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3
Jasper Gwyn mi ha insegnato che non siamo personaggi,
siamo storie, disse Rebecca. Ci fermiamo all’idea di essere
un personaggio impegnato in chissà quale avventura, anche
semplicissima, ma quel che dovremmo capire è che noi siamo
tutta la storia, non solo quel personaggio. Siamo il bosco
dove cammina, il cattivo che lo frega, il casino che c’è attorno, tutta la gente che passa, il colore delle cose, i rumori.
Riesci a capire?
A. Baricco, “Mr. Gwyn”, 2011
L'uomo è un essere in divenire e l'essenza più profonda della
sua umanità abbraccia la totalità del tempo, il passato, il
presente, il futuro. La storia è il collante esistenziale tra le
tre dimensioni. L'uomo è dunque essere storico (il termine
greco storia significa racconto), essere narrativo. Possiamo
pensare ad un quarto libro della divina commedia slegato
dai primi tre? Potremmo farlo se non sapessimo nulla dell'opera di Dante, altrimenti penseremmo questo quarto libro
come conseguenza o collegamento dei primi tre! La stessa
cosa per il quinto episodio di Shrek! Già solo inserire Ciuchino sarebbe una “citazione storica”! La storia (quella in senso
lato, quella culturale, quella sociale, familiare, affettiva,
personale) essendo la “nostra storia” plasma concretamente
ciò che siamo, il nostro respiro più profondo di umanità.
4
Hai fatto tutta quella strada per
[arrivare fin qui]
e ti è toccato partire bambina
con una piccola valigia di cartone
che hai cominciato a riempire
due foglie di quella radura che non
[c'era già più]
rossetti finti ed un astuccio
[di gemme]
e la valigia ha cominciato a pesare
[dovevi ancora partire]
e gli occhi han preso il colore
[del cielo]
a furia di guardarlo
e con quegli occhi ciò che vedevi
nessuno può saperlo
e sole pioggia neve tempesta
sulla valigia e nella tua testa
e gambe per andare
e bocca per baciare
Hai fatto tutta quella strada
[per arrivare fin qui]
e ad ogni sosta c'era sempre
[qualcuno]
e quasi sempre tu hai provato
[a parlare]
ma non sentiva nessuno
e ti sei data ti sei presa qualche cosa
chissà
ma le parole che ti sono avanzate
sono finite tutte nella valigia
e li ci sono restate
e le tue gambe andavano sempre
sono sempre più adagio
e le tue braccia reggevano a stento
il peso della valigia
e sole pioggia neve tempesta
sulla valigia e nella tua testa
e gambe per andare
e bocca per baciare
sole pioggia neve tempesta
sui tuoi capelli su quello che hai visto
e braccia per tenere e fianchi
[per ballare]
Hai fatto tutta quella strada
[per arrivare fin qui]
ma adesso forse ti puoi riposare
un bagno caldo e qualcosa di fresco
da bere e da mangiare
ti apro io la valigia mentre tu resti li
e piano piano ti faccio vedere
c'erano solo quattro farfalle
un po' più dure a morire
e sole pioggia neve tempesta
sulla valigia e nella tua testa
e gambe per andare
e bocca per baciare
sole pioggia neve tempesta
sui tuoi capelli su quello che
[hai visto]
e braccia per tenere e fianchi
[per ballare]
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Inserisci nella tabella della pagina a lato alcuni eventi storici che ritieni abbiano influenzato in qualche modo la tua vita, poi
esperienze legate alla tua storia personale
(2 legate alla tua storia familiare, 2 a quella affettiva, 1 a quella scolastica etc…)
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7
Canto iniziale a pag. 24 del libretto giallo
Emmanuel tu sei qui con me
Salmo 72 (71)
O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.
Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero
e abbatta l’oppressore.
Ti faccia durare quanto il sole,
come la luna, di generazione in generazione.
Scenda come pioggia sull’erba,
come acqua che irrora la terra.
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.
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A lui si pieghino le tribù del deserto,
mordano la polvere i suoi nemici.
I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.
Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.
Li riscatti dalla violenza e dal sopruso,
sia prezioso ai suoi occhi il loro sangue.
Viva e gli sia dato oro di Arabia,
si preghi sempre per lui,
sia benedetto ogni giorno.
Abbondi il frumento nel paese,
ondeggi sulle cime dei monti;
il suo frutto fiorisca come il Libano,
la sua messe come l’erba dei campi.
Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
e tutte le genti lo dicano beato.
Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
egli solo compie meraviglie.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra.
Amen, amen.
9
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio
di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò
Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares
generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò
Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab , Booz generò Obed da
Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di
Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia
generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz,
Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi
fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl,
Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd
generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc,
Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono
quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia
quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo
promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe
suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava
considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non te-
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mere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino
che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla
luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo
popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine
concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di
Emmanuele, che significa Dio con noi. Quando si destò dal
sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.
Canto finale a pag. 6 del libretto giallo
Ave Maria
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Canto iniziale a pag. 37 del libretto giallo
Luce che sorgi nella notte
Salmo 139 (138)
Signore , tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.
La mia parola non è ancora sulla lingua
ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile.
Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei;
se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
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anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
Se dico: «Almeno le tenebre mi avvolgano
e la luce intorno a me sia notte»,
nemmeno le tenebre per te sono tenebre
e la notte è luminosa come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.
Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda;
meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia.
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi;
erano tutti scritti nel tuo libro i giorni che furono fissati
quando ancora non ne esisteva uno.
Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio!
Se volessi contarli, sono più della sabbia.
Mi risveglio e sono ancora con te.
Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri;
vedi se percorro una via di dolore
e guidami per una via di eternità.
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Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un
sacerdote di nome Zaccaria, della classe di
Abia , che aveva in moglie una discendente di
Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano
giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi
e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché
Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe,
gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale,
di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando
nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore,
ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide,
Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse:
«Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e
tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore;
non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli
d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui
con lo spirito e la potenza di Elia , per ricondurre i cuori dei
padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». Zaccaria disse
all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni».
L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a
Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto
annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al
giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto
alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
14
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non
poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto
una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei
giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per
cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».
Canto iniziale a pag. 48 del libretto giallo
Rallegriamoci
15
Il mio progetto di vita…
Come matita nelle mani di Dio disegno e costruisco…
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Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza
ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora
penseresti all'odore di un
[libro nuovo ]
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa
al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno
[dopo giorno]
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione
ma il finale è di certo
[più teatrale]
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione
così come l'ultimo bicchiere
[l'ultima visione]
un tramonto solitario l'inchino e
poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno
[dopo giorno ]
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione
ti stringo le mani
rimani
qui
cadrà
la neve
a breve.
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Canto iniziale a pag. 55 del libretto giallo
Te al centro del mio cuore
Salmo 39
Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude; ha stabilito i miei piedi sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore.
Beato l’uomo che ha posto la sua fiducia nel Signore
e non si volge verso chi segue gli idoli
né verso chi segue la menzogna.
Quante meraviglie hai fatto,
tu, Signore, mio Dio,
quanti progetti in nostro favore:
nessuno a te si può paragonare!
Se li voglio annunciare e proclamare,
sono troppi per essere contati.
Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
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Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».
Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.
Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore,
la tua verità e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho celato il tuo amore
e la tua fedeltà alla grande assemblea.
Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia;
il tuo amore e la tua fedeltà mi proteggano sempre,
perché mi circondano mali senza numero,
le mie colpe mi opprimono e non riesco più a vedere:
sono più dei capelli del mio capo,
il mio cuore viene meno.
Dégnati, Signore, di liberarmi;
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Siano svergognati e confusi
quanti cercano di togliermi la vita.
Retrocedano, coperti d’infamia,
quanti godono della mia rovina.
Se ne tornino indietro pieni di vergogna
quelli che mi dicono: «Ti sta bene!».
Esultino e gioiscano in te
quelli che ti cercano;
dicano sempre: «Il Signore è grande!»
quelli che amano la tua salvezza.
Ma io sono povero e bisognoso:
di me ha cura il Signore.
Tu sei mio aiuto e mio liberatore:
mio Dio, non tardare.
19
Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti
udirono che il Signore aveva manifestato in lei
la sua grande misericordia, e si rallegravano
con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua
madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero:
«Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo
nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse:
«Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava
benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore ,
e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di
tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano
in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino ?». E
davvero la mano del Signore era con lui.
Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò
dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
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di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.
Canto finale a pag. 34 del libretto giallo
La mia anima canta
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Canto iniziale a pag. 60 del libretto giallo
Voi siete di Dio
Salmo 133 (132)
Ecco , com’è bello e com’è dolce
che i fratelli vivano insieme!
È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste.
È come la rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Perché là il Signore manda la benedizione,
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Io dunque, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto:
comportatevi in maniera degna della chiamata che
avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore , avendo
a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo
del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati
chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola
fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di
sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la
misura del dono di Cristo. Per questo è detto:
Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri,
ha distribuito doni agli uomini.
Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso
quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese
al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere
profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere
pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo
tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino
all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di
Cristo. Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini
con quella astuzia che trascina all’errore. Al contrario, agendo
secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa
tendendo a lui, che è il capo , Cristo. Da lui tutto il corpo, ben
compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura,
secondo l’energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.
Canto finale
Insieme è più bello
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Sono parte di qualcosa di più grande...
Di quali gruppi faccio parte (amici, famiglia,
scuola, tempo libero)…
24
Per ciascuno dei raggi del “sole relazionale”
scrivi una situazione di felicità …
25
26
Do
Fa
C’è una storia nascosta, nelle sabbie del tempo
Do
Fa
Sol
Sussurrata all'uomo, da un soffio di vento
La-
Fa
Sol
Parla dell’alleanza, tra un popolo e Dio
La-
Fa
Sol
Parla della speranza, che vivo anch’io.
Do
Fa
È una storia che parla, a tanti come me
Do
Fa
La chiamata di Dio, la risposta di Giosuè
La-
Fa
Sol
Rinati a vita nuova, immersi nell’acqua di salvezza
Fa
La-
Sol
Attraverso il Mar Rosso, con Mosè.
Fa
Sol
La tua storia nella mia storia
Do Sol La-
Voglio scrivere
Fa
Sol
Do
voglio dare sapore al mondo, ed esserne luce
Fa
Sol
Scoprire il mio perché
Do Sol
La-
Vivendo la tua promessa
Fa
Sol
Do
e camminare sempre insieme a te
Do
Fa
Il vento soffia,e mi parla ancora,
Do
Fa
Sol
una storia, un popolo,mille gioie e difficoltà,
La-
Fa
Sol
Lungo il cammino nell’arido deserto
Fa
La- Fa
Sol
Il pane della vita è il di più che ho scoperto.
Do
Fa
Nel deserto insieme, quante prove e fatiche
Do
Fa
Sol
ma confidiamo in Lui, perché il suo amore è grande.
La-
Fa
Sol
Sul monte Sinai, ha donato i suoi comandamenti,
Fa
La-
Fa
Sol
E ogni giorno ci dice:“Io sarò con te!”.
Rit.
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Il mio progetto di vita…