UNIVERSITÀ DI FOGGIA
Università di Foggia
Cerimonia di Inaugurazione
dell'anno accademico 2014 - 2015
Giovedì 16 aprile 2015
Aula Magna “Valeria Spada”
Dipartimento di Economia
dell'Università di Foggia
via Romolo Caggese 1, Foggia
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
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l'Ospite
FURIO COLOMBO
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Furio Colombo (Châtillon, 1º gennaio 1931) alla metà
degli anni Cinquanta fu chiamato alla Rai dove, insieme a un
gruppo di intellettuali (tra i quali Emilio Garroni, Luigi Silori, Umberto Eco, Mario Carpitella, Antonio Santoni Rugiu)
collaborò e diresse vari programmi culturali e giornalistici.
Nei primi anni Settanta fu tra i primi docenti del corso di
laurea in DAMS all'Università di Bologna, dove insegnò Linguaggio radiotelevisivo tra il 1970 e il 1975.
E' stato tra gli ispiratori e fondatori del Gruppo 631. Nel
1972 apparve, come attore, nella pellicola Il caso Mattei, in
cui ha interpretato la parte dell'assistente-traduttore dell'allora presidente dell'ENI. E' stato corrispondente de La Stampa
e de la Repubblica dagli Stati Uniti, ha scritto per il New
York Times e per New York Review of Books.
E' stato presidente della Fiat Usa ed ha insegnato giornalismo alla Columbia University. Tra il 2001 e il 2005 è stato
inoltre direttore dell'Unità, e tra il 2000 e il 2005 ha diretto la
rivista L'architettura. Dopo l'esperienza da deputato del PdsDs (dal 1996 al 2001), è tornato in Parlamento nel 2006
come senatore per la lista dei Ds in Lombardia ed iscritto al
gruppo parlamentare dell'Ulivo. Rieletto nuovamente Deputato nel 2008, è stato Componente della III Commissione
(Affari Esteri e Comunitari) e della commissione esaminatri1 Il Gruppo 63 è stato un movimento intellettuale di artisti, scrittori, poeti,
sceneggiatori, attori e critici composto, tra gli altri, da Alberto Arbasino, Luciano
Anceschi, Nanni Balestrini, Renato Barilli, Achille Bonito Oliva, Giorgio Celli, Furio Colombo, Corrado Costa, Fausto Curi, Roberto Di Marco, Umberto Eco, Enrico
Filippini, Alfredo Giuliani, Alberto Gozzi, Angelo Guglielmi, Germano Lombardi,
Giorgio Manganelli, Giulia Niccolai, Elio Pagliarani, Renato Pedio, Michele Perriera, Lamberto Pignotti, Antonio Porta, Edoardo Sanguineti, Giuliano Scabia, Adriano Spatola, Aldo Tagliaferri, Gian Pio Torricelli e Sebastiano Vassallisi. Il Gruppo
63 sciolse nel 1969, diede vita alle riviste Malebolge, Quindici e Grammatica influenzando le scelte di collane editoriali come Materiali di Feltrinelli e La ricerca letteraria di Einaudi. E' stato uno dei movimenti più importanti del nostro Paese.
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ce del Premio Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli.
Il 28 maggio 1990, sui iniziativa dell'allora Presidente
della Repubblica Italiana Francesco Cossiga, è stato nominato Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Tra le sue molte opere si ricordano:
Nuovo teatro americano, Milano, Bompiani, 1963.
Le donne matte, Milano, Feltrinelli, 1964.
L'America di Kennedy, Milano, Feltrinelli, 1964.
Ultima Hanoi, Milano, Bompiani, 1973.
Passaggio a occidente, Milano, Rizzoli, 1982.
L'ambasciatore di Panama, Milano, Mondadori, 1985.
Occhio testimone, Milano, Bompiani, 1988.
Il terzo dopoguerra, Milano, Rizzoli, 1990.
Per Israele, Milano, Rizzoli, 1991.
Fascismo/antifascismo, con Vittorio Feltri, Rizzoli, 1994.
Il treno della Cina, Bari, Laterza, 1995.
Ultime notizie sul giornalismo.
Manuale giornalismo internazionale, Bari, Laterza, 1995.
L'ultima intervista di Pasolini, Roma, Avagliano, 2005.
La fine di Israele, Milano, Il Saggiatore, 2007.
Post giornalismo. Notizie sulla fine delle notizie,
Roma, Editori Riuniti, 2007.
Marco Alloni dialoga con Furio Colombo.
Il diritto di non tacere, Reggio Emilia, Aliberti, 2011.
Contro la Lega, Bari, Laterza, 2012.
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Quali civiltà si scontrano *
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E' come se fosse caduto il mappamondo e si fosse frantumato in tanti pezzi. Samuel Huntington ha tentato di metterlo insieme parlando di “scontro di civiltà”, una teoria che
ha percorso ciò che restava del mondo dopo la guerra fredda,
con la stessa fortuna di un'altra tesi, quella della “fine della
Storia”, riproposta (dopo un percorso lungo e dimenticato)
dal filosofo americano Francis Fukuyama.
I due strani successi (entrambe le teorie erano vistosamente fondate sul vuoto) si spiegano con una congestione di
eventi accaduti tutti insieme. Di essi la cultura del mondo ha
capito poco, salvo notare un solo dato importante: la discontinuità. D'ora in poi (dalla fine della guerra fredda in avanti)
sarebbero accadute cose che prima non erano immaginabili.
La vera, grande svolta, naturalmente, è il 1945, quando tutti
si rendono conto che, dopo il bombardamento di Dresda e le
bombe di Hiroshima e Nagasaki, è evidente che la forza tecnologica delle armi avrebbe reso impossibile usarle. Il pacifismo non c'entra.
Contava - e conta - la constatazione che, nel nuovo tipo
di guerra, il più forte perde sempre, perché si deve fermare
prima della distruzione finale, che sarebbe reciproca. Infatti
il Paese più forte, gli Stati Uniti, ha perduto (ovvero interrotto) tutte le guerre intraprese dopo il 1945, fino ai due esemplari conflitti dell'Iraq e dell'Afghanistan, dove non solo il
più forte ha perso e si ritirato (o si sta ritirando) ma continua
a pagare le conseguenze di un disordine inarrestabile.
Ho appena ricordato che in mezzo, tra un fenomeno (la
secondo guerra mondiale) e l'altro (le “piccole” guerre perdute dal potente gigante) c'è stata la guerra fredda. Finché è
durata ha creato un grande vantaggio: tenere ferme le armi
più pericolose a causa delle uguaglianza di forza tra le due
parti. E' un grande equivoco: la persuasione che la “cortina di
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ferro” dividesse davvero due mondi diversi, ovvero due civiltà. Abbiamo chiamato la nostra “occidentale”, ponendo pensiero e tradizione giudaico-cristiana a fondamento del “nostro” mondo. Quando la Storia ci ha sorpreso (tutti, da una
parte e dall'altra) con il crollo del Muro, si è incrinata la sicurezza delle due culture così profondamente e perennemente
diverse, anche perché quasi subito c'è stata una grande ridistribuzione della ricchezza (più ricchezza ai più ricchi) secondo un modello vetero-capitalista che si è rivelato apolide.
E mentre si era alle prese con il dibattito sulle due culture
(che si sono rivelate subito una o moltissime) ci si è accorti
poco di due fenomeni a cui non si è data valenza politica: la
globalizzazione e la rete.
Una avrebbe cambiato l'agibilità degli spazi fisici, dando
luogo a immensi fenomeni di spostamento di ricchezze, imprese, cultura, masse di esseri umani.
L'altro avrebbe spostato la gran parte della conoscenza,
dell'apprendimento, della comunicazione e di una quantità
grandissima di operazioni mentali e intellettuali, ma anche
pratiche e organizzative, dal “fuori” della vita (lo spostamento dell'oro, lo sportello di una banca) al “dentro” della rete,
dove abitano pensieri sciolti e grandi bilanci, organigrammi
che si sarebbero voluti segreti per lungo tempo, e social network creati apposta per rendere pubblico anche il pensiero
minimo e cancellabile (ma non più cancellabile) di un istante. Sulle sabbie mobili di una realtà così mutevole e incerta
(anche perché fatta di parti non omogenee, mezza fisica e
mezza virtuale) si sono insediate le due teorie di cui ho appena parlato: il confronto, e quindi la guerra di civiltà. E la fine
della Storia.
Il primo pensiero ci tranquillizza perché ci induce a credere (in modo ambiguo, non detto, ma inevitabile) che vi sia
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una civiltà superiore, la nostra, e che, se necessario, dovremo
unirci per difenderla. Il secondo, la fine della Storia, ha influenzato molto più di quanto non si pensi, il giudizio politico e la rappresentazione giornalistica degli eventi. Tutto viene visto come episodio, come una storia che si apre e si chiude.
I media sono diventati una galleria di quadri e performance del tutto sconnessi l'uno dall'altro, a cui i destinatari
(lettori e spettatori) si abituano a partecipare come a uno
spettacolo che, per le leggi dello spettacolo, cambia sempre
senza che vi sia interesse a rievocare lo spettacolo precedente. Ed eccoci alle decapitazioni di Isis. Sono paurose ma anche una grande scena e anche un episodio o serie di episodi,
destinati a finire come finiscono le serie televisive.
E' successo ad Al Qaeda, perché non dovrebbero accadere a Al Baghdadi? No, certo, non è il male che va via, o di cui
si trova una soluzione. Ma non ci sarà una crociata occidentale anche perché ciò che ama chiamarsi “occidente” è segnato al suo interno da una rete di interessi e relazioni diverse.
Storia e tradizione e profonde radici comuni non servono.
Forse Fukuyama ha avuto torto, forse ragione, ma nessuno
trova risposte e motivazioni nel passato, non nel proprio e
non negli altri. La civiltà, dovunque spezzata dalla immensa
mobilità della globalizzazione e dalla invasione invisibile e
totale della rete, è un concetto, ma anche un fatto totalmente
svuotato dai “valori” di un presunto fondamento comune.
Quei valori o sono di un'unica, nuova civiltà di tutti, che va
dal salvare i naufraghi in mare al trovare nuove medicine per
Ebola, o non esiste. A meno di riconoscere Isis sperando di
batterlo. Ma allora ci si deve mettere sullo stesso piano
(come purtroppo è avvenuto a Guantanamo), sperando di
mozzare una testa in più. Non ho una conclusione, ma so
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che “la civiltà” che molti, in buona fede e in mala fede, invocano deve ancora venire, in questo mondo nuovo, sconnesso
irrimediabilmente dal passato. Potrebbe essere grande, non
una crociata ma una comunità, se le parole di Martin Luther
King, di Bob Kennedy, di Obama (il discorso del Cairo), di
Papa Francesco hanno un senso. E non è una speranza da
poco. Ma non è né facile né vicina.
* Roma, 26 marzo 2015
Testo di Furio Colombo.
Scritto per la Cerimonia di Inaugurazione dell'anno accademico 2014 - 2015
dell'Università di Foggia.
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Il sapere come oggetto del desiderio **
Università, ricerca e sviluppo del territorio
il Rettore
MAURIZIO RICCI
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Magnifici Rettori, Autorità civili, militari e religiose, cari
Colleghi, Collaboratori tecnici-amministrativi e Studenti,
gentili Ospiti, illustre dott. Furio Colombo, che ringrazio per
aver accettato il nostro invito, onorandoci della sua presenza.
Più lontano, dovete andare più lontano / più lontano degli alberi che adesso vi imprigionano... / ... più lontano del
presente che adesso vi incatena. / E quando vi sarete liberati /
riprendete nuovi passi. Più lontano, sempre più lontano, / più
lontano del domani che si sta già avvicinando. / E quando
crederete di essere arrivati, sappiate trovare nuove strade.
Su queste ‘note’ di Ítaca2 del cantautore Lluís Llach,
oggi, inauguro il mio discorso e il nostro anno accademico:
con un invito alla sfida, una sfida piena di partenze, di ritorni, di nuovi slanci.
Itaca è Ulisse, Ulisse è ricerca: viaggio/ricerca, al di là dei
limiti che sembrano imposti dal e al nostro mondo. Seguendo questa immagine metaforica, i nostri, quelli trascorsi, si
pongono come mesi in viaggio: mesi di intenso lavoro, di
sforzi e di risultati, di sacrifici e di conquiste; mesi di successi
dell’intera comunità accademica e del suo territorio. Ci riferiamo - quale sintetico viaggio a ritroso - alle importanti modifiche al nostro Statuto: partendo dalla decadenza da ogni
carica dirigenziale in caso di candidatura in elezioni (europee, politiche o amministrative), o di assunzione di cariche
politico-amministrative, passando per l'aumento significativo del voto pesato del personale tecnico-amministrativo, prima sostanzialmente marginalizzato nella votazione per il
Rettore, per giungere al fine di garantire il carattere apolitico
dell’Università, che, in quanto istituzione, non può essere
2 Album: Viatge a Ítaca (1975).
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coinvolta in polemiche politiche contingenti e, in quanto autonoma, non può non rivendicare - anche ponendosi autolimiti - la propria libertà in ogni senso e in ogni àmbito.
Ricordiamo gli importanti risultati nella valutazione della qualità della ricerca curata dall’ANVUR (Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca)3, un risultato, questo, che - in riferimento all’anno
2014 - ha contribuito a rideterminare l'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario), da parte del MIUR, attraverso l’attribuzione di quote premiali che hanno collocato il nostro
Ateneo in una posizione di preminenza.
Desideriamo sottolineare quei risultati di ricerca scientifica che potrebbero migliorare la qualità di vita delle persone: il brevetto Gluten Friendly4 per i suoi effetti rilevanti negli stili di vita dei celiaci; la ricerca sul tumore del polmone,
individuato tramite la misura della temperatura del respiro
nei fumatori5, e la diagnosi precoce del carcinoma prostatico
attraverso il marker tumorale Pentraxina 36. Ricordiamo le
nostre ‘battaglie’ per includere la struttura universitaria di
3 A livello nazionale, la VQR 2004-2010 ha collocato UniFg al 12 posto alla
luce degli importanti risultati dei gruppi di ricerca nell’area biologica (6° posto su
58), giuridica (6° posto su 71), delle scienze agrarie (11° posto su 34), delle scienze
mediche (18° posto su 49) e umanistiche (nell’area 10, 29° posto su 64; nell’area 11,
21° posto su 65).
4 Il brevetto è stato messo a punto dai proff. A. Di Luccia e C. Lamacchia del
Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente (in collaborazione
con la dott.ssa C. Gianfrani del CNR). Per effetto del brevetto, abbiamo stipulato un
accordo di spin off (New Gluten World) con la società Casillo Group SpA, leader
mondiale nell’acquisto, nella trasformazione e nella commercializzazione del grano,
che ha finanziato con 800.000 euro la prosecuzione dell’attività di ricerca sulle
proteine del glutine.
5 Lo studio si deve al gruppo di ricerca, coordinato dalla prof.ssa G. E. Carpagnano, del
Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche.
6 La ricerca è stata condotta nel Dipartimento di Nefro-Urologia dell’Azienda
ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti di Foggia dall’équipe, coordinata dai
proff. G. Carrieri e G. Grandaliano.
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reumatologia nella rete regionale quale hub, uno dei due
centri di coordinamento per tale àmbito territoriale, richiesta
ora accolta dalla Regione, o per attivare la struttura di cardiochirurgia, necessaria non solo per classificare gli ospedali
riuniti come struttura di primaria rilevanza (dea di II livello),
ma soprattutto per far diventare l’azienda mista quella casa
della salute che tutti auspicano e garantire più efficacemente
il diritto alla salute, superando un vulnus che vede la provincia di Foggia, nel 2015, unica provincia nella Regione Puglia
ancora priva di una tale struttura, nonostante la previsione
del piano sanitario del 2007. Pensiamo al lavoro - condiviso
con la Regione Puglia per migliorare la qualità dell’assistenza
sanitaria e potenziare la ricerca scientifica - per la nomina
del nuovo direttore generale dell’azienda mista di Foggia,
dott. Antonio Pedota, al quale rivolgo gli auguri di buon lavoro, ringraziando con riconoscenza e profonda stima il
dott. Tommaso Moretti per l'importante e qualificata attività
svolta nell'ultimo decennio, con cui si è ridefinito l'assetto
ospedaliero, a partire da quello edilizio. Attribuiamo particolare attenzione all’implementazione dei rapporti di collaborazione con altri Enti (in particolare, “Casa Sollievo della
Sofferenza”, Asl BT, Regione Basilicata e Comune di S. Severo), in prospettiva di un miglioramento per la didattica, per
la ricerca e per l'assistenza sanitaria7.
7 Cfr. 1. Accordo quadro - convenzione con l’IRCCS Casa Sollievo della
Sofferenza (corsi di laurea in scienze infermieristiche, dottorato di ricerca, progetti
di ricerca, attività didattica e formativa delle scuole di specializzazione); 2. Accordo
quadro - convenzione con la Regione Basilicata (corsi di laurea in scienze
infermieristiche, finanziamenti di budget per posti di professore associato). Va poi
aggiunta la ‘revisione’ del protocollo di intesa Regione Puglia-Università di Foggia
per la collaborazione tra Università e S.S.R. nella formazione del personale
infermieristico, tecnico della riabilitazione, della prevenzione, nonché della
professione sanitaria ostetrica, in vista dell’attivazione del Corso di Laurea in
Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia presso la ASL di
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A conclusione delle tornate di abilitazione scientifica nazionale (ASN), l’Ateneo sta terminando di espletare le procedure concorsuali per le prese di servizio dei nostri professori
associati: anche in virtù dei citati accordi, confidiamo di reperire (così come è stato già fatto) ulteriori risorse (rispetto
al finanziamento assegnato con il piano straordinario per il
reclutamento dei docenti di seconda fascia) per corrispondere alle aspettative dei molti abilitati. Ricordiamo, ancora,
l’impegnativa attivazione del corso di laurea interateneo, con
il Politecnico di Bari, in Ingegneria dei sistemi logistici per
l’agroalimentare e il significativo contributo finanziario della
Regione Puglia. È, questo, un investimento fondamentale sia
per le specializzazioni in un territorio, connotato da una vocazione fortemente agroalimentare, e in cui già opera proficuamente il Distretto tecnologico e agroalimentare regionale
(D.A.Re), sia quale importante sbocco occupazionale in un'area contraddistinta da un elevato tasso di disoccupazione. Ci
riferiamo anche alle energie profuse - in tale prospettiva, un
successo UniFg che ha portato all’adozione da parte della
giunta della Crui di un documento, predisposto da me e condiviso dai colleghi Rettori - per sottolineare la centralità del
ruolo del sistema universitario nella formazione post lauream in vista del rilascio e del mantenimento del titolo di
“avvocato specialista”. Proprio l’àmbito della formazione
post lauream in tutti i settori professionali deve vederci sempre più attivi per rafforzare il nostro ruolo al servizio del territorio e delle sue esigenze di sviluppo, che nascono anche
dalla formazione continua, ancor di più in una società della
conoscenza. Pensiamo al lavoro svolto per il consolidamento
Barletta-Andria-Trani - P.O. Ospedale Civile di Barletta, a partire dall’a.a. 20142015. Infine, va citata la revisione dell'accordo con il Comune di S. Severo per il
corso di laurea in Scienze infermieristiche.
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degli interventi edilizi8, lavoro con il quale si è finora data
solo una prima risposta e a cui dovranno seguire ulteriori interventi a favore dell’utenza studentesca, risolvendo alcune
criticità che meritavano da tempo una risposta (aule di maggior dimensione per gli studenti; diversa sistemazione logistica della clinica odontoiatrica; riassetto dei servizi assistenziali agli OO.RR., con il loro trasferimento dall’ospedale
D’Avanzo). Tutto ciò - e molto altro ancora - non sarebbe
stato possibile senza la professionalità, l’abnegazione e l’entusiasmo dei diciotto colleghi che ho scelto di delegare allo
sviluppo delle aree strategiche dell’Ateneo: a loro, in primis,
vanno la mia riconoscenza e il mio ringraziamento.
Ringrazio al contempo i componenti del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, che in collaborazione e piena collegialità hanno lavorato per la crescita, il potenziamento e lo sviluppo del nostro Ateneo, nella didattica,
nella ricerca e nella terza missione. Un grazie particolare va
ai Prorettori (il Pro-Rettore vicario con delega all’organizzazione e alle risorse umane e il Prorettore con delega alle politiche culturali), per la dedizione, la passione e la generosità
con cui stanno interpretando il loro ‘servizio’. Ringrazio i
Colleghi tutti, portatori di ricchezza scientifica e umana,
promotori della nostra enciclopedia culturale e dello sviluppo scientifico, economico, sociale del nostro territorio.
Ognuno con il suo responsabile e folle volo9 (per continuare
a usare l’immagine odissiaca), che si fa affrancamento da
‘sentieri’ battuti e idee consolidate, tensione, rischio e provocazione, audacia, coraggio, ipotesi, indagine e scoperta...
E questo nelle difficoltà quotidiane con cui ci si confron8 Il 7 maggio 2014, il “Centro di ricerche biomediche Emanuele Altomare” ha
aperto le porte ai corsi degli studenti di Medicina e Odontoiatria.
9 Dante, Inferno 26,125.
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ta, tra ‘ostacoli’ e incertezze derivanti non solo dalla problematicità del mondo della ricerca ma anche dalle incognite
presenti nel territorio della didattica, sempre più irrigidita in
vincoli formali e normativi. Quei vincoli che regolano, ad
esempio, la predisposizione dell’offerta formativa, la compilazione della scheda unica annuale dei corsi di studio (suacds), nel rispetto dell’indicatore quali-quantitativo dei docenti di riferimento dei corsi di studio (cds) e della didattica
assistita erogabile (parametro did), e tutti gli adempimenti
previsti dall'auto-valutazione: un particolare grazie va in tal
senso al Presidio di Qualità di Ateneo (PQA) e al Nucleo di
Valutazione (NVA). Un lavoro, questo, a cui si affianca quello relativo all’accreditamento dei corsi di dottorato e alla
compilazione della scheda unica annuale della ricerca dipartimentale (sua-rd), strumento di autovalutazione del Dipartimento e di raccolta degli indicatori necessari alla valutazione periodica annuale.
Con la consapevolezza che tutte le attività declinate non
possano essere compiute senza la professionalità del personale tecnico-amministrativo, che, nel complesso, rappresenta
una componente fondamentale per raggiungere gli obiettivi
strategici di Ateneo, ringrazio il personale tecnico-amministrativo, alla cui valorizzazione (in termini di merito e di
competenze, attraverso formazione, valutazione, politiche di
incentivazione)10 intendo fermamente puntare. Il grosso impegno professionale richiesto dal sistema AVA, così come
dalla VQR, dall’introduzione della contabilità economicopatrimoniale per gli Atenei11, dalle politiche di bilancio e di
10 Abbiamo approvato e stiamo introducendo importanti novità in merito
alla formazione della componente amministrativa (p. es., regolamento sulla
formazione; agevolazioni sul costo di iscrizione al primo corso di laurea ...), agli
incarichi retribuiti su fondi extra FFO e all’anagrafe delle competenze.
11 D. Lgs. 27/1/2012, n. 18.
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gestione, attesta come la componente amministrativa abbia
risposto con serietà ai processi di ridefinizione delle competenze dopo l’entrata in vigore della L. 240/2010, nonostante
il fin troppo perdurante blocco della contrattazione collettiva
e delle retribuzioni.
In generale, emerge una notevole rigidità dell'impianto
normativo del legislatore del 2010, incapace di rispondere
positivamente alle istanze di cambiamento, di maggiore qualità ed efficienza del sistema. Va ripensato integralmente, a
livello nazionale, il diritto allo studio per garantire a studenti
meritevoli e capaci l'accesso alle Università; va sostenuta la
ricerca scientifica a partire dalla questione nodale della estrema esiguità dei finanziamenti e dei continui “miracoli all'italiana”, di cui sono soggetti attivi i nostri ricercatori, fra i più
produttivi scientificamente a livello mondiale rispetto agli
investimenti del nostro paese. Va modificato lo stato giuridico del personale, progressivamente invecchiato a causa delle
forti limitazione del turn over e degli esigui stanziamenti finanziari, favorendo un ineludibile piano straordinario di assunzioni per il primo livello della docenza con un rapporto
di lavoro a tempo indeterminato. Così come è stato proposto
più volte dalla Crui, sarebbe opportuno introdurre uno statuto autonomo del sistema universitario, dove le peculiarità
presenti siano declinate al servizio del paese: una nazione
senza un forte sistema universitario e della ricerca non è destinata a crescere ma solo a declinare!
Nei ringraziamenti, uno speciale è riservato ai nostri
studenti, che hanno scelto e scelgono quotidianamente di riporre in noi la loro fiducia: un grazie all’apporto vitale e generativo della vostra curiosità. A voi, cari studenti, dedico la
‘ricetta’ del semiologo Roland Barthes sulla sapientia: “nessun potere, un po’ di sapere, un po’ di saggezza, e quanto più
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sapore possibile”12. Il patto formativo con gli studenti prevede un percorso della formazione, che rappresenti un processo culturale, intellettivo e spirituale verso l’homo sapiens, con
il gusto della conoscenza e la maturità del discernere. L'augurio è che voi, cari studenti, diventiate “saggi, attingendo a
una fonte di scienza e a un seminario di dottrina” 13; la speranza è che troviate qui “animi felici e pronti agli insegnamenti a cui gli scolari desiderano essere incitati” 14, all’interno
di un dialogo costruttivo, che ricomponga le problematicità,
garantisca un ambiente di lavoro sereno, fonte di entusiasmo, di progettualità, di autonomia, di collaborazione, anche
silenziosa, responsabilmente coraggiosa15. Un pensiero commosso va al nostro rappresentante degli studenti Mario Del
Sordo: non è stato a lungo fra noi, ma ha vissuto intensamente; ci mancheranno il suo entusiasmo, la sua tenacia, la
sua dignità, la sua generosità.
Nel nome del nostro patto di fiducia reciproca, consapevoli, che la sfida riguardi la costruzione del futuro, intendo da qui e fino alla scadenza del mio mandato, anno in cui
UniFg celebrerà i suoi primi 20 anni - proteggere e migliorare i traguardi del nostro Ateneo, in direzione della qualità 1.
della ricerca, della 2. didattica e della 3. terza missione.
1. Oggi, la nostra più ardua sfida si muove nel territorio
della ricerca, quella ricerca che attraversa biblioteche e labo12 R. Barthes, Lezione. Il punto sulla semiotica letteraria, trad. it., Torino
1981, 36.
13 Circolare imperiale federiciana III,11, che annunciava, nel 1224, la
fondazione dell’Università (Studium) di Napoli.
14 Ibidem.
15 Il riferimento è all’introduzione di una variazione nelle fasce di reddito e di
contribuzione studentesca, azione che ha visto coinvolte tutte le organizzazioni
degli studenti.
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ratori e rischia di farsi percorso sempre più impervio e sempre meno battuto. Purtroppo, al contrario delle politiche di
altre nazioni al manifestarsi della crisi economica, la politica
dei tagli indifferenziati degli ultimi anni16, insieme con la
cronica insufficienza di risorse finanziarie di cui sono stati
responsabili i differenti governi degli ultimi anni, pone ostacoli e snatura la ‘vocazione’ alla ricerca dell’Università, condizionata nel suo potere di autodeterminarsi e di svolgere liberamente le funzioni attribuite per perseguire l’interesse
pubblico nella ricerca scientifica e nell’insegnamento 17, nonostante il contenuto dell’art. 33, co. 6, Cost. Nella L.
240/2010 (e nei successivi ipertrofici provvedimenti legislativi) - purtroppo, l’ennesima riforma “a costo zero” e senza tener conto del citato principio costituzionale di autonomia
universitaria - la linea direttiva si è essenzialmente basata
sull’adozione di misure di rigore finanziario e di cospicue riduzioni dell'FFO18. Peraltro, il ruolo di "controllore" del ministero, anche nella prassi, è diventato così pervasivo 19 che le
16 I primi segnali della nuova ‘rotta’ imposta all’Università italiana in
direzione della riduzione degli investimenti sono presenti nelle Linee Guida del
Governo per l’Università del 2008.
17 Gli interventi legislativi sono stati particolarmente invasivi nei confronti
del principio costituzionale di autonomia universitaria (art. 33, co. 6, Cost.),
un’autonomia che va declinata nella dimensione contabile, finanziaria e normativa
degli Atenei (L. 168/1989), didattica (L. 168/1989, nonché D.M. 509/1999 e
successive modificazioni e integrazioni) e scientifica dei docenti (il quadro
costituzionale delinea un’ampia libertà nello svolgimento della didattica e della
ricerca: art. 33, co. 1, Cost.).
18 Si è registrato il 20% di riduzione del finanziamento pubblico alle
Università per il quinquennio 2009-13; punto di svolta: la L. 133/2008, art. 66 c. 13.
19 Nel 1989, grazie alla L. 168/1989, le Università italiane ebbero per la prima
volta l’opportunità di redigere i propri statuti, in accordo con una legge che, pur
determinando alcuni vincoli, garantiva ampi spazi di autonomia. Il processo
sarebbe stato completato solo nel 1997. La “legge Gelmini” - che ha imposto la
revisione degli statuti - ha delineato un nuovo sistema di governance “standard”, in
cui il legislatore si è “riappropriato” della materia, riconoscendo agli Atenei la
possibilità di redigere i propri statuti, ma governandone attribuzioni,
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
23
Università sono ‘ingessate’ nell’assumere scelte decisionali 20,
a tal punto da dover attendere la fine di ogni anno per apprendere i dati ufficiali ‘certificati’ dal ministero 21, prima di
deliberare sulle politiche di reclutamento e sulle scelte attinenti alle spese di investimento. Si aggiunga poi un apparato
sanzionatorio, avverso eventuali violazioni poste in essere
dagli Atenei (attinenti alle procedure e alle assunzioni, nonché alle spese per indebitamento), con la previsione di penalizzazioni, a priori nemmeno quantificate, nelle future assegnazioni di FFO. A prescindere dalle dichiarazioni formali, il
messaggio subliminale è che le spese del sistema universitario rappresentino esclusivamente un costo e non un'opportunità di sviluppo per il paese 22: perciò, l’obiettivo europeo23
del raggiungimento del 3% del pil di investimento in ricerca,
sviluppo e innovazione nel 2020 rischia di diventare difficilmente raggiungibile. Secondo il Rapporto Science, Technology and Industry Outlook (Ocse 2014), l’Italia, per gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo, in termini di percentuale di pil, è al di sotto della mediana dei paesi Ocse, per gli investimenti in formazione terziaria è agli ultimi posti tra gli
organizzazione, doveri e poteri.
20 Si sono registrate importanti e discutibili novità normative nella disciplina
delle assunzioni del personale docente e tecnico-amministrativo e nella
riregolamentazione dei vincoli finanziari connessi alle prese di servizio (D. Lgs.
49/2012; D. L. 95/2012, convertito con modificazioni dalla L. 135/2012 e s.m.i.). Si è
prevista l’adozione del piano economico-finanziario triennale (art. 3, D. Lgs.
49/2012), della programmazione triennale del personale (art. 4, D. Lgs. 49/2012) e
di specifici strumenti di verifica (art. 2, co. 1, D. Lgs. 49/2012).
21 D. M. 22 ottobre 2012, n. 297.
22 Diversa la direzione presa in altri paesi che, pur in crisi, hanno investito in
ricerca e formazione. Su tali profili cfr. il Rapporto Shifting Gear: Policy Challenges
for the next 50 years (Ocse 2014).
23 Europa 2020: strategia decennale per la crescita sviluppata dall’Unione
Europea (varata nel 2010).
24
CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
stessi paesi Ocse24. Ad avviso dell’EUA (Associazione delle
Università Europee)25, l’Italia è tra le nazioni in cui, tra il
2008 e il 2014, si è registrata una delle maggiori diminuzioni
di finanziamenti pubblici alle Università (un decremento
oscillante, a seconda dei casi, tra il 20 e il 40 %).
Nel 2015, l’Università italiana si presenta con il 20% di
finanziamenti in meno rispetto al 2009 e con un organico
complessivo diminuito di circa il 15%, ma con punte molto
più alte tra i professori ordinari (27,8%) 26. Dopo le assegnazioni del FFO per il 201427, gli Atenei devono ora fronteggiare una competizione sempre più stringente per acquisire il finanziamento statale (oltre un terzo dei finanziamenti è su
base competitiva e, nel 2015, si raggiungerà il 50%), in riferimento ai risultati della ricerca scientifica e al numero degli
studenti regolari per il costo standard 28, non tenendo in debito conto che il nostro paese presenta condizioni socio-economiche tra loro molto diversificate. Oggi, sul piano dei fi24 Secondo l’Ocse 2014, la spesa per l’istruzione universitaria, misurata
rispetto al pil (2011), è in Italia sui livelli più bassi fra tutti i paesi. Nel 2011, il
totale della spesa (pubblica e privata) era in Italia dell’1% del pil, contro una media
Ocse dell’1,6% e dei paesi europei membri dell’Ocse pari all’1,4%. La spesa
italiana per studente è inferiore del 27% rispetto alla media dei paesi europei
membri dell’Ocse.
25 Cfr. il secondo Forum sul Finanziamento delle Università (Bergamo, 10 ottobre 2014).
26 Cfr. i dati della Crui (aprile 2014).
27 D.M. 4/11/2014, n. 815.
28 Sulla base del D.M. 18 dicembre 2014, n. 907, nella distribuzione dei punti
organico emergono delle peculiarità: 1. alcune Università fruiscono di una
percentuale di punti organico nettamente superiore rispetto al personale collocato
in quiescenza (p.es., Catanzaro: +1017%, Scuola Sant’Anna Pisa e Roma “Foro
Italico”: +753%, SISSA Trieste: +649%); 2. la distribuzione squilibrata del turn-over
ha, prevalentemente, penalizzato le Università meridionali. Di qui le proposte Crui,
approvate dall'assemblea dei Rettori all'unanimità e basate su due punti (22 gennaio
2015): 1. il cd. minimo mobile (30% per il 2015; 40% per il 2016; 60% per il 2017,
quale percentuale minima per ogni Università, rispetto a un turn-over di sistema,
rispettivamente pari negli stessi anni, al 50%, 60% e 80%); 2) la fissazione di un tetto
massimo di turn-over del 100%.
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25
nanziamenti per l’FFO rispetto agli anni precedenti, per la
prima volta abbiamo ottenuto un incremento di 2 milioni e
244 mila euro con un aumento percentuale del 7,55%, il
quinto in assoluto tra gli Atenei Italiani 29: un risultato collettivo, questo, che ripaga e fa sperare per il futuro, ma che impone di puntare al potenziamento delle ‘voci’ assunte quali
criteri di orientamento. “Non bisogna [...] mai fermarsi per la
fiducia delle imprese compiute, ma andare sempre avanti con
costanza [...] e credere che nulla è compiuto se ancora qualcosa resta da fare” (Petrarca, Epistolae familiares 3,3,12). A noi,
ora, spetta profondere il nostro impegno non solo nella ricerca (nel 2015, partirà la seconda VQR con l'attribuzione di
una quota crescente di fondi), ma anche nell’azione per incrementare il numero degli immatricolati e degli studenti in
corso: queste sono le nostre priorità. In generale, i descritti
dati ‘economici’ incidono negativamente sulla capacità di affrontare le sfide globali, su quel rilancio della ricerca che solo
dall’intervento pubblico può discendere, e penalizzano la
competitività dell’Italia, che paga le conseguenze di un cortocircuito: da una parte, irrinunciabile è la qualità della ricerca
scientifica (che incide sempre più sulle assegnazioni annuali
della quota competitiva dell'FFO, passata dal 7% del 2009 al
18% del 2014 di quello totale); da un’altra, le risorse destinate a essa diminuiscono30; il numero dei dottorati si è netta29 Dopo Bergamo (+12,07%); Milano Bicocca (+8,13%); Napoli Parthenope (+7,83%);
Sannio (+7,57%).
30 Tra il 2010 e il 2012, i fondi PRIN (Progetti di Rilevante Interesse
Nazionale) sono passati da 100 a 39 milioni di euro; nel 2012, il FIRB ammontava a
circa 30 milioni di euro, un terzo dei fondi erogati nel biennio 2009-2010. Dal 1
gennaio 2014, sono stati ammessi a finanziamento Progetti europei, ministeriali,
regionali nel settore delle Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente (10),
dell’Economia (5), degli Studi Umanistici (4), delle Scienze Mediche e Chirurgiche
(2). Inoltre, i pochi programmi nazionali di finanziamento rimasti, come i SIR
(Scientific Independence of young Researchers), subiscono ritardi
26
CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
mente ridotto31. La riduzione dei finanziamenti statali alla ricerca incide negativamente non solo nei confronti del sistema universitario, ma anche dello sviluppo economico del
paese. Se, come dato nazionale, gli investimenti in R&S vedono al primo posto quelli effettuati dalle imprese, al secondo quelli degli Atenei e al terzo quelli degli enti no profit, al
Sud, invece, tali investimenti sono prevalentemente attribuibili al sistema universitario. In tal modo, in una società della
conoscenza come l’attuale, il taglio degli investimenti per
R&S al Sud si traduce purtroppo in un incremento della forbice del pil tra Centro-Nord, da un lato, e Sud, da un altro.
In tale contesto, un ruolo fondamentale potrà avere la
partecipazione all’VIII Programma Quadro, Horizon 2020,
per rispondere alle opportunità di ricerca su base competitiva a livello internazionale e attrarre fondi di provenienza
non ministeriale anche con la previsione di distaccare temporaneamente risorse umane all'estero. La nostra resistenza
alla vulnerabilità, verso un cambio di direzione, ha indotto a
decidere, d’intesa con gli organi collegiali di Ateneo, di devolvere per la prima volta (2014) il 5 per mille del prelievo
Irpef a favore della nostra Università per finanziare le spese
delle pubblicazioni scientifiche dei nostri ricercatori. “Contro i colpi del caso occorre ristabilire la propria posizione con i
mezzi che la ragione dimostra essere migliori [....] Bisogna a
ogni occasione abituare l’anima ad essere il più solerte possibile nel medicare le ferite [...], lasciando da parte i lamenti,
per cercare un rimedio” (Platone, RepubblicaI, 604 c-d).
31 Il numero di posti di dottorato banditi nel nostro paese si è ridotto a
partire dal 2008: erano poco più di 13.000 nel 2003, 15.832 nel 2007, 12.338 nel
2013; il numero dei corsi di dottorato si è ridotto di circa il 40% fra l’a. a. 2012-2013
e l’a. a. 2013-2014. Oggi, a fronte di 10.000 dottori di ricerca all’anno, solo 700
trovano un’opportunità di ricerca, spesso precaria (dati 2013): cfr. documento Crui
19/6/2014.
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27
La contrazione delle risorse economiche garantite dallo
Stato impone l’esigenza di recuperare finanziamenti alternativi, per un’Università organizzata e competitiva, per la ripresa del paese. E con ostinazione, tenacia e resistenza comune, noi continuiamo e continueremo nel nostro lavoro,
provando a selezionare percorsi di ‘sopravvivenza’. Abbiamo
la fortuna e l’orgoglio di essere partner di molti progetti
scientifici che fanno capo a prestigiose Università straniere:
progetti che fanno risaltare l’elevato standard della nostra ricerca, l’eccellente patrimonio di competenze scientifiche e il
prestigio del nostro Ateneo.
2. Intendiamo fornire concretamente ai giovani e alle
loro famiglie validi motivi per credere e investire nell’Ateneo
del loro territorio. A tal fine, ci impegniamo a ‘monitorare’
sempre più la qualità dei nostri insegnamenti 32, per creare
profili assolutamente competitivi nei differenti àmbiti disciplinari. Sottolineiamo - come dato estremamente favorevole
- che noi abbiamo 1 docente ogni 28 studenti, il che rappresenta uno dei migliori rapporti in Italia (rispetto a una media
nazionale di 1 docente ogni 40-60 studenti)33. Vanno sottolineati il lavoro e il servizio encomiabili del CLA (Centro Linguistico di Ateneo), che ha garantito lo svolgimento dei corsi
istituzionali delle lingue straniere e di quelli di lingua italiana
per gli studenti Erasmus, oltre a offrire agli studenti corsi di
lingua per la certificazione linguistica. Peraltro, il CLA è l'unico referente in Puglia - e mi fa piacere ricordarlo - per la
preparazione dei docenti della scuola secondaria superiore
32 Il corpo docente nell’Università di Foggia presenta un’età media tra le più
basse d’Italia.
33 Il numero di studenti per docente in Italia è fra i più alti del mondo: cifre
simili o più alte si registrano in Belgio e in Slovenia, oltre che in Indonesia e Arabia
Saudita (Ocse 2014).
28
CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
secondo la metodologia CLIL34. Sotto il profilo della didattica, diventano imprescindibili nuove strategie e iniziative di
orientamento e tutorato degli studenti in ingresso35. Con particolare soddisfazione ricordiamo il nostro recente e, per noi
senza precedenti, Open Day36, che ha aperto il nostro Ateneo
a oltre 1.700 ragazzi di scuole della Capitanata e delle province limitrofe: un sincero ringraziamento a chi (dalla componente UniFgagli Ospedali Riuniti, alla Polizia municipale,
all’Iriip, alle Associazioni di volontariato, agli sponsor tutti)
ha reso possibile questa giornata di ‘scoperta’ di nuove prospettive, in itinere e in uscita. Il nuovo modello di finanziamento degli Atenei - basato sul cd. costo standard per studente - mette al centro proprio lo studente, purché sia in
corso e percorra il suo iter universitario nel più breve tempo
possibile37, oltre che con il massimo risultato. Perciò, nel nostro ‘programma di viaggio’, massima attenzione è stata, è e
sarà riservata al monitoraggio delle carriere e ai servizi agli
studenti. Il riferimento è al sostegno e al contributo dell’area
34 Content and Language Integrated Learning - D.P. n. 89/2010. È il primo
CLA in Italia ad aver terminato l’intero percorso metodologico (anno 2014). Da
questo anno accademico il CLA di Foggia sarà uno dei centri di certificazione di
conoscenza linguistica dell’inglese per i docenti della scuola primaria.
35 Negli ultimi 10 anni, in Italia è diminuito di oltre il 20% il numero di
giovani che si iscrivono all’Università; il calo è particolarmente concentrato negli
Atenei del Sud. Gli studenti immatricolati, che nel 2003-2004 erano 338.000, nel
2011-2012 sono scesi a 280.144, per diminuire ulteriormente a 267.838 negli anni
2013 e 2014. Tuttavia, a fine 2014, UniFgconferma 2000 nuovi studenti per l’a. a.
2014-2015.
36 25 marzo 2015.
37 Stando al Rapporto ANVUR 2013, notevole è il ritardo dell’Italia sul tasso
di laurea. Il nostro paese è al terzultimo posto, con il 13,8% di laureati tra i 15 e i 64
anni, a fronte di una media UE del 25%, e al penultimo posto, con il 22,3% di
laureati tra i 25 e i 34 anni, a fronte di una media europea che supera il 35%. Ciò
rende difficile il conseguimento e il rispetto dell’obiettivo UE nell’ambito della
“strategia di Lisbona” (40% di laureati entro il 2020 fra i giovani fra 30 e 34 anni)
e dell’obiettivo fissato dal nostro paese (26-27%).
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29
sistemi informativi e innovazione tecnologica38 e allo sviluppo
dell’e-learning. Va poi segnalata la vivace e proficua ripresa
delle iniziative per la promozione dell’attività sportiva del
CUS (Centro Universitario Sportivo)39 e del CUT (Centro
Universitario Teatrale). Particolare attenzione dedichiamo
alle azioni e ai servizi finalizzati - secondo la L. 17/1999 – per
favorire l’inserimento e la partecipazione degli studenti diversamente abili alla vita universitaria (dall’abbattimento di
barriere architettoniche all’assegnazione di sussidi e ausili
tecnico-didattici, al tutorato alla pari, alle borse di
studio...)40. Un impegno e un investimento considerevole
con risposte molto positive da incentivare ulteriormente è
stato profuso in direzione della promozione delle relazioni
internazionali e della mobilità internazionale studentesca (oltre che dei ricercatori e del personale tecnico amministrativo): le misure di sostegno e di potenziamento adottate - nella
consapevolezza della valenza positiva del flusso di giovani di
qualità, per la loro formazione e per le ricadute sul sistema
economico e sociale del paese - hanno determinato un significativo incremento della partecipazione al Programma Erasmus Plus 2014-2020, anche in virtù di uno specifico finanziamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione. Non
38 Cfr. 1. lavori per la nuova rete metropolitana in fibra ottica armata; 2.
servizi della rete della ricerca GARR e servizi erogati dall’Ateneo ad alta velocità; 3.
potenziamento nodo internet - GARR-X, che consentirà di partecipare a comunità
virtuali di ricerca in tutto il mondo, accedendo ad infrastrutture di calcolo
scientifico e a grandi banche dati; 4. potenziamento dell’infrastruttura di calcolo,
con la realizzazione di un sito secondario di Disaster Recovery (prossimo obiettivo:
la Business Continuity).
39 Ricordo solo la partecipazione dei nostri atleti ai Campionati Nazionali
Universitari (Milano, 16-25/5/2014) e gli ottimi risultati conseguiti (10 medaglie;
160 posto nella classifica generale).
40 Progetti: 1. Progetto di ricerca Disabilità, formazione universitaria,
inclusione sociale e lavorativa, sottoposto all’Osservatorio Nazionale per le
Disabilità del Ministero del Lavoro; 2. Sportello DSA; 3. Laboratorio multimediale.
30
CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
trascurabile è l’attenzione verso una progettualità solidale a
fronte della carenza di risorse per il diritto allo studio41, carenza che si ripercuote sull’allontanamento dagli studi 42 e
sull’indebolimento della nostra capacità attrattiva. In tale
prospettiva, stiamo puntando molto sulla formazione post
lauream e sull'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro,
grazie anche alla collaborazione con altri enti e istituzioni
(Regione, Comuni, Camera di Commercio, Ufficio Scolastico Regionale, etc.): PAS (percorsi abilitanti speciali), tfa (tirocinio formativo attivo), master di alto profilo 43, corsi di
perfezionamento e aggiornamento professionale, Scuole di
specializzazione44, che producano competenze culturali e
professionali qualificate e generino opportunità occupazionali, migliorando il collegamento tra Università e mercato
del lavoro. Luogo privilegiato di ‘incubazione’, di frontiera,
spazio borderline tra memoria e progettualità, passato e futu-
41 Nel 2013, le somme stanziate dal MIUR per il finanziamento del sistema
universitario e per il sostegno agli studenti e al diritto allo studio sono ammontate a
7,3 miliardi di euro (valore minimo nel periodo 2008-2013), di cui 6,9 destinati al
finanziamento del sistema (6,7 costituiti dal FFO) e 400 milioni agli studenti e al
diritto allo studio. L’Italia ha il livello di tassazione studentesca più alta fra i paesi
dell’Europa continentale (esclusa l’Olanda). In Italia, beneficiari di borsa di studio
sono in Italia un quinto rispetto alla Francia, poco più di un quarto rispetto alla
Germania e poco più di un terzo rispetto alla Spagna.
42 Alla riduzione delle immatricolazioni ha contribuito il taglio alle risorse
per il diritto allo studio. Secondo un'analisi della Banca d’Italia (2014), la
presenza di studenti universitari è oltre due volte più frequente nelle famiglie
più agiate.
43 L’internazionalizzazione di master e corsi progettati in fad consente
peraltro di aprire una strada targata UniFg ai MOOC (Massive Open Online
Courses).
44 Secondo il D.M. 4 febbraio 2015, n. 68, di riordino delle Scuole di
Specializzazione di Area Sanitaria, le Università sono tenute, a decorrere dall’a. a.
2015-2016, ad adottare nuovi Regolamenti Didattici di Ateneo. La nostra Università
si sta dotando di un Regolamento di Ateneo, in appendice al quale inserire i piani di
studio delle nostre Scuole autonome.
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31
ro, e per questo da valorizzare, è costituito dalle biblioteche45:
“La lettura allarga lo spirito e un amico sincero lo consola...
Sarei tentato [...] di credere alle metamorfosi, giacché sono
stato cambiato da bruto in uomo»”46 scriveva Voltaire ne
L’ingenuo (1767), suggerendoci un viaggio di andata e ritorno dal ‘libro’ del mondo al mondo dei ‘libri’, in direzione
della conquista della ‘bellezza’ umana. Proprio Voltaire,
‘viaggiatore’ a me caro, reporter-filosofo curioso, avido di sapere, ma anche preoccupato osservatore e inquisitore dell’attualità, è pronto a indicarci la direzione: il suo Candido Ulisse moderno (1759) - è pronto a mostrarci l’urgenza di
trasformare la limitatezza umana (e il caos, il disordine, l’illogicità che ne derivano) in principio d’azione per la successiva sfida, perché “tutto” - nonostante tutto - “va per il meglio”47.
3. Per il nostro Ateneo, l’invito all’impegno lungo la
strada della conoscenza e della crescita significa non solo investimento in saperi, ma anche condivisione delle nostre
strategie e dei nostri risultati (nella ricerca scientifica e tecnologica) con tutti i principali soggetti, provenienti dalla società, dall’economia, dal mondo dell’impresa, delle professioni, della cultura, nella consapevolezza che il processo si trasformerà in volano per la crescita culturale - scientifica e lo
sviluppo socio - economico del territorio.
Anche alla luce degli esempi già illustrati, cogente e coerente è la prospettiva che segnala agli Atenei la feconda strada per una ‘terza missione’, da affiancare a quelle tradizionali
45 La Fondazione Banca del Monte ha erogato un importante contributo a
sostegno del sistema bibliotecario di Ateneo.
46 Cap. 11 (Comment l’Ingénu développe son génie).
47 Candido, o l’ottimismo 2,18.
32
CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
(didattica e ricerca). Come ci indica l’ANVUR (2013) 48e
come abbiamo ribadito nel nostro piano strategico di Ateneo
(2015-2017), intraprendere la terza missione significa entrare in interazione diretta con la società, contribuire allo sviluppo e alla valorizzazione del territorio attraverso ricerca,
formazione di base e di eccellenza, trasferimento tecnologico, per un’Università, promotrice dell’alleanza con le autonomie istituzionali, imprenditoriali e sociali 49: l’ambizione
è contribuire a liberare il territorio da una dimensione localistica e proiettarlo su uno scenario nazionale e internazionale.
Siamo consapevoli che il radicamento di un Ateneo nel
territorio comprenda l’interazione con esso, per poterne
trarre matrici storiche e culturali, tra memoria (che restituisce il passato come tempo ritrovato), tradizione e innovazione, per la costruzione della propria identità50. Miriamo a
un’Università - frontiera, spazio simbolico dell’incontro, ma
anche “risorsa che genera risorse”51: un’Università che non
produca solo conoscenza, ma promuova il trasferimento tecnologico, abbia la capacità di attrarre competenze ed esportare intelligenze. Sotto questo profilo, la nostra diventa una
sfida culturale molto elevata. Per il successo di questa sfida,
48 Documento di lavoro su La terza missione nelle università e negli enti di
ricerca italiani.
49 Le eterogenee attività collocabili sotto tale voce rispondono alla previsione
normativa che sottopone anche la terza missione a valutazione periodica: cfr. La
valutazione della terza missione nelle università italiane - Manuale ANVUR per la
valutazione (13/2/2015).
50 All’interno della Conferenza dei ministri europei responsabili dell’higher
education (Leuven/Louvain-la-Neuve, aprile 2009), i ministri dei paesi coinvolti nel
cosiddetto Bologna Process (1999), volto a dar vita a una European Higher
Education Area (EHEA), hanno fissato per il decennio 2010-2020 la necessità di un
sistema dinamico e flessibile, basato sulla integrazione istruzione-ricerca e in grado
di condurre a una ripresa economica sostenibile.
51 Il riferimento è al Seminario CUN (Roma, 17 dicembre 2014) "Per fare
dell'Università una risorsa che genera risorse".
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33
abbiamo bisogno della condivisione di intenti da parte del
territorio, inteso non solo come mero àmbito provinciale:
abbiamo bisogno del confronto sereno e costruttivo con istituzioni, enti locali e imprese, Camera di commercio, ordini
professionali, associazioni di rappresentanza degli interessi
economici. Senza di loro, non avremmo raggiunto i nostri
primi risultati; senza di loro, non potremo realizzare gli ulteriori obiettivi prefissati per un Ateneo protagonista, in direzione del rilancio della cultura e del progresso, in uno spazio
sociale non ‘invisibile’ (per usare un’espressione di calviniana memoria), ma ‘spettacolare’, da osservare in quanto modello ‘speciale’ di garanzia del diritto alla sostenibilità, alla
pluralità, all’interculturalità, alla partecipazione al bene comune, in quanto insieme di memoria, contro ogni forma di
disgregazione sociale.
La ricerca, il trasferimento tecnologico e il processo di
diffusione e di condivisione del sapere con il sistema delle
imprese prevedono accordi di partnership, comuni infrastrutture di ricerca, partecipazione congiunta a progetti nazionali, europei e internazionali. Nell’agroalimentare, - in
una terra, quella di Capitanata, a forte vocazione agricola,
una terra destinata a essere sempre più fertile se al centro di
un circuito virtuoso tra conoscenze scientifiche e tecnologiche e potenziale di innovazione del sistema produttivo 52 - segnalo la recente sottoscrizione del Protocollo di Intesa per la
gestione integrata e lo sviluppo eco-sostenibile della filiera
agroalimentare interregionale (Puglia - Emilia Romagna); il
progetto STAR* AgroEnergy, un progetto a forte connotazio52 In tale prospettiva, la recente nomina (marzo 2015) del direttore del
Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente, prof. A. Sevi, a
presidente dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata salda
un’antica collaborazione che passa per progetti di ricerca e sperimentazioni.
34
CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
ne interdisciplinare, nato per armonizzare settori quali la
produzione di energia, l’eco - sostenibilità, la cultura agricola
degli spazi rurali dell’area europea che si affaccia sul Mediterraneo; il progetto Quafety, con il coinvolgimento di quattordici partner, dedicato a ricerche e innovazioni introdotte
nell'àmbito dei prodotti ortofrutticoli di "IV gamma", pronti
per il consumo; il fondamentale lavoro del Distretto tecnologico e agroalimentare D.A.Re Puglia, che si occupa di sicurezza, tutela e qualità degli alimenti, con un’attività di intermediazione tra ricerca e aziende, sperimentazione e applicazione industriale53. Con il D.A.Re e la partecipazione degli
Atenei pugliesi, grazie ai risultati di cinque progetti di ricerca
finanziati dall’Unione Europea e dal MIUR (35 milioni e
mezzo di euro), saremo presenti all’Expo 201554.
Come abbiamo già rilevato, sottolineiamo gli sforzi della
nostra Università per conseguire livelli di qualità sempre più
alti nell’assistenza sanitaria a favore della collettività. Un
obiettivo, questo, che impone un lavoro condiviso tra istituzioni e territorio (Regione, Provincia, Comuni, Ordine dei
medici, tutti gli operatori della sanità, Asl territoriale), per
garantire migliori livelli essenziali di assistenza, ridurre la
mobilità passiva, migliorare decisamente qualità ed efficienza dei servizi sanitari a favore della collettività grazie all'apporto delle sue professionalità mediche, sia universitarie sia
ospedaliere. Il nostro Ateneo ha promosso e patrocinato seminari, eventi teatrali, musicali, artistici, in collaborazione
53 È stato eletto quale miglior Distretto agroalimentare dell’intero
Mezzogiorno, 2o in Italia, in base alla qualità dei progetti promossi e alla quantità di
finanziamenti ricevuti nei suoi primi 10 anni di vita, festeggiati nel 2014.
54 Nutrire il pianeta. Energia per la vita (Milano, 1.5.2015-31.10.2015). In
particolare, l’Università di Foggia, insieme con il Politecnico di Bari, sarà presente
con un progetto su Riqualificazione urbana e rurale, sviluppo sostenibile per il
turismo, turismo gastronomico per celiaci e intolleranti.
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con Conservatorio e officine teatrali, trasformandosi in ‘laboratorio culturale’ di proposte e di idee da costruire tramite
manifestazioni, incontri, produzioni artistiche; collabora con
il neo Cineporto dell’Apulia Film Commission di Foggia tramite il progetto Comtainer; ha promosso la prima edizione
del Foggia Student FilmFest, festival del cinema interamente
dedicato, riservato e destinato agli studenti dell’Università di
Foggia (ottobre-novembre 2014): una scommessa coraggiosa
sul talento e sulla creatività dei nostri giovani; una conferma
della vitalità dei nostri ragazzi; un valore aggiunto su cui
dobbiamo ancora investire. La scoperta di identità e di talenti motiva, altresì, il progetto culturale, che risiede nell’idea di
aprire gli uffici amministrativi di Ateneo alla vita e alla frequentazione quotidiana della cittadinanza: il riferimento è
all’idea della galleria permanente che ospita, di volta in volta,
artisti affermati del nostro territorio55.
In tal senso, la nostra missione sociale si fa opportunità
educativa. L’investimento in cultura e conoscenza, se garantisce un "ritorno" (economico, culturale, civile) di gran lunga
superiore a quanto investito, nella consapevolezza degli
enormi costi sociali dell’ignoranza, alimenta anche un circuito virtuoso. Si trasforma, infatti, in cultura della comprensione, della legalità come anello che salda la responsabilità individuale alla giustizia sociale (vs la criminalità e la violenza),
all’integrazione tra culture, alla solidarietà (e sottolineo l’importanza del volontariato)56. In ballo c’è il bene comune, la
55 Da Michele Circiello a Nicola Liberatore e Ubaldo Urbano.
56 Quest’anno, il nostro Ateneo ha ospitato il Prefetto Franco Gabrielli (30
marzo 2015), già Capo del Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, che ha tenuto una lectio magistralis sulla “Società del
rischio”, all’interno del Convegno nazionale (organizzato da Università di Foggia e
Associazione CIVES) su La gestione del rischio: un processo interdisciplinare di
contaminazione culturale.
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
vita di tutti, la società. Il rispetto per la storia di questo mondo, di questa terra, significa assunzione di responsabilità nei
confronti di uno spazio esistenziale che abbiamo ricevuto in
prestito e che dovremo restituire uguale e altresì diverso, si
spera migliore: la ‘scrittura’ di questo “poema d’amore alla
città”57, per citare Calvino, città intesa come metaforico spazio sociale, spazio in crisi, ma anche luogo di memoria, di
desideri, di segni del linguaggio, di scambi, sarà la nostra
‘terza missione’. Una sfida ‘locale’ e ‘globale’ la nostra, per
un’Università in cui si resta vicino, ma si va lontano....
Pensando a questo nostro “viaggio insieme” - per usare
le parole di Luciano Ligabue per Elisa, Gli ostacoli del cuore,
da cui il refrain della nostra Campagna di Comunicazione
2015 - 2016 “Quante cose che non sai di me” -, un viaggio in
cui tutti ci scopriamo alunni in formazione e avviati alla ricerca, un viaggio attraverso luoghi incontaminati e inesplorati che ci attraggono, ci stupiscono, ci confortano, un viaggio lungo spazi fisici, mentali e spirituali che si fanno per noi
“granai pubblici, dove ammassare riserve contro un inverno
dello spirito”58,
dichiaro aperto
il 16o anno accademico dell’Università di Foggia.
** Foggia, 8 aprile 2015
prof. Maurizio Ricci
Rettore dell’Università di Foggia
57 Era il 1983: alla Columbia University di New York, Italo Calvino parlava
così del suo ‘romanzo’ Le città invisibili (Torino, Einaudi, 1972).
58 Così, nel 1951, Marguerite Yourcenar nel suo romanzo Memorie di
Adriano (cap. Tellus stabilita), in riferimento alla biblioteche.
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
Università di Foggia
Cerimonia di Inaugurazione
dell'anno accademico 2014 - 2015
Cambiare verso è possibile ***
DI MASSIMILIANO MONACO
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
Magnifici Rettori, chiarissimi Professori e Delegati rettorali, Autorità, illustrissimo dott. Furio Colombo, gentili Ricercatori; Colleghe e Colleghi, care Studentesse e cari Studenti, Signore e Signori; a voi tutti il saluto mio particolare e
quello di tutto il Personale tecnico-amministrativo che oggi
ho l’onore di rappresentare.
E’ sempre difficile, nella solennità di queste circostanze,
evitare i facili inciampi della retorica, dell’astrattezza, dell’ovvietà, o la ripetizione stanca e presuntuosa di formule e di
propositi tratti dal libro dei sogni, che rischiano di non esser
presi in nessuna considerazione; così come gravoso, seppur
necessario, è denunciare serenamente i mali che attanagliano
la nostra comunità accademica e provare ad offrire, allo stesso momento, gli spunti di riflessione più appropriati, nella
speranza di non essere fraintesi. Ci proverò.
Il contesto normativo:
ipertrofia dei mezzi e atrofia dei fini
Negli ultimi anni la P.A., e le Università in particolare,
sono state fatte bersaglio di una colluvie di provvedimenti,
generali e specifici, che dietro termini altisonanti e assai in
voga (trasparenza, tracciabilità, anticorruzione, dematerializzazione, stabilità, spending review) hanno prodotto un soffocante centralismo. Tale contesto normativo, convulso, frammentario, spesso contraddittorio, privo di una visione strategica d’insieme, non ha né semplificato le procedure burocratiche, né abbattuto i costi dei servizi, ma reso evidente l’immancabile necessità di "fare cassa". Questo bieco e costante
imperativo, adattato ad ogni contesto, mortifica tanto le funzioni assegnate dalla Carta costituzionale alle Università
pubbliche, quanto il ruolo di chi opera all’interno di esse.
Eppure un Paese che abbia a cuore il proprio futuro dovreb-
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
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be sapere che delle pubbliche Università non si può fare a
meno e che privarsi di quelle strutture che garantiscono crescita e sviluppo in luoghi dove le persone si incontrano ancora faccia a faccia e in cui la trasmissione della fiaccola dei saperi avviene in maniera reale e non virtuale, non può che
produrre sciagurate conseguenze. Per di più non tutte le
Università sono uguali (per identità, finalità, rango) ed all’interno di questa eterogeneità, alcune fanno più fatica di altre
perché operano in contesti economici e sociali molto difficili:
perché, oltre a garantire didattica e ricerca, innovazione e
trasferimento tecnologico, un’Università, come la nostra, che
opera in un’area ‘benedettamente’ ricca di talenti e ‘maledettamente’ incapace di rendersene conto, rimane in prima linea come unico antidoto a fenomeni sociali e culturali degenerativi.
Cambiare verso è possibile
A fronte di un trattamento economico veramente esiguo, e di un futuro pensionistico (non più del 65% dell’ultima retribuzione) che non lascia presagire nulla di buono
(siamo mal retribuiti oggi e saremo poveri domani), in questi
anni il personale T.A. del nostro giovane Ateneo ha moltiplicato i propri sforzi per far conseguire all’Università di Foggia
sempre nuovi e più alti traguardi (buon funzionamento dei
servizi quotidiani, valorizzazione della ricerca e del potenziale dei brevetti, accoglienza e protezione degli studenti diversamente abili, riduzione di sprechi e inefficienze, oculatezza
nella gestione dei contratti, ampliamento del patrimonio immobiliare, rafforzamento di molti altri servizi: logistici, bibliotecari, di orientamento, sportivi). Numerose rimangono,
tuttavia, le criticità del sistema, alcune indubbiamente dovute alla crisi economica e alle politiche restrittive di bilancio,
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
le quali (come ha ricordato il Presidente della Repubblica nel
suo discorso di insediamento) hanno aumentato in tutto il
Paese le ingiustizie sociali; molte altre evidentemente riconducibili al nostro modello organizzativo di Ateneo, legate,
tra l’altro, alla sovrapposizione delle competenze e alla scarsa
incentivazione delle attività.
Non solo regole, ma rispetto delle regole
La recente tornata elettorale, che ha portato al rinnovo
delle rappresentanze sindacali unitarie con un’affluenza di
oltre l’87%, ha reso evidente la voglia del personale T.A. di
sentirsi parte attiva di questa comunità. Di qui l’atteso avvio
di una nuova grande stagione di garanzie di imparzialità e di
coinvolgimento di tutti i lavoratori, che si spera possa generare un’inversione di tendenza nei processi, ancor troppo
verticistici e discrezionali, in atto. Una stagione di confronto
e non solo di scontro, fondata sull’equilibrio e sul rispetto
dei ruoli, che incida profondamente sulle motivazioni al lavoro quotidiano e che superi gli sterili scambi di informazioni o le proteste generate da una indignazione intermittente e
sempre momentanea. Una stagione che badi alla concreta attuazione di più equi regolamenti, più che alla loro semplice
promulgazione. Se infatti bastassero le sole regole scritte, ci
troveremmo all’interno di un’organizzazione perfetta. Ma
sappiamo che così non è, e che la garanzia più forte per la tenuta delle nostre regole – è ancora una volta il Capo dello
Stato a ricordarcelo – è che esse valgano per tutti e, come
tali, siano applicate giorno per giorno.
Condividere le professionalita’:
organizzazione, formazione, valutazione
Maggiore chiarezza nella definizione e nella valorizza-
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
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zione dei ruoli, delle funzioni e delle responsabilità; modello
organizzativo aderente alle necessità, ai compiti e agli obiettivi istituzionali; sistema di misurazione e valutazione dei risultati chiaro ed obiettivo; analisi dei bisogni formativi del
personale. Sono questi i punti principali su cui gradiremmo
venisse prestata maggiore attenzione. Ciò che, in altri termini, il personale T.A. chiede a gran forza per conseguire efficacemente e dignitosamente i propri obiettivi, per realizzare
le proprie aspirazioni e per rafforzare le proprie motivazioni
è la valorizzazione delle professionalità specifiche di ognuno.
Passi avanti in questo senso sono stati avviati con la predisposizione di un’Anagrafe generale delle competenze del
personale, a cui dovrà aderire l’atteso nuovo modello organizzativo ed il conseguente piano della formazione e della
valutazione dei risultati. Un organigramma sì flessibile, ma
che non faccia a meno di nessuna professionalità (occorre
fare meglio ma fare tutti), un assetto definitivo che scongiuri
condizioni di lavoro da “pronto soccorso”.
Siamo una Comunità accademica, o almeno così ci definiamo; ma le nostre relazioni, la nostra comunicazione, i nostri rapporti di lavoro quotidiano ci coinvolgono tutti allo
stesso modo? In particolare i rapporti tra personale docente
e tecnico-amministrativo si fondano sul rispetto dei ruoli e
sulla fiducia reciproca? Siamo una comunità protesa verso
l’unico, vero, obiettivo di fondo della nostra attività: la formazione degli studenti? Numerose segnalazioni riguardano
la necessità di migliorare la preziosità e la forza di queste relazioni, modificando scelte e atteggiamenti contrari al patto
di communitas che tiene unite le organizzazioni complesse.
Rafforziamo, dunque, quei legami e quei rapporti di fiducia
che tengono unita la nostra comunità.
Sempre all’interno di questo clima, maggiore benessere
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
organizzativo e senso di appartenenza possono essere affermati da corrette relazioni sindacali, qualificate da un’etica
morale, sociale e istituzionale.
E’ noto l’impegno e l’apporto del personale T.A. nell’attuazione degli obiettivi e delle strategie accademiche, già pesantemente sotto finanziate, svolto con una consapevolezza
ed una responsabilità pari a quelle di tutte le altre componenti istituzionali. Noto è altresì come negli ultimi 15 anni il
sistema accademico ha subito una totale trasformazione, di
fronte alla quale anche gli Atenei di più lunga tradizione
hanno vacillato. Non è questa la sede per ricordare l’imposizione di "tagli", o di "blocchi", o di procedure automatizzate
(molte delle quali non sempre adeguate e affidabili e il più
delle volte calibrate su altre P.A.) con le quali il personale si è
dovuto confrontare. Ricorderemo solo il mancato adeguamento del rapporto tra numero di unità di personale impiegato in attività didattiche e di ricerca e il numero di unità
impiegate in attività amministrative, un indice fermo da
molti anni, benché ulteriormente penalizzato a motivo delle
numerose procedure di comando presso altri enti e che hanno indubbiamente appesantito il carico di lavoro che grava
sul personale non docente rimasto in servizio.
Un passo in avanti va fatto sicuramente nello studio e
nell’implementazione di nuovi metodi formativi per la riqualificazione del personale T.A.; una formazione specifica e
mirata, da più anni richiesta, che darebbe concretezza al concetto, ancora astratto, di “valorizzazione delle competenze”.
Una problematica, quella della formazione e dell’aggiornamento del personale, inderogabilmente richiesti dalle continue modifiche normative e dalla necessità di migliorare l’efficacia delle procedure, a sfavore della quale gioca sicuramente la grande carenza di risorse economiche disponibili;
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
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ma vero è, tuttavia, che una diversa distribuzione o suddivisione di tali risorse porterebbe ad un loro più proficuo e diffuso utilizzo. Ci sia data, inoltre, l’occasione per ricordare al
Magnifico Rettore e al Direttore Generale di seguire attentamente le criticità e le apprensioni dovute ad un sistema di
valutazione delle prestazioni vissuto più come un piatto
adempimento annuale che non come una serena analisi volta
a qualificare e a migliorare il lavoro. Il personale T.A. non
teme sistemi di valutazione delle prestazioni equi, ben tarati
sulle attività concrete, possibilmente avulsi dal contesto delle
relazioni interpersonali, da svolgere anche in itinere, purché
fondati su parametri chiari ed oggettivi, che sappiano ben individuare l’apporto lavorativo di ognuno.
L’apporto del personale non strutturato
Non possiamo chiudere questa relazione senza dedicare
un pensiero alle colleghe e ai colleghi che garantiscono da
"precari", ma con uguale senso di appartenenza, preziosi servizi al nostro Ateneo. Angela, Carla, Claudio, Donata, Emilia, Fabio, Francesco, Gianluca, Gianluigi, Laura, Loretta,
Maria, Mario, Michele, Paolo, Vincenzo sono da anni i nostri vicini di scrivania, ma vivono una situazione di crescente
disagio a causa dei tagli ai finanziamenti e delle scarse garanzie di prosecuzione lavorativa. Sono donne e uomini ricchi
di energia e di voglia di lavorare; non solo “unità di personale”, ma lavoratori in carne ed ossa come tutti gli altri, dei
quali conosciamo le professionalità, le speranze, i desideri.
Sono lavoratrici e lavoratori preparati e competenti, sui quali
la nostra Università ha già investito risorse in formazione, risorse che non possono essere sciupate per ripartire daccapo.
L’auspicio è che i loro contratti siano salvaguardati attraverso un piano di mantenimento, ovvero di rientro per quelli ad
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
oggi non più in servizio, basato su criteri chiari ed oggettivi.
Per una universita’ “normale”
Concludo lanciando un appello a nome di tutto il personale tecnico-amministrativo. E’ tempo di costruire un nuovo
patto non più fondato su logiche esclusivamente finanziarie
– quelle che hanno minato alle fondamenta il sistema universitario italiano – ma un patto guidato da modelli culturali
incentrati sulla dignità della persona all’interno della comunità. Uscire dalla logica del favore, nella quale conta il buon
amico, il giro giusto, l’informazione avuta per tempo, il pettegolezzo, è una necessità ormai imprescindibile.
Perché un’altra Università è possibile, ed è per quella che
noi lavoriamo ogni giorno; un’Università inclusiva e di cui si
possa tornare ad essere fieri, dentro e fuori da queste aule.
Questo futuro deve essere alla nostra portata; questo futuro
deve appartenerci.
Con questi sentimenti, vi ringrazio per l’attenzione e auguro a tutti un buon anno accademico.
*** Foggia, 8 aprile 2015
dott. Massimiliano Monaco
Settore Gestione Bioagromed, Logistica, Servizi Generali e Protocollo
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Università di Foggia
Cerimonia di Inaugurazione
dell'anno accademico 2014 - 2015
Testimonianza
di una dottoranda UniFg *****
DI FRANCISCA ANSAH ABA
(ORIGINARIA DEL GHANA)
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
Sono molto onorata dell'opportunità che mi viene data
oggi, quella di parlare della mia esperienza di studio in Italia
davanti a un pubblico così importante.
Sono una giovane donna avventurosa che è cresciuta ed
ha studiato nella parte meridionale del Ghana (Paese tropicale situato nella parte occidentale del continente africano).
Il mio è un Paese in via di sviluppo in cui l’agricoltura è la
principale attività economica per il sostentamento, io aspiravo a intraprendere un percorso di carriera in questo settore
ed in particolare nel post-raccolta dato che la maggior parte
dei soggetti coinvolti sono agricoltori rurali che guadagnano
molto poco dalle loro attività a causa delle alte perdite che si
verificano, appunto, durante il post-raccolta di frutta e vegetali. Quindi da subito mi sono occupata di questo settore
come consulente tecnico, coordinatore della sicurezza alimentare, ma anche come contadino e ricercatore, in modo
da comprendere correttamente e completamente tutti i processi e guidare gli agricoltori verso un cambiamento positivo.
Dopo aver completato la laurea specialistica in tecnologie del post-raccolta, il passo successivo è stato quello di proseguire gli studi sui prodotti consumati allo stato fresco data
la domanda di questi alimenti da parte dei consumatori di
tutto il mondo (per non parlare dell’importanza della gestione del postraccolta per mantenere la qualita del prodotto fresco). Questo mi ha portato a frequentare un dottorato di ricerca in post-raccolta presso l’Università di Foggia, nell’ambito del programma in gestione delle innovazioni nei sistemi
agroalimentari del Mediterraneo coordinato dal prof. Giancarlo Colelli.
E' sempre difficile per uno studente trasferirsi in un
nuovo Paese, adattarsi ad un nuovo ambiente, alla sua cultura e alla sua lingua, ma in base alla mia esperienza entrare in
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
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un programma di dottorato di ricerca presso l'Università di
Foggia si è rivelata un'ottima opportunità per costruire una
carriera che credo invidiabile nel campo delle scienze e delle
tecnologie del cosiddetto post-raccolta. Nel corso dell'ultimo
anno sono stata colpita dalla qualità e varietà sia nella ricerca
che nella formazione, a livello locale e internazionale, viene
offerta dal presente programma. Questo è testimoniato dalla
mia partecipazione a corsi, conferenze e seminari tenuti da
professori, esperti e colleghi provenienti da diversi paesi, tra
cui Spagna, Portogallo, Polonia, Regno Unito, Usa e Grecia.
Oltre a questo, ho avuto la possibilità di lavorare con studenti e ricercatori sia del mio Dipartimento59 che provenienti da
altri Paesi. Cosi ho avuto la possibilità di valutare da vicino
una serie di problematiche del mondo reale attraverso il
coinvolgimento in attività di laboratorio e visite industriali,
ed ho appreso l’importanza della ricerca per trovare delle soluzioni a queste necessità. In particolare, attraverso queste
esperienze ho seguito gli aspetti della microbiologia, nutrizionali, fisico-chimici, del confezionamneto con atmosfera
modificata e delle tecnologie per ottimizzare la qualità e la sicurezza dei prodotti di quarta gamma. Ho inoltre acquisito
nuove competenze, rafforzato la pianificazione e la gestione
delle tecniche di ricerca ed avere anche un vantaggio in più
per pubblicare i risultati ottenuti dalle mie ricerche. Credo
che le conoscenze acquisite, attraverso questo programma di
dottorato, possono ritenersi la base per il successo della mia
carriera e potrei parlare a lungo del programma e delle tante
opportunità che offre.
Sono molto grata a tutte le persone che ho conosciuto e
che mi hanno trattato sempre con rispetto e dignità e reso il
59 Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell'ambiente dell'Università
di Foggia, diretto dal prof. Agostino Sevi.
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
mio soggiorno qui60 più piacevole. Ringrazio l’Adisu dove
vivo e che chiamo casa per la loro ottima ospitalità, ringrazio
anchel'amministrazionedell'Università di Foggia; il prof.
Agostino Sevi e suoi collaboratori del Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell'ambiente ed il mio tutor,
quindi la professoressa Maria Luisa Amodio e il prof. Giancarlo Colelli, quindi tutti gli studenti e colleghi dell’unità di
post-raccolta con i quali lavoro.
Approfitto anche per ringraziarel a gente di Foggia, che
ha un grande patrimonio; anche se dicono che Foggia non
sia la più bella città d’Italia a me piace e ci sono persone provenienti da diverse parti del mondo, che, come me, sono venute qui per studiare all'Università di Foggia, e penso che
tutti debbano andare fieri di questo.
Grazie mille per la vostra attenzione.
***** Foggia, 10 aprile 2015
dott.ssa Francisca Ansah Aba
Dottoranda presso il Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell'ambiente
dell'Università di Foggia
60 A Foggia e in Capitanata.
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Università di Foggia
Cerimonia di Inaugurazione
dell'anno accademico 2014 - 2015
L'Ateneo in cifre ******
DI BARBARA CAFARELLI
E COSTANTINO DELL'OSSO
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
Il personale
Il numero dei docenti dell'Università di Foggia è pari a
355 unità: il 25% di prima fascia, il 26% di seconda fascia, il
47% ricercatori a tempo indeterminato e il 2% ricercatori a
tempo determinato. L’età media è di circa 48 anni. Buona la
presenza femminile, circa il 41% del corpo docente.
L'Università di Foggia consta di 346 unità di personale
tecnico-amministrativo (T.A.) - il 6% in meno rispetto al
2010 - di cui: 1 dirigente; 29 EP; 96 di categoria D; 183 di categoria C; 33 di categoria B; 4 collaboratori esperti linguistici. Il personale T.A. in servizio è composto soprattutto da
donne e presenta un’età media di 45 anni.
La ricerca
L’Università di Foggia ha conseguito un risultato molto
positivo nell’ultima Valutazione della Qualità della Ricerca
(VQR 2004 - 2010). Infatti, si colloca al 12° posto tra le Università sottoposte a valutazione. Il nostro Ateneo ha conseguito importanti risultati anche nel trasferimento tecnologico: tra i brevetti più promettenti dell’Università di Foggia si
segnala quello relativo al metodo per la detossificazione del
glutine, il cosiddetto Gluten Friendly, brevetto che potrebbe
rivoluzionare la produzione degli sfarinati e l’alimentazione
dei celiaci. La strategia di valorizzazione del Gluten Friendly
ha portato alla stipula di un accordo di sperimentazione e
alla concessione, da parte di Casillo Group SpA, di un contributo alla ricerca pari a 800.000 euro. Importante anche il
contributo di 61.500 euro della Regione Puglia ad Apulia
Food Innovation Excellence, progetto afferente a Expo 2015.
Nel 2014 sono stati approvati e finanziati 21 progetti di
ricerca su bandi competitivi nazionali ed europei per un ammontare complessivo pari a 2.337.096 euro. Inoltre, sempre
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nello stesso anno, l’Università di Foggia ha incentivato le attività di ricerca stanziando un fondo di 180.593 euro per l’attuazione del Piano di Ateneo per la Ricerca finalizzato a finanziare i progetti di ricerca più meritevoli presentati dai ricercatori e un fondo di 80.000 euro per cofinanziare le spese
inerenti alle pubblicazioni scientifiche dei ricercatori.
Gli studenti
Nell’anno accademico 2013 - 2014 si sono immatricolati
ben 2.670 studenti (mentre le immatricolazioni all’a.a. 2014 2015 sono ancora aperte). Questo dato è in linea con quello
degli anni precedenti e fa ben sperare per il futuro. Positivo
anche il dato sui laureati che, nel 2014, passa a ben 1.547 laureati con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente.
Buono è anche il dato sugli studenti fuori corso che, infatti,
sono diminuiti del 9%. Netta è la presenza femminile pari al
61% dei circa 10.000 studenti iscritti al nostro Ateneo come
discreta è la presenza di iscritti provenienti dalle altre province italiane, il 23% circa della popolazione studentesca.
L’offerta formativa e post laurea
L’offerta formativa 2015 – 2016 in questi ultimi anni è
stata orientata al miglioramento della qualità. Il Presidio di
Qualità e il Nucleo di Valutazione d’Ateneo, in stretta collaborazione con Organi istituzionali e Dipartimenti, monitorano costantemente i risultati della didattica sulla base delle
indicazioni ministeriali e degli standard europei di assicurazione della qualità.
Attualmente l’offerta formativa consta di:
– 15 Corsi di Laurea Triennale;
– 9 Corsi di Laurea Magistrale;
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
– 3 Corsi di Laurea Magistrale a Ciclo Unico;
– 2 Corsi di Laurea Magistrale Interateneo (1 con sede
amministrativa all'Università del Sannio, l'altro con sede amministrativa all'Università di Torino).
– Ampia è anche l’offerta post-laurea con:
− 13 corsi di Dottorato di ricerca,
− 28 Scuole di specializzazione in Area Medica,
− 1 Scuola di specializzazione per le Professioni Legali,
− 2 master di 1° livello,
− 4 master di 2° livello,
− 12 Tirocini Formativi Attivi,
− 12 corsi di perfezionamento.
Le biblioteche
Il Sistema Bibliotecario di Ateneo è composto da 5 biblioteche: 3 di area scientifica, 1 di area umanistica e 1 di
area economico-giuridica, che offrono una molteplicità di
servizi agli studenti, ai docenti ed ai ricercatori con orario
continuato, dal lunedì al venerdì. Le strutture bibliotecarie
offrono complessivamente:
− 320 posti di lettura;
− patrimonio librario cartaceo di circa 100.000 volumi;
− 13 banche dati contenenti periodici full text dei maggiori editori scientifici;
− 7 banche dati settoriali relative a tematiche di area
umanistica ed economico-giuridica.
Inoltre, il Sistema Bibliotecario di Ateneo dispone di una
piattaforma multidisciplinare per i libri elettronici che conta
120.000 ebook di diversi editori. Le informazioni sulle biblioteche, i servizi e il catalogo dei libri e dei periodici sono accessibili online nelle pagine web dell’Ateneo e anche attra-
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
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verso l'APP gratuita Biblio UniFg. Allo sviluppo e all'aggiornamento del Sistema Bibliotecario di Ateneo contribuisce, già
da qualche anno, la Fondazione Banca del Monte di Foggia –
Siniscalco Ceci che devolve circa 70.000 euro l'anno per l'acquisto di libri, di ebook e di banche dati.
Le risorse finanziarie
Il Fondo di Funzionamento Ordinario (FFO) ha fatto
registrare un incremento del 7,55% rispetto all'anno precedente, passando da 33.884.462 del 2013 a 36.442.799 del
2014. Si tratta di un vero e proprio exploit, visto che parliamo del quinto incremento percentuale tra tutti gli Atenei italiani (dopo Bergamo +12,07%; Milano Bicocca +8,13%; Napoli Parthenope +7,83%; Sannio +7,57% e appunto Foggia
+7,55%). Il risultato positivo è legato sia a un incremento
della quota di base sia di quella premiale determinata soprattutto dall’ottimo risultato conseguito dai docenti dell’Università di Foggia nell’ultima VQR 2004 – 2010 e dalle politiche di reclutamento del personale docente che sono state attuate. Nell’ultimo quinquennio si registra un aumento delle
entrate totali legato al gettito delle tasse e della contribuzione
studentesca e soprattutto a un notevole incremento della
voce «altre entrate» legate perlopiù al finanziamento dei progetti di ricerca. Si ritiene doveroso sottolineare che, ancora
oggi, gli studenti dell’Ateneo foggiano si posizionano tra
quelli che pagano meno tasse, con una media decisamente
inferiore rispetto a quella media nazionale.
****** A cura della prof.ssa Barbara Cafarelli
Delegata alla Statistica per la programmazione e la valutazione della qualità
e del dott. Costantino Dell'Osso
Responsabile del Settore Programmazione e Statistica
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
Università di Foggia
Cerimonia di Inaugurazione
dell'anno accademico 2014 - 2015
Diario di viaggio 2014 - 2015
A CURA DELL'AREA COMUNICAZIONE
E AFFARI ISTITUZIONALI
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
9 gennaio 2014
In seguito alla rideterminazione del Fondo di finanziamento ordinario da parte del MIUR, l'Università di Foggia
diventa seconda in Italia. In base alla prima ripartizione era
stato effettuato un taglio di oltre 2 milioni rispetto al 2012,
dopo la rideterminazione applicato un taglio dell'1,44% con
una perdita di 504.173 euro che colloca l'Università di Foggia al secondo posto tra gli Atenei d'Italia. La rideterminazione del FFO viene redatta applicando la “quota premiale”:
il MIUR taglia meno agli Atenei che operano bene in ricerca
e sperimentazione.
29 gennaio 2014
L'Università di Foggia annuncia l'inserimento nella propria Offerta Formativa del corso di laurea triennale in Ingegneria dei sistemi logistici per l'agroalimentare (interateneo
con il Politecnico di Bari) incardinato nel Dipartimento di
Scienze agrarie, degli alimenti e dell'ambiente.
18 febbraio 2014
L'Università di Foggia e la Regione Basilicata raggiungono un'intesa: l'esigenza della Regione Basilicata (di dare impulso a ricerca, formazione, didattica e sviluppo culturale
economico e sociale nel proprio territorio, promuovendo
iniziative in ambito umanistico, giuridico, medico e sociale)
e la disponibilità dell'Università di Foggia (a organizzare corsi di laurea per le professioni sanitarie e giuridiche, corsi di
specializzazione, Master).
18 marzo 2014
STAR* AgroEnergy inaugura la propria stazione operativa in zona Asi – Incoronata. Uno dei progetti di ricerca più
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
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ambiziosi dell'Università degli Studi di Foggia presenta la
propria stazione operativa (Facility Centre) agli organi d'informazione, agli addetti ai lavori e alla cittadinanza.
28 aprile 2014
Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Sen. Stefania Giannini inaugura l'a.a. 2013 - 2014 dell'Università di Foggia: presenza d'eccezione che coincide con la
celebrazione del 15° anniversario dell'autonomia dell'Ateneo.
E' la seconda volta che il massimo rappresentante MIUR
inaugura l'a.a. dell'Università di Foggia, significativo che ciò
avvenga a distanza di 15 anni dall'istituzione: prima della
Sen. Giannini, infatti, nel 1999 era toccato al sen. Ortensio
Zecchino autore del D.M. che il 5 agosto dello stesso anno
diede formalmente vita all'Ateneo.
7 maggio 2014
Primo giorno di lezione al Centro
di ricerche biomediche Emanuele
Altomare, che apre agli studenti di
Medicina e Odontoiatria quella che
è la loro prima vera sede. Al debutto della struttura di via Napoli si
presentano 450 studenti di Medicina e Odontoiatria e 1000 iscritti
a Professioni sanitarie.
22 maggio 2014
Si intensifica la collaborazione tra l'Università di Foggia
e l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni
Rotondo, attraverso la sottoscrizione di un accordo quinquennale: ricerca e sperimentazione alla base del rapporto,
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
previsti anche Master di 1° e 2° livello, corsi di aggiornamento professionale, seminari e conferenze.
24 giugno 2014
Ancora un exploit nella Ricerca scientifica (25° posto assoluto) e addirittura primato per le Borse di studio (ex aequo
con Bologna, Camerino, Ferrara e Firenze). Ma è il risultato
complessivo a sorprendere, l'Università di Foggia è terza nel
Mezzogiorno. Questi i dati della classifica de Il Sole 24 Ore.
13 luglio 2014
Diventa ufficiale il Master di I° livello in Criminologia e
psicologia investigativa, incardinato nel Dipartimento di Studi umanistici. Lettere, Beni culturali e Scienze della formazione. Oltre 6 mesi di corsi, ben 1500 ore di lezione per 60
Crediti formativi universitari.
5 agosto 2014
Quindici anni fa l'Università
di Foggia diventava autonoma,
la pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale avvenne il 18 agosto 1999
ma il Decreto del MIUR venne
emanato due settimane prima
a firma dell'allora Ministro Sen.
Ortensio Zecchino. L'Università
di Foggia è nata quindi, almeno
formalmente, il 5 agosto del 1999.
11 settembre 2014
Da partecipanti a protagoniste. Succede a un gruppo di
ricerca afferente al Dipartimento di Scienze mediche, che in
occasione del congresso della Società europea di malattie del-
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
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l'apparto respiratorio, svoltosi a Monaco di Baviera, ha presentato i risultati preliminari di uno studio relativo alla valutazione della temperatura del respiro misurata per la prima
volta in pazienti con tumore del polmone. La presentazione
diventa conferenza stampa internazionale, l'Università di
Foggia finisce sui giornali europei.
28 ottobre 2014
L'Università di Foggia sceglie il
partner industriale con cui procedere allo sviluppo della ricerca
scientifica all'origine del Brevetto
del Gluten Friendly. Si tratta del
Gruppo Casillo SpA, leader mondiale del grano. Sottoscritta partnership da 800.000 euro.
27 novembre 2014
Successo per la prima edizione del Foggia Student FilmFest, a cui prendono parte solo studenti dell'Università di
Foggia: iniziativa senza precedenti, chi vince non paga le tasse. Cerimonia di premiazione preceduta da un Omaggio ad
Antonio Facenna, il giovane allevatore di Carpino rimasto
vittima dell'alluvione (del 5 settembre 2014) che ha colpito il
Gargano.
18 dicembre 2014
L'attribuzione del Fondo di finanziamento ordinario da
parte del MIUR registra un incremento del 7,55%: si tratta
del quinto incremento percentuale assoluto tra tutti gli Atenei.
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
22 dicembre 2014
La Conferenza dei Rettori delle
Università Italiane dirama la lista
ufficiale degli Atenei presenti all'Expo 2015 di Milano. C'è anche
UniFg, che ha presentato un progetto col Politecnico di Bari su
Riqualificazione urbana e rurale,
sviluppo sostenibile per il
turismo, turismo gastronomico
per celiaci e intolleranti.
29 dicembre 2014
Ancora un dato in controtendenza rispetto alla maggioranza degli Atenei italiani, segnatamente quelli del Mezzogiorno. Mentre tutti fanno registrare un sensibile calo delle
immatricolazioni, l'Università di Foggia conferma oltre 2000
nuovi studenti anche per l'a. a. 2014 - 2015.
29 gennaio 2015
Adottato il Piano Strategico di Ateneo 2015 - 2017, tra
ricerca, sviluppo, didattica e Terza Missione tracciate le linee
guida dell'Università di Foggia.
30 gennaio 2015
Scoperta la Pentraxina 3, un nuovo marcatore tumorale
che permette di predire la progressione del carcinoma prostatico: la ricerca dell'Università degli Studi di Foggia fa ancora il pieno di consensi.
12 marzo 2015
Parte la rassegna di incontri organizzata dall'Università
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
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di Foggia e il Consiglio degli Studenti, si chiama Parole che
fanno bene: primo ospite il musicista foggiano Gegè Telesforo.
20 marzo 2015
Nominato il presidente dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata, è il prof. Agostino
Sevi direttore del Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell'ambiente dell'Università di Foggia.
25 marzo 2015
Invasione di studenti, all'Open Day
dell'Università di Foggia arrivano
oltre 1700 ragazzi provenienti
da 8 province vicine a quella di
Foggia: si tratta dell'Open Day
più affollato su data unica.
30 marzo 2015
Il Prefetto Franco Gabrielli ospite di un convegno sul rischio organizzato dall'Università di Foggia e dall'Asociazione
Cives. Si tratta dell'ultima uscita pubblica da capo della Protezione civile nazionale, pochi giorni dopo Franco Gabrielli
diverrà Prefetto di Roma.
1 aprile 2015
Il progetto Quafety, sull'ortofrutta di IV Gamma, chiude
i battenti con una convention a Rotterdam: si tratta di uno
dei progetti più riusciti e apprezzati dell'Università di Foggia.
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
UNIVERSITÀ DI FOGGIA
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Università di Foggia
Cerimonia di Inaugurazione
dell'anno accademico 2014 - 2015
Indice
l'Ospite
Quali civiltà si scontrano
DI FURIO COLOMBO
pag. 3
pag. 7
Il sapere come oggetto del desiderio
DI MAURIZIO RICCI
pag. 13
Cambiare verso è possibile
DI MASSIMILIANO MONACO
pag. 37
Testimonianza di una dottoranda UniFg
di FRANCISCA ANSAH ABA
pag. 45
L'Ateneo in cifre
DI BARBARA CAFARELLI
E COSTANTINO DELL'OSSO
Diario di viaggio 2014 – 2015
A CURA DELL'AREA COMUNICAZIONE
E AFFARI ISTITUZIONALI
pag. 49
pag. 55
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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2014 - 2015
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Libretto della cerimonia - Università degli Studi di Foggia