PAG. 4 ESPRESSIONE NEL METODO
PAG. 5 ESPRESSIONE: TECNICAMENTE PARLANDO
PAG. 11 ESPRESSIONE DI CREATIVITÀ
PAG. 14 GIOCARE CON… ESPRESSIONE!
PAG. 15 L’ESPRESSIONE IN…ATTIVITÀ
PAG. 18 ACCENDERE…L’ESPRESSIONE!
Supplemento al n. 17 di SCOUT D'EUROPA – Dicembre 2010- Rivista mensile - Sped. in a.p. art.2 comma 20/c legge 662/96 - filiale di Padova - ISSN 1127-0667
INDICE:
Scout d’ Europa
Circolare per le Capo Riparto
8. Il fuoco si conclude con la parola del Capo, una breve verifica della
giornata, un pensiero dell'Assistente o una riflessione, una preghiera e un
canto (tipo "Signor fra le tende schierati").
9. La giusta durata di un fuoco varia, a seconda dell’occasione, da un
minimo di quarantacinque minuti a un massimo di un’ora e mezza (per
esempio quello conclusivo del campo).
10. Al termine spegnere accuratamente il fuoco con molta acqua.
Foglio di Collegamento per Capo Riparto –
Anno scout 2010/2011
Supplemento al n. 17 di Scout d’Europa – Dicembre 2010
TRE CARATTERISTICHE IMPORTANTI PER UN BUON FUOCO:
o Preparazione
o Catturare l’attenzione
o Stile
Rivista mensile della
ASSOCIAZIONE ITALIANA
GUIDE E SCOUTS D'EUROPA CATTOLICI
Riflettore
Non è difficile costruirne uno, questi possono limitare la scena e dare
più luce all’espressione, sperando che non ci sia troppo vento!
Occorre un palo della lunghezza di circa 1,20 metri del diametro non molto grande
(5 cm andrà più che bene), una candela e un cartone che farà da base e da
paravento. Il paravento e la base di cartone sono uniti insieme, e sono legati al palo
verticale tramite due pezzi di cordino che bucano il paravento e si legano
saldamente dietro il palo; nella base di cartone è inserito un chiodo per sostenere la
candela. Prima del fuoco serale si posizionano ben fermi riflettori nel terreno. Le
guide hanno così costruito i loro riflettori. Tuttavia è stato notato che due piccoli
accorgimenti avrebbero migliorato la qualità della luce: il primo è che una candela
più grande dura di più e resiste meglio ai colpi di vento, il secondo miglioramento
consiste nel mettere intorno al paravento della carta di alluminio in modo che la
luce venga realmente riflessa sulla scena. Per un ottima performance è necessario
un numero di almeno 4 riflettori.
Migliorare le tecniche di espressione durante un fuoco da campo non solo rende il
fuoco più piacevole e facile da seguire, ma anche sviluppa la preparazione e la
mente delle nostre guide.
Direttore Responsabile: GIUSEPPE LOSURDO
Direzione, Redazione, Amministrazione
Via Anicia 10 - 00153 Roma
Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 17404 del 29/9/78
ISSN 1127-0667
Sped. in a.p. art.2 comma 20/c legge 662/96
filiale di Padova - Stampa T. Zaramella real. Graf.
Caselle di Selvazzano (PD)
Scenografia
Per migliorarsi ancora di più durante una espressione si può preventivamente
costruire la scena o meglio la scenografia. E’ facile infatti trovare dei luoghi dove
posizionare il fuoco che si aprono in mezzo ad una radura, è
quindi facile essere circondati da alberi. Per creare una scena
che poi si può modificare a piacere della
squadriglia che la sera animerà il fuoco
bastano infatti due alberi, un telone, un
cordino e la fantasia delle guide. Qualche
anno fa è stato decorato un telone e
posto tra due alberi marginalmente al
fuoco, quella era una scenografia.
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6. ACCENDERE…L’ESPRESSIONE!
ESPRESSIONE
“Una forma speciale di spettacolo è il fuoco da campo. Naturalmente lo si fa
durante il campo, ma uno ogni tanto durante l’inverno è un gran divertimento” B.P. da Taccuino
Carissime capo Riparto,
eccoci di nuovo qui, con un lavoro, tratto dalle tesine di Arianna del gruppo
Bisuschio 1° e Maria Chiara del gruppo Crotone 1°.
Entrambe hanno voluto approfondire il tema dell‟espressione: uno degli strumenti
educativi più efficaci del nostro metodo, che svolge un ruolo fondamentale
nell‟azione educativa delle ragazze, aiutando noi Capo a conoscere meglio le guide
e fornendoci una chiave di lettura importante della loro personalità e del loro
carattere.
Il fuoco di bivacco riprende la tradizione degli esploratori, degli uomini di frontiera,
dei cow boys, che a sera, a conclusione di una giornata di attività, di avventura, di
lavoro, si ritrovavano insieme per un momento di distensione, di buonumore, di
messa in comune di esperienze e per prendere nuovo slancio per la giornata
seguente.
Le sere al campo sono animate dai fuochi di bivacco e da campo, ma è utile
alternarli con giochi notturni, veglie alle stelle, veglie notturne, Via Crucis, Via Lucis,
ecc. Il fuoco pur essendo un momento di allegria, spensieratezza, non è confusione.
Come ogni attività deve essere preparato prima, non improvvisato. E’ utile, quindi,
seguire dei piccoli accorgimenti per una buona riuscita, una sorta di decalogo:
1.
«Anche la recitazione dovrebbe costituire parte dell’educazione di ogni
ragazzo ad esprimere sé stesso. A scuola io venni incoraggiato a recitare
moltissimo, e da allora non ho fatto altro che ringraziare la mia buona
stella. Recitare mi dava il piacere e la felicità di poter rendere felici gli altri
in momenti in cui ne avevano bisogno! “
Mettere il fuoco, o i fuochi, in modo che il fumo non disturbi nessuno
(per fare ciò bisogna osservare bene la direzione predominante del
vento), e decidere il posto per il deposito legna;
da- Suggerimenti per l’educatore scout-
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Questo elaborato vuole essere un pratico aiuto per tutte noi, insegnandoci come
utilizzare al meglio il metodo espressivo e rivelandoci le sue infinite potenzialità!
Non dimentichiamoci però che il metodo ci viene incontro anche con le specialità,
che danno la possibilità alle Guide di esprimersi al meglio nei campi
dell‟espressione che preferiscono e per cui sono più portate!
Inoltre il gioco, come ci ricorda BP, è il primo grande educatore nell‟ambiente
scout, e può esserci di aiuto per sviluppare le tecniche inerenti all‟espressione!
Buona “Espressione” a tutti.
Preparare la pira e una buona riserva di legna già spezzata;
La chiamata al fuoco può avvenire con un segnale od un canto
caratteristico;
Il tono deve seguire per tre quarti un crescendo di gioia, di ritmo e di
allegria, per divenire più raccolto verso la fine, in modo da creare
l'atmosfera adatta per gli interventi conclusivi del Capo e
dell'Assistente;
La fiamma deve seguire lo stesso andamento con punti di maggior
luminosità nei momenti dei numeri di espressione (bruciando appena
prima legna fine si ottiene l’effetto desiderato), e il fuoco va alimentato
senza disturbare.
Scegliere un filo conduttore o un tema che lega, (chi lo guida può
anche mettersi in costume);
Curare la distanza tra un numero di espressione e l’altro alternandoli
con canti, bans, giochi…curando che il materiale necessario per i vari
numeri sia preparato in precedenza e tenuto a portata di mano;
La Pattuglia di Distretto Guide Nord-Ovest
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3
“LA SERATA DEGLI OSCAR” - ATTIVITA’ IN ALTA SQ. (Bisuschio 1)
1.ESPRESSIONE NEL METODO
“Cari Scouts, se avete visto la commedia Peter Pan vi ricorderete che …” Così
comincia l’ultimo discorso di Baden Powell agli scouts.” E’ significativo come B.P.
faccia riferimento ad una nota commedia per ragazzi per iniziare un discorso cosi’
importante.
B.P. era convinto che in ogni essere umano esista un innato bisogno di esprimersi
attraverso l'arte. L’arte drammatica, la commedia, hanno sempre affascinato B.P.
Nel “metodo” l’espressione scout e’ parte integrante per la formazione del ragazzo.
L’espressione scout mira ad aiutare la ragazza a diventare padrona dei suoi mezzi, a
realizzare il meglio di sé, ad avvicinarsi a ciò che vuole essere come donna
completa.
L’espressione svolge un ruolo fondamentale nell’educazione delle ragazze, si
potrebbe dire che espressione ed educazione etimologicamente parlando indicano
una azione educativa molto simile:
e – ducare ( = condurre fuori)
e – sprimere (= togliere fuori)
azione dell’educatore sul ragazzo
azione del ragazzo su se stesso
Per conoscere la ragazza e poterla educare l'educatore deve osservarla e seguirla
mentre si esprime. Espressione è tutto ciò per cui una persona si esteriorizza; i gesti
e le parole, i movimenti della fisionomia, gli scatti di impazienza e gli scoppi d'ira, le
grida dopo una emozione, il modo di tenere le mani, di sedersi, di
camminare……Per il capo intanto, osservare le guide mentre provano i diversi
compiti, seri, comici o caricaturali, mentre manifestano le loro preferenze o criticano
le prove altrui, è un modo sicuro per conoscerne il carattere. Una guida timida o
che teme il ridicolo, può riuscire a nascondere questa sua debolezza in qualunque
altra attività, ma quando le viene chiesto di rappresentare un ruolo brillante non
può fare a meno di tradirsi oppure riesce a vincersi anche in questa occasione ed
allora l'intento educativo è raggiunto. Ma una vera conoscenza di sé la si ottiene
solo completandola con la conoscenza degli altri. Ed è attraverso la paziente
osservazione dei caratteri diversi ed opposti, attraverso l'analisi dell'ira,
dell'eccitazione, del nervosismo o della disperazione, che la guida può giungere alla
conoscenza esatta delle altre ragazze e dei vari sentimenti. Quando riuscirà ad
imitarli, a farli propri vivendoli, allora sarà sicura di comprenderli, di conoscerli
esattamente. Attraverso l'espressione drammatica la ragazza si abitua a mettersi nei
panni degli altri, ed il suo contatto personale ne viene arricchito e completato.
4
In occasione del campo invernale abbiamo proposto all’alta squadriglia, essendo
delle guide ad alto livello anche nella tecnica, un bivacco un po’ particolare
incentrato sull’espressione; per dare la possibilità di divertirci e nello stesso tempo
conoscere i vari aspetti da curare nella messa in scena di uno spettacolo. Sfruttando
un tema come quello degli “oscar”, che premiano varie categorie, abbiamo
assegnato alle guide diverse scene tratte da film, con l’indicazione di curare per
ogni scena un aspetto in particolare.
Per ogni categoria abbiamo preparato un foglio con il titolo e un breve dialogo,
tratti dai film, da consegnare alle guide specificando per ogni scena l’aspetto sul
quale dovevano lavorare.
FILM
“Come farsi lasciare in 10 giorni”
“La maledizione della prima luna”
“Aladin”
“Un cowboy col velo da sposa”
ASPETTO DA
CURARE
recitazione
Scenografia
Costumi
messa in scena
CATEGORIA
Miglior
Miglior
Miglior
Miglior
“The Blues Brothers”
Danza
Miglior colonna sonora
attrice
scenografia
costume
regia
Inserendo i costumi e la scenografia è così possibile in parallelo affiancare anche
un’attività manuale, dando delle indicazioni, come, per esempio, utilizzare solo
materiale di recupero.
Per quanto riguarda la categoria “Miglior regia” il lavoro è incentrato sullo studio
della messa in scena, quale scelta “registica” adottare per rappresentare una
situazione particolare. In questo caso si è trattato di un dialogo tra due sorelle
gemelle.
Abbiamo pensato di proporre anche la danza attraverso la categoria “miglior
colonna sonora”. Al posto del dialogo è stata data una canzone tratta dal film -noi
abbiamo usato “Think” di Aretha Franklin- come base per una scena da ballare…Se
il testo dovesse essere in inglese, come nel nostro caso, ritorna utile la traduzione
per avere più chiaro il significato della canzone; è inoltre un aiuto per dare anche
un senso al pezzo ballato.
Naturalmente, vista la complessità di questa attività e per renderla al meglio,
occorre lasciare alle guide più tempo che per la preparazione di una normale
scenetta. In più potrebbe essere un modo diverso per lanciare una sfida di
espressione tra le sq., assegnando i punti in base all’originalità, la chiarezza e la
scena nel suo complesso.
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2.ESPRESSIONE: TECNICAMENTE PARLANDO…
Gruppi: Narratore = Maria Chiara (A.C.R.) Discepoli = Simona (A.C.R.) e Carola
(Scolta in Servizio) Gesù = Ornella (C.R.)
Cieco = Francesca (Guì)
Coro 1 = Sq. Aquile
Coro 2 = Sq. Rondini
Coro 3= Sq. Gabbiani
La lettura del brano è stata così suddivisa
Narratore: Passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo
interrogarono:
Discepoli: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse
Esistono diverse tecniche che permettono di esprimersi davanti agli altri: la
recitazione, il mimo, il coro parlato, il canto,…ognuna si sofferma e da maggior
importanza a un mezzo specifico, di cui noi disponiamo, per comunicare un
messaggio o delle sensazioni. In alcune, infatti, predomina la forza comunicativa
della gestualità, in altre quella della voce, dell’espressione del viso o delle parole.
L’arte nasce dall’intimo ma e’ con i mezzi che si può affinare.
E’ bene quindi conoscere ogni tecnica per avere così la possibilità, ogni volta, di
scegliere qual è meglio utilizzare in base non solo ai nostri gusti, ma soprattutto alla
situazione.
Le tecniche di espressione hanno una sola limitazione: la fantasia della guida. Oltre
alle solite tecniche, ogni ragazza può inventarne una o aggiungere delle varianti a
quelle già esistenti.
Non necessariamente espressione è sinonimo di scena teatrale, ma espressione è
anche il disegno, la pittura, la decorazione, il canto, la musica, la danza, i giochi
(soprattutto quelli di movimento), le tecniche di espressione comprendono anche la
realizzazione di audiovisivi e oserei dire anche la fotografia! Attraverso la
fotografia la guida osserva e immortala delle scene per lei importanti. La fotografia
come la pittura sviluppa anche la creatività artistica della guida.
cieco?».
Narratore: Rispose Gesù
Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in
lui le opere di Dio. Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è
giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. Finché sono nel
mondo, sono la luce del mondo»
Narratore: Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il
fango sugli occhi del cieco e gli disse:
Gesù: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)».
Narratore: Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo
avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano:
Coro 1: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?»
Coro 2: «È lui»
Coro 3: «No, ma gli assomiglia».
Narratore: Ed egli diceva:
Cieco: «Sono io!».
Narratore: Allora gli chiesero:
Coro 1, Coro 2, Coro 3: «Come dunque ti furono aperti gli occhi?».
Cieco: «Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi
Le tecniche di espressione più comunemente usate sono riportate in questo
schema, ogni tecnica richiede dei requisiti per far si che l’attività di espressione
riesca bene, ed ogni attività di espressione ben riuscita permette alle guide di
sviluppare delle qualità.
Tecnica
Requisiti
Qualità da Sviluppare
Recitazione
Buona dizione
Attenzione a non volgere
le spalle al pubblico
Caratterizazione dei
personaggi
Organizzazione
Ognuno il proprio ruolo
Non deve essere lunga
Dominio di sé
Spirito d’osservazione
Equilibrio nell’inventare
storie
Fantasia
Mimica
Movimenti gestuali
marcati e netti
Cura dell’espressione del
volto
Deve essere breve
Capacità di cogliere
l’essenziale
Capacità di
concentrazione
E’ grazia, essere in pace
con se stessi e con gli altri
e mi ha detto: Va' a Sìloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho
acquistato la vista».
Coro 1, Coro 2, Coro 3: «Dov'è questo tale?».
Cieco: «Non lo so».
Narratore: Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco: era infatti
sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche
i farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista. Ed egli disse
loro:
Cieco: «Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci vedo».
Coro 1: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato»
Coro 2: «Come può un peccatore compiere tali prodigi?».
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5
Coro Parlato
Danza
Quadri statici
Ombre Cinesi
Letture ritmate di un
testo
Letture a gruppi di
persone
Può avere un sottofondo
musicale oppure fatto di
suoni vocali
Volume della voce
modulato
Movimenti semplici e
coordinati
Andare a tempo
Devono essere statici (le
immagine colgono
l’elemento saliente della
parte del racconto)
Guidati da un narratore
Non deve vedersi il
cambio di
scena
Le posizioni devono
essere molto marcate e
stabili
Ci può essere un
sottofondo musicale
Il narratore è fuori
campo
Le ombre devono
essere ben proiettate
Possono essere
realizzate con tutto il corpo,
con le mani
o con sagome di cartone
Può esserci un sottofondo
musicale
Il narratore deve essere
fuori campo
Una volta che il puzzle è completo, passate allo “smontaggio”: cioè una alla
volta, partendo dall’ultima guida che si è posizionata, fatele uscire dal
quadro così che tutte abbiano un’idea di quello che hanno realizzato.
Una variante è non dichiarare prima il tema, ma lasciare libertà di scelta alla
guida che inizia a posizionarsi, le altre dovranno intuire di conseguenza. E’
poi divertente confrontarsi, a volte il tema pensato dalla prima non
corrisponde al risultato finale, e si creano così quadri inaspettati.
Senso del ritmo
Capacità di adattarsi
agli altri
Intonazione delle
letture
•
C’ERA UNA VOLTA…
Un divertente gioco per mettere alla prova le capacità recitative e
di…sintesi!
Assegnate a ogni squadriglia una favola classica come Cenerentola,
Biancaneve e i sette nani, Cappuccetto Rosso…con il compito di
rappresentarla sotto forma di scenetta. Non occorre molto tempo per la
preparazione, lasciate giusto cinque minuti per accordarsi su chi fa cosa e
poi, a turno, ogni squadriglia dovrà mettere in scena la favola scelta. Ora
inizia il gioco, perché le sq. dovranno riproporre più volte la favola, ma con
una difficoltà: ogni volta voi capo darete un tempo preciso entro il quale la
scena dovrà svolgersi e concludersi senza perdere però il senso, ma
lasciando i punti, le battute salienti e togliendo tutto il resto. Si dovrà
arrivare a farla in pochissimo, dopo un minuto passate a trenta secondi e
perché no a quindici. Ricordate che allo scadere del tempo, che la scenetta
sia finita oppure no, bisogna fermarsi per forza. Questo potrebbe essere un
punto a sfavore in un eventuale sfida di espressione tra squadriglie.
Armonia di movimenti
Coordinamento
La capacità di
individuare i punti focali di
un racconto
Capacità di esprimersi
col corpo
Ordine
Senso artistico
•
IMPROVVISA…MENTE!
Ogni guida deve presentarsi con un gesto anche utilizzando tutto il corpo.
Dopo averli ripetuti tutti a giro qualche volta per memorizzarli, ciascuna
guida sfruttando la propria fantasia ed immaginazione deve pensare a una
mini storia combinando insieme alcuni gesti delle altre, ne bastano anche
quattro. Lei sarà la narratrice della storia e al punto giusto darà il via anche
ai gesti.
Costanza nel ricercare
quei movimenti che
meglio rendono attraverso
le forme
Ordine
Compostezza nei
movimenti
5.L’ESPRESSIONE
5.L’ESPRESSIONE IN…ATTIVITA’
VEGLIA D’ARMI – Crotone 1
6
Durante una veglia d’armi, il Riparto Cassiopea ha avuto modo di riflettere su “Con
l’aiuto di Dio”. La riflessione ha voluto mettere in luce che nonostante il nostro
impegno nel mantenere la promessa, senza l’aiuto di Dio non potremmo riuscire a
veder bene, a mantener fede all’impegno preso e che ogni dono che abbiamo viene
da Lui. Così nella veglia d’armi è stato proposto un brano del vangelo [Giov 9,116] ed il Riparto è stato suddiviso a seconda del ruolo nello svolgimento del coro
parlato.
15
Le tecniche non finiscono qui. Approfondiamone alcune e conosciamone altre.
4.GIOCARE CON…”ESPRESSIONE”!
Vi propongo quindi, qui di seguito, alcuni giochi che potreste utilizzare in riparto,
divertenti, ma nello stesso tempo dei buoni esercizi di espressione.
•
L’AVVOCATO
Le guide sono sedute in cerchio, al centro del quale vi è l’avvocato
dell’accusa. All’inizio questo ruolo può essere ricoperto dalle capo. Questo
gioco è un buon esercizio per parlare in pubblico in maniera decisa, senza
titubare, sicuri di sé e delle proprie parole, ma anche di fantasia: perché
non si deve mai rimanere senza parole. Sono quindi indispensabili queste
caratteristiche per la buona riuscita del gioco. L’avvocato dell’accusa inizierà
a porre domande a tutti gli imputati senza dar loro tregua e su qualsiasi
argomento gli venga in mente (può anche inventarsi un caso su cui
discutere e accusare gli imputati); ma a rispondere non sarà la guida a cui
è rivolta la domanda, bensì quella alla sua sinistra, cioè il suo “legale”, la
sua “difesa”! Sarà lei a rispondere a tutte le domande, fino a quando
l’accusa non cambierà imputato. Chi è titubante nel rispondere o lo fa
quando non ricopre la carica di difensore viene eliminata. L’accusa ha
quindi il compito di trarre in inganno gli incolpati,
cambiando
continuamente il soggetto delle sue accuse o incalzandoli con le domande,
per eliminarli.
•
PUZZLE
Lo scopo è quello di formare una “foto”, un quadro statico a tema. Dopo
aver scelto un tema (città, circo, mare, ufficio…) una alla volta le guide
dovranno assumere, all’interno dello spazio prestabilito, una precisa posa
che riconduca a una persona, oggetto, situazione… che può avvenire
nell’ambiente deciso. Lo dovranno però fare incastrandosi l’un l’altra, come
appunto i pezzi di un puzzle, cioè inserendosi nel quadro solo collegando la
propria posizione con un’altra. Ad esempio se il tema scelto è il parco e una
guida si mette in piedi come per lanciare una palla, un incastro potrebbe
essere un’altra che si mette di fronte nella posizione di parare oppure, per
assurdo, come se avesse ricevuto una pallonata in faccia. Quindi largo alla
fantasia perché si possono creare quadri anche buffi.
14
PANTOMIMA: Una piccola storia raccontata attraverso tecniche di mimo.
Rappresentazione più buffonesca, legata a un genere divertente. Adatta in
particolare ai fuochi di bivacco.
GIOCO DEI MIMI
Oltre al classico gioco, proponete una sfida tra squadriglie in cui, a turno,
una guida per squadriglia estrarrà un bigliettino. Qui vi troverà scritto quello
che dovrà mimare: dai film, alle professioni, alle canzoni, agli animali…ma
anche oggetti come la pentola, lo spazzolino da denti, i nodi scout, le
lettere…in cui devono cercare non di mimare il gesto collegato a questi
oggetti, ma proprio assumere con il corpo la loro forma.
•
•
•
SCENETTA: La più classica espressione della recitazione. Infatti è quanto
più si avvicina a una vera rappresentazione teatrale. Si tratta di una
narrazione scenica attraverso la parola, il gesto, o combinandoli con il
canto, la danza….che si avvale di un testo, scritto o improvvisato, e ha
appunto un intento narrativo. Questa tecnica dà la possibilità alle guide di
esprimersi in modo completo non solo, come già detto, attraverso tutto
quello che comporta la recitazione, ma anche nell’aspetto manuale: l’utilizzo
di costumi e scenografie completano la scena.
Grazie al suo intento narrativo, la scenetta può essere divertente, seria
quindi utilizzabile, in base a quello che vuole comunicare, in momenti
diversi: fuochi di bivacco, veglie…
Ricordate che la scenetta nasce proprio per essere un “mini-spettacolo”,
deve essere breve e chiara qualunque sia il tema trattato; circa 5 minuti
sono sufficienti.
Si possono considerare delle forme di scenetta anche quelle
rappresentazioni che hanno delle caratteristiche specifiche come:
MUSICAL: Poche battute recitate, il resto è cantato. Si possono cambiare
le parole di canzoni conosciute oppure fare un “puzzle” di canzoni, usando,
cioè, frasi di canzoni diverse che messe insieme danno i dialoghi tra i
personaggi
SCENETTA NUMERICA: E’ una variante molto divertente: le parole che si
dicono possono essere solo numeri. Un ottimo esercizio di voce e
intonazione perché i sentimenti, le intenzioni in questo caso non possono
contare sulla parola ma, sul tono, il calore, l’enfasi con cui verranno detti i
numeri. Si può sfruttare il suono di un numero che si avvicina per
assonanza a quello di qualche parola (es. Tre-re, nove-no,), oppure la
simbologia di alcuni numeri che riconducono immagini precise (es. 3 è la
perfezione, 77 le gambe delle donne, quindi invece di fischiare alla vista di
una bella donna si potrà dire..SETTANTASETTE con la stessa cadenza del
fischio), oppure giocare con combinazioni di numeri (es. 1 2 3 mi può dare
l’idea, in base alla velocità con cui sono detti, del camminare, correre..), o
ancora in tutta la scenetta abbinare sempre lo stesso gesto a un numero,
in modo che diventi un “tormentone” nel senso positivo del termine…
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RAPPRESENTAZIONE SACRA: Particolare attenzione va data
all’espressione di testi sacri. A volte durante le veglie di preghiera, o la via
crucis o altri momenti di raccoglimento, diamo il compito alle singole
squadriglie di animare parte di queste attività. Capita spesso che le ragazze
si trovino in difficoltà nel dover scegliere la tecnica di animazione più
appropriata e la regia adatta. Innanzitutto bisogna ricordare loro che
occorre stile quando si esegue un’attività di espressione, ma ne occorre
ancora di più quando soggetto dell’espressione è un Testo Sacro. Non
esiste una tecnica standard per esprimere testi sacri, ma è importante
scegliere la tecnica in base al contesto in cui si opera (fuoco serale,
riunione, veglia, momenti di preghiera…).
La preparazione della marionetta prevede l’utilizzo di un seghetto. Una volta tagliati
su misura il corpo, la testa e le braccia, è necessario scartavetrare ogni lato e
smussare ogni angolo per un risultato estetico migliore. Su ogni estremità articolata
va fissato un chiodo ad occhiello, questi si articolano bene tra loro e permettono
alla marionetta un movimento più sciolto. Infine è necessario decorare il volto della
marionetta e crearne i vestiti. In una occasione particolare, le guide hanno creato i
vestiti delle marionette per un’attività di espressione, che aveva per soggetto i
costumi tipici calabresi. Infine basta legare dello spago alle estremità: testa e mani.
Questo tipo di attività proposto alle guide ha molteplici scopi: sviluppare il senso
pratico della guida, farla entrare in contatto con strumenti particolari riscoprendo il
valore di creare da sola i propri giocattoli e i propri oggetti. Porge alla guida
l’opportunità di conoscere varie tecniche di realizzazione usando il legno e permette
di ragionare sulla tecnica più giusta da utilizzare; Sviluppa la curiosità della guida
per le tradizioni popolari, mettendola nella condizione di dover realizzare un tipico
vestito calabrese in miniatura per la marionetta. Infine le guide sono riuscite ad
economizzare i materiali usando vecchie pedane di legno, facilmente reperibili nei
negozi ortofrutticoli o al mercato. Inoltre le guide hanno ben pensato di aggiungere
dei pesetti di piombo, di quelli che si usano per la pesca, sulle mani della
marionetta, in modo da essere agevolate nei movimenti. Il lavoro delle guide è
durato per circa 3 riunioni di squadriglia, ma alla fine il risultato era lodevole tanto
da poter attribuire ad alcune di loro la specialità di marionettista.
QUADRI STATICI: I quadri statici hanno bisogno di una narrazione
Come aiutare le guide
guide a migliorarsi nell’attività di espressione?
SCENOGRAF…ETTA: E’ una semplice scenetta, ma viene dato in
dotazione un foglio di carta grande es. 100x7O cm, che dovrà essere
utilizzato come unico elemento di scenografia e parte fondamentale e
immancabile della scenetta. In questo modo le guide dovranno sfruttarlo al
meglio possibile: disegnando su entrambe le facciate per avere due sfondi
diversi, oppure ritagliando dei buchi per testa, occhi, mani…se si vuole per
esempio inscenare un albero parlante…oppure illuminando da dietro i buchi
per rappresentare un cielo stellato…
•
scorrevole e disinvolta, che riesca a catturare l’attenzione del pubblico. E’
una tecnica che utilizza dei “fermi immagine”, commentati dalla voce di un
narratore o dei personaggi che non sono presenti nella scena. Si cercano
nel testo l’immagine o le immagini più significative, che riassumono il
messaggio principale che si vuole comunicare. in modo da far risaltare con
un solo scatto, quasi come fosse una fotografia, la scena della quale il
narratore parla. Queste devono essere poi rappresentate tramite dei gesti,
delle espressioni “fisse”: rimanendo cioè immobili in scena, tenendo le
posizioni stabilite. Bisogna fare particolare attenzione sia alla scelta del
gesto, che deve essere chiaro e preciso perché lo spettatore possa capire
subito cosa si vuole trasmettere, sia alle voce\i che intervengono. Sono loro
infatti che devono dare “vita” alle immagini! In questo caso e’ utile anche
curare i costumi perché danno maggior risalto alla scena…il risultato e’
proprio come trovarsi di fronte a dei quadri. Nel quadro statico oltretutto
occorre una certa coordinazione tra il narratore, gli attori del quadro e i
registi che alzano e abbassano il telone. Se bene organizzato il quadro
statico può rappresentare la migliore tecnica per l’espressione di un Testo
Sacro.
Ancora una volta B.P. ci viene in aiuto per rispondere a questa domanda.
“E’ utile incoraggiare ogni forma di recitazione: saggi di imitazioni, rappresentazioni
improvvisate, anche tipo ‘processi’ ecc. sono ottime per allenamento (alla
padronanza di se) e nello stesso tempo utili quando, specialmente di sera si è
costretti a rimanere al chiuso.”
Utile è tutto ciò che può arricchire la fantasia e l’esperienza delle guide, narrando in
riunione di riparto o dando compito in squadriglia di leggere delle storie poi da
rappresentare in forma scenica, sviluppando l’osservazione di comportamenti
animali, di persone che svolgono attività di tipo manuale, di costumi storici e
folcloristici, ecc…
Il metodo ci viene incontro anche con le specialità, che danno la possibilità alle
guide di esprimersi al meglio nei campi dell’espressione che preferiscono e per cui
sono più portate; come regista, attore, marionettista, musicista, canto, danza…
Anche il gioco può esserci di aiuto per sviluppare le doti espressive. Alcuni giochi
possono essere infatti validi esercizi di preparazione all’espressione drammatica,
perché utilizzano l’osservazione e la capacità di concentrazione. Le danze e i bans
hanno pure una validità notevole per l’acquisto di sicurezza, grazia, padronanza dei
movimenti da parte delle guide.
VARIANTE: E’ possibile usare questa tecnica anche con l’ausilio di un telo
e un faro (come per le ombre cinesi) creando in questo modo dei “quadricinesi”.
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CORO PARLATO: Consiste in un numero di parlato puro, recitato da cinque o più
lettori, oppure direttamente letto su un testo. Il vantaggio della tecnica è quello di
necessitare solo del testo. I soggetti dei cori parlati possono essere testi di poesie,
brani comici… da recitare con riprese di voci da una guida alle altre, disposte in
semicerchio od in linea, leggermente staccate tra loro ma con pochissimi movimenti
di mimica, per introdurre il dialogo e riempire le pause. Tuttavia occorre una buona
coordinazione tra i gruppi di coro e una certa enfasi nella narrazione.
Materiale:
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Matita
Cartoncino bristol
Compasso
Righello
Forbici
Colla
Elastico piatto
Spillatrice
Pennarelli e colori a tempera
Importante in questo caso è la tonalità, cioè il timbro di voce della guida
che attacca la prima battuta e sul quale devono accordarsi le voci di tutte le
altre. Si crea un’alternanza di voci e battute singole o all’unisono che, se
unite a un buon ritmo, danno un senso di musicalità, come fosse un canto,
un coro. Per questo il nome “Coro parlato”.
Realizzazione:
• 1. Misurare la larghezza della propria fronte da un orecchio all’altro, tagliare
un quadrato di cartoncino che abbia per lato la misura ottenuta (è la
distanza A). Tracciare l’asse verticale XY e dividere orizzontalmente il
cartoncino in tre parti uguali, segnando i punti B e C.
• 2. B indicherà l’altezza degli occhi e C quella della bocca. Seguite le misure
indicate come nel disegno per tracciare con l’aiuto del compasso la sagoma
degli occhi, della bocca e dell’intera maschera. Incidete la sagoma del naso
e sollevate le alette. Preparate a parte il
naso e incollatelo alle alette.
• 3. Rinforzate con una striscia di cartoncino
lo spazio tra naso e bocca e la distanza D-E
all’altezza in cui fisserete con la spillatrice
l’elastico.
• 4. Finite la maschera dandole una
ESPRESSIONE dipingendola con colori più
o meno vivaci a seconda dell’uso che ne
farete.
MARIONETTE.
MARIONETTE (Sq. Aquile- Crotone 1)
Un requisito per preparare un buon coro parlato è la dizione. Nell’
espressione la dizione occupa uno dei posti più importanti. Essa è la parte
fondamentale della recitazione. Il pubblico vuole sentire perfettamente e
seguire ciò che viene detto sulla scena.
La dizione è formata da quattro componenti:
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Materiali:
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E’ una delle tecniche meno usate in Riparto, ma che comunque può dare
grandi risultati se bene interpretato. Inoltre la preparazione di un numero di
espressione in coro parlato non rimane fine a se stessa, ma aiuta la ragazza
a sviluppare una buona padronanza del linguaggio e soprattutto a
migliorare la dizione. E’ importantissimo per una ragazza di 11 anni
imparare a parlare bene e correttamente la lingua italiana, è ancora più
importante per la ragazza di 16 anni saperla insegnare alle più piccole!
Questo obbiettivo è facilmente raggiungibile con la preparazione di un coro
parlato.
assi di legno
chiodini con occhiello
stoffa
spago
carta vetrata
martello
pirografo (o pennarelli)
seghetto
Voce
Pronuncia
Intonazione
Distribuzione delle pause
Quando si sceglie un coro parlato per interpretare un testo sacro occorre
far ricorso ad una lettura espressiva. Le regole di una lettura espressiva
seguono quelle della buona dizione, inoltre è opportuno ricordare che il
significato di una frase letta cambia a seconda di dove il lettore fa cadere
l’accento oratorio. Esempio:
Perché non leggi a messa?
Perché non leggi a messa?
Perché non leggi a messa?
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Si ricerca la causa
Si esprime meraviglia
Si esprime un rimprovero
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Per evitare una lettura monotona e a cantilena occorre spezzare i versi che
si leggono in modo da poter rispettare la punteggiatura e dare le giuste
pause e la giusta enfasi.
varie parti. Una potente fonte di luce proietta le ombre direttamente sul telo
con l'effetto di ingigantirle e rendere animate le figure.
Dunque il coro parlato è l'applicazione più completa e più scout della
dizione.
Si devono curare le sagome che devono essere semplici e facilmente
riconducibili ai personaggi e, come per i burattini, le voci che devono
caratterizzare i vari personaggi. Anche questa tecnica necessita di un buon
narratore e di una coordinazione tra gli attori per muovere i personaggi
nella scena.
BURATTINI Vantano una lunga tradizione nel mondo dell’arte. Tutt’oggi e’
una nota forma di spettacolo teatrale che prende il nome di “teatro dei
burattini”; in cui uno o più animatori, i burattinai, danno vita ai personaggi
tramite particolari pupazzi, detti appunto burattini.
Nella tradizione il burattino è composto da testa e mani di legno fissate ad
un camiciotto sul quale viene posto il vestito. L'animatore per muoverlo lo
inguanta dandogli vita. Lo spettacolo dei burattini è generalmente
rappresentato all'interno di un casotto di legno, detto castello.
Tutto ciò non ci deve impedire di realizzare uno spettacolo di burattini. Anzi
potrebbe essere lo spunto per lanciare in riparto un’interessante attività
manuale. Senza avere grande esperienza o pretese si possono costruire dei
burattini anche in modo più semplice. Infatti il termine burattino sta
genericamente ad indicare anche tutti gli oggetti animati ‘dal sotto’, dove
l'animatore è nascosto, mentre la marionetta viene animata ‘da sopra’, con
dei fili. Esistono diverse tecniche che sfruttano soprattutto materiali di
recupero; bottiglie di plastica, palline di gomma piuma, calzini, lana,
bottoni, scampoli di stoffa...e fantasia, e’ tutto ciò che occorre per ottenere
dei simpatici burattini da animare in un castello –sempre costruito dalle
guide con del cartone o compensato…
Manca solo una storia, inventata o rivisitata, e il teatro di burattini sarà
pronto per animare fuochi di bivacco, feste di gruppo o, perché no, degli
spettacoli per autofinanziamento. Non va dimenticata l’importanza della
recitazione e della giusta voce da dare ai personaggi. In questo caso può
essere “sopra le righe” cioè esagerata, perché deve uscire il carattere; ci si
può divertire anche a dare particolari o strane inflessioni dialettali o della
voce, difetti di pronuncia ecc…
Divertente variante Utilizzare come burattini i piedi o le mani. Basta
Tecnica adatta sia a momenti gioiosi che più riflessivi come fuochi di
bivacco o chiacchierate.
3.ESPRESSIONE DI CREATIVITA’
L’attività teatrale impegna i ragazzi anche manualmente, con la costruzione di
marionette, burattini, dei costumi, delle scene coreografiche, che si possono attuare
anche all’aperto e non necessariamente in un teatro (ad esempio in preparazione di
un fuoco di bivacco) impegnando così tutti i componenti di una squadriglia.
Nessuno dei componenti della squadriglia deve pensare che vi sono ruoli più o
meno importanti, semmai diversi e comunque tutti complementari. Perciò non si
deve sottovalutare nessun compito, da quello della recitazione a quello di tenere in
piedi fisicamente la scenografia o farne parte (come albero, statua…).
Quante volte nei grandi giochi mettiamo in mezzo una prova di abilità manuale?
Quante volte le guide creano delle maschere per un numero di espressione? La
costruzione di una maschera potrebbe risultare spesso banale, ma anche per questa
è necessaria la conoscenza di una tecnica, soprattutto per avvicinare le guide più
piccole all’abilità manuale e all’espressione.
BP in Suggerimenti per l’Educatore Scout inserisce l’abilità manuale tra i quattro
punti dell’educazione scout, che definisce “essenziali alla formazione della vita
sociale”. Ne consegue che l’abilità manuale non è solo un’opportunità, ma un
elemento centrale, irrinunciabile del metodo scout.
MASCHERE (Crotone 1)
“vestirli” da personaggi (si possono usare le calze o i guanti come base
colorata) e il gioco è fatto. Un po’ scomodo stare sdraiate per terra dietro
un telo e cercare di muovere bene i piedi ma…è la parte più divertente e il
risultato è davvero simpatico.
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OMBRE CINESI E’ un tipo di espressione simile a quella dei burattini, con
la differenza che le figure non si vedono direttamente ma, come dice il nome
stesso, appaiono solo le loro ombre. Lo spettatore si pone davanti a un telo
bianco semi-trasparente dietro il quale si manovrano le figure e si recitano le
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n.17 2010 espressione