Ano XV ilum. 86 Giovedì 3/•■■■■•• Li P MIMI 111 PIS1 ABBONAMENTI NEL REGNO Anno 10 — 5 Semestre — 2, 50 trimestre Fuori Stato aumento spese postali Uffizio — Via Rigattieri Ar. Centesimi 10 il numero — Arretrato 20. spondente. UFFICIALE PER GLI ATTI DEI CONSIGLI PROVINCIALE E COMUNALE Non si assume responsabilità che fin lo associazioni fatte alF utflzio del giornale. CONSIGLIO COMUNALE DI PISA SESSIONE STRAORDINARIA Seduta pubblica del dì 2 luglio 1879. Presidenza del Sindaco cav. uff. avv. Tommaso Sinionelli. Presenti i Consigliori: De Michelis, Tanfani, Nasiinbeni, Birga, Bocci, D'esatti, Bersauti, Torcigliani, Garzeila, Campani. È giustificata l'assenza dei consiglieri Cuturi, iMontorzi, imonelli comm. n'eri, Del Punta e Niccolai. Dopo aver constatato che il numero dei cousiglieri presenti non è 2ufticiente per deliberare legalmeute, il Presidente dichiara che tutti gli affari inscritti all'ordine del giorno della sessione straordinaria saranno trattati iu altra adunanza di seconda convocazioue ai termini di legge. Quindi previa lettura ed approvazione del presente processo verbale la seduta è sciolta. Il consiglier Cuturi ricorda che l'illustre avv. prof. Saurniuiatelli fu già rappresentante del collegio dì Pisa al Parlamento italiano e quindi egli che è uno dei successori di lui nella reppreseutanza nazionale, si associa alle parole di sentito cordoglio che il ff. di Sindaco ha espresso al Consiglio per l' itninatura perdita di quell'eletto ingegno che fu l'avv. niatelli. Il consiglier Torcigliani propone che il Consiglio deliberi d' inviare una rappresentanza alle funebri ouorauze del nostro concittadino. Non essendo legale il numero per deliberare il consiglier Pieri crede che la Giunta che è qui presente in sufficiente numero sì farà iaterpetre dei desideri del Consiglio. Il Presidente dichiarando che convocherà immediatamente la Giunta a tale effetto, scioglie l'adunanza previa lettura ed approvazione del presente processo verbale. Il Presidente A. L. TANFANI-CENTOFANTI. Il Consigliere anziano D. C. CIITURI. 11 Segretario T. PARENTI. li Presidente A. T. Suemeema. Il Consigliere anziano Annunzi commerciali e avvisi pl rticolari cont. 25 por linea o spazio di linea. Inserzioni nel corpo del giornale lire una per linea o spazio corrispondente: dopo la flrins del gerente centesimi 80 per linea o spazio ur riPubblicazione Giovedì Domenioa. PARTE UFFICIALE f) ANNUNZI E INSERZIONI GIORNALE POLITICO I pagamenti non sono validi se non fatti controricevuta firmata dal ~ore proprietario del Giornale Avv. Gaetano Frediani. !O Novembre 1879 PARTE NON UFFICIALE MICRELIS. Il Segretario T. PARENTI. CONSIGLIO COMUNALE DI PISA SESSIONE ORDINARIA DI AUTUNNO •■•■■■■■••■•■••11 Seduta pubblica del dì 20 settembre 1879 1. 4 convocazione Nell'assenza del Sindaco cav. uff. avv. Turatilesi) Sitnouelli, presiede l' adunanza l' assessore delegato cav..avv. L. TaufaniCeutefauti. Fatto l' appello nominale resultauo presenti i Consiglieri: Cuturi, De Michelis, l'ieri, Bocci, Torcigliani, Cioni, Panlocehi, Coen De La Man, Cecchetti, Campani, Carmi, Loreuzi, Ciuti, Sereni, Garzella. È giustificata l'assenza dei Consiglieri Siruouelli corma Rauieri e AIonselles. Vieue aggiuuto all' ordine del giorno il seguente affare — Provvedimenti finanziari e tributeri diversi. Il Presidente con l' animo vivamente commosso annunzia 1 Consiglio che uu telegramma in questa stessa mattina pervenuto al nostro Sindaco ha recato la dolorosissima notizia della improvvisa morte del cav. prof. Luigi Sauminiatelli avvenuta alle ore 12 della notte scorsa— Al dolore che egli prova per questa inattesa sventuea, crede che tutti quanti qui sono presenti preuderannuo vivissima parte, non tanto perehè la morte ha colpito un nostro illustre concittadino, che sebbene giovanissimo aveva già levato tanta fama di se, quanto ancora perchè essa è un lutto domestico per il nostro Sindaco ed altri egregi nostri colleghi. Qnaud' anche pertanto, aggiunge, il numero degli adumati fosse stato legale egli avrebbe ad cigni modo proposto di sospendere la seduta. ]D iEtri O Richiamiamo attsuzione dei uostri lettori sui seguenti telegrammi da Pegli: Pegli, 16. — Il Re, il principe Amedeo e il loro seguito arrivarono alla stazione alle ore 3, 17, e vennero ricevuti dal principe di Germania, dal prefetto di Genova e dal sindaco di Pegli. Il R9 ed il principe si baciarono affettuosamente e si sono intrattenuti alquanto alla stazione. Il Re ed i principi col loro seguito, si avviarono all'Hòtel, percorrendo a piedi il tratto di via della stazione all'Hòtel. Tutta la popolazione acclamava con entusiasmo. La stazione e le vie erano addobbate con bandiere italiane e germaniche e adorne di fiori. La piazza della stazione era stata convertita in un elegante giardino con un sontuoso padiglione. Alt' uscita della stazione , ove sua Maestà ricevette un mazzo presentatole dalle bimbe degli asili bianco-vestite, la musica di Pegli intuonò l'inno reale. Trovavasi alla stazione la banda operaia con bandiera. Molta folla era accorsa a Pegli da Genova e dai paesi circonvicini. Pegli, 16. — Dopo la colazione offerta dsi principi di Germania, cui presero parte il prefetto ed il sindaco, ebbe luogo la partenza per Genova a ore 4, 50. S. M. e il principe Amedeo accompagnati dal principe di Germania ritornarono alla stazione a piedi, sempre calorosamente acclamati. Il congedo fu cordialissimo. Il principe di Germania ritornando all'albergo fu salutato da acclamazioni e dall'inno germanico ». Da questi telegrammi rilevasi che l'incontro fra S. M. il Re e S. A. I. il principe di Germania è stato cordialissimo, e che gli augusti personaggi hanno passato insieme alcune ore nella più intima e cordiale amicizia. La loro amicizia deta da molti anni, e fu cementata da numerose prove di scambievole affetto. Allorchè il nostro giovane e leale sovrano fu colpito da una grande sventura e traversò uno dei momenti più difficili della vita, S. A. I. cerse sollecito in Rema, e venne qui a porgerli I conforti di una sentita e schietta amicizia. Si può affermare che fra i due nobili personaggi esiste un legame stretto e saldissituo, pel quale essi ogni volta incontratosi, provano il desiderio ed il bisogno di scambiarsi la più sincere prove di amicizia. Noi consideriamo questo fatto come uno dei benefici poi nostro paese, e, più generalmente, per gli interessi generali dì Europa, giacchè l' intimità esistente fra S. M. Il Re e S. M. l'imperato:e di Germania rappresentato in modo sì degno dal suo augusto e cavalleresco figliuolo, è per le due nazioni un pegno di reciproca amicizia, ed una prova della comunanza delle lora aspirazioni e del sentine atto che hanno d'esser chiamate al esercitare in molti casi un'azione comune. È possibile chi per lo passato i piccoli andirivieni della p ilitica qaotidiaua siensi intrecciati in guisa da far credere ad un raffreddamento improvviso nelle relazioni fra la Germania e l'Italia. Forse qualche lieve urto v' è stato. Ma in ogni caso, trattasi di passeggieri incidenti non destinati ad avere nessuna conseguenza durevole, ed ogginrai quasi del tutto dimenticati. Checchè ne sia, consideriamo con molto piacere l'amicizia dei due capi regnanti reiace,hè vediamo in essa un riscontro delesisterte fra i due popoli. Siamo ben lieti che a Pegli si sia reseutata un occasione per la quale si seno vedute, intreciate insistne sula pubblici ia, bandiere italiane e g era iineh: Ceteeta uuione è ai nostri ocehi un rgno di lieto avvenire per le dee uazioni e qe iato più sarà intima, tanto p:Io eatreme3 se ne gioveranno. Ngi italiani dobbiain e onoscere che abbiain trovato nei Tedeschi degli amici 'sinceri, i quali, salvo eccezioni rarissime e di n iSSUU conto, non ci hanno fatto mai sentire il peso della loro incontrastata supriorità. L'imperatore Gegli3linn ebbe per Vittorio E nertuele uaa verace amicizia, le quale sepp3 non aver iute il carattere di ita t u rullante e tu )1 ista protezione. Il Principe imp3riale considera il nostro Re come ult fratello; e come tale è d Sua M testà considerato. Auguriamoci, pel ben e. dei popoli, che queste relazioni durino inalterate per molti anni, e diano luogo a frequenti dimostrazioni festoee e cordiali, simpatiche e sehiette, come quella ch'ebbe 'uno ieri a Pagli e Il bilancio della Giufdizia .~.■•■•••■••■■••■•■••• È stata distribuita ai Deputati la prima relazione sugli stati di prima previsione 1)31 1380; è quella dell' onorevole Melchiorre sul bilancio del Ministero della oinstizia. La gomma totale è di lire 27,765,346 43 secondo le conclusioni concordi dal Ministero e della Commissione. L'onorevole Melchiorre chiude colle seguenti parole la sua relazione: c Onorevoli colleghi, la :C nniniseione generale del bilancio, considerato che lo stato di prima previsione della spesa del Ministero di grazia e giustizia e dei culti pel vegnente esercizio d311' anno 1880, non abbia alcuna stretta e diretta con- nessione con quello dell' entrata e della spesa della amministrazione del Fondo per il culto, cui è allegato come appendice pel disposto dell'articolo I della lt-,444:9 14 agosto ultimo, numero 5635; e che profitti alla speditezza dei lavori parlamentari, esaminarli e discuterli separatamente, è venuta nella determinazione che sia al ' rostro esame illuminato e coscienzioso sottoposta senza altro indugi() la prima parte di questa releeione che al primo bilancio sì riferisce, e poscia, sia discussa e deliberata la seconda che riflette il bilancio dalla entrata e della spesa del Fendo pitr il culto. c Ed il riferente, in mentii() d illa presa d !liberazione si affeitt e a non) della stessa, pregarvi di ilare il vostro voto favorevole allo stato di priine previeione della spesa del prefato 11i iieter p Al Mia di cui sinora si è discoreo in qaesta scrittura: e nell'un tempo p irti:Atleti di nutrire fiducia che incontrerà pure il vo• stro favore le seconda parte che tratta del bilancio della entrata e della spese della amininistraziene suaccenuata, vendo sarà preseatata alla vostra appratetzione itosieine al progetto di legees che conte npla l'uno e l'altro bilencio ». ~a, - A, H I E TA Un dramma fra le acque. — Di tutti i mostri marini conosciuti il più terribile è certamente il pesce cane. Vi sono alcuni di questi squali voracissimi che nel is r ee e, fino a dieci metri, e la eli Forza à così prodigiosa, tale la celerità del nuoto, che venne calcolato che in trenta setaiinane potrebbe fere il giro di tutto il in nido. Ciò che havvi di p'ù ininaccieso nel pesce cane, non è solai ato la gola armata di denti aguzzi e duri come l'acciaio; in t altresì la sua coda che può speze tre le gambe di un nuotatore. Oh! l'orribil pesce! Bisogna averlo veduto ,levvic'uo per comprendere tutto il perico'o che si corra accostandosi a lui. A. proposito di questo mostro nerre.remo ue fatta a alcuni amici ed io fummo testimoni uella rada di Vera-Cu. Avevamo incontrato nel caffè principale della c'ttà un grande e b dl' uoin a alto circa sei piedi, e proporzionato al punto di sembrare un Antal«, o lo Ap dio del Belvedere, il suo sguardo era acuto come quello d'una linee, sotto i suoi abiti spagnuoli aveva disonvoltura senza pari. Avvolto nel suo zarctpe malgrado il caldo tropicale, lasciava vedere una gamba mascolasa, che dinotava una forza irresistibile. — Chi è colui? chiesi ad un cameriere del caffè di Vera-Cruz. — È Manoel, seuor, rispose questi, l'uccisore del pesce cane. E mi raccontò che colui, il quale aveva destata la mia attenzione, era noto per la sua abilità nel tagliare in mezzo eli squali che abbondano nella baia di Vera-Cruz, come gli urnbù o gli avoltoi, nelle vie della città., dove si nutrono cogli avanzi di ogni sorta gettati nei ruscelli dagli abitanti. L'ufficiale da sua parto aggiunse che per una ritenete d'oro .11enoel ci mostrerebbe il suo coraggio, e s'incaricò di farsi interprete fra noi ed il suo compatriotta. Manoel accettò la proposta che gli venne fatta, e fa stabilito all' indomani mattina sarebbe venuto a raggiungerei in ▪ una imbarcazione-a-bordo del piroscafo che si trovava in rada verso il forte di San Giovanni d'Alba. All' alba vedeinmo giungere Manoel. L' « uccisore di pesci cani » aveva lasciato a Vera-Cruz il 6110 abito da hidalgo, ed aveva solo un lungo calzoue e l'immancabile zarape. Era montato sopra un leggero battello guidato da suo fratello. — A la clisposicion de usteil, ci disse Manoel. Questo quando vorrete ci dispose ancor meglio allo ritrailo spettacolo a cui stavamo per aseietere. Maueel era riiiieceso nella barca, e lo vedemmo esaminare con cura il gorgoglio del mare. Cercava di rendersi conto di quanto accadeva attorno al bastiineuto. Gli mostrammo dall'alto sei pescicani che nuotavano nelle nostre acque cercando di afferrare di qua e di là qnauto veniva gettato loro dai marinai. Allorchè ebbe ben iepezionato le vicinanze, si stearezzò del SUO zampe, ed apparve ai nostri occhi armato d'un enorme coltellaccio e le gambe nude ddl ginocchio in giù. Il ventre e le coscie erano nascoste sotto calzoncini di tela bianca. Lo seguimmo nel puro cristallo della rada: egli descriveva una lunga curva, e questo maneggio di Matmel non tardò ad attirare l'attenzione dei pesci cani che nuotavano qua e là attorno al bastimento. Mancai] era tornato alla superficie del mare e nnotava perpendicolarmente al piroscafo, mentre gli squali lo seguivano ad una certa distanza. Queste evoluzioni dell'uomo e dei pesci continuarono per circa 20 minuti. Al un dato punto, Mannel si arrestò. girando sulla schiena, si mise a fare il morto colla più perfetta Vedemmo allora una truppa di pesci cani avauzarsi dal lato del nuotatore. Lo squalo che si trovava in testa, inquieto nello scorgere Manoel rimen , re così al disopra deli' onda s'enza avanzarsi, inter• ruppe la marcia per alcuni Ma, sentendo la preda a qualche distanza, si precipitò su di essa a tutta velocità, si girò a sua volta sul dorso, ed aprendo un enorme gola, tentò di afferr.ire Mamoel a metà corpo. Il messicano se ne stava in guardia: s' Muti•ree rapidamente, passò sotto il mostro e quindi tornata le vers di lui, lo colpì col coltello sotto il ventre. Si a che il colpo f issa stato male ap a liceto, sia che la lama fosse scivolata nel momento decisivo fra le mani del pescatore, fatto è che il pesce cane sano e salvo, tua unito spaventato si immerse e si allontanò precipitosamente. Fu allora che il secoudo squalo si trovò ad un braccio dal pescatore. Manoel, siuza perdere uu minuto, tornò a cacciarci sotVaccina, e riprendendo il suo slaneio per risalire a galla, giunse precisamente setto' al ventre del pesce cane, che aprì prestaniente cou un colpo di coltello bine: applicato. L'animale colpito a morte, r;salì alla sup e-ficie delle onde fatte rossa pet suo sangue, e galleggiò ben presto, ia ineeet convulsa, lungo i fianchi della nave ammiraglia. Gli evviva dell' equipaggio aceadsere quell' inattesa v.ttoria, mentre Manoel in aria ta - ionfaute 'invadeva nella sua imbarcazione. Avea ben guadagnato il denaro, che gli cousegeammo tosio appena salì a bordo del nostro piroscafo. Mentre celebravamo la vittoria di MAnOel, nal maritatici, di circa trentacinqae anui, ne:suo-timoniere, rivolgeva ad alcuni Lo inpaee ;; queste parole, che ci giun :ero distinta :nenie all'orecchio; --Gran cosa! Io che vi parlo m' incarico di fare altrettauto, se il cípitauo me ne dà il perineeso. Comunic a i al no,tro cupo le p irole -lie., e d il e mouedoro S ilith ii.h3t3 Yack Meredith, il [nastro timoniere, gli disse cm :1 002 aspra:. — Dunque tu pretendi di fare qaello che or ora ha seguito il nees.sicano. Sei 4: , ammogliato? Sei vedovo? Hai padre e madre? — Sono solo al mondo, replicò Yack. — In questo caso, fa' quello che vuoi; ti permetto di arrischiare la pelle, se ciò ti garba. Sei sicuro del colpo? — Sicurissimo, capitano. Il mastro timoniere salutò e si allontanò. Due ore dopo questo colloquio alcuni marinai chiamarono Yack Mered:tia e gli mostrarono tre squali che vagavano attorno alla Alabawa. Il mastro timoniere di se che tentava l'avveatura: si svestì e si tenue pronto col coltello in mano, a disceudere la scala e gettarsi in mare. Eisend° stati avvertiti di ciò, ci radunammo tatti sul ponte, assieme a noci che che non era p irtito, per assistere allo 'spettacolo di un yanchee che voleva sciunotta.re il re degli uccisori di pescleatiiAd un tratto vedemmo un enorme squalo avanzarsi quasi in linea retta verso il piroscafo, insegni:lido un vecchio 'merluzzo che il cook del bastimento gli avea gettato. Allorchè il mostro fu giunto a dieci metri da Yack Meredith, questi si gettò nell'acqua, e lo vedemmo immergersi a picco, !neutre il pescecana meravigliato di quella preda umana che si poneva avanti a lui invece del merluzzo, si disponeva a girar sul dorso per stritolar meglio il suo avversario. Vada risaliva verso la superficie, col coltello levato, pronto a colpir, ; e vi sarebbe riuscito, senza uu fatale accidente che lo colse. Lo sventurato erasi dimenticato di andar soggetto a crampi. G à nella baia di Chesapeake era stat sul punte di anaegare, ed aveva d ivuto la sua salvezz t ad alcuni amici che lo aveano trascinate a riva. . L) stesse accidente lo coglieva in qual terribile istante. Perdette la ragione, abbaielouò il coltello mentre lo schifoso inoecro, dosi sulla schiena, lo colpì in mezzo al corpo che tagliò netto in due parti. L scioglimento di queste dramma sfuggi ai nostri sguardi, giacche l' acqua si era fatta torbida pel elegue, e il terribile squalo si era cacciato nelle profoudità della baia portando con lui i trema) del povero Yach per divorarlo a tatto sao a ea ba Due altri pesci cani si erano gettati sulle gambe del 'nastro timoniere, e ne aveano fatto un solo boccone. 11 commodoro Smith si pentì, 1114 troppo tardi, d'avee perduto un bravo marinaio. Q tanto a Manoel esclamò in lingua —_Caramba! Ecco che Cosa vuel dire il fare un mestiere che non si couosce! E questa fu l' orazione funebre del povero Yack Meredith. areta-sa Pregati pu;ibl: eh ia :no Lettera aperta a S. E. il Presidente d31 Censiglio dei Ministri. Eccenenza Noi non sappiamo con qual ragione nè cm vanta giustizia si voglia n eg a r e ai volontari ceina udisti del M tggi ,, re A nd rea Sgar :Pino e che per ordine del li o i rtiroao da L v orne ezenerele onde ingrossare le file dei valorosi che dovevate" infamare lo eh trce di Missili:e il diritto di go fere dei privilegi stai sanzionati per gli altri componeati qu Ila soetUziiine. Può esser vero Eccellenza che non si sia veiuto calciara ficcati p irte I i sp di.sione quei volontari in numero setta n tase tte oerchè parti rene da [Avorio e non da Qui :rto-G iuva? Ma come regge questo giiiii,zio SS nessuno priò epeug are che fu per ordine del generale Garibaldi che i volontari Livoruesi partiroeo di 1110~1.1• - 1~1.~1•■•101. Livorno, che fu per suo ordine che attesero nelle acque di Piombino. e si uuirono ai vaperi provenienti da Genova diretti a Usiamone, e che in quel posto mentre il generale stesso ordinava a Z imbianchi di sbarcare e dir:gersi nello Stato diraiuò lo stesso ordine ad Andrea Sgarallino ingiungendogli di unirsi a Zambieuchi? Giudichi V.E. come si può Con coscienza sostenere che i settantasette di Sgaralliuo perchè partiti da Lvoruo non possono godere dei diritti accordati alla spedizione? Noi uou possiamo credere cht . l'eroismo consista solo dd partir da un luogo piuttosto che da un altro, ma qaalora ciò fosse non petreenno che disapprovare altamente la condetta di quelli che ciò giudicarono giusto e retto approvaudu una legge incompleta. Ed invece colla legge che ha modificato le disposizioni di quAlt del 1835, si è accordata la medaglia dei Mille a coloro soltituto che p irtirouo da Quarto per operare lo sbarco di_ Tdlain me e non agli altri che diretti allo stesso scopo non partirono però da quello stesso luogo. Ma perchè premiare soltanto quelli favoriti dal case? Perchè dunque sono partiti da Livorno i volontari del maggior Saarallino dovranno p nlere tutti i loro diritti? Ma non sono italiani come- gli altri, non eran pronti e destinati a combattere per liberare la patria come lo eran gli altri, a sopportare i disagi , i pericoli come quelli partiti da Quarto? All'Eccelleuza vostra esempio di ogni virtù la risposta, la quale non potrà essere che pei v"Iontari di Livorno vantaggiosissima. Non è giusta che questi stessi diritti non si debio io riconoscere ai 77 di Sararalline, se auch-í essi sbar cacene p e r or -dinelcaposurem,copurenalt carine° diretti allo stesso scopo e callo stesso rischio ciin cui gli altri audaroao a prendere terra a Marsala. Chi può duequ • sosteuere con giustizia che i più volte nominati settantaeette non - facevano parte dei Mille, se pers;uo i docutneuti rilasci di dal generale Garibaldi provano luniuosamente che imbarcarono, attesíro e sbarcarono per ordine suo, per operare una diversione nello stato Poutificio eh: valesse a distogliere l'attenzione del governo b n-bouico ed altri governi interessati alla rovina della spedeeinue di Sicilia? la cede cluaione questa è storia e storia dectiment tta, I-, p ;ade del generale selle chiare: Eecole Ci:dille.) eh i 'il giorno 2 eleggi," 1860 a giade-Genova, avere dato melme ai (Menne!! i A Area Sgaralli no e Felecesco Lavarello, a cui autic:pai mezzi per l'oggetto di riunire genti a Lat o re., e imbarcarle s ;Fa una tan ama p unirsi coi uostri vapori stilla via cll t (1 iVeValin seguire per la epe lizione di Sieda. o ò eseguito ed a Tela:none per ordine mio si un Tono al C Innocuo Z onbianch«. Con questi ta'i !liti è nieu •tle E c11;inza che non si capisca perclea non si debbamo riconescere i settantasette livornesi mentre al momenti (lett' azione forano posi sul e fu loro ordinato di eseguire ;enardevoi L il piano strategico del generale. le'ec lie:rea alle cose -nal fatte b'entia riineiliare, e se da un late è Si-d.t0 tatto beu a riconoscere facenti parte dei Mille i partiti da (2iierto-Ceieuov t e sba reati a Tdiallolle, è altra datato f ttto male non ricenoecere i partiti h.i. LSvarno, perche essi sha e i•eeto 'Lima iue coi gi stessi stèss,) seJp..) e per lo stesso ordin E :cellenza, eals i è troppo giusta per aver bisogno di ideatile parola di ricco natelezioae. R. V. , , - Resta P avauze L 31977, 53 nesi Enric vorno a Pis: Pisa. sarosr, da Pi Pi Pisa. Parte straordinaria. Entrate straordinarie . Spese straordinarie (esci u Si) il movimento dei capitali) . • Gt Di N; 96070, 00 a N 114946, 00 31077, 58 stro Socìo puht zie i 18876, 00 . V. 2 Rísta l'Aireem • . . L. 13101, 53 sua •raen Disavanzo . L Avanzo sulla « parte ordinaria » . . . . L. Disasvt aranozto sullaa » « .. par te » l3376, da applicarsi all' aminortiziazione di altrettanta parte 'del debito p iti Q-iesto è il secondo anno che il bilancio preventivo del C aliene di Pist si chiude con un avanzo, auzichè con un disavanzo: e poichè l'esperienza di quest'anno ha potuto .dimostrare dove le entrate previste riuscissero difettive e per contrario le spese aumentassero oltre i limiti stabiliti nel bilencio dell' anno decorso; e nella cernpilazione del nuovo preventivo la Giunta e la C immissione dei provvedimenti fili:atm:ari hanno teuuto conto della esperieuza ottenuta proponendo le modificazioni opaortue t negli stauziamanti relativi, così crediamo che il nuovo bilancio abbia in sè tali elementi di certezza, che mali pece dal inedeehne dovrà discostarsi poi il coaeuntivo. Infatti, l'esercizio del 1879 si chiuderà secondo quanto annunziò il relatore consiglie•eMonterzi uo ne della G;aiita e della C'eli niseione dei provvedimenti fiaanziarii, con un dieivenzo di sole 100 a 120 mia lire; e quand i si cons.ideri che questo esercizi) fa seguite ad un altro (quello del 1378) chi ebbe un disavauzo di 977 in la lire, non p trrà leccola uè poco impedente la differenza che si è nello spazio di un solo anno ottenuta. STA.T 9 CIVILE dal dì 11 al dì17 nove nbre Z37», a'aseite ftpa•inuate nu:n. I — imine num. 23. Ma,trimgli Avvocato Giuseppe, Nat,!.,lai, Garzella Sofia, ambedue ceiibi, di Putien 100 — Frizzi Lomoblo, con Parenti M iria, aufiedue celibi, di Riglione — .111r,flutti Dittista, ved.wo li Pisa, con BrLiai Ezol i, nobile, di San Miaule degli Scalzi — Farnain i Felerigo, con Pa lailini Annunziita, ambedue celibi, di P:sa — Viviani Salvatore, celibe, di Stazzerna, con Marraecini Luigi hia, tribD, ti Dirbarecina Ore.ite, con Di Cocim Maria, ambedue celibi, di 0atj — 8 istianelli Luigi, con Sacconi Estcr, ambedue celibi, di Pka. tato per por sign al D stan nem Mas nel -che colti ratt rebl dile tezz più sott mio von del CI ue un vi per aiu Pri' 'no rici tel' Lo gio sep zio mii ato stil d'I Mo ti Corucci nei Di Sacco Marianea, li anni 53, di S. Picr a Gr lo. 13 irgaga i nei D.ilitetti Santa 2 í, di san Marco alle Cappello. Pazzeller Giovanni, cmiugata 55, li Pisa. Orlandi vedova Zan)belli Caerina 75, di Pisa. Caeiagli Antonio., coniugalo 69, di Pi. N.itali Venanzio, celibe 62, di Pisa. Ditactu Luigi, celibe 72, di Pisa. Lenzi Argene 5, di Pisa bellini nei Lodovig,i Agnese 57, di Pisa. rmiwbesi nublile 21, iii Pisa. Di Luna ved)va Zanobini Marianna 89. -d'Oratnio. Macchia Santi, coniugato 56, di Sei) Mieleo e e lean Sii. m a redni Francesco, ve 14vo 72. di Viareggin. Testa Altgiolo, Coniugalo 36. di Pia. Tor:olini Raffaello, vedovo 81 di Pisa. .E più 7 al di setto di 5 ;inni. - - C111,' O> N A.. OAL 19 Novent5re li C.msigiio Co nauale uell a seduta pubblica di lunedì terinnò la diecession: del bilan&e preventivo dal Comune il cui resultato finale è il seguente: — — Parte ord:naria. Entrate ordinarie . L. 1626723, 42 Spese ordinarie . . » 1530369, 09 _ Avanzo L. 96354, 33 Spese facoltative di carattere ordinario . . » 61376, 75 Be ce: Mi br zii Im Cambiamenti di residenza Gabrielli Ferdinando, da Pisa a Firenze. Di Nardo Gatibriello, da Pisa a Livorno. Farnesi Palmira, da Pisa a Livorno. Ammagliati, Enrico, da Pisa a Roma. Alatini Natale, da Livorno a Pisa. 13acchianeri Tommaso, da Livorno a Pisa. Bacei nei Ceppi Aspasia, da Livorno a Pisa. Giusti Angiolo, da Collesalvetti a Pisa. sarosa Ranieri, da Cascina a Pisa. Terzi Luisa, da Pisa a San Quirico d'Orcia. Perugia Moisè, Pisa :a Firenze. Beni David, da Cascina a Pisa. Sanbanini Assalita, dal Fitto di Cecina a Pisa. - 'I" e atri Non avendo potuto assistere con nostro dispiecere, alla rappresentazione della Soce Filodrammatica Vincenzo Monti pubblichiamo volentieri le seguenti notizie che ci vengono gentihnente favorite: c Lunedì scorso 17 novembre, la Società V. M unti ineugurava il quarto anno della sua foud zione c m la Commedia del Demenici: La legge del caore. Questo gioiello fu benissimo interpretato da quei Filodratumatici in generale, tra per ani ire di giustizia sono in obbligo di porgere particolarmente un omaggio alla signorina B azi Laura che nella parte di :Luigia ebbe dei morneuti veramente felici; al Fascetti R idolfo, che in questa circostanza dette prova dt intelligenza„ sostenendo con verità la parte di Amici; al Massai Giussppe, che forse un po'spostato nel Leonardo, seppe par nonostante qualche volta corrispondere alle tuolte difficoltà che preaeuta alle attore questo carattere. E, sempre per debito di giustizia, sarebbe desiderabile che in alcuni di quei dilettanti si riscontrasse maggiore castigatezza nel gesto, e nel Massai specialmente Più chiara acceutu Lzione, cose queste che sotto una direzioue come quella dell'esimio E. Salvador i e con lo esercizio devono affatto sparire. La Tombola farsa data per chiusura del trattenimento, non sortì, a parer mio, quell'esito che avrebbe potuto procurare un altro scherzo comico fra i tanti che -vi sono. Q testa fu una scelta infelice, perchà il dilettante ha bisogno di essere aiutato dal carnp gnitnento; se questo è privo di eff itto, vi abbisogna dell' arte e molta per ftrlo risaltare. Bravo Salvadori! il plauso unanime che riceveste lunedì sera da quel pubblico intelligeute e nuaierose,uou fu che meritato. Lo dico con la cliasssima convinzione: quei giovani, nella commedia del Domenici, seppero far miracoli setto la vostra direzione, e l'esito sarpas-iò di gran luaga la mia e Paspettazione di tutti. Ciò prova anche una volta di più quanto sia giustificata la voce che si eleva da ogni parta d'Italia chiamandovi un grande artista. R. P. 11•1, » 3.1 u.s.ict a. - Al no;tro concittadino Giuseppe Meniche.tti si prepara certamente un bell'avvenire nella, carriera musicale: noi lo abbiamo detto altra volta e lo ripetiamo ora ch3 di lui abbiamo ottime notizie nei giornali di Napoli. Infatti nel Pungolo e nel Giornale di Napoli troviamo le seguenti notizie che riproduciamo con vera soddisfazione: La prima tornata della Filarmonica Bellini ha ottenute uno splendido successo,. L t dirigeva il giovane Giuseppe Meuichetti, il suo ingegno musicale sembra g ià provetto per gusto e per. creao zioue. .11 preludio sinfonico della sua messa 'dove si ssolge largamente un pen- siero mesto e grave, due romanze il duettino grazioso e fresco del Cacciatore e l a montanina provano quanto può una ispirazione semplice, pura, sotto la guida magistrale dell'egregio Giorgio Miceli. La signora Vigilerai° D'Ovidio cantò a maraviglia la Demente di Miceli che è un poema di dolore; fu applauditissitna. Il maestro Siragusa f -ce gustare al pubblico una sua gentile composizione che piume moltissimo, del pari il giovane tenore Marino Costa e quella esimia artista che è la Rossi Di Luggo raccolsero molti applausi. Ed il bouquet della serata ti la presentazione del violinista cita E Deearzak de Waltlen, artista di prime ordine. l'auto nello scherzo capricciose di Devia, quanto in un cieli) di piccoli pezzi di sua composizione, egli ha rilevato una maestria mirabile, una padronamze mento, un seutimen`o artietie) che finora era assai raro trovare riuniti. .A.near t giovane egli è già riuoineto in Germania ed in Francia. IO sera l'eletto e numeroso pubblico gli ha dati) il battesimo degli applausi italiani. Un suo pezzo caratteristico Saltarello fu bissato e coperto di applausi. Iasointna una serata completa e bella, come la Filartnnnica B-ellini sa dare, ed il Nlenichetti capì per la scielta dei p3zzi, come per la eccellenza dell'esecuzione si alfer.uò eseerto Direttore quanto è compositore valente. -• ALFREDO GIORGI Aveva vent'anni e non è più! ... Era presso a giungere in porto e un'onda infida l'ha travolto! ... Dopo tanti sforzi, dopo tanti sacritizii vedere la m ete, toccarla, possederla quasi e morire! Essere forte, e sentirsi, robusto, pieno di vita e di vigore avere rigogliose e feconde le facoltà 'della mente, possedere un ingegno capace di produrre non meno che di assinilare e una volontà corrispondente alle doti dell' intelletto, avere la sicurezza che l'avvenire è nelle proprie mini, che non pliò più sfuggire, sentirsi una voce dentro che dice va, non può essere che tu non japprodi ; quel calore che infiammi, tatti gli aninigai chiamati a segnare la loro orma nel campo delle intelligenze, quella scintilla del fuoco sacro che nel cuore si chiama sentimento, e nell'anima ragione, ti scalda e ti rischiara il cammino, vai fidente di te, arriverai sentirsela dentro cotesta voce e perire!... Tuttora rampollo trovarsi vicino e atto abbastanza a vivificare il tronco, ultime della famiglia sentirsi destinato e presto a divenirne il sostegno e celere reciso !... Scorgere il premio della lunga corsa dopo averlo in3ritato, sorridergli e goderne di già pregustando la gioia intima, la ineffabile soddisfazione di possederlo e chiudere gli occhi per sempre ai raggi del sole e a quelli degli occhi materni .... oh! è troppo è troppo .... Chi non emette cotesto grido dinanzi alla salma d'ALFRE13, speranza dei suoi e della terra, dove bevve le prime onde d'aria e di luce? Qtial' è consolazione che mitighi, pur per un istante, la disperazione dei suoi sventurati genitori, di quanti lo conobbero, e di chi gli fa compagno bambino, adolescente e adulto ? Piangiamo insieme... Non c' è sorriso capace di consolare come una lacrima. Certi dolori rifiutano qualunque parola consolatrice, vogliono essere compresi, e chi li comprende sà che si consolano salo colla comunione del pianto. Cosa gli mancava per essere un'uomo? Intelletto potente, cuore amantissimo, fratiCO ed aperto, risolutezza e stabilità di propositi ne facevano mia individualità che ,dovea manifestarsi più luminosa,mente di poi. In lui c' era un germe sviluppatosi in parte e che in progresso si sarebbe sviltippato del tutto. Cotesto gtrnie era il Palladio dei suoi cari. L'anno scolastico 1879-SO doveva salutarlo dottore in medicina e chirurgia e invece è stato quello della sua morte. Alfredo Giorgi fu buono. Qaeste parola sintesi celeste della sua privilegiata timi è natura. A. che analizzarla? Tatti, o quasi, la intenderanno. Era na 'fiere pregno dei più allettanti profumi, contenente semi dei frutti pià grati, e anatre ano splendido e vivificante sole di primavera si faceva più vigoroso e letiziava, la vista e l'animo di quanti lo accostavano, una raffica di vento m tligno l' ha ucciso. Cosa ritnene ai superstiti? Il ricordo di quello che fu nella vita, la coscienza di quello che è nei nostri cuori, la speranza di quello che sarà nel inondo misterioso del di là. Non è nn passaggio la morte? Estingue per far rivivere, è estinzione e resurrezione. Quando la spoglia di carne non ha più potere di servire da albergo di un' aeiini im nirtele e si disfai, c' è il seno di Dio che la riceve. Eppoi è veramente meno Alfredo? Non vive in noi? Noi vivrà forse in noi fiachè respireremo? Non avremo sempre ari pensiero per lui, un ricordo, un rimpianto ? Sì, mio Alfredo, sì, esseri, CD1113 fosti, non muojono lillà interamente. Sono sempre sulle nostre labbra perchè vivono nei nostri cuori. Tu non lasci un vestigio quaggiù che non sia degno di lode, tu non lasci traccia che si debba occultare. Eri buono e non ci è respiro che si allarghi per la tua scomparsa: tutti ti piangono, tutti. Mio Alfredo, addio! Se mai avviene che per un mistero inesplicabile il necessario si sposi e si commichi al contingente , l' assoluto al relativo, l' illimitato al limitato, il di là al di qua, ciò che sarà a quello che è, e tu possa udire quest'ul timo grido dell' amico tuo oh! allora, ne son certo, sorriderai a tanta copia d'affetto, che hai lasciato dietro di te. N1CCOLA. BARDELLI. 411111~1~~11111r Dalla Provincia Buti 13 novem5re 1979. (N". O.). — Nell'ultime ore dello scorso ottobre la falce dell'iuesorabile morte troncò in Pisa la vita dell'Auditore Giovanai Diui, 13-1tese. La di lui salma venute impalata nel sepolcreto dell'ain nirabile cappella gentilizia chi di lui ceugiunti signeri Sabiae e Ferditiandi) Filippi a B adia, luogo che dista dal nostro paese di chulometri 2 e mezzo circa. Per la pessima stagione non essendo stato possibile nel giorno del trasporto della salma, r2ndergli l'estremo omaggio d'affetto e d'onore, lanedì IO novembre, le autorità e l'associazioni civili di questo paese recaronsi sa velli tomba a tributare i d iridi e meritati oneri. Il corteggio partivasi dal Palazzo Comunale alle ore 9 antitneridiane. Precedeva la nostra 13 loda musicale iusignita della SII:1 mernerabile bandiera, eui faceva seguito l'Assessore delegato col distintivo di Sitelaco, aceolup ignato dagli altri membri della Giunta, da vani consiglieri e dal Giudice conciliatore; quindi sehieravasi in ordine la S neaetà di Mutuo Soccorsa can a, c ip) il respettivo Consiglio chrettivo sotto l Vessillo uazionale-oeeraio ed infine eranvi molti amici dell'estinto. Giunti a Badia, m nttre la Banda eseguiva scelta e mesta inasica, le Rtppre. sentenze scesero con religiosa mestizia nel sepolereto, essendo nel [Miti° inferiore alla Cappella, a deporre una corona di quercia e d'ulivo sulla touthaelell'iutemehi ea laelt• ea e.- aee i rato Magistrato, cerimonia compiuta dal signor Alcibiale Cloui Caticelliere giudiziario. Nel tempo medesimo che ciimpievasi in uoine del paese questo dovere, un altro ne adempiva il giovane Nicoluede Coscera in nome dell'amico Ciro sul sepolcro d'un pargoletto perduto d Il mesi di vita nel di 7 novembre corrente, consacrando alla memoria di qiielPangioletto una ghiri muld, di fiori. con- • segnatagli con la segueate iscrizione: Sterile conforto — Al costernato mio cuore — Deponi, o Amico, qn-tsta corona — Sulla terra ove dorme — Giallo — Il dolce mio bainbinello — SUO 9/1 padre — Che tra le lacrime — Porge al suo Angioletto —questo eetr mio tributo— Di ambascia e di amore. Dipoi fu celebrata la messa, durante la quale la Banda eseguì sublimi sinfonie funebri del nostro compaesano cav. maestro Andrea Bernardini. La fanzione fu terminata da perole di cordoglio e di lode per l'avv. Giovanni Dini, pronunziate dai signori D. Catuiregli assessore delegato, A. Cioni, N. Coscera, D. C. Glanuiui Preei lente d .111 Società Operaia e da R. B 'coi. Assistevano a questa ceritannia elettiti parenti dell'estinto ed una eletta schiera di signore buteei. Terminate le funebri orazioni il corteggio Si ricondusse con lo stesso ordine al Palazzo Comunale, ove si disciolse. Questa onorananza ebbe luago per cura dei signori Ferdinando e Sabiiia lippi, cav. dott. Domenico Dauielli, avv. Francesco Danielli, cav. maestro Andrea Bernardini, Alcibiatle Cioni, Ser C sai> Frullani, Ciro is 13 illoui-Ftlippi, Nicoaaede Coscera e Rocco Parducci, dei quali gli ultimi cinque creai componenti il Unitati> dirigente. Ecco come Buti ha reso l'estremo saimito d'onore e d'affetto a colui, che bersagliato nella sua gioventù dalla sfortuna seppe lottare impavido e con pieno successo contro le avversità e giungere ar goder, in mazzo agli agi della vita, la pubblica estiraazione, lasciati lo ai parenti agli amici, al paese un bel ricordo di S.3 per le virtù, che Io distinsero. Veritas. uurantE NI•TIZIE Tutto il Ministero ha rassegaato dimissioni nelle mani di Sua Maestà. il Re. Pare stabilito l' a cordo Cairoli-Depretis. Sgtio ignoti i nomi dei nuovi ministri; molti sono in pre beato, ma per ora sembrano certi: 1'00. Dapretis, il quale assunnrebbe il p ietabgli natemi); l' on. Magliaai pullo 1.31!e fiaanze; l'on. Villa palla della giustizia e Baccarini quello ddi lavori. 021.•••<~i DOMIZIANO PAOINI Gerente prati.. .~110.7.1100~MMII••••■• Istitgo vinto d'Istrgoin DIRETTO dai Profenve Pasuala Laiiirii 11 Direttore si crakI3 iii o'iblig i li avvertire i g eititori cha primi d ti decorso Ottobre ha 11!101rafflOilt apOrl0 - , suo istituto Via. Mazzini N.° 53; e che oltre agli altri insegnanti per lo classi olerwmtari, v i eti cuditivato por le classi Ginnasiali dal sig. DAL E'.' L )onardo Piccioli. Pisa 11 Noveinbra 1879 • - . 1,-.~....,"•*•-■—■ AVVISI) Il CHERURGO-DE \UNTA. FIORE FIORENZO avverte la sua numerosa cIieutela ch'egli ha trasferito la sul resi- A danza in via Palestre, num. 6, 1. piano, di Iaraelitiea, contro la Scii •srea • Ianb ~Mi! • 4 •••-- ALLI' SITUAZIONE al 31 ottobre 1879 della Banca risana di Anticipazione e di sconto, Autorizzata con R.° Decreto del 5 Marzo 1871. Numerarlo in cassa Portafoglio Anticipazioni sopra effetti pubblici Valori diversi Conti correnti con frutto Depositi a cauzione Depositi liberi e volontari Mobili e spese di primo impianto ammortizzabili a rate annue Coriisinndenti bancarii e debitori diversi Spese del corrente esercizio da liquidarsi in fine dell' annua gestione, come appresso a spese di ordinaria aniministrazione e risconto . 44639, 09 Interessi passivi e spese straordinarie. . . a 28501, 10 Imposte e tasse 11928, 09 L. 85068, 28 li Direttore £ Correntisti 725280, 50 Depositanti per depositi a cauzione 27500, 00 Depositanti per depositi liberi e volontari 82854, 00 Corrispondenti bancarii e creditori diversi 1424848, 67 Azionisti per dividendo 8800, 00 666567, 63 4560, 00 Fondo di riserva 85068, 28 34328, 57 Rendite del corrente esercizio, liquidabili in fine dell' annua gestione 110539, 86 2910211, GO Pisa, dalla Sede della Banca, li 1.° novembre 1879. G. MARCONI. .11 Conigliere di turno — CAV. MATTEO REMAGGI. — 500000, 00 Il Ragioniere — G1US. BENEDETTI. 1311111~1~319111131 - Guarigione 1£1failibilte DI TUTTE LE MALATTIE DELL \. PELLE COMMENTARIO CLINICO IN PISA AMIDO-LUCIDO ANNO INGLESE PATENTATO PUBBLICATO LI JCIIIVS411A Fer cura del Comitato pisano dell'Associazione Medica Italiana L'effete di questa recentissima invenzione è sorprendente, un cucchiaio circa del medesimo coll'aggiunta d'un 118 di kilo di finissimo amido rende biancheria candida, dura e lucida senza la minima influenza nociva. Pacchetti a C." 40 e L'i 80. Sotto fr. 2 non DIREI 'ro DAL DOTT. D. BARDUZZI CON LA COLLABORAZIONE DI 11-1.12S1 IO MEDICI E CHIRURGHI Abbonamento — Un anno L. lo. tu semestre L. 5 Per PISA Lire O annue. Gli abbonamenti si ricevono alla TipografiaNistri e C. La Direzione é in Via S. Maria 95. si spedisce nulla. Depositari anungeosso cereansi in tutte le primarie dna. #} SI2 on I'd ..... 'i3 E ._:. 'LI -.'s r: ,2 .-: .5 , e to z e - - z o P- e z o .'''Sz fa' '''''q' oc , es e _,, .e., ,, ,,31-• .5.. '•;" e ..-,„-4. ,-,E; „.„ .... ,,,c..,1 ga‘ •51 4 5. = . - • • bp • , cz CJ .-. 3 ._ 7,,,....„ ;L.., r.• /...o -.• 2 ccichI "=C rt .2 A e,t ,...." ai ._,. .... ci c' -- ;,-:-' ' •.e'+. rg "eeg-5. :2 • "F., 2 22 ... il E. 7-_-..... cT3 c g.1,` ,..l • W el ' c■•-• 1-113 C.> C •rz: ..' ,-_. 2 9 .._. -- E. Ce " - — 2 , . 2. 9 e. 7-. e - .„.- ... ' "" .)i; cti ,a, . , Z '2_— ,-, - e . E 1.12 -é-. iii _ rd cc %... e -‘ ‘1) ;77 .-..... c.) : !2 - e rn ' 9 0 e •<5 ,t2 .6" tce a> E Cr C 2 a: -sl 4 r•-• -. ' --2 -- -a' 2, «'' •=1. I C-. d C .': e cz ;._ -o e 0. — e cu - -2--. n .3 - o 0 ...c ' O v Ci-.4 y e "3 o Musica d'ogni genere — ALAtoplantesili. .3~131~~1~3 1~3~~311~~~~~~ n 413~1~9~1~1~34 e ,,e = oo e. d - e 2 . e. i- e - o= o =.e. r-.) i ai si, = et'd ce ee dalla tipografia T. Nistri e C. è stato pubblicato , - - ral .' 4: ...> '1 I=Q E ,_2 — - g , '-4 "Z C PL, il-, a" o '2, [mi r 2 < ‘... .•.,- 2 • --• m .c o r... C) ,E. , •-c o ,t2 _13•, og e . b 4.5 , e "S _t 0 t ho o e2 P, ..'t T el ine, z „et ti .neo o e cs, ! gc . .h. ..,._, ed .._, a r- o -.«.5 t> c 0 C:en ■•.5 o 51 :2 q . ..2 Ti, P.-.-, o .-2 — be d g 8.,as2 .5 c 2, cdg —„, 4..é. o .ii; t - • , . _ , 1. - . 4014 : Ti 5' ,. ,, o Ci C.) .,... , o•-• «e . C.21 'e 2 o <P c., <2 .--. --C 4'12;35 MWJ ETI PER LA TEORICA . 1.,›. g ;-'..• "o"' —. ,, it> il. «ali del sangue e. degli umori che circolano nell'economia animale, ogni altra cattsa locale essendo e,ffimera. — Coloro che entrano in detto Ospedale ne escono, dopo lunghi meei, imbianchiti, per rientrarvi in breve, più infermi di prima, e eii pecche la cura è sempre esterna e si riduce a difTerenti caustici o pomate astringenti. Culle pillole del D itt. Luigi le cure sono infallibili e radicali nello spazio medio di cinquanta o sessanta giornate. - Genova, 7 luglio 1577. (Via 4). Il miglioramene) della mia salute progredisce giornalmente e per me ha qualche cosa di tniraeolos). Non posso quindi che tributarle l'ammirazione che merita per aver raggiunto, mediante lunghi studii ed esperimenti, la scoperta d'un rimedio tanto utile all'umanità. Sono lieta in pari tempo di dirle che un signore al quale ho suggerito un mese fa di prendere le suo pillole, se ne trova di già assai contento del risultato, ecc. Di Lei DevotieRima SARA Contessa di MONT. Prezzo della scatola colle relative istruzioni L. 6. Deposito a Firenze presso l'Emporio Franco Italiano C. Finzi e C., via Panzaai 28 — a Milano presso la succursale dell' Emporio Franco Italiano, 24 Galleria Vittorio Emanuele. •Migaii•a•••• MALIIIME VENEREE. ELLATEE DELLA PELLE DELLE FUNZIONT DI VARIABILI REALI DI DT I ULISSE Professore Ordinario nella R. Università di Pisa anni di costanti e prodigiosi successi ottenuti dai più valenti chimici nei principali Ospedali d'Italia ecc. cc) Liquore r3epu.rativo cli Pariglina ( 13recettato dal R. Gocerno) del pro:essore Pio Ittlazzoliiii, ed ora preparato dal di lui figlio =r'lesto chimico farmacista in Gubbio, unico erede del segreto per la fabbricazione, dimostrano ad evidenza l'efficacia di questo rimedio pronto e sicuro contro le .11datattie Veneree, la Sifilide sotto ogni forma e complicazione, Blenorragia, le cronache malattie della pelle, rachilde, artritide, tisi incpiente, ostruzioni epatiche, miliare cronica, della quale impedisce la facile riproduzione. Moltissimi documenti, stampati in apposito libretto, ne danno incrollabile prova. Questo specifico è privo di preparati mereu viali — Deposito unico in Pisa presso il sig. Carraj, farmacia inglese lung'Arno. 3 ASINSCIW Goito, Le sono veramente riconoscente per la gentilezza con cui ella ha risposto alla mia lettera, dandomi i ragguagli che desiderava. ((tra radicale — Effetti garantiti.) re ; p§ . - 1 'is,I . h ,_,. .-z, , . 3_, I 2 ....j ',:', •,:, r'=.'.. i,-, ,„ : .5 E _ 5:5 • ,,, 2 11 mobile più utile da tenersi sullo scrittoio è senza contestazione i a Nuora Macchinetta Autografica che riproduce in cinque minuti oltre a 80 copie di uno sento, disegno, pezzo di musica od altro lavoro qualsiasi a penna euza rinnovare r inchiostro. Si spedisce coll'istruzione a chi ne invierà l'ammontare on Vaglia o Lettera raccomandata alla « Autografia Economica » Via S. Francesco da Paola 43. 45. TORINO. Macchinette formato O, IOx O, 15 Lire 3, 50 »O, 25 x 0, 35 » 10, — »0, 17 i x 0,25 »6,50 » compresa una boccetta inchiostro autografieo — Secnto ai Rivenditori. 2 ee - Le ripetute esperienze fatte in presenza dei medici cieli' Ospedale di S. Lcuis tli Parigi, coronate da costanti suceessi peovavono all' evidenza che le malattie detta pelle dipendono esclusivamente dalle •Preg. Dottore, talgt CL) Li •.>CC a•.) b,) Ods-,c O .5 C ,CD ,,, = o E, L- 02, .■-• Wlì a> — o del Dott. LITIGI. !- ; ed 9 , 6 ,-.-1, • -c •cc -^".....7 o e - ' o 41.= C) Cf: ,—, e s.. t .•.,.•:c D ,- g^" g>c2 2 c> 7 t .5 > -> › ...= a, 1.- =.. e c Te r-1 2 <4 0 • • rC: g ; rCS t -9. 7,... -75 g C> «) = liM bli 1-* ... _ r,-, ce c) 4- ,.) :--. colle Pillole Antierpetiche senza Mercurio nè Arsenico, a 'più ;.'irieinie, piazza San Gaeiano, I e — Honasa, Fontanella Borghese, 56 i; . ai ì :e ° u ATE . -0 o COIntiRCialt.d40lire 25 ......~.~..,.......-e.,....---,----.., .... . t....-.-.«.,i —-,9 c'' roi-.-., gs c E , (t Er. .7; 2 - • - • ,r3:e l',2 e -7W ,,‘ 2' e:-'_5 d e773 g «3 -. PIANO-FORTI v E N DmiTEAu sAi LIE A. L. POLLAK. ViPliVa I Brandsbatte 5 (Austria) Deposito in PISA presso ENRICO LANSEL et. C.ie ^.- F Dual 2911111~1111PIP DEPOSITO GENERALE per tutta l'Eurupa k c Capitale Sociale ( Quattro Serie Azioni ) 68285, 17 1415483, 53 27445, 00 246695, 39. 281512, 60 27500, 00 82854, 00 2910211, 60 e 1 r›A,SSI-VC) '1_` 'I` I Nr () Gr. Vol. in-8.• grande — Lire 15. Tip. T. Nistri e C.