Notiziario
IV RASSEGNA NAZIONALE DI ARTE CONTEMPORANEA
La IV' Rassegna Nazionale di Arte Contemporanea (Pittura, Scultura, Grafica) è stata bandita il 10 ottobre 1970 e si è svolta dal 23 dicembre 1970 al 22
gennaio 1971. Il regolamento di quest'anno prevedeva alcune novità rispetto ai
precedenti. Tra l'altro, la possibilità per gli artisti di proporre due lavori con una
sola quota di partecipazione, l'assegnazione di alcuni premi riservati a vincitori
nei tre anni scorsi.
Il numero dei concorrenti rimane fermo sul centinaio, aumenta il numero
delle opere: 153. La grafica continua ad essere la cenerentola, forse per lo scarso
intervento di personalità estranee all'ambiente.
La Mostra è stata inaugurata dal Prefetto di Lecce, dr. Silvio Marchegiano
e dal Sindaco, dr. Salvatore Capilungo, alla presenza delle massime Autorità
civili e militari della provincia di Lecce ed è stata ospitata nei locali del Comune di Lecce, in piazza S. Oronzo.
Il primo ad accogliere concretamente l'appello da noi lanciato in alcune note
di margine al catalogo della scorsa edizione è stato il Sindaco della Città, Capilungo.
L'invito ad allargare la cerchia degli organizzatori, patrocinando direttamente l'organizzazione, era comunque implicito in tutte e tre le Rassegne sviluppatesi nel corso degli anni 1967-1969. Non si può, ora, mollare. Impegni più
seri e duraturi devono prendersi per garantire che l'Arte contemporanea rappresentata a Lecce continui a non essere limitata al Salento o alla Puglia,
o ad artisti pugliesi operanti fuori; che, possibilmente, ne sia esposto il meglio,
attraverso una effettiva, imparziale, selezione; che la commissione giudicatrice,
non solamente locale, prescinda da preconcetti personali ed emetta pareri competenti, conformi alla realtà artistica attuale; che la qualificazione dei premi — e
la loro limitatezza — spinga i pittori, gli scultori, i grafici a operare ed iscriversi
non tenendo conto solo di essi, in altri termini si torni a considerare il premiosimbolo.
Attribuire una funzione selettiva, quindi critica, alla Rassegna della Stampa
leccese sarà compito dei futuri organizzatori, ai quali è lasciata una grossa eredità e la necessità d'un impegno che dovrà essere costante. S'è detto che le opere
raccolte ed esposte nel salone comunale non erano le migliori, che la selezione
non c'è stata, ecc. Gli artisti sono quelli che sono, i loro prodotti sono là, a testimoniare le capacità di ciascuno. Non ci si può sentire grande artista se, nella
realtà, non c'è conferma. Le affermazioni che gli stessi operatori nel campo dell'arte possono conseguire non sono sempre da imputare a effettivi meriti. Il mondo dell'arte è assolutamente competitivo, né più né meno di altri, anzi con accentuate dimostrazioni di vanità, insofferenza, ecc. Stare dietro alle beghe degli
artisti, a volte, è controproducente, scaturendo esse non dal sostanziale valore
dell'individuo, espresso con la mediazione dell'opera, ma da personalismi eterni.
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Ed
è opportuno porre in rilievo, per ciascuno di loro, pregi e difetti, con la massima obiettività possibile, intravedendo magari (perché si tratta, quasi sempre,
di nomi sconosciuti al grosso pubblico) l'incoraggiamento da dare a cuor leggero.
Per quanto riguarda la selezione, poi, è da sottolineare che gli scorsi anni essa
ci fu e ci furono, puntuali, le critiche. Non è il caso di valutare l'uno e l'altro
modo di procedere. L'analisi delle opere è necessario condurla, sempre, in funzione degli elementi che compongono la giuria, cioè del discorso da impostare
sulla commissione giudicatrice.
Le soluzioni — visto il primo intervento d'un Ente locale — vanno affrontate
sul piano organizzativo. La Rassegna va preparata con la consueta cura e con
l'impegno attuali, a tempi lunghi però. Si dà atto dei risultati conseguiti, che sono
notevoli, soprattutto se rapportati all'impegno di una sola persona, coadiuvata da
pochissimi, contati, volontari. Finora, in altri termini, l'organizzazione, la prima
iniziativa, le successive azioni sono da attribuire esclusivamente al gruppo di
Mario Moscardino che, fra l'altro, dirige e coordina altri settori culturali. E'
improbo soltanto il lavoro da dedicare alla Rassegna. Eppure cí son gli altri.
Dare una mano a lui e al manipolo di volontari che lo attornia, dunque, equivarrebbe a migliorare — soprattutto per ciò che riguarda il contenuto — l'esito
della manifestazione. L'intento rimane quello iniziale: rendere stabile la Rassegna e passare la mano a organizzatori efficienti, entusiasti. Se si critica una situazione e non s'interviene per avviare il dialogo offerto, la critica è nulla, tanto
più che gli inviti in tal senso sono, fino ad ora, molti ed espliciti.
Le indicazioni emerse dalla visita alla Rassegna sono sufficienti a delineare
un quadro della vita artistica italiana « minore », non a livello di grandi nomi per
intendere. Ancora scarsa partecipazione nel settore della grafica, migliore rappresentanza di sculture, livellamento di valori pittorici. Vari i premi assegnati. Le
modificazioni in tal senso devono operare sulla qualità e sulla quantità. Non si
deve temere di scontentare qualcuno. La realtà è tale, che — volenti o nolenti —
lo si farà. Ammesso, e non concesso, un discorso del genere.
L'analisi dei singoli contributi permette di segnare sul taccuino alcuni nomi,
tra artisti « nuovi » e già iscritti in precedenti edizioni. Enzo Sozzo, ad esempio,
propone due candide raffigurazioni « Matera » e « Barocco leccese », continuando
la registrazione dell'istinto, della poesia del Sud. Pierre Boà impone, finalmente,
una figura in un mondo abbastanza presente. La proposta della Armenise si risolve in una tra le migliori nature morte della IV Rassegna, oggetti velati e composti, colori tenui. La Forgia e Pinto ritraggono l'uno situazioni e pietre monumentali l'altro essenzialmente visi umani. Della Ducata dimostra di usare meglio
il vivissimo rosso, dandogli significati umani e comprensibili contorni. Mandorino va affermandosi cantore — ennesimo — dell'ulivo, interprete fedele della
realtà contadina. La Marzano è trai pochi che insistono nella grafica. Garusso
mostra di sganciarsi dallo stanco modulo coloristico e figurativo seguito sin qui.
L'ultima personale leccese rivela che lavora molto in questo senso; l'incisione
può comunque dargli una mano. Salvatore Sebaste è legato a un sortilegio realista che ne deforma l'insieme; il significato delle opere è fortemente drammatico.
Fara Di Cagno arricchisce l'esperienza di scultrice con emozioni nuove; notevolmente attiva. Il ferro battuto di G. Rollo contribuisce ad elevare notevolmente
il livello della Rassegna. Su tutti, infine, il bassorilievo di Massimo Facchini « Il
Vajont »: esseri umani contorti e arrotolati per assecondare il frenetico diluvio.
Il dramma, fermato nel legno, si evidenzia nel movimento. Carlo Toscano riprende e ravviva paesaggi e interni. Insistere, ormai, sulla seconda occupazione
del provveditore-pittore come hobby sembra superfluo. Il cammino dell'arte segue
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la propria linea inconfondibile che è espressione di precise personalità. Tra gli
altri, sono da notare ancora: Francesco Rocco, il cui « Paesaggio subacqueo » ha
suscitato generale ammirazione; Spartaco Refolo, che ha puntualizzato la
sua maturità in una personale leccese degli ultimi mesi. Lorenzo Marra,
anch'egli premiato, s'inserisce nella notevole tradizione galatinese. Il discorso l'ha ripreso in una mostra personale aperta subito dopo la chiusura
della Rassegna. La « Maternità » di Pippi Mantovano s'aggiunge ad altre figure
velate, trasparenti, del conosciuto pittore leccese.
Comunque, la Rassegna per i giovani (che ne hanno saputo profittare) ha
rappresentato il trampolino di lancio per la dimostrazione concreta di aver meritato un riconoscimento a livello nazionale. A sanzionare il successo dell'operazione, distribuendo i premi, il Sindaco ha preso impegno ufficiale per l'istituzione,
dal 1971, del Premio « Città di Lecce ».
GIANFRANCO SCRIMIERI
ELENCO DEGLI ESPOSITORI
Armenise Felicia
Bellocchio Enrico
Bellone Mario
Berti Nazario
Boà Pierre
Bonfantini Antonio
Briola G. Ilario
Buttazzo Alberto
Campanella Angelo
Capoccia Angelo
Capoccia Gingi
Carluccio Antonio
Cataldi Cappello Anita
Cerova Carlo
Contrino Calogero
Corallo Mario
Daniele Antonio
De Filippi Ennio
Del Coco Salvatore
Della Ducata Cosimo
Composizione di oggetti
Melegnano. Giornata di neve e pioggia
Tramonto a Caselle L.
Natura morta
Tramonto
Rimembranze
Pentimento
Figure brancolanti
Spazio e amore
Chiaroscuro autunnale
Tramonto
La madre
L'annunciazione
Fiori di campo
Ulivo
Estasi e riflessioni
Vele
Dalie con lume
Panorama di Gallipoli
Composizione astratta
Paesaggio
Hilde
Karoline
Atleta
Oliveto
Fiori di campagna
Natura morta
Il dovere dei compiti
La forza del tempo
Lotta di galli
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a cura di IMI GO - Lecce
Delli Noci Giuseppe
De Luca Ugo
Di Cagno Fara
Di Campi Danilo
Di Terlizzi Annamaria
Facchini Massimo
Faggiano Pino
Farella Tommaso
Fedele Nuccia
Fortezza Alfredo
Gagliardi Italo
Gallucci Aldo
Garusso
Giustino Sante
Giustizieri Eugenio
Greco Antonio
Làfico Mirella
La Forgia Vito
Landriani Adriano
Loschi Vuillerminaz Elsa
Lubelli Carlo
Lupo Alessandro
Mandorino Lionello
Mangia Antonio
Mantovano Pippi
Marra Lorenzo
Martielli Vito
Marzano Adriana
Mastrangelo Nicola
Escalation reversibile
Madre con bambino
Attesa sulla riva
11 parroco di campagna
Cavalli
Frustrazione
Meditazione
Vergine negra
Atleta
Venere blu
Mia madre
Il Vajont
Noi e gli altri
Speranza
Agave
Agave e case
Composizione
Marina
Anfora con fiori
Ursula Andress
Una vita
I fantasmi della vedova
Composizione
Paesaggio pugliese
Paternità
Vecchio agricoltore
La cattura
Paesaggio sulle Murge
L'incontro
Periferia
Bouquet
Piazza S. Oronzo
Chiesa del Rosario
Luna Park
Testa
Vento
Alberi
Case dell'isola di Maiorca
Lecce antica
Paesaggio in fuga
Vita sul dorso stanco
Fiori
Natura morta
Maternità
Fiori e cose
Nel chiostro
Il cavalletto
La finestra
Nudo
Resurrezione
Maternità
Polignano a mare
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a cura di IM4G0 - Lecce
Mazzotta Antonio
Mercuri Salvatore
Monittola Francesca
Montinaro Angelo
Montinaro Maria Rosaria
Nande
Nicolazzo Antonio
Orsini Arnaldo
Paiano Dino
Petracca Pina
Petrelli Eupremio
Piano Giuseppe
Pinto Giovanni
Pomarico Ugo
Quarta Giorgio
Refolo Spartaco
Reman
Ricciardi Pietro
Rizzo Ubaldo
Rocco Francesco
Rollo Giovanni
Russo Vito
Salvaneschi Auro
Scardia Pietro
Sebaste Salvatore
Sozzo Enzo
Sozzo Giuseppe
Storelli Leonardo
Surrente Angela
Tamburini Rosina
Tapparini Ugo
Toscano Carlo
Tramacere Salvatore
Gli amanti
Autoritratto
Attimo
Nudo
Africa: dalla fame al benessere
Pakistan 1970
Estasi di luci
Paesaggio n. 1
Paesaggio n. 2
L'attesa
L'uomo del mare
Composizione allegorica
Figure al fuoco
Maternità
Cavalli di ferro
Equilibrio della vita
I due mondi
Angoscia del pallido cielo
Piazza Castromediano
Ritratto
Il Cristo
Fiori
Paesaggio pugliese
Calvario
Misantropia
Senza titolo (2)
Fiori
Dialogo
Gruppo di famiglia
Paesaggio subacqueo (2)
Aneliti
La cieca
Guerriero
Romantica 70
Libertà, fraternità, uguaglianza
Deposizione al sasso
Galli ribelli
Barocco leccese
Matera
Arcobaleno
Fuga
Natura morta
Paesaggio pugliese
Il lebbroso
Pensieri
Lady Godiva
Sera d'estate
Interno con natura morta
Paesaggio
Maschera
Rose
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a cura di /MAGO - Lecce
Vagnarelli Virgilio
Valletta Giovanni E.
Vergari Teresa
Viva Gianna
Zizzari Francesco
Zollino Antonio
Foglie morte
Natura morta
Scultura
Scultura con colore
Mattinata leccese
Prime luci
Notturno
Sud
Liberazione
Torsione ed elevazione
Paesaggio salentino
Sull'orlo della vita
L'INAUGURAZIONE - DISCORSO DI MOSCARDINO
« Cogliere in campo artistico, come in ogni altro campo culturale, gli indici
della continuità storica stabilendo le caratteristiche delle manifestazioni ideologiche che, in ogni tempo, pare si contraddicano sino ad escludersi, mentre resistono e finiscono per convivere in una spirale che si perpetua, è compito di natura morale e sociale, al quale nessun uomo libero, individualmente o associato,
riteniamo possa sottrarsi.
Da tale convinzione trae origine la nostra insistenza nell'organizzare la Rassegna Nazionale di Arte Contemporanea, giunta alla IV edizione, che favorisce
il più sincero e sereno incontro fra gli artisti di ogni contrada d'Italia e fra gli
stessi artisti e l'opinione pubblica. Questa « nostra » regione ha sempre sollecitato, e continua a sollecitare, partecipazione alla cultura favorendo le migliori
ispirazioni e i più fervidi aneliti di conquista nel rispetto dell'equilibrio fra le
diverse correnti.
Nell'esplosione sbalorditiva e insospettata del misterioso quanto prezioso patrimonio pittorico rupestre neolitico di Porto Badisco e di S. Cesarea Terme,
sta la documentazione irrefutabile più vistosa dell'antichità delle nostre componenti espressive e poetiche. A quel patrimonio di eccezione, miracolosamente
conservatoci e scoperto, deve responsabilmente richiamarsi ogni impegno di
fronte ai problemi vecchi e nuovi. Per i primi noi avvertiamo necessità di analisi critica serena e di realistica severa interpretazione; nei confronti dei secondi
i nostri propositi vanno dalla ricerca allo studio, dallo stimolo d'incoraggiamento
alla partecipazione diretta per la soluzione dei problemi stessi che sono stati e
saranno prospettati. Ciò al fine di assicurare le migliori condizioni per assolvere
i nostri compiti professionali, di informazione formativa al servizio della verità,
comunque presentata.
Per trovare la giusta direzione e la giusta forza ai nostri impegni a vantaggio
della cultura noi abbiamo cominciato a considerare, e continuiamo a considerare,
che davanti a certe istanze, come ad es. a quelle artistiche, tutt'altro che facile è
scoprire i punti di contatto per aprire o mantenere il proficuo dialogo; viceversa,
è oltremodo facile quanto pericoloso rassegnarsi al fatalismo che porta inevitabilmente alla rinuncia.
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In siffatta deprecabile situazione non si avrebbe il necessario rinnovarsi
delle forze dello spirito e delle idee che verrebbero travolte indiscriminatamente
soffocando l'evoluzione a vantaggio dell'involuzione.
Ecco ancora un valido perché alla nostra coerente e ricorrente azione con la
quale pensiamo di inquadrare nel loro vero volto gli assurdi di qualunque proiezione e provenienza perché la loro vera logica non venga confusa generando
equivoci e pretese. E così è anche contro l'imprudenza, la presunzione, la mediocrità mascherata dal vittimismo o dall'autodivismo, per non parlare di altre
debolezze umane, che sono le eterne nemiche della vera cultura. E' l'illusione di
presunta e inesistente superiorità che porta, di solito, a fuggire il dialogo e a
declinare gli inviti rischiando senza accorgersi: solitudine, abbandono e rigetto.
La nostra azione non va giudicata, in ogni caso, fenomeno di provincialismo
condannato alla sterilità; ci rendiamo perfettamente conto che essa può non
piacere a tutti, così come siamo convinti che è praticamente impossibile operare
senza urtare in qualche modo le idee, i pensieri, le pretese, i disegni e gli interessi di qualcuno.
Nonostante tutto, ci assiste la certezza che la libertà integrale è la sola strada
che può condurre alla cultura integrale, per la quale la valutazione, e quindi
le scelte, sono determinanti solo se in funzione collettivistica responsabile e non
in funzione individualistica e di compromesso.
A coloro che continuassero a sostenere l'improduttività degli incontri da noi
sollecitati, noi consapevolmente facciamo osservare che ai colloqui, in ogni caso,
è e resta ancorata l'integrazione fra gli uomini, e quindi, l'ampliamento degli
spazi culturali a qualsiasi livello ed oltre ogni confine. Sono questi soli motivi
che possono portare a intesa e comprensione, evitando scontri e violenze a vantaggio della libertà e della pace: supreme aspirazioni dell'uomo. Si realizza inoltre, così, la più efficace difesa contro ogni conformismo e contro i mulini a vento,
aiutando a ritrovare se stessi e riacquistando sentimenti e voce propria.
Sostare sui binari morti dell'agnosticismo o dell'indifferenza equivale ad incoraggiare chi ama autoreclamizzarsi facendosi imbonitore di se stesso, rischiando inconsciamente l'inutilità della propria azione, l'incomunicazione delle proprie
idee, l'isolamento e quindi la ribellione o la rassegnazione che, in ogni caso,
portano a pentimento e quindi ad umiliazione.
Nel pieno rispetto di ogni singola convinzione, i giornalisti di Terra d'Otranto,
a tutto ed esclusivo vantaggio della visione globale e reale della cultura e dell'arte, sempre più vanno seguendo i complessi problemi — alle stesse connessi —
alla cui risoluzione sono ancorate: l'affermazione della giustizia contro le ingiustizie, della libertà contro la tirannia, della carità cristiana utile e feconda contro
ogni forma di egoismo, della luce contro le tenebre, della verità e del sapere
contro le forme oscure dell'artificio e della ignoranza.
Non impresa critica, dunque, la nostra, ma di diretta collaborazione che non
è mediazione, animata dall'energia dell'affetto della comune vocazione.
L'unione degli spiriti è quello che oggi auguriamo ai nostri artisti, poeti,
narratori e saggisti, unione completa sul piano delle discrete e rispettose animazioni artistiche, in vista di sempre nuovi perfezionamenti.
Questa la strada di chi, dotato della divina grazia, non lavora perché preso
dai maneggi e dal giuoco della vuota ambizione, ma nel suo travaglio culturale
modella o scrive per sé e per gli altri, per il piacere dei sentimenti e dei sensi.
A questo punto, è doveroso e particolarmente confortevole porre l'accento
su di un fatto nuovo, al quale attribuiamo massima importanza perché ambìto
traguardo alla nostra azione, traguardo più volte dichiarato e auspicato. Vogliamo
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qui riferirci al recentissimo impegno della Amministrazione Comunale, e per
essa del suo Sindaco dr. Salvatore Capilungo, per una organica e moderna politica culturale orientata in funzione nazionale. Il Proposito, in accordo col nostro,
è quello di lanciare i più validi motivi culturali, attraverso iniziative aggiornate
e auspicate da un vasto strato dell'opinione pubblica, sensibilizzata dalla sua
reale tradizione e sollecitata dalle critiche costruttive dopo l'undicesima edizione
dei Premi Salento.
Ben venga, dunque, l'interesse del Comune di. Lecce verso il mondo dell'arte,
troppo a lungo trascurato dallo Stato e dalle Amministrazioni Pubbliche in genere; codesto interesse varrà a sollecitare il risveglio ed il rafforzamento dell'educazione artistica per l'adeguamento con l'educazione tecnica.
Guardiamo con compiacimento al premuroso intervento del nostro Comune,
dì cui prima concreta prova è l'odierno simposio 'realizzato per sua collaborazione con la nostra Associazione e con il Comitato della « Dante »: dimostrazione
di civica sensibilità e di responsabile scelta. E' senza dubbio un discorso nuova
e particolarmente interessante al di fuori dei tradizionali canali politici che
s'inquadra in una nuova realtà, potenziata dalla presenza dei motivi spirituali.
Segni dei tempi che devono essere meditati perché importano insegnamenti
di grande portata, i segni della produttività dell'azione culturale che non è mai
a breve termine, ma che è profonda e duratura.
Per siffatte considerazioni plaudiamo all'impegno del Comune di Lecce, dunque, che — voltando le spalle all'agnosticismo pregiudiziale — si pone decisamente su di un piano di partecipazione attiva nel campo dell'informazione, della
formazione, dell'espressione.
Tale partecipazione, che porta aiuto alla libera e autonoma crescita degli
Enti vari e delle molteplici Associazioni culturali, non ne deforma e non ne influenza gli indirizzi e il pensiero.
La Scuola, i Partiti ed i Sindacati nel presente storico, non sono più sufficienti a studiare ed a risolvere in anticipo tutti i problemi educativo-sociali che
convergono nella formazione di quella base sulla quale deve esercitarsi l'opera
delle generazioni, nella successione reale e armonica. Ogni ritardo è causa inevitabile di squilibrio.
In questo corale incontro nella suggestiva cornice della comune casa, nel gentile
e soave affiato della fraternità accentuato dalla mistica atmosfera natalizia, noi
giornalisti ravvisiamo i migliori motivi per interpretare e rappresentare l'anima
della nostra Lecce segreta e suggestiva, splendente e incontaminata oggi come
ieri, domani come oggi, sempre.
Mi sia consentito chiudere, a questo punto, augurando a tutti, a nome delle
Associazioni rappresentate e del Comune di Lecce, che questi incontri di oggi
segnino l'inizio di una nobile serie e che gli stessi valgano a farci trovare — in
comunità di intenti — l'auspicata strada che conduce all'affermazione sempre più
aperta della nostra dignità all'insegna sempre della libertà vera: aneliti insopprimibili nati con noi e maturati con noi ».
MARIO MOSCARDINO
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LA COMMISSIONE GIUDICATRICE
La giuria, composta dal Sindaco di Lecce, Dott. Salvatore Capilungo, dal
Comandante della Scuola A.C.S., Col. Giuseppe Colucci, dal Direttore dell'Istituto
d'Arte di Parabita, Prof. Luigi Gabrieli, dal Direttore dell'Istituto d'Arte di Poggiardo, Prof. Luigi Mariano, dai critici e giornalisti: Francesco Alemanno, Ubaldo
Barone, Toti Carpentieri, Elio Donno, Domenico Faivre, Alfredo Ferreri, Mario
Moscardino, Angelo Paiano, Enzo Panareo, Franco Scrimieri, Salvatore Spedicato,
si è riunita a chiusura della mostra, tenendo conto degli umori riscontrati anche
tra il pubblico durante il mese di esposizione.
Hanno scritto:
La Gazzetta del Mezzogiorno
11-X-1970
Salento Domani
15-X-1970
Tribuna del Salento
16-X-1970
Il Galatino
20-X-1970
Corriere della Valtellina
24-X-1970
La Gazzetta del Mezzogiorno
31-X-1970
La Gazzetta del Mezzogiorno 26-XI-1970
11-XII-1970
Bisette (Enzo Panareo)
Tribuna del Salento
11-XII-1970
(Enzo Panareo)
La Gazzetta del Mezzogiorno 1-XII-1970
23-XII-1970
Bisette
La Gazzetta del Mezzogiorno
(Domenico Faivre) 24-XII-1970
La Gazzetta del Mezzogiorno 27-XII-1970
Corriere del Giorno
30-XII-1970
(Piero Mandrillo)
30-XII-1970
L'Ora del Salento
30-XII-1970
Il Tempo
1-1-1971
Gazzettino
14-1-1971
Il Galatino
19-1-1971
Il Meridionale
Tribuna del Salento
22-1-1971
(Toti Carpentieri)
27-1-1971
La Gazzetta del Mezzogiorno
Tribuna del Salento
29-1-1971
(Enzo Panareo)
L'Ora del Salento
3-11-1971
(Vittorio Balsebre)
3-11-1971
L'Ora del Salento
5-11-1971
La Gazzetta del Mezzogiorno
Voce del Sud
6-11-1971
(Salvatore Spedicato)
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ELENCO DEI PREMIATI
Medaglie d'oro.
« Presidente del Consiglio dei Ministri » allo scultore MASSIMO FACCHINI
(« Il Vajont »).
« Ministero della Pubblica Istruzione - Direzione Generale Antichità e Belle
Arti » al pittore TOMMASO FARELLA (« Agave »).
« Ministero della Pubblica Istruzione - Direzione Generale Antichità e Belle
Arti » al pittore CARLO TOSCANO (« Paesaggio »).
« Comitato Centrale della Società Dante Alighieri » allo scultore ANTONIO
MAllOTTA (« Gli amanti »).
« Prefetto di Lecce » al pittore PIERRE BOA' (« Rimembranze »).
« Associazione Interregionale della Stampa » alla scultrice ANNA MARIA DI
TERLIZZI (« Atleta »).
« Associazione Provinciale della Stampa » al pittore GIUSEPPE SOZZO
(« Fuga »), al pittore VITO MARTIELLI (« La finestra »), al pittore PIPPI MANTOVANO (« Maternità »).
« Provincia di Lecce » alla pittrice ELSA LOSCHI VUILLERMINAZ (« Vento »).
« Gruppo Speleologico Salentino "Pasquale De Lorentiis" » alla pittrice FELICIA ARMENISE (« Composizione di oggetti »).
« Amici della Scuola. Francesco D'Onofrio » al pittore ILARIO BRIOLA (« Figure brancolanti »).
« Comitato di Lecce della Soc. Dante Alighieri» al pittore ENZO SOZZO (« Matera »).
« Pippi Ferraro, pittore e scultore » al pittore GIOVANNI PINTO (« Ritratto »).
« Francesco D'Onofrio, Provveditore agli Studi » alla pittrice ROSINA TAMBURINI (« Pensieri »).
« Comm. Francesco D'Onofrio » all'incisore ADRIANA MARZANO (« Nudo »).
« Città di Parabita » allo scultore GIOVANNI E. VALLETTA (« Scultura con
colore »).
« Città di Nardò » al pittore ENNIO DE FILIPPI (« Fiori di campagna »).
Medaglione di bronzo della Scuola A.C.S. - Truppe Meccanizzate e Corazzate al
pittore ALDO GALLUCCI (« I fantasmi della vedova »).
Coppe d'argento.
« Ministero per gli Affari Esteri » al pittore ANTONIO CARLUCCIO (« Vele »).
« Regione Puglia » al pittore LEONARDO STORELLI (« Paesaggio pugliese »).
« Città di Tricase » al pittore CARLO LUBELLI (« Case dell'isola di Maiorca »).
« Città di Galatina » al pittore LORENZO MARRA (« Fiori e cose »).
Premi acquisto.
« Amministrazione Comunale di Lecce » allo scultore MASSIMO FACCHINI
(« Il Vajont »).
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« Amministrazione Provinciale di Lecce » al pittore ALBERTO BUTTAllO
(« Spazio e amore »).
« Amministrazione Comunale di Maglie » al pittore SPARTACO REFOLO
(« Calvario »).
« Camera di Commercio di Lecce » al pittore FRANCESCO ROCCO (« Paesaggio subacqueo »).
« Ente Provinciale per il Turismo di Lecce » al pittore ENRICO BELLOCCHIO (« Tramonto a Caselle »).
• « Agenzia Generale INA - Lecce » al pittore ALFREDO FORTEZZA (« Anfora
con fiori »).
« Comm. Francesco D'Onofrio » al pittore UBALDO RIZZO (« Gruppo di famiglia »).
Diplomi di merito con medaglia.
ANGELO CAPOCCIA (« La madre »); INA VIVA (« Sud »); GARUSSO
(« Paesaggio pugliese »); SANTE GIUSTINO (« La cattura »); ANTONIO DANIELE
(« Oliveto »); DINO PAIANO (« Maternità »); NAZARIO BERTI (« In riva al mare »); FRANCESCA MONITTOLA (« Nudo »); UGO TAPPARINI (« Sera d'estate »);
ANTONIO GRECO (« L'incontro »); VITO LA FORGIA (« Chiesa del S. Rosario »);
COSIMO DELLA DUCATA (« Lotta di galli »); VITO RUSSO (« Guerriero »); VIRGILIO VAGNARELLI (« Natura morta »); LIONELLO MANDORINO (« Paesaggio
in fuga »); ANITA CATALDI CAPPELLO (« Dalie con lume »); MARIO BELLONE
(« Natura morta »); MARIO CORALLO (« Ricordi »); EUPREMIO PETRELLI (« I
due mondi »); GIOVANNI ROLLO (« Aneliti »); ARNALDO ORSINI (« Composizione allegorica »); SALVATORE SEBASTE (« Galli ribelli »); ITALO GAGLIARDI
(« Una vita »); FRANCESCO ZIZZARI (« Liberazione »); SALVATORE DEL COCO
(« Il dovere dei compiti »); MARIA ROSARIA MONTINARO (« Estasi di luci »);
AURO SALVANESCHI(« Romantica 70 »); GIUSEPPE PIANO (« Angoscia del pallido cielo »); NANDE (« Paesaggio salentino n. I »); FARA DI CAGNO (« Cavalli »);
PIETRO RICCIARDI (« Fiori »); GIORGIO QUARTA (« Paesaggio pugliese »); MIRELLA LAFICO (« Bouquet »); ALESSANDRA ANNA FEDELE (« Composizione »);
FERNANDO CUCCI (« Litografia a colori »); ADRIANO LANDRIANI (« Luna
park »); UGO DE LUCA (« Parroco di campagna »).
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IV INCONTRO DI POETI E SAGGISTI
Mila cornice delle manifestazioni indette dall'Amministrazione Comunale di
Lecce per le festività natalizie si sono inserite le iniziative patrocinate dall'Associazione Provinciale della Stampa e dal Comitato leccese della « Dante Alighieri »,
realizzate — quest'anno — col felice contributo del Sindaco della città.
Alla IV edizione della Rassegna di Arte Contemporanea (Pittura-Scultura-Grafica), s'è aggiunto — il 23 dicembre 1970 — un Incontro fra poeti, critici e saggisti,
giunto anch'esso alla quarta tappa, senza tuttavia seguire cronologicamente lo svilupparsi e il crescere della manifestazione artistica. I poeti, i giornalisti e critici,
i saggisti, protagonisti della lieta riunione sono stati: Angelo Sacquegna, Ubaldo
Barone, Flora Robechi Caporaletti, Attilio lovino, Ennio Gatto, Antonio Lupo,
Nicola De Donno, Pietro Iannuzzi, Francesco Zàrbano, Angelo Cotardo. Un primo,
Lecce, Sala consiliare del Comune - Incontro di poeti - Da sinistra: Ennio Gatto,
Ubaldo Barone, il Prefetto di Lecce Dott. Silvio Marchegiano, il Vice Sindaco Prof.
Michele Maddalo, il Prof. Nicola G. De Donno, il Dott. Mario Moscardino, il Prof.
Angiolino Cotardo, la Sig. Flora Robechi Caporaletti, il Col. Attilio lovino.
(Foto Giovanni Guido)
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a cura di IM4G0 - Lecce
Lecce, Sala del Consiglio Comunale - All'incontro fra poeti, narratori, saggisti organizzato dalla «Dante Alighieri» in collaborazione con l'Associazione della Stampa
e dell'Amministrazione Comunale, fa simpatica cornice un pubblico attento e divertito.
Riconoscibili, da sinistra : l'On. Prof. Francesco Rausa, l'Assessore Regionale Dott.
Nicola Quarta.
(Foto Giovanni Guido)
proficuo, incontro con una certa, voluta, promessa di rivedersi, di fissare nel tempo periodici incontri, riallacciando i fili d'una tradizione culturale reale nella città
salentina.
Prima di presentare i singoli autori, Mario Moscardino ha commemorato il
noto ispanista e poeta salentino Vittorio Bodini.
COMMEMORAZIONE DI VITTORIO BODINI
« Consentite prima che cominci la presentazione dei nostri poeti, narratori e
saggisti, che io mi soffermi un attimo a ricordare Vittorio Bodini, scomparso prematúramente sabato scorso, 19-12-1970.
Chi è Vittorio Bodini e cosa egli sia stato per la nostra terra è certo troppo
presto per poterlo dire con compiutezza di analisi critica. La purezza degli ideali,
ai quali egli si è costantemente ispirato, illumina e illuminerà la sua personalità e il nostro patrimonio culturale.
Quello che possiamo e dobbiamo anticipare, senza tema di smentita, è che
egli — a buon diritto — ha rappresentato, con la poesia salentina, la poesia italiana.
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a cura di IMAGO - Lecce
E', la sua, poesia pura, li ri ca alta e affascinante del tempo « nostro », impegnata
oltre e al di sopra di ogni vecchio schema.
Egli ha saputo donare come pochi gli inni più belli innalzati all'amore, alla
vita ed alla sua terra, trionfo di una potenza trasfiguratrice dí eccezione, grazie
alla quale: sentimenti, uomini e cose restano eternati e incastonati nell'arte che
non ha fine e non ha confini.
La poliedrica evoluzione del suo discorso poetico resta a sua gloria e ad onore
del Salento e della cultura.
Sicuro di interpretare il pensiero di tutti, presenti e non presenti, che con lui
hanno in comune il grande amore per la terra salentina, dedico alla sua memoria
ed a ricordo delle sue doti di generosità e di umanità, tutti i fiori che questa sera
andremo a cogliere dalla serra di poesia ».
VITTORIO BODINI
Nato il 6 gennaio 1914 a Bari, ma leccese per famiglia e educazione, Vittorio
Bodini ha terminato gli studi a Firenze. Le sue prime poesie sono state pubblicate
dalla rivista « Letteratura ». Ha cambiato paesi e mestieri. Dal 1946 al 1950 ha fatto
prima il lettore poi l'antiquario a Madrid. Del 1952 è il suo primo libretto « La
luna dei Borboni », segnalato nell'ultima rosa del premio Viareggio di quell'anno.
Fu invece premiato dai pittori (nella giuria Guttuso, Omiccioli, Purificato, ecc.).
Dal 1954 al 1957 ha diretto « L'Esperienza Poetica », rivista che fece il punto della
situazione della poesia e della critica del dopoguerra. Nel 1956, con Dopo la luna,
ha vinto il Premio Carducci. Nel 1962 ha pubblicato nella collana dello Specchio
di Mondadori « La luna dei Borboni e altre poesie ». Nel 1968 ha vinto il Premio
Lerici e nel 1969 il Premio Frascati. Ha scritto numerosi racconti con i quali ha
vinto vari premi tra cui il Premio Salento ed un premio dei Pittori.
Dal 1952 ha insegnato Lingua e Letteratura Spagnola presso l'Università di
Bari. Ha tradotto il Teatro di F. G. Lorca, il Don Chisciotte di Cervantes, le Poesie
di Pedro Salinas. Ha pubblicato inoltre una Antologia dei poeti surrealisti spagnoli, una Antologia di Rafael Alberti, una Antologia di Juan Larrea, uno studio su
Gongora ed uno su Calderon de la Barca « Segni e simboli nella Vida es sueno »,
ambedue tradotti in spagnolo. Ha collaborato alle più importanti riviste. Le sue
opere sono tradotte in varie lingue. E' morto a Roma il 19 dicembre 1970. Sono
in via di pubblicazione gli Intermezzi di Cervantes nelle edizioni Einaudi, una traduzione di poesie di Rafael Alberti nelle edizioni Mondadori, e l'opera poetica
completa di Vittorio Bodini nella collana dello Specchio di Mondadori.
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a cura di 'MAGO - Lecce
INCONTRO DELLA STAMPA SALENTINA CON SANDRO PERTINI
Occasione d'incontro con il Presidente della Camera dei Deputati, On.le Sandro Pertini, è stata la presentazione d'un « suo » libro, « Sei condanne tre evasioni ».
Pertini ha ricevuto dalle mani del Presidente dell'Associazione Prov.le della
Stampa di Lecce, Mario Moscardino, un simbolico ricordo dell'interessante, breve,
incontro con la cultura e la politica del Salento.
Moscardino ha salutato l'ospite, delimitando la figura del parlamentare che
ha combattuto per una libertà più sicura, soprattutto per la libertà di stampa.
In questa cornice deve valutarsi l'amichevole scambio di saluto, che è stato pure
ringraziamento per l'attività di Pertini a favore del giornalismo libero nel nostro
Paese.
« On.le PERTINI,
l'occasione di porgerLe un particolare, caloroso saluto non poteva essere trascurata dai giornalisti di Terra d'Otranto che, da tempo, la seguono nell'alta sua
funzione storico-politica di saggia ed equilibrata guida del sovrano potere legislativo.
E' pertanto per me motivo di onore e di privilegio rendermi portavoce di tutti
i colleghi, esprimendole, col saluto, sentita gratitudine per la costante sensibilità
riservata ai problemi della categoria - alla quale non dimentica mai di appartenere.
Codesta sensibilità consente sempre più di superare le ristrette valutazioni
che sin qui hanno mortificato indiscriminatamente certi nostri slanci generosi
alla decisa ricerca della verità in libertà democratica.
Ampliando nell'immediato futuro i poteri d'intervento del Parlamento, liberi
da demagogici preconcetti, noi siamo certi che molti dei nostri problemi di fondo,
da tempo individuati e impostati, troveranno le auspicate e attese soluzioni.
Noi le siamo grati, On.le Presidente, per quanto Ella ha già fatto in difesa
dell'autodeterminazione e dell'autogoverno dei « nostri » organi di governo del
« nostro » Ordine.
Sotto la sua guida, nell'ordinamento del nostro Stato, noi siamo certi che non
ci attarderemo più in attese vane e amare.
L'adeguamento del Codice Penale ai principi della Costituzione che cancelli
i 'reati di opinione, la liberalizzazione dai monopoli dei più moderni mezzi di comunicazione, la omnirappresentanza dell'Ordine e delle Associazioni nelle Commissioni pubbliche, la eliminazione della facoltà del Magistrato di chiedere l'apertura di procedimenti disciplinari a carico di giornalisti iscritti all'Ordine, sono
mete che noi, grazie a V.S. On.le, già vediamo in porto.
Sono mete alle quali, riconosciamo, è ancorata l'informazione imparziale
« aperta » che mentre dà conto delle molteplici realtà politiche, sociali e culturali
esistenti nel Paese, nello stesso tempo libera lo spazio critico della stampa dall'arbitrio di potere.
Sono queste considerazioni che mentre agitano la nostra pattuglia giornalistica,
ci allineano con tutti i colleghi d'Italia e, nel contempo, ci consentono di valutare
in profondità, la portata della sua azione di giornalista al centro del potere legislativo.
Voglia, On.le Pertini, ricordare in questa obiettiva cornice il suo cordiale incontro con la stampa salentina che, a mio mezzo, la prega di accettare un simbolo
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ricordo dell'incontro — un simbolo — della nostra piena solidarietà con tutti í
colleghi d'Italia, ai quali ci unisce la grande aspirazione sociale e cristiana di
sempre più adeguata e decorosa presenza nella società nella quale tutti operiamo
e viviamo ».
GLI SCOPRITORI DI PORTO BADISCO
NELLA SEDE DELLA « DANTE ALIGHIERI »
Le grotte di Porto Badisco, scoperte poco più d'un anno fa da alcuni componenti del Gruppo Speleologico Salentino « P. De Lorentiis » di Maglie, sono state
ufficialmente presentate a Roma, nella sede centrale della Società Nazionale « Dante
Alighieri ».
Oratore ufficiale, Mario Moscardino ha delineato le vicende della preistoria
salentina documentabile attraverso manifestazioni artistiche d'un certo livello,
manufatti d'ogni tipo e attraverso residui animali ritrovati all'interno e all'esterno
di caverne. La lunga storia del Salento, ferma fino a qualche tempo fa alla imponente scoperta della Grotta Romanelli di Castro, ha acquisiti materiale nuovo per
la sua definizione completa. Le grotte di Porto Badisco, denominate di Enea o
dei Cervi, cui hanno fatto seguito le scoperte di quella di S. Cesarea, confermano
talune teorie ne deludono altre, nell'alternarsi della supposizione e del documento,
della ricerca appassionata e della pretesa di scoprire a tavolino.
La conferenza, seguita e applaudita in una serata particolarmente viva che ha
ricordato quella di Maglie dell'annuncio ufficiale della scoperta, ha avuto naturalmente al centro la storia dell'impresa dei cinque di Badisco: Mattioli, Albertini, Rizzo, Evangelisti, Mazzotta. La stessa è documentata nel primo numero dei
« Quaderni della Dante » curato dal Comitato leccese e scritto dallo stesso Moscardino. Di esso sarà utile servirsi per gli studi ulteriori, anche perché ricco di
completa bibliografia, per scopi turistici, viste le numerose reazioni positive in
tal senso.
Le diapositive di Pino Salamina hanno degnamente illustrato il discorso di
Moscardino, ponendo a disposizione d'un pubblico qualificatissimo e attento le
immagini incantevoli del prodotto della natura e della mano dell'uomo a Porto
Badisco. I colori delle pitture nere e rosse si sono saldati a quelli provocati dai
riflessi dello stillicidio 'continuo all'interno delle grotte. La pianta di Francesco
Orofino, delle grotte di Castellana, presentata anche in sezioni, è servita per facilitare il percorso commentato da Salamina.
Molte le personalità presenti, particolarmente sensibili ai problemi di una
certa cultura che, nel Mezzogiorno povero, può dare una mano al turismo, tra
esse: il Segretario Generale della « Dante Alighieri », dott. Caparelli.
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a cura di IMAGO - Lecce
PREMIO DI CULTURA ALL'ASSOSTAMPA DI LECCE
La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica che è stato concesso all'Associazione Prov.le della Stampa di Lecce un premio di cultura per l'attività
svolta finora al servizio di certi interessi basilari della nostra gente.
E' da ricordare, a tale proposito, che l'azione dell'Assostampa di Lecce si è
svolta concordemente a quella del Comitato leccese della Società Nazionale « Dante Alighieri » e a quella (divenuta d'interesse internazionale, dopo le clamorose
scoperte di Porto Badisco e di S. Cesarea) del Gruppo Speleologico Salentino
« Pasquale De Lorentiis » di Maglie. Ciò è dovuto all'unificazione delle tre presidenze in una sola persona, Mario Moscardino. L'Associazione della Stampa ha
inoltre strettamente collaborato con la Scuola A.C.S. - Truppe Meccanizzate e Corazzate, soprattutto nel settore artistico, creando un ponte stabile tra gli allievi,
occasionalmente a Lecce, e la cultura e le istituzioni culturali salentine. L'ultima,
in ordine di tempo, attività in collaborazione risale alla organizzazione, con l'Amministrazione Comunale di Lecce, della 4a edizione della Rassegna Naz.le di Arte
Contemporanea e della 4 a edizione dell'incontro tra poeti, critici e saggisti.
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a cura di ALIGO - Lecce
CORVAGLIA RICUPERATO ALLA CULTURA NAZIONALE
La cultura nazionale va riacquisendo i meriti di Luigi COrvaglia, meriti di
filosofo (disintegratore appassionato del Vanini), di scrittore di commedie, d'un
romanzo, di vari saggi, di politica. Corvaglia ha dato qualcosa al di fuori delle
polemiche e del ristretto ambito provinciale? E' classificabile tra i 'rappresentativi
uomini del Salento operanti dentro e fuori di esso? E' possibile estendere lo studio
della sua figura e delle opere ai non addetti ai lavori, agli studenti dell'Università
di Lecce, a quelli di altre impegnati a documentare certi passaggi, in letteratura,
filosofia, certe coerenze? Non si vuole creare un Centro di Studi « corvagliani »,
così come quello proposto per Vanini, ben più lontano nel tempo e ormai assegnato alla storia e alla storia della filosofia d'un determinato periodo e d'un determinato metodo. Vanini è ancora lì, ai margini d'una celebrazione già vecchia
di due anni; vive solo in Polonia, grazie a quegli studiosi della filosofia italiana
del Rinascimento che fanno capo a Nowicki. Per Corvaglia proponiamo, invece,
una meditata lettura delle opere fin qui edite (i primi 2 volumi di « Le opere di
Giulio Cesare Vanini e le loro fonti », il romanzo « Finibusterre », il teatro: « La
casa di Seneca », « Rondini », « Tantalo », « Santa Teresa e Aldonzo », i « Quaderni
Mazziniani »), da affidare all'ambiente universitario e degli amici dello scrittore
di Melissano. Il lavoro di gruppo (che non presuppone l'assenza o l'esclusione
d'interventi originali) potrebbe e dovrebbe interessare tutti gli inediti, alcuni solo
da riordinare, quindi completi, altri da interpretare anche con l'aiuto cronologico
delle numerose lettere « qualificate » in possesso della figlia Maria. In altri termini, proponiamo una sorta di associazione « Amici di Luigi Corvaglia », che, una
volta esaurito il compito iniziale soprattutto per ciò che riguarda gli inediti, cessi
di esistere come costituzione sistematica di gruppo. Ciò per evitare che alle numerose altre forme associative assorbite in provincia e fuori, nel nostro Paese,
si aggiunga questa.
Lo stesso Aldo Vallone, amico del Corva glia, ha sottolineato il rilievo doveroso che assumerebbe un recupero a livello universitario dello scrittore di Melissano. Attraverso le lettere scambiate con gli interlocutori più qualificati (Croce,
Gentile, Fiore, Teofilato, Mondolfo, Pastore - il Maestro dell'Università), Vallone
ha scorto i tratti umani veramente caratterizzanti la personalità del Corvaglia:
dalla profonda, assoluta, umanità, al rifiuto, altrettanto assoluto, d'ogni compromesso, all'impegno attivo, convinto, nella lotta politica contro l'assurdo d'ogni
epoca. L'epistolario — che, nella parte autobiografica, merita di vedere la luce —
è spesso una chiave per scoprire i moventi di ogni azione del Corva glia, gli spunti
delle sue commedie, le aspirazioni e le delusioni della sua vita.
Moscardino, presidente della Stampa e della « Dante Alighieri » leccesi che
hanno organizzato la conferenza di Vallone, ha sottolineato il significato del ciclo
che, s'è inteso iniziare: « Miriamo a recuperare e diffondere quelle opere degli
scrittori salentini che meritano di partecipare all'integrazione della cultura italiana, opere che costituiscono, altresì, un cospicuo potenziale per l'evoluzione culturale e spirituale della nostra terra e che possono essere di esempio alle nuove
generazioni ».
L'annuncio delle successive, imminenti, conferenze promette lo stesso, entusiastico, ascolto di quella registrata con l'intervento oratorio di Vallone. Donato
Valli commemorerà Vittorio Bodini, il poeta-traduttore salentino già da lui ricordato nell'Approdo televisivo; Michele Paone traccerà la figura d'un giurista leccese del secolo XV: Francesco Ammirato.
G.F.S.
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