sezione estiva
sovrintendenza e direzione artistica chiara giordano
Rousseau e
la Serva Padrona
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Opera musicale di G. B. Pergolesi
Azione teatrale di Dora Liguori
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COMUNE
DI BORGIA
2013
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ARMONIED’ARTE
DALLA PARTE DEI BAMBINI
PARCO ARCHEOLOGICO SCOLACIUM – BORGIA
Sabato 13 luglio 2013 ore 22,00
Rousseau e la Serva Padrona
Opera musicale di G. B. Pergolesi
Azione teatrale di Dora Liguori
Interpreti in ordine d’apparizione:
Eustachio Bambini (impresario e Vespone) .............. attore-mimo Vito Cesaro
Anna Tonelli (moglie dell’impresario e Serpina) ...... attrice-soprano Enrica Mari
Pietro Manelli ..................................................... attore-baritono Mauro Utzeri
Felice Bambini (figlio dell’impresario) .................. attore Leonardo Quadrini
.
Jean Jacques Rousseau .................................................. attore Edoardo Siravo
Madame de Pompadour ............................................ attrice Vanessa Gravina
comparse
Luigi XV …………….............................................................................................................................. Mario Maruca
Regina Maria ……........................................................................................................................…….. Roberta Mazza
Abate ………......................................................................................................................……… Massimiliano Riccio
Moschettieri ……….....….................................................................................................… Gianfranco Scardamaglia
Walter Vasta
Complesso d’archi ARMONICI ENSAMBLE.
Direttore al Cembalo M° Leonardo Quadrini
Regia di palcoscenico di Dora Liguori
Regia agli esterni Giancarlo Zanetti
Assistente di palcoscenico Mario Maruca
con la partecipazione del Centro Danza Maison d’Art diretto da Francesco Piro
M° sostituto alle luci Antonio Cimmino
Costumi: Sartoria Shangrillà – Foggia
I costumi delle sigg.Gravina e Mari sono della “Sartoria Antonia” Campagna (SA)
Con questa rappresentazione della “Serva
Padrona” intermezzo in due atti – musica di
G.B. Pergolesi (preceduta da un’azione
teatrale) s’intende ricordare la strenua difesa
che, nel 1752, il filosofo, letterato e musicista
franco-svizzero Jean- Jacques Rousseau Ginevra 1712 - Ermenonville 1778 egli fece, a
Parigi, della “Serva padrona”, e che contribuì
ad affermare definitivamente, nel mondo, la
superiorità della musica italiana.
Ricordare l’impegno del filosofo Rousseau,
con Voltaire, Diderot e D’Alambert fra i padri
dell’illuminismo, è operazione importante
anche per le giovani generazioni poiché, egli,
fu senz’altro il fondatore del concetto di
“democrazia moderna” e di libertà sociale e
morale dell’uomo che, come ebbe a dire:
“nato libero non può morire in catene”.
In sintesi il filosofo, fedele ai sopra descritti
principi, prese spunto dall’innovativo testo del
Federici, (autore del libretto della Serva
Padrona) per farne metafora del suo concetto
di rivoluzione sociale indirizzando, nei suoi
interventi, l’attenzione soprattutto sul personaggio della servetta del Pergolesi la quale,
attraverso le sue appassionate parole, divenne
fenomeno mondiale. Serpina, rivestita ad
opera del Rousseau da molteplici simbolismi
rivoluzionari, divenne anche manifesto della
rivoluzione culturale degli enciclopedisti. In
pratica innescò una serie di risvolti e tensioni
social-politici (sviluppati anche dal Beaumarchais) che andranno, solo pochi anni dopo, a
costituire i prodromi, per il divampare della
“Rivoluzione francese”. Inoltre il Rosseau,
essendo anche musicista e notissimo critico
musicale, nel comparare i musicisti francesi
con gli italiani puntò a dimostrare (con ciò
favorendo gli artisti italiani) l’artificiosità
della musica francese rispetto all’innovativa
splendida freschezza della musica italiana (in
particolare la grande scuola napoletana);
azione culturale che scatenò quella che poi
verrà definita, storicamente, la “querelle des
buffons”, lite musicale che durò circa due
anni.
I Conservatori napoletani (cinque nel settecento) e l’Italia, proiettati a livello internazionale,
debbono molto a Rousseau che, con le sue
parole, sancì, come detto, il successo della
musica italiana nel mondo.
Nello specifico l’azione teatrale con a seguire
l’esecuzione integrale della “Serva Padrona”
intende ricostruire in modo divertente, se pure
filologicamente corretto, quanto avvenuto a
metà Settecento a Parigi, allorché una compagnia italiana, diretta da Gustavo Bambini,
diventò, grazie al fortunato incontro e di
seguito alle parole del filosofo Rousseau, tanto
celebre da veder giungere a teatro addirittura il
Re di Francia Luigi XV con la Regina e
Madame de Pompadour.
In sintesi il confronto teatrale, fra musica
francese e italiana, avvenne fra l’ “Aci e
Galatea” di Jean Baptiste Lully e, appunto, la
“Serva Padrona” di G. B. Pergolesi, in ciò
dimenticando che, comunque, a vincere sarebbe stata sempre l’Italia poiché anche il Lully
non era francese bensì italiano (nato a
Firenze).
Dora Liguori
Produzione originale del Festival che ha
voluto coniugare la lirica e la prosa insieme,
un effervescente repertorio settecentesco
napoletano ed un testo contemporaneo:
ironia, freschezza, ma assoluta aderenza
storica, i principi dell’illuminismo ispiratore
della rivoluzione francese, la storica querelle
tra opera italiana e opera francesce, la
riflessione sui temi fondativi dell‘Europa
occidentale moderna, i valori della libertà e
dell’ uguaglianza, ancora oggi di assoluta
modernità.
Chiara Giordano
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