PERIODICO DELLA PARROCCHIA SS. TRINITÀ anno 3 - numero 16 - luglio 2012 Pit - Stop ! S u le dentate e scintillanti vette, salta il camoscio, tuona la valanga, ..... ... e dopo le prime due settimane di oratorio estivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17, con più di trecento ragazzi iscritti ai quali se ne aggiungono altri centoventi che frequentano la scuola di cinese, mi ritrovo qui, a Ceresole Reale, davanti a quelle dentate vette che hanno ispirato il Carducci per ritemprare un po' le forze... e finalmente trovo anche un attimo di tempo per scrivere queste righe per il numero estivo del Filo, il numero più difficile dell'anno perché coincide con un tempo molto particolare. Dovremmo fare il resoconto di un mese di maggio sempre ricco di tanti avvenimenti, la prima Comunione, la Cresima, i rosari nei cortili, la processione del 31, la preparazione dell'oratorio estivo e delle vacanze in montagna, e poi di giugno con la visita del Papa, la festa della Trinità, gli anniversari di ordinazione sacerdotale e l'inizio delle attività estive con il pellegrinaggio a Bolsena e Orvieto e le prime settimane di Oratorio. Quanti momenti belli da ricordare ma anche quanti eventi da preparare e da programmare! Ci aspettano nel mese di agosto i lavori per realizzare la pista di pattinaggio con il cemento ecologico che riduce l'inquinamento, per coprire la traccia lasciata dai nuovi tubi per il riscaldamento, l'ampliamento della "porta del cielo", i lavori di manutenzione Piemonte straordinaria allo stabile Su le dentate del Liceo Fermi... e poi scintillanti vette la ripresa di tutte le salta il camoscio, attività di catechesi a tuona la valanga settembre, la da’ ghiacci immani preparazione degli rotolando per le educatori e selve scroscianti: l'elaborazione del ma da i silenzi de programma annuale, l’effuso azzurro quest'anno dedicato al esce nel sole l’aquila, e distende tema della Fede. Tutti questi in tarde ruote appuntamenti e digradanti il nero impegni, mi stanno volo solenne. (…) Giosuè Carducci passando davanti a Ceresole Reale, queste "dentate e 27 luglio 1890 scintillanti vette..." ma non appaiono come pesanti macigni che opprimono, ma al contrario come punti forti, proprio come queste montagne che ci danno la possibilità di avvicinarci al cielo. C’è proprio bisogno di un po' di sosta perché le cose possano apparire nella giusta dimensione. Questo non ci fa dimenticare che per scalare queste vette ci vuole sempre e comunque impegno e costanza, ma poi la gioia è davvero grande. Vale proprio la pena fermarsi ogni tanto per riprendere forza nel cammino! Viviamo allora bene questo tempo di vacanza per riposare e soprattutto per guardare alle cose di tutti i giorni con un altro occhio, ed essere così pronti a ricominciare un altro anno con generosità e impegno. Buone vacanze a tutti! Don Mario il filo 1 ANNIVERSARI 50° Don Validio Fracasso 35° Don Mario Longo 25° Don Giuseppe Nichetti Quale dono immenso, insostituibile, sono i sacerdoti per noi! Senza di loro non potremmo ricevere nostro Signore Gesù, né avremmo chi ci accompagna nel nostro pellegrinaggio terreno e chi lava i nostri peccati. Non avremmo nulla! Allora, cari don Mario e don Giuseppe, per i vostri preziosi anniversari (35 e 25 anni) Marco e io abbiamo pensato di “adottarvi spiritualmente” recitando per un anno, una volta al giorno, la preghiera per i sacerdoti di santa Teresina, un Padre nostro e un’Ave Maria per la vostra santificazione. Un grande abbraccio e auguri! Marco e Maria Luisa PREGHIERA PER I SACERDOTI O Gesù, sommo ed eterno sacerdote, custodisci i tuoi sacerdoti don Mario e don Giuseppe dentro il tuo sacro Cuore. Conserva immacolate le loro mani unte che toccano ogni giorno i tuo sacro Corpo. Custodisci pure le loro labbra arrossate dal tuo prezioso Sangue. Mantieni puro e celeste il loro cuore segnato dal tuo sublime carattere sacerdotale. Fa’ che crescano nella fedeltà e nell’amore per te e preservali dal contagio del mondo. Col potere di trasformare il pane e il vino dona loro anche quello di trasformare i cuori. Benedici rendi fruttuose le loro fatiche e da’ loro un giorno la corona della vita eterna. (S.Teresa di Gesù Bambino) Caro don Giuseppe, in questi giorni si parla tanto di famiglia e della sua importanza sia nella società che nel quotidiano rapporto con i figli. Ci siamo chiesti: “da quando è nato in noi questo interesse?” Il merito è sicuramente tuo!!!! Sono già trascorsi tanti anni da quando ci hai “spedito” a un incontro diocesano… da allora ci SACERDOTALI siamo appassionati alle proposte sia della diocesi che del decanato e della parrocchia. Dopotutto siamo una famiglia ed è bello cercare di camminare insieme ad altri con obiettivi comuni, senza la pretesa di compiere passi da gigante… Sempre incoraggiati da te, abbiamo anche seguito alcuni corsi per la Pastorale Battesimale e, anche in questo caso, si è aperto un mondo molto vasto che ci permette di mantenere un contatto vivo tra coloro che si sposano e che poi chiedono il sacramento del Battesimo per i loro figli. Grazie per tutto questo!!! Daniela e Lorenzo Ho molto affetto per don Giuseppe e, presuntuosamente, mi ritengo un suo amico. Va da sé che quando si è invitati a parlare di un amico si incorre nel rischio di essere parziali. Proverò a non esserlo e sarò breve. Il nostro cammino si è incrociato quando, al suo arrivo in Trinità, decise di accompagnarci nel percorso di preparazione ai fidanzati. Da subito capimmo che il don aveva una spiccata attitudine alla comunicazione. Non che i suoi predecessori fossero da meno, ma don Giuseppe sapeva comunicare concetti difficili traducendoli in parole accessibili a tutti e senza mai banalizzare. Lo ringraziamo per la presenza che ancora oggi ci assicura e che rende molto più facile il nostro compito con i fidanzati. Ma è soprattutto per quello che personalmente ho ricevuto dal don che gli sono grato... Un esempio per tutti sono le sue omelie. Quasi le rincorro! Mi capita spesso di assistere a Messe che non mi lasciano nulla addosso, mai le sue. Trovo sempre in quelle parole le provocazioni necessarie alla mia fede che ha bisogno di crescere ancora tanto. E poi le risate, le discussioni di politica che ci appassionano, questo e tanto altro ancora. Auguri don per il tuo 25° di sacerdozio, possa il Signore accompagnarti ancora per moltissimi anni, nella consapevolezza che sei necessario. Edoardo Caro don, associandomi incondizionatamente a quello che ha scritto Edo, aggiungo che sei stato per noi agli incontri per i fidanzati il vero “ ago della bilancia” riportando sempre tutti, con sensibilità, a uno scambio costruttivo di idee. Grazie ancora con affetto da Nicoletta e da tutta la banda Gazzotti il filo 2 Gruppo Missionario Guai a quelli che non parlano di te, o Signore!!! A nche questo pensiero di sant’Agostino dovrebbe guidare il gruppo missionario della SS. Trinità. Si parla di te, o Signore, quando ti lodiamo e ti preghiamo, quando leggiamo le Scritture e le meditiamo, ma si parla di te (che sei tutto in tutti) anche quando ti vediamo nel volto dei nostri fratelli e negli sguardi attoniti e spesso doloranti di tanti bambini di questo mondo. Ed è per questo Estrazione dell’uovo missionario che, come gruppo missionario parrocchiale, ci siamo presi a organizzato un “brunch” (via di mezzo tra colazione e cuore l’orfanatrofio di Lioma, in Mozambico dove padre pranzo) a cui hanno aderito una sessantina di persone che Aldo Marchesini lavora con amore. hanno gustato le varie portate preparate da volontari Ed è anche per questo che lo scorso 15 aprile abbiamo generosi ed efficienti. Con questo abbiamo voluto contribuire economicamente alla costruzione dell’orfanatrofio. Dobbiamo dire che siamo stati incoraggiati a prendere questo impegno quadriennale da don Giuseppe con la sua fiducia e da don Mario, molto sensibile a favorire con generosità l’opera altamente umanitaria di padre Aldo. Rivolgiamo ad entrambi un augurio particolare per i loro anniversari di Messa!!! Il “brunch” è stato anche l’occasione per sensibilizzare le persone a pensare ai missionari che nel mondo fanno conoscere il Signore e spesso sopportano disagi, solitudine e anche il martirio. i pr Non dimentichiamoli: la Chiesa è missionaria e imi tutti dobbiamo esserne consapevoli e 40 fes ann lasciarci coinvolgere. i TA teggi di do Informiamoci!!! NT a I A ti tr a n A n Parliamone!!! ice UG t, UR noi E cercheremo di I :) lanciare nuove iniziative: aiutateci!!! il filo 3 IL PADRE NOSTRO Iniziamo con questo numero la pubblicazione a puntate di un bel libro. ormai esaurito, scritto nel 1997 da un nostro parrocchiano, Ernesto Brivio. Si tratta di una bella meditazione sulla preghiera del Padre nostro che vi invitiamo a leggere. IL PADRE NOSTRO preghiera della sera (per un esame di coscienza) Perché queste pagine? Il Padre Nostro è la preghiera che unisce tutti i cristiani. È anche preghiera ecumenica: affratella tutti coloro che credono in un Dio trascendente, in un Essere supremo, creatore e reggitore dell’universo e delle sorti dell’umanità. Al pari della dolce invocazione dell’Ave Maria, questa preghiera uscita dalla bocca e dal cuore di Cristo, figlio unigenito del Padre, l’abbiamo imparata dalle nostre mamme, recitata nel lento ritmo del rosario. Ci siamo introdotti alla sua comprensione negli incontri di catechismo, la proclamiamo con le mani protese in confidente implorazione nelle celebrazioni eucaristiche. È la preghiera che apre la nostra giornata perché ci pone sulle labbra, per introdurle nel profondo del cuore, le regole di vita – poche, quanto chiare ed essenziali – cui dobbiamo conformare la nostra quotidianità. Nulla ci dà più sicurezza che rivolgerci al Padre; con nessun altro siamo tanto arditi da chiedere quanto veramente ci abbisogna, anche perché siamo consapevoli che il Padre conosce ciò che occorre al nostro bene. Nessuno può presumere di sapere di qual genere e profondità, di quale intimità di sentimenti, di quale adesione dell’anima e della volontà, di quali parole fosse il quotidiano continuo colloquio tra il Figlio e il Padre, soprattutto nella preghiera di Gesù nascosta, nei lunghi dialoghi notturni, quando saliva sul monte lontano dal mondo, durante la grande preghiera tra gli ulivi del Getzemani e nella straziante agonia sulla croce. Ma se Gesù, a richiesta degli apostoli, interpreti dello struggente anelito dell’intera umanità, ha dettato la preghiera del Padre nostro, ci sembra non irriverente pensare che le sue parole – pur ridotte ad estrema semplificazione per essere adatte a uomini come loro, come noi – siano suggerite dalla esperienza del suo incessante ed efficace rivolgersi al Padre e del suo straordinario rapporto da Figlio a Padre. Soprattutto preghiera del mattino è il Padre nostro. Con essa ogni giorno apriamo – o dovremmo aprire – i nostri occhi e il nostro cuore alla vita: glorificando e lodando il Signore, invocandone la presenza nelle nostre azioni perché si conformino alla sua volontà, chiedendo quanto ci occorre per nutrire anima e corpo, implorando il suo perdono nella misura che noi stessi sappiamo concederlo ai fratelli e supplicando il suo aiuto nella tentazione. Ma il Padre nostro è anche preghiera della sera. Quale preghiera più idonea per concludere la nostra giornata ? Capita invece ai più, prima del sonno ristoratore, forse perché stanchi, distratti e assonnati, di istintivamente recitarlo con un certo automatismo mnemonico e, nel caso migliore, con le stesse intenzioni del mattino. A nostro conforto, questa sublime filiale preghiera è stata da Gesù formulata in modo tale che può diventare la più bella, significativa e completa delle nostre orazioni serali. Riflettiamo: le stesse parole, con le quali ci rivolgiamo al Padre a chiusura della giornata, si prestano come nessun’altra preghiera per un attento e più che mai interiorizzato esame di coscienza. Le parole insegnateci da Gesù ci offrono gli argomenti per interpellarci su come abbiamo corrisposto concretamente agli impegni assunti verso il Padre, verso il prossimo e verso noi stessi. Non v’è miglior traccia per l’esame di coscienza delle parole che sappiamo ben accette al Padre. Sono brevi e sicuramente ovvie queste mie riflessioni; mi rendo ardito a presentarle non con la presunzione di offrire una novità interpretativa, ma con l’umiltà di un laico che tutto ha avuto dal Padre e nulla di suo possiede se non le proprie infedeltà. Padre nostro… È l’appellativo più confidenziale e rispettoso insieme che mai possiamo usare nella sfera dei nostri affetti. Il Signore ci chiede di chiamarlo così, con la parola Padre che fonda il suo autentico significato nell’intimità più nascosta, nel vincolo di amore e di sangue, nella discendenza spirituale, ma che nel contempo impone il riconoscimento della sua autorità, la docilità al suo insegnamento, il rispetto delle sue leggi, l’accettazione della sua volontà. il filo 4 Ognuno di noi ha vissuto e vive la condizione di figlio; tutti abbiamo fatto l’esperienza di rispettare e amare il proprio genitore, pur con intensità e positività diverse: sono esperienze che marchiano indelebilmente la vita, tanto è vero che coloro che non l’hanno vissuta positivamente – non importa per colpa di chi – ne portano per sempre amare e sofferte conseguenze. Il Padre ha scelto di vivere questo rapporto con noi e desidera che abbiamo a viverlo con lui, prima e più di tutto. Padre nostro lo salutiamo al risveglio e, sovente, anche quando ci congediamo dalle fatiche di ogni giorno. A lui ci affidiamo, al mattino, per salutarlo, per chiedergli quello che ci serve; ben più difficilmente lo facciamo nell’ora in cui la notte s’appressa per ringraziarlo e per innalzarci verso di lui, scendendo nel profondo del nostro io. Ma ancor più raramente sappiamo chiederci se siamo ancora degni di chiamarlo Padre, comportandoci davvero come suoi figli, e se nelle vicende e nelle scelte della giornata ci siamo ricordati di averlo per Padre. Forse, invece, lo abbiamo dimenticato per sentirci liberi, per affermare il nostro io, invischiati dalle e nelle cose del mondo e, incoerenti come siamo, abbiamo soffocato il ricordo di lui e celata la sua presenza per erigere noi stessi al suo posto, per fare delle nostre abitudini, dei non sempre manifestabili desideri, della ricerca del potere e della ricchezza, il centro della nostra vita. La paternità di Dio, però, richiede che abbiamo a considerarci fratelli di tutti gli uomini. In questa condizione, che è concreta e non astratta, il nostro fardello di colpe può farsi ancor più pesante se, all’altare del nostro io, assieme al Padre abbiamo sacrificato anche loro, i nostri fratelli, li abbiamo ignorati e usati per noi, procurando loro isolamento, sofferenze, astio. Riusciremo mai a renderci conto che il Padre o è nostro, cioè dei fratelli, di tutti i fratelli e mio o non è nemmeno Padre a me? Non esiste il Padre mio. …che sei nei cieli… Siamo abituati a immaginare che il Padre dimori nei cieli. Una felice figura retorica per tentare di dargli una sede, una reggia degna di lui, che in qualche modo esprima la sua infinità ed eternità, il suo immenso amore, la sua insondabile sapienza, non riducibili a una umana misura, ad alcun luogo appartenente alla nostra esperienza. Un luogo, i cieli, più volte già indicato da Gesù stesso e del quale parla esplicitamente l’Apocalisse riferendosi alla Gerusalemme celeste «…la città santa che scendeva dal cielo, da Dio» (Ap 21, 10). A parte il significato cromatico, la parola “celeste” è infatti usata quale attributo delle prerogative esclusive della sfera del divino. In noi, uomini, terrestri, il Signore ha acceso una luce che ci rende cittadini del cielo. La nostra vita di figli del Padre si svolge emblematicamente tra due poli, cielo e terra: una duplicità che crea un campo di tensioni, che per il cristiano si risolve in energia positiva, perché Gesù Cristo, figlio unigenito del Padre e fratello nostro, Verbo incarnato, ha nella sua persona eliminato questo dualismo. La caduta originale, però, ci coinvolge comunque e accende in ciascuno la rivalità tra terra e cielo, la lotta tra carne e spirito. In nostro soccorso il Padre ci elargisce la sua grazia; essa, mediante il sacrificio pasquale di Cristo, ci mette in grado di comporre in unità i due poli, erroneamente ritenuti contrastanti e non complementari tra loro, pur nel rispetto della gerarchia dei valori da essi espressi. Questa particolare situazione – l’uomo redento dovrebbe averla superata – ci suggerisce di interrogarci sulla nostra capacità di conformarci al modello offertoci da Gesù, che per noi si è fatto ponte (pontifex) tra cielo e terra. Rimeditando sull’oggi trascorso, dovremmo chiederci se abbiamo cercato di rinunciare a tante preoccupazioni mondane – e quante false ne troveremo: desideri che si oppongono alla legge di Dio, ricerca di beni terreni, inutili stress, tentazioni dell’effimero … – per elevarci col pensiero e con le opere verso quei cieli dove dimora il Padre. È invece esperienza comune, seppure con intensità diverse, quella di non aver voluto o potuto cercare là ove egli risiede: nella profondità della nostra anima, nell’interiorità della coscienza, negli ideali della fede, nella Chiesa che attende la nostra convinta adesione, nel volto segnato, triste e senza speranza dei poveri e degli ultimi che hanno bisogno delle nostre cure, del nostro tempo, del nostro amore. Il nostro legame di sangue o di amicizia ci solleciterebbe invece ad aiutare quelli che sono stati in rapporto con noi; buona cosa. Ma dobbiamo saper guardare “oltre”, più in alto, alla ricerca del Padre comune, mediante l’attenzione a quelli che stanno “più in basso” sia per condizione di vita che spirituale, per dare loro amore e speranza e additare méte che non tradiscono: in una parola, a conquistare il cielo per avvicinarsi al Padre. il filo 5 Ritiro all’Oasi Anche loro hanno incontrato Gesù!!! quant’altro, si precipitano a correre sui campi da gioco facendo salti e capriole! Poi don Mario conduce tutti all’Oasi David per spiegare la vita del re Davide. Si tratta di un ambiente tutto affrescato con gli episodi salienti della vita del re. Questo perché? Per far comprendere ai ragazzi innanzitutto che noi abbiamo in comune ebrei con la gli storia narrata nell’Antico Testamento, poi che il re Davide, “germoglio”della stirpe di Iesse è l’immagine C di Gesù, il Messia, he magnifica giornata! C’è il sole oggi su Civate vero “germoglio” neotestamentario di cui diffusamente e i ragazzini, nonostante ancora un poco assonnati parla il profeta Isaia. a causa dell’alzata mattutina sono consapevoli di Al termine i bambini si scatenano letteralmente sui campi ciò che si apprestano a vivere: un giorno di ritiro con don di gioco fino al momento del Mario, le catechiste e alcuni genitori, in preparazione alla pranzo per riprendere di loro prima santa Comunione. nuovo a divertirsi fino al Arrivati all’oratorio, dopo aver depositato zaini, felpe e momento in cui don Mario li il filo 6 Con la farina ricavata, Don Mario l’ha poi impastata con l’acqua e ha fatto le particole che sono servite per la Messa di prima comunione. Erano elettrizzati perché sapevano che quello sarebbe stato il più bel giorno della loro vita, il giorno dell’incontro vero e personale con Gesù. Nessuno può sapere le preghiere sgorgate dai loro piccoli cuori in quel momento… Anch’io, unita a tutta l’assemblea, ho pregato per loro affidandoli al sacro Cuore di Gesù e credo proprio che non dimenticheranno mai questo giorno. raduna per dare loro un questionario da compilare Laura Santorsola rispondendo a domande di riflessione personali sulla storia di Davide. Verso le 17 si ritorna a casa. Il sabato prima della Comunione, i ragazzi si sono confessati, e poi, in oratorio, don Mario ha macinato il grano che ciascuno di loro aveva “guadagnato” durante la Quaresima con fioretti e rinunce. il filo 7 PELLEGRINAGGIO III MEDIA P inuccia e Claudiuccia stanno tranquillamente passeggiando per la zona, quando incontrano Stressilla, loro amica di vecchia data. Stressilla ha qualche capello ritto sulla testa, ha fretta ed è nervosa. Stressilla: «Non ne posso più! Questo mondo è invivibile!». Pinuccia e Claudiuccia: « ?». S.: «La gente è nervosa ed egoista». P. e C.: «Beh…». S.: «Ognuno pensa solo a se stesso!». P. e C.: «Mah…». S.: «In questo mare di egoismo, anche Dio è dimenticato!». P. e C. «Stressilla, rallenta! Ascoltaci: esiste un monastero a Iano di Montaione, in Toscana, in cima a una collina da cui si vede Volterra, in cui si può sentire il silenzio e il suono del vento. Qui vivono tre suore che pensano a Dio. Sì, a Dio. E pregano per noi. Pregano Dio per noi, per una buona parte della loro giornata. Una di loro suona la cetra e tutte e tre cantano come angeli». S.: «??!!!». P. e C.: «Hanno più di 300 ulivi, l'orto, le galline, non hanno mai fatto la spesa al supermercato: vivono dei prodotti della terra e della providenza ». S.: «Beeeeeelo...». P. e C.: «Sai che tengono corsi di cetra e di iconografia? Si può soggiornare da loro, hanno stanze singole, molto accoglienti. Si può stare in pace, in preghiera, imparando lo strumento o le tecniche dei dipinti bizantini». Str.: «Mi piacerebbe…». P.e C.: «Sì cara, TI ISCRIVIAMO SUBITO!!! Senza esitazione! In zona, poi, si possono visitare Sant'Antimo e San Galgano: due bellissime chiese in stile romanico, in mezzo a una campagna strepitosa». S.: «Io, pero', dopo un po' di giorni, avrò bisogno di una città... Troppa campagna mi rilassa troppo…». P. e C.: «Ah.. iniziamo a capire. Beh, Stressilla, tornando, puoi passare da Pisa: la piazza dei Miracoli, così piccola per quei monumenti così grossi, imponenti, belli, stupendi, ti riavvicinerà al mondo cittadino, da te tanto amato». S.: «Oh, amiche! in quella settimana vi penserò!». P. e C.: «Grazie! Speriamo che quei luoghi, quelle persone, la Provvidenza, facciano lo stesso effetto che hanno fatto a noi: un ricordo di un luogo del cuore, la consapevolezza che la vita semplice può esserci anche ai giorni nostri. Questo ci può aiutare a migliorare la nostra. Compagni di pellegrinaggio!!!! Siete d'accordo??». don Mario, Giuseppe, Emma, Giorgia, Susanna, Guglielmo, Bartolomeo e… Pinuccia?? Claudia Volpato il filo 8 MEETING DI PRATO XINAN PRATO 5-6 MAGGIO gni anno i cattolici cinesi in Italia si ritrovano in occasione della Giornata di Preghiera per la Chiesa in Cina, indetta da Benedetto XVI nel 2007, che si celebra il 24 maggio festa di Maria Ausiliatrice venerata nel santuario mariano di Sheshan in Cina. Ho spesso sentito mia madre parlare di questa giornata e finalmente, insieme a 30 persone della nostra comunità, ho avuto la fortuna di partecipare alla V Convocazione che quest’anno si è tenuta a Prato il 5 e 6 Maggio. O 我常常听妈妈讲有关中国人祈祷日的事情。中国人祈 祷日由教宗Benedetto XVI于2007 制定,宗旨是为在 中国的受难的天主教教徒和他们与教宗的结合祈祷。 终于,这次我有机会和我的朋友们一起去PRATO庆祝 这个重大的日子。通常,中国人祈祷日于5月24号进 行,因为那天同时是庆祝中华佘山圣母的隆重日子。 Siamo partiti da Milano alle 7,30 del giorno 5 con il pullman. Si notava che tutti erano felici ed emozionati, e non vedevano l’ora di arrivare. A metà strada quattro amici di Parma si sono uniti a noi. Finalmente, verso mezzogiorno siamo arrivati alla chiesa della comunità cattolica cinese a Prato. Siamo stati accolti con tanta gentilezza e calore dagli amici di Prato. Ci hanno preparato dei cibi meravigliosi per pranzo e ci siamo sentiti come a casa. 5月5号早晨7:30,我们大家坐大巴于米兰出发。每一 个人都精神抖擞,兴奋地巴不得一下子飞到PRATO. 在半路上,4位从PARMA 来的朋友也加入到我们队伍 中。终于,快到中午的时候,我们到达PRATO华人教 堂。接待我们的人都非常的热情和亲切。午饭的时候 ,他们又为我们准备了可口的午餐。我们感觉在家里 一样。 N el pomeriggio, fulcro del programma della giornata, l’attività di evangelizzazione per le strade della Chinatown è stata svolta da un gruppetto di persone particolari: suore, sacerdoti e laici cattolici, partiti dalla chiesa per consegnare ai loro connazionali un volantino con l’invito a partecipare all’Ostensione straordinaria domenica mattina in Duomo. Superata la diffidenza iniziale, molti si sono fermati a parlare. Nel frattempo, nei locali parrocchiali gli altri ospiti divisi in gruppi si sono riuniti per iniziare a conoscersi meglio e condividere l’esperienza dell’immigrazione e della fede cattolica in Italia. Con loro anche l’arcivescovo Savio Hon Tai Fai segretario di propaganda Fide: «Questa è un’iniziativa importante – ha commentato – per tutti i cinesi che si ritrovano qui oggi con lo scopo di vivere una giornata di preghiera, missione e condivisione e di portare un po’ di sollievo e di cura ai nostri connazionali». 下午的时候,一天节目的支点 (去中国街宣传福音) 被一群特殊的人群紧张而有序的进行: 修女,神父, 教友由教堂出发,一路给华人街的华人发传单。邀请 他们参与第二天在DUOMO举办的圣母腰带典礼。刚开 始大家还持一个半信半疑的态度,接着,很多人停下 手头的工作,开始议论这件事。同时,另外留在教堂 里的教友被分配到不同的小组,大家开始互相认识, 并讨论自己的移民生活和信仰旅程。与他们一起还有 Han 主教。Han 主教并于弥撒前向教友们说:” 这对 今天来到这里,为所有的中国人祈祷,并为他们带来 安慰和支持的华人来说是一个非常重要的开始。” Alla sera vi è stato pure uno spettacolo. Non potete immaginare cosa ho visto. Ho visto delle bellissime suore che danzavano sul palcoscenico come ragazzine piene di gioia e i preti che cantavano come cantanti professionisti. Era veramente una cosa meravigliosa, non ho mai visto una cosa simile prima; sono abituata a vedere le suore e i preti immersi nello loro studio o impegnati nella predica. Forse così ci hanno fatto vedere in modo esplicito la loro gioia e la loro felicità di vivere nell’amore di Dio. 晚上,PRATO 教堂为我们准备了一个非常隆重的晚会 。你们简直不能想象我看到了什么。我看到了一群非 常美丽的修女如同仙女般在舞台上优美的跳舞,神父 们临时组成了一个歌咏团,歌声如同天籁,每一个人 都听得津津有味。这一切实在是太美好了,我从来没 有看过相似的情景。我一直都习惯看到只专注于学习 或置身于传教的修女和神父。或许,通过歌舞的方式 ,修女和神父们向我们以一种直接的方式传达他们生 活在天主爱内的喜悦和幸福。 Il giorno dopo, nel Duomo, è stata celebrata una straordinaria Messa in due lingue dal vescovo Simoni e dall’arcivescovo Savio Hon Tai Fai. Nella Messa hanno sottolineato di nuovo il ruolo dell’amore e la missione dei cattolici cinesi in Italia. Inoltre si sono tenuti anche l’Ostensione straordinaria del Sacro Cingolo della Madonna e la processione in Chinatown. 第二天,在DUOMO, 由SIMONI 主教和HAN主教共同主 持了一场特殊的两种语言的弥撒。弥撒期间他们再一 次指出爱德的重要性和生活在意大利的华人天主教教 徒的使命。另外,在教堂内隆重的举办了圣母腰带典 礼,之后我们在华人区进行了圣母游行。 Il tempo è volato via, dovevamo partire per Milano; eravamo veramente riluttanti nel lasciare gli amici, l’arcivescovo e la bellissima città di Prato.L’esperienza è stata molto breve, ma mi ha lascito una profonda impressionedel vero amore di Dio. 时间像飞梭般溜走了,我们再一次需要收拾行李,准 备回米兰。每一个人都依依不舍,谁都不愿意和朋友 ,和主教,和美丽的PRATO城市告别。此次经历非常 的短暂,但是它却给了我一个非常深刻的思想,一个 有关天主真爱的思想。 西南Xinan 中国夫妇的聚会 为了在所必行而深入地回应基督徒的婚姻生活的重要 性,Giuliano神父在Mario神父的赞同下,以及 Antonietta修女、Ida修女和马修女的共同参与中,三 月份在我们的团体中为中国夫妇安排了四个晚上的聚 会。 聚会中,在天主圣言的光照下,藉着一些反思和分享 ,所有参与者在他们的婚姻圣召内,感到被接纳、聆 听和鼓励。 由此大家体会了一个非常有益的经验,所以我们决定 每个周六晚上20:30继续下去,开放于团体中所有说 中文的人,对那些在生命中每天出现的情况,他们感 到有回应的需要。 Giuliano神父 Antonietta修女 il filo 9 INCONTRI PER SPOSI CINESI P er rispondere alla necessità di approfondire l’importanza della vita matrimoniale cristiana, padre Giuliano, d’accordo con don Mario e assistito da suor Francesca, suor Antonietta e suor Ida, ha coordinato quattro incontri serali per gli sposi cinesi della nostra comunità durante il mese di marzo.Le serate, illuminate dalla parola di Dio, sono state un momento di riflessione e di condivisione dove tutti si sono sentiti accolti, ascoltati e incoraggiati nella loro vocazione. L’esperienza è stata molto positiva per tutti i partecipanti, e perciò abbiamo deciso di continuarla ogni sabato sera alle 20,30 aprendola a tutti le persone della comunità di lingua cinese che sentono il bisogno di risposte alle situazioni che la vita ci presenta ogni giorno. padre Giuliano e suor Antonietta LE CATECHESI DI PADRE GIULIANO P adre Giuliano Perozzi, è un padre saveriano che ha vissuto a Pechino per molti anni, conoscendo bene la lingua cinese. La diocesi di Milano l’ha invitato a venire a celebrare la Messa per la comunità cinese. Lui è qui da pochi mesi, ma con la sua gentilezza e la sua disponibilità all’ascolto, ha già conquistato il cuore di molte famiglie. Padre Giuliano però, non si è limitato a celebrare la Messa alla domenica, ma ha cercato di rispondere ai loro bisogni. Molte coppie hanno espresso la necessità di avere una catechesi sull’importanza della vita matrimoniale e lui, d’accordo con il parroco don Mario, hanno deciso di fare una catechesi di quattro settimane in cinese, per dare alle coppie i principi fondamentali della vita a due in nome di Cristo. Iniziando dal libro della Genesi, padre Giuliano ha fatto loro scoprire la bellezza di essere chiamati da Dio a una donazione reciproca. Ha parlato loro dell’amore che ci deve essere fra i due coniugi, e che questo amore deve essere solido e fondante. Deve essere un amore in cui i due devono essere disposti a sacrificarsi l’uno per l’altro sia per amore del coniuge che dei figli, in modo da creare armonia nella famiglia, che è appunto chiamata “piccola Chiesa domestica”. Padre Giuliano ha anche sottolineato, citando san Paolo, che i coniugi devono amarsi tra loro come Cristo ama la sua Chiesa. oi tutti che abbiamo appena celebrato la santa Pasqua, sappiamo come Cristo ha amato e ama la sua Chiesa, donando se stesso fino alla fine. Ha chiesto ai coniugi che il loro amore sia ncondizionato, così come Cristo ci ha amato incondizionatamente, senza cioè aspettarsi da noi nulla in cambio. Durante i momenti di catechesi, la gente faceva molte domande e lui rispondeva a tutti con dolcezza e con fermezza. Alcuni non erano cristiani, ma hanno chiesto il suo numero di telefono per poterlo contattare in momenti in cui hanno bisogno di aiuto morale e spirituale. La catechesi alle famiglie è stata un successo, e perciò abbiamo deciso di continuarla ogni sabato sera alle 20,30, aprendola non solo alle famiglie, ma a tutti i cinesi che sentono il bisogno di risposte alle situazioni che la vita ci presenta ogni giorno. Anche questo sabato ci troveremo insieme alla comunità cinese e con padre Giuliano. La catechesi è aperta a tutti quelli che parlano il cinese o che lo capiscono.Vi aspettiamo numerosi e a tutti auguriamo buona Pasqua nel Signore Risorto! P. Giuliano N il filo 10 Q Il corso di iconografia uando sant’Ambrogio, il grande vescovo di Milano, nel lontano 300, accompagnava la celebrazione dei riti liturgici con i suoi canti e inni sacri, sant’Agostino che era al suo seguito, uscì con la famosa esclamazione: «Cantare è pregare due volte». Anche oggi nella città di Milano dalla chiesa della SS. Trinità si sono innalzate a Dio e alla Vergine Maria a mille le preghiere, come mille sono le vibrazioni policrome, fino alla luce dell’oro, prodotte dalle immagini di arte sacra che un gruppo di fedeli nella settimana dal 7 al 13 maggio ha realizzato nel corso di iconografia magistralmente guidato dalla sapiente scuola del maestro Giovanni Mezzalira, in un clima di preghiera e meditazione. Giorno dopo giorno le immagini sacre da riprodurre del volto di Cristo e della Madre di Dio di Korsun, prendevano forma, come evocazione interiore, dai vari passaggi tecnici, dal calco alle ripetute velature delle campiture e diventavano un intimo colloquio fra te e il Volto Santo del Redentore o fra te e il tenero volto della Madre di Dio. Alla fine, tu che eri l’umile esecutore, restavi affascinato dalla bellezza dell’immagine. Sarà la bellezza che salverà il mondo? Alla base di questa esperienza ci deve essere l’umiltà. «Imparate da me che sono mite e umile di cuore» dice il Signore. Da questa meditazione all’inizio della quarta giornata di lavoro, nel nostro gruppo, vibrava nell’aria la bontà, la gioia e la serenità. ul libretto delle meditazioni, in dotazione a ogni componente del gruppo, si recitava la frase biblica “ricordati che sei polvere” ma l’opera redentrice del Salvatore del mondo ci rende nella vita polvere colorata fino a diventare preziosa come l’oro fino a quando diventeremo luce. Il corso, composto da 15 partecipanti, è stata già l’espressione di una colorata umanità per età e professione; per citarne alcuni: la giovane mamma di Desiré Maria, la piccola mascotte del gruppo, bravissima e luce di vita quando era con noi, il sacerdote, don Cesare che ci guidava nella meditazione prima del lavoro, Monica, un’altra mamma, Francesco, giovane papà, Mirella, che ha sentito il richiamo dell’arte il cui centro è il Cristo ed è arrivata da noi fino da Roma per eseguire la sua icona, oltre alla sottoscritta a cui, nonostante la disabilità motoria, il parroco don Mario ha facilitato e reso possibile la mia partecipazione. La realizzazione di un’icona è un’esperienza che rende non solo più buoni ma anche più santi. Giovanna. S PROCEDIMENTO PITTORICO DEL VOLTO NELL’ICONA celebrazione della santa Messa dal 24 al 26 novembre 2012 Nel corso verranno analizzate in modo approfondito le singole fasi del procedimento classico dell’incarnato: sankir – grafia – ombreggiatura – vochrenie – arrossamenti – tratti vivi – fusione – velatura – finiture sia nel loro aspetto generale che nei casi particolari e applicando le regole apprese nella pratica della realizzazione del volto della Madre di Dio della Deesis, icona che potrà essere completata successivamente. Il corso è accolto dalla parrocchia SS. Trinità – via Giusti, 25 – Milano. mezzi pubblici: MM 2 Moscova – autobus 43, 57, 70, 94 – tram 4, 7, 12, 14, 29, 30, 33 (possibilità di parcheggio gratuito e ospitalità presso la parrocchia) orario giornaliero di lavoro: 9 - 13 14,30 - 18 alle 18,15 La quota è € 180 da versare sul ccp 43308428 intestato a Giovanni Mezzalira; il contributo per l’ospitalità è € 25 da versare alla segreteria parrocchiale oppure a Luisa Calatti il primo giorno di corso. Per informazioni sul corso Giovanni Mezzalira [email protected] – tel. 0444 660982 Per iscrizioni e per informazioni su dove alloggiare per chi venisse da fuori Milano: Luisa Calatti [email protected] – 339 2883377 Iscrizioni: entro il 30 settembre 2011 si ritiene iscritto chi ha versato al maestro la quota di partecipazione il filo 11 Gruppo terza età: visita ad Arsago Seprio P artiamo: trenta partecipanti accompagnati da don Mario, animatore, guida per i momenti di preghiera e fotografo ufficiale. Siamo diretti ad Arsago Seprio (VA) in visita a don Stefano, prevosto di Arsago e Casorate, che è stato per alcuni anni coadiutore per l’oratorio della SS.Trinità. È una bella giornata, anche se freddina; il cielo limpido dà luce ai colori dei Grazie alla disponibilità di don Stefano, che ci ha anche boschi e dei giardini di Arsago. informato sulla vita della sua parrocchia, abbiamo avuto All’arrivo, ricevuti da don Stefano, dopo uno sguardo al l’occasione di conoscere e apprezzare monumenti cimitero (architetto Maciachini, lo stesso del Cimitero significativi della nostra storia così ricca. Monumentale), siamo davanti a un piccolo campo con la È stato un piacevole pomeriggio trascorso in spirito di Basilica di San Vittore, IX sec., la Torre campanaria, XII amicizia, come sempre nei nostri incontri del mercoledì. sec., il Battistero di San Giovanni, XII secolo. Alla prossima. Don Stefano ci parla di questi monumenti di stile romanico, esternamente in pietra non squadrata, e ne illustra la storia, l’arte, i reperti, che sono numerosi. La Basilica, costruita su un precedente edificio paleocristiano, ha tre navate, con arcate sostenute da pilastri e da colonne romane di recupero. Il soffitto è a capriate. Di notevole interesse il Battistero, a pianta ottagonale, con al centro l’antica vasca battesimale a immersione. Nella notte di Pasqua vi accedevano i catecumeni, scendendo tre gradini (Padre, Figlio, Spirito Santo), di cui ora ne rimangono due. Ne uscivano purificati per entrare poi nella Basilica. Curiosa è la definizione ”piccola torre di Pisa” della Torre campanaria, perché pende leggermente da un lato, con le campane che dal 1872 sono allo scoperto su un terrazzo sovrastante. il filo 12 I ragazzi della prima Comunione I cresimati Il nostro battistero impreziosito dalla Deesis e dall’immagine di Mons, Luigi Padovese il filo 13 Calendario luglio GIORNO Domenica Lunedì 1 30 ORARIO APPUNTAMENTI ore 17.00 Battesimi dal 7 al 21 Vacanze in montagna dal 22 al 30 Campi Scout ore 18.15 Suffragio mensile AGOSTO Dal 1 al 31 sono sospese le messe delle 8.30, sia feriali che festive, quindi l’orario delle messe sarà: da lunedì a venerdì: 18.15 sabato: 18.30 domenica: 10.30 - 15.45 - 18.30 Mercoledì Lunedì 15 27 ore 18.15 Messe orario festivo Suffragio mensile SETTEMBRE Lunedì 3 ore 8.00 - 17.00 COM-COM 2 Compiti in Compagnia Martedì 4 ore 8.00 - 17.00 COM-COM 2 Compiti in Compagnia Mercoledì 5 ore 8.00 - 17.00 COM-COM 2 Compiti in Compagnia ore 21.00 Consiglio di Pastorale ore 8.00 - 17.00 ore 8.00 - 17.00 COM-COM 2 Compiti in Compagnia COM-COM 2 Compiti in Compagnia ore 17.00 Battesimi Giovedì Venerdì 6 7 Domenica 9 -14 Lunedì 10 Incontri gruppi, eduatori e catechisti per programmare l’anno pastorale Martedì 11 Mercoledì 12 Giovedì Venerdì 13 14 ore 21.00 Consiglio dell’Oratorio il filo 14 parrocchiale agosto GIORNO ORARIO APPUNTAMENTI Lunedì 17 ore 16 -18 20.30 - 22.00 Adorazione Giovedì 20 ore 21.00 Lunedì 24 ore 16 -18 20.30 - 22.00 Adorazione Giovedì 27 Lettura Bibbia ore 18.15 Suffragio mensile ore 21.00 Lettura Bibbia Mentre tutti sono in vacanza noi finiremo i lavori Buone vacanze a tutti!!! il filo 15 Oratorio Estivo Storia per l’Oratorio Ci sono tanti bambini che si annoiano solo a veder gli uccellini che cinguettano, ma un giorno un bambino saggio chiamò a raccolta i bambini e disse : “Da oggi non vi annoierete più, perché un signore che si chiama don mario ha inventato una roba che si chiama oratorio. Dice che è divertente e allegro.” I bambini saltellavano di gioia e così don Mario aprì un bellissimo oratorio e disse: “Questo oratorio è vostro, quindi quando vi annoierete chiamateci che c’è posto per tutti”. Così i bambini andarono all’oratorio e gli animatori li facevano così divertire che hanno deciso di restare per tutta l’estate e vissero felici e contenti. Sofia il filo 16 Siamo arrivati a quota 440 iscritti!!!!! Un grosso grazie ai 62 animatori e alle numerose mamme e papà il filo 17 PELLEGRINAGGIO ORVIETO il filo 18 O - BOLSENA: FESTA DEL CORPUS DOMINI il filo 19 Durante Family 2012 abbiamo ospitato un Vescovo per celebrare l’Eucaristia con la comunità Lituana 31 Maggio Solenne processione per le vie de il filo 20 ella Parrocchia Immagini del ritiro dei Cresimandi a Venegono Meeting di Prato con puntatina turistica a Pisa il filo 21 CENTRO ASCOLTO CARITAS Il Centro ascolto Caritas è uno strumento di riferimento Ultimamente le povertà sono cambiate: agli immigrati pastorale volto all’attenzione delle persone bisognose ed giunti dall’est Europa e dall’America Latina, si è un momento di ascolto e di condivisione in spirito aggiungono persone italiane di media età che, avendo cristiano. perso il posto di lavoro o la casa non sanno come arrivare I volontari che operano al Centro ascolto cercano di a fine mese. collaborare rispettando l’autodeterminazione di chi si Sovente parole amichevoli di conforto, qualche buon rivolge loro utilizzando le strutture e i servizi assistenziali consiglio, un sorriso cordiale possono aiutare ad disponibili sul territorio (San Vincenzo – SILOE – affrontare le difficoltà. Comune – SAM) e, quando necessario, della consulenza Per informazioni e/o consulenze: telefonare al numero dell’assistente sociale e/o notarile. 02/36727100 int. 3. La distribuzione di indumenti e di viveri raccolti Il Centro è aperto il mercoledì e il giovedì dalle 16.30 alle attraverso benefattori della nostra parrocchia permette di 18.30 (con ingresso da via Verga, 5) risolvere in piccola parte i problemi contingenti più Chi volesse collaborare materialmente, può consegnare immediati. cibi non deperibili in fondo alla chiesa. MONUMENTI Milano - Monumento a Camillo Benso conte di Cavour l monumento a Camillo Benso conte di Cavour si trova a Milano nell'omonima Piazza a ridosso dei giardini di Porta Venezia. Venne eretto sul basamento realizzato da Davide Pirovano, ma su progetto di Tantardini che ha realizzato anche la Figura della Storia, rappresentata sul piedistallo. Il monumento venne completato nei primi mesi del 1865 e inaugurato il 6 giugno dello stesso anno, data dell'anniversario della morte di Cavour, alla presenza del principe Umberto di Savoia, del marchese Pes di Villamarina, del generale Giovanni Durando e del sindaco di Milano Antonio Beretta. Il monumento raffigura nella parte sommitale Cavour nell'atto di presentare al Parlamento il progetto di legge per la proclamazione del Regno d'Italia e, nella parte sottostante, una figura femminile in bronzo, l'Italia (o la Storia), in atto di scrivere con la mano destra il nome di Cavour, mentre con la sinistra sorregge una corona d'alloro. La figura di Cavour fu una delle più importanti nella storia d’Italia. Fu dinamico amministratore della tenuta agricola familiare poi promotore dell’Associazione agraria, fondò il quotidiano liberale “Il Risorgimento”. Nel novembre del 1852 fu nominato Presidente del Consiglio e avviò un’intensa azione diplomatica. Realizzò le annessioni di molte regioni dell’Italia I Centrale. La proclamazione del Regno d’Italia fu l’ultimo atto della sua vita. Monumento a Giuseppe Garibaldi ià all’indomani della scomparsa di Giuseppe Garibaldi il comune di Milano si mobilita per erigergli un monumento. Nel 1888 vengono esposti i bozzetti di maggior interesse, alcuni anche appartenenti a scultori di fama come Butti, Bistolfi, Barzaghi, Pagani e Zocchi ma, fin da subito il modello più convincente è quello di Ettore Ximenes. Inaugurato in piazza Cairoli il 3 novembre del 1895, il monumento ritrae appunto un Garibaldi pacificato dopo le tante battaglie combattute, ma pronto a tornare all’azione con la sua sciabola che tiene semisguainata. Giuseppe Garibaldi nacque a Nizza il 4 luglio1807e morì esule a Caprera il 2 giugno1882; è stato un generale, patriota e condottiero italiano. Noto anche con l'appellativo di Eroe dei due mondi per le sue imprese militari compiute sia in Europa che in America meridionale, è la figura più rilevante del Risorgimento, uno dei personaggi storici italiani più celebri al mondo e anche un eroe nazionale per gli italiani. Si affiliò alla Giovine Italia, fu esule in Sudamerica poi, ritornato in Italia, partecipò alla Prima Guerra di Indipendenza. Organizzò la spedizione dei Mille. Importante fu l’incontro a Teano dove pronunciò la celebre frase “Obbedisco”. G il filo 22 Basket Trinità Prosegue l’attività primaverile del gruppo sportivo Basket Trinità. Sono due le squadre che stanno ancora disputando dei campionati: la squadra Under 14 allenata dai baldi giovani Francesco Restelli, Francesco Dolci e Marco Beluffi, e la squadra Open. Entrambe sono iscritte al campionato primaverile CSI della loro categoria. Gli Under 14 hanno già giocato cinque delle sei partite previste collezionando tre vittorie e due sconfitte (sempre con il Mojazza), e hanno già la certezza di arrivare al secondo posto. Partita dopo partita la squadra sta crescendo e sta gettando le basi per essere ancora più competitiva il prossimo anno. I ragazzi più grandi della categoria Open hanno avuto un buon inizio con due vittorie e una sconfitta. Sicuramente ce la metteranno tutta per provare a vincere il loro girone!!! Tutte le altre squadre proseguono regolarmente gli allenamenti che si protrarranno fino alla fine delle scuole. UNDER 14 – Risultati in ordine cronologico: Trinità-Sport e Incontro 44-36 Trinità-Mojazza 38-46 Quasimodo-Trinità 30-46 Sport e Incontro-Trinità 40-44 Molazza-Trinità 55-47 Trinità-Quasimodo (da giocare) PRENDETE NOTA! Potrete rivedere la cerimonia della I Comunione e della S Cresima 2012 sul nostro sito nell’ area registrazioni Bibbia ed eventi speciali. Quest’ area infatti è destinata ad eventi straordinari quali: la lettura della Bibbia, gli Esercizi Spirituali, il Triduo Pasquale, la Novena, le Messe di Natale e di Pasqua, gli incontri , le conferenze, gli spettacoli religiosi teatrali, danze, concerti che si fanno in chiesa. Le registrazioni settimanali ( e solo quelle!!) verranno automaticamente cancellate ( per ovvi motivi di spazio sul server) dopo un mese, così facendo giorno dopo giorno, incominciando dalla data più remota. ( 31, 30, 29…..) Inoltre, tutte le registrazioni fatte con il vecchio sistema di trasmissione, sono sempre consultabili sulla colonnina laterale del sito. Angela 5 X 1000 = SPORT & CRESCITA CON LA TUA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PUOI SOSTENERE LO SPORT E LA CRESCITA DEI GIOVANI. E NON TI COSTA NULLA Grazie alla Legge Finanziaria del 2007, puoi destinare il 5 x 1000 delle tue imposte al Gruppo Sportivo Trinità. In pratica la tua Dichiarazione dei Redditi non varierà ma con questo gesto potrai decidere personalmente di dirottarne il 5 x 1000 a sostegno dello sviluppo e della crescita dei nostri giovani. Come fare ? semplice,ti basterà inserire il nostro codice fiscale 97407950159 sui modelli di dichiarazione dei redditi, CUD, 730, UNICO persone fisiche, e apporre la tua firma. QUESTO E’ IL RIQUADRO DA CERCARE Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni FIRMA ………………………………………………. Codice fiscale del beneficiario (eventuale) │9│7│4│0│7│9│5│0│1│5│9│ TI RINGRAZIAMO PER L’AIUTO il filo 23 ORATORIO E CIMITERO DELLA MOJAZZA D al 15 ottobre 2011 in zona vantiamo il più alto edificio di Milano e dell’Italia intera. Ovvero la Torre Hines Cesar Pelli A (Torre Garibaldi) 230 metri dal suolo (152 m. la sommità dell’edificio, più una guglia di acciaio di 78 m.); eretta sul piazzale antistante la stazione Garibaldi da cui, con scarsa fantasia, prende nome. Altezza quindi più che doppia della statua della Madonnina (108,5 m.), punto più elevato della città fin dalla sua posa per opera di Giuseppe Perego nel 1774. Da allora, in base a una legge comunale del 1930, nessuna costruzione avrebbe potuto superare tale altezza. Così fino al 1961, allorché col compromesso della posa di una statuetta simile all’originale sul punto più alto (127 m.) venne superata dal grattacielo Pirelli. Anni dopo medesimo compromesso per il Palazzo Lombardia, sulla sommità del quale (161,3 m.) il 31 gennaio 2010 il cardinale Tettamanzi benedisse una nuova copia della Madonnina. Sarà così anche per la Torre Garibaldi? Tutto ciò circa le altezze, non certo all’importanza, estetica e bellezza delle singole costruzioni. Ma, tornando alla torre Garibaldi, dirimpetto alla stazione Garibaldi, l’antica Porta Comasina, nel 1860 ribattezzata col nome dell’eroe dei due Mondi quivi entrato in Milano dopo la battaglia di San Fermo, è lecito chiederci quale era e come è cambiato il volto della località in poco più di un secolo. Difatti fino a cent’anni fa la zona era nota ai milanesi come la Mojazza, dalla voce dialettale mójasc (fanghiglia, pantano), a designare il luogo acquitrinoso (e speriamo che i progettisti della torre ne abbiano tenuto il debito conto), dove, in mezzo a pochi cascinali, sorgevano il cimitero dello stesso nome e sulla sinistra di questo, oltre un ampio spazio chiamato Foppone, un altro piccolo cimitero con una chiesetta dedicata a San Giuseppe e un oratorio pure esso detto della Mojazza. Tutta la zona era territorio della parrocchia della SS. Trinità e faceva parte del corpo santo di Porta Vercellina, esterno alla città oltre i bastioni spagnoli a Porta Comasina. Questa porta, dapprima eretta in Ponte Vetero in epoca romana, indi avanzata al Pontaccio nel Medio Evo e con la costruzione delle mura spagnole aperta nella cinta dei bastioni, era la porta da cui partivano le strade verso il nord. Usciti da Porta Comasina, superati alcuni cascinali si arrivava al cimitero della Mojazza aperto nel 1686. Dapprima minuscolo, il cimitero venne ampliato nel 1782, quando il sovrano austriaco Giuseppe II abolì le sepolture entro le mura cittadine. Per questo nel 1786 vennero aggiunte sedici nuove pertiche di terreno e nel 1793 eretta una cappella decorata con anime del Purgatorio e adorna di due campaniletti. Frattanto nel 1787 viene costituita la nuova parrocchia di Santa Maria alla Fontana e quindi la zona più orientale della parrocchia della SS. Trinità passa sotto la giurisdizione del nuovo parroco, il quale prende subito in carico la prassi religiosa del cimitero, lasciando quella civile di competenza comunale. Il camposanto era intersecato da due viali che si incrociavano al centro, dove si innalzava una croce votiva. I defunti venivano sepolti in maniera casuale, curandosi tutt’al più di sistemare lungo il muretto di cinta le persone più insigni. Un successivo ampliamento nel 1817 recuperò altro spazio per le sepolture e diede maggior lustro al pio luogo fin che, dopo l’annessione dei corpi santi alla grande Milano nel 1873, si iniziò a parlare di nuovi cimiteri (Monumentale e Musocco) e di chiusura degli antichi. Per il nostro cimitero tale data venne fissata al 22 ottobre 1895. In breve si diede avvio alle prescritte esumazioni, ma a motivo del disordine in cui erano state eseguite le sepolture si rese necessario tumulare i miseri resti in fosse comuni. Andarono così perdute le spoglie di personaggi illustri ivi seppelliti: Cesare Beccaria, Giuseppe Parini, Melchiorre Gioia, Francesco Melzi d’Eril, Barnaba Oriani e altri. Dell’antico cimitero oggi non resta nulla; ripulito, il terreno fu ceduto dapprima all’Unione Sportiva Milanese e in seguito all’Istituto Case Popolari che vi costruì il grosso comprensorio gravitante su piazzale Lagosta e dai milanesi ribattezzato l’Isola. Effettivamente il rione, per via della costruzione sui terreni della vecchia Mojazza della cintura ferroviaria (poi Ferrovie Varesine) e alla posa a terra di una terza rotaia per la trazione elettrica, a causa della pericolosità di tale ostacolo, era pressoché isolato dal resto della città. Infine nel dopoguerra venne aperta nell’estate 1963 la nuova stazione Garibaldi, meno di un chilometro a nord della ex stazione delle Varesine e il 12 luglio 1971 la stazione della linea 2 verde della metropolitana. imile alle vicende del cimitero è pure la storia del vicino oratorio della Mojazza. Ubicato a ovest del camposanto e pur esso dotato di un piccolo cimitero, l’oratorio, dedicato a san Giuseppe, era stato aperto ai borghigiani negli anni attorno al 1730 dagli Scolari Disciplini e vi si celebrava la Messa quotidiana. Distava un miglio dalla parrocchiale della Trinità e aveva tre altari: i laterali dedicati a san Giuseppe e al santo Crocifisso e l’altar maggiore, sul quale era collocata l’urna di legno dorato contenente le spoglie di santa Purissima. Già, santa Purissima, vergine e martire, venerata dai nostri antenati e ancora presente nella memoria dei più anziani parrocchiani della odierna SS. Trinità, la santa a cui si rivolgevano accendendo un cero votivo. Dove mai è andata a finire la santa mediatrice delle preghiere dei fedeli del Bórgh d’i Scigólatt? La sua storia già è stata narrata più volte sui giornaletti parrocchiali, ma la più precisa ed estesa è quella scritta da Peppino Aspesi, il solerte segretario del parroco don Sironi (Laboremus n. 3 del 1987). S il filo 24 Ai commercianti della Parrocchia La comunità parrocchiale della SS. Trinità, rispondendo alla chiamata di Gesù a evangelizzare tutte le genti nel nome suo (Mt 28,19) intende potenziare la sua azione pastorale tramite la diffusione del proprio giornalino, denominato il Filo, che svolge il prezioso servizio della comunicazione. Il nome “Filo” è stato scelto perché vuole essere uno strumento per legare e mantenere l’unità della nostra comunità e di ciascuno di noi. Come penso avrete potuto notare leggendo il nostro giornale, noi vogliamo far conoscere e diffondere tutte le belle iniziative e le notizie positive che nascono nella nostra comunità e tra queste abbiamo pensato che anche la vostra attività, il vostro lavoro quotidiano svolto con onestà e professionalità sia da rendere noto, perciò vorremmo dedicare uno spazio anche per farvi conoscere meglio da tutti gli abitanti della nostra zona. Il Filo ha una tiratura di quasi 4.000 copie ogni due mesi circa e raggiunge molte famiglie che potrebbero essere interessate alla vostra attività, perciò abbiamo pensato di contattarvi per rendervi partecipi, di questo nostro progetto chiedendovi un piccolo contributo nella misura che riterrete opportuna, a sostegno del nostro giornale. Vi sarà riservato uno spazio particolare, che non vogliamo assolutamente definire con i termini ormai troppo commercializzati e abusati di sponsorizzazione o pubblicità o consigli per gli acquisti ma invece come “servizi offerti” da chi come voi vive il proprio lavoro non solo come fonte di guadagno ma soprattutto come realizzazione delle proprie doti e capacità a servizio degli altri. In questa logica potrete proporci i contenuti da inserire nello spazio a voi dedicato o accordarvi con il latore della presente che è autorizzato dalla parrocchia a tenere i contatti con voi. Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento, nella speranza che la nostra proposta venga accolta nel reciproco interesse. Vi porgiamo i più cordiali saluti e una particolare benedizione. IL PARROCO La vostra Cooperativa Legatoria “Il BORGO” ha bisogno: * dell’aiuto di volontari (chi ha tempo e un po’ di conoscenza del PC in particolare EXCEL) * di fare rilegature e lavoro: libri da rilegare, album di fotografie o lavori di cartotecnica Venite a trovarci in sede: Cooperativa legatoria “Il BORGO” Via L. Canonica 25 20154 Milano Tel.: 0233100169 Cell.: 3472216417 Orari 8-12 13,30-17,00 (feriali) Posta elettronica: [email protected] Sito WEB: www.ilborgocoop.com il filo 25 Poiché qualcuno afferma che la Parrocchia abbia perso la causa che ha come oggetto il contratto di comodato con l’Associazione Culturale il Cielo, pubblichiamo copia fotostatica della sentenza del Tribunale di Milano passata in giudicato, perciò definitiva. il filo 26 il filo 27 è successo in Trinità Buone vacanze a tutti!!! Hanno ricevuto il Battesimo 10. Shi Maximilian Leone 11. Di Siena Agnes Siria 12. Sciveres Guglielmo 13. Sciveres Victoria 14. Faravelli Francesco 15. Terzi Patrizia 16. Di Spirito Elena Sofia 17. Ferrando Pietro Paolo 18. Cosmai Federico 19. Arante Sofia 20. Esposito Ugarte Keny Roy Davide 21. Lerro Benedetto Domenico 22. Doveri Livia 23. Cicognani Ester 24. Marchini Filippo Maria Si sono uniti in matrimonio 1. Lorenzzini Massimo e Comelli Laura 2. Tu Yi Hua e Iuliano Anna Vestizione dei chierichetti Sono tornati alla casa del Padre 17. Perosino Giuseppina 18. Campi Pierina 19. Liberatore Roberto 20. Castelli Irene 21. Mosconi Giovanna 22. Ventimiglia Giulio 23. Baldi Aldo 24. Braito Giovanni Battista 25. Bottini Ada 26. Bartolini Manlio 87 anni 97 anni 81 anni 81 anni 81 anni 59 anni 87 anni 91 anni 97 anni 85 anni PARROCCHIA SS. TRINITÀ - via G. Giusti 25, Milano, tel. 02 3672.7100 - fax: 02 3182.0144 don Mario Longo parroco - tel. 02 3311.831 - 02 3672.7101 - cell. 338 7985.284 [email protected] don Giuseppe Nichetti cell. 347 9133.684 Suor Francesca Ma (cappellania cinese) cell. 334 217 2421 [email protected] don Anicet Kaboré cell. 393 3137.937 - [email protected] Giuseppe Todisco, coordinatore oratorio - cell. 3401880894 Segreteria parrocchiale - dal lunedì al venerdì - ore 16 - 18 - tel. 02 3672.7100 int. 7 Segreteria dell’oratorio - dal lunedì al venerdì - ore 15.30 - 18 - tel. 02 3672.7100 int. 4 e-mail della segreteria: [email protected] Centro Ascolto mercoledì e giovedì ore 16.30- 18.30 - tel. 02 3672.7100 int. 3 Basket GS Trinità - via Giusti 27 - tel. 02 317.247 / 02 341.241 Orario SS. Messe feriali 9 - 18.15 vigiliare:18.30 festive: 8.30 - 10.30 - 15.45 (cinese) - 18.30 Tutte le celebrazioni sono trasmesse in diretta audio e video sul sito: www.trinita.tv il filo 28