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MAGGIO 2009
Anno 16 - n. 165
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GIORNALE DI NIGUARDA - CA’ GRANDA - BICOCCA
Redazione: via Val Maira 4 (Mi), tel. 02/39662281 - Autorizzazione del Tribunale
di Milano N. 648 del febbraio 1997 - Editore: Associazione Amici di “Zona Nove”,
via Val Maira 4, Milano - Stampa: Nuova Cesat, via Bruno Buozzi 21/23, Firenze - Tel. 055300150
02.66100353
Via Arbe, 31 - Milano
Tel. 0289690489 - Fax 0289692126
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Direttore: Luigi Allori. Redazione: Giovanni Beduschi (vignettista), Franco Bertoli, Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Valeria Casarotti, Diego Attilio Cherri, Teresa Garofalo, Sergio Ghittoni, Antonella Loconsolo, Angelo
Longhi, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Diana Roca, Sandra Saita, Gero Urso, Maria Volpari. Collaboratori: Laura Albani, Stefano Bartolotta, Silvia Benna Rolandi, Don Giuseppe Buraglio, Arturo Calaminici, Primo Carpi, Roberta Coccoli,
Augusto Cominazzini, Silvia Cravero, Ivan Crippa, Celestino De Brasi, Simona Fais, Davide Ghezzi, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Franco Massaro, Giorgio
Meliesi, Loretta Menegatti, Pamela Napoletano, Sabrina Orrico, Antonio Pizzinato, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Cristina Rozzi, Vittorio Sardo, Alessio Seminario, Caterina Sinisi, Renato
Vercesi, Norman Zoia. Amministrazione: Lino Di Franco. Pubblicità: Franco Tironi (tel. 02/6423561). Impaginazione: Roberto Sala (tel. 3341791866).
Il fioretto
di
orro
Il Consiglio di Stato boccia la Gronda
per grave impatto ambientale
Bilancio allegro
a situazione del Comune è disaL
strosa: a 4 mesi dalla sua approvazione il bilancio 2009 già mo-
Il fallimento
della Zincar
pag. 5
COOPERAZIONE
L’Edificatrice
è un modello
pag. 6
DEPURATORE
pag. 7
Fine delle
esalazioni?
OSPEDALE
(disegno di Gero Urso)
stra un disavanzo di 50 milioni di
euro. Così, non si faranno più interventi necessari (e promessi) come:la
realizzazione di sovrappassi ferroviari e di svincoli sulle tangenziali;
il rifacimento degli impianti elettrici e di ventilazione dei metrò; la verifica degli impianti semaforici; la
costruzione dello scolmatore di
nord est per evitare l’allagamento
di interi quartieri da parte dei fiumi del nord milanese (e meno male
che lo scolmatore di nord ovest, che
riguarda il Seveso, è nelle mani
operose della Provincia altrimenti
dovremmo di nuovo temerne le
esondazioni!). Inoltre, sono stati tagliati i fondi, già esegui, destinati ai
CdZ. Commenta il consigliere
Enrico Borg a pag. 5:“Da anni chiediamo l’attuazione di un vero decentramento ma le circoscrizioni sono rimaste dei vasti territori privi
di strumenti d’intervento efficaci”.
Ma perché tale generalizzato fallimento della Giunta Moratti?
Sempre secondo Borg, “i cittadini
dovrebbero riflettere sulle responsabilità della Giunta comunale nella
faccenda dei derivati (uno scandalo finanziario che ha coinvolto banche e amministratori, ndr), la vicenda della Zincar (vedi pag. 5, ndr), le
consulenze d’oro e sulle responsabilità dello Stato che non ha ancora
fatto fronte alle richieste dei comuni
privati dagli introiti dell’Ici.”
BICOCCA NUOVA
Procedono
i lavori
pag. 8
Il termometro
della criminalità
a cura di Grazia Morelli
in collaborazione con i Carabinieri di Greco
viale F. Testi 119 - tel. 02/66104191
(Non sono compresi i reati denunciati alla Ps)
RAPINE
APRILE ‘09
APRILE ‘08
2
1
FURTI
APRILE ‘09
Accolto il ricorso dei comitati di cittadini che da anni combattono una strenua battaglia
contro un progetto di violento impatto ambientale.
(pag. 3)
Il Comune taglia i fondi ai Consigli di Zona(pag. 5)
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APRILE ‘08
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Incontro con Piero Fassino
e i candidati della zona 9 alle elezioni provinciali
Giovanni Beduschi
Ma tu, Giovannaccio dei miei stivali, per metterla giù così
dura devi avere avuto una nonna “tranway”, che ti ha geneticamente trasferito la sindrome da Atm Milanese. E poi in-
CRONACA
di Giorgio
NERA
Meliesi
G Bresso: accoltella figlio e si getta nel vuoto
Bresso, in via Allende, alle 3.15 del mattino, un padre esaA
sperato (Enzo Strada, 68 anni) ha accoltellato il figlio disabile mentale dalla nascita Mauro, di 41, e la moglie Anna
Maria, di 71, e poi si è gettato dal quinto piano. Raccontano i
vicini che spesso lo sentivano urlare nel cuore della notte o
battere i pugni contro il muro, ma non ha mai dato l’impressione di essere pericoloso. (8 aprile)
G Breda: aggredito e ferito con il machete
stramazzato a terra con una profonda ferita alla testa al termine
È
di una rissa per ragioni di donne.Abedelhadi Ouandy, 39 anni, marocchino irregolare, è stato colpito probabilmente da un machete. I carabinieri hanno trovato sul posto due coltelli sporchi di sangue a indicare che durante la rissa anche altri sono stati feriti. (10 aprile)
G Zara: colpo da 3000 euro alle poste
apina verso le 13 all’ufficio postale di viale Zara. Un uomo sui 35
R
anni, armato di pistola, ha minacciato i dipendenti e si è fatto consegnare il contante nelle casse fuggendo poi con 3000 euro. (14 aprile)
G Sarca: rapina al negozio dei fiori
R
apina, poco dopo le 19 di ieri, a un fioraio di viale Sarca. I due malviventi, armati di coltelli, hanno minacciato il titolare e si sono fatti consegnare un pc portatile e 400 euro.(14 aprile)
G Sarca: donna trovata morta seminuda in auto
na donna 68enne - Maria Teresa Procacci - è stata trovata morU
ta e seminuda, con il solo reggiseno addosso, il corpo riverso su
uno dei sedili anteriori, piegato di lato, in viale Sarca all’altezza del
civico 179, in un’auto Hyundai azzurra parcheggiata regolarmente
sul lato destro della strada in direzione Sesto San Giovanni. Gli indumenti trovati in auto erano sporchi di sangue. Appare un caso di
morte violenta: la polizia sta valutando se si tratti di un’aggressione anche a sfondo sessuale o di un suicidio. Le indagini continuano. (28 aprile)
somma, a parte il fatto che guadagni un millesimo di quanto i contribuenti pagano al presidente dell’azienda, che problemi hai? Al massimo aspetti sotto la pensilina al caldo e
In ricordo di Loretta
a prematura scomparsa di Loretta ha commosso tutta la
L
redazione. Loretta per molti anni ha collaborato con il nostro giornale con grande dedizione. Ha contribuito con il suo
modo sempre gentile alle iniziative delle donne, ai concorsi
per i bambini delle scuole, alle attività culturali e sociali per
promuovere una sensibilità verso i più deboli, verso i diritti
negati alle donne, verso il mondo del volontariato. Non si possono dimenticare i tantissimi anni trascorsi presso la sede
della redazione in attesa che i cittadini venissero a esporci i
loro problemi. L’accoglienza, in quei giovedì pomeriggio in cui
la redazione rimaneva aperta al pubblico, avvenive sempre
all’insegna del buonumore, si discuteva di tante cose, anche
della sua malattia di cui parlava non con rassegnazione ma
con speranza e forza d’animo, e allora si parlava di figli di nipotini, di politica. Ora in questo triste giovedì del 30 aprile c’è
stato l’ultimo saluto. Ciao Loretta! La redazione si unisce al
dolore della famiglia ed esprime affettuosamente le più sentite condoglianze. (Ortensia Bugliaro)
al freddo e arrivi al lavoro con qualche decina di minuti di
ritardo! E poi sei italiano e la Lega ti dà il posto a sedere!
(Zorro Nove)
ONA NOVE
ha cambiato sede e la redazione
si è trasferita in via Val Maira 4
Tel. 02.39662281
OOM IN
0NA
di Ortensia Bugliaro - foto Giansanti
Giù la torretta pendente!
La fontanella di Belloveso
Ortensia Bugliaro
rriva l’estate e il caldo e purtroppo, per motivi diversi,
A
nascono i problemi. I nostri giardini sono sempre molto
popolati e soprattutto da chi è costretto a fare le vacanze in
città. È quindi importante per anziani e bambini avere nel
proprio giardino una bella fontanella senza doversii spostare. Mamme e papà che frequentano il giardino di Piazza
Belloveso lamentano la mancanza di una fontanella, o meglio, c’è, ma oltre la strada: è inopportuno che un anziano per
refrigerarsi debba attraversare la strada molto trafficata
dalle auto ed è molto pericoloso per i bambini che sono imprevedibili e istintivi. Gli abitanti si sono rivolti ai vigili in
più occasioni e poi direttamente al Comune in modo da ottenere una gentile concessione: il trasferimento della stessa
fontanella all’interno del giardino, cosa più utile e razionale.
Sperano di essere ascoltati, così i loro giorni afosi saranno
meno stressanti per tutti.
G Laurana: coppia morta per intossicazione
ono una coppia di sudamericani le due persone morte questa notte
S
in un appartamento in via Laurana 5, una traversa di viale Zara a
causa di monossido di carbonio fuoriuscito dallo scaldabagno. Si tratta
La redazione esprime le proprie
felicitazioni a Stefania e Giuseppe
nonché al nonno Roberto Sala
per la nascita di
di un uomo di 49 anni e di una donna di 29. (3 maggio)
Mirko
a tempo la colonnina per la chiamata dei taxi in via Bauer,
D
ormai fuori uso da anni, era in bilico. Se fosse caduta, avrebbe potuto essere pericolosa, essendo istallata su un marciapiede
molto trafficato. Ora è successo! Si spera che non abbia recato
danni a persone o a cose e ci si augura che non rimanga per lungo tempo un inutile intralcio per i pedoni. Ora più che mai rimane la sua potenziale pericolosità in quanto ne fuoriescono fili vari
di cui non si conosce la natura.
La Bicocca di corsa
ell’ambito della festa della Parrocchia San Giovanni Battista alla
N
Bicocca domenica 7 giugno alle ore 17 si disputerà la gara non
competitiva “Bicocca di corsa” aperta a grandi e piccoli. Il percorso di 4
km avrà come partenza e arrivo l’oratorio (via Nota) e si snoderà tra
Bicocca nuova e vecchia attraverso viale Sarca. Iscrizioni dalla metà di
maggio presso i banchetti sul sagrato della chiesa durante le messe.
ATTENZIONE La sede della redazione si è trasferita in via Val Maira 4 (Pratocentenaro) rimanendo aperta ogni mercoledì pomeriggio dalle 15.30 alle 18 per ricevere
coloro che desiderano segnalare problemi, annunciare o proporre iniziative, articoli o servizi per il giornale. Si può anche telefonare allo 02.39662281.
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VIABILITÀ
Intervista a Felice Besostri, legale del Comitato anti-Gronda
Il Consiglio di Stato boccia la Gronda
Ma si profila un’altra minaccia: la strada Zara-Expo
Accolto il ricorso dei comitati di cittadini che da anni combattono una strenua battaglia contro
un progetto di violento impatto ambientale.
a Strada Interquartiere Nord o GronL
da Nord, come preferiamo chiamarla, è illegale e quindi il Comune non può
realizzarla. A sentenziarlo è il Consiglio
di Stato, con sentenza inappellabile, che
ha accolto il ricorso dei comitati di cittadini che da anni combattono una strenua battaglia contro le varie Amministrazioni di centrodestra che si sono succedute alla guida del Comune di Milano.
E adesso cosa succederà nella nostra zona visto che il tratto Fermi/Imperatore è
già stato realizzato e aperto alla circolazione? Quali ricadute ci saranno per i
cittadini di Niguarda?
La parola a Felice Besostri, legale dei cittadini che si sono opposti a questo deleterio progetto, che con maestria e sangue
freddo ha portato i ricorrenti a questa storica vittoria.
Avvocato Felice Besostri, come legale del Comitato contro la Gronda
Nord, lei ha seguito tutto l’iter giudiziario, durato 7 anni, che ha portato all’odierna storica sentenza del
Consiglio di Stato che sancisce come la Gronda sia “illegale”. Vogliamo richiamare brevemente i passi
salienti di questa lunga e snervante
battaglia legale?
Il primo ricorso è del 2002 contro il Tratto
Fermi-Graziano Imperatore. Il ricorso è
stato accolto dal Tar della Lombardia con
sentenza del 2003. Il Tar della Lombardia
aveva concesso la sospensione, però annullata dal Consiglio di Stato e, pertanto,
i lavori erano proseguiti. Il Consiglio di
Stato annullava poi la sentenza del Tar.
La sentenza del Tar 2003 andrebbe letta
perché sostanzialmente afferma gli stessi
principi della sentenza di accoglimento
del Consiglio di Stato del 2009. Nell’impugnazione del Tratto Eritrea-Bovisasca
è successo, invece, che il Tar della Lom-
Alessio Seminario
bardia si adeguasse alla precedente decisione del Consiglio di Stato respingendo il
ricorso. Questa volta sono stati i cittadini
appartenenti ai Comitati AntiGronda, ad
impugnare innanzi al Consiglio di Stato,
che però con una sentenza interlocutoria
respingeva molti dei motivi di impugnazione, ma sulla questione principale, cioè
la mancanza di una preventiva Valutazione di Impatto Ambientale (Via), ha sottoposto una questione pregiudiziale alla
Corte Europea di Giustizia: in sostanza
come dovevano essere interpretate le norme europee. La Corte di Giustizia con
un’ordinanza precisa che tra i criteri da
valutare vi fossero “il notevole impatto urbanistico” e “il cumulo con altri progetti”.
Tali criteri sono, invece, assenti nella normativa italiana. Il Consiglio di Stato ha
accolto il ricorso ed annullato i progetti,
compresa la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza, perché in
caso di contrasto tra normativa europea e
nazionale prevale quella europea.
La sentenza ha annullato il progetto del tratto di strada EritreaBovisasca in fase di realizzazione.
Ma i niguardesi che convivono con
il già aperto “mozzicone” FermiImperatore? Quali le possibili ricadute dalla sentenza di bocciatura
dell’intera opera?
Sul tratto Fermi-Graziano Imperatore si
è formato il giudicato amministrativo e
da quel punto di vista non c’è nulla da fare. Tuttavia sono, a mio avviso, aperte le
cause per risarcimento danni perché la
mancanza di Via potrebbe avere provocato danni alla salute dei cittadini. Resta
aperto anche per quel tratto il procedimento di infrazione avviato dalla Commissione Europea contro lo Stato Italia-
no. L’azione di risarcimento per fatto illecito si prescrive in cinque anni dalla produzione del danno, cioè dall’inizio della
costruzione secondo una tesi ovvero dalla fine secondo un’altra.
Proviamo a capire cosa potrà succedere nei prossimi anni. L’obbligo di
Via causerà solo ritardi o la cancellazione di questo devastante progetto?
Il progetto Gronda è stato abbattuto
o solo ferito?
Il Comune ha deciso per la viabilità Expo
di approvare una nuova strada Viale ZaraZona Espositiva, che nelle intenzioni dovrebbe inglobare i due tratti della Sin parzialmente realizzati. Questo nuovo progetto sarà assoggettato a Via. Finché non si
vedrà questa Via non è possibile fare previsioni. La Sin mi pare totalmente da ripensare alla luce della sentenza. Per il
tratto da Cascina Gobba a Zara vedo un
tramonto. Quindi si dovrà ripartire da capo e con una Via anche per tratti parziali.
Chi pagherà le spese legali e le possibili penali che il Comune di Milano
ha sborsato e sborserà per questa
“allegra” gestione delle normative.
Le esangui casse comunali, ovvero
tutti noi, o gli Amministratori, l’ex
Sindaco Gabriele Albertini in primis, che hanno dato il via a progetti
dimostratisi illegali?
Se non interverrà la magistratura contabile (Corte dei Conti) o quella penale, ove
ravvisasse nel comportamento degli amministratori un’ipotesi di reato, dall’omissione di atti d’ufficio all’abuso d’ufficio, le
spese saranno a carico delle casse comunali e perciò di tutti i cittadini, compresi quelli che hanno fatto il ricorso e lo hanno vinto. In assenza di esposti ritengo difficile che
la Corte dei Conti e i Pm si muovano di loro spontanea iniziativa. Come dice il detto:
“Aiutati che il ciel ti aiuta”!
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INVESTIMENTI
Intervista a Enrico Borg, consigliere di zona 9
Il bilancio del Comune è sotto di 50 milioni
Tagliati i fondi ai Consigli di Zona
Grazie all’abolizione dell’Ici ai “ricchi”, agli stipendi d’oro concessi ai manager pubblici,
allo scandalo dei derivati e al mancato arrivo dei fondi promessi da Berlusconi prima delle
elezioni, il Comune, a soli 4 mesi dall’approvazione del bilancio, ha un disavanzo di 50 milioni
di euro. Saltano i finanziamenti al CdZ, quelli per il rifacimento degli impianti elettrici e di
ventilazione del metrò 1 e 2 e per la revisione dei semafori.
a situazione in cui versano le casse coL
munali è disastrosa. Si parla di un buco di decine di milioni, di riduzione delle
spese per numerosi servizi. Non si faranno
più interventi necessari e promessi come il
sottopasso alla ferrovia in via Palizzi, il
completamento dello svincolo autostradale
di Cascina Merlata, il rifacimento degli impianti elettrici e di ventilazione del metrò
1 e 2, la revisione dei semafori. Infine già
si fanno sentire tagli consistenti alle già
esigue disponibilità dei CdZ.
Abbiamo sentito nel merito Enrico Borg,
presidente della commissione “Per la città
della conoscenza” del CdZ 9 e ora anche
candidato consigliere nella lista del Partito
Democratico nelle elezioni per il rinnovo
dell’Amministrazione provinciale.
Perché questa situazione fallimentare del bilancio comunale e quali saranno le ricadute sulle attività politiche e amministrative in periferia?
Scoprire che, dopo neanche 4 mesi dall’approvazione, il bilancio comunale si ritrova
con un disavanzo di 50 milioni e non riesce
a far fronte agli impegni presi dovrebbe far
riflettere i cittadini sulle capacità non solo
della Giunta comunale, con le sue responsabilità nella faccenda dei derivati, la vicenda Zincar (vedi sotto, ndr) e le consulenze d’oro, ma anche dello Stato che non
ha ancora fatto fronte alle richieste dei comuni privati degli introiti dell’Ici. Oggi
scopriamo che quanto molti consiglieri comunali di centrosinistra denunciavano da
mesi purtroppo corrisponde al vero e il
Comune ci chiede ancora di sacrificare le
già misere risorse assegnate alle zone. Da
anni chiediamo l’attuazione di un vero decentramento ma le circoscrizioni sono rimaste dei vasti territori, che comprendono
ambiti semicentrali ed estreme periferie,
privi di strumenti d’intervento efficaci per
la vita degli abitanti. Milano in questo rappresenta il classico modello di città monocentrica, basata su una gestione unidirezionale centro-periferia e secondo tale modello le circoscrizioni dovrebbero svolgere
unicamente funzioni di antenna che trasmette al centro le esigenze della periferia.
È evidente come invece il rapporto dovrebbe essere bi-direzionale. In tale contesto le
zone restano abbandonate a se stesse, con
pochissime risorse e affidate alla buona volontà di chi le amministra e soprattutto dei
cittadini e delle associazioni che si sforza-
Alessio Seminario
no di sopperire alle carenze dell’amministrazione comunale.
Facciamo allora un bilancio di questi quasi tre anni di gestione della
sua commissione “Per la città della
conoscenza”.
Sono stati tre anni impegnativi ma anche
ricchi di soddisfazione. Siamo partiti cercando una netta inversione di rotta rispetto al passato nella convinzione che il ruolo
del Consiglio di Zona non si esaurisse nel
fare la cernita fra le varie richieste di finanziamento avanzate dalle associazioni
ma consistesse in buona misura nel proporre indirizzi e linee guida per tutte le realtà operanti in zona. Talvolta questo ha richiesto del tempo perché la macchina si
mettesse in moto ma poi sono arrivati i risultati e oggi possiamo ascrivere a nostro
merito una fattiva collaborazione con i tanti soggetti che lavorano sul territorio.
Qualche esempio: la creazione di un sistema culturale che attraverso la Card 9 ha
messo al centro i teatri di zona favorendo
non solo una maggiore fruizione ma anche
iniziative comuni quali la recente “Teatri
nei cortili”, partita proprio a Niguarda; i
buoni rapporti instaurati con studiosi,
scuole e Università con il sostegno dato a
pubblicazioni storiche d’interesse locale,
mostre come “Bovisa Hub della conoscenza” realizzata alla Triennale da parte del
Politecnico, l’attenzione verso i beni artistici da tutelare (il rinvenimento di un sarcofago romano a Bruzzano messo in risalto
dalla stampa nazionale).
Senza nulla togliere alle altre attività,
ci pare che l’Ecomuseo Urbano meriti
una citazione particolare così come
ha fatto anche il “Sole 24 ore”.
Certamente. È ìl progetto su cui la commissione ha puntato maggiormente dal
2007. A partire dall’esempio di Torino ci
siamo convinti che anche Milano possa dotarsi di questo strumento di valorizzazione
e tutela partecipata e di elaborazione di
strategie progettuali del territorio. L’Ecomuseo Urbano fondato a Niguarda, grazie
anche al consistente appoggio fornito dalla
Società Edificatrice nella persona del
Presidente Giovanni Poletti, già oggi ha
suscitato grande interesse e è in procinto
di allargarsi ad altri quartieri e zone. Pec-
cato che il Comune di Milano non abbia
saputo cogliere l’opportunità offerta da
questo esempio di buona pratica partecipativa e si sia limitato alla formale adesione. Non così ha fatto il Parco Nord che invece ha dimostrato un reale interesse e la
volontà di replicare questa esperienza sul
territorio di competenza del Consorzio. Ricordo inoltre il grande successo della 10
giorni di ottobre con la mostra a Villa Clerici, le visite guidate per Niguarda, le cene
narranti e altro ancora. Termino rammentando che siamo in attesa del riconoscimento formale dell’Ecomuseo da parte
della Regione Lombardia.
Veniamo al suo immediato futuro: lei
è candidato alle prossime elezioni
provinciali nelle file del Pd. Perché ha
accettato la candidatura e quali obiettivi si propone? Quali progetti specifici per la nostra zona ha realizzato la
Giunta Penati che meritano di essere
sviluppati?
Ho accettato volentieri la proposta del mio
circolo di Niguarda che ha voluto un candidatura che fosse espressione del territorio, per dare continuità all’ottimo contributo fornito dal consigliere uscente Pierluigi Angiuoni. L’affermazione nelle consultazioni cittadine del 15 marzo, ottenuta
grazie al grande lavoro di squadra dei circoli Rigoldi e Mandelli, ha spianato la
strada alla mia candidatura in uno dei collegi più ambiti per il forte radicamento del
Pd. L’esperienza che ho maturato alla guida di una commissione culturale farà sì
che mi occupi innanzitutto di questi temi
in caso di elezione. Ma certo non sarà solo
questo che mi verrà richiesto. La nostra
zona ha visto una ricaduta consistente di
molti progetti realizzati o in fase di realizzazione dalla Giunta Penati. Per citarne
solo alcuni: il raddoppio dello scolmatore
del Seveso per limitare le esondazioni, la
riqualificazione della Rho Monza, la passerella ciclopedonale che scavalca la A4 e
collega il Parco Nord con il Grugnotorto,
sempre il Parco Nord diventerà il punto
d’incontro fra le piste ciclabili di Milano e
hinterland (progetto Mibici) e rientra nel
progetto Metrobosco per realizzare attorno a Milano una grande cintura verde.
Infine l’impegno della Provincia per l’Expo
2015 sarà certamente un banco di prova
importante per maggioranza e opposizione in Consiglio Provinciale.
Zincar di via Venosta, ovvero una bella bufala d’oro
Franco Bertoli
resenti come siamo sul territorio,
P
avevamo già nel mese di febbraio
(vedi foto 4/5 dell’articolo a pag.13
“L’altra faccia della Bicocca Nuova”) portato all’attenzione dei lettori lo stato di
completo abbandono dell’area Zincar di
via Venosta sottolineando con la frase “la
realtà e la promessa, ovvero il futuro rimasto sul cartellone”.
Pur essendo già a conoscenza di una situazione confusa dei bilanci di questa
società, non sapevamo comunque, andando in stampa col numero di febbraio,
che di lì a poco sarebbero venute al pettine tutte le magagne della Zincar (acronimo per Zero Impatto Non CARbonio),
società controllata per il 51% dal
Comune di Milano, dalla municipalizzata A2A con il 27%, dall’Unione del
Commercio, dalla Provincia di Milano
per il 12% e da una certa Comelmar
Italia con il restante 10%. Magagne che
indicherebbero - i dati sono usciti qual-
che giorno fa - una perdita intorno ai 18
milioni di euro che, visto le quote di controllo, noi cittadini tutti - in quanto contribuenti di questo Comune e quindi
“azionisti” dello stesso - dovremo pagare
“virtualmente” secondo criteri che spettano al liquidatore.
Ricordiamo che questa ennesima “bufala
d’oro” nasce sotto il regno del sindaco
Albertini e nel corso degli anni, alimentata da soldi pubblici locali ed europei,
diventa un tipico carrozzone più interessato allo sperpero dei contribuenti che
alla consegna delle commesse ricevute.
Fatto è che oggi risultano ben 17 le commesse iniziate e/o progettate ed immediatamente bloccate o semplicemente
abbozzate nonostante i contributi.
Credo che siano numerosi i cittadini che
hanno ancora presente (anche per
l’usuale tam-tam mediatico che circonda
il nostro Presidente di Regione), nonostante siano passati quasi 5 anni (21-09-
2004), la famosa inaugurazione in via
Venosta, alla presenza dell’allora sindaco Albertini e del sempre in carica
Presidente della Regione Formigoni, di
quella stazione di rifornimento di idrogeno gassoso, che, diceva Formigoni,
“verrà utilizzata dalle prime vetture ad
idrogeno che circoleranno a Milano sin
dai prossimi mesi (sic)”.
Così altrettanti saranno coloro che ricordano, a pochi giorni di distanza (30-092004) che il Gabibbo aveva testimoniato
la stazione essere stata chiusa e quel poco non ancora smantellato trovarsi coperto da teloni.
Nonostante ciò, ed indipendentemente
dalle continue richieste di chiarimenti
sulle attività della Zincar fatte in consiglio comunale dalla sinistra e dai verdi
in tutti questi anni, il Comune, sotto il
nuovo Sindaco Moratti, ha indicato questo progetto nella competizione con
Smirne per la corsa all’ Expo 2015.
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NIGUARDA
L’Edificatrice indicata come modello
di moderna cooperazione
Intervista a Giovanni Poletti: “È un riconoscimento per le attività di servizio assistenziale,
sociale, culturale e aggregativo che abbiamo svolto in questi anni e che continuiamo
a incrementare. Ma abbbiamo ancora molto da fare guardando al futuro. Soprattutto,
mediante l’unificazione con l’Unione Operaia di Affori e l’Edificatrice di Dergano,
continueremo a costruire abitazioni per i nostri soci. E con la ristrutturazione della villa Trotti
creeremo un nuovo e più vivibile centro per Niguarda”.
Andrea Bina
a Cooperativa Edificatrice di NiguarL
da è stata invitata a un convegno
internazionale della cooperazione tenu-
euro all’anno sostenuti con una parte
degli avanzi di bilancio. Quando una
mano anonima ha fatto circolare un volantino contro le attività non solo sociali della Cooperativa ho provato una profonda tristezza. Contro gli anonimi è
difficile combattere. Meglio far parlare i
fatti. La gente, i Soci comprendono beSarà lusingato e orgoglioso di que- nissimo e valutano le cose per quello
sto riconoscimento dell’importanza che sono. Forse alla base c’è una certa
e del valore del lavoro sociale svolto strumentalizzazione a causa delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiin questi anni.
Non voglio enfatizzare i risultati e non glio di Amministrazione.
nego la mia soddisfazione. Dietro a questi
obiettivi raggiunti c’è il lavoro di tanta Facciamo il punto del vostro patrigente, dal Consiglio di Amministrazione monio immobiliare: ristrutturazioni,
al Direttore Lucio Ioli, ai collaboratori valorizzazione dei quartieri e protutti, ai Consigli di Quartiere, a quanti getti futuri. Sono ancora molti i voquotidianamente operano con passione. stri soci in attesa di un alloggio a cui
Un dato è evidente: la grande credibilità dovete dare una risposta certa.
della Società Edificatrice di Niguarda. Le Siamo una Cooperativa Edificatrice che
Cooperative, le Associazioni di diverso o- deve fare case da assegnare in godimento
rientamento, i professionisti hanno ritro- a tempo indeterminato ai Soci. Proprio
vato nell’Edificatrice un partner credibi- per questo abbiamo molto migliorato la
le, serio e motivato. Ci siamo impegnati qualità del patrimonio abitativo. Le noad organizzare servizi per gli anziani, le stre case devono durare molti anni perpersone in difficoltà ed altre numerose at- tanto hanno bisogno di molta manutentività connotandole per qualità e conti- zione, di essere aggiornate negli impianti
nuità. In occasione del convegno di Vene- adottando nuove tecnologie per il risparzia abbiamo presentato un dvd esplica- mio energetico. Abbiamo fatto investitivo della nostra realtà, disponibile gra- menti importanti, di lungo periodo, che ci
tuitamente per chi ne fa richiesta ed i stanno dando ragione. I nostri quartieri
partecipanti hanno molto apprezzato la sono belli, ben tenuti e la gran parte dei
rete dei servizi alla persona ed il meto- Soci è soddisfatta, anche se ci sono ancora
cose da migliorare, come sempre. Abbiado organizzativo.
mo acceso mutui ad ottime condizioni e
Quali sono i principali fiori all’oc- fortunatamente oggi abbiamo anche tassi
chiello del vostro essere cooperativa molto vantaggiosi. Il Bilancio 2008 si è
chiuso con 450.000 euro di avanzo ammidi abitanti?
Insieme a Coop Lombardia, al Consorzio nistrativo, prima delle tasse e degli accanFarsi Prossimo della Caritas Ambrosiana tonamenti, mentre tutte le poste creditoe alla Unione Samaritana abbiamo rea- rie e debitorie sono in equilibrio. Con la rilizzato il servizio di assistenza domicilia- valutazione del patrimonio (legge n.
re per anziani e per le persone in difficol- 185/2009) il valore minimo attuale delle
nostre case è di euro 228.000.000 mentre
tà. A Niguarda gli assistiti sono oltre 160. il Patrimonio Netto è di euro 176.000.000.
Grazie al Consorzio Ca’ Granda, che ne Questi dati fanno della Società Edificaha assunto i costi, è stato possibile esten- trice un punto di riferimento importante
dere il servizio ad Affori, Dergano, Isola e per la realizzazione di case da assegnare
Pratocentenaro; complessivamente gli a tutti quei cittadini che non possono comassistiti a domicilio sono oltre 450 ai quali devono aggiungersi i trasportati da e
per gli ospedali. Il nostro Centro di Socializzazione per disabili in via Ornato 7, gestito dalla Cooperativa Diapason in accordo con il Comune, assiste 30 utenti.
Abbiamo una convenzione con l’Uisp che,
attraverso la Polisportiva Garegnano,
Sala di lettura con
consente di tenere corsi di ginnastica di
mantenimento per anziani presso la sala
4500 volumi e internet point
polifunzionale. Nel settore Cultura, con il
Teatro della Cooperativa, abbiamo avuto
abato 9 maggio in via Hermada 14
11.000 presenze nella stagione. Ci sono
si è svolta la cerimonia inaugurale
corsi di lingue straniere, di chitarra, arpa,
del Centro Culturale Società Cooperapittura. Abbiamo uno sportello con la pretiva Edificatrice di Niguarda con sala
senza di uno psicologo, un ufficio per pralettura ed internet point. La Cooperatiche amministrative e fiscali e tante altiva, proseguendo nell’attività di svitre attività e presenze che formano una
luppo culturale per i soci e per il quarrete servizi molto particolare e oso dire
tiere, apre questo nuovo punto di agche non ha riscontri conosciuti. Sosteniagregazione con particolare attenzione
mo lo sport attraverso la Niguarda Calcio
alla lettura e all’informazione. La doe gli Azzurri Basket. Organizziamo nutazione iniziale di 4500 volumi, messi
merosi eventi per il tempo libero.
a disposizione da Beatrice De Crescenzo in memoria del fratello VinCi sono state alcune critiche sui cocenzo, sarà ulteriormente arricchita
sti di questi servizi sociali.
dal contributo dei soci e dei cittadini
Un cenno ai costi, proprio per dissipare
che vorranno donare i propri libri.
eventuali dubbi: noi spendiamo 60.000
tosi a Venezia affinché illustrasse il modello di servizi sociali che mette a disposizione dei Soci e in generale dei cittadini ritenuto unanimente di grande
avanguardia. Ne parliamo con il presidente Giovanni Poletti.
Inaugurato
Centro culturale
in via Hermada
S
prare un’abitazione. In sostanza la nostra Cooperativa continuerà a svolgere
quel ruolo importante nel settore casa
che iniziò nel lontano 1894. Abbiamo circa 1.100 soci in lista di attesa per un alloggio e quindi serve un grande impegno
per rispondere a queste richieste. Il Consiglio di Amministrazione ha aperto la
strada per la costituzione della più grande Cooperativa a Milano, attraverso
l’unificazione con la Cooperativa Unione
Operaia di Affori e la Cooperativa Edificatrice di Dergano. Abbiamo pensato al
futuro: questo obiettivo, se raggiunto,
consentirà di avere più possibilità per costruire nuove case, per partecipare in
prima persona alle trattative con le
Amministrazioni pubbliche e sul mercato delle aree. I diritti acquisiti dai Soci
non saranno toccati proprio perché la
nuova grande Cooperativa ha nel suo
Statuto l’obiettivo primario di costruire
alloggi per l’affitto, così come è attualmente per tutte e tre le Cooperative a
proprietà indivisa. Abbiamo davanti un
grande obiettivo che l’unificazione potrebbe facilitare, ovvero la costruzione di
60 appartamenti e box, al posto della
Cascina di Via Passerini e la ristrutturazione della Villa Trotti. Questo intervento consentirebbe di rilanciare il centro
storico di Niguarda, di ridare un punto
di riferimento sociale al quartiere in un
luogo dove è presente l’unica
Parrocchia di Niguarda, la biblioteca, i
Vigili Urbani, alcuni Uffici comunali, la
Scuola elementare, con un’ampia area a
verde oggi del tutto inutilizzata.
L’unificazione avrà effetti anche economici vantaggiosi per tutte e tre le
Cooperative, quali la razionalizzazione
della gestione, degli appalti e dei servizi, oggi frammentati domani centralizzati. Il rapporto con i Soci sarà un impegno primario e la presenza sul territorio
sarà mantenuta lasciando gli uffici attuali. Nei prossimi mesi ci confronteremo con i Soci e sono certo che non mancherà la loro risposta positiva.
E per quanto riguarda il rinnovo del
Consiglio di Amministrazione?
Mi auguro che i 6.000 soci dell’Edificatrice di Niguarda partecipino numerosi sia
alle primarie sia alle assemblee e che gli
eletti continuino a dare un prezioso contributo per lo sviluppo della Cooperazione. Purtroppo, a fronte di questa situazione con prospettive di sviluppo, costruite
nel tempo da tanti dirigenti e da intere
generazioni di Soci, sento dichiarazioni e
vedo scritti che vanno nella direzione opposta. Certi “soci” hanno espresso nelle
loro proposte elettorali la volontà di alienare il patrimonio. In sostanza vogliono
accaparrarsi gli appartamenti pensando
di pagarli con quattro soldi. A parte il fatto che l’operazione sarebbe piuttosto difficile, se realizzata rappresenterebbe la
fine della Cooperativa di Niguarda e di
un corpo sociale unito che ha saputo superare tanti momenti difficili grazie alla
propria unità fondata sugli ideali di solidarietà tipici della Cooperazione. Ricandidandomi ho voluto rinnovare il mio impegno per sviluppare la Cooperativa, renderla ancora più vicina ai propri Soci,
pensando al futuro, ma anche per battere questo tentativo ignobile.
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I lavori al depuratore sono terminati
Fine delle esalazioni?
Alessio Seminario
lavori di adeguamento tecnologico e copertura dell’impianto di depurazione di via Del Regno
Idovrebbe
Italico sono finalmente conclusi e quindi la puzza che ci ha ammorbato durante questi decenni
andare in “soffitta”. La notizia è stata data ufficialmente, durante la seduta di giovedì 23
aprile u.s. della Commissione “Per la città Sostenibile” del CdZ9, dal neo Presidente Anna Meloni
la quale ha comunicato che i funzionari della Società che gestisce l’impianto, nell’esprimere con viva soddisfazione la conclusione di un lungo e travagliato percorso, hanno in programma un open
day dell’impianto (presumibilmente si è già tenuto il 9 maggio) per fare toccare con mano alla cittadinanza la completa ristrutturazione del plesso di depurazione. Ci torneremo sul prossimo numero. In ogni caso ci auguriamo di dover risolvere un nuovo problema: dove metteremo la puzzola, simbolo del comitato che si è battuto per ottenere la copertura del depuratore?
Anche il Cam dà una mano a Daniela
sofferente della sindrome da atassia
CRISI ECONOMICA
Bresso: azienda farmaceutica chiude
Ma i ricercatori vogliono continuare
Giorgio Meliesi
resso, ex area Zambon. Cell Therapeutic,
B
una struttura multinazionale americana
dotata di attrezzature all’avanguardia per la ricerca farmacologica sul cancro. 56 ricercatori
tutti italiani che hanno ottenuto successi importanti per aver scoperto efficaci molecole antitumorali. Tutto bene, ma il 28 febbraio la multinazionale ha comunicato la cessazione dell’attività
e il licenziamento dei dipendenti. Ma i ricercatori non ci stanno a buttar via tutto, i risultati sul
piano terapeutico, la loro professionalità, il loro
sapere. E stanno studiando assieme alla Cgil di
creare una nuova società formata dai lavoratori
e dai manager interni italiani, sostenuta da capitali privati e pubblici, e dalle liquidazioni dei
ricercatori. Per questo chiedono all’azienda di alzare la cifra delle liquidazioni da 1,6 milioni a 3
milioni e di lasciare “in dote” ai ricercatori macchinari e progetti del laboratorio, anche perché i
costi dello smantellamento sarebbero molto alti.
Come contropartita la multinazionale avrebbe
royalties sulle scoperte future già nel cassetto.
La Provincia di Milano si è intanto detta disponibile a investire 250 mila euro, il comune di
Bresso altri 100 mila euro. Infine sono stati chiesti fra i 3 e i 4 milioni alla regione Lombardia
Ortensia Bugliaro
na soluzione per i problemi aggregativi per
U
Daniela, la disabile costretta in carrozzella
dalla sindrome da atassia di Friedreich di cui
abbiamo più volte parlato, e per suoi amici è arrivata grazie ai locali del Cam di Via Cirié, 9.
Qui avranno la possibilità di incontrarsi quando
vorranno, come tutti i cittadini della zona. Potranno stare solo fra loro ed anche conoscere gli
altri ragazzi, per poter così allargare i propri
orizzonti e socializzare.
Ma che cos’è il Cam? La Giunta Comunale ha deliberato che i Centri Territoriali Sociali (Cts) e i
Centri Azione Milano Donna, prendano il nome
di Cen-tri Aggregativi Multinazionali (Cam).
Questo nuovo polo, istituito per ciascuna zona di
Milano, ha il compito di programmare e realizzare corsi e attività culturali e ricreative di aggregazione sociale, dirette di volta in volta alle fasce di
popolazione. Nello specifico, il Cam di Zona 9 ha
due diramazioni: il centro Cirié (sito in Via Cirié
9) e il centro Cassina Anna (sito in Via
Sant’Arnaldo 17). Di fronte ad una domanda
sempre più crescente da parte di una popolazione
che negli anni è profondamente cambiata nella
sua stessa composizione e nelle sue aspettative, si
vuole migliorare l’efficienza delle politiche sociali
di animazione del territorio e di prevenzione del
degrado mediante un efficace lavoro di rete. I
Cam offrono a bambini, adolescenti, adulti e anziani attività per il tempo libero, creando occasioni di incontro e aggregazione tra le diverse fasce
d’utenza. Le attività, proposte e realizzate dagli
animatori socio-culturali, hanno finalità di socia-
lizzazione e di potenziamento delle capacità
espressive e creative dei fruitori del servizio.
Il percorso riabilitativo di Daniela che lotta e
combatte con tutte le forze, procede lentamente,
ma ottiene giorno per giorno piccoli passi di miglioramento, segno che la sperimentazione dà
buoni risultati, nonostante gli intoppi burocratici, come la sospensione dei farmaci, ma anche la
degenza di oltre un mese, presso l’Istituto Galeazzi di Milano, ha contribuito a rafforzare l’articolazione che diventa sempre più controllata.
Qualche giorno fa, Daniela si è sollevata dalla
carrozzina ed è rimasta in piedi per alcuni secondi: un traguardo che non potrà mai dimenticare! Negli ultimi convegni scientifici si è molto
parlato dei risultati ottenuti che rafforzano la fiducia e la speranza in tanti giovani e adulti affetti dalla stessa rara malattia. Con Daniela e il
nostro giornale, altre persone della nostra zona,
che soffrono la sindrome da atassia di Friedreich, hanno voluto conoscere questo processo
sperimentale, se non altro per alimentare le loro speranze future. Ancora un mese e la sperimentazione chiude un ciclo in modo che ricercatori e medici possano tirare le somme su ciò che
si è fatto fino ad ora, e solo allora potremo sapere con più precisione i benefici ottenuti; ma
Daniela non si fermerà, continuerà a lavorare
con determinazione, come ha sempre fatto.
L’Associazione Italiana per la lotta alle
Sindromi Atassiche, confida di ottenere sempre
più contributi per la ricerca e per venire incontro alle famiglie dei malati.
Senso unico in via De Gasperis
Chiesto l’intervento
del Dipartimento di Zona 9
Monica Landro
n data 4 marzo 2009 alcuni cittadini resiIall’altezza
denti nelle traverse di Viale Ca’ Granda
di via De Gasperis hanno inviato
una raccomandata al Dipartimento di Zona
9 di via Guerzoni, ripartizione Mobilità,
Viabilità, Trasporti e per conoscenza alla
medesima Ripartizione di via Beccaria
avente per oggetto la richiesta di apertura
strada De Angelis/De Gasperis direzione
via Val Furva. Di seguito il contenuto della
raccomandata:
“Si fa seguito alla ns. del 14/05/08 e successiva in risposta alla vs. del 29/05/08 per ricordarvi che la nostra richiesta non ha avuto nessun ragguaglio di quanto in oggetto
(la richiesta di apertura strada De Angelis/De Gasperis direzione via Val Furva).
Come appare dalla nostra lettera, la chiusura della strada è avvenuta dall’oggi al domani. Dalla vs. del 29/05/08 appare che la
problematica della suddetta strada era in
fase di istruttoria che presumiamo tuttora
in corso dopo 10 mesi circa. (La raccomandata è di marzo, Zona Nove la sta pubblicando a maggio, quindi a distanza di un anno dalla comunicazione della fase istruttoria). Vi assicuriamo che siamo al limite della sopportazione di una situazione già precaria ma che lo diventa maggiormente
quando uno dei pulman che deve entrare
dal portone di accesso agli alberghi sbaglia
strada e imbocca via Val Cismon, già congestionata, bloccandola fino a quando, a marcia indietro, con gravi pericoli riesce ad
uscirne. Si richiede pertanto di voler ripristinare la strada De Gasperis direzione Val
Furva come lo era prima per garantire una
circolazione più agevole non solo ai residenti ma a tutta la circolazione occasionale.” La
lettera è stata firmata da 35 residenti. come
“Zona Nove” auspichiamo che la fase istruttoria si concluda al più presto risolvendo lo
stato di insofferenza in cui si trovano i residenti della zona.
Destinazione del cinque per mille Irpef all’A.I.S.A. Sezione Lombarda Onlus
(Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche Onlus)
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non lucrative di utilità Sociale, delle Associazioni di Promozione Sociale, delle Associazioni e Fondazioni”.
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ONA NOVE 7
SANITÀ
Procedono i lavori di costruzione del nuovo Niguarda
Il Blocco Sud verrà inaugurato quando si celebrerà il 70esimo anniversario dell’apertura dell’Ospedale avvenuta il 10 ottobre del 1939.
Cardiopediatria
Raggiunto l’accordo
ma la battaglia non è finita
Alessio Seminario
ono mesi che anche il nostro giornale tiene coS
stantemente informati i cittadini/utenti in
merito alla strenua battaglia, combattuta da lavoratori,sindacati e genitori dei pazienti ed ex pazienti, per difendere la Cardiopediatria, uno dei
reparti a più alta specialità presenti nell’Ospedale di Niguarda.Dopo una lunga serie di estenuanti confronti con la Direzione, una raccolta di firme
che ha raggiunto oltre 8mila adesioni, sit in di
protesta, conferenze stampa partecipate, coinvolgimento della cittadinanza tramite internet, i sindacati hanno raggiunto un importante accordo
che, almeno per il momento, dovrebbe aver salvato questo straordinario presidio, rinomato a livello nazionale e non solo per l’altissima eccellenza
del servizio erogato, dal paventato trasferimento
(ma sarebbe meglio chiamarlo accorpamento/chiusura) presso l’area pediatrica.
Nel documento dell’accordo, pur ribadendo la posizione favorevole al trasferimento della Cardiologia pediatrica presso il padiglione Rossini nel-
Andrea Bina
l nuovo Niguarda avanza secondo programIinaugurata
ma. Una prima parte (il Blocco Sud) verrà
nell’anno del 70esimo anniversario
dell’apertura del nosocomio, avvenuta il 10 ottobre 1939 (la prima paziente fu la signora Luigia
di Milano ricoverata per colicistite). Si tratta del
più grande appalto in project financing (finanziamento pubblico/privato e gestione di alcune servizi da parte del privato) mai assegnato in Italia
nel settore ospedaliero. La realizzazione delle
opere, affidata alla Cmb di Reggio Emilia, si svolgerà in due fasi: la prima, in avanzata fase di realizzazione, prevede la costruzione di una piastra
ospedaliera, dei poli per i servizi logistici e tecnologici, di un parcheggio e la ristrutturazione di
un padiglione già esistente, il Ponti, mentre la seconda comprenderà la costruzione di una seconda piastra e la ristrutturazione di un altro padiglione già esistente, il Pizzamiglio. Il contratto
prevede, quale “compensazione” del capitale investito dal privato, che la Cmb gestisca per 30
anni i seguenti servizi non legati all’attività sanitaria: pulizie, ristorazione, aree commerciali, reception e manutenzione. È inoltre quasi completata la costruzione di un impianto di cogenerazione da 20 megawatt che alimenterà la cittadella ospedaliera nel pieno rispetto dell’ambiente. È
anche prevista l’installazione di un sistema automatizzato di trasporto leggero capace di collegare, attraverso un sistema di binari, i vari reparti
dell’ospedale per la movimentazione di farmaci,
materiale sterile e cartelle cliniche.
Ma torniamo ai lavori. Il Blocco Sud, l’edificio che
ospiterà l’alta specialità e che verrà completato
entro il 2009, comincia ad assumere l’aspetto definitivo. I rivestimenti esterni e i serramenti sono stati installati, mentre sono in fase di posa le
strutture metalliche di sostengo che andranno a
creare la strada che collegherà il Ponti alla nuova piastra. All’interno oltre 400 persone stanno
completando a ritmo incessante gli impianti termici, elettrici, idraulici e di condizionamento.
Inoltre sia nella nuova piastra sia nel vecchio
padiglione Ponti, completamente ristrutturato,
è stata realizzata una stanza campione per toccare con mano come si presenterà a breve il nuovo ambiente di degenza. I lavori in fase di esecuzione, quindi non solo quelli relativi alla piastra
sud e al padiglione Ponti ma anche quelli del polo logistico e tecnologico, sono realizzati al 60% e,
se non subentreranno intoppi, verranno completati entro il 31 dicembre. È inoltre stato installato il primo dei due enormi cogeneratori che permetteranno di produrre energia elettrica per
tutto l’ospedale e nel polo logistico, che si sviluppa per buona parte sottoterra, è stato posizionato un altissimo camino, ben visibile da viale
Fermi e da via Moreschi.
Ma come saranno le camere di degenza e le corsie dei reparti? Ogni reparto disporrà di 44 posti
letto, di locali dedicati all’assistenza, di sale visita e di tutte le strutture per garantire il miglior
confort possibile. Non è stato lasciato al caso neanche il colore della nuova struttura sanitaria visto che il progetto è stato seguito da Jorrit
Tornquist, architetto della “Teoria del Colore” e
professore di design Industriale al Politecnico di
Milano. I piani saranno riconoscibili visivamente
grazie ai diversi colori loro assegnati, le camere
di degenza saranno tinteggiate di verde e arancio perché rilassano e rendono estroversi, le camere operatorie saranno verde turchese per cancellare l’immagine del rosso sangue che richiamano questi luoghi, mentre gli spogliatoi dei pazienti saranno arancio chiaro perché questo colore allontana il senso di disagio e di estraneità.
l’area pediatrica, la Direzione dell’ospedale si è
impegnata a produrre un documento di approfondimento sui dati storici dell’ultimo triennio relativamente alla casistica della Cardiopediatria
per meglio argomentare tale scelta. In attesa di
tale documentazione, anche per raffreddare il clima all’interno dell’ospedale, il trasferimento del
reparto verrà sospeso e rimandato, presumibilmente, a questa estate ferma restando l’assoluta
contrarietà a questa scelta di tutte le organizzazioni e rappresentanze sindacali. L’accordo sottoscritto, oltre a garantire la sicurezza dei pazienti
e il mantenimento della struttura di Cardiopediatria, punta anche alla conservazione dei posti
letto e della dotazione organica.
Nonostante i buoni risultati conseguiti le Rsu, come ci ha spiegato il coordinatore Celestino De
Brasi, vigileranno attentamente affinché vengano rispettati gli impegni sottoscritti e siano rispettate sia la salute delle generazioni future sia i posti di lavoro di personale di alta specializzazione.
Cardiologia
Cercasi 500 donne per uno studio
preventivo dell’infarto
Giorgio Meliesi
n’anomala genetica aumenterebbe del 40 per
U
cento la possibilità d’infarto nelle giovani donne anche quando hanno uno stile di vita impeccabile. Si tratta di una scoperta del reparto di cardiologia del Niguarda, guidato dal professor Francesco Mauri. Per arrivare a scovare il gene killer il
Niguarda, con l’università di Parma, è all’opera dal
2004. Sono state studiate 2500 persone, ma ora,
grazie a un finanziamento del ministero della
Salute di 2 milioni di euro, Niguarda, Parma e
l’Humanitas di Rozzano riprendono lo studio anche delle ricadute psicologiche della malattia in
campo femminile e soprattiutto per definire un
test genetico che possa far scoprire precocemente
la predisposizione all’infarto. Per questo cercano
500 donne infartuate per continuare le ricerche.
Alessando, l’addestratore di cani,
e il terapeuta a 4 zampe
Sostiene Alessandro Ponti: “Si tratta di un mestiere, ma anche
di una grande passione. Noi con la Pet Therapy non solo educhiamo
i cani, ma li rendiamo anche socialmente utili”.
Monica Landro
n questo articolo vogliamo mettere in eviItraverso
denza la figura dell’addestratore cinofilo atle parole di Alessandro Ponti, addestratore regolarmente iscritto all’albo ufficiale “addestratori per cani da Utilità, Sport e
Compagnia” e residente da sempre nel cuore
della vecchia Niguarda.
Alessandro Ponti da anni svolge l’attività di
addestratore e vanta la partecipazione a diversi campionati italiani come addestratore
di cani propri e altrui. Per lui essere addestratore non è solo un lavoro ma un impegno, una
passione e un interesse di vita. Essere addestratore - dice Alessandro - significa entrare
totalmente in empatia con il cane, assomigliare a lui, ragionare come lui, usare i cinque
sensi in maniera animale, privilegiando l’olfatto, per esempio. Immedesimarsi nelle esigenze del cane, insomma.
Sul suo sito di presentazione (www.canieducati.com) Alessandro Ponti espone chiaramente
chi è attraverso un nutrito curriculum, l’indirizzo e le finalità dei suoi corsi, le preparazioni
sportive, le sue certificazioni. Tra queste, l’attestato come operatore di pet therapy. Con il termine pet therapy (in italiano, zooterapia) s’intende, generalmente, una terapia dolce, basata
sull'interazione uomo-animale. Oggi la pet therapy, che solo recentemente ha ottenuto il giusto riconoscimento, trova ampia applicazione
in svariati settori socio-assistenziali, tra i quali case di riposo, ospedali, comunità di recupero. Da qui nasce l’idea di Alessandro Ponti di
dare alla sua passione di addestratore un risvolto sociale: addestrare i cani non solo per
scopo ludico ed educativo, ma anche per affidarli a persone anziane o a persone diversamente abili. Naturalmente, spiega Alessandro,
il progetto di pet therapista prevede un lavoro
in team all’interno di strutture mediche idonee
perché è necessario un lavoro di squadra tra i
medici e l’addestratore dell’animale.
Alessandro Ponti racconta ancora che un cane
che fa assistenza è capace di porgere un telefono che squilla, di porgere soldi per pagare, di
raccogliere oggetti caduti di mano al proprio
padrone; insomma un vero e proprio aiuto in
grado di favorire e sostenere l’amico umano
nella vita di tutti i giorni, ma anche di calmargli l’ansia, superare lo stress e trasmettere quel
calore affettivo che i cani sanno donare totalmente al proprio padrone.
Alessandro Ponti ha le idee chiare su come
vorrebbe sviluppare questo progetto di pet
therapy, al quale lavora da anni e che vorrebbe trattare all’interno di una struttura idonea al fianco di un team medico. “Zona Nove”, nel complimentarsi, gli fa i migliori auguri per il proseguo di questa interessante e
stimolante attività.
La Giornata della Biodiversità: “Mangiasano” al quartiere Bicocca
n Via Pirelli alla Bicocca, accanto al Giardino delle Fontane, doIMondiale
menica 24 maggio dalle 9 alle 19, in occasione della Giornata
della Biodiversità indetta dalle Nazioni Unite, si propone l’iniziativa di “Mangiasano, il biomercatino”, la manifestazione organizzata dall’associazione “Verdi Ambiente e Società
Onlus”, per promuovere e sostenere i produttori del biologico e
dell’artigianato sostenibile. Un nuovo appuntamento programmato nell’intento di far incontrare i residenti della zona diretta-
ONA NOVE 8
mente con i produttori e i trasformatori del biologico. Tutte le
proposte alimentari saranno certificate e si potranno trovare: i
formaggi del luinese, il latte fresco, gli yogurt del parmense, il
miele del Parco del Ticino, l’olio e le conserve della Liguria, le
“Ofelle di Parona” realizzate con farine biologiche e il pane dolce
del Piemonte. Al mercatino biologico della “Vas”, i cittadini milanesi potranno trovare cosmetici certificati, abbigliamento non
trattato, piante aromatiche e una rassegna di libri dedicati al-
l’alimentazione biologica, vegetariana e degli stili di vita sostenibili. La manifestazione è realizzata con il patrocinio della
Presidenza della Repubblica, della Regione Lombardia e con la
collaborazione dell’Università Bicocca, di Cia (Confederazione
Italiana Agricoltori), di Anabio, di Federconsumatori e
dell'Associazione ViviBicocca.
Info: Sede Vas: Via Passerini 18 - 20162 Milano tel. 02.66104888
fax 02.89076020.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
25 APRILE
a cura di Angelo Longhi
Le lapidi della Liberazione: la memoria della nostra storia
Portano i nomi dei martiri partigiani morti per la libertà
Da questo numero iniziamo un piccolo “viaggio” per far conoscere a tutti chi fossero le persone e i fatti che sono ricordati sulle lapidi presenti nei nostri quartieri
e che ci rimandano alle giornate della Liberazione dai nazifascisti. Pochi li ricordano, oltre la ristretta cerchia degli affetti e dei familiari. Di loro coetanei ne sono
rimasti ormai pochi, ancora vivi, e quindi per un ragazzo di oggi che ai tempi della loro morte non era ancora nato, sono nomi che non suscitano emozioni.
Coetanei vissuti qualche decennio prima e rimasti pietrificati da giovani, all’età della morte. Ma per chi conosce la storia e immagina le loro vite e ne intuisce
il sacrificio e la grandezza, sono nomi cari come membri della nostra stessa famiglia. Perché loro, semplici operai, sono i padri della Patria.
Telegramma di Giorgio Napolitano
al Teatro della Cooperativa
Signor Renato Sarti, Teatro della Cooperativa, Via Hermada 8
occasione della messa in scena di “Nome di battaglia Lia”,
Itonche
ricorda la tragica vicenda di Gina Galeotti Bianchi e l’alcontributo da lei offerto alla causa della libertà e della democrazia, il Presidente della Repubblica esprime apprezzamento
per l’iniziativa, che affida alla narrazione teatrale il compito di
coinvolgere gli spettatori nella rievocazione delle pagine di storia da cui è nata la nostra Repubblica. La testimonianza delle
donne che caddero in quella drammatica stagione si salda oggi,
attraverso il tramite della cultura, con il monito a non dimenticare vicende che hanno offeso e calpestato i diritti e la dignità
della persona. Il Capo dello Stato è lieto di formulare alla compagnia teatrale e a tutti gli intervenuti un cordiale saluto e un
augurio, cui unisco i miei personali.
Donato Marra (Segretario Generale Presidenza Repubblica)
Mittente: Segretario Generale Presidenza Repubblica, Palazzo del
Quirinale, Piazza del Quirinale, 00187 Roma
• Mario Mariotti 1918-945.
Lapide posta sulla sua abitazione in
via Graziano Imperatore 48.
Nato a Soresina (Cremona) il 21 agosto
1914, operaio, abita a Niguarda in via
Graziano Imperatore 48. Partecipa alla
resistenza in prima linea entrando nella 110° brigata Gap. Muore il 25 aprile
1945 durante l’insurrezione di Niguarda, per lo scoppio di una bomba a mano
che sta per lanciare contro i tedeschi.
ominciamo il nostro itinerario nelle strade dove sono collocate le lapidi commemorative del sacrificio dei partigiani da
C
Niguarda.
Le notizie sono tratte dalla pubblicazione di Gianmario Molteni
a cura dell’Anpi niguardese “Memoria della resistenza” (se ne può
richiedere una copia gratuita presso la Cooperativa Edificatrice).
Ringraziamo la Fotocolor Niguarda per molte delle foto.
• Vitale Vertemati 1918-1944.
Lapide posta sulla sua abitazione
di via Filicaia 3.
Nato il 26 marzo 1918 a Niguarda, fa
l’operaio alla Falk. Dopo l’8 settembre
entra a far parte della 1° brigata Gap
“Gramsci” diventando caposquadra e
compiendo numerose azioni. La più pericolosa è dell’inverno 1943, quando viene ucciso Resega, federale fascista di
Milano. Il 1° maggio 1944, per la spiata
del traditore Franco Alussi, viene catturato dai nazifascisti. Condotto a San Vittore, viene seviziato. L’8 agosto in
viale Abruzzi c’è un attentato a un autocarro della
Wermacht. Kesserling ordina di fucilare dieci ostaggi per
ogni tedesco ucciso: ma i sei morti e i dieci feriti nell’attentato, mai rivendicato da nessuna organizzazione della
Resistenza, sono tutti italiani. Il 10 agosto, per ordine del
capitano tedesco Saevecke è prelevato dal carcere con altri
quattordici partigiani, presi come lui a caso dalle celle. A
tutti vengono date delle tute per far credere loro che andranno a lavorare per la Todt, organizzazione tedesca che
impone il lavoro coatto nei territori occupati dai nazisti. È’
una macabra messa in scena: i quindici sono portati in
piazzale Loreto e fucilati da un plotone della “Muti”. I nazisti ordinano di lasciare esposti i cadaveri. I primi testimoni dell’eccidio sono i pendolari che arrivano dalla Brianza;
poi per tutto il giorno numerosi milanesi accorrono in piazzale Loreto. I corpi sono rimossi solo nel tardo pomeriggio,
grazie all’intervento del cardinale Schuster.
• Vittorio Salvoni 1918-1944.
Lapide posta sulla sua abitazione
all’incrocio tra via Cicerone e via
Lanfranco della Pila.
Nato il 1 maggio 1918 a Urago d’Oglio
(Bs), abita a Niguarda in via Lanfranco
della Pila 1. Fa parte della 3° formazione del Gap “Rubini” distaccamento
“Walter”. Si distingue in azioni temerarie, come quella nell’estate del 1944 al
campo volo di Bresso, quando insieme a
due compagni mette alcune bombe su quattro aeroplani trimotori facendoli esplodere, e quella nelle scuole di via
Montello, dove tedeschi e fascisti hanno i loro comandi. Per
delazione di una spia, il 21 settembre 1944 a Dergano cade
in una trappola che gli è fatale. Nello scontro a fuoco contro miliziani fascisti della brigata “Resega” è mortalmente
colpito alla testa da un proiettile, mentre i suoi compagni
riescono a mettersi in salvo.
• Gina Galeotti Bianchi 1913-1945.
Lapide posta sul luogo della sua uccisione in via Graziano Imperatore
34 il 24 aprile.
Nata a Suzzara (Mn) comincia a sedici
anni la sua attività antifascista e la prosegue durante le guerre di Abissinia e di
Spagna. Nel 1943 viene arrestata e deferita al Tribunale speciale per essere
stata tra gli organizzatori a Milano degli scioperi del marzo contro la guerra.
Incarcerata per quattro mesi a San Vittore, è sottoposta a
trentatré interrogatori - uno dura quarantasette ore consecutive - e altrettante torture per farle rivelare i nomi dei
compagni di lotta. Quando il 25 luglio 1943 cade il fascismo
non viene liberata perché, militando nel Partito comunista
clandestino, anche il governo Badoglio la ritiene pericolosa.
Solo dopo l’armistizio dell’8 settembre esce dal carcere di
Parma. “Lia” - questo il nome di battaglia - torna a Milano
per riprendere appieno l’attività antifascista. Chiamata a
far parte del Comitato provinciale dei Gruppi di Difesa della Donna, si dedica all’assistenza delle famiglie delle vittime della lotta di Liberazione. Per il Natale del 1944 è a capo di un comitato che dona ai bambini delle vittime politiche il conforto di un giocattolo e di un indumento. S’impegna anche nel servizio informazioni come staffetta. Il 24
aprile 1945 mentre si reca, benché incinta di cinque mesi, all’ospedale di Niguarda per incontrare alcuni partigiani feriti ricoverati sotto false generalità, viene falciata da una raffica di mitra sparata da un camion tedesco, incappato in un
posto di blocco partigiano in via Graziano Imperatore a
Niguarda. Dal comando delle brigate Garibaldi le viene assegnata la Medaglia d’Oro alla memoria.
• Mario Brambilla 1914-1939
Lapide posta sulla sua abitazione
in via Hermada 8.
Nato a Niguarda il 7 luglio 1914, Di professione fattorino, anima la produzione
e diffusione della stampa clandestina e
l’organizzazione del movimento antifascista a Niguarda e in altre zone di Milano, in diretto collegamento con esponenti del Pci. Per questi motivi il 28 agosto 1936 viene arrestato e incarcerato a
San Vittore. Benché il processo non riesca a provare la sua
attività contro il regime, è inviato al confino, prima alle isole Tremiti e poi a Ventotene. Ripetutamente condannato
per infrazione agli obblighi del confino e, in particolare, per
essersi rifiutato di fare il “saluto romano” imposto ai confinati da un commissario provocatore su ordine di Mussolini, dalle Tremiti viene inviato nel carcere di San Severo di Puglia,
dove la sua salute già compromessa si aggrava. Grazie alle
ripetute richieste dei compagni di prigionia, dopo alcuni mesi è di nuovo trasferito a Ventotene, e da qui all’ospedale.
Operato per sospetta appendicite ma poi trascurato come
tutti i detenuti politici, non riesce a superare l’intervento chirurgico e l’8 luglio 1939 muore nell’infermeria per i carcerati nell’ospedale Pace di Poggioreale a Napoli.
Folla al tradizionale Corteo
del 24 aprile a Niguarda
utto secondo la migliore tradizione al corteo promosso
T
dalla sezione dell’Anpi Martiri Niguardesi, che si è snodato tra le vie di Niguarda il 24 aprile sera a ricordare come l’insurrezione milanese del 25 cominciò… il 24, proprio
da noi a Niguarda.
Stavolta c’era molta più gente degli ultimi anni. Gli ottimisti parlavano di un migliaio di persone, e sicuramente erano diverse centinaia.
Il corteo è sfilato fermandosi alle lapidi che ricordano il sacrificio dei giovani partigiani durante la lotta antifascista
(vedi articolo), in via Hermada, via Passerini, Piazzale
Belloveso, via Santagostino, via Cattaro, via Palanzone, via
Ornato, via Terruggia.
Quest’anno c’è stato anche un partecipante illustre, il deputato Emanuele Fiano del Partito Democratico (vedi
“Quando gli italiani erano razzisti”) che ha tenuto un brevissimo discorso durante la sosta al monumento dei caduti
di Piazza Gran Paradiso.
Presenti al gran completo le forze politiche di centrosinistra della zona, con la presenza anche del consigliere di zona Roberto Clerici dell’ex Forza Italia (oggi Partito della
Libertà).
La banda di Abbiategrasso, fondata nel 1888, come ogni anno ha suonato inni partigiani rallegrando una serata di memoria e di festa.
Inoltre al Teatro della Cooperativa di via Hermada è andato in scena lo spettacolo “Nome di battaglia Lia” che racconta la storia di Gina Galeotti Bianchi uccisa nel pomeriggio
del 24 aprile in via Graziano Imperatore dai nazisti in fuga. Allo spettacolo erano presenti Nori Brambilla Pesce e
Stellina Vecchio, staffette partigiane e protagoniste di quei
giorni di insurrezione popolare. Stellina era a fianco di
“Lia” quando questa fu colpita. Al Teatro è arrivato anche
un messaggio del Presidente della Repubblica (vedi il testo
del telegramma a fianco).
“Quando gli italiani erano razzisti”
hi scrive ha avuto modo di assistere a centinaia di diC
battiti, assemblee, convegni, workshop, e non solo in
ambito politico. Ma in tutta la vita non gli era mai capitato prima di partecipare a un evento simile a quello di sabato 18 aprile alla Casa di Alex.
Il titolo dell’incontro era: “Ricordi di storia. 1922 - 1945
Quando gli italiani erano razzisti”. Chiamato a testimoniare dal Centro di Documentazione Antifascista del Circolo
Francesco Rigoldi del Partito Democratico di Niguarda, con
l’adesione dei circoli Anpi e dell’Associazione Amici di
“Zona Nove”, racconta la sua esperienza di vita Nedo Fiano,
italiano di religione ebraica, deportato a 16 anni con tutta
la sua famiglia e unico sopravvissuto al campo di sterminio
di Auschwitz.
La sala gremita ha seguito il racconto per più di due ore in
un silenzio assoluto, attonito, rotto solo dal respiro e dalla
commozione quasi a non voler credere alle parole del testimone dello sterminio.
Alla fine un lungo applauso liberatorio ha spezzato la tensione e ha idealmente abbracciato quasi a volerlo rincuorare, il nostro testimone.
Il racconto è stato ripreso da ben due telecamere grazie al
lavoro volontario di F. Rodina, ed è prevista una prossima
pubblicazione del dvd che riporterà il racconto di Fiano (per
info: [email protected]).
Quello che si è svolto è il primo di una serie di appuntamenti di “Ricordi di Storia”, che il Centro di Documentazione Antifascista di Niguarda promette per i prossimi mesi. “Zona Nove” ci sarà.
Bicocca e Prato: corteo di auto
abato 25 aprile dalle 9.30 del mattino un lungo corteo
S
di automobili è stato scortato nel traffico dalla Polizia
Locale e dai Carabinieri. Il serpentone di auto ha girato per
i quartieri di Prato e Bicocca allo scopo di onorare con le corone di alloro le lapidi dei caduti della Resistenza.
Una manifestazione organizzata come ogni anno dalla sezione dell’Anpi Prato-Bicocca, sezione che qualche mese or
sono ha pubblicato un interessante documento con l’elenco
e la storia dei martiri a cui le lapidi sono dedicate che potete richiedere alla sede Anpi in via Moncalieri 5.
Particolarmente significativa la “fermata” del corteo automobilistico alla Pirelli di Viale Sarca (che come ogni 25
aprile tiene aperte le porte del suo stabilimento appositamente per permettere la deposizione delle corone alla base
della grande lapide che ricorda i caduti e i numerosi deportati nei campi di sterminio, colpevoli agli occhi dei nazifascisti di scioperare per il pane e per la fine della guerra). E
poco più avanti siamo stati accolti anche dal personale
dell’Atm (il deposito di Viale Sarca), un’altra azienda i cui
lavoratori pagarono un prezzo molto alto. Diamo appuntamento a tutti per il prossimo anno, il 25 aprile, alle ore
9.30, in fondo a viale Suzzani.
COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA
ONA NOVE
9
G
CORSIVI IN PUNTA DI BIC…
ATTIVITÀ DI ALEX SCHIAVI
Papino dei puffi o della Thyssen-Krupp?
Niguardarte
recital di arte e musica
he bello avere ai vertici un settantenne che si fa chiamare
C
papino da una diciottenne. I casi sono due, o è sua figlia, e
allora son problemi solo di sua moglie e a noi non ci riguardano, oppure no. In questo secondo caso lui dovrebbe essere preoccupato, e molto, per la febbre suina. L’unico “papino” che io ricordi era Gargamella, nella celebre serie dei Puffi. Era chiamato così da Bontina, la puffettina piccina che pensava che tutti,
persino il cattivissimo mago, avessero un fondo di bontà... e finiva sempre in una gabbietta ad aspettare di essere ridotta in
purè. E il mago Gargamella effettivamente con lei sapeva fingersi buono: indossava il cappello da pompiere, baciava bambini, regalava dentiere alle vecchiette terremotate. Poi, tac, mostrava il suo vero volto, affidando a Lenticchia Sacconi il compito di salvare i manager della Thyssen-Krupp con molta maggior solerzia di quella dedicata a migliorare le condizioni di sicurezza nelle fabbriche. Bontina alla fine veniva sempre salvata dai suoi amici... così sia.
G
Giorgio Meliesi
Prestiti personali
iguardarte: arte e musica in zona a cura di Alex Schiavi. I
N
recital avvengono: il 12/5 alla Fabbrica dell’Esperienza
(p.za S. Giuseppe 12), musicoterapia e campane tibetane; il
Per appuntamento telefonare
02.66102920 - 02.6436518
Fax 02.66102921
Viale Rodi 91 - 20126 Milano
Aperte le iscrizioni per i corsi
del Piccolo Conservatorio
Nani, ballerine e… principetti
gni volta che si vota è la stessa roba: guardo l'elenco dei canO
didati e comincia a montarmi il sangue alla testa. Passi per
le veline, chè gli gnocchi vanno bene al giovedì, ma le gnocche son
buone tutti i dì. Passi per i vari giullari di corte, ma il principe no,
quello proprio no. Appartenente all’illustre casata che vanta un
firmatario delle leggi razziali giù giù fino ad un individuo il cui
linguaggio e stile abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare dalle intercettazioni telefoniche, vero modello di noblesse, Fili ci
ha deliziati ballando e facendo l’imbecille in una trasmissione televisiva. Sosteneva di aver dovuto partecipare perché “tiene famiglia”, sputando elegantemente in faccia a precari e cassintegrati,
che veramente la famiglia non sanno più come camparla.Ora potrà stare tranquillo, in questo paese ci sarà di sicuro chi lo manderà a Bruxelles a spese nostre, con contorno di pensione a vita.
Grazie a Fabio Fazio, che lo fece diventare un personaggio pubblico e che gli spianò la strada per il rientro in Italia, cosa che richiese,pensate un po’,una modifica della Costituzione! Forse Fazio invece di chiedere scusa per le parole di Travaglio su Alfano, farebbe meglio a chiedere scusa all’Italia per aver favorito il rientro di
questo ennesimo ballerino. Speriamo solo che il bacio di un precario incazzato lo trasformi in un ranocchio.
Giorgio Meliesi
l Piccolo Conservatorio di Milano, in zona 9 per la precisione,
Idalla
è la realtà musicale promossa da Alex Schiavi, coaudiuvato
professoressa Federica Maglioni e dal giovanissimo chitarrista Mattia Delle Foglie. Il Piccolo Conservatorio (P.za S.
Giuseppe e Casa di Alex) è già al suo terzo anno di attività. Gli
strumenti insegnati sono la chitarra, acustica ed elettrica, il pianoforte, il basso elettrico e la teoria musicale. Sino al 30 giugno
sono aperte le preiscrizioni ai corsi che partiranno a settembre.
I corsi sono aperti a tutti: esiste una sezione per bambini (dai
cinque anni), per i giovani e naturalmente anche per gli adulti
e per i pensionati. Le lezioni, per i pensionati, possono essere tenute anche in orari mattinieri, dalle 9 alle 12. È notevole lo sforzo didattico del maestro Alex Schiavi, ma i risultati sono più che
soddisfacenti, e la partecipazione è in continua crescita.
Per ulteriori informazioni ed iscrizioni, gli interessati possono chiamare il maestro Alex Schiavi, tel. cellulare 33941.58.942, tel. fisso (Fabbrica dell’Esperienza) 02642.55.99
,e-mail: [email protected], sito della scuola:
www.scuoladimusicamilano.eu.
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da Euro 25 tutto compreso
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Mutui
19/5 (stessa sede) musica etnica; il 26/5 (stessa sede) performance con gongs cinesi; il 13/5 recital pianistico con musiche
composte dall’Autore (Casa di Alex, v. Moncalieri 5); il 20/5
Recital Noise dedicato alle vittime della Thyssen Krupp; il
27/5 Suite per chitarra elettrica e distorsione. Inoltre tutti i
giovedì il maestro Alex Schiavi disseminerà carrelli da supermercato per le vie ed i principali incroci del quartiere ZaraSuzzani-Niguarda, a significare le incombenti povertà.
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185/55 R 14 80H TL
195/55 R 15 85V TL
205/55 R 16 91V TL
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VITA E CULTURA
Le vignette di www.pamelanapoletano.com
Buona festa a tutte le mamme (a destra)
e festa ottima per i figli precari (a sinistra)
GLI APPUNTAMENTI DEL MESE
FILMS IN
ONA
a cura di Grazia Morelli
a cura di Silvia Cravero
Chi intenda far pubblicare proprie iniziative in questa rubrica dovrà farne pervenire notizia entro il 20 del mese precedente l’uscita del giornale.
Una nostra scelta dalla programmazione di Skyline e Multisala Bicocca
G GIOVEDÌ 14 MAGGIO
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Hangar Bicocca
Via Chiese
Teatro degli
Arcimboldi
Via dell’Innovazione 1
La Scighera
Via Candiani 131
Sassetti Cultura
Via Volturno 35
Tel. 0269002988
Teatro Verdi
Via Pastrengo 16
Tel. 0227002476
Ipercoop
Centro Sarca
Sesto S. Giovanni
Alle 21, Serata danzante. Tutti i giovedì.
Breath - The Vertical Words, mostra di A.
McCall. Orari: lunedì chiuso, giovedì 14.30 22, gli altri giorni 11 - 19. Fino al 19/6.
Alle 21, Il principe della gioventù, musical R.
Ortolani.
Alle 21.30, Incontro su La mascolinità contemporanea, con il prof. S. Bellassai.
Mostra collettiva La poesia della forma e del
colore. Orari: 15.30-18.30, tutti i giorni festivi compresi. Fino al 17/5.
Alle 21, Farneto Teatro e Teatro del Buratto in
Elektra. Per Eleonora Duse, di H. von Hofmannsthal, regia di M. Schmidt. Fino al 28/5.
Laboratorio per la produzione di carta riciclata
Un mondo di carta, a cura della cooperativa
Pandora, Coop Italia e Comieco. Fino al 16/5.
G VENERDÌ 15 MAGGIO
La Scighera
Via Candiani 131
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Alle 22, per la rassegna “La luna storta”, concerto di F. Varchetta: Siamo gli operai.
Alle 22, Concerto Rock con Il Conte Arancio.
G SABATO 16 MAGGIO
Teatro degli
Arcimboldi
Via dell’Innovazione 1
La Scighera
Via Candiani 131
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Alle 21, Simply Red:The Greatest Hits Anche
il 17/5.
Alle 22, Isabella Maria Zoppi in arte Isa presenta il suo libro e il cd L’arte dell’insonnia.
Alle 22, Concerto Blues con Cava Blues
Band.
G DOMENICA 17 MAGGIO
La Scighera
Via Candiani 131
Cascina centro
Parco Nord
Cortile Ornato 7
Alle 19, la Casa per la Pace di Milano organizza Il teatro dell’Oppresso; alle 22, I Tetes
de bois presentano il concerto I riciclisti.
Per la rassegna “Naturamente Arte”,alle 15.30
presentaz. del libro di M. Jakob Il giardino allo
specchio; alle 17 spettacolo Orti insorti.
Alle 15.30, Festa in cortile: animazione a cura
delle cooperative Diapason e Pandora.
Alle 18, inaug. della Personale di Benedetta LiArt Action
orsi“In punta di piedi tra fiaba a realtà”.Orari:
Via Dante 15/A
18-20, chiuso domenica e festivi. Fino al 4/6.
Bresso
Teatro San Giuseppe Alle 21, il Gruppo Albatro in Un colpo di calore, da “Heatstroke” di E. Chappell, regia di
P.za S. Giuseppe 2
A. M. Cacciatore Orfanelli.
Tel. 026435672
G DOMENICA 24 MAGGIO
La Scighera
Via Candiani 131
Cascina centro
Parco Nord
Alle 22, proiezione La guerra delle onde Storia di una radio che non c’era, di C.
Cipriani, introduce l’autrice.
Per “Naturamente Arte”, alle 15.30 presentazione del libro I Il giardino come spazio interiore; alle 17 Caccia al tesoro.
G LUNEDÌ 25 MAGGIO
Cascina centro
Parco Nord
Teatro degli
Arcimboldi
Via dell’Innovazione 1
Per “Naturamente Arte”, alle 18 incontro con
G.Clément,brani dal Manifesto del terzo paesaggio, letti da L. Zambon, musica di C.Actis.
Alle 21, Mario Biondi sings Carlo Alberto
Rossi. Anche il 26/5.
G MERCOLEDÌ 27 MAGGIO
La Scighera
Via Candiani 131
Alle 21.30, presentazioine di Latino America
di Pacha, con G. Gherzi e G. Giacopuzzi, P.
Floridia e A. Borkowska.
G GIOVEDÌ 28 MAGGIO
Teatro degli
Alle 21, Avion Travel: Nino Rota, l’amico maArcimboldi
gico.
Via dell’Innovazione 1
Alle 22, presentazione di Ricette scorrette, di e
La Scighera
con A. Perin.
Via Candiani 131
Teatro Verdi
Via Pastrengo 16
Tel. 0227002476
Alle 21, Teatro del Buratto in Il violino, il soldato e il diavolo, regia di S. Monti. Fino al 7/6.
G VENERDÌ 29 MAGGIO
Teatro degli
Alle 21, Kodò, il battito del cuore. I tamburi
Arcimboldi
giapponesi dell’isola di Sado. Anche il 30/5.
Via dell’Innovazione 1
La Scighera
Via Candiani 131
Alle 22, Concerto dei Forasteri.
G VENERDÌ 29 MAGGIO
Alle 22, Concerto Blues con Cava Max
Prandi.
G LUNEDÌ 18 MAGGIO
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Biblioteca di Affori
Viale Affori 21
Alle 21, Danze popolari. Tutti i lunedì.
G SABATO 30 MAGGIO
Alle 21, per “Milano in giallo”, serata del
Circolo Calvino con M. Rainer, S. Sajetti, A.
Ferrari, M. di Pumpo, coordina F. Gallone.
La Scighera
Via Candiani 131
Alle 21.30, Lezione-concerto sulla prima
guerra mondiale Ragazzine vi prego ascoltare, con il coro “La bell’età”.
Alle 22, Concerto Rock con i FeM.
G MARTEDÌ 19 MAGGIO
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Alle 21, Bollywood - The Show, tutta la maTeatro degli
gia dell’India. Fino al 24/5.
Arcimboldi
Via dell’Innovazione 1
G MERCOLEDÌ 3 GIUGNO
G MERCOLEDÌ 20 MAGGIO
Teatro degli
Teatro degli Arcimboldi
Arcimboldi
Via dell’Innovazione 1
Via dell’Innovazione 1
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Teatro Sala Fontana
Vio Boltraffio 21
Tel 0269015733
Alle 18, TaoYoga. Tutti i mercoledì.
Alle 21, Riccardo III, da W. Shakespear,
regia e interpretazione di O. De Summa. Fino al 24/5.
G GIOVEDÌ 21 MAGGIO
Sassetti Cultura
Via Volturno 35
Tel. 0269002988
Alle 18, inaugurazione collettiva Figurazione, cromatismi e forme. Orari: 15.30-18.30,
tutti i giorni festivi compresi. Fino al 31/5.
G VENERDÌ 22 MAGGIO
La Scighera
Via Candiani 131
Argomm Teatro
Via G. Imperatore 40
Tel. 026437001
Ipercoop
Centro Sarca
Sesto S. Giovanni
Alle 22, per “Scighera Jazz”, C. Capurro, M.
Currò, M. Dechaud presentano Drumless trio.
Alle 21, Aspettando Godot, di S. Beckett, con
G. Baldessari, C. Godi, G. Gradino, regia di F.
Mazza. Fino al 24/5.
Mostra Essere donna in Burkina Faso, in collaborazione con Coop Lombardia e cooperativa Pandora. Fino al 7/6.
G SABATO 23 MAGGIO
La Scighera
Via Candiani 131
Alle 22, Concerto Hang the electric guitar!
Annie Hall.
Al bar con Pupi Avati
• Gli amici del bar Margherita (
). Regia: Pupi Avati.
Origine: Italia. Genere: Commedia. Cast: Diego Abatantuono, Pierpaolo
Zizzi, Laura Chiatti, Fabio De Luigi, Luigi Lo Cascio, Neri Marcorè,
Luisa Ranieri, Claudio Botosso, Gianni Ippoliti, Gianni Cavina, Katia
Ricciarelli. Bologna, 1954. Taddeo (Pierpaolo Zizzi), un ragazzo di 18
anni, sogna di diventare un frequentatore del mitico Bar Margherita
che si trova proprio sotto i portici davanti a casa sua. Con uno stratagemma il giovane diventa l’autista personale di Al (Diego
Abatantuono), l’uomo più carismatico e più misterioso del quartiere.
Attraverso la sua protezione, Taddeo riuscirà ad essere testimone delle avventure di Bep (Neri Marcorè), innamorato della entreneuse
Marcella (Laura Chiatti); delle peripezie di Gian (Fabio De Luigi); delle follie di Manuelo (Luigi Lo Cascio)…
• Che l’Argentino (
) Regia: Steven Soderbergh. Origine: Usa.
Genere: storico biografico. Cast: Benicio Del Toro, Demian Bichir,
Santiago Cabrera, Elvira Mínguez, Jorge Perugorría, Edgar Ramirez,
Victor Rasuk,Armando Riesco,Catalina Sandino.“L’Argentino”è il primo episodio della pellicola realizzata dal regista americano Steven
Soderberg sulla storia del “Che” ai tempi della rivoluzione cubana. Il 26
novembre del 1956 Fidel Castro salpa per Cuba con 80 ribelli, uno dei
quali è Ernesto Guevara, che condivide il sogno di Fidel, rovesciare la
dittatura corrotta di Fulgencio Batista. Il Che si rivela indispensabile
come combattente e impara presto l’arte della guerra di guerriglia, diventando il beniamino dei suoi compagni e del popolo cubano.
• Disastro a Hollywood (
) Regia: Barry Levinson . Origine:
Usa. Attori: Robert De Niro, Stanley Tucci, John Turturro, Kristen
Stewart, Catherine Keener, Robin Wright Penn, Marin Hinkle, Peter
Jacobson. Genere: commedia-drammatico. Due settimane d’inferno
nella vita di Ben, un isterico produttore cinematografico alle prese con
le dure regole di Hollywood gestita dal marketing e dalla finanza, dove
l'arte del cinema è ormai diventata una cifra da box office. Ben, la cui
vita privata è ridotta in mille pezzi, deve cercare disperatamente i fondi che potrebbero risollevare la sua carriera disastrata. Cast eccellente… il sogno hollywoodiano si trasforma in un incubo.
• Houdini-L’ultimo mago (
) Regia: Gillian Armstrong. Origine:
Usa. Genere: drammatico. Attori: Catherine Zeta-Jones, Guy Pearce,
Timothy Spall, Saoirse Ronan. 1926: il celebre mago Harry Houdini arriva a Edimburgo e offre 10mila dollari a chiunque possa riuscire a
metterlo in contatto con la madre morta 13 anni prima. La ricompensa attira l’attenzione di una truffatrice locale, Mary McGavie, che con
la figlia Benji si esibisce in performance da “sensitiva”. Più Houdini
passa il tempo con questa donna misteriosa, più ne rimane attratto dal
mistero e dalla bellezza.
• Questione di cuore (
) Regia: Francesca Archibugi. Origine:
Italia. Genere: Drammatico. Cast: Antonio Albanese, Kim Rossi Stuart,
Micaela Ramazzotti. In una calda notte romana, Angelo, un giovane
carrozziere di borgata e Alberto, uno sceneggiatore di successo hanno
un infarto. Colpiti al cuore ed alla vita, vengono ricoverati nella stessa
notte e nella stessa clinica. Vicini di letto e lontani di mondi, Angelo e
Alberto scoprono una zona franca, dove scambiarsi emozioni, ricaricare il cuore e risollevare lo spirito.
• Mostri contro alieni (in 3D) (
) Regia: Rob Letterman, Conrad
Vernon. Origine: Usa. Genere: Animazione. Quando un meteorite proveniente dallo spazio colpisce Susan Murphy a pochi metri dall’altare,
la ragazza si trasforma in un mostro gigante e viene portata in un’area
segreta. Qui conosce ex-umani tramutati in mostri.
• Le avventure del topino Despereux (
) Regia: Sam Fell,
Robert Stevenhagen. Origine: Usa. Genere:Animazione.Tre improbabili eroi: un topo disadattato che si innamora perdutamente di una principessa, un ratto infelice che complotta per lasciare le segrete e una piccola domestica con le orecchie a forma di cavolfiore.
mediocre
discreto
bello
imperdibile
G VENERDÌ 5 MAGGIO
Argomm Teatro
Via G. Imperatore 40
Alle 21, Berenice, di R. Brasillach , con F.
Mazza e M. Rovito, regia di N. Pace. Fino 7/6.
Il Gis ONA NOVE informa
Renato Vercesi
G DOMENICA 7 GIUGNO
Teatro San Giuseppe Alle 16.30, Un’ora assieme in allegria. Festa
P.za S. Giuseppe 2
della terza età.
Ipercoop
Centro Sarca
Sesto S. Giovanni
Nell’ambito del festival della Biodiversità,
Laboratorio per bambini Alla scoperta di
frutti e semi. Anche il 13/6.
G MERCOLEDÌ 10 GIUGNO
Teatro Sala Fontana Alle 21, Elsinore presenta Rosenkrantz e
Guildenstern sono morti, di T. Stoppard, regia
Vio Boltraffio 21
di L. Quintavalle e B. Stori. Fino al 18/6.
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Alle 18, presentazione del libro Ombre
d’oriente di Luigi Allori, con Mostra di Ombre
cinesi, indonesiane, thailandesi, turche e greche della collezione Allori.
a distribuzione dei biglietti è terminata, l’attività del Gis
L
riprenderà, come di consueto, all’inizio della prossima
stagione del Teatro alla Scala. il prossimo appuntamento del
nostro programma è l’opera “Assassinio nella cattedrale” di
Ildebrando Pizzetti, il 22 maggio. Il libretto di Pizzetti si ispira al dramma di Thomas S. Eliot. Pizzetti è stato tra gli innovatori dell’opera teatrale italiana del primo Novecento.
L’opera ha come protagonista l’Arcivescovo Tommaso
Becket. L’azione si svolge a Canterbury nel dicembre dell’anno 1170. Becket ritorna dall’esilio in Francia, mentre il coro
esprime il disagio del popolo di fronte allo scisma tra monarchia e chiesa, che vede gli uni contro gli altri i Cavalieri del
re Enrico II e il clero. I Cavalieri cacciano i Sacerdoti, raggiungono Becket sui gradini dell’Altare Maggiore e lo uccidono. Tutto il popolo invoca Dio e prega per l’anima del
Beato Tommaso Becket.
Per contattarci: Cellulare: 3283535160- E-Mail: [email protected] - Sito internet: www.niguarda.eu.
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BELLEZZA IN
ONA
C’ERA UNA VOLTA IN
ONA
a cura di Franco Massaro
a cura di Angelo Longhi
Parco Nord: il verde tranquillo
Le bocciofile di Niguarda
iamo arrivati nel cuore della primavera ed il
nostro Parco Nord è completamente verde.
S
È comodo ed è piacevole, per noi della Zona 9,
percorrerlo in lungo ed in largo, osservare le fioriture che si alternano velocemente. Ora, dopo il
biancospino, sono di turno il maggiociondolo, il
frassino, il viburno ed il sambuco. Quest’ultimo
è molto diffuso, essendo, in Lombardia, la pianta che serviva, in passato, a creare le siepi di confine dei poderi, ed alcuni esemplari sono di notevoli dimensioni ed età. Sì, belli e profumati i fiori, ma bella anche la tranquillità che vi regna e
permette di godere, con un libro in mano, ed il
cane accanto, l’ultimo sole della giornata!
a chiacchierata con Bernasconi su come fosse il
L
nostro quartiere neanche troppo tempo or sono
questo mese tocca un aspetto interessante perché
ormai scomparso. A Niguarda fino agli inizi degli
anni 60 si trovavano una quindicina di campi di bocce. In pratica ogni bar o circolo si dotava di due o tre
campi. Gli unici che non avevano il gioco delle bocce
erano il Bar alla Pesa (che stava in via Ornato, di
fronte alla via di Calboli dove ora
ha sede l’Unicredit), e il vecchio
bar Roma (di fronte alla Coop).
Le case erano molto piccole (la
cucina-salotto e la camera con i
letti di tutti i componenti la famiglia, mentre il bagno era fuori e in comune) e non c’era la tv.
Quindi la sera le donne parlavano tra loro appoggiate ai ballatoi delle case di ringhiera e gli
uomini andavano al circolo a
giocare alle bocce.
Nel dopoguerra, ormai chiusa la
palestra di boxe Mameli in via
Passerini, i bar organizzavano incontri di pugilato (con tanto di
scommesse): il ring veniva montato nello spazio delle bocce.
Quello riprodotto è un quadro di
Bernasconi, oggi di proprietà dell’orefice Locatelli. La casa inquadrata (i “Tri basei”)
è di fronte all’attuale Coop. I campi di bocce correvano paralleli all’attuale via Paolo Rotta e perpendicolari alla via Ornato. I giocatori hanno una posizione
curiosa: giocano trasversalmente al campo.
Passiamo in rassegna i principali ritrovi: 1) Alla Cà
di Sass (via Graziano Imperatore) c’era la trattoria
Speranza con il circolo bocciofilo “Rigoldi” intitolato
alla memoria del partigiano niguardese. 2) Il Circolo
“Sassett” in G. Imperatore. 3) Il Bar “Impero”. 4) La
“Genzianella” in via Hermada di fronte all’8 dove
appena finita la guerra oltre al gioco delle bocce si
svolgevano le feste e si nominava Miss Niguarda. 5)
Il “Risorgi-mento” in via Hermada, dove ora sta il
Teatro della Cooperativa, che aveva le bocce al coperto. 6) Il “Cantinun” in via Passerini. 7) La casa
parrocchiale nel cui cortile stava il gioco delle bocce,
tra la casa parrocchiale e l’oratorio. 8) Il “Bar Sport”
del Rovelli di fronte a via Ornato 7:i campi erano nel
retro a ridosso del Seveso. 9) Il circolo “Fratellanza”
che prendeva il nome dalla omonima cooperativa
edificatrice che ha venduto le case. I campi ci sono
ancora, inglobati in un giardino. 10) “La primavera”
in Via Ornato: dopo il civico 58 e prima del distributore della Esso c’era il circolo con dietro la bocciofila.
Ci andava il campione italiano Mafissoni, (“el
Brescia”) capo reparto alla Isac di via Farini,
una fabbrica che produceva posate e pentole.
11) l’Osteria “Ambrosiana” in via di Calboli
con i campi sul retro verso il Seveso.12) il circolo “Barlam” in via della Pila dove si incrocia
con la via Cecchi. 13) il circolo “Familiare” in
via dei Conti Biglia, oggi trasferito in Via
Terruggia. 14) il bar “Ginetta” in via Ornato vicino al vecchio ponte sul Seveso. 15) la Curt
dei Paulott in via Grivola all’interno delle case
della Cooperativa Case Popolari di Niguarda.
16) il circolo “Verdi” in via Palanzone, dove si
trovavano i socialisti. 17) Il “Muciaccia”, dove
c’è la pizzeria il Quadrifoglio (i campi stavano
dietro). 18) Il “Sacchi” in via Ornato di fronte
al civico 58 nella casa di inizio secolo. 19) La
Trattoria “California” verso Bresso in via
Ornato dopo il civico 110.
Gentile Signora, abbiamo il piacere di
invitarLa a scoprire l’efficacia dei
nuovi trattamenti firmati DIBI.
Per l’occasione una DIBI SPECIALIST
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I NOSTRI ARTISTI
a cura di Valeria Casarotti e Teresa Garofalo
Gabriele Girardi, ovvero un filosofo con animo d’artista
Dotato di humour e di spirito di intraprendenza, si misura in esperienze artistiche diversificate: è imitatore, attore, scrittore, poeta,
pianista e pittore. e soprattutto ritrattista di Luigi Einaudi, John e Bob Kennedy, Zapatero, Einstein, Veronesi, Stanlio e Ollio, Totò, Marlene Dietrich,
Jerry Lewis e Dean Martin, Greggio e Iacchetti.
erio e compassato,
S
eloquio forbito, voce pacata, distratto e
distaccato dal mondo
reale e sempre immerso in profonde elucubrazioni: così ricordiamo e immaginiamo
il professore di filosofia, un intellettuale
“monocorde” che vive
col pensiero rivolto al
metafisico, tra il Mito
della caverna e il Demiurgo di Platone, la
città terrena e la Città
celeste di S. Agostino,
il Cogito ergo sum di
Cartesio, la realtà del
Noumeno di Kant e il
Soggettivismo etico di Bertrand Russell.
È quindi una sorpresa quella che ci offre Gabriele Giraldi,
per l’appunto un docente di storia e filosofia che vive nel
nostro quartiere e che, eccezione alla regola, si rivela invece personalità versatile e fantasiosa. Ci era stato presentato come abile ritrattista e solo nell’intervistarlo abbiamo
scoperto gli altri suoi innumerevoli talenti.
Dotato di humour e di spirito di intraprendenza, si misura
infatti in esperienze artistiche diversificate: è imitatore, attore, scrittore, poeta, pianista e pittore. La sala in cui ci accoglie ha le pareti ornate di tele a olio, un ampio ventaglio
cromatico vivace e luminoso, colori caldi e mediterranei per
rappresentare paesaggi sereni, campagne o marine, fiori
delicati, nature morte dal sapore antico; una pittura spontanea e genuina quella di Gabriele Giraldi, tra naif ed
espressionismo. E poi ci sono i ritratti, solo una piccola parte della sua ampia produzione, personaggi di rilievo dagli
anni ’40 ad oggi, una carrellata di figure del mondo della
politica, della scienza, del cinema e della televisione che
hanno fatto la nostra storia. Ed ecco Luigi Einaudi, primo
presidente della repubblica italiana, austero e dignitoso, i
sorrisi aperti di John e Bob Kennedy, il fascino degli occhi
azzurri di Zapatero, la capigliatura sale e pepe elettrizzata
e il volto rugoso e simpatico di Einstein, Umberto Veronesi
elegante e professionale nel suo camice bianco da grande
medico. E ancora il viso affilato e ingenuo di Stanlio e quello paffuto e bonaccione di Ollio, l’indimenticabile Totò nei
panni dell' imperatore di Capri, una delle sue più famose
interpretazioni, Marlene Dietrich con l’immancabile turbante impreziosito da una spilla, la sigaretta e lo sguardo
ammaliatore e misterioso, gli inseparabili Jerry Lewis e
Dean Martin e la coppia più nota al grande pubblico televisivo, i comici Greggio e Iacchetti. Sono ritratti davvero
ben realizzati, perfettamente somiglianti.
“Ho un’attitudine innata per il disegno - dichiara il prof.
Giraldi -. Da piccolissimo schizzavo a matita volti, cavalli,
paesaggi perciò copiare mi riesce facile anche se, per ottenere una perfetta somiglianza con il personaggio, a me occorrono molte ore di lavoro, talvolta anche sei o sette. Sono
gli occhi lo specchio dell’anima, solo la loro luce e lo sguardo possono rivelare il mondo interiore, i sentimenti, la personalità di un individuo ma saper cogliere nell'espressione
tale interiorità è molto difficile e agli occhi dedico molta attenzione. Riprendo da giornali e riviste personaggi famosi
o soggetti che mi incuriosiscono e mi comunicano emozioni,
li ricopio su semplici fogli da disegno con la matita in bianco e nero o con pastelli e matite colorate; in quest’ultimo caso a volte rimango fedele ai colori dell'immagine copiata,
spesso invece seguo il mio gusto. I disegni realizzati a colori richiedono naturalmente maggior impegno perché bisogna sfumare, ombreggiare, mescolare colori e tonalità per
ottenere risultati di un certo rilievo. Mi cimento anche nella copia di opere di grandi pittori del passato, da Leonardo
ad Antonello da Messina a Raffaello.”
Ha frequentato corsi di arte pittorica o, in modo particolare, è stato seguito da un ritrattista per arrivare alla precisione che vediamo nei suoi ritratti?
“Assolutamente no, sono un autodidatta. Da sempre ho
avuto una gran passione per il disegno e la pittura, solo da
pochi anni, però, da quando sono in pensione, ho ripreso
matite e pennelli. Per 42 anni, infatti, prima come studente poi come insegnante di storia e filosofia, ho trascorso la
vita tra libri, interrogazioni e registri nel liceo Beccarla,
l’istituto che fino agli anni cinquanta si trovava in piazza
Missouri ed era tanto cadente da meritare il soprannome
di Rudere, come la testata del suo giornalino scolastico. Si è trasferito poi in via Linneo e poiché abitavo in
zona Sempione è lì che
mi sono iscritto nel ‘57
al quarto anno di ginnasio. Ricordo che ero
bravissimo nell’imitare voci di personaggi
famosi come Stanlio e
Ollio, Totò, Mike Bongiorno, ma anche quelle degli insegnanti e
facevo schiattare dal
ridere i miei compagni
di scuola, gli amici e,
più tardi da militare, i
commilitoni. Ho dei
nastri registrati con le mie imitazioni; le facevo ascoltare
spesso ai miei figli quando erano piccoli e loro ridevano di
gusto alle mie buffe voci. In colonia, d'estate, mi divertiva
molto organizzare con i miei compagni spettacolini teatrali, ero io a scrivere gli sketches e anche ad interpretarli.
La passione per il teatro e anche per la letteratura mi accompagna tuttora e negli anni ho prodotto romanzi, drammi, commedie, farse e opere comiche in versi, poesie, soprattutto sonetti, che ancora oggi mi diverto a comporre
(ne pubblichiamo due nella ‘colonna poetica’ che si trova a
pag, 24, ndr).”
Una produzione davvero vasta come possiamo verificare
dalla mole delle opere raccolte sul tavolo. Le sorprese però
non finiscono qui. Gabriele Giraldi siede al pianoforte e
suona per noi un’aria romantica. Sì perché, pur non avendo mai affrontato studi musicali, riesce anche a suonare
benissimo a orecchio, creando personali arrangiamenti di
pezzi famosi. Lasciamo il nostro ospite ancor più consapevoli del fatto che cultura, passione, creatività e fantasia
unite al desiderio di osare e di mettersi in gioco costituiscono un amalgama straordinariamente efficace, una mistura
esplosiva che, come fuoco d’artificio, divampa in mille colori illuminando il buio circostante.
Sì, sono io, Valeria Malvicini, sono sicura che mi conosci.
Mi hai senz’altro incontrato alla Coop a fare la spesa o a promuovere il commercio equo o a raccogliere firme in difesa della cooperazione o per tante altre iniziative del comitato soci.
Oppure ci siamo incontrati davanti alla scuola di via Passerini, che
hanno frequentato i miei tre figli, Silvia, Dario e Alice. Oppure nel
Consiglio d’Istituto e magari abbiamo anche discusso animatamente in difesa della qualità della scuola pubblica.
O forse sono stata l’insegnante dei tuoi figli (e spero di aver lasciato un buon ricordo) alla media Cassinis o alla Verga, dove ho insegnato per tanti anni.
Oppure ancora mi hai conosciuto alle riunioni delle associazioni della
zona per organizzare iniziative come “Niguarda, io abito qui…” per valorizzare il sentirsi comunità viva, mostre sul quartiere o presentazioni libri su un passato che dovrebbe insegnare a vivere il presente.
Può essere invece che i tuoi bambini, a scuola, abbiamo fatto qualche attività con le animatrici della cooperativa Pandora, della quale
sono presidente, ad esempio “Giocooperiamo” un bel progetto che fa
sperimentare concretamente la cooperazione nelle classi.
Sì, la cooperazione è proprio un mio pallino (oltre che, oggi, anche il
mio “mestiere”): è una realtà bella, importante, più antica dei partiti e dei sindacati, che mette al centro dell’attività le persone ed i loro bisogni. Una realtà importante a Niguarda, da salvaguardare e
valorizzare.
Il mondo non va esattamente come me lo figuravo a vent’anni, e non
mi piace la politica sguaiata, ma credo che dai problemi non si possa uscire da soli ed oggi da affrontare ne abbiamo tanti: ecco perché
ho deciso di smettere di arrabbiarmi e di provare a mettermi in gioco, candidandomi alle prossime elezioni provinciali nella Lista
Penati, la lista che sostiene il presidente uscente.
Le province, così come sono strutturate, non sono in grado di risolvere i problemi di una città metropolitana, così come non lo sono i
comuni da soli nelle grandi conurbazioni.
L’impegno della Lista Penati è per il superamento della provincia e
del comune, per andare verso una città metropolitana dove vengano
maggiormente valorizzate le periferie e le comunità locali e il governo del territorio con alcune problematiche inevitabilmente sovracomunali (ad esempio i trasporti e la mobilità) possa avere un’incidenza significativa.
Quindi, se credi, il 6 - 7 giugno vota per me e per la Lista Penati.
Se mi conosci, sai che non andrò a scaldare una poltrona.
avviso a pagamento, committente responsabile Franco Cazzaniga.
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I NOSTRI MONUMENTI
a cura di Valeria Casarotti e Teresa Garofalo
Al Parco Nord un magico accesso all’universo: la Porta Celeste
Daniela Benelli, assessore alla cultura della Provincia di Milano, spiega cone l’opera rientri nel progetto di riqualificazione delle periferie urbane che l’amministrazione provinciale sta portando avanti. Al progetto, ideato e realizzato da Marco Pellizzola e Fabio Zanzotto, docenti
dell'Accademia di Brera e dai loro allievi, hanno collaborato alunni delle scuole di zona, genitori e bambini frequentatori del parco.
ino a poche settimane fa a sorreggere l’arcata della passerella
F
pedonale soprelevata che da viale Fulvio Testi, all’altezza di
Villa Torretta, si inoltra nel cuore del Parco Nord, era un brutto pilone grigio in cemento. Al suo posto ora c’è un bellissimo pilastro di
un blu splendente, decorato alla base da piastrelle con fantasiosi
simboli stellari. In rapporto con il pilone sono posti al suolo un
triangolo,proiezione colorata dell’ombra del pilone,e un grande cerchio.Tutti e tre gli elementi geometrici sono realizzati in mosaico
ceramico, frammenti di piastrelle in gres azzurre, gialle, verdi, rosse, tonalità cromatiche artisticamente accostate. È la Porta Celeste,
inaugurata domenica 5 aprile alla presenza di Daniela Benelli, assessore alla cultura della Provincia di Milano, Ignazio Ravasi e
Riccardo Gini, rispettivamente presidente e direttore del Parco
Nord, e di un pubblico folto e piacevolmente sorpreso.
L’Assessore Daniela Benelli spiega come è nata l'idea di
questa bellissima creazione:
“Il progetto Porta Celeste si inserisce nel percorso di riqualificazione delle periferie urbane che l’amministrazione provinciale sta portando avanti. È un’idea di Arte nel Parco, una disciplina molto interessante già sperimentata in altre realtà all’estero e da poco anche in Italia. Ricordiamo tutti il parco Guell di Barcellona ideato da
Antoni Gaudì già nel 1922 e realizzato in mosaico utilizzando per
la prima volta non tasselli in smalto o pasta vitrea, ma piccoli frammenti di ceramica variopinti. Il ramarro che viene sempre rappresentato per ricordare il parco Guell è diventato il suo segno distintivo e il nostro intento è che anche questo bellissimo parco, patrimonio della collettività, abbia un suo segno, un angolo che lo caratterizzi e lo connoti. Al progetto, ideato e realizzato da Marco
Pellizzola e Fabio Zanzotto, docenti dell'Accademia di Brera e dai
loro allievi, hanno collaborato alunni delle scuole di zona, genitori e
bambini frequentatori del parco; un lavoro corale che ha dato un
bellissimo risultato. I momenti laboratoriali a mio parere sono stati importanti per educare all’arte e soprattutto per lanciare questo
messaggio: ‘Attenzione, questo è un luogo che appartiene a tutti, è
di ognuno di voi, quindi rispettatelo.’ I tasselli del mosaico, poi, sono piastrelline di materiale riciclato, ancora una volta un segno di
rispetto per la natura. Noi speriamo di poter continuare questo lavoro, abbiamo già individuato altri punti da riqualificare e lo faremo realizzando ulteriori opere d'arte ambientale che valorizzeranno e renderanno unico il nostro parco.”
Marco Pellizzola, insegnante di decorazione all'Accademia
di Brera, aggiunge:
“Nell’ambito di riqualificazione dei parchi urbani periferici alla città il nostro progetto artistico è piaciuto e lo abbiamo realizzato.
Porta Celeste è per noi porta di ingresso al Parco Nord, che in realtà non ha alcun cancello che lo delimiti, ma è anche passaggio,
scambio, apertura verso gli altri, il futuro e il mondo. L’idea di rappresentare cielo e costellazioni ci è stata ispirata dal fatto che que-
sto in cui festeggiamo i 40 anni dall'allunaggio e i 400 dall'osservazione della luna da parte di Galileo, è stato dichiarato dall'Unesco
Anno mondiale dell'astronomia. E poi c’è questo rapporto tra il pilone, simbolo della porta terrena, che si ribalta nel grande cerchio,
uno stargate, una porta celeste che affaccia in un altro mondo.
GruppoA, A come Arte e Accademia, è il nome che abbiamo dato al
nostro gruppo di lavoro, un team aperto e dinamico formato da persone con competenze diverse, quasi 200 studenti coordinati da me
per la componente reale e da Fabio Zanzotto per quella virtuale del
progetto. Il cantiere reale, iniziato il 15 luglio del 2008 è quasi terminato, quello virtuale inizia ora il lavoro più intenso.”
Cantiere virtuale? Cos'è? A spiegarcelo è il prof. Fabio
Zanzotto, docente di storia e teoria dei nuovi media.
“Questa che abbiamo ideato è un’opera in cui si trovano unite due
realtà, quella fisica, la porta in mosaico, e quella virtuale che vive e
ha il suo spazio nella rete allo scopo di raccontare attraverso webcam, telecamere puntate sul cerchio, ciò che avviene al di là della
porta. Il blog e la galleria fotografica realizzati dai miei studenti
permetteranno di vedere tutto quello che finora si è fatto ma anche
quello che si farà e ognuno potrà essere protagonista di quest’opera che vive con noi, e che non è conclusa ma in divenire, qualcosa
che si evolve continuamente. Chi lo desidera può quindi entrare nel
cerchio e contribuire attraverso azioni ed eventi perché l'operazione Porta Celeste si mantenga viva e vitale. Quello che ognuno di voi
vorrà regalarci, un ricordo, una ricetta, una poesia, un racconto della nonna, una canzone, attraverso le webcam si diffonderà in tempo reale nel mondo, così le idee potranno circolare e raggiungere un
numero di persone sempre più vasto. Questo tentativo di mettere
insieme la realtà con la virtualità in un intervento di arte ambientale e di arte sociale è un'esperienza unica, mai realizzata prima,
che ci dà modo ogni volta di lanciare impulsi e stimoli nuovi.Le idee
così fioriscono e formano la base, il terreno ideale per proposte e
progetti sempre più innovativi e originali.”
A questo punto sentiamo anche le voci di Andrea e
Stefano, due studenti dell'Accademia che hanno partecipato al progetto.
“È stata una bella esperienza, una possibilità di svolgere stage formativi all'aperto, di imparare non più nel chiuso delle aule di Brera
ma fare esperienza diretta sul campo, lavorando in équipe, confrontandoci con gli altri, con una progettualità, con il tempo e lo spazio.
Un momento di formazione interessantissimo sia per chi ha realizzato il mosaico lavorando nel cantiere sia per chi ha invece collaborato alla creazione del sito web. Tutti noi infatti abbiamo avuto la
possibilità, ancora oggi cosa rara a scuola, di non limitarci a una
preparazione puramente teorica ma di operare concretamente per
un progetto che ci ha coinvolto e appassionato e che di certo ci ha
fatto crescere professionalmente.”
“È stata in realtà un’occasione unica per i nostri studenti” - concordano i professori Pellizzola e Zanzotto.“Il lavoro è stato faticoso ma
erano tutti motivati ed entusiasti per cui hanno affrontato con audacia le difficoltà, anche quelle metereologiche, i 40 gradi dell’estate e i rigori dell’inverno. Solo la neve caduta abbondante in questi
mesi ci ha impedito di terminare nei tempi previsti il mosaico. Il lavoro nel cantiere reale si può dire tuttavia concluso mentre l’operazione Porta Celeste, attraverso il cantiere virtuale, inizia ora a pieno ritmo la sua attività volta, come già detto, a mantenere viva
l’opera documentando e diffondendo tutto ciò che coloro che attraverseranno la porta vorranno far conoscere agli altri.”
Porta Celeste, una meravigliosa scultura blu nel verde della natura, identifica un luogo suggestivo e magico del nostro Parco Nord
dove sarà bello fermarsi, darsi appuntamento e, per i piccoli, giocare quasi immersi nell’azzurrità dell’universo punteggiato da miriadi di stelle, segni zodiacali e costellazioni. Sarà anche piacevole sostare sulle panchine rallegrate da piastrelle blu in mosaico realizzate dai bambini. Ma quest”opera artistica alla funzione estetica
unisce un’utilità socio-culturale di grande spessore e per questo rivolgiamo un invito ai lettori del nostro giornale. Non limitatevi a
fruire dell'opera ma siate voi stessi protagonisti. Entrate nel cerchio,regalateci fotografie,filmati,storie,pensieri,progetti,esperienze e ricordi e le vostre performance, riprese dalle webcam, andranno nel mondo. È anche possibile inviare ciò che desiderate condividere all'indirizzo web di Porta Celeste, www.gruppoa.org. Potremo
poi confrontarci su tematiche diverse via via lanciate dal web e in
questo modo lo spazio concettuale dell’opera si amplierà sempre
più fino a raggiungere i confini più estremi della terra. E allora
l’obiettivo della Porta Celeste sarà raggiunto.
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I NOSTRI ARTISTI
FIATO ALLE TROMBE
a cura di Valeria Casarotti-Teresa Garofalo
a cura di Sergio Maestri - testo di Stefano Bartolotta
Rock, jazz, blues e musica fusion
Arriva la banda degli U2
Master in musica negli Stati Uniti e docente in batteria in Italia, ha realizzato un album
con pezzi famosi dei Pink Floyd o dei Queen arrangiati in chiave jazz progressive
e due cd con brani originali, tutti suoi. E ha un progetto: “Realizzare un album con pezzi
composti, arrangiati e suonati da me utilizzando il sintetizzatore”.
in programma per gli U2. La band irlandese è da anni tra le più importanti al mondo per quanto riguarda il seguito di cui godono, ed è quindi
normale che ormai suonino solamente in gradi arene. Così, infatti, avverrà anche per questo tour, che partirà da Barcellona a fine giugno e che
toccherà la nostra città subito dopo il capoluogo catalano.
“360° Tour”, questo è il nome che gli U2 hanno deciso di dare a questo
spettacolo. Il motivo è molto semplice: il palco sarà di forma circolare e
verrà posizionato in mezzo allo stadio, in modo che il pubblico circondi
letteralmente la band. I vantaggi di questa scelta sono evidenti sia per
gli spettatori, perché nessuno in questo modo rischi di trovarsi troppo
lontano dal palco, che per il gruppo, perché percepirà senz’altro meglio il
calore dei fans ed avrà quindi più soddisfazione nel suonare. La scelta
non è innovativa in termini assoluti, ma lo è per spettacoli di queste dimensioni, e sarà quindi molto interessante riscontrare nella pratica se
effettivamente quella che appare un’ottima idea darà i risultati sperati.
Il tour arriva dopo la recente pubblicazione dell’ultimo album degli U2,
intitolato No Lines On The Horizon, che è stato accolto abbastanza bene
dalla maggior parte della critica e dei fans perché è stato subito visto come un miglioramento rispetto alle produzioni più recenti. È importante
tenere conto del fatto che, dopo 30 anni di attività, è difficile aspettarsi
dagli U2 un disco che ne segni la carriera in modo importante: quando
tra molti decenni si studierà la storia di questa band, probabilmente si
parlerà in modo approfondito dei loro dischi fino ad Achtung Baby, dalla
pubblicazione del quale sono ormai passati 18 anni. Con queste premesse, appare sensato allinearsi all’opinione dominante accennata sopra,
perché il disco, pur senza impressionare, contiene una manciata di buone canzoni ed in generale non sembrano esserci riempitivi. Piace soprattutto l’impressione che gli U2 non si siano buttati alla ricerca della melodia facile e del suono immediato ad ogni costo, ma che abbiano pensato a realizzare canzoni senza spaventarsi di un’eventuale difficoltà per
l’ascoltatore di apprezzarle appieno al primo ascolto. Infatti, in tutti questi nuovi brani, sia la struttura che il suono non sono certamente sperimentali, ma nemmeno così convenzionali come ci si potrebbe aspettare
da un gruppo che, per forza di cose, deve comunque tenere in considerazione le potenzialità di vendita dei suoi dischi. Soprattutto la qualità delle canzoni è sempre almeno più che accettabile, con l’attuale singolo
Magnificent che spicca in modo particolare.
L’esperienza personale, comunque, porta ad affermare che, quando suonano gruppi con una carriera così lunga alle spalle, i momenti di maggior coinvolgimento non arrivano mai in coincidenza dei brani nuovi,
bensì dei grandi classici, di cui il repertorio degli U2 è naturalmente pienissimo. Aspettiamoci, dunque, un grande spettacolo dal punto di vista
scenico, ma ancor di più una grande serata di emozioni musicali.
L’appuntamento, lo ripetiamo, è per il 7 e l’8 di luglio: al momento non ci
sono già più biglietti per la prima data, mentre è ancora possibile acquistarne per la seconda. Certamente i prezzi non sono a buon mercato, ma
ne varrà sicuramente la pena.
• Aspetto notizie musicali da tutti voi, cari lettori… scrivetemi. [email protected]. Buona musica a tutti da Sergio!
gni estate porta tradizionalmente con sé concerti importanti a San
Siro, e tra gli appuntamenti più attesi non solo dai milanesi, ma da
Questo il biglietto da visita di Francesco Di Lenge O
tutti gli appassionati italiani, c’è senz’altro la doppia data del 7 e 8 luglio
er lavorare come freelance in Italia bisogna avere una buona doP
se di coraggio e tanta fortuna; se poi il freelance è un artista della
batteria e si dedica al jazz, quello sperimentale e d’avanguardia, la
scommessa è ancora più azzardata. Ce lo conferma Francesco Di
Lenge, un artista della nostra zona, un virtuoso della batteria che della musica ha fatto la sua professione.
“In Italia musica seria è considerata esclusivamente quella sinfonica
e operistica mentre gli altri generi, dal jazz al blues alla musica leggera, sono un po’ le cenerentole. Beatles, Rolling Stones e Pink Floyd, e
non solo, sono però ormai dei classici, capisaldi basilari nella storia
musicale del ‘900 e sarebbe ora di riconoscerlo. Per quanto riguarda
poi il jazz, il discorso è ancora più problematico. L’Italia paradossalmente è il paese che vanta il maggior numero di festival jazz al mondo, da noi vengono a suonare artisti famosi, ma questa musica rimane comunque un genere di nicchia.
Come è nata la tua passione per la musica e, in particolare,
per la batteria?
“Mio padre da giovane suonava il pianoforte, la fisarmonica e il vibrafono.Poi ha smesso per impegnarsi nel lavoro ma ha continuato a suonare per diletto ed è stato lui ad insegnarmi i primi rudimenti.Ricordo
che da bambino alle feste di paese seguivo sempre il batterista, ero affascinato da questo strumento e a quindici anni ho deciso che desideravo imparare a suonarlo seriamente. A darmi le basi è stato il maestro Bruno Fraimini. Ricordo che mi esercitavo 4 o 5 ore ogni giorno e,
visto che abitavo in un condominio, dovevo farlo rifugiandomi nella
mia cantina opportunamente insonorizzata.A 19 anni ero già un session man e suonavo con diverse formazioni in vari locali di Milano.”
Sappiamo che hai studiato anche in America. È stata un’esperienza positiva?
“Molto, sia dal punto di vista professionale che da quello umano. In
America la musica è un fatto culturale che appartiene a tutti, un linguaggio che ha lo stesso valore degli altri linguaggi. Pensate che già
nelle scuole materne con i bambini si fa musica d'insieme. Lì non esiste il playback e ogni evento, manifestazione o trasmissione musicale
ha orchestre o gruppi che si esibiscono rigorosamente dal vivo. Questo
è emblematico. Per me è stata davvero una fortuna vincere una borsa di studio per il B. College of music di Boston, la più nota università americana per la musica. Per essere ammessi in questo College bisogna possedere buone basi musicali e almeno due anni di esperienza di esibizioni in pubblico. È una scuola severa che dà una prepara-
zione a largo raggio che va dallo studio della lettura della musica a
quello di più strumenti fino alla composizione. Il Master dura quattro anni ma ho potuto frequentarne solo i primi due perché, terminata la borsa di studio che mi avevano assegnato, non potevo permettermi la retta, decisamente molto elevata. Sono rimasto comunque in America per altri due anni e così ho avuto modo di girare e
conoscere l’East Coast, dal Maine alla Florida. Per mantenermi svolgevo dei lavoretti, sono stato ad esempio valet parking, posteggiatore nei grandi alberghi, e anche cameriere. Nello stesso tempo però
facevo serate suonando nei locali con vari gruppi e ho anche inciso
due dischi. Una volta tornato in Italia l’aver frequentato questo
College prestigioso e l’aver fatto esperienza sul campo in America mi
è servito molto.”
A Milano sei quindi riuscito facilmente a inserirti nel circuito lavorativo?
“Sono stato subito assunto in una scuola privata di musica moderna
come docente di batteria e questo mi ha dato una certa stabilità economica. Ancora oggi continuo a insegnare e a dare lezioni private ma
mi sento prima di tutto un musicista e quindi compongo, incido dischi
e naturalmente suono con più formazioni. Quest’ultima è un’attività
altalenante;periodi di impegno e lavoro si alternano ad altri in cui non
c’è nessun ingaggio, ma è la mia grande passione.”
Quale è il genere musicale al quale ti dedichi?
“Non ho un genere preferito, spazio dallo ska al reggae ma prevalentemente suono jazz e dintorni, fusion. Ho inciso recentemente con
un quartetto un cd sullo stile jazz rock e con il Cod Trio, sassofono,
chitarra elettrica e batteria, col quale suono più spesso, ho realizzato un album con pezzi famosi dei Pink Floyd o dei Queen arrangiati da noi in chiave jazz progressive o avant garde, una modernissima sperimentazione. Con l’aggiunta di un bassista il Cod Trio talvolta diventa un quartetto e con questa formazione suono un jazz
più classico. Mi piace molto comporre: ho già pubblicato due cd con
brani originali, tutti miei, e sto lavorando per inciderne altri. Tra i
miei progetti ce n’è uno molto particolare, realizzare un album con
brani composti, arrangiati e anche suonati da me utilizzando il sintetizzatore. Le idee sono davvero tante. Il discorso discografico è interessante ma trovo che esibirsi dal vivo davanti a un pubblico sia
di grande soddisfazione per un artista. E la cosa non è semplice perché qui da noi, quando ti proponi per suonare dal vivo, la prima cosa che ti chiedono è: Quanta gente puoi portare nel locale?”
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ONA NOVE 19
PARCO NORD
Primavera nel verde con Naturalmente Arte e il Festival della Biodiversità
Con tanti ringraziamenti del Consorzio Parco Nord alla Cariplo, alla casa editrice Bollati Boringhieri,alla regione Lombardia, ai comuni
di Milano, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Cormano, Cusano Milanino, Bresso e soprattutto alla Provincia di Milano, governata
da Filippo Penati, che si è dimostrata molto sensibile ai temi ambientali.
i siamo, l’attività al Parco Nord sta per riprendere e le iniziative in cantiere sono di alC
tissimo livello, in primis la rassegna “Natural-
me le edizioni passate e abbiamo messo in cantiere oltre cento eventi. Oltre a Naturalmente Arte,
che rientra nel Festival, segnalo la riproposta del
labirinto del mais che ha sempre avuto un buon seguito e ha entusiasmato in particolare i bambini. Ma anche il Giardino Eolico, i
cortometraggi sull’ambiente, la festa degli orti, le gite e visite guidate in Lombardia, e poi i laboratori del gusto di Slow Food, un
mercatino del prodotto biologico che abbiamo chiamato La Fiera
delle Varietà, i laboratori per bambini.
Molti degli eventi di cui parliamo vedono la Provincia
di Milano al vostro fianco così come nella realizzazione delle più importanti opere costruite negli ultimi anni, ad esempio la passerella sulla autostrada A4. È vero che la Giunta Penati ha dimostrato grande sensibilità nei vostri confronti?
Sicuramente la collaborazione con la Provincia in questi
anni è stata più che proficua. La Provincia in questi anni si
è mostrata attenta al Parco Nord Milano e al tema più generale delle aree verdi. Oltre alla passerella ciclopedonale
sulla A4, per la quale la Provincia ha stanziato circa 1 milione e mezzo di euro, voglio ricordare il progetto Porta Celeste (vedi a pag. 16, ndr), un’opera artistica dentro il parco finanziata dalla Provincia e realizzata dall’Accademia di
Belle Arti di Brera. Ma anche i contributi provinciali a sostegno della riforestazione, delle piste ciclopedonali e dei
progetti di sicurezza hanno lasciato un segno indelebile nel
Parco Nord Milano. Accanto a queste decisioni della Provincia mi preme anche sottolineare gli sforzi del Comune di
Milano e della Regione Lombardia oltre a quelli dei comuni di Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Cormano, Cusano Milanino e Bresso.
Completiamo il quadro con le altre iniziative che metterete in campo nella stagione estiva e con le principali opere che state realizzando o progettando per
migliorare il Parco Nord.
Dopo il Festival ci sarà la tradizionale Festa del Parco, un fine settimana con iniziative per tutti. Tra le opere in corso di
realizzazione voglio citare la riqualificazione degli ingressi
parco di via Faiti e via Leone da Perego che porteranno rinverdimento, nuovi nuclei di orti, panchine e arredo urbano.
E poi un fiore all’occhiello: due specchi d’acqua che nasceranno a Bruzzano e nei pressi di via Ornato, cambiando completamento il paesaggio urbano di quelle aree. Nel mezzo del laghetto di Bruzzano sorgerà anche un’isola per permettere la
nidificazione e il transito di fauna acquatica.
Andrea Bina
mente Arte” e il “Festival della Biodiversità”. Ne abbiamo parlato
con il Presidente del Consorzio Parco Nord, Ignazio Ravasi.
La bella stagione è alle porte e il Parco Nord si risveglia. Cominciamo dalle iniziative dell’evento “Naturalmente Arte 2009”.
“Naturalmente Arte”, che quest’anno giunge alla terza edizione, è
una delle nostre rassegne più importanti. Si tratta di un ciclo di
rappresentazioni teatrali che si svolge all’aperto, nel cuore del parco, in momenti particolari della giornata come l’alba e il tramonto.
Quest’anno però c’è una novità. Al Teatro Natura abbiamo affiancato la rassegna dell’Accademia del Bagolaro tutta dedicata alla
collana “Oltre i giardini” della casa editrice torinese Bollati Boringhieri, che ci ha aiutato a portare nomi prestigiosi come il filosofo e
antropologo di fama mondiale Marc Augé e il paesaggista Gilles
Clement. Ciascuno di questi incontri con gli autori, le domeniche
dal 26 aprile al 7 giugno, sarà accompagnato da uno spettacolo o da
un evento. Molti di questi incontri saranno poi riproposti il giorno
dopo al Politecnico di Milano o all’Università di Milano Bicocca. Un
ringraziamento ancora una volta va alla Fondazione Cariplo senza il cui prezioso contributo non avremmo potuto realizzare Naturalmente Arte 2009.
E veniamo al piatto forte che ci condurrà alla programmazione estiva: il 3° Festival della Biodiversità, in programma
dal 23 maggio al 7 giugno.
Il Festival è nato dall’idea di coinvolgere le persone in una riflessione sull’importanza della diversità biologica degli ambienti in cui viviamo. Gli eventi nelle due passate edizioni sono stati oltre duecento e tutti con la loro importanza e rilevanza. Abbiamo portato personalità come Jeremy Rifkin, Mario Tozzi, Maurizio Pallante, Luca
Mercalli. Ma abbiamo anche riproposto a Milano il festival del documentario naturalista di Sondrio, il labirinto del mais, il convegno
internazionale di Fedenatur (l’associazione europea dei parchi di
cintura urbana) a cui hanno partecipato i parchi d’Europa. Ma abbiamo anche organizzato visite guidate, mostre, convegni con docenti universitari. Un’esperienza più che positiva perché ha saputo creare un’offerta culturale per tutti i palati, per gli adulti e i più
piccoli, per gli addetti ai lavori e per i meno esperti.
È un caso che il Festival della Biodiversità si svolga durante la Giornata Europea dei Parchi (24 maggio) e la
Giornata Mondiale dell’Ambiente (5 giugno)? Possiamo
avere qualche anticipazione sul programma?
L’edizione 2009 del Festival della Biodiversità è di qualità alta, co-
COOP DI VIA ORNATO
Percorsi ciclabili
Il sole con i raggi verdi
Silvia Benna Rolandi
bbiamo già realizzato 60 km. di piste ciclopedo“A
nali”, precisa Riccardo Gini, direttore del Parco
Nord. “Potrebbe bastare. Ma siamo stati chiamati dai
comuni di Milano, Cinisello Balsamo,Cormano Cusano
Milanino per il collegamento alla rete ciclabile.
“Un piano di massima dell’architetto Borella prevede
quindi altri dieci chilometri circa. Il progetto, finanziato dalla Cariplo, si chiama quattro parchi su due ruote e coinvolge, oltre il Parco Nord, il Parco Media Valle
del Lambro, Grugnotordo e il Parco della Balossa di recente istituzione.
“Dovrebbe andare da Novate Milanese fino a Brugherio. Ma la rete è frammentata, perché non ci sono soldi per completarla, dovremmo trovare altre forme di finanziamento.
“I quattro comuni patner del progetto mettono a disposizione i tecnici della mobilità ciclabile, con lo scopo di
realizzarla appieno in vista dell’Expo. I turisti che affluiranno a Milano per l’occasione dovrebbero già trovare su internet la cartellonistica del percorso ciclopedonale. Quindi il Parco Nord è lo snodo fondamentale
per creare una rete che vada oltre e sostituisca, in modo ecologico e piacevole, il traffico automobilistico. Da
Nord a Sud provvedono i ‘raggi verdi’, da Est a Ovest
il collegamento è più difficile: stiamo studiando delle
passerelle per scavalcare le arterie che attraversano la
zona interessata.
“Per fine aprile è prevista una riunione per decidere i
collegamenti necessari. Per adesso, in vista delle elezioni comunali, siamo senza interlocutori”.
Speriamo che al più presto il progetto che il dottor
Gini ci ha illustrato trovi la meritata attenzione; per
chi abita il nostro quartiere l’idea di pedalare in tutta
tranquillità da Cusano a Niguarda è decisamente simpatica.
ONA FRANCA
a cura di Valeria Malvicini
a cura di Sandra Saita
Al via il progetto “Buon Fine”
Quando la poesia è universale
Da spreco a risorsa: il recupero a fini sociali degli alimenti invenduti.
uon Fine” è il progetto di Coop, avvia“B
to a livello nazionale, per il recupero a
fini sociali di prodotti invenduti. La cooperativa opera secondo criteri che mirano a ottimizzare la gestione, migliorando l’efficienza
dei processi e riducendone i costi, al fine di
contenere i prezzi alla vendita e tutelare il
potere d’acquisto di soci e consumatori. Ciononostante si generano volumi ingenti di
merce invenduta, spesso anche come risultato degli alti standard di servizio stabiliti nei
confronti dei soci e dei consumatori. L’utilizzo
dell’invenduto a fini sociali non è una novità,
specialmente per il mondo della cooperazione
di consumo, ma è forse la prima volta che si
formalizzano processi organizzativi appositamente dedicati. Grazie alla legge del “buon
samaritano” che disciplina la cessione gratuita dei prodotti alimentari in scadenza a organizzazioni non profit attive nel sociale, il progetto “Buon Fine” trasforma lo spreco in cibo.
L’idea è semplice: recuperare merci ancora
idonee al consumo, ma non vendibili per varie cause (residui di attività promozionali,
campionature, errori di programmazione
negli ordini, prodotti danneggiati solo nella
confezione esterna, o vicini alla scadenza
ecc…) e quindi destinate ad aumentare il
quantitativo di rifiuti avviati a smaltimento. I prodotti trattati sono principalmente
quelli industriali sia freschi che secchi e i
prodotti ortofrutticoli. La merce viene ceduta gratuitamente ad associazioni non profit
che la trasformano in pasti quotidiani per i
loro assistiti.
I benefici del progetto sono molteplici: sociali: fornire un concreto sostegno agli operatori
del sociale; ambientali: ridurre i rifiuti avviati a smaltimento (e ridurre i costi) e conseguentemente non produrre inquinamento in
termini di distruzione, trasporto e smaltimento; culturali: promuovere stili di vita sostenibili orientati alla riduzione degli sprechi
Il progetto “Buon fine” in Lombardia vede
coinvolti, a fine 2008, 10 ipermercati più il
supermercato di Cremona, Via Del Sale. E
ONA NOVE 20
ora verrà attivato anche presso la Coop di
via Ornato, nel nostro quartiere.
L’attivazione del progetto in via Ornato nasce da una richiesta specifica del territorio e
dalla collaborazione sempre proficua tra il
Comitato Soci di Coop Lombardia e la Società Edificatrice di Niguarda. Presso la Società Edificatrice è attivo da tempo un centro di socializzazione adulti, rivolto in particolare a persone che presentano disabilità e
gestito dalla Cooperativa Diapason. Dalla
richiesta di questa cooperativa, nata dall’esigenza di sostenere i costi dei pasti quotidiani degli ospiti, è nata l’idea di dare inizio alla sperimentazione di un “Buon fine”
anche nel nostro quartiere.
Così, a partire da gennaio 2008 si sono attivati tutti i processi organizzativi necessari
per la realizzazione del progetto. In primo
luogo si è avviato un periodo di monitoraggio
in cui è stata “censita” tutta la merce giornalmente ritirata dalla vendita, non vendibile
per tutta una serie di ragioni (confezione
danneggiata, data di scadenza ravvicinata,
ecc…), ma ancora perfettamente commestibile. La legge che consente il recupero degli alimenti e ne fissa le regole stabilisce che la
scelta deve riguardare associazioni non profit, operanti sul territorio che avessero una
serie di requisiti (strutture con residenzialità) e che fossero dotate di cucina interna per
garantire la trasformazione di tutta la merce
consegnata in pasti, non cedendola ad altri.
Al momento è stato perfezionato l’accordo
con Diapason e con questa cooperativa si sta
attivando una prima sperimentazione. La
merce verrà ritirata due volte a settimana
ma, data la vicinanza delle strutture destinatarie, non sono esclusi ulteriori ritiri su merci che risultassero d’utilità immediata ma
non più disponibili alla commercializzazione.
Sulla base dei risultati di questa prima sperimentazione, verrà gradualmente esteso il
servizio agli altri richiedenti. Il Comitato
Soci Coop si farà parte attiva nel verificare il
corretto svolgimento dell’intero progetto.
rima di raccontarvi del perP
sonaggio di questo mese,
Zona Franca, sempre solidale
con qualsiasi persona sia in difficoltà, invia un saluto alle popolazioni dell’Abruzzo colpite
dal terremoto.
Ma veniamo al nostro argomento. Quando la poesia è universale? Quando la senti tua.
Senza dubbio fu complice quella gita domenicale organizzata
dalla Società Cooperativa Edificatrice di Niguarda al paese
di Venafro nel Molise a farmi conoscere quella straordinara donna che è Gilda Antonelli.
Oggi, seppur sofferente a seguito di un incidente, leggo sempre le sue poesie grazie all’amico Antonio Masi, scrittore della nostra
zona e nativo di Venafro, che me le fa pervenire spesso.
Gilda Antonelli è nata a Venafro nel 1931.
Collabora a diverse riviste letterarie e pubblica poesie su giornali e riviste specializzate. Tantissimi i premi ricevuti, nelle sue liriche è predominante il tema dell’emigrazione.
Infatti nel 2000 ha vinto il Premio Speciale
Unico per la poesia sull’emigrazione.
Gilda non dimenticherà mai il pianto di sua
madre quando il padre Pasquale partì emigrante con altri venafrani per l’America. Aveva
sette anni e ogni volta che la mamma piange-
va, Gilda Antonelli restava ore
a guardare la ferrovia dalla sua
finestra, quella che “aveva rubato suo papà”. La sua è una
poesia pura e la lettera seguente da lei indirizzata ai lettori ne
è una conferma. Anche Gilda
Antonella è stata costretta a
emigrare e nella poesia
“Brandelli” (vedi sotto) c’è tutta
la sofferenza che ha provato.
Quando la poesia è universale, dunque? Quando la senti
tua, nel dolore, nella pace,
nella libertà, nell’amore di Dio.
Brandelli
Anni umilianti e miseri
Non hanno fatto storia.
Mi hanno fatto vivere tormenti
Appicicati sulla pelle.
Sono rimasti con me.
Oggi vorrei poterli scrollare
Ma non si può.
Imbrigliata e confusa
In questa assurda situazione.
Così mi ha lasciato
La sua ultima avventura.
Brandelli di questa mia pelle
Sparsi qua e là per i continenti
Ora li raccoglie intenerita
Solo la poesia.
Dolore al giornale
ara Loretta, è una telefonata che mi avvisa della tua morte. Una tristezza proC
fonda entra nel mio cuore. È sera, piove a dirotto ma ho sentito il bisogno di uscire a far
visita a Rosalina e a Maria Volpari, le più
anziane del gruppo Amici di “Zona Nove”,
perché la nostra è una grande famiglia e
quando c’è tanto dolore dobbiamo stare uniti e vicino ai “vecchi”.
Da quanti anni ci conosciamo? Forse da sempre, per il tuo amore per la famiglia, per il la-
voro, per il tuo impegno sociale alla redazione
del nostro giornale. Sempre cordiale, sincera,
umana. Mi parlavi della malattia che era tornata a invadere il tuo corpo.
Dicevi: “Ora non voglio più pensare alla salute. Adesso sono felice. Sai, sono ancora nonna.”
E i tuoi occhi splendevano per tutta la felicità
che le tue nipotine Alessia e Gaia ti danno.
Grazie Loretta. Ovunque andremo o qualsiasi cosa faremo ci sarai sempre a fianco perché
persone e come te non lasciano mai il vuoto.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
SCUOLIN
ONA
a cura di Antonella Loconsolo
Passerini: crolla un soffitto
Il Comune dov’è?
i siamo recati alle scuole elementari di Via Passerini dopo che
C
si era diffusa la notizia di un distacco dal soffitto dell’ala nuova della scuola di un pezzo di intonaco, avvenuto nel pomeriggio
del 22 aprile intorno alle ore 16, fortunatamente in un momento
in cui il corridoio era deserto. Abbiamo parlato con la professoressa Emilia Consoli da un anno nuova direttrice didattica, che ci ha
rassicurato sulle misure prese. Ci ha raccontato che l’ala della
scuola interessata dal distacco è quella posteriore, più recente, edificata negli anni 60. Si è distaccato un pezzo di intonaco, e in seguito a questo fatto la dottoressa Consoli ha richiesto al Comune
di far effettuare un sopralluogo su tutti i locali della scuola da
parte dei tecnici del Comune di Milano, responsabile della manutenzione straordinaria della scuola. Purtroppo il sopralluogo ha
portato alla chiusura non solo del corridoio ma anche della palestra, in via cautelare, perché il soffitto della stessa presenta la medesima problematica di possibile distacco dell’intonaco. La
dott.ssa Consoli ci ha detto che non c’erano state avvisaglie di sorta (e in effetti il soffitto del corridoio non presenta crepe o segnali
di umidità). (Angelo Longhi)
uestione di minuti. Solo per una manciata di secondi nel crolQ
lo dell’intonaco della scuola di via Passerini non sono rimasti
coinvolti bambini e maestre. Si trovavano in palestra, i piccoli delle prime, e sarebbero saliti a prendere le loro cose nel giro di cinque minuti. Poi si sarebbero messi in fila per andare a casa, con
la maestra in testa, proprio sotto l’intonaco che ha ceduto. Una
fortuna, dichiarano con sollievo le maestre, perchè sono caduti
pezzi di 20 centimetri di lato, dello spessore di oltre due centimetri, con strati di mattone attaccati. Un serio pericolo per dei piccoli di sei anni.
Poco dopo il crollo arriva l’assessore Bruno Simini: guarda un attimo e, parlando al cellulare si avvia verso l’uscita. Le maestre, vicaria in testa, gli si parano davanti. “Questa è la cosiddetta ala
nuova, costruita negli anni Sessanta. Ma la scuola ha anche
un’ala dei primi anni del ‘900, dove si verificano infiltrazioni d’acqua. Vogliamo un controllo di tutta la scuola.” Questo in sintesi ciò
che le maestre, e anche qualche genitore abbastanza alterato,
hanno fatto presente a Simini, il quale si è detto molto colpito dalle condizioni della Passerini, a suo dire una delle scuole più bisognose di interventi urgenti di tutta la città.
A questo punto è scattato il controllo generale dell’edificio. I risultati sono abbastanza sconfortanti: se è vero infatti che l’ala “nuova” non presenta danni strutturali né infiltrazioni d’acqua, la verifica ha però evidenziato che in vaste aree l’intonaco è a rischio
crollo. È stata quindi dichiarata inagibile la palestra (“Speriamo
non piova molto - è l’auspicio delle insegnanti - se no dove porteremo i ragazzi a fare un po’ di attività fisica?”) e per accedere alla mensa si è dovuto creare un corridoio di sicurezza. Il materiale nelle classi prime, spostate logicamente in aule di fortuna, è
stato recuperato dalle maestre accompagnate dai pompieri.
Ma anche l’ala storica grida vendetta: il tetto, rotto in più punti,
fa filtrare l’acqua. Nel sottotetto sono presenti piccioni morti, al
punto che una verifica più approfondita dovrà necessariamente
essere preceduta da un’accurata disinfestazione. L’acqua penetra
in più punti: in direzione, nelle aule dopo la direzione. Le aule
conservano un aspetto gradevole solo grazie al grande lavoro volontario dei genitori e degli insegnanti, che tutti gli anni dedicano un week-end di lavoro a dipingere e aggiustare, ma che logicamente non possono affrontare e risolvere i problemi strutturali e
di sicurezza dell’edificio.
Le mie conclusioni? A questo punto, a mio parere, si deve uscire
dalla logica dello “Io speriamo che me la cavo”, cercando di ottenere un rappezzo qui, un’aggiustatina lì, per la singola scuola e
chiedere invece un piano serio e di ampio respiro per agire in ordine di priorità mettendo in sicurezza gli edifici.
E bisogna agire senza aspettarci aiuti dall’alto: leggete la lettera
che Bertolaso, capo del dipartimento della Protezione civile, ha inviato in risposta ai genitori della scuola di via Bussero che denunciavano la mancanza di sicurezza della scuola:
II Dipartimento della Protezione Civile riceve sempre più frequentemente segnalazioni sullo stato di degrado e mancanza di sicurezza negli edifici scolastici. Il disagio che l’Associazione manifesta aggiunge utili e importanti informazioni e dimostra, con maggiore forza, come il problema sia molto sentito dai cittadini. La situazione rappresentata, indipendentemente dalla maggiore o minore gravità del caso segnalato, comporta comunque il coinvolgimentc preliminare delle Autorità che hanno competenza sulla questione “scuola”: dal Preside dell’Istituto al Sovrintendente
Didattico della regione, dal Sindaco - anche nella sua veste di primo responsabile locale della Protezione Civile - alla Provincia e alla Regione. Questo Dipartimento, pur non avendo competenze dirette in materia e senza essere stato investito di tali responsabilità, ha percorso tutte le strade possibili per informare Governo e
Parlamento sulla gravità della situazione e potere, quindi, intervenire con specifici finanziamenti statali. Resto comunque in attesa di ricevere notizie riguardanti l’evoluzione della questione.
Il Capo del Dipartimento Guido Bertolaso
Una visione pilatesca del proprio ruolo, che reca la data dell’11
febbraio 2009. Se al posto dell’Associazione genitori della Pirelli
avessero scritto i ragazzi della Casa dello studente dell’Aquila
forse Bertolaso gli avrebbe risposto allo stesso modo. Non posso
fare a meno di pensare che in quel caso l’evoluzione della questione gli sarebbe stata comunicata direttamente dal telegiornale.
Caro giornale, ti scrivo per la manutenzione della scuola…
e n’è per tutti i gusti. Ecco un collage di lettere (tutte firC
mate) di richiesta di aiuto e di segnalazione di problemi di
sicurezza e manutenzione degli edifici scolastici della nostra
zona arrivate alla nostra redazione.
• Dalla Guicciardi della Bovisa/1 I genitori della
Guicciardi (zona 9 - Bovisa) l’anno scorso hanno imbiancato le
aule, erano tanti e bravi, lavorare in una scuola pulita e luminosa è tutta un'altra cosa! L’effetto domino sul Comune c’è stato, per quanto parzialmente: dopo aver dichiarato che si trattava solo di interventi estetici (sic) hanno imbiancato alcuni
corridoi (quelli dei seggi elettorali, tanto per gradire). Però riparare un tetto, ristrutturare, mettere in sicurezza, non sono
lavori che possono essere affidati alla buona volontà delle famiglie! Il comune ha altre priorità, tanto chi andrà all’Expo
mica vedrà le scuole. Un insegnante della scuola Guicciardi
• Dalla Guicciardi della Bovisa/2 All’elementare Guicciardi ci sono infiltrazioni d’acqua quando piove... Anche in
questa occasione da parte del Comune ho sentito molti verbi
al futuro, ma non si sono ancora visti operai venuti a riparare
il tetto (il Comune parla di un mutuo da accendere per far
fronte alle spese...). Un genitore della scuola Guicciardi
• Dalla Guicciardi della Bovisa/3 Dopo aver tentato inutilmente per anni di sensibilizzare il Comune e le istituzioni sul
grave problema della sicurezza e della vivibilità nella nostra
scuola, abbiamo deciso di “passare ai fatti”. Supportati
dall’Associazione Genitori Abg e dalla nostra Dirigente didattica, Laura Barbirato, abbiamo dato il via ad un progetto ambizioso: “Adotta la tua classe” dove era prevista l’imbiancatura
della propria aula da parte dei genitori. Abbiamo organizzato
i “volontari” e nel week end del 6/7 ottobre 2007 abbiamo ristrutturato le aule destinate alla didattica. L’Abg ha pubblicizzato l’evento presso giornali tant’è che immediatamente dopo
l’articolo su Repubblica, su vari giornali gratuiti e un intervento a Caterpillar su Radio2 si sono “materializzati” presso la
nostra scuola assessore e codazzo di ingegneri... Le promesse
sono state molte... alcune sono state anche realizzate... ma
tanto, tantissimo c'è ancora da fare... Il tetto ha miriadi di infiltrazioni e non credo siano state messe le scale anti incendio… Un genitore della scuola di via Guicciardi
• Dalla Cassinis/1 Sostengo un’”internazionale del bricolage”
nel senso che mi piacerebbe condividere con le altre associazioni genitori delle scuole della zona materiali e volontari.
Credo inoltre che al momento siamo “poveri pellegrini isolati”
ma non sarebbe male radunarci in un’Onlus per poter raccogliere fondi per interventi più impegnativi di una semplice imbiancatura o di donazioni spot di una tastiera all’aula di musica o un Pc per l’aula di informatica. Roberto Bazzaro
(Presidente Comitato Genitori Cassinis)
• Dalla Cassinis/2 La scuola media Cassinis ha assunto ormai un aspetto di una vecchia nave in disarmo. Ogni tanto viene messa qualche pezza, ma la situazione di degrado è palpabile. I genitori fanno tutto ciò che possono, imbiancano, riparano, rappezzano, ma ormai la scuola ha superato di oltre vent’anni la “data di scadenza”. Già, perché questi prefabbricati
degli anni ‘60 erano stati installati in pieno boom demografico
con la garanzia che sarebbero durati vent’anni, e ormai stanno per compiere il cinquantesimo compleanno! Vanno letteralmente a pezzi: nelle aule si gela o si bolle, hanno la consistenza e l'aspetto di scatole di carne conservata, ma la carne che
contengono è quella dei nostri figli. Un giorno crolla un pezzo
di cancellata, un altro piove dentro, un giorno non si può andare in palestra perchè la temperatura è sotto i limiti di guardia, a rischio strappi muscolari, questa la realtà della scuola
media di Niguarda. C’è un Santo protettore del quartiere? Vi
prego, faccia il miracolo!
• Dal nido di viale Suzzani Mio figlio frequenta il nido di
viale Suzzani. Da anni piove dentro, soprattutto nella sezione
dei piccoli. Due estati fa sono dovuti intervenire persino i pompieri. Il tetto è stato anche rifatto di recente, eppure piove ancora! Già, perché alle volte ci si domanda: chi esegue i lavori?
Con quale competenza? Il Comune controlla? Una mamma
• Dalla materna di Affori Vorrei avere un consiglio: la nostra P.o. (in pratica la direttrice ndr) ci ha praticamente vietato di imbiancare la scuola il 18 Aprile (cosa che noi genitori
eravamo pronti a fare) dicendoci che c’erano buone probabilità che se ne occupasse il Cdz 9. Ha inoltre detto che il centro
estivo di Affori sarà accorpato a quello di Gabbro, proprio per
permettere l’esecuzione dei lavori nel mese di luglio. Avete modo di verificare quanto sto dicendo? (lo stiamo facendo, ndr).
La scuola materna Affori è all’interno dell'edificio storico di
Villa Litta: inserita quindi in un contesto bellissimo, ma è
completamente abbandonata a se stessa... I bagni, i corridoi
sono fatiscenti! Noi genitori nella giornata di sabato 18 Aprile,
fra le altre cose, abbiamo intonacato un muro esterno del giardino che si stava progressivamente sgretolando... Il muro
adesso è come nuovo! Abbiamo inoltre creato nello stupendo
giardino della scuola un orto, abbiamo comprato piante rampicanti per coprire alla vista e all’olfatto i sacchi della spazzatura che vengono lasciati in cortile, a fianco di dove giocano i
bambini... Inoltre abbiamo fatto pulizie di fino: abbiamo trovato sotto i mobili pezzi di pane raffermo, millepiedi, ragni, polvere, ecc. abbiamo anche fotografato tutto questo.
Il giorno dopo ho parlato con il responsabile dell’impresa di
pulizie (già, perchè adesso anche questo servizio è stato dato
in appalto, ndr), evidenziando quanto sopra e raccomandandogli di pulire sopra e sotto i tappeti dove, ahimè, dormono i
bambini! Ho, in qualità di genitore eletto nel Consiglio di
Scuola, anche segnalato lo stato di sporcizia della scuola e l’assoluto bisogno di manutenzione alla P.O.
• Dalla Bussero Ciao, sono un genitore della scuola elementare G.B. Pirelli di via Goffredo da Bussero. Desidero ringraziare
il giornale Zona Nove per l'attenzione e la visibilità che avete
dato alla protesta della nostra scuola, che presenta gravi problemi in materia di sicurezza. Noi genitori, oltre che imbianchini e
manifestanti, stiamo diventando anche detective. Infatti non ci
sembra possibile che, edificando il nuovo quartiere Bicocca, non
sia stata imposta, alla Pirelli Re, la ristrutturazione della sola
scuola elementare presente sul territorio di competenza della
Bicocca. Possibile che Tecnocity debba avere una scuola elementare che casca a pezzi? Noi non ci arrendiamo, anche se, come
quelli che piantano datteri, forse non mangeremo datteri. Però
lavoriamo per i bambini che verranno, perché abbiano un edificio scolastico degno di un paese civile.
• Dalla Cesari: caccia a Ratatuille Quest’anno i genitori
della scuola elementare Cesari hanno dovuto dedicare quasi
tutto il loro impegno alla “caccia al topo”. Nel giardino della
scuola, in prossimità del refettorio, era infatti presente un
tombino intasato e rotto, che convogliava le acque sporche di
un locale di rigoverno utilizzato dalla Milano Ristorazione per
il lavaggio delle termiche e degli utensili. L’intervento della
Asl ha posto fine a questa irregolarità: tale locale rigoverno,
infatti, era già stato dichiarato inidoneo dalla Asl già in passato, ed era stato riutilizzato a causa del guasto del montacarichi che permette di accedere al locale di rigoverno a norma,
situato nel seminterrato. Nel frattempo i residui di cibo accumulati avevano favorito la presenza di topi e blatte, che sono
stati visti anche in refettorio. Michela Fragomeni, presidente
Consiglio d’Istituto V. Locchi
Mercoledì 6 maggio, alle ore 18, presso il Consiglio di
Zona 9, via Guerzoni 38, è stata convocata la Commissione educazione con all’ordine del giorno lo stato degli
edifici scolastici di zona 9 alla presenza degli assessori
Mariolina Moioli e Bruno Simini. Ne parleremo sul
prossimo numero.
Asturie e Mann
campionesse di danza
Comasina: in difesa
della scuola Gandhi
ue scuole della nostra zona hanno partecipato alle
a quasi dieci anni la scuola secondaria di primo grado Gandhi e la
D
Olimpiadi della Danza assicurandosi il secondo e terzo po- Dscuola primaria di piazza Gasparri condividono gli stessi spazi e
sto. La manifestazione, che dal 2001 coinvolge numerose città della nuova scuola media non vi è traccia. I tecnici del Comune sostenitaliane che partecipano con centinaia di alunni, si è svolta sabato 28 e domenica 29 marzo al Palalido di Milano. La prima
giornata ha visto esibirsi i gruppi delle scuole superiori di
Milano e provincia mentre domenica è stato il turno delle
scuole medie.
Davanti a una giuria formata da ballerini e coreografi professionisti le scuole hanno presentato il frutto di un lavoro che le
ha viste impegnate per mesi sotto la guida di insegnanti
esperti.
La scuola media Giovanni Verga ha saputo conquistarsi il secondo posto grazie a una coreografia originale e impegnativa e
alla serietà e all’impegno dei componenti della squadra (alcuni dei quali hanno partecipato nonostante che non fossero in
perfette condizioni fisiche).
“È stata un’esperienza assolutamente positiva - commenta
l’insegnante responsabile del progetto didattico - che ha coinvolto alunni di seconda e di terza che hanno liberamente aderito all’iniziativa e si sono dimostrati uniti, determinati, seri e
capaci, nonostante che quasi nessuno di loro avesse mai praticato questa disciplina. Devo sottolineare che è stata numerosa
anche la componente maschile della squadra, segno che la
danza può appassionare, divertire e coinvolgere sia ragazzi sia
ragazze.”
Anche la scuola media Falcone e Borsellino di via Thomas
Mann ha ottenuto una buona valutazione posizionandosi al
terzo posto.
Entrambe le scuole fanno parte dell’istituto comprensivo
Sandro Pertini che, non contento di partecipare alla manifestazione con due squadre, ha pensato di partecipare anche con
una squadra formata da bambini delle elementari (scuola elementare Thomas Mann) che sono stati accolti, e fortemente
applauditi, in quanto ospiti della manifestazione. (Samantha
Garibaldi, insegnante della Scuola media Giovanni
Verga di via Asturie)
gono l'impossibilità di una spesa tale per un bacino di studenti che non
sia di almeno 400 unità.Al momento la scuola ne conta poco meno della metà, ma le proiezioni sul quartiere, degli esperti contattati dal
Comitato di Quartiere, dimostrano come questo numero aumenterà
nei prossimi anni in maniera quasi esponenziale. La convivenza con la
scuola elementare è diventata sempre più complicata, nonostante il serio e scrupoloso lavoro di docenti, maestre e genitori, per motivi puramente strutturali. Due realtà così peculiari non possono più convivere
in spazi talmente angusti! Perché a noi insegnanti sta così a cuore una
scuola in Comasina?
Vogliamo condividere con voi lettori qualche riflessione: 1) Non ci sono scuole raggiungibili a piedi dai ragazzi, pertanto la vicinanza è comoda per le famiglie, ma soprattutto favorisce il raggiungimento dell’autonomia da parte dei ragazzi e l’instaurarsi di relazioni amicali. 2)
I contesti familiari sono fragili, in molto casi monogenitoriali, con più
figli, e quindi sono problematici sia per i genitori che per i figli. 3) La
mancanza di strutture aggregative (a parte l’oratorio, che non può essere l’unico polo educativo di riferimento) che possano offrire contesti
protetti e formativi favorisce l’estrema solitudine che caratterizza la
stragrande maggioranza di questi ragazzi, che non avendo proposte
significative possono facilmente cadere (e molto spesso cadono) in situazioni pericolose. 4) Per i ragazzi i cui genitori non parlano la lingua
italiana i docenti della scuola rappresentano un punto di riferimento
sociale, educativo e un ponte verso una società che non sempre sentono rassicurante nei loro confronti. 5) Per i ragazzi di recente migrazione, spaesati, spaventati e disorientati, che non conoscono la nostra lingua, spesso intravedono nell’insegnante un mediatore di fiducia nei
confronti dei coetanei e degli altri adulti con cui entrano in relazione.
6) Il bisogno di questi ragazzi di stare a scuola: anche nei casi in cui
vengono sospesi manifestano comunque un dispiacere perché al di là
della scuola c’è un vuoto, e trasmettono un desiderio, non palesato, di
voler rimanere in un ambiente accogliente che si occupi di loro e li consideri. (Roberta Vecchio, docente all’IC Sorelle Agazzi)
COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA
ONA NOVE 21
UNIVERSITÀ DELLA BICOCCA
a cura di Laura Brevi
Studenti: il “sottobosco” delle associazioni
Le più importanti sono l’Associazione Studenti Bicocca (Asb), B-Radio, Bicocca per la Pace, Kollettivo Omosessuale Bicocca,
Erasmus Student Network, Centro Sportivo Universitario, Liste di Sinistra. Hanno un portale www.studentibicocca.it e organizzano
conferenze sul “Sapere libero”, sul nucleare e sulla mafia, concorsi fotografici, cineforum e il green day.
sa all’università come ente e fucina di attività interessanti e propositive per il territorio che la contiene, si pensa immediatamente all'istituzione, alle
professionalità e conoscenze del corpo insegnanti.
Ci si dimentica spesso dell'altra metà: gli studenti.
Nella sola Università Bicocca si conta un variegato “assortimento” di
associazioni e gruppi studenteschi che, con i mezzi di cui dispongono,
operano con entusiasmo sul territorio.
Associazione Studenti Bicocca (Asb), B-Radio, Bicocca per la Pace,
Kollettivo Omosessuale Bicocca, Erasmus Student Network, Centro
Sportivo Universitario, Liste di Sinistra: sono solo alcuni dei molti
gruppi segnalati in “EsamiE...”, un librettino a cura di Marco Busseni
e Chiara Locurto, i quali spiegano:“Non è stato facile. La maggiore difficoltà è stato coordinare il lavoro di gruppi diversi.E anche rintracciarne i rappresentanti e farli scrivere qualche riga”. Tant’è vero che non
tutte le realtà studentesche vi sono state incluse. Dei circa 25 gruppi
presenti in Bicocca, solo 14 sono associazioni con un atto di fondazione
e uno statuto. La differenza sta nella stabilità: il riconoscimento legale
consente alle associazioni di partecipare a bandi (e quindi di attingere
a fondi), e di accedere a diritti e possibilità di avanzare richieste all’uni-
versità. I gruppi “sciolti” sono invece esclusi. Tutti i gruppi che gravitano intorno all'Università Bicocca,possono,ad esempio,concorrere al solo “Bando Mille Lire”, cui il limite richiedibile è di 6000 euro ciascuna.
Ma solo le associazioni hanno un bando strettamente relativo a loro.
Tra i suddetti agenti, si connota l'attività di Asb. L'associazione è tra le
più presenti e operanti all'interno dell'Università. La sua attività si
svolge prevalentemente attraverso il portale www.studentibicocca.it.
Racconta Marco che “all’inizio nacque l’idea di condensare in un unico
sito web le varie realtà studentesche. Solo dopo è nata anche l’associazione, per essere più stabili e consolidare i rapporti con l'istituzione”.
Aperto ormai da 7 anni, con circa 30.000 iscritti e 5.000 accessi giornalieri, il portale è un luogo virtuale e “unofficial” cui gli studenti possono
rivolgersi per ricercare informazioni sulla didattica e i corsi di laurea,
che magari non si trovano mediante i canali ufficiali. Scambio di materiali didattici e condivisione di esperienze ravvivano le bacheche e
specialmente il forum. In quest'ultimo i ragazzi esprimono pensieri e
riflessioni e impressioni anche private, dibattono d'attualità, stringono
nuove amicizie o rafforzano i legami quotidiani. “Spesso gli amici del
forum li vedi a lezione. Ma può capitare anche di darsi appuntamento
con le nuove conoscenze” spiega Chiara, moderatrice. “Talvolta le relazioni vengono esportate dal virtuale al reale. Ma per lo più il fatto di
essere davanti ad uno schermo ti dà un senso di protezione, di disinibizione quasi, per cui veramente il filtro del faccia a faccia decade”.
Difficile dunque ricondurre il forum a una specifica funzione: è davvero un microcosmo in cui si riproduce la vita reale, ma con qualche limite comunicativo in meno. Un oggetto di studio interessante, tanto che
il professor Mantegazza di Scienze della Formazione si è proposto come relatore di un’eventuale tesi di specialistica su questa “realtà”.
Il portale contiene ovviamente le segnalazioni delle iniziative universitarie: dalle conferenze sul “Sapere libero”, sul nucleare e sulla
mafia, ai concorsi fotografici, ai cerca-alloggio per studenti fuori sede; dal cineforum e il “green day” all'aperitivo settimanale. È stato
appena avviato il progetto delle “bacheche artistiche”, nelle quali è
possibile esporre le proprie opere d'arte, da foto a disegni a poesie.
“Che magari un giorno verranno raccolte su un sito apposito” ci
confida Chiara, che ne è la responsabile.
Nonostante l’entusiasmo e i buoni propositi, la vita delle associazioni di studenti è veramente dura. “Ad esempio, da quando c’è facebook, studentibicocca registra qualche accesso in meno. Se prima qualcuno scriveva anche solo en passant quale canzone stesse ascoltando, ora lo scrive sul social network”, confessa Marco.
Ma è anche una questione di impegno e di cicli: “l’operato dipende dal tempo, dalla voglia e dalle possibilità di chi partecipa. È
tutto volontariato e no-profit. E se i gruppi non rigenerano il proprio organico, è normale che sfumi tutto una volta esaurito il ciclo di studi.” (Roberto Cirillo)
Le Giornate verdi della Bicocca
Il Campus aperto al territorio
I linguaggi dei Diritti Umani
università è il luogo dell'insegnamento e delL’
l’apprendimento. Attori principali ne sono, naturalmente, docenti e studenti. Ma quando si pen-
Green Day”, la rassegna dedicata
Itrial “Bicocca
temi ambientali, è organizzata tra gli aldall’Università Bicocca, dall’Associazione
Studenti Bicocca, Vivibicocca, Trasporti Sesto
San Giovanni e Guidami, con il contributo
della Fondazione Cariplo. Fino al 24 maggio
incontri, seminari e banchetti informativi, dedicati ai temi della mobilità sostenibile e dei
consumi responsabili. “I Bicocca Green Day - spiega la professoressa Francesca Zajczyk, docente di sociologia urbana e
Mobility manager dell’Università - sono, insieme a molte altre
iniziative che organizziamo, una delle forme attraverso le quali
l’Università può e deve esercitare il proprio importante ruolo di
educatore. Riteniamo infatti che il nostro compito non sia solo
far crescere i giovani che vengono a studiare presso di noi, ma è
anche dare contributi e stimoli capaci di coinvolgere tutta la società, a partire dal contesto di territorio e quartiere più immediato nel quale operiamo”.
Lo scorso anno, l’Università ha neutralizzato la quantità di CO2
emessa per l’organizzazione della Giornata Verde, attraverso
nuove piantumazioni all’interno del Parco Nord. L’Ateneo, che ha
neutralizzato una tonnellata di CO2, in occasione della prima edizione del Bicocca Green Day, ha aderito al Progetto “Parchi per
Kyoto”, iniziativa di forestazione e piantumazione.
Gli incontri Si è partìti il 22 aprile con la giornata dedicata a
quanti ogni giorno raggiungono l’Università inforcando una bicicletta. Poi il 6 maggio, c’è stata la promozione del servizio car
sharing; il 13 maggio si è tenuta la presentazione del libro di
Stefano Caserini “A qualcuno piace caldo”, sui cambiamenti climatici. Il 20 maggio ci sarà la distribuzione di piante aromatiche, gadget e materiale informativo sulla cura di piante e fiori,
e l’incontro “Significato e prospettive della sostenibilità. Il ruolo
del mondo accademico, delle istituzioni, della scuola e delle imprese”, organizzato dal Griss (Gruppo di Ricerca sullo Sviluppo
Sostenibile) della Bicocca. Domenica 24 maggio, infine, si terrà
la “Giornata Mangiasano” (vedi pag. 8), va anche organizzata in
collaborazione con il Festival della Biodiversità del Parco Nord.
A partire dalle 9 verrà allestito il mercato biologico e verrà istituito un collegamento per il Parco Nord con l’Ecobus Bicocca.
aprile ha riaperto, dopo un accurato restauIricoro,l 23edificio,
la settecentesca Villa Di Breme Forno. Lo stoche l’intervento dell’architetto Luciano
al 4 all’8 maggio si è tenuta una settimaD
na di lezioni aperte dedicate al tema dei
diritti umani. All’Università Bicocca si con-
Crespi, docente del Politecnico di Milano, ha recuperato a nuove funzioni pubbliche, è stato inaugurato dal sindaco di Cinisello Balsamo, Angelo
Zaninello e dal rettore dell’Università Bicocca,
Marcello Fontanesi. L’edificio ha un’inedita destinazione: è sede del nuovo polo territoriale dell’Università di MilanoBicocca e ospita Universiscuola, Centro di Ateneo di alta formazione. Il
progetto di trasformazione della storica Villa in polo universitario si colloca nel quadro delle azioni di Urban Italia, il programma di riqualificazione relativo al quartiere di Balsamo per il quale l’Amministrazione
comunale ha ottenuto un finanziamento di oltre 5 milioni di euro dal
ministero delle Infrastrutture e che ha visto l’Università Bicocca tra i
partner che hanno contribuito allo sviluppo.
“Villa Forno - ha dichiarato il sindaco Angelo Zaninello - rappresenta un elemento architettonico carico di significato storico e culturale
che si è inteso riportare alla luce riproponendolo come luogo di eccellenza e come nuovo punto di riferimento sovracomunale. Un’opportunità che contribuirà a qualificare la città di Cinisello Balsamo, incidendo sulla crescita del tessuto sociale. Il risultato dei delicati lavori di restauro - ha aggiunto il Sindaco - è eccellente, gli interventi sono stati decisi in accordo con la Sovrintendenza dei beni Architettonici nell’intento di salvaguardare il più possibile l’impianto originario della villa, introducendo spazi ed elementi di novità funzionali alla nuova destinazione dell’edificio”.
“L’università e la scuola cambiano sempre più rapidamente - ha
detto Marcello Fontanesi, rettore dell’Università Bicocca -. Occorre
quindi un punto di incontro e scambio che consenta un rapido aggiornamento e aiuti a superare gli stereotipi che spesso affliggono
sia la scuola sia l’università. Con il Centro di Ateneo Universiscuola
ci proponiamo di incrementare la conoscenza e la fertilizzazione reciproche. Dalla collaborazione con le scuole dell’area Nord di
Milano, ma, più in generale, di tutta la Lombardia, ci aspettiamo
di migliorare l’approccio dei giovani all’università: vogliamo migliorare la loro capacità di scelta e fare in modo che commettano
meno errori. Avere studenti con le idee chiare - ha continuato il rettore - significa avere studenti che fanno le scelte giuste, che raggiungono più crediti in minor tempo e che abbandonano meno”.
frontano esperti internazionali. La questione
dei diritti umani ha acquisito un ruolo sempre
più centrale nel discorso pubblico contemporaneo. Ciò ha però fatto sì che il linguaggio dei
diritti umani venga spesso utilizzato in modo
improprio. Diventa sempre più urgente una riflessione su tale
tematica, rintracciabile tanto in contesti locali, quanto in situazioni trans-culturali. Oltre ai docenti dell’Università MilanoBicocca, sono intervenuti:
• Lidia Yusupova su “Cecenia: una guerra senza fine”. La
Yusupova è coordinatore dell’ufficio legale con sede a Mosca
dell’organizzazione in difesa dei diritti umani Memorial di cui
in precedenza aveva diretto la sede di Grozny office of
Memorial. Nel 2000 con lo scoppio del secondo conflitto ceceno
decide di dedicare le proprie competenze giuridiche alla difesa
dei diritti umani. La sua azione si concentra da un lato nella
difesa delle vittime e dall’altro nell’informazione di tali abusi.
Sia Yusupova che la sua organizzazione sono state proposte come candidate al Nobel.
• Marcello Flores (Università di Siena) su “Come è possibile fare la storia dei diritti umani?” Flores è professore ordinario in
Storia contemporanea e Storia comparata presso la Facoltà di
Lettere dell’Università di Siena. Si occupa da sempre nei suoi
testi di rispetto dei diritti umani.
• Adelina von Fürstenberg (Art for the World), curatrice di
Stories on Human Rights. È la fondatrice e presidente di Art for
The World, d’origine armena, e di nazionalità svizzera. Nel
1994, in occasione del 50° Anniversario dell’Onu, è stata invitata a curare la mostra “Dialogues de Paix”, un’esposizione internazionale che è stata presentata nel giugno del 1995, al Palazzo
delle Nazioni Unite di Ginevra.
• Ann Morning (New York University) su “La genetica e il ritorno della ‘razza’ negli Stati Uniti”. Morning si occupa principalmente del ruolo che il concetto di razza ha nella scienza e
nella società. Lavora come Assistant Professor di Sociologia
presso la New York University e Visiting Professor presso la
facoltà di Sociologia della Bicocca.
La burocrazia e gli esami, tutto in rete
iente più code in segreteN
ria né tesi in cartaceo da
depositare in dipartimento.
Grazie a un finaziamento
pubblico all’università Bicocca di 300 mila euro, fra circa
un anno questo ed altro si potrà fare on line. Per immatricolarsi non sarà più necessario passare dalla
segreteria a ritirare documenti e bollettini, basterà connettersi alla piattaforma e poi conse-
gnare il Mav in una filiale di banca qualsiasi.
Idem per la registrazione degli esami e le relative verbalizzazioni e autenticazioni. Anche le
tesi di laurea, la programmazione didattica,
l’offerta formativa e i materiali di studio saranno digitalizzati in modo da consentire una consultazione rapida ed efficace. Sarà infine completata la rete wireless. Naturalmente gli uffici non saranno smantellati e chi vorrà potrà
ancora servirsi degli sportelli, ma si potrà fare
tutto anche comodamente da casa.
Scambio di studenti con l’Accademia russa
Università Bicocca ha stiL’
pulato un accordo quinquennale di Doppia Laurea con
l’Accademia Internazionale
Russa del Turismo (Riat) che,
frequentata attualmente da
28.000 studenti, forma i professionisti russi del turismo dal
1969 ed è membro di numerose organizzazioni internazionali, prima tra tutte la World Tourism
Organization. Gli studenti dell'Università Bicocca,
iscritti al secondo anno della Laura Magistrale
in Economia del Turismo, avranno l’opportunità di svolgere un periodo di formazione presso
l’Accademia moscovita dove, in un contesto internazionale, potranno redarre la tesi con doppio relatore e successivamente accedere ai corsi “post graduate”.
Allo stesso tempo saranno ospitati presso il
Campus della Bicocca gli studenti della Russian
International Academy for Tourism selezionati tra
gli iscritti alla Laurea Magistrale in Management.
Il Teatro della Cooperativa si sposta in cortile
ervono i preparativi al Teatro della CooperaF
tiva. È pronta la seconda edizione del Teatro
nei Cortili e del Teatro nelle Osterie, iniziative nate nell’estate 2008 grazie al sostegno della Società
Edificatrice Niguarda, l’Edificatrice di Dergano,
l’Unione Operaia, il CdZ 9 e il Consorzio Cooperativo Ca’ Granda. Da giugno gli anziani, le famiglie, i ragazzi, affacciati alle finestre, nei balconi
delle case di ringhiera, seduti in cortile su poltroncine improvvisate o al tavolo di un ristorante
potranno seguire riproposizioni di celebri spetta-
coli della Cooperativa (“Nome di battaglia Lia”,
“La nave fantasma” e “Uora Vo Cunto”) all’aperto
o nelle osterie storiche del quartiere di Niguarda
e non solo. Per l’edizione 2009 il Teatro del Buratto e l’Elsinor Teatro affiancheranno il Teatro
della Cooperativa per offrire spettacoli che sappiano coinvolgere direttamente anche gli spettatori più giovani, tra letture sceniche di classici della letteratura e teatro di figura, abbinando
alla messa in scena veri e propri laboratori e incontri per bambini e ragazzi.
A Niguarda “Si può fare” il film sulla cooperazione con Claudio Bisio
fare”, il film sulla cooperazione di Giulio Manfredonia, con
“Siglipuòattori
Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, che
fa riflettere sorridendo e risulta più efficace di molti discorsi, sarà proiettato al Teatro della Cooperativa il 21 maggio alle ore 21 alla presenza di Luca Bernareggi, presidente di Legacoop Lombardia, Giovanni
ONA NOVE 22
Poletti, presidente della Società Edificatrice di Niguarda, e Valeria
Malvicini, presidente della Cooperativa Pandora.
Il film racconta la storia di Nello, un ex sindacalista milanese che ha
perso la propria posizione e si trova a dirigere una cooperativa di ex pazienti di ospedali psichiatrici, dopo l’entrata in vigore della legge
Basaglia. Credendo fortemente nella dignità del lavoro, Nello spinge
ogni socio della cooperativa a imparare un mestiere per sottrarsi alle
elemosine dell’assistenza, inventando per ciascuno un ruolo incredibilmente adatto alle sue capacità ma finendo per scontrarsi con inevitabili quanto umanissime e tragicomiche contraddizioni.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
ONA 9
DERBY
a cura di Lorenzo Meyer e Mauro Raimondi
Gli eroi sono tutti giovani e belli
li eroi sono tutti giovani e belli… Già. Ma per un ragazzino, chi
G
sono gli eroi, oggi? Chi erano, per due come noi (e come molti di
voi) cresciuti tra la Bicocca, Prato Centenaro, Segnano e… San
Siro? Una domanda dalla facile risposta: quegli undici con la “tua”
maglia che ti fanno/facevano gioire o disperare con le loro prodezze
e i loro errori, che ti proiettano/proiettavano in quel dramma completo che è una partita di calcio, come scriveva Gianni Brera. Dei veri compagni di vita, che hanno attraversato le nostre domeniche (o
mercoledì), i nostri giorni. Conoscerli adesso, “da grandi”, dopo decine di anni, per la presentazione di un libro o un’intervista, è veramente qualcosa di strano, di assolutamente particolare. Dopo avergli stretto la mano, infatti, la memoria ti riporta subito a quell’immagine che ne avevi da piccolo ed è come parlare con la figurina che
avevi attaccato sull’album della Panini. E viene spontaneo chiederti se quella persona che ti sta davanti, con cui ora dialoghi da pari a
pari, sia davvero quel giocatore che avevi tante volte osservato dagli spalti di San Siro. Sì, è lui. Incredibile, ma è così. E all’inizio sei
impacciato, perché non è facile parlare ad un… Eroe. È un po’ come
imbatterti in quelli che poi li hanno sostituiti, non so, i Kerouac, i
Che Guevara (che paragone!), uomini assai differenti, perché ogni
età ha “il campione” che più le si appropria (e ognuno ha l’idolo che
si merita…). Ma poi, inevitabilmente, il ghiaccio si scioglie, anche
perché ti accorgi della normalità di chi ti è di fronte. Ecco, quello che
abbiamo notato in tutti i giocatori degli anni ‘50-’70 che abbiamo conosciuto, è la semplicità. I nostri (ex) Eroi sono persone normali,
gente del popolo si potrebbe dire, di quel popolo che è esistito fino a
qualche decennio fa e dal quale molti di loro provenivano.
Nessuno, e diciamo la verità, ci ha mai deluso. A cominciare da
Benito Lorenzi “Veleno”, da poco scomparso, che alla veneranda età
di 80anni vede entrare in sala una bella donna e ci dà di gomito dicendo se l’avevamo notata… Grande narratore di aneddoti, di storie (famosa quella del limone sotto la palla che fece sbagliare un rigore decisivo in un derby a Cucchiaroni), teneva banco come un attore. Esattamente come Giovanni Lodetti quando racconta di quella mattina in cui, ormai attaccate le scarpe al chiodo, si presentò al
parco di Trenno per giocare. Guardato con una certa superiorità da
dei ragazzotti, venne inserito quasi con compatimento in una delle
due squadrette salvo poi - ovviamente - stupire i giovinastri con i
suoi tocchi, la sua visione di gioco... Stavano tutti a bocca aperta, osservando quel cinquantenne quasi pelato che li umiliava, e solo
quando un passante li informò che quel signore - che avevano soprannominato “ceramica” per via della scritta sulla maglietta - aveva vinto Scudetto e Coppa Campioni, capirono il loro errore…
Una persona disponibile, Lodetti, come Sandro Mazzola, che ama
parlare della “sua” Inter sempre con umorismo che però diventa serietà e competenza se si osa sminuire il calcio degli anni ‘60 di fronte all’attuale.“Adesso corrono i giocatori, noi facevamo correre la
palla”, dice Mazzola, convinto che quell’Inter e quel Milan,
con la loro tecnica, con la loro sapienza tattica, non perderebbero contro nessuna delle squadre del presente.
Un altro “Eroe” che partecipa volentieri a incontri
e iniziative sul calcio è Pierino Prati, che pur
avendo fatto la Storia del football italiano
(imperdibili i suoi aneddoti sul ritorno
La foto è per
una figurina
Panini
Sono
veleno
per i portieri!
della finale dell’Intercontinentale 1969 tra Estudiantes e Milan, da cui
lui uscì con un trauma cranico…),non lo fa pesare.Così come Mariolino
Corso, l’autore di immortali “foglie morte”, tanto riservato da preferire
restare tra il pubblico piuttosto di salire su un palco per commentare
SPORTIN
un libro che lo vedeva in parte protagonista. Una grande modestia,
la sua, che è un tratto distintivo di un calcio più umano dell’attuale
e che abbiamo ritrovato anche in Renato Cappellini, ala dell’Inter di
Herrera in una stagione sfortunata, il 66-67, che vide i neroazzurri
perdere in cinque giorni una finale di Coppa Campioni e un campionato già vinto. Ora vive a Soncino, in una bella villetta, e la sua stanza dei ricordi, con i suoi cimeli, fa venire i brividi. Al pari del sancta
sanctorum di “Cina” Bonizzoni, allenatore del Milan campione
d’Italia nel 1958-59, un vero filosofo del calcio (a cui il poeta e giornalista Alberto Figliolia ha dedicato un’intensa biografia: “Il futuro
di ieri”), che volentieri racconta della gentilezza di Liedholm, degli
scherzi di Altafini, di Moratti padre che incontratolo su un vagone
ristorante, gli offrì la cena cercando inutilmente di convincerlo a
passare all’Inter. Piccoli segreti, storie che fanno il Mito. Come
quelle di Fabio Cudicini, che con la pacatezza dell’uomo d’affari
(ora dirige un’azienda di moquettes) ti narra di quelle bottiglie di
birra e di quei bulloni che cadevano dagli spalti dell’Old Trafford
(ma gli inglesi non erano sportivi?) durante una semifinale di
Coppa Campioni tra Manchester United e Milan. Uno di questi lo
colpi, e il “Ragno Nero”, oggi impeccabile in giacca e cravatta, sorride riferendo di come Rocco gli fece dire dal medico sociale che
non aveva nulla, che tutto andava bene, quando invece lui era appena rinvenuto da uno svenimento…
Proprio Nereo Rocco è uno degli indiscussi protagonisti dei racconti
dei giocatori che l’hanno conosciuto. Uno di questi, Angelo Anquilletti, ci ha confermato il carattere burbero dell’allenatore triestino, il
quale, dopo averlo ingiustamente rimproverato, una sera lo invitò a
uscire con lui. Il difensore del Milan, in silenzio e con le mani in tasca, lo seguì qualche passo indietro fino ad un bar dove, però, non
volle entrare.Almeno finché il Paròn non lo invitò: ad attenderlo, sul
banco, c’erano due bicchieri di spumante. L’allenatore tracannò il
suo e poi se ne andò senza profferir parola, lasciando uno stupito
Anquilletti davanti al suo. Al rientro in ritiro, l’Angelo chiese a
Bergamasco, il “secondo” di Rocco, il motivo di tale, strano, comportamento, e lui gli spiegò che quella era il modo di farsi perdonare da
parte del grande Paròn.
Venendo a tempi più vicini, del Milan di Sacchi abbiamo conosciuto, tra gli altri, Pietro Paolo Virdis (che ha un negozio di vini in zona Paolo Sarpi) e Angelo Colombo, pedina fondamentale di quella
squadra che vinse tutto. Trasferitosi a giocare per un certo periodo in Australia, molto attento al sociale, il biondo mediano riferisce sempre con grande naturalezza episodi di quel periodo, sia su
quell’allenatore che “sentiva” (eccessivamente) il calcio sia su quegli olandesi a cui, secondo lui, vanno i meriti di quei successi, per
la loro classe e per quella mentalità che riuscirono a trasmettere
al gruppo.“Si andava sempre in campo per vincere”, dice Colombo,
e mentre ci parla ci viene in mente un suo gol al Napoli di
Maradona, un 4-1 che preannunciava quel sorpasso che regalò ai rossoneri lo scudetto 1988. Pensieri, ricordi, che
inevitabilmente ci portano a chiedere chi eravamo, cosa stavamo facendo, in quel momento della nostra
esistenza. Perché il calcio, per noi appassionati,
non è solo uno sport, ma soprattutto un calendario della nostra vita.
ONA
a cura di Roberto Braghiroli
Niguarda Calcio: due successi. E un piccolo (grande) rammarico
Con il direttore sportivo Gaetano Ciliberti tiriamo le somme di una stagione che per il Niguarda Calcio è stata davvero positiva. L’Under 21
e i Giovanissimi ’94 hanno vinto i rispettivi gironi, mentre gli Allievi ’92, a lungo in testa, hanno mancato di un soffio il successo.
l triplice fischio finale è arrivato. E
Ipionati
adesso, per quanto riguarda i camdi calcio, se ne riparlerà a settembre. A Niguarda è tempo di bilanci, che sono senz’altro positivi:
due vittorie (Under 21 e Giovanissimi ‘94), un secondo posto che suona
come una beffa (Allievi ‘92) e una serie di ottimi piazzamenti. Insomma,
c’è di che sorridere.
Per fare il punto della situazione e per
sapere qualcosa sulla stagione futura,
facciamo due chiacchiere con Gaetano
Ciliberti, direttore sportivo del Niguarda Calcio. Ciliberti prima di iniziare a parlare si sente in dovere di fare una precisazione: “Sono arrivato a
metà stagione e non ho alcun merito
nei successi ottenuti”.
Non avrà alcun merito, ma sicuramente è uno dei dirigenti più accreditati a parlare di questa stagione e dei
trionfi ottenuti. Iniziando dall’ultimo,
quello che visto protagonisti i Giovanissimi ‘94, che all’ultima giornata,
con un rocambolesco 3 a 2 ottenuto
sul campo del Circolo Giovanile Bresso, hanno ottenuto la vittoria nel proprio girone e ora si preparano a disputare la fase finale del campionato provinciale. “È stata una vittoria sofferta
- commenta Ciliberti -; la squadra è
sempre stata in testa, ha avuto qual-
che calo di tensione, ma poi è riuscita
a vincere sul filo di lana. Gli applausi
vanno a chi l’ha costruita, al mister
Walter Cerra e ai ragazzi”. Per una
vittoria ottenuta in extremis ce n’è
un’altra sfumata proprio all’ultima
giornata, qualche settimana prima:
gli Allievi ’92, infatti, perdendo in casa
con i cugini del Villa l’ultima partita
del campionato, si sono fatti superare
proprio dalla squadra bianconera al
vertice della classifica: “Sì, la vittoria
era a portata di mano - sostiene ancora Ciliberti -. Io non parlo mai degli
arbitri, ma quel giorno gli errori hanno pesato parecchio. Ci consoliamo
con la buona stagione degli Allievi ’93,
della Juniores, dei Giovanissimi ’95
che l’anno prossimo disputeranno il
campionato regionale e degli Esordienti ‘96, una squadra che l’anno
prossimo potrà dire la sua”.
A proposito dell’anno prossimo, possiamo già anticipare qualcosa? Il direttore sportivo non si sottrae alla domanda: “Sicuramente dovremo integrare con almeno un paio di uomini
d’esperienza la rosa dell’Under 21, che
l’anno prossimo disputerà il campionato di Seconda Categoria. E poi cercheremo di dare continuità a questa
stagione positiva”. Per adesso, si pensa ai tornei di fine stagione.
Calcio: al via i tornei di fine stagione
inita la regular season, come si usa dire oggi, si pensa alla post
F
season. Tradotto in italiano, finiti i campionati di calcio ufficiali, si pensa ai tornei di fine stagione. Per la nostra zona un appuntamento imperdibile. Anzi, due appuntamenti: il torneo Amleto
Farina, che si disputa all’omonimo campo di via Cesari, e il torneo
Enrico Cucchi, al centro sportivo di Via Arezzo. Il torneo Farina,
giunto ormai alla ventinovesima edizione, è partito lunedì 4 maggio e si svolgerà nelle sere di lunedì, martedì, giovedì e venerdì, e
le partite saranno dalle ore 19.15 alle ore 21.15. Le categorie coinvolte saranno Esordienti ‘98, Pulcini ‘99, Pulcini 2000, Piccoli amici 2001 e 2002. Più recente, invece, il torneo Cucchi (nona edizione): fischio d’inizio martedì 5 maggio, con incontri previsti tre giorni a settimana, martedì mercoledì, sabato; quattro partite ogni sera, la prima alle 18.30, l’ultima alle 21.30. Le categorie sono
Giovanissimi 95, Esordienti 96 e Esordienti 97. Per entrambi i
tornei, le finali sono previste per il 30-31 maggio.
Basket: torneo Cucchi il 6 e 7 giugno
li appassionati di basket della zona devono segnarsi
G
due date in agenda: sabato 6 e domenica 7 giugno. In
quel weekend, sul parquet del liceo scientifico Bertrand
Russell, in via Gatti, si svolgerà la diciassettesima edizione
del Memorial Emanuela Cucchi, manifestazione cestistica
organizzata dall’Azzurri Niguardese Basket per ricordare
una giovane atleta scomparsa prematuramente.
Il torneo Cucchi di basket è riservato alla Categorie Under
15 Femminile. Nello stesso fine settimana, in concomitanza col torneo e nello stesso impianto sportivo, si svolgeranno le finali del campionato Pgs Under 15 femminile e
Under 15 e Propaganda maschili.
COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA
ONA NOVE 23
ONA NOEUV
Cont el coo in di nivôl
L’angolo di Don Giuseppe
La colonna poetica
a cura di Augusto Cominazzini
a cura di Don Giuseppe Buraglio
a cura dei lettori
Sulla cattedra di Pietro
Il sonettista
I cai sul fir ôn
Tanti ann fa la campagna la vegniva lavorada
tutt’a man dal contadin, ona dura fadigada
che la dava al miser, ingiustamént, pòcca soddisfaziôn:
paga de famm, tanto laôrà e sudôr a profusiôn.
Da stèlla a stèlla l’éra ‘l normal ôrari de tutt’i di
e, dopo tanto sgobbà, a San Martin rivava el benservii,
perché d’ inverno lu l’éra d’infèsc, el costava tròpp,
mèi liberass, ‘na bònna vòlta,de stò inutil intòpp.
L’éra fortunaa se, con la soa famiglia, el podéva restà
in casinna per l’intéra invernda,ma sénza paga e sperà
in de l’aiut de la provvidenza per podè riavè el so laôrà,
altrimenti, per l’egoismo esôs del padron, el dovéva traslocà.
Durant la stagiôn, per fa ‘l mestee, di arnes el gh’avéva de doprà:
la scòrba per la seménza de spantegà in di solch araa,
la ranza, per segà pass per pass e quand batt el sò, el fen,
el forcôn per girall in di andann e fall seccà ben ben.
La gèrla che, quand l’è stracolma, la ven svoiada sul fenil,
el sedazz per spartì la crusca da la farina bianca e sottil,
el segurin ch’el s’cèppa in duu el cèpp tròpp gròss,
el seghèzz per rasà la biada ò rangià i scés lôngh el fòss.
Ma la fadiga véra la faséva con la vanga ò ‘l badii,
tant che quand l’éra veramént stacch,quasi sfinii,
el se rincôrava con la personal e magra consolaziôn
che a laôrà la tèrra a man, vègnen i cai anca in sul firôn
Tanta fadiga che incoeu, finalmént, el contadin el fa pu.
Quasi tutt l’è meccanizzaa e anca organizzaa, perdepu:
basta schiscià on bottôn e la macchina la se mètt a girà
e gh’è pu bisògn di bèsti per arà, sarchià, concimà, somenà.
Gh’èmm tecnologia, ricerca, evoluziôn rapida del progrèss,
chimica e genetica a l’avanguardia ma dopraa fin a l’eccèss,
cont el risultaa che insetticida e concim artificial
hann offes gravemént la natura, in manéra quasi brutal.
L’omm, con la soa fregola smaniôsa d’avè pussee profitt,
l’è responsabil de tanti manifestaziôn innatural e del delitt,
dovuu a scèrnit sbagliaa, ch’el causa l’estinziôn irregolar
de insètt e animal, come l’intensa moria de l’av in di alvear.
Gh’èmm de stà attent, perché se l’av la dovèss per sémper sparì,
se presum che anca l’omm, in del gir de quattr’ann, el po’ morì.
C’
è stato un tempo nella Chiesa in cui le nobili famiglie romane si facevano letteralmente la guerra
pur di vedere un proprio figlio diventare papa! Oggi, sedere sulla cattedra di Pietro, è un peso che è follia desiderare. Molti papi, al momento della propria elezione,
hanno pianto a dirotto al pensiero di ciò che li aspettava; fu soltanto il desiderio di non sottrarsi alla volontà di
Dio che li ha spinti ad accettare il più alto ministero ecclesiale. Del resto, il papa è un uomo, ogni papa è un uomo, scelto dallo Spirito per guidare la Chiesa nel nome
del suo Fondatore. E, anche da papa, rimane un uomo,
con la sua indole, i suoi pregi e i suoi difetti, caratterizzato fortemente dalla sua personale estrazione culturale, sociale, ecclesiale. E il Signore si serve di questo uomo
per rendersi presente come il Buon Pastore che ha cura
del suo gregge sparso in tutto il mondo.
Dopo aver vissuto per quasi 27 anni guidati da papa
Giovanni Paolo II, uomo amante delle folle, personaggio mediatico, dalla grande capacità di farsi amare
anche da chi non riconosceva in lui la presenza di
Cristo, uomo anche di forte spiritualità e preghiera,
siamo ora, da quattro anni, illuminati dal ministero
pastorale di Benedetto XVI, un papa che vive la continuità con il suo predecessore ma che non gli assomiglia affatto (non per nulla porta un nome diverso):
schivo, fatica a concedersi alle folle, rivela fortemente
il suo passato di teologo, dà ad intendere con chiarezza, in ogni gesto, che questa diversità esiste, e che non
è comunque strano che un papa non assomigli ad un
altro. E c’è comunque una gran differenza tra l’iniziare a fare il papa a 58 anni, ancora nel pieno vigore
della forza fisica, piuttosto che a 78, quando si era già
pensato e fortemente desiderato di chiudere il proprio
servizio di cardinale curiale per ritornare nella propria patria nativa a finire gli ultimi anni fra i tanto
amati libri di teologia! Eppure, nonostante tutto questo, Benedetto XVI sta dimostrando di saper lasciare
spazio allo Spirito per essere così come il Signore desidera che sia: sta guidando la Chiesa, e lo fa – credo
– egregiamente, pur senza essere esente da imprecisioni e incomprensioni, elementi immancabili in un
ministero di questo livello.
(continua al prossimo numero)
odiaco di
ona
a cura di Anna Maria Indino
L’oroscopo di maggio 2009
ARIETE 21.3 – 20.4
Potrebbero verificarsi mutamenti a getto continuo al lavoro, facendovi sentire un po’ sballottati e destabilizzati. Comunque nulla di
grave, alla tempesta seguiranno la pace e la calma. In amore un bel tira e molla, entrambi volete avere l’ultima parola.
TORO 21.4 – 21.5
Sottili insinuazioni da parte di colleghi insolenti non potranno che mandarvi su tutte le furie e farvi giustamente reagire energicamente. Un erotismo fantasioso renderà giocoso ed emozionante il rapporto che vi farà sentire vivi.
GEMELLI 22.5 – 21.6
Le stelle paiono unirsi per guidarvi verso la felicità affettiva, molti faranno nuovi incontri azzeccati, altri consolideranno unioni esistenti. Espansione anche in campo professionale, alcune vostre proposte verranno apprezzate da molti e accettate.
CANCRO 22.6 – 22.7
Forse vi verrà una gran voglia di novità, che grazie a eventi fortuiti potrete realizzare facilmente. Vi sentirete impegnati in attività che vi interessano e vi stimolano, le responsabilità non vi faranno paura. Avrete confronti interessanti con
persone molto in gamba.
LEONE 23.7 – 22.8
I vostri più seri intenti troveranno un buon terreno dove attecchire e crescere in modo prosperoso, sia in amore sia al lavoro vi sentirete più saldi e sicuri. In una faccenda di soldi le vostre previsioni si avvereranno, fatele fruttare profuicamente.
VERGINE 23.8 – 22.9
Facile ricadere negli stessi errori in amore o rinfacciarsi fatti del passato, ma quando ci si rende conto di non costruire
nulla è meglio darsi una scrollata e cambiare idee e stile di vita. Soddisfazioni da parte di persone care che vi dimostreranno tutta la loro stima.
BILANCIA 23.9 – 22.10
Tenderete a farvi incantare dalle moine di una persona fisicamente molto attraente ma anche piuttosto incostante e svolazzante. Se noterete atteggiamenti di orgoglio e prepotenza al lavoro, non pensate di dover sottostare, anzi sarete apprezzati se direte la vostra.
SCORPIONE 23.10 – 21.11
La dolcezza con la quale affronterete le faccende d’amore vi aprirà la strada alla serenità e alla reciproca comprensione. In famiglia occorre avere un pugno più forte e ribellarsi a certe pressioni. Nuovi interessi vi occuperanno piacevolmente.
SAGITTARIO 22.11 – 21.12
Il pensiero e il rimpianto del passato potrebbero inutilmente torturarvi, in realtà, attualmente intorno a voi, ci sono belle possibilità di esprimervi e di ricevere affetto. Piccole seccature di ordine economico saranno superate al meglio.
CAPRICORNO 22.12 – 21.1
Chi studia potrà essere soddisfatto di se stesso, i risultati parleranno da sé. In casa il metodo che va per la maggiore pare essere quello dello struzzo, non vi resta che adeguarvi, per il momento. Una persona, amica di un vostro amico, susciterà il vostro interesse sessuale.
ACQUARIO 22.1 – 19.2
Se vi metterete in posizione eccessivamente polemica non otterrete proprio nulla di buono. Nel rapporto a due vi
sentirete finalmente compresi e gratificati sotto vari punti di vista. Il velo d’influenza che potrebbe avvertirsi in famiglia crollerà come d’incanto.
PESCI 20.2 – 20.3
Una faccenda di gelosia e invidie sarà da prendere con filosofia, senza complicare le circostanze. Piuttosto di impegnarvi in cose più
grandi di voi, prendete tempo per pensare e consigliatevi con un esperto in materia, anche il parere del partner sarà importante.
ONA NOVE 24
Gabriele Girardi
Non senza motivata presunzione
mi dichiaro poeta del sonetto:
rapida e pura vien l’esecuzione
dei versi scritti giù, quasi di getto.
Or la cosa di tutte più importante
sta nel ben posseder l’idea centrale,
così ch’emerga lì, proprio all’istante,
quel ch'è zavorra e quel che invece vale.
Certo s’intende nota la struttura
col giusto ritmo dato dagli accenti
e le rime intrecciate con gran cura;
ma, al di là dei vari accorgimenti,
ciò che rivela intera la bravura
è l’inserire i propri sentimenti.
Il Belga
Gabriele Girardi
Un giorno all’ombrellone sulla spiaggia
capitò una scenetta singolare;
conversava mia moglie, molto saggia,
con una italo-belga giunta al mare.
Pensando a me che sono suo marito
sosteneva che l’uomo assai sovente
si distrae, mentre l’altra ch’era un mito
il suo sposo preciso e diligente.
Anche questi lì all’ombra giunse a un tratto;
ma quando la maglietta e il cappellino
vi depose, sfilò pure di scatto
il costume ed insieme il calzoncino;
novello Adamo si trovò di fatto
mostrando, suo malgrado, il baldacchino.
Accadde a Milano
a cura di Lella Ricordi
Le date di maggio
• 3 maggio 1934: Inaugurata la Cozzi In viale Tunisia 35
viene inaugurata la Cozzi, prima piscina coperta d’Italia. È
intitolata a Roberto Cozzi, un martinitt caduto in guerra nel
1918, medaglia d’oro. L’avveniristico progetto è di Luigi
Secchi: la piscina “coperta” nel periodo estivo poteva divenire
“Scoperta” e rappresentava all’epoca il più grande impianto
per il nuoto di tutta l’Europa. Le vasche sono due: la più grande, per nuotatori esperti e per le competizioni, ha una lunghezza di 33,33 metri e una larghezza di 20,50.All’epoca queste costituivano le misure “olimpiche” e consentivano quindi
gare di livello internazionale. La vasca più piccola misura 20
metri per 10 ed ha una profondità che varia tra i 50 centimetri e 1 metro e 30 centimetri.
• 10 maggio 2006: Giorgio Napolitano presidente della Repubblica Esponente dei Democratici di Sinistra, è eletto con i voti dei partiti del centrosinistra. È il primo presidente ex comunista.
• 12 maggio 2004: Monza è provincia Il Parlamento approva l’istituzione della nuova provincia di Monza che comprende 53 comuni a nord di Milano. La provincia inizierà a
funzionare dalla fine dell’anno con un Commissario e nel
2009 potrà eleggere i propri rappresentanti.
• 13 maggio 1909: Parte da piazzale Loreto il primo
Giro d’Italia Il primo Giro d’Italia parte alle 2 e 53 del mattino. Otto le tappe, per un totale di 2448 chilometri. Dei 127
concorrenti, solo 49 giungeranno al traguardo. Le notizie della corsa pervengono a Milano attraverso dispacci telegrafici.
Luigi Ganna, primo vincitore del Giro, guadagna 5.325 lire,
l’ultimo classificato 300 lire.
• 28 maggio 1974: Strage di Piazza della Loggia a
Brescia La mattina del 28 maggio 1974 una bomba esplode sotto i portici di piazza della Loggia a Brescia, mentre è
in corso una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato rivendicato da
Ordine Nero, provoca otto morti e più di novanta feriti.
L’ordigno era stato posto in un cestino portarifiuti e fatto
esplodere con un congegno elettronico a distanza. Una strage come tante, senza colpevoli.
• 27 maggio 1999: restaurato il Cenacolo di Leonardo
Dopo un lavoro durato 21 anni, la restauratrice Pinin
Brambilla restituisce a Milano il Cenacolo leonardesco.
Dipinto di Leonardo da Vinci eseguito per il suo patrono, il
duca di Milano Lodovico Sforza, rappresenta la scena dell’ultima cena di Gesù. L’opera si trova nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. Leonardo iniziò a lavorarvi
nel 1495 e la completò nel 1498, ma la particolare tecnica utilizzata ne determinò il quasi immediato deterioramento.
• 30 maggio 1994: Inaugurato lo Ieo Viene inaugurato a
Milano l’Istituto Oncologico Europeo, il maggiore istituto italiano per la ricerca e la cura del cancro. Creato con sovvenzioni private, è diretto da Umberto Veronesi.
• 30 maggio 2004: Muore a Milano lo scultore Luciano
Minguzzi Nato a Bologna il 24 maggio 1911, partecipa giovanissimo alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di
Venezia e alla Biennale di San Paolo del Brasile ricevendo in
tutte e tre le esposizioni il premio per la scultura. È autore
della quinta porta del Duomo di Milano e della “Porta del
Bene e del Male” della Basilica di S. Pietro a Roma. È stato
insegnante di scultura all’Accademia di Brera a Milano e
all’Accademia di Salisburgo.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
FILO
DIRETTO CON…/1
PIRELLONE
MASS MEDIA
Casa: la Regione
non mantiene gli impegni
Notizie (ignorate) su mafia e terremoto
Franco Mirabelli (consigliere regionale del Pd)
e Regioni hanno la competenza sulla casa,
L
decidono come regolare l’accesso all’edilizia
residenziale pubblica, determinano i canoni,
decidono le politiche e, insieme allo Stato, finanziano il settore. In queste settimane il
Presidente Roberto Formigoni ha, sull’onda
dell’interesse suscitato dal cosiddetto Piano
Casa del Governo, esternato più volte sul tema, presentando la Lombardia come una
Regione che sta investendo molto sulla casa.
La realtà è diversa: nel piano per l’edilizia residenziale pubblica per il 2009, non solo non ci
sono più investimenti ma si riducono gli stanziamenti e non si mantengono gli impegni che
erano stati assunti.
Intanto va ricordato che il piano per l’edilizia
pubblica è triennale e che per il triennio 20072009 è prevista una spesa di 644 milioni di euro che sono più di quelli previsti inizialmente,
grazie a nuovi stanziamenti statali, ma sono
molti meno del miliardo e 300 milioni che, grazie al governo di centrosinistra, era stato stanziato nel triennio precedente. Ma se guardiamo agli aiuti concreti alle famiglie in difficoltà,
che con la crisi sono sempre di più, la situazione è ancora più grave. Formigoni si era impegnato a raddoppiare il fondo sostegno affitti
per il 2009 prendendo atto che già a gennaio le
richieste sono aumentate di oltre 5mila unità
e, probabilmente, a giugno aumenteranno ancora. La realtà è diversa: il fondo sostegno affitti è passato dai 67 milioni del 2007, ai 66milioni del 2008 e, fatto gravissimo vista la situazione attuale, a 51 milioni per il 2009, 16 milioni
in meno per contribuire ad aiutare un numero
di famiglie che è aumentato. Insomma la nostra Regione non solo non è vero che sta investendo per la casa ma, anzi, sta riducendo i
contributi per l’affitto. Anche facendo scelte incomprensibili come quella di continuare ad alimentare un fondo per l’acquisto della prima casa che non viene utilizzato e che, visto che non
ci sono richieste,potrebbe essere ridimensionato a favore del fondo sostegno affitti.
C’è poi il capitolo che riguarda le case popolari.
Qui l’unico dato certo è l’aumento dei canoni
agli inquilini (mediamente del 40 per cento).
Per il resto, ovvero manutenzioni, nuove costruzioni, bonifiche dall’amianto, si parla solo
di cifre ipotetiche che dovrebbero arrivare dal
governo (i 550 milioni stanziati dal centrosinistra per il piano casa, che da un anno non vengono spesi e, a parole, vengono continuamente
citati proponendone gli usi più diversi) o dai
proventi delle vendite che non si sa quando arriveranno ed a quanto ammonteranno.
Insomma le cifre dicono che la Regione
Lombardia non spende per aiutare le famiglie
in difficoltà a pagare l’affitto, per migliorare la
condizione di chi vive nelle case popolari, per
costruire nuove case, ma in compenso aumenta gli affitti e non blocca neppure gli adeguamenti Istat. Così come il governo nazionale toglie l’Ici anche a chi non ne avrebbe bisogno ma
poi non ha soldi per aiutare chi è in difficoltà,
anche la Regione si muove su una linea per cui
chi è in difficoltà lo sarà sempre di più e chi sta
meglio lo starà sempre di più, in cui invece di
realizzare più opportunità per chi non ne ha si
aumentano le disuguaglianze.
La rimozione dell’amianto Nei giorni scorsi abbiamo presentato la proposta di legge per
la rimozione dell’amianto nei quartieri di proprietà pubblica. La legge prevede la creazione
di un fondo per finanziare le opere e obbliga le
proprietà a censire le situazioni di presenza
dell’eternit e, sotto il controllo di Arpa e Asl,
presentare un piano per la messa in sicurezza
di quegli edifici. Nella nostra zona il problema
interessa il complesso di via Val di Bondo, in
Comasina, per cui l’Aler ha già programmato
un intervento, e, certamente gli alloggi comunali di via Monte Rotondo, per il resto è possibile la presenza di amianto in altri edifici comunali ma la grave inadempienza del Comune di Milano che non ha mai realizzato un
censimento serio della situazione non consente di avere un quadro preciso. Se la legge che abbiamo proposto sarà approvata,
nei Comuni inadempienti, di fronte all’obbligo del censimento, verrà nominato un
commissario per garantire che le norme
siano rispettate e la salute venga tutelata.
www.francomirabelli.it
Luigi Luce
ontinuiamo nella nostra denuncia della manC
canza d’informazione o, peggio, della manipolazione delle notizie da parte dei mass media.
• Il terremoto non fa più notizia Del terremoto in Abruzzo al’inizio ci hanno detto tutto il possibile. Berlusconi Grande Fratello distribuisce dentiere, abbraccia vecchiette e ragazzine, invita gli sfollati nelle sue ville
(quando e come?), offre alberghi al mare ai
bambini (paga lo Stato), promesse a tutti di
case ricostruite subito… Un mese dopo, i fatti
di cui nessuno parla. Ci sono 50 “dispersi” che
si aggiungono ai 297 morti: passati sotto silenzio forse perché sono extracomunitari. Si
scopre che l’appaltatore dell’ospedale de
L’Aquila è la Impregilo, ditta cui è stato affidato (!) anche l’appalto del Ponte di Messina,
ma tutti zitti. Dopo un mese arriva il decreto
per la ricostruzione. I media lo annunciano
ma non ci dicono che cosa contiene. La ricostruzione sarà lenta: ci vorranno 23 anni, ammettono ordinando ai media di non dirlo. E
sarà solo in parte finanziata: promessi in tv 8
miliardi, stanziati a Palazzo Chigi 5,8, effettivamente disponibili 1,15. Per fare un paragone: nel caso del terremoto in Umbria nel ‘97,
con Prodi al governo, la ricostruzione fu finanziata al 100 %, gli enti locali ne controllarono
l’esecuzione, le imprese locali la gestirono. Nel
decreto Berlusconi niente di tutto questo. Per
le case distrutte sulla carta (e in tv) prevede
150mila euro, ma in realtà solo 50mila come
contributo effettivo. Il resto è aleatorio e solo
per chi ha risparmi propri: 50mila come futuro credito d’imposta, 50mila attraverso mutuo
agevolato. Nessuno ha detto che Bertolaso,
dopo la presentazione delle intenzioni del governo, è stato fischiato dai terremotati. Molti
giornalisti non vogliono mica fare la fine di
Santoro e poi sono impegnati - lo avete visto
tutti - a svegliare la gente che dorme in macchina per domandargli come stanno passando
la notte. E intanto durante la sua solita gita
in Abruzzo, incontrando la signora Lia Beltrami, assessore trentino alle pari opportunità, le ha chiesto tutto un sorriso: “Posso palparla un po?”. Una “carineria” stavolta non
raccolta dai media.
• L’immondizia e la mafia Ricordate il
battage radiotelevisivo sull’immondizia di
Napoli pur di dare addosso agli amministratori campani? Uno si aspetterebbe lo stesso
indignato trattamento informativo ancora
oggi. E invece no. Che cosa sta succedendo
infatti sul fronte dei rifiuti nel più totale silenzio dei media? Secondo Legambiente la
mafia gestisce in modo incontrollato l’industria dei rifiuti nocivi in tutta Italia. Nel solo 2008 ha controllato una montagna di scorie industriali nocive grande come l’Etna
(31mila metri cubi) in Campania, Calabria,
Sicilia, Puglia, Lazio, ma anche Lombardia e
Piemonte. Un cratere tossico, secondo il procuratore antimafia Pietro Grosso, è stato per
esempio scoperto nel milanese: 178mila metri cubi di rifiuti industriali sistemati dalla
‘ndrangheta su 6,5 ettari di terreno.
• Il piano casa degli abusivisti Ricordate
l’annunciato e mai messo in pratica “piano
casa”? Ora invece nessuno parla di quanto
segue. La mafia sta gestendo anche l’abusivismo edilizio. Esempi. La procura di Tivoli,
alle porte di Roma, denuncia: “Il territorio è
gestito in modo criminale”. A Ischia, la perla
del Tirreno, gli abusivi hanno trovato un alleato persino nel vescovo che ha invitato la
procura e evitare “il legalismo esasperato”. A
Crotone le scorie tossiche industriali, tra cui
le polveri delle acciaierie di Taranto, sempre
secondo la procura sarebbero state usate come fondi stradali e per realizzare l’aereoporto di Reggio Calabria, l’acquedotto locale e i
cortili di tre scuole! Queste notizie sono state ottenute grazie alle intercettazioni telefoniche. Forse è per questo che le si vuole eliminare come strumento di indagine.
ODONTOIATRIA
Per ridurre i costi delle cure dentali
Nunzio M. Tagliavia (medico chirurgo dentista)
IGIENE
Pulci, zecche, zanzare, addio!
Valentina Gentile
e pulci sono piccoli parassiti in grado di vivere in un ambiente caldo umido ad una
L
temperatura tra 18 e 30 gradi. Le zecche invece appartengono alla famiglia dell’aracnide a 8
zampe e amano vivere in ambienti molto più
caldi come i mesi di luglio e agosto (come del resto anche zanzare e flebotomi chiamati più comunemente pappataci). Ma ora, con le temperature miti degli ultimi anni e con gli ambienti interni riscaldati è probabile trovare questi
ospiti indesiderati nell’arco di tutto l’anno.
Entrambi si alimentano del sangue del cane, le
femmine delle pulci possono produrre fino a 50
uova, mentre la zecca anche di più! Non sempre sono cani e gatti ad esserne portatori, ma
potrebbe anche essere che noi li portiamo ai
nostri piccoli animali (specialmente se passiamo in ambienti non proprio puliti). È consigliabile quindi non abbassare mai la guardia e
mantenere pulite tutte le zone dove potrebbero insidiarsi, come divani, tappeti, tende ecc..
Le tradizionali pulizie di primavera sono fondamentali per arieggiare la casa dalle troppo
spesso rintanate invernali. L’aspirapolvere o
le apparecchiature a vapore sono elettrodomestici molto più veloci e sicuri, inoltre lavare spesso cuscini, cappottini e i giochi di pezza in lavatrice con il massimo che consente la
casa produttrice, mette sulla buona strada
per avere sotto controllo il problema. Ogni
singolo parassita se non eliminato può diventare un problema soprattutto per le malattie
che possono trasmettere. La pulce infatti, oltre a nutrirsi del sangue, è in grado di trasmettere al cane i vermi intestinali, tipo le tenie o i vermi piatti, due patologie che comunque possono essere facilmente eliminate con
una cura indicata dal veterinario.
Malattie più pericolose per il cane sono quelle
trasmesse dalle zecche, dalle zanzare e dai flebotomi. Le zecche, al contrario delle pulci, preferiscono vivere solo in ambienti caldi e prolificano in quelli con elevata umidità. Chi infatti
possiede un giardino può prevenirne l’infesta-
zione tagliando l’erba regolarmente potando le
aiuole e le siepi e eliminando le foglie secche.
Alcune malattie trasmissibili dalla zecca sono
il morbo di Lyme, l’erlichiosi o la babesiosi. La
zanzara invece può trasmettere una malattia
chiamata filaria che se non presa in tempo può
essere letale. Ogni anno questa patologia si
previene facendo una piccola vaccinazione o
dando mensilmente una pastiglia per via orale sotto prescrizione di un medico veterinario.
Infine,i flebotomi (o pappataci) sono piccoli moscerini che inizialmente si concentravano in alcune regioni come la Sardegna e le coste, ma
che era possiamo trovare un po’ dappertutto.
Solo le femmine di flebotomo possono indirettamente trasmettere il parassita che provoca
una malattia chiamata Leishmaniosi, vale a
dire fungono da veicolo di contagio dopo aver
punto un animale malato. La cura per combattere questa malattia è davvero complessa e
non sempre va a buon fine. Non per questo
però dobbiamo abbandonare o rinunciare ad
un peloso in casa, di rimedi ce ne sono tanti
per debellare questi piccoli e fastidiosi animaletti microscopici ed una buona prevenzione rende le cose molto più facili. Per proteggere i nostri amici a quattro zampe, infatti, ci sono in commercio molti prodotti antiparassitari: dai collari, agli spray alle fialette.
Attenzione, però, gli antiparassitari non sono
tutti uguali e molte aziende distinguono bene quelli per i gatti, cani e altri animali: la
permetrina, sostanza usata in alcuni antiparassitari, infatti è fortemente tossica per i
gatti e quindi alcuni prodotti preparati per i
cani non devono essere utilizzati assolutamente sui felini, anzi, chi ha cani e gatti a casa è preferibile che per i primi due giorni i
due amici non si incontrino! Quindi la compagnia di un amico a quattro zampe può essere protetta tenendo costantemente la casa
pulita e usando un buon antiparassitario.
Certamente pulci, zecche e le varie malattie
non sono una scusa per abbandonarlo.
una buona percentuale di casi, le terapie neIdincessarie
possono avvalersi di una metodologia
trattamento definibile “passo dopo passo”.
Questo metodo è applicabile solo dopo un’accurata valutazione dello stato orale, e per venire incontro alle esigenze economiche di quei pazienti
con una limitata disponibilità finanziaria.
Schematicamente, si possono identificare due
metodologie per organizzare un programma di
cure dentali con relativi preventivi: il primo metodo prevede il trattamento di tutte le cure necessarie, senza identificare una scala di priorità e di urgenza; questo metodo è tipico dei grandi centri di
cura dentale con caratteristiche aziendali, e del
turismo odontoiatrico. Questo approccio non è,
dal punto di vista medico-odontoiatrico, scorretto
ma presenta l’evidente svantaggio di produrre,
mediamente, preventivi che superano i 4-5000 €
che, con buona approssimazione, la pratica clinica dimostra essere il limite critico di accettazione
attuale, da parte dei pazienti odontoiatrici. Per
superare questo limite si potrebbe ricorrere al finanziamento, ma un reale low cost etico dentale
non dovrebbe considerarla come modalità fondamentale per il pagamento delle prestazioni; per
obblighi contrattuali con una finanziaria ai quali
il paziente deve sottostare che,in caso di contestazione, lasciano sempre attivo un impegno di rimborso, anche in caso di ragione del paziente.
Contestazione che, ovviamente, ci si augura di
non avere mai. Il secondo metodo si basa su un
principio che imita, in piccola scala, l’organizzazione dei soccorsi nelle grandi calamità, che ten-
de a identificare una scala di priorità d’interventi
e cioè,immaginando la bocca e i denti alla stregua
di uno scenario dove debbano operare le unità di
soccorso. Questo metodo permette di determinare diversi piani di cure a urgenza decrescente, con
il risultato di ridurre sensibilmente il costo dei
singoli preventivi con il vantaggio, per il paziente,
di ridurre l’impegno economico per ogni ciclo di
trattamento. Una volta conclusa una fase di cura
il paziente, chiaramente informato sulla filosofia
di questo metodo terapeutico,può decidere di passare al successivo passo di priorità terapeutica.
Compito del dentista è spiegare esaudientemente i margini temporali entro i quali debba essere
svolta la successiva fase terapeutica, affinché il
quadro generale dello stato orale non si comprometta ulteriormente e la progressione per passi
sia tendente verso il miglioramento. Per questo
motivo questo secondo metodo è definito, passo
dopo passo. Per esempio, un preventivo di cure di
5000 €, svolto in tre mesi, presentato con il primo
metodo ha un tasso di non accettazione o di interruzione intorno al 60-65%. Mentre lo stesso preventivo, organizzato “passo dopo passo” in un arco di 6-8 mesi, in questo modo: 2000 € + 2000 €
+ 1000 €, ha una percentuale di accettazione e di
conclusione vicina al 90%. L’ulteriore vantaggio
economico di questo metodo è quello di poter evitare contratti impegnativi con entità esterne come le finanziarie, modalità utilizzata dai grandi
centri di cura, per lo più privati ed esteri, per superare l’ostacolo dell’accettazione del preventivo
da parte del paziente.
Dott. Nunzio M. Tagliavia, medico chirurgo dentista
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ONA NOVE 25
FILO
DIRETTO CON…/2
TASSE & AGEVOLAZIONI
PARERI LEGALI
Unico ‘09: nuove modalità di consegna
Obblighi dei figli verso i genitori
Lorenzo Gomiero
Dimitri Barbera
nche quest’anno i contribuenti fiscali che poA
tendo fare il modello 730 sceglieranno il modello Unico dovranno trasmettere la propria dichiarazione dei redditi per via telematica.
Le scadenze non cambiano. Dal 2 maggio, e
fino al 30 giugno i contribuenti che alla data
di consegna della dichiarazione non svolgono
una attività di lavoro dipendente o parasubordinato potranno presentare il modello gli
uffici postali. Per tutti gli altri contribuenti
vi è l’obbligo della trasmissione telematica e
la scadenza è fissata per il 30/09.
Rimangono invariati i termini per il pagamento al 16/6 unitamente all’acconto Ici e
con maggiorazione del 0,40% al 16/7:
• per solo reddito di lavoro dipendente o di
pensione corrisposto da un unico sostituto
d’imposta obbligato ad effettuare le ritenute d’acconto;
• solo redditi di lavoro dipendente corrisposti da più soggetti, se avete chiesto all’ultimo datore di lavoro di tenere conto dei redditi erogati durante i rapporti precedenti e
quest’ultimo ha effettuato conseguentemente il conguaglio;
Contribuenti esonerati dalla presentazione:
• reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze, non superiore a euro 8.000 nel quale concorre un
reddito di lavoro dipendente o assimilato per
un periodo non inferiore a 365 giorni e non
sono state operate ritenute;
• reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze, non superiore a euro 7.500,00 nel quale concorre
un reddito di pensione per un periodo non
inferiore a 365 giorni e non sono state operate ritenute;
• reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze, non superiore a euro 7.750,00, nel quale concorre
un reddito di pensione per un periodo non inferiore a 365 giorni e il soggetto ha un’età
pari o superiore a 75 anni e non sono state
operate ritenute;
• reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze, non superiore a euro 4.800,00 nel quale concorre
uno dei redditi assimilati a quelli di lavoro
dipendente per i quali la detrazione prevista
non è rapportata al periodo di lavoro (es.
compensi percepiti per l’attività libero professionale intramuraria del personale dipendente dal Servizio sanitario nazionale) e/o
redditi derivanti da attività commerciali non
esercitate abitualmente, redditi derivanti da
attività di lavoro autonomo non esercitate
abitualmente;
• solo redditi di lavoro dipendente (corrisposti da più soggetti, ma certificati dall’ultimo
sostituto d’imposta che ha effettuato il conguaglio) e reddito dei fabbricati, derivante
esclusivamente dal possesso dell’abitazione
principale e di sue eventuali pertinenze (box,
cantina, ecc.);
• redditi da pensione per un ammontare
complessivo non superiore a euro 7.500,00,
goduti per l’intero anno, ed eventualmente
anche redditi di terreni per un importo non
superiore ad euro 185,92 e dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e relative pertinenze;
• solo reddito dei fabbricati, derivante esclusivamente dal possesso dell’abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (come
box, cantina, ecc.);
• solo redditi esenti (ad esempio rendite
erogate dall’Inail esclusivamente per invalidità permanente o per morte, talune borse
di studio, pensioni di guerra, pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di
leva, pensioni, indennità, comprese le indennità di accompagnamento e assegni erogati dal Ministero dell’Interno ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi civili, sussidi
a favore degli hanseniani, pensioni sociali,
compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche per un importo complessivamente non superiore a euro 7.500,00): per
ulteriori informazioni vedere in appendice,
la voce “Redditi esenti e rendite che non costituiscono reddito”;
• solo redditi soggetti a ritenuta alla fonte a
titolo di imposta (ad es. redditi derivanti da
attività sportive dilettantistiche per un importo fino a euro 28.158,28; interessi sui conti correnti bancari o postali);
• solo redditi soggetti ad imposta sostitutiva
(ad es. interessi sui Bot o sugli altri titoli del
debito pubblico).
Se non siete obbligati a tenere scritture
contabili, siete in ogni caso esonerati dalla
dichiarazione se in relazione al reddito
complessivo, al netto della deduzione per
abitazione principale e relative pertinenze,
avete un’imposta lorda che, diminuita delle
detrazioni per carichi di famiglia, delle detrazioni per lavoro dipendente e/o pensione
e/o altri redditi e delle ritenute, non supera
euro 10,33.
Sportello operativo Caf - Tutela fiscale del contribuente Srl, Milano, V.le Rodi 85.
Rag. Lorenzo Gomiero Commercialista - È possibile prenotare l’appuntamento per la compilazione di documenti fiscali. Aperto il sabato mattina. Telefono 02 66103405 - fax 02 66116682, [email protected]
INVESTIMENTI FINANZIARI
Crisi: quanto durerà?
Ciro di Giorgio
andamento delle borse nei primi mesi del
L’
2009 è caratterizzato da oscillazioni decisamente violente in un breve lasso di tempo: dall’inizio di gennaio ai primi di marzo abbiamo assistito a una caduta delle quotazioni che sembrava irreversibile, poi seguita da un vigoroso rimbalzo che ha riportato i principali indici agli stessi livelli di inizio anno. Tutto bene allora?
Probabilmente no, vista l’incertezza su modi e
tempi dell’agognata ripresa dell’economia globale.
La caduta ed il rimbalzo dei prezzi delle azioni a
cui abbiamo assistito meritano comunque qualche domanda e qualche breve riflessione.
Perché i mercati azionari sono saliti molto negli
ultimi 2 mesi, in un contesto economico tuttora
negativo? Secondo molti osservatori l’atteggiamento generale tende un po’ di più all’ottimismo,
anche se questo non vuol dire assolutamente che
la crisi sia superata.
Non dimentichiamo che la precedente caduta
vorticosa delle quotazioni rifletteva non soltanto
la difficile situazione economica ma anche il crollo della fiducia da parte degli operatori di mercato e, di conseguenza, dei singoli risparmiatori.
Come spesso accade, quindi, i prezzi riflettono
non solo il valore delle aziende, ma anche le
aspettative future; quante volte si sente dire che
le borse “anticipano” l’andamento dell’economia
reale? È tuttavia assai arduo fare previsioni attendibili sul futuro dell’economia (non c’è identità
di vedute fra i maggiori esperti mondiali) perché
le variabili sono tante: politiche fiscali dei governi, andamento dell’inflazione, ripresa del Pil.
L’incertezza è il peggior nemico dei mercati, e le
oscillazioni di breve periodo sono spesso ingannevoli: quante volte è capitato (e capiterà ancora) di
vendere ai minimi perché presi dallo sconforto? E
quante volte si sale sull’ottovolante della borsa ingolositi dal trend positivo o dall’euforia irrazionale del momento?
Il suggerimento da dare ai deboli di cuore e alle
formichine che hanno accumulato con fatica un
piccolo capitale è non solo di stare alla larga dalle borse, ma anche di diffidare da chi promette
rendimenti “sicuri” senza correre rischi
(Parmalat docet, in compagnia di Argentina,
Cirio, ecc…). Chi invece intende effettuare investimenti di lungo periodo e non patisce la volatilità può sfruttare ottime opportunità sui mercati
azionari, mettendo tuttavia in conto altri scossoni al ribasso.Come già ricordato in passato,un ingresso graduale permette di mediare il prezzo
d’acquisto. Molti risparmiatori, tuttavia, preferiscono aspettare il “momento giusto”: accade così
che quando decidono di acquistare titoli o fondi
azionari i prezzi non sono più molto convenienti.
Ma, si sa, il mercato vive anche di queste cose…
Ciro di Giorgio - Promotore Finanziario (niguardese d’adozione dal 1990, e attivo da oltre 25
anni nel mondo bancario e finanziario) - Via Dante, 4 - 20121 Milano - Tel: 0245471766/7/8 Cell: 3355240062 - Fax 0280509027 - e-mail: [email protected]
ONA NOVE 26
art. 29 della Costituzione enuncia: “La
L’
Repubblica riconosce i diritti della famiglia
come società naturale fondata sul matrimonio. Il
matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e
giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”. Non si può
non ricordare il Time che nel 1973 scriveva:“la famiglia è il più grande capolavoro nella storia
dell’Italia”. Molto spesso i figli dimenticano i loro
doveri morali verso i genitori. Semplificando, i genitori hanno il dovere di mantenere i figli (art.
147 c.c.) e i figli devono rispettare i genitori e devono contribuire in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convivono con essa (art. 315 c.c.). La
reciprocità esiste, però, per gli obblighi alimentari; infatti, secondo il disposto di cui all’articolo 433
del codice civile, all’obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell’ordine: 1) il coniuge (129 bis,
156 comma 3, c.c.); 2) i figli legittimi o legittimati
o naturali o adottivi e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali; 3) i genitori (art.
279 c.c.) e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti; 4) i generi e le
nuore; 5) il suocero e la suocera; 6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei
germani sugli unilaterali (art. 439 c.c.). Bisogna
precisare che prima di tutti è obbligato il donatario (art. 437 c.c.). Gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in stato di bisogno non in grado di provvedere al proprio mantenimento, e devono essere assegnati in proporzione del bisogno
di chi li domanda e delle condizioni economiche di
chi deve somministrarli. Se poi più persone sono
obbligate nello stesso grado alla prestazione degli
alimenti,tutte devono concorrere alla prestazione
stessa, ciascuna in proporzione delle proprie condizioni economiche. C’è da dire comunque che, se
le persone chiamate in grado anteriore alla prestazione non sono in condizioni di sopportare
l'onere in tutto o in parte, l’obbligazione stessa è
posta in tutto o in parte a carico delle persone
chiamate in grado posteriore. Se gli obbligati non
sono concordi sulla misura, sulla distribuzione e
sul modo di somministrazione degli alimenti,
provvede l'autorità giudiziaria secondo le circo-
stanze. Nel caso in cui, però, l’anziano non è in
grado di provvedere ai propri interessi e privo di
sufficienti mezzi di sussistenza, lo Stato interviene economicamente con la pensione sociale, al
compimento dei sessantacinque anni di età. Ma
anche la pensione sociale (di importo assai limitato) non esclude lo stato di bisogno del soggetto.
L'anziano (ed ogni soggetto) indigente ha dunque
diritto agli alimenti. Il genitore dovrà scrivere
una lettera raccomandata al figlio, esponendo lo
stato di bisogno, il reddito insufficiente e la necessità di aiuto. Se nulla sarà stato fatto, allora - rivolgendosi ad un legale di fiducia - non rimarrà
che ricorrere al Tribunale. Tuttavia, per quanto
possibile, meglio tener lontane le questioni di famiglia dalle aule di giustizia.
Come risulta evidente, quindi, non sussiste ad oggi una disciplina certa che obblighi giuridicamente i figli ad assistere anche moralmente i propri
genitori a prescindere dall’eventuale stato di bisogno - forse perché il legislatore ha pensato bene
che i figli non avrebbero avuto bisogno di imposizioni giuridiche per poter amare i propri genitori?! -. A tal proposito l’art. 591 c.p. rubricato
“Abbandono di persone minori o incapaci”, punisce chiunque abbandoni un minore di 14 anni ovvero una persona incapace per malattia di mente
o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di
provvedere a se stessa e della quale abbia la custodia o debba avere cura…” Nella situazione descritta, il reato di abbandono di persone incapaci
previsto dalla stessa norma è uno dei delitti contro la vita e l’incolumità individuale che interessa più diffusamente gli anziani malati cronici
non autosufficienti. Ciò in quanto, per la sussistenza di questo delitto, non è necessario che si
verifichi l’evento delittuoso, ma basta che, in conseguenza dell’abbandono, si verifichi il solo pericolo per la incolumità personale del soggetto incapace. La Corte di Cassazione ha chiarito che la
condotta criminosa di abbandono di incapaci
“consiste nel lasciare la persona in balia di se
stessa o di soggetti inidonei a provvedere adeguatamente alla sua custodia ed alla cura o, comunque, insufficienti allo scopo, in modo tale che
derivi un pericolo per la incolumità personale”.
Dimitri Barbera - Avvocato del Foro di Milano - Via G. Arganini, 24 - Studio Legale e
Tributario in Milano, Via Soperga n° 4, tel. 0266714559, fax 02700418300,
[email protected] <mailto:[email protected]>
PROBLEMI DEL LAVORO
Gli obblighi del lavoratore ammalato
Dott.ssa Anna De Lillo
n premessa è bene precisare che la materia è
regolamentata da norme di Legge, ma sopratItutto
dai Contratti Collettivi di Lavoro che è bene
consultare attentamente per conoscere le regole
applicabili nella propria realtà lavorativa.
Per malattia si intende una alterazione dello stato di salute che causa una incapacità temporanea
al lavoro. Il lavoratore assente per malattia ha
l’obbligo di comunicare al datore di lavoro lo stato di malattia e di documentarlo con certificazione medica che di norma viene rilasciata dal proprio medico curante su modulistica standard.
L’Inps ha precisato che sono regolari anche i certificati rilasciati su ricettari privati o i certificati
rilasciati dagli ospedali e dalle strutture di pronto soccorso. Già da tempo era stato previsto che il
medico curante trasmettesse per via telematica
on line il certificato all’Inps, ma per varie ragioni
questa innovazione non funziona. Quindi è bene
che il lavoratore si accerti con il proprio medico e
che nel dubbio continui in prima persona - entro
due giorni dal rilascio del certificato medico - a curarsi di recapitarlo a mano o trasmetterlo a mezzo raccomandata r.r., sia all’Inps sia al datore di
lavoro. Esiste l’onere dell’invio della certificazione
di malattia anche per le malattie di durata sino a
tre giorni che quindi non superano il cosiddetto
periodo di carenza
Il ritardo nell’invio della certificazione di inizio o
di continuazione della malattia al datore di lavoro o all’Inps comporta la perdita dell'indennità
per i giorni di ritardo La sanzione non è applicabile qualora il motivo del ritardo nella presentazione della certificazione sanitaria sia determinato da uno stato di infermità che abbia comportato ricovero in luogo di cura, ovvero sia determinato da forza maggiore; l’Inps si è riservato di valutare caso per caso se la causale addotta dal lavoratore costituisca effettivo impedimento alla tempestiva presentazione della certificazione. In caso
di impossibilità a provvedere all’invio all’Inps del
certificato di malattia attraverso consegna a ma-
no o trasmissione per posta, può essere considerato valido l’invio tramite fax ai soli fini del rispetto del termine, mentre nessun valore hanno le
eventuali comunicazioni telefoniche o la documentazione recapitata senza alcuna prova scritta della data di inoltro. Ai fini dell’accertamento
dell’eventuale ritardo infatti fa fede la data del
timbro postale nei casi di trasmissione a mezzo
raccomandata e la data di arrivo apposta a mano
o con timbro datario nei casi di recapito a mano.
L’Inps considera la settimana di sei giorni e quindi nei certificati medici è bene coprire anche il sabato. Il lavoratore deve inoltre specificare al proprio medico se si tratti di inizio di malattia, di
una prosecuzione oppure di una ricaduta intervenuta entro 30 giorni dalla guarigione di un precedente evento morboso.
Al fine di consentire le visite di controllo del suo
stato di malattia il lavoratore ha l’obbligo di comunicare al datore il proprio domicilio e l’eventuale cambiamento di indirizzo durante la malattia per essere sempre reperibile. Il lavoratore assente, senza giustificato motivo, alla visita di controllo effettuata nelle fasce di reperibilità (dalle
10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00) decade,
in tutto o in parte, dal diritto al trattamento economico di malattia ed è passibile, ove il contratto
collettivo lo preveda, di sanzioni disciplinari. Il lavoratore ha diritto, in caso di malattia, alla conservazione del posto di lavoro per un periodo (c.d.
periodo di comporto) che varia a seconda del
Contratto Collettivo Nazionale di lavoro. Scaduto
tale termine il lavoratore può essere licenziato.
Alcuni contratti collettivi prevedono la possibilità per il lavoratore di richiedere un periodo di
aspettativa non retribuita per evitare il licenziamento Per quanto riguarda la retribuzione il datore di lavoro erogherà al lavoratore ammalato il
trattamento economico previsto dal Contratto
Collettivo e recupererà dall’Inps la parte che, per
talune categorie di lavoratori, è prevista a carico
di tale ente.
Dott.ssa Anna De Lillo - Studio di Consulenza del Lavoro
Via Santa Marcellina, 8 - 20125 Milano
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
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Pagina riservata ai lettori
lettere in redaz ione
IL FORNAIO
E LA SCUOLA
Abito in zona 9, Via Empoli 9,
e acquisto il pane presso un
panificio vicino a casa mia. Ho
scoperto giorni scorsi che il titolare del panificio ha invitato
i bambini di una scuola media
vicina, per fargli vedere l’arte
del fornaio, fargli capire l’importanza di tramandare le tradizioni e sollecitarli ad uno dei
più importanti lavori e cibi
dell’uomo: il pane, alimento di
cultura e di sopravvivenza ad
ogni ostilità. Vi chiedo cortesemente di segnalare questa iniziativa perché è importante
che i ns. figli imparino ad amare e conoscere le cose più semplici ma importanti della vita.
Laura Toscani (maggio)
AL CIMITERO
SENZA ALLARME
Informo che sabato 25 aprile,
dopo oltre quattro mesi di manutenzione l’allarme interno
del cimitero di Bruzzano è tornato a funzionare. Se un pannello solare di circa 1/6 di mq
richiede quattro mesi, immaginate la durata della manutenzione delle centinaia di mq
di pannelli solari del Parco
Nord. Nel frattempo (cioè da
un mese) continuano a crollare i rivestimenti marmorei del
pauroso “monumento al fantasma” del cimitero.
Giusto Buroni (maggio)
BICOCCA NUOVA
PROBLEMI VECCHI
Al Comune di Milano, alla cortese att.ne Dott. Cadeo. In riferimento alla nostra richiesta
di oltre due anni fa siamo nuovamente a chiederLe un incontro per le problematiche
del nostro quartiere in particolare sulle aree non ancora ultimate di piazza dei Daini e di
via Padre Beccaro, nella nuova
Bicocca. Nella nostra precedente abbiamo già fatto presente del grave disagio e rischi
che ormai da 8 anni siamo costretti a sopportare documentando il tutto con fotografie e
varie comunicazioni fatte agli
organi competenti compreso il
suo ufficio nonchè alla presidentessa di zona 9 dottoressa
Uguccioni che ci ha gentilmente incontrato. In quella occasione la dottoressa Uguccioni
ci aveva anticipato che l’area
di Via Padre Beccaro sarebbe
stata ultimata con giardini,
piante e giochi e che i lavori
sarebbero iniziati a settembre
2008 e finiti entro dicembre
2008. Purtroppo questo non è
accaduto! La Piazza Daini dovrebbe essere il centro della
Bicocca. Ogni giorno vi transitano migliaia di residenti, stu-
denti universitari, utenti delle
grandi aziende della Bicocca
clienti dei tanti esercizi commerciali, avventori dei numerosi bar (chiedere ai numerosi vigili urbani che affollano i bar
durante le soste). Eppure essa
non gode ancora di alcun arredo urbano, di pavimentazione e
sembra piuttosto un’area di cantiere nella quale, peraltro, la sosta a pagamento rende dei quattrini al comune. Al calar delle tenebre la piazza rischia di diventare territorio di conquista della
microcriminalità contro la quale
si ergono patetiche le cancellate
dei condomini e le telecamere
della sorveglianza. Noi come Associazione Sportiva, e io in particolar modo come consigliere di
uno dei più grandi condomini
della Bicocca (che da solo ospita
250 famiglie), continuiamo infatti a ricevere lamentele da
parte dei residenti per i continui
furti negli appartamenti dovuti
alla scarsa illuminazione, per la
sporcizia, per l’assenza di un
parco giochi (credo che siamo
l’unico quartiere senza neanche
uno scivolo, nonostante l’alta
densità di bambini). Ci aspettiamo che, in qualità di milanese e
di assessore, non possa evitare
di dedicare un’ora del suo tempo ad un problema che affligge
da circa 8 anni le migliaia di residenti di un quartiere esibito
in tutta Europa come esperimento urbanistico di avanguardia. La situazione di rimpallo
che si è creata tra il costruttore
Pirelli ed il Comune di Milano è
a dir poco grottesca. Dopo due
anni di attesa, un’ora del Suo
tempo la può sicuramente trovare per poter valutare di persona, quanto poco basterebbe
per ultimare le aree in questione e restituire ai molti residenti l’orgoglio di abitare in un
quartiere moderno. Ci venga a
trovare!
Associazione Sportiva
Il Vitone Bicocca
Il presidente Giorgio Cofano
e il Segretario Gianmarco Rocca
(maggio)
TUTTO
SPETTACOLO
Silvio Berlusconi - Presidente
del consiglio - suonava sulle navi da crociera per intrattenere i
viaggiatori. Gianni Letta - Sottosegretario alla presidenza del
consiglio - attore nel film di Alberto Sordi “Io so che tu sai che
io so”. Roberto Maroni - Ministro dell’Interno - suonava anche lui in una band e lo fa tutt'ora nel tempo libero. Mara
Carfagna - Ministro delle pari
opportunità - ex show girl. Alessandra Mussolini - presidente
della commissione parlamentare per l’infanzia - ex attrice, foto-
modella e cantante. Paolo Bonaiuti - portavoce del Presidente del Consiglio - gesticola come
le marionette. Tutto quanto fa
spettacolo.
Ardore (maggio)
Voi del giornale che ne pensate?
Giusto Buroni (maggio)
E GLI IMPEGNI
PER LA SCUOLA CASSINIS?
All’assessore Simini e al presi-
TA EBAO on line
a cura di Lorenzo Meyer
S
ono ormai oltre 200 gli iscritti su facebook al gruppo di “Zona
Nove”! Grazie a tutti per la partecipazione e avanti con altre
iscrizioni! Per unirsi è sufficiente digitare “Zona Nove” (mi raccomando in lettere) nel motore di ricerca del sito. Ringraziamo gli
iscritti per i complimenti al giornale e su questo numero pubblichiamo alcune delle segnalazioni riguardanti la nostra zona.
• Balestra Fabio, 11 aprile Complimenti per il giornale... nella nostra Niguarda sono 37 anni che ci vivo e ne sono fiero..,. Ho
visto tanti cambiamenti dalla vecchia Niguarda a quella di questi anni, ma Niguarda è sempre Niguarda sempre con il mitico
trenino... Abito vicino al parco in via Frugoni 26 e sono portiere
dello stabile.
• Roberto Scintu, 22 marzo Innanzitutto volevo farvi i complimenti per il servizio che ci date... e per come lo fornite, che non
è poco. Sarebbe troppo scontato sfruttare questo strumento come
valvola di sfogo per tutte le ingiustizie o schifezze che ogni giorno
dobbiamo affrontare (abito di fronte alla collina dei ciliegi e con
l’arrivo della primavera... si puo immaginare); ma cercherò di attirare la vs. attenzione per capire se avete qualche informazione
in più in merito alla prevista futura vendita degli alloggi dell’Aler.
Vivendo nel borgo Pirelli praticamente da quando sono nato, e
non avendo mai visto adoperarsi prima lo Iacp e poi l’Aler in opere di manutenzione ordinaria o straordinaria... capirete come il
mio interesse, come per molti altri, sia più che motivato. Avete
qualche informazione o suggerimento in merito?
• Gabriele Vituccio, 21 marzo Che schifo sotto casa mia non
si può più parcheggiare... Fate qualcosa... in via Danzi... aiuto!!
• Massimo Gironi, 21 marzo Complimenti a tutta la redazione per il servizio che ci date e soprattutto per come incalzate la
nostra sindaca. Poi sottoscrivo il commento di Bonaria (vedi sotto, ndr), leggere quelle storie fa sempre un certo effetto.
Continuate così.
• Mauro Baldassari, 19 marzo Ciao a Tutti. Nonostante le ripetute chiamate ai vigili di zona tutte le settimane alcune roulotte di zingari si fermano dietro al complesso di Via Ornato 110.
Restano li qualche giorno per poi ripartire per 'il fine settimana'
(andranno al mare?). Possibile che non si possa fare niente?
• Tartari Daniele, 18 marzo Sapete dirmi qual’è la situazione
del depuratore di via da Velate?
È da anni che si legge che deve essere coperto ma la puzza permane... Ultimamente ho letto un articolo sul vostro giornale che
parlava addirittura di una festa per la fine lavori ma era a novembre... com’è la situazione adesso?
• Bonaria Biancu (Università Bicocca), 15 marzo Grazie
per lo spazio che avete riservato al “potenziamento” (peggioramento) delle linee verso Nord. Ho scritto a diversi quotidiani e mi
ha fatto piacere veder ripresa dal vostro giornale una mia lettera pubblicata sul dorso di Milano della Repubblica. Peraltro,
Zona Nove è davvero un bel giornale: io, che vivo a Milano solo da
qualche anno, amo particolarmente leggere di tutte quelle donne
e quegli uomini, nati nel nostro quartiere, che hanno partecipato
alla Resistenza e combattuto battaglie di civiltà e giustizia sociale. Insomma... grazie di tutto e buon lavoro!
SOFFITTI
E PANNELLI
Il 23 aprile è crollato un controsoffitto in una scuola di via
Passerini. Il 16 aprile scorso
scrivevo la seguente lettera (cestinata) al “Corriere della Sera”:
“In gran parte in Lombardia,
ma anche in altre regioni
d’Italia, si sono stanziati fondi
pubblici per ricoprire i tetti di
centinaia di scuole con inutili
(perché inutilizzabili) pannelli
fotovoltaici (dopo un anno nessuno ha fornito notizie sui risultati!). Con gli stessi fondi si sarebbero potuti mettere in sicurezza i controsoffitti, che cadono
sugli studenti ad ogni porta che
sbatte, per non parlare della verifica della resistenza delle
strutture contro terremoti grandi e piccoli! I vari governi e gli
ambientalisti non riescono a capire la differenza?” Loro, al “Corriere”, non ne pensano niente.
dente del CdZ 9 Beatrice Uguccioni. Ho letto con interesse l’articolo apparso sul numero di
aprile del giornale e relativo alla manifestazione organizzata
dai genitori per protestare contro il degrado edilizio della scuola di via Bussero, apprendendo
con soddisfazione che le proteste
hanno svegliato il Comune di
Milano (assessore Simini) dall’ormai cronico torpore in cui è
precipitato. A questo proposito,
vorrei segnalare che, sempre in
zona, anche la scuola media
“Cassinis” di via Hermada versa
nelle stesse condizioni di degrado, anzi ancora peggiori. Nel
piano triennale delle opere pubbliche 2007-2009 del Comune di
Milano, che allego e reperibile
anche sul sito del Comune (io l’ho scaricato nel 2007), entrambe le scuole risultano inserite
nel piano degli interventi per lo
stesso periodo, cioè dal 2/2008 al
2/2009: quella di via Bussero
per manutenzione straordinaria, quella di via Hermada invece addirittura perché doveva essere abbattuta e ricostruita,
trattandosi di una realizzazione
in prefabbricato leggero del
1963, nata per durare non oltre
i 10 anni.Alla fine dello scorso
2008, un gruppo di genitori ha
presentato un esposto alla Asl
per chiedere la verifica delle
condizioni della scuola, visto che
il Comune non fa nulla: i tecnici
hanno confermato il pessimo
stato della struttura e il rapporto è stato consegnato alla direzione scolastica, da allora non se
ne sa di nuovo nulla. Evidentemente questo non è stato sufficiente per far mantenere al
Comune i propri impegni. Avremmo dovuto organizzare anche noi una manifestazione come alla Bussero: è evidente la
totale improvvisazione e incapacità del Comune ad affrontare la
situazione. Che fine hanno fatto
i soldi stanziati per i lavori.nel
piano triennale (oltre 14 milioni
di euro)? All’assessore Simini la
risposta …
Dino Bertuzzi (maggio)
TRAFFICO IN TILT
IN SUZZANI
non occuparsi del problema?
Non ditemi che è solo colpa del
Comune perchè un consiglio di
zona che si rispetti fa'valere le
proprie necessità se lo vuole
veramente e se ne ha la forza e
la voglia.
Giovanni Boffi (maggio)
• Aspettiamo la risposta nel
merito del Consiglio di Zona 9.
Nel frattempo il lettore può andarsi a rileggere le prese di posizione dello stesso CdZ 9 che
abbiamo pubblicato nei numeri scorsi. Anche e soprattutto
sulla viabilità a Niguarda. LA
DA VIA CECCHI
ARRIVANO SPARATI
Vorremmo segnalare, noi abitanti di via Maestri del Lavoro, che nella nostra via le auto
che arrivano da via Cecchi
viaggiano sparate creando pericolo a chi attraversa, anche
perché non c’è visibiliità con
tutte le macchine parcheggiate che ci sono. Cosa si aspetta
per intervenire, che ci scappi il
morto? Perché non mettere un
dosso del tipo che anche gli autubus dall’Atm possono superare senza problemi?
Lettera firmata (maggio)
VILLA CLERICI
È APERTA
Il supermercato che c’è in
Viale Suzzani col suo traffico
in entrata ed in uscita blocca
di fatto la libera percorribilità
di detto viale in uscita da
Milano verso Cinisello e Bresso. Fino a quando il viale Fulvio Testi non sarà nuovamente
percorribile sarebbe bene disciplinare meglio la viabilità,
anche obbligando le auto a sostare sui marciapiedi, che sono
molto larghi, disegnando i relativi spazi e facendo rispettare i divieti di sosta!
Franco Cervi (maggio)
In riferimento alla lettera “Niguarda alla frutta” apparsa sul
nunero di marzo faccio presente
che, contrariamente a quanto
affermato nella lettera, la Galleria d’arte sacra del contemporaneo sita in Villa Clerici è aperta tutti giorni dal lunedi al venerdi dalla 9.30 alle 12 e dalle
14 alle 16.30, come si può vedere dalle insegne all’8 e al 14 di
via Terruggia.
Arturo Bodini, direttore
della Casa di Redenzione
(maggio)
VIABILITÀ
A VIALBA
UNA STRADA
DIMENTICATA DA DIO
Mi sto chiedendo da un po’ di
tempo quale sia la funzione del
consiglio di zona qui a Niguarda. Da parecchio tempo e più
ancora da fine 2008 il traffico
automobilistico nell’area a ovest
di via Ornato è considerevolmente aumentato, anche in parte dovuto ai lavori per il metrò
in Viale Fulvio Testi,ma anche
per le nuove abitazioni sorte in
Via Palanzone ove, essendo ancora l’unica via di uscita da questa zona si verifica una serie di
code incredibili sia al mattino e
che alla sera. Più volte in passato la popolazione residente aveva fatto notare tale anomalia
(un’unica via di uscita). Nulla è
stato fatto per cambiare i sensi
unici nell’area interessata. Mi
chiedo ancora, fino a quando tale consiglio di Zona penserà di
Ho letto il servizio sul numero di
aprile 2009 dal titolo “Eppur
qualcosa si muove” a cura di
Franco Bertoli. E quindi ho pensato di fornirvi delle foto della
zona in cui abito (eccole in fondo
a questa pagina, ndr): tra via
Maestri del Lavoro e Lanfranco
della Pila 57/f. Cosi potete rendervi conto in che situazione viviamo: 1) presenza di numerose
buche che si riempiono di acqua
durante le piogge e, viste la loro
profondità e grandezza, dannose alle persone e alle macchine;
2) inesistenza di marciapiedi,
per cui siamo costretti a camminare con i bambini lungo una
strada da nessuno gestita stanno attenti che non passino auto
che schizzino o ci siano rifiuti di
ogni genere (preservativi ecc...).
Loredana Guarino (maggio)
tel. 02/39662281 - fax 02/66107983 – e-mail: [email protected]
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oltre due balconi.
Ristrutturato
€. 228.000,00
Rif. 401/q:
Zona Cà Granda:
In condominio 4 locali,
doppia esposizione sul
giardino, ristrutturato
composto da:
ingresso, ampio
soggiorno, cucina
abitabile, doppi servizi,
tre camere, oltre
cantina e box.
LIBERO SUBITO.
Rif. 100/m:
Zona Niguarda:
in condominio ottimo
monolocale composto
da: ingresso, soggiorno
con zona notte,
cucinotto, bagno, oltre
balcone e solaio.
COMPLETAMENTE
RISTRUTTURATO E
ARREDATO.
Rif. 300/t:
Zona Sarca:
In condominio
splendido 3 locali,
piano alto composto
da soggiorno,
cucina abitabile,
due camere, bagno
e cantina.
COMPLETAMENTE
RISTRUTTURATO!!
Rif. 405/q:
Zona Bicocca:
In condominio 4
locali composto
da: soggiorno,
cucina abitabile,
tre camere, doppi
servizi, balcone,
solaio e posto
auto condominiale.
RISTRUTTURATO
€. 298.000,00
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
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