Voci Corridoio
di
Numero 62—Anno IV
settimanale fraccarotto
28 febbraio 2008
PAPAVERO E PAPERE
Ma dove siamo finiti?
Vergogna!
QUESTIONI COSTITUZIONALI
di Monto
C'è un po' di tensione nell'aria. Anche
quest'anno il ricambio anzianimatricole ha determinato una varietà
di conseguenze, per alcuni del tutto
inaspettate. Io ad esempio, seppure
intenzionato a spostare il mio asse su
un ruolo più funzionale, tra la perdita
alle elezioni e lo svuotamento della
nostra bella redazione, ho preferito
rimanere qui e coordinare, come da
vignetta (grazie Elia!), i nuovi arrivati.
La cosa non mi rammarica, perché il
nuovo comitato (che ha avuto i miei
voti) mi sembra stabile e ben assortito; mentre questo lavoro di redazione
è una vecchia gioia che si rinnova,
grazie soprattutto alla dedizione di
Splendid (anche se prima o poi lo
strangolerò), e naturalmente al supporto di Masy, morale e materiale.
Quello che mi preoccupa è che - a
tratti - la comunità rivela qualche
cedimento, e io davanti a questo foglio a descriverveli. Diversi collegiali
fanno poca vita comune. Alcuni, vuoi
per il fascino del wireless, vuoi per
altre derive edonistiche, rimangono
nell'alveo della propria camera, con la
complicità di pochi habitué: escono
solo per determinate occasioni, rendendosi così organizzatori manchevoli. Altri hanno proclamato che si eclisseranno per via dei troppi impegni,
compreso il poker, evidentemente,
che pare diventato più importante e
divertente di tutto il resto. Succede
così che molte iniziative individuali
non trovino il supporto degli altri,
mentre - che ironia - talune decisioni
sprofondano in farraginose dispute di
pseudo-democrazia allargata assai
procrastinatrice. Di fronte a queste
situazioni, si sprecano le opinioni di
molti: chi inneggia al potere del più
anziano, chi si incatena alle macchinette in nome del pluralismo. Una di
queste falle ha generato il problema
segue a pag. 14
DISCONOSCIAMOLI!
Allibito e imbarazzato. Questi due aggettivi riassumono al
meglio il mio stato d’amino per l’ennesima prova del collegio rivale. Non dico “nostro” perché, per come stanno le
cose, io lo disconosco. Non ero in collegio quando
l’operazione “Ambaradam” ha visto la luce il 26 marzo del
2003, sarei entrato solo l’anno successivo sentendo il riecheggiare di tale impresa. Ho visto e vissuto mille cose in
collegio ma mai ho visto un’azione di risposta; ho dovuto
aspettare 6 anni e 7 mesi e 2 giorni per vedere qualcosa di
simile ad una risposta. È ironico pensare che se una nostra
ipotetica azione fosse questo lunedì, dovremmo attendere il
4 giugno 2015 per una nuova vostra risposta! Il libricino
scritto grazie ai soldi altrui è anche una bella idea. Ognuno
segue Guliano a pag. 2
http://www.collegiofraccaro.it/vdc
INTERVISTA DOPPIA
GASPARETTIGASPARETTI- RAVIZZA
Monto a pag. 8
Questa è la domanda che mi assilla
da settimane, dove siamo finiti?
Dove abbiamo messo le palle? O
meglio: dove le avete messe? Quando avete perso la voglia di tirare la
carretta? Certo è più semplice stare
dietro col gregge e vedere che qualcuno lo fa per voi, per poi aiutare e
prendersene i meriti dando una
spintina alla fine della salita! Non
riconosco più le persone che con
me hanno gioito e non, negli anni
più belli della mia esistenza, quelli
passati in collegio! Questo articolo
vuole essere sia uno sfogo che una
scossa per una situazione che deve
e ripeto DEVE cambiare.
Basta con la democrazia, basta con i
buonismi, ora è tempo di una sana
oligarchia, si parla tanto e troppo
spesso in collegio di politica, questo
è quello che porta: poca chiarezza e
tanto casino. A noi non serve un
gran bastone (tuttoinculo), servono
poche persone che hanno visto
com'era il collegio quando le cose
“funzionavano”; non serve essere
compiacenti davanti a certe situazioni o a certi atteggiamenti, serve
rigore e fermezza e perché no anche qualche mazzata come i bravi
genitori certe volte non lesinano ai
proprio figli anche e soprattutto per
il loro bene. Così non ci si troverà
più di fronte a riunioni fiume senza
venire a capo di nulla!Diamo ordine: iniziamo a dare il giusto ruolo
alle matricole. Sono matricole e
basta, e mi sembra già tanto, forse
troppo: è difficilissimo essere una
buona matricola ! I secondi anni
dovrebbero solo essere felici che sia
finito il loro primo anno e dovrebbero essere una sorta di guida per i
nuovi arrivati; i terzi anni dovrebbero capire che non sono i padroni del
mondo
segue Marce a pag. 14
[email protected]
RACCONTI EROTICI
L’AMBROSIA DI BEATRICE
.G a pag.12
LINGUISTICA
DIZIONARIO ILLUSTRATO
Uzzino a pag. 12
segue Giuliano dalla prima
ha la sua idea di goliardia e non mi metto a
sindacare su quale sia migliore, ma su un punto non si può transigere: una risposta non può
essere attesa per più di sei anni e mezzo e
tanto meno una risposta deve essere indirizzata verso altri; ma i primi che debbano essere
colpiti da tale azione dovevamo essere appunto noi, il Collegio rivale. Ecco qui che arriviamo
al punto cruciale: quanto il Cairoli è coniglio
davanti alle proprie azioni. Non e possibile che
non abbiano il coraggio di presentare questa
opera direttamente a noi, ma la presentino
davanti ad alcuni degli altri collegi a cui probabilmente non interessa granché della nostra
rivalità. Un sentore di quanto voi siate conigli
l’avevamo già avuto: ricordo, infatti, che
l’unica volta che avete avuto il “coraggio” di
entrare nel nostro collegio è stato il giorno
della nostra finale di calcio quando, ovviamente, tutto il collegio non era presente perché già
sugli spalti a vederci vincere quello che voi
potete solo sognare. È proprio brutto dover
competere con chi non ha neanche il coraggio
di assumersi le proprie responsabilità. È anche
imbarazzante vedere che ogni scusa è buona
per non farvi vedere qui da noi. La scusa questa volta ve l’abbiamo data noi sbagliando la
data, ma nonostante abbiate subito ricevuto
l’invito corretto, vi siete nascosti dietro un
“vengo quando ho voglia io e non quando me
lo dici tu”, peccato che voi non vogliate venire
e peccato che siate capeggiati da un cerebroleso. Devo essere sincero, non mi aspettavo questo così poco potere da parte del gran bastone,
pensavo che fosse il gran bastone a decidere le
linee guida del collegio e sul da farsi, non sa-
Cosa cambierà con la nuova riforma
Cosa è stato cambiato con la nuova
riforma Universitaria?
1. La riforma sull’università approvata
dal consiglio dei ministri mercoledì 28
ottobre è perfettamente in linea con
tagli dell’agosto 2008 e sancisce la morte dell’Università Pubblica.
2. Il 40% dei membri del consiglio di
amministrazione composto da privati. ll
cda assorbirà gran parte dei poteri del
senato accademico.
3. Conferma dei tagli di un miliardo di
euro in 5 anni.
4. Più autonomia nella gestione dei fondi.
5. L’Anvur darà più soldi ai meritevoli e
meno a tutti gli altri secondo criteri molto superficiali. I
6. ntroduzione dell’abilitazione nazionale per professori associati e ordinari
attribuita da una commissione nazionale
composta da membri estratti a sorteggio.
7. Con l’abilitazione, 6 anni a tempo
determinato(3+3) da ricercatore e i fondi
necessari (che non ci sono) si diventerebbe professori associati.
8. Cancellazione della terza fascia di
docenti (ricercatori che insegnano a tutti
gli effetti),scompare questa figura professionale.
9. Abolizione borse post-dottorali annuali, quindi decine di migliaia ricercatori
che dopo svariati anni di precariato verranno mandati a casa.
10. Delega al governo affinché non sia
più il parlamento a riformare il diritto
allo studio, ma il governo, quindi nessuna garanzia o forma di opposizione a
qualsiasi prossima novità .
11. Aumento del “prestito d’onore” ossia
la possibilità per gli studenti di indebitarsi pur di continuare a studiare.
2
Quali conseguenze comporterà?
I danni saranno tantissimi, molti irreversibili.
1.=Privatizzare le università significa soprattutto che
chiunque ha tanti soldi (e purtroppo in specie in Italia
i soldi non ce l’hanno solo brave persone) potrà influenzare la didattica preservando le nozioni necessarie per gli interessi bancoindustriali ed eliminare tutto
il resto cioè la Cultura. Le tasse aumenteranno di
sicuro perché verranno stabilite da chi ha investito e
fa business.
2.=Associata al punto 1 si traduce in una minore rappresentanza degli studenti sia nel senato e che nel
cda dove al massimo potrà esservi uno studente.
3.=Estrema unzione non solo per l’università, ma anche per chi sperava di lavorarci.
4.=Male minore.
5.=Se in una facoltà c’è un dipartimento che
(nonostante i tagli) raggiunge livelli di eccellenza e
tre mediocri vengono valutati attraverso una media,così facendo si penalizzano o si eliminare tutti e
quattro.
6.=L’abilitazione esiste già nelle scuole e con scarsi
risultati.
7.=Non è chiaro chi deciderà chi deve essere assunto
per tre anni e con quale metodo, ma non essendoci i
soldi il problema riguarderà pochi eletti delle università ?meritevoli?
8.=I pochi eletti durante i 6 anni dovranno, occuparsi
della didattica, anche se assunti da ricercatori precari,
quindi insegnare abusivamente.
9.=Manco le briciole più. Effettivamente quella era
una forma odiosissima di lavoro, una strana forma di
volontariato senza la quale sarà difficile fare ricerca e
orientare i giovani al lavoro.
10.=Quà possiamo aspettarci di tutto, infatti si intuisce il perché del punto 11.
11.=Non solo devi formarti velocemente per produrre,
ma devi farlo anche sotto il ricatto delle banche. Questo accade in America dove alcuni giovani arrivano al
punto di andare in guerra oppure si prostituiscono sul
web per ripagare i debiti o i costi dello studio. Per
fortuna la nostra, temporaneamente ignorata costituzione garantisce il diritto allo studio e non al prestito.
pevo che abbiate dovuto addirittura mettere
a votazioni se venire qui o meno con il risultato scontato che non venendo avete dimostrato per l’ennesima volta la vostra inferiorità. Mi spiace davvero vedere un gran bastone con così poco potere e un collegio così
pieno di giovani talentuosi ma pur sempre
conigli. Non sapremo né leggere né scrivere,
ma sappiamo benissimo riconoscere la paura.
P.S. Come già detto abbiamo sbagliato a scrivere l’invito che solo voi avete letto, ma
sarebbe decisamente meglio che su wikipedia correggeste le “divese” in “divise”; capisco che voi non vincete mai nulla negli
sport, ma non per questo siete esentati da
scrivere in italiano, soprattutto visto che
internet è accessibile da chiunque.
Video consigliati: http://www.
youtube.com/watch?v=0yyqPbGnDPg
Università: piuttosto che finanziarla la si
regala ai privati
Questa è l’ennesima manovra piduista
de”l’utilizzatore finale” della ministra, la
quale, oltre alla comprensibilissima rapida
ascesa, vanta di essere stata sfiduciata
dall’incarico di presidente del consiglio comunale di Desenzano del Garda per inoperosità e di essere andata fino a Catanzaro per
sostenere l’esame di stato.
L’università era uno dei settori pubblici ancora non svenduto ai soliti furbetti del quartierone. Succederà come per le autostrade, le
ferrovie, ecc.. comprate da gente con le pezze al culo e l’amico banchiere che li presta i
soldi, che poi potrai restituire dopo qualche
anno aumentando il costo dei pedaggi, dei
biglietti del treno o delle tasse universitarie
e magari svendendo il patrimonio immobiliare.
Sinceramente non penso che queste macchiette riusciranno veramente a fermare la
cultura e la conoscenza però l’intenzione è
quella, quindi si tratta di fermare prima possibile questi sciacalli allo sbaraglio perché
una volta fatta questa “privatizzazione” sarà
difficilissimo tornare indietro (vedi Obama
con sistema sanitario). Quindi tutti pronti a
gridare tutto il nostro disgusto non solo nelle
strade, nelle facoltà, nei movimenti, ma anche alla manifestazione nazionale degli
studenti prevista per il 6 novembre.
novembre
Longobeach
Aggiornamento sull’articolo
“Trattativa Stato-mafia. Escono i
nomi di Berlusconi e Dell’Utri.”:
il pentito Gaspare Spatuzza deporrà al processo Dell’Utri.
DUCK HUNT (Papere al Fraccaro)
Nell’ambito dei buoni rapporti instauratisi, con
il S.ta Papera, è stato possibile organizzare una
serata collettiva, tra Papere e Fraccarotti. Il
luogo più ricercato della Pavia collegiale accoglie ben due gruppi di matricole
pronte a mostrarsi
in sala comune al
cospetto
della
collegialità fraccarotta.
Il clima di queste
auliche mura, e
tutto ciò che le
circonda, è infatti
qualcosa di difficilmente eguagliabile, specialmente
da quei “giovani
talentuosi”,
ai
quali consiglio gli
innumerevoli reality show nei quali
troverebbero il più
adeguato palcoscenico per mettere in mostra le loro doti. Arrivo previsto delle
Papere, ore 21.30. Matricole a rapporto dal
“luogotenente” Sacha, incaricato di motivarle
con ogni mezzo lecito e non per la gran serata.
Sono previsti due gruppi di MQM papere, il
primo alle ore 22 e il secondo per le 23.
L’accoglienza è quella classica dei seguaci di
Bacco e di Venere: un bel “Bimbe belle” cantato a squarcia gola e con la mano sul cuore da
tutti. Arriva il momento della scelta, le nostre
MQM mostrano le loro migliori doti, e soltanto
Dal diario di Paperina
Con alle spalle la luce tenue di fuoco che ci
aveva illuminate nella grotta dello sciamano,
con il calore di un canto nelle voci e il bruciore
di tanto vino in gola, correvamo attraverso
l’aria arancione di Strada Nuova. Poi, rallentando, ascoltavamo un diverso tambureggiare delle suole sui ciottoli: le due torri. Riempiamo i
polmoni d’aria in un respiro. Torniamo ad accorgerci del buio della notte. Uno scambio di
sguardi fulminei: sappiamo come fare, non
sappiamo ciò che ci aspetta. Parte il coro. Riparte. C’è qualcuno che ascolta? Quando sto
per sedermi ai piedi della mia “pittura rupestre” – finalmente ho una barba da grattare
nell’attesa di qualcosa!- ben note facce si manifestano sull’uscio del famigerato collegio
Fraccaro. Scrivo famigerato perché, come spesso accade, solo la sera prima in una presentazione itinerante di una (lasciatemelo dire) brillante produzione cairolina, il racconto di compiute gesta fraccarotte aveva illuminato molti
sguardi. Perché, signori, quattrocento chili di
alcuni tra i più meritevoli (e aggiungerei maggiormente dotati) potranno prendere parte ai
giochi della serata. Giochi che si sviluppano
senza particolare intoppi, e con tanto diverti-
intimorito e complessivamente “mal guidato” dalle fagiole accompagnatrici. (Magari
sentirsi qualche ora prima della serata e
accordarsi sarebbe stato utile.) Il secondo
gruppo di Papere mostra quello che è
definibile come il dark side of the moon
del S.ta Papera. Mostrano il loro becco
appuntito ed una insospettabile agilità
durante la Leonatio (che per organismi
dotati di zampe palmate è cosa non
indifferente e aggiungerei alquanto insolita) organizzata per l’occasione. Vendono caro il proprio deretano e riescono
anche a ad azzannare le chiappe di uno
dei nostri (Budino fletti!!). Da rimarcare
pure l’eccellente performance, della papera mqm ribattezzata successivamente
BAM-BAM, che dà prova di grandi virtuosismi, non ben definibili su queste pagine, ma ben definiti per chi ha assistito
alla serata (vero Uzzino?!). Risultato finale, due ore di festa in puro clima goliardico, litri di vino consumati, e, spero
vivamente, una bella immagine della
nostra collegialità.
mento, tra posizioni improponibili, mele morsicate e qualche mano morta, che ovviamente
non passa inosservata. Le pudiche e pie Papere, orgogliose di rivendicare il loro status di
“donne tutte d’un pezzo” (per farla breve delle
“Prese meil”©), insorgono… ma Moviola mqm,
rimette la mano al suo posto e anche grazie
alle abbondanti quantità di vino presenti per la
serata, gli animi si placano e la festa può proseguire indisturbata. Il primo gruppo di Papere
non mostra particolari doti, risultando anzi
IDEM VELLE
letame, restano quattrocento chili di letame!
Nel frattempo, camminando sui passi delle
nostre bollate, veniamo introdotte al cospetto
di incappucciati… No, non rende, lasciatemi
riprendere… Dicevo: veniamo introdotte al cospetto
di
venticinque
paia di gambe, di
venticinque pantaloni calati, di
venticinque falli
tenuti a freno da
venticinque slip: è
bello constatare
come il senso
della
decenza
possa trascendere
persino quattrocento pesantissimi
chili di merda!
Mio malgrado sono costretta ad ammettere la
superiorità degli istinti animaleschi: la mia
compagna di (dis)avventure, sfruttando le sue
facoltà di “dinosauro”, riesce a fiutare una
preda decisamente prelibata.
Quello che accade da questo momento in poi
è un’esperienza mistico-formativa: competenze indubbie, tecniche finissime, movimenti rapidi e muscoli in tensione. Ci accostavamo all’arte eccelsa della “Leonatio”. Con l’ausilio
di strumenti aggiunti quali ginocchiere e con un tifo di parte con
la possibilità di interferire nello
svolgimento dell’azione riusciamo
a concludere la partita sul dignitosissimo risultato di 3 a 1.
Non potrei immaginare nulla che
meglio renda onore alla parola
“ospitalità” del prender parte ai
rituali autoctoni! Da Camuni non
possiamo che sentirci a casa in
questo ambiente e vi ringraziamo
intonando un sentitissimo Fraccarotti culirotti! Ma da Papere dobbiamo rimetterci in cammino verso la nostra
meta!
Ostrega
P.S. A nome del collegio, mi sento in dovere
di ringraziare i Quarti anni e Alessandra
(fagiola accompagnatrice) del S.Caterina,
nonché Splendid, Gatelli, Sacha e quant’altri
hanno collaborato per l’organizzazione della
serata.
Il padre famiglia Camuno
Nuzzo M. Francesca
3
Lettera
Pubblichiamo per intero la lettera d’invito ai maialini cairolini per la presentazione della
loro opera tanto titanica quanto ridicola, visto che non avevano il coraggio di presentarsi.
Luridi figli di luride scrofe,
Giunse voce fra le Sacre Torri, che la vostra misera collegialita’ allo sbando abbia messo insieme un libruncolo di qualche tipo,
grazie alle profonde tasche di poteri compiacenti.
Giunse altresi’ voce, che tale caprina opera verra’ presentata in tutti (o molti) collegi pavesi ad esclusione dell’unico, vero, lodato e pluripremiato Collegio, di cui avete l’onore di definirvi indegni rivali.
Quanta tristezza ammanta le vostre scialbe mura,
Quanta tristezza avvolge i vostri gesti, capaci solo di vilta’ e codardia.
Quanta tristezza nelle vostre ciance strabordanti di errori sesquipedali.
Sono bravi tutti a riempirsi la bocca con le parole insulsi cairolini.
Noi parliamo con i fatti,
I fatti parlano per noi.
Voi stessi decantate quest’operetta come la risposta alla nostra gloriosa
“Operazione Ambaradan”
26 marzo 2003
che ha scritto nella storia pavese un nuovo, innovativo e irraggiungibile modo di vivere la parola goliardia.
4
Il vostro stile maialini cairolini e’ obsoleto, le radici di atti simili sprofondano in una matrice che ha ormai fatto il suo tempo: e’ passatismo.
6 anni, 7 mesi e 2 giorni per produrre una risposta.
Non siamo stupiti.
Dovrebbe esser ovvio, ma cosi’ non e’ per voi, che la risposta ad un atto si porta in primis all’avversario.
Invece voi cercate d’aggirare, come i codardi che siete stati in passato e che sarete anche in questa occasione.
Ma il Plinio sa essere clemente con chi e’ inferiore, e alla vostra vilta’ cerchiamo noi una soluzione.
I
Plinio Fraccaro
Il Collegio Fraccaro tutto
“ n nomine
Invita
MercoledÌ 28 ottobre 2009
Alle ore 19.00
La rappresentanza cairolina
A presentare la loro distrofica opera
All’interno delle Sacre Mura Fraccarotte.”
Le modalita’ di accesso da parte di tafani giallo-neri all’interno delle nostre splendide mura, sara’ passibile di arbitraria decisione dei Fraccarotti presenti, che garantiranno l’immunita’ dei rappresentanti cairolini.
90 e piu’ Gran Bastoni
ps: Parliamo con i fatti, o avete bisogno di altre scuse per non venire, ridicoli giovani talentuosi tutti parole e niente coraggio?
Per dovere di cronaca, ci sembra giusto informare tutti gli amati e non amati lettori di VdC di due cose: prima è stata inviata una copia con
qualche errore sintattico dovuto al correttore di Word e poi questa versione, corretta. Ovviamente, i porcellini cairolitti non si sono presentati.
Schifosamente prevedibile.
5
Bombardato dalla figa
(ovvero vita, morte e orgasmi simulati di Sbirulino)
Cari Fraccarotti, un nuovo numero di VdC significa nuovi e mirabolanti episodi di collegialità allo stato puro, di cui, nei limiti del possibile, si vuole rendere testimonianza. Dunque
rieccoci qua, in quanto quel ricettacolo di
immondizia di Sbirulino si è compiaciuto di
fornirci nuovo incredibile materiale per quella
che, di questo passo, è destinata a diventare
una rubrica (nonostante mi ripugni il fatto che
il protagonista sia una “minus quam merdam”). Il primo episodio che vogliamo narrare
è ambientato nel porcile dove grufola il suddetto maialino. Aggirandomi annoiato
all’interno di quel monumento al luridume, mi
sono imbattuto in un collage di foto, tra le
quali, una in particolare ritraeva la cloaca in
questione circondata da alcune ragazze. Stupito del fatto che le poverette ne sopportassero il fetore e la presenza tutt’altro che gradevole, quell’essere rattesco ha precisato:
“Quelle sono mie ex, però ormai ho lasciato
tutto a casa.” “Ah sì?!” “Sì, sì, con una in gita
ho fatto un po’ di petting, sai, quando dai
una leccata qua e una là! Tra l’altro questa
qua è dell’oratorio e mi ha detto che davanti
niente, ma ha il deretano sfondato! Però, mi
raccomando, non raccontarlo in giro che voglio mantenere una certa reputazione.” “Tu,
Nuova retrospettiva
matricola, una reputazione!? Ma sei sicuro?!
E poi secondo te ci credo!?” “Ma guarda
che c’è una che mi corre dietro, solo che le
ho detto di no, è un cesso clamoroso e poi
veramente… in questo periodo sono proprio
bombardato dalla figa!” “Ma non dire cazzate!” “Ma sì, figurati che ieri sera al Nirvana, ho ballato con quattro tipe e secondo
me ci stavano pure, solo che poi è arrivato
quel coglione di Moviola e si è messo a
importunarle con dei modi veramente da
terrone, ha cominciato a fare gridolini, toccava i capelli ad una… Io voglio instaurare
un dialogo, non fare come lui, ho una reputazione da mantenere, veramente! Tipo,
visto che sono delle mie compagne di corso, lunedì vado da loro, mi avvicino e dico:
“Ciao, vi ricordate di me al Nirvana!?” e poi
le conosco un po’.” Lunedì si è saputo che
le tipe in questione, invece che prenderlo di
peso e stuprarlo in bagno (cosa che sarebbe dovuta accadere secondo le sue ottimistiche previsioni), l’hanno visto e hanno
girato la faccia dall’altra parte. D’altronde
come biasimarle, e secondo me sarebbe
stato molto peggio se avesse utilizzato un
siffatto approccio. Ma il nostro anti-eroe
scaccia-figa non si è certo dato per vinto,
tant’è che... Alla prossima!
Cazza
“Mi hanno detto che con la legge fotti il prossimo,
mah, nel dubbio proviamo…”
dei collegi che potevi scegliere”, dice mio mi sottometto: amaramente, non ci sono
padre senza aggiungere altro. C'era solo inver- abituato. Mi rilasciano, raggiungo la stanza.
Il disorientamento della prima volta a Pavia. no e squallore fuori dai vetri: tra gli alberi Perché il rettore mi ha dato una stanza così
quasi spogli, la piccola? E così fredda, da svegliarsi di notte
Girare
in
terra priva di erba (per il freddo). Si può vivere in un posto
ma cch ina ,
e i flutti del fiume così triste? La mia 65... Conosco il mio viciinsieme a
che gli scorre in- no, Simone Perelli, che trova per me qualmio padre,
nanzi. Uno scenario che parola d'incoraggiamento. Non ci credo,
per il Lunche non induce sono angherie: che divertimento possono
goticino,
commenti. Il primo dare? Riuscirò a vivere qua? La risposta a
per
viale
incontro in collegio, questa domanda è ancora lontana. Domani
Gorizia,
come per molti è un altro giorno, si vedrà.
viale MatteMonto
altri, è sulle scale.
otti: è il
Passando davanti
Ring
di
alla cucina di sotto
questa pic(passaggio
cola
città
obbligato per il
piena
di
bunker), Pede
sampietrini
mi scorge e mi
e zone trafPrima di entrare in collegio, Monto viveva in un
scruta, occhi
f i c o mondo spensierato e felice...
sbarrati e lablimitato, la
strada di scorrimento che circonda il mio bra serrate, sottili. Manzoni, che cucinaprossimo futuro. Il tempo è così tetro che va, non gli dà il tempo di esprimersi: ha
pare tutto brutto; non si pensa che la prima- già deciso che tocca a lui darmi “il benvera possa dare altri volti: penso solo che a venuto”. E sono parole di terrore, da far
Genova si stava ancora bene. A Genova c'è desiderare i quattro muri scrostati e sposempre vento, ma non avevo mai avuto fred- gli della mia stanza. “Fletti!”, ovviamente.
do. A Genova pensavo di poter vivere per “Sotto il tavolo”, che proprio non mi asempre. O come scrisse il grande Caproni: spettavo. Guadagno un quarto d'ora mo“Potrei persino dire qui è gentile morire”. strando di non capire in che senso volesFacciamo una curva e leggo 'Cardano': “E' uno sero che facessi quelle cose, ma alla fine Squallore e mestizia alla camera 65, all'arrivo di Monto.
6
PRESÈNTATI!
Patrizio
Di Carlo
Patrick
20 ottobre 1990
Residente ad Alanno
(PE)
Diplomato con la
valutazione di 96/100
al Liceo Scientifico G.
Galilei
Tento di studiare
Lettere moderne
Stanza n°45
Hobby: figa, calcio,
scrivere in rima...
A nziani, colonne, fagioli, matricole
m olte premesse mi sembran ridicole:
m i presento io sono Di Carlo Patrizio
il verso è l’arma con cui castigo e delizio.
Rimetto a voi la scelta del soprannome
a fantasia e inventiva in voi mai dome!
Tiravo già calci da dentro il pancione
e da allora mai ho smesso di giocare a pallone.
Quando col tempo son cresciuto e maturato
un altro hobby mi ha attratto e catturato
e così nel dedicarmici corpo, cuore e mente
s on ormai diventato un figa-dipendente!
Tornando a dove e quando son venuto al mondo:
o spedale di Pescara, mentre il dì fecondo
è il 20 ottobre millenovecentonovanta
in cui mamma urla e papà felice canta.
Liceo frequentato: Scientifico Galileo Galilei
che mi ha visto diplomato con il novantasei.
Ora Lettere moderne invece “tento di studiare”…
lavoro e occupazione? Li posso solo sognare!
La mia aspirazione è scrivere denunciando
e svelare e mostrare scoprendo e smascherando
giochi di potere, soprusi e false notizie:
ideali e valori contrapposti alle ingiustizie.
Ops… non mi ero accorto che le righe fossero
dispari!!!
!!!
Andrea
Strambi
11 maggio 1990
Laveno Mombello, in
provincia di Varese
Diplomato presso il
Liceo Classico Statale cairoli (merda!!!)
di Varese con una
votazione di 100/
centesimi
Tento di studiare
Giurisprudenza
Stanza 23 (ex-Guida)
Matteo
Pizzolante detto Budino
Camera 42
Nato a Galatina (LE) il 17/06/90
Diplomato presso il Liceo Scientifico “A. Vallone” di Galatina con votazione di 92/100
Tento di studiare chimica e tecnologie farmaceutiche
Amo il calcio, il taekwondo e la mia terra: il Salento. Tifo
Lecce ma ho anche una parte di cuore bianconera. Mi
piace ascoltare un po’ tutta la musica, in particolare
pop e dance. mmhh.. cosa voglio per il futuro??.. Distribuzione gratuita di preservativi!!.. ci sono già troppe
tasse che gravano sulle nostre famiglie..
Ciao a tutti (soprattutto ai ragazzi),
sono Pietro Pennetta e sono nato a San Pietro Vernotico (BR) il 20 maggio 1990.
Potete intuire che amo lu mare, lu sule e lu ientu dato
che vengo da lu Salentu!!!
Ho frequentato il Liceo Scientifico Francesco Redi dove
mi sono diplomato con la valutazione di 72/100.
Tento di studiare scieze biologiche.
Il mio numero di matricola è il 380913 (che quasi si
avvicina al numero di ragazzi che ho avuto...).
Ho diversi hobby: la figa (che preferisco depilata... ma
come forse già sapete non butto via niente! Vanno
bene anche i cazzi!), il basket, che pratico da 7 anni,
e la fotografia “artistica” (non solo foto di donne nude… ma anche bei cazzi!). Mi piace guidare qualsiasi
mezzo purché abbia un motore che, come i travioni,
preferisco bicilindrico L a 90° e mangiar bene e molto
(apparte polenta e risotto che son cose da polentonileghisti!!!).
P.S. : cari ragazzi, se questa presentazione non vi è sembrata esauriente possiamo conoscerci più approfonditamente in camera mia... la n° 34: ad attendervi troverete una
“lunga” ed indimenticalbile accoglienza!!!
Massimiliano
Pizzonia
10 maggio 1990
Roma (pariolino del cazzo—NdR)
Diplomato al liceo classico T. Tasso con 85/100
Tento di studiare giurisprudenza
Stanza 59
Fono Maffimiliano Piffonia, detto esselunga o semplicemente esse, sono nato a Roma il 10 maggio 1991 e
risiedo a Roma. Mi sono diplomato al liceo classico
Torquato Taffo di Roma con la votazione di 85/100 e adesso tento di studiare giurisprudenza. Gioco a basket e ascolto musica, ma i miei hobby principali sono altri: il clitoride
pendulo indurito e, a volte, un po’ arrossato e il cunnilingus, cioé quando lecchi 'a sorca.
In collegio sto nella stanza 59. Sebbene arrivato da poco sono già stato eletto da un altro
collegiale il più brutto del collegio poiché sono "brut come el pecao".
con orgoglio, soprattutto perchè ha contribuito a rendermi ancora più intrigante tra le
esponenti del gentil sesso. Molte ragazze,
in queste uggiose e fredde giornate pavesi,
si avvicinano a me ammiccanti, pretendenTutte queste preziodo di conoscere l'origine di questo sopranse informazioni posnome. La mia risposta è sempre la stessa:
sono essere comodamente racchiuse in un' unica “Lo scoprirà la prima donna che avrà l'onoparola: SBIRULINO. E' questo, infatti, il nome che i re di varcare la soglia della mia camera 23”.
Fraccarotti mi hanno assegnato e che io porto Nel frattempo, mi dedico ai miei hobbies
preferiti: provarci con le ragazze degli anziani(soprattutto se mie compagne di corso), farmela con quelle belle fighe del
Nuovo e allenarmi nella respirazione per
la campestre intercollegiale 2010. Infine, vi
rivelo i miei segni particolari: due estese
“sbucciature” sulle ginocchia e ovviamente, bimbe belle, la fava sempre rivolta
all'insù!!!
7
Le interviste di VdC:
Gasparetti & Ravizza
Due grandi personaggi del nostro collegio,
Daniele Ravizza (Fraccaro 1991) e Michele
Gasparetti (Fraccaro 1992), si sono raccontati
a ai microfoni di VdC di fronte ad ascoltatori
in continuo aumento. Dall’ultimo pranzo degli
ex, ecco il Fraccaro tra la caduta del muro e
l’arrivo di Panella.
due sotto il balcone di Giulietta e
Romeo a Verona,
ma mi è stato bocciato dagli anziani.
O la fototesseratio:
tutte le matricole
dentro a una cabiMonto: Come funzionava la primissima na, però che fosseaccoglienza delle matricole ai vostri tempi? ro visibili tutte le
Quando si arrivava in collegio, a cosa ci si facce, naturalmentrovava davanti?
te. Poi… Michi ti
Ravizza: Io ho ricevuto una lagunatio con ac- viene in mente
qua, shampoo e Plasmon. E’ stato questo il qualcosa d’altro?
mio ingresso.
G: Vorrei dare un
Gaspa: Bigatio. Da ‘biga’.
po’ d’informazioni
Nella foto qui sopra, una carrellata di Ex leggendari. Si riconosce il VERO Montolivo,
In che modalità?
sul totosigarette, Ravizza che benedice dal sua onnipotenza il pallone e il Furla, il migliore giocatore di
G: Coperta modello Esercito Italiano, anziano che voleva dire calcio mai visto in un Collegio pavese.
in coperta e coppia di cavalli arabi matricolati trovare sigarette di
che trascinavano l’anziano scivolando nei 8 marche, 10 nei casi più agguerriti, a orari e noi gliela facemmo la matricola, tanto per
corridoi. Questo la prima o la seconda notte. improbabili tipo le 3 di notte, quando ovvia- farti capire il personaggio.
Anzi, forse la prima notte festa alla piscina mente i distributori gratuiti non esistevano.
Com’era organizzato il collegio? C’era un
Battuda, spacciandomi per terzo anno.
R : Poi c’era l’arietatio, quando il collegio Ca- decano, c’erano dei gruppi, c’era un coPer il resto come funzionava?
stiglioni era chiuso si prendeva una matricola mitato?
G: Bigatio. Per 6 anni successivi. In realtà mol- come ariete e veniva sfondata la porta.
R: Domanda del cazzo. Era vissuta la anziato divertimento.
Splendid: Ma con i piedi, mi auguro, non con nità in maniera molto forte. Tu eri il punto
Ci ricordate qualcosa?
la testa.
di riferimento, sia in facoltà sia come anziaG: Possiamo fare nomi e cognomi, così diven- G: No no, testa, testa. Poi fummo convocati da nità, c’era un grande rispetto. Aprivi anche
ta più interessante. Allora, a parte la già citata Santa Maria Vergine, che non è una battutac- le porte all’anziano. Poi era questione di
bigatio, la leonatio, che consisteva in una cia, ma è il nome e il cognome della…
personalità; non c’era un capo carismatico,
gara, carponi, in cui mordere il sedere Sì, sì, esiste ancora, sì
ti riconoscevi in certe figure. Ma eravamo
all’avversario, con rovinose screpolature alle G: Fu lei che ci addebitò spese varie di serra- molto uniti.
ginocchia ed escorsazioni varie. Poi avevamo ture varie, da noi non riconosciute, penso che E come si manifestava questa unità?
siano ancora sospese.
le Olimpiadi…
R: Innanzitutto bisognava vivere il collegio,
R: La gettatio della matricola con tutti i mate- R: Abbiamo lasciati un debito che pagheranno quindi gli eventi sportivi. Poi era importante
rassi in un corridoio. Cioè, la matricola più i vostri discendenti.
avere una figura di riferimento all’interno
piccola veniva gettata dalla altre, e poi si se- Ma senza distributori dove trovavate le della facoltà, uno che ti passava gli appungnava la distanza del lancio. Poi c’era la corsa sigarette, chiedevate nelle stanze?
ti, i libri.
campestre.
G: No! Agli erranti, ai vagabondi. Fuori dalle G: Mettiamo agli atti che io sono il primo ad
mura del collegio. Fu esercitata in maniera avere vinto un torneo intercollegiale di calLa corsa campestre cos’era?
R: IL giro di tutti i collegi. Poi c’era il totosiga- quasi aguzzina durante lo sciopero delle siga- cio sia come allenatore che come giocatore.
rette. O sennò, siccome c’era uno della Lega e rette che ci fu nel…
R: C’è stato un periodo che eravamo molto
uno di giù, io avevo votato per il bacio dei R: Nel 1993
presi dal gioco. Molti esami li ho preparati
G: E lì assolutamente si sul treno fra Pavia e Sanremo. Vincendo,
fumava solo le Alfa na- tornavi in collegio il mercoledì, andavi in
zionali… portammo noi a discoteca e pagavi da bere a tutti (e a tut10 il numero delle siga- te); quindi ti davano anche i soldi del collerette in quel periodo.
gio, eri tu la banca. Il problema è che vinceR: Lui (Gasparetti, n.d.r.) vamo, quindi io ho fatto 2 anni svernando
l’ho
c o n o s c i u t o nei vari casinò d’Italia… laureandomi in
quell’anno ed è il mio corso però, e con buoni voti.
idolo assoluto, perché è Adesso tira molto lo sport, il presepe
entrato in camera mia vivente, il Summer Party.
chiedendomi:
“Perché R: IL presepe vivente lo abbiamo inventato
non mi fai la matricola?” noi, anno ’93-’94.
Eravamo molto presi con G: E il professor Claudio Ciccarelli.
le matricole: lui, fuori- R: La prima stella cometa è stata Bim Bum
classe assoluto, venne in Bud che stava morendo come Jimi Hendrix
camera mia e mi disse: del vomito in una sera spaventosa: io e
“Io voglio la matricola”… Michele Gasparetti lo abbiamo salvato. Lui
8
si chiama Francesco Pedersoli, come Bud
Spencer: da lì Bim Bum Bud, per una canzone
che inventammo io e Gasparetti. Bim Bum
Bud passò un esame di Ingegneria, traccannò
tutto il possibile e stava morendo tra i conati
di vomito alla Jimi Hendrix.
G: Cantando Vasco Rossi
R: Io e lui eravamo al tavolo a cui lui aveva
trangugiato e io dissi al mitico Gaspa: “Dove è
Bud?”. Andammo in camera sua e lo trovammo avvolto dai conati di vomito.
G: Vomitava nel cuscino praticamente.
R: E allora io e il Michele qui presente spaccammo la porta e lo salvammo dai conati di
vomito. E fu la stella del primo presepe.
R: Ci fu una premessa: c’era una matricola
che aveva i capelli lunghi e ricci, Peter Brandani, quindi oltre alla dislocatio gli facemmo
una presepatio. Poi c’era uno detto il Barba
(perché era barbuto) e questa persona dovette fare Giuseppe. Peter Brandanti la Madonna
e poi Rosario Mastrosimone, che era alto un
metro e 12, che doveva fare Bambin Gesù.
Claudio Ciccarese che era una persona cattolica disse “La tua idea la estendiamo a tutte le
matricole e facciamo fare il Presepe vivente”.
G: IL Brandani, noto bestemmiatore, fu coinvolto anche contro la sua volontà in questa
impersonazione della Madonna da Ciccarese,
per portarlo sulla retta via, ma durò solo per
il paio d’ore dell’esposizione. Ora penso che
sia un terrorista o roba del genere.
Il presepe era aperto già allora?
G: Sì c’è anche una videocassetta del 1993, in
cui io intervistavo come nella pubblicità di
una birra che diceva: “Come, dove, quando”,
in cui mi si vede girare, con un martello a mo’
di microfono, e la gente si avvicinava al martello per farsi sentire meglio.
R: Sì, c’eravamo dibisi tutti i compiti, io ad
esempio dovevo scegliere le pecorelle e disegnare gli elmi dei Romani, ma poi è finita
come ogni festival fraccarotto: c’era il vin brulè e alle 8 e mezza eravamo già tutti ubriachi.
G: Sì, era una associazione a delinquere di
stampo alcoolico
R: Ma voi non sapete che a inizio aprile c’era
la bombardatio, una festa di gavettoni: questo
non era più un collegio, c’era acqua che colava da tutte le scale, aquaplanning. Ti racconto
questo aneddoto, voto 10, lacrime agli occhi
ancora adesso…
G: Leonardelli?
R: Leonardelli. 1995. Si era aperta la stagione
delle acque, c’era il pranzo degli ex e buttiamo in fontana Villani: era del 6° anno, ma
volevamo lo stesso buttarlo in fontana. I corridoi grondavano acqua: Nicola Guido parte
dalla 17 (circa l’attuale 62, ndr) verso la porta
del rettorato e va in acquaplanning fino a
tirare una testata clamorosa contro la porta
del rettorato, da trauma cranico. Passano tre
secondi ed esce Leonardelli.
G: Che allora era Presidente dell’ISU, non so
ora.
R: Leonardelli squadrò Nicola Guido e gli disse
“Siamo in un collegio universitario”, con Nico- G: Sempre nell’anno delle lagunatio mutlila Guido tremante ai suoi piedi.
ple, con in piani grondanti d’acqua, Rossi
G: E Leonardelli apostrofò Nicola Guido con (tipico nome sardo)
queste parole. “State facendo milioni di dan- R: …Fu accolto in portineria con scoreggia di
ni”, già auspicando in euro…
Emilio . La scena fu questa, “Scusi, sono
R: Particolare erotico… ci trovammo in doccia Rossi, dalla Sardegna, vorrei sapere se quetre ragazze del Castiglioni che penso siano sta camera è stata assegnata” …scoreggia di
rimaste gravide da quella sera.
Emilio, “volante”, e lui capì da subito il
G: D’acqua: ingravidate, d’acqua. E dopo ave- clima.
re consumato gavettoni e secchi, passammo Uno del pubblico: Chi è che era andato da
ai bidoni della spazzatura; andammo diretta- Emilio a chidergli di portargli le valigie in
mente in doccia con i bidoni da 70 litri, con camera?
Nicola Guido rimasto lì che poi fu venduto a G: Scofano, Scofano Francesco.
Genova al mercato del pesce.
Era andato da Emilio a chiedere di por(Esplosione di Montolivo)
targli le valigie in camera ?!
R: Non paghi di tutto questo, andammo al bar G: Non ricordo letteralmente la risposta di
del Ponte, al Castiglioni a vedere le donne e Emilio, ma penso non fu…
poi in Fiesta, Ford Fiesta, in sei, diretti al Casi- Comunque, possiamo immaginarla.
nò di Saint-Vincent, a giocare.
R: Al racconto di Rossi ci fu gente che si
G: Sei di cui quattro presenti oggi.
buttò in fontana.
R: Quattro presenti oggi. Io ho perso le tasse G: Rossi poi era una persona di una tranuniversitarie, sono passato all’Autogrill, ho qullità quasi abnorme; riuscì a dare il suo
preso un gratta e vinci e ho vinto quattrocen- colpo di testa lanciando un gavettone nel
tomila lire che mi sono ribevuto assieme a lui. nulla, una domenica famosa del 1995 che
G: E io mi sono ritirato fino al Maggio prese niente po’ po’ di meno che il vescovo
dell’anno successivo.
di Pavia… e ci fu un’azione diplomatica del
C’era ancora Dante Zanetti?
buon Dante Zanetti di altissimi livelli buroG: Sì.
cratici… fu scomodato Kofi Annan per fare
R: Putroppo e per fortuna, perché era un go- rientrare la cosa…solo lui poteva farlo, tra
liarda.
l’altro…
G: IL goliarda per antonomasia, non solo nei R: Gavettone al vescovo sono 100 punti.
suoi scritti apprezzava e difendeva la goliardi- G: Con un gavettone così, entri nella Hall of
a, ma creò anche il cosiddetto Torchio Addo- Fame…
minale.
Senza farlo apposta?
Torchio Addominale?
G: No no, ha detto: “Stavolta
G: Sì, penso che ci sia ancora
faccio il pazzo anche io”. Un
in biblioteca. Era una sorta di
gavettone, il vescovo. Neanche
parodia ironica sulla cottura
Michael Jordan aveva quella
del maiale secondo la ricetta
probabilità.
pavese. Io ce l’ho ancora
Ci raccontate qualcosa d’altro
firmato e potrei farlo avere a
di Emilio?
VdC.
R: Emilio… quando ha saputo
Bene, allora aspetteremo il
che giocavamo d’azzardo, mi
torchio del maiale.
chiese “Siete mai stati a MonteG: No, no, il titolo è il
carlo?”. Io dissi: “Solo una vol“Torchio Addominale”.
ta, a guardare, non a giocare” e
Zanetti c’era e viveva ancolui, che doveva enfatizzare ogni
ra in collegio?
cosa disse che a Montecarlo
G: Sì, c’era ed è andato via
c’era un privé in cui avevano
nel 1997-1998.
accesso solo gli Agnelli, i ricchi
R: Di Zanetti ho un ricorinsomma, e che lui, tutto azzido..avevo telefonato la mammato e vestito, aveva vinto
ma di una matricola, Guncentotrentamila lire………………..
ther, che si lamentò perché
giocando a sette e mezzo!
la pratica della matricola era
G: Forse era un’approsimazione
talmente dura che aveva
del black jack…
Il mitico “scatto alla Gaspa”
umiliato il figlio cardiopatico.
R: Io sono svenuto…
Fummo convocati tutti nel
G: Recuperato con i Sali. Poi
cortile, tutti gli anziani, con Albertari.
aveva detta che aveva la Ferrari, familiare.
G: Detto anche Louis.
R: Una cosa che ha detto a molti: un giorno
R: Con l’economa in lacrime che diceva “Non l’ho trovato davanti alla fontana che stava
fatemi più ricevere queste telefonate”… Zanet- misurando la piscina, io gli dissi “Emilio,
ti fece la paternale, poi fece uscire l’economa cosa stai facendo?” e lui mi disse “Sto vee disse “Ragazzi, da domani smettetela con le dendo se può entrare il pesce siluro che ho
matricole, se potete”.
pescato con le mie mani”
G: Questo era il suo spirito.
G: Tra l’altro, non sotto i sessanta chili.
9
questo Tricoli, che purtroppo non aveva un
R: Io lì ho iniziato a fumare.
Raccontateci qualcosa contro il Cairoli. Ri- gran rapporto con la doccia, quindi chi riuscivalità con gli altri collegi nei primi anni va a vederlo in doccia vinceva uno swatch. Tu
vuoi raccontare quella di Cazzaniga?
‘90.
R: Io ho due ricordi contro il Cairoli. Il primo è G: Allora, ci sono anche delle foto che testilegato a lui. Lui vinceva quando raccontava ai moniano l’avvenuta soppiantatio di water, con
croupier di San Remo e Saint Vincent dei no- cemento a presa rapida, davanti al portone
stri attacchi al Cairoli, allora sapevo che andava bene. Poi il Cairoli l’ho vissuto sia sul piano goliardico
che sul piano sportivo, era
molto forte la rivalità.
G: Loro erano anche abbastanza competitivi, vedo da
Vdc che adesso stan davvero messi male.
R: Noi invidiamo Cazzaniga:
la prodezza più grossa è
quella del Cazzaniga.
G: Il Cazzaniga varesotto,
più o meno da quelle parti.
Dott. Ravizza e Uzzino, lil genio e l’ignoranza.
Ingegnere.
R: E Pasquale Trucoli. Cazzaniga era una per- del Cairoli.
sona che si era votata interamente allo stu- Ancorato davanti alla porta ?!
dio. Scattavano le gare di cronometro: chi G: Questa fu l’azione e questo fu ciò che venriusciva a tenerlo più di un minuto in sala ne messo in opera. Il Cazzaniga coinvolto in
comune. Cazzaniga era una persona, che a- uno dei suoi rarissimi momenti di collegialità,
desso professionalmente si è affermato, è in deciso di mettere la materia prima nel cesso,
California… però persona collegio-Università, quindi cagò e le sue feci furono depositate in
università-collegio. Poi c’era una gara con pompa magna, con tanto di fanfare davanti al
cesso, a sua volta depositato con cemento
a presa rapida davanti al portone del Cairoli. Le fotro le ho viste in Economato prima.
Quindi la materia prima fu del Cazzaniga.
Salì alla ribalta delle cronache e lì è rimasto.
Insomma si è riscattato per tutti quegli
anni, perché sue erano le feci.
G: Perché sue erano le feci.
R: Non si era mai visto, mai partecipato alla
vita collegiale. Poi fece questo.
R: Depositate successivamente, perché prima espletate in un sacchetto, poi intervenne il cardiochirurgo Viganò, le mise in una
borsa termica e furono portate ancora a
temperatura… e ivi con operazione di grandissima cura furono depositate fumanti.
Come un cuore espiantato.
Toz: C’è uno in collegio che non si vede,
però quando lo vedi passare tutto nudo
infarinato sai che ha scopato con la sua
ragazza.
G: Da qui la Farinata degli Uberti. Si chiama
Uberti, la farinata?
Verbania: No, Uberti sono io. (Risate generali e divagazioni)
Vi ringrazio, grazie mille: davvero memorabile.
Propositi di un
Ex-Dittatore
del giornalino all’esterno del Plinio. Ci sarebbe anche la collaborazione con Inchiostro (suca) da ravvivare e con tutte le potenzialità del caso da esplorare (soprattutto
viste le notevoli doti della direttrice).
Ora, a pensarci
con calma, anche
Pampa, appena
uscito dal collegio mi aveva
scritto una mail
con uno dei suoi
mitici
elenchi
delle
rubriche
settimanali che
aveva intenzione
di creare e mantenere da exdirettore; dopo
due numeri però
è stato completamente risucchiato dall’attività lavorativa e politica. Magari
trovo anche io un sindaco di un piccolo
paesino disposto a farmi assessore al cazzeggio ( o allo Sport, Cultura e Politiche
giovanili ) e tutti i miei propositi rimarranno
tali, ma per adesso sappiate che non ho
nessuna intenzione di sparire e che quindi
non vi libererete tanto facilmente di me.
Per la prima volta in cinque anni posso dire di
aver letto tutto VdC, dalla prima all’ultima
lettera, godendomelo tutto, cercando tutte le
chicche che solo “quei pazzi di VdC” sanno
infilare tra una pagina e l’altra (comunque,
fedele alle vecchie tradizioni, a me piace dar
fastidio a Idro). Ho letto anche il polpettone
politico di Longobeach e il trattato di omoeconomia di BigJim. Se ci fosse stato avrei
letto pure la recensione di quattro pagine
dell’ultimo disco della Vanoni. Non lo avevo
mai fatto, anche perché, bene o male, tutto
quello che veniva pubblicato passava prima
per il mio monitor e il giovedì mattina solo
l’idea di riprendere in mano il frutto di quella
che era stata (molto frequentemente)
un’intera notte di lavoro a tratti entusiasmante ma spesso anche sfinente se non addirittura frustante, mi nauseava.
Questo non vuol dire che non abbia sempre
apprezzato moltissimo ogni contributo e articolo, che fosse richiesto o spontaneo (e posso
vantarmi di non aver mai censurato niente e
nessuno, nonostante le tentazioni ci siano
state!): dai mattoni della coppia Gamba-Longo
ai trattati economici del Sassone Ema, ma
anche gli articoli filo-berlusconiani scopiazzati
dalla rete di Cesario. E vorrei fare i compli-
10
menti a Yoghi per lo splendido sonetto che
finalmente è stato pubblicato e che meriterebbe di essere affisso accanto a quelli del Rettore Zanetti.
Sarà il calo improvviso di responsabilità, o il
fatto che date tutta una
serie di eventi estivi più
o meno piacevoli adesso
non ho praticamente un
cazzo da fare fino a settembre 2010, ma mi
stanno venendo un sacco di idee per rubriche,
articoli e collaborazioni
varie per il nuovo giornalino. Prima fra tutte una
rubrica a quattro mani
con Guida (a cui devo
ancora proporre la cosa
ma che so non si tirerà
indietro) su tutte le cose
da super-nerd-inside che
mi hanno sempre appassionato ma che non
hanno mai trovato spazio nella mia vita collegiale o nel giornalino. Poi, vista l’assenza di
studenti di filosofia, pensavo di riesumare le
consulenze filosofiche (vedi num. 22) che
Colucci aveva lanciato per sostituire il sessuologo Marce e subito abbandonato nonostante
l’apprezzamento, chissà che la cosa mi ispiri
anche per fare l’ultimo esame.
Con l’aiuto del “buon” Tonucci vorrei cominciare una serie di interviste in tutti i collegi, in
modo da proseguire con l’opera di diffusione
Johnny Mason
REGOLAMENTO delle CUCINE a cura di Monto
Articolo 1
INTRODUZIONE
L'utilizzo degli spazi
comuni di un collegio, quali sono le cucine,
richiede l'osservanza di alcuni basilari principi
di civiltà. In seguito a svariati richiami da parte
del Rettore, per via dello stato di disordine e
sporcizia in cui le cucine sono state abbandonate da utenti forse distratti (e di certo negligenti), vorrei portare la vostra attenzione sui
buoni propositi più volte espressi in assemblea
(e che, comunque, si presumono di buona
educazione), traducendoli in regole alla portata
di tutti. Oltre ai rapporti tra noi collegiali, non
va dimenticato il rispetto per gli estranei, quali
sono gli ospiti che pernottano in collegio e
legittimamente si aspettano la disponibilità di
cucine pulite ed attrezzate, dipendente non
solo dal Rettore, ma anche alla nostra comunità. Il seguente regolamento è frutto di riflessione su una lunga ed appassionante esperienza
di fruizione delle cucine, quale la si augura a
tutti.
Art.1 - La cucina deve essere utilizzata con attenzione, per rispetto della sicurezza e delle cose comuni.
COMMENTO
Questo primo articolo, molto semplice, individua due principî da tenere sempre presenti, su
cui si fonda ogni regola successiva: il rispetto
della sicurezza e la tutela della “comunione”.
La sicurezza è un bene tutelato a livello costituzionale e, a pioggia, da molte leggi di varia
natura; mentre la comunione è il diritto
(privato) di più soggetti sul medesimo complesso di beni. In materia, qualunque eventuale lacuna è regolabile secondo l'art. 1102 del
nostro Codice Civile, che recita: “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché
non ne alteri la destinazione e non impedisca
agli altri partecipanti di farne parimenti uso
secondo il loro diritto”.
Nella foto qui sopra le forze speciali messe in campo da
Montolivo per sorvegliare sulle cucine. Scagnozzi senza
paura e senza cuore, pronti a qualsiasi cosa. Da notare
le posture da fighi.
VdC è morto,
viva VdC!
ne e l’atmosfera
faccia impegnata e gioconda del buon Pampa
sono diversi: tendenzialmente tropche sghignazza tra se e
pa confusione ma
se, davanti a chissà quale
nuovo articolo. E riescono
alla fine è solo la
prima redazione. La
a mancarmi tutti… e penQuesto articolo doveva comparire sul numero sare che sulla foto di regente pian piano si
101. Per colpa della Redazione di infermi di dazione non ci sono mai
scremerà, perché la
mente che infesta ormai VdC, compare solo stato! Mi metto a sfogliar
costanza è dote di
ora.
pochi. Ovviamente
pdf e mi rendo conto di
compare sulla poresser l’unico nella stanza
Anno nuovo, sensazioni strane. Le cose cam- che ha scritto sul mitico
ta il Toz, simbolo
biano, lo so bene. Ma trovarsi davanti sempre Numero 1 di VdC: 7 divivente di quanto
un quadro nuovo, riesce ancora a sbalordirmi. cembre 2005. Quattro ansia
bello
aver
E così eccomi in questa vecchia stanza: “carte ni, un’immensità, anche
vent’anni (anche se
nautiche”, chissà poi perché han deciso di solo a dirlo. Così rialzo lo
vent’anni non li hai
appendere i Caraibi alle pareti di una stanza sguardo e vedo un sacco
più da un po’
pavese così fredda. I segni del tempo ci sono di volti nuovi anche se
Mat!).
Purtroppo
anche qui: la lavagna tanto voluta e tanto mal non così nuovi. Nuovi lì. A
non è ubriaco,
montata, l’armadietto eternamente e insensa- parte Montolivo, che amquindi non regala
tamente scassinato e poi la Dolly. La dolcissi- metto ha la sfortuna di Uno dei ragazzi seguiti da Violetto nelle attività di le sue chicche di
ma Dolly, la stampante perfetta. Alzo lo sguar- essersi fatto la nomea di sostegno che lo tengono tanto occupato.
“poco velata” gedo dal mio pc, dal Master bianco e cerco con lo rompiballe in quella stannialità. Mi sento un
sguardo i riccioli di Elia&Giovanni, gli occhi fissi za, anche se la sua passione, forse, terrà in po’ fuori posto, lo ammetto. Ma forse è
un po’ seriosi di Mesi Mesi e, perché no, la vita questo bellissimo giornalino. La situazio- anche giusto così… do qualche dritta qui e
là, rispondo alle domande ma vedo che i
ragazzi se la cavano alla grande da soli.
Non mi aspetto un gran 101 di VdC, però vi
assicuro che è bellissimo aspettarsi che un
altro VdC ci sia. La batteria del mio Toshiba
Penso di essere abbastanza romantico
(ancora grazie ragazzi) si sta scaricando,
durante l’amplesso…
quindi posso salire alla mia tanto attesa
camera 3 e smettere di pensarci e tornare
sospirando in me stesso, con le mie grandi
Dico sempre un “Ti Amo” prima di
gioie e i miei mille impegni.
Sempre vostro.
“Puttana”!
...E UZZINO DISSE...
Violenza
11
VOLUPTA’S KARMA a cura di .G
L’AMBROSIA di
BEATRICE
Già al primo esame
della vista esprime
la forza data dal suo
colore ambrato scuro, che la rende diversa nel
gran panorama odierno. Un colore particolare,
che ad alcuni può ricordare certi passiti e
moscati del Sud, dato da qualità autoctone
difficilmente diagnosticabili ad un esame della
pelle d’origine.
Ma con solo poco calore dato dal contatto
delle mani il suo aspetto cambia e si può
intravedere in profondità il rosa pallido e tenue che evidenzia la sua vera struttura, ottenuta da un invecchiamento molto leggero e
da un affinamento in ambienti freschi ed aerati.
Al tatto si individuano molteplici aspetti. Da
una sensazione rugosa di primo contatto si
passa al velluto della buccia di pesca, per poi
trovare le sensazioni del muschio di prima
mattina o, ancora meglio, la sensibilità umida
ma consistente del frutto di mare appena
sgusciato.
L’udito viene ricompensato durante le degustazioni da quei teneri umidi suoni di sciabordii che si apprezzano solo in meditativo silenzio e con movimenti lenti.
Il profumo, invece, ricorda freschezza primaverile di prima estate, con essenze di fiori, di
frutti maturi fra i quali spicca l’albicocca, e a
volte la susina. Bisogna però aggiungere che
questo senso muta a seconda dell’uso e del
consumo della stessa. Difatti, dopo aver as-
saggiato lungamente questo delizioso prodotto, queste essenze cambiano in profumi più
forti, che possono ricordare anche il fieno
dopo una pioggia o un campo di timo ed origano.
Ma la sua massima rivelazione si
scopre all’esame
della lingua e della
bocca.
Le sue fragranze e
il suo spessore
sono autentici. Si
incontra un sapore
un poco frizzantino, un poco vellutato, ma sempre
liscio, fresco, mai
ruvido, non tannico, e non si incontrano gradi di acidità che possano
non piacere.
Del resto, quale
senso
migliore
come il gusto colto
da lingua, bocca,
labbra e palato per
apprezzarla?
Assaggiata
con
gradevolezza, garbo, cogliendola con la giusta
meditazione, secerne sapori in quantità e
qualità di gran classe. Con pazienza e dedizione, volendo cogliere tutte le angolazioni, luoghi remoti interni ed esterni, la lingua e la
bocca trovano un piacere notevole che viene
ricambiato in modo naturale, cedendo a sua
volta piacere dall’essere assaporata e colta.
Gustandola invece con foga e voracità è
capace di dare cariche ed effluvi stordenti
che possono lasciare
il gran retrogusto di
sentirla alle labbra
per parecchio tempo
dopo la degustazione.
Si consiglia di servirla in ambiente confortevole, ad una
giusta temperatura,
senza eccedere nel
voler freddi o caldi
eccessivi, ed abbinata a cibi leggeri che
non appesantiscano.
Si presta anche a
simbiosi e fusioni
corporee molto particolari colmandola
di sfiziosità come
panna, fragoline e
frutti di bosco, cioccolato fondente in
polvere, e non ultimi
i sorbetti di frutta.
Indumenti intimi di
vario tipo abbinati ad autoreggenti o calze
molto velate sono un buon contorno per
presentarla al meglio.
.G
IL DIZIONARIO ILLUSTRATO a cura di Uzzino parte II°
Cari amici, continua il mio contributo al prestigio del nostro giornalino con quest'opera di grande valore, a puntate, per esaltare
la vastità terminologica della lingua italiana. Gli esempi tratti dal mio parlato e le illustrazioni, fedeli ai concetti, vi permetteranno di individuare visivamente gli oggetti con maggiore facilità, arricchendo così la vostra padronanza semantica.
Co | pri | ta | vo | lo
s. m.
telo di stoffa (o plastificato) che si stende sulla tavola per apparecchiare la mensa: c. di lino, di cotone,
quadrato, rotondo.
Es. “Mi presti il copritavolo, che viene a pranzo mio cugino?”
“Quando hai finito di sparecchiare, sbatti il copritavolo.”
Yoghi. A chiunque altro daremmo un
Uzzino. Bere un po', ok. Fare un po'
semaforo rosso, ma questa volta le
di casino, ok. Entrare in camera di
imprese del giurista di lago hanno
Spank (con Savini in stato inservibisapore di miracolo. Per aver fatto sì
le), ok. Nascondergli il libretto, ok.
che al suo ingresso in camera di SaDimenticarsene, ok. Ma non ricorcha, con la sola forza del pensiero, un
darsene nemmeno quando lo vede
portacenere andasse in frantumi da
fuori di sè, la notte prima di un
solo, e un quadro si staccasse dalla parete di- esame, che torna a Milano per cercarlo in
struggendosi sul pavimento, meravigliando gli casa… SCOPPIATO
astanti, diamo questo semaforo verde... a tutti
voi: mettete in moto e fuggite!! GRANDE CETACEO
12
Violetto, tra le altre cose, l’ex
semaforista. Non intrattiene le
Papere. Non si fa nemmeno vedere, a questo primo sodalizio: troppi impegni o solo per fare il bravo
marito? Scrive al Cairoli, ma commette errori di battitura compromettenti. Attivista arrugginito, da cui ci aspettiamo qualcosa di più. Certo, non come
un tempo, ma nemmeno così. Ritornerà
verde? SETTE IN CONDOTTA
CARTA CANTA
a cura di Andrea Derpo-Goran Marcobelli
definire assurdo sarebbe riduttivo e ne sviluppa le premesse spingendo verso l’estremo la
sua logica del bizzarro, testimoniando un rigore implacabile e allo stesso tempo
un’inventiva in grado di competere con le più
astruse teorie cosmologiche.
Un’atmosfera
onirica regna sovrana
nelle prime pagine, grazie a una galleria di personaggi che mette insieme echi letterari (il kafkiano Gregor Samsa,
agente segreto al servizio di un ente oscuro) e
cinematografici (il suo
capo Seth Brundle, che i
seguaci di David Cronenberg non esiteranno a
identificare) con figure
storiche (lo scienziato
Carl Sagan, il cosmonauta Yuri Gagarin) e creazioni letterarie che eLa Terra, ci insegnano a
cheggiano i romanzi
s cu ola,
è
come
d’appendice di fine Ottoun’arancia. Nei panni di
cento (la sfortunata ma
una civiltà avanzatissitenace Maddy Holbright
ma, con un vantaggio
e il ricercatore, entomot e c n o l o g i c o
logo, esploratore, John
sull’umanità di diverse
Martin). Ma con il prosemigliaia di secoli, chi
saprebbe quindi resistere a sbucciarla? Le guire della storia nuovi elementi vengono
invisibili creature aliene che si muovono die- impiantati sull’asse portante di questo scenatro le quinte di questo sensazionale romanzo rio singolare. Il fascino della Frontiera si rivela
breve di Stross no di certo e, non paghi di in tutta la sua forza al compagno colonnello
questo, dopo avere spianato la Terra il 2 otto- Gagarin, mandato in ricognizione dal PCUS a
bre del 1962 la trasportano istantaneamente bordo di un ecranoplano, incaricato di condurun milione di anni nel futuro, a 160.000 anni- lo in una “storica missione quinquennale […]
luce dalla sua sede originaria. La destinazione là dove nessun sovietico è mai giunto prima,
dell’evento noto ufficiosamente come “lo Spo- per esplorare nuovi mondi, ricercare nuove
stamento” è nella Piccola Nube di Magellano, civiltà e stabilire fraterne relazioni socialiste
dalla quale la vecchia Via Lattea appare come con loro”. E con lui anche i pionieri Maddy e
un enorme gorgo rossastro, che tinge di san- Martin, arruolati dal Servizio Coloniale e spediti come carne da cannone sul desertico congue le notti prive di Luna.
tinente codificato come F-2004, New Iowa, a
Gli inquilini del pianeta si ritrovano così schia- Fort Eisenhower, un “avamposto a metà stravi di un disco enorme, che gli scienziati sti- da tra il Selvaggio West e l’Era del Radar”, non
mano potere ospitare molti miliardi di Terre tarderanno a scoprire il risvolto più cupo
vista l’immensa estensione della sua superfi- dell’ignoto.
cie e che, in virtù della sua massa stimata in
non meno di cinquantamila soli, è una prigio- Negli strascichi di un conflitto geopolitico mai
ne cosmica che schiaccia al suolo razzi e son- sopito, la trama si tinge del fumo della spyde, sbaragliando qualsiasi tentativo di sfida story fino a consegnarci, per “bocca” dei perda parte della più avanzata tecnologia missili- sonaggi più improbabili di tutto il libro, le
stica terrestre. Malgrado le potenzialità por- guest star in trasferta dalla Metamorfosi e
tentose dispiegate agli umani, nemmeno lo dalla Mosca, una catena di rivelazioni in un
Spostamento ha saputo tuttavia cristallizzare processo a cascata, un effetto domino che,
definitivamente la Guerra Fredda, che anzi si seppure capace di illuminare l’intero universo
avvia, nei distopici anni Settanta che fanno da narrativo di Charles Stross, potrebbe non consfondo alle vicende della novella, a riscaldarsi durre nemmeno a un esito definitivo. È un
gioco di scatole cinesi che sarebbe piaciuto a
sempre di più.
Philip K. Dick, che delle realtà annidate fece
“Universo
Universo distorto”
distorto parte da un assunto che una delle colonne portanti della sua cosmogoCari lettori
e lettrici, il caldo
si fa sentire, e per quanto
permetta di vedere le gentili lettrici con meno
vestiti, (cosa sempre gradita) purtroppo tende
anche a limitare la capacità creativa del sottoscritto, fra ritardi dei
vari programmi, esami
e pura e semplice voglia di non fare nulla
(sì, come Emil ha fatto
tutto l’anno).
Ma può un critico come
me farsi fermare dal
caldo,
specialmente
quando si potrebbe
avere l’onore di pubblicare
un
articolo
sull’ultimo numero di
Vdc? Certo che no- e
quindi eccomi qui, a
recensire il mio libro
settimanale.
nia privata.
I sottotesti che potremmo voler leggere in
Universo distorto sono molteplici, dalle potenzialità mitopoietiche della letteratura alle
connessioni della fantascienza con
l’immaginario popolare, fino alla ricostruzione d’ambiente capace di gettare una nuova,
sinistra luce sui mitici anni Settanta (e non
solo quelli, a dire la verità). I retroscena
sono poi una sintesi mirabile tra la frenesia
speculativa di Accelerando e la sindrome
del controllo che fa da sfondo alla Galassia
“eschatonizzata” de L’alba del disastro, che
riesce a fare affiorare progressivamente la
profondità di una prospettiva postumana (o
postesapodica?) in un contesto apparentemente relegato in una dimensione atemporale. E l’elemento di maggior pregio di questo romanzo breve è forse proprio la sua
carica immaginifica, capace di regalarci visioni spiazzanti coniugando il surreale
all’orrore, senza paura di innestare la marcia quando si tratta di virare il sogno
nell’incubo.
Voci di Corridoio
Megadirettore Galattico:
Simone Pellegrin
Dittatore Naturale:
Giovanni Mason
Numi Tutelari:
Elia Ferrari
Giovanni Ferrari
Direttore Responsabile:
Giorgio Montolivo
Caporedattore:
Carlo De Grazia
Art Directors:
Marco Rossi
Andrea Violetto
Redazione:
Francesco Guida
Luca Tagliabue
13
segue Marce dalla prima
solo perché possono dire a tizio e a caio di
flettere, magari facendo le stesse cose e gli
stessi errori che loro criticavano tanto. Comunque ricordate che venite sempre dopo tutti gli
altri con più anni di collegio e più esperienza
alle spalle; quindi sappiate stare al vostro posto in tutte le situazioni, dopodiché vengono
tutti gli altri, quelli che non dovrebbero solo
tirare la carretta ma guidarla, chiaramente seguendo una sorta di gerarchia di anzianità.
Ho sentito un sacco parlare tramite mie fide
spie che ci sono un sacco di argomenti su cui
non vi trovate d’accordo in collegio, così voglio
dare la mia modesta opinione come un vecchio
saggio.
Punto uno “I Secessionisti”. Ma siamo matti?
Non ci si può permettere di tenere in seno al
collegio una piaga simile, non siamo un dormitorio o una residenza, siamo un collegio con
regole scritte e non scritte che devono essere
fatte rispettare, nel bene e nel male, non avendo paura di ritorsioni dall’alto perché miracolati. Un po’ di palle! “Ma così non ci fa fare il
presepe vivente, il concerto o la cena delle
matricole!” non voglio nemmeno sentirne parlare, tutte cose tranquillamente rinunciabili per
l’unione del collegio, chi vi vieta di mettervi
vestiti da pastore o da madonna in cortile?
Vorrà dire che non si offrirà mangiare e bere!
Chi vi vieta di fare una cena delle matricole in
corridoio o alla cooperativa? Volere è potere,
non me ne frega un beneamato biiiippp se una
matricola ha 31 anni, evidentemente è così
indietro da non capire a cosa serva la matricola, è sempre l’ultimo arrivato in una famiglia e
quindi sta alle regole del posto in cui si ritrova;
se poi gli viene anche permesso di fare proseliti in giovani persone ancora troppo deboli per
decidere da sole, allora siamo alla frutta: quel-
lo che non capisce è che fra un anno o due se
ne va e il poveretto circuìto con la forza dello
stesso idioma rimarrà da solo e sarà brutto
allora vivere senza il suo paparino. Avrei piacere di fare quattro chiacchiere con il Che Guevara sardo ‘de no artri’; ditegli, se vuole, chi sono e come trovarmi. Vogliamo parlare dell’altro
“tieniiltempo” sardo? Che dopo un inizio
(l’anno scorso nda) da brava matricola ha sclerato e se ne è distaccato. Ora dà consigli ai
poveri neo-arrivati su che strada fare per non
incontrare i “brutti e cattivi” in giro per il collegio! Questo dimostra che non ha capito un
cazzo: bisogna farsi conoscere e apprezzare
invece di scappare e rifugiarsi in quattro mura
sgattaiolando come ladri. Chiedetegli come ha
vissuto bene il collegio dalla primavera
dell’anno scorso in avanti, oppure chiedete a
quel furbone di Biscotti come ha vissuto bene
gli anni al Fraccaro per poi emigrare in quel
posto da sfigati che è il cairoli, accolto a braccia aperte solo perché presunto giocatore di
calcio, di infimo livello peraltro (sfigati!).
Eccoci al gemello cattivo, che solo dal nome si
capisce il perché non ha capito nulla: lui il suo
l’ha fatto, non si può negare, ma dimostra così
di averlo fatto senza divertirsi e senza capire
cosa c’era dietro! Piaciuta l’ovilatio o la penetratio? Immagino di no, e per questo stai tranquillamente con chi non la vuole fare e li tratti
come tuoi compagni d’anno? Bravo!
Punto due: argomento Talio. Arrivato a marzo
non ha fatto matricola, se non un paio di atio;
ma non dovete sperare che non tenga il collegio, ha già dimostrato di avere un briciolo di
palle quest’anno per rimanere. Per me sarebbe
giusto che le facesse, anche se le conosce:
dovrebbe venire da lui la voglia di essere come
gli altri, perché non è più bello e né tantomeno
più intelligente degli altri da bypassare tutto,
solo perché arrivato in primavera (da vedersi
come una fortuna ?!) Sennò l’anno prossimo
potrà fare matricola e non se lo merita. Certe
questioni sono già state affrontate anni addietro con Montolivo e Gamba, che, con tutto
il bene che possa volergli, non hanno brillato
in presenza il loro anno di matricola! Dare
seguito a queste anomalie sarebbe un errore. Ma confidando nell'intelligenza di Talio,
credo che sarà un ottimo protagonista del
presepe vivente, ho un’idea sul ruolo; se
volete chiedetemi pure!
Punto tre: argomento cairoli. Credete di non
saper ribattere ad un libro scritto da ex del
loro collegio? Invitateli e smerdateli, ci sono
loro quinti anni che non hanno mai visto dal
vivo e mai toccato la coppa cairoli (come
scrisse il buon vecchio Violenza), mai vinto
una partita in nessuno sport contro di noi!
Sono passati 6 anni dalla sveglia con la merda e relativo video, e si muovono solo ora a
scrivere qualcosa? Menomale, grazie a Dio
non siamo soli! E’ l’unico collegio che merita
la nostra rivalità e quindi facciamoli entrare
(questa volta quando il collegio è presente,
non come alla finale, con la compiacenza chi
sappiamo): facciamogli presentare il libretto
anche da noi e magari compratene uno così
saranno felici, poveri.
Basta poi chiedere il permesso per qualunque cosa, vengono le Nuovine… permesso,
festa… permesso, pisciare… permesso... il
collegio è vostro, non suo o di una falange di
secessionisti che non sanno nulla: combattete per renderlo glorioso durante i vostri anni
nelle sacre mura come è stato per chi vi ha
preceduto. Non date tutto per scontato, la
pappa non è sempre pronta e non ci saranno
sempre le persone che tirano la carretta.
IDEM VELLE
segue Monto dalla prima
I riferimenti alla foto pubblicata a pag. 8 di
VdC #101, oltre che impliciti ed anonimi,
sono di pura fantasia. Li giustifica e palesa
lo spirito umoristico della testata.
Sia ciò inteso a scanso di ogni equivoco,
nonché rivendicazione pseudo-giuridica.
AVVISO
Molti di noi si
sono già mossi
per andare a
sentire Guccini,
che suonerà al
PalaRavizza il 27
novembre. Per
info, potete rivolgervi al manicure personale
di Guccini
(Juanita #50).
14
contro cui Marce si scaglia col proprio articolo. Difficile non trovarsi d'accordo con queste
parole di spronamento: il collegio non può
andare alla deriva come se qualcuno potesse
poi risolvere tutto in un colpo. Il problema è
conciliare questo “bisogno di autorità” con le
dinamiche del collegio stesso. Il discorso pronunciato da Violenza in assemblea, pur muovendo da problematiche sentite e ben individuate (poco rigore e poca iniziativa), ha preso
una pessima piega, portando a dire sia che il
più anziano comanda, sia che il Comitato ha
potere esecutivo. Due concetti non solo contradditorî, ma anche ambedue falsi. Benché
per ogni collegiale, anche dopo la matricola,
persista il dovere di seguire le indicazioni dei
più anziani, non basta essere cagati lì da sette anni per governare l'intero collegio; figuriamoci per contrastare il Consiglio degli anziani.
Certo, vi sono state in passato personalità di
spicco che avevano quasi tutta la collegialità
dietro di sé; ma solo grazie a un'esperienza
ed un carisma capaci di persuadere la mag-
Marce
gioranza, godevano di tale prestigio. In
ogni situazione di conflitto, non è il più
anziano, ma la comunità degli anziani (dal
quarto anno in su), ad avere l'ultima parola. Analogamente, non essendo mai esistito un decano (dal 1968 in poi), solo il Consiglio degli anziani potrebbe stabilire che,
con o senza elezioni, una o più persone
vengano investite di un simile imperio.
Anche il Comitato, perciò, non può andare
oltre le funzioni di rappresentanza che gli
sono proprie: il Comitato presiede suoi
pari - non sottoposti. Così, ammesso che
Marce abbia goduto di un consenso molto
ampio, se Giuliano (che stimo e non ho
intenzione di porre a confronto) mira ad
una posizione analoga, sappia che questo
dipende esclusivamente dalla libera fiducia che saprà attrarre. Lo stesso valga per
Violetto, Messina, Gotta o chiunque si troverà al centro di tali dispute. Io, come al
solito, non mi limiterò a scrivere; ma vi
romperò amorevolmente le scatole.
Idem velle.
FRAMMENTI MANCANTI Rubrica poetica a cura di Eleno
porterà, Savini ha deciso di proporci un quadro malinconico di una stagione fredda,
bianca.
Dal punto di vista strutturale,
l’autore mette la palla in buca sin dall’inizio,
con uno stupendo enjambement, creando
suspanse tra il primo e il secondo verso,
espandendo all’infinito i luoghi coperti dalla
brina. Il tocco da maestro, che anticipa il
genio savinesco, è il finale: quel sole pallido
che sembra dirci addio, giocando a nascondino con la nebbia. La nebbia ci apre un altro
universo, un’altra facoltà del nostro: la preveggenza. La tematica di questa poesia è
infatti adattabile all’ambiente paese, soprattutto di questi giorni, quando, per andare
alla nave devo portarmi una sega e tagliare
la nebbia. io stesso, prima di leggere la data
di composizione, pensavo che Savini senior
l’avesse scritta nell’intimità della sua camera, tra una flessione e l’altra. Dopo Uzzino la
storia si ripete: il Collegio ha ospitato ed
ospita dei veri poeti.
***
La brina sui prati
sui tetti è dappertutto.
In giro il freddo
regna sovrano
e il sole viene nascosto a poco a poco.
Angelo Savini (1989)
***
Pochi versi, di un’essenzialità spontanea, scritti
quasi di getto quando Angelo era ancora in
culla. Mentre si legge la poesia, è ancora possibile vedere le manine da infante prendere calamaio e penna e rendere espliciti i propri sentimenti. Ben consapevole della imperitura fama
che la rubrica “Frammenti mancanti” di Vdc gli
Il poeta in un ritratto della maturità
I PERCHÉ DEL SOMA
Mentre trafficavo per cercare la risposta
Perchè si dice fare un brindisi?
al primo "Perchè" dell'anno, ho tovato
un'altra cazzata degna di nota: il brindisi
La parola 'brindisi' deriva dal tedesco 'Bring nel mondo anglosassone si chiama
Dir's', che letteralmente significa "porto "toast" (proprio nel senso di fetta di pane
questo (bicchiere) a te". Questa formula è abbrustolita). "Mah, chissà perchè?" mi
stata utilizzata inizialmete dai popoli ger- son chiesto.. E così ho scoperto che antimanici; il "Bring Dir's" si è poi diffuso camente gli inglesi non iniziavano mai a
bere senza aver prima inzuppato una
crosta di pane abbrustolito nel vino, e
da lì è nato l'uso di chiamare il brindisi, toast appunto.
PS. a grande richiesta di tutti i miei 4
lettori ricominciano i "Perchè de Soma"!!! Seeeeeeee!!! Grandeeee!!!
Dato che però il Soma ha la fantasia
di un criceto che ha deciso di andare
alle Barbados solo perchè ha pensato
che qui fa veramente freddo e se fa
freddo poi nevica e la neve è bianca e
lui in fondo odia il bianco, se avete
dei perchè da porre al Sommo Soma,
potete inviarli comodamente da casa
nell'Europa Mediterranea, ed è stato traslit- con raccomandata A/R contenente 573
terato in intaliano con "brindisi", in spagno- euro, un gratta e parcheggia da mezz'ora,
lo con "brindis" e in francese con "brinde". un innaffiatore blu e una cannuccia entro
La radice dell'omonima città è invece greca la data indicata sul fondo della confezio(Brentèsion) e le parole non sono perciò ne.
corradicali né tantomeno sinsemiche.
Alla prossima!!!
In serbo per voi una sospresa sosprendente: nel prossimo numero il primo grande
concorso della nuova gestione di VdC.
Da leccarsi i baffi!
Novembre al cinema
Gli appuntamenti del mese
Ben tre rassegne di diversa origine allietano il nostro autunno.
KOS: Libera-mente (LM)
Cineforum su bioetica e libertà
Aula del '400, ore 20:30
GHISLIERI MUSICA: Berliner Cafè (BC)
Cineforum sul movimento berlinese anni
'30.
Aula Magna Ghislieri, ore 20:30
BLUESFORCE: Cinestesia (CS)
Cinema muto e colonna sonora live.
Spazio Musica, ore 21
mer 4 | BC | "Lulù - Il vaso di Pandora"
di Georg Wilhelm Pabst (Ger, 1928)
gio 5 | LM | "Le invasioni barbariche" di
Denys Arcand (Can, 2003)
mar 10 | CS | "The crowd" di King Vidor
(USA, 1928)
gio 12 | LM | "Lo scafandro e la farfalla"
di Julian Schnabel (FR, 2007)
mar 24 | BC | "M - Il mostro di Düsseldorf" di Fritz Lang (1931)
15
Antologia Clandestina
imparato a fotografare i sentimenti delle persone che ci prendono con sé. Per adesso posso
definirmi un libro puro, fabbricato a mano da
Ti suonerà strano che io sappia scrivere, di una famiglia che aveva nei piedi la Storia del
solito le parole si trovano su tutto il
mondo, se avvicini il
mio corpo, il più delle volte viaggio
naso al mio corpo,
incatenato nella mente di qualcuno,
potrai sentire l’aria di
aspettando che, per qualche motivo,
Kathmandu, con le
magari il più (futile), lui cominci a
sue spezie, i suoi arosolleticarmi dappertutto. Sono il libro,
mi, le mogli che prenon quel libro, né quell’altro, ma queparano l’urd dahl, e le
sto libro. Gli antichi romani direbbero
nonne che osservano
“idem”. Scusate il Latino, noi libri
la vita e non parlano.
siamo stati preparati a ricevere qualsiTutto il resto è capitaasi tipo di linguaggio. Le nostre conoto velocemente: sono
scenze non si fermano soltanto qui,
stato accompagnato in
infatti sappiamo tutto della nostra
Italia da uno zaino dal
storia, chi ci ha fatto, chi ci ha comquale ogni tanto sbuprato, sul perché mi trovo qui abbancava un pelato che mi
donato sul sedile di un treno diretto
osservava con curiosichissà dove. Prima vi ho mentito, noi
tà. L’ultimo mio prolibri sappiamo quasi tutto, infatti non
prietario (almeno il
avendo i tuoi cinque sensi, abbiamo
più duraturo) mi conti
nuava ad aprire, chiudere, passava
delle ore a guardare le mie pagine
1° novembre 1959 – 2009
Voci di Corridoio ricorda il
fondatore del nostro Collegio.
Cinquant'anni fa moriva Plinio Fraccaro (Bassano
del Grappa, 8 gennaio 1883 - Pavia , 1 novembre
1959), il grande Rettore del Dopoguerra che rilanciò le sorti del nostro Ateneo. Suo l'esperimento
dei nuovi collegi universitari; porta il suo nome il
nostro collegio, voluto da Fraccaro ed istituito
postumo, nel 1963. Così la lapide posta all'ingresso:
“QUESTO EDIFICIO, ANNESSO IN ORIGINE ALL’OSPEDALE
SAN MATTEO E DAL 1933 INTITOLATO COME SCUOLA MILITARE A LUIGI MENABREA, NEL 1955 FU DONATO DAL
COMUNE ALL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI, CHE LO DESTINÒ A
SEDE DI UN NUOVO COLLEGIO UNIVERSITARIO. L’OPERA,
IDEATA DA PLINIO FRACCARO, RETTORE DAL 1943 AL
1959, FU ATTUATA NEL 1963 DAL SUO SUCCESSORE,
LUIGI DE CARO. A RICORDO DELLA DEDIZIONE CON CUI
PLINIO FRACCARO PROMOSSE IL RINNOVAMENTO
DELL’ATENEO PAVESE, IL COLLEGIO DI PAVIA PORTA IL SUO
NOME. PAVIA, 11-XI-MCLXIII.”
Quel 1° novembre di cinquant’anni fa sarebbe
stato il primo giorno dell’ultimo anno da Rettore,
dopo sedici anni di carica, dal 1943 al 1959 (con il
solo breve intervallo della Repubblica Sociale Italiana, che lo fece dimettere), nel corso dei quali si
distinse per importanti meriti scientifici e ricevette la laurea honoris causa in lettere di Oxford. Il
Centro per la Storia dell'Ateneo lo ricorda per il
“suo non smentibile ma bonario scetticismo sulla
natura degli uomini, non disgiunto, tuttavia, da
un profondo rispetto per ogni forma genuina di
umanità”.
16
bianche, come se i solchi della penna fossero già sul mio corpo. Pensa, pensa e ripensa,
e alla fine si accese una piccola miccia nella
sua testa: lasciarmi su di un treno a caso,
libero di viaggiare e di ricevere i pensieri dei
viaggiatori. Non so chi mi scriverà, questo è
certo, come sono certi i pensieri liberi che mi
amplieranno.
Eleno
Corri corri cairolino, ma tanto
il fuoco non si spegne...
Pubblichiamo, scusandoci per il ritardo, la lettera con cui il nostro Rettore
si scusava della propria assenza alla finale di calcio dell’anno passato.
“Cari ragazzi, mi congratulo con tutti voi per i successi sportivi che danno lustro al collegio. La serie continua e spero che possa allungarsi.
Avrei voluto essere presente alla finale di calcio e condividere con voi speranze, gioie e pene, purtroppo per motivi di salute non ero presente
a Pavia. Spero comunque di poter festeggiare con voi i prossimi appuntamenti. Vostro Rettore, Giorgio Panella”
17
SAPEVATELO for DUMMIES
Visto che settimana scorsa è stato troppo difficile vogliamo darvi una seconda opportunità con il Sapevatelo for Dummies. Gli indizi sono gli
stessi ma 2 delle immagini sono state sostituite con altre meno impossibili. se non lo indovinate ora... dovete cambiare mestiere. per il resto
vale tutto come settimana scorsa e insieme al fraccarotto misterioso vogliamo anche la soluzione dei 2 intrusi se no niente squirting toy!
(ricordo che uzzino non lo riceverà comunque)
Cari collegiali, sono lieto di annunciare l’organizzazione di un evento
che potrà sembrare per terroni, ma nasce proprio dal desiderio di
trascorrere una serata di musica folkloristica meridionale (Pizzica
salentina e Tarantella siciliana, naturalmente accompagnate da
buon vino) con coloro che terroni non sono per niente. La serata si
terrà presso la Baracca del Vigile sulla Strada del Canarazzo
(Carbonara Ticino, fraz. Casoni): se cena o happy hour, se venerdì
13 o 20 novembre, se quest'anno o il prossimo, sarà stabilito a seconda delle adesioni. Il giorno e l'ora saranno comunicati appena
possibile. L’invito è esteso ad amici ed amici di amici, specie se del
sesso debole, che allieterò con l'instancabile suono del mio tamburello. Sarei felice se aderiste in
gran numero! Per maggiori INFO, camera 43.
Lecce
18
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Numero 102 - Collegio Plinio Fraccaro