DELLA ANNO XXXIV 28 MARZO 2009 E 1,00 12 DIOCESI DI COMO PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO COMO EMERGENZA GEORGIA: IL “GRAZIE” DI «IUBILANTES» IL PAPA E IL PRESERVATIVO N ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ el nostro mondo affetto da ipercomunicazione ogni «cretino» può esprimere la sua opinione, anche quando non ha nulla da dire, e state certi che trova subito, magari sulla prima pagina di Repubblica o del Corriere della Sera, un «laicone» che ne prende le difese ancor prima che qualcuno l’abbia preso di mira... Ma se parla il Papa, questo Papa teologo e professore che non deve dimostrare a nessuno la sua autorità almeno in campo culturale, allora «cretini» che aprono la bocca per contestarlo aspramente si trovano anche sugli scranni dei parlamenti o tra i capi delle nazioni. Non voglio certo affermare che... Roma locuta, causa finita («Roma ha parlato, il caso è chiuso»), anche perché un simile dogmatismo - che oggi si trova a suo agio più tra i laici che tra i cattolici - è lontanissimo dall’acribia intellettuale e dalle indubbie qualità accademiche di Benedetto XVI. Solo un intelligente è in grado di dialogare davvero - cioè di mandare in circolo il... logos - mentre spesso i nostri «aeropagi» si riducono a pollai televisivi, in cui ciascuno crede di avere detto qualcosa solo perché è stato capace di aprire la bocca! Papa Benedetto XVI, all’incirca tre anni fa, nella sua prima enciclica scrisse parole incredibilmente nuove in merito all’amore, dimostrando di conoscere l’umanità dell’eros almeno quanto le eccelse vette dell’agape divina. Li intrecciò sapientemente non solo nell’uomo, ma anche arditamente in Dio. Certo, scrisse che «sono necessarie purificazioni e maturazioni, che passano anche attraverso la strada della rinuncia», ma tale via costituisce la «guarigione dell’eros, in vista della sua vera grandezza». Per umanizzare quest’uomo, che sembra ridotto ad un coacervo di istinti, il Papa segue la strada che il cristianesimo ha imboccato con Gesù: presentargli il progetto nella sua integralità, pur amandolo da subito nella sua fragilità. Verità e carità, applicate alla concretezza dell’umanità. Certo, se le stesse parole che papa Benedetto ha pronunciato in quella intervista in quota - che ha quasi il sapore dell’imboscata... - le avesse dette un rabbino o un imam, dalla laica Francia nessuno si sarebbe permesso di metterlo a tacere, in nome di quella tolleranza che si concede solo agli ebrei o ai musulmani. Il Papa, invece, deve essere impallinato tutte le volte che osa rispondere con libertà e coraggio ad una domanda provocatoria. Il cristianesimo va sradicato dal cuore dell’uomo. E fa paura, proprio perché è ancora vivo, e lo è nelle parole di un Papa ultraottantenne. Forse per questo una certa cultura continua ad usare... il preservativo nei rapporti con la Chiesa. Teme di restarne fecondata. don AGOSTINO CLERICI A PAGINA 16 BOSISIO PARINI TRENT’ANNI DI FORMAZIONE CON «LA NOSTRA FAMIGLIA» A PAGINA 21 PELLIO INFERIORE SALVA LA CAPPELLINA DEL RONCHETTO A PAGINA 22 VALCUVIA È IN DISTRIBUZIONE IL NUMERO 29 DI «VERBANUS» A PAGINA 24 Africa: per un domani migliore PENSIONATI CISL IL CONGRESSO REGIONALE DELLA FNP A BORMIO A PAGINA 25 IL VIAGGIO DEL PAPA ALLE PAGINE 8 E 9 BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE 2009 COMO LA FAMIGLIA COMASCA E I SUOI PRIMI 40 ANNI omenica 29 marzo appuntamento presso la basilica di S. Fedele per la celebrazione della S. Messa alle ore 11.15. Seguirà il pranzo insieme. Una realtà più viva che mai, con molti progetti in cantiere. D A PAGINA 11 COMO L’ASL CULLA... DEL RAZIONALISMO A PAGINA 12 Prenotatelo AL PIÙ PRESTO telefonando allo 031 - 26.35.33. (in orari d’ufficio) PONZATE CHIARA, FRESCA, DOLCE ACQUA... Inaugurata la nuova statua della Madonna Immacolata, posta nella nicchia della storica fontana di piazza Garibaldi. A PAGINA 13 COMO AMI IL TEMPO CHE SCORRE? UN CORSO PER CRONOMETRISTI A PAGINA 14 RONAGO PADRE AMBROSOLI: IL RICORDO VIVE Venerdì 27 marzo ricorrono i 22 anni dalla scomparsa. Il ricordo nella celebrazione di una S. Messa in chiesa parrocchiale. A PAGINA 20 SONDRIO LO SVILUPPO SOSTENIBILE È POSSIBILE A inizio settimana una delegazione canadese ha incontrato gli operatori economici del territorio e i rappresentanti delle istituzioni pubbliche per presentare il proprio modello di sviluppo rispettoso dell’ambiente. A PAGINA 25 STUDENTI A MORBEGNO IL SALONE DELL’ORIENTAMENTO A PAGINA 27 VALCHIAVENNA FESTA PER LE CRESIME A PAGINA 26 COMO IN SRI LANKA IL BATTITO DEL CUORE COMASCO A PAGINA 18 ALTA VALLE NUOVO SERVIZIO PER I MALATI ONCOLOGICI A PAGINA 31 P A G I N A 2 RIFLESSIONI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 DA BAMBINI MA... GRANDI DOMANDE SU GESÙ Q uante domande su Gesù, quante curiosità a cui cercare risposta: sulla sua nascita, sulla sua infanzia, sulla sua persona, sulle sue parole e sui suoi gesti, sulla sua morte e risurrezione, sulla sua presenza oggi. Ad esempio: è veramente esistito? Dov’era quando Dio ha creato il mondo? Ha fatto delle birbonate da piccolo, ha sempre saputo di essere il Figlio di Dio, si è mai innamorato? Era un prete, aveva dei superpoteri? Perchè non si è ribellato alla sua morte, ha sofferto tanto, è veramente morto? Dopo la morte è diventato un fantasma? Gesù dov’è adesso? Domande da bambini ... domande grandi. In questo libro Charles Delhez, sacerdote gesuita belga, fondatore di una rivista per ragazzi dai 9 ai 13 anni, risponde a questi e molti altri quesiti, con competenza ed uno stile colloquiale. Ma lascia aperta una domanda, perchè la risposta dipende da ciascuno di noi: chi è per te Gesù, sarà la tua guida, il tuo amico? CHARLEZ DELHEZ – illustrazioni di ERIC PUYBARET e FLORENCE VANDERMARLIERE, Gesù. Poteva guarire tutti? Aveva un amico del cuore? Dov’è adesso?, Paoline, pagine 144, euro 19,00. pagina a cura di ELENA CLERICI ALBUM DI FAMIGLIA E ALBERO GENEALOGICO CERCASI ANTENATO... C i sono dei libri che un bambino potrebbe sfogliare con piacere anche quando diventerà grande, molto grande: questo ad esempio. E’ l’album della propria famiglia: colorato, con testi e illustrazioni delicati ed una grafica gradevole, ha spazi per raccogliere informazioni, foto, curiosità sui genitori e sulle sorelle e i fratelli, su se stesso e la propria storia. C’è l’albero genealogico, ci sono pagine per i nonni, per le persone amate, per i cugini e per gli amici, per le cose di famiglia. E’ un piccolo libro da regalare, anche perchè con semplicità aiuta a comprendere la bellezza della famiglia e a darle valore. COSETTA ZANOTTI – illustrazioni di EMANUELA BUSSOLATI, Sotto una buona Stella l’album della mia famiglia, San Paolo, pagine 44, euro 13,00. Ecco il manuale ad hoc per chi desidera diventare detective di famiglia e scoprire il proprio albero genealogico. La ricerca delle proprie radici non è solo un gioco stimolante; “è davvero – scrive nell’Introduzione la nota psicoterapeuta Maria Rita Parsi – un mattone educativo essenziale nella costruzione degli uomini e delle donne di domani”. Permette infatti di cogliere nella ragnatela dei legami di parentela il primato dei vincoli d’amore, oltre che di quelli di sangue (concetto tanto più importante nelle situazioni spesso difficili delle famiglie allargate, o nel caso di figli adottivi); consente un viaggio virtuale nel tempo, il dialogo tra generazioni, il superamento di pregiudizi (le storie delle famiglie italiane sono piene di emigranti); rende le nozioni della storia meno aride, perchè anche quella della propria famiglia è una storia intrecciata alla Storia. “E in più – prosegue la Parsi - nei piccoli investigatori immette pian piano un senso di famiglia ormai rarefatto, travolto dall’effimero e dal consumismo che assediano ciascuno di noi”. Il manuale è curato da due esperti di storie, sceneggiature, libri, programmi televisivi per ragazzi, ed è molto accattivante: fornisce indicazioni per la raccolta dei dati o degli indizi sui propri famigliari ed antenati, dà suggerimenti operativi e informazioni utili, aggiunge un mucchio di curiosità, il tutto con uno stile fresco e stimolante. Ci si muove tra carte d’identita e uffici d’anagrafe, tra cognomi e nomi in Italia e nel mondo, viaggiando un po’ in libreria e un po’ in rete; naturalmente l’attività del detective richiede un kit, che è sempre indispensabile ma diverso secondo la fase dell’indagine. Ci sono anche spazi per le annotazioni e gli appunti personali, perchè un manuale che si rispetti deve assolutamente essere fatto proprio: e alla fine, congratulazioni collega, ecco il Diploma di Detective di Famiglia. Infatti “i risultati – promette il manuale – sono garantiti, rapidi e (forse) riservati”. LORENZA CINGOLO – NICCOLO’ BARBIERO, Cercasi antenato. Come diventare Detective di Famiglia e scoprire il tuo Albero Genealogico, San Paolo, pagine 160, euro 17,00. NOVITÀ IN LIBRERIA EDUCARE... Valeria e Luca hanno 14 e 15 anni: tanta voglia di non mettersi nei guai, ma qualche volta sembra proprio impossibile restarne fuori. Sono loro i protagonisti di questo libro: e nelle avventure che essi vivono (a scuola, con gli amici, sullo scooter ...) si incontrano possibili situazioni a “rischio reato” o di cattivo comportamento. Attraverso Valeria e Luca, dunque, i ragazzi si pongono domande e trovano risposte, scoprendo la legge e, soprattutto, il significato che i loro comportamenti, o quelli di chi sta loro attorno, possono avere nella società. Le autrici sono la redattrice de La Provincia di Como Carla Colmegna, e l’Associazione Valeria di Milano, formata da un gruppo di giuristi ed esperti di diritto minorile e di famiglia (tra cui Daniela De Gregorio e AnnaMaria Paracchini che firmano il libro) motivati da un reale interesse alle problematiche dei minori e da una sincera passione per la loro educazione. CARLA COLMEGNA – ASSOCIAZIONE VALERIA - illustrazioni di STEFANO MISESTI, Valeria e Luca. La legalità a misura di teenagers, San Paolo, pagine 100, euro 12,00. Matteo, Andrea, Filippo, Fabio, Alex, Leonardo, Roberto, Marco, Christian, Thomas: sono dieci ragazzi, dieci amici, nati dalla penna della giornalista Fulvia Degl’Innocenti. Assomigliano a tanti adolescenti, un po’ disorientati dal loro corpo che cambia, con un forte desiderio di libertà, insofferenti alle regole ma ancora bisognosi di un nido, un po’ impacciati con le ragazze, non più bambini, non ancora adulti. Questi magnifici dieci si raccontano, dunque, e danno ai loro coetanei un po’ di dritte: sull’amore, sui prof, sull’amicizia, sullo sport e il tempo libero, sulla musica, sulla famiglia, sul proprio corpo, sul futuro. Insomma, su come ragionare con la testa e cercare di essere felici. FULVIA DEGL’INNOCENTI – illustrazioni di FRANCESCA GALMOZZI, Io tu noi. Manuale di sopravvivenza per piccoli grandi uomini, San Paolo, pagine 166, euro 13,00. Questo libro è un diario di segreti e confidenze delle pink teen, cioè delle ragazze di 10 o 12 anni: in altre parole, pagine da sfogliare per scoprire i tanti segreti della preadolescenza al femminile. Ma è un Di@rio un po’ anomalo: non solo per il fatto che, andando controcorrente, ha pensato un bel giorno di abbandonare la carta e passare al byte, ma anche perchè non rimane neutrale di fronte alle sollecitazioni scritte, e risponde, cercando anzi di andare in profondità. Di che cosa si parla? Di famiglia, di scuola, di emozioni e sentimenti, di corpo che si trasforma, di dubbi, sogni e dolori profondi. Un libro – suggerisce il Di@rio – da considerare come un sacchetto di caramelle: farne una scorpacciata, oppure assaggiarne un po’ per volta. ELENA GIORDANO – illustrazioni di CARLA MENEA, Il tempo delle mail. Caro Di@rio: segreti e confidenze delle pink teen, Paoline, pagine 136, euro 16,00. Come faccio ad essere un bravo genitore? L’autrice ha raccolto questa domanda negli incontri di consulenza pedagogica che tiene in qualità di psicopedagogista e formatrice, le ha dato contenuto attraverso storie di vita di genitori coinvolti, ha messo in filigrana i sentimenti – tristezza, confusione, dolore, solitudine, richiesta di aiuto, fiducia, solidarietà, gioia … - che si generano tra i genitori quando hanno la possibilità di incontrarsi tra loro e confrontarsi. Non propone ricette preconfezionate, questo libro, ma una regola la dà: l’ascolto. Attraverso il quale si impara a vivere con levità e responsabilità il difficile compito di genitore, fatto di sì e di no, di perdono ed incoraggiamento, di accoglienza, di rispetto di sé e degli altri.MARIELLA BOMBARDIERI, Come faccio a essere un bravo genitore. Viaggiando si impara, Paoline, pagine 122, euro 8,00. QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO B Parola FRA noi GER 31, 31-34 SAL 50 EB 5, 7-9 GV 12, 20-33 È dando che si riceve. È amando che si viene amati di ANGELO SCEPPACERCA PRIMA SETTIMANA del Salterio IL CHICCO DI GRANO CHE MUORE AMANDO I quaranta giorni della quaresima corrono veloci. Domenica prossima sarà quella delle Palme e quella successiva, infine, Pasqua. Di questo avvicinarsi dei grandi giorni santi è prova il Vangelo di oggi nel quale Gesù stesso dichiara che “è venuta l’ora”. Tutta la vicenda di Gesù è lanciata, come una freccia al suo bersaglio, verso quest’ora. E in quest’ora si svela il segreto messianico di Gesù: non è colui che rovescia gli imperi e porta guerra agli occupanti, ma è il chicco di grano caduto e sepolto nella terra e che porterà il frutto della spiga gonfia di pane; Gesù è colui che, inchiodato e innalzato da terra sul palo della croce, attirerà tutti a sé e al Padre. Tutti, non solo gli ebrei, ma anche gli altri, persino i greci. Filippo e Andrea, i due discepoli interpellati dai greci, sono gli unici, tra i dodici, a portare un nome greco. A loro i greci chiedono di “vedere Gesù”. Per un greco dire vedere è lo stesso che dire conoscere (come per un ebreo dire ascoltare è lo stesso che dire conoscere). La loro è dunque una richiesta che deve essere intesa in modo forte, in senso profondo: i greci chiedono la luce della fede. A qualcuno può sembrare che Gesù non rispose alla richiesta dei greci; sarebbe comprensibile per Lui, consapevole e tutto assorto nell’angoscia della passione imminente. In realtà il suo discorso sul chicco di grano che muore è la risposta più vera e più fedele: vedere Gesù significa vedere la sua sofferenza e la sua croce. Ma per il vangelo di Giovanni croce e gloria coincidono! La croce, infatti, è l’immensa rivelazione del mistero di Dio, perché Dio è Amore e la croce lo svela pienamente. Ora si capisce il paragone col chicco di grano: se non muore, rimane solo, se muore, porta molto frutto. Tutto il frutto – la salvezza di tutti, greci compresi! – viene dalla morte di quel solo chicco di grano, il migliore fra tutti. In questa legge d’amore Gesù coinvolge anche i discepoli che lo seguono e che sono chiamati a compiere fino in fondo il loro cammino con Lui, servendolo fino alla croce. La crocifissione non è uno scherzo. E’ la forma più atroce di tortura e sofferenza. Si capisce bene di che natura possa essere il turbamento di Gesù: è lo sconvolgimento della psiche, l’angoscia dell’anima. Nonostante, Gesù fa prevalere l’abbandono nella fede. Il grido di abbandono, sulla croce, vertice sconfinato della prova ultima, non è l’abbandono della fede, il grido dello scomunicato, ma l’abbandono nella fede, il grido del figlio che si getta tra le braccia del padre e che nella sua ferita – lo squarcio del cuore – riapre tutti i sentieri interrotti dal peccato tra l’uomo e Dio. Gesù chiede solo che sul suo annientamento risplenda in piena luminosità la gloria del Padre, la verità di Dio: il suo amore di Padre. Un appello così straziante non poteva restare senza ri- sposta. Il tuono che fa tremare la terra e scuote gli ascoltatori è il Sì del Padre al Sì del Figlio. E’ una voce tonante che ricorda ed evoca la voce di Dio sul monte della trasfigurazione. Anche qui si compie il grande mutamento, la più grande delle metamorfosi: la croce – l’agnello immolato – decreta la fine dell’impero di Satana e inaugura il regno di Dio. Gesù toglie l’ultimo artiglio all’antico ingannatore. A Pasqua è Lui che, innalzato da terra, attira tutti a sé. Tutti, anche i greci, i gentili, gli stranieri, i peccatori, gli ultimi, i disperati, gli sconfitti, i disillusi. C’è posto per tutti e per ognuno nella Pasqua di Cristo, perché non manca nessuno nell’amore di Dio. E’ la domenica del chicco di grano, che sa morire, amando, per non restare solo. Francesco d’Assisi l’aveva compreso bene, fino al punto di ricevere nella sua stessa carne le ferite di nostro Signore: “E’ dando che si riceve. E’ amando che si viene amati”. SOCIETÀ P A G I N A 3 PRIMOPIANO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 IL CONVEGNO DEI SETTIMANALI CATTOLICI A FORLI INFORMAZIONE: ALLA RICERCA DELLA VERITÀ PERDUTA, TRA MISTIFICAZIONE E INTERPRETAZIONE In occasione del novantesimo di fondazione del settimanale diocesano di Forlì, “Il Momento”, si è svolto il convegno nazionale della Fisc: 182 testate cattoliche per un totale di un milione di copie una professione che oggi è più minacciata dalla fragilità etica che dalla potenza delle nuove tecnologie”. La ricerca della verità, ha aggiunto, “non è però solo un compito del giornalista: nessuno è esonerato da un esercizio di onestà intellettuale dal quale dipendono, la libertà, la giustizia, la democrazia”. ALLA RICERCA DELLA VERITÀ PERDUTA In famiglia, i media influiscano più di parenti, amici ed esperti per quanto riguarda la crescita e l’educazione dei figli, ha osservato il sociologo Ivo Colozzi. Moltissimi genitori, infatti, “si rivolgono ai media per trovare informazioni e suggerimenti su come è meglio ‘tirare su’ i figli”. E se, da una parte, questo dato “mostra l’isolamento delle famiglie” e come “tra quanti dovrebbero educare sia molto diffusa l’insicurezza”, dall’altra occorre riconoscere che le informazioni sono “disperse” e “in gran parte contraddittorie”. Da qui un invito agli esperti affinché si confrontino “più a fondo” per “consolidare una conoscenza condivisa” da offrire ai genitori “in modo chiaro, semplice e non contraddittorio”. E mentre la conduttrice di “Domenica in”, Lorena Bianchetti, ha paragonato l’universo mediatico a un “uragano” nel quale “si vuole apparire e non importa come”, il giornalista della Rai Marino Bartoletti, creatore di “Quelli che il calcio”, ha richiamato la “correttezza” e l’onestà che devono caratterizzare chi si occupa di sport, di fronte a “un’opinione pubblica diseducata e che si ciba di complotti, maldicenze, dicerie”. Ci sono radio “che per l’intera giornata incitano alla violenza nello sport”, come pure “giornalisti che, in forma più o meno patinata, lanciano messaggi devastanti”. Commentatori sportivi che occhieggiano alla violenza: questa è mistificazione, per un credente, “peccato di scandalo”. LE RESPONSABILITÀ DEI MEDIA Di fronte alla “verità perduta” dell’informazione, i settimanali cattolici vogliono “dare un contributo per realizzare un giornalismo nuovo, nel quale i giornalisti raccontano le notizie, semplicemente come sono successe, le interpretano secondo un punto di vista dichiarato (quello cristiano), senza mistificarle”. Questo l’impegno emerso dal convegno nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) sul tema “Alla ricerca della verità perduta. Informazione tra mistificazione e interpretazione”, che si è svolto a Forlì dal 19 al 21 marzo. ATTEGGIAMENTI PER LA VERITÀ I tre atteggiamenti che le 182 testate aderenti alla Fisc intendono assumere per “portare e fare verità” nell’informazione sono “testimonianza”, “razionalità allargata” e “parresia”. Ne è convinto don Giorgio Zucchelli, presidente della Federazione, che ha richiamato l’impegno dei giornalisti a mettersi “alla ricerca della verità con intelligenza e senso etico”, facendo riferimento “ai valori di fondo che danno senso a tutta la loro professione” e con “punti fermi incrollabili, riscoperti con la ragione e anche con la fede”. Zucchelli ha sottolineato il “faticoso impegno di rendere ragione non solo della nostra fede, ma soprattutto dei nostri valori e della nostra visione della vita”, laddove, pressoché quotidianamente, “vengono messi in gioco”. “Noi – ha precisato – svisceriamo la razionalità del nostro pensiero per evidenziare laicamente come sia la strada giusta per favorire il bene dell’uomo”. Da ultimo, secondo il presidente della Fisc è necessario “contestare apertamente e con parresia gli attacchi alla verità che appaiono sui media”, e in questo compito i settimanali cattolici rappresentano “una grande forza comunicativa” che non deve avere “complessi d’inferiorità”. COSCIENZA CRITICA E VOCE PROFETICA Essi, infatti, sono “chiamati oggi più che mai ad essere coscienza critica e voce profetica”, ha ricordato mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata e presidente della Commis- sione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali della Cei, riconoscendo che “l’informazione ha una grande rilevanza nella vita della società, fino a diventare decisiva”. “Noi siamo ciò che comunichiamo e comunichiamo ciò che siamo”, ha affermato il vescovo, ed “è difficile capire se la comunicazione oggi in Italia sia un vaso di Pandora da cui esce ogni tipo di male, o uno scrigno in grado di offrire i propri gioielli per abbellire la vita della società”: è qui, infatti, che si gioca la partita tra la mistificazione e, al capo opposto, una corretta interpretazione della verità, ricordando che “laddove siamo svincolati da una logica del bene tutto è possibile”. Priorità dei settimanali cattolici, ha sottolineato mons. Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna e PRESENTATO AL CONVEGNO IL NUOVO MANIFESTO Primo impegno: la Vita... N el corso dei lavori del convegno, si è subito parlato di un primo modo per mettere in atto una vera informazione senza falsificazioni e mistificazioni. Cominciando a dare spazio, per esempio, al manifesta sulla difesa della vita promosso da una lunga serie di associazioni. “Raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita”. Questo, ricorda l’associazione “Scienza & Vita”, lo scopo del Manifesto “Liberi per Vivere”, presentato oggi a Roma dall’associazione citata, dal Forum delle Associazioni familiari e da Retinopera. Per lanciare “una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema del fine della vita”, si legge in una nota di “Scienza & Vita” diffusa a commento dell’iniziativa, “è necessario il coinvolgimento di tutte le espressioni del laicato cattolico”: a tal fine, è stata già raccolta “l’adesione convinta e consapevole di tutto il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane”, visto che il Manifesto è già stato sottoscritto da oltre trenta presidenti, “anche in rappresentanza di categorie che sono già in prima linea nella difesa della vita”. “Un grande momento unitario, di popolo, che prelude all’esplosione di migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano”, lo definisce “Scienza & Vita”, che annuncia “momenti di catechesi sulla vita, ma anche incontri, eventi e confronti pubblici”, anche “con i non credenti che condividono il rispetto per la vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale”. Oltre alle tre reti promotrici – informa “Scienza & Vita”- sino ad ora hanno già aderito al Manifesto “Liberi per vivere”: Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, delegato per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, è “far conoscere la verità, che è ciò che ci rende liberi”, nella consapevolezza di essere chiamati ad essere “non maggioranza, ma segno, in un contesto spesso ostile”. D’altra parte “la mistificazione dell’informazione – ha denunciato il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti (Odg), Lorenzo Del Boca – non è qualcosa di scientifico, ma frutto di insipienza e pigrizia”, in un contesto nel quale “sono scomparsi i valori, anche quelli laici”. Ad avviso di Paolo Bustaffa, direttore del Sir, è dunque “indispensabile e urgente che i giornalisti, proprio perché di diverse matrici culturali, si confrontino lealmente sul terreno deontologico per dare maggior credibilità a IL GIOIELLO DI BERTINORO Il convegno della Fisc si è concluso sabato 21 marzo a Bertinoro, località definita il balcone della Romagna, dove è possibile vedere gran parte della marina, dove il Po discende, che Dante nella Commedia descrisse con versi immortali. Bertinoro è anche città dell’accoglienza: in piazza della Libertà sorge la Colonna degli Anelli, istituita dal giudice Giudo Dal Duca proprio per regolamentare l’ospitalità nei confronti di stranieri, viandanti e pellegrini, poichè vi era una sorta gara ad accogliere chi passasse da Bertinoro. Bello anche il duomo di Santa Caterina, patrona degli studenti. E proprio dal legame fra Diocesi, enti pubblici e università è nato il Museo Interreligioso di Bertinoro con annesso Centro Universitario di alta specializzazione, istituzione premiata in ambito europeo con la medaglia d’oro per il miglior esempio di recupero di edificio storico (la medievale rocca di Bertinoro) e di nuova destinazione d’uso della dimora stessa. Il Museo è un vero esempio di dialogo e confronto fra le religioni cristiana, ebraica e islamica. Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant’Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori d’ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Ucid, e altri si stanno aggiungendo. P A G I N A 4 SOCIETÀ INTERNIESTERI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 ELEZIONI EUROPEE DICHIARAZIONE DEI VESCOVI DEL COMECE A casa propria I vescovi membri della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), durante la plenaria di primavera (Bruxelles, 18-20 marzo 2009), hanno adottato una dichiarazione in vista delle elezioni europee del 4-7 giugno 2009. Nel testo, essi fanno appello ai cittadini dell’Unione europea, in particolare ai cristiani, perché esercitino la propria responsabilità di elettori per contribuire alla costruzione di una Unione europea, in cui “tutti gli europei si sentano a casa propria”. Pubblichiamo il testo integrale della dichiarazione. Le elezioni europee: un’opportunità per costruire un’Europa migliore. Dopo 64 anni di sviluppo pacifico e a vent’anni dalla caduta della Cortina di ferro, che ha posto fine alla divisione del continente, il processo d’integrazione europea merita di essere apprezzato nonostante alcune sue lacune. È per questo motivo che noi, vescovi della Comece, sosteniamo e promuoviamo l’Unione europea come progetto di speranza per tutti i suoi cittadini. Anche in questo periodo d’incertezza dovuta alla crisi economica e finanziaria, l’Unione europea ha dimostrato di essere un’oasi che si sforza di preservare la stabilità e la solidarietà tra i suoi membri. Oggi, nel 2009, l’Unione europea reca in sé la capacità e i mezzi per rispondere alle sfide più urgenti e più pressanti del nostro tempo. Partecipando all’elezione del Parlamento europeo, tutti i cittadini hanno la possibilità di contribuire allo sviluppo e al miglioramento dell’Unione europea. La partecipazione alle elezioni: un diritto e una responsabilità. La Chiesa cattolica ha sostenuto fin dall’inizio il progetto d’integrazione europea e continua a sostenerlo ancora oggi. Tutti i cristiani hanno non solamente il diritto ma anche la responsabilità d’impegnarsi attivamente in questo progetto, esercitando il proprio diritto di voto. La partecipazione dei cristiani è essenziale per riscoprire l’”anima dell’Europa”, che è cruciale per rispondere ai bisogni fondamentali della persona umana e per il servizio del bene comune. Il Parlamento europeo, attraverso i suoi poteri e le sue competenze (che usciranno ulteriormente rafforzati dalla conclusione del processo di ratifica del Trattato di Lisbona), deve contribuire a rispondere a queste aspirazioni e a questi obiettivi. Che cosa si aspettano i cristiani dal Parlamento europeo. I principi fondamentali di ogni società sono la dignità umana e la promozione del bene comune. È per questo motivo che questi principi devono trovarsi al cuore stesso di tutte le politiche dell’Unione europea. Tenuto conto del notevole ruolo svolto dal Parlamento europeo, ci aspettiamo che i membri del Parlamento europeo partecipino e contribuiscano attivamente a quanto segue: - rispettare la vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale – parte integrante delle legislazioni, dei programmi e delle politiche dell’Unione europea nel loro insieme; - sostenere la famiglia fondata sul matrimonio – inteso come unione tra un uomo e una donna – come unità di base della società; - promuovere i diritti sociali dei lavoratori, procurando loro condizioni di lavoro che ne rispettino la salute, la sicurezza e la dignità; - sostenere una governance economica fondata su valori etici mirati a un duraturo sviluppo umano sia in seno all’Unione europea che a livello mondiale; - promuovere la giustizia nelle relazioni tra l’Unione europea e i Paesi in via di sviluppo tramite assistenza finanziaria e partnership innovative; - dimostrare solidarietà tramite l’elaborazione di politiche di assistenza nei confronti dei membri più deboli e più bisognosi nelle nostre società (in particolare disabili, richiedenti asilo, immigrati); - proteggere il Creato tramite la lotta ai cambiamenti climatici e l’incoraggiamento di uno stile di vita basato sulla moderazione; - promuovere la pace nel mondo tramite una politica estera dell’Unione europea che sia coordinata e coerente. Illuminati e guidati dall’insegnamento del Cristo, i cristiani sono disponibili e desiderosi di contribuire alla soddisfazione di tali aspirazioni, nello spirito della dichiarazione di Sua Santità Papa Giovanni Paolo II: “L’ispirazione cristiana può trasformare l’aggregazione politica, culturale ed economica in una convivenza nella quale tutti gli europei si sentano a casa propria” (Ecclesia in Europa, 121). NOTA ECONOMICA HA RAGIONE IL PRESIDENTE USA BARACK OBAMA A CHIEDERLA Serve un’azione mondiale concertata G iudico corretto essere allarmati dalle dimensioni, sempre più ampie e complesse, assunte dalla recessione che colpisce le nazioni ad alto sviluppo economico. Giudico invece errato prestare attenzione scarsa al fondamentalismo laico che, di fatto, esprime la volontà di indebolire l’ordinamento sociale e politico, esistente negli Stati Occidentali e ciò attraverso la cancellazione dei valori morali, del principio di legalità e della tutela della vita, dal suo concepimento alla morte. Sul primo punto penso di poter dire che la natura, l’origine e la gravità della crisi sono evidenti e chiari, quindi il “cosa fare” per riassestare il quadro economico è comprensibile pur nelle difficoltà e nella macchinosità, che l’operazione di ricostruzione comporta. La diagnosi della crisi è stata formulata in modo chiaro, a mio giudizio condivisibile, quindi la riassumo, di seguito, senza dubbio alcuno. Il sistema finanziario, per un insieme di egoismi e mancanza di rigore e valori, si è sviluppato in maniera anomala, sproporzionata, in assenza di adeguate norme e organi di controllo e nell’illusione che il suo crollo fosse impossibile. Ritengo doveroso ricordare che il non avere impedito il consolidamento degli squilibri macroeconomici del pianeta ha reso più complessa la gestione della crisi e la prefigurazione degli equilibri geoeconomici del dopo crisi. Le tematiche inerenti la fame e il sottosviluppo in Asia, in America latina e soprattutto in Africa, si dimostrano complesse ed eterogenee. Sono frutti velenosi di malgoverno, guerre tribali, ignoranza, dittature crudeli, soprusi commessi dalle multinazionali e da Stati Occidentali. Ecco le ragioni per le quali affermo che i richiamati problemi, per essere risolti, richiedono tempi medio/lunghi. Dovranno tuttavia essere affrontati e definiti, se si vorranno dare, ai popoli del pianeta, prospettive di sviluppo equilibrate e durature. Nell’immediato invece, deve essere affrontata e risolta la crisi, che pone in ginocchio le economie delle cosiddette nazioni ricche e sviluppate, mediante la ridefinizione, delle normative nazionali e sovranazionali, nonché degli strumenti sanzionatori. Bisogna inoltre creare fiducia, entusiasmo e intraprendenza imprenditoriale, invogliare le imprese e il terziario a produrre, innovare e investire di più, sollecitare le Banche alla concessione di prestiti e finanziamenti ai privati e alle piccole e medie imprese, sollecitare i consumatori alla ripresa dell’abituale trend di acquisti di beni e servizi. In detta operazione è saggio evitare la tentazione dello statalismo. Gli auspicati interventi del settore pubblico, dovranno restare nell’ambito dell’emergenza e dell’eccezionalità. Nel caso il mondo imprenditoriale dovesse temere che, nel prossimo domani, vi sarà più Stato e meno mercato, più protezionismo e meno concorrenza, più autarchia e maggiori ostacoli all’importazione e all’esportazione, rinuncerebbe al ruolo, sino ad ora svolto, e ripiegherebbe nella nomenklatura, ossia nell’alta burocrazia dello Stato imprenditore. Sarebbe la fine non solo dello sviluppo al quale siamo avvezzi, ma anche delle libertà politiche e di pensiero. Non ha senso chiedersi se il capitalismo sopravvivrà a questa crisi ampia e profonda, se la liberalizzazione finanziaria ha ancora un futuro, perché non esistono proposte alternative percorribili. Debbo esprimere un mio convincimento: l’uscita dalla recessione pesa soprattutto sulle spalle degli Stati Uniti e per la verità, il governo Obama pare puntare realisticamente sia al rilancio dell’economia, che ad una maggior giustizia sociale. L’uscita dalla crisi non è un’operazione che può essere progettata e attuata da singoli Paesi europei. Ciò non significa che gli Stati del “Vecchio Continente”, non abbiano il compito inderogabile di attrezzarsi per operare per la creazione delle condizioni necessarie alla riattivazione dei loro apparati produttivi, commerciali e creditizi. Ma ciò non è sufficiente. Necessita intervenire per dare adeguate risposte ai disagi che la crisi ha accollato e accolla, ai lavoratori e alle fasce deboli della società, predisponendo al riguardo una robusta rete di ammortizzatori sociali. Urge inoltre normare, con poche ma rigorose e agili leggi, la gestione degli affari, delle attività finanziarie e dell’economia nel suo insieme, prevedendo, nel contempo, sanzioni pesanti per gli evasori fiscali, i truffatori e per chi incorre nel reato di aggiotaggio, falso in bilancio, bancarotta e così via. Se le economie dei singoli Stati sono fra loro interconnesse, diviene condivisibile la richiesta di Barack Obama di “un’azione mondiale concertata”, volta a definire norme internazionali da applicare all’attività dei mercati, perché se è vero che “qui a casa nostra possiamo fare un ottimo lavoro…., ma se a livello globale il deterioramento economico prosegue fini- sce per fare arretrare anche noi”, così sostiene Obama. Gli Stati Uniti si stanno muovendo, la Cina coopera per arginare la crisi, l’India rimane incamminata verso obiettivi di sviluppo economico e di maggior benessere per i suoi cittadini. Insomma queste nazioni, anche se con scelte e interventi diversi, operano per portare il Pianeta oltre la crisi. L’Europa, invece, rimane seduta alla finestra in attesa di potersi agganciare al treno della ripresa che partirà da altri Continenti. E’ deludente, ma ancor più deludente è la situazione italiana. Intendo dire, le proposte e i giudizi che provengono dall’opposizione paiono meri slogan documentanti scarsa attenzione alla reale situazione economica. Gli uomini di governo, invece, sfoggiano ottimismo infantile, presentano misure anticrisi anemiche, gracili e varano scelte a sostegno dell’industria, della finanza e dei lavoratori che documentano un deficit di realismo e di concretezza. Il lettore non si spaventi, perché anche l’Italia si aggancerà al treno della ripresa mondiale, i cui primi segni si registreranno nell’ultimo trimestre dell’anno in corso. GIANNI MUNARINI SOCIETÀ FATTIePROBLEMI P A G I N A 5 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 LA CHIESA E LA NAZIONE LA PROLUSIONE DI BAGNASCO Il candore della verità La scuola di nessuno S « S tare con il Papa, sempre e incondizionatamente”: riferendosi a quella “che è la migliore tradizione del nostro cattolicesimo”, il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha scelto tale pensiero di solidarietà con Benedetto XVI per sintetizzare l’argomento posto in apertura della prolusione al Consiglio episcopale permanente. Dopo aver richiamato la “remissione della scomunica ai quattro vescovi consacrati da monsignor Lefebvre nel 1988”, e il “caso Williamson”, Bagnasco ha precisato che lo stesso Pontefice ha messo “un punto fermo con l’ammirevole Lettera del 10 marzo 2009, indirizzata ai vescovi della Chiesa cattolica”. “La sua disanima, per certi versi conturbante, degli ultimi episodi... ha fatto emergere come per contrasto – ha aggiunto Bagnasco – il candore di chi non ha nulla da nascondere circa le proprie reali intenzioni”. Pensieri analoghi sono stati poi espressi sul viaggio in Africa di Benedetto XVI e sui temi affrontati, per i quali – ha notato – “si è arrivati ad un ostracismo che esula dagli stessi canoni laici”. Nichilismo sociale. Soffermandosi sulle difficoltà vissute da vari Paesi africani, Bagnasco ha richiamato le polemiche sorte sulle dichiarazioni del Papa circa i sistemi di controllo delle nascite e ha espresso l’esigenza di continuare gli aiuti specie in campo sanitario “finanziando la distribuzione di medicinali accessibili a tutti”. Si è occupato poi del tema del “secolarismo”, parlando del confronto in atto nella nostra società “tra due diverse, per molti aspetti antitetiche visioni antropologiche”. Nel confronto tra la concezione trascendente e quella immanente della natura umana, Bagnasco ha evidenziato che emerge “una diversa concezione di libertà... per i cristiani essa è addirittura dono di Dio creatore”. Sull’altro versante, invece, “l’individuo fini- sce schiacciato dalla propria libertà”. Il rischio insito in questa visione è “scivolare inevitabilmente verso un nichilismo di senso e di valori che induce alla disgregazione dell’uomo e ad una società individualista fino all’ingiustizia e alla violenza”. Difesa della vita. Nella parte centrale della prolusione, il card. Bagnasco ha parlato ampiamente di Eluana Englaro, “la ragazza lecchese che per 17 anni è vissuta in stato vegetativo persistente e che è stata fatta morire a Udine il 9 febbraio scorso”. Ha così descritto il suo caso come “una operazione tesa ad affermare un «diritto» di libertà inedito quanto raccapricciante, il diritto a morire, cioè a darsi e a dare la morte in talune situazioni da definire”. Ha poi posto la domanda che deriva dal caso-Englaro: “Non stiamo attribuendo al «sistema» un diritto all’eliminazione dei soggetti inabili, quasi che costoro possano configurarsi come cittadini di serie B? E questo «diritto», che per ora si affaccia appena, una volta immesso nel corpus giuridico e nel costume pubblico, non è forse destinato a diventare col tempo più incalzante e spietato? E tale meccanismo non riguarderà anzitutto coloro che sono più deboli, bisognosi di assistenza e di premura da parte della collettività, perché segnati dalla vecchiaia o dalla malattia o dalla fragilità mentale?”. Di Eluana il card. Bagnasco ha poi parlato in termini molto affettuosi e partecipi, rimarcando che “più si palesava l’azione mossa nei suoi confronti... più la gente è sembrata farsi cauta, quasi pensosa, come intuisse in maniera un po’ più nitida l’effettiva posta in gioco”. “Al momento della morte – ha detto – si è percepito un sentimento di diffuso dolore, come di una sorella comune che non si era riusciti a salvare”. Insieme al ringraziamento alle Suore Misericordine della clinica lecchese che ha accolto Eluana per tanti anni, Bagnasco ha richiamato l’iniziativa di Scienza e vita, Forum delle associazioni familiari e Retinopera, con il manifesto “Liberi per Vivere. Amare la Vita, fino alla fine”, assicurando il sostegno dei vescovi. Sud e crisi finanziaria. Il presidente della Cei si è anche occupato del convegno “Chiesa nel Sud, Chiese del Sud: nel futuro da credenti responsabili”, svolto nel febbraio scorso. Parlando di “questa parte stupenda e martoriata del nostro Paese – ha detto – è venuta una rinforzata consapevolezza su una serie di sfide che vanno affrontate con le armi del Vangelo”. Passando al tema della crisi economica e finanziaria, ha affermato che “l’impressione è che purtroppo non si sia ancora toccato il fondo, o quanto meno che non ci sia nessuno in grado di dire con certezza a che punto si è della perigliosa traversata”. Ha quindi esortato, citando recenti interventi del Papa, “a riscoprire l’anima etica della finanza e dell’economia”. “Il volto amico” della Chiesa. L’ultimo argomento affrontato dal card. Bagnasco è stato quello dell’“Anno Sacerdotale”, indetto dal Papa in occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars, che prenderà avvio il 19 giugno prossimo. “I sacerdoti, insieme ai religiosi e alle religiose, ma anche a moltissimi laici che partecipano direttamente alla pastorale – ha detto – sono il volto quotidiano e immediato di una Chiesa tutt’altro che «rigida e fredda»; sono il volto amico di una Chiesa che cammina con la gente”. (Ser vizio Informazione Religiosa) trano il destino della scuola statale italiana. Definita da tanti a tempo e fuori tempo- come “la scuola di tutti”, appare in realtà sempre di più come la scuola di nessuno. Sorprende la facilità e la spensieratezza con le quali si mette mano, con discutibile ragionevolezza, a presunti tentativi di riforma e di cambiamenti che, nei tempi e nei modi, rivelano una scarsa conoscenza dei ritmi e dei meccanismi della scuola. E’ mai possibile che ogni Ministro debba dire la sua, intervenire, puntualmente fuori tempo, per apportare variazioni, correzioni e innovazioni di cui, non raramente, proprio nessuno sentiva l’esigenza? Di anno in anno la scuola italiana ha rivelato un preoccupante livello di incerta qualità. Ci si è persi dietro a balzelli quali debiti, crediti, corsi di eccellenza, proposte variegate e variopinte che avrebbero voluto qualificare la scuola. Ma la qualità resta un sogno. Appaltata ai “pedagogisti alla corte del re di turno”, la scuola italiana ha sperimentato tutto e l’opposto di tutto. Si proclamava una scuola agile, ma è aumentata la burocrazia; si richiedeva una maggiore professionalità dei docenti, ma si continuava a pagare tutti allo stesso modo; si gridava “eccellenza”, ma aumentava la mediocrità. Ci si è affidati, di volta in volta, al vocabolario pedagogico di turno per nascondere forse il problema di fondo: che ci sta a fare la scuola in un contesto dove le informazioni viaggiano più veloci di quelle trasmesse dalla scuola, dove le conoscenze sembrano essere state sottratte all’autorevolezza delle cattedre per finire in mano ai vari mezzi multimediali? Si proclama: nella scuola verranno introdotti corsi sulla legalità, sul rispetto delle regole, sulla educazione civile come convivenza rispettosa delle regole stabilite… E mentre si fanno questi “proclami lungimiranti” si inciampa nel paradosso: chi li propone è il primo a non rispettare le regole e i tempi della scuola. Intervenendo a gioco iniziato e, ovviamente, per il bene della scuola! Ma la scuola appare sempre di più una “scuola di nessuno”, in appalto momentaneo ai comandanti di turno, in attesa dei nuovi. Gli studenti, le famiglie, gli insegnanti non ringraziano certamente! QUALE ? scuola ARCANGELO BAGNI RIBADITA LA LINEA DI VERITÀ E CARITÀ PAROLE CHIARE CONTRO L’AIDS Un dramma come quello dell’Aids merita un’attenzione globale per la persona. Lo ha ricordato Benedetto XVI, rispondendo ad un giornalista francese, mentre era in viaggio per il Camerun. La domanda, in realtà, era un poco provocatoria, perché giudicava la posizione della Chiesa nei confronti del flagello dell’Aids come “non realistica e non efficace”. In realtà, è tutto il contrario. “Penso - ha affermato il Papa - che la realtà più efficiente, più presente sul fronte della lotta contro l’Aids sia proprio la Chiesa cattolica, con i suoi movimenti, con le sue diverse realtà. Penso alla Comunità di Sant’Egidio che fa tanto, visibilmente e anche invisibilmente, per la lotta contro l’Aids, ai Camilliani, a tutte le suore che sono a disposizione dei malati...”.Operatori in prima linea che affrontano il problema non con slogan pubblicitari, come quello che presenta il profilattico come rimedio sicuro, ma con una cura globale della persona. “Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema”. La Chiesa è convinta che la soluzione possa trovarsi solo in un duplice impegno. Il primo: una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovamento spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro. Il secondo: una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano visibili progressi. Si tratta di rinnovare l’uomo interiormente, di dare forza spirituale e umana per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro, di testimoniare la capacità di soffrire con i sofferenti, di rimanere presente nelle situazioni di prova. “Mi sembra - ha concluso Benedetto XVI - che questa sia la giusta risposta, e la Chiesa fa questo e così offre un contributo grandissimo ed importante. Ringraziamo tutti coloro che lo fanno”. Questa è la posizione della Chiesa e questa è la forma d’intervento che sostiene: certamente è impegnativa, ma è l’unica capace di sostenere il peso del momento. MARCO DOLDI CHIESA P A G I N A 6 CHIESA LOCALE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 LETTORI E ACCOLITI IN SEMINARIO VERSO LA VISITA PASTORALE - 3 ASSEMBLEA DEI VICARI FORANEI Per promuovere la comunione ecclesiale Domenica 29 marzo, presso la Cappella del Seminario, alle ore 11.00 si terrà la Messa con il rito in cui verranno istituiti lettori: Giuseppe Zoccola, Davide Veronelli, Luca Trainini, Andrea Mombelli, Michele Gini, Pietro Benzoni; accoliti: Lorenzo Mottola, Pietro Bianchi, Mario Biffi, Luca Della Sale. UFFICIO PER LA LITURGIA CRESIMAI ADULTI Il prossimo appuntamento del Sacramento della Confermazione per gli adulti è fissato nell’ottava di Pasqua, sabato 18 aprile alle ore 16.30, presso la Chiesa S. Giacomo in Como. L’incontro preparatorio – a cui sono attesi non solo i cresimandi, ma anche i loro padrini – si terrà martedì 14 aprile dalle ore 20.45 alle 22.45 in via Maestri Comacini, 4 (a fianco del Duomo). Si ricorda che in questa occasione si deve portare l’attestato di avvenuta preparazione a cura del Parroco. Si raccomanda di affrettarsi per l’iscrizione telefonando al nr. 031 33 12 252 al mattino dalle 9.00 alle 12.00. Il successivo appuntamento di celebrazione della Cresima è fissato per Pentecoste. RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO INCONTRO CON IL VESCOVO “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni”. (At 1,8). Queste parole pronunciate da Gesù prima di salire al cielo saranno il tema della riflessione che mons. Vescovo proporrà nell’incontro del pomeriggio di sabato 28 marzo a tutti gli appartenenti ai gruppi del Rinnovamento nello Spirito Santo presenti in diocesi di Como e riuniti nella chiesa parrocchiale di Portichetto. Questo momento, atteso e desiderato da tempo, è sicuramente un’occasione di grazia per la famiglia diocesana del Rinnovamento perché, dalle parole, dai suggerimenti del suo Pastore ma, soprattutto, dall’unione dei cuori nella preghiera e nella celebrazione eucaristica, riceverà nuova forza e nuovo slancio. Questo é il programma dell’incontro: ore 15.00: accoglienza dei gruppi con breve preghiera preparatoria; ore 15.30: accoglienza di mons. Vescovo; presentazione dei gruppi; momento di preghiera riflessione sulla Parola: Atti 1,8 (Come il R.n.S. all’interno della diocesi può portare questa forza dello Spirito); ore 17.00 pausa; ore 17.30: celebrazione eucaristica con la comunità. Cogliamo l’occasione, inoltre, in caso qualcuno volesse conoscere e fare un’esperienza in questo movimento ecclesiale, di inviare la sintesi del programma della 32a Convocazione dei Gruppi e delle Comunità del R.n.S. che si terrà, come ogni anno, a Rimini nei giorni 30 aprile/3 maggio. E’ sicuramente un momento molto forte di annuncio e di conversione, occasione particolarmente favorevole e necessaria in questo tempo di rilassamento della fede e di adattamento al mondo. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere: per Como, a don Enrico Broggini, tel. 333 .9226263; per Sondrio, a Margherita Quaini, tel. 0342-652073 C i separano poche settimane dal Giovedì Santo, giorno scelto dal nostro Vescovo per indire la sua prima visita pastorale alle Comunità parrocchiali della nostra Chiesa diocesana. Nei mesi scorsi, il Vescovo ha ascoltato e ricevuto consigli, suggerimenti e indicazioni dal Consiglio Presbiterale e dal Consiglio Pastorale diocesano. Lunedì 23 febbraio, a Tavernerio, presso i Padri Saveriani, si è riunita l’assemblea dei Vicari Foranei della diocesi, presieduta da Mons. Diego Coletti. Ai Vicari, il Vescovo ha presentato lo schema di come si articolerà la Visita Pastorale, concepita in stile catecumenale in due fasi: “indizione” e “restituzione”. I Vicari hanno esortato il Vescovo affinchè questa visita sia l’occasione “per ravvivare le energie degli operai evangelici, lodarli, incoraggiarli e consolarli”, come anche “per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria vita cristiana e ad un’azione apostolica più intensa”. (Direttorio Apostolorum Successores, n. 221) In particolare, mediante la visita, il Vescovo può meglio conoscere le comunità della Chiesa locale e presentarsi più direttamente al suo popolo nel magistero di Padre e Pastore che desidera portare a tutti la gioia del Vangelo. La visita gli permette inoltre “di valutare l’efficienza delle strutture e degli strumenti destinati al servizio pastorale, rendendosi conto delle circostanze e delle difficoltà del lavoro di evangelizzazione, per poter determinare meglio le priorità e i mezzi della pastorale organica”. (ib.) Per raggiungere queste finalità la visita pastorale deve avere come anima ispiratrice e come modalità fondamentale l’amore: essa “è un’azione apostolica che il Vescovo deve compiere animato da carità pastorale che si manifesta concretamente quale principio e fondamento visibile dell’unità nella Chiesa particolare. Per le comunità e le istituzioni che la ricevono, la visita è un evento di grazia che riflette in qualche misura quella specialissima visita con la quale il supremo pastore (1Pt 5,4) e guardiano delle nostre anime, Gesù Cristo, ha visitato e redento il suo popolo (Lc 1,68)”. (ib.) In questa luce i Vicari hanno espresso un vivissimo desiderio perchè la visita pastorale sia un tempo di consolazione per i fedeli e per i sacerdoti. Nello svolgimento di questa attività pastorale il Vescovo intende avvalersi della collaborazione di alcune figure a cui conferire ruoli specifici individuando il Previsitatore nella persona del Vicario Generale o del Vicario Territoriale e del Con-visitatore nella persona di don Flavio Feroldi. Le modalità della visita pastorale, illustrate di seguito, sono state ampiamente condivise dall’assemblea dei Vicari Foranei. Anzitutto, verrà effettuata una indizione della visita a livello di vicariato, oltre all’indizione del Giovedì Santo in Cattedrale. Il Pre-visitatore incontrerà tutti i Parroci e i Consigli Pastorali di ogni vicariato nel contesto di una celebrazione liturgica non sacramentale, in cui egli illustrerà il calendario e il programma della visita, consegnando alle comunità parrocchiali il questionario della pre-visita. Successivamente, verrà svolta la pre-visita nelle singole comunità Parrocchiali. Il Pre-visitatore incontrerà personalmente in una serata infrasettimanale il Parroco e, di seguito, il Consiglio parrocchiale per gli affari economici. Nella luce dell’assoluto primato dell’amore va letto anche l’aspetto propriamente giuridico della visita: come in una buona amministrazione familiare, tutto dovrà concorrere a promuovere e assicurare il bene maggiore della comunità e il suo servizio al Vangelo. Il Pre-visitatore aiuterà e incoraggerà il parroco e i suoi collaboratori a redigere un progetto pastorale per la propria comunità cercando di far emergere alcune priorità pastorali. Ciò non è certamente secondario: nel nostro lavoro pastorale è importante imparare a progettare e a verificare le scelte pastorali alla luce del piano pastorale diocesano e dei bisogni formativi della comunità. A queste prime due fasi segue la visita pastorale da parte del Vescovo. A livello parrocchiale andranno programmati: • Un congruo tempo di dialogo del Vescovo con il parroco, con gli altri presbiteri residenti in parrocchia e con il Consiglio Pastorale Parrocchiale allargato a tutti i gruppi operanti nella comunità e a quanti sono interessati a questo incontro (va da se’ che al Vescovo sta a cuore che in ogni parrocchia sia presente un Consiglio Pastorale; la visita pastorale può offrire una opportunità per attivarsi su questo frangente). • Momenti di preghiera che culminano con la celebrazione dell’Eucaristia, in cui potrà inserirsi l’amministrazione del sacramento della Confermazione. L’assemblea dei Vicari tuttavia ha suggerito al Vescovo di effettuare la Celebrazione Eucaristica con l’amministrazione della Cresima al di fuori del contesto della visita pastorale, in quanto l’assemblea riunita in tale occasione non esprime il vero volto della comunità parrocchiale. Sarà compito del Con-visitatore stabilire un programma preciso per ogni comunità parrocchiale: è comprensibile che parrocchie di dimensioni diverse abbiano esigenze e particolarità differenti. Il Con-visitatore valuterà di volta in volta se sarà opportuno incontrare i bambini che percorrono un particolare cammino catechistico, i giovani, le comunità religiose presenti in parrocchia o visitare qualche malato eccetera. È desiderio del Vescovo incontrare le diverse componenti della società civile, il mondo del lavoro e in particolar modo il mondo della scuola. Purtroppo i conti vanno fatti anche con il tempo! Nessuno, dunque, si senta escluso dallo sguardo amorevole del Pastore diocesano. Nessuno avverta una Chiesa estranea e lontana, ma – al contrario – la riscopra piuttosto come luogo di appartenenza e casa di comunione, comunità di ascolto e di fraternità reale, fondata sull’Eu- caristia e pronta al servizio, per diventare sempre più in Cristo un solo corpo e un solo spirito. Al termine della visita le parrocchie del Vicariato si attiveranno per restituire al Vescovo la visita ricevuta (redditio), ottenendone una lettera con le consegne pastorali per il prosieguo del cammino. La modalità di questa celebrazione sarà da concordare di volta in volta con il Con-visitatore. Il Vescovo e il Con-visitatore visiteranno due o tre parrocchie ogni settimana, nei giorni da venerdì a domenica, escludendo i periodi più direttamente prossimi al Natale e alla Pasqua, il mese di agosto e le altre date già bloccate per gli impegni di Mons. Coletti. La prima tappa della visita pastorale (periodo maggio-luglio) toccherà le seguenti realtà ecclesiali e territoriali: Cattedrale, Seminario, Curia, ospedali territoriali, Azione Cattolica e alcune istituzioni civili e militari. Con il prossimo ottobre inizierà la visita alle singole parrocchie; le prime zone ad essere visitate saranno la zona Valle Intelvi, l’Alta Valtellina e la zona Prealpi, seguirà poi tutto il resto della Diocesi. Con questa prima visita pastorale il Vescovo si prefigge di verificare: • La vita e la maturità di fede cristiana della Comunità parrocchiale. • L’articolazione e dinamica della comunità apostolica (carisma religioso, ministeriali-tà laicale, presenza di operatori pastorali, Azione Cattolica e altro). • Gli elementi fondamentali del progetto pastorale della parrocchia. Tutto questo lavoro dovrà essere compiuto con grande cura e molta preghiera, e andrà vissuto da tutti con fede e intenso amore, affinché la visita produca in tutti noi una sempre maggiore crescita nell’esperienza cristiana vissuta in una chiesa fortemente animata dalla fedeltà, dalla comunione e dalla missione. don MARIO ZIVIANI www.diocesidicomo.it DAL NOSTRO SITO DIOCESANO a cura dell’Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali In questa breve rubrica presenteremo a cadenza fissa le caratteristiche, le novità, le pagine scelte del nostro sito diocesano, che viene sempre più segnalato a livello ecclesiale italiano come una delle esperienze più valide ed innovative. Contributi multimediali a supporto del Piano Pastorale A supporto del Piano Pastorale per il biennio 2008-2010, proposto dal nostro Vescovo e dai suoi collaboratori nel giugno dello scorso anno, sono stati realizzati alcuni contributi multimediali che ne seguono fedelmente la scansione in capitoli, raccolti in un DVD distribuito a tutti i parroci della Diocesi. Questi contributi sono stati recentemente pubblicati anche sul sito diocesano, con lo scopo di offrire un’importante occasione di approfondimento personale o di gruppo. Dalla Home page del sito diocesano, cliccare su Agenda, quindi su Piano Pastorale in Bacheca (sulla banda in alto alla pagina). Oltre al testo in formato pdf, da qui si può accedere ai contributi multimediali, che consistono in brevi video e in files audio scaricabili in formato mp3. CHIESA QUARESIMA P A G I N A 7 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 Domenica delle Palme FIGLIO DI DIO, EPPURE CROCIFISSO SALVA GLI ALTRI, MA NON SE STESSO! Nelle prime comunità cristiane ben presto viene redatto un racconto sulla passione di Gesù: dall’arresto alla sepoltura. Diverse le esigenze che spingono i primi cristiani alla stesura di questo testo. Due, tra le altre, meritano di essere evidenziate. La prima: la necessità di tramandare l’avvenimento centrale della storia di Gesù. Infatti, anche una veloce lettura del Vangelo di Marco ci permetterebbe di notare l’ampio spazio dato al racconto della passione: segno evidente che quell’avvenimento è stato ritenuto - e fin dalle origini - di importanza decisiva per comprendere la storia di Gesù. La seconda: le prime comunità cristiane sono convinte che per comprendere la vicenda di Gesù occorre partire dal suo “centro”: la passione, appunto pagina a cura di ARCANGELO BAGNI P ercorriamo brevemente il racconto di Marco. Con il complotto contro Gesù (14,1-2) il conflitto tra Gesù e i sommi sacerdoti raggiunge il suo apice: “Cercavano d’impossessarsi di lui, con inganno, per farlo morire” (v.2). Nel gesto della donna (14,3-9) che, in casa di Simone, gli versa profumo sulla testa, Gesù vede un anticipo del sua sepoltura: “Essa ha fatto ciò che poteva, ha unto prima il mio copro per la sepoltura” (v.8). Gesù affronta lucidamente il momento che incombe (vv. 10-16). Il pasto di addio (14,22-25) evidenzia, quasi per contrasto, il tradimento di Giuda (vv. 17-21) e il rinnegamento di Pietro (vv. 26-31). Gesù è, quindi, al Getsemani (14,32-42), angosciato e prostrato. Pienamente uomo, ha paura di fronte alla morte. Si rivolge a Dio con il termine “Abba”, papà: un lampo, uno squarcio all’interno del dramma. Arrestato (14,43-52), è abbandonato da tutti; un giovane tenta di seguirlo ma è costretto a fuggire: la solitudine di Gesù è nuovamente messa in primo piano. Condotto di fronte alle autorità giudaiche (14,53-64), Gesù proclama di essere il Messia. Ma a questa affermazione sembra opporsi tutto il contesto: le guardie deridono Gesù (14,65), Pietro lo rinnega (14,66-72). Gesù, sempre solo, tace. Condotto di fronte alle autorità romane (15,1-15), Gesù afferma di essere re dei giudei. Per questo motivo i sommi sacerdoti reclamano la sua condanna a morte: Gesù è un re coronato di spine (15,1620). La scena del calvario (15,21) riprende il tema dei due processi: il titolo di re dei giudei è richiamato tra due precisi riferimenti alla crocifissione (15, 25 e 27) e i sommi sacerdoti scherzano, deridono Gesù nella sua pretesa di essere il “Cristo”. Abbandonato da tutti - e apparentemente anche da Dio Gesù fa suo l’atteggiamento del servo sofferente e rivela così in che senso egli è il Cristo, il Figlio di Dio. Il centurione romano, un pagano, esclama: “Davvero quest’uomo era figlio di Dio”. Marco scandendo poi il racconto della crocifissione secondo le ore della preghiera cristiana (terza, sesta, nona: vv. 25.33.34) invita il lettore a rivivere il mistero di quella morte nella fede e nel tempo. Infine, la sepoltura (15,4247). La notte del sepolcro diviene momento di attesa: attesa dell’annuncio della risurrezione. Annotiamo, infine, come morte-risurrezione siano strettamente legate nei Vangeli. E’ in questa prospettiva che si colloca la presenza delle donne e il ruolo che esse giocano all’interno del racconto. All’inizio (14,8) del racconto della passione, una donna versa su Gesù del profumo “ungendo in anticipo il suo corpo per la sepoltura”; alla fine, è sempre la presenza di alcune donne e il loro sguardo ad assicurare il concatenarsi degli avvenimenti: esse guardano Gesù morente (15,40), guardano la tomba dove è messo Gesù (15,47) e guardano verso la tomba vuota (16,4-5). UNA SOLITUDINE E UNA OSTINAZIONE CHE RIVELANO IL VOLTO DEL DIO DI GESÙ A ppare evidente, nel racconto, la solitudine di Gesù: i discepoli sono assenti. Le donne “che lo seguivano” in Galilea, guardano ora a distanza. Passanti e autorità religiose ironizzano sulla sua impotenza; gli stessi compagni di sventura lo insultano. Abbandonato dagli uomini, Gesù sperimenta anche la lontananza da Dio e ne soffre (15,34). La morte di Gesù viene letta e interpretata alla luce del salmo 22, le cui citazioni ritmano il racconto. Un secondo aspetto: le beffe dei testimoni (15,29-32.35-36) non sono ingiurie gratuite. Il disprezzo che li anima sorge dal confronto tra questa miserevole fine e l’immagine che essi si erano fatti del Messia atteso. Non è la sofferenza di Gesù in quanto tale che nega la sua messianicità; è piuttosto l’apparente assenza di Dio in questo dramma. Se Dio non accorda al condannato il potere di salvarsi, se Egli non invia Elia (atteso per la fine dei tempi) a toglierlo dalla morte, ciò sta a significare che il verdetto di impostore e di blasfemo riceve la sua conferma (14,64): Dio non è e non può essere con quest’uomo! Ma essi si sbagliano, e Marco cerca di farlo comprendere al lettore. A Gesù si rimprovera di voler distruggere il Tempio (15,29): la sua morte metterà in atto proprio questo (15,38); si chiede al Messia di salvarsi e di discendere dalla croce (15,30-32): la regalità di Gesù, si manifesta, invece, nella sua volontà di salire a Gerusalemme per affrontare lucidamente la sofferenza e la morte (10,32). Gesù non subisce la sua passione; prendendo l’iniziativa di salire a Gerusalemme, là dove è atteso, egli capovolge il senso della sua sofferenza: la vita non gli viene tolta, è lui che la dona. Prima di essere crocifisso c’è un gesto che sottolinea questa prospettiva: il rifiuto di bere vino e mirra mescolati (15,23). Era una bevanda che le donne di Gerusalemme preparavano per stordire il condannato e attenuare l’atrocità del dolore: Gesù non si sottrae alla passione e a tutto ciò che essa comporta. I sommi sacerdoti e gli scribi chiedono di vedere per credere: “Scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo” (15,32). Allo stesso modo un soldato inzuppa d’aceto una spugna e la offre a Gesù nella speranza di prolungarne l’agonia (15,35-36). Ma Gesù “dando un forte grido, spirò” (15,37). La confessione di fede del centurione - “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio”- attesta che nella morte in croce del Nazareno tutto è stato dato per vedere e per credere. Nulla può essere dato di più! Si tratta solo di comprendere in profondità una vicenda che, letta in superficie, appare scandalosa. Quale Dio? La morte di Gesù ha una duplice ripercussione: il velo del Tempio si squarcia in due e un soldato riconosce l’identità profonda di Gesù. Morendo, Gesù mette fine al culto del Tempio. Dio sfugge ormai ai riti del Santuario per lasciarsi trovare nella “profanità della croce”, nel corpo di un abbandonato e di uno giudicato “maledetto”. Ma il Tempio squarciato dice anche che l’accesso a Dio non è più l’appannaggio di una gerarchia di sacerdoti, neppure di un popolo privilegiato. Il popolo di Dio è chiamato ad andare oltre le frontiere del giudaismo. Comprendiamo, in questa prospettiva, il secondo aspetto: la confessione di fede del centurione, di un pagano, di un uomo che non poteva richiamarsi ad alcuna promessa. Ebbene proprio lui riconosce nel crocifisso il Figlio di Dio. Così, nella persona di un mercenario detestato è offerta alla comunità cristiana un modello della fede autentica. Nella crocifissione ci viene svelata una nuova immagine dell’onnipotenza di Dio: il Messia, il Figlio di Dio è il crocifisso! Non c’è - per Dio - altra potenza che quella dell’amore ostinato che va fino al dono supremo. Questo amore è impotente a imporsi e non può che proporsi alla libertà degli uomini. Dio non ha nulla da spartire con un mago che, con un colpo di bacchetta magica, fa scomparire tutte le difficoltà. Questa è l’immagine di Dio che avevano gli avversari di Gesù: “Salva te stesso scendendo dalla croce!”. La fede non toglie lo scandalo della sofferenza e della morte. Tuttavia, con il centurione ai piedi della croce e al seguito dei primi cristiani, anche a noi è data la possibilità di comprendere che la logica della vita di Gesù di Nazaret, sebbene inchiodata alla croce, non vi rimane crocifissa. Alcune provocazioni La vigilia della sua morte, in un pasto di addio appena prima del suo arresto, Gesù prende fra le mani una pezzo di pane, come un uomo prende in mano la sua vita, invece di lasciare che gli si vanifichi tra le mani. Gesù, quella sera, prende fra le mani la sua vita. Come un uomo prende un pezzo di pane per porgerlo alla sua famiglia, ai suoi amici, per donarlo e per condividerlo. Il pane e il vino, Gesù li porge contemporaneamente al Padre e ai suoi discepoli: è uno stesso gesto, uno stesso dono, una vita interamente consacrata al Padre e ai fratelli. Ed egli precisa, per le generazioni future: “E’ il mio corpo, è il mio sangue, la mia vita, tutta la mia esistenza. Sono io. Per voi, per tutti. Prendete, mangiate. E fate la stessa cosa in memoria di questo che abbiamo condiviso”. Era certo la sua vita che egli così riassumeva in questo semplice gesto, una vita data, una vita condivisa, spezzata fino al dono supremo. Ma era anche la sua morte, che egli rappresentava in anticipo, ad un tempo drammaticamente da altri voluta ma da lui liberamente assunta, poiché egli - fin dall’inizio della sua attività - aveva scelto di assumerne il rischio. Con questo gesto, la sua morte, come la sua vita, diventa parola. CHIESA P A G I N A 8 PAP AinAFRICA APAinAFRICA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 SETTE GIORNI CON BENEDETTO XVI IN AFRICA: UN TEMA AL GIORNO «GUARDATE AL FUTURO CON SPERANZA» “AMO L’AFRICA” 1 “Io amo l’Africa, ho tanti amici africani già dai tempi in cui ero professore fino a tutt’oggi. Amo la gioia della fede, questa gioiosa fede che si trova in Africa”. Con queste parole, Benedetto XVI ha risposto ad alcune domande dei giornalisti sull’aereo papale diretto a Yaoundé. Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha riferito alla Radio Vaticana alcuni passaggi salienti delle risposte del Papa. Ad esempio, “la crisi economica mondiale e il suo impatto nei Paesi poveri e l’importanza dell’etica per un retto ordine economico-mondiale, argomento che sarà sviluppato ulteriormente anche nella prossima Enciclica”. Il Papa “ha parlato della Chiesa africana - ha riferito padre Lombardi - della sua vitalità e dei suoi problemi: dell’annuncio del Vangelo per il continente, della capacità dell’annuncio della Chiesa di rispondere alle attese più profonde della cultura africana”. Il Papa ha anche parlato dell’Aids: “Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari (...) non si può superare con la distribuzione di preservativi, che al contrario aumentano il problema”. Benedetto XVI, “sorridendo - ha aggiunto p. Lombardi -, ha anche risposto a una domanda circa la sua presunta solitudine, di cui parlano tanto spesso i media”. “Per dire la verità - queste le parole del Papa - mi fa un po’ ridere questo mito della mia solitudine. In nessun modo mi sento solo. Ogni giorno ricevo delle visite dei collaboratori più stretti, incominciando dal Segretario di Stato (...) Sono real- mente circondato da amici e in stupenda collaborazione con vescovi, collaboratori, laici e sono grato per questo”. 2 LA GIOIA DEL SACERDOZIO Molti i sacerdoti presenti nella cattedrale Marie Reine des Apôtres nel quartiere di Mvolyé a Yaoundé alla celebrazione dei vespri alla quale hanno partecipato anche rappresentanti delle altre Confessioni cristiane. Il ministero pastorale vissuto nel sacerdozio - ha detto il Papa nel suo discorso - “richiede molte rinunce, ma è anche sorgente di gioia”. Il Papa ha indicato come modello “san Giuseppe” che è stato “padre senza aver esercitato una paternità carnale” perché - ha aggiunto Benedetto XVI - “essere padre è innanzitutto essere servitore della vita e della crescita”. Il Papa ha chiesto ai sacerdoti presenti di “rispondere con fedeltà alla chiamata che il Signore vi ha fatto un giorno, come egli ha chiamato Giuseppe a vegliare su Maria e sul Bambino Gesù! Possiate rimanere fedeli, cari sacerdoti, alle promesse che avete fatto a Dio davanti al vostro vescovo e davanti all’assemblea”. Il Papa ha poi ringraziato i sacerdoti per il loro “generoso impegno al servizio della Chiesa e vi incoraggia - ha aggiunto - a non lasciarvi turbare dalle difficoltà del cammino!”. E ai giovani che si preparano al sacerdozio, ha detto: “Abbiate il coraggio di offrire un sì generoso a Cristo!”. 3 DIFENSORI DELLA VITA Salutando nel Centro card. Paul Emile Léger coloro che sono portatori di handicap, “coloro che nella loro carne portano i segni delle violenze e delle guerre” e “tutti i malati”, specialmente “quelli che sono vittime di malattie come l’Aids, la malaria e la tubercolosi”, Benedetto XVI ha incoraggiato la Chiesa cattolica, “fortemente impegnata in una lotta efficace contro questi terribili flagelli”, a “proseguire con determinazione”. “Davanti ad un fratello o una sorella immerso nel mistero della Croce ha detto - il silenzio rispettoso e compassionevole, la nostra presenza sostenuta dalla preghiera, un gesto di tenerezza e di conforto” possono fare “più che tanti discorsi”. Ai medici l’esortazione a “mettere in opera tutto quello che è legittimo per alleviare il dolore” e “in primo luogo a proteggere la vita umana” dal suo concepimento fino alla sua fine naturale. 4 L’AMICIZIA CON CRISTO Incontrando, poi, nella serata, i vescovi dell’Angola e São Tomé nella Cappella della Nunziatura apostolica di Luanda, in Angola, il Santo Padre ha ricordato che “il cristiano di fede adulta e matura non è colui che segue le onde della moda e l’ultima novità, ma colui che vive profondamente radicato nell’amicizia di Cristo. Questa amicizia ci apre verso tutto ciò che è buono e ci offre il criterio per discernere tra errore e verità”. Per il Papa, una delle realtà umane, “oggi esposta a parecchie difficoltà e minacce, è la famiglia, la quale ha un particolare bisogno di essere evangelizzata e concretamente sostenuta, poiché, alla fragilità ed instabilità interna di tante unioni coniugali, si viene ad aggiungere la tendenza diffusa nella società e nella cultura di contestare il carattere unico e la missione propria della famiglia fondata sul matrimonio”. Di qui l’invito: “Nella vostra sollecitudine di pastori nei confronti di ogni essere umano, continuate ad alzare la voce in difesa della sacralità della vita umana e del valore dell’istituto matrimoniale e per la promozione del ruolo che ha la famiglia nella Chiesa e nella società, chiedendo misure economiche e legislative che le rechino sostegno nella generazione e nell’educazione dei figli”. 5 UN SEME GETTATO “Incontrare i giovani fa bene a tutti! Essi hanno a volte tante difficoltà, ma portano con sé tanta speranza, tanto entusiasmo, tanta voglia di ricominciare. Giovani amici, voi custodite in voi stessi la dinamica del futuro”. Sono le parole che Benedetto XVI ha rivolto ai giovani nell’incontro allo Stadio dos Coqueiros, sul tema “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. “Dio – ha aggiunto il Papa – fa la differenza... Di più! Dio ci fa differenti, ci fa nuovi”. Perciò, “il futuro dell’umanità nuova è Dio; proprio un iniziale anticipo di ciò è la sua Chiesa”. Il Santo Padre poi, vedendo nello stadio alcuni delle migliaia di giovani angolani mutilati in conseguenza della guerra e delle mine, ha rivolto un pensiero “alle innumerevoli lacrime che tanti di voi hanno versato per la perdita dei familiari, e non è difficile immaginare le nubi grigie che coprono ancora il cielo dei vostri sogni migliori...”, ma anche di fronte alle sofferenze “Gesù non ci lascia senza risposta; ci dice chia- ramente una cosa: il rinnovamento inizia dentro; riceverete una forza dall’Alto. La forza dinamica del futuro si trova dentro di voi”. “Amici miei – ha proseguito il Pontefice – voi siete un seme gettato da Dio nella terra; esso porta nel cuore una forza dell’Alto, la forza dello Spirito Santo. Tuttavia per passare dalla promessa di vita al frutto, la sola via possibile è offrire la vita per amore, è morire per amore”. Così “ha parlato Gesù, e così ha fatto: la sua crocifissione sembra il fallimento totale, ma non lo è!”. 6 IL RUOLO DELLA DONNA “Tutti esorto ad un’effettiva consapevolezza delle condizioni sfavorevoli a cui sono state – e continuano ad essere – sottoposte tante donne, esaminando in quale misura la condotta e gli atteggiamenti degli uomini, a volte la loro mancanza di sensibilità o di responsabilità, possano esserne la causa. I disegni di Dio sono diversi”. È stato questo l’invito del Papa all’incontro con i movimenti cattolici per la promozione della donna. Riferendosi alla creazione, il Papa ha sottolineato che “bisogna riconoscere, affermare e difendere l’uguale dignità dell’uomo e della donna: sono ambedue persone”, chiamate “a vivere in profonda comunione, in un vicendevole riconoscimento e dono di se stessi, lavorando insieme per il bene comune con le caratteristiche complementari di ciò che è maschile e di ciò che è femminile”. Chi “non avverte, oggi, il bisogno di dare più spazio alle ragioni del cuore? In un mondo come l’attuale dominato dalla tecnica, si sente bisogno di questa complementarietà della donna, affinché l’essere umano vi possa vivere senza disumanizzarsi del tutto”. “Si pensi – ha affermato Benedetto XVI – alle terre dove abbonda la povertà, alle regioni devastate dalla guerra, a tante situazioni tragiche risultanti da migrazioni forzate e non... Sono quasi sempre le donne che vi mantengono intatta la dignità umana, difendono la famiglia e tutelano i valori culturali e religiosi”. 7 A FAVORE DEL BENE COMUNE “Vorrei chiedere che la giusta realizzazione delle fondamentali aspirazioni delle popolazioni più bisognose costituisca la preoccupazione principale di coloro che ricoprono le cariche pubbliche, poiché la loro intenzione – sono certo – è quella di svolgere la missione ricevuta non per se stessi ma in vista del bene comune”: è stato l’appello finale del Papa, nella cerimonia di congedo all’Aeroporto internazionale 4 de Fevereiro di Luanda, prima di partire dall’Angola. “Il nostro cuore non può darsi pace – ha dichiarato – finché ci sono fratelli che soffrono per mancanza di cibo, di lavoro, di una casa o di altri beni fondamentali. Per arrivare a dare una risposta concreta a questi nostri fratelli in umanità, la prima sfida da vincere è quella della solidarietà: solidarietà fra le generazioni, solidarietà fra le Nazioni e tra i Continenti che generi una sempre più equa condivisione delle risorse della terra fra tutti gli uomini”. a cura di AGOSTINO CLERICI CHIESA P A G I N A 9 PAP AinAFRICA APAinAFRICA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 DAL PAPA UN APPELLO A RIALZARSI E A METTERSI IN CAMMINO AFRICA: PER UN DOMANI MIGLIORE T ante le tenebre che oscurano l’Africa. Nel suo ultimo giorno in Angola Benedetto XVI ha lanciato un duplice appello: al perdono reciproco e alla pace in una terra ancora segnata da una guerra civile durata 27 anni, dal 1975 al 2002, e in Africa; e un appello al resto mondo perché guardi a questo continente delle guerre dimenticate, delle ingiustizie sociali e bisognoso non solo di pace, ma anche di giustizia e di sviluppo. È a Cimangola – una spianata di terra rossa, al limite delle case e della baraccopoli della capitale, e delimitata dai muri del cementificio di Luanda – che il Papa incontra i fedeli in questa quarta domenica di Quaresima, nel cuore la preghiera per i due giovani rimasti vittime allo stadio di Luanda e la quarantina di feriti, per la ressa per entrare allo stadio in occasione dell’incontro con il mondo giovanile. La messa riporta alla mente l’altra grande celebrazione a Yaoundé, capitale del Cameroun, prima tappa del primo viaggio africano di papa Benedetto. Anche lì parole di coraggio e speranza. Consegna ai vescovi le linee guida del secondo Sinodo per l’Africa e mette in primo piano le questioni calde del continente. L’Africa sub-sahariana affronta una crisi alimentare ed energetica devastante e non ha, praticamente, un ruolo negli incontri internazionali dove si decide il suo destino. Le multinazionali – si legge nell’Instrumentum Laboris – continuano a invadere gradualmente il continente per appropriarsi delle risorse naturali. Schiacciano le compagnie locali, acquistano migliaia di ettari espropriando le popolazioni dalle loro terre, con la complicità dei dirigenti africani. Senza terra, senza acqua, senza energia, senza crediti i piccoli coltivatori sono sempre più poveri e l’introduzione degli organismi geneticamente modificati non danno “la sicurezza alimentare” ma li rende ancor più dipendenti dalle società produttrici di Ogm. Infine i Paesi del nord ricco del mondo fanno “lauti guadagni” attraverso la vendita delle armi. Vengo da un Paese, dice il Papa in Angola, dove la pace e la fraternità sono care ai cuori di tutti i suoi abitanti, “in particolare a quanti come me hanno conosciuto la guerra e la divisione tra fratelli appartenenti alla stessa Nazione a causa di ideologie devastanti e disumane, le quali, sotto la falsa apparenza di sogni e illusioni, facevano pesare sopra gli uomini il giogo dell’oppressione. Potete dunque capire quanto io sia sensibile al dialogo fra gli uomini come mezzo per superare ogni forma di conflitto e di tensione”. Parla ad una nazione sconvolta dalla guerra civile terminata solo sette anni fa, e che ora faticosamente sta cercando di far “mettere radici” alla pace. Parla di “potere distruttivo della guerra civile”, che – dice – “può distruggere tutto ciò che ha valore: famiglie, intere comunità, il frutto della fatica degli uomini, le speranze che guidano e sostengono le loro vite e il loro lavoro”. Parla del “precipitare dell’odio e della vendetta”. Quando la parola del Si- gnore è trascurata e la legge di Dio “ridicolizzata, disprezzata e schernita, il risultato può essere solo distruzione e ingiustizia”. Dio scrive dritto sulle righe storte della nostra condizione umana; manda suo figlio, e ci lascia un “messaggio di perdono, di speranza e di una nuova vita in Cristo”. Ma gli uomini, a volte, preferiscono le tenebre alla luce e l’Africa, l’Angola, sono state ottenebrate da “nuvole del male”: non solo la guerra, ma anche i frutti feroci del tribalismo, le rivalità etniche, la cupidigia “che corrompe il cuore dell’uomo, riduce in schiavitù i poveri e priva le generazioni future delle risorse di cui hanno bisogno per creare una società più solidale e giusta, una società veramente ed autenticamente africana nel suo genio e nei suoi valori”. E poi c’è “quell’insidioso spirito di egoismo che chiude gli individui in se stessi, divide le famiglie e, soppiantando i grandi ideali di generosità e di abnegazione”; parla dell’evasione “in false utopie attraverso l’uso della droga”, dell’irresponsabilità sessuale, dell’“eliminazione di vite umane innocenti mediante l’aborto?”. Sottolinea, ancora, che il continente è sì colmo di speranza ma è “ancora assetato di giustizia, di pace, di un sano integrale sviluppo”. E pace invoca il Papa anche per la vicina regione dei Grandi Laghi, chiedendo al Signore di portare “guarigione a chi soffre, conforto a coloro che piangono e forza a tutti coloro che portano avanti il difficile processo del dialogo, del negoziato e della cessazione della vio- lenza”. Così dice all’Africa di alzarsi, di mettersi in cammino per un domani migliore senza più guerre. Un continente liberato dal flagello dell’avidità, della violenza e del disordine, e che sceglie la strada del rispetto e della promozione dei diritti umani, della trasparenza nel governare, della fine della corruzione. Certo la strada è lunga e complessa: rispetto alla “repentina furia distruttrice del male, il lavoro di ricostruzione è penosamente lento e duro. Richiede tempo, fatica e perseveranza”. È un cammino che inizia nei cuori, nei piccoli sacrifici, nei piccoli gesti “mediante i quali dimostriamo di amare i nostri vicini – tutti i nostri vicini senza riguardo alla razza, all’etnia o alla lingua – nella disponibilità a col- laborare con loro per costruire insieme su basi durevoli”. Fratelli e sorelle “da amare, da rispettare e da aiutare lungo la via della libertà, della vita e della speranza”. È poi ai giovani che si rivolge il Papa chiamandoli “speranza del futuro del Paese” e “promessa di un domani migliore”. Dice loro di non avere paura di prendere decisioni definitive, di osare: le decisioni definitive “sono le sole che non distruggono la libertà”. Dio ci ha creati per vivere una vita giusta e ci ha dato i suoi comandamenti “non come un fardello, ma come una fonte di libertà: della libertà di diventare uomini e donne pieni di saggezza, maestri di giustizia e di pace”. FABIO ZAVATTARO Il dito e la luna: miopia e parzialità dei media n viaggio di enorme portata, una tappa fondamentale del cammino di evangelizzazione che può segnare una svolta profonda per i cristiani d’Africa, un segno tangibile di speranza per chi spesso vive in condizioni disperate. Molte altre ancora, senza timore di eccedere, potrebbero essere le definizioni per inquadrare nella sua giusta dimensione il viaggio di Benedetto XVI nel continente africano, un’iniziativa densa di significati.Attraverso la luce della Parola, il Santo Padre ha affrontato le questioni nodali della situazione africana, chiamando il mondo intero a un’attenzione e a una mobilitazione che consentano di affrontare fenomeni radicati e drammatici: la sistematica discriminazione delle donne e le conseguenti violenze innumerevoli a cui sono sottoposte, la stregoneria che ancora prevede sacrifici umani e spesso rende i bambini capri espiatori di credenze distorte, la povertà e la fame che seminano morte e costringono le popolazioni al limite della sopravvivenza, l’Aids che ancora non si riesce a sconfiggere e che continua a mietere vittime. Quali tracce ha lasciato in noi il cammino di Benedetto XVI nel Continente nero in questi giorni? Per averne un riverbero, naturalmente, ci siamo dovuti affidare ai media – televisione e giornali soprattutto – per trovare risposta alla nostra curiosità e al nostro interesse verso questa delicata e importante missione. E naturalmente i media hanno riproposto i soliti cliché di larga presa sul pubblico ma di scarso rispetto della verità dei fatti. A parte le consuete eccezioni rappresentate dalle testate di ispirazione cattolica, l’informazione ha cavalcato con clamore la questione relativa all’uso del profilattico per combattere l’Aids, in seguito a una frase detta dal Papa durante un’intervista realizzata dai giornalisti che lo accompagnavano in aereo nel viaggio di andata. La domanda riguardava la posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro questa malattia, spesso considerata “non realistica e non efficace”. La risposta del Santo Padre è stata riportata dai media come esempio di una crociata antistorica e ottusa della Chiesa contro l’uso del profilattico e questo è bastato a suscitare un vespaio di polemiche tanto urlate quanto infondate nei presupposti. Lettori e ascoltatori hanno così assistito alla solita guerra fra opposte tifoserie e, soprattutto, al travisamento di quanto effettivamente detto dal Pontefice su un tema così delicato. Sarebbe bastato riportare correttamente e integralmente le parole di Benedetto XVI per spegnere alla base ogni fiammella polemica. Ecco, nella sua semplicità, la risposta testuale del Papa: “Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con soldi. Sono necessari, ma se non c’è l’anima che li sappia applicare, non aiutano. Non si può superare con la distribuzione di preservativi: al contrario, aumentano il problema. La soluzione può essere solo una, duplice: la prima, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro; secondo, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, una disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, per essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano con sé anche veri e visibili progressi”. Questa è la difesa acritica e anacronistica di una dottrina vetusta o la risposta che darebbe chiunque sia dotato di buonsenso, anche al di là delle convinzioni religiose? Eppure i media hanno avuto gioco facile nel decontestualizzare la frase del Santo Padre dalle premesse e dal discorso generale in cui si collocava, per spararla nei titoloni e darla in pasto a chi aspetta solo un pretesto per attaccare il presunto antistoricismo della Chiesa di Benedetto XVI. Uno spazio minore è stato dedicato alle altre questioni importantissime, che il Pontefice ha affrontato sia nella famigerata intervista che durante i numerosi discorsi, omelie e messaggi di questi giorni: la crisi economica mondiale che sui più poveri ha i suoi effetti peggiori, la situazione specifica della Chiesa africana, il futuro di quel continente e del mondo intero, le nuove necessità della fede. Le parole del Papa su questi argomenti travalicano di gran lunga le possibili polemiche sull’uso del preservativo, argomento sul quale il Santo Padre non ha fatto altro che ribadire la posizione da sempre assunta dalla Chiesa. Su tutti questi argomenti e sui molti altri (tra cui, appunto, la diffusione dell’Aids), il Papa ha riaffermato la necessità assoluta di un recupero del fondamento etico in ogni dimensione della vita. A livello personale innanzitutto, poi negli ambiti specifici dell’educazione, della politica, dell’economia, della gestione globale delle risorse. Ma le tracce riportate dai media hanno dato l’idea di un cammino completamente diverso. L’obiettivo dichiarato del viaggio di Benedetto XVI era “rendere testimonianza a Cristo e incoraggiare i popoli africani a essere se stessi in una convivenza giusta e pacifica”: non si può dire che non sia stato centrato in pieno. Quale è stato, invece, lo scopo dei media che si sono impegnati a raccontare questo viaggio in maniera miope e parziale? U MARCO DERIU P A G I N A 11 Como CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 DOMENICA 29 MARZO La Famiglia Comasca festeggia i suoi primi 40 anni N on si tratterà soltanto di una festa “in famiglia”, ma di un momento da condividere con la città intera. Domenica 29 marzo la “Famiglia Comasca” celebra la ricorrenza dei suoi quarant’anni, stretta tra simpatizzanti e amici. Festa che inizierà con la celebrazione della S. Messa, alle ore 11.15, nella basilica di S. Fedele, e proseguirà con il pranzo presso il ristorante Imbarcadero. «Sarà un momento di gioia da condividere insieme - ci spiega Piercesare Bordoli, padre e anima del sodalizio - al quale auspichiamo prenda parte un elevato numero di soci, sia alla S. Messa sia al ristorante». Quant’anni e non sentirli … è proprio il caso di dirlo vista l’instancabile energia con cui la Famiglia Comasca continua a promuovere iniziative per la città… «Tanti sono stati i progetti che, in questi anni, hanno visto la Famiglia Comasca in prima linea. Impegnata nel restituire all’antico splendore il ricco patrimonio artistico e culturale di cui la nostra città è custode. Ricordo l’ultima fatica: il restauro dell’antica quadreria del S. Anna. Un lavoro, realizzato con mano esperta dall’Accademia Galli, e che ha impegnato non poche delle nostre risorse. Ma ricordo anche il restauro degli ex voto del Appuntamento presso la basilica di S. Fedele, per la celebrazione della S. Messa alle ore 11.15, quindi si proseguirà con il pranzo di MARCO GATTI [email protected] Crocifisso, l’impegno profuso per la neurochirurgia del S. Anna e per la salvezza del battello Patria… La giornata di domenica non sarà, però, tanto l’occasione per guardarci indietro, quanto per protendere avanti lo sguardo, in virtù dei nuovi impegni che saremo chiamati ad assolvere…». Non fermarsi mai. È questo il segreto della vitalità di questa associazione? «Può darsi. Per quanto mi riguarda ho sempre amato non limitarmi al presente, ampliando l’orizzonte dei nostri progetti». C’è già qualcosa in cantiere? «Eccome! Il nostro primo obiettivo riguarda il restauro di una striscia pittorica di scuola giottesca presente nella basilica di S. Abbondio. Opera tralasciata da precedenti restauri. Per me si tratta di mantenere una promessa che, qualche anno fa, feci ad una persona che oggi non c’è più: don Luciano Salvadè. A lui assicurai che, una volta terminata la quadreria del S. Anna, avremmo dedicato la nostra attenzione a S. Abbondio. E così sarà. In questi giorni uno speciale apparecchio provvederà ad effettuare i necessari prelievi per valutare le caratteristiche della vernice utilizzata e programmare il restauro. Dopo di che, una volta ottenuto il via definitivo dalla Soprintendenza, si potrà procedere ai lavori. Le opere, che non dovrebbero richiedere più di qualche mese, ma per le quali sarà necessario montare dei ponteggi, si svolgeranno, con ogni probabilità, il prossimo anno. Ad occuparsi di questo lavoro sarà, ancora una volta, la prestigiosa Accademia Galli, con la quale siamo in ottimi rapporti sia per la qualità del suo operato sia per la capacità di contenimento dei prezzi, con il valore aggiunto di essere una realtà qualificata del nostro territorio. Oltre a S. Abbondio ci occuperemo anche della sistemazione del fondale della chiesa di S. Martino, presente nel parco dell’ex Ospedale psichiatrico. Anche in questo caso ad occuparsene sarà l’Accademia Galli. Pensando al futuro stiamo valutando anche la possibilità di tracciare, sul roccione nudo che, dal- MUSICA E POESIA DEL MEDITERRANEO CON IL CIF A REBBIO Domenica 29 marzo alle ore 15.00 presso il Teatro Nuovo di Rebbio in via Lissi, 9 il CIF - Centro Italiano Femminile Provinciale di Como - in occasione della Festa della donna, rende, come ogni anno, un originale omaggio alla femminilità presentando lo spettacolo “Musica e Poesia del Mediterraneo”. Scritto e raccontato da Daniele Bubboli, direttore artistico dell’Accademia Lirica Rotary International, lo spettacolo propone una variegata antologia tra opera lirica, e operetta con letture di alcune poesie delle varie culture mediterranee particolarmente significative. Un giro attorno al Mediterraneo per cogliere esempi della cultura musicale e letteraria dei vari Paesi. Una grande pagina musicale interpretata da un gruppo di professionisti dello spettacolo: Tiziana Scaciga Della Silva e Barbara Fasol soprani, Andrea Bragiotto tenore, Simone Tansini baritono e al pianoforte il maestro Luis Baragiola. L’ingresso è libero. Per informazioni: CIF Provinciale via Rodari 1, 22100 Como tel. 031-304190. FESTA DELLA RAMA D’ULIVA LA FESTA La Famiglia Comasca, domenica 29 marzo, festeggerà 40 anni di vita dell’Associazione. La prima manifestazione avrà luogo in tale data con il seguente programma: - ore 11.15: Santa Messa presso la Basilica di S. Fedele in Como, con la partecipazione della Corale San Nicola di Cernobbio che eseguirà la Missae Brevis di J. Haeduk; - ore 13.00: pranzo presso il Ristorante Imbarcadero (piazza Cavour) nel corso del quale verranno festeggiati i soci fondatori, ai quali verrà consegnato un ricordo della Famiglia Comasca. Ci si augura di poter contare un numero elevato di soci, sia alla S. Messa sia al ristorante. Prenotazioni in sede - entro giovedì - dalle ore 15.00 alle 18.00, tel. 031-271907. la zona di Camerlata guarda alla città, e su cui in tempi lontani troneggiava la scritta “Dux”, la scritta “Como città di Volta”, magari con una vernice fluorescente, dunque visibile anche di notte. Un omaggio che, così, la città tributerebbe al proprio insigne scienziato…». Altro ancora? «Le idee sono tante, e potremmo andare avanti a lungo. Ma mi fermo qui. Siamo abituati a compiere un passo per volta, senza smettere di pensare al domani. Così siamo riusciti a camminare in questi quarant’anni: memori delle nostre radici, ma forti della convinzione che proprio dalla solidità delle nostre fondamenta dobbiamo trarre forza per progettare il nostro domani». Domenica 5 aprile come negli anni precedenti in collaborazione con gli Amici del Lario, la delegazione italiana dell’Accademia della Cucina, il Rotary Club Como Baradello e le Bambine del “20” - la Famiglia Comasca si ritrova per festeggiare questa ricorrenza. L’incontro è fissato per le ore 8.30 alla Basilica del SS. Crocifisso dove ci attenderà il pullman che ci condurrà a Barni per la S. Messa nella chiesa parrocchiale alle ore 10.00. Il pranzo si terrà al Ristorante La Madunina alle ore 12.30. Data la poca disponibilità di posti, si prega di prenotare in sede con sollecitudine, dal lunedì al venerdì dalle ore 15.00 alle 18.00, tel. 031271907. Una farfalla per aiutare la Uildm Una farfalla per aiutare la Uildm (Unione Italiano Lotta alla Distrofia Muscolare) e sostenere la ricerca. Sabato 4 e domenica 5 aprile in occasione della 5a giornata nazionale della Uildm in piazza Duomo e in altri dodici punti tra città e provincia sarà possibile acquistare “aurora”, la piccola farfalla di peluche, ripiena di ovetti di cioccolato, simbolo della campagna annuale dell’associazione, riassunta dallo slogan: “Dispiega le mie ali contro ogni barriera”. I cinque euro raccolti per ogni farfallina andranno a sostenere le attività dell’associazione nata nel 1961 (presente a Como dal 1968) con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto alle persone affette da patologia neuromuscolare e alle loro famiglie, grazie al sostegno medico e psicologico, all’inclusione scolastica e lavorativa, all’organizzazione del tempo libero e alla sensibilizzazione. E’ possibile partecipare alla raccolta anche donando 2 o 5 euro tramite sms (inviando dal 30 marzo al 5 aprile un messaggio al 48548) o con versamenti sul conto corrente postale 13380225 intestato a Uildm di Como. Ulteriori informazioni sull’iniziativa e sulle attività della Uildm sono disponibili presso la sede comasca dell’associazione in via Maiocchi 4, a Lora (Como) oppure telefonando al 031542940 o tramite e-mail all’indirizzo segrete [email protected] . CRONACA P A G I N A 12 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 UN PALAZZO UNA STORIA L’Asl culla... del razionalismo è un capolavoro architettonico nel centro di Como che rimane invisibile agli occhi dei passanti, perché da oltre quarant’anni coperto da una coltre di cemento e calcinacci. Un manto, calato alla fine degli anni Sessanta, che ha irrimediabilmente snaturato un edificio definito come “il testamento dell’architettura razionalista”. Chissà quanti entrando in questi anni nella sede dell’Asl di via Pessina, a pochi passi da Palazzo Terragni, si sono resi conto di questo gioiello, costruito alla fine degli anni trenta come sede dell’Unione fascista dei Lavoratori d’Industria (Uli), l’allora sindacato del regime. Riportarlo alla luce a beneficio di tutta la città, per ora solo sulla carta, è stato l’obiettivo dell’associazione culturale Margherita Ripamonti che ha condotto una ricerca sulla struttura presentata, mercoledì 25 marzo, proprio all’interno dell’attua- C ’ Un capolavoro architettonico nel centro di Como cui, alla fine degli anni Sessanta, un manto di cemento ne snaturò le caratteristiche. Da qualche tempo c’è chi sta progettando di riportare alla luce questo gioiello di MICHELE LUPPI le sede dell’Asl. Un’indagine realizzata dagli architetti Renato Conti, Paolo Brambilla e Corrado Tagliabue, basata su documenti e disegni dell’epoca. I risultati del lavoro sono stati sintetizzati in alcuni pannelli, in mostra all’interno della sede dell’Asl: fotografie, planimetrie e descrizioni che ripercorrono la storia dell’edificio dalla sua nascita, tra il 1938 e il 1943, ad oggi. Un’opera d’avanguardia realizzata da un gruppo di architetti guidati da Cesare Cattaneo, allievo di Terragni. “La sede dell’Uli - ha spiegato Carlo Ripamonti, presidente dell’Associazione promotrice dell’iniziativa - rientrava all’interno del progetto urbanistico del 1934 che prevedeva un sorta di cittadella pubblica, adiacen- te al centro, comprendente la Casa del Fascio, centro politico del regime, e quest’altro edificio, sede del sindacato”. I due palazzi, simili per linee e materiali, andavano così a formare una vera e propria isola razionalista al centro della città. “Dobbiamo recuperare la consapevolezza - ha commentato l’architetto Renato Conti - di avere di fronte un edificio straordinario nell’ambito del razionalismo. Oggi purtroppo solo gli architetti della mia generazione ricordano la struttura originaria perché, a partire dal 1966, è iniziata un’opera di ampliamento e ristrutturazione dell’edificio che ha finito per snaturarne le caratteristiche. Un intervento guidato da Lingeri, in precedenza tra i collaboratori di Catta- neo, che ha riempito i vuoti, tipici del razionalismo, dandogli una connotazione simile a quella dei grandi edifici civili degli anni sessanta. Togliendo così di fatto tutte le caratteristiche di un’architettura di avanguardia”. Una serie di interventi, interni ed esterni, che rendono oggi la struttura poco riconoscibile. “Con il completamento di questa ricerca - ha spiegato Carlo Ripamonti - il nostro obiettivo è raggiunto. Abbiamo naturalmente fatto delle ipotesi su quanto si potrebbe fare per la valorizzazione del comparto, ma ritengo non sia questo il momento di cominciare a parlarne. Rimaniamo comunque aperti a qualsiasi forma di collaborazione che ci verrà proposta”. A questo punto si apre infatti un capitolo nuovo che potrebbe portate alla ristrutturazione dell’ex Uli e al suo reinserimento in un contesto razionalista insieme a Palazzo Terragni. Un percorso che va ben al di là dei meritevoli sforzi dell’associazione e riguarda prima di tutto la Regione Lombardia, proprietaria dell’Immobile, l’Asl e in secondo luogo gli amministratori comaschi. Senza dimenticare i problemi relativi alla ristrutturazione di un edi- ADERISCONO ANCHE ALCUNE BANCHE, FARMACIE, E NUOVI UFFICI PUBBLICI Mercoledì del cittadino: crescono gli enti I “ Mercoledì del cittadino” si allarga e si rafforza. Dal prossimo 1° aprile, in città, crescerà il numero di enti che hanno accettato di aderire all’iniziativa promossa dal Comune di Como che prevede l’apertura continuata dei propri uffici dalle 8.30 alle 15.30. Un servizio avviato per la prima volta nel 2006, grazie ad un finanziamento di Regione Lombardia, per rispondere ad un’esigenza di maggiore razionalizzazione degli orari dei principali servizi del capoluogo, così da renderli funzionali all’utenza. La positività della prima sperimentazione, che vide il coinvolgimento iniziale di 29 enti, ha portato Palazzo Cernezzi alla decisione di ampliare la proposta. Grazie a questa ulteriore intesa, e al nuovo contributo dalla regione di 125mila euro (somma che servirà anche per organizzare tempi e gli orari delle scuole e definire un calendario integrato degli eventi), dal prossimo 1° aprile a tenere aperto in maniera continuata il mercoledì vi saranno anche alcune banche, farmacie e un nume- ro crescente di uffici pubblici. Orario che rimarrà definitivo: ad eccezione della pausa natalizia e del periodo che va dal 15 luglio al 15 settembre. «La volontà di offrire servizi sempre più comodi e accessibili ci ha spinto a coinvolgere nuovi partner, che hanno risposto positivamente alle nostre sollecitazioni. L’allargamento di questa iniziativa - ha spiegato l’assessore ai Tempi Anna Veronelli rappresenta un risultato importante, tanto più importante se consideriamo che l’iniziativa è partita in una città che, in pas- sato, non si era mai occupata di politiche temporali. Trovare il modo per risparmiare tempo e rendere la città più comoda è la sfida che intendiamo portare avanti con questo progetto, per arrivare a rendere Como, tutti insieme, una città più vivibile da parte dei cittadini». L’iniziativa del Mercoledì è stata anche oggetto lo scorso novembre di un sondaggio condotto tra gli operatori e tra gli utenti tramite la distribuzione di un questionario, auto compilato dagli stessi operatori degli Enti Territoriali e del Comune di Como negli orari di apertura del Mercoledì del Cittadino nelle giornate del 19 e 26 novembre - 10 dicembre (neve). Questi i numeri del sondaggio: Enti Territoriali: distribuiti 69 questionari, restituiti 58 (84%); Comune: distribuiti 61 questionari, restituiti 56 (92%). Per quanto riguarda il Comune di Como, il 20% degli operatori dichiara di aver usufruito del MdC dandone poi un giudizio positivo perché consente di svolgere alcune commissioni prima di recarsi al lavoro/prima di tornare a casa e perché nello stesso giorno è possibile sbrigare più pratiche mentre l’ 80% non ha usufruito dell’iniziativa o perché impegnato nella stessa o perché non ne ha avuto l’occasione/necessità. Altri partner: il 48% degli operatori dichiara di aver usufruito del MdC dandone poi un giudizio positivo perché consente di svolgere alcune commissioni prima di recarsi al lavoro o durante la pausa pranzo, “liberando” del tempo da poter dedicare ad altro. D’altro canto il 52% non ha usufruito dell’iniziativa o perché impegnato nella stessa o perché non ne ha avuto l’occasione/necessità. Un ulteriore rilevamento effettuato da Palazzo Cernezzi ha permesso di riscontrare come circa il 50% dell’utenza del mercoledì abbia beneficiato dell’introduzione dei nuovi orari, recandosi presso gli uffici nella fascia tra le 8.30 e le 9 e tra le 13 e le 15.30. L’elenco dettagliato degli enti aderenti è scaricabile dal sito del Comune di Como www.comune. como.it. Per maggiori informazioni è possibile contattare l’ufficio Tempi allo 031-252637. ficio così particolare, come spiega lo stesso Renato Conti: “Pensare di restaurare un edificio come questo è difficile perché a differenza dell’architettura classica dove i materiali usati come legno, pietra e ferro sono di facile reperimento, qui, invece, ci troviamo di fronte a materiali d’avanguardia creati appositamente per questa struttura, basti pensare la vetro-cemento, che oggi non sono più reperibili in commercio. Riteniamo comunque che questo sia un capitale della città che possa diventare, insieme a Palazzo Terragni, un vessillo di Como”. I FOCOLARI IN RICORDO DI CHIARA LUBICH CON IL VESCOVO A un anno dalla morte di Chiara Lubich mons. Diego Coletti, vescovo di Como, celebrerà una S. Messa, giovedì 2 aprile, alle ore 20, presso la chiesa di S. Rocco, a Como. I membri del Movimento dei Focolari saranno lieti di condividere questo momento di comunione con gli amici impegnati nell’ambito ecclesiale e civile oltre che con tutti coloro che lo desiderano. La celebrazione sarà uno degli oltre 600 appuntamenti in programma nei mesi di marzo e aprile in 400 città del mondo per ricordare la figura di Chiara. Accomuna i tanti eventi un clima di gioia, speranza e commozione: così è stato sabato 14 marzo, giorno dell’anniversario, nella basilica di S. Ambrogio a Milano con la presenza del cardinale Dionigi Tettamanzi e a Roma, in S. Maria Maggiore, con il cardinale Paul Poupard. Numerosi anche gli eventi svoltosi a livello civile. CRONACA P A G I N A 13 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 STORIA, TRADIZIONE, VITA Ponzate: chiara, fresca dolce acqua... La scorsa settimana l’inaugurazione della nuova statua della Madonna Immacolata posta nella nicchia della storica fontana di piazza Garibaldi, “cuore” della piccola frazione di Tavernerio In queste due immagini il momento della benedizione della statua della Madonna e, a sinistra, l’artista Elio Ponti, autore dell’opera di SILVIA FASANA L a comunità di Ponzate si è stretta domenica scorsa, con una semplice cerimonia, attorno alla nuova statua della Madonna Immacolata posta nella nicchia della storica fontana di piazza Garibaldi, “cuore” della piccola frazione di Tavernerio. La statua è stata realizzata dallo scultore Elio Ponti in cemento e marmo e donata alla comunità, per fare memoria e rinnovare la tradizione della presenza protettrice di Maria nel centro di Ponzate. Dopo la Messa di domenica 22 marzo, i bambini e i ragazzi della parrocchia che hanno vissuto in oratorio una giornata di «laboratorio» in preparazione alla Pasqua - hanno accompagnato il parroco per il rito di benedizione della nuova statua. Don Agostino ha voluto ricordare a tutti il senso della presenza di una effigie mariana vicino ad una fontana, citando alcune parole di un famoso discorso di san Bernardo, intitolato appunto De aquaeductu, in cui Maria viene presentata come l’acquedotto di Dio, colei che porta la fonte divina vicino all’uomo. La benedizione della nuova statua è stata l’occasione per riscoprire l’importanza di un bene prezioso quale l’acqua - a cui i ragazzi di Ponzate hanno dedicato lo scorso anno l’annuale “Festa del Creato” in valle - e di recuperare preziosi ricordi di storia locale. Spiega Ermanno Trom- betta, che ha svolto alcune ricerche sulla fontana della piazza e sul suo significato per gli abitanti del piccolo centro: «Una prima fontana con annesso lavatoio fu realizzata nel 1824 nella piazza di Ponzate, sul fianco sinistro dell’attuale fontana, alimentata da alcune sorgenti situate nel Comune di Civiglio, in località “Fontane”. Questo manufatto era senza serbatoio di carico; l’acqua, per caduta naturale, alimentava la fontana della piazza direttamente dalla sorgente. Ben presto ci si accorse che l’acqua tracima- SERIE DI INCONTRI A MONTORFANO La colonna vertebrale e le fasi della vita Q uante volte abbiamo avuto o abbiamo sentito le lamentele di parenti e amici col “mal di schiena”. Un’espressione non certo medico-scentifica che riassume, però, efficacemente una serie di patologie, sempre più diffuse, che coinvolgono la colonna vertebrale. Proprio di questo, della salute della cosidetta “schiena”, si parlerà al ciclo di incontri “La colonna vertebrale e le fasi del- la vita” promosso dalla cooperativa sociale Colisseum con il patrocinio dell’Asl di Como, del comune di Montorfano e di Confcooperative. Gli incontri, ad ingresso libero, si terranno per quattro venerdì consecutivi, a partire dal 3 aprile, all’auditorium Vitaresidence 7, in via Molino a Montorfano, con inizio alle 20.30. “Nella società moderna - scrivono gli organizzatori - le patologie che interessano la colonna sono in continuo aumento. Quasi sempre, la causa dei disturbi è legata alla stessa evoluzione della specie umana. A parte alcuni casi dovuti a patologie congenite, infatti, la maggior parte delle problematiche a carico della schiena derivano dalla nostra postura eretta e dal nostro modo sbagliato di caricare la colonna vertebrale. Una situazione aggravata dalla diffusione ormai capillare della sedentarietà e dello scarso esercizio fisico”. va dalla vasca e scorreva nella piazza e sulla pubblica strada. Solo nel 1861 la questione fu sistemata con la costruzione di un tombino sotterraneo che, superata la piazza, scaricava l’acqua nei campi. Nel tempo la sorgente di Civiglio diminuì gradatamente la portata, anche per la mancanza di manutenzione. Per risolvere il problema furono richieste perizie e studi a ingegneri e perfino a rabdomanti. Alla fine si optò per un progetto che prevedeva di portare l’acqua alla vecchia fontana della piazza da una sorgente posta più a monte, nella Valle di Ponzate, oltre alla costruzione di un nuovo lavatoio posto nell’attuale via Adua, alimentato con l’acqua inutilizzata della fontana, con annesso forno». L’edificio, tutt’ora esistente, anche se in cattivo stato di conservazione, è stato oggetto di un progetto di recupero; il forno inve- Cattive posture che alla lunga finiscono per determinare vere e proprie patologie. “Nel caso delle patologie vertebrali - continuano gli organizzatori - il motto “prevenire è meglio che curare” è quanto mai vero: il trattamento preventivo risulta essere di fondamentale importanza, perché impedisce che una condizione di salute possa trasformarsi in una condizione patologica e quest’ultima in una forma più grave”. Agli incontri interverranno Mario Cassi, primario del Reparto Recu-pero Funzionale dell’O-spedale S. Anna, il tera-pista della Riabilitazione Ottavio Galante, i dottori in Scienze Motorie Laura Izzo e Gabriele Romanò della Cooperativa Sociale Colisseum. Per informazioni è possibile rivolgersi a Confcooperative allo 031-3370179. ce è stato demolito nel 1990. Continua Trombetta: «I lavori furono portati a termine tra il 1898 ed il 1902. Il casello-serbatoio di raccolta dell’acqua della sorgente della valle è ancora esistente in località Prà della Valle nei pressi di una vecchia costruzione ora ridotta a rudere. La fontana della piazza, quella che vediamo attualmente, fu realizzata con due bocche d’acqua, una alimentata dalle sorgenti di Civiglio, l’altra dall’acqua proveniente dalla valle. Il posto del vecchio lavatoio della piazza fu occupato da una cisterna-serbatoio alimentata con l’acqua eccedente della fontana adiacente. Da questo serbatoio una conduttura portava l’acqua al nuovo lavatoio». La fontana della piazza venne utilizzata regolarmente dagli abitanti di Ponzate per usi domestici fino al 1958 (anno di co- struzione del nuovo acquedotto). Da allora sembrò che la vecchia fontana fosse diventata inutile (circolò anche qualche notizia di demolizione…), ma nel tempo si dimostrò più volte indispensabile per superare le disfunzioni e i problemi dell’acquedotto. Nel 1997 un gruppo di volontari fece un importante intervento di manutenzione alla costruzione, nel rigoroso rispetto della struttura originaria. In quell’occasione la bocca d’acqua proveniente dalle sorgenti di Civiglio (quella di sinistra), fu alimentata con l’acqua dell’acquedotto comunale, mentre recentemente, sempre con il prezioso apporto di volontari del paese, è stato ripristinato anche l’antico collegamento tra l’altra bocca di questa fontana e la sorgente nella valle di Ponzate, che si era andato deteriorando. VISITE ALLA CITTÀ CON MONDO TURISTICO L’Associazione culturale Mondo Turistico, con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo del Comune di Como, propone da aprile a fine settembre due visite guidate alla città di Como ogni settimana, il lunedì mattina alle ore 10.00 e il giovedì pomeriggio alle ore 14.30. L’appuntamento con la guida è davanti all’Ufficio Info Point, di fianco al Duomo (via Maestri Cumacini). La visita, con spiegazioni in italiano ed in inglese, comprende una passeggiata a piedi nel centro storico di Como con le visite al Duomo e alla Basilica di S. Fedele, della durata di circa due ore. Le visite si effettueranno con qualsiasi condizione atmosferica. Per le persone singole non sono necessarie le prenotazioni; per i gruppi, invece, è richiesta la prenotazione e, in tal caso, è possibile scegliere anche altre date. Il costo di partecipazione è di 8 euro per persona; per i possessori di WelComo Card 6 euro e per i bambini fino a 15 anni gratis. Per informazioni: Mondo Turistico, tel. 339.4163108; e-mail: [email protected]; sito internet: www.mondoturistico.it. A CRONACA P A G I N A 14 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 ASSOCIAZIONE CRONOMETRISTI COMO Ami il tempo che scorre? Un corso che fa per te L a storia dello sport è una lunga e affascinante vicenda scritta da molti uomini: dal grande atleta che supera un limite, dal cronista che dà eco alla vittoria, dagli uomini che con precisione annotano il tempo in gara. Il tempo è, infatti, il primo avversario da vincere e la misura del tempo è il cronometro che dà valore alla prestazione e traccia i confini della competizione. Il cronometro, consentendo di valutare e paragonare prestazioni compiute da atleti diversi in luoghi diversi, ha reso lo sport universale. Proprio un gruppo di persone consapevoli che il cronometraggio era garanzia di serietà e trasparenza in ogni gara e convinti di avere un ruolo fondamentale per lo sviluppo di tutte le attività sportive, fondarono nel 1921 a Milano, la Federazione Italiana Cronometristi, l’unica organizzazione in Italia riconosciuta dal CONI quale soggetto deputato allo svolgimento del servizio di cronometraggio nelle manifestazioni sportive che si svolgono sul territorio nazionale. Sin dall’inizio, in quel gruppo di persone era presente un comasco, il cav. Alfredo Taroni, molto attivo in diversi sodalizi della città e quindi grande appassionato di sport. A quei tempi il cronometraggio sportivo era un’attività che si reggeva sui pionieristici orologi a disposizione e sull’enorme passione che ci mettevano i giudicicronometristi, ma ben presto si presentò la necessità di approfondire le tecniche e di individuare criteri più moderni che consentissero uniformità di comportamenti. Soprattutto a causa del notevole aumento del numero di competizioni, Taroni si trovò nelle condizioni di dover reclutare anche in provincia di Como nuovi cronometristi. Da allora l’attività è stata in continuo crescendo e nel 1987 è stata costituita l’Associazione Cronometristi Como, che conta oggi un organico di 30 cronometristi che sono presenti nell’arco dell’anno in circa 300 gare che si svolgono in tutto il territorio A proporlo è una realtà comasca la cui attività è legata, a filo doppio, con lo scorrere dei secondi... Un servizio allo sport, vista la presenza di questi operatori in tutte le principali manifestazioni del territorio di PAOLO BORGHI provinciale, ma sono impegnati anche in manifestazioni internazionali ed intercontinentali che si svolgono in Italia (Giochi del Mediterraneo, Universiadi, Campionati Italiani Assoluti) fino alle gare promozionali giovanili (Giochi Sportivi Studenteschi, Giochi della Gioventù). “Noi interveniamo spiega Cinzia Giani, vicepresidente dell’Associazione Cronometristi Como - in ogni manifestazione dove il tempo è la componente fondamentale per ottenere una classifica, e quindi nella maggior parte delle discipline, anche se nella provincia di Como gli sport più cronometrati sono atletica leggera, moto, hockey su ghiaccio, mountain bike, rally, slalom auto, ciclismo, nuoto, motonautica, sci, sci d’erba, canottaggio, pattinaggio e ippica. Operiamo principalmente nell’ambito della provincia comasca anche se in determinate competizioni, dove la nostra presenza è massiccia (gare tipo rally, auto storiche), siamo chiamati dai colleghi lombardi ad aiutarli. Ogni tipo di sport necessita di un numero di cronometristi che varia da 2 a 40-50, e ognuno ha il suo compito preciso: chi effettua il rilevamento automatico dei tempi, chi elabora i dati e le classifiche, chi utilizza i tabelloni grafici e si occupa della visualizzazione dei risultati sul sito federale. L’avvento del computer e l’incremento dello sport in televisione hanno fatto sì che la nostra presenza non sia richiesta solo per il rilevamento del tempo e, oltre alla stesura delle classifiche, ci siamo dovuti attrezzare con programmi di grafica per venire incontro alle nuove esigenze del mondo sportivo, dotandoci d’apparecchi d’avanguardia nel campo del cronometraggio e della comunicazione. Usiamo fotocellule, tabelloni elettronici e computer con programmi specifici per ogni disciplina sportiva, che collegati ai cronometri permette di redigere delle classifiche con tutti i dati necessari richiesti dagli organizzatori delle gare”. L’Associazione Cronometristi Como dispone di numerose apparecchiature per la rilevazione dei tempi e per la loro visualizzazione che consentono di predisporre sistemi di cronometraggio adatti ai più diversi tipi di sport con una precisione che può arrivare fino ai millesimi di secondo. Per anni il cronometrista è stato un attento ed abile rilevatore del tempo mediante il suo intervento diretto, ed era più bravo chi pigiava per primo il pulsante del cronometro al compiersi di un evento o al suono di un dispositivo. L’avvento dei rilevatori automatici e dei cronometri scriventi, ha richiesto invece una nuova professionalità capace di gestire bene strumenti più complessi. E sempre più spesso al cronometrista non si chiede solo di rilevare il tempo d’arrivo ma anche di saper variare il suo impegno per aderire alla fisionomia di ciascuno sport. L’atletica leggera, ad esempio, è una disciplina in cui il tempo caratterizza la prestazione dell’atleta. In molte gare, infatti, il superamento di un precedente limite ha più importanza della vittoria stessa e la misurazione del tempo si è adeguata all’importanza assunta ed ha affinato gli strumenti necessari a garantire un ordine d’arrivo esatto e una precisione centesimale nella misura della prestazione. Allo stesso modo nel nuoto il centesimo può non essere sufficiente a desi- gnare il vincitore e per questo già si pensa a misurare il millesimo di secondo, mentre negli sport invernali (sci alpino e nordico) la maggior parte delle gare non prevede un confronto diretto fra i concorrenti e per questo il tempo diventa l’unico riferimento per la misura della loro prestazione e la designazione del vincitore. “La nostra associazione - aggiunge Cinzia Giani ha sempre un gran bisogno di giovani per riuscire a garantire la sua presenza a tutte le gare, ma purtroppo da alcuni anni il loro numero è sempre più esiguo. Per questo motivo organizzeremo un corso per aspiranti cronometristi (inizierà anche se ad iscriversi fosse un allievo soltanto) che si terrà presso la nostra sede e al quale possono partecipare uomini e donne che hanno un’età compresa tra i 16 e i 55 anni e non abbiano riportato condanne penali né provvedimenti disciplinari da parte di Federazioni sportive. Il corso di formazione è completamente gratuito e comprende un ciclo di 10 lezioni teoriche durante le quali è possibile conoscere i regolamenti e i metodi di cronometraggio applicati alle varie discipline sportive, e diverse le- zioni pratiche direttamente sui campi di gara per meglio capire l’utilizzo delle apparecchiature (cronometri scriventi, tabelloni grafici, fotocellule). Una volta superato l’esame finale, occorre compilare una domanda d’ammissione alla Federazione Italiana Cronometristi e un formulario personale allegando la prescritta documentazione (certificato di residenza, penale e medico). I nuovi cronometristi saranno inquadrati nella categoria “allievi” e abilitati a svolgere servizio sui vari campi di gara sotto la guida di cronometristi esperti per tre anni, al termine dei quali sosterranno un ulteriore esame per passare alla categoria “Ufficiali”. I nostri corsi insegnano proprio a misurare “l’attimo fuggente” delle competizioni sportive e non è un compito facile: può diventare un’arte che richiede assoluta responsabilità oltre ad una buona dose d’entusiasmo”. I cronometristi sono gli angeli custodi d’ogni manifestazione sportiva: vegliano dietro le quinte della competizione, cronometro alla mano, registrando infallibilmente i tempi dei concorrenti, misurando le prestazioni atletiche e la durata degli incontri, e anche dalla lo- ro figura dipende il buon esito di una gara. A differenza dei singoli sport, il cronometrista vive da vicino diverse realtà sportive e questo, per un appassionato, è il massimo che può desiderare. Può inoltre diventare un tecnico di primo piano nel suo campo perché dispone d’autentici gioielli della moderna tecnologia in grado di fornire l’immagine del concorrente contemporaneamente al tempo realizzato e alla classifica, anche se non deve pensare che l’uomo scompaia nell’era della tecnologia perché gli apparecchi fanno quello che il cronometrista programma, e se qualcosa non funziona è sempre l’uomo che deve intervenire con la sua preparazione e le sue conoscenze. Chiunque desidera vivere lo sport da “protagonista” con un ruolo di responsabilità in oltre 30 discipline sportive e ama seguirle da vicino in modo attivo e non limitandosi a guardarle attraverso lo schermo televisivo, può iscriversi al corso per aspiranti cronometristi recandosi direttamente nella sede dell’Associazione Cronometristi Como in viale Masia 42 presso il palazzo del Coni, ogni martedì dalle ore 21 alle 23, oppure inviare un’email a [email protected]. A CRONACA P A G I N A 16 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 INVIATE QUASI 15 TONNELLATE DI AIUTI Emergenza Georgia, il grazie di Iubilantes L’ultimo carico di aiuti umanitari è partito lo scorso 14 marzo, dal porto di Genova di SILVIA FASANA I l 4 marzo è partito dal porto di Genova, diretto a Poti, in Georgia, l’ultimo carico degli aiuti umanitari raccolti con l’iniziativa “Emergenza Georgia”, coordinata dall’Associazione Iubilantes. Sono stati inviate quasi 15 tonnellate di aiuti, per lo più indumenti, scarpe e supporti sanitari, che hanno riempito interamente un container e quasi completato un secondo. Una così generosa raccolta è stata frutto del lavoro di un grande numero di volontari, non solo di Iubilantes ma anche di altre organizzazioni che si sono attivate per questa importante iniziativa. Una mobilitazione veramente notevole in aiuto del travagliato Paese caucasico, che sta attraversando un momento veramente dif- ficile, come ha spiegato padre Witold Szulczynski, direttore della Caritas Georgia, in Italia per qualche giorno alla fine dello scorso mese di gennaio. Dopo la guerra e con l’inasprirsi dell’inverno, l’impegno della Caritas Georgia è diventato pressante emergenza quotidiana. Basti pensare che l’Organizzazione umanitaria assiste anziani, ammalati, famiglie povere e numerose, offre educazione e formazione ai bambini ed ai giovani, recupera i ragazzi di strada. Gestisce due mense, fornendo 1700 pasti al giorno, un poliambulatorio, un centro di riabilitazione, piccoli centri sanitari locali, oltre a diversi servizi di assistenza sociale e medica a domicilio, nonché la grande “Casa per i bambini di Tbilisi” con i suoi 300 piccoli ospiti. Sono stati attivati ben 8 punti di raccolta: Menaggio, Como, Cantù, Drezzo, Molina di Faggeto Lario, Montorfano, San Fermo e Sagnino. Un ulteriore momento di raccolta è stato organizzato a Camnago Volta dalla Circoscrizione 4, grazie ad una bella iniziativa di cultura e solidarietà che ha coinvolto bambini e famiglie. Un importante aiuto è giunto anche dalla Caritas Diocesana di Como e dalla Caritas di Cabiate, che da anni sostiene il lavoro della Caritas Georgia. Spiega Ambra Garancini, presidente Iubilantes: «Il carico è ora in navigazione: raggiungerà senza intermediari la Caritas Georgia, a Tbilisi, speriamo il più presto possibile. Desideriamo ringraziare pubblicamente, anche a nome della Caritas Georgia, tutti i generosi donatori e tutti i volontari che, con la loro presenza e il loro lavoro, hanno reso possibile la raccolta. Ringraziamo anche gli Enti che hanno ospitato la raccolta: il Comune di Montorfano, l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna di Como, con il Dipartimento di Salute Mentale, la Comunità La Quercia e l’Ospe- GRANDE COMMOZIONE L’ultimo saluto a padre Silvano Zoccarato dale S. Antonio di Cantù. Ringraziamo la Circoscrizione 4 di Camnago Volta e tutti coloro che hanno dato vita e organizzato i vari punti di raccolta; ringraziamo le Caritas che hanno collaborato, ringraziamo le varie ditte, ad iniziare dalla Canepa di San Fermo, per la messa a disposizione di materiale di imballaggio. Ringraziamo il Gruppo Protezione Civile del Comune di Moltrasio, per l’impegno profuso nel carico dei container. Un grandissimo grazie, infine, al Consorzio Docks di Montano Lucino, che, concedendo ampio spazio al punto di raccolta finale e mettendo a disposizione uomini e mezzi, ha reso possibile un lavoro di così ampia portata». Per informazioni: Iubilantes, via Vittorio Emanuele II 45, Como; tel. 031.279684; fax 031. 265545; e-mail iubilantes @iubilantes.it; www.iubi lantes.eu. Padre Silvano Zoccarato è nato a Santa Giustina in Colle (Padova) il 28 febbraio 1940. E’ entrato in seminario minore il 6 ottobre 1951. Ha fatto la professione temporanea il 4 ottobre 1958 e quella solenne il 4 ottobre 1962. Ordinato sacerdote il 18 marzo 1967, è incaricato della promozione vocazionale presso Camposampiero fino al 1988, periodo durante il quale ha fatto emergere numerose vocazioni sacerdotali, familiari e personali. Fino al 2005 è a Sabaudia (Latina), dove dal 1994 è nominato Parroco di Molella, lasciando nei parrocchiani un grande ricordo di stima e affetto, tutt’ora vivo. Il 7 ottobre del 2006 è arrivato a Como, ultimo incarico assegnatogli. Presso la Comunità francescana di via Kolbe è stato vice parroco. Varie le attività svolte con gioia ed entusiasmo: accoglienza presso il Santuario, confessore ricercato da molti fedeli, responsabile della catechesi degli adulti, organizzatore della pesca di beneficenza di Sant’Antonio. Svolgeva inoltre con passione il rito della benedizione delle famiglie, durante il quale aveva occasione di visitare tutti i fedeli. Padre Silvano è deceduto il mattino di lunedì 16 marzo scorso, all’età di 69 anni. Dopo la liturgia delle esequie, celebrata a Como e a Camposampiero (Pd), è stato tumulato presso il cimitero della suo paese, S. Giustina in Colle (Pd). La numerosa partecipazione e gli infiniti attestati di stima durante l’esposizione della salma, i riti funebri e tutt’ora, sono segno indelebile dell’affetto che ha circondato padre Silvano. Oltre ad un frate sensibile e prezioso collaboratore, la nostra parrocchia perde un uomo di Dio capace di trasmettere la fede in modo sincero e la serenità dello stile di vita francescano. LA PARROCCHIA DI S. ANTONIO DI CAMERLATA L’OLIO NEL VETRO SCURO IL GRANELLO DI SENAPA SI È FATTO ALBERO DI PROVVIDENZA Il Granello di Senapa si è fatto albero di Provvidenza, è questo lo slogan che ha ritmato la giornata di convegno e studio che si è tenuta sabato 21 marzo, presso l’Istituto Sacra Famiglia, nell’ambito dei festeggiamenti per i 175 anni della fondazione della Congregazione delle Figlie della Presentazione di Maria SS. al Tempio. Il percorso della giornata ha permesso di ricostruire l’avventura umana e spirituale di Francesca Butti e Maria Rossi, che insieme, a partire dal 1833, hanno dato vita ad un’esperienza associativa “quasi sconosciuta e tanto modesta”. In questa prospettiva l’esercizio di memoria domestica si è inscritto nei solchi profondi della terra comasca, che ha accolto “il granello di senapa” e gli ha dato la possibilità di crescere “albero di Provvidenza”. Mons. Andrea Caelli ha, così, guidato i partecipanti a riscoprire “l’anima” spirituale e pastorale della realtà ecclesiale di Como del primo 800, che rappresentò un terreno fecondo per le Sorelle associate nell’Istituto della Presentazione di Maria SS. al Tempio a S.. Il prof. Stefano de Fiores, mariologo di fama internazionale, ha guidato le sorelle a rileggere nell’evento della Presentazione di Maria SS. al Tempio il senso di una spiritualità del dono e la sua riscoperta nell’antropologia contemporanea. Padre Stefano ha invitato a puntare lo sguardo sull’uomo del futuro, che sarà essere relazionale e in cammino verso Dio e i fra- telli. Maria nella sua Presentazione al Tempio mostra in modo eccellente tale vocazione e identità: essere dono a Dio e al suo piano di salvezza. Alla dott.ssa Rosa Giorgi è stata poi affidata la lettura estetica e iconografica della pala-copia di Giovanni Francesco Romanelli, raffigurante la “Presentazione di Maria al Tempio”, conservata oggi nell’Oratorio della Casa Madre. Nel mistero raffigurato la comunità delle origini si è sentita rappresentata e da esso ha attinto ideali e valori per la sua spiritualità. Nell’ultima relazione suor Daniela Piovesan, Figlia della Presentazione, ha riportato l’attenzione sulle due fondatrici, Francesca Butti e Maria Rossi. Guardando a loro il versetto di At. “un cuor solo e un’anima sola” non risuona né scontato né di circostanza: la loro vicenda di credenti e di fondatrici rivela la verità profonda del loro essere sorelle nello Spirito che vissero con semplicità e coerenza il loro ideale di “far comune la vita ed istruire povere fanciulle” nell’umiltà della carità. La giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica presieduta da sua Eccellenza mons. Franco Festorazzi, che ha incoraggiato le Figlie della Presentazione a ringraziare il Signore per i tanti granelli di carità seminati in questi “primi” 175 anni di vita e le ha invitate a pregare tanto per continuare ad essere terreno fecondo e buono per ogni piccolo granello di senapa che continuamente il Signore offre con abbondanza di grazia. Venerdì 3 aprile, alle ore 21.00 presso il Salone Arcobaleno della Casa Divina Provvidenza (via T. Grossi 18, ampio parcheggio interno) la giornalista Laura d’Incalci presenterà il suo ultimo libro “L’olio nel vetro scuro”. Il volume racconta piccole grandi storie quotidiane legate all’esperienza del Banco di Solidarietà di Como. Storie vere, intessute di imprevedibili incontri. Sono gli incontri suscitati dall’esperienza del Banco di Solidarietà di Como, realtà nata agli inizi degli anni ‘90 per promuovere ascolto e condivisione dei bisogni. A partire dall’esigenza elementare del cibo, affrontata dai volontari che ogni settimana offrono un aiuto concreto a persone in difficoltà, affiora un’esperienza di sorprendente gratuità. Da queste pagine non emerge un’analisi sulla povertà o sul ruolo del volontariato, ma la scoperta, quasi una gioiosa rivelazione, di un profondo legame fra chi dona e chi riceve. La scoperta di uno sguardo che per ognuno può diventare carico di attesa e di speranza. La presentazione si tiene proprio nel luogo dove poco più di 120 anni fa il beato Luigi Guanella iniziava la sua opera caritativa a favore dei più poveri ed emarginati, proponendosi di dare loro “Pane e Signore”. “Pane”, ovvero la risposta ai bisogni materiali di cibo, salute, vestiario, istruzione e lavoro; “Signore”, vale a dire la risposta al bisogno ancor più fondamentale dell’uomo di trovare “un senso alla propria vita”, che solo Dio può soddisfare. All’incontro saranno presenti oltre all’autrice alcuni protagonisti del libro, che daranno voce alle loro storie. Nell’occasione sarà possibile acquistare il libro, il cui ricavato è devoluto interamente al Banco di Solidarietà di Como. Per informazioni: Casa Divina Provvidenza, via T. Grossi 18, tel. 031.296711. LA PASSIONE A LIPOMO L’oratorio San Vito di Lipomo il giorno 4 aprile alle ore 21:00 nel piazzale della chiesa dello Spirito Santo presenta “La rappresentazione della passione”, ad ingresso gratuito. In caso di pioggia la stessa verrà rappresentata il Venerdì Santo 10 aprile alle ore 21.00. CRONACA P A G I N A Como 17 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 ALLA SCOPERTA DELLA COOPERAZIONE/200 Nata su iniziativa dell’Associazione Genitori de “La Nostra Famiglia” ha a cuore il tema della disabilità. Vediamo come opera “Noi Genitori” sul territorio e nella comunità complete. pagina a cura del Consorzio Eureka Ser vizi alla Cooperazione e al Terzo Settore www.eurekacomo.it I L RUOLO DELLA COOPERATIVA NOI GENITORI SUL TERRITORIO E NELLA COMUNITÀ La Cooperativa Sociale “Noi Genitori” nasce nel 1995 su iniziativa dell’Associazione Genitori della “La Nostra Famiglia”. Opera nel rispetto dell’art. 1 della Legge 381/ 91, declinando “l’impegno a favore dell’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini”, attraverso la gestione di unità d’offerta socio assistenziale e socio sanitario per persone con disabilità, promuovendone l’inclusione sociale e l’acquisizione di una reale cittadinanza. Dall’anno della sua nascita gestisce un centro diurno, qualificandosi inizialmente come Servizio di Formazione all’Autonomia (SFA) e dall’ottobre 2008 come Centro Socio Educativo (CSE). La peculiarità del servizio, che opera in collaborazione con i servizi territoriali della provincia di Como, Milano e Cantù, è di rappresentare un riferimento formativo specializzato per giovani disabili in età adolescenziale, al termine del percorso scolastico di base o alle dimissioni dalle scuole speciali. Nel terzo settore la Cooperativa, è socia di Confcooperative, del Consorzio Provinciale Solco Como che aderisce al Consorzio Nazionale Gino Matterelli/Welfare Italia. Nel dicembre 2007 ha fondato l’Associazione Links. LA COOPERATIVA “NOI GENITORI” COME IMPRESA SOCIALE DI COMUNITÀ I tempi che stiamo vivendo si caratterizzano per cambiamenti strutturali che riverberano i loro UN INDIRIZZO DA CONOSCERE Per informazioni: Giorgio Colombo tel. 031-64152 cell. 338-6217925 “Noi Genitori” Società Cooperativa Sociale Onlus via IV novembre 20/f 22036 Erba tel 031-641522 fax 031-3335476 [email protected] effetti anche nella configurazione del sistema sociale. Il nuovo scenario che si è profilato, dà, alle cooperative sociali, la possibilità di rendere i principi e le motivazioni, alla base della loro creazione, lo sfondo valoriale ispiratore di azioni che, già nei tempi attuali, danno forma a un nuovo modello di sistema sociale. Un sistema plurale in cui l’offerta dei servizi vede il pubblico affiancato dal privato profit e dal privato sociale. In qualità di cooperativa sociale, assecondiamo la naturale spinta a considerare il profitto come mezzo per conseguire il benessere della comunità in cui operiamo, qualificando il nostro agire con un’azione che unisce in sé la ricchezza dei valori con l’efficacia e l’efficienza dello spirito di impresa. In altre parole uniamo la buona gestione economica alle buone prassi. Una prassi che ci fa de- siderare di rappresentare sul nostro territorio un soggetto capace di svolgere un ruolo che va oltre l’esecuzione del compito. Ma anche oltre la progettazione di risposte su richiesta, per arrivare a cogliere nella capacità di leggere la domanda e agire per colmare il bisogno intuito, la nostra identità di impresa sociale pubblica, profondamente radicata su un territorio che abitiamo e conosciamo, che sentiamo nostro. ARTICOLAZIONE DEL SISTEMA FORMATIVO Il Sistema Formativo mira a rispondere, nel modo più efficace, ai bisogni formativi dei suoi utenti attraverso un progetto flessibile, in grado di adattarsi alla realtà dei bisogni educativi ed alle opportunità formative offerte dal contesto territoriale. Tale flessibilità si traduce nella capacità del servizio di non appiattirsi su una risposta stan- dard e consolidata, ma di rinnovarsi nella ricerca di soluzioni formative, attraverso l’ accoglimento di proposte esterne e la realizzazione di progetti formativi articolati su diversi livelli. Il servizio, che prevede un frequenza diurna di 33 ore settimanali, è strutturato in tre percorsi formativi specialistici, integrati da progetti specifici. A questa offerta si aggiunge l’attività dell’Associazione Links. I MODULI FORMATIVI SPECIALISTICI 1 - Modulo Formativo Junior Il percorso è rivolto a giovani utenti, di età compresa tra 13 e 26 anni, in uscita dalla scuola dell’obbligo o dalla scuola speciale, alla loro prima esperienza formativa extrascolastica. Il modulo consente una frequenza part time a ragazzi iscritti alla scuola secondaria di primo e secondo grado, offrendo l’occasione di integrare la formazione scolastica con una, più mirata al conseguimento dell’autonomia personale e sociale. E’ un percorso che fa della dinamicità e varietà il suo punto di forza. Offre infatti esperienze formative il più possibile stimolanti e diversificate, adatte a giovani ragazzi in formazione. Elementi caratteriz- zanti del percorso sono un’attenzione all’esercizio e al mantenimento delle abilità scolastiche ed una ricerca di opportunità di integrazione con le scuole del territorio, attraverso lo svolgimento condiviso di laboratori tematici. 2 - Modulo Formativo Senior Il percorso è rivolto a soggetti adulti, di età superiore ai 27 anni, che da anni frequentano servizi di formazione, all’interno dei quali hanno sperimentato varie aree di intervento formativo e maturato una conoscenza di sé e dei propri gusti. Il modulo intende offrire ai suoi utenti occasioni concrete per sperimentarsi come persone adulte, favorendo la scelta personale, l’autodeterminazione e l’integrazione sociale. Caratterizza il percorso Senior un’attenzione alla crescita soggettiva e ricerca del benessere di ciascuno, più che all’appartenenza al gruppo, attraverso l’ideazione, il più possibile condivisa con la persona, di percorsi formativi significativi per il singolo. Attraverso esperienze di residenzialità, il percorso dà la possibilità di un avvio graduale e consapevole alla vita autonoma, favorendo l’indipendenza dalla famiglia e forme di socializzazione più 3 - Modulo Formativo Lavorativo Il modulo offre la possibilità di sperimentare occasioni di formazione al lavoro interne e stage formativi esterni. Vengono fornite competenze legate al saper fare (pratiche relative alle diverse aree lavorative) e al saper essere (senso di responsabilità, tenuta al lavoro, mantenimento della motivazione). La caratteristica del modulo è quella di affiancare alla formazione specifica al lavoro, attività di carattere educativo, orientate all’autonomia e all’integrazione sociale. Il percorso si articola in due fasi. La prima, propedeutica, offre occasioni di lavoro protette, mirate all’acquisizione della consapevolezza delle proprie capacità, ritmi e motivazioni lavorative. La seconda, di approfondimento e specializzazione, permette alla persona di sviluppare meglio le sue attitudini lavorative, attraverso esperienze interne e stage esterni. Il percorso ha una durata personalizzata e si modula assecondando i bisogni e le potenzialità di ciascun utente. I PRODOTTI DELLA SERRA Un importante ambito educativo prevede la formazione in una moderna serra, in cui i ragazzi partecipano, assecondando il ritmo delle stagioni, alla cura e coltivazione di viole, stelle di Natale, ciclamini, gerani e primule. L’iniziativa trova, attraverso l’Associazione Links, la possibilità di commercializzare i fiori coltivati dai ragazzi della Cooperativa. L’attività ha lo scopo di favorire la formazione al lavoro attraverso l’acquisizione di abilità e competenze specifiche e un contatto diretto con la natura, da sempre uno dei nostri privilegiati contesti di inclusione sociale delle persone con disabilità. Ecco quali fiori saranno disponibili: primule, begonie, canne di vetro, gerani parigini e zonali, viole di diverse grandezze e colori e altri fiori di stagione. CRONACA P A G I N A 18 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 INAUGURATA LA “CASA PACE DI CRISTO” In Sri Lanka il battito del cuore comasco Alcune immagini dell’inaugurazione della struttura. A sinistra suor Cristina scopre la targa ricordo. A destra l’ifermiera comasca che presta servizio dentro la struttura D opo tanta fatica è finalmente arrivato il taglio del nastro per la “Casa Pace di Cristo”, la struttura di accoglienza per donne anziane, realizzata a Hapugoda (Kandana), in Sri Lanka, fortemente voluta dalla “comasca” suor Cristina De Fonseka, grazie al prezioso contributo di molti sostenitori lariani. Manca ancora qualche rifinitura, qualche conto da pagare, ma ciò che conta è che, finalmente, il traguardo sia stato varcato. «Abbiamo salutato con grande entusiasmo questo risultato - ci dice suor Cristina - raggiunto grazie alla continua e puntuale azione della Provvidenza. Sono così tante le persone e gli enti che devo ringraziare che ho timore di lasciare indietro qualcuno: dal Credito Artigiano, nella persona del sig. Angelo Palma, al Rotary Club di Como, al Comune di Garbagnate, all’associazione “Insieme” animata dall’instancabile Emilio Giussani, all’associazione “Insieme si può”. E ancora, alla Piccola Casa “Ozanam” e al suo presidente Franco Panzeri, che mi hanno consentito di assentarmi più volte dal mio lavoro per L’impegno di suor Cristina De Fonseka ha dato i suoi prositivi frutti e la struttura di accoglienza per anziane sole, realizzata con i contributi arrivati dal nostro territorio, è finalmente una realtà. Vi presta servizio anche un’infermiera comasca pagina a cura di MARCO GATTI recarmi in Sri Lanka e seguire lo sviluppo della Casa, allo stesso vescovo di Como mons. Diego Coletti, che non ha mai mancato di farmi sentire la sua vicinanza. Il mio grazie va anche a tutti gli altri straordinari amici che ci hanno accompagnato e sostenuto in questa sfida». Una vera e propria sfida. Così si prospettava, agli inizi, l’idea di dare vita ad una casa in grado di accogliere donne anziane in un Paese sconvolto dallo tsunami. Un Paese povero, privo di servizi essenziali, impegnato lungo la tortuosa via della ripresa. «Avevamo ben poco, ma ci abbiamo creduto, tutti insieme. E non ci siamo mai arresi, nonostante le difficoltà - incalza suor Cristina -. Troppa era la necessità di aprire uno spazio che rispondesse ad un bisogno particolarmente sentito oggi in Sri Lanka. La donna, nel mio Paese, è considerata un valore dalla società fino a quando è in grado di produrre. Quando le forze le vengono meno o affiorano i primi acciacchi legati all’età, ecco che spesso, soprattutto se sola, viene relegata ai margini. Ho avuto testimonianza diretta di anziane donne sole lasciate a sopravvivere in misere baracche. Uno spettacolo indecoroso. La “Casa Pace di Cristo” in- tende rispondere a questo disagio offrendo alle donne che hanno superato i 65 anni un accogliente luogo di pace». La Casa, costata circa 110mila euro, ha una capacità di 20 posti. Attualmente sono 8 le donne ospitate. Ad accompagnare suor Cristina nell’ultimo viaggio per il taglio del nastro c’era anche Severina Bordoli, infermiera comasca in pensione che, dopo aver lavorato una vita, ha scelto di dedicare il suo tempo ad un’esperienza missionaria. Severina resterà in Sri Lanka per almeno sei mesi, esperienza prolungabile se si riuscirà a risolvere i problemi legati ai visti. Accanto a lei vi saranno altri operatori locali, oltre ad una cuoca, che si occuperanno dell’animazione È GIÀ IN FUNZIONE, INTANTO, LA CASA DI ACCOGLIENZA PER MINORI e della vita dentro la struttura, con il contributo anche di alcune volontarie che, settimanalmente, assicurano la loro assistenza. «La giornata dentro la Casa - prosegue suor Cristina - si articola alternando momenti di preghiera, che scandiscono diverse ore della giornata, a piccoli lavoretti, riposo e svago, nel pieno rispetto delle ospiti». Un cammino ben avviato. Ma chi provvede al mantenimento? «Questo è il problema con il quale ci stiamo misurando. Alle ospiti che sono provviste di una piccola pensione chiediamo un contributo per l’ospitalità concessa. Per chi, invece, è indigente confidiamo nell’azione della Provvidenza. Stiamo cercando di raccoglie- re dei soldi anche per pagare il piccolo impianto a pannelli solari che abbiamo già posizionato sul tetto, visto i costi proibitivi del gas in Sri Lanka. Il nostro sogno è che questa Casa mantenga il suo legame con Como, da cui è partita la scintilla per la sua realizzazione. Per questo mi piacerebbe che si possano organizzare, da subito e negli anni a venire, gruppi di giovani volontari desiderosi di vivere un’esperienza di condivisione e di servizio con questa gente». Chi desiderasse sostenere questa iniziativa può destinare il proprio contributo a “Progetto Anziani Kandana”, Sri Lanka, ABI 05216, CAB 10900, c/c 6546/47, Credito Valtellinese, via Sant’Elia 3, 22100, Como, Italy. Una mano tesa anche ai piccoli orfani dello tsunami I l traguardo raggiunto grazie all’inaugurazione della “Casa Pace di Cristo” non è l’unico progetto che ha preso il via nello Sri Lanka del dopo tsunami grazie al deciso impegno di suor Cristina De Fonseca. «Quando le acque dello tsunami si sono ritirate - spiega suor Cristina - hanno lasciato dietro di sé morte e devastazione. Migliaia di famiglie distrutte e bambini orfani abbandonati a se stessi. Da qui la decisione di dedicare anche a queste piccole creature la nostra attenzione». In poco tempo suor Cristina trova in svariati enti del territorio particolare attenzione al suo progetto: il Comune di Luisago, la Provincia di Como, l’associazione “Spro- fondo” di Appiano Gentile, e altre realtà territoriali. Sensibilità che permette di raccogliere poco più di 61mila euro. L’istituto “Landani”, organizzazione non governativa autorizzata dal Parlamento srilankese, che già si occupa istituzionalmente di bambini bisognosi, viene individuata come soggetto destinatario di una prima parte di questo contributo allo scopo di realizzare, in località Katunerya, un fabbricato di due piani per ospitare 30 bambini. Uno spazio composto da un dormitorio, servizi, un’aula studio e un refettorio. Il primo passo per la realizzazione di questa struttura viene compiuto il 27 ottobre 2007 con la posa della prima pietra, in località Handandwana. E da lì sarà un procedere celermente, a conferma della necessità impellente di attivare spazi di accoglienza per bambini rimasti orfani a causa dello tsunami. La casa viene così ufficialmente inaugu- rata soltanto 9 mesi dopo, il 7 agosto 2008. Oggi la struttura è perfettamente funzionante ed è gestita da un sacerdote locale, padre Neville, a cui sta molto a cuore il futuro di questi ragazzi. CRONACA P A G I N A 19 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 ERA IL 24 MARZO 1908 Don Guanella e i primi voti perpetui S abato 28 marzo, alle ore 10.30, presso il Santuario del Sacro Cuore di via T. Grossi a Como, si terrà una solenne concelebrazione a chiusura dell’anno centenario della prima Professione religiosa pubblica del beato Luigi Guanella e dei suoi primi sacerdoti come Servi della Carità. La sera del 24 marzo 1908, vigilia della solennità dell’Annunciazione, nel Santuario del Sacro Cuore a Como, don Luigi Guanella e il primo gruppo di undici confratelli emettevano infatti i primi voti pubblici perpetui. La Congregazione dei Servi della Carità otterrà poi nell’agosto 1912 il riconoscimento ufficiale dalla S. Sede con il “Decretum laudis”. In questa occasione di grande gioia per i Servi della Carità, il superiore generale padre Alfonso Crippa ha sottolineato come «celebrando il centenario di quell’avvenimento così importante per tutti noi, l’obiettivo principale è stato quello di appro- Sabato 28 marzo presso il Santuario del Sacro Cuore si terrà la solenne concelebrazione a chiusura dell’anno centenario della prima Professione religiosa pubblica del religioso di SILVIA FASANA fondire il carisma guanelliano per ravvivarlo come il dono più prezioso che il Fondatore ci ha trasmesso e per renderlo capace, ancora oggi, di rispondere alla chiamata della Chiesa per una nuova evangelizzazione, e di incarnarlo nella storia e nelle varie culture in cui l’Opera Don Guanella è presente». Continua padre Alfonso: «In questo impegno di rivitalizzazione carismatica è stato molto significativo condividere le celebrazioni con tutta la Famiglia guanelliana, con le nostre suore, le Figlie di S. Maria della Provvidenza (che celebravano il centenario del Decreto di approvazione del loro Istituto) ed i laici guanelliani. È certamente un frutto di questo centenario la comunione e il senso di comune appartenenza che sta crescendo intorno al progetto guanelliano». Molte sono state le iniziative organizzate in questo anno centenario, che vanno proprio in questa direzione. Oltre ai numerosi corsi di formazione, esercizi spirituali, sono stati realizzati anche due Convegni storici per approfondire il senso della prima professione religiosa di don Guanella e dei suoi primi discepoli e della “desiderata approvazione” della Congregazione delle Figlie di S. Maria della Provvidenza. Da non dimenticare pure l’inaugurazione del nuovo Museo “Don Luigi Guanella” presso la Casa Divina Provvidenza a Como e della cappella della Memoria presso il Santuario UN CONCORSO I colori della carità I l Museo “Don Luigi Guanella” e il Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile (CGPG) promuovono la prima edizione del Concorso “I colori della carità”, rivolto agli alunni delle scuole primarie. Lo scopo di questa iniziativa è di stimolare nei più giovani una riflessione sul tema della carità oggi, uno dei cardini fondamentali della spiritualità del beato Luigi Guanella. La partecipazione al concorso avviene con la presentazione di un disegno per alunno sul tema “I colori della carità”, realizzati su cartoncino da disegno formato A4, con tecnica libera. I disegni dovranno pervenire via posta o consegnati a mano al Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile (via Guanella 13, 22100 Como; tel. 031.296783), entro e non oltre sabato 2 maggio 2009. Ogni disegno dovrà essere accompagnato sul retro dal nome dell’autore e dalla classe frequentata, da un breve pensiero sulla carità (facoltativo per i bambini di prima e di seconda) e dall’apposita scheda di iscrizione, firmata da un genitore. Il materiale inviato non sarà restituito. Le opere presentate saranno esposte presso il salone del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile nei giorni 15-16-17 maggio 2009, in occasione dell’iniziativa “Fai il pieno di cultura”, promossa dalla Direzione Generale Culture, Identità ed Autonomie della Regione Lombardia e dalla Provincia di Como. La giuria sarà presieduta dal responsabile del CGPG, don Domenico Scibetta. La premiazione avverrà sabato 16 maggio alle ore 16.00, presso il Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile; saranno premiati il primo classificato per ciascuna classe con materiale scolastico e una pubblicazione sul beato Luigi Guanella. È possibile scaricare il regolamento completo del concorso e la scheda di iscrizione dal sito www.giovaniguanelliani.it. Per informazioni ci si può rivolgere al Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile, via Guanella 13, 22100 Como; tel. 031.296783; e-mail: [email protected]; sito internet: www.giovanigua nelliani.it. Don Guanella e alcuni tra i primi confratelli del Sacro Cuore di Como. Secondo il superiore generale dei Servi della Carità però questo non basta. «Fare memoria di un avvenimento storico richiede, oltre al dovere di approfondirne il senso spirituale, anche di realizzare qualcosa di concreto e attuale che sia espressione della continuità e fecondità di quanto celebriamo. La vitalità dell’intuizione carismatica di don Guanella è evidente oggi nell’espansione della sua opera nel mondo. Sono molte le iniziative di sviluppo che si stanno realizzando in Polonia, in India, nelle Fi-lippine, in Vietnam, in A-frica, per dare risposte urgenti alle povertà. Ed è proprio questo il regalo più bello che ci sta facendo don Guanella, infondendo in tutti noi nuova speranza e nuova inventiva per estendere la tenda della carità». Nel nuovo Museo di Como (realizzato appunto in occasione di questo centenario), su una parete del corridoio finale è stata realizzato un affresco in cui don Guanella è in cammino con un gruppo di persone che rappresentano coloro che lo hanno seguito ieri ed oggi, in tutte le parti del mondo. Per capire quel dipinto è però necessario guardare il pavimento, nel quale, in una teca, sono poste le scarpe di don Guanella che producono delle orme ben visibili e che, idealmente, accompagnano il visitatore lungo la strada da lui tracciata, per camminare con lui e sui suoi passi: «Finirla non si può, finché vi sono poveri a ricoverare, bisogni a provedervi» diceva don Guanella. «Un centenario quindi che, ricordando le origini, apre al futuro e che chiama tutti noi a sentirci partecipi di una grande storia d’amore!». conclude padre Alfonso. SABATO 28 MARZO Caslino accoglie don Alfredo Nicolardi La comunità di Caslino al Piano accoglie con gioia il nuovo parroco, don Alfredo Nicolardi, sabato 28 marzo alle ore 15.30 presso il Parco Pasquè. Saranno presenti i bambini, i ragazzi, i giovani, il Gruppo sportivo Grisoni, gli Alpini, i Gruppi e le Associazioni. A seguire: corteo sino alla chiesa accompagnati dalla banda di Garzeno con il saluto del sindaco e della comunità parrocchiale. Alle ore 16.00 il rito di presa di possesso e la celebrazione eucaristica; al termine, rinfresco e momento di festa per tutti. PUNTO FAMIGLIA CON IL CENTRO GIOVANILE GUANELLIANO Sabato e domenica 28 e 29 marzo, il Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile di Como propone il secondo appuntamento di “Punto Famiglia”, l’interessante proposta di incontro e formazione per le famiglie. Il tema di questo incontro sarà “Pane e Paradiso”. Il sabato pomeriggio vede impegnati gli animatori, mentre alla domenica si aggiungono i ragazzi (11-13 anni), i bambini (6-10 anni), i piccoli (di età inferiore ai 6 anni) e le famiglie. I ragazzi e i bambini saranno seguiti dagli animatori, con proposte differenziate a seconda dell’età, mentre i genitori da religiosi guanelliani. Per i più piccoli è previsto un servizio di animazione. Fondamentali saranno poi i momenti di condivisione e di scambio. Gli incontri si tengono a Como, in via Tommaso Grossi, 18, presso la Casa “Divina Provvidenza”. Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere alla segreteria del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile, tel. 031 296783; e-mail: [email protected]. A P A G I N A 20 CRONACA Como&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 RONAGO Padre Ambrosoli il ricordo vive enerdì 27 marzo, a Ronago, presso la chiesa parrocchiale, alle ore 18, sarà celebrata una S. Messa in ricordo di padre Giuseppe Ambrosoli, missionario comboniano fondatore dell’ospedale di Kalongo, in Uganda, nel 22° anniversario della sua morte Un’occasione di raccoglimento per rinnovare la vicinanza della comunità ronaghese a questo suo “figlio” e per consolidarne il legame con la realtà di Kalongo e con padre Egidio Tocallli, che di padre Ambrosoli ha raccolto il testimone. Proprio in occasione della ricorrenza del 27 marzo padre Egidio ha fatto pervenire alla comunità ronaghese una lettera di saluto che sarà letta nel corso della celebrazione. “Carissimi amci della parrocchia di Ronago scrive padre Egidio - vi spero bene assieme a tutti i vostri cari, al vostro don Eugenio, ai familiari di p. Giuseppe, ai nostri confratelli e consorelle di Rebbio presenti e a tutti gli amici di Kalongo. In questo momento, a motivo della mia salute non tanto buona, mi trovo a Roma per un corso di rinnovamento spirituale assieme a un gruppo di confratelli che tornano V Una S. Messa sarà celebrata in chiesa parrocchiale venerdì 27 marzo, in occasione del 22° anniversario della morte dalle missioni. Insieme a loro facciamo oggi la S. Messa, uniti a voi spiritualmente, nel ricordo del 22° anniversario della morte del nostro caro p. Giuseppe. Il p. provinciale d’Uganda, p. Giuseppe Filippi, mi ha scritto che è stato da poco a Kalongo ed ha trovato che l’ospedale sta camminando bene, sotto la guida dell’Amministrazione ugandese, capeggiata da una suora africana medico-specialista in Ostetricia e Ginecologia. Da Roma - attraverso il computer e il telefono continuo ad aiutarli col suggerimento e con l’invio delle offerte che raccolgo da tutti gli amici di Kalongo. Stiamo davvero camminando anche a Kalongo alla luce del piano ideato dal nostro santo fondatore Daniele Comboni fin dal 1864: “Salvare l’Africa con gli africani”.. P. Giuseppe Ambrosoli dal cielo ha certamente ottenuto da Dio con le sue preghiere, insieme a san Daniele Comboni e ai suoi missionari e missionarie, due grandi miracoli morali: il 1° quando aiutò per due anni gli abitanti di Kalongo - rimasti soli dopo la evacuazione della missione e dell’ospedale nel 1987 - a proteggere dai ribelli tutta la missione e l’ospedale, a costo della loro stessa vita. Il 2° quando per ben 19 anni di guerra ci ha custodito salvandoci giorno e notte dagli attacchi dei ribelli. Ora dobbiamo invocare da lui il 3° miracolo; che aiuti cioè le suore e i laici ugandesi preposti alla direzione dell’ospedale, a lavorare con sincera dedizione e coraggio per continuare la sua opera, aiutando la gente del posto a considerare Kalongo come il “loro proprio ospedale” da amare e proteggere. Con questi sentimenti vi saluto con affetto e riconoscenza, augurando a voi tutti e alle vostre famiglie una Santa Pasqua, uniti a Cristo morto e risorto per noi. Siamo certi che dal cielo p. Giuseppe sta sorridendo a noi e a tutti i suoi figli di Kalongo. Con amicizia, p. Egidio Tocalli”. LA CASA DI RIPOSO DI LOMAZZO IN FESTA CON I “SUOI” ANZIANI Sabato 28 marzo, nella Casa di Riposo di Lomazzo, in via Del Laghetto 9, si festeggeranno gli ospiti che hanno compiuto gli anni nel mese di marzo. La festa, organizzata dal servizio di animazione della Casa con la collaborazione dei volontari, avrà inizio alle 15.30. Il pomeriggio sarà allietato dalla musica e compagnia del gruppo musicale “Mariarosa e le sue amiche”. Inoltre, sarà l’ennesima occasione per rinnovare gli auguri di buon compleanno alla signora Re Maria che il 16 marzo ha compiuto i 105 anni. Vi potranno partecipare parenti, amici, volontari e chiunque altro vorrà intervenire. Gli ospiti festeggiati saranno: Mazzola Maria Bambina (71 anni), Farina Giuseppina (76 anni), Ruga Anna (76 anni), Frangi Enzo (78 anni), Moltrasio Cesare (81 anni), Borghino Adelaide (81 anni), Seminari Pasqualina (84 anni), Bottoli Piera (85 anni), Tomei Giovanna (88 anni), Cattaneo Iolanda (89 anni), Pironato Clara (89 anni), Re Maria (105 anni). CENA STORICA CON L’ARCHEOLOGICA La Società Archeologica Comense, in collaborazione con il Centro di Formazione Professionale di via Bellinzona organizza per venerdì 27 marzo 2009 alle ore 20,00 una cena storica sul tema “Le metamorfosi: dalla Brianza alla Bella Époque”, trasformazione della cucina tradizionale tra Ottocento e Novecento sulla base del progetto realizzato da Rossano Nistri e Renato Bianchi in collaborazione con lo chef Massimo Tansini. La cena avrà luogo presso la sede del Centro di Formazione Professionale di via Bellinzona 88 a Como, con possibilità di parcheggio interno. E’ disponibile ancora un numero limitato di posti e la quota di partecipazione, bevande incluse, è di 40 euro a persona. Per informazioni e prenotazioni: Centro di Formazione Professionale tel. 031/571055 – 031/574000, oppure segreteria della Società Archeologica tel./ fax 031/269022. VISITA GUIDATA AL TRATTO MONTANO DEL COSIA ED IL MUSEO ETNOGRAFICO E DELL’ACQUA DI ALBESE CON CASSANO Il Gruppo Naturalistico della Brianza, in collaborazione con il Gruppo “Amici del Museo” organizza per sabato 4 aprile una visita guidata al tratto montano del Cosia ed il Museo Etnografico e dell’acqua di Albese con Cassano. L’appuntamento è fissato alle ore 14.35 ad Albese, in piazza Motta, di fronte alla parrocchiale di S. Margherita. Si seguirà poi il “Percorso delle Cave e delle Fontane”, alla scoperta del tratto montano del torrente Cosia con le sue tipiche morfologie fluviali e delle antiche opere di captazione e distribuzione dell’acqua. Al termine dell’escursione seguirà la visita all’interessante Museo Etnografico e dell’acqua “Lavandée” di Albese con Cassano, realizzato dall’Amministrazione Comunale presso un antico lavatoio nel centro storico, che raccoglie una serie di oggetti di provenienza locale legati ai diversi usi dell’acqua (igiene personale, bucato, alimentazione). Non mancano però gli oggetti per il trasporto dell’acqua per esigenze agricole e i sistemi di prelievo dai pozzi, sia manuali che con pompe idrauliche, oltre ad una straordinaria macchina dei pompieri risalente alla seconda metà del XIX secolo, una delle più antiche della zona. Si tratta di un percorso circolare di 4,5 km circa, con un dislivello totale di circa 150 m. Si raccomandano scarponcini comodi e abbigliamento adeguato. La quota di partecipazione è di 5 euro. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Pina Rossi 031-608020. IL QUARTETTO LA MORTE E LA FANCIULLA IN RE MINORE DI FRANZ SCHUBERT CON IL CENTRO PAOLO VI Sabato 28 marzo p.v., alle ore 18.30, presso la Sala Bianca del Teatro Sociale di Como, il Centro Culturale Paolo VI organizza una guida all’ascolto de il Quartetto La morte e la fanciulla in re minore D 810 di Franz Schubert. Sarà presente il maestro Giovanni Grosskopf, docente del Conservatorio “G. Verdi” di Milano. L’incontro precede il concerto, che si terrà quella stessa sera alle ore 20.30, con il Quartetto d’archi della Scala di Milano e l’Orchestra 1813. Ingresso libero per la guida all’ascolto. Informazioni: ccpaolovi@libe ro.it. «Soltanto il pensiero sulla morte può dare ai pensieri sulla vita l’intensità tematica, la drammaticità melodica e la lucidità positiva che emergono nell’ultimo movimento di questo capolavoro di Schubert. Il dibattito tra il sì e il no sfocia nel misterioso sì del quarto e ultimo movimento. È un sì misterioso, perché Schubert non conosce il volto del destino, ma sa che c’è, ci deve essere... la grande cavalcata» (da La morte e la fanciulla di Luigi Giussani – estratto dal fascicolo allegato al Cd n. 7, collana Spirto Gentil). A CRONACA Bassa&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 P A G I N A 21 BOSISIO PARINI Trent’anni di formazione con “La Nostra Famiglia” “ L a Nostra Famiglia” di Bosisio Parini si appresta a festeggiare 30 anni vissuti sul filo della formazione. Per l’occasione, sabato 28 marzo a Bosisio Parini il convegno “Raccontiamoci” ripercorrerà le tappe di un cammino che ha visto l’associazione in prima linea nell’evoluzione normativa e didattica della formazione degli operatori sociali. “La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini è sede formativa di operatori sociali da 30 anni. Oltre un migliaio tra assistenti sociali, animatori sociali ed educatori professionali si sono formati inizialmente nei corsi regionali per “Operatori Sociali”, in seguito nei corsi di laurea svolti in convenzione con le Università. Attualmente l’associazione nell’ambito della formazione di operatori sociali, offre il corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale, in convenzione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e il corso di laurea in Educazione Professionale, in convenzione con l’Università degli Studi di Milano. In trent’anni molti cambiamenti sono avvenuti, sia nel contesto sociale che nell’organizzazione dei servizi alla persona e nelle norme che la definiscono. Il convegno, promosso da “La Nostra Famiglia” e dalla Provincia di Lecco, si terrà a Bosisio il 28 Per celebrare questo traguardo, sabato 28 marzo, a Bosisio, presso l’auditorium dell’associazione, avrà luogo il convegno “Raccontiamoci”, un momento per ripercorrere questi anni vissuti insieme marzo alle ore 9.30 presso l’auditorium dell’associazione. Sarà l’occasione per riflettere sulla figura degli operatori sociali nel contesto della politica sociale e dell’evoluzione avvenuta, per verificare quali siano gli sbocchi occupazionali, per valutare i cambiamenti attuati nel percorso formativo e metterne in evidenza gli aspetti positivi, le criticità, le prospettive. Interverranno, tra gli altri relatori, Virginio Brivio, presidente della Provincia di Lecco, e Mauro Magatti, preside della Facoltà di Sociologia dell’Università Cattolica. L’ingresso nelle università dei corsi per operatori sociali ha rappresentato un indubbio riconoscimento: è ormai consolidato il passaggio alle università della formazione degli operatori sociali, nelle due differenti aree: quella sanitaria, Facoltà di Medicina, in cui è stato collocato il corso di laurea per l’educatore professionale, e quella sociale, Fa- coltà di Sociologia, per l’assistente sociale. È chiaro che l’università ha un sapere e una possibilità di ricerca che può contribuire ad ampliare e consolidare il patrimonio di conoscenze teoriche sui cui si fonda l’esercizio della professione. E’ pur vero, però, che a “La Nostra Famiglia” il sapere accademico si è sempre coniugato con la dimensione del territorio e dei servizi. Fin dagli albori dei primi corsi, l’associazione favorì il costituirsi di una “comunità formativa” che coinvolse moltissimi esperti, sia cattedratici che provenienti dal mondo dei servizi (tra questi il giurista Gianfranco Garancini, il sociologo Ivo Colozzi, il filosofo Carmelo Vigna, il pedagogista Umberto Dell’Acqua, leader carismatici come don Enzo Boschetti o don Antonio Mazzi...). Sono oltre 200 i docenti che si sono succeduti negli anni, Virginio Brivio è tra questi: “La Nostra Famiglia esprime un qualitativo impegno formativo, radicato fortemente sul territorio e sempre attento alla professionalizzazione degli allievi - dichiara il presidente della Provincia di Lecco, che interverrà al convegno in qualità di relatore -. Un’attività formativa strettamente connessa alla rete dei servizi che da anni collaborano con “La Nostra Famiglia”. Un’esperienza lunga che ha avuto e ha tuttora ricadute positive sui servizi alla persona, pubblici e del privato sociale, del territorio e sui professionisti che in essi operano. Una specificità e una storia da valorizzare anche per il futuro. Il rapporto di collaborazione tra la Provincia di Lecco e “La Nostra Famiglia”, nell’ambito della formazione degli operatori sociali e sociosanitari dell e istitituzioni pubbliche e del terzo settore presenti sul territorio, vanta una storia lunga, consolidata e positiva. In modo particolare “La Nostra Famiglia” collabora con la Provincia nelle attività di formazione e di aggiornamento rivolte agli operatori già in servizio e previste dal Piano Formativo elaborato ogni anno dalla Provincia”. Più di 1.000 operatori sociali hanno frequentato i corsi dell’associazione. Si è formato nelle aule di Bosisio anche Luciano Gualzetti, vicedirettore della Caritas Ambrosiana e segretario del Fondo Famiglia Lavoro della diocesi di Milano: “La Scuola per operatori sociali della Nostra Famiglia mi ha dato una formazione fortemente mirata all’integrazione di sapere ed esperienza. La stessa vita CON L’ASSISTENZA DI “MONDO TURISTICO” SABATO 4 APRILE I Consoli del Touring Club in visita a Erba antica I Consoli comaschi del Touring Club Italiano, con l’assistenza tecnica dell’Associazione Culturale “Mondo Turistico”, organizzano per sabato 4 aprile una visita guidata a Erba antica. L’appuntamento è fissato per le ore 14.30 con i Consoli TCI a Erba, in piazza Vittorio Veneto, nota come “Piazza del Mercato”, davanti alla chiesa di S. Eufemia. La cittadina di Erba è sempre stata il cuore della verde Brianza comasca, una zona ambita dai milanesi per la villeggiatura estiva, grazie alle colline che la circondano e alla vicinanza con la grande metropoli. Il suo territorio ha sempre avuto caratteristiche agricole, con l’aggiunta di qualche pregevole monumento artistico (chiese, ville, castelli). Oggigiorno il suo fascino è stravolto dalla trasformazione in zona industriale e commerciale e dall’abbondante edificazione abitativa moderna. Tuttavia è ancora possibile ritrovarne il cuore antico attraverso un preciso itinerario che tocca i due centri d’Incino e Villincino. La visita inizia dalla chiesa romanica di S. Eufemia che, un tempo, fu l’importante sede della Pieve d’Incino, eretta a sua volta sul sito di un probabile centro di culto pagano. La chiesa si affaccia sull’originale piazza del Mercato, ancora utilizzata per importanti manifestazioni locali. Attraverso una delle principali vie cittadine si raggiunge l’attuale parrocchiale e Villa Majnoni, il Municipio, dove inizia una via tranquilla che conduce al cuore di Villincino con i resti dell’antica fortificazione. La contrada che sorge sull’area del castello riesce ancora a far gustare il fascino del passato con riferimento alla vita agricola e alle abitazioni dei nobili proprietari terrieri. Il termine della visita è previsto per le ore 16.30 circa. La quota di partecipazione è di 7 euro per i soci, di 8 euro per i non soci. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): APT Como, tel. 031-3300128; Libreria “Non solo libri” di Como, tel. 031-268762. di noi studenti all’interno dei “padiglioni” che ospitavano tanti bambini e famiglie in difficoltà affiancati da operatori e docenti competenti in umanità, ci richiamava a una formazione professionale solida e motivata. Ciò mi è stato sempre di aiuto nelle tante esperienze professionali vissute. In particolare ho imparato dalle persone in difficoltà, dai collaboratori, dai volontari la misura dell’efficacia degli interventi interrogandomi sempre sui nuovi bisogni con risposte orientate alla promozione della persona e della sua autonomia”. Una peculiarità dei corsi di Bosisio Parini è stata senz’altro la sede formativa, collocata all’interno di una struttura complessa che opera in ambito socio-sanitario. Questa ubicazione ha tutt’ora ricadute positive da molti punti di vista: da un lato infatti “La Nostra Famiglia” offre un’ampia gamma di attività professionalizzanti, mette a disposizione operatori esperti, è sede di tirocinio per gli studenti, i suoi ambienti riabilitativi sono “palestra” per la sperimentazione di tecniche educative e di animazione; d’altro lato la formazione degli operatori sociali valorizza e contribuisce ad ampliare la rete di collaborazioni tra l’associazione e servizi ed operatori del territorio. Quali sono quindi, in sintesi, gli elementi che hanno caratterizzato la formazione degli operatori sociali a “La Nostra Famiglia”? “L’integrazione dell’offerta accademica con esperienze mirate all’acquisizione di competenze professionali altrimenti difficilmente acquisibili - afferma Carla Andreotti, direttore Sviluppo e Formazione dell’associazione - la voglia dei formatori di crescere insieme ai loro studenti, la voglia dei giovani di costruire insieme qualcosa che resti. Come diceva il nostro Fondatore, il beato Luigi Monza, “non vi sia la smania di fare tanto, ma di fare bene il poco che si può fare, e il primo bene sia la formazione di coloro che devono fare il bene”. CRONACA P A G I N A 22 Lunedì 30 marzo, alle ore 21, presso la Sala Civica di Camnago Volta, la Circoscrizione 4 di Camnago Volta e l’Associazione “L’Isola che c’è” presentano un incontro dal titolo “Gruppi d’acquisto solidale: un consumo giusto con gusto”. Interverranno Marco Servettini (“L’isola che c’è”), Sergio Crippa (GAS Como S. Agata) e Maurizio Gallo (produttore locale). Alla serata divulgativa, seguirà domenica 5 aprile a Camnago Volta, dalle ore 9 alle 17 un “Mercato Solidale”, con la presenza di artigiani, agricoltori e associazioni locali per trovare prodotti buoni, sani, giusti e solidali, un “angolo del baratto”, in cui i bambini potranno scambiarsi giochi e libri in buono stato e animazioni per bambini dalle 14 alle 15.30. MENAGGIO ASSEMBLEA DEI SOCI CAI Venerdì 27 marzo alle ore 21 presso la Sala Consigliare del Comune di Menaggio, sita nel piazzale delle scuole medie, avrà luogo l’Assemblea Ordinaria dei soci del CAI-Menaggio. Dopo la relazione morale del presidente Daniele Guaita, i soci voteranno i bilanci 2008 e 2009. Inoltre si parlerà delle molteplici attività svoltesi nel 2008, di quelle previste nel 2009 e del Rifugio Menaggio. IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 PELLIO INFERIORE Salva la cappellina del Ronchetto Le opere di restauro hanno restituito la chiesetta all’antico splendore di COSTANTINO CANEVALI Pellio Inferiore in Val d’Intelvi, a poche centinaia di metri dalla parrocchiale di San Michele, lungo la vecchia mulattiera che portava a Laino, in una piccola radura prima della pineta della costa alta della valle del Telo - ove ora termina per incuria la carrareccia, diventando un semplice sentiero - si erge una piccola chiesetta che custodiva un bel quadro con la Madonna delle Grazie, ora scomparso. Essa, per decenni, è stata meta delle rogazioni primaverili, di momenti mariani nel mese di maggio, ma soprattutto luogo A di preghiera silente e personale di molti paesani. Abbandonata dal culto organizzato e personale nell’ultimo quarto del secolo scorso, priva di regolare manutenzione, si è pian piano consumata per l’incuria e per la pressante azione del tempo e degli agenti atmosferici. L’anno scorso una signora devota, memore di momenti forti della sua gioventù durante la quale ebbe vari motivi per pregare la Beata Vergine lì custodita, l’ha salvata dalla decadenza finanziando interventi di ristrutturazione e di restauro conservativo. Ci piace ricordare la storia e le vicissitudini della chiesetta attraverso le parole, in forma quasi poetica, di un’altra devota di Pellio. “Alla fine del sentiero, in località Ronchetto, c’è una cappellina ai margini di un boschetto. A Cristo Redentore è dedicata, più di cent’anni fa fu inaugurata. I Pelliesi la ricordano per la devozione alla Vergine Maria. Quante mogli e madri si sono inginocchiate a pregare, perché la Madonna dalla guerra i loro cari facesse ritornare! Poi, col tempo, è stata dimenticata; dai ladri spogliata, il tetto in rovi- na, ma è sempre lì, la cara cappellina. Ora, a ricordo della antica devozione, è stata restaurata; siamo tutti felici e non è più abbandonata! Un grazie di cuore a chi con amore l’ha fatta ritornare all’antico splendore! Non dimentichiamo le nostre tradizioni, lasciamo che con i ricordi tornino le emozioni, andiamo in quel luogo a pregare, la cara Madonnina è lì ad ascoltare”. Nel prossimo mese di maggio quel luogo ritornerà ad essere vivo qual punto devozionale popolare in occasione di una serata mariana. ALLA RISCOPERTA DEGLI ORATORI DELLA VALLE S. Agata di Castiglione: un vero gioiello L a Valle non finisce mai di stupire anche noi che viviamo qui da una vita e ci interessiamo di tutto quello che ci hanno lasciato i nostri padri in fatto di arte. L’ultima scoperta l’ho avuta qualche giorno fa a Castiglione. Dato che in fatto di oratorio per questo paese abbiamo sempre dato la priorità all’Assunta della Madonna del Restello, quest’altra chiesina vicino al cimitero, passava perlopiù inosservata, tanto da essere confusa, passando sulle strade, con una cappella mortuaria. Qualche mattina fa, dovendo aspettare per un appuntamento, mi sono fermata nel parcheggio adiacente le scuole e allora mi sono accorta che la chiesa di S. Agata era aperta. Ho approfittato subito dell’occasione per visitarla e ne sono rimasta, quando gli occhi si sono abituati alla poca luce, letteralmente stupita. Quella chiesina così letteralmente dimessa fuori, dentro racchiudeva degli autentici tesori . Non ci è voluto un e- A lungo trascurato dai più rappresenta invece un vero e proprio scrigno d’arte in cui è evidente la mano di nomi noti e meno noti dell’Intelvese di RINA CARMINATI FRANCHI sperto per capire che qui grandi artisti hanno lasciato le loro opere, quali il Quaglio e i Carloni, dipinti bellissimi e ben conservati, ma ciò che mi ha colpito di più è stata la statua della Vergine addolorata, con la spada conficcata nel cuore, che attrae come una calamita lo sguardo del visitatore, invitandolo alla meditazione. Una statua che non può essere stata realizzata che da un grande artista. Ma chi? Don Giovanni, che gentilmente me l’ha lasciata fotografare, non mi poteva esse- re d’aiuto. Non c’è nessun scritto o cartiglio che ci possa aiutare, ma nella mente mi è passato insistentemente un nome: Antonio Ferretti, un membro della famiglia Ferretti che, ai tempi dei grandi artisti, si distinse e lavorò con grande ingegno in tutta Europa. Famiglia di pittori e grandi scultori. Antonio aveva un tocco speciale per le statue della Vergine e mi pare poco probabile che avesse “ceduto il passo” a un altro scultore per realizzare la Vergine Addolorata, così,venerata nel suo paese e che tanto amava. Lavorò dapprima in Germania e poi passò a Fonzano (Brescia) dove ultimamente sono state scoperte tante sue opere nella chiesa di S. Silvestro. Ma la sua opera più preziosa è la statua della Madonna del Rosario, da lui firmata e datata. Questa statua ha una storia curiosa: essendo Antonio andato ad abitare a Casasco, tutti lo reputavano casaschese, ma un documento rinvenuto a Fonzano ci informa che essa “è stata scolpita nella vil- la di Casasco ed è stata ricavata da un tronco d’albero di legno di tiglio quivi cresciuto”. Tanti particolari che sembrano concordare tra la statua di Fonzano e la Madonna Addolorata di Castiglione, anche se non ne abbiamo nessuna certezza. Per contro, però, la tradizione popolare attribuisce il trono ligneo e i simboli della passione che vengono portati in processione per la festa dell’Addolorata a un non ben definito Ferretti… Troppi sono i Ferretti artisti, scultori, stuccatori e pittori per poter nominarli tutti, ma i più famosi sono Antonio e Alessandro. Quest’ultimo affrescò nel 1736, nella lontana Stoccolma, il soffitto della sala da pranzo reale, raffigurante, nelle quattro stagioni, quattro giovinette con i loro simboli: l’ariete, il leone, la cornucopia, mentre la rappresentante dell’inverno è raffigurata mentre getta pioggia e neve sulla terra. È ritenuto ancora oggi un grande capolavoro. Del piccolo oratorio di S. Agata si hanno notizie già dal lontano1587. Fu sede della compagnia dei Cento, nel 1500 e servì da parrocchiale dal 1600 al 1648 perchè nel 1590 il fiume Cazzuola fece crollare la chiesa e la canonica straripando dagli argini. Nella plebana, una cappella sulla destra, dedicata a S. Gerolamo, fu fatta costruire, datata e firmata dai Ferretti nel 1644, (erano i capostipiti della famiglia?) come dice il cartiglio. Sotto l’affresco di sinistra che rappresenta S. Gerolamo nel deserto e davanti alla cappella venivano sepolti gli artisti della famiglia Ferretti. Me ne sono andata proprio con rincrescimento, ma con il fermo proposito di ritornare in occasione del Venerdì Santo, quando nei decenni passati non perdevamo per niente al mondo la processione penitenziale. Tornare a Castiglione per una cerimonia religiosa, anche se sono secoli che le nostre parrocchiali si sono staccate dalla plebana, è sempre un’esperienza perché è come tornare alla vecchia casa di famiglia. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ CAMNAGO E COMMERCIO EQUO Lago&territorio CANZO IL 26 MARZO SI PARLA DI OSTEOPOROSI Il Comune di Canzo in collaborazione con il Cof Lanzo Hospital (Clinica ortopedica e fisioterapica convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale di Lanzo d’Intelvi) il 26 marzo, alle ore 21, organizza nella sala convegni di Palazzo Tentorio a Canzo l’incontro pubblico sul tema “Osteoporosi: conoscerla, prevenirla e combatterla”. Interviene Patrizia Zanotta, primario del reparto di riabilitazione 1 del Cof Lanzo Hospital (clinica ortopedica e fisiatrica a Lanzo d’Intelvi - Como accreditata con servizio sanitario nazionale) che illustrerà i vari aspetti della prevenzione dell’osteoporosi. La dottoressa, specializzata in medicina fisica e della riabilitazione, ortopedia e psicologia, parlerà inoltre di cure e stile di vita. L’osteoporosi è un’alterazione dello scheletro che in seguito alla diminuzione di massa ossea e alle modificazioni della sua microarchitettura è soggetto a un maggior rischio di fratture. Le più colpite da questa malattia sono le donne a causa dei cambiamenti ormonali della menopausa. Tuttavia il problema non è un’esclusiva del gentil sesso poiché anche gli uomini dopo i 60 anni vanno incontro al rischio di fratture. Ci sono 5 milioni di malati di osteoporosi in Italia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso la patologia nelle emergenze sanitarie dei prossimi decenni, viste le maggiori aspettativa di vita. In Italia risultano osteoporotiche il 22.8% delle donne con età superiore ai 40 anni, mentre tra le donne tra i 60 e i 69 anni l’incidenza cresce al 32.1%, e tra i 70 e i 79 anni al 45.7%. Per ostacolare la malattia è necessario fare in modo che la massa ossea non si impoverisca con terapie mirate, alimentazione e stile di vita adeguato. S. FEDELE INTELVI UNO SPETTACOLO PER LA ROSA BLU La Fondazione “Rosa Blu” Onlus organizza per sabato 28 marzo, alle ore 21, presso il teatro dell’oratorio di S. Fedele Intelvi “Gigia è malata”, recital folcloristico popolare di Massimo Travella. Durante la serata prevista un’esibizione dei fisarmonicisti Emilio e Ilario. Ingresso a offerta libera per finanziare la realizzazione della “Rosa Blu” di Grandola ed Uniti. CRONACA P A G I N A 24 ValliVaresine IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 PUBBLICAZIONI LA RIVISTA HA RAGGIUNTO IL NUMERO 29 C’è il nuovo Verbanus in libreria ed anche in distribuzione ai soci della “Società dei Verbanisti” il ventinovesimo volume di “Verbanus”, rivista annuale periodica del lago Maggiore, che quest’anno ricorda nelle prime pagine don Claudio Mariani, canonico di San Vittore di Intra uno dei promotori di Verbanus, scomparso lo scorso 9 agosto, ad Intra. È Il volume comprende interventi che si occupano, come negli intenti della associazione, della sponda lombarda, di quella piemontese e di quella ticinese. Ben rappresentata anche la nostra sponda lombarda e la Valcuvia soprattutto con alcuni studi molto interessanti e puntuali. Gianni Pozzi vi presenta uno studio, intrapreso tempi addietro con l’amico Virgilio Arrigoni scomparso qualche anno, e che ha come argomento “La chiesa di S. Anna di Cuveglio già San Gottardo a piè del monte di Duno: fra religione, letteratura ed industria”, come recita il titolo. Importante lo studio di G. Piffaretti che in “Il pittore F.A. Giorgioli da Meride e un inedito affresco ad Azzio”, identifica su segnalazione del viggiutese Beppe Galli, nel ticinese Francesco Antonio Giorgioli (1655- 1725) l’artista affrescatore della lunetta posta sotto il portichetto che precede l’ingresso della chiesa del Convento d’Azzio, che raffigura Sant’Antonio e San Francesco con al centro il Bambino Gesù, tema ripreso in altro affresco a Soazza in Val Mesolcina per l’Ospizio dei Cappuccini. A conclusione del suo breve studio l’autore non esclude che l’incarico dato all’artista “riguardasse anche le cappelle della Via Crucis sul sagrato, che mostrano resti di pitture difficilmente giudicabili, pur sempre settecentesche ma di più rozza fattura …”. Ipotesi suggestiva ed interessante, tutta da verificare. Questo studio giunge tra l’altro a poche settimane dalla presentazione della ristampa - fine maggio prossimo – del libro “Notizie su Azzio e sul suo convento” di V. Arrigoni e Gianni Pozzi, edito nel 1996 ed ormai esau- rito. Ancora di interesse valcuviano il dettagliato studio di Pierangelo Frigerio, con Curtis, castrum e cura animaru’. Potere e religione a Caravate”, con importanti riferimenti e conclusioni. Di Valcuvia – in questo numero abbondantemente rappresentata - si occupano poi Francesca Boldrini con “Fortificazioni del S. Martino. Un processo per malversazioni”e Giorgio. Roncari con “Dalla Valcuvia alla Siberia in fiamme (1918-1919)”che riprende le vicende di un valcuviano capitato in Siberia in quegli anni tribolati. Altri argomenti interessanti la nostra sponda lombarda riguardano “Stazzona-Angera nelle carte di S. Pietro di Brebbia”nello studio di M. Pavan, “Leggiuno e i suoi abitanti in un’indagine storico-demografica dei secoli XVII-XVIII”lavoro di F. Parnisari di Leggiuno, ed ancora “Aspetti della beneficenza e della politica sociale in Valtravaglia nel XIX secolo” nello studio di A.Dumassi. Ancora di Leggiuno scrivono G. Effigiati e A. Motta in “Giovan Battista Bernardoni, industriale e benefattore” che della storica e centenaria manifattura di Leggiuno è stato, per l’appunto, il fondatore. Anche nella rubrica “Tempo ritrovato”, dedicata a segnalazioni, notizie brevi o curiose si parla delle nostre zone: la contestata vicenda della nomina del parroco di Caravate, don Sessa nel 1946 che generò l’insediamento di una chiesa protestante, le proteste della comunità di Cabiaglio per “le galline del curato” a fine ‘500, la definizione dell’abitato di Arolo sul lago Maggiore quale “paese-paradiso” in una testimonianza della scrittrice Mura degli anni trenta, oppure ancora notizie di Cantevria ( frazione di Rancio) a fine 500, o circa la galleria di Laveno poco dopo la sua apertura in una cronaca del 1882 di un giornalista e politico valtellinese, Ro- AFRICALENDARIO/19 CONTRO LA CRISI ECONOMICA, IL MODELLO DELL ’IMPRESA DELL’IMPRESA SOCIALE Già caratterizzato per l’estrema povertà e l’assenza di qualsiasi ammortizzatore sociale, il Sud del mondo sta subendo gli effetti della crisi economica globale in maniera ancora più devastante rispetto alle economie sviluppate. L’approccio di IPSIA nella lotta agli squilibri economici e sociali del Kenya, nella micro-dimensione che le compete, si sta sempre più incentrando sull’idea di impresa sociale, anche ispirandosi al premio Nobel Muhammad Yunus. Ad Athi River, sobborgo industriale a sud di Nairobi, è stato possibile attivare una realtà di vendita (e tra poche settimane anche di produzione) di prodotti detergenti che coinvolge un centinaio di donne, organizzate in una decina di gruppi distinti. Con un’attività produttiva in grado di competere sul mercato, che si sostiene autonomamente, oltre a creare occupazione, si potrà reinvestire il profitto in servizi di grande valenza sociale per l’intera comunità. L’obiettivo è riuscire a creare una piccola società di risparmio cooperativo e un dispensario per le centinaia di famiglie di lavoratori che, schiacciati tra il rischio disoccupazione e uno sfruttamento selvaggio, cercano impiego nelle numerose EPZ della zona (Export Processing Zones, aree ad alta concentrazione di attività manifatturiere per l’esportazione). Una risposta minima se confrontata alle dimensioni degli sconvolgimenti in atto, ma una risposta che vorrebbe offrire un modello di azione innovativo. Ci riusciremo? Per seguire Martino e dialogare con lui: http:// martinkenya.splinder.com. MARTINO GHIELMI mualdo Bonfandini (Albosaggia 1831-1899), non priva di accenni polemici alla situazione ferroviaria valtellinese… Molti anche gli studi sulla sponda piemontese e ticinese, mentre va assolutamente segnalato lo studio del luinese Federico Crimi che continua la sua indagine sull’opera del pittore ottocentesco inglese J.M.W. Turner analizzandone le opere che riguardano il Verbano nel periodo 1842-43 tra Magadino e Pallanza. Notizie ed informazioni su questa rivista si possono trovare su www.so cietadeiverbanisti.it, sito che può vantare anche l’inserimento tra i siti di rilevante interesse archivistico segnalati dall’Unesco. GI.PO. VETRINA MONDIALE PER TUTTO IL 2009 TANTE LE INIZIATIVE CULTURALI COLLATERALI E il ciclismo femminile è di scena in Valcuvia... nche nel 2009 Cittiglio e la Valcuvia faranno da scenario all’unica gara italiana inserita nel programma della Coppa del Mondo di ciclismo femmi- A nile (Trofeo Alfredo Binda - Cittiglio). È il secondo anno consecutivo che la gara cittigliese viene inserita in questa prestigiosa manifestazione e questo sarà, ancora una volta, un’occasione di promo- zione internazionale del territorio valcuviano. Organizzata dalla Cycling Sport Promotion la gara si correrà con partenza ed arrivo a Cittiglio nel pomeriggio di domani, domenica 29 marzo. Il per- CENA POVERA A Canonica, si tiene il 27 marzo dalle ore 19.00 in oratorio, una cena povera aperta a tutti, a cui segue la celebrazione in chiesa parrocchiale della Via Crucis e la condivisione dell’esperienza vissuta in una missione del Messico da parte di alcuni parrocchiani. Cena povera anche all’oratorio di Cittiglio la sera di domenica 29 marzo per raccogliere offerte da destinare al finanziamento dei progetti per le missioni diocesane. GEMONIO: MUSEO BODINI È aperta al museo Floriano Bodini di Gemonio sino al prossimo 5 aprile 2009 una mostra che raccoglie una serie di opere realizzate dagli studenti del Liceo Artistico Frattini di Varese in occasione dei Mondiali di Ciclismo che si sono svolti a Varese nel settembre 2008. (Orari: sabato e domenica 10.30-12.30, 15.00 - 18.00). VIA CRUCIS GIOVANI Le commissioni giovanile e vocazionale delle Valli Varesine ricordano ai giovani della valle l’appuntamento con la celebrazione della Via Crucis lungo la salita verso la chiesa di San Giuseppe a Cassano Valcuvia, fissato per le ore 20.30 di sabato 4 aprile prossimo. corso di gara, ormai collaudato, si compone di due circuiti: il primo di 34,1 km da ripetersi due volte ed il secondo di 17,3 km da ripetersi tre volte, per un totale di 120,1 km. Nei primi due giri si sca- lerà la famosa salita del Brinzio, mentre negli ultimi tre giri il gran premio della montagna è fissato al termine della salita di Orino. Gli organizzatori sono già da tempo all’opera perché anche NEI BOSCHI IN SICUREZZA È in distribuzione presso l’ufficio agricoltura della Comunità Montana della Valcuvia un agile quanto interessante ed utile pieghevole a colori che riassume e schematizza gli accorgimenti basilari per chi vuole operare – da dilettante - nel settore boschivo, in sicurezza. “Nel proprio bosco da professionisti” è il titolo di questo opuscolo informativo sulla sicurezza dedicato in modo particolare ai proprietari privati di boschi, ai boscaioli dilettanti ed ai contadini e, più in generale, a tutti coloro che svolgono lavori forestali nel tempo libero. È stato realizzato a cura del Servizio Igiene e Sicurezza sul lavoro dell’Asl della Provincia di Varese, all’interno della Campagna Informativa sulla Sicurezza nei Lavori Forestali. Prima di ogni spiegazione però - ricordano i tecnici dell’Asl - un unico accorgimento: “Valutare le proprie capacità! Se non si è certi delle proprie capacità e conoscenze è bene rivolgersi ad un’impresa specializzata, con personale debitamente formato e informato”. l’edizione 2009 della gara cittigliese sia all’altezza della situazione e richiami in Valcuvia tanti appassionati, come avvenuto negli anni passati. Tra le altre iniziative che sono state programmate in vista della gara del 29 marzo prossimo, ricordiamo: - Concorso per alunni delle scuole primarie di Cittiglio, Gemonio e Brenta (disegni) e secondarie di Cittiglio e Gemonio (poesie) con tema: “Il ciclismo femminile di ieri e di oggi”; - Concorso fotografico “Bellezze in bicicletta”, con premiazione durante la gara. Da ultimo ricordiamo che quest’anno anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha voluto sottolineare l’evento sportivo cittigliese inviando agli organizzatori una speciale medaglia che fungerà da premio di rappresentanza. A.C. Sondrio CRONACA DI E P R O V I N C I A P A G I N A 25 ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 INCONTRI IN TUTTA LA VALTELLINA UNA DELEGAZIONE CANADESE HA SPIEGATO LE PROPRIE SCELTE Esempi di sviluppo sostenibile... W histler è una località canadese a nord di Vancouver, dove tra un anno si terranno i giochi olimpici invernali. Nei giorni scorsi il sindaco di questa cittadina, Ken Melamed, ha visitato varie località della Valtellina, da Livigno, a Montagna, a Morbegno, per illustrare un progetto elaborato già da alcuni anni: svolgere l’importante manifestazione mondiale nel pieno rispetto per l’ambiente. Come è possibile conciliare olimpiadi e salvaguardia ambientale? I due ele- menti appaiono a prima vista inconciliabili, perché lo sviluppo turistico non sembra accordarsi con la tutela del paesaggio, soprattutto se pensiamo alle accese polemiche che hanno accompagnato l’organizzazione dei campionati del mondo di sci in provincia di Sondrio nel recente passato. «Effettivamente – ha ricordato il sindaco – quando abbiamo presentato la candidatura per le olimpiadi e l’abbiamo vincolata a rigorosi criteri di sostenibilità, ci hanno riso in faccia, sia a livello locale sia in campo nazionale, perché l’idea sembrava bizzarra, GIORNATA DI SPIRITUALITÀ PER FIDANZATI A COLORINA Dalle ore 10.00 alle ore 17.00 di domenica 29 marzo presso l’Opera don Folci a Valle di Colorina si svolgerà la Giornata di spiritualità per i fidanzati. Interverrà mons. Angelo Riva sul tema “Il senso umano e cristiano dell’amore”. DALLA MEDIA VALTELLINA PULLMAN PER PARTECIPARE ALLA MESSA CRISMALE A COMO La Zona Pastorale Media Valtellina, per favorire la più ampia partecipazione alla Santa Messa Crismale del Giovedì Santo - presieduta in Cattedrale a Como dal vescovo monsignor Diego Coletti - organizza un pullman. Quest’anno, inoltre, proprio durante la Messa Crismale sarà ufficialmente indetta la visita pastorale del Vescovo alla diocesi. La partenza è prevista per le ore 7.00 del mattino di giovedì 9 aprile da piazzale Bertacchi a Sondrio. Le iscrizioni sono già aperte: la quota è di 10 euro per gli adulti; 7 euro per i ragazzi. Il pranzo è al sacco. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi a don Mariano Margnelli al 347-2989078. CONGRESSO REGIONALE FNP CISL DELLA LOMBARDIA A BORMIO “…Anche per gli anziani una vita dignitosa” è lo slogan dell’ottavo congresso della Fnp Cisl Lombardia, dal 1° al 3 aprile 2009 al centro congressi Il Pentagono di Bormio. Si prevede che a riunirsi saranno 359 delegati, in rappresentanza di 385 mila iscritti (il 15% circa dei pensionati lombardi). I lavori si aprono mercoledì 1, nel pomeriggio, con la relazione del segretario generale Fnp Cisl Lombardia, Attilio Rimoldi. Seguono gli interventi di Spi Cgil e Uilp Uil Lombardia. Giovedì 2 riprende il dibattito. Interverrà Giulio Boscagli, assessore regionale alla Famiglia, e Antonio Uda, segretario generale Fnp Cisl. Venerdì 3, alle 10.45, interverrà anche Gigi Petteni, segretario generale Cisl Lombardia. «Una situazione di grande incertezza e disagio dei pensionati ed una richiesta diffusa di una azione più incisiva, soprattutto al livello nazionale»: queste le conclusioni degli incontri dei pensionati Cisl svoltisi in provincia di Sondrio fra gennaio e febbraio. «I numerosi congressi sono stati una importante occasione di informazione diretta degli associati, che non sempre è facile raggiungere in un territorio così ampio e disperso - sottolinea Ivan Fassin, segretario generale Fnp Sondrio -. Nella relazione congressuale abbiamo poi cercato di rispecchiare il disagio e le preoccupazioni degli anziani… Abbiamo sottolineato la necessità di una politica sociale più lineare ed efficace - aggiunge - in particolare per quanto riguarda il lavoro precario e i redditi più bassi, l’urgenza di correggere le gigantesche disuguaglianze salariali e sociali, particolarmente odiose in tempi di crisi, nonché di interventi per l’economia mirati e selettivi e riforme incisive nelle amministrazioni pubbliche». «Si tratta di un appuntamento di grande importanza - ci ha spiegato il segretario generale della Fnp lombarda Attilio Rimoldi -, che, a distanza di quattro anni dall’ultimo Congresso, ci permetterà di fare il punto sulle battaglie condotte in questi anni, e di aprirci alle nuove sfide del futuro. Da un lato discuteremo su come adeguare la nostra organizzazione alle molteplici richieste che la società avanza. Dall’altro metteremo a fuoco questioni di scottante attualità, su cui concentreremo la nostra azione nei prossimi anni. Parleremo di crisi del lavoro, di difesa del potere d’acquisto delle pensioni. Approfondiremo le annose questioni legate alla non autosufficienza e alla necessità di un fondo regionale ad hoc che la sostenga. Sul fronte sociosanitario sosterremo la richiesta alla Regione di organizzare un sistema di cure a lungo termine in grado di favorire la domiciliarità». Come sono i rapporti con la Regione? «Aperti e franchi. Stiamo discutendo, ma abbiamo bisogno anche di risposte chiare e concrete, in caso contrario ci mobiliteremo. I pensionati sono stanchi di attendere». Altre questioni chiave che dibatterete nel corso del Congresso? «Altro tema importante sarà la presenza sul territorio. Oggi, sempre più spesso, i Comuni hanno la possibilità di intervenire direttamente sui servizi e sulle tasse locali e quindi di incidere sul potere d’acquisto delle pensioni e sulla qualità della vita dei cittadini. Dal Pentagono di Bormio lanceremo dunque forte l’invito a rafforzare la contrattazione con i Comuni, forti anche del recente accordo sottoscritto con l’ANCI». salvo poi attribuirsi tutti i meriti, ora che il progetto si è affermato sta avendo il suo pieno sviluppo». L’idea fondamentale dalla quale si è partiti, infatti, appariva nuova, ma in sostanza risponde ad un principio che risulta persino ovvio nella sua evidenza: non si può puntare su una crescita e su uno sviluppo infiniti (come fanno oggi tutti i principi e gli indicatori dell’economia), in un mondo che per sua natura è finito. Ogni nostro progetto, quindi, deve porsi come obiettivo la sostenibilità, che si ottiene soltanto con un equilibrato e razionale utilizzo delle risorse. E la sostenibilità è diventata la parola d’ordine, chiara e precisa, che fin dall’inizio ha caratterizzato tutta «l’operazione olimpiadi invernali». Da qui, ha affermato il sindaco, è nato uno studio approfondito, che ha coinvolto tutta la popolazione, per vedere quali sarebbero state le conseguenze per Whistler nei 20 anni successivi alle olimpiadi e sono stati adottati dei provvedimenti rigorosi. Quindi niente spese folli, il cui pagamento avrebbe richiesto decenni. Si è deciso di dare una casa solo ed esclusivamente ai residenti impiegati per le attività legate al turismo (stabilendo anche una popolazione massima di circa 15000 abitanti). In questo modo tutti gli operatori hanno avuto la possibilità di avere un’abitazione a prezzi ragionevoli e non legati alla legge di mercato, hanno evitato pendolarismi per lavoro ed hanno assunto quindi un atteggiamento più sereno e più accogliente nei confronti dei numerosi turisti, sia estivi, sia invernali, che visitano la località. Benché il Canada abbia vasti spazi a disposizione, poi, nella realizzazione dei numerosi impianti sportivi è stato seguito il criterio di ridurre il più possibile il consumo di territorio, curando il massimo accordo con l’ambiente e il risparmio energetico. Un impianto moderno, ad esempio, recupera e riutilizza il calore delle acque di scarico. Anche gli edifici del villaggio olimpico hanno seguito rigorosi criteri di rispetto ambientale e di risparmio energetico e, al termine delle olimpiadi, saranno destinati ai residenti o alle attività turistiche, sottraendosi di nuovo alle leggi di mercato, che farebbero lievitare i prezzi a livelli stratosferici. Il criterio del risparmio energetico ha poi indotto gli operatori turistici a cercare i possibili clienti non nelle città lontane dell’Australia, dell’Asia e dell’Europa, con alti consumi di energia per il loro trasporto, ma possibilmente nelle più vicine località degli Stati Uniti. «Le attuali idee dominati sulla crescita e sugli stili di vita – ha concluso il sindaco di Whistler - non sono soste- LAVORI PER LA TANGENZIALE DI MORBEGNO Appalto nel 2010, avvio dei lavori maggio 2011 e conclusione primavera del 2014. Queste la date comunicate dall’Anas agli enti locali interessati dal passaggio della tangenziale di Morbegno, il secondo stralcio del lotto Fuentes-Tartano che seguirà alla realizzazione del primo, cantierizzato nei giorni scorsi. La Regione (che non risulta abbia ancora deliberato lo stanziamento di sua competenza per quest’arteria) coordinerà questa fase tecnico-burocratica di avvicinamento all’appalto. Una volta presentato il progetto in Regione, gli enti, entro il 10 aprile, potranno presentare le loro osservazioni, quindi il Cipe avrà tempo fino al 30 gennaio 2010 per dare la sua autorizzazione definitiva, indispensabile per richiedere al Governo il finanziamento per gli 85 milioni di euro che ancora mancano all’appello. Il secondo stralcio della nuova statale 38 costerà complessivamente 279 milioni di euro. Rispetto al primo stralcio, il proseguimento verso il Tartano sarà a carreggiata semplice e avrà un’estensione di 9,65 chilometri. La durata dei lavori è stimata in 3 anni e cinque mesi. Le due gallerie saranno lunghe poco più di 5 chilometri. Il tunnel di Selva Piana sarà di 2.738 metri e quello di Paniga 2.313 metri. Tre i viadotti. Quello per il superamento dell’Adda e del Bitto sarà di 290 metri, il viadotto Adda-Talamona 128 metri e il ponte Orobia 30 metri. Per la realizzazione dei lavori dell’infrastruttura stradale sono stati individuati 4 cantieri principali oltre a 3 aree tecniche all’imbocco ovest ed est della galleria Selva Piana e imbocco ovest della galleria Paniga. A MONTAGNA INCONTRO SULL’OSTEOPOROSI La Biblioteca Comunale di Montagna invita ad un incontro sul tema: “Osteoporosi. Patologia in grande espansione ma spesso trascurata”. La serata di approfondimento è in programma per venerdì 3 aprile, alle ore 21.00, presso la sala consiliare del Municipio di Montagna. Relatori: il dottor Guido Menozzi, internista reumatologo dell’Ospedale di Sondrio; il dottor Gregorio Baldini, fisiatra dell’Ospedale di Sondrio, in collaborazione con l’associazione Alomar (Associazione Lombarda Malati Reumatici sezione di Sondrio). Nel corso dell’incontro è previsto un dibattito sui temi trattati. Ulteriori informazioni presso la Biblioteca, telefono 0342-380583. nibili e non possono continuare nel tempo. Questo principio risulta nuovo e richiede tempo per affermarsi, ma, d’altra parte, il livello di consumi al quale siamo arrivati è talmente alto che non è sopportabile dal nostro pianeta. Noi che viviamo in una situazione privilegiata (nel mondo occidentale e per di più in un luogo di vacanze), dobbiamo elaborare un nuovo modello di sviluppo, che serva da esempio per il resto del mondo». L’incontro con il sindaco Ken Melamed, lunedì 23 marzo, è avvenuto significativamente nella sede provvisoria del Polo Tecnologico, a Montagna in Valtellina ed ha visto la partecipazione di esponenti del mondo politico, imprenditoriale e sindacale. Erano presenti inoltre, ed hanno svolto un ruolo fondamentale anche come interpreti, Mauro Del Barba, di Morbegno 2020 ed Eric Ezechieli di Natura Step, che si occupano specificamente di problemi legati ad uno sviluppo sostenibile. È stata sottolineata una notevole consonanza tra lo studio preparato nella località canadese ed alcuni progetti che vengono elaborati nella nostra provincia, soprattutto nell’ambito del Polo Tecnologico di Sondrio. Questa importante iniziativa (che è stata presentata a più riprese anche dal Settimanale) è già operativa, anche se occupa una sede provvisoria, in attesa che venga realizzato il nuovo centro, alla confluenza del Mallero con l’Adda. La società conta attualmente 215 soci, è impegnata soprattutto nel completamento del progetto WiMAX prevede l’estensione dei collegamenti a banda larga a tutte le località della provincia ed ha già allestito un laboratorio, fornito di macchinari speciali, con i quali le imprese possono eseguire alcuni operazioni (ad esempio la certificazione di asfalti e calcestruzzi) senza dover acquistare i macchinari stessi. CIRILLO RUFFONI CRONACA P A G I N A 26 Valchiavenna IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 A CHIAVENNA E SAN GIACOMO FILIPPO IL SACRAMENTO AMMINISTRATO DAL VESCOVO Comunità in festa per i cresimati M CON LE CHIAVI D’ARGENTO IL CONCERTO DELLA DOMENICA DELLE PALME A CHIAVENNA La Rassegna di musica organistica promossa dal Comitato Chiavi d’Argento di Chiavenna è giunta alla sua XII edizione. Domenica 5 aprile è in programma, a partire dalle ore 21.00 presso la chiesa di San Lorenzo in Chiavenna, il concerto del maestro Andrea Macinanti. Apertasi nel 1998 con un concerto di Giancarlo Parodi, la Rassegna ha proposto via via negli anni un ampio ventaglio di brani della letteratura organistica, dalle immancabili composizioni di Johann Sebastian Bach alle opere di autori romantici e contemporanei, per le quali le caratteristiche foniche del grande organo di San Lorenzo risultano particolarmente appropriate. Proprio nell’anno 2006, in occasione del quarantesimo anniversario della costruzione dello strumento, tenacemente voluto da don Giocondo D’Amato nel 1966 e realizzato dalla ditta Balbiani Bossi di Milano, l’organo è stato oggetto di un importante intervento di manutenzione straordinaria della fonica, che ha comportato tutta una serie di pulizie, di regolazione e di controllo delle parti di impianto all’interno dei corpi dell’organo, della parte di trasmissione e di tutta la manticeria. Un doveroso lavoro di manutenzione che proseguirà quest’anno con un secondo intervento straordinario di rinnovamento della configurazione del sistema di registrazione in Consolle mediante fornitura e posa in opera di una nuova centrale elettronica con possibilità di memorizzazione e richiamo di circa 4000 combinazioni aggiustabili. Il tutto per tenere vivo questo prezioso patrimonio della chiesa e della città di Chiavenna che merita di essere valorizzato e conservato in piena efficienza. Dopo le stupende esperienze degli scorsi anni con il maestro Edoardo Bellotti di Milano, Massimo Nosetti di Torino e Francesco Finotti di Padova, anche il concerto di quest’anno, proprio su specifica segnalazione del maestro Bellotti, si annuncia particolarmente interessante per la presenza del maestro Andrea Macinanti, diplomato in organo, clavicembalo e canto ai Conservatori di Bologna e Parma, perfezionandosi poi con Klemens Schnorr a Monaco di Baviera, docente di organo e canto gregoriano al Conservatorio G. B. Martini di Bologna, membro dell’Accademia Filarmonica di Bologna e del Royal College of Organists di Londra e dal 1988 direttore della Rassegna concertistica internazionale “Organi antichi, un patrimonio da ascoltare”. La sua discografia comprende la registrazione completa delle opere di Respighi e Giarda, Ravanello e Perosi; la revisione critica dei Fiori musicali di Frescobaldi, l’opera integrale per tastiera di Scarlatti e di Martini. È impegnato nella registrazione dell’opera omnia organistica di Marco Enrico Bossi. Per il concerto di Chiavenna, collocato ormai secondo tradizione nella giornata della domenica delle Palme, il maestro proporrà un programma che parte da una Ciaccona e da un Preludio di Bach, per poi presentare una monografia di composizioni di Marco Enrico Bossi (che fu, tra l’altro, maestro di cappella e organista nel Duomo di Como dal 1881 al 1890). Sarà il maestro a presentare e commentare il programma. olto gradita la presenza del vescovo domenica 22 marzo per l’amministrazione della Cresima nelle parrocchie di San Lorenzo e San Fedele, a Chiavenna, e nel tardo pomeriggio anche a San Giacomo Filippo. Il vescovo ha conferito la cresima a 94 ragazzi e ragazze, di cui 45 a S. Lorenzo, 36 a S. Fedele e 13 a S. Giacomo. Era la prima volta che mons. Coletti interveniva in queste parrocchie per conferire la cresima. La sua presenza pertanto è stata particolarmente apprezzata, grazie anche al suo modo spontaneo e brillante di rapportarsi con i ragazzi e gli adulti, coi quali è riuscito a stabilire una naturale reciproca simpatia. Senza rinunciare per altro a proporre le sue profonde riflessioni, anche molto innovative, tese a stimolare negli ascoltatori la crescita di una fede cristiana più consapevole e matura, capace di elevarsi al di sopra di un piatto adempimento di qualche pratica cristiana che non cambia la vita. Il cristiano - ci ha tenuto a sottolineare - deve preoccuparsi soprattutto di stare u-nito a Cristo, di conformarsi alla sua vita, lasciandosi illuminare dalla sua luce, per essere a sua volta luce che brilla nelle tenebre del mondo. E lo Spirito Santo conferito nella cresima opera esattamente in questa direzione. Così suggerivano opportunamente anche le letture della IV domenica di quaresima. E dopo ogni celebrazione l’immancabile gruppo fotografico al quale il vescovo si è prestato volentieri per la gioia dei festeggiati e dei loro famigliari. Al termine della impegnativa giornata il vescovo, rimessosi alla guida della sua auto, stanco ma contento per aver incontrato queste nuove comunità, è rientrato nella sua sede. I ragazzi di Chiavenna San Lorenzo I ragazzi di Chiavenna San Fedele INIZIATIVE PER IL CENTRO STUDI STORICI VALCHIAVENNA Nell’anno del cinquantesimo della sua fondazione il Centro di studi storici valchiavennaschi ha superato, venerdì 20 marzo, i mille soci. Tra le numerose manifestazioni, oltre all’assemblea annuale dei soci, prevista la prima domenica di settembre, le prossime visite guidate, per soci e simpatizzanti, organizzate dall’associazione fondata nel 1959 da don Peppino Cerfoglia, don Tarcisio Salice, Luigi Festorazzi, Sandro Massera, Giovanni Giorgetta, Giorgio e Guido Scaramellini si terranno in aprile, con qualsiasi condizione di tempo. La prima visita sarà sabato 4 aprile a Mese, quando gli storici Guido Scaramellini, Marino Balatti e Paolo Rotticci intratterranno i presenti parlando della storia dell’antico castello Peverello e della vicina chiesa settecentesca intitolata alla Madonna delle Grazie. Il ritrovo è previsto per le ore 14.30, davanti alla chiesa, e la visita terminerà intorno alle 18. Per raggiungere la località Madonna delle Grazie in automobile si deve prendere, per chi proviene da Chiavenna, la seconda strada a destra dopo la rotonda di Mese, proseguendo per la via Madonna delle Grazie e, dopo cinque tornanti, per la via Peverello, fino al termine della strada. Chi volesse raggiungere la località a piedi, dopo aver imboccato la via Madonna delle Grazie, all’altezza della seconda cappellina, può proseguire a piedi lungo il sentiero che sale verso Sant’Antonio e Cigolino giungendo, dopo 10 minuti, alla Madonna delle Grazie. La seconda visita del Centro di studi storici valchiavennaschi si terrà sabato 18 aprile, quando saranno visitate le chiese di Loreto, San Carlo e di Campedello, frazioni nel comune di Chiavenna, con ritrovo davanti alla chiesa di Loreto alle ore 14.30. Per avere ulteriori informazioni sulle visite guidate e sull’associazione, la cui sede è aperta il venerdì pomeriggio al primo piano del palazzo Pestalozzi in via Carlo Pedretti 2 a Chiavenna, si può telefonare al numero 0343-35382, inviare un e-mail a [email protected] o visitare il sito internet www.clavenna.it. I ragazzi di San Giacomo Filippo PICCOLI FRUTTI E PIANTE: UN VERO «BOOM» DI ISCRITTI AI CORSI Boom di iscrizioni per i corsi organizzati da Comunità montana e Fondazione Fojanini e dedicati a piante e piccoli frutti. Erano 140 gli iscritti che hanno partecipato venerdì sera al primo degli incontri teorici e non molti di meno coloro che ieri mattina hanno assistito alle dimostrazioni pratiche nel parco botanico del Paradiso di Chiavenna. «Siamo soddisfattissimi dell’esito di questi corsi - commenta l’assessore all’agricoltura della Cm, Luigi Ghelfi - che dimostrano l’attenzione dei nostri cittadini verso il settore del recupero dei terreni incolti e dei terrazzamenti della nostra zona. Anche gli scorsi anni il riscontro era stato buono, ma questa volta le adesioni sono state davvero molte. Quello del recupero dei terreni abbandonati è un settore strategico della nostra attività riguardante il comparto agricolo. Interventi che oltre a fornire possibilità di reddito integrativo per coloro che li praticano, garantiscono anche una corretta manutenzione del territorio». Dopo il primo corso sulla potatura delle piante, la seconda lezione verterà sui trattamenti e la lotta fitosanitaria per le colture. Un doppio appuntamento teorico riguardante le piante da frutto e le piante orticole in programma il 27 marzo e il 24 aprile. Il terzo corso, il 3 e il 17 aprile, riguarderà la frutticoltura biologica. CRONACA BassaValtellina IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 P A G I N A 27 A MORBEGNO IL 26 E 27 MARZO PRESSO IL POLO FIERISTICO IL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO Orientamento per gli studenti D ue giorni di incontri e di confronti, di seminari e di convegni che vedranno protagonisti università e professionisti, enti pubblici e forze dell’ordine, associazioni di categoria. Oltre 20 atenei e una decina di organismi che illustreranno agli studenti che si apprestano a concludere il loro percorso negli istituti superiori che cosa li attende. Tutto questo è “La Provincia Orienta”, l’iniziativa proposta in collaborazione con la Rete di Scuole di Sondrio e l’Azienda Speciale della Provincia di Sondrio Cfp e patrocinata da Regione Lombardia, Unione Artigiani provinciale e Confindustria Sondrio, che si terrà giovedì 26 e venerdì 27 marzo, dalle ore 9.00 alle ore 16.00, presso il Polo Fieristico Provinciale di Morbegno. SPORTELLO DISABILI MOBILE A MORBEGNO IL 27 MARZO Dopo l’apertura ufficiale di giovedì 26 marzo alle ore 9.00, alla presenza dell’assessore Laura Carabini e del dirigente del Csa Nicola Montrone, avranno inizio le presentazioni e i workshop, ospitati in salette riservate, che si svolgeranno secondo il programma prestabilito nelle due giornate. Gli studenti potranno assistere alla presentazione dell’offerta formativa da parte dei rappresentanti dei centri universitari che hanno aderito all’iniziativa, tra cui le università degli studi di Milano e Milano Bicocca, la Bocco- PROGETTO FRA SCUOLA, MUSICA, VOLONTARIATO: LA MONTAGNA LUOGO DI INCONTRO PER LA DISABILITÀ Negli scorsi anni il Centro di Servizio per il Volontariato L.A.Vo.P.S. ha organizzato tre edizioni di ArrampicAbile, progetto che vedeva studenti delle scuole superiori e persone disabili condividere l’esperienza dell’arrampicata. In quelle occasioni è stato sperimentato come la montagna sia un contesto ideale per l’incontro tra studenti e disabili. Il progetto “L’uomo della montagna” può essere considerato una sorta di evoluzione di ArrampicAbile. L’idea è quella di arricchire la proposta con elementi nuovi, mantenendo fissi i punti forti delle passate esperienze: lo stare insieme in un terreno comune, quello alpino, e il confrontarsi con esperienze che mettano in luce limiti e risorse di ognuno. Tutto avrà inizio da una leggenda propria della nostra provincia, ambientata nelle Valli del Bitto, precisamente in Val Gerola, “L’uomo della montagna”, riadattata per renderla più facilmente rappresentabile. Il progetto si rivolge agli studenti del terzo, quarto e quinto anno delle scuole superiori di Morbegno e alle persone disabili delle associazioni e dei servizi del territorio della bassa Valtellina. Insieme al gruppo musicale dei Sulutumana i ragazzi e le persone disabili, accompagnati da guide alpine, saranno chiamati ad incontrarsi per delle uscite in Val Gerola, in località Corte. Lì parteciperanno a dei laboratori e percorsi sonori e artistici che permetteranno loro di mettere in scena la leggenda “L’uomo della montagna” in uno spettacolo conclusivo aperto a tutti. L’arte musicale e teatrale e la cultura del nostro territorio montano diventeranno dunque strumenti per permettere ad un gruppo di giovani di confrontarsi sul tema del limite e della disabilità. Il primo incontro è in programma martedì 7 aprile con la lettura della leggenda e la presentazione dell’intero progetto. Seguiranno le giornate in montagna del 21 e 28 aprile e 12 maggio dove al percorso artistico e sonoro saranno abbinati giochi sulla fiducia e sulle piante con corde, carrucole e varie... Il 5 maggio ci sarà invece un incontro di rielaborazione con gli studenti sul rapporto con la disabilità. La giornata conclusiva del percorso con lo spettacolo finale aperto a tutti sarà il 23 maggio. Per saperne di più e iscriversi al progetto si può contattare Roberta, operatrice del CSV L.A.Vo.P.S. di Morbegno, al numero 340-1785974. Il laboratorio verrà realizzato solamente se si riesce a raggiungere un minimo di 15 studenti partecipanti. Obiettivi dell’iniziativa: promuovere la cultura della solidarietà; promuovere il volontariato giovanile; promuovere la conoscenza della disabilità tramite esperienze dirette di condivisione e momenti di riflessione e rielaborazione in gruppo; promuovere e valorizzare la conoscenza del territorio montano e le sue tradizioni; condividere esperienze di montagna: utilizzare la montagna come contesto per sperimentare la collaborazione e la condivisione di esperienze tra studenti e persone disabili. ni, l’ateneo di Pavia, lo Iulm e la Cattolica. Quest’ultima proporrà anche la simulazione di un test d’ingresso all’università. I ragazzi potranno inoltre conoscere le professioni dalle parole dei rappresentanti degli ordini provinciali di dottori commercialisti, consulenti del lavoro, architetti, ingegneri, avvocati, infermieri, farmacisti, medici e veterinari. Sono previsti interventi da parte della Società di Sviluppo Locale sulle dinamiche relative all’andamento del mercato del lavoro in provincia di Sondrio e di Associazione mutilati e Cassa edile incentrati sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Completano il ricco programma di eventi le presentazioni a cura delle forze dell’ordine che illustreranno la loro attività, della Regione Lombardia e del Sol.Co sulle professioni sociali. In occasione del Salone dell’Orientamento venerdì 27 marzo il camper dello sportello mobile disabili della Regione Lombardia sarà presente dalle ore 9.00 alle ore 15.00 presso il Polo Fieristico di Morbegno. Lo sportello mobile è un camper accessibile alle persone con disabilità e attrezzato ad uso ufficio sta percorrendo le strade della Lombardia per rispondere alle richieste di informazioni e consulenza di cittadini, associazioni ed enti. È stato attivato nel 2004 e da allora ha percorso 12mila chilometri, è stato aperto al pubblico per 240 giornate, ha raggiunto 60 diverse città lombarde, sostando in più di 100 piazze, ha ricevuto ed evaso 1.200 richieste individuali, è entrato in contatto con 680 tra associazioni, coordinamenti di associazioni e cooperative sociali del territorio lombardo, 180 Servizi Sociali Comunali e 110 servizi disabili delle ASL. Ha collaborato con 57 uffici decentrati dell’Agenzia delle Entrate, i 13 Spazio Regione decentrati e 41 Centri Servizi di Volontariato (sia presso i capoluoghi di provincia che decentrati). Il camper è accessibile tramite una pedana idraulica per la salita/discesa delle carrozzine, la porta è stata ampliata per agevolare l’ingresso, all’interno sono stati eliminati gli eventuali ostacoli. In particolare l’interno del mezzo si presenta diviso in tre parti: un abitacolo, dove esiste un sedile girevole per il passeggero; uno spazio adibito ad ufficio, dotato di materiale di consultazione e di un tavolo con computer, dove l’operatore si rapporta all’utenza per fornire tutte le informazioni richieste; uno spazio nella parte posteriore adibito a cucina e bagno attrezzato per disabili. Lo sportello disabili mobile tornerà in Valtellina, a Sondrio, il 5 e 6 maggio. MORBEGNO UN CALENDARIO DI INIZIATIVE PER FAMIGLIE E APPASSIONATI Attività di primavera al Museo l Museo di Storia Naturale di Morbegno, in via Cortivacci, propone un calendario fitto di iniziative per divulgare la scienza fra i più piccoli e anche in famiglia. Ecco alcune delle attività in programma. località della Valtellina sono: biologia e conservazione delle piante rare alpine; le orchidee in provincia di Sondrio; profumi e colori: la flora mediterranea. AL MUSEO IN FAMIGLIA Le feste di compleanno al Museo, ideate dall’Associazione Didattica Museale per trasmettere, attraverso attività ludiche, conoscenze naturalistiche ai più piccoli, stanno avendo successo. L’offerta prevede un’attività a tema, condotta da un operatore, a scelta tra le seguenti (90 minuti): La tribù dei nasi blu (6-10 anni): la tribù cerca nuovi indiani; per essere accolti occorrerà imparare a scoprire e riconoscere le tracce degli animali Le fate smemorate (610 anni): al museo sono tornate le fate: aiutiamole a riscoprire la loro nuova casa risolvendo enigmi e misteri. Alchimia, scienza o magia? (10-14 anni): in laboratorio sarà possibile eseguire alcuni esperimenti. Il Museo mette a disposizione una sala per consumare la torta portata dal festeggiato e farà anche un regalo al bambino che compie gli anni. Per informazioni su costi, modalità e prenotazioni: Associazione Didattica Museale – Francesca Mogavero 348-6990689. I Continuano gli appuntamenti dell’ultimo sabato del mese con Al Museo in famiglia: laboratori didattici rivolti a grandi e piccini (genitori o parenti più i bambini) che si tengono dalle 16.00 alle 17.30 (ingresso gratuito) presso il Museo. I laboratori, gratuiti, sono a numero chiuso e verrà data precedenza a chi prenota telefonando allo 0342-612451. Per il prossimo, quello del 28 marzo, essendo già completo il turno delle 16.00 ne è stato attivato un altro alle ore 14.30. Il calendario primaverile prevede: • sabato 28 marzo: apprendista birdwatcher – introduzione. Si tratta di un corso per cominciare a conoscere gli uccelli selvatici. COMPLEANNO AL MUSEO • sabato 18 aprile: uova … non solo cioccolato. Misteri, curiosità, notizie su questa incredibile realtà. • sabato 30 maggio: sulle tracce degli animali: nidi e tane. Seconda tappa per diventare esperti di tracce e fabbricare il proprio manuale di riconoscimento. GRUPPO FLORISTICO MASSARA Da marzo sono riprese anche le attività del Gruppo Floristico Massara. Gli appassionati di flora potranno unirsi agli esperti del gruppo che si trovano al Museo il secondo sabato del mese alle ore 20.45 con in- CENTRO PER L’IMPIEGO-MORBEGNO Il Centro per l’Impiego di Morbegno rimarrà chiuso al pubblico nella giornata di venerdì 27 marzo. Riaprirà lunedì 30 nella nuova sede di via Morelli, 14/16, nei pressi dell’Ospedale. gresso libero (prossimi appuntamenti: 11 aprile, 9 maggio, 13 giugno e 11 luglio) per determinare gli esemplari raccolti, con l’ausilio di manuali e microscopi. La prima serata del 28 marzo è dedicata alla “Scoperta delle viole selvatiche”, con Giancarlo Donadelli. Le viole, spesso annunciatrici della primavera, sono piante note e popolari, con i loro fiori inconfondibili di delicata bellezza. Le viole selvatiche annoverano diverse specie, alcune delle quali hanno un aspetto molto simile e non sono sempre facili da identificare, dato che la loro distinzione si basa su caratteri minuti o non facilmente osservabili. Con l’ausilio di campioni freschi e d’erbario in questo incontro “interattivo” verrà fornito uno schema utile al riconoscimento di tutte le specie presenti nel nostro territorio. Gli altri temi che verranno affrontati nei mesi successivi in varie P A G I N A 28 CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 BERBENNO PROSEGUONO LE INIZIATIVE PROMOSSE DALL’ASSOCIAZIONE OTHILIA E DALL’ORATORIO Il rapporto fra genitori e figli D opo le iniziative per i più giovani, saranno ora dedicate ai genitori le prossime scadenze dell’associazione Othilia nell’ambito del progetto “Pomeriggi Insieme: Aiutarsi per non isolarsi”, realizzato in collaborazione con l’Oratorio San Giovanni Bosco di Berbenno e con il sostegno della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale di Regione Lombardia. Infatti, per il prossimo 26 marzo sarà proposto il primo dei tre incontri con relatori esperti sulle tematiche riguardanti il delicato rapporto genitori-figli. Othilia, Associazione culturale per le pari opportunità con sede a Berbenno, è impegnata da anni su questo fronte, e ritiene che qualche positivo risultato sia stato raggiunto, tenuto conto anche della molto positiva adesione alle iniziative proposte. «Il nuovo ciclo di incontri, che fa seguito a quello del progetto “Fare Rete” che ha segnato una notevole attenzione e particolare interesse da parte delle famiglie di Berbenno, è incentrato sulla tematica familiare, e si propone di affrontare alcuni aspetti del rapporto tra figli e genitori» ha sottolineato il presidente di Othilia, Silvia Bertini, che ha inoltre evidenziato che «i temi sono comuni a NUOVI SERVIZI PER LA SCUOLA PRIMARIA PIO XII DI SONDRIO L’Istituto Pio XII di Sondrio comunica alcuni importanti arricchimenti dell’offerta formativa della scuola primaria per il prossimo anno scolastico 2009-2010: tutte le famiglie, e gli spunti sono stati offerti dai questionari compilati lo scorso anno, misurando nel contempo il livello di soddisfazione degli utenti. In quell’occasione da più parti, compresi gli interessati, è stata sottolineata la difficoltà di interazione tra genitori e figli. Con gli incontri noi non vogliamo certo dare delle risposte su come si fa, ma intendiamo solo creare delle occasioni di incontro e di dialogo, avvalendoci delle dritte di esperti sulle tematiche trattate». Di fatto, tutti gli aderenti sono invitati ad una fattiva partecipazione, in grado di stimolare il dibattito e la ricerca soprattutto grazie alla condivisione della propria esperienza personale. “Pomeriggi Insieme” continua nel frattempo con l’organizzazione di alcuni laboratori, tra cui pittura, cucina, lavorazione del vimini, cucito, in cui si svolgono attività manuali e pratiche che hanno molto calamitato l’interesse di giovani e giovanissimi. Questo il calendario degli incontri, ingresso libero, che si terranno presso la Sala Quattro Torri dell’Oratorio di Berbenno, tutti a partire dalle ore 21.00: giovedì 26 marzo - La scuola e la famiglia di fronte al “consumo”: Il rapporto tra genitori e figli adolescenti; autorevolezza e prevenzione. Don Diego Fognini - Comunità La Centralina; IMPEGNO CORALE CONTRO LA CRISI «Necessario un impegno corale per fronteggiare un momento difficile. Amministrazione Provinciale, Camera di Commercio, categorie produttive e sindacati sono gli attori di una collaborazione indispensabile per aiutare le imprese e, soprattutto, i lavoratori in difficoltà. Ma le azioni urgenti sono solo una parte della soluzione. Bisogna valutare interventi infrastrutturali e una nuova mentalità che tutti devono adottare per un mondo che sta cambiando». Così il presidente della Provincia Fiorello Provera, la scorsa settimana, al termine della prima riunione del tavolo anticrisi che si è svolta nel pomeriggio a Palazzo Muzio. Provera, affiancato dall’assessore alle Attività Produttive Massimo Sertori, ha incontrato i segretari delle tre sigle sindacali: Daniele Tavasci per la Cisl, Giocondo Cerri per la Cgil ed Ezio Ferrari per la Uil. I rappresentanti sindacali hanno illustrato la situazione provinciale, soffermandosi sulle crisi riscontrate in alcuni comparti e sulle problematiche che hanno prodotto un aumento del ricorso alla cassa integrazione ordinaria, richiamando l’esperienza di Brescia dove gli Enti Pubblici hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con gli istituti di credito che anticiperanno la cassa integrazione con prestiti a tasso zero che verranno concessi ai lavoratori. L’assessore Sertori, da parte sua, ha richiamato la situazione peculiare della nostra provincia, che, per la presenza di due banche locali radicate sul territorio, è al riparo dai problemi causati dal mancato accesso al credito da parte delle imprese. Il turismo con le sue risorse e la vicinanza con la Svizzera, naturale sbocco occupazionale per i lavoratori di Valtellina e Valchiavenna, sono elementi di protezione nei confronti della crisi. Nonostante ciò non si può abbassare la guardia perché alcuni segnali si sono già manifestati. Per superare un momento tanto difficile e uscirne rafforzati, il presidente Provera ha individuato nella formazione, nell’energia a basso costo e nel wi-max dei lasciapassare. RICOMPOSIZIONE FONDIARIA La frammentazione della proprietà fondiaria rappresenta un freno all’attività agricola e un ostacolo alla manutenzione dei terreni montani. Dopo il fondo di rotazione attivato dalla Provincia in collaborazione con Provinea e gli interventi previsti nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale, tocca ora agli incentivi economici che coprono le spese notarili derivanti da acquisti o permute di terreni. «Sappiamo che spesso gli accorpamenti non vengono realizzati proprio a causa di questi costi – spiega l’assessore all’Agricoltura Severino De Stefani –, perciò come Provincia abbiamo deciso di intervenire con un provvedimento che soddisfa le esigenze dei proprietari ma che, al contempo, produce effetti positivi sull’assetto ambientale e idrogeologico del territorio, nonché sulla conservazione del nostro paesaggio». La Provincia ha stanziato complessivamente 60mila euro che soddisferanno le richieste pervenute secondo un apposito regolamento. L’aiuto concesso riguarderà esclusivamente la copertura dei costi legali e amministrativi, fino al 100% delle spese effettivamente sostenute per gli atti notarili necessari all’acquisto o alla permuta di terreni agricoli finalizzati all’accorpamento fondiario. Sono previsti un contributo massimo di 500 euro per appezzamento acquistato fino a 1.500 euro per atto. Il provvedimento varato dalla Provincia è entrato in vigore dopo aver ottenuto il necessario benestare dall’Unione Europea. Per accedere a questi aiuti è necessario presentare una domanda in carta semplice alla Provincia entro il 31 dicembre 2009. venerdì 17 aprile Stimare se stessi per creare autostima, essere amore per creare amore L’autostima è la chiave di accesso alle porte della vita. Cosa possiamo fare, come genitori e come educatori, perché i nostri ragazzi sviluppino fiducia e stima di sé? Lia Valenti - counselor in psicosintesi; lunedì 4 maggio - La figura del padre oggi fra autorevolezza e sostegno: la crisi del padre e del suo ruolo all’interno della famiglia quale figura di riferimento autorevole. Ezio Aceti – psicologo. Per ulteriori informazioni sulle attività dell’associazione è possibile consultare www.othilia.it. SONDRIO ALL’AUDITORIUM TORELLI UNA SERATA DEDICATA ALL’ACQUA • anticipo al 7 settembre dell’apertura della scuola: dalle ore 8.00 alle 16.00 verranno svolte attività ludiche e laboratoriali e uscite didattiche; • chiusura della scuola posticipata al 25 giugno con centro estivo riservato ai bambini di prima e seconda; • avvio di un prolungamento serale dalle ore 16.00 alle ore 17.00 riservato ai bambini di prima, seconda e terza (per i primi attività ludiche e laboratoriali, per i bambini di classe terza anche attività di studio/compiti) per i pomeriggi nei quali i bambini si trovano già a scuola fino alle ore 16.00. I suddetti servizi verranno erogati senza aggravio di spesa (salvo quanto dovuto per la mensa) rispetto al tempo scuola prescelto. LA MOSTRA SU SAN PAOLO A SONDRIO Sarà aperta sabato 4 aprile presso la Sala Ligari, via XXV Aprile, a Sondrio, la mostra Sulla via di Damasco. L’inizio di una vita nuova, promossa dal Servizio nazionale per il progetto culturale della Chiesa Italiana e da Itaca, società editrice e di promozione culturale, che sarà visitabile fino al 21 aprile 2009. Alla presentazione, che avrà luogo alle ore 11.00 presso la Sala Vitali del Credito Valtellinese, prenderanno parte il prof. Eugenio Dal Pane, curatore della mostra, mons. Battista Galli, vicario episcopale per la Valtellina, don Emanuele Corti, dell’Ufficio Pastorale dei Giovani e don Andrea Straffi, del Centro Studi “Nicolò Rusca”. L’iniziativa è organizzata dal Liceo “Pio XII”, dalla Diocesi di Como e dal Centro culturale “Don Minzoni”, in collaborazione con la Parrocchia SS. Gervasio e Protasio di Sondrio, l’Ufficio Pastorale dei Giovani, l’Azione cattolica della Diocesi di Como, Comunione e Liberazione, A.G.E.S.C.I. Gruppo Scout di Sondrio, col patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Sondrio e della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, in occasione dell’Anno Paolino indetto da Benedetto XVI per celebrare i duemila anni dalla nascita di san Paolo, di cui la mostra presenta la vita e l’insegnamento. tori e cercatori di storie, si sono dati appuntamento in Valtellina per raccontare avventure, incontri straordinari, battaglie, sogni, scoperte e piccole illuminazioni sulla strada delle acque. Il biglietto di ingresso è di dieci euro. enerdì 3 aprile, alle ore 21.00, presso l’Auditorium Torelli di Sondrio, su iniziativa del Comune capoluogo e delle amminstrazioni di Piateda, Albosaggia, Caiolo e Faedo Valtellino, insieme allo Iaps, il gruppo nato in difesa delle acque della provincia di Sondrio, si terrà una serata di confronto e riflessione sul tema: Storie di Terra e di Acqua - Dai confini del mondo alle rive dell’Adda. Interveranno Giuseppe Cederna e Paolo Rumiz. Due amici, un giornalista e un attore, entrambi narra- V Paolo Rumiz, (nato a Trieste nel 1947) è un inviato speciale del “Piccolo” di Trieste e in seguito editorialista di “La Repubblica”, esperto del tema delle Heimat e delle identità in Italia e in Europa, dal 1986 segue gli eventi dell’area balcanico-danubiana. Durante la dissoluzione della Jugoslavia segue in prima linea il conflitto prima in Croazia e successivamente in Bosnia Erzegovina. Ha vinto il premio Hemingway nel 1983 per i suoi servizi dalla Bosnia e il premio Max David nel 1984 come migliore inviato dell’anno. Nel novembre 2001 è stato inviato ad Islamabad e successivamente a Kabul, durante l’attacco statunitense all’Afghanistan. Vincitore dei premi San Vidal, Latisana per il Nord-Est e Capri-San Michele nel 2003. Ultimamente si sta occupando del problema acque con articoli su “La Repubblica”. Giuseppe Cederna è attore di cinema e teatro. Ma è anche scrittore e viaggiatore- dall’Africa, all’Himalaya, alla Valtellina. Ha partecipato a numerosi film italiani tra cui “Marrakech Express” e “Mediterraneo”, di Gabriele Salvatores, “Italia Germania 4-3” di Barzini, “Il partigiano Johnny” di Guido Chiesa, “El Alamein” di Enzo Monteleone, “Aspettando il sole” di Ago Panini. È in uscita “Diverso da chi” con Claudia Gerini. Ha appena terminato le riprese del film “Nine” per la regia di Rob Marshall con Daniel Day Lewis e Nicole Kidman. Ha pubblicato da Feltrinelli il suo primo libro “Il Grande Viaggio” la storia di un pellegrinaggio alle sorgenti del Gange. Un viaggio di iniziazione alla bellezza, all’unicità della natura, alla condivisione della gioia, e al dolore. CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 P A G I N A 29 È DIVENTATA NORMATIVA LA MORATORIA IMPORTANTE RISULTATO PER IL BILANCIO IDRICO LOCALE Una legge per tutelare le acque U n risultato storico ma tutt’altro che scontato, la cui importanza si rivelerà con il passare degli anni, perché soltanto nel prossimo futuro si percepiranno i cambiamenti che determinerà. Questo, in sintesi, il significato del sì espresso oggi dal Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino, riunitosi a Parma, che ha adottato lo studio condotto da Ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia e Provincia di Sondrio sul bilancio idrico di Valtellina e Valchiavenna dal quale è emersa una situazione di forte criticità. Ne è scaturita una normativa tecnica che ridefinisce le modalità di rilascio delle concessioni idroelettriche in senso molto più restrittivo. «Ancora una volta la collaborazione tra istituzioni ha dato buona prova di sé. Il presidente della Regione Roberto Formigoni ha confermato il lavoro svolto insieme alla Provincia di Sondrio e agli altri enti interessati alla materia – sottolinea il presidente Fiorello Provera –. Il lavoro di squadra e la buona volontà hanno permesso di supe- rare qualche intralcio burocratico che avrebbe potuto compromettere l’interesse pubblico. L’istituzione ha il dovere di rendere compatibili i legittimi interessi privati e il bene comune, ed è quel che stiamo cercando di fare con molta diligenza». E il bene comune, è facile intuirlo, è rappresentato dall’ambiente che va tutelato per preservarlo ma anche in chiave turistica considerata l’attrattività del nostro territorio. Una scelta politica lungimirante frutto della volontà di tutti gli Enti e dell’opinione pubblica riunita nello Iaps, l’Intergruppo Acque, che, come sottolinea il presidente Provera, «ha avuto il merito di creare una sensibilità ambientale diffusa che prima non c’era». L’assessore Ugo Parolo, che da due anni segue la questione acque su delega del presidente, parla di «grandissima determinazione», di un risultato voluto con tutte le forze. «Soltanto in questo modo sarebbe stato possibile ottenerlo – spiega Parolo –, poiché interessi privati e ostacoli burocratici lo stavano bloccando. Raggiungere questo risultato è stato difficilissimo. La vittoria di oggi premia il lavoro svolto in questi due anni, lo studio condotto dai funzionari e l’impegno degli amministratori. Alla valle consegniamo oggi un ambiente maggiormente tutelato, com’è giusto che sia, a beneficiarne saranno la natura, la qualità della vita e il turismo». L’assessore Parolo ricorda la moratoria ottenuta alla vigilia di ferragosto del 2007 con il protocollo d’intesa sottoscritto da Ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia, Autorità di Bacino e Apat, definito dopo incontri e colloqui sull’asse Sondrio-Milano-Roma. Lo stop alle nuove concessioni era scaduto alla fine del 2008, perciò c’era la necessità di approvare le norme di salvaguardia in attesa dell’adozione definitiva del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, prevista per il mese di settembre, dopo una prima approvazione da parte del Consiglio Provinciale tra poche settimane. Il Ptcp, infatti, recepisce lo studio sul bilancio idrico e detta le nuove norme in materia di tutela delle acque in provincia di Sondrio. Ma c’erano questi mesi da superare per evitare che il periodo tra la fine della moratoria e l’entrata in vigore del Ptcp moltiplicasse le nuove richieste di captazione e autorizzasse quelle in giacenza. Così non è stato, perché determinazione e coesione sono state massime. Questa nuova normativa è una “vittoria di tutti” che premia il territorio. ACCORDO RAGGIUNTO ADERISCONO CREVAL E BPS Il credito locale aiuta le aziende « S ollecitati dai sindacati abbiamo sottoposto la richiesta agli istituti di credito soltanto pochi giorni fa e lunedì 23 marzo, in un incontro, abbiamo ottenuto un sì convinto. Non avevamo dubbi riguardo la sensibilità e l’attenzione delle nostre banche, da sempre vicine al territorio del quale recepiscono le necessità. Si tratta di un aiuto concreto per i lavoratori che consentirà loro di superare un momento difficile, senza le preoccupazioni che accompagnano l’attesa dei soldi». Così il presidente Fiorello Provera com- menta la decisione di Banca Popolare di Sondrio e Credito Valtellinese di imitare quanto già sperimentato in altre zone d’Italia riguardo l’anticipo a tasso zero della cassa integrazione straordinaria che necessita di tempi burocratici prima di essere formalmente liquidata. In questo IL 5 APRILE RITORNANO LE «CIME DI PACE» L’associazione “Cime di Pace”, che ha visto recentemente l’ingresso di diversi amici valtellinesi, tra i quali Roberto Bartesaghi, Luciano Cassinerio, Camillo Della Vedova, Pedro e Tiziana Forni, Franco Gugiatti, Nicola Martelli, Don Giuseppe Raviscioni, e Pierangelo Tognini, organizza per il prossimo 5 aprile una salita a Scermendone. Come nelle manifestazioni precedenti, lo scopo è quello di sen-sibilizzare l’opinione pubblica sui conflitti che affliggono il mondo (in questo momento di pace apparente ce ne sono più di 30) e intervenire economicamente per aiutare i bambini colpiti dalla guerra, e comunque i più bisognosi. I proventi raccolti con la vendita delle bandiere di Cime di pace, dei cappellini e delle magliette indossate durante la salita, andranno al Fondo di Solidarietà con il quale si vuole aiutare padre Amonini, originario di Piateda alle prese con una difficile situazione in un’area nuova del Congo. Come molti sanno, Cime di Pace, o “Summit for Peace”, nacque cinque anni fa da un’idea di Oreste Forno, affiancato da vari amici di diverse sezioni del Club Alpino Italiano della Brianza e di altre regioni d’Italia. Le bandiere della pace appositamente realizzate dall’Associazione hanno sventolato su centinaia di vette italiane e di paesi lontani, in aAfrica, in Asia, negli Stati Uniti e in America Latina (il nostro Camillo Della Vedova la portò sull’Aconcagua lo scorso anno). Il fondo di solidarietà ha invece permesso di intervenire diverse volte, con la realizzazione di una scuola in Sierra Leone, di pozzi in Kenia e Tanzania, realizzati con il determinante contributo dei CAI abruzzesi di Carsoli e di Chieti che si sono distinti anche nell’aiuto all’università di Iringa e a diverse missioni e con contributi economici indirizzati al Nepal e al Perù. La solidarietà è infatti l’anima di Cime di Pace, perchè alla pace tra i popoli si può giungere soltanto attraverso l’aiuto e l’amore. La salita del 5 aprile, i cui dettagli sono disponibili anche sul sito www.cimedipace.it, vedrà la partenza dal bacino dell’Enel di Lotto, sopra Ardenno, raggiungibile in auto con deviazione per Biolo dalla strada della Valmasino. L’appuntamento è alle ore 9.00, per una salita di circa tre ore che, in caso di forte innevamento potrà concludersi all’Alpe Granda, dove sarà possibile trovare ristoro presso l’omonimo rifugio appositamente aperto. È una grande occasione per provare che “fare del bene aiuta a stare bene”. modo, i lavoratori rimasti senza stipendio potranno contare da subito sull’assegno mensile garantito dalla cassa integrazione senza dover attendere la liquidazione da parte dell’Inps. Un anticipo a zero interessi che annullerà i tempi di attesa. «La Banca Popolare di Sondrio, in questo momento congiunturale, nel proprio spirito cooperativistico, ha deciso di sostenere il territorio – sottolinea il direttore generale Mario Alberto Pedranzini –, affiancando questo strumento agli altri tradizionalmente operativi a favore delle imprese produttrici che la banca offre da sempre tenendo fede ai propri principi statutari. Questa fase difficile richiede ogni possibile attenzione nei confronti delle varie componenti del sistema economico provinciale, in particolare delle fasce più deboli. Sostenere le famiglie risponde al senso di responsabilità sociale di cui la nostra banca è permeata, completa le altre iniziati- A SONDRIO, DAL 27 AL 29 MARZO TORNA LA MANIFESTAZION NEBBIOLO GRAPES Valtellina, Langhe e Roero, Alto Piemonte, Sardegna, Stati Uniti, Australia, Sudafrica e Messico. Un unico denominatore comune unisce parti del mondo così diverse e distanti: il vitigno Nebbiolo. Grazie a Nebbiolo Grapes, la convention internazionale ideata, voluta e promossa dal Consorzio Tutela Vini di Valtellina con la partecipazione di produttori ed esperti di quattro continenti, i prossimi 27, 28 e 29 marzo si ritrovano a Sondrio per degustazioni e convegni scientifici. L’appuntamento torna dunque in Valtellina (la prima edizione si tenne proprio nel capoluogo valtellinese nel 2004) a distanza di due anni dalla seconda edizione, organizzata nel marzo 2006 in Piemonte, ad Alba (Cn). Nebbiolo Grapes nel 2004 calamitò in Valtellina decine di giornalisti, un’ottantina di aziende vinicole da tutto il mondo e quasi 3000 tra appassionati e addetti ai lavori. L’edizione 2009 di Nebbiolo Grapes, diventato un progetto che unisce idealmente i produttori di tutto il mondo per promuovere studi e iniziative sul Nebbiolo, si preannuncia ricca di novità legate soprattutto ai risultati delle ricerche sugli aspetti genetici e clonali portate avanti in questi anni. Nebbiolo Grapes si compone di una parte con congressi e forum, dedicata alle relazioni di carattere viticolo, enologico e di marketing e comunicazione, e di una parte dedicata alle degustazioni dei vini. L’evento si aprirà la mattina di venerdì 27 marzo presso la Sala Arturo Succetti - Unione Artigiani Sondrio - con il convegno di divulgazione scientifica: “Il Nebbiolo: un vitigno per la vitienologia di territorio”. Condotto da Osvaldo Failla (Professore di viticoltura dell’Università degli Studi di Milano) il convegno tratterà dell’origine genetica del vitigno e la sua variabilità intra-varietale, del confronto tra diversi terroir del Nebbiolo in ambito nazionale ed internazionale, delle sue peculiarità agronomiche ed enologiche e della sua valorizzazione mediante l’enologia varietale e la microbiologia di terroir. Interverranno studiosi e ricercatori dell’Università di Milano e Torino, con apporti internazionali. Seguirà nel pomeriggio il forum: “Uno stile chiamato Nebbiolo. Nuove visioni per comunicare il futuro”, conduce Giacomo Mojoli (Giornalista e referente dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche). In discussione temi aperti di produzione viticola, salvaguardia del territorio e sostenibilità economica. Saranno presentati esempi concreti di sviluppo sostenibile in ambito nazionale e internazionale e si parlerà di evoluzione della comunicazione con l’intervento di esperti di economia ambientale e di marketing, giornalisti della carta stampata, esponenti del design della comunicazione. Sabato e domenica l’atteso banco d’assaggio proporrà in degustazione la carta del Nebbiolo con oltre 200 etichette e produttori da Italia, USA, Australia, Messico, Sudafrica… Un evento che si terrà nella cornice di Castel Masegra. ve in corso a favore del mondo imprenditoriale e attesta la vicinanza al territorio provinciale di cui la Popolare è espressione e per il quale vuole continuare a essere motore di sviluppo». «Non solo non abbiamo interrotto i flussi di credito agli imprenditori, il Gruppo Creval nel corso del 2008 ha incrementato gli impieghi del 34% (24% al netto dell’acquisizione di Carifano) – dichiara il direttore generale del Credito Valtellinese Miro Fior- di –, ma con questa ed altre iniziative allo studio intendiamo fornire un aiuto concreto alle realtà economiche dei nostri territori che non lasceremo sole ad affrontare questo periodo di crisi. La difficile situazione economica richiede interventi mirati, veloci ed efficaci: riteniamo che l’iniziativa in atto risponda a questa esigenza. In questo momento di difficoltà per tante famiglie – prosegue –, sono convinto che il ruolo di una banca del territorio qual è il Credito Valtellinese deve mostrarsi nel suo volto più autentico e solidale, sulle orme dei fondatori. E’ per questo che ritengo importante l’iniziativa: un aiuto concreto a chi oggi ha bisogno, perché i valori così si trasformano in opere concrete». I lavoratori potranno ottenere tutte le informazioni necessarie riguardo l’anticipo della cassa integrazione straordinaria a tasso zero presso le filiali dei due istituti di credito locali. P A G I N A 30 CRONACA MediaAltaValle IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 SCRIVE PADRE ROBUSTELLINI RACCONTI DA DILLA, NELLA TERRA DEL SIDAMO Dall’Etiopia lettera missionaria ’ L avvicinarsi alla Pasqua e alla gioia del Cristo risorto porta anche notizie dai nostri missionari attivi in alcune tra le zone più povere del globo. Ecco una lettera di don Mario Robustellini dalla sua missione da Dilla in Etiopia, zona del Sidamo. Vi proponiamo una sintesi che permette a tutti noi di essere spiritualmente vicini al missionario tiranese e alla sua comunità. «Abbiamo trascorso dei mesi molto intensi scrive don Mario missionario salesiano - Il Natale ha portato come al solito un impegno maggiore nella parrocchia e nelle cappelle». Le cappelle di cui parla don Mario sono l’equivalente delle nostre piccole chiese, quelle un po’ sperdute che vediamo magari sui pendii delle montagne, lontane dai paesi. La parrocchia di Dilla di queste Cappelle ne conta 17. «Sono semplici costruzioni a volte in fango e con una copertura in lamiera». Don Mario è soddisfatto del periodo di Natale da poco passato; ci sono stati ben «13 matrimoni celebrati in parrocchia dopo il corso di preparazione, durato un anno e mezzo. A fine gennaio c’è stata la conclusione del semestre scolastico e la festa di don Bosco. Arriviamo alla preparazione di questi avvenimenti con il fiato corto e tutti aspettiamo la vacanza scolastica delle prime due settimane di febbraio». Un momento importante e atteso perché coincide con il Youth Festival, «il mega-raduno dei giovani di tutta la diocesi che quest’ anno è stato organizzato nella par- rocchia di Dongora e lì abbiamo accompagnato 150 giovani di Dilla e dintorni». Un’ occasione di convivialità a cui tutti i missionari della zona tengono particolarmente. «Sono momenti di formazione alla fede: si parla di Bibbia, di San Paolo, di preparazione al matrimonio e di tant’altro e poi sono momenti di conoscenza e di festa per circa 2500 giovani che si professano cristiani cattolici. Qui in Etiopia non ci sono i concerti, le discoteche, gli stadi. Il Festival dei giovani è un bel momento di socializzazione e di condivisione, con canti e musiche religiose». Ma in terra di missione la gioia troppo spesso e troppo rapidamente lascia spazio al dolore. Il missionario valtellinese nelle sue righe racconta anche quello che nella zona chiamano: “inferno verde” definizione che sta ad indicare una natura che sembra rigogliosa e verde ma che non ha dato quei raccolti che normalmente garantiscono il cibo quotidiano e le persone più deboli sono le prime vittime. Parla così di Schoiccio, una delle cappelle delle missione. «Schoiccio è a 20 km da Dilla. Ci rechiamo a dir messa una volta al mese, mentre settimanalmente c’è il catechismo e la liturgia domenicale. La comunità è formata da una quarantina di famiglie, in gran parte contadini, gente semplice e fedele. In questa stagione a Schoiccio non c’è stato praticamente il raccolto del caffè; bruciato al momento della fioritura da una siccità straordinaria. Da ciò ne è derivata una situazione di grande povertà». La situazione era in sostanza già nota a don Mario. «Lo sapevo già dalla visita alle famiglie di alcuni malati. “Nelle capanne non c’è più niente da mangiare”, mi riferiva il catechista Mamo, mentre mi accompagnava all’interno per le preghiere in Sidamo». Mamo racconta a don Mario di ben 4 morti tra dicembre e gennaio e tutti della stessa famiglia. “Prima è mancato il papà di 3 bambini, a cui era morta la moglie l’anno precedente. “Tubercolosi” mi hanno detto. Poi è morto il bambino più piccolo, di 2 anni: “non c’era più niente da mangiare” – ha spiegato Mamo -. In seguito è stata la volta di un giovane di 25 anni, da lungo tempo malato e quasi cieco. Anch’egli “mancato di stenti, lascia la moglie e un bambino piccolo”. Il caso più straziante è sta- UN ANNO DI ATTIVITÀ PER CONSORTECH Consortech, il consorzio di imprese del settore informatico creato per iniziativa della Società di Sviluppo Locale, ha compiuto un anno, chiudendo in maniera positiva la delicata fase dello start up. È cresciuto, ha allargato la propria base sociale e si è fatto conoscere. Le 13 imprese che lo compongono (Andytimes.com, Computer Halley, Crial, Domenighini, Lanzi, Retesì, Studio Fuchs, UniBit, Valtline, Valtnet, Virtual Valley, AeGi e GlobaTel) sono in grado di mettere su un mercato locale sempre più esigente prodotti e servizi di qualità. Finalmente enti pubblici e aziende private hanno un interlocutore forte al quale rivolgersi per avere la consulenza che prima cercavano fuori dai confini provinciali. E di passi avanti, in questo primo anno di attività, ne sono stati compiuti molti. Di questo le aziende associate hanno discusso nell’assemblea convocata per approvare il bilancio del 2008. Il presidente uscente Furio Ferrini ha illustrato l’attività svolta: la richiesta per l’utilizzo del marchio Valtellina che ora compare sul logo di Consortech, la presentazione del consorzio a Politech, Asm, Bankadati, Camera di Commercio, Comunità Montana di Sondrio, Consorzio Vivi le Valli e all’Amministrazione Provinciale. “Il dato più rilevante di questo primo anno – ha sottolineato Ferrini – è senza dubbio il progetto di un data center realizzato in team da alcuni nostri associati presso la Comunità Montana Alta Valtellina che ha dimostrato come la cooperazione e la capacità di aggregazione siano in grado di dare vita a sistemi informativi che utilizzano le più moderne tecnologie in tempi ristretti nel rispetto dell’ambiente e con attenzione ai consumi”. I vantaggi derivanti dalla presenza in valle di professionalità ed esperienza in un settore in crescita qual è quello informatico assume grande rilevanza per tutti e accresce le potenzialità del nostro territorio. Per il settore pubblico e quello privato sarà più semplice e comodo accedere a questo tipo di servizi e dunque crescere in innovazione e alta tecnologia con ricadute sulla competitività. L’assemblea ha confermato per il triennio 2009-2011 il consiglio di amministrazione formato da Furio Ferrini, Andrea Gugiatti e Thomas Bardea. Ferrini è stato rieletto presidente all’unanimità. to quello di una vecchietta che veniva sempre in chiesa. Anche quest’anno ce l’ha fatta a partecipare al Natale, il 7 gennaio [in Etiopia si festeggia il Natale secondo il rito Ortodosso n.d.r.], ma di ritorno a casa si è ammalata di nuovo ed è morta “praticamente di inedia dopo due giorni”. Domenica 25 gennaio ho celebrato una messa di suffragio – continua don Mario - I cristiani, ammutoliti intorno alle 4 tombe, hanno pregato a stento...poi nella riunione del comitato della cappella hanno rivelato con disappunto il momento critico che attraversano molte famiglie. È stata devoluta ai due bambini superstiti la loro colletta, raccolta annualmente per la parrocchia (equivalente a 10 euro). Abbiamo poi mobilitato il catechista per interessarsi diffidare i due bambini a uno zio lontano e perché si facesse aiutare dalle autorità del villaggio. E naturalmente anch’io ho promesso l’aiuto per i casi più urgenti”. Come rimanere impassibili davanti a storie di vita come queste? L’appello del nostro missionario riesce di sicuro a scuotere le coscienze e risvegliare i sentimenti di vicinanza a chi si trova nella sofferenza e nel bisogno. “Nel messaggio per la quaresima 2009, Benedetto XVI invita i credenti a riscoprire il valore del digiuno. Così scrive: “Il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli...ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano che si china e va in soccorso del fratello sofferente. Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo. Questo è stato sin dall’inizio lo stile della comunità cristiana. I fedeli erano invitati a dare ai poveri quanto grazie al digiuno era stato messo da parte. Anche oggi tale pratica va riscoperta e incoraggiata soprattutto durante il tempo liturgico quaresimale”. R.W.N. IMMAGINI RIMEDIO UTILE SPECIE IN PRIMAVERA Gelo «buono» per i meleti I n Valtellina e in Valchiavenna, il clima alpino causa sovente delle gelate primaverili. Tali gelate, causano, in una fase molto delicata dello sviluppo vegetativo del melo, danni anche consistenti con perdite molto significative nella produzione. Per risolvere questo problema, nelle zone maggiormente a rischio, dove la temperatura può, anche in primavera, scendere sotto zero, sono stati realizzati degli impianti irrigui sovra chioma, utilizzati proficuamente anche nel periodo estivo in periodi di siccità, che consentono di organizzare un’efficace difesa antibrina. Una delle realtà in cui il sistema è applicato è Villa di Tirano, ma ci sono molte altre zone protette da questo apparato di difesa ed è quindi possibile, nel transitare accanto ai frutteti, assistere a spettacoli davvero unici nel loro scintillante candore, belli e suggestivi e che testimoniano un salvataggio riuscito in nottate in cui la discesa della temperatura avrebbe altrimenti comportato danni irreparabili. Il danno delle gelate è facilmente riscontrabile esaminando da vicino i fiori dopo una notte con temperature rigide. Dopo la gelata, aprendo i fiori del melo, essi appaiono anneriti ed irrimediabilmente rovinati. CRONACA P A G I N A 31 AltaValle IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 SERVIZIO A FAVORE DEI MALATI ONCOLOGICI IL NUOVO MEZZO DI CANCRO PRIMO AIUTO Con il pullmino, verso Sondrio U n nuovo pullmino a nove posti per il trasporto dei malati oncologici dall’Alta Valtellina all’ospedale di Sondrio. Un nuovo mezzo per raggiungere in tempi accettabili il nosocomio del capoluogo valtellinese e sottoporsi a cicli di radioterapia. Il progetto è stato portato avanti in questi mesi dall’associazione Cancro Primo Aiuto in collaborazione con la Comunità Montana dell’Alta Valtellina, la Fondazione Claudia Morcelli di Valdidentro e un gran numero di enti, associazioni e movimenti per rispondere alle esigenze dei pazienti che hanno difficoltà a raggiungere il presidio ospedaliero. E lo scorso fine settimana il pullmino è stato ufficialmente consegnato e messo a disposizione di chi ne avrà bisogno. «È noto – spiegano da Cancro Primo Aiuto – come i collegamenti tra l’alta Valle e il capoluogo siano da sempre inadeguati, a maggior ragione considerando che i protocolli, nella migliore delle ipotesi, prevedono un minimo di 20 sedute di radioterapia. Cancro Primo Aiuto incrementa in questo modo l’assistenza in provincia di Sondrio, già ben consolidata con un servizio di assistenza domiciliare ai malati a fine vita svolto grazie anche ad alcune Associazioni e Cooperative accreditate dall’Asl di competenza, fra le quali le Coop. Arca, Ardesia e il Granello». Il reperimento dei fondi destinati all’acquisto dell’automezzo è stato concretamente sostenuto anche dal Mottolini di Livigno e da un movimento politico giovanile attraverso alcune manifestazioni sportive in alta valle, come lo Snow Festival, il White Challenge, il Memorial Sosio/Furli dello Sci Club di Bormio. «Un movimento bipartisan ha evidenziato il fondatore di Cancro Primo Aiuto Flavio Ferrari – perché di fronte ad iniziative così importanti ed alla salute occorre andare oltre. A breve faremo anche un piccolo corso per i volontari». Oriano Mostacchi, vicepresidente dell’associazione, ha sottolineato come quello del pullmino rappresenti «un tassello che mettiamo tra le cose buone che abbiamo fatto. Anticipo che entro due mesi, presso l’ospedale di Sondrio, inaugureremo il reparto di oncologia per il quale abbiamo acquistato tutti gli arredi». Lo scorso anno si sono rivolti all’associazione 2197 persone le quali, «dovendosi purtroppo confrontare con la “terribile malattia” – spiegano dalla Onlus – hanno trovato nella nostra associa- zione, nell’equipe medica e psicologica, un concreto e fattivo aiuto. Dal primo marzo 2009 – ricordano ancora – abbiamo messo a disposizione del reparto di ematologia dell’Ospedale Morelli di Sondalo una psicologa per supportare i malati e i famigliari che, loro malgrado, si ritrovano a confrontarsi con cure e piani terapeutici insieme ai loro cari». Fra le realtà che sostengono l’attività di Cancro Primo Aiuto, c’è anche la Fondazione per la Vita nata in memoria di Claudia Morcelli. Una persona straordinaria, originaria di Semogo, nota in tutta la diocesi – e non solo – per il suo im- pegno in Azione cattolica e per la sensibilità nei confronti dei ragazzi, dei giovani in difficoltà, dei Paesi poveri di tutto il mondo. Un tumore l’ha portata via nel giorno del suo quarantesimo compleanno, il 25 aprile di due anni fa. La fondazione a lei dedicata, oltre ad aver collaborato concretamente all’acquisto del pullmino per i malati oncologici, si sta impegnando su due altri fronti: l’acquisto di una casa ad Asso (in provincia di Como, nell’Erbese) che sarà destinata alla comunità terapeutica di Renate (Mi) a sostegno di ragazze in difficoltà con o senza figli; la realizzazione della biblioteca dell’Università sudanese, che dovrebbe essere inaugurata nelle prossime settimane, e diventerà da subito funzionante nella formazione di personale socio - sanitario che opererà nel territorio del Sudan meridionale. Prosegue, inoltre, la collaborazione con Cancro Primo Aiuto. Per informazioni e per sapere come sostenere l’associazione in memoria di Claudia scrivere a fondazio [email protected]. TIRANO UN SERVIZIO DI CUI SI SENTIVA IL BISOGNO, IN FUNZIONE GRAZIE ALLA COOPERATIVA ARDESIA Ora è attivo il nuovo ambulatorio infermieristico n servizio di chiara utilità per tutta la popolazione, ma anche una struttura che mancava sul territorio comunale tiranese e della quale si sentiva l’esigenza. Stiamo parlando del nuovo ambulatorio per prestazioni infermieristiche di base che è stato inaugurato a Tirano venerdì 13 marzo presso i locali della Cooperativa Ardesia, madrina dell’iniziativa, siti in piazza Marinoni. Un traguardo importante per il sodalizio attivo nel sociale e sul territorio già da 20 anni che nella stessa data ha contestualmente festeggiato il ventesimo anno di attività al servizio delle persone più bisognose come quelle anziane o non autosufficienti o ancora di quelle necessitanti di cure palliative. Venti anni di Ardesia per Tirano hanno dimostrato come sia possibile abbinare solidarietà e qualità come dimostrato dalla riconoscenza via via negli anni espressa dalle persone che si sono accostate ai servizi erogati dal sodalizio. Negli anni di attività, l’Ardesia ha offerto assistenza domiciliare in tutti i comuni del mandamento e conseguito l’accreditamento da parte dell’Asl per i distretti di Tirano e Bormio nonché la gestione della Rsa Baita Serena di Valfurva e delle scuole materne parrocchiali di Cepina e Valfurva. Presenti all’inaugurazione tutti i soci della Cooperativa che spiega Giovanni Marchesi, presidente del soda- un corpo estraneo. In territori come il nostro tutto questo è ancora più importante». Ma gli eventi inerenti ai festeggiamenti del ventennale di attività si protrarranno anche in autunno. «Abbiamo intenzione di realizzare tre incontri di pubblica utilità. Il primo dei quali verterà sul- U la tematica del fine vita idea nata a seguito del caso Englaro - in collaborazione con l’associazione Siro Mauro. Il secondo illustrerà l’importanza della domiciliarizzazione dei servizi. Inviteremo a dibattere un esperto che spiegherà le necessità di un servizio per il quale già la regione ha investito e sta investendo molto». Chiuderà il ciclo di incontri un ultimo appuntamento che l’Ardesia pensa di creare per spiegare quale sia «il contributo della cooperazione sociale al benessere della società per la costruzione di una società solidale». R.W.N. I RITUALI DELLA PRIMAVERA NELLA TRADIZIONE lizio - «Con il loro lodevole lavoro danno cuore, volto e mani all’Ardesia, 27 soci che hanno fatto sì che la Cooperativa facesse della solidarietà il proprio scopo». È intervenuto anche il parroco di Tirano, don Remo Orsini, che ha benedetto i locali della nuova sede esprimendo il suo compiacimento. Nell’occasione della ragguardevole ricorrenza, che in realtà cadrebbe il 26 agosto prossimi, ma che è sembrato più giusto festeggiare unitamente all’importante traguardo raggiunto, Marchesi ha espresso parole di stima per il direttore generale Alessandra Marella. «Più in dettaglio, la funzione dell’ambulatorio infermieristico - spiega il presidente dell’Ardesia – va a supplire l’attività già svolta dalle suore Misericor- dine, fino alla chiusura della casa che le religiose avevano in un palazzo storico di Tirano, e affianca la cura del piede diabetico ad esempio ma anche di altre affezioni come verruche e unghie incarnite alle già praticate dalle suore di don Talamoni: iniezioni e somministrazioni di terapie. Un servizio alle persone fatto anche in modo mirato e pensato per la specificità del territorio. È di primaria importanza che il servizio sia offerto da persone che hanno già un legame col territorio stesso, che quindi conoscono le persone che ad esse si rivolgono, instaurando un legame di umanità e di comprensione come solo è possibile se si condividono esperienze, usi e tradizioni; in questo modo l’operatore non è più visto come Parlare di nuovi-vecchi rituali della primavera significa parlare di qualcosa che nasce dal basso, che coinvolge la gente perché tocca corde profonde, evoca simboli e immagini che la modernità non ha cancellato (almeno del tutto). Negli anni ’70 del secolo trascorso sono fioriti i “musei della civiltà contadina” e si è lodevolmente cercato di raccogliere le testimonianze di una cultura orale che andava scomparendo. Si è ritenuto che la scomparsa di certe forme, legate a strumenti e tecniche di lavoro agricolo superate dalla meccanizzazione, equivalesse alla scomparsa in toto della cultura rurale e che essa andava conservata “sotto vetro”, come reliquia, negli archivi e nei musei. In realtà anche fuori dai musei e dagli archivi è fortunatamente rimasto molto. La conferma che la cultura rurale non sia morta e defunta, ma in grado di trasformarsi e di presentarsi in forme nuove, è venuta di recente da molti segnali. tornano attuali ritualità collettive legate alla cultura rurale. Come le “Feste del Fieno”, collegate gerericamente alle feste del raccolto e che portano all’attenzione della comunità il problema della cura dei prati, della scomparsa del bestiame dalle piccole stalle e dai villaggi (e della corrispondente concentrazione in grandi strutture intensive nei fondovalle). I riti propiziatori primaverili, invece, vengono fatti rivivere mantenendo alcuni schemi che li caratterizzavano e sovrapponendovi nuovi significati. Nella fattispecie ci riferiamo a quei rituali (ciamaa l’erba, sunaa da marz, andaa a smarz, calen’ marz, bater marzo) diffusi soprattutto in Valtellina e nelle aree limitrofe del comasco e nei Grigioni (valli lombardofone ed Engadina). Altri riti primaverili erano diffusi nel veneto (specie nel Veronese), in Friuli e in alcune aree della Pianura Padana. L’azione principale è costituita dal compiere percorsi rituali nell’ambito delle diverse unità della comunità (frazioni e nuclei rurali isolati) utilizzando “strumenti” legati all’allevameno e alla pastorizia (principalmente i campanacci delle mucche - sampùgn - ma anche corni musicali da pastore ricavati dalle corna dei becchi). Il suono fragoroso di tali strumenti ha la funzione di destare l’erba dal suo sonno invernale e spingerla a riprendere il ciclo vegetativo per poter crescere e consentire la fienagione indispensabile per mantenere il bestiame. Dal momento che il rito si svolgeva spesso il primo marzo (o all’inizio del mese) l’erba “chiamata” si trovava sotto una coltre di neve (e questo spiega il fragore). Il rito era attestato (limitatamente alla Valtellina) ad Albosaggia, Albaredo, Forcola, Val Masino, Tresivio, Spriana, Teglio, Chiuro, Arigna di Ponte, Gerola alta. Oggi viene praticato in diverse località della Valmalenco, nella costa dei Cèch, nelle valli del Bitto, a Teglio, Ponte, Aprica. P A G I N A 33 SPORT IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 FINESTRA SUL CAMPIONATO Il Como si lecca le ferite M entre l’Olbia butta benzina sul fuoco, scrivendo alla Lega Calcio ed accusando l’utilizzo di “due pesi e due misure” tra la squadra sarda e le compagini del nord Italia, a tutto suo discapito, il Como si lecca le ferite per tornare a giocarsi le chances di promozione, o almeno di partecipazione ai play-off, in questo deludente campionato di II Divisione. Deludente non certo per i risultati conseguiti fin qui dagli azzurri e per la loro posizione in classifica, bensì per quanto si assi- ste la domenica con giocatori che paiono aver perso la voglia di giocare e che si trovano lì come tanti impiegati o operai nel proprio posto di lavoro, ovvero per lo stipendio. Infatti, una delle cose che più si notano in questi ultimi anni è la crescita da una parte della frequenza televisiva di calcio e chiacchiere (tante…troppe…inutili) sul pallone a discapito di quella voglia di giocare che ha da sempre contrassegnato questo sport a tutti i livelli. Infatti la stessa cosa spesso si vede già nei campetti delle giovanili. In mezzo a questo mara- sma che contraddistingue quello che fu lo sport più bello del mondo, noi ci concentriamo sui prossimi decisivi impegni dei lariani: Sambonifacese, Olbia (che teme il Como, visti gli strali da persona isterica lanciati la scorsa settimana contro tutto il mondo del pallone dell’ex serie C, e che, a questo punto, non ci sarebbe di che scandalizzarsi se vincesse immeritatamente contro gli azzurri visto che, in Italia, ultimamente, a chi più urla viene data ragione) ed Alessandria. Tre incontri per capire se i giocatori di questa squadra vogliono pro- vare a centrare la promozione. Sì, i giocatori perché l’allenatore azzurro è ora quello che non viene certo definito “uno stinco di santo”, ovvero Stefano Di Chiara. Uno che non conosce le mezze misure e che dice in faccia quello che pensa…piaccia o meno, e che ha già avuto modo di esternare, appunto, questa mancanza di stimoli nei suoi giocatori soprattutto dopo l’opaco pareggio in terra cremasca col Pizzighettone. E la situazione non sembra essere destinata a migliorare perché il Como, ultimamente, stenta e fatica oltre il previsto anche nelle amichevoli di preparazione all’impegno domenicale, come nel caso del match con la Caronnese, compagine del campionato di Eccellenza. E non è tutto: Kalambay e Bretti si sono leggermente infortunati e siccome il tecnico romano, così come un suo predecessore alla guida del Como, ovvero Eugenio Fascetti, preferisce schierare giocatori in perfette condizioni fisiche, l’undici da schierare potrebbe non essere così semplice. In ogni caso ci facciamo un augurio. Noi, però, non la squadra. Ovvero quello di as- sistere magari a partire che non finiranno positivamente per il Como da qui all’ultima giornata ma che vedano in campo undici giocatori che vogliono giocare e si impegnano. Che si divertono per quello che fanno, visto che loro, a differenza di milioni di persone, non fanno un lavoro che non hanno mai scelto e che è cento, mille volte più faticoso, meno retribuito e che comporta tanti sacrifici. Chiediamo troppo? Domenica con la Sambonifacese la prima risposta a questo auspicio. L.CL. CON LA “COMO SPORT CARD” TANTO SPAZIO ALLO SPORT TRA I GIOVANI Circa settemila ore di lezioni sportive gratuite per 1.800 ragazzi che frequentano le scuole primarie e la prima classe delle scuole secondarie della città di Como. Sono questi i numeri della “Como Sport Card”, la nuova iniziativa promossa dal Settore Politiche Educative del Comune di Como in collaborazione con il Settore Sport. L’iniziativa si concretizzerà nella distribuzione, tramite il corpo insegnante, a 39 classi quinte delle elementari e a 44 classi prime delle medie di una sorta di buono, la sport card appunto, che darà accesso ad una lezione gratuita in quattro attività sportive particolarmente diffuse sul lario: canottaggio, scherma, ginnastica artistica e tennis tavolo. L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione di altrettante società sportive e si concretizzerà nei mesi di aprile e maggio. Un regalo della città allo sport per avvicinare i più giovani ad un approccio più salutare con la vita. Le lezioni gratuite, dunque, coinvolgeranno 800 scolari di 39 classi quinte della Scuola Primaria e 1.000 alunni di 44 classi della scuola secondaria di primo grado si svolgeranno nei mesi di aprile e maggio. La tessera, consegnata agli alunni presenti durante l’incontro ed agli insegnanti in rappresentanza delle altre scuole cittadine coinvolte in quest’iniziativa, potrà essere utilizzata da ogni ragazzo per poter partecipare ad una lezione prova delle diverse discipline previste. In ogni caso occorre comunque prenotarsi telefonando ai seguenti numeri telefonici: Canottaggio-Canottieri Lario: 031-574720; Scherma-Comense 1872: 031-264226; Ginnastica ritmica-artistica/Ginnica ’96: 031-592510 – 347-9663608; Tennistavolo-T.C. Como: 338-7651753. CSI: le partite della settimana RAGAZZI A 7 A.C. Grandatese - F.C. Albate Calcio A.S.D. S.M. S. Paolo - U.S. S. Maurizio Erba 1-4 U.S. Vertematese - A.S.D. Or. Solbiate np Categoria A - Play-Out A.S.D. Or. Città Murata - A.S.D. Piano e Valli 2-1 G.S. Or. S. Luigi - U.S. Albatese U.S. Prestino ha riposato Electric 92 Cantù - U.S.D. Cacciatori Alpi C.S.I. Luisago - U.S. Lanzo Intelvi A.S. Gagginese - U.S. Inverigo Calcio ALLIEVI A 7 A.S.D. Or. Rovellasca - Inter Club Valbrona 2-11 Lora 04 - S.S. Falange A.S.D. Piano e Valli - U.S. Prestino 6-3 U.S.O. Mariano S.A. - G.S.O. Perticato 2-10 OPEN A 11 U.S. S. Maurizio Erba - G.S. S. Giov. Bosco 4-3 Categoria B A.S.D. Brunatese - A.S.D. S. Michele “B” Pol. Cucciago 80 “B” - G.S.O. Lurago A.S.D. JUNIORES A 7 G.S. S. Giorgio Lurag. - G.S. S. Gius. A.S.D. 7-2 G.S. Cavallasca A.S.D. - Monosportiva Como A.S.O.F. A.S.D. - C.S.O. Cirimido 5-2 A.S.D. S. Michele “A” - A.S.D. Lambr. Calcio G.S. Or. S. Luigi - A.D.S. Pol. S. Agata 1-6 G.S. Moltrasio - Pol. Cucciago 80 “A” Bernate Calcio - A.S.D. Cernobbio A.C. Real Merone - New Team Como A.S.D. ALLIEVI A 11 C.S. Cortenova - Pol. Barzanò rinv OPEN A 7 A.S.D. S. Michele “B” - A.S.D. Orat. Oggiono 0-2 A.S.D. S. Michele “A” - Pol. Cucciago 80 rinv Categoria A - Girone A Pol. Sanrocchese ha riposato Montorfano “A” - S.S. Piano e Valli A.S.D. Or. Solbiate - Fraquelli Ettore Croce U.S. Oltronese - S.T.L. Schignano “A” TOP JUNIOR A 7 I & M Bernareggi - G.S. Rovennese Nuova E. Terraneo 1974 A.S.D - G.S. Grisoni 1-4 Calcio Piazza - G.T. Li Gufi A.S. Or. Buratti - S.A. La Spezia rinv Lario Ceramiche Gravedona - Ossuccio G.S.O. Lurago A.S.D. - A.S.D. S. Michele 0-6 A.S.D. Calcio Civello - 33 Caffè A.S.D. A.S.D. Or. Lambrugo - G.S. S. Giovanni Bosco 2-5 A.D. Pol. Azzurra - G.S.O. Perticato 9-2 A.S.D. Civiglio - Calcio Montorfano A.S.D 1-4 Categoria A - Girone B GGB Intermed. Immob. - G.S. Arco Lom. “B” OPEN A 11 C.S. Cantù Asnago - Ric. Tab. Ripam. Carugo AZ Pneumatica - Pol. Longone Categoria A - Play-Off Cernobbio Calcio 2005 - Pol. S. Gius. Como 0-0 U.S. S. Maurizio Erba - U.S. Villa Romanò G.S. Lip. Fotoinc. Beretta - F.C. Mong. 1997 1-0 C.S. Real Asnago - A.C. Caglio G.S. Senna - Misinto Calcio 2-2 S.A. Mauri Macchine - Pol. Sanrocchese A.S.D. Real Sagnino - Hotel Funicolare 2-2 Arredi SPD/Simmons - A.S.D. Or. Rovellasca 0-0 0-1 2-1 6-0 3-1 np rinv 2-3 np 1-0 2-0 1-0 1-1 2-1 3-6 rinv 2-1 4-5 np 2-1 4-2 5-3 6-5 3-1 2-2 3-1 np Categoria B - Girone A A.S.D. Lenno - P.L. Corrido G.S. Plesio - Pol. Lariana Menaggio Pol. Grandola - Valli del Ceresio A.S.D. Pol. Valsoldese - A.S. Griante P.L. S. Pietro Sovera - A.S.D. Cusino S.T.L. Schignano “B” Categoria B - Girone B G.S. Figino Calcio - Amor Sportiva G.S. Consolini “A” - A.S. Or. Buratti “A” Fair’s Point - F.C. Dragons A.S.D. Or. Lambrugo - G.S. S. Giov. Bosco A.S.D. Or. Città Murata - Pol. Limidese G.S. Drezzo 76 - Atletico Figinese 4-3 2-2 np 2-3 6-5 ha riposato 2-3 6-1 np 7-7 1-6 np Categoria B - Girone C Pol. Forti e Liberi - A.S.D. S. Marco Mirabello 3-1 G.S.O. Buccinigo “B” - C.G. Cabiate np Bar Sale e Pepe Perticato - Pol. Castelmar. 2-3 C.S.O. S.Carlo “A” - A.C. Brenna 10-3 S.A. Imp. Edile Tagliabue - A.S.D. Or. Pontel. 2-3 Inter Club Valbrona ha riposato Categoria B - Girone F Lario 04 - Real Ramses 3-1 Celtic Como - U.S. Laglio 0-2 A.S.D. A.C. Mug. Bar Fuin - Pol. S. G. Como 1-2 A.S.D. Virtus Lario - A.S.D. Asser. Goand Play 4-7 Puccio - A.S.D. Pol. Libertas S.B. 4-1 G.S. Nadir Breggia ha riposato Categoria B - Girone D O.S.G. Guanzate - F.C. Bulgaro rinv C.S. Carbon. - A.S.D. G.S. Valmorea Pressal 3-2 G.S. S. Gior. Lurag. “A” - A.S. Or. - Sydney B 1-5 Seprio Am. Audaci - A.S.D. G.S. Rodero 5-2 A.D. Pol. Azzurra ha riposato Minniti Valmorea ha riposato Categia B - Girone G New Red Boys - A.S.D. S. Marco Bucabelin 7-0 Asof A.S.D. “A” - Montorfano “B” 3-1 Nuova E. Terr. 1974 A.S.D - A.S. Casl. D’Erba 3-1 Pol. Or. Lora - HP Erba 1-5 G.S.O. S.A. Arosio - Alfieri 1998 2-1 Impresa Edile Aleardi ha riposato Categoria B - Girone E G.S.O. Novedrate - P.C.G. Copreno 4-2 C.S. Asn. Bar del Corso - C.Sen. Velox Pluris. 3-5 A.S. Or. Cadorago - G.A.S. 95 7-4 G.S.O. Buccinigo “A” - A.S. Bulgorello 4-7 G.S. Arco Lomazzo “A” - U.S. Rovellese 0-1 C.S.O. S. Carlo “B” ha riposato Categia B - Girone H F.C. Burpers 1994 - G.S. Villaguardia 8-1 G.S. S. Giorgio Luraghese “B” - Real’s 0-6 Lurago 05 - U.S. Cacc. Alpi 16-4 U.S Prestino - Calcio Prestino 2000 1-2 G.S. Or. S. L. Lurate - La Piazzetta/Darsena 7-0 S.C.S. Socco ha riposato P A G I N A 34 MASSMEDIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 SERIE DI SUCCESSO I MEDICI SONO IN PRIMA LINEA... Tele IL comando CAMICI IN TELEVISIONE ono decisi, competenti e capaci di risolvere in quattro e quattr’otto un caso clinico di rara gravità e urgenza. Ma fuori dalle mura del Pronto Soccorso a cui dedicano anima e corpo diventano persone fragili, scoprono il loro lato umano più sensibile e sono vulnerabili tanto quanto i pazienti a cui hanno appena salvato la vita. Sono i medici televisivi più famosi, quelli che animano le puntate di “E.R. Medici in prima linea”, la serie americana giunta alla sua tredicesima edizione (RaiDue, venerdì ore 21.00). La produzione ha un cospicuo numero di fan anche tra i confini italiani e il successo ottenuto fin dall’esordio, ormai quindici anni fa, non accenna a diminuire. “E.R.” è l’acronimo di Emergency Room (quel che corrisponde al Pronto Soccorso italiano) e la serie, ambientata a Chicago, è coprodotta da Steven Spielberg e Michael Crichton, autore del racconto che ne ha ispirato l’inizio. Nota per aver lanciato nel firmamento cinema- S DOMENICA 29 tografico star del calibro di George Clooney, la produzione ha toccato nel corso degli anni numerosi temi di attualità e di sicuro impatto sul pubblico: l’eutanasia, le catastrofi umanitarie, la sieropositività, l’omosessualità, le malattie terminali. Bellini La sonnambula L a sonnambula, melodramma in due atti di Vincenzo Bellini (18011835) su libretto di Felice Romani, è tratta dal ballo pantomima La sonnambule, ou L’arrivée d’un nouveau seigneur di Eugène Scribe e Jean Pierre Aumer (1827) e dalla “comédie-vaudeville” La sonnambule di Scribe e Germain Delavigne (1819). La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Carcano di Milano il 6 marzo 1831 con interpreti d’eccezione: Giuditta Pasta, Giovanni Battista Rubini, Luciano Mariani, Elisa Taccani, Felicia Baillou-Hilaret, Lorenzo Biondi e Antonio Crippa. Ottenne un grande successo. Quella sera – dedicata al musicista Francesco Pollini – le fu abbinato il balletto Il Furore di Amore. Bellini compose La sonnambula in soli due mesi, mentre si trovava nella villa dei Conti Lucini Passalacqua a Moltrasio, vicino all’abitazione di Giuditta Turina, una giovane con la quale aveva una relazione sentimentale. Il tema del tenero e contrastato amore fra Amina ed Elvino offrì a Bellini l’occasione per esaltare la propria vena lirica. Le straordinarie linee melodiche (“le più lunghe e le più dolci che mente umana possa creare”) si uniscono coerentemente con il soggetto mediante un trend languido e sviante. L’orchestra si limita ad accompagnare la voce con ammirevole semplicità, in modo da dare il massimo risalto all’espansione lirica della vocalità. La strumentazione è ridotta all’essenziale, anche se non mancano alcuni effetti strumentali sofisticati. Un ruolo significativo assumono pure l’armonia e la modulazione, mai scelta casualmente. L’opera culmina in una delle più sublimi arie per soprano di tutti i tempi: Ah, non credea mirarti, che la protagonista canta in stato di sonnam- bulismo. L’opera immortale è indissolubilmente legata al genio musicale bellinia- A L L ' O P E R A no. Come L’elisir d’amore di Donizetti, anche La sonnambula è un i- GRAMMA dillio agreste, dal tono pastorale e dolcissimo, ambientato fra boschi e tetti aguzzi di una Svizzera da cartolina. È volta a celebrare, al massimo grado, il mito di un’umanità innocente, dei sentimenti puri e mai corrotti. L’oscuro comportamento della romantica protagonista (Amina), il fenomeno allora scientificamente non ancora chiarito del movimento nel sonno, offre luci nuove sulla favola classica. L’inquieta vitalità, non controllabile dalla coscienza, sembra spezzare il carillon a orologeria dell’amore che va a compimento nonostante le sofferenze di un altro uomo e di un’altra donna, innamorati a loro volta dei protagonisti. L’invenzione musicale è sempre felicissima, dall’inizio alla fine, e non conosce mai momenti di debolezza. La sonnambula è considerata, con I Puritani e Norma, uno dei tre capolavori del compositore catanese. GUIDA PEN TA Atto I: In Elvezia non v’ha rosa (Coro); Come per me sereno (Amina); Prendi: l’anel ti dono (Elvino e Amina); Vi ravviso, o luoghi ameni (Rodolfo); A fosco cielo, a notte bruna (Coro); Son geloso del zefiro errante (Amina e Elvino); D’un pensiero, d’un accento (Tutti). Atto II: Ah, non credea mirarti… Ah, non giunge uman pensiero (Amina). a cura di ALBERTO CIMA Il tono del racconto oscilla fra il drammatico e l’ironico-sentimentale, a seconda che si parli di vite in sospeso (per la maggior parte del tempo narrativo) o della vita privata dei protagonisti (nei pochi momenti in cui la trama si svolge fuori dall’ospedale). La professione medica è croce e delizia dei personaggi della serie, condizionati dal superlavoro nei rapporti professionali e in quelli personali. Se il valore della scienza medica è per loro assoluto, meno stabile è nei fatti quello della famiglia: (quasi) nessuno dei protagonisti riesce a costituirne una “come si deve” e lo spettatore è indotto a una sorta di disillusione sulla possibilità che questi medici possano essere contemporaneamente ottimi professionisti della medicina e altrettanto bravi mariti e papà. Chissà se davvero è così. E chissà perché, invece, le molte serie televisive di casa nostra che hanno provato a raccontare le quotidiane gesta di professionisti della sanità hanno ribaltato la frittata, traendo spunto dal racconto della vita in corsia per affondare a piene mani la sceneggiatura nelle vicende sentimentali dei protagonisti. Proprio questo è l’aspetto su cui gli autori italiani puntano per ottenere un maggiore coinvolgimento dello spettatore, mentre in “E.R.” il pathos e la tensione vengono creati attraverso altri registri espressivi, più elaborati ed efficaci. Fin dagli esordi, il telefilm americano si è proposto anche come un racconto di denuncia delle condizioni della sanità Usa. Moltissime delle vicende narrate descrivono le situazioni, a volte al limite del tollerabile, in cui si trovano a dover lavo- Frontiere dello Spirito, C5, 8,50. Ebrei, 5,7 e intervista ad Andreaoli A sua immagine, Rai1, 10,30. San Paolo. Asterix conquista l’America, It1, 15,10. Film d’animazione. Il giorno dello sciacallo, R4.14,05. Gran bel film di spionaggio. Nessuna pietà per Ulzala, R4, 17,00. Buon western di Aldrich. Colorado, It1, 21,15. Varietà. Storie, Tsi, 212,05. La montagna magica. Lo smemorato di Collegno, Rai1, 21,30. Miniserie in 2 parti con la regia di Zaccaro. Report, Rai3, 21,30. Il grande inganno. Le centrali nucleari. Grazie al cielo sei qui, La7, 21,30. Varietà. Speciale Tg1, Rai1, 23,35. Glob l’osceno del villaggio, Rai3, 23,35. Torna E.nrico Bertolino col suo programma sulla comunicazione. LUNEDÌ 30 Lo smemorato di Collegno, Rai1, 21,10. Miniserie. Agente 007 si vive solo due volte, Rai3, 21,10. Con Sean Connery. L’infedele, La7, 21,10. Attualità con G. Lerner. Senza traccia, Rai2, 21,05. Telefilm. Il commissario Florent, R4, 21,10. Ti presento i miei, It1, 21,10. Film commedia con B. Stiller. Pronti a morire, R4, 23,20. Western con S. Stone. MARTEDÌ 31 Catechesi quaresimali, Telenova 20,45.Il card. Tettamanzi. Rex, Rai1, 21,10. Telefilm poliziesco. Ballarò, Rai3, 21.05. Attualità. X Factor, Rai2,21,05. Musicale. Squadra antimafia-Palermo oggi. C5, 21,10. Telefilm. Nuova sei in 6 episodi. Buon la prima, It1, 21,10. Sit com. Il mandolino del rare i medici del Pronto Soccorso di un grande ospedale metropolitano. Ma soprattutto si è sempre posto l’accento sullo stato dei clienti, sulle loro difficoltà a sostenere le spese mediche e ad avere un’assicurazione in grado di coprirle, pur in un Paese libero ed economicamente avanzato come gli Stati Uniti. È in questo filo rosso narrativo, oltre che nell’istintiva simpatia che si prova Capitano Corelli, R4, 21,10. Film con N.Cage. MERCOLEDÌ 1 Exit, La7,21,10. Attualità. Il giro del mondo in 80 giorni, It1, 21,10. The others, Rai4, 21,00. Ottimo film di suspence. Chi l’ha visto?. Rai3, 21,10. Attualità. Voyager ai confini della scienza, Rai2, 21,05.Doc. La storia siamo noi, Rai2, 23,20. GIOVEDÌ 2 Butta la luna 2, Rai1, 21,10.Fiction. Ritorno al futuro, Rai4, 21,00. Film fantastico. Pari e dispari, R4, 21,10. Film con B. Spencer e T, Hill. Non abbiate paura, Tsi, 23,50. La vita di G.Paolo II. VENERDÌ 3 Un mandarino per Teo, Iris, 21,00. Prosa. Mi manda Rai3, 21,05. E.R., Rai2, 21.05. Telefilm ospedalieri. I Raccomandati, Rai1, 21,10. Varietà. Niente di personale, La7, 21,10. Talk con A. Piroso. Patti chiari, Tsi, 21,00. Attualità. Cellular, R4, 21,10. Thriller mozza-fiato. Segue alle 23,10. Il colore del crimine. Drammatico.V per vendetta, Tsi, 23,50. SABATO 4 Tv Talk, Rai3, 9,00. Superman, It1, 14,05. Buon film per ragazzi. Ti lascio una canzone, Rai1, 21,15. Spettacolo musicale. La corrida, C5, 21,10. Spettacolo. Cold case, Rai2, 21,05. Seguito da Senza traccia alle 21,50. Telefilm di qualità. Ulisse, Rai3, 21,30. Doc. Mamma ho perso l’aereo, It1, 21,10. Film commedia. a cura di TIZIANO RAFFAINI per i pazienti in pericolo di vita e per gli “angeli custodi” in camice bianco che cercano di salvarli, la chiave di un consenso popolare che ha permesso a questa squadra – (quasi) sempre capace di centrare l’obiettivo – di conquistare il cuore di molti spettatori. Negli ospedali veri le cose vanno diversamente. E non sempre il bene trionfa. HOMO VIDENS SIAMO SPIATI DA BIG G? Dopo i guai con la Commissione europea, ora Google dovrà cavarsi d’impaccio anche dalle Autorità garanti della privacy sotto la cui lente d’ingrandimento è finito il nuovo servizio di mappe on-line interattivo Mountain View: Street View. Quando Google Street View è stato lanciato il 25 maggio del 2007, era possibile visitare virtualmente soltanto 5 città (Denver, Las Vegas, Miami, New York City, e San Francisco), ma il servizio ha comunque incontrato un grande successo. Bastava un pc e un collegamento ad Internet per visitare virtualmente le città, non solo delle mappe in rete dunque, ma una vera e propria navigazione tra le strade, i palazzi, i negozi e i monumenti delle città “scansionate”. L’offerta dei tour virtuali in tre dimensioni si è ampliata molto velocemente. Il 7 agosto dello stesso anno si sono aggiunte anche San Diego, Los Angeles, Houston, e Orlando. Il 9 ottobre Philadelphia, Phoenix, Pittsburgh, Portland, Tucson, Chicago (e il suo sobborgo Naperville) hanno allungato la lista ed il 10 dicembre del 2007 altre 7 città: Boston, Providence, RI, Detroit, Minneapolis-Saint Paul, Indianapolis, Dallas-Fort Worth. Una crescita rapidissima che in poco più di un anno ha fatto sbarcare il servizio anche nel vecchio continente, il 2 luglio 2008 la macchina di Google ha seguito il Tour de France attraverso i Paesi attraversati dalla corsa ciclistica, varcando anche il confine italiano fino a Cuneo. Con la crescita del successo, cresce anche il numero delle città coperte dal servizio. Al momento sono 25 le città italiane presenti in Street View: Roma, Milano, Firenze, Como (insieme a parte del lago), Perugia, Palermo, Pisa, Torino, Taranto, Vicenza, Caltanissetta, L’Aquila, Pescara, Bologna, Lodi, Genova, Udine, Parma, Arezzo, Livorno, Napoli (compresa la costiera amalfitana), Bari, Reggio Calabria, Cagliari e Catania. Con il successo anche le polemiche non hanno tardato ad arrivare. Le auto con le quali Big G “invade” le città per fotografarle nei minimi dettagli, non ritraggono soltanto luoghi ed edifici ma anche persone che vanno a lavoro, che si incontrano al bar o portano il cane a passeggio. È il Grande Fratello in versione moderna? Forse non per come lo immaginava Orwell, ma certo l’invasività dello strumento è forte. ANTONIO RITA P A G I N A 35 LETTEREeCONTRIBUTI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 28 MARZO 2009 UNA FOTOGRAFIA NELLA STORIA BRICIOLE DI STORIA DELLA DIOCESI - 3 e belle esperienze che il Signore della vita e della storia mi ha concesso di “vivere”, negli ormai 57 anni di sacerdozio, mi danno motivo, oltre al “grazie” alla Provvidenza, di ricordare ai più giovani qualche “briciola” di storia della mia attività di catecheta, non solo in diocesi, e di rivivere l’amicizia profonda che mi ha legato, e tuttora mi lega, alle tante persone che sono state vicine nel mio cammino pastorale. Mi si permetta di aggiungere qualcosa di personale. Ho appena compiuto 81 anni e sono “prete” dal 1952; la vocazione catechistica è stata precoce: nel 1945, seminarista liceale 17enne, ho scritto il primo articolo sulla rivista “Sussidi” dei Fratelli delle Scuole Cristiane: una lezione per fanciulli sull’Angelo custode. Questa “passione” si intensificò negli anni e pubblicai su diverse riviste italiane più di 100 articoli, oltre a 2 sulla rivista “Lumen Vitae” dei padri Gesuiti di Bruxelles. Nel 1965 e nel 1973 scrissi due libri, il primo “La catechesi nei documenti della Santa Sede” e il secondo “Iniziazione dei fanciulli alla Penitenza”. Dopo questa (lunga!!) presentazione personale, utile per far capire i miei sentimenti rivedendo la foto del 1961, cercherò di passare in rassegna le 8 persone presenti al “banchetto conviviale” sull’Isola Comacina. A capotavola c’è l’illustre maestro Luigi Picchi, organista del Duomo, compositore fecondo, fondatore della rivista di musica sacra “Laus decora”. Seduti attorno al tavolo alcuni dei suoi più stretti collaboratori: i maestri Ferrante e Colonna, organisti di Novara e collaboratori della rivista; il maestro di Cappella del Duomo mons. Ilario Cecconi, recentemente scomparso; il suo successore in Duomo maestro don Felice Rainoldi; vicino a me il canonico don Giuseppe Tagliabue che in diocesi ha lavorato, senza mai apparire, in diversi servizi. Non si vede…il fotografo, il giovane architetto Fausto Picchi, uno dei figli del maestro Luigi, perché alzatosi dal tavolo per riprendere. Il ricordo si amplia. In quegli anni, l’Ufficio catechistico diocesano aveva la sua sede nel piccolo locale a piano terra del Vescovado, entrando a sinistra. Si era in coabitazione fraterna con la Scuola di musica sacra, diretta dal maestro Luigi Picchi, che aveva fondato e diretto la rivista di musica liturgica “Laus decora”. Don Ilario e don Giuseppe collaboravano col maestro Picchi in questa importante attività. Dal mio punto di vista, da catecheta, devo sottolineare la funzione catechistico/ evangelizzatrice della musica/ canto, nell’annuncio della fede e per la “comprensione” vitale della verità cristiana; il canto, in particolare modo, riesce a rendere veramente “personale” la “partecipazione” alla liturgia. Nel testo “Catechesi eucaristica ai fanciulli”, realizzato in occasione del Congresso Eucaristico Diocesano, ogni lezione è accompagnata da un canto, come “sussidio didattico” alla lezione (sono quasi tutti del maestro Luigi Picchi). Sulla figura di Luigi Picchi non si è mai detto a sufficienza: in questa sede è importante elencare anche il volumetto “Il popolo alla Messa” edito nel 1953 (pre-Concilio!!) dall’Opera delle Regalità di Milano a cura di Silvano Albisetti di Lugano (i testi) e Luigi Agustoni di Lugano con Luigi Picchi di Como (le musiche); a detta degli esperti liturgisti, questo libro ha contribuito in modo notevole “ad un rinnovamento liturgico”, di cui la L Il card. J. Wright, Prefetto della Congregazione del Clero, riceve dal giovane don Gianfranco Frumento copia del suo libro “La catechesi nei documenti della Santa Sede” - 2° Congresso Catechetico Interregionale a Roma - settembre 1971 punto di DOMANDA Il Vivo in questo mondo con sobrietà? a cura di MONS. FRANCO FESTORAZZI, vescovo emerito di Ancona-Osimo (Tt 2,12) Concludiamo la riflessione sulle virtù cardinali con la “temperanza”, che da san Paolo viene chiamata “sobrietà”. Citiamo il testo, che viene letto nella messa della notte di Natale: “È apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo” (Tt 2, 11-13). L’amore gratuito e misericordioso di Dio è apparso pienamente in Gesù Cristo. E’ proprio Gesù il Salvatore, che incoraggia, con la sua parola e il suo esempio, a vivere con sobrietà e con le altre virtù, in attesa della sua venuta ultima e gloriosa. E’ questa realtà che san Paolo dice al vescovo Tito di “insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità”(Tt 2,15). Riprendiamo il testo del Catechismo della Chiesa Cattolica: “La temperanza è la virtù morale che modera l’attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati. Essa assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti dell’onestà. La persona temperante orienta al bene i propri appetiti sensibili, conserva una sana discrezione, e non segue il proprio ‘istinto’ e la propria ‘forza assecondando i desideri’ del proprio ‘cuore’ (Sir 5,2)” (n. 1809). Riprendiamo questo testo dell’Antico Testamento con una citazione molto chiara e attuale: “ Figlio, per tutta la tua vita esamina te stesso, vedi quello che ti nuoce e non concedertelo... Non essere ingordo per qualsiasi ghiottoneria e non ti gettare sulle vivande, perché l’abuso dei cibi causa malattie e l’ingordigia provoca le coliche. Molti sono morti per ingordigia, chi invece si controlla vivrà a lungo” (Sir 37, 2731). Queste affermazioni dimostrano come la “sapienza biblica” sia realmente un dialogo tra ragione e fede. Il testo appena citato si fonda sulla ragione umana, che però è collegata con Dio, che il sapiente deve sempre pregare: “Per tutte queste cose invoca l’Altissimo, perché guidi la tua via secondo verità” (Sir 37,15). Ritorniamo all’esempio di Cristo Salvatore, che ci richiama il tempo della Quaresima. Gesù, guidato dallo Spirito Santo, va nel deserto e digiuna per quaranta giorni e quaranta notti (Mt 4, 12). Alla tentazione del demonio Gesù addita il pane per eccellenza per ogni creatura umana: è la Parola di Dio! (Mt 4,4). Comprendiamo allora qual è il vero senso del digiuno: è il grande rapporto con Dio e la sua Parola. Ecco allora il significato vertice della sobrietà: l’incontro di comunione con il Signore e con i fratelli. Abbiamo terminato un itinerario molto ricco, che ci ha fatto meditare sulle virtù teologali e cardinali. Come sempre, attendiamo da tutti i lettori del nostro amato “Settimanale” riflessioni e interrogativi, che ci aiutano a condividere e a proseguire in questo cammino di approfondimento della nostra vita umana e cristiana. Continueremo le nostre risposte ai punti di domanda, che tutti abbiamo nel cuore, sperando con l’aiuto dello Spirito Santo che esse possano condurre tutti ad aprirsi sempre più all’amore del Padre e alla donazione totale di Gesù Salvatore per la comunione, la pace e la gioia di tutta la nostra santa Chiesa e del mondo intero. Concludiamo con il saluto e l’augurio di san Paolo, che ci guida in quest’anno in modo particolare, nella via della fede e dell’amore: “A colui che ha il potere di confermarvi nel mio Vangelo, che annuncia Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano all’obbedienza della fede, a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Amen.” (Rom 16, 25-27). musica e il canto sono parti essenziali, a cui segue “Lodate Dio”, pubblicato dall’Ufficio liturgico di Lugano negli anni ‘70, sempre a cura di Albisetti, Agustoni, Picchi e con la collaborazione del maestro comasco don Felice Rainoldi, non solo musicista ma anche ricercatore e storico di temi liturgici. Circa mons. Ilario Cecconi vorrei sottolineare la sua gentilezza, il suo garbo e la sua competenza nella direzione del coro. Merito suo sono anche le riunioni diocesane annuali in Cattedrale dei gruppi di canto parrocchiali, che molti si augurano abbiano a risorgere. Per amicizia, mi preparò due articoli per la rivista “Sussidi”: “Canti penitenziali” (per la Quaresima) e “Canti allo Spirito Santo” (per le Cresime). Questo tema, canto e catechesi, oggi si è opportunamente sviluppato anche per il suo costante impegno. Di mons. Felice Rainoldi è doveroso mettere in risalto la competenza musicale e della ricerca sulla liturgia e sull’arte sacra, l’entusiasmo e la passione per l’incarico di maestro di Cappella ereditato da mons. Ilario; la sua attività in campo liturgico e musicale è di notorietà nazionale. Sulla figura di don Giuseppe Tagliabue, prete umile ed intelligente, cappellano dell’Istituto Sordomuti di Monteolimpino, insegnante per molti anni nella scuola, segretario (fino alla sua morte) dell’Ufficio catechistico diocesano, prima col direttore don Silvio Riva e poi con mons. Eliseo Ruffini docente di Teologia in Seminario e alla Facoltà Teologica di Milano, ha scritto egregiamente sulla rivista “Sussidi” padre Silvio Riva (sacerdote diocesano comasco fino al 1960), uno dei protagonisti del rinnovamento della catechesi in Italia, definendo don Giuseppe “silenzioso operaio della catechesi”. Con don Giuseppe Taglia- bue ho lavorato alla diffusione delle schede “Il catechista”, ideate da don Silvio e disposte per un quadriennio. Termino questo lungo ma doveroso “commento” alla foto del 1961 con un mio “sogno” che in parte si è avverato, e documentato, nel prossimo volume “Storia della catechesi contemporanea”, opera di due Salesiani docenti universitari di storia della catechesi: don Ubaldo Gianetto e don Giuseppe Biancardi. Secondo gli esperti di catechetica, nei secoli XIX e XX in Italia si sono avvicendate tre “capitali della catechesi”. La prima è Piacenza, con il vescovo nostro condiocesano beato G. Battista Scalabrini: sue la rivista “Il catechista cattolico” nata nel 1876, le numerose “Lettere pastorali” sull’argomento e la realizzazione del “1° Congresso Catechistico Nazionale” nel 1889. La seconda è Brescia, con l’opera dei monsignori Luigi Pavanelli (bresciano) e Luigi Vigna (cremonese); i loro testi catechistici sono redatti secondo il metodo del Catechismo in forma di vera scuola. La terza è Como anche per la presenza di altri fecondi catecheti, come il beato mons. G. Battista Scalabrini da priore di San Bartolomeo in Como, padre Silvio Riva, mons. Gaetano Gatti e altri. Da vecchio catecheta, “sogno” ancora quello che pensavo 50 anni fa. Attendo anche, con curiosità, una possibile ricerca dottorale di qualche nostro giovane prete – con il “virus” catechistico – sul tema: “Il contributo della Chiesa di Como dalla nascita (che inizia da Castellino da Castello, sacerdote di Menaggio, fondatore nel 1536 a Milano delle prime “Scuole della Dottrina Cristiana”) allo sviluppo del Movimento Catechistico Italiano” (aggiornando con molti dati anche della diocesi comense). mons. GIANFRANCO FRUMENTO INFORMATIVA PER GLI ABBONATI La società Editrice de Il Settimanale della Diocesi di Como, titolare del trattamento, tratta i dati, liberamente conferiti per ricevere il ns. periodico in abbonamento, in ottemperanza al D.Lgs. 196/2003. Per i diritti di cui all’art. 7 (aggiornamento, cancellazione, ecc.) e per l’elenco di tutti i responsabili del trattamento, rivolgersi al Titolare del Trattamento presso la sede di viale Cesare Battisti 8, 22100 Como, tel. 031-263533. 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