DELLA
ANNO XXXIV
28 MARZO 2009
E 1,00
12
DIOCESI
DI
COMO
PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A.
SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV.
IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO
COMO
EMERGENZA
GEORGIA:
IL “GRAZIE”
DI «IUBILANTES»
IL PAPA E IL
PRESERVATIVO
N
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
el nostro mondo affetto da ipercomunicazione ogni «cretino»
può esprimere la sua
opinione, anche quando non ha nulla da dire, e state
certi che trova subito, magari
sulla prima pagina di Repubblica o del Corriere della Sera, un
«laicone» che ne prende le difese ancor prima che qualcuno
l’abbia preso di mira... Ma se
parla il Papa, questo Papa teologo e professore che non deve
dimostrare a nessuno la sua
autorità almeno in campo culturale, allora «cretini» che aprono la bocca per contestarlo
aspramente si trovano anche
sugli scranni dei parlamenti o
tra i capi delle nazioni. Non voglio certo affermare che... Roma
locuta, causa finita («Roma ha
parlato, il caso è chiuso»), anche perché un simile dogmatismo - che oggi si trova a suo
agio più tra i laici che tra i cattolici - è lontanissimo dall’acribia intellettuale e dalle indubbie qualità accademiche di Benedetto XVI. Solo un intelligente è in grado di dialogare davvero - cioè di mandare in circolo il... logos - mentre spesso i
nostri «aeropagi» si riducono a
pollai televisivi, in cui ciascuno crede di avere detto qualcosa solo perché è stato capace di
aprire la bocca!
Papa Benedetto XVI, all’incirca tre anni fa, nella sua prima
enciclica scrisse parole incredibilmente nuove in merito all’amore, dimostrando di conoscere l’umanità dell’eros almeno quanto le eccelse vette dell’agape divina. Li intrecciò sapientemente non solo nell’uomo, ma anche arditamente in
Dio. Certo, scrisse che «sono necessarie purificazioni e maturazioni, che passano anche attraverso la strada della rinuncia»,
ma tale via costituisce la «guarigione dell’eros, in vista della
sua vera grandezza». Per umanizzare quest’uomo, che sembra
ridotto ad un coacervo di istinti, il Papa segue la strada che il
cristianesimo ha imboccato con
Gesù: presentargli il progetto
nella sua integralità, pur amandolo da subito nella sua fragilità. Verità e carità, applicate alla
concretezza dell’umanità.
Certo, se le stesse parole che
papa Benedetto ha pronunciato in quella intervista in quota
- che ha quasi il sapore dell’imboscata... - le avesse dette un
rabbino o un imam, dalla laica
Francia nessuno si sarebbe permesso di metterlo a tacere, in
nome di quella tolleranza che
si concede solo agli ebrei o ai
musulmani. Il Papa, invece,
deve essere impallinato tutte le
volte che osa rispondere con libertà e coraggio ad una domanda provocatoria. Il cristianesimo
va sradicato dal cuore dell’uomo.
E fa paura, proprio perché è ancora vivo, e lo è nelle parole di
un Papa ultraottantenne. Forse
per questo una certa cultura continua ad usare... il preservativo
nei rapporti con la Chiesa. Teme di restarne fecondata.
don AGOSTINO CLERICI
A PAGINA 16
BOSISIO PARINI
TRENT’ANNI
DI FORMAZIONE
CON «LA NOSTRA
FAMIGLIA»
A PAGINA 21
PELLIO
INFERIORE
SALVA LA CAPPELLINA
DEL RONCHETTO
A PAGINA 22
VALCUVIA
È IN DISTRIBUZIONE
IL NUMERO 29
DI «VERBANUS»
A PAGINA 24
Africa:
per un domani
migliore
PENSIONATI
CISL
IL CONGRESSO
REGIONALE DELLA
FNP A BORMIO
A PAGINA 25
IL VIAGGIO DEL PAPA
ALLE PAGINE 8 E 9
BENEDIZIONE
DELLE
FAMIGLIE
2009
COMO
LA FAMIGLIA
COMASCA E I SUOI
PRIMI 40 ANNI
omenica 29 marzo appuntamento presso la
basilica di S. Fedele
per la celebrazione della S. Messa alle ore
11.15. Seguirà il pranzo insieme. Una realtà più viva che mai,
con molti progetti in cantiere.
D
A PAGINA 11
COMO
L’ASL CULLA...
DEL RAZIONALISMO
A PAGINA 12
Prenotatelo
AL PIÙ PRESTO
telefonando allo
031 - 26.35.33.
(in orari d’ufficio)
PONZATE
CHIARA, FRESCA,
DOLCE ACQUA...
Inaugurata la nuova statua della Madonna Immacolata, posta nella nicchia
della storica fontana di
piazza Garibaldi.
A PAGINA 13
COMO
AMI IL TEMPO
CHE SCORRE?
UN CORSO PER
CRONOMETRISTI
A PAGINA 14
RONAGO
PADRE AMBROSOLI:
IL RICORDO VIVE
Venerdì 27 marzo ricorrono i 22 anni dalla scomparsa. Il ricordo nella celebrazione di una S. Messa in chiesa parrocchiale.
A PAGINA 20
SONDRIO
LO SVILUPPO
SOSTENIBILE
È POSSIBILE
A inizio settimana una delegazione canadese ha incontrato gli
operatori economici del territorio e i rappresentanti delle istituzioni pubbliche per presentare il proprio modello di sviluppo
rispettoso dell’ambiente.
A PAGINA 25
STUDENTI
A MORBEGNO
IL SALONE
DELL’ORIENTAMENTO
A PAGINA 27
VALCHIAVENNA
FESTA
PER LE CRESIME
A PAGINA 26
COMO
IN SRI LANKA
IL BATTITO
DEL CUORE
COMASCO
A PAGINA 18
ALTA VALLE
NUOVO SERVIZIO
PER I MALATI
ONCOLOGICI
A PAGINA 31
P A G I N A
2
RIFLESSIONI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
DA BAMBINI MA... GRANDI
DOMANDE SU GESÙ
Q
uante domande su
Gesù, quante curiosità a cui cercare risposta: sulla sua nascita, sulla sua infanzia, sulla sua persona, sulle
sue parole e sui suoi gesti, sulla
sua morte e risurrezione, sulla
sua presenza oggi. Ad esempio: è
veramente esistito? Dov’era
quando Dio ha creato il mondo?
Ha fatto delle birbonate da piccolo, ha sempre saputo di essere il
Figlio di Dio, si è mai innamorato? Era un prete, aveva dei
superpoteri? Perchè non si è
ribellato alla sua morte, ha sofferto tanto, è veramente morto?
Dopo la morte è diventato un
fantasma? Gesù dov’è adesso?
Domande da bambini ... domande grandi.
In questo libro Charles Delhez,
sacerdote gesuita belga, fondatore di una rivista per ragazzi dai
9 ai 13 anni, risponde a questi e
molti altri quesiti, con competenza ed uno stile colloquiale. Ma
lascia aperta una domanda,
perchè la risposta dipende da
ciascuno di noi: chi è per te Gesù,
sarà la tua guida, il tuo amico?
CHARLEZ DELHEZ – illustrazioni di ERIC PUYBARET e FLORENCE VANDERMARLIERE, Gesù. Poteva guarire tutti? Aveva un
amico del cuore? Dov’è adesso?, Paoline, pagine 144, euro
19,00.
pagina a cura di ELENA CLERICI
ALBUM DI FAMIGLIA E ALBERO GENEALOGICO
CERCASI ANTENATO...
C
i sono dei libri che un bambino potrebbe sfogliare con piacere anche quando diventerà grande, molto grande: questo ad esempio. E’
l’album della propria famiglia: colorato, con testi e illustrazioni
delicati ed una grafica gradevole, ha spazi per raccogliere informazioni, foto, curiosità sui genitori e sulle sorelle e i fratelli, su se
stesso e la propria storia. C’è l’albero genealogico, ci sono pagine per i
nonni, per le persone amate, per i cugini e per gli amici, per le cose di
famiglia. E’ un piccolo libro da regalare, anche perchè con semplicità aiuta
a comprendere la bellezza della famiglia e a darle valore. COSETTA
ZANOTTI – illustrazioni di EMANUELA BUSSOLATI, Sotto una
buona Stella l’album della mia famiglia, San Paolo, pagine 44, euro 13,00.
Ecco il manuale ad hoc per chi desidera diventare detective di famiglia e scoprire il proprio albero
genealogico. La ricerca delle proprie radici non è solo un gioco stimolante; “è davvero – scrive nell’Introduzione la nota psicoterapeuta Maria Rita Parsi – un mattone educativo essenziale nella costruzione degli uomini e delle donne di domani”. Permette infatti di cogliere nella ragnatela dei legami di
parentela il primato dei vincoli d’amore, oltre che di quelli di sangue (concetto tanto più importante
nelle situazioni spesso difficili delle famiglie allargate, o nel caso di figli adottivi); consente un viaggio
virtuale nel tempo, il dialogo tra generazioni, il superamento di pregiudizi (le storie delle famiglie
italiane sono piene di emigranti); rende le nozioni della storia meno aride, perchè anche quella della
propria famiglia è una storia intrecciata alla Storia. “E in più – prosegue la Parsi - nei piccoli investigatori immette pian piano un senso di famiglia ormai rarefatto, travolto dall’effimero e dal consumismo che assediano ciascuno di noi”. Il manuale è curato da due esperti di storie, sceneggiature, libri,
programmi televisivi per ragazzi, ed è molto accattivante: fornisce indicazioni per la raccolta dei dati
o degli indizi sui propri famigliari ed antenati, dà suggerimenti operativi e
informazioni utili, aggiunge un mucchio di curiosità, il tutto con uno stile
fresco e stimolante. Ci si muove tra carte d’identita e uffici d’anagrafe, tra
cognomi e nomi in Italia e nel mondo, viaggiando un po’ in libreria e un po’
in rete; naturalmente l’attività del detective richiede un kit, che è sempre
indispensabile ma diverso secondo la fase dell’indagine. Ci sono anche spazi
per le annotazioni e gli appunti personali, perchè un manuale che si rispetti deve assolutamente essere fatto proprio: e alla fine, congratulazioni
collega, ecco il Diploma di Detective di Famiglia. Infatti “i risultati – promette il manuale – sono garantiti, rapidi e (forse) riservati”. LORENZA
CINGOLO – NICCOLO’ BARBIERO, Cercasi antenato. Come diventare Detective di Famiglia e scoprire il tuo Albero Genealogico, San
Paolo, pagine 160, euro 17,00.
NOVITÀ IN LIBRERIA
EDUCARE...
Valeria e Luca hanno 14 e 15 anni: tanta voglia
di non mettersi nei guai, ma qualche volta sembra proprio impossibile restarne fuori. Sono loro i
protagonisti di questo libro: e nelle avventure che
essi vivono (a scuola, con gli amici, sullo scooter ...)
si incontrano possibili situazioni a “rischio reato”
o di cattivo comportamento. Attraverso Valeria e
Luca, dunque, i ragazzi si pongono domande e trovano risposte,
scoprendo la legge e, soprattutto, il significato che i loro comportamenti, o quelli di chi sta loro attorno, possono avere nella società. Le
autrici sono la redattrice de La Provincia di Como Carla Colmegna,
e l’Associazione Valeria di Milano, formata da un gruppo di giuristi
ed esperti di diritto minorile e di famiglia (tra cui Daniela De
Gregorio e AnnaMaria Paracchini che firmano il libro) motivati da
un reale interesse alle problematiche dei minori e da una sincera
passione per la loro educazione. CARLA COLMEGNA – ASSOCIAZIONE VALERIA - illustrazioni di STEFANO MISESTI,
Valeria e Luca. La legalità a misura di teenagers, San Paolo, pagine 100, euro 12,00.
Matteo, Andrea, Filippo, Fabio, Alex, Leonardo,
Roberto, Marco, Christian, Thomas: sono dieci ragazzi, dieci amici, nati dalla penna della giornalista Fulvia Degl’Innocenti. Assomigliano a tanti
adolescenti, un po’ disorientati dal loro corpo che
cambia, con un forte desiderio di libertà, insofferenti alle regole ma ancora bisognosi di un nido,
un po’ impacciati con le ragazze, non più bambini,
non ancora adulti. Questi magnifici dieci si raccontano, dunque, e danno ai loro coetanei un po’ di dritte:
sull’amore, sui prof, sull’amicizia, sullo sport e il
tempo libero, sulla musica, sulla famiglia, sul proprio corpo, sul futuro. Insomma, su come ragionare con la testa e cercare di essere
felici. FULVIA DEGL’INNOCENTI – illustrazioni di FRANCESCA GALMOZZI, Io tu noi. Manuale di sopravvivenza
per piccoli grandi uomini, San Paolo, pagine 166, euro 13,00.
Questo libro è un diario di segreti e confidenze delle pink teen, cioè delle ragazze di 10 o 12 anni: in
altre parole, pagine da sfogliare per scoprire i tanti
segreti della preadolescenza al femminile. Ma è un
Di@rio un po’ anomalo: non solo per il fatto che,
andando controcorrente, ha pensato un bel giorno
di abbandonare la carta e passare al byte, ma anche
perchè non rimane neutrale di fronte alle sollecitazioni scritte, e risponde, cercando anzi di andare in
profondità. Di che cosa si parla? Di famiglia, di scuola, di emozioni e
sentimenti, di corpo che si trasforma, di dubbi, sogni e dolori profondi. Un libro – suggerisce il Di@rio – da considerare come un sacchetto di caramelle: farne una scorpacciata, oppure assaggiarne
un po’ per volta. ELENA GIORDANO – illustrazioni di CARLA MENEA, Il tempo delle mail. Caro Di@rio: segreti e confidenze delle pink teen, Paoline, pagine 136, euro 16,00.
Come faccio ad essere un bravo genitore? L’autrice ha raccolto
questa domanda negli incontri di consulenza pedagogica che tiene in qualità di psicopedagogista e formatrice, le ha dato contenuto attraverso storie di vita di genitori coinvolti, ha messo in filigrana i sentimenti – tristezza, confusione, dolore, solitudine, richiesta di aiuto, fiducia, solidarietà, gioia … - che si generano tra
i genitori quando hanno la possibilità di incontrarsi tra loro e confrontarsi. Non propone ricette preconfezionate, questo libro, ma
una regola la dà: l’ascolto. Attraverso il quale si impara a vivere
con levità e responsabilità il difficile compito di genitore, fatto di
sì e di no, di perdono ed incoraggiamento, di accoglienza, di rispetto di sé e degli altri.MARIELLA BOMBARDIERI, Come faccio a essere un bravo genitore. Viaggiando si impara,
Paoline, pagine 122, euro 8,00.
QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO B
Parola
FRA
noi
GER 31, 31-34
SAL 50
EB 5, 7-9
GV 12, 20-33
È dando che si riceve.
È amando che
si viene amati
di ANGELO SCEPPACERCA
PRIMA SETTIMANA
del Salterio
IL CHICCO DI GRANO CHE MUORE AMANDO
I
quaranta giorni della quaresima corrono veloci. Domenica prossima sarà quella delle Palme e quella successiva,
infine, Pasqua. Di questo avvicinarsi dei grandi giorni santi
è prova il Vangelo di oggi nel quale Gesù stesso dichiara che “è
venuta l’ora”. Tutta la vicenda di
Gesù è lanciata, come una freccia
al suo bersaglio, verso quest’ora.
E in quest’ora si svela il segreto
messianico di Gesù: non è colui
che rovescia gli imperi e porta
guerra agli occupanti, ma è il
chicco di grano caduto e sepolto
nella terra e che porterà il frutto
della spiga gonfia di pane; Gesù
è colui che, inchiodato e innalzato da terra sul palo della croce,
attirerà tutti a sé e al Padre. Tutti, non solo gli ebrei, ma anche gli
altri, persino i greci.
Filippo e Andrea, i due discepoli interpellati dai greci, sono gli
unici, tra i dodici, a portare un
nome greco. A loro i greci chiedono di “vedere Gesù”. Per un greco dire vedere è lo stesso che dire
conoscere (come per un ebreo dire
ascoltare è lo stesso che dire conoscere). La loro è dunque una
richiesta che deve essere intesa
in modo forte, in senso profondo:
i greci chiedono la luce della fede.
A qualcuno può sembrare che
Gesù non rispose alla richiesta
dei greci; sarebbe comprensibile
per Lui, consapevole e tutto assorto nell’angoscia della passione imminente. In realtà il suo
discorso sul chicco di grano che
muore è la risposta più vera e più
fedele: vedere Gesù significa vedere la sua sofferenza e la sua
croce. Ma per il vangelo di Giovanni croce e gloria coincidono!
La croce, infatti, è l’immensa rivelazione del mistero di Dio, perché Dio è Amore e la croce lo svela pienamente. Ora si capisce il
paragone col chicco di grano: se
non muore, rimane solo, se muore, porta molto frutto. Tutto il
frutto – la salvezza di tutti, greci compresi! – viene dalla morte
di quel solo chicco di grano, il
migliore fra tutti.
In questa legge d’amore Gesù
coinvolge anche i discepoli che lo
seguono e che sono chiamati a
compiere fino in fondo il loro
cammino con Lui, servendolo
fino alla croce. La crocifissione
non è uno scherzo. E’ la forma più
atroce di tortura e sofferenza. Si
capisce bene di che natura possa
essere il turbamento di Gesù: è lo
sconvolgimento della psiche, l’angoscia dell’anima. Nonostante,
Gesù fa prevalere l’abbandono
nella fede. Il grido di abbandono,
sulla croce, vertice sconfinato della prova ultima, non è l’abbandono della fede, il grido dello scomunicato, ma l’abbandono nella
fede, il grido del figlio che si getta
tra le braccia del padre e che nella sua ferita – lo squarcio del cuore – riapre tutti i sentieri interrotti dal peccato tra l’uomo e Dio.
Gesù chiede solo che sul suo
annientamento risplenda in piena luminosità la gloria del Padre,
la verità di Dio: il suo amore di
Padre. Un appello così straziante non poteva restare senza ri-
sposta. Il tuono che fa tremare la
terra e scuote gli ascoltatori è il
Sì del Padre al Sì del Figlio. E’
una voce tonante che ricorda ed
evoca la voce di Dio sul monte
della trasfigurazione. Anche qui
si compie il grande mutamento,
la più grande delle metamorfosi:
la croce – l’agnello immolato –
decreta la fine dell’impero di Satana e inaugura il regno di Dio.
Gesù toglie l’ultimo artiglio all’antico ingannatore. A Pasqua è
Lui che, innalzato da terra, attira tutti a sé. Tutti, anche i greci,
i gentili, gli stranieri, i peccatori,
gli ultimi, i disperati, gli sconfitti, i disillusi. C’è posto per tutti e
per ognuno nella Pasqua di Cristo, perché non manca nessuno
nell’amore di Dio.
E’ la domenica del chicco di
grano, che sa morire, amando,
per non restare solo. Francesco
d’Assisi l’aveva compreso bene,
fino al punto di ricevere nella sua
stessa carne le ferite di nostro
Signore: “E’ dando che si riceve.
E’ amando che si viene amati”.
SOCIETÀ
P A G I N A
3
PRIMOPIANO
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
IL CONVEGNO DEI SETTIMANALI CATTOLICI A FORLI
INFORMAZIONE:
ALLA RICERCA DELLA VERITÀ
PERDUTA, TRA MISTIFICAZIONE
E INTERPRETAZIONE
In occasione
del novantesimo
di fondazione
del settimanale
diocesano di Forlì,
“Il Momento”,
si è svolto il convegno
nazionale della Fisc:
182 testate cattoliche
per un totale di un
milione di copie
una professione che oggi è più
minacciata dalla fragilità etica
che dalla potenza delle nuove
tecnologie”. La ricerca della verità, ha aggiunto, “non è però
solo un compito del giornalista:
nessuno è esonerato da un esercizio di onestà intellettuale dal
quale dipendono, la libertà, la
giustizia, la democrazia”.
ALLA RICERCA
DELLA VERITÀ
PERDUTA
In famiglia, i media influiscano più di parenti, amici ed
esperti per quanto riguarda la
crescita e l’educazione dei figli,
ha osservato il sociologo Ivo
Colozzi. Moltissimi genitori,
infatti, “si rivolgono ai media
per trovare informazioni e suggerimenti su come è meglio ‘tirare su’ i figli”. E se, da una
parte, questo dato “mostra l’isolamento delle famiglie” e come
“tra quanti dovrebbero educare sia molto diffusa l’insicurezza”, dall’altra occorre riconoscere che le informazioni sono “disperse” e “in gran parte contraddittorie”. Da qui un invito
agli esperti affinché si confrontino “più a fondo” per “consolidare una conoscenza condivisa”
da offrire ai genitori “in modo
chiaro, semplice e non contraddittorio”. E mentre la conduttrice di “Domenica in”, Lorena
Bianchetti, ha paragonato
l’universo mediatico a un “uragano” nel quale “si vuole apparire e non importa come”, il giornalista della Rai Marino Bartoletti, creatore di “Quelli che
il calcio”, ha richiamato la “correttezza” e l’onestà che devono
caratterizzare chi si occupa di
sport, di fronte a “un’opinione
pubblica diseducata e che si
ciba di complotti, maldicenze,
dicerie”. Ci sono radio “che per
l’intera giornata incitano alla
violenza nello sport”, come pure
“giornalisti che, in forma più o
meno patinata, lanciano messaggi devastanti”. Commentatori sportivi che occhieggiano
alla violenza: questa è mistificazione, per un credente, “peccato di scandalo”.
LE RESPONSABILITÀ
DEI MEDIA
Di fronte alla “verità perduta” dell’informazione, i settimanali cattolici vogliono “dare un
contributo per realizzare un
giornalismo nuovo, nel quale i
giornalisti raccontano le notizie, semplicemente come sono
successe, le interpretano secondo un punto di vista dichiarato
(quello cristiano), senza mistificarle”. Questo l’impegno emerso dal convegno nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) sul tema “Alla ricerca della verità perduta.
Informazione tra mistificazione e interpretazione”, che si è
svolto a Forlì dal 19 al 21 marzo.
ATTEGGIAMENTI
PER LA VERITÀ
I tre atteggiamenti che le 182
testate aderenti alla Fisc intendono assumere per “portare e
fare verità” nell’informazione
sono “testimonianza”, “razionalità allargata” e “parresia”. Ne
è convinto don Giorgio Zucchelli, presidente della Federazione, che ha richiamato l’impegno dei giornalisti a mettersi “alla ricerca della verità con
intelligenza e senso etico”, facendo riferimento “ai valori di
fondo che danno senso a tutta
la loro professione” e con “punti fermi incrollabili, riscoperti
con la ragione e anche con la
fede”. Zucchelli ha sottolineato
il “faticoso impegno di rendere
ragione non solo della nostra
fede, ma soprattutto dei nostri
valori e della nostra visione
della vita”, laddove, pressoché
quotidianamente, “vengono
messi in gioco”. “Noi – ha precisato – svisceriamo la razionalità del nostro pensiero per
evidenziare laicamente come
sia la strada giusta per favorire il bene dell’uomo”. Da ultimo, secondo il presidente della
Fisc è necessario “contestare
apertamente e con parresia gli
attacchi alla verità che appaiono sui media”, e in questo compito i settimanali cattolici rappresentano “una grande forza
comunicativa” che non deve
avere “complessi d’inferiorità”.
COSCIENZA CRITICA
E VOCE PROFETICA
Essi, infatti, sono “chiamati
oggi più che mai ad essere coscienza critica e voce profetica”,
ha ricordato mons. Claudio
Giuliodori, vescovo di Macerata e presidente della Commis-
sione episcopale per la cultura
e le comunicazioni sociali della
Cei, riconoscendo che “l’informazione ha una grande rilevanza nella vita della società,
fino a diventare decisiva”. “Noi
siamo ciò che comunichiamo e
comunichiamo ciò che siamo”,
ha affermato il vescovo, ed “è
difficile capire se la comunicazione oggi in Italia sia un vaso
di Pandora da cui esce ogni tipo
di male, o uno scrigno in grado
di offrire i propri gioielli per
abbellire la vita della società”:
è qui, infatti, che si gioca la partita tra la mistificazione e, al
capo opposto, una corretta interpretazione della verità, ricordando che “laddove siamo svincolati da una logica del bene
tutto è possibile”. Priorità dei
settimanali cattolici, ha sottolineato mons. Ernesto Vecchi,
vescovo ausiliare di Bologna e
PRESENTATO AL CONVEGNO IL NUOVO MANIFESTO
Primo impegno: la Vita...
N
el corso dei lavori del
convegno, si è subito
parlato di un primo
modo per mettere in
atto una vera informazione senza falsificazioni e
mistificazioni. Cominciando a
dare spazio, per esempio, al
manifesta sulla difesa della
vita promosso da una lunga serie di associazioni. “Raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le
parrocchie e i gruppi ecclesiali,
in vista della costruzione di un
giudizio comune attorno alle
grandi domande che accompagnano la fine della vita”. Questo, ricorda l’associazione
“Scienza & Vita”, lo scopo del
Manifesto “Liberi per Vivere”,
presentato oggi a Roma dall’associazione citata, dal Forum
delle Associazioni familiari e da
Retinopera. Per lanciare “una
grande opera di coscientizzazione popolare sul tema del fine
della vita”, si legge in una nota
di “Scienza & Vita” diffusa a
commento dell’iniziativa, “è necessario il coinvolgimento di
tutte le espressioni del laicato
cattolico”: a tal fine, è stata già
raccolta “l’adesione convinta e
consapevole di tutto il mondo
delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane”, visto che il
Manifesto è già stato sottoscritto da oltre trenta presidenti,
“anche in rappresentanza di
categorie che sono già in prima
linea nella difesa della vita”.
“Un grande momento unitario,
di popolo, che prelude all’esplosione di migliaia di iniziative su
tutto il territorio italiano”, lo
definisce “Scienza & Vita”, che
annuncia “momenti di catechesi sulla vita, ma anche incontri, eventi e confronti pubblici”,
anche “con i non credenti che
condividono il rispetto per la
vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale”.
Oltre alle tre reti promotrici –
informa “Scienza & Vita”- sino
ad ora hanno già aderito al
Manifesto “Liberi per vivere”:
Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl,
delegato per le comunicazioni
sociali della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, è
“far conoscere la verità, che è
ciò che ci rende liberi”, nella
consapevolezza di essere chiamati ad essere “non maggioranza, ma segno, in un contesto
spesso ostile”. D’altra parte “la
mistificazione dell’informazione – ha denunciato il presidente nazionale dell’Ordine dei
giornalisti (Odg), Lorenzo Del
Boca – non è qualcosa di scientifico, ma frutto di insipienza e
pigrizia”, in un contesto nel
quale “sono scomparsi i valori,
anche quelli laici”. Ad avviso di
Paolo Bustaffa, direttore del
Sir, è dunque “indispensabile e
urgente che i giornalisti, proprio perché di diverse matrici
culturali, si confrontino lealmente sul terreno deontologico
per dare maggior credibilità a
IL GIOIELLO DI BERTINORO
Il convegno della Fisc si è concluso sabato 21 marzo a Bertinoro,
località definita il balcone della Romagna, dove è possibile vedere gran parte della marina, dove il Po discende, che Dante nella
Commedia descrisse con versi immortali. Bertinoro è anche
città dell’accoglienza: in piazza della Libertà sorge la Colonna degli Anelli, istituita dal giudice Giudo Dal Duca proprio per
regolamentare l’ospitalità nei confronti di stranieri, viandanti e
pellegrini, poichè vi era una sorta gara ad accogliere chi passasse da Bertinoro. Bello anche il duomo di Santa Caterina, patrona
degli studenti. E proprio dal legame fra Diocesi, enti pubblici e
università è nato il Museo Interreligioso di Bertinoro con
annesso Centro Universitario di alta specializzazione, istituzione premiata in ambito europeo con la medaglia d’oro per il
miglior esempio di recupero di edificio storico (la medievale rocca di Bertinoro) e di nuova destinazione d’uso della dimora stessa. Il Museo è un vero esempio di dialogo e confronto fra
le religioni cristiana, ebraica e islamica.
Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant’Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal,
Cif, Conf. Naz. Consultori d’ispirazione cristiana, Copercom,
Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc,
Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Società di San
Vincenzo De Paoli, Ucid, e altri
si stanno aggiungendo.
P A G I N A
4
SOCIETÀ
INTERNIESTERI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
ELEZIONI EUROPEE DICHIARAZIONE DEI VESCOVI DEL COMECE
A casa propria
I vescovi membri della Comece (Commissione
degli episcopati della Comunità europea),
durante la plenaria di primavera (Bruxelles,
18-20 marzo 2009), hanno adottato una
dichiarazione in vista delle elezioni europee
del 4-7 giugno 2009. Nel testo, essi fanno
appello ai cittadini dell’Unione europea, in
particolare ai cristiani, perché esercitino la
propria responsabilità di elettori per
contribuire alla costruzione di una Unione
europea, in cui “tutti gli europei si sentano
a casa propria”. Pubblichiamo il testo
integrale della dichiarazione.
Le elezioni europee: un’opportunità per costruire
un’Europa migliore. Dopo 64 anni di sviluppo pacifico e a
vent’anni dalla caduta della Cortina di ferro, che ha posto
fine alla divisione del continente, il processo d’integrazione
europea merita di essere apprezzato nonostante alcune sue
lacune. È per questo motivo che noi, vescovi della Comece,
sosteniamo e promuoviamo l’Unione europea come progetto
di speranza per tutti i suoi cittadini.
Anche in questo periodo d’incertezza dovuta alla crisi economica e finanziaria, l’Unione europea ha dimostrato di essere
un’oasi che si sforza di preservare la stabilità e la solidarietà
tra i suoi membri. Oggi, nel 2009, l’Unione europea reca in sé
la capacità e i mezzi per rispondere alle sfide più urgenti e
più pressanti del nostro tempo.
Partecipando all’elezione del Parlamento europeo, tutti i cittadini hanno la possibilità di contribuire allo sviluppo e al
miglioramento dell’Unione europea.
La partecipazione alle elezioni: un diritto e una responsabilità. La Chiesa cattolica ha sostenuto fin dall’inizio il
progetto d’integrazione europea e continua a sostenerlo ancora oggi. Tutti i cristiani hanno non solamente il diritto ma
anche la responsabilità d’impegnarsi attivamente in questo
progetto, esercitando il proprio diritto di voto.
La partecipazione dei cristiani è essenziale per riscoprire
l’”anima dell’Europa”, che è cruciale per rispondere ai bisogni fondamentali della persona umana e per il servizio del
bene comune.
Il Parlamento europeo, attraverso i suoi poteri e le sue competenze (che usciranno ulteriormente
rafforzati dalla conclusione del processo di ratifica del Trattato di Lisbona), deve contribuire a
rispondere a queste aspirazioni e a questi obiettivi.
Che cosa si aspettano i cristiani dal Parlamento europeo. I principi fondamentali di ogni
società sono la dignità umana e la promozione del bene comune. È per questo motivo che questi
principi devono trovarsi al cuore stesso di tutte le politiche dell’Unione europea.
Tenuto conto del notevole ruolo svolto dal Parlamento europeo, ci aspettiamo che i membri del
Parlamento europeo partecipino e contribuiscano attivamente a quanto segue:
- rispettare la vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale – parte integrante delle
legislazioni, dei programmi e delle politiche dell’Unione europea nel loro insieme;
- sostenere la famiglia fondata sul matrimonio – inteso come unione tra un uomo e una donna –
come unità di base della società;
- promuovere i diritti sociali dei lavoratori, procurando loro condizioni di lavoro che ne rispettino
la salute, la sicurezza e la dignità;
- sostenere una governance economica fondata su valori etici mirati a un duraturo sviluppo umano sia in seno all’Unione europea che a livello mondiale;
- promuovere la giustizia nelle relazioni tra l’Unione europea e i Paesi in via di sviluppo tramite
assistenza finanziaria e partnership innovative;
- dimostrare solidarietà tramite l’elaborazione di politiche di assistenza nei confronti dei membri
più deboli e più bisognosi nelle nostre società (in particolare disabili, richiedenti asilo, immigrati);
- proteggere il Creato tramite la lotta ai cambiamenti climatici e l’incoraggiamento di uno stile di
vita basato sulla moderazione;
- promuovere la pace nel mondo tramite una politica estera dell’Unione europea che sia coordinata e coerente.
Illuminati e guidati dall’insegnamento del Cristo, i cristiani sono disponibili e desiderosi di contribuire alla soddisfazione di tali aspirazioni, nello spirito della dichiarazione di Sua Santità
Papa Giovanni Paolo II: “L’ispirazione cristiana può trasformare l’aggregazione politica, culturale ed economica in una convivenza nella quale tutti gli europei si sentano a casa propria” (Ecclesia
in Europa, 121).
NOTA ECONOMICA HA RAGIONE IL PRESIDENTE USA BARACK OBAMA A CHIEDERLA
Serve un’azione mondiale concertata
G
iudico corretto essere allarmati dalle dimensioni, sempre
più ampie e complesse, assunte dalla recessione che colpisce le nazioni
ad alto sviluppo economico.
Giudico invece errato prestare
attenzione scarsa al fondamentalismo laico che, di fatto, esprime la volontà di indebolire l’ordinamento sociale e politico,
esistente negli Stati Occidentali e ciò attraverso la cancellazione dei valori morali, del principio di legalità e della tutela
della vita, dal suo concepimento alla morte.
Sul primo punto penso di poter dire che la natura, l’origine
e la gravità della crisi sono evidenti e chiari, quindi il “cosa
fare” per riassestare il quadro
economico è comprensibile pur
nelle difficoltà e nella macchinosità, che l’operazione di ricostruzione comporta. La diagnosi della crisi è stata formulata
in modo chiaro, a mio giudizio
condivisibile, quindi la riassumo, di seguito, senza dubbio alcuno. Il sistema finanziario, per
un insieme di egoismi e mancanza di rigore e valori, si è sviluppato in maniera anomala,
sproporzionata, in assenza di adeguate norme e organi di controllo e nell’illusione che il suo
crollo fosse impossibile. Ritengo doveroso ricordare che il non
avere impedito il consolidamento degli squilibri macroeconomici del pianeta ha reso più
complessa la gestione della crisi e la prefigurazione degli equilibri geoeconomici del dopo crisi. Le tematiche inerenti la fame e il sottosviluppo in Asia, in
America latina e soprattutto in
Africa, si dimostrano complesse ed eterogenee. Sono frutti velenosi di malgoverno, guerre
tribali, ignoranza, dittature
crudeli, soprusi commessi dalle multinazionali e da Stati Occidentali. Ecco le ragioni per le
quali affermo che i richiamati
problemi, per essere risolti, richiedono tempi medio/lunghi.
Dovranno tuttavia essere affrontati e definiti, se si vorranno dare, ai popoli del pianeta,
prospettive di sviluppo equilibrate e durature.
Nell’immediato invece, deve
essere affrontata e risolta la
crisi, che pone in ginocchio le
economie delle cosiddette nazioni ricche e sviluppate, mediante la ridefinizione, delle normative nazionali e sovranazionali,
nonché degli strumenti sanzionatori. Bisogna inoltre creare
fiducia, entusiasmo e intraprendenza imprenditoriale, invogliare le imprese e il terziario a produrre, innovare e investire di più, sollecitare le Banche alla concessione di prestiti
e finanziamenti ai privati e alle
piccole e medie imprese, sollecitare i consumatori alla ripresa dell’abituale trend di acquisti di beni e servizi. In detta
operazione è saggio evitare la
tentazione dello statalismo. Gli
auspicati interventi del settore
pubblico, dovranno restare nell’ambito dell’emergenza e dell’eccezionalità. Nel caso il mondo imprenditoriale dovesse temere che, nel prossimo domani, vi sarà più Stato e meno
mercato, più protezionismo e
meno concorrenza, più autarchia e maggiori ostacoli all’importazione e all’esportazione,
rinuncerebbe al ruolo, sino ad
ora svolto, e ripiegherebbe nella nomenklatura, ossia nell’alta burocrazia dello Stato imprenditore. Sarebbe la fine non
solo dello sviluppo al quale siamo avvezzi, ma anche delle libertà politiche e di pensiero.
Non ha senso chiedersi se il
capitalismo sopravvivrà a questa crisi ampia e profonda, se
la liberalizzazione finanziaria
ha ancora un futuro, perché non
esistono proposte alternative
percorribili. Debbo esprimere
un mio convincimento: l’uscita
dalla recessione pesa soprattutto sulle spalle degli Stati Uniti
e per la verità, il governo Obama pare puntare realisticamente sia al rilancio dell’economia, che ad una maggior giustizia sociale. L’uscita dalla crisi
non è un’operazione che può
essere progettata e attuata da
singoli Paesi europei. Ciò non
significa che gli Stati del “Vecchio Continente”, non abbiano
il compito inderogabile di attrezzarsi per operare per la creazione delle condizioni necessarie alla riattivazione dei loro
apparati produttivi, commerciali e creditizi. Ma ciò non è
sufficiente. Necessita intervenire per dare adeguate risposte
ai disagi che la crisi ha accollato e accolla, ai lavoratori e alle
fasce deboli della società, predisponendo al riguardo una robusta rete di ammortizzatori
sociali. Urge inoltre normare,
con poche ma rigorose e agili
leggi, la gestione degli affari,
delle attività finanziarie e dell’economia nel suo insieme, prevedendo, nel contempo, sanzioni pesanti per gli evasori fiscali, i truffatori e per chi incorre
nel reato di aggiotaggio, falso in
bilancio, bancarotta e così via.
Se le economie dei singoli Stati sono fra loro interconnesse,
diviene condivisibile la richiesta di Barack Obama di “un’azione mondiale concertata”, volta a definire norme internazionali da applicare all’attività dei
mercati, perché se è vero che
“qui a casa nostra possiamo
fare un ottimo lavoro…., ma se
a livello globale il deterioramento economico prosegue fini-
sce per fare arretrare anche
noi”, così sostiene Obama. Gli
Stati Uniti si stanno muovendo, la Cina coopera per arginare la crisi, l’India rimane incamminata verso obiettivi di sviluppo economico e di maggior benessere per i suoi cittadini. Insomma queste nazioni, anche se
con scelte e interventi diversi,
operano per portare il Pianeta
oltre la crisi. L’Europa, invece,
rimane seduta alla finestra in
attesa di potersi agganciare al
treno della ripresa che partirà
da altri Continenti.
E’ deludente, ma ancor più
deludente è la situazione italiana. Intendo dire, le proposte e i
giudizi che provengono dall’opposizione paiono meri slogan
documentanti scarsa attenzione alla reale situazione economica. Gli uomini di governo,
invece, sfoggiano ottimismo
infantile, presentano misure
anticrisi anemiche, gracili e
varano scelte a sostegno dell’industria, della finanza e dei lavoratori che documentano un
deficit di realismo e di concretezza. Il lettore non si spaventi, perché anche l’Italia si aggancerà al treno della ripresa
mondiale, i cui primi segni si registreranno nell’ultimo trimestre dell’anno in corso.
GIANNI MUNARINI
SOCIETÀ
FATTIePROBLEMI
P A G I N A
5
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
LA CHIESA E LA NAZIONE LA PROLUSIONE DI BAGNASCO
Il candore della verità
La scuola
di nessuno
S
«
S
tare con il Papa,
sempre e incondizionatamente”: riferendosi a quella
“che è la migliore
tradizione del nostro cattolicesimo”, il card. Angelo Bagnasco,
presidente della Cei, ha scelto
tale pensiero di solidarietà con
Benedetto XVI per sintetizzare l’argomento posto in apertura della prolusione al Consiglio
episcopale permanente. Dopo
aver richiamato la “remissione
della scomunica ai quattro vescovi consacrati da monsignor
Lefebvre nel 1988”, e il “caso
Williamson”, Bagnasco ha precisato che lo stesso Pontefice ha
messo “un punto fermo con
l’ammirevole Lettera del 10
marzo 2009, indirizzata ai vescovi della Chiesa cattolica”.
“La sua disanima, per certi versi conturbante, degli ultimi episodi... ha fatto emergere come
per contrasto – ha aggiunto
Bagnasco – il candore di chi non
ha nulla da nascondere circa le
proprie reali intenzioni”. Pensieri analoghi sono stati poi
espressi sul viaggio in Africa di
Benedetto XVI e sui temi affrontati, per i quali – ha notato
– “si è arrivati ad un ostracismo che esula dagli stessi canoni laici”.
Nichilismo sociale. Soffermandosi sulle difficoltà vissute da vari Paesi africani, Bagnasco ha richiamato le polemiche sorte sulle dichiarazioni del
Papa circa i sistemi di controllo delle nascite e ha espresso
l’esigenza di continuare gli aiuti
specie in campo sanitario “finanziando la distribuzione di
medicinali accessibili a tutti”.
Si è occupato poi del tema del
“secolarismo”, parlando del confronto in atto nella nostra società “tra due diverse, per molti aspetti antitetiche visioni antropologiche”. Nel confronto tra
la concezione trascendente e
quella immanente della natura umana, Bagnasco ha evidenziato che emerge “una diversa
concezione di libertà... per i cristiani essa è addirittura dono
di Dio creatore”. Sull’altro versante, invece, “l’individuo fini-
sce schiacciato dalla propria libertà”. Il rischio insito in questa visione è “scivolare inevitabilmente verso un nichilismo di
senso e di valori che induce alla
disgregazione dell’uomo e ad
una società individualista fino
all’ingiustizia e alla violenza”.
Difesa della vita. Nella parte centrale della prolusione, il
card. Bagnasco ha parlato ampiamente di Eluana Englaro,
“la ragazza lecchese che per 17
anni è vissuta in stato vegetativo persistente e che è stata
fatta morire a Udine il 9 febbraio scorso”. Ha così descritto
il suo caso come “una operazione tesa ad affermare un «diritto» di libertà inedito quanto
raccapricciante, il diritto a morire, cioè a darsi e a dare la morte in talune situazioni da definire”. Ha poi posto la domanda
che deriva dal caso-Englaro:
“Non stiamo attribuendo al «sistema» un diritto all’eliminazione dei soggetti inabili, quasi che
costoro possano configurarsi
come cittadini di serie B? E
questo «diritto», che per ora si
affaccia appena, una volta
immesso nel corpus giuridico e
nel costume pubblico, non è forse destinato a diventare col
tempo più incalzante e spietato? E tale meccanismo non riguarderà anzitutto coloro che
sono più deboli, bisognosi di
assistenza e di premura da parte della collettività, perché segnati dalla vecchiaia o dalla
malattia o dalla fragilità mentale?”. Di Eluana il card.
Bagnasco ha poi parlato in termini molto affettuosi e partecipi, rimarcando che “più si palesava l’azione mossa nei suoi
confronti... più la gente è sembrata farsi cauta, quasi pensosa, come intuisse in maniera un
po’ più nitida l’effettiva posta in
gioco”. “Al momento della morte – ha detto – si è percepito un
sentimento di diffuso dolore,
come di una sorella comune che
non si era riusciti a salvare”.
Insieme al ringraziamento alle
Suore Misericordine della clinica lecchese che ha accolto
Eluana per tanti anni, Bagnasco ha richiamato l’iniziativa di
Scienza e vita, Forum delle associazioni familiari e Retinopera, con il manifesto “Liberi
per Vivere. Amare la Vita, fino
alla fine”, assicurando il sostegno dei vescovi.
Sud e crisi finanziaria. Il
presidente della Cei si è anche
occupato del convegno “Chiesa
nel Sud, Chiese del Sud: nel futuro da credenti responsabili”,
svolto nel febbraio scorso. Parlando di “questa parte stupenda e martoriata del nostro Paese – ha detto – è venuta una rinforzata consapevolezza su una
serie di sfide che vanno affrontate con le armi del Vangelo”.
Passando al tema della crisi
economica e finanziaria, ha affermato che “l’impressione è che
purtroppo non si sia ancora toccato il fondo, o quanto meno che
non ci sia nessuno in grado di
dire con certezza a che punto si
è della perigliosa traversata”.
Ha quindi esortato, citando recenti interventi del Papa, “a
riscoprire l’anima etica della
finanza e dell’economia”.
“Il volto amico” della
Chiesa. L’ultimo argomento
affrontato dal card. Bagnasco è
stato quello dell’“Anno Sacerdotale”, indetto dal Papa in occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato
d’Ars, che prenderà avvio il 19
giugno prossimo. “I sacerdoti,
insieme ai religiosi e alle religiose, ma anche a moltissimi
laici che partecipano direttamente alla pastorale – ha detto
– sono il volto quotidiano e immediato di una Chiesa tutt’altro che «rigida e fredda»; sono
il volto amico di una Chiesa che
cammina con la gente”.
(Ser vizio Informazione Religiosa)
trano il destino della
scuola statale italiana. Definita da tanti a tempo e fuori tempo- come “la scuola di
tutti”, appare in realtà sempre di più come la scuola di
nessuno. Sorprende la facilità e la spensieratezza con le
quali si mette mano, con discutibile ragionevolezza, a
presunti tentativi di riforma
e di cambiamenti che, nei
tempi e nei modi, rivelano
una scarsa conoscenza dei
ritmi e dei meccanismi della
scuola.
E’ mai possibile che ogni
Ministro debba dire la sua,
intervenire, puntualmente
fuori tempo, per apportare
variazioni, correzioni e innovazioni di cui, non raramente, proprio nessuno sentiva
l’esigenza? Di anno in anno
la scuola italiana ha rivelato un preoccupante livello di
incerta qualità. Ci si è persi
dietro a balzelli quali debiti,
crediti, corsi di eccellenza,
proposte variegate e variopinte che avrebbero voluto
qualificare la scuola. Ma la
qualità resta un sogno.
Appaltata ai “pedagogisti
alla corte del re di turno”, la
scuola italiana ha sperimentato tutto e l’opposto di tutto. Si proclamava una scuola agile, ma è aumentata la
burocrazia; si richiedeva una
maggiore professionalità dei
docenti, ma si continuava a
pagare tutti allo stesso modo;
si gridava “eccellenza”, ma
aumentava la mediocrità. Ci
si è affidati, di volta in volta,
al vocabolario pedagogico di
turno per
nascondere
forse il problema di
fondo: che
ci sta a fare
la scuola in
un contesto
dove le informazioni
viaggiano
più veloci
di quelle
trasmesse
dalla scuola, dove le conoscenze sembrano essere state sottratte
all’autorevolezza delle cattedre per finire in mano ai vari
mezzi multimediali?
Si proclama: nella scuola
verranno introdotti corsi sulla legalità, sul rispetto delle
regole, sulla educazione civile come convivenza rispettosa delle regole stabilite… E
mentre si fanno questi “proclami lungimiranti” si inciampa nel paradosso: chi li
propone è il primo a non rispettare le regole e i tempi
della scuola. Intervenendo a
gioco iniziato e, ovviamente,
per il bene della scuola!
Ma la scuola appare sempre di più una “scuola di nessuno”, in appalto momentaneo ai comandanti di turno,
in attesa dei nuovi. Gli studenti, le famiglie, gli insegnanti non ringraziano certamente!
QUALE
?
scuola
ARCANGELO BAGNI
RIBADITA LA LINEA DI VERITÀ E CARITÀ
PAROLE CHIARE
CONTRO L’AIDS
Un dramma come quello dell’Aids merita un’attenzione globale per la persona. Lo ha ricordato Benedetto XVI, rispondendo
ad un giornalista francese, mentre era in viaggio per il
Camerun. La domanda, in realtà, era un poco provocatoria,
perché giudicava la posizione della Chiesa nei confronti del
flagello dell’Aids come “non realistica e non efficace”. In realtà, è tutto il contrario. “Penso - ha affermato il Papa - che la
realtà più efficiente, più presente sul fronte della lotta contro
l’Aids sia proprio la Chiesa cattolica, con i suoi movimenti, con
le sue diverse realtà. Penso alla Comunità di Sant’Egidio che
fa tanto, visibilmente e anche invisibilmente, per la lotta contro l’Aids, ai Camilliani, a tutte le suore che sono a disposizione dei malati...”.Operatori in prima linea che affrontano il problema non con slogan pubblicitari, come quello che presenta il
profilattico come rimedio sicuro, ma con una cura globale della persona. “Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano,
non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici:
al contrario, il rischio è di aumentare il problema”. La Chiesa
è convinta che la soluzione possa trovarsi solo in un duplice
impegno. Il primo: una umanizzazione della sessualità, cioè
un rinnovamento spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro. Il secondo: una vera
amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che
portano visibili progressi. Si tratta di rinnovare l’uomo interiormente, di dare forza spirituale e umana per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro, di testimoniare la capacità di soffrire con i sofferenti, di
rimanere presente nelle situazioni di prova. “Mi sembra - ha
concluso Benedetto XVI - che questa sia la giusta risposta, e la
Chiesa fa questo e così offre un contributo grandissimo ed importante. Ringraziamo tutti coloro che lo fanno”. Questa è la
posizione della Chiesa e questa è la forma d’intervento che
sostiene: certamente è impegnativa, ma è l’unica capace di
sostenere il peso del momento.
MARCO DOLDI
CHIESA
P A G I N A
6
CHIESA LOCALE
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
LETTORI
E ACCOLITI
IN SEMINARIO
VERSO LA VISITA PASTORALE - 3
ASSEMBLEA DEI VICARI FORANEI
Per promuovere la
comunione ecclesiale
Domenica 29 marzo, presso la
Cappella del Seminario, alle ore
11.00 si terrà la Messa con il rito
in cui verranno istituiti lettori:
Giuseppe Zoccola, Davide Veronelli, Luca Trainini, Andrea
Mombelli, Michele Gini, Pietro
Benzoni; accoliti: Lorenzo
Mottola, Pietro Bianchi, Mario
Biffi, Luca Della Sale.
UFFICIO PER
LA LITURGIA
CRESIMAI ADULTI
Il prossimo appuntamento del
Sacramento della Confermazione per gli adulti è fissato nell’ottava di Pasqua, sabato 18 aprile alle ore 16.30, presso la Chiesa S. Giacomo in Como.
L’incontro preparatorio – a cui
sono attesi non solo i cresimandi,
ma anche i loro padrini – si terrà
martedì 14 aprile dalle ore
20.45 alle 22.45 in via Maestri
Comacini, 4 (a fianco del Duomo).
Si ricorda che in questa occasione si deve portare l’attestato di
avvenuta preparazione a cura del
Parroco. Si raccomanda di affrettarsi per l’iscrizione telefonando
al nr. 031 33 12 252 al mattino
dalle 9.00 alle 12.00.
Il successivo appuntamento di
celebrazione della Cresima è fissato per Pentecoste.
RINNOVAMENTO
NELLO SPIRITO
INCONTRO
CON IL VESCOVO
“Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni”. (At 1,8). Queste
parole pronunciate da Gesù prima di salire al cielo saranno il
tema della riflessione che mons.
Vescovo proporrà nell’incontro
del pomeriggio di sabato 28
marzo a tutti gli appartenenti ai
gruppi del Rinnovamento nello
Spirito Santo presenti in diocesi
di Como e riuniti nella chiesa
parrocchiale di Portichetto.
Questo momento, atteso e desiderato da tempo, è sicuramente
un’occasione di grazia per la famiglia diocesana del Rinnovamento perché, dalle parole, dai
suggerimenti del suo Pastore ma,
soprattutto, dall’unione dei cuori nella preghiera e nella celebrazione eucaristica, riceverà nuova
forza e nuovo slancio. Questo é il
programma dell’incontro: ore
15.00: accoglienza dei gruppi con
breve preghiera preparatoria; ore
15.30: accoglienza di mons. Vescovo; presentazione dei gruppi;
momento di preghiera riflessione sulla Parola: Atti 1,8 (Come il
R.n.S. all’interno della diocesi
può portare questa forza dello
Spirito); ore 17.00 pausa; ore
17.30: celebrazione eucaristica
con la comunità.
Cogliamo l’occasione, inoltre, in
caso qualcuno volesse conoscere
e fare un’esperienza in questo
movimento ecclesiale, di inviare
la sintesi del programma della
32a Convocazione dei Gruppi e
delle Comunità del R.n.S. che si
terrà, come ogni anno, a Rimini
nei giorni 30 aprile/3 maggio.
E’ sicuramente un momento molto forte di annuncio e di conversione, occasione particolarmente
favorevole e necessaria in questo
tempo di rilassamento della fede
e di adattamento al mondo.
Per ulteriori informazioni ci si
può rivolgere: per Como, a don
Enrico Broggini, tel. 333
.9226263; per Sondrio, a Margherita Quaini, tel. 0342-652073
C
i separano poche settimane dal Giovedì Santo,
giorno scelto dal nostro
Vescovo per indire la sua
prima visita pastorale alle Comunità parrocchiali della
nostra Chiesa diocesana. Nei
mesi scorsi, il Vescovo ha ascoltato e ricevuto consigli, suggerimenti e indicazioni dal Consiglio
Presbiterale e dal Consiglio Pastorale diocesano.
Lunedì 23 febbraio, a Tavernerio, presso i Padri Saveriani, si
è riunita l’assemblea dei Vicari
Foranei della diocesi, presieduta
da Mons. Diego Coletti. Ai Vicari, il Vescovo ha presentato lo
schema di come si articolerà la
Visita Pastorale, concepita in stile catecumenale in due fasi:
“indizione” e “restituzione”.
I Vicari hanno esortato il Vescovo affinchè questa visita sia l’occasione “per ravvivare le energie
degli operai evangelici, lodarli,
incoraggiarli e consolarli”, come
anche “per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria
vita cristiana e ad un’azione apostolica più intensa”. (Direttorio
Apostolorum Successores, n. 221)
In particolare, mediante la visita, il Vescovo può meglio conoscere le comunità della Chiesa locale e presentarsi più direttamente al suo popolo nel magistero di
Padre e Pastore che desidera
portare a tutti la gioia del Vangelo. La visita gli permette inoltre “di valutare l’efficienza delle
strutture e degli strumenti destinati al servizio pastorale, rendendosi conto delle circostanze e delle difficoltà del lavoro di evangelizzazione, per poter determinare
meglio le priorità e i mezzi della
pastorale organica”. (ib.)
Per raggiungere queste finalità
la visita pastorale deve avere
come anima ispiratrice e come
modalità fondamentale l’amore:
essa “è un’azione apostolica che
il Vescovo deve compiere animato da carità pastorale che si manifesta concretamente quale
principio e fondamento visibile
dell’unità nella Chiesa particolare. Per le comunità e le istituzioni che la ricevono, la visita è un
evento di grazia che riflette in
qualche misura quella specialissima visita con la quale il supremo pastore (1Pt 5,4) e guardiano
delle nostre anime, Gesù Cristo,
ha visitato e redento il suo popolo (Lc 1,68)”. (ib.)
In questa luce i Vicari hanno
espresso un vivissimo desiderio
perchè la visita pastorale sia un
tempo di consolazione per i fedeli e per i sacerdoti.
Nello svolgimento di questa attività pastorale il Vescovo intende avvalersi della collaborazione
di alcune figure a cui conferire
ruoli specifici individuando il Previsitatore nella persona del Vicario Generale o del Vicario Territoriale e del Con-visitatore nella
persona di don Flavio Feroldi.
Le modalità della visita pastorale, illustrate di seguito, sono state ampiamente condivise dall’assemblea dei Vicari Foranei.
Anzitutto, verrà effettuata una
indizione della visita a livello di
vicariato, oltre all’indizione del
Giovedì Santo in Cattedrale. Il
Pre-visitatore incontrerà tutti i
Parroci e i Consigli Pastorali di
ogni vicariato nel contesto di una
celebrazione liturgica non sacramentale, in cui egli illustrerà il
calendario e il programma della
visita, consegnando alle comunità parrocchiali il questionario
della pre-visita.
Successivamente, verrà svolta la
pre-visita nelle singole comunità Parrocchiali. Il Pre-visitatore
incontrerà personalmente in una
serata infrasettimanale il Parroco e, di seguito, il Consiglio parrocchiale per gli affari economici. Nella luce dell’assoluto primato dell’amore va letto anche
l’aspetto propriamente giuridico
della visita: come in una buona
amministrazione familiare, tutto dovrà concorrere a promuovere e assicurare il bene maggiore
della comunità e il suo servizio
al Vangelo. Il Pre-visitatore aiuterà e incoraggerà il parroco e i
suoi collaboratori a redigere un
progetto pastorale per la propria
comunità cercando di far emergere alcune priorità pastorali.
Ciò non è certamente secondario:
nel nostro lavoro pastorale è importante imparare a progettare
e a verificare le scelte pastorali
alla luce del piano pastorale
diocesano e dei bisogni formativi della comunità.
A queste prime due fasi segue la
visita pastorale da parte del
Vescovo. A livello parrocchiale
andranno programmati:
• Un congruo tempo di dialogo
del Vescovo con il parroco, con gli
altri presbiteri residenti in parrocchia e con il Consiglio Pastorale Parrocchiale allargato a tutti
i gruppi operanti nella comunità
e a quanti sono interessati a questo incontro (va da se’ che al Vescovo sta a cuore che in ogni parrocchia sia presente un Consiglio
Pastorale; la visita pastorale può
offrire una opportunità per attivarsi su questo frangente).
• Momenti di preghiera che culminano con la celebrazione dell’Eucaristia, in cui potrà inserirsi l’amministrazione del sacramento della Confermazione. L’assemblea dei Vicari tuttavia ha
suggerito al Vescovo di effettuare la Celebrazione Eucaristica
con l’amministrazione della Cresima al di fuori del contesto della visita pastorale, in quanto l’assemblea riunita in tale occasione non esprime il vero volto della comunità parrocchiale.
Sarà compito del Con-visitatore
stabilire un programma preciso
per ogni comunità parrocchiale:
è comprensibile che parrocchie di
dimensioni diverse abbiano esigenze e particolarità differenti. Il
Con-visitatore valuterà di volta
in volta se sarà opportuno incontrare i bambini che percorrono un
particolare cammino catechistico, i giovani, le comunità religiose presenti in parrocchia o visitare qualche malato eccetera.
È desiderio del Vescovo incontrare le diverse componenti della
società civile, il mondo del lavoro e in particolar modo il mondo
della scuola. Purtroppo i conti
vanno fatti anche con il tempo!
Nessuno, dunque, si senta escluso dallo sguardo amorevole del
Pastore diocesano. Nessuno avverta una Chiesa estranea e lontana, ma – al contrario – la
riscopra piuttosto come luogo di
appartenenza e casa di comunione, comunità di ascolto e di
fraternità reale, fondata sull’Eu-
caristia e pronta al servizio, per
diventare sempre più in Cristo
un solo corpo e un solo spirito.
Al termine della visita le parrocchie del Vicariato si attiveranno
per restituire al Vescovo la visita ricevuta (redditio), ottenendone una lettera con le consegne
pastorali per il prosieguo del
cammino.
La modalità di questa celebrazione sarà da concordare di volta in
volta con il Con-visitatore.
Il Vescovo e il Con-visitatore visiteranno due o tre parrocchie
ogni settimana, nei giorni da venerdì a domenica, escludendo i
periodi più direttamente prossimi al Natale e alla Pasqua, il
mese di agosto e le altre date già
bloccate per gli impegni di Mons.
Coletti. La prima tappa della visita pastorale (periodo maggio-luglio) toccherà le seguenti realtà ecclesiali e territoriali: Cattedrale,
Seminario, Curia, ospedali territoriali, Azione Cattolica e alcune
istituzioni civili e militari.
Con il prossimo ottobre inizierà
la visita alle singole parrocchie;
le prime zone ad essere visitate
saranno la zona Valle Intelvi,
l’Alta Valtellina e la zona Prealpi,
seguirà poi tutto il resto della
Diocesi. Con questa prima visita
pastorale il Vescovo si prefigge di
verificare:
• La vita e la maturità di fede
cristiana della Comunità parrocchiale.
• L’articolazione e dinamica della comunità apostolica (carisma
religioso, ministeriali-tà laicale,
presenza di operatori pastorali,
Azione Cattolica e altro).
• Gli elementi fondamentali del
progetto pastorale della parrocchia.
Tutto questo lavoro dovrà essere
compiuto con grande cura e molta preghiera, e andrà vissuto da
tutti con fede e intenso amore,
affinché la visita produca in tutti noi una sempre maggiore crescita nell’esperienza cristiana
vissuta in una chiesa fortemente animata dalla fedeltà, dalla
comunione e dalla missione.
don MARIO ZIVIANI
www.diocesidicomo.it
DAL NOSTRO SITO
DIOCESANO
a cura dell’Ufficio Diocesano
Comunicazioni Sociali
In questa breve rubrica presenteremo a cadenza fissa le caratteristiche, le novità, le
pagine scelte del nostro sito diocesano, che viene sempre più segnalato a livello ecclesiale italiano come una delle esperienze più valide ed innovative.
Contributi multimediali a supporto del Piano Pastorale
A supporto del Piano Pastorale per il biennio 2008-2010, proposto dal nostro Vescovo e dai suoi
collaboratori nel giugno dello scorso anno, sono stati realizzati alcuni contributi multimediali che
ne seguono fedelmente la scansione in capitoli, raccolti in un DVD distribuito a tutti i parroci della
Diocesi. Questi contributi sono stati recentemente pubblicati anche sul sito diocesano, con lo scopo
di offrire un’importante occasione di approfondimento personale o di gruppo. Dalla Home page del
sito diocesano, cliccare su Agenda, quindi su Piano Pastorale in Bacheca (sulla banda in alto alla
pagina). Oltre al testo in formato pdf, da qui si può accedere ai contributi multimediali, che consistono in brevi video e in files audio scaricabili in formato mp3.
CHIESA
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
Domenica delle Palme
FIGLIO DI DIO, EPPURE CROCIFISSO
SALVA GLI ALTRI, MA NON SE STESSO!
Nelle prime comunità cristiane ben presto viene redatto un racconto
sulla passione di Gesù: dall’arresto alla sepoltura. Diverse le
esigenze che spingono i primi cristiani alla stesura di questo testo.
Due, tra le altre, meritano di essere evidenziate. La prima: la
necessità di tramandare l’avvenimento centrale della storia di Gesù.
Infatti, anche una veloce lettura del Vangelo di Marco ci
permetterebbe di notare l’ampio spazio dato al racconto della
passione: segno evidente che quell’avvenimento è stato ritenuto - e
fin dalle origini - di importanza decisiva per comprendere la storia
di Gesù. La seconda: le prime comunità cristiane sono convinte che
per comprendere la vicenda di Gesù occorre partire dal suo
“centro”: la passione, appunto
pagina a cura di ARCANGELO BAGNI
P
ercorriamo brevemente il racconto di Marco. Con il complotto
contro Gesù (14,1-2) il
conflitto tra Gesù e i
sommi sacerdoti raggiunge il
suo apice: “Cercavano d’impossessarsi di lui, con inganno, per
farlo morire” (v.2). Nel gesto
della donna (14,3-9) che, in casa
di Simone, gli versa profumo
sulla testa, Gesù vede un anticipo del sua sepoltura: “Essa ha
fatto ciò che poteva, ha unto prima il mio copro per la sepoltura” (v.8). Gesù affronta lucidamente il momento che incombe (vv. 10-16). Il pasto di addio
(14,22-25) evidenzia, quasi per
contrasto, il tradimento di
Giuda (vv. 17-21) e il rinnegamento di Pietro (vv. 26-31).
Gesù è, quindi, al Getsemani
(14,32-42), angosciato e prostrato. Pienamente uomo, ha
paura di fronte alla morte. Si
rivolge a Dio con il termine
“Abba”, papà: un lampo, uno
squarcio all’interno del dramma. Arrestato (14,43-52), è abbandonato da tutti; un giovane
tenta di seguirlo ma è costretto
a fuggire: la solitudine di Gesù
è nuovamente messa in primo
piano. Condotto di fronte alle
autorità giudaiche (14,53-64),
Gesù proclama di essere il Messia.
Ma a questa affermazione
sembra opporsi tutto il contesto: le guardie deridono Gesù
(14,65), Pietro lo rinnega
(14,66-72). Gesù, sempre solo,
tace. Condotto di fronte alle
autorità romane (15,1-15),
Gesù afferma di essere re dei
giudei. Per questo motivo i
sommi sacerdoti reclamano la
sua condanna a morte: Gesù è
un re coronato di spine (15,1620). La scena del calvario
(15,21) riprende il tema dei due
processi: il titolo di re dei giudei
è richiamato tra due precisi riferimenti alla crocifissione (15,
25 e 27) e i sommi sacerdoti
scherzano, deridono Gesù nella sua pretesa di essere il “Cristo”.
Abbandonato da tutti - e apparentemente anche da Dio Gesù fa suo l’atteggiamento del
servo sofferente e rivela così in
che senso egli è il Cristo, il Figlio di Dio. Il centurione romano, un pagano, esclama: “Davvero quest’uomo era figlio di
Dio”. Marco scandendo poi il
racconto della crocifissione secondo le ore della preghiera cristiana (terza, sesta, nona: vv.
25.33.34) invita il lettore a rivivere il mistero di quella morte nella fede e nel tempo.
Infine, la sepoltura (15,4247). La notte del sepolcro diviene momento di attesa: attesa
dell’annuncio della risurrezione. Annotiamo, infine, come
morte-risurrezione siano strettamente legate nei Vangeli. E’
in questa prospettiva che si colloca la presenza delle donne e il
ruolo che esse giocano all’interno del racconto. All’inizio (14,8)
del racconto della passione, una
donna versa su Gesù del profumo “ungendo in anticipo il suo
corpo per la sepoltura”; alla fine,
è sempre la presenza di alcune
donne e il loro sguardo ad assicurare il concatenarsi degli avvenimenti: esse guardano Gesù
morente (15,40), guardano la
tomba dove è messo Gesù
(15,47) e guardano verso la tomba vuota (16,4-5).
UNA SOLITUDINE E UNA
OSTINAZIONE CHE RIVELANO
IL VOLTO DEL DIO DI GESÙ
A
ppare evidente, nel racconto, la solitudine di Gesù: i discepoli sono assenti. Le donne “che
lo seguivano” in Galilea, guardano ora a distanza. Passanti e autorità religiose ironizzano
sulla sua impotenza; gli stessi compagni di sventura lo insultano. Abbandonato dagli
uomini, Gesù sperimenta anche la lontananza da Dio e ne soffre (15,34). La morte di Gesù
viene letta e interpretata alla luce del salmo 22, le cui citazioni ritmano il racconto.
Un secondo aspetto: le beffe dei testimoni (15,29-32.35-36) non sono ingiurie gratuite. Il disprezzo
che li anima sorge dal confronto tra questa miserevole fine e l’immagine che essi si erano fatti del
Messia atteso. Non è la sofferenza di Gesù in quanto tale che nega la sua messianicità; è piuttosto
l’apparente assenza di Dio in questo dramma. Se Dio non accorda al condannato il potere di salvarsi,
se Egli non invia Elia (atteso per la fine dei tempi) a toglierlo dalla morte, ciò sta a significare che il
verdetto di impostore e di blasfemo riceve la sua conferma (14,64): Dio non è e non può essere con
quest’uomo!
Ma essi si sbagliano, e Marco cerca di farlo comprendere al lettore. A Gesù si rimprovera di voler
distruggere il Tempio (15,29): la sua morte metterà in atto proprio questo (15,38); si chiede al Messia
di salvarsi e di discendere dalla croce (15,30-32): la regalità di Gesù, si manifesta, invece, nella sua
volontà di salire a Gerusalemme per affrontare lucidamente la sofferenza e la morte (10,32).
Gesù non subisce la sua passione; prendendo l’iniziativa di salire a Gerusalemme, là dove è atteso,
egli capovolge il senso della sua sofferenza: la vita non gli viene tolta, è lui che la dona. Prima di
essere crocifisso c’è un gesto che sottolinea questa prospettiva: il rifiuto di bere vino e mirra mescolati (15,23). Era una bevanda che le donne di Gerusalemme preparavano per stordire il condannato
e attenuare l’atrocità del dolore: Gesù non si sottrae alla passione e a tutto ciò che essa comporta.
I sommi sacerdoti e gli scribi chiedono di vedere per credere: “Scenda ora dalla croce, perché vediamo
e crediamo” (15,32). Allo stesso modo un soldato inzuppa d’aceto una spugna e la offre a Gesù nella
speranza di prolungarne l’agonia (15,35-36). Ma Gesù “dando un forte grido, spirò” (15,37). La confessione di fede del centurione - “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio”- attesta che nella morte in
croce del Nazareno tutto è stato dato per vedere e per credere. Nulla può essere dato di più! Si tratta
solo di comprendere in profondità una vicenda che, letta in superficie, appare scandalosa.
Quale Dio?
La morte di Gesù ha una duplice ripercussione: il velo del Tempio si squarcia in due e un soldato
riconosce l’identità profonda di Gesù. Morendo, Gesù mette fine al culto del Tempio. Dio sfugge ormai
ai riti del Santuario per lasciarsi trovare nella “profanità della croce”, nel corpo di un abbandonato e
di uno giudicato “maledetto”. Ma il Tempio squarciato dice anche che l’accesso a Dio non è più
l’appannaggio di una gerarchia di sacerdoti, neppure di un popolo privilegiato. Il popolo di Dio è
chiamato ad andare oltre le frontiere del giudaismo.
Comprendiamo, in questa prospettiva, il secondo aspetto: la confessione di fede del centurione, di un
pagano, di un uomo che non poteva richiamarsi ad alcuna promessa. Ebbene proprio lui riconosce nel
crocifisso il Figlio di Dio. Così, nella persona di un mercenario detestato è offerta alla comunità
cristiana un modello della fede autentica.
Nella crocifissione ci viene svelata una nuova immagine dell’onnipotenza di Dio: il Messia, il Figlio
di Dio è il crocifisso! Non c’è - per Dio - altra potenza che quella dell’amore ostinato che va fino al
dono supremo. Questo amore è impotente a imporsi e non può che proporsi alla libertà degli uomini.
Dio non ha nulla da spartire con un mago che, con un colpo di bacchetta magica, fa scomparire tutte
le difficoltà. Questa è l’immagine di Dio che avevano gli avversari di Gesù: “Salva te stesso scendendo dalla croce!”.
La fede non toglie lo scandalo della sofferenza e della morte. Tuttavia, con il centurione ai piedi della
croce e al seguito dei primi cristiani, anche a noi è data la possibilità di comprendere che la logica
della vita di Gesù di Nazaret, sebbene inchiodata alla croce, non vi rimane crocifissa.
Alcune
provocazioni
La vigilia della sua morte, in un pasto di addio appena prima del
suo arresto, Gesù prende fra le mani una pezzo di pane, come un
uomo prende in mano la sua vita, invece di lasciare che gli si
vanifichi tra le mani. Gesù, quella sera, prende fra le mani la sua
vita. Come un uomo prende un pezzo di pane per porgerlo alla sua
famiglia, ai suoi amici, per donarlo e per condividerlo.
Il pane e il vino, Gesù li porge contemporaneamente al Padre e ai
suoi discepoli: è uno stesso gesto, uno stesso dono, una vita interamente consacrata al Padre e ai fratelli. Ed egli precisa, per le
generazioni future: “E’ il mio corpo, è il mio sangue, la mia vita,
tutta la mia esistenza. Sono io. Per voi, per tutti. Prendete, mangiate. E fate la stessa cosa in memoria di questo che abbiamo
condiviso”.
Era certo la sua vita che egli così riassumeva in questo semplice
gesto, una vita data, una vita condivisa, spezzata fino al dono
supremo. Ma era anche la sua morte, che egli rappresentava in
anticipo, ad un tempo drammaticamente da altri voluta ma da lui
liberamente assunta, poiché egli - fin dall’inizio della sua attività
- aveva scelto di assumerne il rischio. Con questo gesto, la sua
morte, come la sua vita, diventa parola.
CHIESA
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PAP
AinAFRICA
APAinAFRICA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
SETTE GIORNI CON BENEDETTO XVI IN AFRICA: UN TEMA AL GIORNO
«GUARDATE AL FUTURO CON SPERANZA»
“AMO L’AFRICA”
1
“Io amo l’Africa, ho tanti
amici africani già dai
tempi in cui ero professore fino a tutt’oggi. Amo
la gioia della fede, questa gioiosa fede che si trova in Africa”.
Con queste parole, Benedetto
XVI ha risposto ad alcune domande dei giornalisti sull’aereo
papale diretto a Yaoundé. Il direttore della Sala Stampa
vaticana, padre Federico
Lombardi, ha riferito alla Radio Vaticana alcuni passaggi
salienti delle risposte del Papa.
Ad esempio, “la crisi economica
mondiale e il suo impatto nei
Paesi poveri e l’importanza dell’etica per un retto ordine economico-mondiale, argomento
che sarà sviluppato ulteriormente anche nella prossima
Enciclica”. Il Papa “ha parlato
della Chiesa africana - ha riferito padre Lombardi - della sua
vitalità e dei suoi problemi: dell’annuncio del Vangelo per il
continente, della capacità dell’annuncio della Chiesa di rispondere alle attese più profonde della cultura africana”. Il
Papa ha anche parlato
dell’Aids: “Direi che non si può
superare questo problema
dell’Aids solo con slogan pubblicitari (...) non si può superare
con la distribuzione di preservativi, che al contrario aumentano il problema”. Benedetto
XVI, “sorridendo - ha aggiunto
p. Lombardi -, ha anche risposto a una domanda circa la sua
presunta solitudine, di cui parlano tanto spesso i media”. “Per
dire la verità - queste le parole
del Papa - mi fa un po’ ridere
questo mito della mia solitudine. In nessun modo mi sento
solo. Ogni giorno ricevo delle
visite dei collaboratori più
stretti, incominciando dal Segretario di Stato (...) Sono real-
mente circondato da amici e in
stupenda collaborazione con
vescovi, collaboratori, laici e
sono grato per questo”.
2
LA GIOIA DEL
SACERDOZIO
Molti i sacerdoti presenti nella cattedrale
Marie Reine des Apôtres nel
quartiere di Mvolyé a Yaoundé
alla celebrazione dei vespri alla
quale hanno partecipato anche
rappresentanti delle altre Confessioni cristiane. Il ministero
pastorale vissuto nel sacerdozio - ha detto il Papa nel suo
discorso - “richiede molte rinunce, ma è anche sorgente di gioia”. Il Papa ha indicato come
modello “san Giuseppe” che è
stato “padre senza aver esercitato una paternità carnale” perché - ha aggiunto Benedetto
XVI - “essere padre è innanzitutto essere servitore della vita
e della crescita”. Il Papa ha
chiesto ai sacerdoti presenti di
“rispondere con fedeltà alla
chiamata che il Signore vi ha
fatto un giorno, come egli ha
chiamato Giuseppe a vegliare
su Maria e sul Bambino Gesù!
Possiate rimanere fedeli, cari
sacerdoti, alle promesse che
avete fatto a Dio davanti al vostro vescovo e davanti all’assemblea”. Il Papa ha poi ringraziato i sacerdoti per il loro “generoso impegno al servizio della Chiesa e vi incoraggia - ha
aggiunto - a non lasciarvi turbare dalle difficoltà del cammino!”. E ai giovani che si preparano al sacerdozio, ha detto:
“Abbiate il coraggio di offrire un
sì generoso a Cristo!”.
3
DIFENSORI
DELLA VITA
Salutando nel Centro
card. Paul Emile Léger coloro che sono portatori di
handicap, “coloro che nella loro
carne portano i segni delle violenze e delle guerre” e “tutti i
malati”, specialmente “quelli
che sono vittime di malattie
come l’Aids, la malaria e la tubercolosi”, Benedetto XVI ha
incoraggiato la Chiesa cattolica, “fortemente impegnata in
una lotta efficace contro questi
terribili flagelli”, a “proseguire
con determinazione”. “Davanti
ad un fratello o una sorella immerso nel mistero della Croce ha detto - il silenzio rispettoso
e compassionevole, la nostra
presenza sostenuta dalla preghiera, un gesto di tenerezza e
di conforto” possono fare “più
che tanti discorsi”. Ai medici
l’esortazione a “mettere in opera tutto quello che è legittimo
per alleviare il dolore” e “in primo luogo a proteggere la vita
umana” dal suo concepimento
fino alla sua fine naturale.
4
L’AMICIZIA
CON CRISTO
Incontrando, poi, nella serata, i vescovi
dell’Angola e São Tomé nella Cappella della Nunziatura apostolica di Luanda, in
Angola, il Santo Padre ha ricordato che “il cristiano di fede
adulta e matura non è colui che
segue le onde della moda e l’ultima novità, ma colui che vive
profondamente radicato nell’amicizia di Cristo. Questa
amicizia ci apre verso tutto ciò
che è buono e ci offre il criterio
per discernere tra errore e verità”. Per il Papa, una delle realtà umane, “oggi esposta a parecchie difficoltà e minacce, è la
famiglia, la quale ha un particolare bisogno di essere evangelizzata e concretamente sostenuta, poiché, alla fragilità ed
instabilità interna di tante
unioni coniugali, si viene ad
aggiungere la tendenza diffusa
nella società e nella cultura di
contestare il carattere unico e
la missione propria della famiglia fondata sul matrimonio”.
Di qui l’invito: “Nella vostra
sollecitudine di pastori nei confronti di ogni essere umano,
continuate ad alzare la voce in
difesa della sacralità della vita
umana e del valore dell’istituto
matrimoniale e per la promozione del ruolo che ha la famiglia nella Chiesa e nella società, chiedendo misure economiche e legislative che le rechino
sostegno nella generazione e
nell’educazione dei figli”.
5
UN SEME
GETTATO
“Incontrare i giovani
fa bene a tutti! Essi
hanno a volte tante difficoltà,
ma portano con sé tanta speranza, tanto entusiasmo, tanta
voglia di ricominciare. Giovani
amici, voi custodite in voi stessi la dinamica del futuro”. Sono
le parole che Benedetto XVI ha
rivolto ai giovani nell’incontro
allo Stadio dos Coqueiros, sul
tema “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. “Dio – ha aggiunto il
Papa – fa la differenza... Di più!
Dio ci fa differenti, ci fa nuovi”.
Perciò, “il futuro dell’umanità
nuova è Dio; proprio un iniziale anticipo di ciò è la sua Chiesa”. Il Santo Padre poi, vedendo nello stadio alcuni delle migliaia di giovani angolani mutilati in conseguenza della guerra e delle mine, ha rivolto un
pensiero “alle innumerevoli lacrime che tanti di voi hanno
versato per la perdita dei familiari, e non è difficile immaginare le nubi grigie che coprono
ancora il cielo dei vostri sogni
migliori...”, ma anche di fronte
alle sofferenze “Gesù non ci lascia senza risposta; ci dice chia-
ramente una cosa: il rinnovamento inizia dentro; riceverete
una forza dall’Alto. La forza dinamica del futuro si trova dentro di voi”. “Amici miei – ha proseguito il Pontefice – voi siete
un seme gettato da Dio nella
terra; esso porta nel cuore una
forza dell’Alto, la forza dello
Spirito Santo. Tuttavia per passare dalla promessa di vita al
frutto, la sola via possibile è offrire la vita per amore, è morire per amore”. Così “ha parlato
Gesù, e così ha fatto: la sua crocifissione sembra il fallimento
totale, ma non lo è!”.
6
IL RUOLO
DELLA DONNA
“Tutti esorto ad un’effettiva consapevolezza delle condizioni sfavorevoli
a cui sono state – e continuano
ad essere – sottoposte tante
donne, esaminando in quale misura la condotta e gli atteggiamenti degli uomini, a volte la
loro mancanza di sensibilità o
di responsabilità, possano esserne la causa. I disegni di Dio
sono diversi”. È stato questo
l’invito del Papa all’incontro con
i movimenti cattolici per la promozione della donna. Riferendosi alla creazione, il Papa ha
sottolineato che “bisogna riconoscere, affermare e difendere
l’uguale dignità dell’uomo e della donna: sono ambedue persone”, chiamate “a vivere in profonda comunione, in un vicendevole riconoscimento e dono di
se stessi, lavorando insieme per
il bene comune con le caratteristiche complementari di ciò
che è maschile e di ciò che è femminile”. Chi “non avverte, oggi,
il bisogno di dare più spazio alle
ragioni del cuore? In un mondo
come l’attuale dominato dalla
tecnica, si sente bisogno di questa complementarietà della
donna, affinché l’essere umano
vi possa vivere senza disumanizzarsi del tutto”. “Si pensi –
ha affermato Benedetto XVI –
alle terre dove abbonda la povertà, alle regioni devastate
dalla guerra, a tante situazioni
tragiche risultanti da migrazioni forzate e non... Sono quasi
sempre le donne che vi mantengono intatta la dignità umana,
difendono la famiglia e tutelano i valori culturali e religiosi”.
7
A FAVORE DEL
BENE COMUNE
“Vorrei chiedere che
la giusta realizzazione delle fondamentali aspirazioni delle popolazioni più bisognose costituisca la preoccupazione principale di coloro che ricoprono le cariche pubbliche,
poiché la loro intenzione – sono
certo – è quella di svolgere la
missione ricevuta non per se
stessi ma in vista del bene comune”: è stato l’appello finale del
Papa, nella cerimonia di congedo all’Aeroporto internazionale
4 de Fevereiro di Luanda, prima
di partire dall’Angola. “Il nostro
cuore non può darsi pace – ha
dichiarato – finché ci sono fratelli che soffrono per mancanza di
cibo, di lavoro, di una casa o di
altri beni fondamentali. Per arrivare a dare una risposta concreta a questi nostri fratelli in
umanità, la prima sfida da vincere è quella della solidarietà: solidarietà fra le generazioni, solidarietà fra le Nazioni e tra i Continenti che generi una sempre più
equa condivisione delle risorse
della terra fra tutti gli uomini”.
a cura di AGOSTINO CLERICI
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PAP
AinAFRICA
APAinAFRICA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
DAL PAPA UN APPELLO A RIALZARSI E A METTERSI IN CAMMINO
AFRICA: PER UN DOMANI MIGLIORE
T
ante le tenebre che
oscurano l’Africa. Nel
suo ultimo giorno in
Angola Benedetto XVI
ha lanciato un duplice
appello: al perdono reciproco e
alla pace in una terra ancora
segnata da una guerra civile
durata 27 anni, dal 1975 al
2002, e in Africa; e un appello
al resto mondo perché guardi a
questo continente delle guerre
dimenticate, delle ingiustizie
sociali e bisognoso non solo di
pace, ma anche di giustizia e di
sviluppo. È a Cimangola – una
spianata di terra rossa, al limite delle case e della baraccopoli
della capitale, e delimitata dai
muri del cementificio di Luanda
– che il Papa incontra i fedeli
in questa quarta domenica di
Quaresima, nel cuore la preghiera per i due giovani rimasti vittime allo stadio di Luanda
e la quarantina di feriti, per la
ressa per entrare allo stadio in
occasione dell’incontro con il
mondo giovanile. La messa riporta alla mente l’altra grande
celebrazione a Yaoundé, capitale del Cameroun, prima tappa
del primo viaggio africano di
papa Benedetto. Anche lì parole di coraggio e speranza. Consegna ai vescovi le linee guida
del secondo Sinodo per l’Africa
e mette in primo piano le questioni calde del continente.
L’Africa sub-sahariana affronta una crisi alimentare ed
energetica devastante e non ha,
praticamente, un ruolo negli
incontri internazionali dove si
decide il suo destino.
Le multinazionali – si legge
nell’Instrumentum Laboris –
continuano a invadere gradualmente il continente per appropriarsi delle risorse naturali.
Schiacciano le compagnie locali, acquistano migliaia di ettari
espropriando le popolazioni dalle loro terre, con la complicità
dei dirigenti africani. Senza terra, senza acqua, senza energia,
senza crediti i piccoli coltivatori sono sempre più poveri e l’introduzione degli organismi
geneticamente modificati non
danno “la sicurezza alimentare” ma li rende ancor più dipendenti dalle società produttrici
di Ogm. Infine i Paesi del nord
ricco del mondo fanno “lauti
guadagni” attraverso la vendita delle armi.
Vengo da un Paese, dice il
Papa in Angola, dove la pace e
la fraternità sono care ai cuori
di tutti i suoi abitanti, “in particolare a quanti come me hanno conosciuto la guerra e la divisione tra fratelli appartenenti alla stessa Nazione a causa
di ideologie devastanti e disumane, le quali, sotto la falsa
apparenza di sogni e illusioni,
facevano pesare sopra gli uomini il giogo dell’oppressione. Potete dunque capire quanto io sia
sensibile al dialogo fra gli uomini come mezzo per superare
ogni forma di conflitto e di tensione”.
Parla ad una nazione sconvolta dalla guerra civile terminata solo sette anni fa, e che ora
faticosamente sta cercando di
far “mettere radici” alla pace.
Parla di “potere distruttivo della guerra civile”, che – dice –
“può distruggere tutto ciò che
ha valore: famiglie, intere comunità, il frutto della fatica
degli uomini, le speranze che
guidano e sostengono le loro
vite e il loro lavoro”. Parla del
“precipitare dell’odio e della vendetta”. Quando la parola del Si-
gnore è trascurata e la legge di
Dio “ridicolizzata, disprezzata e
schernita, il risultato può essere solo distruzione e ingiustizia”.
Dio scrive dritto sulle righe
storte della nostra condizione
umana; manda suo figlio, e ci
lascia un “messaggio di perdono, di speranza e di una nuova
vita in Cristo”. Ma gli uomini, a
volte, preferiscono le tenebre alla
luce e l’Africa, l’Angola, sono state ottenebrate da “nuvole del
male”: non solo la guerra, ma
anche i frutti feroci del tribalismo, le rivalità etniche, la cupidigia “che corrompe il cuore
dell’uomo, riduce in schiavitù i
poveri e priva le generazioni future delle risorse di cui hanno
bisogno per creare una società
più solidale e giusta, una società veramente ed autenticamente africana nel suo genio e nei
suoi valori”. E poi c’è “quell’insidioso spirito di egoismo che chiude gli individui in se stessi, divide le famiglie e, soppiantando i
grandi ideali di generosità e di
abnegazione”; parla dell’evasione “in false utopie attraverso
l’uso della droga”, dell’irresponsabilità sessuale, dell’“eliminazione di vite umane innocenti
mediante l’aborto?”.
Sottolinea, ancora, che il continente è sì colmo di speranza
ma è “ancora assetato di giustizia, di pace, di un sano integrale
sviluppo”. E pace invoca il Papa
anche per la vicina regione dei
Grandi Laghi, chiedendo al Signore di portare “guarigione a
chi soffre, conforto a coloro che
piangono e forza a tutti coloro
che portano avanti il difficile
processo del dialogo, del negoziato e della cessazione della vio-
lenza”.
Così dice all’Africa di alzarsi,
di mettersi in cammino per un
domani migliore senza più guerre. Un continente liberato dal
flagello dell’avidità, della violenza e del disordine, e che sceglie
la strada del rispetto e della promozione dei diritti umani, della
trasparenza nel governare, della fine della corruzione.
Certo la strada è lunga e complessa: rispetto alla “repentina
furia distruttrice del male, il lavoro di ricostruzione è penosamente lento e duro. Richiede
tempo, fatica e perseveranza”.
È un cammino che inizia nei
cuori, nei piccoli sacrifici, nei piccoli gesti “mediante i quali dimostriamo di amare i nostri vicini
– tutti i nostri vicini senza riguardo alla razza, all’etnia o alla
lingua – nella disponibilità a col-
laborare con loro per costruire
insieme su basi durevoli”. Fratelli e sorelle “da amare, da rispettare e da aiutare lungo la via
della libertà, della vita e della
speranza”.
È poi ai giovani che si rivolge
il Papa chiamandoli “speranza
del futuro del Paese” e “promessa di un domani migliore”. Dice
loro di non avere paura di prendere decisioni definitive, di osare: le decisioni definitive “sono
le sole che non distruggono la
libertà”. Dio ci ha creati per vivere una vita giusta e ci ha dato
i suoi comandamenti “non come
un fardello, ma come una fonte
di libertà: della libertà di diventare uomini e donne pieni di
saggezza, maestri di giustizia e
di pace”.
FABIO ZAVATTARO
Il dito e la luna: miopia e parzialità dei media
n viaggio di enorme portata, una tappa fondamentale del cammino di evangelizzazione che può segnare una svolta profonda
per i cristiani d’Africa, un segno tangibile di speranza per chi spesso vive in condizioni disperate. Molte altre ancora, senza
timore di eccedere, potrebbero essere le definizioni per inquadrare nella sua giusta dimensione il viaggio di Benedetto XVI
nel continente africano, un’iniziativa densa di significati.Attraverso la luce della Parola, il Santo Padre ha affrontato le
questioni nodali della situazione africana, chiamando il mondo intero a un’attenzione e a una mobilitazione che consentano
di affrontare fenomeni radicati e drammatici: la sistematica discriminazione delle donne e le conseguenti violenze innumerevoli a cui
sono sottoposte, la stregoneria che ancora prevede sacrifici umani e spesso rende i bambini capri espiatori di credenze distorte, la
povertà e la fame che seminano morte e costringono le popolazioni al limite della sopravvivenza, l’Aids che ancora non si riesce a
sconfiggere e che continua a mietere vittime. Quali tracce ha lasciato in noi il cammino di Benedetto XVI nel Continente nero in questi
giorni? Per averne un riverbero, naturalmente, ci siamo dovuti affidare ai media – televisione e giornali soprattutto – per trovare
risposta alla nostra curiosità e al nostro interesse verso questa delicata e importante missione. E naturalmente i media hanno riproposto
i soliti cliché di larga presa sul pubblico ma di scarso rispetto della verità dei fatti. A parte le consuete eccezioni rappresentate dalle
testate di ispirazione cattolica, l’informazione ha cavalcato con clamore la questione relativa all’uso del profilattico per combattere
l’Aids, in seguito a una frase detta dal Papa durante un’intervista realizzata dai giornalisti che lo accompagnavano in aereo nel viaggio
di andata. La domanda riguardava la posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro questa malattia, spesso considerata
“non realistica e non efficace”. La risposta del Santo Padre è stata riportata dai media come esempio di una crociata antistorica e ottusa
della Chiesa contro l’uso del profilattico e questo è bastato a suscitare un vespaio di polemiche tanto urlate quanto infondate nei
presupposti. Lettori e ascoltatori hanno così assistito alla solita guerra fra opposte tifoserie e, soprattutto, al travisamento di quanto
effettivamente detto dal Pontefice su un tema così delicato. Sarebbe bastato riportare correttamente e integralmente le parole di
Benedetto XVI per spegnere alla base ogni fiammella polemica. Ecco, nella sua semplicità, la risposta testuale del Papa: “Direi che non
si può superare questo problema dell’Aids solo con soldi. Sono necessari, ma se non c’è l’anima che li sappia applicare, non aiutano. Non
si può superare con la distribuzione di preservativi: al contrario, aumentano il problema. La soluzione può essere solo una, duplice: la
prima, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con
l’altro; secondo, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, una disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce
personali, per essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano con sé anche veri e visibili progressi”. Questa è la
difesa acritica e anacronistica di una dottrina vetusta o la risposta che darebbe chiunque sia dotato di buonsenso, anche al di là delle
convinzioni religiose? Eppure i media hanno avuto gioco facile nel decontestualizzare la frase del Santo Padre dalle premesse e dal
discorso generale in cui si collocava, per spararla nei titoloni e darla in pasto a chi aspetta solo un pretesto per attaccare il presunto
antistoricismo della Chiesa di Benedetto XVI. Uno spazio minore è stato dedicato alle altre questioni importantissime, che il Pontefice
ha affrontato sia nella famigerata intervista che durante i numerosi discorsi, omelie e messaggi di questi giorni: la crisi economica
mondiale che sui più poveri ha i suoi effetti peggiori, la situazione specifica della Chiesa africana, il futuro di quel continente e del
mondo intero, le nuove necessità della fede. Le parole del Papa su questi argomenti travalicano di gran lunga le possibili polemiche
sull’uso del preservativo, argomento sul quale il Santo Padre non ha fatto altro che ribadire la posizione da sempre assunta dalla
Chiesa. Su tutti questi argomenti e sui molti altri (tra cui, appunto, la diffusione dell’Aids), il Papa ha riaffermato la necessità assoluta
di un recupero del fondamento etico in ogni dimensione della vita. A livello personale innanzitutto, poi negli ambiti specifici dell’educazione, della politica, dell’economia, della gestione globale delle risorse. Ma le tracce riportate dai media hanno dato l’idea di un
cammino completamente diverso. L’obiettivo dichiarato del viaggio di Benedetto XVI era “rendere testimonianza a Cristo e incoraggiare i popoli africani a essere se stessi in una convivenza giusta e pacifica”: non si può dire che non sia stato centrato in pieno. Quale è
stato, invece, lo scopo dei media che si sono impegnati a raccontare questo viaggio in maniera miope e parziale?
U
MARCO DERIU
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Como
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
DOMENICA 29 MARZO
La Famiglia Comasca
festeggia i suoi
primi 40 anni
N
on si tratterà
soltanto di una
festa “in famiglia”, ma di un
momento da
condividere con la città
intera. Domenica 29 marzo la “Famiglia Comasca”
celebra la ricorrenza dei
suoi quarant’anni, stretta tra simpatizzanti e
amici. Festa che inizierà
con la celebrazione della
S. Messa, alle ore 11.15,
nella basilica di S. Fedele, e proseguirà con il
pranzo presso il ristorante Imbarcadero.
«Sarà un momento di
gioia da condividere insieme - ci spiega Piercesare
Bordoli, padre e anima
del sodalizio - al quale auspichiamo prenda parte
un elevato numero di soci,
sia alla S. Messa sia al ristorante».
Quant’anni e non
sentirli … è proprio il
caso di dirlo vista l’instancabile energia con
cui la Famiglia Comasca continua a promuovere iniziative per
la città…
«Tanti sono stati i progetti che, in questi anni,
hanno visto la Famiglia
Comasca in prima linea.
Impegnata nel restituire
all’antico splendore il ricco patrimonio artistico e
culturale di cui la nostra
città è custode. Ricordo
l’ultima fatica: il restauro dell’antica quadreria
del S. Anna. Un lavoro, realizzato con mano esperta dall’Accademia Galli, e
che ha impegnato non poche delle nostre risorse.
Ma ricordo anche il restauro degli ex voto del
Appuntamento presso la basilica
di S. Fedele, per la celebrazione
della S. Messa alle ore 11.15,
quindi si proseguirà con il pranzo
di MARCO GATTI
[email protected]
Crocifisso, l’impegno profuso per la neurochirurgia del S. Anna e per
la salvezza del battello
Patria… La giornata di
domenica non sarà, però,
tanto l’occasione per
guardarci indietro, quanto per protendere avanti
lo sguardo, in virtù dei
nuovi impegni che saremo chiamati ad assolvere…».
Non fermarsi mai. È
questo il segreto della
vitalità di questa associazione?
«Può darsi. Per quanto
mi riguarda ho sempre amato non limitarmi al
presente, ampliando l’orizzonte dei nostri progetti».
C’è già qualcosa in
cantiere?
«Eccome! Il nostro primo obiettivo riguarda il
restauro di una striscia
pittorica di scuola giottesca presente nella basilica di S. Abbondio. Opera tralasciata da precedenti restauri. Per me si
tratta di mantenere una
promessa che, qualche
anno fa, feci ad una persona che oggi non c’è più:
don Luciano Salvadè. A
lui assicurai che, una volta terminata la quadreria
del S. Anna, avremmo dedicato la nostra attenzione a S. Abbondio. E così
sarà. In questi giorni uno
speciale apparecchio
provvederà ad effettuare
i necessari prelievi per
valutare le caratteristiche della vernice utilizzata e programmare il restauro. Dopo di che, una
volta ottenuto il via definitivo dalla Soprintendenza, si potrà procedere
ai lavori. Le opere, che
non dovrebbero richiedere più di qualche mese,
ma per le quali sarà necessario montare dei
ponteggi, si svolgeranno,
con ogni probabilità, il
prossimo anno. Ad occuparsi di questo lavoro sarà, ancora una volta, la
prestigiosa Accademia
Galli, con la quale siamo
in ottimi rapporti sia per
la qualità del suo operato
sia per la capacità di contenimento dei prezzi, con
il valore aggiunto di essere una realtà qualificata
del nostro territorio.
Oltre a S. Abbondio ci
occuperemo anche della
sistemazione del fondale
della chiesa di S. Martino,
presente nel parco dell’ex
Ospedale psichiatrico.
Anche in questo caso ad
occuparsene sarà l’Accademia Galli.
Pensando al futuro stiamo valutando anche la
possibilità di tracciare,
sul roccione nudo che, dal-
MUSICA E POESIA DEL MEDITERRANEO
CON IL CIF A REBBIO
Domenica 29 marzo alle ore 15.00 presso il Teatro Nuovo di Rebbio in via Lissi, 9 il CIF - Centro Italiano Femminile Provinciale di Como - in occasione della Festa della
donna, rende, come ogni anno, un originale omaggio alla
femminilità presentando lo spettacolo “Musica e Poesia
del Mediterraneo”.
Scritto e raccontato da Daniele Bubboli, direttore artistico dell’Accademia Lirica Rotary International, lo spettacolo propone una variegata antologia tra opera lirica,
e operetta con letture di alcune poesie delle varie culture
mediterranee particolarmente significative.
Un giro attorno al Mediterraneo per cogliere esempi
della cultura musicale e letteraria dei vari Paesi.
Una grande pagina musicale interpretata da un gruppo di professionisti dello spettacolo: Tiziana Scaciga Della Silva e Barbara Fasol soprani, Andrea Bragiotto tenore, Simone Tansini baritono e al pianoforte il maestro
Luis Baragiola.
L’ingresso è libero. Per informazioni: CIF Provinciale via Rodari 1, 22100 Como tel. 031-304190.
FESTA DELLA
RAMA D’ULIVA
LA FESTA
La Famiglia Comasca, domenica 29 marzo, festeggerà 40 anni di vita dell’Associazione.
La prima manifestazione avrà luogo in tale data
con il seguente programma:
- ore 11.15: Santa Messa presso la Basilica di S.
Fedele in Como, con la partecipazione della Corale
San Nicola di Cernobbio che eseguirà la Missae
Brevis di J. Haeduk;
- ore 13.00: pranzo presso il Ristorante Imbarcadero (piazza Cavour) nel corso del quale verranno
festeggiati i soci fondatori, ai quali verrà consegnato un ricordo della Famiglia Comasca.
Ci si augura di poter contare un numero elevato
di soci, sia alla S. Messa sia al ristorante.
Prenotazioni in sede - entro giovedì - dalle ore
15.00 alle 18.00, tel. 031-271907.
la zona di Camerlata
guarda alla città, e su cui
in tempi lontani troneggiava la scritta “Dux”, la
scritta “Como città di Volta”, magari con una vernice fluorescente, dunque
visibile anche di notte. Un
omaggio che, così, la città
tributerebbe al proprio
insigne scienziato…».
Altro ancora?
«Le idee sono tante, e
potremmo andare avanti
a lungo. Ma mi fermo qui.
Siamo abituati a compiere un passo per volta, senza smettere di pensare al
domani. Così siamo riusciti a camminare in questi quarant’anni: memori
delle nostre radici, ma forti della convinzione che
proprio dalla solidità delle nostre fondamenta dobbiamo trarre forza per
progettare il nostro domani».
Domenica 5 aprile come negli anni precedenti in collaborazione
con gli Amici del Lario,
la delegazione italiana
dell’Accademia della
Cucina, il Rotary Club
Como Baradello e le
Bambine del “20” - la
Famiglia Comasca si ritrova per festeggiare
questa ricorrenza.
L’incontro è fissato
per le ore 8.30 alla Basilica del SS. Crocifisso
dove ci attenderà il pullman che ci condurrà a
Barni per la S. Messa
nella chiesa parrocchiale alle ore 10.00.
Il pranzo si terrà al
Ristorante La Madunina alle ore 12.30. Data
la poca disponibilità di
posti, si prega di prenotare in sede con sollecitudine, dal lunedì al venerdì dalle ore 15.00
alle 18.00, tel. 031271907.
Una farfalla
per aiutare
la Uildm
Una farfalla per aiutare la Uildm (Unione
Italiano Lotta alla Distrofia Muscolare) e sostenere la ricerca. Sabato 4 e domenica 5 aprile in occasione della 5a giornata nazionale della Uildm in piazza Duomo e in altri dodici punti
tra città e provincia sarà possibile acquistare
“aurora”, la piccola farfalla di peluche, ripiena
di ovetti di cioccolato, simbolo della campagna
annuale dell’associazione, riassunta dallo slogan: “Dispiega le mie ali contro ogni barriera”.
I cinque euro raccolti per ogni farfallina andranno a sostenere le attività dell’associazione nata nel 1961 (presente a Como dal 1968)
con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto alle
persone affette da patologia neuromuscolare e
alle loro famiglie, grazie al sostegno medico e
psicologico, all’inclusione scolastica e lavorativa, all’organizzazione del tempo libero e alla
sensibilizzazione.
E’ possibile partecipare alla raccolta anche
donando 2 o 5 euro tramite sms (inviando dal
30 marzo al 5 aprile un messaggio al 48548) o
con versamenti sul conto corrente postale
13380225 intestato a Uildm di Como.
Ulteriori informazioni sull’iniziativa e sulle
attività della Uildm sono disponibili presso la
sede comasca dell’associazione in via Maiocchi
4, a Lora (Como) oppure telefonando al 031542940 o tramite e-mail all’indirizzo segrete
[email protected] .
CRONACA
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
UN PALAZZO UNA STORIA
L’Asl culla...
del razionalismo
è un capolavoro
architettonico
nel centro di
Como che rimane invisibile
agli occhi dei passanti,
perché da oltre quarant’anni coperto da una coltre di cemento e calcinacci.
Un manto, calato alla
fine degli anni Sessanta,
che ha irrimediabilmente
snaturato un edificio definito come “il testamento
dell’architettura
razionalista”.
Chissà quanti entrando
in questi anni nella sede
dell’Asl di via Pessina, a
pochi passi da Palazzo
Terragni, si sono resi conto di questo gioiello, costruito alla fine degli anni
trenta come sede dell’Unione fascista dei Lavoratori d’Industria (Uli),
l’allora sindacato del regime.
Riportarlo alla luce a
beneficio di tutta la città,
per ora solo sulla carta, è
stato l’obiettivo dell’associazione culturale Margherita Ripamonti che ha
condotto una ricerca sulla struttura presentata,
mercoledì 25 marzo, proprio all’interno dell’attua-
C
’
Un capolavoro architettonico nel centro
di Como cui, alla fine degli anni
Sessanta, un manto di cemento ne
snaturò le caratteristiche. Da qualche
tempo c’è chi sta progettando di
riportare alla luce questo gioiello
di MICHELE LUPPI
le sede dell’Asl.
Un’indagine realizzata
dagli architetti Renato
Conti, Paolo Brambilla e
Corrado Tagliabue, basata su documenti e disegni
dell’epoca. I risultati del
lavoro sono stati sintetizzati in alcuni pannelli, in
mostra all’interno della
sede dell’Asl: fotografie,
planimetrie e descrizioni
che ripercorrono la storia
dell’edificio dalla sua nascita, tra il 1938 e il 1943,
ad oggi. Un’opera d’avanguardia realizzata da un
gruppo di architetti guidati da Cesare Cattaneo,
allievo di Terragni.
“La sede dell’Uli - ha
spiegato Carlo Ripamonti, presidente dell’Associazione promotrice dell’iniziativa - rientrava all’interno del progetto urbanistico del 1934 che
prevedeva un sorta di cittadella pubblica, adiacen-
te al centro, comprendente la Casa del Fascio, centro politico del regime, e
quest’altro edificio, sede
del sindacato”.
I due palazzi, simili per
linee e materiali, andavano così a formare una vera e propria isola razionalista al centro della città.
“Dobbiamo recuperare
la consapevolezza - ha
commentato l’architetto
Renato Conti - di avere di
fronte un edificio straordinario nell’ambito del
razionalismo. Oggi purtroppo solo gli architetti
della mia generazione ricordano la struttura originaria perché, a partire
dal 1966, è iniziata un’opera di ampliamento e ristrutturazione dell’edificio che ha finito per snaturarne le caratteristiche.
Un intervento guidato da
Lingeri, in precedenza tra
i collaboratori di Catta-
neo, che ha riempito i vuoti, tipici del razionalismo,
dandogli una connotazione simile a quella dei
grandi edifici civili degli
anni sessanta. Togliendo
così di fatto tutte le caratteristiche di un’architettura di avanguardia”.
Una serie di interventi,
interni ed esterni, che
rendono oggi la struttura
poco riconoscibile.
“Con il completamento
di questa ricerca - ha spiegato Carlo Ripamonti - il
nostro obiettivo è raggiunto. Abbiamo naturalmente fatto delle ipotesi
su quanto si potrebbe fare
per la valorizzazione del
comparto, ma ritengo non
sia questo il momento di
cominciare a parlarne.
Rimaniamo comunque
aperti a qualsiasi forma
di collaborazione che ci
verrà proposta”.
A questo punto si apre
infatti un capitolo nuovo
che potrebbe portate alla
ristrutturazione dell’ex
Uli e al suo reinserimento
in un contesto razionalista insieme a Palazzo Terragni. Un percorso che va
ben al di là dei meritevoli
sforzi dell’associazione e
riguarda prima di tutto la
Regione Lombardia, proprietaria dell’Immobile,
l’Asl e in secondo luogo gli
amministratori comaschi.
Senza dimenticare i
problemi relativi alla ristrutturazione di un edi-
ADERISCONO ANCHE ALCUNE BANCHE, FARMACIE, E NUOVI UFFICI PUBBLICI
Mercoledì del cittadino: crescono gli enti
I
“
Mercoledì del cittadino” si allarga
e si rafforza. Dal
prossimo 1° aprile, in città, crescerà il numero di enti
che hanno accettato di
aderire all’iniziativa promossa dal Comune di Como che prevede l’apertura continuata dei propri
uffici dalle 8.30 alle 15.30.
Un servizio avviato per la
prima volta nel 2006, grazie ad un finanziamento
di Regione Lombardia,
per rispondere ad un’esigenza di maggiore razionalizzazione degli orari
dei principali servizi del
capoluogo, così da renderli funzionali all’utenza.
La positività della prima
sperimentazione, che vide
il coinvolgimento iniziale
di 29 enti, ha portato Palazzo Cernezzi alla decisione di ampliare la proposta. Grazie a questa ulteriore intesa, e al nuovo
contributo dalla regione
di 125mila euro (somma
che servirà anche per organizzare tempi e gli orari delle scuole e definire
un calendario integrato
degli eventi), dal prossimo 1° aprile a tenere
aperto in maniera continuata il mercoledì vi saranno anche alcune banche, farmacie e un nume-
ro crescente di uffici pubblici. Orario che rimarrà
definitivo: ad eccezione
della pausa natalizia e
del periodo che va dal 15
luglio al 15 settembre.
«La volontà di offrire servizi sempre più comodi e
accessibili ci ha spinto a
coinvolgere nuovi partner,
che hanno risposto positivamente alle nostre sollecitazioni. L’allargamento di questa iniziativa - ha
spiegato l’assessore ai
Tempi Anna Veronelli rappresenta un risultato
importante, tanto più importante se consideriamo
che l’iniziativa è partita
in una città che, in pas-
sato, non si era mai occupata di politiche temporali. Trovare il modo per risparmiare tempo e rendere la città più comoda è
la sfida che intendiamo
portare avanti con questo
progetto, per arrivare a
rendere Como, tutti insieme, una città più vivibile
da parte dei cittadini».
L’iniziativa del Mercoledì è stata anche oggetto
lo scorso novembre di un
sondaggio condotto tra gli
operatori e tra gli utenti
tramite la distribuzione
di un questionario, auto
compilato dagli stessi
operatori degli Enti Territoriali e del Comune di
Como negli orari di apertura del Mercoledì del
Cittadino nelle giornate
del 19 e 26 novembre - 10
dicembre (neve). Questi i
numeri del sondaggio:
Enti Territoriali: distribuiti 69 questionari, restituiti 58 (84%); Comune: distribuiti 61 questionari,
restituiti 56 (92%). Per
quanto riguarda il Comune di Como, il 20% degli
operatori dichiara di aver
usufruito del MdC dandone poi un giudizio positivo perché consente di
svolgere alcune commissioni prima di recarsi al
lavoro/prima di tornare a
casa e perché nello stesso
giorno è possibile sbrigare più pratiche mentre l’
80% non ha usufruito dell’iniziativa o perché impegnato nella stessa o perché non ne ha avuto l’occasione/necessità. Altri
partner: il 48% degli operatori dichiara di aver
usufruito del MdC dandone poi un giudizio positivo perché consente di
svolgere alcune commissioni prima di recarsi al
lavoro o durante la pausa pranzo, “liberando” del
tempo da poter dedicare
ad altro. D’altro canto il
52% non ha usufruito dell’iniziativa o perché impegnato nella stessa o perché non ne ha avuto l’occasione/necessità.
Un ulteriore rilevamento effettuato da Palazzo
Cernezzi ha permesso di
riscontrare come circa il
50% dell’utenza del mercoledì abbia beneficiato
dell’introduzione dei nuovi orari, recandosi presso
gli uffici nella fascia tra
le 8.30 e le 9 e tra le 13 e
le 15.30.
L’elenco dettagliato degli enti aderenti è scaricabile dal sito del Comune di Como www.comune.
como.it. Per maggiori informazioni è possibile
contattare l’ufficio Tempi
allo 031-252637.
ficio così particolare, come
spiega lo stesso Renato
Conti: “Pensare di restaurare un edificio come questo è difficile perché a differenza dell’architettura
classica dove i materiali
usati come legno, pietra e
ferro sono di facile reperimento, qui, invece, ci
troviamo di fronte a materiali d’avanguardia
creati appositamente per
questa struttura, basti
pensare la vetro-cemento,
che oggi non sono più reperibili in commercio. Riteniamo comunque che
questo sia un capitale della città che possa diventare, insieme a Palazzo
Terragni, un vessillo di
Como”.
I FOCOLARI IN
RICORDO DI
CHIARA LUBICH
CON IL VESCOVO
A un anno dalla morte di Chiara Lubich
mons. Diego Coletti,
vescovo di Como, celebrerà una S. Messa,
giovedì 2 aprile, alle
ore 20, presso la chiesa di S. Rocco, a Como.
I membri del Movimento dei Focolari saranno lieti di condividere questo momento
di comunione con gli
amici impegnati nell’ambito ecclesiale e civile oltre che con tutti
coloro che lo desiderano.
La celebrazione sarà
uno degli oltre 600 appuntamenti in programma nei mesi di
marzo e aprile in 400
città del mondo per ricordare la figura di
Chiara.
Accomuna i tanti eventi un clima di gioia, speranza e commozione: così è stato sabato 14 marzo, giorno
dell’anniversario, nella
basilica di S. Ambrogio
a Milano con la presenza del cardinale Dionigi Tettamanzi e a Roma, in S. Maria Maggiore, con il cardinale
Paul Poupard.
Numerosi anche gli
eventi svoltosi a livello civile.
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
STORIA, TRADIZIONE, VITA
Ponzate:
chiara, fresca
dolce acqua...
La scorsa
settimana
l’inaugurazione
della nuova statua
della Madonna
Immacolata posta
nella nicchia della
storica fontana
di piazza
Garibaldi,
“cuore”
della piccola
frazione di
Tavernerio
In queste due immagini
il momento della
benedizione della statua
della Madonna e, a
sinistra, l’artista Elio
Ponti, autore dell’opera
di SILVIA FASANA
L
a comunità di
Ponzate si è stretta domenica scorsa, con una semplice cerimonia,
attorno alla nuova statua
della Madonna Immacolata posta nella nicchia
della storica fontana di
piazza Garibaldi, “cuore”
della piccola frazione di
Tavernerio. La statua è
stata realizzata dallo
scultore Elio Ponti in cemento e marmo e donata
alla comunità, per fare
memoria e rinnovare la
tradizione della presenza
protettrice di Maria nel
centro di Ponzate. Dopo la
Messa di domenica 22
marzo, i bambini e i ragazzi della parrocchia che hanno vissuto in oratorio una giornata di «laboratorio» in preparazione alla Pasqua - hanno
accompagnato il parroco
per il rito di benedizione
della nuova statua. Don
Agostino ha voluto ricordare a tutti il senso della
presenza di una effigie
mariana vicino ad una
fontana, citando alcune
parole di un famoso discorso di san Bernardo,
intitolato appunto De aquaeductu, in cui Maria
viene presentata come l’acquedotto di Dio, colei che
porta la fonte divina vicino all’uomo. La benedizione della nuova statua è
stata l’occasione per riscoprire l’importanza di
un bene prezioso quale
l’acqua - a cui i ragazzi di
Ponzate hanno dedicato
lo scorso anno l’annuale
“Festa del Creato” in valle - e di recuperare preziosi ricordi di storia locale.
Spiega Ermanno Trom-
betta, che ha svolto alcune ricerche sulla fontana
della piazza e sul suo significato per gli abitanti
del piccolo centro: «Una
prima fontana con annesso lavatoio fu realizzata
nel 1824 nella piazza di
Ponzate, sul fianco sinistro dell’attuale fontana,
alimentata da alcune sorgenti situate nel Comune
di Civiglio, in località
“Fontane”. Questo manufatto era senza serbatoio
di carico; l’acqua, per caduta naturale, alimentava la fontana della piazza direttamente dalla sorgente. Ben presto ci si accorse che l’acqua tracima-
SERIE DI INCONTRI A MONTORFANO
La colonna
vertebrale
e le fasi della vita
Q
uante volte abbiamo avuto o
abbiamo sentito le lamentele
di parenti e
amici col “mal di schiena”. Un’espressione non
certo medico-scentifica
che riassume, però, efficacemente una serie di patologie, sempre più diffuse, che coinvolgono la colonna vertebrale.
Proprio di questo, della
salute della cosidetta
“schiena”, si parlerà al ciclo di incontri “La colonna vertebrale e le fasi del-
la vita” promosso dalla cooperativa sociale Colisseum con il patrocinio dell’Asl di Como, del comune di Montorfano e di
Confcooperative.
Gli incontri, ad ingresso libero, si terranno per
quattro venerdì consecutivi, a partire dal 3 aprile, all’auditorium Vitaresidence 7, in via Molino a
Montorfano, con inizio
alle 20.30.
“Nella società moderna
- scrivono gli organizzatori - le patologie che interessano la colonna sono in
continuo aumento. Quasi
sempre, la causa dei disturbi è legata alla stessa evoluzione della specie
umana. A parte alcuni
casi dovuti a patologie
congenite, infatti, la maggior parte delle problematiche a carico della
schiena derivano dalla
nostra postura eretta e
dal nostro modo sbagliato di caricare la colonna
vertebrale. Una situazione aggravata dalla diffusione ormai capillare della sedentarietà e dello
scarso esercizio fisico”.
va dalla vasca e scorreva
nella piazza e sulla pubblica strada. Solo nel
1861 la questione fu sistemata con la costruzione di
un tombino sotterraneo
che, superata la piazza,
scaricava l’acqua nei campi. Nel tempo la sorgente
di Civiglio diminuì gradatamente la portata, anche
per la mancanza di manutenzione. Per risolvere il
problema furono richieste
perizie e studi a ingegneri e perfino a rabdomanti.
Alla fine si optò per un
progetto che prevedeva di
portare l’acqua alla vecchia fontana della piazza
da una sorgente posta più
a monte, nella Valle di
Ponzate, oltre alla costruzione di un nuovo lavatoio posto nell’attuale via
Adua, alimentato con l’acqua inutilizzata della fontana, con annesso forno».
L’edificio, tutt’ora esistente, anche se in cattivo stato di conservazione, è stato oggetto di un progetto
di recupero; il forno inve-
Cattive posture che alla
lunga finiscono per determinare vere e proprie patologie.
“Nel caso delle patologie vertebrali - continuano gli organizzatori - il
motto “prevenire è meglio
che curare” è quanto mai
vero: il trattamento preventivo risulta essere di
fondamentale importanza, perché impedisce che
una condizione di salute
possa trasformarsi in una
condizione patologica e
quest’ultima in una forma più grave”. Agli incontri interverranno Mario
Cassi, primario del Reparto Recu-pero Funzionale dell’O-spedale S.
Anna, il tera-pista della
Riabilitazione Ottavio
Galante, i dottori in
Scienze Motorie Laura
Izzo e Gabriele Romanò
della Cooperativa Sociale
Colisseum. Per informazioni è possibile rivolgersi a Confcooperative allo
031-3370179.
ce è stato demolito nel
1990. Continua Trombetta: «I lavori furono portati a termine tra il 1898 ed
il 1902. Il casello-serbatoio di raccolta dell’acqua
della sorgente della valle
è ancora esistente in località Prà della Valle nei
pressi di una vecchia costruzione ora ridotta a rudere. La fontana della
piazza, quella che vediamo attualmente, fu realizzata con due bocche d’acqua, una alimentata dalle sorgenti di Civiglio, l’altra dall’acqua proveniente dalla valle. Il posto del
vecchio lavatoio della
piazza fu occupato da una
cisterna-serbatoio alimentata con l’acqua eccedente della fontana adiacente. Da questo serbatoio una conduttura portava l’acqua al nuovo lavatoio».
La fontana della piazza
venne utilizzata regolarmente dagli abitanti di
Ponzate per usi domestici fino al 1958 (anno di co-
struzione del nuovo acquedotto). Da allora sembrò che la vecchia fontana fosse diventata inutile (circolò anche qualche
notizia di demolizione…),
ma nel tempo si dimostrò
più volte indispensabile
per superare le disfunzioni e i problemi dell’acquedotto.
Nel 1997 un gruppo di
volontari fece un importante intervento di manutenzione alla costruzione,
nel rigoroso rispetto della struttura originaria. In
quell’occasione la bocca
d’acqua proveniente dalle sorgenti di Civiglio
(quella di sinistra), fu alimentata con l’acqua dell’acquedotto comunale,
mentre recentemente,
sempre con il prezioso apporto di volontari del paese, è stato ripristinato
anche l’antico collegamento tra l’altra bocca di
questa fontana e la sorgente nella valle di Ponzate, che si era andato deteriorando.
VISITE ALLA CITTÀ
CON MONDO TURISTICO
L’Associazione culturale Mondo Turistico, con
il patrocinio dell’Assessorato al Turismo del Comune di Como, propone da aprile a fine settembre due visite guidate alla città di Como ogni
settimana, il lunedì mattina alle ore 10.00 e il
giovedì pomeriggio alle ore 14.30. L’appuntamento con la guida è davanti all’Ufficio Info Point,
di fianco al Duomo (via Maestri Cumacini).
La visita, con spiegazioni in italiano ed in inglese, comprende una passeggiata a piedi nel
centro storico di Como con le visite al Duomo e
alla Basilica di S. Fedele, della durata di circa
due ore.
Le visite si effettueranno con qualsiasi condizione atmosferica. Per le persone singole non
sono necessarie le prenotazioni; per i gruppi,
invece, è richiesta la prenotazione e, in tal caso,
è possibile scegliere anche altre date.
Il costo di partecipazione è di 8 euro per persona; per i possessori di WelComo Card 6 euro e
per i bambini fino a 15 anni gratis.
Per informazioni: Mondo Turistico, tel.
339.4163108; e-mail: [email protected];
sito internet: www.mondoturistico.it.
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Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
ASSOCIAZIONE CRONOMETRISTI COMO
Ami il tempo
che scorre?
Un corso
che fa
per te
L
a storia dello sport
è una lunga e affascinante vicenda scritta da molti uomini: dal
grande atleta che supera
un limite, dal cronista che
dà eco alla vittoria, dagli
uomini che con precisione annotano il tempo in
gara. Il tempo è, infatti,
il primo avversario da
vincere e la misura del
tempo è il cronometro che
dà valore alla prestazione e traccia i confini della competizione. Il cronometro, consentendo di valutare e paragonare prestazioni compiute da atleti diversi in luoghi diversi, ha reso lo sport universale. Proprio un gruppo di persone consapevoli che il cronometraggio
era garanzia di serietà e
trasparenza in ogni gara
e convinti di avere un ruolo fondamentale per lo
sviluppo di tutte le attività sportive, fondarono
nel 1921 a Milano, la Federazione Italiana Cronometristi, l’unica organizzazione in Italia riconosciuta dal CONI quale
soggetto deputato allo
svolgimento del servizio
di cronometraggio nelle
manifestazioni sportive
che si svolgono sul territorio nazionale. Sin dall’inizio, in quel gruppo di
persone era presente un
comasco, il cav. Alfredo
Taroni, molto attivo in diversi sodalizi della città e
quindi grande appassionato di sport. A quei tempi il cronometraggio sportivo era un’attività che si
reggeva sui pionieristici
orologi a disposizione e
sull’enorme passione che
ci mettevano i giudicicronometristi, ma ben
presto si presentò la necessità di approfondire le
tecniche e di individuare
criteri più moderni che
consentissero uniformità
di comportamenti. Soprattutto a causa del notevole aumento del numero di competizioni, Taroni
si trovò nelle condizioni di
dover reclutare anche in
provincia di Como nuovi
cronometristi. Da allora
l’attività è stata in continuo crescendo e nel 1987
è stata costituita l’Associazione Cronometristi
Como, che conta oggi un
organico di 30 cronometristi che sono presenti
nell’arco dell’anno in circa 300 gare che si svolgono in tutto il territorio
A proporlo
è una realtà
comasca la cui
attività è legata,
a filo doppio,
con lo scorrere
dei secondi...
Un servizio
allo sport, vista
la presenza
di questi operatori
in tutte
le principali
manifestazioni
del territorio
di PAOLO BORGHI
provinciale, ma sono impegnati anche in manifestazioni internazionali ed
intercontinentali che si
svolgono in Italia (Giochi
del Mediterraneo, Universiadi, Campionati Italiani Assoluti) fino alle gare
promozionali giovanili
(Giochi Sportivi Studenteschi, Giochi della Gioventù).
“Noi interveniamo spiega Cinzia Giani, vicepresidente dell’Associazione Cronometristi Como - in ogni manifestazione dove il tempo è la componente fondamentale
per ottenere una classifica, e quindi nella maggior
parte delle discipline, anche se nella provincia di
Como gli sport più cronometrati sono atletica
leggera, moto, hockey su
ghiaccio, mountain bike,
rally, slalom auto, ciclismo, nuoto, motonautica,
sci, sci d’erba, canottaggio, pattinaggio e ippica.
Operiamo principalmente
nell’ambito della provincia comasca anche se in
determinate competizioni, dove la nostra presenza è massiccia (gare tipo
rally, auto storiche), siamo chiamati dai colleghi
lombardi ad aiutarli. Ogni tipo di sport necessita di un numero di cronometristi che varia da 2 a
40-50, e ognuno ha il suo
compito preciso: chi effettua il rilevamento automatico dei tempi, chi elabora i dati e le classifiche,
chi utilizza i tabelloni
grafici e si occupa della visualizzazione dei risultati sul sito federale. L’avvento del computer e l’incremento dello sport in televisione hanno fatto sì
che la nostra presenza
non sia richiesta solo per
il rilevamento del tempo
e, oltre alla stesura delle
classifiche, ci siamo dovuti attrezzare con programmi di grafica per venire incontro alle nuove esigenze del mondo sportivo, dotandoci d’apparecchi d’avanguardia nel
campo del cronometraggio e della comunicazione.
Usiamo fotocellule, tabelloni elettronici e computer con programmi specifici per ogni disciplina
sportiva, che collegati ai
cronometri permette di
redigere delle classifiche
con tutti i dati necessari
richiesti dagli organizzatori delle gare”.
L’Associazione Cronometristi Como dispone di
numerose apparecchiature per la rilevazione dei
tempi e per la loro visualizzazione che consentono
di predisporre sistemi di
cronometraggio adatti ai
più diversi tipi di sport
con una precisione che
può arrivare fino ai millesimi di secondo. Per anni il cronometrista è stato un attento ed abile rilevatore del tempo mediante il suo intervento
diretto, ed era più bravo
chi pigiava per primo il
pulsante del cronometro
al compiersi di un evento
o al suono di un dispositivo. L’avvento dei rilevatori automatici e dei cronometri scriventi, ha richiesto invece una nuova professionalità capace di gestire bene strumenti più
complessi. E sempre più
spesso al cronometrista
non si chiede solo di rilevare il tempo d’arrivo ma
anche di saper variare il
suo impegno per aderire
alla fisionomia di ciascuno sport. L’atletica leggera, ad esempio, è una disciplina in cui il tempo caratterizza la prestazione
dell’atleta. In molte gare,
infatti, il superamento di
un precedente limite ha
più importanza della vittoria stessa e la misurazione del tempo si è adeguata all’importanza assunta ed ha affinato gli
strumenti necessari a garantire un ordine d’arrivo esatto e una precisione centesimale nella misura della prestazione.
Allo stesso modo nel nuoto il centesimo può non
essere sufficiente a desi-
gnare il vincitore e per
questo già si pensa a misurare il millesimo di secondo, mentre negli sport
invernali (sci alpino e nordico) la maggior parte delle gare non prevede un
confronto diretto fra i concorrenti e per questo il
tempo diventa l’unico riferimento per la misura
della loro prestazione e la
designazione del vincitore.
“La nostra associazione
- aggiunge Cinzia Giani ha sempre un gran bisogno di giovani per riuscire a garantire la sua presenza a tutte le gare, ma
purtroppo da alcuni anni
il loro numero è sempre
più esiguo. Per questo
motivo organizzeremo un
corso per aspiranti cronometristi (inizierà anche
se ad iscriversi fosse un
allievo soltanto) che si terrà presso la nostra sede e
al quale possono partecipare uomini e donne che
hanno un’età compresa
tra i 16 e i 55 anni e non
abbiano riportato condanne penali né provvedimenti disciplinari da parte di Federazioni sportive.
Il corso di formazione è
completamente gratuito e
comprende un ciclo di 10
lezioni teoriche durante le
quali è possibile conoscere i regolamenti e i metodi di cronometraggio applicati alle varie discipline sportive, e diverse le-
zioni pratiche direttamente sui campi di gara
per meglio capire l’utilizzo delle apparecchiature
(cronometri scriventi, tabelloni grafici, fotocellule). Una volta superato
l’esame finale, occorre
compilare una domanda
d’ammissione alla Federazione Italiana Cronometristi e un formulario
personale allegando la
prescritta documentazione (certificato di residenza, penale e medico). I nuovi cronometristi saranno
inquadrati nella categoria “allievi” e abilitati a
svolgere servizio sui vari
campi di gara sotto la guida di cronometristi esperti per tre anni, al termine
dei quali sosterranno un
ulteriore esame per passare alla categoria “Ufficiali”. I nostri corsi insegnano proprio a misurare “l’attimo fuggente” delle competizioni sportive e
non è un compito facile:
può diventare un’arte che
richiede assoluta responsabilità oltre ad una buona dose d’entusiasmo”.
I cronometristi sono gli
angeli custodi d’ogni manifestazione sportiva: vegliano dietro le quinte
della competizione, cronometro alla mano, registrando infallibilmente i
tempi dei concorrenti, misurando le prestazioni atletiche e la durata degli
incontri, e anche dalla lo-
ro figura dipende il buon
esito di una gara. A differenza dei singoli sport, il
cronometrista vive da vicino diverse realtà sportive e questo, per un appassionato, è il massimo
che può desiderare. Può
inoltre diventare un tecnico di primo piano nel
suo campo perché dispone d’autentici gioielli della moderna tecnologia in
grado di fornire l’immagine del concorrente contemporaneamente al tempo realizzato e alla classifica, anche se non deve
pensare che l’uomo scompaia nell’era della tecnologia perché gli apparecchi fanno quello che il
cronometrista programma, e se qualcosa non funziona è sempre l’uomo che
deve intervenire con la
sua preparazione e le sue
conoscenze. Chiunque desidera vivere lo sport da
“protagonista” con un ruolo di responsabilità in oltre 30 discipline sportive
e ama seguirle da vicino
in modo attivo e non limitandosi a guardarle attraverso lo schermo televisivo, può iscriversi al corso
per aspiranti cronometristi recandosi direttamente nella sede dell’Associazione Cronometristi Como in viale Masia 42 presso il palazzo del Coni, ogni
martedì dalle ore 21 alle
23, oppure inviare un’email a [email protected].
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
INVIATE QUASI 15 TONNELLATE DI AIUTI
Emergenza
Georgia,
il grazie
di Iubilantes
L’ultimo carico
di aiuti umanitari
è partito lo scorso
14 marzo,
dal porto
di Genova
di SILVIA FASANA
I
l 4 marzo è partito dal
porto di Genova, diretto a Poti, in Georgia, l’ultimo carico
degli aiuti umanitari
raccolti con l’iniziativa
“Emergenza Georgia”, coordinata dall’Associazione Iubilantes. Sono stati
inviate quasi 15 tonnellate di aiuti, per lo più indumenti, scarpe e supporti sanitari, che hanno riempito interamente un
container e quasi completato un secondo. Una così
generosa raccolta è stata
frutto del lavoro di un
grande numero di volontari, non solo di Iubilantes ma anche di altre organizzazioni che si sono
attivate per questa importante iniziativa. Una
mobilitazione veramente
notevole in aiuto del travagliato Paese caucasico,
che sta attraversando un
momento veramente dif-
ficile, come ha spiegato
padre Witold Szulczynski,
direttore della Caritas
Georgia, in Italia per
qualche giorno alla fine
dello scorso mese di gennaio. Dopo la guerra e con
l’inasprirsi dell’inverno,
l’impegno della Caritas
Georgia è diventato pressante emergenza quotidiana. Basti pensare che
l’Organizzazione umanitaria assiste anziani, ammalati, famiglie povere e
numerose, offre educazione e formazione ai bambini ed ai giovani, recupera i ragazzi di strada. Gestisce due mense, fornendo 1700 pasti al giorno,
un poliambulatorio, un
centro di riabilitazione,
piccoli centri sanitari locali, oltre a diversi servizi di assistenza sociale e
medica a domicilio, nonché la grande “Casa per i
bambini di Tbilisi” con i
suoi 300 piccoli ospiti.
Sono stati attivati ben
8 punti di raccolta: Menaggio, Como, Cantù,
Drezzo, Molina di Faggeto
Lario, Montorfano, San
Fermo e Sagnino. Un ulteriore momento di raccolta è stato organizzato
a Camnago Volta dalla
Circoscrizione 4, grazie
ad una bella iniziativa di
cultura e solidarietà che
ha coinvolto bambini e
famiglie. Un importante
aiuto è giunto anche dalla Caritas Diocesana di
Como e dalla Caritas di
Cabiate, che da anni sostiene il lavoro della Caritas Georgia.
Spiega Ambra Garancini, presidente Iubilantes:
«Il carico è ora in navigazione: raggiungerà senza
intermediari la Caritas
Georgia, a Tbilisi, speriamo il più presto possibile.
Desideriamo ringraziare
pubblicamente, anche a
nome della Caritas Georgia, tutti i generosi donatori e tutti i volontari che,
con la loro presenza e il
loro lavoro, hanno reso
possibile la raccolta. Ringraziamo anche gli Enti
che hanno ospitato la raccolta: il Comune di Montorfano, l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna di Como, con il Dipartimento di
Salute Mentale, la Comunità La Quercia e l’Ospe-
GRANDE COMMOZIONE
L’ultimo
saluto
a padre
Silvano
Zoccarato
dale S. Antonio di Cantù.
Ringraziamo la Circoscrizione 4 di Camnago Volta
e tutti coloro che hanno
dato vita e organizzato i
vari punti di raccolta; ringraziamo le Caritas che
hanno collaborato, ringraziamo le varie ditte, ad
iniziare dalla Canepa di
San Fermo, per la messa
a disposizione di materiale di imballaggio. Ringraziamo il Gruppo Protezione Civile del Comune di
Moltrasio, per l’impegno
profuso nel carico dei container. Un grandissimo
grazie, infine, al Consorzio Docks di Montano Lucino, che, concedendo ampio spazio al punto di raccolta finale e mettendo a
disposizione uomini e
mezzi, ha reso possibile
un lavoro di così ampia
portata».
Per informazioni: Iubilantes, via Vittorio Emanuele II 45, Como; tel.
031.279684; fax 031.
265545; e-mail iubilantes
@iubilantes.it; www.iubi
lantes.eu.
Padre Silvano Zoccarato è nato a Santa
Giustina in Colle (Padova) il 28 febbraio 1940.
E’ entrato in seminario minore il 6 ottobre
1951. Ha fatto la professione temporanea il 4
ottobre 1958 e quella solenne il 4 ottobre 1962.
Ordinato sacerdote il 18 marzo 1967, è incaricato della promozione vocazionale presso
Camposampiero fino al 1988, periodo durante
il quale ha fatto emergere numerose vocazioni
sacerdotali, familiari e personali.
Fino al 2005 è a Sabaudia (Latina), dove dal
1994 è nominato Parroco di Molella, lasciando
nei parrocchiani un grande ricordo di stima e
affetto, tutt’ora vivo.
Il 7 ottobre del 2006 è arrivato a Como, ultimo incarico assegnatogli. Presso la Comunità
francescana di via Kolbe è stato vice parroco.
Varie le attività svolte con gioia ed entusiasmo: accoglienza presso il Santuario, confessore ricercato da molti fedeli, responsabile della
catechesi degli adulti, organizzatore della pesca di beneficenza di Sant’Antonio. Svolgeva
inoltre con passione il rito della benedizione
delle famiglie, durante il quale aveva occasione di visitare tutti i fedeli.
Padre Silvano è deceduto il mattino di lunedì 16 marzo scorso, all’età di 69 anni. Dopo la
liturgia delle esequie, celebrata a Como e a
Camposampiero (Pd), è stato tumulato presso
il cimitero della suo paese, S. Giustina in Colle
(Pd). La numerosa partecipazione e gli infiniti
attestati di stima durante l’esposizione della
salma, i riti funebri e tutt’ora, sono segno indelebile dell’affetto che ha circondato padre
Silvano.
Oltre ad un frate sensibile e prezioso collaboratore, la nostra parrocchia perde un uomo
di Dio capace di trasmettere la fede in modo
sincero e la serenità dello stile di vita
francescano.
LA PARROCCHIA DI S. ANTONIO DI CAMERLATA
L’OLIO NEL VETRO SCURO
IL GRANELLO DI SENAPA SI È FATTO ALBERO DI PROVVIDENZA
Il Granello di Senapa si è fatto albero di Provvidenza, è questo lo slogan che ha ritmato la
giornata di convegno e studio che si è tenuta
sabato 21 marzo, presso l’Istituto Sacra Famiglia, nell’ambito dei festeggiamenti per i 175
anni della fondazione della Congregazione delle
Figlie della Presentazione di Maria SS. al Tempio.
Il percorso della giornata ha permesso di ricostruire l’avventura umana e spirituale di
Francesca Butti e Maria Rossi, che insieme, a
partire dal 1833, hanno dato vita ad un’esperienza associativa “quasi sconosciuta e tanto
modesta”.
In questa prospettiva l’esercizio di memoria
domestica si è inscritto nei solchi profondi della terra comasca, che ha accolto “il granello di
senapa” e gli ha dato la possibilità di crescere
“albero di Provvidenza”. Mons. Andrea Caelli
ha, così, guidato i partecipanti a riscoprire
“l’anima” spirituale e pastorale della realtà ecclesiale di Como del primo 800, che rappresentò un terreno fecondo per le Sorelle associate
nell’Istituto della Presentazione di Maria SS.
al Tempio a S..
Il prof. Stefano de Fiores, mariologo di fama
internazionale, ha guidato le sorelle a rileggere nell’evento della Presentazione di Maria SS.
al Tempio il senso di una spiritualità del dono
e la sua riscoperta nell’antropologia contemporanea. Padre Stefano ha invitato a puntare
lo sguardo sull’uomo del futuro, che sarà essere relazionale e in cammino verso Dio e i fra-
telli. Maria nella sua Presentazione al Tempio
mostra in modo eccellente tale vocazione e identità: essere dono a Dio e al suo piano di salvezza.
Alla dott.ssa Rosa Giorgi è stata poi affidata
la lettura estetica e iconografica della pala-copia di Giovanni Francesco Romanelli, raffigurante la “Presentazione di Maria al Tempio”,
conservata oggi nell’Oratorio della Casa Madre. Nel mistero raffigurato la comunità delle
origini si è sentita rappresentata e da esso ha
attinto ideali e valori per la sua spiritualità.
Nell’ultima relazione suor Daniela Piovesan,
Figlia della Presentazione, ha riportato l’attenzione sulle due fondatrici, Francesca Butti e
Maria Rossi. Guardando a loro il versetto di
At. “un cuor solo e un’anima sola” non risuona
né scontato né di circostanza: la loro vicenda
di credenti e di fondatrici rivela la verità profonda del loro essere sorelle nello Spirito che
vissero con semplicità e coerenza il loro ideale
di “far comune la vita ed istruire povere fanciulle” nell’umiltà della carità.
La giornata si è conclusa con la celebrazione
eucaristica presieduta da sua Eccellenza mons.
Franco Festorazzi, che ha incoraggiato le Figlie della Presentazione a ringraziare il Signore
per i tanti granelli di carità seminati in questi “primi” 175 anni di vita e le ha invitate a
pregare tanto per continuare ad essere terreno fecondo e buono per ogni piccolo granello di
senapa che continuamente il Signore offre con
abbondanza di grazia.
Venerdì 3 aprile, alle ore 21.00 presso il Salone Arcobaleno della
Casa Divina Provvidenza (via T. Grossi 18, ampio parcheggio
interno) la giornalista Laura d’Incalci presenterà il suo ultimo
libro “L’olio nel vetro scuro”.
Il volume racconta piccole grandi storie quotidiane legate all’esperienza del Banco di Solidarietà di Como. Storie vere,
intessute di imprevedibili incontri. Sono gli incontri suscitati
dall’esperienza del Banco di Solidarietà di Como, realtà nata
agli inizi degli anni ‘90 per promuovere ascolto e condivisione
dei bisogni. A partire dall’esigenza elementare del cibo, affrontata dai volontari che ogni settimana offrono un aiuto concreto
a persone in difficoltà, affiora un’esperienza di sorprendente
gratuità. Da queste pagine non emerge un’analisi sulla povertà
o sul ruolo del volontariato, ma la scoperta, quasi una gioiosa
rivelazione, di un profondo legame fra chi dona e chi riceve. La
scoperta di uno sguardo che per ognuno può diventare carico di
attesa e di speranza.
La presentazione si tiene proprio nel luogo dove poco più di 120
anni fa il beato Luigi Guanella iniziava la sua opera caritativa
a favore dei più poveri ed emarginati, proponendosi di dare loro
“Pane e Signore”. “Pane”, ovvero la risposta ai bisogni materiali
di cibo, salute, vestiario, istruzione e lavoro; “Signore”, vale a
dire la risposta al bisogno ancor più fondamentale dell’uomo di
trovare “un senso alla propria vita”, che solo Dio può soddisfare.
All’incontro saranno presenti oltre all’autrice alcuni protagonisti del libro, che daranno voce alle loro storie. Nell’occasione sarà
possibile acquistare il libro, il cui ricavato è devoluto interamente al Banco di Solidarietà di Como.
Per informazioni: Casa Divina Provvidenza, via T. Grossi 18, tel.
031.296711.
LA PASSIONE A LIPOMO
L’oratorio San Vito di Lipomo il giorno 4 aprile alle ore 21:00
nel piazzale della chiesa dello Spirito Santo presenta “La rappresentazione della passione”, ad ingresso gratuito. In caso di
pioggia la stessa verrà rappresentata il Venerdì Santo 10 aprile
alle ore 21.00.
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
ALLA SCOPERTA DELLA COOPERAZIONE/200
Nata
su iniziativa
dell’Associazione
Genitori
de “La Nostra
Famiglia”
ha a cuore
il tema della
disabilità.
Vediamo
come opera
“Noi Genitori”
sul territorio
e nella comunità
complete.
pagina a cura
del Consorzio Eureka
Ser vizi alla Cooperazione
e al Terzo Settore
www.eurekacomo.it
I
L RUOLO DELLA
COOPERATIVA
NOI GENITORI
SUL
TERRITORIO
E NELLA
COMUNITÀ
La Cooperativa Sociale
“Noi Genitori” nasce nel
1995 su iniziativa dell’Associazione Genitori della
“La Nostra Famiglia”.
Opera nel rispetto dell’art. 1 della Legge 381/
91, declinando “l’impegno
a favore dell’interesse generale della comunità alla promozione umana e
all’integrazione sociale
dei cittadini”, attraverso
la gestione di unità d’offerta socio assistenziale e
socio sanitario per persone con disabilità, promuovendone l’inclusione sociale e l’acquisizione di
una reale cittadinanza.
Dall’anno della sua nascita gestisce un centro
diurno, qualificandosi inizialmente come Servizio
di Formazione all’Autonomia (SFA) e dall’ottobre
2008 come Centro Socio
Educativo (CSE).
La peculiarità del servizio, che opera in collaborazione con i servizi territoriali della provincia di
Como, Milano e Cantù, è
di rappresentare un riferimento formativo specializzato per giovani disabili in età adolescenziale, al
termine del percorso scolastico di base o alle dimissioni dalle scuole speciali.
Nel terzo settore la Cooperativa, è socia di Confcooperative, del Consorzio
Provinciale Solco Como
che aderisce al Consorzio
Nazionale Gino Matterelli/Welfare Italia.
Nel dicembre 2007 ha
fondato l’Associazione
Links.
LA COOPERATIVA
“NOI GENITORI”
COME IMPRESA
SOCIALE DI
COMUNITÀ
I tempi che stiamo vivendo si caratterizzano
per cambiamenti strutturali che riverberano i loro
UN INDIRIZZO DA CONOSCERE
Per informazioni:
Giorgio Colombo tel. 031-64152
cell. 338-6217925
“Noi Genitori”
Società Cooperativa Sociale Onlus
via IV novembre 20/f 22036 Erba
tel 031-641522 fax 031-3335476
[email protected]
effetti anche nella configurazione del sistema sociale.
Il nuovo scenario che si
è profilato, dà, alle cooperative sociali, la possibilità di rendere i principi
e le motivazioni, alla base
della loro creazione, lo
sfondo valoriale ispiratore di azioni che, già nei
tempi attuali, danno forma a un nuovo modello di
sistema sociale.
Un sistema plurale in
cui l’offerta dei servizi vede il pubblico affiancato
dal privato profit e dal
privato sociale.
In qualità di cooperativa sociale, assecondiamo
la naturale spinta a considerare il profitto come mezzo per conseguire
il benessere della comunità in cui operiamo, qualificando il nostro agire con
un’azione che unisce in sé
la ricchezza dei valori con
l’efficacia e l’efficienza
dello spirito di impresa.
In altre parole uniamo
la buona gestione economica alle buone prassi.
Una prassi che ci fa de-
siderare di rappresentare
sul nostro territorio un
soggetto capace di svolgere un ruolo che va oltre
l’esecuzione del compito.
Ma anche oltre la progettazione di risposte su
richiesta, per arrivare a
cogliere nella capacità di
leggere la domanda e agire per colmare il bisogno
intuito, la nostra identità di impresa sociale pubblica, profondamente radicata su un territorio che
abitiamo e conosciamo,
che sentiamo nostro.
ARTICOLAZIONE
DEL SISTEMA
FORMATIVO
Il Sistema Formativo
mira a rispondere, nel
modo più efficace, ai bisogni formativi dei suoi
utenti attraverso un progetto flessibile, in grado
di adattarsi alla realtà
dei bisogni educativi ed
alle opportunità formative offerte dal contesto territoriale. Tale flessibilità
si traduce nella capacità
del servizio di non appiattirsi su una risposta stan-
dard e consolidata, ma di
rinnovarsi nella ricerca di
soluzioni formative, attraverso l’ accoglimento di
proposte esterne e la realizzazione di progetti formativi articolati su diversi livelli. Il servizio, che
prevede un frequenza diurna di 33 ore settimanali, è strutturato in tre percorsi formativi specialistici, integrati da progetti
specifici. A questa offerta
si aggiunge l’attività dell’Associazione Links.
I MODULI
FORMATIVI
SPECIALISTICI
1 - Modulo Formativo
Junior
Il percorso è rivolto a
giovani utenti, di età compresa tra 13 e 26 anni, in
uscita dalla scuola dell’obbligo o dalla scuola
speciale, alla loro prima
esperienza formativa
extrascolastica.
Il modulo consente una
frequenza part time a ragazzi iscritti alla scuola
secondaria di primo e secondo grado, offrendo l’occasione di integrare la formazione scolastica con
una, più mirata al conseguimento dell’autonomia
personale e sociale. E’ un
percorso che fa della
dinamicità e varietà il suo
punto di forza. Offre infatti esperienze formative il
più possibile stimolanti e
diversificate, adatte a giovani ragazzi in formazione.
Elementi caratteriz-
zanti del percorso sono
un’attenzione all’esercizio
e al mantenimento delle
abilità scolastiche ed una
ricerca di opportunità di
integrazione con le scuole del territorio, attraverso lo svolgimento condiviso di laboratori tematici.
2 - Modulo Formativo
Senior
Il percorso è rivolto a
soggetti adulti, di età superiore ai 27 anni, che da
anni frequentano servizi
di formazione, all’interno
dei quali hanno sperimentato varie aree di intervento formativo e maturato una conoscenza di
sé e dei propri gusti.
Il modulo intende offrire ai suoi utenti occasioni concrete per sperimentarsi come persone adulte, favorendo la scelta personale, l’autodeterminazione e l’integrazione sociale.
Caratterizza il percorso
Senior un’attenzione alla
crescita soggettiva e ricerca del benessere di ciascuno, più che all’appartenenza al gruppo, attraverso l’ideazione, il più possibile condivisa con la persona, di percorsi formativi significativi per il singolo.
Attraverso esperienze
di residenzialità, il percorso dà la possibilità di
un avvio graduale e consapevole alla vita autonoma, favorendo l’indipendenza dalla famiglia e forme di socializzazione più
3 - Modulo Formativo
Lavorativo
Il modulo offre la possibilità di sperimentare occasioni di formazione al
lavoro interne e stage formativi esterni.
Vengono fornite competenze legate al saper fare
(pratiche relative alle diverse aree lavorative) e al
saper essere (senso di responsabilità, tenuta al lavoro, mantenimento della motivazione).
La caratteristica del
modulo è quella di affiancare alla formazione specifica al lavoro, attività di
carattere educativo, orientate all’autonomia e all’integrazione sociale. Il
percorso si articola in due
fasi.
La prima, propedeutica,
offre occasioni di lavoro
protette, mirate all’acquisizione della consapevolezza delle proprie capacità, ritmi e motivazioni
lavorative. La seconda, di
approfondimento e specializzazione, permette
alla persona di sviluppare meglio le sue attitudini lavorative, attraverso
esperienze interne e stage
esterni. Il percorso ha una
durata personalizzata e si
modula assecondando i
bisogni e le potenzialità di
ciascun utente.
I PRODOTTI DELLA
SERRA
Un importante ambito
educativo prevede la formazione in una moderna
serra, in cui i ragazzi partecipano, assecondando il
ritmo delle stagioni, alla
cura e coltivazione di viole, stelle di Natale, ciclamini, gerani e primule.
L’iniziativa trova, attraverso l’Associazione Links, la possibilità di commercializzare i fiori coltivati dai ragazzi della Cooperativa.
L’attività ha lo scopo di
favorire la formazione al
lavoro attraverso l’acquisizione di abilità e competenze specifiche e un contatto diretto con la natura, da sempre uno dei nostri privilegiati contesti di
inclusione sociale delle
persone con disabilità.
Ecco quali fiori saranno disponibili: primule,
begonie, canne di vetro,
gerani parigini e zonali,
viole di diverse grandezze e colori e altri fiori di
stagione.
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
INAUGURATA LA “CASA PACE DI CRISTO”
In Sri Lanka
il battito
del cuore
comasco
Alcune immagini
dell’inaugurazione
della struttura.
A sinistra suor Cristina
scopre la targa ricordo.
A destra l’ifermiera
comasca che presta
servizio dentro
la struttura
D
opo tanta fatica
è finalmente arrivato il taglio
del nastro per la
“Casa Pace di
Cristo”, la struttura di accoglienza per donne anziane, realizzata a Hapugoda (Kandana), in Sri
Lanka, fortemente voluta
dalla “comasca” suor Cristina De Fonseka, grazie
al prezioso contributo di
molti sostenitori lariani.
Manca ancora qualche rifinitura, qualche conto da
pagare, ma ciò che conta
è che, finalmente, il traguardo sia stato varcato.
«Abbiamo salutato con
grande entusiasmo questo risultato - ci dice suor
Cristina - raggiunto grazie alla continua e puntuale azione della Provvidenza. Sono così tante le
persone e gli enti che devo
ringraziare che ho timore di lasciare indietro
qualcuno: dal Credito Artigiano, nella persona del
sig. Angelo Palma, al
Rotary Club di Como, al
Comune di Garbagnate,
all’associazione “Insieme”
animata dall’instancabile
Emilio Giussani, all’associazione “Insieme si può”.
E ancora, alla Piccola
Casa “Ozanam” e al suo
presidente Franco Panzeri, che mi hanno consentito di assentarmi più
volte dal mio lavoro per
L’impegno
di suor Cristina
De Fonseka
ha dato i suoi
prositivi frutti
e la struttura
di accoglienza
per anziane sole,
realizzata con
i contributi
arrivati dal nostro
territorio,
è finalmente
una realtà.
Vi presta
servizio anche
un’infermiera
comasca
pagina a cura
di MARCO GATTI
recarmi in Sri Lanka e
seguire lo sviluppo della
Casa, allo stesso vescovo
di Como mons. Diego
Coletti, che non ha mai
mancato di farmi sentire
la sua vicinanza. Il mio
grazie va anche a tutti gli
altri straordinari amici
che ci hanno accompagnato e sostenuto in questa
sfida».
Una vera e propria sfida. Così si prospettava,
agli inizi, l’idea di dare vita ad una casa in grado
di accogliere donne anziane in un Paese sconvolto
dallo tsunami. Un Paese
povero, privo di servizi
essenziali, impegnato
lungo la tortuosa via della ripresa. «Avevamo ben
poco, ma ci abbiamo creduto, tutti insieme. E non
ci siamo mai arresi, nonostante le difficoltà - incalza suor Cristina -. Troppa era la necessità di aprire uno spazio che rispondesse ad un bisogno
particolarmente sentito
oggi in Sri Lanka. La donna, nel mio Paese, è considerata un valore dalla
società fino a quando è in
grado di produrre. Quando le forze le vengono
meno o affiorano i primi
acciacchi legati all’età,
ecco che spesso, soprattutto se sola, viene relegata ai margini. Ho avuto testimonianza diretta
di anziane donne sole lasciate a sopravvivere in
misere baracche. Uno
spettacolo indecoroso. La
“Casa Pace di Cristo” in-
tende rispondere a questo
disagio offrendo alle donne che hanno superato i
65 anni un accogliente
luogo di pace».
La Casa, costata circa
110mila euro, ha una capacità di 20 posti. Attualmente sono 8 le donne ospitate. Ad accompagnare suor Cristina nell’ultimo viaggio per il taglio del
nastro c’era anche Severina Bordoli, infermiera
comasca in pensione che,
dopo aver lavorato una vita, ha scelto di dedicare il
suo tempo ad un’esperienza missionaria. Severina
resterà in Sri Lanka per
almeno sei mesi, esperienza prolungabile se si
riuscirà a risolvere i problemi legati ai visti. Accanto a lei vi saranno altri operatori locali, oltre
ad una cuoca, che si occuperanno dell’animazione
È GIÀ IN FUNZIONE, INTANTO, LA CASA DI ACCOGLIENZA PER MINORI
e della vita dentro la
struttura, con il contributo anche di alcune volontarie che, settimanalmente, assicurano la loro assistenza.
«La giornata dentro la
Casa - prosegue suor Cristina - si articola alternando momenti di preghiera, che scandiscono
diverse ore della giornata, a piccoli lavoretti, riposo e svago, nel pieno rispetto delle ospiti».
Un cammino ben avviato. Ma chi provvede al
mantenimento? «Questo è
il problema con il quale ci
stiamo misurando. Alle
ospiti che sono provviste
di una piccola pensione
chiediamo un contributo
per l’ospitalità concessa.
Per chi, invece, è indigente confidiamo nell’azione
della Provvidenza. Stiamo cercando di raccoglie-
re dei soldi anche per pagare il piccolo impianto a
pannelli solari che abbiamo già posizionato sul tetto, visto i costi proibitivi
del gas in Sri Lanka. Il
nostro sogno è che questa
Casa mantenga il suo legame con Como, da cui è
partita la scintilla per la
sua realizzazione. Per
questo mi piacerebbe che
si possano organizzare,
da subito e negli anni a
venire, gruppi di giovani
volontari desiderosi di vivere un’esperienza di condivisione e di servizio con
questa gente».
Chi desiderasse sostenere questa iniziativa può
destinare il proprio contributo a “Progetto Anziani Kandana”, Sri Lanka,
ABI 05216, CAB 10900,
c/c 6546/47, Credito Valtellinese, via Sant’Elia 3,
22100, Como, Italy.
Una mano tesa anche ai piccoli orfani dello tsunami
I
l traguardo raggiunto grazie all’inaugurazione della “Casa
Pace di Cristo” non è
l’unico progetto che
ha preso il via nello Sri
Lanka del dopo tsunami
grazie al deciso impegno
di suor Cristina De Fonseca. «Quando le acque
dello tsunami si sono ritirate - spiega suor Cristina - hanno lasciato dietro
di sé morte e devastazione. Migliaia di famiglie
distrutte e bambini orfani abbandonati a se stessi. Da qui la decisione di
dedicare anche a queste
piccole creature la nostra
attenzione».
In poco tempo suor Cristina trova in svariati enti del territorio particolare attenzione al suo progetto: il Comune di Luisago, la Provincia di Como, l’associazione “Spro-
fondo” di Appiano Gentile, e altre realtà territoriali. Sensibilità che permette di raccogliere poco
più di 61mila euro. L’istituto “Landani”, organizzazione non governativa
autorizzata dal Parlamento srilankese, che già
si occupa istituzionalmente di bambini bisognosi, viene individuata
come soggetto destinatario di una prima parte di
questo contributo allo scopo di realizzare, in località Katunerya, un fabbricato di due piani per ospitare 30 bambini. Uno spazio composto da un dormitorio, servizi, un’aula studio e un refettorio.
Il primo passo per la realizzazione di questa
struttura viene compiuto
il 27 ottobre 2007 con la
posa della prima pietra,
in località Handandwana.
E da lì sarà un procedere
celermente, a conferma
della necessità impellente di attivare spazi di accoglienza per bambini rimasti orfani a causa dello tsunami. La casa viene
così ufficialmente inaugu-
rata soltanto 9 mesi dopo,
il 7 agosto 2008. Oggi la
struttura è perfettamente funzionante ed è gestita da un sacerdote locale,
padre Neville, a cui sta
molto a cuore il futuro di
questi ragazzi.
CRONACA
P A G I N A
19
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
ERA IL 24 MARZO 1908
Don Guanella
e i primi voti
perpetui
S
abato 28 marzo,
alle ore 10.30,
presso il Santuario del Sacro Cuore di via T. Grossi a Como, si terrà una
solenne concelebrazione a
chiusura dell’anno centenario della prima Professione religiosa pubblica
del beato Luigi Guanella
e dei suoi primi sacerdoti
come Servi della Carità.
La sera del 24 marzo
1908, vigilia della solennità dell’Annunciazione,
nel Santuario del Sacro
Cuore a Como, don Luigi
Guanella e il primo gruppo di undici confratelli
emettevano infatti i primi voti pubblici perpetui.
La Congregazione dei
Servi della Carità otterrà
poi nell’agosto 1912 il riconoscimento ufficiale
dalla S. Sede con il “Decretum laudis”.
In questa occasione di
grande gioia per i Servi
della Carità, il superiore
generale padre Alfonso
Crippa ha sottolineato come «celebrando il centenario di quell’avvenimento così importante per tutti noi, l’obiettivo principale è stato quello di appro-
Sabato 28 marzo
presso
il Santuario
del Sacro Cuore
si terrà la solenne
concelebrazione a
chiusura dell’anno
centenario della
prima Professione
religiosa pubblica
del religioso
di SILVIA FASANA
fondire il carisma guanelliano per ravvivarlo
come il dono più prezioso
che il Fondatore ci ha trasmesso e per renderlo capace, ancora oggi, di rispondere alla chiamata
della Chiesa per una nuova evangelizzazione, e di
incarnarlo nella storia e
nelle varie culture in cui
l’Opera Don Guanella è
presente». Continua padre Alfonso: «In questo
impegno di rivitalizzazione carismatica è stato
molto significativo condividere le celebrazioni con
tutta la Famiglia guanelliana, con le nostre suore,
le Figlie di S. Maria della
Provvidenza (che celebravano il centenario del Decreto di approvazione del
loro Istituto) ed i laici
guanelliani. È certamente un frutto di questo centenario la comunione e il
senso di comune appartenenza che sta crescendo
intorno al progetto guanelliano». Molte sono state le iniziative organizzate in questo anno centenario, che vanno proprio
in questa direzione. Oltre
ai numerosi corsi di formazione, esercizi spirituali, sono stati realizzati anche due Convegni
storici per approfondire il
senso della prima professione religiosa di don
Guanella e dei suoi primi
discepoli e della “desiderata approvazione” della
Congregazione delle Figlie di S. Maria della
Provvidenza. Da non dimenticare pure l’inaugurazione del nuovo Museo
“Don Luigi Guanella”
presso la Casa Divina
Provvidenza a Como e
della cappella della Memoria presso il Santuario
UN CONCORSO
I colori della carità
I
l Museo “Don Luigi Guanella” e il Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile (CGPG) promuovono la prima edizione del
Concorso “I colori della carità”, rivolto agli alunni delle scuole
primarie.
Lo scopo di questa iniziativa è di stimolare nei più giovani
una riflessione sul tema della carità oggi, uno dei cardini fondamentali della spiritualità del beato Luigi Guanella. La partecipazione al concorso avviene con la presentazione di un disegno per
alunno sul tema “I colori della carità”, realizzati su cartoncino da
disegno formato A4, con tecnica libera.
I disegni dovranno pervenire via posta o consegnati a mano al
Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile (via Guanella 13, 22100
Como; tel. 031.296783), entro e non oltre sabato 2 maggio 2009.
Ogni disegno dovrà essere accompagnato sul retro dal nome dell’autore e dalla classe frequentata, da un breve pensiero sulla carità (facoltativo per i bambini di prima e di seconda) e dall’apposita scheda di iscrizione, firmata da un genitore. Il materiale inviato
non sarà restituito.
Le opere presentate saranno esposte presso il salone del Centro
Guanelliano di Pastorale Giovanile nei giorni 15-16-17 maggio
2009, in occasione dell’iniziativa “Fai il pieno di cultura”, promossa dalla Direzione Generale Culture, Identità ed Autonomie della
Regione Lombardia e dalla Provincia di Como.
La giuria sarà presieduta dal responsabile del CGPG, don Domenico Scibetta. La premiazione avverrà sabato 16 maggio alle
ore 16.00, presso il Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile; saranno premiati il primo classificato per ciascuna classe con materiale scolastico e una pubblicazione sul beato Luigi Guanella.
È possibile scaricare il regolamento completo del concorso e la
scheda di iscrizione dal sito www.giovaniguanelliani.it.
Per informazioni ci si può rivolgere al Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile, via Guanella 13, 22100 Como; tel. 031.296783;
e-mail: [email protected]; sito internet: www.giovanigua
nelliani.it.
Don Guanella e alcuni
tra i primi confratelli
del Sacro Cuore di Como.
Secondo il superiore generale dei Servi della Carità però questo non basta.
«Fare memoria di un avvenimento storico richiede, oltre al dovere di approfondirne il senso spirituale, anche di realizzare qualcosa di concreto e
attuale che sia espressione della continuità e
fecondità di quanto celebriamo. La vitalità dell’intuizione carismatica di
don Guanella è evidente
oggi nell’espansione della
sua opera nel mondo.
Sono molte le iniziative di
sviluppo che si stanno realizzando in Polonia, in
India, nelle Fi-lippine, in
Vietnam, in A-frica, per
dare risposte urgenti alle
povertà. Ed è proprio questo il regalo più bello che
ci sta facendo don
Guanella, infondendo in
tutti noi nuova speranza
e nuova inventiva per
estendere la tenda della
carità». Nel nuovo Museo
di Como (realizzato appunto in occasione di questo centenario), su una
parete del corridoio finale è stata realizzato un
affresco in cui don
Guanella è in cammino
con un gruppo di persone
che rappresentano coloro
che lo hanno seguito ieri
ed oggi, in tutte le parti
del mondo. Per capire
quel dipinto è però necessario guardare il pavimento, nel quale, in una
teca, sono poste le scarpe
di don Guanella che producono delle orme ben visibili e che, idealmente,
accompagnano il visitatore lungo la strada da lui
tracciata, per camminare
con lui e sui suoi passi:
«Finirla non si può, finché
vi sono poveri a ricoverare, bisogni a provedervi»
diceva don Guanella. «Un
centenario quindi che, ricordando le origini, apre
al futuro e che chiama
tutti noi a sentirci partecipi di una grande storia
d’amore!». conclude padre
Alfonso.
SABATO 28 MARZO
Caslino accoglie
don Alfredo
Nicolardi
La comunità di Caslino al Piano accoglie con
gioia il nuovo parroco, don Alfredo Nicolardi,
sabato 28 marzo alle ore 15.30 presso il Parco
Pasquè.
Saranno presenti i bambini, i ragazzi, i giovani, il Gruppo sportivo Grisoni, gli Alpini, i
Gruppi e le Associazioni.
A seguire: corteo sino alla chiesa accompagnati dalla banda di Garzeno con il saluto del
sindaco e della comunità parrocchiale.
Alle ore 16.00 il rito di presa di possesso e la
celebrazione eucaristica; al termine, rinfresco
e momento di festa per tutti.
PUNTO FAMIGLIA CON IL CENTRO GIOVANILE GUANELLIANO
Sabato e domenica 28 e 29 marzo, il Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile
di Como propone il secondo appuntamento di “Punto Famiglia”, l’interessante
proposta di incontro e formazione per le famiglie. Il tema di questo incontro sarà
“Pane e Paradiso”. Il sabato pomeriggio vede impegnati gli animatori, mentre
alla domenica si aggiungono i ragazzi (11-13 anni), i bambini (6-10 anni), i piccoli
(di età inferiore ai 6 anni) e le famiglie. I ragazzi e i bambini saranno seguiti dagli
animatori, con proposte differenziate a seconda dell’età, mentre i genitori da religiosi guanelliani. Per i più piccoli è previsto un servizio di animazione. Fondamentali saranno poi i momenti di condivisione e di scambio.
Gli incontri si tengono a Como, in via Tommaso Grossi, 18, presso la Casa “Divina Provvidenza”. Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere alla segreteria del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile, tel. 031 296783; e-mail:
[email protected].
A
P A G I N A
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CRONACA
Como&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
RONAGO
Padre Ambrosoli
il ricordo vive
enerdì 27 marzo, a Ronago,
presso la chiesa parrocchiale, alle ore 18,
sarà celebrata una S.
Messa in ricordo di padre
Giuseppe Ambrosoli, missionario comboniano fondatore dell’ospedale di
Kalongo, in Uganda, nel
22° anniversario della
sua morte
Un’occasione di raccoglimento per rinnovare la
vicinanza della comunità
ronaghese a questo suo
“figlio” e per consolidarne
il legame con la realtà di
Kalongo e con padre Egidio Tocallli, che di padre
Ambrosoli ha raccolto il
testimone.
Proprio in occasione
della ricorrenza del 27
marzo padre Egidio ha
fatto pervenire alla comunità ronaghese una lettera di saluto che sarà letta nel corso della celebrazione.
“Carissimi amci della
parrocchia di Ronago scrive padre Egidio - vi
spero bene assieme a tutti
i vostri cari, al vostro don
Eugenio, ai familiari di p.
Giuseppe, ai nostri
confratelli e consorelle di
Rebbio presenti e a tutti
gli amici di Kalongo.
In questo momento, a
motivo della mia salute
non tanto buona, mi trovo a Roma per un corso di
rinnovamento spirituale
assieme a un gruppo di
confratelli che tornano
V
Una S. Messa
sarà celebrata
in chiesa
parrocchiale
venerdì 27
marzo,
in occasione
del 22°
anniversario
della morte
dalle missioni. Insieme a
loro facciamo oggi la S.
Messa, uniti a voi spiritualmente, nel ricordo del
22° anniversario della
morte del nostro caro p.
Giuseppe.
Il p. provinciale d’Uganda, p. Giuseppe Filippi, mi ha scritto che è stato da poco a Kalongo ed
ha trovato che l’ospedale
sta camminando bene,
sotto la guida dell’Amministrazione ugandese,
capeggiata da una suora
africana medico-specialista in Ostetricia e Ginecologia.
Da Roma - attraverso il
computer e il telefono continuo ad aiutarli col
suggerimento e con l’invio
delle offerte che raccolgo
da tutti gli amici di Kalongo.
Stiamo davvero camminando anche a Kalongo
alla luce del piano ideato
dal nostro santo fondatore Daniele Comboni fin
dal 1864: “Salvare l’Africa con gli africani”..
P. Giuseppe Ambrosoli
dal cielo ha certamente
ottenuto da Dio con le sue
preghiere, insieme a san
Daniele Comboni e ai suoi
missionari e missionarie,
due grandi miracoli morali: il 1° quando aiutò
per due anni gli abitanti di Kalongo - rimasti soli dopo la evacuazione della missione e dell’ospedale nel 1987 - a
proteggere dai ribelli tutta la missione e l’ospedale, a costo della loro stessa vita.
Il 2° quando per ben
19 anni di guerra ci ha
custodito salvandoci giorno e notte dagli attacchi
dei ribelli.
Ora dobbiamo invocare
da lui il 3° miracolo; che
aiuti cioè le suore e i laici
ugandesi preposti alla direzione dell’ospedale, a
lavorare con sincera dedizione e coraggio per continuare la sua opera, aiutando la gente del posto a
considerare Kalongo come il “loro proprio ospedale” da amare e proteggere.
Con questi sentimenti vi
saluto con affetto e riconoscenza, augurando a voi
tutti e alle vostre famiglie
una Santa Pasqua, uniti
a Cristo morto e risorto
per noi.
Siamo certi che dal cielo p. Giuseppe sta sorridendo a noi e a tutti i suoi
figli di Kalongo. Con amicizia, p. Egidio Tocalli”.
LA CASA DI RIPOSO DI LOMAZZO IN FESTA
CON I “SUOI” ANZIANI
Sabato 28 marzo, nella Casa di Riposo di Lomazzo, in via
Del Laghetto 9, si festeggeranno gli ospiti che hanno compiuto gli anni nel mese di marzo.
La festa, organizzata dal servizio di animazione della Casa
con la collaborazione dei volontari, avrà inizio alle 15.30. Il
pomeriggio sarà allietato dalla musica e compagnia del gruppo musicale “Mariarosa e le sue amiche”.
Inoltre, sarà l’ennesima occasione per rinnovare gli auguri
di buon compleanno alla signora Re Maria che il 16 marzo
ha compiuto i 105 anni.
Vi potranno partecipare parenti, amici, volontari e chiunque altro vorrà intervenire.
Gli ospiti festeggiati saranno:
Mazzola Maria Bambina (71 anni), Farina Giuseppina (76
anni), Ruga Anna (76 anni), Frangi Enzo (78 anni), Moltrasio
Cesare (81 anni), Borghino Adelaide (81 anni), Seminari
Pasqualina (84 anni), Bottoli Piera (85 anni), Tomei Giovanna (88 anni), Cattaneo Iolanda (89 anni), Pironato Clara
(89 anni), Re Maria (105 anni).
CENA STORICA CON L’ARCHEOLOGICA
La Società Archeologica Comense, in collaborazione con il
Centro di Formazione Professionale di via Bellinzona organizza per venerdì 27 marzo 2009 alle ore 20,00 una cena
storica sul tema “Le metamorfosi: dalla Brianza alla Bella
Époque”, trasformazione della cucina tradizionale tra Ottocento e Novecento sulla base del progetto realizzato da Rossano Nistri e Renato Bianchi in collaborazione con lo chef
Massimo Tansini. La cena avrà luogo presso la sede del Centro di Formazione Professionale di via Bellinzona 88 a Como,
con possibilità di parcheggio interno. E’ disponibile ancora
un numero limitato di posti e la quota di partecipazione, bevande incluse, è di 40 euro a persona.
Per informazioni e prenotazioni: Centro di Formazione Professionale tel. 031/571055 – 031/574000, oppure segreteria
della Società Archeologica tel./ fax 031/269022.
VISITA GUIDATA AL TRATTO
MONTANO DEL COSIA
ED IL MUSEO ETNOGRAFICO
E DELL’ACQUA DI ALBESE
CON CASSANO
Il Gruppo Naturalistico della Brianza, in
collaborazione con il Gruppo “Amici del Museo” organizza per sabato 4 aprile una visita
guidata al tratto montano del Cosia ed il Museo Etnografico e dell’acqua di Albese con
Cassano. L’appuntamento è fissato alle ore
14.35 ad Albese, in piazza Motta, di fronte
alla parrocchiale di S. Margherita. Si seguirà poi il “Percorso delle Cave e delle Fontane”, alla scoperta del tratto montano del torrente Cosia con le sue tipiche morfologie fluviali e delle antiche opere di captazione e distribuzione dell’acqua. Al termine dell’escursione seguirà la visita all’interessante Museo Etnografico e dell’acqua “Lavandée” di
Albese con Cassano, realizzato dall’Amministrazione Comunale presso un antico lavatoio nel centro storico, che raccoglie una
serie di oggetti di provenienza locale legati
ai diversi usi dell’acqua (igiene personale, bucato, alimentazione). Non mancano però gli
oggetti per il trasporto dell’acqua per esigenze agricole e i sistemi di prelievo dai pozzi,
sia manuali che con pompe idrauliche, oltre
ad una straordinaria macchina dei pompieri risalente alla seconda metà del XIX secolo, una delle più antiche della zona.
Si tratta di un percorso circolare di 4,5 km
circa, con un dislivello totale di circa 150 m.
Si raccomandano scarponcini comodi e abbigliamento adeguato.
La quota di partecipazione è di 5 euro. Per
informazioni e prenotazioni (obbligatorie):
Pina Rossi 031-608020.
IL QUARTETTO LA MORTE
E LA FANCIULLA
IN RE MINORE
DI FRANZ SCHUBERT
CON IL CENTRO PAOLO VI
Sabato 28 marzo p.v., alle ore
18.30, presso la Sala Bianca del Teatro Sociale di Como, il Centro Culturale Paolo VI organizza una guida
all’ascolto de il Quartetto La morte e la fanciulla in re minore D 810
di Franz Schubert. Sarà presente il
maestro Giovanni Grosskopf, docente del Conservatorio “G. Verdi” di Milano. L’incontro precede il concerto,
che si terrà quella stessa sera alle ore
20.30, con il Quartetto d’archi della
Scala di Milano e l’Orchestra 1813.
Ingresso libero per la guida all’ascolto. Informazioni: ccpaolovi@libe
ro.it.
«Soltanto il pensiero sulla morte
può dare ai pensieri sulla vita l’intensità tematica, la drammaticità melodica e la lucidità positiva che emergono nell’ultimo movimento di questo
capolavoro di Schubert. Il dibattito tra
il sì e il no sfocia nel misterioso sì del
quarto e ultimo movimento.
È un sì misterioso, perché Schubert
non conosce il volto del destino, ma
sa che c’è, ci deve essere... la grande
cavalcata» (da La morte e la fanciulla di Luigi Giussani – estratto dal fascicolo allegato al Cd n. 7, collana
Spirto Gentil).
A
CRONACA
Bassa&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
P A G I N A
21
BOSISIO PARINI
Trent’anni
di formazione
con “La Nostra
Famiglia”
“
L
a Nostra Famiglia” di Bosisio Parini si
appresta a festeggiare 30
anni vissuti sul filo della
formazione.
Per l’occasione, sabato
28 marzo a Bosisio Parini
il convegno “Raccontiamoci” ripercorrerà le tappe di un cammino che ha
visto l’associazione in prima linea nell’evoluzione
normativa e didattica della formazione degli operatori sociali.
“La Nostra Famiglia” di
Bosisio Parini è sede formativa di operatori sociali da 30 anni. Oltre un
migliaio tra assistenti sociali, animatori sociali ed
educatori professionali si
sono formati inizialmente nei corsi regionali per
“Operatori Sociali”, in seguito nei corsi di laurea
svolti in convenzione con
le Università.
Attualmente l’associazione nell’ambito della
formazione di operatori
sociali, offre il corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale, in convenzione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e il
corso di laurea in Educazione Professionale, in
convenzione con l’Università degli Studi di Milano.
In trent’anni molti cambiamenti sono avvenuti,
sia nel contesto sociale
che nell’organizzazione
dei servizi alla persona e
nelle norme che la definiscono.
Il convegno, promosso
da “La Nostra Famiglia”
e dalla Provincia di Lecco, si terrà a Bosisio il 28
Per celebrare
questo traguardo,
sabato 28 marzo,
a Bosisio, presso
l’auditorium
dell’associazione,
avrà luogo
il convegno
“Raccontiamoci”,
un momento
per ripercorrere
questi anni vissuti
insieme
marzo alle ore 9.30 presso l’auditorium dell’associazione. Sarà l’occasione
per riflettere sulla figura
degli operatori sociali nel
contesto della politica sociale e dell’evoluzione avvenuta, per verificare
quali siano gli sbocchi occupazionali, per valutare
i cambiamenti attuati nel
percorso formativo e metterne in evidenza gli aspetti positivi, le criticità,
le prospettive. Interverranno, tra gli altri relatori, Virginio Brivio, presidente della Provincia di
Lecco, e Mauro Magatti,
preside della Facoltà di
Sociologia dell’Università
Cattolica.
L’ingresso nelle università dei corsi per operatori sociali ha rappresentato un indubbio riconoscimento: è ormai consolidato il passaggio alle università della formazione degli operatori sociali, nelle
due differenti aree: quella sanitaria, Facoltà di
Medicina, in cui è stato
collocato il corso di laurea
per l’educatore professionale, e quella sociale, Fa-
coltà di
Sociologia, per l’assistente sociale.
È chiaro che l’università ha un sapere e una possibilità di ricerca che può
contribuire ad ampliare e
consolidare il patrimonio
di conoscenze teoriche sui
cui si fonda l’esercizio della professione.
E’ pur vero, però, che a
“La Nostra Famiglia” il
sapere accademico si è
sempre coniugato con la
dimensione del territorio
e dei servizi. Fin dagli albori dei primi corsi, l’associazione favorì il costituirsi di una “comunità
formativa” che coinvolse
moltissimi esperti, sia
cattedratici che provenienti dal mondo dei servizi (tra questi il giurista
Gianfranco Garancini, il
sociologo Ivo Colozzi, il filosofo Carmelo Vigna, il
pedagogista Umberto
Dell’Acqua, leader carismatici come don Enzo
Boschetti o
don Antonio Mazzi...).
Sono oltre 200 i docenti
che si sono succeduti negli anni, Virginio Brivio è
tra questi: “La Nostra Famiglia esprime un qualitativo impegno formativo,
radicato fortemente sul
territorio e sempre attento alla professionalizzazione degli allievi - dichiara il presidente della
Provincia di Lecco, che interverrà al convegno in
qualità di relatore -.
Un’attività formativa
strettamente connessa alla rete dei servizi che da
anni collaborano con “La
Nostra Famiglia”. Un’esperienza lunga che ha
avuto e ha tuttora ricadute positive sui servizi alla
persona, pubblici e del
privato sociale, del territorio e sui professionisti
che in essi operano. Una
specificità e una storia da
valorizzare anche per il
futuro. Il
rapporto
di collaborazione tra
la Provincia di Lecco
e “La Nostra Famiglia”, nell’ambito
della formazione degli
operatori sociali e sociosanitari dell
e
istitituzioni
pubbliche e
del terzo settore presenti
sul territorio, vanta una
storia lunga, consolidata
e positiva. In modo particolare “La Nostra Famiglia” collabora con la Provincia nelle attività di formazione e di aggiornamento rivolte agli operatori già in servizio e previste dal Piano Formativo
elaborato ogni anno dalla Provincia”.
Più di 1.000 operatori
sociali hanno frequentato
i corsi dell’associazione.
Si è formato nelle aule di
Bosisio anche Luciano
Gualzetti, vicedirettore
della Caritas Ambrosiana
e segretario del Fondo Famiglia Lavoro della diocesi di Milano: “La Scuola
per operatori sociali della Nostra Famiglia mi ha
dato una formazione fortemente mirata all’integrazione di sapere ed esperienza. La stessa vita
CON L’ASSISTENZA DI “MONDO TURISTICO” SABATO 4 APRILE
I Consoli del Touring Club
in visita a Erba antica
I
Consoli comaschi del Touring Club Italiano, con l’assistenza tecnica dell’Associazione Culturale “Mondo Turistico”,
organizzano per sabato 4 aprile una visita guidata a Erba antica.
L’appuntamento è fissato per le ore 14.30
con i Consoli TCI a Erba, in piazza Vittorio
Veneto, nota come “Piazza del Mercato”, davanti alla chiesa di S. Eufemia.
La cittadina di Erba è sempre stata il cuore della verde Brianza comasca, una zona
ambita dai milanesi per la villeggiatura
estiva, grazie alle colline che la circondano
e alla vicinanza con la grande metropoli. Il
suo territorio ha sempre avuto caratteristiche agricole, con l’aggiunta di qualche pregevole monumento artistico (chiese, ville,
castelli). Oggigiorno il suo fascino è stravolto dalla trasformazione in zona industriale e commerciale e dall’abbondante edificazione abitativa moderna. Tuttavia è ancora possibile ritrovarne il cuore antico attraverso un preciso itinerario che tocca i due
centri d’Incino e Villincino.
La visita inizia dalla chiesa romanica di S.
Eufemia che, un tempo, fu l’importante sede
della Pieve d’Incino, eretta a sua volta sul
sito di un probabile centro di culto pagano.
La chiesa si affaccia sull’originale piazza
del Mercato, ancora utilizzata per importanti manifestazioni locali.
Attraverso una delle principali vie cittadine si raggiunge l’attuale parrocchiale e Villa Majnoni, il Municipio, dove inizia una via
tranquilla che conduce al cuore di Villincino
con i resti dell’antica fortificazione. La
contrada che sorge sull’area del castello riesce ancora a far gustare il fascino del passato con riferimento alla vita agricola e alle
abitazioni dei nobili proprietari terrieri.
Il termine della visita è previsto per le ore
16.30 circa.
La quota di partecipazione è di 7 euro per i
soci, di 8 euro per i non soci.
Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): APT Como, tel. 031-3300128; Libreria
“Non solo libri” di Como, tel. 031-268762.
di noi studenti all’interno
dei “padiglioni” che ospitavano tanti bambini e
famiglie in difficoltà affiancati da operatori e docenti competenti in umanità, ci richiamava a una
formazione professionale
solida e motivata. Ciò mi
è stato sempre di aiuto
nelle tante esperienze
professionali vissute. In
particolare ho imparato
dalle persone in difficoltà, dai collaboratori, dai
volontari la misura dell’efficacia degli interventi interrogandomi sempre
sui nuovi bisogni con risposte orientate alla promozione della persona e
della sua autonomia”.
Una peculiarità dei corsi di Bosisio Parini è stata senz’altro la sede formativa, collocata all’interno di una struttura complessa che opera in ambito socio-sanitario. Questa
ubicazione ha tutt’ora ricadute positive da molti
punti di vista: da un lato
infatti “La Nostra Famiglia” offre un’ampia gamma di attività professionalizzanti, mette a disposizione operatori esperti,
è sede di tirocinio per gli
studenti, i suoi ambienti
riabilitativi sono “palestra” per la sperimentazione di tecniche educative e di animazione; d’altro lato la formazione degli operatori sociali valorizza e contribuisce ad
ampliare la rete di collaborazioni tra l’associazione e servizi ed operatori
del territorio.
Quali sono quindi, in
sintesi, gli elementi che
hanno caratterizzato la
formazione degli operatori sociali a “La Nostra
Famiglia”? “L’integrazione dell’offerta accademica con esperienze mirate
all’acquisizione di competenze professionali altrimenti difficilmente acquisibili - afferma Carla
Andreotti, direttore Sviluppo e Formazione dell’associazione - la voglia
dei formatori di crescere
insieme ai loro studenti,
la voglia dei giovani di
costruire insieme qualcosa che resti. Come diceva
il nostro Fondatore, il beato Luigi Monza, “non vi
sia la smania di fare tanto, ma di fare bene il poco
che si può fare, e il primo
bene sia la formazione di
coloro che devono fare il
bene”.
CRONACA
P A G I N A
22
Lunedì 30 marzo, alle
ore 21, presso la Sala
Civica di Camnago Volta, la Circoscrizione 4 di
Camnago Volta e l’Associazione “L’Isola che c’è”
presentano un incontro
dal titolo “Gruppi d’acquisto solidale: un consumo giusto con gusto”.
Interverranno Marco
Servettini (“L’isola che
c’è”), Sergio Crippa
(GAS Como S. Agata) e
Maurizio Gallo (produttore locale). Alla serata
divulgativa, seguirà domenica 5 aprile a Camnago Volta, dalle ore 9
alle 17 un “Mercato Solidale”, con la presenza
di artigiani, agricoltori
e associazioni locali per
trovare prodotti buoni,
sani, giusti e solidali, un
“angolo del baratto”, in
cui i bambini potranno
scambiarsi giochi e libri
in buono stato e animazioni per bambini dalle
14 alle 15.30.
MENAGGIO
ASSEMBLEA
DEI SOCI CAI
Venerdì 27 marzo alle
ore 21 presso la Sala
Consigliare del Comune
di Menaggio, sita nel
piazzale delle scuole
medie, avrà luogo l’Assemblea Ordinaria dei
soci del CAI-Menaggio.
Dopo la relazione morale del presidente Daniele Guaita, i soci voteranno i bilanci 2008 e 2009.
Inoltre si parlerà delle
molteplici attività svoltesi nel 2008, di quelle
previste nel 2009 e del
Rifugio Menaggio.
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
PELLIO INFERIORE
Salva la cappellina
del Ronchetto
Le opere di restauro hanno
restituito la chiesetta
all’antico splendore
di COSTANTINO CANEVALI
Pellio Inferiore
in Val d’Intelvi,
a poche centinaia di metri
dalla parrocchiale di San Michele, lungo
la vecchia mulattiera che
portava a Laino, in una
piccola radura prima della pineta della costa alta
della valle del Telo - ove
ora termina per incuria la
carrareccia, diventando
un semplice sentiero - si
erge una piccola chiesetta
che custodiva un bel quadro con la Madonna delle
Grazie, ora scomparso.
Essa, per decenni, è stata meta delle rogazioni
primaverili, di momenti
mariani nel mese di maggio, ma soprattutto luogo
A
di preghiera silente e personale di molti paesani.
Abbandonata dal culto
organizzato e personale
nell’ultimo quarto del secolo scorso, priva di regolare manutenzione, si è
pian piano consumata per
l’incuria e per la pressante azione del tempo e degli agenti atmosferici.
L’anno scorso una signora devota, memore di
momenti forti della sua
gioventù durante la quale ebbe vari motivi per
pregare la Beata Vergine
lì custodita, l’ha salvata
dalla decadenza finanziando interventi di ristrutturazione e di restauro conservativo.
Ci piace ricordare la
storia e le vicissitudini
della chiesetta attraverso
le parole, in forma quasi
poetica, di un’altra devota di Pellio.
“Alla fine del sentiero, in
località Ronchetto, c’è una
cappellina ai margini di
un boschetto.
A Cristo Redentore è
dedicata, più di cent’anni
fa fu inaugurata.
I Pelliesi la ricordano
per la devozione alla Vergine Maria.
Quante mogli e madri si
sono inginocchiate a pregare, perché la Madonna
dalla guerra i loro cari facesse ritornare!
Poi, col tempo, è stata
dimenticata; dai ladri
spogliata, il tetto in rovi-
na, ma è sempre lì, la cara
cappellina.
Ora, a ricordo della antica devozione, è stata restaurata; siamo tutti felici e non è più abbandonata!
Un grazie di cuore a chi
con amore l’ha fatta ritornare all’antico splendore!
Non dimentichiamo le
nostre tradizioni, lasciamo che con i ricordi tornino le emozioni, andiamo
in quel luogo a pregare, la
cara Madonnina è lì ad
ascoltare”.
Nel prossimo mese di
maggio quel luogo ritornerà ad essere vivo qual
punto devozionale popolare in occasione di una serata mariana.
ALLA RISCOPERTA DEGLI ORATORI DELLA VALLE
S. Agata di Castiglione: un vero gioiello
L
a Valle non finisce mai di stupire anche noi che
viviamo qui da
una vita e ci interessiamo di tutto quello che ci hanno lasciato i
nostri padri in fatto di
arte. L’ultima scoperta
l’ho avuta qualche giorno
fa a Castiglione. Dato che
in fatto di oratorio per
questo paese abbiamo
sempre dato la priorità
all’Assunta della Madonna del Restello, quest’altra chiesina vicino al cimitero, passava perlopiù
inosservata, tanto da essere confusa, passando
sulle strade, con una cappella mortuaria. Qualche
mattina fa, dovendo aspettare per un appuntamento, mi sono fermata
nel parcheggio adiacente
le scuole e allora mi sono
accorta che la chiesa di S.
Agata era aperta. Ho approfittato subito dell’occasione per visitarla e ne sono rimasta, quando gli
occhi si sono abituati alla
poca luce, letteralmente
stupita. Quella chiesina
così letteralmente dimessa fuori, dentro racchiudeva degli autentici tesori . Non ci è voluto un e-
A lungo
trascurato dai più
rappresenta
invece un vero
e proprio scrigno
d’arte in cui
è evidente
la mano di nomi
noti e meno noti
dell’Intelvese
di RINA CARMINATI FRANCHI
sperto per capire che qui
grandi artisti hanno lasciato le loro opere, quali
il Quaglio e i Carloni, dipinti bellissimi e ben conservati, ma ciò che mi ha
colpito di più è stata la
statua della Vergine addolorata, con la spada
conficcata nel cuore, che
attrae come una calamita lo sguardo del visitatore, invitandolo alla meditazione. Una statua che
non può essere stata realizzata che da un grande
artista. Ma chi? Don Giovanni, che gentilmente
me l’ha lasciata fotografare, non mi poteva esse-
re d’aiuto. Non c’è nessun
scritto o cartiglio che ci
possa aiutare, ma nella
mente mi è passato insistentemente un nome:
Antonio Ferretti, un
membro della famiglia
Ferretti che, ai tempi dei
grandi artisti, si distinse
e lavorò con grande ingegno in tutta Europa.
Famiglia di pittori e
grandi scultori. Antonio
aveva un tocco speciale
per le statue della Vergine e mi pare poco probabile che avesse “ceduto il
passo” a un altro scultore
per realizzare la Vergine
Addolorata, così,venerata
nel suo paese e che tanto
amava. Lavorò dapprima
in Germania e poi passò
a Fonzano (Brescia) dove
ultimamente sono state
scoperte tante sue opere
nella chiesa di S. Silvestro. Ma la sua opera più
preziosa è la statua della
Madonna del Rosario, da
lui firmata e datata. Questa statua ha una storia
curiosa: essendo Antonio
andato ad abitare a Casasco, tutti lo reputavano
casaschese, ma un documento rinvenuto a Fonzano ci informa che essa
“è stata scolpita nella vil-
la di Casasco ed è stata ricavata da un tronco d’albero di legno di tiglio
quivi cresciuto”. Tanti
particolari che sembrano
concordare tra la statua
di Fonzano e la Madonna
Addolorata di Castiglione, anche se non ne abbiamo nessuna certezza.
Per contro, però, la tradizione popolare attribuisce il trono ligneo e i simboli della passione che
vengono portati in processione per la festa dell’Addolorata a un non ben definito Ferretti… Troppi
sono i Ferretti artisti,
scultori, stuccatori e pittori per poter nominarli
tutti, ma i più famosi sono
Antonio e Alessandro.
Quest’ultimo affrescò nel
1736, nella lontana Stoccolma, il soffitto della sala
da pranzo reale, raffigurante, nelle quattro stagioni, quattro giovinette
con i loro simboli: l’ariete, il leone, la cornucopia,
mentre la rappresentante dell’inverno è raffigurata mentre getta pioggia
e neve sulla terra. È ritenuto ancora oggi un grande capolavoro.
Del piccolo oratorio di S.
Agata si hanno notizie già
dal lontano1587. Fu sede
della compagnia dei Cento, nel 1500 e servì da parrocchiale dal 1600 al 1648
perchè nel 1590 il fiume
Cazzuola fece crollare la
chiesa e la canonica straripando dagli argini.
Nella plebana, una cappella sulla destra, dedicata a S. Gerolamo, fu fatta
costruire, datata e firmata dai Ferretti nel 1644,
(erano i capostipiti della
famiglia?) come dice il
cartiglio.
Sotto l’affresco di sinistra che rappresenta S.
Gerolamo nel deserto e
davanti alla cappella venivano sepolti gli artisti
della famiglia Ferretti.
Me ne sono andata proprio con rincrescimento,
ma con il fermo proposito
di ritornare in occasione
del Venerdì Santo, quando nei decenni passati
non perdevamo per niente al mondo la processione penitenziale. Tornare a
Castiglione per una cerimonia religiosa, anche se
sono secoli che le nostre
parrocchiali si sono staccate dalla plebana, è sempre un’esperienza perché
è come tornare alla vecchia casa di famiglia.
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
CAMNAGO
E COMMERCIO
EQUO
Lago&territorio
CANZO
IL 26 MARZO
SI PARLA DI
OSTEOPOROSI
Il Comune di Canzo in
collaborazione con il Cof
Lanzo Hospital (Clinica
ortopedica e fisioterapica
convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale di Lanzo d’Intelvi) il 26
marzo, alle ore 21, organizza nella sala convegni
di Palazzo Tentorio a
Canzo l’incontro pubblico
sul tema “Osteoporosi: conoscerla, prevenirla e
combatterla”.
Interviene Patrizia Zanotta, primario del reparto di riabilitazione 1 del
Cof Lanzo Hospital (clinica ortopedica e fisiatrica
a Lanzo d’Intelvi - Como
accreditata con servizio
sanitario nazionale) che
illustrerà i vari aspetti
della prevenzione dell’osteoporosi. La dottoressa, specializzata in medicina fisica e della riabilitazione, ortopedia e psicologia, parlerà inoltre di
cure e stile di vita.
L’osteoporosi è un’alterazione dello scheletro
che in seguito alla diminuzione di massa ossea e
alle modificazioni della
sua microarchitettura è
soggetto a un maggior rischio di fratture. Le più
colpite da questa malattia sono le donne a causa
dei cambiamenti ormonali della menopausa. Tuttavia il problema non è
un’esclusiva del gentil
sesso poiché anche gli uomini dopo i 60 anni vanno incontro al rischio di
fratture.
Ci sono 5 milioni di malati di osteoporosi in Italia. L’Organizzazione
Mondiale della Sanità ha
incluso la patologia nelle
emergenze sanitarie dei
prossimi decenni, viste le
maggiori aspettativa di
vita. In Italia risultano
osteoporotiche il 22.8%
delle donne con età superiore ai 40 anni, mentre
tra le donne tra i 60 e i 69
anni l’incidenza cresce al
32.1%, e tra i 70 e i 79 anni al 45.7%. Per ostacolare la malattia è necessario fare in modo che la
massa ossea non si impoverisca con terapie mirate, alimentazione e stile
di vita adeguato.
S. FEDELE
INTELVI
UNO
SPETTACOLO
PER LA ROSA BLU
La Fondazione “Rosa
Blu” Onlus organizza per
sabato 28 marzo, alle ore
21, presso il teatro dell’oratorio di S. Fedele Intelvi “Gigia è malata”, recital folcloristico popolare di Massimo Travella.
Durante la serata prevista un’esibizione dei
fisarmonicisti Emilio e
Ilario. Ingresso a offerta
libera per finanziare la
realizzazione della “Rosa
Blu” di Grandola ed Uniti.
CRONACA
P A G I N A
24
ValliVaresine
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
PUBBLICAZIONI LA RIVISTA HA RAGGIUNTO IL NUMERO 29
C’è il nuovo Verbanus
in libreria ed anche in distribuzione ai soci della “Società dei Verbanisti” il ventinovesimo volume di “Verbanus”,
rivista annuale periodica
del lago Maggiore, che
quest’anno ricorda nelle
prime pagine don Claudio
Mariani, canonico di San
Vittore di Intra uno dei
promotori di Verbanus,
scomparso lo scorso 9 agosto, ad Intra.
È
Il volume comprende
interventi che si occupano, come negli intenti della associazione, della
sponda lombarda, di quella piemontese e di quella
ticinese. Ben rappresentata anche la nostra sponda lombarda e la Valcuvia
soprattutto con alcuni
studi molto interessanti e
puntuali. Gianni Pozzi vi
presenta uno studio, intrapreso tempi addietro
con l’amico Virgilio Arrigoni scomparso qualche
anno, e che ha come argomento “La chiesa di S.
Anna di Cuveglio già San
Gottardo a piè del monte
di Duno: fra religione, letteratura ed industria”,
come recita il titolo.
Importante lo studio di
G. Piffaretti che in “Il pittore F.A. Giorgioli da
Meride e un inedito affresco ad Azzio”, identifica
su segnalazione del viggiutese Beppe Galli, nel
ticinese Francesco Antonio Giorgioli (1655- 1725)
l’artista affrescatore della lunetta posta sotto il
portichetto che precede
l’ingresso della chiesa del
Convento d’Azzio, che raffigura Sant’Antonio e San
Francesco con al centro il
Bambino Gesù, tema ripreso in altro affresco a
Soazza in Val Mesolcina
per l’Ospizio dei Cappuccini. A conclusione del suo
breve studio l’autore non
esclude che l’incarico dato
all’artista “riguardasse
anche le cappelle della Via
Crucis sul sagrato, che
mostrano resti di pitture
difficilmente giudicabili,
pur sempre settecentesche
ma di più rozza fattura
…”. Ipotesi suggestiva ed
interessante, tutta da verificare. Questo studio
giunge tra l’altro a poche
settimane dalla presentazione della ristampa - fine
maggio prossimo – del libro “Notizie su Azzio e sul
suo convento” di V. Arrigoni e Gianni Pozzi, edito
nel 1996 ed ormai esau-
rito. Ancora di interesse
valcuviano il dettagliato
studio di Pierangelo Frigerio, con Curtis, castrum
e cura animaru’. Potere e
religione a Caravate”, con
importanti riferimenti e
conclusioni.
Di Valcuvia – in questo
numero abbondantemente rappresentata - si occupano poi Francesca Boldrini con “Fortificazioni
del S. Martino. Un processo per malversazioni”e
Giorgio. Roncari con “Dalla Valcuvia alla Siberia in
fiamme (1918-1919)”che
riprende le vicende di un
valcuviano capitato in Siberia in quegli anni tribolati.
Altri argomenti interessanti la nostra sponda
lombarda riguardano
“Stazzona-Angera nelle
carte di S. Pietro di Brebbia”nello studio di M. Pavan, “Leggiuno e i suoi abitanti in un’indagine storico-demografica dei secoli XVII-XVIII”lavoro di F.
Parnisari di Leggiuno, ed
ancora “Aspetti della beneficenza e della politica
sociale in Valtravaglia nel
XIX secolo” nello studio di
A.Dumassi. Ancora di Leggiuno scrivono G. Effigiati
e A. Motta in “Giovan Battista Bernardoni, industriale e benefattore” che
della storica e centenaria
manifattura di Leggiuno
è stato, per l’appunto, il
fondatore.
Anche nella rubrica
“Tempo ritrovato”, dedicata a segnalazioni, notizie
brevi o curiose si parla
delle nostre zone: la contestata vicenda della nomina del parroco di Caravate, don Sessa nel
1946 che generò l’insediamento di una chiesa protestante, le proteste della comunità di Cabiaglio
per “le galline del curato”
a fine ‘500, la definizione
dell’abitato di Arolo sul
lago Maggiore quale “paese-paradiso” in una testimonianza della scrittrice Mura degli anni
trenta, oppure ancora notizie di Cantevria ( frazione di Rancio) a fine 500, o
circa la galleria di Laveno
poco dopo la sua apertura in una cronaca del
1882 di un giornalista e
politico valtellinese, Ro-
AFRICALENDARIO/19
CONTRO LA CRISI
ECONOMICA,
IL MODELLO
DELL
’IMPRESA
DELL’IMPRESA
SOCIALE
Già caratterizzato per l’estrema povertà e l’assenza
di qualsiasi ammortizzatore sociale, il Sud del mondo sta subendo gli effetti della crisi economica globale in maniera
ancora più devastante rispetto alle economie
sviluppate. L’approccio di IPSIA nella lotta agli
squilibri economici e sociali del Kenya, nella
micro-dimensione che le compete, si sta sempre
più incentrando sull’idea di impresa sociale,
anche ispirandosi al premio Nobel Muhammad
Yunus. Ad Athi River, sobborgo industriale a sud
di Nairobi, è stato possibile attivare una realtà
di vendita (e tra poche settimane anche di produzione) di prodotti detergenti che coinvolge un
centinaio di donne, organizzate in una decina
di gruppi distinti. Con un’attività produttiva in
grado di competere sul mercato, che si sostiene
autonomamente, oltre a creare occupazione, si
potrà reinvestire il profitto in servizi di grande
valenza sociale per l’intera comunità. L’obiettivo è riuscire a creare una piccola società di risparmio cooperativo e un dispensario per le centinaia di famiglie di lavoratori che, schiacciati
tra il rischio disoccupazione e uno sfruttamento selvaggio, cercano impiego nelle numerose
EPZ della zona (Export Processing Zones, aree
ad alta concentrazione di attività manifatturiere
per l’esportazione). Una risposta minima se confrontata alle dimensioni degli sconvolgimenti in
atto, ma una risposta che vorrebbe offrire un
modello di azione innovativo. Ci riusciremo?
Per seguire Martino e dialogare con lui: http://
martinkenya.splinder.com.
MARTINO GHIELMI
mualdo Bonfandini (Albosaggia 1831-1899), non
priva di accenni polemici
alla situazione ferroviaria
valtellinese…
Molti anche gli studi
sulla sponda piemontese
e ticinese, mentre va assolutamente segnalato lo
studio del luinese Federico Crimi che continua la
sua indagine sull’opera
del pittore ottocentesco
inglese J.M.W. Turner
analizzandone le opere
che riguardano il Verbano
nel periodo 1842-43 tra
Magadino e Pallanza.
Notizie ed informazioni
su questa rivista si possono trovare su www.so
cietadeiverbanisti.it,
sito che può vantare anche l’inserimento tra i siti
di rilevante interesse
archivistico segnalati
dall’Unesco.
GI.PO.
VETRINA MONDIALE PER TUTTO IL 2009 TANTE LE INIZIATIVE CULTURALI COLLATERALI
E il ciclismo femminile è di scena in Valcuvia...
nche nel 2009
Cittiglio e la
Valcuvia faranno da scenario
all’unica gara
italiana inserita nel programma della Coppa del
Mondo di ciclismo femmi-
A
nile (Trofeo Alfredo Binda
- Cittiglio). È il secondo
anno consecutivo che la
gara cittigliese viene inserita in questa prestigiosa manifestazione e questo sarà, ancora una volta, un’occasione di promo-
zione internazionale del
territorio valcuviano. Organizzata dalla Cycling
Sport Promotion la gara
si correrà con partenza ed
arrivo a Cittiglio nel pomeriggio di domani, domenica 29 marzo. Il per-
CENA POVERA
A Canonica, si tiene il 27 marzo dalle ore 19.00 in oratorio, una cena
povera aperta a tutti, a cui segue la celebrazione in chiesa parrocchiale della Via Crucis e la condivisione dell’esperienza vissuta in una missione del
Messico da parte di alcuni parrocchiani.
Cena povera anche all’oratorio di Cittiglio la sera di domenica 29
marzo per raccogliere offerte da destinare al finanziamento dei progetti per
le missioni diocesane.
GEMONIO: MUSEO BODINI
È aperta al museo Floriano Bodini di Gemonio sino al prossimo 5 aprile
2009 una mostra che raccoglie una serie di opere realizzate dagli studenti
del Liceo Artistico Frattini di Varese in occasione dei Mondiali di Ciclismo
che si sono svolti a Varese nel settembre 2008. (Orari: sabato e domenica
10.30-12.30, 15.00 - 18.00).
VIA CRUCIS GIOVANI
Le commissioni giovanile e vocazionale delle Valli Varesine ricordano ai giovani della valle l’appuntamento con la celebrazione della Via Crucis lungo
la salita verso la chiesa di San Giuseppe a Cassano Valcuvia, fissato per
le ore 20.30 di sabato 4 aprile prossimo.
corso di gara, ormai collaudato, si compone di
due circuiti: il primo di
34,1 km da ripetersi due
volte ed il secondo di 17,3
km da ripetersi tre volte,
per un totale di 120,1 km.
Nei primi due giri si sca-
lerà la famosa salita del
Brinzio, mentre negli ultimi tre giri il gran premio della montagna è fissato al termine della salita di Orino. Gli organizzatori sono già da tempo
all’opera perché anche
NEI BOSCHI IN SICUREZZA
È in distribuzione presso l’ufficio agricoltura della
Comunità Montana della Valcuvia un agile quanto interessante ed utile pieghevole a colori che riassume e schematizza gli accorgimenti basilari per
chi vuole operare – da dilettante - nel settore
boschivo, in sicurezza. “Nel proprio bosco da professionisti” è il titolo di questo opuscolo informativo sulla sicurezza dedicato in modo particolare ai
proprietari privati di boschi, ai boscaioli dilettanti
ed ai contadini e, più in generale, a tutti coloro che
svolgono lavori forestali nel tempo libero. È stato
realizzato a cura del Servizio Igiene e Sicurezza
sul lavoro dell’Asl della Provincia di Varese, all’interno della Campagna Informativa sulla Sicurezza nei Lavori Forestali. Prima di ogni spiegazione
però - ricordano i tecnici dell’Asl - un unico accorgimento: “Valutare le proprie capacità! Se non si è
certi delle proprie capacità e conoscenze è bene rivolgersi ad un’impresa specializzata, con personale debitamente formato e informato”.
l’edizione 2009 della gara
cittigliese sia all’altezza
della situazione e richiami in Valcuvia tanti appassionati, come avvenuto negli anni passati. Tra
le altre iniziative che sono
state programmate in vista della gara del 29 marzo prossimo, ricordiamo:
- Concorso per alunni delle scuole primarie di Cittiglio, Gemonio e Brenta (disegni) e
secondarie di Cittiglio
e Gemonio (poesie) con
tema: “Il ciclismo femminile di ieri e di oggi”;
- Concorso fotografico “Bellezze in bicicletta”,
con premiazione durante
la gara.
Da ultimo ricordiamo
che quest’anno anche il
Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
ha voluto sottolineare
l’evento sportivo cittigliese inviando agli organizzatori una speciale medaglia che fungerà da premio di rappresentanza.
A.C.
Sondrio
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
P A G I N A
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○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
INCONTRI IN TUTTA LA VALTELLINA UNA DELEGAZIONE CANADESE HA SPIEGATO LE PROPRIE SCELTE
Esempi di sviluppo sostenibile...
W
histler è una località
canadese a
nord di Vancouver, dove
tra un anno si terranno i
giochi olimpici invernali.
Nei giorni scorsi il sindaco
di questa cittadina, Ken
Melamed, ha visitato varie località della Valtellina,
da Livigno, a Montagna, a
Morbegno, per illustrare
un progetto elaborato già
da alcuni anni: svolgere
l’importante manifestazione mondiale nel pieno rispetto per l’ambiente.
Come è possibile conciliare olimpiadi e salvaguardia ambientale? I due ele-
menti appaiono a prima vista inconciliabili, perché lo
sviluppo turistico non sembra accordarsi con la tutela del paesaggio, soprattutto se pensiamo alle accese
polemiche che hanno accompagnato l’organizzazione dei campionati del mondo di sci in provincia di
Sondrio nel recente passato. «Effettivamente – ha
ricordato il sindaco – quando abbiamo presentato la
candidatura per le olimpiadi e l’abbiamo vincolata a
rigorosi criteri di sostenibilità, ci hanno riso in faccia, sia a livello locale sia
in campo nazionale, perché
l’idea sembrava bizzarra,
GIORNATA DI SPIRITUALITÀ
PER FIDANZATI A COLORINA
Dalle ore 10.00 alle ore 17.00 di domenica 29
marzo presso l’Opera don Folci a Valle di
Colorina si svolgerà la Giornata di spiritualità per i fidanzati. Interverrà mons. Angelo Riva
sul tema “Il senso umano e cristiano dell’amore”.
DALLA MEDIA VALTELLINA
PULLMAN PER PARTECIPARE
ALLA MESSA CRISMALE A COMO
La Zona Pastorale Media Valtellina, per favorire
la più ampia partecipazione alla Santa Messa
Crismale del Giovedì Santo - presieduta in
Cattedrale a Como dal vescovo monsignor Diego Coletti - organizza un pullman. Quest’anno,
inoltre, proprio durante la Messa Crismale sarà
ufficialmente indetta la visita pastorale del Vescovo alla diocesi. La partenza è prevista per
le ore 7.00 del mattino di giovedì 9 aprile da
piazzale Bertacchi a Sondrio. Le iscrizioni sono
già aperte: la quota è di 10 euro per gli adulti; 7
euro per i ragazzi. Il pranzo è al sacco. Per
informazioni e prenotazioni rivolgersi a don
Mariano Margnelli al 347-2989078.
CONGRESSO REGIONALE FNP CISL
DELLA LOMBARDIA A BORMIO
“…Anche per gli anziani una vita dignitosa” è
lo slogan dell’ottavo congresso della Fnp Cisl
Lombardia, dal 1° al 3 aprile 2009 al centro
congressi Il Pentagono di Bormio. Si prevede
che a riunirsi saranno 359 delegati, in rappresentanza di 385 mila iscritti (il 15% circa dei
pensionati lombardi). I lavori si aprono mercoledì 1, nel pomeriggio, con la relazione del segretario
generale Fnp Cisl Lombardia, Attilio Rimoldi. Seguono gli interventi di Spi Cgil e Uilp Uil Lombardia. Giovedì 2 riprende il dibattito. Interverrà
Giulio Boscagli, assessore regionale alla Famiglia,
e Antonio Uda, segretario generale Fnp Cisl. Venerdì 3, alle 10.45, interverrà anche Gigi Petteni,
segretario generale Cisl Lombardia. «Una situazione di grande incertezza e disagio dei pensionati ed
una richiesta diffusa di una azione più incisiva, soprattutto al livello nazionale»: queste le conclusioni degli incontri dei pensionati Cisl svoltisi in provincia di Sondrio fra gennaio e febbraio. «I numerosi congressi sono stati una importante occasione di
informazione diretta degli associati, che non sempre è facile raggiungere in un territorio così ampio
e disperso - sottolinea Ivan Fassin, segretario generale Fnp Sondrio -. Nella relazione congressuale
abbiamo poi cercato di rispecchiare il disagio e le
preoccupazioni degli anziani… Abbiamo sottolineato la necessità di una politica sociale più lineare
ed efficace - aggiunge - in particolare per quanto
riguarda il lavoro precario e i redditi più bassi, l’urgenza di correggere le gigantesche disuguaglianze
salariali e sociali, particolarmente odiose in tempi
di crisi, nonché di interventi per l’economia mirati
e selettivi e riforme incisive nelle amministrazioni
pubbliche».
«Si tratta di un appuntamento di grande importanza - ci ha spiegato il segretario generale della Fnp
lombarda Attilio Rimoldi -, che, a distanza di quattro anni dall’ultimo Congresso, ci permetterà di fare
il punto sulle battaglie condotte in questi anni, e di
aprirci alle nuove sfide del futuro. Da un lato discuteremo su come adeguare la nostra organizzazione alle molteplici richieste che la società avanza. Dall’altro metteremo a fuoco questioni di scottante attualità, su cui concentreremo la nostra azione nei prossimi anni. Parleremo di crisi del lavoro,
di difesa del potere d’acquisto delle pensioni. Approfondiremo le annose questioni legate alla non
autosufficienza e alla necessità di un fondo regionale ad hoc che la sostenga. Sul fronte sociosanitario
sosterremo la richiesta alla Regione di organizzare
un sistema di cure a lungo termine in grado di favorire la domiciliarità».
Come sono i rapporti con la Regione?
«Aperti e franchi. Stiamo discutendo, ma abbiamo
bisogno anche di risposte chiare e concrete, in caso
contrario ci mobiliteremo. I pensionati sono stanchi di attendere».
Altre questioni chiave che dibatterete nel corso del Congresso?
«Altro tema importante sarà la presenza sul territorio. Oggi, sempre più spesso, i Comuni hanno la
possibilità di intervenire direttamente sui servizi
e sulle tasse locali e quindi di incidere sul potere
d’acquisto delle pensioni e sulla qualità della vita
dei cittadini. Dal Pentagono di Bormio lanceremo
dunque forte l’invito a rafforzare la contrattazione
con i Comuni, forti anche del recente accordo sottoscritto con l’ANCI».
salvo poi attribuirsi tutti i
meriti, ora che il progetto
si è affermato sta avendo
il suo pieno sviluppo». L’idea fondamentale dalla
quale si è partiti, infatti,
appariva nuova, ma in sostanza risponde ad un
principio che risulta persino ovvio nella sua evidenza: non si può puntare su
una crescita e su uno sviluppo infiniti (come fanno
oggi tutti i principi e gli indicatori dell’economia), in
un mondo che per sua natura è finito. Ogni nostro
progetto, quindi, deve porsi come obiettivo la sostenibilità, che si ottiene soltanto con un equilibrato e
razionale utilizzo delle risorse. E la sostenibilità è
diventata la parola d’ordine, chiara e precisa, che fin
dall’inizio ha caratterizzato tutta «l’operazione olimpiadi invernali». Da qui, ha
affermato il sindaco, è nato
uno studio approfondito,
che ha coinvolto tutta la
popolazione, per vedere
quali sarebbero state le
conseguenze per Whistler
nei 20 anni successivi alle
olimpiadi e sono stati adottati dei provvedimenti rigorosi. Quindi niente spese folli, il cui pagamento
avrebbe richiesto decenni.
Si è deciso di dare una casa
solo ed esclusivamente ai
residenti impiegati per le
attività legate al turismo
(stabilendo anche una popolazione massima di circa 15000 abitanti). In questo modo tutti gli operatori hanno avuto la possibilità di avere un’abitazione
a prezzi ragionevoli e non
legati alla legge di mercato, hanno evitato pendolarismi per lavoro ed hanno
assunto quindi un atteggiamento più sereno e più
accogliente nei confronti
dei numerosi turisti, sia estivi, sia invernali, che visitano la località. Benché il
Canada abbia vasti spazi
a disposizione, poi, nella
realizzazione dei numerosi impianti sportivi è stato
seguito il criterio di ridurre il più possibile il consumo di territorio, curando il
massimo accordo con l’ambiente e il risparmio energetico. Un impianto moderno, ad esempio, recupera e
riutilizza il calore delle acque di scarico. Anche gli
edifici del villaggio olimpico hanno seguito rigorosi
criteri di rispetto ambientale e di risparmio energetico e, al termine delle olimpiadi, saranno destinati ai residenti o alle attività turistiche, sottraendosi
di nuovo alle leggi di mercato, che farebbero lievitare i prezzi a livelli stratosferici. Il criterio del risparmio energetico ha poi indotto gli operatori turistici a cercare i possibili clienti non nelle città lontane
dell’Australia, dell’Asia e
dell’Europa, con alti consumi di energia per il loro trasporto, ma possibilmente
nelle più vicine località
degli Stati Uniti. «Le attuali idee dominati sulla
crescita e sugli stili di vita
– ha concluso il sindaco di
Whistler - non sono soste-
LAVORI PER LA TANGENZIALE DI MORBEGNO
Appalto nel 2010, avvio dei lavori maggio 2011 e conclusione primavera del 2014.
Queste la date comunicate dall’Anas agli enti locali interessati dal passaggio
della tangenziale di Morbegno, il secondo stralcio del lotto Fuentes-Tartano che
seguirà alla realizzazione del primo, cantierizzato nei giorni scorsi. La Regione
(che non risulta abbia ancora deliberato lo stanziamento di sua competenza per
quest’arteria) coordinerà questa fase tecnico-burocratica di avvicinamento all’appalto. Una volta presentato il progetto in Regione, gli enti, entro il 10 aprile,
potranno presentare le loro osservazioni, quindi il Cipe avrà tempo fino al 30
gennaio 2010 per dare la sua autorizzazione definitiva, indispensabile per richiedere al Governo il finanziamento per gli 85 milioni di euro che ancora mancano
all’appello. Il secondo stralcio della nuova statale 38 costerà complessivamente
279 milioni di euro. Rispetto al primo stralcio, il proseguimento verso il Tartano
sarà a carreggiata semplice e avrà un’estensione di 9,65 chilometri. La durata
dei lavori è stimata in 3 anni e cinque mesi. Le due gallerie saranno lunghe poco
più di 5 chilometri. Il tunnel di Selva Piana sarà di 2.738 metri e quello di Paniga
2.313 metri. Tre i viadotti. Quello per il superamento dell’Adda e del Bitto sarà di
290 metri, il viadotto Adda-Talamona 128 metri e il ponte Orobia 30 metri. Per la
realizzazione dei lavori dell’infrastruttura stradale sono stati individuati 4 cantieri principali oltre a 3 aree tecniche all’imbocco ovest ed est della galleria Selva
Piana e imbocco ovest della galleria Paniga.
A MONTAGNA INCONTRO SULL’OSTEOPOROSI
La Biblioteca Comunale di Montagna invita ad un incontro sul tema:
“Osteoporosi. Patologia in grande espansione ma spesso trascurata”. La
serata di approfondimento è in programma per venerdì 3 aprile, alle ore 21.00,
presso la sala consiliare del Municipio di Montagna. Relatori: il dottor Guido
Menozzi, internista reumatologo dell’Ospedale di Sondrio; il dottor Gregorio
Baldini, fisiatra dell’Ospedale di Sondrio, in collaborazione con l’associazione
Alomar (Associazione Lombarda Malati Reumatici sezione di Sondrio). Nel corso
dell’incontro è previsto un dibattito sui temi trattati. Ulteriori informazioni presso la Biblioteca, telefono 0342-380583.
nibili e non possono continuare nel tempo. Questo
principio risulta nuovo e
richiede tempo per affermarsi, ma, d’altra parte, il
livello di consumi al quale
siamo arrivati è talmente
alto che non è sopportabile dal nostro pianeta. Noi
che viviamo in una situazione privilegiata (nel
mondo occidentale e per di
più in un luogo di vacanze), dobbiamo elaborare un
nuovo modello di sviluppo,
che serva da esempio per
il resto del mondo». L’incontro con il sindaco Ken
Melamed, lunedì 23 marzo,
è avvenuto significativamente nella sede provvisoria del Polo Tecnologico, a
Montagna in Valtellina ed
ha visto la partecipazione
di esponenti del mondo politico, imprenditoriale e
sindacale. Erano presenti
inoltre, ed hanno svolto un
ruolo fondamentale anche
come interpreti, Mauro
Del Barba, di Morbegno
2020 ed Eric Ezechieli di
Natura Step, che si occupano specificamente di problemi legati ad uno sviluppo sostenibile. È stata sottolineata una notevole consonanza tra lo studio preparato nella località canadese ed alcuni progetti che
vengono elaborati nella
nostra provincia, soprattutto nell’ambito del Polo
Tecnologico di Sondrio.
Questa importante iniziativa (che è stata presentata a più riprese anche dal
Settimanale) è già operativa, anche se occupa una
sede provvisoria, in attesa
che venga realizzato il nuovo centro, alla confluenza
del Mallero con l’Adda. La
società conta attualmente
215 soci, è impegnata soprattutto nel completamento del progetto WiMAX
prevede l’estensione dei
collegamenti a banda larga a tutte le località della
provincia ed ha già allestito un laboratorio, fornito di
macchinari speciali, con i
quali le imprese possono
eseguire alcuni operazioni
(ad esempio la certificazione di asfalti e calcestruzzi) senza dover acquistare
i macchinari stessi.
CIRILLO RUFFONI
CRONACA
P A G I N A
26
Valchiavenna
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
A CHIAVENNA E SAN GIACOMO FILIPPO IL SACRAMENTO AMMINISTRATO DAL VESCOVO
Comunità in festa per i cresimati
M
CON LE CHIAVI D’ARGENTO
IL CONCERTO DELLA DOMENICA
DELLE PALME A CHIAVENNA
La Rassegna di musica organistica promossa dal Comitato Chiavi d’Argento di Chiavenna è giunta alla sua XII edizione. Domenica 5 aprile è in programma, a partire dalle
ore 21.00 presso la chiesa di San Lorenzo in
Chiavenna, il concerto del maestro Andrea
Macinanti.
Apertasi nel 1998 con un concerto di Giancarlo
Parodi, la Rassegna ha proposto via via negli anni
un ampio ventaglio di brani della letteratura
organistica, dalle immancabili composizioni di
Johann Sebastian Bach alle opere di autori romantici e contemporanei, per le quali le caratteristiche foniche del grande organo di San Lorenzo risultano particolarmente appropriate. Proprio nell’anno 2006, in occasione del quarantesimo anniversario della costruzione dello strumento, tenacemente voluto da don Giocondo D’Amato nel 1966
e realizzato dalla ditta Balbiani Bossi di Milano,
l’organo è stato oggetto di un importante intervento di manutenzione straordinaria della fonica,
che ha comportato tutta una serie di pulizie, di
regolazione e di controllo delle parti di impianto
all’interno dei corpi dell’organo, della parte di trasmissione e di tutta la manticeria. Un doveroso
lavoro di manutenzione che proseguirà quest’anno con un secondo intervento straordinario di rinnovamento della configurazione del sistema di
registrazione in Consolle mediante fornitura e
posa in opera di una nuova centrale elettronica
con possibilità di memorizzazione e richiamo di
circa 4000 combinazioni aggiustabili. Il tutto per
tenere vivo questo prezioso patrimonio della chiesa e della città di Chiavenna che merita di essere
valorizzato e conservato in piena efficienza. Dopo
le stupende esperienze degli scorsi anni con il maestro Edoardo Bellotti di Milano, Massimo Nosetti
di Torino e Francesco Finotti di Padova, anche il
concerto di quest’anno, proprio su specifica segnalazione del maestro Bellotti, si annuncia particolarmente interessante per la presenza del maestro Andrea Macinanti, diplomato in organo, clavicembalo e canto ai Conservatori di Bologna e
Parma, perfezionandosi poi con Klemens Schnorr
a Monaco di Baviera, docente di organo e canto
gregoriano al Conservatorio G. B. Martini di Bologna, membro dell’Accademia Filarmonica di Bologna e del Royal College of Organists di Londra e
dal 1988 direttore della Rassegna concertistica
internazionale “Organi antichi, un patrimonio da
ascoltare”. La sua discografia comprende la registrazione completa delle opere di Respighi e
Giarda, Ravanello e Perosi; la revisione critica dei
Fiori musicali di Frescobaldi, l’opera integrale per
tastiera di Scarlatti e di Martini. È impegnato nella registrazione dell’opera omnia organistica di
Marco Enrico Bossi. Per il concerto di Chiavenna, collocato ormai secondo tradizione nella giornata della domenica delle Palme, il maestro proporrà un programma che parte da una Ciaccona e
da un Preludio di Bach, per poi presentare una
monografia di composizioni di Marco Enrico Bossi
(che fu, tra l’altro, maestro di cappella e organista
nel Duomo di Como dal 1881 al 1890). Sarà il maestro a presentare e commentare il programma.
olto gradita
la presenza
del vescovo
domenica
22 marzo
per l’amministrazione
della Cresima nelle parrocchie di San Lorenzo e
San Fedele, a Chiavenna,
e nel tardo pomeriggio
anche a San Giacomo Filippo. Il vescovo ha conferito la cresima a 94 ragazzi e ragazze, di cui 45 a S.
Lorenzo, 36 a S. Fedele e
13 a S. Giacomo. Era la
prima volta che mons. Coletti interveniva in queste
parrocchie per conferire
la cresima. La sua presenza pertanto è stata
particolarmente apprezzata, grazie anche al suo
modo spontaneo e brillante di rapportarsi con i ragazzi e gli adulti, coi quali è riuscito a stabilire una
naturale reciproca simpatia. Senza rinunciare per
altro a proporre le sue
profonde riflessioni, anche molto innovative, tese
a stimolare negli ascoltatori la crescita di una fede
cristiana più consapevole
e matura, capace di elevarsi al di sopra di un
piatto adempimento di
qualche pratica cristiana
che non cambia la vita. Il
cristiano - ci ha tenuto a
sottolineare - deve preoccuparsi soprattutto di
stare u-nito a Cristo, di
conformarsi alla sua vita,
lasciandosi illuminare
dalla sua luce, per essere
a sua volta luce che brilla
nelle tenebre del mondo.
E lo Spirito Santo conferito nella cresima opera
esattamente in questa
direzione. Così suggerivano opportunamente anche le letture della IV domenica di quaresima. E
dopo ogni celebrazione
l’immancabile gruppo fotografico al quale il vescovo si è prestato volentieri
per la gioia dei festeggiati e dei loro famigliari. Al
termine della impegnativa giornata il vescovo, rimessosi alla guida della
sua auto, stanco ma contento per aver incontrato
queste nuove comunità, è
rientrato nella sua sede.
I ragazzi di Chiavenna San Lorenzo
I ragazzi di Chiavenna San Fedele
INIZIATIVE PER IL CENTRO STUDI STORICI VALCHIAVENNA
Nell’anno del cinquantesimo della sua fondazione il Centro di studi storici
valchiavennaschi ha superato, venerdì 20 marzo, i mille soci. Tra le numerose
manifestazioni, oltre all’assemblea annuale dei soci, prevista la prima domenica
di settembre, le prossime visite guidate, per soci e simpatizzanti, organizzate
dall’associazione fondata nel 1959 da don Peppino Cerfoglia, don Tarcisio Salice,
Luigi Festorazzi, Sandro Massera, Giovanni Giorgetta, Giorgio e Guido
Scaramellini si terranno in aprile, con qualsiasi condizione di tempo. La prima
visita sarà sabato 4 aprile a Mese, quando gli storici Guido Scaramellini, Marino
Balatti e Paolo Rotticci intratterranno i presenti parlando della storia dell’antico castello Peverello e della vicina chiesa settecentesca intitolata alla Madonna
delle Grazie. Il ritrovo è previsto per le ore 14.30, davanti alla chiesa, e la visita
terminerà intorno alle 18. Per raggiungere la località Madonna delle Grazie in
automobile si deve prendere, per chi proviene da Chiavenna, la seconda strada a
destra dopo la rotonda di Mese, proseguendo per la via Madonna delle Grazie e,
dopo cinque tornanti, per la via Peverello, fino al termine della strada. Chi volesse raggiungere la località a piedi, dopo aver imboccato la via Madonna delle
Grazie, all’altezza della seconda cappellina, può proseguire a piedi lungo il sentiero che sale verso Sant’Antonio e Cigolino giungendo, dopo 10 minuti, alla
Madonna delle Grazie. La seconda visita del Centro di studi storici valchiavennaschi si terrà sabato 18 aprile, quando saranno visitate le chiese di Loreto, San
Carlo e di Campedello, frazioni nel comune di Chiavenna, con ritrovo davanti
alla chiesa di Loreto alle ore 14.30. Per avere ulteriori informazioni sulle visite
guidate e sull’associazione, la cui sede è aperta il venerdì pomeriggio al primo
piano del palazzo Pestalozzi in via Carlo Pedretti 2 a Chiavenna, si può telefonare al numero 0343-35382, inviare un e-mail a [email protected] o visitare il sito
internet www.clavenna.it.
I ragazzi di San Giacomo Filippo
PICCOLI FRUTTI E PIANTE:
UN VERO «BOOM» DI ISCRITTI AI CORSI
Boom di iscrizioni per i corsi organizzati da Comunità montana e Fondazione
Fojanini e dedicati a piante e piccoli frutti. Erano 140 gli iscritti che hanno
partecipato venerdì sera al primo degli incontri teorici e non molti di meno
coloro che ieri mattina hanno assistito alle dimostrazioni pratiche nel parco
botanico del Paradiso di Chiavenna. «Siamo soddisfattissimi dell’esito di questi corsi - commenta l’assessore all’agricoltura della Cm, Luigi Ghelfi - che
dimostrano l’attenzione dei nostri cittadini verso il settore del recupero dei
terreni incolti e dei terrazzamenti della nostra zona. Anche gli scorsi anni il
riscontro era stato buono, ma questa volta le adesioni sono state davvero molte. Quello del recupero dei terreni abbandonati è un settore strategico della
nostra attività riguardante il comparto agricolo. Interventi che oltre a fornire
possibilità di reddito integrativo per coloro che li praticano, garantiscono anche una corretta manutenzione del territorio». Dopo il primo corso sulla potatura
delle piante, la seconda lezione verterà sui trattamenti e la lotta fitosanitaria
per le colture. Un doppio appuntamento teorico riguardante le piante
da frutto e le piante orticole in programma il 27 marzo e il 24 aprile. Il
terzo corso, il 3 e il 17 aprile, riguarderà la frutticoltura biologica.
CRONACA
BassaValtellina
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
P A G I N A
27
A MORBEGNO IL 26 E 27 MARZO PRESSO IL POLO FIERISTICO IL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO
Orientamento per gli studenti
D
ue giorni di incontri e di confronti, di seminari e di convegni che vedranno protagonisti università e professionisti, enti
pubblici e forze dell’ordine, associazioni di categoria. Oltre 20 atenei e una
decina di organismi che
illustreranno agli studenti che si apprestano a concludere il loro percorso
negli istituti superiori che
cosa li attende. Tutto questo è “La Provincia Orienta”, l’iniziativa proposta
in collaborazione con la
Rete di Scuole di Sondrio
e l’Azienda Speciale della Provincia di Sondrio
Cfp e patrocinata da Regione Lombardia, Unione
Artigiani provinciale e
Confindustria Sondrio,
che si terrà giovedì 26 e
venerdì 27 marzo, dalle ore 9.00 alle ore
16.00, presso il Polo
Fieristico Provinciale
di Morbegno.
SPORTELLO DISABILI MOBILE
A MORBEGNO IL 27 MARZO
Dopo l’apertura ufficiale di giovedì 26 marzo alle
ore 9.00, alla presenza
dell’assessore Laura Carabini e del dirigente del
Csa Nicola Montrone, avranno inizio le presentazioni e i workshop, ospitati in salette riservate,
che si svolgeranno secondo il programma prestabilito nelle due giornate.
Gli studenti potranno assistere alla presentazione
dell’offerta formativa da
parte dei rappresentanti
dei centri universitari che
hanno aderito all’iniziativa, tra cui le università
degli studi di Milano e
Milano Bicocca, la Bocco-
PROGETTO FRA SCUOLA, MUSICA,
VOLONTARIATO:
LA MONTAGNA LUOGO
DI INCONTRO PER LA DISABILITÀ
Negli scorsi anni il Centro di Servizio per il Volontariato L.A.Vo.P.S. ha organizzato tre edizioni di ArrampicAbile, progetto che vedeva studenti delle scuole superiori e persone disabili
condividere l’esperienza dell’arrampicata. In
quelle occasioni è stato sperimentato come la
montagna sia un contesto ideale per l’incontro
tra studenti e disabili. Il progetto “L’uomo della
montagna” può essere considerato una sorta di
evoluzione di ArrampicAbile. L’idea è quella di
arricchire la proposta con elementi nuovi, mantenendo fissi i punti forti delle passate esperienze: lo stare insieme in un terreno comune, quello alpino, e il confrontarsi con esperienze che
mettano in luce limiti e risorse di ognuno. Tutto avrà inizio da una leggenda propria della
nostra provincia, ambientata nelle Valli del
Bitto, precisamente in Val Gerola, “L’uomo
della montagna”, riadattata per renderla più
facilmente rappresentabile. Il progetto si rivolge agli studenti del terzo, quarto e quinto anno delle scuole superiori di Morbegno
e alle persone disabili delle associazioni e
dei servizi del territorio della bassa Valtellina. Insieme al gruppo musicale dei Sulutumana i ragazzi e le persone disabili, accompagnati da guide alpine, saranno chiamati ad incontrarsi per delle uscite in Val
Gerola, in località Corte. Lì parteciperanno
a dei laboratori e percorsi sonori e artistici che
permetteranno loro di mettere in scena la leggenda “L’uomo della montagna” in uno spettacolo conclusivo aperto a tutti. L’arte musicale e
teatrale e la cultura del nostro territorio montano diventeranno dunque strumenti per permettere ad un gruppo di giovani di confrontarsi
sul tema del limite e della disabilità. Il primo
incontro è in programma martedì 7 aprile con
la lettura della leggenda e la presentazione dell’intero progetto. Seguiranno le giornate in montagna del 21 e 28 aprile e 12 maggio dove al
percorso artistico e sonoro saranno abbinati giochi sulla fiducia e sulle piante con corde,
carrucole e varie... Il 5 maggio ci sarà invece
un incontro di rielaborazione con gli studenti
sul rapporto con la disabilità. La giornata conclusiva del percorso con lo spettacolo finale aperto a tutti sarà il 23 maggio. Per saperne di
più e iscriversi al progetto si può contattare
Roberta, operatrice del CSV L.A.Vo.P.S. di
Morbegno, al numero 340-1785974. Il laboratorio verrà realizzato solamente se si riesce a
raggiungere un minimo di 15 studenti partecipanti. Obiettivi dell’iniziativa: promuovere la
cultura della solidarietà; promuovere il
volontariato giovanile; promuovere la conoscenza della disabilità tramite esperienze dirette di
condivisione e momenti di riflessione e rielaborazione in gruppo; promuovere e valorizzare la
conoscenza del territorio montano e le sue tradizioni; condividere esperienze di montagna:
utilizzare la montagna come contesto per sperimentare la collaborazione e la condivisione di
esperienze tra studenti e persone disabili.
ni, l’ateneo di Pavia, lo
Iulm e la Cattolica. Quest’ultima proporrà anche
la simulazione di un test
d’ingresso all’università.
I ragazzi potranno inoltre conoscere le professioni dalle parole dei rappresentanti degli ordini provinciali di dottori commercialisti, consulenti del
lavoro, architetti, ingegneri, avvocati, infermieri, farmacisti, medici e
veterinari. Sono previsti
interventi da parte della
Società di Sviluppo Locale sulle dinamiche relative all’andamento del mercato del lavoro in provincia di Sondrio e di Associazione mutilati e Cassa
edile incentrati sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Completano il ricco
programma di eventi le
presentazioni a cura delle forze dell’ordine che illustreranno la loro attività, della Regione Lombardia e del Sol.Co sulle professioni sociali.
In occasione del Salone dell’Orientamento venerdì 27 marzo il camper dello sportello mobile disabili della Regione Lombardia sarà presente dalle ore 9.00 alle ore
15.00 presso il Polo Fieristico di Morbegno.
Lo sportello mobile è un camper accessibile alle
persone con disabilità e attrezzato ad uso ufficio sta percorrendo le strade della Lombardia
per rispondere alle richieste di informazioni e
consulenza di cittadini, associazioni ed enti. È
stato attivato nel 2004 e da allora ha percorso
12mila chilometri, è stato aperto al pubblico per
240 giornate, ha raggiunto 60 diverse città
lombarde, sostando in più di 100 piazze, ha ricevuto ed evaso 1.200 richieste individuali, è
entrato in contatto con 680 tra associazioni, coordinamenti di associazioni e cooperative sociali
del territorio lombardo, 180 Servizi Sociali Comunali e 110 servizi disabili delle ASL. Ha collaborato con 57 uffici decentrati dell’Agenzia
delle Entrate, i 13 Spazio Regione decentrati e
41 Centri Servizi di Volontariato (sia presso i
capoluoghi di provincia che decentrati). Il camper è accessibile tramite una pedana idraulica
per la salita/discesa delle carrozzine, la porta è
stata ampliata per agevolare l’ingresso, all’interno sono stati eliminati gli eventuali ostacoli.
In particolare l’interno del mezzo si presenta
diviso in tre parti: un abitacolo, dove esiste un
sedile girevole per il passeggero; uno spazio
adibito ad ufficio, dotato di materiale di consultazione e di un tavolo con computer, dove l’operatore si rapporta all’utenza per fornire tutte le
informazioni richieste; uno spazio nella parte
posteriore adibito a cucina e bagno attrezzato
per disabili. Lo sportello disabili mobile tornerà in Valtellina, a Sondrio, il 5 e 6 maggio.
MORBEGNO UN CALENDARIO DI INIZIATIVE PER FAMIGLIE E APPASSIONATI
Attività di primavera al Museo
l Museo di Storia Naturale di Morbegno,
in via Cortivacci, propone un calendario
fitto di iniziative per
divulgare la scienza fra i
più piccoli e anche in famiglia. Ecco alcune delle
attività in programma.
località della Valtellina
sono: biologia e conservazione delle piante rare alpine; le orchidee in provincia di Sondrio; profumi e colori: la flora mediterranea.
AL MUSEO
IN FAMIGLIA
Le feste di compleanno al Museo, ideate dall’Associazione Didattica
Museale per trasmettere,
attraverso attività ludiche, conoscenze naturalistiche ai più piccoli, stanno avendo successo. L’offerta prevede un’attività
a tema, condotta da un operatore, a scelta tra le
seguenti (90 minuti):
La tribù dei nasi blu
(6-10 anni): la tribù cerca
nuovi indiani; per essere
accolti occorrerà imparare a scoprire e riconoscere le tracce degli animali
Le fate smemorate (610 anni): al museo sono
tornate le fate: aiutiamole a riscoprire la loro nuova casa risolvendo enigmi
e misteri.
Alchimia, scienza o
magia? (10-14 anni): in
laboratorio sarà possibile eseguire alcuni esperimenti.
Il Museo mette a disposizione una sala per consumare la torta portata
dal festeggiato e farà anche un regalo al bambino
che compie gli anni. Per
informazioni su costi,
modalità e prenotazioni:
Associazione Didattica
Museale – Francesca
Mogavero 348-6990689.
I
Continuano gli appuntamenti dell’ultimo sabato del mese con Al Museo
in famiglia: laboratori
didattici rivolti a grandi
e piccini (genitori o parenti più i bambini) che si
tengono dalle 16.00 alle
17.30 (ingresso gratuito)
presso il Museo. I laboratori, gratuiti, sono a numero chiuso e verrà data
precedenza a chi prenota telefonando allo
0342-612451. Per il prossimo, quello del 28 marzo, essendo già completo
il turno delle 16.00 ne è
stato attivato un altro
alle ore 14.30. Il calendario primaverile prevede:
• sabato 28 marzo:
apprendista birdwatcher – introduzione. Si
tratta di un corso per cominciare a conoscere gli
uccelli selvatici.
COMPLEANNO
AL MUSEO
• sabato 18 aprile:
uova … non solo cioccolato. Misteri, curiosità,
notizie su questa incredibile realtà.
• sabato 30 maggio:
sulle tracce degli animali: nidi e tane. Seconda tappa per diventare
esperti di tracce e fabbricare il proprio manuale di
riconoscimento.
GRUPPO
FLORISTICO
MASSARA
Da marzo sono riprese
anche le attività del
Gruppo Floristico Massara. Gli appassionati di flora potranno unirsi agli
esperti del gruppo che si
trovano al Museo il secondo sabato del mese
alle ore 20.45 con in-
CENTRO PER L’IMPIEGO-MORBEGNO
Il Centro per l’Impiego di Morbegno rimarrà chiuso al pubblico nella giornata di venerdì 27 marzo.
Riaprirà lunedì 30 nella nuova sede di via
Morelli, 14/16, nei pressi dell’Ospedale.
gresso libero (prossimi
appuntamenti: 11 aprile, 9 maggio, 13 giugno
e 11 luglio) per determinare gli esemplari raccolti, con l’ausilio di manuali e microscopi. La prima
serata del 28 marzo è
dedicata alla “Scoperta
delle viole selvatiche”,
con Giancarlo Donadelli.
Le viole, spesso annunciatrici della primavera,
sono piante note e popolari, con i loro fiori inconfondibili di delicata bellezza. Le viole selvatiche
annoverano diverse specie, alcune delle quali
hanno un aspetto molto
simile e non sono sempre
facili da identificare, dato
che la loro distinzione si
basa su caratteri minuti
o non facilmente osservabili. Con l’ausilio di campioni freschi e d’erbario in
questo incontro “interattivo” verrà fornito uno
schema utile al riconoscimento di tutte le specie
presenti nel nostro territorio. Gli altri temi che
verranno affrontati nei
mesi successivi in varie
P A G I N A
28
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
BERBENNO PROSEGUONO LE INIZIATIVE PROMOSSE DALL’ASSOCIAZIONE OTHILIA E DALL’ORATORIO
Il rapporto fra genitori e figli
D
opo le iniziative
per i più giovani, saranno ora
dedicate ai genitori le prossime
scadenze dell’associazione Othilia nell’ambito del
progetto “Pomeriggi Insieme: Aiutarsi per non
isolarsi”, realizzato in collaborazione con l’Oratorio
San Giovanni Bosco di
Berbenno e con il sostegno della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale di Regione
Lombardia. Infatti, per il
prossimo 26 marzo sarà
proposto il primo dei tre
incontri con relatori esperti sulle tematiche riguardanti il delicato
rapporto genitori-figli.
Othilia, Associazione culturale per le pari opportunità con sede a Berbenno, è impegnata da anni
su questo fronte, e ritiene che qualche positivo
risultato sia stato raggiunto, tenuto conto anche della molto positiva
adesione alle iniziative
proposte. «Il nuovo ciclo di
incontri, che fa seguito a
quello del progetto “Fare
Rete” che ha segnato una
notevole attenzione e particolare interesse da parte delle famiglie di Berbenno, è incentrato sulla
tematica familiare, e si
propone di affrontare alcuni aspetti del rapporto
tra figli e genitori» ha sottolineato il presidente di
Othilia, Silvia Bertini,
che ha inoltre evidenziato
che «i temi sono comuni a
NUOVI SERVIZI PER LA SCUOLA
PRIMARIA PIO XII DI SONDRIO
L’Istituto Pio XII di Sondrio comunica alcuni importanti arricchimenti dell’offerta formativa della scuola primaria per il prossimo anno scolastico
2009-2010:
tutte le famiglie, e gli
spunti sono stati offerti
dai questionari compilati
lo scorso anno, misurando nel contempo il livello
di soddisfazione degli
utenti. In quell’occasione
da più parti, compresi gli
interessati, è stata sottolineata la difficoltà di
interazione tra genitori e
figli. Con gli incontri noi
non vogliamo certo dare
delle risposte su come si
fa, ma intendiamo solo
creare delle occasioni di
incontro e di dialogo,
avvalendoci delle dritte di
esperti sulle tematiche
trattate». Di fatto, tutti gli
aderenti sono invitati ad
una fattiva partecipazione, in grado di stimolare
il dibattito e la ricerca
soprattutto grazie alla
condivisione della propria
esperienza personale.
“Pomeriggi Insieme” continua nel frattempo con
l’organizzazione di alcuni
laboratori, tra cui pittura,
cucina, lavorazione del vimini, cucito, in cui si svolgono attività manuali e
pratiche che hanno molto
calamitato l’interesse di
giovani e giovanissimi.
Questo il calendario degli incontri, ingresso
libero, che si terranno
presso la Sala Quattro
Torri dell’Oratorio di
Berbenno, tutti a partire dalle ore 21.00:
giovedì 26 marzo - La
scuola e la famiglia di
fronte al “consumo”: Il
rapporto tra genitori e figli adolescenti; autorevolezza e prevenzione. Don
Diego Fognini - Comunità La Centralina;
IMPEGNO CORALE CONTRO LA CRISI
«Necessario un impegno corale per fronteggiare un momento difficile. Amministrazione Provinciale, Camera di Commercio, categorie produttive e sindacati
sono gli attori di una collaborazione indispensabile per aiutare le imprese e,
soprattutto, i lavoratori in difficoltà. Ma le azioni urgenti sono solo una parte
della soluzione. Bisogna valutare interventi infrastrutturali e una nuova mentalità che tutti devono adottare per un mondo che sta cambiando». Così il presidente della Provincia Fiorello Provera, la scorsa settimana, al termine della
prima riunione del tavolo anticrisi che si è svolta nel pomeriggio a Palazzo Muzio.
Provera, affiancato dall’assessore alle Attività Produttive Massimo Sertori,
ha incontrato i segretari delle tre sigle sindacali: Daniele Tavasci per la Cisl,
Giocondo Cerri per la Cgil ed Ezio Ferrari per la Uil. I rappresentanti sindacali hanno illustrato la situazione provinciale, soffermandosi sulle crisi riscontrate in alcuni comparti e sulle problematiche che hanno prodotto un aumento
del ricorso alla cassa integrazione ordinaria, richiamando l’esperienza di Brescia dove gli Enti Pubblici hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con gli istituti di credito che anticiperanno la cassa integrazione con prestiti a tasso zero
che verranno concessi ai lavoratori. L’assessore Sertori, da parte sua, ha richiamato la situazione peculiare della nostra provincia, che, per la presenza di due
banche locali radicate sul territorio, è al riparo dai problemi causati dal mancato accesso al credito da parte delle imprese. Il turismo con le sue risorse e la
vicinanza con la Svizzera, naturale sbocco occupazionale per i lavoratori di
Valtellina e Valchiavenna, sono elementi di protezione nei confronti della crisi.
Nonostante ciò non si può abbassare la guardia perché alcuni segnali si sono
già manifestati. Per superare un momento tanto difficile e uscirne rafforzati, il
presidente Provera ha individuato nella formazione, nell’energia a basso costo e
nel wi-max dei lasciapassare.
RICOMPOSIZIONE FONDIARIA
La frammentazione della proprietà fondiaria rappresenta un freno all’attività
agricola e un ostacolo alla manutenzione dei terreni montani. Dopo il fondo di
rotazione attivato dalla Provincia in collaborazione con Provinea e gli interventi previsti nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale, tocca ora agli incentivi economici che coprono le spese notarili derivanti da acquisti o permute di
terreni. «Sappiamo che spesso gli accorpamenti non vengono realizzati proprio
a causa di questi costi – spiega l’assessore all’Agricoltura Severino De Stefani
–, perciò come Provincia abbiamo deciso di intervenire con un provvedimento
che soddisfa le esigenze dei proprietari ma che, al contempo, produce effetti
positivi sull’assetto ambientale e idrogeologico del territorio, nonché sulla conservazione del nostro paesaggio». La Provincia ha stanziato complessivamente
60mila euro che soddisferanno le richieste pervenute secondo un apposito regolamento. L’aiuto concesso riguarderà esclusivamente la copertura dei costi legali e amministrativi, fino al 100% delle spese effettivamente sostenute per gli
atti notarili necessari all’acquisto o alla permuta di terreni agricoli finalizzati
all’accorpamento fondiario. Sono previsti un contributo massimo di 500 euro
per appezzamento acquistato fino a 1.500 euro per atto. Il provvedimento varato dalla Provincia è entrato in vigore dopo aver ottenuto il necessario benestare
dall’Unione Europea. Per accedere a questi aiuti è necessario presentare
una domanda in carta semplice alla Provincia entro il 31 dicembre 2009.
venerdì 17 aprile Stimare se stessi per creare autostima, essere
amore per creare amore L’autostima è la chiave di
accesso alle porte della
vita. Cosa possiamo fare,
come genitori e come
educatori, perché i nostri
ragazzi sviluppino fiducia
e stima di sé? Lia Valenti - counselor in psicosintesi;
lunedì 4 maggio - La
figura del padre oggi fra
autorevolezza e sostegno:
la crisi del padre e del suo
ruolo all’interno della famiglia quale figura di riferimento autorevole.
Ezio Aceti – psicologo.
Per ulteriori informazioni sulle attività dell’associazione è possibile consultare www.othilia.it.
SONDRIO
ALL’AUDITORIUM
TORELLI
UNA SERATA
DEDICATA
ALL’ACQUA
• anticipo al 7 settembre dell’apertura della
scuola: dalle ore 8.00 alle 16.00 verranno svolte
attività ludiche e laboratoriali e uscite didattiche;
• chiusura della scuola posticipata al 25 giugno con centro estivo riservato ai bambini di
prima e seconda;
• avvio di un prolungamento serale dalle ore
16.00 alle ore 17.00 riservato ai bambini di
prima, seconda e terza (per i primi attività
ludiche e laboratoriali, per i bambini di classe terza
anche attività di studio/compiti) per i pomeriggi
nei quali i bambini si trovano già a scuola fino
alle ore 16.00.
I suddetti servizi verranno erogati senza aggravio di spesa (salvo quanto dovuto per la mensa)
rispetto al tempo scuola prescelto.
LA MOSTRA
SU SAN PAOLO A SONDRIO
Sarà aperta sabato 4 aprile presso la Sala
Ligari, via XXV Aprile, a Sondrio, la mostra
Sulla via di Damasco. L’inizio di una vita
nuova, promossa dal Servizio nazionale per il
progetto culturale della Chiesa Italiana e da Itaca,
società editrice e di promozione culturale, che sarà
visitabile fino al 21 aprile 2009. Alla presentazione, che avrà luogo alle ore 11.00 presso
la Sala Vitali del Credito Valtellinese, prenderanno parte il prof. Eugenio Dal Pane, curatore della mostra, mons. Battista Galli, vicario
episcopale per la Valtellina, don Emanuele Corti, dell’Ufficio Pastorale dei Giovani e don Andrea Straffi, del Centro Studi “Nicolò Rusca”.
L’iniziativa è organizzata dal Liceo “Pio XII”, dalla Diocesi di Como e dal Centro culturale “Don
Minzoni”, in collaborazione con la Parrocchia SS.
Gervasio e Protasio di Sondrio, l’Ufficio Pastorale
dei Giovani, l’Azione cattolica della Diocesi di
Como, Comunione e Liberazione, A.G.E.S.C.I.
Gruppo Scout di Sondrio, col patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Sondrio e della
Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, in occasione dell’Anno Paolino indetto da Benedetto XVI
per celebrare i duemila anni dalla nascita di san
Paolo, di cui la mostra presenta la vita e l’insegnamento.
tori e cercatori di storie,
si sono dati appuntamento in Valtellina per raccontare avventure, incontri straordinari, battaglie,
sogni, scoperte e piccole
illuminazioni sulla strada delle acque. Il biglietto di ingresso è di dieci euro.
enerdì 3 aprile, alle ore
21.00, presso
l’Auditorium
Torelli di Sondrio, su iniziativa del Comune capoluogo e delle
amminstrazioni di Piateda, Albosaggia, Caiolo e
Faedo Valtellino, insieme
allo Iaps, il gruppo nato
in difesa delle acque della provincia di Sondrio, si
terrà una serata di confronto e riflessione sul
tema: Storie di Terra e
di Acqua - Dai confini
del mondo alle rive
dell’Adda. Interveranno
Giuseppe Cederna e
Paolo Rumiz. Due amici, un giornalista e un
attore, entrambi narra-
V
Paolo Rumiz, (nato a
Trieste nel 1947) è un inviato speciale del “Piccolo” di Trieste e in seguito
editorialista di “La Repubblica”, esperto del tema delle Heimat e delle
identità in Italia e in Europa, dal 1986 segue gli
eventi dell’area balcanico-danubiana. Durante la
dissoluzione della Jugoslavia segue in prima linea il conflitto prima in
Croazia e successivamente in Bosnia Erzegovina.
Ha vinto il premio Hemingway nel 1983 per i
suoi servizi dalla Bosnia
e il premio Max David nel
1984 come migliore inviato dell’anno. Nel novembre 2001 è stato inviato
ad Islamabad e successivamente a Kabul, durante l’attacco statunitense
all’Afghanistan. Vincitore
dei premi San Vidal,
Latisana per il Nord-Est
e Capri-San Michele nel
2003. Ultimamente si sta
occupando del problema
acque con articoli su “La
Repubblica”.
Giuseppe Cederna è
attore di cinema e teatro.
Ma è anche scrittore e
viaggiatore- dall’Africa,
all’Himalaya, alla Valtellina. Ha partecipato a numerosi film italiani tra
cui “Marrakech Express”
e “Mediterraneo”, di Gabriele Salvatores, “Italia
Germania 4-3” di Barzini, “Il partigiano Johnny”
di Guido Chiesa, “El Alamein” di Enzo Monteleone, “Aspettando il sole” di
Ago Panini. È in uscita
“Diverso da chi” con Claudia Gerini. Ha appena
terminato le riprese del
film “Nine” per la regia di
Rob Marshall con Daniel
Day Lewis e Nicole Kidman. Ha pubblicato da
Feltrinelli il suo primo libro “Il Grande Viaggio” la
storia di un pellegrinaggio alle sorgenti del Gange. Un viaggio di iniziazione alla bellezza, all’unicità della natura,
alla condivisione della
gioia, e al dolore.
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
P A G I N A
29
È DIVENTATA NORMATIVA LA MORATORIA IMPORTANTE RISULTATO PER IL BILANCIO IDRICO LOCALE
Una legge per tutelare le acque
U
n risultato storico ma tutt’altro
che scontato, la
cui importanza
si rivelerà con il
passare degli anni, perché
soltanto nel prossimo futuro si percepiranno i
cambiamenti che determinerà. Questo, in sintesi, il significato del sì
espresso oggi dal Comitato Tecnico dell’Autorità di
Bacino, riunitosi a Parma, che ha adottato lo
studio condotto da Ministero dell’Ambiente,
Regione Lombardia e
Provincia di Sondrio
sul bilancio idrico di
Valtellina e Valchiavenna dal quale è emersa
una situazione di forte criticità. Ne è scaturita una normativa tecnica che ridefinisce le
modalità di rilascio
delle concessioni idroelettriche in senso
molto più restrittivo.
«Ancora una volta la collaborazione tra istituzioni ha dato buona prova di
sé. Il presidente della Regione Roberto Formigoni
ha confermato il lavoro
svolto insieme alla Provincia di Sondrio e agli
altri enti interessati alla
materia – sottolinea il presidente Fiorello Provera –. Il lavoro di squadra e la buona volontà
hanno permesso di supe-
rare qualche intralcio burocratico che avrebbe potuto compromettere l’interesse pubblico. L’istituzione ha il dovere di rendere compatibili i legittimi interessi privati e il
bene comune, ed è quel
che stiamo cercando di
fare con molta diligenza».
E il bene comune, è facile
intuirlo, è rappresentato
dall’ambiente che va tutelato per preservarlo ma
anche in chiave turistica
considerata l’attrattività
del nostro territorio.
Una scelta politica lungimirante frutto della volontà di tutti gli Enti e
dell’opinione pubblica
riunita nello Iaps, l’Intergruppo Acque, che,
come sottolinea il presidente Provera, «ha avuto
il merito di creare una
sensibilità ambientale
diffusa che prima non
c’era». L’assessore Ugo
Parolo, che da due anni
segue la questione acque
su delega del presidente,
parla di «grandissima determinazione», di un risultato voluto con tutte le
forze. «Soltanto in questo
modo sarebbe stato possibile ottenerlo – spiega
Parolo –, poiché interessi
privati e ostacoli burocratici lo stavano bloccando.
Raggiungere questo risultato è stato difficilissimo.
La vittoria di oggi premia
il lavoro svolto in questi
due anni, lo studio condotto dai funzionari e l’impegno degli amministratori.
Alla valle consegniamo
oggi un ambiente maggiormente tutelato, com’è
giusto che sia, a beneficiarne saranno la natura,
la qualità della vita e il
turismo».
L’assessore Parolo ricorda la moratoria ottenuta alla vigilia di ferragosto del 2007 con il protocollo d’intesa sottoscritto da Ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia, Autorità di Bacino e
Apat, definito dopo incontri e colloqui sull’asse
Sondrio-Milano-Roma. Lo
stop alle nuove concessioni era scaduto alla fine
del 2008, perciò c’era la
necessità di approvare le
norme di salvaguardia in
attesa dell’adozione definitiva del Piano Territoriale di Coordinamento
Provinciale, prevista per
il mese di settembre, dopo
una prima approvazione
da parte del Consiglio
Provinciale tra poche settimane. Il Ptcp, infatti,
recepisce lo studio sul bilancio idrico e detta le
nuove norme in materia
di tutela delle acque in
provincia di Sondrio. Ma
c’erano questi mesi da
superare per evitare che
il periodo tra la fine della
moratoria e l’entrata in
vigore del Ptcp moltiplicasse le nuove richieste di
captazione e autorizzasse
quelle in giacenza. Così
non è stato, perché determinazione e coesione sono
state massime. Questa
nuova normativa è una
“vittoria di tutti” che premia il territorio.
ACCORDO RAGGIUNTO ADERISCONO CREVAL E BPS
Il credito locale aiuta le aziende
«
S
ollecitati dai
sindacati abbiamo sottoposto la richiesta
agli istituti di
credito soltanto pochi giorni fa e lunedì 23 marzo, in
un incontro, abbiamo ottenuto un sì convinto. Non
avevamo dubbi riguardo la
sensibilità e l’attenzione
delle nostre banche, da
sempre vicine al territorio
del quale recepiscono le necessità. Si tratta di un aiuto concreto per i lavoratori
che consentirà loro di superare un momento difficile, senza le preoccupazioni
che accompagnano l’attesa
dei soldi». Così il presidente Fiorello Provera com-
menta la decisione di Banca Popolare di Sondrio e
Credito Valtellinese di imitare quanto già sperimentato in altre zone d’Italia
riguardo l’anticipo a tasso
zero della cassa integrazione straordinaria che necessita di tempi burocratici
prima di essere formalmente liquidata. In questo
IL 5 APRILE RITORNANO LE «CIME DI PACE»
L’associazione “Cime di Pace”, che ha visto recentemente l’ingresso di diversi
amici valtellinesi, tra i quali Roberto Bartesaghi, Luciano Cassinerio, Camillo
Della Vedova, Pedro e Tiziana Forni, Franco Gugiatti, Nicola Martelli, Don Giuseppe Raviscioni, e Pierangelo Tognini, organizza per il prossimo 5 aprile
una salita a Scermendone. Come nelle manifestazioni precedenti, lo scopo è
quello di sen-sibilizzare l’opinione pubblica sui conflitti che affliggono il mondo
(in questo momento di pace apparente ce ne sono più di 30) e intervenire economicamente per aiutare i bambini colpiti dalla guerra, e comunque i più bisognosi. I proventi raccolti con la vendita delle bandiere di Cime di pace, dei
cappellini e delle magliette indossate durante la salita, andranno al
Fondo di Solidarietà con il quale si vuole aiutare padre Amonini, originario di Piateda alle prese con una difficile situazione in un’area nuova del Congo.
Come molti sanno, Cime di Pace, o “Summit for Peace”, nacque cinque anni fa
da un’idea di Oreste Forno, affiancato da vari amici di diverse sezioni del Club
Alpino Italiano della Brianza e di altre regioni d’Italia. Le bandiere della pace
appositamente realizzate dall’Associazione hanno sventolato su centinaia di
vette italiane e di paesi lontani, in aAfrica, in Asia, negli Stati Uniti e in America Latina (il nostro Camillo Della Vedova la portò sull’Aconcagua lo scorso anno).
Il fondo di solidarietà ha invece permesso di intervenire diverse volte, con la
realizzazione di una scuola in Sierra Leone, di pozzi in Kenia e Tanzania, realizzati con il determinante contributo dei CAI abruzzesi di Carsoli e di Chieti che
si sono distinti anche nell’aiuto all’università di Iringa e a diverse missioni e
con contributi economici indirizzati al Nepal e al Perù. La solidarietà è infatti
l’anima di Cime di Pace, perchè alla pace tra i popoli si può giungere soltanto
attraverso l’aiuto e l’amore.
La salita del 5 aprile, i cui dettagli sono disponibili anche sul sito
www.cimedipace.it, vedrà la partenza dal bacino dell’Enel di Lotto, sopra Ardenno, raggiungibile in auto con deviazione per Biolo dalla strada della Valmasino. L’appuntamento è alle ore 9.00, per una salita di
circa tre ore che, in caso di forte innevamento potrà concludersi all’Alpe Granda,
dove sarà possibile trovare ristoro presso l’omonimo rifugio appositamente aperto.
È una grande occasione per provare che “fare del bene aiuta a stare bene”.
modo, i lavoratori rimasti
senza stipendio potranno
contare da subito sull’assegno mensile garantito dalla cassa integrazione senza dover attendere la liquidazione da parte dell’Inps.
Un anticipo a zero interessi che annullerà i tempi di
attesa.
«La Banca Popolare di
Sondrio, in questo momento congiunturale, nel proprio spirito cooperativistico, ha deciso di sostenere il territorio – sottolinea
il direttore generale Mario
Alberto Pedranzini –, affiancando questo strumento agli altri tradizionalmente operativi a favore
delle imprese produttrici
che la banca offre da sempre tenendo fede ai propri
principi statutari. Questa
fase difficile richiede ogni
possibile attenzione nei
confronti delle varie componenti del sistema economico provinciale, in particolare delle fasce più deboli. Sostenere le famiglie risponde al senso di responsabilità sociale di cui la
nostra banca è permeata,
completa le altre iniziati-
A SONDRIO, DAL 27 AL 29 MARZO
TORNA LA MANIFESTAZION
NEBBIOLO GRAPES
Valtellina, Langhe e Roero, Alto Piemonte, Sardegna, Stati Uniti, Australia, Sudafrica e Messico. Un
unico denominatore comune unisce parti del mondo
così diverse e distanti: il vitigno Nebbiolo. Grazie a
Nebbiolo Grapes, la convention internazionale ideata, voluta e promossa dal Consorzio Tutela Vini di
Valtellina con la partecipazione di produttori ed
esperti di quattro continenti, i prossimi 27, 28 e 29
marzo si ritrovano a Sondrio per degustazioni
e convegni scientifici.
L’appuntamento torna dunque in Valtellina (la prima edizione si tenne proprio nel capoluogo
valtellinese nel 2004) a distanza di due anni dalla
seconda edizione, organizzata nel marzo 2006 in Piemonte, ad Alba (Cn). Nebbiolo Grapes nel 2004
calamitò in Valtellina decine di giornalisti, un’ottantina di aziende vinicole da tutto il mondo e quasi
3000 tra appassionati e addetti ai lavori. L’edizione
2009 di Nebbiolo Grapes, diventato un progetto che
unisce idealmente i produttori di tutto il mondo per
promuovere studi e iniziative sul Nebbiolo, si
preannuncia ricca di novità legate soprattutto ai risultati delle ricerche sugli aspetti genetici e clonali
portate avanti in questi anni.
Nebbiolo Grapes si compone di una parte con congressi e forum, dedicata alle relazioni di carattere
viticolo, enologico e di marketing e comunicazione, e
di una parte dedicata alle degustazioni dei vini.
L’evento si aprirà la mattina di venerdì 27 marzo
presso la Sala Arturo Succetti - Unione Artigiani
Sondrio - con il convegno di divulgazione scientifica: “Il Nebbiolo: un vitigno per la vitienologia di territorio”. Condotto da Osvaldo Failla
(Professore di viticoltura dell’Università degli Studi
di Milano) il convegno tratterà dell’origine genetica
del vitigno e la sua variabilità intra-varietale, del
confronto tra diversi terroir del Nebbiolo in ambito
nazionale ed internazionale, delle sue peculiarità
agronomiche ed enologiche e della sua valorizzazione
mediante l’enologia varietale e la microbiologia di
terroir. Interverranno studiosi e ricercatori dell’Università di Milano e Torino, con apporti internazionali. Seguirà nel pomeriggio il forum: “Uno stile
chiamato Nebbiolo. Nuove visioni per comunicare il futuro”, conduce Giacomo Mojoli (Giornalista e referente dell’Università degli Studi di
Scienze Gastronomiche). In discussione temi aperti
di produzione viticola, salvaguardia del territorio e
sostenibilità economica. Saranno presentati esempi
concreti di sviluppo sostenibile in ambito nazionale
e internazionale e si parlerà di evoluzione della comunicazione con l’intervento di esperti di economia
ambientale e di marketing, giornalisti della carta
stampata, esponenti del design della comunicazione.
Sabato e domenica l’atteso banco d’assaggio
proporrà in degustazione la carta del Nebbiolo
con oltre 200 etichette e produttori da Italia,
USA, Australia, Messico, Sudafrica… Un evento che si terrà nella cornice di Castel Masegra.
ve in corso a favore del
mondo imprenditoriale e
attesta la vicinanza al territorio provinciale di cui la
Popolare è espressione e
per il quale vuole continuare a essere motore di sviluppo».
«Non solo non abbiamo interrotto i flussi di credito
agli imprenditori, il Gruppo Creval nel corso del
2008 ha incrementato gli
impieghi del 34% (24% al
netto dell’acquisizione di
Carifano) – dichiara il direttore generale del Credito Valtellinese Miro Fior-
di –, ma con questa ed altre iniziative allo studio intendiamo fornire un aiuto
concreto alle realtà economiche dei nostri territori
che non lasceremo sole ad
affrontare questo periodo
di crisi. La difficile situazione economica richiede
interventi mirati, veloci ed
efficaci: riteniamo che l’iniziativa in atto risponda a
questa esigenza. In questo
momento di difficoltà per
tante famiglie – prosegue
–, sono convinto che il ruolo di una banca del territorio qual è il Credito Valtellinese deve mostrarsi nel
suo volto più autentico e
solidale, sulle orme dei
fondatori. E’ per questo che
ritengo importante l’iniziativa: un aiuto concreto a chi
oggi ha bisogno, perché i
valori così si trasformano
in opere concrete».
I lavoratori potranno ottenere tutte le informazioni
necessarie riguardo l’anticipo della cassa integrazione straordinaria a tasso
zero presso le filiali dei due
istituti di credito locali.
P A G I N A
30
CRONACA
MediaAltaValle
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
SCRIVE PADRE ROBUSTELLINI RACCONTI DA DILLA, NELLA TERRA DEL SIDAMO
Dall’Etiopia lettera missionaria
’
L
avvicinarsi alla
Pasqua e alla
gioia del Cristo
risorto porta anche notizie dai nostri missionari attivi in
alcune tra le zone più povere del globo. Ecco una
lettera di don Mario
Robustellini dalla sua
missione da Dilla in Etiopia, zona del Sidamo.
Vi proponiamo una sintesi che permette a tutti noi
di essere spiritualmente
vicini al missionario
tiranese e alla sua comunità. «Abbiamo trascorso
dei mesi molto intensi scrive don Mario missionario salesiano - Il Natale ha portato come al solito un impegno maggiore nella parrocchia e nelle cappelle». Le cappelle
di cui parla don Mario
sono l’equivalente delle
nostre piccole chiese,
quelle un po’ sperdute che
vediamo magari sui pendii delle montagne, lontane dai paesi. La parrocchia di Dilla di queste
Cappelle ne conta 17. «Sono semplici costruzioni a
volte in fango e con una
copertura in lamiera».
Don Mario è soddisfatto
del periodo di Natale da
poco passato; ci sono stati ben «13 matrimoni celebrati in parrocchia dopo
il corso di preparazione,
durato un anno e mezzo.
A fine gennaio c’è stata la
conclusione del semestre
scolastico e la festa di don
Bosco. Arriviamo alla preparazione di questi avvenimenti con il fiato corto
e tutti aspettiamo la vacanza scolastica delle prime due settimane di febbraio». Un momento importante e atteso perché
coincide con il Youth Festival, «il mega-raduno
dei giovani di tutta la diocesi che quest’ anno è stato organizzato nella par-
rocchia di Dongora e lì
abbiamo accompagnato
150 giovani di Dilla e dintorni». Un’ occasione di
convivialità a cui tutti i
missionari della zona tengono particolarmente.
«Sono momenti di formazione alla fede: si parla di
Bibbia, di San Paolo, di
preparazione al matrimonio e di tant’altro e poi
sono momenti di conoscenza e di festa per circa
2500 giovani che si professano cristiani cattolici.
Qui in Etiopia non ci sono
i concerti, le discoteche,
gli stadi. Il Festival dei
giovani è un bel momento di socializzazione e di
condivisione, con canti e
musiche religiose».
Ma in terra di missione
la gioia troppo spesso e
troppo rapidamente lascia spazio al dolore. Il
missionario valtellinese
nelle sue righe racconta
anche quello che nella
zona chiamano: “inferno
verde” definizione che sta
ad indicare una natura
che sembra rigogliosa e
verde ma che non ha dato
quei raccolti che normalmente garantiscono il
cibo quotidiano e le persone più deboli sono le
prime vittime. Parla così
di Schoiccio, una delle
cappelle delle missione.
«Schoiccio è a 20 km da
Dilla. Ci rechiamo a dir
messa una volta al mese,
mentre settimanalmente
c’è il catechismo e la liturgia domenicale. La comunità è formata da una
quarantina di famiglie, in
gran parte contadini, gente semplice e fedele. In
questa stagione a Schoiccio non c’è stato praticamente il raccolto del caffè; bruciato al momento
della fioritura da una siccità straordinaria. Da ciò
ne è derivata una situazione di grande povertà».
La situazione era in sostanza già nota a don
Mario. «Lo sapevo già dalla visita alle famiglie di
alcuni malati. “Nelle capanne non c’è più niente
da mangiare”, mi riferiva
il catechista Mamo, mentre mi accompagnava all’interno per le preghiere
in Sidamo». Mamo racconta a don Mario di ben
4 morti tra dicembre e
gennaio e tutti della stessa famiglia. “Prima è
mancato il papà di 3 bambini, a cui era morta la
moglie l’anno precedente.
“Tubercolosi” mi hanno
detto. Poi è morto il bambino più piccolo, di 2 anni:
“non c’era più niente da
mangiare” – ha spiegato
Mamo -. In seguito è stata la volta di un giovane
di 25 anni, da lungo tempo malato e quasi cieco.
Anch’egli “mancato di
stenti, lascia la moglie e
un bambino piccolo”. Il
caso più straziante è sta-
UN ANNO DI ATTIVITÀ PER CONSORTECH
Consortech, il consorzio di imprese del settore informatico creato per iniziativa della Società di Sviluppo Locale, ha compiuto un anno, chiudendo in maniera positiva la delicata fase dello start up. È cresciuto, ha allargato la propria base sociale e si è fatto conoscere. Le 13 imprese che lo compongono
(Andytimes.com, Computer Halley, Crial, Domenighini, Lanzi, Retesì, Studio
Fuchs, UniBit, Valtline, Valtnet, Virtual Valley, AeGi e GlobaTel) sono in
grado di mettere su un mercato locale sempre più esigente prodotti
e servizi di qualità. Finalmente enti pubblici e aziende private hanno
un interlocutore forte al quale rivolgersi per avere la consulenza
che prima cercavano fuori dai confini provinciali. E di passi avanti, in
questo primo anno di attività, ne sono stati compiuti molti. Di questo le aziende
associate hanno discusso nell’assemblea convocata per approvare il bilancio
del 2008.
Il presidente uscente Furio Ferrini ha illustrato l’attività svolta: la richiesta per l’utilizzo del marchio Valtellina che ora compare sul logo di Consortech,
la presentazione del consorzio a Politech, Asm, Bankadati, Camera di Commercio, Comunità Montana di Sondrio, Consorzio Vivi le Valli e all’Amministrazione Provinciale. “Il dato più rilevante di questo primo anno – ha sottolineato Ferrini – è senza dubbio il progetto di un data center realizzato in
team da alcuni nostri associati presso la Comunità Montana Alta Valtellina
che ha dimostrato come la cooperazione e la capacità di aggregazione siano
in grado di dare vita a sistemi informativi che utilizzano le più moderne
tecnologie in tempi ristretti nel rispetto dell’ambiente e con attenzione ai
consumi”. I vantaggi derivanti dalla presenza in valle di professionalità ed
esperienza in un settore in crescita qual è quello informatico assume grande
rilevanza per tutti e accresce le potenzialità del nostro territorio. Per il settore pubblico e quello privato sarà più semplice e comodo accedere a questo
tipo di servizi e dunque crescere in innovazione e alta tecnologia con ricadute
sulla competitività.
L’assemblea ha confermato per il triennio 2009-2011 il consiglio di
amministrazione formato da Furio Ferrini, Andrea Gugiatti e Thomas
Bardea. Ferrini è stato rieletto presidente all’unanimità.
to quello di una vecchietta che veniva sempre in
chiesa. Anche quest’anno
ce l’ha fatta a partecipare al Natale, il 7 gennaio
[in Etiopia si festeggia il
Natale secondo il rito Ortodosso n.d.r.], ma di ritorno a casa si è ammalata
di nuovo ed è morta “praticamente di inedia dopo
due giorni”. Domenica 25
gennaio ho celebrato una
messa di suffragio – continua don Mario - I cristiani, ammutoliti intorno alle 4 tombe, hanno
pregato a stento...poi nella riunione del comitato
della cappella hanno rivelato con disappunto il
momento critico che attraversano molte famiglie. È stata devoluta ai
due bambini superstiti la
loro colletta, raccolta annualmente per la parrocchia (equivalente a 10
euro). Abbiamo poi mobilitato il catechista per interessarsi diffidare i due
bambini a uno zio lontano e perché si facesse aiutare dalle autorità del villaggio. E naturalmente
anch’io ho promesso l’aiuto per i casi più urgenti”.
Come rimanere impassibili davanti a storie di
vita come queste? L’appello del nostro missionario
riesce di sicuro a scuotere le coscienze e risvegliare i sentimenti di vicinanza a chi si trova nella sofferenza e nel bisogno.
“Nel messaggio per la
quaresima 2009, Benedetto XVI invita i credenti a riscoprire il valore del
digiuno. Così scrive: “Il
digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti
nostri fratelli...ci aiuta a
coltivare lo stile del Buon
Samaritano che si china
e va in soccorso del fratello sofferente. Scegliendo
liberamente di privarci di
qualcosa per aiutare gli
altri, mostriamo concretamente che il prossimo
in difficoltà non ci è estraneo. Questo è stato sin
dall’inizio lo stile della
comunità cristiana. I fedeli erano invitati a dare
ai poveri quanto grazie al
digiuno era stato messo
da parte. Anche oggi tale
pratica va riscoperta e
incoraggiata soprattutto
durante il tempo liturgico quaresimale”.
R.W.N.
IMMAGINI RIMEDIO UTILE SPECIE IN PRIMAVERA
Gelo «buono» per i meleti
I
n Valtellina e in Valchiavenna, il clima alpino causa sovente
delle gelate primaverili. Tali gelate, causano,
in una fase molto delicata
dello sviluppo vegetativo
del melo, danni anche consistenti con perdite molto
significative nella produzione. Per risolvere questo
problema, nelle zone maggiormente a rischio, dove la
temperatura può, anche in
primavera, scendere sotto
zero, sono stati realizzati
degli impianti irrigui sovra
chioma, utilizzati proficuamente anche nel periodo
estivo in periodi di siccità,
che consentono di organizzare un’efficace difesa
antibrina. Una delle realtà in cui il sistema è applicato è Villa di Tirano, ma
ci sono molte altre zone
protette da questo apparato di difesa ed è quindi possibile, nel transitare accanto ai frutteti, assistere a
spettacoli davvero unici
nel loro scintillante candore, belli e suggestivi e che
testimoniano un salvataggio riuscito in nottate in cui
la discesa della temperatura avrebbe altrimenti comportato danni irreparabili.
Il danno delle gelate è facilmente riscontrabile esaminando da vicino i fiori
dopo una notte con temperature rigide. Dopo la gelata, aprendo i fiori del
melo, essi appaiono anneriti ed irrimediabilmente
rovinati.
CRONACA
P A G I N A
31
AltaValle
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
SERVIZIO A FAVORE DEI MALATI ONCOLOGICI IL NUOVO MEZZO DI CANCRO PRIMO AIUTO
Con il pullmino, verso Sondrio
U
n nuovo pullmino a nove posti
per il trasporto
dei malati oncologici dall’Alta
Valtellina all’ospedale di
Sondrio. Un nuovo mezzo
per raggiungere in tempi
accettabili il nosocomio
del capoluogo valtellinese
e sottoporsi a cicli di radioterapia. Il progetto è
stato portato avanti in
questi mesi dall’associazione Cancro Primo Aiuto in collaborazione con la
Comunità Montana dell’Alta Valtellina, la Fondazione Claudia Morcelli
di Valdidentro e un gran
numero di enti, associazioni e movimenti per rispondere alle esigenze dei
pazienti che hanno difficoltà a raggiungere il presidio ospedaliero. E lo
scorso fine settimana il
pullmino è stato ufficialmente consegnato e messo a disposizione di chi ne
avrà bisogno. «È noto –
spiegano da Cancro Primo Aiuto – come i collegamenti tra l’alta Valle e
il capoluogo siano da sempre inadeguati, a maggior
ragione considerando che
i protocolli, nella migliore delle ipotesi, prevedono un minimo di 20 sedute di radioterapia. Cancro
Primo Aiuto incrementa
in questo modo l’assistenza in provincia di Sondrio,
già ben consolidata con
un servizio di assistenza
domiciliare ai malati a
fine vita svolto grazie anche ad alcune Associazioni e Cooperative accreditate dall’Asl di competenza, fra le quali le Coop.
Arca, Ardesia e il Granello». Il reperimento dei fondi destinati all’acquisto
dell’automezzo è stato
concretamente sostenuto
anche dal Mottolini di
Livigno e da un movimento politico giovanile attraverso alcune manifestazioni sportive in alta valle, come lo Snow Festival,
il White Challenge, il
Memorial Sosio/Furli dello Sci Club di Bormio. «Un
movimento bipartisan ha evidenziato il fondatore di Cancro Primo Aiuto
Flavio Ferrari – perché di
fronte ad iniziative così
importanti ed alla salute
occorre andare oltre. A
breve faremo anche un
piccolo corso per i volontari». Oriano Mostacchi,
vicepresidente dell’associazione, ha sottolineato
come quello del pullmino
rappresenti «un tassello
che mettiamo tra le cose
buone che abbiamo fatto.
Anticipo che entro due
mesi, presso l’ospedale di
Sondrio, inaugureremo il
reparto di oncologia per il
quale abbiamo acquistato tutti gli arredi».
Lo scorso anno si sono
rivolti all’associazione
2197 persone le quali,
«dovendosi purtroppo
confrontare con la “terribile malattia” – spiegano
dalla Onlus – hanno trovato nella nostra associa-
zione, nell’equipe medica
e psicologica, un concreto
e fattivo aiuto. Dal primo
marzo 2009 – ricordano
ancora – abbiamo messo
a disposizione del reparto di ematologia dell’Ospedale Morelli di Sondalo una psicologa per supportare i malati e i
famigliari che, loro malgrado, si ritrovano a confrontarsi con cure e piani
terapeutici insieme ai
loro cari».
Fra le realtà che sostengono l’attività di Cancro
Primo Aiuto, c’è anche la
Fondazione per la Vita
nata in memoria di
Claudia Morcelli. Una
persona straordinaria,
originaria di Semogo,
nota in tutta la diocesi –
e non solo – per il suo im-
pegno in Azione cattolica
e per la sensibilità nei
confronti dei ragazzi, dei
giovani in difficoltà, dei
Paesi poveri di tutto il
mondo. Un tumore l’ha
portata via nel giorno del
suo quarantesimo compleanno, il 25 aprile di
due anni fa. La fondazione a lei dedicata, oltre ad
aver collaborato concretamente all’acquisto del
pullmino per i malati oncologici, si sta impegnando su due altri fronti: l’acquisto di una casa ad
Asso (in provincia di Como, nell’Erbese) che sarà
destinata alla comunità
terapeutica di Renate
(Mi) a sostegno di ragazze in difficoltà con
o senza figli; la realizzazione della biblioteca dell’Università sudanese, che dovrebbe essere inaugurata nelle
prossime settimane, e diventerà da subito funzionante nella formazione
di personale socio - sanitario che opererà nel territorio del Sudan meridionale. Prosegue, inoltre, la
collaborazione con Cancro Primo Aiuto. Per informazioni e per sapere
come sostenere l’associazione in memoria di Claudia scrivere a fondazio
[email protected].
TIRANO UN SERVIZIO DI CUI SI SENTIVA IL BISOGNO, IN FUNZIONE GRAZIE ALLA COOPERATIVA ARDESIA
Ora è attivo il nuovo ambulatorio infermieristico
n servizio di chiara utilità per tutta la popolazione, ma anche una struttura che
mancava sul territorio comunale tiranese e della
quale si sentiva l’esigenza.
Stiamo parlando del nuovo ambulatorio per prestazioni infermieristiche di base che è stato
inaugurato a Tirano venerdì 13 marzo presso i
locali della Cooperativa
Ardesia, madrina dell’iniziativa, siti in piazza Marinoni. Un traguardo importante per il sodalizio attivo nel sociale e sul territorio già da 20 anni che nella stessa data ha contestualmente festeggiato il
ventesimo anno di attività
al servizio delle persone
più bisognose come quelle
anziane o non autosufficienti o ancora di quelle necessitanti di cure palliative. Venti anni di Ardesia
per Tirano hanno dimostrato come sia possibile
abbinare solidarietà e qualità come dimostrato dalla
riconoscenza via via negli
anni espressa dalle persone che si sono accostate ai
servizi erogati dal sodalizio. Negli anni di attività,
l’Ardesia ha offerto assistenza domiciliare in tutti
i comuni del mandamento
e conseguito l’accreditamento da parte dell’Asl per
i distretti di Tirano e Bormio nonché la gestione della Rsa Baita Serena di Valfurva e delle scuole materne parrocchiali di Cepina
e Valfurva. Presenti all’inaugurazione tutti i soci
della Cooperativa che spiega Giovanni Marchesi, presidente del soda-
un corpo estraneo. In territori come il nostro tutto
questo è ancora più importante». Ma gli eventi inerenti ai festeggiamenti del
ventennale di attività si
protrarranno anche in autunno. «Abbiamo intenzione di realizzare tre incontri di pubblica utilità. Il
primo dei quali verterà sul-
U
la tematica del fine vita idea nata a seguito del caso
Englaro - in collaborazione
con l’associazione Siro
Mauro. Il secondo illustrerà l’importanza della domiciliarizzazione dei servizi.
Inviteremo a dibattere un
esperto che spiegherà le
necessità di un servizio per
il quale già la regione ha
investito e sta investendo
molto». Chiuderà il ciclo di
incontri un ultimo appuntamento che l’Ardesia pensa di creare per spiegare
quale sia «il contributo della cooperazione sociale al
benessere della società per
la costruzione di una società solidale».
R.W.N.
I RITUALI DELLA PRIMAVERA NELLA TRADIZIONE
lizio - «Con il loro lodevole
lavoro danno cuore, volto e
mani all’Ardesia, 27 soci
che hanno fatto sì che la
Cooperativa facesse della
solidarietà il proprio scopo». È intervenuto anche il
parroco di Tirano, don Remo Orsini, che ha benedetto i locali della nuova
sede esprimendo il suo
compiacimento. Nell’occasione della ragguardevole
ricorrenza, che in realtà cadrebbe il 26 agosto prossimi, ma che è sembrato più
giusto festeggiare unitamente all’importante traguardo raggiunto, Marchesi ha espresso parole di stima per il direttore generale Alessandra Marella.
«Più in dettaglio, la funzione dell’ambulatorio infermieristico - spiega il presidente dell’Ardesia – va a
supplire l’attività già svolta dalle suore Misericor-
dine, fino alla chiusura della casa che le religiose avevano in un palazzo storico
di Tirano, e affianca la cura
del piede diabetico ad
esempio ma anche di altre
affezioni come verruche e
unghie incarnite alle già
praticate dalle suore di don
Talamoni: iniezioni e somministrazioni di terapie.
Un servizio alle persone
fatto anche in modo mirato e pensato per la specificità del territorio. È di primaria importanza che il
servizio sia offerto da persone che hanno già un legame col territorio stesso,
che quindi conoscono le
persone che ad esse si rivolgono, instaurando un legame di umanità e di comprensione come solo è possibile se si condividono
esperienze, usi e tradizioni; in questo modo l’operatore non è più visto come
Parlare di nuovi-vecchi rituali della primavera significa parlare di qualcosa che
nasce dal basso, che coinvolge la gente perché tocca corde profonde, evoca simboli
e immagini che la modernità non ha cancellato (almeno del tutto). Negli anni ’70
del secolo trascorso sono fioriti i “musei della civiltà contadina” e si è lodevolmente cercato di raccogliere le testimonianze di una cultura orale che andava
scomparendo. Si è ritenuto che la scomparsa di certe forme, legate a strumenti e
tecniche di lavoro agricolo superate dalla meccanizzazione, equivalesse alla scomparsa in toto della cultura rurale e che essa andava conservata “sotto vetro”, come
reliquia, negli archivi e nei musei. In realtà anche fuori dai musei e dagli archivi
è fortunatamente rimasto molto.
La conferma che la cultura rurale non sia morta e defunta, ma in grado di trasformarsi e di presentarsi in forme nuove, è venuta di recente da molti segnali.
tornano attuali ritualità collettive legate alla cultura rurale. Come le “Feste del
Fieno”, collegate gerericamente alle feste del raccolto e che portano all’attenzione
della comunità il problema della cura dei prati, della scomparsa del bestiame
dalle piccole stalle e dai villaggi (e della corrispondente concentrazione in grandi
strutture intensive nei fondovalle). I riti propiziatori primaverili, invece, vengono
fatti rivivere mantenendo alcuni schemi che li caratterizzavano e sovrapponendovi
nuovi significati. Nella fattispecie ci riferiamo a quei rituali (ciamaa l’erba, sunaa
da marz, andaa a smarz, calen’ marz, bater marzo) diffusi soprattutto in Valtellina
e nelle aree limitrofe del comasco e nei Grigioni (valli lombardofone ed Engadina).
Altri riti primaverili erano diffusi nel veneto (specie nel Veronese), in Friuli e in
alcune aree della Pianura Padana. L’azione principale è costituita dal compiere
percorsi rituali nell’ambito delle diverse unità della comunità (frazioni e nuclei
rurali isolati) utilizzando “strumenti” legati all’allevameno e alla pastorizia (principalmente i campanacci delle mucche - sampùgn - ma anche corni musicali da
pastore ricavati dalle corna dei becchi). Il suono fragoroso di tali strumenti ha la
funzione di destare l’erba dal suo sonno invernale e spingerla a riprendere il ciclo
vegetativo per poter crescere e consentire la fienagione indispensabile per mantenere il bestiame. Dal momento che il rito si svolgeva spesso il primo marzo (o
all’inizio del mese) l’erba “chiamata” si trovava sotto una coltre di neve (e questo
spiega il fragore).
Il rito era attestato (limitatamente alla Valtellina) ad Albosaggia, Albaredo,
Forcola, Val Masino, Tresivio, Spriana, Teglio, Chiuro, Arigna di Ponte, Gerola
alta. Oggi viene praticato in diverse località della Valmalenco, nella costa dei
Cèch, nelle valli del Bitto, a Teglio, Ponte, Aprica.
P A G I N A
33
SPORT
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
FINESTRA SUL CAMPIONATO
Il Como si lecca le ferite
M
entre l’Olbia
butta benzina sul fuoco,
scrivendo
alla Lega
Calcio ed accusando l’utilizzo di “due pesi e due
misure” tra la squadra
sarda e le compagini del
nord Italia, a tutto suo discapito, il Como si lecca le
ferite per tornare a giocarsi le chances di promozione, o almeno di partecipazione ai play-off, in
questo deludente campionato di II Divisione. Deludente non certo per i risultati conseguiti fin qui
dagli azzurri e per la loro
posizione in classifica,
bensì per quanto si assi-
ste la domenica con giocatori che paiono aver
perso la voglia di giocare
e che si trovano lì come
tanti impiegati o operai
nel proprio posto di lavoro, ovvero per lo stipendio.
Infatti, una delle cose che
più si notano in questi ultimi anni è la crescita da
una parte della frequenza televisiva di calcio e
chiacchiere (tante…troppe…inutili) sul pallone a
discapito di quella voglia
di giocare che ha da sempre contrassegnato questo sport a tutti i livelli.
Infatti la stessa cosa
spesso si vede già nei
campetti delle giovanili.
In mezzo a questo mara-
sma che contraddistingue
quello che fu lo sport più
bello del mondo, noi ci
concentriamo sui prossimi decisivi impegni dei lariani: Sambonifacese, Olbia (che teme il Como, visti gli strali da persona
isterica lanciati la scorsa
settimana contro tutto il
mondo del pallone dell’ex
serie C, e che, a questo
punto, non ci sarebbe di
che scandalizzarsi se vincesse immeritatamente
contro gli azzurri visto
che, in Italia, ultimamente, a chi più urla viene
data ragione) ed Alessandria. Tre incontri per capire se i giocatori di questa squadra vogliono pro-
vare a centrare la promozione. Sì, i giocatori perché l’allenatore azzurro è
ora quello che non viene
certo definito “uno stinco
di santo”, ovvero Stefano
Di Chiara. Uno che non
conosce le mezze misure
e che dice in faccia quello
che pensa…piaccia o meno, e che ha già avuto modo di esternare, appunto,
questa mancanza di stimoli nei suoi giocatori soprattutto dopo l’opaco pareggio in terra cremasca
col Pizzighettone.
E la situazione non
sembra essere destinata
a migliorare perché il Como, ultimamente, stenta
e fatica oltre il previsto
anche nelle amichevoli di
preparazione all’impegno
domenicale, come nel caso
del match con la Caronnese, compagine del campionato di Eccellenza.
E non è tutto: Kalambay e Bretti si sono leggermente infortunati e
siccome il tecnico romano,
così come un suo predecessore alla guida del Como, ovvero Eugenio Fascetti, preferisce schierare giocatori in perfette
condizioni fisiche, l’undici da schierare potrebbe
non essere così semplice.
In ogni caso ci facciamo
un augurio.
Noi, però, non la squadra. Ovvero quello di as-
sistere magari a partire
che non finiranno positivamente per il Como da
qui all’ultima giornata
ma che vedano in campo
undici giocatori che vogliono giocare e si impegnano.
Che si divertono per
quello che fanno, visto che
loro, a differenza di milioni di persone, non fanno
un lavoro che non hanno
mai scelto e che è cento,
mille volte più faticoso,
meno retribuito e che
comporta tanti sacrifici.
Chiediamo troppo? Domenica con la Sambonifacese la prima risposta a
questo auspicio.
L.CL.
CON LA “COMO SPORT CARD” TANTO SPAZIO ALLO SPORT TRA I GIOVANI
Circa settemila ore di lezioni sportive gratuite per 1.800 ragazzi che frequentano le
scuole primarie e la prima classe delle scuole secondarie della città di Como. Sono questi
i numeri della “Como Sport Card”, la nuova iniziativa promossa dal Settore Politiche
Educative del Comune di Como in collaborazione con il Settore Sport. L’iniziativa si
concretizzerà nella distribuzione, tramite il corpo insegnante, a 39 classi quinte delle
elementari e a 44 classi prime delle medie di una sorta di buono, la sport card appunto,
che darà accesso ad una lezione gratuita in quattro attività sportive particolarmente
diffuse sul lario: canottaggio, scherma, ginnastica artistica e tennis tavolo. L’iniziativa è
resa possibile grazie alla collaborazione di altrettante società sportive e si concretizzerà
nei mesi di aprile e maggio. Un regalo della città allo sport per avvicinare i più giovani
ad un approccio più salutare con la vita.
Le lezioni gratuite, dunque, coinvolgeranno 800 scolari di 39 classi quinte della Scuola
Primaria e 1.000 alunni di 44 classi della scuola secondaria di primo grado si svolgeranno nei mesi di aprile e maggio. La tessera, consegnata agli alunni presenti durante l’incontro ed agli insegnanti in rappresentanza delle altre scuole cittadine coinvolte in quest’iniziativa, potrà essere utilizzata da ogni ragazzo per poter partecipare ad una lezione
prova delle diverse discipline previste. In ogni caso occorre comunque prenotarsi telefonando ai seguenti numeri telefonici: Canottaggio-Canottieri Lario: 031-574720; Scherma-Comense 1872: 031-264226; Ginnastica ritmica-artistica/Ginnica ’96: 031-592510 –
347-9663608; Tennistavolo-T.C. Como: 338-7651753.
CSI: le partite della settimana
RAGAZZI A 7
A.C. Grandatese - F.C. Albate Calcio
A.S.D. S.M. S. Paolo - U.S. S. Maurizio Erba
1-4
U.S. Vertematese - A.S.D. Or. Solbiate
np Categoria A - Play-Out
A.S.D. Or. Città Murata - A.S.D. Piano e Valli
2-1 G.S. Or. S. Luigi - U.S. Albatese
U.S. Prestino
ha riposato Electric 92 Cantù - U.S.D. Cacciatori Alpi
C.S.I. Luisago - U.S. Lanzo Intelvi
A.S. Gagginese - U.S. Inverigo Calcio
ALLIEVI A 7
A.S.D. Or. Rovellasca - Inter Club Valbrona
2-11 Lora 04 - S.S. Falange
A.S.D. Piano e Valli - U.S. Prestino
6-3
U.S.O. Mariano S.A. - G.S.O. Perticato
2-10 OPEN A 11
U.S. S. Maurizio Erba - G.S. S. Giov. Bosco
4-3 Categoria B
A.S.D. Brunatese - A.S.D. S. Michele “B”
Pol. Cucciago 80 “B” - G.S.O. Lurago A.S.D.
JUNIORES A 7
G.S. S. Giorgio Lurag. - G.S. S. Gius. A.S.D.
7-2 G.S. Cavallasca A.S.D. - Monosportiva Como
A.S.O.F. A.S.D. - C.S.O. Cirimido
5-2 A.S.D. S. Michele “A” - A.S.D. Lambr. Calcio
G.S. Or. S. Luigi - A.D.S. Pol. S. Agata
1-6 G.S. Moltrasio - Pol. Cucciago 80 “A”
Bernate Calcio - A.S.D. Cernobbio
A.C. Real Merone - New Team Como A.S.D.
ALLIEVI A 11
C.S. Cortenova - Pol. Barzanò
rinv OPEN A 7
A.S.D. S. Michele “B” - A.S.D. Orat. Oggiono
0-2
A.S.D. S. Michele “A” - Pol. Cucciago 80
rinv Categoria A - Girone A
Pol. Sanrocchese
ha riposato Montorfano “A” - S.S. Piano e Valli
A.S.D. Or. Solbiate - Fraquelli Ettore Croce
U.S. Oltronese - S.T.L. Schignano “A”
TOP JUNIOR A 7
I & M Bernareggi - G.S. Rovennese
Nuova E. Terraneo 1974 A.S.D - G.S. Grisoni
1-4 Calcio Piazza - G.T. Li Gufi
A.S. Or. Buratti - S.A. La Spezia
rinv Lario Ceramiche Gravedona - Ossuccio
G.S.O. Lurago A.S.D. - A.S.D. S. Michele
0-6 A.S.D. Calcio Civello - 33 Caffè A.S.D.
A.S.D. Or. Lambrugo - G.S. S. Giovanni Bosco
2-5
A.D. Pol. Azzurra - G.S.O. Perticato
9-2
A.S.D. Civiglio - Calcio Montorfano A.S.D
1-4 Categoria A - Girone B
GGB Intermed. Immob. - G.S. Arco Lom. “B”
OPEN A 11
C.S. Cantù Asnago - Ric. Tab. Ripam. Carugo
AZ Pneumatica - Pol. Longone
Categoria A - Play-Off
Cernobbio Calcio 2005 - Pol. S. Gius. Como
0-0 U.S. S. Maurizio Erba - U.S. Villa Romanò
G.S. Lip. Fotoinc. Beretta - F.C. Mong. 1997
1-0 C.S. Real Asnago - A.C. Caglio
G.S. Senna - Misinto Calcio
2-2 S.A. Mauri Macchine - Pol. Sanrocchese
A.S.D. Real Sagnino - Hotel Funicolare
2-2 Arredi SPD/Simmons - A.S.D. Or. Rovellasca
0-0
0-1
2-1
6-0
3-1
np
rinv
2-3
np
1-0
2-0
1-0
1-1
2-1
3-6
rinv
2-1
4-5
np
2-1
4-2
5-3
6-5
3-1
2-2
3-1
np
Categoria B - Girone A
A.S.D. Lenno - P.L. Corrido
G.S. Plesio - Pol. Lariana Menaggio
Pol. Grandola - Valli del Ceresio
A.S.D. Pol. Valsoldese - A.S. Griante
P.L. S. Pietro Sovera - A.S.D. Cusino
S.T.L. Schignano “B”
Categoria B - Girone B
G.S. Figino Calcio - Amor Sportiva
G.S. Consolini “A” - A.S. Or. Buratti “A”
Fair’s Point - F.C. Dragons
A.S.D. Or. Lambrugo - G.S. S. Giov. Bosco
A.S.D. Or. Città Murata - Pol. Limidese
G.S. Drezzo 76 - Atletico Figinese
4-3
2-2
np
2-3
6-5
ha riposato
2-3
6-1
np
7-7
1-6
np
Categoria B - Girone C
Pol. Forti e Liberi - A.S.D. S. Marco Mirabello
3-1
G.S.O. Buccinigo “B” - C.G. Cabiate
np
Bar Sale e Pepe Perticato - Pol. Castelmar.
2-3
C.S.O. S.Carlo “A” - A.C. Brenna
10-3
S.A. Imp. Edile Tagliabue - A.S.D. Or. Pontel.
2-3
Inter Club Valbrona
ha riposato
Categoria B - Girone F
Lario 04 - Real Ramses
3-1
Celtic Como - U.S. Laglio
0-2
A.S.D. A.C. Mug. Bar Fuin - Pol. S. G. Como
1-2
A.S.D. Virtus Lario - A.S.D. Asser. Goand Play
4-7
Puccio - A.S.D. Pol. Libertas S.B.
4-1
G.S. Nadir Breggia
ha riposato
Categoria B - Girone D
O.S.G. Guanzate - F.C. Bulgaro
rinv
C.S. Carbon. - A.S.D. G.S. Valmorea Pressal
3-2
G.S. S. Gior. Lurag. “A” - A.S. Or. - Sydney B
1-5
Seprio Am. Audaci - A.S.D. G.S. Rodero
5-2
A.D. Pol. Azzurra
ha riposato
Minniti Valmorea
ha riposato
Categia B - Girone G
New Red Boys - A.S.D. S. Marco Bucabelin
7-0
Asof A.S.D. “A” - Montorfano “B”
3-1
Nuova E. Terr. 1974 A.S.D - A.S. Casl. D’Erba
3-1
Pol. Or. Lora - HP Erba
1-5
G.S.O. S.A. Arosio - Alfieri 1998
2-1
Impresa Edile Aleardi
ha riposato
Categoria B - Girone E
G.S.O. Novedrate - P.C.G. Copreno
4-2
C.S. Asn. Bar del Corso - C.Sen. Velox Pluris.
3-5
A.S. Or. Cadorago - G.A.S. 95
7-4
G.S.O. Buccinigo “A” - A.S. Bulgorello
4-7
G.S. Arco Lomazzo “A” - U.S. Rovellese
0-1
C.S.O. S. Carlo “B”
ha riposato
Categia B - Girone H
F.C. Burpers 1994 - G.S. Villaguardia
8-1
G.S. S. Giorgio Luraghese “B” - Real’s
0-6
Lurago 05 - U.S. Cacc. Alpi
16-4
U.S Prestino - Calcio Prestino 2000
1-2
G.S. Or. S. L. Lurate - La Piazzetta/Darsena
7-0
S.C.S. Socco
ha riposato
P A G I N A
34
MASSMEDIA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
SERIE DI SUCCESSO I MEDICI SONO IN PRIMA LINEA...
Tele
IL
comando
CAMICI IN TELEVISIONE
ono decisi, competenti e
capaci di risolvere in
quattro e quattr’otto un
caso clinico di rara gravità e urgenza. Ma fuori
dalle mura del Pronto Soccorso a
cui dedicano anima e corpo diventano persone fragili, scoprono
il loro lato umano più sensibile e
sono vulnerabili tanto quanto i
pazienti a cui hanno appena salvato la vita. Sono i medici televisivi più famosi, quelli che animano le puntate di “E.R. Medici in
prima linea”, la serie americana
giunta alla sua tredicesima edizione (RaiDue, venerdì ore
21.00). La produzione ha un cospicuo numero di fan anche tra i
confini italiani e il successo ottenuto fin dall’esordio, ormai quindici anni fa, non accenna a diminuire. “E.R.” è l’acronimo di
Emergency Room (quel che corrisponde al Pronto Soccorso italiano) e la serie, ambientata a
Chicago, è coprodotta da Steven
Spielberg e Michael Crichton,
autore del racconto che ne ha
ispirato l’inizio. Nota per aver
lanciato nel firmamento cinema-
S
DOMENICA 29
tografico star del calibro di
George Clooney, la produzione ha
toccato nel corso degli anni numerosi temi di attualità e di sicuro impatto sul pubblico: l’eutanasia, le catastrofi umanitarie, la
sieropositività, l’omosessualità,
le malattie terminali.
Bellini
La sonnambula
L
a sonnambula, melodramma in due atti di
Vincenzo Bellini (18011835) su libretto di Felice
Romani, è tratta dal ballo pantomima La sonnambule,
ou L’arrivée d’un nouveau seigneur di Eugène Scribe e Jean
Pierre Aumer (1827) e dalla
“comédie-vaudeville” La sonnambule di Scribe e Germain
Delavigne (1819). La prima
rappresentazione ebbe luogo al
Teatro Carcano di Milano il 6
marzo 1831 con interpreti d’eccezione: Giuditta Pasta, Giovanni Battista Rubini, Luciano
Mariani, Elisa Taccani, Felicia
Baillou-Hilaret, Lorenzo Biondi e Antonio Crippa. Ottenne
un grande successo. Quella
sera – dedicata al musicista
Francesco Pollini – le fu abbinato il balletto Il Furore di
Amore.
Bellini compose La sonnambula in soli due mesi, mentre si
trovava nella villa dei Conti
Lucini Passalacqua a Moltrasio, vicino all’abitazione di Giuditta Turina, una giovane con
la quale aveva una relazione
sentimentale.
Il tema del tenero e contrastato amore fra Amina ed Elvino
offrì a Bellini l’occasione per
esaltare la propria vena lirica.
Le straordinarie linee melodiche (“le più lunghe e le più dolci che mente umana possa creare”) si uniscono coerentemente con il soggetto mediante un
trend languido e sviante. L’orchestra si limita ad accompagnare la voce con ammirevole
semplicità, in modo da dare il
massimo risalto all’espansione
lirica della vocalità. La
strumentazione è ridotta all’essenziale, anche se non mancano alcuni effetti strumentali sofisticati. Un ruolo significativo
assumono pure l’armonia e la
modulazione, mai scelta casualmente. L’opera culmina in
una delle più sublimi arie per
soprano di tutti i tempi: Ah, non
credea mirarti, che la protagonista canta in stato di sonnam-
bulismo.
L’opera immortale è
indissolubilmente legata al genio musicale bellinia- A L L ' O P E R A
no. Come L’elisir d’amore di Donizetti, anche
La sonnambula è un i- GRAMMA
dillio agreste, dal tono
pastorale e dolcissimo, ambientato fra boschi e tetti aguzzi di
una Svizzera da cartolina. È
volta a celebrare, al massimo
grado, il mito di un’umanità innocente, dei sentimenti puri e
mai corrotti. L’oscuro comportamento della romantica protagonista (Amina), il fenomeno allora scientificamente non ancora
chiarito del movimento nel sonno, offre luci nuove sulla favola
classica. L’inquieta vitalità, non
controllabile dalla coscienza,
sembra spezzare il carillon a
orologeria dell’amore che va a
compimento nonostante le sofferenze di un altro uomo e di
un’altra donna, innamorati a
loro volta dei protagonisti. L’invenzione musicale è sempre felicissima, dall’inizio alla fine, e
non conosce mai momenti di
debolezza.
La sonnambula è considerata,
con I Puritani e Norma, uno dei
tre capolavori del compositore
catanese.
GUIDA
PEN
TA
Atto I: In Elvezia non v’ha rosa
(Coro); Come per me sereno
(Amina); Prendi: l’anel ti dono
(Elvino e Amina); Vi ravviso, o
luoghi ameni (Rodolfo); A fosco
cielo, a notte bruna (Coro); Son
geloso del zefiro errante (Amina
e Elvino); D’un pensiero, d’un
accento (Tutti).
Atto II: Ah, non credea mirarti… Ah, non giunge uman pensiero (Amina).
a cura di
ALBERTO CIMA
Il tono del racconto oscilla fra
il drammatico e l’ironico-sentimentale, a seconda che si parli di
vite in sospeso (per la maggior
parte del tempo narrativo) o della vita privata dei protagonisti
(nei pochi momenti in cui la trama si svolge fuori dall’ospedale).
La professione medica è croce e
delizia dei personaggi della serie,
condizionati dal superlavoro nei
rapporti professionali e in quelli
personali. Se il valore della scienza medica è per loro assoluto,
meno stabile è nei fatti quello
della famiglia: (quasi) nessuno
dei protagonisti riesce a costituirne una “come si deve” e lo
spettatore è indotto a una sorta
di disillusione sulla possibilità
che questi medici possano essere
contemporaneamente ottimi
professionisti della medicina e
altrettanto bravi mariti e papà.
Chissà se davvero è così. E
chissà perché, invece, le molte
serie televisive di casa nostra che
hanno provato a raccontare le
quotidiane gesta di professionisti della sanità hanno ribaltato
la frittata, traendo spunto dal
racconto della vita in corsia per
affondare a piene mani la
sceneggiatura nelle vicende sentimentali dei protagonisti. Proprio questo è l’aspetto su cui gli
autori italiani puntano per ottenere un maggiore coinvolgimento dello spettatore, mentre in
“E.R.” il pathos e la tensione vengono creati attraverso altri registri espressivi, più elaborati ed
efficaci. Fin dagli esordi, il
telefilm americano si è proposto
anche come un racconto di denuncia delle condizioni della sanità Usa. Moltissime delle vicende narrate descrivono le situazioni, a volte al limite del tollerabile, in cui si trovano a dover lavo-
Frontiere dello Spirito,
C5, 8,50. Ebrei, 5,7 e intervista ad Andreaoli A sua immagine, Rai1, 10,30. San
Paolo. Asterix conquista
l’America, It1, 15,10. Film
d’animazione. Il giorno dello sciacallo, R4.14,05. Gran
bel film di spionaggio. Nessuna pietà per Ulzala, R4,
17,00. Buon western di Aldrich. Colorado, It1, 21,15.
Varietà. Storie, Tsi, 212,05.
La montagna magica. Lo
smemorato di Collegno,
Rai1, 21,30. Miniserie in 2
parti con la regia di Zaccaro.
Report, Rai3, 21,30. Il grande inganno. Le centrali nucleari. Grazie al cielo sei
qui, La7, 21,30. Varietà. Speciale Tg1, Rai1, 23,35. Glob
l’osceno del villaggio,
Rai3, 23,35. Torna E.nrico
Bertolino col suo programma
sulla comunicazione.
LUNEDÌ 30
Lo smemorato di Collegno, Rai1, 21,10. Miniserie.
Agente 007 si vive solo
due volte, Rai3, 21,10. Con
Sean Connery. L’infedele,
La7, 21,10. Attualità con G.
Lerner. Senza traccia, Rai2,
21,05. Telefilm. Il commissario Florent, R4, 21,10. Ti
presento i miei, It1, 21,10.
Film commedia con B. Stiller.
Pronti a morire, R4, 23,20.
Western con S. Stone.
MARTEDÌ 31
Catechesi quaresimali,
Telenova 20,45.Il card. Tettamanzi. Rex, Rai1, 21,10. Telefilm poliziesco. Ballarò,
Rai3, 21.05. Attualità. X
Factor, Rai2,21,05. Musicale. Squadra antimafia-Palermo oggi. C5, 21,10. Telefilm. Nuova sei in 6 episodi.
Buon la prima, It1, 21,10.
Sit com. Il mandolino del
rare i medici del Pronto Soccorso
di un grande ospedale metropolitano. Ma soprattutto si è sempre posto l’accento sullo stato dei
clienti, sulle loro difficoltà a sostenere le spese mediche e ad
avere un’assicurazione in grado
di coprirle, pur in un Paese libero ed economicamente avanzato
come gli Stati Uniti. È in questo
filo rosso narrativo, oltre che nell’istintiva simpatia che si prova
Capitano Corelli, R4, 21,10.
Film con N.Cage.
MERCOLEDÌ 1
Exit, La7,21,10. Attualità. Il
giro del mondo in 80 giorni, It1, 21,10. The others,
Rai4, 21,00. Ottimo film di
suspence. Chi l’ha visto?.
Rai3, 21,10. Attualità. Voyager ai confini della scienza, Rai2, 21,05.Doc. La storia siamo noi, Rai2, 23,20.
GIOVEDÌ 2
Butta la luna 2, Rai1,
21,10.Fiction. Ritorno al futuro, Rai4, 21,00. Film fantastico. Pari e dispari, R4,
21,10. Film con B. Spencer e
T, Hill. Non abbiate paura,
Tsi, 23,50. La vita di G.Paolo
II.
VENERDÌ 3
Un mandarino per Teo,
Iris, 21,00. Prosa. Mi manda
Rai3, 21,05. E.R., Rai2,
21.05. Telefilm ospedalieri. I
Raccomandati, Rai1, 21,10.
Varietà. Niente di personale, La7, 21,10. Talk con A.
Piroso. Patti chiari, Tsi,
21,00. Attualità. Cellular,
R4, 21,10. Thriller mozza-fiato. Segue alle 23,10. Il colore
del crimine. Drammatico.V
per vendetta, Tsi, 23,50.
SABATO 4
Tv Talk, Rai3, 9,00. Superman, It1, 14,05. Buon film
per ragazzi. Ti lascio una
canzone, Rai1, 21,15. Spettacolo musicale. La corrida,
C5, 21,10. Spettacolo. Cold
case, Rai2, 21,05. Seguito da
Senza traccia alle 21,50.
Telefilm di qualità. Ulisse,
Rai3, 21,30. Doc. Mamma ho
perso l’aereo, It1, 21,10.
Film commedia.
a cura di
TIZIANO RAFFAINI
per i pazienti in pericolo di vita e
per gli “angeli custodi” in camice
bianco che cercano di salvarli, la
chiave di un consenso popolare
che ha permesso a questa squadra – (quasi) sempre capace di
centrare l’obiettivo – di conquistare il cuore di molti spettatori.
Negli ospedali veri le cose vanno
diversamente. E non sempre il
bene trionfa.
HOMO VIDENS
SIAMO SPIATI DA BIG G?
Dopo i guai con la Commissione europea, ora Google dovrà cavarsi d’impaccio anche dalle Autorità garanti
della privacy sotto la cui lente d’ingrandimento è finito il nuovo servizio di mappe on-line interattivo
Mountain View: Street View. Quando Google Street View è stato lanciato il 25 maggio del 2007, era possibile visitare virtualmente soltanto 5 città (Denver, Las Vegas, Miami, New York City, e San Francisco),
ma il servizio ha comunque incontrato un grande successo. Bastava un pc e un collegamento ad Internet
per visitare virtualmente le città, non solo delle mappe in rete dunque, ma una vera e propria navigazione tra le strade, i palazzi, i negozi e i monumenti delle città “scansionate”. L’offerta dei tour virtuali in
tre dimensioni si è ampliata molto velocemente. Il 7 agosto dello stesso anno si sono aggiunte anche San
Diego, Los Angeles, Houston, e Orlando. Il 9 ottobre Philadelphia, Phoenix, Pittsburgh, Portland, Tucson,
Chicago (e il suo sobborgo Naperville) hanno allungato la lista ed il 10 dicembre del 2007 altre 7 città:
Boston, Providence, RI, Detroit, Minneapolis-Saint Paul, Indianapolis, Dallas-Fort Worth. Una crescita
rapidissima che in poco più di un anno ha fatto sbarcare il servizio anche nel vecchio continente, il 2 luglio 2008 la macchina di Google ha seguito il Tour de France attraverso i Paesi attraversati dalla corsa
ciclistica, varcando anche il confine italiano fino a Cuneo. Con la crescita del successo, cresce anche il
numero delle città coperte dal servizio. Al momento sono 25 le città italiane presenti in Street View: Roma,
Milano, Firenze, Como (insieme a parte del lago), Perugia, Palermo, Pisa, Torino, Taranto, Vicenza,
Caltanissetta, L’Aquila, Pescara, Bologna, Lodi, Genova, Udine, Parma, Arezzo, Livorno, Napoli (compresa
la costiera amalfitana), Bari, Reggio Calabria, Cagliari e Catania. Con il successo anche le polemiche non
hanno tardato ad arrivare. Le auto con le quali Big G “invade” le città per fotografarle nei minimi dettagli, non ritraggono soltanto luoghi ed edifici ma anche persone che vanno a lavoro, che si incontrano al
bar o portano il cane a passeggio. È il Grande Fratello in versione moderna? Forse non per come lo immaginava Orwell, ma certo l’invasività dello strumento è forte.
ANTONIO RITA
P A G I N A
35
LETTEREeCONTRIBUTI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009
UNA FOTOGRAFIA NELLA STORIA
BRICIOLE DI STORIA DELLA DIOCESI - 3
e belle esperienze che il
Signore della vita e della
storia mi ha concesso di
“vivere”, negli ormai 57
anni di sacerdozio, mi
danno motivo, oltre al “grazie”
alla Provvidenza, di ricordare ai
più giovani qualche “briciola” di
storia della mia attività di
catecheta, non solo in diocesi, e
di rivivere l’amicizia profonda
che mi ha legato, e tuttora mi
lega, alle tante persone che sono
state vicine nel mio cammino
pastorale. Mi si permetta di aggiungere qualcosa di personale.
Ho appena compiuto 81 anni e
sono “prete” dal 1952; la vocazione catechistica è stata precoce:
nel 1945, seminarista liceale
17enne, ho scritto il primo articolo sulla rivista “Sussidi” dei
Fratelli delle Scuole Cristiane:
una lezione per fanciulli sull’Angelo custode.
Questa “passione” si intensificò
negli anni e pubblicai su diverse
riviste italiane più di 100 articoli, oltre a 2 sulla rivista “Lumen
Vitae” dei padri Gesuiti di Bruxelles. Nel 1965 e nel 1973 scrissi due libri, il primo “La catechesi
nei documenti della Santa Sede”
e il secondo “Iniziazione dei fanciulli alla Penitenza”.
Dopo questa (lunga!!) presentazione personale, utile per far capire i miei sentimenti rivedendo
la foto del 1961, cercherò di passare in rassegna le 8 persone presenti al “banchetto conviviale”
sull’Isola Comacina.
A capotavola c’è l’illustre maestro
Luigi Picchi, organista del Duomo, compositore fecondo, fondatore della rivista di musica sacra
“Laus decora”.
Seduti attorno al tavolo alcuni
dei suoi più stretti collaboratori:
i maestri Ferrante e Colonna,
organisti di Novara e collaboratori della rivista; il maestro di
Cappella del Duomo mons.
Ilario Cecconi, recentemente
scomparso; il suo successore in
Duomo maestro don Felice
Rainoldi; vicino a me il canonico don Giuseppe Tagliabue che
in diocesi ha lavorato, senza mai
apparire, in diversi servizi.
Non si vede…il fotografo, il giovane architetto Fausto Picchi,
uno dei figli del maestro Luigi,
perché alzatosi dal tavolo per riprendere. Il ricordo si amplia. In
quegli anni, l’Ufficio catechistico
diocesano aveva la sua sede nel
piccolo locale a piano terra del
Vescovado, entrando a sinistra.
Si era in coabitazione fraterna
con la Scuola di musica sacra,
diretta dal maestro Luigi Picchi, che aveva fondato e diretto
la rivista di musica liturgica
“Laus decora”. Don Ilario e don
Giuseppe collaboravano col maestro Picchi in questa importante attività. Dal mio punto di vista, da catecheta, devo sottolineare la funzione catechistico/
evangelizzatrice della musica/
canto, nell’annuncio della fede e
per la “comprensione” vitale della verità cristiana; il canto, in
particolare modo, riesce a rendere veramente “personale” la “partecipazione” alla liturgia.
Nel testo “Catechesi eucaristica ai
fanciulli”, realizzato in occasione del Congresso Eucaristico
Diocesano, ogni lezione è accompagnata da un canto, come “sussidio didattico” alla lezione (sono
quasi tutti del maestro Luigi Picchi). Sulla figura di Luigi Picchi non si è mai detto a sufficienza: in questa sede è importante
elencare anche il volumetto “Il
popolo alla Messa” edito nel 1953
(pre-Concilio!!) dall’Opera delle
Regalità di Milano a cura di
Silvano Albisetti di Lugano (i testi) e Luigi Agustoni di Lugano
con Luigi Picchi di Como (le musiche); a detta degli esperti
liturgisti, questo libro ha contribuito in modo notevole “ad un
rinnovamento liturgico”, di cui la
L
Il card. J. Wright, Prefetto della Congregazione del Clero, riceve dal
giovane don Gianfranco Frumento copia del suo libro “La catechesi
nei documenti della Santa Sede” - 2° Congresso Catechetico
Interregionale a Roma - settembre 1971
punto di DOMANDA
Il
Vivo in questo mondo
con sobrietà?
a cura di MONS. FRANCO FESTORAZZI,
vescovo emerito di Ancona-Osimo
(Tt 2,12)
Concludiamo la riflessione sulle virtù cardinali con la “temperanza”, che da san Paolo viene chiamata “sobrietà”. Citiamo il
testo, che viene letto nella messa della notte di Natale: “È apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in
questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del
nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo” (Tt 2, 11-13).
L’amore gratuito e misericordioso di Dio è apparso pienamente
in Gesù Cristo. E’ proprio Gesù il Salvatore, che incoraggia, con
la sua parola e il suo esempio, a vivere con sobrietà e con le altre virtù, in attesa della sua venuta ultima e gloriosa.
E’ questa realtà che san Paolo dice al vescovo Tito di “insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità”(Tt 2,15).
Riprendiamo il testo del Catechismo della Chiesa Cattolica: “La
temperanza è la virtù morale che modera l’attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati. Essa assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri
entro i limiti dell’onestà. La persona temperante orienta al bene
i propri appetiti sensibili, conserva una sana discrezione, e non
segue il proprio ‘istinto’ e la propria ‘forza assecondando i desideri’ del proprio ‘cuore’ (Sir 5,2)” (n. 1809).
Riprendiamo questo testo dell’Antico Testamento con una citazione molto chiara e attuale:
“ Figlio, per tutta la tua vita esamina te stesso, vedi quello che
ti nuoce e non concedertelo... Non essere ingordo per qualsiasi
ghiottoneria e non ti gettare sulle vivande, perché l’abuso dei cibi
causa malattie e l’ingordigia provoca le coliche. Molti sono morti per ingordigia, chi invece si controlla vivrà a lungo” (Sir 37, 2731). Queste affermazioni dimostrano come la “sapienza biblica”
sia realmente un dialogo tra ragione e fede. Il testo appena citato si fonda sulla ragione umana, che però è collegata con Dio,
che il sapiente deve sempre pregare: “Per tutte queste cose invoca l’Altissimo, perché guidi la tua via secondo verità” (Sir
37,15).
Ritorniamo all’esempio di Cristo Salvatore, che ci richiama il
tempo della Quaresima. Gesù, guidato dallo Spirito Santo, va nel
deserto e digiuna per quaranta giorni e quaranta notti (Mt 4, 12). Alla tentazione del demonio Gesù addita il pane per eccellenza
per ogni creatura umana: è la Parola di Dio! (Mt 4,4). Comprendiamo allora qual è il vero senso del digiuno: è il grande rapporto con Dio e la sua Parola. Ecco allora il significato vertice della
sobrietà: l’incontro di comunione con il Signore e con i fratelli.
Abbiamo terminato un itinerario molto ricco, che ci ha fatto
meditare sulle virtù teologali e cardinali. Come sempre, attendiamo da tutti i lettori del nostro amato “Settimanale” riflessioni e interrogativi, che ci aiutano a condividere e a proseguire in
questo cammino di approfondimento della nostra vita umana e
cristiana. Continueremo le nostre risposte ai punti di domanda,
che tutti abbiamo nel cuore, sperando con l’aiuto dello Spirito
Santo che esse possano condurre tutti ad aprirsi sempre più all’amore del Padre e alla donazione totale di Gesù Salvatore per
la comunione, la pace e la gioia di tutta la nostra santa Chiesa e
del mondo intero.
Concludiamo con il saluto e l’augurio di san Paolo, che ci guida
in quest’anno in modo particolare, nella via della fede e dell’amore:
“A colui che ha il potere di confermarvi nel mio Vangelo, che annuncia Gesù Cristo,
secondo la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni,
ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio,
annunciato a tutte le genti perché giungano all’obbedienza della fede,
a Dio, che solo è sapiente,
per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Amen.” (Rom 16,
25-27).
musica e il canto sono parti essenziali, a cui segue “Lodate
Dio”, pubblicato dall’Ufficio liturgico di Lugano negli anni ‘70,
sempre a cura di Albisetti, Agustoni, Picchi e con la collaborazione del maestro comasco don
Felice Rainoldi, non solo musicista ma anche ricercatore e storico di temi liturgici.
Circa mons. Ilario Cecconi vorrei sottolineare la sua gentilezza, il suo garbo e la sua competenza nella direzione del coro.
Merito suo sono anche le riunioni diocesane annuali in Cattedrale dei gruppi di canto parrocchiali, che molti si augurano abbiano
a risorgere. Per amicizia, mi preparò due articoli per la rivista
“Sussidi”: “Canti penitenziali”
(per la Quaresima) e “Canti allo
Spirito Santo” (per le Cresime).
Questo tema, canto e catechesi,
oggi si è opportunamente sviluppato anche per il suo costante
impegno.
Di mons. Felice Rainoldi è doveroso mettere in risalto la competenza musicale e della ricerca
sulla liturgia e sull’arte sacra,
l’entusiasmo e la passione per
l’incarico di maestro di Cappella
ereditato da mons. Ilario; la sua
attività in campo liturgico e musicale è di notorietà nazionale.
Sulla figura di don Giuseppe
Tagliabue, prete umile ed intelligente, cappellano dell’Istituto
Sordomuti di Monteolimpino, insegnante per molti anni nella
scuola, segretario (fino alla sua
morte) dell’Ufficio catechistico
diocesano, prima col direttore
don Silvio Riva e poi con mons.
Eliseo Ruffini docente di Teologia in Seminario e alla Facoltà
Teologica di Milano, ha scritto
egregiamente sulla rivista “Sussidi” padre Silvio Riva (sacerdote diocesano comasco fino al
1960), uno dei protagonisti del
rinnovamento della catechesi in
Italia, definendo don Giuseppe
“silenzioso operaio della catechesi”. Con don Giuseppe Taglia-
bue ho lavorato alla diffusione
delle schede “Il catechista”, ideate da don Silvio e disposte per un
quadriennio.
Termino questo lungo ma doveroso “commento” alla foto del
1961 con un mio “sogno” che in
parte si è avverato, e documentato, nel prossimo volume “Storia della catechesi contemporanea”, opera di due Salesiani docenti universitari di storia della
catechesi: don Ubaldo Gianetto e
don Giuseppe Biancardi. Secondo gli esperti di catechetica, nei
secoli XIX e XX in Italia si sono
avvicendate tre “capitali della
catechesi”. La prima è Piacenza, con il vescovo nostro condiocesano beato G. Battista Scalabrini: sue la rivista “Il catechista
cattolico” nata nel 1876, le numerose “Lettere pastorali” sull’argomento e la realizzazione del “1°
Congresso Catechistico Nazionale” nel 1889. La seconda è Brescia, con l’opera dei monsignori
Luigi Pavanelli (bresciano) e Luigi Vigna (cremonese); i loro testi
catechistici sono redatti secondo
il metodo del Catechismo in forma di vera scuola. La terza è
Como anche per la presenza di
altri fecondi catecheti, come il
beato mons. G. Battista Scalabrini da priore di San Bartolomeo
in Como, padre Silvio Riva, mons.
Gaetano Gatti e altri. Da vecchio
catecheta, “sogno” ancora quello
che pensavo 50 anni fa. Attendo
anche, con curiosità, una possibile ricerca dottorale di qualche
nostro giovane prete – con il “virus” catechistico – sul tema: “Il
contributo della Chiesa di Como
dalla nascita (che inizia da
Castellino da Castello, sacerdote di Menaggio, fondatore nel
1536 a Milano delle prime “Scuole della Dottrina Cristiana”) allo
sviluppo del Movimento Catechistico Italiano” (aggiornando con
molti dati anche della diocesi
comense).
mons. GIANFRANCO FRUMENTO
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