlia, senza aver vissuto precedenti esperienze scout giovanili, e ne sono stato colpito per l’ideale di vita e per il metodo
di crescita personale che lo caratterizzano.Componente della comunità MASCI “La Rupe” di Tencarola (PD), ho contribuito a farla crescere principalmente nell’impegno al ser vizio della Chiesa e
dell’associazionismo locali.
DONVITO TOMMASO – Sono nato
il 1947 a Gioia del Colle Bari e residente a Castellaneta Taranto. La
mia famiglia è composta da Teresa, Domenico e Mariano. Lavoro in
Trenitalia (quadro dirigente) da quarant’anni circa, prossimo alla pensione. I miei ragazzi iscritti da sempre nell’agesci.Il mio cammino è cominciato con loro circa venticinque anni fa. Iscritto al MASCI dalla nascita senza mai aver potuto occupare alcuna
carica a causa del mio impegno lavorativo.Ora prossimo al
pensionamento, spero di potermi impegnare di più e dare
un contributo maggiore a tutta la comunità.
GIALLORENZO LUCIA – Sono nata
a Pratola Peligna (AQ),nel 1953, sono residente a Pescara, sono sposata con Pietro dal 1981, ho due
figli, Alessandra di 23 anni e Marco di 21, sono laureata in economia e commercio e sono vice direttore di un Istituto di Credito,dove mi occupo prevalentemente di
fidi e analisi di bilancio, per questo in assemblea mi hanno sollecitato di accettare l’incarico. Io e Pietro siamo rientrati nel Masci PE1 due anni fa, dopo alcuni anni di servizio nell’Agesci ed a seguito della chiusura del nostro gruppo Masci PE 4°. Ritengo questa opportunità un’ottima occasione di Servizio e di crescita nel movimento
LOMBARDI RENZA GIUSEPPINA –
Nata a Prato (Po) il 13.09.1936,
laureata in Economia e Commercio.
Insegnante di ruolo di materie tecniche commerciali, per 36 anni ha
insegnato Economia Aziendale nell’I.T.C. Dagomari di Prato. Iscritta
all’Albo del Collegio dei Ragionieri
e Periti Commerciali della Circoscrizione di Prato. Ha svolto la professione di commercia-
SARTI ENZO – Nato ad Ancona
1938. Sposato, due figli (ex scout),
nonno di due nipoti. Laureato. Ex
ufficiale marina mercantile - Pensionato bancario: Dal 1982 appartengo alla Comunità Masci Falconara 1°, magister per 4 mandati,
intervallati 2 a 2 da un periodo di
quasi 7 anni come Segretario Regionale Marche 5/1994-1/2001. Dal 1983 al 1988 ho
prestato servizio come Capo Clan e Capo Gruppo presso
Gruppo AGESCI Falconara 1. Partecipazione ai 3 Seminari di Animazione MASCI. Mi interesso di contabilità, quale
amm/re Parrocchia “S. Giuseppe” – Falconara ed altre contabilità – già revisore conti alla locale Casa Accoglienza
”Tenda di Abramo”: tutte in spirito di servizio. Membro Consulta Diocesana Aggr. Laicali Revisore conti – eletto all’A.N.
di Brucoli – dal 2001 al 2004.
SORRENTINO GIUSEPPE – Nato ad
Acireale il 25.6.1940, sono sposato con due figli (ed altrettanti nipoti) ragioniere e perito commerciale, dal 1.1.1960 al 31.07.1997
sono stato dirigente dell’ospedale
di Acireale prima e dell’U.S.L. dopo, frequentando numerosi corsi di
formazione professionale presso
l’Università Bocconi Sono stato docente -specialista esterno- di contabilità pubblica presso l’I.P.S.I.A. di Acireale Dal
1.8.1997 sono in pensione Dal 1954 nello scoutismo, sono stato magister della mia Comunità e revisore dei conti
del MASCI;Sono il presidente del Movimento per la Vita
della diocesi di Acireale Faccio il giornalista, con regolare
iscrizione all’albo, per il giornale diocesano.
Strade Aperte n. 10/2007
NERBI FRANCO – È nato a Roma
molti, molti anni fa, nel 1945 ha
professato la sua Promessa Scout,
e dal 1965 si è censito al MASCI.
Nell’assemblea di Loano è stato
eletto Consigliere Nazionale incaricato nel triennio al settore fede e
catechesi. Nell’ assemblea del cavallino a Venezia rieletto Consigliere Nazionale ha guidato il settore organizzazione. Professionalmente ha operato nel settore amministrativo della
società di costruzioni Provera e Carrassi concludendo la
sua carriera come direttore amministrativo nei cantieri fuori sede. Dopo 50 anni di servizio nella medesima impresa
meritatamente è diventato pensionato dell’ Inps. Candidato alla carica di Revisore dei Conti ha accettato per spirito di servizio la candidatura.
27
Assemblea Nazionale di Montesilvano
Candidati
all’incarico di
Revisore dei Conti
lista per alcuni anni. Attualmente in pensione, presta volontariato di insegnamento nella Casa Circondariale della
Dogaia di Prato. È iscritta da 18 anni alla Comunità M.A.S.C.I.
“Mario Mazza” di Prato. Sposata con Giorgio Gentili, ha
una figlia e due nipoti.
Strade Aperte n. 10/2007
Assemblea Nazionale di Montesilvano
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Regolamento
per lo svolgimento
delle assemblee
nazionali
TITOLO PRIMO
Formalità preliminari e di apertura dell’assemblea
Organi assembleari
Art. 1- Commissione per la verifica delle credenziali
Il Consiglio Nazionale nell’ultima sua riunione anteriore all’A.N.,nomina la Commissione per la Verifica
delle Credenziali, di cui all’art. 11 del Regolamento.
La Commissione è costituita da un Presidente, da
due Vice Presidenti e altri tre componenti scelti tra
gli iscritti al Masci e dovrà riunirsi ed insediarsi sul
luogo dell’assemblea almeno un’ora prima dell’ora
fissata dal Consiglio Nazionale per l’apertura della
accoglienza dei delegati. Prima del suo insediamento, la Commissione riceverà dalla Segreteria nazionale del Movimento elenchi in triplice copia dei delegati e degli altri aventi diritto a partecipare all’assemblea, suddivisi per regioni.
Art 2 - Verifica delle credenziali
Man mano che i delegati si presentano presentando
le proprie credenziali la Commissione ne prende nota sugli elenchi in suo possesso e sigla ogni credenziale, restituendola al delegato. Presentandosi
gli altri aventi diritto a partecipare all’assemblea la
Commissione ne annota la presenza sugli elenchi.
Ove un delegato sia stato sostituito a norma dell’art.11 del Regolamento Generale, la Commissione
depenna dagli elenchi il nome del delegato assente
e vi aggiunge le generalità del sostituto. La sostituzione è effettuata dal Segretario Regionale in accordo con il Magister o suo delegato tra i membri della
stessa comunità o, in caso di impedimento, tra gli
adulti scout della stessa Regione. Al momento dell’apertura dell’Assemblea, la Commissione comunica al Presidente Nazionale il numero dei presenti.
Successivamente fornirà lo stesso dato aggiornato
al Presidente dell’Assemblea ogni volta che questi
lo richiederà.
Art. 3 - Formalità di apertura dell’Assemblea
Constatata la presenza del numero legale per la validità dell’A.N., il Presidente Nazionale, dichiarata
aperta l’assemblea, propone la nomina:
a) del Presidente e del Vice Presidente;
b) di due Segretari;
e) del collegio degli scrutatori in aula composto da
un presidente e quattro scrutatori;
d) del seggio elettorale composto da un Presidente
e due componenti.
Art. 4 - Presidente e vicepresidente dell’Assemblea
Il Presidente dell’A.N. ne dirige i lavori curando la regolarità dello svolgimento.
Tenendo conto del tempo a disposizione e del numero di interventi previsti, fissa il limite massimo degli interventi stessi, togliendo la parola a chi continuasse a parlare oltre il limite fissato. Pone ai voti
proposte e mozioni e proclama i risultati delle votazioni. Cura che dei lavori svolti sia redatto veritiero
resoconto che poi sottoscrive unitamente al Vice presidente e ai segretari.
Art. 5 - Segretari
I segretari curano la redazione del verbale di assemblea, facendo il resoconto dei lavori svolti e delle deliberazioni assunte e raccogliendo il materiale
inerente (mozioni o interventi scritti).
Art. 6 - Collegio degli scrutatori
Il collegio degli scrutatori attende a tutte le operazioni di voto a scrutinio palese e segreto ad eccezione delle elezioni ad incarichi di persone, comunicandone i risultati al Presidente dell’assemblea.
Art. 7- Seggio elettorale
Il seggio elettorale viene costituito per l’elezione a
scrutinio segreto di incarichi di persone (Presidente,
Segretario Nazionale, Consiglieri Nazionali, Revisori
dei conti.): presiede tutte le operazioni di voto, verifica le credenziali degli elettori, garantisce la riservatezza del voto, comunica al presidente dell’Assemblea i risultati del voto e consegna la relativa documentazione ai Segretari.
Art. 8 - Comitato mozioni
Il Comitato Mozioni provvede all’esame preliminare
di mozioni che vengono presentate e alla loro sollecita trasmissione al Presidente. Chi intenda presentare mozioni deve depositarne il testo presso il Comitato Mozioni che, d’intesa, con i presentatori, vi
apporta, ove necessario, modifiche formali o destinate a chiarirne il senso. In caso vengano costituite
delle Commissioni in sede di Assemblea incaricate
di operare su temi analoghi, il Presidente del comitato Mozioni provvederà, in accordo con i Presidenti
delle Commissioni, ad armonizzare i documenti da
sottoporre al voto dell’Assemblea, eliminando incongruenze e omogeneizzando la forma.
Art. 11- Commissioni
Per delibera dell’Assemblea possono essere costituite delle Commissioni incaricate di approfondire temi specifici al fine di agevolare i lavori generali. Il Presidente della Commissione eletto con voto palese,
provvede a stilare sotto forma di mozione il documento
finale dei lavori della Commissione che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea. Il Presidente
della Commissione per interventi di particolare interesse può dare la parola a soci non delegati.
Con gli stessi criteri in caso di mozioni di analogo argomento il Presidente del comitato Mozioni cercherà,
in accordo con i proponenti, di armonizzare i documenti da sottoporre al voto dell’Assemblea.
TITOLO SECONDO
Svolgimento dell’assemblea
Art. 9 - Ordine dei lavori e facoltà di intervento
Il Presidente dell’A.N. cura che gli argomenti inseriti all’ordine del giorno vengano trattati senza spostamenti e nel tempo previsto. Il Presidente per garantire la più ampia partecipazione al dibattito fissa
preventivamente la durata massima degli interventi e, allo scadere del tempo toglie irrevocabilmente
la parola. Il Presidente per garantire il rispetto dei
tempi dell’assemblea può fissare il numero massimo di interventi su un determinato punto in discussione. Nella discussione nessuno può prendere la
parola senza averla ottenuta dal Presidente. Il Presidente può revocare la facoltà di parlare quando
l’intervento non sia pertinente all’argomento in discussione. Coloro che chiedono di parlare hanno la
parola salvo diverso avviso del Presidente nell’ordine di iscrizione.
I delegati che intervengono nelle discussioni e nelle
votazioni esprimono una volontà propria in forza del
potere che loro deriva dallo “status” di partecipazione all’assemblea.
Art. 12 - Mozioni. emendamenti e votazioni
a) Il Presidente, di ufficio o su proposta di uno o più
partecipanti all’Assemblea, può mettere ai voti una mozione per punti separati. Qualora sul medesimo argomento siano presentate più mozioni, esse vengono
messe ai voti iniziando da quella che, se approvata,
modificherebbe più radicalmente la situazione esistente.
Il relativo giudizio e rimesso al Presidente. Qualora su
una mozione siano presentati uno o più emendamenti essa viene messa ai voti prima nella forma emendata, iniziando ove occorra dall’emendamento che a
giudizio del Presidente appare il più radicale. Se tutti
gli emendamenti sono respinti la mozione viene messa ai voti nel testo originario. Nessuno può parlare due
volte su una mozione - eccetto che per domande di chiarimento e mozioni d’ordine - salvo il proponente per la
replica al termine del dibattito
b) Ogni triennio l’Assemblea Nazionale approva le linee di indirizzo programmatico del Movimento. Esse
sono coerenti con il Patto Comunitario e con lo Statuto e discendono dalle esperienze e dalle riflessioni realizzate nel Movimento e dalle sollecitazioni che
esso accoglie dalla realtà sociale ed ecclesiale. Il
Consiglio Nazionale ed il Comitato Esecutivo traducono le linee programmatiche in progetti ed attività
che offrono agli Adulti Scout occasioni di crescita permanente e di testimonianza.
Le proposte di indirizzo programmatico vengono elaborate, discusse e sottoposte ad approvazione dell’A.N. sulla scorta delle indicazioni che ciascuna Comunità ed ogni Regione hanno facoltà di far pervenire al C.E. entro il termine previsto per la presentazione delle candidature.
Strade Aperte n. 10/2007
29
Assemblea Nazionale di Montesilvano
Art. 10 - Mozione d’ordine
Coloro che intendono avanzare una proposta procedurale volta a dare un diverso corso ai lavori (o mozione
d’ordine) hanno diritto di parlare alla fine dell’intervento
in corso. Il dibattito sulla mozione d’ordine e limitato
ad un intervento a favore e uno contrario e la mozione
viene quindi messa ai voti. Se approvata essa entra
immediatamente in vigore. Il Presidente Nazionale il
Segretario Nazionale unitamente possono chiedere mediante la procedura di cui al presente articolo - l’inserimento all’ordine del giorno di nuovi argomenti, solo in casi eccezionali di necessita ed urgenza. In nessun caso la procedura può essere usata per modificare lo Statuto, il Regolamento e il Patto Comunitario.
Strade Aperte n. 10/2007
Assemblea Nazionale di Montesilvano
30
Tali indicazioni verranno distribuite tra i gruppi di lavoro formati dai delegati presenti all’Assemblea, ciascuno coordinato da membri del C.N. e/o del C.E., che
provvederanno ad una sintesi delle indicazioni esaminate che trasmetteranno ad un’apposita commissione di cinque membri preventivamente designati dall’Assemblea su indicazione del suo Presidente.
La Commissione provvede sulla scorta delle sintesi
ricevute ad elaborare ove possibile una mozione organica di indirizzo programmatico o proposte alternative da sottoporre all’Assemblea che provvederà
ad esprimere il proprio voto con la procedura prevista al comma precedente.
c) La mozione o la proposta di indirizzo programmatico si intende approvata con la maggioranza assoluta dei voti espressi dai votanti, considerando voti
espressi anche le astensioni, così come previsto dall’art.12, comma terzo, lettera d, dello Statuto.
Art. 13 - Modifiche allo Statuto ed
al Patto Comunitario.
a) Entro l’ora fissala dal Consiglio
Nazionale nel programmi dell’A.N.
potranno essere presentati al Comitato Mozioni emendamenti alle
proposte di modifica presentate a
norma di Statuto; gli emendamenti
dovranno indicare con precisione articolo e proposta alla quale fanno riferimento. Le proposte di modifica
ed i relativi emendamenti saranno
sempre presentati recando allegata
una nota esplicativa in cui vengono
indicate concisamente ma chiaramente le motivazioni. Non sono previsti altri momenti di presentazione
di emendamenti.
b) Il Comitato Mozioni potrà, con l’accordo dei proponenti, armonizzare più emendamenti di analogo
contenuto che si riferiscono alla stessa proposta di
modifica.
c) Nel corso del dibattito e delle votazioni su modifiche allo Statuto ed al Patto Comunitario non è possibile la presentazione di Mozioni d’ordine.
d) Nel tempo stabilito ogni presentatore ha diritto di
illustrare, nei tempi fissati dalla Presidenza:
– le proposte di modifica
– gli emendamenti
Ogni presentatore ha diritto di parlare una sola volta in fase di presentazione modifiche ed emendamenti proposti da più persone sono presentati un’unica volta.
e) A conclusione della fase di presentazione e di dibattito generale da contenere nei tempi previsti dall’o.d.g. si procede alla fase di votazione. Si procede
in ordine di articolato.
f) Per ogni articolo vengono messe in votazioni le singole proposte di modifica, salvo esplicita rinunzia da
parte del proponente. Per ogni proposta vengono pri-
ma messi in votazione gli emendamenti, iniziando
ove occorra dall’emendamento che a giudizio del Presidente appare più radicale; al termine viene messa
in votazione la proposta di modifica eventualmente
emendata. Nel caso di più proposte di modifica relative allo stesso articolo, l’esame inizia dalla proposta che a giudizio del Presidente appare più radicale, al termine dell’esame delle modifiche l’articolo viene messo in votazione nel suo complesso senza interventi.
g) Prima di ogni votazione si potrà avere un solo intervento a favore ed uno contro nei tempi fissati dalla Presidenza seguendo la priorità emendamento,
modifica.
h) Conclusa l’approvazione dei singoli articoli il nuovo Statuto viene messo in votazione nel suo complesso. In fase di votazione dello Statuto nel suo complesso si potranno avere tre interventi a favore e tre
contro nei tempi fissati dalla Presidenza.
i) Gli emendamenti vengono approvati con la maggioranza assoluta dei
votanti. Le modifiche, gli articoli e lo
statuto nel suo complesso vengono
approvati a norma di statuto, con la
maggioranza dei 2/3 dei votanti.
j) Procedura analoga verrà seguita per
le modifiche al Patto Comunitario.
Art. 14 - Delibere comportanti oneri, economici
Nel corso della discussione di delibere comportanti oneri economici,
deve essere necessariamente sentito il parere dell’Amministratore o
in sua assenza, del Presidente Nazionale o del Segretario Nazionale del Movimento. In
siffatte delibere deve essere comunque indicato il limite di spesa e i criteri di reperimento dei fondi (capitoli di bilancio e/o eventuali nuove entrate).
Art. 15 - Elezioni a scrutinio segreto
I delegati votanti debbono consegnare al seggio elettorale la loro credenziale nel ritirare la scheda elettorale: in difetto non sono ammessi al voto.
Art. 16 - Norme finali
Eventuali modifiche allo Statuto, approvate nel corso dell’Assemblea, diventano operative solo dopo la
chiusura dell’Assemblea in cui sono state approvate. Ove occorra possono essere messe in discussione mozioni che prevedono norme transitorie al fine di rendere possibile una corretta ed agevole applicazione delle modifiche approvate.
Approvato dal C.N. del 6-7giugno 92, modificato dal
C.N del 4 febbraio 95, dal C.N. del 27-28 gennaio
2001, dal C.N. dell’8/9 maggio 2004 e dal C.N. del
4/6 maggio 2007.
Assemblea Nazionale di Montesilvano
Strade Aperte n. 10/2007
Programma della XXIV Assemblea Nazionale
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Strade Aperte n. 10/2007
Vita del Movimento
32
10 Anniversario
Route Natura Lombardia
Telefona Massimo: “ Stanotte ho fatto un sogno!” “Eh
già, -penso io-“I have a dream” (anche se Massimo in
comune con Martin Luther King ha forse solo il baffetto carismatico). Sarà stata la lauta cena a casa di Roberto, che gli si è piantata sullo stomaco.” Ma lui continua:”E se mandassimo un articolo a Strade Aperte
per il decimo anniversario della Route Natura Lombardia?” “Già-dico tra me e me- e chi ce lo pubblica?” Ma
eccomi qua, tentar non nuoce e ci provo a farvi sapere qualcosa. Innanzi tutto vi presento la pattuglia formata da alcuni membri di diverse comunità.
Rezzato (BS)
• Massimo (lo avete già conosciuto) e sua moglie Rosella non solo proposta, ma già proclamata “Santa
subito” dagli amici a causa di Massimo, naturalmente;
• Roberto e Marina, impareggiabili cuochi, non solo
per la qualità dei cibi, ma anche per la capacità di
destreggiarsi in cucina pure nelle situazioni più proibitive e difficoltose.
Crema Ruah (CR)
• Grazia e Renato, “i più spirituali”e profondi, ma
non per questo meno c…isti degli altri.
Bergamo (BG)
• Gianfranco, il nostro grande (100 kg x 1,90 ca.) capo, sorretto moralmente ed organizzativamente dalla sua dolcissima metà (a tutti gli effetti) Irene.
Lodi (LO)
• Antonio, il “ragiunatt”, anzi – cosa dico – il direttore di banca, tranquillo, discreto, abile nel fare
quadrare i conti non sempre facili, perché ci proponiamo di applicare tariffe popolari (sempre intorno ai 20 euro) e Nora (questa volta il suo doppio), che ci fa sempre concludere le riunioni con il
dolce in bocca, nel vero senso della parola;
• ed infine Gianmario, mio marito, ed io. Che dire
della nostra coppia? Niente! Ai posteri l’ardua
sentenza.
Il gruppo è affiatato anche se composto, come avete visto, da persone di diverse comunità. Lo sanno bene i nostri vicini di casa, perché a rotazione
per preparare la route ci troviamo ora dall’uno ora
dall’altro e le urla, ma anche le risate e le battute
non mancano. Ci incontriamo di solito verso le 16,
discutiamo animatamente e lavoriamo fino all’ora
di cena, poi ci rilassiamo tutti insieme e, a mio avviso, cementiamo il gruppo attorno alla tavola. Quest’anno vorremmo che la Route fosse davvero speciale per celebrarne in allegria il decimo anniversario. L’appuntamento è per il 22-23 settembre a
Borno in Vallecamonica a mt. di altitudine.
I piatti forti del menu saranno:
• il Grande Gioco a squadre alla scoperta del paese, applicando le tecniche scout;
• il fuoco di bivacco che con scenette, canti o balli
dovrà ricordare qualche aspetto significativo o memorabile delle precedenti Route;
• la visita al parco della formica rufa.
Se il nostro sogno si realizzerà, speriamo di poterne
fare un secondo: che voi riceviate un resoconto ENTUSIASTICO della Route da parte di qualche partecipante! A presto allora (che bella faccia tosta!)!!!
Anita Cremonesi
Comunità di Lodi
La Comunità di Trecate ha
festeggiato 20 anni di attività
La giornata del 20 maggio scorso, è stata una giornata di festa particolare, attesa ed emozionante per tutta la Comunità MASCI: ricorreva il ventennale della fondazione.fin dal mattino, la giornata si presentava splendida; un cielo terso e il sole caldo estivo, hanno dato
la possibilità ad una cinquantina di scout di arrivare
nella nostra città per festeggiare e gioire insieme. Erano presenti solo alcune delle Comunità del Piemonte,
la Valle d’Aosta, con i loro rappresentanti, il Segretario
Regionale, e due componenti della Comunità di Pesaro. La festa si è ufficialmente aperta il sabato sera alle ore 21 con la veglia di preghiera nel grande prato
dell’oratorio femminile, davanti alla Cappella della Madonna di Loreto. Domenica l’accoglienza era fissata
per le ore 9 presso l’oratorio femminile. La giornata
scout è iniziata con l’alzabandiera alle ore 10, insieme
al gruppo Agesci locale; poi i saluti del Magister, del
Segretario Regionale, del capo gruppo Agesci e del Sindaco di Trecate. Nel salone dell’Auditorium più relatori hanno portato la loro esperienza scautistica. Alle 12
la S. Messa nella bella chiesa appena restaurata di S.
Francesco, celebrata dall’assistente Agesci don Beppe. Si è poi passati al momento conviviale, semplice,
ma apprezzato da una sessantina di persone. Alle ore
15 si è dato il via al “pomeriggio scout”, con visita alla mostra fotografica, ai laboratori “imparare facendo”,
dove il gruppo “mani abili”, confezionava all’istante
bambole di stoffa; inoltre si potevano ammirare i lavori fatti precedentemente di cucito, di ricamo, più i gadget e il libro del ventennale. Sono stati fatti alcuni giochi: il tiro con l’arco, quello della rana e un simpatico
e divertente ballo-tribale eseguito dalle suore filippine
del Monastero della carità di S. Francesco de Paola,
che ricordava l’armonia delle foreste delle loro isole: “
il tiki- tiki”. Al termine della giornata il cerchio di chiusura e l’ammainabandiera hanno chiuso questo incontro
fraterno. Lo scopo dello stare insieme, aveva più che
altro il significato di rafforzare l’amicizia, ma anche gli
ideali dello scautismo e di mantenere vivo l’impegno
Sull’Etna il campo regionale
Alta Squadriglia
Si è svolto a Serra La Nave, nel Comune di Nicolosi, a
circa 1.800 metri sul livello del mare, dal 21 al 24 giugno, il Campo Regionale dell’AGESCI per Alte Squadriglie, organizzato dagli Incaricati Regionali alla Branca
E/G, Sara Damino e Vincenzo Semprevivo, coadiuvati
dalla pattuglia regionale di Branca E/G. I due personaggi AL e TAnia hanno accompagnato guide ed esploratori nella grande avventura, mentre Don Joseph, assistente regionale alla branca E/G, ha animato la catechesi al campo con riflessioni sulla promessa scout.
Le 80 Alte Squadriglie siciliane presenti al campo sono state divise in 9 sottocampi, ognuno recante il nome della città sede di un Jamboree ed abbinato ad una
specialità: speleologia, campismo, esplorazione o nautica.Le attività previste sono state: Villaggio delle tecniche (lavorazione del cuoio, del legno, del rame, pronto soccorso, emergenza e protezione civile, radio scout,
comunicazione) e World Village (cucina e giochi internazionali). Questo il programma: giovedì: accoglienza,
montaggio, cerimonia iniziale e Fuoco di accoglienza;
venerdì: attività e fuoco di sottocampo;sabato: attività
e fiesta finale;Domenica: S. Messa celebrata da Don
Joseph, chiusura e smontaggio.Ogni alta squadriglia
ha presentato un’impresa realizzata nei mesi scorsi e
la migliore è stata premiata con la partecipazione al
Concorso Nazionale: in palio un viaggio in Inghilterra
per il Jamboree. È risultata vincitrice l’Alta Squadriglia
dell’Alcamo 1 (Zona Elimi) che ha realizzato un carretto siciliano. 2ª classificata l’Alta Squadriglia del Messina 6 con l’impresa “Sguardi di Sicilia”. Per il Festival
canoro della montagna ogni Zona ha presentato un canto: è risultata vincitrice la Zona Lilibeo con la canzone
“ Strade e pensieri per domani”, 2ª classificata la Zona dello Stretto che ha presentato la canzone “Colore
del Sol”. La Comunità MASCI Messina ha fatto parte
dello staff accoglienza (Carmelo e Daniela) e del Settore E.P.C.- Emergenza e Protezione Civile (Carmelo, Nicolò, Salvatore e Alessandra). Gli adulti scout presenti hanno fatto esperienza di montaggio e smontaggio
di tende ministeriali e di primo soccorso (qualche guaio
succede sempre, specialmente dopo una tromba d’aria e una bella grandinata!). Un ringraziamento agli Incaricati Regionali di Branca E/G, Sara Damino e Vincenzo Semprevivo e al Responsabile del Settore EPC
della Zona dello Stretto, Davide Comunale, per la fiducia accordata alla Comunità MASCI Messina.
33
La pattuglia E.P.C.
MASCI Messina
Vita del Movimento
Ugo Cattaneo
Comunità di Trecate
Strade Aperte n. 10/2007
assunto in funzione della Promessa, pronunciata davanti a Dio. Nel salutarci abbiamo capito che il nostro
obiettivo era stato raggiunto. Tutti avevano gli occhi lucidi per la commozione e nel cuore certamente tanta
emozione per la giornata stupenda che il Signore ha
voluto donarci. L’augurio che vogliamo fare, noi della
Comunità di Trecate in questa occasione, a tutti gli A/S,
di poter camminare sereni verso il futuro, cercando,
nella semplicità che ci distingue, di dare un contributo
modesto, ma che possa fare in modo di arrivare ad un
mondo migliore senza malvagità e pregiudizi.
Strade Aperte n. 10/2007
Vita del Movimento
34
Pellegrinaggio sulla via Francigena
La storia, che vi voglio raccontare, è molto semplice:
una trentina di adulti scout decidono di essere a Roma il 2 agosto ’07, per rinnovare la promessa scout
in occasione del centenario dello scautismo e pensano di fa-re una cosa molto scout, arrivandoci a piedi, camminando sui sentieri della via Francigena.
Ora che siamo tornati a casa, vogliamo riferirvi da
bravi esploratori che cosa abbiamo visto; questo in
fondo è il mestiere dello scout: uscire dall’accampamento, per andare avanti a vedere e poi tornare
ad informare gli altri. In questo caso gli altri siete voi
e questo articoletto vorrebbe esservi utile (mah?). È
difficile condensare in due pagine le albe e i tramonti
di questi sei giorni, i silenzi e le lunghe chiacchierate, i piedi doloranti e l’incanto di una doccia calda.
Molti di voi hanno già vissuto pellegrinaggi e routes
e sapete quanto sia sorprendente questa esperienza, quante persone si incontrano, quanti messaggi
silenziosi si colgono nelle pietre e nelle nuvole. Per
me è difficile scegliere i momenti più significativi e
so già di far torto ai miei compagni di pellegrinaggio,
perché non posso dare voce ai loro pensieri più belli e alle loro riflessioni più profonde. Ma forse è giusto che sia così, altrimenti questo resoconto diventerebbe didascalico come una guida turistica oppure autoelogiativo, per raccontare a tutti come siamo
stati bravi a camminare sotto il sole (numerosi recitavano anche un rosa-rio!). In realtà non abbiamo fatto alcun sforzo straordinario, ad eccezione del pri-
mo: cioè decidere di partire. Ecco!, un consiglio possiamo darlo: scrutate con attenzione voi stessi e decidete con forza di partire. “beato chi trova in Te la
sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio (salmo 84 (83), 6)”. Si, noi vorremmo condividere con
voi la gioia e l’arricchimento di questa esperienza,
perciò vi diciamo: ne vale la pena, mettetevi sulle
strade per Roma o per Santiago di Compostela o per
Gerusalemme. Partite con un gruppo di amici e di
sconosciuti, mettete nello zaino un vangelo e un quaderno, “bruciate” un pezzo delle vostre preziose vacanze, per rimanere in compagnia di voi stessi e del
Signore, al ritorno vi accorgerete di aver fatto un buon
affare. Qualcuno dirà: “Ma non ci racconti proprio
niente di cosa avete fatto, di chi avete incontrato?”
Scelgo un personaggio tra i tanti, lo chiamo Michele
e l’abbiamo incontrato in un paesino del viterbese;
noi eravamo arrivati nella piazzetta centrale e davamo fondo alla fontanella (ah, sorella acqua!). Tra gli
abitanti, che ci osservavano con benevola curiosità
c’era il signor Michele. Ora con un pellegrino viene
facile fraternizzare e così Michele ci ha raccontato
qualche fatterello e ci ha descritto il suo hobby (per
san Paolo sarebbe un carisma). Michele gira per le
discariche di immondizia e cerca immagini sacre e
statuette buttate via, le pulisce, le restaura e poi le
porta agli ammalati (assicura di aver osservato in essi netti miglioramenti). Detto questo, Michele ci ha
promesso: “adesso vi suono la carica” e si è allontanato, per ritornare subito dopo con una tromba,
con la quale ci ha eseguito il suo repertorio per pellegrini (l’ultimo pezzo è stato il motivetto spiritual
“When the saints go marching in”).Tutto idilliaco ed
Sergio Puleo
Comunità Torino
Centenario dello scoutismo:
l’esperienza di Verona
Conoscete sicuramente l’Arena di Verona… “un grande cerchio” con tutti quegli archi sovrapposti. Abbiamo fatto non proprio il tutto esaurito…ma eravamo 10.000 fra associati, genitori, simpatizzanti ed
ex scout con i nostri fazzolettoni idealmente annodati fra loro. C’erano anche i “veterani” quelli che
hanno riacceso in città il fuoco scout finita la seconda
Guerra Mondiale. È stato il culmine di un’esperienza che ha visto i vari responsabili di zona dell’Agesci, i commissari del Cngei, il coordinatori Senior CNGEI e Masci della città lavorare, confrontarsi fattivamente sulla linea da seguire per creare il progetto
da realizzare per questo grande evento.Per questo
grande evento è stato necessario costituire dei grup-
Strade Aperte n. 10/2007
pi di lavoro che organizzassero la logistica, la comunicazione, l’organizzazione dell’evento in Arena e
la parte educativa con le attività scout. Le difficoltà
iniziali di comprensione tra le associazioni scout, su
modi di operare sono state superate velocemente e
ci siamo resi conto che con un po’ di “autotraduzione” i progetti piano piano prendevano forma. L’organizzazione generale è stata a dir poco eccellente,
e le attività educative, svolte dalle branche, sono state di altissimo livello offrendo a tutti i ragazzi e le ragazze una grande esperienza formativa. Ed eccoci il
28 ed il 29 aprile a mettere in pratica la canzone dell’alba del centenario: “un grande cerchio”: gli scout
hanno abbracciato la loro città creando un grande
cerchio all’interno del quale si sono sviluppati i laboratori dei lupetti e delle coccinelle, che hanno creato un grande libro con la storia delle loro unità e si
sono cimentati in una grande caccia al tesoro, Tutti
i reparti di esploratori ed esploratrici si sono raccolti sui “bastioni di Verona”, magnifica realtà che esprime l’ambiente naturale di uno scout, e tutto ciò proprio dentro i confini cittadini, ad un passo dall’Arena. Le Unità non hanno mantenuto la naturale formazione ma si sono “mescolate” formando nuovi
gruppi di formazione per avvicinare realtà vicine ma
normalmente poco vissute, hanno concluso le loro
”imprese” preparate in precedenza, presentandole
in piazza la domenica mattina. I Rover e le Scoulte
della provincia di Verona per la prima volta si sono
trovati a lavorare insieme su un obiettivo comune.
Diciamo che il loro cerchio era come una un muro di
cinta della città: si sono radunati infatti a villa Buri,
molto significativa visto che vi ha operato Mario Mazza il fondatore della scoutismo cattolico italiano. La
mostra itinerante, poi, è stato un altro anello di congiunzione nel grande cerchio dello scautismo: i visitatori, cittadini veronesi, scout e non, ma anche scout
di altre nazioni che si trovavano a Verona come turisti, hanno apprezzato i 65 pannelli collocati nell’ambiente suggestivo degli arcovoli dell’Arena. Tutti ci hanno visto collaborare assieme, hanno visto
l’immagine dello scautismo nel suo complesso, infatti tutti i settori in cui eravamo suddivisi: dall’area
educativa, all’area logistica, all’area comunicazione,
all’area cerimonia, aveva rappresentanti AGESCI-CNGEI-MASCI. Abbiamo lavorato assieme ed assieme
ci siamo presentati alla cittadinanza coinvolgendo i
mass – media e la stampa. Un inizio di collaborazione che ci ha dato carica per costruire assieme altri
avvenimenti cittadini ricordando “che la legge è la
stessa, un mondo una promessa” e che ci vedrà coinvolti per l’alba dello scoutismo a Villa Buri l’1 agosto
2007. Il “Grande Cerchio” formatosi in Arena, si ripeterà col convegno presso la Società Letteraria in
Verona in ottobre 2007: in quell’occasione dedicheremo inoltre una piazza cittadina al nostro Fondatore Robert Baden-Powell.
Zona di Verona
Agesci-Cngei-Masci
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Vita del Movimento
edificante questo pellegrinaggio?. Beh, non proprio:
a Monterosi la segretaria del comune chiama i carabinieri, per sfrattarci dalla loggia del comune, dove ci siamo accampati per il pranzo (pazienza, colpa
nostra che abbiamo avuto un disguido con il sindaco), sulla Cassia in vista di Roma un automobilista
si ferma giusto un momento e abbassa il finestrino,
per invitarci a “andate tutti al manicomio”. Anche
questo comprova la forza della nostra testimonianza, che non può passare inosservata; a sera durante la condivisione e la verifica, qualcuno dirà: “pensate in quante persone oggi abbiamo destato il desiderio di partire”. Una donna in effetti si è affacciata da un giardino e ha detto ”Andate a Roma?. il
mio cuore è con voi…che Dio vi benedica”.
E poi cammina, cammina, si arriva a Roma, si rinnova la promessa ed è proprio l’alba, il sole ti accarezza la schiena, sorgendo dietro a un colle, ci sono
i lupetti e i ragazzi con i capelli bianchi, su un maxi
schermo campeggia Baden – Powell (bello scherzo
che ci hai combinato, quando cento anni fa hai messo in moto il Grande Gioco!). Poi si cammina ancora
un poco e siamo in san Pietro; la madre Chiesa ci
accoglie nella persona del simpatico vescovo Agostino, che non solo guiderà la preghiera di ringraziamento e ci benedirà, ma ci farà anche superare di incanto controlli e code chilometriche (Sandra disapprova questi sorpassi all’italiana, io no, perché così
posso scendere a pregare alla tomba di san Pietro).
Le cose rotolano sempre più in fretta, si corre nella
metropolitana, ci si ingozza al bar della stazione, si
salta sul treno, sono abbracci, indirizzi, numeri di cellulari e via… adesso a casa il pellegrinaggio continua, una radice silenziosa cresce in ognuno di noi.
Strade Aperte n. 10/2007
Vita del Movimento
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Trifoglio dell’amicizia:
Aosta-L’Aquila-Merano
L’undicesimo incontro del trifoglio dell’amicizia tra le
comunità di Aosta, L’Aquila e Merano si è svolto a Fornivo di Taro (Pr) dal 28 aprile al 1 maggio organizzato
dalla comunità di Merano presso il Convento Villa S.
Maria delle suore”le figlie della Croce”. Ognuno dei partecipanti si è impegnato per essere attivamente presente a questo appuntamento diventato nel corso degli anni una piacevole certezza nel nostro cammino
scout. Dopo l’accoglienza e la sistemazione, il pomeriggio e la serata sono trascorsi tra attese, arrivi, e
scambio di notizie sull’anno trascorso come accade in
una grande famiglia che non si vede da un po’ di tempo. L a cena e la celebrazione della S. Messa nella Cappella del Convento hanno concluso la giornata iniziata all’alba nelle rispettive città di appartenenza e trascorsa prevalentemente in macchina per raggiungere
Fornivo di Taro. Il giorno successivo, formata una carovana di 6 auto compresi i pulmini, abbiamo privilegiato l’aspetto culturale_turistico del nostro incontro
recandoci al mattino presso il castello di Vigoleno e nel
pomeriggio a Castell’Arquato. La pausa pranzo ci ha
consentito, oltre ad un po’ di riposo, di gustare specialità locali quali tortellini al formaggio e varietà di bollito con diverse salse particolarmente appetitose. Sulla strada del ritorno una parte della carovana si è diretta a Salsomaggiore mentre il resto è transitato per
Fidenza per visitare il Duomo, uno dei maggiori esempi dell’architettura romanica padana. Il dopo cena è
stato dedicato a relazionare su esperienze ed attività
svolte da ogni comunità in occasione del centenario
del primo campo scout organizzato da Baden Powel.
In questa occasione Lia della comunità di Merano ha
proposto il gioco “ da una piccola isola al mondo intero” che ci ha consentito di ripercorrere i momenti
salienti della vita del movimento nell’arco dei cento
anni attraverso un percorso a senso unico. Cerchio finale e canti hanno concluso la giornata. La mattina successiva la carovana si è dedicata ad un turismo “religioso”: meta l’abbazia di Chiaravalle della Colomba,
dove ci attendeva padre Efrem, sacerdote di origine eritrea che, con dovizia di particolari, ci ha parlato dell’ordine cistercense, dell’origine della basilica con le
caratteristiche colonne atipiche, con l’aula capitolare
e con la cappella della Crocifissione. Questa volta la
pausa pranzo è stata alla trattoria Trivelloni che aveva preparato per noi, tra le altre cose, gnocchi fritti accompagnati da una varietà di affettati. Nel pomeriggio
ci siamo recati a Busseto e a Roncole per visitare la
casa di Verdi, il teatro a lui dedicato e, piacevole sorpresa, la casa di Giovanni Guareschi. Dopo cena siamo stati coinvolti da Arduino in un gioco articolato in
sette episodi riferibili ai sette petali del giglio e identificabili nei sette momenti del cammino scout.Ciascu-
no di questi momenti è stato illustrato da scenette interpretate dai diversi gruppi. Grande apprezzamento è
stato espresso ad Arduino per l’originalità dell’idea e
per l’impegno profuso nel condurre il gioco.Cerchio finale e canti scout hanno chiuso la giornata. Al mattino
seguente, sbrigate le formalità organizzative per la partenza, abbiamo costituito il cerchio per i saluti: l’appuntamento è in autunno a Montesilvano per l’Assemblea Nazionale ed in quella occasione la comunità
di Aosta ci indicherà data e luogo del XII incontro del
trifoglio.
Giovanni Alberini
Coordinatore del Trifoglio
Alghero per il centenario
dello scoutismo
La città di Alghero (SS) si arricchisce oggi, di un nuovo piccolo ma significativo angolo verde che dà anche visibilità e riconoscimento ad un uomo ed un metodo educativo, che ha avuto in città un ruolo di ri-
Acqua… terra… fuoco… vento…
ricordi ed emozioni
del “campo di Ferragosto”
Acqua… terra… fuoco… vento… potrebbero questi
essere 4 biglietti distribuiti ai partecipanti di una “bottega”, per ricordare le emozioni vissute nel Ferragosto sull’Argentario. Dopo alcuni giorni di necessario
riposo, ritornano in mente gli attimi vissuti nella pace silenziosa del convento passionista, dove per il
secondo anno, ci siamo ritrovati in occasione del Ferragosto, accolti dai rappresentanti del MASCI di Grosseto. Ricordi ed emozioni si rincorrono sovrapponendosi l’un l’altro..,ed allora per fare ordine e per
godere o meglio ri-godere di quei giorni vissuti così
intensamente, mi sembra d’aiuto fissare una parola
e lasciare che la mente giochi con i ricordi…
Acqua. E come non potrebbe essere l’acqua ad accompagnarmi in questa rivisitazione, l’acqua del golfo
di Talomone, l’acqua che circonda il promontorio e
che ha accompagnato la nostra prima uscita all’isola di Giannutri, dondolandoci dolcemente e riflettendo tutta la luminosità di un giorno di spensierata vacanza…
La Terra. L’ascesa al monte Amiata con la meta di
onorare la “Madonnina degli Scout”, ascesa dolce,
forse facile per chi è abituato alla maestosità delle
Alpi ed a sfidare vette solitarie; ma quanta forza in
quelle rocce sovrapposte, in quei massi da conquistare e quanta austera dolcezza nei boschi silenziosi di castagni…
Strade Aperte n. 10/2007
Fuoco. Il fuoco serale attorno a cui ci si ritrovava per
cantare, meditare, pregare. Un fuoco che non ardeva solo tra i sassi del bivacco ma che illuminava interiormente lo sguardo di ognuno, un fuoco che significava amicizia, accoglienza, condivisione.
E… Vento… Il vento che spegneva le candele della
veglia… il vento delle difficoltà superate e di quelle
da affrontare, ma anche il vento del refrigerio nella
calura estiva, il vento della notte che portava calma
ed auspicava un sereno riposo… Questo gioco di momenti ha trovato il filo conduttore nella spiritualità
del luogo, in una palpitante atmosfera di tranquillità.
Un grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro; un caro “Ciao” ai partecipanti ed un riconoscente ricordo alla Famiglia Passionista, che con
la sua disponibilità ed accoglienza ci ha fatto sentire in… famiglia.
Gabriella De Apollonia Polesel
Comunità di Sacile
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Vita del Movimento
lievo ed una sua storia ed ha segnato nel mondo una
traccia di speranza nel futuro. Nella ricorrenza del
centesimo anniversario della nascita dello scoutismo, l’Amministrazione Comunale di Alghero, su iniziativa del M.A.S.C.I. (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) e dei gruppi giovanili AGESCI e ASSORAIDER cittadini, ha intitolato lo spazio verde che
fiancheggia l’Istituto d’Arte a “Parco Lord Robert Baden-Powell”. La cerimonia che si è tenuta nel pomeriggio di sabato 23 giugno, caratterizzata da momenti
in stile scout, dalla celebrazione della Santa Messa
da par te di S.E. Monsignor Giacomo Lanzetti, Vescovo della Diocesi di Alghero e Bosa, ed ha visto l’inaugurazione del parco e la posa di un cippo con la
partecipazione del Sindaco, la Giunta Comunale e le
autorità militari. Presente anche il sig. Angelo Scala,
vecchio scout di 97 anni, che ha pronunciato la promessa nel lontano1924. Folta è stata la partecipazione di vecchi scout. Durante la messa diverse centinaia di scout censiti e tantissimi altri hanno rinnovato la “Promessa”.
I gruppi scout di Alghero
Strade Aperte n. 10/2007
Vita del Movimento
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Devo ammetterlo:
provo invidia…
In ricordo di
Sergio Bigaglia (Giorgio)
Devo ammetterlo: provo invidia per la sicurezza
espressa da Andrea (S.A. n.5/07 p.20). Io, più passa il tempo, meno mi pare di sapere. Per meglio
esprimere le mie perplessità inizio con una considerazione. Se parliamo di Welby, tutto può apparire semplice: chi di noi lo ha conosciuto? Invece,
ascoltare Giorgio, che mi racconta le ultime ore
della sua Angiola, è un altra faccenda. La foto di
Angiola mi guarda tutti i giorni dalla mensola di cucina e penso che ci sia proprio lei, lì, a comunicarmi il suo coraggio e la sua gioia di vivere una
vita piena. Angiola, colpita da un male, oggi incurabile, che atrofizza progressivamente i muscoli finché non puoi più respirare. Angiola, che disse al
suo parroco che la ristrettezza di vedute verso i
giovani poteva essere più asfissiante della sua malattia. Angiola, che disse a Giorgio e alle figlie che
non avrebbe voluto mai dipendere da una macchina e che si affidava alla volontà di Dio. Che, da
Dio, ebbe la grazia di vedere accolto il suo desiderio, per mezzo di una polmonite fulminante che
non lasciò tempo né ai suoi di prendere alcuna decisione, né ai medici di inter venire. Una mor te serena, circondata dai suoi affetti. Già. Staccare la
spina, nel nostro ordinamento legislativo, è un reato, ma decidere se affidarsi o meno ad un intervento invasivo di prolungamento ar tificiale della vita fa par te della liber tà riconosciuta alle persone.
E allora non capisco. Perché non attaccarsi è legittimo e staccarsi, no? Leggo Paolo (1Cor 15,56)
che mi avver te: “La mor te prende il suo potere dal
peccato, e il peccato prende la sua forza dalla Legge”. E mi interrogo: cosa pensare di fronte alle
schiere di Santi (Francesco d’Assisi come esempio universalmente noto) che, sottoponendosi volontariamente a stenti e privazioni, hanno di fatto
accorciato la loro vita naturale? Comprendo sempre meno. Ma penso a Francesco e a quell’appellativo di “sorella” e a quell’aggettivo “corporale”
che af fianca alla parola “mor te”. Penso che l’epoca moderna viva un terrore e una rimozione della mor te sconosciuti ad altre generazioni, che ne
avevano soltanto paura. Ascolto Paolo (1Cor 15,17)
che mi ammonisce: “Se Cristo non è risuscitato,
la vostra fede è un’illusione”.
L’8 aprile 2007 – giorno di Pasqua – è tornato alla
casa del Padre Sergio Bigaglia (Giorgio).
Capo storico dello scoutismo Muranese, era nato
l’11.06.1928 a Murano, cresciuto all’ombra del
campanile, nel 1945 è fra i primi a dar vita al gruppo ASCI Murano 2.
Con i primi, il giorno 19.08.1945, pronuncia la sua
promessa. Il 23.06.1956 ottiene il brevetto di capo clan n° 1025 (giglio verde).
Nel 1980 è fra i fondatori della Comunità MASCI
Murano.
Nel 2004 il Patriarcato di Venezia chiede di presentare testimonianze di fede per l’Assemblea Diocesana del 2005.
Sergio, già colpito da malattia, con il suo ottimismo cristiano ci fa avere il suo contributo, che diventa ossatura della testimonianza della Comunità
MASCI, per l’occasione.
Non è con tristezza, ma con la certezza che ci rivedremo: “lassù fra gli alti abeti ed i rododendri in fior”
alla presenza del Padre.
Elpidio Caroni
Comunità di Trieste
Citazioni da “Il Nuovo Testamento in lingua corrente” LDCABU, 2000, 3.a ed.
La Co.Ca Murano 1°
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Vita del Movimento
M.A.S.C.I. Conto consuntivo al 31.12.2006
Strade Aperte n. 10/2007
La Controcopertina
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Carissimi,
con il gran caldo di questa estate 2007, è sbocciato anche il girasole che abbiamo piantato con i semi ricevuti a Genova a febbraio! Che sia di buon augurio per il futuro del nostro movimento!
Buona Strada da Trieste.
Ambra Cusin e Giorgio Zaccariotto
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10-2007 def