Anno 6 - n. 8 Settembre 2012 Strumento di condivisione della Parrocchia San Martino in Villapizzone - Milano S O M M A R I O 3 Tre salti 5 Lo Spirito sopra le righe 6 Un uomo di Dio 7 Martini, servitore della Parola 8 MiSerAdo, un cuore per amare! 9 Le attività sportive in oratorio 11 Guardate a Lui e sarete raggianti Redazione Marco Grassi Katia Sciarra Luca Diliberto Pietro Diliberto Davide Piantella Andrea Raglio Gisella Villa Questo giornalino viene stampato mensilmente per promuovere la comunicazione all’interno della Parrocchia. Ne è responsabile il Parroco attraverso il lavoro della Redazione. Ogni contributo è sempre ben accetto! Manda i tuoi commenti, riflessioni, foto a: [email protected] La Parrocchia Apertura della chiesa Tutti i giorni: Giovedì: 7.30 - 19.00 7.30 - 20.00 Orari Sante Messe Centro di Ascolto don Lorenzo Negri decanale “Il melograno” Via Duprè 19, 1° piano Tel 02.39.215.888 Martedì 10.00 - 12.00 17.00 - 19.00 19.00 Mer - Giov - Ven 17.00 - 19.00 Giorni feriali: 18.00 Giovedì: 9.00 Prefestiva (sabato): 18.00 Giorni festivi: 8.30 10.30 18.00 Segreteria parrocchiale Tutti i giorni: Da lunedì a venerdì: L’albero Martedì: Mercoledì: Giovedì: Oratorio Tutti i giorni 18.30 - 19.00 Catechismo 9.00 - 11.00 Lunedì CHIUSO Giovedì [email protected] 16.00 - 19.00 don Erminio Pozzi 17.00 - 18.00 Centro Parrocchiale 16.30 - 18.00 347.77.38.981 [email protected] 17.00 - 18.00 San Martino 17.00 - 18.00 Tutti i giorni 14.30 - 18.30 17.00 - 18.00 Giovedì CHIUSO Patronato ACLI 02.32.72.621 02.33.00.12.50 347.79.23.764 [email protected] 02.39.44.83.97 [email protected] ARCHIVIO PARROCCHIALE www.smartvilla.it DEFUNTI DI LUGLIO/AGOSTO Pagan Vinicio – anni 81 – via Mantegazza 36 De Marchi Olga – anni 79 – via Fusinato 18 Ghezzi Sergio – anni 81 – via C. Marcello 18/2 Quaranta Vincenza – anni 87 – via Riccione 9 Viapiana Iolanda – anni 73 – via Negrotto 21 De Martis Nunzia – anni 66 – via Riccione 9 Alessi Regina – anni 103 – Palazzolo Lorenzetti Sergio – anni 70 – via Mantegazza 25 Vercesi Vanda – anni 90 – via Sercognani 21 MATRIMONI DI LUGLIO/AGOSTO Vanoletti Jolanda – anni 92 – via C. Marcello 38 Kumllaku Edison e Pagnoni Ester Yembi Minunzio Rosanna – anni 68 – via Villapizzone 43 Pessina Riccardo e Zaccagna Rosa Vulpio Palma– anni 71 – piazza Villapizzone 1 De la Traba Lopez Daniel e Nicolai Cecilia Pizzocaro Luigi – anni 77 – via Negrotto 8 Pirovano Christian e Ciccotto Patrizia Alessandra 2 archivio parrocchiale Tre salti Sguardo dal pulpito Il nostro Parroco tenta di contestualizzare nella realtà del nostro quartiere il cammino della Chiesa universale e Diocesana indicato dal Papa e dall’Arcivescovo, ma richiede anche la nostra collaborazione per rendere operative le proposte! I vangeli ci raccontano che Gesù "vede" la fede (o l'incredulità). Non si dice mai che abbia "trasmesso" o "insegnato" la fede! Se non lo ha fatto Gesù... sarebbe davvero pretenzioso (e ridicolo) se presumessimo di poterlo (o doverlo!) fare noi! Tecnicamente, infatti, diciamo che noi trasmettiamo il "depositum fidei", cioè il contenuto della fede: la formulazione di ciò in cui crediamo. Non a caso ha questo titolo anche la costituzione apostolica con la quale Giovanni Paolo II ha promulgato l'11.10.92 il "Catechismo della Chiesa Cattolica". E, a 50 anni dall'apertura del Concilio Vaticano II e a 20 dalla pubblicazione del Catechismo, l'11.10.12 inizia, l'Anno della fede, indetto da Papa Benedetto XVI. Anche la lettera pastorale che l'Arcivescovo ci ha scritto per orientare il cammino della Diocesi in questo anno (Alla scoperta del Dio vicino) riprende quella del Papa (Porta fidei) e approfondisce questo tema. Certamente anche noi come Parrocchia ci inseriamo in questo cammino di Chiesa e cerchiamo il modo concreto per fare dei passi reali in questa direzione. La giornata di approfondimento del 9 settembre è sicuramente stata un buon punto di partenza che ha stimolato la riflessione e la creatività di tutti i 29 partecipanti. Io sono sempre molto aiutato dall'ascolto di tutti voi: mi piace e mi aiuta "sentire" come "sentite" le cose! E in questi giorni dentro di me continua la riflessione. Anche se non siamo giunti ancora a mettere a fuoco perfettamente le proposte concrete (ma già alcune sono parse molto stimolanti!), mi pare utile ed importante condividere ed approfondire l'osservazione iniziale di questo articolo perché son convinto che non sia per niente irrilevante e piuttosto ci possa aiutare a vivere con gioia a gratitudine questo Anno. vero che "custodire il deposito della fede è la missione che il Signore ha affidato alla sua Chiesa" (Giovanni Paolo II, Fidei depositum, 1). Quante volte ci siamo resi conto di essere davvero ignoranti di fronte a certe domande o argomenti "di fede"! Quante volte ho pensato (e ho detto) che dovremmo ripartire tutti da una "scuola di teologia" per sapere di cosa stiamo parlando, anzi, per saper parlare! Forse siamo rimasti proprio "infanti", cioè incapaci di parlare, nelle "cose della fede". Davvero abbiamo bisogno di crescere in questo! Forse una sorta di "scuola" non solo sarebbe utile, ma in un certo senso indispensabile. Sia il Papa che l'Arcivescovo ci indicano il Catechismo della Chiesa Cattolica come strumento, ma su questo, a livello pratico, purtroppo mi sento un po' in difficoltà. 'altra parte, vorrei dire che Primo: "sentire" che Gesù è qui "ancora prima" è vero che la cosa Secondo: "vedere" la fede nelle persone attorno a noi da fare nei confronti della fede è quella di "riconoscerla", di "vederla", Terzo: "riunire la Chiesa" e "riferire" l'opera di Dio come Gesù stesso ha fatto: "Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico:..." (Mt 9,2); «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri» (Mt 15,28). Non solo: sembra che i vangeli vogliano proprio sottolineare che spesso Gesù ha riconosciuto la fede degli "stranieri", mentre ai suoi discepoli spesso rimprovera la mancanza o la scarsità di fede: "in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande!" (Mt 8,10); "Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!»" (Lc 17,18-19); "Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?»" (Mt 8,26); "«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»" (Mt 14,31). Perché questa sottolineatura? La risposta vera mi sembra estremamente semplice: perché proprio questo è "il" vangelo, la buona notizia: Dio salva tutti gli uomini! E così la cosa non finisce con Gesù... "C’era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato. Egli ascoltava Paolo mentre parlava e questi, fissandolo con lo sguardo e vedendo che aveva fede di essere salvato, disse a gran voce:..." (At 14,8) Dunque anche Paolo sa "vedere" la fede! Infatti tornando proprio da quel viaggio con Barnaba "riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede." (At 14, 27). Testimoni dell'opera di Dio, pieni di gioia perché Dio ha aperto la porta della fede a tutti! È D sguardo dal pulpito 3 Sguardo dal pulpito L a lettera del Papa è sicuramente da leggere (fatelo! è alla portata di tutti!) ma se devo dire quello che mi ha entusiasmato di più è l'intuizione iniziale (da cui ha preso il titolo) infatti nella nostra sempre più povera e malmessa realtà di periferia, se c'è una cosa di cui possiamo "vantarci" è esattamente questo: possiamo "vedere" e testimoniare che la fede non è nostra proprietà ma spesso fiore prezioso venuto da lontano e qui sbocciato per grazia di Dio e per nostra gioia (la Pasqua di quest'anno è quanto mai eloquente: Cuba, Capo Verde e Albania sono state terre che ci hanno regalato "fiori" bellissimi: tre adulti venuti alla fede!). Permettetemi di aggiungere una riflessione analoga che va nella stessa direzione: si può forse dire che i genitori "donano la vita" ai figli?! Allo stesso modo il comportamento di chi crede, semplicemente permette che Dio possa donare la fede e si fa tramite di questo dono. Ma non si può stabilire un nesso di causa-effetto necessario e soprattutto non si può sentirsene artefici! Solo Dio è l'"autore" (Eb 12). Questo, tra l'altro, ci libera da ogni senso di responsabilità (e di colpa!) che non farebbe che intristirci. Che bello, allora, iniziare un anno in cui l'unico "impegno" che ci prendiamo è quello di "vedere" le porte che anche oggi Dio spalanca perché tutti possano credere ed essere felici! Contemplare l'opera del Signore nei nostri fratelli del condominio e del lavoro, nei compagni di scuola e negli amici dei giardinetti, negli italiani e nei cinesi, nei ricchi e nei poveri, nei sapienti e negli ignoranti, nei testimoni di Geova e nei mussulmani... L a Pastorale Giovanile della Diocesi, per rendere più "visualizzabile" questo tema della fede ha preso a riferimento per quest'anno l'episodio del cieco Bartimeo che "salta in piedi" quando "sente" che Gesù è vicino, come ci racconta il vangelo di Marco al capitolo 10. Mi pare di poter individuare tre salti da fare contemporaneamente. Primo salto: "sentire" che Gesù è qui. E per far questo credo che il primo, imprescindibile, modo che abbiamo sia quello di ascoltare la sua parola. Alcune proposte di metodo sono già emerse e con il Consiglio Pastorale decideremo a breve le iniziative da mettere in atto. Anticipo solo che mi piacerebbe una vero e proprio "bombardamento a tappeto" di Parola di Dio su tutta la Parrocchia! Secondo salto: quello di cui dicevo sopra: "vedere" la fede nelle persone attorno a noi, esercitarsi a riconoscere l'opera di Dio in ogni uomo e donna che incontriamo... qui occorre una buona dose di creatività (aspetto voi!) per "inventare" i modi. Terzo: "riunire la Chiesa" (come ad Antiochia) e "riferire" l'opera di Dio. Provare a "dire" insieme cosa vuol dire essere credenti oggi, ritrovare quel "depositum" che attraverso secoli e millenni è arrivato a noi intatto ma che profuma di Villapizzone! don Lorenzo 4 sguardo dal pulpito Lo spirito sopra le righe I NOSTRI CONSIGLI Una giornata di formazione per gli operatori pastorali C ome ormai di consuetudine da qualche anno gli operatori pastorali (membri dei Consigli parrocchiali, catechiste, bariste, membri della Caritas...) si sono trovati a Castelletto di Cuggiono per una giornata di formazione all’inizio dell’anno pastorale. Un momento di riflessione sul tema dell’anno per programmare le attività da svolgere, per trovare un filo conduttore delle iniziative che andremo a proporre alla nostra comunità. Quest’anno il punto di partenza è particolarmente stimolante e la cornice di Castelletto ne è stato il completamento adatto. Il tema proposto è “La porta della fede”, lettera apostolica del sommo pontefice Benedetto XVI che ha eletto quest’anno pastorale come l’anno della fede. “La “porta della fede” che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi. È possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma” (“Porta Fidei” paragrafo 1) Stimolante l’inizio, vero! La fede ci guida quando il nostro cuore si apre ad accogliere la Parola di Dio, la grazia che trasforma la nostra vita! La cornice di Castelletto di Cuggiono è molto legata a questo tema perché il paese è posto proi nostri consigli prio sul naviglio grande, bellissimo canale che parte dal Ticino e con la sua forte corrente porta l’acqua attraverso suggestivi paesini fino a Milano. Il naviglio crea un collegamento, un legame, si nutre della potenza del fiume per portare l’acqua lontano a bagnare la terra. oltre alle parole dette ce ne sono altre “tra le righe” pensiamo che ci sia un messaggio nascosto che dobbiamo andare a cercare faticosamente, come se fosse solo per pochi. L’espressione “sopra le righe” invece ci fa pensare a qualcosa di molto evidente, quasi esagerato. Una persona “sopra le righe” è una un po’ bizzarra, un po’ matta che si fa vedere da tutti perché si comporta in modo diverso dagli altri. “sopra le righe” della consuetudine, del testo normale. o Spirito che ci guida, che ci fa oltrepassare la “porta della fede”, non scrive “tra le righe” un messaggio nascosto, difficile da leggere, ma scrive “sopra le righe”, fa cose pazze per essere evidente a tutti. E tutto questo cosa c’entra con la nostra comunità e con l’anno della fede? Quello che gli operatori pastorali hanno capito in questa faticosa giornata è che per manifestare la nostra fede dobbiamo essere “sopra le righe”, mostrare in modo un po’ pazzo, un po’ estroso, diverso dalla solite righe piatte e monotone, quanto la Parola di Dio plasmi il nostro cuore. Facile? Non proprio. Bello e stimolante? Tantissimo! L C osì lo Spirito parte da lontano, dal Padre a portare la sua forza dentro di noi e nella Chiesa. In preparazione a questa giornata il nostro amico don Giuseppe, parroco di GMG, ci ha mandato uno splendido augurio: “Che lo Spirito ci guidi sopra le righe”. “..Sopra le righe..”, che bella immagine! Questa espressione ci segnala un andare oltre, un guardare avanti. Nel parlare comune, tante volte quando leggiamo un testo particolarmente impegnativo, quando sentiamo un discorso complesso commentiamo: “dobbiamo leggere tra le righe”, - come se fra le parole lette o ascoltate ci fosse un messaggio misterioso e nascosto (tra le righe appunto) Quando pensiamo ad un discorso difficile e commentiamo che “Signore nostro, tu non permetti che camminiamo ancora soli e tristi: mano per mano, tu ci accompagni ed apri al mondo il nostro sguardo appassionato” (“Un Cuore solo” – canto guida per quest’anno pastorale) Andrea Raglio 5 EFFATÀ Martini, servitore della Parola Tenere vivo il ricordo del card. Martini significa ’raccogliere’ il suo insegnamento, l’ascolto attento, docile e, insieme, rigoroso della Parola di Dio, capace di trasformare la nostra vita e il volto della comunità cristiana. T ra le moltissime dichiarazioni che si sono lette ed ascoltate nelle ore e nei giorni successivi alla morte del cardinal Carlo Maria Martini, vescovo di Milano dal 1979 al 2002, mi è parsa particolarmente vera, nella sua semplicità e chiarezza, quella del suo successore, il cardinal Tettamanzi: Martini – così ha affermato – è stato “l'uomo della Parola: studiata, insegnata, resa guida del cammino pastorale e strumento della vita spirituale; Parola offerta a tutti”. La custodia della sua memoria che è ora richiesta a noi, sua Chiesa, a noi che abbiamo avuto il dono di conoscerlo e di incontrarlo in anni importanti per la nostra formazione, deve forse cominciare da qui: dal comprendere come la sua profezia di un cattolicesimo non di tradizione o burocratico, la sua “lotta” per una comunità azione pastorale, che allora semdell’economia, tra i cosiddetti brò rivoluzionaria, quando non non credenti come pure in tante pericolosa, mi piace ritrovarlo persone semplici, che si sentivanell’appuntamento che tenne per no di poterlo seguire anche in tanti anni il primo giovedì di ogni questi percorsi impegnativi. E mese, in Duomo, con i giovani: la l’ampiezza di questo straordinaScuola della Parola. Fu lì che, con rio servizio non è quantificabile, pazienza e passione, Martini è stato “l'uomo della Parola: studiata, Martini speriinsegnata, resa guida del cammino pastorale e mentò uno stile di ascolstrumento della vita spirituale; Parola offerta to del Vana tutti”. gelo sobrio e profondo, riprendendo quel modo antico nessuno potrà mai misurarla, se che, lo imparammo da lui, si chianon Dio stesso. n una piccola lettera alla Diomava lectio divina. Per la verità, cesi del 1987, Cento parole di egli andò componendo una forcomunione, il cardinal Martini ma piuttosto originale di lectio, invitava a riflettere sull’efficacia che intrecciava l’esperienza modella Parola a partire dalla paranastica medievale con quella, più bola del Seminatore; “difendere il “moderna”, degli Esercizi spirituali rapporto dell’uomo con la Parola di Sant’Ignazio; ma il risultato, –scriveva- è difendere sempliceall’orecchio ed al cuore dei tanti mente l’uomo, i suoi spazi di egiovani che spressività e di relazione autentiarrivarono a “difendere il rapporto dell’uomo con la Parola ca, i suoi orizzonti di senso”. Ed riempire le è difendere semplicemente l’uomo, ammoniva: “Nessuno lasci che il navate della i suoi spazi di espressività e di relazione centro dell’attenzione e della cattedrale, fu autentica, i suoi orizzonti di senso” contemplazione si sposti dalle di sconcertanrealtà veramente essenziali e sicute novità: così re come la Parola di Dio, cristiana capace davvero di stare la Parola parlava di noi, parlava a l’Eucaristia, lo Spirito santo a prodentro la modernità, per fedeli noi, interpellava tutta la nostra liberi e significativi anche getti o visioni parziali”; di sicuro, esistenza, indicava traguardi esilui ci ha insegnato a guardare nell’oggi, fosse radicata genti ma bellissimi, era forza traall’essenziale e, come nella paranell’assoluto dell’ascolto delle sformante per le nostre comunità. Scritture, attraverso una pratica bola evangelica, a vendere tutto Di questa forma di ascolto Martipur di non perdere questa perla ed un rigore a cui egli stesso si ni non smetteva mai di mostrare preziosa che è la vita buona nel era educato per molti anni, da tante sfaccettature, a tutti ed in studioso e docente. Divenuto Vangelo. La gratitudine per queogni occasione: attraverso le letsto servitore della Parola, innamopastore della Chiesa ambrosiana, tere pastorali, gli incontri diocesarato del Signore, rimarrà ancora a non tardò a riversare nella sua ni o nelle parrocchie, i convegni, i attività di guida quanto aveva lungo, come i frutti del suo serviritiri (divenuti spesso libri dalla scoperto come significativo per zio all’uomo ed alla Chiesa. diffusione straordinaria) bussò sé, ovvero che solo aprendo le con discrezione alla porta di chi Luca Diliberto Scritture, comprendendole e prestava anche al di fuori della Chiegandole, l’uomo trova un tesoro, sa, o si riteneva tale, trovando e il cristiano la strada per servire attenzione e rispetto nel mondo l’altro. Il “modello” di questa sua della cultura, dell’arte, 6 I effatà Un uomo di Dio EFFATÀ Padre Piergiacomo, gesuita della comunità di Villapizzone, ha trascorso un anno a Gerusalemme insieme al cardinal Martini, diventandone amico. Ci lascia un suo ricordo. G erusalemme. Gennaio 2008. È sera e fuori fa freddo, si attende a giorni la neve che quell'anno arriverà per ben due volte. Fatto eccezionale! Il sole è già tramontato dietro al King David's hotel e dall'altra parte della strada al Biblico dei gesuiti le camere sono illuminate. Lascio la biblioteca e salgo al secondo piano, infilo il corridoio verde sulla sinistra. Dalla finestra in fondo si intravedono le Martini, «La preghiera di intercessione: farsi carico dell’altro presso Dio. Lectio tenuta alla Hebrew University di Gerusalemme (3 gennaio 2008)», in Avvenire, 20 gennaio 2008) rifletteva davanti a me. E mentre sr Germana era pronta ad ascoltare la lettura affinché il testo corresse fluido in un italiano decente, il cardinale chino sull'originale in inglese verificava, correggeva e approvava la corrispondenza di senso e di parole. Già perché quella lectio era nata in Raccoglieva quanto lo spirito seminava inglese e a ogni nell'umanità della gente. persona che Tutto si faceva condivisione e cammino. entrava nella sua camera gliela porgeva chiedendogli gentilmente cosa ne pensasse mura ormai illuminate dalle luci chiese a noi di casa, agli amici calde dei lampioni della Gerusalemme Vecchia, con la porta di Giaffa. Busso all'ultima porta sulla destra e una voce dall'interno mi dice di entrare. "Buona sera padre Carlo" mi trovo a dire entrando - così si presentava e desiderava essere chiamato il cardinal Carlo Maria Martini dai confratelli gesuiti. Mi fa cenno di entrare e, dopo un breve scambio di battute, di sedere alla scrivania grande, accanto a lui sulla sinistra. Saluto sr. Germana - colei che insieme alle sorelle dell'ordo virginum aveva non solo accompagnato il cardinale a Gerusalemme ma in precedenza aveva sbobinato e dato alle stampe ogni parola, discorso, che passavano sia ebrei che cripensiero e corso di esercizi di stiani: ascoltava e dialogava, racMartini, con un lavoro curato e coglieva, interrogava e si interroattento, paziente e meticoloso. gava, discerneva, modificava e ntrai, dunque, e appoggiai il proseguiva. Raccoglieva quanto computer portatile. Aprii lo lo spirito seminava nell'umanità schermo e la traduzione della gente. Tutto si faceva condiitaliana del testo "La previsione e cammino. Rimasi io ghiera di intercessione" (C. M. E effatà stesso sorpreso quando mi domandò cosa ne pensassi, dal momento che ero l'ultimo arrivato. Ben presto mi resi conto che questo era il suo modo di vivere e di procedere, di lavorare: mantenendo il timone della riflessione, ricercava quelle parole che maggiormente incarnavano e liberavano lo spirito, quelle che sentiva corrispondenti a lui e agli altri, e alla Parola a cui aveva dedicato l'intera sua esistenza. opo la lectio tenuta all'Università ebraica di Gerusalemme mi aveva chiesto di tradurre quel testo in italiano e ora eravamo lì a correggerlo e a renderlo fruibile a chi parlasse solo la nostra amata lingua. Rimanemmo impegnati per circa un paio d'ore, chiedendoci anche qual parte risuonasse in modo particolare in noi, quella che sen- D tivamo più nostra. Terminata la lettura e a lavoro concluso, fece tirar fuori dei cioccolatini poiché ne era ghiotto. Festeggiammo così, per poi salutarci. Piergiacomo ZanettI SJ 7 CRESCENDO MiSerAdo, un cuore per amare! La vacanza del Gruppo Adolescenti: ecco quest’esperienza raccontata da una ragazza del gruppo. C hi lo dice che per fare una bella vacanza bisogna per forza andare via dalla città in cui si abita? Milano può essere un’ottima meta per le vacanze estive, e il gruppo adolescenti ve lo conferma! La nostra avventura è cominciata Domenica 22 Luglio quando dopo la Messa delle 10,30 con zaini in spalla e valigie siamo andati a prendere il passante per raggiungere il parco delle cave di Milano. Non sapevamo cosa aspettarci da questa settimana, eravamo curiosi e ad essere sinceri anche un po’ timorosi ma dopo tanta fatica don Lorenzo e i nostri educatori erano riusciti a convincerci. Dopo un pic-nic ed un pomeriggio tranquillo al parco siamo arrivati nel primo oratorio che ci ha ospitato per due notti. All’inizio è stato difficile condividere gli spazi e dormire per terra ma dopo la prima dura notte ci siamo abituati e tutto è andato meglio! “Un cuore per amare” questo è il tema che ci ha accompagnato per tutta la vacanza e che ha fatto da filo conduttore tra tutte le nostre esperienze. Infatti alla mattina, dopo colazione, ci dividevamo in piccoli gruppi per recarci nei luoghi di servizio: un centro diurno per disabili, la “san Vincenzo”, la mensa dei poveri e l’oratorio di don Matteo. In ognuno di questi luoghi abbiamo fatto esperienze diverse; dai laboratori di arte e musicoterapia con i ragazzi del centro diurno, ai faticosi lavori manuali nella parrocchia di don Matteo, 8 all’incontro con le famiglie e le persone servite della “san Vincenzo” fino al servizio alla mensa dei poveri e la testimonianza di una delle suore di Madre Teresa di Calcutta che gestiscono la mensa. Ogni giorno cambiando luogo di servizio riuscivamo a vedere realtà differenti, e così tutte le sere ci ritrovavamo insieme per raccontarci com’era andata la giornata: per condividere le nostre impressioni e raccontarci i momenti che ci avevano toccato di più. Era bello stare tutti insieme, ascoltarci a vicenda e vedere come ognuno di noi, in un modo o nell’altro, era stato colpito da ciò che aveva vissuto nelle ore precedenti. Dopo le giornate di servizio la sera ci concedevamo un po’ di divertimento prima di andare a dormire: partite di calcio, serate danzanti, gelati per le vie del centro e molto altro! n altro momento fondamentale della nostra vacanza oltre al servizio, è stato il ritiro spirituale che abbiamo fatto mercoledì mattina nella cappella della parrocchia San Leone Magno. “I cuori guariti”; questo è stato il tema del nostro ritiro. U Abbiamo letto diversi brani del vangelo che raccontano la storia di personaggi i cui cuori sono stati davvero guariti da Gesù (la Maddalena, Pietro, Tommaso..) in seguito a questo ognuno ha avuto a disposizione del tempo per riflettere, per scrivere qualcosa sul suo libretto e, cosa più importante, per confessarsi. Il nostro ritiro si è concluso con la messa, durante la quale abbiamo riunito tutte le nostre preghiere in una sola. È stato un momento davvero bello, che ci ha aiutato a capire che il cuore con l’amore di Gesù può guarire! Arrivati alla fine di questa vacanza ci siamo resi conto che le cose che all’inizio ci spaventavano di più (dormire per terra, stare tutti insieme in un'unica stanza, dover sopportare chi russava e chi non avendo sonno parlava in continuazione, non poter mai disfare la valigia perché ogni due giorni dovevamo cambiare posto) sarebbero state ciò che ci sarebbe mancato di più, come soprattutto le persone conosciute nei luoghi di servizio e i momenti passati con loro! n grazie di CUORE a don Lorenzo, Katia, Matteo, Erica e Laura per averci convinto a fare questa vacanza che oltre ad averci fatto scoprire una “Milano nuova” ci ha dato la possibilità di conoscerci meglio anche tra di noi. A questo punto sono sicura di poter dire a nome di tutto il gruppo Adolescenti che valeva davvero la pena fidarsi di voi! U Simona Parrini crescendo Le attività sportive in oratorio CRESCENDO Riparte la scuola, ricominciano i gruppi di catechismo e di animazione in Parrocchia e si mette in moto anche l’Associazione Sportiva dilettantistica SLV. Questo anno sociale e sportivo deve già guardare a Giugno, poiché è in scadenza il Consiglio Direttivo e con la prossima assemblea annuale i Soci saranno chiamati a eleggere i nuovi componenti e le cariche sociali. Iniziate a farci un pensierino, tutti possono portare un importante contributo per orientare l’animazione sportiva come strumento educativo dell’Oratorio, non solo chi ha in casa qualche atleta nella SLV! Ma per pensare all’oggi... siamo al via con la ricerca di giovani promesse nel calcio e nella pallavolo femminile per le categorie più oltre indicate. Siamo in fase di definizione, le porte sono aperte lungo tutto l’anno ma per la partecipazione ai campionati del Centro Sportivo Italiano serve un minimo certo di iscritti. Se in qualche categoria non si dovesse arrivare a tale “obiettivo minimo” per i tornei invernali, saranno attivati programmi alternativi per giungere in formissima ai campionati primaverili. Iscrizioni ogni giorno in Oratorio o presso la sede dell’associazione sportiva. CALCIO A 7 ALLIEVI UNDER 14 UNDER 11 UNDER 9 nati nel 1997 e successivi Orario allenamenti: Campo allenamenti e gare: Giorno gare casalinghe di campionato: Martedì e Giovedì dalle ore 19,30 alle 21,00 Oratorio San Martino (fondo sintetico) Domenica nati/e nel 99/00/01 Orario allenamenti: Campo allenamenti e gare: Giorno gare casalinghe di campionato: Mercoledì e Venerdì dalle ore 18,00 alle 19,30 Oratorio San Martino (fondo sintetico) Sabato nati/e nel 02/03 Giorni e orario allenamenti: Campo allenamenti e gare: Giorno gare casalinghe di campionato: Martedì e Giovedì dalle ore 18,00 alle 19,30 Oratorio San Martino (fondo sintetico) Sabato nati/e nel 04/05 (Scuola calcio) solo allenamenti Iscrizione al campionato primaverile con inizio 6/7 aprile 2013 Giorni e orario allenamenti da stabilire nella riunione con i genitori di fine settembre Campo allenamenti: Oratorio San Martino (fondo sintetico) PALLAVOLO FEMMINILE ALLIEVE nate nel 1997 e successivi (solo allenamenti e amichevoli) Iscrizione al campionato primaverile on inizio 6/7 aprile 2013 Giorni e orario allenamenti: Venerdì 19,00/21,00 Martedì o Mercoledì 18,30/20,00 Palestra allenamenti: Scuola media Via C. Marcello crescendo 9 diariagenda Cose fatte... TERZA ETA’ prossime tappe! Attività nuovo anno Ricominciano le attività del Movimento Terza Età. Come lo scorso anno ogni terzo giovedì del mese (a cominciare dal 20 settembre) si celebrerà la Messa alle 15,30 e ogni primo giovedì (a cominciare dal 4 ottobre) ci sarà la catechesi. 20/09/2012 – Giovedì – ore 15,30 – S. Messa animata dal Movimento Terza Età 27/09/2012 – Giovedì – ore 10,00 – Incontro animatori decanato c/o Parrocchia S. Marcellina 04/10/2012 – Giovedì – ore 15,30 – Incontro di Catechesi presieduto da don Erminio c/o la Sala dell’Eremita 10/10/2012 – Mercoledì – ore 15,00 – Pomeriggio comunitario presso Parrocchia S. Gaetano 18/10/2012 – Giovedì – ore 15,30 – S. Messa animata dal Movimento Terza Età 25/10/2012 – Giovedì – ore 15,00 – Tombolata presso il Centro San Martino GIORNATA DIOCESANA PER IL SEMINARIO Domenica 23 settembre Come tutti gli anni celebriamo la Giornata Diocesana per il Seminario. In modo particolare ci uniamo nella preghiera per le vocazioni e a sostegno di esse! Giovedì 20 pregheremo durante la S. Messa delle ore 15,30 e durante l’adorazione eucaristica alle ore 17,00. Domenica si potrà contribuire con un’offerta straordinaria e con l’abbonamento a “La fiaccola” e “Fiaccolina”. CATECHISMO Settembre Riprendono gli incontri di catechesi con il seguente programma: 1° anno (3ª elementare) mercoledì ore 17.00 (10 ottobre?) 2° anno (4ª elementare) inizio giovedì 27 settembre ore 17.00 3° anno (5ª elementare) inizio venerdì 28 settembre ore 17.00 4° anno (1ª media) inizio martedì 25 settembre ore 17.00 Prima dell’iscrizione al primo anno è necessario un colloquio dei genitori con don Lorenzo: è un momento molto importante che va vissuto con grande consapevolezza! Per le iscrizioni rivolgersi in segreteria dell’oratorio. oce Vivavsmartvilla.it llo@ ilmante U 10 Grazie n grazie di cuore a don Lorenzo, don Erminio e a tutti coloro che mi sono stati vicino in un momento particolare della mia vita. Grazie, non lo dimenticherò mai! Gisella diariAgenda Guardate a Lui e sarete raggianti SPUNTI PER... “Guardate a lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce. Il Signore é vicino a chi ha cuore contrito, egli salva gli spiriti affranti” (Salmo 34) S to trascorrendo dei giorni di riposo. Sono anche quest’anno in Valfurva, una bella valle dell’alta Valtellina. Mi trovo bene; in questi anni ho conosciuto la gente del posto e parecchi villeggianti. Mi sento come a Villapizzone. Quest’anno ho scelto di rimanere solo in “piano”, escludendo i sentieri che portano in alto. Ogni mattina faccio lo stesso giro, quello dei “Tre Ponti”. Viene scelto dai pensionati e dai genitori che hanno i figli piccoli e devono manovrare i passeggini. Richiede un’ora di tempo a completare il giro, io ne impiego tre. Prego tanto mentre cammino; nelle soste mi siedo e leggo con tranquillità il vangelo. Lascio poi che il cuore e la fantasia si esprimano liberamente. Accanto al sentiero scorre un bellissimo torrente; l’acqua è trasparente e fresca. Fisso a guardare una piccola onda, ma appena la osservo è “già” passata. Un istante, un attimo. Non posso rallentarla e neppure farla tornare indietro. enso alla mia vita. Alcune volte, per i tantissimi avvenimenti di questi quasi 74 anni, mi sembra che sia più lunga di quella trascorsa. Altre volte mi appare come un soffio. Sembra ieri quando con i ragazzi di Lambrate salivo i sentieri della Valfurva verso il lago Confinale o il Passo del Zebrù! Nostalgia, rimpianto? No. Solamente un grande “grazie”, pieno di gioia, a Dio per i tanti doni. Un po’ di tristezza mi prende alle parole di Qoèlet: “Tutto è vanità. Una generazione se ne va e un’altra arriva. Tutto è vanità”. Guardo la bellezza che mi avvol- P spunti per... ge, l’armonia e le stupende sfumature del creato. “Può essere che tutto sia senza senso? E che il nostro viaggio nel tempo non abbia una destinazione? “ Leggo il vangelo: “Disse Tommaso a Gesù: «Non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli rispose Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me»”. Gesù indica la “meta” della vita, ma è anche la “strada” da seguire per arrivare al traguardo. “Vedete quale grande amore ci ha donato il Padre per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente! Noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui così come egli è” (1 Gv 3,12). I cristiani sono dei pellegrini che portano nel cuore questa “grande speranza”. È un tesoro da condividere con quanti sono alla ricerca del “senso della vita”. Alcuni uomini e donne ritengono che l’avventura umana “si risolva” nella vita terrena. Non per questo sono meno onesti o giusti dei cristiani. Infatti cercano di vivere la loro “unica” vita con serietà, con responsabilità, con altruismo e solidarietà. Sono uno stimolo a noi cristiani per una vita più evangelica e capace da far trasparire “il di più” della fede in Gesù. Riprendo a camminare: il torrente si allarga in modo maestoso. Tolgo le scarpe e le calze, provo ancora una volta la gioia di entrare nell’acqua di montagna. Gusto la felicità di quand’ero bambino e con altri ragazzi andavamo nelle rogge del paese per rinfrescarci. Nella vecchiaia il nostro cuore rimane sempre bambino. Mentre cammino prego con amore per ogni popolo della terra: li voglio tutti nel cuore. Mi siedo su un masso che domina il letto del torrente. Riprendo il vangelo: “Non preoccupatevi della vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né del vostro corpo, di quello che indosserete. Guardate gli uccelli del cielo… osservate come crescono i gigli del campo… Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone”. mmediatamente penso a “Muhammed” il giovane del Marocco che a Villapizzone conosciamo tutti. Inizia alle 7 del mattino a percorrere le vie del nostro quartiere fino a sera. Non ha due tuniche, non ha una sacca, non ha euro, non ha una pietra sulla quale posare il capo. Muhammed vive le parole di Gesù molto più di me: si fida pienamente di Dio. Gesù rimproverava i suoi contemporanei perché non sapevano leggere “i segni dei tempi”. Anche noi dobbiamo imparare a leggere i “segni dei tempi” presenti nella Chiesa, nel “mondo” e anche “in coloro” che contestano il nostro essere Chiesa. La strada è lunga. Ogni generazione deve fare il proprio “passo”, nuovo e creativo, da aggiungere a quelli già fatti, in attesa di nuovi “profeti” per i “passi futuri”. I don Erminio 11 Giovedì 27 17,00 - 19,00 adorazione eucaristica in particolare per i gruppi parrocchiali 19,45 - 22,00 adorazione eucaristica in particolare per i gruppi dell’oratorio Sabato 29 Pomeriggio Jump! Jumpiamo tutti in Duomo per ritornare alle origini (momento di preghiera nel battistero paleocristiano) e per stare piacevolmente insieme (gelatino?!) Domenica 30 10,30 Messa (sopra le righe!) Al termine della Messa processione eucaristica per portare Gesù nella cappellina dell’oratorio 12,30 pranzo di condivisione nel salone dell’ex Cinema. Ciascuno porta ciò che più gli piace in quantità sufficiente per le persone della sua famiglia, ma poi… ci si scambia tutto! Un modo simpatico per iniziare!!! 14,00 Giochi spontanei!