PREGHIERA CONCLUSIVA la tenerezza che conviene all'amore; fa' che nella nostra condotta appaia in riflesso la tenerezza di Dio. Ispiraci la vera, sincera bontà che ci apre largamente “LA SOLLEVO’ PRENDENDOLA PER MANO” alle gioie e ai dolori di ogni fratello e sorella. Ispiraci parole di calda simpatia, che possano recare sostegno e conforto a tutti gli afflitti. Ispiraci azioni appropriate, gesti affettuosi che sappiano soccorrere, calmare, rallegrare, far dimenticare la pena. Ispiraci sempre una mitezza per procurare in mezzo ai conflitti OASI - SCANZO unione e riconciliazione. 12 13 GENNAIO 2013 più forte degli istinti di lotta, INCONTRO FAMIGLIE Ispira al nostro cuore, Spirito Santo, DA “LA PORTA DELLA FEDE” Spirito di Dio, ti chiedo sapienza eppure mi ritrovo sempre a fare le scelte peggiori. Ti chiedo intelligenza, eppure continuo a non capire e a farmi mille domande alle quali non trovo risposta. Ti chiedo consiglio eppure inciampo di fronte ad ogni ostacolo. Ti chiedo fortezza eppure ogni giorno mi infrango sulle mie debolezze. Ti chiedo scienza eppure non so vedere il senso delle cose. Ti chiedo il dono della pietà eppure mi sorprendo insensibile e crudele. Ti chiedo di aumentare la mia fede eppure non riesco a trovare il tempo per pregare. Ti ho invocato per essere migliore e Tu non sei venuto. Dove sei, Spirito di Dio quando ho bisogno di Te? Mi sono scordato della tua presenza ma tu eri con me. Tu hai alimentato il mio amore e la mia gioia, i miei tentativi di fare la pace e il mio cammino verso il Padre. Vieni Spirito Santo. Precedimi e rincorrimi. Resta con me. 2 La stessa professione della fede è un atto personale ed insieme comunitario. E’ la 10. Vorrei, a questo punto, delineare un per- Chiesa, infatti, il primo soggetto della fede. corso che aiuti a comprendere in modo più Nella fede della Comunità cristiana ognuno profondo non solo i contenuti della fede, ma riceve il Battesimo, segno efficace insieme a questi anche l’atto con cui decidia- dell’ingresso nel popolo dei credenti per mo di affidarci totalmente a Dio, in piena ottenere la salvezza. Come attesta il Catechilibertà. Esiste, infatti, un’unità profonda tra smo della Chiesa Cattolica: “«Io credo»; è la l’atto con cui si crede e i contenuti a cui dia- fede della Chiesa professata personalmente mo il nostro assenso. L’apostolo Paolo perda ogni credente, soprattutto al momento mette di entrare all’interno di questa realtà del Battesimo. «Noi crediamo» è la fede delquando scrive: “Con il cuore … si crede … e la Chiesa confessata dai Vescovi riuniti in con la bocca si fa la professione di fede” (Rm Concilio, o più generalmente, dall’assemblea 10,10). Il cuore indica che il primo atto con liturgica dei fedeli. «Io credo»: è anche la cui si viene alla fede è dono di Dio e azione Chiesa nostra Madre, che risponde a Dio con della grazia che agisce e trasforma la persona la sua fede e che ci insegna a dire «Io credo», fin nel suo intimo. «Noi crediamo»”. L’esempio di Lidia è quanto mai eloquente Come si può osservare, la conoscenza dei in proposito. Racconta san Luca che Paolo, contenuti di fede è essenziale per dare il mentre si trovava a Filippi, andò di sabato proprio assenso, cioè per aderire pienamente per annunciare il Vangelo ad alcune donne; con l’intelligenza e la volontà a quanto viene tra esse vi era Lidia e il “Signore le aprì il proposto dalla Chiesa. La conoscenza della cuore per aderire alle parole di Paolo” (At fede introduce alla totalità del mistero salvi16,14). Il senso racchiuso nell’espressione è fico rivelato da Dio. L’assenso che viene preimportante. San Luca insegna che la conostato implica quindi che, quando si crede, si scenza dei contenuti da credere non è suffi- accetta liberamente tutto il mistero della ciente se poi il cuore, autentico sacrario del- fede, perché garante della sua verità è Dio la persona, non è aperto dalla grazia che stesso che si rivela e permette di conoscere il consente di avere occhi per guardare in pro- suo mistero di amore. fondità e comprendere che quanto è stato annunciato è la Parola di Dio. D’altra parte, non possiamo dimenticare che Professare con la bocca, a sua volta, indica nel nostro contesto culturale tante persone, che la fede implica una testimonianza ed un pur non riconoscendo in sé il dono della impegno pubblici. Il cristiano non può mai fede, sono comunque in una sincera ricerca pensare che credere sia un fatto privato. La del senso ultimo e della verità definitiva fede è decidere di stare con il Signore per sulla loro esistenza e sul mondo. Questa vivere con Lui. E questo “stare con Lui” inricerca è un autentico “preambolo” alla fede, troduce alla comprensione delle ragioni per perché muove le persone sulla strada che cui si crede. La fede, proprio perché è atto conduce al mistero di Dio. La stessa ragione della libertà, esige anche la responsabilità dell’uomo, infatti, porta insita l’esigenza di sociale di ciò che si crede. La Chiesa nel “ciò che vale e permane sempre”. Tale esigiorno di Pentecoste mostra con tutta evigenza costituisce un invito permanente, denza questa dimensione pubblica del creinscritto indelebilmente nel cuore umano, a dere e dell’annunciare senza timore la promettersi in cammino per trovare Colui che pria fede ad ogni persona. È il dono dello non cercheremmo se non ci fosse già venuto Spirito Santo che abilita alla missione e forti- incontro. Proprio a questo incontro la fede ci fica la nostra testimonianza, rendendola invita e ci apre in pienezza. franca e coraggiosa. 11 SEMPRE E PER SEMPRE (Francesco De Gregori) Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano e tornano e non la smettono mai Sempre e per sempre tu ricordati dovunque sei, se mi cercherai Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai Ho visto gente andare, perdersi e tornare e perdersi ancora e tendere la mano a mani vuote E con le stesse scarpe camminare per diverse strade o con diverse scarpe su una strada sola Tu non credere se qualcuno ti dirà che non sono più lo stesso ormai Pioggia e sole abbaiano e mordono ma lasciano, lasciano il tempo che trovano E il vero amore può nascondersi, confondersi ma non può perdersi mai Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai 10 PREMESSA LE CAMICIE STIRATE Dopo una vita semplice e serena, una donna morì e si trovo subito a far parte di una lunga e ordinatissima processione di persona che avanzavano lentamente verso il Giudice Supremo. Man mano che si avvicinava alla meta, udiva sempre più distintamente le parola del Signore. Udì così che il Signore diceva: “Tu mi hai soccorso quando ero ferito sull’autostrada e mi ha portato all’ospedale, entra nel mio Paradiso”. Poi a un altro: “Tu hai fatto un prestito senza interessi a una persona povera, vieni a ricevere il mio premio eterno”. E ancora: “Tu hai offerto la tua competenza medica nei territori di missione verso le persone più bisognose, aiutandomi a ridare speranza a molti, entra nel mio Regno”. E così via. La povera donna venne presa dallo sgomento perché, per quanto si sforzasse, non ricordava di aver fatto in vita sua niente di eccezionale. Cercò di lasciare la fila per avere il tempo di pensare, ma non le fu assolutamente possibile: un angelo sorridente ma deciso non le permise di abbandonare la lunga coda. Col cuore che le batteva forte, e tanto timore, arrivò davanti al Signore. Subito si sentì avvolta dal suo sorriso: “Tu hai stirato tutte le mie camicie… entra nella mia felicità!” (da Bruno Ferrero, “C’è qualcosa lassù? Piccole storie per l’anima, p.78) “L’Anno della fede sarà anche un’occasione propizia per intensificare la testimonianza della carità. Ricorda San Paolo: “Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza, la carità. ma la più grande di tutte è la carità! (1 Cor 13,13). Con parole ancora più forti - che da sempre impegnano i cristiani - l’apostolo Giacomo affermava: “A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede»” (Gc 2,14-18)”. (Porta della Fede, n° 14) 3 Dal Vangelo di Marco (1,29-31) A. E subito, usciti dalla sinagoga, vennero nella casa di Simone e di Andrea, con Giacomo e Giovanni. PER LA RIFLESSIONE PERSONALE E DI GRUPPO All’interno del gruppo potrebbe essere interessante prima di tutto condividere le risonanze che l’ascolto del Vangelo ha suscitato dentro ciascuno. B. La suocera di Simone era stesa febbricitante e subito parlarono a Lui a riguardo di lei. C. Proviamo insieme a raccontarci quali possono essere le “febbri” che ci bloccano, che ci appesantiscono e rischiano di far morire la speranza dentro di noi. Egli, avvicinatosi, LA SVEGLIO’ C. ]1 B. ]1 e la febbre lasciò lei A. ]1 e serviva a loro. presa(le) la mano Tentiamo di condividere quali sono le “mani”, cioè i motivi che ci danno ogni giorno la forza di essere servizievoli, umili servi per chi ci sta accanto. Oppure potrebbe essere anche bello “fare memoria” di alcuni avvenimenti o incontri che sono stati per noi dei risvegli, perché ci hanno donato nuovo slancio e motivazione. 4 9 CONTESTO SIGNIFICATI PER LA NOSTRA VITA Lo scopo del vangelo di Marco è di raccontarci la missione di Gesù e di presentarci la sua figura attraverso le parole che egli pronuncia e le azioni che va compiendo. Il primo capitolo ha lo scopo di presentare una sintesi di questa attività. Alla chiamata dei discepoli (1,16-20), fa seguito una sezione particolare , comunemente denominata “giornata di Cafarnao” (1,21-34) Una pagina evangelica si apre sulla nostra vita tanto più carica di significati, quanto più siamo in grado di raccogliere tutta la ricchezza di memoria che in essa è racchiusa. Il testo che abbiamo letto ci insegna a coltivare l’attitudine del fare memoria dell’azione del Signore nella nostra vita. - predicazione nella sinagoga - autorevolezza dell’insegnamento - PAROLA TESTO Questa capacità ci rende attenti alla novità che il Signore continuamente riversa in noi. È l’invito a guardare in profondità, a non essere superficiali, a saper far diventare la Parola il filtro attraverso il quale rileggere la nostra storia e in particolare alcuni avvenimenti. È l’invito a dare senso al nostro servire in famiglia, sul lavoro, in parrocchia, in qualsiasi gruppo o associazione operiamo … Non dobbiamo essere solo dei faccendieri, ma dare contenuto ai nostri gesti, affinché dicano la nostra fede, non il nostro desiderio di metterci al centro, di essere riconosciuti, di fare tanto per fare! - guarigione della suocera di Pietro - AZIONE A. Gesù ESCE e ENTRA, VIENE (movimento) - la donna SI MUOVE B. Donna FERMA, BLOCCATA (febbre) - la febbre LASCIA la donna C. Gesù si avvicina - prende la mano RISURREZIONE NB: Il nostro servizio ha senso non solo né prima di tutto in base al prodotto, ma se è offerto a tutti, se è gratuito e libero, liberante; se ci libera dalle nostre febbri e paralisi e non ci irrigidisce ancora di più! Evento apparentemente insignificante (ha fatto miracoli ben più grandi!) 8 5 Evento privato (in casa) Evento breve ma ricco di simboli C. NEL TESTO Egli, avvicinatosi, LA SVEGLIO’ Lettura attenta dei versetti per avvicinarci al significato originario inteso da Gesù e alla comprensione che ne ha fatto la prima comunità cristiana. A. E subito, usciti dalla sinagoga, vennero nella casa di Simone e di Andrea, con Giacomo e Giovanni. CASA usata da Marco non semplicemente nel senso di abitazione, luogo fisico, ma piuttosto nel senso di “famiglia”, luogo delle relazioni umane: Luogo in cui i discepoli ricevono l’insegnamento di Gesù (Mc 7,17; 9,28.33; 10,10) Luogo della rivelazione delle sue parole (Mc 2,1.15; 3,20; 14,3) Luogo delle sue opere (Mc 1,29; 5,38; 7,24) È già riferimento alla Chiesa - comunità (Mc 11,17; 13,35) ANNUNCIO E CARITA’ in COMUNITA’ B. La suocera di Simone era stesa febbricitante e subito parlarono a Lui a riguardo di lei. FEBBRE i Giudei la considerano come il castigo di Dio per il fatto che essa consuma la vita, senza bruciarla (cfr. Lv 26,15-16; Dt 28,15.22). È una situazione per nulla banale: condizione grave sul piano fisico e morale-spirituale; la donna è immobile, non può agire. NB: Il fatto che i presenti parlino a Gesù di lei, denota la loro fede: lo riconoscono capace di sanare quella condizione di immobilità. C. ]1 Azione senza parole, come normalmente avviene (Mc 1,41; 7,33-34; 8,23-25), per meglio evidenziare il gesto. Si comprende meglio il testo in parallelo con Mc 5,41; 9,27 presa(le) la mano Due testi che parlano di resurrezioni - possiamo pensare cha anche questo brano contenga questo rimando NB: la svegliò al centro di due participi passati. Questo verbo ha la radice dei verbi usati per la risurrezione. Usato da Paolo a riguardo del risveglio operato nella VITA BATTESIMALE (Cfr. Ef 5,4) C. ]1 e la febbre lasciò lei A. ]1 e serviva a loro. SERVIVA la donna guarita, liberata dalla febbre, si alza e SERVE! Il verbo è all’imperfetto, indica continuità: la guarigione di Gesù abilita al servizio del prossimo, sul modello di Cristo stesso (Mc 10,45) CARITA’ nella FEDE Il servizio è il cammino di conformazione a Cristo e ci permette di maturare nella dignità umana. 6 7