PERIODICO
DELLA PARROCCHIA SS. TRINITÀ
anno 3 - numero 16 - luglio 2012
Pit - Stop !
S
u le dentate e
scintillanti vette,
salta il camoscio,
tuona la valanga, .....
... e dopo le prime due
settimane di oratorio
estivo dal lunedì al
venerdì dalle 8 alle 17,
con più di trecento
ragazzi iscritti ai quali
se ne aggiungono altri
centoventi che
frequentano la scuola di
cinese, mi ritrovo qui, a
Ceresole Reale, davanti
a quelle dentate vette
che hanno ispirato il
Carducci per ritemprare
un po' le forze... e
finalmente trovo anche
un attimo di tempo per
scrivere queste righe
per il numero estivo del
Filo, il numero più
difficile dell'anno perché
coincide con un tempo
molto particolare.
Dovremmo fare il resoconto di un mese di maggio
sempre ricco di tanti avvenimenti, la prima Comunione,
la Cresima, i rosari nei cortili, la processione del 31, la
preparazione dell'oratorio estivo e delle vacanze in
montagna, e poi di giugno con la visita del Papa, la festa
della Trinità, gli anniversari di ordinazione sacerdotale e
l'inizio delle attività estive con il pellegrinaggio a Bolsena
e Orvieto e le prime settimane di Oratorio.
Quanti momenti belli da ricordare ma anche quanti eventi
da preparare e da programmare! Ci aspettano nel mese di
agosto i lavori per realizzare la pista di pattinaggio con il
cemento ecologico che riduce l'inquinamento, per coprire
la traccia lasciata dai nuovi tubi per il riscaldamento,
l'ampliamento della
"porta del cielo", i
lavori di manutenzione
Piemonte
straordinaria allo stabile
Su le dentate
del Liceo Fermi... e poi
scintillanti vette
la ripresa di tutte le
salta il camoscio,
attività di catechesi a
tuona la valanga
settembre, la
da’ ghiacci immani
preparazione degli
rotolando per le
educatori e
selve scroscianti:
l'elaborazione del
ma da i silenzi de
programma
annuale,
l’effuso azzurro
quest'anno
dedicato
al
esce nel sole
l’aquila, e distende tema della Fede.
Tutti questi
in tarde ruote
appuntamenti e
digradanti il nero
impegni, mi stanno
volo solenne. (…)
Giosuè Carducci passando davanti a
Ceresole Reale, queste "dentate e
27 luglio 1890 scintillanti vette..." ma
non appaiono come
pesanti macigni che
opprimono, ma al
contrario come punti
forti, proprio come queste
montagne che ci danno la
possibilità di avvicinarci al cielo. C’è proprio bisogno di
un po' di sosta perché le cose possano apparire nella
giusta dimensione.
Questo non ci fa dimenticare che per scalare queste vette
ci vuole sempre e comunque impegno e costanza, ma poi
la gioia è davvero grande.
Vale proprio la pena fermarsi ogni tanto per riprendere
forza nel cammino!
Viviamo allora bene questo tempo di vacanza per riposare
e soprattutto per guardare alle cose di tutti i giorni con un
altro occhio, ed essere così pronti a ricominciare un altro
anno con generosità e impegno.
Buone vacanze a tutti!
Don Mario
il filo 1
ANNIVERSARI
50° Don Validio Fracasso
35° Don Mario Longo
25° Don Giuseppe Nichetti
Quale dono immenso, insostituibile, sono i
sacerdoti per noi! Senza di loro non potremmo
ricevere nostro Signore Gesù, né avremmo chi ci
accompagna nel nostro pellegrinaggio terreno e
chi lava i nostri peccati. Non avremmo nulla!
Allora, cari don Mario e don Giuseppe, per i vostri
preziosi anniversari (35 e 25 anni) Marco e io
abbiamo pensato di “adottarvi spiritualmente”
recitando per un anno, una volta al giorno, la
preghiera per i sacerdoti di santa Teresina, un
Padre nostro e un’Ave Maria per la vostra
santificazione. Un grande abbraccio e auguri!
Marco e Maria Luisa
PREGHIERA PER I SACERDOTI
O Gesù, sommo ed eterno sacerdote, custodisci i tuoi
sacerdoti don Mario e don Giuseppe dentro il tuo sacro
Cuore. Conserva immacolate le loro mani unte che
toccano ogni giorno i tuo sacro Corpo. Custodisci pure
le loro labbra arrossate dal tuo prezioso Sangue.
Mantieni puro e celeste il loro cuore segnato dal tuo
sublime carattere sacerdotale. Fa’ che crescano nella
fedeltà e nell’amore per te e preservali dal contagio del
mondo. Col potere di trasformare il pane e il vino
dona loro anche quello di trasformare i cuori. Benedici
rendi fruttuose le loro fatiche e da’ loro un giorno la
corona della vita eterna. (S.Teresa di Gesù Bambino)
Caro don Giuseppe,
in questi giorni si parla tanto di famiglia e della
sua importanza sia nella società che nel
quotidiano rapporto con i figli.
Ci siamo chiesti: “da quando è nato in noi questo
interesse?” Il merito è sicuramente tuo!!!!
Sono già trascorsi tanti anni da quando ci hai
“spedito” a un incontro diocesano… da allora ci
SACERDOTALI
siamo appassionati alle proposte sia della diocesi
che del decanato e della parrocchia.
Dopotutto siamo una famiglia ed è bello cercare
di camminare insieme ad altri con obiettivi
comuni, senza la pretesa di compiere passi da
gigante…
Sempre incoraggiati da te, abbiamo anche seguito
alcuni corsi per la Pastorale Battesimale e, anche
in questo caso, si è aperto un mondo molto vasto
che ci permette di mantenere un contatto vivo
tra coloro che si sposano e che poi chiedono il
sacramento del Battesimo per i loro figli.
Grazie per tutto questo!!!
Daniela e Lorenzo
Ho molto affetto per don Giuseppe e,
presuntuosamente, mi ritengo un suo amico. Va da sé
che quando si è invitati a parlare di un amico si incorre
nel rischio di essere parziali. Proverò a non esserlo e
sarò breve.
Il nostro cammino si è incrociato quando, al suo arrivo
in Trinità, decise di accompagnarci nel percorso di
preparazione ai fidanzati. Da subito capimmo che il don
aveva una spiccata attitudine alla comunicazione. Non
che i suoi predecessori fossero da meno, ma don
Giuseppe sapeva comunicare concetti difficili
traducendoli in parole accessibili a tutti e senza mai
banalizzare. Lo ringraziamo per la presenza che ancora oggi ci
assicura e che rende molto più facile il nostro compito
con i fidanzati.
Ma è soprattutto per quello che personalmente ho
ricevuto dal don che gli sono grato... Un esempio per
tutti sono le sue omelie. Quasi le rincorro!
Mi capita spesso di assistere a Messe che non mi
lasciano nulla addosso, mai le sue. Trovo sempre in
quelle parole le provocazioni necessarie alla mia fede
che ha bisogno di crescere ancora tanto.
E poi le risate, le discussioni di politica che ci
appassionano, questo e tanto altro ancora. Auguri don per il tuo 25° di sacerdozio, possa il
Signore accompagnarti ancora per moltissimi anni,
nella consapevolezza che sei necessario.
Edoardo Caro don, associandomi incondizionatamente a quello
che ha scritto Edo, aggiungo che sei stato per noi agli
incontri per i fidanzati il vero “ ago della bilancia”
riportando sempre tutti, con sensibilità, a uno scambio
costruttivo di idee.
Grazie ancora con affetto da Nicoletta e da tutta la banda Gazzotti
il filo 2
Gruppo Missionario
Guai a quelli che non parlano di
te, o Signore!!!
A
nche questo pensiero
di sant’Agostino
dovrebbe guidare il
gruppo missionario della SS.
Trinità. Si parla di te, o Signore,
quando ti lodiamo e ti preghiamo,
quando leggiamo le Scritture e le
meditiamo, ma si parla di te (che
sei tutto in tutti) anche quando ti
vediamo nel volto dei nostri
fratelli e negli sguardi attoniti e
spesso doloranti di tanti bambini
di questo mondo. Ed è per questo
Estrazione dell’uovo missionario
che, come gruppo missionario
parrocchiale, ci siamo presi a
organizzato un “brunch” (via di mezzo tra colazione e
cuore l’orfanatrofio di Lioma, in Mozambico dove padre
pranzo) a cui hanno aderito una sessantina di persone che
Aldo Marchesini lavora con amore.
hanno gustato le varie portate preparate da volontari
Ed è anche per questo che lo scorso 15 aprile abbiamo
generosi ed efficienti. Con questo abbiamo voluto
contribuire economicamente alla costruzione
dell’orfanatrofio.
Dobbiamo dire che siamo stati incoraggiati a prendere
questo impegno quadriennale da don Giuseppe con la
sua fiducia e da don Mario, molto sensibile a favorire
con generosità l’opera altamente umanitaria di padre
Aldo. Rivolgiamo ad entrambi un augurio particolare
per i loro anniversari di Messa!!!
Il “brunch” è stato anche l’occasione per sensibilizzare
le persone a pensare ai missionari che nel mondo fanno
conoscere il Signore e spesso sopportano disagi,
solitudine e anche il martirio.
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Non dimentichiamoli: la Chiesa è missionaria e
imi
tutti dobbiamo esserne consapevoli e
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lasciarci coinvolgere.
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Informiamoci!!!
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Parliamone!!!
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E cercheremo di
I :)
lanciare nuove
iniziative: aiutateci!!!
il filo 3
IL PADRE NOSTRO
Iniziamo con questo numero la pubblicazione a puntate di un bel libro. ormai esaurito,
scritto nel 1997 da un nostro parrocchiano, Ernesto Brivio. Si tratta di una bella
meditazione sulla preghiera del Padre nostro che vi invitiamo a leggere.
IL PADRE NOSTRO
preghiera della sera (per un esame di coscienza)
Perché queste pagine?
Il Padre Nostro è la preghiera che unisce tutti i cristiani. È anche preghiera ecumenica: affratella tutti coloro
che credono in un Dio trascendente, in un Essere supremo, creatore e reggitore dell’universo e delle sorti dell’umanità.
Al pari della dolce invocazione dell’Ave Maria, questa preghiera uscita dalla bocca e dal cuore di Cristo,
figlio unigenito del Padre, l’abbiamo imparata dalle nostre mamme, recitata nel lento ritmo del rosario. Ci siamo
introdotti alla sua comprensione negli incontri di catechismo, la proclamiamo con le mani protese in confidente
implorazione nelle celebrazioni eucaristiche.
È la preghiera che apre la nostra giornata perché ci pone sulle labbra, per introdurle nel profondo del cuore,
le regole di vita – poche, quanto chiare ed essenziali – cui dobbiamo conformare la nostra quotidianità. Nulla ci dà
più sicurezza che rivolgerci al Padre; con nessun altro siamo tanto arditi da chiedere quanto veramente ci abbisogna,
anche perché siamo consapevoli che il Padre conosce ciò che occorre al nostro bene.
Nessuno può presumere di sapere di qual genere e profondità, di quale intimità di sentimenti, di quale adesione
dell’anima e della volontà, di quali parole fosse il quotidiano continuo colloquio tra il Figlio e il Padre, soprattutto
nella preghiera di Gesù nascosta, nei lunghi dialoghi notturni, quando saliva sul monte lontano dal mondo, durante
la grande preghiera tra gli ulivi del Getzemani e nella straziante agonia sulla croce.
Ma se Gesù, a richiesta degli apostoli, interpreti dello struggente anelito dell’intera umanità, ha dettato la
preghiera del Padre nostro, ci sembra non irriverente pensare che le sue parole – pur ridotte ad estrema semplificazione
per essere adatte a uomini come loro, come noi – siano suggerite dalla esperienza del suo incessante ed efficace
rivolgersi al Padre e del suo straordinario rapporto da Figlio a Padre.
Soprattutto preghiera del mattino è il Padre nostro. Con essa ogni giorno apriamo – o dovremmo aprire – i
nostri occhi e il nostro cuore alla vita: glorificando e lodando il Signore, invocandone la presenza nelle nostre azioni
perché si conformino alla sua volontà, chiedendo quanto ci occorre per nutrire anima e corpo, implorando il suo
perdono nella misura che noi stessi sappiamo concederlo ai fratelli e supplicando il suo aiuto nella tentazione.
Ma il Padre nostro è anche preghiera della sera.
Quale preghiera più idonea per concludere la nostra giornata ?
Capita invece ai più, prima del sonno ristoratore, forse perché stanchi, distratti e assonnati, di istintivamente recitarlo
con un certo automatismo mnemonico e, nel caso migliore, con le stesse intenzioni del mattino.
A nostro conforto, questa sublime filiale preghiera è stata da Gesù formulata in modo tale che può diventare
la più bella, significativa e completa delle nostre orazioni serali. Riflettiamo: le stesse parole, con le quali ci rivolgiamo
al Padre a chiusura della giornata, si prestano come nessun’altra preghiera per un attento e più che mai interiorizzato
esame di coscienza. Le parole insegnateci da Gesù ci offrono gli argomenti per interpellarci su come abbiamo
corrisposto concretamente agli impegni assunti verso il Padre, verso il prossimo e verso noi stessi. Non v’è miglior
traccia per l’esame di coscienza delle parole che sappiamo ben accette al Padre.
Sono brevi e sicuramente ovvie queste mie riflessioni; mi rendo ardito a presentarle non con la presunzione
di offrire una novità interpretativa, ma con l’umiltà di un laico che tutto ha avuto dal Padre e nulla di suo possiede se
non le proprie infedeltà.
Padre nostro…
È l’appellativo più confidenziale e rispettoso insieme che mai possiamo usare nella sfera dei nostri affetti.
Il Signore ci chiede di chiamarlo così, con la parola Padre che fonda il suo autentico significato nell’intimità
più nascosta, nel vincolo di amore e di sangue, nella discendenza spirituale, ma che nel contempo impone il
riconoscimento della sua autorità, la docilità al suo insegnamento, il rispetto delle sue leggi, l’accettazione della sua
volontà.
il filo 4
Ognuno di noi ha vissuto e vive la condizione di figlio; tutti abbiamo fatto l’esperienza di rispettare e amare il
proprio genitore, pur con intensità e positività diverse: sono esperienze che marchiano indelebilmente la vita, tanto
è vero che coloro che non l’hanno vissuta positivamente – non importa per colpa di chi – ne portano per sempre
amare e sofferte conseguenze.
Il Padre ha scelto di vivere questo rapporto con noi e desidera che abbiamo a viverlo con lui, prima e più di
tutto.
Padre nostro lo salutiamo al risveglio e, sovente, anche quando ci congediamo dalle fatiche di ogni giorno.
A lui ci affidiamo, al mattino, per salutarlo, per chiedergli quello che ci serve; ben più difficilmente lo facciamo
nell’ora in cui la notte s’appressa per ringraziarlo e per innalzarci verso di lui, scendendo nel profondo del nostro
io. Ma ancor più raramente sappiamo chiederci se siamo ancora degni di chiamarlo Padre, comportandoci davvero
come suoi figli, e se nelle vicende e nelle scelte della giornata ci siamo ricordati di averlo per Padre.
Forse, invece, lo abbiamo dimenticato per sentirci liberi, per affermare il nostro io, invischiati dalle e nelle
cose del mondo e, incoerenti come siamo, abbiamo soffocato il ricordo di lui e celata la sua presenza per erigere
noi stessi al suo posto, per fare delle nostre abitudini, dei non sempre manifestabili desideri, della ricerca del potere
e della ricchezza, il centro della nostra vita.
La paternità di Dio, però, richiede che abbiamo a considerarci fratelli di tutti gli uomini. In questa
condizione, che è concreta e non astratta, il nostro fardello di colpe può farsi ancor più pesante se, all’altare del
nostro io, assieme al Padre abbiamo sacrificato anche loro, i nostri fratelli, li abbiamo ignorati e usati per noi,
procurando loro isolamento, sofferenze, astio.
Riusciremo mai a renderci conto che il Padre o è nostro, cioè dei fratelli, di tutti i fratelli e mio o non è
nemmeno Padre a me? Non esiste il Padre mio.
…che sei nei cieli…
Siamo abituati a immaginare che il Padre dimori nei cieli. Una felice figura retorica per tentare di dargli
una sede, una reggia degna di lui, che in qualche modo esprima la sua infinità ed eternità, il suo immenso amore, la
sua insondabile sapienza, non riducibili a una umana misura, ad alcun luogo appartenente alla nostra esperienza.
Un luogo, i cieli, più volte già indicato da Gesù stesso e del quale parla esplicitamente l’Apocalisse riferendosi alla
Gerusalemme celeste «…la città santa che scendeva dal cielo, da Dio» (Ap 21, 10).
A parte il significato cromatico, la parola “celeste” è infatti usata quale attributo delle prerogative esclusive
della sfera del divino.
In noi, uomini, terrestri, il Signore ha acceso una luce che ci rende cittadini del cielo. La nostra vita di figli
del Padre si svolge emblematicamente tra due poli, cielo e terra: una duplicità che crea un campo di tensioni, che
per il cristiano si risolve in energia positiva, perché Gesù Cristo, figlio unigenito del Padre e fratello nostro, Verbo
incarnato, ha nella sua persona eliminato questo dualismo.
La caduta originale, però, ci coinvolge comunque e accende in ciascuno la rivalità tra terra e cielo, la lotta
tra carne e spirito. In nostro soccorso il Padre ci elargisce la sua grazia; essa, mediante il sacrificio pasquale di
Cristo, ci mette in grado di comporre in unità i due poli, erroneamente ritenuti contrastanti e non complementari tra
loro, pur nel rispetto della gerarchia dei valori da essi espressi. Questa particolare situazione – l’uomo redento
dovrebbe averla superata – ci suggerisce di interrogarci sulla nostra capacità di conformarci al modello offertoci da
Gesù, che per noi si è fatto ponte (pontifex) tra cielo e terra.
Rimeditando sull’oggi trascorso, dovremmo chiederci se abbiamo cercato di rinunciare a tante
preoccupazioni mondane – e quante false ne troveremo: desideri che si oppongono alla legge di Dio, ricerca di beni
terreni, inutili stress, tentazioni dell’effimero … – per elevarci col pensiero e con le opere verso quei cieli dove
dimora il Padre. È invece esperienza comune, seppure con intensità diverse, quella di non aver voluto o potuto
cercare là ove egli risiede: nella profondità della nostra anima, nell’interiorità della coscienza, negli ideali della
fede, nella Chiesa che attende la nostra convinta adesione, nel volto segnato, triste e senza speranza dei poveri e
degli ultimi che hanno bisogno delle nostre cure, del nostro tempo, del nostro amore.
Il nostro legame di sangue o di amicizia ci solleciterebbe invece ad aiutare quelli che sono stati in rapporto
con noi; buona cosa. Ma dobbiamo saper guardare “oltre”, più in alto, alla ricerca del Padre comune, mediante
l’attenzione a quelli che stanno “più in basso” sia per condizione di vita che spirituale, per dare loro amore e
speranza e additare méte che non tradiscono: in una parola, a conquistare il cielo per avvicinarsi al Padre.
il filo 5
Ritiro all’Oasi
Anche loro hanno incontrato
Gesù!!!
quant’altro, si precipitano a correre sui campi da gioco
facendo salti e capriole! Poi don Mario conduce tutti
all’Oasi David per spiegare la vita del re Davide. Si tratta
di
un
ambiente
tutto affrescato con
gli episodi salienti
della vita del re.
Questo perché? Per
far comprendere ai
ragazzi innanzitutto
che noi abbiamo in
comune
ebrei
con
la
gli
storia
narrata nell’Antico
Testamento, poi che
il
re
Davide,
“germoglio”della
stirpe di Iesse è
l’immagine
C
di
Gesù, il Messia,
he magnifica giornata! C’è il sole oggi su Civate
vero “germoglio” neotestamentario di cui diffusamente
e i ragazzini, nonostante ancora un poco assonnati
parla il profeta Isaia.
a causa dell’alzata mattutina sono consapevoli di
Al termine i bambini si scatenano letteralmente sui campi
ciò che si apprestano a vivere: un giorno di ritiro con don
di gioco fino al momento del
Mario, le catechiste e alcuni genitori, in preparazione alla
pranzo per riprendere di
loro prima santa Comunione.
nuovo a divertirsi fino al
Arrivati all’oratorio, dopo aver depositato zaini, felpe e
momento in cui don Mario li
il filo 6
Con la farina ricavata, Don Mario l’ha poi impastata con
l’acqua e ha fatto le particole che sono servite per la
Messa di prima comunione. Erano elettrizzati perché
sapevano che quello sarebbe stato il più bel giorno della
loro vita, il giorno dell’incontro vero e personale con
Gesù. Nessuno può sapere le preghiere sgorgate dai loro
piccoli cuori in quel momento… Anch’io, unita a tutta
l’assemblea, ho pregato per loro affidandoli al sacro
Cuore di Gesù e credo proprio che non dimenticheranno
mai questo giorno.
raduna per dare loro un questionario da compilare
Laura Santorsola
rispondendo a domande di riflessione
personali sulla storia di Davide.
Verso le 17 si ritorna a casa.
Il sabato prima della Comunione, i
ragazzi si sono confessati, e poi, in
oratorio, don Mario ha macinato il
grano che ciascuno di loro aveva
“guadagnato” durante la Quaresima
con fioretti e rinunce.
il filo 7
PELLEGRINAGGIO III MEDIA
P
inuccia e Claudiuccia stanno
tranquillamente passeggiando per la
zona, quando incontrano Stressilla, loro
amica di vecchia data.
Stressilla ha qualche capello ritto sulla testa, ha
fretta ed è nervosa.
Stressilla: «Non ne posso più! Questo mondo è
invivibile!».
Pinuccia e Claudiuccia: « ?».
S.: «La gente è nervosa ed egoista».
P. e C.: «Beh…».
S.: «Ognuno pensa solo a se stesso!».
P. e C.: «Mah…».
S.: «In questo mare di egoismo, anche Dio è
dimenticato!».
P. e C. «Stressilla, rallenta! Ascoltaci: esiste un
monastero a Iano di Montaione, in Toscana, in
cima a una collina da cui si vede Volterra, in
cui si può sentire il silenzio e il suono del
vento. Qui vivono tre suore che pensano a Dio.
Sì, a Dio. E pregano per noi. Pregano Dio per
noi, per una buona parte della loro giornata.
Una di loro suona la cetra e tutte e tre cantano come angeli».
S.: «??!!!».
P. e C.: «Hanno più di 300 ulivi, l'orto, le galline, non hanno mai
fatto la spesa al supermercato: vivono dei prodotti della terra e della
providenza ».
S.: «Beeeeeelo...».
P. e C.: «Sai che tengono corsi di cetra e di iconografia? Si può
soggiornare da loro, hanno stanze singole, molto accoglienti. Si può
stare in pace, in preghiera, imparando lo strumento o le tecniche dei
dipinti bizantini».
Str.: «Mi piacerebbe…».
P.e C.: «Sì cara, TI ISCRIVIAMO SUBITO!!! Senza esitazione!
In zona, poi, si possono visitare Sant'Antimo e San Galgano: due
bellissime chiese in stile romanico, in mezzo a una campagna
strepitosa».
S.: «Io, pero', dopo un po' di giorni, avrò bisogno di una città...
Troppa campagna mi rilassa troppo…».
P. e C.: «Ah.. iniziamo a capire. Beh, Stressilla, tornando, puoi
passare da Pisa: la piazza dei Miracoli, così piccola per quei
monumenti così grossi, imponenti, belli, stupendi, ti riavvicinerà al
mondo cittadino, da te tanto amato».
S.: «Oh, amiche! in quella settimana vi penserò!».
P. e C.: «Grazie! Speriamo che quei luoghi, quelle persone, la
Provvidenza, facciano lo stesso effetto che hanno fatto a noi: un
ricordo di un luogo del cuore, la consapevolezza che la vita
semplice può esserci anche ai giorni nostri.
Questo ci può aiutare a migliorare la nostra.
Compagni di pellegrinaggio!!!! Siete
d'accordo??».
don Mario, Giuseppe, Emma, Giorgia, Susanna,
Guglielmo, Bartolomeo e… Pinuccia??
Claudia Volpato
il filo 8
MEETING DI PRATO
XINAN PRATO 5-6 MAGGIO
gni anno i cattolici cinesi in Italia si ritrovano in
occasione della Giornata di Preghiera per la
Chiesa in Cina, indetta da Benedetto XVI nel
2007, che si celebra il 24 maggio festa di Maria
Ausiliatrice venerata nel santuario mariano di Sheshan in
Cina. Ho spesso sentito mia madre parlare di questa
giornata e finalmente, insieme a 30 persone della nostra
comunità, ho avuto la fortuna di partecipare alla V
Convocazione che quest’anno si è tenuta a Prato il 5 e 6
Maggio.
O
我常常听妈妈讲有关中国人祈祷日的事情。中国人祈
祷日由教宗Benedetto XVI于2007 制定,宗旨是为在
中国的受难的天主教教徒和他们与教宗的结合祈祷。
终于,这次我有机会和我的朋友们一起去PRATO庆祝
这个重大的日子。通常,中国人祈祷日于5月24号进
行,因为那天同时是庆祝中华佘山圣母的隆重日子。
Siamo partiti da Milano alle 7,30 del giorno 5 con il
pullman. Si notava che tutti erano felici ed emozionati, e
non vedevano l’ora di arrivare. A metà strada quattro
amici di Parma si sono uniti a noi. Finalmente, verso
mezzogiorno siamo arrivati alla chiesa della comunità
cattolica cinese a Prato. Siamo stati accolti con tanta
gentilezza e calore dagli amici di Prato. Ci hanno
preparato dei cibi meravigliosi per pranzo e ci siamo
sentiti come a casa.
5月5号早晨7:30,我们大家坐大巴于米兰出发。每一
个人都精神抖擞,兴奋地巴不得一下子飞到PRATO.
在半路上,4位从PARMA 来的朋友也加入到我们队伍
中。终于,快到中午的时候,我们到达PRATO华人教
堂。接待我们的人都非常的热情和亲切。午饭的时候
,他们又为我们准备了可口的午餐。我们感觉在家里
一样。
N
el pomeriggio, fulcro del programma della
giornata, l’attività di evangelizzazione per le
strade della Chinatown è stata svolta da un
gruppetto di persone particolari: suore, sacerdoti e laici
cattolici, partiti dalla chiesa per consegnare ai loro
connazionali un volantino con l’invito a partecipare
all’Ostensione straordinaria domenica mattina in Duomo.
Superata la diffidenza iniziale, molti si sono fermati a
parlare. Nel frattempo, nei locali parrocchiali gli altri
ospiti divisi in gruppi si sono riuniti per iniziare a
conoscersi meglio e condividere l’esperienza
dell’immigrazione e della fede cattolica in Italia. Con
loro anche l’arcivescovo Savio Hon Tai Fai segretario di
propaganda Fide: «Questa è un’iniziativa importante – ha
commentato – per tutti i cinesi che si ritrovano qui oggi
con lo scopo di vivere una giornata di preghiera, missione
e condivisione e di portare un po’ di sollievo e di cura ai
nostri connazionali».
下午的时候,一天节目的支点 (去中国街宣传福音)
被一群特殊的人群紧张而有序的进行: 修女,神父,
教友由教堂出发,一路给华人街的华人发传单。邀请
他们参与第二天在DUOMO举办的圣母腰带典礼。刚开
始大家还持一个半信半疑的态度,接着,很多人停下
手头的工作,开始议论这件事。同时,另外留在教堂
里的教友被分配到不同的小组,大家开始互相认识,
并讨论自己的移民生活和信仰旅程。与他们一起还有
Han 主教。Han 主教并于弥撒前向教友们说:” 这对
今天来到这里,为所有的中国人祈祷,并为他们带来
安慰和支持的华人来说是一个非常重要的开始。”
Alla sera vi è stato pure uno spettacolo. Non potete
immaginare cosa ho visto. Ho visto delle bellissime suore
che danzavano sul palcoscenico come ragazzine piene di
gioia e i preti che cantavano come cantanti professionisti.
Era veramente una cosa meravigliosa, non ho mai visto
una cosa simile prima; sono abituata a vedere le suore e i
preti immersi nello loro studio o impegnati nella predica.
Forse così ci hanno fatto vedere in modo esplicito la loro
gioia e la loro felicità di vivere nell’amore di Dio.
晚上,PRATO 教堂为我们准备了一个非常隆重的晚会
。你们简直不能想象我看到了什么。我看到了一群非
常美丽的修女如同仙女般在舞台上优美的跳舞,神父
们临时组成了一个歌咏团,歌声如同天籁,每一个人
都听得津津有味。这一切实在是太美好了,我从来没
有看过相似的情景。我一直都习惯看到只专注于学习
或置身于传教的修女和神父。或许,通过歌舞的方式
,修女和神父们向我们以一种直接的方式传达他们生
活在天主爱内的喜悦和幸福。
Il giorno dopo, nel Duomo, è stata celebrata una
straordinaria Messa in due lingue dal vescovo Simoni e
dall’arcivescovo Savio Hon Tai Fai. Nella Messa hanno
sottolineato di nuovo il ruolo dell’amore e la missione dei
cattolici cinesi in Italia. Inoltre si sono tenuti anche
l’Ostensione straordinaria del Sacro Cingolo della
Madonna e la processione in Chinatown.
第二天,在DUOMO, 由SIMONI 主教和HAN主教共同主
持了一场特殊的两种语言的弥撒。弥撒期间他们再一
次指出爱德的重要性和生活在意大利的华人天主教教
徒的使命。另外,在教堂内隆重的举办了圣母腰带典
礼,之后我们在华人区进行了圣母游行。
Il tempo è volato via, dovevamo partire per Milano;
eravamo veramente riluttanti nel lasciare gli amici,
l’arcivescovo e la bellissima città di Prato.L’esperienza è
stata molto breve, ma mi ha lascito una profonda
impressionedel vero amore di Dio.
时间像飞梭般溜走了,我们再一次需要收拾行李,准
备回米兰。每一个人都依依不舍,谁都不愿意和朋友
,和主教,和美丽的PRATO城市告别。此次经历非常
的短暂,但是它却给了我一个非常深刻的思想,一个
有关天主真爱的思想。
西南Xinan
中国夫妇的聚会
为了在所必行而深入地回应基督徒的婚姻生活的重要
性,Giuliano神父在Mario神父的赞同下,以及
Antonietta修女、Ida修女和马修女的共同参与中,三
月份在我们的团体中为中国夫妇安排了四个晚上的聚
会。
聚会中,在天主圣言的光照下,藉着一些反思和分享
,所有参与者在他们的婚姻圣召内,感到被接纳、聆
听和鼓励。
由此大家体会了一个非常有益的经验,所以我们决定
每个周六晚上20:30继续下去,开放于团体中所有说
中文的人,对那些在生命中每天出现的情况,他们感
到有回应的需要。
Giuliano神父 Antonietta修女
il filo 9
INCONTRI PER SPOSI CINESI
P
er rispondere alla
necessità di
approfondire
l’importanza della vita
matrimoniale cristiana, padre
Giuliano, d’accordo con don
Mario e assistito da suor
Francesca, suor Antonietta e
suor Ida, ha coordinato
quattro incontri serali per gli
sposi cinesi della nostra comunità durante il mese di
marzo.Le serate, illuminate dalla parola di Dio, sono state
un momento di riflessione e di condivisione dove tutti si
sono sentiti accolti, ascoltati e incoraggiati nella loro
vocazione.
L’esperienza è stata molto positiva per tutti i partecipanti,
e perciò abbiamo deciso di continuarla ogni sabato sera
alle 20,30 aprendola a tutti le persone della comunità di
lingua cinese che sentono il bisogno di risposte alle
situazioni che la vita ci presenta ogni giorno.
padre Giuliano e suor Antonietta
LE CATECHESI DI PADRE GIULIANO
P
adre Giuliano Perozzi, è un padre saveriano che
ha vissuto a Pechino per molti anni, conoscendo
bene la lingua cinese. La diocesi di Milano l’ha
invitato a venire a celebrare la Messa per la comunità
cinese. Lui è qui da pochi mesi, ma con la sua gentilezza
e la sua disponibilità all’ascolto, ha già conquistato il
cuore di molte famiglie. Padre Giuliano però, non si è
limitato a celebrare la Messa alla domenica, ma ha
cercato di rispondere ai loro bisogni.
Molte coppie hanno espresso la necessità di avere una
catechesi sull’importanza della vita matrimoniale e lui,
d’accordo con il parroco don Mario, hanno deciso di fare
una catechesi di quattro settimane in cinese, per dare alle
coppie i principi fondamentali della vita a due in nome di
Cristo. Iniziando dal libro della Genesi, padre Giuliano ha
fatto loro scoprire la bellezza di essere chiamati da Dio a
una donazione reciproca. Ha parlato loro dell’amore che
ci deve essere fra i due coniugi, e che questo amore deve
essere solido e fondante. Deve essere un amore in cui i
due devono essere disposti a sacrificarsi l’uno per l’altro
sia per amore del coniuge che dei figli, in modo da creare
armonia nella famiglia, che è appunto chiamata “piccola
Chiesa domestica”. Padre Giuliano ha anche sottolineato,
citando san Paolo, che i coniugi devono amarsi tra loro
come Cristo ama la sua Chiesa.
oi tutti che abbiamo appena celebrato la santa
Pasqua, sappiamo come Cristo ha amato e ama
la sua Chiesa, donando se stesso fino alla fine.
Ha chiesto ai coniugi che il loro amore sia ncondizionato,
così come Cristo ci ha amato incondizionatamente, senza
cioè aspettarsi da noi nulla in cambio.
Durante i momenti di catechesi, la gente faceva molte
domande e lui rispondeva a tutti con dolcezza e con
fermezza. Alcuni non erano cristiani, ma hanno chiesto il
suo numero di telefono per poterlo contattare in momenti
in cui hanno bisogno di aiuto morale e spirituale.
La catechesi alle famiglie è stata un successo, e perciò
abbiamo deciso di continuarla ogni sabato sera alle 20,30,
aprendola non solo alle famiglie, ma a tutti i cinesi che
sentono il bisogno di risposte alle situazioni che la vita ci
presenta ogni giorno. Anche questo sabato ci troveremo
insieme alla comunità cinese e con padre Giuliano. La
catechesi è aperta a tutti quelli che parlano il cinese o che
lo capiscono.Vi aspettiamo numerosi e a tutti auguriamo
buona Pasqua nel Signore Risorto!
P. Giuliano
N
il filo 10
Q
Il corso di iconografia
uando sant’Ambrogio, il grande vescovo di
Milano, nel lontano 300, accompagnava la
celebrazione dei riti liturgici con i suoi canti e
inni sacri, sant’Agostino che era al suo seguito, uscì con
la famosa esclamazione: «Cantare è pregare due volte».
Anche oggi nella città di Milano dalla chiesa della SS.
Trinità si sono innalzate a Dio e alla Vergine Maria a
mille le preghiere, come mille sono le vibrazioni
policrome, fino alla luce dell’oro, prodotte dalle
immagini di arte sacra che un gruppo di fedeli nella
settimana dal 7 al 13 maggio ha realizzato nel corso di
iconografia magistralmente guidato dalla sapiente scuola
del maestro Giovanni Mezzalira, in un clima di preghiera
e meditazione.
Giorno dopo giorno le immagini sacre da riprodurre del
volto di Cristo e della Madre di Dio di Korsun,
prendevano forma, come evocazione interiore, dai vari
passaggi tecnici, dal calco alle ripetute velature delle
campiture e diventavano un intimo colloquio fra te e il
Volto Santo del Redentore o fra te e il tenero volto della
Madre di Dio.
Alla fine, tu che eri l’umile esecutore, restavi affascinato
dalla bellezza dell’immagine.
Sarà la bellezza che salverà il mondo?
Alla base di questa esperienza ci deve essere l’umiltà.
«Imparate da me che sono mite e umile di cuore» dice il
Signore. Da questa meditazione all’inizio della quarta
giornata di lavoro, nel nostro gruppo, vibrava nell’aria la
bontà, la gioia e la serenità.
ul libretto delle meditazioni, in dotazione a ogni
componente del gruppo, si recitava la frase biblica
“ricordati che sei polvere” ma l’opera redentrice
del Salvatore del mondo ci rende nella vita polvere
colorata fino a diventare preziosa come l’oro fino a
quando diventeremo luce.
Il corso, composto da 15 partecipanti, è stata già
l’espressione di una colorata umanità per età e
professione; per citarne alcuni: la giovane mamma di
Desiré Maria, la piccola mascotte del gruppo, bravissima
e luce di vita quando era con noi, il sacerdote, don Cesare
che ci guidava nella meditazione prima del lavoro,
Monica, un’altra mamma, Francesco, giovane papà,
Mirella, che ha sentito il richiamo dell’arte il cui centro è
il Cristo ed è arrivata da noi fino da Roma per eseguire la
sua icona, oltre alla sottoscritta a cui, nonostante la
disabilità motoria, il parroco don Mario ha facilitato e
reso possibile la mia partecipazione.
La realizzazione di un’icona è un’esperienza che rende
non solo più buoni ma anche più santi.
Giovanna.
S
PROCEDIMENTO PITTORICO DEL VOLTO NELL’ICONA
celebrazione della santa Messa
dal 24 al 26 novembre 2012
Nel corso verranno analizzate in modo approfondito le
singole fasi del procedimento classico dell’incarnato:
sankir – grafia – ombreggiatura – vochrenie –
arrossamenti – tratti vivi – fusione – velatura – finiture
sia nel loro aspetto generale che nei casi particolari e
applicando le regole apprese nella pratica della
realizzazione del volto della Madre di Dio della Deesis,
icona che potrà essere completata successivamente.
Il corso è accolto dalla parrocchia SS. Trinità –
via Giusti, 25 – Milano.
mezzi pubblici: MM 2 Moscova – autobus 43, 57, 70, 94
– tram 4, 7, 12, 14, 29, 30, 33 (possibilità di parcheggio
gratuito e ospitalità presso la parrocchia)
orario giornaliero di lavoro: 9 - 13 14,30 - 18 alle 18,15
La quota è € 180 da versare sul ccp 43308428 intestato a
Giovanni Mezzalira; il contributo per l’ospitalità è € 25
da versare alla segreteria parrocchiale oppure a Luisa
Calatti il primo giorno di corso.
Per informazioni sul corso
Giovanni Mezzalira [email protected] – tel. 0444
660982
Per iscrizioni e per informazioni su dove alloggiare per
chi venisse da fuori Milano:
Luisa Calatti [email protected] – 339 2883377
Iscrizioni: entro il 30 settembre 2011
si ritiene iscritto chi ha versato al maestro la quota di
partecipazione
il filo 11
Gruppo terza età: visita ad
Arsago Seprio
P
artiamo: trenta
partecipanti
accompagnati
da don Mario, animatore,
guida per i momenti di
preghiera e fotografo
ufficiale.
Siamo diretti ad Arsago
Seprio (VA) in visita a
don Stefano, prevosto di
Arsago e Casorate, che è
stato per alcuni anni
coadiutore per l’oratorio
della SS.Trinità.
È una bella giornata,
anche se freddina; il cielo limpido dà luce ai colori dei
Grazie alla disponibilità di don Stefano, che ci ha anche
boschi e dei giardini di Arsago.
informato sulla vita della sua parrocchia, abbiamo avuto
All’arrivo, ricevuti da don Stefano, dopo uno sguardo al
l’occasione di conoscere e apprezzare monumenti
cimitero (architetto Maciachini, lo stesso del Cimitero
significativi della nostra storia così ricca.
Monumentale), siamo davanti a un piccolo campo con la
È stato un piacevole pomeriggio trascorso in spirito di
Basilica di San Vittore, IX sec., la Torre campanaria, XII
amicizia, come sempre nei nostri incontri del mercoledì.
sec., il Battistero di San Giovanni, XII secolo.
Alla prossima.
Don Stefano ci parla di questi monumenti di stile
romanico, esternamente in pietra non squadrata, e ne
illustra la storia, l’arte, i reperti, che sono numerosi.
La Basilica, costruita su un precedente edificio
paleocristiano, ha tre navate, con arcate sostenute da
pilastri e da colonne romane di recupero. Il soffitto è a
capriate.
Di notevole interesse il Battistero, a pianta ottagonale,
con al centro l’antica vasca battesimale a immersione.
Nella notte di Pasqua vi accedevano i catecumeni,
scendendo tre gradini (Padre, Figlio, Spirito Santo), di cui
ora ne rimangono due.
Ne uscivano purificati per entrare poi nella Basilica.
Curiosa è la definizione ”piccola torre di Pisa” della Torre
campanaria, perché pende leggermente da un lato, con le
campane che dal 1872 sono allo scoperto su un terrazzo
sovrastante.
il filo 12
I ragazzi
della prima
Comunione
I cresimati
Il nostro
battistero
impreziosito
dalla Deesis
e
dall’immagine
di Mons, Luigi
Padovese
il filo 13
Calendario
luglio
GIORNO
Domenica
Lunedì
1
30
ORARIO
APPUNTAMENTI
ore 17.00
Battesimi
dal 7 al 21
Vacanze in montagna
dal 22 al 30
Campi Scout
ore 18.15
Suffragio mensile
AGOSTO
Dal 1 al 31 sono sospese le messe delle 8.30, sia
feriali che festive, quindi l’orario delle messe sarà:
da lunedì a venerdì: 18.15
sabato: 18.30
domenica: 10.30 - 15.45 - 18.30
Mercoledì
Lunedì
15
27
ore 18.15
Messe orario festivo
Suffragio mensile
SETTEMBRE
Lunedì
3
ore 8.00 - 17.00
COM-COM 2 Compiti in Compagnia
Martedì
4
ore 8.00 - 17.00
COM-COM 2 Compiti in Compagnia
Mercoledì
5
ore 8.00 - 17.00
COM-COM 2 Compiti in Compagnia
ore 21.00
Consiglio di Pastorale
ore 8.00 - 17.00
ore 8.00 - 17.00
COM-COM 2 Compiti in Compagnia
COM-COM 2 Compiti in Compagnia
ore 17.00
Battesimi
Giovedì
Venerdì
6
7
Domenica 9 -14
Lunedì
10
Incontri gruppi, eduatori e catechisti per
programmare l’anno pastorale
Martedì
11
Mercoledì
12
Giovedì
Venerdì
13
14
ore 21.00
Consiglio dell’Oratorio
il filo 14
parrocchiale
agosto
GIORNO
ORARIO
APPUNTAMENTI
Lunedì
17
ore 16 -18 20.30 - 22.00 Adorazione
Giovedì
20
ore 21.00
Lunedì
24
ore 16 -18 20.30 - 22.00 Adorazione
Giovedì
27
Lettura Bibbia
ore 18.15
Suffragio mensile
ore 21.00
Lettura Bibbia
Mentre tutti sono in vacanza
noi finiremo i lavori
Buone vacanze a tutti!!!
il filo 15
Oratorio Estivo
Storia per l’Oratorio
Ci sono tanti bambini che si annoiano solo a veder gli
uccellini che cinguettano, ma un giorno un bambino saggio
chiamò a raccolta i bambini e disse : “Da oggi non vi
annoierete più, perché un signore che si chiama don mario
ha inventato una roba che si chiama oratorio. Dice che è
divertente e allegro.”
I bambini saltellavano di gioia e così don Mario aprì un
bellissimo oratorio e disse: “Questo oratorio è vostro,
quindi quando vi annoierete chiamateci che c’è posto per
tutti”.
Così i bambini andarono all’oratorio e gli animatori li
facevano così divertire che hanno deciso di restare per
tutta l’estate e vissero felici e contenti.
Sofia
il filo 16
Siamo arrivati a quota
440 iscritti!!!!!
Un
grosso
grazie
ai 62
animatori
e alle
numerose
mamme e
papà
il filo 17
PELLEGRINAGGIO ORVIETO
il filo 18
O - BOLSENA: FESTA DEL CORPUS DOMINI
il filo 19
Durante Family 2012 abbiamo ospitato un Vescovo
per celebrare l’Eucaristia con la comunità Lituana
31 Maggio
Solenne processione per le vie de
il filo 20
ella Parrocchia
Immagini del
ritiro dei
Cresimandi a
Venegono
Meeting di Prato con puntatina turistica a Pisa
il filo 21
CENTRO ASCOLTO
CARITAS
Il Centro ascolto Caritas è uno strumento di riferimento
Ultimamente le povertà sono cambiate: agli immigrati
pastorale volto all’attenzione delle persone bisognose ed
giunti dall’est Europa e dall’America Latina, si
è un momento di ascolto e di condivisione in spirito
aggiungono persone italiane di media età che, avendo
cristiano.
perso il posto di lavoro o la casa non sanno come arrivare
I volontari che operano al Centro ascolto cercano di
a fine mese.
collaborare rispettando l’autodeterminazione di chi si
Sovente parole amichevoli di conforto, qualche buon
rivolge loro utilizzando le strutture e i servizi assistenziali
consiglio, un sorriso cordiale possono aiutare ad
disponibili sul territorio (San Vincenzo – SILOE –
affrontare le difficoltà.
Comune – SAM) e, quando necessario, della consulenza
Per informazioni e/o consulenze: telefonare al numero
dell’assistente sociale e/o notarile.
02/36727100 int. 3.
La distribuzione di indumenti e di viveri raccolti
Il Centro è aperto il mercoledì e il giovedì dalle 16.30 alle
attraverso benefattori della nostra parrocchia permette di
18.30 (con ingresso da via Verga, 5)
risolvere in piccola parte i problemi contingenti più
Chi volesse collaborare materialmente, può consegnare
immediati.
cibi non deperibili in fondo alla chiesa.
MONUMENTI
Milano - Monumento a Camillo Benso conte di
Cavour
l monumento a Camillo Benso conte di Cavour si
trova a Milano nell'omonima Piazza a ridosso dei
giardini di Porta Venezia. Venne eretto sul
basamento realizzato da Davide Pirovano, ma su progetto
di Tantardini che ha realizzato anche la Figura della
Storia, rappresentata sul piedistallo.
Il monumento venne completato nei primi mesi del 1865
e inaugurato il 6 giugno dello stesso anno, data
dell'anniversario della morte di Cavour, alla presenza del
principe Umberto di Savoia, del marchese Pes di
Villamarina, del generale Giovanni Durando e del
sindaco di Milano Antonio Beretta. Il monumento
raffigura nella parte sommitale Cavour nell'atto di
presentare al Parlamento il progetto di legge per la
proclamazione del Regno d'Italia e, nella parte
sottostante, una figura femminile in bronzo, l'Italia (o la
Storia), in atto di scrivere con la mano destra il nome di
Cavour, mentre con la sinistra sorregge una corona
d'alloro.
La figura di Cavour fu una delle più importanti nella
storia d’Italia.
Fu dinamico amministratore della tenuta agricola
familiare poi promotore dell’Associazione agraria, fondò
il quotidiano liberale “Il Risorgimento”.
Nel novembre del 1852 fu nominato Presidente del
Consiglio e avviò un’intensa azione diplomatica.
Realizzò le annessioni di molte regioni dell’Italia
I
Centrale. La proclamazione del Regno d’Italia fu l’ultimo
atto della sua vita.
Monumento a Giuseppe Garibaldi
ià all’indomani della scomparsa di Giuseppe
Garibaldi il comune di Milano si mobilita per
erigergli un monumento. Nel 1888 vengono
esposti i bozzetti di maggior interesse, alcuni anche
appartenenti a scultori di fama come Butti, Bistolfi,
Barzaghi, Pagani e Zocchi ma, fin da subito il modello
più convincente è quello di Ettore Ximenes. Inaugurato
in piazza Cairoli il 3 novembre del 1895, il monumento
ritrae appunto un Garibaldi pacificato dopo le tante
battaglie combattute, ma pronto a tornare all’azione con
la sua sciabola che tiene semisguainata.
Giuseppe Garibaldi nacque a Nizza il 4 luglio1807e morì
esule a Caprera il 2 giugno1882; è stato un generale,
patriota e condottiero italiano. Noto anche con
l'appellativo di Eroe dei due mondi per le sue imprese
militari compiute sia in Europa che in America
meridionale, è la figura più rilevante del Risorgimento,
uno dei personaggi storici italiani più celebri al mondo e
anche un eroe nazionale per gli italiani.
Si affiliò alla Giovine Italia, fu esule in Sudamerica poi,
ritornato in Italia, partecipò alla Prima Guerra di
Indipendenza. Organizzò la spedizione dei Mille.
Importante fu l’incontro a Teano dove pronunciò la
celebre frase “Obbedisco”.
G
il filo 22
Basket
Trinità
Prosegue l’attività primaverile del
gruppo sportivo Basket Trinità.
Sono due le squadre che stanno
ancora disputando dei campionati: la
squadra Under 14 allenata dai baldi
giovani Francesco Restelli, Francesco Dolci e
Marco Beluffi, e la squadra Open.
Entrambe sono iscritte al campionato primaverile CSI della loro categoria.
Gli Under 14 hanno già giocato cinque delle sei partite previste
collezionando tre vittorie e due sconfitte (sempre con il Mojazza), e hanno
già la certezza di arrivare al secondo posto.
Partita dopo partita la squadra sta crescendo e sta gettando le basi per
essere ancora più competitiva il prossimo anno.
I ragazzi più grandi della categoria Open hanno avuto un buon inizio con
due vittorie e una sconfitta.
Sicuramente ce la metteranno tutta per provare a vincere il loro girone!!!
Tutte le altre squadre proseguono regolarmente gli allenamenti che si
protrarranno fino alla fine delle scuole.
UNDER 14 – Risultati in ordine cronologico:
Trinità-Sport e Incontro 44-36
Trinità-Mojazza 38-46
Quasimodo-Trinità 30-46
Sport e Incontro-Trinità 40-44
Molazza-Trinità 55-47
Trinità-Quasimodo (da giocare)
PRENDETE NOTA!
Potrete rivedere la cerimonia della I Comunione e della S Cresima 2012 sul nostro sito
nell’ area registrazioni Bibbia ed eventi speciali.
Quest’ area infatti è destinata ad eventi straordinari quali: la lettura della Bibbia, gli
Esercizi Spirituali, il Triduo Pasquale, la Novena, le Messe di Natale e di Pasqua, gli
incontri , le conferenze, gli spettacoli religiosi teatrali, danze, concerti che si fanno in
chiesa.
Le registrazioni settimanali ( e solo quelle!!) verranno automaticamente cancellate ( per
ovvi motivi di spazio sul server) dopo un mese, così facendo giorno dopo giorno,
incominciando dalla data più remota. ( 31, 30, 29…..) Inoltre, tutte le registrazioni fatte
con il vecchio sistema di trasmissione, sono sempre consultabili sulla colonnina laterale
del sito.
Angela
5 X 1000 = SPORT & CRESCITA
CON LA TUA DICHIARAZIONE DEI REDDITI
PUOI SOSTENERE LO SPORT E LA CRESCITA DEI GIOVANI.
E NON TI COSTA NULLA
Grazie alla Legge Finanziaria del 2007, puoi destinare
il 5 x 1000 delle tue imposte al Gruppo Sportivo Trinità.
In pratica la tua Dichiarazione dei Redditi non varierà ma con questo gesto potrai
decidere personalmente di dirottarne il 5 x 1000 a sostegno dello sviluppo e della
crescita dei nostri giovani.
Come fare ? semplice,ti basterà inserire il nostro codice fiscale
97407950159
sui modelli di dichiarazione dei redditi, CUD, 730, UNICO persone fisiche, e
apporre la tua firma.
QUESTO E’ IL RIQUADRO DA CERCARE
Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle
associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni
FIRMA ………………………………………………. Codice fiscale del beneficiario
(eventuale)
│9│7│4│0│7│9│5│0│1│5│9│
TI RINGRAZIAMO PER L’AIUTO
il filo 23
ORATORIO E CIMITERO DELLA MOJAZZA
D
al 15 ottobre 2011 in zona vantiamo il più alto
edificio di Milano e dell’Italia intera. Ovvero la
Torre Hines Cesar Pelli A (Torre Garibaldi) 230
metri dal suolo (152 m. la sommità dell’edificio, più una
guglia di acciaio di 78 m.); eretta sul piazzale antistante la
stazione Garibaldi da cui, con scarsa fantasia, prende
nome.
Altezza quindi più che doppia della statua della
Madonnina (108,5 m.), punto più elevato della città fin
dalla sua posa per opera di Giuseppe Perego nel 1774. Da
allora, in base a una legge comunale del 1930, nessuna
costruzione avrebbe potuto superare tale altezza. Così fino
al 1961, allorché col compromesso della posa di una
statuetta simile all’originale sul punto più alto (127 m.)
venne superata dal grattacielo Pirelli.
Anni dopo medesimo compromesso per il Palazzo
Lombardia, sulla sommità del quale (161,3 m.) il 31
gennaio 2010 il cardinale Tettamanzi benedisse una nuova
copia della Madonnina. Sarà così anche per la Torre
Garibaldi? Tutto ciò circa le altezze, non certo
all’importanza, estetica e bellezza delle singole
costruzioni.
Ma, tornando alla torre Garibaldi, dirimpetto alla stazione
Garibaldi, l’antica Porta Comasina, nel 1860 ribattezzata
col nome dell’eroe dei due Mondi quivi entrato in Milano
dopo la battaglia di San Fermo, è lecito chiederci quale era
e come è cambiato il volto della località in poco più di un
secolo.
Difatti fino a cent’anni fa la zona era nota ai milanesi
come la Mojazza, dalla voce dialettale mójasc (fanghiglia,
pantano), a designare il luogo acquitrinoso (e speriamo
che i progettisti della torre ne abbiano tenuto il debito
conto), dove, in mezzo a pochi cascinali, sorgevano il
cimitero dello stesso nome e sulla sinistra di questo, oltre
un ampio spazio chiamato Foppone, un altro piccolo
cimitero con una chiesetta dedicata a San Giuseppe e un
oratorio pure esso detto della Mojazza.
Tutta la zona era territorio della parrocchia della SS.
Trinità e faceva parte del corpo santo di Porta Vercellina,
esterno alla città oltre i bastioni spagnoli a Porta
Comasina. Questa porta, dapprima eretta in Ponte Vetero
in epoca romana, indi avanzata al Pontaccio nel Medio
Evo e con la costruzione delle mura spagnole aperta nella
cinta dei bastioni, era la porta da cui partivano le strade
verso il nord.
Usciti da Porta Comasina, superati alcuni cascinali si
arrivava al cimitero della Mojazza aperto nel 1686.
Dapprima minuscolo, il cimitero venne ampliato nel 1782,
quando il sovrano austriaco Giuseppe II abolì le sepolture
entro le mura cittadine. Per questo nel 1786 vennero
aggiunte sedici nuove pertiche di terreno e nel 1793 eretta
una cappella decorata con anime del Purgatorio e adorna
di due campaniletti.
Frattanto nel 1787 viene costituita la nuova parrocchia di
Santa Maria alla Fontana e quindi la zona più orientale
della parrocchia della SS. Trinità passa sotto la
giurisdizione del nuovo parroco, il quale prende subito in
carico la prassi religiosa del cimitero, lasciando quella
civile di competenza comunale.
Il camposanto era intersecato da due viali che si
incrociavano al centro, dove si innalzava una croce votiva.
I defunti venivano sepolti in maniera casuale, curandosi
tutt’al più di sistemare lungo il muretto di cinta le persone
più insigni. Un successivo ampliamento nel 1817 recuperò
altro spazio per le sepolture e diede maggior lustro al pio
luogo fin che, dopo l’annessione dei corpi santi alla
grande Milano nel 1873, si iniziò a parlare di nuovi
cimiteri (Monumentale e Musocco) e di chiusura degli
antichi.
Per il nostro cimitero tale data venne fissata al 22 ottobre
1895. In breve si diede avvio alle prescritte esumazioni,
ma a motivo del disordine in cui erano state eseguite le
sepolture si rese necessario tumulare i miseri resti in fosse
comuni. Andarono così perdute le spoglie di personaggi
illustri ivi seppelliti: Cesare Beccaria, Giuseppe Parini,
Melchiorre Gioia, Francesco Melzi d’Eril, Barnaba Oriani
e altri.
Dell’antico cimitero oggi non resta nulla; ripulito, il
terreno fu ceduto dapprima all’Unione Sportiva Milanese
e in seguito all’Istituto Case Popolari che vi costruì il
grosso comprensorio gravitante su piazzale Lagosta e dai
milanesi ribattezzato l’Isola. Effettivamente il rione, per
via della costruzione sui terreni della vecchia Mojazza
della cintura ferroviaria (poi Ferrovie Varesine) e alla posa
a terra di una terza rotaia per la trazione elettrica, a causa
della pericolosità di tale ostacolo, era pressoché isolato dal
resto della città.
Infine nel dopoguerra venne aperta nell’estate 1963 la
nuova stazione Garibaldi, meno di un chilometro a nord
della ex stazione delle Varesine e il 12 luglio 1971 la
stazione della linea 2 verde della metropolitana.
imile alle vicende del cimitero è pure la storia del
vicino oratorio della Mojazza. Ubicato a ovest del
camposanto e pur esso dotato di un piccolo
cimitero, l’oratorio, dedicato a san Giuseppe, era stato
aperto ai borghigiani negli anni attorno al 1730 dagli
Scolari Disciplini e vi si celebrava la Messa quotidiana.
Distava un miglio dalla parrocchiale della Trinità e aveva
tre altari: i laterali dedicati a san Giuseppe e al santo
Crocifisso e l’altar maggiore, sul quale era collocata l’urna
di legno dorato contenente le spoglie di santa Purissima.
Già, santa Purissima, vergine e martire, venerata dai nostri
antenati e ancora presente nella memoria dei più anziani
parrocchiani della odierna SS. Trinità, la santa a cui si
rivolgevano accendendo un cero votivo. Dove mai è
andata a finire la santa mediatrice delle preghiere dei
fedeli del Bórgh d’i Scigólatt? La sua storia già è stata
narrata più volte sui giornaletti parrocchiali, ma la più
precisa ed estesa è quella scritta da Peppino Aspesi, il
solerte segretario del parroco don Sironi (Laboremus n. 3
del 1987).
S
il filo 24
Ai commercianti della Parrocchia
La comunità parrocchiale della SS. Trinità, rispondendo alla chiamata di Gesù a evangelizzare tutte le genti nel
nome suo (Mt 28,19) intende potenziare la sua azione pastorale tramite la diffusione del proprio giornalino, denominato
il Filo, che svolge il prezioso servizio della comunicazione.
Il nome “Filo” è stato scelto perché vuole essere uno strumento per legare e mantenere l’unità della nostra
comunità e di ciascuno di noi.
Come penso avrete potuto notare leggendo il nostro giornale, noi vogliamo far conoscere e diffondere tutte le
belle iniziative e le notizie positive che nascono nella nostra comunità e tra queste abbiamo pensato che anche la vostra
attività, il vostro lavoro quotidiano svolto con onestà e professionalità sia da rendere noto, perciò vorremmo dedicare
uno spazio anche per farvi conoscere meglio da tutti gli abitanti della nostra zona.
Il Filo ha una tiratura di quasi 4.000 copie ogni due mesi circa e raggiunge molte famiglie che potrebbero
essere interessate alla vostra attività, perciò abbiamo pensato di contattarvi per rendervi partecipi, di questo nostro
progetto chiedendovi un piccolo contributo nella misura che riterrete opportuna, a sostegno del nostro giornale.
Vi sarà riservato uno spazio particolare, che non vogliamo assolutamente definire con i termini ormai troppo
commercializzati e abusati di sponsorizzazione o pubblicità o consigli per gli acquisti ma invece come “servizi offerti”
da chi come voi vive il proprio lavoro non solo come fonte di guadagno ma soprattutto come realizzazione delle proprie
doti e capacità a servizio degli altri. In questa logica potrete proporci i contenuti da inserire nello spazio a voi dedicato
o accordarvi con il latore della presente che è autorizzato dalla parrocchia a tenere i contatti con voi.
Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento, nella speranza che la nostra proposta venga accolta nel
reciproco interesse. Vi porgiamo i più cordiali saluti e una particolare benedizione.
IL PARROCO
La vostra Cooperativa Legatoria “Il BORGO” ha bisogno:
* dell’aiuto di volontari (chi ha tempo e un po’ di conoscenza del PC in particolare EXCEL)
* di fare rilegature e lavoro: libri da rilegare, album di fotografie o lavori di cartotecnica
Venite a trovarci in sede:
Cooperativa legatoria “Il BORGO”
Via L. Canonica 25
20154 Milano
Tel.: 0233100169
Cell.: 3472216417
Orari 8-12 13,30-17,00 (feriali)
Posta elettronica: [email protected]
Sito WEB: www.ilborgocoop.com
il filo 25
Poiché qualcuno afferma che la Parrocchia abbia perso la causa che ha come oggetto il contratto
di comodato con l’Associazione Culturale il Cielo, pubblichiamo copia fotostatica della sentenza
del Tribunale di Milano passata in giudicato, perciò definitiva.
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è successo in Trinità
Buone vacanze a tutti!!!
Hanno ricevuto il Battesimo
10. Shi Maximilian Leone
11. Di Siena Agnes Siria
12. Sciveres Guglielmo
13. Sciveres Victoria
14. Faravelli Francesco
15. Terzi Patrizia
16. Di Spirito Elena Sofia
17. Ferrando Pietro Paolo
18. Cosmai Federico
19. Arante Sofia
20. Esposito Ugarte Keny Roy Davide
21. Lerro Benedetto Domenico
22. Doveri Livia
23. Cicognani Ester
24. Marchini Filippo Maria
Si sono uniti in matrimonio
1. Lorenzzini Massimo e Comelli Laura
2. Tu Yi Hua e Iuliano Anna
Vestizione dei chierichetti
Sono tornati alla casa del Padre
17. Perosino Giuseppina
18. Campi Pierina
19. Liberatore Roberto
20. Castelli Irene
21. Mosconi Giovanna
22. Ventimiglia Giulio
23. Baldi Aldo
24. Braito Giovanni Battista
25. Bottini Ada
26. Bartolini Manlio
87 anni
97 anni
81 anni
81 anni
81 anni
59 anni
87 anni
91 anni
97 anni
85 anni
PARROCCHIA SS. TRINITÀ - via G. Giusti 25, Milano, tel. 02 3672.7100 - fax: 02 3182.0144
don Mario Longo parroco - tel. 02 3311.831 - 02 3672.7101 - cell. 338 7985.284 [email protected]
don Giuseppe Nichetti cell. 347 9133.684
Suor Francesca Ma (cappellania cinese) cell. 334 217 2421 [email protected]
don Anicet Kaboré cell. 393 3137.937 - [email protected]
Giuseppe Todisco, coordinatore oratorio - cell. 3401880894
Segreteria parrocchiale - dal lunedì al venerdì - ore 16 - 18 - tel. 02 3672.7100 int. 7
Segreteria dell’oratorio - dal lunedì al venerdì - ore 15.30 - 18 - tel. 02 3672.7100 int. 4
e-mail della segreteria: [email protected]
Centro Ascolto mercoledì e giovedì ore 16.30- 18.30 - tel. 02 3672.7100 int. 3
Basket GS Trinità - via Giusti 27 - tel. 02 317.247 / 02 341.241
Orario SS. Messe feriali 9 - 18.15 vigiliare:18.30 festive: 8.30 - 10.30 - 15.45 (cinese) - 18.30
Tutte le celebrazioni sono trasmesse in diretta audio e video sul sito: www.trinita.tv
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Pit - Stop - orario s.messe in diretta