quaresima_n80
7-02-2008
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Febbraio 2008 n.80
TEMPO DI QUARESIMA
LE PERSONE CHE VIVONO SI INCONTRANO
Ti sei accorto...
C
ertamente della nuova impostazione di
questo giornalino. Forse ti sembra solo un
piccolo ritocco grafico, ma la novità principale è che dopo il lungo, brillante e generoso impegno di Chiara e Barbara, si è costituita come
una nuova “redazione” nel desiderio di continuare con uno strumento che arrivi in tutte le
famiglie, offra occasione di richiamare la vita
della parrocchia, dia spunti di riflessione e di
dialogo e solleciti anche qualche risposta.
• …che in un modo o nell’altro sono passati
don Stefano o io,don Egidio, per la Benedizione delle famiglie. Don Stefano ha visitato tutte le famiglie che abitano nei quartieri
san Paolo (rosso) e san Luca (azzurro)… a
proposito ti ricordi il tuo quartiere e come
cerchi di renderlo famiglie amiche?
Io pensavo di visitare solo le famiglie che lo
avessero richiesto, degli altri quartieri.
Non sono state molte le famiglie che lo hanno fatto ( 57 famiglie più alcuni condomini ) ma ho preso spunto per suonare il
campanello anche a tutte le famiglie della
scala o del caseggiato.
Alcuni condomini, molto lodevolmente,
hanno chiesto la benedizione di tutte le famiglie insieme come lo scorso anno…e così a tutto oggi siamo arrivati quasi a tutti.
Ma, mi chiedo: serve? edifica ? Ho incontrato famiglie sorridenti e grate della benedizione, qualche persona “povera”, bambini
che a sette anni non sanno una preghiera,
accoglienze formali in gran parte, qualche
“non mi interessa!” …A chi era assente ho
lasciato o un bigliettino di augurio o il libretto sulla porta ma…nessuno mi ha richiamato per la benedizione…( per ulteriori
aggiornamenti vedi anche il “Diario delle
benedizioni” nel mio libro!).
• …anche tu allora che, se la realtà è questa,
la realtà di questo quartiere e delle persone
e famiglie che lo abitano è ancora la realtà di
un quartiere in gran parte disperso, anonimo e, a me pare, indifferente ad ogni proposta cristiana che ti passa senza sfiorarti,
perché non la riconosci per te, un bene per
te. Per questo mi sento di impegnarmi maggiormente e lo chiedo soprattutto a te che
stai leggendo, perché ci aiutiamo a creare
rapporti e incontri perché in questo quartiere viva una comunione di famiglie amiche, perché riconoscono Gesù presente, per
lui vivono…
• …o ti ricordi, che è iniziata la santa Quaresima. “Tempo favorevole” dice la liturgia
per fare silenzio, prendere in mano la propria vita e ascoltare la proposta di Gesù.
Invito tutti a concretizzare la proposta di
questa anno: “Famiglia comunica la tua fede”. Lo faremo con la riflessione sul libro
del Papa “Gesù di Nazaret” in alcuni incontri e meditando la “Via Crucis” anche
per le strade del quartiere e del Decanato
per una fede consapevole e testimoniata.
Propongo alle famiglie: invitate a casa vostra una famiglia che non conoscete, semplicemente a bere un caffè, per esprimere il
desiderio di comunione che certo avete e comunicare così, in amicizia con chi non conosci, la tua fede. Una fede da rinnovare:
segno di questa volontà la tua firma, da
mettere sul registro che porteremo all’altare
nella Veglia Pasquale del Sabato Santo, una
firma che dovrebbero mettere tutti coloro
che hanno ricevuto la santa Cresima.
• …e certamente sai di tanti poveri nel mondo 25.000 bambini muoiono, al giorno, di
stenti. Il Papa ha proposto come tema di
questa Quaresima questo problema invitandoci alla condivisione come ha fatto Gesù
che si è fatto povero per essere vicino a noi.
È l’impegno quaresimale del salvadanaio.
• …che il nostro Vescovo (ne hanno parlato
anche i giornali!!!) ha scritto una lettera agli
sposi in situazione di separazione, divorzio e
nuova unione. Anche tra di noi ci sono queste situazioni e mi piacerebbe riuscire a fare
pervenire a tutti loro questa lettera e magari a fare un incontro con loro, come già avviene in altri ambiti, per aiutarci a vivere
come insegna Gesù “ricco di Misericordia”.
• …che la situazione politica in Italia è …almeno confusa! Ci sarebbero molte considerazioni da fare prima di tutto l’aggressività e
il non rispetto chi non sta dalla tua parte.
Ci sarebbe anche da capire perché siamo ridotti così: è la conseguenza della mentalità
che rifiuta di riconoscere Dio come origine
e termine della vita umana: è l’illuminismo
e il marxismo che hanno prodotto il capitalismo e il comunismo entrambi condannati dalla dottrina sociale della Chiesa. Invece
la ragione ci dice che Dio c’entra con te, con
gli altri, con i tuoi interessi e gli interessi degli altri e che chiede di fare delle scelte politiche che riguardino il bene comune cioè la
possibilità che tutti abbiano, se lo vogliono,
la casa per amare, il lavoro per vivere, la
scuola per imparare, l’ospedale per curarsi,
la chiesa per pregare. L’impegno politico è
di tutti, e i cristiani credenti lo fanno per vivere il comandamento della carità: invito
tutti e in particolare i “giovani” a impegnarsi
politicamente.
Ti sei accorto?
Puoi rispondere con le parole ma,
spero, con la vita.
Don Egidio
quaresima_n80
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“fuori dal guscio”
Vi ricordate che in Perù esiste una parrocchia chiamata “Gesù a Nazaret”?
È una piccola comunità che va avanti grazie
all’impegno e al sacrificio di alcuni religiosi, tra cui Fratello Vittorio che scrive …
Cari amici della parrocchia di don Egidio, Gesù a Nazareth, ogni tanto venivo a confessare
da voi e mi piaceva perché quello stile di famiglia in cui tutti vanno a confessarsi, a parlare,
a illuminare la vita con il Signore, mi pare uno
stile bello per camminare con Lui. Anche qui
tento di farlo, anche se la gente viene solo in
occasione dei Sacramenti dei figli… ma é molto profondo perché è comunque un modo per
conoscere tutti i sacrifici, i dolori e le speranze
delle famiglie peruviane. In fondo tutte le famiglie sono uguali: hanno bisogno di amore e di
speranza.
Ecco forse alle famiglie di qui manca la facilità di vedere Gesù come un amico, un amico
che ti chiede uno stile nuovo di vita, che ti
chiede di collaborare con Lui per un mondo,
una comunità più bella. Come far capire questo? È il nostro grande problema. Di per sé loro ti cercano molto per benedizioni di locali, di
anniversari di defunti, per feste della loro piccola cerchia familiare, ma non sentono che Gesù inizia il popolo nuovo, che alla domenica si
da' lode al Padre offrendo la nostra vita con
tutti i problemi, dolori, gioie e speranze... La
messa domenicale è davvero il punto unico di arrivo e ...partenza. Vivetela anche voi e diffondetela ogni settimana! Richiamate le persone...
e poi dovrebbe nascere la carità, l’unità tra le
famiglie. Un po' qui lo sentono istintivamente quando qualcuno ha un guaio: i vicini dan-
no una mano, comprando pollo e rivendendolo. In questo modo la famiglia bisognosa riceve circa 200.000 delle nostre vecchie lire per
pagarsi l'ospedale… e ci si aiuta così.
Noi siamo in un paese di 3.000 abitanti; si
chiama ANDAHUASI, ma attorno ci sono
una decina di paesini piccolissimi in cui vivono in ognuno 50/100 persone. Qui si fa la
Messa ogni mese ed é un po' una sintesi di
quello che ho detto prima. Ma ci vorrebbe più
continuità. Siamo solo 2 preti, con 100 cappelle e 4 paesi. Preziose sono le suore che ci
aiutano, aumentando le occasioni di incontro
con la gente. Resta comunque il fatto che il segreto, il motore del lavoro, é sempre la gioia di
scoprire Gesù vivo che da' vita in abbondanza,
che ti fa dire: “ho trovato il Messia, vieni e vedi”. Questo lo chiedo per me e per voi, perchè
maturi nella preghiera…anche nella notte, con
le chiese aperte.
Qui da noi é possibile, non c'é malavita: siamo
in campagna a 200 km da Lima ed è territorio
rurale. A Lima non sarebbe possibile. La chiesa aperta tutte le sere ti dovrebbe unire a Gesù, identificarti con Lui e farti comunicare la
gioia che vivi. È freschezza che si può trovare
sempre da giovani, ma forse di più da anziani
come me....perché la vita, ti accorgi, non ti dà
molto, mentre Gesù ti dà tutto, se umilmente
cammini con Lui.
Amici pregate perché queste parole siano vive
e vere per me...perché siamo deboli, mediocri
e timorosi come i primi discepoli, ma ci possiamo sostenere a vicenda e poi … Gesú cammina con noi.
Fratello Vittorio
LE ATTENZIONI SUGGERITE DAL CUORE
Chi opera seguendo il cuore può trasformare una vita. Sono entrata a far parte del gruppo
Caritas dopo aver toccato con mano questa realtà.
“Quella mattina ero andata a fare una breve visita in chiesa prima del lavoro e qui trovo una
conoscente che mi dice: c’è una donna di 74 o 75 anni, ammalata, sola nella più desolata
povertà, non ha nemmeno i soldi per comprarsi il latte. Il lattaio ed il panettiere le hanno
fatto credito per un po’, ma ora è finita anche la bombola del gas… Mi dico: ma come? A
Milano, nel mio quartiere, vicino alla nostra chiesa succedono queste cose! Non è una straniera… Possibile che nessuno si interessi di lei? Ma non ha mai lavorato? La mia conoscente mi mostra un libretto INPS dove ci sono le vecchie marche assicurative, ma sono
poche e risalgono a più di 50 anni fa. E se andassi all’INPS a vedere? Detto e fatto; telefono in ditta e chiedo un giorno di permesso. Dove mi rivolgo per le informazioni si mettono a ridere: non può essere che una persona non abbia chiesto la pensione.... e si svegli
dopo 20 anni! Non desisto, vado in un altro ufficio e qui trovo Maurizio, un ragazzo giovane, che mi ascolta e prende a cuore la cosa.
Va in archivio e in una mattinata, saltando il pranzo, ricostruisce la situazione assicurativa
di R. Sorrido ancora…rivedendo la scena di questo giovane che è contento come se vincesse la sua squadra del cuore e mi dice “dai che forse ce la facciamo”. Ed è così che senza
intrallazzi… ma con il CUORE generoso di un semplice impiegato R. ha avuto la sua pensione in poco tempo… e con tutti gli arretrati. E la sua vita è cambiata… e anche la mia,
perché ho capito che piccoli gesti solidali possono trasformare il dolore in gioia.
Elisabetta
CHIESA PARROCCHIALE
“GESU’ A NAZARET”
Progetto anno 2007/2008
“UNA COMUNITA’ CHE
ASCOLTA I POVERI”
OBBIETTIVO
Rendere più umana la società in cui viviamo avendo dell’uomo una visione cristiana.
“Ogni uomo, qualunque sia il suo stato
di vita e di salute, la condizione sociale, la
sua nazionalità e la sua religione, sia visto
come persona da amare e da servire”
ATTIVITÀ
• È attivo un “Punto Caritas” con lo scopo di accogliere, ascoltare, orientare ed
informare le persone in difficoltà: ogni
Mercoledì dalle 17,00 alle 18,00.
• Si preparano alcune ricorrenze, come
la “Giornata della Caritas Diocesana” e
la “Giornata del malato” e si organizzano raccolte viveri per il “Banco di Solidarietà”.
• Attualmente vengono seguiti circa 25
nuclei familiari con una distibuzione di
pacchi viveri a cadenza settimanale o
quindicinale.
• Si collabora con lo “Sportello lavoro”
che raccoglie domande di lavoro di
persone italiane e straniere con permesso di soggiorno ed invia i curriculum ad una agenzia interinale
• Si organizza la vendita di fiori per aiutare la comunità “Cascina Verde” di Segrate che si occupa del recupero dei
tossicodipendenti.
• Si visitano gli ammalati, le persone anziane e sole.
• Si svolgono pratiche pensionistiche, invalidità e si compilano dichiarazioni
dei redditi.
OPERATORI DEL GRUPPO
CARITAS: Francesca, Laura,
Cristina, Aldo, Elisabetta
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“incontri ed esperienze”
FAMIGLIA: ESPERIENZA DI ACCOGLIENZA
In un contesto sociale e culturale complesso e
frammentato, dove prevale un continuo impoverimento del contenuto e della portata delle relazioni umane, sembrano sempre più rari
i momenti di accoglienza, di apertura verso i
problemi degli altri, di condivisione “gratuita”
delle difficoltà, di solidarietà autentica, e tuttavia, rimane il loro diffuso bisogno ed essi segnano ogni giorno cammini di speranza.
La fede cristiana non è una filosofia, non raccoglie spettatori passivi, ma è il “lievito” che si
fa presente in ogni ambiente e si incarna nelle
situazioni concrete delle persone con una proposta di vita.
“Solo se abbiamo la coscienza di essere amati –
chiaramente o confusamente, implicitamente
o esplicitamente – noi possiamo amare, vale a
dire abbracciare, accogliere in noi, condividere” (Don Luigi Giussani).
In questa frase si sintetizza il senso profondo
di un’esperienza di vita, presentata giovedì 24
gennaio, da un gruppo di genitori dell’associazione Famiglie per l’Accoglienza. Una rete di
rapporti di amicizia tra persone che hanno deciso di vivere appieno la loro vocazione di coniugi e genitori, costituitasi a Milano nel 1982,
che oltre ad essere presente in tutta Italia raccoglie ormai gruppi di famiglie in cinque nazioni con più di 5000 soci.
Nelle vicissitudini e nelle scelte di queste famiglie si è resa presente una proposta che ha
arricchito i presenti nella concezione di se stessi e del modo di vivere la propria famiglia.
La possibilità di accogliere un bambino per un
periodo limitato (ma anche genitori in difficoltà o anziani soli) in famiglie comuni, non
“specializzate” o particolarmente “attrezzate”,
ma con dei figli propri e con le difficoltà di tut-
ti, che pure hanno resistito alla fatica della
comprensione e della condivisione con chi arriva dall’esterno con i suoi problemi e le sue
fragilità. Anzi, in questa fatica, in queste difficoltà, hanno ritrovato la strada per vivere pienamente un rapporto coniugale e genitoriale.
È importante non considerare le relazioni affettive in modo statico e scontato, la famiglia
è un cammino, che esige maturazione e sostegno reciproco. La famiglia è un incontro, che
richiede attenzione e apertura alla “verità” dell’altro, anche quando questo non fa comodo.
Soprattutto una famiglia cristiana si rafforza
nel dialogo e nella condivisione di una speranza, di un’attesa che abbraccia il mondo intero,
che ci porta a non temere il futuro e a costruire un bene comune.
L’affido pone al centro l’esigenza profonda del
bambino di avere relazioni significative di appartenenza che lo aiutino a crescere in un rapporto accogliente, rispettoso della sua storia,
della sua identità e delle sue aspirazioni.
Egli matura se viene accolto da adulti capaci
di una testimonianza educativa, che non mira
a cambiare il suo mondo, ma a dargli gli strumenti e il sostegno per affrontare consapevolmente il suo mondo.
Ciò che porta una famiglia, spesso già con figli propri, ad una apertura verso questa esperienza è un incontro (una situazione di
commozione, una provocazione umana, un
esempio o una storia vissuta) che fa desiderare
e sperare in un miglioramento per l’altro e per
sé, in una esistenza più degna.
Gran parte dell’affidabilità di una famiglia in
questo compito, non risiede tanto nel suo sentirsi capace, nell’essere “bravi”, quanto nella
motivazione che la sorregge e nella disponibi-
lità a lasciarsi aiutare ed accompagnare dall’esperienza di altri. L’accoglienza è un rischio
che si accetta dentro un’amicizia, un’amicizia
nella stessa fede.
Non c’è una famiglia “specializzata” in accoglienza, ma potenzialmente qualsiasi famiglia
può accogliere una persona da amare. A volte
si può sperimentare la positività di gesti temporanei e semplici come dare ospitalità per un
solo giorno, e poi rendersi disponibili ad esperienze più prolungate e problematiche
Famiglie per l’Accoglienza sostiene chi accoglie
una persona nella propria famiglia, perciò favorisce la condivisione e la solidarietà tra le famiglie, ponendo l’accento sulla ragione ultima
del gesto di apertura all’altro: l’imitazione della carità di Gesù.
L’affido è una esperienza di grande valore culturale e sociale, poiché accogliendo un bambino, consente che la sua famiglia possa essere
aiutata più facilmente. Nello stesso tempo innesca nella società un circolo virtuoso che va
ben oltre l’aiuto offerto.
Le famiglie affidatarie, infatti costituiscono il
segno visibile che a tutti è data la possibilità di
contribuire alla costruzione del bene.
Nello
“LA FELICITÀ
È UN INCONTRO”
“Potrei citare le innumerevoli belle occasioni
di Praga, ma perderei qualcosa tra le righe,
qualcosa che è quello che invece vorrei trasmettere al di là delle occasioni. Se mi avessero chiesto di scrivere qualcosa sul nostro
capodanno appena tornata avrei raccontato le
cavolate che ci siamo inventati, le risate, le battute, le idee, i fatti…
Adesso, invece, mi viene in mente il messaggio che Luca mi ha mandato la sera che siamo
tornati a Milano: è troppo triste stare in camera da solo dopo aver passato tre giorni con
voi. Mi viene in mente una frase detta dal Don
“brasiliano” alla tre giorni di un paio di anni fa:
la felicità non si fa da soli, la felicità è un incontro. È mezz’ora che ci provo, ma credo che
nemmeno se restassi qui un altro mese riusci-
rei a fare una riflessione filata su come è andata, quello che abbiamo fatto, come lo abbiamo vissuto, che esprima il senso
profondo della nostra esperienza; affiancherei una dietro l'altra una serie di parole
che sono come una barzelletta in bocca a
uno che non le sa raccontare: vuota. E invece questo viaggio è stato pieno, pieno
davvero, detto da una che, come me, coi
buonismi ci fa a pugni…. pieno davvero!
Quello che sento adesso …assomiglia alla
paura di rovinarlo.
Quello che davvero mi resta di Praga, sotto
le risate, sotto le poche ore di nanna, sotto
i Goulash e la Torre dell'Orologio, è l’incontro, davvero, la felicità di incontrarsi.”
Ilaria
Famiglie per l’Accoglienza
Via Macedonio Melloni, 27
20159 Milano
Tel. 02-70006152
e-mail: [email protected]
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“proviamo a parlare di ...”
Giornata Mondiale delle Comunicazioni, il Papa:
dalla competizione sfrenata per catturare
audience sempre più volgarità e violenza
Tv, stampa, radio, cinema e internet, "con il pretesto di rappresentare la realtà", di fatto tendono "a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale". Lo
afferma Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.
Secondo il Papa, i media “possono e devono essere strumenti al servizio di un mondo più
giusto e solidale”, mentre c’è invece “il rischio che essi si trasformino in sistemi volti a sottomettere l'uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento", legittimando
e imponendo modelli distorti di vita personale, familiare o sociale con il pretesto di rappresentare la realtà.
"Sarebbe doveroso far si' che restino al servizio della persona e del bene comune e favoriscano la formazione etica dell'uomo, nella crescita dell'uomo interiore".
"La loro straordinaria incidenza nella vita delle persone e della societa' è un dato largamente
riconosciuto, ma va posta oggi in evidenza la svolta, direi anzi la vera e propria mutazione
di ruolo, che essi si trovano ad affrontare".
"Occorre chiedersi se sia saggio lasciare che gli strumenti della comunicazione sociale siano asserviti a un protagonismo indiscriminato o finiscano in balia di chi se ne avvale per
manipolare le coscienze".
"Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce
per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell'uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la
liberta' e la vita stessa delle persone". Così "per favorire gli ascolti, la cosiddetta audience,
sempre più spesso non si esita a ricorrere alla trasgressione, alla volgarità e alla violenza".
Proviamo a parlare di sessualità
• La sessualità è un fatto presente nella vita della persone: come mai c’è la sessualità?
Chi ragiona fino in fondo non può non
riconoscere che è dono di Chi è all’origine
di tutto ciò che la scienza può incontrare,
studiare, manipolare.
> Si può essere eterosessuali (donna e uomo), omosessuali, e, si dice, bisessuali
• La propria sessualità si può vivere come
dono reciproco tra coniugi (con – giogo,
sotto lo stesso giogo) o come ricerca di un
piacere da soli o con altri
> Da dove nasce il nostro giudizio, cioè la
nostra coscienza, sul comportamento
che abbiamo anche sessualmente che dice bene o male quello che facciamo?
• Se Gesù e il suo modo di vivere sono il nostro punto di riferimento vivremo la sessualità secondo il suo insegnamento
riproposto dalla Chiesa che è la compagnia dei suoi amici.
> Si può purtroppo peccare come cristiani credenti nel vivere la propria sessualità, non essere casti quindi, sia nella
vita coniugale, sia con rapporti extra coniugali, sia individualmente, sia con
l’amico gay o l’amica lesbica Chi non è
cristiano non pecca (peccato è non pensare e non fare come insegna Gesù) ma,
se è ragionevole, riconosce di sbagliare
vivendo la propria sessualità solo come
ricerca di piacere.
• Gesù è la Misericordia e ci offre sempre il
perdono se glielo chiediamo nel desiderio
di vivere la nostra identità sessuale secondo il suo progetto di amore. Spesso è
faticoso e duro, ma della sua Grazia è
piena tutta la terra in tante persone, anche a Milano.
CELEBRAZIONI LITURGICHE
DOMENICA
GIORNI FERIALI
SABATO
“Cena del Signore”
“Cena del Signore”
“Cena del Signore”
“Riconciliazione”
ore 9,30, 11,00, 18,30 (prefestiva ore 18,30)
Lunedì, Mercoledì, Venerdì: ore 18,45 - Martedì: ore 21,15
Martedì (sospesa in luglio e agosto), Giovedì, Sabato: ore 09,00
ore 16,00 (anche tutti i giorni chiedendolo al Sacerdote)
UN FISCO
A MISURA
DI FAMIGLIA
Il forum delle associazioni familiari sta
promuovendo una raccolta di firme (scadenza il 14 aprile 2008) per ottenere un
sistema fiscale più favorevole alle famiglie,
che riconosca una deduzione dal reddito
complessivo pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico.
È una questione rilevante, anche in relazione all’allarme per gli stipendi che rimangono tra i più bassi d’Europa, poiché il
sistema di tassazione delle famiglie incide
sullo sviluppo di tutta una società. Un fisco
ingiusto pesa sulle famiglie povere, famiglie
che non ce la fanno ad assolvere i loro compiti, che rinunciano ad avere figli.
In Italia ci sono più di 22 milioni di famiglie, quelle con figli sono oggi meno
della metà. Un paese che manca di giovani non si rinnova, si chiude nel pessimismo e nella diffidenza.
Le famiglie sono fortemente penalizzate,
perché non si tiene veramente conto dei
carichi familiari. Le politiche messe in
campo hanno un orientamento assistenziale e non riconoscono a sufficienza il
contributo della famiglia allo sviluppo
della persona e della società.
Una riforma del sistema fiscale che tenga
conto non solo dell’equità verticale, che fa
pagare le tasse in proporzione ai redditi,
ma anche di quella orizzontale, che fa pagare meno tasse alle famiglie numerose è
essenziale per garantire la crescita del capitale sociale che si trasmette alle giovani
generazioni. È questo il senso della proposta fatta da molte associazioni cattoliche,
che ci invita ad interrogarci su cosa significa concretamente promuovere e tutelare la
famiglia oggi.
Per chi volesse scrivere
a don Marco
don Marco Lucca
Parochia Curacao Immacolato de Maria
Rua Monte Alegre 948
O5014 - 001 (Perdizes)
SAO PAULO - SP - BRASIL
UFFICIO PARROCCHIALE
Egidio Villani sacerdote - via Trasimeno, 53
Telefono 02.272.00.882
Stefano Cremonesi sacerdote - via Trasimeno, 53
Telefono 349.411.87.41
GIORNALINO PARROCCHIALE:
[email protected] - [email protected]
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Ti sei accorto... - Parrocchia Gesù a Nazaret