Contiene I.R. XXIV ASSEMBLEA NAZIONALE A LITTORIO E A GIACINTO UN GRAZIE PER IL SERVIZIO RESO MONTESILVANO 18-21 OTTOBRE 2007 Strade Aperte n. 10/2007 STRADE APERTE Anno 49 – OTTOBRE 2007, n. 10 Periodico mensile del Masci (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) di educazione permanente, proposta e confronto CONSIGLIO DI DIREZIONE Presidente Nazionale: Littorio Prezioso A.E. Nazionale: p. Federico Lombardi Segretario Nazionale: Giacinto Bona Direttore Responsabile: Pio Cerocchi Direttore: Francesco Marchetti Via Piave 1ª Traversa, 6 88046 Lamezia Terme Tel. 0968.27445 – Cell. 339.6133506 E-mail: [email protected] IN REDAZIONE: 2 Alberto Albertini Via Della Torre, 4 – 30174 Mestre/Venezia Tel. e Fax casa 041.985083 Cell. 348.7074780 E-mail: [email protected] Adriana Chirizzi Via S.Vincenzo de Paoli, 24 – 00152 ROMA Tel. e Fax casa: 06.5826648 E-mail: [email protected] Franco Nerbi Via del Capricorno, 3 00055 Ladispoli (Roma) Cell. 333.5759400 Giovanni Sosi Via G. Modena, 46 – 38065 Mori Tel. 0464.910923 – Cell. 348.6023912 E-mail: [email protected] Collabora per l’illustrazione grafica: Alberto Rustichelli Via G. Leopardi 6 – 41012 Carpi Tel. 059.698453 – Cell. 349.1038805 E-mail: [email protected] Composizione grafica e stampa: T. Zaramella Real. Graf. s.n.c. Caselle di Selvazzano (PD) E-mail: [email protected] EDITORIALE Dalle alte cime alle ampie spiagge, le stesse parole… Francesco Marchetti CENTENARIO DEL MOVIMENTO SCOUT Una estate internazionale (album fotografico) Armonia, gioia e… Jambo Lorena Accollettati Mario Sica Esame di ammissione: il MASCI a Hylands Park Una estate MASCI (album fotografico) 1°Alpe Adria Jamborette Paolo Modotti Con i sassolini dei ricordi… Ester Čebelica Fiamma dello Spirito Scout e Guida – Italia Mario Sica Da Mario Sica, un grazie a tutti Fiamma scout… una emozione che corre Luigi Donadio Cracovia, sesta conferenza europea Claudia Vittori Pellegrinaggio a Lourdes presieduto da Mons. Bregantini Associato all’U.S.P.I. Tiratura: Copie 5.000 QUESTO NUMERO È STATO SPEDITO DALL’UFFICIO POSTALE DI PADOVA CENTRALE IN DATA: 10 SETTEMBRE 2007 18 19 20 21 22 27 28 31 VITA DEL MOVIMENTO 10 anniversario route natura Lombardia Anita Cremonesi Ugo Cattaneo La Comunità di Trecate festeggia i 20 anni di attività La patt. EPC MASCI Messina Sull’Etna il campo regionale Alta Squadriglia Pellegrinaggio sulla via Francigena Sergio Puleo AGESCI-CNGEI MASCI Centenario dello scoutismo: l’esperienza di Verona Trifoglio dell’amicizia: Aosta-L’Aquila-Merano Giovanni Alberini I gruppi scout di Alghero Alghero per il centenario dello scoutismo Gabriella De Apollonia Polesel Ricordi ed emozioni del “Campo di Ferragosto” Devo ammetterlo: provo invidia Elpidio Caroni La Co.Ca. Murano 1° In ricordo di Sergio Bigaglia (Giorgio) Conto consuntivo al 31 dicembre 2006 32 32 33 34 35 36 36 37 38 38 39 LA CONTROCOPERTINA OSSERVARE LA LEGGE SCOUT… Iscritto al Tribunale di Roma al n° 6920/59 del 30/05/1959 14 14 15 15 16 ASSEMBLEA NAZIONALE DI MONTESILVANO Benvenuti a Montesilvano Littorio Prezioso La relazione dell’A.E.N. p. Federico Lombardi S.J. Profili candidati alla presidenza nazionale Profili candidati alla segreteria nazionale Profili candidati al consiglio nazionale Profili candidati a revisore dei conti Regolamento della assemblea nazionale Programma della assemblea nazionale Editore, amministrazione e pubblicità: Strade Aperte Soc. coop. a.R.L., via Picardi, 6 – 00197 Roma, tel. 06/8077377 – fax 06/8077647 Abbonamento a 11 numeri: Euro 26 da versare sul ccp. n.75364000 intestato: Strade Aperte, coop a.r.l. Via Picardi, 6 – 00197 Roma 4 6 7 8 9 9 10 10 11 12 13 SCRITTI IN MEMORIA DI CARLO E ROLANDO Un nano sulle spalle di giganti Francesco Marchetti Claudio Gentili Se non diventiamo come bambini Caro Carlo “arrivederci” Riccardo Della Rocca Buona Strada Carlo Paolo Linati Alberto Albertini Parlare di Rolando è come parlare di un fratello Dai “semi” di Genova è nato un fiore Iscritta al Registro Registro degli operatori di comunicazione al n. 4363 3 La Partenza, lo si è detto tante volte, implica delle scelte. Ma le scelte sono inevitabilmente destinate ad essere riformulate, ma mano che si avanza nella vita e che si affrontano nuovi problemi. Pensare il contrario oltre che irrealistico sarebbe come immaginare che gli uomini siano fatti di marmo, fissi ed immutabili ed in definitiva insensibili al cambiamento delle stagioni della vita. C’è qualcosa che invece che non dovrebbe cambiare mai da parte di chi prende la Partenza: l’impegno ad osservare la Promessa e la Legge scout. Sbagliano di grosso, ed hanno capito ben poco del loro essere scout, coloro che pensano che la Legge Scout sia qualcosa che riguarda solo il periodo della vita in cui portiamo i calzoncini corti. Gli impegni espressi dalla legge scout devono essere un marchio di fuoco impresso nell’anima, una “follia” del cuore da non abbandonare mai. ROBERTO COCIANCICH, Passi nel vento, Nuova Fiordaliso, 2004 IN COPERTINA: Un grazie a Littorio Prezioso e a Giacinto Bona per il ser vizio svolto 40 È L’alba… Arde ancora il braciere, acceso nella notte con il fuoco della “Fiamma dello Spirito Scout e Guida”… Nel silenzio si diffonde il suono del corno Kudu… Le mani destre si alzano, il pollice piegato sul mignolo, le altre tre dita distese in alto: dalle alte cime alle grandi spiagge, risuonano le stesse parole: «Con l’aiuto di Dio… prometto sul mio onore… di fare del mio meglio…» La serena compostezza del vecchio Akela, oggi A/S del MASCI, che ripete a memoria quel “… prometto sul mio onore di fare del mio meglio…”, la commozione dei due sposi, che indossano con orgoglio il fazzollettone, come i loro figli, la giovanile fierezza dei Rover, la gioia contagiosa degli esploratori e delle zampe tenere, mentre rinnovano la Promessa… tutto questo e altro ancora, in una miscela di sincera commozione, è stata “l’Alba del Centenario”. Una cerimonia che in oltre 250 località d’Italia, come in tutto il mondo, allo spuntar del sole del primo Agosto, ha ribadito lo stesso immutabile impegno. Sono stati quasi 40 milioni sparsi in 216 paesi del mondo, gli scout che, nella ricorrenza del primo campo Strade Aperte n. 10/2007 Francesco Marchetti 3 Editoriale Dalle alte cime alle ampie spiagge, le stesse parole… scout tenutosi nell’isola di Brownsea il primo agosto 1907, hanno rinnovato la promessa durante la cerimonia dell’Alba che è durata un giorno intero, seguendo l’alba intorno al mondo; ma le stime ci dicono che nel corso di questi primi cento anni, sono stati almeno 500 milioni, gli uomini e le donne che, “con l’aiuto di Dio” hanno pronunciato lo stesso impegno e fedeltà agli ideali scout. Il rinnovo della Promessa, all’alba del secondo centenario, ha moltiplicato per milioni di volte la stessa promessa; infatti celebrare il centenario del Movimento Scout è stato il nostro modo di ribadire un impegno solenne, con semplicità e senza retorica: “lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato”. No, non abbiamo solo commemorato il passato, ma gettato lo sguardo al futuro. Come è stato detto più volte, non abbiamo celebrato il tramonto di un secolo, ma l’alba di una nuova avventura, tutta da vivere. Infatti festeggiare il centenario del Movimento Scout è stato anche il “compleanno” della nostra scelta scout, della Promessa di ognuno di noi: Come ci impegnamo a viverla? La Promessa, diceva Mons Andrea Ghetti (Baden), “è una rivoluzione, un cambiamento violento nella nostra vita”. La Promessa, tuttavia, non ci rende dei ribelli, in lotta violenta con il mondo grigio e qualunquista dei nostri giorni, essa piuttosto ci rende servi ed operai: Uomini e Donne curiosi di esplorare il mondo perché convinti che il bene – almeno per un piccolo 5% - si trova in ogni piega della nostra società, e noi scout ci siamo impegnati, con la nostra Promessa, a spargere un po’ di questo bene, incontrato e raccolto, anche dove apparentemente non ce n’è. Facciamo quindi del 2007 e dell’Assemblea Nazionale di Montesilvano, una tappa da cui ripartire. Impegnamoci seriamente a migliorare le nostre relazioni con “l’altro”, superando le barriere della diversità, dovute al genere, alla religione, alle capacità fisiche o mentali, alle condizioni sociali o economiche, alla cultura, all’appar tenere ad altra associazione, all’orientamento politico o a qualsiasi altra ragione. Mettiamoci in cammino… Strade Aperte n. 10/2007 Fiamma dello spirito scout e guida Jamboree del centenario Centenario del Movimento Scout 4 UNA ESTATE INT TERNAZIONALE… Strade Aperte n. 10/2007 Jamborette Alpe Adria, Cesclans (UD) 5 Centenario del Movimento Scout VI Conferenza europea di Cracovia Strade Aperte n. 10/2007 Centenario del Movimento Scout 6 Armonia, gioia e… Jambo Lorena Accollettati Se, all’inizio di quest’anno, qualcuno mi avesse detto che avrei par tecipato al Jamboree del Centenario, avrei risposto: Impossibile. Ma, come ha scritto il nostro fondatore B.P., si può dare un calcio alle prime due lettere ed anche un sogno si può avverare. Tutto è iniziato alla fine di maggio, quando ormai la scadenza per l’iscrizione era prossima. I miei familiari leggevano nel mio volto il desiderio di partecipare a questo evento unico, ma sapevano anche che senza il loro appoggio e la loro spinta, non avrei mai preso una tale iniziativa. Così, una sera, complice un’amica, davanti ad una fumante pizza, la decisione è maturata; nel giro di due giorni l’iscrizione inviata ed il dado ormai tratto.Subito però sono arrivati i dubbi: sarei stata in grado di affrontare un’avventura così forte, diversa dalle solite? Rimanere lontana dalla mia famiglia per oltre due settimane? Condividere il piccolo spazio di una tenda con persone che conoscevo a malapena? Vincere le difficoltà di una lingua studiata molti anni fa sui libri di scuola e mai utilizzata? Più si avvicinava il momento della partenza e più le preoccupazioni crescevano e, per di più, le notizie meteo dal Regno Unito, non erano incoraggianti. Molte volte sono stata tentata di rinunciare, ma alla fine ho pensato che questa poteva essere un’occasione per giocarmi in un ruolo di cui avevo sentito più volte parlare nei discorsi di amici e delle mie figlie, ed allora ho iniziato a preparare lo zaino. Descrivere tutto quello che è avvenuto durante quei diciassette giorni è impossibile, ma cer- cherò di cogliere solo alcune emozioni, le più forti.L’armonia e l’unità che il piccolo gruppo del MASCI è riuscito a creare intorno a se, forse è stato il dono più grande di tutta questa avventura. Persone che non si conoscevano, con età diverse, esperienze assolutamente non paragonabili, si sono ritrovate a condividere momenti di preghiera ed esperienze, intorno ad un cerchio, fatto di tronchi di legno, recuperati dal vicino bosco, con alle spalle due bandiere che sventolavano, quella del Masci e quella dello Spirit Flame, illuminate la sera da una piccola candela, ed accerchiate da tende verdi: le nostri dimore notturne.Cogliere negli occhi di adulti con i capelli bianchi e tanta vita già alle spalle, la stessa gioia ed entusiasmo del fanciullo che si trova di fronte immagini di ragazzi legati da una fratellanza senza confini; mi riempie ancora di commozione.Sapersi adattare sempre con il sorriso sulle labbra, al disagio di un servizio reso a tutta la comunità del Jamboree, ragazzi ed adulti, che non sempre era entusiasmante ed a volte anche estremamente pesante, sia per gli orari sia per la difficoltà fisica che questi procuravano; mi ha fatto capire che la mia scelta di partire alla volta di Hylands Park è stata vincente.Abbiamo vissuto momenti festosi come la cerimonia di apertura e di chiusura del Jamboree al suono della canzone Jambo Hello, suonata in continuazione e vedendo esibizioni portate dalle parti più svariate del pianeta. Abbiamo camminato insieme al contingente italiano e mischiato le nostre camicie grigie a quelle azzurre e verdi delle associazioni giovanili nazionali. Siamo diventati per molti ragazzi e capi, partiti insieme a noi, dei riferimenti: quegli adulti a cui rivolgersi per un aiuto ed un consiglio. L’alba della Promessa ci ha visto fare servizio sull’Arena, ed insieme agli altri 40.000 scout presenti l’abbiamo rinnovata con le lacrime agli occhi, consci del momento unico ed irripetibile che stavamo vivendo. Sono tornata a casa con lo zaino molto più pesante, non solo di gadgets e di fazzolettoni con le firme di ragazzi ed adulti mai incontrati prima, ma soprattutto carico di ricordi ed emozioni che il tempo non potrà affievolire. Riguardando a casa le migliaia di fotografie fatte durante quei giorni, per ognuna di esse, avverto nostalgia per quello che stavo vivendo e provando mentre venivano scattate.Ma per tutto questo devo ringraziare la mia famiglia, i miei nuovi e vecchi amici e soprattutto il Signore per l’opportunità che mi ha voluto concedere e, lo faccio con tre parole che, nel mio cuore, simboleggeranno per sempre questo Jamboree: armonia, gioia e Jambo. Una trentina di adulti scout in cerchio: che c’è di strano? Pregano e cantano insieme: è normale. Dormono sotto tenda: anche questo è banale. Si aiutano l’un l’altro, e al mattino si separano, ciascuno diretto al suo servizio: è così che si fa. Già, ma tutto questo ha luogo al Jamboree del Centenario, al più grande Jamboree di tutti i tempi. E allora si scopre che si tratta di una prima assoluta. Già da qualche Jamboree la categoria degli IST – International Service Teams, gli adulti in servizio al Jamboree – ha assunto una sua fisionomia; ma per la prima volta al Jamboree di Hylands Park sono presenti adulti scout come tali (non solo Capi o ex-Capi o Rover/Scolte), in forza di un accordo tra OMMS e AISG. E quindi per la prima volta è presente, come tale, il MASCI, che più di ogni altra associazione di adulti ha voluto applicare questo accordo. Come tutti i partecipanti al Jamboree, anche gli adulti del MASCI hanno scoperto il fascino di questa immensa ed unica marmellata di ragazzi di 150 paesi, che solo lo scautismo è capace di chiamare ogni quattro anni a condividere un’avventura basata su cose concrete da fare, ma anche su valori ideali condivisi: un mondo, una Promessa. E quindi anche gli adulti del MASCI hanno vissuto le cerimonie dell’apertura, dell’Alba dello Scautismo, della chiusura, e con i quarantamila partecipanti hanno rinnovato la loro Promessa scout. Come tutti gli altri – forse con un pizzico di adattabilità in meno, ma con molto slancio e molto più merito – hanno vissuto i normali disagi della vita di campo, dalla fila ai servizi o alla mensa, al delizioso (?) pranzo al sacco di mezzogiorno, ai lunghi percorsi a piedi, che per tre Strade Aperte n. 10/2007 Mario Sica 7 Centenario del Movimento Scout Esame di ammissione: il MASCI a Hylands Park giorni (tre soli, per fortuna) è stato anche necessario fare sotto una pioggerellina tipicamente inglese, che riduceva ogni percorso ad una distesa di mota sdrucciolevole. Ma in più, la trentina di adulti del MASCI hanno vissuto, come gli altri IST, la dimensione del servizio. Servizi molto diversi, quelli a cui erano adibiti: pochi fortunati a contatto coi ragazzi, altri con i visitatori, altri ancora nei servizi propriamente detti del Jamboree, come le mense o i bar. Alcuni servizi assegnati avendo presenti l’età e i talenti dell’adulto scout, molti altri forse assegnati a casaccio: ma, come ci insegna Guy de la Rigaudie (Stella in alto mare) si può servire Iddio anche pelando patate, e si aiuta il Jamboree anche imparando a versare la birra senza fare schiuma… Ciascuno, in quello che faceva, ci ha messo il cuore: che poi è l’unico modo di riuscire in ciò che si fa. Lo stile, l’umiltà, la serietà assoluta con cui gli adulti del MASCI hanno saputo svolgere il loro servizio hanno finito per imporsi. Molti hanno avuto diritto a quei piccoli riconoscimenti formali di cui gli inglesi hanno il segreto e che fanno piacere, soprattutto quando, come in molti casi, sono stati riservati ai nostri e a pochi altri. Senza che molti degli adulti MASCI lo immaginassero, almeno in partenza, il loro servizio ha dato una spinta importante sia all’AISG nei suoi rapporti con l’OMMS, sia al MASCI nei sui rapporti con l’AGESCI. In una riunione tra Martine Lévy ed il Segretario Generale dell’OMMS Eduardo Missoni, cui chi scrive ha preso parte, è stato concordato che, in occasione dei prossimi Jamboree mondiali, l’accordo OMMS-AISG sarà messo per iscritto e maggiormente pubblicizzato e utilizzato. E i responsabili dell’AGESCI sono stati colpiti dalla presenza e dallo stile del MASCI. Stanno maturando i tempi di un rapporto istituzionale tra lo scautismo dei giovani e quello degli adulti. Per questo ho parlato di esame di ammissione superato. Certo, può sembrare strano che all’età nostra dobbiamo ancora fare gli esami. Ma ricordiamoci della commedia di Eduardo De Filippo: Gli esami non finiscono mai. È un buon motto, anche per gli adulti. Sia sul piano internazionale che su quello italiano, lo scautismo degli adulti si è presentato al Jamboree, non in una dimensione nostalgica e rievocativa di ex-allievi o ex-combattenti, ma come una componente autonoma e legittima del Movimento, in grado di fornire un suo contributo concreto e reale. Acquista così sostanza il motto che pure stenta a farsi strada su entrambi i livelli, ma che deve animarci per l’avvenire: “Tre organizzazioni (OMMS, AMGE, AISG), un Movimento”. Strade Aperte n. 10/2007 Centenario del Movimento Scout 8 U N A E S TAT E M A S C I … Campo di Re Laurino – Collalbo di Renon (BZ) Rinnovo della promessa a Lourds Campo di ferragosto – Argentario (GR) Questo è il titolo che la Fraternità scout Alpe Adria ha dato al mini campo che si è tenuto presso il Villaggio scout “Aldo Braida” di Cesclans (UD). È stato un evento atipico e sperimentale perchè ha coinvolto sia nella organizzazione che nella sua realizzazione Adulti Scout di 4 nazioni (Sloveni, Austriaci, Croati e Italiani) con tutte le difficoltà che le diverse lingue presentavano. Non è stata scelta di proposito una lingua comune (come l’inglese) proprio perchè ognuno potesse esprimersi nella propria lingua: per questo abbiamo preparato un libretto in cui tutte le attività, i canti, le preghiere e le varie notizie sono state riportate nella lingua di ciascun componente. Dal giovedì sera che eravamo in 77 siamo passati ai 126 della domenica. Tutto il Campo è stato improntato alla conoscenza reciproca ed i risultati sono stati al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Ora possiamo dire, con cognizione di causa, che la Fraternità Internazionale cui B.P. ha sempre auspicato quale antidoto a lotte e guerre si può realizzare: basta la buona volontà ed un pò di coraggio per tentare nuove strade di condivisione. Non mi dilungo sui particolari perchè nella testimonianza di Ester (già Vice Presidente del BOKSS sloveno): qui sotto riportata, si possono trovare.Credo che questa esperienza possa essere esportata anche in altri eventi e serva a dare nuovo respiro al nostro Movimento. Paolo Modotti Con i sassolini dei ricordi sto costruendo un mosaico… Sono tanti e belli i ricordi. Vanno e vengono come in un film. Sfilano davanti agli occhi. Su questo film ricordo i volti e le frasi che sono state dette nei vari momenti delle giornate trascorse assieme. Le risate,le lacrime, gli abbracci, i saluti, i canti ed i balli. Le colazioni fatte assieme, i pranzi e le cene, i percorsi fatti per scoprire il terri- Strade Aperte n. 10/2007 9 Centenario del Movimento Scout 1° Alpe Adria jamborette Fraternità nella diversità torio attorno a Cesclans. Le conversazioni in paese con la gente del luogo, le notti di pioggia e i rifugi improvvisati. I nostri meravigliosi scambi tra diverse culture, la testimonianza di Richard e dei danzerini della Val di Resia. A Cesclans abbiamo costruito il “nostro” Villaggio ed esso è diventato al nostra casa. Tutto il paese ci ha accolti con il cuore e le braccia aperte. l’accoglienza è iniziata il giovedì pomeriggio, alla fine eravamo in 126. Tutto, ma proprio tutto, si svolgeva in quattro lingue e proprio per questo credo possa definirsi un Campo “storico”, il 1° Alpe Adria scout jamborette. Già la prima sera noi sloveni abbiamo acceso il primo fuoco di bivacco: fino a notte abbiamo cantato e ballato, per finire poi con la nostra bella canzone della “buona notte” che parla dell’Angelo Custode. Era la nostra serata. Venerdì mattina c’è stata l’apertura ufficiale del Campo con l’alza bandiera dove un leggera brezza faceva sventolare le nostre bandiere ed in sottofondo si sentiva l’Inno alla Gioia; poi è giunta la Fiamma dello Spirito degli Scout e delle Guide con cui è stata accesa una lampada che ci ha accompagnato per tutto il Jamborette, da brividi. In mattinata, suddivisi in sei squadriglie miste, abbiamo conosciuto il territorio di Cesclans: per strada abbiamo raccolto fragoline, lamponi, funghi e correvamo dietro alle farfalle; abbiamo scoperto simpatici angolini e sopratutto fatto amicizia tra noi. Durante il percorso, come richiesto, abbiamo fatto delle composizioni con rami, fiori e foglie. Sabato è stato il giorno del “mercato”: ogni nazione e regione ha allestito un piccolo stand dove veniva presentato il proprio territorio con le sue bellezze, la sua cultura e la sua cucina, rallegrati dal suono di una fisarmonica, di un’armonica a bocca e della “tamburica” (una specie di mandolino) che invitavano a danzare assieme a danzerini vestiti con il costume sloveno. Abbiamo degustato la gubana slovena, il prosciutto croato, i bigoli all’”arna” italiani (pasta fresca con sugo di anatra) e le salsicce austriache; c’era anche il banco delle Poste Italiane con cartolina stampata per l’occasione e l’annullo speciale dell’evento. non mancava neppure una stazione radio dei radioamatori di Udine che si è collegata con numerosi paesi europei. Richard ci ha poi raccontato la sua esperienza personale e del suo pellegrinaggio della Pace da Gerusalemme a Santiago di Compostella, che ha occorso quasi due anni, due ore e mezza che sono sembrate pochi minuti, tanto era l’attenzione. Al fuoco di bivacco abbiamo ballato e imitato le danze della Val di Resia come ci insegnavano i danzerini del Gruppo Folk della Val di Resia che sono venuti a trovarci. Domenica, tutta la grande famiglia scout si è radunata per la S. Messa Internazionale che è stata dedicata al nostro amatissimo Vescovo Alojz Šuštar morto venerdì 29 giugno a Ljubliana. Eravamo tanti ed ognuno con la preghiera nel cuore, nella propria lingua, rivolta allo stesso Dio ringraziava di tutti questi bei momenti trascorsi assieme. Noi sloveni abbiamo lasciato a Cesclans un grande cuore di legno e dentro ci abbiamo messo tutti i nostri cuori con il grande desiderio di rivederci l’anno prossimo al 2° Jamborette Alpe Adria. Ester Čebelica (Ape Operaia) dell’Alpe Adria, BOKSS FUÎINE Strade Aperte n. 10/2007 10 Fiamma dello Spirito Scout e Guida – Italia Mario Sica Membro del Comitato Mondiale ISGF-AISG LA FIAMMA DELLO SPIRITO SCOUT E GUIDA, PARTITA DA NYERI IN KENIA, È ARRIVATA A BROWNSEA Centenario del Movimento Scout La “Fiamma dello Spirito Scout e Guida”, accesa sulla tomba del Fondatore dello scautismo il 22 febbraio 2007, dopo 159 giorni, è arrivata a Brownsea il 31 luglio, vigilia dell’“Alba Scout”. L’operazione Fiamma dello Spirito Scout e Guida, è nata da un’iniziativa ISGF-AISG (L’Amicizia Internazionale Scout e Guida) con coordinamento mondiale di: Rigmor Lauridsen, Mario Sica e Leny Doelman, membri del Comitato Mondiale ISGF. L’operazione “Fiamma Scout” ha voluto simbolicamente ribadire che lo spirito del fondatore Baden-Powell anima tuttora for temente il Movimento, e il fuoco che essa ha por tato a Brownsea, ha voluto ricordare un altro “fuoco”, che acceso da un generale e venti ragazzi cento anni fa, ha sparso le sue fiamme nel mondo intero. In Italia la “Pattuglia Nazionale Organizzativa” è stata composta da: • Alberto Albertini MASCI Comitato esecutivo (Coordinatore) • Franco Nerbi MASCI B.P.Park • Elio Caruso FIS-AGESCI B.P.Park • Massimiliano Vinci MASCI Lazio • Egisto Gori MASCI Comitato Esecutivo • Sandro Repaci FIS-AGESCI Comitato Centenario • Lorena Accollettati MASCI responsabile sito WEB nazionale DA MARIO SICA, UN GRAZIE A TUTTI La Fiamma in Italia, dal 23 giugno al 10 luglio, non è stata solo un successo: è stata un grande successo. Ha avuto dappertutto accoglienze travolgenti. Ha agito come rivelatore del tanto scautismo che c’è nella società italiana e che non riusciamo a raccogliere e valorizzare (quanti, dai carabinieri agli agenti della Polstrada ai Prefetti della Repubblica, ci hanno rivelato di avere un passato scout!). Ha provocato discorsi importanti (il discorso di Rosa Calipari in Campidoglio, le omelie del Card. Martino a B.P. Park e dell’Arcivescovo Plotti a Pisa). Ha ricordato a tutti che l’ideale scout è valido ora ed in futuro, solo che continuiamo a portarlo nel cuore. Di questo successo italiano il merito va a centinaia, forse a migliaia di persone, perché un’impresa del genere è sempre un gioco di squadra. Ma buona parte del merito (non diamo percentuali, non è generoso) va a chi la Fiamma l’ha coordinata, con grande abilità, entusiasmo ed un pizzico di “scapigliatezza”, e soprattutto mettendoci, ancora una volta, l’ingrediente che fa riuscire tutte le imprese, e cioè il cuore. Nel mese di febbraio il Segretario Regionale del MASCI Emilia Romagna, Claudio BISSI, mi chiese se ero disponibile, come responsabile, ad organizzare il passaggio della Fiamma Scout nella nostra regione, accettai con entusiasmo ma anche con un po’ di timore. Scelsi come collaboratori Gabriele Sarti del Rimini 3° (con il quale avevo in precedenza organizzato un San Giorgio interregionale e poi per la Diocesi di Rimini il pre-congresso di Verona) e Marcello Benini della mia stessa Comunità, il Cesena 1°, di cui conoscevo l’abilità nel risolvere i problemi tecnici che si sarebbero presentati lungo il percorso. Inizialmente, tuttavia, il problema maggiore fu quello di coinvolgere, in maniera convinta e solidale, i gruppi AGESCI, CNGEI, FSE e MASCI nell’operazione “fiamma Scout”. Dopo i primi contatti deludenti, man mano che passava il tempo, incominciai a vedere qualche cosa di concreto. Con vari suggerimenti, proposte e consigli, iniziammo a realizzare, volantini, a tenere contatti telefonici con i vari capi gruppo o responsabili di zona, a stampare cartelli da mettere sulle auto, a costruire il “supporto” per il trasporto della lanterna in bicicletta, ed infine acquistare lampade, olio, stoppini, lampeggiatore per auto… insomma tutto il materiale necessario. Inviammo le lettere ai Sindaci, agli sponsor, alle ditte che potevano aiutarci a realizzare l’avventura emozionante, di trasportare la Fiamma Scout lungo le strade dell’Emilia Romagna. La data di partenza, prevista per il 1 Luglio 2007 alle ore 08.00 e dipendeva dall’arrivo alla darsena di Rimini della barca a vela, degli scout nautici di Rimini, proveniente dal porto di Bari. I tempi di percorrenza erano stati calcolai al se- ([email protected]) Strade Aperte n. 10/2007 Luigi Donadio 11 Centenario del Movimento Scout Fiamma Scout… Un’emozione che corre condo, ma per qualche contrattempo, invece che alle 08.00, partimmo alle ore 09.00; tuttavia grazie anche alla Comunità di Svignano S/R, il tempo fu recuperato largamente con nostro sollievo. A Cesena centro, la lampada, portata in bici da un lupetto, cadde e dovemmo fare di tutto per rimontare il supporto. A Forlì giungemmo con circa 30’ di anticipo accolti da un delegato del Sindaco, e fortunatamente alcuni A.S. ci prestarono 2 lanterne poiché le nostre bruciavano stoppini senza consumare combustibile. Qualche imprevisto non manca mai!. Ma il viaggio proseguì. Ad Imola, percorremmo le vie principali in un clima festoso, favorito dalla presenza dell’ AGESCI e facemmo tappa di volta in volta presso le sedi dei gruppi scout dove i giovani attendevano con ansia l’ arrivo della Fiamma.Il loro entusiasmo contagiava anche alcuni diversamente abili, visibilmente emozionati al nostro passaggio. A Castel S. Pietro Terme, invece, fu indimenticabile l’ inaugurazione della nuova sede MASCI – AGESCI, alla presenza Sindaco, testimonianza tangibile della longevità dello scoutismo mondiale. Passammo solo di sfuggita a Bologna, essendoci molte zone a Traffico limitato. Fuori Bologna fummo raggiunti da 4 scout dell’ FSE che presero in consegna la lampada e la portarono sino a Zola Predosa.Qui fummo accolti in una vecchia villa in fase di ristrutturazione, dove si svolgeva il festival “JAZZ & WINE”. Al secondo giorno, molti gruppi di lupetti/coccinelle e scout/guide ci attendevano ai margini della strada per accendere la fiamma. La delusione prevista inizialmente andava a sciamare e tutto sembrava andasse molto bene. La sera, a Fidenza eravamo attesi in piazza da moltissime persone, sindaco e gruppi scout per una cerimonia e alla fine fummo condotti presso una chiesa nella quale depositammo la Fiamma e ci organizzammo per pernottare. La Comunità MASCI ci festeggiò offrendo un ricco buffet. A Pontenure, pochi chilometri da Piacenza, ci sorprese, ancora una volta, la calorosa partecipazione di giovani all’evento, fuori la chiesa, con il loro assistente spirituale ed altri che intonavano canzoni del repertorio scoutistico per festeggiare il centenario. A Piacenza l’ arrivo fu accolto da 250/300 scout, alla presenza delle autorità comunali, avvenne la cerimonia del passaggio della Fiamma, dalla regione E.R. alla Lombardia. Tutto il percorso, fatto per alcuni tratti in bici e da podisti, è stata una indicibile emozione che, ancora oggi, provo. Ringrazio le Comunità e tutti i Gruppi per l’accoglienza, l’ ospitalità e la collaborazione manifestata. Strade Aperte n. 10/2007 Centenario del Movimento Scout 12 Cracovia 20 giugno 2007 Sesta conferenza europea Claudia Vittori La 6° Conferenza della Regione europea I.S.G.F. A.I.A.S.G., ha portato un gruppo di adulti scout e guide, provenienti da varie parti d’ Italia., in terra polacca. Alcuni di noi hanno fatto un tour pre-conferenza, perfettamente organizzato da Gigi Di Russo, che ci ha fatto conoscere diversi aspetti della realtà polacca. La visita della miniera di sale di Wieliczka illustra un aspetto storico e sociale,unito ad una religiosità che si esprime anche con la costruzione di una grande chiesa al suo interno,con statue a carattere religioso e storico, con scene di lavoro di quando la miniera era in funzione.Ci siamo poi immersi in una natura verde e boscosa nella discesa in canoe sul fiume Dunajec. Abbiamo vissuto una esperienza di fede attraverso i luoghi della profonda spiritualità polacca. Indimenticabile la visita del Santuario di Czestochowa, dove la Madonna Nera, dipinta, secondo la tradizione, da San Luca, richiama folle di fedeli sulla collina calcarea di Jasna Gora (clarus mons), al cui interno abbiamo potuto ammirare la Via Crucis, in 18 quadri, dipinta dal pittore polacco Jerzy Duda Gracz, che ha ritratto in modo leggibile Gesù ed i testimoni della Sua Passione. La visita del Santuario della Misericordia Divina a Lagiewniki, col culto della suora mistica Santa Faustina, della Catte- drale di Cracovia, della casa natale del papa polacco a Wadovice sono stati momenti indimenticabili. Il percorrere il quartiere ebraico di Kazimierz e l’entrata nell’unica sinagoga ancora in funzione ci hanno immerso nella dimensione storica della tragedia ebraica. Non meno sconvolgente è stato passare vicino alla piazza cosiddetta “delle sedie”,che ricorda l’assenza di chi non è più presente La guida Pietro ci ha guidato con competenza, alla comprensione di ciò che è stata la storia del ventesimo secolo ed in particolare della seconda guerra mondiale.per la nazione polacca, ed ha messo in evidenza non solo la tragedia degli ebrei in terra polacca ma anche le sofferenze sopportate sotto la dittatura sovietica. Le figure del padre Massimiliano Kolbe, fondatore della milizia dell’Immacolata e martire nel campo di sterminio nazista di Auschwitz, e del Papa polacco Giovanni Paolo II, eroe civile e guida spirituale in patria, sono stati simboli di una spiritualità religiosa mai sopita e di una consapevolezza storica della propria identità da parte del popolo polacco. È evidente la profonda differenza tra la religiosità polacca e la nostra; il vivere la fede nei termini di ostilità nel blocco sovietico, ha portato a conservarne gli elementi più tradizionali, ad aggrapparvici per riceverne forza. Anche lo scautismo, dalla resistenza silente di un tempo, vive ora pienamente la sua vita. I giovani nelle chiese,in sinagoga, danno testimonianza di una fede tradizionale. Nel corso della conferenza il gruppo italiano ha visitato il campo di Auschwitz-Birkenau, il luogo della Memoria ed il Museo. A Birkenau, siamo stati guidati al Memoriale dai coniugi Levy nella preghiera, prima in lingua ebraica, poi in inglese, in francese ed in italiano (grazie alla traduzione di Maria Elena Tercinod della Comunità di Prato). Molti anni sono trascorsi da quei tristi giorni in cui uomini imbevuti di ferocia nazista hanno ucciso fratelli colpevoli di nulla se non di essere ebrei, zingari, intellettuali, partigiani della resistenza al nazismo-fascismo, provenienti da molti paesi europei. Nessuna parola può esprimere l’angoscia al vedere ciò che è stato: le baracche, il filo spinato dove passava la corrente elettrica, il muro delle fucilazioni, il patibolo multiplo, la cella di punizione dove quattro poveri prigionieri erano costretti dallo spazio a trascorrere in piedi tutta la notte., la cella dove una candela ricorda l’offerta della vita di Padre Kolbe, i forni crematori, le camere a gas, le foto di bimbi, donne ed anziani avviati inconsapevoli a morte. Tremendo è vedere ciò che dai prigionieri è stato raccolto dalla persecuzione lì, nel campo: occhiali, scarpe, valigie, pettini, capelli che un disegno diabolico voleva riutilizzare; ed i binari delle ferrovie che morivano lì, e l’assurda insegna all’ingresso del campo di sterminio“ARBEIT MACHT FREI”. La conferenza è stata piena di esperienza collettiva. L’inaugurazione, nella sede della City Hall, con il passaggio delle bandiere, scandito dal trombettiere che cadenza il loro ingresso, i saluti ufficiali del presidente della Regione europea Werner Weilguny, del sinda- Presieduto da Mons. Giancarlo Bregantini Vescovo di Locri - Gerace co di Cracovia, della presidente dell’I.S.G.F.-A.I.S.G. mondiale Martine Levy, del presidente dell’associazione scout polacca, il senso di fratellanza e appartenenza scout che ci unisce per costruire un mondo migliore sono stati elementi significativi dei partecipanti, non solo italiani. Da una riunione del gruppo italiano, guidato da Riccardo, è sorta la domanda di quale sia la responsabilità dello scoutismo adulto europeo rispetto allo scoutismo mondiale, quale apporto si cerchi di dare al nostro futuro, forti dell’esperienza, per molti già vissuta ad Acireale, ed al futuro dei prossimi incontri. La scritta “Duc in altum” sul frontone del palcoscenico del teatro di Cracovia, in cui si è svolto lo spettacolo folkloristico di canti e danze tradizionali slave, è significativo per la responsabilità di noi tutti nella costruzione “della città dell’uomo”. I quattro delegati italiani (Riccardo Della Rocca, capo delegazione, Anna Ponzecchi, Nuccia Zannini e Claudia Vittori, che redige il presente articolo), hanno contribuito ad approvare la Costituzione europea dell’ I.S.G.F.-A.I.S.G., a bocciare la proposta del tedesco come terza lingua ufficiale in aggiunta a quelle di inglese e francese. La delegazione italiana ha presentato un invito a dare un taglio più profondo alle future conferenze europee, per esempio ad occuparsi della natura, dell’ambiente, della cooperazione internazionale, a favorire il sorgere dell’ I.S.G.F-A.I.S.G. nei paesi in via di sviluppo, della pace nel mondo ed ha auspicato che le riunioni inizino con riflessioni mattutine secondo un metodo interculturale ed interreligioso. Si è discusso di sviluppare il website della regione europa; è stata portata a conoscenza l’agenda della riunione dell’Europa del sud. Inoltre sono state date alcune notizie sul Jamboree 2007 a Brownsea Island. Si è svolta la votazione per la scelta, fra Vienna e Cipro, della prossima sede della conferenza della Regione europea, nel 2010; la scelta è caduta su Cipro. La chiusura finale della conferenza con i saluti, con l’ingresso delle bandiere, accompagnata dal suono della tromba, ha ribadito la solennità di una cerimonia non formale ma profondamente sentita. Arrivederci a Cipro 2010 per la 7.a Conferenza europea. Un pellegrinaggio molto originale perché fatto di tre componenti apparentemente difficili da comporre: i pellegrini, gli ammalati e gli scout. In realtà la sapienza degli organizzatori, la mano del Signore, l’animazione dei sacerdoti ha permesso una sintesi molto bella. I giovani si sono innestati con i malati, i malati hanno dato vigore ai pellegrini ed insieme si è creata una bella fusione, Maria ne è stato il simbolo. Le funzioni ben guidate, il clima di allegria e l’esperienza hanno risolto i nostri problemi, tutto è stato di grande aiuto, perciò credo che ciascuno porterà un pezzetto di cielo tornando da Lourdes, è quello che auguro a tutti voi”. Stazione di Lourdes 2 agosto 2007 Mons. Giancarlo Bregantini, Vescovo. Strade Aperte n. 10/2007 Con treno scuola per rovers e scolte 28 luglio – 3 agosto 2007 13 Centenario del Movimento Scout Pellegrinaggio a Lourdes Strade Aperte n. 10/2007 Scritti in memoria di Carlo e Rolando 14 Un nano sulle spalle di giganti Se non diventiamo come bambini… Quando, sul finire del 2004, seppi che il Presidente ed il Segretario Nazionale, congiuntamente, avevano fatto il mio nome come responsabile editoriale di Strade Aperte, ebbi un moto di smarrimento – sono un medico e non un giornalista – pensai. Poi da scout decisi di affrontare la sfida, e la prima cosa che mi sembrò utile fare, fu di andarmi a rileggere i vecchi numeri di Strade Aperte, per cercare di rubare il mestiere a chi prima e più di me. E fu lì che pagina dopo pagina, editoriale dopo editoriale, incontrai, in maniera virtuale ma profonda, Carlo Guarnirei e Rolando Sadocchi. Littorio in un suo editoriale scriveva: È ovvio, infatti, che ognuno di noi, nel servire, non presta solo le mani, ma anche il cervello per pensare ed il cuore per sentire e “nel suo passaggio in questo mondo lascia dietro di sé una traccia, che altri possono seguire”. E così è certamente stato per Carlo e Rolando nel loro servizio a Strade Aperte. Al termine della lettura dei loro articoli, infatti, mi venne spontaneo pensare, quello che poi dissi in sede di presentazione del programma editoriale in Consiglio Nazionale: “…riandando alla storia della nostra rivista, rileggendo gli editoriali dei tanti direttori che si sono succeduti dal 1959 ad oggi, la sensazione che ho provato è di essere un nano sulle spalle di giganti con in più la responsabilità che ha un nano - proprio perché innalzato sulle spalle di un gigante - di guardare più in alto e più lontano del gigante stesso…” Qualcuno in quella sede, facendogli velo l’amicizia nei miei confronti, ebbe a dire che l’espressione gli piaceva, ma gli pareva non corrispondente alla realtà, io credevo allora e credo ancor più oggi, dopo tre anni di servizio al giornale, che quella espressione, dipingesse solo la verità. Che poi io, forte della esperienza di Carlo e di Rolando, delle loro critiche (penso ad una riunione sulla stampa tenutasi a Firenze), ma anche dei loro incoraggiamenti (penso alle telefonate intercorse con Carlo per programmare i suoi, unanimemente apprezzati, articoliintervista sulla modifica della costituzione e con Rolando per valutare e programmare gli articoli che, intendeva inviarmi), che poi io, dicevo, abbia saputo vedere più lontano… non so. In questo momento non penso a fare bilanci e tanto meno confronti, mi sento solo più povero, come più povero è certamente il Movimento, e le uniche parole che mi vengono alla mente solo le stesse che scrissi su queste pagine in un’altra occasione: Noi “Sentinelle della Sera” non piangiamo, perché, in virtù del Cristo, crocifisso e risorto, siamo certi nella fede che, quando la natura si dissolve e finisce il tempo… inizia l’eternità. Sentinella, quando resta della notte… Cari fratelli, anch’io insieme a Laura, desidero rendere testimonianza alla memoria di Carlo e di Rolando che ci hanno lasciato quasi nelle stesse ore. Ho avuto l’opportunità’ di incontrare Carlo a Roma, per l’ultima volta il 2 agosto, poco prima che fosse chiamato alla casa del Padre. Carlo era ormai consumato dalla malattia, ma conservava negli occhi la fierezza e la tenacia che lo hanno accompagnato per tutta la vita. Gli ho stretto le mani insieme a Laura. Gli ho parlato del Centenario dello scautismo e del rinnovo della promessa al Circo Massimo il giorno prima, il 1 agosto. E ho sentito la sua voglia di vivere e anche la forza della malattia con cui aveva combattuto come un leone per lunghi mesi. Ho visto la cura e la tenerezza dei figli che lo accudivano e la forza d’animo e la vicinanza amorevole di Laura, la sua attaccatissima moglie. Di lui ricordo la tenacia e il rigore della militanza nello scautismo adulto. Ricordo anche gli anni stupendi in cui col suo vigore, la sua passione per la ragione, la sua voglia di costruire ha animato una delle più belle stagioni dello scautismo adulto. Con Rolando ho avuto un contatto continuo non solo negli anni in cui era segretario regionale e membro del CN, ma anche dopo. Ci siamo incontrati più volte quando la malattia aveva cominciato a farsi più aggressiva. Di Rolando ricordo la voglia di fare dello scautismo una scuola di vita, le Francesco Marchetti Strade Aperte n. 10/2007 giornate stupende della Assemblea Nazionale del Cavallino, da lui fortemente voluta come indimenticabile segretario regionale del Veneto, la voglia di far spazio ai giovani. Negli ultimi anni Rolando mi ha chiesto più volta di collaborare alla rivista della sua parrocchia di cui era infaticabile animatore. Ed è continuato un intenso dialogo fatto di ricerca della verità e di amore per la Chiesa. Voglio ricordare insieme Rolando e Carlo, cosi diversi nel modo di vedere le cose ma cosi simili nel fare dello scautismo il centro della vita e di vivere lo scautismo come servizio. Di entrambi ricordo lo spirito di fanciulli. E se non diventiamo come bambini (e lo scautismo è un grande gioco che fa diventare bambini anche gli adulti) restiamo vittime del cinismo e del vuoto di valori. Siano rese grazie al Signore Dio onnipotente autore della vita e a Gesù Cristo vincitore della morte. Che il Signore accolga Carlo e Rolando nelle sue braccia misericordiose e dia a Laura e a Ida la forza per credere che l’amore è più forte della morte. Caro Carlo, “arrivederci” Arrivederci a te amico con il quale ho condiviso più o meno cinquant’anni di strada. Strada fatta di molti momenti di gioco e di festa: come dimenticare quando sul terrazzo di casa tua tutta la Comunità Capi festeggiò la vittoria dell’Italia sulla Germania ai Campionati mondiali del ’70? O le tante feste di Carnevale dove con Maria Laura siete stati maestri di maschere e di ballo? O le partite a “Teresina” a casa di Romano e Giulia? Ti ho conosciuto quando eri un affascinante Capo Reparto e poi Maestro dei Novizi dove hai messo a disposizione dei ragazzi tutta la tua abilità tecnica e la tua arte nella scienza dei boschi: ti ricordo quando insegnavi a costruirevi kajak sulle rive del Fondillo o quando durante una Route di Pasqua, traversando i Simbruini innevati, passammo insieme la notte in rifugi di fortuna dei pastori. Con te ho condiviso l’esperienza di una Comunità Capi un po’ eretica ma appassionata che anticipò la stagione della nascita dell’AGESCI; stagione che tu hai vissuto intensamente dedicando tutte le tue energie alla Pattuglia Nazionale R/S, alla Formazione Capi ed alla stampa associativa; sono stati anni di grande impegno ed entusiasmo, ed avevamo la consapevolezza che, con mezzi poveri, stavamo insieme costruendo collettivamente una grande proposta per i giovani del nostro tempo. Poi, a metà degli anni ’80, ancora insieme, pensammo che era tempo di lasciare il movimento giovanile per una nuova avventura nel mondo degli adulti. Decidemmo così di entrare nel MASCI. In questi ultimi 20 anni, con il tuo stile semplice e dolce, ma nello stesso tempo fermo e determinato, hai contribuito al cammino di tutto il movimento, dedicandoti in particolare a Strade Aperte facendone un giornale stimolante e provocatorio, aperto al dibattito ed al confronto, strumento reale di Educazione Permanente. Il tuo impegno è entrato in tutti i momenti decisivi della vita del movimento anche nel ruolo di Segretario Regionale del Lazio. Desidero sottolineare due aspetti caratteristici del tuo impegno che testimoniano della tua intramontabile curiosità: il gusto delle statistiche dove ricercavi nei dati e nelle serie storiche i punti di forza e di debolezza del movimento, ed il gusto per la storia per scoprire i nodi e le radici del nostro cammino. Oggi il tuo libro sulla storia del Movimento mondiale dello scoutismo degli adulti è letto in tutti i paesi ove è presente il Movimento. Oggi è giunto il momento di dirti “arrivederci”; da oggi dobbiamo fare a meno della tua operosità e della tua acuta intelligenza; non sentiremo più la tua espressione “po..porca l’oca” che contraddistingueva i tuoi momenti di maggiore tensione, ma, siamo certi che avremo sempre il conforto della tua preghiera. Non sei tu oggi ad aver bisogno della nostra preghiera, perché per l’infinita misericordia del Signore ma anche per la tua rettitudine ed onestà, nella gloria pregherai per noi. Caro Carlo, è certamente grande il vuoto da te lasciato ma ho il conforto di aver goduto della tua amicizia Voglio dirti ancora arrivederci perché come dice la nostra bella canzone “..ci rivedremo un dì”, ti ricorderò sempre come quell’uomo scout che BP definiva “..a suo agio in un salotto, insostituibile in un naufragio” Ciao Carlo Riccardo Della Rocca Scritti in memoria di Carlo e Rolando 15 Claudio Gentili Strade Aperte n. 10/2007 Scritti in memoria di Carlo e Rolando 16 Buona Strada Carlo Signore Gesù, siamo qui per salutare Carlo nel giorno della sua partenza, la sua definitiva Partenza, sulla strada che lo porterà al Grande Cerchio finale di tutte le guide e di tutti gli scout, giovani e adulti, che in questi cento anni “sono tornati a casa”.Per Loro ti preghiamo. Ascoltaci, Signore. Eravamo abbastanza numerosi, la mattina del 7 agosto, nella parrocchia delle Trinità, a Roma, per le esequie di Carlo Guarnieri. Quel giorno molti adulti scout erano in servizio al Jamboree del Centenario, alcuni erano in vacanza con le famiglie. La celebrazione della Eucaristia, con sei sacerdoti presenti fra cui Padre Federico, fu un momento di grande commozione, per la famiglia, per chi l’aveva conosciuto, per tutti noi. Avevo conosciuto Carlo negli anni in cui facevamo parte del Comitato Esecutivo, dal 1992 al 1995. Avevo conosciuto anche Maria Laura, e i figli Stefano e Mauro, quando andavo a Roma per le riunioni del Consiglio Nazionale, o quando la famiglia Guarnieri veniva in Lombardia a trovare la nuora e le nipotine, figlie di Stefano, che vive a Monza. Ma il momento in cui ebbi modo di conoscerne le qualità e la capacità di rapporto umano fu il periodo in cui Carlo fu direttore di “Strade Aperte”. Furono anni di intensa collaborazione, di impegno continuo, di confronto fra punti di vista diversi, anche di contrasti, ma soprattutto anni di vera fraternità, di rispetto reciproco, in cui insieme si faceva “del proprio meglio” per una rivista nazionale che fosse non solo un notiziario, ma un sguardo sul mondo e momento di educazione adulta. Erano gli anni del “fare strada nelle tre c”, cuore, creato, città: uno slogan nato alla fine degli anni novanta, che ancora adesso da qualcuno viene ripetuto. Ricordo le riserve di Carlo (da me condivise), anzi l’avversione nei riguardi di questo slogan, poi codificato nello Statuto nazionale del MASCI, e divenuto per qualcuno un programma. Ricordo il rifiuto di Carlo verso ogni slogan di successo, di ogni af fermazione trionfalistica e retorica nei confronti dello scoutismo e del movimento: dietro la ricerca di un illusorio efficientismo e di una visibilità di stile mediatico adottata dal movi- mento, Carlo scorgeva la scelta “politica” di sopprimere, all’interno del movimento stesso, ogni confronto di idee, ogni dibattito, scorgeva la rinuncia a qualunque apertura al mondo, e la scelta di uno stile di lavoro che pochi anni dopo avremmo chiamato autoreferenzialità. Forse da Carlo ho imparato la capacità di confronto, lo sforzo di ascoltare il punto di vista degli altri, la disponibilità per ogni impegno di servizio anche se non gradito; ho imparato ad “ascoltare il mondo”, prima di pensare a cosa “fare” per lasciarlo un po’ migliore. Avevo visto Carlo nel gennaio di quest’anno, quando la sua malattia stava già avanzando; e nel salutarci, anche senza parole, ci eravamo dati appuntamento al Grande Cerchio finale delle guide e degli scout che sono “tornati a casa”. Paolo Linati Parlare di Rolando è parlare di un fratello… Essere scout una volta è diventarlo per sempre, “semel scout semper scout”, la sua vocazione adulta allo scautismo non è stata meno efficace di quella dei ragazzi che iniziano quest’avventura da bimbi. Rolando ha iniziato questa avventura qui in Veneto, dando vita piano piano alla sua comunità… Per me parlare di Rolando è parlare di un fratello maggiore con il quale ho camminato sotto la pioggia, sotto il sole e nelle giornate incerte, collaborando anche nel lavoro. Tutto nasce con l’incontro mondiale di Montegrotto, da qui il grande progetto di realizzare un B.P. Park qui nei colli Euganei: permessi, concessioni, progetti realizzati insieme per fare di villa Draghi il parco per gli scout che volessero venire in Italia, il progetto si incaglia perchè, come spesso accade, manca un coraggio politico da parte degli amministratori. Ma come spesso accade tutte queste difficoltà ci danno più forza, Rolando, Segretario Regionale, propone il Veneto per l’assemblea Nazionale del Cavallino. Poi la possibilità di creare la nuova redazione di Strade Aperte, Rolando si propone come impaginatore e responsabile della redazione “Vita del Movimento”, è subito un successo, con impegno e il proverbiale coraggio, si lancia nell’avventura: acquista un computer Apple, impara presto. Noi due ci trovavamo ogni inizio del mese nel suo studio per verificare e vagliare tutte le 32 pagine della rivista. La redazione era diffusa nel territorio, gli articoli giungevano alla redazione con il nuovo metodo: quello informatico. Rolando, entusiasta impaginava sino a tardi alla sera, verificava e scanerizzava. L’impegno era grande ma ancora più grande è stata la sua passione, credeva fortemente a quello che faceva, nonostante tutto. Mi continuava a dire “tu fai poi vedrai che ti seguiranno…” ha sempre avuto ragione. L’idea di Rolando per il Giubileo del 2000 della “Carissimo Albert ormai ci sentiamo talmente di rado che rischiamo di non riconoscerci più. È la vita, ma mi rimane odioso rivolgermi a te solo quando ho qualche bisogno e sò che con te lo troverò al 99%. Così farò una cosa peggiore prima di tutto: ti racconterò, anche se velocemente le mie disavventure di salute. Scusami perché credo che qualche notizia ti sia arrivata, ma vorrei io darti l’esatta situazione. Il male che mi assilla da 18 anni sta, progredendo anche se lentamente per fortuna, e mi ha invaso la parte sinistra della gola, una vertebra e la parte superiore sl polmone sinistro. Non è una metastasi classica, perché si sviluppa su qualche linfonodo a caso e solo nel mediastino sinistro.Come sai, sono seguito dall’ I.E.O. Istituto Europeo di Oncologia del Prof Veronesi, e questo è importante per il mio possibile futuro, perché ci sono tante sperimentazioni in corso e con una di queste, forse la più importante, ho iniziato a Cesena, per conto dell’IEO,dal 21 Maggio la terapia che consiste in applicazioni a 1/2 flebo, di Somatostatina in abbinamento con un nuovo farmaco radioat- Strade Aperte n. 10/2007 17 Scritti in memoria di Carlo e Rolando Croce di Panisacco è stata superba. Le situazioni e le opportunità mano a mano che il tempo passava sono cambiate, la redazione è cambiata, ma anche se deluso, non mollava e mi ha dato lo sprone per una foglio di collegamento del MASCI Veneto, “Esplorare”, redatto con il solito metodo, con entusiasmo e spirito di servizio. Nel frattempo si è messo al servizio della parrocchia, ha curato il foglio parrocchiale con entusiasmo e tecnologia all’avanguardia. Potrei continuare molto a parlare di lui perchè non è possibile descrivere quello che Rolando ha significato per la mia formazione, si può solo intuirlo, vi offro uno stralcio delle sue ultime riflessioni… Alberto Albertini tivo recettoriale, Y90 (isotopo 90 dell’ ITTRIO) che mi stà dando grandi speranze perché la terapia vale solo per chi ha recettori ed io ne ho moltissimi. Il farmaco non dà grandi effetti collaterali, quindi le speranze sono buone almeno per una regressione parziale ed un blocco successivo della crescita, con possibilità in futuro di ripetere la terapia. Attualmente la terapia consiste in quattro applicazioni da eseguire ogni due mesi. Il prossimo lo avrò il 23 Luglio. Contemporaneamente, presso l’Istituto dei Tumori di Milano stanno esaminando la possibilità di un inserimento in una sperimentazione di secondo livello a carattere internazionale, nel caso che i risultati dell’Y90 non sia molto efficace.Queste per me sono le belle notizie. La brutta è che da metà marzo sono cominciati dolori nella parte sinistra della testa, del collo e della spalla che mi costringono a cure antalgiche specifiche e queste non mi consentono di fare il giramondo! Non sto poi così malaccio. Il problema più grande è che non posso appoggiare la testa al cuscino e sono costretto a dormire in poltrona in posizione eretta! Mi sto abituando. Ci vuole pazienza perché i risultati sia funzionali che sintomatici si cominceranno a vedere, almeno così dicono, dopo la seconda applicazione. Adesso basta. Con questo non voglio che tu sia triste, ma una preghierina in più, magari, può fare la differenza. Come saprai adesso io e Ida siamo rimasti soli perché Laura si sposò in Settembre scorso, ma non possiamo dire di soffrire di solitudine perché a casa nostra c’è un carosello di figli come non mai. Così spendo il mio tempo al computer per fare lavoretti per la Parrocchia e altri, che mi fanno passare il tempo in modo proficuo per me e gli altri. … Voi come state? Raccontami anche qualcosa di te e di voi tutti. Mi servirà per tenermi attaccato agli amici e sentirmi sempre tra voi. Nel Masci come procede? Ho visto che la rivista ha avuto un miglioramento. Cosa combini?? Grazie Albert e un grosso abbraccio a te, Paola ed i “ragazzi” Ciao Rolando Strade Aperte n. 10/2007 Assemblea Nazionale di Montesilvano 18 dividono gli stessi ideali, le stesse attese. Il mondo ci chiede che le sue strade siano percorse da uomini, radicati nel presente, che sappiano leggere i disegni di Dio e farsi suo sguardo e sua voce nel concreto delle vicende umane. Camminare è tipico degli annunciatori, degli esploratori e dei profeti, è usciLittorio Prezioso re da un luogo conosciuto per portarsi altrove, come espressione di una dimensione più umana e più liPresidente Nazionale bera, in una avventura, che per noi ha l’urgenza delle idee, della giustizia e della realizzazione di un mondo migliore. La strada, che si presenta sempre diversa, piena di incognite, di bivi, di ostacoli da superare, arricchisce di energie ed esperienze l’adulto scout che la percorre con fiducia: “lasciarsi formare dalla strada”, quindi accettare in nome di Dio, tutto ciò che essa ci presenta, tutti gli incidenti che la costeggiano”. Chi si mette in cammino, si muove verso una meta, un fine, un orizzonte. Lungo la strada si ha infiL’Assemblea nazionale, che celebriamo, coinne la piena realizzazione di questo nostro esA cide con la memoria storica del primo Censere comunità. Essa richiede servizio recitenario dello Scautismo nel mondo. Qui a proco, condivisione delle stesse fatiche, MONTESILVANO Montesilvano, invitati ancora a “giocare” delle stesse gioie ed educa alla carità. VEDREMO INSIEME la nostra parte, a confermare il coraggio Aiutare il fratello stanco, dare una parodell’impegno, coltiveremo sentimenti for- “UN NUOVO CIELO E UNA la di conforto a chi è assalito dallo scoti per alzare lo sguardo, faremo memoria raggiamento, genera in tutti un forte senNUOVA TERRA” e rinnoveremo una Promessa a convertiso di amicizia, di fratellanza. Una santa re il cuore, per “far in modo che sia l’Amoamicizia priva di interessi, fatta di recipro(AP 21,1) re a guidare le nostre azioni ed i nostri penca carità, di mutuo soccorso, di azioni genesieri.. “ ed “essere felici”, amando e servendo rose che danno nuovo slancio verso l’incarnaDio ed il prossimo. Abbiamo fatto strada attraverso zione di un vero spirito di servizio. incontri di comunità, assemblee regionali e convegni Insieme, a Montesilvano, in Assemblea, la comunità nazionali, condiviso attività con le associazioni gio- delle comunità, c’interrogheremo, individueremo pervanili e sperimentato lo scautismo da adulti e le sue corsi, obiettivi, nuove mete per il nostro andare. L’As“coordinate educative” per coltivare la speranza di semblea è infatti un convenire per riflettere insieme un mondo e di un uomo nuovo. e un richiamare comuni responsabilità per costruire “E vanno pel tratturo antico al piano…” il futuro. E il futuro si costruisce con il dialogo, con Sono i pastori d’Abruzzo che procedono sul tratturo, la ricerca comune, che si nutre di un vocabolario da strade non tracciate dall’uomo, ma formatesi attra- condividere nella verità e nella gioia dell’incontro. verso il passaggio secolare dei greggi, tracce sulle L’Assemblea ci porta all’incontro… quali si cammina con rispetto, mentre si avverte il Occorre immaginare, attraverso gli incerti segni del significato di un’esperienza umana, che attraversa il presente, il mondo nuovo che verrà. Saremo capaci, tempo, come se le orme richiamassero in noi la me- noi adulti scout, di leggerlo per costruire il futuro? Il moria e la memoria entrasse in noi dai piedi. Come compianto Giovanni Paolo II ci ricordava, sul sagraappunto il nostro percorso di rivisitazione dello scau- to della Basilica di San Pietro, in una giornata piena tismo, in quest’anno particolare del Centenario..! di sole, nel suo ultimo incontro con noi, in occasioL’adulto scout, che guarda avanti non può dimenti- ne del nostro Cinquantenario, che “niente ci è imcare il suo passato; fa memoria per ripartire, immerso possibile!” È l’ottimismo di Dio sull’umanità. Dio dinella civiltà “dell’usa e getta”, potrebbe credere che ce all’uomo: rispondi al desiderio di pienezza che hai la memoria non abbia valore e il futuro sia troppo in- dentro di te; ti farà comprendere il senso del camcerto. Ma in lui, in noi la nostalgia del camminare ri- mino. È una sfida che il Movimento ha raccolto e, domane come desiderio di esplorare nuovi orizzonti. po gli incontri di Acireale, Genova, Locri ed Assisi, Camminare è una coordinata educativa fondamen- ora ci offre un’altra opportunità per riflettere ed elatale per noi scout. Siamo qui per riscoprire la bel- borare insieme una proposta concreta, che ci perlezza di un’esperienza comune e per immaginare il metterà di “guardare più lontano”! futuro. Verso dove si cammina? Qual è il senso del A Montesilvano vedremo insieme “un nuovo cielo e nostro camminare? una nuova terra” (Ap 21,1) Sentiamo di dover dare un significato al nostro pas- Niente è “impossibile”, Dio è garante di ogni nostra so, in compagnia degli uomini e delle donne che con- impresa. Buona Assemblea! Benvenuti a Montesilvano un mondo di pace, rifiutando ogni tentazione di uso del potere e dell’immagine per imporre agli altri noi stessi, le nostre idee o i nostri interessi. Dobbiamo saper trovare e radicare la nostra spiritualità nel quotiAbbiamo camminato insieme, in questi ultidiano e nei momenti critici della vita, così da RECUPERARE mi tre anni, sulla scia delle “tre consegne” poterla testimoniare in modo semplice e credi Giovanni Paolo II, sulla strada della sanIL TEMPO E PRATICARE dibile. Oggi ci sono tanti modi di vivere la litità, in comunione con i pastori della Chiebertà che sono lontani dai valori del VanLA CARITÀ sa con tutti i fratelli di fede e con le altre aggelo. Per questo motivo dobbiamo essere cregregazioni ecclesiali, portando da laici il fermento dibili, non tanto con le parole, ma con i fatti condel Vangelo nelle case, nelle scuole, nei luoghi di la- creti ed essere alternativi rispetto alle forze che domivoro e del tempo libero. Il popolo del MASCI affonda nano la cultura del nostro tempo. Ma non sarà suffiancora le sue radici nella tradizione cristiana della no- ciente migliorare le competenze per agire, dovremo anstra gente ed ha cercato di sfuggire alla prova della fe- dare più in profondità e arrivare alla conversione. Quede posta dalla cultura secolarizzata moderna. La no- sto è, infatti, il cuore della progressione personale cristra “scelta cristiana” da il senso ed aiuta a capire il stiana, perché per un cristiano la fede adulta significa messaggio scout e a viverlo. Il metodo educativo scout vivere in uno stato di conversione permanente, metpossiede ricchezze implicite ed esplicite evangeliche, tersi di fronte a Dio come ad un Padre e confessare i e sempre presenta Gesù come il Capo, come il Mae- peccati. stro, come Colui da seguire e scoprire lungo le attività Sono contento di far parte del MASCI perché il nopiù importanti e più caratteristiche. Lo Scautismo è “un stro movimento non mette al primo posto il fare e cammino di santità”, ha fatto fiorire vocazioni sacer- l’apparire, ma considera valore essenziale il quotidotali e religiose ed offre anche all’adulto una conti- diano, la vita semplice, i rapporti tra le persone. Vinua proposta religiosa e cristiana proprio attraverso il viamo fino in fondo questa vocazione. metodo che inizia dal “fare” per arrivare al pensare, Sogno, infatti, che gli adulti scout sappiano sempre scoprire, e quindi anche a volere vivere un rapporto per- praticare la carità, amare custodire il creato, recusonale col Cristo. C’è proprio da ringraziare il Signore perare il tempo per donarlo agli altri, costruire un per il dono dello scautismo nel quale molti possono tro- mondo fraterno, in cui la pace poggi sul fondamenvare la pista che li conduce a scoprire, amare e servi- to della giustizia. re Dio ed il prossimo! Gli adulti scout – credo - hanno saputo cogliere l’immensa ricchezza spirituale dello scoutismo e l’hanno accolto come un grande dono. L’educazione cristiana, però, è sempre e per tutti una grande sfida. Bisogna recuperare una grande umiltà nella percezione dei nostri limiti e rimetterci all’infinita tenerezza di Dio. Vivere la fede è per tutti un impegno mai finito, anzi è ridestare continuamente il bisogno di un più e di un meglio che viene solo da. Dio. Il nostro modo di vivere nel mondo deve essere fatto sempre di sostanza e non di apparenza, di realtà concrete e non di ricerca di immagine. Dio scruta i nostri cuori e ci giudicherà sulle nostre opere. Noi dovremmo continuare ad annunciare il Vangelo tenendo i piedi saldi su questa terra, lavorando con le nostre mani per costruire Strade Aperte n. 10/2007 p. Federico Lombardi S.J. 19 Assemblea Nazionale di Montesilvano La relazione dell’A.E. Nazionale Strade Aperte n. 10/2007 Assemblea Nazionale di Montesilvano 20 Candidati all’incarico di Presidente Nazionale dell’umanità, l’incontro con maestri che mi hanno indicato la strada, l’incontro con profeti che mi hanno messo in guardia dagli “idoli”, l’incontro con sacerdoti che mi hanno accompagnato all’incontro con Cristo morto e risorto per la salvezza di tutti gli uomini, l’incontro con pastori che mi hanno accolto nella Chiesa di Cristo ricordandomi che questa Chiesa dei santi è Chiesa di tutti ma è soprattutto Chiesa dei poveri e dei peccatori. DELLA ROCCA RICCARDO Quando il Segretario Nazionale mi ha chiesto di scrivere un mio breve profilo mi è venuto in mente il prologo dell’opera “I Pagliacci”. Mi sono in ogni modo chiesto cosa può maggiormente interessare agli Adulti Scout dei miei sessantasette anni di vita.Credo che Adulti Scout interessi la mia esperienza scout. Ho fatto la Promessa da Lupetto nella risorta ASCI nel 1947, da allora non ho più abbandonato l’avventura scout. Dopo aver fatto il lupetto, l’esploratore, il rover, ancora molto giovane ho cominciato quell’esperienza di capo prima nella Branca Esploratori e poi definitivamente nella Branca Rover che ha segnato tutta la mia vita di uomo, di cittadino, di credente.Ho vissuto tutte le vicende associative dell’ASCI prima e dell’AGESCI poi, assumendomi anche delle responsabilità associative in particolare come Responsabile Nazionale della Branca Rover e come Responsabile Regionale del Lazio. Ho terminato la mia esperienza nello scoutismo giovanile dopo la stupenda avventura della Route Nazionale R/S ai Piani di Pezza dove Giovanni Paolo II forse per la prima volta ci incoraggiò a portare la forza ed il messaggio dello scoutismo nel mondo. In quegli anni mi sono innamorato dello scoutismo degli adulti avendo riflettuto insieme ad amici cari che””…la strada continua, e va percorsa insieme…” Sicuramente l’esperienza più significativa nel MASCI è quella della vita di comunità, ma ho fatto l’Incaricato Nazionale al Servizio, il Segretario Nazionale, e più di recente il Consiglio Nazionale mi ha indicato come membro del Comitato Mondiale dell’ISGF dove per due anni ho avuto l’incarico di Presidente. In questi ultimi anni mi è stato chiesto di mettere a disposizione la mia esperienza in qualità di Segretario Internazionale. Ma questo è solo un freddo elenco di eventi dietro ognuna delle quali c’è l’incontro con donne e uomini, con amici fedeli che mi hanno mostrato le speranze e le sofferenze di tanta parte MARCHETTI FRANCESCO Ho 62 anni, sono nato in Romagna a Cervia (RA). da genitori originari di Ferrara. Attualmente risiedo in Calabria a Lamezia T. Dal punto di vista professionale, mi sono laureato in Medicina e specializzato in Dermatologia presso la facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Roma) e oggi, come Professore a Contratto, insegno nella stessa facoltà. Dal 1974 sono sposato con Rosalba, anche lei nel MASCI, non abbiamo figli. La mia avventura scout inizia a 15 anni, nel 1960, anno in cui nasce il primo gruppo scout di Lamezia T. Nel 1963 ho partecipato all’11° Jamborre tenutosi in Grecia, svolgendo servizio presso il Presidio Sanitario del contingente Italiano. Nel 1968 ho preso la Partenza e nello stesso anno, insieme ad altri amici, ho fondato a Lamezia T. la prima Comunità MASCI della città. Sono stato Magister della mia comunità, quindi ho svolto servizio in regione come incaricato stampa, dando vita al giornale regionale [email protected] ed al sito Web regionale. Dal 2002 al 2004 ho svolto ser vizio come redattore di Strade Aperte per la sezione “città”e successivamente dalla fine del 2004 a tutto oggi sono stato chiamato a svolgere il compito di direttore editoriale della rivista. Negli stessi anni ho fatto parte della Pattuglia Nazionale dei Seminari di Animazione. Sono Socio del Centro Studi e documentazione scout Mario Mazza e collaboro alla realizzazione di Tracce La rivista della Associazione. Questo è quello che in breve posso dirvi di me stesso. Posso solo aggiungere che, nella perfetta coscienza che in un movimento scout non ci si candida ad un incarico, ma si viene chiamati a svolgere un servizio, la mia è una accettazione di candidatura che ha come orizzonte certo la “legge”, la “Promessa” ed il “Patto Comunitario”, un modo di pensare al nostro Movimento in chiave di “ascolto e condivisione” di percorsi nuovi con “le nuove generazioni” del Movimento, e di impegno a stimolare sempre più tra gli A/S virtù difficili ma doverose per degli scout: il senso della giustizia e della legalità, la lealtà e la sobrietà, l’amicizia e la fraternità, il vigore morale e la letizia del cuore. Concludo ringraziando le regioni che mi hanno proposto alla Presidenza, onorando il mio essere scout con la loro fiducia, da parte mia, se anche il Movimento riterrà di chiedermi questo servizio, prometto “di fare del mio meglio”. ALBERTINI ALBERTO – Mi si chiede di dare un profilo della mia persona; penso sia importante, in questi casi, sottolineare il percorso scout. Sono nato in una famiglia di scout e sono stato lupetto, esploratore, rover e capo. Ho sposato Paola che è la mia musa ispiratrice, incontrata attraverso quella meravigliosa agenzia matrimoniale che è lo scautismo, condividiamo, ora, la vita con Giovanna e Marco. Nel movimento sono stato segretario Regionale del Veneto, svolgo attività di redazione per Strade Aperte, ho collaborato a molte attività del Comitato Esecutivo Nazionale, quest’anno ho seguito l’operazione Fiamma dello Spirito Scout e Guida Italia in quanto mi occupo del settore sviluppo. Io e Paola ci siamo innamorati del MASCI perchè per noi è evidente che lo scautismo del prossimo centenario passa attraverso adulti consapevoli, testimoni credibili, annunciatori e costruttori di Pace. Dicono di me: “Alberto Albertini, cinquantenne, sposato con Paola, con due figli. Scout da quando muove i primi passi. Infaticabile rover e educatore. Incontra il Masci al Congresso di Venezia e se ne innamora. Da allora la novità è la sua ossessione. Partecipa alle sedute del Consiglio nazionale con un grembiule per ricordare che scautismo è servire. Usa il telefono con parsimonia, come mezzo di educazione scout. Ha uno spirito irrequieto e creativo. Ha in mente un MASCI che prenda il largo”. CIOFFI LUIGI – A 13 anni, nel 1965,sono entrato a far parte della famiglia scout, ora ne ho 54 e credo di poter affermare che le scelte più importanti della mia vita sono state influenzate dal mio cammino scout. All’inizio degli anni ’70, da Rover, avvertii il bisogno di vivere più consapevolmente l’esperienza di fede. Furono anni impor- TARENZI TRIPOLISI LUCIANA – Sono nata nell’anno 1937 a Lodi – Ho avuto esperienze di lavoro per diversi anni come segretaria dell’Ufficio Relazioni Pubbliche dell’E.N.I. a S. Donato Milanese, in seguito mi sono sposata con Ennio ed abbiamo avuto 5 figli. Non ho avuto esperienze di scautismo giovanile, ma ho seguito i miei figli durante tutto il loro cammino di crescita nello scautismo. Ora ho 5 nipoti 2 dei quali già frequentano l’AGESCI nel Lodi 1°. Da circa 17 anni dedico il mio tempo libero al MASCI affiancandomi ad adulti scout di lunga esperienza, in un continuo lavoro sempre più impegnativo. Seguire le attività regionali, gli incontri nazionali, conoscere la realtà europea di Grossarl per diversi anni, partecipare alle Conferenze Mondiali di Montegrotto e di Lillehammer in Norvegia, all’incontro del Mediterraneo, mi hanno permesso di conoscere le possibilità che questo movimento può offrire alle persone adulte, responsabili e desiderose di rimettersi in gioco con le proprie capacità. Ho sperimentato l’incarico di Magister prima e Segretaria Regionale per due mandati, poi, ed ora sono Co-Magister con Rosella ex –scout entrata da poco nella nostra comunità, ma desiderosa di lavorare nel MASCI. È importante dare spazio a nuovi iscritti affinché il MASCI si rinnovi nel suo cammino educativo. Segretaria Nazionale, un impegno molto gravoso e, con tutto il rispetto e l’ammirazione per i miei predecessori, dare una mano a portare avanti questo compito è pur sempre un segno di amicizia. Strade Aperte n. 10/2007 21 Assemblea Nazionale di Montesilvano Candidati all’incarico di Segretario Nazionale tanti per la mia formazione. Con un gruppo di amici costituimmo una “comunità di base” che, all’inizio della sua esperienza, si caratterizzò per lo studio approfondito dei documenti conciliari, per la vita comunitaria vissuta attorno all’Eucaristia, per la pubblicazione di un settimanale, a diffusione nazionale, dall’ambiziosa testata “Metànoia”. In quegl’anni il mio tempo lo dividevo fra gli impegni universitari, il servizio associativo e la comunità di base. Ma ben presto gli interessi si ampliarono. “Servire”, il motto della branca R/S, l’impegno dei cattolici per la costruzione del Regno (ora e qui), il buon cittadino auspicato da BP, ma anche gli insegnamenti di don Lorenzo Milani, furono alla base della mia scelta di impegnarmi nel sindacato. Attività che ho svolto per oltre 15 anni e che ho lasciato, da segretario nazionale, perché diventava sempre più difficile mantenere un minimo di coerenza fra valori affermati e prassi quotidiana. Nonostante il gravoso impegno sindacale, ho continuato il mio servizio in Agesci, sia come capo unità che come “quadro” associativo. Come capo ho svolto servizio in tutte le branche, come “quadro” mi sono occupato prevalentemente di formazione capi. Sono stato per alcuni anni responsabile regionale di fo.ca., componente la pattuglia nazionale, capo campo regionale e nazionale. Sono stato Consigliere Generale sino al 2004. Nel 2002 ho fondato una comunità MASCI nella quale, da adulto, continuo a vivere, con altri, la più affascinante avventura: lo scautismo. Strade Aperte n. 10/2007 Candidati all’incarico di Consigliere Nazionale BONASEGALE VIRGINIA ARESTI GIORGIO Assemblea Nazionale di Montesilvano 22 sono stato responsabile del progetto nazionale Co.Ge. e nell’ultima A.N. di Fiuggi sono stato eletto Consigliere Nazionale. Ho due grandi sogni, il primo, poter intensificare i rappor ti tra il MASCI e le associazioni scout giovanili ed il secondo, scrivere la storia dello scoutismo della mia regione. Sarebbe bello che questo secondo sogno fosse fatto proprio anche da altre regioni e perché no come uno dei progetti nazionali per il prossimo triennio. Appar tengo alla Comunità Roma 12 fin dal 1986 di cui sono stato il primo Magister. Sono scout dall’età di otto anni fino ad assumere la responsabilità di capo repar to, capo branco, maestro dei novizi, capo clan, capo gruppo. Sono stato segretario regionale del Lazio e consigliere nazionale con l’incarico alla “Formazione e Sviluppo”. Sono favorevole ad accogliere tutte le riflessioni, anche quelle che si contrastano, cer to che in ognuna può accendersi una sollecitazione utile. Occorre, però, che ci sia anche una capacità di fare sintesi per prendere le giuste e oppor tune azioni concrete. Non è, quindi, sufficiente lo scambio di esperienze; è necessario favorire lo scambio di opinioni. BIAGIOLI ENRICO Nato a Perugia nel 1947, sposato con Silvia, anche lei nel M.A.S.C.I, abbiamo un figlio Riccardo. Sono Responsabile Commerciale di una ditta che produce profilati, a fine anno andrò in pensione. Dal 1960 faccio par te della famiglia dello scautismo dove ho militato prima come scout e poi come capo nelle varie branche prima dell’ASCI. e poi dell’AGESCI. Nel 1997 sono entrato nel MASCI. dove ho svolto, l’incarico di S.R., Sono nata a Magenta (MI) nel 1949 e sono entrata nello scoutismo a 18 anni, nel Noviziato scheftaines dell’A.S.C.I., Capo Branco nel 1971 e nelle diverse unità per circa 10 anni. Nel 1981 aderisco alla comunità Masci che viene costituita a Magenta e collaboro con i segretari regionali nei settori Stampa e Sviluppo. Nel 1987 sono eletta Segretaria Regionale della Lombardia e rieletta nel 1997. Dopo l’assemblea nazionale di Rimini ho fatto parte del Comitato Esecutivo come membro cooptato, per il Settore Organizzazione. Laureata in Scienze Politiche, ho lavorato per oltre 35 anni presso il Comune di Magenta in qualità di dirigente del Settore Servizi alla Persona. Da pochi giorni sono in pensione e mi rimetto a disposizione del MASCI con l’entusiasmo di sempre. BORDIN NICOLETTA Sono nata a Roma il 29-03-1947 e vivo a Guidonia (RM). Ho forti legami affettivi con il Veneto, terra di origine dei miei genitori, e ho respirato Scoutismo fin dalla nascita, con un papà scout e capo dal 1922. Sono stata guida e poi capo riparto nell’AGI e la mia Promessa risale al 23-04-1960. Sono entrata nel MASCI nel 1985 e attualmente sono magister e … delegata a vita! Insegnante di Scuola Materna finalmente in pensione, ho anche una laurea in Scienze Naturali, che mi ha dato basi scientifiche per amare, contemplare e rispettare profondamente il Creato. Sono un po’ pigra, ma amo disegnare, tagliare, incollare, riciclare, ricamare a punto croce, cucinare e collezionare tartarughe. COSTANTINO NUCCIO Sono nato a Carlentini (Sr) nel 1949, sposato con Teresa (ex Capo Fuoco), abbiamo due figlie Veronica e Valentina ed abitiamo a Catania. La mia vita scout è iniziata come lupetto nel 1955. Nel “72” divenni Capo e in seguito ho ricoperto tutti i ruoli nelle varie branche. Conobbi il MASCI nel lontano “64” quando, per diventare “esploratore scelto”, feci una tesina sul Movimento degli adulti scout. Ci rincontrammo nel 1989, quando sono entrato nella Comunità MASCI di Gravina di Catania, dove sono stato Magister per sei anni. Ora da cinque sono il Segretario Regionale del MASCI Sicilia. Il 2 Giugno 2005, sono stato nominato “Cavaliere della Repubblica” per meriti, cosa inaspettata, ma in realtà divenni Cavaliere in difesa dei più deboli quando feci la mia promessa scout. Molti di Voi mi conoscono, sanno che il mio essere scout, può, se lo volete, dare un contributo di idee e di ser vizio al Movimento. DI CICCO DINO Sono nato a Genova nel ’43, poi mi sono trasferito a Napoli, dove mi sono diplomato in ragioneria e laureato in Economia e Commercio.Sono sposa- LAGANÀ MARIO Di professione medico chirurgo, è esper to nel campo dell’Emergenza e delle attività medico-legali. È dal 1958 che “fa lo scout”. In ASCI prima, in AGESCI poi, e dal 1982 nel MASCI di Reggio Calabria, Si interessa di formazione, di vita familiare, ma principalmente è un Foulard Bianco e nel ruolo di Direttore dell’Opera Pellegrinaggi, da più di 10 anni organizza il “treno scout” a Lourdes che ha consentito a tanti scout di vivere una for te esperienza di fede. Nel prossimo Consiglio Nazionale, si ripromette, nel caso venga eletto, di dare il suo contributo alla rivisitazione del cammino di “Educazione Permanente” dell’Adulto Scout, nonché alla riflessione sulla Comunità, cellula del Movimento, che, pur nella sua autonomia, è elemento por tante dell’unità del Movimento. MAGATTI BRUNO Nato a Como nel 1951. Lupetto nel ’61 nel Como 1°. Capo unità poi capogruppo. Promotore della Comunità MASCI a Como. Laureato in fisica a Pavia, specializzato a Bologna e Milano. Sposato con Donata, 5 figli tutti scout. Insegna nei licei dal ’74; da anni vicepreside e gestore della Qualità. Ha collaborato col Seminario minore diocesano per 24 anni. Già presidente di una coo- Strade Aperte n. 10/2007 Anni 57 Ufficiale Superiore M.M. Ha percorso tutta l’esperienza scout nel movimento giovanile prima “ASCI” poi “AGESCI”. Promessa nell’anno 1957. Brevettato Capo Branco ed Animatore di Comunità. Nel MASCI è stato Magister. Coordinatore della zona e Incaricato Regionale alla formazione e sviluppo per sei anni. Consigliere Nazionale nel triennio 2004/2007. Componente la Commissione Formazione e Sviluppo. Accettando la candidatura a Consigliere Nazionale per il triennio 2007/2010, intende por tare a termine il progetto iniziato, riguardante la “Formazione degli AA.SS. e lo Sviluppo del Movimento”. Rilanciare fortemente i legami con il movimento giovanile, sottolineare la nostra appar tenenza alla Chiesa e favorire il nostro impegno per il territorio. to con Patrizia, con tre figli, tutti e tre con trascorsi scout. Sono dirigente industriale attualmente in pensione. Ho conosciuto lo scautismo nei primi anni 50, ma non sono mai entrato, in gioventù in gruppi scout. Ho ripreso contatto con lo scautismo con il mio trasferimento a Rivoli, in Piemonte, par tecipando attivamente all’acquisto ed alla sistemazione della Casa Scout di Exilles, impresa che seguo tuttora con la mia Comunità Masci Rivoli 1, di cui sono stato Magister dalla sua nascita. Sono successivamente stato eletto Segretario regionale del Piemonte incarico che svolgo tuttora. 23 Assemblea Nazionale di Montesilvano CINGOLANI ALEARDO MARIA Strade Aperte n. 10/2007 Assemblea Nazionale di Montesilvano 24 perativa non-profit e per breve tempo nella presidenza provinciale ACLI. Attivo nella promozione e divulgazione della cultura scientifica, collabora col Centro Studi Scientifici A. Volta. È autore di pubblicazioni e curatore di mostre ed esposizioni riguardanti Alessandro Volta. Per 13 anni Consigliere comunale a Como. MONDIN SONIA Ho 44 anni e da 22 Resp. Amm.va, Fin.ria e del Pers. di 4 aziende. Con mio marito Giorgio, siamo di “Macondo” ass. che promuove l’incontro tra i popoli e la nostra casa è aperta all’accoglienza. Ivan e David sono i nostri figli. I miei Maestri di vita invece: d. Tonino B., d. L. Milani, d. G. Stoppiglia. Dopo aver ricoper to vari ruoli in AGESCI, Magister e Consigliere Nazionale nel MASCI, oso dire che lo scautismo è un’avventura stupenda! Nel ser vizio di C.N. con le persone che ho incontrato ed ho collaborato mi è stata data la possibilità di dare poco e di ricevere molto. Ho condiviso con la Pattuglia coordinata dall’incaricato al Ser vizio i campi sui temi delle Disuguaglianze. Grazie al Veneto e alle regioni che mi candidano scommettendo ancora sulla mia persona. Continuo a pensare ad un MASCI “fresco e giovane” e non mi riferisco all’età! NALIN GIUSEPPE Sono nato a Roma nel 1949. attualmente sono impiegato di stato c/o Ministero Beni Attività Culturali dal 1984, per tramite della futura moglie, Capo in ser vizio del Gruppo AGESCI Roma 122, ho incominciato a frequentare l’ambiente scout. Dal 1994, avendo i figli iscritti allo stesso gruppo, sono stato “cooptato” come cambusiere. Dal 2001 sono iscritto al MASCI Roma 14° e, in questa veste, ho par tecipato con assiduità ai consigli regionali alle assemblee e alle manifestazioni nazionali. Nell’ottobre 2006, dopo aver frequentato negli anni 2004-2005-2006 i seminari di animazione di 1°, 2° e 3° tempo ho pronunciato la Promessa scout. NARDI NICOLA Molti mi conoscono. Per gli altri, anche essi tanti, elenco qualche dato. Sono un informatico dal lontano 1960 e, da dirigente organizzativo, sono andato in pensione. Sposato con Grazia abbiamo avuto tre figli tutti scout in Agesci. Io, cresciuto nell’Asci, ed approdato al Masci ho maturato le esperienze di Magister e di Segr. Regionale. Sono stato eletto nel 1986 Consigliere Nazionale e, successivamente, sono stato Consigliere responsabile all’Organizzazione e poi ai Seminari di Animazione.A Venezia sono stato eletto Segretario Nazionale e,di seguito, Incaricato Nazionale presso l’ Ufficio “per i problemi Sociali ed il Lavoro” della C.E.I. vivendo l’annuncio del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. Oggi, Magister del Pozzuoli 1, mi dichiaro pronto a ser vire in questo triennio vigilando sugli annunciati profondi mutamenti di indirizzo. PIGNATTI PAOLO Sono nato a Carpi (Modena) nel 1947 – Lupetto e Scout negli anni 60 – Nel MASCI ormai da più di 20 anni sono stato parte attiva nel movimento nel triennio 1998-2001 quale Consigliere Nazionale incaricato per Stile e Metodo. Per vari anni membro della Pattuglia dei Seminari di Animazione ho cercato di “giocare” assieme a tanti amici, in tutta Italia, l’avventura dello scoutismo adulto, guidando la mia canoa e arricchendo il mio zaino. Sposato con Franca che da moglie “paziente” accetta le mie pazzie, con tre figli grandi ormai “quasi” autonomi, senza più lavoro e un po’ di tempo disponibile, mi è tornata la voglia di riprendere a “giocare“ insieme. Le mie passioni: informatica, lettura, catechesi e poesia. PISONI LUCIANO Sono nato nel 1943 a Bergamo, ho lavorato come tecnico nell’industria chimica, dirigente d’azienda ed ora pensionato. Nello scautismo, sono stato scout e rover, ho ricoper to i ruoli di Capo Branco, ROCCA MARIO 60 anni, ingegnere. Scout da sempre. Sposato con Matilde, insegnante, anche lei nello scoutismo da sempre, due figli grandi. Impegnato in attività di catechesi famigliare, e in scuole di preghiera (Cuneo). Appassionato di montagna. Tra i fondatori della Comunità MASCI Genova Città. Per quattro anni incaricato fede MASCI Liguria, di recente corresponsabile nella preparazione e nella gestione dell’Evento di Genova per il Centenario. Par tecipazione a tutte le assemblee nazionali in qualità di delegato a par tire dall’assemblea straordinaria di Loreto e poi a Brucoli, Montesilvano, Rimini, Fiuggi, Torre Canne ed agli eventi di Genova e di Assisi per il Centenario. Eletto Consigliere Nazionale a Fiuggi, vissuta con entusiasmo e spirito di servizio l’esperienza in Consiglio Nazionale nel primo triennio del nuovo statuto. Molto è il lavoro da fare. TILLI BEPPE Cari amici e fratelli, un mio profilo è già stato pubblicato sul n.8/2004 di S.A. quando mi candidaste per la prima volta al C.N., ove in effetti ho servito in questi ultimi tre anni anche come vicepresidente. Una esperienza che mi ha arricchito; se poi abbia giovato anche al Movimento e perciò meriti di essere proseguita spetta a voi deciderlo. Buona strada a tutti. È nato cinquantuno anni fa a Jesi, dove vive e lavora come architetto. Sposato ha due figli scout. Uno degli obiettivi principali della propria vita è cercare di contribuire a migliorare cristianamente il mondo e crede che lo scoutismo aiuti a farlo concretamente e non da soli. È nel MASCI con la moglie Luigina dal 1997, anno della fondazione della Comunità di Jesi, di cui è stato magister dal 2004 al 2006. Ha par tecipato a Seminari di Animazione, a Feste delle Comunità, ad Assemblee ed all’Incontro del Mediterraneo 2006; dal 2004 è entrato a far parte della Comunità dei Foulard Bianchi. Le esperienze maturate hanno contribuito a convincerlo dell’attualità dei principi e delle leggi dello scoutismo, utili per affrontare le nuove problematiche ambientali e culturali alla luce della Parola di Dio. Strade Aperte n. 10/2007 TITTARELLI ERMANNO 25 TORRE ATTILIO Anni 60. Sposato con Liliana, due figli. In pensione dal 1° luglio di quest’anno. Nell’ASCI dal 1958 al 1968. Nel MASCI dal 1982. Magister della Comunità Potenza dal 1991 al 1997, periodo in cui la Basilicata esce dall’isolamento regionale incentivando i propri iscritti al coinvolgimento nelle attività preposte a livello centrale. A tutto raggio le iniziative por tate avanti in quel periodo: Vita all’aper to, catechesi e soprattutto Ser vizio, con la nascita dell’Associazione Lucana per la lotta alla fibrosi Cistica, tuttora punto di riferimento per la qualità dei ser vizi offer ti agli ammalati della propria regione e di quelle limitrofe. Dal 2000 al 2006 Segretario Regionale dopo essere passato da diverse esperienze come referente per la famiglia, per il Ser vizio e per lo Sviluppo. Vorrebbe un MASCI meno burocratico in cui le persone si ritrovino in maniera naturale per continuare a vivere con spontaneità questa meravigliosa avventura. Assemblea Nazionale di Montesilvano incaricato provinciale di Branca Lupetti, Capo Ripar to, Capo Gruppo e Magister di Comunità M.A.S.C.I. Ho ideato e realizzato l’impresa nazionale” Via Francigena e Vie Romee” per ripristinare le antiche vie di pellegrinaggio in Italia e proporre momenti di riscoperta della spiritualità della strada anche agli A.S. Su STRADE APERTE ho ripor tato periodicamente tutti gli eventi significativi e dettagliati dell’impresa. Molti A.S. e Comunità hanno ritrovato il valore del camminare alla maniera scout. Strade Aperte n. 10/2007 TOSCANI JERMAN LILIANA Sono nata a Trieste nel 1948. Sono stata guida e poi capo Riparto nell’Agi. Sono sposata e ho una figlia. La mia formazione scout mi ha aiutata ad affrontare le difficoltà per conciliare la vita familiare con il lavoro. Ora sono in pensione. Faccio parte del MASCI dal 1996 e sono stata Magister. La realtà della mia città multiculturale e multireligiosa, logorata però da molteplici tensioni non ancora sopite, mi ha stimolato ad impegnarmi nell’iniziativa della “Luce della Pace di Betlemme”. In questo ambito curo in particolare l’aspetto ecumenico e interreligioso. Sono inoltre impegnata nel coordinamento del “tavolo interassociativo” favorendo il dialogo tra le numerose Associazioni scout presenti in città. servizio, alle attività della Regione Puglia. Ha partecipato alla Commissione Statuto Nazionale, per l’attuale nuova impostazione del movimento. VITALE ENZO Nato a Casagiove (ce) il 16.07.56 dott. Commercialista già’ ASCI (dal 1966) poi Agesci infine MASCI dal 1985. Consigliere di amministrazione e revisore contabile di varie società, compresa bcc di casagiove. Già assessore comunale alle finanze comune di Casagiove dal 2001 al 2004. Già magister della comunità MASCI Casagiove. 26 ZIN FRANCESCO Assemblea Nazionale di Montesilvano TRITTO GIOVANNI È nato a Molfetta nel 1944. Sposato con Rita, padre di 3 figli e nonno di Giosuè. Segretario Comunale in diversi Comuni della provincia di Perugia, Foggia, Bari e BAT, attualmente lavora al Comune di Taranto. Promessa Asci nel 1957, ha prestato servizio soprattutto nella branca Rover conseguendo la prima nomina a capo (World Badge) a Molfetta. Nel 1974, come consigliere ASCI della Regione Puglia, ha sostenuto la nascita dell’AGESCI. Al rientro dall’Umbria ha partecipato alla costituzione della zona AGESCI “Bari Nord”. Nel 1982, con la nomina a Vescovo di Don Tonino Bello ed incoraggiato dalle sue parole, ha iniziato una nuova esperienza nel MASCI. Ha collaborato, quale incaricato regionale della pattuglia Nato cinquantotto anni fa in un Comune del padovano, risiedo con la famiglia ad Abano Terme (PD).Sono sposato e padre di una ragazza impegnata anch’essa nello scoutismo. Presto la mia attività lavorativa nel settore amministrativo presso una Azienda pubblica regionale. Ho incontrato il movimento scoutistico in età adulta, attraverso il percorso di mia figlia, senza aver vissuto precedenti esperienze scout giovanili, e ne sono stato colpito per l’ideale di vita e per il metodo di crescita personale che lo caratterizzano.Componente della comunità MASCI “La Rupe” di Tencarola (PD), ho contribuito a farla crescere principalmente nell’impegno al ser vizio della Chiesa e dell’associazionismo locali. DONVITO TOMMASO – Sono nato il 1947 a Gioia del Colle Bari e residente a Castellaneta Taranto. La mia famiglia è composta da Teresa, Domenico e Mariano. Lavoro in Trenitalia (quadro dirigente) da quarant’anni circa, prossimo alla pensione. I miei ragazzi iscritti da sempre nell’agesci.Il mio cammino è cominciato con loro circa venticinque anni fa. Iscritto al MASCI dalla nascita senza mai aver potuto occupare alcuna carica a causa del mio impegno lavorativo.Ora prossimo al pensionamento, spero di potermi impegnare di più e dare un contributo maggiore a tutta la comunità. GIALLORENZO LUCIA – Sono nata a Pratola Peligna (AQ),nel 1953, sono residente a Pescara, sono sposata con Pietro dal 1981, ho due figli, Alessandra di 23 anni e Marco di 21, sono laureata in economia e commercio e sono vice direttore di un Istituto di Credito,dove mi occupo prevalentemente di fidi e analisi di bilancio, per questo in assemblea mi hanno sollecitato di accettare l’incarico. Io e Pietro siamo rientrati nel Masci PE1 due anni fa, dopo alcuni anni di servizio nell’Agesci ed a seguito della chiusura del nostro gruppo Masci PE 4°. Ritengo questa opportunità un’ottima occasione di Servizio e di crescita nel movimento LOMBARDI RENZA GIUSEPPINA – Nata a Prato (Po) il 13.09.1936, laureata in Economia e Commercio. Insegnante di ruolo di materie tecniche commerciali, per 36 anni ha insegnato Economia Aziendale nell’I.T.C. Dagomari di Prato. Iscritta all’Albo del Collegio dei Ragionieri e Periti Commerciali della Circoscrizione di Prato. Ha svolto la professione di commercia- SARTI ENZO – Nato ad Ancona 1938. Sposato, due figli (ex scout), nonno di due nipoti. Laureato. Ex ufficiale marina mercantile - Pensionato bancario: Dal 1982 appartengo alla Comunità Masci Falconara 1°, magister per 4 mandati, intervallati 2 a 2 da un periodo di quasi 7 anni come Segretario Regionale Marche 5/1994-1/2001. Dal 1983 al 1988 ho prestato servizio come Capo Clan e Capo Gruppo presso Gruppo AGESCI Falconara 1. Partecipazione ai 3 Seminari di Animazione MASCI. Mi interesso di contabilità, quale amm/re Parrocchia “S. Giuseppe” – Falconara ed altre contabilità – già revisore conti alla locale Casa Accoglienza ”Tenda di Abramo”: tutte in spirito di servizio. Membro Consulta Diocesana Aggr. Laicali Revisore conti – eletto all’A.N. di Brucoli – dal 2001 al 2004. SORRENTINO GIUSEPPE – Nato ad Acireale il 25.6.1940, sono sposato con due figli (ed altrettanti nipoti) ragioniere e perito commerciale, dal 1.1.1960 al 31.07.1997 sono stato dirigente dell’ospedale di Acireale prima e dell’U.S.L. dopo, frequentando numerosi corsi di formazione professionale presso l’Università Bocconi Sono stato docente -specialista esterno- di contabilità pubblica presso l’I.P.S.I.A. di Acireale Dal 1.8.1997 sono in pensione Dal 1954 nello scoutismo, sono stato magister della mia Comunità e revisore dei conti del MASCI;Sono il presidente del Movimento per la Vita della diocesi di Acireale Faccio il giornalista, con regolare iscrizione all’albo, per il giornale diocesano. Strade Aperte n. 10/2007 NERBI FRANCO – È nato a Roma molti, molti anni fa, nel 1945 ha professato la sua Promessa Scout, e dal 1965 si è censito al MASCI. Nell’assemblea di Loano è stato eletto Consigliere Nazionale incaricato nel triennio al settore fede e catechesi. Nell’ assemblea del cavallino a Venezia rieletto Consigliere Nazionale ha guidato il settore organizzazione. Professionalmente ha operato nel settore amministrativo della società di costruzioni Provera e Carrassi concludendo la sua carriera come direttore amministrativo nei cantieri fuori sede. Dopo 50 anni di servizio nella medesima impresa meritatamente è diventato pensionato dell’ Inps. Candidato alla carica di Revisore dei Conti ha accettato per spirito di servizio la candidatura. 27 Assemblea Nazionale di Montesilvano Candidati all’incarico di Revisore dei Conti lista per alcuni anni. Attualmente in pensione, presta volontariato di insegnamento nella Casa Circondariale della Dogaia di Prato. È iscritta da 18 anni alla Comunità M.A.S.C.I. “Mario Mazza” di Prato. Sposata con Giorgio Gentili, ha una figlia e due nipoti. Strade Aperte n. 10/2007 Assemblea Nazionale di Montesilvano 28 Regolamento per lo svolgimento delle assemblee nazionali TITOLO PRIMO Formalità preliminari e di apertura dell’assemblea Organi assembleari Art. 1- Commissione per la verifica delle credenziali Il Consiglio Nazionale nell’ultima sua riunione anteriore all’A.N.,nomina la Commissione per la Verifica delle Credenziali, di cui all’art. 11 del Regolamento. La Commissione è costituita da un Presidente, da due Vice Presidenti e altri tre componenti scelti tra gli iscritti al Masci e dovrà riunirsi ed insediarsi sul luogo dell’assemblea almeno un’ora prima dell’ora fissata dal Consiglio Nazionale per l’apertura della accoglienza dei delegati. Prima del suo insediamento, la Commissione riceverà dalla Segreteria nazionale del Movimento elenchi in triplice copia dei delegati e degli altri aventi diritto a partecipare all’assemblea, suddivisi per regioni. Art 2 - Verifica delle credenziali Man mano che i delegati si presentano presentando le proprie credenziali la Commissione ne prende nota sugli elenchi in suo possesso e sigla ogni credenziale, restituendola al delegato. Presentandosi gli altri aventi diritto a partecipare all’assemblea la Commissione ne annota la presenza sugli elenchi. Ove un delegato sia stato sostituito a norma dell’art.11 del Regolamento Generale, la Commissione depenna dagli elenchi il nome del delegato assente e vi aggiunge le generalità del sostituto. La sostituzione è effettuata dal Segretario Regionale in accordo con il Magister o suo delegato tra i membri della stessa comunità o, in caso di impedimento, tra gli adulti scout della stessa Regione. Al momento dell’apertura dell’Assemblea, la Commissione comunica al Presidente Nazionale il numero dei presenti. Successivamente fornirà lo stesso dato aggiornato al Presidente dell’Assemblea ogni volta che questi lo richiederà. Art. 3 - Formalità di apertura dell’Assemblea Constatata la presenza del numero legale per la validità dell’A.N., il Presidente Nazionale, dichiarata aperta l’assemblea, propone la nomina: a) del Presidente e del Vice Presidente; b) di due Segretari; e) del collegio degli scrutatori in aula composto da un presidente e quattro scrutatori; d) del seggio elettorale composto da un Presidente e due componenti. Art. 4 - Presidente e vicepresidente dell’Assemblea Il Presidente dell’A.N. ne dirige i lavori curando la regolarità dello svolgimento. Tenendo conto del tempo a disposizione e del numero di interventi previsti, fissa il limite massimo degli interventi stessi, togliendo la parola a chi continuasse a parlare oltre il limite fissato. Pone ai voti proposte e mozioni e proclama i risultati delle votazioni. Cura che dei lavori svolti sia redatto veritiero resoconto che poi sottoscrive unitamente al Vice presidente e ai segretari. Art. 5 - Segretari I segretari curano la redazione del verbale di assemblea, facendo il resoconto dei lavori svolti e delle deliberazioni assunte e raccogliendo il materiale inerente (mozioni o interventi scritti). Art. 6 - Collegio degli scrutatori Il collegio degli scrutatori attende a tutte le operazioni di voto a scrutinio palese e segreto ad eccezione delle elezioni ad incarichi di persone, comunicandone i risultati al Presidente dell’assemblea. Art. 7- Seggio elettorale Il seggio elettorale viene costituito per l’elezione a scrutinio segreto di incarichi di persone (Presidente, Segretario Nazionale, Consiglieri Nazionali, Revisori dei conti.): presiede tutte le operazioni di voto, verifica le credenziali degli elettori, garantisce la riservatezza del voto, comunica al presidente dell’Assemblea i risultati del voto e consegna la relativa documentazione ai Segretari. Art. 8 - Comitato mozioni Il Comitato Mozioni provvede all’esame preliminare di mozioni che vengono presentate e alla loro sollecita trasmissione al Presidente. Chi intenda presentare mozioni deve depositarne il testo presso il Comitato Mozioni che, d’intesa, con i presentatori, vi apporta, ove necessario, modifiche formali o destinate a chiarirne il senso. In caso vengano costituite delle Commissioni in sede di Assemblea incaricate di operare su temi analoghi, il Presidente del comitato Mozioni provvederà, in accordo con i Presidenti delle Commissioni, ad armonizzare i documenti da sottoporre al voto dell’Assemblea, eliminando incongruenze e omogeneizzando la forma. Art. 11- Commissioni Per delibera dell’Assemblea possono essere costituite delle Commissioni incaricate di approfondire temi specifici al fine di agevolare i lavori generali. Il Presidente della Commissione eletto con voto palese, provvede a stilare sotto forma di mozione il documento finale dei lavori della Commissione che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea. Il Presidente della Commissione per interventi di particolare interesse può dare la parola a soci non delegati. Con gli stessi criteri in caso di mozioni di analogo argomento il Presidente del comitato Mozioni cercherà, in accordo con i proponenti, di armonizzare i documenti da sottoporre al voto dell’Assemblea. TITOLO SECONDO Svolgimento dell’assemblea Art. 9 - Ordine dei lavori e facoltà di intervento Il Presidente dell’A.N. cura che gli argomenti inseriti all’ordine del giorno vengano trattati senza spostamenti e nel tempo previsto. Il Presidente per garantire la più ampia partecipazione al dibattito fissa preventivamente la durata massima degli interventi e, allo scadere del tempo toglie irrevocabilmente la parola. Il Presidente per garantire il rispetto dei tempi dell’assemblea può fissare il numero massimo di interventi su un determinato punto in discussione. Nella discussione nessuno può prendere la parola senza averla ottenuta dal Presidente. Il Presidente può revocare la facoltà di parlare quando l’intervento non sia pertinente all’argomento in discussione. Coloro che chiedono di parlare hanno la parola salvo diverso avviso del Presidente nell’ordine di iscrizione. I delegati che intervengono nelle discussioni e nelle votazioni esprimono una volontà propria in forza del potere che loro deriva dallo “status” di partecipazione all’assemblea. Art. 12 - Mozioni. emendamenti e votazioni a) Il Presidente, di ufficio o su proposta di uno o più partecipanti all’Assemblea, può mettere ai voti una mozione per punti separati. Qualora sul medesimo argomento siano presentate più mozioni, esse vengono messe ai voti iniziando da quella che, se approvata, modificherebbe più radicalmente la situazione esistente. Il relativo giudizio e rimesso al Presidente. Qualora su una mozione siano presentati uno o più emendamenti essa viene messa ai voti prima nella forma emendata, iniziando ove occorra dall’emendamento che a giudizio del Presidente appare il più radicale. Se tutti gli emendamenti sono respinti la mozione viene messa ai voti nel testo originario. Nessuno può parlare due volte su una mozione - eccetto che per domande di chiarimento e mozioni d’ordine - salvo il proponente per la replica al termine del dibattito b) Ogni triennio l’Assemblea Nazionale approva le linee di indirizzo programmatico del Movimento. Esse sono coerenti con il Patto Comunitario e con lo Statuto e discendono dalle esperienze e dalle riflessioni realizzate nel Movimento e dalle sollecitazioni che esso accoglie dalla realtà sociale ed ecclesiale. Il Consiglio Nazionale ed il Comitato Esecutivo traducono le linee programmatiche in progetti ed attività che offrono agli Adulti Scout occasioni di crescita permanente e di testimonianza. Le proposte di indirizzo programmatico vengono elaborate, discusse e sottoposte ad approvazione dell’A.N. sulla scorta delle indicazioni che ciascuna Comunità ed ogni Regione hanno facoltà di far pervenire al C.E. entro il termine previsto per la presentazione delle candidature. Strade Aperte n. 10/2007 29 Assemblea Nazionale di Montesilvano Art. 10 - Mozione d’ordine Coloro che intendono avanzare una proposta procedurale volta a dare un diverso corso ai lavori (o mozione d’ordine) hanno diritto di parlare alla fine dell’intervento in corso. Il dibattito sulla mozione d’ordine e limitato ad un intervento a favore e uno contrario e la mozione viene quindi messa ai voti. Se approvata essa entra immediatamente in vigore. Il Presidente Nazionale il Segretario Nazionale unitamente possono chiedere mediante la procedura di cui al presente articolo - l’inserimento all’ordine del giorno di nuovi argomenti, solo in casi eccezionali di necessita ed urgenza. In nessun caso la procedura può essere usata per modificare lo Statuto, il Regolamento e il Patto Comunitario. Strade Aperte n. 10/2007 Assemblea Nazionale di Montesilvano 30 Tali indicazioni verranno distribuite tra i gruppi di lavoro formati dai delegati presenti all’Assemblea, ciascuno coordinato da membri del C.N. e/o del C.E., che provvederanno ad una sintesi delle indicazioni esaminate che trasmetteranno ad un’apposita commissione di cinque membri preventivamente designati dall’Assemblea su indicazione del suo Presidente. La Commissione provvede sulla scorta delle sintesi ricevute ad elaborare ove possibile una mozione organica di indirizzo programmatico o proposte alternative da sottoporre all’Assemblea che provvederà ad esprimere il proprio voto con la procedura prevista al comma precedente. c) La mozione o la proposta di indirizzo programmatico si intende approvata con la maggioranza assoluta dei voti espressi dai votanti, considerando voti espressi anche le astensioni, così come previsto dall’art.12, comma terzo, lettera d, dello Statuto. Art. 13 - Modifiche allo Statuto ed al Patto Comunitario. a) Entro l’ora fissala dal Consiglio Nazionale nel programmi dell’A.N. potranno essere presentati al Comitato Mozioni emendamenti alle proposte di modifica presentate a norma di Statuto; gli emendamenti dovranno indicare con precisione articolo e proposta alla quale fanno riferimento. Le proposte di modifica ed i relativi emendamenti saranno sempre presentati recando allegata una nota esplicativa in cui vengono indicate concisamente ma chiaramente le motivazioni. Non sono previsti altri momenti di presentazione di emendamenti. b) Il Comitato Mozioni potrà, con l’accordo dei proponenti, armonizzare più emendamenti di analogo contenuto che si riferiscono alla stessa proposta di modifica. c) Nel corso del dibattito e delle votazioni su modifiche allo Statuto ed al Patto Comunitario non è possibile la presentazione di Mozioni d’ordine. d) Nel tempo stabilito ogni presentatore ha diritto di illustrare, nei tempi fissati dalla Presidenza: – le proposte di modifica – gli emendamenti Ogni presentatore ha diritto di parlare una sola volta in fase di presentazione modifiche ed emendamenti proposti da più persone sono presentati un’unica volta. e) A conclusione della fase di presentazione e di dibattito generale da contenere nei tempi previsti dall’o.d.g. si procede alla fase di votazione. Si procede in ordine di articolato. f) Per ogni articolo vengono messe in votazioni le singole proposte di modifica, salvo esplicita rinunzia da parte del proponente. Per ogni proposta vengono pri- ma messi in votazione gli emendamenti, iniziando ove occorra dall’emendamento che a giudizio del Presidente appare più radicale; al termine viene messa in votazione la proposta di modifica eventualmente emendata. Nel caso di più proposte di modifica relative allo stesso articolo, l’esame inizia dalla proposta che a giudizio del Presidente appare più radicale, al termine dell’esame delle modifiche l’articolo viene messo in votazione nel suo complesso senza interventi. g) Prima di ogni votazione si potrà avere un solo intervento a favore ed uno contro nei tempi fissati dalla Presidenza seguendo la priorità emendamento, modifica. h) Conclusa l’approvazione dei singoli articoli il nuovo Statuto viene messo in votazione nel suo complesso. In fase di votazione dello Statuto nel suo complesso si potranno avere tre interventi a favore e tre contro nei tempi fissati dalla Presidenza. i) Gli emendamenti vengono approvati con la maggioranza assoluta dei votanti. Le modifiche, gli articoli e lo statuto nel suo complesso vengono approvati a norma di statuto, con la maggioranza dei 2/3 dei votanti. j) Procedura analoga verrà seguita per le modifiche al Patto Comunitario. Art. 14 - Delibere comportanti oneri, economici Nel corso della discussione di delibere comportanti oneri economici, deve essere necessariamente sentito il parere dell’Amministratore o in sua assenza, del Presidente Nazionale o del Segretario Nazionale del Movimento. In siffatte delibere deve essere comunque indicato il limite di spesa e i criteri di reperimento dei fondi (capitoli di bilancio e/o eventuali nuove entrate). Art. 15 - Elezioni a scrutinio segreto I delegati votanti debbono consegnare al seggio elettorale la loro credenziale nel ritirare la scheda elettorale: in difetto non sono ammessi al voto. Art. 16 - Norme finali Eventuali modifiche allo Statuto, approvate nel corso dell’Assemblea, diventano operative solo dopo la chiusura dell’Assemblea in cui sono state approvate. Ove occorra possono essere messe in discussione mozioni che prevedono norme transitorie al fine di rendere possibile una corretta ed agevole applicazione delle modifiche approvate. Approvato dal C.N. del 6-7giugno 92, modificato dal C.N del 4 febbraio 95, dal C.N. del 27-28 gennaio 2001, dal C.N. dell’8/9 maggio 2004 e dal C.N. del 4/6 maggio 2007. Assemblea Nazionale di Montesilvano Strade Aperte n. 10/2007 Programma della XXIV Assemblea Nazionale 31 Strade Aperte n. 10/2007 Vita del Movimento 32 10 Anniversario Route Natura Lombardia Telefona Massimo: “ Stanotte ho fatto un sogno!” “Eh già, -penso io-“I have a dream” (anche se Massimo in comune con Martin Luther King ha forse solo il baffetto carismatico). Sarà stata la lauta cena a casa di Roberto, che gli si è piantata sullo stomaco.” Ma lui continua:”E se mandassimo un articolo a Strade Aperte per il decimo anniversario della Route Natura Lombardia?” “Già-dico tra me e me- e chi ce lo pubblica?” Ma eccomi qua, tentar non nuoce e ci provo a farvi sapere qualcosa. Innanzi tutto vi presento la pattuglia formata da alcuni membri di diverse comunità. Rezzato (BS) • Massimo (lo avete già conosciuto) e sua moglie Rosella non solo proposta, ma già proclamata “Santa subito” dagli amici a causa di Massimo, naturalmente; • Roberto e Marina, impareggiabili cuochi, non solo per la qualità dei cibi, ma anche per la capacità di destreggiarsi in cucina pure nelle situazioni più proibitive e difficoltose. Crema Ruah (CR) • Grazia e Renato, “i più spirituali”e profondi, ma non per questo meno c…isti degli altri. Bergamo (BG) • Gianfranco, il nostro grande (100 kg x 1,90 ca.) capo, sorretto moralmente ed organizzativamente dalla sua dolcissima metà (a tutti gli effetti) Irene. Lodi (LO) • Antonio, il “ragiunatt”, anzi – cosa dico – il direttore di banca, tranquillo, discreto, abile nel fare quadrare i conti non sempre facili, perché ci proponiamo di applicare tariffe popolari (sempre intorno ai 20 euro) e Nora (questa volta il suo doppio), che ci fa sempre concludere le riunioni con il dolce in bocca, nel vero senso della parola; • ed infine Gianmario, mio marito, ed io. Che dire della nostra coppia? Niente! Ai posteri l’ardua sentenza. Il gruppo è affiatato anche se composto, come avete visto, da persone di diverse comunità. Lo sanno bene i nostri vicini di casa, perché a rotazione per preparare la route ci troviamo ora dall’uno ora dall’altro e le urla, ma anche le risate e le battute non mancano. Ci incontriamo di solito verso le 16, discutiamo animatamente e lavoriamo fino all’ora di cena, poi ci rilassiamo tutti insieme e, a mio avviso, cementiamo il gruppo attorno alla tavola. Quest’anno vorremmo che la Route fosse davvero speciale per celebrarne in allegria il decimo anniversario. L’appuntamento è per il 22-23 settembre a Borno in Vallecamonica a mt. di altitudine. I piatti forti del menu saranno: • il Grande Gioco a squadre alla scoperta del paese, applicando le tecniche scout; • il fuoco di bivacco che con scenette, canti o balli dovrà ricordare qualche aspetto significativo o memorabile delle precedenti Route; • la visita al parco della formica rufa. Se il nostro sogno si realizzerà, speriamo di poterne fare un secondo: che voi riceviate un resoconto ENTUSIASTICO della Route da parte di qualche partecipante! A presto allora (che bella faccia tosta!)!!! Anita Cremonesi Comunità di Lodi La Comunità di Trecate ha festeggiato 20 anni di attività La giornata del 20 maggio scorso, è stata una giornata di festa particolare, attesa ed emozionante per tutta la Comunità MASCI: ricorreva il ventennale della fondazione.fin dal mattino, la giornata si presentava splendida; un cielo terso e il sole caldo estivo, hanno dato la possibilità ad una cinquantina di scout di arrivare nella nostra città per festeggiare e gioire insieme. Erano presenti solo alcune delle Comunità del Piemonte, la Valle d’Aosta, con i loro rappresentanti, il Segretario Regionale, e due componenti della Comunità di Pesaro. La festa si è ufficialmente aperta il sabato sera alle ore 21 con la veglia di preghiera nel grande prato dell’oratorio femminile, davanti alla Cappella della Madonna di Loreto. Domenica l’accoglienza era fissata per le ore 9 presso l’oratorio femminile. La giornata scout è iniziata con l’alzabandiera alle ore 10, insieme al gruppo Agesci locale; poi i saluti del Magister, del Segretario Regionale, del capo gruppo Agesci e del Sindaco di Trecate. Nel salone dell’Auditorium più relatori hanno portato la loro esperienza scautistica. Alle 12 la S. Messa nella bella chiesa appena restaurata di S. Francesco, celebrata dall’assistente Agesci don Beppe. Si è poi passati al momento conviviale, semplice, ma apprezzato da una sessantina di persone. Alle ore 15 si è dato il via al “pomeriggio scout”, con visita alla mostra fotografica, ai laboratori “imparare facendo”, dove il gruppo “mani abili”, confezionava all’istante bambole di stoffa; inoltre si potevano ammirare i lavori fatti precedentemente di cucito, di ricamo, più i gadget e il libro del ventennale. Sono stati fatti alcuni giochi: il tiro con l’arco, quello della rana e un simpatico e divertente ballo-tribale eseguito dalle suore filippine del Monastero della carità di S. Francesco de Paola, che ricordava l’armonia delle foreste delle loro isole: “ il tiki- tiki”. Al termine della giornata il cerchio di chiusura e l’ammainabandiera hanno chiuso questo incontro fraterno. Lo scopo dello stare insieme, aveva più che altro il significato di rafforzare l’amicizia, ma anche gli ideali dello scautismo e di mantenere vivo l’impegno Sull’Etna il campo regionale Alta Squadriglia Si è svolto a Serra La Nave, nel Comune di Nicolosi, a circa 1.800 metri sul livello del mare, dal 21 al 24 giugno, il Campo Regionale dell’AGESCI per Alte Squadriglie, organizzato dagli Incaricati Regionali alla Branca E/G, Sara Damino e Vincenzo Semprevivo, coadiuvati dalla pattuglia regionale di Branca E/G. I due personaggi AL e TAnia hanno accompagnato guide ed esploratori nella grande avventura, mentre Don Joseph, assistente regionale alla branca E/G, ha animato la catechesi al campo con riflessioni sulla promessa scout. Le 80 Alte Squadriglie siciliane presenti al campo sono state divise in 9 sottocampi, ognuno recante il nome della città sede di un Jamboree ed abbinato ad una specialità: speleologia, campismo, esplorazione o nautica.Le attività previste sono state: Villaggio delle tecniche (lavorazione del cuoio, del legno, del rame, pronto soccorso, emergenza e protezione civile, radio scout, comunicazione) e World Village (cucina e giochi internazionali). Questo il programma: giovedì: accoglienza, montaggio, cerimonia iniziale e Fuoco di accoglienza; venerdì: attività e fuoco di sottocampo;sabato: attività e fiesta finale;Domenica: S. Messa celebrata da Don Joseph, chiusura e smontaggio.Ogni alta squadriglia ha presentato un’impresa realizzata nei mesi scorsi e la migliore è stata premiata con la partecipazione al Concorso Nazionale: in palio un viaggio in Inghilterra per il Jamboree. È risultata vincitrice l’Alta Squadriglia dell’Alcamo 1 (Zona Elimi) che ha realizzato un carretto siciliano. 2ª classificata l’Alta Squadriglia del Messina 6 con l’impresa “Sguardi di Sicilia”. Per il Festival canoro della montagna ogni Zona ha presentato un canto: è risultata vincitrice la Zona Lilibeo con la canzone “ Strade e pensieri per domani”, 2ª classificata la Zona dello Stretto che ha presentato la canzone “Colore del Sol”. La Comunità MASCI Messina ha fatto parte dello staff accoglienza (Carmelo e Daniela) e del Settore E.P.C.- Emergenza e Protezione Civile (Carmelo, Nicolò, Salvatore e Alessandra). Gli adulti scout presenti hanno fatto esperienza di montaggio e smontaggio di tende ministeriali e di primo soccorso (qualche guaio succede sempre, specialmente dopo una tromba d’aria e una bella grandinata!). Un ringraziamento agli Incaricati Regionali di Branca E/G, Sara Damino e Vincenzo Semprevivo e al Responsabile del Settore EPC della Zona dello Stretto, Davide Comunale, per la fiducia accordata alla Comunità MASCI Messina. 33 La pattuglia E.P.C. MASCI Messina Vita del Movimento Ugo Cattaneo Comunità di Trecate Strade Aperte n. 10/2007 assunto in funzione della Promessa, pronunciata davanti a Dio. Nel salutarci abbiamo capito che il nostro obiettivo era stato raggiunto. Tutti avevano gli occhi lucidi per la commozione e nel cuore certamente tanta emozione per la giornata stupenda che il Signore ha voluto donarci. L’augurio che vogliamo fare, noi della Comunità di Trecate in questa occasione, a tutti gli A/S, di poter camminare sereni verso il futuro, cercando, nella semplicità che ci distingue, di dare un contributo modesto, ma che possa fare in modo di arrivare ad un mondo migliore senza malvagità e pregiudizi. Strade Aperte n. 10/2007 Vita del Movimento 34 Pellegrinaggio sulla via Francigena La storia, che vi voglio raccontare, è molto semplice: una trentina di adulti scout decidono di essere a Roma il 2 agosto ’07, per rinnovare la promessa scout in occasione del centenario dello scautismo e pensano di fa-re una cosa molto scout, arrivandoci a piedi, camminando sui sentieri della via Francigena. Ora che siamo tornati a casa, vogliamo riferirvi da bravi esploratori che cosa abbiamo visto; questo in fondo è il mestiere dello scout: uscire dall’accampamento, per andare avanti a vedere e poi tornare ad informare gli altri. In questo caso gli altri siete voi e questo articoletto vorrebbe esservi utile (mah?). È difficile condensare in due pagine le albe e i tramonti di questi sei giorni, i silenzi e le lunghe chiacchierate, i piedi doloranti e l’incanto di una doccia calda. Molti di voi hanno già vissuto pellegrinaggi e routes e sapete quanto sia sorprendente questa esperienza, quante persone si incontrano, quanti messaggi silenziosi si colgono nelle pietre e nelle nuvole. Per me è difficile scegliere i momenti più significativi e so già di far torto ai miei compagni di pellegrinaggio, perché non posso dare voce ai loro pensieri più belli e alle loro riflessioni più profonde. Ma forse è giusto che sia così, altrimenti questo resoconto diventerebbe didascalico come una guida turistica oppure autoelogiativo, per raccontare a tutti come siamo stati bravi a camminare sotto il sole (numerosi recitavano anche un rosa-rio!). In realtà non abbiamo fatto alcun sforzo straordinario, ad eccezione del pri- mo: cioè decidere di partire. Ecco!, un consiglio possiamo darlo: scrutate con attenzione voi stessi e decidete con forza di partire. “beato chi trova in Te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio (salmo 84 (83), 6)”. Si, noi vorremmo condividere con voi la gioia e l’arricchimento di questa esperienza, perciò vi diciamo: ne vale la pena, mettetevi sulle strade per Roma o per Santiago di Compostela o per Gerusalemme. Partite con un gruppo di amici e di sconosciuti, mettete nello zaino un vangelo e un quaderno, “bruciate” un pezzo delle vostre preziose vacanze, per rimanere in compagnia di voi stessi e del Signore, al ritorno vi accorgerete di aver fatto un buon affare. Qualcuno dirà: “Ma non ci racconti proprio niente di cosa avete fatto, di chi avete incontrato?” Scelgo un personaggio tra i tanti, lo chiamo Michele e l’abbiamo incontrato in un paesino del viterbese; noi eravamo arrivati nella piazzetta centrale e davamo fondo alla fontanella (ah, sorella acqua!). Tra gli abitanti, che ci osservavano con benevola curiosità c’era il signor Michele. Ora con un pellegrino viene facile fraternizzare e così Michele ci ha raccontato qualche fatterello e ci ha descritto il suo hobby (per san Paolo sarebbe un carisma). Michele gira per le discariche di immondizia e cerca immagini sacre e statuette buttate via, le pulisce, le restaura e poi le porta agli ammalati (assicura di aver osservato in essi netti miglioramenti). Detto questo, Michele ci ha promesso: “adesso vi suono la carica” e si è allontanato, per ritornare subito dopo con una tromba, con la quale ci ha eseguito il suo repertorio per pellegrini (l’ultimo pezzo è stato il motivetto spiritual “When the saints go marching in”).Tutto idilliaco ed Sergio Puleo Comunità Torino Centenario dello scoutismo: l’esperienza di Verona Conoscete sicuramente l’Arena di Verona… “un grande cerchio” con tutti quegli archi sovrapposti. Abbiamo fatto non proprio il tutto esaurito…ma eravamo 10.000 fra associati, genitori, simpatizzanti ed ex scout con i nostri fazzolettoni idealmente annodati fra loro. C’erano anche i “veterani” quelli che hanno riacceso in città il fuoco scout finita la seconda Guerra Mondiale. È stato il culmine di un’esperienza che ha visto i vari responsabili di zona dell’Agesci, i commissari del Cngei, il coordinatori Senior CNGEI e Masci della città lavorare, confrontarsi fattivamente sulla linea da seguire per creare il progetto da realizzare per questo grande evento.Per questo grande evento è stato necessario costituire dei grup- Strade Aperte n. 10/2007 pi di lavoro che organizzassero la logistica, la comunicazione, l’organizzazione dell’evento in Arena e la parte educativa con le attività scout. Le difficoltà iniziali di comprensione tra le associazioni scout, su modi di operare sono state superate velocemente e ci siamo resi conto che con un po’ di “autotraduzione” i progetti piano piano prendevano forma. L’organizzazione generale è stata a dir poco eccellente, e le attività educative, svolte dalle branche, sono state di altissimo livello offrendo a tutti i ragazzi e le ragazze una grande esperienza formativa. Ed eccoci il 28 ed il 29 aprile a mettere in pratica la canzone dell’alba del centenario: “un grande cerchio”: gli scout hanno abbracciato la loro città creando un grande cerchio all’interno del quale si sono sviluppati i laboratori dei lupetti e delle coccinelle, che hanno creato un grande libro con la storia delle loro unità e si sono cimentati in una grande caccia al tesoro, Tutti i reparti di esploratori ed esploratrici si sono raccolti sui “bastioni di Verona”, magnifica realtà che esprime l’ambiente naturale di uno scout, e tutto ciò proprio dentro i confini cittadini, ad un passo dall’Arena. Le Unità non hanno mantenuto la naturale formazione ma si sono “mescolate” formando nuovi gruppi di formazione per avvicinare realtà vicine ma normalmente poco vissute, hanno concluso le loro ”imprese” preparate in precedenza, presentandole in piazza la domenica mattina. I Rover e le Scoulte della provincia di Verona per la prima volta si sono trovati a lavorare insieme su un obiettivo comune. Diciamo che il loro cerchio era come una un muro di cinta della città: si sono radunati infatti a villa Buri, molto significativa visto che vi ha operato Mario Mazza il fondatore della scoutismo cattolico italiano. La mostra itinerante, poi, è stato un altro anello di congiunzione nel grande cerchio dello scautismo: i visitatori, cittadini veronesi, scout e non, ma anche scout di altre nazioni che si trovavano a Verona come turisti, hanno apprezzato i 65 pannelli collocati nell’ambiente suggestivo degli arcovoli dell’Arena. Tutti ci hanno visto collaborare assieme, hanno visto l’immagine dello scautismo nel suo complesso, infatti tutti i settori in cui eravamo suddivisi: dall’area educativa, all’area logistica, all’area comunicazione, all’area cerimonia, aveva rappresentanti AGESCI-CNGEI-MASCI. Abbiamo lavorato assieme ed assieme ci siamo presentati alla cittadinanza coinvolgendo i mass – media e la stampa. Un inizio di collaborazione che ci ha dato carica per costruire assieme altri avvenimenti cittadini ricordando “che la legge è la stessa, un mondo una promessa” e che ci vedrà coinvolti per l’alba dello scoutismo a Villa Buri l’1 agosto 2007. Il “Grande Cerchio” formatosi in Arena, si ripeterà col convegno presso la Società Letteraria in Verona in ottobre 2007: in quell’occasione dedicheremo inoltre una piazza cittadina al nostro Fondatore Robert Baden-Powell. Zona di Verona Agesci-Cngei-Masci 35 Vita del Movimento edificante questo pellegrinaggio?. Beh, non proprio: a Monterosi la segretaria del comune chiama i carabinieri, per sfrattarci dalla loggia del comune, dove ci siamo accampati per il pranzo (pazienza, colpa nostra che abbiamo avuto un disguido con il sindaco), sulla Cassia in vista di Roma un automobilista si ferma giusto un momento e abbassa il finestrino, per invitarci a “andate tutti al manicomio”. Anche questo comprova la forza della nostra testimonianza, che non può passare inosservata; a sera durante la condivisione e la verifica, qualcuno dirà: “pensate in quante persone oggi abbiamo destato il desiderio di partire”. Una donna in effetti si è affacciata da un giardino e ha detto ”Andate a Roma?. il mio cuore è con voi…che Dio vi benedica”. E poi cammina, cammina, si arriva a Roma, si rinnova la promessa ed è proprio l’alba, il sole ti accarezza la schiena, sorgendo dietro a un colle, ci sono i lupetti e i ragazzi con i capelli bianchi, su un maxi schermo campeggia Baden – Powell (bello scherzo che ci hai combinato, quando cento anni fa hai messo in moto il Grande Gioco!). Poi si cammina ancora un poco e siamo in san Pietro; la madre Chiesa ci accoglie nella persona del simpatico vescovo Agostino, che non solo guiderà la preghiera di ringraziamento e ci benedirà, ma ci farà anche superare di incanto controlli e code chilometriche (Sandra disapprova questi sorpassi all’italiana, io no, perché così posso scendere a pregare alla tomba di san Pietro). Le cose rotolano sempre più in fretta, si corre nella metropolitana, ci si ingozza al bar della stazione, si salta sul treno, sono abbracci, indirizzi, numeri di cellulari e via… adesso a casa il pellegrinaggio continua, una radice silenziosa cresce in ognuno di noi. Strade Aperte n. 10/2007 Vita del Movimento 36 Trifoglio dell’amicizia: Aosta-L’Aquila-Merano L’undicesimo incontro del trifoglio dell’amicizia tra le comunità di Aosta, L’Aquila e Merano si è svolto a Fornivo di Taro (Pr) dal 28 aprile al 1 maggio organizzato dalla comunità di Merano presso il Convento Villa S. Maria delle suore”le figlie della Croce”. Ognuno dei partecipanti si è impegnato per essere attivamente presente a questo appuntamento diventato nel corso degli anni una piacevole certezza nel nostro cammino scout. Dopo l’accoglienza e la sistemazione, il pomeriggio e la serata sono trascorsi tra attese, arrivi, e scambio di notizie sull’anno trascorso come accade in una grande famiglia che non si vede da un po’ di tempo. L a cena e la celebrazione della S. Messa nella Cappella del Convento hanno concluso la giornata iniziata all’alba nelle rispettive città di appartenenza e trascorsa prevalentemente in macchina per raggiungere Fornivo di Taro. Il giorno successivo, formata una carovana di 6 auto compresi i pulmini, abbiamo privilegiato l’aspetto culturale_turistico del nostro incontro recandoci al mattino presso il castello di Vigoleno e nel pomeriggio a Castell’Arquato. La pausa pranzo ci ha consentito, oltre ad un po’ di riposo, di gustare specialità locali quali tortellini al formaggio e varietà di bollito con diverse salse particolarmente appetitose. Sulla strada del ritorno una parte della carovana si è diretta a Salsomaggiore mentre il resto è transitato per Fidenza per visitare il Duomo, uno dei maggiori esempi dell’architettura romanica padana. Il dopo cena è stato dedicato a relazionare su esperienze ed attività svolte da ogni comunità in occasione del centenario del primo campo scout organizzato da Baden Powel. In questa occasione Lia della comunità di Merano ha proposto il gioco “ da una piccola isola al mondo intero” che ci ha consentito di ripercorrere i momenti salienti della vita del movimento nell’arco dei cento anni attraverso un percorso a senso unico. Cerchio finale e canti hanno concluso la giornata. La mattina successiva la carovana si è dedicata ad un turismo “religioso”: meta l’abbazia di Chiaravalle della Colomba, dove ci attendeva padre Efrem, sacerdote di origine eritrea che, con dovizia di particolari, ci ha parlato dell’ordine cistercense, dell’origine della basilica con le caratteristiche colonne atipiche, con l’aula capitolare e con la cappella della Crocifissione. Questa volta la pausa pranzo è stata alla trattoria Trivelloni che aveva preparato per noi, tra le altre cose, gnocchi fritti accompagnati da una varietà di affettati. Nel pomeriggio ci siamo recati a Busseto e a Roncole per visitare la casa di Verdi, il teatro a lui dedicato e, piacevole sorpresa, la casa di Giovanni Guareschi. Dopo cena siamo stati coinvolti da Arduino in un gioco articolato in sette episodi riferibili ai sette petali del giglio e identificabili nei sette momenti del cammino scout.Ciascu- no di questi momenti è stato illustrato da scenette interpretate dai diversi gruppi. Grande apprezzamento è stato espresso ad Arduino per l’originalità dell’idea e per l’impegno profuso nel condurre il gioco.Cerchio finale e canti scout hanno chiuso la giornata. Al mattino seguente, sbrigate le formalità organizzative per la partenza, abbiamo costituito il cerchio per i saluti: l’appuntamento è in autunno a Montesilvano per l’Assemblea Nazionale ed in quella occasione la comunità di Aosta ci indicherà data e luogo del XII incontro del trifoglio. Giovanni Alberini Coordinatore del Trifoglio Alghero per il centenario dello scoutismo La città di Alghero (SS) si arricchisce oggi, di un nuovo piccolo ma significativo angolo verde che dà anche visibilità e riconoscimento ad un uomo ed un metodo educativo, che ha avuto in città un ruolo di ri- Acqua… terra… fuoco… vento… ricordi ed emozioni del “campo di Ferragosto” Acqua… terra… fuoco… vento… potrebbero questi essere 4 biglietti distribuiti ai partecipanti di una “bottega”, per ricordare le emozioni vissute nel Ferragosto sull’Argentario. Dopo alcuni giorni di necessario riposo, ritornano in mente gli attimi vissuti nella pace silenziosa del convento passionista, dove per il secondo anno, ci siamo ritrovati in occasione del Ferragosto, accolti dai rappresentanti del MASCI di Grosseto. Ricordi ed emozioni si rincorrono sovrapponendosi l’un l’altro..,ed allora per fare ordine e per godere o meglio ri-godere di quei giorni vissuti così intensamente, mi sembra d’aiuto fissare una parola e lasciare che la mente giochi con i ricordi… Acqua. E come non potrebbe essere l’acqua ad accompagnarmi in questa rivisitazione, l’acqua del golfo di Talomone, l’acqua che circonda il promontorio e che ha accompagnato la nostra prima uscita all’isola di Giannutri, dondolandoci dolcemente e riflettendo tutta la luminosità di un giorno di spensierata vacanza… La Terra. L’ascesa al monte Amiata con la meta di onorare la “Madonnina degli Scout”, ascesa dolce, forse facile per chi è abituato alla maestosità delle Alpi ed a sfidare vette solitarie; ma quanta forza in quelle rocce sovrapposte, in quei massi da conquistare e quanta austera dolcezza nei boschi silenziosi di castagni… Strade Aperte n. 10/2007 Fuoco. Il fuoco serale attorno a cui ci si ritrovava per cantare, meditare, pregare. Un fuoco che non ardeva solo tra i sassi del bivacco ma che illuminava interiormente lo sguardo di ognuno, un fuoco che significava amicizia, accoglienza, condivisione. E… Vento… Il vento che spegneva le candele della veglia… il vento delle difficoltà superate e di quelle da affrontare, ma anche il vento del refrigerio nella calura estiva, il vento della notte che portava calma ed auspicava un sereno riposo… Questo gioco di momenti ha trovato il filo conduttore nella spiritualità del luogo, in una palpitante atmosfera di tranquillità. Un grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro; un caro “Ciao” ai partecipanti ed un riconoscente ricordo alla Famiglia Passionista, che con la sua disponibilità ed accoglienza ci ha fatto sentire in… famiglia. Gabriella De Apollonia Polesel Comunità di Sacile 37 Vita del Movimento lievo ed una sua storia ed ha segnato nel mondo una traccia di speranza nel futuro. Nella ricorrenza del centesimo anniversario della nascita dello scoutismo, l’Amministrazione Comunale di Alghero, su iniziativa del M.A.S.C.I. (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) e dei gruppi giovanili AGESCI e ASSORAIDER cittadini, ha intitolato lo spazio verde che fiancheggia l’Istituto d’Arte a “Parco Lord Robert Baden-Powell”. La cerimonia che si è tenuta nel pomeriggio di sabato 23 giugno, caratterizzata da momenti in stile scout, dalla celebrazione della Santa Messa da par te di S.E. Monsignor Giacomo Lanzetti, Vescovo della Diocesi di Alghero e Bosa, ed ha visto l’inaugurazione del parco e la posa di un cippo con la partecipazione del Sindaco, la Giunta Comunale e le autorità militari. Presente anche il sig. Angelo Scala, vecchio scout di 97 anni, che ha pronunciato la promessa nel lontano1924. Folta è stata la partecipazione di vecchi scout. Durante la messa diverse centinaia di scout censiti e tantissimi altri hanno rinnovato la “Promessa”. I gruppi scout di Alghero Strade Aperte n. 10/2007 Vita del Movimento 38 Devo ammetterlo: provo invidia… In ricordo di Sergio Bigaglia (Giorgio) Devo ammetterlo: provo invidia per la sicurezza espressa da Andrea (S.A. n.5/07 p.20). Io, più passa il tempo, meno mi pare di sapere. Per meglio esprimere le mie perplessità inizio con una considerazione. Se parliamo di Welby, tutto può apparire semplice: chi di noi lo ha conosciuto? Invece, ascoltare Giorgio, che mi racconta le ultime ore della sua Angiola, è un altra faccenda. La foto di Angiola mi guarda tutti i giorni dalla mensola di cucina e penso che ci sia proprio lei, lì, a comunicarmi il suo coraggio e la sua gioia di vivere una vita piena. Angiola, colpita da un male, oggi incurabile, che atrofizza progressivamente i muscoli finché non puoi più respirare. Angiola, che disse al suo parroco che la ristrettezza di vedute verso i giovani poteva essere più asfissiante della sua malattia. Angiola, che disse a Giorgio e alle figlie che non avrebbe voluto mai dipendere da una macchina e che si affidava alla volontà di Dio. Che, da Dio, ebbe la grazia di vedere accolto il suo desiderio, per mezzo di una polmonite fulminante che non lasciò tempo né ai suoi di prendere alcuna decisione, né ai medici di inter venire. Una mor te serena, circondata dai suoi affetti. Già. Staccare la spina, nel nostro ordinamento legislativo, è un reato, ma decidere se affidarsi o meno ad un intervento invasivo di prolungamento ar tificiale della vita fa par te della liber tà riconosciuta alle persone. E allora non capisco. Perché non attaccarsi è legittimo e staccarsi, no? Leggo Paolo (1Cor 15,56) che mi avver te: “La mor te prende il suo potere dal peccato, e il peccato prende la sua forza dalla Legge”. E mi interrogo: cosa pensare di fronte alle schiere di Santi (Francesco d’Assisi come esempio universalmente noto) che, sottoponendosi volontariamente a stenti e privazioni, hanno di fatto accorciato la loro vita naturale? Comprendo sempre meno. Ma penso a Francesco e a quell’appellativo di “sorella” e a quell’aggettivo “corporale” che af fianca alla parola “mor te”. Penso che l’epoca moderna viva un terrore e una rimozione della mor te sconosciuti ad altre generazioni, che ne avevano soltanto paura. Ascolto Paolo (1Cor 15,17) che mi ammonisce: “Se Cristo non è risuscitato, la vostra fede è un’illusione”. L’8 aprile 2007 – giorno di Pasqua – è tornato alla casa del Padre Sergio Bigaglia (Giorgio). Capo storico dello scoutismo Muranese, era nato l’11.06.1928 a Murano, cresciuto all’ombra del campanile, nel 1945 è fra i primi a dar vita al gruppo ASCI Murano 2. Con i primi, il giorno 19.08.1945, pronuncia la sua promessa. Il 23.06.1956 ottiene il brevetto di capo clan n° 1025 (giglio verde). Nel 1980 è fra i fondatori della Comunità MASCI Murano. Nel 2004 il Patriarcato di Venezia chiede di presentare testimonianze di fede per l’Assemblea Diocesana del 2005. Sergio, già colpito da malattia, con il suo ottimismo cristiano ci fa avere il suo contributo, che diventa ossatura della testimonianza della Comunità MASCI, per l’occasione. Non è con tristezza, ma con la certezza che ci rivedremo: “lassù fra gli alti abeti ed i rododendri in fior” alla presenza del Padre. Elpidio Caroni Comunità di Trieste Citazioni da “Il Nuovo Testamento in lingua corrente” LDCABU, 2000, 3.a ed. La Co.Ca Murano 1° Strade Aperte n. 10/2007 39 Vita del Movimento M.A.S.C.I. Conto consuntivo al 31.12.2006 Strade Aperte n. 10/2007 La Controcopertina 40 Carissimi, con il gran caldo di questa estate 2007, è sbocciato anche il girasole che abbiamo piantato con i semi ricevuti a Genova a febbraio! Che sia di buon augurio per il futuro del nostro movimento! Buona Strada da Trieste. Ambra Cusin e Giorgio Zaccariotto