Rassegna Stampa di
giovedì 4 dicembre 2014
SNALS / CONFSAL
Avvenire
Il Giornale dell'Umbria
Il Secolo XIX - Ed.
Savona/Cairo/Val Bormi
il Centro
LA SICILIA
Il Giornale delle
Assicurazioni
PRESIDI. SCIOPERO DAVANTI AL MINISTERO
I SINDACATI: LA REGIONE NON APPROVI IL PIANO RICCARDI
04/12/2014 SCUOLA, PARTONO I RICORSI DEI PROF "QUOTA 96"
04/12/2014
04/12/2014
I SINDACATI: CASERMA DI PENNE A RISCHIO
"RIVEDERE L'ACCORDO SULLA MULTISERVIZI"
01/12/2014 ANAPA E UNAPASS FIRMANO UN CONTRATTO, SNA NE SIGLA UN
ALTRO
04/12/2014
04/12/2014
Scuola, Formazione, Università, Ricerca
il Sole 24 Ore
Italia Oggi
Avvenire
Avvenire
il Giornale di Napoli
il Manifesto
Corriere della Sera
la Stampa
Italia Oggi
Panorama
PERDITE DI ORIENTAMENTO SCOLASTICO
FARAONE PLAUDE ALLE OCCUPAZIONI
04/12/2014 SCUOLA E LAVORO, PER I DISABILI ANCORA BARRIERE
04/12/2014 SCELTA DELLE SUPERIORI QUASI LA META' SI "PENTE
04/12/2014 ASILI NIDO, PRONTO IL BANDO PER L'AFFIDAMENTO DEI SERVIZI: SI
PARTE A GENNAIO 2015
04/12/2014 DIPLOMATI INCERTI SUL FUTURO IN UNA SCUOLA DI CLASSE
04/12/2014 NUOVA LETTERA DEI RETTORI: TEMPI E MODI CERTI SUL TEST DI
MEDICINA
04/12/2014 Int. a M.Gilli: "TORINO E' GIA' IN GRADO DI ATTRARRE I TALENTI"
04/12/2014 IL PASSAPAROLA E' L'ARMA VINCENTE
10/12/2014 BILANCIO DI UN GRANDE TOUR
04/12/2014
04/12/2014
Economia, Lavoro, Previdenza
il Sole 24 Ore
il Sole 24 Ore
il Sole 24 Ore
il Sole 24 Ore
il Sole 24
Int. a C.Pissarides: "BENE LA RIFORMA MA I SUOI EFFETTI SOLO IN
QUATTRO ANNI"
04/12/2014 PRIMA SEMPLIFICAZIONE SULL'ART. 18
04/12/2014 TRA LUGLIO E SETTEMBRE PIU' ASSUNZIONI STABILI
04/12/2014 SI' AL JOBS ACT, CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI AL VIA
Ore
REGOLE DIVERSE PER IMPIANTI E STRUMENTI
il Sole 24 Ore
Corriere della Sera
04/12/2014
Corriere della Sera
Corriere della Sera
04/12/2014
04/12/2014
04/12/2014
"ILVA, POSSIBILE INTERVENTO PUBBLICO A TEMPO"
LA DEBOLEZZA DEGLI ULTIMATUM NEL PAESE INQUIETO COLPITO DALLA
CRISI
04/12/2014 RIFORME E PARTITI, RENZI ALL'ATTACCO
04/12/2014 LAVORO NEGATO AI DISABILI, LO TROVA SOLO UNO SU QUATTRO
Corriere della Sera
la Repubblica
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Il Secolo XIX
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il Giornale
RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO - INTERVENTI E REPLICHE
ADDIO ALL'ARTICOLO 18 IL JOBS ACT E' LEGGE SCONTRIPRIMA DEL
VOTO
04/12/2014 Int. a F.Taddei: PER CHI VERRA' LICENZIATO FINO A DUE MESI DI
INDENNIZZO PER OGNI ANNO DI LAVORO
04/12/2014 ADDIO CO.CO.CO E PIU' TUTELE AI GIOVANI
04/12/2014 QUEI NUMERI INESATTI SULLE NUOVE ASSUNZIONI A TEMPO
INDETERMINATO
04/12/2014 UN MILIONE PER UN ANNO DI LAVORO
04/12/2014 IL JOBS ACT TAGLIA IL TRAGUARDO
04/12/2014 ALBO ASSICURATORI CAMBIA L'ACCESSO
04/12/2014 LAVORO, LA RIFORMA E' LEGGE: L'ART 18 NON SI APPLICGERA' AI
NUOVI ASSUNTI
04/12/2014 REATI GRAVI E MAXI-INDENNIZZO, VA SCIOLTO IL NODO
LICENZIAMENTI DISCIPLINARI
04/12/2014 IL JOBS ACT E' LEGGE, SCONTRI IN PIAZZA
04/12/2014 ARTICOLO 18, PER CACELLARE LA NORMA OCCORRONO I DECRETI
ATTUATIVI
04/12/2014 FIDUCIA OK, IL JOBS ACT E' LEGGE RENZI: L'ITALIA CAMBIA DAVVERO
04/12/2014 IL JOBS ACT ORA E' LEGGE REINTEGRO SOLO PER POCHI
04/12/2014 4 DOMANDE SUL NUOVO ARTICOLO 18
04/12/2014 QUIRINALE, RENZI PREPARA IL METODO COSSIGA "LARGA INTESA SU
UN PD"
04/12/2014 L'UE RISPONDE A PADOAN "SULLE TASSE AZIONE RAPIDA"
04/12/2014 IL GOVERNO APRE AGLI ENTI PRIVATI: "PATTO FISCALE SULLA
PREVIDENZA"
04/12/2014 TASSE, IL PIANO BERLUSCONI PER LANCIARE L'ALIQUOTA UNICA
04/12/2014
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Quotidiano
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.Sciopero davanti al Ministero
MIIANO
arichi di lavoro aumentati, più
responsabilità individuali e stipendi tagliati. I conti non tornano ai presidi italiani, che questa mattina
manifesteranno per tre ore sotto le finestre del Ministero dell'Istruzione. Prodamato da Cgil, Cisl e Uil, con f#l"i'JilSItiM
mi e Anp (Associazione nazionale presidi), lo sciopero è stato indetto soprattutto per protestare contro le ventilate,
ulteriori decurtazioni salariali per i dirigenti che, si legge in un comunicato,
«hanno fin qui contribuito al risanamento economico generale per più di 200
milioni di euro».
Come denunciato da tempo dalle associazioni di categoria, la riforma del dimensionamento ha comportato la cancellazione di migliaia di dirigenze, met-
tendo in capo a ciascun preside la gestione di una media di 7-8 sedi scolastiche, per un migliaio di alunni, 120 insegnanti e una trentina di personale ausiliario Ata. Il tutto, ricorda il presidente
dell'Anp, Giorgio Rembado, per2.500 euro netti al mese. «All' anno - aggiunge
Rembado - un dirigente scolastico percepisce 55mila euro lordi, esattamente la
metà dello stipendio di un dirigente ministeriale parigrado. E questa inaccettabile sperequazione, anche a fronte delle
responsabilità molto maggiori poste in
capo ai presidi, dura dal 1997, anno di
entrata in vigore della legge Bassanini che
ha istituito la dirigenza scolastica».
Con un contratto scaduto da cinque anni (<<Tra poche settimane entreremo nel
sesto anno di blocco della contrattazione», puntualizza Rembado), i presidi sono ora di fronte all'ipotesi di una nuova
sforbiciatain busta paga, pari a circa 7mila euro lordi in meno rispetto a due anni
fa (con un minimo di 5mila e un massimo di 12mila euro a seconda delle regioni di appartenenza).
«Questo nuovo "scippo" ai danni della
categoria - ricorda il presidente dell'Anp
- è stato effettuato prelevando circa 60
milioni dal Fondo di anzianità, alimentato dai dirigenti che vanno in pensione a beneficio di chi resta in servizio.
Questi sono a tutti gli effetti soldi della
categoria, che sono stati girati
all' erario, ma nessuno sa dove
siano finiti e, soprattutto, come
siano stati impiegati. Certamente, non per aumentare gli
stipendi dei 7.500 dirigenti scolastici italiani».
Paolo Ferrario
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Stipendi bloccati da cinque
anni e carichi di lavoro
aumentati. I conti non
tornano ai dirigenti
scolastici, che chiedono
buste paga almeno pari a
quelle dei ministeriali
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Quotidiano
ilGIORNALE dell,UMBRIA
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1
Polemica infinita
I sindacati:
la Regione non
approvi il piano
Riccardi
TERNI - «Il consiglio regionale
non prenda in considerazione il
piano di ridimensionamento presentato dal Comune di Temi per
consentire un percorso più ampio
e completamente condiviso che
porti a formulare una proposta
unitaria e coerente con le esigenze
globali della scuola ternana».
L'appello arriva dai sindacati della scuola di Cgil, Cisl e ViI e dallo
Snals che tornano così a bocciare il
piano messo a punto dall' assessore, nonchè preside dell'istituto De
Filisi, Carla Riccardi. Nel mirino
torna la scarsa partecipazione (<<il
piano non era mai stato presentato
agli organi collegiali dell'istituto
Brim>, dicono) e gli effetti che avrà
la creazione di 2 macro istituti
comprensivi che «come nel caso
del Don Milani, con 15 plessi distribuiti nel territorio a distanze
elevate tra cui Marmore, papigno,
Valenza, Torre Orsina, Stroncone
e Vascigliano, non garantiscono
una riorganizzazione in grado di
produrre economie gestionali e
istituti efficienti e causano una
frammentazione logistica difficile
da gestire per le famiglie, il personale Ata e i docenti». Per i sindacati poi il piano, con il trasferimento del plesso Alterocca «lo pone in una situazione di isolamento
rispetto alle sedi di scuola primarie che dovrebbero costituire il suo
bacino di utenza. Nel mirino anche gli effetti sugli organici e i costi necessari per lo spostamento
delle segreterie e l'adeguamento
degli istituti. A promettere battaglia in consiglio regionale è già il
capogruppo di Fi, Raffaele N evi.
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Babbo Natale allunga la movida •
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ILSECOLOXIX SAVONA
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IN TANTI SONO ACCORSi NElLA SEDE DELLO~CONTANDO SUL PRECEDENTE DI UNA SENTENZA A SALERNO
Scuola, partono i ricorsi dei prof "quota 96"
Bloccati all'ultimo momento dalla Fornero, ora cento insegnanti savonesi confidano nel giudice del lavoro
.~~g~:~.~. ~.~.~~~.~.~...................................................................
SAVONA. La riscossa della "quota 96"
mo molta fiducia in questo ricorso».
Anche per Alberto Rolla, segretario
amministrativo al Comprensivo di Vado, c'erano grandi progetti con la pensione. «Ab biamo acquistato una casa in
Veneto con la mia compagna - dice - e,
per ora, c'è andata a vivere solo lei. lo
sono qui a lavorare». La storia è la stessa per tutti. «Dovevo andare in pensione nel 2012 - dice Maria Carla Margaroli, insegnante di Matematica alle
Medie - e invece sono ancora dietro la
cattedra. Una grande delusione e non
poca fatica. Il precedente di Salerno
riaccende le speranze: se il giudice di
sud ha dato ragione ai lavoratori, è possibile che anche a Savona accada la
stessa cosa».
Del resto, l'interpretazione alla base
della sentenza parla chiaro riconoscendo nel mese di agosto la fine reale
dell' anno per chi opera nel mondo della scuola. «Si tratta di un precedente
importante - dice Sabatini. - Entro pochi giorni pensiamo, con lo rsmlml di
raccogliere una quarantina di adesioni
per il ricorso che presenteremo entro
la fine del 2014, in modo che, dal settembre 2015, se la risposta sarà positiva, gli interessati potranno andare finalmente in pensione». L'invito è rivolto a tutti. «Anche coloro che, con il
passare degli anni, si stanno avvicinando alla pensione, possono aderire al ricorso - conclude Sabatini. - La sentenza di Salerno, infatti, manda in pensione i docenti con il sistema pre-Fornero».
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parte anche da Savona. Con qualche
speranza in più. Per gli oltre cento professori della provincia savonese, che
dovevano andare in pensione nel 2012
con 60 anni compiuti e 36 di contributi
ocon 61 anni e 35 di contributi, ''bloccati" dalla Riforma Fornero, si riaccende
una luce in fondo al tunnel. Tanto che
ieri, a decine, sono accorsi nella sede
dello ~ savonese, dove ha preso il
via la compilazione del ricorso al giudice del Lavoro del Tribunale cittadino.
Con una richiesta precisa: il diritto alla
pensione. Ma c'è una novità che rende
più concreta la speranza dei cento insegnanti e Ata del territorio savonese. Il
precedente, infatti, è una sentenza dello scorso 3 novembre, pronunciata dal
giudice del Lavoro Laudati del Tribunale di Salerno che, in seguito al ricorso
dello~campano, ha riconosciuto il
diritto a 42 docenti, rientranti nell'ormai nota "quota 96", ad andare in pensione dal primo settembre 2014.
La sentenza, in pratica, riconosce
quanto era stato sostenuto, sin dall'inizio, da tutti i lavoratori della scuola. La
Riforma Fornero aveva concesso l'ingresso in pensione ai lavoratori che
raggiungevano i requisiti necessari entro il 31 dicembre tagliando fuori, per
forza di cose, i dipendenti del mondo
della scuola, il cui anno termina non
con quello solare, ma con agosto, ossia
la chiusura dell'anno scolastico. Conclusione: l'esclusione dalla pensione di
tutti i lavoratori del mondo della scuola.
Così anche aSavona, dove le proteste
erano state forti e numerose, ma gli esiti negativi. Ora la nuova strada da percorrere, che apre una strada ben più
concreta che la semplice speranza.
«Sono tanti i docenti, i bidelli e gli amministrativi che oggi sono venuti a firmare il ricorso - dice il segretario dello
rsmlmlEnzo Sabatini. - Un tema su cui i
lavoratori sono rimasti parecchio scottati' soprattutto la scorsa estate, quando il Governo aveva individuato la copertura economica per la "quota 96",
mentre il Senato ha negato tale possibi1ità. Una contraddizione pesante che,
qui a Savona, ha creato una seconda e
ancor più pesante delusione per i docenti».
Come raccontano alcuni dei firmatari del ricorso. «Nel 2012 - racconta
Domenica Mollica, insegnante di Economia Aziendale al Boselli - avevo con
la mia famiglia impostato un progetto
di vita del tutto nuovo con l'ingresso in
pensione. Ci saremmo dovuti trasferire tutti avivere in Spagna. Poila sorpresa: dovevo restare a scuola altri quattro, cinque anni. L'estate scorsa una
nuova speranza che è crollata. Abbia-
Enzo Sabatini compila il ricorso di una docente
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LASICILIA
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I SINDACATI AUTONOMI OCCIIN PREFETTURA
«Rivedere l'accordo sulla Multiservizi»
zazioni sindacali per procedere ad azione di
monitoraggio della vertenza Catania Multiservizi. «Per ciò che concerne l'accordo di
solidarietà proposto da CGIL, ClSL, UIL e parte datoriale - spiegano Il segretario regionale prof. Francesco Tomasello e l'a avv. Biagio
Longhitano per l'ufficio legale, non è stato
raggiunto alcun impegno negoziale, né, tantomeno,la parte datoriale ha comunicato al
sindacato di base, alcuna decisione presa in
maniera unilaterale; l'Unicobas, quindi, secondo la normativa vigente in materia, chie-
de che il direttore dell'Ufficio Provinciale del
lavoro e della massima occupazione di Catania convochi le parti al fine di un ulteriore
esame della questione, anche formulando
proposte per la realizzazione di un accordo.
L'Unicobas, ritiene, altresì, che una eventuale decisione datoriale di riduzione dello stipendio e delle prerogative professionali non
possa estendersi ai lavoratori che non accettano la decisione, in quanto non vincolati da
una consultazione che non si può estendere
erga omnes a tutti».
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Le sigle sindacali di base ed indipendenti
CIE Unicobas, Confsal e Fiadel, dopo l'incontro che si è tenuto presso l'Ufficio del Lavoro
di Catania su richiesta di Catania Multiservizi per derogare al Contratto in materia di diritti che, ad avviso del sindacato di base Unicobas, sono diritti indisponibili, hanno dimostrato perplessità sul congelamento del versamento, da parte datoriale, della tredicesima mensilità. Per questo motivo oggi alle
ore 10 la Prefettura di Catania ha convocato,
su richiesta del sindacato di base, le organiz-
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Cirasola e Congiu hanno rinnovato il Ccnl con Cgil, Cisl e Uil, mentre Demozzi
ha raggiunto un accordo con
Fesica, Fisals e Cpmi.
-11'1'
napa e Unapass
hanno siglato il
nuovo contratto per i dipendenti delle agenzie di
assicurazione con le organizzazioni sindacali dei
lavoratori (Fiba Cisl, Fisac Cgil, Fna e UiIca). Il
CenI, scaduto il31 dicem- Vincenzo Cirasola
Claudio Demozzi
bre 2011, resterà in vigoautomatismi e adeguamento tabelre fino al 2015. «11 negoziato», recita una nota congiunta delle parti,
lare al tasso d'inflazione reale le
due novità principali.
ha permesso «di trovare le giuste
L'accordo segue di pochi giorni il
soluzioni normative ed economiche, per rafforzare il settore e le
rinnovo del contratto Sna del 2005
agenzie di assicurazione, riaffer(scaduto nel 2010) , che il principale
mando il valore della contrattaziosindacato agenziale ha però firmato
ne collettiva nazionale». Stop agli
con alcune sigle minori
A
che ha definito tIIIIl! Fesica e Fisals e Cpmi Italia «sindacati minoritari e di comodo», sostenendo che
il contratto «opera un vero e proprio dumping sociale» e chiedendo
anche un intervento al ministro del
Lavoro Giuliano Poletti. Secondo
Claudio Demozzi, presidente di
Sna, le sigle firmatarie hanno invece «dimostrato di conoscere profondamente la realtà delle nostre
agenzie e hanno proposto una formula normativa che permette agli
agenti di contare su questa nuovafigura, mantenendo invariato illivello di tutela e i diritti acquisiti dei dipendenti, offrendo tra l'altro nuovi
sbocchi occupazionali».
Buone Feste!
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t_l1"
Fesica e Fisals e a Cpmi
Italia). Il contratto Sna
cambia, tra le altre cose,
la gestione degli orari,
introducendo il sabato
lavorativo, cancella le
promozioni automatiche legate al titolo di
studio e introduce nuovi ruoli, tra cui l'addetto
commerciale dipendente agenziale. L'esclusione della Triplice, awenuta dopo che la lunga contrattazione con Cgil, Cisl e lJù si era arenata,
ha però scatenato l'ira delle principali sigle sindacali. Sintomatica la
reazione di Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil,
Quotidiano
nSole9]{l mmrn
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Perdite di orientamento scolastico
di Claudio Tucci
'aria Chiara Carrozza aveva capito
il problema richiamando l'impor, ,tanza dell' orientamento, a partire
dalla terza media. Ma un po' le resistenze e
le difficoltà urganizzative nelle scuole, e le
poche risorse investite (1,6 milioni per il
z0l3e5perilzo14 -pariacircalOo euroaistituto) stanno frenando ilcambiodipasso,invece sempre più urgente enecessario,nelle
attività "a supporto" delle scelte deiragazzi
all'uscita dal primo ciclo di istruzione.
I numeri continuano a parlare chiaro: il
46% deidiplomatiè"pentito" dell'indirizzo
di scuola superiore frequentato.Addirittura ilZ7% (ben un alunno su quattro) ha dichiarato praticamente diaversbagliato tutto (sia istituto, sia indirizzo di studio).
Certo, il salto daunascuolamediaaindirizzo unico a scuole superiori con più percorsi «non aiuta a verificare gli interessi e
le attitudini dei giovani», ha ricordato
Giorgio Allulli, esperto di sistemi formati-
piùchepositivo(nel91%deicasD.li3Z%degliintervistatihacompiuto periodo distudi
all'estero; ed è sempre più apprezzato lo
studio delle lingue e dell'informatica.
L'orientamento resta un nodo cruciale
anche per l'università «visto oggi solo il
30% deiIgenniaccede agli studi universitari»,hasottolineato il direttore di AlmaLaurea, Andrea Cammelli.
Èchiaro che «serve un cambio di passoha risposto il sottosegretario Gabriele
Toccafondi -.L'orientamentovafatto e bene sia verso gli atenei sia verso il lavoro. E'
necessario un percorso integrato anche
con gli enti locali, e alle superiori bisogna
partire già al quarto anno». Nelle scuole
medie invece «è importante lavorare molto con i docenti e le famiglie per illustrare
in modo esauriente i percorsi delle superiori e soprattutto il valore formativo di
tutti i corsi - ha detto il dg per gli Ordinamenti scolastici e la valutazione del Miur,
Carmela Palumbo -. Un orientamento fatto come si deve saràunelemento di qualità
nell' autovalutazione degliistituti. Equindi
è opportuno valorizzare questa attività
sempre più strategica».
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M
vi. Per questo negli istituti si deve fare di
più. In Francia, per esempio, la scuola media ha un primo biennio comune e un secondo biennio con delle differenziazioni.
Ma c'è anche un problema di scelte «compiutetroppo precocemente», quando cioè
i condizionamenti fanilliari e della rete di
amicizie sono ancora rilevanti.
E così l'annuale indagine sul Profilo dei
diplomati2014,effettuatasuuncampionedi
circa40mila ragazzi usciti dalla scorsa maturità, presentato ieri da AlmaDiploma, al
ministerodell'Istruzione,ètornataamettere in evidenza luci e ombre del nostro sistema scolastico. UndicidiplomatisUlooripeterebbero indirizzo di studio e scuola; 7 su
100 sceglierebbero invece un diverso corso
dell'istituto fequentato. li 41% cambierebbe principalmente per studiare materie diverse; ilzz% per compiere studi che preparino meglio al mondo del lavoro. Su quest'ultimo aspetto si evidenzia un marcato
cambio di passo: poco più di un diplomato
su due (5Z%) ha svolto esperienze di alternanza scuola-lavoro, dandone un giudizio
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Scuola: testate nazionali
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Foglio
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Data
Il nuovo sottosegretario bersaniano all'Istruzione dice subito una pesante sciocchezza
Faraone plaude alle occupazioni
E Rossi si felicita con chi non manda a scuola i figli
ogm gIorno SI scorgono l
preoccupanti sintomi. Certo,
la colpa non è di Renzi, visto
il contributo determinante
di gente come Berlusconi e
Prodi e ora Camusso e Landini. Ma che essere, politicamente, scemi vada di moda
lo dimostrano gli episodi di
queste ultime ore.
Il presidente della Regione Toscana Rossi (uno
di quelli che non si era accorto di nulla quando Mussari
imperava nella sua Toscana)
si è fatto fotogr:afare con una
famiglia rom. E poi risultato
che la stessa vivrebbe in un
appartamento fornitole e pagatole da una Onlus, con soldi
ricevuti dalla regione medesima di Rossi (quindi dai contribuenti italiani) e che i piccoli
di famiglia sarebbero stati
ripetutamente colti nell'esercizio dell'accattonaggio. Sono
portato a credere che queste
notizie siano vere, conoscendo
molti casi simili.
In una Nazione regolata
dalla legge (anche in Italia)
i genitori di tale progenie
sarebbero privati (dal giudice) della patria potestà e
processati per sfruttamento
di minori. In un Paese mite
come l'Italia, il maresciallo
CUI
DI DOMENICO CACOPARDO
i questi tempi essere
scemi non è condizione indispensabile per
fare politica, ma aiuta
molto. Così è stato raccontato,
soprattutto negli Stati Uniti,
i l privilegio del mediocre, di
colui che, non avendo idee né
spiccata personalità, alla fine
risulta il preferito da un elettorato che non cerca un governante ma un suo simile. Da
noi, è evidente, in questo senso, la testimonianza del Movimento 5 Stelle che ha portato
in Parlamento gente che della mediocrità è l'espressione
più autentica. Ma non sono da
meno gli altri partiti, a cominciare dal Pd.
Non parliamo del nostro
presidente del consiglio, anche se comincia a mostrare la
corda dei suoi limiti, interni
e internazionali. La chiamata di Andrea Guerra è un
fatto positivo. Ma solo gli appuntamenti delle prossime
settimane ci diranno quale
sia la vera caratura di Renzi
e, soprattutto, se sia capace
di arrestare la marcia di avvi~inam.en~o all'A;gentina, d~
D
comandante della stazione
dei Carabinieri di Campo de'
Fiori, a Roma, vede continuamente ricomparire e tornare
a delinquere i piccoli rom fermati per l'assalto di squadra
agli anziani che fanno la spesa nel mercato e riportati nei
campi dove vivono i genitori.
Prima di celebrare questa
mitezza sarebbe il caso di
ascoltare cos'hanno da dire
in proposito i derubati e gli
assaltati.
Non c'è nessuna intenzione razzista in queste constatazioni: la realtà va vista
per quello che è, non con gli
occhi molto interessati dei cosiddetti operatori (più o meno
umanitari). Rossi, presidente della Toscana, si bea in
questo genere di compagnia
foraggiata per lo più da gente che non è suo elettore. E
mostra un razzismo subliminale, comportandosi come
gli esploratori ottocenteschi
Livingstone e Stanley che,
a loro volta, si beavano di
mostrarsi in compagnia dei
«selvaggi» dell'Mrica nera.
Quanto a sciocchezza,
non è da meno il sottosegretario Davide Faraone
che, dopo una breve eclissi per
qualche notizia paragiudiziaria proveniente da Palermo, è
stato catapultato al ministero
della pubblica istruzione: qui
ha trovato modo di celebrare
l'elogio dell'occupazione delle
scuole medie superiori e degli
studenti che le occupano.
Ignora, proprio questo Faraone, che in tutto il mondo
l'insegnamento si sta facendo
più duro e più serio e che una
delle componenti del nostro
disastro è l'insufficienza del
sistema scolastico (fatto più
per gli insegnanti che per
gli scolari) a confronto con la
concorrenza europea ed extraeuropea. Si faccia redigere
(senza spendere i soldi di un
viaggio e utilizzando quelli,
troppi, che vengono erogati al
nostro personale all'estero) un
rapporto sulla pubblica istruzione dal nostro ambasciatore
in Polonia, per esempio.
Apprenderà, se ne sarà capace, come funziona un sistema scolastico dei nostri giorni
votato a rendere i giovani di
quel Paese capaci di competere con tedeschi, indiani, cinesi, russi e americani. E si
renderà conto che è meglio
tacere e passare per insensibili che parlare e passare per
cretini.
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Davide Faraone
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Scuola e lavoro,
per i disabili
ancora barriere
In Italia sono più di quattro milioni
Una Giornata di sensibilizzazione
ersone, non pesi. Diritti, non
concessioni. Opportunità e
strumenti d'inclusione sociale, non buone pratiche messe in
campo a macchia di leopardo. Non
è semplicemente la richiesta di vedere rispettati i diritti quella che arriva dalle associazioni dei disabili,
ma la necessità di un nuovo approccio. Sulla disabilità e sulla riforma del Terzo settore «ci giochiamo
una parte di facciID>. Matteo Renzi,
intervenendo a Palazzo Chigi alle celebrazioni per la giornata internazionale sulle disabilità, parla infatti
di «battaglia culturale» per rendere
reale il cambio di rotta e di «sfida di
credibilità» che passa anche attraverso la rifonna di un settore che non
è il terzo, ma il primo. «La legge delega sarà in aula tra febbraio e marzo - annuncia perciò - dopo le riforme elettorali e costituzionali». La stabilizzazione del5 per mille, che «deve andare a chi ha dawero bisogno
non ai furbi», l'aumento delle risorse per il sociale e i nuovi fondi per il
servizio civile sono le carte con cui
si comincia a cambiare verso. Anche
perché, dice il presidente del Consiglio, «un Paese è competitivo se
ha nel suo cina il farsi carico degli altri» visto che dove c'è «solo individualismo ed egoismo non c'è
spazio per il futuro».
La prima svolta per la disabilità
si gioca quindi sull'inclusione
scolastica e lavorativa. E il confronto tra associazioni, sindacati e politica - ricevuti ieri anche
dal presidente della Repubblica
al Quirinale - per la prima volta
insieme dopo quindici anni, è un
buon inizio. Ma non basta. Appena uno su quattro dei quasi quattro milioni di persone con difficoltà
motorie o intellettive difatti lavora;
la scuola - pur con una normativa
all'avanguardia e con buoni progetti legati alla creatività dei singoli istituti - ha ancora qualche barriera (non solo architettonica) da
abbattere. Ai bisogni speciali degli
alunni, si risponde comunque con
la formazione prima di tutto dei docenti - ricorda il ministro dell'Istruzione' Stefania Giannini - e con un
insegnante di sostegno che «non sia
delegato all'esclusione», perché
questo è «un modo antiquato d'affrontare il tema». Oggi, invece, l'innovazione in classe corre in aiuto
con strumenti tecnologici che consentono di creare programmi individualizzati per gli alunni con disabilità, circa223mila, senza però cam-
biare gli obiettivi.
Altro terreno da sminare è l'assistenza socio-sanitaria su cui, per il
ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, «c'è un'eccessiva frammentazione di metodologiID> e occorre ridare omogeneità. raggiornamento
dei Lea e del nomenclatore tariffario
sono alcune delle novità arrivate con
il Patto sulla salute, ma bisognerà
farsi anche carico - continua il responsabile del dicastero - «del dopo
di noi con una proposta di legge» che
racchiuda i testi presentati.
Avivere comunque sulla propria pelle ogni giorno le difficoltà dei disabili sono le famiglie e le associazioni. Il riconoscimento del «valore politico, culturale e sociale» del volontariato così come i passi avanti non
possono far dormire sonni tranquilli. Serve al contrario far in modo per il portavoce del Forum Terzo settore' Pietro Barbieri - che «un certo
circuito si chiuda per garantire ai disabili opportunità nuove». Certezza
di bisogni e «migliore qualità della
vita di queste persone», perciò, restano i due nodi cruciali da affrontare pure per il presidente della Fish, Vincenzo Falabella, e della Fand,
Franco Bettoni, per cui i fondi stanziati nella legge di stabilità «restano
insufficienti, ma sono un buon punto di partenza».
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ALESSIA GUERRIERI
ROMA
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Scelta delle superiori
quasi la metà si "pente"
Se potesse, il 46% cambierebbe scuola
PAOLO FERRARIO
MILANO
ono generalmente soddisfatti dell' esperienza scolastica,
anche se quasi la metà, se potesse tornare indietro, cambierebbe indirizzo di studio. Riserva molto spunti di riflessione, il Rapporto
sui diplomati italiani diffuso ieri da
Almadiploma, che ha coinvolto circa 40mila studenti di oltre 300 istituti scolastici, aderenti al consorzio.
Al centro dell'indagine c'è il fattore
"orientamento", decisivo per una
soddisfacente ed efficace scelta del
percorso di formazione, anche in vista dell'inserimento nel mondo del
lavoro. Una scelta che, però, a 14 anni non è sempre azzeccata. Lo dimostra il 46% dei ragazzi intervistati dai ricercatori di Almadiploma,
che hanno dichiarato che, se ne avessero la possibilità, cambierebbero l'indirizzo di studio e, molti,
anche la stessa scuola. Secondo gli
autori dell'indagine, questo "rigett~" potreb~e es~ere evitato, organIzzando glI ordmamenti scolastici
con un biennio delle superiori uguale per tutti gli indirizzi, posticipando così la scelta vera e propria
intorno ai 16 anni.
Per Andrea Cammelli, fondatore e
direttore del Consorzio interuniversitarioAlmaLaurea, di cui Alma-
diploma è emanazione, sono due i
<modi cruciali» da affrontare: «La necessità, da un lato, di una diffusa e
condivisa cultura della valutazione
interna alla scuola e, dall'altro, l'opportunità di offrire agli studenti un
orientamento più mirato alle proprie esigenze individuali».
Circa le ragioni di chi, potendo,
cambierebbe scuola, il 41 % lo farebbe principalmente per studiare
materie diverse, il 22% per compiere studi che preparino meglio al
mondo del lavoro, il 15% per compiere studi più adatti in vista dei successivi impegni universitari. Qualunque sia la motivazione per cui
cambierebbero, quasi il 70% di essi
si dichiara comunque soddisfatto
del corso di studi appena concluso.
In generale, 1'82% dei diplomati intervistati, ha dichiarato la propria
soddisfazione circa la scuola frequentata. Ad essere promossi sono
soprattutto i professori (il 78% dei
diplomati è soddisfatto della loro
competenza, il 72% della chiarezza
espositiva e della disponibilità al
dialogo e il 63% è soddisfatto della
loro capacità di valutazione), mentre decisamente bocciate sono le infrastrutture e i diversi aspetti dell'organizzazione scolastica. L'adeguatezza dei laboratori, delle aule e
degli impianti e attrezzature sportive è ritenuta infatti soddisfacente
rispettivamente dal 53%, dal 51 % e
dal 49% degli studenti.
~irca le prospettive post-diploma,
Il 54% degli intervistati intende iscriversi all'università, il21 % pensa
di cercare un lavoro, il 7% ritiene di
riuscire a conciliare entrambe le attività. Il 15% dei diplomati è invece
ancora incerto sul proprio futuro e
una quota particolarmente elevata
(23%) di indecisi, si trova tra i diplomati tecnici, seguiti dai professionali (19%).
Chi, invece, sceglie di proseguire
gli studi all'università (per il 65%
si tratta di liceali), è spinto soprattutto da tre motivazioni: poter
svolgere - grazie alla laurea -l'attività professionale di proprio interesse, approfondire i propri interessi culturali e avere in futuro
un lavoro ben retribuito. La stragrande maggioranza (il 90%) dei
diplomati intenzionati ad iscriversi all'università, infatti, ritiene
decisamente importante almeno
una di queste tre ragioni.
La stabilità del posto di lavoro, è infine una condizione desiderata dai
giovani diplomati. Gli intervistati da
Almadiploma attribuiscono particolare importanza (alta percentuale di "decisamente rilevante") a
quattro aspetti: la stabilità! sicurezza del posto di lavoro, l'acquisizione di professionalità, la possibilità di
guadagno e la carriera.
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L'orientamento (e la
valutazione) sono al centro
del Rapporto 2014 di
Almadiploma. La proposta
di posticipare la scelta a 16
anni, con un primo biennio
uguale per tutti
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PUBBLICATO DALL'AMMINISTRAZIONE
Asili nido, pronto il bando
per l'affidamento dei servizi:
si parte a gennaio 2015
MARANO. Via
al nuovo bando
per
l'affidamento
dei servizi degli
asili nido
presenti sul
territorio
comunale.
L'appalto da
190mila euro,
iva inclusa, è
destinato a
tutte quelle cooperative sociali, singole o costituitesi in
consorzio che presenteranno regolare domanda a
cavallo tra la fine dell'anno in corso e l'inizio del nuovo.
Di fatti, i soggetti interessati, potranno inoltrare le
proprie domande in un arco di tempo che si conclude in
25 giorni a partire dalla data di pubblicazione
dell'avviso sulla Gazzetta Ufficiale.
Espletatala gara, l'affidamento partirà il prossimo 7
gennaio 2015 ed avrà una durata di lO mesi, più un
undicesimo con una proroga che scatterà in automatico
alla fine del periodo. Sarà il dottor De Biase,
responsabile dell'area amministrativa del Comune di
Marano, a vagliare le domande pervenute al Municipio
di corso Umberto 16.
Nel bando di gara, fra le altre cose, è specificato come le
cooperative sociali debbano aver maturato, nei 5 anni
precedenti alla pubblicazione dell'avviso pubblico,
almeno un anno di esperienza nella gestione nella
scuola dell'infanzia. In più, devono essere regolarmente
iscritte al registro delle imprese della competente
Camera di Commercio, Artigianato e Agricoltura.
Attualmente sono cinque gli asili nido dislocati sul
territorio comunale e per i quali partirà la nuova
gestione dei plessi a partire dall'anno nuovo. I fondi
necessari per l'appalto appena pubblicato sono attinti
dalle risorse previste del II Piano Sociale Regionale,
nella prima annualità dell'anno 2013, relative al Piano
Sociale di Zona dell' Ambito N15 formato dai Comuni
di Quarto e Marano di cui quest'ultimo rappresenta
l'Ente capofila.
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ANTOSA
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il manifesto
Mario Pierro
'origine sociale condiziona la
scelta della. scuola secondaria
superiore. E questa l'immagine della scuola italiana che emerge
dal XII rapporto Almadiploma realizzato nel luglio scorso con il coinvolgimento di 40 mila diplomati in
più di 300 istituti nel Lazio, Puglia,
Lombardia, Emilia Romagna, Liguria. li 6.5% dei diplomati che proseguono gli studi all'università vengono dal liceo classico o scientifico. I
loro genitori sono in maggioranza
diplomati. Queste scuole si caratterizzano «per una forte presenza di
studenti di estrazione borghese e
una sotto-rappresentazione dei figli della classe operaiw> sostiene Andrea Cammelli, presidente di Almalaurea-almadiplomà. Scenario diverso tra chi ha frequentato i tecnici o i professionali. La percentuale
. dei genitori con titoli di studio elevati si riduce al minimo. In compenso, precisa Cainrnelli, 82 immatricolati su 100 provengono da famiglie i cui genitori non hanno
esperienze di studi all'università,
mentre 1.5 su 100 abbandonano dopo il primo anno di corsi. La maggiore propensione a proseguire gli
studi è delle ragazze e, in generale,
«di chi proviene da contesti familiari più favoriti e ottiene votazioni
mediamente più elevate». Per
estendere tale propensione, e cambiare la struttura di classe che caratterizza la scuola italiana, per AlmaDiploma servirebbe una vera politica del diritto allo studio e soprattutto interventi seri sull'orientamento
agli studi. In questa chiave potrebbe essere utile «creare un biennio
comune a tutti gli indirizzi scolastici e posticipare la scelta a 16 anni».
Ciò permetterebbe anche di evitare i casi di «pentimento». Dalla rilevazione risulta infatti -che il 46% degli studenti cambierebbe indirizzo
di studio o scuola. li 41 % lo farebbe
principalmente per studiare materie diverse, il 22% per compiere studi che preparino meglio al mondo
L
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del lavoro, il 1.5% per compiere studi più adatti in vista dei successivi
studi universitari. Un TU.olo importante lo svolge l'«autovalutazione»
delle 'scuole, Diversamente dal modello dominante adottato, quello
della competizione tra gli istituti
mediante assegnazio'ne di punteggi in graduatoria, bisognerebbe
«creare un percorso condiviso, attento al contesto socio-culturale,
tra le scuole - ha detto Mauro Borsarini, dirigente scolastico del Righi
di Bologna durante la presentazione del rapporto - La verifica dovrebbe awenire in forma pubblica e trasparente». L'indagine ha registrato
inoltre che il .52% dei diplomati ha
svolto uno stage previsto dai programmi scolastici (negli indirizzi
professionali tali attività formative
sono praticamente obbligatorie) e
il 32% dei diplomati ha compiuto
esperienze di studio all'estero, metà dei quali partecipando a programmi organizzati dal proprio Istituto, La lingua inglese è la più diffusa: .52 diplomati su 100 dichiarano
di avere una conoscenza «almeno
buona» dell'inglese scritto. L'analisi denuncia l'emorragia nella popolazione dei 1genni. Negli ultimi 30
anni, l'Italia ha registrano un decremento demografico del 40% in questa fascia d'età (-389 mila ragazze e
ragazzi). Per Cammelli «quella che
si chiamava la piramide per età oggi è diventata un asso di picche con
forti restrizione alla base». Per questi giovani il paese non prepara un
futuro favoloso. A luglio i diplomati
nei tecnici (23 %) e nei professionali
(19%) erano incerti sul loro futuro
precario.
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Diplomati incerti
sul futuro in una
scuola'di classe
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COBBIEBE DELLA SEBA
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Università
Nuova lettera
dei rettori:
tempi e modi certi
sul test di Medicina
ROMA Chiedono
«tempi e modi
certi» perché <<Don possiamo
lasciare nel limbo migliaia di
studenti e le loro famiglie».
Perché il test di ammissione a
Medicina va fatto anche
quest'anno, e, spiega il rettore
di Tor Vergata Giuseppe
Novelli, «siamo a dicembre: la
bozza di riforma del sistema
che la ministra Stefania
Giannini ci aveva promesso
non si è vista e noi siamo
ancora in attesa». Perciò i
rettori della Conferenza delle
università italiane (Cmi)
tornano a scrivere alla
ministra: oggi le daranno una
nuova lettera per ribadire «la
necessità per la realizzazione
di test che rispettino criteri di
qualità e meritocraziID>.
(C. Vol.)
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1 /2
"Thrino è già in grado
di attrarre i talenti"
il dibattito sulla cttà universitaria. Interviene il rettore del Poli
Inte r.i sta
!ullauStampa» Il
LETIZIA TOHTELLO
~~u
r~~;::;
tIvo, se e
in grado
di attrarre studenti di talento.
Torino lo fa. Sono ottimista
sulle potenzialità, il percorso
è stato avviato. Concordo con
il collega Ajani: i fondamentali
li abbiamo». Marco Gilli, rettore del Politecnico, interviene nel dibattito su Torino città-universitaria.
In che direzione deve lavorare Torino, per riconvertire la
sua economia attorno al tema della formazione?
lOIi'Ìscritti. Al Politecnico, abbimo inserito un percorso specire per i ragazzi di talento: il
5'M:legli studenti ha l'esenzione
tOlle dalle tasse e ha corsi aggintivi dedicati».
Una misura necessaria pernon
farli fuggire all'estero?
«Il competitività fra universitàè costante e l'impegno per
amentare la reputazione degli
atnei è sempre più grande. Occere garantire una qualità migbre e non lasciare scappare i
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«Dobbiamo prestare grandissima attenzione al supporto
allo studio. Quest'anno, la Regione ha ripristinato borse
per gli studenti, è una buona
notizia. Le migliori università
del mondo, sostengono molto i
.. Il nostro serVIZIO di
mrtedì scorso sull'inaugurzione del nuovo Anno Accdemico.
ragazzi, soprattutto i più meri- formare persone preparate su
tevoli, sennò si vanifica lo sfor- quel che sarà in futuro. Ma poszo formativo. Affinché i più bra- siamo allenare studenti al provi non fuggano all'Imperial Col- blem solving, al lavoro in team,
lege o a Oxford. Torino ha fatto proponendo tirocini in azienda.
passi avanti: accoglie 100 mila Questa, credo, è la strategia che
studenti, tra Università (con 70 ci ha premiato. Avere stretti
mila) e Politecnico (30 mila). rapporti con l'industria e proParlando del Poli, siamo una gettare il corso di studi in fungrande scuola, non una scuolet- zione di questi rapporti«.
ta a numero chiuso, con qualStrutture per la didattica. Toriche migliaio di ragazzi. Siamo
no è competitiva?
aperti sostan«Siamo attrattivi
zialmente a tutGLI INGEGNERI per la qualità della vita e per quelti, poi siamo
«A lU1 anno dalla la
molto selettivi».
della ricerca.
fine il 90010 ha Concordo con
Anche voi, petrovato lavoro» Ajani che c'è un
rò, avete il numero chiuso.
problema di ina«E' vero, ma la
STRUTTURE deguatezza di alspazi. I camsoglia dei 5000
«I campus servono cuni
immatricolati è
pus sono fondaper ottenere mentali per la vipiù che altro un
massima qualità» ta universitaria.
limite di sostenibilità delle strutNoi abbiamo il
ture. Metà di quelli che si iscri- 18% di studenti stranieri, che
vono riescono a prendere la lau- passano più tempo al campus,
rea. Invece, c'è un dato che amo che nelle rispettive case o stanricordare: a Ingegneria, a un ze. Torino ha scelto il modello
anno dalla fine, il 90% dei laure- che progetta le università denati ha trovato lavoro».
tro la città. Ingegneria è a posto, Architettura no. C'è l'imCome si ottiene questo risultapegno del Comune ad aprire il
to?
«Il segreto di una buona univer- nuovo polo di Torino Esposisità è avere una formazione so- zioni. Se riusciremo a farlo e
lida di base, trasversale e inter- integreremo architettura e dedisciplinare. Le tecnologie sign, laboratori, docenti, stucambiano alla velocità della lu- denti e aziende, allora saremo
ce, è chiaro che non possiamo davvero competitivi».
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LA STAMPA
Licia Mattioli, presidente
dell'Unione Industriale:«Le
aziende stanno guardando a
Torino come a un bacino
interessante su cui investire,
perché trovano laureati di
qualità. Non ultima la Petronas, multinazionale petrolchimica male se, che ha
raddoppiatotra Santena e Villastellone il
centro
ricerche, in
quanto qui
incontra
giovani
ingegneri capaci nel suo
settore. Ciò che serve? Una
più forte alternanza tra
formazione universitaria e
tirocinio, e non mi riferisco
solo alle facoltà politecniche.
Spesso, il mondo del lavoro è
per i ragazzi una rivelazione,
un universo che credevano
molto diverso durante gli
anni di studio».
[L.T.[
Uofferta
culturale
èbuona
lil.aenli
-
- - - - -
E' solo
uno slogan
vuoto
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2/2
ne. Noi, come Cus, stiamo
ingrandendo l'offerta sportiva per gli
studenti.
Sul discorso
delle residenze bisognaancora
fare molto:
ci sono 20
mila case
sfitte, molte famiglie hanno
un componente solo, che
potrebbe prendere in casa
uno studente universitario.
Occorre pensare a politiche
di accoglienza migliori e
diversificate. Sarebbe anche
utile incentivare i locali a
creare proposte a forte voca[L.T.]
zione universitaria».
Marco
GilU
non ha
dubbi:
«La soglia
delle 5000
matricole è
più che altro
un limite di
sostenibilità
delle
strutture.
Metà di
quelli che si
iscrivono
riescono
a prendere la
laurea»
Ilaria Manti, presidente del
Consiglio degli Studenti
dell'Università:«Città universitaria lo siamo molto più a
parole, che nei fatti. Questo è
diventato uno slogan diffuso,
noi che frequentiamo i corsi
tutti i giorni restiamo un po'
perplessi. Pensiamo al costo
molto elevatoperaffrontare il
percorso
della laurea.
Per fortuna,
ora, la Regione ha
annunciato
che investirà 7 milioni per il
diritto allo studio. C'è un
problema urgente di aule.
Siamo ancora costretti a fare
lezione seduti per terra.
Utilizziamo la nuova aula magna per la didattica, non solo
per le cerimonie. Mancano le
residenze e sono insufficienti
i luoghi di aggregazione».
[L. T.]
068391
Lavorare
sulle
residenze
Riccardo D'Elicio, presidente Cus Torino: «Nel 2007,
quando parlavamo di Torino
come di un campus a cielo
aperto, la gente non ci credeva. Non voglio sindacare
sulla qualità della formazio-
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Martino Gozzi, direttore
organizzativo Scuola Holden:«Quando la Holden ha
pensato di ingrandirsi, ha
valutato diverse ipotesi per
aprire una nuova sede, tra
cui Roma. Poi, è rimasta a
Torino. Perché questa città
offre molto, sul tema della
produziorie
culturale.
Bisogna
credere
negli studenti e
investire su
di loro. Ci
sono tanti
Universita'
Foglio
soggetti formativi di prima
eccellenza: penso ai due
atenei, all'Accademia Albertina, a lad e led, a noi. Il
monito per tutti è di non
irrigidirsi e di non chiudersi.
Di cercare il più possibile
collaborazioni e contatti con
il mercato del lavoro, che
sono fondamentali».
[L.T.]
llmondo
dellavoro
èlontano
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È quanto emerge da una ricerca di Teamsystem coordinata dal Politecnico di Milano
Il passaparola è l'arma vincente
Clienti e imprese si fidano più del consiglio di un amico
l miglior biglietto da visita del professionista è
il passa parola sulla sua
competenza. Il cliente
alla ricerca di competenze
specifiche, infatti, si fida più
volentieri del consiglio di
chi ha avuto già relazioni di
l,avoro con il professionista.
E questa una prima indicazione messa a fuoco dal
gruppo Teamsystem con la
ricerca "Professionisti e business: quale futuro?}} Giunta alla sua ottava edizione,
l'iniziativa <<Vision professionisti}} organizzata con la
partecipazione del Politecnico di Milano e il patrocinio
dell'Unione nazionale giovani commercialisti ed esperti
I
contabili quest'anno presenta
i risultati della ricerca commissionata alla School of management del Politecnico di
Milano sull'evoluzione della
figura del professionista e
come essa viene percepita
dai loro clienti.
Dunque, nonostante la
facilità di ricerca sui canali digitali, il passaparola,
tra consiglio di una persona amica o una relazione di
lavoro, rimane con il 48% il
canale preponderante con
cui le aziende scelgono i professionisti a cui affidarsi. Il
34% del campione, invece,
si affida a un professionista
rispetto a un altro dopo una
ricerca per conoscenze speci-
fiche. Gli altri risultati della
ricerca mettono in evidenza
come la relazione tra aziende e professionisti è ancora
prevalentemente cartacea; il
48% dei professionisti porta
sempre con sé i documenti
da consultare, mentre solo il
17% utilizza invece un pcJtablet per collegarsi al proprio
studio con l.email che rappresenta lo strumento principale
di relazione: ne fa uso 1'82%,
soprattutto cedolini paga e
fatture attive o passive, con
i professionisti abitualmente
utilizzati. A distanza seguono
contratti, libri contabili e documenti relativi alla gestione
dei crediti della clientela. La
ricerca evidenzia anche una
IClienti come scelgono i loro Professionisti?
maggiore soddisfazione verso
i consulenti del lavoro (89%)
se paragonati ai commercialisti (82%). Un po' più della
metà delle Pmi del campione,
infine, dichiara di utilizzare
la Pec per scambiare documenti e informazioni con i
professionisti. Quasi il 40%,
però, dichiara di averla ma
di non farne uso. Il 30% delle aziende intervistate ritengono che la presenza di un
portale sarebbe utile per lo
scambio di documenti e relazioni in modo elettronico; il
33% lo utilizzerebbe per l'inserimento di dati utili per il
professionista, mentre il 36%
per l'inserimento di dati provenienti dai propri applicativi aziendali.
Come interagiscono Clienti e Professionisti?
Consiglio di una pe~na con cui ho una relazione di lavo l'• • • • • • • •
Email
Ricerca di un Professionista con 'onoscenze speCif!Ch• • • • • •
Visite periodiche del Professionista in azienda
Consillio di un arm~tll• •
Vicinanza geografica dello Stuc~• •
1
Appuntamento presso lo Studio
Ricerca di un Professionista esperto del Settore aziendak• •
Istant messagi~ (es.Skype)
Altro
1%
Autocandidatura del Prolessiolnistllil
0%
50%
100%
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Quotidiano
nSole9]{l mmrn
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Christopher Pissarides
«Bene la riforma
ma i suoi effetti
solo in quattro anni»
di Alessandro Merli
Paesi sottoposti a programmi, o
dall'Eurogruppo, dominato dalIa Germania. Non dobbiamo
quindi aspettarci che la ripresa
siaportatadalleriformedelmercato del lavoro, ma dall'inversione di queste politiche sbagliate,
sul piano monetario e fiscale».
Il suo messaggio per il consiglio della Bce, che si riunisce oggi a Francoforte e con ogni probabilità non annuncerà alcuna
nuova misura, è molto netto. «La
Bce deve fare quello di cui il suo
presidente Mario Draghi sta
parlando da mesi. Prenda misurenonconvenzionali,acquistititoli di Stato. Due mesi fa, ha annunciato delle misure che non
stanno certamente avendo l'effetto di riportare l'inflazione
verso l'obiettivo del 2% o di
espandere il bilancio della Bce.
Quando sento dire che l'inflazione siavvieràsul percorso verso il
2%, dico che tre anni di inflazione così bassa, come prevede la
stessa Bce, sono troppo lunghi».
Sulla politica di bilancio, è la
Germania che dovrebbe fare di
più, secondo Pissarides. «Berlino - sostiene - può permettersi
di fare investimenti aggiuntivi
pari all'1 per cento del prodotto
interno lordo senza violare le
regole di bilancio europee, non
lo 0,1 per cento che ha annunciato. L'idea di voler raggiungere a
tutti i costi il pareggio di bilancio è una sciocchezza, soprattutto dato che i Paesi dell'Europa meridionale non hanno margini per stimoli fiscali a causa
dell'alto debito: se sì vuoi stare
in un'unione monetaria si deve
lavorare insieme, altrimenti
non è una vera partnership, se
ognuno viene lasciato a doversi
salvare da solo. Anche i Paesi
del Sud, però (e qui includo anche la Francia, anche se François Hollande è un leader molto
debole), dovrebbero avere un
approccio diverso, coordinarsi
fra diloro e fare delle buone proposte. Proporre un cambio di
passo. In parte Renzi lo sta dicendo, ma poi con gli altri devono muoversi insieme».
rt R:PRODUlIONc RISERVATA
•
..••
Christopher A. Pissarides
Nato nel1948 a Cipro,
economista britannico (London
School of Economics) èstato
insignito del Nobel per l'Economia
nel 2010. La sua opera più famosa
risaleal1994 "jobcreation and
job destruction in the theory of
unemployment" pubblicata
insieme con il collega Dale
Mortensen. Il premiQ Nobello ha
condiviso con lo stesso Mortensen
econ PeterDiamond (Mit) peri
lavoro comuni nel campo della
"search theory". L'idea principale
èchei lavoratori e le imprese sono
in qualche modo eterogenei tra
loro per cui passano del tempo a
cercarsi l'uno con l'altro in attesa
, di trova re il "pa rtner" che
veramente stanno cercando.
Questa ricerca dà luogo al
fenomeno della disoccupazione
. frizionale.
l!l
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IJobsActdelGovernoRenzi
va bene, le riforme del mercato del lavoro in Europa sono indispensabili e vanno fatte
subito, ma non è da quelle che ci
si può aspettare la ripresa, perché gli effetti più sostanziosi sull'occupazione vedranno solo fra
qualche anno. Per far ripartire
l'eurozona bisogna invertire la
politica monetaria e quellafiscale sbagliate degli ultimi anni.
Sir Christopher Pissarides,
economista anglo-cipriota della
London School of Economics,
premio Nobel nel 2010, esperto
di problemi dellavoro, ha le idee
molto chiare sulle politiche di
cui hanno bisogno l'Italia e l'Europa per uscire dalla crisi.
«Prima si fanno le riforme del
mercato del lavoro e meglio è dice Pissarides in un'intervista
telefonica, alla vigilia della settimalezione Ibm in studi dellavoro, che terrà domani all'Università Statale di Milano
(www.eps.unimi.it). nell'ambito del corso magistrale in inglese
dieconomiaescienzepoliticheLaSpagnahainiziatoneI2011,ma
poi la messa in atto è stata lenta.
Ora si cominciano a vedere i risultati. La Grecia le ha annunciate, ma poi non le ha realizzate.
L'Italia parte adesso. La proposta del Governo Renzi su questo
è un ottimo inizio, ma ricordiamoci che, sulla base dell'esperienza di altri Paesi, gli effetti più
significativi sull'occupazione
arrivano dopo circa 4 anni».
Il parere del premio N obel sul
Jobs Act è positivo. «Sono d'accordo con l'idea - afferma - di
rendere più flessibili assunzioni
e licenziamenti. E anche conl'introduzione di un contratto di lavoro unificato a garanzie crescenti e con la proposta di sottrarre ai giudici la decisione sul
reintegro. Si va verso la direzione della flexicurity, adottata altrove, ed è la direzione giusta.
Un altro elemento importante
sono gli incentivi all'apprendistato. E non credo che con la riforma si eliminino le protezioni
dei lavoratori: solo che queste
devono toccare allo Stato».
Nel confronto europeo con
gli altri Paesi maggiormente investiti dalla crisi, l'Italia spicca
perché è quello in cui c'è stato il
minor aggiustamento del costo
del lavoro. «Questo dipende sostiene Pissarides (la cui lettura sarà poi oggetto di un dibattito in Statale che coinvolgerà tra
l'altro i consiglieri di Renzi su
questi temi, Tommaso Nannicini e Filippo Taddei - dalle resistenze e dal potere dei sindacati.
E certamente anche il sistemafiscale, che penalizza il lavoro,
non ha aiutato».
L'economista è convinto però
che le riforme del lavoro, per
quanto importanti e urgenti, non
possano risolvere tutti i problemi dell' euro zona. «La crisi nei
Paesi del sud - dice - non è stata
una crisi creata dal mercato del
lavoro, ma dalle politiche sbagliate della Banca centrale europea e dalle scelte di austerità fiscale imposte dalla troika, nei
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Lavoro e previdenza
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Quotidiano
nSole9]{l mmrn
(;Ii ammortizzatori
La delega sul lavoro
04-12-2014
2
Foglio
1 /3
Il nuovo codice
Interventi previsti su controlli, mansioni
e gli adempimenti sui contratti
Verso l'unificazione tra Aspi e mini-Aspi
tempi più lunghi per la nuova Cig
I~TTUA.TIIJI
Data
Pagina
Prima semplificazione sull'art 18
Il decreto è atteso alle Camere a metà dicembre subito dopo lo sciopero della Cgil
Davide Colombo
Claudio Tucci
Il primo decreto attuativo
del Jobs act, convertito definitivamente ieri in legge, sarà
quello con la normativa sul
contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti per i
nuovi assunti, che avrà impatto diretto sull'articolo 18 dello
Statuto dei lavoratori. I tecnici
di palazzo Chigi e ministero
del Lavoro ci stanno lavorando da settimane, e nei prossimi giorni si stringeranno i
tempi visto l'obiettivo del Governo di aver pronte le nuove
norme già a gennaio.
I nodi principali di questo
Dlgs, che dovrebbe arrivare
sul tavolo del Consiglio dei
ministri a metà dicembre, sono l'entità degli indennizzi nei
casi di licenziamento economico illegittimo (qui scomparirà per sempre la tutela reale),che,dopoleultimelimature, non dovrebbero superare i
tetti oggi previsti dalla legge
Fornero (24 mensilità). Per
non gravare eccessivamente
sulle aziende. In caso di conciliazione si potrebbe scendere
a 18 mesi (rispetto alle prime
ipotesi di 24mensilità).
poi
da chiarire quali sono le "specifiche fattispecie" dilicenziamento disciplinare per le quali resterà in piedi il reintegro,
con l'ipotesi, emersa con sempre più insistenza nel corso
delle ultime riunioni dei tecnici, di introdurre la clausola di
"opting out", cioè di consentire al datore di lavoro di poter
scegliere di versare un maxiindennizzo al lavoratore al
posto del reintegro disposto
dal giudice. La clausola dell'opzione oggi è prevista per il
solo lavoratore; ma l'estensione anche all'azienda non sarebbe una novità assoluta, visto che è normalmente legge
in altri paesi Ue,come Spagna
e Germania. Per le piccole imprese (quelle sotto il tetto dei
15 dipendenti) non dovrebbero esserci penalizzazioni (rispetto alla situazione attuale)
conI' entrata in vigore del nuovo contratto a tutele crescenti.
Contemporaneamente, o
nelle settimane immediatamente successive, dovrebbe
essere varato anche il decreH)-delegato con la nuova Aspi,
rafforzata nella durata (non si
sa se anche nell'importo), ed
estesa a una prima platea di
circa 350mila collaboratori
C'e
(oggi in caso di perdita del lavoro non hanno tutele). La
nuova Aspi, quasi sicuramente, vedràlafusionetrale attuali Aspi e mini-Aspi. Il riordino
degli ammortizzatori sociali
(cassa integrazione) arriverà,
probabilmente, in unmomento successivo, visto che si tratta di una riforma "non a costo
zero" e dovrà essere concordata conia RaS>1 oneria generale dello Stato.
Molto atteso è anche il Dlgs
che dovràriscriverelo Statuto
dei lavoratori per arrivare a un
codice semplificato del lavoro; e quello che ridisegnerà le
politiche attive, storicamente
l'anello debole del nostro
mercato del lavoro (qui si dovrà sperimentare il contratto
di ricollocazione).
:r:RlPRr.D!:lIW,fR;~ERVATA
Ritaglio
Lavoro e previdenza
economici. Si ipotizza una
mensilità e mezza ogni anno di
servizio fmo a un tetto di 24
mensilità (si scende quindi
rispetto alle originarie 36
mcnsilità). Ci sarebbe la
possibilità per il datore di versare
spontaneamente un importo pari a
unamensilità per anno di lavoro
fmo aunrnassimo di 18 (anche qui
si ridurrebbe il primo tetto di 24
mensilità). Sul fronte dei
licenziamenti disciplinari la tutela
reale rimarrà ma solo per
fattispecie lin1itate assimilabili ai
licenziamenti discriminatori. Qui
la discussione è piuttosto aperta: si
stampa
ad
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del
ragiona su una defrnizione molto
stretta dei casi; o qualora ciò non
sia possibile di individuare una
nozione un po' più ampia,
prevedendo però per il datore di
lavoro di poter sempre
trasformare l'eventuale condanna
al reintegro in un risarcimento
monetario (in base a una clausola
di "opting out", in vigore già in altri
paesi europei, come Spagna e
Germania). I nodi da sciogliere
riguardano anche il possibile
aggravio costi per le piccole
aziende: attualmente alle inlprese
sotto Ìl5 dipendenti non è
applicato l'articolo 18 e
destinatario,
non
l'indennizzo, in caso di
licenziamento economico
illegittimo, oscilla tra le 2,5 e le 6
mensilitàmassime. Qui
l'orientamento del Governo è
quello di non peggiorare la
situazione oggi in vigore. C'è poi
da risolvere il nodo dei
licenziamenti collettivi (che sono
per defrnizione "economici"). Il
passaggio dalla tutela reale
all'indennizzo dovrebbe esserci.
Però il dettaglio arriverà in un
secondo momento, con il varo del
decreto attuativo sul codice
semplificato.
t RIPRODULIONE RISERVATA
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Pag. 31
Codice abbonamento:
a sanzione della
reintegrazione sarà esclusa per
tutti i licenziamenti non sorretti da
contestazione disciplinare: e
quindi per i licenziamenti per
motivo economico-organizzativo
o per scarso rendimento oggettivo
e per la generalità dei
licenzianlenti disciplinari. La
regola, qui, sarà l'indennizzo
proporzionale all'anzianità di
servizio del lavoratore.
Nel decreto-delegato che dovrà
dettagliare la normativa sul
contratto a tcmpo indeterminato
per ineo-assunti si sta discutendo,
ancora, dcll' entità dei ristori
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Reintegro o indennizzo, ipotesi «opzione»
Quotidiano
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Data
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Foglio
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Sanzioni per chi rifiuta un'occupazione
Assicurazione sociale per
l'impiego (Aspi)l'ammortizzatore introdotto dalla
legge Fornero in sostituzione
dell' assegno di disoccupazioneverràrimodulata uniformando la
disciplina ordinaria con quella dei
trattamenti brevi. Insostanzanon
ci sarà più la differenza tra Aspi e
l'attuale miniAspi destinata ai
precari, poiché la durata dei
trattamenti sarà rapportata ai
contributi versati, con un
incremento della durata massima
per i lavoratori che hanno carriere
contributive più lunghe. Un'altra
novità contenuta nella legge
delega è rappresentata
dall' estensione dell'applicazione
dell'Aspi ai lavoratori con
contratto di collaborazione
coordinata e continuativa «fmo al
suo superamento». Che, come ha
spiegato ilrelatore, Pietro Ichino
(Sc), vamteso come un richiamo al
riordino e alla semplificazione
della disciplina dei contratti di
lavoro che porterà (con un altro
decreto delegato) al superamento
di una particolare fattispecie della
collaborazione coordinata e
continuativa, il contatto a
progetto. Sono esclusi dall'Aspi
amministratori e sindaci. Per il
soggetto che beneficia dell'Aspi
saranno attivati meccanismi che
incentivino la ricerca di una nuova
occupazione, coni!
coinvolgimento anche in attività a
beneficio delle comunità locali,
con modalità che non creino
aspettative di un accesso
agevolato alla pubblica
amministrazione. Nel decreto
legislativo verranno adeguate le
sanzioni e le modalità di
applicazione -per aumentare
l'effettività, secondo criteri
«oggettivi euniforrni» -nei
confronti dellavoratore
beneficiario del sostegno al
reddito che rifiuta una nuova
occupazione, o programmi di
formazione o che non intenda
svolgere attività a beneficio delle
comunità locali. Èprevista
l'introduzione di massimali in
relazione alla contribuzione
figurativa, inoltre, al termine
dell'Aspi potrebbe scattare una
prestazione, «eventualmente
priva di copertura figurativa»,
limitata ai lavoratori in
disoccupazione involontaria che
presentino valori ridotti dell'Isee,
sempre a condizione che
partecipino ad iniziative di
attivazione che vengano proposte.
ovvero di sospensione
dell'attività aziendale con
ragionevole prospettiva di
ripresa dell'attività stessa,
quindi del lavoro dei
dipendenti, entro il termine di
durata dell'intervento, come ha
chiarito martedì in Aula
al Senato, il relatore Pietro
Ichino (Sc). Verranno quindi
escluse forme di integrazione
salariale in caso di cessazione
definitiva dell'attività aziendale
o di un ramo di impresa.
L'accesso alla Cig, poi, sarà
subordinato all'esaurimento
delle possibilità contrattuali di
riduzione dell'orario di lavoro,
eventualmente destinando una
parte delle risorse attribuite
alla Cig a favore dei contratti di
solidarietà. Ci sarà sicuramente
anche una rivisitazione dei
limiti di durata del sussidio da
rapportare al massimo di ore
ordinarie lavorabili nel periodo
di intervento della Cig
ordinaria e straordinaria e
dovranno essere individuati
dei meccanismi di
incentivazione alla rotazione.
Saranno poi rimodulate le
aliquote contributive ordinarie
sulla base dell'effettivo ricorso
allo strumento (già oggi
l'industria paga più di tutti e,
con questa novità, c'è quindi un
rischio di aumento dei costi,
che il Governo è opportuno che
scongiuri).
Il riordino della Cig vedrà
anche una riduzione degli oneri
contributivi ordinari e una
rimodulazione degli stessi tra i
settori in funzione dell'utilizzo
effettivo. Si conferma infine
l'avvio dei fondi di solidarietà
introdotti dalla legge Fornero
(ma che hanno poco appeal tra
le aziende).
It RIPRODUZJONE RISERVATA
Codice abbonamento:
a cassa integrazione
cambierà, e non sarà più
concessa per le aziende
decotte. Il decreto attuativo che
dovrà ridisegnare il perimetro
degli strumenti di tutela «in
costanza di rapporto di lavoro»
non è ancora pronto; arriverà
più tardi, essendo una riforma
non a costo zero e si dovranno
fare bene i conti con la
Ragioneria generale
dello Stato. Il Jobs act fissa i
criteri generali del Dlgs: si
chiarisce la limitazione
dell'intervento della Cig ai soli·
casi di cessazione temporanea,
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Stop alla Cig se la chiusura è definitiva
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3/3
Arriva il restyling per lo statuto dei lavoratori
di riorganizzazione,
ristrutturazione o conversione
aziendale individuati in base a
parametri ogettivi,
contemperando gli interessi
dell'impresa all'impiego del
personale con quelli del
lavoratore alla tutela del posto di
lavoro. Nella legge è fissato un
paletto che il Governo dovrà
rispettare nell' esercizio della
delega: viene posto come linllte la
modifIca dell'inquadramento. La
contrattazione collettiva, anche
aziendale, ovvero di secondo
livello, stipulata con i sindacati
comparativamente più
rappresentativi sul piano
nazionale (a livello
interconfederale o di categoria),
J?otrà individuare ulteriori ipotesi.
Eprevista anche la revisione della
disciplina dei controlli a distanza
sugli impianti e sugli strUlllenti di .
lavoro (articolo 4 dello Statuto)
tenendo conto dell' evoluzione
tecnologica e contempetrando le
esigenze produttive dell'impresa
con la tutela della privacy del
lavoratore. Si potrà sperimentare
l'introduzione del compenso
orario minimo, applicabile però ai
soli rapporti che hamlo per
oggetto una prestazione di lavoro
subordinato, alle collaborazioni
coordinate e continuative, in
settori non regolati dai contratti
colettivi sottoscritti dai sindacati e
dalle organizzazioni datoriali più
rapprersentative. È necessaria
però la consultazione preventiva
delle parti sociali
comparativamente più
rappresentative sul piano
nazinale. Si prevede il ricorso ai
voucherperprestazioni di lavoro
accessorio per attività discontinue
e occasionali, in diversi settori
produttivi, confermando l'attuale
tetto di5Jnila euro l'amlo.
li:; RIPROOU71ONE
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Codice abbonamento:
068391
a disciplina dello Statuto dei
lavoratori del 1970 verrà
aggiornata in un Testo unico
semplificato. Quello che viene
comunemente definito Codice
semplifIcato conterrà le norme
legislative di fonte nazionale
relative alle diverse tipologie
contrattuali e ai relativi rapporti di
lavoro. VerramlO individuate tutte
le forme contrattuali esistenti per
valutarne la coerenza con il
contesto produttivo, e decidere se
modifIcarle o superarle. Èprevista
la revisione della disciplina delle
mansioni (articolo 13 delo Statuto
dei lavoratori) in caso di processi
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Foglio
1
Crescono i contratti a tempo indeterminato (+7,1%) ma le cessazioni superano gli avviamenti
Tra luglio e settembre più assunzioni stabili
Nel suo altalenare ancora molto doloroso iI mercato del lavoro
del terzo trimestre 2014 manda
qualche timido segnale di fiducia. I
dati sulle assunzioni e le cessazioni
diffusiieli dal ministero del Lavoro
con il sistema delle comunicazioni
obbligatorie ci dicono infatti che
tra luglio e settembre il saldo è stato
positivo (2474.1Ì2 avviamenti di
nuovi rapporti di lavoro, +204%,
contro2.415·928cessazioni,+0,9%)·
I nuovi impieghi per lavoro dipendente o parasubordinato sono
cresciuti di 60mila unità in 90 giorni e - come anticipato dallo stesso
ministero venerdì passato in concomitanza con i dati Istat (ottobre
tasso di disoccupazione al 13,2%;
+003% mese su mese e +1% anno su
anno)-sonocresciutipiùdeglialtri
i contratti a tempo indeterminato
(+7,1%,paria26·504unitàinpiù),se-
guiti dagli apprendistati (+3,8% paria2.l84attivazioni)icontrattiatermine (+1,8%; 30.721 unità) e le collaborazioni (+1%; 1.540 unità). Ma il
bilancio traattivazionie cessazioni
dei contratti a tempo indeterminato resta a favore di queste ultime: 483.027 i cessati contro i
40i.647 attivati, mentre lo stessO
saldo resta positivo (146mila unità
circa) per i contratti a termine.
Q!lando si leggono questi dati amministrativi bisogna sempre ricordare che irapportidilavoro attivati
(o cessati) non corrispondono mai
conilnumerodilavoratoricoinvolti, visto che in molti casi la stessa
persona ha un rinnovo del contratto a termine scaduto (il 70% dei
flussi in entrata e uscita è determinato dai contratti a termine). Così
dietro i 204 milioni di attivazioni ci
son01.917·932Iavoratoriincarneed
ossa, in gran parte tra i 25 e i44 anni
di età.
Qualcosa di particolare è accaduto, nel periodo, nella scuola, caratterizzataperil75%daattivazioni
a tempo determinato. In questo
comparto prima dell'inizio del
nuovo anno scolastico sono calati i
tempi determinati (-il,2% attivazioni rispetto al terzo trimestre
2013) e si è verificato un forte aumento del tempo indeterminato
(+17.l76attivazioni).Nelcontempo
tra le cessazioni in questo settore
emergono oltre il.OOO pensionamenti, con un aumento tendenziale di oltre il 36 per cento. Guardando ai flussi delle uscite i 204 milioni
di rapporti cessati hanno riguardato 1.910.394 lavoratori, con un valore medio di cessazioni per addetto
paria1,26,datocheconfermailforte
peso dei contratti a termine. In particolare743.679 contratti terminati
quest' estate hanno avuto una durata inferiore al mese (il30,8% del totale) e 389.769 oltre l'anno (16,1%).
Tra i rapporti di lavoro cessati di
brevissima durata si evidenziano
poco meno di 370mila rapporti di
lavoro con durata compresa tra
uno e tre giorni (di cui 276-375 rapporti di lavoro di un giorno, pari all'ilA%" del volume complessivamente registrato). Rispetto all'estatedel20l3lacontrazionemaggioreèstatasuicontratticondurata
oltre un anno (-2,2%) mentre sono
aumentati i contratti cessati di brevissimadurata(4-30giorni;+84%)·
Sulle cause delle cessazioni i dati di
trend fotografano un calo delle dimissioni da parte dei lavoratori
(-403%, per un totale di 345.698 unità) edeilicenziamenti decisi dai datori (217.725 unità, in diminuzione
deI303%)·
D.Col.
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nSole9]{l
Quotidiano
mmrn
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Foglio
, Ora i decreti '"'','"',,,,,,,,
I Riscritto l'art. 18: reintegra per licenziamenti
economici esclusa, limitata per i disciplinari
La delega sul lavoro
L'APPROVAZIONE IN PARLAMENTO
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3
1 /2
«Per un giudizio definitivo attendiamo
il testo finale e i regolamenti attuativi»
Sì al Jobs act, contratto atutele crescenti al via
Renzi: l'Italia cambia davvero - Nel pd solo Mineo vota contro, fiducia al Senato con 166 sÌ e 112 no
Giorgio Pogliotti
ROMA
Com66 voti a favore, 112 no ed 1
astenuto il Senato ha votato la fIducia al governo approvando defInitivamente la legge delega, meglio nota come Jobs Act, ieri in terza lettura. Le minoranze del Pd,
nonostante lacontrarietàallafIducia, hanno votato «sÌ» per «senso
di responsabilità» e tra le ma dei
Dem il dissenso è arrivato solo dai
civatiani (Casson e Ricchiuti non
hanno partecipato al voto, Mineo
si è espresso per il no).
«L'Italia cambia davvero. Questa è #lavoltabuona. E noi andiamo avanti», ha commentato in serata il premier Matteo Renzi che
prima del voto, intervenendo ad
un question time alla Camera,
aveva espresso solidarietà ad Antonio Boccuzzi (Pd) -l'ex operaio
Thyssen superstite del rogo nel
quale morirono sette suoi colleghi, minacciato su internet per
aver annunciato ilsuo voto a favore del Jobs Act - tra gli applausi di
tutti i deputati del Pd. «Non copiamo le leggi da Confmdustria ha risposto Renzi a una domanda
del giornalista Travaglio su La7io non sono andato all'assemblea
di ConfIndustria, che ha gli stessi
limiti di autoreferenzialità dei
sindacati e di altre associazioni».
La legge contiene le deleghe al
governo ad emanare entro sei me-
siidecretisulnuovocontrattoatutele crescenti, il riordino dell'assicurazione sociale per l'impiego
(Aspi),inuovianunortizzatorisociali, i servizi per illavoro e le politiche attive, il codice semplillcato
delle discipline e delle tipologie
contrattuali, la razionalizzazione
delle procedure e degli adempimenti, l'aggiornamento delle misure di tutela dellamaternità.Ilministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha sottolineato che «non sono le
regole a produrre posti di lavoro,
ma siamo convinti che un buon
contesto aumenti le opportunità»:
Il primo decreto delegato è
atteso dal Consiglio dei ministri che si riunirà a metà dicembre - riguarderà il contratto a
tutele crescenti - ragion per cui
il presidente di Confindustria,
Giorgio Squinzi, prima di esprimereun giudizio sul Jobs Act ha
detto: «Siamo in attesa di vedere i testi definitivi e i regolamenti attuativi».
Per i neoassunti con contratto
a tutele crescenti cambierà la disciplina sulla tutela reale in caso
di licenziamento illegittimo (articolo 18 dello Statuto dei lavoratori);L inoltre sarà riscritta la disciplina suimansionamenti (articolo 13 dello Statuto) e sui controlli a distanza (articolo 4 dello
Statuto). Il nuovo ammortizzatore sociale Aspi verrà esteso ai lavoratori con contratto di collabo-
razione coordinata e continuativa, mentre si prevede il graduale
superamento dei contratti a progetto, per la fruizione dei servizi
per il lavoro nascerà l'Agenzia
nazionale per l'occupazione. Chi
beneficia del nuovo trattamento
di disoccupazione (Aspi) dovrà
attivarsi per trovare una nuova
occupazione, partecipando a
corsi di formazione o di riqualifIcazione professionale. La cassa
integrazione non verrà più concessa per cessazione definitiva
d'attività aziendale (o di un ramo
di essa), i cassintegrati potranno
essere utilizzati per attività utili
per le comunità locali.
«Non c'è legge, contratto collettivo, giudice, ispettore, avvocato o sindacalista che possa assicurare dignità e libertà a chi lavora
meglio della possibilità effettiva
di cambiare azienda», ha commentato il relatore Pietro Ichino
(Sc), riferendosi al decollo del
contratto di ricollocazione destinato a chi perde il lavoro (con due
anni di anzianità di servizio).
«Partecipo con il cuore ad un voto
di fiducia che conclude l'iter di un
disegno di legge delega potenzialmente utile a completare l'impostazione diMarco Biaginella combinazione di flessibilità e sicurezza», è il giudizio del capogruppo
Ncd, Maurizio Sacconi, assente
per motivi di salute: «Ora il governo è nudonellasuaresponsabilità,
la usi bene». Dal Pd, il capogruppo
nella commissione Lavoro del Senato, Annamaria Parente, sottolinea che «è una riforma del lavoro
che tocca nel profondo la vita un
Paese», ed aggiunge: «~a parola
passa al governo, il Parlamento vigilerà sui decreti per la pieria attuazione della delega».
A differenza della Camera - dove 30 deputati della minoranza Pd
non avevano partecipato al votoal Senato 27 senatori appartenenti
alle varie aree della minoranza
hanno firmato un documento critico, motivando il «sì» alla fiducia
conIa «convinzione profonda che
il Paese non può permettersi una
crisi al buio in questa difficile congiuntura economica e sociale». La
partita si sposta sulla scrittura dei
decreti delegati, conle minoranze
Pd che potrebbero far sentire la
propria voce rallentando l'iter dei
Dlgs nelle commissioni parlamentari, che hanno fmo ad un mese di tempo per esprimere il parere
non vincolante per il governo. «il
tempo stringe e il governo farebbe
bene ad accelerare la defmizione
del merito del confronto con il
Parlamento - afferma il presidente
della commissione lavoro della
Camera, Cesare Damiano (Pd) -.
Siamo contrari a schemi che peggiorino contemporaneamynte le
tutele e l'indennizzo in caso di licenziamento».
re RIPRC[ì,JlIONf RISl:RVATA
PREMIER
Codice abbonamento:
068391
Replica a una domanda di
Travaglio in tv: «Non copiamo
le leggi da Confindustria»
Nella delega mansioni più
flessibili e Aspi estesa
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2/2
I contenuti della legge delega
Tempi certi per l'avvio
Previsto un intervento sui
Fondi di solidarietà bilaterali
attivi nei settori non coperti da
queste forme di tutela in
costanza di rapporto di lavoro
e che, in questi anni di crisi, '
hanno beneficiato del sistema
delle deroghe. La delega parla
di ((fissazìone di un termine
certo» per il loro awio anche
attraverso l'introduzione di
meccanismi standardizzati di
concessione
Verifica adistanza50losu impianti
Aseguitodell'evoluzione
tecnologica, è prevista la revisione
della disciplina dei controlli il
distanza sugli impianti esugli
strumenti di lavoro. Le nuove
misure riguarderanno solo i
controlli degli impianti e non dei
singoli lavoratori everranno
adottate «contemperando le
esigenze produttive ed
organizzative dell'impresa con la
tutela della dignità e della
riservatezza del lavoratore»
Rimodulatelealiquoteordinarie
Esduseforme di integrazione
salariale in caso di cessazione
definitiva dell'attività aziendale o
di un ramodiimpresa. Mentre
restera nno, sep pu rii mitate, per le
chiusure temporanee. L'accesso
alla Cigsaràsubordinato
aU'esaurimentodi utilizzo dei
contratti di solidarietà everranno
rivisti i li miti attuali di durata della
cassa. Rimodulazione per le
aliquotecontributiveordinarie
Taglio agli adempimenti
Razionalizzazione e
semplificazione (anche
mediante l'abrogazione di
norme)delle procedure e degli
adempimenti legati alla
costituzione alla gestione dei
rapporti di lavoro. Obiettivo è
«ridurre drasticamente» il
numero di atti amministrativi
necessari per ogni lavoratore.
Prevista l'unificazione delle
comunicazioni della Pa alle
imprese
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ModificheaUoStatuto
Rivista la disciplina delle mansioni
fissata dall'articolo 13 dello
Statuto dei lavoratori in caso di
riorganizzazione, ristrutturazione
oconversione aziendale con
l'interesse del lavoratore aIla
tutela del posto di lavoro,
prevedendo limiti alla modifica
dell'inquadramento. Il passaggio
da una mansione all'altra diventa
più semplice, anche con la
possibilità di demansionamento
Durata in base ai contributi
Per l'Aspi si prevede
un'omogeneizzazione della
disciplina su trattamenti
ordinari e trattamenti brevi,
rapportando la durata delle
tutele alla storia contributiva
del lavoratore. Incremento
della durata massima peri
lavoratori con carriere
contributive più rilevanti ed
estensione ai, (ocopro fino al
loro esaurimento
Coordinamento unico
Viene prevista un'Agenzia
nazionale per l'occupazione
partecipata da Stato, Regioni e
Provi nce autonome e vigilata
dal ministero del Lavoro.
L'Agenzia, la cui costituzione
non dovrà comportare nuovi
oneri, coordinerà l'attivit~ dei
centri per l'impiego e avrà
competenza gestionale per
l'erogazione dell'Aspi. È
previsto anche un meccanismo
di coordinamento con l'Inps
Integrazione Lavoro-Inps-Inai!
Verranno razionalizzate le attività
ispettive presso le imprese ocon
un maggiore coordinamento o
con l'istituzione di un' Agenzia
unica per le ispezioni dellavoro,
tramite l'integrazione dei servizi
ispettivi del ministero del Lavoro,
dell'Inps e dell'Inail, prevedendo
anche forme di coordinamento
con i servizi ispettivi delle
Aziende sanitarie locali e delle
Agenzie regionali per la
protezione ambi enta le
068391
ConilriordinoaddioaiCocopro
Previsto il riordi no delle forme
i!' €ontrattuali esistenti attraverso
un'analisi che valuti (d'effettiva
coerenza con il tessuto
ccupazionaleeconilcontesto
prod uttivo». Il nuòvo co ntratto a
tempo indeterminatoa tutele
crescenti, con apprendistato e
contratti atermine, diventerà la
nuova forma prevalente.
Progressivo supera mento delle
collaborazioni a progetto
Codice abbonamento:
Indennizzo per gli economid
(on il nuovo contratto a tutele
crescenti sUPerato il reintegro
nel caso di lkelJliamel\to'
economico illegittimo,peril
quale scatta un indennizzo che
aumenta con l'anzianità di
servizio. Il reintegro resta
invece peri licenziamenti nulli e
discriminatori. Mentre per quelli
disciplinari la sanzione del
rei ntegro sa rà li mitata a
«specifiche fattispecie»
del
destinatario,
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Quotidiano
nSole9]{l mmrn
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1
Nei decreti delegati probabile differenziazione delle due situazioni
Regole diverse per impianti e strumenti
stesse caratteristiche, forme di
controllo indiretto dell'attività lavorativa (ovvero proprio quel tipo
di controllo "preterintenzionale"
che l'articolo 4 dello Statuto regola
e disciplina con il previo accordo
sindacale o l'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro).
Non dovrebbe essere
necessario il via libera
del sindacato
e dell'Ispettorato per l'utilizzo
di normali apparecchiature
Gisi chiede allora se sianecessarioperundatoredilavoro,primadi
dotare i dipendenti di strumenti
tecnologici, concludere accordi
con le rappresentanze sindacali
aziendali o richiedere l'autorizzazione dell'ispettorato.
La risposta non è banale, dato
che la normativa in questione non
ha subito modifiche dalla sua emanazione. Peraltro, negli anni '70
neppure esisteva una compiuta disciplina della privacy -introdotta
con la legge 675/96 ed oggi racchiusa nel Testo Unico delzo03 -,
né un'Autorità Garante in grado di
assicurare la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali e il rispetto
della dignità nel trattamento dei
dati personali.
Ovvi.e ragioni di buon senso
portano ad escludere interpretazioni restrittive: l'uso dei normali
strumenti informatici (email, server aziendale, etc.) non necessita
di accordo con le Rsa o autorizzazione dell'Ispettorato. L'evoluzione tecnologica, però, pone continuiinterrogativi. Èilcaso,ad esempio, del dispositivo di "geolocalizzazione" dei dipendenti tramite
app installato su smartphone: le
due aziende interessate, oltre adare stretta applicazione ai criteri postidalGarantePrivacy-chehapre-
scritto l'adozione di specifiche misure a tutela della riservatezza e dignità dei lavoratori (quali la
consapevolezza, da parte del dipendente, dell'attivazione del software, la raccolta di dati non in
tempo reale, etc.) - hanno anche
espletato la procedura prevista
dall'articolo 4 dello Statuto, sottoscrivendo il relativo accordo.
Non a caso, a differenza di altri
istituti dello Statuto dei lavoratori
che hanno trovato nel tempo
un'interpretazione stabile ed uniforme, l'articolo 4 continua a rappresentare una fonte inesauribile
di contenzioso e di interpretazioni
giurisprudenziali. È, dunque, auspicabile un intervento legislativo
in grado di dare una defInitiva e
moderna disciplina ai controlli a
distanza, con un testo normativo
volto a fornire risposte concrete
ed univoche alle molte incertezze
sia dei datori di lavoro che degli
stessi lavoratori.
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Simonetta Candela
IlJobsActprevedecheidecreti legislativi delegati dovranno
operare una «revisione della disciplina deicontrollia distanza sugli impianti e sugli strumenti di lavoro, tenendo conto dell'evoluzione tecnologica e contemperando le esigenze produttive ed
organizzative dell'impresa con la
tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore».
Il distinguo tra «impianti» e
«strumenti di lavoro» induce a ritenere che i decreti che daranno attuazione alla legge delega vadano
nella direzione di diversificare la
disciplina applicabile alle due fattispecie. Gosa auspicabile, datò che
latematicarelativaall'obsolescen.za.dell'articolo 4. dello Statuto dei
lavoratori riguarda proprio l'evoluzione tecnologica degli strumenti di lavoro: è evidente, infatti,
che computer, smartphone, posta
elettronica sono tutti strumenti in
grado di determinare, per le loro
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COBBIEBE DELLA SEBA
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1
La debolezza degli ultimatum
nel Paese inquieto colpito dalla crisi
di Corrado 5tajano
DmincianD a saltar fuDri
i pentiti di Renzi e del
renzismD che nDn vDterebbero più per lui e per
il Pd. Nel cambiar giudizio., divenuto. negativo. in gradaziDni
differenti, i delusi hanno. seguito. prDpriD il criterio. della
velDcità propagandato. dal premier: nDn SDnD passati infatti
neppure dieci mesi, dal 22 febbraio. di quest'anno. quando.,
dÙPD contDrte grandi manDvre,
Renzi si è installato. a Palazzo.
Chigi. NDn sDID i pentiti, anche
i sDndaggi calanti DffuscanD il
suo. Drizzonte.
Un sDciDIDgD nDtD CDme TIVD
Diamanti è cDnvintD che la catastrDfica sfiducia espressa alle
ultime regiDnali, dDve SDnD andati a vDtare sDID un terzo. degli
elettDri, è IDcale, nDn naziDnale
e nDn sfiDra per nulla il gDverno.. Renzi è sempre sugli altari,
intDccatD dal rifiuto. della CDmunità, quindi. E le eleziDni
eurDpee? Qllelle invece, pare di
capire, anche se Diamanti nDn
lo. dice, devDnD essere cDnsiderate naziDnali. Altrimenti salta
il castello.. del famDSD 40. per
cento.. Nel 1976, per paura dei
cosacchi di Berlinguer, MDntanelli invitò a vDtare Dc <<turandDSi il naSD». OccDrre sempre il
nemico., qui da nDi. Alle eleziDni eurDpee il nemico. era Grillo.:
quanti allDra hanno. vDtatD per
Renzi rifiutando. i SUDi schia-
C
mazzi! Ora i seguaci del comico, i SUb-pDlitici dei mDvimenti
che naSCDnD e mUDiDnD in fret ta - SDnD loro. gli astenuti, CDn
i disubbidienti del Pd - si
stanno. disfacendo., tra una
espulsiDne e una fuga. TI nemico. è diventato. Salvini pDpulista
d'DccasiDne tra Marine Le Pen e
Putin. E Renzi, in previsiDne di
quelle future eleziDni anticipate sempre sullo. sfDndD, ammDnisce: «Ci penserà due vDlte il
pDpDID della sinistra a vDtare
per la sinistra radicale rischiando. di cDnsegnare il Paese a MatteD Salvini». TI pDpDID
della sinistra, si pDtrebbe
Dbiettare, cercherà la sinistra,
nDn la destra.
È un gran pasticcio. la pDlitica in Italia. Sembra che i giDvani pDlitici di gDvernD, spesso.
inesperti, «creatDri» del partito.
della naziDne, dimentichino.
che SDnD lo. Stato. e la CDStituziDne le nDstre fDndamenta,
nDn CDnDscanD la sDcietà italia!
na di Dggi, le sue angDsce, i
SUDi dDIDri, le sue paure e nDn
vDglianD avere neppure il SDspetto. che la nDstra è una crisi
mai vista. DevDnD prDbabilmente credere che il IDro DttimismD di maniera, il loro. SIDgan, «cambiare l'Italia» CDme
un prDdDttD di cDnsumD, creino. serenità. NDn pDsseggDnD il
dDnD del dubbio., nDn gli viene
in mente che, sDprattuttD nei
mDmenti gravi, dire la verità è
l'unica medicina capace di dar
fiducia e coraggio. a chi ha perso. la speranza.
TI Paese è inquieto., basta andare a vedere e a sentire. TI clima di CDnflittD nDn serve a tenere unita una cDmunità in crisi. TI dialDgD è essenziale, CDme
si può romperlD CDn i sindacati
che rappresentano. miliDni di
persDne? CDme si può governare CDn gli ultimatum? L'autDritarismD nDn è un segno. di forza, ma di debDlezza nella sDcietà dei mille campanili.
L'antipDlitica nasce anche
dall'incapacità di affrDntare i
prDblemi alla radice, di studiare, di mediare, di rispettare i
diritti, di nutrire la sDlidarietà,
nDn di cancellarla, di aver CDscienza che è la cultura il fDnte
battesimale di tutto..
TI presidente NapDlitanD sta
per lasciare il Quirinale, amareggiato., prDbabilmente deluso. dai fallimenti. Quello. che
sperava nDn si è avverato., la
legge elettDrale è in alto. mare,
le larghe intese tra diversi pDSSDnD funziDnare nei mDmenti
di emergenza se i principi della
demDcrazia liberale SDnD CDmuni. Ma CDme pDssDnD esserlo. dDpD il ventenniD berluscDnianD in cui la CDstituziDne è
stata nemica, tra leggi ad .perSDnam e CDnflittD di interessi?
Le eleziDni presidenziali
blDccherannD tutto. nDnDstante
l'appello. del Quirinale a seguitare nell'Dpera delle rifDrme. E i
problemi della crisi eCDnDmico-fll;lanziaria rimarranno. irriSDlti' D si aggraverapnD anCDra
di più. NDn è f<icile far capire le
ragiDni della pDlitica del pDssibile, perseguìta al pDStD della
pDlitica del necessario., ai minatori del Sulcis, ai lavDratDri
della Meridiana e dell'Uva di
Taranto., ai giDvani disDccupati,
agli Dperai delle migliaia di piccDle e medie aziende che
aspettano. CDn ansia di sapere
quale sarà il IDro destino.. TI totDnDmine per il Quirinale è
grDttescD. Persino. Berlusconi,
fDrse dalla Sacra Famiglia di
Cesano. BDscone dDve SCDnta la
cDndanna ai servizi sDciali, ha
fatto. sapere di esser CDnvintD
che uno. CDme lui «sarebbe il
migliDr presidente della Repubblica pDssibile». E l'altro.
giDrnD, Renzi si è espresso. cDsì
sul calendario. della pDlitica:
«BerluscDni è una persDna che
sta al tavDID, ma nDn dà più le
carte». L'ex· Cavaliere, dunque,
tiene anCDra il banco.. È questo.
il segreto. patto. del NazarenD?
Pessimismo. eccessivD? No.,
amaro. e deluso. realismo.. Esiste
infatti un'infinità di energie
pDsitive, espressiDne di un'Italia minuta e capace che nDn si
sente rappresentata dai gDvernanti.
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Il rischio
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L'antipolitica nasce
anche dall'incapacità
di studiare, di mediare
e di rispettare i diritti
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1
Politica
Riforme e partiti, Renzi all' attacco
Il premier: nel Nazareno non c'è il Qpirinale. Esu questo discuto anche con i 5 Stelle
«Dalla Lega terrorismo mediatico». Ma Salvini: per il Colle sì a un suo candidato non di parte
«Questa è la grande legislatura delle riforme», spiega
nel primo pomeriggio al question time della Camera. E in
serata, dopo aver annunciato il
commissariamento del partito
romano a seguito delle inchieste, rivendica il successo del
Jobs act, con l'abolizione dell'articolo 18. Matteo Renzi da
Enrico Mentana a Bersaglio
Mobile punta tutto sulle riforme e sull'ottimismo: «Ce la
possiamo fare, ho girato l1talia
come un ossesso e continuerò
a farlo. Mi sento più il sindaco
d'Italia che il presidente del
Consiglio». Passo dopo passo,
lentamente, ma si procede:
«Eppur si muove», dice, citando Galileo. Ma continua anche
l'offensiva contro i sindacati:
«Dovrebbero darmi una tessera ad honorem, li ho rivitalizzati: Camusso e Landini sono
sempre in ÌV». Insieme ai sindacati, arriva però una bacchettata alla Confindustria:
«Ha gli stessi limiti di autoreferenzialità dei sindacati».
ROMA
Mentana chiede se era davvero necessario abolire l'articolo 18: «Ho sempre detto che
l'articolo 18 non era decisivoribatte Renzi - ma è un segnale che il mondo sta .cambiando. Oggi con il Jobs act c'è stato
il superamento dei cO.co.pro. e
abbiamo tolto gli alibi agli imprenditori». In trasmissione
c'è anche Marco Travaglio, che
contesta il Jobs act. « Si è scelto
di fare dell'articolo 18 una bandierina ideologica», dice Renzi. «Hai scelto tu di farlo», ribatte il giornalista. Che incalza: <<Avete copiato la delega dal
documento sul lavoro di Confindustria». No, risponde Renzi: «Non copiamo leggi dagli
imprenditori, io non sono neanche andato all'assemblea di
Confindustria». il premier torna a parlare dei sindacati: «La
legge di Stabilità non la tratto
con loro, rivendico il diritto
della politica di fare le leggi».
Poi parla dell'Europa: «O
cambia o va in difficoltà. ~an­
do andiamo lì, ci guardano con
il ditino alzato, cosa che mi fa
salire il sangue alla testa. Voglio che l'Italia sia ascoltata.
Con il piano Juncker abbiamo
cominciato: un inizio timido,
non sufficiente, perché siamo
in stagnazione». A Marco Damilano che chiede che cosa
abbia fatto durante il semestre
europeo, Renzi risponde cosÌ:
«Si può fare meglio ma qualcosa si è fatto. E il 18-19 dicembre andrò al Consiglio europeo a dire: sblocchiamo dal
patto un po' di investimenID>.
il premier fa anche un mini bilancio di questi nove mesi in
Italia e conclude: «Abbiamo
anche preso più del 40 per
cento alle elezioni, segno che
gli italiani ci hanno ascoltato».
~anto alla volontà delleader di FI Silvio Berlusconi di
anticipare le scelte sulla successione al ~nale alle riforme, Renzi chiarisce: «Può dire
quello che crede, ma non ha
l'agibilità politica e nel patto
del Nazareno non c'è il Quiri-
naIe». Sul Colle si registra
un'apertura della Lega. Matteo
Salvini si dice disponibile ad
«appoggiare un candidato
proposto da Renzi se positivo e
non di parte». E Renzi si rivolge ai 5 Stelle: «il direttoriovenga a discutere: il successore di
Napolitano, uno straordinario
presidente, si sceglie tutti insieme». E spiega «mai detto
no a nomi bocciati in passato,
l'importante è che ci sia massima convergenza». ~anto alla
telefonata con Massimo Artini:
«Abbiamo fatto le medie insieme, la dimensione umana
viene prima». C'è il tempo per
un'anticipazione: «Metterò
sull'Economist un annuncio
per chiamare i migliori direttori dei nostri musei».
Qualche ora prima, alla Camera, aveva attaccato il Carroccio: «C'è una parte che alimenta la rabbia dei cittadini facendo terrorismo mediatico e demagogia pura».
Alessandro Trocino
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In Aula
068391
Un bando
Userò
l'Economist
per i vertici
dei musei
Codice abbonamento:
Telefonata
Conosco
Artinidai
tempi della
scuola
Il premier
Matteo Renzi,
ieri nei banchi
del governo
nell'aula di
Montecitorio
per rispondere
al suo primo
Question time
alla Camera.
Accanto a lui
il ministro alle
Riforme Maria
Elena Boschi
(lmagoeconomica)
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1
Lavoro negato ai disabili, lo trova solo uno su quattro
I dati del ministero del Welfare per il 2013. il governo destina altri 50 milioni al fondo
La 23a Giornata internazionale delle persone con disabilità, che cade ogni anno il 3 dicembre, è stata l'occasione per
fare un bilancio del rapporto
tra società, istituzioni e i 4 milioni di italiani con disabilità.
Una valutazione fatta di spending review, scuole poco accessibili e lavoro che non c'è.
Secondo i dati diffusi dal ministero del Lavoro, 1'84% dei disabili in età lavorativa non ha un
impiego e i disoccupati con disabilità iscritti alle liste di collocamento obbligatorio sono
750 mila. Nel 2013 hanno trova-
La data
• La Giornata
internazionale
delle persone
con disabilità è
nata nel 1981
to lavoro in 18 mila, uno su 4. La
legge 68/99, che prevede quote
di assunzioni di disabili, è tra le
più disattese. «Le norme - ricorda Michela Brambilla, presidente della commissione
parlamentare per !'infanzia e
l'adolescenza - ci sono. Si
tratta di farle rispettare. I diritti
si devono riconoscere nei fatti,
non solo sulla carta».
Un bilancio che parla anche
della consapevolezza che l'inclusione porta benefici per tutti. «Si sta passando dal diritto
all'assistenza al riconoscimento del potenziale delle persone
con disabilità», sottolinea Carlo Franceschetti, coordinatore
del Comitato tecnico scientifico dell'Osservatorio nazionale
sulla condizione delle persone
con disabilità. «Parliamo di
persone che, se messe nelle
condizioni, possono produrre
ed essere parte integrante della
nostra società», ha chiosato la
presidente della Camera, Laura
Boldrini. La nascita di una cultura dell'inclusione: un tema
su cui torna anche il premier
Matteo Renzi, che ha anche annunciato l'aumento di 50 milioni del fondo per le non auto-
sufficienze: «Dobbiamo dire ai
nostri ragazzi che questo Paese
è meraviglioso anche nell'inclusione, nel farsi carico degli
altri: un paese è bello quando
ha questo nel Dna». E mentre il
papa in mattinata ha abbracciato i disabili e le loro famiglie
in Vaticano, il presidente Giorgio Napolitano, accompagnato
dai ministri dell'Istruzione
Giannini e della Salute Lorenzin, ha aperto il Quirinale a una
rappresentanza delle principali
associazioni del settore.
Simone Fanti
@RIPRODUZIONERISERVATA
1
Mila I disabili
che nel 2013
anno trovato
lavoro: 1 su 4
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• Cade ogni
anno il 3
dicembre
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COBBIEBE DELLA SEBA
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INTERVENTI E REPLICHE
tipologie contrattuali espressamente volte a
favorire l'inserimento nel mondo del lavoro, con
tutele crescenti per i lavoratori coinvolti». In
sostanza, veniva prefigurata una eventuale
tipologia in più (non a tempo necessariamente
indeterminato) con finalità di inserimento. Il
concetto di «contratto di lavoro a tempo
indeterminato a protezione crescente» compare
per la prima volta, al Senato, nell'emendamento
delle c.d. forze centriste della maggioranza, a
prima firma Ichino; in verità senza !'indicazione
dei «nuovi assunti». Si parla per la prima volta di
«nuove assunzioni», nell'emendamento 4.1000
presentato dal governo al Senato. Poi nel
maxiemendamento votato con la fiducia
dall'Assemblea e trasmesso alla Camera.
ono Giuliano Cazzola, docente Uniecampus
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Riforma del mercato del lavoro
Condivido quanto ha scritto Francesco
Giavazzi, sul Corriere del 30 novembre (<<Quella
trappola nascosta nel Jobs act»), a proposito del
più grave limite della legge delega purtroppo
sottovalutato: la scelta di applicare il contratto a
tempo indeterminato a tutele crescenti soltanto
ai nuovi assunti. Ciò determinerà non solo un
nuovo dualismo nel mercato del lavoro, ma ne
metterà a rischio la stessa mobilità sempre
molto dinamica nonostante la crisi. Non
risponde al vero, invece, che «nel testo originale
proposto dal governo le nuove regole si
aoolicavano a tutti». In auel testo, alla lett. b)
dell'art.4 si parlava dell'«introduzione,
eventualmente in via sperimentale, di ulteriori
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04-12-2014
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Addio all'articolo 18
ilJobsactèlegge
scontri prima del voto
Il governo ha incassato la fiducia al Senato
Il premier: l'Italia cambia., Poletti: testo migliore
dal premier Renzi, nella sua città. A Genova un gruppo di
ragazzi dell'Unione degli studenti inscenano un blitz pacifico
davanti alla prefettura, depositando all'ingresso i pacchi dono
della legge: precarietà, tirocini a vita e lavoro gratuito. «Sono
questi i regali che ilJ obs act sta preparando alle nuove
generazioni», dicono i ragazzi. E sullo striscione si legge: «Ci
vogliono precari, saremo inflessibili».
Il pallino della riforma ora passa nelle mani del governo, pronto
a sfornare i decreti delegati, il primo entro Natale sul contratto
a tutele crescenti. Il Jobs act è una legge delega, un contenitore
che va riempito di contenuti: articolo 18 ( di fatto cancellato per
le nuove assunzioni, ma dovranno essere tipizzati i casi di
reintegra per i licenziamenti disciplinari), abolizione dei
contratti precari, ammortizzatori per tutti coloro che perdono
illavoro, stesse tutele alle mamme, incluse le precarie. Il
ministero del Lavoro ieri ha diffuso i dati sull' occupazione,
come risultano dal sistema delle comunicazioni obbligatorie.
Ebbene i rapporti attivati nel terzo trimestre spno aumentati
di 60 mila unità (+2,4%), rispetto all'anno prima. Le
assunzioni a tempo indeterminato, 401.647, risultano però
inferiori alle cessazioni di contratto sempre a tempo
indeterminato del periodo, 483 mila. Qualche giorno fa, lo
stesso ministero parlava di un +7% di contratti stabili.
(v. co.)
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ROMA. Il Jobs act è legge. Il Senato ieri sera ha votato la fiducia,
posta dal governo -la numero 32, un record in soli nove mesi con 166 sì, 112 no e un astenuto (maggioranza a 140), Il testo
quindi passa in terza lettura senza modifiche rispetto alla
versione della Camera, grazie anche al voto favorevole della
minoranza dem, 27 senatori del Pd allineati per «senso di
responsabilità». «L'Italia cambia davvero», esulta il premier
Renzi su twitter. Testo «significativamente
cambiato e migliorato», dichiara il ministro
del Lavoro Poletti, in un giorno ad altissima
tensione. A pochi metri da Palazzo Madama,
mentre i senatori votano, studenti, precari,
disoccupati, movimenti sfilano nelle vie di
Roma al grido "Circondiamo il Senato· e "Chi
ha scritto il Jobs act andava a cena conIa cricca di Carminati e
Alemanno. Vergognatevi!" (il riferimento è ad una foto del
2010 dove compare anche Poletti, all' epoca presidente della
Legacoop ). Quando il corteo prova a sfondare !'ingente blocco
degli agenti di polizia e così portare la protesta davanti al
Senato, partono le cariche. Vola di tutto: uova, petardi,
fumogeni. Alla fine decine di contusi, tra manifestanti e forze
dell' ordine.
La protesta contro ilJobs act non è solo romana. A Torino gli
studenti occupano la sede del Pd. A Firenze, lancio di arance,
fumogeni e petardi èontro la sede regionale del partito guidato
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Alessandro Barbera
APAGINA2
04-12-2014
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LA STAMPA
I1indennizzo: fino
a due mensilità per
ogni anno lavorato
Pagina
NUOVE TUTELE
Sussidi per 300 mila
disoccupati che ora
non lo ricevono
Filippo Taddei
Per chi verrà licenziato fmo a due mesi
di indennizzo per ogni anno di lavoro
Taddei: "A gennaio il primo decreto, per giugno riforma completata"
ra viene il difficile: approvata la legge delega, il governo deve introdurre le norme di attuazione. Per completare la riforma del mercato del lavoro
Renzi ha a disposizione sei
mesi. Il primo passo sarà, entro gennaio, il contratto a tutele crescenti. Seguiranno
l'allargamento del sussidio di
disoccupazione, la semplificazione delle forme contrattuali, la riforma della cassa
integrazione e delle cosiddette politiche attive, ovvero
gli strumenti per riqualificare chi perde il lavoro. Cinque
pacchetti di decreti «per riformare compiutamente una
materia complessa e stratificata», spiega Filippo Taddei
che ha· seguito passo passo la
trattativa in Parlamento.
Il primo decreto è anche il
O
più controverso, poiché è
quello che seppellirà una volta per tutte il vecchio articolo
18. A guardar bene, la lunga
trattativa con la minoranza
nel passaggio alla Camera ha
permesso al governo di fare
un passo avanti: la delega ora
esclude esplicitamente la possibilità di reintegro per i licenziamenti economici (quelli ad
esempio causati da un calo
produttivo) e prevede in cambio «un indennizzo economico
certo e crescente con l'anzianità di servizio». Il giudice potrà
reintegrare il lavoratore solo
nel caso di «licenziamenti nulli
e discriminatori» (ad esempio
quelli per pregiudizi razziali) e
a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare».
Ecco il primo punto delicatissimo: quali saranno queste fattispecie? Taddei nega che ci sia
pronto un testo ma fa capire
che non manca molto: «Vogliamo che i casi nei quali il giudice
può reintegrare siano limitati
alle accuse più odiose, quelle
che ledono la dignità dellavoratore o perché
false. Queste
ipotesi non sono
molte». Altro
punto delicatissimo: potrà l'imprenditore scegliere comunque di non reintegrare il lavoratore e pagare un
indennizzo più alto? Su questo
Taddei non si esprime, ma secondo le indiscrezioni che filtrano nei palazzi la soluzione
dell' «opting out» al momento è
molto controversa e nel governo non riscuote molto consenso. E in ogni caso, a quanto ammonteranno gli indennizzi per
i licenziamenti?
Questo è l'aspetto più importante per le imprese. Qui le ipotesi
sono due. Taddei
le riassume cosÌ:
«È ragionevole pensare che
l'indennizzo si attesti fra una e
due mensilità l'anno per ogni
anno di lavoro».
Circoscritte le tutele il governo avrà superato l'ostacolo politicamente più sensibile.
Eppure Taddei è convinto che
il difficile arriverà allora: «I
due nodi sono la semplificazione delle forme contrattuali
e la riforma della cassa integrazione. Del resto, è come se
parlassimo di matrimonio e
discutessimo solo di divorzio». Il Jobs Act allargherà il
sussidio di disoccupazione a
circa trecento mila persone
che oggi non lo ricevono: si
tratta dei collaboratori continuativi, a progetto e a tutti
coloro che non riescono ad
avere periodi di lavoro stabile, che per una ragione all'altra passano da un contratto
all'altro. Per ora non ci sono
invece i fondi per allargare il
sussidio alle false partite Iva.
Nel governo sono convinti
che il resto lo faranno gli
sgravi fiscali, ovvero che la
de contribuzione e lo sconto
Irap per chi assume stabilmente elimineranno progressivamente le storture del vecchio sistema. Oggi, dice la
Cgil, ci sarebbero circa quaranta tipi di contratti di lavoro. Altri sostengono che non
sono più di nove. Taddei la
mette cosÌ: «Quel che conta è
ricondurre il mercato del lavoro in tre grandi categorie: a
tempo indeterminato, determinato, e autonomo in senso
stretto. Se poi saranno tre o
nove poco cambia».
Twitter @alexbarbera
~ AMMORTIZZATORI
"-7
CRESCENTI
Entro gennaio
introduzione del
nuovo contratto
Ritaglio
Lavoro e previdenza
2
stampa
SOCIALI
Allargamento
del sussidio di
disoccupazione
ad
uso esclusivo
~ GLI STRUMENTI
~ REGOLE
"-7
3
del
"-7
PiÙ SEMPLICI
Semplificazione
dellefonne
contrattuali
destinatario,
non
4
PER RIQUALlFICARE
Rifonna
~ella cas.sa
Integrazione
riproducibile.
Pag. 45
Codice abbonamento:
~ TUTELE
"-7
068391
I prossimi sei mesi in quattro passi
Quotidiano
LA STAMPA
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04-12-2014
3
1 /2
Dossn~R
Ecco le novità
per le imprese
e i lavoratori
Roberto Giovannini A PAGINA3
Addio Co.co.co e più tutele ai giovani
Il prowedimento prevede il superamento dei contratti atipici, modifiche alla Cig e al trattamento di disoccupal";ione
Ma restano ancora nodi da sciogliere: le regole varranno anche per gli statali? Quanti precari verranno eliminati1
I
collaborazioni coordinate e continuative. Dovrebbe nascere un testo organico di disciplina delle varie tipologie contrattuali.
cupato e a chi ha perso il posto. L'obiettivo è svolgere tutti gli adempimenti per
via telematica.
Il demansionamento
Maternità e ferie
n realtà quello appena approvato in via
definitiva d~ Senato è soltanto l'«o~saOggi vietato dalla legge, domani
tura» della nforma d~llavo~o ~r?SSIma un'azienda potrà cambiare al ribasso le
ventura. Come sappIamo, Ien e stato mansioni di un dipendente. Da definire le
dato ilvia libera del Parlamento a una procedure per l'operazione, anche se pare
legge delega, di cui il testo licenziato indica che la retribuzione dovrà rimanere comunsolo i principi fondamentali cui il governo do- que inalterata. Viene rivista anche la discivrà ispirarsi al momenti di stendere i decreti plina dei controlli a distanza con la possibilidelegati che dovranno definire in concreto le tà di controllare indirettamente i lavoratori
nuove regole. L'Esecutivo - che ha scommes- monitorando impianti e strumenti di lavoro:
so moltissimo sulla riforma - assicura che i
testi dei decreti sono già pronti, o in via di
definizione; e il premier Matteo Renzi ha
Sarà impossibile autorizzare la cassa inpromesso che tutto quanto sarà pronto in tegrazione in caso di cessazione «definititempo per il prossimo primo gennaio. In ogni va» di attività aziendale. In generale, si
caso molte questioni, e di grande rilievo - re- punta ad assicurare un sistema di garanzia
stano per ora aperte: le nuove regole varran- universale per tutti i lavoratori con tutele
no anche per il pubblico impiego? quanti e uniformi anche se legate alla storia contriquali contratti precari verranno eliminati? A butiva del dipendente. Saranno rivisti i liquanto ammonterà l'indennità economica miti di durata del sussidio (adesso il tetto è
prevista per in caso di licenzilllnento? Si po- di due anni per la cassa ordinaria e di quattrà assumere 1m dipendente con il vecchio tro per la straordinaria) e sarà prevista una
contratto, senza «tutele crescenti» e con maggiore partecipazione da parte delle
l'art.18? Come funzioneranno l'indennità di aziende che la utilizzano. Si Eunta alla ridudisoccupazione e i nuovi ammortizzatori so- zione delle aliquote di contrIbuzione ordiciali? E la lista dei punti interrogativi non fi- narie (ora all'1,9% della retribuzione) con la
nisce certo qui. Vediamo per ora in sintesi co- rimodulazione delle stesse tra i settori in
me potrebbe cambiare il mondo del lavoro. funzione dell'effettivo impiego.
l
. t
.
a cassa In egrazlone
li
Tutele crescenti
È la novità più esplosiva. Il nuovo contratto è «a tempo indeterminato», ma non avrà
più nelle aziende con più di 15 dipendenti la
tutela prevista dall'art.18. Non è chiaro ancora quali saranno le altre «tutele crescenti in
relazione all'anzianità di servizio»; l'unica
nota è che il reintegro nel posto ci sarà solo
per i licenziamenti illegittimi perché nulli o
discriminatori, e per alcuni di quelli disciplinari. Si potrà essere licenziati liberamente
per esigenze aziendali, ricevendo solo un indennizzo, che potrebbe essere defiscalizzato.
Il riordino dei contratti
di disoccupazione
Arriva la «Nuova assicurazione sociale
per l'impi~go», un ~ussidio di disoccupazione per ChI perde ,Il lavoro. La durata del
trattamento do~a ess~re ~apportata alla
«pregress~ storIa contrIbutIva» dellavor~­
tore con l Incremento ~ella d?rata maSSIma (ora fissata a 18 meSI a regIme nel 2016)
per quelli con le carriere contributive più
rilevanti. Si vuole estendere l'Aspi ai collaborato l'i, finché i Co.co.co esisteranno. Per
le persone in situazione di disagio economico potrebbe essere introdotta dopo la fruizione dell'Aspi un'altra prestazione, eventualmente priva di con:~ibuti ~gurativi.
La delega prevede l'introduzione universale dell'indennità di maternità e il diritto per le lavoratrici madri parasubordinate all'assistenza anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte
del datore di lavoro. Previste misure per
evitare la pratica delle cosiddette «dimissioni in bianco». Si potranno cedere parte
delle ferie annuali retribuite a colleghi con
fiIFIi minori malati I!ravi.
le
novità/1
Regole più
semplici
L:obiettivo
al quale
si vuole
arrivare con
il contratto
a tutele
crescenti
è sfoltire
le decine
di forme
contrattuali
attualmente
in vigore
ele norme
esistenti
Controlli
e mansioni
le
novità/2
Passare
da una
mansione
all'altra
diventa più
semplice
Viene rivista I sostegni
la disciplina Sarà
dei controlli impossibile
a distanza autorizzare
conia la cig in caso
possibilità di di
controllare cessazione
impianti «definitiva»
e strumenti di attività
di lavoro aziendale
L:obiettivo
è assicurare
un sistema
di garanzia
universale
per tutti
i lavoratori
con tutele
uniformi
e legate alla
storia
contributiva
del
dipendente
AgenZia per I Bmpiego
Sulla carta, il contratto a tutele crescenti
deve diventare la modalità normale di assunNasce un'Agenzia nazionale per l'imzione. Sempre sulla carta, dovranno essere piego, che dovrà coordinare una rete di
sfoltite le molte forme contrattuali precarie e servizi in grado di assicurare formazione
atipiche, a cominciare dalle (ormai desuete) e nuove occasioni di lavoro a chi è disocRitaglio
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2/2
Detrazioni
La delega si
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dovrà
inoltre
occupare di
armonizzare
il regime
delle
detrazioni
perii
coniuge a
carico,
promuovere
il telelavoro,
incentivare
gli accordi
collettivi
volti a
facilitare la
flessibilità
dell'orario
di lavoro e
l'impiego di
premi di
produttività
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ANALISI
04-12-2014
3
1
Polemica sulle statistiche
Calano i posti
stabili, salgono
i contratti a tempo
Quei numeri inesatti
sulle nuove assunzioni
a tempo indeterminato
Servizio A PAGINA 3
I posti stabili in meno sono oltre 370 mila
anticipato i dati delle cosiddette «comunicazioni obbligatorie» sulle assunzioni e le cessaSi capisce che sia un mestie- zioni dei rapporti di lavoro. Evre molto difficile fare il mini- viva: c'è «un andamento positistro del Lavoro, in un mo- vo dei rapporti di lavoro a temmento in cui vengono battuti po indeterminato, pari ad oltre
tutti i record storici della di- 400mila nuovi contratti, con un
soccupazione. E in cui la re- aumento tendenziale del 7,1%
cessione (che infuria sfidan- rispetto ad un anno prima». È
do le dichiarazioni ottimisti- di ieri la pubblicazione dei dati
che) brucia posti di lavoro co- definitivi delle «comunicaziome zolfanelli. Le esigenze di ni». Ancora una volta, si spiega
propaganda si capiscono; ma che nel confronto tra il terzo
sarebbe bene non confonde- trimestre 2014 e lo stesso perire le idee ai cittadini giocan- odo del 2013 sono aumentati di
do con i numeri.
circa 60mila unità i contratti di
È esattamente quel che sta lavoro dipendente e parasuborfacendo il ministero di Giulia- dinato. Un aumento «trainato»
no Poletti: convincere gli ita- dai contratti a tempo indeterliani che negli ultimi mesi sti- minato, che salgono del 7,1%
ano aumentando le assunzio- (26.504 unità in più). Il guaio è
ni stabili. Cosa che purtroppo che si tratta di una vera e pronon è vera.n 28 novembre, il pria invenzione statistica. Cogiorno del catastrofico dato me si vede nel primo grafico qui
Istat sui senza lavoro, Poletti ha
ROMA
SALDO ASSUNZIONI E CESSAZIONI
NELL'ULTIMO ANNO
(al III trimestre 2014)
Tempo
Determinato
367.290
sopra elaborato dalla Fondazione Hume, contando tutte le
nuove assunzioni e tutte le cessazioni dei rapporti di lavoro,
negli ultimi dodici mesi si è verificato un vero e proprio crollo
dei contratti a tempo indeterminato. Considerando, ripetiamo, le nuove assunzioni e le
uscite, i posti di lavoro stabili
sono diminuiti di ben 378.189
unità. Sostanzialmente stabili i
contratti di collaborazione, discreto è il dato che riguarda i
contratti di apprendistato
(+76.398 unità). ottimo è invece il risultato che riguarda i
contratti a tempo determinato,
che segnano un saldo positivo
di 367.290 unità.
Questa è la verità nuda e
cruda: in dodici mesi, sono stati
persi quasi 380mila posti di lavoro stabili, mentre è aumentato di 370mila unità il numero
dei posti di lavoro precari, a
termine. Come si vede chiaramente nel secondo grafico, nel
primo trimestre 2014 i dipendenti stabili erano 1'87,4% del
totale; nel trimestre luglio-settembre sono scesi all'85,8%.
Perché ciò è avvenuto? Per
due ragioni semplicissime. Primo, perché la crisi distrugge i
posti di lavoro sicuri, a tempo
indeterminato. Normale. Secondo, perché con il decreto
Poletti del marzo scorso è stato
deliberatamente reso più facile,
sicuro e conveniente assumere
a tempo determinato. I risultati
di questa riforma sono dinanzi
a tutti. In ogni caso, dal prossimo gennaio tra un contratto a
tempo determinato e un nuovo
contratto a tempo indeterminato (<<a tutele crescenti») la
differenza sarà minima: i primi
avranno una scadenza definita,
gli altri potranno essere termi[R. GI.]
nati a piacere.
PERCENTUALE DI OCCUPATI
DIPENDENTI A TEMPO INDETERMINATO
SUL TOTALE DIPENDENTI
:!e
o
88%
.0:1"
Centimetri
LA STAMPA
...:
co
Apprendistato
87%
58.184
TOTALE
Contratti di 1.11.534
collaborazione
Altro (a) 1-27.400
Fonte: elaborazione
'''''''''''''''llWiOHUME
LA STAMPA su dati
Comunicazioni
Obbligatorie e Istat
Tempo
Indeterminato
-371:t189
200.000
400.000
85%
600.000
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o
86%
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1 /2
Manifestazioni contro Iren
L'a.d. se ne va con l mln
L'amministratore delegato di
Iren, multiutility controllata dai
Comuni di Torino, Parma, Piacenza, Genova e Reggio Emilia, che
si occupa di gas, acqua, rifiuti ed
elettricità, è stato solamente per
un anno al vertice della società.
Se ne va con una liquidazione di
1 milione di euro. E per la prima
volta è partita la rivolta contro le
multiutility. A guidare la rivolta
è Reggio Emilia, ma manifestazioni analoghe sono annunciate
in altre città. In 200 si sono ritrovati sotto il Comune, coi cartelli
«E io pago». Sulla scia della protesta è nata anche una pagina
Facebook. Il presidente del consiglio comunale ha messo ai voti
due documenti contro gli stipendi
d'oro ai manager pubblici.
Nicola de Sanctis
POTlzi(lf/O
(l
p(l~.
lO
È quanto è riuscito portare a casa l'ad di Iren, la multiutility di molti Comuni del Nord
Un milione per un anno di lavoro
trerà nel Guinness dei
primati l'amministra. tore delegato di Iren,
ultiutility controllata
dai Comuni di Torino, Parma,
Piacenza, Genova e Reggio
Emilia, che si occupa di gas,
acqua, rifiuti ed elettricità. E
stato solamente per un anno al
vertice della società e adesso se
ne va con una liquidazione da
1 miliçne di euro più altri benefit. E la goccia che ha fatto
traboccare il vaso dei compensi
d'oro di queste aziende controllate dai Comuni e che operano
in condizioni di quasi monopolio. Per la prima volta è partita
una sorta di rivolta dei forconi
contro le multiutility, al centro
di un meccanismo perverso. I
sindaci nominano il consiglio
d'amministrazione (spesso gli
amici degli amici), il quale a sua
volta nomina presidente e ad,
col relativo compenso e non si
guarda a spese poiché più è altO
l'emolumento del vertice più si
può alzare il gettone di presenza
degli amministratori.
8
Ritaglio
Lavoro e previdenza
n compito che questi signori hanno è fare più utili
possibili, impresa meritoria ma
anche facilitata dal fatto che
ognuno di noi ha bisogno di luce,
di energia, di acqua, di gettare
via i rifiuti. Il monopolio offre
il servizio e riscuote le bollette.
Alla fine, tutti contenti, trapne
gli utenti che pagano cifre esorbitanti, più alte di quelle degli
altri Paesi europei. Sono felici
gli amministratori che guadagnano a man bassa, i sindaci
che rimpinguano gli asfittici
bilanci comunali e quindi briridano insieme ai vertici da loro
nominati, incuranti se i cittadini
pagano, con le bollette, 1 milione
di sola liquidazione all'ad di una
multiutility.
A guidare la rivolta è Reggio EmiJ.i.a; ma manifestazioni
analoghe sono annunciate in
altre città. In 200 col passaparola si sono ritrovati sotto le finestre del Comune, coi cartelli
«E io pago». Sulla scia della
protesta è nata anche una pagina Facebook. Tra le grida dei
manifestanti il presidente del
consiglio comunale ha messo
ai voti due documenti contro
stampa
ad
uso esclusivo
gli stipendi d'oro ai manager
pubblici. Uno è stato approvato all'unanimità, ma viene da
chiedersi: i Comuni controllano la maggioranza delle azioni
Iren, com'è possibile che votino
un documento di censura verso gli amministratori che loro
hanno nominato? Tra l'altro è
una storia che si ripete.
Di tanto in tanto c'è chi
pone la questione. I Comuni fingono di scandalizzarsi e
protestano, gli amministratori se ne infischiano, i Comuni
dimenticano e tutto continua
come prima, con l'ad di Iren
che guadagna quattro volte più
del presidente della Repubblica. Il bello è che egli s'è preso
la liquidazione perché lascia
la carica di ad, ma continua a
lavorare all'interno di Iren e
quindi a percepire un regolare e cospicuo stipendio. Povero
Carlo Cottarelli: si comprende
perché il commissario alla spending review se ne sia andatò di
corsa, impossibile disboscare
questa giungla di spesa pubblica e tagliare il cordone delle
partecipate, che hanno l'appeal
della quotazione in borsa ma il
del
destinatario,
non
controllo è saldamente in mano
comunale, cioè pubblica, e a pagare inefficienze e buste paga
faraoniche (spesso a ex politici)
sono gli utenti.
Alla protesta di Reggio
Emilia hanno partecipato s~­
dacalisti, qualche politico (come
la nipote di Romano Prodi,
Silvia, neo-consigliere regionale
di area civatiana), piccoli azionisti della multiutility, esodati
Iren, cioè coloro a cui hanno
staccato il gas. È stato dato vita
a un comitato per continuare le
iniziative di protesta. «La buonuscita è solo il più eclatante
degli aspetti che denunciamo
sulla gestione di Iren - spiega
FrancesCo Fantuzzi, del Tavolo no multiutility.- Quello su
cui bisogna interrogarsi è perché
l'azienda abbia permesso una
cosa del genere, e soprattutto,
perché nessuno dei soci si sia
opposto alla decisione».
Nel mirino i sindaci, tutti pidiessini, di Torino (Piero Fassino), Genova (Marco
Doria), Reggio Emilia (Luca
Vecchi, succeduto a Graziano
Delrio), Piacenza (Paolo Dosi)
e un 5stelle, Federico Pizza-
riproducibile.
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DI GIORGIO PONZIANO
068391
I cittadini, stanchi di bollette salate, protestano a RE
Quotidiano
Data
Pagina
Foglio
rotti, primo cittadino di Parma,
rei di acquiescenza verso questo
andazzo. Anche Pizzarotti, come
gli altri, ha messo un suo uomo
al vertice di Iren ma non sembra
con molto costrutto.
La Cisl ha inviato ai tre sindaci una lettera: «se ci sono soldi
vadano nelle strutture dei servizi, che richiedono una quantità
di manutenzione ordinaria e
straordinaria non sempre ottemperata al meglio». Aggiunge la Cgil, sempre in una nota
ufficiale: «quello che è successo
offende il senso comune soprattutto nel mezzo della crisi che
colpisce il tenore di vita di tante persone, mentre in azienda
continua la riduzione di risorse
umane e materiali necessarie
per garantire la qualità dei
servizi erogati ai cittadini». E
Federconsumatori chiosa: «è
uno schiaffo a chi non riesce a
pagare la bolletta».
L'ad dello «scandalo», Ni·
cola de Sanctis, venne nominato nel giugno 2013. In seguito a dissapori col presidente è
addivenuto a una risoluzione
consensuale e c'è da credere
che il consenso sia convinto:
buonuscita di 900 mila euro,
bonus maturato di 50 mila euro,
contratto di advisoring (cioè rimarrà in azienda) fino al 31 dicembre 2015 per altri 400 mila
euro. L'unico sindaco che finora
si è mosso, ma conta poco perché non di un grosso Comune,
è quello di Scandiano, Alessio
Manut)ì: «La cifra prevista per
la maxi liquidazione è da considerarsi fuori misura in senso assoluto, e lo è ancora di più visto
il particolare momento storico di
crisi economica. Inoltre è assai
discutibile poiché l'interruzione
del rapporto di lavoro avviene
prima della scadenza del contratto sulla base di un accordo
tra le parti».
L'ultima relazione di Iren
sui compensi si riferisce al 2013:
la remunerazione del consiglio
d'amministrazione raggiunge
1,5 milioni, più 293 mila per
il collegio sindacale e 670 mila
per i dirigenti con responsabilità strategiche. TI presidente ha
percepito 172 mila euro, il suo
vice 356 mila, l'ad 490 mila. I
consiglieri si sono attribuiti da
21 mila a 82 mila euro, con arrotondamenti che fanno mettere in tasca fino ad altri 80 mila
euro poiché quasi tutti fanno
parte ~che delle sub holding
dell'azienda. In totale, in un
anno, il bilancio è stato salassato dì 3 milioni. Le multiutility
fanno parte del campione esaminato da Mediobanca che ha
concluso una ricerca affermando
04-12-2014
10
2/2
che i top manager delle società
quotate arrivano a prendere 84
volte lo stipendio di un loro dipendente.
Se a Reggio Emilia è in·
cominciata la rivolta antimultiutility, anche a Bologna
si stanno mobilitando contro
Hera, il cui presidente, 1bmaso
1bmmaso di VIgnano, si ritrova
457 mila euro l'anno. A chi gli
ha fatto notare che il presidente del consiglio sta tentando di
mettere un tetto agli stipendi
di molte categorie, ha risposto:
«Non sento proprio il bisogno di
ridurre il mio compenso». E il
sindaco di Bologna, il pidiessino VIrginio Merola, renziano,
gli ha dato ragione: «Si può fare
demagogia su tutto, ma francamente credo che rispetto anche
ai risultati che si sono ottenuti, il management aziendale di
Hera sia assai sobrio».
Twitter: @gponziano
S;'hp"~l mirino.
i siniitrei P:iero F(1,$st..
no (t{)~,)fltrco
nq,w
(Ge),L,UèaV~c1R(Re),
PaèJ~P9siJPc)it ,,(ti.
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delicl!Pizzarotti'~Pr) ,
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Data
Il via libera è arrivato ieri con voto di fiduçia. Uesecutivo avrà sei mesi per i decreti attuativi
Il Jobs act taglia il traguardo
Al governo la delega per riformare il mercato del lavoro
I
grazione salariale. Tra l'altro,
prevede la revisione dei criteri
di concessione e utilizzo della
cassa integrazione, escludendo
le ipotesi di cessazione aziendale; la semplificazione delle
procedure con l'introduzione cli
meccanismi automatici di concessione; la previsione di una
maggiore compartecipazione
ai costi da parte delle imprese
utilizzatrici. La delega per la
semplificazione di procedure e
adempimenti, allo stesso modo,
prevede la loro razionalizzazione in caso di costituzione e
gestione del rapporto di lavoro,
con l'obiettivo di dimezzare il
numero di atti carattere burocratico e amministrativo. A tal
fine ci sarà l'unificazione delle
comunicazioni alle p.a. per gli
stessi eventi (ad esempio in caso
d'infortunio sul lavoro), ponendo a carico delle amministrazioni l'obbligo di trasmetterle agli
altri uffici competenti.
Addio co. co. co. Infine, la
delèga in materia di semplificazione delle forme contrattuali
prevede la redazione di un testo
unico contenente le discipline
dei contratti di lavoro e una loro
semplificazione, tra cui il «su'peramento» delle collaborazioni
(si veda anche ltaliaOggi Sette
in edicola questa settimana).
I principi per 'a rifarma Bel- me
•••a •••
I.l;a
••
,
--
-
-
-
--,
~
~-
=~
-,'
-
Ci
Delega in materia di ammortizzatori sociali '.
Fonte: art. 1, commi 1 e 2 della legge delega Jobs Act
• Termine: entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge delega Jobs Act
La del~a:"fir'l~.tizza~à razìonaHztare le forme di tutela. eSiSter)tt'Che vanno sotto il nome di ammortizzatori sociali
CÒI1 d!rferM~~jq...~,Q'imPiegoitegHstrumenti d'imerveJ:ltoin(J~tanza di rapporto di làvoro {Cassa Intégratione}
.
. . ....
.. ...
'.
.
.. '
da quemprevi~tHl'lç~$o didì$Q<:èupazione involontaria {A'spi),!t,t
Lo scopo è assicurare un sistema di garanzia universale per tutti i lavoratori, cOn tutele uniformi e legate alla storia
contributiva dei lavoratori, nonché di razionalizzare la normativa in materia d'integraziclne salariale
. .
.
. Delega in materia di servizi per il lavoro e di pOlitiche attive
"
·~p~te:art,1/eommY3è 4 d~lIalegge delega JobS Act
• Termìne:entro;:f)fi')esi dal1'entrata in vigòre delta legge. delega Jobs Acì
_
Lo scopo è riordinare la normativa in materia di servizi per il lavoro, al fine di garantire la fruizione dei servizi essenziali in materia
di politiche attive del lavoro su tutto il territorio nazionale, razionalizzando gli incentivi rivolti all'assunzione e all'autoimpiego
e istituendo una cornice giuridica nazionale che faccia da riferimento anche per le normative regionali e provinciali.
Con l'obiettivo. di unificare la ,gestione delle pOlitiche attive e passive, la delega prevede in particolàre d'istitUIre
l'Agenzia'~aziçnale per l'occupazione (con competenze gestìonatiin materia di servizi per l'impiego;politiche attive e
Aspi, COOil contestualENiordino degli enti operanti nel sE?ttore) e il rafforzamento dei servizi per l'impiego, valorizzando
le sinergie tra servizi pubblici e privati. Prevede, inoltre, di valorizzare le funzioni di monitoraggio e di valutazione delle
.politlChe attive per il lavoro e interventi di semplificazione amministrativa in materia.di lavoro epoliticheattive
Delega in materia di semplificazione delle procedure e degli adempimenti
Fonte: art. 1, commi 5 e 6 della legge delega Jobs Act
• Termine: entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge delega Jobs Act
,II fine è il conseguimento di obiettivi di semplificazione e di razionalizzazione delle procedure di costituzione e
gestione dei raìll~orti di lavoro, al fine di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese. In particolare,
mira a dimInuire li numero di atti amministrativi inerenti il rapporto di lavoro, attraverso specifiche modalità (ad
esempio l'unfficazione delle comunicazioni alle Pubbliche amministrazioni con rifeirmento agli stessi eventi, l'obbligo
di trasmissione di dati tra le diverse amministrazioni, l'abolizione della tenuta di atti e documenti cartacei e la
rèvisioneclef!liadempimenti in materia di .libretto formativo del cittadino)
Delega pér riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e delle tipologie dei relativi contratti nonché per la
razionalizzazione e semplificazione dell'attività ispettiva
• Fonte: art. 1, comma 7 della legge delega Jobs Act
• Termine: entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge delega Jobs Act
_ .
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l Jobs act è legge. Al governo la delega per riformare
il mercato del lavoro, intervenendo su ammortizzatori sociali, servizi d'impiego,
adempimenti amministrativi,
contratti di lavoro e maternità.
Con 166 sì, 112 no e un astenuto, l'Aula del Senato ha votato
la fiducia al governo, approvando definitivamente in terza lettura la delega per la riforma del
mercato del lavoro nella stessa
versione licenziata dalla Camera. Dalla pubblicazione della
legge in G U (entrerà in vigore
il giorno successivo), l'esecutivo
avrà sei mesi di tempo per scriv~re i decreti attuativi.
Non solo art. 18. La modifica all'art. 18 dello Statuto dei
lavoratori ha in questi mesi catalizzato tutta l'attenzione sul
provvedimento; ma in realtà il
progetto di riforma è più ampio,
spaziando su cinque deleghe
come illustrato in tabella. La
delega sugli ammortizzatori,
per esempio, mira ad assicurare tutele uniformi e legate alla
storia contributiva dei lavoratori, nonché arazionalizzare la
normativa in materia di inte-
Codice abbonamento:
DI DANIELE CIRIOLI
Quotidiano
Data
Pagina
Foglio
04-12-2014
25
2/2
tlM.tit~ijta a rafforzare le opportunità d'ingresso nel mondo del lavoro e a rrordinare j contratti di lavoro vigenti
per rénderli maggiormente coerenti con le attuali esIgenze del contesto occupazionale e produttivo, nonché a
rendere più efficjè~te l'attMtàispettiva.'ln particolare, prevede: .
a)laredazfone dì un testo organico di disciplina delle varie tipologie cohtrattuali (con possibilità disuperamento'
di alcUne ,di esse};
b) ~rìnir<!dUzìonè;P~r le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione
alt'aÌ1zianit~. 4i servlzio;
,
.
c} l'intr'oduzion~.anchein via sperimentale, del èomj:)ensoorario minimo;
d) r'idefinizlonedisciplina in materia di mansioni (con possibilità di «demansionamenti») e controllo a distanza dei
IaVoratoti.
.
.
Delega per revisione e aggiornamento delle misure intese a sostenere le cure parentali ed a tutelare la
maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro
• Fonte: art. 1, commi 8 e 9 della legge delega Jobs Act
• Termine: entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge delega Jobs Act
Codice abbonamento:
068391
Lo scopo è garàntire,aaeguato sostegno alla genitQrialità e favorire le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di
Javoroper la generaìità dei lavoratori. A tal fine prevede, in particolare; .
.
.
a) l'esiensionèdel dirittoaUà prestazione di maternità alle lavoratrici madri C.d. "parasubordinate";
b) l'introduìione di un credito d'imposta a favore delle donne lavoratrici, anche in attività autonome, che abbiano figli
minor:iùppure disabili 'non autosufficienti (al di sotto di una detèrminata soglia di reddito individuale complessivo) e
l'armohizzazione del regime delle detrazioni (dall'imposta sui redditi) per il coniuge a carico;
c) la promozione del telelavoro;
d) l'incentivazione di accordi collettivi volti a facilitare la flessibilità de1l'orario.di lavoro e l'impiego di premi di produttività;
la pos~jbilità di cessione dei giorni di férie tra lavoratori per attività di cura dei figli minori;
e) la promozione ,dell'integrazione dell'offerta di servizi per le cure parentali forniti dalle aziende e dagli enti bilaterali
nel sistema pubblico-privato. dei servizi alla persona.
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Lavoro e previdenza
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Quotidiano
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1
Per i periti 50 € di contributo al 20/12
Albo assicuratori
Cambia l'accesso
al 2 dicembre sono
entrati in vigore i
nuovi requ~siti.d~ accesso per l'iscnzlOne
all'albo dell'attività assicurativa e riassicurativa. Nel caso
si tratti di persone giuridiche,
i requisiti di onorabilità devono essere posseduti dagli amministratori, dai sindaci e dai
direttori generali delle stesse.
Lo prevede il provvedimento
Ivass del 18 novembre (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 dello dicembre
2014) che ha modificato il regolamento del 2 gennaio 2008
n. lO concernente la procedura di accesso all'attività assicurativa e l'albo delle imprese
di assicurazione di cui al titolo II del decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209 - codice delle assicurazioni private
e modifiche e integrazioni al
regolamento n. 33 dellO marzo 2010 concernente l'accesso
e l'esercizio dell'attività di riassicurazione di cui ai titoli
V, VI, XIV, XVI del medesimo
decreto. La documentazione da presentare da parte
delle società per l'iscrizione
all'albo delle assicurazioni
per la verifica dei requisiti
di onorabilità è l'elenco degli
ammiListratori, dei sindaci
e dei di:ettori generali della
società che detengono il con-
Codice abbonamento:
068391
D
trollo o la partecipazione, la
dichiarazione sostitutiva di
certificazione attestante la
pendenza di procedimenti in
corso. Se la persona giuridica è una banca autorizzata ai
sensi dell'art. 14 del Tub, può
essere inviata copia dei verbali delle adunanze dell'organo amministrativo della
banca, nel corso delle quali è
stata accertata la sussistenza
dei requisiti di onorabilità dei
membri del consiglio di amministrazione e del collegio
sindacale. I soggetti che operano esclusivamente all'interno dei locali in cui l'agente o il
broker svolgono la loro attività non devono essere iscritti
in alcuna delle sezioni del
registro degli intermediari.
Intanto va ricordato che entro il 20 dicembre, gli iscritti
nel ruolo dei periti assicurativi sono tenuti al pagamento
di un contributo annuale di
vigilanza. Per il 2014, Con dm
24 ottobre 2014, il contributo
è stato determinato in euro
50,00. Sono tenuti al pagamento i soggetti che risultano
iscritti nel ruolo alla data del
30 maggio 2014. Il pagamento
dovrà avvenire con versamento a mezzo bonifico bancario
sul conto corrente intestato a
Consap spa - ruolo periti assicurativi, presso Bnl.
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Quotidiano
La riforma del lavoro è legge
nuovi contratti senza art. 18
..L'ok definitivo dal Senato. Scontri vicino Palazzo Madama
Lavoro, la riforma
è legge: l'art. 18
non si applicherà
ai nuovi assunti
POlml: IL TESTO
ESTATO MIGLIORATO
VENDOLA:AABOLITA
LA CIVILI" DEL LAVORO
INSULTATO BOCCUZZl
PER AVER VOTATO "SI"
~Renzi: l'Italia cambia davvero, avanti con le riforme e in primavera
tagli alle partecipate. Corteo con tafferugli e tre feriti vicino al Senato
LA VOTAZIONE
'-' tratto per i futuri nel? assunti (a
_____
.
ROMA Il. g~ver?:o ~~n.Zl n~l tardo
pomengg~o dllen e nU~Clto a trasformare l~ legge la pnma, vera,
profonda, nforma strutturale fra
le molte prome~s~:. quella del lavoro. Il voto d~fmlt1vo del S.enato
sul Jobs Act e stat~ veloc~zza~o
con la trentadueslma fIduCIa
(non usata all~ Camera) portata a
casa con 166 SI: 112. no, un astenuto. U? p~s~agglO dlSCUS~O (pervenerdl12 ~ m~etto ~no sClOpero generale dI ~gll e Ull),passato tutto
s,ommato m t~,no mlI~o~e fra le so,:
ht~ scene ~a . OpposlZlone d~ra
del senaton d~ S~l che han':1 0 mal:
bera~oc~rtelh d~ protesta, l mal,dl
p~nCla dI alcum (me n? delle ~lt~
dI una mano) senaton della smlstra Pd e alcune manifestazioni
tenute non 10':1tan~ ~a Palaz~~
~adama co~ dlsordml e ~re fentl
mdette .dag~l ~pp~~tenentl ~ q~,ella che SI defmlsce area sOCiale.
LE NOVITÀ
In attesa dei decreti attuativi del
Jobs Act, i primi dei quali dovrebbero arrivare prima di gennaio
con l'introduzione del nuovo conRitaglio
Lavoro e previdenza
tempo indeterminato ma con la
possibilità del licenziamento con
indennizzo crescente a seconda
degli anni di lavoro e quindi senza art.l8), il premier Matteo Renzi ha incassato la vittoria con il
più classico dei tweet cui ci ha
abituato: «L'Italia cambia dawero. E noi andiamo avanti». In mattinata il premier aveva annunciato a margine di un convegno che
in primavera _dopo la legge elettorale e il nuovo passaggio parlamentare sulla riforma del Senato
_il governo presenterà il prowedimento per la riduzione delle società partecipate da Comuni e Regioni per nuove liberalizzazioni.
Poco prima del tweet del presidente del Consiglio era stato il ministto del Lavoro Giuliano Poletti a sottolineare' che iI testo era
stato significativamente cambiato alla Camera (un omaggio alla
sinistra Pd che ha tenuto in piedi
l'articolo 18, e quindi la reintegrq,
in alcuni casi di licenziamento di
chi già lavora) ma che i primi decreti sarebbero stati emanati a
tambur battente. Nel corso del
2015 dovrebbero arrivare molte
novità come il maggior spazio ai
stampa
ad
uso esclusivo
presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Tensione e scontri
nel corteo di ieri a Roma contro il Jobs act, mentre si discuteva la fiducia sul prowedimento.
Franzese e Piro ne a pag.lO
del
c.ontr~tti a~ienda1i ri~petto a ':luelh ~azlO!1~h, pr?babIlmente Il s~lano mmlmo fIssato per legge m
via sperimentale e il Codice semplificato del lavoro.
Oltre al durissimo giudizio del
leader di SeI, Nichi Vendola:
Smantellano la civiltà dellavoro e
lo chiamano Jobs Act» vanno segnalati i pesanti insulti rivolti su
Facebook .ad Antonio Boccuzzi,
l'operaio UiI che scamp? al r?go
del 2008 alla Thyssen dI Tonno,
che in quanto deputato Pd,ha votato a favore del Jobs Act.
I lavori parlamentari si sono
svolti men~re, fl!Ofi da palaz~o
Madama, sfilava Il cO,rteo or~amz­
zato dal, Laborato~lO naz~on~le
pe~ lo s~lOpero ~oClal~. ObIettIVO
del mamfestantl: raggmngere Palazzo Madama. Alle 14.30 un
gruppo di manifestanti ha lanciato uova e ~a te!1~ato, di f~rzare il
c?rdone dI pOhzlOttl ~chlerato ~
dIfesa d~l S~~ato, Nel ta~ferugh
sono statI fenti tre ~tudentl. .
Dlodato Plrone
068391
legge delega sul lavoro. Il voto
definitivo del Senato è stato
velocizzato con la fiducia, approvata con 166 sì, 112 no e un
astenuto. L'articolo 18 non si
applicherà ai nuovi assunti.
Ora, sottolinea il ministro Poletti, il governo punta ad approvare già entro fine anno i
primi decreti delegati. «Il Jo bs
Act diventa legge. L'Italia
cambia dawero», afferma il
Codice abbonamento:
ROMA Via libera al Jobs act, la
©RIPRODUZIONERISERVATA
destinatario,
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Quotidiano
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Foglio
Reintegro addio
regola generale
sarà l'indennizzo
Contratti
Con le tutele
crescenti arriva
lo sfoltimento
Per tutti i nuovi assunti cadei!
totem simbolo dello Statuto dei
lavoratori: sarà possibile
licenziare un dipendente anche
senza giusta causa o giustificato
motivo.
Le tutele dell·art.l8 non
varranno più per i licenziamenti
economici: i! lavoratore non
potrà più ricorrere al giudice per
chiedere il reintegro nel posto di
lavoro, gli spetterà invece «un
indennizzo economico certo e
crescente con l'anzianità di
servizio».
Fortemente limitata la
possibilità di reintegro anche
nel caso di licenziamento
disciplinare ingiustificato: sarà
limitata solo «a specifiche
fattispecie» (da definire
dettagliatamente con i decreti
attuativi) e saranno anche
previsti «termini certi per
\'impugnazione».
Non cam bia nulla (e quindi
resta il reintegro) per i
licenziamenti nulli e
discriminatori.
Arriva il contratto a tempo
indeterminato a tutele crescenti
in relazione all'anzianità di
servizio. L'obiettivo del governo è
che questo tipo di assunzione
diventi quella più utilizzata nei
nuovi contratti. A questo scopo la
delega prevede l'introduzione di
«un testo organico semplificato»
e il riordino delle tipologie
contrattuali, che attualmente
sono più di 40.ln particolare
andranno «ad esaurimento» le
collaborazioni coordinate e
continuative. Saranno i decreti
attuativi a entrare nel dettaglio.
L'orientamento condiviso è
quello di arrivare a non più 4-5
contratti. Dovrebbero rimanere:
contratto a tempo indeterminato
che per i nuovi assunti sarà nella
forma delle tutele crescenti;
contratto a termine;
apprendistato, part-time. Viene
esteso ad altri settori produttivi il
voucher per i lavori stagionali:
confermato il tetto dei
cinquemila euro annui per
lavoratore.
La delega prevede un profondo
cambiamento delle politiche attive.
Per un miglior coordinamento su
tutto il territorio nasce l'Agenzia
nazionale per l'occupazione,
partecipata da Stato, Regioni e
Province autonome, vigilata dal
ministero del Lavoro. Avrà
competenze in materia di servizi
per l'impiego, politiche attive-e
AspLll beneficiario di un
ammortizzatore sociale (cig o
sussidio di disoccupazione) dovrà
dare la disponibilità a seguire corsi
di qualificazione ed eventualmente
anche «allo svolgimento di attività
a beneficio delle comunità locali»,
senza però che questo alimenti
aspettative di assunzione nel
pubblico. Chi si rifiuta rischia di
perdere il sussidio. Nella ricerca di
un nuovo lavoro il disoccupato
potrà scegliere di affidarsi a
un'agenzia per l'impiego privata
che per il servizio riceverà un
incentivo regionale, ma solo a
risultato ottenuto, e comunque
«proporzionato alla difficoltà di
collocamento» del soggetto.
Ritaglio
Lavoro e previdenza
Disoccupazione
sussidio esteso
agli atipici
Non solo il18, cambia anche un
altro articolo dello Statuto dei
lavoratori, il13 che impone
all'azienda di adibire il lavoratore
«alle mansioni per le quali è stato
assunto o a quelle corrispondenti
alla categoria superiore che abbia
successivamente acquisito». La
delega invece consente «l'utile
impiego del personale» in caso di
«processi di riorganizzazione,
ristrutturazione o conversione
aziendale individuati sulla base di
parametri oggettivi». In pratica è il
via libera al demansionamento
(considerato di fatto come il male
minore rispetto a un
licenziamento) ma a una
condizione: siano tutelate
condizioni di vita ed economiche. Il
che dovrebbe significare (ma lo si
vedrà meglio con i decreti
attuativi) che la marcia indietro
nella carriera sarà a parità di
stipendio. Viene rivista anche la
disciplina dei controlli a distanza
con la possibilità di controllare
impianti e strumenti di lavoro.
Cambia il sistema degli
ammortizzatori sociali. La cassa
integrazione non potrà più essere
autorizzata in caso di cessazione
«definitiva» di attività aziendale o
di un ramo di essa. La delega
prevede anche una differente
partecipazione contributiva da
parte delle aziende, a seconda
dell'effettivo utilizzo (in pratica chi
non ne fa uso pagherà di meno).
Scompare la cig in deroga. Il
sussidio di disoccupazione Aspi
sarà esteso ai lavoratori con
contratto di collaborazione
coordinata e continuativa «fino al
superamento di questa forma
contrattuale». L'obiettivo del
governo è di ampliare la platea di
300-400mila lavoratori
attualmente senza tutele. Per
averne diritto - ma saranno i
decreti attuativi a specificarlo
meglio - basterà aver lavorato 3-4
mesi negli ultimi due anni. Per
quanto riguarda la durata
dell'erogazione del sussidio sarà
commisurata «alla pregressa
storia contributiva del lavoratore».
Bonus di 80 mila euro
per chi lascia l'azienda
Si era partiti con la
richiesta, da parte
dell'azienda, di 570
licenziamenti, poi
sceso a 290. L'accordo
non prevede licenziamenti: più
di 290 persone hanno accettato
il bonus di 80mila euro lordi
per i Iicenzialllenti incentivati.
All'impiantistica
destinati 100 milioni
L'azienda si impegna a
investire in quattro
anni -questa è la
durata temporale del
piano -140 milioni. Di
questi 100 saranno destinati
all'impiantistica, 30 al
trasferimento della linea di
Torino, lO a ricerca e ambiente.
Resta il mix produttivo
a caldo e a freddo
068391
C)
Passo indietro
nella carriera
ma stessa paga
L'accordo prevede che
resti il mix di
produzioni, caldo e
freddo. La produzione
minima è indicata in
un milione di tonnellate di
fuso. Restano accesi entrambi i
forni anche se il secondo sarà
con ritmi più ridotti.
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Collaborazione
tra centri privati
e pubblici
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Quotidiano
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Foglio
1
Reati gravi e maxi-indennizzo, va sciolto
il nodo dei licenziamenti disciplinari
prima di Natale, ma comunque dopo il 12 dicembre, giorno dello
sciopero generale di Cgil e DiI.
lE NORME
Il NODO DEI DISCIPLINARI
La delega modifica radicalmente
le regole sui licenziamenti individuali per i nuovi assunti. La tutela
reale (reintegro) prevista dall' articolo 18 resta per i licenziamenti
nulli e discriminatori, mentre viene cancellata per i licenziamenti
per motivi economici e per la gran
parte dei disciplinari. In questi casi - se il licenziamento è ingiustificato - al lavoratore spetterà un indennizzo. Il decreto dovrà definire
le «specifiche fattispecie» dei disciplinari per le quali sarà ancora
possibile ricorrere al giudice chiedendo il reintegro. Sul tavolo in
questo momento ci sono due opzioni: prevedere la possibilità di
reintegro solo per i reati perseguibili d'ufficio (quelli molto gravi);
IL DECRETO ATTUATIVO
SULLE TUTELE CRESCENTI
ELA NUOVA OISCIp,lINA
SUL RECESSO SARA
VARATO LA SETTIMANA
PRIMA DJ NATALE
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ROMA E ora subito al lavoro sui decreti attuativi. Il primo è già in cottura: quello sul contratto a tutele
crescenti e quindi sulle modifiche
all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. L'obiettivo del governo ribadito ieri dal ministro del Welfare Giuliano Paletti - è di «procedere speditamente» di modo che
già da gennaio le imprese possano
assumere con il contratto a tutele
crescenti, beneficiando della decontribuzione per i primi tre anni
di assunzione (con il limite di
8.060 euro l'anno) prevista dalla
legge di Stabilità. In ogni caso legge e decreti delegati entreranno in
vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
I lavori fervono. In queste ultime settimane, e anche nene ultime ore, si sono susseguite varie
riunioni. Il vero regista dell' operazione è il responsabile economico
del Pd, Filippo Taddei. È lui che sta
tirando le fila all'interno della
maggioranza che appoggia il governo, cercando di mediare tra i
freni della minoranza Pd e le corse
in avanti dei centristi, a partire da
Ncd e Scelta civica. Il decreto dovrebbe essere poi varato dal Consiglio dei ministri nella settimana
ampliare la casistica sul solco della recente sentenza della Corte di
Cassazione (<<insussistenza fatto
materiale»). In questo caso al datore di lavoro sarebbe concessa la
possibilità di non reintegrare il dipendente che ha avuto sentenza in
tal senso, dietro erogazione di un
super-indennizzo (opting aut). Entrambe le opzioni sono mal viste
dalla minoranza demo «Con l'opting aut nei fatti non ci sarebbe
più reintegro. Sono totalmente
contrario» sibila Cesare Damiano,
presidente della commissione Lavoro di Montecitorio.
Si lavora anche sull'entità del!'indennizzo. Sul tavolo c'è !'ipotesi di l mensilità e mezza per ogni
anno di lavoro, fino a un massimo
di 24 mensilità. Ma anche in questo caso la minoranza dem spinge
per una base di partenza più sostanziosa (attualmente nelle
aziende con più di 15 dipendenti
l'indennizzo è compreso tra 12 e
24 mensilità). Non dovrebbero essere alzati gli attuali tetti (massimo 6 mensilità) per le aziende sotto la soglia dei 15 dipendenti. Per
incentivare il ricorso alla conciliazione, infine, è allo studio la possibilità di defiscalizzare i risarcimenti economici.
Giusy Franzese
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Lavoro e previdenza
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IL ,,"~MATTINO
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1
Via libera del Senato, abolito l'art. 18 per i neoassunti
Il Jobs act è legge, scontri in piazza
Giuseppe Berta
Il Jobs act è legge, scontri in piazza
Chello e Franzese a pago 8
Giuseppe Berta
Non più la difesa dei posti di lavoro cosÌ come sono (non di rado persino quando non
esistono più le imprese che hanno dato loro
origine), ma invece la tutela della posizione
di mercato dei lavoratori, per fare in modo
che si crei una mobilità in grado di sostituire
l'occupazione che si perde con una nuova.
È vero, come hanno sovente ripetuto i detrattori del Jobs Act, che le risorse a disposizione per inaugurare un' effettiva stagione
di flexsecurity sono poche,troppo poche,
ma a questo punto, se si è convinti che la
strada sia quella giusta, non si può più rinviare il momento di intraprenderla. Altrimenti il cambiamento non comincerà mai
e il destino dei lavoratori continuerà a essere inscindibilmente ancorato a quello delle
loro imprese, nel bene, ma oggi soprattutto
nel male.
Il governo deve sapere che il voto di ieri è
un momento di partenza, non uno di arrivo.
Infatti, si tratta ora di scrivere i decreti attuativi' quelli che devono trasformare il nome
di una legge in una serie di procedure coerenti. Da questo punto di vista, quindi, le
difficoltà sono tutt'altro che finite, perché
non mancheranno le resistenze di quanti rifuggono per principio dall'adozione di un
nuovo sistema di regole. L'esecutivo gioca
su questo versante la propria credibilità proprio su un terreno in cui ha investito gran
parte della sua credibilità riformatrice. Perciò è essenziale che dimostri rapida capacità di attuazione, in quanto il Jobs Act verrà
giudicato sulla base della sua efficacia. Ilmovimento sindacale ha reagito al mutamento
delle regole sul mercato del lavoro in maniera tutt'altro che univoca. Se la Cgil ha dato
Ritaglio
Lavoro e previdenza
stampa
vita a un' opposizione intransigente, la Cisl l'uscita dalla recessione.
di Anna Maria Furlan è stata ben attenta a
distinguersi e a non radicalizzare la protesta. Ha criticato la posizione di Matteo Renzi e del governo, che talvolta sono sembrati
addossare colpe eccessive al sindacato nel
suo complesso, ma badando a non avallare
la scelta dello sciopero generale. Quest'ultimo rischia sempre più di essere una fiammata che si consuma su di sé. Certo, per un
giorno si guadagna i titoli di testa dei mass
media, ma il giorno dopo rischia di lasciare
soltanto un senso di frustrazione. Un sentimento che sembra voler cavalcare l'opposizione di sinistra - emblematiche le parole di
aspra critica pronunciate ieri da Vendola -,
ma che nell'Italia d'oggi possono finire con
l'alimentare il consenso e la mobilitazione
che è abile a suscitare Matteo Salvini.
È evidente che il sindacato attuale ha perso la spinta unitaria. E forse non è nemmeno un male che si presenti al mondo del lavoro con due proposte alternative. Da unlato, ora c'è lo spazio per un sindacato che
sceglie di muoversi più all'interno degli ambienti di lavoro, parlando in primo luogo ai
propri iscritti, per valorizzare le loro competenze, anche nello spazio aziendale. Dall' altro, c'è il sindacato-movimento (impersonato dalla Fiom di Maurizio Landini) che
vuole essere portavoce del disagio sociale e
della protesta collettiva di tutti i soggetti che
stanno pagando un prezzo elevato alla crisi.
Il fatto che si possa scegliere fra queste due
opzioni fa comprendere che il futuro del sindacato potrebbe essere meno scontato o
univoco di quanto oggi si tende a pensare.
Ma, naturalmente, la vera sfida del Jobs
Act è legata alla trasformazione dell' economia e dell' occupazione del nostro Paese. La
sua efficacia dipende dalla capacità di accompagnare i cambiamenti che stanno intervenendo nel nostro tessuto economico e
produttivo. Di per sé, nemmeno la migliore
legge sul mercato del lavoro assicura più posti se non c'è crescita economica. Adesso il
governo si sta accingendo a scelte importanti che riguardano il sistema delle imprese:
una per tutte, il futuro dell'Ilva. Bene, c'è da
sperare che sia il prodromo di una politica
dello sviluppo che fin qui è stata la vera assente in questa crisi interminabile. La scommessa è che il Jo bs Act entri in relazione con
la politica industriale e la consolidi, perché
oggi occorre agire contemporaneamente
sui due pedali, quello del lavoro e quello del
rilancio della produzione e della produttività. Se questa duplice azione funzionerà, allora sÌ awemo davvero mosso un nasso verso
ad
uso esclusivo
del
destinatario,
non
068391
vaglio, di contestazione e dilacerazioni, è cambiata la disciplina del
mercato del lavoro, c'è da sperare
che da oggi incominci un cammino positivo di sperimentazione. È
tempo di passare a una verifica
concreta del nuovo ordinamento
del lavoro e questo dowebbe suggerire di mettere da parte le polemiche, spesso esasperate, che hanno accompagnato il cammino del
Jobs Act per sottoporlo a una prova di merito.Cominciamo col dire
che con le nuove regole anche l'Italia si colloca in lilla diversa prospettiva per quanto riguarda le tutele
> Segue a pago 59
dellavoro.
Codice abbonamento:
'approvazione del Jobs Act deve coincidere con un cambio
L
di passo. Poiché, dopo mesi di tra-
riproducibile.
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Quotidiano
IL ,,"~MATTINO
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Articolo 18, per cancellare la norma occorrono i decreti attuativi
il responsabile economico del Pd,
Filippo Taddei. È lui che sta tirando
le fila all'interno della maggioranza
Parte la corsa per dare alle aziende che appoggia il governo, cercando
di mediare tra i freni della minoranla possibilità di assumere
za Pd e le corse in avanti dei centricon tutele crescenti già da gennaio sti, a partire da Ncd e Scelta civica.
Il decreto dovrebbe essere poi varato dal Consiglio dei ministri nella
Giusy Franzese
settimana prima di Natale, ma coROMA E ora subito al lavoro sui de- munque dopo il 12 dicembre, giorcreti attuativi. Il primo è già in cottu- no dello sciopero generale di Cgil e
ra: quello sul contratto a tutele cre- UiI.
La delega modifica radicalmenscenti e quindi sulle modifiche
all' articolo 18 dello Statuto dei lavo- te le regole sui licenziamenti indiviratori. L'obiettivo del governo - riba- duali per i nuovi assunti. La tutela
dito ieri dal ministro del Welfare reale (reintegro) prevista dall'artiGiuliano Poletti - è di «procedere colo 18 resta per ilicenziamenti nulspeditamente» di modo che già da li e discriminatori, mentre viene
gennaio le imprese possano assu- cancellata per i licenziamenti per
mere con il contratto a tutele cre- motivi economici e per la gran parscenti, beneficiando delladecontri- te dei disciplinari. In questi casi - se
buzioneperi primi tre annidiassun- il licenziamento è ingiustificato - al
zione (con il limite di8.060 euro l'an- lavoratore spetterà un indennizzo.
Il decreto dovrà definire le «speno) prevista dalla legge di Stabilità.
In ogni caso legge e decreti delegati cifiche fattispecie» dei disciplinari
entreranno in vigore il giorno dopo per le quali sarà ancora possibile rila pubblicazione in Gazzetta Ufficia- correre al giudice chiedendo il reintegro. Sul tavolo in questo momenle.
Il avo ri fervono. In queste ultime to ci sono due opzioni: prevedere la
settimane, e anche nelle ultime possibilità di reintegro solo perireaore, si sono susseguite varie riunio- ti perseguibili d'ufficio (quelli molni. Il vero regista dell'operazione è to gravi); ampliare la casistica sul
solco della recente sentenza della
Corte di Cassazione (<<insussistenza fatto materiale»). In questo caso
al datore di lavoro sarebbe concessala possibilità di non reintegrare il
dipendente che ha avuto sentenza
in tal senso, dietro erogazione di un
super-indennizzo (opting out). Entrambe le opzioni sono mal viste
dalla minoranza demo «Con l'opting out nei fatti non ci sarebbe più
reintegro. Sono totalmente contrario» sibila Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro di
Montecitorio.
Silavora anche sull' entità dell'indennizzo. Sul tavolo c'è l'ipotesi di
l mensilità e mezza per ogni anno
di lavoro, fino a un massimo di 24
mensilità. Ma anche in questo caso
la minoranza dem spinge per una
base di partenza più sostanziosa (attualmente nelle aziende con più di
15 dipendenti l'indennizzo è compreso tra 12 e 24 mensilità). Non dovrebbero essere alzati gli attuali tetti (massimo 6 mensilità) per le
aziende sotto la soglia dei 15 dipendenti. Per incentivare il ricorso alla
conciliazione, infine, è allo studio
la possibilità di defiscalizzare irisarcimenti economici.
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n
Resta
da sciogliere
il nodo
indennizzo:
una mensilità
e mezza
per ogni anno
Codice abbonamento:
068391
In piazza Una delle ultime proteste
contro l'abolizione dell'articolo 18
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IL ,,"~MATTINO
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04-12-2014
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Fiducia ok, il Jobs Act è legge
Renzi: l'Italia cambia dawero
Senato, via libera anche dalla sinistra Pd. Scontri a Roma
Alessandra Chello
Va come un treno. A bordo di un testo blindato dalla fiducia numero
trentadue. nJobs Act dribbla ostacoli, snobba la guerriglia fuori dal Palazzo, schiva documenti-trappola, cartelli listati a lutto e centra il bersaglio
con 166 sÌ, 112 no, l astenuto. Ora è
legge. Con i dissidenti dem che vanno subito all'incasso. E rinfacciano:
abbiamo votato per puro senso diresponsabilità. Non ci piacciono i salti
nel buio.
Sarà. Ma quel che è certo è che
Renzi è al settimo cielo. Porta a casa
il primo pezzetto del puzzle delle riforme. E si affretta a cinguettare sulla
rete un profetico: «Adesso l'Italia
cambia davvero, questa è la volta
buona. Noi andiamo avanti». E già
pensa di usare la vittoria nuova di
zecca come leva per schiodare dalle
secche gli altri due capitoli caldi in
discussione al Parlamento: la nuova
legge elettorale e il Senato delle autonomie. Quanto agli effetti, non resterà altro da fare che aspettare di vedere se davvero questo famigerato documento anti-disoccupazione funzionerà davvero. Oppure no.
nParlamento «ci consegna un testo significativamente cambiato e
migliorato», sottolinea il ministro Poletti scrollandosi di dosso le polemi-
che dei giorni scorsi sullo scarso peso delle Camere. E ribadendo che in
pole position fra i decreti ci dovrebbero essere le norme attuative del
contratto a tutele
crescenti (e le modifiche dell'articolo 18) in modo da
utilizzare gli sgravi contributivi previsti dal disegno
di legge di stabilità per le assunzioni fatte nel 2015 e
la
reVISIOne
dell'Aspi
con
l'estensione del sussidio per chi perde il lavoro anche ai collaboratori (figura per la quale si prevede il «superamento» con l'arrivo del contratto a
tutele crescenti). Tempi più lunghi
dovrebbero esserci invece per il varo
della riforma del resto degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione,
la mobilità dovrebbe andare a esaurirsi a fine 2016) diluendo l' operazione (costosa) su più anni. «Questa è la
grande legislatura delle riforme - aveva detto poco prima del voto Renzi,
esprimento solidarietà al deputato
Antonio Boccuzzi oggetto di insulti
per aver detto sÌ alJobsAct. Soddisfazione per il testo è stata espressa dal
presidente della Commissione lavoro del Senato (Ncd), Maurizio Sacco-
ni che ha chiesto al governo di scrivere nei decreti delegati «norme semplici e applicabili, a partire da
quell'articolo 18 che dobbiamo lasciare alle nostre spalle con tutto il
suo bagaglio di ostilità all'impresa e
di accanimento ideologico».
Invece, meno soddisfatto della
mediazione è apparso il presidente
della Commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano che al provvedimento ha dato un «sei meno meno», voto inferiore anche a quello
dell'ex ministro, Elsa Fornero (6-).
Verdetto assolutamente negativo da
parte dei senatori di SeI che dopo
aver annunciato il no alla fiducia
hanno esposto dai banchi alcuni cartelli contro il JobsAct«<JobsAct: ritorno all' 800»; «Art. l: l'Italia è una Repubblica affondata sul lavoro»). Duro anche Nichi Vendola: «Smantellano civiltà dei diritti del lavoro e lo
chiamano JobsAct».
Titoli di coda, dunque, sul pacchetto più contestato del momento.
Tra lanci di uova, universitari, precari, e sindacati di base in corteo fuori
dal Senato. Con il Parlamento che
consegna la delega sul lavoro al governo che avrà tempo fino a giugno
per tradurre il suo contenuto in 5 decreti: ammortizzatori sociali; servizi
per il lavoro; semplificazione delle
procedure e degli adempimenti; riordino delle forme contrattuali; tutela
e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro.
Codice abbonamento:
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«Ora l'Italia
cambia
dawero»
Il ministro:
«II testo
è stato
migliorato»
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IL ,,"~MATTINO
Jobs Act: misure principali
D1Illmì!'gì
CONTRATTI STABILI
Promozione del
contratto a tempo
indeterminato, rendendolo
più conveniente rispetto ad
altri tipi di contratto in termini
di oneri diretti e indiretti
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legge delega e decreti delegati saranno in vigore subito dopo la pubblicazione in G.U.
NO REINTEGRO
RIFORMACIG
Per i nuovi assunti
Sarà impossibile
autorizzare la cig in caso
a tempo indeterminato
la possibilità di reintegro in caso di "cessazione definitiva" di
di licenziamento disciplinare è attività aziendale. Da rivedere
sostituita dal solo indennizzo,
limiti di durata, partecipazione
crescente con l'anzianità
aziende e aliquote ordinarie
sì REINTEGRO
MENO TIPOLOGIE
Drastico riordino
dei tipi di contratto,
con l'abolizione delle forme
più permeabili agli abusi
e più precarizzanti, come
i contratti di collaborazione
a progetto (Co.Co.Pro.)
Per i neoassunti torna
la possibilità di
reintegro per i licenziamenti
disciplinari "ingiustificati",
le cui fattispecie saranno
specificate in un futuro decreto
delegato
RIFORMA ASPI
La durata
del trattamento
di disoccupazione sarà
rapportata alla "pregressa sto ria
contributiva", L'Aspi va estesa
ai collaboratori e prolungata
in casi di disagio economico
DEMANSIONAMENTO
Possibile in caso
di riorganizzazione
aziendale, ma con limiti
alla modifica dell'inquadramento
ALTRI LICENZIAMENTI
Per tutti resta il SDlo
indennizzo per quelli a
motivo economico e Obbligo di
reintegro per i discriminatori
ADEMPIMENTI ONLlNE
Si punta a semplificare
tutti gli adempimenti a
carico di cittadini e imprese e a
svolgerli per via telematica
FERIE SOLIDALI
Confermata la possibilità
per il lavoratore
che ha un plus di ferie di cederle
a colleghi che ne abbiano
bisogno per assistere figli minori
che necessitano di cure
CONTRATTI SOLlOARIETÀ
Semplificazione del
campo di applicazione,
potenziandone l'utilizzo
in chiave "espansiva",
per aumentare cioè l'organico,
riducendo l'orario di lavoro
e la retribuzione del personale
ANSA ..c.e.ntime.tri
La protesta
Sei innalza
manifesti
listati a lutto
Nell'aula di
Palazzo Madama
durante la
votazione sul
JobsActva in
scena la protesta
dai banchi del Sei.
I senatori
mostrano una
sfilza di manifesti
listati a lutto
dedicati allo
Statuto dei
lavoratori, una
sorta di requiem
per normative che
da ieri non
esistono più.
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Gli incidenti Un momento dei tafferugli tra manifestanti e polizia durante la manifestazione a Roma contro il Jobs Act approvato ieri dal Senato
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LE NUOVE REGOLE SUL LAVORO
PASSA LA
SARANNO I DECRETI A DEFINIRE NEL DETTAGLIO
FUTURE
Il Jobs act ora è legge
reintegro solo per pochi
Renzi: «Nel Patto del Nazareno non c'è il successore di Napolitano»
Ritaglio
Lavoro e previdenza
ADDIO REINTEGRO
Nell'ottica di limitare al massimo
il ritorno al lavoro dei licenziati per
motivi disciplinari, i tecnici diPoletti stanno studiando un meccanismo
che consenta all'imprenditore di risarcire il lavoratore con una somma
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del
ASPI PER I CO.CO.CO.
L'Aspi O'Assicurazione per l'impiego), cioè la nuova indennità di disoccupazione introdotta dalla riforma Fornero, sarà estesa circa 300
mila collaboratori che oggi non hanno ammortizzatori sociali. L'assegno, più robusto per chi ha una carrieracontributiva più lunga, sarà comunquegarantitoancheachilavora
perpochimesil'anno. C'è l'ipotesi di
introdurre un assegno ulteriore per
le persone in situazione di disagio
economico, che hanno fruito dell'Aspi.
MANSIONI FLESSIBILI
Nei casi di riorganizzazione
aziendale, al lavoratore potrà essere
attribuita una mansione diversa C
anche più bassa, fatta salva la medesima retribuzione e nel rispetto della sua professionalità) per evitare il
suo licenziamento. In pratica, sarà
reso più flessibile il passaggio da una
mansione all'altra. consentiti anche
i controlli a distanza su impianti e
strumenti di lavoro.
RIFORMA DELLA CIG
Niente più Cignei casi di cessazione «definitiva» di attività aziendale,
068391
In realtà, tornando aljobs act, tutto dipenderà dai decreti delegati
perché finora siamo solo alle indicazioni generali. «Il testo è stato cambiato e migliorato. Nei decreti delegati, il governo terrà conto del lavoro fatto dal Parlamento e le conside-
più sostanziosa rispetto all'indennizzo previsto per evitare il suo ritorno in azienda se il giudice gli ha
dato ragione. Un'opzione che potrebbe essere esercitata versando la
somma maggiorata al lavoratore
che, in caso di rifiuto, dovrà restituirla entro un limite di tempo molto ristretta, altrimenti l'opzione si
considera andata a buon fine.
Codice abbonamento:
razioni espresse», ha detto in
Senato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.
ROMA. Verranno ridotti al minimo i
Intanto, su un altro fronte, quello
casi in cui il lavoratore licenziato della legge di stabilità, si concretizpotrà essere reintegrato dal giudice. zano i tagli alla Sanità: «Come ReE, per raggiungere questo obiettivo, gioni abbiamo accettato un taglio da
sarà data la possibilità al datore di
lavoro di "alzare la posta" pagando
1,5 miliardi sul fondo per la salute
un indennizzo più robusto allavorama come contropartita abbiamo
tore licenziato per motivi disciplichiesto che qualche centinaio di minari al quale il giudice ha dato ragiolioni vada al trasporto pubblico lone.
cale»: ha detto ieri il presidente della
Blindato con la fiducia, il J obs act
conferenza delle Regioni, Sergio
ha ottenuto ieri sera anche il via liChiamparino,
al termine dell'inbera del Senato Ci sÌ sono stati 166, i
contro con il governo. Mailconfronno 112, l astenuto) ed è diventato
to proseguirà nei prossimi giorni.
legge ma il governo ha già messo in
cantiere il primo decreto delegato,
TUTELE CRESCENTI
che riguarderà i licenziamenti.
Arriva per i neoassun ti il contratto a
«L'Italia cambia dawero», ha comtempo indeterminato con tutele a
mentato Matteo Renzi. Nonostante
tutele crescenti in relazione all'ani dubbi e le contestazioni, i 27 senatori della minoranza del Pd hanno
votato la fiducia per «senso di re- zianitàdiservizio. Con il nuovo consponsabilità»: «Un comportamento tratto cambia anche l'articolo 18: a
diverso avrebbe determinato una differenza della riforma Fornero, la
crisi di governo», hanno scritto i dis- reintegra sarà esclusa per tutti i lisidenti dem in un documento ap- cenziamenti economici: l'impresa
provato prima dello show down in sarà tenuta a pagare un indennizzo
economico stabilito per legge e creaula.
«Oggi è un giorno storico per il pa- scente con l'anzianità di servizio. In
ese, l'approvazione del jobs act se- pratica, il diritto alla reintegra sarà
gnerà la storia dei prossimi anni» ha confermato solo per i licenziamenti
detto il premier che ora guarda già al nulli e discriminatori, eperalcunilifuturo e avvisa Berlusconi: «Nelpat- mitati casi di licenziamenti disciplito del Nazareno - dichiara in serata- nari ingiustificati, che saranno indinon c'è l'agibilità politica dell'ex Ca- cati dal decreto per limitare al minivaliere e nemmeno il Colle». La scel- mo la discrezionalità del giudice. I
ta del nuovo presidente della Re- termini per impugnare il licenziapubblica sarà fatta cercando una mento disciplinare saranno comunque molto stretti.
larga maggioranza.
MICHELE LOMBARDI
cioè se l'azienda chiude i battenti.
L'obiettivo è assicurare a tutti i lavoratori licenziati un sussidio universale in linea con la storia contributi-
destinatario,
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va del dipendente. Il nuovo assegno
di disoccupazione avrà una durata
molto inferiore rispetto agli attuali
2 anni di Cig ordinaria e ai 4 anni di
Cig straordinaria.
Nonostante la crisi continui a
mordere, l'idea è di mandare in pensione la Cig in deroga.
CRISI AZIENDALI
LA VOCE DEL. GOVERNO
Niente più cassa
integrazione in caso
di cessazione
definitiva attività
aziendale
Renzi: «Giorno
storico per il Paese»
Poletti: «Il testo
è stato cambiato
e migliorato»
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DURE
JOBS ACl: MISURE PRINCIPALI ILegge delega edecreti delegati saranno in vigore subito dopo la pubblicazione in G.U.
Promozione del
contratto a tempo
indeterminato, rendendolo
più conveniente rispetto ad
altri tipi di contratto in termini
di oneri diretti e indiretti
NO REINTEGRO
Per i nuovi assunti
atempo indeterminato
la possibilità di reintegro in caso di
licenziamento disciplinare è
sostituita dal solo indennizzo,
crescente con l'anzianità
RIFORMACIG
Sarà impossibile
autorizzare la cig in caso
di "cessazione definitiva" di
attività aziendale. Da rivedere
limiti di durata, partecipazione
aziende e aliquote ordinarie
FERIE SOLIDALI
Confermata la possibilità
per il lavoratore
che ha un plus di ferie di cederle a
colleghi che ne abbiano bisogno
per assistere figli minori che
necessitano di cure
MENO TlPOLOGIE
Drastico riordino
dei tipi di contratto,
con l'abolizione delle forme
più permea bili agli abusi
e più precarizzanti, come
i contratti di collaborazione
a progetto (Co.Co.Pro.)
SI REINTEGRO
Per i neoassunti torna
la possibilità di reintegro
per i licenziamenti disciplinari
"ingiustificati" ,
le cui fattispecie saranno
specificate in un futuro decreto
delegato
RIFORMA ASPI
La durata
del trattamento
di disoccupazione sarà
rapportata alla "pregressa storia
contributiva". L'Aspi va estesa
ai collaboratori e prolungata
in casi di disagio economico
CONTRATTI SOLIDARIETÀ
Semplificazione del campo
di applicazione,
potenziandone l'utilizzo
in chiave "espansiva",
per aumentare cioè l'organico,
riducendo l'orario di lavoro
e la retribuzione del personale
DEMANSIONAMENTO
Possibile in caso
di riorganizzazione
aziendale, ma con limiti
alla modifica dell'inquadramento
ALTRI LICENZIAMENTI
Per tutti resta il solo
indennizzo per quelli a
motivo economico e obbligo di
reintegro per i discriminatori
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Si punta asemplificare
tutti gli adempimenti a
carico di cittadini e imprese ea
svolgerli per via telematica
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1
LE DOMANDE
SERVIZIO» 5
DOMANDE
SUL NUOVO
ARTICOLO 18
Con il contratto
a tutele crescenti
cosa succede se
mi licenziano
per motivi
disciplinari?
LA REGOLA generale introdotta dal Jobs act, prevede che di norma i lavoratori licenziati per motivi disciplinari avranno diritto all'indennizzo
economico. La possibilità di riavere il posto di lavoro, la cosiddetta reintegra, sarà prevista solo in alcune fattispecie di licenziamento «disciplinare ingiustificato». Per conoscere i singoli casi in cui scatterà la reintegra, bisogna attendere i decreti attuativi della delega che il governo ha
intenzione di pubblicare entro la fine dell'anno.
Al momento, però, l'esecutivo è intenzionato a prevedere questa possibilità solo nei casi in cui sarà dimostrata l'insussitenza del fatto addebitato al lavoratore
Sono stato
assunto nel 2011,
cosa accadrà
dopo la riforma
al mio
contratto?
È BENE precisare che le regole contenute nel Jobs act, e quindi le tutele
Se dovessero
assumermi nel
2015, come posso
difendermi
dai licenziamenti
economici?
RISPETTO al passato, il nuovo articolo 18 prevede novità sostanziali.
Per i licenziamenti economici, infatti, scompare definitivamente la
possibilità di riottenere il posto di lavoro. La reintegra, infatti, scompare e al suo posto sarà previsto solo un indennizzo economico che la
delega definisce «certo e crescente».
Se un giudice dovesse ritenere ingiustificato un licenziamento economico, quindi, per il lavoratore ci sarà solo la possibilità di ricevere
un indennizzo collegato alla sua anzianità lavorativa. Per i lavoratori
assunti prima del 2015, restano invariate le attuali tutele che prevedono anche la possibilità della reintegra
Cosa significa
che l'indennizzo
che riceverò dopo
un licenziamento
sarà legato
all'anzianità?
L'INDENNIZZO per i licenziamenti di tipo economico rappresenta una
delle novità più importanti rispetto alfattuale articolo 18 modificato dalla
riforma Fornero. Dal 2015, inoltre, findennizzo sarà «crescente» e collegato «alfanzianitàlavorativa» del dipendente. Chi, ad esempio, saràlicenziato dopo 7 anni di contratto, avrà un indennizzo più alto rispetto a chi è
stato licenziato solo dopo due anni. Anche in questo caso, per conoscere
f entità dei "rimborsi", bisognerà attendere i decreti attuativi. Al momento,sonodueleipotesiincampo.Prima:indennizzofinoaunmassimodil,5
mensilità per ogni anno di impiego fino a un massimo di 36 mesi. Seconda:
da una a 24 mensilità (conciliazione)
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previste dal nuovo articolo 18, saranno valide solo per i neoassunti con
il contratto a tutele crescenti. Per tutti coloro che sono stati assunti precedentemente, quindi, continuerà a essere in vigore l'attuale formula
dell'articolo 18. Quella, per intenderci, introdotta dall'allora ministro
del Lavoro Elsa Fornero.
Le tutele previste dal nuovo articolo 18, presumibilmente entreranno
in vigore dal 2015 ma solo per i neossunti. Rientra in questa categoria,
anche chi è stato licenziato in precedenza ma instaura un nuovo rapporto di lavoro con un'altra società
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4 dicembre - SNALS Lombardia