Anno 6 - n. 8 Settembre 2012
Strumento di condivisione della Parrocchia San Martino in Villapizzone - Milano
S
O
M
M
A
R
I
O
3
Tre salti
5
Lo Spirito sopra
le righe
6
Un uomo di Dio
7
Martini,
servitore della Parola
8
MiSerAdo,
un cuore per amare!
9
Le attività sportive
in oratorio
11
Guardate a Lui
e sarete raggianti
Redazione
Marco Grassi
Katia Sciarra
Luca Diliberto
Pietro Diliberto
Davide Piantella Andrea Raglio
Gisella Villa
Questo giornalino viene stampato mensilmente per
promuovere la comunicazione all’interno della
Parrocchia.
Ne è responsabile il Parroco attraverso il lavoro della
Redazione.
Ogni contributo è sempre ben accetto!
Manda i tuoi commenti, riflessioni, foto a:
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La Parrocchia
Apertura della chiesa
Tutti i giorni:
Giovedì:
7.30 - 19.00
7.30 - 20.00
Orari Sante Messe
Centro di Ascolto
don Lorenzo Negri
decanale “Il melograno”
Via Duprè 19, 1° piano
Tel 02.39.215.888
Martedì
10.00 - 12.00
17.00 - 19.00
19.00 Mer - Giov - Ven 17.00 - 19.00
Giorni feriali:
18.00
Giovedì:
9.00
Prefestiva (sabato):
18.00
Giorni festivi:
8.30 10.30 18.00
Segreteria
parrocchiale
Tutti i giorni:
Da lunedì a venerdì:
L’albero
Martedì:
Mercoledì:
Giovedì:
Oratorio
Tutti i giorni
18.30 - 19.00 Catechismo
9.00 - 11.00 Lunedì CHIUSO
Giovedì
[email protected]
16.00 - 19.00 don Erminio Pozzi
17.00 - 18.00
Centro Parrocchiale
16.30 - 18.00
347.77.38.981
[email protected]
17.00 - 18.00 San Martino
17.00 - 18.00 Tutti i giorni
14.30 - 18.30
17.00 - 18.00 Giovedì CHIUSO
Patronato ACLI
02.32.72.621
02.33.00.12.50
347.79.23.764
[email protected]
02.39.44.83.97
[email protected]
ARCHIVIO
PARROCCHIALE
www.smartvilla.it
DEFUNTI DI LUGLIO/AGOSTO
Pagan Vinicio – anni 81 – via Mantegazza 36
De Marchi Olga – anni 79 – via Fusinato 18
Ghezzi Sergio – anni 81 – via C. Marcello 18/2
Quaranta Vincenza – anni 87 – via Riccione 9
Viapiana Iolanda – anni 73 – via Negrotto 21
De Martis Nunzia – anni 66 – via Riccione 9
Alessi Regina – anni 103 – Palazzolo
Lorenzetti Sergio – anni 70 – via Mantegazza 25
Vercesi Vanda – anni 90 – via Sercognani 21
MATRIMONI DI LUGLIO/AGOSTO
Vanoletti Jolanda – anni 92 – via C. Marcello 38
Kumllaku Edison e Pagnoni Ester Yembi
Minunzio Rosanna – anni 68 – via Villapizzone 43
Pessina Riccardo e Zaccagna Rosa
Vulpio Palma– anni 71 – piazza Villapizzone 1
De la Traba Lopez Daniel e Nicolai Cecilia
Pizzocaro Luigi – anni 77 – via Negrotto 8
Pirovano Christian e Ciccotto Patrizia Alessandra
2
archivio parrocchiale
Tre
salti
Sguardo
dal pulpito
Il nostro Parroco tenta di contestualizzare nella realtà del nostro quartiere il cammino della Chiesa universale
e Diocesana indicato dal Papa e dall’Arcivescovo, ma richiede anche la nostra collaborazione per rendere operative le proposte!
I
vangeli ci raccontano che Gesù "vede" la fede (o l'incredulità). Non si dice mai che abbia "trasmesso" o
"insegnato" la fede! Se non lo ha fatto Gesù... sarebbe davvero pretenzioso (e ridicolo) se presumessimo di poterlo (o doverlo!) fare noi! Tecnicamente, infatti, diciamo che noi trasmettiamo il "depositum fidei", cioè il contenuto della fede: la formulazione di ciò in cui crediamo. Non a caso ha questo titolo anche la costituzione apostolica con la quale Giovanni Paolo II ha promulgato l'11.10.92 il
"Catechismo della Chiesa Cattolica". E, a 50 anni dall'apertura del Concilio Vaticano II e a
20 dalla pubblicazione del Catechismo, l'11.10.12 inizia, l'Anno della fede, indetto da Papa Benedetto XVI. Anche la lettera pastorale che l'Arcivescovo ci ha scritto per orientare il cammino della Diocesi in questo
anno (Alla scoperta del Dio vicino) riprende quella del Papa (Porta fidei)
e approfondisce questo tema.
Certamente anche noi come Parrocchia ci inseriamo in questo cammino
di Chiesa e cerchiamo il modo concreto per fare dei passi reali in questa
direzione. La giornata di approfondimento del 9 settembre è sicuramente
stata un buon punto di partenza che ha stimolato la riflessione e la creatività di tutti i 29 partecipanti.
Io sono sempre molto aiutato dall'ascolto di tutti voi: mi piace e mi aiuta
"sentire" come "sentite" le cose! E in questi giorni dentro di me continua
la riflessione. Anche se non siamo giunti ancora a mettere a fuoco perfettamente le proposte concrete (ma già
alcune sono parse molto stimolanti!), mi pare utile ed importante condividere ed approfondire l'osservazione iniziale di questo articolo perché son convinto che non sia per niente irrilevante e piuttosto ci possa aiutare a vivere
con gioia a gratitudine questo Anno.
vero che "custodire il deposito della fede è la missione che il Signore ha affidato alla sua Chiesa" (Giovanni
Paolo II, Fidei depositum, 1). Quante volte ci siamo resi conto di essere davvero ignoranti di fronte a certe
domande o argomenti "di fede"! Quante volte ho pensato (e ho detto) che dovremmo ripartire tutti da una
"scuola di teologia" per sapere di cosa stiamo parlando, anzi, per saper parlare! Forse siamo rimasti proprio
"infanti", cioè incapaci di parlare, nelle "cose della fede". Davvero abbiamo bisogno di crescere in questo! Forse
una sorta di "scuola" non solo sarebbe utile, ma in un certo senso indispensabile. Sia il Papa che l'Arcivescovo ci
indicano il Catechismo della Chiesa Cattolica come strumento, ma su questo, a livello pratico, purtroppo mi sento
un po' in difficoltà.
'altra parte, vorrei dire che
Primo: "sentire" che Gesù è qui
"ancora prima" è vero che la cosa
Secondo: "vedere" la fede nelle persone attorno a noi
da fare nei confronti della fede è
quella di "riconoscerla", di "vederla",
Terzo: "riunire la Chiesa" e "riferire" l'opera di Dio
come Gesù stesso ha fatto: "Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico:..." (Mt 9,2); «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri» (Mt 15,28). Non solo: sembra che i
vangeli vogliano proprio sottolineare che spesso Gesù ha riconosciuto la fede degli "stranieri", mentre ai suoi discepoli spesso rimprovera la mancanza o la scarsità di fede: "in Israele non ho trovato nessuno con una fede così
grande!" (Mt 8,10); "Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo
straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!»" (Lc 17,18-19); "Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?»" (Mt 8,26); "«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»" (Mt 14,31). Perché questa sottolineatura? La risposta vera mi sembra estremamente semplice: perché proprio questo è "il" vangelo, la buona notizia: Dio salva tutti gli uomini! E così la cosa non finisce con Gesù... "C’era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato. Egli ascoltava Paolo mentre parlava e questi, fissandolo con lo sguardo e vedendo che aveva fede di essere salvato, disse a gran voce:..." (At 14,8) Dunque anche Paolo sa "vedere" la fede! Infatti tornando proprio da quel viaggio con Barnaba "riunirono la Chiesa e riferirono tutto
quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede." (At 14, 27). Testimoni dell'opera di Dio, pieni di gioia perché Dio ha aperto la porta della fede a tutti!
È
D
sguardo dal pulpito
3
Sguardo
dal pulpito
L
a lettera del Papa è sicuramente da leggere (fatelo! è alla
portata di tutti!) ma se devo dire quello che mi ha entusiasmato di più è l'intuizione iniziale (da cui ha preso il titolo)
infatti nella nostra sempre più povera e malmessa realtà di periferia, se c'è una cosa di cui possiamo "vantarci" è esattamente questo: possiamo "vedere" e testimoniare che la fede non è nostra
proprietà ma spesso fiore prezioso venuto da lontano e qui sbocciato per grazia di Dio e per nostra gioia (la Pasqua di quest'anno
è quanto mai eloquente: Cuba, Capo Verde e Albania sono state
terre che ci hanno regalato "fiori" bellissimi: tre adulti venuti alla
fede!).
Permettetemi di aggiungere una riflessione analoga che va nella
stessa direzione: si può forse dire che i genitori "donano la vita" ai figli?! Allo stesso modo il comportamento di chi
crede, semplicemente permette che Dio possa donare la fede e si fa tramite di questo dono. Ma non si può stabilire un nesso di causa-effetto necessario e soprattutto non si può sentirsene artefici! Solo Dio è l'"autore" (Eb 12).
Questo, tra l'altro, ci libera da ogni senso di responsabilità (e di colpa!) che non farebbe che intristirci.
Che bello, allora, iniziare un anno in cui l'unico "impegno" che ci prendiamo è quello di "vedere" le porte che anche oggi Dio spalanca perché tutti possano credere ed essere felici! Contemplare l'opera del Signore nei nostri
fratelli del condominio e del lavoro, nei compagni di scuola e negli amici dei giardinetti, negli italiani e nei cinesi,
nei ricchi e nei poveri, nei sapienti e negli ignoranti, nei testimoni di Geova e nei mussulmani...
L
a Pastorale Giovanile della Diocesi, per rendere più
"visualizzabile" questo tema della fede ha preso a riferimento per quest'anno l'episodio del cieco Bartimeo
che "salta in piedi" quando "sente" che Gesù è vicino, come ci racconta il vangelo di Marco al capitolo 10.
Mi pare di poter individuare tre salti da fare contemporaneamente.
Primo salto: "sentire" che Gesù è qui. E per far questo credo che il primo, imprescindibile, modo che abbiamo sia
quello di ascoltare la sua parola. Alcune proposte di metodo sono già emerse e con il Consiglio Pastorale decideremo a breve le iniziative da mettere in atto. Anticipo solo
che mi piacerebbe una vero e proprio "bombardamento a
tappeto" di Parola di Dio su tutta la Parrocchia!
Secondo salto: quello di cui dicevo sopra: "vedere" la fede nelle persone attorno a noi, esercitarsi a riconoscere
l'opera di Dio in ogni uomo e donna che incontriamo... qui occorre una buona dose di creatività (aspetto voi!) per
"inventare" i modi.
Terzo: "riunire la Chiesa" (come ad Antiochia) e "riferire" l'opera di Dio. Provare a "dire" insieme cosa vuol dire essere credenti oggi, ritrovare quel "depositum" che attraverso secoli e millenni è arrivato a noi intatto ma che profuma di Villapizzone!
don Lorenzo
4
sguardo dal pulpito
Lo spirito sopra le righe
I NOSTRI
CONSIGLI
Una giornata di formazione per gli operatori pastorali
C
ome ormai di consuetudine
da qualche anno gli operatori pastorali (membri dei
Consigli parrocchiali, catechiste,
bariste, membri della Caritas...) si
sono trovati a Castelletto di Cuggiono per una giornata di formazione all’inizio dell’anno pastorale.
Un momento di riflessione sul
tema dell’anno
per programmare le attività da
svolgere,
per
trovare un filo
conduttore delle iniziative che
andremo a proporre alla nostra
comunità.
Quest’anno
il
punto di partenza è particolarmente stimolante e la cornice
di Castelletto ne
è stato il completamento adatto.
Il tema proposto è “La porta della
fede”, lettera apostolica del sommo pontefice Benedetto XVI che
ha eletto quest’anno pastorale
come l’anno della fede.
“La “porta della fede” che introduce alla vita di comunione con
Dio e permette l’ingresso nella
sua Chiesa è sempre aperta per
noi. È possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio
viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che
trasforma” (“Porta Fidei” paragrafo 1)
Stimolante l’inizio, vero!
La fede ci guida quando il nostro
cuore si apre ad accogliere la Parola di Dio, la grazia che trasforma la nostra vita!
La cornice di Castelletto di Cuggiono è molto legata a questo
tema perché il paese è posto proi nostri consigli
prio sul naviglio grande, bellissimo canale che parte dal Ticino e
con la sua forte corrente porta
l’acqua attraverso suggestivi paesini fino a Milano.
Il naviglio crea un collegamento,
un legame, si nutre della potenza
del fiume per portare l’acqua lontano a bagnare la terra.
oltre alle parole dette ce ne sono
altre “tra le righe” pensiamo che
ci sia un messaggio nascosto che
dobbiamo andare a cercare faticosamente, come se fosse solo
per pochi.
L’espressione “sopra le righe”
invece ci fa pensare a qualcosa di
molto evidente, quasi esagerato.
Una persona “sopra le righe” è
una un po’ bizzarra, un
po’ matta che si fa vedere da tutti perché si
comporta in modo diverso dagli altri. “sopra
le righe” della consuetudine, del testo normale.
o Spirito che ci guida, che ci fa oltrepassare la “porta
della fede”, non scrive
“tra le righe” un messaggio nascosto, difficile
da leggere, ma scrive
“sopra le righe”, fa cose
pazze per essere evidente a tutti.
E tutto questo cosa
c’entra con la nostra comunità e
con l’anno della fede?
Quello che gli operatori pastorali
hanno capito in questa faticosa
giornata è che per manifestare la
nostra fede dobbiamo essere
“sopra le righe”, mostrare in modo un po’ pazzo, un po’ estroso,
diverso dalla solite righe piatte e
monotone, quanto la Parola di
Dio plasmi il nostro cuore.
Facile? Non proprio.
Bello e stimolante? Tantissimo!
L
C
osì lo Spirito parte da lontano, dal Padre a portare la
sua forza dentro di noi e
nella Chiesa.
In preparazione a questa giornata
il nostro amico don Giuseppe,
parroco di GMG, ci ha mandato
uno splendido augurio: “Che lo
Spirito ci guidi sopra le righe”.
“..Sopra le righe..”, che bella immagine! Questa espressione ci
segnala un andare oltre, un guardare avanti.
Nel parlare comune, tante volte
quando leggiamo un testo particolarmente impegnativo, quando
sentiamo un discorso complesso
commentiamo: “dobbiamo leggere tra le righe”, - come se fra le
parole lette o ascoltate ci fosse
un messaggio misterioso e nascosto (tra le righe appunto)
Quando pensiamo ad un discorso difficile e commentiamo che
“Signore nostro, tu non permetti
che camminiamo ancora soli e tristi:
mano per mano, tu ci accompagni
ed apri al mondo
il nostro sguardo appassionato”
(“Un Cuore solo” – canto guida
per quest’anno pastorale)
Andrea Raglio
5
EFFATÀ
Martini, servitore della Parola
Tenere vivo il ricordo del card. Martini significa ’raccogliere’ il suo insegnamento, l’ascolto attento, docile e,
insieme, rigoroso della Parola di Dio, capace di trasformare la nostra vita e il volto della comunità cristiana.
T
ra le moltissime dichiarazioni che si sono lette ed ascoltate nelle ore e nei giorni
successivi alla morte del cardinal
Carlo Maria Martini, vescovo di
Milano dal 1979 al 2002, mi è
parsa particolarmente vera, nella
sua semplicità e chiarezza, quella
del suo successore, il cardinal
Tettamanzi: Martini – così ha affermato – è stato “l'uomo della
Parola: studiata, insegnata, resa
guida del cammino pastorale e
strumento della vita spirituale;
Parola offerta a tutti”. La custodia
della sua memoria che è ora richiesta a noi, sua Chiesa, a noi
che abbiamo avuto il dono di
conoscerlo e di incontrarlo in anni importanti per la nostra formazione, deve forse cominciare da
qui: dal comprendere come la
sua profezia di un cattolicesimo
non di tradizione o burocratico,
la sua “lotta” per una comunità
azione pastorale, che allora semdell’economia, tra i cosiddetti
brò rivoluzionaria, quando non
non credenti come pure in tante
pericolosa, mi piace ritrovarlo
persone semplici, che si sentivanell’appuntamento che tenne per
no di poterlo seguire anche in
tanti anni il primo giovedì di ogni
questi percorsi impegnativi. E
mese, in Duomo, con i giovani: la
l’ampiezza di questo straordinaScuola della Parola. Fu lì che, con
rio servizio non è quantificabile,
pazienza e
passione,
Martini è stato “l'uomo della Parola: studiata,
Martini speriinsegnata, resa guida del cammino pastorale e
mentò uno
stile di ascolstrumento della vita spirituale; Parola offerta
to del Vana tutti”.
gelo sobrio e
profondo,
riprendendo quel modo antico
nessuno potrà mai misurarla, se
che, lo imparammo da lui, si chianon Dio stesso.
n una piccola lettera alla Diomava lectio divina. Per la verità,
cesi del 1987, Cento parole di
egli andò componendo una forcomunione, il cardinal Martini
ma piuttosto originale di lectio,
invitava a riflettere sull’efficacia
che intrecciava l’esperienza modella Parola a partire dalla paranastica medievale con quella, più
bola del Seminatore; “difendere il
“moderna”, degli Esercizi spirituali
rapporto dell’uomo con la Parola
di Sant’Ignazio; ma il risultato,
–scriveva- è difendere sempliceall’orecchio ed al cuore dei tanti
mente l’uomo, i suoi spazi di egiovani
che
spressività e di relazione autentiarrivarono
a
“difendere il rapporto dell’uomo con la Parola
ca, i suoi orizzonti di senso”. Ed
riempire
le
è difendere semplicemente l’uomo,
ammoniva: “Nessuno lasci che il
navate della
i suoi spazi di espressività e di relazione
centro dell’attenzione e della
cattedrale, fu
autentica, i suoi orizzonti di senso”
contemplazione si sposti dalle
di sconcertanrealtà veramente essenziali e sicute novità: così
re come la Parola di Dio,
cristiana capace davvero di stare
la Parola parlava di noi, parlava a
l’Eucaristia, lo Spirito santo a prodentro la modernità, per fedeli
noi, interpellava tutta la nostra
liberi e significativi anche
getti o visioni parziali”; di sicuro,
esistenza, indicava traguardi esilui ci ha insegnato a guardare
nell’oggi,
fosse
radicata
genti ma bellissimi, era forza traall’essenziale e, come nella paranell’assoluto dell’ascolto delle
sformante per le nostre comunità.
Scritture, attraverso una pratica
bola evangelica, a vendere tutto
Di questa forma di ascolto Martipur di non perdere questa perla
ed un rigore a cui egli stesso si
ni non smetteva mai di mostrare
preziosa che è la vita buona nel
era educato per molti anni, da
tante sfaccettature, a tutti ed in
studioso e docente. Divenuto
Vangelo. La gratitudine per queogni occasione: attraverso le letsto servitore della Parola, innamopastore della Chiesa ambrosiana,
tere pastorali, gli incontri diocesarato del Signore, rimarrà ancora a
non tardò a riversare nella sua
ni o nelle parrocchie, i convegni, i
attività di guida quanto aveva
lungo, come i frutti del suo serviritiri (divenuti spesso libri dalla
scoperto come significativo per
zio all’uomo ed alla Chiesa.
diffusione straordinaria) bussò
sé, ovvero che solo aprendo le
con discrezione alla porta di chi
Luca Diliberto
Scritture, comprendendole e prestava anche al di fuori della Chiegandole, l’uomo trova un tesoro,
sa, o si riteneva tale, trovando
e il cristiano la strada per servire
attenzione e rispetto nel mondo
l’altro. Il “modello” di questa sua
della
cultura,
dell’arte,
6
I
effatà
Un uomo di Dio
EFFATÀ
Padre Piergiacomo, gesuita della comunità di Villapizzone, ha trascorso un anno a Gerusalemme insieme al
cardinal Martini, diventandone amico. Ci lascia un suo ricordo.
G
erusalemme.
Gennaio
2008. È sera e fuori fa
freddo, si attende a giorni
la neve che quell'anno arriverà
per ben due volte. Fatto eccezionale! Il sole è già tramontato dietro al King David's hotel e dall'altra parte della strada al Biblico
dei gesuiti le camere sono illuminate. Lascio la biblioteca e salgo
al secondo piano, infilo il corridoio verde sulla sinistra. Dalla finestra in fondo si intravedono le
Martini, «La preghiera di intercessione: farsi carico dell’altro presso
Dio. Lectio tenuta alla Hebrew
University di Gerusalemme (3
gennaio 2008)», in Avvenire, 20
gennaio 2008) rifletteva davanti a
me. E mentre sr Germana era
pronta ad ascoltare la lettura affinché il testo corresse fluido in
un italiano decente, il cardinale
chino sull'originale in inglese verificava, correggeva e approvava la
corrispondenza di senso e di parole. Già perché quella lectio era nata in
Raccoglieva quanto lo spirito seminava
inglese e a ogni
nell'umanità della gente.
persona
che
Tutto si faceva condivisione e cammino.
entrava
nella
sua
camera
gliela porgeva
chiedendogli
gentilmente cosa ne pensasse mura ormai illuminate dalle luci
chiese a noi di casa, agli amici
calde dei lampioni della Gerusalemme Vecchia, con la porta di
Giaffa. Busso all'ultima porta sulla
destra e una voce dall'interno mi
dice di entrare. "Buona sera padre Carlo" mi trovo a dire entrando - così si presentava e desiderava essere chiamato il cardinal
Carlo Maria Martini dai confratelli
gesuiti. Mi fa cenno di entrare e,
dopo un breve scambio di battute, di sedere alla scrivania grande,
accanto a lui sulla sinistra. Saluto
sr. Germana - colei che insieme
alle sorelle dell'ordo virginum aveva non solo accompagnato il cardinale a Gerusalemme ma in precedenza aveva sbobinato e dato
alle stampe ogni parola, discorso,
che passavano sia ebrei che cripensiero e corso di esercizi di
stiani: ascoltava e dialogava, racMartini, con un lavoro curato e
coglieva, interrogava e si interroattento, paziente e meticoloso.
gava, discerneva, modificava e
ntrai, dunque, e appoggiai il
proseguiva. Raccoglieva quanto
computer portatile. Aprii lo
lo spirito seminava nell'umanità
schermo e la traduzione
della gente. Tutto si faceva condiitaliana del testo "La previsione e cammino. Rimasi io
ghiera di intercessione" (C. M.
E
effatà
stesso sorpreso quando mi domandò cosa ne pensassi, dal momento che ero l'ultimo arrivato.
Ben presto mi resi conto che questo era il suo modo di vivere e di
procedere, di lavorare: mantenendo il timone della riflessione,
ricercava quelle parole che maggiormente incarnavano e liberavano lo spirito, quelle che sentiva
corrispondenti a lui e agli altri, e
alla Parola a cui aveva dedicato
l'intera sua esistenza.
opo la lectio tenuta all'Università ebraica di Gerusalemme mi aveva chiesto di
tradurre quel testo in italiano e
ora eravamo lì a correggerlo e a
renderlo fruibile a chi parlasse
solo la nostra amata lingua. Rimanemmo impegnati per circa un
paio d'ore, chiedendoci anche
qual parte risuonasse in modo
particolare in noi, quella che sen-
D
tivamo più nostra. Terminata la
lettura e a lavoro concluso, fece
tirar fuori dei cioccolatini poiché
ne era ghiotto. Festeggiammo
così, per poi salutarci.
Piergiacomo ZanettI SJ
7
CRESCENDO
MiSerAdo, un cuore per amare!
La vacanza del Gruppo Adolescenti: ecco quest’esperienza raccontata da una ragazza del gruppo.
C
hi lo dice che per fare una
bella vacanza bisogna per
forza andare via dalla città
in cui si abita?
Milano può essere un’ottima meta per le vacanze estive, e il gruppo adolescenti ve lo conferma!
La nostra avventura è cominciata
Domenica 22 Luglio quando dopo la Messa delle 10,30 con zaini
in spalla e valigie siamo andati a
prendere il passante per raggiungere il parco delle cave di Milano.
Non sapevamo cosa aspettarci da
questa settimana, eravamo curiosi e ad essere sinceri
anche un po’ timorosi
ma dopo tanta fatica
don Lorenzo e i nostri
educatori erano riusciti a convincerci.
Dopo un pic-nic ed
un pomeriggio tranquillo al parco siamo
arrivati nel primo oratorio che ci ha ospitato per due notti.
All’inizio è stato difficile condividere gli
spazi e dormire per
terra ma dopo la prima dura notte ci siamo abituati e tutto è andato meglio!
“Un cuore per amare” questo è il
tema che ci ha accompagnato
per tutta la vacanza e che ha fatto da filo conduttore tra tutte le
nostre esperienze.
Infatti alla mattina, dopo colazione, ci dividevamo in piccoli gruppi per recarci nei luoghi di servizio: un centro diurno per disabili,
la “san Vincenzo”, la mensa dei
poveri e l’oratorio di don Matteo.
In ognuno di questi luoghi abbiamo fatto esperienze diverse; dai
laboratori di arte e musicoterapia
con i ragazzi del centro diurno, ai
faticosi lavori manuali nella parrocchia
di
don
Matteo,
8
all’incontro con le famiglie e le
persone servite della “san Vincenzo” fino al servizio alla mensa dei
poveri e la testimonianza di una
delle suore di Madre Teresa di
Calcutta che gestiscono la mensa.
Ogni giorno cambiando luogo di
servizio riuscivamo a vedere realtà differenti, e così tutte le sere ci
ritrovavamo insieme per raccontarci com’era andata la giornata:
per condividere le nostre impressioni e raccontarci i momenti che
ci avevano toccato di più.
Era bello stare tutti insieme, ascoltarci a vicenda e vedere come
ognuno di noi, in un modo o
nell’altro, era stato colpito da ciò
che aveva vissuto nelle ore precedenti.
Dopo le giornate di servizio la
sera ci concedevamo un po’ di
divertimento prima di andare a
dormire: partite di calcio, serate
danzanti, gelati per le vie del centro e molto altro!
n altro momento fondamentale della nostra vacanza oltre al servizio, è stato il
ritiro spirituale che abbiamo fatto
mercoledì mattina nella cappella
della parrocchia San Leone Magno.
“I cuori guariti”; questo è stato il
tema del nostro ritiro.
U
Abbiamo letto diversi brani del
vangelo che raccontano la storia
di personaggi i cui cuori sono
stati davvero guariti da Gesù (la
Maddalena, Pietro, Tommaso..) in
seguito a questo ognuno ha avuto a disposizione del tempo per
riflettere, per scrivere qualcosa
sul suo libretto e, cosa più importante, per confessarsi.
Il nostro ritiro si è concluso con la
messa, durante la quale abbiamo
riunito tutte le nostre preghiere in
una sola. È stato un momento
davvero bello, che ci ha aiutato a
capire che il cuore con l’amore di
Gesù può guarire!
Arrivati alla fine di questa vacanza ci siamo
resi conto che le cose
che all’inizio ci spaventavano
di
più
(dormire per terra, stare tutti insieme in un'unica stanza, dover sopportare chi russava e
chi non avendo sonno
parlava in continuazione, non poter mai disfare la valigia perché
ogni due giorni dovevamo cambiare posto)
sarebbero state ciò
che ci sarebbe mancato di più,
come soprattutto le persone conosciute nei luoghi di servizio e i
momenti passati con loro!
n grazie di CUORE a don
Lorenzo, Katia, Matteo,
Erica e Laura per averci
convinto a fare questa vacanza
che oltre ad averci fatto scoprire
una “Milano nuova” ci ha dato la
possibilità di conoscerci meglio
anche tra di noi.
A questo punto sono sicura di
poter dire a nome di tutto il gruppo Adolescenti che valeva davvero la pena fidarsi di voi!
U
Simona Parrini
crescendo
Le
attività sportive
in
oratorio
CRESCENDO
Riparte la scuola, ricominciano i gruppi di catechismo e di animazione in Parrocchia e si mette in moto anche
l’Associazione Sportiva dilettantistica SLV.
Questo anno sociale e sportivo deve già guardare a Giugno, poiché è in scadenza il Consiglio Direttivo e con la
prossima assemblea annuale i Soci saranno chiamati a eleggere i nuovi componenti e le cariche sociali.
Iniziate a farci un pensierino, tutti possono portare un importante contributo per orientare l’animazione sportiva
come strumento educativo dell’Oratorio, non solo chi ha in casa qualche atleta nella SLV!
Ma per pensare all’oggi... siamo al via con la ricerca di giovani promesse nel calcio e nella pallavolo femminile per
le categorie più oltre indicate.
Siamo in fase di definizione, le porte sono aperte lungo tutto l’anno ma per la partecipazione ai campionati del
Centro Sportivo Italiano serve un minimo certo di iscritti.
Se in qualche categoria non si dovesse arrivare a tale “obiettivo minimo” per i tornei invernali, saranno attivati
programmi alternativi per giungere in formissima ai campionati primaverili.
Iscrizioni ogni giorno in Oratorio o presso la sede dell’associazione sportiva.
CALCIO A 7
ALLIEVI
UNDER 14
UNDER 11
UNDER 9
nati nel 1997 e successivi
Orario allenamenti:
Campo allenamenti e gare:
Giorno gare casalinghe di campionato:
Martedì e Giovedì dalle ore 19,30 alle 21,00
Oratorio San Martino (fondo sintetico)
Domenica
nati/e nel 99/00/01
Orario allenamenti:
Campo allenamenti e gare:
Giorno gare casalinghe di campionato:
Mercoledì e Venerdì dalle ore 18,00 alle 19,30
Oratorio San Martino (fondo sintetico)
Sabato
nati/e nel 02/03
Giorni e orario allenamenti:
Campo allenamenti e gare:
Giorno gare casalinghe di campionato:
Martedì e Giovedì dalle ore 18,00 alle 19,30
Oratorio San Martino (fondo sintetico)
Sabato
nati/e nel 04/05 (Scuola calcio) solo allenamenti
Iscrizione al campionato primaverile con inizio 6/7 aprile 2013
Giorni e orario allenamenti da stabilire nella riunione con i genitori di fine settembre
Campo allenamenti:
Oratorio San Martino (fondo sintetico)
PALLAVOLO FEMMINILE
ALLIEVE
nate nel 1997 e successivi (solo allenamenti e amichevoli)
Iscrizione al campionato primaverile on inizio 6/7 aprile 2013
Giorni e orario allenamenti:
Venerdì 19,00/21,00
Martedì o Mercoledì 18,30/20,00
Palestra allenamenti:
Scuola media Via C. Marcello
crescendo
9
diariagenda
Cose fatte...
TERZA ETA’
prossime tappe!
Attività nuovo anno
Ricominciano le attività del Movimento Terza Età.
Come lo scorso anno ogni terzo giovedì del mese (a cominciare dal 20 settembre) si celebrerà la Messa alle
15,30 e ogni primo giovedì (a cominciare dal 4 ottobre) ci sarà la catechesi.
20/09/2012 – Giovedì – ore 15,30 – S. Messa animata dal Movimento Terza Età
27/09/2012 – Giovedì – ore 10,00 – Incontro animatori decanato c/o Parrocchia S. Marcellina
04/10/2012 – Giovedì – ore 15,30 – Incontro di Catechesi presieduto da don Erminio c/o la Sala dell’Eremita
10/10/2012 – Mercoledì – ore 15,00 – Pomeriggio comunitario presso Parrocchia S. Gaetano
18/10/2012 – Giovedì – ore 15,30 – S. Messa animata dal Movimento Terza Età
25/10/2012 – Giovedì – ore 15,00 – Tombolata presso il Centro San Martino
GIORNATA DIOCESANA
PER IL SEMINARIO
Domenica 23 settembre
Come tutti gli anni celebriamo la Giornata Diocesana per il Seminario.
In modo particolare ci uniamo nella preghiera per le vocazioni e a sostegno di esse!
Giovedì 20 pregheremo durante la S. Messa delle ore 15,30 e durante l’adorazione eucaristica alle ore 17,00.
Domenica si potrà contribuire con un’offerta straordinaria e con l’abbonamento a “La fiaccola” e “Fiaccolina”.
CATECHISMO
Settembre
Riprendono gli incontri di catechesi con il seguente programma:
1° anno (3ª elementare) mercoledì ore 17.00 (10 ottobre?)
2° anno (4ª elementare) inizio giovedì 27 settembre ore 17.00
3° anno (5ª elementare) inizio venerdì 28 settembre ore 17.00
4° anno (1ª media) inizio martedì 25 settembre ore 17.00
Prima dell’iscrizione al primo anno è necessario un colloquio dei
genitori con don Lorenzo: è un momento molto importante che va
vissuto con grande consapevolezza! Per le iscrizioni rivolgersi in segreteria dell’oratorio.
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Vivavsmartvilla.it
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10
Grazie
n grazie di cuore a don Lorenzo, don Erminio e a tutti coloro che mi sono stati vicino in un momento particolare della mia vita.
Grazie, non lo dimenticherò mai!
Gisella
diariAgenda
Guardate a Lui e
sarete raggianti
SPUNTI
PER...
“Guardate a lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire. Questo povero grida e il Signore
lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce. Il Signore é vicino a chi ha cuore contrito,
egli salva gli spiriti affranti” (Salmo 34)
S
to trascorrendo dei giorni di
riposo.
Sono
anche
quest’anno in Valfurva, una
bella valle dell’alta Valtellina. Mi
trovo bene; in questi anni ho conosciuto la gente del posto e parecchi villeggianti. Mi sento come
a Villapizzone. Quest’anno ho
scelto di rimanere solo in
“piano”, escludendo i sentieri che
portano in alto. Ogni mattina faccio lo stesso giro, quello dei “Tre
Ponti”. Viene scelto dai pensionati e dai genitori che hanno i figli
piccoli e devono manovrare i passeggini.
Richiede un’ora di tempo a completare il giro, io ne impiego tre.
Prego tanto mentre cammino;
nelle soste mi siedo e leggo con
tranquillità il vangelo.
Lascio poi che il cuore e la fantasia si esprimano liberamente.
Accanto al sentiero scorre un bellissimo torrente; l’acqua è trasparente e fresca. Fisso a guardare
una piccola onda, ma appena la
osservo è “già” passata.
Un istante, un attimo. Non posso
rallentarla e neppure farla tornare
indietro.
enso alla mia vita. Alcune
volte, per i tantissimi avvenimenti di questi quasi 74
anni, mi sembra che sia più lunga
di quella trascorsa. Altre volte mi
appare come un soffio. Sembra
ieri quando con i ragazzi di Lambrate salivo i sentieri della Valfurva verso il lago Confinale o il Passo del Zebrù!
Nostalgia, rimpianto? No. Solamente un grande “grazie”, pieno
di gioia, a Dio per i tanti doni.
Un po’ di tristezza mi prende alle
parole di Qoèlet: “Tutto è vanità.
Una generazione se ne va e
un’altra arriva. Tutto è vanità”.
Guardo la bellezza che mi avvol-
P
spunti per...
ge, l’armonia e le stupende sfumature del creato.
“Può essere che tutto sia senza
senso? E che il nostro viaggio nel
tempo non abbia una destinazione? “
Leggo il vangelo: “Disse Tommaso a Gesù: «Non sappiamo dove
vai; come possiamo conoscere la
via?». Gli rispose Gesù: «Io sono la
via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di
me»”.
Gesù indica la “meta” della vita,
ma è anche la “strada” da seguire
per arrivare al traguardo.
“Vedete quale grande amore ci ha
donato il Padre per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente!
Noi fin d’ora siamo figli di Dio,
ma ciò che saremo non è stato
ancora rivelato. Quando egli si
sarà manifestato, noi saremo simili
a lui così come egli è” (1 Gv 3,12).
I cristiani sono dei pellegrini che
portano nel cuore questa “grande
speranza”. È un tesoro da condividere con quanti sono alla ricerca del “senso della vita”.
Alcuni uomini e donne ritengono
che l’avventura umana “si risolva”
nella vita terrena. Non per questo
sono meno onesti o giusti dei
cristiani. Infatti cercano di vivere
la loro “unica” vita con serietà,
con responsabilità, con altruismo
e solidarietà. Sono uno stimolo a
noi cristiani per una vita più evangelica e capace da far trasparire
“il di più” della fede in Gesù.
Riprendo a camminare: il torrente
si allarga in modo maestoso. Tolgo le scarpe e le calze, provo ancora una volta la gioia di entrare
nell’acqua di montagna. Gusto la
felicità di quand’ero bambino e
con altri ragazzi andavamo nelle
rogge del paese per rinfrescarci.
Nella vecchiaia il nostro cuore
rimane sempre bambino.
Mentre cammino prego con amore per ogni popolo della terra: li
voglio tutti nel cuore.
Mi siedo su un masso che domina il letto del torrente. Riprendo il
vangelo: “Non preoccupatevi della vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né del vostro corpo, di quello che indosserete.
Guardate gli uccelli del cielo…
osservate come crescono i gigli
del campo… Non procuratevi oro
né argento né denaro nelle vostre
cinture, né sacca da viaggio, né
due tuniche, né sandali, né bastone”.
mmediatamente
penso
a
“Muhammed” il giovane del
Marocco che a Villapizzone
conosciamo tutti. Inizia alle 7 del
mattino a percorrere le vie del
nostro quartiere fino a sera. Non
ha due tuniche, non ha una sacca, non ha euro, non ha una pietra sulla quale posare il capo. Muhammed vive le parole di Gesù
molto più di me: si fida pienamente di Dio.
Gesù rimproverava i suoi contemporanei perché non sapevano
leggere “i segni dei tempi”.
Anche noi dobbiamo imparare a
leggere i “segni dei tempi” presenti nella Chiesa, nel “mondo” e
anche “in coloro” che contestano
il nostro essere Chiesa.
La strada è lunga. Ogni generazione deve fare il proprio
“passo”, nuovo e creativo, da
aggiungere a quelli già fatti, in
attesa di nuovi “profeti” per i
“passi futuri”.
I
don Erminio
11
Giovedì 27
17,00 - 19,00 adorazione eucaristica in particolare
per i gruppi parrocchiali
19,45 - 22,00 adorazione eucaristica in particolare
per i gruppi dell’oratorio
Sabato 29
Pomeriggio Jump! Jumpiamo tutti in Duomo per ritornare alle origini (momento di preghiera nel battistero paleocristiano) e per stare piacevolmente
insieme (gelatino?!)
Domenica 30
10,30 Messa (sopra le righe!)
Al termine della Messa processione eucaristica per
portare Gesù nella cappellina dell’oratorio
12,30 pranzo di condivisione nel salone dell’ex Cinema. Ciascuno porta ciò che più gli piace in quantità sufficiente per le persone della sua famiglia, ma
poi… ci si scambia tutto!
Un modo simpatico per iniziare!!!
14,00 Giochi spontanei!
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