GRUPPO
AFFÈ
RI C
VENETO TORREFATTO
TRI
POSTE ITALIANE s.p.a. SPEDIZIONE IN A.P. - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB TS. - ANNO XXIII - N. 11
Punto d’incontro
NOVEMBRE 2012
novembre 2012
SOMMARIO
EDITORIALE
3 Punto d’incontro
MERCATO INTERNAZIONALE
4 Futures del caffè in ribasso
a inizio ottobre
PAESI PRODUTTORI
6 Prosegue il viaggio tra i cultivar
7 Pillole d’export: Arabia Saudita
ATTUALITÀ
8 Prospettive per lo scalo
14
15
giuliano
Il chicco tostato che fa girare
il mondo
Luigi Lupi
FIERE ED EVENTI
10 TriestEspresso 2012 riunisce
12
l’Italia e il mondo caffeicolo
TriestEspresso Expo
Il Programma
LE AZIENDE informano
13 Un Campus per confrontarsi e
crescere professionalmente
COSTUME E CULTURA
18 I caffè di Umberto Saba
20 60 anni nel caffè a ritmo
di samba
SOCIAL MEDIA
21 Personalizzare la propria
pagina-azienda
TRA INNOVAZIONE
E TRADIZIONE
22 L’approccio italiano all’analisi
sensoriale del caffè
CAFFÈ E SALUTE
24 Il caffè può ridurre il rischio
3
EDITORIALE
Punto d’incontro
Concedeteci una licenza,
concedeteci un numero dal sapore
un po’ più triestino. Del resto, a
fine ottobre, ci siamo dati
appuntamento in tanti proprio nel
capoluogo giuliano per
TriestEspresso. E se nell’articolo
che gli dedichiamo vengono ribaditi
innanzitutto la sua anima
internazionale e il suo trend di
costante crescita, non manca
neppure il dato che tutti
aspettavano: un’indicazione chiara
sul futuro della manifestazione,
sulla sua nuova location per
l’edizione 2014. Si tratta della
Stazione Marittima, di cui si sta
attualmente ristrutturando e
ampliando il prospiciente
magazzino 42, parola del
presidente della Camera di
Commercio di Trieste che ha
attualmente in carico la sua
gestione.
Ma da dove tutto ha avuto inizio?
L’articolato mondo del caffè di
Trieste si è creato grazie ai traffici
del suo porto, tuttora al primo posto
nel settore a livello italiano, come
dimostrano i confortanti dati 2011
sugli sdoganamenti di caffè,
aumentati dell’8,5% contro lo 0,9%
della media nazionale. E allora
siamo partiti proprio da qui, dal
porto, per uno sguardo al passato,
ma sopratutto per allungare la
prospettiva verso il futuro in
compagnia di Francesco Parisi,
titolare dell’omonima casa di
spedizioni che dal 1807 opera in
città nel commercio internazionale.
E a proposito di lunghe tradizioni,
abbiamo incontrato anche Fulvio
Zugna, detto “Samba”, esempio
di “imprenditorialità caffeicola”
tutta triestina che dopo
sessant’anni nel settore ha scelto
di rinnovarsi con una nuova
avventura, la “Coffee Friends”.
Caffè a Trieste significa traffici,
imprenditorialità, ma anche cultura:
ecco allora l’articolo dedicato a uno
dei grandi poeti della città, Umberto
Saba, e ad alcuni suoi scritti sui
caffè da lui prediletti.
Eppure non solo di Trieste abbiamo
parlato: come di consueto vi
portiamo attorno al globo per un
aggiornamento sui trend del
mercato internazionale, per
scoprire la varietà di cultivar
esistenti (pare ne sia stata scoperta
una priva di caffeina) e per alcune
indicazioni pratiche dedicate a chi
avesse in programma di esportare
in Arabia Saudita.
Non manca, in conclusione, un
approfondimento sull’analisi
sensoriale del caffè, in compagnia
di Luigi Odello, un approccio da
tenere in considerazione per i
risvolti pratici di fidelizzazione del
barista al brand.
Il Direttore responsabile
di cancro intestinale del 40%
ASSOCIAZIONE CAFFÈ TRIESTE
26 Orgoglio del buon caffè
L’ANGOLO DEL CONSULENTE
28 Tracciabilità dei pagamenti
Editore:
GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI DI CAFFÈ
Aut. Trib. Trieste n. 772 del 24/01/1990
Amministrazione:
CONSORZIO TORREFATTORI TRE VENEZIE
34141 TRIESTE - Via G. Ananian, 2
Tel. 040 390 044 - Fax 040 938 4589
www.gttc.it - [email protected]
SCADENZARIO FISCALE
30 Mese di novembre 2012
Direttore responsabile:
SPAZIO MERCATO
30 Le Vostre inserzioni “Vendo -
Giuliana Naso Baiez - Trieste
Compro”
Susanna de Mottoni
e.mail: s.demottoni @ me.com
Fotocomposizione:
Stampa:
ART GROUP S.r.l. - Via Malaspina, 1 - Trieste
Tel. 040 828 382 - 040 828 384
Hanno collaborato a questo numero:
Mattia Assandri, Antonio e Diego Franciosa,
Alberto Gattegno, Giovanna Gelmi, Bernardino
de Hassek, Maria Cristina Latini, Giacomo
Mallano, Francesca Marchi, Óscar René García
Murga, Massimo Petronio, Lorenzo Polojac,
Vincenzo Sandalj
Fotografie: Archivio GTTC
Pubblicità: In proprio
CHIUSO in tipografia il 19 ottobre 2012
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e degli spazi pubblicitari, della loro mancata pubblicazione o di loro
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novembre 2012
MERCATO INTERNAZIONALE
Buona fioritura e ripresa produttiva in Colombia
Futures del caffè
in ribasso
a inizio ottobre
Honduras, Guatemala, Messico:
la ruggine colpisce il Centro America
di Vincenzo Sandalj
Il ribasso che ha investito i futures
del caffè e in particolar modo gli
arabica, nella prima decade di
ottobre, è riconducibile
fondamentalmente a due fattori.
Il primo è l’arrivo di abbondanti
piogge nelle principali regioni
caffeicole del Brasile che hanno
provocato un’abbondante
fioritura nel Minas Gerais, mentre
il secondo è riconducibile a una
generale tendenza ribassista
delle materie prime causata dalle
notizie di una sensibile
contrazione dell’attività
economica nei principali Paesi
industrializzati, Cina compresa.
Durante il mese di settembre le
esportazioni brasiliane si sono
fortemente contratte rispetto al
passato, una chiara indicazione
della scarsa pressione di vendita
nonostante l’ampio raccolto.
Le riserve accumulate nei due
anni passati e l’ampia
disponibilità di finanziamenti
consentono ai produttori di
ritenere il caffè del nuovo raccolto
in attesa di prezzi più alti.
Il prossimo raccolto che sarà
ciclicamente inferiore rispetto a
quest’anno, avrà prevedibilmente
un effetto rialzista sui prezzi nel
corso del 2013. Per molti
produttori gli attuali prezzi di
mercato dei caffè robusta
riescono ancora a coprire i costi
di produzione, mentre un ulteriore
abbassamento delle quotazioni
creerebbe una condizione di
perdita per i coltivatori di caffè
arabica. Nonostante questa
minaccia, in quasi tutti i Paesi
esportatori di questa varietà il
raccolto quest’anno è buono
grazie anche agli investimenti fatti
nella cura delle piantagioni nel
corso dell’ultima annata.
In Colombia quest’anno le
prospettive sono nettamente
migliorate, con le condizioni
meteorologiche ritornate a una
situazione di relativa normalità,
dopo due anni di piogge
ininterrotte, con il doppio di
precipitazioni rispetto al normale.
I primi effetti di questa ripresa
produttiva si vedranno l’anno
prossimo e seguono una buona
fioritura delle piante avvenuta
negli ultimi tempi.
Nonostante ciò il Paese anche
quest’anno non riuscirà a
superare la soglia degli 8 milioni
di sacchi di produzione.
Dopo il raccolto record di oltre 6
milioni di sacchi raggiunto nella
scorsa annata caffeicola,
l’Honduras prevede una leggera
contrazione per il 2012/2013
dovuta principalmente alla
diffusione della ruggine tra le
piante di caffè.
Questo fungo che aveva già
devastato negli anni scorsi la
produzione colombiana, si è
diffuso in tutto il Centro America,
compreso il Messico a seguito
dell’aumento della temperatura
media e delle forti precipitazioni
che hanno aumentato il livello di
umidità nelle piantagioni.
Il Guatemala che quest’anno ha
esportato 3,7 milioni di sacchi e
prevede di mantenere invariata
la produzione anche nella nuova
annata caffeicola, ha dichiarato
che il 40% delle piantagioni sono
affette dalla ruggine.
Il Salvador, che nell’annata
passata ha visto scendere le
proprie esportazioni del 39%,
prevede un aumento del 20%
degli imbarchi nell’arco del
2012/2013, riportandoli a circa
1,5 milioni di sacchi.
Sul fronte dei robusta dal Vietnam
giungono notizie di un possibile
ridimensionamento del raccolto
record di 26 milioni di sacchi
toccato nel 2011/2012, che
potrebbe aggirarsi intorno al 10%
in meno.
Ottima la performance
dell’Indonesia che vede le
esportazioni dall’Isola di Sumatra
salire nel mese di settembre del
67% rispetto all’anno passato.
Dopo un’annata deludente anche
l’Uganda prevede di aumentare
le esportazioni 2012/2013 del
11% riportandole a 3 milioni di
sacchi.
Nonostante ciò il mercato dei
robusta continua a rimanere
molto sostenuto con scarsità di
merce disponibile a seguito del
fortissimo incremento dei
consumi di questa qualità da
parte dell’industria mondiale.
Il livello del LIFFE di Londra che
si mantiene sopra i 2000
USD/tonn, dimostra che anche il
raccolto eccezionale vietnamita
di quest’anno è stato facilmente
assorbito dal mercato e qualsiasi
miglioramento produttivo nei
Paesi esportatori troverà facile
sbocco nell’industria della
torrefazione.
6
novembre 2012
PAESI PRODUTTORI
Africa, Sud Est Asiatico e Polinesia
Prosegue il viaggio tra i cultivar
In Camerun ne esiste una varietà senza caffeina
di Óscar René García Murga
Nel suo viaggiare per il mondo,
come si è visto su questa rubrica il
mese scorso, la pianta spontanea
originale genera cultivar, piante
coltivate con miglioramento
genetico. Proverò ora a descrivere
i cultivar utilizzati in Africa, Sud Est
Asiatico e Polinesia.
I cultivar si riferiscono sempre alla
varietà arabica, considerata più
pregiata della varietà robusta. Il
Vietnam, l’Uganda e l’Indonesia
producono quasi unicamente
robusta. Diverse varietà di robusta
sono pregiate, come la varietà
indonesiana Kopi Luwak, caffè
lavorato nel tratto digestivo dei
Musang, un carnivoro diffuso
nell’Asia sud orientale, e la varietà
filippina Kae Alamid.
Typica: è la base dalla quale si sono
sviluppati molti cultivar del caffè e
che oggi è diffusa in tutto il mondo.
French Mission: è un Bourbon
piantato in Africa orientale da
missionari francesi intorno al 1897.
Arusha: è una varietà del Typica o
French Mission. Si coltiva in Mount
Meru in Tanzania e in Papua Nuova
Guinea.
Bergendal, Sidikalang: sono due
varietà del Typica sopravvissute alla
“ruggine bruna del caffè” che nel
1880 distrusse la totalità delle altre
varietà di Typica in Indonesia.
PN Gold: è una mutazione unica del
Typica, coltivata in Kenya, Hawaii e
Papua Nuova Guinea.
Boyo: è una mutazione unica del
Typica, coltivata in Camerun.
Charrieriana: è una nuova varietà
scoperta in Camerun, nota per
l’assenza di caffeina, per il momento
non è coltivata a scopi commerciali.
Harar (*): dalla regione Harar, in
Etiopia, produce un caffè dal sapore
complesso e fruttato che assomiglia
al vino rosso.
Sidamo (*): dalla regione Sidamo
(oggi Oromia), in Etiopia.
Yirgacheffe (*): del distretto di
Yirgacheffe nella zona di Gedeo,
della Regione delle Nazioni,
Nazionalità e Popoli del Sud, in
Etiopia.
(*) Harar, Sidamo e Yirgacheffe sono nomi
registrati e protetti, con diritto di
copyright, proprietà della Repubblica
Federale Democratica d’Etiopia.
Hawaiian Kona: coltivato sui fianchi
del vulcano dormiente Hualalai, nel
distretto di Kona, nelle isole Hawaii.
Il caffè è stato introdotto nelle isole
Hawaii nel 1825 dal capo Boki,
governatore di Oahu.
Java: si denomina così il caffè
arabica, robusta o specifici ibridi
provenienti dall’Isola di Java in
Indonesia.
K7: è una selezione col metodo
tasting del French Mission Bourbon
dello Stato di Legelet, in Muhoroni,
Kenya.
Mayagüez: un cultivar Bourbon,
coltivato in Ruanda.
Mocha: questo caffè yemenita era
commercializzato nel Porto di
Mocha e tale nome è stato
conservato per il cultivar.
Ruiri 11: è stato classificato e messo
a disposizione dal Kenyan Coffee
Research Station, è molto resistente
alle malattie, ma la tazza è di qualità
inferiore ai K7, SL28 e SL34.
S795: forse è la più popolare varietà
arabica presente in India e nel Sud
Est asiatico. È conosciuto per la
tazza bilanciata e il sapore sottile
del mocha.
SL 28: selezionato nel 1931 dai
laboratori Scott in Kenya da una
varietà resistente alla siccità della
Tanzania, presenta un ottimo sapore
e un’acidità che ricorda il ribes nero.
SL 34: selezionato dai laboratori
Scott da una varietà di French
Mission coltivata in Kenya, ha una
buona qualità di tazza, ma inferiore
al cultivar SL28, con minor
resistenza alla ruggine della foglia,
al fungo colletotrichum coffeanum
e alle malattie delle bacche del caffè
(ciliegio).
Uganda: l’Uganda produce
soprattutto caffè robusta, ma esiste
una qualità arabica che cresce a
Bugishu vicino alle cascate Sipi nella
regione di Kapchorwa, alla
frontiera con il Kenia.
Rubrica a cura di:
Ing. Óscar René García Murga
Consulente all’esportazione
Settore Meccanico-Industriale e Agro Alimentare.
Ricerca e analisi di mercato. Ricerca e analisi di prodotto.
Organizzazione vendita e acquisto.
Controllo idoneità CE.
Studio: Via Gasser 4 - 34142 Trieste (TS) - Italy
Tel/Fax: 0039 040 943632 - Mobile: 0039 340 7085 337
E.mail: [email protected]
novembre 2012
7
PILLOLE D’EXPORT
ARABIA
ARABIA
SAUDI
UDITTA
Tutte le merci, per poter essere esportate
in Arabia Saudita, devono essere accompagnate
dalla seguente documentazione:
Certificato di origine in tre esemplari rilasciato dalla Camera di Commercio
competente.
Fattura commerciale in tre esemplari recanti il visto della Camera di Commercio
sulla congruità dei prezzi.
La fattura commerciale deve riportare la dichiarazione di conformità alle norme
sul boicottaggio di Israele: “We hereby declare that the mentioned merchandise
is being exported for our own account. The goods are neither of Israeli origin
nor do they contain Israeli materials, nor are being exported from Israel”. Le
fatture, sia con valore CIF che con valore C&F, devono essere corredate da
documentazione comprovante il costo di assicurazione (polizza assicurativa) ed
il costo di trasporto (Ocean Freight Certificate). In caso contrario, le autorità
doganali sono autorizzate a riscuotere il dazio sul valore globale come se fosse
F.O.B.
Certificato di conformità alle normative SASO – Saudi Standards, Metrology
and Quality Organization
Tale certificato può essere rilasciato da un laboratorio di prova riconosciuto dal
competente Ente nazionale di accreditamento autorizzato dallo Stato del rispettivo
Paese esportatore, sulla base di accordi internazionali che fanno riferimento
all’ILAC (International Laboratory Accreditation Cooperation).
La normativa SASO comune per tutti i prodotti alimentari che riguarda
l’etichettatura prevede che gli ingredienti, nome del prodotto, contenuto netto,
nominativo ed indirizzo del produttore, paese d’origine, data di confezionamento
e data di scadenza devono essere indicati in lingua araba sui singoli prodotti.
Questa normativa non precisa la grandezza dei caratteri da utilizzare ne il
posizionamento delle diciture.
Recentemente la responsabilità per l’importazione dei prodotti alimentari in
Arabia Saudita è passata dal Ministero del Commercio e Industria saudita alla
SFDA (Saudi Food and Drug Authority), la quale ha emanato nuove
regolamentazioni per quanto riguarda l’importazione dei prodotti alimentari nel
Paese.
Tali regolamentazioni prevedono che non è necessario che i prodotti alimentari
importati in Arabia Saudita vengano accompagnati da certificato di conformità
alle normative SASO. Tali prodotti, però, devono essere in conformità con le
relative normative SASO o GCC standards.
Esistono diverse normative SASO/GCC Standards che riguardano il caffè di cui
elenchiamo quelle che possono essere di interesse:
– Ground Rosted Coffee
Standard No. 1659/2000
– Labelling of Prepackaged foods
Standard No. 1/1995
Quando i prodotti alimentari sono importati in Arabia Saudita, le autorità doganali
effettuano necessari test a campione presso i propri laboratori e qualora tali
prodotti non risultassero conformi alle normative SASO vengono bloccati in
dogana.
Comunichiamo inoltre che per i prodotti alimentari la vigente normativa saudita
prevede che tali prodotti devono essere accompagnati da un certificato sanitario,
nel quale si dichiara che il prodotto è destinato all’alimentazione umana e che
non contiene particolari nocivi né ingredienti nocivi.
Fonte ICE RIYADH Giugno 2012
numero verde
800 905 525
8
novembre 2012
ATTUALITÀ
Caffè e commercio internazionale
Prospettive per lo scalo giuliano
Il punto di vista di Francesco Parisi,
titolare dell’omonima casa di spedizioni
di Susanna de Mottoni
principale scalo italiano per i traffici
di caffè e affermare, anche così, il
suo ruolo di capitale dell’espresso.
Materie prime e benefici
Il caffè porta lontano, attorno a
tutto il globo. È accaduto anche
durante la chiacchierata con
Francesco Parisi, titolare
dell’omonima casa di spedizioni
triestina: ci ha spinti a parlare di
porto e dei sui suoi traffici, fulcro
attorno a cui la fortuna del settore
caffeicolo cittadino si è creata.
Non solo passato, ma stato
dell’arte e opportunità di crescita
future, con una chiave di lettura su
temi caldi quali investimenti,
infrastrutture, relazioni con il vicino
porto di Capodistria.
Questioni da non perdere di vista
se il capoluogo giuliano mira a
tenersi stretto il primato di
Porto dell’Impero asburgico, Trieste
è sempre stata fondamentale nei
traffici di materie prime, grazie
soprattutto al suo regime di punto
franco: “Fino a un secolo fa il
commercio internazionale
consisteva prevalentemente in
importazione di materie prime, i
cosiddetti coloniali, prodotti quali
caffè e cotone, non disponibili alle
nostre latitudini – racconta
Francesco Parisi -.
La ragione per la quale Trieste ha
conquistato il primato assoluto di
porto del caffè deriva, però, dai
privilegi di cui ha potuto godere
grazie al punto franco e al credito
doganale, con pagamento differito
di 6 mesi.
Vantaggi tuttora attuali anche se
in passato l’onere fiscale sulle
materie prime era superiore,
mentre ora è ridotto solo all’Iva,
con una convenienza che a suo
tempo risultava quindi ancora più
evidente”.
Proprio a ragione di questo
beneficio, i torrefattori di tutta Italia
iniziarono a far arrivare il caffè nello
scalo giuliano e così si andò a
creare una fitta rete di attività di
lavorazione e semi-lavorazione, che
poi ha mano a mano creato la
varietà di attori del distretto del
caffè triestino.
La politica della Parisi
Con 205 anni di storia all’attivo, la
Francesco Parisi ha scelto di
puntare su un’attività diversificata,
in cui l’importazione di caffè è solo
una delle tipologie di prodotto
trattato. Emblematico del
dinamismo e della necessità di
diversificazione, il caso del cotone
sodo, a lungo fiore all’occhiello
dell’azienda con oltre il 50% della
quota di mercato italiano, che ha
subito negli ultimi 5-6 anni una
forte contrazione, passando dalle
300mila alle 60mila tonnellate,
perché sempre più spesso
esportato direttamente semilavorato dai paesi produttori.
“Non c’è più il cotone sodo, ma c’è
il filato: tutta la politica
internazionale dal dopo guerra a
oggi è stata una politica di apertura
dei mercati e un atteggiamento
protezionistico ci danneggerebbe
perché, al netto del petrolio, siamo
più importatori che esportatori –
commenta Parisi -.
Del resto mentre ora si parla di una
caduta del PIL del 2,5%, i dati ISTAT
del commercio estero d’agosto
danno l’export in crescita del 14%:
il commercio internazionale cresce
più delle economie domestiche”.
Un progetto da 11 milioni
Pur non dipendendo da esso, il
porto di Trieste è un tassello
fondamentale per la Francesco
Parisi su cui ha scelto di far
convergere un significativo
investimento: “Quando si sente dire
che nessuno investe nel porto di
Trieste, si sente dire una falsità.
Nel giugno 2010 abbiamo ricevuto
una concessione di 25 anni per il
molo VI, grazie alla legge di
liberalizzazione dei porti del ‘94 e
a fronte di un piano di investimenti
totalmente nostro, il più importante
degli ultimi 50 anni della nostra
novembre 2012
azienda – spiega Parisi -. Stiamo
parlando di 11 milioni di euro, di
cui 8 già investiti. Per la sua
gestione abbiamo creato Europa
Multipourpose Terminal e l’obiettivo
è realizzare un molo moderno,
mantenendo uno dei quattro
magazzini, ma soprattutto
dotandolo di un efficiente raccordo
ferroviario”.
Trieste vs Koper
Ferrovie e intermodalità, binomio
imprescindibile per la logistica
internazionale: le lunghe
percorrenze su gomma non sono
più sostenibili dal punto di vista
ambientale, per cui il collegamento
ferroviario diventa determinante:
“Vogliamo sfruttare la forte
domanda di treni dalla Turchia
verso il bacino del Reno, ricco di
potenzialità. Dal molo VI nel
novembre 2011 facevamo 1 treno
9
al giorno: ora siamo al doppio, 14
a settimana, e puntiamo ad arrivare
a 20-29 treni settimanali – prosegue
Parisi -.
Del resto Capodistria ha
surclassato Trieste proprio grazie
alle ferrovie. Porto l’esempio della
linea su Budapest: i nostri vicini
hanno 12-14 treni alla settimana
con 3-5 operatori diversi, mentre
noi ci siamo ridotti a 1-2 partenze
con un operatore.
Tuttavia uno scontro frontale non
serve a nulla: nel 2000 facevano
60mila contenitori contro i 150mila
di Trieste, mentre lo scorso anno
noi ci siamo fermati a 400mila
mentre Koper è arrivata a 500mila.
Ma è sbagliato guardare a questi
dati in ottica di contrapposizione:
meglio pensare che il sistema
dell’Alto Adriatico da 210mila
contenitori è passato a quasi
1milione.
E che noi potremo trarre vantaggio
da Capodistria ormai quasi
congestionata”.
Assets per il futuro
Su cosa allora deve puntare Trieste
per crescere? “In Italia si pensa
che si risolva tutto solo spendendo
soldi. Ma non è così: spesso è
sufficiente agire sulla gestione delle
infrastrutture per renderle più
produttive.
Un esempio banale: la stazione
merci di Campo Marzio chiude di
notte: se si aprisse, la sua capacità
aumenterebbe di colpo del 50% conclude Parisi -.
Trieste deve puntare sulla ferrovia,
ma la priorità non è investire in
nuove strutture, bensì sulla loro
gestione che deve essere
moderna e competitiva”.
10
novembre 2012
FIERE ED EVENTI
La capitale italiana del caffè celebra l’eccellenza dell’espresso
TriestEspresso 2012 riunisce
l’Italia e il mondo caffeicolo
Intervista ad Antonio Paoletti, presidente Camera di Commercio di Trieste
di Maria Cristina Latini
Un evento come TriestEspresso la
cui organizzazione dura due anni
è un esempio di come la
valorizzazione creativa di ciò che
ci caratterizza possa divenire,
anche in un momento difficoltoso,
un punto di forza. Anche per questo
abbiamo intervistato Antonio
Paoletti, presidente della Camera
di Commercio di Trieste, che ci
rende così testimonianza di un
evento made in Italy che sin dalla
sua prima edizione realizza risultati
crescenti.
Qual è la caratteristica distintiva
di TriestEspresso rispetto alle
altre fiere dedicate al caffè?
TriestEspresso si focalizza
unicamente sulla filiera
dell’espresso. In questo modo è
diventata a tutti gli effetti un punto
di riferimento per gli operatori
nazionali e internazionali.
La sua formula è quella della fiera
specializzata business to business
arricchita da eventi collaterali ad
alto contenuto tecnico.
Quanto è importante
TriestEspresso per la città di
Trieste?
Come Camera di Commercio
sappiamo bene quanto importante
è una manifestazione come questa
per la città. Sia perché qui ha base
un distretto, il distretto del caffè di
Trieste, composto da aziende che
operano lungo quasi tutta la filiera
e che ricoprono un ruolo di primo
piano nel mondo. Mi riferisco ad
aziende di torrefazione, ma anche
trasporti, ricerca, trading…, e una
fiera di prestigio che porta il nome
della città dà valore e promuove in
primo luogo le nostre aziende.
Ma l’importanza per la città va
oltre al settore caffeicolo: con Aries,
l’Azienda Speciale della Camera di
Commercio, stiamo lavorando
affinché Trieste si affermi sempre
più come centro per eventi
espositivi specializzati del settore
food: oltre a TriestEspresso c’è
infatti Olio Capitale, leader nel suo
settore, e si è appena conclusa la
prima edizione di Prosecco,
bubbling style on show.
Quanto durano i preparativi di una
fiera come questa?
TriestEspresso è una fiera biennale
e negli ultimi dodici mesi il lavoro
si intensifica progressivamente, ma
si inizia immediatamente dopo la
chiusura dell’evento a gettare le
basi per l’edizione successiva. Il
pubblico specializzato
internazionale, vero capitale della
manifestazione, è il frutto di contatti
intessuti ormai da dieci anni (la
prima edizione risale al 2002), che
continuano a rinnovarsi e a
potenziarsi grazie a un’intensa
promozione all’estero con cui ci
siamo spinti in Corea, Australia,
Emirati Arabi… in tutto il mondo.
Quali sono le novità che
TriestEspresso quest’anno
propone rispetto alle passate
edizioni?
La formula vincente e collaudata è
stata confermata: l’edizione si
rinnova grazie a un calendario di
eventi collaterali ancor più ricco e
alla partecipazione di alcuni
prestigiosi brand che quest’anno
per la prima volta si uniscono ad
altri con noi già dalle scorse
edizioni.
Dalla prima edizione della fiera
ad oggi, quanto e come è
cresciuto l’evento nel rinnovarsi
delle sue edizioni?
La crescita è stata costante e
significativa dal 2002 a oggi. Le do
alcuni dati: nel 2002 i visitatori
sono stati 2700, quasi 9000 nel
2010, nel primo caso provenienti
novembre 2012
11
da 39 paesi nel secondo da ben
85. Pari crescita anche sul fronte
espositivo con aree saturate e un
numero sempre crescente di
partecipanti.
settima edizione. Lavoreremo
affinché anche la location possa
rispondere al meglio all’esigenza
di valorizzare e rafforzare la
manifestazione.
In quale area dell’organizzazione
dell’evento si intende migliorare?
Nell’ambito dell’evento triestino
che ruolo hanno Aries e qual’è
quello ricoperto da Assocaffè?
Certamente la location: quest’anno
sarà l’ultimo nel comprensorio di
Montebello, per il 2014 abbiamo
già individuato la Stazione
Marittima e il contiguo magazzino
42, di cui si sta ultimando la
ristrutturazione, come sede della
Con la liquidazione di Fiera Trieste
Spa, Aries ha preso in mano la
gestione degli eventi fieristici più
rappresentativi e ne è pertanto la
segreteria organizzativa. L’evento
viene realizzato con la
collaborazione dell’Assocaffè
Trieste e del Trieste Coffee Cluster.
Che ruolo ricopre Trieste nel
“connettere” i vari attori italiani
della filiera del caffè?
Trieste è una capitale del caffè e in
questa occasione vi convergono gli
operatori da tutta Italia e dall’estero:
un momento ideale per confrontarsi
con colleghi e competitor, aggiustare
il tiro, trovare nuovi spunti di
sviluppo, aggiornarsi sui trend
del settore.
12
novembre 2012
TriestEspresso Expo
IL PROGRAMMA
25 ottobre 2012
Sala Convegni padiglione H:
Introduce Antonio Paoletti,
Presidente della Camera di Commercio di Trieste
a seguire Saluto delle Autorità
10.00
Convegno d’apertura
Caffè: da Trieste un viaggio attraverso i Paesi
produttori
Modera Massimiliano Fabian,
Presidente Associazione Caffè Trieste
Mr. Priyo Iswanto, Indonesian Embassy in Rome, Chargé
d’Affaires
Mr. Ricardo Villanueva, The Guatemalan National Coffee
Association - ANACAFE, Chairman
Mr. Yenugula Raghuramulu, Coffee Board of India, Joint
Director Research
Ms. Vanusia Nogueira, Brazil Specialty Coffee Association
- BSCA, Executive Director
Mr. Ivan Barbosa Netto, Exportaminas - Coordenação
Especial de Comércio Exterior
Governo de Minas Gerais, Director
Mr. Benjamin Reinaldo Monge Ramos, Consejo
Salvadoreño del Café, Executive Director Advisor
13.00
Impatto della Tostatura sulle proprietà del caffè
Roberto Pedini,
Product Manager Petroncini Impianti
14.45
Mumac - museo della macchina per caffè
Una storia lunga oltre 100 anni
a cura di Gruppo Cimbali
Sala convegni Pad. H
15.30
Caffè, pagamenti e buoni pasto: croce e delizia
degli esercenti
A cura di FIPE
Sala convegni Pad. H
Nei Padiglioni 11.00
Presentazione del libro
“Cappuccino Italiano Latte Art”
con l’Assessore Regionale alle Attività produttive
Federica Seganti
e gli autori Franco e Mauro Bazzara
Pad. A stand 8 - Planet Coffee
15.00
Caffè con l’autore
Presentazione del libro fotografico
“Caffè meraviglia del Chiapas, Messico”
con l’autore Fulvio Eccardi
Pad. A stand 3 - Sandalj Trading Company
26 ottobre 2012
Sala Convegni padiglione H:
Italian Barista Championship
Semifinali del Campionato Italiano
Baristi Caffetteria - CIBC
27 ottobre 2012
Sala Convegni padiglione H
2nd Mitteleuropean Barista Open
Gara a squadre tra team nazionali barista
Nei Padiglioni 11.30
Premiazioni 2° Concorso di Arte Digitale
Anthares Coffee Prize
Pad. A fronte bar
Al programma si aggiunge il calendario di workshop organizzati con la Scae.
Tra le curiosità
di questa edizione
IL CAFFÈ DI BOB MARLEY
Rohan Marley, figlio di Bob Marley
e coltivatore di caffè nelle Blue
Mountains della Giamaica, sarà
tra gli espositori della sesta
edizione con la Caffè Marley,
società di caffè biologico, che
viene tostato e confezionato nel
Regno Unito.
IL VICE CAMPIONE DEL
MONDO SERVE I TRIESTINI
Il vice campione del mondo World
Barista Championship in carica,
Fabrizio Sención Ramírez, entrerà
in tre bar di Trieste per animare
dalle 9 alle 12 (dal 25 al 27
ottobre) le colazioni e i caffè dei
cittadini, con dimostrazioni di
abilità nella preparazione
dell’espresso, dell’espresso
aromatizzato e della latte art.
CAFFÈ “OSSIGENATO”
Caffè verde, torrefattori, produttori
di macchine e accessori: alle
categorie tradizionali si
aggiungono aziende che mirano
a portare spunti innovativi nel
settore. Fra questi Exar con il
sistema Boliss, per arricchire
d’ossigeno in 30 secondi caffè
espresso e solubile,
trasformandoli in mousse
d’ossigeno.
CENT’ANNI DI CIMBALI
Cimbali porta le celebrazioni del
suo centenario anche a
TriestEspresso, con
un’esposizione permanente di
macchine proveniente dal Mumac,
con la presentazione del museo
stesso “Mumac - museo della
macchina per caffè. Una storia
lunga oltre 100 anni”, giovedì 25
alle 14.45 padiglione H.
UN GEMELLAGGIO
NEL NOME DEL CAFFÈ
Si rinnova anche quest’anno il
gemellaggio della fiera con un
Museo europeo, a cura del
giornalista e assaggiatore Gianni
Pistrini. Quest’anno, dopo il Musée
de l’Aventure Peugeot che ha
testimoniato come il noto marchio
in origine producesse lame per
macinini e macinacaffè, è la volta
del Museo di Budapest del
Turismo e della Ristorazione.
L’appuntamento è per il 25 ottobre
alle 17.30 al Museo Commerciale
di Trieste.
novembre 2012
13
Un Campus per confrontarsi
e crescere professionalmente
Le A
zien
de:
info
r ma
I campioni nazionali di diverse nazioni si sono riuniti a Milano in preparazione
delle finali mondiali di Latte Art e Coffee in Good Spirits
Il mondo del caffè è sempre più oggetto di attenzione, studio e
cultura: se ne scoprono le tante varietà, le diverse declinazioni di
gusto, le numerose preparazioni e le tecnologie che fanno capo a
esso. Chi partecipa a una gara organizzata da Scae – Speciality Coffee
Association of Europe -, deve possedere un complesso mix di
conoscenze e professionalità: una base indispensabile per competere
a livello internazionale ed esprimersi al meglio nella realizzazione
di un espresso, un cappuccino o una bevanda miscelata.
E deve poter contare su apparecchiature in grado di dare preparazioni
perfette ad ogni estrazione.
Fedele a una filosofia aziendale incentrata sulla qualità, dal 2009
Dalla Corte macchine per espresso è sponsor ufficiale dei Campionati
di World Latte Art e Coffe in Good Spirits, che quest’anno saranno
ospitati in Corea del Sud.
Non solo: per supportare i Campioni che si sfideranno a novembre,
ha organizzato il DC Campus: un evento che si è svolto a Milano
il 14 e 15 settembre e che ha offerto ai finalisti di ogni parte del
mondo l’opportunità di esercitarsi e fare pratica con le attrezzature
ufficiali della competizione.
Gruppo campioni
Paolo Dalla Corte
Ma anche di confrontarsi, vivere due giornate piacevoli
e intense in cui socializzare, stringere utili amicizie
e conoscere a fondo ogni dettaglio del regolamento
delle gare, guidati da una grande esperta: Sonja
Grant, giudice capo WCE – World Coffee Events,
l’ente organizzatore delle manifestazioni Scae.
Lo studio si è alternato a momenti conviviali,
dimostrazioni (il 14 con Grand Marnier) e gare
“amichevoli”, come quella di Latte Soyart
del 15 settembre.
Gruppo con
Bruno Dalla Corte
no
14
novembre 2012
E se dovessimo dire addio al caffè?
Il chicco tostato
che fa girare il mondo
Analisi tra il serio ed il faceto dell’influenza dell’espresso
sulla vita e l’economia
di Mattia Assandri
Che gli italiani siano grandi bevitori
di espresso non è un certo un
mistero, ma con tutta probabilità
sono in pochi a rendersi conto di
quanto profondamente il caffè
influenzi la vita della Penisola, ed
in sostanza del mondo intero.
Per rendersi conto dell’importanza
del chicco tostato basta pensare a
come sarebbero i primi momenti
della giornata senza una buona
tazzina di questa bevanda in grado
di dare la carica
sufficiente ad
affrontare i momenti subito
successivi al risveglio.
Se ciò non fosse abbastanza allora
bisogna provare ad immaginare
quali ricadute potrebbe avere
un’impennata dei prezzi tale da
rendere praticamente inarrivabile
l’acquisto di caffè.
Innanzitutto non si potrebbe più
godere del piacere di consumare
un espresso con i colleghi e tutt’al
più ci si dovrebbe accontentare di
una brioche, anche se occorre
ammettere che da sola risulterebbe
un po’ “asciutta”.
Più di qualcuno cercherebbe
consolazione, con tutta probabilità,
nel tabacco solo per scoprire che
anche la sigaretta se fumata
dopo il caffè ha tutt’un altro
gusto.
Certo ci sarebbe sempre la
scappatoia delle bevande
gassate, o forse no.
Molte di esse infatti
contengono caffeina e
quindi bisognerebbe
dire addio anche a
buona parte delle
cola e riporre tutte le
proprie speranze in
acqua tonica e
aranciata.
Non c’è alcun dubbio
che in una situazione
del genere,
contrariamente a
quanto accade di solito,
potrebbe essere la
mancanza di caffè a
rendere tutti un po’ più
nervosi.
persone non sarebbero, però,
le uniche cose ad essere sconvolte
dalla carenza di Arabica e Robusta.
Se un raccolto andato male e
l’aumento dei consumi interni da
parte dei Paesi produttori bastano
a far tremare i mercati, la quasi
totale scomparsa del caffè sarebbe
un vero e proprio tsunami che
travolgerebbe anche i più solidi dei
fondi d’investimento, i quali oggi
fanno il bello ed il cattivo tempo
sulle borse di tutto il globo.
Una situazione che metterebbe in
ginocchio il sistema economico,
per altro già molto provato.
Oltre alle persone coinvolte dalla
filiera produttiva del caffè le
ricadute della mancanza di chicchi
da tostare stravolgerebbe tutto il
comparto dei trasporti ed in
particolare i settori marittimo e
portuale, ma non bisogna
dimenticare che ci sarebbero
pesanti conseguenze anche per gli
ambiti farmaceutico, cosmetico e
gastronomico, dato che non sono
pochi i prodotti basati sulla
caffeina, i quali spaziano dalle
creme anti cellulite al tiramisù.
A quel punto per riuscire a fare
qualche previsione i broker
dovrebbero rivolgersi a maghi e
fattucchiere, i quali si troverebbero
però a propria volta in difficoltà
perché non potrebbero leggere il
futuro nei fondi di caffè.
È quindi possibile affermare con
un discreto margine di certezza
anche senza essere economisti o
sociologi di fama mondiale che
anche se buona parte delle
persone non ritiene il caffè
fondamentale nella propria vita la
realtà è un’altra e difficilmente
potremmo fare a meno di questa
commodity senza subire pesanti
conseguenze.
L’universo del caffè è infatti uno
dei punti d’appoggio sui quali si
basa oggi non solo il nostro stile
di vita, ma anche una buona
parte della nostra economia.
Il profilo
Luigi Lupi
Responsabile centro formazione
LatteartCoffeeSchool presso la Torrefazione Musetti
Da oltre 30 anni Luigi Lupi si
occupa di formazione di barman e
baristi ed è stato il primo a
sviluppare in Italia, per divulgarla
poi nel mondo, la tecnica dei
cappuccini decorati, denominata
Latteart di cui è possessore del
marchio. È stato il primo Campione
Italiano di Caffetteria e 4°
classificato ai Campionati del
Mondo WBC ad Oslo nel 2002.
Grazie ai Mondiali tutti i presenti
hanno potuto vedere come
eseguiva i Cappuccini con tale
tecnica. Da allora numerose
associazioni di vari paesi lo hanno
invitato per tenere dimostrazioni,
eventi e corsi, anche paesi
impensabili come Turkmenistan,
Barhein e Israele.
È stato formatore di vari campioni
baristi Italiani e stranieri (Russia,
Romania, Repubblica Ceca, Israele,
Guatemala e Costa Rica) e
formatore di campioni nella
categoria Latteart.
A fine ottobre accompagnerà, come
coach, Chiara Bergonzi
campionessa Italiana Latteart a
Seoul per partecipare ai
Campionati del Mondo che si
terranno dall’1 al 4 novembre.
Essendo Luigi Lupi certificatore
SCAE , ha tenuto corsi in tutti i paesi
europei oltre a Giappone, Corea,
Singapore, Taiwan, Tailandia, Cina,
Venezuela, Ecuador e Cile, grazie
anche all’azienda Musetti che è
presente con i propri prodotti in
oltre 50 paesi esteri.
Il giugno scorso in occasione del
World Barista Championship a
Vienna, la Specialty Coffee
Association Europe ha consegnato
a Luigi Lupi il Passionate Educator
Award. Premio di grandissimo
prestigio, dove i membri Scae
potevano scegliere
telematicamente l’educatore più
passionale e carismatico tra i
formatori autorizzati dalla Specialty
Coffee Association. I maggiori
consensi sono arrivati dal Centro
Sud America e dal Medio ed
Estremo Oriente.
18
novembre 2012
COS TUME E CULTURA
Le poesie che parlano dei locali storici
I caffè di Umberto Saba
Le rime del grande poeta premiano anche il caffelatte,
dagli aromi superbi
di Bernardino de Hassek
A Trieste la Libreria Antica e
Moderna Umberto Saba di Via San
Nicolò 30, per iniziativa della
Direzione Regionale per i beni
culturali e paesaggistici del Friuli
Venezia Giulia, è stata riconosciuta
bene di interesse culturale e
dichiarata “Studio d’artista”, un
vincolo che consentirà di
conservare non solo i libri e gli
arredi originali ma anche gli
strumenti utilizzati da Saba per lo
svolgimento del suo quotidiano
lavoro.
La soddisfazione di Mario Cerne,
figlio di Carlo Cerne, il mitico
collaboratore del poeta e attuale
proprietario e gestore della libreria,
è alle stelle.
Umberto Poli, conosciuto con lo
pseudonimo di Saba, ha avuto forti
legami con il caffè, inteso come
locale ma anche come bevanda.
Cominciò a scrivere racconti e
poesie da giovanissimo ma per la
verità all’inizio con poco seguito.
Nel 1914, dopo anni di
peregrinazioni fra Pisa, Firenze e
Trieste, si recò a Milano città in cui,
per guadagnare qualcosa, svolse
l’attività di direttore di un Caffè
Concerto denominato “Taverna
Rossa”, frutto di una
trasformazione dell’antico teatro
Eden, di proprietà di due fratelli
triestini.
Fece anche un’esperienza in
qualità di gestore di un cinema
ubicato ai primi del ‘900 nella
nostra città proprio a due passi
dalla libreria che avrebbe rilevato
pochi anni dopo.
Per inciso, sembra che in ambedue
le esperienze avesse dimostrato
grande abilità nel settore
amministrativo, con grande
sorpresa dei committenti.
Il caffè era al tempo di Saba
l’ambiente in cui si ritrovavano gli
intellettuali. Il grande poeta
frequentava a Trieste quello
prediletto dai letterati, dagli artisti
e in generale dagli amanti della
cultura, il Caffè Garibaldi.
Il locale si trovava sotto il palazzo
municipale di Piazza Grande in cui
dalle ore 19 alle ore 21 era sempre
riservato un tavolo destinato a
ospitare personaggi come Virgilio
Giotti, Giani Stuparich, Guido
Voghera, Julius Kugy, James Joyce,
Italo Svevo e il pittore Vito Timmel.
L’amico Mario Cerne mi ha messo
gentilmente a disposizione una
copia dei manoscritti di due poesie
di Saba vergati con inchiostro di
colore verde (di moda negli anni
‘40 e ‘50) e raccolti diligentemente
in un taccuino fra le opere che
avevano fatto parte della prima
versione del Canzoniere.
La poesia “Caffè Tergeste” è un
poema fra i più profondi e vibranti
all’interno del folto gruppo di scritti
che compone il Canzoniere.
Il locale si trovava in Piazzetta San
Giacomo, attuale Largo Riborgo,
un luogo che nei primi decenni del
XX secolo, al contrario dell’elitario
Garibaldi, era plebeo, frequentato
da ubriachi, ladri e baldracche
secondo quanto ci racconta lo
stesso poeta.
Tuttavia all’interno davanti al
bigliardo si conciliavano l’italo e lo
slavo in un momento storico in cui
già si intravedevano tensioni fra le
due etnie.
È all’interno della sua Libreria,
acquistata nel 1919, che il poeta
scrisse le più famose e belle liriche.
Trascorse 35 anni alla scrivania
posta nella parte posteriore della
bottega, “antro oscuro” come lui
stesso lo definì, davanti alla sua
preziosissima macchina da scrivere
“Studio Olivetti”, producendo una
grande quantità di opere molte
delle quali considerate sublimi,
mentre il fido Carletto Cerne si
occupava dei libri e dei clienti.
Il “Caffè dei Negozianti” (così il
poeta chiamava l’antico Caffè
Tommaseo) è una lirica che rievoca
novembre 2012
i ricordi di Saba fanciullo e lo porta
a considerare, nella
rifrequentazione dell’ambiente, la
situazione com’era nel passato.
Sotto lo sguardo del poeta passano
una serie di immagini, alcune
vicine, altre lontane nel tempo.
Nelle rime emergono le peculiarità
di Trieste, importante emporio
commerciale, “il mio Mocca e il mio
Portorico” che egli gustava, il
popolo ebraico di cui faceva parte,
l’intrepido Moses Montefiore - unico
ebreo italiano divenuto baronetto
inglese durante l’impero della
regina Vittoria - del quale Saba
avrebbe voluto emulare le gesta, e
ancora, il mare, i rapporti con la
moglie e con i genitori, i traffici con
l’Oriente dei commercianti greci.
Ma la conclusione fa scoprire la
finzione a cui si rifà il poeta il quale
immagina che tutto sia rimasto
come nel passato, la vita identica
a quella di allora, “ che il sole s’è
fermato sull’aurora”.
19
Le rime de “Il caffelatte” rievocano
invece una struggente scenetta in
cui una bambina gradirebbe
addormentarsi sorbendo una tazza
di questa bevanda al posto della
domestica miscela impostale dalla
madre.
È interessante notare come Saba
descriva un idilliaco caffelatte
composto da latte che “ha sapor
di menta alpina” e da nero caffè
con “un aroma d’oltremare”.
La piccola deve cedere e mandare
giù in fretta quel liquido che le viene
proposto dalla voce materna.
Si tratta forse della metafora della
vita dove non sempre vengono
esauditi i propri desideri e anzi
talvolta si devono accettare
alternative poco gradite.
Nutre tuttavia la speranza che
dall’amarezza causata dalla
rinuncia forzata si passi
lentamente di nuovo a uno
stato di felicità.
20
novembre 2012
Stelio Perotti, Fulvio Zugna, Adele Cubei, Bruno Pacorini, Vittorio
Dai primi passi negli anni ’50 alla nuova iniziativa Coffee Friends
60 anni nel caffè a ritmo
di samba
Fulvio Zugna festeggia l’importante traguardo insieme ai tanti amici
incontrati negli anni
di Francesca Marchi
La storia di Fulvio Zugna e il caffè
è la storia di tanti triestini che hanno
iniziato in questo mondo quasi per
caso e poi ci sono rimasti
avvinghiati, coinvolgendo anche le
generazioni successive. Chi inizia
a lavorare nel caffè non riesce a
uscirne. Troppo vasto l’universo
caffeicolo, troppi gli aspetti da tener
in conto, troppe le cose da imparare
e su cui continuare ad aggiornarsi.
Chi lavora nel caffè non si annoia
e mai lo farà.
Ma andiamo con ordine. È il primo
ottobre 1952. Il giovane Fulvio arriva
in bicicletta in via Torrebianca, nella
sede della Bruno Pacorini di Trieste.
È appena stato assunto nella ditta
di spedizioni, che conta 5 impiegati,
per occuparsi della crescita del
portafoglio clienti nel settore del
caffè. Rimarrà lì per 43 anni, fino
al 1995, artefice e testimone di una
crescita esponenziale dell’azienda
di spedizioni a livello nazionale e
internazionale. In virtù di questa
lunga carriera che lo ha portato fino
ai vertici della Pacorini è stato
insignito del titolo di Maestro del
Lavoro dal Presidente della
Repubblica Scalfaro nel 1993.
In questi anni Fulvio Zugna
partecipa attivamente alla vita
associativa del settore (è da 30
anni consigliere dell’Associazione
Caffè Trieste e del Comitato Italiano
Caffè) ma è negli scintillanti anni
‘80 che Emilio Lavazza gli affibbia
il soprannome “Samba”. In quegli
anni l’attività commerciale delle
aziende caffeicole è frenetica, il giro
d’affari aumenta, all’Associazione
Caffè Trieste viene istituito un
Comitato Feste – poi rinominato
Comitato Grandi Eventi – per
occuparsi dell’organizzazione delle
Giornate del Caffè durante la fiera
a Trieste.
L’apice del successo organizzativo
lo si raggiunge nel 1984, anno in
cui la presidenza dell’European
Coffee Federation è di Alberto
Hesse. Spetta quindi all’Italia
organizzare il convegno
internazionale che ogni due anni
trova sede nel Paese del presidente
in carica. Il Comitato Grandi Eventi
ha un lampo di genio: noleggiare
niente di meno che la Eugenio
Costa che ospiterà i 500
congressisti e accompagnatori.
Partita da Genova, scortata da
Messina a Otranto dalla Marina
Militare (è l’anno dei missili libici
su Lampedusa), circumnavigherà
l’Italia alternando gli interventi del
congresso a cene e serate danzanti.
Nel libro “Cent’anni di caffè”
dell’Associazione Caffè Trieste, un
intero capitolo è dedicato alla
crociera: “Verso mezzanotte, in Sala
Ambra (…) l’amico Zugna organizza
e distribuisce esotici beveraggi”.
L’arrivo a Trieste è trionfale, in
banchina è attraccata una seconda
nave russa da 20mila tonnellate e
finalmente la città rivive i suoi fasti
passati. Il finale in crescendo vede,
dopo lo scalo triestino con visita
alle infrastrutture cittadine tra cui
il nascente silos per le lavorazioni
del caffè, lo sbarco a Venezia. Un
successo senza precedenti.
Dopo gli anni alla Pacorini, Zugna
passa a occuparsi di trading
caffeicolo, portando l’esperienza
nella logistica a servizio del
business per operatori nazionali ed
europei.
In occasione di questi 60 anni
d’attività, Fulvio Zugna rilancia,
presentando il 26 ottobre la sua
nuova idea: Coffee Friends. Sarà
un’iniziativa legata al caffè, com’è
logico aspettarsi, ma soprattutto
una filosofia di vita e uno stile
lavorativo. Cordiale, sicuramente.
Un augurio sincero da tutta
la redazione all’amico Fulvio
“Samba”: 100 di questi anni,
100 di questi balli!
novembre 2012
Facebook
21
SOCIAL MEDIA
Personalizzare
la propria pagina-azienda
di Massimo Petronio
Nello scorso numero abbiamo illustrato i passi per la
creazione di una pagina facebook per la propria azienda
o attività. Ma nel mondo virtuale dei social media non è
sufficiente la presenza, bisogna partecipare. Condividere
innanzitutto.
La pagina ha per certi versi lo stesso funzionamento del
proprio profilo personale, ovvero offre la possibilità di
pubblicare testi, foto e video, creare eventi.
La differenza principale è che uno dei vostri obiettivi, come
amministratori, sarà quello di rendere la pagina interessante
e raccogliere così più “iscritti” ovvero persone che cliccano
“mi piace” sulla vostra azienda, che vi seguono,
commentano, si interessano e comprano i vostri prodotti
o servizi.
Prima di usare lo strumento “invita i tuoi amici”, che è il
primo grande passo per la promozione della vostra nuova
pagina, ci sono alcune azioni che vi consigliamo. Innanzitutto
assicuratevi che la vostra pagina sia dotata di una bella
immagine di copertina, una sorta di “testata” che campeggia
in alto. Scegliete una foto accattivante e fate attenzione
che l’orientamento è orizzontale e le dimensioni sono
851x315 pixel. Personalizzate la vostra pagina aggiungendo
le informazioni, i contatti, il link al vostro sito.
A queste e ad altre operazioni si accede dal “pannello di
amministrazione” della vostra pagina, un grande riquadro
che solo voi amministratori potete vedere, posizionato in
alto, sopra l’immagine di copertina.
Esplorando la vostra nuova pagina, noterete che potete
intuitivamente inserire dei “traguardi” ovvero tracciare la
storia della vostra attività, inserendo l’anno, la foto e una
piccola descrizione ad esempio del momento della
fondazione dell’azienda. Caricate anche un paio di album
con qualche fotografia delle vostre attività e magari un
breve video con i vostri prodotti.
Tenete sempre a mente che il vostro scopo è crearvi un
pubblico. Incuriosite, stupite, emozionate.
Le persone condivideranno i vostri contenuti e vi
pubblicizzeranno.
novembre 2012
22
TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE
Strumenti di fidelizzazione del barista al brand
L’approccio italiano
all’analisi sensoriale del caffè
Intervista a Luigi Odello,
presidente del Centro Studi e Formazione Assaggiatori
di Giovanna Gelmi
Fondere scienza e creatività italiana
per valorizzare la nostra splendida
tazzina e i suoi protagonisti: ne
abbiamo parlato assieme al
presidente del Centro Studi e
Formazione Assaggiatori, Luigi
Odello.
Come il Centro Studi Assaggiatori
realizza una analisi sensoriale di
un caffè?
I metodi che vengono utilizzati per
l’analisi sensoriale del caffè - e non
solo - sono decine e vengono scelti
in funzione degli obiettivi che
l’analisi sensoriale si pone.
Nel corso della ventennale vita
dello Iiac si è passati dal primo
metodo basato sulla retta di Weiss
all’attuale Trialtest che genera in
due sezioni diverse il profilo del
caffè e la descrizione semantica
del medesimo.
È lo stesso che viene impiegato per
il controllo dell’Espresso Italiano
Certificato e una sua variante è
impiegata nella scheda in uso
all’International Coffee Tasting.
Esiste un metodo ancora più
profondo in cui si utilizzano due
schede distinte: con la prima, che
riporta oltre 40 descrittori distinti
su tre livelli, si genera un vero e
proprio ritratto del prodotto
andando al massimo dettaglio per
dare la massima definizione.
Con la seconda, che trae gli
elementi costitutivi dalla semiotica
e dalla programmazione
neurolinguistica, si valutano gli
aspetti analogico affettivi per
determinare come il caffè è vissuto
a livello di percezione e quali
scenari evoca in chi lo consuma.
I metodi citati necessitano, per
essere applicati, di due condizioni:
giudici ben formati e di un motore
statistico molto potente.
Si pensi che normalmente vengono
fatte oltre quaranta elaborazioni
differenti. E per poterle fare in meno
di tre secondi si usa un software
apposito, non a caso chiamato Big
Sensory Soft.
In che modo l’analisi sensoriale
può diventare uno strumento di
fidelizzazione di un barista ad un
brand?
In un barista possiamo cogliere due
tratti personali-professionali: la
tecnica e l’arte.
La prima si raggiunge con la
formazione e l’allenamento, la
seconda motivando il barista ad
andare oltre, a osare.
Ora pensiamoci un attimo: come
fa un barista a conoscere il livello
che ha raggiunto nella gestione di
una miscela, un macinadosatore e
una macchina?
A disposizione ha solo il suo
sistema sensoriale, per fortuna
fornito gratuitamente da Madre
Natura. Se impara a usarlo si
appropria di una capacità di scelta
novembre 2012
formidabile, il suo colloquio con i
fornitori si fa sicuro e diretto.
Eccolo quindi orientato verso scelte
di qualità che premiano i fornitori
che sono in grado di soddisfarlo
perché perseguono la stessa
filosofia.
Il barista diventa quindi il migliore
consulente del suo fornitore, fino
quasi a eliminare questo rapporto
binario per diventare partner nella
stessa impresa, uniti dai medesimi
obiettivi.
Può descrivere le sue proposte
per raggiungere questo
obbiettivo?
Contrariamente a quello che si
pensa il percorso per imparare a
usare il cervello e gli organi di senso
e a correlare la percezione alla
filiera produttiva non è così lungo,
nè complicato: in un giorno si
acquisiscono gli elementi di base,
23
con altri quattro giorni si possono
affrontare con successo le modalità
di esecuzione di un espresso, la
caratterizzazione delle monorigini,
la tecnica della tostatura e l’arte
della miscela.
Il tutto preceduto ovviamente da
una bella giornata sugli straordinari
meccanismi della percezione.
Questi per il barista sono fantastici
perché gli consentono di approdare
a un’altra carriera in cui c’entra
l’analisi sensoriale: quella di brand
ambassador che sa far giocare,
divertire e crescere i propri clienti.
Con la nascita dei Narratori del
Gusto questa figura è stata
istituzionalizzata e in meno di un
anno più di 150 persone
hanno già fatto i corsi per costruire
un nuovo rapporto con i loro clienti,
per migliorare la vita del
proprio locale.
24
novembre 2012
C A F FÈ e S A LU TE
Il caffè può ridurre
il rischio di cancro intestinale
del 40%
Bere molte tazzine di caffè al giorno pare possa ridurre in modo significativo
il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto
Bere molte tazze di caffè al giorno
forse può non essere l’ideale per
tutti – in particolare chi magari ha
problemi di nervosismo o altri – a
causa del possibile eccesso di
caffeina. Tuttavia, pare che questa
abitudine possa sortire effetti
benefici a livello intestinale
proteggendo dal rischio di cancro
del colon-retto.
Al fine di ottenere una riduzione
significativa, fino al 40% del rischio
di cancro all’intestino, secondo un
nuovo studio, bisognerebbe
assumere una quantità di caffè pari
a circa 6 o più tazzine al giorno.
Questo il dato che emerge dalla
ricerca condotta dagli scienziati
statunitensi del National Cancer
Institute di Rockville nel Maryland,
i quali hanno scoperto che per
ottenere anche solo una riduzione
del rischio di circa il 15% bastano
quattro tazze di caffè al giorno.
Per arrivare alle loro conclusioni i
ricercatori hanno analizzato i dati
provenienti da un largo studio su
dieta e salute condotto a partire
dalla metà degli anni Novanta del
secolo scorso.
Lo studio ha coinvolto quasi 490mila
soggetti di entrambi i sessi e i
risultati sono stati pubblicati
sull’ultimo numero della rivista
American Journal of Clinical
Nutrition.
I ricercatori hanno proceduto
analizzando le abitudini di vita e
dieta dei partecipanti, compreso il
consumo di caffè confrontandoli
con i tassi d’incidenza di cancro del
colon-retto tra i bevitori di caffè e i
non-bevitori.
I dati raccolti hanno permesso di
rilevare che vi era una piccola, ma
significativa, riduzione del rischio di
tumore per chi beveva tra le quattro
e le cinque tazzine di caffè al giorno.
La differenza nella riduzione tuttavia
aumentava quasi esponenzialmente
quando le tazze diventavano 6 o
più: come detto il rischio in questo
caso si riduceva addirittura di quasi
il 40% per alcuni tipi di cancro.
Tenuto conto che soltanto in Italia,
secondo i dati del Ministero della
salute, ogni anno si stimano oltre
20mila nuovi casi di cancro
all’intestino fra gli uomini e oltre
17mila fra le donne, con un’alta
percentuale di mortalità, tutte le
possibilità di prevenire questo tipo
di tumore sono da prendere in seria
considerazione.
Gli esperti avvertono tuttavia di non
eccedere con l’assunzione di
caffeina – in particolare le donne
in gravidanza. A parte ciò, se non vi
sono controindicazioni di sorta,
possiamo unire il piacere del caffè
alla prevenzione di una temuta
forma di cancro.
Infine, ricordiamolo, il cancro
dell’intestino può anche essere
contrastato seguendo una dieta
ricca di frutta e verdura e, per contro,
povera di grassi e carni rosse.
Fonte: La Stampa, 30 agosto 2012
Rubrica a cura di:
Dottor Lorenzo Polojac
Psicologo e Commercial Director
Imperator S.r.l.
Tel.: +39 (0)40 - 3720115
Fax: +39 (0)40 - 3402046
TRIESTE - Italy - www.imperator.cc
26
novembre 2012
ASSOCIAZIONE CAFFÈ TRIESTE
Seduti ad un caffè
Orgoglio del buon caffè
Breve viaggio tra i principali locali storici del Triveneto
di Alberto Gattegno
Nelle nostre regioni, il Triveneto,
troviamo alcuni dei più prestigiosi
caffè storici d’Italia, senza scordare
che il caffè è la bevanda nazionale
per eccellenza e che pertanto ogni
più piccola cittadina vanta gloriosi
caffè e bar che si tramandano da
secoli l’orgoglio del buon caffè.
Il primato spetta sicuramente al
caffè Florian, in piazza san Marco
a Venezia, sotto i portici delle
Procuratie nuove.
Lo inaugurò nel 1720 Floriano
(appunto Florian) Francesconi, con
in nome pomposo “Alla Venezia
Trionfante”, che ben presto venne
sostituito dal nome del gestore.
Caffè Florian,
in piazza San Marco a Venezia
Proprio di fronte, sotto le Procuratie
vecchie, troviamo ancora il Quadri,
che appunto Giorgio Quadri,
proveniente da Corfù, inaugurò
cinque anni più tardi.
Questo locale era tipicamente
frequentato nell’ottocento dagli
ufficiali della guarnigione austriaca,
mentre dirimpetto, al Florian, si
davano appuntamento i patrioti
italiani e i letterati di mezza Europa.
A Padova in pieno centro Francesco
Pedrocchi aprì l’omonimo caffè nel
1772, inizialmente riservato a una
clientela molto ricercata ed evitato
dagli studenti della vicina
Università, sopratutto per non
incontrarvi i professori. Ma dopo la
ristrutturazione del 1831 il locale
mutò drasticamente le sue
caratteristiche e divenne
veramente popolare.
Senza porte, e storicamente con
una sala senza obbligo di
consumazione, riservata agli
studenti, divenne il centro della vita
studentesca padovana.
A Trieste sulle rive esisteva, pare
dalla fine del ‘700, un fumoso ed
angusto locale: il “Caffè dei
Commercianti”, che poi, riattato e
decorato con splendidi specchi
(ancora esistenti), venne
inaugurato come “Caffè Tommaso”
dal nuovo gestore Tommaso
Marcato nel 1830.
Nel 1848, a furor di popolo, come
ricorda una lapide marmorea, fu
ribattezzato “Caffè Tommaseo” in
omaggio al grande patriota
dalmata.
Ancora oggi si possono ammirare
i numerosi stucchi originali, alcuni
tavolini d’epoca e il grande orologio
a pendolo, fabbricato
espressamente per il locale.
Più all’interno della città, sulla via
Battisti, accanto alla nuova
sinagoga, fu aperto alla vigilia della
prima guerra mondiale il “Caffè
San Marco” gestito da Marco
Lovrinovich.
Il caffè, in un perfetto stile Liberty,
in verità un po’ tetro, divenne
immediatamente centro di ritrovo
degli irredentisti triestini e della
vita letteraria della città.
28
novembre 2012
L’ANGOLO DEL CONSULENTE
Le novità introdotte dal Governo
Tracciabilità dei pagamenti
Sempre più obbligato l’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici
Il Governo continua a lavorare sulla
messa a punto delle misure
antievasione e antiriciclaggio
emanate nei mesi passati.
Questa volta tocca alla definizione
delle sanzioni in materia di
circolazione del contante, con la
fissazione di importi molto alti e
(nella speranza del legislatore)
adeguatamente deterrenti rispetto
al superamento dei nuovi limiti.
Novità in tema di
antiriciclaggio
Sul tema della tracciabilità dei
pagamenti, lo scopo del legislatore
è quello di rendere sempre più
obbligato l’utilizzo dei sistemi di
pagamento elettronici.
Tutti gli ultimi interventi normativi
si dirigono in questo senso e le
nuove disposizioni si intravedono
nel prossimo decreto Sviluppo.
Diversi sono stati gli interventi del
Governo, perfino nel c.d. Decreto
Sanità. Con riferimento al credito
al consumo, per esempio, sono
stati previsti degli interventi che
limitano l’uso del contante e
incidono sulle sanzioni.
Il Governo ha varato un
provvedimento che prevede un
nuovo limite per i cambiavalute e
fissa una serie sanzioni
(amministrative/pecuniarie), con
forte ritocco degli importi edittali.
Limite per i cambiavalute
Il nuovo decreto in attesa della
pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale prevede che la
negoziazione a pronti di mezzi di
pagamento in valuta, attuata dai
soggetti che svolgono l’attività di
cambiavalute per il trasferimento
in contanti, avrà un limite fino a
2.500 euro.
Questo limite deroga a quanto è
stabilito in modo ordinario dal primo
comma dell’articolo 49 del D.Lgs.
231/07 per tutti i movimenti in
contanti tra privati, che fissa la
soglia di riferimento a un limite di
1.000 euro. Nelle ipotesi di
violazione di questa disposizione
è prevista una sanzione che va da
un minimo dell’1 per cento a un
massimo del 40 per cento
dell’importo oggetto del
trasferimento.
Le sanzioni pecuniarie
Un altro intervento del Governo
riguarda l’aumento delle sanzioni
amministrative/pecuniarie previste
in caso di violazioni antiriciclaggio
per i libretti di deposito bancari e
postali al portatore.
Con il nuovo decreto legislativo è
previsto un innalzamento delle
sanzioni pecuniarie per i casi di
saldo dei libretti di deposito bancari
o postali al portatore con importo
pari o superiore a mille euro, in
questo caso la sanzione minima
aumenterà dal 20 al 30% del saldo
del libretto al portatore.
La soglia proposta, andrà da un
minimo del 30 a un massimo del
40% (l’attuale va dal 20 al 40%).
L’aumento della sanzione
dall’attuale soglia che va dal 10 al
20% del saldo del libretto alla
nuova, che parte da un minimo del
30 a un massimo del 40%, è da
considerarsi di rilievo.
La sanzione è prevista per la
mancata estinzione al 31 marzo
2012 o mancata riduzione del
saldo dei libretti bancari o postali
al portatore con saldo pari o
superiore a mille euro, per il
trasferimento di libretti di deposito
bancari o postali al portatore
qualora sia stata omessa la
comunicazione da parte del
cedente alla banca o alle Poste
italiane entro il termine di 30 giorni.
Emissione assegni
non trasferibili
Un nuovo intervento riguardante le
sanzioni ha a che fare con i casi di
negoziazione a pronti di mezzi di
pagamento in valuta operata dai
cambiavalute, per gli assegni
bancari e postali trasferibili emessi
per importi pari o superiori a 1.000
euro, per gli assegni bancari e
postali emessi all’ordine del traente
e per gli assegni circolari, vaglia
postali e cambiari.
In questi casi la sanzione prevista
per l’emissione con importi
superiori alla soglia è determinata
nell’importo di 3000 euro.
Pertanto, se viene emesso un
assegno trasferibile, senza indicare
il beneficiario, di 1.500 euro la
sanzione minima irrogabile è di
3.000 euro.
I contenuti del presente articolo vanno assunti
come meramente informativi, non utilizzabili in alcun
modo quale consulenza/opera professionale; ogni
interpretazione ivi contenuta è meramente indicativa
e non assume valore di parere professionale.
Rubrica a cura di:
Dottor Giacomo Mallano
Commercialista
Studio Tributario Cattelan-Verni-Mallano & Associati
30
novembre 2012
SCADENZARIO FISCALE
novembre 2012
a cura di Diego Franciosa
ENTRO GIOVEDÌ 15 NOVEMBRE
Entro giovedì 15 novembre 2012
– Annotazione documenti
riepilogativi fatture di vendita e
fatture di acquisto: le fatture
ricevute nel corso del mese
precedente di ammontare
inferiore a 300,00 euro
(Decreto legge n. 70 del
13.05.2011).
– Soggetti IVA esercenti il
commercio al minuto e
assimilati: registrazione delle
operazioni del mese di ottobre.
– Soggetti IVA: emissione delle
fatture differite relative a beni
consegnati o spediti nel mese
di ottobre.
Entro venerdì
16 novembre
2012
ENTRO
VENERDÌ
16 NOVEMBRE
– Sostituti d’imposta: versamento
ritenute sui redditi corrisposti
in ottobre.
– Soggetti IVA: Liquidazione ed
eventuale versamento dell’IVA
a debito relativa al mese di
ottobre.
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– Contribuenti IVA: Presentazione
comunicazione, all’Agenzia
delle Entrate, dei dati delle
dichiarazioni d’intento ricevute
nel mese precedente.
– Pagamento ultima rata dell’iva
relativa all’anno 2010.
– Pagamento dell’ultima rata
delle imposte saldo 2010 e
primo acconto 2011 da parte
dei soggetti titolari di partita iva.
Entro martedì
20 novembre
2012
ENTRO
MARTEDÌ
20 NOVEMBRE
– Contributo ambientale:
dichiarazione mensile CONAI.
I produttori e gli importatori di
imballaggi, a norma del
regolamento Conai, devono
presentare la dichiarazione
periodica inerente al mese
precedente.
– Versamento contributi
Enasarco. Ricordiamo che il
versamento può essere fatto,
dopo aver compilato on-line la
distinta, o tramite mav o tramite
rid. Qualora abbiate scelto
quest’ultima opzione, la distinta
dovrà essere confermata entro
il 07 novembre per evitare le
sanzioni dovute al ritardo del
sistema nell’accredito all’ente.
Entro lunedì
26 novembre
2012
ENTRO
VENERDÌ
26 NOVEMBRE
– Elenchi INTRASTAT,
presentazione per i contribuenti
mensili esclusivamente in via
telematica.
Entro venerdì
30 novembre
2012
ENTRO
MARTEDÌ
30 NOVEMBRE
– BLACK LIST: Comunicazione
mensile degli elenchi
riepilogativi delle cessioni di
beni e prestazioni di servizi nei
confronti di operatori economici
aventi sede, residenza o
domicilio nei paesi c.d. “BlackList” effettuate nel mese di
ottobre.
– Pagamento dell’ultima rata
delle imposte saldo 2011 e
primo acconto 2012 da parte
dei soggetti privati.
– Pagamento per tutti i soggetti
del secondo acconto delle
imposte relativamente al 2012.
Le informazioni contenute nello scadenzario sono soggette a clausola
di esclusione di responsabilità per quanto riguarda le informazioni in
esso contenute e per i danni o i problemi legali derivanti dall’ uso delle
stesse. Esse vanno assunte come meramente informative e non
costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Le indicazioni
riportate potrebbero risultare non aggiornate e/o incomplete.
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