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IL SECOLO XIX
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15 DICEMBRE 2014
NEL MIRINO DELLA PROCURA LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DELLA SOCIETÀ CHE HA COSTRUITO IL CRESCENT
Maxi evasione fiscale
inchiesta su Orsa 2000
Indagato l’ex presidente Dellepiane: «Non ho nulla da dire»
estate,infatti,ledimissionidiAlessio Albani dalla carica di amminiSAVONA. Poco meno di nove mi- stratore delegato, dopo pochi mesi
lioni di imposte evase. È la conte- dall’investitura,esoprattuttoladestazione mossa dagli ispettori del- cisione dell’azienda di rinunciare
l’ufficio delle entrate ai vertici di alleprestazionidialcuniliberiproOrsa 2000, la società facente capo fessionistiedipendenti,inattesadi
ad Aldo Dellepiane, che ha realiz- poter cominciare i lavori di realizzato il Crescent sulle aree dismes- zazione del Crescent 2.
La tegola fiscale
se dell’Italsider.
non dovrebbe porLa notizia deltare ripercussioni
l’inchiesta fiscale
L’ACCERTAMENTO
sulla realizzazione
su una delle prindella seconda fase
cipali
aziende
L’Agenzia delle
dell’imponente
provinciali
nel
Entrate avrebbe
progetto immobisettore immobiliare ha immediaaccertato imposte liare, ma sicuratamentefattoilgievase per poco meno mentenonrappresenta un pass parro della città.
di 9 milioni di euro tout piacevole.
Proprio la venA finire nei guai
dita degli alloggi e
per l’operazione
delle attività commerciali ricavate nell’immobile sa- datata 2010 sarebbe però esclusirebbero alla base della pesante ri- vamente Aldo Dellepiane.
Come detto, gli inquirenti delchiesta delle autorità finanziarie, a
conclusione di un accertamento fi- l’ufficiodelleentrateavrebberoacscale effettuato nell’ultimo anno. certato un’evasione fiscale massicE il fascicolo sarebbe finito - se- cia nella vendita di alloggi e unità
condo una prassi normale - anche immobiliari.
Sui particolari, però, vige il masin procura dove il sostituto procuratoredellaRepubblicaUbaldoPe- simo riserbo. Gli inquirenti taccio- Il Cavalier Aldo Dellepiane, imprenditore valbormidese
losi avrebbe avviato un’inchiesta.
Il riserbo sulla vicenda è massimo e lo stesso diretto interessato,
contattato telefonicamente, non
UNA STRISCIA DI SUCCESSI IMPRENDITORIALI, ORA LA FLESSIONE
ha concesso commenti ai cronisti,
senonunlaconico«nonhonullada
dire».
Dellepiane, all’epoca dei fatti
contestati (il 2010), presidente e
firmatario della dichiarazione dei
redditidellasocietà,sarebbeanche
stato raggiunto da un avviso di garanzia per le presunte violazioni fiscali accertate dagli ispettori dell’ufficio delle entrate mentre, al
momento, l’allora amministratore
delegato di Orsa 2000, la figlia Lorenza Dellepiane, non sarebbe stata coinvolta nell’inchiesta penale.
Il presidente di Orsa 2000 e attuale presidente del Savona calcio
avrebbe già varcato i cancelli del
immaginare il business immobi- sparmia nessuno, nemmeno gli
palazzo di giustizia di Savona per
liare della Darsena, ha di recente imprenditori più bravi e lungimiLA STORIA
spiegare, accompagnato dal prodichiarato sempre al Secolo XIX, ranti. Savona era abituata a un Caprio legale, per difendersi, fornenche molto probabilmente ci vor- valiere che spadroneggiava, sin dado la proria versione dei fatti.
ranno anni prima di vedere il Cre- glianniNovanta,quandoinqualità
L’intervento urbanistico ha in- DUE SETTIMANE fa ha ottenuto scent2.Comedire:Dellepianesela di presidente dell’Unione Indufatti costretto l’azienda di famiglia il via libera alla costruzione del prenderà comoda. Eh sì, perché striali, si preparava già la strada ala un imponente esborso finanzia- Crescent 2 in Darsena, con la pos- oggi la crisi del mercato immobi- l’acquisto di parte delle aree ex
rio a cui avrebbe fatto seguito però sibilità di realizzare appartamenti liare sconsiglia investimenti in Italsider. Oggi le cose sono camun beneficio in guadagni di svariati laddove erano originariamente questo settore. È dunque probabi- biate.Glispifferidicrisidel“gioielmilioni di euro, parte dei quali, se- previste meno remunerative ca- le che il Cavaliere attenda tempi lo” di famiglia, la Demont di Millecondo l’accusa, sottratti al fisco.
mere d’albergo. Un business di migliori per muovere le ruspe. E simo (ne parliamo a parte), sono
Se l’entità della presunta evasio- qualche milione di euro per la so- poi manca ancora l’ok della Regio- un altro campanello d’allarme.
nefiscalevenisseconfermataconil cietà Orsa 2000. Un successo su ne che dovrebbe arrivare nei primi Perché è vero che Dellepiane da
prosieguodelleindagini,perDelle- tutta la linea per l’imprenditore mesi del 2015.
tempo ha affidato la fabbrica al gepiane si tratterebbe di una botta valbormidese. Eppure, Aldo DelleIl momento difficile di Dellepia- nero Fabio Atzori, ma non ha mai
pesantissima da assorbire dopo la piane, è di pessimo umore. Sente il nenonèunabellanotiziaperSavo- smesso di considerare Demont il
decisione di quest’ultimo di farsi Savona Calcio, di cui è presidente, na. È la spia di una crisi che non ri- suopiùgrandesuccessoimprendida parte e lasciare il patrimonio so- come un fardello, al punto da amtoriale. E chi lo conosce bene dice
cietario in mano ai generi: Demont mettere al Secolo XIX di essere
che le difficoltà in cui versa l’azienad Atzori; Gsl, Omnia Medica ap- stanco di questa sfida sportiva. E
da in queste settimane, gli procupunto ad Albani.
rano il dispiacere più grande. Susempre nella stessa intervista si
IL “RE” DEL MATTONE
In questa fase la prudenza è ne- sfoga: «Questa è una città con
periore alla notizia dell’inchiesta
cessaria, se non obbligatoria, an- un’economia da fame». Ma in quesu Orsa 2000.
L’imprenditore è
cheperchéDellepianesiègiàrivol- sta città il Cavaliere si appresta a
Ecco, Orsa 2000, la società imimpegnato anche
to a un noto studio genovese per costruire un’altra cinquantina di
mobiliare che il Cavaliere creò nel
unadifesachesiannunciaserratae alloggi di lusso che dovrà vendere.
1991. Inizialmente con un gruppo
nell’operazione del
ricca di colpi di scena.
disoci,magiàametàdeglianniNoE sarà così facile farlo con «un’ecovecchio ospedale
vanta completamente sua, pronta
Indubbiamente la notizia del- nomia da fame»?
San Paolo
a lanciare l’assalto alle prestigiose
L’ex sindaco Carlo Ruggeri, uno
l’inchiesta per presunta evasione
aree del porto vista mare. Orsa è
fiscale arriva in un momento deli- che conosce Dellepiane da quando
stata lo “strumento” di cui Dellecato per Orsa 2000. Sono di questa insieme, nel ’90, cominciarono a
BRUNO LUGARO e GIOVANNI CIOLINA
no e il diretto interessato per ora
non ha comprensibilmente alcuna
voglia di parlare. Per il noto impreditore savonese, a prescindere dall’esito che avrà l’inchiesta, il momento è estremamente delicato.
Forsesoloneiprossimigiornisarà possibile capire qualcosa di più
della vicenda e soprattutto verificare attraverso l’avvocato la linea
difensiva intrapresa per rimandare al mittente le accuse.
Perché se per un imprenditore
l’eventuale inciampo di un'accusa
per evasione fiscale può anche essere messo in preventivo, quando
si parla di certe somme il quadro
cambia.
Gli uomini della polizia giudiziaria delle “Entrate” sembrano non
avere dubbi e a metà ottobre si sono presentati nella sede della società, al Cubo, nella vecchia darsena, per recapitare la notifica dell’accertamento, con tanto di cifra a
sei zeri per la presunta evasione fiscale.
E il contenzioso tributario è già
scattato.
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IL CRESCENT BIS
DEL CAVALIERE
STANCO
Non ha fretta di costruire il palazzone, stringe i cordoni della borsa
L’elaborazione al computer del Crescent Due
piane si è servito per realizzare il
Crescent 1, il palazzone inaugurato nell’ottobre del 2010. Un segno
urbanistico forte per la città, ma
anche una specie di simbolo della
capacità impreditoriale di Dellepiane, ormai concentrato sul ramo
immobiliare con la figlia Lorenza.
EdèsempreilCavaliereilprotagonista(nonunico)diun’altraoperazione di grande importanza per la
città: la riqualificazione a fini residenziali dell’ex ospedale San Paolo. Qui la famiglia è impegnata con
i gruppi Bagnasco, Barbano e Ferrero.
«Tutto ciò che tocca Dellepiane
diventa oro» si diceva a Savona fi-
no a una decina di anni fa. Ora si dice che tutto ciò che tocca diventa
«cemento armato». E poi oro, naturalmente. Così,vocimalevolegli
attribuivano un unico obiettivo
quando rilevò il Savona nel febbraiodel2012salvandolodall’oblio(la
società era fallita): rifare lo stadio
realizzandovi intorno un grande
quartiere residenziale. Dellepiane
ha di recente smentito sia la prima
operazione, sia la seconda. Non è
evidentemente tempo di grossi investimenti, neppure per uno come
lui che non ha mai sbagliato un colpo.
B. L.
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LUNEDÌ
15 DICEMBRE 2014
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IL SAVONA CALCIO POTREBBE AVERE PENALIZZAZIONI
La grana stipendi
affligge il patron
a rischio sanzioni
Oggi scade il tempo: servono 250mila euro
IL RETROSCENA
RICCARDO FABRI
«Quanti soldi ho investitonelSavona?Nonlovoglioprecisare perché ho vergogna». Ha risposto così, Aldo Dellepiane, di recente,alledomandedeigiornalisti.
Unabattutacheladicelungasullo stato d’animo del presidente savonese che vorrebbe disfarsi della
sua “creatura” perché, come lui
stesso ha dichiarato, «in una città
come Savona quasi alla fame è impossibiletrovarerisorse».Icontattipervenderecisarebberogiàstati,
ma, allo stato attuale, nessun gruppoosocietàsarebbedispostaarilevare la “pesante” fideiussione di
600mila euro prestata dall’imprenditore valbormidese e dai suoi
soci. Che sia un momento economicamentedifficileperDellepiane
lo conferma anche il riscontro alle
SAVONA.
Una folla, composta principalmente da piccoli studenti, all’inaugurazione del Crescent Uno nel 2010
MOBILITÀ PER L’AZIENDA DI MILLESIMO: OGGI TAVOLO IN REGIONE CON LE PARTI SOCIALI
È CRISI ANCHE PER DEMONT
SAVONA. C’èanchelacrisidellaDemontadagitareleacquedell’impero
che fa riferimento al cavalier Aldo
Dellepiane. L’azienda di Millesimo,
dicuièamministratoredelegatoFabio Atzori, ex presidente dell’Unione industriali di Savona e genero di
patron Aldo, ha di recente chiesto la
mobilità per quarantacinque dipendenti. Questa mattina la crisi di uno
dei fiori all’occhiello dell’imprenditoriasavonesefiniràalcentrodeltavolo istituzionale convocato in Regione alla presenza delle istituzioni
e dei sindacati, accanto ad altre due
tra le principali vertenze che gravano sull’economia provinciale: la si-
tuazione della centrale Tirreno
Power e quella di Bombardier.
Oltre 1100 dipendenti in 9 Paesi
diversi, 14 uffici e unità produttive,
circa 30 cantieri operativi: il “colosso” Demont, specializzato in materia energetica, mai prima d’ora
l’azienda millesimese aveva fatto ricorso ad ammortizzatori sociali. La
firma della procedura di mobilità,
previstalascorsasettimana,èslittata a domani: dopo un pirmo incontro, nella sede dell’Unione Industriali di Savona,è stato analizzato il
numero dei lavoratori che saranno
interessati dalla procedura di mobilità su base volontaria, aperta a di-
cembre in quanto ultima finestra
utile per favorire chi, tramite mobilità, può agganciare i 3 anni alla pensione. Le prime previsioni ipotizzavano un numero di dipendenti da
mettere in mobilità volontaria tra i
venti e i trenta. Ma tale numero è salito a quarantacinque unità. A renderlonotoèstatalastessaaziendadi
Millesimo. «La società Demont - ha
spiegato in una nota - comunica di
avere richiesto nei giorni scorsi agli
organismi competenti la mobilità
volontaria per un massimo di 45 dipendenti e di avere incontrato presso l’Unione Industriali di Savona le
organizzazioni sindacali che hanno
chiesto, ed ottenuto, di spostare al
16 dicembre (domani per chi legge,
nda) la firma per l’accordo in questione in quanto ci sono ancora richieste di dipendenti che stanno verificando la propria posizione pensionistica». Secondo quanto comunicato
dall’amministratore
delegato dell’azienda, Fabio Atzori,
nei giorni scorsi, gli esuberi per ristrutturazione sono invece 10, questoperchè«alcuniuffici,cambiando
le leggi, non sono più necessari». All’orizzonte,però,c’èancheunperiodo di cassa integrazione ordinaria,
secondo indiscrezioni, potrebbe interessare un centinaio di lavoratori.
Riolfo, Dellepiane e mister Di Napoli durante il ritiro estivo del Savona
voci, uscite dall’interno del suo entourage, circa uno sponsor del valore vicino ai centomila euro che si
sarebbe tirato indietro proprio in
questi giorni. Una notizia letale
che arriva in un momento delicato.
Oggi è giorno di scadenze, quelle
degli stipendi e contributi di calciatori e staff tecnico relative ai
mesi di settembre e ottobre.
Una data oltre la quale chi non
onoraipagamenti,vienesanzionato dalla Federazione con squalifiche e penalizzazioni di punti in
classifica. Non è difficile calcolare
il totale degli stipendi di una rosa
come quella savonese, composta
da 37-38 giocatori. Si parte dai minimi di 800 euro lordi per l’addestramento tecnico che riguarda
peròsoltantoiragazzidellaleva’95
e dura soltanto un anno, e si prosegueconiminimifederalichevariano a seconda dell’anno di nascita
delgiocatoreechecomunquesiaggiranointornoai1.600euroatesta.
Ma poi ci sono i contratti dei cosidetti anziani, i componenti della
prima squadra (alcuni dei quali
collocati però fuori dal giro dei titolari), il cui compenso, sempre
comprensivo dei relativi contributi, varia dai 2300 ai 4000 euro
mensili. Compresi trainer, preparatori atletici e altri componenti
dello staff, non è inverosimile col-
locare il totale che il Savona deve
sborsare entro oggi e comunque
ogni 2 mesi tra i 200 e i 250mila euro. L’esborso per il “patron” savonese non si esaurisce qui, perché
pesano sul bilancio biancoblù altre
pendenze.Quellacolsettoregiovanile,piccolecifremensilitrai300e
i 500 euro che però non essendo
mai state onorate hanno “cubato”
parecchio perchè sono da moltiplicare per diversi mesi oltre che per
la ventina di persone titolari dei
mini-contratti. Infine, si vocifera
che alcuni fornitori, tra i quali ristoranti, alberghi, aziende di trasporti e una società di servizi che
da sola vanterebbe un credito di
ventimila euro, debbano ancora
venire saldati dalla dirigenza biancoblù.
Dulcis in fundo risultano già scadute le date di pagamento relative
ai contratti di “scouting” del vecchio staff tecnico composto da
Corda, Mattu e Cau, per una cifra
chesiaggirasui60milaeuro.Mase
il Savona, come finora ha fatto nonostante la mancanza cronica di liquidità societaria, saprà stare al
passo con le scadenze, da fine gennaio 2015 potrà ricevere un “ritorno” economico sotto forma di contributi federali, impossibili per il
momento da quantificare.
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