Il servizio sanitario
deve o no organizzare
uno screening nella
popolazione con
lo scopo di individuare
persone sane che
potrebbero avere figli
malati di fibrosi cistica?
Le Giurie
di cittadini
rispondono
Il progetto Giurie dei cittadini è promosso da
/ IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano
/ Zadig Agenzia di Editoria Scientifica, Milano
/ Centro Fibrosi Cistica dell’Azienda Ospedaliera
Universitaria Integrata, Verona
Il progetto è sostenuto da
/ FFC Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica - Onlus
Il servizio sanitario deve o no organizzare
uno screening nella popolazione
con lo scopo di individuare persone sane
che potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?
Le Giurie di cittadini rispondono
a cura di
Cinzia Colombo e Paola Mosconi
Hanno promosso il progetto:
Paola Mosconi, IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano
Roberto Satolli, Zadig Agenzia di Editoria Scientifica, Milano
Carlo Castellani, Centro Fibrosi Cistica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, Verona
Hanno collaborato alla ideazione e organizzazione:
Cinzia Colombo, Maria Teresa Greco, Anna Roberto, Walter Villani
IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano
Giulia Candiani, Zadig Agenzia di Editoria Scientifica, Milano
Settembre 2015
IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano
Le Giurie di cittadini rispondono
/ Sommario
01
/ La voce dei cittadini su questioni di sanità pubblica......................................................... 7
02
/ Chi ha promosso il progetto............................................................................................................ 8
03
/ Perché una Giuria dei cittadini sulla fibrosi cistica............................................................. 8
04
/ Cosa è una Giuria dei cittadini.................................................................................................... 10
05
/ Le fasi di una Giuria di cittadini.................................................................................................. 12
06
/ Come si sviluppa una Giuria di cittadini................................................................................ 13
07
/ Le deliberazioni delle tre Giurie................................................................................................. 16
08
/ Le motivazioni delle deliberazioni delle Giurie................................................................. 19
09
/ Chi ha partecipato alle Giurie..................................................................................................... 24
10
/ Come sono state valutate le Giurie.......................................................................................... 25
11
/ Scelte accurate e trasparenti...................................................................................................... 28
12
/ L’indagine online................................................................................................................................ 28
13
/ Chi ha contribuito al progetto..................................................................................................... 30
14
/ I giurati..................................................................................................................................................... 30
15
/ Grazie a................................................................................................................................................... 31
16
/ Per saperne di più.............................................................................................................................. 32
Allegato 1
/ Il materiale informativo distribuito alla Giuria........................................................ 35
Allegato 2
/ I programmi delle tre giornate delle Giurie............................................................... 52
Allegato 3
/ Valutazione: il questionario pre-post incontro........................................................ 55
Allegato 4
/ Programma del convegno finale...................................................................................... 59
5
Le Giurie di cittadini rispondono
/ La voce dei cittadini
su questioni di sanità pubblica
01
Cosa ne pensa della Giuria dei Cittadini?
“La Giuria è stata tutta partecipe...
Un’esperienza di vita importante che mi ha cresciuto.
Esperienza positiva di scambio di opinioni e di coinvolgimento in tematiche di
interesse collettivo. La valutazione completa sarà possibile dopo aver sperimentato anche i passi successivi.
L’apprendere, confrontandosi, secondo il mio parere rappresenta sempre un
motivo di arricchimento per tutti.” / Giuria di Verona
“Una buona esperienza.
La partecipazione attiva dei cittadini alle scelte di salute è un valore fondante
della democrazia.
Ho appreso molte cose che non sapevo.” / Giuria di Pistoia
“È giusto che la popolazione si possa esprimere su una problematica di salute
pubblica.
...ogni componente della Giuria ha esposto le proprie motivazioni con sincero
interesse ed enfasi.
Mi è servito per confrontarmi con altre persone che la pensavano diversamente
da me.” / Giuria di Palermo
L’obiettivo principale del progetto Giurie dei cittadini è stato portare i cittadini ad
esprimersi su questioni in genere riservate agli addetti ai lavori. In particolare,
questa esperienza ha affrontato il tema dello screening del portatore sano della
fibrosi cistica, su cui sono state organizzate tre Giurie di cittadini in tre città italiane
(Verona, Pistoia e Palermo) e un’indagine online. L’indagine è stata rivolta anche
agli operatori sanitari nella convinzione che tutti i punti di vista dei diversi attori
interessati debbano concorrere a una decisione sui temi di sanità pubblica.
Il metodo delle Giurie dei cittadini è stato definito negli Stati Uniti e viene utilizzato
7
8
www.partecipasalute.it
in ambito internazionale su argomenti di varia natura. In Italia, questa è una delle
prime esperienze che affronta tematiche di carattere sanitario.
Questa pubblicazione riassume le premesse, lo sviluppo e i risultati del progetto,
approfondendone alcuni aspetti critici e punti di forza e riporta integralmente le
delibere delle tre Giurie.
Dal confronto tra rappresentanti di società scientifiche, rappresentanti di persone
con la malattia, ricercatori, comunicatori, decisori sanitari, cittadini - nell’ambito
di un convegno pubblico (18 settembre 2015, IRCCS Istituto Mario Negri, Milano)
- prenderanno le mosse iniziative future, che daranno seguito alle deliberazioni
delle Giurie e al parere espresso da chi ha risposto all’indagine online.
I risultati del convegno e le nuove attività sono disponibili sul sito
www.partecipasalute.it.
/ Chi ha
promosso
il progetto
02
L’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di
Milano, con il sostegno finanziario della Fondazione per la
Ricerca sulla Fibrosi Cistica - Onlus (progetti FFC#9/2011 e
FFC#22/2013), e in collaborazione con Zadig Agenzia di Editoria Scientifica e il Centro Fibrosi Cistica dell’Azienda Ospe-
daliera Universitaria Integrata di Verona ha avviato questo progetto di ricerca sulla
base di quanto accaduto in Veneto e in Trentino-Alto Adige riguardo allo screening
del portatore sano della fibrosi cistica.
/ Perché
una Giuria
dei cittadini
sulla fibrosi
cistica
03
Nelle province occidentali del Veneto e in Trentino-Alto
Adige il test del portatore sano per la fibrosi cistica è
stato tradizionalmente offerto a coloro che avevano già
un caso di fibrosi cistica in famiglia. Viceversa, dagli anni
Novanta in alcune province orientali del Veneto il test
è stato attivamente offerto ad ampi segmenti della popolazione generale. In quest’ultima area il numero di
nuovi nati con fibrosi cistica si è gradualmente ridotto
Le Giurie di cittadini rispondono
fino a livelli più di quattro volte inferiori a quelli misurati in precedenza.
I ricercatori del Centro Fibrosi Cistica di Verona, che hanno pubblicato questi dati,
non sanno quali scelte riproduttive abbiano compiuto le coppie di portatori sani
individuate nel Veneto orientale, ma appare ragionevole ipotizzare che l’informazione sia stata usata per limitare le nascite di bambini malati.
Questi dati sono stati il punto di partenza per discutere come arrivare a una decisione condivisa per stabilire se il test del portatore sano debba o no essere offerto
attivamente alla popolazione tramite un programma di screening. Considerando
che un programma di screening ha effetti su tutta la popolazione, e che la questione ha un alto livello specialistico, si è deciso di utilizzare il metodo della Giuria dei
cittadini, in cui un gruppo di persone accetta di approfondire un tema complesso su
cui ragionare in termini di bene comune.
Per questo sono state organizzate tre Giurie dei cittadini che hanno risposto alla domanda: “Il servizio sanitario deve o no organizzare uno screening nella popolazione con lo
scopo di individuare persone sane che potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?”.
Cosa è la fibrosi cistica
Cosa è il test
del portatore sano
È una malattia genetica rara che consiste nell’assenza
Il test si esegue analizzando il DNA estratto da un
o nel malfunzionamento di una proteina. Ogni 3.000
campione di sangue.
bambini nati sani ne nasce uno malato. I disturbi più
frequenti sono tosse cronica, infezioni respiratorie,
malnutrizione, scarsa crescita e infertilità maschile.
Si tratta di una malattia cronica, che riduce considerevolmente l’attesa di vita e richiede terapie quotidiane complesse.
Nasce malato chi ha ereditato il gene mutato da entrambi i genitori.
Chi ha ereditato questo difetto genetico da un solo genitore non è malato ed è definito portatore sano. Esiste un test genetico per la ricerca del portatore sano.
Il test non individua il 100% dei portatori della mutazione genetica.
Circa 4 portatori su 5 possono essere identificati dal
test, uno su 5 non verrà individuato.
9
10
www.partecipasalute.it
/ Cosa è
una Giuria
dei cittadini
04
È un gruppo di cittadini a cui viene chiesto di deliberare su un tema che abbia rilevanza per la comunità e
ricadute collettive, come nel caso dello screening del
portatore sano della fibrosi cistica.
Il metodo delle Giurie di cittadini presuppone che grup-
pi di cittadini che hanno ricevuto informazioni chiare, trasparenti ed esaurienti su
un determinato argomento possano deliberare efficacemente, cioè il più possibile
in modo unanime in considerazione dell’interesse collettivo e non di interessi parti-
Chi decide in medicina?
Perché chiedere ai cittadini di deliberare su questioni di sanità
Il processo di medicalizzazione crescente della so-
diagnostici, terapeutici eccetera), per cui è neces-
cietà attuale comprende due tendenze: l’inversione
sario trattare un numero N, sempre più grande, di
del potere di iniziativa in medicina, passato dai mala-
persone per ottenere un risultato positivo in un solo
ti - che si rivolgono al medico per richiedere la messa
individuo (senza sapere quale), mentre tutti gli altri
in atto di specifici interventi per la propria salute - ai
non beneficiano del trattamento a cui aderiscono.
curanti - che propongono direttamente esami di controllo - e la prevalenza di un approccio di popolazione rispetto a quello individuale.
Da queste due tendenze, che estendono il numero
delle persone considerate malate anche se si sentono bene, e il “numero di persone che è necessario
La prima tendenza è il risultato di diversi fattori: la
trattare”, deriva un rischio crescente di iatrogenesi di
crescente possibilità di individuare condizioni prima
massa - cioè di danni generati dall’intervento medico
che sopraggiunga la malattia (cioè in assenza di di-
- per cui gli eventuali vantaggi della medicalizzazione
sturbi avvertiti dal paziente), la progressiva esten-
vengono superati dagli svantaggi, non solo in termi-
sione della definizione di malattia e l’abbassamento
ni economici o sociali, ma anche di salute. Inoltre, il
delle soglie di normalità (per esempio la soglia del
crescente consumo di risorse prodotto dalla medi-
valore di pressione sanguigna oltre la quale una per-
calizzazione mette a repentaglio l’equità nell’accesso
sona viene definita ipertesa si è abbassata nel tem-
alle cure e sta già minando la sostenibilità degli stessi
po), la proliferazione di attività di diagnosi precoce o
sistemi sanitari. Tutto ciò comporta la necessità di in-
screening in tutti i campi della medicina.
formare e coinvolgere nelle scelte tutte le persone
La seconda deriva dalla natura probabilistica delle
conoscenze riguardo all’efficacia e alla sicurezza degli interventi medici di qualsiasi natura (preventivi,
su cui possono ricadere gli effetti positivi e negativi
delle iniziative di intervento, anche attraverso forme
innovative di democrazia deliberativa.
Tratto da: www.partecipasalute.it/cms_2/giurie-cittadini/modello.
Le Giurie di cittadini rispondono
colari. I partecipanti apprendono gli uni dagli altri, correggono i propri punti di vista,
ridefiniscono i problemi e trovano nuove soluzioni con lo scopo ideale di raggiungere il consenso, intorno a un interesse comune.
Il metodo delle Giurie dei cittadini è una forma di democrazia deliberativa che consta di una dimensione democratica, in base alla quale coloro su cui ricadranno gli
effetti di una decisione vi prendono parte, e una deliberativa, secondo la quale il
processo di deliberazione viene condotto sulla base di argomentazioni e ragioni
di carattere generale, valutando vantaggi e svantaggi di ogni proposta avanzata.
Affinché un processo sia deliberativo è necessario che siano tenuti presenti tutti i
punti di vista su una data questione e che sia disponibile l’informazione su tutti gli
interessi in gioco. Il processo deve rispettare questi criteri:
• maggiore accesso possibile alla popolazione: a seconda degli obiettivi e del
tema della Giuria, la selezione dei giurati deve rispondere a criteri di rappresentatività, o definire un gruppo di popolazione sufficientemente diversificato
per consentire una discussione completa e approfondita
• principio di trasparenza: massima diffusione del metodo e dei risultati
• definizione dei tempi: è necessario stabilire durata delle riunioni, durata degli
interventi di ciascun partecipante, previsione temporale delle fasi di lavoro
• linguaggio accessibile, non tecnico, in modo da facilitare la partecipazione di tutti
• pubblicizzazione dei risultati raggiunti.
Il metodo delle Giurie dei cittadini vanta diversi esempi a livello internazionale e a
livello nazionale, in particolare su temi di interesse sociale, ad esempio in Piemonte, in Toscana e in Emilia-Romagna.
11
12
www.partecipasalute.it
/ Le fasi di una
Giuria di cittadini
05
Comitato
Promotore
Comitato
Guida
Comitato
Tecnico-Scientifico
Domande e sotto domande
Revisione della letteratura
Sviluppo materiale informativo
Chiamata
pubblica
per raccolta
materiale
Esperti
Incontro Giuria
DELIBERAZIONE
Riunione finale e disseminazione
Tratto da: Ricerca e Pratica, 2015; 31:149-158
Valutazione
Giuria pre-post
Le Giurie di cittadini rispondono
/ Come si sviluppa
una Giuria di cittadini
06
Le esperienze di Verona, Pistoia e Palermo
1
La domanda
per la Giuria
2
La scelta
dei giurati
3
Il materiale
informativo
Come si sviluppa
una Giuria dei cittadini
Le Giurie di Verona
Pistoia e Palermo
L’argomento della deliberazione viene espresso sotto forma di domanda
principale e sottodomande a cui la Giuria
dovrà rispondere (es. il servizio sanitario
deve promuovere l’uso del tal esame per
la diagnosi precoce?). Le domande vengono definite dal comitato promotore,
eventualmente con il comitato tecnico
scientifico.
La domanda è stata discussa e
definita dal comitato promotore e
comitato tecnico scientifico.
Le persone vengono contattate e invitate
a partecipare alla Giuria secondo diversi
metodi (a caso da elenchi telefonici o
liste elettorali; attraverso liste di istituti specializzati in sondaggi; lanciando
annunci su giornali o tramite web;
attraverso organizzazioni governative o di
cittadini).
Sono state contattate le associazioni
culturali, sportive, sanitarie presenti
in pubblici registri delle tre province. Ogni associazione rispondente
poteva segnalare tre persone (tabella
1, pagina 24). Criteri di eleggibilità
sono stati applicati ai rispondenti.
I giurati hanno dichiarato di non
aver legami diretti o indiretti (amici,
parenti, conoscenti) con la fibrosi
cistica.
Le caratteristiche dei giurati sono
riportate in tabella 2 (pagina 25).
Viene preparato dal comitato promotore
e discusso e condiviso con il comitato
tecnico scientifico. Il materiale viene
inviato ai partecipanti alla Giuria alcuni
giorni prima dell’incontro con gli esperti
e della deliberazione.
Ogni giurato ha ricevuto due settimane prima dell’incontro con gli
esperti un libretto informativo di 35
pagine, messo a punto da promotori
e comitato tecnico scientifico.
Il materiale è stato scritto a partire
da una rassegna della letteratura
e dei documenti di società medico
scientifiche e associazioni di pazienti.
è stato sottoposto alla revisione di un
gruppo di cittadini non direttamente
coinvolto nel progetto, per definire
linguaggio e tipo di informazioni.
In allegato 1 è riportato il materiale
informativo distribuito alle Giurie.
13
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www.partecipasalute.it
4
Selezione
degli esperti
5
Incontro con
gli esperti
Come si sviluppa
una Giuria dei cittadini
Le Giurie di Verona
Pistoia e Palermo
I partecipanti alla Giuria incontrano un
gruppo di esperti scelti dal comitato
promotore in modo da fornire un’informazione il più possibile bilanciata.
Componenti dei comitati scientifici
del progetto ed esperti esterni. Per
trattare i temi dello screening e della
fibrosi cistica sono stati scelti esperti
locali.
Vengono dedicati uno o due giorni al
confronto con gli esperti e alla deliberazione. Durante l’incontro, gli esperti presentano posizioni pro e contro l’intervento in discussione e i giurati sono invitati a
fare domande e chiedere spiegazioni.
L’incontro con gli esperti e il momento dedicato alla deliberazione sono
durati:
• a Verona 1 giorno
(mezza giornata con esperti e
discussione, mezza giornata per
deliberare).
• a Pistoia e Palermo 2 giorni
(1 giorno e mezzo incontro con
esperti e discussione, mezza
giornata per deliberare).
Sono stati proiettati video con testimonianze di persone direttamente
interessate al tema.
In allegato 2 sono riportati i programmi delle giornate dedicate
all’incontro con gli esperti e alla
deliberazione delle tre Giurie.
I video delle tre giornate sono disponibili online 1.
6
Deliberazione
Dopo il confronto con gli esperti, i giurati
si riuniscono tra loro per discutere e deliberare, in presenza di un facilitatore.
A partire dai punti principali definiti durante la giornata di deliberazione, viene
scritto un documento più esteso con le
motivazioni della deliberazione.
L’incontro di ciascuna delle Giurie
per la deliberazione è stato moderato da una psicologa esperta di lavoro
di gruppo.
Il documento della deliberazione con
le motivazioni è stato scritto dalla
moderatrice e dai giurati.
Le deliberazioni e le motivazioni
delle tre Giurie sono riportate a
pagina 16.
VIDEO disponibili sul sito www.partecipasalute.it
Giuria di Verona: www.partecipasalute.it/cms_2/giurie-cittadini/fibrosi2012/1882
Giuria di Pistoia: www.partecipasalute.it/cms_2/giurie-cittadini/fibrosi2014/3842
Giuria di Palermo: www.partecipasalute.it/cms_2/giurie-cittadini/fibrosipalermo2014/5160
1
Le Giurie di cittadini rispondono
7
Disseminazione
8
Valutazione
Come si sviluppa
una Giuria dei cittadini
Le Giurie di Verona
Pistoia e Palermo
È importante che la deliberazione abbia
la massima diffusione, soprattutto in
assenza di un committente istituzionale,
per poter essere considerata in ambiti
decisionali.
Sono stati pubblicati un articolo
scientifico e diversi articoli divulgativi
su siti e riviste ed è stato organizzato
un convegno pubblico finale (18 settembre 2015 presso l’Istituto Mario
Negri di Milano).
Un progetto di Giuria di cittadini può
essere valutato in base a:
• il raggiungimento della deliberazione
Le tre Giurie sono stata valutate tramite questionario pre-post riportato
in allegato 3.
Una selezione delle risposte al questionario è riportata a pagina 25.
• la considerazione della deliberazione
negli ambiti decisionali
• il giudizio di chi ha partecipato al
progetto (tramite questionario o
incontri di discussione)
• le modifiche di conoscenze e/o attitudini da parte dei giurati.
9
Costo
Bando Fondazione per la Ricerca
sulla Fibrosi Cistica - Onlus (progetti
FFC#9/2011 e FC#22/2013).
I progetti sono stati finanziati
con 90.000 euro.
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16
www.partecipasalute.it
/ Le deliberazioni delle tre Giurie
07
DOMANDA PRINCIPALE
Il servizio sanitario deve o no organizzare uno screening
nella popolazione con lo scopo di individuare persone
sane che potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?
Verona
Pistoia
Palermo
Tutti i giurati tranne uno si sono
espressi a favore del sì.*
La Giuria si è unanimemente
espressa a favore del sì.*
La Giuria non ha raggiunto un accordo interno. Si è perciò espressa a
maggioranza (9 a 7) a favore del sì.*
SOTTODOMANDA 1
Il Servizio Sanitario quali informazioni sul test e sulla fibrosi cistica deve
fornire alle persone in età fertile perché possano avere figli in modo
consapevole e responsabile?
Verona
Pistoia
Palermo
Deve essere chiarito che i portatori sono persone sane che non
svilupperanno mai la malattia;
che due portatori hanno il 75% di
probabilità di avere un figlio sano
e il 25% di avere un figlio malato.
Va specificato che un esito negativo del test abbassa di molto
la probabilità di avere un figlio
malato, anche se non la esclude
completamente e che, nel caso
di esito positivo, sarà necessario
un colloquio di consulenza per
discuterne le implicazioni e le
alternative possibili.
I giurati ritengono che debba
essere informato il cittadino del
fatto che:
• una persona su 30 in Italia è
portatrice sana di fibrosi cistica
e che esiste un test in grado di
rilevarlo;
Bisogna informare le persone che
in Italia 1 bambino su 3000 nasce
con la fibrosi cistica e che una
persona su 30 è portatrice sana
di fibrosi cistica; che la fibrosi
cistica è una malattia ereditaria e
che non è in alcun modo contagiosa. Deve essere chiarito che i
portatori sani sono persone che
non hanno né svilupperanno mai
la malattia. Vanno informate le
persone del fatto che se in una
coppia entrambi sono portatori
sani la probabilità che abbiano un
figlio malato di fibrosi cistica è di
1 su 4.
• il portatore sano non è malato
e mai lo sarà, ma potrà trasmettere la mutazione ai figli;
• se due persone sono portatrici
sane di fibrosi cistica hanno
una probabilità del 25% (1 su
4) di avere un figlio malato
di fibrosi cistica. Ovvero di
avere un figlio che svilupperà i
sintomi della fibrosi cistica, in
maniera più o meno grave;
• il test del portatore sano di fi-
brosi cistica ha un’attendibilità
dell’85%, ma vi è una probabilità residua (1 su 125) che
una persona risultata negativa
al test sia in realtà portatrice
della mutazione.
*
Le motivazioni delle deliberazioni sono riportate a pagina 19.
Le Giurie di cittadini rispondono
SOTTODOMANDA 2
Quali aspetti del test del portatore devono essere evidenziati?
Verona
Pistoia
Palermo
Va innanzitutto chiarito che il test è offerto gratuitamente, ma è a carattere
volontario. Vanno spiegate le modalità
con cui viene effettuato il test, specificando che si tratta di un semplice
prelievo di sangue e che un risultato
positivo non indica malattia; che il
portatore è sano e non svilupperà la
fibrosi cistica ma può trasmetterla.
Deve essere spiegato che il test ha una
sensibilità di circa 85% e che vi è un
rischio residuo dello 0.8% (1/125) circa che una persona risultata negativa
sia in realtà positiva. Si deve specificare che la lettura del test richiede la
consulenza di un esperto/genetista e
che il risultato, specie se positivo, non
va interpretato da sé. Devono essere
date chiare rassicurazioni riguardo
alla confidenzialità degli esiti del
test. Non si ritiene invece necessario
chiarire che non vengono indagate
tutte le possibili mutazioni perché
questa informazione è già implicita
nella non completa affidabilità del test
e potrebbe creare confusione. Non si
ritiene inoltre necessario specificare le
possibili implicazioni psicologiche del
test per non creare allarmismo.
Il cittadino dovrà sapere che:
• sottoporsi al test non comporta rischi, trattandosi di un
semplice prelievo di sangue;
Bisogna spiegare che il test si
effettua attraverso un normale prelievo del sangue, che si
rivolge a persone in età fertile
di entrambi i sessi, che è gratuito e che la partecipazione
allo screening è a discrezione
del singolo. Va inoltre specificato che il test è in grado di
identificare l’85% dei portatori
sani, ma che un esito negativo
al test non fornisce la certezza
assoluta di non essere portatore, anche se riduce di molto
questa possibilità. Va spiegato
che il test non è in grado di prevedere la gravità della malattia
nel nascituro a partire dalle
mutazioni della coppia.
• che il test è gratuito, ma non
è obbligatorio;
• che l’esito del test sarà con-
segnato direttamente a lui/
lei e che ne verrà garantita la
riservatezza;
• che l’eventuale positività
al test non significa che la
persona è malata né che
lo diventerà, ma che può
trasmettere la mutazione ai
figli;
• che il test ha un margine di
errore molto basso di dare
esito negativo quando invece la persona è portatrice
sana di fibrosi cistica.
SOTTODOMANDA 3
Quali aspetti della fibrosi cistica devono essere evidenziati?
Verona
Pistoia
Palermo
È importante chiarire che si tratta di
una malattia genetica, cioè trasmissibile dai genitori ai figli; che è una
malattia cronica, evolutiva, pervasiva
e invalidante. Va spiegato nel dettaglio in che cosa consiste, su quali
organi incide e come si manifesta.
Vanno fornite informazioni sull’aspettativa di vita media e sulla qualità di
vita, inclusi gli aspetti psicologici, del
malato e della sua famiglia (senso di
diversità, impegno quotidiano di cura,
ecc.). Va comunque evidenziato che
ogni caso è a sé.
Dovranno essere fornite informazioni sulla patologia a 360°.
In particolare dovranno essere
spiegati i problemi che comporta
a carico dell’apparato respiratorio,
del pancreas, ecc. Dovrà essere
indicato qual è l’impegno richiesto
al genitore di un bambino malato,
sia quotidianamente che in caso di
acuzie. Andranno indicate le ricadute della malattia e della sua cura
sulla qualità della vita del bambino
che ne è affetto e della sua famiglia. Si dovrà inoltre chiarire che la
Bisogna spiegare che cos’è la
fibrosi cistica e che cosa comporta: quali sono i sintomi, in
che cosa consiste la terapia,
l’aspettativa di vita e la qualità
della vita dei malati e delle
loro famiglie. Va specificato
che la malattia ha 5 gradi
diversi di severità.
17
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www.partecipasalute.it
malattia ha gradi diversi di gravità e
che a fronte di casi con molti sintomi
vi sono persone che scoprono di essere malate solo in età adulta a causa
della sterilità. A questo proposito
sarebbe utile fornire le percentuali di
pazienti in cui la malattia si presenta
in forma grave, moderata o lieve.
SOTTODOMANDA 4
Chi deve informare, in quale contesto e con quale modalità?
Verona
Pistoia
Palermo
Le modalità di invito più appropriate vanno individuate dagli
esperti. Tuttavia si ritiene che la
modalità usuale di invio di una
lettera/opuscolo semplice ai
soggetti eleggibili per lo screening (persone in età fertile) possa
essere adottata anche in questo
caso. Si ritiene che i medici di
base e ancor più i ginecologi
dovrebbero promuovere lo screening con i loro utenti. Tuttavia
si ritiene che il risultato del test
vada discusso con il genetista.
Si raccomanda di concentrare le
analisi dei test in pochi laboratori
e di uniformare le procedure di
analisi.
L’informazione dovrà certamente passare attraverso gli usuali
canali di comunicazione di massa:
TV, stampa nazionale e locale,
purché coordinata da enti statali,
indipendenti da interessi di parte.
Sul territorio dovrebbero avere
un ruolo di primo piano nell’informazione e nella promozione dello
screening i medici di base, i ginecologi, i consultori, i centri donna
e le associazioni di volontariato.
Importante viene inoltre ritenuto
il coinvolgimento della scuola
superiore. Si raccomanda uno
stile di comunicazione franco, ma
non terroristico.
Ad informare la popolazione
devono impegnarsi principalmente le strutture e i professionisti
sanitari coadiuvati anche dalla
scuola e dalle associazioni di
volontariato. A parte la lettera di
convocazione allo screening che
deve contenere le informazioni
necessarie, la campagna informativa deve coinvolgere anche
radio, TV, siti web istituzionali e
social network. Si suggerisce che
l’informazione non sia lasciata
alla libera iniziativa dei singoli
medici, ma che vengano stilate
delle linee guida in cui si stabilisca
quali siano le cose da dire e come
dirle.
SOTTODOMANDA 5
Ci sono cose che non si sanno e su cui si dovrebbe fare ricerca scientifica
nell’ambito del test per il portatore sano?
Verona
Pistoia
Palermo
La ricerca dovrebbe concentrarsi sull’obiettivo di abbassare la
percentuale di falsi negativi del
test e di individuare le mutazioni che determinano problemi
polmonari.
La ricerca andrebbe indirizzata
verso una migliore previsione
della gravità della malattia in
funzione del tipo di mutazione,
per arrivare a distinguere con più
precisione le mutazioni che provocano le forme più gravi della
malattia da quelle che inducono
le forme più lievi. I giurati auspicano inoltre che il lavoro di ricerca
si indirizzi verso il miglioramento
della capacità del test di individuare correttamente i portatori
sani.
La ricerca dovrebbe focalizzarsi
(1) sulla riduzione delle aree di
incertezza del test aumentandone la sensibilità e la specificità e
(2) sull’aumento della capacità
previsionale del test rispetto al
livello di gravità della malattia in
funzione delle mutazioni riscontrate nella coppia o nel feto.
Le Giurie di cittadini rispondono
/ Le motivazioni delle
deliberazioni delle Giurie
08
Verona, 5 maggio 2012
/ Tutti i giurati tranne uno si sono espressi a favore del sì.
/ MOTIVAZIONI
Sono state fornite motivazioni di carattere umano, scientifico, economico e di giustizia sociale.
Ragioni di carattere umano
Dalle informazioni fornite dagli esperti è apparsa chiara la gravità della malattia e
delle sue ricadute sulla qualità della vita dell’individuo malato e della sua famiglia.
La malattia comporta infatti una costanza di impegno nelle cure su base quotidiana
che non è tuttavia sufficiente a scongiurare la sua evoluzione in termini negativi.
L’aspettativa di vita media dei malati di fibrosi cistica, pur avendo visto un aumento
consistente negli anni, resta molto bassa, non superando i 40 anni. Ciò comporta,
fra l’altro, un livello di preoccupazione costante nei genitori dei malati che nel 35%
dei casi sconfina nella depressione. Lo screening del portatore per la fibrosi cistica
si configura dunque come un potenziale strumento di prevenzione a disposizione
della popolazione per risparmiare notevoli sofferenze a molti bambini e alle loro
famiglie.
Infine, pur non trascurando l’impatto emotivo di un eventuale esito positivo del
test su un gran numero di persone, esso viene tuttavia ritenuto un male minore
rispetto all’eventualità, non prevista, di avere un figlio con la fibrosi cistica e, in prospettiva, un elemento positivo di consapevolezza.
Ragioni di carattere scientifico
A differenza di altre malattie multifattoriali, la fibrosi cistica ha un’origine esclusivamente genetica e conosciuta. I test attualmente in commercio sono in grado di individuare con ragionevole precisione i portatori delle mutazioni genetiche che sono
la causa della malattia. Sebbene vi sia un rischio residuo che il soggetto sia comunque portatore del gene mutato, nonostante un esito negativo al test, la capacità del
test di individuare l’85% dei portatori, in media, viene considerata sufficientemente
19
20
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elevata da farne un test affidabile. L’esperienza condotta nel Veneto orientale, pur
non avendo ottemperato i criteri di un vero e proprio studio scientifico, viene considerata alla stregua di una sperimentazione valida avendo coinvolto i ginecologi e
non essendo stata sponsorizzata da alcuna casa farmaceutica o ente con interessi di
parte. La significativa diminuzione dell’incidenza della talassemia mediterranea, a
seguito dello screening per questa malattia, rappresenta inoltre un precedente che
fa ben sperare in merito all’adesione allo screening per la fibrosi cistica e alle sue
ricadute in termini di diminuzione dell’incidenza della malattia. Lo screening per la
talassemia viene inoltre considerato più predittivo rispetto a quello della fibrosi cistica di quanto non lo siano altri screening indirizzati alla individuazione di malattie
in atto, quali quelli in ambito oncologico.
Ragioni di carattere economico
Come affermato dagli esperti, il costo del test è destinato a diminuire nel tempo,
mentre quello della malattia ad aumentare. Una proiezione a livello nazionale dei
risultati ottenuti nel Veneto orientale porterebbe a una diminuzione del numero di
malati tale da coprire ampiamente i costi del test nel medio-lungo periodo. Ciò è
vero a maggior ragione se si pensa che, con il progredire della ricerca e il miglioramento delle cure, la vita media dei malati negli anni è destinata ad aumentare e con
essa i costi economici della sua cura. Nell’ipotesi peggiore, e cioè che l’incidenza di
malattia venisse ridotta di un solo caso per milione di abitanti, questo porterebbe
alla copertura dei costi dello screening mentre la riduzione dell’incidenza da 2 a 4
casi di malattia per milione di abitanti porterebbe a un risparmio cospicuo di risorse
che potrebbero essere utilizzate per finanziare la ricerca di nuove cure per questa
o altre malattie.
Ragioni di giustizia sociale
Attualmente il test del portatore della fibrosi cistica esiste e può essere richiesto da
chi ha la disponibilità economica per farlo, pur non avendo casi di malati di fibrosi
cistica in famiglia. Questo crea una disuguaglianza fra i cittadini che va contro un
principio di equità, indipendentemente dal fatto che il singolo cittadino decida poi
di aderire o meno allo screening. Lo screening metterebbe le persone che vi aderiscono nelle condizioni di fare una scelta riproduttiva più consapevole, qualunque
essa sia, senza intaccare la loro libertà di scelta.
Pur ammettendo che non si tratti di un problema prioritario a livello del SSN, la
Giuria ritiene comunque che la scelta effettuata sia valida in quanto, in prospettiva,
essa non sottrarrebbe al sistema risorse che potrebbero essere destinate ad altre
Le Giurie di cittadini rispondono
iniziative o al suo miglioramento, ma anzi ne libererebbe. La Giuria non nega inoltre l’elevato livello di complessità di questo tipo di screening, ma ritiene che il SSN
italiano sia in grado di farsi carico della sua organizzazione in modi che possono
essere verificati e migliorati per gradi. Dubbi di carattere organizzativo non possono
rappresentare ragioni sufficienti per la mancata attivazione di uno screening che,
oltre ad avere una sua copertura finanziaria, ha un elevato valore sociale in termini
di riduzione di una sofferenza potenziale.
Pistoia, 7 maggio 2014
/ La Giuria si è unanimemente espressa a favore del sì.
/ MOTIVAZIONI
Nel prendere questa decisione la Giuria ha attentamente valutato sia gli elementi
a favore che quelli contrari all’ipotesi dello screening. Le motivazioni sono qui presentate dialetticamente, nella forma di domande e risposte.
Perché lo screening per la fibrosi cistica e non per altre malattie?
La fibrosi cistica è una malattia genetica che nella maggior parte dei casi si manifesta fin dalla primissima infanzia, riduce notevolmente la speranza di vita dei malati
e ne mina fortemente la qualità. Essa ha un notevole impatto sulla famiglia dei
malati ed elevati costi sociali. Rispetto ad altre malattie genetiche gravi, è quella
che si presenta con la frequenza maggiore. In Italia circa una persona su 30 è infatti
portatrice di una mutazione genetica in grado di determinare la fibrosi cistica. Il
portatore di fibrosi cistica è una persona sana che può trasmettere la mutazione ai
figli. Una coppia di portatori sani ha una probabilità del 25% (1 su 4) di generare un
figlio malato di fibrosi cistica, che quindi manifesterà i sintomi della malattia ad un
livello di gravità variabile. Esiste inoltre un test genetico poco invasivo, effettuato
tramite semplice prelievo di sangue, in grado di identificare, con un’attendibilità
elevata (attorno all’85%) i soggetti portatori delle mutazioni che sono causa della
malattia. Il test fornisce un’informazione importante ai fini di una scelta riproduttiva consapevole da parte della coppia. Questo screening potrà inoltre rappresentare
un modello applicabile in seguito ad altre malattie genetiche.
Non c’è il rischio di andare verso una logica di selezione dagli esiti
incontrollati?
Lo screening del portatore di fibrosi cistica ha lo scopo di fornire alle persone un’in-
21
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formazione aggiuntiva per una procreazione più consapevole, senza nulla togliere
alla libertà dell’individuo. La genetica negli ultimi decenni ha fatto molti passi avanti
e il suo utilizzo a fini di prevenzione e cura può essere considerato accettabile se
funzionale al miglioramento della salute della popolazione.
Non si corre il rischio di provocare un eccessivo grado di ansia in una
fetta consistente della popolazione o di generare false illusioni?
Trattandosi di una mutazione molto frequente lo screening porterà all’identificazione di un numero elevato di portatori sani. La diagnosi di portatore sano di fibrosi
cistica comporta certamente un impatto psicologico su chi la riceve. Tuttavia, tale
impatto risulta, dall’esperienza degli operatori, di modesta entità. Una massiccia e
corretta informazione unita ad un eventuale supporto psicologico possono ridurre
di molto lo stress di ricevere un esito positivo.
Il test produce inoltre una quota, seppure contenuta, di falsi negativi, di persone
cioè, che risultano negative al test mentre invece sono portatrici della mutazione
e che si sentono perciò falsamente rassicurate. Nessun test risulta attendibile al
100%. Il test del portatore è attualmente sufficientemente preciso da individuare la
stragrande maggioranza dei portatori sani e la sua attendibilità è destinata a crescere in futuro, con il progredire della ricerca. Il margine di rischio è quindi sufficientemente piccolo da risultare accettabile.
Ai fini della salute della popolazione, le risorse necessarie a realizzare
lo screening non potrebbero essere impiegate più utilmente dal SSN?
Posto che quello economico non può e non deve essere il principale criterio sulla
base del quale fondare la decisione di avviare uno screening di popolazione, questo risulta tuttavia sostenibile anche da questo punto di vista. La gestione e la cura
della fibrosi cistica, che è una malattia cronica, comporta infatti dei costi elevati sia
per il SSN che per le famiglie. I dati raccolti nel Veneto orientale, dove il test viene
offerto attivamente a tutte le coppie in età fertile, dimostrano che la frequenza
della malattia si riduce notevolmente a seguito di una maggiore consapevolezza
della condizione di portatore e dei rischi di generare un figlio con fibrosi cistica. Ciò
fa ragionevolmente supporre che i costi della malattia andranno riducendosi nel
tempo rendendo disponibili, già a breve termine, le risorse necessarie a coprire
quelli dello screening.
Invece di proporre uno screening di popolazione perché non propendere per un’offerta attiva del test alle coppie in età fertile?
A differenza dell’offerta attiva del test, lo screening proposto a livello nazionale for-
Le Giurie di cittadini rispondono
nisce migliori garanzie di uniformità fra le varie regioni e quindi di maggiore equità.
La complessità dello screening del portatore e l’esperienza, non sempre positiva di
altri screening, seppure in ambiti diversi, deve stimolare il SSN a fare di più e meglio, soprattutto in ambito informativo ed educativo piuttosto che scoraggiarlo dal
procedere.
Palermo, 27 settembre 2014
/ La Giuria non ha raggiunto un accordo interno. Si è perciò espressa a maggioranza
(9 a 7) a favore del sì.
/ MOTIVAZIONI
I giurati, indipendentemente dalla scelta finale, si sono detti unanimemente d’accordo sulla necessità che il Servizio Sanitario Nazionale si adoperi per informare la
popolazione sulla fibrosi cistica e mettere gli individui/le coppie nella condizione di
fare delle scelte riproduttive consapevoli. La Giuria si è tuttavia spaccata sulle modalità con cui realizzare, nelle condizioni attuali, tale obiettivo: una maggioranza,
seppur di misura, a favore dello screening di popolazione e una minoranza a favore
di una proposta attiva del test alle coppie in età fertile.
Lo screening di popolazione fornisce, secondo i più, una maggiore garanzia di uniformità di offerta sul territorio nazionale mentre l’alternativa, rappresentata dall’offerta attiva, rischia di penalizzare gli abitanti di alcune regioni e le persone meno
abbienti. Sulla base dell’esperienza nel Veneto orientale, lo screening si configura
come uno strumento efficace per favorire la riduzione dell’incidenza della malattia con notevoli vantaggi sia in termini umani, di evitamento della sofferenza alle
famiglie e ai potenziali malati, che in termini economici, tenuto conto dei costi sia
diretti che indiretti della malattia e del fatto che questi costi, con le nuove terapie,
sono destinati ad aumentare. Sebbene consapevole del fatto che l’organizzazione
di uno screening di popolazione comporti un consistente impegno economico ed
organizzativo da parte del Servizio Sanitario Nazionale, la maggioranza ritiene che il
saldo costi-benefici sia positivo e che lo screening a livello nazionale consentirebbe
inoltre di realizzare un’economia di scala riducendo i costi del test. Inoltre l’indicazione allo screening con il suo corollario informativo realizzerebbe l’obiettivo di
lanciare un segnale di attenzione sul tema delle malattie genetiche e della procreazione consapevole. Tutti i giurati si sono detti d’accordo sull’importanza cruciale
della fase informativa riconoscendo la complessità dei concetti da trasferire. Il test
23
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del portatore, come tutti i test, ha dei limiti che per alcuni giurati sono inaccettabili,
tuttavia la maggioranza ritiene che una sensibilità intorno all’85% sia ampiamente
sufficiente, sebbene auspichi che si proceda nella ricerca in modo da produrre un
test migliore in termini di sensibilità/specificità e in grado di prevedere con più precisione il livello di gravità della malattia nel nascituro.
/ Chi ha
partecipato
alle Giurie
09
Per tutte e tre le Giurie sono state contattate associazioni culturali, sportive, sanitarie presenti in pubblici registri
delle tre province (elenco delle cooperative sociali, albo
delle associazioni della Provincia, elenco dell’Agenzia delle Entrate, elenchi delle associazioni di volontariato del-
la Provincia e del Comune...). Ogni associazione rispondente poteva segnalare tre
persone. Sono state escluse persone con casi di fibrosi cistica in famiglia o esperienza di fibrosi cistica. I giurati sono stati scelti in modo da aver la maggiore variabilità
possibile in termini di sesso, età, scolarità.
TABELLA 1 - Numero associazioni contattate, rispondenti, candidati e giurati.
Verona
Pistoia
Palermo
Associazioni contattate
n. 891
n. 281
n. 411
Associazioni rispondenti
n. 017 (2%)
n. 013 (5%)
n. 023 (6%)
Candidati segnalati
dalle associazioni
n. 024
n. 020
n. 034
Candidati selezionati
n. 016 (67%)
n. 016 (80%)
n. 017 (50%)
Giurati che hanno partecipato
alla deliberazione
n. 014
n. 014
n. 016
Le Giurie di cittadini rispondono
TABELLA 2 - Caratteristiche socio-demografiche dei giurati che hanno partecipato alla deliberazione.
Verona
Pistoia
08 (57%)
06 (43%)
03 (21%)
11 (79%)
08 (50%)
08 (50%)
53 (37-64)
60 (35-81)
49 (31-66)
30-44 anni
45-54 anni
55-65 anni
66-81 anni
02 (14%)
05 (36%)
07 (50%)
00
01 0(7%)
03 (21%)
06 (43%)
04 (29%)
06 (37%)
05 (31%)
04 (25%)
01 0(6%)
licenza elementare
secondaria di I grado
secondaria di II grado
laurea
missing
00
02 (14%)
06 (43%)
06 (43%)
00
00
03 (21%)
05 (36%)
05 (36%)
01 0(7%)
00
01 0(6%)
07 (43%)
08 (50%)
00
n. 14
Sesso
n. (%)
maschi
femmine
Età Media
anni (range)
Fasce di età
n. (%)
Scolarità
n. (%)
/ Come sono
state valutate
le Giurie
10
n. 14
Palermo
n. 16
L’ esperienza delle tre Giurie è stata valutata tramite due questionari, consegnati ai giurati uno prima
e uno dopo le giornate di incontro con gli esperti
e di deliberazione. I questionari sono riportati in
allegato 3.
Alcune domande erano comuni nei due questionari (pre-Giuria/post-Giuria). Di seguito è riportata una selezione di domande con le relative risposte. Alcune domande sono state aggiunte nel corso del progetto, per questo non sono presenti nel
questionario consegnato alla prima Giuria di Verona.
Nel questionario distribuito prima delle giornate di incontro con gli esperti sono
state poste alcune domande (Quanti bambini nascono malati di fibrosi cistica ogni
anno? Risultare negativi al test cosa significa? Una coppia di portatori sani di fibrosi cistica quale probabilità ha di avere un figlio malato?...), con diverse opzioni di
risposta, per verificare quanto l’argomento fosse conosciuto e quanto il materiale
informativo inviato fosse stato letto, compreso e ricordato. Le risposte dei giurati
sono state per la maggior parte corrette, con una percentuale inferiore di risposte
esatte alla domanda sulla probabilità di una coppia di portatori sani di avere un
figlio malato. Il materiale informativo con le risposte alle domande è in allegato 1.
25
26
www.partecipasalute.it
In generale l’esperienza della Giuria dei cittadini è stata considerata in modo positivo, il materiale informativo e le presentazioni degli esperti sono stati valutati di
qualità buona dalla maggior parte dei giurati, il tempo dedicato alla discussione sufficiente. La maggior parte dei giurati consiglierebbe di fare il test del portatore sano
a una coppia in età fertile. Quasi tutti considerano il metodo delle Giurie applicabile
ad altri argomenti di ambito sanitario.
TABELLA 3 - Selezione di domande pre-post Giuria dei relativi questionari.
PRE-Giuria
Verona
Pistoia
Palermo
Verona
Pistoia
Palermo
n. (%)
n. (%)
n. (%)
n. (%)
n. (%)
n. (%)
n. 16*
Due giornate
sono sufficienti
per rispondere
alla domanda?
si
no
non saprei
POST-Giuria
n. 15**
n. 16
n. 14*
10 (62%) 11 (73%) 12 (75%)
03 (19%) 02 (13%)0 00
03 (19%) 02 (13%) 04 (25%)
n. 13**
n. 16
09 (70%) 14 (87,5%)
04 (31%) 02 (12,5%)
00
00
(Una giornata
per Verona)
Il materiale
informativo
è risultato…
Quanto sarà/è
stato facile per la
Giuria rispondere
alla domanda?
buono
sufficiente
migliorabile
insufficiente
media
10 (63%)
04 (25%)
02 (12%)
00
13 (87%)
02 (13%)
00
00
06 (37,5%)
08 (50,0%)
02 (12,5%)
00
04,94
05,38
06
10 (71%)
03 (22%)
01 0(7%)
00
07 (54%)
06 (46%)
00
00
10 (62,5%)
05 (31,0%)
00
00
04,92
05,56
(da 0 molto difficile
a 10 molto facile)
Ha consigliato
o consiglierebbe
il test ad una
coppia in età
riproduttiva?
si
no
non saprei
12 (80%) 15 (94%)
02 (13%) 00
01 0(7%) 010(6%)
12 (92%) 14 (87,5%)
00
00
01 0(8%) 02 (12,5%)
* Due persone non hanno partecipato alla deliberazione finale e alla chiusura dei lavori, per motivi personali.
** Una persona non ha partecipato alla deliberazione finale e alla chiusura dei lavori, per motivi personali.
Un giurato non ha consegnato il questionario post-Giuria (in totale 13 questionari su 14 giurati).
Le Giurie di cittadini rispondono
TABELLA 4 - Selezione di domande del questionario post Giuria.
Verona
Pistoia
Palermo
n. (%)
n. (%)
n. (%)
13 (93%)
09 (69%)
02 (15%)
02 (15%)
00
12 (75%)
04 (25%)
00
00
si
no
non saprei
03 (23%)
07 (54%)
03 (23%)
02 (12,5%)
12 (75,0%)
02 (12,5%)
si
no
02 (15%)
11 (85%)
02 (13%)
13 (87%)
n. 14
Le presentazioni
dei relatori sono
state…
buono
sufficiente
migliorabile
insufficiente
Le presentazioni dei
relatori erano influenzate
da qualche tipo di
interesse?
Le sono mancate
informazioni per rispondere
alla domanda?
01 0(7%)
00
n. 13*
n. 16
Il tempo dedicato alla
discussione è stato:
abbondante
sufficiente
scarso
06 (43%)
08 (57%)
00
02 (15%)
07 (54%)
04 (31%)
05 (31,0%)
10 (62,5%)
01 0(6,0%)
Giudizio sulla conduzione
della discussione da parte
del facilitatore
buona
sufficiente
insufficiente
12 (86%)
010(7%)
010(7%)
08 (61,5%)
05 (38,5%)
00
14 (87,5%)
02 (12,5%)
00
molto buona
discreta
insoddisfacente
09 (64%)
05 (36%)
00
11 (85%)
02 (15%)
00
16 (100%)
00
00
positivo
né positivo né negativo
negativo
12 (86%)
02 (14%)
00
13 (100%)
00
00
16 (100%)
00
00
si
no
non saprei
12 (86%)
00
02 (14%)
13 (100%)
00
00
15 (94%)
00
01 0(6%)
Come giudica
nel complesso
questa esperienza?
Come giudica
il metodo della
Giuria?
La Giuria è utilizzabile
per altre tematiche
sanitarie?
* Un giurato non ha consegnato il questionario post-Giuria.
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/ Scelte
accurate e
trasparenti...
11
Nel metodo delle Giurie di cittadini il ruolo dell’informazione è cruciale. La scelta delle fonti, quali argomenti affrontare e come comunicarli sono fattori
che possono indirizzare la deliberazione. Per questo
è importante definire in modo chiaro e trasparente
i criteri di selezione delle fonti a cui si fa riferimento (quali studi, quali documenti e
perché) e degli esperti, e fare in modo che l’informazione fornita sia bilanciata nel
presentare svantaggi e vantaggi del tema di cui si discute. Il metodo in genere deve
essere caratterizzato da trasparenza e inclusività e i ruoli di chi è coinvolto devono
essere esplicitati. La selezione dei giurati è altrettanto importante, e deve garantire
che sia rappresentata un’ampia varietà di esperienze. Tutti i punti di vista devono
trovare spazio nella discussione tra i giurati per giungere alla deliberazione finale.
Arrivare a un consenso su temi complessi assumendo il punto di vista del bene
collettivo non è facile, spesso infatti le Giurie votano e si esprimono a maggioranza.
Il ruolo del facilitatore in questo senso può aiutare per cercare di deliberare secondo un’unica voce.
L’impatto della deliberazione deve essere chiarito e pianificato dall’inizio. In mancanza di un committente istituzionale che ha potere decisionale è importante
coinvolgere tutte le parti interessate (società scientifiche, associazioni di cittadini
e pazienti, decisori locali, mezzi di informazione...) in modo da disseminare e amplificare la deliberazione, aumentando le possibilità che sia presa in considerazione.
/ L’indagine
online
12
Per raccogliere un numero più ampio di opinioni è
stata avviata a febbraio 2015 un’indagine sul sito
www.partecipasalute.it.
L’indagine è stata lanciata attraverso i siti dei promotori, di associazioni di pazienti,
di società scientifiche, attraverso mail e articoli sulla stampa divulgativa.
Oltre 900 persone hanno risposto tra cittadini e operatori sanitari. I risultati dell’indagine completano quanto deliberato dalle Giurie e saranno discussi all’interno del
convegno finale del progetto (18 settembre 2015, presso l’IRCCS Istituto Mario Negri, Milano - il programma è riportato in allegato 4).
Le Giurie di cittadini rispondono
TABELLA 5 - Risposte all’indagine online - per categoria di rispondenti.
Cittadini
n. 566
Operatori sanitari
n. 338
Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno screening nella popolazione con lo
scopo di individuare persone sane che potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?
n. (%)
sì
no
488 (86,22%)
078 (13,78%)
213 (63,02%)
125 (36,98%)
TABELLA 6 - Caratteristiche dei rispondenti all’indagine online.
Cittadini
n. 566
Sesso
maschi
femmine
105 (31,07%)
233 (68,93%)
044,2
047,9
elementare / sec. di I grado
secondaria di II grado / laurea
040 0(7,07%)
526 (92,93%)
338 (100%)
nord
centro
sud
386 (68,20%)
093 (16,43%)
087 (15,37%)
234 (69,23%)
056 (16,57%)
048 (14,20%)
Età Media
anni
n. (%)
n. 338
151 (26,68%)
415 (73,32%)
n. (%)
Scolarità
Operatori sanitari
Residenza
n. (%)
Persone malate di fibrosi cistica in famiglia
n. (%)
Portatori sani in famiglia
n. (%)
sì
no
241 (42,58%)
325 (57,42%)
017 0(5,03%)
321 (94,97%)
sì
no
non so
249 (43,99%)
059 (10,42%)
258 (45,58%)
018 0(5,33%)
067 (19,82%)
253 (74,85%)
Categoria di operatore sanitario*
n. (%)
medico
non medico
169 (50%)
169 (50%)
* Gli operatori sanitari comprendevano: medico di medicina generale, pediatra, genetista, ginecologo, infermiere, farmacista,“altro” da specificare.
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/ Chi ha contribuito al progetto
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Hanno partecipato ai comitati tecnico-scientifici
delle Giurie dei cittadini
/ Franco Berti, Lega Italiana Fibrosi Cistica, Firenze / Graziella Borgo, Fondazione
per la ricerca sulla Fibrosi Cistica - Onlus, Verona / Renata Bortolus, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, Verona / Antonio Cao, Università di Cagliari, Cagliari
/ Paola Emilia Cicerone, Giornalista, Milano / Silvana Mattia Colombi, Lega Italiana
Fibrosi Cistica, Firenze / Bruno Dallapiccola, Ospedale Bambin Gesù, Roma / Luciano
Flor, ASL Trento, Trento / Gianna Puppo Fornaro, Lega Italiana Fibrosi Cistica, Firenze / Sandra Perobelli, Azienda Ospedaliera Verona, Verona / Franco Raimo, Pediatra Libera Scelta, Verona / Maria Cristina Rosatelli, Università di Cagliari, Cagliari
/ Manuela Seia, Ospedale Policlinico, Milano.
Hanno partecipato ai comitati guida delle Giurie dei cittadini
/ Baroukh Assael, Azienda Ospedaliera Verona, Verona / Marta Giaele Butti, Componente Giuria Verona 2012, Verona / Paola Emilia Cicerone, Giornalista, Milano /
Sandra Perobelli, Azienda Ospedaliera Verona, Verona / Manuela Seia, Ospedale
Policlinico, Milano.
Il facilitatore delle Giurie dei cittadini
/ Nadia Oprandi, Sistematika, Padova.
La segreteria organizzativa
/ Gianna Costa, IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano.
/ I giurati
14
Verona
/ Bagnulo August, Associazione Consumatori Europei / Battiato Mariagrazia, Associazione Consumatori Europei / Bazzani Fausto, Associazione FIDAS / Butti Marta
Giaele, ALIVE Accademia Musicale / Campedelli M. Teresa, Associazione Fossa Bova
Le Giurie di cittadini rispondono
/ Corbioli Simone, Associazione Interzona / Felis Giovanna, Associazione Interzona
/ Fusari Giuseppe, Associazione Consumatori Europei / Gamba Silvio, Associazione
FIDAS / Imperato Rolando, Associazione FIDAS / Lollis Gianni, Società Belle Arti /
Solinas Carmen, Movimento Consumatori / Tonello Wilma, Donne Europee Federcasalinghe / Zoccatelli Franco, Unione Parkinsoniani.
Pistoia
/ Balatresi Luigi, Associazione Prevenzione e Cura Obesità / Baldi Monica, Associazione Voglia di Vivere Onlus / Breschi Tea Esa, Associazione Amici del Ceppo
/ Calderoni Eugenia, Associazione Amici del Ceppo / Caroli Loriana, Associazione
Diabetici Pistoiesi / Dolfi Jessica, Privatassistenza Pistoia / Frulli Anna, Fondazione
ONLUS Attilia Pofferi / Gori Franca, Associazione Voglia di Vivere Onlus / Mazzinghi
Antonio, Associazione Diabetici Pistoiesi / Monfardini Manlio, Associazione Amici
del Ceppo / Mori Anna Maria, Auser Filo d’Argento / Nisticò Angela, Associazione
Solidarietà e Rinnovamento / Pesucci Carla, Associazione Anteas Terza Età Attiva
/ Torresi Brogi Morena, Associazione Voglia di Vivere Onlus.
Palermo
Amato Giuseppina, Associazione Serena a Palermo Onlus / Brocato Giovanni, Federconsumatori Cefalù / Cracolici Salvatore, Associazione Naz. Vigili del Fuoco in congedo Palermo 3 / Davì Letizia, Lega Tumori Palermo / Di Ganci Daniela, Associazione
siciliana trapianto di fegato ASTRAFE / Di Girolamo Bice, Pubblica Assistenza UGES
SOS / Ferini Domenica, Associazione Arcobaleno Onlus / Flugy Pape Anna, Associazione Serena a Palermo Onlus / Glorioso Gaetano, Ufficio nazionale garante disabili
/ Guagenti Maria, Associazione Aquile di Palermo Onlus / Mortillaro Enza, ARCI
Cerchio di Alice / Piraino Mario, Centro studi parlamento della legalità / Polizzi Angelo, Associazione Uniamoci Onlus / Sardisco Salvatore, Centro studi parlamento della legalità / Trifirò Mario, Associazione Naz. Vigili del Fuoco in congedo Palermo 3 / Valenza Angelo, Lega italiana salvaguardia e tutela ambiente.
/ Grazie a...
15
Società Letteraria di Verona / Fondazione ONLUS Attilia Pofferi / Associazione
Voglia di Vivere di Pistoia / Associazione Serena a Palermo Onlus / G.B. Palumbo &
C. Editore di Palermo.
31
32
www.partecipasalute.it
/ Per saperne di più
16
Giurie dei cittadini, articoli divulgativi
• Paola Mosconi, Roberto Satolli, Anna Roberto, Carlo Castellani, Cinzia Colombo.
Giurie dei cittadini: coinvolgere e deliberare nell’interesse pubblico. Ricerca e
Pratica 2015; 31:149-158.
• Manuale sulle Giurie dei cittadini, L’esperienza sulla fibrosi cistica. Milano 2012.
www.partecipasalute.it/cms/files/Manuale%20Giurie%20Cittadini%20-%20
Fibrosi%20cistica.pdf.
• Il modello Giurie dei cittadini. www.partecipasalute.it/cms_2/node/1966.
• Giurie dei cittadini 2014: screening del portatore sano per la fibrosi cistica.
www.partecipasalute.it/cms_2/giurie-cittadini/fibrosi2014.
• Giurie dei cittadini: screening per la fibrosi cistica.
www.partecipasalute.it/cms_2/giurie-cittadini/fibrosi2012.
• Torino, Infrastrutture, energia, rifiuti, 2006: Lewanski R. In: Blanchetti, E. e
Conti, E. (a cura di), NimbyForum 05/06, Infrastrutture, energia, rifiuti: l’Italia
dei sì e l’Italia dei no, II edizione, ARIS, Milano, 2006, pp. 70-80.
• Bologna, Il traffico veicolare nel centro storico, 2006.
www.ecodallecitta.it/notizie/4754/i-risultati-della-giuria-dei-cittadini-a-bologna/.
• Toscana, Laboratorio Analisi Politiche e Sociali, Processi partecipativi 2012.
www.laps.unisi.it/ricerche/3/ricerche-recenti.
Salute e medicalizzazione, articoli divulgativi
• Roberto Satolli, Sergio Cima, Marina Caporlingua. Campagne di prevenzione:
una guida all’uso. www.partecipasalute.it/cms_2/campagne.
• Roberto Satolli Salute, malattie e potere. In: Quale salute per chi. A cura di
Ruggeri F. Franco Angeli Editore 2010.
Giurie dei cittadini, articoli scientifici di riferimento per il progetto
• Mosconi P, Castellani C, Villani W, Satolli R. Cystic fibrosis: to screen or
not to screen? Involving a Citizens’ jury in decisions on screening carrier.
Health Expect 2014 doi:10.1111/hex.12261.
Le Giurie di cittadini rispondono
• Degeling C, Carter SM, Rychetnik L. Which public and why deliberate? A scoping review of public deliberation in public health and health policy research.
Soc Sci Med. 2015 Apr;131:114-21. doi: 10.1016/j.socscimed.2015.03.009.
Giurie dei cittadini, esperienze in ambito internazionale,
articolo scientifico
• Street J, Duszynski K, Krawczyk S, Braunack-Mayer A. The use of citizens’ juries
in health policy decision-making: a systematic review. Soc Sci Med. 2014 May;
109:1-9. doi: 10.1016/j.socscimed.2014.03.005.
Giurie dei cittadini, manuale
• The citizen juries handbook. The Jefferson Centre 2004.
www.epfound.ge/files/citizens_jury_handbook.pdf.
Screening del portatore sano di fibrosi cistica,
articoli scientifici di riferimento per il progetto
• Castellani C, Picci L, Tamanini A, et al. Association between carrier screening
and incidence of cystic fibrosis. JAMA 2009;302(23):2573-9.
• Castellani C, Picci L, Casati E, Tamanini A, Bartoloni L, Scarpa M, Assael BM.
Cystic fibrosis carrier screening effects on birth prevalence and newborn
screening. Genet Med. 2015 Jun 18. doi: 10.1038/gim.2015.68.
Disease mongering, ovvero come si creano le malattie,
articolo e video
• Moynihan R, Doran E, Henry D.
Disease mongering is now part of the global health debate.
PLoS Med. 2008 May 27;5(5):e106. doi: 10.1371/journal.pmed.0050106.
• A new epidemic. A short video about motivational deficiency disorder,
featuring Professor Leth Argos (2006).
www.youtube.com/watch?v=RoppJOtRLe4.
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34
www.partecipasalute.it
Allegato 1 / Il materiale informativo distribuito alla Giuria
/ Il materiale informativo
distribuito alla Giuria
Allegato 1
PROGETTO GIURIE DEI CITTADINI
Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno screening nella
popolazione con lo scopo di individuare persone sane che
potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?
IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano
Zadig Agenzia di Editoria Scientifica, Milano
Centro Fibrosi Cistica, Ospedale Borgo Trento, Verona
Un progetto sostenuto da
1
Materiale confidenziale ad uso del progetto
“Giurie dei cittadini”, non diffondere
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36
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Gentile Partecipante,
il materiale informativo contenuto in questo documento è organizzato per permetterle di avere
tutte le informazioni utili per partecipare a questo progetto, segua la…..
linea
per conoscere che cos’è il progetto Giuria dei cittadini
linea
per informazioni sulla fibrosi cistica
linea
per sapere che cosa è il test del portatore sano
linea
per informazioni sul test del portatore sano e sullo screening di popolazione
linea
per sapere cosa succede negli altri paesi e i costi del test
Un glossario di alcuni termini medico-scientifici è disponibile alla pagina 31.
Può trovare informazioni di approfondimento sui siti:
• Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica - Onlus http://www.fibrosicisticaricerca.it
• Lega Italiana Fibrosi Cistica - Onlus http://www.fibrosicistica.it
• Società Italiana Fibrosi Cistica http://www.sifc.it
• PartecipaSalute http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1840
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La «Giuria dei cittadini»: che cos’è…
Numerose esperienze testimoniano che la collaborazione tra cittadini e pazienti, professionisti sanitari
e decisori sanitari permette di ottenere risultati di maggior impatto, nonché maggiormente accettati
dalla collettività. Esistono diversi metodi di coinvolgimento di cittadini e pazienti, ognuno con le
proprie caratteristiche.
Il modello Giuria dei cittadini è un modello di democrazia deliberativa.
La democrazia deliberativa ha:
una dimensione democratica, cioè devono poter essere coinvolti tutti coloro su cui ricadranno gli
effetti della decisione
una dimensione deliberativa, cioè la decisione finale si costruisce attraverso la valutazione e la
discussione collettiva di tutti i punti di vista su una data questione - ad esempio «organizzare il test
della fibrosi cistica con lo scopo di individuare persone sane che potrebbero avere figli malati di
fibrosi cistica » - e su tutti i vantaggi e gli svantaggi di ogni proposta avanzata.
Perché un processo sia deliberativo è necessario che sia disponibile un’ampia e corretta informazione
su tutti gli interessi in gioco.
In poche parole…
… il modello della Giuria dei cittadini presuppone che gruppi di cittadini, che hanno
ricevuto informazioni chiare, trasparenti e complete su un determinato argomento, possano
deliberare efficacemente, cioè il più possibile in modo unanime e con la massima
consapevolezza, in considerazione dell’interesse collettivo e non di interessi particolari.
3
Allegato 1 / Il materiale informativo distribuito alla Giuria
La fibrosi cistica: che cos’è…
 La fibrosi cistica (FC) è una malattia che deriva da un difetto genetico,
quindi trasmesso per via ereditaria: nasce malato chi ha ereditato il gene
«difettoso» da entrambi i genitori.
 La malattia consiste nell’assenza, o nel malfunzionamento, di una proteina
(CFTR), dall’inglese Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator.
 L’insorgenza, la gravità e l’evoluzione della malattia possono essere
diverse da una persona all’altra. I disturbi più frequenti sono tosse cronica,
infezioni respiratorie, malnutrizione e scarsa crescita.
 In Italia circa 1 persona su 3500 nasce malata di fibrosi cistica.
La situazione
In Italia vengono diagnosticati circa 200 nuovi casi all'anno; l'incidenza della malattia è
probabilmente simile in tutte le regioni d'Italia ed è di 1 neonato malato su 3500 nati sani.
Grazie ai progressi fatti dalla ricerca e alle cure, i bambini che nascono oggi con fibrosi
cistica hanno una aspettativa media di vita di circa 40 anni. Quando la malattia fu scoperta,
circa cinquant’anni fa, la maggior parte dei nati con fibrosi cistica non superava l’infanzia.
Oggi si stima, data la mancanza di dati nazionali aggiornati, che i malati viventi siano
intorno ai 4.000; in realtà sembrerebbero di più, tenuto conto che vi sono ancora limiti nel
loro riconoscimento, particolarmente per le forme meno gravi di malattia.
4
I polmoni sono di solito la parte dell’organismo più colpita. L’assenza della
proteina CFTR porta ad un ispessimento del muco che ricopre le mucose
respiratorie e facilita l’insediamento di batteri che finiscono per danneggiare la
struttura dei polmoni. Il trattamento di solito comprende esercizi di fisioterapia
respiratoria quotidiani, aerosol per fluidificare il muco e nelle infezioni acute
anche gli antibiotici.
Nelle fasi avanzate della malattia può essere necessario l’uso di ossigeno e può
anche essere considerata l’opportunità di un trapianto di polmone.
Digestione Alcuni neonati possono manifestare nei primi giorni di vita un’ostruzione
intestinale, chiamata ileo da meconio, che talvolta deve essere risolta con un intervento
chirurgico. La maggior parte delle persone malate non digerisce adeguatamente i grassi
contenuti negli alimenti, ha feci sfatte ed unte e può avere deficit nutrizionali. Per sopperire
alla mancanza di questi enzimi è necessario assumere ad ogni pasto delle capsule che li
contengono. Alcune persone malate con il passare del tempo, in particolare nell’età adulta,
possono sviluppare una forma di diabete.
Il fegato può, in una piccola percentuale di malati, essere gravemente coinvolto, al punto da
richiedere uno specifico trapianto.
Il sudore di chi è malato è particolarmente salato per elevate concentrazioni di cloro. Per questo i bambini più piccoli possono
essere a rischio di perdere grandi quantità di sali nei mesi più caldi, quando la sudorazione aumenta. Il test più utilizzato per
diagnosticare la fibrosi cistica si chiama esame del sudore e si basa sul dosaggio del cloro.
Fertilità maschile Nella grande maggioranza dei maschi affetti da fibrosi cistica il liquido seminale non contiene spermatozooi.
Quindi, anche se l’attività sessuale è normale, c’è una condizione di infertilità. I maschi adulti con fibrosi cistica possono comunque
avere figli tramite l’utilizzo di tecniche di fecondazione assistita.
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La fibrosi cistica è una malattia genetico-ereditaria, cronica ed evolutiva. Ciascuno di questi aspetti ha un impatto
a livello sociale, emotivo e psicologico per i pazienti e le famiglie.
La natura genetico-ereditaria della malattia assume un significato a livello sia delle relazioni con i diversi
membri della famiglia [“da chi ho ereditato il gene?”, “chi lo ha ereditato oltre a me?”] che a livello individuale
[“i miei figli sono a rischio di malattia?”]. Ciò comporta sentimenti di “diversità-inferiorità” e, nei genitori di un
malato, i sentimenti di colpa sono spesso molto forti.
E’ una malattia cronica, non esiste allo stato attuale una cura che possa guarire dalla fibrosi cistica. Si utilizza
pertanto un insieme di terapie personalizzate che mira a tenere sotto controllo i sintomi respiratori e intestinali. Si
tratta di farmaci da assumere più volte al giorno e di terapie fisioterapiche da eseguire quotidianamente per
mantenere la pulizia polmonare. Nelle fasi di aumento dei sintomi sono necessari ricoveri ospedalieri e
somministrazione di farmaci per via endovenosa. Il piano terapeutico prevede controlli regolari in ospedale anche
in fasi di benessere.
Nonostante tutto ciò, la malattia evolve in maniera più o meno lenta: compaiono infezioni croniche e
complicanze che richiedono una intensificazione delle terapie, dei controlli e dei ricoveri ospedalieri.
L’insieme delle cure - e la nascita di centri specializzati per la fibrosi cistica - ha negli
anni molto migliorato l’aspettativa di vita e consente in genere uno stile di vita non
troppo diverso da quello dei coetanei, con l’eccezione delle fasi terminali della malattia.
L’aspettativa di vita media per chi nasce oggi con la malattia è verosimilmente intorno ai
40 anni. Tuttavia, poiché la ricerca scientifica in questo specifico campo è molto attiva,
possiamo sperare che nuove terapie si rendano disponibili nei prossimi anni e che quindi
la speranza di vita aumenti ancora considerevolmente.
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La fibrosi cistica: impatto su pazienti e familiari
Per le terapie richieste e per l’impatto psicologico che determina, la fibrosi cistica viene anche definita una malattia
intrusiva in quanto interferisce costantemente con la quotidianità della vita del paziente e dei familiari. Tuttavia una
migliore vivibilità e qualità di vita dipendono da come, fin dalla diagnosi, sono affrontati i problemi legati a questa
malattia.
Per i genitori si tratta di crescere il bambino trattandolo nella maniera più normale possibile, evitando di essere troppo
protettivi, consentendogli le esperienze significative delle diverse tappe di sviluppo: incoraggiare l’essere attivo, il
gioco con i coetanei che lo fa sentire parte del gruppo, ecc. Si tratta però anche di essere genitori che sanno educare alla
disciplina, sia per quanto riguarda il comportamento che l’esecuzione delle terapie quotidiane.
In adolescenza il paziente si confronta con sentimenti di diversità rispetto ai coetanei, sia per quanto riguarda aspetti
corporei - la magrezza, il ritardo di crescita, la tosse, ecc - che per i progetti di indipendenza affettiva ed economica.
Per il paziente adulto la realizzazione personale prevede la possibilità di soddisfare autonomamente i propri bisogni
affettivi, creativi, economici: ciò richiede una buona salute sia fisica che psicologica. La fibrosi cistica, a seconda della
sua gravità e delle condizioni sociali di vita del paziente, può rappresentare un ostacolo sia per l’attività lavorativa - con
le ripercussioni sull’indipendenza e vita sociale - che per una vita affettiva autonoma. La sterilità maschile rappresenta
una ulteriore problematica.
Gli aspetti più frequentemente sottolineati da pazienti e familiari sono:
preoccupazione per la salute, incertezza sul futuro, paura di ciò che può capitare, rabbia
per quanto è capitato, frustrazione per il tempo e le attenzioni da dedicare alle terapie,
inadeguatezza rispetto all’essere in grado di sostenere una situazione così stressante e
duratura nel tempo.
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Allegato 1 / Il materiale informativo distribuito alla Giuria
TUTTO CHIARO?
Un neonato ogni 3000-3500 è malato di fibrosi
cistica?
vero
falso
 non so
La fibrosi cistica è una malattia ereditaria?
vero
falso
 non so
La parte dell’organismo più compromessa dalla
malattia è…
 il polmone
 il cervello
 la muscolatura
Il tipo e la gravità dei sintomi sono gli stessi in tutte
le persone malate?
vero
vero
falso
falso
 non so
La malattia richiede cure …
 spesso
 raramente
 ogni giorno
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Il test del portatore sano: che cos’è…
Il portatore sano è una persona senza fibrosi cistica che potrebbe avere figli malati di fibrosi cistica.
Verso la fine degli anni ’80 è stato identificato sul cromosoma 7 il gene responsabile della fibrosi cistica, chiamato
CFTR dall’inglese Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator (regolatore transmembrana della fibrosi cistica). Alcune
alterazioni chiamate mutazioni di questo gene possono causare la fibrosi cistica e il test di screening è in grado di
vedere se queste alterazioni sono presenti. In questo caso il soggetto è definito “portatore di fibrosi cistica”. Ad oggi
sono state individuate in questo gene quasi 2000 mutazioni, delle quali solo 150 circa sono riconosciute come causa di
malattia e solo poche decine sono responsabili della maggior parte dei casi di fibrosi cistica. Il test di screening si
esegue analizzando il DNA estratto da un campione di sangue sulla base di standard condivisi a livello europeo.
Come tutti i test di screening per la popolazione generale, anche quello per la fibrosi cistica è imperfetto perché non
individua il 100% dei portatori. Infatti, il test si basa sulla ricerca di mutazioni. Si conoscono quasi 2000 mutazioni e il
test identifica solo le principali ed è così in grado di identificare tra l’80% e il 90% dei portatori in base alla
distribuzione geografica delle mutazioni. Dato che non si conoscono tutte le mutazioni del gene CFTR alcuni soggetti
potrebbero risultare negativi al test ma essere in realtà portatori di fibrosi cistica: la probabilità di essere portatori può
essere molto diminuita, ma non completamente esclusa.
Circa 4 portatori su 5 possono essere identificati dal test, ma uno su 5 non verrà individuato
Parenti o familiari Il test per individuare lo stato di portatore è di solito richiesto da parenti di malati o portatori e dai
loro partner. In questi casi, se la mutazione familiare è nota, l’accuratezza [cioè la capacità del test di dare risultati
corretti] del test è ottima.
Il test per individuare lo stato di portatore può essere richiesto anche da chi non abbia parenti malati o portatori; in tal
caso, dal momento che non esiste una precisa mutazione familiare da individuare, l’accuratezza del test è meno buona.
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SE UNA PERSONA RISULTA
positiva al test, significa che questa persona è «portatore sano di fibrosi cistica».
negativa al test, significa che la probabilità di questa persona di essere «portatore sano di fibrosi
cistica» è più bassa di prima del test, ma non si azzera. Questo risulato dipende dal numero di
mutazioni ricercate e dall’origine geografica.
SE TUTTI E DUE I MEMBRI DELLA COPPIA RISULTANO
negativi al test riducono la propria probabilità di essere portatori. Questa coppia avrà un rischio molto
basso di avere figli con fibrosi cistica [minore di 1 su 50.000], tuttavia questo rischio non potrà essere
completamente escluso.
positivi al test, sono entrambi portatori.
Questa coppia avrà un rischio di 1 su 4, cioè il 25%,
per ogni gravidanza di avere figli con fibrosi cistica.
In questo caso sarà necessario un colloquio di consulenza genetica per discutere il risultato e le sue
implicazioni. Se entrambi i membri della coppia sono portatori, possono scegliere di fare durante la
gravidanza una diagnosi prenatale. La diagnosi prenatale serve a determinare se il feto è malato di
fibrosi cistica. In questo caso, la coppia può scegliere se proseguire la gravidanza o interromperla. La
diagnosi prenatale ha luogo generalmente intorno all’undicesima settimana di gravidanza, tramite una
procedura ambulatoriale chiamata prelievo di villi coriali o villocentesi: un piccolo campione viene
prelevato sotto guida ecografica e successivamente analizzato. La procedura comporta un rischio
intorno all’1% di interruzione di gravidanza a seguito della manovra di prelievo dei villi.
SE UNO DEI MEMBRI DELLA COPPIA RISULTA
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positivo al test, cioè «portatore sano di fibrosi cistica» e l’altro negativo la coppia avrà un rischio
di avere figli con fibrosi cistica molto minore di una coppia di due portatori, ma più alto di una
coppia di due persone entrambe negative al test [tra 1 su 500 e 1 su 700, a seconda dell’origine geografica]. In
questo caso è consigliabile un colloquio di consulenza genetica per discutere il risultato e le sue implicazioni.
Aspetti psicologici e di sostegno nella decisione
di fare il test del portatore della fibrosi cistica
Le DIAGNOSI GENETICHE, come quella della fibrosi cistica, sono diagnosi che identificano una
caratteristica presente nel genoma e che come tale non si modifica nel corso della vita. Inoltre,
modificano il concetto e la conoscenza dell’individuo rispetto a se stesso, hanno conseguenze per la
salute dei figli e portano l’individuo a confrontarsi con situazioni di rischio, incertezza, ambiguità.
Le DIAGNOSI GENETICHE, come quella della fibrosi cistica, mettono alla prova:
le componenti razionali della persona, cioè portano ad informarsi su salute, malattia, aspetti
genetici, a ragionare in termini di probabilità, a fare ipotesi, valutazioni ed esprimere giudizi
le componenti emotive profonde dall’immagine di sé, reale e ideale, al richiamo ai “legami di
sangue”, istinti di base quali quelli legati all’essere a rischio, alla sopravvivenza e alle angosce di
morte
Le DIAGNOSI GENETICHE portano a mettere in atto meccanismi di difesa alla ricerca di un nuovo
equilibrio. Questi meccanismi possono alterare: ● la percezione del rischio [in genere il livello di
rischio è espresso come “alto” o “basso”], ● la gravità della malattia può essere tradotta in capacità di
sostenere/accettare tale condizione [valutazione di “accettabilità”] o ● le informazioni possono venire
alterate sulla base della “desiderabilità” di esiti positivi.
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Allegato 1 / Il materiale informativo distribuito alla Giuria
E’ importante che le diagnosi genetiche avvengano nel rispetto di due principi fondamentali:
il PRINCIPIO DI AUTONOMIA che tutela la libertà di scelta dell’individuo di
sottoporsi al test e dando la possibilità di prendere una decisione informata e responsabile
il PRINCIPIO DI RISERVATEZZA che tutela il diritto di proprietà sull’informazione
contenuta nel proprio patrimonio genetico e comporta che nessun soggetto può essere
costretto a rivelare questa informazione ad altri
Il test del portatore di fibrosi cistica comporta dei rischi di diverso ordine, psicologico, legale,
sociale e esistenziale:
falsa rassicurazione in coloro che ricevono un risultato negativo [la mutazione potrebbe
non essere stata individuata dal test ma essere presente, visto che la sensibilità del test è tra
l’80 e il 90% in base alla distribuzione geografica delle mutazioni]
informazione non voluta tra coloro che, dopo aver ricevuto il risultato, avrebbero
preferito non esserne stati informati
falsa individuazione di paternità
Per contenere tali rischi l’offerta del test del portatore deve avvenire nel rispetto dei principi di
autonomia e riservatezza.
Dal rispetto di entrambi questi principi, consegue che nessun minore può essere sottoposto al
test, neppure su richiesta dei genitori e che, nel caso di conflitto fra diritto a sapere e diritto a
non sapere, sarà quest’ultimo a prevalere.
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TUTTO CHIARO?
Un test positivo significa…
 sono portatore
 ho un’alta probabilità
di essere portatore
 non so
Un test negativo significa…
 molto probabilmente
non sono un portatore, ma
questa possibilità non può
essere completamente
esclusa
 non sono un
portatore
 non so
 vero
 falso
 non so
 vero
 falso
 non so
 ha un rischio di 1 su 4 per
ogni gravidanza di avere un
figlio con fibrosi cistica
 ha un rischio di avere
un figlio con fibrosi
cistica inferiore a una
coppia in cui entrambi i
partner siano risultati
negativi
 ha un rischio di avere
un figlio con fibrosi
cistica superiore a una
coppia in cui entrambi i
partner siano risultati
negativi
Se a seguito del test entrambi i partner di
una coppia sono risultati portatori, il loro
rischio di avere un figlio con fibrosi cistica
è di 1 su 4 per ogni gravidanza?
Se entrambi i partner di una coppia sono
risultati negativi al test, il loro rischio di
avere un figlio con fibrosi cistica è molto
basso?
Se a seguito del test un componente della
coppia è risultato positivo e l’altro è
negativo al test, la coppia…
Risposte corrette: , , , , 
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Come offrire il test del portatore?
• offerta ai familiari di malati
• offerta alla popolazione generale
Innanzitutto, in entrambi i casi è necessario chiedersi come fare in modo che l’informazione circa la
disponibilità del test del portatore sia diffusa, in modo che gli interessati lo possano richiedere.
Quando la diagnosi di malattia viene posta in un soggetto (bambino o adulto) si raccomanda di informare i
familiari della famiglia allargata circa la possibilità di sottoporsi al test del portatore e conoscere il proprio
rischio di figli affetti. Ma ogni paziente ha il diritto di decidere se e a chi trasmettere tale informazione
(rispetto dei principi di “autonomia” e “riservatezza”).
I soggetti della popolazione generale che non hanno un malato in famiglia possono venire a conoscenza
della possibilità di sottoporsi al test del portatore con maggiore difficoltà. Si crea quindi un problema di
svantaggio.
Una strategia informativa su larga scala con l’offerta del test genetico rappresenta una risposta sia per i
familiari ad alto rischio che non vengono informati direttamente dal paziente, sia per gli individui della
popolazione generale.
Il test del portatore sano nei familiari di malati
I familiari di una persona con fibrosi cistica (fratelli, zii, cugini, sia da parte del padre che della
madre) hanno maggiori probabilità rispetto a chi non ha casi di fibrosi cistica in famiglia di essere
portatori del gene.
Storia familiare positiva per fibrosi cistica e probabilità di essere portatore
Parentela con malato FC
Probabilità di essere portatore
padre – madre
del malato
1 su 1
(100%)
figlio – figlia
“
1 su 1
(100%)
fratello – sorella
“
2 su 3
(67%)
zio – zia
“
1 su 2
(50%)
nonno – nonna
“
1 su 2
(50%)
primo cugino
“
1 su 4
(25%)
secondo cugino
1 su 16
(6%)
“
nessuna parentela
“
1 su 25
(4%)
Avendo maggiori probabilità di essere portatore, il familiare di un malato ha maggior rischio di avere un
figlio affetto da fibrosi cistica rispetto alla popolazione generale. Per questo, quando ha in programma di
avere figli, è raccomandato che esegua, assieme al partner, il test genetico per sapere se è portatore.
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Allegato 1 / Il materiale informativo distribuito alla Giuria
Il test del portatore sano nella popolazione
generale
Per popolazione generale si intendono tutti coloro che non hanno casi di fibrosi
cistica in famiglia.
Una persona della popolazione generale ha una probabilità su 30 di essere portatore
del gene della fibrosi cistica. Come detto, essere portatore di una mutazione del
gene non implica nessun problema di salute, però implica - se anche il partner è un
portatore - il rischio di avere figli malati.
Pertanto la conoscenza dello stato di portatore è importante per fare scelte
riproduttive consapevoli.
Portatore sano
Tutte le persone nella popolazione generale sono portatori sani di una o due dozzine di geni
legati ad una malattia; questo di regola non è un problema, ma lo può diventare quando la
condizione di portatore è comune nella popolazione, in quanto ciò rende più facile l'incontro
tra due portatori sani che, a loro volta, avranno una probabilità di avere figli malati [il
cosiddetto rischio riproduttivo] significativamente aumentata.
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Che cosa è uno screening genetico
di popolazione
Si definisce screening genetico l’analisi di una ampia popolazione con l’intento di individuare
soggetti malati o portatori di una malattia ereditaria.
Lo screening genetico di popolazione - attraverso la ricerca di mutazioni del DNA che possono
provocare o favorire l’insorgenza di malattie nell'individuo o nei suoi discendenti - è finalizzato
all’identificazione di soggetti portatori sani di una malattia genetica che una volta identificati
vengono avviati alla consulenza genetica. Le coppie formate da due portatori sono ad alto
rischio di avere un figlio malato , cioè 1 su 4, pari al 25% per ogni gravidanza.
Gli screening genetici vengono suddivisi a seconda della popolazione bersaglio in prenatali
[durante la gravidanza], neonatali [durante i primi giorni di vita] e dell'età adulta e possono
riguardare la totalità di una popolazione o una sua parte.
Per intraprendere uno screening genetico di portatori è necessario che:
 la malattia abbia una elevata frequenza nella popolazione
 sia grave
 siano disponibili dei metodi semplici e di basso costo per l'individuazione dei portatori.
Ragioni organizzative, economiche e culturali hanno rallentato il dibattito
sulla diffusione dello screening genetico di popolazione
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Cosa ci dicono i dati …
I dati pubblicati nel 2010 dal Centro
Regionale Veneto Fibrosi Cistica sul
Journal of the American Medical
Association (JAMA) descrivono gli effetti
di due diversi approcci allo screening pre
concezionale del portatore sano:
Primo approccio: nella parte occidentale del Veneto ed in Trentino Alto-Adige il test del portatore è stato
tradizionalmente offerto principalmente a coloro che hanno già un caso di fibrosi cistica in famiglia.
Secondo approccio: a partire dalla metà degli anni novanta il Veneto orientale ha adottato una diversa linea,
offrendo attivamente il test del portatore alla popolazione generale.
Si sono quindi eseguite decine di migliaia di test, individuando migliaia di portatori della mutazione e decine di
coppie a rischio di avere figli malati. Nel medio e lungo termine una ricaduta importante dello screening del
portatore sano è stata la riduzione della incidenza della malattia:
nel Veneto orientale il numero di nuovi nati con fibrosi cistica è sceso anno dopo anno sino quasi ad
annullarsi, da 4 ogni 10.000 neonati agli inizi degli anni '90 a meno di 1 ogni 10.000 oggi
nella parte occidentale del Veneto ed in Trentino Alto-Adige, dove il test continua a essere offerto solo alle
famiglie a rischio, ciò non è avvenuto
Non è chiaro quali scelte riproduttive abbiano compiuto le coppie di portatori, ma è verosimile che almeno
alcune abbiano fatto ricorso alla diagnosi prenatale, o comunque modificato in qualche modo i propri progetti
riproduttivi.
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Nella programmazione dell’offerta del test del portatore di fibrosi cistica nella popolazione generale vanno
considerati:
 la tempistica cioè in quale momento della vita delle persone è offerto il test
 il contesto cioè in quale situazione e da chi è offerto il test
Sono possibili diversi modelli organizzativi:
offerta pre concezionale da parte dei medici di famiglia a individui o coppie prima della gravidanza
offerta prenatale alle donne in gravidanza o alle coppie nell’ambito dei test prenatale, se il feto risulta
affetto viene offerta la possibilità di interruzione della gravidanza
offerta del test in ambito non sanitario come scuole o ambienti lavorativi
A tutti coloro che si sottopongono al test, deve essere fornita un’informazione sulla malattia,
sulle procedure del test, i tempi e le modalità con cui sarà fornito il risultato, il significato del
risultato positivo e negativo e le ripercussioni sulle scelte procreative. Il risultato del test deve
essere fornito sia in caso di positività che di negatività in forma scritta per evitare dimenticanze
e distorsioni. Nel caso di coppie che si sottopongono al test, il risultato va fornito in forma
individuale ad ogni componente della coppia; va fornita anche la stima del rischio di procreare
un bambino malato sia all’interno della coppia che nel caso di gravidanze con altri partners. In
caso di risultato positivo, l’individuo va informato sulla possibilità che altri membri della sua
famiglia d’origine siano portatori e quindi possano accedere al test.
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Allegato 1 / Il materiale informativo distribuito alla Giuria
Che cosa succederebbe se si facesse lo
screening del portatore nella popolazione
Scenario:
nasce 1 bambino con fibrosi cistica ogni 3500 bambini
la probabilità di essere portatore di fibrosi cistica è 1 su 30
la sensibilità del test è del 90% - cioè il test è capace di
individuare le mutazioni fibrosi cistica 9 volte su 10
Se 10.000 soggetti vengono
invitati a fare il test
del portatore …
20
Se 10.000 soggetti si sottopongono al test
del portatore…
9.697
303
risultano negativi, cioè non portatori
risultano positivi, cioè portatori
33 soggetti dei 9697 sono falsi negativi,
cioè portatori ma risultati negativi al test
< 1% dei soggetti risulta falso positivo,
cioè soggetti non portatori ma risultati positivi al test
1/290 è il rischio residuo di essere portatore
1/120 è il rischio residuo di avere un figlio con FC
1/34.800 è il rischio residuo di avere un figlio con FC
Test sul partner dei 303 positivi
294
9
risultano negativi, cioè non portatori
risultano positivi, cioè portatori
1/1160 è il rischio residuo di avere un figlio con FC
1/4 è il rischio residuo di avere un figlio con FC
POSSIBILI SCELTE PER UNA COPPIA DI PORTATORI
Prima dell’inizio di una gravidanza: scegliere di avere figli, scegliere di non avere (altri)
figli, adozione, cambiare partner, usare gameti di donatore
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Dopo l’inizio di una gravidanza: non fare diagnosi prenatale, fare diagnosi prenatale ed
interrompere la gravidanza se il feto è malato, fare diagnosi prenatale e non interrompere
la gravidanza se il feto è malato, fare diagnosi pre impianto (non legale in Italia)
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Il test genetico per fibrosi cistica: cosa
dicono alcune società medico scientifiche
La Società Italiana Fibrosi Cistica (SIFC) ritiene importante che la conoscenza del test del
portatore sia diffusa e che nell’ambito di strategie di sanità pubblica siano evitate barriere alla
sua diffusione.
Negli Stati Uniti, il Collegio americano degli ostetrici e ginecologi (American College of
Obstetrics and Gynecology ACOG) e il Collegio americano dei medici genetisti (American
College of Medical Genetics ACMG) raccomandano l’estensione del test del portatore per FC
alle coppie con progetti riproduttivi.
Gli obiettivi dichiarati di queste raccomandazioni sono di migliorare la consapevolezza
procreativa e/o ridurre l’incidenza della malattia nella popolazione.
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Il test genetico per fibrosi cistica:
cosa succede in Italia
In Italia il test per il familiare di un soggetto con fibrosi cistica si fa da decenni, mentre è in discussione
quello per la popolazione generale.
Le organizzazioni medico-scientifiche e le stesse autorità sanitarie non si sono ancora espresse a favore di
una pratica di screening dei portatori del gene fibrosi cistica.
Poiché non esiste né una normativa né un orientamento condiviso, il test genetico per il portatore fibrosi
cistica oggi in Italia viene proposto alle coppie che hanno in programma di avere figli solo in alcune aree.
23
Allegato 1 / Il materiale informativo distribuito alla Giuria
Il test genetico per fibrosi cistica:
cosa succede negli altri paesi
All’estero l’attitudine nei confronti del test del portatore varia significativamente da una Nazione all’altra
in relazione al tipo di assistenza sanitaria, alla legislazione sull’utilizzo dei test genetici, alle risorse
economiche, alle convinzioni religiose.
Due nazioni che hanno comportamenti opposti e che quindi esprimono lo spettro di questa diversità sono
Germania e Stati Uniti.
In Germania i test genetici, non solo per fibrosi cistica, possono essere eseguiti solo se
prescritti da un medico che sia stato specificamente formato sull’argomento e che abbia
spiegato alla persona i pro ed i contro della scelta. Le analisi sono eseguibili solo da
laboratori selezionati. I test genetici non possono essere offerti direttamente ai cittadini
senza l’intermediazione di un medico.
Negli Stati Uniti al contrario queste limitazioni non esistono e molti test di natura
genetica possono essere eseguiti in laboratori privati che pubblicizzano la loro
attività su internet. Inoltre le società scientifiche americane di genetisti e ginecologi
raccomandano l’offerta del test del portatore di fibrosi cistica a tutte le donne che
intendono avere figli, anche se non hanno alcun parente con la malattia.
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Il test genetico per fibrosi cistica
COSTI
Per il familiare di una persona affetta da fibrosi cistica e il partner entrambi in età riproduttiva, il costo del test è
completamente a carico del Sistema Sanitario, salvo il costo del ticket in genere pari a 37 euro. In alcune regioni
la gratuità è estesa alle coppie che chiedono la procreazione medicalmente assistita.
Per le coppie della popolazione generale il test è a carico di chi lo richiede; il costo, a parità di test eseguito, è
variabile da 300 a 500 euro circa a seconda delle realtà locali. Fanno eccezione la Lombardia e il Veneto dove il
test e la consulenza genetica vengono forniti a carico del Sistema Sanitario, salvo il costo del ticket.
INFORMAZIONI UTILI SUL TEST
Le linee guida indicano chiaramente che il test deve basarsi sulla ricerca delle mutazioni più frequenti nell'area
geografica in esame e pertanto il prezzo non dovrebbe assolutamente dipendere dal tipo di mutazioni ricercate.
Il referto deve riportare la sensibilità del test, cioè numero e copertura delle mutazioni in base all'origine
geografica.
Se il laboratorio segue gli standard europei e partecipa ai controlli di qualità europei e/o italiani dell'Istituto
Superiore di Sanità non dovrebbe esistere variabilità tra i vari laboratori.
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FC valutazione economica
Nel 2009, uno studio italiano ha valutato 165 pazienti affetti da FC con una analisi dei costi diretti della
malattia, tra cui: farmaci, ospedalizzazione, interventi ambulatoriali, dispositivi medici e prodotti dietetici.
I dati dimostrano che il costo medio per un anno per paziente aumenta con l’età e con il peggioramento
della condizione respiratoria:
gruppo <5 anni
4.164 euro
gruppo gravità lieve, > 5 anni
12.186 euro
gruppo gravità media, > 5 anni
19.300 euro
gruppo gravità grave, > 5 anni
30.123 euro
Non sono disponibili dati sul costo di uno screening di popolazione per la ricerca del portatore sano di FC.
Non sono qui conteggiati i costi indiretti della malattia, legati ad esempio alla perdita di giornate lavorative
o di studio, al deterioramento della qualità della vita del paziente, ecc.
Colombo et al, 2013
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La «Giuria dei cittadini» e la fibrosi cistica
Come abbiamo visto nelle pagine precedenti si apre per la fibrosi cistica un importante dibattito
sull’opportunità di scegliere tra due diverse strategie, ciascuna con un suo impatto sulle scelte riproduttive,
sui singoli e sulla collettività:
Strategia 1
offerta del test a tutti i parenti e famigliari di soggetti con fibrosi
cistica [strategia esistente]
Strategia 2
offerta del test a tutta la popolazione in età riproduttiva
La scelta tra le due strategie non dovrebbe essere lasciata alle iniziative spontanee degli operatori o alle
politiche del sistema sanitario, ma dovrebbe essere condivisa a livello nazionale e preceduta da
un’approfondita discussione con i cittadini, per deliberare quale sia l'interesse della collettività.
I cittadini, senza esperienza di fibrosi cistica e senza interessi di parte, dopo aver ricevuto tutte le
informazioni necessarie, arriveranno a deliberare mettendo a punto un documento di indirizzo per
rispondere proprio alla domanda:
Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno screening
nella popolazione con lo scopo di individuare persone sane
che potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?
27
Allegato 1 / Il materiale informativo distribuito alla Giuria
La «Giuria dei cittadini»:
interesse individuale e interesse collettivo
La Giuria dei cittadini chiamata a rispondere alla domanda sullo screening per la fibrosi cistica è costituita da
normali cittadini, casualmente scelti dalla popolazione generale, privi di esperienze personali e competenze
specifiche sull'argomento.
Il metodo che la Giuria deve seguire per rispondere è quello di avere un’informazione completa e veritiera
sull'argomento e poi deliberare sulla base dell'interesse collettivo.
I singoli membri possono avere idee, esperienze e punti di vista differenti,
ma all'interno della Giuria devono mettere da parte i propri interessi e
convincimenti personali per raggiungere un'idea condivisa di quale sia la
cosa migliore da fare per l'intera società. Per esempio, un componente
della Giuria potrebbe personalmente voler eseguire il test di screening, ma
arrivare a concludere che non è opportuno che il Servizio Sanitario lo
offra gratuitamente, o viceversa. Per questa particolarità, la conclusione
della Giuria non deve necessariamente essere a maggioranza, come è
giusto che sia quando un'assemblea è costituita da membri ognuno dei
quali rappresenta solo una parte della popolazione generale, come per
esempio il Parlamento.
Nel procedimento della democrazia deliberativa, invece, la conclusione deve arrivare il più vicino possibile
all’unanimità, nel senso letterale del termine, cioè i giurati devono deliberare come se avessero un'unica anima,
cioè un unico punto di vista: l'interesse della collettività.
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La «Giuria dei cittadini»: risultati e ricadute
Per questo progetto la Giuria si riunirà per due giornate: durante la prima giornata la discussione con gli esperti
ed i testimoni, nella seconda mattinata verrà dato spazio alla valutazione economica e ad un vero e proprio
dibattito tra gli esperti e la giuria. Nel pomeriggio è prevista la discussione tra i componenti della Giuria a porte
chiuse e a chiusura la Giuria dovrà dare risposta alla domanda: «Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno
screening nella popolazione con lo scopo di individuare persone sane che potrebbero avere figli malati di fibrosi
cistica?».
Tutta la documentazione sul progetto, i documenti di informazione, il documento finale saranno disponibili per il
pubblico, i medici, i ricercatori e i decisori in sanità attraverso la pubblicazione su siti internet e in riviste
nazionali. Il documento della Giuria sarà anche presentato alla stampa per dare massima diffusione.
Anche la comunità medica internazionale verrà messa a conoscenza dei risultati ottenuti attraverso articoli o
partecipazione a convegni.
Il gruppo promotore diffonderà quanto più possibile i risultati ottenuti nelle sedi istituzionali quali Ministero
della Salute, Assessorati sanitari Regionali, Direttori Generali AUSL e tra le Associazioni di cittadini e pazienti.
Possibili ricadute per ricerca e per la clinica
La rilevanza del progetto è da ricercare nell’impatto della tematica trattata - malattia
genetica con importanti ricadute cliniche, sociali e psicologiche - e nella novità del
metodo utilizzato - la Giuria dei cittadini.
In particolare è da sottolineare:
l’impatto specifico per pazienti, medici, ricercatori e decisori sanitari nel campo della
fibrosi cistica che avranno accesso a un documento condiviso
l’impatto generico, lo sviluppo di un metodo fattibile e riproducibile per coinvolgere i
cittadini nelle decisioni sanitarie esportabile in altre situazioni cliniche.
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La «Giuria dei cittadini»: Verona 2012
A Verona a maggio 2012 si è riunita la prima giuria su questo tema. 14 persone dopo aver ascoltato e interrogato gli
esperti hanno deliberato a grande maggioranza (tutti i giurati tranne uno) si è espressa a favore del SÌ fornendo le
motivazioni di carattere umano, scientifico, economico e di giustizia sociale.
La delibera è disponibile al link http://www.partecipasalute.it/cms_2/giurie-cittadini/fibrosi/1885 e tutto il materiale
è disponibile http://www.partecipasalute.it/cms_2/giurie-cittadini/fibrosi
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La «Giuria dei cittadini»: Pistoia 2014
A Pistoia a maggio 2014 si è riunita la seconda giuria su questo tema. 14 persone dopo aver ascoltato e interrogato
gli esperti hanno deliberato all’unanimità a favore del SÌ valutando attentamente sia gli elementi a favore che quelli
contrari all’ipotesi di screening.
La delibera con le relative motivazioni sono disponibili al link http://www.partecipasalute.it/cms_2/giuriecittadini/fibrosi2014/4921 e tutto il materiale è disponibile
http://www.partecipasalute.it/cms_2/giuriecittadini/fibrosi2014.
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Allegato 1 / Il materiale informativo distribuito alla Giuria
La «Giuria dei cittadini»: Palermo 2014
A Palermo a settembre 2014 si è riunita la terza giuria su questo tema. 16 persone dopo aver ascoltato e interrogato
gli esperti hanno deciso a maggioranza (9 a 7) a favore del sì.
La delibera con le relative motivazioni sono disponibili al link http://www.partecipasalute.it/cms_2/giuriecittadini/fibrosipalermo2014/5159 e tutto il materiale è disponibile http://www.partecipasalute.it/cms_2/giuriecittadini/fibrosipalermo2014/5161.
Glossario
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Aspettativa di vita
è un indicatore statistico che esprime il numero medio di anni della vita di un essere vivente
a partire da una certa età, all'interno della popolazione indicizzata. Solitamente, l'espressione
è usata per indicare la speranza di vita alla nascita
Counselling
è un'attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità di una
persona, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta.
Si occupa di problemi non specifici (prendere decisioni, miglioramento delle relazioni
interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, salute, lavoro, scuola)
Cromosoma
struttura costituita da DNA presente nel nucleo delle cellule, in cui hanno sede i geni che
portano i caratteri ereditari
Gene
unità ereditaria del materiale genetico (formato da DNA) che determina la trasmissione di
una particolare caratteristica, o gruppo di caratteristiche, da una generazione alla successiva
Incidenza
è una misura di frequenza utilizzata in studi di epidemiologia, che misura quanti nuovi casi di
una data malattia compaiono in un determinato lasso di tempo (ad esempio può essere
rapportato ad un mese od un anno)
Malattia ereditaria
malattia che viene trasmessa ai figli attraverso il patrimonio genetico
Mutazione genetica
alterazione rispetto alle condizioni normali presente in un segmento del DNA che sia parte di
un gene
Proteina
molecola organica costituita da aminoacidi con funzioni strutturali, enzimatiche o altro
Screening
è un programma di salute pubblica che prevede che gruppi di popolazioni vengano chiamati a
sottoporsi ad un test per arrivare in modo precoce alla diagnosi di una malattia. Sono ad
esempio screening quello per il tumore della mammella tramite mammografia o quello per il
tumore del colon tramite ricerca del sangue occulto nelle feci
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/ I programmi
delle tre giornate delle Giurie
Allegato 2
Verona, 5 maggio 2012
Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno screening nella popolazione con lo scopo di
individuare persone sane che potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?
Sabato 05 Maggio 2012, Verona
Società Letteraria di Verona
Piazzetta Scalette Rubiani 1, angolo Piazza Brà
09.00
09.30
Apertura e saluti – Maria Geneth, Società Letteraria di Verona
Introduzione al progetto e alla giornata, presentazione componenti della Giuria
Paola Mosconi e Roberto Satolli
Il test: che cosa è e come è offerto al momento in Italia e in altri Paesi
Luigi Porcaro
Spazio discussione/domande e risposte
10.15
Problematiche di pazienti e familiari con fibrosi cistica
Sandra Perobelli
Spazio discussione/domande e risposte
11.00
Testimonianze di persone che si sono sottoposte al test e sono risultati portatori
Interviste filmate
Spazio discussione/domande e risposte
11.30
Perché no e perché sì all’offerta attiva del test
Introduzione: Il test del portatore sano nella popolazione generale: l’offerta attiva. Baroukh Assael
Modera: Paola Emilia Cicerone
Per il Sì: Luciano Flor –Per il No: Carlo Castellani
Dibattito aperto tra esperti e Giuria
13.00
Pausa pranzo
14.00
Pomeriggio Facilitatore: Nadia Oprandi
Dibattito a porte chiuse tra Giuria e facilitatore.
Stesura della bozza del documento con risposta alla domanda principale e alle sotto-domande
18.00
Chiusura dei lavori
Allegato 2 / I programmi delle tre giornate delle Giurie
Pistoia, 16-17 maggio 2014
Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno screening nella popolazione con lo scopo di individuare
persone sane che potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?
Circolo Arci Bonelle – Via Bonellina 235 - Pistoia
16-17 maggio 2014
1 giorno
11.00 Apertura e saluti Sandra Fabbri, Fondazione ONLUS Attilia Pofferi
Introduzione al progetto e alla giornata, presentazione componenti della Giuria
Paola Mosconi e Roberto Satolli
11.20 L’esperienza di Verona 2012
Marta Giaele Butti
Spazio discussione/domande e risposte
11.40 Che cosa è uno screening di popolazione
Paola Mantellini
Spazio discussione/domande e risposte
12.30 La fibrosi cistica: trattamenti e cura
Valeria Galici
Spazio discussione/domande e risposte
13.30 Pausa pranzo
14.30 Problematiche di pazienti e familiari con fibrosi cistica
Sandra Perobelli
Spazio discussione/domande e risposte
15.30 Il test: che cosa è e come è offerto al momento in Italia e in altri Paesi
Manuela Seia
Spazio discussione/domande e risposte
16.30 Testimonianze di persone che si sono sottoposte al test e sono risultati portatori
Interviste filmate
Spazio discussione/domande e risposte
17.30 Chiusura dei lavori
2 giorno
9.00
Dal giorno prima: sintesi delle informazioni
Spazio discussione/domande e risposte
10.00 Valutazione economica
Roberto Ravasio
Spazio discussione/domande e risposte
11.00 Perché no e perché sì all’offerta dello screening organizzato
Introduzione: Il test del portatore sano nella popolazione generale
Modera: Paola Emilia Cicerone
Per il Sì: Carlo Castellani – Per il No: Faustina Lalatta
Dibattito aperto tra esperti e giuria
13.00 Pausa pranzo
14.00 Pomeriggio Facilitatore: Nadia Oprandi
Dibattito a porte chiuse tra Giuria e facilitatore.
Stesura bozza del documento con risposta alla domanda principale e alle sotto-domande
17.00 Chiusura dei lavori
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Palermo, 26-27 settembre 2014
Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno screening nella popolazione con lo scopo
di individuare persone sane che potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?
Palermo 26-27 settembre 2014
Casa Editrice Palumbo, Via Ricasoli 59
1 giorno
11.00 Apertura e saluti Carmela Amato, Associazione Serena a Palermo
Introduzione al progetto e alla giornata, presentazione componenti della Giuria
Paola Mosconi e Roberto Satolli
11.20 L’esperienza di Verona 2012
Marta Giaele Butti
Spazio discussione/domande e risposte
11.40 Che cosa è uno screening di popolazione
Gabriella Dardanoni
Spazio discussione/domande e risposte
12.30 La fibrosi cistica
Gabriella Traverso (la fibrosi cistica), Francesca Ficili (la terapia della fibrosi cistica)
Spazio discussione/domande e risposte
13.30 Pausa pranzo
14.30 Problematiche di pazienti e familiari con fibrosi cistica
Sandra Perobelli
Spazio discussione/domande e risposte
15.30 Il test: che cosa è e come è offerto al momento in Italia e in altri Paesi
Luigi Porcaro
Spazio discussione/domande e risposte
16.30 Testimonianze di persone che si sono sottoposte al test e sono risultati portatori
Interviste filmate
Spazio discussione/domande e risposte
17.30 Chiusura dei lavori
2 giorno
9.00
Dal giorno prima: sintesi delle informazioni
Spazio discussione/domande e risposte
10.00 Valutazione economica
Roberto Ravasio
Spazio discussione/domande e risposte
11.00 Perché no e perché sì all’offerta dello screening organizzato
Introduzione: Il test del portatore sano nella popolazione generale
Modera: Paola Emilia Cicerone
Per il Sì: Renata Bortolus – Per il No: Baroukh Assael
Dibattito aperto tra esperti e giuria
13.00 Pausa pranzo
14.00 Pomeriggio Dibattito a porte chiuse tra Giuria e facilitatore. Stesura bozza del documento
con risposta alla domanda principale e alle sotto-domande
Facilitatore: Nadia Oprandi
17.00 Chiusura dei lavori
Allegato 3 / Valutazione: il questionario pre-post incontro
/ Valutazione: il questionario
pre-post incontro
Allegato 3
Questionario pre-incontro (pag 1)
Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno screening nella popolazione con lo scopo di individuare persone sane che
potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?
La Giuria: questionario pre-incontro
Gentile Componente della Giuria, prima di iniziare la invitiamo a rispondere a queste domande che ci
permetteranno di capire meglio l’impatto del materiale informativo distribuito e le sue aspettative su queste
giornate. I dati sono anonimi e verranno elaborati in modo aggregato tra loro.
Grazie, il comitato promotore
Domanda 1. Secondo Lei, due giornate interamente dedicate alla Giuria dei Cittadini saranno sufficienti per
rispondere alla domanda “Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno screening nella popolazione con lo scopo di
individuare persone sane che potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?”.
 si
 no
 non saprei
Domanda 2.
Secondo Lei, quanti sono i bambini che approssimativamente ogni anno nascono malati di fibrosi cistica?
 tra 500 e 1.000
 tra 1.000 e 2.000
 tra 3.000 e 3.500
 non saprei
Domanda 3.
Secondo Lei, è corretto dire che una persona che risulta positiva al test del portatore di fibrosi cistica è una persona
malata?
 sì è corretto perché essere portatori significa essere malati
 no è errato perché essere portatori non significa essere malati
 non saprei
Domanda 4. Secondo Lei, per un familiare di una persona affetta da fibrosi cistica il test del portatore è:
 completamente a carico dell’interessato
 a carico del Sistema Sanitario ma deve pagare il ticket
 a carico del Sistema Sanitario senza dover pagare il ticket
 non saprei
Domanda 5. Secondo Lei, risultare negativi al test significa:
 essere portatore di fibrosi cistica
 essere certi di non essere un portatore di fibrosi cistica
 probabilmente non essere un portatore di fibrosi cistica
 non saprei
Domanda 6. Secondo Lei, in un malato di fibrosi cistica è il polmone l’organo più colpito?
 si
 no
 non saprei
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Questionario pre-incontro (pag 2)
Domanda 7. Secondo Lei, il materiale informativo che le è stato consegnato prima di queste giornate è risultato chiaro
ed esaustivo?
 buono: completo ed esaustivo in ogni sua parte
 sufficiente: parzialmente completo ed esaustivo
 migliorabile: alcuni aspetti sono risultati incompleti
 insufficiente: per nulla completo ed esaustivo
Domanda 8. Secondo Lei, il materiale informativo che le è stato consegnato prima di queste giornate è influenzato
da qualche tipo di interesse?
 sì
 no
 non saprei
Se sì, che tipo di interesse? A favore di quale risposta alla domanda?
……………………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………………
Domanda 9.
Secondo Lei, una coppia di portatori di fibrosi cistica ha la probabilità di avere un figlio malato di fibrosi cistica nel:
 0%, nessuna probabilità
 25% di probabilità
 50% di probabilità
 75% di probabilità
 non saprei
Domanda 10. Secondo le Sue aspettative, quanto sarà facile per la Giuria dei Cittadini rispondere alla domanda
proposta “Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno screening nella popolazione con lo scopo di individuare
persone sane che potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?”.
0
1
molto difficile
2
3
4
5
6
7
8
9
10
molto facile
Domanda 11. Lei ha consigliato o consiglierebbe il test del portatore sano per la fibrosi cistica ad una coppia in età
riproduttiva?
 sì
 no
 non saprei
Domanda 12.
Nei giorni precedenti queste giornate, Lei ha cercato altre informazioni sulla fibrosi cistica e il test del portatore?
 si
 no
Se si, potrebbe indicarci dove ha cercato altre informazioni?
 su internet
 da conoscenti con legami diretti/indiretti con la fibrosi cistica
 da medici/specialisti
 altro (specificare) ……………………………………………………………………………………
Allegato 3 / Valutazione: il questionario pre-post incontro
Questionario post-incontro (pag 1)
Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno screening nella popolazione con lo scopo di individuare persone sane che
potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?
La Giuria: questionario post-incontro
Gentile Componente della Giuria, a conclusione delle due giornate la invitiamo a rispondere a queste
domande sull’esperienza fatta. I dati sono anonimi e verranno elaborati in modo aggregato tra loro.
Grazie, il Comitato Promotore
Domanda 1. Secondo Lei, due giornate interamente dedicate alla Giuria dei Cittadini sono state sufficienti per
rispondere alla domanda “Il Servizio Sanitario deve o no organizzare uno screening nella popolazione con lo scopo di
individuare persone sane che potrebbero avere figli malati di fibrosi cistica?”
 si
 no
Domanda 2. Alla luce di quanto trattato in queste due giornate, come giudica il materiale informativo che Le abbiamo
consegnato?
 buono: completo ed esaustivo in ogni sua parte
 sufficiente: parzialmente completo ed esaustivo
 migliorabile: alcuni aspetti sono risultati incompleti
 insufficiente: per nulla completo ed esaustivo
In caso abbia trovato il materiale Sufficiente/Migliorabile/Insufficiente, potrebbe indicarci quali aspetti ha trovato
carenti o poco chiari?
……………………………………………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………………………………..
Domanda 3. Secondo Lei, una coppia di portatori di fibrosi cistica ha la probabilità di avere un figlio malato di fibrosi
cistica nel:
 0%, nessuna probabilità
 25% di probabilità
 50% di probabilità
 75% di probabilità
 non saprei
Domanda 4. Secondo Lei, le presentazioni dei relatori sono state chiare ed esaustive?
 buono: chiare e complete
 sufficiente: parzialmente chiare e complete
 migliorabile: alcuni aspetti sono risultati incompleti o poco chiari
 insufficiente: per nulla complete e chiare
In caso abbia trovato le presentazioni migliorabili/sufficienti /insufficienti, ci può indicare perché?
…………………………………………………………………………………………………………………………...
…………………………………………………………………………………………………………………………...
Domanda 5. Secondo Lei, le presentazioni dei relatori erano influenzate da qualche tipo di interesse?
 sì
 no
 non saprei
Se sì, che tipo di interesse? A favore di quale risposta alla domanda? …………………………………………………
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Questionario post-incontro (pag 2)
Domanda 6. Alla luce dell’esperienza fatta è stato facile rispondere alla domanda per la giuria?
0
1
molto difficile
2
3
4
5
6
7
8
9
10
molto facile
Domanda 7. Le sono mancate informazioni per rispondere alla domanda?
 sì
 no
Se sì, potrebbe indicarci quale tipo di informazioni avrebbe voluto?
…………………………………………………………………………………………………………………………
Domanda 8. Secondo Lei, il tempo dedicato alla discussione è stato:
 abbondante
 sufficiente
 scarso
Domanda 9. Secondo Lei, come giudica la conduzione della discussione della Giuria da parte del facilitatore?
 buona
 sufficiente
 insufficiente
Domanda 10. Al termine di queste due giornate,come giudica nel complesso questa esperienza?
 molto buona
 discreta
 insoddisfacente
Domanda 11. Lei consiglierebbe il test del portatore sano per la fibrosi cistica ad una coppia in età riproduttiva?
 sì
 no
 non saprei
Domanda 12. Alla luce di questa esperienza, Lei come giudica il metodo della Giuria dei Cittadini?
 positivamente
 né positivamente né negativamente
 negativamente
Motivi la Sua risposta:
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Domanda 13. Secondo Lei il metodo della Giuria dei Cittadini potrebbe essere utilizzato anche per altre tematiche
sanitarie?
 si
 no
 non saprei
Se si, potrebbe indicarci per quali tematiche o ambiti secondo Lei potrebbe essere proposto?
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Allegato 4 / Programma del convegno finale
/ Programma
del convegno finale
Allegato 4
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/ Note
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Le Giurie di cittadini rispondono
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Stampato settembre 2015
Grafica e impaginazione: www.onelulu.it
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