SUPPLEMENTO A «IL GIORNALE DELL’ARTE» N. 320 MAGGIO 2012
La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, in provincia di Macerata, in una fotografia di Renato Gatta
©
Marche
Vederenelle
N. 1 MAGGIO-GIUGNO 2012
UMBERTO ALLEMANDI & C.
ILGIORNALE DELL’ARTE
TUTTA L’ARTE DA VEDERE IN MAGGIO-GIUGNO
Tappeto rosso
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Le Marche sono come
la Toscana di 30 anni fa
Vederenelle
Per Lorenza Mochi Onori, direttore regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici, il principale tesoro
delle Marche su cui ora concentrarsi è il paesaggio
orenza Mochi Onori, sessantuno anni, famiglia originaria marchigiana, allieva di Carlo Giulio Argan, dal 2009
al 2011 è stata soprintendente del Polo Museale di Napoli e in precedenza, dopo avere iniziato la carriera nel
Mibac alla fine degli anni Settanta proprio alla soprintendenza marchigiana della quale è stata poi responsabile dal 2003 al 2009, ha operato per 20 anni presso la Galleria
Nazionale di Palazzo Barberini a Roma.
L
Lorenza Mochi Onori
André Chastel aveva definito Urbino la «capitale del Rinascimento matematico». Ora arriva la mostra sulla città ideale, un trionfo della matematica e della dimensione speculativo-filosofica.
Qual è l’origine della rassegna?
Tutto inizia nel 2003 in America, a Baltimora, dove ero andata a
vedere la tavola della «Città ideale», oggi in mostra a Urbino, e a
incontrare la curatrice del Walters Art Museum, Joaneath Spicer.
Nel 2009 ripresi in mano la questione anche se i due anni di lavoro a Napoli, fecondi ma complicati dovendo prendere il posto
di un soprintendente storico come Nicola Spinosa, l’hanno un po’
rallentata. Poi, nell’ultimo anno e mezzo, abbiamo «ingranato»
con lo storico dell’arte Alessandro Marchi della soprintendenza
di Urbino che ha realizzato il progetto, dando corpo alle idee da
cui eravamo partiti. Ovvero, dagli aspetti filosofici e dai rappor-
Tre utopie sorelle, tutte belle
Le tre «città ideali» conservate (dall’alto) al Walters Art Museum di Baltimora, alla Galleria
Nazionale delle Marche a Urbino,e allo Staatliche Museen Gemälde Galerie di Berlino
La raffigurazione della «città ideale» è conosciuta in tre versioni,
due delle quali fino a luglio in mostra alla Galleria Nazionale delle
Marche (cfr. p. 4). Quella conservata a Urbino, databile al 14801490, si affianca alla tavola proveniente dal Walters Art Museum di
Baltimora, realizzata negli stessi anni e probabilmente dallo stesso,
ancora anonimo, autore. La terza veduta, probabilmente più tarda
e non prestata per motivi conservativi alla mostra curata da Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi, è conservata allo Staatliche Museen Gemälde Galerie di Berlino.
S.L.
Marche
ILGIORNALE DELL’ARTE
ti tra matematica e urbanistica che hanno interessato
Urbino nel Rinascimento. Con l’altra curatrice, Vittoria Garibaldi, e la neosoprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, Rosaria Valazzi, abbiamo operato felicemente insieme. Il cuore della mostra sono le opere della città del Medioevo e l’uso che di queste immaginitavole si è fatto: con i cassoni e le porte, ad esempio,
si vede l’uso per arredi che non prescinde dal significo simbolico delle immagini. Io tengo al significato ideologico
per questo periodo storico che è un momento particolare, una chiara presa di coscienza del potere. Lorenzo il Magnifico e il duca
Federico da Montefeltro hanno un rapporto con la città che presuppone la libertà: una caratteristica dettata dal ricordo degli antichi, naturalmente non così usuale all’epoca. Federico è uno dei
pochi signori che con i cittadini ha un rapporto di apertura. Non
a caso il Palazzo ducale ha alte mura all’esterno, ma si apre alla
città e anzi con le sue ali l’abbraccia. In più si innesta una alleanza tra architetto e committente e sul tema della città ideale si innesta la prospettiva che è ovviamente un modo ideale di vedere
la realtà, basata su regole matematiche abbinata appunto a una
ferrea presa di coscienza. In mostra si vede come Luca Pacioli,
secondo cui Dio ha creato il mondo attraverso le misure matematiche, intenda il signore-committente vicino alla divinità. Tutto
ciò porta a opere per cui Urbino è famosa nel mondo, la «Flagellazione» di Piero della Francesca che esponiamo nella mostra, il
palazzo e appunto la città ideale nel suo insieme.
Quali argomenti e luoghi lungo la sua carriera l’hanno maggiormente interessata?
Naturalmente Palazzo Barberini per le mostre sul Settecento, Cassiano del Pozzo, la «Fornarina» di Raffaello per il quale la critica non accetta in genere che negli anni finali egli dipinga in modo diverso rispetto al classicismo. Adoro il Sanzio e a Napoli tra
l’altro abbiamo fatto l’analisi della «Madonna del Divino Amore»: ne parlo sul «Bollettino d’arte» numero 9 appena uscito. E
poi sempre a Roma il grande convegno sui Barberini (prima o poi
pubblicherò gli inventari a suo tempo trascritti). Mi emoziona anche aver contribuito a restaurare il Palazzo con lo spostamento
del circolo degli ufficiali. Nel 1995 poi sono stata ospite dei musei americani dai quali ho potuto comprendere quanto siano importanti il lato organizzativo, l’uso dei depositi, l’illuminazione
delle opere, la ricerca dei fondi. Si comprende anche meglio quanto sia fondamentale il valore scientifico di un’esposizione: le mostre blockbuster all’estero non sono ben viste e così perdiamo prestigio e credibilità internazionale. Vanno bene in Oriente, ma se
sposto pezzi straordinari devo farlo avendo qualcosa da dire.
I suoi prossimi progetti?
La civiltà del Settecento nelle Marche, vista la ricchezza straordinaria di questi luoghi e dove c’è tanto da approfondire anche
dal punto di vista del mecenatismo e del legame con Roma. Ora
come direttore regionale posso coinvolgere le varie soprintendenza di arte, architettura e archivi oltre al Fai e privati molto interessati: penso a Francesco Merloni che già finanziò il progetto
di Gentile a Fabriano.
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Stampa
Nuova Satiz, Moncalieri (To)
è una testata edita dalla
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Umberto Allemandi & C.
ed è un’edizione speciale
per le Marche di
«Il Giornale dell’Arte»
Curatore
Stefano Luppi
Hanno collaborato
Brigida Mascitti,
Marta Paraventi
Coordinamento a Torino
Lina Ocarino
[email protected]
Referente commerciale in Emilia
Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria
Valeria Riselli 348.6898577
[email protected]
Sommario
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La «La città ideale»
al Palazzo Ducale di Urbino
«Terre di Lotto»
Il «Centro Arti Visive Pescheria»
La Fondazione Carima
I restauri dell’Anci Marche
di 17 opere dell’Abruzzo
La quinta edizione di «Herbaria»
Pietro Marcolini, assessore
ai Beni e Attività culturali
della Regione
Il sito internet «Marche Musei»
6
6
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7
8
8
10
10
Gli eventi culturali promossi
dalla Regione
I Festival e gli «Happy museum»
Il V Festival «Poiesis» di Fabriano
La Fondazione Pergolesi Spontini
a Jesi
Capolavori delle Marche esposti
al Vaticano
Il presidente di Artifex,
Giovanni Morello
L’Hotel Roma a Grottammare
Vedere nelle Marche
IL GIORNALE NON RISPONDE DELL’AUTENTICITÀ DELLE ATTRIBUZIONI DELLE OPERE RIPRODOTTE, IN PARTICOLARE DEL CONTENUTO DELLE INSERZIONI PUBBLICITARIE. LE OPINIONI
ESPRESSE NEGLI ARTICOLI FIRMATI E LE DICHIARAZIONI RIFERITE DAL GIORNALE IMPEGNANO ESCLUSIVAMENTE I RISPETTIVI AUTORI. SI CONSIGLIA DI VERIFICARE TELEFONICAMENTE
GLI ORARI DELLE MANIFESTAZIONI.
www.allemandi.com
Negli ultimi tempi avete dovuto gestire emergenze come terremoto e neve.
Il sottosegretario di Stato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roberto Cecchi, si è meravigliato quando ha visto i danni
ai beni artistici marchigiani causati dalla neve e per fortuna avevamo già avuto l’esperienza di coordinamento che aveva fatto
fronte al sisma. Abbiamo usato in entrambi i casi commissioni
miste tra Stato, enti locali e Cei.
Quali studiosi sono stati importanti per lei?
Oltre al mio maestro Argan e a Spinosa di cui sono stata il successore a Napoli (ha organizzato quell’ufficio con persone splendide sia professionalmente che umanamente), ho lavorato tanto
con Claudio Strinati che stimo molto, essendo sia conoscitore che
storico dell’arte. Ho ottimi rapporti anche con Paolucci e Andrea
Emiliani.
Quali sono i suoi interessi oltre l’arte?
Adoro piante e giardini. Forse avrei fatto il giardiniere. A Palazzo Barberini ho lavorato tanto sul tema dei giardini nel Barocco
e ora a Urbino restaureremo il giardino pensile della Duchessa. A
Napoli invece feci il progetto con Paolo Pejrone per il giardino
della Certosa di Capri.
Le Marche hanno mille tesori culturali, enogastronomici, musicali. Dovesse dare un consiglio a un turista che direbbe?
Di concentrarsi sul paesaggio che è un aspetto fondamentale perché i marchigiani riconoscono nel paesaggio la propria identità.
Il turismo culturale nelle Marche a che punto è?
C’è tanto da fare perché le Marche sono come la Toscana di 30
anni fa. La caratteristica principale sono i 240 piccoli paesi che
sono rimasti «veri». Le Marche sono plurali, hanno diverse
anime.
Stefano Luppi
Vedere nelle Marche
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Governanti ideali generano «città ideali»: un segno rinascimentale
a città ideale. L’utopia del Rinascimento a
Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello» a cura di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi, fino all’8 luglio alla Galleria Nazionale di Palazzo Ducale, è l’esposizione di maggior importanza per il tema scelto, per la profondità dell’apparato scientifico e per la
qualità delle opere. Oltre cinquanta capolavori, ordinati nei
nuovi locali climatizzati al piano terra del Palazzo urbinate, che
rispecchiano le linee teoriche legate allo Stato del duca Federico da Montefeltro e dei discendenti, in rapporto con i maggiori artisti rinascimentali orbitanti intorno alla sua corte.
La mostra prende il titolo dal celebre dipinto su tavola della fine
del XV secolo, ancora anonimo: ad essa fa da pendant un’altra
costruzione ideale della civiltà rinascimentale, la coeva tavola
conservata a Baltimora (Usa) al Walters Art Gallery. Peccato, ed
è l’unico «cruccio» per le organizzatrici, che per motivi conservativi non sia stata prestata la terza «Città ideale» conservata allo Staatliche Museen Gemälde
Galerie di Berlino. Tutte e tre
le tavole, forse a Palazzo ducale in epoca rinascimentale,
sono state variamente attribuite ai maggiori artisti che
qui operarono, da Luciano
Laurana, forse il più accreditato, a Piero della Francesca, Fra’ Carnevale, Giuliano da Sangallo, Perugino,
Luca Signorelli, Francesco
di Giorgio Martini, Cosimo
Rosselli sino a mastro Giorgio Andreoli da Gubbio. Ma
ai curatori della rassegna non
importa tanto scoprire la paternità di opere comunque di superba qualità e riconosciute
centrali nella diffusione della
cultura di corte federiciana. La
mostra intende fare il punto
La «Veduta urbana (con ponte)» di
soprattutto sui termini della
Cristoforo Canozi da Lendinara, datata
civiltà maturata alla corte di
1484-88, conservata al Museo Nazionale
Federico da Montefeltro, dodi Villa Guinigi di Lucca
«L
© MIBAC-SOPRINT. PSAE E POLO MUSEALE DI FIRENZE
Fan da corona al dipinto di autore ignoto, ammiratissimo «compendio di arte, scienza e speculazione filosofica», oltre
50 opere che rispecchiamo la felicissima stagione di Urbino, la piccola capitale governata da Federico da Montefeltro
Il «Corteo nuziale» o «Cassone Adimari» di Giovanni di Ser Giovanni detto Lo Scheggia, datato 1440-1450 circa, conservato alla Galleria dell’Accademia di Firenze
ve trionfa un compendio tra arte, scienza e speculazione filosofica che ha avuto pochi pari nella cultura occidentale.
«Città ideale» rinascimentale è la summa di un rapporto nuovo
che si crea tra il signore e l’architetto-costruttore del suo palazzo, in questo caso prima Laurana e poi Francesco di Giorgio. Figure come il duca di Urbino, o Lorenzo il Magnifico nella Firenze a poche centinaia di chilometri da qui, sono gli artefici di un
«dispotismo illuminato», come lo chiama Lorenza Mochi Onori nel catalogo Electa che accompagna la rassegna: un signore
che non solo governa, ma diviene l’immagine stessa della città
in rapporto stretto con il suo popolo. L’immagine a Urbino, per
Federico, si fonda dunque su un «patto» con i governati, evidente nella struttura della dimora ducale che si «apre» alla piazza
cittadina: ciò determina anche
la nascita di un nuovo ordine
sociale, di governo illuminato e
razionale appunto. Proprio il
concetto di città ideale, evidente nei dipinti esposti, si lega alla cultura: l’urbe riprende i concetti della geometria
spaziale e dei rapporti tra forme e proporzioni matematiche.
Per questo in mostra sono
presenti il «De re aedificatoria» di Leon Battista Alberti
e il ritratto di Luca Pacioli,
«numi tutelari» di queste teorie. Insieme agli artisti citati so-
Le terre
predilette di
Lorenzo Lotto
no inoltre esposte opere di Domenico Veneziano, Sassetta,
Mantegna, Perugino, Bramante e Raffaello, presente in mostra con un disegno e con la predella della «Pala Oddi» eccezionalmente concessa dai Musei Vaticani. La mostra è promossa
dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, dalla Regione Marche, dalla
Provincia di Pesaro e Urbino, dal Comune di Urbino, dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, dall’Università
degli Studi di Urbino e dalla Banca Marche. L’organizzazione è affidata a Gebart con la collaborazione di Civita.
S.L.
A Pesaro l’arte contemporanea
in una Pescheria dell’Ottocento
Il Loggiato del «Centro Arti Visive Pescheria»
Il «San Michele Arcangelo caccia
Lucifero» di Lorenzo Lotto conservato
nel Museo - Antico Tesoro della Santa
Casa di Loreto (Ancona)
«Autentica alternativa» al linguaggio aulico del classicismo
del Cinquecento, come riteneva Bernard Berenson, è presente nelle Marche con moltissimi
dipinti tutt’ora conservati in
chiese del territorio. Con l’arrivo della primavera riprendono
le iniziative e gli appuntamenti
di «Terre di Lotto» (www.lorenzolotto.info), il progetto di promozione culturale e valorizzazione dedicato all’artista veneziano. Gli itinerari seguono
idealmente il percorso di vita
dell’artista: da Venezia alla provincia di Treviso, in cui Lotto
realizza le sue prime opere, per
finire nelle Marche, la regione
in cui l’artista trascorre la maggior parte della sua vita e sceglie infine di ritirarsi facendosi
oblato presso la Santa Casa di
Loreto. Da vedere in particolare in quest’ultima regione il borgo arroccato di Cingoli, nell’entroterra di Macerata e i borghi
medievali di Monte San Giusto
e Mogliano (Macerata).
Tra le iniziative di maggior rilievo anche il rientro il 23 maggio
del cosiddetto «Polittico di san
Domenico» presso la chiesa
omonima di Recanati: l’opera,
raffigurante i «Santi Lucia e Vincenzo Ferrer», è stata restaurata dall’azienda «Co.Be.» con finanziamenti di Enel. S.L.
Il «Centro Arti Visive Pescheria» è nato nel 1996 come istituzione comunale da un’idea del sindaco Oriano Giovanelli e la cura di Loreno
Sguanci. L’intento era quello di promuovere l’arte contemporanea e
stimolare il dibattito culturale e artistico a Pesaro: una sfida coraggiosa e una vera e propria metamorfosi culturale proposta in direzione dell’attività creativa d’avanguardia per la città. La sede espositiva
è all’antico Mercato del pesce: l’edificio venne realizzato tra il 1821
e il 1823 su progetto di Pompeo Mancini; il prospetto laterale è costituito da dodici colonne in cotto di ordine dorico, mentre quello anteriore è a ridosso della secentesca Chiesa del Suffragio. Da poche
settimane il Centro è stato trasformato nella nuova «Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive», dopo una delibera del Consiglio Comunale del 28 novembre 2011. Negli anni di apertura l’istituzione artistica ha guadagnato prestigio a livello nazionale e internazionale segnalandosi come punto di riferimento e uno dei poli di eccellenza dell’arte contemporanea nella Regione Marche, riconosciuta all’interno del
Forum Regionale per la Cultura del 2011 quale unico museo marchigiano affiliato all’Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani.
Il presidente del nuovo organismo è Roberto Bertozzini al quale si affiancano i consiglieri Cesare Gamba, Gianfranco Tonti, Cesare Licini,
Alessandra Baronciani e Gloriana Gambini, assessore alla cultura (il
Comune è il fondatore e primo promotore di Pescheria). La direzione
artistica di Fondazione Pescheria continua ad essere affidata a Ludovico Pratesi, affiancato da un comitato scientifico composto da direttori e curatori di musei italiani. «Cambiamo lo status, spiega il presidente, dopo sedici anni ma restano le principali direttrici sulle quali
operare: grandi mostre estive di arte contemporanea nazionale ed internazionale, il rapporto con il collezionismo privato e l’arte nella nostra comunità, l’incentivazione di ogni iniziativa di sostegno dei giovani artisti e delle nuove forme espressive in un più stabile rapporto
con le accademie, gli istituti scolastici e culturali. I numeri confermano che facciamo bene: l’incremento dei visitatori è pari al 49,35%, visto che i 17.922 del 2011 superano i 12mila dell’anno precedente».
Dopo mostre dedicate negli anni a Cristiano Pintaldi, Stefano Arienti, Flavio Favelli, Candida Höfer, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Gabriele Basilico, Giuseppe Penone, Tony Cragg, Paolo Icaro, Mimmo Paladino, per l’estate in arrivo sarà la volta di «L’altro Pascali». La rassegna comprende disegni per la grafica e la pubblicità televisiva realizzata da Pino Pascali, uno dei più importanti artisti italiani del dopoguerra, agli inizi degli anni Sessanta. Sono sigle e storyboard, realizzati su carta e su acetato, collage e fotomontaggi, insieme a dei pupazzi-scultura assemblati con cartoni e materiali vari. Per la prima
volta questi materiali rari, e in molti casi del tutto inediti, arrivano in
uno spazio museale italiano. Previste anche numerose iniziative collaterali come conferenze, incontri, attività didattiche e ricreative, serate per la raccolta di fondi necessari a potenziare ulteriormente i progetti per aumentare la visibilità della nuova Fondazione.
S.L.
Fondazione Pescheria Centro Arti Visive
Corso XI settembre 184, Pesaro; tel. 0721 387651/653; www.centroartivisivepescheria.it
Orario: ma-do 10-12 e 17.30-19.30; ingresso libero
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Vedere nelle Marche
Manderemo
un «Treno in corsa»
al Museo Guggenheim
Franco Gazzani è il presidente della
Fondazione Carima, che custodisce un
tesoretto di arte italiana del Novecento
ome si è formata la raccolta di arte italiana del Novecento di Palazzo Ricci a Macerata? Quali sono le opere più rappresentative?
La formazione della raccolta risale a più di quarant’anni fa, grazie alla lungimiranza dell’allora direttore generale della Cassa di Risparmio della provincia di Macerata, Enrico Panzacchi. Oggi la collezione a Palazzo Ricci annovera circa 350 opere, tra pittura e scultura, di Scipione, Carrà, Casorati, Severini, Balla, De Chirico, Dudreville, Medardo Rosso.
C
La kermesse
è pluriartistica
e funambolica
Prestate le opere della vostra raccolta alle mostre in Italia e all’estero?
Riceviamo numerose richieste che premiano l’impegno della Fondazione per la sua attività di promozione e di valorizzazione. La
prossima mostra cui parteciperemo con un prestito sarà quella sul
Futurismo al Guggenheim di New York e Bilbao nel 2014. In quell’occasione contribuiremo con l’opera «Treno in corsa» firmata
nel 1922 dal maceratese Ivo Pannaggi, un illustre protagonista del
secondo Futurismo.
Quali sono state le vostre principali iniziative?
Abbiamo iniziato nel 1985 con la prima antologica dedicata a Scipione, per poi proseguire con manifestazioni sempre più articolate e multisettoriali, quali «Tuttoingioco» nel 2009. Altre mostre
importanti sono state «FiorArte», la pittura floreale italiana tra
XIX e XX secolo; «Gino Marotta. Corteo di primavera e altre luci colorate». Nel corso di maggio presentiamo la nuova V edizione di «Herbaria», dove sarà presentata anche un’installazione dell’artista Federica Amichetti.
Siete una Fondazione ancora molto attiva anche nella produzione
editoriale.
L’editoria è un nostro fiore all’occhiello. Da anni la fondazione
impegna una parte cospicua delle proprie risorse al fine di approfondire, studiare e valorizzare i beni storico-artistici, archeologici, architettonici e paesaggistici di Macerata e del suo territorio,
grazie al contributo di qualificati studiosi. Gli ultimi volumi pubblicati sono «Le Cattedrali. Macerata Tolentino Recanati Cingoli Treia» e «Antiqua Spolia. Reimpieghi di epoca romana nell’architettura sacra medievale del maceratese».
Quali sono i principali settori di intervento della Fondazione?
Nel settore «Arte, Attività e Beni Culturali» oltre a finanziare alcune delle maggiori manifestazioni locali, di rilevanza nazionale,
quali «Sferisterio Opera Festival» e «Musicultura Festival», la Fondazione destina molte risorse a numerose campagne di restauro e
a siti archeologici come il Criptoportico del Tempio della Salus Augusta e la Villa Magna nell’area archeologica di Urbs Salvia.
Brigida Mascitti
Sono 17 i tesori d’arte
recuperati dall’Anci Marche
La «Madonna della Misericordia» della Chiesa di Santa Maria delle Grazie
di San Benedetto in Perillis, in provincia dell’Aquila, prima e durante il restauro
In seguito al terremoto di 3 anni fa, l’Anci Marche, presieduto da Mario Andrenacci, in collaborazione con il Dipartimento della Protezione
civile delle Marche, ha attivato una convenzione con la Soprintendenza Bsae d’Abruzzo per il restauro di 17 opere d’arte lesionate dal sisma. Le operazioni di restauro sono state affidate all’Università di Urbino «Carlo Bo» e le opere sono conservate nei comuni abruzzesi rientranti nel territorio «Com 6» di Navelli, area assegnata alla Protezione civile delle Marche. Come ricorda il segretario generale dell’Anci Marche, Marcello Bedeschi, si tratta di trittici su tavola, affreschi
staccati, sculture lignee e tele che avevano subito gravi danneggiamenti ma che presto potranno tornare ai comuni d’origine di Bussi,
Popoli, Capestrano, San Benedetto, Castel del Monte e Carapelle. Dopo circa 15 mesi di lavoro svolto del laboratorio dell’Università, dal 7
al 10 giugno, nell’ambito del Convegno Nazionale di Protezione Civile
«Codice Rosso», le opere restaurate saranno esposte alla Fiera di Ancona. Il recupero conservativo sarà documentato dal volume edito da
Allemandi «Tesori d’arte recuperati dal sisma dell’Abruzzo». S.L.
L’Abbazia di Santa Maria
di Chiaravalle di Fiastra, Macerata
A maggio presso l’Abbazia di
Santa Maria di Chiaravalle la
Fondazione Carima in collaborazione con la Fondazione Giustiniani Bandini e la locale Camera di Commercio, inaugura
la quinta edizione di «Herbaria», manifestazione «pluriartistica» che pone al centro dell’attenzione il rapporto fra l’uomo e la natura attraverso lezioni magistrali, laboratori, conversazioni e corsi, spettacoli e
mostre. In particolare quest’anno, vista la crisi economica stringente, «Herbaria» utilizza la metafora del funambolo che si muove sul filo: il 24
maggio la manifestazione si
inaugura proprio su questa lunghezza d’onda, con lo spettacolo sui trampoli «Têtes en l’air»
della compagnia Saupalin cui
seguirà un monologo di Lella
Costa. Le lezioni saranno di Carlo Petrini e del teologo Vito
Mancuso, dedicate rispettivamente al problema del consumo e dello spreco e alla necessità di un dialogo interreligioso;
il meteorologo Luca Mercalli invece parlerà di un mondo con
meno risorse, ma più felicità.
Oltri incontri saranno con la
scrittrice Margherita Oggero, la
nutrizionista Evelina Flachi, lo
chef Simone Rugiati, insieme
ad altri esperti di ricette, animali domestici e floriterapia. Gli
artisti invitati invece sono gli
Oblivion con «in Far finta di essere G.» dedicato a Giorgio Gaber e il pianista Stefano Bollani con «Piano Solo». Completano la manifestazione un mercato verde e «Monastica», esposizione di prodotti provenienti
da monasteri italiani ed europei. Quest’anno l’installazione
artistica è realizzata dalla marchigiana Federica Amichetti.
S.L.
«Herbaria», dal 24 al 27 maggio
Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra (Macerata)
Per informazioni: Fondazione Carima, via
Crescimbeni 30/32, Macerata; tel. 0733
271836; www.herbaria.it
Vedere nelle Marche
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Noi investiamo di più in cultura: da otto a dodici milioni di euro
Per l’assessore ai Beni e Attività Culturali della Regione Marche, Pietro Marcolini, «la nostra responsabilità
in questa emergenza impone nelle nostre azioni rigore e realismo, che riguardano solo ciò che realmente porta sviluppo»
P
Assessore, lei come vede le politiche per la cultura in una crisi
come questa?
La profonda crisi economica e sociale che stiamo attraversando
rimette fortemente in discussione persino le basi antropologiche
del vivere comune: dobbiamo prepararci a una sfida «cognitiva»
che ci invita a ripensare il senso delle politiche culturali e del sostegno pubblico alla cultura.
Che importanza date alla cultura per lo sviluppo delle Marche?
Il lavoro in corso si fonda sull’idea che la cultura sia un settore
specifico e nel contempo una infrastruttura che connota altri ambiti d’intervento: la cultura è spettacolo, arte, musica, ma è anche una sorta di maxisettore che incorpora la capacità di innova-
zione, adattamento, creatività e che, pertanto, può supportare le
altre politiche settoriali, dal sociale alle politiche giovanili e generali, a quelle più mirate allo sviluppo dell’imprenditoria e dell’economia.
Che strategia ha la Regione sul fronte culturale?
La scelta di fare della cultura una priorità del programma di governo regionale ha avuto come conseguenza la decisione di far
coincidere le deleghe assessorili al Bilancio e alla Cultura. In
questa prospettiva abbiamo avviato precise attività strategiche:
abbiamo aumentato, anziché tagliato, le risorse per il settore e
valorizzato la trasversalità della cultura rispetto ai settori più diversi.
Quali risorse ha a disposizione?
Lo stanziamento medio per la cultura nel triennio 2008-10 si era
attestato intorno agli 8 milioni di risorse proprie regionali, senza contare le risorse aggiuntive comunitarie, statali, straordinarie. Dal 2009 e in modo particolare nel 2011, nel pieno della crisi, le risorse sono state incrementate. L’anno scorso ha visto un
aumento delle risorse ordinarie pari al 62 % sul 2009 e al 45%
sul 2010, passando da meno di 8 a più di 12 milioni di euro, cifra quest’ultima sostanzialmente confermata per il 2012.
Come intervenite nel settore del turismo?
Le Marche hanno affidato alla cultura il compito di valorizzare
il marchio e l’identità regionale attraverso la pubblicità che ha
avuto come protagonista Dustin Hoffman impegnato a interpretare l’«Infinito» di Giacomo Leopardi. Questa scelta ha conferito al turismo un ruolo non più ancillare ma di motore sia in termini istituzionali che economici. Marta Paraventi
«Il museo dei musei delle Marche» si apre con un clic
All’interno del sistema informativo promosso dall’Assessorato alla Cultura «Servizio Internazionalizzazione, Cultura, Turismo, Commercio e attività promozionali», la Regione ha pubblicato il portale online «Il museo dei musei delle Marche» con l’obiettivo di superare la frammentarietà delle informazioni creando una rete virtuale organica di tutti i musei e delle loro raccolte, una vera e propria banca dati con tutte le informazioni rilevanti sui 400 musei marchigiani, le loro raccolte e i possibili itinerari nel territorio. Non a caso, la definizione scelta dall’Assessorato per questa novità è «Marche museo diffuso». Rivolto sia agli addetti ai lavori sia a turisti e amanti dell’arte, il portale è una via di accesso alla documentazione ma anche uno strumento di valorizzazione
della varietà dei musei locali, siano essi pubblici, privati ed ecclesiastici di tipo archeologico, artistico, tecnico-scientifico, storico, naturalistico, rurale, artigianale e specializzato.
Studiato per una navigazione semplice e intuitiva, presenta nella pagina iniziale tutte le news relative a mostre, eventi culturali, concerti e
convegni prossimi. Ma la novità del sito web è data dalla possibilità di
navigare in maniera trasversale. Ogni utente può infatti «percorrere»
differenti tipologie museali, in particolare la sezione «I Musei delle Marche» è stata studiata per sollecitare diversi percorsi di ricerca: per provincia e per comune, per tipologia, o anche per percorsi tematici. Altra
opzione di ricerca offre la sezione «gli itinerari delle Marche» a chi vuole conoscere la regione sotto una luce diversa dal Gotico Internazionale nelle Marche alla pittura di Carlo Crivelli, dall’architettura di Francesco di Giorgio Martini alla signora dei duchi di Montefeltro a molto
altro. Sul sito sono presenti anche informazioni approfondite per la conoscenza del singolo museo che si intende visitare: infatti, attraverso
la scheda di dettaglio l’utente ha a disposizione un menù specifico che
Il banner del sito «Marche Musei»
gli consente di accedere alla galleria di immagini a colori, a un itinerario specifico e al catalogo delle opere che vi sono conservate. Quest’ultimo è un valore aggiunto per il portale, costituendo una vera banca dati delle raccolte storico-artistiche marchigiane. Altra novità sono le chiavi di ricerca che offrono all’utente percorsi tematici e di approfondimento attraverso macroaree di interesse: cliccando su ogni area si apre
una finestra esplicativa con informazioni utili e focus sui vari musei che
fanno parte dell’itinerario, tutti correlati a immagini e link sulle città da
visitare. All’utente viene offerta anche un’ulteriore possibilità di reperimento di informazioni sull’arte nelle Marche con la sezione «Personaggi» che dà e fornisce notizie sui principali storici dell’arte legati alla regione. Una sezione è infine dedicata a informazioni sulla politica di
settore e sull’attività della Regione oltre a una panoramica sulla produzione editoriale del «Servizio Cultura». S.L.
Facciamo Festival: di «Poiesis»,
di «Popsophia», di «Felicità»
Un «Happy museum»
in ogni campanile
Nel 2011 molte novità hanno contraddistinto l’azione regionale in materia di cultura. Le principali istituzioni culturali di spettacolo dal vivo
(ben 27) che operano in regione si sono riunite nel Consorzio Marche
Spettacolo che ha avviato progetti di razionalizzazione dei servizi comuni nonché progetti di sviluppo e rilancio delle potenzialità delle attività in materia. Recentemente è stato presentato un primo Censimento: «nelle Marche abbiamo 5700 eventi l’anno. Con la stessa logica
del Consorzio è stata istituita la Fondazione Marche Cinema Multimedia, che prosegue e rilancia, razionalizzando, le attività in precedenza
svolte dalla Mediateca delle Marche e dalla Marche Film Commission.
Inoltre sono avviati progetti sul recupero dei contenitori culturali, la rivitalizzazione dei centri storici, la gestione integrata degli istituti di cultura, la contaminazione dei luoghi tradizionali della cultura (musei e
biblioteche) con le tecnologie wi-fi. Sul Distretto culturale evoluto (Dce),
nell’accezione elaborata tra gli altri da Pierluigi Sacco, presidente dell’Osservatorio regionale, le Marche si stanno muovendo per sostenere
la progettazione di iniziative territoriali interdisciplinari». La Regione
ha anche attivato progetti BiblioMarche, autovalutazione dei musei e
il grande contenitore della banca dati catalografica e fotografica Sirpac. L’evento simbolo del 2012 è la mostra sulla «Città ideale», sostenuta economicamente dalla Regione, che valorizza Urbino, crocevia
culturale del passato e del presente. Accanto alle mostre sono i nuovi
Festival multidisciplinari: «Popsophia» a Civitanova Marche (Ancona);
«Poiesis» a Fabriano e Genga (Ancona), il «Festival della Felicità» nel
centro di Urbino e Pesaro; «Festival Adriatico Mediterraneo» e da quest’anno il «Festival della Geografia» ad Ancona. «L’obiettivo di fare sistema tra i vari soggetti culturali che operano è l’obiettivo che la Regione Marche persegue». Marta Paraventi
Sostegno e maggiore visibilità per i musei marchigiani. È quanto la Regione intende offrire attraverso la campagna di marketing territoriale
«Happy Museum» che si svilupperà tra la primavera e l’inverno. L’obiettivo della promozione unitaria dei musei, spiega l’assessore regionale
Marcolini, «è di riuscire a ottenere una ricaduta positiva anche economica, generando e sviluppando occupazione, alimentando e incrementando le offerte del territorio. Crediamo nella potenzialità dei musei quali luoghi di attrazione per un pubblico sempre più vasto». Con «Happy
Museum» i veri protagonisti saranno i Comuni dove sono collocati gli
enti museali, a cui spetterà il compito di programmare attorno al tema
centrale proposto per l’anno 2012 dall’International Council of Museums (i «Musei in un mondo che cambia»), una serie di iniziative che
abbiano come destinatari differenti fasce di pubblico, dall’età scolare
alla terza età, dalle famiglie ai gruppi turistici e che promuovano con
diverse modalità la conoscenza della propria identità e della propria cultura. L’obiettivo è articolato in tre fasi: quella di avvio in partenza in queste settimane, in coincidenza con la manifestazione «Grand Tour Musei» (18-29 maggio). Seguirà una fase estiva caratterizzata oltre che
dalle stagioni dello Sferisterio e del Rof, dal Bicentenario della Biblioteca di Casa Leopardi (Recanati, dal 29 giugno) e dalle «Giornate Europee del Patrimonio» (29-30 settembre). E, infine, il momento conclusivo in autunno, in concomitanza con gli eventi «Grand Tour Cultura
2012. Giornata delle Marche e Natale 2012». «Happy Museum» si pone in linea con le attività in materia di valorizzazione e potenziamento
della gestione degli istituti culturali che la Regione sostiene: dall’istituzione di borse lavoro per giovani laureati, all’inserimento di volontari
qualificati over 60 in biblioteche, musei e teatri e con il portale dei musei delle Marche con una banca dati appositamente predisposta. S.L.
Tutti gli eventi della Regione,
d’arte e non solo
© CASA LEOPARDI
ietro Marcolini è nato a Macerata. Laureato in Scienze Politiche, ha svolto attività politica
in qualità di consigliere comunale di Macerata e di consigliere regionale. Ha diretto il Dipartimento dei Sistemi Produttivi e il Dipartimento della Programmazione, Bilancio e Organizzazione, presieduto il Comitato di Direzione della Regione Marche; insegna all’Università
di Urbino Economia Politica ed Economia Sanitaria. Collabora all’attività dell’Ocse come consulente del Programma Leed.
Nel 2005 è stato nominato Assessore regionale al Bilancio, Credito, Patrimonio e Trasporti. Nel 2010 è stato riconfermato Assessore regionale con deleghe al Bilancio, Credito, Provveditorato ed Economato, Finanze e Federalismo fiscale, Demanio e
Patrimonio, Beni e Attività culturali.
La Sala I della Biblioteca Leopardi a Recanati (Macerata)
Urbino. La «città in forma di palazzo», descritta nelle pagine del «Cortegiano» di Baldassarre Castiglione, è sede, a Palazzo ducale, della
mostra la «Città Ideale», sino all’8 luglio, che coinvolge anche la Soprintendenza di Urbino, l’Università locale e quella di Bologna e il Centro di Eccellenza Smart per la ricerca.
Premio Urbino Press Award È prossimo lo svolgimento della premiazione della settima edizione del Premio, assegnato ogni anno al giornalista americano distintosi per la «Capacità di raccontare il mondo
che cambia». Realizzato con il sostegno della Città e della Provincia di
Pesaro e Urbino, della Regione Marche, della Camera di Commercio di
Pesaro Urbino e l’azienda «Piero Guidi», l’Urbino Press Award ha in
passato premiato le firme più famose del giornalismo americano: l’edizione 2011 è stata vinta dalla giornalista Helene Cooper, corrispondente del «New York Times» alla Casa Bianca. Il prossimo vincitore sarà premiato a giugno presso il Palazzo ducale di Urbino e insieme alla
cerimonia saranno organizzati eventi collaterali in collaborazione con
la National Gallery di Washington e alcune aziende enogastronomiche
del territorio.
Bicentenario della biblioteca Monaldo Leopardi a Recanati I «Canti»
di Giacomo Leopardi sono stati recentemente inseriti dal «New York Times» tra i 100 libri più importanti al mondo e la memoria del grande
poeta è tangibile anche nella Biblioteca di «Casa Leopardi» che conserva 20mila volumi raccolti dal conte Monaldo, padre di Giacomo. Dal
29 giugno nel palazzo avito, ancora abitato da discendenti del poeta, si
celebrerà un altro importante compleanno: il «Bicentenario dell’apertura della Biblioteca di Monaldo Leopardi al pubblico». Il conte fu un
importante personaggio dell’epoca, si impegnò a lungo nella vita politica e amministrativa di Recanati e dedicò anni per la realizzazione della sua amata biblioteca, a quel tempo la più fornita di tutte le Marche.
Leopardi qui approfondì i suoi studi letterari e filosofici, mentre la biblioteca cresceva dai 12mila di quell’anno ai 14mila del 1839, in particolare grazie agli acquisti presso le fiere e approfittando della soppressione di congregazioni religiose (www.giacomoleopardi.it).
Lorenzo Lotto L’importante mostra monografica dedicata a Lorenzo
Lotto del 2011 alle Scuderie del Quirinale di Roma ha valorizzato l’intero percorso pittorico ed esistenziale del geniale artista del Rinascimento, racchiuso tra Treviso, Bergamo e alcune piccole cittadine delle
Marche. Ora, con il progetto regionale «Terre di Lotto» che ha reso possibile il completamento di alcuni restauri, l’installazione di illuminazioni, la creazione di itinerari culturali, l’attività di promozione turistica duratura e un ricco calendario di eventi, proseguono le indagini sul maestro. Oltre all’itinerario lottesco ad Ancona, Recanati, Loreto, Jesi, Mogliano, Monte San Giusto, Cingoli e Urbino, nel 2012 è previsto il «ritorno a casa» del monumentale «Polittico di san Domenico» di Recanati, in corso di restauro finanziato da Enel. (www.lorenzolotto.info).
Cinema Anche la «settima arte» diviene protagonista nelle Marche
con la «Mostra internazionale del Nuovo Cinema» di Pesaro, uno dei
più importanti festival cinematografici italiani. La mostra, che si propone come una rassegna non agonistica di opere prime, intende dare
spazio a nuove strade filmiche capaci di avviare processi di rinnovamento, di crescita, di maturazione, di evoluzione del cinema. La 48esima edizione si terrà a Pesaro dal 23 giugno al primo luglio. (www.pesarofilmfest.it).
Lirica Terra natale dei grandi compositori Gioachino Rossini, Giovan Battista Pergolesi, Gaspare Spontini, le Marche propongono ogni
anno le storiche rassegne di musica lirica, allestite in luoghi carichi di suggestione e con artisti di primissimo ordine, che registrano spesso notevole successo di pubblico e di critica anche a livello
internazionale. Il «Rossini Opera Festival», fondato nel 1980, è una
manifestazione di musica lirica dedicata al genio di Rossini che si
svolge nel mese di agosto a Pesaro. Il festival, che intende preservare lo studio del patrimonio musicale legato al nome del compositore, si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Rossini ed è membro dell’Associazione Europea dei Festival. Nel 2012
ricorre il 220esimo anniversario della nascita del pesarese Rossini
(29 febbraio 1792) e la trentatreesima rassegna si svolgerà dal 10
al 23 agosto. (www.rossinioperafestival.it). Altra prestigiosa rassegna lirica marchigiana è lo «Sferisterio Opera Festival» che vanta il
suggestivo scenario dello sferisterio di Macerata. Divenuta Festival
nel 2006 la manifestazione si connota per l’eccellente qualità del
cartellone e per gli artisti di fama internazionale che vi figurano. La
48esima edizione, sotto la direzione artistica di Francesco Micheli,
si svolgerà a luglio e ad agosto (www.sferisterio.it). Altro evento di
eco internazionale è il Festival Pergolesi-Spontini, giunto alla XI edizione. (www.festivalpergolesispontini.com).
Altri eventi Ad Ancora, il 23 giugno, «Convegno nazionale dei musei
Icom-Regione Marche»; a Recanati, il 26-28 settembre, Convegno internazionale di studi leopardiani; a Fermo, a settembre, il Festival internazionale della Geografia. S.L.
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A Fabriano «Poiesis» con la O
Vedere nelle Marche
La Fondazione che evocando Pergolesi
e Spontini elargisce doni musicali
La nuova stagione è dedicata allo scenografo boemo Josef Svoboda,
dieci anni dopo la scomparsa
conclusione delle celebrazioni del 2011 per i 300 anni della nascita di Giovanni Battista Pergolesi, quest’anno la Fondazione di Jesi (Ancona) presenterà
quattro titoli d’opera: «La fuga in maschera» di Gaspare Spontini in occasione della XII edizione del Festival, dal 31 agosto al 15 settembre), «I Puritani» di
Bellini, «Macbeth» di Verdi e «Lucia di Lammermoor» di Donizetti per la 45esima stagione lirica di tradizione del Teatro
Pergolesi, dedicata a Josef Svoboda nel decimo anniversario della scomparsa del celebre scenografo boemo. I sette titoli d’opera del 2011 hanno messo in scena 24 recite per un totale di 702
giornate di apertura dei sei Teatri storici gestiti nelle Marche
con 58mila frequentatori presenti e 12 milioni di contatti sul
sito web. Notevoli anche le produzioni di quest’anno. La «Fuga
in maschera», commedia per musica in due atti su libretto di Giuseppe Palomba, ritenuta perduta, ha la regia di Leo Muscato, le
scene di Benito Leonori, i costumi di Giusi Giustino; dirige la
Artosphere Orchestra il maestro Corrado Rovaris.
«I Puritani» di Bellini inaugurano il 3 ottobre in un nuovo allestimento con la regia di Carmelo Rifici, le scene di Guido Buganza e la direzione d’orchestra affidata al giovane direttore
marchigiano Giacomo Sagripanti. L’opera torna sul palcoscenico del «Pergolesi» dopo 151 anni.
Il cartellone della nuova stagione lirica dedicata a Svoboda sarà completato dalla ricostruzione, a opera di Henning Brockhaus
per la parte registica e di Benito Leonori per la parte scenografi-
A
La piazza di Fabriano durante l’edizione 2011 del Festival «Poiesis»
La quinta edizione di «Poiesis» propone una serie di percorsi dedicati a poesia, musica, cinema e arte. Quest’anno il festival ha scelto come simbolo la lettera «O», come «opera» e come «oltre», quest’ultimo come riferimento sia a luoghi dell’anima sia a luoghi fisici della
città. Secondo la curatrice Francesca Merloni, «l’arte ha bisogno di
spazio dentro e fuori di noi ed è tempo che sia tempo». Per le presenze, finora gli organizzatori hanno annunciato i nomi di Alessandro Bergonzoni e di cinque fotografi, Gabriele Basilico, Andrea Jemolo, Giorgio Barrera, Luca Campigotto e Monika Bulaj. Per la sezione jazz Paolo Fresu e Fabrizio Bosso, mentre a discutere di spazio urbano è stato invitato l’architetto, urbanista e saggista olandese Rem Koolhaas.
Una tavola rotonda di scienziati sarà coordinata da Viviana Kasam,
studiosa israeliana organizzatrice e ideatrice della conferenza internazionale sulle neuroscienze; per la danza sarà presente Carolyn Carlson. Infine tanta poesia e letteratura con Stefano Massari, Gian Maria Villalta, Antonio Riccardi, Giorgio Ficara e Raffaele La Capria. Da
quest’anno «Poiesis» sarà interamente allestito con spazi appositamente dedicati ai portatori di handicap motori.
S.L.
Poiesis 2012. La Grande Opera, dal 25 al 27 maggio
Fabriano (Ancona), sedi varie; tel. 0732 3455, 0732 602712; www.poiesis-fabriano.it
La «Traviata» con le scene di Josef Svoboda rappresentata al Pergolesi nel 2009
ca, di due tra i più memorabili allestimenti realizzati in Italia dallo scenografo boemo: il «Macbeth» di Giuseppe Verdi e la «Lucia di Lammermoor» di Gaetano Donizetti. Le opere saranno
eseguite dalla «Form. Orchestra Filarmonica Marchigiana» e
dal Coro Lirico Marchigiano «Bellini». Da evidenziare dunque
nel 2012 anche l’omaggio ai tre grandi compositori italiani dell’Ottocento (Bellini, Verdi e Donizetti), le coproduzioni con altri
enti lirici nazionali (Napoli, Trieste e Genova), il rafforzamento
della sinergia con i Teatri del Circuito Lirico Lombardo e la collaborazione con «AsLiCo» che per il 63esimo concorso per giovani cantanti lirici d’Europa ha messo a concorso il titolo della
«Lucia di Lammermoor». S.L.
Una virtuosa fondazione
La «Fondazione Pergolesi Spontini» è un ente di diritto privato senza
scopo di lucro costituito nel 2000 da Regione Marche, Provincia di
Ancona, Comune di Jesi e Comune di Maiolati Spontini. Si sono successivamente associati i Comuni di Montecarotto, Monte San Vito,
Monsano, San Marcello e Pozzuoli oltre ad alcune aziende private, riunite nel gruppo «Art Venture», che figurano come fondatori sostenitori. Dal 2001 il presidente e sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi, promuove il «Festival Pergolesi Spontini». Per statuto, la Fondazione opera in una prospettiva internazionale e interdisciplinare tra cultura e
spettacolo e inoltre valorizza il patrimonio storico-musicale con particolare attenzione ai compositori Giovanni Pergolesi e Gaspare Spontini nati rispettivamente a Jesi e nella vicina Maiolati. La Fondazione
opera con criteri imprenditoriali e attua una gestione manageriale:
William Graziosi, amministratore delegato; Gianni Tangucci, direttore
artistico e Benito Lenori, direttore tecnico. È la prima fondazione teatrale in Italia in possesso della certificazione «Uni En Iso 9001:2008»
rilasciata dall’ente certificatore Tuv. In undici anni ha gestito sei Stagioni Liriche di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi e undici edizioni del «Festival Pergolesi Spontini» per un volume d’affari di circa 45
milioni di euro, senza alcuna passività. Dal 2006 il Bilancio economico si chiude in attivo, e in undici anni non sono stati accumulati debiti pregressi. Questo modello di virtuosa gestione culturale in una piccola città di appena 40mila abitanti, nel cuore delle Marche. S.L.
Vedere nelle Marche
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Le Marche porteranno in Vaticano una «mostra rapsodica»
Il Vaticano accoglierà per la prima volta nel Braccio di Carlo Magno in piazza San Pietro i capolavori dell’arte provenienti
dai Musei delle Marche, in una mostra organizzata da Giovanni Morello per Artifex
F
ederico Zeri considerava Camerino «la più notevole scuola pittorica delle Marche». E un po’ tutta l’arte della regione, un tempo parte dello Stato della Chiesa, ha sempre interessato il grande storico dell’arte che
iniziò nel 1948 le ricognizioni su questa parte d’Italia
(oggi la sua fototeca contiene 3600 immagini sull’arte
marchigiana dei secoli XIV e XV). Se Zeri analizzava con acribia l’arte di quei secoli, gli appassionati magari non conoscono
ancora a fondo quanto dei secoli seguenti è conservato nei musei delle Marche. Per questi motivi è operazione meritoria quella di organizzare, al Braccio di Carlo Magno in piazza San Pietro, dal 4 maggio al 10 giugno l’esposizione «Meraviglie dalle Marche» a cura di Costanza Costanzi, Giovanni Morello
e Stefano Papetti.
L’occasione della mostra, che espone capolavori di Raffaello, Crivelli, Lotto, Sebastiano del Piombo, Barocci, Reni,
Guercino, Maratta, Rubens dalla Pinacoteca di Ancona, dalla Galleria Nazionale delle Marche e dai Musei Civici e Diocesani», nasce dalla temporanea chiusura da inizio anno della
Nel 2013 sarà Maratta
a rinnovare il sodalizio
tra Vaticano e Marche
Pinacoteca per ampliamenti della sede; anche se ad Ancona i visitatori possono ammirare numerose altre opere presso la Mole
Vanvitelliana e il Museo della Città.
La rassegna vaticana espone cinquanta dipinti conservati nel museo anconetano, capolavori di Raffaello Sanzio, Carlo Crivelli, Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo, Guercino, Carlo
Maratta, Francesco Podesti, insieme ad altri di Tiziano, Rubens, Guercino, Guido Reni, Baciccio, provenienti da altri
musei comunali e diocesani della regione di Ascoli Piceno,
Montefiore dell’Aso, Fermo, Macerata, Ancona, Fabriano,
Jesi, Santa Casa di Loreto, Sant’Angelo in Vado, Urbino, Pesaro e Fano e dalla Galleria Nazionale di Urbino, che permettono di ricostruire visivamente uno spaccato assai ampio e
rappresentativo della tradizione artistica marchigiana. Accanto
ad artisti nati e operanti nella regione sono esposte opere di altri pittori locali significativi, ma poco noti al grande pubblico,
come Olivuccio di Ciccarello, Niccolò Bertucci, Simone de
Magistris, Simone Cantarini a conferma di un tessuto culturale di ampio respiro per l’area in esame.
«Una mostra rapsodica» la definisce Morello, poiché permette di seguire vari fili conduttori, con opere dalla fine del
XIV secolo fino al primo Novecento, che tutti insieme costruiscono una lettura completa della storia dell’arte nelle
Marche. «Sebbene il patrimonio storico-artistico delle Marche
abbia subito non poche depauperazioni, continua Morello, a
causa delle spoliazioni napoleoniche, delle delocalizzazioni di
opere d’arte dovute a ragioni ereditarie e, soprattutto, delle numerose alienazioni che, specialmente dopo l’Unità d’Italia, hanno trasferito in collezioni private e musei italiani ed esteri importanti capolavori e oggetti d’arte, di cui dà conto un volume
edito dalla Regione Marche dal titolo emblematico “Le Marche
disperse”, a cura di Marina Massa, il territorio marchigiano
custodisce ancora un deposito significativo e importante di opere d’arte di primissimo livello».
Siamo dunque al concetto di museo diffuso, particolarmente
evidente nell’unica regione italiana declinata al plurale, dunque dotata di varie «anime» artistiche, com’è evidente lungo il
percorso espositivo. Qui i capolavori non sono pochi, e tra questi: la «Santa Caterina di Alessandria» di Raffaello, piccola
ma importante tavola dell’Urbinate scoperta da Roberto Longhi e poi studiata a fondo da Lorenza Mochi Onori. La mostra
è organizzata da Regione Marche in collaborazione con la
società Artifex (presidente Giovanni Morello, direttore generale Paolo Bedeschi, responsabile dei progetti culturali Monica Manfredini) e la Fondazione «Giovanni Paolo II per la
Gioventù» insieme a «Hope Founds».
Il catalogo è edito da Allemandi; le informazioni sono disponibili sul sito www.artifexarte.it. S.L.
Giovanni Morello, presidente di «Artifex. Comunicare con l’arte» e curatore, insieme a Costanza Costanzi e Stefano Papetti, della mostra
al Vaticano, risponde a tre domande di «Vedere nelle Marche»
Perché fate questa mostra?
L’occasione è stata determinata dalla chiusura temporanea della Pinacoteca Comunale «Francesco Podesti» di Ancona per lavori di ristrutturazione, con la conseguente messa in sicurezza delle opere e
quindi della loro temporanea sottrazione al godimento dei visitatori.
Abbiamo pensato perciò di consentire a un pubblico più ampio di poter ammirare una selezione significativa delle opere della Pinacoteca, arricchita da una scelta di capolavori provenienti dai più importanti musei comunali delle Marche, nonché dai musei diocesani, dal
Museo - Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto e, grazie alla disponibilità del soprintendente Maria Rosaria Valazzi, dalla Galleria nazionale delle Marche.
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Ci saranno approfondimenti, scoperte o restauri per l’occasione?
Ogni esposizione porta a nuovi approfondimenti e maggiori conoscenze sulle opere che vengono esposte e sono stati realizzati anche alcuni restauri. Le opere selezionate per la mostra sono tutte di primaria
grandezza: abbiamo privilegiato i lavori degli artisti marchigiani o di
artisti forestieri, ma lungamente attivi nelle Marche, come Crivelli e
Lotto, di cui esponiamo due opere che non erano presenti nella recente mostra romana. Esponiamo per la prima volta a Roma la tavoletta con la «Santa Caterina» di Raffaello, finora presentata solo a
Urbino. Altre opere ritornano nella città dove furono dipinte, come il
ritratto di Francesco Arsilli di Sebastiano del Piombo o il bozzetto per
l’affresco vaticano della «Proclamazione del dogma dell’Immacolata
Concezione» di Francesco Podesti.
Vista la storia delle Marche, la mostra approfondisce il rapporto culturale Vaticano-regione?
Le Marche sono state, per molti secoli, strettamente legate alla vita
dello Stato pontificio, di cui costituivano uno dei territori più importanti. Cardinali e prelati della Curia romana, titolari di importanti diocesi marchigiane, hanno incrementato l’importante patrimonio artistico sparso sul territorio. Certamente auspichiamo che altre iniziative possano contribuire a consolidare questo rapporto. Nel 2013 ricorre il terzo centenario della morte di Carlo Maratta, uno dei maggiori pittori del Seicento romano, nativo di Camerano, in provincia di
Ancona. Celebrarlo degnamente con una grande mostra in Vaticano
sarà un evento significativo.
S.L.
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1. «Storie della vita della Vergine» di Paolo Veneziano, dai Musei Civici di Pesaro
2. Il «Cristo risorto» di Tiziano,
dalla Galleria Nazionale dalle
Marche di Urbino
3. «San Pietro visita sant’Agata
in carcere» dell’Orbetto, dalla
Pinacoteca Civica di Macerata
4. La «Madonna con Bambino»
di Carlo Crivelli, della Pinacoteca Civica di Ancona
5. «San Nicola di Bari in gloria»
di Mattia Preti, dalla Pinacoteca
Civica di Fano
6. Il «San Sebastiano» di Guido Reni, dal Museo Civico di
Ascoli Piceno
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Vedere nelle Marche
«Sono ormai un collezionista istituzionale delle maioliche
tra le più significative al mondo»
Giuseppe Matricardi è l’erede e il continuatore della sontuosa collezione ceramica di famiglia.
Qui racconta la storia di una passione iniziata 100 anni fa dal nonno
iuseppe Matricardi possiede una delle raccolte più significative al mondo, insieme a quelle dell’Ermitage
di San Pietroburgo, del Victoria and Albert Museum e
del British Museum, del Louvre e del Metropolitan Museum, dedicate all’argomento. Nel 1919 l’ingegner
Giuseppe Maria Matricardi, nel tentativo di ridare vita all’antica tradizione ceramica di Ascoli Piceno che si era arrestata con la morte degli ultimi membri della famiglia Paci, alla
metà del XIX secolo, decise di costruire un grande stabilimento di
produzione di maioliche che fu inaugurato nel 1921. A causa della perdita delle necessarie competenze in loco, Matricardi invitò
maestranze provenienti da Castelli (Abruzzo), centro famoso per
la produzione di maioliche, con l’obiettivo di recuperare l’attività ed istruire le future generazioni locali. La frequentazione di Castelli appassionò l’industriale alla plurisecolare produzione maiolica del luogo, già peraltro nota agli studiosi. Dopo di lui alla materia si interessò il figlio Francesco Matricardi, mentre l’ultimo
G
Anselmo Bucci «war artist»
«Fano. Giorno di vento», un olio di Bucci datato 1929, della Montrasio Arte di Monza
Impossibile non pensare alle Marche per una retrospettiva di Anselmo
Bucci, nato a Fossombrone nel 1887 e morto nel 1955 a Monza, in
quella Lombardia che divenne presto la sua «patria» artistica. Vi arriva nel 1904 per seguire i corsi all’Accademia di Brera dove si lega sino al 1919 al gruppo di «Coenobium» fondato nel 1909. È amico di
Dudreville e con lui, nel 1919, si reca a Parigi dove si dedica in particolare all’incisione: al rientro nel Belpaese è un artista conosciuto e
nel 1920 viene invitato alla Biennale di Venezia. Successivamente aderisce a Novecento, il gruppo di Margherita Sarfatti, ma dopo 5 anni diluisce le attività artistiche per dedicarsi, sulla falsariga di quanto fece
anche Campigli, al mestiere di giornalista e di scrittore. Nel 1930 vince il «Viareggio», mentre nel 1943 i bombardamenti su Milano gli distruggono lo studio e l’artista si ritrasferisce nella casa paterna di Monza. La rassegna «Anselmo Bucci e il Novecento. Dudreville, Sironi, Martini, Oppi, Wildt attorno alla pittura dell’autore marchigiano» viene organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese in collaborazione con Montrasio Arte e con il Comune di Fano presso Palazzo Corbelli. Curata da Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio, raccoglie una selezione di dipinti, album e documenti d’archivio di Bucci, affiancati alle
opere di altri protagonisti del Novecento che dell’artista furono amici
e compagni di strada. Bucci attraversò 2 guerre mondiali, la prima la
aveva affrontata arruolandosi nel «Battaglione Volontari Ciclisti Lombardi» insieme a Boccioni, Funi, Martinetti, Sant’Elia, traendone tavole dal forte impatto emozionale. Negli anni tra le 2 guerre trovò anche
il tempo per fare l’arredatore e il decoratore dei grandi piroscafi, mentre la II guerra mondiale gli causò danni allo studio milanese e probabilmente anche alla condotta di vita che si tradusse in un isolamento
a Monza. Bucci è tra i fondatori del movimento Novecento e a lui si deve il nome del gruppo di Sarfatti con cui mantenne però un rapporto
molto critico tanto da disertare l’inaugurazione della prima mostra alla galleria milanese di Lino Pesaro, presente il Duce. I suoi ritratti, con
particolare attenzione al genere femminile, rappresentano uno dei corpus principali del periodo novecentista esposto in mostra insieme alle prove degli anni precedenti e dei periodi di guerra che fanno di lui
un «war artist» d’eccellenza. Vi è infine la sezione dedicata agli amici
con opere di Leonardo Dudreville, Mario Sironi, Ubaldo Oppi, Aroldo
Bonzaghi, Enrico Mazzolani, Lorenzo Viani e Adolfo Wildt. S.L.
Anselmo Bucci e il Novecento. Dudreville, Sironi, Martini, Oppi, Wildt attorno alla pittura dell’autore marchigiano, dal 22 giugno al 30 settembre
Galleria Carifano, Palazzo Corbelli, via Arco d’Augusto 47, Fano; tel. 199 151123;
www.sistemamuseo.it e www.creval.it
Orario: ma-ve 16-19.30; sa-do 10-12.30 e 16-19.30
Giuseppe Matricardi e, a destra, una maiolica della
sua collezione, una statua reggicandela di Castelli
datata 1617
erede, Giuseppe Matricardi, attuale proprietario della collezione e appassionato collezionista e
studioso della produzione
castellana, ha incrementato la collezione con acquisti di opere disperse in
varie collezioni prevalentemente europee, riportandole in Italia. L’attuale consistenza della parte
castellana della Collezione Matricardi è di oltre
quattrocentotrenta pezzi
da cui sono state selezionate le duecentoventi opere esposte a Teramo.
Ingegner Matricardi, da quanto tempo ha iniziato a collezionare?
Parte della collezione l’ho avuta in eredità da nonno e padre e circa 25 anni fa mi sono orientato sul collezionismo di maioliche castellane. Oggi la collezione è nota a livello europeo e varie fonti,
case d’asta, antiquaria, collezionisti, mi segnalano pezzi interessanti: molti materiali li ho acquisiti in altri stati europei come Germania e Inghilterra. Questo perché dalla fine del XVII secolo molta produzione venne portata via dall’Italia dai membri dell’alta società che venivano a svolgere il Grand Tour nel Belpaese. Da noi
purtroppo, a parte rari casi, era poco sviluppato il concetto del collezionismo. Con questi appuntamenti, tra l’altro, cerchiamo anche
di dare una speranza e dimostrare che a fianco alla ricostruzione
post-terremoto c’è anche una attività culturale che prosegue e si
sviluppa.
Perché si è appassionato alla produzione di Castelli?
Castelli è un centro importante della zona dove vivo, ma soprattutto la scelta è stata effettuata per motivi famigliari. Mio nonno
iniziò la collezione 100 anni fa quando aprì la fabbrica di maioliche ad Ascoli: il personale lo prelevò a Castelli perché artigiani
che potevano produrre e al tempo stesso insegnare agli ascolani
erano di questa zona.
Che cosa le piace in particolare della ceramica di Castelli?
Sono attratto dalle ceramiche che riproducono scene di vita quotidiana, contadini al lavoro e gusti popolari dei secoli passati. Questa è una caratteristica tipica delle maioliche dell’area perché in
genere le riproduzione di altre importanti manifatture d’Italia «raccontano» la vita dell’alta società, mentre qui la tradizione è poi sfociata nel verismo abruzzese del XIX secolo.
Stefano Luppi
A Teramo 220 ceramiche
raccontano tre secoli di creatività
La mostra a cura di Paola Di Felice sui «Capolavori della
maiolica castellana tra ’500 e terzo fuoco. La collezione
Matricardi», raccoglie nella Pinacoteca Civica di Teramo
la metà circa dei manufatti della celebre raccolta.
Piatti, brocche, fiasche, albarelli, chicchere e piattini formano un continuum narrativo tra secoli di creatività; un viaggio nella
tradizione artistica abruzzese attraverso l’argilla, un materiale che ha
scandito spesso i ritmi della manipolazione delle forme. Gli oggetti in mostra forniscono un’occasione unica per studiare le forme, le tipologie espressive e i modelli iconografici della tradizione manifatturiera castellana, una rilettura della storia ceramica locale e dei suoi
artisti, evidenziandone connessioni, legami e rapporti con realtà artistiche lontane in grado di chiarire,
anche in termini cronologici, l’iter evolutivo e la maturazione espressiva dei temi iconografici proposti. Le opere esposte sono realizzate da Aurelio Anselmo, Liborio Grue, Berardino Gentili, Candeloro e
Nicola Cappelletti, Carlo Antonio Grue, Francesco Antonio Saverio Grue, Francesco Angelo Grue, Francesco Saverio Grue, Gesualdo Fuina, Giacomo e Bernardino Gentili detti «il giovane», Giacomo Gentile, Geronimo Pompei, Saverio Grue, Silvio De Martinis e il
vasellame Orsini-Colonna di produzione della famiglia Pompei. La mostra presenta anche applicazioni interattive per la didattica: il programma «Natural Interaction», già sperimentato alla Basilica di
San Francesco d’Assisi e all’Allard Pierson Museum di
Amsterdam, dà la possibilità al visitatore, con il movimento del proprio
corpo e senza l’ausilio di strumenti esterni, di entrare nello spazio dell’antica «Farmacia dell’Ospedale di Santa Maria della Scaletta di Imola». Un percorso virtuale in cui, selezionando e confermando la scelta
degli oggetti nella Farmacia, con piccoli movimenti delle braccia, il visitatore si immerge nell’atmosfera del tempo. L’appuntamento è promosso dal Comune e da Fondazione Tercas, ente nato nel 1992 con la
trasformazione della Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo in
due enti, dal 2010 ubicato a Palazzo Melatino, importante edificio signorile medievale. Il catalogo è edito da Allemandi.
S.L.
Capolavori della Maiolica castellana dal ’500 al terzo fuoco.
La Collezione Matricardi, fino al 31 ottobre
Pinacoteca Civica, viale Bovio 1, Teramo; tel. 0861 250873; www.teramomusei.it
Orario: ma-sa 9-13 e 16-19; domenica e festivi 10-13 e 16-19
Una delle principali gallerie italiane: Franca Mancini
Una delle principali gallerie italiane è quella, attiva da oltre 40 anni a
Pesaro, di Franca Mancini che inizia la sua attività artistica nel 1969
quando diviene socia, insieme a Milena Ugolini, della galleria di Renato Cocchi «Il Segnapassi». Da questa collaborazione prende vita il ciclo di «Sculture nella città» con le mostre di Arnaldo Pomodoro, Mario Ceroli, Ettore Colla e Alberto Burri e Pesaro in breve diviene uno dei
centri in cui, tra gli anni Sessanta e Settanta, le «province illuminate»
si affrancano dalle proposte culturali del triangolo Roma-Milano-Torino. L’esperienza de «Il Segnapassi» si chiude nel 1976, e nell’estate
del 1977 viene inaugurata la Galleria Franca Mancini che da subito si
distingue come uno dei primi esempi concreti di ricerca di connessioni tra avanguardie storiche, arte contemporanea e attualità. L’incontro
con il teatro è immediato, e si realizza con la prima mostra dedicata ai
«Progetti scenici per sintesi futuriste» di Giacomo Balla, più tardi portata anche a New York, e nel 1978 con la mostra «Paik, Charlotte Moorman ed il movimento Fluxus». Nel 1980 Franca Mancini istituisce l’associazione culturale «Il Teatro degli Artisti» inaugurando il ciclo di mostre annuali «Les Rencontres Rossiniennes», in concomitanza e in collaborazione con il Rossini Opera Festival, nato lo stesso anno, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e la Regione Marche. L’opera lirica trova qui un’occasione di rinnovamento nella sua natura più autentica, come unica forma teatrale fondata sulle interconnessioni tra
le arti, in cui la musica entra in un rapporto strutturale con la poesia,
la recitazione, la danza e le arti visive. Da quel momento in poi la galleria ospiterà mostre di artisti espressamente scelti nell’ambito della
scenografia rossiniana (De Chirico, Savinio, Galileo Chini, A. Pomodo-
ro), esposizioni che documentano le fasi di trasformazione
del teatro del Novecento (Burri, Rauschenberg, Wilson,
Kounellis), ma anche artisti
che in maniera libera danno
vita a un’autonoma connessione tra arte figurativa, musica e teatro, come dimostrano i lavori di Kounellis, Kosuth, Paolini, Pistoletto, Zorio, Parmiggiani, Toderi, Bill Un disegno di Tullio PeViola, Del Re. Il prossimo ap- ricoli per l’opera buffa del
puntamento in galleria sarà «Turco in Italia» di Rosad agosto con la mostra sini e la gallerista Franca
«Quelques riens pour Rossi- Mancini
ni» di Tullio Pericoli: per la prima volta saranno presentati al pubblico disegni, bozzetti e progetti relativi alla messa in scena del 2002 del «Turco in Italia» per l’Opernhaus di Zurigo. In parallelo all’attività dell’associazione culturale, la
Galleria Franca Mancini ha inoltre ospitato artisti di varie generazioni
legati all’Informale, all’Arte Povera, alla Transavanguardia. S.L.
«Quelques riens pour Rossini». Tullio Pericoli, dall’8 agosto
Galleria Franca Mancini, corso XI Settembre 254, Pesaro; tel. 0721 65090
Orario: ma-sa 9.30-13 e 16-19.30
Vedere nelle Marche
10
Nelle sedi private
Le mostre
istituzionali
Gian Carlo Polidori.
Un grande ceramista,
un grande maestro
La mostra, attraverso l’esposizione di interventi pittorici su ceramica realizzati da Polidori dal 1920 al
1942, ha inteso recuperare l’arte e la poetica dell’artista urbinate (1895-1962).
Museo dell’Arte Ceramica
fino al 3 giugno; piazza San Tommaso, Ascoli Piceno; tel. 0736.298213; www.ascolimusei.it/museo-arte-ceramica
La sposa dell’800
Una full immersion nel Merletto a Tombolo con abiti da sposa, corredi, veli, centrini, lenzuola, coperte.
Una tradizione le cui origini sono antichissime lasciando le propri radici ed impronte nella storia. Si
tratta infatti di un’arte che viene tramandata di generazione in generazione, permettendo così la realizzazione di veri e propri capolavori artigianali.
Polo Museale Palazzo De Castellotti
fino al 30 giugno; via Roma 17, Offida (Ascoli Piceno); tel. 0736888609
La città ideale. L’emblema
del Rinascimento ad Urbino
tra Piero della Francesca
e Raffaello
Presentate opere di Domenico Veneziano, Piero della Francesca, Fra’ Carnevale, Leon Battista Alberti,
Francesco di Giorgio, Luca Signorelli, Mantegna, Perugino, Bramante e Raffaello, accanto a capolavori
conclamati come le celebri «città ideali» e la tavola
Strozzi di Napoli.
Galleria Nazionale delle Marche - Palazzo
Ducale
fino all’8 luglio, piazza Duca Federico, Urbino; tel. 0722 2760, www.palazzoducaleurbino.it
La Madonna della neve
di Federico Barocci
In occasione del quarto centenario della morte di Federico Barocci (1535-1612), il Comune Urbania, in
collaborazione con il Gabinetto di disegni e stampe
degli Uffizi di Firenze organizza la una esposizionedossier sul dipinto.
Palazzo Ducale
fino al 31 ottobre; corso Vittorio Emanuele
II 23, Urbania (Pesaro Urbino); tel. 0722
313151; www.musei.marche.it
(PER GENTILE CONCESSIONE DI BIEMMEGRAF SRL, MACERATA)
Batracomiomachia.
Xilografie di Gianni Verna
Un’opera realizzata in sei xilografie ispirate all’omonimo poema greco nella seconda versione che Giacomo Leopardi scrisse tra il 1821 e il 1822.
Biblioteca Leopardi
fino al 29 settembre; via Leopardi 14, Recanati (Macerata); tel. 071 7573380, www.giacomoleopardi.it
Urbisaglia,
uno scavo al femminile
La mostra documenta gli ultimi decenni di scavi e ricerche riguardanti la colonia romana di Urbs Salvia
attraverso le figure delle molte archeologhe che hanno dedicato la loro attenzione professionale al sito.
lo scavo dal 1995 è diretto da Giovanna M. Fabrini
dell’Università di Macerata.
Museo Archeologico Statale
fino al 30 novembre; Traversa Piccinini, Urbisaglia (Macerata); tel. 0733 50107,
www.archeomarche.it
Le mostre
private
Stefano W. Pasquini.
Non ho capito
Scelte diverse, insolite proposte, contrastanti intenzioni, intimi segreti, oggettive casualità, curiose
espressioni e irreali visioni sono il carattere emblematico di Pasquini: poliedrico e multicolor, riflette in
maniera affascinante il caos che ci circonda.
Quattrocentometriquadri Gallery
fino al 13 maggio; via Magenta 15, Ancona;
www.quattrocentometriquadri.eu
Hitoshi Amemiya.
Superfici vitali
Nelle opere di Hitoshi Amemiya il quadro tradizionale diventa superficie vitale, popolata da miniature di
piccoli animali in cuoio realizzate artigianalmente.
L’artista guarda con ammirazione alle specie viventi
che rappresenta e ci esorta a rispettarle.
Galleria Artsinergy
fino al 5 maggio; via XX Settembre 34, San
Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno); tel.
0735380840, www.artsinergy.com
Christian Riminucci / Giorgio
Guidi. Vietato Non Toccare
Giorgio Guidi è uno scultore che privilegia materia-
li di riciclo per esprimere un ricco immaginario interiore e un forte carattere emozionale; Christian Riminucci, che espone la serie «Mod’70», è un artista versatile e poetico.
Palazzo Rubini Vesin
fino al 10 giugno; via Umberto I, Gradara (Pesaro Urbino); tel. 0541964673, www.gradarainnova.it
fino al 6 maggio; Frazione Mezzanotte 84;
Pergola (Pesaro Urbino); tel. 3396218128
Alessandra Baldoni.
Vite di uomini non illustri
L’artista marchigiano (1887-1955), incisore di fama, analizzato nelle varie fasi e a confronto con gli
amici del Gruppo Novecento. La mostra si allarga
ad Aroldo Bonzaghi, Enrico Mazzolani, Lorenzo Viani e Adolfo Wildt.
Galleria Carifano, Palazzo Corbelli
dal 22 giugno al 30 settembre; via Arco
d’Augusto 4, Fano (Pesaro Urbino); tel. 199
151 123, www.sistemamuseo.it
In «vite di uomini non illustri» Alessandra Baldoni, prendendo in prestito il titolo da un romanzo di
Giuseppe Pontiggia, accosta abilmente linguaggi
da lei molto amati. Fotografia e scrittura convivono in un progetto dove l’immagine si pone quale
attestazione d’esistenza e la parola ne diventa linfa vitale.
Sponge Living Space
Anselmo Bucci
e il Novecento. Dudreville,
Sironi, Martini, Oppi,
Wildt attorno alla pittura
dell’autore marchigiano
La creatività alberga a Grottammare
Dal 1964 la famiglia Roncarolo,
l’associazione Askesis, e ideatooggi alla seconda generazione,
re delle opere di pittura visiva sulgestisce l’Hotel Roma, sul lungole pareti e sui soffitti dell’albermare De Gasperi di Grottammago, tra cui il murale realizzato da
re, in provincia di Ascoli Piceno.
Giorgio Milani nella stanza 38.
Per il curatore «l’hotel è uno spaL’albergo è un luogo traboccante
zio di creatività in continua evodi vecchie memorie e di nuovo deluzione, proprio perché aperto a
sign; alla memoria appartengono
nuovi impulsi e stimoli». Vi ha
i ritmi lenti della vacanza degli anesposto dapprima le «Iene» dini Sessanta, all’oggi i restaurati
pinte da Hernan Chavar, un giospazi di un puro bianco mediterraneo che accolgono arte e devane argentino divenuto recanasign senza falsi intellettualismi.
tese e, successivamente, una
Qui gli attuali proprietari Brunelgrande opera di Sirio Bellucci, un
la e Fabrizio Roncarolo, insieme
collage pop di volti celebri della
al celebre scenografo e designer
Tv degli anni Settanta. In fondo a
Pepi Morgia (nome d’arte di Gian
una scala fa bella mostra un riLuigi Maria Morgia dei conti di
tratto di donna di Giorgio Pignotti. L’albergo, noto anche ai turisti
Francavilla, scomparso lo scorso Le installazioni d’arte e design negli ambienti dell’albergo
stranieri, è frequentato da persone dello spettacolo, tra cui Cinzia
anno), hanno ricreato numerosi spazi della struttura con opere di
Leone, Dario Fo, Maurizio Crozza, Dario Vergassola, Gioele Dix, Nedesign e di arte. La collezione di arte esposta nella hall, nei vari amri Marcorè, Enzo Iacchetti, Caterina Guzzanti, Susy Blady, Dario Balbienti comuni e nelle camere, è oggi curata dall’artista Nazareno
Luciani, di San Benedetto del Tronto, nel 1982 tra i promotori dellantini, Serena Dandini, Max Giusti.
I musei
Museo Tattile Statale Omero
Palazzo Bosdari, via Pizzecolli 17,
Ancona
tel. 071 2225041, www.comune.ancona.it
Museo archeologico
È uno dei pochi musei tattili al mondo, nato per promuovere l’integrazione delle persone con disabilità visiva, è oggi uno spazio innovativo e piacevole
in cui conoscere l’arte attraverso la sorprendente
prospettiva delle mani. La ricca collezione tattile include modellini di celebri architetture (Partenone,
Mole Vanvitelliana), copie e calchi di famose sculture («Nike di Samotracia», «Pietà di Michelangelo» in San Pietro, «Venere italica» del Canova), preziosi reperti archeologici, opere originali di artisti
contemporanei.
via Tiziano 50, Ancona
tel. 0712811935, www.museoomero.it
Ospita la documentazione archeologica del territorio arceviese. Esposti con criterio cronologico gli
strumenti litici di Ponte di Pietra (Paleolitico superiore), i materiali del Fossato difensivo di Conelle
(Eneolitico), scodelle, spilloni, manufatti d’osso decorati di Monte Croce-Guardia (età del Bronzo finale), gli splendidi corredi funerari gallici e gli oggetti di culto della Necropoli gallica di Montefortino (IV secolo a.C. - II secolo a.C.). Sono state recentemente inaugurate tre nuove sale.
corso Mazzini 67, Arcevia (Ancona)
tel. 0731 9622, www.arceviaweb.it/hostarceviaweb/Turismo/MuseoArch
Museo della Città di Ancona
Museo della Carta
e della Filigrana
Il Museo della città di Ancona è ubicato in piazza del
Plebiscito: permette di conoscere la storia di Ancona dalla preistoria all’epoca moderna, utilizzando reperti archeologici, opere d’arte, carte topografiche,
documenti, ma soprattutto plastici ricostruttivi, chiari pannelli didattici e video tematici.
Piazza del Plebiscito, Ancona
tel. 071 2225037, www.conero.it/it/conero/museo-della-citta-di-ancona
Museo Archeologico
Nazionale delle Marche
Il Museo è situato all’interno del cinquecentesco palazzo Ferretti e documenta la preistoria e la protostoria del territorio marchigiano, dal Paleolitico alla fine dell’Età del ferro. Molto interessanti le ricche
testimonianze della civiltà dei Piceni e dei Galli Senoni, tra cui spiccano gli oggetti di alta oreficeria, i
vasi attici e la testa in calcare del Guerriero di Numana. È inoltre visibile una perfetta copia del celebre gruppo scultoreo dei Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola.
via Ferretti 1, Ancona
tel. 071 202602, 800439392, www.archeomarche.it/museoanc.html
Pinacoteca Civica
«F. Podesti»
Attualmente chiusa, conserva opere dal XV al XX
secolo di autori della scuola veneta e marchigiana, tra cui Carlo Crivelli, Tiziano, Lorenzo Lotto,
Sebastiano Del Piombo, Orazio Gentileschi, Francesco Podesti.
Il museo, situato nell’ex Convento dei Domenicani (1300), ricostruisce la storia della prima cartiera dell’Europa medievale e raccoglie campioni,
pregiati o correnti, della produzione di carta, punzoni, attrezzi e torchi. Il programma di visita include una dimostrazione pratica dal vivo della
produzione della carta a mano, effettuata dai mastri cartai del Museo. Interessante la raccolta Zonghi (filigrane in chiaro) dal 1200 al 1500 e la raccolta delle marche delle carte fabrianesi dal XIII al
XVIII secolo.
largo Fratelli Spacca, Fabriano (Ancona)
tel. 0732 709297, 0732 22334
Pinacoteca Civica
«B. Molajoli»
Ospitata al primo piano dell’antico Spedale di Santa Maria del Buon Gesù. Disposta in sei sale, annovera circa settanta opere e vi si possono distinguere due sezioni. Le prime tre sale compongono la sezione di Arte medievale, comprendente notevoli testimonianze pittoriche e scultoree dal XIII al XV secolo, dal periodo Romanico Bizantino al Tardo Gotico, fino agli inizi del Rinascimento. Le ulteriori tre
sale delineano una sezione in cui prevalgono l’Arte rinascimentale e manierista, con opere per la
maggior parte del secolo XVI e un più ridotto numero di testimonianze e suppellettili dei secoli successivi dal XVII al XIX secolo.
via del Poio 18, Fabriano (Ancona)
tel. 0732 709255, www.comune.fabriano.an.it
Le mostre
11
Pinacoteca
e Musei Civici
Musei Civici di Pesaro
Il settecentesco Palazzo Pianetti è sede delle raccolte civiche di arte e archeologia. La Pinacoteca riunisce una vasta collezione d’arte, con opere databili tra
il XV e il XIX secolo, il cui nucleo principale è costituito da alcuni capolavori di Lorenzo Lotto.
via XV Settembre 10, Jesi (Ancona)
tel. 0731 538342, www.comune.jesi.an.it
Museo - Antico Tesoro
della Santa Casa
Nel museo, ospitato nel braccio occidentale del Palazzo Apostolico, sono conservati arredi sacri, oggetti d’oreficeria, statue, arazzi fiamminghi del XVII
sec., e una preziosa raccolta di maioliche del Ducato di Urbino comprendente vasi delle botteghe di
Orazio Fontana e dei Patanazzi, circa 480 vasi da
farmacia del XVI-XVII secolo e una raccolta di statuine da presepe (XVIII e XIX secolo). La pinacoteca espone anche dipinti e affreschi del XVI-XVIII
secolo.
piazza della Madonna; Loreto (Ancona)
tel. 0719 747198, www.loreto.it
Sono composti dalla Pinacoteca e dal Museo delle
Ceramiche. Visitabili al primo piano di palazzo Toschi Mosca, conservano nei depositi un patrimonio ingente: dipinti, arti decorative comprendenti
anche una notevole raccolta di maioliche e porcellane, un fondo eccellente di disegni e stampe. L’opera più nota conservata è la «Pala dell’Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini».
palazzo Toschi Mosca, piazza Toschi
Mosca 29; Pesaro
tel. 0721 387295, www.museicivicipesaro.it
Museo Archeologico
Oliveriano
Ospitato nel Palazzo Almerici del XVII secolo, il museo conserva reperti dell’età italica, greca e romana,
una collezione di monete romane (dal VII secolo a.C.
alla fine dell’Impero). Inoltre ospita reperti archeologici della necropoli di Novilara.
via Mazza 97, Pesaro
tel. 0721 33344, www.provincia.pu.it/cultura/musei/museo-oliveriano-pesaro
Villa Imperiale
Casa Museo «Spontini»
Attualmente chiusa, la casa del musicista Gaspare
Spontini è stata adibita a casa museo. L’edificio e le
suppellettili della casa sono di proprietà delle Opere
Pie Spontini.
via G. Spontini 15, Maiolati (Ancona)
tel. 0731 704451, 800439392; www.sistemamuseale.provincia.ancona.it/musei/mai
olatis.html
Pinacoteca Civica
All’interno di Palazzo Arringo (XVII-XVIII secolo). la
Pinacoteca Civica è composta da 15 sale, dove sono raccolte opere di Guido Reni,Tiziano, Guercino,
Magnasco, Luca Giordano, De Ferrari, Pellizza da
Volpedo, Cola dell’Amatrice e De Carolis. Di notevole interesse un piviale inglese del XIII secolo e i
due trittici di Carlo Crivelli. Inoltre vi è una esposizione di ceramiche, monete medievali, mobili e di
scultura dell’Otto-Novecento con opere di Del Gobbo, Canonica, Bistolfi, Panichi e Duprè.
Palazzo Arringo, piazza Arringo 7, Ascoli
Piceno
tel. 0736 298213; www.ascolimusei.it
Galleria d’Arte
Contemporanea
Ad Ascoli Piceno, nella Galleria d’Arte Contemporanea, sono raccolte ed esposte sculture, dipinti e litografie di artisti del Novecento tra cui Emilio Vedova,
Osvaldo Licini e Giuseppe Capogrossi.
Polo Sant’Agostino, corso Giuseppe Mazzini
90, Ascoli Piceno
tel. 0736 248662, www.ascolimusei.it
Il Museo della Civiltà
Marinara delle Marche
Si tratta di un unicum nelle Marche e una delle poche realtà esistenti in Italia capaci di raccontare in
modo completo ed articolato il rapporto tra il mare e
l'evoluzione della civiltà umana. La struttura è suddivisa in «unità narrative di approfondimento» che
consentono al visitatore di essere guidato in un affascinante viaggio nella memoria, nelle tradizioni, nella cultura del mare.
Banchina di Riva Malfizia 16;
San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno)
tel. 0735 588850, www.comunesbt.it
Pinacoteca Civica
«Vittore Crivelli»
La villa, articolata su 4 livelli terrazzati, è costruita
a partire dal 1530 da Girolamo Genga su commissione di Francesco Maria Della Rovere ed Eleonora Gonzaga. All’interno sono conservati gli affreschi
attribuiti a Paolo Dal Poggetto, Dosso Dossi, Raffaellino del Colle e Francesco Menzocchi.
strada San Bartolo 63, Pesaro
tel. 0721 69341, www.turismo.pesarourbino.it
Museo Civico
e Pinacoteca
Nel quattrocentesco palazzo Ducale, realizzato da
Francesco di Giorgio Martini, su una preesistente
struttura duecentesca, sono ospitati il Museo Civico
e la Pinacoteca. Il museo raccoglie maioliche locali,
manoscritti, cinquecentine, incunaboli, carte geografiche, incisioni e rilegature d’arte. La pinacoteca conserva dipinti di scuola marchigiana dei secoli XVI e
XVII, affreschi staccati del XIV secolo e una raccolta
di circa 2000 tra incisioni e disegni di artisti di varie
epoche.
corso Vittorio Emanuele 23, Urbania
(Pesaro Urbino)
tel. 072 2313151; www.marcheweb.com/
museourbania
Galleria Nazionale
delle Marche
La Galleria Nazionale delle Marche occupa tutte le
sale finora recuperate del Palazzo Ducale al primo e
secondo piano, per un totale di circa 80 ambienti. Vi
sono esposti dipinti su tavola e su tela, affreschi, sculture in pietra e in terracotta, sculture lignee policrome e dorate, legni intarsiati, mobili, arazzi, disegni e
incisioni: tutte opere situabili cronologicamente tra
il Trecento e il Seicento.
piazza Duca Federico 3; Urbino (Pesaro
Urbino)
tel. 072 22760, www.palazzoducaleurbino.it
Palazzo Buonaccorsi
Nel cuore della città sorge il settecentesco Palazzo
voluto dalla famiglia Buonaccorsi in seguito al conseguimento del patriziato cittadino nel 1652 e all'investitura a conte di Simone Buonaccorsi nel
1701 da parte di papa Clemente XI.
via Don Minzoni 24, Macerata
tel. 0733 256361, www.maceratamusei.it
Pinacoteca Civica
Inaugurata nel 1998 all’ex convento dei Filippini
espone una ricca collezione di dipinti su tela e su
tavola, testimonianze figurative della vita religiosa
e della storia cittadina dal XV al XVIII secolo. La
collezione ha il suo nucleo centrale nella sala Vittore Crivelli, dove sono sistemate 3 opere del maestro veneto, oltre a lavori di Gerolamo Dente, Ernestus de Shaychis, Filippo Ricci, Giacomo di Nicola da Recanati e una collezione di argenti dei secoli XVII-XX.
corso Baccio 31, Sant’Elpidio al Mare
(Ascoli Piceno)
tel. 0734 859279; 0734 8196372; 0734
217140, www.sistemamuseo.t
Pinacoteca civica
La Pinacoteca Civica, ospitata nel Palazzo dei Priori che risale al 1296, conserva opere dal XIV al XIX
secolo.
piazza del Popolo 1, Fermo
tel. 0734 284327, www.fermo.net
Nel Complesso di San Domenico una raccolta di
opere di pittori locali del ’400 e una raccolta di dipinti di provenienza ferrarese. Accanto alle opere di
Girolamo di Giovanni, Cola di Pietro, Arcangelo di
Cola si segnalano due capolavori di Valentin de
Boulogne realizzate nel 1629. Infine, una sezione è
dedicata all’arte contemporanea con 30 sculture di
Bruno Bartoccin.
piazza dei Costanti; Camerino (Macerata)
tel. 0737 402310, www.camerino.sinp.net
Pinacoteca Comunale
«Tacchi-Venturi»
La pinacoteca, allestita al primo piano del quattrocentesco Palazzo Manuzzini, conserva soprattutto dipinti e affreschi del XIV e XV secolo. Opere di Allegretto Nuzi, Paolo Veneziano, Lorenzo e Jacopo Salimbeni, Lorenzo D’Alessandro, Pinturicchio.
via Salimbeni, 39, SN Severino Marche
(Macerata)
tel. 0733 638095, www.sanseverino.sinp.net
Museo Civico Archeologico
«A. Gentiloni Silverj»
Il museo, recentemente trasferito al Castello della
Rancia conserva la collezione di Aristide Gentiloni
Silverj che comprende oltre 1600 reperti di epoche
diverse, dalla preistoria all’alto medioevo. Tra i materiali litici si segnalano l’amigdala in selce rossa databile al paleolitico inferiore, la serie di punte di freccia del neolitico ed eneolotico e le 16 asce di pietra
levigata.
Strada statale 77, Tolentino (Macerata)
tel. 0733 973349, www.comune.tolentino.
mc.it
Gli eventi
culturali
e museali
Bicentenario della Biblioteca
di Monaldo Leopardi
di Recanati
Si celebra il bicentenario dell’apertura della Biblioteca di Monaldo Leopardi, aperta al pubblico dal fondatore Monaldo che fa incidere in ricordo una piccola lapide marmorea sulla porta della seconda sala: «Filiis Amicis Civibus Monaldus de Leopardis Bibliothecam MDCCCXII».
Biblioteca Leopardi
dal 29 giugno; via Leopardi,14; Recanati
(Macerata); tel. 077573380, www.giacomoleopardi.it
Ritorno del «Polittico
di san Domenico»
a Recanati
Ritorno del «Polittico di san Domenico» di Lorenzo Lotto a Recanati presso l’originaria chiesa di
San Domenico, al momento in corso di restauro
finanziato da Enel (Il progetto nazionale «Terre di
Lotto»).
Chiesa di San Domenico
Recanati (Macerata); www.lorenzolotto.info
La musica
classica
Festival Pergolesi Spontini
La celebre rassegna promossa dalla Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi si svolge in varie sedi: Teatro
Pergolesi e Teatro Moriconi (Jesi), chiesa di Santo
Stefano e Teatro Spontini (Maiolati Spontini), Teatro
Comunale (Montecarotto), Teatro La Fortuna (Monte San Vito), chiesa degli Aroli (Monsano), Teatro
Ferrari (San Marcello).
Varie sedi
dal 31 agosto al 15 settembre; Jesi (Ancona); tel. 0731 206888, www.fondazionepergolesisponti.com
Opera Festival
di Macerata
La 48esima rassegna dello Sferisterio Opera Festival
di Macerata ha in cartellone la Traviata, Carmen, la
Bohème. Da quest’anno la direzione artistica del festival è affidata a Francesco Micheli.
Sferisterio, Macerata
dal 20 luglio al 12 agosto; tel. 0733 230735,
www.sferisterio.it
Rossini Opera Festival
di Pesaro
La 33esima Rassegna del Rossini Opera Festival ha
in cartellone Ciro in Babilonia, Matilde di Shabran e
Il signor Bruschino. Nel 2012 ricorre il 220° anniversario di Gioachino Rossini nato a Pesaro nel 1792.
Varie sedi a Pesaro
dal 10 al 23 agosto; tel. 0721 3800294, www.
rossinioperafestival.it
timana di settembre ad Ancona che, per l’occasione, diventa una vera capitale culturale, ospitando
artisti dei Paesi del bacino Adriatico e Mediterraneo.
Mole Vanvitelliana, Arco di Traiano,
Pinacoteca civica «F. Podesti», Anfiteatro
Romano, Piazza Roma
dal 25 agosto al 2 settembre
Associazione Adriatico Mediterraneo, via
Veneto 11, Ancona; tel. 071 8046325, www.
adriaticomediterraneo.eu
Civitanova Danza
È la prima rassegna delle Marche e una tra le poche
in Italia a proporre le diverse espressioni della danza moderna con particolare attenzione alla contaminazione tra le tradizioni e le culture coreografiche dei
diversi paesi del mondo.
Teatro Gioachino Rossini, Annibal Caro,
Teatro Cecchetti
dal 3 giugno al 9 agosto
Varie sedi, Civitanova Marche (Ancona ); tel.
071 2072439, www.amatmarche.net
Popsophia. Festival
del Contemporaneo
Il festival illustra la ricchezza e la complessità della
cultura della nostra epoca; tutto converge verso la
comprensione della contemporaneità. Il festival è articolato in quattro weekend tematici: Filosofia, Fashion, Fiction e Futuro (le quattro effe).
Civitanova Marche
dal 19 al 25 agosto; Civitanova Marche (Ancona); tel. 0733 812936- 892101, www.
popsophia.it
Poiesis
Il festival culturale, ideato e diretto da Francesca Merloni, presenta ogni anno un intenso calendario di
eventi culturali con esponenti internazionali delle diverse arti, dalla poesia, alla musica, dall’arte figurativa, al cinema ed al teatro.
Grotte di Frasassi (Genga); centro storico,
piazza del Comune e piazza Giovanni Paolo
II (Fabriano)
dal 25 al 27 maggio; Fabriano e Genga
(Ancona); tel. 0732 3455, www.poiesis-fabriano.it
Festival
Internazionale Archeo
Il Teatro Stabile delle Marche è partner nel progetto
Archeo.S System of the Archeological Sites of the
Adriatic Sea Project cofinanziato dal Programma di
Cooperazione Transfrontaliera Cross-Border Cooperation IPA-Adriatico. Il festival ospiterà artisti internazionali.
Anfiteatro Romano, Mole Vanvitelliana,
Area «I Pini»
dal 28 giugno all’8 luglio; Ancona e Sirolo
(Ancona); tel. 071 5021630, www.stabilemarche.it e www.archeosystem.org
Festival della Felicità
Eventi, dibattiti, incontri, iniziative e spettacoli con
personaggi nazionali e internazionali del mondo
della cultura, della scienza e della politica in centro
storico.
Centro storico di Urbino e Pesaro (Pesaro
Urbino)
dal 25 al 27 maggio e dall’1 al 3 giugno; tel.
0721 3592501, 3592032, www.festivaldellafelicità.it
Festival Internazionale
della Geografia
Tre giorni dedicati alla diffusione della cultura geografica. In programma convegni, tavole rotonde, mostre, letture, proiezioni, laboratori, workshop mostre,
rassegne, dibattiti, exhibit, caffè scientifici dedicati,
animazioni.
Varie sedi e Palazzo Priori, piazza del
Popolo
dal 5 al 7 ottobre; Fermo; tel. 0734 2844, festivaldellageografia.com
Il teatro
Festival Inteatro
I Festival
VI Festival Adriatico
Mediterraneo di Ancona
Il festival si tiene ogni anno intorno alla prima set-
Evento internazionale organizzato e prodotto da «In
teatro» che dal 1977 anima Villa Nappi a Polverigi.
Negli anni è divenuto un importante punto di riferimento per il pubblico e gli artisti, ottenendo per sé e
per il territorio una notevole visibilità e riconoscimento nell’ambito della creazione contemporanea.
Villa Nappi, Teatro della Luna, Cinema Italia
e centro storico
dal 21 al 23 giugno; Polverigi (Ancona); tel.
071 9090007, www.inteatro.it
Festival Nazionale
Tespi
La Piazza della Libertà, centro storico della paese, si
trasforma grazie a spettacoli, installazioni, performance e interventi itineranti in un grande lavorio urbano per la sperimentazione e la presentazione di
eventi artistici per ragazzi.
Centro storico, Serra San Quirico (Ancona)
dal 18 al 22 luglio; tel. 0731 86634, 869042
www.teatrogiovani.eu
Tau, teatri Uniti
La rassegna propone allestimenti teatrali di opere
della letteratura greca e romana in luoghi di interesse archeologico delle Marche. La rassegna si
svolge, coinvolgendo i comuni delle Province di
Macerata e Ascoli, l’assessorato alla Cultura della Regione Marche, l’Amat e la Soprintendenza per
i Beni Archeologici per le Marche.
Castello di Sant’Andrea (Cupra Marittima),
Anfiteatro romano (Urbisaglia), Teatro
romano (Falerone), area archeologica
La Cuma (Monterinaldo)
dal 1 luglio al 10 agosto; varie sedi, Urbisaglia, Falerone, Ascoli Piceno, Cupra Marittima e Monterinaldo (Ascoli Piceno); tel. 071
2075880, www.amatmarche.net
I Teatri del Mondo.
Festival Internazionale
del Teatro per Ragazzi
È la più grande manifestazione italiana dedicata al
teatro per ragazzi. Ogni edizione presenta più di 50
spettacoli, esposizioni ed eventi speciali.
Villa Barucchello, Pineta nord,
Villa Murri
dal 12 al 21 luglio; varie sedi, Porto Sant’Elpidio (Ascoli Piceno), tel. 0734 902107,
www.iteatridelmondo.it
La musica
moderna
Jazz Summer Festival
Concerti di musica jazz nelle piazze principali della
città e nella corte della Mole Vanvitelliana. La rassegna ospita musicisti famosi della scena internazionale, spesso in esclusiva europea.
Varie sedi
dal 4 all’8 luglio; Ancona; tel. 327 6844552,
www.anconajazz.com
Festival Armonie della Sera
di Porto San Giorgio,
Ponzano di Fermo, Falconara
Marittima, Ascoli Piceno,
Fermo, Corridonia, Urbino
Festival di musica da camera che si svolge nei seguenti siti: Chiesa di San Marco (Ponzano di Fermo), Rocca Tiepolo (Porto San Giorgio), castello
(Falconara M.), chiesa S. Venanzio (Ascoli Piceno),
chiesa di S. Agostino (Fermo, loc. Torri di Palme),
abbazia di San Claudio (Corridonia), Palazzo ducale (Urbino).
Varie sedi
dal 7 luglio all’11 agosto; tel. 0734 630108392.4779651 www.armoniedellasera.it
Festival Musica Antica
Si alternano musica medievale, rinascimentale e barocca nel corso di nove concerti.
Palazzo ducale
dal 20 al 29 luglio; Piazzale Duca Federico
13; Urbino; tel. 0722 320817, www.fima-online.org
La fotografia
Festival della fotografia
contemporanea
FacePhotoNews
Incontri, letture di porfolio, mostre, laboratori. La
nuova edizione è ricca di iniziative idee, grazie ai prestigiosi appuntamenti nazionali di Portfolio Italia -
Gran Premio Epson Italia -Premio Kiwanis che sono
in continuo parallelo con l’evento di Sassoferrato.
Centro storico e Castello
dal 31 agosto al 2 settembre; varie sedi, Sassoferrato (Ancona); tel. 0732 9561, www.comune.sassoferrato.an.it
Il cinema
Mostra Internazionale
del Nuovo Cinema di Pesaro
È uno dei più importanti festival cinematografici italiani. In accordo con la tradizione, presenta ricche retrospettive e monografie di autori italiani con anche
una sezione di film a concorso in programma: Pesaro Nuovo Cinema-Premio Lino Miccichè, Cinema in
Piazza e nuove proposte video.
piazza del Popolo, Teatro Sperimentale,
Cinema Astra
dal 25 giugno al 2 luglio; Pesaro, varie sedi
tel. 06 4456643, 491156, www.pesarofilmfest.it
Fano International
Film Festival
La manifestazione si occupa della produzione del
corto e del mediometraggio di registi italiani e stranieri, delle opere prime e del cinema di autore.
Teatro della Fortuna, Mediateca
«M. Montanari»
dal 18 al 20 ottobre; varie sedi, Fano (Pesaro Urbino); 0721.854372, www.fanofilmfestival.it
I premi
culturali
Rassegna Internazionale
d’Arte - Premio «G.B. Salvi»
Rappresenta l’arte contemporanea ed è una delle più
longeve rassegne d’arte italiane insieme alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e al «Premio Michetti» di Pescara.
Palazzo Pretura
da settembre a ottobre; via Garibaldi, 18;
Sassoferrato (Ancona); tel. 0732 956218;
377 1203522, www.sassoferratocultura.it
Premio Salimbeni
per la Storia
e la Critica d’Arte
L’unico esistente in Italia e in Europa in un campo ricco e fecondo come quello della storiografia e della
critica d’arte, istituito da Federico Zeri. Il Premio Salimbeni è aperto a studiosi di ogni nazionalità.
Teatro I. Aleandri
27 ottobre; San Severino Marche (Macerata); tel. 339 5245518 www.fondazionesalimbeni.it
Premio Rotondi
ai Salvatori dell’Arca
Il premio è nato per ricordare lo straordinario episodio che ha visto protagonista la Rocca di Sassocorvaro durante la Seconda Guerra Mondale e per rendere omaggio a Pasquale Rotondi che ha salvato
grandi capolavori della nostra pittura. L’iniziativa
vuole gettare un ponte ideale tra passato, presente e
futuro, per ricordarci che la salvaguardia dei beni artistici richiede l’impegno di tutti.
Auditorium comunale e Rocca
22 settembre; varie sedi, Sassocorvaro (Pesaro Urbino); tel. 0722 769015, www.arca
arte.it
Premio Letterario Nazionale
«Paolo Volponi».
«Letteratura e impegno
civile»
Una serie di iniziative contestuali che spaziano dal
teatro, al cinema alla storia.
Teatro delle Api
novembre; Porto Sant’Elpidio; tel. 073
4902107, 333.6331721, www.provincia.
fm.it, www.teatrodelleapi.it
Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, consultare i siti della Regione: www.cultura.marche.it;
www.turismo.marche.it e www.musei.marche.it
Nessuno sa di arte tutto quello che sanno i lettori di
IL GIORNALE DELL’ARTE
È il mensile d’informazione di riferimento per il mondo dell’arte concepito come
un quotidiano. Seleziona e riferisce con criteri giornalistici i fatti rilevanti dell’arte
che avvengono in tutto il mondo.
Ogni anno, 11 numeri, oltre 1.000 pagine. Ogni numero comprende:
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Maggio 2012 - Il Giornale dell`Arte