LA MAGNESIO CARENZA
Il magnesio ha un’importanza fondamentale nella fisiologia vegetale in quanto è un componente stabile
ed insostituibile della molecola della clorofilla ed è posto al centro di essa. Partecipa alla formazione di
vari pigmenti. Subentra nella composizione della fitina, la proteina a cui è demandata la funzione di
riserva nei semi per consentire le prime fasi di vita delle piantine. Interviene nei processi di sintesi
delle proteine. Facilita l’assorbimento del fosforo e il suo trasferimento dalle radici agli apici vegetativi
ai frutti e ai semi. Interviene come catalizzatore nella sintesi dei grassi e sul loro accumulo negli organi
di riserva. È assorbito come ione Mg+
Se si escludono i terreni calcarei, dove la carenza è causata da un elevato rapporto Ca/Mg in molti casi
la carenza è addebitabile all’impiego sempre più raro della concimazione organica, oltre che ad un
irrazionale uso della pratica irrigua, responsabile della lisciviazione dell’elemento.
Inoltre spesso le carenze sono imputabili ad un eccesso di k, che è antagonista del Mg, dovuto a
concimazioni errate. L’antagonismo fra potassio e magnesio, assieme al livello d’assorbimento del
potassio, permettono d’interpretare i differenti casi di carenza. Le analisi fogliari e quelle al terreno
aiutano a diagnosticare i diversi stati carenziali. La carenza magnesiaca si manifesta quando il rapporto
K/Mg supera il valore di 7 nelle foglie e di 10 nei piccioli (valore rilevato all’invaiatura);
Portinnesti come SO4, Fercal e 161-49 C aggravano la sintomatologia carenza le del magnesio, perché
aumentano l’assorbimento del potassio. Anche le annate umide favoriscono la carenza magnesiaca,
perché determinano un più elevato assorbimento di potassio.
I sintomi
I sontomi da carenza appaiono in generale prima sulle foglie vecchie con ingiallimenti o clorosi
internervali che solo i casi di carenza più grave necrotizzano. In condizioni di magnesio carenza il
pigmento clorofilliano si disgrega o non si forma e quindi non avviene più l’ottimale fotosintesi
clorofilliana contraendo la capacità produttiva.
La sintomatologia sulla vite più evidente è una clorosi nelle foglie alla base del tralcio accompagnata da
un arrossamento antocianico. Si manifesta anche con il disseccamento del rachide con perdita di
prodotto.
La carenza magnesiaca si riconosce per:
- una colorazione a forma di dita che appare fra le nervature della foglia;
- la colorazione è gialla nei vitigni a uva bianca e rossa nei vitigni ad uva nera;
- le foglie basali sono le più colpite;
- i sintomi appaiono generalmente ad inizio invaiatura.
Metodi di lotta preventiva
- somministrare una concimazione potassica e magnesiaca equilibrata, basata sull’analisi del terreno e su
quella fogliare o peziolare, i cui valori ottimali sono stati definiti precedentemente;
- nei suoli ricchi di potassio, evitare l’impiego di portinnesti capaci di aumentarne l’assorbimento.
Metodi di lotta curativa
- abbassare la concimazione potassica;
- per una risposta rapida, effettuare concimazioni fogliari: 4 trattamenti, di cui 3 prima della fioritura:
il solfato di magnesio che viene per lo più usato per somministrazioni al terreno alle dosi di kg 0,5-2 per
pianta o nitrato di magnesio che può essere impiegato per irrorazione fogliare al 1% nella tarda
primavera e/o in autunno quando le foglie della nuova vegetazione hanno raggiunto la massima
espansione;
- effettuare un’analisi del suolo per definire gli apporti correttivi da somministrare;
- durante l’inverno, somministrare al terreno del solfato di magnesio, usando una dose di 1 t/ha circa
(sulla base di analisi del terreno e piano di concimazione); ripetere il trattamento l’anno successivo, in
caso di bisogno.
Aggiornamento: Dicembre 2009
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