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2011 DICEMBRE n. 11
“Credo, quindi attendo...”
La base del nostro ottimismo cristiano
L
Foto V. Moriconi
a festa della canonizzazione di mons. Guido Conforti ha illuminato questo scorcio
del 2011 ed è fonte di entusiasmo e nuovo fervore missionario, che ispira noi saveriani e i
nostri amici per il nuovo anno
2012. La gioia di vedere mons.
Conforti elevato alla gloria degli
altari ci incoraggia a continuarne
la missione al servizio del regno
di Dio e dell’umanità intera, nella chiesa.
Arazzo di san Guido Conforti,
sulla facciata della basilica di
San Pietro, il 23 ottobre 2011
Un fine e una fine per tutto
Ora i giorni dell’avvento e le
prossime feste natalizie ci impegnano a vivere nell’attesa del
Dio-che-viene. Questo mistero
della nostra fede, l’attesa cioè
del Signore che verrà nell’ultimo
giorno, è poco predicato - quando non del tutto taciuto -, quasi
fosse un fattore di disturbo o un
mal augurio.
Eppure ogni domenica professiamo la nostra fede in Gesù
che “verrà di nuovo a giudicare i
vivi e i morti, e il suo regno non
avrà fine”; che verrà nella gloria
per aprirci il regno di Dio per
mezzo del giudizio. Il Natale ce
lo ricorda: il Signore che è già
venuto nella povertà del presepio e nell’umiliazione della
croce, verrà nella gloria alla fine
della storia per il giudizio finale
e universale.
Quando sentiamo la parola
“giudizio”, subito ci preoccupiamo e pensiamo alla morte. Mentre la certezza del “giudizio” ci
assicura che la nostra storia ha
un “fine”, uno scopo e una direzione finale; ma anche una “fine”, un termine, grazie ai quali
UNA GRANDE BOCCATA D’OSSIGENO
Il mondo ha bisogno di ricevere il vangelo
p. RINO BENZONI, sx
C
are lettrici e cari lettori di
“Missionari Saveriani”,
avendo ancora nel cuore e negli occhi il gioioso evento della
canonizzazione di mons. Conforti avvenuta in piazza San
Pietro domenica 23 ottobre,
e tutti gli altri momenti che
l’hanno accompagnato, voglio
ringraziare il Signore e ciascuno di voi che, in modo diverso,
fate parte della grande famiglia missionaria nata dal cuore
di san Guido Conforti.
La sua canonizzazione, oltre
che indicarci la sua vita cristiana come esemplare per ciascuno di noi, ci è di forte stimolo
ad andare avanti, nonostante
tutte le difficoltà e gli ostacoli. Abbiamo scoperto, infatti,
che è stato proprio fidandosi
di Dio nelle diverse difficoltà
da lui vissute, che mons. Conforti è stato condotto dalla
Provvidenza a passare dal suo
progetto di andare lui stesso
in missione in Cina (progetto
senz’altro bello, ma limitato a
lui stesso), all’altro più grande
progetto di Dio di essere contemporaneamente vescovo e
missionario, oltre che animatore nella chiesa universale di
questa dimensione fondamentale della nostra fede cristiana:
la missione di evangelizzare il
mondo intero.
Se tanti cristiani come voi
amano le missioni e se il concilio Vaticano II ha affermato
con forza che ogni cristiano
deve essere missionario, e che
ogni vescovo è consacrato per
il mondo intero, probabilmente lo dobbiamo in parte anche
al cuore di mons. Conforti.
Voglio ringraziare, in questo
momento, tutti coloro che ci
sono stati vicini in questo anno
della canonizzazione, partecipando sia al pellegrinaggio a
Roma oppure ad altre iniziative
organizzate nelle varie diocesi,
sia con la preghiera e con il
sostegno materiale. Voglio ringraziare anche tutti coloro che
durante tutta la storia saveriana - dall’inizio a oggi - ci sono
stati vicini in tante nazioni del
mondo. Molti di loro sono già
in Dio, in compagnia proprio di
san Guido.
Non ci interessa una celebrazione sterile e passeggera, secondo lo schema della società
dei consumi che brucia tutto
nel suo stesso svolgersi. Ci inte-
ressa, invece, che questo evento
porti a una crescita personale
nella santità della vita che viviamo e contribuisca all’animazione missionaria della chiesa.
Ogni dono è un impegno.
Avendo goduto spiritualmente
per san Guido Conforti, spetta
ora a noi tutti farlo conoscere e
tenerne viva la preziosa eredità. Anche con piccoli gesti quotidiani. Il calendario del 2012,
che abbiamo ricevuto nelle nostre case, può farci lo spunto
per ascoltare ogni giorno un
esempio, un insegnamento, un
incoraggiamento per compiere
piccoli passi in avanti nel nostro
cammino spirituale.
La canonizzazione è stata
una pausa ristoratrice, una
grande boccata di ossigeno.
Da essa ora ripartiamo, consapevoli del grande bisogno che
il mondo, vicino e lontano, ha
di ricevere il vangelo. Per questa grande opera, siamo sicuri
di avere un santo che intercede
in cielo. Con lui, vogliamo tutti
adoperarci affinché “sia da tutti conosciuto e amato nostro Si■
gnore Gesù Cristo”.
A tutti auguro un
Santo Natale !
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p. GABRIELE FERRARI, sx
Dio porterà a compimento in noi
la sua opera di salvezza.
Senso di gioia e sicurezza
È fonte di gioia e di sicurezza
sapere che c’è Uno che ci ama
e ci attende alla fine del cammino. Quando ce ne dimentichiamo, rischiamo di credere
di poter fare da soli, e finiamo
per valutare le nostre azioni
sull’unico metro del nostro interesse personale.
Potremmo dire: “Credo, quindi
attendo”: attendo che il Signore,
che ha promesso di essere sempre con noi, venga di nuovo nella
gloria. Se questa è la nostra fede,
la vita non sarà più soltanto una
serie di giorni che si susseguono,
ma un cammino verso l’incontro
con Colui che alla fine ci chiamerà per farci entrare nella gloria
del suo regno: “Vieni, servo buono e fedele, entra nella gioia del
tuo Signore” (cfr Mt 25,21).
La speranza operosa
Ma la fede nel Dio-che-viene,
oltre alla gioia dell’attesa, è speranza attiva, impegno a intessere
con tutti nuove relazioni di fraternità, solidarietà e comunione con
tutti, grazie alle quali prenderà
forma quel mondo altro, di figli
e fratelli, che Dio sogna dal momento della creazione e per il quale il Figlio di Dio si è fatto uomo.
Non ci lasceremo condizionare
da applausi o da fischi, dall’approvazione o dalla disapprovazione degli altri. Sarà il Signore
- la sua Parola - il criterio ultimo
e definitivo che relativizza tutti
gli altri, che illumina il presente
e offre un orientamento per le
azioni di tutti i nostri giorni.
Perciò noi non attendiamo
nella paura l’arrivo di Colui che
verrà a giudicare i vivi e i morti,
ma nella gioia, come le vergini della parabola attendono lo
sposo che arriva nella notte (cfr
Mt 25,1-13). Il suo giudizio non
sarà di vendetta, ma un giudizio
che finalmente farà giustizia per
i piccoli, i poveri e quanti nella
storia sono stati vittime indifese
e misconosciute.
La giustizia nella misericordia
Se così non fosse, sarebbe intollerabile spendere la vita a cercare il bene e ad astenersi, quanto possibile, dal male. Il pensiero della fine e del giudizio non
produce indifferenza o disprezzo
per il mondo e gli impegni che
esso ci impone, ma uno sguardo
di compassione e di simpatia,
come quello di Gesù verso le
folle stanche e senza pastore.
Sapere che Dio alla fine farà
giustizia, ci spinge a lavorare
serenamente, a discernere nel
presente ogni possibilità di bene, a promuovere la solidarietà,
a costruire la pace, a confortare
gli altri e a collaborare e dialogare con tutti.
L’attesa di Dio, che viene a
portare a compimento i nostri
poveri tentativi di bene, è la base
dell’ottimismo cristiano, la forza
che ci sostiene nelle incertezze
di questo tempo confuso e che
ci conduce, attraverso questo avvento, verso la celebrazione del
Natale e del nuovo anno 2012.
Perciò, a nome dei missionari
saveriani, vi auguriamo un buon
avvento e un sereno Natale, ricco di fede e di speranza, che ci
introduca in un nuovo anno, benedetto dalla grazia di Dio. ■
2011 dicembre n.
ANNO 64°
11
2
La santità unisce il mondo
3
Lode a Dio, sorgente di gioia...
4/5
Tre giorni da raccontare
6
La Madonna della strada
Conforti: il vescovo saluta tutti e va
Con san Guido tre saveriani in cielo
Il raduno dei popoli attorno a san Conforti
Storia speciale: “Porteremo san Guido con noi“
2011 DICEMBRE
m i s sion e e spirito
missione E CONFORTI
La Madonna della strada
Colei che accompagna i figli missionari
M
amma Antonia aveva trasmesso al piccolo Guido
la certezza che la Madonna è la
creatura più bella e più amabile
apparsa sulla terra. Lui aveva
preso sul serio il suo rapporto
con la Madre Celeste. Lei lo
attraeva soavemente, e lui era
docile alla sua guida. Lei gli insegnava ad aprire il cuore alle
persone, e lui si rendeva disponibile. Lei lo sospingeva verso
la grandezza nella fede e nella
costanza, nell’amore per le cose spirituali, nella mitezza e nel
coraggio, e lui rispondeva con
animo generoso.
Più avanti negli anni, san
Guido doveva viaggiare spesso
fino a Roma, sia per necessità
pastorali sia per l’approvazione dell’istituto missionario da
lui fondato. In quelle occasioni
frequentava la chiesa del Gesù,
dove era venerata un’immagine
della “Madonna della strada”.
Carico di storia, quell’affresco
era stato “strappato” dai muri di
un’antica chiesa dedicata appunto alla “Madonna della strada”,
lungo il percorso che i pellegrini
seguivano per raggiungere San
Pietro.
Ispiratrice di santità
Davanti a quell’affresco ave-
2
vano sostato tanti pellegrini,
rapiti da quella giovane Donna con il Bambino in braccio:
maternità celeste, radicata sulla
terra. Lì avevano pregato santi
come Carlo Borromeo e Filippo
Neri. Anche Francesco Saverio,
primo ispiratore della vocazione
missionaria di san Guido, vi aveva sostato alla vigilia del viaggio
verso le lontane Indie, per predicare il vangelo a quelle genti. E
sant’Ignazio di Loyola vi aveva
tratto ispirazione per la stesura
dei famosi “Esercizi spirituali”.
La “Madonna della strada” è
colei che precede tutti nel cammino della fede: dall’incarnazione alla nascita di Gesù; dalla fuga in Egitto al nascondimento di
Nazareth; dagli inizi della missione di Gesù all’ora in cui egli
saluta la benedetta Madre, sotto
la croce… fino alla sua resurrezione, e fin dentro il Cenacolo, dove i discepoli hanno fatto
esperienza del loro fallimento e
della forza dello Spirito Santo.
Accanto al figlio Guido
È impossibile conoscere quello che passava tra Guido e Maria, in quei momenti di preghiera
prolungata. Momenti beati nei
quali a san Guido venivano riproposti, come in un film, i pas-
scovo al missionario:
vescovo di Parma, ma
missionario per tutto il
mondo”.
p. LINO MAGGIONI, sx
saggi chiave del suo cammino di
santità.
Ad esempio in giovinezza,
quando la “Madonna della strada” lo aiutava a diventare prete,
superando i condizionamenti degli attacchi epilettici; ad esempio
nella primavera del 1902, alla
morte improvvisa del primo
missionario in Cina, era stata la
“Madonna della strada” ad assicurargli che il suo istituto missionario avrebbe avuto un futuro. E ancora nel 1904, mentre le
tensioni di Ravenna montavano,
minacciando di demotivarlo, la
“Madonna della strada” gli si era
fatta accanto a suggerirgli: “la
brillante carriera ecclesiastica
che ti si apre dinanzi è nulla di
fronte all’esperienza che tu stai
facendo di Dio…”.
Alla fine, un giorno del 1915
san Guido decide di portare con
sé, da Roma a Parma, una copia
della “Madonna della strada”,
dipinta su tavola dal pittore
Ulisse Passani. Quella benedetta “icona” era in episcopio
a Parma, il 26 aprile del 1922,
quando mons. Angelo Roncalli
(futuro Giovanni XXIII) si era
presentato a Parma per fare visita al “rappresentante di quella
completezza del ministero sacro
delle anime, che associava il ve-
Madre
di missionari santi
L’icona benedetta
della “Madonna della
strada” rifulgeva ancora
sulla parete nel 1929,
quando san Guido era
tornato dal viaggio in
Cina, dove aveva visitato i suoi missionari. La
cattedrale era stracolma
di gente per accoglierlo.
E quando l’eco del Te
Deum di ringraziamento
si perdeva nelle alte volte del duomo, tutti avevano udito il grido del vescovo
san Guido: “Signore, ho posto
in Te ogni mia fiducia; nulla mai
potrà confondermi”.
Nel 1924 san Guido aveva fatto dono ai missionari della Cina,
“in pegno di fraterno affetto”, di
una copia della “Madonna della strada - Madonna della missione”. Quella santa icona, piena
di ricordi, è ora nella casa madre
Madonna della strada, copia su tavola
donata a san Guido nel 1915
dal pittore parmense Ulisse Passani
dei saveriani a Parma, sopra l’altare del Santissimo, perché anche
i figli del Conforti siano accompagnati sulle strade dell’evangelizzazione da quella Madre che è
stata la più eccellente discepola e
missionaria, copia perfetta del Figlio, Salvatore dell’umanità. ■
INTENZIONE MISSIONARIA
E PREGHIERA DEL MESE
• Bambini e giovani siano messaggeri del vangelo; la loro dignità
sia rispettata e preservata da ogni violenza e sfruttamento.
• Tutti i popoli della terra si conoscano, rispettino e crescano nella concordia e nella pace.
Conforti: “Signore, ho posto in te ogni mia fiducia”.
2011 DICEMBRE
V ITA S AV ERIA NA
La santità unisce le anime del mondo
Tutte le comunità di missione dove lavorano i saveriani hanno
celebrato san Guido Conforti. È impossibile raccontarle tutte.
Pubblichiamo solo un esempio per continente. Poco, ma già
questo ci dà un’idea della gioia e dell’entusiasmo che hanno
investito la chiesa missionaria per la dichiarazione di santità.
Abaetetuba: la novena Confortiana
diocesi di AbaetetuN ella
ba, nell’alta Amazzonia,
ci siamo preparati alla grande
festa con una bella “novena” a
san Guido. L’abbiamo fatta secondo lo stile “brasiliano”, pregando nelle case e nelle chiese
con l’aiuto di un quaderno-guida, che abbiamo preparato apposta. Non è una novena ripetitiva,
con la recita delle stesse preghiere per nove giorni. Ogni giorno
c’è un disegno, un fatto della vita di san Guido, una lettura biblica, una proposta pratica.
L’incontro dura un’ora o più,
dipende dalla gente che partecipa. Sul ritmo del metodo “vedere, giudicare, agire”, la novena aiuta a capire, dialogare, confrontarsi con la parola di Dio,
pregare e assumere impegni
concreti, ispirandosi al modello
di san Guido. Una curiosità: una
pagina del quaderno riporta i nomi dei 90 saveriani che lavorano
o hanno lavorato nella diocesi di
Abaetetuba.
Abbiamo composto un inno a
san Guido e l’abbiamo inciso in
cd; abbiamo doppiato in lingua
portoghese il dvd prodotto a Brescia sulla vita del Conforti, per
far conoscere il santo alla gente. Un banner di san Guido è stato appeso in ogni chiesa, mentre
un esemplare di larghe dimensioni è stato portato dai pellegrini in
piazza San Pietro il 23 ottobre.
Insomma, anche tutti coloro che
non hanno potuto recarsi a Roma, hanno vibrato all’unisono
per san Guido Conforti.
■
p. Arnaldo De Vidi, sx
Taipei: un clima intenso e commovente
A
Taipei la Messa di ringraziamento per san Guido
Conforti è andata benissimo. Vi
hanno partecipato circa 400 persone; la chiesa e il cortile erano
pieni di gente. Coloro che non
hanno potuto entrare in chiesa hanno seguito la Messa sugli
schermi.
Oltre al cardinale Shan di Taipei, c’era anche il vescovo Ti
Kang, che aveva conosciuto i
nostri missionari in Cina e nel
1990 ci ha accolti a Taiwan. Anche 30 sacerdoti hanno celebrato
con noi saveriani. Si è creato un
clima molto intenso. Quando sono uscito a portare la santa Comunione, c’era raccoglimento e
silenzio come in chiesa. Davvero commovente!
Sono stati pubblicati vari articoli sul giornale cattolico nazionale: un modo opportuno anche
per chiarire che il fondatore dei
saveriani è san Guido Conforti,
e non il Saverio, come il nostro
nome sembra suggerire. Tutte le
persone che incontro mi confer-
CON SAN GUIDO IN CIELO
LAICATO SAVERIANO
Tu chiamale se vuoi “emozioni”
Per raccontare il pellegrinaggio a Roma
PIETRO RAVALLESE
Il pellegrinaggio per la canonizzazione di mons. Guido Maria Conforti potrebbe essere raccontato da vari punti di vista
e sotto molteplici aspetti: il diario del viaggio e la cronaca dei
fatti, gli eventi particolari che si sono susseguiti, le emozioni che ha suscitato. È di queste emozioni che io voglio scrivere, come laico saveriano, anche e soprattutto per serbarle
meglio nel cuore.
Il debito: essere a Roma ha significato per me esprimere riconoscenza nei confronti di quest’uomo di Dio “san Guido
Conforti”: non solo perché mi ha parlato personalmente, ma
soprattutto perché, attraverso i suoi figli missionari, mi ha
preso per mano e mi ha formato in gran parte.
Il testimone: essere a Roma con la figlia Monia, mentre la
sposa Paola e il figlio Emanuele ci seguivano da casa, è stato
come legare il passato con il presente, legare tutta la famiglia
nello stesso evento, condividere con i figli una strada su cui
camminare insieme, perché l’amore supera la distanza.
La bellezza: se è vero che la Bellezza divina salverà il mondo, ne abbiamo avuto un assaggio con lo spettacolo dei giovani salernitani sul nostro santo Conforti; soprattutto abbiamo assaggiato quel messaggio che traspariva non solo dalla
rappresentazione artistica, ma dalla gioia di crescere intorno
a un pietra angolare sana e santa.
La pazienza: si sa, viaggiare in compagnia è gioioso, ma abbisogna anche di pazienza; per me è stato un bell’esercizio,
una pratica da sperimentare per rafforzarmi in questa virtù.
Il tempo: se il segreto della pace interiore è perdere tempo con Dio, ecco allora perché invece il nostro cuore è sempre agitato: non sappiamo perdere tempo; è per questo che
i tempi lunghi del programma mi sembravano poco efficienti, ma alla fine abbiamo potuto perdere tempo con Dio, con
i figli e con gli amici.
L’entusiasmo: giovani e meno giovani, laici, missionari e missionarie, bambini, partenti, famiglie..., alla grande festa al Gerini, in via Tiburtina, abbiamo toccato con mano la pienezza
della festa, nella sobrietà, nella semplicità, nella familiarità.
L’amore: sarà uno dei ricordi più cari, l’inno all’amore di
Thiago, il missionario brasiliano intervistato al Gerini da p.
Claudio Marano. Pochi minuti per dire a tutti che il senso della vita è: amare, amare, amare!
a cura di p. STORGATO, sx
La processione offertoriale
durante la Messa in onore
di san Guido Conforti,
a Bukavu, in Congo RD
Nella “lettera” ai saveriani,
il superiore generale p. Rino
Benzoni ha scritto: “Nei giorni
della canonizzazione il Signore ci ha provato con due lutti.
Ancora una volta gioia e dolore, croce e resurrezione si sono
incontrati. Padre Giovanni Ceresoli e padre Bruno Boschetti
sono venuti a rappresentare
tutti i nostri defunti che «dopo
essere stati membri della nostra famiglia in terra sono ora
nella stessa patria beata» in cui
si trova mons. Conforti. Ad essi
la nostra gratitudine”.
P. GIOVANNI CERESOLI, è
morto nella notte del 22 ottobre in Scozia all’età di 65 anni. Era ricoverato da due settimane per un tumore ai polmoni, scoperto poco tempo prima.
Nato a Filago (Bergamo), aveva
frequentato le scuole saveriane
dalla prima media, diventando
saveriano a 17 anni. Ha vissuto
la missione tra Gran Bretagna
e Sierra Leone, dove era stato
anche prigioniero dei ribelli.
Era una persona schietta e dal
cuore grande e generoso.
Padre Giovanni Ceresoli
Filago (BG) 19.08.1946 Scozia 22.10.2011
mano l’intenso spirito di famiglia che si è creato. Per la festa
di san Francesco Saverio, i pellegrini cinesi hanno raccontato
le loro testimonianze, mostrando
foto e filmati delle belle giornate
vissute a Roma e a Parma. ■
p. Edi Foschiatto, sx
Bukavu, la gioia per il nuovo santo
Padre Dovigo, nella sua lettera da Bukavu, descrive la giornata di festa congolese, con un
fatto di vita davvero ordinaria!
è
il 23 ottobre, giorno della
canonizzazione di mons.
Conforti a Roma. Celebro al
mattino l’Eucaristia nella cappella universitaria e predico sulle “cinque stelle della santità di
Guido”. Subito dopo, partecipo
nella cattedrale di Bukavu alla Messa solenne per celebrare
l’evento e la professione religiosa della saveriana Letizia. Infine,
il pranzo nel grande salone della missione Mater Dei: un self-
P. BRUNO BOSCHETTI, è morto il mattino del 24 ottobre per
infarto, mentre tornava a casa
da una visita alle comunità in
Mozambico. Nato a Martorano
di Cesena, anch’egli aveva 65
anni compiuti. è diventato saveriano a 18 anni e dopo l’ordinazione sacerdotale (1972) ha lavorato in quattro continenti: sei
anni in Indonesia, sei anni in Italia, 13 anni in Brasile, 13 anni in
Mozambico. Sempre sorridente,
“non teneva niente per sé, ma
tutto era per la missione”.
P. PIERLUIGI SARTORIO, un
altro santo, si è aggiunto il 21
novembre per collasso cardiocircolarorio. A giugno era rientrato dal Congo nella casa saveriana di Parma, per accertamenti e cure, all’età di 82 anni.
Era nato a Viadana (Mantova),
si era laureato in chimica, poi,
a 27 anni era diventato saveriano. Ha speso il resto della sua
vita nelle missioni del Congo, a
parte sette anni in Italia, come
animatore e formatore dei giovani aspiranti saveriani. Amato
da tutti, perché tutti egli ha
amato.
■
Padre Bruno Boschetti
Martorano (FC) 14.01.1946
- Mozambico 24.10.2011
Padre Pierluigi Sartorio
Viadana (MN) 23.06.1929
- Parma 21.11.2011
service per trecento persone. È
piacevole stare insieme, sentirsi
in famiglia e in festa, scambiarci
notizie. È un bel po’ che non ci
si rivede tutti uniti.
Arriva “Papi”, un giovane un
po’ limitato, amico di lunga data.
È riuscito a introdursi nella festa.
Si siede vicino a me e mi guarda fisso. Ho la sensazione che la
festa sia finita. Cerco in qualche
modo di non essere accalappiato
da lui, ma so che sarà inutile. Mi
domando se è il caso di invocare
il nuovo santo per avere il coraggio di accettare con pazienza il
fratello inopportuno.
■
p. Giuseppe Dovigo, sx
A LEI PER LEI CON IL PAPA
Padre Camera a
colloquio con il Papa
domenica 23 ottobre,
in piazza san Pietro
Subito dopo aver proclamato
i tre nuovi “santi”, il Papa ha
salutato i tre “postulatori”. Ecco il mio breve colloquio.
- Lei è un padre saveriano, vero?
- Sì, Santità.
- Siete presenti come missionari in diversi continenti.
- Siamo presenti in una ventina
di nazioni in 4 continenti.
- Bravi, bene, bene!
- Santità, permetta un grazie
speciale, perché ha accettato di dichiarare la santità
del nostro padre e vescovo
mons. Conforti nella giornata missionaria mondiale.
- Non è lei che deve ringraziarmi, ma sono io che devo ringraziare. Conforti è un grande vescovo missionario. Grazie, grazie! Ti benedico di
cuore!
Mi è stato gradito il passaggio finale dal “lei” al “tu”. Ho
baciato la mano e sono tornato
al mio posto.
■
p. Guglielmo Camera, sx
3
2011 DICEMBRE
LODE A DIO, SORGENTE DI GIOIA E SANTITà
24 ottobre - SAN PAOLO
IL CORAGGIO DI PRENDERE
IL LARGO
mons. GIORGIO BIGUZZI, sx
Santità “ordinaria”, a portata di mano
San Paolo fuori le Mura, 24 ottobre 2011: omelia di mons.
Biguzzi, vescovo saveriano di Makeni, in Sierra Leone, durante la Messa di ringraziamento, con la professione perpetua di
otto giovani saveriani.
I
l Signore ha parlato per bocca di Benedetto XVI che ha
proclamato “santo” il vescovo Guido Conforti. Per tutta
la chiesa, ma soprattutto per l’arcidiocesi di Ravenna, dove
Conforti ha iniziato il suo ministero episcopale, per la diocesi di Parma, di cui san Guido è stato figlio e pastore, e per
la congregazione saveriana, di cui è stato padre e fondatore,
sono giorni di grande gioia, di ringraziamento al Signore e di
rafforzamento della nostra appartenenza e identità ecclesiale,
della nostra vocazione sacerdotale, missionaria e religiosa.
Semi da far germogliare
L’iscrizione di Guido Conforti nell’albo dei santi non significa aggiungere un quadro in più nella galleria dei santi,
ma è una grazia a noi donata per crescere. I santi non sono un
museo da visitare e ammirare; sono un modello da imitare,
un appello alla revisione di vita, una grazia per la nostra trasformazione in Cristo nel tempo e nel mondo in cui viviamo.
Anche san Guido aveva rivolto a tutti il richiamo alla santità
già nel lontano 1913: “Dobbiamo aspirare a essere santi; vivere di quella vita divina, per meritarci la quale Gesù è disceso
dal cielo”.
La canonizzazione di mons. Conforti non offre a noi la
santità preconfezionata. Ci offre semi da far germogliare e
crescere nella nostra vita e nel nostro tempo. Ci offre semi per
farci crescere nella vita buona del vangelo, per far crescere la
pace, la giustizia e la fratellanza universale.
Cristo, centro di ogni pensiero
Conforti ha vissuto una vita pienamente inserita nel suo
tempo. Ne ha seguito l’evolversi, ne ha vissuto le lacerazioni
e le incertezze. Ha raggiunto la santità orientando tutta la sua
vita verso il centro dell’esistenza cristiana, cioè Cristo: “in
omnibus Christus - in tutto e in tutti Cristo”. La santità germoglia e cresce qui. Per Conforti il “vedere Dio, cercare Dio
e amare Dio in tutto” si realizzava in un amore intenso per
Cristo, che è il centro di ogni suo pensiero e affetto.
Conforti, fin da piccolo, era entrato in colloquio con Gesù
Crocifisso e, come scrive san Paolo, “quando abbiamo capito
che Cristo è morto per tutti, l’amore di Cristo ci spinge perché
coloro che vivono non vivano più per se stessi, ma per Colui
che è morto e risorto per tutti” (cfr 2Cor 5,14-15). La vocazione missionaria di Conforti sgorga da questa constatazione
e diventa il programma dei missionari da lui voluti: “caritas
Christi urget nos - la carità di Cristo ci spinge!”. Tutti devono
poter conoscere e amare Cristo, finché si faccia del mondo
una sola famiglia che abbracci l’umanità.
Lo stile del buon pastore
Come annunciare Cristo a questo mondo? La Parola
di Dio, che risuonava nel cuore di Conforti, ci dà questa
risposta: con la potenza del Cristo Crocifisso, che agisce
attraverso gli umili ed è presente nei poveri. Lo stile
pastorale e missionario di san Guido si è svolto nella
sequela di Cristo Crocifisso: non con atti esternamente
eroici, o parole e gesti profetici, ma con l’eroicità del
quotidiano, la profezia della vita, l’incisività della fede,
la fedeltà dell’amore. Per questo è stato detto che Conforti è un santo “normale, ordinario”.
L’amore, la pazienza e la fedeltà nell’ordinario stanno lì a ricordarci che anche noi possiamo e dobbiamo
esserne capaci. È una santità alla portata di tutti e tutti
ci interpella. San Guido è stato un modello di pastore
imitabile.
Come Cristo Buon Pastore, ha condiviso la vita con
il suo popolo, ne ha conosciuto la voce, lo ha difeso nei
pericoli, si è preoccupato dei lontani. Per lui la gente
Danza liturgica con il vangelo a San Paolo fuori le Mura (foto F. Raffaini)
non era una massa; erano i suoi figli,
anche quelli dispersi, ribelli o lontani.
La sua ansia pastorale, la sua passione
missionaria, la sua vita di preghiera e
la sua devozione a Maria, il suo zelo,
tutto sprigionava dalla sua immersione
I saveriani p. Mario Celli e p. Alfiero Ceresoli hanno fatto da interpreti per noi, durante
in Cristo: Cristo tutto e in tutti.
l’intervista a Thiago, il bambino brasiliano che ha ricevuto il miracolo della vita per inter-
A OGNI GRADINO: “GRAZIE SIGNORE!”
Foto pellegrini sardi
cessione di mons. Guido Conforti. Con lui a Roma c’erano anche i suoi genitori.
Mamma Nilda: “Essere qui a Roma, con i pellegrini da tutto il mondo per san Guido
Conforti, mi fa provare un’emozione grande. Sento il calore e l’affetto della gente, che
ha grande importanza per la nostra vita. Il mio cuore sta ardendo, perché qui ci sono
tanti amici che come noi hanno una grande fede. Quando si è fermato il cuore di Thiago ho pregato tanto e ho voluto che lo battezzassero e ho detto al Signore: «Ho pensato che questo figlio fosse il tuo regalo per noi, ma siamo disposti a restituirlo a te!». Ho
pregato Guido Conforti, tutta la comunità cristiana ha pregato insistentemente. Il cuore ha ripreso a battere e il bambino ha ripreso colore e vita, anche se i medici dicevano
che non avrebbe più camminato o avrebbe perso la vista e la parola. E invece, Thiago è
qui con noi, per ringraziare il Signore”.
Papà Masinho: “Stiamo celebrando con grande gioia questo meraviglioso momento.
Ringraziamo il Papa e Dio per il grande dono che ci ha fatto: aver perfezionato la vita
del nostro bambino”.
La mamma e il bambino hanno accompagnato p. Alfiero che portava fino al
grande altare la sacra reliquia di GuiThiago con papà Masinho e mamma
do Conforti. Salendo la scalinata, a
Nilda, arrivati dal Brasile per partecipare
ogni gradino esclamava: “Grazie, Sialla canonizzazione di mons. Conforti
gnore!”.
4
2011 DICEMBRE
“Qualcosa di più grande…”
Nel 1925, parlando ai giovani di Parma, san Guido Conforti disse: “Non
vengo a sollecitare il vostro obolo.
Vengo a proporvi qualcosa di ben più
grande. Se il Signore lo vuole, se vi
sentite capaci di tanto, vengo in nome
di Dio a domandarvi il sacrificio delle
vostre giovinezze, del vostro ingegno,
delle vostre energie e degli affetti più
legittimi e cari”.
I giovani missionari che oggi hanno
detto il loro “sì” a Cristo hanno accolto
la proposta del Conforti per “qualcosa
di più grande”. Oggi, la proclamazione della santità di Conforti propone ai
giovani e a tutti noi questa “cosa più
grande”: vivere la vocazione alla quale
Dio ci ha chiamati con maggiore radicalità e più grande amore.
Scriveva Saint-Exupéry: “Se vuoi
costruire una barca (e la chiesa è una
barca che deve affrontare il mare alto)
preoccupati sì di avere il legname, i
carpentieri, i fuochisti, i mozzi di bordo; ma più ancora, se vuoi costruire
una barca, preoccupati di dare a tutti la nostalgia del mare”. San Guido
Conforti ottenga per tutti la nostalgia
del mare e il coraggio di prendere il
largo.
■
IL RADUNO DEI POPOLI ATTORNO A SAN GUIDO CONFORTI
a cura di p. MARCELLO STORGATO, sx
è
stata una grande festa di gioia e di santità, di cui ringraziamo il Signore con tutto il cuore. Un progressivo raggio di sole ha scaldato i cuori di coloro che erano fisicamente
presenti, in quei giorni dell’ottobre romano, e ha convocato
spiritualmente un numero indecifrabile di anime, in tante parti del mondo missionario. Tutti i volti rivolti verso quel volto,
mite e santo, del vescovo missionario Guido Conforti.
Anche chi non era del tutto convinto, si è sentito coinvolto
per dire: “Questa è l’anima del mondo, immagine del sogno
che Dio ha per l’umanità”. Ne descrivono l’esperienza due sposi non vedenti, pellegrini da Bergamo.
Oriana: “Sabato pomeriggio, assistendo al bellissimo musical sulla vita di Conforti, Fabio ed io ci sentivamo immersi nella
comunità di fratelli. Sentivo crescere dentro di me un’immensa
pace e serenità: mi bastavano le voci, le musiche, le parole, per
capire quanto siano importanti gli occhi dell’anima.
Domenica in piazza San Pietro ero veramente attenta poiché,
essendo non vedente, non volevo che mi sfuggisse niente di ciò
che stava accadendo. Confesso che avevo proprio bisogno di un
momento così forte: il beato Conforti, fino a ieri a me poco noto, nell’essere proclamato santo mi ha donato una serenità interiore che anche ora, mi accompagna nel quotidiano.
Lunedì a San Paolo, alla meravigliosa Messa di ringraziamento, erano presenti tante persone che rappresentavano il mondo intero! Ringraziavano Dio con la preghiera, il canto e la
danza, per il dono del santo Conforti e dei suoi saveriani...”.
Fabio: “Ero venuto a Roma per amore di Oriana, ma sono felicissimo di aver vissuto questa bellissima esperienza che mi ha
toccato il cuore e mi arricchisce. Vi ringrazio infinitamente”.
Non ci resta che continuare il nostro cammino, chiedendo al■
lo Spirito il dono di gioia e santità.
CLAUDINA BERTOLA
Da Bujumbura, Burundi, una laica volontaria bresciana ci
racconta una giornata piena d’entusiasmo.
E
mozionante, intensa e mistica: questo è stata la celebrazione al Mount Sion di Bujumbura. San Guido era
con noi, in mezzo a noi, e da quel cartellone ci guardava sorridente. Mi sembrava di sentire le sue parole mentre ci diceva, battendoci una mano sulla spalla: ”Bravi, vi siete mischiati al mondo, non l’avete capito con la testa, ma con il cuore: il
mondo è un’unica grande famiglia!”.
23 ottobre - SAN PIETRO
San Guido e l’urgenza di annunciare
BENEDETTO XVI
San Pietro, 23 ottobre 2011: l’omelia di papa Benedetto XVI,
dopo aver innalzato agli onori degli altari mons. Guido Conforti.
celebriamo con tutta la chiesa la giornata missionaM entre
ria mondiale, rendiamo lode al Signore per tre nuovi san-
ti: il vescovo Guido Maria Conforti, il sacerdote Luigi Guanella
e la religiosa Bonifacia Rodríguez de Castro. È provvidenziale
il fatto che proprio oggi la chiesa indichi a tutti i suoi membri
tre nuovi santi che si sono lasciati trasformare dalla carità divina. In diverse situazioni e con diversi carismi, essi hanno amato
il Signore con tutto il cuore e il prossimo come se stessi «così
da diventare modello per tutti i credenti» (1Ts 1,7).
La contemplazione del Crocifisso
Il salmo 17 invita ad abbandonarsi con fiducia nelle mani
del Signore, che è “fedele al suo consacrato” (v. 51). Questo
atteggiamento interiore ha guidato la vita e il ministero di san
Guido Maria Conforti.
Fin da quando, ancora fanciullo, dovette superare l’opposizione del padre per entrare in seminario, diede prova di un
carattere fermo nel seguire la volontà di Dio, nel corrispondere in tutto a quella caritas Christi - carità di Cristo che, nella
contemplazione del Crocifisso, lo attraeva a sé. Egli sentì forte
l’urgenza di annunciare questo amore a quanti non ne avevano
ancora ricevuto l’annuncio, e il motto “Caritas Christi urget
nos - La carità di Cristo ci spinge” (cfr 2Cor 5,14) sintetizza
il programma dell’istituto missionario a cui egli, appena trentenne, diede vita: una famiglia religiosa posta interamente a
servizio dell’evangelizzazione, sotto il patrocinio del grande
apostolo dell’Oriente san Francesco Saverio.
SAN GUIDO CONFORTI IN AFRICA
Cronaca di un 23 ottobre speciale
Devoti del Bangladesh: foto archivio MS / G. Gargano
DALLA CROCE AL MONDO INTERO
NELLE MissionI
nel ministero episcopale prima a Ravenna e poi a Parma: con
tutte le sue forze si dedicò al bene delle anime a lui affidate.
La sua vita fu segnata da numerose prove, anche gravi. Egli
seppe accettare ogni situazione con docilità, accogliendola
come indicazione del cammino tracciato per lui dalla Provvidenza divina; in ogni circostanza, anche nelle sconfitte più
mortificanti, seppe riconoscere il disegno di Dio, che lo guidava a edificare il suo Regno soprattutto nella rinuncia a sé
stesso e nell’accettazione quotidiana della sua volontà, con un
abbandono confidente sempre più pieno.
Egli per primo sperimentò e testimoniò quello che insegnava ai suoi missionari, che cioè la perfezione consiste nel fare
la volontà di Dio, sul modello di Gesù Crocifisso. San Guido
Conforti tenne fisso il suo sguardo interiore sulla Croce, che
dolcemente lo attirava a sé; nel contemplarla egli vedeva spalancarsi l’orizzonte del mondo intero, scorgeva l’«urgente»
desiderio, nascosto nel cuore di ogni uomo, di ricevere e di
accogliere l’annuncio dell’unico amore che salva.
[...] “Ti amo, Signore, mia forza”. Di tale amore appassionato per Dio sono segno eloquente questi tre nuovi santi. Cari
fratelli e sorelle, lasciamoci attrarre dai loro esempi, lasciamoci guidare dai loro insegnamenti, affinché tutta la nostra esistenza diventi testimonianza di autentico amore verso Dio e
verso il prossimo.
■
Lo studente saveriano Ivanildo, a destra, è stato
il chierichetto di Benedetto XVI, in piazza san Pietro
La perfezione è fare la volontà di Dio
Questo slancio apostolico san Guido fu chiamato a viverlo
Foto F..Raffaini
Una delegazione tipica del mondo
C’eravamo tutti: ricchi e poveri, intellettuali della città e
saggi della campagna, straccioni e griffati, padri e suore, laiche e laici, rappresentanti di tutte le congregazioni e movimenti, giovani e vecchi, sani e malati, pazzi o semplicemente originali, vecchi e nuovi amici, vescovi e preti diocesani,
piccoli e grandi… Tutti pronti a condividere un pezzettino di
storia e di gloria. Abbiamo affidato san Guido Maria Conforti
agli altari della chiesa, perché possa continuare ad accompagnarci su queste pericolose e polverose strade del mondo.
Con la mia amica Karin, che lavora
per la commissione di Giustizia e Pace, visto che non c’era posto nella zona riservata agli invitati speciali (dal
cielo avevano disposto in modo diverso e perfetto, come al solito), ci siamo
spinte fino al limite della chiesa. Dal
fondo di questo strano edificio senza
pareti, più simile a un teatro che a un
luogo di preghiera, pigiate tra migliaia di persone, abbiamo condiviso e festeggiato.
La fede profonda dei poveri
Vicino alle donne abbigliate come
fossero al loro matrimonio, c’erano
le signore della campagna con i vestiti rattoppati e i foulard dei movimenti apostolici, tutte erette come isambi
(gru coronate). Un ragazzo accompagnava il papà infermo, la sofferenza
era dipinta sul suo volto, con la morte a ghermirne lo sguardo. La fede semplice dei poveri mi fa
sempre sentire in difetto. Ho passato qualche momento a contemplare quest’uomo che, visibilmente provato, era arrivato
sin lì per “condividere”; chi glielo avrà fatto fare?
Quanto facilmente noi rinunciamo a una Messa e quanto superficialmente aderiamo agli inviti di sorelle e fratelli? Le banalità marcano lo spessore nelle nostre vite, e la fede dei semplici smaschera il sapere dei grandi. Poi, allo scambio della
pace, i nostri sguardi si sono incrociati e quell’uomo, che senza saperlo mi ha fatto vergognare del mio egoismo nei confronti del Signore, mi ha allungato la mano con attesa e io mi
sono sentita onorata di stringerla.
Un fraterno cosmico abbraccio
Grazie, san Guido, per questa celebrazione indimenticabile!
Fare festa dal Burundi, pensando a Cristina in Bangladesh, a
Yolanda e Roberto in Ecuador, e al resto del mondo in Italia, è
stato spiritualmente stringersi in un fraterno cosmico abbraccio. Ancora una volta mi sono sentita fortunata.
Roma non mi è sembrata così lontana, perché chiesa è “fare chiesa”; e noi il 23 ottobre abbiamo fatto chiesa. Né il luogo, né la lingua, né il rito burundizzato, né i colori della pelle
hanno sminuito l’essenza dell’evento; anzi, hanno aggiunto
valore alla santità di mons. Conforti… Questa nostra presenza a ogni angolo della terra è stato il vero miracolo. E guardando quell’enorme cartellone con la sua fotografia, con quel
sorriso appena accennato, ho avuto l’impressione che mi vedesse davvero.
Quantità molta, e anche qualità!
Mons. Blaise, vescovo di Ruyigi, ha presieduto; al suo fianco il nunzio apostolico mons. Coppola; altri tre o quattro vescovi, una sessantina di preti, un’orda di suore e qualche frate… Non so nemmeno dire di quante nazionalità diverse. Ovviamente, c’erano i saveriani e le saveriane in Burundi, impegnati nell’animazione missionaria e liturgica.
Le due corali hanno scelto pezzi pescati appositamente dal
vecchio repertorio, per permettere alla folla di partecipare con
anima e corpo alla solenne liturgia. E abbiamo partecipato non
solo in quantità, ma anche in qualità. Nonostante fossimo la
“proverbiale moltitudine”, la concentrazione e la partecipazione sono state impeccabili. Solo la cerimonia, senza i discorsi
finali, è durata quattro ore, ma non ce ne siamo accorti!
La corale “San Guido Conforti” di Kamenge ha cantato un
inno scritto per l’occasione: l’ha eseguito benissimo, ed è stato anche piacevole. Vi assicuro che non ho capito molto, ma
mi è piaciuta la parte quando dicono “akarorero keza - il buon
esempio”.
Nonostante tutto, nonostante noi
La celebrazione Eucaristica si è svolta in un festival di colori: dagli abiti alle decorazioni, dai fiori agli striscioni che sembravano scendere direttamente dal cielo. Bravo padre Rubén,
che non si è risparmiato nell’organizzare; bravi i parrocchiani e i giovani di Kamenge, che hanno seguito con attenzione
il protocollo. Un bravo speciale ai tamburini, che con la loro maestria non ci fanno mai mancare quel tocco di antico e
selvaggio e ci ricordano che l’Africa è vicina. Per ultimo, ma
non ultimo, bravo a p. Nacho che ci ha rappresentati in piazza San Pietro a Roma, accompagnando i pellegrini burundesi
e regalando anche a voi italiani un po’ d’Africa.
Un saveriano mi diceva alla vigilia dell’evento: “I poveri sono santi, ma non saliranno mai agli altari della chiesa”. Sono
d’accordo! Spero che quando toccherà a noi, i santi poveri siano là, alle porte del cielo, per farci entrare, nonostante tutto e
nonostante noi.
■
Mons. Conforti è santo... e la festa continua anche in Burundi,
dove è avvenuto il miracolo per la beatificazione (foto giovani Kamenge)
PER LA DIOCESI E PER IL MONDO
mons. ENRICO SOLMI
26 ottobre 2011: a tre giorni dalla canonizzazione di
mons. Conforti, il vescovo di Parma ha celebrato una
Messa di ringraziamento, con la partecipazione dei
pellegrini venuti dalle missioni saveriane.
Siamo nella cattedrale di Parma, quella cattedrale
in cui san Guido Conforti ha presieduto innumerevoli Eucaristie nei 24 anni del suo episcopato. Parlava in
un tempo in cui non c’erano microfoni o sistemi di amplificazione, dal pulpito collocato a metà della navata
centrale per farsi sentire dalla gente. E se ogni celebrazione Eucaristica abbraccia tutto e tutti, ciò è espresso
in modo particolarmente visibile oggi in questa “Messa dei popoli”.
Mons. Conforti, proprio qui vicino, incontra il Crocifisso e decide di entrare in seminario; qui vicino fonda la sua congregazione di missionari. Tutto si svolge
in un raggio di poche centinaia di metri, e da qui raggiunge i quattro continenti di cui voi saveriani e pellegrini siete testimoni. Siete venuti da lontano, nella sua
cattedrale, per lodare e ringraziare Dio.
Si può dire che mons. Conforti abbia agito nella debolezza: debolezza della salute, della sua stessa persona, “animata e sostenuta dalla forza dello Spirito”;
debolezza di chi vede partire gli altri, di chi piange la
morte dei suoi missionari, di chi intravede le gioie e
sente le sconfitte altrui come sue.
Parla al cuore dei credenti, spesso distratti e tiepidi,
e indica la via del vangelo. Parla alla coscienza di tutti e addita uno stile di vita alto, aperto alla Parola che
viene da Dio, solidale con gli altri, teso alla trascendenza e mai pago delle cose.
Egli ci rassicura che è possibile vivere la santità nella
nostra terra, tra le vicende comuni e straordinarie della storia; ci testimonia che è possibile, anzi doveroso,
unire la cura della diocesi e della città, con l’ansia del
mondo da raggiungere con il vangelo di Cristo.
5
2011 DICEMBRE
il m on do in casa
LA PAROLA
AI PELLEGRINI
La veglia
al teatro Orione
● I commenti della gente. La
veglia e il musical dei giovani di Salerno, sabato 22 ottobre
al teatro Orione, hanno suscitato molte emozioni. Ecco alcuni
commenti raccolti all’uscita: “È
stato molto bello”, dice una pellegrina del Brasile. E p. Umberto Domine ha aggiunto: “Mi ha
fatto tornare giovane!”. “Arriviamo dal Messico, siamo più di
cento e lo spettacolo è stato muy
bonito!”. “Si dovrebbero vedere
queste cose in televisione!”, dice
una signora di Udine. “Ma hanno scritto sia le musiche che le
parole?”, chiede una signora di
Venezia, stupita della bravura artistica dei giovani di Salerno.
● Emozioni saveriane. Padre
Nello Berton ci ha detto: “Nello spettacolo sono riusciti a rappresentare i problemi del mondo
e la confluenza finale verso un
impegno missionario; i giovani
tre giorni da raccontare
pagina a cura di DIEGO PIOVANI
sono stati capaci di dare un unico messaggio a tante persone di
diverse culture e lingue. Tutti sono andati via contenti e arricchiti; complimenti ai protagonisti”.
Padre Franco Lizzit: “Quando
ci siamo incontrati al teatro Orione, provenienti da ogni parte del
mondo, ci siamo salutati con quella fraternità che faceva vedere il
mondo come una sola famiglia”.
● I protagonisti. Alcune ragazze
di Salerno spiegano: “Abbiamo
iniziato le prove dello spettacolo
nove mesi fa… Quando ci siamo
ritrovati tutti dietro le quinte prima di iniziare, eravamo mossi da
un unico interesse: trasmettere il
messaggio di san Guido fare del
mondo una sola famiglia”.
La loro guida p. Simone Piccolo: “I ragazzi sono più emozionati di noi perché sono i protagonisti; noi siamo contenti per loro,
perché li abbiamo visti prepararsi per mesi; è bello affiancarli in
questo momento così speciale”.
I giovani di Salerno
durante il musical su
san Guido Conforti
Il “regista-ispiratore”. Padre Alex Brai, che ha coordinato
i giovani in questa avventura, ci
ha raccontato: “Quello che avete visto non è stata solo un’esperienza artistica, ma una condivisione spirituale. I ragazzi si sono
affezionati al Conforti, lo conoscono bene e apprezzano il suo
slancio missionario verso l’Italia e il mondo. Credo che il musical abbia trasmesso un messaggio che i giovani già avevano dentro.
Personalmente è stata la conferma di quello che io sento, ovvero lo slancio missionario e
l’appartenenza alla famiglia saveriana. Questi momenti aiutano a rafforzare il nostro carisma. Non dobbiamo avere paura
di far conoscere Conforti, perché
parlando di lui non si fa semplicemente l’esaltazione di una persona, ma si trasmette un messaggio sempre attuale, quello della
missione”.
■
●
I gruppi si presentano
● Taiwan. “Siamo in 19 - spiega
p. Edi Foschiatto - ed è un’occasione interessante per vedere
quanta gente si riunisce per celebrare mons. Conforti. I nostri
pellegrini in albergo hanno incontrato il gruppo del Congo e
hanno cantato in due lingue e poi
in quattro… Sono rimasti ammirati dalla varietà della famiglia
saveriana e della preghiera universale”. Uno di loro ci ha det-
VOCI DELLA PIAZZA
Domenica 23 ottobre
Perché sei qui? Domenica 23
ottobre mons. Conforti è stato proclamato santo. Abbiamo raccolto
alcuni pareri prima e dopo la celebrazione. Antonio Mantia: “Vedere, cercare e amare Dio in tutto è
la cosa che più mi colpisce di san
Guido”. Padre Matteo Rebecchi:
“È una grande festa di famiglia;
mons. Conforti aveva un grande
ideale, speriamo di poterlo realizzare anche noi ogni giorno”.
Don Giuseppe Mattioli: “Noi
di Parma siamo qui per ringraziare per quello che mons. Conforti ha rappresentato nella nostra chiesa locale e nel mondo. È
motivo di gratitudine, ma anche
di impegno e di responsabilità”.
“È bello trovarsi vicino a persone diverse - dicono i pellegrini
bergamaschi - e poi c’è la soddisfazione che il fondatore dei saveriani sia proclamato santo!”.
●
● San Guido per te è... Padre
Filippo Rota Martir: “Mons.
Conforti non ha voluto mettersi in mostra; l’eredità che ci ha
lasciato è la grande apertura al
mondo, agli altri popoli, il desiderio di evangelizzare e di porta-
6
re tutte le forze a cooperare”.
Padre Amedeo Ghizzo: “Veder
riconosciuto santo il nostro fondatore è una gioia e un impulso
per noi a dedicarci all’evangelizzazione come lui, fino in fondo,
costi quello che costi”.
Una suora delle Piccole Figlie:
“Mi ha impressionato come lui
si sia fatto guidare dalla Provvidenza; e mi ha colpito la fede
che ha attraversato la sua storia
di uomo e di pastore”.
Un sacerdote che è in piazza per
san Guanella dice: “Oggi non c’è
concorrenza, perché dal seminario
di Como molti giovani sono entrati tra i saveriani e noi li ricordiamo
volentieri. Possiamo parlare di un
■
gemellaggio tra santi”.
I giovani dicono
la loro
Quel clima di famiglia. Un
gruppo di ragazzi sardi: “Abbiamo fatto un cammino formativo
sul Conforti per tutto l’anno con
p. Roberto Salvadori e siamo arrivati preparati a questo evento così importante per i saveriani e per
noi. È bello incontrare i nostri coetanei di città e nazioni diverse che
condividono le stesse emozioni”.
●
Invitiamo i lettori, dotati di computer e internet, a consultare la MISNA (Agenzia missionaria di informazione) per allargare la mente al mondo intero: www.misna.org
Visitate anche il nostro sito www.saverianibrescia.com per leggere tutte
le notizie, le testimonianze e le proposte del nostro mensile, comprese le
edizioni locali e la versione in formato pdf.
Infine, segnaliamo il rinnovato sito della Direzione generale dei saveriani: www.saveriani.com
Ivanildo, studente saveriano:
“Ho fatto il chierichetto di Benedetto XVI e prima della Messa
abbiamo pregato insieme il rosario; ci ha chiesto da dove venivamo. Una cosa davvero irripetibile! È stato un evento molto
forte ed emozionante”.
Dora, saveriana del Brasile,
dice: “Sono rimasta impressionata dalla presenza dei giovani.
È emerso lo spirito di famiglia e
di fraternità. La canonizzazione è
stato il coronamento della vita di
un santo, perché santa è stata tutta la sua vita e la sua attività”.
Alessio Crippa: “Il clima di
famiglia è quello che mi ha colpito di più in questi tre giorni. Poi
quando hai un “padre santo” in
qualche modo per i suoi figli c’è
l’obbligo di continuare un cammino serio ed esigente: adesso non
■
ci si può più nascondere!”.
Una storia speciale
● “Porteremo
san Guido con noi”. I laici saveriani Alessandro e Alessandra Andreoli con i
due figli Francesco e Miriam sono in Brasile, a
Laranjeira do Sul, per un
anno di missione. Prima
di partire hanno ricevuto
da p. Benzoni il Crocifisso missionario a San Paolo fuori le Mura e hanno partecipato alla cano-
to: “A essere qui provo un sentimento spirituale molto forte, che
è impossibile spiegare”.
● Stati Uniti. Padre Marco Marangone ci illustra il suo gruppo:
“Siamo una cinquantina e i pellegrini sono entusiasti; per molti di
loro è la prima volta in Italia. È un
segnale importante che siano qui,
per continuare il lavoro di animazione che noi saveriani svolgiamo negli Usa. Le comunità con
cui siamo in contatto sono vive e
i laici sono molto impegnati”.
Brasile. Padre Matteo Antonello: “Accompagno i pellegrini dell’Amazzonia che sono 42.
Sono tutti delle nostre missioni e
sono molto contenti; dicono che
è una meraviglia essere a Roma
per questo importante evento.
Dal Brasile sud sono arrivate altre 80 persone, in quattro gruppi:
da San Paolo, dal Parà, da Curitiba e da Londrina”.
● Giappone. Padre Renato Filippini ci racconta: “Sono venuto dal Giappone con un gruppo
di 103 pellegrini e tre vescovi
delle diocesi dove lavoriamo, e
per molti di loro è la prima volta in Italia e a Roma. Hanno preparato questo evento da molto
tempo con preghiere e attività.
Mi sento di rappresentare anche
chi è rimasto a casa, perché per
i giapponesi prendere una settimana di ferie è impensabile. Ne
sono venuti alcuni per ciascuna
missione. Sono tutti molto coinvolti dall’atmosfera spirituale”.
●
● Indonesia. Padre Angelo Cappannini: “Siamo in quaranta indonesiani, la maggior parte da
Jakarta, ma anche da Padang, dove lavoro io, e perfino dalle isole
Mentawai, dove i saveriani sono
stati i primi evangelizzatori”.
Un po’ d’Italia. Dall’Italia il
Gams (Gruppo amici missionari Saveriani) di Parma: “Siamo
una rappresentanza ristretta come numero, ma motivatissima.
L’atmosfera è straordinaria!”.
Padre Luciano Bicego: “Da Vicenza siamo in 90, tra cui una
decina di saveriani. È bello essere qui”. Padre Sandro Parmiggiani: “Da Cremona siamo in
40. Sembra una Babele, si sente
parlare in tutte le lingue. Molte
volte non ci si capisce, però tutti
sorridiamo di felicità. È proprio
vero che la santità unisce tutti!”.
Dalla Sardegna 33 pellegrini, la
maggior parte giovani.
■
●
MESSAGGIO DI SPERANZA
LA CUSTODIA DEL ROSARIO MISSIONARIO
p. MARIO MENIN, sx
La “custodia” del rosario
Al lavoro per confemissionario, consegnato ai
zionare la custodia del
pellegrini di san Guido Conrosario missionario,
per la canonizzazione
forti, è stata confezionata
di san Guido Conforti
dalle suore Giuseppine cinesi, una congregazione fondata all’inizio del Novecento da mons. Luigi Calza, primo vescovo saveriano in Cina (1879-1944).
Erano suore simili alle Vincenziane, con voti religiosi
solo annuali e molta libertà di movimento. Ad esempio, una suora poteva essere
mandata sola in un villaggio a pacificare due famiglie, oppure essere
assegnata a una missione come catechista.
Le suore soffrirono molto durante la guerra del Giappone contro la
Cina e più ancora ai tempi di Mao Zedong. Quando il vescovo fondatore morì, erano circa un centinaio. Espulsi tutti i saveriani dalla Cina l’ultimo nel 1954 -, di queste suore si persero le tracce.
Recentemente un saveriano, in viaggio in Cina, incontrò una di loro
e seppe che erano una trentina. Si erano trasmesse lo spirito del vescovo fondatore, ma non avevano più il libretto delle Costituzioni. Così, si
sono radunate per eleggere una superiora e riscrivere la loro “regola”.
Vivono in condizioni di povertà e per aiutarle i saveriani hanno commissionato loro la “custodia” del rosario missionario per i pellegrini venuti
a Roma per la canonizzazione di mons. Conforti.
Tra i pellegrini c’erano anche la superiora e un’altra consorella. Per
molti saveriani, l’emozione è stata grande nel vederle pregare e gioire
insieme a noi per il santo vescovo che le aveva benedette nella sua visita in Cina del 1929. È proprio vero: il vangelo non si lascia incatenare da nessuna potenza!
nizzazione. “L’aspetto che ci interessa di più è vivere la missione come una famiglia, la nostra
e quella dei saveriani. Come famiglia missionaria ai giovani ci
sentiamo di dire solo quello che
abbiamo scritto nella fede che portiamo al dito:
“Rimanete nel mio amore”. Sarà il Signore a disegnare le strade da percorrere. Per quanto ci riguarda possiamo dire che
il Signore ci ha accompagnato anche quando sembrava che non funzionasse niente.
Porteremo il Conforti
con noi, perché ci guidi e
ci conforti”.
■
2011 DICEMBRE
D IA L O G O E SO LID A RIETÀ
I MISSIONARI SCRIVONO
lettere al direttore
p. Marcello Storgato
MISSIONARI SAVERIANI
Via Piamarta 9 - 25121 Brescia
E-Mail: [email protected]
Pagina web: saveriani.bs.it/missionari_giornale
“Un’indigestione di vita buona”
Care lettrici, cari lettori,
bella questa frase di don Guido! Ne potete leggere il contesto nei
messaggi che ho voluto pubblicare per condividerli con voi. Sono
solo alcuni tra i centinaia ricevuti in questi giorni, dopo il 23 ottobre,
con la dichiarazione di santità del nostro Guido Conforti, vescovo di
Parma e missionario per il mondo. Non faccio commenti: lascio a voi
gustare il clima di santità missionaria, augurando a tutti un Felice
Santo Natale !
p. Marcello sx
Caro direttore,
nel settimanale diocesano genovese “Il Cittadino” ho letto sul nuovo
santo mons. Guido Conforti. Volentieri associo san Guido Conforti
a san Guido vescovo di Acqui, mia diocesi di origine, del quale mi è
stato messo il nome da mia madre. San Guido Conforti, forse anche
per questo, mi è simpatico e caro e sono molto contento della sua glorificazione universale: è stata un’indigestione di gioia e di vita buona
del vangelo. Io sono stato presente con il cuore, con l’amicizia e con
la preghiera. Avanti nella fede “Confortiana“, che il sacrificio è l’unica
cosa che dà frutti per tutti e per tutto; avanti verso la meta, dove è già
san Guido Conforti. Un cordiale saluto,
don Guido - Genova
Scrivo di ritorno dal pellegrinaggio a Roma. Sono stati giorni di
grande fede e pace. Tutti abbiamo il dono della fede e dobbiamo essere
attenti alla carità, ma la speranza a volte tentenna, perché la realtà rema
contro questa virtù. Ebbene, a Roma abbiamo avuto una forte carica
di speranza. La professione religiosa definitiva dei giovani saveriani
e la consegna del Crocifisso con l’invio in missione, sono un segno di
speranza cristiana. Voglio dire grazie a tutti, con un forte abbraccio,
Francesco - Brescia
Sulla Gazzetta di Parma leggo la cronaca della canonizzazione di
Guido Conforti. Al contempo ho davanti “Missionari Saveriani” che
ricevo abitualmente. Il nostro vescovo Guido è stato proclamato santo
il 23 ottobre, la stessa data in cui è scomparsa mia madre, tre anni orsono. Mamma era molto devota a lui e da sempre lo considerava “santo”;
lo ricordava con grande affetto, chiamandolo “il mio vescovo”. Ora
posso dire che si è realizzato il desiderio di mamma: quello di saperlo
con certezza “santo”, e provo una grande commozione,
Luisella - Felino (PR)
Conforti non l’ho conosciuto di persona: è vissuto tanto tempo fa
ed è morto più di cinquanta anni prima che io nascessi. Eppure la sua
opera si è intrecciata con la mia esistenza portandomi del bene. Come?
In verità, ho incontrato Guido Conforti in giovanissima età. Mi spiego:
ho incontrato uomini, i missionari saveriani, che hanno continuato nel
tempo la sua opera, mi hanno parlato di lui con l’esempio e hanno
trasferito in me messaggi di bene. Guido Conforti ha affidato il suo
messaggio di bontà e di santità missionaria nelle mani di tanti altri, e
questi lo hanno portato anche a me! Perciò ho lasciato tutto e
sono andato in pellegrinaggio a Roma: ho voluto esserci! Un
abbraccio universale,
Aurelio - Salerno
RESOCONTO DI GENEROSITà
GRAZIE PER LA VOSTRA SOLIDARIETà
Nel corso del 2011, a pagina 7 di questo mensile, abbiamo pubblicato 8 “piccoli progetti”; tre di questi progetti erano titolati “San
Guido”, in onore del santo vescovo di Parma e fondatore dei Missionari Saveriani. Abbiamo chiesto a voi, care amiche e amici, una
mano per la loro realizzazione. Padre Silvano Zordanello ci ha fatto
avere il “resoconto della solidarietà”, che volentieri pubblichiamo.
progetto
preventivati
Bibbia per tutti / 2 - Brasile € 10.000
Jeep per la foresta - Brasile € 30.000
Centro dialogo - Bangladesh € 10.000
Centro Conforti - Messico
€ 15.000
Missione Santa Rita - Brasile € 30.000 San Guido/1 - organizzativo
San Guido/2 chiesa - Filippine € 35.000
San Guido/3 - Indonesia
€ 25.000
Totale ricevuto e inviato ai missionari
ricevuti
situazione
7.570,58
concluso
30.000
completo
10.000
completo
15.000
completo
nuovo
continua
€ 2.465,50
concluso
€ 30.672,82 concluso *
€ 25.000 completo *
€ 120.708.90
€
€
€
€
A questo totale vanno aggiunti i contributi versati per la “emergenza” Fukushima, Giappone, di € 65.000
* Le eventuali offerte in eccedenza al preventivo del singolo progetto sono state trasferite agli altri progetti più deboli. Quest’anno
le offerte eccedenti sono andate a sostegno del “progetto sociale”
in Indonesia e del “progetto chiesa” nelle Filippine.
A nome dei missionari “responsabili” dei progetti e di tutte
le persone che hanno ricevuto beneficio, ringrazio per la vostra
grande generosità, che presento a Dio come supplica di grazie e
benedizioni.
I doni del Giappone a san Guido e il grazie ai lettori
I pellegrini del Giappone, in occasione della canonizzazione di san Guido
Conforti, durante la Messa di ringraziamento a San Paolo fuori le Mura, hanno
offerto tre “doni simbolici“: riso e foglie di tè, simbolo dei beni naturali che alimentano la loro vita; una statuetta di “Maria Kannon”, segno di gratitudine per
il dono della fede ricevuto tramite i missionari, espressione di fedeltà di questo
popolo nella persecuzione; una statuetta della Madonna di Miyako, come ringraziamento ai fedeli d’Europa che formarono una catena di preghiere per chiedere
la fine delle persecuzioni e la ripresa dell’evangelizzazione in Giappone.
Dalle pagine di “Missionari Saveriani” voglio inviare un sentito ringraziamento agli amici e benefattori che, tramite la Procura saveriana di Parma, hanno fatto
pervenire le loro offerte per la ricostruzione della zona colpita dal terre­moto,
tsunami e radiazioni nucleari di Fukushima: ben 65.000 euro. Tramite la diocesi
di Sendai, sono stati aiutati i più bisognosi, in particolare i bambini rimasti senza
genitori, le famiglie toccate dalla morte o impossibilitate a pagare le spese scolastiche dei figli. Un sincero grazie a tutti!
p. Pier Giorgio Manni, sx - superiore in Giappone
Madonna di Miyako offerta
dal Giappone al Conforti
Bujumbura: una grande folla di giovani in festa
In sintonia con i pellegrini in piazza San Pietro a Roma, anche noi a Bujumbura (capitale del Burundi)
abbiamo celebrato in onore di san Guido Conforti. È stata una celebrazione molto ben riuscita, anche
grazie alla sensibilizzazione attraverso radio Maria, la televisione e la stampa.
Solo la Messa, presieduta da mons. Blaise, vescovo di Ruyigi, è durata più di quattro ore: più
lunga che a Roma, e molto movimentata: è sempre così in Africa! Ha parlato anche la figlia della donna burundese miracolata dal “beato” Guido.
C’era una folla di oltre 4.000 persone, di cui gran parte giovani della parrocchia e del centro
Kamenge, diretto da p. Claudio Marano. L’inno a san Guido ha ricevuto applausi a non finire.
È stata una vera festa della missione al mondo: tutto a gloria di Dio. San Guido ci benedica
e ci dia nuova sete di santità e grinta nello zelo apostolico.
p. Modesto Todeschi, sx - Burundi
In Camerun, il racconto dei pellegrini e il concerto delle corali
A Douala, seconda città del Camerun, tra il primo e il sei
novembre i saveriani e gli amici hanno celebrato san Guido
Conforti con la preghiera, riflessione e gioia fraterna. Durante l’Adorazione, animata dal superiore p. Armando Coletto, i pellegrini hanno raccontato la loro esperienza delle
intense giornate di Roma e Parma. La sera successiva è stato organizzato un concerto con sei corali che hanno cantato sei diversi inni a san Guido. È stato proiettato anche un
video con le immagini delle Messe celebrate in piazza San
Pietro e nel duomo di Parma, così tanti hanno potuto rendersi conto della grande gioia e fraternità universale.
Infine, la Messa di ringraziamento presieduta dall’arcivescovo mons. Samuel Kléda, con un’assemblea davveUna delle corali che si sono esibite a
ro numerosa. Le parole del vescovo ai saveriani: “Andate
Douala, in onore di san Guido Conforti
avanti secondo il carisma del vostro santo fondatore che,
oltre all’annuncio della Parola, è stato testimone di un’umanità rinnovata. Preghiamo perché il Signore continui la sua opera di evangelizzazione attraverso di voi”.
Il mio pensiero è andato ai tanti laici che si impegnano nelle attività pastorali e ai giovani camerunesi che, mossi dalla “carità di Cristo”, desiderano consacrare la loro vita all’annuncio del
vangelo.
Carlo Salvadori, sx - Camerun
solidarietÀ
CAMERUN: UNA SCUOLA A NEFA
Quattro anni fa quando sono arrivato a Nefa, in periferia di Bafoussam (Camerun), sono rimasto impressionato
al vedere dove fanno scuola i 600 bambini che vivono intorno alla missione. Aule vecchie immerse nel fango, bambini seduti sulla terra nuda o su banchi sgangherati...
Vista la situazione, mi sono posto come priorità nel
mio lavoro missionario la costruzione di scuole. La scuola
mi sembra la base fondamentale, il primo passo per un
autentico sviluppo, ed è vera evangelizzazione.
Il mio sogno è fare scuole in tutti i villaggi di questa
grande missione. Per ora, mi sembra urgente cominciare
proprio a Nefa, dove se avessimo un minimo di strutture,
gli alunni potrebbero passare da 600 a ben più di mille.
C’è bisogno di almeno 12 aule. Il prezzo per ogni aula è sui 4.000 euro (o anche più, se si pensa ai banchi per
gli alunni), per un totale di 48.000 euro. Ci date una mano? Confido molto nella vostra generosità, che ho già
sperimentato nella ricostruzione della scuola di Songa,
distrutta da una tromba d’aria (progetto 2010/5). Lì ora
c’è una nuova scuola bella e decente, grazie alla vostra
risposta generosa al mio appello. Il Signore ci benedica
e ci accompagni sempre nella vita!
p. Gianni Abeni, sx - Camerun
Una delle scuole di Songa ricostruite; su questo modello è pensata la
scuola di Nefa con 12 aule
piccoli progetti
6/2011 - CAMERUN
Scuola a Nefa
Un sogno: dare una scuola a tutti i villaggi
della grande missione di Bafoussam, in Camerun. La più urgente è quella di Nefa, per mille
alunni. Occorrono almeno 12 aule, a 4.000
euro per aula, per un totale di 48.000 euro. I
missionari chiedono una mano.
• Responsabile del progetto è il saveriano
bresciano p. Gianni Abeni.
5/2011 - BRASILE
Missione “Santa Rita”
I saveriani della missione “Santa Rita” chiedono un aiuto per comprare un piccolo pezzo
di terra, costruire una chiesetta e una sala di
catechesi per la nuova comunità in periferia
di Ourilândia, in Brasile nord. Possiamo contribuire a realizzare un sogno per le povere
famiglie del quartiere. L’investimento previsto è di 30.000 euro.
• Responsabile del progetto è il saveriano
p. Matteo Antonello (Vicenza).
Chi desidera partecipare alla realizzazione di questi progetti, può utilizzare l’accluso Conto corrente
postale, oppure può inviare l’offerta direttamente
al C/c.p. 00204438, intestato a:
Procura delle Missioni Saveriane,
Viale S. Martino 8 - 43100 PARMA
oppure bonifico bancario su C/c 000072443526
CARIPR&PC - Ag. 6, via Farini 71, 43100 Parma
IBAN  IT86 P062 3012 7060 0007 2443 526
Si prega di specificare l’intenzione
e il numero di Progetto sul C/c.p. Grazie.
2011 DICEMBRE
ALZANO
24022 ALZANO L. BG - Via A. Ponchielli, 4
Tel. 035 513343 - Fax 035 511210
E-mail: [email protected] - C/c. postale 233247
Una giornata memorabile
Scampoli di emozioni di uno che c’era
S
ull’imponente facciata della basilica di San Pietro,
domenica 23 ottobre spiccava la
figura del fondatore dei saveriani, mons. Guido Conforti, l’apostolo della missione; alla sua sinistra don Guanella, l’apostolo
della carità; alla sua destra suor
Bonifacia Rodriguez, l’apostola
del lavoro.
Quegli abbracci universali
Le migliaia di persone che
affollavano piazza San Pietro e i
numerosi saveriani presenti, nel
vederlo al centro si sono sentiti
ancor più onorati di avere un padre così. Benedetto XVI pronuncia il nome di Guido Conforti
definendolo “santo”, come d’ora
in poi sarà chiamato da tutti, in
Pellegrini bergamaschi a Roma:
con p. Rinaldi (a sinistra) e p. Giavarini (a destra)
p. GIUSEPPE RINALDI, sx
ogni parte della terra.
Nella grande piazza erano visibili i frutti della paternità del
fondatore di missionari: fedeli
provenienti da tutte le parti d’Italia e del mondo, accorsi per la
grande occasione, saveriani che
si ritrovavano dopo tanti anni...
E c’erano i battezzati nelle missioni dei figli del Conforti, che
si sono sentiti fratelli con tanti
altri, venuti da diverse parti del
mondo: filippini che abbracciano
zairesi, giapponesi che si congratulano con brasiliani, messicani che si intrattengono con
spagnoli. Tutti sotto lo sguardo
affettuoso di san Guido.
Gioia e speranza
Alla gioia del ritrovarsi così
numerosi, si è aggiunto lo stupore per le funzioni che hanno caratterizzato le tre giornate memorabili: sabato, con la rievocazio-
“Ha toccato i cuori della gente”
Ricordi a più voci di p. Giovanni Ceresoli
Padre Giovanni Ceresoli, saveriano di Filago (Bergamo), è
morto in Scozia il 22 ottobre 2011,
all’età di 65 anni. Missionario in
Sierra Leone, era stato prigioniero dei ribelli. Lo ricordano alcuni
confratelli, vissuti con lui.
C
osì anche “John” se n’è
andato. In tanti lo conoscevano in Sierra Leone; certamente tutti i saveriani, anche se
molti di loro non c’erano quando lui è stato fatto prigioniero...
in ciabatte. Almeno io mi ero
preparato e portavo le scarpe!
Quando i ribelli si sono presentati nel gennaio del 1999, e
hanno chiesto chi fosse il superiore, ho risposto che non avevamo superiori. Ma io ero il più
anziano. “Allora, tu vieni via
con noi!”, mi hanno gridato. È
stato John a dire: “Se lui… allora tutti noi!”, e si è alzato senza
esitare. È la cosa più bella che
ricordo di lui.
p. Bepi Berton, sx
8
“È ora di prepararsi...”
Ho conosciuto “Bigio” - così
lo chiamavano gli amici - quando venne in Scozia per studiare
teologia nel seminario di Glasgow. Giovanni completò gli
studi teologici e fu ordinato sacerdote. Alla vigilia della canonizzazione del fondatore, “John”
ha spiccato il volo rispondendo
con il suo “sì” al Signore che lo
ha chiamato. A una signora che
era andato a trovarlo all’ospedale, alcuni giorni prima della morte, John aveva sussurrato: “È ora
di prepararsi!”.
Ai funerali, il superiore dei
saveriani in Gran Bretagna, p.
Convery, ha fatto l’omelia. Subito dopo ha parlato il nipote don
Luca Ceresoli, venuto da Bergamo insieme ai fratelli e alle sorelle di p. Giovanni. I Ceresoli,
alti e sottili, hanno dato una bella testimonianza di fede e di speranza nella grande chiesa, strapiena di gente, dove p. Giovanni
era stato parroco. L’arcivescovo
di Glasgow, mons. Mario Conti, attorniato da tanti sacerdoti e
dalla maggior parte dei saveriani
in Gran Bretagna, ha ringraziato
caldamente p. Giovanni per il lavoro svolto in Scozia.
La salma di p. Giovanni è stata accompagnata al cimitero di
Coatbridge da una grande folla.
L’abbiamo sepolta accanto agli
altri confratelli saveriani: p. Gio-
vanni Zotti, p. Paolino Zanon, p.
Paul Magurn.
p. Eugenio Montesi
Sempre con i piedi per terra
Padre Giovani ha saputo toccare la vita della gente, ovunque
sia andato. Aveva sempre i piedi
per terra, umile nel suo comportamento inimitabile, comprensivo
e sollecito verso i bisognosi. La
sua vita missionaria l’ha aiutato a
comprendere cosa significa “essere povero”; perciò egli era sempre pronto ad aiutare i poveri.
Padre Giovanni aveva una
grande sensibilità spirituale, era
stato di incoraggiamento e sostegno alla sua famiglia e agli amici, e aveva continuato a esserlo
con il suo servizio sacerdotale
e missionario. Ha affrontato la
sua malattia perfino con un certo stoicismo, senza dire niente a
nessuno, per non caricare parenti
o amici di preoccupazione. ■
p. Kevin Ryan, sx
ne musicale della vita del santo
da parte dei giovani di Salerno;
domenica, con il Papa in piazza
San Pietro, che pone l’aureola
della santità sul Conforti; lunedì,
nella basilica di San Paolo fuori
le Mura, con la Messa resa viva da gesti, preghiere, offerte e
danze con i colori delle missioni
saveriane, e il solenne impegno
della professione perpetua di al-
cuni giovani saveriani.
Negli sguardi di tutti, con la
gioia si leggeva la speranza: che
san Conforti infonda nuovo slancio a tutti i suoi figli sparsi nel
mondo. Più uniti, più impegnati,
più fiduciosi in un’opera voluta
certamente da Dio attraverso una
persona santa che, nella chiesa e
nel mondo, tiene vivo il fuoco
della missione.
■
Un’esperienza di fede
EMILIO e GIUSI
S
iamo partiti in 120 dalla diocesi di Bergamo per
raggiungere Roma e partecipare
alla canonizzazione. Famigliari
e amici dei saveriani, appassionati per la missione, non potevamo rimanere indifferenti davanti
a questo momento di grazia per
la chiesa missionaria e per i saveriani. Non siamo rimasti delusi. Abbiamo passato tre giornate
di grandi emozioni.
Tre giorni indimenticabili
Per noi, coniugi di Villa di Serio, è stata un’esperienza di fede
cristiana, un viaggio che non dimenticheremo. I nostri pensieri
si sono concentrati sulle parole
del Papa e su quel bambino guarito miracolosamente da un male
incurabile, che durante la Messa ci è passato davanti con i suoi
genitori.
Il pellegrinaggio a Roma ha
destato in noi tante emozioni, già
dal primo giorno quando ci siamo trovati al teatro Orione per
un intenso ed entusiasmante momento di preghiera e di spettacolo, preparato e guidato dai giovani di Salerno: 70 ragazzi e ragazze armoniosamente, con i colori dei cinque continenti, hanno
rappresentato una sola famiglia
universale.
Domenica di buon mattino,
in piazza San Pietro ci ha colpito subito la disposizione degli
stendardi sulla facciata della basilica: ci ha fatto piacere vedere al centro san Guido. La gioia di essere fisicamente presenti
all’evento è stata grande. Ci ha
entusiasmato anche vedere tanti
striscioni di ogni nazionalità in
onore dei tre nuovi santi.
Lunedì nella basilica di San
Paolo ci siamo lasciati coinvolgere totalmente partecipando alla Messa di ringraziamento. È
stato bello vedere persone di tante nazioni che, con i loro colorati
costumi tradizionali, hanno portato i loro doni all’altare, cantan■
do e danzando!
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”,
nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli auguri con
le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale
ha loro portato? In quella notte gli sventurati hanno acquistato un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti
un maestro, i re un modello, la morte stessa
un vincitore. Si rallegrino gli uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina quando sorge il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora della
nostra liberazione” (25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la
grande aurora” del Natale diventi un
giorno di luce per le nostre famiglie,
per la nostra Italia e per tutto il mondo,
anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Mario Giavarini
e Saveriani di Alzano
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
Padre Giovanni Ceresoli, primo a destra, con alcuni confratelli della Gran Bretagna,
davanti al nuovo Centro di animazione missionaria a Coatbridge, in Scozia
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
BRESCIA
25121 BRESCIA BS - Via Piamarta, 9
Tel. 030 3772780 - Fax 030 3772781
E-mail: [email protected] - C/c. postale 216259
Padre Fiorenzo Raffaini, con la sua macchina fotografica, domina dall’alto piazza san Pietro, il giorno
della canonizzazione di mons. Conforti
Conforti: santo tra i santi
Una sintesi dei tre giorni “romani”
E
ra l’aprile del 1996, ed ero
appena rientrato dal Congo, in tempo per partecipare alla
beatificazione del fondatore dei
saveriani. La giornata non era
bella: nuvole e pioggerella a tratti, ma nella basilica di San Pietro
c’era il sole.
Era la gioia, l’entusiasmo e
la festa di migliaia di persone
accorse da tutto il mondo per la
beatificazione di due grandi missionari, vescovi entrambi, ma
con storie molto diverse: Conforti e Comboni. La basilica risuonava di canti, con danze a colori.
Le varie sensibilità si fondevano
nella consapevolezza che la santità dei nostri vescovi missionari
andasse oltre i limiti culturali.
Quindici anni dopo…
Il 23 ottobre di quest’anno,
giornata missionaria mondiale,
con migliaia di altri pellegrini,
ero a Roma per il coronamento
del cammino di santità del vescovo Conforti. Il tempo era bello, la
gioia tanta; indescrivibile l’entusiasmo di chi, dalle nostre missioni, era giunto nella città - cuore del cattolicesimo. I cappellini
gialli dei pellegrini del Conforti
coloravano la piazza gremita di
altri pellegrini giunti per san Luigi Guanella e la santa spagnola
Bonifacia Rodríguez de Castro.
L’attenzione era viva; i maxischermi aiutavano a eliminare
la distanza dei fedeli dal cuore
della liturgia. Sono state portate
le reliquie, sono state descritte le
caratteristiche dei tre beati e poi
papa Benedetto li ha proclamati
“santi”. Nonostante l’avviso di
non battere le mani, l’applauso
è scrosciato spontaneo. Si sono
innalzati gli stendardi e dispiegati gli striscioni, per dare forza
all’emozione che prendeva tutti.
Il coraggio della fede
Guido Conforti santo! Una
persona che ha attraversato mille
difficoltà, ha vissuto tempi difficili, ha conosciuto fallimenti
p. FIORENZO RAFFAINI, sx
che avrebbero stroncato chiunque. La sua fiducia nel Signore,
la consapevolezza di cercare la
volontà di Dio, la forza della fede gli hanno permesso di realizzare la difficile missione: essere
missionario senza poter partire,
a causa di una salute che aveva
messo in dubbio persino la sua
stessa vocazione sacerdotale.
Giovane sacerdote ha fondato la
famiglia saveriana, ispirato dal
grande apostolo dell’Oriente san
Francesco Saverio.
L’emozione di tutti noi nasceva proprio dalla consapevolezza
di questa sua fantastica vita, durante la quale le virtù cristiane
sono state vissute al massimo.
Ci colpisce la sua amabilità, la
sua sensibilità nel chinarsi sulla
sofferenza delle persone, il suo
guardare oltre ogni apparenza.
Un evento dopo l’altro
Il nostro pellegrinaggio era iniziato sabato pomeriggio, con la
veglia di preghiera e l’originale
San Conforti parla... bresciano
Le iniziative dopo la canonizzazione
L
a canonizzazione di mons.
Guido Conforti, avvenuta
a Roma il 23 ottobre, ha avuto
anche un importante risvolto bresciano. È stato possibile grazie
alla generosa disponibilità del
vescovo mons. Luciano Monari
e di don Alessandro Tuccinardi,
su proposta del nostro rettore p.
Mario Menin.
Con i sacerdoti e seminaristi
Numerosi saveriani, provenienti anche da altre comunità
d’Italia, mercoledì 12 e giovedì
13 ottobre si sono recati nelle diverse zone pastorali della diocesi per animare il ritiro spirituale
mensile dei sacerdoti, ai quali
è stato presentato san Guido
Conforti, il suo carisma e la sua
spiritualità. Gli incontri sono andati molto bene. I sacerdoti sono
rimasti soddisfatti, soprattutto
perché hanno potuto conoscere
la vita e l’opera di un vero ve-
8
scovo - missionario. Chissà che
qualcuno di loro non decida di
animare le proprie comunità facendosi ispirare dal carisma e dagli insegnamenti di san Guido!
Questa importante iniziativa si
è completata mercoledì 9 novembre con la visita alla nostra comunità dei seminaristi, accompagnati
dal simpatico rettore mons. Carlo
Bresciani. L’incontro è avvenuto
con la celebrazione della santa
Messa e una cena fraterna, durante la quale è stato proiettato il
filmato sulla vita di san Conforti.
Come segno di fraternità, abbiamo donato loro il “rosario missionario”, in una custodia confezionata da suore cinesi, fondate dal
primo saveriano vescovo, mons.
Calza. È stato un modo semplice
per far conoscere anche ai sacerdoti di domani un po’ dello spirito
e dell’esempio del nostro fondatore e le attività di animazione missionaria dei saveriani a Brescia.
La comunità saveriana di Brescia con mons. Monari e l’icona
del fondatore san Guido Conforti
p. MARCELLO STORGATO, sx
Con i giovani e con il vescovo
In collaborazione con l’ufficio
oratori e la pastorale giovanile e
universitaria, quasi duemila giovani hanno partecipato in duomo
alla veglia di preghiera con il vescovo, martedì 11 ottobre. A loro
sono stati consegnati la “Lettera ai
giovani”, scritta da san Conforti,
in cui egli chiede ai giovani “non
un obolo, ma l’offerta a Cristo di
tutte le loro migliori energie”.
Sabato 5 novembre, festa di
san Guido Conforti, mons. Monari ha celebrato la Messa di ringraziamento con la partecipazione di tutti i saveriani della comunità di Brescia, di numerosi fedeli e amici dei saveriani. Padre
Mario Menin, all’inizio della celebrazione, ha detto: “Conforti
morì a Parma il 5 novembre del
1931, 80 anni fa. Se per noi saveriani il 5 novembre è sempre una
giornata speciale, lo è soprattutto
oggi, il primo 5 novembre dopo
la sua canonizzazione. Per questo, noi saveriani, presenti a Brescia dal 1957, ci uniamo volentieri alla chiesa locale per ringraziare il Signore per la santità del
nostro fondatore. Per noi saveriani è anche l’occasione più propizia per esprimere la nostra gratitudine a questa terra bresciana,
per i numerosi figli che ha donato anche alla nostra famiglia missionaria”.
■
spettacolo sulla missione del Conforti, e una splendida coreografia
allestita dai giovani di Salerno,
guidati da p. Alex e p. Simone.
La domenica pomeriggio, presso
l’istituto Gerini in via Tiburtina,
si è tenuto l’incontro dei giovani
provenienti dalle nostre comunità
in Italia, assieme ai nostri studenti, alle saveriane e ai laici saveriani. Una festa in famiglia tra i
giovani “giovani” e i “giovani
dentro”, come simpaticamente ha
annunciato p. Giuseppe Marano,
animatore del pomeriggio.
Il lunedì mattino, la grande
celebrazione saveriana in San
Paolo fuori le Mura per tutti i
pellegrini: oltre 3.500 persone,
con una quindicina tra cardinali
e vescovi, provenienti dalle nostre missioni, e circa 250 sacerdoti, in maggioranza saveriani.
La professione perpetua di otto
giovani saveriani e la consegna
del Crocifisso ai partenti - tra i
quali anche una famiglia con
due bimbi piccoli con destinazione Brasile - hanno coinvolto
e commosso tutti.
Momenti clou sono stati la
processione danzante con la Parola di Dio e la colorata processione delle offerte consegnate
nelle mani di mons. Giorgio Biguzzi, vescovo saveriano di Makeni in Sierra Leone; la splendida icona del Conforti, innalzata,
ha ricevuto il sentito e caloroso
applauso di tutti i pellegrini. ■
Bangladesh in mostra
La mostra allestita dai saveriani di Brescia, dedicata al Bangladesh, ha preso il via facendo già il pieno di presenze. Rimane aperta fino al 12 febbraio con i seguenti orari: feriali 9-12,30
e 14-17; festivi: 14,30-18,30. Approfittate del periodo natalizio
per salire a san Cristo ed entrare nelle magiche atmosfere del
Bengala.
Per informazioni e prenotazioni: 349 3624217, oppure tramite e-mail: [email protected]
Ricordiamo anche due appuntamenti: il concerto di Natale del
coro di Paitone, sabato 10 dicembre alle 20,30 e la conferenzalettura delle poesie di Tagore nel 150° anniversario della sua nascita, venerdì 16 dicembre alle 20,30.
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli
auguri con le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi
è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale ha loro portato? In quella notte gli sventurati hanno acquistato
un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un
maestro, i re un modello, la morte stessa un vincitore. Si rallegrino
gli uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina quando
sorge il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora
della nostra liberazione” (25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per
tutto il mondo, anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Mario e Saveriani di Brescia
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
CAGLIARI
08015 MACOMER NU - Via Toscana, 9
Tel. 340 0840200
E-mail: [email protected] - C/c. postale 207084
47 anni fra i poveri del Brasile
Padre Remigio Serra, saveriano terralbese
S
arà per la sua disarmante umiltà, sarà per la sua
coraggiosa scelta di vita, sarà
perché alla sua veneranda età
è ancora capace di fare scelte
“controcorrente”, sta di fatto che
il saveriano p. Remigio Serra
continua a sorprendere per la sua
spassionata dedizione al prossimo, specialmente ai poveri.
Una decisione sorprendente
Il 2 ottobre 2011, la cattedrale
era gremita di fedeli per la ricorrenza del 50° anniversario di
sacerdozio del missionario terralbese. Durante l’omelia, tutti si
attendevano l’annuncio del suo
definitivo rientro nel paese natio, e invece padre Remigio, con
voce calma ma decisa, ha spiazzato tutti: “Ci dobbiamo salutare
nuovamente, perché nei prossimi
giorni riparto per San Paolo”.
Dopo 47 anni vissuti nelle
missioni del Brasile, all’età di 84
anni e con una salute debilitata,
il saveriano terralbese vuole essere ancora a totale disposizione
della congregazione fondata dal
vescovo san Guido Conforti. Il
nostro evangelizzatore non andrà
più nei villaggi, ma si dedicherà
al lavoro d’archivio nella casa
saveriana di San Paolo. “Tanti
conoscenti e i sacerdoti del paese mi hanno chiesto di rimanere
a Terralba - dice con cuore docile - ma ho deciso di tornare in
Brasile, dove ho trascorso gran
parte della mia vita e dove mi
sono trovato benissimo”.
Da Terralba
a Roma e Parma
Padre Remigio frequenta le
GIANFRANCO CORDA
elementari e la scuola di avviamento a Terralba. Grazie all’aiuto del vice parroco don Cauli,
frequenta il ginnasio a Cagliari
e nel 1943 entra in seminario
dai gesuiti, sempre a Cagliari. A
causa della guerra, preti e seminaristi si trasferiscono a Sedilo,
dove c’è il santuario di San Costantino. Lì rimangono due anni.
Fanno scuola in locali adiacenti,
ospitando in classe anche studenti del paese.
Completati gli studi ginnasiali,
egli frequenta l’università Urbaniana, a Roma, dal 1949 al 1951.
In quel periodo a Roma c’erano
vari sacerdoti terralbesi: p. Vinci della congregazione Madre
di Dio, insieme a p. Luigi Lai,
p. Carmine Lilliu, p. Quintino
Manca e p. Bruno Dessì. Rientrato a Terralba, incontra don
Curreli che aveva ottimi rapporti
con i saveriani. Grazie alla sua
disponibilità, conosce e apprezza l’opera dell’istituto fondato da
mons. Conforti e nel 1957 va a
Parma nella casa madre dei saveriani. Dopo il noviziato saveriano
a San Pietro in Vincoli (RA), nel
1961 è ordinato sacerdote.
ne viveva alle dipendenze dei
colonizzatori che sfruttavano i
terreni finché potevano e poi li
abbandonavano, lasciando desolazione e miseria. Dopo un anno,
avviene il trasferimento a Londrina e poi a Laranjeiras do Sul,
al confine con l’Argentina. Qui
rimane sei anni.
La missione in Brasile
Il superiore dei saveriani vuole inviare p. Remigio in Bangladesh, ma la decisione non si
concretizza. Dopo alcuni mesi
nella casa saveriana di Pegli, il
superiore generale p. Castelli gli
chiede se vuole andare in Brasile. Lui accetta con grande entusiasmo, pur non conoscendo il
portoghese. Così parte alla scoperta di un mondo nuovo. Era il
1964 e aveva 37 anni.
Rimane a San Paolo tre mesi
per imparare la lingua portoghese, poi arriva la prima destinazione: la parrocchia di Santa
Mariana, nello Stato brasiliano
del Paranà. È una zona povera,
dove gran parte della popolazio-
“Sono contentissimo!”
Dopo Laranjeiras do Sul, p.
Remigio è a Curitiba e poi, dal
1974 al 1988, nel seminario di
Jaguapita, dove si formano i
giovani aspiranti saveriani. Qui
insegna inglese, fisica, chimica e
biologia. Il suo desiderio, però, è
sempre rimasto quello di vivere
nelle parrocchie; e così torna a
Santa Mariana. Nel 1992 svolge
l’apostolato nella parrocchia di
Coronel Fabriciano, nello Stato
di Minas Gerais, fino al 2008
quando si trasferisce nella casa
saveriana a San Paolo.
Della sua scelta di vita dice:
“Sono contentissimo: la rifarei anche oggi”. Gli auguriamo tanta felicità, per tanti anni ancora. ■
Mandateci l’indirizzo esatto
Padre Remigio Serra ha festeggiato 50 anni di ordinazione sacerdotale a Terralba (OR), suo paese natale;
lo hanno festeggiato amici, parenti e i confratelli della Sardegna
La Messa d’oro di don Pisano
Il servizio sacerdotale in Toscana e Sardegna
D
on Giovanni Pisano, di Samatzai, ha celebrato i 50
anni di sacerdozio il 15 ottobre
nella sua parrocchia a Pimentel.
Il 27 ottobre p. Virginio Simoncelli ed io siamo andati a incontrato, per portargli immaginette
e libretti di san Guido Conforti e
per fargli gli auguri per il suo anniversario. Don Giovanni, che è
stato un saveriano, a sua volta ci
ha dato il libretto e l’immagine
ricordo del suo 50° di sacerdozio, che abbiamo apprezzato.
8
I ricordi sacerdotali
Sul fronte dell’immagine ricordo c’è scritto: “Per me vivere è sempre Cristo” - 50 anni
di sacerdozio di don Giovanni
Pisano. Sul retro, invece, sono
stampate nuovamente le parole
scelte per l’ordinazione: “1961
Fa’, o Signore, che insegni agli
uomini a essere felici”.
La prima pagina del libretto è
intitolata: “Il volo lontano di 50
anni di sacerdozio”, 1961 -15 ottobre - 2011. All’interno si trova
il racconto dei “voli” della sua
vita, narrata attraverso il servizio
svolto nelle parrocchie della diocesi di Pistoia e di Cagliari.
La missione continua
Era apprendista manovale,
L’immagine-ricordo scelta da
don Giovanni Pisano per celebrare
i 50 anni di sacerdozio a Pimentel
p. DINO MARCONI, sx
quando aveva incontrato i missionari saveriani di Tortolì, che
lo portarono nella loro scuole
apostoliche a Tortolì, Macomer, Zelarino, Desio e Parma.
Ordinato sacerdote il 15 ottobre
1961, era stato insegnante nelle
case saveriane di Ancona e Zelarino. Ma incidenti vari, come
una caduta in bicicletta e uno
scontro in vespa, avevano rallentato la sua vita missionaria,
fino alla scelta di incardinarsi
nella diocesi di Pistoia ed essere
missionario dell’Appennino.
Nel 1991, don Giovanni ha
chiesto di essere incardinato nella sua diocesi di Cagliari, che lo
manda prima nella parrocchia di
Segariu e infine a Pimentel, dove
svolge ancora “i tempi supplementari” di missione sacerdotale, passati i 75 anni d’età.
Auguri, don Giovanni, perché
tu possa continuare il tuo cammino pastorale, rimanendo sempre aperto al mondo e alla missione, sotto la protezione benevola di san Guido Conforti. ■
Qualche amico si è lamentato di non ricevere più “Missionari
Saveriani”. Ci dispiace per l’inconveniente. Chi desidera ricevere
il nostro mensile è pregato di comunicarcelo direttamente, o
attraverso la delegata saveriana della parrocchia.
Nello stesso tempo ricordiamo a tutti i cari abbonati che, per
evitare errori nella consegna postale a domicilio, è necessario
che noi abbiamo i seguenti dati:
- Cognome e nome esatti
- Indirizzo e numero civico esatti
- La cassetta postale sulla porta numerata
- Grazie per l’attenzione e per l’interesse.
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san
Guido Conforti, ci facciamo gli auguri con le sue
stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale ha loro
portato? In quella notte gli sventurati hanno
acquistato un fratello, gli schiavi un liberatore,
i fanciulli un amico, i dotti un maestro, i re un
modello, la morte stessa un vincitore. Si rallegrino gli uomini nel Signore, come la terra si
rallegra ogni mattina quando sorge il sole a
liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande
aurora della nostra liberazione” (25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la
grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per tutto il
mondo, anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Virginio e Saveriani di Sardegna
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
CREMONA
26100 CREMONA CR - Via Bonomelli, 81
Tel. 0372 456267 - Fax 0372 39699
E-mail: [email protected] - C/c. postale 00272260
Cremona celebra san Conforti
Preghiamo per la chiesa esposta al martirio
Maria Conforti, veG uido
scovo di Ravenna e di
Parma, fondatore dei saveriani,
è stato proclamato “santo” il 23
ottobre da Benedetto XVI. La
diocesi di Cremona, memore
del suo forte legame con l’istituto saveriano, ha voluto onorare
il nuovo santo con una Messa di
ringraziamento celebrata dal vescovo Lafranconi, domenica 6
novembre, in cattedrale. I saveriani, rappresentati dal superiore
generale p. Rino Benzoni, hanno
donato al vescovo una reliquia
del santo.
Una lunga amicizia
All’inizio dell’Eucaristia è
intervenuto il superiore della
comunità saveriana di via Bonomelli, p. Pierluigi Felotti, che ha
ricordato il legame tra Conforti
e la chiesa Cremonese. Fin dal
1906, infatti, il vescovo di Parma intratteneva rapporti con il
mons. Bonomelli e più volte fu
invitato per amministrare cresime e presiedere celebrazioni,
come la dedicazione dell’altare
della parrocchiale di Cingia de’
Botti. Anche con mons. Cazzani
il legame fu intenso: nel 1930
era stata aperta la prima casa saveriana a Grumone, frazione di
Corte de’ Frati, e nel 1943 quella
di Cremona.
In oltre 80 anni sono partiti
per le terre di missione ben 62
saveriani cremonesi; trenta di
essi provenivano dal seminario
diocesano. Il primo di questa
lunga schiera è stato p. Angelo
Binaschi di Breda Cisoni; l’ultimo è Andrea Facchetti di Viadana, che lo scorso 24 ottobre ha
www.diocesidicremona.it
emesso la professione perpetua
e nel giugno 2012 sarà ordinato
sacerdote da mons. Lafranconi.
Padre Felotti ha assicurato al
vescovo piena collaborazione
nel cammino pastorale della diocesi, soprattutto sul fronte della
ri-evangelizzazione: “Eccellenza
- ha concluso il superiore - bene
ci ha ricordato qualche giorno fa
che la strada del vangelo è originale, nuova e impervia, ma anche portatrice di gioia perché ci
rende figli nel Figlio. San Guido
Conforti accompagni la nostra
chiesa cremonese e interceda
dal Padre le grazie necessarie
per sostenerla nel suo cammino
di santità”.
Non accomodiamo il vangelo
Nell’omelia, mons. Lafranconi ha rimarcato il grande amore
I figli prediletti di san Guido
Rimettiamo Dio al suo posto: il primo!
L
a prima cosa che ho percepito a Roma, nei giorni
della canonizzazione del nostro
fondatore, è vedere tre santi elevati agli onori degli altari nello
stesso momento: suor Bonifacia,
don Guanella e mons. Conforti.
Inizialmente non mi sembrava
opportuno celebrare la santità di
tre persone così diverse tra loro, ma poi, aiutato dalle parole
del vangelo e dall’omelia del Papa, ho capito che i tre avevano in
comune lo stesso amore per Dio.
La fonte della loro passione è la
stessa: Dio e il vangelo. Solo gli
ambiti di servizio sono diversi:
le donne operaie, i poveri, i non
cristiani. Ho sentito il richiamo
alla conversione, per rimettere
Dio al “primo” posto.
Un bozzetto
di famiglia umana
Ha colpito tutti il colore internazionale delle celebrazioni, per
la presenza di pellegrini arrivati
da tutto il mondo. Tutte queste
persone, così diverse le une dalle altre, erano accomunate dallo
stesso senso di riconoscenza per
il carisma dato al Conforti che,
in un modo o in un altro, le aveva toccate nel profondo dell’animo come un grande dono.
Questo popolo multiforme
rappresentava un bozzetto di famiglia umana riunita in un clima
di fraternità, un’anticipazione in
piccolo del sogno di Conforti - e
di Gesù - di fare del mondo una
sola famiglia. Mi è sembrato di
capire che la santità di un uomo
non è mai un fatto privato, ma
ha effetti sulla crescita di tutta la
collettività. La santità ha portato
Conforti in paradiso, ma è stata
anche un dono per tutti noi che,
attraverso il suo carisma, ci siamo ritrovati fratelli.
Ho avuto l’impressione che,
ascrivendo Conforti all’albo
dei santi, il Papa stesse dicendo a tutti, in maniera forte, che
l’amore per i non cristiani, ai
quali si rivolge la missione sa-
p. MATTEO REBECCHI, sx
veriana, è una via che porta dritto alla santità.
La traduzione simultanea
Conforti ha dato la vita per
realizzare il disegno di Dio di
fondare una congregazione che
avesse lo scopo di annunciare il
volto del Padre ai fratelli che ancora non conoscono Cristo. Inoltre, additando Conforti a tutta la
chiesa come modello, il Papa ha
spinto tutti i cristiani ad amare e
annunciare il vangelo dell’amore
a tutti coloro che ancora non hanno il dono della fede in Gesù.
Durante la canonizzazione ho
tradotto parte della Messa, compresa l’omelia del Papa, a una
giovane musulmana indonesiana
che sta studiando a Roma per un
programma di dialogo interreligioso. È stato bello poter aiutare questa persona a conoscere un
po’ san Guido perché, in fondo,
è il suo santo: uno che ha amato
e dato la vita per le persone come lei.
■
I saveriani della comunità di Cremona con p. Rino Benzoni e alcuni amici
al termine della Messa di ringraziamento per san Guido Conforti,
celebrata da mons. Lafranconi in duomo il 6 novembre
che Conforti provava per il Crocifisso. Tale devozione portò
mons. Conforti a tenere in alta
considerazione il martirio, una
dimensione della vita cristiana
che sempre citò nei discorsi ai
suoi religiosi in partenza per la
missione.
“Non possiamo onorare il
Conforti - ha precisato mons.
Lafranconi - senza pensare alla
chiesa che continuamente subisce il martirio. Dobbiamo sempre
pregare per la chiesa che in molte
parti del mondo subisce ancora il
martirio, per i missionari spesso
esposti al pericolo di morte, ma
anche per noi stessi perché non
cadiamo nella tentazione di accomodare il vangelo”.
Un messaggio
grande e bello
Il vescovo ha poi rimarcato
che Conforti intendeva la missione come promozione di tutto
ciò che è profondamente umano.
Egli sapeva che Cristo è presente in ogni uomo ed è imitabile
da ogni persona. Perciò invitava
i suoi missionari a valorizzare
tutto ciò che c’era di buono negli
uomini e nella loro cultura.
Egli era consapevole che l’annuncio del vangelo è efficace
nella misura in cui i missionari
sono testimoni autentici e schietti di Cristo. “Facciamo nostro ha concluso mons. Lafranconi
- questo anelito del Conforti:
viviamo la nostra sequela con
quella chiarezza e linearità che
ci permette di dire agli altri, con
umiltà, di guardare alla nostra
vita per scoprire quanto grande,
bello e significativo è il messaggio Gesù. È in fondo questo il
segreto della ri-evangelizzazione
della nostra terra”.
Al termine della liturgia, il superiore generale padre Rino Benzoni ha espresso riconoscenza a
mons. Lafranconi e alla diocesi
di Cremona, così generosa verso
i saveriani, ma anche l’augurio
che la passione missionaria del
Conforti sia sempre fonte di ispi■
razione per tutta la chiesa.
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san
Guido Conforti, ci facciamo gli auguri con le sue
stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale
ha loro portato? In quella notte gli sventurati
hanno acquistato un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un maestro,
i re un modello, la morte stessa un vincitore.
Si rallegrino gli uomini nel Signore, come la
terra si rallegra ogni mattina quando sorge
il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la
grande aurora della nostra liberazione” (25
dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per
tutto il mondo, anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Pierluigi e Saveriani di Cremona
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
8
Pellegrini cremonesi a Roma per la canonizzazione di mons. Conforti; p. Matteo Rebecchi è il primo a sinistra
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
DESIO
20033 DESIO MB - Via Don Milani, 2
Tel. 0362 625035 - Fax 0362 624274
E-mail: [email protected] - C/c. postale 00358200
Non stiamo con le mani in mano
Le proposte dei saveriani di Desio per il 2012
S
abato 8 ottobre, amici e
conoscenti, giovani e adulti sono stati invitati a Desio per
l’inizio delle attività dei saveriani per il prossimo anno. Le passiamo in rassegna una ad una,
per… rinfrescarci la memoria!
Aiuto pratico
e discernimento
Il servizio presso le suore di
Madre Teresa a Milano è un appuntamento mensile per adolescenti e giovani. Preparano e
distribuiscono la cena ai poveri che chiedono un pasto caldo.
Inoltre, fanno giocare i bambini
ospiti presso la casa delle suore.
Il giorno dedicato a quest’attività
è il sabato, dalle 15 fino a sera.
“Compro-missione” è un cammino di discernimento spirituale e vocazionale per i giovani.
Nell’incontro con Gesù attraverso la Parola di Dio, con la gui-
da di un saveriano o di una saveriana, ci si interroga sulle scelte
fondamentali della propria vita.
Il percorso dura due anni e l’impegno è mensile.
Scambi tra culture diverse
“I giovani s’incontrano” è il
titolo di cinque incontri tra giovani cristiani e musulmani, con
l’obiettivo di crescere nella reciproca conoscenza e scoperta di
una cultura diversa dalla propria.
Le date degli appuntamenti sono: 11 dicembre, 15 gennaio, 19
febbraio, 18 marzo, 15 aprile.
L’obiettivo degli incontri tra
donne italiane e donne straniere,
invece, è quello di conoscersi
confrontando tradizioni, usanze,
modi di vestire... Il 2012 sarà dedicato ai “dolci”. Ci sarà la possibilità di sperimentare la preparazione di dolci tunisini, marocchini, dolcetti regionali… e
p. STEFANO e NORMA
scambiarsi ricette interessanti!
Nell’ambito del dialogo interreligioso, sono previsti anche gesti
d’integrazione tra cristiani e musulmani: cene di solidarietà e appuntamenti su temi che interessano tutti. L’obiettivo è integrarsi
nel rispetto e nella fatica di accettare i diversi punti di vista, facendo risaltare gli aspetti comuni.
Accoglienza
e catecumenato
Nell’ambito del volontariato, c’è il “mercatino dell’usato”,
aperto una volta al mese. Il ricavato va a un progetto missionario: quest’anno sarà aiutata una
parrocchia nelle Filippine.
“Casa nostra per tutti!” è lo
slogan di chi svolge un servizio
di volontariato (imbiancare, sistemare porte, curare il giardino...). Sono servizi di ordinaria
manutenzione, ma che rendono
la nostra casa accogliente e bella! Fiore all’occhiello è l’orto,
curato e rigoglioso.
Dal 2007 la casa saveriana è
anche sede del Cant (Centro di
accoglienza notturna temporanea). Si accolgono fino a 12 persone bisognose. È un centro temporaneo, cioè è aperto solo durante l’inverno, fino ad aprile.
Nella diocesi, oltre ai servizi
pastorali, i saveriani sono impegnati nel cammino del catecumenato. È un percorso di due anni per i non cristiani, che culmina nel battesimo. Quest’anno vi
partecipano 21 catecumeni, tra
cui sette italiani.
Mostra e festa dei popoli
La mostra interculturale è aperta a singoli e a gruppi, con l’impegno di allestire la mostra e fare da guida ai visitatori. È in programma anche un laboratorio per
i bambini delle scuole. Il tema di
quest’anno è: “Il Giappone, armonia fra cambiamenti e contraddizioni”. La mostra inizia il 10 febbraio e rimane aperta tutti i giorni
fino al 24 giugno per consentire ai
bambini del Grest di visitarla.
La festa dei popoli è alla sua
23ª edizione e sarà legata al tema della mostra (quindi il Giappone). È un momento dedicato
alla gioia di stare insieme. Oltre
a serate danzanti, banchetti, ristorazione (con il prezioso aiuto
dell’associazione “Rete Speranza”) e giochi per bambini, i momenti centrali sono la Messa della domenica e il gesto di pace.
Da tutto questo s’intuisce che
la casa dei saveriani è molto attiva. Non rimane altro che dire
“grazie” e “buon lavoro” a tutti coloro che danno una mano!
Per informazioni e adesioni: tel.
0362 625035.
■
Mons. Guido Conforti “santo”
Testimonianza di un pellegrino brianzolo
E
bbene sì, devo proprio
confessarlo. Solo da pochi
anni, da quando cioè ho iniziato
a frequentare i missionari saveriani di Desio, ho auto la possibilità di conoscere mons. Guido
Conforti, di cui si è celebrata la
canonizzazione domenica 23 ottobre 2011 a Roma. È stato un
percorso di avvicinamento graduale, ma sempre più significativo, grazie al calore e all’affetto
dei saveriani verso il loro fondatore. Il pellegrinaggio a Roma è
stato il sigillo naturale di questo
percorso.
Amicizia, fede e curiosità
Ammetto che ho accettato l’invito non solo per riconoscenza
verso i missionari saveriani, non
solo per la fede che mi sorregge,
ma anche per soddisfare la mia
curiosità personale di assistere
dal vivo a una “canonizzazione”.
8
È stato tutto bellissimo!
Lo scenario di piazza San Pietro, sotto il cielo azzurro, dopo
qualche nuvola mattutina, la
celebrazione alla presenza del
Santo Padre, le preghiere comunitarie nelle diverse lingue
del mondo, la vicinanza di tanti
pellegrini provenienti da ogni
contrada della terra, infondono
un sentimento di gioiosa serenità, quella gradevole sensazione di un cammino comune con
tutti i fratelli presenti: l’idea di
essere dalla parte giusta. “Fare
del mondo una sola famiglia”:
quanto vero e forte è l’invito di
san Guido!
Che splendidi momenti!
Altrettanto significativa è stata la cerimonia del giorno successivo nella magnifica basilica
di San Paolo fuori le Mura. Nel
mezzo della santa Messa, par-
Pellegrini a San Pietro, per la canonizzazione di mons. Conforti, 23 ottobre 2011
CLAUDIO VILLA
ticolarmente suggestiva, con la
presenza di cardinali, vescovi e
missionari saveraini provenienti
da tutto il mondo, otto giovani
saveriani hanno pronunciato la
“professione perpetua”, donandosi alla missione per tutta la
vita.
Che splendido momento! Non
nascondo di essermi commosso
fino alle lacrime. Avrei voluto
salire sull’altare e abbracciare
uno a uno quei giovani missionari. Quasi come un lampo, mi
sono tornate alla mente le immagini di altri ragazzi che, qualche
giorno prima, avevano messo a
ferro e fuoco Roma, distruggendo perfino una statua della Madonna di Lourdes.
La fraternità missionaria
È stato toccante vedere con
quanta gioia, dopo la cerimonia,
i missionari si soffermavano a
salutare tanti confratelli, in un
ritrovarsi festoso dopo tanti anni. Da laico e volontario, sono
tornato a casa sicuramente più
ricco, più in pace, più entusiasta
nell’affrontare il mio impegno di
assistenza verso i più deboli. Si
può camminare “ad gentes” anche senza spostarsi dal proprio
paese? Spero di sì.
Con queste parole, mi auguro
di aver interpretato anche il pensiero di quanti, con me e con i saveriani, hanno affrontato la bella
esperienza romana. Grazie, missionari! Grazie, san Guido! ■
Alla presentazione delle attività dei saveriani di Desio hanno partecipato
tanti amici, tra cui p. Paolo Andreolli (in prima fila), prima di ripartire per il Brasile
Il dialogo e il confronto tra giovani di religione diversa è una
delle numerose iniziative messe in campo dai saveriani di Desio
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli
auguri con le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi
è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale ha loro portato? In quella notte gli sventurati hanno acquistato
un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un
maestro, i re un modello, la morte stessa un vincitore. Si rallegrino
gli uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina quando
sorge il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora
della nostra liberazione” (25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per
tutto il mondo, anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Rosario e Saveriani di Desio
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
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Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
FRIULI
33100 UDINE UD - Via Monte S. Michele, 70
Tel. 0432 471818 - E-mail: [email protected]
- C/c. postale 210336
Una nuova missione da vivere
Da Padang a Pekanbaru, in Indonesia
S
tavo preparando la festa
del 50° anniversario della parrocchia San Francesco
d’Assisi a Padang, in Indoensia,
quando il superiore mi ha detto:
“Abbiamo bisogno di te nella
missione di San Paolo a Pekanbaru”. È stata una richiesta
inaspettata. Ma se c’è bisogno,
allora devo andare!
La semina a Padang…
Terminate alcune attività che
erano in corso, dopo un saluto
alla gente di cui ero stato parroco
per quasi otto anni, il 16 marzo
2011 sono partito per la nuova
parrocchia. Lasciando Padang,
ho provato una grande pace nel
cuore: sentivo che negli anni trascorsi in quella parrocchia si era
instaurato una reciproco sentimento di fiducia e di rispetto nei
rapporti con i collaboratori più
stretti, con i membri del consiglio pastorale e con la gente.
Mi sono sentito benvoluto.
Anche i momenti difficili, come
il disastroso terremoto del 30
settembre 2009, ci hanno dato la
possibilità di essere coinvolti in
attività di assistenza e ricostruzione. Insomma, mi è sembrato
che un po’ di lavoro per “dissodare il terreno e seminare” era stato
fatto. Per il raccolto..., lasciamolo nelle mani del Signore!
Un territorio molto vasto
Da qualche mese, quindi, mi
trovo nella nuova missione di
San Paolo, a Pekanbaru, al centro
dell’isola di Sumatra. Sulla cartina geografica della parrocchia,
esposta nell’atrio della canonica,
ho visto subito il quadro generale della realtà in cui mi trovavo:
la parrocchia si estende da est a
p. FRANCO QUALIZZA, sx
ovest per circa 150 chilometri, e
da nord a sud per circa 50 chilometri. Comprende 29 comunità
cristiane, divise in quattro zone
pastorali. Alcune sono numerose, altre meno. I cristiani in tutto
sono più di undicimila.
Mi considero fortunato anche
per la nuova comunità saveriana in cui mi trovo: p. Ottorino
Monaci, originario di Novara e
veterano delle isole Mentawai, e
p. Nasarius Rumairi, indonesiano con già alle spalle una buona
esperienza missionaria in Camerun (Africa).
Campi di attività pastorale
Nella prima visita alle comunità mi sono reso conto dell’ambiente naturale e sociale in cui
ero: una vasta pianura, interrotta
solo da piccole colline, che durante gli ultimi decenni è stata
Educazione e missione
Il convegno missionario dai saveriani
S
abato 15 ottobre si è tenuto, presso i missionari saveriani di Udine, l’annuale convegno missionario diocesano sul
tema, “Il compito educativo e la
missione”. La riflessione è stata
condotta dal professore friulano
Aluisi Tosolini, pedagogista ed
esperto di educazione interculturale, che ha fatto partire la sua
analisi proprio dal significato del
termine “educazione”.
Un grande disorientamento
“Educare” significa “tirare
fuori”. Quindi non vuol dire “riempire” qualcuno che è vuoto di
nozioni e significati, ma piuttosto far emergere le potenzialità
di ognuno, affinché diventi un
cittadino attivo e consapevole.
I problemi educativi oggi nascono da una crisi di “orizzonte”
nel mondo adulto, che si trova
in difficoltà a immaginare i futuri scenari ai quali preparare le
nuove generazioni. Le rapide trasformazioni degli ultimi decenni
(globalizzazione, società interculturale, nuove tecnologie, crisi
economica…) pongono gli adulti
in una condizione di “disorientamento”, che si riflette anche nel
loro compito educativo.
In questa situazione, quali indicazioni ci vengono dall’esperienza missionaria?
8
Missione a 360 gradi
La prima è sicuramente il
senso del mettersi in cammino,
dell’uscire da porti sicuri per
affrontare il nuovo che avanza,
per guardare al cambiamento
con positività. Ciò presuppone la
capacità di “inculturarsi”, che è
propria della missione: di adattare cioè linguaggi e atteggiamenti alla cultura in cui ci troviamo,
senza perdere di vista il cuore
del messaggio che dobbiamo
annunciare.
Il secondo elemento specifico
della missione è che “l’annuncio
investe tutta la realtà”: investe la
cultura, la concezione dell’uomo
e della donna, la società, la politica, l’economia... Allo stesso
modo, l’educazione deve essere
a 360 gradi: deve toccare lo stile
di vita e dei consumi, in modo
che sia equo, responsabile, solidale, rispettoso dell’ambiente.
Per trasmettere ai giovani queste
STEFANO COMAND
consapevolezze, gli adulti devono possederle e viverle.
Testimonianza e fiducia
Qui entra in gioco il terzo
aspetto missionario: quello della
testimonianza. I giovani hanno
meno bisogno di maestri e più
bisogno di veri educatori che,
attraverso il proprio esempio,
rendano concreti i valori in cui
credono.
Infine, occorre andare incontro all’umanità, come sa fare la
missione. Significa avere fiducia nell’umanità, essere aperti
per ascoltare e pronti ad aiutare a trovare le riposte che valorizzano le ricchezze - spesso poco conosciute e apprezzate - delle persone da educare. È dunque
necessario dare fiducia al mondo giovanile, alla sua capacità di
discernere e costruire un futuro
■
migliore.
trasformata in grandi
piantagioni di palma
d’olio (sawit) e di
gomma (caucciù). La
trasformazione dalla
foresta vergine in rigogliose piantagioni
ha provocato l’ingresso di molti immigrati giavanesi, batak, nias,
minangkabau - e ha
dato avvio alla costruzione delle infrastrutture necessarie, strade
e villaggi. Mi sono
reso conto di essere
fortunato a raggiungere tutte le comunità in
auto!
In questo primo contatto, ho individuato
anche i campi di attività pastorali più urgenti:
rafforzare la catechesi Un bel primo piano di p. Franco Qualizza, saveriano
a tutti i livelli, dando
friulano e missionario in Indonesia, a Pekanbaru
particolare attenzione
alla formazione dei leader; conchiesa è già stata ristrutturata e
solidare la “Cassa di risparmio”
ingrandita due volte. Ora si tratta
parrocchiale, che sprona la gente
di costruire una vera chiesa. Abad aiutarsi vicendevolmente metbiamo già ottenuto dalle autorità
tendo assieme i propri risparmi;
il permesso e non è stato faciaiutare nella creazione di strutle, in un ambiente a stragrande
ture necessarie e adeguate per il
maggioranza islamica.
culto e la catechesi.
Questo nuovo incarico per me
è motivo di ringraziamento al SiUna vera chiesa!
gnore, perché mi è stata offerta
Un impegno notevole è anche
la possibilità di dare il mio conla costruzione della chiesa partributo al servizio di Cristo e dei
rocchiale. È interessante notare
fratelli. È anche un aiuto significhe in vent’anni, a causa del
cativo per tenere viva la mia ferapido aumento dei fedeli, la
■
de.
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san
Guido Conforti, ci facciamo gli auguri con le sue
stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il
Salvatore del mondo. Vi è mai stato giorno che
abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale
ha loro portato? In quella notte gli sventurati
hanno acquistato un fratello, gli schiavi un
liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un
maestro, i re un modello, la morte stessa
un vincitore. Si rallegrino gli uomini nel
Signore, come la terra si rallegra ogni
mattina quando sorge il sole a liberarla
dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora
della nostra liberazione” (25 dicembre
1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la
grande aurora” del Natale diventi
un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per tutto
il mondo, anche per l’intercessione
di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Carmelo e Saveriani di Udine
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
Alcuni partecipanti al convegno missionario diocesano del 15 ottobre,
presso i saveriani di Udine, con il prof. Aluisi Tosolini
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
MACOMER
08015 MACOMER NU - Via Toscana, 9
Tel. 0785 70120 - Fax 0785 70706
E-mail: [email protected] - C/c. postale 207084
47 anni fra i poveri del Brasile
Padre Remigio Serra, saveriano terralbese
S
arà per la sua disarmante umiltà, sarà per la sua
coraggiosa scelta di vita, sarà
perché alla sua veneranda età
è ancora capace di fare scelte
“controcorrente”, sta di fatto che
il saveriano p. Remigio Serra
continua a sorprendere per la sua
spassionata dedizione al prossimo, specialmente ai poveri.
Una decisione sorprendente
Il 2 ottobre 2011, la cattedrale
era gremita di fedeli per la ricorrenza del 50° anniversario di
sacerdozio del missionario terralbese. Durante l’omelia, tutti si
attendevano l’annuncio del suo
definitivo rientro nel paese na-
tio, e invece padre Remigio, con
voce calma ma decisa, ha spiazzato tutti: “Ci dobbiamo salutare
nuovamente, perché nei prossimi
giorni riparto per San Paolo”.
Dopo 47 anni vissuti nelle
missioni del Brasile, all’età di 84
anni e con una salute debilitata,
il saveriano terralbese vuole essere ancora a totale disposizione
della congregazione fondata dal
vescovo san Guido Conforti. Il
nostro evangelizzatore non andrà
più nei villaggi, ma si dedicherà
al lavoro d’archivio nella casa
saveriana di San Paolo. “Tanti
conoscenti e i sacerdoti del paese mi hanno chiesto di rimanere
a Terralba - dice con cuore do-
GIANFRANCO CORDA
cile - ma ho deciso di tornare in
Brasile, dove ho trascorso gran
parte della mia vita e dove mi
sono trovato benissimo”.
Da Terralba
a Roma e Parma
Padre Remigio frequenta le
elementari e la scuola di avviamento a Terralba. Grazie all’aiuto del vice parroco don Cauli,
frequenta il ginnasio a Cagliari
e nel 1943 entra in seminario
dai gesuiti, sempre a Cagliari. A
causa della guerra, preti e seminaristi si trasferiscono a Sedilo,
dove c’è il santuario di San Costantino. Lì rimangono due anni.
Fanno scuola in locali adiacenti,
Padre Remigio Serra ha festeggiato 50 anni di ordinazione sacerdotale a Terralba (OR), suo paese natale;
lo hanno festeggiato amici, parenti e i confratelli della Sardegna
Ogni volto ha una storia
p. ROBY SALVADORI, sx
A Macomer, mostra culturale fino al 30 dicembre
L
a società globalizzata pone
sempre più la scuola italiana di fronte alla sfida del dialogo
con culture e civiltà diverse. In
questo campo delicato, la scuola
gioca un ruolo di grande importanza: è il laboratorio concreto
per conoscere meglio, pensare
più seriamente, coltivare nuove
relazioni.
A questo fine, i missionari saveriani e i laici saveriani propongono agli studenti delle scuole di
ogni ordine e grado (dalla IV elementare in avanti) una mostra interculturale, in via Toscana n. 9,
a Macomer. La mostra, inaugurata il 22 novembre, rimane aperta
fino al 30 dicembre prossimo.
8
Programma e obiettivi
Attraverso un percorso ricco
di dinamiche e giochi, la mostra
favorisce un approccio efficace
ai valori profondi che ispirano
ogni autentico dialogo tra le
culture. Ci proponiamo di migliorare il rispetto reciproco e il
senso di fratellanza; di diventare
più consapevoli dell’influsso vicendevole tra popoli e culture; di
sviluppare atteggiamenti adatti
alla convivenza democratica.
La mostra si concentra sui
“volti”, che rivelano meglio di
ogni altra cosa l’identità sociale,
culturale e religiosa delle persone. Le belle fotografie sono dedicate ai volti nelle quattro età della
vita: infanzia, gioventù, maturità,
vecchiaia. I visitatori, guidati da
esperti animatori, ascoltano storie e testimonianze, partecipano
a dinamiche e giochi; assistono
alla proiezione di video.
Prenotazioni e informazioni
La mostra è aperta alle scolaresche dal lunedì al sabato, dalle
9 alle 13. Il percorso prevede una
durata di almeno due ore, con
possibilità di pausa-merenda. è
possibile effettuare il pranzo al
sacco all’interno della struttura
che ospita la mostra.
La mostra è stata allestita grazie al generoso impegno di giovani volontari. Anche l’attività di
guida delle scolaresche è svolta
da volontari, da laici e missionari saveriani, senza alcuno scopo
di lucro. Tuttavia, per le spese
sostenute nell’allestimento e
per il materiale utilizzato nelle
attività del percorso didattico, è
previsto un contributo simbolico
di 1 euro per ciascun alunno.
Le prenotazioni vanno fatte al
numero 342 1760908 (p. Roberto Salvadori) o al numero 342
0924001 (p. Salvatore Marongiu).
Affrettatevi a prenotare e venite a
■
vedere... i volti del mondo!
ospitando in classe anche studenti del paese.
Completati gli studi ginnasiali,
egli frequenta l’università Urbaniana, a Roma, dal 1949 al 1951.
In quel periodo a Roma c’erano
vari sacerdoti terralbesi: p. Vinci della congregazione Madre
di Dio, insieme a p. Luigi Lai,
p. Carmine Lilliu, p. Quintino
Manca e p. Bruno Dessì. Rientrato a Terralba, incontra don
Curreli che aveva ottimi rapporti
con i saveriani. Grazie alla sua
disponibilità, conosce e apprezza l’opera dell’istituto fondato da
mons. Conforti e nel 1957 va a
Parma nella casa madre dei saveriani. Dopo il noviziato saveriano
a San Pietro in Vincoli (RA), nel
1961 è ordinato sacerdote.
La missione in Brasile
Il superiore dei saveriani vuole inviare p. Remigio in Bangladesh, ma la decisione non si
concretizza. Dopo alcuni mesi
nella casa saveriana di Pegli, il
superiore generale p. Castelli gli
chiede se vuole andare in Brasile. Lui accetta con grande entusiasmo, pur non conoscendo il
portoghese. Così parte alla scoperta di un mondo nuovo. Era il
1964 e aveva 37 anni.
Rimane a San Paolo tre mesi
per imparare la lingua portoghese, poi arriva la prima destinazione: la parrocchia di Santa
Mariana, nello Stato brasiliano
del Paranà. È una zona povera,
dove gran parte della popolazione viveva alle dipendenze dei
colonizzatori che sfruttavano i
terreni finché potevano e poi li
abbandonavano, lasciando desolazione e miseria. Dopo un anno,
avviene il trasferimento a Londrina e poi a Laranjeiras do Sul,
al confine con l’Argentina. Qui
rimane sei anni.
“Sono contentissimo!”
Dopo Laranjeiras do Sul, p.
Remigio è a Curitiba e poi, dal
1974 al 1988, nel seminario di
Jaguapita, dove si formano i
giovani aspiranti saveriani. Qui
insegna inglese, fisica, chimica e
biologia. Il suo desiderio, però, è
sempre rimasto quello di vivere
nelle parrocchie; e così torna a
Santa Mariana. Nel 1992 svolge
l’apostolato nella parrocchia di
Coronel Fabriciano, nello Stato
di Minas Gerais, fino al 2008
quando si trasferisce nella casa
saveriana a San Paolo.
Della sua scelta di vita dice:
“Sono contentissimo: la rifarei anche oggi”. Gli auguriamo tanta felicità, per tanti anni ancora. ■
Mandateci l’indirizzo esatto
Qualche amico si è lamentato di non ricevere più “Missionari
Saveriani”. Ci dispiace per l’inconveniente. Chi desidera ricevere
il nostro mensile è pregato di comunicarcelo direttamente, o
attraverso la delegata saveriana della parrocchia.
Nello stesso tempo ricordiamo a tutti i cari abbonati che, per
evitare errori nella consegna postale a domicilio, è necessario
che noi abbiamo i seguenti dati:
- Cognome e nome esatti
- Indirizzo e numero civico esatti
- La cassetta postale sulla porta numerata
- Grazie per l’attenzione e per l’interesse.
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli
auguri con le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi
è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale ha loro portato? In quella notte gli sventurati hanno acquistato
un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un
maestro, i re un modello, la morte stessa un vincitore. Si rallegrino
gli uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina quando
sorge il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora
della nostra liberazione” (25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per
tutto il mondo, anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Virginio e Saveriani di Macomer
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
MARCHE
60129 ANCONA AN - Via del Castellano, 40
Tel. 071 895368 - Fax 071 2812639
E-mail: [email protected] - C/c. postale 330605
SAVERIANI MARCHE
A Roma per san Guido Conforti
Da Poggio San Marcello in pellegrinaggio
23 ottobre il beato
D omenica
Guido Conforti è stato pro-
STEFANIA VICO
lo scorso maggio, in occasione
della festa della Madonna del
Soccorso, il vescovo Gerardo
ha inaugurato una lapide per ricordare la presenza e l’opera di
Conforti a Poggio San Marcello.
Così, per continuare a far vivere questo legame nel tempo, la
parrocchia ha organizzato un pellegrinaggio a Roma. Partendo alle ore 4 da Poggio, siamo arrivati
in tempo a piazza San Pietro per
prendere i posti a sedere e prepararci bene alla celebrazione.
Con la chiesa universale
Abbiamo partecipato con declamato “santo” da papa Benedetvozione e con la consapevolezto XVI. La comunità parrocchiale
za di essere parte, in quel modi Poggio San Marcello non potemento, di una chiesa veramente
va mancare a questo evento, douniversale. Essere presenti alla
po aver partecipato anche alla sua
santificazione di un uomo pasbeatificazione nel 1996.
sato per il nostro paese, crea una
Non potevamo mancare socerta emozione! Don Mariano ci
prattutto perché san Conforti ha
ha anche detto che i missionari
conosciuto personalmente Pogsaveriani di Ancona gli avevagio in uno dei suoi viaggi, e qui
no fatto sapere che la nostra era
ha aperto una casa apostolica
probabilmente l’unica parrocattiva per oltre trent’anni. Inoltre
chia - non retta dai saveriani - a
partecipare
alla cerimonia. Esserci
è stato perciò anche
un motivo
di orgoglio!
D o p o
l’Angelus,
abbiamo incontrato p.
I pellegrini marchigiani di Poggio San Marcello, in piazza san Pietro per san Guido Conforti
SPAZIO GIOVANI
Se Gesù diventasse una tv?
Tra provocazioni e auguri di buon Natale
S
tavo leggendo “Benvenuti
al ballo della vita”, un libro di Giulio Dellavite recentemente acquistato, quando sono
incappato in una singolare supposizione dell’autore. “Perché
Dio non cambia? Anziché farsi
uomo, perché non si fa televisione? Anziché entrare in una mangiatoia del presepio, perché non
prende il posto della tv di casa
nostra? Forse avrebbe più chance
di avere spazio e attenzione...”.
8
Per accorgersi di Lui…
Lo scrittore continua: “Se Gesù
si facesse tv avrebbe una stanza
speciale in cui riunire tutta la famiglia, sarebbe il centro dell’attenzione e tutti lo ascolterebbero
senza interrompere e discutere.
Mi piacerebbe che Gesù provasse la cura particolare che riceve il
televisore quando non funziona.
Se Gesù si facesse tv, potrebbe essere lui a fare compagnia
ai papà che tornano stanchi dal
lavoro, o a essere cercato dalle
mamme. Se Gesù si facesse tv
mi piacerebbe vedere fratelli e
sorelle litigare tra loro per stare un po’ con lui; vedere in altri
momenti, seppur rari, tutta la famiglia divertirsi insieme davanti a lui anche se non dice niente;
oppure vedere qualcuno che tralascia tutto per passare del tempo al suo fianco.
Non gli stiamo chiedendo molto, solo di farsi televisione, perché forse così ci accorgeremmo
davvero che lui c’è e ci parla, che
lui abita le nostre case, che lui ci
è vicino. Però è triste arrivare a
chiedere questo a Dio. Forse non
è Dio che deve cambiare rotta di
discesa, ma siamo noi che dobbiamo scuotere il nostro cuore, per renderci conto che nasce
ogni giorno vicino a noi”.
L’icona di Epifanio
Nello stesso libro si parla di
un tal Epifanio, un monaco che
viveva nell’antico Oriente. Sapeva dipingere bellissime icone
p. SERGE TCHATCHé, sx
e lavorava molto per riuscire a
disegnare il volto di Cristo. Non
aveva pace, perché non trovava
un modello adatto che esprimesse insieme gioia e sofferenza,
morte e risurrezione, divinità e
umanità. Allora si mise in viaggio scrutando ogni volto. Ma
nessun viso era adatto e aveva
abbastanza luce.
Un giorno, stanco, si addormentò e fece un sogno. Gli apparve un angelo che lo riportò alle persone incontrate e, per
ognuna, gli indicò un particolare: la gioia di un innamorato,
l’innocenza di un bambino, la
paura di un condannato, la forza di un contadino, la sofferenza
di un malato, la tenerezza di una
madre, lo sgomento di un orfano, la speranza di un giovane,
l’allegria di un giullare, il raccoglimento di un sacerdote...
Quando Epifanio si destò, dipinse l’icona. Vedendola, tutti
restarono attoniti. Gli chiesero
dove avesse trovato un modello
e lui rispose: “Non trovi il Cristo
nel volto di un solo uomo, ma
trovi in ogni uomo un frammento del volto di Cristo”. Si tratta
di ricominciare a guardare gli altri in faccia per davvero e renderci conto che sono nostri fratelli e sorelle.
■
Buon Natale!
Enzo, saveriano di Ancona, che ci
ha consegnato un cappellino giallo e una sacca con materiale vario
su san Conforti. Poi tutti a pranzo
in un ristorante vicino. Una breve
passeggiata in città, approfittando
del caldo sole di Roma, e poi di
nuovo sul pullman verso le catacombe di sant’Agnese, che purtroppo alla fine non siamo riusciti
a visitare!
Prima di ripartire verso casa,
ci siamo fermati a San Giovanni in Laterano per ammirare la
grandezza e lo splendore di questa basilica-madre dell’Occidente cristiano. Il viaggio di ritorno
è stato tranquillo e rapido: alle
22 eravamo di nuovo a Poggio.
È stata proprio una bella giornata per l’esperienza di chiesa universale che abbiamo vissuto, e
perché stare con le altre persone
allarga sempre il cuore.
■
Un grande desiderio nel cuore
p. ANGELO CAPPANNINI, sx
il mio periodo
H oditerminato
riposo in Italia, dove ho
incontrato tante persone care e
tanti amici. Ho anche partecipato ad alcuni avvenimenti che mi
hanno arricchito spiritualmente.
Il congresso Eucaristico nazionale ad Ancona mi ha dato molto. Vi ho partecipato cercando di
coglierne i contenuti e di vivere esperienze forti. Il tema “Eucaristia nella vita quotidiana” mi
invita alla riflessione su questo
grande dono e ravviva il desiderio missionario.
Nell’incontro con il vescovo
di Jesi, mons. Gerardo Cecconi,
e con il clero della mia diocesi di
origine, ho sperimentato l’accoglienza e le difficoltà della vita
pastorale. Ho conosciuto il personale dell’ufficio missionario diocesano, sempre attivo per sostenere le necessità dei missionari.
Appello ai nostri giovani
La canonizzazione del nostro
fondatore mons. Guido Conforti il 23 ottobre a Roma è stato un
momento di grazia e un forte richiamo a rispondere ogni giorno
alla chiamata alla santità, vivendo in profondità e intensamente
la vocazione missionaria. Il Con-
forti non ha fatto cose straordinarie, ma ha detto il suo “sì” generoso alla volontà di Dio. In questa occasione, la consacrazione a
Dio per la missione con la professione perpetua di alcuni giovani saveriani mi ha dato gioia e
speranza per il futuro della nostra
congregazione missionaria.
Porto nel cuore anche un grande desiderio. La casa dei saveriani di Ancona, sempre aperta e
accogliente, oggi attende giovani
generosi con il desiderio di donare la loro vita a Dio e all’umanità per la missione. Possano risuonare ancora in questa nostra
casa saveriana nelle Marche le
■
voci di tanti giovani.
Padre Angelo
Cappannini
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli
auguri con le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi
è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale ha loro portato? In quella notte gli sventurati hanno acquistato
un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un
maestro, i re un modello, la morte stessa un vincitore. Si rallegrino
gli uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina quando
sorge il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora
della nostra liberazione” (25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per
tutto il mondo, anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Enzo e Saveriani di Ancona
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
PARMA
43123 PARMA PR - Viale S. Martino, 8
Tel. 0521 920511 - Fax 0521 920502
E-mail: [email protected] - C/c. postale 153437
Giubileo sacerdotale in diaspora
Sei saveriani per tredici, più uno: san Guido
dovuto essere
A vremmo
in tredici - p. Valeriano
Ruaro, p. Livio Salvetti, p. Igino Sala, p. Giulio Simoncelli, p.
Francesco Grasso, p. Umberto
Domine, p. Pio Pasini, p. Luigi
Brioni, p. Carlo Lucini, p. Sandro Parmiggiani, p. Remigio
Serra, p. Giuseppe Veniero e p.
Savio Corinaldesi - a celebrare
tutti insieme il 50° della nostra
ordinazione presbiterale, il 15
ottobre scorso.
Eravamo invece solo in sei a
poter tornare al “nido” dal quale
prendemmo il volo in 25, “configurati a Cristo, sommo ed eterno
sacerdote”, suoi “alter ego” grazie all’ordinazione sacerdotale,
portatori e testimoni del suo lieto
messaggio ai poveri....
Una singolare coincidenza
Cinquanta anni di diaspora prevista, accettata e ancora incompiuta: nove chiamati a sé dal Padrone della vigna; cinque diversamente occupati nelle retrovie
della missione in varie comunità
d’Italia; otto tuttora alle frontiere della missione in Amazzonia,
Bangladesh, Camerun, Congo,
Giappone e Sierra Leone; e tre
ambulanti su altre vie.
Felice e singolare la ricorrenza
del nostro giubileo sacerdotale
in coincidenza con la canonizzazione (domenica 23 ottobre 2011
- giornata missionaria mondiale)
del nostro padre e fondatore,
Guido Maria Conforti, vescovo
della chiesa e missionario del
mondo. Anche noi, sacerdoti della chiesa e missionari del mondo
come Cristo Gesù, sacerdote e
missionario del Padre.
Presto detta, ma è questa la
tremenda e sorprendente duplice
dimensione della realtà che ha
conferito a ciascuno di noi come
una nuova identità, un volto nuovo, trasparenza dello stesso volto di Cristo. Suo esclusivo dono
d’amore, a prescindere da ogni
merito o titolo personale, nella
maniera più assoluta. Con san
Guido Conforti, anche noi confessiamo: “Il Signore non poteva
p. UMBERTO DOMINE, sx
essere più buono con noi!”.
Continua ancora
la meravigliosa avventura
Dall’alto dei nostri 50 anni di
sacerdozio missionario e religioso, come dall’alto di quelle vette
protese verso il cielo terso e azzurro che anche noi riuscimmo
a scalare nei verdi anni liceali,
quante cose mozzafiato ci fai
scoprire, o divino Maestro, da te
operate per mezzo del tuo Spirito, protagonista della missione!
Durante l’Eucaristia abbiamo
condiviso qualcuna di queste
esperienze, sentendo riacutizzarsi in cuore la nostalgia della
missione, quasi invidiando i
confratelli che sono ancora attivi
sul campo: le scuole, le chiese,
i centri comunitari, gli ambulatori medici...; ma soprattutto le
comunità vive e dinamiche fatte
nascere e accompagnate nella
coraggiosa e gioiosa rivendicazione, a volte anche tinta di
sangue, di condizioni minime di
vita più umana.
San Guido nei ricordi della gente
Coincidenze che fanno commuovere
S
ulla Gazzetta di Parma del
24 ottobre, leggo la cronaca della proclamazione a “santo”
di Guido Maria Conforti e trovo la notizia che padre Augusto
Luca lo ha conosciuto personalmente. Al contempo ho qui
davanti il vostro mensile “Missionari Saveriani”, che ricevo
abitualmente al mio indirizzo di
Felino. Sento forte il desiderio di
farvi partecipi delle mie profonde emozioni. Spero di fare una
cosa gradita agli amici lettori.
8
Il vescovo di mamma!
Mia mamma è scomparsa tre
anni fa, il 23 ottobre, e proprio il
23 ottobre 2011 Guido Conforti è
stato elevato agli onori degli altari e proclamato “santo”. Questo
ha suscitato in me grandissima
commozione, perché mia mamma gli era molto devota e da
sempre lo considerava “santo”,
appropriandosene e nominandolo come “il mio vescovo”.
In effetti, mons. Conforti era
stato proprio il “suo” vescovo.
Lei lo ricordava con grande affetto per la bontà e per l’infinita
disponibilità e pazienza quando
si recava in visita alla scuola di
catechismo e interrogava i ragazzi con le ben note “domandine” che tanti di noi ancora sanno, perché studiate a memoria,
come si usava un tempo.
Quell’incoraggiante carezza
Mia mamma era nata nel 1912
a Colorno e aveva frequentato
il laboratorio delle suore dove
aveva imparato tante cose, che
in parte mi ha trasmesso. San
Guido Conforti un giorno era
andato a interrogare le ragazze
ed era toccata a mia mamma la
prima domanda: “Quanti e quali sono i misteri principali della
nostra fede?”.
Lei, timidissima, mi racconta-
Emilia Bonfanti del Gams di Parma
con l’icona di san Conforti
LUISELLA BOSI
va che era enormemente arrossita e non aveva il coraggio di rispondere. Allora mons. Conforti,
guardandola con il suo dolcissimo sorriso, aveva alzato la mano
destra facendole segno con due
dita, sbloccando la situazione.
Nessun rimprovero, ma una carezza d’incoraggiamento.
Questo episodio mia madre lo
raccontava spesso a quelli che
venivano a farle visita, al parroco in particolare e a don Giulio
Ranieri, suo secondo cugino e
ora monsignore. Se ne faceva
vanto, perché era la prova che
aveva conosciuto e aveva avuto
così vicino mons. Conforti.
La sua nota personale
Non solo. Sfogliando il libro
di mamma sulla vita di san Guido (scritto da p. Augusto Luca),
tra i vari appunti ho trovato un
bigliettino scritto da lei personalmente in questi ultimi anni,
che riporta proprio all’episodio
della carezza. Scriveva come poteva e annotava le cose della sua
vita per paura di dimenticarle.
Mi dà sicurezza questo 23 ottobre… accomunato, perché si
è realizzato il desiderio di mia
mamma, quello appunto di saperlo ora con certezza, “santo”,
grazie alla proclamazione solen■
ne della chiesa.
Sei dei tredici saveriani ordinati nel 1961 si sono ritrovati a Parma per una giornata
di preghiera, ricordo e festa; da sinistra: p. Grasso, p. Parmiggiani, p. Brioni,
p. Lucini (in carrozzina), p. Serra e p. Domine
Per questo e tanto altro abbiamo detto dal profondo del cuore:
“Grazie, Maestro, che un giorno
hai voluto incontrarci, chiamar-
ci per nome e farci camminare
con te per le strade del mondo!”.
La meravigliosa avventura con■
tinua.
I “Martedì della missione” - 2012
Anche per il 2012, i missionari saveriani di Parma organizzano i “Martedì della missione”, che avranno come tema generale: “Guido Conforti e la missione, ieri e oggi”. Ecco il calendario
completo degli incontri.
31 gennaio:
“Fare del mondo una sola famiglia” nell’ideale di Conforti p. Franco Bertazza; “Missione e sfida della globalizzazione oggi” - Eugenio Melandri
14 febbraio:
“Fede e civiltà” all’epoca del Conforti - p. Augusto Luca
‘’Vangelo e culture oggi” - p. Mario Menin
13 marzo:
“La Cina, primo sogno di Conforti” - Luigi Lanzi
“Ripensare la missione in Cina, oggi - don Giuseppe Zhao
27 marzo:
“Missione e politica ai tempi del Conforti” - don Angelo Manfredi; “Politica e missione, oggi” - p. Marcello Storgato
17 aprile:
“Chiesa locale e Chiesa universale nell’esperienza di Conforti” don Umberto Cocconl; “Chi fa missione oggi?” - p. Benzoni
8 maggio:
“Le direttive di Conforti ai missionari” - p. Ermanno Ferro
“Il servizio al vangelo nel nostro tempo” - Giorgio Campanini
13 maggio:
Serata di musica e immagini su san Guido Conforti - spettacolo
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli
auguri con le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi
è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale ha loro portato? In quella notte gli sventurati hanno acquistato
un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un
maestro, i re un modello, la morte stessa un vincitore. Si rallegrino
gli uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina quando
sorge il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora
della nostra liberazione” (25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per
tutto il mondo, anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Renzo, p. Ulisse e Saveriani di Parma
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
PIACENZA
25121 BRESCIA BS - Via Piamarta, 9
Tel. 030 3772780 - Fax 030 3772781
E-mail: [email protected] - C/c. postale 216259
In festa per san Guido Conforti
Tre giornate piene di fede e di emozioni
C
on lo slogan “da tutto il
mondo a Roma”, tante
persone sabato 22 ottobre hanno invaso il teatro Orione per
pregare, gioire, cantare con san
Guido Conforti, in tutte le lingue. Era un intrecciarsi di saluti,
di esclamazioni, di gioia, di stupore. Il “fare del mondo una sola
famiglia” si vedeva, si toccava
con mano.
Lo spettacolo dei giovani
Durante la veglia, alcune frasi ci hanno guidato: “Io vi ho
amati; io vi ho scelti; io vi ho
inviati”. San Guido ha parlato
al nostro cuore, lo ha riscaldato, ha dato freschezza al nostro
desiderio di far conoscere Gesù
a tutti. E poi, via con lo spettacolo messo in scena dai giovani
di Salerno.
I popoli dei 5 continenti si
sono presentati con i loro suoni, colori, musiche e danze. E
in mezzo c’era san Guido. Ci
ha comunicato il suo “audace
progetto”: partire per annunciare Cristo: via, verità e vita. Così
nascono i saveriani, pronti e felici di andare con lui, per “fare
del mondo una sola famiglia”.
Guido scrive una lettera ai giovani per invitarli a mettere tutta
la loro vita a disposizione del
vangelo, per seguire Cristo con
gioia. Già lo avevano fatto Francesco Saverio e lo stesso Guido
Conforti e tanti altri e altre...
Il musical riceve applausi
scroscianti. Davvero bravi i giovani di Salerno!
Un tripudio di gioia
Domenica 23 ottobre, piazza
San Pietro è un incontro di razze, colori, lingue. Tutti riuniti
nella gioia per fare festa con i
nuovi “santi”. È sempre una meraviglia scoprire come Dio abbia riempito di doni i suoi figli
e figlie! Arriva Benedetto XVI e
tutta la piazza vibra di gioia…
p. OLIVIERO FERRO, sx
È il momento del cardinale
Amato, prefetto della Congregazione dei santi: chiede al Papa di
procedere alla canonizzazione di
mons. Conforti, don Guanella e
madre Bonifacia; e fa una breve
presentazione di ciascuno. Seguono le litanie dei santi. Subito
dopo il Papa pronuncia le parole
solenni della canonizzazione e le
reliquie dei nuovi santi vengono
deposte sull’altare. La Messa
continua con una gioia in più,
tutta spirituale, ma che trapela
attraverso i volti della folla.
Tre modelli, tre amici
Ci mettiamo in ascolto
dell’omelia del Papa che ripercorre le caratteristiche dei tre
nuovi santi.
• Mons. Conforti, fin da fanciullo, ha voluto seguire Cristo; la
contemplazione del Crocefisso lo ha spinto ad annunciarlo
a tutti. Questo slancio apostolico lo ha vissuto sempre, a
Se Gesù diventasse una tv?
Tra provocazioni e auguri di buon Natale
S
tavo leggendo “Benvenuti
al ballo della vita”, un libro di Giulio Dellavite recentemente acquistato, quando sono
incappato in una singolare supposizione dell’autore. “Perché
Dio non cambia? Anziché farsi
uomo, perché non si fa televisione? Anziché entrare in una mangiatoia del presepio, perché non
prende il posto della tv di casa
nostra? Forse avrebbe più chance
di avere spazio e attenzione...”.
8
Per accorgersi di Lui…
Lo scrittore continua: “Se Gesù
si facesse tv avrebbe una stanza
speciale in cui riunire tutta la famiglia, sarebbe il centro dell’attenzione e tutti lo ascolterebbero
senza interrompere e discutere.
Mi piacerebbe che Gesù provasse la cura particolare che riceve il
televisore quando non funziona.
Se Gesù si facesse tv, potrebbe essere lui a fare compagnia
ai papà che tornano stanchi dal
lavoro, o a essere cercato dalle
mamme. Se Gesù si facesse tv
mi piacerebbe vedere fratelli e
sorelle litigare tra loro per stare un po’ con lui; vedere in altri
momenti, seppur rari, tutta la famiglia divertirsi insieme davanti a lui anche se non dice niente;
oppure vedere qualcuno che tralascia tutto per passare del tempo al suo fianco.
Non gli stiamo chiedendo molto, solo di farsi televisione, perché forse così ci accorgeremmo
davvero che lui c’è e ci parla, che
lui abita le nostre case, che lui ci
è vicino. Però è triste arrivare a
chiedere questo a Dio. Forse non
è Dio che deve cambiare rotta di
discesa, ma siamo noi che dobbiamo scuotere il nostro cuore, per renderci conto che nasce
ogni giorno vicino a noi”.
L’icona di Epifanio
Nello stesso libro si parla di
un tal Epifanio, un monaco che
viveva nell’antico Oriente. Sapeva dipingere bellissime icone
p. SERGE TCHATCHé, sx
e lavorava molto per riuscire a
disegnare il volto di Cristo. Non
aveva pace, perché non trovava
un modello adatto che esprimesse insieme gioia e sofferenza,
morte e risurrezione, divinità e
umanità. Allora si mise in viaggio scrutando ogni volto. Ma
nessun viso era adatto e aveva
abbastanza luce.
Un giorno, stanco, si addormentò e fece un sogno. Gli apparve un angelo che lo riportò alle persone incontrate e, per
ognuna, gli indicò un particolare: la gioia di un innamorato,
l’innocenza di un bambino, la
paura di un condannato, la forza di un contadino, la sofferenza
di un malato, la tenerezza di una
madre, lo sgomento di un orfano, la speranza di un giovane,
l’allegria di un giullare, il raccoglimento di un sacerdote...
Quando Epifanio si destò, dipinse l’icona. Vedendola, tutti
restarono attoniti. Gli chiesero
dove avesse trovato un modello
e lui rispose: “Non trovi il Cristo
nel volto di un solo uomo, ma
trovi in ogni uomo un frammento del volto di Cristo”. Si tratta
di ricominciare a guardare gli altri in faccia per davvero e renderci conto che sono nostri fratelli e sorelle.
■
Buon Natale!
Pellegrini sorridenti a San Pietro, per la canonizzazione
di mons. Conforti, domenica 23 ottobre 2011
Ravenna e a Parma. Contemplando la croce, davanti a lui
si spalancava il mondo intero.
• Don Guanella ha vissuto con
coraggio e determinazione il
vangelo della carità. Guidato dalla Provvidenza divina,
è diventato forza e conforto
per i deboli. È stato segno
dell’amore di Dio vicino a
ogni uomo, sintesi tra contemplazione e azione.
• Nella seconda lettura, san Paolo parla del lavoro manuale;
possiamo collegarlo a madre
Bonifacia che realizzava la
sua vocazione e dava la possibilità ad altre donne di lavorare, di rispettare la propria
dignità. Era una scuola di vita
cristiana.
Tre famiglie in una
È la giornata missionaria mondiale, e la celebriamo con tre
nuovi santi. Papa Benedetto ci
ricorda che l’esigenza di ciascuno di noi è che Dio sia presente
nella nostra vita. I santi si sono
lasciati trasformare dalla carità
di Dio, amando Lui con tutto il
cuore e amando i fratelli.
La Messa continua nel raccoglimento, nella preghiera e nella
gioia interiore. A presentare le
offerte fino all’altare sulle alte
gradinate, con i saveriani c’erano anche le saveriane e i laici saveriani… Tutte e tre le famiglie
uscite dal progetto di san Guido
Conforti.
La Messa finisce, ma la festa continua nel pomeriggio con
i giovani, e il giorno dopo nella basilica di San Paolo fuori le
Mura con le professioni perpetue e l’invio in missione. Ci sono tanti motivi per ringraziare:
“Grazie, san Guido: ci hai riem■
pito di gioia e di santità!”.
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san
Guido Conforti, ci facciamo gli auguri con le sue
stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale
ha loro portato? In quella notte gli sventurati
hanno acquistato un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un maestro,
i re un modello, la morte stessa un vincitore.
Si rallegrino gli uomini nel Signore, come la
terra si rallegra ogni mattina quando sorge il
sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la
grande aurora della nostra liberazione” (25
dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la grande
aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie,
per la nostra Italia e per tutto il mondo, anche per l’intercessione di
san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
Missionari Saveriani
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Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
PIEMONTE
e liguria
20033 DESIO MI - Via Don Milani, 2
Tel. 0362 630591 - Fax 0362 301980
E-mail: [email protected] - C/c. postale 00358200
In festa per san Guido Conforti
Tre giornate piene di fede e di emozioni
C
on lo slogan “da tutto il
mondo a Roma”, tante
persone sabato 22 ottobre hanno invaso il teatro Orione per
pregare, gioire, cantare con san
Guido Conforti, in tutte le lingue. Era un intrecciarsi di saluti,
di esclamazioni, di gioia, di stupore. Il “fare del mondo una sola
famiglia” si vedeva, si toccava
con mano.
Lo spettacolo dei giovani
Durante la veglia, alcune frasi ci hanno guidato: “Io vi ho
amati; io vi ho scelti; io vi ho
inviati”. San Guido ha parlato
al nostro cuore, lo ha riscaldato, ha dato freschezza al nostro
desiderio di far conoscere Gesù
a tutti. E poi, via con lo spettacolo messo in scena dai giovani
di Salerno.
I popoli dei 5 continenti si
sono presentati con i loro suoni, colori, musiche e danze. E
in mezzo c’era san Guido. Ci
ha comunicato il suo “audace
progetto”: partire per annunciare Cristo: via, verità e vita. Così
nascono i saveriani, pronti e felici di andare con lui, per “fare
del mondo una sola famiglia”.
Guido scrive una lettera ai giovani per invitarli a mettere tutta
la loro vita a disposizione del
vangelo, per seguire Cristo con
gioia. Già lo avevano fatto Francesco Saverio e lo stesso Guido
Conforti e tanti altri e altre...
Il musical riceve applausi
scroscianti. Davvero bravi i giovani di Salerno!
Un tripudio di gioia
Domenica 23 ottobre, piazza
San Pietro è un incontro di razze, colori, lingue. Tutti riuniti
nella gioia per fare festa con i
nuovi “santi”. È sempre una meraviglia scoprire come Dio abbia riempito di doni i suoi figli
e figlie! Arriva Benedetto XVI e
tutta la piazza vibra di gioia…
p. OLIVIERO FERRO, sx
È il momento del cardinale
Amato, prefetto della Congregazione dei santi: chiede al Papa di
procedere alla canonizzazione di
mons. Conforti, don Guanella e
madre Bonifacia; e fa una breve
presentazione di ciascuno. Seguono le litanie dei santi. Subito
dopo il Papa pronuncia le parole
solenni della canonizzazione e le
reliquie dei nuovi santi vengono
deposte sull’altare. La Messa
continua con una gioia in più,
tutta spirituale, ma che trapela
attraverso i volti della folla.
Tre modelli, tre amici
Ci mettiamo in ascolto
dell’omelia del Papa che ripercorre le caratteristiche dei tre
nuovi santi.
• Mons. Conforti, fin da fanciullo, ha voluto seguire Cristo; la
contemplazione del Crocefisso lo ha spinto ad annunciarlo
a tutti. Questo slancio apostolico lo ha vissuto sempre, a
MISSIONE E PREGHIERA / 20
Testimoni della gioia
Avvento pervaso dalla speranza
C
ome il chiarore dell’alba
nel cielo ancora immerso nella notte, come la prima
gemma sui rami spogli e intirizziti dal rigore invernale, così è
l’Avvento nell’anno liturgico: un
tempo tutto proteso alla nascita
di Gesù, e quindi pervaso di speranza, di attesa e di santa gioia.
È un tempo da riscoprire nella
sua bellezza, rinnovandoci nel
cuore e aprendoci allo stupore;
un tempo che ci chiede di accogliere la vita, per donarla.
8
Il dialogo tra cielo e terra
Nel cammino di preparazione
al Natale ci può essere di grande
aiuto la liturgia domenicale. Infatti, di settimana in settimana,
attraverso la Parola e la preghiera, si instaura una sorta di dialogo tra il cielo e la terra, tra Dio e
noi, umanità povera e smarrita.
Tema centrale di questo dialogo è il “desiderio” del cuore,
proteso verso Colui che sta per
venire. “A te, Signore, elevo
l’anima mia”: così ci fa pregare
l’antifona d’ingresso della prima
domenica. E subito prosegue:
“Mostrami le tue vie; insegnami
le tue strade, perché ardo dal desiderio di incontrarti, di vedere il
tuo volto” (salmo 25).
Vivere l’Avvento significa,
dunque, metterci spiritualmente
in viaggio per andare incontro
al “Desiderato” da tutte le genti.
Se fossimo soli a intraprendere il
cammino, malgrado ogni buona
intenzione, ci troveremmo ben
presto in difficoltà, in battuta
d’arresto. Ma c’è un duplice movimento: mentre noi dalla nostra
povertà cerchiamo di elevarci,
Dio dalla sua altezza scende verso di noi, fino a raggiungerci.
Una conferma più forte
La liturgia ci incoraggia a
perseverare in una speranza viva: “Il Signore verrà a salvare i
popoli”, afferma l’antifona d’in-
M. ANNA MARIA CàNOPI, osb
[email protected]
gresso della seconda domenica.
L’annuncio è pieno di certezza.
Tuttavia, l’anima vuole sentire
conferma ancora più forte e non
esita a domandare al Signore,
con Giovanni Battista: “Sei tu
colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?” (Mt 11,
3 - terza domenica).
“Sei Tu?” - questa ricerca del
Tu, dell’Unico, costituisce la più
profonda esigenza dell’anima
umana. È una ricerca che non
tende a “possedere” il Tu, ma ad
accoglierlo per “donarci” a lui,
sull’esempio sublime della Vergine Maria, del suo sì senza riserva: “Ecco la serva del Signore” (Lc 1,38 - quarta domenica).
Da questo dono totale di sé
scaturisce la vera gioia; quella
gioia che l’apostolo Paolo comanda ai cristiani: “Siate sempre lieti nel Signore; ve lo ripeto:
siate lieti” (Fil 4,4).
Il cielo bacia la terra
Qualcuno forse dirà: ma come
è possibile rallegrarsi, mentre c’è
tanto male e tanto dolore nel mondo? Non è un affronto a chi piange? Tutt’altro! È dono di consolazione proprio per i poveri e i sofferenti; è il sorriso del cielo che si
china a baciare la terra; è la testimonianza d’amore che rende cre■
dibile il vangelo.
Pellegrini sorridenti a San Pietro, per la canonizzazione
di mons. Conforti, domenica 23 ottobre 2011
Ravenna e a Parma. Contemplando la croce, davanti a lui
si spalancava il mondo intero.
• Don Guanella ha vissuto con
coraggio e determinazione il
vangelo della carità. Guidato dalla Provvidenza divina,
è diventato forza e conforto
per i deboli. È stato segno
dell’amore di Dio vicino a
ogni uomo, sintesi tra contemplazione e azione.
• Nella seconda lettura, san Paolo parla del lavoro manuale;
possiamo collegarlo a madre
Bonifacia che realizzava la
sua vocazione e dava la possibilità ad altre donne di lavorare, di rispettare la propria
dignità. Era una scuola di vita
cristiana.
Tre famiglie in una
È la giornata missionaria mondiale, e la celebriamo con tre
nuovi santi. Papa Benedetto ci
ricorda che l’esigenza di ciascuno di noi è che Dio sia presente
nella nostra vita. I santi si sono
lasciati trasformare dalla carità
di Dio, amando Lui con tutto il
cuore e amando i fratelli.
La Messa continua nel raccoglimento, nella preghiera e nella
gioia interiore. A presentare le
offerte fino all’altare sulle alte
gradinate, con i saveriani c’erano anche le saveriane e i laici saveriani… Tutte e tre le famiglie
uscite dal progetto di san Guido
Conforti.
La Messa finisce, ma la festa continua nel pomeriggio con
i giovani, e il giorno dopo nella basilica di San Paolo fuori le
Mura con le professioni perpetue e l’invio in missione. Ci sono tanti motivi per ringraziare:
“Grazie, san Guido: ci hai riem■
pito di gioia e di santità!”.
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san
Guido Conforti, ci facciamo gli auguri con le sue
stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale
ha loro portato? In quella notte gli sventurati
hanno acquistato un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un maestro,
i re un modello, la morte stessa un vincitore.
Si rallegrino gli uomini nel Signore, come la
terra si rallegra ogni mattina quando sorge il
sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la
grande aurora della nostra liberazione” (25
dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la grande
aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie,
per la nostra Italia e per tutto il mondo, anche per l’intercessione di
san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
Missionari Saveriani
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
PUGLIA
74122 LAMA TA - Via Tre Fontane, 15
Tel. 099 7773186 - Fax 099 7772558
E-mail: [email protected] - C/c. postale 10423747
Mons. Guido Conforti “santo”
Le emozioni dei pellegrini di Taranto e Puglia
è
stato un viaggio speciale,
iniziato senza sapere bene
cosa avremmo visto e vissuto. In
una quarantina ci siamo ritrovati
sabato 22 ottobre davanti alla casa
saveriana di Taranto, pronti a partire: con le valigie “vuote”, in attesa
delle esperienze e delle emozioni
che le avrebbero riempite.
Il musical dei giovani
La prima tappa è al Teatro
Orione di Roma. Dopo il benvenuto di p. Rino Benzoni, superiore generale dei saveriani, e la
preghiera internazionale presieduta da mons. Biguzzi, abbiamo
gustato il musical dei giovani di
Salerno che, attraverso canti e
coreografie, ha delineato i tratti essenziali della missione del
Conforti e dei saveriani.
Con queste immagini negli
occhi e nel cuore ci siamo av-
ILEANA G. SEMERARO
viati all’albergo a Nemi dove
abbiamo continuato la nostra
condivisione nella celebrazione
dell’Eucaristia, fatto la cena e
riposato.
Il giorno della santità
Alzati di buon mattino, alle
8,30 eravamo già davanti alla
basilica di San Pietro. Oltre al
“nostro” Guido Conforti, papa
Benedetto ha iscritto nell’elenco
I pellegrini di Taranto e della Puglia hanno vissuto una profonda esperienza missionaria a Roma, con san Guido Conforti
Una famiglia, un padre nella fede
San Conforti con i saveriani del sud Italia
L
e tre comunità saveriane
del sud Italia (Salerno,
Taranto e Reggio Calabria) si
sono ritrovate a Salerno, in gioiosa fraternità, per fare festa con
mons. Guido Conforti, “santo”
da fresco. È sempre bello rivedersi, scambiarsi le notizie, condividere i progetti, pregare gli
uni per gli altri...
La Messa nell’abazia di Cava
Il primo “assaggio” è stata
l’adorazione del giovedì sera.
Poi, via… che la festa cominci!
Venerdì 4 novembre siamo stati
alla millenaria abazia della Trinità a Cava de’ Tirreni. La visita
ci ha incoraggiato e meravigliato. Vedere come i nostri antenati
nella fede hanno costruito e vissuto la loro vita in questo luogo
santo ci ha fatto riflettere.
L’Eucaristia, concelebrata nella
magnifica basilica e presieduta dal
nostro “veterano” p. Francesco
Cavallo, ha reso ancora più forte i legami tra fratelli di un’unica
famiglia missionaria, voluta dal
nostro santo fondatore.
“Qualcosa di ben più grande”
Una veloce visita anche alle
saveriane di Cava de’ Tirreni ci
ha ricordato che insieme a loro
e ai laici saveriani siamo un bel
terzetto, ispirato dal grande cuore di san Guido. Nel pomeriggio,
ci siamo riuniti a riflettere, con la
guida di p. Alessandro, partente
per la missione in Thailandia.
Con l’aiuto di tre inni, ispirati
alla vita e al carisma di san Guido, abbiamo lasciato che emergessero in noi alcune domande:
rinnovo ogni giorno il mio “sì”
a Dio e alla missione? Conforti
è stato l’uomo delle “ripartenze”; sono disposto a partire e
ripartire, per dove Dio vuole?
Ho lasciato tutto, o devo ancora lasciare qualcosa per seguire
I saveriani di Taranto, Reggio Calabria e Salerno riuniti nell’abazia della Trinità,
a Cava de’ Tirreni, per celebrare san Guido Conforti
8
p. OLIVIERO FERRO, sx
Cristo?
Noi saveriani ci impegniamo con tutte le nostre forze nel
progetto di “fare del mondo una
sola famiglia”. Dobbiamo essere
persone accoglienti, tra noi e con
la gente, senza dimenticare che il
nostro modo d’agire deve essere
una continua testimonianza.
Il sogno si concretizza
Il 5 novembre ci siamo trasferiti a Padula, nella celebre
abazia, patria del poliziotto Joe
Petrosino e luogo della morte di
Carlo Pisacane. La visita ci ha
illuminato gli occhi e riscaldato
il cuore, perché abbiamo visto
quali cose meravigliose l’uomo
può fare. L’Eucaristia, vissuta
ancora una volta insieme, e la
condivisione del pasto fraterno
hanno concluso questi due giorni saveriani.
Quando, nel dicembre 1930,
mons. Conforti venne a cercare una casa nel sud Italia, aveva tante speranze. Noi vogliamo
ancora realizzare concretamente
questo suo sogno. Con il suo aiuto, ce la metteremo tutta. E tornando ai nostri luoghi di lavoro
e di testimonianza, sappiamo di
essere un’unica famiglia; sappiamo che san Guido, nostro padre
nella fede, ci assicura la sua be■
nedizione.
dei “santi” anche Luigi Guanella
e Bonifacia Rodriguez de Castro.
Le migliaia di foulard e cappellini gialli che coloravano la piazza
erano il segno di riconoscimento
dei devoti del Conforti.
Questo umile vescovo parmense è riuscito a riunire in una
sola famiglia persone dai quattro angoli del mondo; e mi sono
sentita pervasa di santo orgoglio! In quella piazza si toccava
con mano la realizzazione di un
progetto iniziato oltre cento anni
fa e che, come un miracolo, ha
attraversato gli anni e le difficoltà: un frammento di mondo si è
ritrovato davvero come un’unica
grande famiglia.
Un momento magico
Finita la celebrazione, abbiamo visitato il centro di Roma
con la guida di un “cicerone”
d’eccezione, padre Piero. Al
nostro gruppo si sono aggiunti alcuni amici della Sardegna,
un saveriano camerunese missionario in Ciad, e due giovani
studenti teologi saveriani: Philbert del Camerun ed Emanuel
del Congo. La presenza degli
studenti ha permesso a molti del
nostro gruppo di fare domande
e di allargare il panorama sul
mondo saveriano.
La possibilità di assaporare
tutto lo spirito del Conforti ci
è stata offerta il giorno successivo, nella basilica di San Paolo
fuori le Mura, con la Messa di
ringraziamento e le professioni perpetue. Abbiamo salutato
i missionari che sono passati
da Taranto; abbiamo incontrato
chi ancora non conoscevamo…
Tutto all’insegna di uno spirito di condivisione e fratellanza
che ha annullato le differenze:
è il popolo di Dio, la famiglia
di Dio. Una celebrazione molto
intensa, con canti, danze e tanta
commozione. È stato davvero un
momento magico.
Gioia e commozione
Molti pellegrini del nostro
gruppo non avevano mai assistito alla professione perpetua di
un saveriano e, man mano che la
celebrazione proseguiva, si notavano lacrime spontanee di gioia e
sguardi colmi di ammirazione, come quello di Antonia Renna che
ha detto: “In quel momento vedevo la mia vita povera, a paragone
con la scelta di questi giovani”.
La gioia ha toccato il suo apice al momento della consegna
del Crocifisso ai partenti per la
missione. Tutti ci siamo sentiti
impegnati nel farci carico della
loro vita, accompagnandoli con
il nostro sostegno e nella preghiera di ogni giorno.
Allarghiamo la famiglia
Il viaggio di rientro è stato un
continuo ricordare e commentare i momenti che più ci avevano colpito, condividendo le
nostre riflessioni. La sorella di
p. Nico Macina si meravigliava
ancora, pensando a tutta la gioia
intravista negli sguardi incrociati, e si emozionava pensando al
Conforti e alla scelta di vita del
fratello saveriano. Annamaria mi
ha confidato: “Questa esperienza
ha stravolto in me l’idea che avevo della realtà saveriana; non la
pensavo così estesa e globale!”.
Così, abbiamo rinnovato l’entusiasmo e la voglia di ritrovarci
insieme per costruire nuovi progetti, che ci facciano sentire parte
di questa grande famiglia missio■
naria.
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli
auguri con le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi
è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale ha loro portato? In quella notte gli sventurati hanno acquistato
un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un
maestro, i re un modello, la morte stessa un vincitore. Si rallegrino
gli uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina quando
sorge il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora
della nostra liberazione” (25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per
tutto il mondo, anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Piero e Saveriani di Taranto
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
REGGIO
CALABRIA
89135 GALLICO SUPERIORE RC - Via Rimembranze
Santuario Madonna della Grazia
Tel. 0965 370304 - Fax 0965 373137 - E-mail: [email protected] - C/c. postale 10444891
Una famiglia, un padre nella fede
San Conforti con i saveriani del sud Italia
L
e tre comunità saveriane
del sud Italia (Salerno,
Taranto e Reggio Calabria) si
sono ritrovate a Salerno, in gioiosa fraternità, per fare festa con
mons. Guido Conforti, “santo”
da fresco. È sempre bello rivedersi, scambiarsi le notizie, condividere i progetti, pregare gli
uni per gli altri...
La Messa nell’abazia di Cava
Il primo “assaggio” è stata
l’adorazione del giovedì sera.
Poi, via… che la festa cominci!
Venerdì 4 novembre siamo stati
alla millenaria abazia della Trinità a Cava de’ Tirreni. La visita
ci ha incoraggiato e meravigliato. Vedere come i nostri antenati
nella fede hanno costruito e vissuto la loro vita in questo luogo
santo ci ha fatto riflettere.
L’Eucaristia, concelebrata nella magnifica basilica e presieduta dal nostro “veterano” p. Francesco Cavallo, ha reso ancora
più forte i legami tra fratelli di
p. OLIVIERO FERRO, sx
un’unica famiglia missionaria,
voluta dal nostro santo fondatore.
“Qualcosa di ben più grande”
Una veloce visita anche alle
saveriane di Cava de’ Tirreni ci
ha ricordato che insieme a loro
e ai laici saveriani siamo un bel
terzetto, ispirato dal grande cuore di san Guido. Nel pomeriggio,
ci siamo riuniti a riflettere, con la
guida di p. Alessandro, partente
per la missione in Thailandia.
I saveriani di Taranto, Reggio Calabria e Salerno riuniti nell’abazia della Trinità,
a Cava de’ Tirreni, per celebrare san Guido Conforti
Se Gesù diventasse una tv?
Tra provocazioni e auguri di buon Natale
S
tavo leggendo “Benvenuti
al ballo della vita”, un libro di Giulio Dellavite recentemente acquistato, quando sono
incappato in una singolare supposizione dell’autore. “Perché
Dio non cambia? Anziché farsi
uomo, perché non si fa televisione? Anziché entrare in una mangiatoia del presepio, perché non
prende il posto della tv di casa
nostra? Forse avrebbe più chance
di avere spazio e attenzione...”.
8
Per accorgersi di Lui…
Lo scrittore continua: “Se Gesù
si facesse tv avrebbe una stanza
speciale in cui riunire tutta la famiglia, sarebbe il centro dell’attenzione e tutti lo ascolterebbero
senza interrompere e discutere.
Mi piacerebbe che Gesù provasse la cura particolare che riceve il
televisore quando non funziona.
Se Gesù si facesse tv, potrebbe essere lui a fare compagnia
ai papà che tornano stanchi dal
lavoro, o a essere cercato dalle
mamme. Se Gesù si facesse tv
mi piacerebbe vedere fratelli e
sorelle litigare tra loro per stare un po’ con lui; vedere in altri
momenti, seppur rari, tutta la famiglia divertirsi insieme davanti a lui anche se non dice niente;
oppure vedere qualcuno che tralascia tutto per passare del tempo al suo fianco.
Non gli stiamo chiedendo molto, solo di farsi televisione, perché forse così ci accorgeremmo
davvero che lui c’è e ci parla, che
lui abita le nostre case, che lui ci
è vicino. Però è triste arrivare a
chiedere questo a Dio. Forse non
è Dio che deve cambiare rotta di
discesa, ma siamo noi che dobbiamo scuotere il nostro cuore, per renderci conto che nasce
ogni giorno vicino a noi”.
L’icona di Epifanio
Nello stesso libro si parla di
un tal Epifanio, un monaco che
viveva nell’antico Oriente. Sapeva dipingere bellissime icone
p. SERGE TCHATCHé, sx
e lavorava molto per riuscire a
disegnare il volto di Cristo. Non
aveva pace, perché non trovava
un modello adatto che esprimesse insieme gioia e sofferenza,
morte e risurrezione, divinità e
umanità. Allora si mise in viaggio scrutando ogni volto. Ma
nessun viso era adatto e aveva
abbastanza luce.
Un giorno, stanco, si addormentò e fece un sogno. Gli apparve un angelo che lo riportò alle persone incontrate e, per
ognuna, gli indicò un particolare: la gioia di un innamorato,
l’innocenza di un bambino, la
paura di un condannato, la forza di un contadino, la sofferenza
di un malato, la tenerezza di una
madre, lo sgomento di un orfano, la speranza di un giovane,
l’allegria di un giullare, il raccoglimento di un sacerdote...
Quando Epifanio si destò, dipinse l’icona. Vedendola, tutti
restarono attoniti. Gli chiesero
dove avesse trovato un modello
e lui rispose: “Non trovi il Cristo
nel volto di un solo uomo, ma
trovi in ogni uomo un frammento del volto di Cristo”. Si tratta
di ricominciare a guardare gli altri in faccia per davvero e renderci conto che sono nostri fratelli e sorelle.
■
Buon Natale!
Attraverso le parole di tre inni, ispirati alla vita e al carisma
del Conforti, abbiamo iniziato il
ritiro. L’inno “A braccia aperte” ci ha ricordato l’esperienza
dell’incontro di san Guido con
il Crocefisso. Da qui scaturisce
per noi il bisogno di pregare e
di avere un rapporto personale e
comunitario con Dio.
Il secondo inno “Qualcosa
di ben più grande”, prende lo
spunto dalla lettera del Conforti ai giovani. Ha fatto risuonare
nel nostro cuore l’invito di non
esitare a dire: “Eccomi Signore,
sono pronto, ovunque tu vada, ti
seguirò; ovunque tu voglia, io
andrò, missionario nella chiesa
e nel mondo”.
Sono sorte spontanee in noi le
domande: rinnovo ogni giorno
il mio “sì” a Dio e alla missione? Sono disposto a partire e a
ripartire per dove Dio vuole? Ho
lasciato tutto, o manca qualcosa
per seguire Cristo?
“Un abbraccio di cuori”
Con il terzo inno, “Una sola famiglia”, abbiamo rivissuto
l’audace progetto di san Guido:
“fare del mondo una sola famiglia”. In questo noi saveriani
ci impegniamo con tutte le nostre forze perché - come dice la
canzone - “noi crediamo che un
mondo sia sempre più bello se
fatto di mille colori; noi vogliamo che il mondo sia un abbraccio di cuori e una sola famiglia”.
Dobbiamo essere persone accoglienti tra noi e con la gente,
senza dimenticare che il nostro
modo d’agire deve testimoniare che Dio si è mescolato nella
nostra vita. Ogni giorno san
Guido ci chiede di riflettere
su di noi e sulla missione che
abbiamo accettato di vivere e a
cui abbiamo consacrato tutta la
nostra vita.
Un sogno si concretizza
Il 5 novembre ci siamo trasferiti a Padula, nella celebre
abazia, patria anche del poliziotto Joe Petrosino e luogo
della morte di Carlo Pisacane.
La visita in questo luogo, carico di storia, di vita e di tesori
d’arte, ci ha illuminato gli occhi
e riscaldato il cuore, nel vedere
quali cose meravigliose l’uomo
può fare. L’Eucaristia, vissuta
ancora una volta insieme, e la
condivisione del pasto fraterno
hanno concluso questi due giorni saveriani.
Quando, nel dicembre 1930,
mons. Conforti venne a cercare una casa nel sud Italia, aveva tante speranze. Noi vogliamo
ancora realizzare concretamente
questo suo sogno. Con il suo aiuto, ce la metteremo tutta. E tornando ai nostri luoghi di lavoro
e di testimonianza, sappiamo di
essere un’unica famiglia; sappiamo che san Guido, nostro padre
nella fede, ci assicura la sua be■
nedizione.
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”,
nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli auguri
con le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il
Salvatore del mondo. Vi è mai stato giorno che
abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale ha loro portato? In quella notte gli
sventurati hanno acquistato un fratello,
gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un maestro, i re un modello, la
morte stessa un vincitore. Si rallegrino gli
uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina quando sorge il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora della nostra liberazione” (25
dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che
“la grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per tutto
il mondo, anche per l’intercessione di
san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Ezio e Saveriani di Gallico
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Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
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2011 DICEMBRE
ROMA
00165 ROMA RM - Via Aurelia, 287
Tel. 06 39366929 - Fax 06 39366925
E-mail: [email protected] - C/c. postale 45206000
Mons. Conforti visto di... lato
La stampa al pellegrinaggio per san Guido
su un pullman
C’ èconchiilsale
kit del pellegrino
al completo, pronto a godersi il
viaggio verso Roma e l’atmosfera unica della canonizzazione
in piazza S. Pietro, e chi viaggia
con la troupe di “Videomission”
e la mini-redazione di “Missionari Saveriani”.
Una falsa partenza
e la pizza!
Venerdì 21 ottobre ore 15,30:
la macchina è piena zeppa, tanto
che p. Gianni deve accomodarsi
quasi contro il finestrino posteriore. Prima del casello di Brescia
uno stop: il vestito da cerimonia
di p. Marcello è rimasto in camera. Rapido rientro, prima della
nuova partenza, quella giusta.
Si fanno largo il buio e la sera, p. Gianni, in automatico, si
addormenta abbracciando scatoloni e tubi di carta; ma come
farà a dormire ovunque? Roma
compare all’orizzonte e noi, tra
un racconto e una descrizione,
arriviamo a Fonte Nuova Santa
Lucia, casa della sorella di p.
Marcello, nostro campo base per
la trasferta romana. La pizza di
Maria e l’accoglienza di Vincenzo ci fanno passare fame e stanchezza. Appena poggiata la testa
al cuscino ed è già sabato.
L’emozione al teatro Orione!
La mattinata libera ci permette rapide visite-parenti, poi nel
pomeriggio si fa sul serio. Eccoci arrivare carichi come muli
Il profumo della rosa
L’esperienza non si racconta, si vive...
C
ari amici, vi scrivo cogliendo lo spunto da un
aneddoto che ho letto su “Vidyajyoti”, una famosa rivista indiana di teologia. Come ben sapete, in questa parte del mondo
la verità viene narrata in parabole, con aneddoti. Anche Gesù,
che apparteneva al mondo asiatico, si esprimeva così.
Le parole e il silenzio
Eccovi allora l’aneddoto. I discepoli erano tutti presi dalla discussione sul detto di Lao-Tzu:
«Quelli che sanno non parlano;
quelli che parlano non sanno».
Quando il maestro entrò, i discepoli gli chiesero che cosa significassero quelle parole. Il maestro
domandò: “Chi di voi conosce la
fragranza di una rosa?”. Tutti la
conoscevano. Allora il maestro
disse: “Esprimetela in parole”. E
i discepoli rimasero in silenzio.
8
Questo aneddoto esprime molto bene la situazione in cui mi
trovo in questo momento, mentre sto per riferirvi sull’evento dello scorso 28 ottobre, che
ha visto il coronamento di oltre
trent’anni di presenza dei saveriani e di annuncio del vangelo
tra i fuori-casta di Chuknagar e
dintorni. L’esperienza non si racconta, la si vive.
Al termine della cerimonia
della consacrazione della nuova
chiesa, dedicata a “Maria Regina
dei Poveri”, alla quale ha partecipato una folla straordinaria di
cristiani, hindu e musulmani, ho
detto due parole per ringraziare
i presenti. Qualche giorno prima
avevo ricevuto, via e-mail, un
messaggio da mio fratello Giovanni, ritenuto un “miscredente” che si porta dietro l’etichetta di “comunista” dagli anni del
’68. Ebbene, ho iniziato leggen-
Padre Germano, a destra, con il vescovo Bejoy, all’inaugurazione
della nuova missione di Chuknagar
DIEGO PIOVANI
al teatro Orione di Roma per la
veglia. Fiorenzo e Carlo entrano
svelti in sala, piazzano telecamere e macchine fotografie, mentre
io e Marcello ci dividiamo a caccia di interviste. C’è tanta gente,
tanti saveriani che di solito vedo
solo in fotografia. Salgo in galleria, lo spettacolo inizia, i ragazzi
salernitani superano se stessi nel
musical dedicato a mons. Conforti. Missionari di una certa
età saltano sulle sedie come ragazzini, pellegrini assonnati si
svegliano e cantano a una sola
voce. Gli applausi salutano le
parole di p. Rino e di mons. Biguzzi, il teatro diventa quasi uno
stadio. C’è chi è commosso e chi
non vuol parlare perché troppo
emozionato. San Guido ha fatto
p. ANTONIO GERMANO, sx
do proprio il suo messaggio.
Un nodo alla gola
“Carissimo Antonio, avrei voluto tanto esserti vicino in questi
giorni così intensi a Chuknagar,
mentre stai per portare a termine
un’impresa così importante per
te e per le tue comunità, e così
grande e affascinante per tutti coloro che hanno avuto la fortuna
di seguirla dall’inizio e da lontano, offrendo il proprio aiuto sincero alla tua fede, alla tua passione, alla tua caparbietà e al tuo infinito amore per la tua gente.
Invece io sono qui a Roma,
immerso come tanti altri nei problemi che questa società in dissolvenza sta creando. Fra qualche giorno la campana di Agnone suonerà a festa anche a Chuknagar e noi la sentiremo. Sentiremo il tuo cuore esplodere di
gioia e vedremo finalmente i tuoi
occhi bagnati di lacrime. Papà e
mamma saranno sicuramente seduti davanti a te ai primi posti.
Anche io, Silvana ed Elio siamo
orgogliosi di te e condividiamo
la tua gioia”.
Mentre riferivo queste parole, nell’assemblea si è creato un
maestoso silenzio. Mi è venuto
un nodo alla gola, simile a quello del 25 aprile 1977, quando sono partito per venire in Bangla■
desh.
Nota bene: “la campana di
Agnone” è stata offerta e inviata in Bangladesh da amici della missione; “Elio” è il simpatico attore di “Mio fratello è figlio
unico (2007), “La fine è il mio
inizio” e tanti altri film: Elio
Germano.
La troupe di “Videomission” e “Missionari Saveriani”; da sinistra: p. Marcello,
Vincenzo, p. Fiorenzo e Diego; Carlo ha scattato la fotografia
il primo miracolo.
Lasciamo Roma all’ora
dell’happy hour e rientriamo nella tranquilla Fonte Nuova; il giorno dopo la sveglia è all’alba. San
Guido fa il secondo miracolo.
La tribuna stampa
sul colonnato
È domenica mattina, è il giorno dei giorni. Marcello si accomoda accanto ad Aldo Maria
Valli, vaticanista della Rai, per
la diretta televisiva, con il vestito che ha rischiato di non partire;
sembra quasi un vescovo.
Arriva il Papa, è l’ora di salire
in… tribuna stampa, circa cento
scalini per raggiungere il colonnato del Bernini, sopra la statua
di San Pietro: il panorama è unico. I fotografi con le loro potenti
apparecchiature scattano a ripetizione, Fiorenzo e Vincenzo non
sono da meno. Che spettacolo di
colori! Benedetto XVI proclama
santo mons. Guido Conforti! Il
terzo miracolo è compiuto…
Il pomeriggio arriva da sé. Si
parte di nuovo; la meta è l’istituto Gerini in via Rebibbia. Qui
i giovani presentati dal brillante
p. Giuseppe Marano, salgono
sul palco. A ritmo di rap, funky
e rock san Guido è festeggiato
ancora, in una giornata splendidamente lunga.
Colori, lingue, nazioni
e missione!
È lunedì, il traffico sostenuto
fin dalle prime ore del giorno. E
noi dobbiamo raggiungere San
Paolo fuori le mura. Qui si svolge
l’ultimo atto di questa tre giorni
confortiana: la Messa di ringraziamento e la professione perpetua di otto giovani saveriani. La
celebrazione è un crescendo, i
saveriani sono una marea bianca,
la splendida chiesa di S. Paolo è
piena all’inverosimile. Rispetto a
san Pietro è come giocare in casa! È il tripudio di colori, lingue,
nazioni, di missione!
Otto saveriani pronunciano il
loro “sì” definitivo alla missione e abbracciano felici p. Rino e
p. Luigi, commossi fino alle lacrime. La benedizione solenne
di mons. Biguzzi congeda i pellegrini. Anche noi, carichi di zaini, cavalletti e bagagli vari, rapidamente riprendiamo la via di
casa. Imbocchiamo l’autostrada
per Brescia, dove ci accoglie una
pioggia fitta. Tutto è andato bene e san Guido sembra sorriderci strizzando l’occhio. È l’ultimo
miracolo o solo stanchezza? ■
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli
auguri con le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi
è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale ha loro portato? In quella notte gli sventurati hanno acquistato
un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un
maestro, i re un modello, la morte stessa un vincitore. Si rallegrino
gli uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina quando
sorge il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora
della nostra liberazione” (25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per
tutto il mondo, anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Ivano e Saveriani di Roma
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
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Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
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2011 DICEMBRE
ROMAGNA
48125 S. PIETRO in VINCOLI RA - Via Angaia, 7
Tel. 0544 551009 - Fax 0544 551811
E-mail: [email protected] - C/c. postale 13591482
Ricordando p. Bruno Boschetti
Le testimonianze di chi l’ha conosciuto
Padre Bruno Boschetti, saveriano romagnolo, è morto per
infarto nella missione del Mozambico il 24 ottobre 2011. Lo
ricordano alcuni suoi amici.
ho letto il mesQ uando
saggio che annunciava la
morte di p. Bruno, ho stentato
a crederci. Ci siamo trovati insieme nel nostro cammino di
formazione saveriana ed eravamo rimasti sempre uniti. Ero
arrivato dalla Spagna con il mio
piccolo bagaglio di italiano. Mi
trovavo spaesato, in un luogo
sconosciuto e in un mondo per
me da scoprire. Bruno mi era
subito apparso come un amico,
e quante risate si faceva quando
sbagliavo le parole!
Allegro e impegnato
La sua capacità di fare comunità e di tenerla allegra, mi aiutò
a “lasciare il mio paese” per entrare nel nuovo mondo. Dopo il
liceo a Tavernerio, ci trovammo
ancora a Parma per gli studi teologici: era il solito fratello allegro. Ho scoperto la sua grande
caratteristica missionaria: l’amore per la catechesi. Si preparava
bene, la voleva seria e partecipata.
Ebbe l’idea di preparare i sussidi per i ragazzi delle scuole e
di creare una grande mostra di
disegni sulla Pasqua; vennero a
vederla tutti i genitori e anche
il vescovo mons. Pasini. Bruno
mi fa pensare al nostro san Guido, con la preoccupazione per la
scuola di catechesi, le aule pulite
e in ordine, i sussidi e una pedagogia adatta.
tare posti di responsabilità.
Non ha perso tempo nemmeno
quando il Signore lo ha chiamato
a sé. Non ha voluto fronzoli, non
ha voluto essere disturbato né disturbare: se n’è andato lavorando. Durante il capitolo generale,
quando si votava il documento
sulla spiritualità saveriana, mi
disse: “Se non viviamo tutto
questo, facciamo solo agitazione, non animazione!”. Così, con
le sue battute, ci faceva capire
i valori nei quali egli credeva e
per i quali viveva.
Caro Bruno, dal cielo accompagnaci, e preparaci un posto,
possibilmente vicino a te.
p. Romano Vidal, sx
Se n’è andato lavorando
Questa sua vocazione profonda faceva sì che tutto il resto apparisse ai suoi occhi come non
importante, quasi un disturbo.
Forse per questo tentò sempre di
schivare le cariche, di non accet-
Le sue inseparabili
infradito
“Padre Bruno aveva come caratteristica i sandali (infradito),
a cui non rinunciava per nessuna cosa al mondo. Con quelli
addosso faceva le visite alle co-
Le virtù del vescovo missionario
Le dieci sfide di san Conforti a Ravenna
L
a diocesi di Ravenna si è
preparata con entusiasmo
alla canonizzazione di mons.
Guido Conforti. Tra le varie
iniziative, va ricordata la presenza di don Angelo Manfredi,
biografo del Conforti, che ha
parlato del santo fondatore dei
saveriani in due occasioni, al
clero e alla gente.
Ai sacerdoti della diocesi ha
presentato gli ostacoli affrontati
quando egli arrivò a Ravenna,
“la Cina d’Italia”. Sono situazioni per certi versi ancora attuali; e
il metodo di san Conforti è ancora valido oggi.
L’uomo del dialogo
• Conoscenza - Conforti arriva a Ravenna, sapendo molto
poco della situazione della diocesi. Comincia a visitare le parrocchie per rendersi conto delle
varie situazioni, delle diversità,
delle necessità. È una realtà di-
8
versa da quella Parmense, più
complessa, che incise sulla sua
salute già precaria.
• Presenza - Conforti capisce che deve essere presente in
tutto e per tutto; donarsi anima
e corpo alle persone e ai sacerdoti, anche se questo significa…
mettersi in croce.
• Comunione - Trova un clero diviso; capisce che deve darsi
da fare per creare comunione e
dialogo.
• Collaborazione - Il suo vescovo a Parma, mons. Magani,
era un accentratore. Conforti,
invece, è l’uomo dei rapporti
umani, per cui cerca persone (sacerdoti e laici) disposte a essere
con lui corresponsabili.
• Equità - Tanti problemi riguardano l’economia: c’è rivalità tra parrocchie povere e ricche,
tra sacerdoti poveri e sacerdoti
possidenti. Come arrivare a un
equilibrio?
Presente mons. Verucchi, don Angelo Manfredi ha parlato ai sacerdoti di Ravenna di san Conforti, nella sua breve esperienza come arcivescovo della diocesi
a cura di p. LINO SGARBOSSA, sx
Cultura e preghiera
• Progetto - Conforti pensa a
un piano a lungo raggio e vuole organizzare una catechesi di
“primo annuncio”. Tanta gente
aveva abbandonato la chiesa.
Che fare per avvicinare questi
suoi figli?
• Formazione - Essendo un
educatore, propone un modello
di formazione teologica, pensata non solo per i seminaristi ma
anche per i giovani delle scuole superiori. In questo aspetto,
Conforti si presenta come uomo
di cultura, aperto e in dialogo
con tutti gli ambienti.
• Carità e giustizia - C’era
molta povertà nella città, soprattutto mancanza di alloggio. Don
Lolli, uno dei sacerdoti giovani ordinati da Conforti, fonda
l’opera di santa Teresa per i bisognosi e i poveri.
• Orizzonte missionario - Il
Conforti si propone come fondatore di una congregazione
missionaria.
• Ricerca della santità - Sia
pur in mezzo a tante difficoltà e
con una salute malferma, Conforti è l’uomo della preghiera,
dell’umiltà, della responsabilità e fedeltà. Egli invita tutti a
ricercare la volontà di Dio nella situazione storica e nella preghiera. In poche parole, è l’uomo, il sacerdote, il vescovo del■
le virtù eroiche.
Padre Bruno Boschetti
celebra Messa sotto una
capanna in un villaggio
della missione saveriana
in Mozambico
munità cristiane in Mozambico,
e lo faceva con molto amore,
dedizione e fede. Lascia molto
rimpianto nel popolo che tanto
lo amava; ma lascia anche un
grande messaggio di dedizione
al lavoro di evangelizzazione.
Padre Bruno sarà sempre fonte
di ispirazione per coloro che credono nel vangelo come potente
mezzo di trasformazione, specialmente per i più bisognosi”.
Francisco Batista
Infaticabile servitore
del vangelo
Ho conosciuto p. Bruno da
quando eravamo studenti di teologia: lui frequentava l’ultimo
anno, io il primo. Ci siamo poi
rivisti di sfuggita in Indonesia e
nel 1998 siamo partiti insieme
per il Mozambico. Subito ci sia-
mo cimentati nello studio della
lingua sena. Mi disse: “Imparerò
il sena, ma sarà anche l’ultima
lingua che studierò”. Poi, ci siamo lanciati nella parrocchia più
lontana della diocesi di Beira, a
Chemba, un’antica missione devastata dalla guerra. Dopo tre anni di duro lavoro nella missione
funzionava già la scuola superiore e le comunità cristiane crescevano a un ritmo... indiavolato.
A Charre, nella nuova parrocchia dov’è stato, p. Bruno aveva
cominciato con lo stesso entusiasmo. Si è dato da fare seguendo
lo stesso stile: annuncio del vangelo; visita alle comunità cristiane; la scuola e la formazione.
Il Signore lo ha chiamato a sé,
e noi lo ringraziamo per avercelo
■
donato.
p. Cesare Reghellin, sx
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”,
nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli auguri
con le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi è mai stato giorno che
abbia dato agli uomini ciò che la notte di
Natale ha loro portato? In quella notte gli
sventurati hanno acquistato un fratello,
gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un maestro, i re un modello, la
morte stessa un vincitore. Si rallegrino gli
uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina quando sorge il sole
a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la
grande aurora della nostra liberazione”
(25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che
“la grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre famiglie, per la nostra Italia e per tutto
il mondo, anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Nardo e Saveriani di Romagna
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
SALERNO
84135 SALERNO SA - Via Fra G. Acquaviva, 4
Tel. 089 792051 - Fax 089 796284
E-mail: [email protected] - C/c. postale 00205849
Uno scorcio di pellegrini arrivati in piazza san Pietro
da Salerno e Avellino per la canonizzazione di
mons. Conforti; a destra, il saveriano p. Antonio Chiofi
In festa per san Guido Conforti
Tre giornate davvero piene di fede
C
on lo slogan “da tutto il
mondo a Roma”, tanti pellegrini sabato 22 ottobre
hanno invaso il teatro Orione
per pregare, gioire, cantare con
san Guido Conforti, in tutte le
lingue. Era un intrecciarsi di
saluti, di esclamazioni, di gioia
e di stupore. Il “fare del mondo
una sola famiglia” si vedeva, si
toccava con mano.
Lo spettacolo dei giovani
Durante la veglia, alcune frasi
ci hanno guidato: “Io vi ho amati; vi ho scelti; vi ho inviati”.
San Guido ha parlato al nostro
cuore, lo ha riscaldato, ha dato
freschezza al nostro desiderio di
far conoscere Gesù a tutti. E poi,
via con lo spettacolo messo in
scena dai giovani di Salerno.
I popoli dei 5 continenti si sono
presentati con i loro suoni e colori, musiche e danze. E in mezzo
c’era san Guido. Ci ha comunica-
to il suo “audace progetto”: partire per annunciare Cristo. Così
nascono i saveriani, pronti e felici di andare con lui, per “fare del
mondo una sola famiglia”. Guido scrive una lettera ai giovani
per invitarli a mettere tutta la loro
vita a disposizione del vangelo e
seguire Cristo con gioia, come
hanno fatto Francesco Saverio e
tanti altri... Il musical riceve applausi scroscianti. Davvero bravi
i giovani di Salerno!
Un tripudio di gioia
Domenica 23 ottobre, piazza
San Pietro è un incontro di razze, colori, lingue. Tutti uniti nella gioia per far festa con i nuovi
“santi”. È sempre una meraviglia
scoprire come Dio abbia riempito di doni i suoi figli e figlie!
Arriva Benedetto XVI e tutta la
piazza vibra di gioia…
Il cardinale Amato, prefetto
della Congregazione dei santi,
p. OLIVIERO FERRO, sx
chiede al Papa di procedere alla
canonizzazione di mons. Conforti, don Guanella e madre Bonifacia; e fa una breve presentazione
di ciascuno. Seguono le litanie dei
santi. Subito dopo il Papa pronuncia le parole solenni della canonizzazione e le reliquie dei nuovi
santi vengono portate sull’altare.
La Messa continua con una gioia
in più, tutta spirituale, che trapela
attraverso i volti della folla.
Tre famiglie in una
Ci mettiamo in ascolto
dell’omelia del Papa, che ricorda le caratteristiche dei tre nuovi
santi. Ci ricordano l’esigenza
per ciascuno di noi che Dio sia
presente nella nostra vita. I santi
si sono lasciati trasformare dalla
carità di Dio, amandolo con tutto
il cuore e amando i fratelli.
La Messa continua nel raccoglimento, nella preghiera e nella
gioia interiore. A presentare le
Una famiglia, un padre nella fede
San Conforti con i saveriani del sud Italia
L
e tre comunità saveriane
del sud Italia (Salerno, Taranto e Reggio Calabria) si sono ritrovate a Salerno, in gioiosa fraternità, per fare festa con
mons. Guido Conforti, “santo”
da fresco. È sempre bello rivedersi, scambiarsi le notizie, condividere i progetti, pregare gli
uni per gli altri...
L’abazia di Cava de’ Tirreni
Il primo “assaggio” è stata
l’adorazione del giovedì sera.
Poi, via… che la festa cominci!
Venerdì 4 novembre siamo stati
alla millenaria abazia della Trinità a Cava de’ Tirreni. La visita
ci ha incoraggiato e meravigliato. Vedere come i nostri antenati
nella fede hanno costruito e vissuto la loro vita in questo luogo
santo ci ha fatto riflettere.
L’Eucaristia, concelebrata nella magnifica basilica e presiedu-
ta dal nostro “veterano” p. Francesco Cavallo, ha reso ancora più forte i legami tra fratelli
di un’unica famiglia missionaria, voluta dal nostro santo fondatore.
Domande spontanee
Una veloce visita anche alle saveriane di Cava de’ Tirreni
ci ha ricordato che insieme a loro e ai laici saveriani siamo un
bel terzetto, ispirato dal grande
cuore di san Guido. Nel pomeriggio, ci siamo riuniti a riflettere, con la guida di p. Alessandro, partente per la missione in
Thailandia.
Con l’aiuto di tre inni, ispirati
alla vita e al carisma di san Guido, abbiamo lasciato che emergessero in noi alcune domande:
rinnovo ogni giorno il mio “sì”
a Dio e alla missione? Conforti è
stato l’uomo delle “ripartenze”;
I saveriani di Taranto, Reggio Calabria e Salerno riuniti nell’abazia della Trinità,
a Cava de’ Tirreni, per celebrare san Guido Conforti
8
p. OLIVIERO FERRO, sx
sono disposto a partire e ripartire, per dove Dio vuole? Ho lasciato tutto, o devo ancora lasciare qualcosa per seguire Cristo?
Noi saveriani ci impegniamo
con tutte le nostre forze nel progetto di “fare del mondo una sola
famiglia”. Dobbiamo essere persone accoglienti, tra noi e con la
gente, senza dimenticare che il
nostro modo d’agire deve essere
una continua testimonianza.
Il sogno si concretizza
Il 5 novembre ci siamo trasferiti a Padula, nella celebre abazia, patria del poliziotto Joe Petrosino e luogo della morte di
Carlo Pisacane. La visita ci ha
illuminato gli occhi e riscaldato il cuore, perché abbiamo visto quali cose meravigliose l’uomo può fare. L’Eucaristia, vissuta ancora una volta insieme, e la
condivisione del pasto fraterno
hanno concluso questi due giorni saveriani.
Quando, nel dicembre 1930,
mons. Conforti venne a cercare una casa nel sud Italia, aveva tante speranze. Noi vogliamo
ancora realizzare concretamente
questo suo sogno. Con il suo aiuto, ce la metteremo tutta. E tornando ai nostri luoghi di lavoro
e di testimonianza, sappiamo di
essere un’unica famiglia; sappiamo che san Guido, nostro padre
nella fede, ci assicura la sua be■
nedizione.
offerte fino all’altare sulle alte
gradinate, con i saveriani ci sono anche le saveriane e i laici saveriani: le tre famiglie uscite dal
progetto di san Guido Conforti.
La Messa finisce, ma la festa continua nel pomeriggio con
i giovani, e il giorno dopo nella basilica di San Paolo fuori le
Mura con le professioni perpetue e l’invio in missione. Ci sono tanti motivi per dire: “Grazie,
san Guido: ci hai riempito di gioia e di santità!”.
■
Quel giorno “c’ero anch’io!”
NICOLINO FARESE
è
questa l’espressione che si
coglie sui volti delle migliaia di fedeli che mi passano a fianco in piazza San Pietro. La sensazione di vivere un
evento unico e di essere al centro del mondo, si è impossessata
di tutti, grandi e piccoli, giovani
e anziani. Il miracolo sognato da
Guido Conforti si sta compiendo. Quanti giovani, sull’esempio
di Saverio, hanno lasciato case
e affetti per andare lontano a incontrare il Signore nel volto dei
fratelli emarginati… Mons. Conforti aveva visto giusto: apparteniamo tutti alla stessa famiglia
umana. E ora, finalmente, arriva un riconoscimento ufficiale,
come a suggellare, con la santità, tanti sacrifici patiti in nome
di Cristo.
Come si fa a non sentire
l’emozione che sale, a non partecipare all’esuberanza dei giovani, ai loro canti, al loro battimani, al loro sventolio ondeggiante! Mi giro intorno e vedo folla
dovunque: un mare di cappellini
gialli e bianchi, cartelli, striscioni, bandiere... Poi arriva il Papa,
inizia la Messa e un religioso silenzio cala sulla piazza. Guido
Maria Conforti è “santo”!
■
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”,
nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli auguri
con le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi è mai stato giorno che
abbia dato agli uomini ciò che la notte di
Natale ha loro portato? In quella notte
gli sventurati hanno acquistato un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un
amico, i dotti un maestro, i re un modello,
la morte stessa un vincitore. Si rallegrino
gli uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina quando sorge il sole
a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la
grande aurora della nostra liberazione” (25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che
“la grande aurora” del Natale diventi un giorno di luce per le nostre
famiglie, per la nostra Italia e per tutto il mondo, anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Benigno e Saveriani di Salerno
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qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
22038 TAVERNERIO CO - Via Urago, 15
Tel. 031 426007 - Fax 031 360304
E-mail: [email protected]
C/c. postale 267229; Banca Raiffeisen, Chiasso C/c.p. 69-452-6
TAVERNERIO
La “dottora” della Brianza
Racconto di Natale che fa bene al cuore
C
i sono dottori che affermano: “tutti i bambini si
assomigliano, tutti i bambini assomigliano a Gesù”. Tra loro c’è
anche una pediatra il cui ambulatorio, specie nei mesi invernali,
è preso d’assalto da extra comunitari. Ecco il suo racconto.
L’ultimo paziente
Mancava una settimana a Natale. Dalle finestre del mio ambulatorio intravedevo la neve
cadere silenziosamente... Nella
sala d’attesa, l’ultimo paziente: un bambino di cinque anni,
riccioli scuri e pelle ambrata, mi
attendeva seduto sulle ginocchia
del papà. Era pallido e respirava
a fatica.
“Da tre giorni - dice papà
Giuseppe - ha febbre e tosse,
non mangia”. Mamma Maria mi
guarda preoccupata. Non capi-
sce l’italiano e il marito traduce
le mie parole.
Il piccolo Gesù invece parla
un italiano perfetto. “Mi fa male
qui”, ripete con voce flebile, indicandomi lo sterno. Auscultandolo, riscontro una polmonite.
Giuseppe mi chiede: “È possibile ricoverarlo in ospedale? La
nostra casa è umida e fredda e i
caloriferi non funzionano da una
settimana”.
Strane coincidenze
Predispongo il ricovero del
piccolo Gesù e rassicuro Maria,
mentre Giuseppe dice che sarebbero dovuti partire dopo qualche
giorno per trascorrere il Natale
dalla cugina della moglie, Elisabetta.
- “Sarò guarito per Natale?”,
mi chiede Gesù.
- “Certo! E potrai andare dalla
a cura di p. LINO MAGGIONI, sx
zia Elisabetta…”.
- “È importante che io sia
guarito per Natale. Ho molto da
fare...”.
Giuseppe mi spiega che loro figlio parla spesso in questo
modo e Maria dice che Gesù è
un bambino sorprendente, ma a
volte molto misterioso. “I bambini - li rassicuro - sono sempre
un po’ misteriosi”.
Che coincidenza, pensavo:
hanno i nomi della sacra Famiglia!
Avrei voluto condividere questi pensieri con loro, ma sapevo
che provenivano dall’Egitto, un
Paese islamico, e avrei rischiato
di urtare la loro sensibilità. Tenni
queste considerazioni per me e
compilai la scheda di ricovero.
Il segreto da mantenere
Qualche giorno dopo mi reco
In onore
di
san
Guido
Conforti
in ospedale a trovare il piccolo
Gesù. Mi dicono le infermiere:
“Lo sa che conosce la Bibbia
a memoria e la sta raccontando ai bambini ricoverati?”. Lo
trovo perfettamente in forma,
attorniato dai bambini. Mamma
Maria, vedendomi, mi viene incontro sorridente e mi stringe la
mano sussurrando l’unica parola
che conosceva bene in italiano:
“Grazie dottora!”. Sì, c’era veramente qualcosa di misterioso in
quel bambino!
Terminati i suoi racconti, mi
avvicino per salutarlo. “Ciao
dottora, oggi sto veramente bene. Scriverai la mia storia?”. Il
mio cuore inizia a fibrillare. Era
come se leggesse nei miei pensieri, perché subito aggiunge
sottovoce: “Ti svelo un segreto,
ma tu lo devi mantenere. Sono
Gesù Bambino. Sono venuto come di consueto a portare i miei
regali. Sapevo che tu avresti voluto almeno per un giorno essere
la pediatra di Gesù Bambino e
così mi sono ammalato e tu hai
potuto curarmi”.
Non sapevo se inginocchiarmi, se abbracciarlo... Mi sentivo
confusa. Non capita tutti i giorni
di visitare Gesù Bambino! Gli
do un bacio sulla fronte e lo saluto un po’ sconvolta.
“Scriverai questa storia?”
Il giorno dopo è la vigilia di
Natale. Alle 8 del mattino mi
reco in ospedale, ma il piccolo
Gesù era già stato dimesso in
ottime condizioni la sera prima.
Sento un gran vuoto. Avrei voluto rivederlo ancora una volta.
Mi fermo all’ufficio accoglienza
stranieri. L’infermiera è intenta
a spostare scatole di giocattoli,
vestiti e generi alimentari. Nella
notte, era arrivato un benefattore
anonimo. Aveva portato un gran
carico, senza essere visto. Aveva
lasciato solo un foglio con scritto: “per i poveri”.
Sorrido e penso a Gesù Bambino. Con un po’ di malinconia,
torno nel mio ambulatorio. Sulla
mia scrivania c’è un regalo. Lo
apro con emozione. È un quaderno azzurro, accompagnato da
un biglietto: “Cara dottora, grazie per avermi curato! Spero che
scriverai questa storia. Buon Na■
tale!”.
p. L. MAGGIONI, sx
Gli amici arrivati dalla Colombia per la canonizzazione di San
Guido Conforti hanno
trascorso un giorno a Tavernerio, prima di prendere l’aereo del ritorno,
alla Malpensa. Hanno
apprezzato l’olio d’oliva
e i dolci di Como. In Colombia diffonderanno
la devozione a San Guido. Con loro, p. Ballabio
(a sinistra) e il saveriano
colombiano p. Geraldo
Pretel.
Gli amici italiani accolgono la proposta di essere missionari e di avere
come terra di missione il rispetto degli altri e le azioni che fanno del bene
I NOSTRI AUGURI MISSIONARI
È tempo di Natale, di presepi, di auguri! I nostri auguri partono
dall’incantesimo del presepio: ci ricorda che Dio non si stanca di ricominciare. Davanti al presepio, tutti gli uomini di buona volontà incontrano il Bambino che ha in mano il futuro del mondo, depongono le
paure, imparano dai pastori a essere missionari della vita.
Quest’anno, il nostro presepio lo abbiamo preparato insieme, noi
e voi, amici italiani e svizzeri, quando ci siamo incontrati a Tavernerio. Quel giorno abbiamo sancito insieme il “patto per la missione”.
Ci siamo detti che vogliamo essere missionari e che la nostra terra di
missione è il rispetto e la gentilezza verso gli altri. Oggi abbiamo completato i personaggi del nostro presepio: abbiamo appoggiato sul
muschio tre bambini, per ricordare l’importanza che i bambini danno alla vita.
Venerdì 28 ottobre nella nostra chiesa, il sindaco di Tavernerio ha onorato san Guido con la serata musicale “Arpe in concerto”, con il conservatorio di Como.
Buon Natale!
p. Luigi e Saveriani di Tavernerio
SOSTIENI “MISSIONARI SAVERIANI”
8
“Grazie” allo scultore Alcide Gallani
che ha restituito candore
alla nostra Madonna di Fatima.
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Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
2011 DICEMBRE
VICENZA
36100 VICENZA VI - Viale Trento, 119
Tel. 0444 288399 - Fax 0444 288376
E-mail: [email protected] - C/c. postale 13616362
Ogni preghiera fa la differenza
Tre mesi intensi, con san Guido Conforti
C
ari amici di “Missionari
Saveriani”, già mi trovo
nella missione Amazzonica, dopo tre bellissimi mesi di vacanza in Italia. Qui le attività sono
riprese a pieno ritmo: festa del
patrono San Félix, Avvento, Natale... Ma porto ancora nel cuore
le numerose emozioni vissute
quest’estate, prima tra tutte la canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti a Roma.
Qualcosa di ben più grande
È indescrivibile l’esperienza
vissuta in quei giorni: vedere il
nostro padre Guido, proposto
come modello di santità per la
chiesa universale; respirare mondialità nella chiesa di San Paolo
fuori le Mura durante la professione perpetua e il mandato missionario a giovani coraggiosi, tra
cui una giovane famiglia partente per il Brasile... Tutto mi risuona nel cuore e lo riscalda.
Come famiglia missionaria,
abbiamo vissuto anche due lutti:
proprio durante il viaggio di ritorno da Roma, infatti, abbiamo
ricevuto la triste notizie che due
nostri confratelli - p. Bruno Boschetti in Mozambico e p. Giovanni Ceresoli in Scozia - sono
saliti al cielo. A darcene notizia
è stato lo stesso superiore generale che ci ha telefonato mentre
eravamo in pullman.
È stato proprio in quel momento che ho sentito risuonare
forti le parole del santo Guido
Maria: “Vengo a voi giovani
a chiedervi non un obolo, ma
qualcosa di ben più grande: il
sacrificio delle vostre giovinezze”! Ho sentito risuonare anche
le parole di san Francesco Saverio: “Vedendo le moltitudini, mi
vien voglia di gridare ai giovani
delle università: ci sono milioni
di persone che stanno aspettando l’annuncio del vangelo, ma
mancano i missionari. Non abbiate paura di offrirvi per questa
nobile causa!”.
Grazie per il sostegno!
Cari amici, in questi mesi di
riposo, con l’aiuto dei miei famigliari, dei confratelli, delle parrocchie e dei gruppi missionari,
sono riuscito a incontrare tanti
giovani e adulti; ho potuto anche raccogliere i frutti della vostra generosità, da portare nella
parrocchia di San Félix. Di tutto
questo ringrazio le tante persone
che, come la vedova del vangelo lodata da Gesù, hanno offerto
quel poco che avevano, frutto di
tanto sacrificio in questo tempo
di crisi economica mondiale: il
Signore vi ricompensi con larghezza infinita.
Mentre ringrazio tutti voi,
amici e benefattori, per la vostra
vicinanza, vi chiedo di continuare a pregare con tutto il cuore il
I tanti volti dei saveriani
Emozioni e commenti per san Guido
è buona per
L’ occasione
ringraziare gli ottimi or-
ganizzatori del pellegrinaggio a
Roma, per la canonizzazione di
mons. Guido Conforti. Anche
le belle giornate di sole sono
state un dono del Padre Eterno,
con il gentile tocco del nostro
santo. Ecco le parole di alcuni
pellegrini.
Il grande “sognatore”…
Avevo poco più di due anni
quando i saveriani, o meglio
mons. Conforti, sono entrati in
casa Rigon attraverso il piccolo
Marino, oggi “padre Marino”.
Nel “nido” di padre Uccelli
8
si allevavano gli “aquilotti”, destinati ai vari Paesi del mondo.
Attraverso i messaggi di nostro fratello Marino, era Guido
Conforti che ci faceva respirare
atmosfere provenienti da tante
nazioni (Cina, Giappone, Sierra
Leone, Brasile...), e che poi si
allargavano a tutti gli orizzonti.
Avevamo capito che “il sognatore” era mons. Conforti, divenuto
uno di famiglia, uno da pregare
insistentemente per ottenere grazie e miracoli…
Il miracolo è avvenuto nel
veder sfilare sotto i nostri occhi mondi lontani, allora sconosciuti… A piazza San Pietro,
dunque, l’armonica composizione si è formata nella varietà: Indonesia
e Bangladesh, Messico
e Colombia, Camerun e
Congo, Sierra Leone e
Mozambico, Brasile e Filippine...
Ecco il miracolo: stringere il mondo in una rete
e far diventare tutto famiglia, con in mezzo a tutti
e dentro il cuore di tutti il
nostro “san Guido”.
Annunziata Rigon,
Villaverla
Un momento della processione offertoriale
a San Paolo fuori le Mura
“Lascia che pianga!”
Non sono un grande
estimatore della chiesa; a
Messa ci vado solo qualche volta. Ma quella mat-
p. PAOLO ANDREOLLI sx
a cura di p. LUCIANO BICEGO, sx
tina, nella chiesa di San Paolo
fuori le Mura, mi sono trovato
a piangere di commozione. Non
avevo mai visto una cosa simile:
Tante razze diverse e tanta armonia tra loro! La moglie, a fianco,
mi ha chiesto cosa avessi, se non
mi sentissi bene... Le ho risposto: “Lascia che pianga, perché
questo pianto mi fa bene; non ho
mai sperimentato una chiesa così!”. un pellegrino Vicentino
Il bene c’è, eccome!
Il pellegrinaggio è stato un
momento di grazia, che mi ha riempito l’anima e risvegliata nello spirito. Ho condiviso momenti
di fede autentica, in semplicità e
vera amicizia, incontrando tanti pellegrini come me, che mi
hanno aperto il cuore. Mi sono
sentita fortunata.
Sono una madre di due figli.
Mi sono commossa allo spettacolo di sabato sera, dove i ragazzi di Salerno ci hanno coinvolti
con il recital strepitoso. Il bene
c’è eccome! Non dimenticherò
facilmente il loro carisma coinvolgente, la loro gioia nel canto e il loro impegno. Fantastica è
stata anche la celebrazione di lunedì a San Paolo fuori le Mura.
Lo Spirito Santo ha infiammato i
nostri cuori donandoci vera commozione e il desiderio di portare
lo spirito missionario attraverso
il nostro agire quotidiano al mon■
do intero. Lucia
Padre Paolo Andreolli (primo a sinistra), saveriano vicentino e missionario in Amazzonia, con un gruppo di amici che sono venuti a trovarlo da Desio;
con loro anche p. Renato Trevisan e p. Luciano Bicego
Signore, perché mandi operai
nella sua messe. La messe già
biondeggia, c’è molto da raccogliere; ma mancano operai e
operaie...
Con voi la missione
si rafforza
Coraggio giovani, non abbiate
timore! Abbiamo tutti una sola
vita, e credetemi, donarla a Dio
per la missione ne vale proprio
la pena! Il Signore continua a
chiamare, non abbiate paura di
rispondergli “sacrificando le vo-
stre giovani vite”.
Cari amici, il Signore vi benedica per il molto che state facendo per la missione. Non smettete
di pregare per noi missionari. Vi
posso confermare che ogni vostra
preghiera fa la differenza nel cuore dei missionari; ogni preghiera
e sacrificio offerto rinforza la nostra missione “in prima linea”, e
la rende feconda per la gloria di
Dio. San Guido Conforti benedica la sua famiglia missionaria e
tutti coloro che la sostengono con
la loro generosità.
■
Sostieni “Missionari Saveriani”
Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”,
inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per
l’anno 2012. Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli
11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un
abbonamento anche a qualche famigliare e amico, inviandoci
l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra
la gioventù, e l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle
menti e ai cuori”. Il vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
p. Elio Cosma e Saveriani di Vicenza
FELICE NATALE AL MONDO INTERO !
La bella fantasia di quattro cuginette
Siamo quattro cuginette di Vicenza, dagli 8 ai 12 anni: Benedetta e
Valentina, Chiara e Sara. Da quattro anni organizziamo a casa di nonna
Daniela una festa alla quale invitiamo gli zii e i cugini più piccoli. Allestiamo una pesca di beneficenza, una mostra di quadri dipinti da noi, un
piccolo spettacolo teatrale e un rinfresco finale. I soldini raccolti li portiamo ai saveriani di Vicenza per i tanti bambini più bisognosi di noi.
Quest’anno ci siamo trasformate in guide turistiche e, dopo aver
studiato, abbiamo portato parenti e amici a visitare il museo diocesano di Vicenza, con offerta libera. Abbiamo anche scritto delle poesie
raccolte in un libro che abbiamo venduto ai nostri parenti, sempre generosi. Siamo felici e soddisfatte: 100 euro raccolti!
Con nonna Daniela siamo
andate dai saveriani, abbiamo visitato il parco con gli
animali, abbiamo detto le nostre preghiere nella chiesetta
dove riposa padre Uccelli. Poi,
abbiamo incontrato p. Giovanni Zaltron, che ci ha conquistato leggendo a voce alta
alcune delle nostre poesie.
E ora al lavoro per il prossimo anno. Di idee ne abbiamo tante!
E noi missionari saveriani
di Vicenza, alle cuginette e a
tutti voi diciamo:
Felice Natale!
Benedetta, Chiara, Sara e Valentina…
giovanissime animatrici missionarie,
con la guida di nonna Daniela
2011 DICEMBRE
ZELARINO
30174 ZELARINO VE - Via Visinoni, 16
Tel. 041 907261 - Fax 041 5460410
E-mail: [email protected] - C/c. postale 228304
Giornate davvero speciali / 1
In tanti a Roma per mons. Conforti “santo”
da Zelarino abbiamo
A nche
raggiunto Roma per par-
tecipare alla canonizzazione di
mons. Conforti, fondatore dei
saveriani. Sabato 22 ottobre siamo partiti in 47, tra cui due saveriani, tre saveriane e suor Maria
Grazia del centro missionario.
Sabato pomeriggio, al teatro
Orione, la veglia di preghiera e
il bel musical sulla vita e il ca-
risma del Conforti sono stati il
primo incontro fraterno e gioioso con i saveriani e tanta gente,
di nazioni e culture diverse.
Un sms da Venezia
Domenica 23 ottobre alle 7 e
30 in piazza San Pietro c’era già
tanta gente: incontri, abbracci,
sventolio di foulard, gioia su tutti
i volti. Arriva un sms: “Un saluto
a cura di p. FRANCO LIZZIT, sx
e una preghiera in questo giorno
di festa per te e per tutti i saveriani, per tutta la chiesa. Un abbraccio, don Danilo”. Con lui sentiamo vicina tutta la chiesa di Venezia. Sono le 9 e 50 e mi chiama
p. Giancarlo: anche lui, rimasto a
Zelarino per impegni pastorali, è
spiritualmente presente.
Arriva puntuale la solenne
dichiarazione del Papa. Grazie
I pellegrini veneziani a Roma per la canonizzazione di san Guido Conforti, all’esterno della basilica di San Paolo fuori le Mura
Giornate davvero speciali / 2
Catene: un clima di vera festa
vari anni il gruppo misD asionario
della parrocchia di
8
Catene collabora con i saveriani
di Zelarino per organizzare le veglie missionarie diocesane. L’amicizia che lega il nostro gruppo a p.
Franco, la sua gioia e il suo entusiasmo per il pellegrinaggio mi
hanno spinto a parteciparvi.
La veglia di preghiera al teatro Orione ha coinvolto tutti
dall’inizio: la gente è in piedi
che prega e canta. Che bella immagine! Non è stato da meno il
recital sulla vita di mons. Conforti. La stanchezza ha lasciato il
posto alla gioia e all’entusiasmo,
trasmessi dai giovani di Salerno,
protagonisti sul palco.
Domenica mattina, sono quasi le 10, e manca poco all’inizio
della Messa: il sole fa capolino
tra le nubi e arriva il Papa per
la solenne celebrazione. Guido
Conforti è proclamato “santo”, e
la gioia diventa immensa!
Il giorno dopo, il copione è simile. Ci rechiamo nella basilica
di San Paolo fuori le Mura per
la Messa di ringraziamento, con
la professione perpetua di otto
giovani saveriani e la consegna
del Crocifisso ai partenti per le
missioni. Le letture bibliche e le
preghiere sono proclamate in diverse lingue: il mio pensiero va
subito all’universalità e missionarietà della chiesa. L’intronizzazione del vangelo e la processione offertoriale internazionale,
con canti e danze, si svolgono in
un clima di festa.
Sono le 12,30 e mons. Biguzzi impartisce la benedizione finale. Sono talmente coinvolto nella
GIANLUCA ZANARDO
celebrazione, da non accorgermi
del tempo che è trascorso. Questi
sono i saveriani; questo è il loro
spirito: lo spirito che trasmettono
anche in terra di missione! ■
Il 5 novembre, abbiamo festeggiato la solennità di san Guido
con il “gruppo di preghiera”; non tutti hanno potuto partecipare,
ma la gioia e la preghiera erano per tutti
Un’immagine su tutte
con il Papa è stato
L’ incontro
il momento più significa-
tivo del pellegrinaggio a Roma.
La “sua casa” era rappresentativa di tutto il mondo. In questa
celebrazione ho compreso che il
Papa è veramente segno di Colui
che tutti unisce e attira a sé: Gesù Cristo. L’ultima parte del pellegrinaggio, nella basilica di San
Paolo, ha lasciato nei nostri cuori una gioia immensa: la Messa
dei popoli è stata un grande inno
di lode a Dio, in ringraziamento
per la santità di Guido Conforti.
Abbiamo visto persone che
si abbracciavano dopo tanti an-
LUISA RAMPAZZO
ni di lontananza, amici che si
sono ritrovati, saveriani passati
per Zelarino che hanno ricordato i momenti trascorsi insieme...
Ma l’immagine che mi sono portata a casa è quella del Crocifisso che p. Rino Benzoni, superiore generale, ha affidato agli amici dell’Indonesia perchè lo consegnassero a uno dei nove ragazzi che hanno fatto la professione
perpetua: l’unico che non ha potuto essere presente perchè ammalato. Le lacrime di p. Rino le
porteremo nel cuore, come monito alla preghiera per le vocazioni missionarie.
■
a Benedetto XVI e lode a Dio,
grande nei suoi santi! Dai cuori
è salita subito una preghiera al
“santo” Guido: gli affidiamo le
ansie e speranze nostre e di tutta
l’umanità. Nell’omelia il Papa
traccia le caratteristiche di san
Guido, che ha saputo ripartire
anche dagli insuccessi, e ha cercato di portare a tutti l’annuncio
del vangelo.
La grande famiglia
di popoli
Ecco le emozioni vissute dagli
sposi Daniele e Stefania, della
parrocchia di Catene, Marghera.
“Al teatro Orione eravamo
insieme a persone di ogni età e
nazione, tutti venuti a far festa,
ad acclamare il nuovo «santo».
La preghiera era in varie lingue
e noi ci siamo sentiti in una famiglia di popoli e nazioni.
Bella è stata la Messa a San
Pietro, ma forse le emozioni più
forti le abbiamo provate lunedì 24
ottobre a San Paolo fuori le Mura
nella liturgia di ringraziamento.
Ogni istante della celebrazione
è stata una sorpresa. Mi ha stupito la spontaneità dei saveriani,
che anche durante la processione
all’altare (circa 300 sacerdoti) si
fermavano per salutare.
All’offertorio, tutte le nazioni,
nel folclore dei propri costumi,
hanno portato i loro doni con danze e canti; anche noi abbiamo partecipato battendo le mani a ritmo.
Ci ha commosso la professione
perpetua di otto giovani saveriani
e la consegna del Crocefisso ai
partenti per la missione”.
La voce dei più giovani
Tra i nostri pellegrini c’erano
anche alcuni under 20, con le loro famiglie. Ecco il racconto di
due ragazzi e una mamma.
“Aver partecipato a questa
esperienza è stato per me di
grande aiuto, perché mi ha arricchito sotto vari aspetti. Ho
conosciuto persone con le quali
ho condiviso un clima di affetto
e armonia. La cosa che più mi
ha colpito è stata la celebrazione
in piazza San Pietro; sono rimasta profondamente stupita dalla
quantità di persone provenienti
da tutto il mondo, accomunate
dallo stesso sentimento d’amore
per Dio” (Irene, 18 anni).
“Mi è piaciuto il clima che
si è instaurato tra me e gli altri,
anche se c’era differenza di età.
Mi ha colpito l’immensità della
gente presente in piazza San Pietro. A San Paolo fuori le Mura
mi hanno attratto le immagini
dei Papi e mi sono piaciuti i giovani dei vari paesi del mondo,
quando hanno portato i loro doni all’altare durante l’Eucaristia”
(Pietro, 13 anni).
“Vedere i miei figli coinvolti e
partecipi nell’esperienza cristiana è diventato il centro di questo
pellegrinaggio. Ho avuto l’occasione di conoscere e condividere
momenti speciali con alcune persone che hanno scelto di donare
la loro vita agli altri: mi hanno
trasmesso la loro gioia (mamma
■
Adriana).
NATALE: GLI AUGURI DI UN SANTO
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”,
nell’anno della canonizzazione del nostro fondatore san Guido Conforti, ci facciamo gli auguri con
le sue stesse parole:
“Vi annuncio una grande letizia: è nato il Salvatore del mondo. Vi è mai stato giorno che abbia dato agli uomini ciò che la notte di Natale
ha loro portato? In quella notte gli sventurati hanno acquistato un fratello, gli schiavi
un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un
maestro, i re un modello, la morte stessa un
vincitore. Si rallegrino gli uomini nel Signore, come la terra si rallegra ogni mattina
quando sorge il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora della nostra liberazione” (25 dicembre 1927).
Carissimi, facciamo in modo che “la
grande aurora” del Natale diventi un
giorno di luce per le nostre famiglie,
per la nostra Italia e per tutto il mondo,
anche per l’intercessione di san Guido Conforti.
Buon Natale! Felice Anno 2012!
p. Giancarlo e Saveriani di Zelarino
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Invitiamo tutti gli amici a sostenere “Missionari Saveriani”, inviando un contributo alle spese di stampa e spedizione per l’anno 2012.
Il contributo minimo annuale è di 10 euro per gli 11 numeri del mensile, versabili con il C/cp allegato. Regalate un abbonamento anche a
qualche famigliare e amico, inviandoci l’indirizzo esatto.
Diceva san Guido Conforti: “Lavoriamo a diffondere largamente
la stampa missionaria; diffondiamola specialmente fra la gioventù, e
l’ideale missionario non tarderà a rifulgere alle menti e ai cuori”. Il
vostro sostegno ci accompagni, mentre annunciamo il vangelo ai popoli della terra. Grazie!
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