Comunicato stampa, 12 gennaio 2016
Ampia alleanza contro il transito infernale, il collasso del traffico e l’imbroglio del
risanamento
La votazione sul Gottardo del 28 febbraio 2016 è un enorme imbroglio. Al popolo si vuol far
credere che la galleria stradale esistente debba essere risanata urgentemente. Invece, con piccoli
lavori di manutenzione, potrebbe restare in esercizio senza problemi per i prossimi 20 anni, come
hanno recentemente reso noto le stesse autorità federali. Il risanamento non è quindi null’altro che
un pretesto per costruire una seconda galleria e così raddoppiare la capacità stradale al Gottardo.
Ben presto 2 milioni di camion attraverserebbero la Svizzera e avremmo un transito infernale nel
nostro paese. Ciò svaluterebbe massicciamente gli investimenti nella galleria di base del Gottardo.
Il tunnel ferroviario più lungo del mondo sarà inaugurato ancora quest’anno. L’associazione «No
al raddoppio del Gottardo» ha illustrato le sue ragioni durante una conferenza stampa tenuta a
Berna.
La proposta in votazione si basa su presupposti sbagliati. Proprio l’Ufficio federale delle strade USTRA ha
cambiato le basi decisionali nelle ultime settimane, quelle basi che hanno portato alle decisioni del
Consiglio federale e del Parlamento. Ora si scopre che la galleria stradale del Gottardo è in condizioni
molto migliori di quanto si era affermato inizialmente. Secondo l’USTRA, la galleria può restare in
esercizio senza problemi ancora per altri 20 anni, senza doverla chiudere di giorno. «Queste informazioni
false al Parlamento, e ora anche alle Cittadine e ai Cittadini, sono ingannevoli, contradditorie e poco
serie», ha criticato Evi Allemann, Consigliera nazionale bernese e Presidente dell’Associazione traffico e
ambiente ATA.
Per Jon Pult, Presidente dell’Iniziativa delle Alpi e Co-Presidente dell’Associazione «No al raddoppio del
Gottardo», la proposta in votazione è un attacco frontale alla nostra Costituzione. «Qui si creano fatti di
cemento e acciaio e si incoraggia il transito stradale. Nessuno riesce a credere seriamente che, quando
sarà disponibile, la capacità stradale non sarà usata appieno.» Il Consiglio federale e il Parlamento
smontano la politica dei trasporti praticata finora, che vuole trasferire il traffico pesante dalla strada alla
ferrovia. Invece, si vuol raddoppiare la capacità stradale al Gottardo e ben presto ci sarebbero 2 milioni di
camion in transito dalla Svizzera.
Piuttosto che sprecare altri tre miliardi di franchi per un’inutile tubo al Gottardo, si dovrebbero impiegare i
limitati mezzi a disposizione nelle regioni urbane, dove i pendolari restano in colonna ogni giorno – e non
al Gottardo, dove in media circolano altrettanti veicoli come nel centro d’una piccola città svizzera. «Se si
sperperano i soldi per una variante di lusso al Gottardo, mancheranno per la soluzione degli enormi
problemi di traffico negli agglomerati», ha affermato il Sindaco di Losanna e Consigliere nazionale Daniel
Brélaz. Ha inoltre ammonito che ciò non riguarda solo la Svizzera occidentale, ma tutte le città del nostro
paese.
Mario Branda, Sindaco di Bellinzona, ha lanciato un appello per una vera solidarietà col Ticino: il
raddoppio del Gottardo autostradale sarebbe «un regalo avvelenato». Il Ticino ha sempre votato NO a un
secondo tunnel stradale. Non è un caso se anche i Sindaci di Chiasso e Mendrisio sono chiaramente
contrari al raddoppio. Già oggi l’inquinamento dell’aria in Ticino è così alto che ogni nuovo aumento del
«Nein zur 2. Gotthardröhre»
Postfach 28, 6460 Altdorf UR
Tel. 041 870 97 89
[email protected]
twitter.com/2roehren_nein
www.zweite-roehre-nein.ch
« Non au 2e tunnel au Gothard »
Case postale 28, 6460 Altdorf UR
Tél. 041 870 97 89
[email protected]
twitter.com/2tunnelnon
www.2tunnel-non.ch
«No al raddoppio del Gottardo»
Casella postale 28, 6460 Altdorf UR
Tel. 041 870 97 89
[email protected]
twitter.com/noalraddoppio
www.noalraddoppio.ch
traffico peggiorerebbe gravemente la qualità di vita e farebbe aumentare i casi di malattia dovuti
all’inquinamento atmosferico. Mario Branda spera quindi che il resto della Svizzera voti un “No” solidale
col Ticino.
«Una seconda canna stradale al Gottardo semplicemente non è al passo con i nostri tempi, ora che tutte
le nazioni del mondo si sono impegnate per obiettivi climatici ambiziosi», ha rilevato da parte sua Thomas
Vellacott, CEO del WWF. Il raddoppio dei camion in transito al Gottardo sarebbe un grave passo indietro
per la Svizzera sulla via del conseguimento dei propri obiettivi climatici.
La Svizzera ha investito miliardi nella nuova trasversale ferroviaria al Gottardo (NTFA), per trasferire sulla
ferrovia il traffico delle merci in transito – come il popolo chiede da anni. «Le ferrovie possono - e il
personale vuole - trasportare le persone e le merci sulle rotaie», ha detto Giorgio Tuti, Presidente del
Sindacato del personale dei trasporti SEV e Vicepresidente dell’Unione sindacale Svizzera USS.
L’ospite a sorpresa, Pedro Lenz, scrittore bernese e membro del gruppo d’autori «Bern ist überall», vuole
evitare un autogol dalle gravi conseguenze. L’autore del libro «Der Goalie bin ig» (titolo in italiano: In porta
c’ero io) ha letto un testo e raccomandato caldamente un “No” il 28 febbraio prossimo.
Il referendum contro una nuova galleria stradale al Gottardo era stato inoltrato all’inizio del 2015 con più di
125'000 firme, invece delle 50'000 necessarie. Un numero particolarmente grande di firme era giunto dai
Cantoni del Gottardo Uri e Ticino. Una cinquantina di organizzazioni si sono unite nell’Associazione «No
al raddoppio del Gottardo» in vista della campagna di votazione.
Contatti:

It. / Ted./ Rumantsch: Jon Pult, Co-Presidente dell’Associazione «No al raddoppio del Gottardo»
e Presidente dell’Iniziativa delle Alpi, 076 508 16 33

Mario Branda, Sindaco di Bellinzona, 091 825 27 50

Ted. / Fr: Caroline Beglinger, Co-Presidente dell’Associazione «No al raddoppio del Gottardo»
e Condirettrice dell’ATA, 079 310 11 86

Evi Allemann, Consigliera nazionale, Presidente dell’ATA Associazione traffico
e ambiente Svizzera, 079 560 72 94

Daniel Brélaz, Sindaco di Losanna e Consigliere nazionale, 021 315 22 00

Giorgio Tuti, Presidente SEV e Vicepresidente USS, 079 221 45 64

Thomas Vellacott, CEO WWF, 079 291 95 72
«Nein zur 2. Gotthardröhre»
Postfach 28, 6460 Altdorf UR
Tel. 041 870 97 89
[email protected]
twitter.com/2roehren_nein
www.zweite-roehre-nein.ch
« Non au 2e tunnel au Gothard »
Case postale 28, 6460 Altdorf UR
Tél. 041 870 97 89
[email protected]
twitter.com/2tunnelnon
www.2tunnel-non.ch
«No al raddoppio del Gottardo»
Casella postale 28, 6460 Altdorf UR
Tel. 041 870 97 89
[email protected]
twitter.com/noalraddoppio
www.noalraddoppio.ch
Questa proposta ingannevole è un doppio attacco alla
protezione delle Alpi e alla Costituzione federale
Jon Pult, Co-Presidente del Comitato referendario e Presidente dell’Iniziativa delle Alpi
La proposta in votazione il 28 febbraio si presenta apparentemente del tutto innocua. Ma sotto il
paravento del "risanamento" si vuol rifilare al popolo una seconda galleria stradale al Gottardo. Se
questa proposta ingannevole dovesse essere accettata, la Svizzera aprirebbe le cataratte al
traffico pesante. Il numero dei camion in transito sull'asse del Gottardo raddoppierebbe in
brevissimo tempo. La protezione delle Alpi e il trasferimento del traffico delle merci sulla ferrovia
finirebbero letteralmente sotto le ruote. La Svizzera diventerebbe un inferno del transito.
Da anni la lobby dell'autotrasporto sogna una seconda canna stradale e il "via libera" attraverso il
Gottardo. Solo che la Costituzione federale vieta il potenziamento della capacità delle strade di
transito. Ora, con la benvenuta scusa del risanamento, si vuol far passare lo stesso il raddoppio
del Gottardo.
Apparentemente si rispetta la Costituzione con la (vana) promessa che si userà una sola corsia in
ogni canna di galleria. Di fatto, però, il numero delle corsie attraverso il Gottardo sale dalle due
attuali a quattro. E quasi nessuno riesce a credere seriamente che, quando sarà disponibile, la
capacità stradale non sarà usata appieno. Tanto più che il Consiglio federale ha la competenza di
permettere, con un'ordinanza, l'apertura al traffico delle "corsie d'emergenza" quando si formano
degli ingorghi. L'articolo sulla protezione delle Alpi nella Costituzione federale diventerebbe lettera
morta.
Non appena sarà costruita una seconda galleria stradale, l'industria dei trasporti europea spingerà
l'UE a chiedere la libera circolazione del traffico pesante attraverso il Gottardo. Come in altri casi,
la Svizzera dovrà piegarsi a questa richiesta. La conseguenza è che il numero dei camion in
transito, ora di 1 milione di camion, raddoppierebbe a due milioni. Il transito in Svizzera fra Basilea
e Sciaffusa a nord e Chiasso a sud diventerebbe infernale. Al Brennero ci sono già ora 4 corsie - e
il doppio di camion che su tutti gli assi transalpini della Svizzera. Secondo l'OCSE, il traffico delle
merci crescerà a passi da gigante anche in futuro. Per questo traffico abbiamo costruito la Nuova
trasversale ferroviaria alpina (NTFA). Questi 24 miliardi la Svizzera non li ha investiti invano. Le
merci vanno trasferite sulla ferrovia.
Con l'invasione dei camion peggiorerebbero massicciamente anche il carico ambientale e i rischi
per le persone, gli animali, le piante e i loro spazi vitali. Salute e qualità di vita subirebbero gravi
danni. Non ci sarebbe neppure più lo stimolo di usare la ferrovia per il trasporto delle merci sulle
lunghe distanze.
Perciò il nostro appello: care Cittadine e cari Cittadini, non fidatevi delle ipocrite assicurazioni dei
fautori del raddoppio e, il 28 febbraio prossimo, impedite questo insolente attacco alla nostra
Costituzione, alla protezione delle Alpi e alla nostra politica di trasferimento del traffico pesante.
Berna, 12 gennaio 2016
La proposta in votazione si basa su presupposti errati
Evi Allemann, Presidente ATA Svizzera, Consigliera nazionale PS/BE
Si afferma che il risanamento della galleria stradale del Gottardo sia urgente e possibile solo con
un secondo tunnel stradale. Però questa diagnosi si basa su presupposti sbagliati. Oggi sappiamo
che non c’è l’urgenza di risanare il Gottardo. E anche che il risanamento può essere fatto con la
normale gestione della galleria, cioè durante le usuali chiusure notturne.
Questa conclusione ci fa piacere, ma non proviene dagli avversari di una seconda galleria stradale
al Gottardo. È lo stesso Ufficio federale delle strade che ha pubblicato questa conclusione sulla
base di studi specialistici. Tuttavia l’ha comunicato solo nel novembre scorso, molto tempo dopo
che le Camere avevano deliberato sulla costruzione di una seconda canna stradale. Sulla base di
questi studi la galleria del Gottardo può ancora essere tenuta in funzione normalmente per almeno
due decenni, senza che si debba chiuderla completamente anche un solo giorno per i lavori di
risanamento. Ciò rende del tutto superfluo il raddoppio della galleria.
In occasione del dibattito nel 2014, al Parlamento era stato dato a intendere che la galleria doveva
essere risanata d’urgenza, ciò che avrebbe portato a una chiusura totale per 140 giorni. E solo
adesso, poco prima della votazione, ci si dice che il Gottardo può essere risanato molto più
convenientemente di quanto prospettato.
Un lavoro poco serio con informazioni ingannevoli al Parlamento, e ora anche alle Cittadine e ai
Cittadini, suscita delle domande: questo tunnel è davvero necessario? Non investiamo i soldi al
posto sbagliato? Arriveranno ancora altre modifiche delle basi decisionali a favore di un
risanamento senza una seconda canna?
Che questi dubbi siano giustificati lo mostra un altro imbroglio affiorato da poco: i cantieri necessari
per la costruzione d'una seconda galleria consumerebbero enormemente più terreno di quanto
indicato prima nei piani. Secondo l'USTRA, già solo nel Canton Uri ora sarebbe necessaria una
superficie cinque volte superiore. In Ticino la differenza con le indicazioni precedenti è ancora più
spettacolare: il cantiere richiederebbe sette volte più terreno di quanto previsto (per le cifre
concrete si veda l'allegato degli argomenti).
In tutta questa confusione diventa sempre più chiaro che, chi vuole un risanamento ragionevole,
vota "No" il 28 febbraio. I tre fino a quattro miliardi di costi supplementari per una seconda canna
assolutamente inutile li possiamo impiegare molto meglio altrove.
Berna, 12 gennaio 2016
Una solidarietà mal riposta con il Ticino:
Non vogliamo un "regalo avvelenato"
Mario Branda, Sindaco di Bellinzona
La popolazione svizzera è stata illusa che il canton Ticino vuole e necessita una
seconda galleria. Questo è falso. Se fosse così, come mai i sindaci di Chiasso,
Mendrisio, Manno, insieme al sottoscritto sono contrari al raddoppio? Perché miei
colleghi di altri partiti (PLR e PPD) in carica condividerebbero altrimenti la mia
opinione?
Le nostre strade sono già oggi spesso intasate da auto e camion. Abbiamo un
notevole volume di traffico giornaliero alle frontiere, ma anche un importante traffico
di transito. Una seconda galleria porterebbe al Ticino un "Transito Infernale". A
Bellinzona viviamo in prossimità dell'asse autostradale, e osserviamo bene cosa
accade.
Quello che il Ticino vuole e avere nuovamente un'aria pulita e sana per le future
generazioni, priva delle polveri fini che aumentano i rischi per la nostra salute. A
titolo di esempio, circa il 70% delle persone nel Sottoceneri sono esposte a
concentrazioni di polveri fini superiori al limite di 30 μg/m3, contro una media svizzera
del 3% della popolazione. Con un secondo tunnel, la situazione è destinata a
peggiorare.
In giugno 2016 è prevista l'inaugurazione del tanto atteso tunnel ferroviario, il più
lungo al mondo, che ridurrà drasticamente i tempi di percorrenza tra il Ticino e il
Nord delle Alpi. Il collegamento tra Bellinzona e Zurigo richiederà, a lavori ultimati,
solamente un'ora e mezza di viaggio, ed aprirà nuove opportunità che ci permettano
di ripensare la nostra mobilità.
Viene data l'illusione che sostenere il risanamento del tunnel è un gesto di solidarietà
verso il nostro cantone necessario alla coesione economica. Tuttavia, nonostante
fino al 1980 non avessimo un tunnel, la nostra economia andava bene. I rapporti
economici tra il Ticino e il resto della Svizzera non dipendono unicamente dalla
galleria autostradale. Questo vale anche per il turismo. Infatti, dal 1980 - dall'apertura
della prima galleria - il numero di pernottamenti in Ticino è in regressione. Un
secondo tunnel non può essere quindi la giusta ricetta per il rilancio del turismo.
Un nuovo cantiere distruggerebbe ulteriormente il nostro bel paesaggio. In Leventina
si può osservare quali conseguenze avrebbe questo cantiere: l'aumento sostanziale
del traffico di transito.
Care elettrici, cari elettori, diffidate delle affermazioni senza sostanza dei fautori del
raddoppio. Votate in maniera solidale con il Ticino dicendo No al Raddoppio alle
urne. Non vogliamo alcun regalo avvelenato. Quest'assurdo progetto di costruzione
graverebbe ulteriormente sulla natura, l'ambiente e la nostra salute. Il traffico
pendolare nel Sottoceneri tra Chiasso e Lugano vivrebbe ulteriori congestionamenti.
No, il Ticino non vuole nulla di tutto questo.
Berna, 12 gennaio 2016
I maggiori problemi di traffico non sono quelli al Gottardo,
ma quelli negli agglomerati
Daniel Brélaz, Sindaco di Losanna e Consigliere nazionale
Da più di 20 anni il Consiglio federale considera prioritario il Gottardo. Prima con la costruzione di
una nuova linea ferroviaria e ora con una seconda galleria stradale. Questo mito del “Gotthard
über alles” era comprensibile nel 13° secolo, ma non più oggi. I grandi problemi di traffico non si
trovano più al Gottardo, ma attorno alle città.
Dobbiamo investire le limitate risorse finanziarie laddove hanno il maggior effetto. E questo non è
al Gottardo, dove in certi giorni rimane incolonnato il traffico del tempo libero. Sono le città e le loro
regioni, dove sono imbottigliati ogni giorno i lavoratori pendolari. Qui si forma il 90% degli ingorghi,
per esempio tra Losanna e Ginevra nonché attorno a Yverdon, La Chaux-de-Fonds, Basilea o
Zurigo. Qui ci sono i veri problemi di traffico, qui bisogna investire.
Se al Gottardo si sprecano da 3 a 4 miliardi di franchi per una “corsia d’emergenza”, questi soldi
mancheranno altrove. Il Gottardo fa concorrenza ai progetti d’agglomerato. Ogni franco nelle
casse federali può infatti essere speso solo una volta.
Noi nella Svizzera occidentale da anni veniamo consolati con le promesse. Fatto sta però che
innumerevoli progetti nella Svizzera romanda non sono garantiti in nessun modo. Il Gottardo ha
già una buona infrastruttura per i suoi 17'000 veicoli al giorno – abbiamo così tanto traffico
giornalmente persino su parecchie strade di quartiere a Losanna e, sull’autostrada attorno alla
città, sono più di 100'000 veicoli al giorno! Condizioni simili esistono anche nella Svizzera tedesca,
perciò anche i Sindaci di Berna e Zurigo si esprimono in prima persona contro il raddoppio del
Gottardo, come anche Ginevra.
Un secondo tubo stradale al Gottardo che, nel migliore dei casi, porterebbe a una fluidificazione
minima del traffico del tempo libero, non è altro che un enorme spreco di denaro. Nelle regioni
urbane invece mancano i mezzi per il miglioramento e la manutenzione dell’infrastruttura stradale.
Anche i trasporti pubblici e la mobilità ciclistica e pedonale hanno bisogno di maggiori mezzi
finanziari.
Il popolo svizzero ha già stanziato miliardi per la NTFA al Gottardo e così dimostrato fattivamente
la sua solidarietà con la Svizzera italiana. Con la nuova trasversale ferroviaria alpina il Ticino si
avvicina al resto della Svizzera come mai prima d’ora. Ci si può aspettare che una congrua parte
degli automobilisti ticinesi in futuro viaggerà col treno, come fanno già i Vallesani da quando è
stato aperto il tunnel di base del Lötschberg.
E ancora una cosa: la promessa di costruire quattro corsie, ma usarne solo due, ha l’aria d’una
presa in giro dei nostri problemi di traffico nella Svizzera occidentale. Qui nessuno ci paga una tale
corsia d’emergenza. E per quel che riguarda la promessa, una volta ho detto: è come la promessa
d’un ubriaco. Non potrà essere mantenuta, poiché le pressioni della lobby dell’auto e
dell’autotrasporto dell’Unione europea saranno enormi.
Berna, 12 gennaio 2016
Non sabotare il progetto del secolo AlpTransit
Giorgio Tuti, Presidente SEV Sindacato del personale dei trasporti e Vicepresidente USS
La costruzione di una seconda galleria stradale mette in pericolo la redditività della Nuova
trasversale ferroviaria alpina (NTFA/AlpTransit) nonché le intenzioni di trasbordo delle
merci su ferrovia insite in questo progetto. I fautori del raddoppio mettono in conto di
sabotare la NTFA e così gettare al vento miliardi di franchi.
Recentemente anche l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) partecipa al concorso della palese
propaganda per la votazione sul raddoppio. L’UFT si squalifica con l’affermazione che, senza una
seconda canna stradale, sarebbe in pericolo l’obiettivo di trasferimento. L’UFT è dell’opinione che,
a causa del temporaneo trasbordo su treni-navetta durante il risanamento del tunnel, un treno l’ora
deviato sulla linea di montagna metta in pericolo l’obiettivo di trasferimento. Sull’altro lato, pare che
invece una galleria stradale a quattro corsie non metta in pericolo l’obiettivo di trasferimento sulle
rotaie. Una tale distorsione dei fatti è una sfacciataggine senza pari.
Con la NTFA la maggior parte del traffico delle merci in transito può essere trasferita dalla strada
alla ferrovia. Questa è stata la promessa del Consiglio federale nel libretto per la votazione sulla
NTFA. E ora, a pochi mesi dall’aperura del tratto centrale della NTFA – la galleria di base del
Gottardo che ne è il cuore – l’attuale Consiglio federale vuole potenziare le capacità stradali e così
silurare durevolmente la NTFA.
Il “sì” del Consiglio d’amministrazione delle FFS al raddoppio del Gottardo suscita solo
incomprensione nel personale delle ferrovie. Ecco che il più alto gremio delle ferrovie federali si
schiera con la concorrenza e dimentica che, dopo l’apertura della prima galleria stradale nel 1980,
il numero dei passeggeri sui treni è crollato circa della metà. Anche un secondo tunnel stradale
avrà effetti negativi per la NTFA e metterà in pericolo massicciamente la sua redditività (cfr. cifre
nell’allegato).
Perciò ricordiamoci che: le ferrovie possono - e il personale vuole - trasportare le persone e le
merci sulle rotaie. Siamo convinti della potenzialità della nuova infrastruttura e vogliamo anche
fornirne la prova. Ma questo è possibile solo se, in particolare le merci, non sono sedotte dalla
strada con una seconda canna.
Già oggi l’imbarbarimento delle condizioni di lavoro, il mancato rispetto delle norme salariali e degli
orari di lavoro e il massiccio dumping salariale sono fatti quotidiani nel settore dei trasporti stradali.
La Svizzera non deve incoraggiare ulteriormente questo fenomeno, potenziando l’asse di transito
stradale al Gottardo. Migliaia di camion, che oggi scelgono il tragitto più lungo attraverso il
Brennero, col raddoppio attraverserebbero la Svizzera e danneggerebbero in modo duraturo la
NTFA.
La NTFA, uno dei maggiori investimenti del nostro paese, non deve essere silurata.
Berna, 12 gennaio 2016
Il raddoppio del Gottardo mina la protezione del clima
Thomas Vellacott, CEO WWF Svizzera
Un mese fa quasi 200 stati hanno deciso obiettivi ambiziosi alla Conferenza sul clima di Parigi. Il
cambiamento climatico non deve superare gli 1.5 gradi, per evitare conseguenze gravi per le
persone e la natura.
La Svizzera a Parigi s'è impegnata in prima fila per questi obiettivi. Questo è importante, proprio
anche per le Alpi. L'area alpina è particolarmente ricca di specie e, per la protezione delle specie,
è una delle eco-regioni più importanti del mondo. Lo spazio alpino è però anche particolarmente
vulnerabile. Nelle Alpi le temperature crescono a doppia velocità rispetto alla media globale. Più 6
gradi sono dunque purtroppo una previsione plausibile. Per la "rosa delle Alpi" (rododendro) già
con 4 gradi in più fa troppo caldo. Per confronto: la differenza di temperatura con l'ultimo periodo
glaciale è circa di 5 gradi. Questo mostra a quali cambiamenti andiamo incontro - sia le persone
sia la natura - se non agiamo con decisione.
Se gli obiettivi dell'accordo di Parigi saranno rispettati, potremo evitare il peggio. Quello che è
necessario è semplice: da subito non si deve più investire soldi in infrastrutture «fossili». Quindi
niente soldi per nuovi riscaldamenti a nafta, piattaforme petrolifere e proprio anche per nuove
strade, che poi riscaldano il clima per i decenni a venire. In Svizzera il traffico stradale ha
un'importanza particolare: dal 1990 le emissioni di CO2 del traffico stradale sono aumentate di più
del 10%, invece di diminuire come sarebbe previsto dalla legislazione. La Confederazione si
aspetta un aumento delle emissioni di CO2 anche in futuro. Al Gottardo circa la metà delle
emissioni di CO2 è oggi dovuta ai mezzi pesanti. Una seconda galleria stradale al Gottardo è
quindi il contrario di quanto la Svizzera ha giustamente chiesto a Parigi. A questo proposito solo
tre cifre: un camion pieno di merce che attraversa la Svizzera consuma quattro volte più energia
del corrispondente trasporto su ferrovia. Il carico per il clima è persino 30 volte più alto. Ciò
nonostante, negli ultimi 15 anni il transito delle merci su strada è cresciuto a velocità doppia
rispetto a quello sulle rotaie. Nuove capacità stradali non faranno che aggravare il problema.
Chiaro, si asserisce che un nuovo tunnel non porta a un aumento delle capacità. Dalla politica
climatica purtroppo sappiamo fin troppo bene che le promesse sono sempre rosee. Poi si mette in
pratica quello che in un dato momento è politicamente più comodo. Le capacità libere suscitano
delle brame. Solo pochi mesi fa il Consiglio federale ha annunciato di aprire al traffico 125 km di
corsie d'emergenza. Non ci riesce di vedere una ragione perché al Gottardo il Governo resterebbe
più saldo. Per il WWF è chiaro: una seconda canna stradale al Gottardo mina la protezione del
clima e semplicemente non è al passo con i nostri tempi, ora che tutte le nazioni del mondo si
sono impegnate per obiettivi climatici ambiziosi.
Berna, 12 gennaio 2016
Scarica

Ampia alleanza contro il transito infernale, il - Alpen