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2
Salute sessuale
Uno speciale di approfondimento
EDITORIALE
Dalle campagne di prevenzione ai consigli degli esperti, un viaggio senza tabù alla
scoperta del nebuloso universo della sessualità dell’uomo, della donna e della coppia.
L’importanza della prevenzione
Sottoporsi regolarmente a visite ginecologiche di controllo per una migliore qualità della vita
L
a donna ed il ginecologo: si tratta di
un binomio complesso
e sul quale si potrebbero spendere milioni di
parole. Se da un lato i
cambiamenti culturali
hanno fatto sì che molte donne si siano avvicinate alla figura del
ginecologo, comprendendo
l’importanza
Prof. Nicola Surico - Presidente S.I.G.O.
della visita di controllo
periodica anche al fine della prevenzione e non solo della
cura di disturbi o malattie, molte donne si sottopongono alla
visita ginecologica solo dopo l’insorgenza di sintomi e spesso dopo aver provato numerose terapie “fai da te”.
Non è possibile generalizzare, ma in linea di massima potremmo dire che le giovani donne si sottopongono più frequentemente a controlli ginecologici regolari, mentre le
donne anziane ricorrono alla visita specialistica solo se strettamente necessaria. Questo può essere imputato da un lato
ad un tabù fortemente radicato nella nostra cultura, dall’altro
al fatto che i programmi di prevenzione e screening coinvolgono soprattutto donne di età giovane-adulta.
Il ginecologo non dovrebbe essere solo la figura che cura
le patologie dell’apparato genitale, ma dovrebbe rivestire un
ruolo ben più ampio, accompagnando la donna nelle varie
fasi della vita sessuale e riproduttiva, dal menarca alla
menopausa.
Le patologie ginecologiche con le quali ci dobbiamo confrontare sono le più disparate: dalle infezioni genitali alle irregolarità del ciclo mestruale, dai disturbi della menopausa
al prolasso degli organi genitali, dai disagi sessuali all’infertilità, fino ai tumori.
I tumori ginecologici possono originare dall’utero, dall’ovaio o più raramente dalla tuba. In Italia complessivamente vengono diagnosticati tra i 15 e i 20 mila nuovi casi ogni
anno.
Il tumore del corpo dell’utero o tumore dell’endometrio si
sviluppa all’interno dell’utero. Colpisce soprattutto le donne
obese in post-menopausa. Dà come primo sintomo il sanguinamento. Una perdita di sangue dai genitali in menopausa dovrebbe quindi essere sempre un campanello d’allarme
e la donna dovrebbe sempre ricorrere alla visita ginecologica. Nelle donne che si sottopongono annualmente ad una
visita di controllo ginecologica con ecografia, il sospetto della
presenza di un tumore dell’endometrio può insorgere anche
nella donna asintomatica se l’endometrio è ispessito.
Anche il tumore ovarico colpisce più frequentemente le
donne in post-menopausa. Spesso la diagnosi è fatta
quando la malattia è avanzata perché negli stadi precoci è
asintomatico. La diagnosi precoce può essere fatta nel caso
in cui compaiano a livello ovarico cisti sospette, che possono
essere diagnosticate con l’ecografia.
Il tumore ginecologico più diffuso è il tumore della cervice
o collo dell’utero. Questo tumore si sviluppa a partire da una
lesione precancerosa che nel corso del tempo si trasforma
in tumore maligno. Tali lesioni, nella maggior parte dei casi,
sono dovute ad un’infezione virale. Il virus in causa è l’HPV
o Papillomavirus. Il lento sviluppo della malattia ha reso possibile la diagnosi precoce mediante un esame citologico, il
Pap-test. Diagnosticare precocemente il tumore del collo
dell’utero significa poterlo curare in modo radicale e quindi guarire la paziente. Per questo sono nati i programmi di
screening, che offrono alle donne di età compresa tra i 25
e i 65 anni la possibilità di sottoporsi all’esame citologico.
Negli ultimi anni, inoltre, è stata studiata ed introdotta una
nuova arma per prevenire il tumore della cervice: si tratta
del vaccino contro il Papillomavirus, che viene offerto alle
adolescenti. Il concetto su cui si basa la campagna vaccinale
è il seguente: se il Papillomavirus è responsabile della maggior parte dei tumori del collo dell’utero, vaccinare le pazienti
che potrebbero contrarre il Papillomavirus significa eliminare
la maggior parte dei tumori del collo dell’utero.
Concludendo, l’importanza della visita ginecologica di
controllo periodica
è legata al fatto che
Edizione Marzo 2013
una diagnosi precoce
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delle malattie consente un trattamento
migliore e quindi una
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Stampa: D’Auria Printing S.p.a.
vita per la donna.
Scegli tu
Managing Director: Alice Cattaneo
Designer: Federico Delpero
Un progetto SIGO per una sessualità consapevole
I
l progetto “Scegli tu” è nato nel
2005 con l’obiettivo di promuovere una miglior cultura sulla sessualità e la contraccezione consapevole. È promosso dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO)
grazie ad un educational grant di Bayer.
Colonna portante del progetto è il sito internet www.sceglitu.it, un vero e proprio portale dedicato alla sessualità responsabile,
con esperti a disposizione per rispondere
alle domande degli utenti, approfondimenti,
area news, uno spazio FAQ, video, ecc. È
attivo inoltre un servizio e-mail che offre una
consulenza in tempo reale. Completamente
gratuito, si è rivelato un ottimo supporto per
risolvere i frequenti dubbi che assillano soprattutto chi è alle prime esperienze.
Numerosi ed importanti i patrocini istitu-
zionali, fra cui quello della Presidenza del
Consiglio dei Ministri (Ministero per le Pari
Opportunità), del CONI e del Ministero della
Gioventù.
Negli anni sono stati prodotti numerosi opuscoli informativi, con taglio diverso, rivolti
alla promozione della sessualità consapevole fra le giovanissime e le immigrate (anche
in lingua straniera).
Ad esempio, il Patentino dell’Amore composto, come l’analogo manuale di guida, da
una parte dedicata alla teoria e da un quiz
per mettersi alla prova. Il “patentino” è entrato a far parte dei materiali del kit per l’educazione sessuale (http://www.sceglitu.it/
kit-sulleducazione-sessuale) a disposizione
dei ginecologi per interventi educazionali e
fornito gratuitamente su richiesta.
Varie le iniziative speciali collegate alla cam-
pagna, da “Scegli tu di vincere” www.sceglitudivincere.it con le testimonianze di 15
grandissime sportive italiane per dimostrare
che è possibile vivere da campionesse anche la femminilità a “Travelsex”, la guida per
essere sicuri in viaggio, protagonista delle
estati 2009, 2010 e 2011.
Dal 26 maggio al 16 giugno 2012 il progetto
“Scegli Tu” è sbarcato su Sky Uno HD, per
sei puntate, con la trasmissione “Donna
è sport”, il programma in cui si sono raccontate Flavia Pennetta, Silvia Salis, Tania
Cagnotto, Jessica Rossi, Simona Gioli e
Valentina Vezzali. Dall’esperienza televisiva
è nato l’opuscolo omonimo “Donna è sport:
vinci la medaglia d’oro della tua sessualità e
della contraccezione consapevole”.
M
PP
MediaPoli
Mediapoli di Alice Cattaneo
Telefono:+39 3937805299
Web: www.mediapoli.it
E-mail: [email protected]
Salute sessuale
Uno speciale di approfondimento
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SESSUALITA’
Igiene per LUI e per LEI
U
Come prendersi cura delle parti intime
na regolare igiene intima è indispensabile sia per la
donna che per l’uomo, richiedendo particolari attenzioni per prendersene cura in modo adeguato. Gli specialisti raccomandano di detergere in modo accurato,
frequente e con prodotti specifici le zone intime perché
essendo rivestite solo da una mucosa sono più delicate
e vulnerabili.
Numerose ricerche confermano che moltissimi giovani
soffrono di irritazioni, infezioni e arrossamenti delle
parti più intime, provocati semplicemente da una scarsa o scorretta igiene.
Sia nelle donne che negli uomini l’igiene intima è fondamentale per evitare ristagni di secrezioni, prodotte
dalle ghiandole sebacee per una costante lubrificazione,
che possono provocare facilmente alcalinità e irritazioni delle mucose genitali, perché esposto all’attacco dei
batteri.
Per LEI - rispettare il pH
Nella zona genitale interna della donna, il pH è molto più
acido rispetto al resto della pelle, e ciò per uno scopo ben preciso. L’ambiente acido, infatti, favorisce la presenza di determinati microrganismi (utili e, comunque, non nocivi in questa
sede) e ostacola - sia direttamente che indirettamente - l’insediarsi di altri microrganismi nocivi. I normali saponi sono troppo
alcalini e, quindi, inadatti a detergere le zone intime in quanto
possono causare una variazione del pH, favorendo la crescita
indiscriminata della candida e di altri batteri patogeni. La
pulizia va effettuata almeno due volte al giorno con un detergente specifico, particolarmente delicato, che rispetta il manto protettivo della pelle e la sua acidità. Durante il ciclo è una
buona abitudine rinfrescarsi a ogni cambio di assorbente con
abbondante acqua corrente tiepida, perché le perdite ematiche
causano una variazione del pH della mucosa vaginale, indebolendone le difese.
Per LUI - usare il giusto detergente
Nella cura dell’igiene intima quotidiana l’uomo deve porre particolare attenzione alla cute del pene, alla semimucosa del prepuzio e del glande e alla mucosa del canale
uretrale. Si tratta di zone dell’apparato genitale maschile
in cui normalmente vi sono numerosi tipi di germi.
Nell’uomo non circonciso, le secrezioni delle ghiandole
poste sulla circonferenza del glande ristagnano dietro la
corona del glande più soggetto di altre zone all’attacco di
batteri che possono causare infiammazioni e infezioni.
Gli uomini tendono a utilizzare il normale sapone per la
detersione delle parti intime, in realtà anche per l’uomo è
consigliabile usare un detergente intimo adatto appositamente studiato per l’igiene intima maschile.
[email protected]
Contraccezione: vediamoci chiaro
P
Una approccio responsabile alla scelta del metodo più adatto a te
er contraccezione si intende il complesso delle tecniche anticoncezionali, ossia dei mezzi utilizzati
per programmare o impedire il verificarsi di una gravidanza.
La maggior parte degli adolescenti che hanno rapporti
sessuali non utilizzano mezzi anticoncezionali per evitare gravidanze indesiderate.
Anche se si parla in modo più esplicito di tematiche relative alla sessualità, molti giovani scoprono la sessualità senza un’informazione e un’educazione adeguate
alla loro età ed ai loro bisogni.
Elementi di fisiologia
All’incirca ogni mese, dalla pubertà alla menopausa,
nelle ovaie delle donne, sotto l’influsso di determinati
ormoni si verifica generalmente la crescita di un follicolo che, rompendosi, libera l’ovocita e determina l’ovulazione, rendendolo penetrabile dallo spermatozoo
per circa 24 ore.
Contemporaneamente la mucosa uterina (endometrio)
subisce delle modificazioni che permettono ad un ovocita eventualmente fecondato di attecchire e crescere.
Se l’ovocita non viene fecondato si ha la brusca diminuzione di un ormone ovarico (il progesterone) che determina nell’utero la degenerazione ed il distacco della
mucosa uterina che viene espulsa; è ciò che si verifica
durante la mestruazione.
Nel periodo ovulatorio anche il muco prodotto dalle
ghiandole presenti nel canale cervicale subisce delle
trasformazioni che lo rendono facilmente penetrabile
dagli spermatozoi.
Qualche giorno dopo l’ovulazione questo muco subisce
delle modifiche sotto l’effetto del progesterone, trasformandosi in una sostanza densa, viscosa e difficilmente
penetrabile dagli spermatozoi.
I diversi metodi contraccettivi agiscono singolarmente
o contemporaneamente su questi fattori: impedendo la
penetrazione degli spermatozoi nell’utero, bloccando l’ovulazione, modificando il muco cervicale, impedendo l’annidamento dell’ovulo.
Scopo della contraccezione è quello di controllare, in
modo temporaneo e reversibile il processo della riproduzione.
Per identificare il metodo contraccettivo più corretto è
importante consultare il proprio medico con il quale
sarà possibile evidenziare le principali caratteristiche,
le modalità di azione e le eventuali controindicazioni, la
sicurezza, la facilità d’uso, la reversibilità e i possibili
effetti collaterali.
Fonte: www.salute.gov.it
Contraccezione, oltre la pillola
In silenzio, senza troppi clamori come spesso sanno fare
le donne in questi ultimi anni si è compiuta una vera e
propria rivoluzione nel campo della contraccezione.
Siamo nell’era, si potrebbe dire, della “contraccezione
2.0” quella dove c’è una forte interazione tra i bisogni
della donna, le sue paure, le sue certezze, le sue esigenze e il contraccettivo adottato. Una contraccezione
consapevolmente cercata, e scelta, in modo che si adatti
al proprio stile di vita.
Una rivoluzione che è stata resa possibile anche grazie
al testimone passato da madri a figlie che ha fatto sì che
le paure delle prime non fermassero le seconde.
La pillola anticoncezionale, ormai è storia, ha rappresentato un momento di svolta nella pianificazione della maternità ma se da una parte era sinonimo di libertà dall’altra era avvolta da una dose di paura legata agli ormoni.
Un timore che alcune donne hanno subìto, che altre hanno evitato rinunciando a questo anticoncezionale.
Oggi, grazie anche alla ricerca, le donne sono andate
oltre, oltre la pillola appunto. Anello vaginale, impianto
sottocutaneo e persino la pillola anticoncezionale senza
estrogeni, alla donna la libertà di scelta.
Metodi contraccettivi ormonali
Metodi contraccettivi di barriera
Altri metodi contraccettivi
Metodi contraccettivii naturali
• Pillola estro-progestinica
• Pillola solo progestinica
• Anello contraccettivo
• Cerotto transdermico
• Contraccettivo sottocutaneo
• Preservativo o condom
• Diaframma
• Metodi chimici
• Spermicidi (capsule, ovuli, gelatine,
creme...)
• Dispositivi intrauterini (IUD o spirale)
• Sterilizzazione tubarica chirurgica (donna)
• Vasectomia chirurgica (uomo)
• Preparati orali progestinici contenenti
levonorgestrel
• Preparati contenenti ulipristal acetato e
IUD al rame
• Metodo Ogino-Knaus
• Metodo della temperatura basale
• Metodo Billings
• Coitus interruptus
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Salute sessuale
Uno speciale di approfondimento
FERTILITA’
Fertilità in Italia
Passato presente e futuro di un tema più che mai sociale
L
Dott. Cristofaro De Stefano - Presidente S.I.O.S.
a fertilità in Italia, approfondiamo l’argomento con
il Dott. Cristofaro De
Stefano,
presidente
della Società Italiana
Ospedaliera Sterilità
e responsabile della
Unità operativa di Fisiopatologia della Riproduzione dell’Ospedale San Giuseppe
Moscati di Avellino.
I dati ISTAT del 2012 testimoniano un aumento dell’età media della prima gravidanza. Infatti, le italiane hanno un’età
media di 31,3 anni al parto, posizionandosi, insieme alla
tedesche, agli ultimi posti in Europa. Dobbiamo sottolineare
come, ai fini della comprensione di tale dato, bisogna rammentare il notevole contributo delle gravidanze delle donne
immigrate che hanno più figli e concepiscono in età più giovanile. Tali comportamenti riproduttivi andranno progressivamente allineandosi a quelli alla popolazione autoctona.
A seguito di questo importante contributo alla natalità da
parte delle immigrate si riesce a mantenere in equilibrio la
popolazione.
Quali sono i fattori che influenzano queste tendenze?
E’ chiaro che le motivazioni principali siano ascrivibili alle
condizioni sociali ed economiche connotate da profonda
incertezza che mettono le giovani coppie nella situazione
di non procreare nonostante il desiderio di diventare genitori. Il primo figlio viene dunque concepito in età più avanzata il che comporta, per motivi puramente naturali, una
diminuzione della fertilità. Ciò significa che la coppia dovrà
impegnarsi più a lungo per ottenere un concepimento. Con
il passare degli anni, infatti, il corpo della donna cambia e
gli ovociti (la riserva ovarica) già 12-13 anni prima della menopausa iniziano a diminuire, di conseguenza si riducono
le probabilità di concepire e si allunga il periodo di “ricerca
figli” per ottenere una gravidanza.
Altro fattore, questa volta positivo, che incide nel posticipare
l’età genitoriale è da ricercare nei progressi della medicina.
La capacità e le innovazioni che consentono il trattamento
di molte malattie, fino a pochi anni fa incurabili, hanno fatto
crescere il numero di uomini e donne che, guariti, possono procreare. Allo stesso tempo queste nuove terapie, pur
necessarie per la guarigione, in alcuni casi possono influire
negativamente sulla capacità riproduttiva, basti pensare da
una parte alle varie forme di cancro giovanile, ad oggi curabile, o dall’altra all’endometriosi, patologia femminile molto
diffusa e conosciuta che, anche se curabile, comporta un
grande sacrificio dell’ovaio.
E dal punto di vista patologico, quali malattie limitano
la nostra capacità riproduttiva?
Esistono patologie che incidono direttamente sulla capacità
riproduttiva, sia nell’uomo che nella donna. Per quest’ultima
tra le più importanti c’ è la già citata endometriosi che può
comportare danni alle strutture dell’ovaio, ai tessuti dell’apparato genitale e agli organi addominali. Per l’uomo, ma
anche per la donna, i problemi maggiori sono da ricercarsi
in quella denominata l’epidemia dell’obesità, la sindrome
metabolica generata in primis dalle cattive abitudini alimentari, dalle modifiche degli stili di vita e del metabolismo.
Questa alterazione può comportare l’insorgenza di diverse patologie quali la sindrome dell’ovaio policistico che
nella donna blocca la produzione di ovociti (ovulazione) e
nell’uomo può alterare la capacità sessuale e riproduttiva.
E’ da segnalare con piacere come i miglioramenti nella medicina e una maggiore e diffusa attenzione alla prevenzione
hanno consentito una forte diminuzione delle patologie da
infezione come causa determinante la sterilità.
Perché ricorre alla fecondazione assistita?
Tenuto conto che la difficoltà nella fecondazione è riconducibile tanto a fattori femminili quanto a quelli dell’uomo in
proporzioni quasi pari, è da sottolineare come nel maschio
possono esserci diverse motivazioni che si esprimono nella
riduzione quantitativa e qualitativa delle caratteristiche del
liquido seminale, mentre per la donna le principali indica-
zioni sono quelle legate al danno delle tube e dell’endometriosi. Vi è poi una percentuale intorno al 15 % di casi
definiti di sterilità “non spiegata” nei quali non si riesce a
identificare una causa assoluta di infertilità.
Perché alcune coppie vanno all’estero per la fecondazione assistita?
Fortunatamente negli anni, la Corte Costituzionale ed il Ministero della Salute, hanno modificato alcuni aspetti della
Legge sulla Procreazione Assistita si è posto un argine a
tale fenomeno, anche se l’impossibilità di praticare trattamenti di donazione di ovociti e spermatozoi continua a
garantire un importante flusso di pazienti dall’Italia verso
centri stranieri. E’ comunque importante che le coppie desiderose di avere un figlio possano essere sicure di trovare in
Italia strutture all’avanguardia, in grado di garantire professionalità e procedure di altissimo livello qualitativo.
Le principali modifiche della legge n.40 del 2004 sono andate nella direzione di ampliare il bacino di coppie a cui è
consentito l’accesso al trattamento, inserendo anche le
coppie nelle quali esistono patologie infettive gravi, modificando l’indicazione del numero di ovociti da inseminare
(sostituendo il tre perentorio con la migliore soluzione per
il benessere della donna) riducendo la probabilità di gravidanze plurigemellari, che possono determinare gravi conseguenze per la donna e per i nascituri.
In tempi recenti l’ultima modifica apportata ha reso possibile la diagnosi genetica pre-impianto per le coppie in cui
esistono patologie geneticamente trasmissibili.
Cosa si augura per il futuro?
Mi auguro che quanto fatto fino ad ora per la prevenzione e
a salvaguardia della fertilità e il futuro miglioramento delle
condizioni sociali possano portare ad un’inversione di tendenza, consentendo alle coppie di cercare la gravidanza
ad un’età più adeguata rispetto alle esigenze biologiche
e di poter ricevere delle cure sempre più efficaci e con la
minima invasività.
www.siosteril.it
La terza età della donna
D
Conoscersi per affrontare al meglio il cambiamento
opo l’ultimo ciclo mestruale, che di solito sopraggiunge
tra i 45 e i 55 anni, il corpo della donna entra nella menopausa. In questo periodo si interrompe la produzione di
ormoni (estrogeni e progesterone) da parte delle ovaie. La
fase di transizione, durante la quale una donna esce dallo
stato riproduttivo, inizia prima della menopausa ed è chiamata climaterio o peri-menopausa, anche se molte persone
la considerano già menopausa.
E’ una trasformazione importante che porta con sé una serie di cambiamenti che incidono sulla vita quotidiana, predisponendo l’insorgere di disturbi e patologie caratteristici di
questa ultima fase della sessualità femminile.
La sintomatologia vasomotoria – le classiche vampate di
calore e l’abbondante sudorazione notturna - rappresenta
il disturbo più evidente, seppur limitato ai primi periodi, in
molti casi fa sentire a disagio, mentre la carenza ormonale
provoca un effetto negativo con conseguenze più a lungo
termine, con influenze sulla salute e la qualità di vita.
Le patologie più diffuse, da prevenire con visite periodiche
e analisi specialistiche, sopraggiungono a causa della carenza di estrogeni, e vanno ad interessare le vie genitourinarie, il sistema nervoso, quello circolatorio e le ossa.
Come intervenire?
E’ molto utile un’attività fisica regolare che riduce il rischio
di danni cardiovascolari, contrasta l’aumento della pressione del sangue e l’osteoporosi oltre ad aumentare la resistenza fisica e migliorare l’umore.
Poiché in Menopausa si rallenta il metabolismo basale, è
molto importante inoltre che la donna adotti un regime alimentare equilibrato e bilanciato, ricco di frutta e verdura,
cui abbinare un consumo regolare di alimenti ricchi di ome-
ga-3, calcio e vitamina D. L’osteoporosi è uno dei principali
fattori di rischio per la salute correlato alla menopausa. La
massa ossea si riduce e circa il 25% delle donne in postmenopausa ha una grave osteoporosi e il 50% delle donne
che non assumono estrogeni subirà una frattura ossea nel
corso della vita.
E’ importante limitare l’assunzione di dolci e carboidrati
perché, oltre al rischio di diabete, condizionano l’aspetto
corporeo, determinando un aumento di peso e soprattutto
del grasso viscerale a livello addominale.
Esistono terapie farmacologiche che hanno l’obiettivo di
reintegrare gli equilibri ormonali, e diminuire la probabilità
dell’insorgenza di alcune patologie.
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Salute sessuale
Uno speciale di approfondimento
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PREVENZIONE
HPV: un nemico per lui e per lei
Papillomavirus umano o HPV. Chi colpisce? Cosa provoca? Come prevenirlo?
S
ono queste le
domande che le
mie assistite e i loro
partner mi pongono
di frequente, segno
del bisogno, spesso
inevaso, di un’informazione chiara e completa.
L’HPV è un virus molto
diffuso che si trasmetDott. Luciano Mariani - Istituto Nazionale Tumori IRE
te attraverso i rapporti
sessuali e che colpisce uomini e donne.
Esistono oltre 120 diversi tipi di HPV, ognuno identificato
da un numero. L’infezione da HPV non presenta sintomi,
cioè chi è infetto non sa di esserlo, per questo motivo la
trasmissione da una persona all’altra è difficilmente prevenibile.
A volte l’infezione regredisce spontaneamente senza provocare alcuna conseguenza, altre volte invece è causa di
patologie.
Quella più diffusa è la condilomatosi genitale. E’ una patologia non tumorale, che colpisce entrambi i sessi, ed è
causata dall’infezione di HPV a basso-rischio (HPV 6 ed
11).
I condilomi si presentano generalmente come delle prolife-
razioni sugli organi genitali e condizionano pesantemente
la vita di coppia e di relazione. Il loro trattamento è fastidioso, talvolta decisamente doloroso, e spesso ripetuto a
causa dell’elevata recidività.
Altri tipi virali definiti ad alto-rischio, (HPV 16 e 18) sono
responsabili di ben più gravi patologie: il tumore del collo
dell’utero, della vulva, della vagina, dell’ano, del pene e di
alcuni tumori orofaringei, ed anche in questo caso il virus
non fa distinzione di sesso.
Gli effetti di questo virus forse non si fermano qui. Studi
sperimentali, e che necessitano di ulteriori conferme, sembrano assegnare un ruolo all’HPV nella sterilità di coppia.
L’HPV quindi è un problema che riguarda non solo la donna e l’uomo, presi singolarmente come individui, ma anche
la coppia.
Come proteggersi? Sappiamo che il preservativo offre
una protezione parziale dall’HPV. Ma un mezzo efficace
per prevenire le malattie causate dal virus c’è, ed è la vaccinazione.
Ne esistono due in commercio: un vaccino bivalente, che
protegge dall’HPV 16 e 18, ed un vaccino quadrivalente
che protegge dall’HPV 6, 11, 16 e 18. Il bivalente è indicato
per le donne dai 9 ai 25 anni per la prevenzione del cancro della cervice. Il vaccino quadrivalente è indicato per le
donne dai 9 ai 45 anni e per gli uomini dai 9 ai 26 anni per la
prevenzione del cancro della cervice, dei condilomi genitali
e delle lesioni precancerose della vulva e della vagina.
I vaccini si sono dimostrati efficaci e ben tollerati. Non solo,
gli studi clinici confermano l’efficacia della vaccinazione anche dopo il debutto sessuale e in età adulta.
In tutte le vaccinate deve essere ben chiaro, tuttavia, che
sarà necessario continuare a seguire le scadenze dello
screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero.
In Italia la vaccinazione HPV è offerta gratuitamente alle
ragazze di 11 anni. Inoltre, per favorire l’accesso anche alle
donne che rientrano nelle indicazioni, ma non nell’offerta
gratuita, in molte regioni è stato attivato il social-price,
ovvero la possibilità di ottenere la vaccinazione presso le
Asl ad un prezzo di gran lunga inferiore rispetto a quello
applicato in farmacia.
Per i maschi, ad oggi, il social-price è attivo solo in alcune
regioni.
È comunque sempre possibile acquistare il vaccino in farmacia, dietro presentazione di ricetta medica.
Arriviamo allora all’ultima domanda: perché vaccinarsi?
La risposta è semplice: per proteggere la nostra salute,
evitando malattie che colpiscono una sfera molto delicata come quella dell’area genitale, proteggendo in questo
modo anche il partner bloccando la trasmissione del virus.
L’HPV è una cosa seria.
Lo si può prevenire, semplicemente, con un atto altrettanto serio: la vaccinazione
La trasmissione sarà interrotta il prima
possibile. Uniti contro l’Aids si vince.
Q
uesto è lo slogan della campagna di comunicazione del Ministero della Salute
per la lotta contro l’Aids 2012-2013 onair su
stampa, televisione, radio e web, dal 1 dicembre 2012.
Per il Ministro della salute, prof. Renato Balduzzi, “il contrasto all’Aids è una sfida globale
davanti alla quale non ci si può tirare indietro.
E’ importante aumentare la sensibilità di tutti
su questo tema e non abbassare la guardia,
e per fare questo è necessario continuare e
intensificare il lavoro di informazione e prevenzione, e sensibilizzare a un comporta-
mento sessuale responsabile, all’utilizzo del
preservativo e al test Hiv. ‘Interrompere la
trasmissione il prima possibile’ si può”.
In linea con le indicazioni della Commissione nazionale Aids, la campagna istituzionale vuole rafforzare la percezione del rischio
dell’infezione da Hiv e sensibilizzare sulla
modalità di trasmissione e sulle misure di
prevenzione.
La campagna si rivolge alla popolazione generale e in particolare alle categorie con com-
portamenti ritenuti a maggior rischio: adulti,
migranti, omosessuali, giovani e donne.
Al progetto hanno collaborato l’Istituto superiore di sanità, l’Istituto nazionale malattie infettive “Spallanzani”, l’Università degli studi
di Bologna e le associazioni di volontariato e
pazienti.
Accanto alla campagna di comunicazione, è
attivo un servizio di informazione e consulenza attraverso il numero verde 800.861.061
dedicato all’Aids e alle infezioni sessualmente trasmesse (Ist), attivo dalle ore 10 alle ore
18, per risolvere quesiti, chiarire dubbi e fornire indicazioni in merito ai centri diagnostico-clinici e alle organizzazioni non governative che si occupano di Hiv, Aids e Ist presenti
sul territorio nazionale. Il Telefono verde,
dell’Istituto Superiode di Sanità, svolge da
oltre 25 anni un’attività di counselling telefonico anonimo e gratuito relativamente alle
infezione da Hiv/Aids e alle infezioni sessualmente trasmesse in quattro lingue (italiano,
inglese, francese e portoghese).
Visita www.specialesalutesessuale.it per la versione multimediale,
disponibile anche per iPad e tablet.
6
Salute sessuale
Uno speciale di approfondimento
IMPOTENZA
Le età dell’amore
Un viaggio nelle “epoche” della sessualità maschile
L
’uomo cambia durante il corso della
vita e, con lui, anche le
sue esigenze sessuali,
i timori e le malattie
che colpiscono il suo
apparato genitale.
Iniziamo un viaggio
nelle età dell’amore
maschile insieme al
dott. Paolo BroggiDott. Paolo Broggini - Urologo membro S.I.A.
ni, Urologo Andrologo della Clinica Humanitas Mater Domini di Castellanza,
membro della Società scientifica italiana più prestigiosa nel
settore dell’Andrologia, la S.I.A.
Analizziamo le tre epoche: giovani, adulti e over 60, suddivise secondo parametri generazionali, eterogenee per
esigenze e aspettative, sottoposte ad un impatto mediatico
molto differente.
Il giovane maschio fino ai 40 anni, manifesta una particolare attenzione al proprio benessere sessuale, raccoglie
informazioni da più fonti e conosce la figura dell’andrologo quale specialista della sessualita’. Peraltro il 29% ri-
porta di avere avuto una educazione sessuale mediocre e
carente ed il 40% parla qualche volta o mai di sesso con
la propria Partner. Le disfunzioni sessuali che interessano
maggiormente le giovani generazioni sono la disfunzione
erettile su base psicogena e l’eiaculazione precoce. Nel
campione dei 19524 uomini studiati nella campagna settimanale della prevenzione andrologica SIA solo il 49,5%
riferisce una erezione normale tra gli under 40, due uomini
su dieci dichiarano una eiaculazione precoce abituale. Per
entrambe è necessario puntualizzare l’aspetto emotivo,
più che fisico, che le innesca in questa fascia d’età. L’accesso a una vasta quantità di informazioni online spesso
inesatte o ingannevoli, generando false aspettative, provocano spesso un’infondata ansia da prestazione.
I giovani parlano sempre meno della propria sessualità
all’interno della coppia: in caso di ripetuti fallimenti dell’erezione il 40,8% ha preferito soprassedere o non parlarne
affatto con la propria Partner. Un’altra situazione intrapsichica di sofferenza per il giovane è rappresentata dalla
dismorfofobia, ossia dal convincimento (immotivato) di
avere i genitali troppo piccoli.
Il maschio tra 40 e 60 anni, presenta una maggiore consapevolezza della propria sessualità e la problematica
per la quale si rivolge al medico di famiglia, spinto molto
spesso dalla compagna, è ancora la disfunzione erettile:
solo il 36,7% del gruppo analizzato riferisce una erezione
normale. Tra le cause scatenanti, troviamo stress, fumo
di sigaretta, obesità, ipertensione e farmaci correlati,
diabete, malattie prostatiche. Inoltre in questa età molte
coppie desiderano avere un figlio ma è ben noto come il
calo della fertilità età-correlato di entrambi i sessi possa generare il fenomeno dell’ansia della procreazione, con disfunzioni eiaculatorie psicogene come l’eiaculazione ritardata, deficit erettile con calo del desiderio libidico. Sovente
“il maschio in crisi” preferisce ascoltare i consigli dell’amico
e sceglie quindi di provare cure farmacologiche spesso
senza il consulto medico. E’ interessante notare come la
partner, di fronte al problema maschile, in buona percentuale si comporta con il compagno con comprensione ma
spesso non accetta di buon grado “la pillola per l’erezione”
perché la ritiene potenzialmente una minaccia (immotivata)
per la salute dell’uomo . Curioso cogliere come la Partner
talora patisca l’uso di tali farmaci da parte del proprio uomo,
come se la pastiglia si sostituisse alla capacità seduttiva
della stessa.
L’epoca degli over sessantenni raccoglie testimonianze
molto interessanti. Infatti in questa fascia si registra spesso
il gap libido-potenza nel quale al desiderio sessuale non
corrisponde una reale potenza di prestazione fisica. E’ importante ricordare che mantenere viva l’attività sessuale
è un comportamento sano e positivo. Fare l’amore spesso rappresenta quell’attività fisica consigliata agli uomini di
questa età. Gli uomini over 60 inoltre, hanno molto più tempo a disposizione per il sesso, una maggiore disinvoltura
nell’approccio con la compagna, (grazie anche alla libertà
di non incorrere in gravidanze) e non sviluppano lo stress
derivante dal timore di disattendere le aspettative. Cercano
quindi di mantenersi attivi, raccogliendo spesso “i consigli
degli amici del bar”: purtroppo è come se dopo i 70-75 anni
il maschio perdesse il diritto ad avere una sessualità e questo limite è spesso imposto immotivatamente proprio dal
Medico che tende a sottostimarne la valenza.
Da questi dati si evince l’importanza delle campagne nazionali di prevenzione della Società italiana di andrologia verso una più consapevole educazione sessuale per
l’uomo che però è imprescindibile dalla qualità del rapporto con il partner. Molto spesso le patologie legate alla
sessualità hanno basi più psicologiche che fisiche e in questo forse risulta opportuno sottolineare che lo specialista a
cui ci si rivolge deve essere anche in grado di valutare quali
siano le reali motivazioni che spingono i loro pazienti a ricercare un supporto e consigliare loro quello più adeguato.
(Dati raccolti durante le edizioni della “settimana della prevenzione andrologica” dalla S.I.A.)
Prostata e sessualità
Disfunzione erettile e sintomi di iperplasia prostatica benigna: un solo farmaco per curarle
D
ifficoltà ad urinare, aumento nella
frequenza, bisogno di
urinare spesso la notte, intermittenza nella
emissione del flusso,
sensazione di incompleto svuotamento della vescica. Sono questi alcuni
dei sintomi delle basse
vie urinarie – o LUTS,
Dott. Andrea Salonia - Andrologo San Raffaele
acronimo inglese che
sta per Lower Urinary Tract Symptoms - collegati alla ipertrofia
prostatica benigna, ovvero all’ingrossamento benigno della
prostata. In molti casi, a questi disturbi si associa la disfunzione erettile. Oggi è disponibile la prima terapia per trattare
contemporaneamente i due problemi. Sono circa 7 milioni gli
uomini italiani costretti alle “corse in bagno” a causa di questi
sintomi fastidiosi che incidono molto e negativamente sulla vita
sociale e sulla sfera privata di un uomo. Queste problematiche,
spesso un poco trascurate da chi ne soffre, talvolta possono
rivelarsi veri campanelli di allarme di patologie più gravi come
l’ipertrofia prostatica benigna, disturbo che colpisce gli uomini in età avanzata e che può condizionare eventi più severi quali
infezioni delle vie urinarie e blocchi urinari. Si è recentemente
scoperto che nella metà dei casi - 3,5 milioni di uomini - i sintomi
urinari sono associati anche alla disfunzione erettile, disturbo
maschile che ha ovviamente risvolti negativi sulla sfera della
vita affettiva. Le due problematiche insieme, costituiscono quindi una “nuova sintomatologia maschile” e hanno cause comuni.
Con l’età, infatti, si riduce la funzione del “rubinetto” muscolare
che fa arrivare il sangue al pene e che allo stesso tempo favorisce l’eliminazione dell’urina. L’individuazione delle cause
comuni fra sintomi del basso tratto urinario e le difficoltà
di erezione hanno consentito la messa a punto di una nuova
terapia che agisce contemporaneamente su entrambi i disturbi. Si tratta del tadalafil che, già disponibile per gli uomini con
disfunzione erettile e conosciuta come la “pillola gialla dell’amore”, ha ricevuto da poco una nuova indicazione come prima
terapia per trattare sia i sintomi urinari che la disfunzione erettile, al dosaggio di 5 mg di tadalafil assunti una volta al giorno.
Un bel passo avanti per l’uomo se si considera che i medicinali
finora utilizzati per il trattamento dei LUTS possono avere degli
effetti collaterali negativi proprio sulla sfera sessuale. “Gli studi
– ha confermato il dott. Andrea Salonia, urologo e andrologo
della U.O. di Urologia Sede dell’Ospedale San Raffaele di Milano – hanno dimostrato come con una sola pillola si possono
oggi controllare efficacemente anche i sintomi della basse
vie urinarie, con benefici già a partire da 7-10 giorni dall’inizio
della terapia”. Certo rimane un problema psicologico di base
nell’affrontare queste patologie. L’uomo è infatti poco disposto
a riconoscere, e ad accettare, le proprie problematiche. “E’
importante invece sensibilizzare il pubblico sulla possibile
concomitanza delle due patologie soprattutto quando l’uomo
entra in una fascia di età a rischio ” aggiunge il dott. Salonia.”
Sappiamo che i sintomi legati alla ipertrofia prostatica benigna
possono comparire già poco oltre i 40 anni, anche se diventano
più frequenti e disturbanti dai 50 anni in poi. In questa stessa
fase della vita l’uomo può anche iniziare ad avere qualche defaillance sessuale. E’ importante quindi indagare entrambi gli
aspetti anche quando uno dei due non viene espressamente
riferito dal paziente”.
Quali i consigli per affrontare questa nuova sindrome maschile?
• Anzitutto non sottovalutare i sintomi,
• Rivolgersi allo specialista urologo / andrologo che potrà
indagare sulla coesistenza delle due patologie e avviare il paziente alla terapia più adatta,
• Parlare senza tabù con la propria compagna: per loro
acquisita cultura le donne sono più attente alla prevenzione
rispetto agli uomini, tanto che in qualche caso arrivano a prendere per mano il compagno spingendolo ad affrontare queste
problematiche.
Salute sessuale
Uno speciale di approfondimento
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INSICUREZZA?
Dal web: rimedi e supporti
S
Non sono cure per una patologia ma un servizio discreto
appiamo con quale facilità sia possibile reperire
prodotti online, liberandosi così dai problemi legati all’imbarazzo. Ma possiamo stare sicuri di fronte
a questi acquisti? Approfondiamo l’argomento con il
Dott. Andrea Durano, Business Manager ShytoBuy.it,
portale inglese leader nella vendita online di prodotti
legati alla sfera sessuale.
Esattamente voi cosa proponete?
Nel nostro portale è possibile trovare una serie di prodotti naturali e dispositivi in risposta alle più comuni
preoccupazioni della sfera sessuale. Non si tratta di
farmaci e non sono assolutamente presentati in alternativa a terapie mediche, sono per lo più lozioni, pillole e devices, come soluzioni ritardanti l’eiaculazione o
dispositivi per l’epilazione, non direttamente legati alla
sfera patologica, che intervengono più che altro dal
punto di vista dell’ansia da prestazione, migliorando
l’autostima. In effetti, se visitate il portale www.shytobuy.it potrete vedere che i prodotti sono suddivisi in
sezioni dedicate non solo alla sfera genitale, ma anche
alla pelle, alle unghie e ai capelli.
Parlando di sicurezza e affidabilità, come garantite
l’efficacia dei prodotti in vendita?
Non trattandosi di farmaci non esiste un ente preposto a certificare l’efficacia dei prodotti. Sottolineiamo
sempre ai nostri clienti che i risultati sono soggettivi,
ma mettiamo a disposizione i risultati dei test effettuati
direttamente dai produttori e raccogliamo
i feedback di coloro
che li hanno utilizzati. Quest’ultimo dato
è per noi molto importante perché se i nostri clienti sono soddisfatti e
testimoniano la loro esperienza positiva ci sentiamo
in dovere di condividere tale risultato e mantenere il
prodotto in vendita.
Che risposte avete avuto dal mercato?
L’azienda nasce nel Regno Unito nel 2003 con l’idea di
portare online la vendita di prodotti, che prima avveniva solo di persona, mantenendo forte la componente di
servizio e consulenza al cliente nel momento dell’acquisto. Dopo due anni siamo sbarcati ufficialmente in
Italia e abbiamo registrato fin da subito un interessante
risultato. Oggi, con oltre 10 milioni di clienti, possiamo
individuare che il 30% è composto da italiani. Uomini
e donne che cercano un’opportunità di ritrovare la propria autostima grazie a questi prodotti.
Quali sono le motivazioni alla base di questi risultati?
Possiamo imputare il nostro successo a tre fattori chiave: la discrezione, la velocità di consegna, ma soprattutto l’efficienza del nostro customer service.
Il servizio clienti è il nostro fiore all’occhiello proprio
perché realizzato attraverso una formazione conti-
Vacuum terapia
Per chi è indicata?
L
a terapia con il vacuum ha avuto in questi anni esiti
altalenanti. Dobbiamo sottolineare che solo le corrette
indicazioni mediche sono in grado, per questa ed altre terapie, di generare i risultati utili. L’errore maggiore è quello di portare in evidenza una terapia applicandola, senza
consulto medico, ovunque e per qualunque condizione per
poi rendersi conto che mal applicata può produrre fallimenti.
Comunque è emerso un quadro complessivo ben documentato in cui la terapia con il vacuum può essere un ottimo
supporto per la disfunzione erettile e per gli “altri scopi” (è
sottintesa la terapia dimensionale) purché l’andrologo valuti
con cura il percorso e il tempo applicativo e ne segua lo
sviluppo con i dovuti controlli, o ogni altro elemento utile in
ogni specifico caso per ottenere una erezione stabile quando serve ed un pene ben funzionante nel suo complesso.
Questa modalità d’intervento sfrutta una conseguenza diretta dell’equazione fondamentale della statica dei fluidi: “una
variazione di pressione prodotta in un fluido si trasmette in
esso istantaneamente (perché la comprimibilità dell’acqua
è nulla) e produce una identica variazione di pressione a un
qualunque livello nel fluido nella nuova condizione di equilibrio”. E’ importante osservare che mentre la variazione di
pressione si trasmette inalterata, non è così per la forza che
produce in un corpo immerso in essa, infatti, il corpo viene espanso e posto in trazione. Nella terapia si impiega la
pressione negativa per espandere i vasi sinusoidi dei corpi
cavernosi e aumentare l’afflusso di sangue nel pene.
La ginnastica vascolare
Le indicazioni all’uso del Vacuum sono per:
• riabilitazione dopo prostatectomia radicale,
• dopo interventi chirurgici sul pene,
• deficit erettivo medio-lieve,
• pene piccolo.
Lo scopo fondamentale del trattamento riabilitativo della funzione sessuale è di impedire i processi degenerativi, che colpiscono precocemente il pene.
L’ossigenazione forzata e lo stretching passivo sono, al pari
dell’incremento delle misure morfometriche e del ripristino delle funzioni meccaniche, le principali azioni prodotte dall’uso
del dispositivo.
Mediante la compressione del soffietto del dispositivo utilizzato per la terapia si crea un pressione negativa al suo interno
e di conseguenza espande il pene, provocando un maggior
afflusso di sangue, ne consegue che con pressioni negative
a valori diversi, si inducono erezioni forzate di vario grado di
rigidità, che possono aiutare a risolvere varie patologie come:
• pene curvo,
• pene piccolo,
• operati di falloplastica o corporoplastica,
• eiaculazione precoce,
• Induratio Penis Plastica,
• fibrosi peniena (o malattia di La Peyronie),
• disfunzione erettile o impotenza,
• operati alla prostata,
• riabilitazione post chirurgica del pene.
[email protected]
nua, sia perché vogliamo essere in grado di fornire
una ricca quantità di informazioni sui prodotti offerti,
ma soprattutto per il supporto “emotivo” fornito.
Non bisogna dimenticare che parlando di sessualità
dobbiamo constatare i limiti culturali che si nascondono dietro le più comuni problematiche nella sfera
intima. Donne e uomini dimostrano sempre una certa
vergogna nel recarsi nei negozi specializzati o per acquisti di prodotti legati a questo argomento al supermercato.
Cosa offrite ai vostri clienti?
Il cliente acquista con noi e si ritiene soddisfatto perché trova risposta ai suoi problemi. Sente di potersi
confidare senza tabù su quelle che ritiene essere le
principali angosce che lo inibiscono nell’intimità. Consigliamo sempre di fronte ad avvisaglie di possibili
patologie di consultare il proprio medico, anche per
verificare eventuali allergie ai componenti dei prodotti,
come del resto è giusto fare prima di utilizzare qualunque prodotto.
www.shytobuy.it
Con AndroBath
la soluzione è nell’acqua
AndroBath
Fluid Running System
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appassionati alla vita
Ci sono momenti Che valgono anni di riCerCa.
ogni giorno portiamo la passione per la vita nei nostri laboratori,
nei nostri uffici, negli ospedali, nelle vostre case.
lavoriamo per migliorare la salute attraverso
la ricerca e lo sviluppo di farmaci e vaccini innovativi.
il nostro impegno raggiunge tutti, anche attraverso programmi
umanitari di donazione e distribuzione di farmaci.
Per assicurare ad ogni singola persona un futuro migliore.
www.contattamsd.it [email protected] www.msd-italia.it corp-1060070-0000-msd-j-10/14
Be well.
Le informazioni contenute in questo sito non devono essere intese come sostitutive del parere clinico del medico, pertanto non vanno utilizzate come strumento di autodiagnosi o di automedicazione. La visita medica tradizionale rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico.
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