Giornale dell’Organizzazione cristiano-sociale ticinese
4 maggio 2006 - Anno LXXIIX - N. 7 - franchi 1 - G.A.A. 6900 Lugano
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Prossimo numero: 18 maggio 2006
Primo Maggio a Manno
L’OCST a fianco dei giovani disoccupati pagine 2-3
Alle urne il 21 maggio
Ecco perché votare due volte «No»
pagine 4-5
2
SINDACATO EVENTI
4 maggio 2006
LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE AL CENTRO DEL DIBATTITO DEL PRIMO MAGGIO A MANNO
Il mondo del lavoro non è in festa
Una provocazione che, nella giornata dedicata ai lavoratori, risuona come un
monito all’economia e alla politica, che non devono dimenticarsi dei giovani
ratore, che è così costretto a
sul loro camfare i conti con la precamino dopo la
rietà». Robbiani ha anche
formazione.
un mondo del lavoro
accennato al fenomeno dei
«Il rifiuto da
intriso di contraddizioworking poor («Il lavoro
parte delle
ni e difficoltà quello
appare oggi svilito e oltragaziende e l’edescritto da Meinrado Robgiato. Ci sono lavoratori
sclusione dal
biani nel giorno della festa
poveri che hanno difficoltà a
mondo
del
dei lavoratori. Un Primo
far quadrare i conti») e ai
lavoro sono
Maggio che risulta però offulauti compensi dei manager
un’esperienscato dalle cifre sempre più
svizzeri («È stomachevole
za
demotiallarmanti sulla disoccupavedere che molte aziende
vante e disezione giovanile. Questo il
riconoscono ai quadri retriducativa per i
tema del dibattito organizzabuzioni faraoniche»).
giovani ma
to dall’OCST nella sala AraE ha sottolineato che «in
anche per chi
gonite a Manno e moderato
questo quadro fatto di derive,
ha qualche
dal presidente Romano
in cui vi è anche una dissoanno in più.
Rossi, al quale hanno parteciazione tra capitale e lavoro,
Ma non dobcipato circa 200 persone, tra
serve un Primo Maggio che
biamo arrencui anche esponenti del
vivifichi il lavoro». Il copresiderci di fronte
mondo politico: il consigliere
Meinrado Robbiani.
Sergio Montorfani.
dente ha ricordato anche le
a queste diffidi Stato, Luigi Pedrazzini, e
linee di impegno dell’OCST
coltà e nepil presidente del Ppd, Fabio
per combattere la disoccupapure di fronte
Bacchetta-Cattori.
zione, basate sul sondaggio condotto all’inizio
all’oppressione data dalla flessibilità, cercata
Il segretario cantonale del sindacato ha sotdell’anno (vedi il Lavoro del 13 aprile).
soprattutto dall’azienda e non insieme al lavotolineato le difficoltà che i giovani incontrano
Antonella Sicurello
È
4 maggio 2006
SINDACATO EVENTI
3
stare attenzione a non geneUN FENOMENO SENZA FINE
DOV’È L’IMPRESA ETICA?
rare la guerra tra generazioIl quadro poco festoso dipinto da Robbiani è
È poi intervenuto Nando
ni». Secondo Montorfani, in
stato completato da Sergio Montorfani,
Ceruso, vicesegretario canTicino anche la presenza di
responsabile della Sezione cantonale del lavotonale, che ha posto l’accenmolti lavoratori frontalieri e di
ro, con i dati sulla disoccupazione, che colpito sulla necessità di rivedere
distaccati ha effetti sulla
sce soprattutto i giovani. «Perché in momenti
il modello di impresa, che è
disoccupazione.
di crisi come quello attuale, le aziende preferiun bene comune della
scono licenziare i giovani - ha spiegato - La
società e non proprietà di un
E LE AZIENDE CHE FANNO?
disoccupazione giovanile reagisce più velocesingolo azionista. «L’OCST
Poche opportunità, dunque,
mente alle sollecitazioni del mercato del lavodeve accentuare il confronto
per i giovani. Eppure non è
ro. Per questo il tasso di disoccupazione giodialettico che denudi un
sempre stato così. Lo ha ricorvanile sarà sempre più alto della media. Purcerto modo di fare impresa.
dato Mariano Morace, retroppo in Ticino non si riesce ancora a vedere
Bisogna tornare all’impresa
sponsabile selezione, formala fine di questo trend negativo».
etica, perché malgrado la
zione e sviluppo del personale
Nel 2005, in media, i giovani disoccupati
nostra società sia opulenta,
della Radio televisione della
(quelli tra i 15 e i 24 anni) erano 1.215 su un
ci sono lacerazioni sociali
Svizzera italiana (Rtsi), parlantotale di 7.218. A questi bisogna aggiungere le
preoccupanti».
do della sua esperienza: negli
persone che, sebbene non abbiano un lavoro,
Ha preso la parola anche
Mariano Morace.
anni Settanta era il lavoro che
non si annunciano alla cassa disoccupazione.
Fabio Bacchetta-Cattori,
cercava i giovani, e a lui fu
Quindi il numero dei giovani disoccupati
che ha portato la sua espeofferto un posto come insepotrebbe essere addirittura il doppio.
rienza personale, legata alla
gnante. Altri tempi, e lo dimostra anche l’elevaLe professioni più colpite sono quelle comnascita, a Locarno, agli inizi degli anni Ottanta,
to numero di persone che hanno partecipato al
merciali, amministrative e della vendita (circa il
dell’associazione giovanile Tazebau. «All’epoconcorso per praticante redattore dello scorso
50 per cento) e quelle alberghiere (10 per
ca avevo 18 anni e il nostro obiettivo era far
anno: su 240 candidati, 190 avevano i requisiti
cento).
aprire la società ai giovani. In 25 anni sono stati
richiesti, ma ne furono assunti solo cinque. «Agli
Montorfani ha poi citato i principali strumenti
realizzati diversi progetti, tra cui il Palagiovani,
altri cerchiamo sempre di rispondere, ma capia disposizione per combattere la disoccupacon un ostello della gioventù, una radio privasco il loro senso di frustrazione dopo una rispozione: corsi di formazione, programmi occupata, Radio Fiume Ticino, e un’accademia di musta negativa».
zionali, sussidi per i datori di
sica moderna.
La Rtsi contribuisce a forlavoro che assumono disocSi è così dato
mare i giovani. «Attualmente
cupati, semestre di motivaziolavoro a 40 perlavorano in azienda sei
ne, stage, aziende di pratica
sone».
apprendisti ma puntiamo ad
commerciale (in Ticino sono
Il presidente
aumentarne il numero nei
tre, tra cui Euromoda dell’OCPpd ha concluprossimi anni - ha spiegato
ST, che formano circa 150
so
con
un
Morace - Stipuliamo contratgiovani all’anno).
appello ai gioti di formazione-lavoro: ogni
Sulle strategie da adottare,
vani, che devoanno prendiamo 2-3 giovani.
Montorfani non ha dubbi. «La
no credere nelle
Inoltre, diamo la possibilità di
disoccupazione è un fenomeproprie capasvolgere un praticantato:
no omogeneo: quella giovanicità, e all’ecoattualmente sono 16 i giovale segue la tendenza generanomia e allo
ni in formazione».
le e quindi per ridurla occorre
Stato, che dePer la Rtsi però i tempi non
diminuire l’insieme della
vono dare più
sono facili e assumere non è
disoccupazione. E poi non
possibilità e ficosì evidente. Basti pensare
bisogna dimenticare che il
ducia alle nuoche nei prossimi cinque anni
mercato del lavoro è uno solo:
ve leve, rilanil 20 per cento del personale
se si favorisce l’assunzione di
ciando l’occuandrà in pensione e non sarà
giovani si penalizzano i meno
pazione giovasostituito in toto.
giovani. Quindi bisogna prenile.
Fabio Bacchetta-Cattori.
Nando Ceruso.
Noi giovani snobbati
dalle aziende
rienza a relazionare con persone attive nelle
aziende. La cosa più brutta della disoccupazione - ha concluso - è non poter realizzare i
propri sogni. Da studente credi di poter dare
un apporto decisivo a un’azienda, ma poi l’entusiasmo viene frenato perché non si riesce a
entrare nel mondo del lavoro. E stare a casa
portare la propria testimonianza di giovani disoccupati sono stati chiamati sul palco Benedetta Rigotti,
28 anni, laureata in Scienze della comunicazione, e Andrea Paganucci, 20,
diplomato alla Scuola di commercio.
Benedetta ha raccontato che, dopo la
laurea conseguita nel 2001, ha vissuto
un anno in disoccupazione. «Era difficile ottenere dei colloqui con le aziende:
sono riuscita a farne solo cinque e sono
stata assunta tre volte. Ho avuto due
grosse esperienze professionali in una
banca multinazionale e in un piccolo
ufficio. Quando sono rimasta senza
lavoro, mi sono data da fare, intraprendendo attività indipendenti. Ma non è
Benedetta Rigotti.
così semplice, visto che non si ha espe-
A
Andrea Paganucci.
è molto deleterio perché ci si sente inutili».
Andrea ha sottolineato un paradosso del
mercato del lavoro. «Le aziende cercano personale con esperienza. Ma noi giovani come
facciamo a rispondere a questo requisito se
non ci assumono o perlomeno non ci danno la
possibilità di formarci?». Con in mano un
diploma alle commerciali, Andrea non
ha ancora trovato un impiego. «Purtroppo i datori di lavoro non rispondono
alle richieste - ha continuato - Nel periodo di disoccupazione ho svolto una pratica commerciale a Euromoda di Chiasso, l’azienda virtuale dell’OCST, che mi
ha dato l’opportunità di fare esperienza».
Per il futuro Andrea ha un progetto.
«Credo che in situazioni così difficili
ognuno debba adottare la propria strategia. Per quanto mi riguarda ho deciso, con il supporto della mia famiglia, di
andare sei mesi in Germania, visto che
le aziende cercano personale che
conosca le lingue».
4
TICINO POLITICA
4 maggio 2006
Con l’oro della Banca nazionale
una Fondazione per aiutare l’economia
Che potrebbe finanziare la nascita e lo sviluppo (il cosiddetto «start-up») di nuove
imprese in Ticino. Con un importante obiettivo: generare occupazione durevole
Roberto Poretti*
arlare della costituzione di
una nuova Fondazione, ne
sono cosciente, suscita oggi
in Ticino ilarità o, al contrario, rabbia. Lo devo comunque fare perché
sono convinto che è questa la via
migliore per impiegare al meglio,
nell’interesse delle attuali e future
generazioni, una parte consistente
dei proventi derivanti dalla vendita
dell’oro in esubero della Banca nazionale.
Per migliorare le finanze di uno Stato non vi
è solo la via dei tagli alla spesa pubblica e/o
dell’aumento delle imposte, ma vi è anche
quella della promozione economica che, se
fatta in modo oculato, produce nuovi impieghi,
nuovo valore aggiunto e nuovi redditi che, a
loro volta, a medio e lungo termine, generano
nuovi introiti per lo Stato.
Lo hanno capito molti Paesi europei (cito,
quale esempio, l’Irlanda che, grazie a una politica economica molto aggressiva ed efficace,
negli ultimi 10-15 anni ha compiuto passi da
gigante sul piano economico e occupazionale)
e, anche, diversi Cantoni svizzeri. Penso in
particolare (ma la lista sarebbe più lunga) ai
cantoni duramente colpiti dalla crisi orologiera
degli anni Settanta e, più recentemente, al Vallese e a Friborgo.
Questi Cantoni prevedono dei veri e propri
incentivi volti sia ad attirare imprese dall’estero,
sia - ed è qui il punto - ad avviare nuove aziende indigene che nascono dalla valorizzazione di
idee o progetti nati da studi accademici, dalla
ricerca scientifica o semplicemente dalla creatività di persone o team di persone che non possiedono tuttavia i mezzi finanziari per poter dare
avvio e realizzare quanto hanno in testa.
P
In Ticino, la politica di promozione economica (turismo a parte) si concentra praticamente
sul solo settore industriale e, quale strumento
Ecco perché votare
«No» il 21 maggio
OCST invita a votare «No» alla proposta del Gran Consiglio di utilizzare una
parte del provento dell’oro della Banca
nazionale (280 milioni di franchi) per un ammortamento straordinario del debito del Cantone.
Questa entrata è straordinaria e quindi
anche la sua destinazione deve essere
straordinaria. L’OCST propone di impiegare
L’
principale, prevede, da diverso
tempo ormai, solo l’esenzione fiscale sugli utili (e sul capitale) conseguiti, che si applica a quelle imprese
(provenienti dall’estero o già presenti in Ticino) che realizzano investimenti considerati innovativi. Di fatto,
quindi, chi, ad esempio laureatosi al
politecnico o all’università, oppure
dopo un’esperienza professionale in
una grossa azienda, matura un’idea
innovativa - poniamo nel campo dell’informatica, delle scienze della comunicazione, dell’architettura o in un altro settore non
industriale - e desidera trasformare quest’idea
in un nuovo prodotto o servizio offerto da una
nuova azienda, non ha diritto ad accedere agli
«incentivi» (più indicato sarebbe parlare di
«premi») del Cantone. E poi, anche se avesse
tale diritto, non saprebbe che farsene poiché
non è certamente con l’esenzione fiscale che
potrà finanziare la concezione, l’avvio, lo sviluppo e il consolidamento della nuova azienda,
altrimenti detta «start-up».
Per aiutare concretamente queste nuove
imprese a nascere e a svilupparsi (ciò vale
beninteso pure per chi vuole avviare da zero
nuove attività nel campo industriale e dei servizi e non possiede sufficiente «capitale di partenza»), visto che ormai le banche non sono
più disposte a concedere prestiti senza garanzia, si impone, a mio avviso - come hanno bene
avvertito diversi Cantoni - qualcosa di nuovo.
Ritengo che proprio la costituzione di una
Fondazione avente lo scopo di finanziare, nei
dovuti modi, progetti meritevoli di sostegno, in
grado di creare nuovi impieghi e generare
nuovi redditi sia la risposta adeguata in Ticino
a questo bisogno. Gli scopi della Fondazione
potranno, se del caso, essere estesi ad altre
attività, purché il fine sia quello di far crescere
l’economia e generare occupazione durevole.
Per dotare questa Fondazione dei necessa-
l’importo in progetti che possano rilanciare l’economia ticinese. In questa direzione va
anche l’iniziativa «Un patto per l’economia e
l’occupazione» dei deputati Renato Ricciardi,
Giuliano Butti, Gianni Guidicelli e Lorenzo
Quadri. I parlamentari propongono quattro
indirizzi di impiego delle risorse.
1. Promozione dell’imprenditorialità, che
significa sostegno - con finanziamenti e fornitura di capitali alle nuove aziende in Ticino alle piccole e medie imprese con problemi di
successione a causa di motivi finanziari e a
strutture di consulenza e intermediazione.
ri mezzi finanziari si potrà attingere a una consistente quota dei proventi dell’oro della Banca
nazionale. Una parte (maggioritaria) di questo
capitale potrebbe essere investita sui mercati
finanziari e, con gli interessi che la Fondazione
incasserà da questi investimenti, si potranno
finanziare, a fondo perso, alcune attività (come
ad esempio studi di fattibilità, analisi di mercato eccetera), volte a definire se i progetti siano
o meno meritevoli di sostegno. Si potrà altresì
finanziare («seed-money») la fase di «avvio»
dei progetti più promettenti.
Un’altra parte (minoritaria) del capitale di
dotazione della Fondazione potrà invece essere direttamente «investita» (acquisendo partecipazioni oppure concedendo prestiti agevolati) in progetti considerati particolarmente interessanti. Le partecipazioni e i prestiti (con i
dovuti interessi) saranno poi restituiti dai beneficiari alla Fondazione dopo un certo periodo
(ad esempio cinque anni), concordato all’inizio
della collaborazione.
Un ulteriore cospicuo vantaggio di un simile
impiego del capitale a disposizione è che lo
stesso, pur essendo utilizzato per sostenere il
potenziamento e la diversificazione del tessuto
economico e occupazionale, non si esaurirà in
uno o pochi anni, ma, se ben gestito, si preserverà intatto nel tempo e sarà a disposizione di
diverse generazioni, anche tra 10 o 20 anni,
quando magari altri problemi, altrettanto gravi,
busseranno alle porte del Cantone.
Questa è una delle proposte contenute nell’iniziativa parlamentare generica inoltrata nelle
scorse settimane da alcuni deputati al Gran Consiglio (primi firmatari Renato Ricciardi e Lorenzo
Quadri), iniziativa che, a mio parere, merita la
massima attenzione nell’ambito della discussione sulla destinazione dei proventi dalla vendita
dell’oro in esubero della Banca nazionale.
*Economista e membro
del Consiglio esecutivo dell’OCST
2. Potenziamento dell’attività di ricerca,
di promozione dell’innovazione e del trasferimento tecnologico e rafforzamento delle formule di collegamento tra i centri che si occupano di ricerca.
3. Sostegno a progetti di reinserimento
di persone difficilmente collocabili, estensione delle misure per agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro dei giovani.
4. Una quota minoritaria del capitale potrebbe essere utilizzata per aiutare le persone
più bisognose (pensionati, famiglie monoparentali eccetera).
4 maggio 2006
TICINO POLITICA
5
«No» al cambiamento della Costituzione
in materia di formazione
Il Comitato docenti dell’OCST non accetta le modifiche in votazione il 21 maggio.
Il progetto HarmoS stravolgerebbe la scuola ticinese. Il sindacato non ci sta
peso nel momento in cui fosse
necessario negoziare per conservare il più possibile un proprio
modello di scuola.
l comitato OCST docenti
ritiene che la votazione del
21 maggio, con la quale il
popolo dovrà decidere se
accettare le modifiche della
costituzione federale in materia di formazione, sia di eccezionale importanza per il futuro
della scuola e della politica
scolastica in Ticino.
Se venissero accettate le
modifiche proposte (in particolare gli articoli 48a e 62) la Confederazione avrebbe la possibilità di imporre ai cantoni,
anche per quanto riguarda la
scuola dell’obbligo, l’accettazione di «trattati intercantonali» (art. 48) o perfino di emanare direttamente «le norme
necessarie», «se gli sforzi di
coordinamento non sfociano in
un’armonizzazione del settore
scolastico» (art. 62).
Le modifiche costituzionali
sono volute per consentire alla
Confederazione di obbligare
anche i cantoni recalcitranti ad
applicare il concordato intercantonale HarmoS (armonizzazione della scuola dell’obbligo) attualmente posto in consultazione (in Ticino questa si
concluderà a fine ottobre
2006).
I
Il «No» dei docenti OCST.
Il comitato OCST docenti invita
a respingere le modifiche costituzionali proposte che, se accettate, rischierebbero di condurre allo smantellamento della
scuola ticinese che conosciamo, la quale è certamente perfettibile, ma di gran lunga migliore
di quella che ci verrebbe imposta con HarmoS.
DALLE AZIENDE
Genitori senza stress
Cosa può desiderare un genitore? Far crescere i
figli in modo che siano sani, indipendenti, intelligenti e felici. Di cosa ha bisogno un bambino per
poter crescere in questo modo? Deve potersi sentire
al sicuro, amato e valorizzato, per sviluppare una
sana autostima. L’autostima è radicata nel nostro
profondo, si alimenta dall’opinione che abbiamo di
noi stessi, da come ci valutiamo. Questo si impara
In sintesi:
NO alle modifiche costituzionali perché siamo contrari al principio stesso di affidare alla confederazione un potere così ampio nel
campo della scuola dell'obbligo.
Tale decisione porrebbe fine a
una lunga e consolidata tradizione che, per quanto riguarda il Ticino, ha dato nel tempo buoni risultati, e nel complesso, un sistema
scolastico che altre parti della
Svizzera ci invidiano.
Questo non significa che ci
opponiamo alla necessità di coordinamento e che rifiutiamo di
muoverci in un quadro più ampio
di quello cantonale (cosa certamente necessaria); ma non a questo prezzo, non a queste condizioni.
NO perché il progetto Harmos, se generalizzato, stravolgerebbe completamente la nostra
scuola (esso prevede, infatti, tra
l’altro: 8 anni di scuola elementare, con inizio a 4 anni di età (2 di
pre-scuola più 6 di scuola elementare vera e propria) nella
quale si insegneranno due lingue
straniere; una scuola media di 3
anni (che si riducono a soli 2 per
chi prosegue negli studi).
È anche molto importante che il rifiuto in Ticino sia massiccio perché, se le modifiche
dovessero (come è probabile) essere accettate da maggioranza di popolo e cantoni, con un
«No» deciso il nostro cantone avrebbe più
NO perché, qualora il Ticino riuscisse a
evitare tutto ciò nell'immediato futuro, nulla ci
assicura che in un futuro più lontano possa
esserci imposto un modello anche peggiore.
da bambini, se i genitori sanno come fare. Ma l’educazione dei figli è una cosa nella quale noi tutti ci
improvvisiamo. Sappiamo che ci vuole amore ma
spesso ci rendiamo conto che ci vorrebbe un’informazione in più per superare dubbi e incertezze. Sbagliare è inevitabile. I genitori perfetti non esistono.
Tutto inizia con i nostri pensieri e il nostro modo
di guardare. Possiamo aiutare i nostri figli a superare dubbi e paure, ascoltandoli con attenzione,
indirizzando il loro pensiero su cosa vorrebbero
che succedesse, anziché su cosa temono che possa
succedere. I bambini che si percepiscono come
sani e felici hanno le premesse per essere davvero
sani e felici per tutta la vita.
Per essere più felice dobbiamo sostituire le preoccupazioni con una visione positiva di noi stessi,
delle nostre capacità, degli eventi, del nostro futuro, della vita. Quando riusciamo a mettere in pratica questo atteggiamento, siamo automaticamente un modello per i nostri bambini. A loro piacciono le storie che finiscono bene. Per questo
motivo dobbiamo cominciare da noi e fare il
primo passo. E chi non vorrebbe fare il primo
passo verso la felicità della sua famiglia?
Helen Donchi-Rütschi
www.familycoach.ch
6
SINDACATO PERSONAGGI
4 maggio 2006
Celina Merlini, una vita
con e per gli altri
Si è spenta all’improvviso nella sua Minusio. Da
sempre attiva nel sociale, era presidente dell’AAPI
don Emilio Conrad
mprovvisamente, con le mani colme di
bene profuso con grande generosità,
è andata incontro ai suoi cari che l’hanno preceduta». Così i famigliari di Celina Merlini hanno annunciato a tutti coloro che l’hanno
conosciuta, amata e stimata, la sua scomparsa
dalla scena di questo mondo. Un mondo, il
nostro, che pur nelle sue modeste dimensioni
provinciali, conosce tutti i valori, le aspirazioni e
le deficienze di una umanità turbata dalle incertezze che l’evoluzione socioculturale ha portato
con il progressivo affermarsi del fenomeno
«I
L’impegno nel sociale
elina Merlini nasce il 30 settembre 1933.
Frequenta le scuole elementari e ginnasiali in Ticino e poi, dal 1948 al 1951 frequenta l’Istituto di Ingebohl, dove ottiene il diploma di segretaria commerciale. Perfeziona la formazione con un anno supplementare a San
Gallo.
In seguito è assunta come responsabile della
gerenza comunale Avs di Minusio e dei Servizi
sociali del suo comune, funzione che esercita fino
al pensionamento. È membro attivo e impegnato
nella Commissione Casa Rea di Minusio e di
molte associazioni di carattere sociale e presidente di «Infanzia e Vita».
Nel 2001 assume la carica di presidente dell’Associazione anziani pensionati e invalidi dell’OCST, per la quale lavora con passione e dedizione. Lodevole il suo impegno profuso per incentivare i soggiorni organizzati dall’AAPI, in particolare quello estivo a Prato Leventina, voluto per
sua iniziativa, durante il quale si occupava in
prima persona degli anziani ospiti della Casa
Prà Verde.
Muore improvvisamente a Minusio il 25 aprile.
C
della cosiddetta «modernità».
Ci vuole molto coraggio e fiducia perseverante per affermare, e non solo a parole, che
in questo nuovo contesto esistenziale, resistono ancora quei valori di trascendenza e di
umanità, che fanno da supporto ai nobili sentimenti di giustizia, di solidarietà fraterna e di
rispetto della persona in tutte le sue legittime
aspirazioni.
Celina questo lo ha vissuto sin dalla sua
prima giovinezza alla scuola di una madre
profondamente religiosa. Il suo motto, continuamente ripetuto, «vivere con gli altri e per gli
altri», lo ha sempre tenuto vivo nel suo cuore e
in tutti i suoi molteplici impegni personali e
sociali.
Chi l’ha conosciuta nei diversi momenti
della sua vita, lo attesta con profonda e sincera ammirazione. Non possiamo dimenticare che la sua vocazione al servizio è pure
maturata alla scuola dello scautismo cattolico e proprio in quel settore dove la sofferenza e le limitazioni del disabile sanno
suscitare in molti solo sentimenti di dignitosa compassione.
Io l’ho potuta conoscere e apprezzare da
vicino solo da qualche mese, chiamato a
sostituire don Sandro Vitalini nel ruolo di
assistente spirituale dell’Associazione
Anziani dell’Organizzazione CristianoSociale Ticinese. Ed è soprattutto da quando Celina è stata eletta nel 2001 presidente
di questa istituzione che ha vissuto con passione e competenza il compito di promuovere e difendere i diritti e la dignità della persona anziana. Animata da quei principi
morali e religiosi che l’hanno accompagnata
fino dagli anni della sua giovinezza. Con
entusiasmo ha pure sostenuto la creazione
del Consiglio degli Anziani del Canton Ticino convinta che oggi, più che mai, gli anziani siano la vera forza della società.
La morte l’ha colta improvvisamente
quando c’era ancora molto da fare per dare alla
persona anziana la consapevolezza che il
nostro compito non si può limitare a esigere e
ottenere migliori condizioni di vita per chi non è
più in grado di sostenere convenientemente il
suo benessere materiale. Non di solo pane vive
l’uomo, ci ricorda il Vangelo. La vita che si volge
al tramonto ha bisogno di essere accompagnata non solo da gesti affettuosi ma anche dalla
fiduciosa speranza nella vita che va oltre le limitazioni della esistenza terrena. L’anzianità non
può vivere di soli ricordi, ma neppure di deboli e
false promesse.
Uno studio recente, citato dalla stampa locale, vorrebbe dimostrare che la nostra gente non
crede più alla vita eterna e alla eternità in generale. Neppure il fatto di essere credenti darebbe
più alcuna garanzia di serenità davanti alla
morte.
Se questo, tra noi, è il cammino futuro per la
nostra senescenza, dovremmo seriamente pensare che il saper morire con dignità va ben oltre
il diritto di evitare ogni forma di accanimento
terapeutico. Francamente dovrei dirti, Celina,
che te ne sei andata troppo presto e troppo in
fretta. Adesso tocca a noi, poveri cristiani, mettercela tutta per arrivare a farti compagnia con la
soddisfazione del dovere compiuto.
Ai famigliari di Celina va il paterno e affettuoso ricordo nella preghiera di Monsignor Vescovo e il sincero e riconoscente cordoglio di tutti i
membri dell’OCST, gli anziani e i dirigenti della
sua e nostra Associazione.
L’apostolo Paolo scrive nella sua seconda
lettera ai Corinti: «Animati da quello stesso spirito di fede da cui sta scritto: “Ho creduto, perciò ho parlato” (Sal.115,10), anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che Colui che
ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà
anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui
insieme con voi». Riposa in pace, Celina. Presto o tardi ci ritroveremo tutti insieme per far
festa con il Signore risorto.
La scomparsa di Mario Fenini. Il ricordo di un amico e collega
Adriano Pellandini
l 14 aprile è entrato nella Casa del Padre,
dopo una lunga malattia alternata da speranze e delusioni, l’amico e collega Mario
Fenini di Viganello. Fu uno zelante funzionario
delle Ptt che iniziò la carriera a Zurigo per poi
trasferirsi a Basilea.
Rientrato a Lugano, gli venne conferita la
nomina, dopo aver percorso i vari scalini gerarchici, di capo della distribuzione urbana degli
espressi. I colleghi di quei tempi lo ricordano
per il suo zelo e per la disponibilità ad aiutare
I
ovunque occorresse dare una mano.
Infaticabile e rapido nello svolgere le sue
mansioni, era apprezzato e benvoluto da tutti.
Si fece notare anche in seno alla Federazione
Cristiana del personale Ptt, assumendo un
posto nel comitato sezionale. Fu valido collaboratore nell’organizzare l’assemblea nazionale dei delegati, svoltasi a Lugano nel 1960.
Lo ricordiamo pure sempre presente in tipografia al momento di apporre le etichette-indirizzo a «Il Bollo» e, all’inizio d’ogni anno, impegnato nell’acquisizione della pubblicità.
In tutto quest’impegno non trascurò la fami-
glia: sposatosi con Luciana Ceccoli, divenne
padre di Massimo e di Fabrizio.
In età giovanile Mario trovò il tempo anche
per lo sport: appassionato di ciclismo, vinse il
campionato ticinese dei dilettanti e guidò, con
i suoi consigli e con l’esempio, altri giovani.
Ora il nostro carissimo Mario gode il Premio
eterno: la sua vita esemplare e le sofferenze
degli ultimi anni sono state il passaporto per
entrare nel Regno dei Cieli. I colleghi e gli
amici che l’hanno apprezzato e gli sono stati
vicini si associano al dolore della signora
Luciana, dei figli e dei parenti.
4 maggio 2006
SINDACATO ATTIVITÀ
7
■ VENDITA - L’OCST LANCIA L’ALLARME
La diffusione del morbo della precarietà logora il settore
Nando Ceruso
a vendita è uno dei rami che ha introdotto e applicato con maggiore anticipo e su
più larga scala alcuni emblematici modelli di flessibilità nell’organizzazione del lavoro.
Spicca, in questo ambito, il lavoro su chiamata, che aveva indotto l’OCST a intervenire ripetutamente e con vigore già nella prima metà
degli anni Novanta.
La precarietà fa però nuovamente capolino
sotto altre ma non meno preoccupanti spoglie.
In alcune aziende della grande distribuzione,
che dovrebbero fungere da esempio e da traino nelle condizioni di lavoro, si sta ricorrendo
in misura crescente a formule di flessibilità, che
penalizzano duramente il personale.
L’OCST intende contrastare queste nuove
derive, che comportano un deplorevole arretramento delle condizioni di lavoro e che penalizzano gravemente soprattutto il personale
con impegni familiari.
L
te frammentato e irregolare.
Un’ulteriore distorsione, generata da questa
aberrante politica del personale, consiste nel
privilegiare ormai le assunzioni a tempo parziale rispetto a quelle a tempo pieno. Esse
offrono infatti un maggiore margine di manovra
nell’impiego del personale durante le fasce
orarie, i giorni della settimana, i periodi del
mese o dell’anno a più elevata sollecitazione.
Le catene che attuano una simile politica
della flessibilità hanno evidentemente buon
gioco. L’elevato tasso di disoccupazione e la
possibilità di attingere al bacino occupazionale
d’oltre frontiera inducono il personale ad accettare anche le soluzioni meno favorevoli pur di
salvaguardare il posto di lavoro.
UNA VISIONE POCO LUNGIMIRANTE
Con simili formule di flessibilità si tende a
ridurre i costi produttivi e a ottenere migliori
risultati economici. Una visione a più lungo
termine dovrebbe tuttavia consentire di
cogliere le ricadute controproducenti di un uso
tanto strumentale del personale. Ne patisce
l’identificazione con l’azienda, la motivazione
e passione per il lavoro. Si incrinano i rapporti con i superiori e si consolida una disgregante frattura tra il management e il personale.
Diventano sfilacciate e competitive persino le
relazioni tra il personale stesso. Si crea in tal
modo un clima aziendale rugoso e alterato,
che impedisce di sviluppare appieno le potenzialità interne.
MASSIMIZZARE LA PRODUTTIVITÀ,
MINIMIZZARE I COSTI
In una miope ricerca di efficienza e di redditività, alcune aziende della grande distribuzione hanno adottato modelli di impiego del personale, che riducono quest’ultimo a una pedina collocata sistematicamente nei momenti di
maggiore presenza di clientela oppure nei
periodi dove l’azienda manifesta esigenze
particolari (inventari, adattamenti degli spazi
di vendita eccetera).
Attraverso un’esasperata flessibilità di
impiego del personale, le imprese tendono a
ridurre gli oneri salariali nei periodi di minore
afflusso di clientela e a non dovere fornire
retribuzioni straordinarie nei momenti di massima attività.
DIETRO LA FACCIATA
DEL CONTRATTO FISSO
Questi obiettivi sono perseguiti attraverso
un’ampia flessibilizzazione dei contratti di lavoro non tanto nella forma ma nella loro attuazione concreta. Diversamente dal passato, i contratti sono essenzialmente a carattere fisso;
prevedono cioè una durata del lavoro garantita. Nei fatti si assiste però alla seguente degradazione contrattuale:
- per i contratti a tempo pieno è fissato un
margine di oscillazione (in aggiunta o a riduzione della durata contrattuale del lavoro),
ricuperabile a dipendenza delle esigenze
aziendali;
- per i contratti a tempo parziale, è richiesta
la disponibilità del personale a variazioni che,
verso l’alto, possono raggiungere anche il limite del tempo pieno, con successivo ricupero a
dipendenza delle esigenze aziendali. Malgrado il rapporto di lavoro a tempo parziale, si
richiede una disponibilità totale sull’arco dell’intera giornata.
Se si considera che i piani di lavoro, oltre
all’accennato livello di flessibilità, vengono
sovente modificati senza un sufficiente preavviso in risposta ai bisogni immediati dell’azienda, è facile capire che si tende a riproporre un
modello lavorativo vicino a quello del lavoro su
chiamata. Il tempo di lavoro è cioè ampiamen-
subentrano politiche del personale e di organizzazione del lavoro tese a massimizzare la
redditività. Adottando formule di flessibilità a
unilaterale vantaggio dell’impresa, si punta a
incrementare la produttività e il profitto senza
considerare le ricadute negative sul personale.
Si tratta di tendenze che stanno sollevando
disagi tangibili poiché scardinano la vita personale, familiare e sociale dei collaboratori e
delle collaboratrici. Questi modelli di flessibilità
tendono per questi motivi a risultare più difficilmente accessibili e accettabili da parte della
manodopera locale, con la conseguente propensione a fare capo con maggiore frequenza
a manodopera esterna più facilmente assoggettabile a condizioni di precarietà.
RICADUTE DIROMPENTI SUL PERSONALE
L’attuazione sistematica e fredda di queste
modalità di impiego del personale lo espongono a disagi acuti. Dal profilo dell’organizzazione della vita personale e familiare, si assiste a
uno scardinamento della normale delimitazione tra attività lavorativa e tempo libero. In un
ramo a preminente presenza di manodopera
femminile sono facilmente intuibili i contraccolpi che ne derivano soprattutto per chi ha oneri
familiari ed educativi.
Dal profilo della retribuzione e del reddito,
vengono innanzitutto a cadere, essendo de
facto annullato il lavoro straordinario, i supplementi per questo tipo di prestazione. Viene
pure a essere impedita la possibilità, per chi ne
abbia la necessità, di combinare più di un lavoro a tempo parziale poiché la disponibilità
richiesta dall’azienda è ormai totale.
Dal profilo della salute, ne deriva un aggravio del carico di lavoro e dello stress poiché
l’attività tende a concentrarsi nei momenti di
maggiore afflusso di clientela.
UNA FORMA DI DUMPING SOCIALE
Ai precedenti sistemi gestionali, che assicuravano un’ampia regolarità ai rapporti di lavoro
e offrivano precise garanzie salariali e sociali,
TENSIONI TRA LE PARTI SOCIALI
Queste pratiche accentuano anche le tensioni tra le parti sociali. I risultati già raggiunti
sul versante contrattuale e lo sforzo per
estendere l’applicazione del contratto collettivo vengono intaccati da simili procedimenti
che, pur in presenza di una regolamentazione collettiva apprezzabile, peggiorano le condizioni effettive di lavoro all’interno delle singole aziende. Viene con ciò minata la collaborazione da tutti auspicata in un ramo, la cui
diversificazione e frammentazione, rende
ancor più indispensabile un adeguato livello
di regolazione.
L’IMPEGNO DELL’OCST
L’OCST è impegnata a estirpare con sollecitudine le formule più aberranti di flessibilità,
che si sono insinuate in alcune catene della
grande distribuzione.
Si tratta di politiche aziendali che contrastano con gli intendimenti delle parti sociali, che
non sono chiuse in assoluto alla discussione di
modelli lavorativi adeguati alle esigenze del
commercio e perciò dotati di un certo grado di
flessibilità. Deve tuttavia trattarsi di soluzioni
negoziate e concordate, che tengano in particolare considerazione le esigenze familiari del
personale.
È nell’interesse dell’intera categoria, ivi compreso il mondo dei commercianti, di partecipare attivamente al superamento degli scompensi qui denunciati, ricreando un clima di cooperazione tra le parti sociali, così da potere
affrontare in modo congiunto le sfide che
incombono tuttora sul ramo della vendita e sull’intero mondo del lavoro.
8
SINDACATO ATTIVITÀ
4 maggio 2006
■ OSPEDALI EOC - UN PRIMO BILANCIO DOPO IL NUOVO ROC
L’informazione passa ora dai gruppi di lavoro
stituiti quale misura accompagnatoria al
nuovo ROC per migliorare l’informazione al
Ipersonale
nei diversi ospedali e per valorizzare
hanno tenuto alcune riunioni dal settembre dello
scorso anno.
I temi che dovevano essere affrontati erano i
seguenti: le dotazioni di personale, la sostituzione
delle assenze, i contratti a termine, le ore straordinarie, il regolamento PEP e il servizio di picchetto.
Per assicurare la necessaria legittimazione ad
alcune riunioni erano presenti il responsabile Ru
dell’Eoc e il direttore locale.
Presentiamo una sintesi delle discussioni e dei
dati emersi durante questi mesi. L’OCST è a
disposizione del personale degli ospedali per
verificare e approfondire aspetti ritenuti problematici o insoddisfacenti.
R. R.
Gianni Guidicelli
corso del 2005 e sono sempre state concordate e visionate con il responsabile. Qualora ci
fossero casi particolari verranno segnalati.
Contratti a termine. I contratti a termine
sono attualmente 22 pari al 2 per cento circa
del totale. I contratti in essere sono stati motivati nel corso della riunione. Alcuni di questi
verranno trasformati in contratti a tempo indeterminato.
Servizi di picchetto. La situazione complessiva è sotto controllo anche se le organizzazioni sindacali hanno richiesto un ulteriore
incontro specifico per il reparto del blocco operativo.
Dotazione di personale. Malgrado negli
ultimi quattro anni si sia riscontrata una diminuzione delle giornate di cura complessive, il contingente è in crescita con un incremento complessivo del 3,3 per cento. La tendenza è quella di diminuire il periodo medio di degenza,
aumentando il numero di personale. In generale il contingente del personale impiegato è in
linea con le esigenze anche se in alcuni periodi
dell’anno eccede rispetto alle effettive richieste.
Situazione assenze. Nel 2005 le sostituzioni delle malattie rimborsate dall'assicurazione sono state pari al 66 per cento. Il maggior
numero di sostituzioni è avvenuto nei reparti
specialistici (meno in quelli di degenza).
OSPEDALE LA CARITÀ DI LOCARNO
La preoccupazione maggiore ha toccato il
tema delle ore straordinarie. Ai dipendenti
viene talvolta richiesto di recuperare le ore
accumulate anticipando la fine della giornata
lavorativa.
Secondo i dipendenti sarebbe meglio cumulare i recuperi su intere giornate.
In entrambi gli ospedali sopracenerini verrà
prossimamente affrontato il tema della proibizione di fumare e della predisposizione di
eventuali spazi riservati.
ulteriormente il ruolo delle commissioni interne, i gruppi di lavoro, composti dal responsabile delle risorse umane locale (Ru), dal presidente della commissione interna e dai sindacalisti,
ACQUAROSSA E FAIDO
gruppi locali degli ospedali di Acquarossa e
Faido si sono riuniti congiuntamente.
Picchetti. Questa problematica riguarda
soprattutto i servizi di radiologia e il laboratorio. In radiologia è stato aumentato il gruppo di
collaboratori di due unità, per disporre di quattro dipendenti per ogni ospedale di zona. Si sta
mettendo in atto una collaborazione con l’Ospedale San Giovanni per disporre di collaboratori che possano intervenire, in caso di
necessità, a livello di ORBV. Per i laboratori il
tema è stato demandato al gruppo di lavoro
dell’EOLAB.
Ore straordinarie. La situazione rientra
nella norma.
Taglio ore eccedenti PEP. Sino ad oggi
non si è mai provveduto al taglio delle ore
eccedenti.
Contratti a termine. Nel 2005 sono stati
stipulati quattro contratti a termine per Acquarossa e tre per Faido. Erano giustificati dalla
sostituzione di assenze o progetti di riorganizzazione interna.
Dotazione del personale. In base ai dati
2005 e del primo trimestre 2006, si constata un
utilizzo delle risorse di poco inferiore a quanto
autorizzato (circa il 2-4 per cento, a seconda
della categoria professionale considerata). Pur
comprendendo la difficoltà nel reperire personale qualificato, abbiamo chiesto che il contingente autorizzato venga pienamente sfruttato,
anche per assorbire in modo più efficace le
assenze di breve durata.
I
Vanessa Catenazzi
OSPEDALE REGIONALE DI LUGANO
Ore straordinarie. Nel 2005 gli straordinari sono stati l’1 per cento delle ore lavorate.
I settori interessati sono stati soprattutto le
risorse umane (a causa dell’introduzione del
nuovo sistema operativo stipendi) e l’infermieristico (con una maggior concentrazione nei
mesi da marzo a giugno dovuto a un picco di
aumento delle giornate di cura e del numero di
pazienti).
A livello globale gli straordinari non costituiscono un problema all’interno dell’attuale organizzazione.
Regolamento PEP (taglio ore). Il taglio
ore interessa i settori e le persone che effettuano un turno flessibile, con alcune eccezioni che
riguardano esigenze tecniche/organizzative. I
casi nei quali si è provveduto a «tagliare» le ore
eccedenti le 18 mensili sono stati pochi nel
Filippo Belotti
OSPEDALE SAN GIOVANNI DI BELLINZONA
Ore straordinarie. Il gruppo di lavoro non
ha riscontrato particolari problemi. Da parte
dell’Ospedale è stata presentata una tabella
con la media di ore straordinarie richieste ai
collaboratori nel 2005. La media ore è nella
norma e sembra non destare preoccupazioni.
Solo nel blocco operatorio e nel reparto di anestesia si è riscontrata una media ore più marcata. Sono però reparti particolari che possono
richiedere un numero maggiore di ore straordinarie.
Regolamento PEP. È stata discussa la
proposta di considerare i primi trenta minuti
eccedenti il turno di lavoro come straordinari.
La questione dovrà essere trattata con la direzione dell’Eoc.
Picchetti. Qui si pongono i problemi più
marcati. Nel gruppo sono state presentate proposte di modifica dei turni di lavoro per migliorare la funzionalità del servizio e per meglio
ripartire il carico di lavoro sulla settimana. Inoltre viene chiesto di riconoscere una compensazione maggiore. Il carico di lavoro psicofisico all’interno della sala operatoria esige quindi
un adeguato tempo di riposo.
Gabrio Cadei*
OSPEDALE BEATA VERGINE DI MENDRISIO
Ore straordinarie e PEP. Il limite mensile
delle diciotto ore di straordinario per personale
amministrativo e del servizio alberghiero,
riguarda solo casi isolati per i quali si sono trovati dei correttivi che consentono di ridurre o
ridistribuire il carico di lavoro. In alcuni casi le
ore di straordinario erano generate da difficoltà
organizzative cui si è cercato di ovviare (segretariati medici).
Contratti a termine. Spesso i contratti a
termine servono alla direzione come «periodo
di prova» prima della conferma di un contratto
di lavoro a tempo indeterminato. Il direttore ha
confermato l’intenzione di preferire contratti
duraturi. Nell’OBV il numero di contratti precari sembra limitato.
Sostituzione delle assenze e dotazione
di personale. Numerose ore straordinarie non
possono essere recuperate e sono quindi
pagate ai lavoratori, sopratutto nei servizi specialistici (es. sala operatoria), dove le sostituzioni temporanee sono particolarmente difficili
da realizzare. Questo rende difficile l’ottenimento dei congedi.
Questa situazione discrimina tutte le categorie, ma in particolare quelle che non hanno
beneficiato degli aumenti salariali del personale infermieristico negli ultimi rinnovi contrattuali (es. fisioterapia, radiologia e laboratorio). Da
qui il malcontento di una parte del personale.
Anche all’OBV il blocco operatorio conosce
situazioni di particolare difficoltà in relazione a
questi problemi.
È essenziale elaborare progetti che rispondano urgentemente a queste necessità.
Il personale attende infine di ricevere informazioni dettagliate riguardo alla destinazione
dei contributi versati all’assicurazione per la
sostituzione del personale assente per malattia di lunga durata.
*Presidente della Commissione interna Obv
4 maggio 2006
SINDACATO ATTIVITÀ
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■ LA POSTA - LA DECISIONE DELL’UFFICIO FEDERALE DI GIUSTIZIA
PostaPacchi e PostLogistics non vanno privatizzati
Lorenzo Jelmini
Ufficio federale di giustizia ha dunque
deciso: il passaggio dei servizi universali di PostaPacchi a PostLogistics SA
non è conforme all’ordinamento giuridico
vigente. La Posta deve fare marcia indietro e
rinunciare alla ristrutturazione. Il personale
rimane alle dipendenze della Posta e i servizi
universali devono essere prestati direttamente
dalla casa madre e non mediante società del
gruppo, anche se al 100 per cento della Posta.
Siamo molto soddisfatti per la decisione dell’Ufficio federale di giustizia. Il progetto di esternalizzazione, voluto dal Consiglio d’amministrazione e dalla direzione della Posta, era
stato a suo tempo contestato con fermezza
dall’OCST che aveva rilevato i rischi di una tale
decisione minacciando il ricorso al referendum
se fosse stata ritenuta legale. Questa decisione è un’evidente sconfitta della strategia aziendale della Posta che è stata mal digerita
soprattutto dal direttore, Ulrich Gygi, che in una
dichiarazione ha affermato: «questa rigorosa
interpretazione del diritto sul settore postale
frenerà sensibilmente lo sviluppo della nostra
azienda». A nostro parere la corretta interpretazione frenerà soprattutto gli ingiustificati progetti di smantellamento di questo importante
servizio pubblico, e questo a beneficio del servizio e a salvaguardia delle condizioni lavorative del personale.
L’
Salvaguardati gli interessi del personale.
Dobbiamo infatti ricordare che il progetto di privatizzazione, voluto per aumentare le capacità
concorrenziali, avrebbe portato a un ingiustificato frazionamento della Posta e indebolito l’a-
zienda stessa. Un progetto che, contrariamente a quanto affermato dal gigante giallo, non
poteva essere giustificato dalla ricerca di maggior efficienza ed efficacia nel servizio all’utenza. Era, invece, evidente che l’unico scopo alla
base della privatizzazione era quello di estromettere il personale dal Ccl Posta per assoggettarlo a un Ccl che prevede condizioni contrattuali decisamente inferiori. È stata dunque
bloccata una ristrutturazione le cui conseguenze sarebbero ricadute interamente sulle spalle
del personale. Oltre ai peggioramenti delle
condizioni contrattuali, a rischio vi era anche
l’aspetto occupazionale che, inevitabilmente,
questi progetti generano.
Grave superficialità. La bocciatura della
privatizzazione e l’imposizione alla Posta di
continuare a erogare i servizi universali direttamente e non tramite terzi, solleva molti dubbi
sulle capacità gestionali dell’attuale dirigenza
del gigante giallo. Riteniamo molto grave la
superficialità nel predisporre tali progetti senza
averne verificato la fattibilità. Questi mesi,
infatti, sono stati vissuti da tutto il personale
coinvolto dal progetto con molta apprensione
per il proprio futuro professionale. Timori, poi
rilevati ingiustificati, che hanno minato la fiducia del personale nei confronti della direzione.
Una fiducia già messa in discussione con l’ottenimento per tre anni consecutivi di cospicui
utili aziendali dopo che erano stati chiesti
importanti sacrifici economici ai dipendenti.
Riteniamo che sia giunto il momento che il
CdA e il direttore della Posta si interroghino
sull’opportunità di mantenere il loro posto di
responsabili e se non sia il caso di seguire l’esempio di Jens Alder, patron di Swisscom.
Quest’ultimo, alla bocciatura della sua strategia imprenditoriale, aveva rassegnato le dimissioni. Un’azienda importante come la Posta
Svizzera deve essere, infatti, guidata da chi
vuole realmente salvaguardare un servizio
pubblico a favore di tutta la popolazione.
Le pressioni rimangono. Sebbene questa
importante decisione dia ragione ai sindacati e
a chi sostiene l’importanza di salvaguardare la
qualità del servizio pubblico, non possiamo
ancora dirci totalmente soddisfatti e soprattutto non possiamo in questo momento abbassare la guardia. A partire da questa primavera
verrà avviato alle camere federali il dibattito
sull’apertura del mercato postale e le future
condizioni quadro della Posta. La discussione
è ancora molto aperta e le pressioni per una
maggiore privatizzazione dei servizi pubblici
(vedi il caso Swisscom) sono molto forti.
Una seconda perizia per AutoPostale.
Inoltre altri progetti analoghi sono ancora pendenti. Per esempio la privatizzazione dell’unità
AutoPostale che è già stata adottata ed entrerà
in vigore con il mese di luglio, sempre che tutto
venga ritenuto legale. L’Ufficio federale di giustizia ha espresso una riserva su questa privatizzazione e il conseguente trapasso dei dipendenti dalla Posta alla Società anonima creata
appositamente.
Secondo l’Ufficio federale questa esternalizzazione potrebbe anche non essere compatibile con l’attuale legislazione. La Posta ha
deciso di commissionare una seconda perizia
e nel frattempo è intenzionata ad interrompere
il passaggio già in corso. Una vicenda che
seguiremo con molta attenzione.
■ SWISSCOM
I nuovi vertici vogliono privatizzare. L’OCST ribadisce il suo «No»
Assemblea generale di Swisscom del
25 aprile a Lucerna ha deciso gli ultimi
cambiamenti nei vertici di Swisscom.
Anton Scherrer è stato scelto quale successore di Markus Rauh alla carica di Presidente del
Consiglio d’Amministrazione. In precedenza
alla guida del gruppo era già avvenuto un avvicendamento: Carsten Schloter, già CEO di
Swisscom Mobile, aveva assunto la direzione
dell’impresa svizzera in sostituzione del dimissionario Jens Alder che per 6 anni aveva condotto l’azienda.
L’Assemblea generale di Swisscom SA ha
inoltre confermato di accogliere favorevolmente la cessione della maggioranza azionaria
della Confederazione e ha mantenuto come
obiettivo a lungo termine la privatizzazione
totale dell’impresa di telecomunicazioni. Il Presidente uscente del CdA, Markus Rauh che
era alla presidenza di Swisscom dal 1998, ha
inoltre voluto precisare che se tale obiettivo
non dovesse essere realizzabile dal punto di
vista politico, la possibilità che la Confederazione ceda la propria quota di maggioranza
L’
sarebbe comunque un primo passo nella direzione giusta.
mente vendere la gallina dalle uova d’oro per
coprire i buchi finanziari dello Stato.
Neppure l’OCST ha cambiato idea. In sintonia con la posizione dei nuovi vertici, anche
noi siamo intenzionati a non modificare la strategia e ribadiamo che la cessione totale della
partecipazione della Confederazione in Swisscom non è assolutamente auspicabile. Come
già dichiarato, se una decisione favorevole
dovesse scaturire dalla discussione del parlamento, siamo pronti a sostenere il referendum
così da permettere al popolo di esprimersi.
Swisscom dà un servizio di rilevanza cruciale
alla popolazione e all’economia di questo
paese e non possiamo assolutamente abbandonarla al privato con il rischio di vederla cedere a gruppi esteri. La nostra opposizione è
ancor più decisa poiché riteniamo che da parte
dell’autorità federale non ci sia assolutamente
una chiara e approfondita analisi della situazione e dei rischi che un’eventuale cessione
della partecipazione in questa impresa di servizio pubblico comporterebbe. Si vuole unica-
In Ticino l’emorragia di posti di lavoro. I
vertici di Swisscom, oltre a mirare alla privatizzazione, non hanno mutato la posizione nei confronti delle regioni periferiche. Anziché dimostrare maggior impegno nel creare posti di lavoro, Swisscom persiste a smantellarli per ridurre
i costi e aumentare la redditività. E la nostra
regione continua a subirne le conseguenze. Di
nuovi posti di lavoro neppure l’ombra mentre,
se in Ticino in una unità aziendale viene liberato un posto d’impiego, non viene più assunto
personale da noi ma a Zurigo o a Berna.
Un altro esempio eloquente è il servizio di
collocamento interno a Swisscom, che ha
quale obiettivo reperire alternative lavorative a
favore del personale in esubero, che cesserà
presto di esistere in Ticino. L’attuale responsabile verrà prossimamente pensionato e non
verrà sostituito. Non c’è che dire, la direzione è
decisamente attenta all’aspetto occupazionale, soprattutto nelle regioni periferiche.
L.J.
10
SINDACATO ATTIVITÀ
■ DONNE E LAVORO
Occupazione femminile, le disparità rimangono
4 maggio 2006
Dichiarazione
d’imposta
Gli orari dei Segretariati OCST
Mara Valente
egli ultimi decenni il mercato del lavoro è
stato caratterizzato dal costante aumento dell’occupazione femminile.
La tendenza all’aumento del lavoro muliebre
trae origine dalla terziarizzazione dell’economia,
dalla scolarizzazione - dove le donne raggiungono sempre più alti livelli - e dalle nuove forme
contrattuali sempre più in uso, come i tempi parziali.
Queste realtà non hanno contribuito però a
colmare le disarmonie esistenti tra uomini e
donne nel mondo del lavoro, anzi fenomeni
come le disparità salariali, gli iter di carriera, la
conciliazione tra vita familiare e lavorativa
accentuano gli effetti discriminatori a danno delle
donne.
La presenza della donna nel lavoro, infatti, non
è capillare, bensì concentrata in categorie molto
ristrette con scarse, o nulle, garanzie contrattuali e salariali. Le difficoltà aumentano quando
aumenta l’età delle donne o la presenza di figli
minori, per queste fasce una disoccupazione
temporanea può divenire definitiva con il rischio
di cadere nel lavoro nero o addirittura nella
povertà.La povertà non è solo la privazione di
beni materiali, ma è soprattutto la mancanza di
relazioni con il mondo esterno e la mancanza di
N
lavoro, quindi, di un’indipendenza economica,
priva le donne di tutte quelle relazioni extradomestiche che contribuiscono a non marginalizzare la loro presenza nella società.
Il ciclo di disoccupazione, quindi l’esclusione
dalle relazioni sociali, la mancanza di una indipendenza economica e la perdita di autostima,
comportano dolorose esperienze di chiusura dal
e verso il mondo economico.
Consideriamo però, il problema da un altro
punto di vista e, cioè, quello legato all’assistenza dei figli, dei parenti anziani e delle faccende
domestiche, tre aspetti che ostacolano e interrompono il lavoro e la carriera delle donne e in
qualche modo non permettono loro di poter esercitare liberamente la propria professione.
Ed è a questo punto che le forze sociali devono intervenire proponendo formule di garanzia
al reinserimento professionale femminile attraverso contratti part-time, flessibilità di orari, corsi
di riqualificazione professionale, abolizione delle
discriminazioni salariali uomo-donna.
L’evoluzione di un Paese nasce anche dal
mercato del lavoro che lo caratterizza e dalla
valutazione di chi vi opera a prescindere dalla
professione esercitata. Oggi è innegabile e
necessaria la presenza della donna nell’economia, quindi renderle la partecipazione meno difficile è un passaggio obbligatorio.
◆ Bellinzona. Orari di sportello. Per
appuntamento, tel. 091 8214154 (signora Michela Marangoni) o [email protected]
◆ Chiasso. Martedì e venerdì 9-11.30
e 13.30-16. Per appuntamento tel.
0916825501.
◆ Lamone. Martedì, ore 8-12, 13.3017.30, mercoledì e giovedì ore 8-12;
venerdì, 13.30-17.30. Per appuntamento, tel. 0919660063.
◆ Locarno. Per appuntamento, tel.
0917513052, orari d’ufficio.
◆ Lugano. Tutti i giorni, ore 8.3011.30 e 13.45-17.30. Per appuntamento,
tel. 0919211551, int. 211, signorina
Claudia Tettamanti.
◆ Mendrisio. Tutti i lunedì, mercoledì
e giovedì, ore 9-11.30 e 13.45- 17.30.
Per appuntamento, tel. 0916405111.
◆ Tre Valli. Biasca: martedì e giovedì,
9-12 e 14-17.30; mercoledì 9-11.30;
venerdì 9-11.30 e 14-17.30. Per appuntamento: tel. 0918730120.
■ EDILI TRE VALLI
I lavoratori mettono in guardia sulle preoccupanti evoluzioni del settore
Giovanni Grassi
lla fine di aprile si è tenuta a Lavorgo la
tradizionale assemblea degli edili e affini, alla quale hanno partecipato numerosi lavoratori provenienti dall’insieme dei rami di
attività del settore, compresi i grandi cantieri di
Alptransit. Al saluto e al giro d’orizzonte incentrato sulle questioni organizzative e operative
offerto dal segretario regionale Giancarlo Nicoli,
ha fatto seguito l’interessante intervento del presidente degli edili, Giovanni Mammarella, il quale
ha suonato un vigoroso
campanello d’allarme: in
raffronto
agli
ultimi
trent’anni, l’inizio delle
attività edili non è stato
mai così timido. Ha poi
sottolineato un dato
preoccupante per il settore: la diminuzione degli
occupati a fronte di un
aumento della massa
salariale, vale a dire un
massiccio ricorso ai contratti interinali a scapito di
forme d’assunzione più
regolari.
A giusta ragione Mam-
A
marella ha sostenuto che per molti versi l’attuale situazione risulta incentivare oltremisura
il ricorso a forme di lavoro temporanee e precarie, contrarie all’interesse del settore e discutibili in quanto non incrementano di certo la
sicurezza sui cantieri.
Sul fronte delle assicurazioni sociali il vicesegretario Gianni Guidicelli ha tratteggiato la
nuova situazione in materia di Secondo pila-
stro, illustrando la nuova procedura di riscossione prevista per il Portogallo e la Spagna,
soffermandosi inoltre sulla situazione ancora
provvisoria per quanto concerne l’Italia.
Ampio e puntuale l’intervento del responsabile cantonale del settore, Paolo Locatelli, il quale
ha sottolineato, raccogliendo uno dei molti spunti offerti da Mammarella, come la vicenda Socedil abbia rilevato l’insufficiente protezione e
garanzia offerte ai lavoratori, comprese certe involontarie complicità a livello
federale. Hanno costituito
un ulteriore elemento di
interesse le parole spese a
delineare le forze in campo
relativamente alle preoccupanti spinte di riforma (al
ribasso) in materia di prepensionamento.
Come da tradizione, al
dibattito ha fatto seguito la
cena, momento rilevante
non solo dal punto di vista
culinario. La coesione tra
lavoratori è di fatto un
ingrediente di crescente
importanza, soprattutto se
si rivolge cautamente lo
sguardo alle diverse nubi,
poco primaverili, che si
stagliano all’orizzonte.
4 maggio 2006
SINDACATO ATTIVITÀ
11
■ TECNICA DI VENDITA
Al via un nuovo corso per imparare a vendere con successo
l corso tecnica di vendita, livello 1, è indirizzato alle persone che
intendono intraprendere
o hanno appena iniziato
un percorso professionale nell’ambito del commercio al dettaglio, nella
vendita di beni e servizi.
Questo corso permette
di conoscere i diversi
canali di vendita, le tecniche utilizzate dai venditori di successo per soddisfare al meglio le esigenze e i desideri della clientela, apprendere come
seguire il cliente nel suo
processo decisionale e
portarlo alla conclusione
dell’affare.
Inoltre, saranno tematizzati tutti gli aspetti indiretti legati a questa
professione. Durante il corso, che si terrà dal
I
I CORSI ALL’OCST
E
cco i nuovi corsi del Centro di formazione
professionale dell’OCST (Cfp).
INFORMATICA
Introduzione all’informatica, dal 10 maggio, lunedì e mercoledì, dalle 9 alle 11.30, 36
ore. Costo: fr. 350 soci, fr. 550 non soci.
Excel per avanzati, dal 10 maggio all’8 giugno, programma specifico, dalle 13 alle 15.30,
36 ore. Costo: fr. 350 soci, fr. 550 non soci.
Power Point per principianti, dal 26 aprile al 12 giugno, lunedì e mercoledì, orario
diurno o serale, 36 ore. Costo: fr. 350 soci, fr.
550 non soci.
Corso Ecdl Core (inclusi Skills Card e
tassa per 7 esami) da settembre, martedì e
giovedì, dalle 19.10 alle 21.55, 99 ore. Costo:
fr. 1.557 soci, fr. 1.730 non soci.
Access per principianti, dal 13 giugno al
27 luglio, martedì e giovedì, orario diurno o
serale, 36 ore. Costo: fr. 350 soci, fr. 550 non
soci.
Word per avanzati, dal 26 aprile al 12 giugno, lunedì e mercoledì, orario diurno o serale,
36 ore. Costo: fr. 350 soci, fr. 550 non soci.
Reti - Internet - Posta elettronica principianti, dal 10 maggio, lunedì e mercoledì,
dalle 19 alle 21.30, 36 ore. Costo: fr. 400 soci,
fr. 600 non soci.
Creazione pagine web, dal 10 maggio,
lunedì e mercoledì, dalle 19 alle 21.30, 36
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22 maggio al 28 giugno
(lunedì e mercoledì dalle
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17 luglio, lunedì e mercoledì, dalle 19 alle
21.30, 36 ore. Costo: fr. 400 soci, fr. 600 non
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MECCANICA-METALLURGIA
Lettura del disegno meccanico, inizio
imminente, martedì e giovedì, dalle 19 alle
21.30, 36 ore. Costo: fr. 300 soci, fr. 500 non
soci.
Autocad per meccanici, inizio imminente,
lunedì e mercoledì, dalle 19 alle 21.30, 30
ore. Costo: fr. 400 soci, fr. 600 non soci.
CNC macchine a controllo numerico, da
settembre, lunedì, mercoledì e venerdì, dalle
18 alle 20.30, 39 ore. Costo: fr. 400 soci, fr.
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LINGUE
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Corsi intensivi estivi: inglese - tedesco francese (min. 5 partecipanti), dal 19 al 30
giugno, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12
oppure dalle 14 alle 17, 30 ore. Costo: fr. 360
soci, fr. 450 non soci.
Corsi intensivi estivi: inglese - tedesco -
delle animazioni commerciali e della formazione di promotori e hostess.
Tanti insegnamenti utili. Saranno trattati i
seguenti temi: la personalità di vendita, i diversi canali di vendita, psicologia di vendita, psicologia del successo; gestione del punto vendita (preparazione, premesse e organizzazione del locale); organizzazione della cartoteca
clienti, gestione del contatto con il cliente in
tutti i suoi aspetti (saper porre le domande in
modo corretto, ascolto attivo, esigenze dell’essere umano, analisi delle esigenze e dei desideri); presentazione e dimostrazione del prodotto; preparazione di un’offerta scritta, argomentazione e Benefit Selling, trattamento delle
obiezioni, riconoscimento dei segnali d’acquisto, tecniche di conclusione, vendite complementari, servizio clienti e dopo vendita, fidelizzazione del cliente.
Info e iscrizioni: Centro di formazione professionale, Via Balestra 19, 6900 Lugano. Tel.
091 9211551, [email protected].
francese (min. 5 partecipanti), dal 3 al 14
luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12
oppure dalle 14 alle 17, 30 ore. Costo: fr. 360
soci, fr. 450 non soci.
Corsi intensivi estivi: inglese - tedesco francese (min. 5 partecipanti), dal 17 al 28
luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12
oppure dalle 14 alle 17, 30 ore. Costo: fr. 360
soci, fr. 450 non soci.
Corsi intensivi estivi: inglese - tedesco francese (min. 5 partecipanti), dal 21 agosto
al 1 settembre, dal lunedì al venerdì, dalle 9
alle 12 oppure dalle 14 alle 17, 30 ore. Costo:
fr. 360 soci, fr. 450 non soci.
Tedesco per venditori principianti (Mendrisio) periodo da stabilire, martedì e giovedì,
dalle 9 alle 10.40, 30 ore. Costo: fr. 300 soci,
fr.500 non soci.
CONTABILITÀ
Teoria base, dal 13 giugno al 20 luglio,
martedì e giovedì, dalle 19 alle 21.30, 30 ore.
Costo: fr. 300 soci, fr. 500 non soci.
Banana base, dal 12 giugno al 12 luglio,
lunedì e mercoledì, dalle 19 alle 21.30, 30
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VENDITA
Tecnica della vendita, Lugano, dal 22
maggio al 28 giugno, lunedì e mercoledì, dalle
19 alle 21.30, 36 ore. Costo: fr. 400 soci, fr.
800 non soci (vedi articolo in alto).
SEGRETARIATO
Corso di segretariato, da settembre, tutti i
venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 13 alle 16, 130
ore. Costo: fr. 1.300 soci, fr. 1.700 non soci.
Iscrizioni: Cfp, tel. 091 9211551, [email protected]; www.ocst.com.
SINDACATO ATTIVITÀ
12
4 maggio 2006
■ FORMAZIONE TRANSFRONTALIERA CON INTERREG
Forma Tour, un progetto per valorizzare le risorse umane
Paolo Vendola*
ell’ambito del programma di iniziativa
comunitaria Interreg IIIA, l’Enaip Svizzera e la Fondazione S. Benedetto di
Varese, enti di formazione, qualificazione e
riqualificazione professionale, nella loro funzione di capofila appartenenti alle due macroaree Italia-Svizzera, hanno avviato nel novembre 2004 il progetto «Forma Tour».
Il progetto prevede l’individuazione di percorsi formativi utili allo sviluppo e al sostegno
di un turismo integrato nella zona dell’alto Verbano in un’ottica di promozione di servizi in
rete e di qualità, rafforzando il processo di cooperazione transfrontaliera, creando e stabilizzando opportunità di partenariato e favorendo
la realizzazione di azioni formative comuni.
L’alto Verbano e la Regione insubrica da
sempre sono considerati un’area di indubbio
fascino naturalistico e artistico, frutto di una
storia secolare di scambi sull’asse Nord-Sud di
culture, tradizioni e gastronomia. Partendo da
questi presupposti, diventa strategica un’offerta di qualità e di servizi a chi visita questi territori: è indispensabile, quindi, implementare e
mettere a rete un’organizzazione territoriale
tesa a diffondere la cultura del turismo.
N
È necessario sensibilizzare
gli operatori a una sinergia di
offerte e servizi integrati per la
reale valorizzazione del territorio, per garantire la copertura
territoriale e il raggiungimento
delle «perle» nascoste che
ogni territorio offre.
Primi bilanci. Il primo passo
è stata un’analisi dettagliata
delle risorse storico-artistiche, enogastronomiche, artigianali, culturali, del folclore e naturalistiche; con questo lavoro sono stati individuati
i punti di forza e debolezza dell’attuale offerta
e ricettività turistica e di promozione culturale.
È in corso l’indagine che coinvolge testimoni
privilegiati del settore attraverso focus group e
interviste mirate alla valutazione della percezione che gli operatori hanno del loro territorio,
dell’offerta di servizi, dei fabbisogni formativi e
delle competenze richiesti agli operatori della
filiera turistico-culturale anche a fronte di un
pubblico sempre più esigente e attento alla
qualità del servizio erogato.
Una banca dati. Le informazioni raccolte, i
profili rilevati sul territorio, le competenze spe-
cifiche saranno integrate in una
banca dati intesa come strumento di lavoro (sviluppo di ulteriori
profili formativi) e di analisi per
sensibilizzare gli attori locali interessati e i cittadini sulla cultura del
turismo come chance per il rilancio e la promozione del proprio
territorio.
I partner coinvolti nel progetto,
oltre ai capofila, sono il Consorzio
Beni Culturali Italia ( analisi endogene del territorio), Fast (agenzia formativa del gruppo
Alpitour attiva nella formazione dei tour operator, ricezione e gestione congressi e viaggi),
Api Varese (associazione piccole e medie
industrie della provincia di Varese), Fondazione Ater Formazione (gruppo Agis, formazione
del management delle imprese culturali), Format Lingua Sagl (formazione professionale nel
Canton Ticino).
*direttore Enaip Svizzera
Info: Format Lingua Sagl, via Balestra 21,
Casella postale 6216, 6901 Lugano.
Tel. 0919212600, fax 0919212666, internet
www.formatlingua.ch.
Banca Popolare di Sondrio (SUISSE):
dal 10 aprile 2006 anche a Biasca
Dopo dieci anni di impegno e lavoro costante, la Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) è presente in cinque Cantoni e
nel Principato di Monaco e, dal 10 aprile 2006, con la nuova agenzia di Biasca, registra un numero di sportelli operativi di
ben 17 unità.
Questa nuova agenzia di recente inaugurazione è la prima aperta nella regione; la cui caratteristica principale è la conoscenza della realtà e delle esigenze locali. La banca svolge le attività di sportello bancario, con servizio individuale, preciso e personalizzato. L’agenzia sarà condotta da Andrea Melcher, responsabile d’agenzia, affiancato dai collaboratori Germano Truaisch
e Pamela D’Alessandro.
Questa sede, situata in Piazza Centrale 1, ha l’obiettivo di favorire una maggiore presenza dell’Istituto nella vita della gente e
delle piccole medie imprese, obiettivo che coincide con la filosofia dell’istituto bancario che, in questi dieci anni di presenza
sul territorio elvetico ha saputo dimostrare, e sta tuttora dimostrando, di poter competere egregiamente con i principali
attori del mercato. brillanti risultati fino ad oggi ottenuti dimostrano quanto questa vicinanza alla realtà cittadina sia particolarmente apprezzata dalla clientela.
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4 maggio 2006
SINDACATO SCUOLA
13
■ SCUOLE PROFESSIONALI
Centinaia di docenti dovranno completare la loro formazione
l’ammissione ai due moduli iniziali per 300 ore
di studio, che prenderanno avvio in ottobre,
introdotti da una fase di preparazione nel
corso dell’estate. Questi due moduli sono però
parte integrante - sono i moduli iniziali - anche
dell’abilitazione per i docenti che insegnano a
titolo principale. Il concorso per l’ammissione
all’abilitazione per questi ultimi uscirà in autunno, la fase di acquisizione delle competenze
complementari per essi andrà da gennaio a
giugno 2007 e nel settembre prenderanno
avvio i moduli per completare le 1800 ore di
studio».
Renato Ricciardi
abilitazione delle scuole professionali
è un tema molto dibattuto in questi ultimi mesi. Per saperne di più abbiamo
contattato il direttore della Divisione per la formazione professionale, Vincenzo Nembrini.
L’
Nuovi piani di studio per i docenti del
professionale. Cosa si nasconde dietro
questo titolo?
«La messa in vigore, dal 1° gennaio 2004,
della nuova Legge federale sulla formazione
professionale del 13 dicembre 2002, comporta anche una modifica dei requisiti chiesti ai
docenti delle scuole professionali di ogni
grado. Più che di una modifica, si tratta di un
perfezionamento di quelli comunque già richiesti nella precedente Legge federale del 19 aprile 1978, all’art. 35, e nella sua Ordinanza d’applicazione del 20 novembre 1979, all’art. 30.
Nello strumentario giuridico ora in vigore, più
precisamente nell’Ordinanza del 19 novembre
2003, all’art. 48, sono indicati anche i contenuti, articolati in sette temi, della formazione
pedagogico-professionale richiesta ai docenti.
Questa è la novità, che ha dato origine ai nuovi
piani di studio».
Andiamo verso abilitazione e formazione
complementare pedagogico-didattica obbligatorie per i docenti di tutte le scuole
professionali (maturità professionale e
scuole per apprendisti)? Quanti sono dunque i docenti interessati?
«Una formazione complementare pedagogico-didattica era richiesta obbligatoriamente come già indicato nella prima risposta - anche
in precedenza e per tutti i docenti. Ora, la
nuova legge e la nuova ordinanza precisano
meglio le condizioni per le varie categorie di
docenti: per chi insegna mediamente meno di
quattro ore la settimana, non vi è alcun obbligo
di formazione complementare (essa sarebbe diciamo noi - comunque auspicabile); per chi
insegna a titolo accessorio (meno della metà
della sua attività) è richiesta una formazione
pedagogico-professionale di 300 ore di studio;
per chi insegna a titolo principale (metà e più
della propria attività) la formazione richiesta è
di 1.800 ore di studio. Le ore di studio si suddividono in ore d’aula (30%), ore di studio individuale (50%) e ore del lavoro di certificazione
(20%).
Questa formazione è richiesta per tutti i
docenti: delle scuole professionali secondarie
degli apprendisti, a tempo pieno, di maturità
professionale, delle scuole specializzate superiori. Condizioni particolari valgono per i docenti di laboratorio e per gli istruttori dei corsi interaziendali.
Per valutare quanti siano i docenti, sicuramente parecchie centinaia, chiamati a completare la loro formazione, è in corso un’indagine
mediante un questionario e un piano di carriera da elaborare con il direttore d’istituto scolastico. Infatti il numero dipende anche dalle
scelte personali. Chi volesse passare da un’attività ridotta d’insegnamento (meno di 4 ore) a
una a titolo accessorio o principale dovrà
acquisire la formazione richiesta; chi volesse,
per sua scelta, sottrarvisi, può ridurre il suo
grado d’occupazione a meno di 4 ore».
Chi e a quali condizioni sarà obbligato ad
abilitarsi? Quale sarà la situazione dei
docenti nominati e incaricati?
«Come detto, l’abilitazione all’insegnamento
- intesa anche come formazione minima, ossia
la frequenza del corso di introduzione alla
pedagogia della formazione professionale era già richiesta in precedenza a tutti i docenti
e da parecchi anni questa appare puntualmente nell’elenco dei requisiti per i candidati in
sede di concorso per l’insegnamento nelle
scuole professionali. La questione si pone per
i docenti nominati o incaricati da parecchi anni
che ne sono privi.
Proprio in questi giorni, sulla scorta delle
domande pervenute direttamente da singoli
docenti o per il tramite dei sindacati di categoria, come è il caso dell’OCST, si è ritenuto di
precisare che dalla formazione pedagogicoprofessionale come è ora richiesta sono esentati i docenti nominati o quelli incaricati che
insegnano a titolo accessorio da almeno cinque anni, a meno che non intendano modificare la loro situazione (per esempio passare da
un insegnamento per meno di 4 ore alla settimana a un grado d’occupazione superiore,
oppure dall’incarico per meno di metà tempo a
una nomina a metà tempo ecc.). La divisione
della formazione professionale, su indicazione
delle direzioni scolastiche o dei capi degli uffici di formazione, si riserva tuttavia di formulare
una viva raccomandazione o addirittura un
obbligo di frequenza in casi particolari».
Percorso di abilitazione e schede personali. Cosa si intende fare?
«Le schede personali devono servire alla
direzione a raccogliere l’interesse e l’aspirazione dei docenti a magari aumentare il grado
di occupazione nell’insegnamento, oppure ad
assumere funzioni particolari nell’istituto
(docente di classe, mediatore, responsabile di
area, conduttore di un progetto di istituto,
membro del Consiglio di direzione, ecc.), oppure anche a ridurlo al minimo (meno di 4 ore)
nel caso di inconciliabilità tra requisiti richiesti
per insegnare di più e obbligo di formazione
pedagogico-professionale».
Quali sono i tempi previsti?
«Nelle prossime settimane uscirà il concorso per ammissione all’abilitazione dei docenti
che insegnano a titolo accessorio, ossia per
Chi prenderà la decisione che riguarderà
ciascun insegnante?
«L’Istituto universitario federale per la formazione professionale (ma fino a fine anno si
chiamerà ancora Istituto svizzero di pedagogia
per la formazione professionale) verificherà in
entrambi i casi (corso di 300 ore di studio e
corso di 1800) il rispetto dei requisiti di ammissibilità. L’ammissione ai corsi di coloro che
hanno partecipato al concorso sarà sancita da
una decisione governativa che l’Istituto deve
intendere come preavviso dell’Autorità cantonale avente carattere prioritario su ogni altra
candidatura diretta all’Istituto, di per sé non
esclusa dai nuovi regolamenti in fieri, che prevedono appunto di aprire la frequenza dei
moduli abilitanti anche a candidature e partecipazioni esterne, non avanzate per il tramite dei
Cantoni».
Quali saranno i criteri? Come saranno
considerate l’esperienza professionale e
l’età di un docente?
«Come già indicato all’inizio, si intende esentare in via generale i docenti nominati, così
come i docenti incaricati che insegnano a titolo accessorio da almeno cinque anni, salvo
riserve dovute al giudizio sull’attività didattica o
alla certa o possibile evoluzione delle materie
d’insegnamento, soprattutto nell’ambito dell’insegnamento della cultura tecnica. Un’esenzione è del resto già sancita a livello federale per
i docenti delle scuole specializzate superiori
che vi hanno insegnato per almeno 5 anni.
Quasi certamente bisognerà anche introdurre priorità fra categorie di docenti per la frequenza dei moduli. Se le valutazioni sul numero degli abilitandi saranno confermate, l’Istituto
non sarà in grado di rispondere al fabbisogno
in una sola tornata, ma bisognerà spalmare su
parecchie coorti l’insieme dei candidati. Queste priorità saranno definite, d’intesa evidentemente con l’Istituto, dall’Autorità cantonale,
sulla scorta delle indicazioni raccolte appunto
per mezzo dei questionari, sul prevedibile sviluppo del fabbisogno di docenti in relazione a
vari parametri, quali l’età dei docenti e la loro
prevedibile durata in servizio, l’evoluzione
delle materie d’insegnamento, lo sviluppo
demografico.
Infine sarà certamente possibile, sulla scorta delle direttive che saranno emanate dalla
neocostituita Commissione federale per i
responsabili della formazione professionale,
richiedere equivalenze parziali o totali di percorsi formativi pedagogici alternativi già conclusi».
4 maggio 2006
INSUBRIA ATTUALITÀ
■ RICERCA ALL’UNIVERSITÀ DI LUGANO
La laurea rimane un trampolino di lancio
ome si sviluppa il rapporto tra l’università e il mondo del lavoro? Quali strumenti sono efficaci per aiutare i giovani laureati nella ricerca della prima occupazione? Una ricerca del Servizio Stage and Placement dell’Università della Svizzera Italiana
- condotta a fine 2005 su 879 giovani laureatisi tra il 2000 e il 2004, con un tasso di risposta del 48 per cento - approfondisce questi
temi.
Emerge una buona notizia: l’87 per cento
dei laureati è occupato professionalmente e
l’80 per cento ha un posto di lavoro a tempo
indeterminato.
Nella maggior parte dei casi l’occupazione
sembra essere in linea con il curriculum formativo tanto che l’85 per cento dei laureati è
soddisfatto dell’attuale posto di lavoro.
Quasi la metà degli studenti dell’Usi viene dal
Ticino e circa il 20 per cento dagli altri cantoni
della Svizzera. Il resto viene dall’estero, soprattutto dall’Italia. Dopo la laurea, il 65 per cento
degli studenti rimane nel nostro Cantone.
Il settore finanziario è quello che assorbe
più occupati; inoltre, le aziende di grosse
dimensioni hanno assunto quasi la metà degli
intervistati. Alcuni di questi ragazzi hanno già
ottenuto posizioni dirigenziali o di quadro.
Quali sono le ragioni di questo risultato in
un momento di crisi occupazionale? Cosa
aiuta i giovani laureati a farsi strada nel mondo
del lavoro?
Certamente, come risulta dalla ricerca, l’opportunità di un contatto tempestivo con il
mondo del lavoro è fondamentale.
Gli studenti e i laureati sono supportati nella
ricerca del primo impiego dal Servizio Stage
and Placement dell’ateneo che, oltre a promuovere le competenze offerte dai vari indirizzi di studio, raccoglie le offerte di lavoro,
organizza periodicamente incontri tra studen-
C
Foto: Università della Svizzera italiana.
ti e mondo del lavoro e aiuta gli studenti nella
redazione del curriculum vitae.
Grazie a questo supporto e agli sforzi personali, l’80 per cento degli studenti che hanno
partecipato alla ricerca ha ottenuto un contratto di stage durante il periodo di studio e un
terzo ha iniziato a lavorare proprio nell’azienda in cui aveva svolto lo stage.
Anche in questo caso la mobilità si configura come un elemento distintivo dell’occupazione giovanile; più della metà dei neolaureati ha cambiato lavoro almeno una volta durante i primi anni di occupazione.
Un altro aspetto interessante che emerge
dalla ricerca è l’imprenditorialità dei laureati: il
10 per cento ha iniziato a svolgere un’attività
indipendente. Il Centro Promozione Start Up
è stato creato dall’Usi e dalla Supsi per fornire assistenza agli aspiranti imprenditori.
Innanzitutto l’idea imprenditoriale viene studiata e sviluppata grazie ad un supporto di
consulenza e formazione. In seguito, ai progetti di particolare interesse, viene fornito un
sostegno più concreto: uno spazio equipaggiato che diventa la prima sede dell’azienda
nascente.
■ SAVINO PEZZOTTA LASCIA LA CISL DOPO 43 ANNI
Sotto il segno dell’autonomia e della lealtà
S
gati e i dirigenti che in questi anni non facili
per il sindacato lo hanno sostenuto nell’affermare l’identità sindacale dell’organizzazione
e l’autonomia della proposta politica, strategica e culturale della Cisl. Pezzotta rivolge un
saluto cordiale al gruppo dirigente di Cgil e
Uil».
Molti gli attestati di stima giunti dai leader
sindacali Guglielmo Epifani
(Cgil) e Luigi Angeletti (Uil),
dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, dal sindaco di
Roma Walter Veltroni, e
dalle Acli.
Il nuovo segretario generale sarà Raffaele Bonanni, 56 anni, già segretario
generale degli edili, affiancato da Pierpaolo Baretta in
veste di segretario generale
aggiunto.
Foto: Francesca Paglia Botturi.
avino Pezzotta si è dimesso dall’incarico di Segretario generale della Cisl.
L’annuncio è stato fatto al termine delle
elezioni politiche italiane, anche se le dimissioni erano già nell’aria da mesi.
Personalità di spicco, lascia a 62 anni il sindacato dopo ben 43 anni di militanza (entra
nel sindacato nel 1963, quando era operaio
tessile in un’azienda di Bergamo) e sei anni come
segretario generale (succede nel 2000 a Sergio D’Antoni).
«Con la scelta di dimettersi a urne chiuse Pezzotta
vuole ancora una volta
rimarcare la trasparenza e
l’autonomia delle sue scelte
dall’esito elettorale - si
legge nel comunicato della
Cisl - Pezzotta ringrazia tutti
gli iscritti, i militanti, i dele-
15
■ AL VOLO
Escursioni con guida e Top Events 2006.
Da una collaborazione
tra Lugano Turismo, Malcantone Turismo e Mendrisiotto Turismo sono
nati due prospetti informativi: Escursioni con
Guida e Top Events
2006. Il primo offre una
panoramica di attività
sportive e culturali: una
serie di itinerari appositamente studiati per valorizzare le bellezze naturali e la ricchezza culturale della regione del sottoceneri.
Il secondo è invece l’agenda degli eventi del
2006: i concerti, le feste di piazza, le sagre e le
manifestazioni sportive.
Info: tel. 091 9133232, www.lugano-tourism.ch
Judo Budo Club, Piatti è cintura nera.
Gianni Piatti, judoka della Scuola Judo Budo
Club Lugano (nella foto, a sinistra con il giovane maestro Paolo Ceruso, cintura nera 3° dan),
ha superato a
Berna l’esame
di cintura Nera
1° dan. Il judoka
luganese
ha
presentato un
qualificato programma d’esame, tecnico e
teorico. Questo
risultato premia
l’eccellente lavoro svolto nella
scuola judoistica luganese, in cui i maestri seguono gli allievi
dalla cintura bianca alla cintura nera.
La salute promossa sul web. La promozione della salute sbarca sul web. L’Ufficio di promozione e valutazione sanitaria del Dss e Radix
Svizzera italiana hanno realizzato una banca
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la newsletter «Newsalute», basta iscriversi su
www.radixsvizzeraitaliana.ch/newsalute.
Volti nuovi nella parrocchia di Viganello.
Viganello ha due nuovi parroci che subentrano
a don Pietro Borelli: don Nicola Zanini, parroco
di Castel San Pietro, e don Simone Bernasconi, vicario di Borelli, che saranno parroci in solidum, secondo una formula prevista dal Codice
di diritto canonico. Collaborerà con loro don
Valentin Kokou Tafou, che lascia la parrocchia
di Castel San Pietro, dov’era vicario.
Stabio antica in mostra. Il Museo della
civiltà contadina di Stabio, per festeggiare i 25
anni dalla fondazione, organizza una mostra,
«Stabio antica. Dal reperto alla storia», curata
da Stefano Pescia, con importanti testimonianze archeologiche di Stabio e del Sottoceneri.
La mostra sarà aperta fino al 15 aprile 2007 tutti
giorni, tranne il mercoledì, dalle 14 alle 17.
Info: tel. 091 6416990, [email protected],
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4 maggio 2006
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17
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INFO BALCANI
4 maggio 2006
19
Pagina a cura di Slavko Bojanic
Zenite ucat zaedno 2
Maja Risteska
a 5 april , vo prostoriite
na Centro La Piazzeta,
se odrza prvoto predavanje od ciklusot «Zenite ucat
zaedno» - proekt koj go realizara Grupata na makedonskite
zeni vo sorabotka so Dicastero
integrazione e informazione
sociale di Lugano(DIIS) na koe
prisustvivaa okolu dvaesetina
zeni od razlicna nacionalnost.
Temata na ovaa sredba
bese «Kosata ……obleka na
liceto», a predavac bese Laura
Bondesani so svojot sorabotnik, dvajcata frizeri- stilisti. Tie
zboruvaa za nacinot na koj
edna moderna zena bi mozela
da si izbere vistinska frizura i
boja na kosata, bez da pravi mnogu eksperimenti.
Imeno, vo salonite na ovie frizeri-stilisti
moze da se dobie konsultacija kako sto se
pravi vo site moderni centri.
Po zavrsuvanjeto na predavanjeto, site prisutni se osvezija so mal koktel, kade imaa
moznost da se zapoznaat poveke megu sebe
i vednas se razmenija iskustva.
«Zenite ucat zaedno» e proekt koj ke se
realizira vo tekot na celata godina so predavanja na razlicni temi. Sleduvaat temi od
zdravjeto, psihologijata, pedagogijata, prirodnata medicina i mnogu drugi interessi temi koi
I prossimi incontri
N
I
l ciclo di conferenze «Le donne imparano
insieme» è promosso dal Gruppo donne
macedoni e dal Dicastero Integrazione e
informazione sociale della Città di Lugano.
Gli incontri si terranno il mercoledì alle 19,
nella sala multiuso del Centro la Piazzetta, in
via Loreto 17, a Lugano (seguirà un piccolo
rinfresco).
Sono aperti alle donne di tutte le nazionalità che hanno interesse a conoscersi e a scambiarsi esperienze di vita in un momento di
confronto costruttivo tra culture diverse.
se del od zivotot na sekoja zena.
Celta na proektot e da se pottikne zenata
da se otrgne za moment od svoite sekojdnevni obvrski i da si posveti malku poveke vreme
na samata sebe, odnosno da napravi nesto
prazlicno od sekojdnevieto.
Ovie predavanja se nameneti na site zeni,
bez razlika na godinite, nacionalnosta, verata
i tie ke mozat da si razmenuvaat iskustva od
zivotot.
Na ovie sredbi, clenkite na Grupata na
makedonskite zeni pravat novi prijatelstva,
podlaboko navleguvaat vo site sferi na opstestveniot zivot i se zbogatuvaat so uste edno
novo iskustvo vo ramkite na integracijata.
PRESTITI
Ecco il programma:
31 maggio, «Ginecologia e prevenzione»,
dr. med. Jolanta Josefowski, Fmh, Ginecologia e ostetricia
27 settembre, «Le tecnologie moderne
nello sviluppo dei bambini»
29 novembre, «Matrimoni tra culture
diverse», Renata Dozio, direttrice Sos Ticino
e mediatrice familiare
7 febbraio 2007, «Omeopatia e erboristeria»
Info: Gruppo donne macedoni, Maja
Risteska, telefono 076 4178781; Dicastero
integrazione e informazione sociale, telefono 058 8667457.
Per difendere i tuoi diritti
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Lugano, v. Balestra 19, tel. 0919211551, posta elettronica [email protected]
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6710 Biasca, Piazza Centrale
tel. 091 8730120
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tel. 091 6825501
6814 Lamone, via Sirana
tel. 091 9660063
6600 Locarno, via della Posta
tel. 091 7513052
6900 Lugano, via Balestra 19
tel. 091 9211551
6850 Mendrisio, via Lanz 25
tel. 091 6405111
20
4 maggio 2006
Pagina a cura di Franco Narducci
Commercio mondiale, la liberalizzazione
deve essere sostenibile
Sono in pieno svolgimento le trattative con l’Omc
Denis Torche*
na ulteriore liberalizzazione del commercio mondiale presuppone due condizioni prioritarie: in primo luogo la ricerca attiva di soluzioni adeguate per combattere
l’effetto negativo della liberalizzazione sulla
situazione occupazionale e sulle condizioni di
lavoro; in secondo luogo, i paesi ricchi dovrebbero aprire sul serio i loro mercati ai paesi in
via di sviluppo.
Le trattative economiche multilaterali in seno
all’organizzazione mondiale del commercio
sono caratterizzate da un forte ritardo sulla
tabella di marcia. L’attuale negoziato, avviato
a Doha nel 2001, riguarda principalmente l’agricoltura, i prodotti industriali e i servizi, così
come lo sviluppo nei paesi poveri. Le scadenze piuttosto strette che sono state fissate (30
aprile per i dazi doganali sui prodotti agricoli e
industriali, fine settembre per le proposte concrete sul «pacchetto sviluppo»), aprono il
campo a dubbi fondati sulla conclusione del
Doha Round entro la fine del 2006.
Secondo Travail.Suisse non sarebbe catastrofico se i negoziati Omc non si concludessero nelle scadenze previste, poiché per una
liberalizzazione sostenibile del commercio
mondiale devono essere ben ponderati gli interessi dei pochi paesi sviluppati e si devono
prendere in seria considerazioni gli effetti che
la liberalizzazione stessa produce sull’occupazione, sulle condizioni lavorative e sui servizi
pubblici.
U
Per il raggiungimento di risultati concreti, i
negoziatori degli Stati ricchi dovrebbero rinunciare alla loro strategia sul breve periodo - cioè
far dipendere le proprie concessioni da quelle
dei Paesi in via di sviluppo - e lavorare sui
miglioramenti di lungo periodo che producono
effetti benefici per tutti. Sarebbe dunque estremamente importante non esercitare pressioni
per condurre in porto il Doha Round in ogni
caso entro la fine dell’anno, e creare invece i
presupposti necessari per una liberalizzazione sostenibile del commercio, di cui dovrebbero cogliere i frutti tutti paesi interessati.
Migliorare la coerenza tra l’Omc e le altre
regolamentazioni internazionali. In quest’ambito non si registrano praticamente passi
avanti. Dopo l’adesione della Cina all’Omc e in
base alle conseguenze della liberalizzazione
sulle condizioni di lavoro - anzitutto nell’industria tessile - occorrono soluzioni urgenti per i
milioni di lavoratori e lavoratrici colpiti da tale
situazione. Si deve costituire un gruppo di lavoro in seno all’Omc che valuti le interazioni tra
liberalizzazione del commercio e condizioni di
lavoro e d’impiego.
Un inizio meno mercantilistico sulle questioni dello sviluppo. Il Doha Round è stato
battezzato come trattativa per i paesi in via di
sviluppo. Se però dai paesi in via di sviluppo ci
si attende che aprano i loro mercati, i paesi sviluppati devono essere disponibili, da parte loro,
a garantire concessioni reali che sicuramente
non saranno a costo zero!
E invece stiamo assistendo a un giochetto riprovevole e assolutamente contrario allo spirito della trattativa, poiché le
concessioni offerte dai paesi ricchi
appaiono sempre più come una presa in
giro, come alibi pretestuosi. Alcuni esemi terrà a Berna, sabato 6 maggio, l’imporpi: a partire dal 2008, i paesi poveri e
tante e attesa conferenza professionale del
meno sviluppati (Ldc) potranno esportare
settore edilizia e legno, che coinvolgerà i
nei paesi ricchi il 97 percento dei loro prodelegati e le rappresentanze provenienti da tutta
dotti, senza dazi doganali e al di fuori di
la Svizzera. Importante perché sono in ballo argoogni contingentamento. Un simile accormenti importanti come il Ccl sul pensionamento
do consentirebbe ai paesi ricchi di escluanticipato nell’edilizia, gli accordi aggiuntivi nell’adere il 3 per cento dei prodotti esportabili
rea del contratto nazionale mantello, la situazione
dai Ldc, una norma sufficiente per evitadi vuoto contrattuale per i capi muratore e capi
re l’importazione di prodotti competitivi
fabbrica, nonché il contratto collettivo di lavoro
come il riso, lo zucchero e alcuni prodotti
nell’industria del legno.
tessili.
La conferenza professionale si terrà a Berna,
Gli Stati Uniti, per esempio, hanno già
inizio ore 10.15, al ristorante Al Resto (ex Galaxy),
messo in chiaro che non ammetteranno
Effingerstrasse 20. All’ordine del giorno: Negol’importazione di alcuni tessili (Bangladeziati Ccl PA; Indennità per il lavoro prestato di
sh) e dello zucchero (Haiti), mentre il
sabato/compensazione dei saldi ore negative:
Giappone si comporterà allo stesso modo
prossime tappe; Situazione Ccl capi muratori;
per il riso e alcuni prodotti derivati dalla
Decisioni; Varie; Conferenza professionale Ccl
pesca. Anche la Svizzera toglierà i dazi
Industria del legno; Decisioni Ccl industria del
doganali sui prodotti importati dai Ldc a
legno e accordo protocollare PA.
partire dal 2008. Una decisione sicura-
Conferenza professionale
del settore edilizia e legno
S
mente positiva, ma si deve tuttavia temere che
le rappresentanze del nostro settore agricolo
eserciteranno pressioni sul Consiglio federale
chiedendo la rigida applicazione della regola
del 97 percento stabilita in sede di Omc.
Non liberalizzare i servizi pubblici. Un nuovo
metodo della trattativa - plurilaterale - consente
a un gruppo di Stati membri dell’Omc di sottoporre progetti di liberalizzazione riguardanti un
gruppo limitato di Stati, nel senso di una più
efficace alternativa rispetto alle attuali trattative
bilaterali. Tale metodo produce una ulteriore
pressione sui paesi in via di sviluppo e nasconde il pericolo reale di uno smantellamento di
importanti servizi primari per i cittadini.
Vi è da dire che la Svizzera non ha avanzato una simile pretesa, che tuttavia non ha
escluso a priori. Sicuramente ciò si spiega
anche con il fatto che la Svizzera non ha in
animo una offensiva da portare avanti contro i
servizi pubblici. In rapporto al mercato postale,
per esempio, il nostro paese è confrontato con
una richiesta federale plurilaterale.
Travail.Suisse, per esempio, insisterà affinché la Svizzera si attenga alle decisioni adottate dal Parlamento (diritto di monopolio per le
lettere fino a 100 grammi, dal 1° aprile 2006) e
non persegua una ulteriore liberalizzazione del
mercato postale a causa delle pressioni esercitate dall’Omc.
Anche rispetto alle richieste di liberalizzazione dei paesi in via di sviluppo, relativamente
all’offerta temporanea di servizi transfrontalieri
tramite i lavoratori, si deve mantenere un atteggiamento di estrema cautela; infatti, vi è il fondato pericolo, nonostante le garanzie offerte
dalla legge, del mancato rispetto delle condizioni di lavoro e salariali.
I paesi ricchi e sviluppati hanno un interesse
precipuo a inglobare il maggior numero dei
paesi all’interno dell’organizzazione mondiale
del commercio, per mettersi al riparo dall’invasione dei prodotti provenienti dai paesi emergenti e per aprire i nuovi mercati ai propri sistemo produttivi. Ma tutto ciò può avvenire in un
quadro di reciprocità effettivo, senza perpetrare quelle ingiustizie e quegli abusi che i paesi
in via di sviluppo hanno dovuto ingoiare da
sempre impunemente.
*Travail.Suisse
21
4 maggio 2006
Pagina a cura di Rogerio Sampaio
Encontrou-se uma saída para o
problema do 2° Pilar depois de 2007
Transferência das prestações de livre circulação ao deixar definitivamente a
Suiça, regressando a um pais da UE ou da EFTA depois de 31 de Maio de 2007
inalmente obtivemos de fontes oficiais
as informações fidedignas que passamos a informar.
Com a entrada em vigor dos acordos bilaterais entre a União Europeia (UE) e a Suiça,
criou-se uma nova entidade de coordenação
no âmbito da previdência profissional. Compete a esta entidade de ligação coordenar as
comunicações internacionais entre as seguradoras e as pessoas seguradas, bem como
disponibilizar informações e servir de entidade
de contacto para as entidades de coordenação
existentes noutros países.
Uma primeira área temática para a coordenação, resulta das regulamentações sobre a
transferência de prestações de livre circulação
aquando da partida da Suiça para um estado
membro da União Europeia. De acordo com
as disposições legais comunitárias e suíças,
não será possível proceder ao pagamento de
prestações de livre circulação em dinheiro,
quando no Estado de estabelecimento exista um seguro obrigatório de prestações de
velhice, invalidez ou sobrevivência. Só se
encontram excepcionados deste regime os
fundos provenientes da previdência profissional que excedam as prestações mínimas
(montantes dos chamados fundos-extra-obrigacionais). Estando em vigor até o fim de Maio
de 2007, um regime transitório, isto significa
que, até essa data, poderão ser recebidas em
dinheiro as prestações de livre circulação sem
qualquer limitação.
Uma vez que os regimes de seguros obrigatórios têm regulamentações diferentes de
país para país, ficou acordada entre Suiça e
Portugal uma solução que permite, de uma
forma prática para os segurados e as instituições de previdência, a verificação do cumprimento do seguro obrigatório. O procedimento que neste momento está sendo elaborado e brevemente vai ser confirmado também
pelos países interessados é o seguinte:
F
Quando uma pessoa, abrangida pela previdência profissional, tem planos de abandonar definitivamente a Suiça e quer receber os
seus fundos em dinheiro, fará chegar a sua
instituição de previdência uma comunicação
nesse sentido. Essa instituição analisará se
estão preenchidos os requisites que permitem
um pagamento em dinheiro
Caso a pessoa pretenda regressar a Portugal, a instituição de previdência, para poder
proceder ao pagamento em dinheiro, necessita de uma confirmação no sentido de a mesma
pessoa não se encontrar abrangida por um
seguro legal obrigatório para prestações de
velhice, invalidez ou sobrevivência. Razão
pela qual, o segurado (ou a instituição de previdência) entrega um requerimento a entidade
do coordenação da previdência profissional na
Suiça (pode solicitar o envio do formulário).
A entidade de coordenação na Suiça encaminha o pedido ao Departamento de Relações
Curso de Capataz de estaleiro
Estão abertas inscrições para o curso de Capataz
de estaleiro. O curso é realizado em Alemão e italiano.
Inicio Abril 2006 até 31 de Março de 2007
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Condições obrigatórias: Ter curso de pedreiro ou
qualificação equiparada
Inscrição: Contacte o Secretariado Syna ou directamente com CIFL-ENAIP – Luzernerstrasse 131 6014 Littau
Tel. 041.250 40 56 fax. 041. 250 40 34
Internacionais de Segurança. Social (DRISS)
em Portugal; este Departamento verificara,
numa data marcada (90 dias depois da partida da Suiça) se a pessoa se encontra abrangida por um seguro obrigatório.
O resultado desta verificação será comunicado pelo DRISS a entidade de coordenação
na Suiça (existe ou não seguro obrigatório).
A entidade de coordenação remete o resultado da verificação ao legítimo titular e a instituição de previdência na Suiça.
De acordo com o resultado da verificação,
a instituição de previdência na Suiça ou
procederá ao pagamento em dinheiro dos
fundos, ou depositará a prestação de livre circulação numa conta bloqueada indicada pelo
segurado, ou então, retêm uma apólice de livre
circulação (este tipo de fundos poderão ser
recebidos, uma vez atingida a idade de reforma, em forma de capital ou como pensão regular).
Informações relativas ao 1° Pilar relacionadas com a partida definitiva da Suiça, poderão
ser obtidas em www.ahv.ch ou junto do
Escritório Central de Compensação, Av.
Edmond-Vaucher 18, Postfach 3000, CH-1211
Geneve 2, Tel.+41(0)227959111.
Em resumido, a possibilidade de reembolso
do 2° pilar mantém-se depois do 1. de Junho
de 2007 se o assegurado deixa definitivamente a Suiça e durante 90 dias depois da partida
da Suiça, tendo ele feito o pedido a partir
dessa data, não se encontra abrangida por um
seguro obrigatório de prestações de velhice,
invalidez ou sobrevivência em Portugal.
Para informações ulteriores lhe pedimos que
nos contacte ao numero +41 31 380 79 75. A
senhora Isabel Martins lhe dará informações
ulteriores.
Escritório Central do 2° Pilar Fundos
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para trabalhadores da construção
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22
4 maggio 2006
ASSOCIAZIONE ANZIANI
PENSIONATI INVALIDI DELL’OCST
Dalle Tre Valli per scoprire
la Toscana e le Cinque Terre
Gerolamo Cocchi
opo la conferenza di don Sandro Vitalini del 28 marzo, sul tema «La Bibbia,
questa sconosciuta», al Centro Giovani
a Bodio seguita da numerosi soci, è stata la
volta del tradizionale viaggio annuale di una
settimana: meta Toscana e Cinque Terre, cui
hanno partecipato oltre 40 soci, provenienti
dalla Regione Tre Valli e da altre parti del Cantone.
Il gruppo ha dapprima toccato Lucca con
visita al centro storico e trasferimento in serata all’accogliente hotel Fattoria Belvedere a
Casino di Terra, su una collina in mezzo al
verde e nel silenzio assoluto.
Di notevole bellezza culturale e religiosa San
Gimignano che con le sue torri e la sua storia
ha regalato ai partecipanti emozioni indescrivibili. In una chiesa del paese, padre Angelo Fratus, accompagnatore spirituale, ha celebrato
la messa.
D
Ci siamo poi recati a Volterra,
cittadina dove il tempo sembra
essersi fermato, e dove l’allegra
compagnia ha gustato un ottimo
pranzo.
Conosciuta per il «Palio», Siena
con le sue chiese, i monumenti, le viuzze e la
famosa piazza del Campo, offre ai visitatori
bellezze che poche città possono dare.
Al ritorno abbiamo fatto sosta a Monteriggioni, rinomato borgo racchiuso da mura
medioevali, e partecipato alla messa nella
bella chiesina locale.
Da San Guido, dopo la celebrazione della
messa, abbiamo raggiunto Bolgheri, paese
natale del grande poeta Carducci, percorrendo
il suggestivo e famoso viale fiancheggiato da
oltre 2500 pioppi.
A La Spezia, grande città portuale, l’allegra
compagnia ha trascorso una bellissima serata
e a Portovenere abbiamo gustato prelibate pietanze di pesce.
Inchiesta per conferenze informative
Allo scopo di organizzare manifestazioni, incontri e conferenze che possano soddisfare gli interessi di ogni iscritto
all’AAPI-OCST, siete pregati di rispondere al seguente questionario:
Nome e Cognome (facoltativo)
..............................................................................
Età ........................................................................
Segretariato di appartenenza:
Mendrisio
Lugano
Bellinzona
Locarno
RTV
Mi piacerebbe frequentare corsi o conferenze su temi
riguardanti:
medicina
geografia
storia
filosofia
politica sociale
fiscalità
sociologia
antropologia
Il viaggio è terminato con un giro in battello
di un’intera giornata alla scoperta delle bellezze delle Cinque Terre (la «bellezza» è stato il
tema di profonde riflessioni di padre Angelo
Fratus): stupendi i paesini di Riomaggiore,
Manarola, Vernazza, dove abbiamo pranzato
a base di pesce, e Monterosso.
La gita riuscitissima, da tutti molto apprezzata, è stata favorita dal bel tempo.
L’organizzazione, curata nei minimi particolari dall’agenzia Dreams Travel di Biasca, è
stata impeccabile. Un grazie sentito a Padre
Angelo, al presidente sezionale Carlo Franscini e al titolare dell’agenzia Maurizio Lo Piccolo
e alla sua simpatica collaboratrice Lisa che ci
hanno accompagnati.
■ AGENDA
Bellinzona
Gita a Genova e visita all’Acquario,
lunedì 15 maggio. Partenza ore 6.30
piazzale Stadio Bellinzona, 6.40 Mercato coperto Giubiasco. Costo fr. 90.
Iscrizioni: tel. 091 8572284 e 8292005.
Locarno
Gita a Rodendo-Saiano (BS), località
Franciacorta, 20 giugno. Visita all’abbazia S. Nicolò, pranzo in ristorante tipico,
pomeriggio con visita a sorpresa. Costo
fr. 70 (non soci 80). Iscrizioni: tel.
0917513052, entro il 14 giugno.
Lugano
Pellegrinaggio al santuario Madonna dei miracoli a Morbio Inferiore, 16
maggio, ore 15. Partenza: 13.45 Cornaredo lato fiume; 14 stazione FFS
Lugano; 14.15 Melide Swissminiatur.
Iscrizioni: tel. 091 9102021.
Gita in Umbria, dal 2 al 6 ottobre.
Costo fr. 1.055, supplemento singola
fr. 190, assicurazione annullamento
Soggiorni marini e montani
Igea Marina, dal 12 al 24 giugno e
dal 26 agosto al 7 settembre. Fr.1.050.
obbligatoria, fr. 32. Info e iscrizioni: tel.
091 9102021, entro il 31 luglio.
Al Centro AAPI, tombola tutti i martedì alle ore 15.
Pedicure curativa in sede, al giovedì mattina. Costo: fr. 35-45. Info: tel.
0919102021.
Mendrisio
Incontro mariano al Santuario S.
Maria dei Miracoli di Morbio Inferiore,
11 maggio, ore 14.30. Ricordo speciale
per i soci defunti della Sezione. Segue
rinfresco offerto in Oratorio. Iscrizioni:
tel. 091 6405111 entro il 5 maggio.
Gita a Svitto - Ingenbohl - Grütli, 23
maggio. Visita all’Archivio, museo nazionale, messa nella cripta M. Teresa
Scherer e momento patriottico al «Praticello del Grütli, con battello. Iscrizioni:
tel. 091 6405111 entro il 16 maggio.
Tre Valli
Gita in Valle Maggia, giovedì 18 maggio, con il prof. Giuseppe Martini. Visita
alla Madonna delle Grazie a Maggia,
museo etnografico valmaggese e pranzo al ristorante La Froda a Foroglio.
Costo (bibite escluse): fr. 40 per i soci, fr.
60 per i non soci. Iscrizioni dall’8 al 16
maggio al numero 091 8730120.
Lingue:
inglese
francese
tedesco
altra ......................................
Prato Leventina, dal 3 al 21 luglio.
Fr. 1.600.
Flims - Dorf, dal 4 all’11 agosto.
Fr. 910.
ASSEMBLEA CANTONALE
delegati AAPI OCST
Da spedire entro il 30 maggio a: AAPI-OCST, Segretariato
Cantonale, via S. Balestra 19, 6900 Lugano.
Info: Sergio Ercolani, Segretariato Cantonale AAPI, Lugano. Tel. 091 9102021.
Giovedì 1° giugno, ore 8.30,
Melide, Sala comunale multiuso
4 maggio 2006
GIORNALE APERTO
■ LE DOMANDE DEI LETTORI
Da inviare alla redazione. Le risposte sono degli esperti OCST e associazioni affiliate.
23
Ho lavorato in Svizzera. La mia pensione italiana va ricalcolata?
D
Sono titolare di pensione italiana con decorrenza gennaio 2002, calcolata mediante trasferimento dei contributi svizzeri. Ho sentito
dire che i pensionati nelle mie condizioni devono presentare domanda di riliquidazione della
pensione. È vero? Cosa devo fare in concreto?
Antonio R., Bizzarone
R
Carissimo Antonio,
con la sentenza numero 4623 del 6.3.2004
la Corte di Cassazione si è pronunciata favorevolmente sul ricalcolo della pensione italiana
liquidata sulla base dei contributi Avs trasferiti
in Italia.
In particolare la sentenza stabilisce che la
pensione di quei lavoratori che hanno lavorato
in Svizzera durante gli ultimi anni prima del pen-
sionamento e che hanno trasferito la contribuzione Avs all’Inps, debba essere calcolata sulla
base delle retribuzioni reali percepite in Svizzera e non su quella determinata in base al valore
dei contributi trasferiti, con un notevole beneficio economico per i pensionati interessati.
L’argomento è stato oggetto di discussione
a Verbania dove lo scorso 20 aprile si sono
incontrati i rappresentanti della Cisl e dell’Inas
di Lombardia e Piemonte, dell’Inas Svizzera e
della sede centrale.
Questo incontro ha avuto lo scopo di chiarire la situazione sullo stato delle domande presentate nelle singole province e stabilire in
modo unitario le procedure da seguire per la
presentazione delle domande, dei ricorsi, fino
all’inoltro delle cause contro l’istituto.
■ VITA NOSTRA
Fedeltà all’OCST
In questo mese tre
colleghi festeggiano
significativi traguardi
di lavoro.
Felice Campana (a
destra) è all’OCST
da ben 30 anni. In
forza al segretariato
regionale del Luganese, presta la sua
attività occupandosi
con competenza dei
numerosi soci che si
rivolgono al servizio
giuridico nella sede
di Lamone.
Giuliano Butti (a
sinistra) raggiunge i
20 anni di attività e
Marchello
Specchietti 10. Entrambi
lavorano al segretariato regionale di
Mendrisio.
Butti, vicesegretario
regionale a Mendrisio
e coordinatore a livello cantonale del servizio giuridico, si occupa con capacità ed
esperienza delle pratiche legali, mentre
Specchietti è coordinatore del servizio
esterno.
Editore
Organizzazione cristiano-sociale ticinese
(OCST), via Balestra 19, 6900 Lugano
Redattrice responsabile
Antonella Sicurello
Segretaria di redazione
Maurizia Conti
Ricordo che sono interessati tutti coloro che
hanno svolto l’attività lavorativa in Svizzera
immediatamente prima del pensionamento e
che hanno optato per il trasferimento della contribuzione Avs presso l’Inps, ottenendo il diritto
alla pensione con decorrenza prima del
01.06.2002: infatti dopo l’entrata in vigore degli
accordi bilaterali questa possibilità, sancita dalla
convenzione bilaterale italosvizzera in materia
previdenziale, non è più prevista.
Per questo ti invitiamo, come invitiamo
anche tutti gli altri pensionati interessati, a
rivolgersi alle sedi del patronato Inas-Cisl in
Italia e in Svizzera, per l’inoltro della domanda.
Roberto Crugnola
Responsabile Inas-Cisl Svizzera
■ AGENDA OCST
Nel complimentarci, auguriamo loro di
continuare ancora a lungo al servizio
della grande famiglia OCST e dei suoi
associati.
Condoglianze
a Paola e Daniela per la morte del marito e papà Luigi Bernasconi di Genestrerio, socio AAPI.
ai familiari di Anacleto Fontana di Morbio Superiore, socio AAPI.
ai familiari di Mario Penco, socio AAPI
Mendrisio, deceduto recentemente.
a Francesco Simone, socio segretariato Mendrisio, e familiari tutti, per la morte
del papà Luigi.
alla moglie, ai figli, al nipote Daniele
Bari, socio segretariato del Luganese, e
familiari tutti, per la scomparsa del loro
caro congiunto Sergio Bari.
a Rita Marlavicino, socia sezione Personale Ospedali di Locarno e a tutti i familiari per la scomparsa del marito Giovanni, fedele associato della sezione Edili
Locarno.
a Luciano Emma, socio sezione Personale Case anziani Locarno, e familiari tutti,
per la scomparsa della suocera Centina.
alla moglie Maria e a tutti i familiari, per
la scomparsa del loro caro Florindo Maffi
socio sezione AAPI Locarno.
ai familiari di Prisca Albertella, socia
sezione Personale Ospedali Locarno.
a Teresita Vassena, socia sezione
AAPI Locarno, per la scomparsa del fratello Sandro Candeago.
Redazione e amministrazione
via Balestra 19, 6900 Lugano, tel. 0919211551,
fax 0919242471, e-mail [email protected]
Stampa
Corriere del Ticino SA
via Industria, 6933 Muzzano
Pubblicità
Areafin Communication SA
tel. 0919101070, fax 0919101071
e-mail [email protected]
Tiratura controllata REMP 41.616 copie
ASSEMBLEE
Uffici regionali di collocamento (Urc). L’assemblea
cantonale si svolgerà l’11 maggio, alle 17.30, nella sala
del Consiglio comunale di Camorino. All’ordine del giorno la situazione e la valutazione dell’attività negli Urc, la
revisione della Lord e Legge stipendi, la trattenuta salariale straordinaria del 2,2 per cento, le rivendicazioni del
personale dello Stato. Sarà anche presentata l’informazione sull’attività del Sindacato OCST dei dipendenti
dello Stato. Info: tel. 0919211551, [email protected] (oppure contattare il Segretariato OCST
della propria regione).
Istituzioni sociali. Il 16 maggio, alle 20.15, all’OCST
di Lugano, si terrà l’assemblea cantonale. Temi all’ordine
del giorno: presentazione, discussione e presa di posizione sulle proposte di modifica del Ccl; informazioni sulla
decisione del Governo sul rimborso e la soppressione
della trattenuta salariale del 2,2 per cento.
Statali. Il comitato si riunirà il 22 maggio, alle 18, al
Ristorante della Stazione a Ponte Brolla. Si discuterà
dell’attività sindacale (trattative con il Consiglio di Stato,
diffusione del nuovo opuscolo OCST-Statali) e dell’attività del comitato. Confermare la propria partecipazione
al numero 0919211551.
Falegnami (Luganese). Si terrà mercoledì 24 maggio, alle 18.30, all’OCST di Lugano. Si parlerà del contratto, delle prospettive del settore e dei Bilaterali. Saranno nominati i membri dell’Ufficio presidenziale.
Funzionari di Polizia. Il comitato si riunirà domani,
venerdì, 5 maggio, alle 14, nella sala del ristorante Centrale a Camorino. All’ordine del giorno: discussione e
valutazione dell’assemblea unitaria, reparto del traffico
(nuovo assetto), regolamento promozioni (consultazione), assemblea annuale.
Consiglio esecutivo
Presidente: Romano Rossi
Membri: Carla Albertoli, Fausto
Leidi, Bruno Ongaro, Gianfranco
Poli, Roberto Poretti, Enrico
Pusterla, Meinrado Robbiani,
Flavio Ugazzi
Segretario cantonale e Copresidente
Meinrado Robbiani
Segretario amministrativo
Fausto Leidi
Vicesegretari cantonali
Nando Ceruso, Renato Ricciardi
Segretari regionali
Lugano: Dario Tettamanti
Mendrisio: Alessandro Mecatti
Bellinzona: Paolo Locatelli
Locarno: Arturo Trezzini
Tre Valli: Giancarlo Nicoli
4 maggio 2006
GIORNALE APERTO
■ LE DOMANDE DEI LETTORI
Da inviare alla redazione. Le risposte sono degli esperti OCST e associazioni affiliate.
23
Ho lavorato in Svizzera. La mia pensione italiana va ricalcolata?
D
Sono titolare di pensione italiana con decorrenza gennaio 2002, calcolata mediante trasferimento dei contributi svizzeri. Ho sentito
dire che i pensionati nelle mie condizioni devono presentare domanda di riliquidazione della
pensione. È vero? Cosa devo fare in concreto?
Antonio R., Bizzarone
R
Carissimo Antonio,
con la sentenza numero 4623 del 6.3.2004
la Corte di Cassazione si è pronunciata favorevolmente sul ricalcolo della pensione italiana
liquidata sulla base dei contributi Avs trasferiti
in Italia.
In particolare la sentenza stabilisce che la
pensione di quei lavoratori che hanno lavorato
in Svizzera durante gli ultimi anni prima del pen-
sionamento e che hanno trasferito la contribuzione Avs all’Inps, debba essere calcolata sulla
base delle retribuzioni reali percepite in Svizzera e non su quella determinata in base al valore
dei contributi trasferiti, con un notevole beneficio economico per i pensionati interessati.
L’argomento è stato oggetto di discussione
a Verbania dove lo scorso 20 aprile si sono
incontrati i rappresentanti della Cisl e dell’Inas
di Lombardia e Piemonte, dell’Inas Svizzera e
della sede centrale.
Questo incontro ha avuto lo scopo di chiarire la situazione sullo stato delle domande presentate nelle singole province e stabilire in
modo unitario le procedure da seguire per la
presentazione delle domande, dei ricorsi, fino
all’inoltro delle cause contro l’istituto.
■ VITA NOSTRA
Nel complimentarci, auguriamo loro di
continuare ancora a lungo al servizio
della grande famiglia OCST e dei suoi
associati.
Condoglianze
a Paola e Daniela per la morte del marito e papà Luigi Bernasconi di Genestrerio, socio AAPI.
ai familiari di Anacleto Fontana di Morbio Superiore, socio AAPI.
ai familiari di Mario Penco, socio AAPI
Mendrisio, deceduto recentemente.
a Francesco Simone, socio segretariato Mendrisio, e familiari tutti, per la morte
del papà Luigi.
alla moglie, ai figli, al nipote Daniele
Bari, socio segretariato del Luganese, e
familiari tutti, per la scomparsa del loro
caro congiunto Sergio Bari.
a Rita Marlavicino, socia sezione Personale Ospedali di Locarno e a tutti i familiari per la scomparsa del marito Giovanni, fedele associato della sezione Edili
Locarno.
a Luciano Emma, socio sezione Personale Case anziani Locarno, e familiari tutti,
per la scomparsa della suocera Centina.
alla moglie Maria e a tutti i familiari, per
la scomparsa del loro caro Florindo Maffi
socio sezione AAPI Locarno.
ai familiari di Prisca Albertella, socia
sezione Personale Ospedali Locarno.
a Teresita Vassena, socia sezione
AAPI Locarno, per la scomparsa del fratello Sandro Candeago.
Stampa: Corriere del Ticino SA
Lugano
SETTIMANALE DI INFORMAZIONE
Prezzo copia Euro 0.25
Direttore: Fausto Tagliabue
Direttore Responsabile
Claudio Ramaccini
Roberto Crugnola
Responsabile Inas-Cisl Svizzera
■ AGENDA OCST
Fedeltà all’OCST
In questo mese tre
colleghi festeggiano
significativi traguardi
di lavoro.
Felice Campana (a
destra) è all’OCST
da ben 30 anni. In
forza al segretariato
regionale del Luganese, presta la sua
attività occupandosi
con competenza dei
numerosi soci che si
rivolgono al servizio
giuridico nella sede
di Lamone.
Giuliano Butti (a
sinistra) raggiunge i
20 anni di attività e
Marchello
Specchietti 10. Entrambi
lavorano al segretariato regionale di
Mendrisio.
Butti, vicesegretario
regionale a Mendrisio
e coordinatore a livello cantonale del servizio giuridico, si occupa con capacità ed
esperienza delle pratiche legali, mentre
Specchietti è coordinatore del servizio
esterno.
Lavoro
Ricordo che sono interessati tutti coloro che
hanno svolto l’attività lavorativa in Svizzera
immediatamente prima del pensionamento e
che hanno optato per il trasferimento della contribuzione Avs presso l’Inps, ottenendo il diritto
alla pensione con decorrenza prima del
01.06.2002: infatti dopo l’entrata in vigore degli
accordi bilaterali questa possibilità, sancita dalla
convenzione bilaterale italosvizzera in materia
previdenziale, non è più prevista.
Per questo ti invitiamo, come invitiamo
anche tutti gli altri pensionati interessati, a
rivolgersi alle sedi del patronato Inas-Cisl in
Italia e in Svizzera, per l’inoltro della domanda.
Proprietà: Cisl Servizi Srl
Como - via Rezzonico 43
e-mail: [email protected]
Registrazione Tribunale di Como
n.11 del 23 maggio 1988
Registro degli operatori
di comunicazione
n. 7772 del 19.02.2003
ASSEMBLEE
Uffici regionali di collocamento (Urc). L’assemblea
cantonale si svolgerà l’11 maggio, alle 17.30, nella sala
del Consiglio comunale di Camorino. All’ordine del giorno la situazione e la valutazione dell’attività negli Urc, la
revisione della Lord e Legge stipendi, la trattenuta salariale straordinaria del 2,2 per cento, le rivendicazioni del
personale dello Stato. Sarà anche presentata l’informazione sull’attività del Sindacato OCST dei dipendenti
dello Stato. Info: tel. 0919211551, [email protected] (oppure contattare il Segretariato OCST
della propria regione).
Istituzioni sociali. Il 16 maggio, alle 20.15, all’OCST
di Lugano, si terrà l’assemblea cantonale. Temi all’ordine
del giorno: presentazione, discussione e presa di posizione sulle proposte di modifica del Ccl; informazioni sulla
decisione del Governo sul rimborso e la soppressione
della trattenuta salariale del 2,2 per cento.
Statali. Il comitato si riunirà il 22 maggio, alle 18, al
Ristorante della Stazione a Ponte Brolla. Si discuterà
dell’attività sindacale (trattative con il Consiglio di Stato,
diffusione del nuovo opuscolo OCST-Statali) e dell’attività del comitato. Confermare la propria partecipazione
al numero 0919211551.
Falegnami (Luganese). Si terrà mercoledì 24 maggio, alle 18.30, all’OCST di Lugano. Si parlerà del contratto, delle prospettive del settore e dei Bilaterali. Saranno nominati i membri dell’Ufficio presidenziale.
Funzionari di Polizia. Il comitato si riunirà domani,
venerdì, 5 maggio, alle 14, nella sala del ristorante Centrale a Camorino. All’ordine del giorno: discussione e
valutazione dell’assemblea unitaria, reparto del traffico
(nuovo assetto), regolamento promozioni (consultazione), assemblea annuale.
Sportelli frontalieri CISL e OCST
tel. 0332551281, gio 15-18
COMO Olgiate Comasco
v. San Gerardo 28, tel. 031944040
ve 16.30-18.30, sa 9-12
COMO Porlezza
tel. 034461100, ven 16-18
VARESE Luino
Piazza Marconi 35, tel. 0332531767
ma 14-18, sa 9.30-11.30
VARESE Lavena-Ponte Tresa
Ufficio frontalieri OCST
Chiasso, via Bossi 12D
tel. +4191 6825501
Segretariati regionali OCST
Bellinzona, tel. +4191 8214151
Chiasso, tel. +4191 6825501
Lugano, tel. +4191 9211551
Locarno, tel. +4191 7513052
Mendrisio, tel. +4191 6405111
Lamone, tel. +4191 9660063
LAVORO
N.13 del 4 maggio 2006 del Settimanale d’informazione Azeta-Lavoro
“Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB Como”.
Il Lavoro - Tel. +4191 9211551 - Fax +4191 9242471 - [email protected] - www.ocst.com
Prossimo numero: 18 maggio 2006
Primo Maggio a Manno
L’OCST a fianco dei giovani disoccupati pagine 2-3
Alle urne il 21 maggio
Ecco perché votare due volte «No»
pagine 4-5
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04 maggio 2006