Rio De Janeiro
(continua da pag. 1)
La decisione di ‘eliminare’ i due ragazzini,
senza alcun motivo, è stata registrata dalla
telecamera nell’abitacolo dell’auto: “Andiamo
là in cima?” hanno detto tra loro gli agenti.
Dopo la sosta per uccidere i ragazzini, i
poliziotti sono risaliti in macchina e sono andati
via, archiviando la pratica con un “Meno due”.
Il procuratore che indaga, Homero Freitas Filho,
ha confermato: “Se una delle vittime non fosse
sopravvissuta, per i soldati l’impunità sarebbe
stata garantita”. E sull’impunità puntavano
anche i poliziotti che hanno stuprato tre donne
nella favela di Jacarezinho ad agosto. Dopo
essere state seguite in casa con la scusa di un
controllo, le tre donne di 35,18 e 16 anni, sono
state portate in un vicolo buio, denudate e poi
rinchiuse in una baracca. Lì seviziate e stuprate
sotto la minaccia delle armi. La denuncia, e la
conferma da parte di un poliziotto che era con i
tre accusati ma che non aveva partecipato alle
violenze, hanno fatto venire a galla la vicenda.
Lettere al Direttore
Solo alcuni dei numerosi episodi inquietanti che
Il Dottor A. C.
caratterizzano la quotidianità di violenza a Rio.
Stimatissimo Direttore
Storie e numeri che mostrano la terribile
Ancora una volta mi piacerebbe avere un suo
situazione nella quale versa la città, che tra
meno di due anni ospiterà milioni di visitatori e illuminato parere circa il ridicolo di cui si sono
coperti gli amministratori del comune di Genova
atleti per le olimpiadi.
proclamando l'allerta 2 (cataclismi naturali)
nei giorni scorsi. Ella, nella Sua specchiata
correttezza, potrebbe dirmi che è stato un
eccesso di prudenza dovuto ad un senso di
protezione e rispetto nei confronti dei
cittadini..... Ebbene mi sento di risponderLe che
è stato solo un modo per pararsi il c... Visto il
trascorso e gli avvisi di garanzia, questo
comportamento è il solito dei nostri splendidi
Non importa che il Brasile sia un
politici. Che cosa ne pensa? Sentitamente Suo.
paese "barbarico" con i suoi cittadini.
Quello che conta è il business: prima i
Belin, ho consigliato a
mondiali di calcio del 2014, poi le
Matteo Renzi di diminuire
olimpiadi del 2016 a qualunque costo!
il numero di parlamentari!
IO NON VOTO NEWS
e se proprio devo … Voto Beppe Grillo
[email protected]
Savona Giovedì 13 Novembre 2014
Fondato nel 2012 – Anno III NUMERO 111
http://www.iononvotonews.altervista.org/
Rio de Janeiro
Rio de Janeiro: stupri ed esecuzioni grazie all’impunità. Così agisce la polizia
Le statistiche e le storie di chi è scampato alla barbarie testimoniano della violenza
con cui possono operare gli agenti della città che tra due anni ospiterà le olimpiadi.
24 agosto 2014
Luigi Spera
€0
L’ANGOLO DEL RELAX
Il Quizzone
Qual’è il cesso più adatto a Renzi e perché?
a.
b.
c.
Casaleggio, gli influencer e il nuovo potere
Come prendiamo le nostre decisioni? Davvero
sono potenti gli influencer di cui tanto parla
Casaleggio?
Herbert Alexander Simon è stato un illustre
economista, psicologo e informatico che ha
contraddetto la visione della razionalità di tipo
neoclassico, che nel momento decisionale
considera soltanto i vincoli esterni all’azione
umana cioè quei vincoli di risorse e di
informazione disponibili per il soggetto.
Simon
nella
sua
teoria
decisionale
comprende anche gli aspetti psicologici del
processo decisionale. La sua teoria della
razionalità considera anche i vincoli interni
all’individuo.
Gli esseri umani possiedono una razionalità
limitata a causa della loro
- stupidity (limitate capacità di calcolo)
- ignorance (impossibilità di conoscere tutte le
alternative possibili)
- passion (emozioni).
Teniamo bene a mente questi limiti quando
qualcuno afferma di non essere influenzabile:
ognuno di noi è condizionato dai propri limiti
cognitivi ed emotivi quanto dalla complessità
dell’ambiente in cui si trova ad operare.
Come agisce un leader influencer con un
grosso potere comunicativo? Ovviamente gioca
su questi handicap cognitivi propri di ognuno:
1. limiti attenzionali e di memoria: non
riusciamo a seguire nel contempo più eventi
e non possiamo riflettere consapevolmente
che su un numero limitato di informazioni. Il
leader lo sa e manipola le informazioni per
renderle ridondanti.
2. limiti nella coerenza delle conoscenze: è
impossibile confrontare tutte le nostre
credenze in modo da poterle rendere
coerenti. Il leader ripete all’infinito gli stessi
concetti rendendoli coerenti al posto nostro.
Questa individua potrebbe
andare a lavorare ...
di Barbara Collevecchio
Se la mente umana difficilmente riesce a
considerare più di 6 o 7 variabili alla volta è
evidente che non siamo esseri completamente
razionali e che sia comodo per la nostra psiche
che qualcuno scelga per noi, anche se non ce ne
rendiamo conto. Grazie alle neuroscienze
sappiamo che per il nostro cervello:
1. le decisioni diventano problematiche se si
hanno troppe informazioni (Per questo un
esperto di comunicazione politica ripete
sempre lo stesso concetto di base
declinandolo in forme diverse)
2. se le informazioni sono troppe prendiamo
decisioni
peggiori
e
comunque
insoddisfacenti (Per questo spesso la
migliore strategia è semplificare, dare
soluzioni semplici a problemi complessi con
naturalezza, che poi siano soluzioni infattibili
gli elettori lo scopriranno troppo tardi)
3. la vigilanza e l’attenzione calano con il
numero di elementi da considerare (Più
che dare informazioni e scendere nella
complessità meglio che il leader parli in
modo semplicistico, infarcendo il tutto di
battute o invettive)
4. le prestazioni peggiorano se le informazioni
ci arrivano ravvicinate nel tempo, pesano
maggiormente le ultime informazioni
arrivate (Per questo è strategico dosare le
interviste e le apparizioni in pubblico e i
confronti diretti )
5. alcune delle decisioni migliori sono emotive o
inconsce ( per questo il leader deve incarnare
l’uomo comune e la sua immagine deve
permettere all’elettore un identificazione)
Cosa succede se applichiamo tutto questo al
web e alla propaganda politica? Siamo convinti
che avere questo potere nel web sia poi così
diverso da chi ne ha possedendo delle
televisioni?
Paragonare il potere delle
televisioni con quello del Web ...
Soluzione a fondo pagina
Consigliagli anche di eliminare
il Sindaco e tutti gli assessori
del comune di Genova!
Quanto da Lei esposto è già risposta alla
sua stessa domanda e Lei sa quanto io odi
(e non solo cordialmente) i politici sciagura
dell’umanità che ne sta causando la rovina. Fra
tali esseri abominevoli non possono non figurare
due esimi, come molti affermano, “ciarlatani”:
Berlusconi Silvio e Renzi Matteo (in rigoroso
ordine alfabetico) ritenuti ambedue immensi
“cialtroni”, boss al comando di truppe infami,
composte dai rifiuti della politica italiana: PDL
e PD, un cancro da eliminare in qualunque
modo. Posso poi aggiungere qualcosa di più
personale, ispirandomi al famosissimo film di
Sergio Leone degli anni ’60 “Il buono, il brutto
il cattivo” partorendo: “Il mondo si divide in
due categorie quelli che tendono a pararsi il
culo e quelli che per il culo sono presi”. Noi
ovviamente siamo i secondi.
E volendo concludere in bellezza ci sarebbe da
augurare agli amministratori di Genova un
simpatico incontro con un Charles Bronson,
redivivo si, ma nei panni dell’interprete del
famosissimo film “Il giustiziere della notte”.
Il Direttore
Matteo sei un
animale da zoo!
Chi me?
Calma Beppe, cerchiamo
di non offendere!
... invece di sparare
tutte queste cazzate!!!
... è semplicemente
demenziale!!!
Rio de Janeiro - Quando era ancora in corso
la coppa del mondo, con gli obiettivi del pianeta
puntati sull’evento sportivo e sulla repressione
delle manifestazione di piazza, la sicurezza in
città è stata assicurata con maggiore discrezione,
ma con i soliti metodi. Quelli violenti, che
garantiscono da sempre agli agenti carioca una
posizione di vertice tra le polizie più dure del
pianeta. Le statistiche dei primi sei mesi
dell’anno hanno fatto strappare alla Pmerj
nuovamente il primato di agenti che più
uccidono al mondo, grazie a un + 42,5 di
omicidi registrati nel primo semestre 2014.
Adolescenti poveri, neri, residenti delle favelas
e senzatetto: queste le principali vittime degli
abusi. E con la fine del mondiale di calcio, le
cose sono anche peggiorate.
Nella sola favela di Acarì, tra il 15 luglio e il
4 agosto, i morti nel corso di operazioni della
polizia sono stati nove, ben 30 dall’inizio
dell’anno. In città, complessivamente si sono
registrati 285 omicidi. In base ai dati diffusi
dall’Istituto di Pubblica Sicurezza, si tratta del
primo aumento dall’avvio del processo di
pacificazione di alcune favelas con le Upp, la
cui crisi è evidente anche in questi numeri.
La prima Upp è del dicembre 2008. Nei primi
sei mesi di quell’anno, gli omicidi da parte della
polizia erano stati 757. Ben 561 nei primi mesi
del 2009. Da quel momento però, grazie anche a
un inizio incoraggiante per le Upp, le
percentuali erano crollate. Di fronte a una lunga
crisi degli ultimi due anni, gli indici sono di
nuovo impazziti. E le cause sono molteplici.
Per Atila Roque, direttore di Amnesty
International Brasile, “nel Paese c’è una classe
‘pericolosa’, composta da giovani neri e
residenti delle periferie. E’ con questa premessa
che opera la repressione della polizia, spesso
con l’appoggio di un a vasta parte della società
che accetta di buon grado le uccisioni,
soprattutto per come crimini e criminali sono
riportati dalla stampa”. Le ragioni della violenza
sono molteplici: una polizia formata per la
‘guerra’ e l’eliminazione del ‘nemico’, agenti
impreparati tecnicamente e psicologicamente,
formati con una dottrina di pura repressione e
controllo delle classi pericolose”. E con la Upp
le cose non sono cambiate molto. L’atmosfera è
pesante, e i sentimenti emergono forti nelle
parole dei favelados. Per Andrè, residente nella
favela Babilonia: “La storia che Upp sia una
polizia diversa è una bugia è la stessa polizia
militare creata 205 anni fa, la stessa che fu
creata all’epoca dell’Impero, per difendere
interessi della Corona portoghese, per uccidere e
per arrestare neri schiavizzati”.
Il problema però non è solo nel numero di
morti. La questione è che quelli che vengono
definiti ‘atti di resistenza’ sono spesso vere e
proprie esecuzioni. Alcuni episodi gravi delle
ultime settimane hanno messo in luce uno dei
principale problemi della polizia carioca:
l’impunità. Le storie di abuso sono trasversali
tra i vari battaglioni, corpi speciali, Upp e senza
distinzione territoriale. Da brivido la vicenda
raccontata da un 15enne. Fermato l’11 giugno
per strada in pieno centro con un suo coetaneo
con la scusa di aver commesso un furto, anziché
in commissariato, il ragazzino è stato portato in
una località remota non lontano dalla favela
Morro do Sumarè. Lì i poliziotti lo hanno
ferito a colpi di fucile. Il ragazzino si è salvato
fingendosi morto. Non è andata meglio
all’altro ragazzo. Colpito a morte con un
proiettile alla testa. Dalla denuncia del
sopravvissuto sono partite le indagini.
La ricostruzione è stata possibile anche grazie
alle telecamere interne alle auto della polizia.
(continua a pag. 2)
Soluzione: c - perché è rosso come il suo
partito. Naturalmente sto scherzando!
a pag. 2
· Continua da pag. 1
· Lettere al Direttore
· Casaleggio, gli influencer e il nuovo ...
a pag. 3
· La crescita economica e la scienza
· Immigrazione e dintorni ...
· Che cosa è più prezioso
a pag. 4
· L’angolo della fantascienza
· Storia della fantascienza
· Rassegna di URANIA
a pag. 5
· Quesiti di matematica
· Commento al campionato di calcio 2014–2015
· L’angolo della cucina
a pag. 6
· Tre canzoni per voi
La crescita economica e
la scienza delle decisioni assurde
Non c’è un politico, oggi, che non parli di “far
ripartire la crescita” come il modo di risolvere
tutti i problemi economici che abbiamo. Ma su
cosa si basa questa idea? Certamente se ne
potrebbe discutere a lungo, ma i politici che
parlano tanto di crescita sanno di cosa parlano?
Io credo di no e provo a spiegarvi perché la
penso così per mezzo di una storia che è
successa veramente dalle mie parti.
Qualche anno fa, quando il sindaco è venuto a
inaugurare un nuovo edificio vicino a dove
lavoro, si è accorto che una stradina della zona
era “ancora a doppio senso”. Scandalizzato, pare
che abbia decretato seduta stante che dovesse
essere trasformata in strada a senso unico e così
è stato fatto poco dopo. In realtà, la stradina era
un po’ stretta, si, ma con un po’ di attenzione ci
si poteva passare benissimo in due e in tanti anni
non era mai successo niente. Ci passava poca
gente: era poco più di un vicolo di campagna.
Trasformata a senso unico, invece, è successo
un disastro. La gente ci passava a tutta velocità,
alcuni andavano in contro mano per evitare di
dover fare un giro di tre chilometri per arrivare a
cento metri di distanza. Infine, qualcuno si era
accorto che era una scorciatoia; il traffico era
aumentato e cominciavano a passarci anche i
mezzi pesanti. Alla fine, un tale che andava
contromano ha messo sotto un bambino. Per
fortuna il bambino non si è fatto niente di grave,
ma in comune si devono essere accorti che forse
c’era un problema. Così, hanno dovuto
espropriare dei terreni per allargare la strada e
trasformarla in una strada a doppio senso –
come era prima! Un bel pezzo di terreno
agricolo cementificato e denaro pubblico speso
per una strada di cui non c’era nessun bisogno.
Ora, ci possono essere delle ottime ragioni per
mettere certe strade a senso unico. Però credo
che questa storia illustra bene il concetto che
molte decisioni, anche importanti, sono prese
senza pensare alle conseguenze. Esiste, in
effetti, tutta una “scienza delle decisioni
assurde”. Fra i tanti studi nel campo, ce n’è uno
particolarmente interessante di Jay Forrester che
ha parlato di un errore comune con i “punti
leva” con i quali si può agire sui sistemi sociali,
economici e di altro tipo. Secondo Forrester, gli
esseri umani sono bravi a capire quali sono i
punti leva, il problema è che tendono ad tirare la
leva al contrario, ottenendo l’effetto opposto di
quello che vorrebbero. Ne parla in dettaglio un
articolo piuttosto famoso di Donella Meadows
che purtroppo non è mai stato tradotto in
italiano. Potete leggere qualcosa in proposito in
un mio articolo. Da questi studi, si deduce che
siano sindaci, assessori, dirigenti di industria, o
chi altro, spesso non si rendono conto che le
loro decisioni possono avere conseguenze
inaspettate. Per esempio, trasformare una strada
da doppio senso in una a senso unico sembra
una buona idea: sembra farla diventare più larga
e comoda per chi ci passa. Ma poi ci si accorge
che il problema con quella strada era più che
altro di evitare che ci passasse troppo traffico.
Il fatto che fosse stretta non era un problema,
era la soluzione! Allora, cosa possiamo dire dei
nostri problemi economici? Siamo sicuri che
l’idea di “far ripartire la crescita” sia una buona
idea? O non sarà che spingere tanto per la
crescita vuol dire “tirare le leve al contrario”?
Non potrebbe essere che la decrescita del
sistema economico non è un problema ma la
soluzione?
Ugo Bardi
Comunicato
Un caro amico ed ex collega mi ha
inviato dopo il mio accorato appello di
richiesta di materiale, fra molti articoli
anche questi pensieri.
Mi sono piaciuti e li ho pubblicati
Siamo tutti fratelli, venite
da noi e moltiplicatevi!!
Se sono fratelli tuoi falli
venire a casa tua!!!
Il Direttore
Che cosa è più prezioso
Immigrazione e dintorni ...
Fatta la doverosa premessa che chi emigra in
altro paese decisamente a casa sua non deve
stare probabilmente “molto bene” analizziamo
la situazione del fenomeno in Italia.
La vignetta, ispirata alle affermazioni di Papa
Benedetto XVI durante un suo viaggio in Africa
e alla tagliente risposta del padano Umberto
Bossi non fanno la classica “grinza”: ambedue
sono coerenti ai personaggi che le hanno fatte.
La situazione in Africa è più che allarmante:
molte nazioni sono condotte in modo feudale da
governi tali che i nostri al loro confronto paiono
“giuggiole” o ancor peggio da feroci e settarie
dittature islamiche. Ed ecco che allora per
sfuggire a massacri e povertà il fenomeno
dell’immigrazione si è ingigantito sfuggendo di
mano anche a questo nostro governo di buffoni,
governo che fatica a mantenere i cittadini del
proprio paese, figuriamoci quelli degli altri.
"Cosa" fare e "come" farlo? Il "cosa" è
semplice: si ponga fine a questo esodo di massa
e il "come" diventa forse una questione militare.
Parole forti? Certamente ma tutta l’Europa si
deve fare carico del problema non solo l’Italia
per quei quattro euro di elemosina che l’UE ci
da per il disturbo. Tale problema va risolto alla
fonte (anche, se necessario, rovesciando tali
governi indegni) con aiuti mirati per queste
nazioni. L’affermazione fatta da Benedetto XVI:
«... fratelli venite da noi e moltiplicatevi!!»
contiene due errori di fondo: il primo, la frase
“... venite da noi ...” è inopportuna in quanto
già arrivano senza invito e il secondo, quella “...
e moltiplicatevi ...” (come se non bastassero già
quelli esistenti) è anche delittuosa. La risposta di
Bossi, pur se irriverente e poco educata, mette in
luce come sia semplice invitare gli altri a casa
altrui, con tutti gli annessi ed i connessi.
Anche l’immigrazione dai paesi sudamericani,
da quelli slavi e asiatici non crea di certo meno
problemi: ai già noti si aggiunge anche quello
dell’alto tasso di delinquenza che va a infestare
le strade delle nostre città e come se non
bastasse alle nostre mafie si aggiungono quelle
cinesi, albanesi, rumene, ...
Cosa fare? Semplice! Al primo reato
rimpatriare questi delinquenti e se dovessero
ritornare ... fate voi.
Dopo questo “sano” trattato, apparentemente
un po’ razzista, rimango fermamente della mia
idea: le popolazioni dei paesi che generano il
fenomeno dell’immigrazione vanno aiutati si,
ma a casa loro. Come? Io ho avuto l’idea
(vecchia come Matusalemme), ora a quegli
“stronzi” che governano il mondo spetterebbe la
soluzione, spetterebbe ... “Campa cavallo ...”
Che cosa è più prezioso, la fama o la salute?
Che cosa è più importante, la salute o la
ricchezza?
Che cosa è più dannoso, vincere o perdere?
Più ami più soffri.
Più accumuli più perdi.
Conoscere ciò che è abbastanza è libertà.
Conoscere quando fermarsi è sicurezza.
-- Lao Tzu
Non dare fiducia significa non ricevere fiducia.
-- Lao Tzu
Chi ha inventato la nave ha inventato il
naufragio.
-- Lao Tzu
Colui che conosce gli altri è sapiente;
colui che conosce se stesso è illuminato.
Colui che vince un altro è potente;
colui che vince se stesso è superiore.
-- Lao Tzu
L'argilla è necessaria per modellare un vaso. Ma
il suo uso dipende dal vuoto interno che si riesce
a creare.
-- Lao Tzu
La gente è difficile da comandare perché
possiede troppa conoscenza.
-- Lao Tzu
Conoscere gli altri è saggezza.
Conoscere se stessi è saggezza superiore.
-- Lao Tzu
Il cielo e la terra sono spietati e trattano miriadi
di creature come cani randagi.
-- Lao Tzu
Se hai un problema e puoi risolverlo è inutile
che tu ti preoccupi, se non puoi risolverlo è
altrettanta inutile la tua preoccupazione.
L'amore rende invincibili nell'attacco e nella
difesa; quando il cielo viene in aiuto agli esseri
umani, li protegge con il dono dell'amore.
-- Lao Tzu)
Sapere di non sapere è la cosa migliore.
Fingere di sapere quando non si sa è una
malattia.
-- Lao Tzu)
V. A.
Buana, non avere soldi
per tornare Africa!
... e nǔota!!!
Possiamo dire che una cosa è bella, in quanto
abbiamo l'idea di cosa sia una cosa brutta, e lo
stesso dicasi per il bene e per il male.
-- Lao Tzu)
collegamento al sito internet:
http//www.pensieriparole/frasi/lao-tzu/
L’angolo della fantascienza
Recensione da Internet di
«Quintet»
«Quintet», è un film del 1979, di genere
Fantasy, diretto da Robert Altman e interpretato
fra gli altri da Paul Newman, Vittorio Gassman
e Fernando Rey.
In un futuro imprecisato, dominato dai
ghiacci, dove la presenza umana conta le sue
ultime vite nell'attesa che il "ciclo" (della vita)
finisca, Essex, un cacciatore di foche, arriva in
una cittadina imprecisata dove l'attività
principale è il Quintet: gioco da tavolo praticato
dalla popolazione della cittadina, divisa in rigide
caste, al vertice delle quali si trova quella dei
giocatori di quintet. Questo si sviluppa in tornei
di cinque partecipanti. Sembra essere per questa
gente l'unico motivo di "vita" tra una
popolazione resa sterile dalla riproduzione per
clonazione, ormai rassegnata ad essere l'ultima e
né l'affacciarsi del ritorno della fertilità, né il
ritorno di animali che si credevano estinti da
decenni sembra risolvere la dilagante crisi
morale in un mondo dove non v'è più nulla da
vedere, da imparare.
Il Quintet racchiude infatti un mondo di
violenza ritualizzata che prevede l'eliminazione
fisica dei perdenti. L'unica manifestazione di
vita intelligente prevede la fine della stessa: un
gioco dove non si può decidere se partecipare; ci
si ritrova dentro, come nella vita, preciserà
Gregor nel monologo che racchiude l'essenza
del film.
Si fatica a riconoscere l'Altman di 'Nashville',
e perfino quello minore del 'Matrimonio',
nel regista che ha diretto «Quintet». Glaciale
come l'argomento, il film propone improbabili
alchimie futuribili con stanca vena narrativa e
puntiglio puramente formalistico. Non solo la
situazione appare già logorata da precedenti e in
parte analoghi film di fantascienza (come
«La decima vittima», di Elio Petri), ma accolta
e svolta con stanca rassegnazione da un Altman
deconcentrato. Sintomatico: la cosa migliore
resta la scenografia. (Sergio Prosali, La
Nazione. Il film è un pasticcio incredibile di
chiacchiere fantascientifiche e fantaintellettuali,
condotte in un labirinto allegorico tutto di
maniera. Che presume di inserirsi nel filone dei
gialli metafisici, ispirato al pessimismo degli
apocalittici e alle ultime speranze dei giocatori
impenitenti e invece gira nel vuoto a rendere
una metafora aggrappata alla mistica del numero
cinque (con qualche riferimento, se si avesse
voglia di scherzare, persino al Pentagono, nido
del Potere militare). Gli sforzi fatti dagli
scenografi, dagli architetti e dai costumisti sono
senza dubbio pregevoli, perché la veste formale
del film girata fra gli avanzi dell'esposizione di
Montreal del '67 e nel nord Canada - è dettata da
una fervida fantasia spettacolare, ma la fiaba
nera (per cui Altman scomoda il nome di
Grimm) ne emoziona ne stuzzica, C.G. Jung
dedicò tutta la sua opera a mostrare l'importanza
di dividere per quattro e c'è chi, come George
Dumezil, ha speso una vita a scoprire la triade
alla radice delle istituzioni dei popoli
indoeuropei. In «Quintet», suo 15^ film,
l'infaticabile Altman ha scelto il numero 5 come
fondamento mistico di questa sua favola di
anticipazione su un'era glaciale e un'umanità in
agonia per la quale non esiste altra prospettiva
che la morte. Nelle scene e nei costumi domina
la figura del pentagono regolare; l'azione
si svolge in una città semisotterranea che in
origine ospitava cinque milioni di abitanti, divisi
Storia della fantascienza 9
Generi e filoni
Malgrado la fantascienza sia stata un tempo
incentrata anzitutto "sulla scienza", all'interno e
ai confini di questo tipo di narrativa si è evoluta
una grande varietà di generi e sottogeneri,
spesso con la commistione sempre più frequente
della fantascienza con il fantasy e l'horror, tanto
che alcuni autori e critici utilizzano di
preferenza l'espressione fiction speculativa
(o narrativa speculativa) per descrivere
complessivamente il fenomeno e altri utilizzano
il termine Slipstream intendendo il fantastico,
cioè quella forma letteraria estremamente ampia
che utilizza l'immaginario, il surreale e tutto ciò
che non è mimetico della realtà, per dare
maggior impatto ad un messaggio radicato nella
visione politica, ideologica del reale.
Vi possono essere molti modi diversi per
tentare di classificare un'opera di fantascienza;
non di rado un'opera o un autore utilizzano vari
temi contemporaneamente e si possono
collocare all'interno di più filoni. Una prima
divisione, puramente convenzionale, viene
spesso effettuata tra fantascienza hard o classica
(hard science fiction) e fantascienza soft (soft
science fiction), dove la prima si occupa con
verosimiglianza degli aspetti tecnologici, la
seconda rivolge il suo interesse ai temi più
strettamente umanistici.
Un genere avventuroso molto popolare è la
space opera, a base di astronavi e battaglie
spaziali, che ha avuto un notevole influsso
anche nella tv e nel cinema, da Star Trek a
V. A. Guerre Stellari.
Movimenti che hanno introdotto nuovi
fermenti nel panorama fantascientifico sono stati
prima la New Wave (negli anni sessanta), poi il
Cyberpunk (negli anni ottanta); quest'ultimo ha
generato tutta una serie di sotto-filoni fino ai
giorni nostri, e ad esso si affianca lo Steampunk.
Alcuni degli altri generi più popolari sono:
- Altre civiltà
- Colonizzazione dello spazio
- Dimensioni parallele
- Fantagiallo
- Fantapolitica
- Fantascienza apocalittica e post apocalittica
- Fantascienza comica
· Fantascienza erotica
· Fantascienza marina
- Fantascienza satirica
- Fumetti
- Horror
- Il viaggio interstellare
- Il viaggio nel tempo
Rassegna di URANIA
- Invasione aliena
- L'esplorazione dello spazio
Passaporto per l'eternità
- L'intelligenza artificiale con robot, cyborg e
con Giorgio Napolitano
androidi
Operazione antimostro
- La clonazione e le biotecnologie
con Silvio Berlusconi
- La minaccia dallo spazio
Il seme tra le stelle
- La realtà virtuale
con Rocco Siffredi e Mara Carfagna
- Le dimensioni parallele
L'astro lebbroso
- Le facoltà paranormali
con Andrea Agnelli
- Mostri
I figli della follia
- Mutazione
con R. Brunetta, Giuliano Ferrara
- Primo contatto
- Space opera militare e fiction
Il pianeta degli schiavi
- Ucronia o storia alternativa
con gli italiani in Italia
- UFO
Il cervello trappola
- Utopia e distopia
con Matteo Renzi
- Terrore
Prigioniero del silenzio
....
con il trio Camusso, Bonanni, Angeletti
in venticinque settori a cinque livelli:
«Quintet», il gioco mortale che fa da motore
alla vicenda, si gioca su una tavola pentagonale;
in un sermone di San Cristofer, si dice che
l'universo ha cinque lati e che cinque sono gli
stadi dell'esistenza. Il gioco matematico
potrebbe continuare: cinque i personaggi
principali (Paul Newman, Vittorio Gassman,
Bibi Anderson, Fernando Rey, Brigitte Fossey);
cinque le fasi dell'azione: i cani che si cibano
dei cadaveri si muovono a gruppi di cinque e
così via. Ma sono tre le classi in cui si divide
l'umanità: i moribondi, la gente che aspetta,
rassegnata, la morte; i mercanti e i pescatori che
si tengono in vita dedicandosi al commercio; i
giocatori di quintet, sono quasi un'aristocrazia.
Per Altman, giocatore accanito nella vita,
il gioco ha una serie di valenze e di significati
che s'intrecciano di film in film. In «Quintet»
- per la seconda volta dopo "California Poker"
(1974), ma in modi assai diversi - acquista una
funzione centrale: in un universo in agonia dove
il lavoro e l'amore sono scomparsi, il gioco
diventa un surrogato della vita e della morte, il
cardine della vita di relazione." (Giovanni
Grazzini. Il Corriere della Sera)
$
Nonostante la critico non sia troppo
favorevole, come spesso faccio la ignora. Al me
il fil è piaciuto anche se ho dovuto rivederlo altr
due volte.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
a cura di V. A.
(continua)
Quesiti
Premessa
Commento al campionato di calcio 2014–2015
10° giornata
Per quattro persone
Pasticcio di gongorzola
Questo quesito di richiede alcune conoscenze
specifiche di algebra del biennio di un istituto
superiore:
1. Elementi sulle equazioni di 1°
nonché un po’ di fantasia e delle buone
intuizioni logico-matematiche.
La 10° giornata si apre con una squallida
partita: Sassuolo-Atalanta 0-0. Squadre così, e
in particolar modo l’Atalanta, sarebbe molto più
salutare giocassero in serie B. Anche l’arbitro
ha partecipato alla festa degli scarsi non
concedendo un rigore solare al Sassuolo.
Sampdoria-Milan finisce 2-2 e credo sia giusto
così. Il Milan passa presto in vantaggio con un
gol di El Shaarawy e la Sampdoria, primo errore
un rigore negato ad Okaka, pareggia su una
ripartenza da palla persa dal Milan. Due tiri in
porta due gol. Il telecronista Pelegatti, tifoso
rossonero, parla di Milan sontuoso, forse sta
vedendo un’altra partita. Poi il Doria effettua il
sorpasso su un grave errore di Diego Lopez.
Mio padre, n. 1 del passato (allenò il mitico
Bacigalupo prima che andasse al Torino), diceva
che nell’area piccola le palle dovevano essere
tutte del portiere: tranne questa di Okaka. Poi fa
tutto l’arbitro: concede il rigore del pareggio,
giusto per l’ex arbitro Cesari, e ne nega uno a
Torres; va bene così, il primo errore fatto conta
sempre di più, ed infine espelle Bonera, nessun
danno, anzi un vantaggio. Pessimo arbitraggio
sopratutto nella gestione delle punizioni e dei
cartellini. Cagliari e Genoa impattano, 1-1, con
Perin (qualche colpa sul vantaggio del Cagliari)
che para un rigore ai sardi (rossoblu in dieci e
’arbitro in vena di regali per il compleanno di
Gigi Riva) verso la fine della partita e salva il
Genoa da una brutta sconfitta. In uno dei tanti
derby degli scarsi il Chievo batte, 2-1, il Cesena
cui l’arbitro annulla un gol regolare, nel finale di
partita con quello zombi di Pellisier (2 reti).
L’Empoli manda a casa, 2-1, una bruttissima
Lazio, irriconoscibile e presuntuosa. Lotito è
invitato a tacere e a tornare sulla Terra! La
Juventus, 7-0 sul Parma, fatica solo nei primi
venti minuti, poi siluro (ma innocuo) di Pogba
e Mirante, portiere del Parma, ma di scuola
“gobbi”, sembra giocare per i bianconeri
respingendo corto (alla Dida tanto per
intenderci) sui piedi di Llorente che segna,
neanche ai tempi dei "Salesiani" capitavano
queste cose! Non c’è più partita, Parma di nuovo
ultimo e Donadoni di nuovo sulla graticola. Il
Palermo, 1-1 contro l’Udinese, fallisce il rigore
della vittoria. Cari siculi, non è sempre Milan!
Fiorentina e Napoli (0-1) tentano di imitare due
squadre di calcio ma nel primo tempo quasi mai
ci riescono, in particolar modo la Fiorentina. Poi
il Napoli sale in cattedra dominando fino al
gol dell’1-0 viziato però da un errore arbitrale
su una rimessa laterale. Nel finale inutile e
sfortunato assalto dei Viola, anche una traversa
e un salvataggio sulla linea! Il Napoli risale al
terzo posto superando la Sampdoria. In serata la
Roma torna bella e distrugge il Torino, 3-0, che
resiste solo pochi minuti alla sua furia. Ci sono
poche occasione nelle quali tifo per il Verona
ovvero le volte quando gioca contro la Juventus
o contro l’Inter. Questa sera gli scaligeri portano
a casa un punto imprevisto e dopo la doppietta
del neroazzurro Icardi impensato. Dopo il rigore
parato da Handanovic a Tony e l’espulsione di
Medel la partita cambia. Per me, pur se
milanista, il mani era involontario, ma si sa con
l’arbitro Rocchi ... Juventus-Roma docet.
L’Inter si arrocca in difesa e incassa giustamente
il gol del pareggio.
Brutte partite, brutti arbitraggi e ha condire
questo orrido campionato fanno schifo anche le
maglie. Si salva almeno quella della Sampdoria.
4 hg di gongorzola, ¼ di l di latte, 4 spicchi di
aglio, almeno ½ bicchiere di olio extravergine,
q. b. di pepe, sale e origano.
Pulire e fare la gongorzola a dadini,
scioglierla nel latte a caldo fino ad ottenere una
crema densa e lasciare raffreddare; mondare
l’aglio e privarlo dell’anima. In una capace
fiamanghilla porre la crema ottenuta e rimestare
lentamente strofinando l’aglio e aggiungendo
l’olio a filo. Insaporire durante il lavoro con
pepe, sale e origano. Lasciare riposare una
decina di minuti.
Nota uno: per stomaci più forti è concesso
aumentare aglio e pepe.
20. Le due età
Io ho il doppio dell'età che avevi tu quando io
avevo la tua età. Inoltre la somma della mia età
e quella che avrò quando tu avrai la mia età è
90. Quanti anni ho io e quanti tu?
21. Il barbiere
Se il barbiere del villaggio rade tutti e solo gli
uomini che non si radono da soli, chi rade il
barbiere?
22. L’età
Il prodotto della metà (in anni) per il numero
dei miei figli, per il numero dei miei cugini è
2255. Sapresti dirmi quanti anni compio?
Soluzioni
20. Le due età
Poniamo con X e Y rispettivamente la mia e la
tua età e con ∆ la differenza X – Y.
1a equazione
1. quando io avevo la tua età:
X–∆
2. che avevi tu quando io avevo la tua età:
(X – ∆) – ∆ = X – 2∆
∆
da cui si ricava:
X = 2(X – 2∆
∆) ⇒ X = 2X – 4∆
∆⇒
– X = – 4∆
∆ ⇒ X = 4∆
∆
2a equazione
1. quando tu avrai la mia età:
X
2. e quella che avrò
X+∆
da cui si ricava:
X + X + ∆ = 90 ⇒ 2X + ∆ = 90
il sistema ottenuto sarà:
 X = 4∆

 2X + ∆ = 90
 X = 4∆

 8∆ + ∆ = 90
 X = 4∆
⇒ 
⇒
 2(4 ∆) + ∆ = 90
 X = 4∆
 ∆ = 10
⇒ 
⇒ 
9∆
=
90

 X = 40
ne consegue che Y = X – ∆ = 40 – 10 = 30
21. Il barbiere
a. Supponiamo che il barbiere non si rada da
solo, allora per definizione va dal barbiere .. a
farsi radere: assurdo
b. Supponiamo che il barbiere si rada da solo,
allora per definizione non va dal barbiere .. a
farsi radere: assurdo
22. L’età
2255 si scompone facilmente nel prodotto dei
tre fattori primi 5, 11, 41. Per cui l’età potrebbe
essere 10, 22, 82. 10 è da escludere e 41 cugini
sono decisamente troppi. Quindi l’età è 82.
a cura di V. A.
Ma il quesito 21 non è ispirato al
paradosso di Bertrand Russel?
Russel? E’ un
cantante o un
calciatore?
a cura di V. A.
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Bruschette al gongorzola
Quattro fette di pane per bruschette appena
abbrustolito, il pasticcio di gongorzola prima
preparato.
Ricoprire le bruschette con il pasticcio e
abbrustolirle nel forno per pochi minuti facendo
attenzione che non brucino.
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Peperoni scottati al gongorzola
Due peperoni (uno giallo e uno rosso), quattro
cucchiai di olio extravergine, quattro filetti di
acciuga.
Lavare e mondare i peperoni facendoli in
quattro parti ciascuno; cospargerli con l’olio e
passarli al forno fino a quando le pellicine non
saranno dorate, toglieteli e fateli raffreddare,
spellateli e disponeteli in una pirofila;
ricoprendoli con il pasticcio e le acciughe. Finite
la cottura al forno per pochi minuti.
Per accompagnare le pietanze si suggerisce un
vino rosso piemontese, a voi la scelta.
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Curiosità
Il pasticcio di Gongorzola ha una storia
piuttosto insolita che naturalmente si è
sviluppata ancora a Viola nell’estate del 1968.
Un vecchio amico decise di inaugurare la villa
di famiglia appena terminata ed invitò gli
amici della compagnia, per quella serata
rigorosamente tutti maschi. «E le donne», direte
voi, «C’erano ma rimasero a casa», dico io.
Fu deciso che ognuno di noi, a scelta,
preparasse o portasse una pietanza, il padrone di
casa si occupò dei vini. Ecco allora che fu il
Luciano Moretti da Viola che sul momento,
armato fino ai denti di aglio, olio, pepe, sale,
pane e gongorzola ci deliziò con il suo pasticcio,
cibo certamente tanto gustoso quanto poco
raffinato! Fu un successone per stomaci grezzi
quali eravamo noi a quei tempi!!!
a cura di V. A.
Qual è il menu
del giorno?
Pagliaccio in umido!!!
Tutto Buscaglione Supermagic moments Tutto Buscaglione Nel blu di Portofino Tutto Buscaglione
Mambi strambi
Love
in
Portofino
1959
Amare
un
altra
1958
Buonasera (signorina)
1958
(Buscaglione, Chiosso )
(Fabor, Pazzaglia)
(Sigman, De Rose)
I found my love in Portofino
Amare un’altra dopo te non è possibile.
perché nei sogni credo ancor,
Amare un’altra dopo te non è possibile.
lo strano gioco del destino
Non sono niente senza te
a Portofino m'ha preso il cuor.
mi sento dir
se l’ape cerca il fior
Nel dolce incanto del mattino
se il fiume cerca il mar
il mare t’ha portato a me,
anch’io
socchiudo gli occhi a me vicino
cercavo solo te
a Portofino rivedo te.
per annullarmi in te
Ricordo un angolo di cielo
anch’io.
dove ti stavo ad aspettar,
Pensare a un altro accanto a te
ricordo il volto tanto amato
già mi fa piangere,
e la tua bocca da baciar.
chi ti comprende come me
I found my love in Portofino
forse non c’è.
quei baci più non scorderò,
No,
non mi lasciare mai,
non è più triste il mio cammino
non mi lasciare mai,
a Portofino I found my love.
io vivo col tuo cuor e tu la sai.
I found my love in Portofino,
Amare
un’altra dopo te non è possibile
down in that small Italian bay
[orchestra]
and everything was so divino,
in Portofino, I found my way.
Se l’ape cerca il fior,
The sun was shining that mattino
se il fiume cerca il mar
and so my words were just a few.
anch’io
I dose my eyes and so vicino,
cercavo solo te
in Portofino, I still see you.
per annullarmi in te
anch’io
There was a place made just for lovers
the sky and sea and friendly bar
[orchestra]
tables and chairs and lazy waiters
Non mi lasciare mai,
a curly boy playing guitar
non mi lasciare mai,
and when it's night in Portofino,
io vivo col tuo cuore e tu la sai
the stars are twinkling up above
Amare un’altra dopo te non è possibile,
I dose my eyes and so vicino,
non è possibile.
in Portofino, I found my love.
Amare un’altra dopo te
$
I found my love
[coro]
$
Cavallo di battaglia del grande Louis Prima,
I
found
my
love
E’ il tempo degli urlatori e Fred introduce con
che Buscaglione fa suo con coerenza e stile.
un canto gridato le parole d’amore. Romantico
La canzone è ambientata nella Napoli boogie del I found my love
$
brano ben suonato dall’orchestra tutta. I fiati
dopoguerra che innamorava tante coppie.
Brano di allegro romanticismo dal ritmo . Ritmo latino per un Buscaglione meno swing fanno da sfondo, con una bella tromba in
assicurato. E' swing and boogie che trascina e e, soprattutto, meno bullo. Il piano in evidenza, evidenza.
suonato con un tocco e un sapore che ricordano
Dal libretto di Tutto Buscaglione
contagia al primo ascolto.
il grande George Shearing. Italiano e inglese
$
mescolati con estrema facilità. Teneri ed
aolo Panelli, Fred Buscaglione e Tony Ucci eleganti cori supportano Fred nella veste di
in una scena del film “Noi duri” di Camillo romantico latin lover.
Mastrocinque - 1959
Dal libretto di Tutto Buscaglione
Buonasera, signorina, buonasera,
come è bello stare a Napoli e sognar
mentre in cielo sembra dire buonasera
la vecchia luna che sul Mediterraneo appar.
Ogni giorno c'incontriamo camminando
dove par che la montagna scenda in mar,
quante cose abbiamo detto sospirando
in quell'angolo più bello del mondo.
Quante volte ho sussurrato, amore t'amo!
Buonasera, signorina, kiss me good night.
buonasera, signorina, kiss me good night.
bah, bu du .....
Buonasera, signorina, buonasera,
come è bello stare a Napoli e sognar
mentre in cielo sembra dire buonasera
la vecchia luna che sul Mediterraneo appar.
Ogni giorno c'incontriamo camminando
dove par che la montagna scenda in mar,
quante cose abbiamo detto sospirando
in quell'angolo più bello del mondo.
Quante volte ho sussurrato, amore t'amo!
Buonasera, signorina, kiss me good night,
camon, camon.
[orchestra]
Quante cose abbiamo detto sospirando
in quell'angolo più bello del mondo.
Quante volte ho sussurrato, amore t'amo!
Buonasera, signorina, kiss me good night.
buonasera, signorina, kiss me good night.
buonasera, signorina, kiss me good night.
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Numero 111 - IO NON VOTO NEWS