The Tempest
Temi e Motivi
18 marzo 2008
Temi e motivi – La tempesta
• La tempesta è un tema tipico della tradizione popolare e
delle storie leggendarie.
– Funzione tematica e strutturale della tempesta
nell’opera:
• taglia fuori i personaggi dal mondo d’appartenenza
lasciandoli su una misteriosa e inquietante isola;
• ne separa alcuni dagli altri, mettendoli alla prova;
• riproduce nell’ambito naturale la tempesta di
passioni turbolente che caratterizza il
comportamento di molti di loro.
The Tempest come dramma pastorale
• The
Tempest
appartiene
a
una
tradizione
drammaturgica inglese molto antica, alla quale
Shakespeare ha già contribuito, per esempio con As
You Like It.
• Il tema principale, in questo
contrapposizione Natura vs. Arte:
senso,
è
la
– Il mondo di Prospero come ambito artistico;
[importanza della qualità registica e creatrice
della magia di Prospero]
– Il mondo di Caliban come ambito naturale;
[importanza della poeticità del linguaggio di
Caliban]
Nature vs. Nurture
Halévy's La tempesta
Luigi Lablache as
Caliban
• Caliban rappresenta il pastore che vive
secondo natura e nei confronti del quale la
cultura di Prospero si confronta
– Il tema verrà ripreso, con altre
modalità da Defoe in Robinson Crusoe.
• Ma il confronto non è così semplice:
– Caliban  natura non confortata dalla
erudizione [nature vs. nurture], un
mondo naturale divorziato dalla grazia,
opposto ad un mondo artistico dove
l’uomo ha, ed esercita, pieno potere nei
confronti del mondo creato e di se
stesso; i SENSI sprovvisti della
RAGIONE.
Marillier-Delvaux
Robinson and Friday (1786)
Allegorie e simboli in Caliban
•
Il diagramma simbolico e allegorico di Caliban è estremamente sofisticato,
ed è dotato di una stratificazione complessa:
– Caliban diverso da Iago  gli manca il ricorso alla qualità artistica per
trasformare in amore la lussuria, che quindi rimane nella sfera di mera
bestialità.
– Caliban, inoltre, rappresenta anche la bruttezza nei confronti della
bellezza;
– la malvagità nei confronti della gentilezza e della umanità;
– la condizione di schiavitù nei confronti di quella di libertà;
– la nascita dalla magia nera e malvagia nei confronti (Miranda) di una
nascita dalla magia bianca e dedita al bene e all’arte.
•
Caliban è la sostanza stessa del play: la sua funzione principale è:
– di illuminare per contrasto il mondo della cultura, dell’arte e della civiltà, a cui
appartiene Prospero;
– e per specularità, mostrare che certi elementi di malvagità sono comuni a
entrambi i mondi  quel mondo di civiltà ha comunque prodotto la malizia e
l’invidia di Antonio per il fratello Prospero.
• Motivo della Condizione Naturale e Primigenia: in questo senso,
la fonte sicura è il saggio di Montagne “Des Cannibales”, nella
traduzione di John Florio: infatti, il saggio come il play si occupa
del contrasto generale tra società e individui naturali e
artificiali.
• Ma c’è una differenza fondamentale:
– Montagne afferma che il Nuovo Mondo offre esempi di una
vita naturalmente virtuosa, non corrotta dalla civilizzazione;
– Shakespeare sostiene praticamente il contrario: l’essere
umano in quanto individuo è comunque soggetto alla
corruzione e alla malvagità.
• Shakespeare aveva già trattato questo tema in The Winter’s Tale:
– Dibattito tra Polissene, re di Boemia, che sostiene che l’arte
migliora la natura; e Perdita, che sostiene il contrario, nei panni di
un’umile pastorella, ma che è il prodotto di un’educazione e di una
nobiltà d’animo, in quanto figlia di Leonte, re di Sicilia, e allevata in
gran segreto proprio da un pastore.
• Purezza e Corruzione: Queste due
posizioni antitetiche, sono radicate
come si è visto nei resoconti e diari
di viaggio del periodo, dove i nativi
erano visti come pura virtù o puro
vizio a seconda dei casi.
• La novità offerta da Shakespeare
consiste
nella
coesistenza
di
entrambe queste posizioni:
– Il selvaggio Caliban è si amabile e ben
disposto all’inizio;
– Ma,
subendo
prevaricazioni
provocazioni,
diviene
violento
malvagio in seguito.
e
e
Francis Hayman
Tempest illustration
(1744)
• E questo porta a due
dell’elemento naturale:
considerazioni
antitetiche
– da un lato quella che vede l’uomo civile come apportatore di
corruzione nei confronti di uno stato di natura non corrotto;
– dall’altro quella che vede lo stato di natura come
intrinsecamente deficiente, imperfetto, e bisognoso di un
intervento educatore; una situazione meno che umana, alla quale
l’uomo civile deve porre mano per correggere, educare e
governare.
• E’ evidente che è questa seconda posizione quella che
meglio si addice alla coscienza del colonizzatore:
– tutti, eccetto alcuni missionari [notevole in questo caso la
posizione di Fray Bartolomé de las Casas, in ambito ispanico],
trattano i selvaggi come razze inferiori, adoratori del sole e del
demonio, spesso cannibali, occupatori di suolo fertile che può e
deve essere gestito altrimenti;
– quindi, convertirli e sfruttarli diviene “cosa buona e giusta”.
• Il testo non tende a semplificare questa dicotomia:
– vi sono brani ed episodi nei quali Shakespeare usa Caliban come
indicatore di quanto peggiore sia la bassezza della corruzione
dell’uomo civilizzato nei confronti della bestialità dell’uomo che
vive secondo natura, è la cartina di tornasole è proprio nel
trattamento delle due congiure.
Caliban: diverse le teorie sulla genesi del
nome:

“carib”,
selvaggio
abitante del nuovo mondo

“cannibal”,
per
mutazione e anagramma

“cauliban”,
antica
parola
di
derivazione
gitana,
che
significa
“blacknes”,
ovvero
“negritudine”
•
II, 1 - Congiura dei nobili
Vs.
III, 2 - Congiura dei pezzenti
*********
I, 2 Racconto del tentativo di stupro
di Caliban nei confronti di Miranda
Vs.
III, 2 Progetto di un nuovo tentativo
di stupro da parte di Trinculo
Ma Caliban, anche se simbolo del selvaggio del nuovo mondo, è in tutto e
per tutto una proiezione delle aspettative e delle fobie degli abitanti
del vecchio.
“a savage and deformed slave”
• Nell’elenco delle Dramatis Personae egli è descritto come
“a savage and deformed slave”:
– “Savage”: è connesso con il “salvatico” delle tradizioni
e leggende europee, il cui esempio più indicativo è
costituito dalla figura di “satiro”, rappresentata da
Bremo in Mucedorus, commedia antica rappresentata
dalla compagnia di Shakespeare nel 1610.
– In questo senso, il termine “savage” ha un significato
ben preciso, riduttivo e sprezzante, ma al contempo
rappresenta le paure dell’uomo europeo verso il
“deviante”, verso “l’uomo nero”.
• “Deformed”: molte descrizioni dei nativi del nuovo mondo
insistevano sulla curiosità delle loro fogge:
– Si ricordi la frase che Othello dice durante il discorso al senato,
parlando di civiltà curiose incontrate nelle sue peregrinazioni:
• And of the Cannibals that each other eat, The Anthropophagi,
and men whose heads Do grow beneath their shoulders. (Othello,
I.3, 142-144)
– Queste descrizioni, molto frequenti nei memoriali di viaggio,
hanno sicuramente influito su commenti e descrizioni del
personaggio di Calibano nel play:
• This is some monster of the island with four legs […] (II, 2, 66)
[Stephano]
• […] a most perfidius and drunken monster […] this puppy-headed
monster […] (II, 2, 150 e 154) [Trinculo]
• […] half a fish and half a monster […] (III, 2 28) [Trinculo]
• A devil, a born devil, on whose nature Nurture can never stick
[…] and as with age his body uglier grows, So his mind cankers.
(IV, 1, 188-189 e 191-192a) [Prospero].
• Ma bisogna tenere presente che la sua
deformità è soprattutto visualizzata come
quella dei mostri del vecchio Mondo:
•
per esempio, Prospero è convinto
che Caliban sia figlio del demonio
stesso, prodotto dell’unione tra
una strega e un incubo, uno spirito
maligno noto per scendere sulla
terra e avere rapporti sessuali con
le donne mentre queste dormono
[si veda il dipinto di Henry
Fuseli, The Nightmare, 1781].
•
Da questo proverrebbe la sua
deformità, mentre ovviamente
Setebos, la divinità da Caliban
adorata, è una divinità infernale.
Henry Fuseli
(Swiss, 1741-1825)
The Nightmare
Oil on canvas (1781)
Magia bianca vs. magia nera
• Anche la magia nera della madre Sycorax, e la sua
contrapposizione alla magia bianca di Prospero, identificano
Caliban come un prodotto della civiltà occidentale:
– Sycorax occupa una nicchia ben precisa nello schema demonologico del
periodo elisabettiano, quello della praticante della “magia naturale”,
che cerca di sfruttare l’universo per i propri fini, ma che in definitiva
ha poteri molto limitati, e può ordinare solo a demoni e creature degli
inferi.
– Prospero, d’altro canto, è un tergo, la cui arte si espleta conseguendo
supremazia sull’intero universo naturale attraverso la magia sacra. La
sua Arte è sovrannaturale, gli spiriti che comanda sono i demoni del
Neo-platonismo, spiriti di alto rango, la cui sfera d’azione è quella della
bontà.
– La Filosofia Naturale, alla quale la sua arte lo spinge, include le arti
dell’astrologia, dell’alchimia, dei cerimoniali magici.
• In pratica, l’Arte di
Prospero, essendo di
virtù
soprannaturale,
appartiene al mondo
redento della civiltà e
del sapere, ed è perciò
l’antitesi della magia
nera di Sycorax, legata
strettamente
alla
sfera della naturalità.
La
deformità
di
Caliban, dovuta alla
malvagia
magia
naturale, spicca come
netto contrasto con la
sapienza della divina
magia di Prospero e la
bellezza
sovrannaturale
di
Miranda e Ferdinando.
Carolin Summers as Miranda, Thomas Shaw as
Ferdinand, and John Ammerman as Prospero
Georgia Shakespeare Festival
Ian McKellen
as Prospero
West Yorkshire
Playhouse (1994)
Michael
Cherrie as
Caliban
Denver
Center
Theatre
Company
• “Slave”: Caliban è lo schiavo naturale
del
gentiluomo
europeo,
se
prendiamo in considerazione la
definizione
di
“schiavo”
che
Aristotele da nella sua poetica.
– Origini e carattere sono “naturali” nel
senso che non sono stati “corrotti” o
“cambiati”
dall’intervento
della
civilizzazione e dall’arte: il suo corpo è
orrido, immediatamente ricorda un
qualche atto di magia malvagia; e più di
una volta viene definito come inadatto a
qualunque forma di “nurture”, cioè di
educazione.
Trinculo (George Hagan),
Stephano (Jay Laurier),
Caliban (James Dale)
(RSC, 1938; Ben Iden Payne)
– Esiste a livelli primari: dolore, piacere,
lussuria. L’amore sembra aldilà delle sue
possibilità, ed è territorio di caccia
continua per i demoni evocati da Prospero.
Ma è affascinato dalla musica, perché la
musica,
nella
tradizione
classica,
affascina anche chi manca di ragione.
Caliban – “metro di confronto”
• Caliban è metro di paragone per l’incredibile
superiorità del mondo dell’arte; ma niente in
Shakespeare è mai così semplice: egli è al contempo
una spia della corruzione che il mondo della civiltà
contiene in embrione e che è sempre pronta ad
emergere:
– E a confronto della sua persona che l’incontinenza di
Stephano, la cupidigia di Trinculo, la malvagità di Antonio
emergono. Ed è solo Caliban che alla fine si dice convinto di
voler cercare la grazia. Shakespeare sembra così voler
concedere una speranza a Caliban, la speranza di poter
guadagnare una nuova dimensione spirituale.
Motivo dell’Arte
• è direttamente connesso a quello della cultura. Secondo la
tradizione classica, che parte da Aristotele e, attraverso
Dante, giunge fino al Rinascimento europeo (Castiglione fa
dibattere l’argomento da Canossa e Pallavicino nel suo
Cortigiano):
– nobili natali corrispondono a un carattere migliore e a una
sensibilità artistica più intensa.
• Miranda, per esempio, viene indicata come in possesso di
entrambe le qualità necessarie: una “melior natura” e la
“nurture”, o educazione, che Prospero le ha comunicato nei
lunghi anni sull’isola.
• Caliban, invece, è sprovvisto di entrambe: sulla sua “nature”,
“nurture would never stick”, e quindi è essere abbrutito,
inferiore, incapace di migliorarsi.
Cultura per Caliban?
• Cultura a Caliban?  “Perle ai porci”: l’educazione con
lui non è stata solo inutile, ma anche pericolosa.
– Infatti  egli ha abusato del dono del linguaggio che
Prospero gli ha elargito nella sua “munificenza”: ora lo usa
solo per maledire il suo padrone e per lanciare improperi.
• [Ma noi vedremo che non è sempre così: Caliban quando parla
dell’isola ha un linguaggio poetico e lirico, da grandissimo
artista]
– 
(I, 2, 334b-340) “Water with berries”
– (III,
3, 133-141a) “Be not afeard”
– Ed ha abusato anche dell’affetto che Prospero e Miranda gli
hanno dimostrato  lussuria verso Miranda, insofferenza per
la sua sudditanza, ribellione, ambizione ma natura servile
perché si assoggetta alla bottiglia di Stephano.
Arte di Prospero  due funzioni determinanti:
• 1) Funzione pratica: è l’esercizio dei poteri
soprannaturali del mago; l’esercizio disciplinato della
propria
conoscenza,
per
conseguire
ulteriore
conoscenze segrete e poter realizzare cose prodigiose.
– Questa funzione si scontra con i poteri naturali di Sycorax, il
cui scopo è quello di sfruttare l’universo per fini malvagi.
– Apprendimento e temperanza spingono Prospero a liberare il
proprio animo dalla spinta delle passioni  in lui piano piano
viene meno il motivo della vendetta.
– Una volta raggiunto il controllo su se stesso e sulla natura,
rappresentato dalla restaurazione dell’armonia a livello
politico e individuale, Prospero non ha più bisogno delle arti
magiche  distrugge la bacchetta e butta il libro in mare.
• 2) Funzione simbolica: l’arte di Prospero controlla la natura, e
per realizzare questo controllo ha bisogno della virtù
dell’artista e della temperaznza  rappresenta il mondo della
natura migliore e delle migliori qualità:
– Un mondo completamente precluso a Caliban, perché è il mondo
della mente e delle infinite possibilità dell’anima, non quello dei
sensi e della materialità.
–  L’arte non è solo magia buona che si confronta con la magia
cattiva
–  è LA CAPACITA’ ORDINATRICE INSITA NELLA
CIVILTA’, IL CONTROLLO DEGLI APPETITI SENSUALI E
MATERIALI, LA TRASFORMAZIONE DELLA NATURA
ATTRAVERSO L’INCROCIO E IL SAPERE
–  il conseguimento dello stato di grazia.
• Ricordare il pentimento finale di Caliban e l’intenzione che si propone
“I’ll be wise hereafter, / And seek for grace.” (V.i, 294-295).
Arte come Apprendimento e Conoscenza
•
Questo è un tema direttamente legato alla cosiddetta “modernità” della
Tempest [si vedano Hamlet, Dr. Faustus], e che è simboleggiato
dall’immagine (spesso reiterata) dei libri di Prospero.
–
L’apprendimento è uno dei temi maggiori e più frequenti del play e se la sete per la
conoscenza è stata la causa prima delle disgrazie di Prospero, sarà la conoscenza
conseguita sul libro di magia a riportare l’armonia a cui abbiamo accennato:
•  isola / giardino edenico; sete di conoscenza / peccato originale di Adamo ed Eva.
Cultura anglosassone fortemente radicata sulla Bibbia, il “libro dei libri”.
•
Prospero  il sapiente che consegue armonia e pace; ma anche “the learned
prince”, il principe sapiente, altro indicatore della modernità del play,
dell’essere The Tempest fortemente radicata nella cultura del suo tempo.
– Non è importante la sua ambizione iniziale a riconquistare il perduto ducato di
Milano  è importante invece la risoluzione finale allo studio e alla
contemplazione, e al prepararsi degnamente all’ultimo passo della vita: “ … retire
me to my Milan, where / Every third thought shall be my grave.” (V, 1, 310-311)
Degenerazione “naturale” e degenerazione “morale”
• Caliban è metro di paragone anche per determinare la qualità della
“virtù” insita nei nobili natali:  Antonio è di nobili natali, ma è reo
di colpe ben peggiori rispetto a quelle di Caliban [sottolineare la
funzione “speculare” delle due congiure]
– Il concetto di “virtù” ha nel play diversi significati:
• “Virtù” come qualità intrinseca dell’essere di nobili natali [la madre di
MIranda]; la virtù della compassione, la nobiltà e la perfezione della natura
umana [questa l’idea che si fa Ferdinando ammirando la purezza di
Miranda]
• “Virtù” nel senso cristiano del termine, dove il “perdono” è più virtuoso del
desiderio di “vendetta” [questa è la summa teologica della riflessione di
Prospero];
• “Virtù” nel senso dell’etica e della politica dei tempi nuovi, secondo i dettami
del Principe di Macchiavelli, ovvero l’opportunità di fare certe scelte in
ambito politico, per garantire la riuscita di un piano e la conquista del potere
[questo è il senso che gli da Antonio, quando pianifica l’uccisione di
Alonzo e Gonzalo nel sonno  Macbeth, il discorso di Lady Macbeth al
protagonista]
• Antonio rimane fuori dallo schema di redenzione
realizzato da Prospero
–  In questo senso, il pervertito morale sprofonda ben più
in basso dell’essere primitivo e abbrutito,
– e la sua colpa è priva di giustificazioni, perché non ha saputo
impiegare la “virtù” che gli proviene dal suo lignaggio e dalla
sua cultura:
•  l’uomo naturale ha la funzione di cartina di
tornasole, per mostrare il grado di corruzione e
degenerazione insito nel cosiddetto mondo civilizzato:
– se l’uomo che vive secondo natura è un bruto, molto peggio di
lui è l’uomo di nobili natali, che si permette di scendere
ancora più in basso.
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