POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN A.P. D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1 COMMA 1, DCB TRENTO RIVISTA PER AMMINISTRATORI E DIPENDENTI DELLA COOPERAZIONE TRENTINA www.cooperazionetrentina.it . carta ecologica n ° 6 FRANCESCO ATTARDI Casse Rurali, pilastro di vivibilità 32 RISTO3 Riapre il Glenda >14 FUSIONI Nuova Cassa in Valsugana >19 LIBRI Altro che privilegi! ALFREDO WEISS La mia lunga marcia nella cooperazione CASSE RURALI TRENTINE Continuiamo a dare credito >43 3 - m ar z o 2 0 1 2 CASSA RURALE DI ALDENO E CADINE - AGENZIA1 - VIA VERDI - TRENTO Progettiamo e arrediamo spazi di lavoro su misura delle vostre esigenze, proponendo soluzioni sempre innovative, funzionali e di grande impatto estetico. 2 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 6 - G I U G N O 2 0 1 0 n ° 3 - m ar z o 2 0 1 2 EDITORIALE CULTURA COOPERATIVA 03 Racconti Credito, sei punti per fare chiarezza Periodico della Federazione Trentina della Cooperazione Trento, Via Segantini, 10 - Tel. 0461.898111 www.cooperazionetrentina.it [email protected] Direttore responsabile Walter Liber Coordinatrice Dirce Pradella Comitato di Redazione Corrado Corradini, Franco de Battaglia, Carlo Dellasega, Silvia De Vogli, Michele Dorigatti, Cesare Dossi, Egidio Formilan, Cristina Galassi, Walter Liber, Diego Nart, Sara Perugini, Dirce Pradella, Bernardino Santoni, Paolo Tonelli, Vincenzo Visetti. Hanno collaborato Enrico Bertolotti, Carlo Borzaga, Silvia De Vogli, Michele Dorigatti, Umberto Folena. 04-09 Continuiamo a dare credito: Per ogni 100 euro di raccolta 99 tornano a famiglie e imprese per sostenere gli investimenti. Il sistema del credito cooperativo trentino tiene duro, in un momento difficile con risparmi stagnanti e sofferenze in aumento. Servizi per le associate 10-11 Emergenza gioco: Giocare d’azzardo sta diventando un vero e proprio problema sociale e una nuova forma di patologia. I numeri e le considerazioni di don Luigi Ciotti. Scuola L’esperto risponde NEWSCOOP 39 13 Produzione e lavoro: crescono fatturato e dipendenti 14 Risto3: ecco il nuovo Glenda 15 Servizi per disoccupati 16 L’ Alleanza Italiana diventa operativa 17 Slipegada, vince la Rurale di Fiemme 18 Don Guetti parla ai giovani 19 Una Rurale per tre in Valsugana 21 Il conto corrente in una carta 22 Sait, via libera dei soci al nuovo statuto 24 Rigotti presidente del Gruppo Mezzacorona 26 Autonomia e solidarietà, beni di tutti 27 Evelina, esclusiva Melinda 28 Fc Pinzolo, oltre 2 mila soci 29 Fc Giudicarie, supermercato più grande a Tione Progettazione grafica Cooperativa Nuove Arti Grafiche Abbonamenti 34 Famiglie Cooperative, le statistiche passano dalla cassa 35 Coop agricole, bilanci sotto la lente L'iniziativa 36 37 38 4 15 Una Fondazione per Don Guetti Imparare un mestiere Agevolazioni Irap per chi finanzia le Apt Storie di impresa Il telaio di Anita resiste alla Cina Arte idee territorio 41 I colori di Chiara Libri 42 43 Vademecum dell’amministratore della Bcc Altro che privilegi! OPINIONI Idee per il futuro 45 Giovani, un nuovo progetto per rafforzare la rete Economia 46 L’Europa riconosce la diversità cooperativa Orizzonti 47 Siate morali, vi conviene La porta aperta 48 Cooperativa ARCHIMEDE - www.archimede.nu Stampa tipografica 32 La mia lunga marcia nella cooperazione IN PRIMO PIANO Ma allora è possibile! 22 24 Costo singola copia: € 3 Abbonamento annuale (11 numeri): € 30 Abbonamento semestrale (5 numeri): € 15 Promozione 2010 Paga i primi 10 abbonamenti a prezzo pieno (30 euro, fermo da molti anni) e i restanti solo la metà. Autorizzazione del Tribunale Civile e Penale di Trento n. 26 Registro stampa di data 09.10.1950 Casse Rurali, continuiamo a dare credito Consolida, servizi per disoccupati Sait, ok al nuovo statuto Rigotti presidente di Mezzacorona Le banche si chiudono in difesa? Cooperfidi opera dal 1980 a favore della Cooperazione e dell’Agricoltura del Trentino. Eroga garanzie, che agevolano l’accesso al credito bancario, aiutando i Soci a reperire i finanziamenti alle migliori condizioni di mercato. Possono associarsi Cooperative di ogni settore e Aziende Agricole, con sede in Trentino. se sei socio, sei TrAnquillo. Trento, via Vannetti 1 www. cooperfidi.it tel. 0461260417 Apertura al pubblico lunedì / venerdì 8.30 - 12.30 e 14.30 - 17.00. Gradito l’appuntamento. EDITORIALE Credito, sei punti per fare chiarezza Non c’è dubbio che il tempo in cui viviamo è duro e difficile. Reso particolarmente tormentato dalla necessità di cambiamento di molti dei “fondamentali” che hanno segnato la bussola del nostro agire negli ultimi 150 anni. E quando vengono fasi come questa, che richiedono di aguzzare l’ingegno oltre il normale, a molti viene abbastanza naturale cercare scorciatoie, capri espiatori, nemici. Tutto è teso, spesso inconsapevolmente, a non fare fatica, sostanzialmente a evitare di imboccare la strada della riflessione seria e dell’analisi spietata. Così, fra gli altri, assistiamo ad attacchi alla cieca contro il sistema bancario e nello sventagliamento delle mitragliatrici, vengono colpite anche le Casse Rurali. Intendiamoci! Non affermiamo di essere la perfezione organizzata o “unti”. Per cui errori, omissioni, previsioni errate ne abbiamo fatti e ne faremo ancora. Ma essi appartengono per l’appunto all’errore e non alla volontà di servire unicamente il bene delle nostre “banche” a scapito delle “cooperative”. A parte il fatto che non abbiamo banchieri da arricchire in quanto i nostri proprietari sono sostanzialmente la cittadinanza essendo i soci oltre 130.000 persone. Ma cerchiamo di evidenziare alcune questioni fra le più ricorrenti che si sentono in giro: 1)Le Casse Rurali hanno acquistato denaro dalla Banca Europea e ne hanno investito una parte in Titoli di Stato Italiani. Se non avessero fatto così non sarebbe ripartita la fiducia dei mercati, non sarebbe sceso lo spread con la Germania, non sarebbero scesi i tassi di interesse. Le famiglie e gli imprenditori avrebbero avuto oneri maggiori. 2)Non hanno distribuito tutto perché al massimo fra tre anni devono restituire il prestito alla BCE e alla scadenza questi soldi devono essere nella loro disponibilità altrimenti crisi della Cassa, bilancio o in perdita o con poco utile, patrimonio contenuto, niente prestiti. 3)La massa dei crediti emessi nel 2011 è aumentata rispetto all’anno precedente nonostante gli incagli e le sofferenze aumentino. Rischiamo per il bene dei nostri territori. 4)Le Casse Rurali continuano a tendere a produrre utili non per una gara sciagurata ma perché senza utile non si rafforza il patrimonio ed è al patrimonio che, secondo le regole dettate dalle autorità deputate, è legata la facoltà di prestare denaro e il volume dei prestiti. Va ricordato che il patrimonio è “indisponibile” cioè, in ultima istanza, è della comunità. 5)Le Casse Rurali, in questo momento, non sempre hanno i tassi più bassi praticati sul nostro territorio. Non possiamo competere con chi cerca di penetrare nuovi mercati. Inoltre su 100 euro che vengono raccolti 99 li prestiamo senza parlare del sano equilibrio della gestione di tesoreria. Abbiamo il dovere e la responsabilità di muoverci prudentemente. Se dovessero venire tempi ancora più difficili non possiamo fallire e scomparire in qualche paradiso esotico. Noi siamo qui adesso e pensiamo di esserci anche fra ulteriori cento anni. 6)Ancora una volta per garantire una certa massa di liquidità è dovuta intervenire la Provincia. Essa ha fatto il suo dovere attraverso Cassa del Trentino, apportando una certa quantità di denaro, a fianco dell’intervento nostro, a sostegno dell’economia locale. Questo denaro dovrà, ovviamente, essere restituito. Ricordiamo che le Casse Rurali si sono fatte carico di circa l’85% degli interventi sulla manovra anticrisi. E restando nel tema vi partecipiamo una grossa preoccupazione. Le autorità competenti dettano anche i criteri che guidano l’intera vita delle banche. Questi parametri, insieme ad altri provvedimenti, tendendo sempre più a omologare tutte le banche, piccole e grandi, ci spingono verso la perdita delle nostre identità territoriali. Insomma rischiamo che il fondamento sul quale si sono rette la Casse Rurali per 120 anni venga stravolto. Esso è costituito in modo significativo dal “buon senso” del padre di famiglia, del contadino, della persona “normale”. Esso agisce sul controllo sociale dei nostri paesi e sulla conoscenza reciproca fra la gente. Noi pensiamo che vada rivendicata con forza la nostra storia e vada posta grande attenzione su una linea di tendenza che allontana dal controllo e dalla gestione popolare il destino stesso delle persone e delle famiglie. Le visioni elitarie e tecnicistiche sono esattamente il contrario della visione umanistica e fiduciosa della cooperazione. 3 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO Casse Rurali, continuiamo a dare credito Per ogni euro raccolto, 99 centesimi vengono impiegati sul territorio. Negli ultimi tre anni i prestiti sono cresciuti dell’11.5%. Le Casse Rurali hanno finanziato l’88% degli importi richiesti. Ma la mutualità ha bisogno di reciprocità. di Walter Liber C’è la crisi, e “dagli!” alle banche. Con l’acuirsi delle difficoltà delle famiglie e delle imprese, aumenta anche il malessere verso chi invece dovrebbe allargare i cordini della borsa e mettere a disposizione quei soldi che l’economia e la finanza hanno fatto mancare. Nel girone infernale dei responsabili di questa crisi le banche hanno avuto dall’inizio un posto in prima fila. Quelle giganti che hanno avvelenato il mondo con titoli tossici partendo dagli Stati Uniti, e via via anche tutte le altre, grandi e piccole. L’attacco alle banche non ha risparmiato nemmeno le nostre piccole Casse Rurali, che banche non si sono mai volute chiamare, proprio per marcare una differenza sostanziale con gli altri istituti di credito. Il presidente di una grandissima banca (Dieter Rampl di Unicredit, per non fare nomi), ha affermato di recente che per lui “l’unica cosa che conta è fare buoni risultati per la banca”. Perfino ovvio. E le Casse Rurali? Hanno una missione diversa: occuparsi del territorio dove operano, delle famiglie e delle imprese che conoscono una a una. Pur senza distogliere l’attenzione dalla sostenibilità delle operazioni che fanno e sull’efficienza, che sono poi la loro (e vostra, cari soci e clienti) assicurazione sul futuro. In molti dicono che si sono concentrate troppo su questo secondo aspetto. Le Casse rispondono invece che fanno tutto il possibile e anche parecchio di più, prendendosi anche i rischi: nell’ultimo anno, tanto per dire, le “sofferenze” sono aumentate del 30%, anche se restano molto al di sotto rispetto ad altre zone d’Italia. Ma le Rurali possono fare di più? Certo, ma serve reciprocità, un “patto” di solidarietà con i soci e i clienti. Poichè le banche, e anche le Casse, prestano i soldi dei risparmiatori, occorre sostenere la raccolta. E se non ne entrano, non ne escono, a meno di andarli a prendere altrove con costi molto alti. Un solo dato: ogni cento euro che entrano sotto forma di raccolta, 99 vengono impiegati in prestiti alle famiglie e alle imprese (con una leggera prevalenza delle prime sulle seconde). Ben l’88% degli importi richiesti sono stati finanziati. Le Rurali ascoltano le preoccupazioni dalla voce dei soci e clienti e le condividono pienamente. Conoscono le loro difficoltà e spesso non possono far trapelare le proprie. Fare banca oggi è diventato un mestiere molto complesso e sorvegliatissimo. Muoversi tra la raccolta di risparmio (in calo) e la richiesta di credito (in aumento) è diventato uno slalom tra i molti paletti posti dal legislatore proprio per garantire la sostenibilità delle operazioni bancarie. Un complesso di norme - uguale per la grande banca multinazionale come per la piccola Cassa - che alla fine rende la strada più lunga e tortuosa. Tanto che non tutti i clienti riescono ad arrivare in fondo. Nonostante questo le Casse Rurali non si stancano di applicare il buon senso, che non deve mai essere sostituito da una fredda sequenza di indici economici. In Italia per definizione siamo tutti allenatori di calcio. Recentemente siamo diventati anche tutti banchieri. Proprio per evitare di finire nel tritacarne dei luoghi comuni, vorremmo provare a spiegare quello che hanno fatto le Casse e quello che fanno oggi per sostenere le famiglie e l’economia del nostro territorio. 4 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO La fotografia del credito cooperativo in Trentino CASSE RURALI TRENTINE 2011 2010 Casse Rurali Sportelli Soci Dipendenti * Raccolta diretta Raccolta indiretta (titoli in ammin. e risparmio gestito) Raccolta complessiva Crediti alla clientela * Patrimonio Sofferenze Impieghi/Raccolta diretta Sofferenze/impieghi 46 383 120.348 3.014 12.598 3.667 16.265 13.310 1.688 317 96,85% 2,60% Var. % 2010-2011 45 380 122.656 3.031 12.445 3.834 16.278 13.356 1.731 417 98,43% 3,40% -2,2% -0,8% 1,9% 0,6% -1,2% 4,6% 0,1% 0,3% 2,5% 31,5% Fonte: Osservatorio della Cooperazione Trentina. Dati in milioni di euro. Dato comprende anche Cassa Centrale Banca e Mediocredito - Trentino * La verità sul sostegno alle imprese e famiglie Operazione Bce, un aiuto per “oliare” il sistema Nonostante il periodo sia particolarmente difficile, le Casse Rurali nell’ultimo triennio (ovvero a crisi conclamata) hanno aumentato i prestiti dell’8%, passando da 11,3 a 12,2 miliardi di euro (l’incremento è stato di 916 milioni di euro). Nello stesso periodo, i finanziamenti alle famiglie sono cresciuti del 10% (388 milioni in più) e quelli alle imprese artigiane sono aumentati del 14,5% (da 3 a 3,5 miliardi di euro). L’ammontare dei crediti erogati a fine 2011 dal sistema del credito cooperativo trentino (che comprende anche Cassa Centrale Banca e la ricaduta trentina di Mediocredito) è stato di 13,3 miliardi di euro, in crescita dello 0,3% rispetto al 2010. Un aumento meno sostenuto rispetto a quello degli anni scorsi sia per la minore domanda da parte di famiglie e imprese, sia per una più attenta valutazione del merito creditizio da parte delle Casse, vista anche l’elevata rischiosità del credito. Le Rurali, dunque, fanno la loro parte e si assumono anche i rischi. In questo momento nel sistema delle Casse ci sono partite “incagliate” per più di un miliardo di euro. Sono cresciute del 20% solo negli ultimi dodici mesi. Se aggiungiamo anche le partite in sofferenza (cresciute del 31%), arriviamo al 12% del totale. Dunque non si può certo rimproverare alle Casse Rurali di essere troppo prudenti… Per una volta facciamo anche un confronto con quello che succede fuori di qui. Appena pochi giorni fa il Governatore della Banca d’Italia Visco ha denunciato che i prestiti alle imprese in Italia si sono contratti a dicembre di 20 miliardi di euro: e nel 2012 ci si aspetta anche peggio. Giudicate voi. Sullo Stato italiano si è abbattuta da qualche mese una tempesta speculativa che nessuno poteva prevedere. Anticipato dai giudizi negativi delle agenzie di rating, il “mercato” internazionale ed europeo sul finire del 2011 ha deciso di disfarsi dei titoli di Stato italiani ed ha cominciato a venderli. Questo ha provocato un rialzo dei rendimenti, con spostamento dei risparmi su questo tipo di investimento. Così le banche si sono ritrovate a corto di liquidità, cioè quel denaro che serve per sostenere i finanziamenti alle imprese e alle famiglie. Inoltre, i titoli di Stato in possesso delle banche italiane, quelli che all’occorrenza avrebbero dovuto trasformarsi in riserva di liquidità, sono risultati presto poco vendibili, visto l’improvviso calo del loro valore. Se vogliamo dirla tutta, il sistema bancario internazionale ha corso il serio rischio di vedere inceppati i meccanismi che ogni giorno producono milioni e milioni di operazioni per miliardi di euro. Occorreva reagire. La Bce, immettendo liquidità nel sistema, ha agito da buon meccanico che lubrifica gli ingranaggi di un motore chiamato mercato internazionale bancario. Le banche hanno acquistato titoli di Stato con lo scopo di contribuire ad abbassare lo “spread”, e quindi i rendimenti, e riportare il sistema in equilibrio. Cosa puntualmente accaduta. Ma il miglioramento della liquidità dovuto all’abbassamento dei rendimenti dei titoli di Stato comporta vantaggi per tutti, principalmente per le famiglie e le imprese che possono ottenere prestiti a tassi sostenibili. 5 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO Attardi: "Siete pilastro di vivibilità" Intervista al comandante regionale della Guardia di Finanza sul ruolo delle Casse Rurali Trentine. di Franco de Battaglia Le Casse Rurali non sono soltanto uno “strumento” per muovere l’economia del Trentino. Sono anche un presidio civile e sociale che consente uno sviluppo ordinato: danno benessere, ma anche sicurezza ad una comunità. Costituiscono una difesa contro pratiche illegali che poi crescono su se stesse come metastasi pericolose: si inizia con il gioco e si arriva all’usura, ci si indebita con qualche “finanziaria” privata e si finisce col cedere l’azienda a chi ricicla denaro. Il sistema delle Casse, con la sua “capillare” diffusione sul territorio e la conoscenza diretta dei clienti, laddove per le altre banche il cliente è diventato un numero (incoraggiato quasi a non farsi neppure vedere allo sportello) rendono le Rurali una presenza che va “oltre” l’economia, uno dei pilastri di quella “vivibilità” di cui il Trentino va giustamente orgoglioso, e che è tanto apprezzata da chi viene a risiedere sul suo territorio. Si tratta di una vivibilità da preservare e difendere, perché non è scontata. Si tratta, anche per le Casse Rurali, di esserne consapevoli, di impedire che eventuali “razionalizzazioni” le trascinino sulla china delle altre banche. Occorrerà, ad esempio, fare attenzione ad ulteriori fusioni, portate spesso a trasferire il controllo della Cassa dalla comunità di appartenenza agli imprenditori più forti della zona. grande porto) Attardi ha invitato i trentini ad essere consapevoli delle due “marce in più” che hanno: con l’Autonomia, che consente il rientro sul territorio del 90 per cento delle imposte pagate (più si pagano lealmente le imposte, più crescono le risorse che il Trentino può impiegare a sostegno dell’economia) e con il sistema delle Casse Rurali che origina un credito diffuso e frenano il denaro “furbo”. E’ un discorso da approfondire. Generale Attardi, sulla crisi qual è la sua impressione dall’osservatorio di Trento e Bolzano, ai confini con il mondo tedesco? Che la crisi nel Trentino ha fatto meno danni che altrove. Perché? Per tre ragioni. Perché il sistema del credito è forte e articolato; perché la Provincia ha supplito con la sua presenza a molte situazioni di criticità; e perché le piccole e medie imprese sono state molto brave a dare prova di flessibilità, a diversificare scelte e investimenti, anche nel settore turistico, che resta ricco di potenzialità. Si avvertono però, anche nel Trentino, problemi di liquidità. Certamente. Anche perché in molti casi si registrano mancati pagamenti da parte dei clienti. Di qui l’esigenza che questi “buchi” vengano colmati, suppliti da interventi creditizi appropriati. Vuol dire “capire” le situazioni. L’invito è a non avere l’occhio del burocrate nel finanziare imprese che creano benessere e lavoro. Lo spunto per queste riflessioni viene da un colloquio con un protagonista dell’economia e al tempo stesso della sicurezza del Trentino, il generale Francesco Attardi, comandante regionale (Trento e Bolzano) della Guardia di Finanza. Di origine siciliana, di educazione romana, con vaste esperienze nei settori (comunicazioni e stampa) e nei territori più delicati (da capitano aveva la responsabilità di Civitavecchia e del suo Il bilancio della Provincia è generoso. La tutela della piccola e media impresa resta centrale. Ma ritengo che il Trentino debba studiare attentamen- 6 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO | continuiamo a dare credito te nuove situazioni che si stanno profilando. Proprio perché le due province di Trento e Bolzano sono una sorta di “cuscinetto” mitteleuropeo, diventa attraente per molte imprese anche nazionali posizionarsi qui, per operare in una zona di confine. Hanno vantaggi che altrove non avrebbero. Un esempio recente è l’Arval, noleggio di vetture, che ha trasferito al sua sede da Firenze a Trento. sa di essere conosciuto con i suoi problemi e questo gli evita la tentazione di rivolgersi magari a qualche finanziaria privata. Che sono a volte, per così dire, “borderline”. Alcune sì. A volte escono dall’ambito del proprio ruolo, o consigliano investimenti rischiosi. Ciò è tanto più frequente in Trentino e in Alto Adige, province vicine all’Austria che è diventata la vera cassaforte europea. L’Austria e il Lichtenstein difendono tenacemente il loro segreto bancario. Sono molti i capitali che finiscono in Austria. Anche per questo è importante che le tasse vengano pagate. Nel Trentino c’è una consapevolezza diffusa sulla necessità di fare il proprio dovere verso il fisco. Il livello di mancata consegna degli scontrini è, diciamo così, fisiologico, dal 17 al 22 per cento, laddove in alcuni quartieri di grandi città, Napoli ad esempio, quattro scontrini su cinque non vengono consegnati. Nel Trentino c’è un’economia sana con “sacche” di evasione. Sacche non generalizzate. Anche gli artigiani, in genere, rilasciano le ricevute: aiuta la politica dei contributi provinciali per le ristrutturazioni o i rinnovamenti energetici, che spingono ad avere tutta la documentazione in regola. E il “boom” del commercio dell’oro? E’ un bene rifugio. Ricordo quando ero ad Arezzo, una città dove si lavora tanto oro. C’era molto traffico in nero. Sì, l’oro si presta al “nero”. E il gioco, la sua diffusione incentivata e proliferata? Può portare l’usura. In parte sta tornando l’usura. Non la grande usura, che colpisce a volte il commercio: la presenza delle Casse Rurali la frena, la blocca. Ma la piccola usura che è poi fonte di moltiplicazione di criminalità, di trasgressioni. Chi gioca in genere perde e allora si rivolge a chi gli presta duemila, tremila euro, un’usura di bassa lega, però presente. Ma oltre all’usura il gioco si presta al riciclaggio, non tanto da parte della malavita organizzata, che dal Trentino è ancora lontana, ma di rivoli dalle disparate provenienze. E’ un segnale da non sottovalutare. Anche per questo è positivo che la coscienza sociale della gente si sia risvegliata. Però anche nel Trentino è cresciuto moltissimo il numero di telefonate al 117 della Finanza per segnalare casi di evasione. E’ una nuova forma di invidia sociale? O di delazione? Assolutamente no. La delazione è un’altra cosa. Presuppone un contesto di conflittualità “cattiva”, di danneggiamento voluto, di vendetta. No. Il cittadino trentino, piuttosto è consapevole che l’evasione è una criticità che danneggia l’economia “reale” e “leale”. Le segnalazioni sono aumentate perché è cresciuta la consapevolezza dei danni che l’evasione comporta. Se tutti pagassero le tasse tutti potrebbero pagarne di meno. Il fatto è che la gente non ne può più dei “falsi poveri”, dei “furbetti” che dicono di non aver nulla e girano con il macchinone. Queste ostentazioni sono avvertite come un’offesa verso chi le tasse le paga. Oggi c’è un consenso pubblico nei nostri confronti – di Guardia di Finanza – che prima non si avvertiva. C’è una volontà, nella gente, di costruire un’economia più matura e sana. Più pulita. Il Generale Francesco Attardi, Comandante Regionale della Guardia di Finanza Quanto possono contribuire a questo le Casse Rurali? Dai risultati dell’Osservatorio sul Credito che è stato istituito presso il Commissariato del Governo è emerso che la diffusione e la vicinanza delle Casse agli operatori e ai risparmiatori contribuisce a dare un senso di fiducia, di “calma” al sistema economico. L’operatore 7 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO La buona Cassa Rurale Casse Rurali, Federazione e Cassa Centrale Banca, con il supporto scientifico di Euricse, hanno definito un profilo condiviso sul significato di essere oggi una “buona Cassa Rurale”. E lo hanno fatto selezionando una serie di indicatori chiave in grado di misurare ma anche di raccontare la differenza di una banca di credito cooperativo rispetto agli altri tipi di banche. Gli indicatori, infatti, sono stati divisi in tre macroaree: sostenibilità economico-finanziaria, governance e compliance, e carattere locale e cooperativo. Una buona Cassa Rurale deve anzitutto essere una buona banca, e quindi essere in grado di operare con successo sul mercato; ma deve anche distinguersi dalle altre per i valori che la animano e per il forte legame con il territorio in cui opera (da cui la scelta di misurare il carattere locale e cooperativo). La buona governance poi sta a cavallo di queste due macro-aree, in quanto contribuisce sia alla sostenibilità economico finanziaria sia all’adesione ai valori che caratterizzano le Rurali in particolare. Ciascuna di queste tre macro-aree si articola poi in dimensioni più specifiche, ciascuna delle quali è misurata da un indice sintetico. Così, ad esempio, l’area della sostenibilità economico-finanziaria si articola in sei dimensioni (liquidità, redditività, efficienza, rischiosità, patrimonio, struttura), con sei indici specifici a misura. Ogni dimensione a sua volta è composta da una serie di singoli indicatori, per arrivare ad una struttura a “piramide” articolata su più livelli. La buona Cassa Rurale è così valutata in base a tre macro-aree, divise in tredici dimensioni, a loro volta composte da un totale di 50 indicatori singoli. Lo scopo di questo grande lavoro di definizione degli indici e di valutazione delle Casse Rurali è quello di mettere a disposizione di ciascuna uno strumento, sintetico ma efficace, che possa dare indicazioni affidabili su quali sono le aree di miglioramento rispetto a dei benchmark di riferimento. Questo lavoro propone dunque uno strumento innovativo per almeno due aspetti: da un lato perché prende in esame tutti gli aspetti che distinguono una Cassa Rurale dagli altri tipi di banca, fornendo una valutazione a tutto tondo che misuri anche il carattere locale e cooperativo oltre alla dimensione economico-finanziaria. In secondo luogo perché racchiude in sé una valutazione di tipo normativo, che non si limita cioè a misurare le banche rispetto alla media del sistema ma indica chiaramente degli obiettivi a cui tendere. Tutto ciò nell’ottica di fornire a ogni Cassa, qualora lo desideri, un punto di riferimento per valutare la propria performance e uno stimolo a migliorarsi. Come tutte le innovazioni, anche questo sistema deve essere testato sul campo e affinato nel tempo, anche grazie al feedback delle Casse che lo vorranno utilizzare, per far sì che gli indicatori selezionati si attaglino sempre più al modello ideale. Punti forti Dall’analisi degli indici ottenuti emergono quali sono i punti di forza e di debolezza del sistema. Delle 13 dimensioni analizzate tre rappresentano le eccellenze: il patrimonio, la compliance ed il rapporto con il sistema. Il patrimonio costituisce uno degli elementi di stabilità e sviluppo più importanti per una banca: ri8 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO | continuiamo a dare credito spetto ai benchmark definiti dal modello, l’83% delle Casse raggiunge pienamente o si avvicina strettamente all’obiettivo massimo. La compliance esprime la conformità della banca nel rispetto di regole e norme al fine di evitare rischi di incorrere in sanzioni e danni di reputazione: anche in questa dimensione l’obiettivo è raggiunto dal 74% delle Casse. Il rapporto con il sistema misura la concorrenza interna e l’adesione delle Casse alle politiche di gruppo: in questo caso il 65% delle Rurali raggiunge l’obiettivo massimo. Buoni anche i risultati per quanto riguarda i rapporti con il territorio, con i dipendenti (formazione, politiche di conciliazione, ferie, malattie) e la governance (struttura e composizione del consiglio di amministrazione, partecipazione dei soci all’assemblea). Occhio ai rischi Le dimensioni che presentano qualche criticità sono la rischiosità ed il rapporto con i soci. La rischiosità della banca fa riferimento al credito in difficoltà o in sofferenza ed è legata strettamente all’andamento congiunturale dell’economia, che da diversi trimestri è in peggioramento. Il rapporto con i soci va invece a misurare l’attrattività della formula cooperativa nei confronti dei giovani (meno di 35 anni), la presenza di strumenti di comunicazione per soci, la presenza di club, consulta soci, ecc. Qui la ricerca individua aree di miglioramento (d.p.). Tempo di lettura: 4’05’’ Possiamo sentirci fuori pericolo? I prossimi mesi, fino all’estate, saranno decisivi per il futuro della nostra economia e dell’euro. Se la Grecia si salva dal fallimento e lo spread si attesta su valori accettabili, che permettano di rifinanziare il debito pubblico con tassi meno onerosi, lo scenario economico potrà migliorare e si potrà ripristinare un discreto clima di fiducia. Diversamente, se l’euro prende fuoco, con una espressione coniata dagli economisti, la situazione è destinata a precipitare, con conseguenze gravi per l’Italia, che rappresenta uno degli anelli più deboli del sistema. L’analisi è di Claudio Picozza, esperto di economia e banche, docente dell’Università La Sapienza di Roma, che ha incontrato alcuni rappresentanti della cooperazione di credito e della Federazione. Da dieci anni - ha ricordato Picozza - la nostra moneta è l’euro. La storia insegna che dopo un decennio gli accordi monetari si consolidano o si rompono. Siamo quindi ad una svolta. In circolazione esiste una massa di 887 miliardi di euro, il 20 per cento in più dei dollari. Ogni anno cittadini e imprese dell’area euro risparmiano 25 miliardi in cambi. “Tornare indietro sarebbe molto difficile”, ha commentato l’esperto. “Far saltare l’euro vorrebbe dire mettere in discussione la stessa natura e l’esistenza dell’Unione Europea. Senza euro si ritornerebbe alle dogane e ai dazi come nel dopoguerra”. Il debito pubblico è un problema che non tocca solo l’Italia, dove ha raggiunto il volume di 2.489 miliardi di dollari. La Francia è più o meno allo stesso livello, negli Usa ammonta a sei volte tanto. Entro giugno sono in scadenza nel nostro Paese 300 miliardi di euro di titoli; se i tassi scenderanno sarà una buona notizia per i nostri conti pubblici. Sul fronte della liquidità il 2012 presenta uno scenario più sereno rispetto all’anno scorso dopo che la Bce ha assegnato 900 miliardi di euro all’1 per cento alle banche. Il costo del denaro è ai minimi storici: fissato all’1% dalla Bce, allo 0,25% negli Usa, quasi nullo in Giappone. Anche il rischio inflazione nelle maggiori economie mondiali si mantiene basso, complice il costo dei beni importati da Cina e India che è contenuto. “A differenza degli anni ’80 l’inflazione non rappresenta oggi un problema per effetto dell’eccesso di offerta”, ha spiegato Picozza. Possiamo sentirci fuori pericolo? è stato chiesto al relatore. Posto che fare previsioni è molto difficile, la crisi che è nata dalla finanza, si è trasferita alle banche e nel passaggio successivo all’economia reale, deve tornare alla finanza. “Fino a quando non si chiude questo cerchio rimane il pericolo”, ha concluso Picozza (c.c.). Claudio Picozza, docente dell'Università La Sapienza di Roma 9 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO Gioco e non penso più di Umberto Folena Gheorghie Regalie, 22 anni, era stato a lungo un lavoratore esemplare. Ogni mese inviava regolarmente il bonifico a casa, in Romania, e la sua famiglia era orgogliosa del figlio emigrato in Italia. Un giovanotto con la testa sulle spalle. Ma quella sera di capodanno, il 31 dicembre 2011, in quel bar di Palermo dove andava con gli amici dopo il lavoro, era disperato. Il videopoker gli aveva succhiato mille euro, l’intero stipendio. Gheorghie aveva pensato allora di sottrarsi all’incubo rubando a un connazionale altri 400 euro, per giocarseli e cercare la rivincita. Il giorno dopo aveva perso pure quelli, tutti, fino all’ultimo centesimo. Gheorghie sarà trovato impiccato a un albero di Villa Bonanno, a due passi dalla Questura, da un giardiniere del parco. Suicida perché convinto di non avere vie d’uscita dal gorgo in cui era finito… Già, come c’era finito? Si comincia a giocare per mille motivi diversi. Distrazione, passatempo, sfida, curiosità. Per molti, il gioco rimane quello. Per alcuni, diventa un’ossessione. Una malattia. Ludopatia, la chiamano. O Gap, “Gioco d’azzardo patologico”. Un laccio che ti stringe sempre più stretto, ti soffoca e ti impedisce di ragionare. I sintomi, spiegano gli specialisti, sono molto simili a quelli dei tossicomani, assuefazione e dipendenza inclusi. Il Gap non travolge tutti. Ma tra quanti ne restano prigionieri, ben uno su cinque tenta il suicidio. Soltanto chi è affetto da disturbi depressivi e schizofrenia manifesta una tendenza al suicidio superiore alla loro. Una vera emergenza, dunque. Ma i suicidi dei giocatori affetti da Gap sono soltanto l’aspetto più doloroso ed eclatante di un fenomeno ben più complesso e con altri e numerosi abissi di disagio, dolore e disperazione, talmente diffuso che nessuno, ragionevolmente, può chiamarsene fuori come se la cosa non lo riguardasse. Può non riguardarci la terza impresa economica nazionale? Questo infatti è il gioco d’azzardo regolare e clandestino secondo il dossier “Azzardopoli” curato da Libera, nata 17 anni fa allo scopo di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia, e che oggi collega circa 1.500 tra associazioni, gruppi, scuole e realtà di base, con il coordinamento di don Luigi Ciotti. Le cifre. Il fatturato 2011 dei giochi legali ammonta a 76,1 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti, «mantenendoci prudenti», una decina di miliardi del gioco illegale. Una cifra enorme. Significa che gli italiani, neonati compresi, spendono a testa, in media, 1.260 euro all’anno tra videopoker, slot machine, gratta e vinci, sale bingo e così via. I «dipendenti da gioco d’azzardo», coloro cioè che giocano più di tre volte alla settimana spendendo ben più di 1.260 euro all’anno, sono 800 mila; almeno 1 milione 200 mila sono gli italiani a rischio di Gap. Il fenomeno è letteralmente esploso negli ultimi anni, e di recente ha dovuto prenderne atto anche l’Istat, che ha inserito Gratta e vinci e «giochi a base ippica» (il burocratese colpisce ancora) nel paniere per il calcolo dell’inflazione. Nel 2002 gli italiani spesero 17,32 miliardi, saliti a 61 nel 2010 e a più di 76 nel 2011. Non a caso. Dal 2002 il gioco d’azzardo è «un affare di Stato gestito legalmente dai monopoli di Stato», secondo la denuncia di Margherita Miotto, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, che lo scorso 3 febbraio ha presenta- 10 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO | emergenza gioco to una proposta di indagine conoscitiva sul gioco d’azzardo («fenomeno che sta diventando un vero e proprio problema sociale e una nuova forma di patologia»), certo non estranea al Rapporto di Libera. Ma non basta. La criminalità ha annusato l’affare e vi si è tuffata, non solo con il gioco illegale. Nel 2010 sono stati sequestrati ben 3.746 videogiochi irregolari, ma non è questo il dato più inquietante. Le mafie riescono a riclicare denaro sporco acquistando dai normali giocatori i biglietti vincenti di Lotto, Superenalotto e Gratta e vinci, con la complicità dei rivenditori che segnalano i vincitori. Pagano un sovrapprezzo dal 5 al 10 per cento: al vincitore conviene e, annota il Dossier di Libera, «dal punto di vista strettamente giuridico l’escamotage è praticamente inattaccabile». Sono i clan a riscuotere la vincita. In questo modo «riescono a giustificare il possesso di grandi patrimoni ed eludere i sequestri». La metà dei profitti dei clan, però, deriva dalle macchinette: le scollegano dalla rete telematica che consente il controllo da parte dello Stato, svincolandole dal pagamento del 12 per cento in tasse e facendo impennare i guadagni. Il Dossier individua con certezza 41 clan coinvolti nel gioco d’azzardo, ma è certo che siano molti di più. Per finire, aumenta fatalmente la piaga dell’usura. Le persone più in difficoltà, nell’impossibilità di ottenere ulteriori prestiti dalle banche, vengono avvicinati nelle sale giochi. A quel punto, dall’abisso è quasi impossibile risalire. E alcuni, i più fragili, vedono l’unica via d’uscita in una corda da stringersi al collo, all’alba dell’anno nuovo, in un parco di Palermo. Come Gheorghie. I NUMERI DEL FONOMENO 76,1 miliardi di euro fatturato mercato legale del gioco 2011 17,3 miliardi di euro fatturato mercato legale del gioco 2002 1.260 euro spesa annua pro capite 10 miliardi circa fattura mercato illegale 400.000 slot machine in Italia 3.746 videogiochi illegali sequestrati nel 2010 47% giovani under 19 che giocano denaro 294 le sale gioco presenti nella sola provincia di Roma 41 i clan mafiosi che si spartiscono la torta del mercato illegale del gioco Il caso virtuoso Il consiglio di amministrazione del Sait, all'unanimità, ha deciso di non affittare ad una sala giochi un locale in città affianco ad un supermercato Coop Trentino. Per motivi etici, pur con un'entrata minore, il locale continuerà ad essere un bar. 11 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP Produzione e lavoro: crescono fatturato e dipendenti Il tempo del “piccolo è bello” è finito. Parola di Renzo Cescato, presidente di Consorzio Lavoro Ambiente, intervenuto al convegno dei soci organizzato per tracciare le linee strategiche su cui concentrarsi nei prossimi anni. Le cooperative aderenti a CLA sono ottimamente patrimonializzate, tanto da poter competere senza soggezione con le altre imprese. “Ma in generale – ha spiegato Cescato – soffrono ancora di dimensioni troppo esigue per reggere una concorrenza sempre più agguerrita, per partecipare da protagonisti ai grandi progetti che disegneranno il Trentino del futuro e per andare anche oltre i confini provinciali. Chi non ce la fa da solo dovrà allearsi, unirsi, cercare sinergie”. In questi anni Consorzio Lavoro Ambiente ha supportato le cooperative associate nella gestione di progetti ambiziosi e domani continuerà a fare la propria parte, offrendo coordinamento, progettazione, assistenza. Continuerà a promuovere nuovi progetti, a fare da traino alle cooperative piccole e grandi, “ma non può sostituirsi ad esse”. D’accordo con Cescato anche Carlo Zini, coordinatore di settore dell’Alleanza delle Cooperative Italiane. “Ogni cooperativa, per restare impresa e svilupparsi, deve porsi il problema delle dimensioni – ha affermato –. Sul panorama nazionale c’è molta vivacità in questo senso”. Per crescere diventa fondamentale la collaborazione con cooperative di altri settori, puntando su relazioni sul territorio, reti di imprese, filiere. Nel caso della cooperazione questo può avvenire in una logica intercooperativa, con il settore della produzione e lavoro che collabora, ad esempio, con il consumo o l’agricoltura per la logistica, o con il credito per la gestione di project financing, sia per la parte procedurale che di finanziamento. Il direttore del consorzio Melchiorre Lino Orler ha messo in luce un quadro in controtendenza rispetto al trend sia provinciale che nazionale, soprattutto dal punto di vista dell’occupazione. Infatti, se negli ultimi tre anni di crisi in Trentino poco meno di 12mila persone sono rimaste senza lavoro, il numero di dipendenti di questo comparto della cooperazione trentina, che riunisce 46 cooperative, è passato nel decennio 2000-2010 da 2.300 a 4.450, riuscendo a mantenere il trend positivo di crescita anche nell’ultimo triennio. “Dati che ci dimostrano – ha affermato Carlo Dellasega, direttore della Federazione –come, anche in un periodo di crisi come quello attuale, voi abbiate saputo fare grandi cose, offrendo lavoro e opportunità a tante persone”. Un plauso a questo momento di confronto coi i soci, in linea con gli indirizzi del nuovo Patto di Sistema è arrivato anche dal presidente della Cooperazione Trentina, Diego Schelfi: “Il CLA – ha commentato – è un esempio di buona cooperazione, di una realtà che partendo dal basso ha saputo crescere e sostenere sia le persone che il territorio, dimostrando equilibrio, capacità di fare sistema e intercooperazione”. Opinione condivisa dal presidente della Provincia Lorenzo Dellai. “L’idea nata durante l’incontro che ho avuto con il cda della Cooperazione Trentina di proporre un percorso di ‘stati generali’ dell’autonomia – ha aggiunto – nasce dall’esigenza di compiere lo stesso percorso di confronto che avete intrapreso voi all’interno mondo cooperativo. Le vostre assemblee, le vostre iniziative dei prossimi mesi saranno una parte di questi ‘stati generali’”. 13 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP RISTO 3 1.000 dipendenti 380 soci 6.500.000 pasti Riapre il Glenda (tutto nuovo) All’inizio di febbraio ha riaperto al pubblico il ristorante self ‘Glenda’ gestito dalla cooperativa Risto3 presso il centro commerciale Bren Center. I locali sono stati chiusi per due mesi per consentire una totale ristrutturazione degli spazi che ha introdotto alcune significative novità. “Siamo particolarmente soddisfatti del risultato – spiega il direttore della cooperativa Stefano Raffaelli – perché è il frutto di una progettazione partecipata, direi cooperativa, partita sentendo le esigenze dei clienti con un questionario e sviluppandole con il contributo di tutte le persone che lavorano in quel ristorante, dal cuoco ai tecnici fino agli esperti progettisti della cooperativa”. Ecco quindi che sono state eliminate le bottigliette di plastica ed introdotte le bibite analcoliche alla spina a volontà (con un risparmio di 500 bottiglie e 100 lattine al giorno a tutto vantaggio dell’ambiente), è stata aggiunta una terza cassa, la cucina a vista, ampliato il buffet di verdura fresca e cotta e ampliata l’area di servizio. Il ristorante è molto più arioso, luminoso e moderno, con uno stile essenziale e lineare, arricchito da stampe sui muri bianchi a ricordare agli ospiti che vengono utilizzati prodotti biologici (la pasta, per esempio) che si possono richiedere carni alla griglia, che è stato scelto un prezzo fisso per i primi, uno per i secondi, uno dei i contorni e uno per i dessert. Semplice e chiaro. Per il caffè è stato poi introdotto un sistema self di alta qualità, con un angolo dedicato e due postazioni. Nelle stampe sono gli stessi dipendenti della cooperativa ‘ad averci messo la faccia’, posando davanti al fotografo. Una scelta di valorizzazione interna e, soprattutto, di realtà: nel ristorante trovi ad accoglierti e a cucinare gli stessi volti ritratti nelle pubblicità: chiari, semplici e onesti. Foto Archivio Ufficio Stampa PAT. Un camper per misurare la vista E’ partito da Malè il viaggio dell’unità mobile oftalmica proposta dalla cooperativa sociale Irifor del Trentino. Si tratta di un camper attrezzato ad ambulatorio oculistico che consente visite specialistiche itineranti sul territorio. Il camper è a disposizione di tutti i cittadini per effettuare screening con esame della vista gratuiti e consentirà una distribuzione capillare della diagnosi precoce delle principali malattie oculari causa di ipovisione e cecità. Ferdinando Ceccato, presidente di Irifor, ha espresso soddisfazione per questo importante traguardo: "La cooperativa sociale fondata nel 2008 si è posta subito come primo obiettivo quello di realizzare un Centro provinciale di prevenzione e riabilitazione destinato a persone cieche, ipovedenti e pluriminorati. Il Centro è stato inaugurato lo scorso ottobre in via della Malvasia a Trento e per completare il ciclo di prevenzione e riabilitazione, abbiamo deciso di acquistare questa Unità mobile, con il fondamentale aiuto della Provincia autonoma di Trento, attraverso la quale effettuare visite oculistiche gratuite sul territorio". Guarda il servizio su www.coooperazione.tv 14 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP Per Informazioni Centro risorse presso "Punto di Comunità" di Consolida via Rienza, 22 a Trento www.cooperazionesocialetrentina.it tel 0461/235723 SERVIZI PER DISOCCUPATI Consolida ha vinto la gara dell'Agenzia del Lavoro e ha aperto il nuovo Centro Risorse dedicato a chi è in cerca di lavoro “Grande soddisfazione, ma anche piena consapevolezza che Il più bello e il più difficile ci aspetta, come sempre, da domani”. Questi le parole con le quali Silvano Deavi e lo staff di Consolida hanno accolto la notizia di aver vinto la gara per la gestione del “Centro risorse” indetta dall'Agenzia del lavoro. Una gara pensata per offrire supporto, attraverso personale specializzato, ai Centri per l’Impiego di tutto il Trentino nell’erogazione dei servizi al lavoro per disoccupati. “La scelta di partecipare e la preparazione della gara sono stati – spiega il presidente Deavi – inevitabilmente fonte di fatica e tensione, ma anche occasione per un'ulteriore maturazione di alcune consapevolezze. Quando era uscito il bando alcuni ci avevano detto: ‘non è cosa per voi’. Se alla fine ci siamo spesi è perché l’iniziativa si colloca pienamente nella direzione intrapresa negli ultimi anni dalla cooperazione sociale: dare risposte ai ‘grandi numeri’ creati dalla crisi e non solo, senza per questo rinunciare all’attenzione alle esigenze dei singoli”. La scelta ha pagato visto che Consolida ha superato gli altri 6 concorrenti grazie alla migliore offerta tecnica, nonostante il prezzo presentato fosse più alto. “Questo non significa – precisa Deavi – che non siamo consapevoli di alcuni nostri limiti, per esempio avere nel sistema ottimi operatori, spesso però senza i titoli di studio richiesti dal bando. Ma siamo altresì consci dei nostri punti di forza: l’esperienza ormai ultradecennale nella filiera dei servizi al lavoro, gli strumenti di intervento ormai consolidati, la rete di collaborazioni instaurata con altre organizzazione del settore anche a livello nazionale come quella con Mestieri, la società cooperativa per il lavoro del consorzio italiano Cgm”. I SERVIZI Consolida offrirà supporto ai Centri per l'impiego sia per i servizi di accoglienza, orientamento formativo e informativo, sia nella gestione di corsi di formazione. Queste attività – che fino a pochi mesi fa erano garantite, almeno in parte, da consulenti e collaboratori dell’Agenzia del Lavoro – saranno rivolte in generale ai disoccupati, con una particolare attenzione a giovani inoccupati, ai disoccupati di lungo periodo, alle persone con problemi di tipo sociale o individuale o disabilità, alle donne in reinserimento lavorativo. "L'avvio del progetto – afferma Giusi Valenti direttrice del Centro Risorse – sarà occasione anche per sperimentare attività inedite per l’Agenzia del Lavoro, per esempio nel campo dell’informazione attraverso rassegne stampa ragionate e newsletter dedicate rispettivamente a lavoratori e ai datori di lavoro. Cureremo anche incontri informativi nelle scuola e sul territorio". Consolida inoltre ha proposto alcuni servizi aggiuntivi come l’attivazione di esperienze di accompagnamento in azienda per disabili e giovani oppure iniziative di aggiornamento e formazione comuni per operatori pubblici e della cooperazione sociale (s.d.v.). 15 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP 2° Il Trentino è la seconda regione in Italia per produzione di energia “pulita”: con le sue centrali idroelettriche produce una quantità di energia superiore al proprio fabbisogno effettivo. L'Alleanza Cooperativa Italiana diventa operativa Da sinistra Poletti, Marino e Altieri complessivi dell’Alleanza. Nel corso dei lavori, l’Alleanza si è espressa sull’azione governativa. “Al Governo Monti, abbiamo dato credito. Fondamentale, adesso, lavorare per la crescita proseguendo su una strada che già vede elementi positivi quali: l’ACE, che incentiva la capitalizzazione delle imprese; la deduzione integrale, dal reddito imponibile, dell’IRAP relativa alle spese per il personale, l’incremento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese; la concessione della garanzia alla PMI fino all’80% dell’operazione; le agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie e sulla riqualificazione energetica. La riforma delle pensioni presenta aspetti meno condivisibili, ma è importante avere chiuso la lunga fase delle riforme previdenziali a puntate. Un plauso merita il Governo perché fa senza mezze misure, contro l’evasione fiscale”. Quanto al mercato del lavoro, questa la posizione dell’Aci: “L’art. 18, sembra diventato l’eterno pretesto per non fare niente. Per la crescita dell’occupazione servono il riavvio dello sviluppo la competitività, la qualità dell’offerta e la stabilità delle imprese. Cinque gli obiettivi che proponiamo: un mercato del lavoro più efficiente e la riforma degli ammortizzatori sociali; riordinare la giungla contrattuale; alzare i redditi iniziali, estendere la previdenza complementare, diffondere soluzioni sanitarie integrative; superare i disincentivi alla crescita dimensionale delle imprese; fare i conti con l’indicazione europea sui meccanismi di ingresso e di uscita dal mercato del lavoro”. Luigi Marino, presidente di Confcooperative, è stato nominato presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane e sarà affiancato da due copresidenti: Giuliano Poletti, presidente Legacoop, e Rosario Altieri, presidente Agci. Questa la prima novità emersa dalla due giorni di Napoli dell’Aci. È stato inoltre costituito l’Ufficio di presidenza, al quale vengono attribuiti compiti finora svolti dai presidenti delle tre Organizzazioni, e confermato il “Comitato esecutivo”, costituito, oltre che dall’ufficio di presidenza, da 24 componenti (8 per ciascuna associazione) e da un rappresentante per ciascuna delle associazioni dei rispettivi organismi sulle pari opportunità di genere. Per il Trentino è entrato in comitato esecutivo Diego Schelfi, presidente della Cooperazione Trentina. All’organismo spetta il compito di fissare gli orientamenti politico-organizzativi verificandone periodicamente l’attuazione e di dare indicazioni unitarie alle articolazioni settoriali ed orizzontali delle tre Associazioni cooperative. Infine la “consulta” diventa “assemblea” in quanto avrà poteri di decisione e di elezione dei dirigenti. All’organismo, composto da 90 rappresentanti delle associazioni (30 ciascuna), spetta di decidere sulle strategie generali in ordine ai compiti Il Trentino realizzera' il Padiglione Italia a Floriade 2012 Il Trentino parteciperà a Floriade 2012, l’Esposizione internazionale dedicata a floricoltura, orticoltura e sostenibilità ambientale che si terrà in Olanda da aprile ad ottobre, e che attirerà circa due milioni e mezzo di visitatori. Dopo aver verificato, attraverso una missione operativa in Abruzzo, le capacità tecnologiche e produttive del Trentino nel campo dell'edilizia in legno, il Commissariato generale di Governo per la partecipazione italiana all’Expo, ha chiesto al Trentino di realizzare un’area espositiva improntata a criteri costruttivi innovativi e sostenibili. La struttura – che avrà una superficie di 400 mq su due piani più circa 500 mq di spazio verde intorno – conterrà ambienti in legno confortevoli, sicuri e piacevoli, con un'attenzione particolare al risparmio energetico e all’ambiente. Il padiglione avrà la certificazione Arca, primo sistema di certificazione degli edifici e dei prodotti in legno in Italia, recentemente lanciato da Trentino Sviluppo. 16 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP SLIPEGADA 1.184 partecipanti alle gare 44gruppi (Tra Casse Rurali e enti collegati) 1.200 partecipanti alla cena di gala Slipegada, vince la Rurale di Fiemme Successo della Cassa Rurale di Fiemme davanti a Cassa Centrale Banca e a Cassa Rurale Val di Fassa-Agordino. E’ il podio della Slipegada 2012. E’ stata disputata sulle nevi di San Martino di Castrozza ed è stata animata da amministratori e collaboratori delle Casse Rurali Trentine e degli organismi collegati. Le nevi primierotte di San Martino di Castrozza hanno ospitato la trentunesima Slipegada. Occasione tradizionale per chiamare a raccolta, con sci e ciaspole ai piedi, amministratori e collaboratori delle Casse Rurali Trentine e degli organismi legati e collegati agli istituti di credito cooperativo. Tre giorni, da venerdì sera a domenica, dedicate al sano agonismo (non esasperato ma pur sempre orientato a far primeggiare la propria squadra) e a momenti di sana convivialità, occasione di incontro e di conoscenza per chi opera (anzi co-opera) all’interno del movimento cooperativo, ma anche per cementare rapporti di conoscenza e di amicizia. Alla fine la classifica ha proiettato in cima al podio (ed è la sesta volta nelle ultime sette edizioni) la Cassa Rurale di Fiemme che ha vinto la “sfida” con i cugini fassani che hanno chiuso al terzo posto. Tra loro Cassa Centrale Banca, tornata a respirare aria di primato. Cooperazione con 12 mila 466 punti. “Ancora prima del risultato personale e di squadra – ha osservato il presidente della Cooperazione Trentina, Diego Schelfi – la Slipegada è imperdibile occasione per vivere in amicizia un intero fine settimana sulla neve”. Settimo posto per Phoenix Informatica Bancaria che ha chiuso la tre giorni davanti a Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi (istituto ospitante) e Cassa Rurale di Pergine. Ad archiviare la 31esima edizione è stata la tradizionale pioggia di bollicine per un finale spumeggiante. E già si pensa alla prossima. Non succedeva dal 2009 quando aveva chiuso al terzo posto. Il linguaggio dei numeri, particolarmente familiare per chi lavora nel mondo del credito e del risparmio, caratterizza la classifica finale: Cassa Rurale di Fiemme ha totalizzato 22 mila 570 punti, Cassa Centrale Banca 21 mila 061, Cassa Rurale Val di Fassa e Agordino 18 mila 606 punti. Quarto posto per la Cassa Rurale di Rovereto (vincitrice dell’edizione scorsa) con 17 mila 599 punti. Quinta piazza per Cassa Rurale di Trento con 16 mila 689 punti. Sesta la Cassa Rurale Lavis-Valle di Cembra con 14 mila 414 punti. Settima la Federazione Trentina della Foto di gruppo dei primi tre classificati 17 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP CR MEZZOCORONA 1.904 soci 28 dipendenti 1 sportello 110 anni Don Guetti parla ai giovani E’ stata una serata originale quella organizzata dalla Cassa Rurale di Mezzocorona per presentare il nuovo libro di don Marcello Farina "E per un uomo la terra, Lorenzo Guetti, curato di campagna". Sì perché l’autore ha dialogato e si è confrontato con i numerosi iscritti al Club Giovani Soci dell’istituto, che hanno posto delle interessanti domande che hanno consentito di cogliere ancora più profondamente la rilevanza e l’attualità dell’insegnamento di don Guetti e dei valori che hanno guidato tenacemente la sua vita. L’autore è stato introdotto dal giornalista Paolo Ghezzi, direttore editoriale della casa editrice Il Margine i n bre che ha pubblicato l’opera e ha parlato davanti ad pubblico di oltre 200 persone, tra le quali numerosi presidenti e direttori delle cooperative limitrofe, nonché la vicepresidente della Federazione Marina Mattarei e il suo direttore generale Carlo Dellasega. L’iniziativa ha aperto il ricco calendario di appuntamenti proposti dall’istituto di credito presieduto da Sandro Pancher (in piedi nella foto) per festeggiare degnamente i 110 anni dalla fondazione, che si schiuderà in autunno con l’inaugurazione della nuova sede presso il compendio di Palazzo Martini, una delle più antiche dimore della borgata. v e Cuore solidale in Pinè Nuove regole per la pubblicità Lavis, carnevale riciclone La Cassa Rurale Pinetana Fornace e Seregnano ha premiato i vincitori del concorso “Cuore Solidale”, riservato alle realtà associazionistiche. Per l’ambito locale è stato premiato il progetto del “Lions Club Valsugana” di Baselga di Pinè a favore di ciechi e ipovedenti. Tre i progetti nazionali ed extranazionali premiati: per la costruzione di una scuola elementare nel villaggio di Randepu (Nepal); “Diritto alla salute dei bambini con gravi patologie di La Paz (Bolivia)” e “Scuola di formazione, domestica, taglio, cucito nel Burundi”. La Cassa Rurale Rabbi e Caldes ha indetto e presentato alle associazioni il nuovo Regolamento per la gestione della pubblicità e della beneficenza, contenente le novità che caratterizzeranno il rapporto tra banca della comunità e associazioni di volontariato. Sostanzialmente cosa si dovrà fare per richiedere il contributo. “Siamo una Cassa Rurale al servizio del territorio – spiegano i vertici – e intendiamo rinnovare il nostro ruolo di partner alle espressioni che quotidianamente contribuiscono ad arricchirlo socialmente e culturalmente”. “Carnevale Riciclone” a Lavis: un modo intelligente per vivere il periodo carnascialesco non risparmiando sul divertimento, ma sulle risorse naturali. La giornata del giovedì grasso è stata dedicata a questo modo differente di vivere il carnevale. La sfilata dei carri ma anche gli altri momenti della giornata hanno visto impegnate dalle settecento alle ottocento persone. I carri in sfilata lungo le vie del centro storico sono stati sette, preceduti e seguiti da tre gruppi. Sponsor: Cassa Rurale Lavis-Valle di Cembra. 18 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP CR VALSUGANA E TESINO 6.000 soci 21 sportelli 48 mln patrimonio Una Rurale per tre in Valsugana Primi passi in Valsugana verso la costituzione di un polo della cooperazione di credito che diverrà punto di riferimento per la popolazione residente in 13 Comuni, più altri 6 nelle vicine province di Vicenza e Belluno. L’operazione, che interessa le Casse Rurali Centro Valsugana, Bassa Valsugana e Castel Tesino, ha ottenuto l’approvazione dei consigli di amministrazione. Ora il progetto sarà sottoposto alla discussione e al voto dei soci, che saranno convocati in tre distinte assemblee. Dopo l’approvazione, si prevede che la fusione potrà diventare operativa entro l’estate. La sede legale della nuova società, che dovrebbe assumere la denominazione di Cassa Rurale Valsugana e Tesino, sarà a B or s Strigno (nella foto). Il consiglio di amministrazione sarà composto dal presidente, da due vicepresidenti e da 10 consiglieri. La società che nascerà dalla fusione delle tre Casse Rurali avrà una base di oltre 6 mila soci. La rete di uffici al servizio del pubblico sarà costituita da 21 sportelli, di cui 7 localizzati fuori provincia. L’organico sarà composto da 86 dipendenti. Aggregando i dati registrati al 31 dicembre 2011, la nuova Cassa Rurale potrà contare su una raccolta complessiva pari a 560 milioni ed erogherà crediti per 375 milioni. Il patrimonio complessivo (capitale sociale più riserve) ammonterà a 48 milioni. La popolazione servita nei soli Comuni trentini sarà di 12 mila 500 abitanti. e d i s t Baselga di Pinè Malè Sono 69 i giovani premiati quest’anno dalla Cassa Rurale Pinetana Fornace e Seregnano. Tra i diplomati e i laureati ben 9 potranno affrontare il mercato del lavoro con un 110 e lode in tasca. “Questa serata – ha detto la presidente Emanuela Giovannini – è un’occasione per chiamare a raccolta i soci, in un clima informale, familiare. Per una Cassa Rurale esiste un valore più importante di altri, è il valore dello stare insieme, del creare comunità”. Sono 61 gli studenti premiati dalla Cassa Rurale Rabbi e Caldes per i buoni risultati conseguiti nel percorso di studio, dal diploma alla laurea. I premi sono stati consegnati dal presidente, Claudio Valorz, e dal direttore Claudio Tonelli che si sono complimentati con i giovani e con le loro famiglie. Al termine della serata lo spettacolo “Un prete a cavallo: Padre Eusebio Chini detto Kino” rappresentato dal Gruppo Musicale Artegiovane di Tione. 19 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 ud i o NEWSCOOP Il conto corrente in una carta Per approfondimenti www.carteprepagate.cc Cassa Centrale Banca ha affinato ulteriormente la propria gamma di prodotti, attraverso l’offerta della nuova carta-conto Ricarica Evo. Il nuovo progetto è stato presentato alle Casse Rurali Trentine a metà febbraio, con un incontro particolarmente partecipato. Ricarica Evo è un prodotto innovativo sotto diversi aspetti. Anzitutto perché in una carta, per la prima volta, sono riuniti più servizi: è un conto corrente, che consente di accreditare lo stipendio, inviare e ricevere bonifici, pagare le bollette, domiciliare le utenze, ma è anche un bancomat, che permette di prelevare e pagare in Italia e all’estero, nonché una carta di credito, che offre la possibilità di acquisti sicuri online grazie al Pan virtuale e al codice di sicurezza stampati direttamente sul retro della card. Infine, è una carta prepagata, sulla quale si può accreditare fino ad un massimo di 30.000 euro, gestendo il proprio denaro direttamente dal sito www. carteprepagate.cc, ma anche attraverso gli sms, gli atm o il classico sportello della Cassa Rurale. Un nuovo strumento di inclusione finanziaria, a costi decisamente minori rispetto ad un conto corrente: il canone mensile di 1 euro è azzerabile a fine mese (in base alla giacenza media) ed il prodotto è esente da imposta di bollo. “Abbiamo sviluppato questa soluzione – hanno spiegato i manager di Cassa Centrale Banca responsabili del progetto Giuseppe Armani e Cristian Springhetti – pensando ai giovani e ai migranti come proposta di primo servizio bancario base, accessibile 7 giorni su 7 in una logica multicanale che consente la gestione anche via web, sms, atm. Ma abbiamo pensato anche alle famiglie, come prodotto complementare al conto corrente, una sorta di secondo conto light, con le caratteristiche di economicità e In piedi Giuseppe Armani, seduti Lorenza Zanol e Cristian Springhetti di Cassa Centrale Banca. sicurezza garantita per l’utilizzo in rete”. Innovativo anche il design della carta (studiato dalla cooperativa Archimede), sviluppato in Le Casse Rurali hanno scelto di affiancare verticale a differenza delle altre carte la rete WiFi ai canali di comunicazione di credito o prepagate che solitamente tradizionali per interagire con la clientela, utilizzano l’orientamento orizzontale. attraverso una partnership con FreeLuna, Ricarica Evo, già da qualche mese, la più estesa e capillare rete di connessione è presente non solo sul web, con un wireless gratuita d’Italia con più di 1600 hot video che ne anticipa le principali spot installati sul territorio nazionale. Due gli caratteristiche, ma anche in tutto obiettivi: offrire agli operatori nuovi strumenti il Trentino grazie al progetto “Alta di valorizzazione del territorio e delle loro Quota”. E’ stato individuato un canale attività; secondo proporre un canale pubblipubblicitario innovativo per diffondere citario per gestire una serie di informazioni la conoscenza del prodotto e del via web che possano raggiungere in modo marchio, ovvero le località sciistiche puntuale e mirato un target di riferimento provinciali con cartelloni e banner nelle specifico per la promozione di prodotti delle posizioni di maggior passaggio al fine di Rurali. Nel debutto a Pinzolo e a Madonna incrementare la visibilità del prodotto. di Campiglio sono stati installati 100 hot spot Una carta di nuova generazione, WiFi nelle hall degli alberghi, nei ristoranti e ricaricabile, flessibile, economica nei pressi degli esercizi pubblici di entrambe e completa. Una scelta comoda, le stazioni turistiche. La risposta non si è fatta evoluta, da cui il nome, appunto, ‘Evo’, attendere: nel mese di gennaio più di trenta prossimamente disponibile presso le attività commerciali hanno aderito all’iniziatiCasse Rurali. va e oltre mezzo migliaio di utenti ha iniziato a utilizzare la nuova rete. Nuovi canali web 21 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP 100.000 soci 2.700 dipendenti 448 mln fatturato 2010 Sait, via libera dei soci al nuovo statuto Dopo oltre tre ore di dibattito, l’assemblea straordinaria del consorzio della cooperazione di consumo Sait ha approvato il nuovo statuto che contiene una serie di importanti modifiche riguardanti i vincoli nel rapporto tra il consorzio e le sue associate. L’appuntamento è il traguardo finale di un percorso cominciato nella scorsa primavera con l’assemblea della Federazione che ha approvato le “linee guida” per un nuovo patto associativo, ed è proseguito con il convegno di Sait a Milano Marittima e l’assemblea dello scorso 4 novembre, che all’unanimità ha condiviso la necessità di introdurre nuove regole del “patto mutualistico”. Infine gli incontri comprensoriali di informazione con le Famiglie Cooperative svolti sul territorio nelle scorse settimane. All’assemblea hanno espresso voto negativo quattro cooperative su 82 registrate: i presidenti delle Famiglie Cooperative di Aldeno e Mattarello Luciano Maistri, di Fiavé e Cavrasto Crescenzio Zambotti, la vicepresidente della Famiglia Cooperativa di Carisolo Romea Alberti e il presidente di Albiano e Lases Roberto Gilli. Astenuta la Famiglia Cooperativa di Campitello di Fassa. Altri rilievi venuti dal dibattito hanno riguardato soprattutto i tempi a disposizione per il confronto nelle cooperative considerati troppo ristretti (Giuliano Beltrami, Mario Ventura, Cesare Ciola). Piena approvazione dell’iniziativa è stata espressa da molti presidenti, tra cui Mario Ioppi (Valda), Romedio Menghini (Malè), Mario de Zordo (consigliere di Fiemme), Graziella Berti (Castelli d’Anaunia), Lorenzo Schelfi (Monte Baldo), Adriano Orsi (Sav), Marina Mattarei (Sole e Rabbi), Giorgio Fiorini (Trento Sviluppo), Franco Brighenti (consigliere Alto Garda), Bruno Spagnolli (Isera). Limitati rilievi con voto contrario su un singolo articolo, il numero 30, sono stati espressi da Mario Ventura e Giuliano Beltrami (con loro anche Gilli e Maistri, astenuto Mauro Rizzi di Campitello). Esso riguarda l’ineleggibilità alla carica di amministratore di dipendenti o collaboratori del Consorzio. Divieto che perdura per tre anni anche dopo cessazione del rapporto di lavoro. Due le modifiche più rilevanti all’esame dell’assemblea: l’allungamento dei tempi di recesso del socio dal consorzio e la sospensione temporanea della facoltà di recesso, connessa alla durata degli investimenti già deliberati dal consorzio. “La proposta - ha spiegato il presidente del Sait, Renato Dalpalù - rappresenta un’equa mediazione, rispettosa da un lato del principio della ‘porta aperta’, caratteristica delle cooperative, e dall’altro dell’assunzione di responsabilità sociale, con riferimento al particolare momento che stiamo vivendo. La gestione di una società con oltre trecento milioni di fatturato ha bisogno di una responsabilità particolare da parte dei soci. Il consorzio fa la sua parte, sia in termini imprenditoriali che solidaristici. Dal 1994 il Fondo di sviluppo e solidarietà ha erogato 22 milioni di euro in 174 interventi, al tasso medio dell’1,5%. Coopersviluppo ha investito 7,5 milioni tra capitale e finanziamenti. Questo è una sistema che funziona e che deve restare coeso”. Dalpalù ha escluso che ci sia mai stato un rischio di “esodo” di cooperative. “Negli ultimi vent’anni sono entrate 21 nuove società e ne sono uscite 2”. In chiusura, il presidente della Cooperazione Trentina Diego Schelfi ha apprezzato il livello di partecipazione al dibattito, ricordando che il Sait è il primo consorzio che inserisce nel proprio statuto le “linee guida” approvate dall’assemblea dei soci della Federazione nella primavera scorsa. Tra le modifiche introdotte, anche la possibilità che il presidente e il direttore della Federazione possano partecipare ai consigli di amministrazione del consorzio. 22 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP 76 Famiglie Cooperative 360 punti di vendita (+28 dettaglio Sait +2 Superstore) Un dovere di responsabilità sociale Le modifiche allo statuto sono state motivate con la necessità da parte del Sait di poter contare su un maggior grado di stabilità nel rapporto mutualistico con i soci: il rispetto nei confronti del consorzio non è altro che un dovere di responsabilità nei confronti di ogni altra Famiglia Cooperativa. Con queste finalità, quindi, l’articolo 10 contiene la previsione della cessazione del rapporto mutualistico alla chiusura del secondo esercizio successivo a quello in corso alla data di comunicazione del recesso (quindi minino due anni). Tale maggiore durata assicura al consorzio il tempo necessario per cercare di sostituire, con nuove adesioni, l’apporto che viene a mancare da parte del socio receduto, tutelando quindi il resto della compagine sociale. L’articolo 24 introduce la facoltà del consiglio di amministrazione di proporre all’assemblea una deliberazione di sospensione temporanea della facoltà di recesso, per un determinato periodo di tempo, connesso con la durata degli oneri che la deliberazione di nuove operazioni implica per la società. Questa norma vuole assicurare che i soci, che abbiano deliberato positivamente sull’assunzione, da parte del consorzio, di oneri pluriennali per investimenti giudicati di generale interesse, non facciano mancare, per il periodo necessario, il loro sostegno. In correlazione con questa disposizione, l’articolo 10 richiama un regolamento specifico degli effetti della deliberazione assembleare di sospensione dal diritto di recesso, attribuendo ai soci dissenzienti o assenti il potere di recedere. Tempo di lettura: 4’35’’ Renato Dalpalù, presidente del Sait Marcialonga, sponsor cooperativi Non solo rifornimento per il fisico ma ristoro anche per lo spirito. La cooperazione di consumo è partner della Marcialonga. Quest’anno con una proposta in più, in collaborazione con “Gli Strani Elementi”, gruppo nato nel 2011, formato da sette ragazzi della Comunità di San Patrignano a San Vito di Pergine. Il gruppo si è esibito in due occasioni: alla Minimarcialonga con uno spettacolo dedicato ai più piccini e, il giorno seguente, a Cavalese, in zona arrivo della gara dei grandi. Sono specializzati in diverse attività di animazione: giocoleria, scultura di palloncini, trucca bimbi, sputafuoco, magia, burattini e spettacoli vari e attività laboratoriali. Obiettivo: promuovere il diritto d’ascolto di cui sono titolari tutti i bambini. Questo ha permesso di far confluire il percorso di animazione all’interno di una logica di prevenzione. Nella crescita di ciascun bambino è fondamentale porre ascolto ai suoi bisogni, alle sue emozioni e alle sue richieste di aiuto. Tra gli altri sponsor cooperativi della manifestazione Cavit, Melinda, Trentingrana e Casse Rurali Trentine. 23 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP 1500 soci 2.800 ettari vigneto in Trentino (+1.000 in Sicilia) 40.000 visitatori all’anno alla Cittadella del vino Rigotti presidente del Dopo 40 anni Guido Conci lascia la massima carica Luca Rigotti Presidente di Mezzocorona importanti realizzazioni e successi. E’ un Gruppo competitivo e solido, dunque, quello che viene affidato a Rigotti, 48 anni, consigliere della Mezzacorona sca dal 1989 e vicepresidente dal 1998, attuale presidente della Nosio spa e impegnato già da anni in numerosi organismi a livello provinciale e nazionale sia della cooperazione che del settore vino in particolare. Assemblea storica per la cooperativa agricola Mezzacorona: dopo 40 anni di presidenza, infatti, Guido Conci ha passato il testimone al suo vice Luca Rigotti. Autore della trasformazione di Mezzacorona da piccola cantina di borgata a una delle principali aziende italiane del settore, Conci ha creato nella sua lunga cavalcata di quattro decenni un'azienda vocata all'innovazione e ha portato avanti grandi progetti, tra cui il più famoso è stato la "Cittadella del Vino". In collaborazione con l'amministratore delegato Fabio Rizzoli, Conci ha guidato la crescita di Mezzacorona fin dalla fusione del 1970 tra la Cantina Sociale (fondata nel 1904) e la Lega fra Viticoltori (fondata nel 1911), prima unione di due società cooperative in Italia. Da allora in avanti le tappe più significative sono state l'acquisizione della società di importazione americana Prestige Wine Imports (1985), l'entrata nel Gruppo Italiano Vini (1987), la fusione per incorporazione della terza cantina cooperativa del paese di Mezzocorona, la Cantina Produttori (1988), l'inaugurazione della nuova sede in via IV Novembre (1989), l'acquisizione dell'area Samatec e il lancio del progetto della "Cittadella del Vino" (1993), la partnership con le Cantine Sociali di Salorno (1994) e di Ala (1995), l'inaugurazione della Cantina Rotari (1997), la creazione della Nosio spa dalla preesistente Nosio srl (1998), l'inaugurazione della Cantina di vinificazione (2000), l'avvio del Progetto Sicilia (2001), il Centenario dell'azienda e l'inaugurazione della Cittadella del Vino (2004), l'acquisizione della Bavaria gmbh, importatore in Germania dei vini del Gruppo Mezzacorona (2006), l'inaugurazione del magazzino frutta della Mezzacorona (2009). Proprio nel 2009, Mezzacorona è stata eletta "Cantina Europea dell'anno" dalla prestigiosa rivista americana Wine Enthusiast, il sigillo per Conci di una carriera di Bilancio in crescita Ai tantissimi soci presenti in assemblea è stato tracciato un quadro positivo della cooperativa, nonostante la grave crisi che ha colpito negli ultimi anni il settore vitivinicolo e la difficile situazione finanziaria dell'Europa e dell'Italia in particolare. In un anno durissimo per l'economia italiana, Mezzacorona ha rappresentato un punto di riferimento e di stabilità per tutto il sistema vitivinicolo trentino garantendo ai soci una significativa remunerazione e piene garanzie occupazionali, senza alcuna richiesta di ammortizzatori sociali. Piena fedeltà quindi alla missione aziendale, quella di garantire un giusto reddito ai soci, di salvaguardare le produzioni di qualità e di valorizzare i marchi. Emerge quindi un bilancio estremamente lusinghiero, che dimostra come l’agricoltura possa essere un settore capace di dare ancora risposte concrete al territorio creando valori aggiunti importanti. Nel 2011 il Gruppo ha terminato la lunga stagione degli investimenti infrastrutturali, mediamente 30/40 milioni di euro investiti ogni anno in strutture produttive dal rilevante impatto anche sull'indotto del territorio trentino. Dopo questa fase necessaria di rafforzamento, gli sforzi aziendali saranno concentrati nello sviluppo commerciale. Già oggi il Gruppo esporta in oltre 60 Paesi del mondo ricavando dall’export il 79% del volume di affari, con una forte presenza negli Stati Uniti e in tutta l’area tedesca. Ora gli obiettivi principali sono in primis la Cina, gli altri Paesi dell'Estremo Oriente, la Russia e, in prospettiva, anche il Brasile. Uva: 92 euro al quintale Mezzacorona sca, holding capogruppo, ha liquidato in media 92 euro al quintale per l’uva rispetto ai 90 del 2010. La remunerazione complessiva ai soci è stata pari a 40,3 milioni, confermando Mezzacorona ancora una volta come il primo 24 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP 48 mln di bottiglie vendute (2,5 mln di Rotari) 79% del fatturato deriva da export 60 Paesi al mondo bevono vini Mezzacorona Gruppo Mezzacorona produttore viticolo italiano in valore. L’utile netto di esercizio è stato di 1,2 milioni (1,4 nel 2010). Il patrimonio netto ha superato i 58,7 milioni. Nel complesso, il Gruppo ha sviluppato un fatturato consolidato di 148,6 milioni (erano 144,8 nel 2010), record storico assoluto. L’utile netto di Gruppo ha raggiunto 1,7 milioni, con un patrimonio netto consolidato di 86,6 milioni, in ulteriore aumento. Il cash-flow generato si è attestato sulla cifra di 12 milioni. I collaboratori sono 410. Quanto alle mele, la liquidazione ai soci è stata mediamente di 36 euro al quintale contro i 26,5 dell'anno precedente. Tutta l’annata è stata improntata ad un progetto di riorganizzazione complessiva delle strutture produttive, del personale e degli indirizzi tecnici di campagna. Nell’agosto 2009 è stato inaugurato il nuovo magazzino frutta di Mezzacorona ed è stato lanciato il marchio “Valentina”. Nosio spa, obiettivo quotazione al Mac Nonostante la grave crisi del settore vitivinicolo, anche il bilancio della controllata Nosio spa (subholding del Gruppo per la commercializzazione e gli investimenti) presenta dati positivi. Aumentano il fatturato (da 98,9 a 99,6 milioni) e il patrimonio. Resta stabile l’utile lordo a 3,8 milioni, con un aumento della tassazione per 1,5 milioni che ha stretto l’utile netto a 2,3 milioni. Il dividendo deliberato per i 452 azionisti è stato di 7 euro per azione pari all'anno precedente. All’assemblea, il presidente Rigotti e l’amministratore Claudio Rizzoli hanno presentato le linee-guida per lo sviluppo Di Vino in Vino della società sia a livello gestionale che commerciale, con un impegnativo programma di rafforzamento delle vendite sui mercati attuali ed una forte accelerazione sui nuovi mercati, specie nell'Estremo Oriente. Il cda ha ottenuto ampio mandato per il progetto di aumento di capitale e per verificare la possibilità della quotazione al MAC (Mercato Alternativo dei Capitali) di Borsa Italiana. Si tratterebbe di approdare al quarto livello della Borsa italiana, quello degli scambi possibili solo per gli investitori istituzionali, “un plus per una maggiore trasparenza di valutazione delle nostre azioni – ha spiegato Rigotti – un altro scalino raggiunto nel nostro progetto di coinvolgimento dei soci per rendere più dinamica e aggressiva sui mercati la nostra società. Siamo già un emittente diffuso in mercato regolamentato, i soci potranno continuare a fare compravendita di azioni presso di noi, ma le nostre azioni se la quotazione sarà realizzata - potranno essere intermediate alla Borsa di Milano ed avere una quotazione certificata. Il mandato dell'assemblea al Cda è di un anno, vedremo se sarà possibile giungere a questo nuovo ambizioso obiettivo”. Tempo di lettura: 5’55’ Ottimo successo per il corso di avvicinamento al vino organizzato dalla Cantina Mori Colli Zugna in collaborazione con la Scuola Europea Sommelier. Quattro incontri, ambientati nell’enoteca “More del Gelso” a Mori. Un’autentica chicca per gli amanti della vite e del vino ma anche per chi vuole saperne di più sul nettare di bacco. “Un ciclo di incontri – spiegano il presidente Flavio Chizzola e il direttore Luciano Tranquillini – per conoscere meglio l’affascinante mondo del vino dall’origine fino alla tavola”. Le serate comprendevano una parte teorica alla quale è seguita una degustazione con abbinamento gastronomico. Il corso è stato curato da Massimilano Grussu, fiduciario per il Trentino della Scuola Europea Sommelier. 25 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 Stretta di mano tra Luca Rigotti e Guido Conci nuovo e past president di Mezzacorona NEWSCOOP FEDERAZIONE 24.780 capi di cui 22.800 vacche da latte ALLEVATORI 1.068 aziende socie 15 mln volume di affari Autonomia e solidarietà, beni di tutti Il mondo zootecnico cooperativo ha risposto compatto all’invito che il presidente della Provincia Lorenzo Dellai aveva fatto al consiglio di amministrazione della Cooperazione Trentina di aprire il dibattito sul ruolo dell’autonomia. “E’ una preziosa occasione di riflessione – ha spiegato alla sala gremita il presidente della Federazione Allevatori Silvano Rauzi – su un tema che interessa ciascuno di noi”. Con questa iniziativa “avete dimostrato che, riflettere sulla nostra Autonomia, – ha spiegato Dellai – non riguarda solo il ceto politico. Avete fatto una parte di quel percorso che ho chiamato Stati generali dell’Autonomia. Ciascuno sarà chiamato a riflettere perché l’Autonomia è come un giardino: deve essere amato ma anche fatto conoscere e comunicato ai giovani e ai nuovi trentini perché diventino anche loro portatori della nostra cultura. Inoltre, bisogna mantenerlo e rinnovarlo. Tutto questo vuol dire ragionare sulla nostra Autonomia ed è un compito che riguarda tutti noi”. Prima delle parole di Dellai, era intervenuto il professor Gianfranco Cerea, dell’Università di Trento, proponendo un quadro completo sulla storia dell’Autonomia. “Non c’è regione in Italia che della Federazione Allevatori. ”Sono davvero felice per la risposta data dai soci – ha concluso Rauzi –. Oggi gli aspetti positivi della nostra zootecnia sono tre. Il primo è la tenacia, la volontà di resistere anche da parte dei giovani che modernizzano aziende e strutture. Il secondo è legato all’attenzione che la Provincia ha sempre riservato al mondo zootecnico. Il terzo è la Cooperazione che permette di avere una zootecnia forte e strutturata” (d.n.). – è stato detto – abbia registrato un progresso economico come il Trentino”. I motivi sono tre: ragioni politicheistituzionali (avere l’Autonomia ci ha avvantaggiati), il capitale umano (le persone hanno più risorse economiche) e risorse finanziarie. Un esempio virtuoso perché, il Trentino, è tra le pochissime realtà nel nostro Paese ad avere un bilancio positivo. Inoltre ha il tasso di disoccupazione (3,9%) più basso d’Europa. Anche la riflessione di don Marcello Farina è stata seguita con molta attenzione dagli allevatori. E’ stata dedicata a don Lorenzo Guetti, il fondatore del movimento cooperativo, e all’ultimo libro scritto dallo stesso don Farina “E per un uomo la terra”. “La sensibilità di base di don Guetti – è stato osservato - era attenta anche all’educazione alla democrazia di tutta la popolazione a cominciare dal basso, dai più poveri, dalla popolazione legata alla terra e abituata sempre a obbedire”. C’è stato tempo e spazio per la solidarietà, con la proiezione di un filmato prodotto in occasione della consegna delle 48 manze e manzette di razza Rendena alla popolazione della Bosnia Erzegovina, progetto curato da Gianbattista Rigoni Stern, con la partnership Comunica con un click La Federazione ha aderito alle iniziative formative proposte dalla Camera di Commercio per lo sviluppo e il rafforzamento delle tecnologie digitali nelle relazioni fra imprese e pubblica amministrazione, in particolare posta elettronica certificata e firma digitale. Le cooperative che lo desiderano potranno comunicare l’adesione all’attività formativa e trovare ulteriori informazioni collegandosi al sito della Federazione www.cooperazionetrentina.it o al sito di Accademia d’Impresa www.accademiadimpresa.it cliccando sull’apposito link “Posta Elettronica Certificata e Firma digitale”. Per ulteriori informazioni potete contattare la Segreteria Soci (0461/898225). 26 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP Scopazzi Nel 2000erano colpite il 4%delle Golden Nel 2011sono colpite lo 0,23%delle Golden Evelina, esclusiva Melinda Circa 600 frutticoltori hanno partecipato alla tradizionale giornata tecnica organizzata dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige in collaborazione con Melinda. Dalla varietà Evelina all’esperienza della coltivazione biologica, dalle strutture di sostegno dei nuovi impianti frutticoli alla carta dei suoli come strumento di gestione del territorio, dal problema “bostrico” che nel 2011 ha interessato numerosi frutteti delle Valli del Noce al risultato del monitoraggio scopazzi. Queste le principali tematiche affrontate dai tecnici del Centro Trasferimento Tecnologico che hanno fornito anche quest’anno al mondo frutticolo importanti suggerimenti ed indicazioni pratiche per affrontare la nuova annata agricola. Per approfondimenti www.iasma.it ARRIVA EVELINA I tecnici hanno parlato di Evelina, una varietà che può risultare interessante per la Valle di Non sia per le sue caratteristiche agronomiche adatte ai nostri ambienti, sia perché la sua diffusione può permettere di arricchire l’assetto varietale di Melinda. Si tratta di una mutazione di Pinova con delle caratteristiche distintive di colorazione e brillantezza tali da averne permesso la registrazione europea come varietà a sé stante. La pianta mostra una buona e costante produttività che si aggira attorno ai 650-700 quintali ad ettaro. L’ambiente adatto è rappresentato da terreni con buon franco di coltivazione, buona fertilità e buona esposizione e la varietà si adatta a gran parte delle zone della Val di Non ma riesce a sviluppare meglio le sue caratteristiche nelle zone di medioa/alta collina. La gestione agronomica è piuttosto simile a quella della Golden sia per quanto riguarda la concimazione, la potatura che per il diradamento. Le principali problematiche fitosanitarie sono l’oidio e i marciumi da conservazione; c’è invece da sottolineare la sua bassa sensibilità alla ticchiolatura che potrebbe permettere una riduzione dei trattamenti soprattutto nel periodo estivo. SCOPAZZI SOTTO CONTROLLO L’indagine ha interessato 311 ettari in provincia di Trento di cui 148 nelle valli del Noce. La situazione generale è complessivamente soddisfacente. Sul portainnesto M9, che interessa ormai l’84 % degli impianti, dopo aver aggiunto punte del 4% su Golden nei primi anni 2000, la percentuale nel 2011 si attesta mediamente attorno allo 0,23% sulla stessa varietà. COLTIVAZIONE BIOLOGICA Sono stati presentati due esempi molto positivi di coltivazione con metodo biologico nelle realtà di Biolago di Vervò e Bioluc di Denno. La prima è nata come cooperativa nel 2001 ed è stata trasformata in società agricola semplice nel 2006. Attualmente è formata da 26 soci proprietari di circa 23 ettari coltivati a melo con metodo biologico. La Bioluc, seguendo lo stesso processo, è oggi costituita da 7 soci che fanno capo ad una superficie di circa 2,5 ettari. Positivi i risultati sia sul fronte quantitativo che qualitativo con una 27 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 produzione media di 50 – 60 ton/ettaro. La resa economica è stata comunque più che soddisfacente per tutte le varietà. Anche la difesa fitosanitaria ha fornito risultati positivi. BOSTRICI DEL MELO Nel 2011 la forte presenza e diffusione di bostrico ha portato ad impostare un’attività di studio e sperimentazione. Dall’indagine è emerso che la popolazione è in realtà costituita da diverse specie. Si è visto inoltre che l’inizio del volo avviene già in marzo dopo alcuni giorni con temperature superiori ai 14-16 gradi e che l’entità della presenza è condizionata dall’andamento meteorologico del periodo. E’ inoltre stato evidenziato che l’alcol, pur non essendo un attrattivo specifico, è quello che permette la cattura di un maggior numero di insetti. Interventi con prodotti insetticidi al momento non sembrano essere efficaci. Si ripropone la cattura con trappole ad alcol e verrà inoltre sperimentata in una zona del comune di Nanno di circa 20 ettari una nuova trappola caricata con l’alcol. NEWSCOOP FC PINZOLO 25 milioni fatturato 117 collaboratori 15 punti vendita Pinzolo, oltre 2 mila soci Bastano pochi dati per comprendere l’andamento positivo dell’esercizio commerciale della Famiglia Cooperativa di Pinzolo: i soci hanno superato quota 2.000, le vendite i 25 milioni (+ 2,6%) e l’utile i 159 mila euro. Nella sua relazione il presidente, Mauro Cominotti (a sinistra nella foto), ha ripercorso i momenti e ricordato i numeri principali che hanno caratterizzato l’esercizio iniziato il 1° ottobre del 2010 e concluso il 30 settembre 2011. E’ proseguito il cammino di modernizzazione della rete di punti vendita: ha fatto tappa in via Dolomiti di Brenta, a Madonna di Campiglio. Il negozio di Pramagnan è stato ampliato nella superficie di vendita e potenziato nell’offerta commerciale. Il bilancio è stato illustrato da Giuseppe Fedrizzi, responsabile del Settore Famiglie Cooperative della Federazione. I soci oggi sono 2.004. Ed essere socio conviene. “Mediamente – ha osservato il direttore Carlo Gualdi (a destra nella foto) – il socio della nostra cooperativa ha acquistato con uno sconto del 7,3% tenuto conto anche del ristorno”. Gualdi è a capo di uno staff di 117 collaboratori che arrivano a quota 165 considerati gli “stagionali”. “La nostra Cooperativa – ha aggiunto – è amica dell’ambiente: sono stati portati a termine importanti progetti di energia pulita nelle strutture di Spiazzo, Giustino e Sant’Antonio di Mavignola con impianti fotovoltaici che produrranno 167 mila kwh”. La rete commerciale della Famiglia conta quindici punti vendita a servizio delle comunità di Bocenago, Giustino, Javrè, Madonna di Campiglio, Massimeno, Pinzolo, Plan di Campo Carlo Magno, Sant’Antonio di Mavignola, Spiazzo Rendena. L’anteprima all’assemblea era stata affidata alla premiazione di sette soci con oltre mezzo secolo di fedeltà alla cooperativa di consumo: Lina Caola, Giovanni Ferrari, Camillo Binelli, Agostino Maffei, Giacomino Bonapace, Bruno Burrini, Ettore Dal Pont. Inoltre sono stati estratti a sorte quindici buoni acquisti ognuno del valore di 100 euro riservati ai soci presenti in assemblea. Risparmia e vinci un viaggio Coop campione del mondo Atto conclusivo, alla sede di Sait, del concorso “Risparmia e vinci fantastici viaggi” promosso dalla cooperazione di consumo con la rete di negozi “Famiglia Cooperativa”, “Coop Trentino”, “Coop Alto Adige Sudtirol”, “Coop Konsum”. La fortuna ha premiato quattordici consumatori. In particolare la signora Gina Giarolli di Malè che si è aggiudicata una vacanza di otto giorni in Cina. Un concorso durato dal 1° al 24 dicembre scorsi. Oltre 180 mila le cartoline compilate dai consumatori “. Un numero – ha osservato il presidente di Sait, Renato Dalpalù – che dimostra il gradimento espresso dai consumatori a questa iniziativa”. “Coop Norvegia” è sponsor ufficiale dei Campionati del Mondo di Sci Nordico 2013 in Val di Fiemme. Coop Norvegia divide le spese della sponsorizzazione con la consociata italiana, Coop Italia. Le due organizzazioni Coop avranno una zona separata Coop accessibile presso lo stadio, per presentare il cibo e la cultura dei due paesi. Questa è la prima volta che Coop Norvegia unisce la propria forza a quella di consociate internazionali nell’ambito delle sponsorizzazioni, potrebbe dunque essere l'inizio di una collaborazione futura. 28 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 NEWSCOOP FC GIUDICARIE 10 mln fatturato 10 punti vendita 49 collaboratori Fc Giudicarie, supermercato più grande a Tione I soci della Famiglia Cooperativa Giudicarie hanno approvato all’unanimità il bilancio che presenta vendite per circa 10 milioni di euro ed utile di 400 mila euro. Il presidente (confermato) Renzo Salvaterra (in piedi nella foto), il direttore Oreste Bonenti (seduto nella foto) e il presidente del collegio sindacale, Mauro Cominotti hanno parlato dei risultati economici, di quanto è stato realizzato dalla cooperativa nei mesi scorsi ma hanno focalizzato la loro attenzione anche sul futuro più vicino. “Tra i progetti di domani – spiega il direttore - il principale appartiene all’ampliamento del supermercato di Tione. Obiettivo: raggiungere i mille metri di superficie. Il via ai lavori dovrebbe essere dato nella primavera del 2012. Conclusione prevista a inizio 2013. Il progetto non comporterà la chiusura del negozio. Il disagio per soci e clienti sarà limitato al massimo”. Quarantanove i collaboratori impegnati nei dieci punti vendita della cooperativa di consumo: Tione (due supermercati e un negozio di vicinato), Bolbeno, Coltura, Montagne, Preore, Ragoli, Zuclo, Saone, dove è attivo anche il salumificio della Cooperativa. Un dato interessante appartiene al primo trimestre del nuovo esercizio: da ottobre a dicembre 2011 le vendite della Famiglia Giudicarie hanno fatto segnare un incremento del 3,23% nel confronto con lo stesso dato dell’anno prima. ia In memor Insieme per la Locride Sait ha acquistato le 26 opere d’arte realizzate dagli insegnanti e studenti dell’Istituto per le Arti di Trento e Rovereto che hanno dato vita alla mostra itinerante “Insieme per la Locride”. Il denaro per l’acquisto delle opere è stato donato all’Associazione don Milani di Gioiosa Jonica (centro diurno per i minori), A tour concluso le opere saranno definitivamente esposte all’interno della sede del Sait. “Abbiamo sostenuto quest’iniziativa – ha detto il presidente Renato Dalpalù – perché mette in relazione i formatori, gli insegnanti, con le nuove generazioni”. Presente alla presentazione dell’iniziativa anche l’arcivescovo di Trento, monsignor Luigi Bressan. “Questa esperienza dimostra il senso di solidarietà, di condivisione, dell’essere famiglia unica che cresce. Inoltre esprime il valore del dono disinteressato e gratuito, frutto del gemellaggio tra Trentino e Calabria che dura da molti anni”. Sergio Tomio Ermete Bergamo Ha legato il suo nome al credito cooperativo e, in particolare, alla Cassa Rurale di Olle di cui è stato presidente per diversi decenni. Era uomo di poche parole ma era animato da una attenzione costante al territorio e alle comunità locali servite ogni giorno dall’istituto di credito. A poche settimane dal suo addio non aveva voluto mancare, nella “sua” Olle, alla cerimonia di inaugurazione del punto vendita della Famiglia Cooperativa. Una dimostrazione ulteriore del suo essere cooperatore. E’ stato presidente per vent’anni della Cassa Rurale di Nanno (prima che la stessa si unisca alla consorella di Tassullo). Il suo ruolo di guida è stato contraddistinto da equilibrio, disponibilità e passione, ottenendo dai concittadini un giudizio ottimo per le sue doti umane, forte equilibrio nelle scelte e capacità di ascolto dei bisogni della sua comunità. Tra gli altri incarichi anche quello di presidente della locale Associazione Combattenti e Reduci. 29 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | storie di impresa Nuovi sconti per le cooperative Essere socio della Cooperazione Trentina conviene, scopri tutti i vantaggi: www.cooperazionetrentina.it - [email protected] - 0461.898701 / 702 30 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | storie di impresa Auto Telefonia fissa Sconti dall’11 al 26% per l’acquisto di Seat, Volkswagen, Audi e Skoda a seconda del modello. Per Bmw supera il 20%. Vantaggi resi possibili grazie agli accordi con Dorigoni Auto di Trento e Bmw Italia. Info: Per Seat, VW, Audi, Skoda: 335/269062 Per Bmw: 348/4055794 Gestione del personale Sconti sulle telefonate dal fisso grazie all’accordo con ICN Italia che garantisce tariffe convenienti, soprattutto nelle telefonate verso l’estero, dove il risparmio raggiunge anche il 50%. Info: Per ICN Italia: 0461/923630 e 335/6389219 Telefonia mobile e rete unica Sconti medi del 30% per le telefonate da cellulare grazie alla convenzione con Vodafone Business. L’accordo prevede anche ribassi su molti altri servizi, come apparecchi, accessori e altro. Info: 049/7805246, 346/1488120 o 049/7805123, 348/0089168 Sconti tra il 30 e il 45% per l’acquisto di sistemi per migliorare e automatizzare la gestione del personale. E’ possibile scegliere tra due pacchetti, a seconda del numero di dipendenti, che comprendono software e terminali di rilevazione presenze Zucchetti e una serie di servizi correlati, grazie all’accordo con Deltaservizi. Info: 348/0177458 Buoni pasto Stampanti e fotocopiatrici Sconti sull’acquisto o noleggio di sistemi multifunzione a colori e in bianco/ nero, grazie all’accordo con Konica Minolta e Xerox. Info: Per Konica Minolta: 339/2092390 Per Xerox: 0461/950898 o 338/7651828 Sconti mensili e ribasso sul valore della tessera. Questi i vantaggi della convenzione con Bluticket, che offre alle cooperative la possibilità di scegliere il valore, le regole di utilizzo e il circuito di locali entro cui i dipendenti potranno usare il buono. Info: 02/3454191 Luce e gas Sistemi telefonici VoIP Sconti sull’acquisto di sistemi VoIP grazie all’accordo con‘Telefonia AltoAdige’. Le soluzioni proposte si integrano con i centralini esistenti, così come alla rete Gsm ed ai sistemi Wifi e danno la possibilità di collegare più sedi utilizzando la rete dati preesistente, abbattendo i costi di chiamata. Info: 348/4258353 Affrancatrici e imbustatrici Sconti su luce e gas per le cooperative socie della Federazione. Un’offerta alla quale hanno già aderito oltre 230 associate, per un totale di 25 GWh, a dimostrazione della convenienza delle tariffe proposte. Info: 0461/362225 Sconti dal 10 al 30% per l’acquisto o noleggio di sistemi per affrancare e imbustare corrispondenza e comunicazioni varie grazie all’accordo firmato dalla Federazione con Pitney Bowes. Info: 02/950091 o 340/1783394 31 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA La mia lunga marcia nella cooperazione di Alfredo Weiss Comincio a respirare cooperazione fin dalla giovanissima età. Sono figlio di una famiglia contadina. Mio padre è un allevatore, socio e consigliere del Caseificio Sociale di Vigo di Fassa. Frequento la scuola di preparazione sociale a Trento, a Villa Belfonte. La base culturale me la costruisco in quegli anni. Peccato che, il corso di studi, non ottenga il riconoscimento pubblico. Manca il diploma ma quanto ho acquisito nessuno me lo può togliere. Non mi limito a questo. Trascorro due anni in Olanda. Studio urbanistica commerciale e le tipologie di centro commerciale di paese, di rione e di città. Bagaglio di conoscenza utile anche per mutuarne il modello in terra ladina. Il periodo formativo anticipa il mio ingresso nel mondo della Cooperazione Trentina. Sono un ragazzo. La mia qualifica: apprendista commesso della Famiglia Cooperativa San Giovanni di Vigo di Fassa. Il lavoro mi piace. Undici anni dopo mi viene affidato l’incarico di direttore. Una dozzina di anni più tardi, sul finire dei Settanta, viene costruito il “Fassa Coop Center”. Una struttura di notevoli dimensioni tanto da diventare la seconda azienda più grande della valle. Ieri e oggi. Per oltre un quarto di secolo dedico a questa realtà tutte le mie energie personali e professionali. E’ la mia seconda famiglia. Il nomignolo che mi viene affibbiato è “no pose” (non posso). Quando mi invitano a qualche serata, a qualche giornata di festa, quella è la mia risposta. Ho tanto da fare. Ho messo in assoluta priorità il lavoro. E, per tutto il resto, “no pose”. Sono fortunato perché trovo un territorio in forte crescita economica. Anche l’inflazione a due numeri permette di pagare con maggiore facilità i mutui accesi per realizzare la struttura. Coniugare il risultato economico con una forte integrazione con il territorio è tra i miei obiettivi. Sostanzialmente Fassa Coop anticipa quello che, oggi, fanno le Casse Rurali. Contribuisce molto alle attività sportive, sociali, culturali del territorio valligiano. Non mancano i motivi di rammarico. Il primo: non riuscire a creare una cooperativa di consumo di tutta la valle. Concretizzare le fusioni con Canazei, Campitello e Moena sarebbe stato un grande risultato. Le condizioni non sono mature e non si può forzare la mano. Il progetto deve essere condiviso. Il secondo: l’uscita da Sait negli anni Novanta. Fassa Coop svolge attività principalmente rivolta al settore alberghiero. Non riusciamo a raggiungere l’intesa commerciale con il consorzio nel settore ingrosso perché, come si dice in gergo, siamo “fuori campione”. Nel 1996 appendo al chiodo il camice di gerente di Famiglia Cooperativa e vado in pensione. Non sono più “uomo di Famiglia” ma non abbandono la Cooperazione. Cinque anni prima, nel 1991, ero stato eletto presidente della Marcialonga. Prende così il via il secondo, personalissimo, capitolo della mia esperienza cooperativa. Marcialonga mi impegna un centinaio di giorni l’anno. Nessun amministratore riceve compensi. E’ un impegno volontaristico espresso anche dalle 1200 persone che indossano la giacca di volontario. La soddisfazione di questi ultimi anni è aver visto Marcialonga crescere. Questo perché, sembrerà paradossale, Marcialonga si è rinnovata tornando all’antico, grazie al passo classico. A fine gennaio dalla piana di Moena prendono il via oltre settemila fondisti. L’aspetto sportivo viaggia di pari passo con l’indotto economico garantito alle due valli. Lo spirito ideale si muove assieme allo spirito pratico. L’indotto nei sette giorni dell’evento si aggira sui cinque milioni di euro. Le due valli diventano famose nel mondo perché Marcialonga è l’evento delle due valli e uno dei principali del Trentino. Fondamentali sono le dirette tele- 32 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | racconti visive: moltiplicatore formidabile per diffondere in Italia e nel mondo l’immagine dei nostri territori. Sono tre le ore di diretta Rai ma anche delle televisioni nazionali di Canada, Norvegia, Svezia, Finlandia, Estonia, Repubblica Ceca, Grecia, Messico. Per una intera mattinata le valli di Fiemme e di Fassa diventano il palcoscenico sciistico del mondo. La Marcialonga è seconda solo alla “mitica” Vasaloppet. A volte espone a sforzi indicibili. Quest’anno abbiamo prodotto 200 mila metri cubi di neve. La tecnologia aiuta come le quindici amministrazioni comunali. Anche lì c’è cooperazione, perché si opera insieme per il bene comune. Questa cultura della solidarietà e della sussidiarietà la trovi principalmente in luoghi di montagna dove la gente doveva unirsi per vivere. E questo fa parte del nostro vivere. A volte mi chiedo: per quale ragione il Trentino, le valli di Fiemme e di Fassa riescono a organizzare la Marcialonga oppure i Campionati del Mondo di sci nordico? Sono convinto faccia parte della specificità di un territorio severo dove la gente ha dovuto adattare la montagna, plasmare la montagna, per lavorare e per vivere. Quando il terreno è severo da un punto di vista del vivere, dell’ambiente, la gente scopre che solo stando assieme può avere una vita migliore. Ecco perché sostengo che il Trentino, territorio non ricco dal punto di vista della produzione, ha costretto la gente a creare un profondo legame solidaristico e la gente ha trasformato questa necessità in opportunità. C’è un’altra cosa di cui sono orgoglioso. Assieme ad Angelo Corradini, segretario generale di Marcialonga, abbiamo ideato il marketing territoriale. Siamo stati capaci di mettere assieme la gran fondo di sci con un gruppo di sponsor espressione del territorio: Casse Rurali Trentine, Melinda, Cavit, Trentingrana, ma anche Itas e Coop Trentino. Abbiamo dovu- to dire no ad altre offerte, anche allettanti, di sponsor nazionali. Ma questo avrebbe significato rompere con il mondo del Trentino. Abbiamo deciso di continuare anche avendo meno soldi. Ma lasciare la strada certa per quella non altrettanto certa ci pareva rischioso e, soprattutto, poco riconoscente nei confronti di chi è stato nostro compagno di viaggio fin dalla prima ora. Tempo di lettura: 5’05’’ Racconto scritto da Diego Nart 33 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | servizi alle associate Famiglie Cooperative, le statistiche passano dalla cassa E’ diventato per la maggior parte automatico il processo che porta alla formazione di utili statistiche delle vendite nelle Famiglie Cooperative trentine. Fino a tutto il 2011 ciascuna società ogni mese doveva compilare manualmente una tabella per la Federazione con le vendite per reparto, che poi veniva rielaborata per produrre report per le Famiglie Cooperative e aggregati di settore. Oggi, sem- plicemente con il ‘bip’ che segnala il passaggio dei prodotti alla cassa, tutta questa mole di dati viene registrata e resa disponibile alle Famiglie Cooperative via web (sul portale della Federazione) con una serie molto più dettagliata e approfondita di dati (ad esempio sulla tipologia dei clienti soci e non soci). Questo, in estrema sintesi, è il risultato di un grande lavoro di ammodernamento e integrazione che ha prodotto da inizio anno un servizio innovativo per le imprese del commercio cooperativo, svolto in stretto collegamento con il Settore consumo della Federazione guidato da Giuseppe Fedrizzi. Un obiettivo individuato con il piano strategico di sviluppo dell’ente di via Segantini e portato a termine nei tempi preventivati. Sul sito della Federazione (area servizi, sezione osservatorio), inoltre, ogni Famiglia può visualizzare i propri dati di bilancio (classificati secondo diversi criteri), e di soci e dipendenti suddivisi per sesso e provenienza. Il tutto con una profondità storica che parte dal 2004. Sempre accedendo attraverso il portale, ogni società di consumo trova poi la rielaborazione dei dati sulle vendite suddivisa per reparto (vanno integrati a mano, sempre attraverso il sito, soltanto le fatture extra-cassa o i reparti speciali non rilevati automaticamente, tra cui il biologico, l’abbigliamento, la farmacia e le scorte agrarie). La novità forse più rilevante è la possibilità di confrontare i propri risultati con l’aggregato di settore, quello della propria zona territoriale o classe dimensionale. Nella sezione ‘Osservatorio’ sono poi disponibili report con i totali di sistema, e il confronto con le annate o mensilità precedenti. Non solo. Per ciascun reparto è possibile valutare l’efficacia delle politiche commerciali e promozionali, capire quali sono i margini prodotti, comprendere quanta parte delle vendite viene riferita ai soci e quanta agli altri clienti. Dal portale si accede anche al controllo di gestione, per le Famiglie Cooperative che beneficiano del servizio. L’Osservatorio e il controllo di gestione, infatti, sono stati integrati in un’unica interfaccia, in modo da essere comodamente consultabili. L’intera procedura, dunque, è più veloce e consente un grado di analisi, confronto e approfondimento prima impensabile. Per il futuro, poi, sono allo studio aggiunte di informazioni, grazie all’inserimento di un filtro che permetta di cogliere i canali di vendita e di elaborare dati utili sulle linee di prezzo. Per informazioni si possono contattare Daniele Lucchini del Settore Consumo (0461/898325) della Federazione e Luisa Stringari dell’Osservatorio della Cooperazione Trentina (0461/898545). Per problemi relativi a password e accesso, invece, è disponibile l’Ufficio Informatica sempre dell’ente di via Segantini (d.p.). Tempo di lettura: 2’50’’ 34 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | servizi alle associate Coop agricole, bilanci sotto la lente Questa pesante crisi congiunturale impone una attenzione ancora maggiore da parte di amministratori e dirigenti di impresa nel momento della scelta degli investimenti. Le conseguenze economiche, finanziarie e patrimoniali, infatti, vanno esaminate al meglio, per soppesare le decisioni con la massima cautela. Per fare questo occorre disporre di strumenti di analisi di bilancio approfonditi, che offrano un grado di indagine efficace e realistico della salute dell’azienda. Per le cooperative, in particolare, questo studio deve essere minuzioso e specifico, perché i risultati non vengono giudicati in base all’utile generato, ma alla capacità di remunerazione dei soci. Gli indici standard, dunque, non riescono a cogliere e misurare questi aspetti. Partendo da queste considerazioni il settore cooperative agricole della Federazione Trentina della Cooperazione ha messo a disposizione delle associate uno strumento nuovo ed innovativo, costruito su misura per analizzare i bilanci delle cooperative, in particolare quelle di conferimento. Si tratta dell’analisi di andamento aziendale basata su una riclassificazione degli ultimi quattro bilanci dell’associata, secondo il criterio della pertinenza gestionale. Il servizio è stato strutturato con il supporto specialistico di Alessandro Berti, docente di Economia degli intermediari finanziari dell’Università di Urbino ed è stato offerto nel 2011 in prima battuta a cantine sociali e cooperative ortofrutticole. L’analisi riguarda sia gli aspetti economici che quelli finanziari e patrimoniali e sarà aggiornata ogni anno ed allargata ad altri settori. Analisi economica Riclassificando il conto economico, gli esperti hanno cercato di comprendere la capacità della cooperativa di generare ricavi e la sua attitudine a mantenere nel tempo il proprio equilibrio, continuando contemporaneamente a remunerare in modo adeguato i soci conferitori. Quest’analisi è stata orientata, in primo luogo, a comprendere la formula competitiva, per capire i legami tra la struttura dei costi aziendali e la generazione dei ricavi, e quindi il grado di elasticità attraverso al leva operativa. Analisi finanziaria L’obiettivo di questa analisi è quello di verificare la capacità di rimborso e di autofinanziamento della cooperativa, per comprendere se l’andamento futuro possa essere equilibrato ed armonico. L’autofinanziamento è il processo di accantonamento di risorse finanziarie (utili non prelevati) destinate agli investimenti aziendali o 35 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 al rimborso dell’indebitamento. Il metodo utilizzato dagli esperti è quello dell’analisi per flussi, a seguito della verifica dell’andamento e della dimensione del capitale circolante netto operativo, anche in rapporto al fatturato. Il capitale circolante netto operativo è infatti una variabile molto importante, poiché misura l’ammontare di risorse che compongono e finanziano l’attività operativa di una azienda ed è un indicatore utilizzato allo scopo di verificare l’equilibrio finanziario dell’impresa nel breve termine. Infine il lavoro di analisi ha realizzato un rendiconto finanziario per variazione dei saldi patrimoniali. Tale metodo ha consentito di misurare anche in senso dinamico il processo di autofinanziamento aziendale, l’impiego e la raccolta di capitali. Tutti elementi che, incrociati debitamente, danno agli osservatori gli elementi necessari per una approfondita indagine patrimoniale (d.p.). Tempo di lettura: 2’55’’ CULTURA COOPERATIVA | l’iniziativa Una Fondazione per don Guetti Nell’Anno Internazionale delle Cooperative sta per nascere la “Fondazione don Lorenzo Guetti”. A Cavrasto è stata presentata ai rappresentanti di cooperative, enti e associazioni della “culla della Cooperazione”. “Se uniamo le radici di don Lorenzo Guetti alla voglia di fare, allo spirito di appartenenza – ha osservato Diego Schelfi, il presidente della Cooperazione Trentina – daremo il via ad una grande cosa. Naturalmente, da parte nostra, c’è l’accompagnamento forte e convinto a questa iniziativa”. La “Fondazione don Lorenzo Guetti” è una istituzione culturale. Obiettivo: valorizzare la figura e l’opera del fondatore del movimento cooperativo trentino, ma anche il territorio dove l’idea guettiana è diventata realtà e il tessuto sociale ed economico del Trentino dove questo modello ha messo radici forti. L’assemblea legislativa provinciale ha votato la legge che istituisce questa Fondazione. Successivamente la Giunta Provinciale ha impegnato risorse economiche per consentirne l’avvio. Sono state illustrate le caratteristiche di questa realtà per intraprendere un percorso partecipato e condiviso con gli enti locali e le cooperative della valle. Importante anche la ricerca curata, a quattro mani, da Giorgio Corradi e Luca Iori nell’ambito del “Progetto Incipit” della Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella. Lo studio ha elaborato contenuti, attività istituzionali, organi sociali, consiglio di amministrazione e altri elementi distintivi della Fondazione. “Don Guetti possedeva una forte capacità imprenditoriale – è stato spiegato – ma era attento anche ai bisogni della gente comune. Se una persona aveva un problema andava da don Guetti”. Se studiamo “la storia del Trentino e della sua Autonomia – ha osservato il consigliere provinciale Ro- berto Bombarda – vediamo emergere il parallelismo tra Alcide Degasperi e don Lorenzo Guetti. Gli studi evidenziano una statura di gigante per il curato del Bleggio. Se noi riconosciamo a don Guetti la figura di gigante credo che, egli, meriti lo stesso livello di studio, di divulgazione perché don Guetti è un patrimonio del Trentino e non solo delle Giudicarie, del Bleggio e del Lomaso”. L’idea della Fondazione don Guetti “è un investimento sul futuro, il tassello di un mosaico importante per il Trentino – ha concluso Lorenzo Dellai, presidente della Provincia Autonoma di Trento – Essa può diventare uno strumento per rafforzare la rete tra le tante realtà del territorio per il suo sviluppo professionale ed economico”. La costituzione ufficiale è prevista nei mesi di marzoaprile. Inizio attività: nel corso della primavera. Tra gli appuntamenti: il 120esimo di fondazione della prima Cassa Rurale del Trentino, a Quadra di Bleggio. “Nasce modesta e senza pretese ma sembra animata a fare sul serio quello che farà”. Così don Guetti centoventi anni fa. Parole che sembrano adattarsi alla nascente “Fondazione don Lorenzo Guetti” (d.n.). 36 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | scuola Imparare un mestiere Al Centro di formazione professionale Enaip di Cles si impara a fare. Si impara a fare un mestiere, quello dell’elettricista e del meccanico e lo si impara facendo pratica, preparati e guidati dagli insegnanti, nei laboratori di officina e attraverso gli stage formativi presso le aziende del territorio. Coerentemente con la metodologia dell’imparare facendo in sinergia col territorio, il CFP promuove da tre anni la creazione, da parte degli allievi, delle Associazioni cooperative scolastiche. Dopo una fase di preparazione in cui gli allievi hanno studiato la storia, i valori e le modalità di funzionamento delle imprese cooperative in Trentino, si sono costituite anche quest’anno con l’aiuto dell’Ufficio educazione della Federazione e la Cassa Rurale di Tuenno – Val di Non, ben quattro Acs: Coop New Energy e Coopernico per gli elettrici, Skenchwork e Technocoop per i meccanici. I soci delle quattro Acs, affiancati da un gruppo di lavoro a cui hanno dato il nome NECST (dalle iniziali delle quattro Acs) sono impegnati ad offrire servizi utili per tutta la comunità scolastica. Per la gestione di eventi interni alla scuola, i ragazzi proseguiranno la proficua collaborazione iniziata lo scorso anno con la Famiglia Cooperativa Castelli d'Anaunia, al cui direttore avevano realizzato lo scorso anno un’interessante intervista e che oggi è ancora più vicina grazie alla recente apertura del negozio Coop in centro storico a Cles, a pochi passi dalla scuola. Al termine dell’attività, i ragazzi del NECST avranno l’occasione di presentare la loro esperienza all’assemblea dei soci della Famiglia Cooperativa. In quanto alle fiere di primavera, che si svolgeranno a scuola e sul territorio, i giovani soci sono impegnati a progettare e realizzare dei prodotti da presentare ai visitatori che diano mostra delle loro competenze professionali ed organizzative. Tra questi un portachiavi con il logo del NECST e del CFP Enaip Cles. Lo scopo delle attività è capire a fondo la storia e la realtà economica della Val di Non attraverso il fare insieme, tra soci e con le imprese cooperative locali, per conseguire degli utili che andranno in parte ad ammortizzare le spese per il viaggio d’istruzione dei soci e, in parte, saranno destinati a progetti di solidarietà. Giochi cooperativi Coop Campus Il progetto “Giochi cooperativi a scuola” propone un percorso rivolto alle classi I e II della scuola primaria. Si tratta di scoprire e riflettere sulle capacità e sulle emozioni, proprie e altrui, attraverso giochi e semplici attività di gruppo. Il criterio pedagogico su cui si fonda la proposta è quello dell’apprendimento attraverso l’esperienza, attivando la capacità di risolvere problemi. La promozione di atteggiamenti e comportamenti cooperativi sarà sostenuta non solo nel momento dell’intervento proposto, ma anche attraverso l’assunzione di compiti di responsabilità durante la vita scolastica. Inoltre si propone la crescita cognitiva attraverso la discussione con gli altri. Coop Campus è un nuovo progetto sperimentale di educazione cooperativa scolastica che prevede un soggiorno gratuito al "Vezzena Camp" per tre giorni. Il percorso, rivolto agli alunni delle classi terze della scuola primaria, vuole supportare e stimolare bambini e insegnanti a impegnarsi nell’attività di cooperazione scolastica. Si tratta di un’iniziativa proposta dal Centro per la formazione continua e l'aggiornamento del personale insegnante di Rovereto, tramite Consolida, in collaborazione con l'Ufficio educazione cooperativa della Federazione e con il sostegno della Pat. Maggiori info su www.coopeduca.it e su www.vezzenacamp.it. Tempo di lettura: 2’ 37 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | l’esperto risponde Agevolazioni Irap per chi finanzia le Apt Per inviare quesiti si può scrivere all’indirizzo: [email protected]. Accantonata l’idea di attivare uno specifico tributo per il turismo a carico degli operatori della filiera e non ritenendo sensato reintrodurre la vecchia imposta di soggiorno (tutta a carico dei turisti), la Provincia ha individuato una “via trentina” per favorire l’autofinanziamento di Aziende per il turismo e Consorzi Pro-loco, oggi ancora sovvenzionati in via maggioritaria con risorse pubbliche. Da Piazza Dante, infatti, è arrivata una nuova detrazione fiscale, rivolta a tutte le imprese (di qualsiasi comparto) che investono nella promozione turistica, con la finalità di ridurre l’onere a carico di Apt e Pro Loco, ma anche e soprattutto per accrescere e possibilmente rendere stabile la collaborazione tra i mondi dell’economia che dal turismo ritraggono beneficio e vantaggi (anche economici) e chi nel turismo vive ed opera. “Sono convinto – dice l’assessore provinciale Tiziano Mellarini, promotore dell’iniziativa – che questi sgravi fiscali potranno costituire una grande opportunità da cogliere per accrescere il ruolo e l’incidenza dei privati in queste organizzazioni territoriali, attori fondamentali per costruire un prodotto turistico competitivo, a tutto vantaggio dello sviluppo del nostro turismo e dell’indotto che ne consegue”. Chi potrà beneficiare della detrazione fiscale? La finanziaria provinciale prevede un’agevolazione sull’IRAP dovuta dalle imprese operanti in provincia di Trento per premiare quelle che contribuiscono volontariamente al finanziamento delle Apt e delle Pro Loco o che partecipano finanziariamente a progetti di marketing territoriale. Che agevolazioni sono previste? L’azienda beneficia per i periodi di imposta 2012 e 2013 di una detrazione dell’IRAP dovuta alla Provincia pari al 50% di quanto versato, con un tetto massimo dello 0,46% della base imponibile IRAP. La prima applicazione della detrazione avverrà nel 2013, in sede di dichiarazione dei redditi 2012. I finanziamenti rilevanti sono tuttavia tutti quelli effettuati a partire dal 1° gennaio 2012. Va aggiunto che se il finanziamento all’Apt è un costo inerente l’attività dell’impresa (e lo è nella generalità dei casi), il contribuente potrà portare tutto il finanziamento in deduzione dalla base imponibile dell’imposta sui redditi. Questo significa che, in caso di contribuente IRES, il risparmio fiscale del finanziamento dell’Apt potrà arrivare fino ad un massimo del 50% (IRAP) + 27,50% (IRES), riducendo l’esborso reale a carico del contribuente – nei casi più favorevoli – a meno di un quarto di quanto versato all’APT. Quali tipi di finanziamenti danno diritto alla detrazione? I finanziamenti erogati quali atti di liberalità o quali contributi in conto esercizio a favore dell’Apt (o Consorzio Pro loco) e quelli erogati a fronte della partecipazione a progetti di marketing territoriale realizzati dall’Apt (o Consorzio Pro loco), inseriti nel programma annuale di attività dell’ente. Sono esclusi dall’agevolazione i semplici corrispettivi per diretta prestazione di servizi svolti dall’Apt a beneficio del singolo operatore. La soglia minima del finanziamento sarà individuata dalla Giunta provinciale, sentiti gli operatori, anche differenziandola per categoria economica (es. ricettività, impianti a fune, servizi ai turisti 1000 euro all’anno; altri contribuenti: 500). Tempo di lettura: 2’50’’ 38 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | storie di impresa Il telaio di Anita resiste alla Cina di Corrado Corradini Per più di 20 anni, fino al momento della pensione nel 2007, Emanuele Prantil è stato l’anima della Confezioni Anita, cooperativa di Priò in valle di Non. Prantil collabora ancora con la cooperativa, “a livello di amicizia”, precisa, “mi preme che vadano avanti”. La società è nata a fine 1984 sulle ceneri di un’azienda di confezioni, che produceva anche scarponi. Prantil, che era il responsabile della produzione, si trovò improvvisamente senza il lavoro, assieme a lui altri 17 dipendenti. “La situazione era tragica - ricorda -. Perso il posto, non avevamo più soldi e qualcuno di noi aveva una famiglia da mantenere. La mia preoccupazione era accresciuta dal fatto che avevo firmato in banca per garantire i debiti dell’azienda”. I lavoratori non si sono persi d’animo. I vecchi clienti della società liquidata sono stati contattati per verificare la possibilità di ricevere nuove commesse. “Non sapevo niente di mercato e di tecniche di vendita - dice Prantil - ma un tentativo andava fatto, era in gioco il nostro futuro”. I riscontri sono stati incoraggianti; alcune società, soprattutto in Austria, Svizzera e Germania, si sono dichiarate interessate. Così è nata l’idea della cooperativa, che ha rilevato i macchinari dalla vecchia proprietà. La Cassa Rurale di Taio (oggi d’Anaunia), che aveva acquisito l’immobile dal fallimento, lo ha affittato alla neonata cooperativa. All’inizio il lavoro era garantito per 3 o 4 soci. “Chi aveva la cassa integrazione è entrato in cooperativa in un secondo momento”, ricorda l’ex presidente. In poco tempo la Confezioni Anita è stata in grado, con un contributo della Provincia e l’aiuto di Cooperfidi, di acquistare la proprietà di metà sede. Per rilevare la seconda metà sono passati altri quattro anni. “Volevamo fare il passo conforme alla gamba e avevamo un paura maledetta dei debiti”, commenta Prantil. Per i primi anni la produzione si è concentrata sulle borse per sport invernali, su ghette e zaini da montagna. Questi articoli hanno perso il loro peso nel fatturato della cooperativa quando la concorrenza dei produttori esteri è diventata insostenibile. “Con quello che entrava in cassa non riuscivamo nemmeno a coprire i costi”, dice l’ex presidente. La produzione si è così spostata sul settore della protezione civile e della sanità, che richiedeva borsoni e zaini per il pronto intervento. La domanda c’era ed alimentava buoni bilanci. Una commessa della protezione civile del Friuli ha tenuto impiegati i dipendenti dell’Anita per quattro mesi. I soci sono diventati 15. Nel 2008 il fatturato ha raggiunto il valore di 560 mila euro. La crisi si è affacciata a Priò nella seconda parte del 2010. “Colpa dei cinesi - argomenta Prantil e del taglio dei fondi per la protezione civile”. La cooperativa ha reagito investendo nell’acquisto di una macchina per il taglio molto tecnologica costata 146 mila euro. “Parte del nostro lavoro - dice il fondatore delle Confezioni Anita - è ora guidata dal computer. Siamo un po’ meno artigiani e un po’ più informatici”. Il calo del fatturato, che nel 2011 si è aggirato sui 400 mila euro, ha costretto la cooperativa a ricorrere alla cassa integrazione, che coinvolge tutti i dipendenti due giorni alla settimana. Prantil si mantiene però fiducioso: “Debiti non ce ne sono, abbiamo qualche riserva, stiamo lavorando per allargare il nostro mercato. Nei momenti di difficoltà la cooperativa è rimasta sempre unita”. Tempo di lettura: 2’58’’ 39 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 Emanuele Prantil, già presidente della cooperativa Confezioni Anita 4 linee di prodotti Sono quattro le linee di prodotto che propone al mercato la cooperativa. La prima linea comprende borsone e zaini per l'emergenza e la protezione civile. Nell'assortimento della linea caccia: zaini, custodie, ghette con il marchio "Camoscio". Stesso genere di articoli per la linea montagna e per la linea sport e tempo libero. Tutti i prodotti possono essere personalizzati con il marchio del cliente. Per info e cataloghi contattare: tel. 0463.469393, email: [email protected] Raggiungete i vostri obiettivi di green economy senza correre rischi. I VOSTRI PROGETTI DI GREEN ECONOMY CRESCONO RIGOGLIOSI. Siamo a Trento, Bolzano, Treviso, Padova, Brescia, Bologna www.mediocredito.it CORPORATE E INVESTMENT BANK. PROGETTI, IMPRESE, SUCCESSI CULTURA COOPERATIVA | arte idee territorio Il Sait per l’arte e la Locride Acquistate 26 opere dei giovani dell’Istituto d’Arte Vittoria. Il ricavato andrà all’Associazione don Milani di Gioiosa Jonica Il Sait è un pilastro dei sistema commerciale trentino non solo perché distribuisce prodotti alle cooperative, o perché mette scatolette sugli scaffali, ma perché è consapevole che “comperare”, come la gente fa nei negozi, è una scelta di cultura, di territorio, di relazioni innanzitutto. E’ in questa visione che si inquadra l’iniziativa più recente del Sait: l’acquisto di 26 dipinti di altrettanti studenti dell’Istituto d’Arte Vittoria (guidati da quell’artista e vero “preside” che è Silvio Cattani, ché non si limita a fare il “dirigente”, ma indirizza e soprattutto motiva di idee e di volontà i suoi studenti) per donarne poi il ricavato all’Associazione don Milani (un Centro diurno per i minori) di Gioiosa Jonica, in Calabria. L’iniziativa, sostenuta dal presidente del Sait Renato Dalpalù e dal direttore Luigi Pavana, ha due aspetti. Il primo è di sostegno alla cultura diffusa. La gente spende più tempo nei supermercati che nei musei o nelle chiese. A ben guardare anche i supermercati possono diventare “location” per proposte d’arte. Il Sait non rimpiangerà di aver acquistato i 26 dipinti dei giovani, di esporli nella sua sede, di farli conoscere in una serie di “vernissage” nel Trentino. Il secondo aspetto, e su questo ha insistito l’arcivescovo Luigi Bressan, presente all’iniziativa, è un ulteriore stringersi di legami – quasi un gemellaggio progressivo – fra il Trentino e la Locride, in terra di Calabria. I rapporti sono iniziati con monsignor Bregantini, con le esperienze cooperative di produzione “pulita”, senza mafie, e si estendono ora al mondo giovanile. Sono legami da rafforzare in confronti e aiuti reciproci, di bellezza, di solidarietà. Un cammino che il Sait e i giovani della scuola d’arte possono compiere insieme (f.d.b.). 41 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | libri Vademecum dell' amministratore della Bcc L’agile libretto della collana ‘Strumenti Pocket’ di Ecra (la casa editrice delle Bcc italiane) offre molti spunti interessanti per chi si accinge ad amministrare una Cassa Rurale, i giovani consiglieri in particolare. L’autore analizza in modo sintetico ed efficace la composizione, le funzioni e le responsabilità dei vari organi coinvolti: l’assemblea, il consiglio di amministrazione, la vigilanza, l’esecutivo. Nel testo viene anche proposta una panoramica generale del movimento, della sua architettura, del suo sistema di protezione e della sua storia. Il linguaggio è volutamente semplice, perché la pubblicazione risulti un manuale facile da leggere e da consultare, senza considerazioni teoriche o dottrinali. La prefazione è firmata da Alessandro Azzi, presidente di Federcasse. Autore Editore Prezzo Pagine Tempo lettura: 40" Domenico Manzo Ecra 14 euro 140 Trent’anni di storia tra mele e pedali E’ il libro dedicato alle prime venti edizioni del “Trofeo Melinda” e alle dieci del Circuito degli Assi di Nanno. Idea organizzativa di Marco Brentari che ha saputo maturare nel tempo: da kermesse ambientata lungo le stradine di campagna fiancheggiate dai meli in fiore a corsa in linea che, in pochi anni, è riuscita a diventare traguardo ambito per i professionisti dello sport del pedale e prezioso test per il cittì della nazionale italiana impegnato a osservare gli “azzurrabili” per il campionato del mondo. Nella settantina di pagine molte sono le immagini che riflettono i volti dei tantissimi big che hanno onorato questa corsa e, molte volte, l’hanno vinta. Autore Editore Prezzo Marco Brentari, Franco Lancetti, Giacomo Santini Melinda Pagine 66 Tempo lettura: 35’’ Misurare la differenza Il manuale risponde ad un’esigenza molto sentita nel mondo del credito cooperativo: quella di conoscere in una forma più compiuta il proprio lavoro, avendo indicatori misurati che ne rilevino la differenza. Gli indicatori proposti nel testo vengono raggruppati in tre dimensioni: buona banca, buona cooperativa, buon attore di territorio. Nell’ultimo trentennio sono stati prodotti bilanci sociali, bilanci di missione, rendiconti sociali, rapporti di performance ambientale, bilanci integrati tra ciclo economico, risultati sociali e impatto ambientale. Tutti strumenti che rispondono alla stessa esigenza di trovare misure ‘giuste’. Questo libro offre una risposta nuova e integrata con tutte le esperienze finora compiute. Autore Editore Prezzo Pagine Claudia Gonnella e Alessandro Messina Ecra 19 euro 222 Tempo lettura: 35" 42 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | libri Altro che privilegi di Michele Dorigatti* I pregiudizi sono duri a morire. Marco Reggio, giornalista e responsabile dell’Ufficio Stampa di Federcasse, si è cimentato nell’ardua impresa di andare “contro-corrente”, dando alle stampe un istant book, cioè un piccolo libro dedicato ad un tema non nuovo, per la verità, ma sempre di grande attualità. Il titolo è già un programma: “Altro che privilegi. Tutta la verità sul trattamento fiscale delle cooperative. E non solo”, con prefazione del prof. Giulio Sapelli. In realtà, le 135 paginette evidenziano una realtà socio-economica, quella cooperativa, che dispone di numeri poderosi (83 mila imprese, 12 milioni di soci, 1,5 milioni di addetti, 130 miliardi di fatturato, leader di mercato in numerosi settori, 8% della ricchezza ogni anno prodotta in Italia). Malgrado questo le istituzioni politiche, economiche ed accademiche continuano a considerare il movimento cooperativo e mutualistico un fenomeno residuale, parassitario e privilegiato, sia da un punto di vista politico che fiscale, nonostante questa crisi che non passa, per dirla con l’ultimo libro del prof. Mario Deaglio, abbia messo in buca il capitalismo neoliberalista. Secondo un luogo comune (questo sì, fondato), in Italia a pagare le tasse sono i lavoratori dipendenti e i pensionati. Dovremmo però aggiungere a queste due categorie, virtuose o incapaci di sfuggire al fisco, anche le imprese cooperative, come dimostra l’accurata analisi di Reggio. Tanta opinione pubblica è fermamente convinta del contrario: nel mondo degli affari, si sente ripetere, le coop sono avvantaggiate perché non pagano le tasse. Che rispondere? Primo: gli evasori italiani, e tra loro una buona fetta dell’imprenditorialità capitalistica, hanno superato i 270 miliardi di euro. Una cifra mostruosa, sottratta all’erario pubblico, che rappresenta circa un quinto del prodotto interno lordo (precisamente il 19,2%). Il consiglio è dunque di cercare altrove. Secondo: come è noto (e molto strano), circa metà dei bilanci delle imprese italiane preferiscono chiudere in pareggio, mettendosi così nelle condi- zioni di non pagare tasse. La contabilità creativa alla Tremonti ha fatto tanti proseliti. Nel mondo reale (e non nel mondo mistificato) le cooperative pagano le tasse, come e più di altre imprese. Iva, Irap, Ires, imposta di registro e imposta di bollo sono correttamente e pienamente assolte. Nelle cooperative gli utili, realizzati e dichiarati, (e non nascosti nelle pieghe opache dei bilanci) vengono collocati per legge in un fondo intergenerazionale, unico strumento a disposizione per patrimonializzare le aziende. L’unica (e ultima) “agevolazione” di cui godono le imprese cooperative, impossibilitate ad arricchire la propria base sociale tramite dividendi annuali, riguarda l’intassabilità degli utili destinati per legge a riserva indivisibile e indisponibile. L’ultimo governo Berlusconi nella spasmodica ricerca di entrate sicure è riuscito, se possibile, ad aumentare l’aggravio fiscale del 7%. Al netto della scarsa abilità comunicativa mostrata dalla cooperazione, questo libro, che aspettavamo da tempo, segna un punto a favore della cooperazione. Ma, non illudiamoci, la partita sarà dura; ci vorrà del tempo, delle campagne di informazione e comunicazione, delle idee chiare, perché “è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”. Parola di Albert Einstein. Tempo di lettura: 2’53’’ * Ufficio studi e intercooperazione della Federazione Trentina della Cooperazione 43 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 Ciscra: Trasparenza bancaria allo sportello Via S. Michele, 36 • 45020 Villanova del Ghebbo (Ro) Tel. 0425 651 111 www.ciscra.com • [email protected] OPINIONI IDEE PER IL FUTURO Giovani, un nuovo progetto per rafforzare la rete di Enrico Bertolotti, presidente Associazione Giovani Cooperatori Trentini* L’Associazione Giovani Cooperatori Trentini, che da poco presiedo, si pone obiettivi fondamentali per concorrere a preservare e mettere a disposizione delle future generazioni il ‘patrimonio cooperativo’, inteso come eredità economica, sociale e morale. Promuoviamo la conoscenza del movimento cooperativo e dei suoi valori tra i giovani e contribuiamo alla loro formazione civile e culturale; favoriamo il ricambio generazionale nella governance delle cooperative, nonché la costituzione di nuove cooperative. Infine ci occupiamo della diffusione in chiave moderna dei valori della cooperazione. Questi sono obbiettivi di cruciale importanza sia per noi giovani che per il movimento stesso, affinché esso possa rigenerarsi di nuova linfa e noi possiamo coglierne il valore e le opportunità. La nostra sfida, quindi, è quella di riuscire a coinvolgere i giovani, quotidianamente “bombardati” da una miriade di informazioni e di stimoli. Per questo il progetto a cui stiamo lavorando da tempo è quello di realizzare una solida organizzazione fra i giovani trentini, una rete attraverso la quale raggiungere risultati che altrimenti sarebbero insperati. Attualmente in Provincia sono attivi 7 club giovani soci (Val di Ledro, Val di Non, Val di Fiemme, Pinè, Trento, Mezzocorona e Mori) e altre associazioni similari, nate grazie al sostegno economico ed organizzativo delle Casse Rurali del loro territorio. Questi gruppi organizzano eventi sia di carattere formativo/informativo che ludico, in completa autonomia; le iniziative già realizzate sono tantissime, ed hanno ricevuto un riscontro estremamente positivo da parte degli iscritti dei rispettivi territori. Il ruolo della nostra Associazione vorrebbe essere quello di anello di congiunzione fra i giovani cooperatori organizzati nei gruppi territoriali e la Federazione Trentina della Cooperazione. Molti passi in questa direzione sono già stati fatti, come l’organizzazione di Olimpicoop, un evento sportivo per i soci di tutti i gruppi in Provincia, che si è svolto per due edizioni a Ledro riscuotendo un gran successo di partecipazione e gradimento. In queste occasioni, oltre che in appositi incontri, i rappresentanti dei diversi club hanno avuto modo di conoscersi meglio e di portare avanti questo progetto, arrivando alla progressiva elezione di alcuni di loro all’interno del Direttivo dell’Associazione. Attualmente, infatti, fanno parte del Direttivo rappresentanti dei club di Ledro, Mezzocorona, Trento e dei giovani dipendenti della Rurale di Rovereto. Ora siamo impegnati nel favorire ed incentivare da un lato la nascita di nuove esperienze di questo genere, e dall’altro nell’allargamento di queste realtà agli altri settori della Cooperazio45 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 ne del territorio di riferimento. Siamo attivi, inoltre, all’interno del PAE (Piano d’Ambito Economico), un tavolo a cui partecipano tutte le associazioni junior di categoria della Provincia e che coinvolge nelle proprie attività molti giovani. L’azione prioritaria del tavolo è quella di promuovere la cultura del fare impresa nelle giovani generazioni, attraverso la condivisione delle esperienze e delle peculiarità delle diverse categorie; la nostra Associazione, all’interno di questo percorso, cerca di mettere in luce un importante punto di forza della cooperazione, ossia la sua trasversalità. Oltre alla possibilità di fare impresa in forma cooperativa, infatti, c’è un più ampio modo di essere cooperatori. Tutti gli attori economici (artigiani, albergatori, industriali, ecc.), infatti, possono essere cooperatori, essendo ad esempio soci di una Cassa Rurale o di una Famiglia Cooperativa, alimentando così quel circolo virtuoso che da decenni contribuisce al benessere sociale ed economico del nostro territorio. Il calendario delle attività dell’Associazione per il 2012 è ricco di attività; tutti coloro che volessero conoscerci più da vicino ed essere informati sugli eventi in programma, possono inviare una mail con i propri dati ed una breve presentazione all’indirizzo: giovani. [email protected]. Tempo di lettura: 3’23’’ OPINIONI ECONOMIA L’Europa riconosce la diversità cooperativa Nel corso degli ultimi anni sono state da più parti sottoposte agli organismi comunitari competenti diverse richieste di esprimersi sulla compatibilità con il diritto dell’Unione Europea delle agevolazioni fiscali concesse dalla normativa italiana alle cooperative, in particolare alle cooperative a mutualità prevalente, che svolgono cioè la loro attività prevalentemente con soci, rispettando il vincolo alla distribuzione di utili. Ovviamente una dichiarazione di incompatibilità con il diritto comunitario significherebbe l’obbligo di eliminare ogni agevolazione fiscale. La questione si sta trascinando da qualche anno tra gli uffici di Bruxelles, senza che le autorità comunitarie abbiano ancora preso una posizione definitiva. Qualche anno fa la Commissione Europea aveva predisposto un parere secondo cui buona parte delle agevolazioni fiscali concesse allora alle cooperative erano da considerarsi incompatibili con la normativa comunitaria e quindi aiuti di Stato. Il parere è poi stato ritirato, ma è stato comunque utilizzato con grande – e sospetta – tempestività dall’allora governo Berlusconi per tassare parzialmente gli utili non distribuiti di buona parte delle cooperative italiane, con la sola esclusione delle cooperative sociali. Negli successivi la Commissione, pur non decidendo ad esprimersi, non è sembrata comunque intenzionata a modificare la propria convinzione. Ora nel dibattito si inserisce una voce nuova, quella della Corte di Giustizia europea che con sentenza dell’8 settembre 2011 ha risposto ad una questione postale dalla nostra Corte di Cassazione e riferita alla compatibilità con il diritto europeo delle agevolazioni fiscali in favore della cooperative di produzione e lavoro. La sentenza ha carattere generale ed è di grande interesse per tutte le cooperative italiane e, più in generale, per tutti i soggetti che gestiscono attività imprenditoriali senza scopo di lucro. La Corte infatti, pur riconoscendo che le agevolazioni fiscali hanno natura di aiuti di stato, esclude che nel caso in questione essi siano aiuti vietati e perciò incompatibili con il diritto comunitario perché giustificati da una diversità strutturale tra impresa cooperativa e altre forme di impresa: il fatto che l’impresa cooperativa così come regolata dall’ordinamento italiano non ha scopo di lucro. Questa specificità giustifica e rende legittimo, secondo la Corte europea, un trattamento differenziato e più favorevole delle cooperative rispetto alle imprese che perseguono finalità lucrative. Si tratta di una sentenza importante per diverse ragioni, ma soprattutto perché riconosce una diversità strutturale, cioè riferita agli obiettivi perseguiti, tra cooperative e altre forme di impresa. Al di là dei profili più tecnici, che involgono principalmente questioni giuridiche, si può così sostenere che questa sentenza costituisce una tappa fondamentale verso il completo riconoscimento da parte delle istituzioni comunitarie, e nel diritto comunitario, della specifica e distinta identità delle imprese cooperative rispetto al modello tradizionale, e sinora dominante nei discorsi europei, dell’impresa capitalistica con finalità lucrative. Una diversità che potrà essere usata d’ora in poi non solo per difendere la agevolazioni in essere, ma anche per chiederne di nuove, sia per le cooperative che per altre forme di imprenditorialità a fini sociali. E per chiederle non solo a livello nazionale ma anche e livello comunitario. Tempo di lettura: 3’ * professore alla Facoltà di economia dell’Università di Trento e presidente di Euricse 46 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 [email protected] di Carlo Borzaga * OPINIONI ORIZZONTI Siate morali, vi conviene di Umberto Folena «Le semplici verità morali del debito e del dovere di ripagarlo sono state del tutto dimenticate e ignorate negli ultimi dieci anni. (…) Ciò a cui stiamo assistendo, sia in Europa che in America, è una demoralizzazione della vita economica. I debiti non sono più considerati come doveri a cui far fronte ma come beni da commerciare. E il loro costo viene trasmesso alle generazioni future, cioè ai nostri figli, che noi dovremmo proteggere, e che faranno bene a disprezzarci per aver rubato ciò che è loro». Roger Scruton, “Lettera Internazionale”, gennaio 2012. Roger Vernon Scruton, cittadino britannico, 68 anni, è filosofo, giornalista, romanziere, avvocato e compositore. Viene considerato un conservatore, ma la frase qui a fianco e l’intero suo intervento su “Lettera” è assai difficile da iscrivere nel “conservatorismo”, perché è un attacco al cuore della dittatura o idolatria del dio Mercato, tanto cara al pensiero, o meglio alla prassi di “destra”. Chi richiama il mercato ai princìpi, ai valori, all’etica non è forse iscritto nella “sinistra”? È la riprova di come tanti schemi siano più che logori e tornino utili soltanto ai pigri che faticano a orientarsi dentro la complessità, e quindi la semplificano a proprio uso e consumo. Scruton non rimpiange la socialdemocrazia e i pesanti e diffusi interventi statali nell’economia. Ma fa cominciare il disastro attuale con la «rivoluzione thatcheriana». Per forza, è inglese. Noi forse parleremmo di craxismo e Milano da bere. Gli americani di reaganismo. Scruton è caustico. La parola capitalismo, connotata negativamente poiché evocava alienazione e sfruttamento, fu sostituita con mercato: «L’economia, ci fu detto, non aveva niente a che fare con il profitto e con lo sfruttamento, ma con la libertà. Il mercato non era una necessità sociale, ma un bene morale». E, come tale, non poteva essere messo in discussione. E lo Stato? «Non più il tutore del bene comune ma il grande ficcanaso, lo scroccone che lucrava su tutti i nostri contratti, il ladro che si portava via i guadagni degli onesti lavoratori per distribuirli alle sue clientele viziate». Il mercato, dunque. Non più necessità sociale, ma bene morale. Una sorta di divinità che non poteva tollerare un’etica e una morale indipendenti, al di sopra di lei. E così si arriva al Duemila e al baratro, con lo Stato al servizio delle ragioni immarcescibili del mercato, delle grandi imprese, delle grandi banche. Un atteggiamento che ci spacciano per logico e normale, ma Scruton definisce criminale: «Bernard Madoff ha creato un fondo che prendeva denaro in prestito da una persona per pagare gli interessi sul debito di un’altra persona, e così via all’infinito. E per questo è stato mandato in prigione per il resto dei suoi giorni. Quando operò sono gli Stati a fare la stessa cosa, descrivono le loro azioni come “responsabili” e “compassionevoli”». Il “morale” Scruton è il residuo di una remota era geologica, un fossile obsoleto, oppure l’avanguardia di un futuro prossimo? «Potreste obiettare–conclude–che saggezza economica e saggezza morale sono due cose diverse. A me sembra che il senso morale sia emerso negli esseri umani proprio perché ha mostrato di tornare a loro vantaggio, almeno sul lungo termine». Il mercato divinizzato può arrecare grandi vantaggi subito, ma alla fine porta alla rovina. La morale, invece, non soltanto è buona in sé, ma fa bene. Tempo di lettura: 2’55’’ [email protected] 47 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 OPINIONI LA PORTA APERTA Ma allora è possibile! di Franco de Battaglia L’ultima domenica di gennaio il Paladolomiti ha ospitato l’assemblea dei soci della Famiglia Cooperativa di Pinzolo, che ha registrato passaggi e momenti importanti, all’insegna dell’unità. Ma allora - viene da dire, dopo i confronti e le polemiche, le voglie di separatezza, i contrasti di sistema che hanno avuto proprio Pinzolo come epicentro - allora è possibile! Allora è possibile che si registri concordia, che il “cooperare” tenga unita una comunità, avvantaggiandola anche nelle spese per il suo vivere. Allora è possibile che fra tanti ipermercati e centri commerciali, colonizzatori e accentratori, venga mantenuta una presenza locale forte nel commercio, un orgoglio, anche, di lavorare per sé e la propria terra. Alcuni dati meritano di essere sottolineati. La cooperativa di Pinzolo registra, innanzitutto, una base sociale in continua crescita, che ha raggiunto le 2004 unità. Essere e sentirsi “soci”, non clienti o consumatori: questo fa la differenza. Poi un giro d’affari aumentato (in un anno di crisi) del 2,58 per cento, con uno sconto medio ai soci, tenuto conto anche del ristorno, del 7,3 per cento. La cooperazione non è quindi soltanto parole, enunciazioni astratte. E’ un sistema che può ottenere questi risultati per i “soci”, anche nei paesi minori perché le Famiglie fanno egregiamente la loro parte e le realtà grandi, di sistema come il Sait, fanno da riferimento. Pinzolo poi è un “test” interessantissimo, perché la cooperativa da un lato serve una clientela (numerosa, ma sofisticata) di turisti, dall’altro presidia paesi minori, che nessun supermercato avrebbe interesse a servire. E’ facile dire: “Pinzolo ha tanti turisti”. Ma esistono, come concorrenti, altri grossi supermercati e negozi eccellenti. La Cooperativa, in realtà, attira i turisti non solo con i suoi prodotti, ma con il “fascino” di una proposta commerciale diversa, puntando su una sua specialità anche di “location” (i tre piani, la differenziazione e il “mix” dei prodotti) che si distingue dall’indistinto camerone di tanti ipermercati. A Pinzolo si avverte, anche dal logo (giustamente non uniformato), che la Cooperativa è un valore aggiunto locale, non l’appendice di un supermercato nazionale. E poi c’è l’orgoglio di essere l’impresa che crea più lavoro: uno staff di 117 collaboratori fissi, che arrivano a 165 con gli stagionali. I giovani della Rendena si fanno le ossa nel lavoro cooperativo. Non è poco. Ma questo meccanismo di successo è possibile solo se si resta uniti, se si fa sistema. Allora sarà possibile resistere anche alle “liberalizzazioni” (che aumentano i costi, non li diminuiscono) e alle invasioni di mercato. Pinzolo mostra che essere “soci” e un’unione di sistema possono vincere ogni concorrenza Tempo lettura: 2’55’’ [email protected] 48 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 3 - marzo 2 0 1 2 MARKETING SAIT ANNO INTERNAZIONALE DELLA COOPERAZIONE 2012 International Year of Cooperatives L’associazione Donne in Cooperazione è nata nell’ottobre 2005 e conta 230 socie e soci. Essi appartengono al mondo dei dipendenti, dei soci e degli amministratori: donne e uomini del movimento, appartenenti a tutti i settori d’attività e all’intero territorio provinciale. LA COO ON D E H C N A È PERAZIONE Le donne rappresentano circa la metà dei soci e dei dipendenti del sistema cooperativo trentino, ma solo il 12% dei presidenti di cooperativa è donna. Un patrimonio di risorse da valorizzare per riuscire a far crescere meglio il nostro territorio dal punto di vista economico ma anche sociale. Per raggiungere questo obiettivo è attiva l’Associazione Donne in Cooperazione. Visita il sito www.cooperazionetrentina.it/donne. NA