SANTA MARIA DEL FIORE
È lunga, 153 metri, la chiesa è composta da tre navate e dalla
Cupola del Brunelleschi, la più grande cupola in muratura
mai costruita. Al suo interno è visibile la più grande
superficie mai decorata ad affresco; 3600 metri quadri,
eseguiti tra il 1572-1579 da Giorgio Vasari e Federico
Zuccari.
La costruzione dell'edificio iniziò l'8 settembre del 1296 che
durò 170 anni. A capo del cantiere venne posto Arnolfo di
Cambio. Arnolfo impiantò una struttura su scala
monumentale che culminava nella grandiosa decorazione
statuaria delle
grandi lunette che sovrastavano le
entrate.
Nelle tre lunette raffigurò il ciclo mariano,che iniziava con la
Nascita della Vergine, seguito dalla Madonna in trono e
santi
nel portale centrale, dove figuravano santi fiorentini
come San Zanobi e Santa Reparata, infine il Compianto
sulla Vergine
nel momento della morte, raffigurata
nell'atto di
addormentarsi. Sui pilastri
aggettanti erano state collocate le
statue di quattro profeti
e degli apostoli.
Filippo Brunelleschi, che era tornato da Roma appositamente
per lavorare alla cupola. Alla fine venne deciso di affidare la
costruzione a lui e a Lorenzo Ghiberti. Il 7 agosto 1420 ebbe
inizio la costruzione della cupola, e, dopo un diverbio fra i
due architetti, nel 1425 Ghiberti venne estromesso dai
lavori che
passarono interamente in mano a
Brunelleschi.
Un fattore di primaria importanza nella costruzione della
cupola fu la necessità di progettare macchine innovative per
il sollevamento di migliaia di tonnellate di materiali da
costruzione all' altezza della cupola. Brunelleschi diede
prova di genio assoluto disegnando numerose macchine
di tipo
assolutamente nuovo. Queste macchine
furono inoltre usate, anni dopo la morte dell'architetto, per
issare la grande sfera
dorata in cima alla cupola.
Parteciparono altri artisti
alla realizzazione del
duomo tra cui il giovane
Leonardo da Vinci, nei
cui codici si trovano ancora
alcuni disegni di macchine
brunelleschiane e attribuite
erroneamente a Leonardo.
La sfera cadde nel 1492 e di nuovo durante una tempesta la
notte del 17 luglio 1600. Un disco di marmo bianco sul retro
di Piazza del Duomo ricorda ancora il punto dove si
arrestò la
sfera, che fu sostituita con quella, più grande,
che si può
ammirare ancora oggi (ricollocata nel
1602).
I lavori terminarono nel 1436 e la chiesa fu solennemente
consacrata da Papa Eugenio IV il 25 marzo, capodanno
fiorentino. Per realizzare la lanterna fu bandito un nuovo
concorso, vinto anche questa volta da Brunelleschi, con un
progetto sempre basato sulla forma ottagonale che si
ricollega con le colonne e gli archi alle linee dei costoloni
bianchi della cupola. La costruzione della lanterna iniziò nel
1446, pochi mesi prima della scomparsa di Brunelleschi.
A questo punto rimaneva incompiuta solo la facciata della
cattedrale, la quale presentava ancora la parziale
costruzione decorativa risalente ad Arnolfo di Cambio.
La facciata di Santa Maria del Fiore è circondata da
capolavori dell'architettura di tutti i tempi, tutti coperti di una
veste
smagliante di marmi multicolori, la facciata
incompiuta in
pietraforte. Fra il 1587 ed il 1588 il
Granduca Francesco I
ordinò all'architetto di corte
Bernardo Buontalenti di rimuovere tutti i marmi e le
sculture e di coprire la martoriata facciata con un
soprammattone su cui fosse eseguita una facciata dipinta.
Nonostante la chiara natura non definitiva dell'opera, la
facciata di Buontalenti restò incompiuta fino alla seconda
metà del '800, tanto che ne esistono documentazioni
fotografiche.
Difatti nessuno dei progetti presentati
all'epoca fu accettato e il concorso pubblico indetto allo
scopo si risolse in un grande
scandalo di corruzione.
Non si riusciva a prendere una decisione sul coronamento delle
navate laterali, se con un ballatoio piano, come nelle antiche
basiliche, o con delle cuspidi come nel Duomo di Siena e in
quello di Orvieto e per dirimere la questione si arrivò ad erigere
entrambe le versioni facendo poi decidere ai fiorentini stessi
tramite un
referendum popolare. Fu infine scelta la
versione con il ballatoio, e nel 1887 la facciata completata poté
essere inaugurata.
Il tema dominante della decorazione è il tributo a Maria. Le tre
grandi porte bronzee risalgono al periodo dal 1899 al 1903 e
sono decorate con scene della vita della Madonna. Le tre
porte di bronzo furono realizzate, due da Augusto Passaglia
mentre una fu realizzata da Giuseppe Cassioli il quale, lasciò
il suo autoritratto in una delle testine del battente destro,
volle raffigurarsi con una serpe intorno al collo nell'atto di
soffocarlo.
La cattedrale è costruita sul modello della basilica, ma non è
provvista delle tradizionali absidi assiali, bensì di una
rotonda triconca saldata all'estremità orientale. Il corpo
basilicale è
diviso in tre navate e i muri della navata
centrale sono sorretti da grandi pilastri compositi.
Le dimensioni sono enormi: 153 metri di lunghezza per una
larghezza di 38 metri. le absidi nord e sud del triconco
distano fra loro 90 metri. L'altezza dell'imposta delle volte
nella navata è di 23 metri, al sommo dell'estradosso delle
volte di circa 45 metri e il dislivello dal pavimento alla
cima della cupola interna è di circa 90 metri, l'interno è
piuttosto semplice ed austero,
dà una forte impressione
di vuoto aereo.
Il Granduca Cosimo I de'Medici scelse il tema del Giudizio
Universale per affrescare l'enorme calotta, ed affidò il compito a
Giorgio Vasari. I lavori durarono dal 1572 al 1579 e furono
terminati, dopo la morte del Vasari, avvenuta nel 1574, da
Federico Zuccari e altri suoi collaboratori. Alla maestosa figura
del Cristo, visibile dall'interno della chiesa, fa da contrappunto
la scena infernale con satana nella superficie opposta. Nella
parte più vicina alla lanterna sono raffigurati i Ventiquattro
anziani dell'Apocalisse, interamente dipinti dal Vasari; altre
porzioni rappresentano Coro di angeli, Cristo, Maria e i santi,
Le Virtù, i doni dello Sirito Santo e le Beatitudini; nella parte
inferiore Inferno ed i sette vizi capitali.
Nella cattedrale si svolse il Concilio di Firenze del 1438-1439,
durante il quale Cosimo il Vecchio presiedette alla
riunificazione fra la chiesa latina, rappresentata da
Papa Pio II, e quella bizantina, rappresentata dall'Imperatore
Giovanni VIII Paleologo e dal patriarca Giuseppe.
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