Ano XV ilum. 86
Giovedì
3/•■■■■••
Li P MIMI 111 PIS1
ABBONAMENTI NEL REGNO
Anno 10 — 5 Semestre — 2, 50 trimestre
Fuori Stato aumento spese postali
Uffizio — Via Rigattieri Ar.
Centesimi 10 il numero — Arretrato 20.
spondente.
UFFICIALE PER GLI ATTI DEI CONSIGLI PROVINCIALE E COMUNALE
Non si assume responsabilità che fin lo
associazioni fatte alF utflzio del giornale.
CONSIGLIO COMUNALE DI PISA
SESSIONE STRAORDINARIA
Seduta pubblica del dì 2 luglio 1879.
Presidenza del Sindaco cav. uff. avv.
Tommaso Sinionelli.
Presenti i Consigliori:
De Michelis, Tanfani, Nasiinbeni, Birga,
Bocci, D'esatti, Bersauti, Torcigliani,
Garzeila, Campani.
È giustificata l'assenza dei consiglieri
Cuturi, iMontorzi, imonelli comm.
n'eri, Del Punta e Niccolai.
Dopo aver constatato che il numero
dei cousiglieri presenti non è 2ufticiente
per deliberare legalmeute, il Presidente
dichiara che tutti gli affari inscritti all'ordine del giorno della sessione straordinaria saranno trattati iu altra adunanza
di seconda convocazioue ai termini di
legge.
Quindi previa lettura ed approvazione
del presente processo verbale la seduta è
sciolta.
Il consiglier Cuturi ricorda che l'illustre avv. prof. Saurniuiatelli fu già rappresentante del collegio dì Pisa al Parlamento italiano e quindi egli che è uno
dei successori di lui nella reppreseutanza
nazionale, si associa alle parole di sentito
cordoglio che il ff. di Sindaco ha espresso
al Consiglio per l' itninatura perdita di
quell'eletto ingegno che fu l'avv.
niatelli.
Il consiglier Torcigliani propone che
il Consiglio deliberi d' inviare una rappresentanza alle funebri ouorauze del nostro concittadino.
Non essendo legale il numero per deliberare il consiglier Pieri crede che la
Giunta che è qui presente in sufficiente
numero sì farà iaterpetre dei desideri del
Consiglio.
Il Presidente dichiarando che convocherà immediatamente la Giunta a tale
effetto, scioglie l'adunanza previa lettura
ed approvazione del presente processo
verbale.
Il Presidente
A. L. TANFANI-CENTOFANTI.
Il Consigliere anziano
D. C. CIITURI.
11 Segretario
T. PARENTI.
li Presidente
A. T. Suemeema.
Il Consigliere anziano
Annunzi commerciali e avvisi pl rticolari cont. 25
por linea o spazio di linea. Inserzioni nel
corpo del giornale lire una per linea o spazio
corrispondente: dopo la flrins del gerente
centesimi 80 per linea o spazio ur riPubblicazione Giovedì Domenioa.
PARTE UFFICIALE
f)
ANNUNZI E INSERZIONI
GIORNALE POLITICO
I pagamenti non sono validi se non fatti
controricevuta firmata dal ~ore proprietario
del Giornale Avv. Gaetano Frediani.
!O Novembre 1879
PARTE NON UFFICIALE
MICRELIS.
Il Segretario
T. PARENTI.
CONSIGLIO COMUNALE DI PISA
SESSIONE ORDINARIA DI AUTUNNO
•■•■■■■■••■•■••11
Seduta pubblica del dì 20 settembre 1879
1. 4 convocazione
Nell'assenza del Sindaco cav. uff. avv.
Turatilesi) Sitnouelli, presiede l' adunanza
l' assessore delegato cav..avv. L. TaufaniCeutefauti.
Fatto l' appello nominale resultauo
presenti i Consiglieri:
Cuturi, De Michelis, l'ieri, Bocci, Torcigliani, Cioni, Panlocehi, Coen De La
Man, Cecchetti, Campani, Carmi, Loreuzi,
Ciuti, Sereni, Garzella.
È giustificata l'assenza dei Consiglieri
Siruouelli corma Rauieri e AIonselles.
Vieue aggiuuto all' ordine del giorno
il seguente affare — Provvedimenti finanziari e tributeri diversi.
Il Presidente con l' animo vivamente
commosso annunzia 1 Consiglio che uu
telegramma in questa stessa mattina pervenuto al nostro Sindaco ha recato la dolorosissima notizia della improvvisa morte
del cav. prof. Luigi Sauminiatelli avvenuta alle ore 12 della notte scorsa— Al
dolore che egli prova per questa inattesa
sventuea, crede che tutti quanti qui sono
presenti preuderannuo vivissima parte, non
tanto perehè la morte ha colpito un nostro illustre concittadino, che sebbene giovanissimo aveva già levato tanta fama di
se, quanto ancora perchè essa è un lutto
domestico per il nostro Sindaco ed altri
egregi nostri colleghi. Qnaud' anche pertanto, aggiunge, il numero degli adumati fosse stato legale egli avrebbe ad
cigni modo proposto di sospendere la seduta.
]D
iEtri O
Richiamiamo
attsuzione dei uostri
lettori sui seguenti telegrammi da Pegli:
Pegli, 16. — Il Re, il principe Amedeo
e il loro seguito arrivarono alla stazione
alle ore 3, 17, e vennero ricevuti dal principe di Germania, dal prefetto di Genova e
dal sindaco di Pegli. Il R9 ed il principe
si baciarono affettuosamente e si sono intrattenuti alquanto alla stazione. Il Re ed
i principi col loro seguito, si avviarono
all'Hòtel, percorrendo a piedi il tratto di
via della stazione all'Hòtel. Tutta la popolazione acclamava con entusiasmo. La
stazione e le vie erano addobbate con bandiere italiane e germaniche e adorne di
fiori. La piazza della stazione era stata
convertita in un elegante giardino con
un sontuoso padiglione. Alt' uscita della stazione , ove sua Maestà ricevette
un mazzo presentatole dalle bimbe degli
asili bianco-vestite, la musica di Pegli intuonò l'inno reale. Trovavasi alla stazione
la banda operaia con bandiera. Molta folla
era accorsa a Pegli da Genova e dai paesi
circonvicini.
Pegli, 16. — Dopo la colazione offerta
dsi principi di Germania, cui presero parte
il prefetto ed il sindaco, ebbe luogo la
partenza per Genova a ore 4, 50.
S. M. e il principe Amedeo accompagnati dal principe di Germania ritornarono alla stazione a piedi, sempre calorosamente acclamati. Il congedo fu cordialissimo. Il principe di Germania ritornando
all'albergo fu salutato da acclamazioni e
dall'inno germanico ».
Da questi telegrammi rilevasi che l'incontro fra S. M. il Re e S. A. I. il principe di Germania è stato cordialissimo, e
che gli augusti personaggi hanno passato
insieme alcune ore nella più intima e cordiale amicizia.
La loro amicizia deta da molti anni,
e fu cementata da numerose prove di
scambievole affetto. Allorchè il nostro giovane e leale sovrano fu colpito da una
grande sventura e traversò uno dei momenti più difficili della vita, S. A. I. cerse
sollecito in Rema, e venne qui a porgerli
I conforti di una sentita e schietta amicizia.
Si può affermare che fra i due nobili
personaggi esiste un legame stretto e
saldissituo, pel quale essi ogni volta incontratosi, provano il desiderio ed il bisogno di scambiarsi la più sincere prove
di amicizia.
Noi consideriamo questo fatto come
uno dei benefici poi nostro paese, e, più
generalmente, per gli interessi generali dì
Europa, giacchè l' intimità esistente fra
S. M. Il Re e S. M. l'imperato:e di Germania rappresentato in modo sì degno dal
suo augusto e cavalleresco figliuolo, è per
le due nazioni un pegno di reciproca
amicizia, ed una prova della comunanza
delle lora aspirazioni e del sentine atto
che hanno d'esser chiamate al esercitare
in molti casi un'azione comune.
È possibile chi per lo passato i piccoli andirivieni della p ilitica qaotidiaua
siensi intrecciati in guisa da far credere
ad un raffreddamento improvviso nelle relazioni fra la Germania e l'Italia. Forse
qualche lieve urto v' è stato. Ma in ogni
caso, trattasi di passeggieri incidenti non
destinati ad avere nessuna conseguenza
durevole, ed ogginrai quasi del tutto dimenticati.
Checchè ne sia, consideriamo con molto piacere l'amicizia dei due capi regnanti
reiace,hè vediamo in essa un riscontro delesisterte fra i due popoli. Siamo
ben lieti che a Pegli si sia reseutata un
occasione per la quale si seno vedute, intreciate insistne sula pubblici ia, bandiere italiane e g era iineh: Ceteeta uuione è ai nostri ocehi un rgno di lieto
avvenire per le dee uazioni e qe iato più
sarà intima, tanto p:Io eatreme3 se ne
gioveranno.
Ngi italiani dobbiain e onoscere che
abbiain trovato nei Tedeschi degli amici
'sinceri, i quali, salvo eccezioni rarissime
e di n iSSUU conto, non ci hanno fatto
mai sentire il peso della loro incontrastata supriorità. L'imperatore Gegli3linn
ebbe per Vittorio E nertuele uaa verace
amicizia, le quale sepp3 non aver iute il
carattere di ita t u rullante e tu )1 ista protezione.
Il Principe imp3riale considera il nostro Re come ult fratello; e come tale è
d Sua M testà considerato. Auguriamoci,
pel ben e. dei popoli, che queste relazioni
durino inalterate per molti anni, e diano
luogo a frequenti dimostrazioni festoee e
cordiali, simpatiche e sehiette, come quella
ch'ebbe 'uno ieri a Pagli
e
Il bilancio della Giufdizia
.~.■•■•••■••■■••■•■•••
È stata distribuita ai Deputati la prima relazione sugli stati di prima previsione 1)31 1380; è quella dell' onorevole
Melchiorre sul bilancio del Ministero della
oinstizia.
La gomma totale è di lire 27,765,346 43
secondo le conclusioni concordi dal Ministero e della Commissione.
L'onorevole Melchiorre chiude colle
seguenti parole la sua relazione:
c Onorevoli colleghi, la :C nniniseione
generale del bilancio, considerato che lo
stato di prima previsione della spesa del
Ministero di grazia e giustizia e dei culti
pel vegnente esercizio d311' anno 1880,
non abbia alcuna stretta e diretta con-
nessione con quello dell' entrata e della
spesa della amministrazione del Fondo
per il culto, cui è allegato come appendice pel disposto dell'articolo I della lt-,444:9
14 agosto ultimo, numero 5635; e che
profitti alla speditezza dei lavori parlamentari, esaminarli e discuterli separatamente, è venuta nella determinazione che
sia al ' rostro esame illuminato e coscienzioso sottoposta senza altro indugi() la
prima parte di questa releeione che al
primo bilancio sì riferisce, e poscia, sia
discussa e deliberata la seconda che riflette il bilancio dalla entrata e della
spesa del Fendo pitr il culto.
c Ed il riferente, in mentii() d illa
presa d !liberazione si affeitt e a non)
della stessa, pregarvi di ilare il vostro voto
favorevole allo stato di priine previeione
della spesa del prefato 11i iieter p Al Mia
di cui sinora si è discoreo in qaesta
scrittura: e nell'un tempo p irti:Atleti di
nutrire fiducia che incontrerà pure il vo•
stro favore le seconda parte che tratta
del bilancio della entrata e della spese
della amininistraziene suaccenuata, vendo
sarà preseatata alla vostra appratetzione
itosieine al progetto di legees che conte npla l'uno e l'altro bilencio ».
~a,
-
A, H I E TA
Un dramma fra le acque. — Di tutti i
mostri marini conosciuti il più terribile è
certamente il pesce cane. Vi sono alcuni
di questi squali voracissimi che nel is r ee e,
fino a dieci metri, e la eli Forza à così
prodigiosa, tale la celerità del nuoto, che
venne calcolato che in trenta setaiinane
potrebbe fere il giro di tutto il in nido.
Ciò che havvi di p'ù ininaccieso nel
pesce cane, non è solai ato la gola armata
di denti aguzzi e duri come l'acciaio; in t
altresì la sua coda che può speze tre le
gambe di un nuotatore. Oh! l'orribil pesce! Bisogna averlo veduto ,levvic'uo per
comprendere tutto il perico'o che si corra
accostandosi a lui.
A. proposito di questo mostro nerre.remo ue fatta a alcuni amici ed io
fummo testimoni uella rada di Vera-Cu.
Avevamo incontrato nel caffè principale
della c'ttà un grande e b dl' uoin a alto
circa sei piedi, e proporzionato al punto
di sembrare un Antal«, o lo Ap dio del
Belvedere, il suo sguardo era acuto come
quello d'una linee, sotto i suoi abiti spagnuoli aveva disonvoltura senza pari. Avvolto nel suo zarctpe malgrado il caldo
tropicale, lasciava vedere una gamba mascolasa, che dinotava una forza irresistibile.
— Chi è colui? chiesi ad un cameriere
del caffè di Vera-Cruz.
— È Manoel, seuor, rispose questi,
l'uccisore del pesce cane.
E mi raccontò che colui, il quale aveva
destata la mia attenzione, era noto per la
sua abilità nel tagliare in mezzo eli squali
che abbondano nella baia di Vera-Cruz,
come gli urnbù o gli avoltoi, nelle vie
della città., dove si nutrono cogli avanzi
di ogni sorta gettati nei ruscelli dagli
abitanti.
L'ufficiale da sua parto aggiunse che
per una ritenete d'oro .11enoel ci mostrerebbe il suo coraggio, e s'incaricò di farsi
interprete fra noi ed il suo compatriotta.
Manoel accettò la proposta che gli
venne fatta, e fa stabilito all' indomani
mattina sarebbe venuto a raggiungerei in
▪
una imbarcazione-a-bordo del piroscafo che
si trovava in rada verso il forte di San
Giovanni d'Alba.
All' alba vedeinmo giungere Manoel.
L' « uccisore di pesci cani » aveva lasciato
a Vera-Cruz il 6110 abito da hidalgo, ed
aveva solo un lungo calzoue e l'immancabile zarape. Era montato sopra un leggero battello guidato da suo fratello.
— A la clisposicion de usteil, ci disse
Manoel.
Questo quando vorrete ci dispose ancor
meglio allo ritrailo spettacolo a cui stavamo
per aseietere.
Maueel era riiiieceso nella barca, e lo
vedemmo esaminare con cura il gorgoglio
del mare. Cercava di rendersi conto di
quanto accadeva attorno al bastiineuto.
Gli mostrammo dall'alto sei pescicani che
nuotavano nelle nostre acque cercando di
afferrare di qua e di là qnauto veniva
gettato loro dai marinai.
Allorchè ebbe ben iepezionato le vicinanze, si stearezzò del SUO zampe, ed apparve ai nostri occhi armato d'un enorme
coltellaccio e le gambe nude ddl ginocchio
in giù. Il ventre e le coscie erano nascoste
sotto calzoncini di tela bianca.
Lo seguimmo nel puro cristallo della
rada: egli descriveva una lunga curva, e
questo maneggio di Matmel non tardò ad
attirare l'attenzione dei pesci cani che nuotavano qua e là attorno al bastimento.
Mancai] era tornato alla superficie del
mare e nnotava perpendicolarmente al piroscafo, mentre gli squali lo seguivano ad
una certa distanza. Queste evoluzioni dell'uomo e dei pesci continuarono per circa
20 minuti.
Al un dato punto, Mannel si arrestò.
girando sulla schiena, si mise a fare il
morto colla più perfetta
Vedemmo allora una truppa di pesci
cani avauzarsi dal lato del nuotatore. Lo
squalo che si trovava in testa, inquieto
nello scorgere Manoel rimen , re così al
disopra deli' onda s'enza avanzarsi, inter•
ruppe la marcia per alcuni
Ma,
sentendo la preda a qualche distanza, si
precipitò su di essa a tutta velocità, si
girò a sua volta sul dorso, ed aprendo un
enorme gola, tentò di afferr.ire Mamoel a
metà corpo. Il messicano se ne stava in
guardia: s' Muti•ree rapidamente, passò
sotto il mostro e quindi tornata le vers
di lui, lo colpì col coltello sotto il ventre.
Si a che il colpo f issa stato male ap a liceto, sia che la lama fosse scivolata nel
momento decisivo fra le mani del pescatore, fatto è che il pesce cane sano e salvo,
tua unito spaventato si immerse e si allontanò precipitosamente.
Fu allora che il secoudo squalo si trovò
ad un braccio dal pescatore. Manoel, siuza
perdere uu minuto, tornò a cacciarci sotVaccina, e riprendendo il suo slaneio per
risalire a galla, giunse precisamente setto'
al ventre del pesce cane, che aprì prestaniente cou un colpo di coltello bine: applicato.
L'animale colpito a morte, r;salì alla
sup e-ficie delle onde fatte rossa pet suo
sangue, e galleggiò ben presto, ia ineeet
convulsa, lungo i fianchi della nave ammiraglia.
Gli evviva dell' equipaggio aceadsere
quell' inattesa v.ttoria, mentre Manoel in
aria ta - ionfaute 'invadeva nella sua imbarcazione. Avea ben guadagnato il denaro, che gli cousegeammo tosio appena
salì a bordo del nostro piroscafo.
Mentre celebravamo la vittoria di MAnOel, nal maritatici, di circa trentacinqae
anui, ne:suo-timoniere, rivolgeva ad alcuni
Lo inpaee ;; queste parole, che ci giun :ero
distinta :nenie all'orecchio;
--Gran cosa! Io che vi parlo m' incarico di fare altrettauto, se il cípitauo
me ne dà il perineeso.
Comunic a i al no,tro cupo le p irole
-lie., e d il e mouedoro S ilith ii.h3t3
Yack Meredith, il [nastro timoniere,
gli disse cm :1 002 aspra:.
— Dunque tu pretendi di fare qaello
che or ora ha seguito il nees.sicano. Sei
4:
,
ammogliato? Sei vedovo? Hai padre e
madre?
— Sono solo al mondo, replicò Yack.
— In questo caso, fa' quello che vuoi;
ti permetto di arrischiare la pelle, se ciò
ti garba. Sei sicuro del colpo?
— Sicurissimo, capitano.
Il mastro timoniere salutò e si allontanò.
Due ore dopo questo colloquio alcuni
marinai chiamarono Yack Mered:tia e gli
mostrarono tre squali che vagavano attorno alla Alabawa.
Il mastro timoniere di se che tentava
l'avveatura: si svestì e si tenue pronto
col coltello in mano, a disceudere la scala
e gettarsi in mare.
Eisend° stati avvertiti di ciò, ci radunammo tatti sul ponte, assieme a
noci che
che non era p irtito, per assistere allo
'spettacolo di un yanchee che voleva sciunotta.re il re degli uccisori di pescleatiiAd un tratto vedemmo un enorme
squalo avanzarsi quasi in linea retta verso
il piroscafo, insegni:lido un vecchio 'merluzzo che il cook del bastimento gli avea
gettato.
Allorchè il mostro fu giunto a dieci
metri da Yack Meredith, questi si gettò
nell'acqua, e lo vedemmo immergersi a
picco, !neutre il pescecana meravigliato di
quella preda umana che si poneva avanti
a lui invece del merluzzo, si disponeva a
girar sul dorso per stritolar meglio il suo
avversario.
Vada risaliva verso la superficie, col
coltello levato, pronto a colpir, ; e vi sarebbe riuscito, senza uu fatale accidente
che lo colse.
Lo sventurato erasi dimenticato di andar soggetto a crampi. G à nella baia di
Chesapeake era stat sul punte di anaegare, ed aveva d ivuto la sua salvezz t ad
alcuni amici che lo aveano trascinate a
riva. .
L) stesse accidente lo coglieva in qual
terribile istante.
Perdette la ragione, abbaielouò il coltello mentre lo schifoso inoecro,
dosi sulla schiena, lo colpì in mezzo al
corpo che tagliò netto in due parti.
L scioglimento di queste dramma
sfuggi ai nostri sguardi, giacche l' acqua
si era fatta torbida pel elegue, e il terribile squalo si era cacciato nelle profoudità della baia portando con lui i trema)
del povero Yach per divorarlo a tatto sao
a ea ba
Due altri pesci cani si erano gettati
sulle gambe del 'nastro timoniere, e ne
aveano fatto un solo boccone.
11 commodoro Smith si pentì, 1114
troppo tardi, d'avee perduto un bravo marinaio.
Q tanto a Manoel esclamò in lingua
—_Caramba! Ecco che Cosa vuel dire
il fare un mestiere che non si couosce!
E questa fu l' orazione funebre del
povero Yack Meredith.
areta-sa Pregati pu;ibl: eh ia :no
Lettera aperta a S. E. il Presidente
d31 Censiglio dei Ministri.
Eccenenza
Noi non sappiamo con qual ragione
nè cm vanta giustizia si voglia n eg a r e
ai volontari ceina udisti del M tggi ,, re A nd rea Sgar :Pino e che per ordine del
li o i rtiroao da L v orne
ezenerele
onde ingrossare le file dei valorosi che
dovevate" infamare lo eh trce di Missili:e
il diritto di go fere dei privilegi stai
sanzionati per gli altri componeati qu Ila
soetUziiine.
Può esser vero Eccellenza che non
si sia veiuto calciara ficcati p irte I i
sp di.sione quei volontari in numero setta n tase tte oerchè parti rene da [Avorio
e non da Qui :rto-G iuva? Ma come regge
questo giiiii,zio SS nessuno priò epeug are
che fu per ordine del generale Garibaldi
che i volontari Livoruesi partiroeo di
1110~1.1•
-
1~1.~1•■•101.
Livorno, che fu per suo ordine che attesero nelle acque di Piombino. e si uuirono ai vaperi provenienti da Genova diretti a Usiamone, e che in quel posto
mentre il generale stesso ordinava a Z imbianchi di sbarcare e dir:gersi nello Stato
diraiuò lo stesso ordine ad
Andrea Sgarallino ingiungendogli di unirsi
a Zambieuchi? Giudichi V.E. come si può
Con coscienza sostenere che i settantasette
di Sgaralliuo perchè partiti da Lvoruo
non possono godere dei diritti accordati
alla spedizione? Noi uou possiamo credere cht . l'eroismo consista solo dd partir da un luogo piuttosto che da un altro,
ma qaalora ciò fosse non petreenno che
disapprovare altamente la condetta di
quelli che ciò giudicarono giusto e retto
approvaudu una legge incompleta.
Ed invece colla legge che ha modificato le disposizioni di quAlt del 1835, si
è accordata la medaglia dei Mille a coloro
soltituto che p irtirouo da Quarto per operare lo sbarco di_ Tdlain me e non agli
altri che diretti allo stesso scopo non
partirono però da quello stesso luogo.
Ma perchè premiare soltanto quelli
favoriti dal case?
Perchè dunque sono partiti da Livorno i volontari del maggior Saarallino dovranno p nlere tutti i loro diritti?
Ma non sono italiani come- gli altri, non
eran pronti e destinati a combattere per
liberare la patria come lo eran gli altri,
a sopportare i disagi , i pericoli come
quelli partiti da Quarto?
All'Eccelleuza vostra esempio di ogni
virtù la risposta, la quale non potrà essere che pei v"Iontari di Livorno vantaggiosissima.
Non è giusta che questi stessi diritti
non si debio io riconoscere ai 77 di Sararalline, se auch-í essi sbar cacene p e r or
-dinelcaposurem,copurenalt
carine° diretti allo stesso scopo e callo
stesso rischio ciin cui gli altri audaroao
a prendere terra a Marsala. Chi può duequ • sosteuere con giustizia che i più volte
nominati settantaeette non - facevano parte
dei Mille, se pers;uo i docutneuti rilasci di
dal generale Garibaldi provano luniuosamente che imbarcarono, attesíro e sbarcarono per ordine suo, per operare una diversione nello stato Poutificio eh: valesse
a distogliere l'attenzione del governo b n-bouico ed altri governi interessati alla
rovina della spedeeinue di Sicilia? la cede
cluaione questa è storia e storia dectiment tta, I-, p ;ade del generale selle chiare:
Eecole Ci:dille.) eh i 'il giorno 2 eleggi,"
1860 a giade-Genova, avere dato melme
ai (Menne!! i A Area Sgaralli no e Felecesco Lavarello, a cui autic:pai mezzi per
l'oggetto di riunire genti a Lat o re., e imbarcarle s ;Fa una tan ama p unirsi coi
uostri vapori stilla via cll t (1 iVeValin seguire per la epe lizione di Sieda. o ò
eseguito ed a Tela:none per ordine mio
si un Tono al C Innocuo Z onbianch«. Con
questi ta'i !liti è nieu •tle E c11;inza
che non si capisca perclea non si debbamo
riconescere i settantasette livornesi mentre
al momenti (lett' azione forano posi sul
e fu loro ordinato di eseguire
;enardevoi
L
il piano strategico del generale. le'ec lie:rea alle cose -nal fatte b'entia riineiliare, e se da un late è Si-d.t0 tatto beu
a riconoscere facenti parte dei Mille i
partiti da (2iierto-Ceieuov t e sba reati a
Tdiallolle, è altra datato f ttto male non
ricenoecere i partiti h.i. LSvarno, perche
essi sha e i•eeto 'Lima iue coi gi stessi
stèss,) seJp..) e per lo stesso
ordin
E :cellenza,
eals i è troppo giusta per aver
bisogno di ideatile parola di ricco natelezioae. R. V.
,
,
-
Resta P avauze L 31977, 53
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Avanzo sulla « parte ordinaria » . . . . L.
Disasvt aranozto sullaa » « ..
par te »
l3376,
da applicarsi all' aminortiziazione di altrettanta parte 'del debito p iti
Q-iesto è il secondo anno che il bilancio preventivo del C aliene di Pist si
chiude con un avanzo, auzichè con un
disavanzo: e poichè l'esperienza di quest'anno ha potuto .dimostrare dove le entrate previste riuscissero difettive e per
contrario le spese aumentassero oltre i
limiti stabiliti nel bilencio dell' anno decorso; e nella cernpilazione del nuovo preventivo la Giunta e la C immissione dei
provvedimenti fili:atm:ari hanno teuuto
conto della esperieuza ottenuta proponendo
le modificazioni opaortue t negli stauziamanti relativi, così crediamo che il nuovo
bilancio abbia in sè tali elementi di certezza, che mali pece dal inedeehne dovrà
discostarsi poi il coaeuntivo.
Infatti, l'esercizio del 1879 si chiuderà
secondo quanto annunziò il relatore consiglie•eMonterzi uo ne della G;aiita e
della C'eli niseione dei provvedimenti fiaanziarii, con un dieivenzo di sole 100 a 120
mia lire; e quand i si cons.ideri che questo
esercizi) fa seguite ad un altro (quello
del 1378) chi ebbe un disavauzo di 977
in la lire, non p trrà leccola uè poco impedente la differenza che si è nello spazio di un solo anno ottenuta.
STA.T 9 CIVILE
dal dì 11 al dì17 nove nbre Z37»,
a'aseite ftpa•inuate
nu:n. I —
imine num. 23.
Ma,trimgli
Avvocato Giuseppe, Nat,!.,lai,
Garzella
Sofia, ambedue ceiibi, di Putien 100 — Frizzi
Lomoblo, con Parenti M iria, aufiedue celibi, di
Riglione — .111r,flutti Dittista, ved.wo
li Pisa, con BrLiai Ezol i, nobile, di San Miaule degli Scalzi — Farnain i Felerigo, con Pa lailini Annunziita, ambedue celibi, di P:sa —
Viviani Salvatore, celibe, di Stazzerna, con
Marraecini Luigi hia, tribD, ti Dirbarecina
Ore.ite, con Di Cocim Maria, ambedue
celibi, di 0atj — 8 istianelli Luigi, con Sacconi Estcr, ambedue celibi, di Pka.
tato
per
por
sign
al D
stan
nem
Mas
nel
-che
colti
ratt
rebl
dile
tezz
più
sott
mio
von
del
CI ue
un
vi
per
aiu
Pri'
'no
rici
tel'
Lo
gio
sep
zio
mii
ato
stil
d'I
Mo ti
Corucci nei Di Sacco Marianea, li anni 53,
di S. Picr a Gr lo. 13 irgaga i nei D.ilitetti
Santa 2 í, di san Marco alle Cappello. Pazzeller
Giovanni, cmiugata 55, li Pisa. Orlandi vedova Zan)belli Caerina 75, di Pisa. Caeiagli
Antonio., coniugalo 69, di Pi. N.itali Venanzio,
celibe 62, di Pisa. Ditactu Luigi, celibe 72, di
Pisa. Lenzi Argene 5, di Pisa bellini nei Lodovig,i Agnese 57, di Pisa. rmiwbesi
nublile 21, iii Pisa. Di Luna ved)va Zanobini
Marianna 89. -d'Oratnio. Macchia Santi, coniugato 56, di Sei) Mieleo e e lean Sii. m a redni
Francesco, ve 14vo 72. di Viareggin. Testa Altgiolo, Coniugalo 36. di Pia. Tor:olini Raffaello,
vedovo 81 di Pisa.
.E più 7 al di setto di 5 ;inni.
-
-
C111,' O> N A.. OAL
19 Novent5re
li C.msigiio Co nauale uell a seduta
pubblica di lunedì terinnò la diecession:
del bilan&e preventivo dal Comune il cui
resultato finale è il seguente:
—
— Parte ord:naria.
Entrate ordinarie . L. 1626723, 42
Spese ordinarie .
. » 1530369, 09
_
Avanzo
L. 96354, 33
Spese facoltative di carattere ordinario . . »
61376, 75
Be
ce:
Mi
br
zii
Im
Cambiamenti di residenza
Gabrielli Ferdinando, da Pisa a Firenze.
Di Nardo Gatibriello, da Pisa a Livorno. Farnesi Palmira, da Pisa a Livorno. Ammagliati,
Enrico, da Pisa a Roma. Alatini Natale, da Livorno a Pisa. 13acchianeri Tommaso, da Livorno
a Pisa. Bacei nei Ceppi Aspasia, da Livorno a
Pisa. Giusti Angiolo, da Collesalvetti a Pisa.
sarosa Ranieri, da Cascina a Pisa. Terzi Luisa,
da Pisa a San Quirico d'Orcia. Perugia Moisè,
Pisa :a Firenze. Beni David, da Cascina a
Pisa. Sanbanini Assalita, dal Fitto di Cecina
a Pisa.
-
'I" e atri
Non avendo potuto assistere con nostro dispiecere, alla rappresentazione della
Soce Filodrammatica Vincenzo Monti
pubblichiamo volentieri le seguenti notizie che ci vengono gentihnente favorite:
c Lunedì scorso 17 novembre, la Società
V. M unti ineugurava il quarto anno della
sua foud zione c m la Commedia del Demenici: La legge del caore.
Questo gioiello fu benissimo interpretato da quei Filodratumatici in generale, tra
per ani ire di giustizia sono in obbligo di
porgere particolarmente un omaggio alla
signorina B azi Laura che nella parte di
:Luigia ebbe dei morneuti veramente felici;
al Fascetti R idolfo, che in questa circostanza dette prova dt intelligenza„ sostenendo con verità la parte di Amici; al
Massai Giussppe, che forse un po'spostato
nel Leonardo, seppe par nonostante qualche volta corrispondere alle tuolte difficoltà che preaeuta alle attore questo carattere.
E, sempre per debito di giustizia, sarebbe desiderabile che in alcuni di quei
dilettanti si riscontrasse maggiore castigatezza nel gesto, e nel Massai specialmente
Più chiara acceutu Lzione, cose queste che
sotto una direzioue come quella dell'esimio E. Salvador i e con lo esercizio devono affatto sparire.
La Tombola farsa data per chiusura
del trattenimento, non sortì, a parer mio,
quell'esito che avrebbe potuto procurare
un altro scherzo comico fra i tanti che
-vi sono. Q testa fu una scelta infelice,
perchà il dilettante ha bisogno di essere
aiutato dal carnp gnitnento; se questo è
privo di eff itto, vi abbisogna dell' arte e
molta per ftrlo risaltare.
Bravo Salvadori! il plauso unanime che
riceveste lunedì sera da quel pubblico intelligeute e nuaierose,uou fu che meritato.
Lo dico con la cliasssima convinzione: quei
giovani, nella commedia del Domenici,
seppero far miracoli setto la vostra direzione, e l'esito sarpas-iò di gran luaga la
mia e Paspettazione di tutti. Ciò prova
anche una volta di più quanto sia giustificata la voce che si eleva da ogni parta
d'Italia chiamandovi un grande artista.
R. P.
11•1, »
3.1 u.s.ict a.
-
Al no;tro concittadino Giuseppe Meniche.tti si prepara certamente un bell'avvenire nella, carriera musicale: noi lo
abbiamo detto altra volta e lo ripetiamo
ora ch3 di lui abbiamo ottime notizie nei
giornali di Napoli. Infatti nel Pungolo
e nel Giornale di Napoli troviamo le
seguenti notizie che riproduciamo con vera
soddisfazione:
La prima tornata della Filarmonica
Bellini ha ottenute uno splendido successo,. L t dirigeva il giovane Giuseppe
Meuichetti, il suo ingegno musicale sembra g ià provetto per gusto e per. creao
zioue. .11 preludio sinfonico della sua
messa 'dove si ssolge largamente un pen-
siero mesto e grave, due romanze il duettino grazioso e fresco del Cacciatore e
l a montanina provano quanto può una
ispirazione semplice, pura, sotto la guida
magistrale dell'egregio Giorgio Miceli. La
signora Vigilerai° D'Ovidio cantò a maraviglia la Demente di Miceli che è un
poema di dolore; fu applauditissitna. Il
maestro Siragusa f -ce gustare al pubblico
una sua gentile composizione che piume
moltissimo, del pari il giovane tenore
Marino Costa e quella esimia artista che
è la Rossi Di Luggo raccolsero molti applausi. Ed il bouquet della serata ti la
presentazione del violinista cita E Deearzak de Waltlen, artista di prime ordine.
l'auto nello scherzo capricciose di Devia,
quanto in un cieli) di piccoli pezzi di sua
composizione, egli ha rilevato una maestria mirabile, una padronamze
mento, un seutimen`o artietie) che finora
era assai raro trovare riuniti. .A.near t
giovane egli è già riuoineto in Germania
ed in Francia. IO sera l'eletto e numeroso pubblico gli ha dati) il battesimo degli applausi italiani. Un suo pezzo caratteristico Saltarello fu bissato e
coperto di applausi. Iasointna una serata completa e bella, come la Filartnnnica
B-ellini sa dare, ed il Nlenichetti capì per
la scielta dei p3zzi, come per la eccellenza
dell'esecuzione si alfer.uò eseerto Direttore quanto è compositore valente.
-•
ALFREDO GIORGI
Aveva vent'anni e non è più! ... Era
presso a giungere in porto e un'onda infida
l'ha travolto! ... Dopo tanti sforzi, dopo
tanti sacritizii vedere la m ete, toccarla,
possederla quasi e morire! Essere forte, e
sentirsi, robusto, pieno di vita e di vigore
avere rigogliose e feconde le facoltà 'della
mente, possedere un ingegno capace di
produrre non meno che di assinilare e una
volontà corrispondente alle doti dell' intelletto, avere la sicurezza che l'avvenire è
nelle proprie mini, che non pliò più sfuggire, sentirsi una voce dentro che dice
va, non può essere che tu non japprodi ;
quel calore che infiammi, tatti gli aninigai
chiamati a segnare la loro orma nel campo
delle intelligenze, quella scintilla del fuoco
sacro che nel cuore si chiama sentimento,
e nell'anima ragione, ti scalda e ti rischiara
il cammino, vai fidente di te, arriverai
sentirsela dentro cotesta voce e perire!...
Tuttora rampollo trovarsi vicino e atto
abbastanza a vivificare il tronco, ultime
della famiglia sentirsi destinato e presto
a divenirne il sostegno e celere reciso !...
Scorgere il premio della lunga corsa dopo
averlo in3ritato, sorridergli e goderne di
già pregustando la gioia intima, la ineffabile soddisfazione di possederlo e chiudere
gli occhi per sempre ai raggi del sole e a
quelli degli occhi materni .... oh! è troppo
è troppo .... Chi non emette cotesto grido
dinanzi alla salma d'ALFRE13, speranza
dei suoi e della terra, dove bevve le prime
onde d'aria e di luce? Qtial' è consolazione
che mitighi, pur per un istante, la disperazione dei suoi sventurati genitori, di
quanti lo conobbero, e di chi gli fa compagno bambino, adolescente e adulto ?
Piangiamo insieme... Non c' è sorriso capace di consolare come una lacrima. Certi
dolori rifiutano qualunque parola consolatrice, vogliono essere compresi, e chi li
comprende sà che si consolano salo colla
comunione del pianto.
Cosa gli mancava per essere un'uomo?
Intelletto potente, cuore amantissimo, fratiCO ed aperto, risolutezza e stabilità di propositi ne facevano mia individualità che
,dovea manifestarsi più luminosa,mente di
poi. In lui c' era un germe sviluppatosi in
parte e che in progresso si sarebbe sviltippato del tutto. Cotesto gtrnie era il Palladio dei suoi cari. L'anno scolastico 1879-SO
doveva salutarlo dottore in medicina e chirurgia e invece è stato quello della sua
morte.
Alfredo Giorgi fu buono. Qaeste parola
sintesi celeste della sua privilegiata
timi
è
natura. A. che analizzarla? Tatti, o quasi,
la intenderanno. Era na 'fiere pregno dei
più allettanti profumi, contenente semi dei
frutti pià grati, e anatre ano splendido
e vivificante sole di primavera si faceva
più vigoroso e letiziava, la vista e l'animo
di quanti lo accostavano, una raffica di
vento m tligno l' ha ucciso. Cosa ritnene
ai superstiti? Il ricordo di quello che fu
nella vita, la coscienza di quello che è nei
nostri cuori, la speranza di quello che sarà
nel inondo misterioso del di là. Non è nn
passaggio la morte? Estingue per far rivivere, è estinzione e resurrezione. Quando
la spoglia di carne non ha più potere di
servire da albergo di un' aeiini im nirtele
e si disfai, c' è il seno di Dio che la riceve.
Eppoi è veramente meno Alfredo? Non
vive in noi? Noi vivrà forse in noi fiachè
respireremo? Non avremo sempre ari pensiero per lui, un ricordo, un rimpianto ?
Sì, mio Alfredo, sì, esseri, CD1113 fosti,
non muojono lillà interamente. Sono sempre sulle nostre labbra perchè vivono nei
nostri cuori. Tu non lasci un vestigio quaggiù che non sia degno di lode, tu non lasci traccia che si debba occultare. Eri
buono e non ci è respiro che si allarghi
per la tua scomparsa: tutti ti piangono,
tutti. Mio Alfredo, addio! Se mai avviene
che per un mistero inesplicabile il necessario si sposi e si commichi al contingente , l' assoluto al relativo, l' illimitato
al limitato, il di là al di qua, ciò che sarà
a quello che è, e tu possa udire quest'ul timo grido dell' amico tuo oh! allora, ne
son certo, sorriderai a tanta copia d'affetto,
che hai lasciato dietro di te.
N1CCOLA. BARDELLI.
411111~1~~11111r
Dalla Provincia
Buti 13 novem5re 1979. (N". O.). —
Nell'ultime ore dello scorso ottobre la
falce dell'iuesorabile morte troncò in Pisa
la vita dell'Auditore Giovanai Diui, 13-1tese. La di lui salma venute impalata nel
sepolcreto dell'ain nirabile cappella gentilizia chi di lui ceugiunti signeri Sabiae
e Ferditiandi) Filippi a B adia, luogo che
dista dal nostro paese di chulometri 2 e
mezzo circa.
Per la pessima stagione non essendo
stato possibile nel giorno del trasporto
della salma, r2ndergli l'estremo omaggio
d'affetto e d'onore, lanedì IO novembre,
le autorità e l'associazioni civili di questo
paese recaronsi sa velli tomba a tributare i d iridi e meritati oneri.
Il corteggio partivasi dal Palazzo Comunale alle ore 9 antitneridiane.
Precedeva la nostra 13 loda musicale
iusignita della SII:1 mernerabile bandiera,
eui faceva seguito l'Assessore delegato col
distintivo di Sitelaco, aceolup ignato dagli
altri membri della Giunta, da vani consiglieri e dal Giudice conciliatore; quindi
sehieravasi in ordine la S neaetà di
Mutuo Soccorsa can a, c ip) il respettivo
Consiglio chrettivo sotto l Vessillo uazionale-oeeraio ed infine eranvi molti amici
dell'estinto.
Giunti a Badia, m nttre la Banda eseguiva scelta e mesta inasica, le Rtppre.
sentenze scesero con religiosa mestizia
nel sepolereto, essendo nel [Miti° inferiore
alla Cappella, a deporre una corona di
quercia e d'ulivo sulla touthaelell'iutemehi
ea laelt• ea e.-
aee
i
rato Magistrato, cerimonia compiuta dal
signor Alcibiale Cloui Caticelliere giudiziario.
Nel tempo medesimo che ciimpievasi
in uoine del paese questo dovere, un altro
ne adempiva il giovane Nicoluede Coscera
in nome dell'amico Ciro
sul sepolcro d'un pargoletto perduto d
Il mesi di vita nel di 7 novembre corrente, consacrando alla memoria di qiielPangioletto una ghiri muld, di fiori. con- •
segnatagli con la segueate iscrizione:
Sterile conforto — Al costernato mio
cuore — Deponi, o Amico, qn-tsta corona — Sulla terra ove dorme — Giallo —
Il dolce mio bainbinello — SUO
9/1
padre — Che tra le lacrime — Porge al
suo Angioletto —questo eetr mio tributo—
Di ambascia e di amore.
Dipoi fu celebrata la messa, durante
la quale la Banda eseguì sublimi sinfonie
funebri del nostro compaesano cav. maestro Andrea Bernardini.
La fanzione fu terminata da perole
di cordoglio e di lode per l'avv. Giovanni
Dini, pronunziate dai signori D. Catuiregli assessore delegato, A. Cioni, N. Coscera, D. C. Glanuiui Preei lente d .111
Società Operaia e da R. B 'coi.
Assistevano a questa ceritannia elettiti
parenti dell'estinto ed una eletta schiera
di signore buteei.
Terminate le funebri orazioni il corteggio Si ricondusse con lo stesso ordine
al Palazzo Comunale, ove si disciolse.
Questa onorananza ebbe luago per
cura dei signori Ferdinando e Sabiiia
lippi, cav. dott. Domenico Dauielli, avv.
Francesco Danielli, cav. maestro Andrea
Bernardini, Alcibiatle Cioni, Ser C sai>
Frullani, Ciro is 13 illoui-Ftlippi, Nicoaaede
Coscera e Rocco Parducci, dei quali gli
ultimi cinque creai componenti il Unitati>
dirigente.
Ecco come Buti ha reso l'estremo saimito d'onore e d'affetto a colui, che bersagliato nella sua gioventù dalla sfortuna
seppe lottare impavido e con pieno successo contro le avversità e giungere ar
goder, in mazzo agli agi della vita, la
pubblica estiraazione, lasciati lo ai parenti
agli amici, al paese un bel ricordo di S.3
per le virtù, che Io distinsero.
Veritas.
uurantE NI•TIZIE
Tutto il Ministero ha rassegaato
dimissioni nelle mani di Sua Maestà.
il Re.
Pare stabilito l' a cordo Cairoli-Depretis.
Sgtio ignoti i nomi dei nuovi ministri;
molti sono in pre beato, ma per ora
sembrano certi: 1'00. Dapretis, il quale
assunnrebbe il p ietabgli natemi);
l' on. Magliaai pullo 1.31!e fiaanze;
l'on. Villa palla della giustizia e
Baccarini quello ddi lavori.
021.•••<~i
DOMIZIANO PAOINI Gerente prati..
.~110.7.1100~MMII••••■•
Istitgo vinto d'Istrgoin
DIRETTO
dai Profenve Pasuala Laiiirii
11 Direttore si crakI3 iii o'iblig i li avvertire i g eititori cha primi d ti decorso Ottobre ha 11!101rafflOilt apOrl0
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suo istituto Via. Mazzini N.° 53; e che
oltre agli altri insegnanti per lo classi
olerwmtari, v i eti cuditivato por le
classi Ginnasiali dal sig. DAL E'.'
L )onardo Piccioli.
Pisa 11 Noveinbra 1879
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AVVISI)
Il CHERURGO-DE \UNTA. FIORE
FIORENZO avverte la sua numerosa cIieutela ch'egli ha trasferito la sul resi- A
danza in via Palestre, num. 6, 1. piano, di
Iaraelitiea,
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SITUAZIONE al 31 ottobre 1879 della Banca risana di Anticipazione
e di sconto, Autorizzata con R.° Decreto del 5 Marzo 1871.
Numerarlo in cassa Portafoglio Anticipazioni sopra effetti pubblici Valori diversi Conti correnti con frutto Depositi a cauzione Depositi liberi e volontari Mobili e spese di primo impianto ammortizzabili a rate
annue Coriisinndenti bancarii e debitori diversi Spese del corrente esercizio da liquidarsi in fine dell' annua gestione, come appresso a
spese di ordinaria aniministrazione e risconto . 44639, 09
Interessi passivi e spese straordinarie. . .
a 28501, 10
Imposte e tasse
11928, 09
L. 85068, 28
li Direttore
£
Correntisti 725280, 50
Depositanti per depositi a cauzione 27500, 00
Depositanti per depositi liberi e volontari 82854, 00
Corrispondenti bancarii e creditori diversi 1424848, 67
Azionisti per dividendo
8800, 00
666567, 63
4560, 00
Fondo di riserva 85068, 28
34328, 57
Rendite del corrente esercizio, liquidabili in fine dell' annua
gestione 110539, 86
2910211, GO
Pisa, dalla Sede della Banca, li 1.° novembre 1879.
G. MARCONI.
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PER LA TEORICA
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it> il.
«ali del sangue e. degli umori che circolano nell'economia animale,
ogni altra cattsa locale essendo e,ffimera. — Coloro che entrano in
detto Ospedale ne escono, dopo lunghi meei, imbianchiti, per rientrarvi in breve, più infermi di prima, e eii pecche la cura è sempre esterna e si riduce a difTerenti caustici o pomate astringenti.
Culle pillole del D itt. Luigi le cure sono infallibili e radicali
nello spazio medio di cinquanta o sessanta giornate.
-
Genova, 7 luglio 1577. (Via
4).
Il miglioramene) della mia salute progredisce giornalmente e per me
ha qualche cosa di tniraeolos).
Non posso quindi che tributarle l'ammirazione che merita per aver
raggiunto, mediante lunghi studii ed esperimenti, la scoperta d'un rimedio
tanto utile all'umanità. Sono lieta in pari tempo di dirle che un signore
al quale ho suggerito un mese fa di prendere le suo pillole, se ne trova
di già assai contento del risultato, ecc.
Di Lei DevotieRima
SARA Contessa di MONT.
Prezzo della scatola colle relative istruzioni L. 6.
Deposito a Firenze presso l'Emporio Franco Italiano C. Finzi
e C., via Panzaai 28 — a Milano presso la succursale dell' Emporio Franco Italiano, 24 Galleria Vittorio Emanuele.
•Migaii•a••••
MALIIIME VENEREE. ELLATEE DELLA PELLE
DELLE
FUNZIONT DI VARIABILI REALI
DI
DT I ULISSE
Professore Ordinario nella R. Università di Pisa
anni di costanti e prodigiosi successi ottenuti dai più
valenti chimici nei principali Ospedali d'Italia ecc. cc)
Liquore r3epu.rativo cli Pariglina
( 13recettato dal R. Gocerno) del pro:essore Pio
Ittlazzoliiii, ed ora preparato dal di lui figlio =r'lesto chimico farmacista in Gubbio, unico erede
del segreto per la fabbricazione, dimostrano ad evidenza l'efficacia di questo rimedio pronto e sicuro
contro le .11datattie Veneree, la Sifilide sotto ogni forma e complicazione, Blenorragia, le cronache malattie della pelle, rachilde,
artritide, tisi incpiente, ostruzioni epatiche, miliare cronica, della
quale impedisce la facile riproduzione. Moltissimi documenti, stampati in apposito libretto, ne danno incrollabile prova.
Questo specifico è privo di preparati mereu viali — Deposito unico
in Pisa presso il sig. Carraj, farmacia inglese lung'Arno.
3
ASINSCIW
Goito,
Le sono veramente riconoscente per la gentilezza con cui ella ha risposto alla mia lettera, dandomi i ragguagli che desiderava.
((tra radicale — Effetti garantiti.)
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colle Pillole Antierpetiche senza Mercurio nè Arsenico,
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PIANO-FORTI v E N DmiTEAu sAi LIE
A. L. POLLAK.
ViPliVa I Brandsbatte 5 (Austria)
Deposito in PISA presso
ENRICO LANSEL et. C.ie
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Dual
2911111~1111PIP
DEPOSITO GENERALE
per tutta l'Eurupa
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Capitale Sociale ( Quattro Serie Azioni ) 68285, 17
1415483, 53
27445, 00
246695, 39.
281512, 60
27500, 00
82854, 00
2910211, 60
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Gr. Vol. in-8.• grande — Lire 15.
Tip. T. Nistri e C.
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Ano XV ilum. 86 !O Novembre 1879